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Il sesso è amore

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L’ARTE DI PRENDERSI CURA DI SÉ

RAFFAELE L’ARTE DI PRENDERSI MORELLI CURA DI SÉ

RAFFAELE MORELLI

IL SESSO È AMORE RAFFAELE MORELLI

Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

RIZA

Bisogna smettere di credere che esista un amore puro e un amore sporco, un amore divino e uno infernale, un amore sacro e uno profano. L’amore è attrazione, desiderio, piacere... e basta! Niente domande, né progetti, né fantasticherie di futuri matrimoni, né schemi in cui inserirlo. Quante domande inutili ci facciamo quando parliamo d’amore: “È la persona giusta?”, “Durerà?”, “Sto amando in modo sbagliato?”. E soprattutto: “Ma fra noi due è sesso o amore?”. Il sesso è amore, il vero amore. Il resto sono sentimenti più superficiali, più ragionati, meno autentici. È attraverso il sesso che si esprime la nostra anima più genuina, perché la forza divina dell’eros travolge tutte le impalcature razionali che tengono imbrigliata la nostra natura profonda.

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IL SESSO È AMORE

Vivere l’eros senza sensi di colpa 15/01/19 12:28


Indice introduzione. .................................................................7

capitolo primo

• Non pensare a come andrà a finire................................17 capitolo secondo

• “Tra noi due è sesso o amore?”.....................................33 capitolo terzo

• Segui soltanto il desiderio.............................................49 capitolo quarto

• Il “per sempre” fa male all’amore..................................67 capitolo quinto

• “Ho sposato l’uomo sbagliato”......................................83 capitolo sesto

• Ama a modo tuo......................................................... 103 capitolo settimo

• Quante parole inutili…............................................... 121 capitolo ottavo

• Fare l’amore ti fa bene................................................ 139 conclusioni................................................................. 151

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capitolo primo

Non pensare a come andrà a finire

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i deve partire dall’anima, cioè da quella capacità di tramutare il seme in pianta, in fiore, in frutto. Così in natura, così dentro di noi. L’anima è concreta, così concreta da essere stata capace e di essere capace di prendere quella cellula fecondata che eravamo in un utero e di portarci a essere ciò che siamo adesso… L’anima ci ha costruito e ci costruisce incessantemente le ossa, i reni, il cervello, il cuore, la pelle: questo corpo che vediamo allo specchio. L’anima, come scriveva il filosofo Étienne Gilson, non fa soltanto muovere il corpo; essa prima di tutto fa che un corpo sia. Può forse esserci nemica quella forza misteriosa che crea l’essere che siamo? Oppure c’è un errore di percezione del nostro Io, come se passassimo il tempo a vedere ciò che non siamo, a cercare ciò che 17

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nel profondo non ci interessa, a perderci e a inseguire progetti che non riguardano la nostra essenza? Come fa l’anima a parlare a chi ha già in mente dove andare? I codici dell’anima non sono i codici del nostro Io: anzi, stanno agli antipodi. Noi viviamo nelle definizioni, l’anima non sa che farsene! Qualche giorno fa a ognuno dei partecipanti al gruppo del giovedì ho chiesto di chiudere gli occhi. Ho fatto fare un esercizio semplice, che si può ripetere facilmente da soli. A ciascuno ho chiesto di concentrarsi su quella che era la causa dell’insoddisfazione, dell’infelicità della sua vita. Non ho domandato di raccontarla, ma semplicemente di vederla, di guardarla. In pochi secondi tutti avevano la risposta: vale a dire, ogni persona del gruppo sapeva che cosa non andava bene nella sua vita e quale era il motivo che scatenava la scontentezza. Tutti quelli che socchiudono gli occhi, in pochi istanti sanno sempre cosa non va bene, che cosa non funziona nella loro esistenza e da cosa è causato. Lo sanno o credono di saperlo? La differenza è sostanziale e decisiva ed è da qui che si forma il nostro destino. Per Marcello la risposta è che la sua infelicità dipende da un matrimonio sbagliato, per Roberta dalle litigate incessanti con la figlia, per Alessia la sua sfortuna è dovuta a un figlio che si droga, mentre per Antonella la vita non sarà mai più quella di prima perché lui se ne è andato. Non è sbalorditivo che in un mondo pieno di incertezze, travolto dal traffico per cui ogni imbocco di autostrada può portarci a incidenti e a sventure, pieno di violenza, di aggressività che possiamo incon18

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capitolo secondo

“Tra noi due è sesso o amore?”

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ros, il dio primordiale della vita, chiede a Psiche, la più bella di tutte le donne, di non essere mai guardato in volto. Così, con questa predisposizione, dobbiamo accostarci all’amore: senza identità. E così non avremo storia, non avremo passato, non avremo progetti. Scriveva William Shakespeare: «L’amore non guarda con gli occhi ma con gli affetti, e perciò l’araldo Cupido viene definito bendato; l’amore non ha il gusto di distinguere: alato e cieco, è tutta forza senza giudizio…» (William Shakespeare, “Sogno d’una notte di mezza estate”, Atto I, Scena I). Per questo tra le parole che detesto, tra le concezioni della vita e dell’amore che trovo più fuorvianti, vi sono quelle che ritengono che “l’amore vada costruito giorno dopo giorno”, come mi scrive Giuliano. 33

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Cosa c’è da costruire? Come si fa a edificare qualcosa che vive nel Senza Tempo? Come si programma qualcosa che non segue le leggi della ragione, la quale invece organizza, ha obiettivi, ha finalità, vive con l’orologio in mano? Noi pensiamo che un vero amore è tale solo se dura tanto, solo se confluisce in una relazione stabile, magari diventando un matrimonio. Sentite cosa scrive Mary alla community di “Riza”: «Mi sto chiedendo come mai le mie relazioni non durano più di sette, otto mesi. Sarà che amo troppo e l’uomo si spaventa e scappa? Ma allora qual è la via giusta per tenersi un compagno vicino? Pensavo fosse la dolcezza ma, evidentemente non basta… O l’uomo non apprezza più l’amore vero?». Che cosa vuole l’anima da noi, quando si riempie di desiderio, di erotismo, di attrazione? Sta forse cercando un’unione stabile? Oppure sta solamente accelerando la sua fioritura, la sua creatività, il suo sviluppo? Chi ritiene che quando fa l’amore sta semplicemente accendendo l’anima, per attivare i suoi, e quindi i nostri talenti, le nostre vocazioni innate, la nostra qualità? Il primo errore da non commettere è credere che sia il nostro partner, unico e irripetibile, a farci provare le gioie dell’amore. In realtà è la nostra anima che sta assecondando nient’altro che la sua evoluzione naturale, senza obiettivi o tappe da raggiungere, senza aspettative e soprattutto fuori dal tempo. La nostra anima, nello stato erotico, libera se stessa. Ci innamoriamo di qualcosa che è dentro di noi, non del nostro amante. 34

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capitolo quarto

Il “per sempre” fa male all’amore

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osalinda mi scrive per chiedermi qual è “il segreto dei segreti”, la cosa più importante, decisiva, fondamentale per «Vedere arrivare, come dice lei, caro Morelli, quel benessere, quella felicità che tanto inseguiamo e che quasi mai arriva». È una bella domanda. È importante chiedersi se esistono dei segreti da scoprire, tanto più in un’epoca come la nostra, dove tutto è scontato, dove le cose ci sembra che vivano solo sulla superficie, dove ci pare che non esistano soluzioni ai nostri malesseri, che così diventano cronici. Allo stesso modo, alla community di “Riza”, una persona scrive: «Sto cominciando un percorso… Voglio riuscire finalmente ad amarmi». Un’altra invece, sempre sullo stesso argomento, sottolinea: «Ma com’è difficile riuscire a volersi bene tutti i giorni». 67

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Entrambi ritengono che amare se stessi o volersi bene siano obiettivi irrinunciabili e che prima o poi ce la potranno fare. Prima o poi… Sono pensieri come questi che creano l’inferno dentro di noi, che portano malessere, sfiducia in noi stessi e senso di impotenza. Ma l’anima non vive nel tempo e non ci capisce quando ragioniamo così… Il nostro spazio più profondo non ha il senso del tempo, l’anima non ragiona con le ore che scandiscono le nostre giornate. E poiché l’anima non ci capisce, perché si sente smarrita, perduta ci manda dolori sempre più grandi. Non capisce parole come “volersi bene tutti i giorni” e neppure comprende quando diciamo “voglio riuscire finalmente ad amarmi”. Cosa possono significare queste frasi per l’anima? Entrambe queste affermazioni sono costruite sull’idea permanente dell’amarsi, sul volersi bene per sempre. Così dicendo viviamo come se avessimo al polso un orologio e controllassimo di continuo le ore e i minuti in cui non ci amiamo. Non c’è niente di così innaturale e artificiale! L’amore, così come le emozioni, è istintivo e spontaneo, incontrollabile. Questa idea dell’amore perenne e perfetto da riversare su di sé è uno dei più terribili veleni con cui intossichiamo noi stessi e la nostra l’anima. Nelle cose dell’amore, sia che lo rivolgiamo verso la nostra persona, sia che lo indirizziamo altri, bisogna che buttiamo via l’orologio e ancor di più la convinzione che gli stati d’animo siano sempre uguali, identici e che debbano durare nel tempo. 68

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capitolo quinto

“Ho sposato l’uomo sbagliato”

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he cosa rende tossici gli amori? Che cosa li porta a farci male? Le illusioni: sono loro il più grande nemico dell’anima, sono loro le sirene che Ulisse sa di dover temere più di ogni altro demone. Le illusioni sono credenze che si insinuano e si incarnano al nostro interno, spodestano il nostro Sé, la nostra essenza, si sostituiscono alle leggi e ai codici dell’amore. Ah, se sapessimo a quali pericoli andiamo incontro, quando ci avviciniamo all’amore, riempiendolo di illusioni! Dobbiamo ricordarci che quando ci innamoriamo e ancor di più quando stiamo vivendo una relazione, abbiamo veramente bisogno di quel sentimento di estraneità, di cui dicevo all’inizio, di quel silenzio che è la casa dell’anima erotica. Sentirsi estranei ai progetti, essere silenziosi e percepire cosa capita dentro: questa 83

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è la via che porta Eros a fare di me l’uomo nuovo e la donna nuova. «Il silenzio» scrive Aldous Huxley, «è così pieno di saggezza potenziale e di spirito come un masso di marmo grezzo pregno d’una grande statua» (in Wilhelm Muhs, a cura di, “La voce del silenzio”, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo 1999, p. 86.). Devo posare lo sguardo su di me, non sull’idea-illusione che mi sono fatto di un rapporto d’amore. Ho riportato qui alcune lettere che rivelano quante illusioni, quanti ragionamenti inutili immettiamo sulle cose dell’amore, e quanto male facciamo a noi stessi e alla nostra anima. Sì, perché gli amori vissuti male, riempiti di ragionamenti e non accettati ci fanno ammalare. Impariamo a lasciarci vivere, a farci trasportare dal desiderio, a osservare che cosa proviamo e… sia quel che sia! Ogni volta che amo qualcuno i due Signori che mi accompagnano devono essere Estraneità e Silenzio. Allora Eros realizzerà il mio destino… Quando si ama non bisogna credere in niente, solo osservare senza commento che cosa accade dentro di me. Così Amore ci fa fiorire non per qualcuno o qualcosa, ma per realizzare l’essenza unica che siamo. «Caro dottor Morelli, giovane sposa delusa, dopo una decennale “convivenza” con l’attuale marito, decido di trasformare (virtualmente) il mio attuale amante (un ragazzo più giovane di me e conosciuto da poco) nell’uomo della mia vita. Decido di baciare il ranocchio per vedere se si trasforma in Principe. Uso la bacchetta magica della mia fantasia e spero, spero intensamente che mi risvegli alla “felicità”. Non mi riesce, 84

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capitolo ottavo

Fare l’amore ti fa bene

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on esiste al mondo un farmaco potente come quello che si sprigiona dentro di noi quando ci innamoriamo. E allora perché invece di goderci la felicità e la gioia di vivere vengono a trovarci i disagi? La mail che vi riporto nella pagina successiva è emblematica, perché testimonia come affrontare l’amore in modo sbagliato non faccia che causare un mare di dubbi, pregiudizi e pensieri dannosi per l’anima. Magari in “quei” momenti tocchiamo il cielo con un dito – come ci dice Daniela nella sua mail che invia alla redazione di Riza – ma poi giocoforza arriva l’inferno. Ma è proprio così? Vediamo come questa lettrice giustifica il suo punto di vista. 139

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«Si fa presto a dire “non pensarci”. O meglio, quando sono con “lui” non penso e sto bene ma… quando non ci sto, ossia la maggior parte del tempo visto che, come da copione, “tengo famiglia”, allora sono guai. La verità è che mi sono imprevedibilmente, irrazionalmente innamorata di un ragazzo di 27 anni (14 meno di me) che mi ha notata tra centinaia di persone, mi ha scelta, corteggiata e alla fine è riuscito a conquistarmi. Io, all’inizio mossa solo dalla curiosità, io donna matura e posata, razionale, io attratta sempre e solo da quelli più grandi di me, io che però da tempo avevo dentro la voglia di sognare… Ed è tutto vero, l’energia che ne è scaturita, la gioia di vivere, il ringiovanimento che gli altri vedono in me senza sapere perché… Però, c’è il rovescio della medaglia: l’ansia irrazionale che mi assale quando non lo sento per un po’ (e “un po’” significa un giorno), la paura di farmi male, il bisogno di continue rassicurazioni, le mie “masturbazioni mentali”… Come non pensare che è una follia destinata a finire e soprattutto, mi dico, se non c’è futuro almeno il presente deve essere bellissimo, ma poi sono più i giorni in cui sto male. E lo so che faccio tutto da sola perché lui si dice “completamente perso per me” e gli sembra che sia tutto normale: la differenza d’età, la differenza sociale (io un architetto benestante, lui laureato ma precario), i mondi diversi che viviamo e frequentiamo. Cosa devo fare?». Dove sbaglia Daniela, come può modificare il proprio comportamento e tornare a rivivere? Per prima cosa la nostra lettrice ci chiede e si chiede: «Perché quando “lui” non c’è, io sto male?». 140

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