Poste Italiane S.p.A. – spedizione in abbonamento postale – Aut. MBPA/LO-NO/045/A.P./2018- ART.1 COMMA 1- LO /MI - P.I. 30/03/2019
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ossier Bimestrale Aprile/Maggio 2019 n.17 - € 4,90 Italia
SCELGO DI STARE BENE
IL DISTURBO CHE COLPISCE 13 MILIONI DI ITALIANI
SPAZZA VIA
L’ACIDO URICO Così eviti diabete, ipertensione, infarto e ictus
FAI LA DIETA DEI 7 GIORNI Si chiama DASH e libera il sangue da tutte le tossine
Cammina 20 minuti
Curcuma e magnesio
Dormire bene
L’attività fisica dolce abbassa l’uricemia
Bloccano l’acido urico prima che attacchi le cellule
Aiuta a non produrre più le scorie nocive
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SOMMARIO L’EDITORIALE DI VITTORIO CAPRIOGLIO 3 Rimuovi la tossina che ti
LE SOSTANZE CHE SERVONO 48 Gli integratori riducono l’acido urico?
blocca
L'ASPETTO SCIENTIFICO 6 Che cos’è l’acido urico? 8 10
Che cosa si intende per uricemia? Chi è più a rischio?
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Provoca arrossamenti e lesioni della pelle
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Può danneggiare i reni?
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È in grado di causare insufficienza renale
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Via le tossine spazzando l’acidosi
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L’ormone dello stress alza l’uricemia
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Attenti agli zuccheri nel sangue
LA RELAZIONE CON IL CIBO 28 Quali alimenti alzano i valori di uricemia?
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Quali sono le pietanze da limitare?
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Stop ai radicali liberi e l’uricemia cala
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Qual è il miglior regime dietetico?
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Spegni l’infiammazione: abbassi l’uricemia
Era la malattia di papi e re
LE MALATTIE E I DISTURBI 14 L’iperuricemia provoca sintomi?
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È all’origine della gotta
LE CURE NATURALI 50 I rimedi verdi contro
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Quali conseguenze ha sul cuore?
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Il tarassaco: un depuratore universale
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Può causare il diabete
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Il fiore che elimina l’infiammazione
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La betulla aiuta la diuresi
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La verga d’oro cura la gotta
l’acido urico
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Il programma DASH settimanale
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Gli alimenti spazza acido urico
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È importante bere acqua
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L’ortosiphon combatte il sovrappeso
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La lespedeza brucia le scorie azotate
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Equiseto: fonte di minerali alcalinizzanti
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Direttore responsabile: Vittorio Caprioglio Direttore generale: Liliana Tieger Progetto grafico: Roberta Marcante Immagini: Fotolia, 123rf, Shutterstock Ha collaborato per i testi: Giulio Divo Con la consulenza scientifica di: Dottor Raffaele Morelli medico, psichiatra, psicoterapeuta Dottor Vittorio Caprioglio medico, psicoterapeuta Dottoressa Daniela Marafante medico, psicoterapeuta
L’IMPORTANZA DELLO STILE DI VITA 72 Camminare contrasta
Direttore pubblicità: Doris Tieger Ufficio pubblicità: Luisa Maruelli, Ugo Scarparo Responsabile Amministrativo: Danila Pezzali Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello Ufficio tecnico: Sara Dognini Ufficio Abbonamenti: Maria Tondini, Clarissa Cazzato
l’uricemia
Autorizzazione del tribunale di Milano n° 4 del 10/01/2017 ISSN 2531-3371
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Dormire bene ti depura dall’acido urico
URICEMIA E FARMACI 78 Qual è il ruolo delle
Stampato da Rotolito S.p.a. - Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia: SO.DI.P. “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola n° 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI)
medicine?
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Quali sono le medicine utili? GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI
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LE MALATTIE E I DISTURBI
L’IPERURICEMIA provoca sintomi?
Questa alterazione dei valori del sangue non dà sempre disturbi specifici. Anzi, può essere totalmente asintomatica. Tuttavia alcuni fastidi e certe sensazioni spiacevoli, anche molto comuni, possono costituire un segnale di allarme che va approfondito
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eccesso di acido urico nel sangue non dà sempre sintomi particolari. È una situazione che, specialmente quando “sfora” di poco i valori massimi, non si manifesta subito in maniera chiara ed evidente. I disturbi che può provocare sono, al-
meno in un primo tempo, abbastanza sfumati e generici, al punto che chi ne soffre non ci fa nemmeno troppo caso. Del resto siamo (a torto) abituati a pensare che portarsi dietro un senso di stanchezza, piccoli dolori, mancanza di energie e vitalità sia normale. Anche se, invece, non lo è. ■
PRIMO INDIZIO: DOLORI ARTICOLARI
SECONDO INDIZIO: CISTITI RICORRENTI
Un disturbo che può far pensare ad alti livelli di acido urico nel sangue sono i dolori articolari, diffusi e a loro volta accompagnati da un senso di rigidità. Il fastidio è più presente al mattino e diminuisce nell’arco della giornata, grazie ai movimenti della vita quotidiana. Il motivo per cui le articolazioni dolgono al risveglio può dipendere dal fatto che, siccome di notte la circolazione sanguigna rallenta, l’acido urico ristagna in sede articolare e può alterare l’ambiente biologico dell’articolazione stessa, determinando una leggera (ma percettibile) infiammazione. Quando il movimento riavvia la circolazione, l’acido urico viene eliminato con maggiore facilità, grazie anche alla ripresa della funzione della diuresi.
La tendenza ad avere infiammazioni batteriche della vescica, potrebbe dipendere anche dall’uricemia alta. Il motivo è il seguente: quando si deve eliminare molto acido urico, le urine tendono a essere più dense e ciò crea, all’interno della vescica stessa, un ambiente più adatto alla proliferazione dei batteri responsabili di infiammazioni e infezioni. Ecco perché, in caso di cistiti ricorrenti che non hanno un’altra spiegazione, un controllo di questo valore del sangue (e delle urine, studiando la concentrazione di acido urico nelle 24 ore) potrebbe chiarire se è questa la causa di un disturbo che possiede una facile tendenza a cronicizzare. RIZA Dossier
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TERZO INDIZIO: LA PRESSIONE ALTA Questo indizio è più significativo se accompagnato da uno degli altri descritti. I livelli di pressione sanguigna, infatti, sono influenzati da moltissime variabili di tipo psico-ormonale, dietetico, biologico e infinite altre. Tuttavia siccome è riconosciuto il legame tra iperuricemia e aumento dei livelli di pressione sanguigna, ecco che, prima di procedere a terapie mirate solo ad abbassare i valori pressori, è giusto verificare se c’è iperuricemia e, nel caso, se alla riduzione di questa corrisponde anche la diminuzione della pressione.
QUARTO INDIZIO: LA CUTE SECCA L’uricemia si può “vedere”? Con un occhio clinico ben allenato, sì. La cute di coloro che hanno alti livelli di uricemia è infatti secca, raggrinzisce con facilità e tende a perdere la sua idratazione e compattezza naturale. È una pelle che sembra essere rimasta esposta agli agenti atmosferici come freddo e vento. Questo particolare disturbo dipende dal fatto che con una uricemia alta la sudorazione viene alterata in termini di quantità e di qualità. La produzione sebacea (che è il nutrimento della pelle) subisce una trasformazione negativa che si riverbera anche sul cuoio capelluto, maggiormente esposto al rischio forfora e alopecia. RIZA Dossier
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LA RELAZIONE CON IL CIBO
Quali alimenti alzano i valori DI URICEMIA? Sono soprattutto quelli che contengono purine, ma non dobbiamo trascurare come le recenti ricerche abbiano messo “sotto la lente” anche gli zuccheri. Sembra che siano in grado di aumentare l’acido urico nel sangue ancor più delle prime
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opo avere visto che cos’è l’acido urico, come si forma nel nostro corpo e avere scoperto che è coinvolto nella genesi di un gran numero di patologie, diventa adesso necessario vedere in che modo possiamo correre ai ripari, nel caso in cui un controllo clinico evidenziasse un aumento anomalo di questo valore nel sangue. Indipendentemente dalla causa, infatti, se si presenta una situazione di iperuricemia bisogna correre ai ripari, diminuendo il più possibile l’assorbimento di quei cibi ricchi di purine, le sostanze che contengono composti di azoto in grado di far sviluppare più acido urico.
Aiuta abbattere i valori del 20% La maggiore quota di acido urico, nel nostro sangue, è prodotta a livello epatico partendo dalla degradazione delle cellule del nostro stesso corpo. Le purine alimentari concorrono in maniera minore ma non per questo indifferente. Stime attendibili indicano come possiamo quantificare la produzione di acido urico alimentare con il 20% del totale presente nel corpo. Si tratta di una quantità che può essere anche decisiva per risolvere uno stato di iperuricemia di grado lieve o moderato, ma potrebbe non essere sufficiente se invece lo stato è più grave. È quindi indispensabile impostare un regime alimentare povero di purine, per contrastare gli effetti nocivi degli eccessi di acido urico. Tuttavia, prima di metterci alla caccia di queste sostanze, è bene ribadire che non si tratta dell’unico “nemico”. RIZA Dossier
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IL PROBLEMA SONO QUELLI OCCULTI Un aspetto importante, circa il legame tra alimentazione e rischio iperuricemia è quello determinato dalla presenza di zuccheri “occulti” (cioè nascosti perché non vengono chiamati con questo nome) negli alimenti industriali. Ecco allora che se, leggendo l’etichetta di un alimento, vediamo essere presente il saccarosio, deve suonare un campanello di allarme nel caso avessimo necessità di limitare la produzione di acido urico. Lo stesso va detto per gli sciroppi di cereali (mais, su tutti, ma non solo): anche questi avviano la produzione di acido urico, poiché si tratta di sostanze zuccherine che hanno la medesima azione, sul nostro metabolismo epatico. E così, tra un alimento industriale, una bevanda dolcificata e un alimento ricco di purine, abbiamo già dato una bella “spinta” verso l’iperuricemia.
Sono importanti anche gli zuccheri
al fine di renderli digeribili, elabora chimicamente gli alimenti assunti e ciò determina una produzione di acido urico che è ancora superiore a quello sintetizzato a partire dalle purine. Alcuni test di tipo epidemiologico hanno dimostrato che la gotta (o artrite gottosa, come è più corretto chiamarla), affligge più spesso coloro che sono abituali consumatori di bevande dolcificate con il fruttosio rispetto a coloro che mangiano abitualmente carne. La percentuale è la seguente: due bevande dolcificate al fruttosio ogni giorno provocano un aumento del rischio gotta dell’85%. Il consumo quotidiano di carne si ferma, per così dire, al 45%. ■
Se si vuole perseguire l’obiettivo di diminuire i livelli di uricemia, non è necessario solo diminuire l’ingresso delle purine, ma è importante anche eliminare dall’alimentazione la più ampia quantità di zuccheri semplici (glucosio e fruttosio, soprattutto). Ma perché mai risulta necessario diminuire gli zuccheri, che sono fatti di ossigeno, idrogeno e carbonio, se invece desideriamo eliminare dal sangue un acido che contiene azoto? La risposta va cercata nel fegato: quando questo organo interviene per “processare” gli zuccheri semplici (specialmente saccarosio e fruttosio)
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le sostanze che servono
Gli integratori riducono
l’acido urico?
Questi prodotti possono essere utili perché consentono di bloccare alcuni dei processi metabolici che portano alla produzione di purine endogene. Oppure perché favoriscono l’eliminazione o comunque la neutralizzazione della tossina
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Ogni iperuricemia è un caso a sé
volte correggere le abitudini alimentari per eliminare l‘eccesso di acido urico dal sangue può non essere sufficiente, soprattutto se cerchiamo di ottenere un risultato significativo in tempi molto brevi. Gli integratori, da questo punto di vista, possono essere considerati una risorsa molto importante, a patto di saperli utilizzare nel modo corretto. Con quest’ultima indicazione non intendiamo dire che, semplicemente, bisogna attenersi alle istruzioni d’uso; vogliamo invece sottolineare come vada ben riconosciuta la causa dell’innalzamento dei valori di uricemia, prima di procedere con una integrazione che potrebbe risultare solo parzialmente utile, oppure inutile e in certi casi persino nociva.
Trattare una iperuricemia in un paziente che ha un problema con gli zuccheri è cosa differente rispetto a chi è iperuricemico a causa di un aumento del turnover cellulare. Nel primo caso dovremo utilizzare integratori che sono in grado anche di aiutare nel processo di contenimento dei livelli di glicemia, in modo da contrastare poi la formazione di acido urico attraverso questo meccanismo. Nel secondo caso, invece, risulterà molto più utile procedere a una integrazione di tipo antinfiammatorio. Oppure a contrasto dei radicali liberi, perché servono sostanze capaci di salvaguardare l’integrità cellulare, neutralizzando tutti i fattori che possono concorrere a velocizzare i processi di invecchiamento dei tessuti. n
esiste un rimedio universale ed è il magnesio L’integratore che si adatta molto bene a correggere tutti gli squilibri che provocano iperuricemia è il magnesio. Neutralizza l’acido urico nel sangue e ne favorisce l’eliminazione per via renale. Inoltre agisce sui fenomeni di stress psichico che attivano la produzione di cortisolo, coinvolto poi sia nell’aumento del turnover cellulare, sia nell’immagazzinamento eccessivo degli zuccheri. Il fabbisogno giornaliero per un uomo varia dai 400 ai 420 mg al giorno. Per una donna è compreso tra i 310 e i 320 mg al giorno.
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QUELLI UTILI APPARTENGONO A CINQUE CATEGORIE DIVERSE Nelle prossime pagine presenteremo gli integratori con cui è possibile contrastare gli effetti nocivi dell’acido urico. Dato che ognuno di essi agisce su cause differenti, abbiamo deciso di suddividerli in cinque grandi gruppi a seconda dell’effetto cercato. Alcuni integratori possono svolgere più funzioni tra quelle descritte. In tal caso abbiamo scelto di inserirli nella categoria in cui forniscono il “contributo” prevalente.
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INTEGRATORI CONTRO L’ACIDOSI TISSUTALE: questa condizione altamente pro infiammatoria dà una spinta al turnover cellulare e quindi aumenta la produzione di purine endogene. I rimedi presentati servono a “spegnere” l’infiammazione in atto e ad allungare la vita delle singole cellule.
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CONTRO LA IPERPRODUZIONE DI CORTISOLO: l’ormone dello stress provoca un aumento dell’acido urico perché crea uno stato infiammatorio e aumenta la glicemia nel sangue. Descriveremo allora gli integratori più adatti contro questo specifico problema.
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PER RIDURRE LA GLICEMIA: presentiamo gli integratori che sono in grado di diminuire il livello degli zuccheri nel sangue, per spezzare questo meccanismo di produzione dell’acido urico a livello epatico.
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PER LENIRE LO STATO INFIAMMATORIO GENERALIZZATO: se eventi o situazioni stressanti hanno già infiammato l’organismo, è bene procedere subito a una integrazione che abbia la capacità di riportare la situazione sotto controllo, in modo da bloccare i meccanismi di aumentato turnover cellulare.
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PER DIMINUIRE L’AZIONE DEI RADICALI LIBERI: anche questa “miccia” può innescare i meccanismi di apoptosi cellulare e quindi la produzione di purine endogene. Ci vogliono allora integratori capaci di eliminare queste tossine nocive e disinquinare l’ambiente biologico in modo da assicurare alle cellule stesse un completo ciclo vitale.
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Riconoscere la causa aiuta a fare la scelta del rimedio più giusto per le nostre esigenze
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L’IMPORTANZA DELLO STILE DI VITA
CAMMINARE
contrasta l’uricemia Bastano pochi chilometri tutti i giorni per ottenere una decisa riduzione dei livelli di questa sostanza nel sangue. È un’attività adatta a tutti, che agisce come un farmaco, facendo calare istantaneamente la concentrazione di queste tossine
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Riduce la massa grassa e migliora l’ossigenazione
e indicazioni alimentari, gli integratori e i rimedi verdi sono molto importanti, per combattere l’iperuricemia. Un po’ di sport, tuttavia, rappresenta un “plus” che può fare la differenza tra una situazione tenuta sotto controllo e una soluzione definitiva del problema. La ragione di ciò va cercata nel fatto che l’attività fisica agisce a più livelli: aiuta a migliorare le modalità di eliminazione dell’acido urico, così come ne previene la sintesi a livello epatico. Insomma, ci sono davvero molti motivi per affrontare la vita con maggiore dinamicità, se si vuole superare questo problema. Tra tutti gli sport, quelli più utili per eliminare l’acido urico sono quelli a bassa intensità, cioè quelli che non richiedono di arrivare alla soglia anaerobica. Ecco, allora, che la camminata di buon passo si dimostra un esercizio universale e di estrema utilità.
Se pensiamo che in un’ora di camminata di buon passo possiamo bruciare fino a 350 kcal è facile capire come, in meno di una settimana di passeggiate, possiamo neutralizzare addirittura una intera giornata di alimentazione squilibrata e vita sedentaria. Peraltro la camminata di buon passo è l’esercizio migliore per chi è sovrappeso perché non stressa troppo tendini e articolazioni, facendo gravare su di loro i chili di troppo. Questo movimento, inoltre, determina un transitorio aumento della frequenza cardiaca. In tal modo il torrente sanguigno, che si muove più rapidamente, rimuove i residui di acido urico che potrebbero cristallizzare e finire, nel tempo, proprio sulle piccole articolazioni, determinando dolore e costringendo alla sedentarietà. Meglio allora giocare di anticipo e cominciare a muoversi, così da prevenire il problema.
IL CALCOLO DELLA SOGLIA ANAEROBICA La soglia anaerobica è quella per cui, oltre una certa frequenza cardiaca, il corpo inizia a produrre acido lattico a livello muscolare. Gli allenamenti a bassa intensità, quelli che aiutano a sbarazzarsi dell’acido urico in eccesso, dovrebbero attestarsi attorno al 60% del massimale cardiaco, il cui valore si ottiene sottraendo alla cifra di 220 quella corrispondente alla propria età anagrafica. La soglia va quindi determinata effettuando il calcolo percentuale sul proprio massimale cardiaco. Per maggiore chiarezza ecco l’esempio di un cinquantenne che vuole ottenere questo dato. L’operazione è la seguente: 220-50=170 che rappresenta il massimale. Dopodiché eseguiremo le due operazioni 170:100, che fa 1,7 e 17x60 il cui risultato è 102, la percentuale. Mantenendo i battiti in una frequenza compresa tra 100 e 105 battiti al minuto, ci si allena efficacemente e in sicurezza. RIZA Dossier
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Una ricerca rivoluzionaria Scienziati cinesi dell’Università del Sichuan hanno scoperto che grazie a una camminata davvero breve (un chilometro e 600 metri) di buon passo (media di otto chilometri all’ora), in soli 45 giorni si ottiene una diminuzione significativa dei livelli di acido urico nel sangue. Tradotto nella pratica significa poco meno di 20 minuti al giorno di camminata. Il motivo è da cercare nel fatto che con l’esercizio fisico si brucia ATP, una sostanza che se inutilizzata viene convertita in adenina, una delle basi azotate che concorre alla produzione di acido urico.
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Basta completare due chilometri al giorno per ridurre la concentrazione di acidi nel sangue
Fa sudare e migliora il ricambio idrico Chi fa sport suda e attraverso il sudore espelle anche una piccola (ma comunque significativa) parte di acido urico. Al termine dell’esercizio, ecco la sete che porta a reintegrare i liquidi perduti. Ebbene, quando la sete si presenta a seguito di una seduta allenante è importante ricordare di idratarsi con l’acqua e non con bevande o bibite zuccherate. L’ideale è alcalinizzare l’acqua stessa con una spruzzata di succo di limone. ■ RIZA Dossier
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