LA FILOSOFIA PER VIVERE BENE
alla ricerca della verità, di un punto fermo che gli permetta di conoscere il mondo. Nella sua ricerca, egli si serve del mito, della favola, della metafora… Platone sa bene che questi mezzi, a differenza delle argomentazioni razionali, stimolano la fantasia, divertono, restano impressi nella memoria e aiutano a vivere meglio il presente. Un filosofo da conoscere e da amare, un pensatore ancora attuale.
Maurizio Zani
è pervasa dal pensiero di Platone, il filosofo
LA FILOSOFIA PER VIVERE BENE
Tutta la storia della filosofia occidentale
PLATONE
Maurizio Zani
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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
PLATONE Sapeva combinare la ricerca della verità con la fantasia, la poesia e la scienza
«Mi sarei vergognato se mi fossi scoperto capace solo di parlare e incapace di tradurre in atto le mie idee»
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Platone Testi a cura di Maurizio Zani Foto: 123rf, Fotolia, Shutterstock © 2019 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Maurizio Zani - Studioso del pensiero antico, ha collaborato con la facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna e ha insegnato filosofia e storia nei licei milanesi.
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SOMMARIO Introduzione Un filosofo che abbina la concretezza e gli ideali.....7 Capitolo 1 Un’esistenza piuttosto inquieta............................ 11 Capitolo 2 Alla ricerca continua della verità.......................... 21 Capitolo 3 Il pensiero sull’amore e la sessualità..................... 45 Capitolo 4 Un pensatore nostro contemporaneo.................... 79 Capitolo 5 La posizione sui grandi temi della filosofia......... 113 Bibliografia......................................................... 141
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Introduzione
Un filosofo che abbina la concretezza e gli ideali
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i stiamo avventurando nella vasta contrada della filosofia con l’unica mappa che abbiamo: la nostra curiosità. Con tale mappa ora, in questo volume, ci dirigiamo verso un nuovo affascinante territorio, dove incontriamo sia la grande filosofia di Platone sia l’avvincente labirinto del linguaggio. Lentamente, passo dopo passo, il lettore viene a contatto con una geografia filosofica fatta di interrogativi, di abbozzi di risposta, di apertura verso nuove questioni. Non pretendiamo di trasformarlo in un esploratore professionista. Né vogliamo fornire dimostrazioni, teoremi, questioni che possano essere decise con un sì o con un no. Aspiriamo soltanto ad acuire 7
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Platone - Introduzione
la sua sensibilità verso quanto rende più creativa la sua vita. E intendiamo fornire solo degli stimoli a cercare aspetti del suo pensiero nelle pieghe dei discorsi dei grandi filosofi. Platone è certo uno di questi. È un pensatore pieno di fascino. Lascia librare la sua creatività nel regno dei miti, delle favole e dei sogni a occhi aperti. E chi è abituato a pensare alla filosofia come a un insieme razionale di ragionamenti ne rimane stupito e abbagliato. Con straordinaria maestria, egli sa combinare poesia e filosofia, letteratura e scienza. E mostra senza ombra di dubbio quanta parte occupi la fantasia nei discorsi filosofici. La fantasia per lui rappresenta uno strumento per far emergere dalla coscienza del lettore tutte le forze latenti che animano il suo talento interiore. È una lezione che, in questi ultimi secoli di filosofia, si è in qualche misura oscurata. Comunque, quel che ci preme, in questo come nel libro precedente e in quelli venturi di questa collana, è il nostro essere nella sua totalità e nella sua concretezza quotidiana. Sono soprattutto i problemi di ogni giorno, quelli che ostacolano la piena realizzazione di noi stessi, che ci stanno a cuore. Desideriamo disinnescare la loro carica negativa, nella convinzione che la filosofia rappresenti un potente mezzo a tale scopo. Questa convinzione anima tutto il libro. E sostiene anche l’idea di inserire, soprattutto nella parte conclusiva del testo, una serie di suggerimenti estratti dal pensiero di un filosofo, in questo caso di Platone. Per noi Platone non appartiene al passato: è qui presente 8
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Un filosofo che abbina la concretezza e gli ideali
fra noi, è un nostro contemporaneo. Abbiamo scelto di lasciarlo parlare. E di tradurre il suo linguaggio in quello delle nostre vicende personali di ogni giorno. Parlerò di Platone con il mio stile, un po’ serio, un po’ faceto, soprattutto quando si entra nel campo di problematiche filosofiche che possono apparire difficili. Il ricorso a qualche invenzione e a tanti piccoli esempi serve quindi per affrontare senza sforzo taluni nuclei fondamentali del pensiero filosofico. Sono convinto, infatti, che essi siano di natura semplice e accessibile anche a persone che non hanno familiarità con la filosofia. Tanto semplici che possiamo vederli sotto aspetti un po’ paradossali e scherzosi. Anche alla filosofia andrebbe infatti applicato il principio generale che difendiamo in ogni occasione: cogli sempre il versante buono e divertente del mondo con cui vieni a contatto. La filosofia è una parte del mondo, una parte importante perché ci aiuta a ritrovare noi stessi. Perché allora non dovrebbe adattarsi a tale principio? Maurizio Zani
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Capitolo 1
Un’esistenza piuttosto inquieta La svolta della sua vita fu diventare discepolo di Socrate. Poi viaggiò molto, scrisse, fondò una propria scuola e tentò inutilmente di concretizzare l’idea di una città retta da un governo di filosofi
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Platone - Capitolo 1
Agì per tutta la vita in coerenza con le sue idee
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hi era esattamente il grande filosofo Platone? Difficile domanda, perché della sua vita, del suo modo di vivere quotidiano, dei suoi amori, del suo rapporto con i familiari e così via, sappiamo ben poco. A parte le piuttosto scarse informazioni contenute in una sua lettera, disponiamo infatti di pochi spunti autobiografici. Del resto, è arduo ricostruire la sensibilità di un pensatore partendo solo dalle sue teorie. Nasce ad Atene nel 428 o 427 a.C. da una potente famiglia aristocratica che avrebbe voluto inserirlo 12
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Un’esistenza piuttosto inquieta
nella vita pubblica cittadina. Ma Platone preferisce tenersi lontano dalla politica, disgustato dagli abusi e dalle prepotenze dei governanti. A vent’anni conosce Socrate e diventa suo discepolo. Immaginiamoci quanto poco contenta fosse la famiglia del giovane. Invece di avere un illustre uomo politico in casa, si ritrovava un figlio intellettuale ribelle. Insomma, un figlio che implicitamente si rifiutava di accettare l’auspicato inserimento nella vita pubblica. Per giunta, amico di un personaggio “scapestrato” e originale (Socrate), che metteva apertamente in discussione le regole condivise dalla comunità ateniese. Tutto questo significava presumibilmente per i genitori la caduta di ogni speranza circa l’inserimento del proprio rampollo in una posizione politica eminente. Il rapporto con Socrate sembra nascere subito sotto buoni auspici. Si narra che Socrate, durante un sogno notturno, ebbe l’impressione di tenere sulle ginocchia un piccolo cigno. Dopo qualche tempo, l’uccello aprì le ali e si alzò in volo cantando dolcemente. Il giorno dopo, Platone si presentò a Socrate per entrare a far parte della cerchia dei suoi alunni. E Socrate, quasi commosso, disse che proprio lui, Platone, era quel cigno. Si racconta anche che Platone avesse scritto una tragedia e che stesse per farla rappresentare nel teatro ateniese di Dionisio. Dopo aver ascoltato Socrate, il giovane letterato bruciò la sua opera esclamando: «Platone ha bisogno di te». 13
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Platone - Capitolo 1
Da questo momento Platone abbandona la carriera di drammaturgo per abbracciare quella di filosofo. Amava come un figlio il suo maestro, Socrate, condannato a morte sotto false accuse (nel 399 a.C.). Il filosofo, in una sua lettera, ricostruisce in sintesi e con grande amarezza questo episodio: «Avvenne però che alcuni uomini di governo coinvolsero in un processo quel nostro amico Socrate, accusandolo del più grave dei reati e, fra l’altro, di quello che meno di tutti si addiceva a uno come Socrate. Insomma, lo incriminarono per empietà, lo ritennero colpevole e lo uccisero; e pensare che proprio lui si era rifiutato di prender parte all’arresto illegale di uno dei loro amici, quando erano banditi dalla città e la malasorte li perseguitava. Di fronte a tali episodi, quanto più con il passare degli anni riflettevo su uomini siffatti che si occupavano di politica e su tali leggi e costumi, tanto più mi sembrava difficile dedicarmi alla politica mantenendomi onesto» (Lettera settima, 325 b-c). Possiamo immaginare il grande dolore da lui provato quando, insieme ad altri discepoli, assiste alla fine di questa eminente figura di filosofo. È per lui un’esperienza toccante e decisiva che ricostruisce in un’opera commovente: l’Apologia di Socrate. Platone mette in scena un Socrate che davanti ai giudici rammenta di essere stato inviato da un dio per ricordare agli esseri umani che devono preoccuparsi innanzitutto di se stessi, della loro anima: «E io penso 14
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Un’esistenza piuttosto inquieta
Io credo nell’amicizia perfetta; tra gli uomini buoni riesce a perdurare nel tempo perché essa è utile, piacevole, buona e virtuosa
che per voi non ci sia bene maggiore per la città che questa mia servitù al dio. Null’altro faccio quando vi capito attorno se non persuadervi, giovani o vecchi che siate, che non del corpo, non delle ricchezze, né di alcun altra cosa voi dovete curarvi prima dell’anima al fine di renderla la migliore possibile» (Apologia di Socrate, 30 a-b). Nell’Apologia di Socrate emerge dunque l’immagine di un Socrate che considera la filosofia non come un insieme di dottrine astratte, ma come l’arte della cura del sé. È un’idea che – come si vedrà – fa da sottofondo anche al Simposio. Da allora Platone inizia a viaggiare. Nel 398 a.C., poco dopo la condanna di Socrate, si reca a Megara (Grecia) dove risiede solo per qualche tempo. Forse è l’inquietudine dovuta al tragico episodio che lo spinge ad allontanarsi da Atene. 15
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