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Come prevenire alzheimer

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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

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Intervenire in tempo: oggi si può

Come prevenire Alzheimer e Parkinson

L’alimentazione, i rimedi naturali e gli stili di vita che rinforzano e ringiovaniscono il cervello

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Le malattie di Alzheimer e di Parkinson si manifestano in età avanzata perché agiscono di nascosto per anni e anni, danneggiando i neuroni fino a che il paziente mostra un declino nelle capacità mentali e nello svolgimento delle normali attività. Occorre dunque agire per tempo, sia nel riconoscere i segnali premonitori delle malattie sia nel prevenire i fattori che le favoriscono. Nel libro spieghiamo le strategie più efficaci per farlo: una dieta corretta e i rimedi naturali per fornire le sostanze che rinforzano e proteggono l’apparato cerebrale, gli esercizi fisici che portano più ossigeno ai neuroni, le attività che espandono le connessioni sinaptiche, come l’apprendimento, le letture, le passioni e i giochi. In questo modo creiamo una “riserva” di neuroni tale da conservare nel tempo le capacità cerebrali. Fondamentale poi avere l’atteggiamento giusto: sperimentare le novità, sgombrare la mente dai pensieri inutili e ripetitivi: così il cervello si mantiene giovane.

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Come prevenire Alzheimer e Parkinson

L’alimentazione, i rimedi naturali e gli stili di vita che rinforzano e ringiovaniscono il cervello

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Come prevenire Alzheimer e Parkinson Editing: Giuseppe Maffeis Copertina: Roberta Marcante Foto: 123rf, Fotolia, Shutterstock © 2018 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.

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Sommario Introduzione

Proteggiamo il nostro “patrimonio cerebrale”

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Capitolo 1

Le malattie che colpiscono i neuroni

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Capitolo 2

Tutto quello che serve sapere sull’Alzheimer

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Capitolo 3

Il Parkinson: sintomi, cause e trattamenti

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Capitolo 4

L’alimentazione che rimette a nuovo i neuroni

77

Capitolo 5

Dalla natura le difese migliori per il cervello

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Capitolo 6

Lo stile di vita della giovinezza mentale

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Introduzione

Proteggiamo il nostro “patrimonio cerebrale”

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a un sondaggio autorevole risulta che la malattia più temuta dagli italiani è il cancro, come c’era da aspettarsi, ma al secondo posto c’è la malattia di Alzheimer, la forma di demenza più frequente, che colpisce un numero sempre maggiore di persone. Questa malattia spaventa soprattutto perché provoca un declino delle facoltà mentali, che inizialmente cancella la memoria recente, poi progressivamente rende la persona incapace di svolgere anche le normali funzioni quotidiane. È una malattia che colpisce soprattutto in età avanzata, oltre i 65 anni, non tanto perché sia direttamente provocata dalla vecchiaia, ma piuttosto perché agisce di nascosto per anni e anni prima che appaiano i sintomi. Quindi la si può diagnosticare solo quando ha già fatto danni gravi all’apparato cerebrale e il declino cognitivo è ormai iniziato. Gli studiosi sanno che cosa accade nella testa di un malato di Alzheimer, ma non sanno ancora bene il perché. Nel cervello si formano delle placche composte dai resti di una proteina che non si riesce ad espellere. Questi “grumi” bloccano i collegamenti fra i neuroni e ne provocano la morte. Così la massa cerebrale si riduce sempre più, così come le capacità mentali del paziente. Lo constatò per primo, circa un secolo fa, Alois Alzheimer, il medico da cui la malattia ha preso il nome. 7

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Introduzione

Alzheimer: ancora non chiare le cause Oggi in Italia i malati di Alzheimer sono circa un milione e 300.000 e il numero aumenterà sempre più, anche per l’allungarsi della durata media della vita. Nonostante tutte le ricerche, non sono state ancora trovate le cure in grado di guarire la malattia, anche perché non se ne conoscono le cause precise. All’origine ci sono fattori diversi, spesso concomitanti fra loro, nessuno dei quali determinante da solo. È stata rilevata una certa predisposizione genetica, che però non è decisiva; si ipotizza anche che vi sia una componente ambientale, e in particolare l’inquinamento da metalli, ma non è ancora certo che sia una causa scatenante. È appurato anche che l’Alzheimer colpisce più facilmente persone che soffrono di alcuni problemi fisici: problemi circolatori, ipertensione, aterosclerosi, obesità, diabete di tipo 2. Di una cosa la scienza è sicura: per prevenire la malattia occorre agire tempestivamente e adottare presto uno stile di vita che protegga la salute in generale, e in particolare quella del cervello. È ormai certo scientificamente anche che il nostro apparato cerebrale possiede incredibili capacità di adattamento; a qualsiasi età infatti il cervello può plasmarsi secondo le esigenze del momento e produrre nuovi neuroni, contrariamente a quello che si credeva fino a qualche anno fa. Possiamo dunque sviluppare ancora di più la rete, già molto vasta, che collega fra loro le cellule cerebrali e facilitare persino la nascita di nuovi neuroni; questo serve per creare una “riserva di cellule cerebrali” che ci metta al riparo da eventuali perdite. Ciò non vuol dire che per prevenire la demenza bisogna diventare scienziati o allenarsi con esercizi mentali complicati, 8

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Proteggiamo il nostro “patrimonio cerebrale”

ma semplicemente che occorre tenere in esercizio il cervello, imparando cose nuove, accettando i cambiamenti, coltivando le proprie passioni e i talenti.

Il Parkinson: un’altra malattia subdola Quanto abbiamo detto dell’Alzheimer vale in gran parte per il Parkinson, anche se questa patologia agisce diversamente sul cervello e ha manifestazioni differenti nel paziente. La malattia di Parkinson (che prende il nome dal medico che la identificò due secoli fa), colpisce in particolare le funzioni cerebrali che regolano il movimento, perché fa crollare i livelli del neurotrasmettitore indispensabile per questa funzione. Dopo aver provocato un logorio che dura per anni e anni, la persona comincia a manifestare i sintomi caratteristici della malattia: tremore, mancanza di equilibrio e coordinamento, camminata incerta. I disturbi peggiorano progressivamente e intaccano altre funzioni, fino a che il paziente può perdere la capacità di autonomia. Il Parkinson è al secondo posto fra le patologie neurodegenerative più diffuse; i pazienti ufficiali in Italia sono circa 300.000, ma quelli reali potrebbero essere quasi il doppio. Anche in questo caso la causa determinante non è stata accertata e non vi sono cure risolutive, ma i farmaci possono tenere sotto controllo i sintomi, almeno in alcune fasi. Questa malattia colpisce in età più precoce rispetto all’Alzheimer e sono in aumento i casi di pazienti che hanno meno di 60 anni e anche meno di 50. Occorre quindi muoversi molto in anticipo per prendersi cura del proprio cervello, adottando tutti gli accorgimenti utili per mantenere sani e giovani i neuroni. 9

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Introduzione

Conoscere meglio i rischi L’Alzheimer e il Parkinson sono malattie che incutono timore, perché tutti sappiamo qualcosa sulla loro gravità. Ma è importante conoscerle meglio, per poterle affrontare; è essenziale saper distinguere bene i segnali premonitori e i primi sintomi, in modo da agire per tempo, ma nello stesso tempo evitare timori infondati. Se ci capita occasionalmente di dimenticare un nome o una data, non dobbiamo temere che sia un sintomo di Alzheimer incipiente. Le dimenticanze saltuarie sono normali, specialmente per gli anziani, ma occorre sapere anche quali sono i reali segnali di una memoria intaccata da disturbi neuronali. Nel libro spieghiamo come agiscono queste due malattie, qual è il loro decorso e quali sono i reali “indizi” che possono suscitare allarme.

Gli strumenti di prevenzione Per ridurre il rischio di ammalarsi di patologie neurodegenerative occorre agire su vari fronti: l’alimentazione, i rimedi naturali, lo stile di vita e gli atteggiamenti psicologici. L’insieme di questi interventi punta a mantenere il cervello in condizioni ottimali, tali da ridurre al minimo le eventuali conseguenze di una perdita di neuroni. La cura dell’alimentazione è fondamentale per due motivi; in primo luogo riduce i rischi che rendono più probabili le malattie neurodegenerative: il sovrappeso, la pressione elevata, l’eccesso di zuccheri e di grassi nocivi nel sangue. In secondo luogo con i cibi giusti forniamo al corpo le sostanze che proteggono il cervello. Tra questi ad esempio i vegetali ricchi di antiossidanti, le spezie, il pesce e l’olio d’oliva. Gli studiosi 10

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Proteggiamo il nostro “patrimonio cerebrale”

americani hanno elaborato una dieta che serve a proteggere il cervello, chiamata Mind e basata sulla nostra dieta mediterranea. Nel libro ne illustriamo le basi fondamentali, con le indicazioni pratiche per seguirla. Un capitolo è dedicato poi ai rimedi naturali più utili per rinforzare il cervello, stimolarlo, aumentare l’energia mentale e conservare la memoria. Il terzo aspetto, fondamentale anch’esso per la nostra salute cerebrale, è lo stile di vita. Occorre soprattutto praticare più movimento, un toccasana anche per il cervello. Alcune attività fisiche non solo aumentano l’irrorazione sanguigna ai neuroni, ma ne moltiplicano anche le connessioni. L’apprendimento attraverso l’esercizio è il migliore strumento per plasmare il cervello e arricchire la rete sinaptica; anche la lettura, la musica, i giochi, la fantasia, sono un modo divertente ed efficace per prevenire le demenze. Per riuscire a farlo efficacemente occorre anche avere un atteggiamento mentale “aperto” e disponibile al nuovo. La mente invecchia quando ci ripetiamo, quando la riempiamo dei soliti pensieri, quando ci facciamo ingabbiare dalle abitudini. Il cervello per funzionare bene ha bisogno di “sgombrare” ciò che è inutile e ripetitivo. Per ricordare bene ciò che ci serve è importante essere sempre presenti e consapevoli di ciò che stiamo facendo. Bisogna essere lì con la mente, ascoltare il nostro corpo, assorbire gli stimoli sensoriali, lasciare spazio alle emozioni. Così i ricordi si incidono in profondità e migliora la memoria “utile”, ma nello stesso tempo siamo più consapevoli e attenti anche ai piccoli gesti e manteniamo stretto il legame fra la mente e il corpo, proteggendolo dalle malattie di Alzheimer e Parkinson, che minacciano di spezzarlo. 11

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