Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
RIZA
IL DIZIONARIO DEI DISTURBI E DEI RIMEDI NATURALI
RIZA
Prendersi cura di se stessi è importante per la salute generale e, quando possibile, è bene farlo utilizzando rimedi a base d’erbe, integratori, prodotti omeopatici e fiori di Bach. Questo libro spiega con semplicità e chiarezza le cause di sintomi e malesseri e come intervenire per superarli in modo naturale. Così potrete finalmente diventare i protagonisti del vostro benessere e ritrovare il piacere di un corpo sano e attivo.
RIZA
IL DIZIONARIO DEI DISTURBI E DEI RIMEDI NATURALI Come affrontare i disagi più comuni
senza effetti collaterali
IL DIZIONARIO DEI DISTURBI E DEI RIMEDI NATURALI Come affrontare i disagi più comuni
senza effetti collaterali
RIZA
Testi di: Maria Fiorella Coccolo Redazione: Ilaria Radina Copertina: Roberta Marcante Progetto grafico: Daniela Figliola Immagini: Shutterstock © 2017 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
indice Introduzione 7 A AciditĂ di stomaco 9 Acne 12 Acufeni 13 Aerofagia 15 Affaticamento oculare 17 Afta della bocca 19 Alitosi 20 Alopecia 22 Ansia 24 Aritmie 26 Ascesso 28 Asma 30 Astenia 31
Cervicale Cistite Congiuntivite Couperose Crampi muscolari D Denti sensibili Depressione Dermatite Diarrea DifficoltĂ di concentrazione Dolori articolari Dolori mestruali
45 47 50 53 55
58 59 61 63 65 68 71
B Blefarite 34 Bruxismo 35
E Ecchimosi 74 Edema 75 Eritema 77
c Catarro Caviglie gonfie Cedimenti della pelle Cellulite
F Faringite Febbre Forfora
38 39 41 43
80 81 83
indice
Formicolii Fotosensibilità G Gengive arrossate Gola secca Gonfiori addominali H Herpes labialis
85 87
90 91 93
96
I Incontinenza urinaria 98 Insonnia 99 Ipertensione 101 Ipotensione 103 L Lingua bianca M Mal d’auto Mal d’orecchio Mal di pancia comune Mal di schiena Mal di testa
106
109 111 112 114 116
N Nausea e vomito
118
O Occhi arrossati
120
P Perdita dell’olfatto Perdita dell’udito
122 124
R Raffreddore 126 S Salivazione eccessiva 128 Secchezza vaginale 130 Sovrappeso 131 Stitichezza 133 Stress 135 Sudorazione eccessiva 137 T Tosse 139 V Vertigini 141
introduzione
Q
uesto libro ha lo scopo di aiutare il lettore a conoscere i più comuni disturbi e a scoprire come combatterli in modo naturale, evitando effetti collaterali e ristabilendo l’equilibrio e il benessere dell’intero organismo. Per ogni disturbo potrete scoprire i sintomi, le cause e i rimedi più adeguati per affrontarlo. Acidità di stomaco, mal di testa, cistite, ipertensione, cellulite, ansia… la giusta combinazione di erbe e integratori, così come l’impiego dei rimedi omeopatici, dei Sali di Schüssler e dei Fiori di Bach, insieme all’alimentazione più adatta, può stimolare l’organismo a ritrovare l’equilibrio, evitando la perdita dei suoi naturali meccanismi di difesa e di recupero.
Perché i rimedi naturali sono un’ottima scelta
Basta fare qualche esempio pratico per capire come la scelta naturale sia la più conveniente per la salute di ognuno di noi: in caso di influenza gastrointestinale dovuta a batteri patogeni o virus, per esempio, l’uso di farmaci che ne bloccano il sintomo più tipico, la diarrea, fa sì che i microrganismi nocivi rimangano all’interno dell’intestino, con un aggravamento generale che comporta danni anche per il sistema immunitario, che si forma e abita per la gran parte proprio in quest’organo. E che dire dell’impiego continuo di antibiotici per frenare la cistite: questo porta a forme croniche che nel tempo si fanno sempre più aggressive e meno curabili, quando invece nella maggior parte dei casi basterebbe del mannosio, uno zucchero indigeribile, quindi senza calorie e adatto anche in presenza di diabete, per portare via i batteri dalla vescica senza alcuna 7
introduzione
assuefazione e nutrendo pure i batteri buoni delle mucose, i veri alleati della salute. E così per l’ansia o la depressione, in genere trattate con medicinali la cui lista di effetti collaterali è davvero lunga… con i rimedi omeopatici o i fiori di Bach più adatti al caso potrete rigenerare la mente e ritrovare rapidamente la serenità e il buonumore in tutta sicurezza. Va detto che in alcuni casi i farmaci sono essenziali per la guarigione, ma senza eccedere nel loro impiego e riservandoli ai casi in cui sono davvero necessari, si eviteranno pericolose assuefazioni e altrettanto dannose manifestazioni secondarie.
La guida pratica per la tua salute
Nasce quindi il bisogno di una guida pratica e aggiornata, come questo volume, che vi presenti i prodotti naturali più efficaci, tenendo conto anche delle ultime scoperte della scienza che, anche nel mondo della medicina alternativa, sta facendo passi da gigante. E grazie a questo libro, scritto con semplicità e chiarezza, potrete finalmente diventare i protagonisti della vostra salute e ritrovare il piacere di un corpo sano e attivo.
8
a Acidità di stomaco
L’
acidità di stomaco è un disturbo molto comune. Si manifesta quando gli acidi che normalmente risiedono nello stomaco risalgono nell’esofago, irritandone la parete e causando dolore e fastidio per un periodo di tempo più o meno prolungato, da alcuni minuti ad ore.
Come si manifesta
Questo disturbo può comprendere bruciore di stomaco, una sensazione di costrizione o bruciore a livello della gola e del torace. Talvolta si avverte anche un sapore amaro o acido in gola. Se acidità e bruciore si presentano entro trenta minuti dal pasto e si accompagnano a dolore, potrebbe trattarsi di ulcera gastrica. Quando l’acidità sopraggiunge lontano dai pasti, per esempio di notte, e l’ingestione di cibo l’attenua, potrebbe trattarsi di ulcera duodenale. Se la sensazione di bruciore data dall’acidità non si limita allo stomaco ma va verso l’alto, fino a interessare anche la gola, con tutta probabilità il disturbo è dovuto a reflusso gastroesofageo.
Le cause
L’acidità di stomaco può essere sintomo di una malattia allo stomaco, all’intestino tenue o a quello crasso, ma può anche essere un disturbo in sé. Si può verificare quando si modificano le abitudini alimentari (si cambiano gli orari, le quantità o la tipologia di alimenti). Se si tratta di un caso isolato, il tutto potrebbe essere ricondotto a una cattiva digestione, specialmente nel caso in cui si è incorsi in eccessi alimentari. Anche fumare prima o durante i pasti oppure inghiottire troppa aria nel corso del pasto perché si mangia velocemente può provocare acidità, così come mangiare troppo (perché l’eccessivo riempimento dello stomaco può comportare una maggiore secrezione di acido gastrico) oppure mangiare poco prima di andare a dormire (perché ciò facilita la risalita 9
a
Acidità di stomaco
dei contenuti acidi nell’esofago). Ricordiamo infine che, non di rado, l’acidità si presenta a causa di stress psicofisico, ansia, preoccupazioni e forti emozioni, che disturbano il meccanismo nervoso che controlla le contrazioni dello stomaco e dei muscoli intestinali.
Quando rivolgersi al medico
Se il disturbo si manifesta di frequente e senza una causa apparente, si consiglia un controllo medico. Per gli individui sopra i 45 anni è utile accertare, con un apposito test che si può fare anche in alcune farmacie, se il responsabile è il batterio noto come Helicobacter pylori.
Integratori
◗ Enzimi digestivi: è particolarmente indicata una miscela a base di enzimi vegetali digestivi con l’aggiunta di fermenti lattici e fibre prebiotiche come l’inulina, utile per rigenerare la flora gastrica, e di Carlina acaulis, nota per la sua azione digestiva. Da scegliere se il problema consegue a cattiva digestione. ◗ MSM, metilsufonilmetano, cioè zolfo organico: lo zolfo si trova in latte e latticini, carne e pesce, frutta e vegetali; in particolare, è presente in notevoli quantità nelle crocifere, come broccoli, cavolo cappuccio e cavolfiore. Questo elemento permette alle cellule d’essere più “permeabili”, consentendo loro di eliminare più facilmente scorie e tossine che si formano al loro interno e di assorbire le sostanze che le nutrono. Questa caratteristica di aumentare la permeabilità delle cellule può spiegare le capacità dell’MSM di lenire il dolore che spesso è causato da un accumulo di sostanze tossiche nello stomaco che creano acidità e bruciori. Se ne prendono 2-4 capsule al dì. Da scegliere se il problema deriva da una dieta squilibrata, tale da produrre scorie e tossine. ◗ Vitamina B1: 50 mg al dì. Aiuta la digestione dei carboidrati. Da scegliere se la tua dieta è ricca di questi nutrienti. ◗ Vitamina B6: 50 mg al dì. Facilita la digestione delle proteine. Da scegliere se la tua alimentazione è ricca di questi nutrienti.
Erbe
In tutti i casi, è utile assumere gli estratti di curcuma e zenzero, depurativi e indicati per migliorare la digestione. Li trovi in un unico integratore: 1-2 capsule al giorno, accompagnate da un sorso d’acqua. Dopo i pasti, sono indicati infusi di malva, camomilla, semi di anice e semi di finocchio, da preparare ponendo 2 cucchiaini dell’erba prescelta, oppure di un mix di queste erbe, in infusione per 5-10 minuti 10
a in una tazza di acqua ben calda. Nota: i semi vanno leggermente pestati per estrarne meglio i principi attivi.
Rimedi omeopatici
◗ Nel caso di eccessi alimentari: Nux vomica. ◗ Assunzione di cibi grassi elaborati: Pulsatilla. ◗ Collera: Colocynthis. ◗ Depressione, emozioni dolorose: Ignatia. ◗ Paura: Aconitum. ◗ Con bruciori di stomaco che arrivano alla faringe: Lycopodium. ◗ Con dolori brucianti: Arsenicum. I rimedi indicati vanno presi alla 9CH, in fase acuta, 3 granuli ogni mezz’ora, fino al miglioramento, ma non più di sette assunzioni al dì. ◗ Sale Dr. Schüssler Natrium phosphoricum D6: regola l’equilibrio acido base ed è quindi utile in caso di disturbi digestivi, quali iperacidità, dispepsia, flatulenza. Se ne prendono 2 compresse 3 volte al giorno, da sciogliere in bocca.
L’alimentazione adatta La “dieta antiacidità” prevede di eliminare o comunque ridurre drasticamente le bevande e i cibi acidi o che aumentano l’acidità dello stomaco. Tra questi i più comuni sono: n gli alcolici; le bevande gassate; il caffè e le bevande contenenti caffeina; il latte intero che, se anche dà sollievo in un primo tempo, poi aggrava il disturbo, perché i suoi grassi e proteine appesantiscono la digestione e stimolano la produzione di acidi; l’aceto; il brodo di carne; la menta, vale quanto detto per il latte; il cacao, perché contiene serotonina che contribuisce a rilassare la valvola presente nella parta bassa dell’esofago, facilitando quindi il passaggio dell’acido (provoca reflusso); gli agrumi; il pane fresco; il peperoncino (che però in alcuni casi può essere tollerato) e il pepe; gli insaccati e i cibi grassi in generale; i fritti e il fast food. Inoltre, ricordiamo che è molto importante evitare pasti abbondanti (fare piccoli pasti frequenti) e individuare gli alimenti ai quali si è intolleranti per evitarli. Vanno invece inseriti nei pasti quotidiani i seguenti alimenti: n lo zenzero, la cannella (in quantità moderate) e la liquirizia (se non si soffre di ipertensione); l’avena, il riso, il miglio (è addirittura in grado di placare l’acidità gastrica) e l’orzo; le banane e l’ananas; i finocchi, le carote e il sedano; la famiglia dei cavoli (broccoli, cavolfiore ecc.); il pollo e il tacchino; le patate al vapore o lessate; lo yogurt magro (se tollerato, perché ad alcuni può creare acidità). L’acqua di cottura di riso e orzo può diminuire i gas, il gonfiore e l’acidità.
11
a
acne
acne
È
uno dei disturbi più comuni della pelle. È caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa. Si distingue principalmente in acne giovanile o adolescenziale, che compare al momento dello sviluppo sessuale e può guarire terminato questo periodo o perdurare nell’adulto, e in acne tardiva o dell’adulto che compare anche senza che la persona abbia avuto l’acne da giovane.
Come si manifesta Il primo segno dell’acne è la formazione dei comedoni (i punti neri), poi si formano le papule o pustole (i brufoli) e, nei casi più gravi, è possibile che compaiano noduli o cisti. Le lesioni dell’acne si localizzano su volto, collo, torace e schiena. Pur non essendo un disturbo grave, può indurre cicatrici inestetiche e permanenti. Le cause In particolare, il problema è legato agli androgeni, ormoni sessuali prevalentemente maschili ma prodotti anche dall’organismo femminile, i quali esercitano i loro effetti anche sull’attività delle ghiandole sebacee. Altri tipi di acne possono essere dovuti a stipsi, intolleranze alimentari, stress e ansia, così come ad assunzione di farmaci o all’uso di cosmetici. Oggi viene invece assolta la dieta, anche se è bene fare attenzione a salumi, formaggi grassi, dolci e cibi ai quali si è intolleranti. Quando rivolgersi al medico È opportuno rivolgersi al dermatologo nel caso che compaiano macchie cutanee che non passano nell’arco di pochi giorni. Integratori ◗ Omega 3: 1-2 perle al giorno per almeno due mesi. Svolgono una potente azione antinfiammatoria sulla pelle e contribuiscono alla guarigione di lesioni e cicatrici. Riducono anche il grasso in eccesso della pelle. È un integratore adatto a tutti. ◗ Niacina: è una vitamina (la B3) particolarmente indicata per la cura della pelle e dell’acne. Inoltre contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue che, se in eccesso, possono favorire la comparsa di brufoli in chi è predisposto. Se ne prende 1 capsula al giorno con abbondante acqua a stomaco pieno. 12
a Erbe È utile assumere il macerato glicerico di Juglans regia: 50 gocce, due volte al dì, a cicli di 20 giorni, con 10 giorni di pausa tra uno e l’altro. Per depurare, abbinare 2 capsule di estratto di radice di bardana al dì. Rimedi omeopatici
◗ Per disinfiammare: applicare esternamente una pomata omeopatica di Arnica. ◗ In caso di acne legata a squilibri ormonali femminili: Sepia 30CH, 5 granuli al giorno, diradando al primo miglioramento. ◗ Se l’acne si accompagna a sistema immunitario debole e le eruzioni guariscono lentamente: Silicea, da prendere come Sepia.
L’alimentazione adatta Occorre seguire un’alimentazione disinfiammante che preveda l’impiego di cibi a basso e medio indice glicemico (IG) e la drastica riduzione di quelli a elevato IG. n Alto IG: pane bianco, cornflakes, miele, patate al forno e in fiocchi, purè di patate, cracker, carote cotte, riso bianco, zucchero saccarosio. n Medio IG: ananas, spaghetti e maccheroni integrali (se integrali e cotti al dente, l’IG si riduce ancora di più), banane, kiwi, mango, pane di segale, patate cotte con la buccia, uva, arancia. n Basso IG: prugne, pere, yogurt, latte magro, latte di soia, mele, legumi, cereali integrali, riso basmati, quinoa, amaranto, vermicelli di grano duro, carote crude.
acufeni
S
ono rumori fastidiosi, a volte intensi, che si possono percepire in uno o in entrambi gli orecchi o nella testa. Possono comparire a qualsiasi età, anche se di rado nei bambini. Va però detto che se un bambino soffre di acufeni fin dalla nascita, potrebbe essersi abituato e non riferire il problema.
Come si manifestano
In genere sono descritti come fischi “sottili” di frequenza acuta (come il fischio della pentola a pressione), altre volte come ronzii, oppure possono essere paragonabili a cinguettii o cigolii, al rumore della friggitrice, 13
a
acufeni
al verso del grillo o della cicala. Infine, possono essere pulsanti come il battito del cuore, o intermittenti come un rumore meccanico. Non costituiscono di per sé una malattia, ma possono essere un sintomo di numerose patologie. Ogni persona ha il proprio livello di tolleranza al rumore prodotto dall’acufene. Si tratta di un’esperienza molto personale.
Le cause
L’acufene può conseguire a un’infezione, a una malattia o lesione dell’orecchio, del nervo acustico o del sistema nervoso centrale. Il colpo di frusta, l’herpes zoster oticus (dell’orecchio) e la cataratta possono provocarlo. I rischi di acufene aumentano se ci si espone a rumori molto forti, per esempio in occasione di concerti, corse automobilistiche ecc.
Quando rivolgersi al medico
È importante rivolgersi al medico se l’acufene persiste, per stabilirne le possibili cause e il trattamento. I rimedi naturali che indichiamo di seguito sono di sostegno alle terapie mediche.
Integratori
◗ Ginkgo biloba: svolge un’azione neuroprotettiva, antiossidante e stabilizzatrice delle membrana cellulari. Per potenziarne l’azione benefica sul sistema nervoso, si consiglia un prodotto che contenga anche bacopa e vitamina B12. Se ne prendono 2 compresse al dì. È adatto a tutti, purché non si assumano fluidificanti del sangue. ◗ Niacina: è utile perché stimola la circolazione nell’orecchio interno. Se ne prende 1 capsula al giorno con abbondante acqua a stomaco pieno. È adatta a tutti. ◗ Acido alfalipoico: migliora la velocità della conduzione nervosa, sostiene i nervi ed esercita un’azione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa. Inoltre, riduce la percezione degli acufeni. Se ne prendono 600 mg al giorno anche per lunghi periodi. ◗ Melatonina: poiché chi soffre di acufeni di solito dorme poco per via dei rumori e dei ronzii nell’orecchio, lo stress che ne consegue aggrava ancor di più il problema. La melatonina potrebbe allora essere utile per risolvere l’insonnia. Se ne prende 1 mg al giorno da sciogliere lentamente sotto la lingua 45 minuti prima di coricarsi.
Rimedi omeopatici
◗ In tutti i casi di acufeni: Actea racemosa 30CH, 5 granuli al giorno, riducendo l’assunzione al primo miglioramento dei sintomi. 14
a L’alimentazione adatta n Ci vuole un’alimentazione ricca di verdure e frutti antiossidanti; con grassi buoni derivanti da pesce, frutta oleosa, avocado e olio extravergine d’oliva; è inoltre utile lo yogurt magro arricchito con Lactobacillus acidophilus, che contribuisce a mantenere in equilibrio la microflora intestinale e favorisce l’assimilazione di vitamine del gruppo B, necessarie per il sistema nervoso. La dieta dovrebbe anche essere a basso apporto di sodio (sale da cucina) e di acidi grassi saturi (carni grasse e derivati, formaggi grassi, olio di palma), e sono da evitare anche i grassi idrogenati e trans, i cibi industriali con additivi chimici, le bevande alcoliche e i prodotti a base di farine raffinate.
aerofagia
A
erofagia significa “mangiare aria”, e con questo termine si indica l’ingestione di una quantità di aria tale da causare disturbi gastrointestinali, come gonfiore della pancia e/o dello stomaco e meteorismo (gas nell’intestino). Occorre però dire che, entro certi limiti, ingoiare aria parlando, bevendo o mangiando è normale. Si pensi che gran parte di quella presente nell’intestino (circa il 70%) deriva dalla masticazione. Il restante 30%, invece, si forma per via della fermentazione dei residui di cibo che non vengono digeriti e della circolazione sanguigna.
Come si manifesta
L’eccessiva ingestione di aria può causare vari problemi, primo tra tutti il meteorismo, con flatulenza ed eruttazione. In alcuni casi si può presentare un dolore diffuso dietro lo sterno (al centro del torace), piuttosto intenso e collegato a un’oppressione al torace, che potrebbe far pensare a un attacco di angina pectoris. L’aerofagia può inoltre provocare la dilatazione dello stomaco, talvolta associata a tachicardia e senso di soffocamento, soprattutto nelle persone ansiose.
Le cause
Le cause di aerofagia sono numerose. Una delle principali è l’ingestione eccessiva di aria provocata dal mangiare in fretta, in piedi, in preda all’ansia. Altre volte è prodotta dai batteri impegnati nella 15
a
aerofagia
digestione di cibo “pesante”. Anche dolci, pane, pasta, pizza, focacce e simili, soprattutto se in eccesso, ne sono responsabili, mentre proteine e grassi producono poco gas, ma va detto che i grassi rallentano la digestione, contribuendo al gonfiore. Anche le intolleranze alimentari, la celiachia, le alterazioni della flora intestinale, le infezioni, i parassiti dell’intestino e l’uso di dolcificanti di sintesi possono essere all’origine della produzione di gas.
Quando rivolgersi al medico
Vi sono alcune malattie che predispongono all’aerofagia, per esempio la colecistite, la gastroduodenite, l’ernia iatale, la sindrome del colon irritabile, l’ulcera peptica ecc. Ecco perché se il disturbo si presenta spesso è bene rivolgersi al gastroenterologo.
Integratori
◗ Enzimi per la digestione del glutine: è un mix di enzimi utile in presenza di sensibilità al glutine e difficoltà a digerire pane, pasta e farinacei. Se ne prende 1 capsula con abbondante acqua 15 minuti prima del pasto in cui si mangiano cibi contenenti glutine. ◗ Lattasi: è l’enzima che consente la digestione del lattosio, lo zucchero del latte. Lo trovi in capsule. Se ne prende 1 capsula con abbondante acqua 15 minuti prima del pasto in cui si mangiano cibi contenenti lattosio.
Erbe
In tutti i casi, è utile assumere dopo i pasti una tisana da fare con semi di finocchio, anice e cumino e con l’aggiunta di zenzero fresco. Preparala così: metti in un sacchetto di tela 20 g per ognuno dei semi indicati. Porta a ebollizione 150 ml di acqua, unisci 2 cucchiaini del mix di semi leggermente pestati e lascia in infusione per 5 minuti. Filtra, unisci 2 cucchiaini di radice di zenzero fresca grattugiata al momento, mescola bene e bevi subito, ingerendo anche lo zenzero. Potrebbe essere utile anche l’olio essenziale di timo, se l’eccesso di aria addominale è dovuto a fermentazioni o putrefazione dei residui di cibo: assumine 1 goccia in 1 cucchiaino di miele dopo i pasti.
Rimedi omeopatici
◗ Gonfiori dopo i pasti: Carbo vegetabilis 5CH, 5 granuli prima dei pasti, diradandone l’assunzione al miglioramento dei sintomi. ◗ Gonfiori in genere: Chamomilla 9CH, 3 granuli 2-3 volte al giorno. 16
a L’alimentazione adatta n Una delle prime cose da fare, per quanto riguarda l’alimentazione quotidiana, è valutare l’eventuale presenza o meno di intolleranze alimentari e soprattutto quelle a lattosio e glutine (anche se non si tratta di celiachia, potrebbe comunque esserci una sensibilità nei confronti di questa sostanza proteica presente in grano, farro, khorasan, segale, orzo, triticale e derivati). n Meglio eliminare gli alcolici, il caffè e il tè nero, gli alimenti contenenti additivi e dolcificanti chimici come l’aspartame e i ciclammati. n Potrebbero dare problemi anche banane, cioccolato, bevande gassate, formaggi, frullati, frappè, gelati, panna, maionese, zucchero, marmellata, mollica del pane, brodo di carne, fritture, fagioli, lenticchie, fave, cipolle, crauti, cavolfiore, cavoli, broccoli. n Evitare di consumare pane raffermo in quanto l’amido, precedentemente “idratato” dalla cottura, invecchiando torna a seccare, diventa meno digeribile e causa gonfiori. n Ridurre i grassi, soprattutto quelli di origine animale. n Idratarsi a sufficienza, bevendo acqua (non gassata) anche durante i pasti. n Fare pasti frequenti e piccoli, da consumare lentamente. n Preferire le cotture al vapore, alla griglia, alla piastra, in padella antiaderente, in pentola a pressione o al forno.
affaticamento oculare
I
l sovraccarico di lavoro degli occhi può causare affaticamento oculare (astenopia), più precisamente dei muscoli del bulbo oculare. Ogni volta che si osserva un oggetto da vicino, infatti, si azionano sia i muscoli esterni sia quelli interni dell’occhio per mettere a fuoco, compiendo un vero e proprio sforzo. Soprattutto chi trascorre molte ore al giorno davanti al video del computer o le persone con difetti visivi non corretti oppure corretti in modo errato soffrono di questo problema.
Come si manifesta
I sintomi con cui la stanchezza oculare può presentarsi sono numerosi: lacrimazione associata a bruciore degli occhi, secchezza oculare o la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio (tipo sabbia); in alcuni casi si arriva a fotofobia (quando la luce dà fastidio), dolore oculare e mal di testa, oltre a visione annebbiata o sdoppiata. 17