RIZA
100 consigli
Come depurarla con i rimedi naturali dai pericoli nascosti: sostanze tossiche, batteri, allergeni, elettrosmog e gas nocivi
100 consigli per rendere la casa sana e sicura
Le istruzioni per pulire e igienizzare ogni locale dell’abitazione, usando prodotti che non intossicano ed eliminando tutte le insidie per la salute. In più i suggerimenti per rendere ancora più accogliente e serena la casa con luci, colori profumi e piante.
per rendere la casa sana e sicura
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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it
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Sommario 6
Tanti nemici nascosti
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Per le pulizie usa le sostanze più naturali
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100 consigli per tutta l’abitazione
Bicarbonato PAG. 16
Aceto
Ingresso
Limone
Cucina
Pericoli chimici
Oli essenziali
Soggiorno
Gas tossici
Altri detergenti
Bagno
Test
Camera da letto
PAG. 18 PAG. 20
PAG. 8
PAG. 10
Batteri e germi PAG. 12
PAG. 22 PAG. 24
PAG. 26
PAG. 32 PAG. 34 PAG. 46 PAG. 54 PAG. 60
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70
Bucato fresco e pulito come una volta
88
Le piante: decorative e depurative!
I detersivi naturali
98
Il benessere è dato da una casa luminosa
L’illuminazione
PAG. 72
PAG. 100
In lavatrice
Le tinte delle stanze
PAG. 74
PAG. 102
A mano PAG. 76
104
Via le macchie PAG. 78
80
Fa’ che sia il tuo rifugio felice
Cani e gatti sì ma formiche no! Le mangiatrici di veleni PAG. 90
La pulizia dei loro spazi PAG. 82
La top ten delle migliori PAG. 92
Insetti volanti
Come mantenerle sane e belle
Formiche e ragni
Quelle pericolose
PAG. 84 PAG. 86
PAG. 94 PAG. 96
Il nido che ci protegge PAG. 106
Liberati di ciò che non è essenziale PAG. 108
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I PEGGIORI INQUINANTI
Tanti nemici
nascosti
Gas tossici, sostanze nocive, batteri e smog possono entrare con facilitĂ nella nostra casa. Sono invisibili e poco riconoscibili, ma con il tempo rischiano di provocare problemi alla salute. Ecco quali sono e dove si annidano
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a casa viene considerata dalla maggior parte di noi come un luogo sicuro, un nido a cui tornare ogni sera lasciando fuori tutti i pericoli. In realtà non è proprio così. Anche tra le mura domestiche si nascondono mille insidie. Da tempo le istituzioni sanitarie mettono in guardia da quello che viene definito “inquinamento indoor”, ossia la presenza di sostanze nocive che rischiano di danneggiare la salute. Possono essere suddivisi in tre categorie: i pericoli chimici, come prodotti detergenti e igienizzanti per pulire la casa e composti volatili sprigionati dai mobili e dai materiali da costruzione; quelli fisici, ovvero i campi elettromagnetici e i gas velenosi come il radon e il monossido di carbonio; quelli biologici, come batteri, virus, acari, allergeni, muffe e funghi. In molte abitazioni queste fonti di inquinamento si sovrappongono fra loro aumentando notevolmente i rischi. Ecco perché è fondamentale prendersi cura della propria casa, prestando attenzione all’igiene e alla pulizia, in modo da eliminare ciò che può mettere a repentaglio il nostro benessere. Ma attenzione: i prodotti utilizzati devono essere naturali ed ecologici, altrimenti si rischia di aggiungere un pericolo ulteriore, provocato dalle sostanze chimiche usate.
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I PEGGIORI INQUINANTI
I rischi chimici in agguato
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uò sembrare paradossale, eppure molte delle tossine a cui siamo esposti derivano proprio dai nostri tentativi di pulizia. Tra le sostanze più aggressive che entrano in casa, infatti, sono da segnalare proprio i prodotti chimici che acquistiamo per pulire, igienizzare e disinfettare la nostra abitazione. Con questi prodotti, infatti, non solo non riusciamo a eliminare tutti i germi, ma portiamo nelle stanze un consistente inquinamento, che può essere più nocivo dei germi stessi.
essere più acuta in inverno, perché quando le temperature si abbassano, si aprono meno le finestre e l’aria ristagna. Inoltre, l’umidità e il calore creano un ambiente favorevole alla proliferazione degli agenti allergizzanti. Gli inquinanti domestici possono provocare con i vapori tossici irritazioni a occhi, naso e gola; ma anche mal di testa, capogiri e affaticamento; dermatiti e allergie cutanee; asma e infiammazioni a livello bronchiale; indebolimento della risposta immunitaria.
I detersivi irritanti Apparentemente innocui, sgrassatori, sbiancanti, anticalcare e spray deodoranti sono invece veri e propri veleni, e la loro nocività aumenta se li si miscela. Le sostanze chimiche da cui sono composti, infatti, possono reagire tra loro con effetti imprevedibili, sprigionando vapori urticanti o tossici. La semplice candeggina, per esempio, mischiata all’ammoniaca tende a formare composti irritanti assai nocivi per chi li respira. Un altro mix molto pericoloso è quello tra candeggina e acido muriatico (o cloridrico), che produce cloro sotto forma di gas, sostanza assai tossica se inalata in concentrazioni elevate. Da trattare con cautela anche i cosiddetti biocidi, prodotti che, proprio perché sono in grado di uccidere esseri viventi come batteri, parassiti o insetti, rappresentano un reale pericolo anche per la salute umana.
Allarme formaldeide Oltre all’irritazione delle vie respiratorie, con tanto di iperattività bronchiale e asma, la formaldeide può causare con il tempo anche stanchezza, emicrania, nausea e vertigini.
Gli effetti delle sostanze tossiche Le sostanze tossiche penetrano nell’organismo attraverso tre vie: per inalazione, per ingestione o per contatto. In altre parole, attraverso ciò che respiriamo, che mangiamo oppure che viene a contatto con la pelle. L’azione irritante di questi prodotti tende a
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I composti organici volatili Molti materiali usati in edilizia, ma anche adesivi, sigillanti e colle possono rappresentare fonte di rischio per la salute, perché emettono i cosiddetti Voc, ovvero composti organici volatili. Si tratta di sostanze chimiche che evaporano facilmente a temperatura ambiente e si trovano praticamente ovunque. Una delle più note è la formaldeide, dichiarata da tempo un prodotto cancerogeno accertato. Dentro casa, le sorgenti della formaldeide si trovano principalmente nel legno pressato (truciolati e compensati), ricavato appunto da briciole legnose tenute assieme da adesivi. La si può trovare anche nella tappezzeria e nelle tende.
L’unione che inquina Il problema degli inquinanti chimici non è circoscritto alle singole sostanze ma anche ai mix che ne derivano. Un esempio interessante lo si può trovare su pareti, soffitti e pavimenti, dove da una parte possiamo avere emissione di Voc a opera di qualche materiale chimico, da un’altra possiamo rinvenire agenti inquinanti biologici, come muffe e batteri, che proliferano nell’umidità. È difficile infatti riscontrare un solo problema. Spesso se ne trovano molti nella medesima sede. Tanti prodotti che hanno fra i loro componenti sostanze additive che servono per stabilizzare, plastificare, proteggere da muffe e funghi, rilasciano molto spesso sostanze altamente tossiche. La maggior parte di queste sostanze è presente in quantità quando il rivestimento, la vernice, il mobile, il parquet, il collante, il lucidante e così via sono nuovi di zecca. Piano piano, queste essenze se ne vanno, ma a volte occorrono molti mesi. Per questo è importante ventilare gli ambienti per almeno 72 ore dopo l’applicazione di uno di questi rivestimenti o verniciature. Perciò è sempre meglio preferire vernici ad acqua per rifinire pareti e pavimenti.
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I PEGGIORI INQUINANTI
Radiazioni e gas pericolosi
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n’altra fonte di inquinamento proviene dalla selva di apparecchi elettronici che popola le nostre abitazioni. Oggi si parla di elettrosmog, generato da trasformatori, elettrodomestici, televisione, hi-fi, telefonini e wi-fi: le fonti di onde elettromagnetiche si sono moltiplicate con il progresso della tecnologia e gli effetti di questo affollamento non sono ancora del tutto chiari. Molti studi, non ancora confermati, hanno associato la presenza di onde a disturbi del metabolismo e del sistema endocrino, ma anche a mal di testa, debolezza immunitaria, insonnia e persino alcuni tumori. Occorrerà lasciar passare ancora qualche anno per confermare i reali effetti a lungo termine del bombardamento elettromagnetico. Per ora, vale la regola della prudenza.
all’orecchio e subire un’esposizione eccessiva alle onde. Durante la notte, poi, andrebbero impostati sulla funzione “aereo” o spenti. Come vedremo, infatti, le ore del sonno e lo spazio della camera da letto sono quelli da proteggere con maggiore cura. Per tamponare gli effetti dell’inquinamento, poi, gli elettrodomestici andrebbero sempre spenti quando non si usano. Meglio collegarli a ciabatte elettriche con tasto di spegnimento che consente di “chiudere” il passaggio dell’elettricità quando non si usano gli apparecchi. Anche il modem dovrebbe essere spento se non lo si sta utilizzando e, per quanto riguarda i computer portatili, è meglio evitare di tenerli sulle gambe mentre si sta lavorando. Nelle prossime pagine troverete tutti i consigli e gli accorgimenti per limitare le fonti di “inquinamento domestico” di ogni genere, riducendo i rischi per la salute.
Il rischio elettrosmog Meglio limitare l’esposizione a queste onde e adottare alcune precauzioni. La prima è quella di tenersi lontani dalla loro fonte, mantenendo sempre qualche metro di distanza dal televisore (circa 3 metri) e usando gli auricolari quando si telefona, per evitare di avvicinare lo smartphone
Una minaccia invisibile Molti sono arrivati a chiamarlo il “killer invisibile”. Il radon, un gas radioattivo naturale che proviene dalle viscere della terra, rappresenta la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo della sigaretta. È privo di odore, colore, sapore ed è estremamente volatile: non lo avvertiamo, ma c’è. Il rischio si verifica quando questo gas si concentra in un locale nel quale viviamo o lavoriamo per lungo tempo. Un primo, immediato, accorgimento è quello di evitare le stagnazioni in ambienti chiusi grazie a un’areazione continua, misura ancora più necessaria se parliamo di locali, come le taverne o le cantine, interrati o a diretto contatto con il suolo. Il radon, proprio in virtù della sua natura gassosa, penetra nelle porosità del terreno e attraversa crepe e fessure, fluendo penetrando anche nelle strutture edilizie. Combattere del tutto questo gas è impossibile, però si può diminuire la sua concentrazione. Cominciando,
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Per i più piccoli La Società Italiana di Medicina Ambientale ha di recente redatto un decalogo in cui vengono elencate alcune misure che si devono adottare per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici. Tra queste, alcune sono ancora più essenziali se riguardano i più piccoli. Per esempio, collocare i babyphone a distanza dal lettino; tenere le apparecchiature elettriche ed elettroniche alla massima distanza possibile dai bambini e fare utilizzare loro i cellulari il più tardi possibile. Preferire chiamate brevi e, in caso di lunghi colloqui, fare usare auricolari e sistemi viva-voce.
i per esempio, a scoprire se davvero è così alta. In commercio, infatti, soprattutto proposti da alcune associazioni di consumatori, esistono kit per rilevare la presenza di questo gas e scoprire quanto può essere pericoloso. Soltanto così è possibile in seguito intervenire: a volte può bastare una migliore ventilazione dei locali, a volte, invece, occorrono dei veri e propri interventi sul suolo, sull’edificio o sul vespaio su cui posa il pavimento.
Anche il rumore inquina l’innalzamento dei livelli ematici di ormone dello stress, l’abbassamento delle difese immunitarie e anche il sovrappeso. L’inquinamento acustico, poi, può turbare il sonno, minando il ciclo di sonno-veglia e causando ansia e stanchezza. Si potrà ovviare a questi inconvenienti isolando le pareti con strutture fonoassorbenti oppure doppi vetri. Attenzione anche alle fonti di rumore all’interno della casa: aspirapolvere, elettrodomestici vari, condizionatori e riscaldamento, oppure musica costante o televisore ad altissimo volume.
L’inquinamento acustico è un fattore spesso sottovalutato. Chi vive in prossimità di zone trafficate finisce col farci l’abitudine: motori, motorini, clacson fanno innalzare i decibel oltre la soglia di sopportazione, con effetti non da poco sul nostro organismo. La prima cosa che si nota è che lo stress aumenta. Il rumore incessante disturba le attività mentali che richiedono attenzione: il nostro corpo, per tamponare l’inconveniente riesce ad adattarsi. Ma il prezzo non è da poco e può comportare un aumento della pressione arteriosa,
Meglio i doppi vetri Si parla di inquinamento acustico in presenza di immissioni sopra ai 40 decibel di notte e 50 decibel di giorno. ll traffico, il cui frastuono è, in molti ambienti, costante, raggiunge i 70 decibel.
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I PEGGIORI INQUINANTI
Attenzione a batteri, germi e allergeni Su cellulari e tastiere del Pc
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Dove si annidano più facilmente i germi? Non nei sanitari, come si potrebbe pensare, ma su smartphone e tasti del computer. Vanno puliti spesso con disinfettanti naturali
n’altra delle cause di inquinamento domestico sono i batteri e i virus, che trovano l’habitat ideale nelle nostre case, specie in inverno, quando le temperature sono molto accoglienti e le finestre, più spesso chiuse, ostacolano il ricambio di aria. La maggior parte arriva dall’esterno, attraverso gli abiti, le mani e le scarpe. Alcuni vengono trasportati dall’acqua, altri si trovano all’interno del corpo umano e si diffondono attraverso le secrezioni corporee e le feci. Per ostacolarne l’espansione, la regola di base è quella di cambiare l’aria spesso, facendola circolare negli ambienti. In questo modo, tra l’altro, si abbassa la temperatura e si scacciano l’umidità e la condensa, che favoriscono la sopravvivenza dei batteri. Ottimale è anche tenere il termostato a temperature non troppo elevate in inverno; in estate, invece, la temperatura all’interno dovrebbe essere solo di pochi gradi inferiore a
quella all’esterno. Una forma alternativa di riscaldamento, con proprietà antiallergiche, è quella che si può creare con dei pannelli a raggi infrarossi, che non seccano l’aria, favorendo la respirazione, e non sollevano polvere, limitando le allergie.
Troppa umidità: ecco le muffe Il tasso di umidità eccessivo nelle abitazioni favorisce una proliferazione crescente di muffe e di acari della polvere. L’habitat ideale per le muffe è quello con un’umidità superiore al 65% una temperatura fra i 14 e i 30 °C. Dove controllare se c’è muffa? Ovviamente sui muri e sui pavimenti, poi sulle tappezzerie, gli impianti idraulici, i condizionatori d’aria, gli umidificatori, le tende da doccia, ma anche tra i cumuli di vecchi giornali e riviste, se li abbiamo, o di abiti dismessi. La bonifica dei locali e una
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persone, sensibili agli enzimi prodotti dagli acari stessi. Provocano sintomi di allergia respiratoria, caratterizzati da sintomi come starnuti, riniti e congestioni respiratorie, che possono arrivare fino all’asma. Proliferano nelle case abitate grazie all’ambiente caldo e umido e perché traggono approvvigionamento dai prodotti della desquamazione a cui è sottoposta ciclicamente la pelle umana, soprattutto durante la notte (ecco perché grandi quantità di acari sono presenti in federe, coperte, lenzuola e materassi). Si riproducono in maggiori quantità dove sono presenti animali domestici: le cellule morte presenti sui peli, infatti, costituiscono per questi piccoli parassiti un’ulteriore fonte di nutrimento. La loro presenza è direttamente proporzionale alla loro capacità riproduttiva, la quale, a sua volta, è strettamente correlata all’ospitalità dell’ambiente, favorita da temperature tra i 16 e i 22 °C e umidità superiore al 60%.
buona ventilazione sono i modi migliori per combattere le muffe e, di conseguenza, per prevenire sintomi allergici o aggravamenti di infezioni respiratorie. Naturalmente, ci sono abitazioni o luoghi di lavoro che richiedono lavori ben più massicci, a volte vere e proprie bonifiche, da affidare a personale esperto in questo tipo d’interventi. Qualcosa però si può fare anche da soli: rimuovere le polveri, favorire l’areazione dei locali, pulire e cambiare con regolarità i filtri dei condizionatori.
Gli acari non si vedono, ma si sentono i loro effetti Gli acari sono dei minuscoli artropodi, invisibili a occhio nudo, che si annidano negli ambienti umidi e polverosi delle abitazioni. Non pungono e non mordono, tuttavia sono la causa di reazioni allergiche per un gran numero di
Come rendere la vita difficile agli acari 1.
2.
All’interno dell’abitazione la temperatura media dovrebbe essere al massimo di 20 °C in inverno e 22-24 °C in estate. L’umidità dovrebbe essere compresa tra il 45 e il 55 %. Arieggiare i locali almeno una volta al giorno, meglio se al mattino presto, per rinfrescare e per un ricambio salutare.
3.
Sostituire materassi e cuscini di lana o di piume con altri con materiali che non danno facilmente ospitalità agli acari.
4.
Ricoprire materassi e cuscini con fodere anallergiche, provviste di uno strato interno dotato di fori che consentono il passaggio dell’aria ma non l’ingresso degli acari. Possibilmente ogni mattina esporre all’aria cuscini e biancheria da letto.
5.
Togliere la povere da mobili e suppellettili in casa senza sollevarla, ma usando panni elettrostatici o aspirapolvere.
6.
Far revisionare regolarmente gli impianti di riscaldamento e condizionamento dell’aria, cambiando i filtri appositi.
7.
Evitare l’accumulo di libri o di abiti, soprattutto in camera da letto. Attenzione anche a tendaggi e moquette, che possono essere ricettacolo di acari.
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GLI INDISPENSABILI
Per le pulizie
usa le sostanze
più naturali
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Pulire e disinfettare la casa senza dover ricorrere a prodotti chimici è più semplice di quel che si pensa. Basta impiegare alcuni rimedi “verdi”: economici, sani, facili da trovare e da usare
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er la pulizia e la depurazione degli ambienti, in alternativa ai prodotti chimici si possono usare dei rimedi naturali: danno buoni risultati in termini di igiene, senza mettere a rischio la salute e sono meglio tollerati, sia dalla pelle che dai polmoni. I detergenti alternativi “verdi” non inquinano l’aria e la profumano, aiutandoci a ottenere una pulizia profonda in ogni stanza. La sostanza naturale indispensabile in ogni casa? Senza ombra di dubbio il bicarbonato. Le sue proprietà sono infinite così anche i suoi utilizzi in ogni ambiente della casa. L’aceto è un altro immancabile: igienizzante e anticalcare, è anche un rimedio antiodore tra i più efficaci. Il limone ha proprietà sgrassanti, deodoranti e antibatteriche; è un ottimo alleato per creare detersivi fai da te, lavare, pulire e anche per sbiancare tutti i tipi di tessuti. Alleati che non devono mancare sono anche gli oli essenziali, indispensabili per le “eco-pulizie”. Lavanda, limone e tea tree oil sono i più efficaci. Diluiti nell’acqua per lavare i pavimenti, profumano e tengono lontani insetti e allergeni, oltre ad avere un effetto antibatterico. Con aceto, limone e bicarbonato e oli essenziali, si può pulire praticamente tutto e lasciare così fuori dalla porta le sostanze chimiche nocive.
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GLI INDISPENSABILI
Bicarbonato: rimedio tuttofare
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n valido alleato naturale delle pulizie di caratteristiche fisico-chimiche. È una sostanza casa è il bicarbonato di sodio, una leggermente alcalina, cioè basica. Il pH è neutro sostanza presente in natura in depositi quando è pari a 7, al di sotto è acido e al di sopra minerali, sedimenti di laghi e acque sotterranee. è basico. Il bicarbonato ha un pH attorno a 8. Per Naturale, ecologico, economico, il bicarbonato questa sua caratteristica viene prodotto anche dal di sodio è la bianca sostanza multiuso che non nostro corpo, ed è usato come sostanza tampone mancava mai nelle case dei nostri nonni. per mantenere il giusto equilibrio acido-basico. Il bicarbonato da solo potrebbe Serve anche a combattere le micosi, le rimpiazzare tutti i detersivi punture di insetti e la proliferazione moderni, grazie alle sue di batteri. Questo lo rende naturali proprietà fisiche e utilissimo per pulire e chimiche. Con grandi “igienizzare” frutta e verdura. vantaggi per l’ambiente, Neutralizza perché è una sostanza Il bicarbonato funziona da totalmente i cattivi odori solo, ma talvolta diventa ancora biodegradabile. Il bicarbonato di sodio ha un più efficace abbinandolo ad altri Il motivo per cui è stato forte potere assorbente nei ingredienti naturali dall’effetto così utile all’uomo nella confronti degli odori, perché detergente, come per esempio vita di tutti i giorni, e questi sono costituiti da aceto e limone. ancora lo sarà in futuro, sostanze prevalentemente deriva dalla sua struttura basiche. Il bicarbonato le molecolare e quindi dalle sue contrasta fisicamente e quindi le
Così è ancora più potente
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Rende l’acqua meno calcarea
annulla cancellando gli odori. L’effetto deodorante quindi non è ottenuto attraverso la sovrapposizione di altri profumi su quello che si vuole cancellare, come avviene di solito con i deodoranti in commercio, bensì con l’assorbimento diretto degli odori sgraditi. Il bicarbonato non ha alcun odore e incorpora gli altri, annullandoli. Per la sua capacità assorbente, ha l’effetto di deodorare anche gli spazi “a rischio”, nelle case, come la scarpiera, la pattumiera, il posacenere. Una ciotola di bicarbonato è utili anche in frigorifero, per evitare la stagnazione del sentori di particolari alimenti. Ma ha lo stesso effetto anche in ambienti più ampi, come il garage, la sala, la cucina. Assorbe l’umidità e quindi serve a combattere la muffa.
Molte acque di uso quotidiano sono particolarmente “dure”, troppo calcaree e troppo ricche di ioni metallici (di calcio e di magnesio). Il bicarbonato è un sale e ha la capacità di trattenere gli ioni metallici e di rendere l’acqua meno calcarea. L’acqua “addolcita” con un po’ di bicarbonato risulta più pulente e lascia la pelle e i panni più morbidi.
Tienilo al riparo dall’umidità Il bicarbonato si conserva per lungo tempo se lasciato chiuso e al riparo dall’umidità. Esistono diverse confezioni: la versione più diffusa è quella nella scatola di cartone oppure in un contenitore ermetico di plastica, perfetto per conservare il prodotto anche in ambienti umidi, come ad esempio il bagno. C’è un modo semplice per verificare se la scatola di bicarbonato che hai dimenticato in fondo al ripiano è ancora utilizzabile: metti due cucchiai di aceto di vino bianco su una superficie e versaci sopra mezzo cucchiaio di bicarbonato. Se quest’ultimo diventa effervescente è ancora in buono stato e puoi usarlo, in caso contrario è meglio comprare una confezione nuova.
Rimuove lo sporco più ostinato A contatto con le sostanze acide, come l’aceto o il succo di limone, il bicarbonato diventa effervescente, producendo delle bollicine di anidride carbonica. Questa schiuma è utile per togliere le incrostazioni di sporco più difficili o più grasse, come quelle che si formano sulle griglie del barbecue o sotto le pentole.
Pulisce a fondo, ma con dolcezza Proprio per la sua debole alcalinità è efficacissimo nel pulire e sgrassare, perché aumenta la repulsione tra lo sporco e le superfici su cui si è depositato. L’unto, infatti, è costituito per la maggior parte da acidi grassi; il bicarbonato neutralizza l’acidità facendo sì che il grasso diventi solubile nell’acqua. Strofinato sulle superfici da trattare, il bicarbonato aiuta a togliere la patina grigia, le macchie, il grasso, senza lasciare graffi. Questo effetto aiuta dunque in tutte le azioni di pulizia, sia personale che degli oggetti; dal lavarsi i denti fino alla pulizia delle pentole.
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GLI INDISPENSABILI
Aceto: utilissimo non solo in cucina
Alcune precauzioni
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ra le tante proprietà dell’aceto una delle più note e apprezzate è la sua capacità di aiutare nelle pulizie quotidiane della casa. Tutti sanno che l’aceto scioglie il calcare e quindi aiuta a pulire vetri, specchi, lavandini, bicchieri e stoviglie, e in generale tutte le superfici che possono diventare opache o macchiarsi per il deposito di un velo di calcare dovuto all’acqua domestica. Il pH acido dell’aceto scioglie questo velo bianco e restituisce pulizia e brillantezza alle superfici. Serve anche per togliere le incrostazioni che si formano sui rubinetti, nella vasca, nel piatto doccia e negli elettrodomestici, in particolare nella lavatrice. L’aceto è utile nel lavare il bucato perché lo rende più morbido e aiuta a togliere le macchie. Ciò significa che l’aceto potrebbe essere utilizzato al posto di una serie di prodotti chimici, ognuno dei quali ci viene venduto per svolgere uno solo di questi numerosi compiti. L’aceto li sostituisce tutti, costa molto di meno (parliamo dell’aceto comune, di vino bianco, quello più economico) e offre un grande vantaggio in più: non danneggia l’ambiente.
L’aceto è una sostanza acida, quindi non adatta a essere usata su tutte le superfici. Per esempio meglio non utilizzarlo sul marmo perché rischia di renderlo opaco. Per la stessa ragione non va impiegato per pulire le pietre preziose, in particolare le perle. Altra raccomandazione: l’aceto non va mai mescolato con la candeggina o altre sostanze a base di cloro, perché può sviluppare un gas tossico.
Scioglie il calcare L’aceto è un nemico del calcare, in tutte le sue forme. L’acido acetico infatti, per reazione chimica, scioglie il calcare, anche le incrostazioni più solide. Per questo motivo si rende utile per molte pulizie casalinghe, là dove il passaggio continuo dell’acqua lascia macchie, aloni e residui biancastri, che rendono opachi i metalli.
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Una cucina che brilla
Non è vino andato a male!
Per pulire e igienizzare il bagno
In cucina l’aceto non L’aceto nacque L’aceto serve anche per manca mai e non probabilmente per caso. Il sidro, le pulizie del bagno, non dovrebbe mai mancare. l’idromele o il vino lasciati esposti solo dei rubinetti e delle Non solo per l’uso come all’aria si trasformarono in modo parti metalliche, ma condimento e come naturale in un liquido acido, anche per la vasca, il ingrediente, ma anche per la diverso per sapore e lavabo, il piatto doccia e la pulizia. In questo caso non è caratteristiche. cabina doccia. Anche sulle necessario il pregiato aceto parti smaltate o di porcellana balsamico, basta il più semplice ed infatti si forma la patina di sporco e economico aceto di vino bianco. calcare, che l’acido acetico aiuta a Pulisce tutto: piano cottura, forno, rimuovere ed eliminare. elettrodomestici. In più toglie anche gli odori.
Stoviglie come nuove
Aiuta gli animali domestici
Non parliamo poi della pulizia di piatti e bicchieri. Il suo effetto detergente e sgrassante è molto utile nella pulizia quotidiana, perché aiuta a rimuovere ogni traccia di unto e di sporco. Inoltre restituisce alla porcellana e al cristallo la loro naturale brillantezza, che rischia di risultare spenta e nascosta per effetto del calcare.
L’aceto è un amico per il cane e per il gatto, perché aiuta a tenere lontani i parassiti e ad alleviare alcuni disturbi subiti da questi animali domestici. Ma serve anche per ridurre i disagi provocati in alcuni casi dalla convivenza con gli amici a quattro zampe, soprattutto dovuti ad alcune cattive abitudini e agli odori che possono provocare.
Contro lo sporco più duro
Uccide i batteri
Alcune zone della cucina e alcuni strumenti ed elettrodomestici si sporcano facilmente, per l’uso quotidiano. A causa dei residui di cibo, lo sporco è particolarmente resistente e difficile da rimuovere. Invece di usare “sgrassatori” a base di prodotti chimici, sfrutta tutte le capacità dell’aceto. Pulisce a fondo e svolge anche un’azione antibatterica.
Essendo un acido, l’aceto ha capacità battericide. La sua efficacia è stata sperimentata contro alcune famiglie di germi; può combattere batteri pericolosi come la salmonella e lo streptococco. Tanto che è stato sperimentato come disinfettante per ambienti in alcuni ospedali. Già nell’antichità veniva usato come antisettico per le ferite e come disinfettante. Proprio per le sue proprietà antisettiche e antibatteriche, l’aceto protegge gli alimenti dagli effetti dei microrganismi che potrebbero farli degradare e renderli immangiabili o addirittura nocivi per l’uomo. Per questo motivo, fin dalle epoche più remote l’aceto veniva usato per conservare gli alimenti nel tempo e per poterli trasportare nei viaggi; non solamente le verdure, ma anche la carne.
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