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P R A T I C A
I MAGICI GINKGO BILOBA E GUARANÀ
IL GINKGO BILOBA È UN ALBERO ANTICHISSIMO, DOTATO DI PREZIOSE VIRTÙ SALUTARI. LE SUE FOGLIE CONTENGONO SOSTANZE CHE PROTEGGONO LA CIRCOLAZIONE, STIMOLANO IL CERVELLO E RALLENTANO L’INVECCHIAMENTO. I RIMEDI A BASE DI GINKGO AIUTANO A PREVENIRE L’INFARTO, L’ICTUS, IL MORBO DI ALZHEIMER E INOLTRE COMBATTONO ALLERGIE, ASMA E CEFALEA. ANCHE IL GUARANÀ È UN POTENTE RIMEDIO ANTIAGE PERCHÉ CARICA DI ENERGIA TUTTO L’ORGANISMO. È STIMOLANTE COME IL CAFFÈ, MA CON EFFETTO PIÙ DURATURO E SENZA DARE TENSIONE NERVOSA. INGREDIENTE DI BEVANDE, BARRETTE E INTEGRATORI, IL GUARANÀ È UTILE PER ACCRESCERE LE PRESTAZIONI FISICHE E MENTALI.
G U I D A
RIZA
I MAGICI GINKGO BILOBA E GUARANÀ
G U I D A P R A T I C A
I MAGICI GINKGO BILOBA E GUARANÀ
SONO IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ STIMOLANO IL CERVELLO, PROTEGGONO IL CUORE E CONTRASTANO L’INVECCHIAMENTO CELLULARE SALUTE • Aiutano a demolire i grassi • Alleviano l’asma • Spengono il mal di testa
PREVENZIONE • Fanno da scudo alle arterie • Cancellano stanchezza e fatica • Migliorano le abilità cognitive
BENESSERE • Calmano il senso di fame • Riducono le rughe • Risvegliano la sessualità
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I MAGICI GINKGO BILOBA E GUARANÀ
SONO IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ STIMOLANO IL CERVELLO, PROTEGGONO IL CUORE E CONTRASTANO L’INVECCHIAMENTO CELLULARE
RIZA
I MAGICI GINKGO BILOBA E GUARANÀ Editing: Giuseppe Maffeis Progetto grafico: Roberta Marcante Foto e illustrazioni: Fotolia, 123rf, Shutterstock © 2016 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
SOMMARIO
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INTRODUZIONE
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GINKGO BILOBA L’ALBERO DELLA LONGEVITÀ
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GUARANÀ IL FRUTTO DELLA GIOVENTÙ
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ALTRI RIMEDI CHE DANNO ENERGIA
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INTRODUZIONE
Mantengono giovane il corpo e la mente
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l ginkgo biloba è una delle piante di maggior fascino nel mondo vegetale. È sopravvissuto fino ai nostri giorni da epoche antichissime, dato che cresceva nelle foreste di vari continenti circa 250 milioni di anni fa, quando i dinosauri popolavano la terra. Maestoso e imponente, d’autunno spicca ancor più nei parchi e nei giardini per il colore intenso delle sue foglie, che diventano di una giallo vistoso. Proprio dalle foglie e dalla loro forma ha origine il termine “biloba”che ne definisce la specie, perché esse sono divise in due parti, due lobi, da un taglio netto. In Oriente questa pianta è venerata per la sua bellezza, per la longevità e per l’aspetto delle foglie, interpretato come simbolo della fusione della duplice essenza di tutte le cose (bianco e nero, yin e yang...). In particolare in Giappone il ginkgo è diventato simbolo di pace e di continuità della vita da quando sei alberi di questa specie sono rifioriti a Hiroshima dopo aver preso fuoco in seguito all’esplosione della bomba nucleare. Proprio del Giappone e della Cina sono originarie le piante di ginkgo piantate in Europa a partire dal Settecento, quando i botanici scoprirono
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GINKGO BILOBA E GUARANÀ che nei Paesi orientali viveva ancora questa pianta che credevano estinta, perché sparita dall’Europa, in seguito alle glaciazioni, da milioni di anni. Anche gli occidentali furono conquistati dal suo fascino e diversi esemplari andarono ad abbellire giardini botanici e residenze nobiliari. In Occidente non si diffuse però l’uso commestibile dei suoi frutti, che nei luoghi d’origine erano ritenuti anche portatori di proprietà benefiche. La scienza occidentale ha invece approfondito la conoscenza delle virtù terapeutiche delle sostanze contenute nelle foglie del ginkgo biloba. Sono ricche infatti di flavonoidi e terpeni, composti naturali che hanno il pregio soprattutto di rinforzare i vasi sanguigni e di stimolare la circolazione anche nei capillari. Da questa proprietà nascono numerosi vantaggi per la salute che si possono ottenere assumendo estratti dal ginkgo biloba. Oltre a prevenire i disturbi cardiovascolari, essi infatti servono a proteggere e stimolare le cellule cerebrali, soprattutto nelle persone anziane, a favorire la concentrazione e la memoria e a rallentare l’invecchiamento.
Il guaranà, per restare giovani Molte di queste proprietà del ginkgo sono comuni anche al guaranà, nome comunemente attribuito a una pianta originaria della foresta amazzonica. Anch’essa ha un aspetto del tutto particolare, dovuto al fatto che i suoi frutti, quando cominciano a schiudersi assomigliano molto a degli occhi, appesi a grappoli al fusto della pianta. Questa forma ha dato origine a numerose leggende, in cui la pianta è de-
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INTRODUZIONE scritta come la reincarnazione di favolosi eroi, che sono la spiegazione della grande forza e potenza dei suoi frutti. Da essi infatti si ricava una pasta commestibile, capace di dare grande energia e resistenza. Al di là del mito, gli studiosi hanno scoperto che queste capacità sono dovute principalmente al fatto che nei semi si trova la guaranina, una sostanza simile alla caffeina e quindi dotata delle stesse proprietà stimolanti per la mente e per il corpo. Queste virtù hanno trovato immediata applicazione in molti prodotti preparati con i semi di guaranà: energy drink, barrette, caramelle, ma anche capsule, compresse e sciroppi. Tutti questi prodotti hanno un effetto energizzante, risvegliano la mente, aumentano la resistenza fisica, ritardano l’invecchiamento e stimolano le funzioni sessuali.
La “famiglia” dei rigeneranti naturali Ginkgo biloba e guaranà vengono spesso associati fra loro nella preparazione di rimedi e integratori che hanno la funzione di rinvigorire il corpo e la mente, di aumentare la resistenza, anche per superare condizioni particolari di stress. A questo scopo vengono abbinati di frequente anche ad altri rimedi naturali con effetto “adattogeno”, cioè utili per rinforzare l’organismo in modo che resista a situazioni di sovraccarico fisico e mentale. I rimedi più noti con queste funzioni sono il ginseng, l’eleuterococco, la maca e la rodiola. Nel libro parleremo anche di essi, dopo aver descritto ampiamente le qualità e gli usi del ginkgo biloba e del guaranà.
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GINKGO BILOBA
GINKGO BILOBA L’ALBERO DELLA LONGEVITÀ
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IL GRANDE VECCHIO DALLE MOLTE VIRTÙ
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“DINOSAURO VEGETALE” ANCORA VIVENTE
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LE CARATTERISTICHE DELLA PIANTA
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CONTIENE TANTE SOSTANZE BENEFICHE
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UTILE CONTRO NUMEROSI DISTURBI
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USALO IN MODO CORRETTO
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GINKGO BILOBA
IL GRANDE VECCHIO DALLE MOLTE VIRTÙ Un albero ritenuto sacro
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l ginkgo biloba è stato definito da Charles Darwin un “fossile vivente”. Il ritrovamento delle sue foglie, fossilizzate in strati di roccia risalenti a centinaia di milioni di anni fa, ha testimoniato che quest’albero è tra i più antichi della terra, ed era presente sul nostro pianeta già ai tempi dei dinosauri. Il suo nome deriva dal cinese “Yin-kuo”, cioè “frutto d’argento” o “albicocca d’argento”, perché i suoi semi, quando maturano, assomigliano ad albicocche infarinate. L’aggettivo “biloba”, invece, deriva dalle parole latine, “bis” e “lobus” ovvero “due lobi” e si riferisce alla forma delle foglie, divise in due parti. Il loro aspetto ricorda quello dei ventagli, con un taglio più o meno profondo nel mezzo, che le suddivide appunto in due lobi. Tale morfologia particolare, in cui le due parti della foglia sono unite ma nello stesso tempo anche divise, ha suggerito nel mondo orientale (da cui viene questa pianta) un’interpretazione simbolica. Nella forma di queste foglie si è vista infatti la rappresentazione dell’unione degli opposti e contemporaneamente anche la suddivisione dell’unità in due parti legate strettamente. È un significato
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L’ALBERO DELLA LONGEVITÀ simbolico che, insieme alla sua imponenza, alla longevità e alle proprietà curative, ha contribuito a far sì che questa pianta assumesse un valore spirituale e quasi magico. Oltre ad essere un bellissimo albero, spesso adoperato per adornare parchi e giardini, il ginkgo biloba è infatti ricco di sostanze benefiche per l’organismo, e con gli estratti delle sue foglie vengono realizzati integratori naturali, in grado di prevenire, ma anche di trattare, svariate malattie.
Possiede molte proprietà curative - Già da secoli il ginkgo viene adoperato n Oriente in virtù delle sue notevoli capacità energizzanti e curative, tra cui spicca quella di contrastare l’invecchiamento cerebrale, che è stata confermata dalla biochimica moderna. L’estratto delle foglie di ginkgo biloba è infatti ricco
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GINKGO BILOBA di potenti sostanze antiossidanti, che proteggono la circolazione sanguigna e perciò favoriscono l’ossigenazione e il nutrimento di tutte le parti del corpo, e quindi anche del cervello. Grazie a queste sostanze benefiche, con gli integratori a base di ginkgo vengono trattati diversi tipi di disturbi, sia che riguardino il sistema cerebrale, come il morbo di Alzheimer e l’ictus, sia l’apparato circolatorio (malattie cardiovascolari, emorroidi, geloni, vene varicose), ma anche alcuni problemi di udito (acufeni) e di equilibrio (vertigini), solo per citare alcuni malesseri contro cui è stata dimostrata l’efficacia del ginkgo biloba. In Cina e in Giappone i semi di quest’albero, dopo essere stati cotti, vengono consumati come antipasto o contorno per molti piatti tradizionali. In Occidente, invece, il ginkgo non è utilizzato a scopo alimentare, ma quasi esclusivamente come rimedio fitoterapico. Inoltre gli estratti di quest’albero sono efficaci anche a scopo cosmetico: grazie alla loro attività contro i radicali liberi, si usano come ingredienti per creme idratanti, antirughe e antinvecchiamento. Inoltre, per la loro azione sui vasi sanguigni sono utilizzati nei trattamenti anticaduta dei capelli. Occorre ricordare, però, che gli estratti di ginkgo biloba, proprio perché molto efficaci sul corpo, possono dare reazioni anche negative, se usati in modo sbagliato e su persone che sono particolarmente sensibili ai loro effetti. Per questo motivo, prima di una terapia prolungata a base di rimedi ricavati dal ginkgo biloba è opportuno chiedere il parere del medico.
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L’ALBERO DELLA LONGEVITÀ
I diversi nomi e la loro origine - Il nome “ginkgo” pare che derivi da un errore di trascrizione del giapponese “ginky”, pronuncia originale del nome, da parte del botanico tedesco Engelbert Kaempfer, che per primo studiò approfonditamente questa pianta dal punto di vista botanico. In seguito, la trascrizione di Kaempfer fu riportata da Carlo Linneo nel 1771 nel testo “Mantissa plantarum”, il sistema di classificazione botanica ancora in uso, per cui “ginkgo” ormai è stato fissato nella nomenclatura ufficiale. Il giapponese “ginky” a sua volta deriva dal cinese “yin-kuo”, che, come abbiamo detto, significa “albicocca d’argento”, per via dei semi che, maturi, assumono una sembianza simile alle albicocche, ma con un colore biancastro. Un nome popolare del ginkgo, già annotato da Kaempfer, è anche “icho” cioè “a zampa d’anatra”, per via della forma delle sue foglie, simili a zampe palmate. In Cina, il ginkgo viene chiamato anche in molti altri modi: “pè kuo”, cioè “frutto bianco”, o anche “kung-sun shu”, ovvero “albero del nonno e del nipote”. Quest’ultimo appellativo deriva dal fatto che le piante femmine di ginkgo iniziano a produrre semi solo dopo moltissimi anni, perciò l’albero può essere sfruttato in pieno solamente dal nipote della persona che l’ha piantato. Nei paesi anglosassoni, invece, il ginkgo viene chiamato spesso anche “albero di capelvenere”, probabilmente perché le sue foglie assomigliano a quelle (che però sono molto più piccole) della piantina di capelvenere, una varietà di felce.
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GINKGO BILOBA
Lo piantavano vicino ai templi - Nella tradizione orientale al ginkgo biloba si attribuiva il potere di allontanare gli spiriti maligni, tanto che per secoli questi alberi sono stati piantati accanto a luoghi di culto. La forma bilobata delle sue foglie unite e divise allo stesso tempo, simboleggia, come già accennato, la congiunzione dei principi opposti Yin e Yang, maschile e femminile, luce e buio, terra e cielo, vita e morte, ovvero della legge secondo la quale ogni cosa nella vita è costituita da due poli opposti, compresenti e complementari. In Cina esistono due esemplari millenari di ginkgo di fronte alla sala di preghiera del Tempio della Conchiglia Rossa. In Giappone la sacralità di quest’albero è cresciuta ancor più dopo che ha dimostrato di resistere anche alla bomba atomica, sopravvivendo all’esplosione di Hiroshima.
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L’ALBERO DELLA LONGEVITÀ
CELEBRATO DA GOETHE CON UNA POESIA
Anche Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), scrittore tedesco nonché studioso tra l’altro di botanica, elogiò il ginkgo biloba in una poesia, contenuta nel “Libro di Suleika”, dedicato a Marianne von Willemer, poetessa tedesca di cui era innamorato. Goethe notò quest’albero durante una passeggiata con l’amata nei giardini del castello di Heidelberg, e rimase affascinato dalla forma particolare delle sue foglie, scisse e unite, proprio come sentiva di essere lui. Staccò una foglia e la regalò alla donna; dopo poco tempo scrisse una poesia dedicata all’albero, che inviò all’amica accompagnandola con due foglie di ginkgo. Qui di seguito ecco il componimento intitolato, appunto, “Ginkgo biloba”. La foglia di quest’albero, dall’Oriente affidato al mio giardino, segreto senso fa assaporare così come al sapiente piace fare. È una sola cosa viva, che in se stessa si è divisa? O son due, che scelto hanno, si conoscan come una? In risposta a tal domanda, trovai forse il giusto senso. Non avverti nei miei canti ch’io son uno e doppio insieme?
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