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I cibi che curano ansia e tristezza

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la salute, ma anche i nostri stati d’animo. Gli alimenti infatti hanno effetto sulle emozioni, sia perché possono essere legati a ricordi affettivi, sia perché le sostanze che contengono agiscono sugli organi collegati ai vari sentimenti e servono per ritrovare il benessere fisico e psicologico. Le medicine della tradizione, in particolare quelle orientali, ci indicano quali alimenti possono essere utili a sanare i diversi squilibri emotivi. In questo libro suggeriamo che cosa mangiare

I CIBI CHE CURANO ANSIA E TRISTEZZA

I cibi che mangiamo influenzano non solo

RIZA EMILIO MINELLI - FABRIZIA BERERA

I CIBI CHE CURANO ANSIA E TRISTEZZA Ecco cosa mangiare quando ti senti arrabbiato, depresso e scontento

da pensieri ossessivi, oppure in preda alla collera. Ogni cibo apporta un’energia diversa, che influisce sull’organo al centro dell’emozione, così rinvigorisce il corpo e anche la psiche.

EMILIO MINELLI - FABRIZIA BERERA

quando siamo tristi, spaventati o tormentati

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RIZA

Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

• Il pomodoro: domina la collera

• La carota: vince l’inquietudine

• L’arachide: migliora il cattivo umore

• L’orzo: spegne l’agitazione

• Lo zenzero: toglie la malinconia

• Il pistacchio: contro le paure

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SOMMARIO INTRODUZIONE

Il cibo nutre il corpo e anche l’animo.....................7 Capitolo 1

Per la collera e la perdita di controllo.................. 15 Capitolo 2

Se ci sentiamo euforici o sovreccitati..................43 Capitolo 3

Contro i pensieri ossessivi e gli stati d’ansia..... 71 Capitolo 4

Nei momenti di tristezza e di infelicità...............101 Capitolo 5

Quando la paura e la tensione ci paralizzano.... 129

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Introduzione

Il cibo nutre il corpo e anche l’animo

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angiare serve a nutrire non solo il corpo ma anche lo spirito. Secondo la cultura occidentale, nutrirsi è l’attività attraverso cui assumiamo sostanze indispensabili per mantenere in forma e in salute la parte materiale dell’organismo. Ma non è solo questo. Da qualche tempo, infatti, si è incominciato a capire che vi sono aspetti della nutrizione, come la gastronomia, la convivialità a tavola, il tempo e il luogo in cui ci si nutre, che hanno un impatto rilevante sul nostro benessere e sulla nostra salute, non certo minore del semplice apporto nutrizionale. Sappiamo tutti, per esempio, che quando mangiamo un cibo preparato da una persona cara, ne riceviamo un giovamento non solo per il suo carico di nutrienti, ma anche di sentimenti e di affetti. Possiamo quindi dire che si sta sviluppando una visione dell’alimentazione di tipo psicosomatico, in cui si prendono in considerazione gli effetti degli alimenti sia sul corpo sia sulla psiche. Del resto sappiamo che alcuni nutrienti, come l’alcol per esempio, hanno effetti metabolici importanti che agiscono anche sulla mente in senso euforizzante o sedativo, a seconda della sensibilità del soggetto. 7

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Il cibo nutre il corpo e anche l’animo

A tutti è noto che il caffè è uno stimolante e la camomilla è sedativa e che l’assunzione di carni in eccesso prima di coricarci può rendere difficile addormentarsi e riposare bene. Ma l’effetto emotivo del cibo è più vasto; nelle culture tradizionali il nutrirsi è sempre stato considerato, sin dall’antichità, un atto con profondi significati culturali, sociali e spirituali. Mangiare rappresentava nello stesso tempo il soddisfacimento di necessità individuali e anche l’adempimento di ritualità sociali. L’atto del nutrirsi e la scelta dei cibi sono stati da sempre al centro dell’attenzione delle medicine naturali, per l’ovvio legame tra l’alimentazione e la salute. La dietetica, nel senso di scelta degli alimenti più adatti alla salute, costituisce uno dei fondamenti della terapia delle medicine tradizionali e in molte sue espressioni si confonde con la farmacologia, perché il cibo è considerato, in fondo, un vero farmaco. Gli alimenti di uso corrente sono stati classificati dagli antichi medici in base alle loro caratteristiche e azioni salutari e sono utilizzati nella composizione di piatti che servono per la cura di malattie e di squilibri energetici. In modo simile a come succede per i farmaci, i medici del passato avevano stabilito che ogni alimento ha le sue indicazioni e controindicazioni, legate al rispetto delle leggi naturali che regolano la salute del nostro organismo e alla situazione specifica di ogni persona. Si è sempre saputo che bisogna “mangiar bene” per stare bene, perché il “mangiar male” può fare ammalare. Alimentarsi non è mai un atto neutro per la salute e il benessere della persona; questo è uno degli insegnamenti principali dell’antica dietetica energetica. 8

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CAPITOLO 4

Nei momenti di tristezza e di infelicitÃ

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Nei momenti di tristezza e di infelicità

Gli stati d’animo che servono per ricominciare

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a tristezza è un sentimento che abbiamo provato tutti, perché è un’emozione che come le altre fa parte di noi e può avere una funzione positiva. La tristezza fisiologica corrisponde ad esempio al sentimento che si prova davanti alla perdita di una persona cara e aiuta a elaborarne il lutto. Grazie alla tristezza, ci raccogliamo in noi stessi, distaccandoci da ciò che ci circonda per investire tutta la nostra affettività sull’oggetto del nostro amore perduto che sopravvive dentro di noi. Questo processo sfocerà da un lato nell’introiezione delle caratteristiche positive di chi abbiamo amato (per esempio un figlio “sarà” un po’ più suo padre) e dall’altra nella liberazione della propria affettività che si renderà di nuovo disponibile verso l’esterno. La tristezza ha il potere di rallentarci, di farci fermare quando siamo feriti e sofferenti per un dispiacere, per permetterci un lavoro di “riparazione” e di ricostituzione di noi stessi. È il sentimento che ci permette, in certe situazioni, di toccare il fondo per poi riemergere e ritrovare il desiderio di ricominciare. È capitato a tutti noi di sentirci impotenti in una situazione, perché non riuscivamo a fare quanto ci eravamo prefissati o non riuscivamo, per esempio, ad aiutare persone a noi vicine. Il senso di impotenza, che è positivo quando ci rimette davanti ai nostri limiti e ci allontana

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Capitolo 4

Anice, ha proprietà sedative È una pianta dall’azione digestiva e balsamica, utile come rimedio contro la tosse perché ha proprietà espettoranti e antinfiammatorie delle vie respiratorie. I suoi fiori sono giallo chiaro e i semi piccoli e ovali di color marrone con striature più chiare. Il suo sapore si avvicina molto a quello del finocchio. L’anice è inoltre antispastico, carminativo (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), sudorifero, depurativo; per questo è spesso utilizzato per tisane e infusi contro i dolori e le tensioni addominali e per risolvere i problemi digestivi. Ha, inoltre, proprietà stimolanti, ma nello stesso tempo calma la mente e ha un’azione sedativa, utile quando la tristezza è accompagnata dal rimuginare e dall’insonnia. Nell’antichità era considerato un potente afrodisiaco, usato per combattere l’impotenza. Si assume sotto forma di tisane o decotti. Principi attivi: olio essenziale (anetolo), resine.

Arachide, combatte l’insonnia È il frutto di una leguminosa, come la soia o i fagioli, che cresce e matura sottoterra. Le arachidi sono molto nutrienti ed energetiche (100 g forniscono 500 kcal; 10-15 arachidi, 100 kcal) e sono indicate in caso di astenia e stress psicofisico. Possono aiutare in caso di tristezza perché contengono triptofano, un aminoacido che ha numerose funzioni: è, per esempio, come già più volte segnalato, un precursore della serotonina che contribuisce al benessere, e della niacina (vitamina B3). Il triptofano, inoltre, aiuta 119

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Nei momenti di tristezza e di infelicità

a combattere l’insonnia ed è indicato soprattutto per le persone che, in preda alla tristezza, rimuginano e impiegano molto tempo a prendere sonno. La niacina è indispensabile per una sana attività del sistema nervoso ed è utilissima per la salute della pelle. A livello energetico l’arachide tonifica i polmoni e li umidifica in caso di secchezza. È utile in caso di tristezza, astenia, surmenage psicofisico, crescita, senescenza, ma anche in caso di bronchite cronica con tosse secca. Principi attivi: grassi (50 g/100 g, sia saturi come l’acido arachidonico e l’acido palmitico, che monoinsaturi come l’acido oleico, e polinsaturi, come l’acido linoleico, che è un Omega 6), proteine (25 g/100 g, in cui il triptofano è presente con 318 mg/100 g), zuccheri (20 g/100 g) vitamine E, B, sali minerali (calcio, potassio, fosforo, magnesio, zinco e ferro).

Arancia, alleata della mente Questo frutto ha un buon contenuto di vitamina C, che esercita un’azione preventiva e curativa delle malattie da raffreddamento che colpiscono i polmoni, ed è ricco di potassio e magnesio, che sono utili in caso di tristezza per corroborare l’organismo e la mente. Infatti, l’arancia è un tonico, un antiossidante; favorisce l’attività muscolare e la funzionalità cardiaca, giova alla costruzione del collagene, è un vasoprotettore e regolarizza l’intestino. Antiemetica, l’arancia elimina i catarri, tonifica i polmoni e favorisce la produzione dei liquidi. È utile in 120

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Capitolo 4

caso di raffreddore, bronchite acuta e tosse, insufficienza venosa, emorroidi. Principi attivi: flavonoidi (esperidina), vitamine (A e C in grande quantità), sali minerali (potassio, magnesio), zuccheri, fibre.

Cavolo, se l’infelicità rischia di farci ammalare Appartiene alla famiglia delle Crucifere e tante sono le sue varietà: come quella “cappuccio”, sia bianco sia rosso, le verze (Brassica oleracea), il cavolo nero toscano, i cavolini di Bruxelles (Brassica oleracea var. gemmifera) e il cavolo cinese. Tutti questi alimenti hanno gli stessi principi attivi. Il cavolfiore, per il suo elevato contenuto in sali e vitamine è indicato in caso di astenia dovuta a stati di tristezza, influenza e malattie respiratorie con tosse e catarro. Regolarizza l’attività intestinale ed è disintossicante. È anche utile in caso di anemia, dispepsia nervosa, ulcera gastrica. Principi attivi: composti solforati (isotiocianati, glucosinolati), indoli, fenoli, cumarine, vitamine A, B1, B2 C, B3/PP o niacina, sali minerali (ferro, calcio, fosforo, potassio, magnesio, silicio), fibre.

Cicoria, quando siamo privi di energia Cicoria è la denominazione generica di vari tipi di insalata; dalla cicoria selvatica derivano, infatti, le insalate a foglia rossa o variegata, come la Chioggia o la Trevisana, le cicorie da cespo verdi, come la Pan di zucchero, 121

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Nei momenti di tristezza e di infelicità

l’indivia belga, la Milano, la Ceriolo verde e rosso o la catalogna, le cicorie da taglio come il cicorino o radicchio e il soncino. Tutti i tipi di cicoria hanno un effetto saziante e blandamente lassativo; depurano, stimolando fegato e reni; favoriscono la digestione perché aumentano la produzione di succo gastrico, rimineralizzano perché sono ricchi di sali minerali. Sono utili in caso di disappetenza, surmenage psicofisico accompagnato da stati di tristezza, anemia, difficoltà digestive, stipsi, iperlipidemia (alterazione dei lipidi nel sangue), infezioni urinarie, infiammazioni della pelle. La cicoria è utile soprattutto quando la tristezza tende a disperdere in maniera importante l’energia: i principi amari che contiene contrastano questa tendenza, ridonando fer-

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