RIZA
I GRANDI LIBRI DI
RIZA
Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
RAFFAELE MORELLI
La nostra felicità, la tranquillità, il benessere, dipendono solo dal nostro atteggiamento mentale. Il primo segreto consiste nell’allontanarsi dall’idea che ci siamo fatti di noi stessi. Distrarsi dalle definizioni, dai problemi, significa entrare nel Regno dell’Adesso. Io sono vivo Adesso, l’energia vitale scorre in me. Allora posso immaginare, sognare, desiderare, vivere. I miracoli avvengono quando muore la credenza, l’opinione che ti sei fatto di te.
Le piccole cose che ti fanno star bene
RAFFAELE MORELLI
Le piccole cose
che ti fanno star bene OGNUNO DI NOI POSSIEDE TESORI CHE SPESSO IGNORA ECCO COME FARLI EMERGERE
Ci sono azioni che bloccano lo sviluppo della nostra personalità. E ci sono nuove strade che possono cambiare in un attimo la nostra vita
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SOMMARIO 6
GLI OSTACOLI DELLA VITA TI AIUTANO A CRESCERE Non è pensandoci che si risolvono i problemi
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Prendi il volo se ascolti i tuoi disagi
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Le persone sbagliate ci fanno star male!
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Cambia personaggio arriva la felicità
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SAI CURARTI DA SOLO CON I FARMACI DELL’ANIMA
Stava fiorendo e non lo sapeva
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È la “mente magica” a farti guarire
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Tre passi fuori dal tunnel più scuro
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Nascondersi è la cura migliore
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Fai l’amore, ma solo a modo tuo!
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Non pensare mai che i disagi durino per sempre!
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Le lacrime che salvano la vita
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La via del silenzio interiore
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LA MENTE CHE IMMAGINA CREA IL MONDO
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Immagina il tuo fiore. Così realizzi ciò che vuoi
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Dentro di te c’è un Artista che ti cura
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Guai a parlare dei problemi: non se ne vanno più via!
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Non riesci più a dormire? Rifugiati nel tuo nido
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Entra nel regno del Nulla e i desideri si realizzano
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NON COPIARE NESSUNO NON C’È UN ALTRO COME TE Fai come la rosa: fiorisci senza farti domande
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Non dirti mai: «Io non valgo niente»
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Ecco come si impara ad aver cura di se stessi
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L’anima arriva come una volpe nella notte
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Così trovi la tua strada
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LA GIOIA ARRIVA DAL TUO LATO SCONOSCIUTO Fai spazio alla tigre che c’è in te
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Non ascoltare nessuno tranne i tuoi difetti
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Solo chi va fuori rotta impara a navigare
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Non lottare con te stesso
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L’INSEGNAMENTO La tua felicità dipende solo da te
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I FARMACI DELL’ANIMA
È la “mente magica”
a farti guarire NEI GRANDI DOLORI, QUANDO VENIAMO ABBANDONATI O CADIAMO IN DEPRESSIONE, IL NOSTRO INCONSCIO PRIMORDIALE SCENDE IN CAMPO. E CI FA COMPIERE PROPRIO LE AZIONI GIUSTE PER NOI, I RITI MAGICI CHE APRONO LE PORTE ALLO SCONOSCIUTO CHE CI ABITA. COSÌ RITROVIAMO CIÒ CHE AVEVAMO PERDUTO: LA NOSTRA IMMAGINE UNICA
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isogna trattare le emozioni e i sentimenti che vengono a trovarci come infiniti, come largamente estesi. Così la paura è la paura dell’ignoto, dell’abisso, del Nulla, di quel lato sconosciuto così vasto che ci abita. Così l’invidia si allarga verso il desiderio di essere più in alto, sopra tutti, sopra la terra. In fondo è la voglia di più cielo nella nostra vita di tutti i giorni. In questa chiave è un sentimento straordinario: dovrebbero saperlo tutti quelli che giurano di non essere invidiosi. Non sanno cosa si perdono… La tristezza, invece, apre al senso di sfasamento, all’assenza totale dell’essere, alla perdita di identità. Sarà per questo che Ulisse arriva a Itaca senza più nome, senza essere riconosciuto: il Re che era, è diventato un misero straccione. Doveva diventare ancora
Nessuno per ritornare sul trono della sua Terra Promessa. Niente come la depressione annienta ogni nostra identità, ogni personaggio che crediamo di essere: così ci riporta alle nostre radici. Ogni dolore, ragionando così, è cosmico, solo cosmico. «Non è Lea che se ne è andata - mi dice Franco, 35 anni - ma il femminile intero di tutto il mondo. Non ho più una donna, un amore, una madre, un’amante…». Sapete cosa gli ho consigliato? Di scegliere il cibo, la bevanda, il profumo che lo faceva sentire più a suo agio, di concentrarsi solo su questo. Il femminile è concreto come la terra: quando lo perdiamo, il sollievo ci viene non da elucubrazioni mentali, ma da cose pratiche, materiali. «Me ne starei a letto con un bicchiere di latte vicino, sul comodino. Mi piacerebbe, ma non posso far-
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UNITI AL COSMO LE TUE RISORSE NON SONO “TUE”, SONO LE RISORSE DELL’INTERO UNIVERSO CHE L’ANIMA SA ATTIVARE PER TE
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LA MENTE CHE IMMAGINA
Immagina il tuo fiore. Così realizzi ciò che vuoi
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QUANTE VOLTE LOTTIAMO COME LEONI PER AVERE L’ESATTO CONTRARIO DI QUELLO CHE CI SERVE? PER TENERE IN PIEDI RAPPORTI FINITI, PER RAGGIUNGERE METE CHE IN FONDO NON CI INTERESSANO, MA CUI ASPIRIAMO PER FARE BELLA FIGURA CON GLI ALTRI... QUANTA FORZA DI VOLONTÀ POTREMMO IMPIEGARE MEGLIO! COME? INIZIANDO AD AFFIDARCI A CHI NE SA PIÙ DI NOI: L’IMMAGINAZIONE
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hi sono i miei amici? È inutile perdere tempo, non cerchiamo all’esterno. Fuori di noi vi sono solo cose transitorie, persone che vanno e che vengono, lavori che funzionano e altri insoddisfacenti, traguardi che crediamo di raggiungere e tanti sogni nel cassetto che non si sono realizzati. Le cose che non abbiamo realizzato ci fanno credere di avere poca forza di volontà e qualsiasi risultato ci arrivi, ci sembra sempre poco. Un po’ come a scuola quando dicevano di noi ai nostri genitori: «Potrebbe fare di più…». A Giulia, che mi racconta in una seduta la sua sconfitta amorosa, l’addio che ha subito e di cui si sente colpevole, ho consigliato di chiudere gli occhi e immaginare se stessa non come una persona, ma come un fiore. Le immagini sono le nostre migliori alleate, sono il codice dell’anima: sono come il seme, producono il percorso migliore, quello più adatto a noi. Sono loro che ci portano alla meta, al traguardo, non gli sforzi. È un esercizio semplice: può farlo chiunque, anche 2-3 volte nella giornata. Vi viene in mente un fiore che
vi fa sentire a vostro agio? Arriva l’immagine di una rosa, una dalia, un mughetto? Non chiedetevi cosa vuol dire, non cercate il significato. Semplicemente chiamatelo nella vostra mente quando vi sentite a disagio, quando soffrite, quando sentite l’impotenza, quando non riuscite a raggiungere l’obiettivo che vi eravate prefissati.
Quando le cose non arrivano… I desideri che non si realizzano hanno un senso più profondo di quello che pensiamo. Non servono sforzi, né azioni cocciute: incaponirsi per ottenere un risultato non serve a niente. Le cose che sono in sintonia con noi arrivano da sole, spontaneamente. L’Io lotta per desideri vani, che non interessano alla nostra anima. Tra tutti gli atteggiamenti mentali che possiamo adottare, il più utile verso se stessi è quello della “nessuna volontà” e quindi del “nessun percorso da seguire”. Il Taoismo ha insegnato che le cose che contano avvengono quanto più siamo estranei a noi stessi, quanto più accettiamo di
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L’INSEGNAMENTO
La tua felicità dipen d Ciò che conta è scoprire che cosa Al termine del nostro percorso, rimane un insegnamento fondamentale: la felicità dipende da noi. Questo non significa però essere migliori o correggersi, tantomeno fingere di non provare certe emozioni dolorose e spiacevoli, ma lasciare spazio a qualcosa che non vediamo e che rompe la recita del solito personaggio
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a nostra felicità, la tranquillità, il benessere, dipendono solo dal nostro atteggiamento mentale. Il primo segreto consiste nell’allontanarsi dall’idea che ci siamo fatti di noi stessi. Alessia mi dice: «Tutto dipende dal fatto che io non mi voglio bene. Non mi sono mai voluta bene. E così ogni uomo che frequento, dopo 2 o 3 mesi, finisce per lasciarmi, perché chiedo a lui l’affetto che io non so darmi. Lo so che lei non ama spiegare ciò che siamo prendendo come giustificazione il passato, ma io penso di non amarmi perché mio padre era freddo con me e con mia madre, mentre era dolcissimo con mio fratello minore».
Io sono qui adesso Quando dico «non mi voglio bene, non mi sono mai voluto bene», io sto definendo me stesso. Mi sto dicendo che non ho amore per me e credo che la soluzione sarà guarire da questa mancanza di amore. Ma chi ha detto che dobbiamo volerci bene? Forse questo è uno dei tanti luoghi comuni con cui abbiamo riempito
il nostro mondo interiore. Provate a pensarci: cosa significa volersi bene? Dirsi “sei buono, sei bello”, sentire affetto per se stessi? Nessun essere umano nelle epoche precedenti la nostra si è mai posto questo tipo di problema, né ha mai pensato che una vita migliore sarebbe arrivata dall’amore verso se stesso. Come posso amarmi sempre, se l’amore è il regno della discontinuità? Non durano gli amori, figuriamoci se posso andare sempre bene a me stesso. Perché non ho il diritto di sentire nei miei confronti gelo, perché non posso detestarmi? Anzi, se posso scoprire l’odio, la freddezza verso di me, contatto energie psichiche che hanno bisogno di stare insieme a me. È come se l’anima dicesse: «Scopri il fastidio di stare con te, non sei solo la presenza che senti, non sei solo quello che conosci di te. C’è dell’altro…». Non è che l’anima non ti ama più. È solo stufa del tuo solito modo di essere: sempre uguale, ripetitivo. È stanca delle stesse cose che dici. “Non mi voglio bene” vuol dire semplicemente che non mi trovo a mio
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n de solo da te
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desideri per davvero agio, perché recito sempre lo stesso personagre, sognare, desiderare, fare l’amore, cenare, gio. C’è dell’altro di me da scoprire: questo giocare, vivere indipendentemente dall’amodice l’anima. La verità è che noi vogliamo re che non ho avuto. I miracoli avvengono stare con noi stessi in modo omologato. «Tu quando muore la credenza, l’opinione che ti ti vuoi bene?» è una domanda inutile, banasei fatto di te. le, che definisce il nostro mondo interno in La tua Donna nascosta base a un luogo comune. E cioè che volersi Con Adele la cosa che funzionava di più era bene sia l’unica cosa che conta e che da questo l’immagine del travestimento. Lei, che era dipenda la nostra gioia di vivere o la nostra sempre in jeans, immaginava a occhi chiuinfelicità. Una mia paziente, Adele (35 anni), si un abito scollato, ripeteva le stesse parole Tutto dipende lungo, di colore rosdi Alessia: «Tutto dal fatto che non mi amo. so e vistoso. QuanI miei fallimenti vengono do a occhi chiusi si ». Ripeimmaginava così, le proprio da questo». Quello che crediamo, teva queste parole come compariva il sorriso determina il destino. un disco rotto. Era venusulle labbra. Nelle ta da me non per stare sedute precedenti, La soluzione è non bene, ma semplicemenquando parlava di sé te per trovare qualcuno aveva sempre il viso dare definizioni di sé che confermasse che le imbronciato. Non cose stavano come penl’avevo mai vista risava lei e che non c’era dere. Invece poteva stare anche mezz’ora via d’uscita. Quello che a occhi chiusi a parlare di questa donna «con crediamo, determina il nostro destino. La soi capelli raccolti, con l’abito rosso che seduceva, luzione è distrarsi dalla certezza della defiche vedeva tanti uomini correrle dietro, mentre lei, nizione. Le facevo immaginare a occhi chiusi con tono altezzoso, li dominava». Era l’amore il scene naturali, paesaggi, mari, sorgenti, fiuproblema? Il non volersi bene? O la donna mi, alberi che le piacevano tantissimo. Ma nascosta, la Signora del Rosso, che non trocome riapriva gli occhi, finiva sempre per vava spazio? Quando dico “non mi amo” e dire che non si voleva bene. Distrarsi dalle mi fisso su questa idea, in realtà sto negando definizioni, dal problema, significa entrare altri volti di me che vogliono emergere. Basta nel Regno dell’Adesso. Io sono vivo adesso, immaginare per scoprirli. l’energia vitale scorre in me. Posso immagina-
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