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DEPURA IL COLON. VIVI BENE E A LUNGO
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Bimestrale Aprile/Maggio 2019 Numero 11 - € 9,90 Italia P.I. 11/04/2019
Nuovo
Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in. L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, LO/MI
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DEPURA IL COLON VIVI BENE E A LUNGO COSÌ ELIMINI LE TOSSINE CHE FANNO AMMALARE IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ Ripulire periodicamente l’intestino fa dimagrire, rinforza gli anticorpi e rigenera tutti gli organi MICROBIOTA OK I lattobacilli che lo proteggono e i probiotici che lo salvano STOP AI RADICALI LIBERI Quando il nostro colon è sano le scorie non entrano nel sangue VIA LE FERMENTAZIONI Sono spesso la causa principale del gonfiore addominale. Ecco i nuovi rimedi che funzionano MAI PIÙ COLON IRRITABILE Vinci la patologia che colpisce più di un terzo degli italiani
SEGUI IL NOSTRO PROGRAMMA DETOX Rigenera la mucosa intestinale e sconfigge la stipsi
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SOMMARIO Colpisce di più il sesso femminile
38 Perché è una questione di donne I fattori scatenanti
40 Tutti i motivi per cui l’intestino si irrita Come si scopre
42 Per la diagnosi non bastano i sintomi I sì e i no
44 Cosa piace e cosa non piace al nostro colon Pochi zuccheri nel piatto
46 La cura a tavola? È la dieta
a basso contenuto di FODMAPs
Integratori e piante per sfiammarlo
SPECIALE COLON
Com’è fatto
6 L’intestino: qui il cibo diventa energia Miliardi di coinquilini
10 La grande scoperta: è popolato da un mondo di batteri
50 I rimedi verdi per regolarizzare l’alvo I funghi medicinali
54 L’Hericium calma l’intestino sotto stress La lettura psicosomatica
56 Il segno di una lotta interiore Gli atteggiamenti che curano
I nuovi studi
58 Cosa bisogna fare per placarlo
Un’arma di prevenzione
60 Test: cosa “bolle” in pancia?
14 Perché viene definito l’organo della salute? 18 Quando è sano tiene lontano il diabete La chiave per restare in forma
20 È scritto nella pancia il segreto dei magri? Evitare il cancro al colon
22 Anche il rischio tumore dipende dalla flora Un dialogo vitale
26 Intestino e mente: ciò che mangiamo
L’influenza della psiche
DEPURATI ED ELIMINA IL GONFIORE
Via i gonfiori sul girovita
64 Elimina le fermentazioni:
così ti sgonfi e vivi più a lungo
Il primo intervento è a tavola
66 Occhio ai cibi più irritanti
influenza l’umore
Verifica se sta bene
28 Tutti i sintomi di un intestino sano I campanelli d’allarme
30 Hai mal di schiena? Colpa del colon! L’esame di autovalutazione
32 Test: sai prenderti cura del tuo intestino? CURA LA SINDROME DA COLON IRRITABILE
Uno dei disturbi più diffusi
36 Quando il colon diventa irritabile 4
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Straordinari alleati
70 Aiutati con i probiotici, i veri amici dell’intestino I cibi fermentati
74 Metti i probiotici anche nel piatto Cosa bere
76 Kombucha: la bevanda antica dall’effetto depurativo
Il detox è servito
78 Gli altri cibi che ti aiutano a disintossicare il colon
Il decalogo antistipsi
100 Dieci consigli per ritrovare il giusto ritmo
5 giorni per rigenerarlo
80 Il programma per disinfiammare
In pratica cosa mangiare
le mucose intestinali
102 Il menu che rimette a nuovo l’intestino
Una giornata di tregua
84 Una volta al mese metti a riposo l’intestino
Evita i farmaci
106 Lassativi? No grazie. Meglio le alternative verdi
Gli alleati della depurazione
86 I rimedi naturali per eliminare le tossine
Via la stipsi con dolcezza
108 La cura efficace che aiuta a liberarsi
La pianta amica del colon
La lettura psicosomatica
90 L’aiuto indispensabile: l’aloe vera
112 È una protesta dell’anima
Una risorsa dall’Africa
Cambia mentalità
92 Prendi il baobab per rinforzare
114 Gli atteggiamenti mentali che vincono la stipsi
le pareti intestinali
Le conseguenze
L’idrocolonterapia
116 Stipsi e sovrappeso sono collegati
VINCI LA STIPSI
118 Fai yoga, l’intestino ti ringrazierà
94 Il lavaggio del colon: i vantaggi
Le asana consigliate Allontana lo stress
Ritrova la tua regolarità
120 Meditare rilassa anche l’addome
96 In caso di stipsi agisci al naturale
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Riza Speciale cita i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
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COM’È FATTO
L’INTESTINO:
qui il cibo diventa energia È come una “fabbrica” dove gli alimenti ingeriti vengono sminuzzati in componenti sempre più piccole, fino a poter essere assimilate e penetrare nel nostro organismo
LA SCOPERTA: SI AUTORIGENERA Le cellule intestinali si rinnovano ogni 3-5 giorni. Quindi la scoperta rivoluzionaria è che quest’organo straordinario è in grado di autoripararsi. Basta infatti cambiare la qualità della propria alimentazione per migliorare la salute dei villi e delle pareti intestinali. 6
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L’
intestino fa parte del nostro apparato digerente. In particolare, in gergo anatomico, è “la porzione compresa tra il piloro e l’orifizio anale”. Può raggiungere la straordinaria lunghezza di 9 metri e ciò gli permette di svolgere le sue funzioni anche nel caso in cui alcune sue parti siano compromesse da una malattia. L’intestino, che nel sistema digerente è la continuazione dello stomaco, è suddiviso in due tratti: il piccolo intestino (chiamato anche “intestino tenue”) e il grande intestino (“intestino crasso” dove si trova appunto il colon). Queste due sezioni sono poi ulteriormente suddivise in altri segmenti, ognuno dei quali assolve a specifiche funzioni fisiologiche. Approfondiamo ora la sua fisiologia.
IL TENUE: ASSORBE E INTEGRA I NUTRIENTI Il tenue è la parte più “alta” dell’intestino ed è quella che accoglie il cibo lavorato dallo stomaco, detto “chimo”. Nella parte superiore del tenue c’è il duodeno, dove si verifica la neutralizzazione dei succhi gastrici, che sono molto acidi, perché le cellule provvedono a produrre quantità di bicarbonato, che è alcalinizzante. Poi il cibo passa attraverso l’intestino digiuno, così chiamato proprio perché tende a svuotarsi rapidamente, anche se non è solo un tubo di passaggio ma contribuisce all’assorbimento dei nutrienti. Ecco che il cibo raggiunge l’ileo, le cui pareti sono ricoperte di “villi intestinali”, piccole porte che permettono l’assorbimento dei nutrienti.
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LE SUE FUNZIONI PRINCIPALI Il colon svolge ogni giorno alcune funzioni fondamentali. Queste sono le più importanti.
IL CRASSO: DOVE GLI SCARTI VENGONO ACCUMULATI
1. Prima di tutto assorbe acqua e minerali (elettroliti), in una quantità oscillante fra 800 ml e 2 litri al giorno. Senza questi liquidi e senza questi sali, tutto il processo digestivo si bloccherebbe, il nostro ecosistema interno inizierebbe a degenerare e il corpo non avrebbe abbastanza “carburante” per vivere.
È la seconda parte dell’intestino. È formato da tre segmenti: l’intestino cieco, il colon (composto dal colon ascendente, quello trasverso e quello discendente) e il retto (che rappresenta l’ultimo tratto dell’intestino, quello che sbocca nell’orifizio anale). L’intestino crasso è più corto del tenue (1,5 metri contro 7), ma è molto più largo (mediamente ha un diametro di 7 cm). Si restringe poi nell’ultima parte del retto, il canale anale, ovvero la parte che comunica con l’esterno del corpo. I compiti principali dell’intestino crasso sono quelli di assorbire l’acqua e gli elettroliti rimasti dopo il trattamento del cibo e di permettere l’accumulo degli scarti alimentari non digeribili, per poi provvedere alla loro espulsione.
2. Poi secerne muco e immunoglobuline, importanti anticorpi che garantiscono la salute dell’intero organismo. 3. Il colon è un organo che “si muove”, producendo una serie di movimenti a onde che frammentano e “impastano” gli scarti della digestione e li spingono avanti nel lume intestinale, in direzione del retto. 4. Nel colon finiscono tutti i nutrienti indigeriti che non vengono assorbiti e assimilati nel tenue.
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5. Il colon è sede del microbiota, un vero e proprio organo composto da miliardi di microrganismi.
IL COLON
VISTO DA VICINO
All’interno dell’addome, il colon si presenta come un lungo organo cavo a forma di grande “C” capovolta. Comincia in corrispondenza della valvola
ileo-cecale e termina nell’intestino retto, che a sua volta sfocia nel canale anale. La prima parte del colon inizia dall’intestino cieco e risale verso il co-
lon ascendente; la seconda sezione è il colon trasverso, e l’ultimo tratto, che ridiscende verso il basso, corrisponde al colon discendente e al sigma. LE SUE VARIE SEZIONI Al suo interno, tutto il colon è rivestito da vari strati di tessuti specializzati. ●
Colon trasverso Intestino tenue Colon ascendente Ileo Cieco Appendice
Retto
Colon discendente
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Colon sigmoideo
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La mucosa, formata da cellule che hanno il compito di assorbire acqua e sali minerali e da altri tessuti che secernono muco, indispensabile per lubrificare il lume intestinale; la sottomucosa, ricca di vasi sanguigni e linfatici e di milioni di terminazioni nervose, che regolano i movimenti peristaltici; la tonaca muscolare, interna ed esterna, che dà consistenza e struttura al colon; la sierosa (o peritoneo), che rappresenta il rivestimento esterno di tutto il colon e degli altri visceri addominali.
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UNO DEI DISTURBI PIÙ DIFFUSI
È la malattia gastrointestinale più studiata e più frequente. Procura disagio addominale ricorrente con predominanza di stipsi o di diarrea
Quando il colon
diventa irritabile L’aSpetto pSicHico Secondo i dati Aigo l’Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri - in collaborazione con Sage - Società Argentina di Gastroenterologia, il 35% delle persone affette dalla sindrome dell’intestino irritabile ha anche disturbi di ansia, e il 15% soffre addirittura di depressione (Aigo). Nella maggior parte dei casi (92%), confermano gli esperti, la psiche incide sul problema. 36
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no dei disturbi più frequenti a carico dell’intestino è la cosiddetta “sindrome” del colon irritabile (IBS, Irritable Bowel Sindrome). I disturbi sono variabili, possono essere presenti tutti insieme oppure alternarsi e possono essere diversi da persona a persona. L’elemento comune è senz’altro un’alterazione delle normali funzionalità dell’intestino, soprattutto del suo tratto finale, il colon appunto. Le contrazioni dei muscoli intestinali che, in situazioni normali, spingono il cibo verso il retto, possono aumentare, dando origine a dolori addominali e diarrea oppure rallentare, causando così fenomeni di stipsi.
la diagnosi non è sempre FaCile La diagnosi si ottiene ancora oggi dopo aver escluso, a seguito di test ed esami
clinici e strumentali, che l’intestino possa essere colpito da altre patologie come ad esempio il morbo di Crohn o la celiachia, che con l’IBS condividono alcuni dei sintomi più frequenti. La sindrome è caratterizzata da un quadro clinico comune: il paziente accusa gonfiori e dolori addominali, attacchi di diarrea, di stitichezza o entrambe, alternate. Molti dei soggetti che ne soffrono presentano, inoltre, anche uno o più disturbi psicologici, come ansia, depressione ecc.
è una sindrome CroniCa, Con alti e bassi Correttamente l’IBS è definito una sindrome e non una malattia, perché può manifestarsi con una sintomatologia molto varia. Inoltre si tratta di una sindrome cronica, che tende a ripresentarsi per anni, alternando periodi di forti disturbi a fasi di momentaneo sollievo. n
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i sintomi: è tutto un PRoblema di FReQuenZa
la sindrome dell’intestino irritabile interessa circa il 10-20% della popolazione italiana
la sindrome dell’intestino irritabile è caratterizzata dalla presenza di alcuni sintomi fondamentali, che ricorrono, seppur non contemporaneamente, in tutti i pazienti che ne soffrono. i sintomi possono accentuarsi durante il periodo mestruale. ecco i principali. • Sensazione di gonfiore addominale che può essere accompagnato da meteorismo e flatulenza;
Ha un tasso di prevalenza maggiore tra i
20 e i 50 anni
Può colpire anche più avanti nella vita così come in età pediatrica
Coinvolge soprattutto il sesso
femminile
• alterazione nell’evacuazione, con feci non formate o, al contrario, dure, e alternanza di stipsi e diarrea; • dolore associato alla maggior o minor frequenza delle evacuazioni; • nausea; • emicrania con sensazione di “testa gonfia”;
nel 60% dei casi si associa a
stanchezza e affaticamento
non ha una sola causa scatenante, ma si tratta di una patologia multifattoriale
• ansia e nervosismo, ridotta capacità di reagire allo stress.
È provocata da fattori psico-sociali (aspetti cognitivi ed emotivi), fattori biologici (suscettibilità individuale, percezione soggettiva del dolore, alterazioni della flora batterica)
Si tratta quindi non di identificare un sintomo, ma di cogliere la frequenza con la quale questi si presentano.
si manifesta con dolori addominali, crampi, gonfiore e variazioni dell’alvo (diarrea, stitichezza o una forma mista in cui si alternano)
• stanchezza e cattivo umore;
PreGiuDiCa la QualitÀ Della Vita L’IBS di per sé non è una malattia grave, perché non provoca evidenti lesioni fisiche e non sembra essere associata a un aumento della mortalità. Ma ha un impatto notevole sulla qualità della vita, in quanto i sintomi possono complicare le relazioni sociali provocando difficoltà a mangiar fuori, timore di star male, biso-
gno impellente di andare in bagno, ma anche la sensazione di non sentirsi mai a posto con la propria pancia. Inoltre, poiché la diagnosi è difficile e non esistono terapie certe e valide per tutti, i pazienti sono costretti a sottoporsi a una serie di visite, indagini diagnostiche e tentativi di cura, con tutti i relativi disagi.
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COLPISCE DI PIÙ IL SESSO FEMMINILE
Perché è una
QUESTIONE DI DONNE Si manifesta spesso già prima dei 30 anni. Le donne rappresentano circa i due terzi dei pazienti SONO RADDOPPIATI I MALATI I soggetti che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile, negli ultimi anni, sono quasi raddoppiati. Questo fatto può essere ricondotto alle nuove abitudini alimentari: si mangia di più e molto spesso si preferiscono cibi elaborati, ricchi di farine raffinate, di zuccheri e di grassi. Inoltre si fa meno attività fisica e si conduce una vita frenetica e stressante. 38
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a sindrome dell’intestino irritabile interessa una percentuale variabile mediamente tra il 10% ed il 20% della popolazione (adulti e adolescenti), sia in Europa che negli Stati Uniti. Colpisce spesso già prima dei 30 anni, ma le persone che più frequentemente decidono di ricorrere alle cure mediche per questo disturbo sono quelle tra i 20 e i 50 anni. Ne soffrono soprattutto le donne, con un’incidenza tre volte superiore a quella degli uomini.
SONO PIÙ SOTTO ATTACCO: LE IPOTESI I motivi per cui le donne sono colpite con maggiore frequenza da questo disturbo non sono del tutto chiari, ma potrebbero
essere legati anche all’instabilità ormonale tipicamente femminile, connessa al ciclo mestruale. L’alternanza di estrogeni e progesterone, che si verifica normalmente in ogni ciclo mestruale, produce effetti di rallentamento o attivazione della motilità intestinale stessa. Così come potrebbe avere influenza una maggiore sensibilità e vulnerabilità delle donne alle situazioni stressanti quotidiane. Inoltre la donna è molto più attenta al suo stato di salute e ai segnali inviati dal suo corpo e va dal medico più spesso rispetto al maschio. Senza contare che spesso i sintomi dell’endometriosi vengono confusi con quelli del colon irritabile. La teoria più in voga è quella che riconduce il disturbo a fattori psicologici
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Si associa a cistite e candida Per un motivo prettamente anatomico, di vicinanza tra diversi apparati, questa sindrome ha come conseguenza, soprattutto nelle donne, altre problematiche come le infezioni dell’apparato urinario e genitale (per esempio cistite e candidosi).
(stress vissuti nell’infanzia), fattori biologici (alterazioni del microbiota) e sociali (cattiva alimentazione e sedentarietà soprattutto).
C’è anche una spiegazione genetica Un’altra ipotesi sulla pre valenza della popolazione femminile di questa malattia viene tratteggiata da uno studio co ordinato dal Karolinska Institutet di Solna in Svezia e pubblicato sulla rivista Gastroenterology. I ricercatori guidati dall’italiano Mauro D’Amato hanno analizzato oltre sette milioni di polimorfismi a singolo nucleotide (piccoli cambiamenti del materiale genetico) in novemila persone di diverse nazionalità tutte affette da sindrome del colon irritabile. Paragonando questi dati con altri derivanti da analisi su un vasto gruppo di persone sane è stato svelato il possibile coinvolgimento di una variazione genetica a carico del cromosoma 9 soprattutto nelle donne con questo disturbo.
Crea allarme nella paziente Spesso la sindrome ha dei periodi di remissione e di riacutizzazione, anche per questo molte persone affette da IBS non si rivolgono al medico o agli specialisti. Nonostante questo l’IBS è uno dei di-
sturbi più comuni registrati nella pratica medica. Si stima che il 28% delle richieste di visite agli specialisti in gastroenterologia e il 12% di quelle ai medici generici abbiano origine da sintomi dell’IBS e che le visite a pazienti con IBS ammontino a 2,4-3,5 milioni per anno. n
è motivo di ansia costante La sindrome dell’intestino irritabile ha pesanti ripercussioni psicologiche in chi ne soffre. In Italia infatti il 35,9% di chi lamenta l’IBS soffre di ansia patologica e il 14,5 di depressione secondo i dati di uno studio realizzato dall’AIGO (Associazione gastroenterologi ospedalieri) in collaborazione con la Società Argentina di Gastroenterologia. Le ricadute sulla vita quotidiana dei pazienti sono rilevanti e interferiscono con le attività quotidiane. Le ripercussioni psicologiche sono dovute anche al fatto che spesso il disturbo insorge nell’infanzia. Il dolore, non adeguatamente riconosciuto in famiglia, interferisce con i momenti di gioco causando quindi isolamento sociale fin dalla tenera età.
ne soffre una su 4 in italia Gli studi epidemiologici dimostrano una incidenza relativamente bassa di questa malattia nel Nord Europa (Danimarca e Olanda), con una percentuale che oscilla tra il 5 ed il 15%, mentre è più diffusa negli altri Paesi europei,
con un picco proprio in Italia, dove colpisce tra il 20 e il 30% della popolazione. Probabilmente hanno un ruolo nel causarla gli aspetti economici, sociali, culturali e sanitari, dal momento che la patologia è meno
diffusa tra le popolazioni asiatiche e africane. Un fatto curioso è che in India ne sono colpiti più gli uomini che le donne (i maschi rappresentano il 70-80% dei pazienti indiani con IBS).
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xxxxxxxxxx IL DETOX È SERVITO
GLI ALTRI CIBI CHE TI AIUTANO
a disintossicare il colon
Oltre ai probiotici, una dieta depurativa dell’intestino deve puntare su ortaggi verdi, riso integrale, semi e avena
O
FIBRE: NE SERVONO ALMENO 20 G L’intestino ha bisogno ogni giorno di circa 20 g di fibre, di cui 15 g insolubili e 5 g solubili. Tieni presente che la maggior parte degli alimenti ricchi di fibre le apportano entrambe, anche se uno dei due tipi è predominante.
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ltre ai probiotici quali altri cibi deve contemplare una dieta depurativa dell’intestino e benefica per colon e microbiota? Il segreto è portare in tavola la varietà puntando su vegetali freschi di stagione che ti ricaricano di fibre, enzimi e vitamine. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard (Stati Uniti) ha monitorato l’intestino di volontari a cui è stato chiesto di seguire per cinque giorni una dieta vegetariana, per sei giorni il proprio abituale regime alimentare e per cinque giorni una dieta ricca di proteine animali (carne, uova e formaggi). Nel passaggio alla dieta vegetariana o “carnivora”, erano sufficienti 24 ore affinché il colon cambiasse in modo radicale la propria composizione, lasciando proliferare alcuni batteri
e frenandone altri. Un’altra conferma della rapidità di questo cambiamento arriva da uno studio dell’Institute of Nutritional Sciences di Vienna (Austria), che ha analizzato l’intestino di soggetti in sovrappeso poi sottoposti a una dieta a basso contenuto di grassi. Poche settimane dopo il cambio di alimentazione, di pari passo con la perdita di peso, si assisteva a un aumento della popolazione batterica, a una crescita dei batteri buoni e a una diminuzione di quelli cattivi.
LA LISTA DELLA SPESA: METTI IL VERDE NEL CARRELLO L’intestino ha bisogno di una dieta sana, il più possibile naturale. Ma alcuni cibi in particolare non dovrebbero mai mancare nei pasti di ogni giorno: ecco quali.
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PERCHÉ È IMPORTANTE PULIRE IL COLON La pulizia dell’intestino è un compito di primaria importanza per chi vuole mantenersi in salute e di buon umore. Chi soffre di problemi digestivi tende ad accumulare nel colon una grande quantità di tossine come conseguenza della stipsi. Queste tossine a loro volta vengono trasferite in tutto il corpo tramite i capillari sanguigni della parete intestinale causando gonfiori addominali, cattiva digestione, senso di pesantezza, ma anche sbalzi di umore, ansia e insonnia. Il cervello è più efficiente se l’intestino è pulito e popolato da un buon microbiota. Perché si mantengono efficienti e in buona salute anche le cellule enteriche che producono preziosi neurotrasmettitori come la serotonina. Se mangiamo male, stiamo anche male.
• Verdure a foglia verde e carote - Soprattutto insalate amare, bietole, spinaci e cavoli: contengono fibre insolubili, che accelerano lo svuotamento dell’intestino e depurano. Ottimi anche i carciofi, ricchi di inulina, la fibra salva colon. • Tuberi - Carote e topinambur sono ricchi di fibre solubili, il pasto prediletto dai batteri buoni: quando arrivano nell’intestino, i microrganismi “amici” se ne nutrono e proliferano. Le carote sono ricche di pectine che si depositano sulle mucose infiammate e le proteggono dall’acidosi eccessiva. • Pesce fresco e alghe - Questi due alimenti contengono i preziosi acidi grassi (DHA e EPA) che disinfiammano e rinforzano le pareti dell’intestino, mantenendole sane e integre. Sono utili a questo scopo anche i semi oleosi e la frutta secca al naturale. • Limoni - Mele, pere, pesche, prugne e frutti di bosco contengono fibre solubili, di cui i batteri buoni sono ghiotti. Eccel-
lente anche l’ananas fresco e i frutti rossi di stagione come le fragole o i lamponi. Preziosi anche i limoni, frutti detox per eccellenza. L’assunzione quotidiana del loro succo, la mattina a digiuno, mischiato a un generoso bicchiere di acqua naturale a temperatura ambiente o meglio tiepida ha un effetto stimolante sull’intestino. • Legumi - Non farti mancare fave, piselli e fagiolini: stimolano la crescita della flora batterica benefica. • Riso integrale e avena - L’avena in particolare è uno dei cibi più amati dai nostri batteri snellenti! Anche il riso integrale, privo di glutine, regola la flora intestinale e la rafforza. L’ideale è cucinarlo al vapore e condirlo con spezie e ortaggi. • Olio extravergine - Per l’intestino l’olio extravergine è un vero balsamo curativo in grado di lubrificare la mucosa assicurando un transito veloce delle feci e minimizzando la presenza di gas. Un rimedio della nonna semplicissimo ma ben collaudato contro gonfiori e tossine è quello di assumere ogni mattina a digiuno un cucchiaio di olio extravergine seguito da un bicchiere di acqua fredda. • Olio di semi di lino - Anche l’olio di semi di lino contiene notevoli dosi di acido alfa-linolenico della famiglia degli Omega 3, che protegge l’intestino dalle infiammazioni. Puoi alternarlo a quello extravergine per condire. • Tè verde - Le sue foglie, non sottoposte a ossidazione, sono un concentrato di elementi che, oltre a depurare gli organi emuntori e purificare il fegato, proteggono dal danno cellulare dei radicali. ■
IL RADICCHIO PAN DI ZUCCHERO: UNA PANACEA Tra gli ortaggi maggiormente benefici per l’intestino ce n’è uno in particolare, il radicchio pan di zucchero o cicoria bianca, un ortaggio tipicamente invernale. Va gustato come antipasto, preferibilmente crudo, tritato sottile con un filo di olio extravergine e dell’aceto di mele. La quantità ideale è di 100 g a persona. Le sue fibre svolgono un’ottima pulizia delle pareti intestinali.
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5 GIORNI PER RIGENERARLO
IL PROGRAMMA
per disinfiammare le mucose intestinali
Bastano cinque giorni per rimettere a nuovo il nostro intestino. Il professor Pierluigi Rossi ci spiega come fare BEVI L’ACQUA DI RISO
Di recente l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha ribadito che l’acqua di riso ha un’azione terapeutica sul colon infiammato superiore a qualsiasi altra soluzione chimica. Fai bollire 40 g di riso in un litro d’acqua per mezz’ora, poi togli il riso e bevi l’acqua rimasta, a più riprese durante il giorno, da sola o insaporita con un pizzico di vaniglia, che ha un’azione calmante a livello del sistema gastroenterico. 80
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l colon mal sopporta una dieta eccessiva o sregolata, con frequenti spuntini o pasti frettolosi e, se non si cambia regime, nel tempo le abitudini alimentari errate ne logorano le mucose, predisponendole a quello stato infiammatorio che caratterizza le fasi acute della colite.
COSA FARE IN PRATICA A TAVOLA Per il bene dell’intestino bisogna evitare tutti i cibi acidificanti (come dolci industriali, zuccheri raffinati, farina bianca, lieviti, affettati, carni rosse, sale bianco, alcolici e caffè): questi alimenti si accumulano nel fegato, che per smaltirli inizia a produrre molta più bile; la bile in eccesso si
riversa nel duodeno e da qui inonda tutto l’intestino, con un effetto fortemente irritante sui villi e sulla flora batterica. In alternativa al grano, che contiene glutine, si possono utilizzare per almeno un mese riso, miglio, quinoa, sorgo, grano saraceno, amaranto: in questo modo, anche se non si soffre di intolleranze, è possibile ripulire in profondità la mucosa intestinale disintossicando l’organismo e regolarizzando l’evacuazione. Per drenare il colon è poi fondamentale bere spesso e di più: 8 bicchieri di acqua naturale al giorno oppure di infusi tiepidi (perfetto quello di anice e liquirizia) sono l’ideale per riequilibrare la peristalsi e spazzare via le tossine infiammanti. Per drenare il colon, latte e latticini (incluso lo yogurt) sono sconsi-
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ALOE E MIRTILLO DISINFETTANO E SGONFIANO
PRENDI ANCHE PROBIOTICI E PREBIOTICI
gliati per una settimana. Sostituiscili con i latti vegetali, con lo yogurt di soia, di mandorle bio (o di capra, che è più digeribile) e con il tofu; evita i formaggi stagionati (che sono troppo grassi). Sono ammessi, a piccole dosi, grana e parmigiano. Via libera alla frutta (non troppo dolce), da consumare a digiuno per non peggiorare le fermentazioni; vanno bene soprattutto le mele e le pere cotte, ricche di pectine che assorbono le sostanze irritanti. La verdura è tutta ammessa, ma è meglio consumarla cruda; i legumi sono concessi in porzioni ridotte, cotti e trasformati in purea. Le proteine sono importanti per ricostruire i tessuti intestinali danneggiati dall’infiammazione. Ottime fonti sono le carni bianche e il pesce al vapore, da condire con un filo d’olio extravergine d’oliva a crudo. In alternati-
ne con i cereali integrali e con la crusca: ne basta un cucchiaino nello yogurt di soia o di mandorle che gusti a colazione o come spuntino. In alternativa, scegli un integratore che al Lactobacillus casei DG associ anche l’inulina, la fibra solubile, ricavata dalle foglie di cicoria, che riduce la formazione dei gas addominali.
va, vanno bene le proteine verdi che trovi, per esempio, nei funghi, nei cereali integrali, nella soia e nell’erba d’orzo.
A CENA INIZIA SEMPRE CON LA MINESTRA MEDICATA La medicina dei conventi raccomandava anche, nei periodi detox, l’assunzione di minestre medicate preparate con le prime erbe di campo che si trovano in campagna e nei giardini subito dopo il disgelo e che, proprio per l’energia che hanno nel bucare il terreno ancora indurito dal freddo, sono straricche di principi attivi: sono ortica, cicoria, tarassaco, il cerfoglio e i germogli di malva, il crescione. Una volta pulite, si fanno bollire per un quarto d’ora, si aggiunge mezzo dado di miso (alcalinizzante), si frulla e si beve questo passato tiepido la sera come antipasto, prima di cena.
Il ristagno prolungato delle feci nel lume intestinale, e in particolare nel colon, è una delle prime cause di degenerazione della flora batterica: per evitare la proliferazione dei colibacilli, oltre a fibre e probiotici assumi una volta al giorno lontano dai pasti un bicchiere di succo di mirtillo biologico arricchito con un misurino di succo d’aloe vera senza aloina. Se il succo ti sembra troppo denso, allungalo con dell’acqua.
Aloe
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Come probiotico “mirato” durante il nostro programma detox per l’intestino ti consigliamo il Lactobacillus casei DG (richiedi in farmacia un prodotto che lo contenga): prendine una bustina prima dei pasti due volte al giorno, da sciogliersi in acqua. Per assumere anche le fibre (prebiotici), ti consigliamo di arricchire la tua alimentazio-
IL PROGRAMMA DETOSSINANTE DELL’ESPERTO Cinque giorni per rimettere a nuovo l’intestino. È quanto promesso dal programma elaborato dal professor Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza dell’alimentazione. La sequenza è semplice: 4 giorni di pasti continuativi a base di alimenti vegetali seguiti da un giorno di pasti a base di alimenti vegetali con l’integrazione di due uova a pranzo e di pesce a cena. Poi si ripete, se si ritiene che il corpo sia ancora intossicato, per altri cinque giorni esattamente uguali a quelli precedenti.
PER 4 GIORNI Colazione: tè verde caldo, latte vegetale (avena, soia o mandorle), 3 cucchiai di farro o quinoa soffiata o 40 g di pane integrale, 10 mandorle o 3 noci o 7 nocciole o un cucchiaio di pinoli o pistacchi.
Spuntino: un frutto di stagione e una bevanda calda non zuccherata. Pranzo: verdura cruda mista (indivia, rucola, lattuga, carciofi, carote, scarola, radicchio ecc.) tagliata finemente e con 2 cucchiaini di olio extravergine e una porzione di verdura cotta più 70 g di cereali integrali (quinoa, riso ecc.) IL 5° GIORNO La colazione resta invariata. Anche i due pasti principali restano gli stessi con la differenza che si aggiungono 2 uova a pranzo e pesce a cena.
Il colon
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