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RIZA Dossier

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Poste Italiane S.p.A. – spedizione in abbonamento postale – Aut. MBPA/LO-NO/045/A.P./2018- ART.1 COMMA 1- LO /MI - P.I. 30/01/2019

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ossier Bimestrale Febbraio/Marzo 2019 n.16 - € 4,90 Italia

SCELGO DI STARE BENE

5 MILIONI DI ITALIANI SOFFRONO DI DOLORI ARTICOLARI

LE NUOVE CURE PER

L’ ARTROSI artriti e mal di schiena I RIMEDI NATURALI PIÙ EFFICACI

Proteggono e rigenerano subito le cartilagini delle articolazioni

L’ALIMENTAZIONE GIUSTA

Con curcuma, soia e crucifere salvi colonna, ginocchia e gomiti

IL RUOLO DELLA MENTE Questi disturbi colpiscono chi ha un atteggiamento troppo rigido Con pilates e tai-chi ritrovi la mobilità articolare (pag. 50)

Via il sovrappeso

Ginnastica in acqua

Menopausa ok

I chili di troppo fanno soffrire le giunture

Disinfiamma e ridona tono ed elasticità

Ringiovanire le ossa e vincere l’osteoporosi

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SOMMARIO L’EDITORIALE DI VITTORIO CAPRIOGLIO 3 L'artrosi deriva anche

da una psiche bloccata e abitudinaria

L'ASPETTO SCIENTIFICO 6 Che cosa si intende con artrosi?

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Quali sono le altre cause di rischio?

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Esiste un legame con la menopausa?

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Anche il fumo fa male alle articolazioni

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Ci sono alimenti che la scatenano?

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L'artrosi ha un'origine psicosomatica?

LE TERAPIE DISPONIBILI 34 Quali medicine sono utili davvero?

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Quali articolazioni sono più vulnerabili?

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Ecco i sintomi con cui si presenta

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Come si fa a ottenere una diagnosi?

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Qual è la differenza con l'artrite?

TUTTI I MOTIVI PER CUI VIENE 16 Qual è il ruolo del sovrappeso?

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Che cos'è la radarterapia?

ESERCIZI POSTURALI 50 Il pilates è utile per la schiena?

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Il Tai-chi come ginnastica dolce

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Lo stretching? Ottimo al mattino

COME COMBATTERLA A TAVOLA 56 Qual è l'alimentazione anti artrosi?

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Si può curare l'artrosi con l'acido ialuronico?

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A che cosa servono i condroprotettori?

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Ecco i condroprotettori più efficaci

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Ci sono verdure che disinfiammano?

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Le spezie hanno virtù antinfiammatorie

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L'utilità del digiuno per le articolazioni

LE TECNICHE STRUMENTALI 44 Laser e tecarterapia combattono le artrosi

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Ultrasuoni e magnetoterapia a cosa servono?

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Direttore responsabile: Vittorio Caprioglio Direttore generale: Liliana Tieger Progetto grafico: Roberta Marcante Immagini: Fotolia, 123rf, Shutterstock

LE TERAPIE NATURALI 64 Perché sono

Ha collaborato per i testi: Giulio Divo

utili i rimedi “verdi”

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Dossier

I massaggi fanno bene

Con la consulenza scientifica di: Dottor Raffaele Morelli medico, psichiatra, psicoterapeuta Dottor Vittorio Caprioglio medico, psicoterapeuta Dottoressa Daniela Marafante medico, psicoterapeuta Direttore pubblicità: Doris Tieger Ufficio pubblicità: Luisa Maruelli, Ugo Scarparo Responsabile Amministrativo: Danila Pezzali Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello Ufficio tecnico: Sara Dognini Ufficio Abbonamenti: Maria Tondini, Clarissa Cazzato

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Prova la cura dell'aceto di mele

Autorizzazione del tribunale di Milano n° 4 del 10/01/2017 ISSN 2531-3371 EDIZIONI RIZA s.p.A Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano www.riza.it - info@riza.it Una copia € 4.90. Arretrati: € 9.80. Abbonamento annuale (6 numeri) Italia: € 18.00 Abbonamento 2 anni (12 numeri): € 31.00. Versamenti da effettuare su C.C.P. 25847203 intestato a Edizioni Riza S.p.A. - Via Luigi Anelli 1 - 20122 Milano

A COSA SERVE LA BALNEOTERAPIA 72 Le cure termali sono davvero benefiche?

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L'acqua è grande amica delle articolazioni

Stampato da Rotolito S.p.a. - Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia: SO.DI.P. “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola n° 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI)

LE TECNICHE ALL'AVANGUARDIA 78 Come si eseguono gli interventi?

GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI

L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Edizioni Riza - via L. Anelli, 1 - 20122 Milano. Le informazioni custodite nell’archivio elettronico Riza verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati vantaggiose proposte commerciali (art. 13 decreto legge 196/2003)

Tutti i diritti riservati. Questa pubblicazione è protetta da copyright ©. Nessuna parte di essa può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore.

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Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.

Arrivano le terapie rigenerative

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tutti i motivi per cui viene

Quali sono le altre cause di rischio? Alcuni mestieri che presuppongono movimenti ripetitivi e che generano sollecitazioni articolari, possono peggiorare la situazione e determinare artrosi. Vediamo quali sono quelli che più “impattano” sulle nostre giunture

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Il lavoro da ufficio mette in tensione il collo

volte è il lavoro a facilitare i fenomeni artrosici. Ciò accade quando il movimento, continuo, viene ripetuto per molte ore al giorno e crea così, nel corso del tempo, alcuni microtraumi che dopo un certo limite non possono essere più riparati e i tessuti, di conseguenza, non riescono a essere rigenerati. Non è possibile elencare tutti i movimenti o mestieri che possono dare questo tipo di disturbo, anche perché esiste una componente ereditaria da cui non si può prescindere e che predispone verso l’artrosi. Nessuno, a oggi, può dire con certezza se, a parità di sollecitazione e fatica articolare, un individuo svilupperà un disturbo artrosico oppure rimarrà sano e senza dolori.

Stare tutto il giorno davanti allo schermo di un computer pone le vertebre cervicali in una situazione di tensione innaturale la quale fa sì che vi sia una maggiore predisposizione per l’artrosi cervicale o anche per quella dorsale. Di solito questa si manifesta con un senso di rigidità che tende poi a “sciogliersi” quando, al termine della sessione lavorativa, si permette al collo, alle spalle e al busto di muoversi con maggiore libertà. In questo caso l’artrosi, più ancora che da un movimento, è causata dalle lunghe ore di immobilità e tensione, laddove il peso grava continuamente solo su alcune strutture vertebrali.

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l’insidia dei lavori manuali Quando abbiamo parlato di mestieri che sollecitano molto le articolazioni, non possiamo non citare tutti i lavori manuali, da quelli più pesanti (più a rischio) a quelli casalinghi, che si contraddistinguono per la ripetitività dei movimenti. Usare spesso martelli pneumatici o imbiancare è uno stress articolare di non poco conto che può danneggiare seriamente le articolazioni di molti lavoratori del settore edile. Lo stesso però può accadere anche con i lavori di sartoria, che richiedono alle dita e alle mani sempre gli stessi compiti e posizioni spesso innaturali. Vale quindi la pena ricordare che l’artrosi è un fenomeno che si manifesta tipicamente quando si eseguono gli stessi movimenti, più volte al giorno.

Gli autisti devono stare attenti alla schiena

dolori che dovrebbero invece mettere in guardia, ecco che l’artrosi del ginocchio è un rischio anche per chi fa molto (troppo?) moto. In genere questo tipo di artrosi colpisce più frequentemente coloro che in gioventù hanno svolto attività a livello agonistico in discipline che causano spesso infortuni articolari (calcio, rugby). I tennisti possono invece più facilmente avere problemi a schiena, polso e gomito. ■

Uno dei fenomeni di tipo artrosico che più spesso mette a rischio coloro che sono costretti a guidare per lunghe ore consecutive (autisti, taxisti, ma anche persone che svolgono lavori in posizioni che richiedono sedute piuttosto basse) riguarda le vertebre lombari e, quindi, si manifesta con le lombalgie più o meno acute. In questo caso il sovrappeso gioca come concausa in grado di peggiorare la situazione, ma molto può essere detto di quelle sedute che tendono a “raccogliere” il peso, senza sostenerlo. È anche importante sottolineare il fatto che la sedentarietà impedisce alla muscolatura dorsale di sostenere adeguatamente il peso della colonna.

Runner: attenzione alle ginocchia! Che l’attività sportiva faccia bene è un dato di fatto che va sempre sottolineato. Ma se diventa una specie di “fissazione” e ogni giorno si pretende di macinare chilometri su chilometri a gran velocità, ignorando tempi di recupero e piccoli RIZA Dossier

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TUTTI I MOTIVI PER CUI VIENE

L’artrosi ha un’origine PSICOSOMATICA? A volte i problemi articolari sono l’espressione di un conflitto tra chi ha dentro di sé regole molto forti, a cui vorrebbe sottrarsi, ma non riesce a farlo. E, in questo modo, vive in maniera “bloccata” le proprie emozioni e le relazioni con gli altri

Q

uando si chiede a un paziente affetto da artrosi quale sia il fastidio più pesante da sopportare, normalmente la risposta chiama in causa le limitazioni di movimento e la rigidità, in definitiva, la perdita di funzionalità dell’arto. Il paziente ricorda un tempo in cui riusciva a muoversi agilmente, con forza ed eleganza. E avere perso questa libertà di movimento è probabilmente la rinuncia peggiore. La visione psicosomatica delle artrosi, tuttavia, invita a considerare come un certo tipo di rigidità e una conseguente mancanza di libertà di movimento facesse già parte della personalità del paziente oggi affetto da artrosi. E, dunque, questa è una sorta di conseguenza di un modo di pensare che di per sé conduce alla rigidità.

OGNI DISTRETTO CORPOREO SUGGERISCE QUALCOSA DI NOI Secondo la psicosomatica, i dolori vanno a concentrarsi su punti chiave, che raccontano una sorta di “storia” personale. Lì si concentrano tensioni, si manifestano conflitti e pensieri che si fa fatica a gestire. Vediamone uno schema.

L’artrosi della colonna Se il disturbo è generalizzato, abbiamo di fronte una persona che vive prigioniera del senso del dovere la maggior parte delle sue occupazioni. In genere preferisce anteporre le esigenze degli altri alle sue e non ascolta la propria voce interiore perché impegnato nell’essere sempre al posto giusto al momento giusto.

Le parti sfregano ed entrano in conflitto Il processo artrosico, del resto, altro non è che un conflitto tra due parti rigide, difficilmente adattabili le une alle altre, se non per mezzo di un sofisticato sistema di ammortizzazione ed assorbimento di urti e attriti. Ciò è rappresentativo del processo conflittuale tra regole introiettate, il senso del dovere e una certa “rigidità” interiore e la voglia di vivere in maniera più libera e sperimentatrice. Quando le regole sono troppo soffocanti ecco che i movimenti tendono a diventare meccanici e lo sfregamento delle ossa “insiste” sempre su un medesimo punto, proprio lì dove si consumerà per prima la cartilagine. La rigidità del pensiero diventa anche azione automatica, sempre uguale a se stessa, ma eseguita con una tensione che ne accentua l’attrito.

Artrosi dell’anca

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Si tratta dell’artrosi che mette a rischio la capacità di camminare, avanzare, di lasciarsi dietro le esperienze e le convinzioni fallaci o superate, che appartengono al passato. Colpisce chi non asseconda il processo di sviluppo della propria vita.

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Il problema cervicale Quando l’artrosi insiste sulle vertebre cervicali ci troviamo di fronte una persona che avverte eccessivamente il peso delle responsabilità che le sono state affidate. L’eccessiva razionalità che viene richiesta si sconta anche con una postura che guarda costantemente avanti e manda il collo in sofferenza.

Artrosi dorsale È tipica di chi sente di doversi difendere, avverte una fragilità e teme di esporre le parti vulnerabili. Così, difendendo cuore, pancia, fegato e visceri, cerca di proteggersi dai rapporti che lo possono coinvolgere troppo. Teme di investire energie e ha paura di essere respinto. O tradito.

Artrosi lombare È quella che più tipicamente è espressione di uno “schiacciamento” dato dal superamento costante dei propri limiti di sopportazione. È l’artrosi di chi non rispetta la propria necessità di riposare e alleggerire il carico.

Artrosi lombo-sacrale È legata all’aspetto sessuale. Una certa rigidità morale tende a frenare il movimento delle pelvi e a renderlo meccanico, innaturale e persino (nei casi più estremi) doloroso da un punto di vista articolare. RIZA Dossier

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esercizi posturali

Il pilates è utile per la schiena? Tra i disturbi artrosici, quello alla schiena è uno dei più temuti perché può dare origine a lombalgie in grado di bloccare e “mettere a letto” per giorni. Grazie al pilates il rischio si riduce perché si rinforza la muscolatura utile a sostenere la colonna

Q

uando si parla di artrosi, la schiena (non solo la parte lombare, ma tutta la schiena, a partire dalle vertebre cervicali) è uno dei punti più vulnerabili. È in questa sede che possono generarsi le sofferenze più intense: la schiena può infatti bloccarsi e dare origine a dolorose lombalgie che possono anche richiedere giorni di riposo a letto, prima di poter riprendere le normali attività. Va anche considerato che le persone che soffrono di artrosi alla schiena tendono ad avere un atteggia-

mento difensivo, a rimanere rigidi e (così facendo) a peggiorare addirittura la tendenza ad avere dolori e disagi. Ecco che gli esercizi di pilates, mirati a correggere la postura e potenziare alcuni distretti muscolari (quelli dorsali ma anche quelli addominali) possono essere di grande aiuto in questa specifica situazione.

La vita sedentaria è il vero problema Dato che noi rimaniamo seduti gran parte del nostro tempo (specialmente quando facciamo un lavoro da

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ufficio, ma a questo dobbiamo aggiungere anche il tempo trascorso a tavola e persino quello libero, spesso passato davanti alla TV o al computer), è normale che il tono muscolare del tronco e dell’addome non sia ottimale. Eppure questi muscoli, fisiologicamente, dovrebbero assolvere un compito molto importante: sostenere la colonna stessa nelle azioni del quotidiano, che la natura vorrebbe assai più dinamico di quanto non sia nella nostra realtà quotidiana.

Stimola la produzione di liquido sinoviale

Ha uN eFFetto aNalGesico

Un effetto molto particolare del pilates sembra essere quello di far aumentare la quantità di liquido sinoviale all’interno delle articolazioni, favorendo così il loro scorrimento senza attriti. Si tratta allora di una pratica a bassa intensità che, rispetto allo sport vero e proprio, predilige sforzi mirati e di tipo isometrico, che consentono di recuperare la tonicità di quei distretti muscolari che vengono usati molto poco (e spesso anche molto male) nel corso della vita di tutti i giorni.

Questo tipo di movimento finisce con lo stimolare la produzione di endorfine e serotonina, sostanze che hanno il potere di modulare i messaggi nervosi legati al dolore. Si tratta quindi di un altro vantaggio legato a questa attività fisica, che dimostra la sua utilità anche per diminuire il riscorso ai farmaci da banco.

Migliora l’allungamento muscolare

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Il sottoutilizzo della muscolatura finisce anche con l’accorciarne il raggio di azione. In questo modo cambiano le posture e il peso, da ben distribuito lungo tronco e colonna, finisce con il gravare in maniera meno proporzionata lungo una serie di punti nevralgici che possono così andare in sofferenza. Non deve allora stupire se gli esercizi di pilates, tra allungamento e rinforzo, sono in grado di alleggerire il carico non solo sulla schiena ma anche sulle ginocchia, finendo quindi con il dare sollievo persino ai pazienti che soffrono di queste artrosi specifiche. ■

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Vi si possono dedicare 15 minuti al giorno oppure fare due o tre sedute da un’ora a settimana

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I movimenti della schiena devono essere studiati con attenzione se il paziente è affetto da ernie del disco o protrusioni. I sintomi sono simili a quelli legati alla degenerazione artrosica ma la causa è differente: i nervi vengono stimolati in maniera dolorosa da parte di piccole porzioni di tessuto discale ed eventuali compressioni, allungamenti, spostamenti di tessuto in una zona soggetta ad equilibri precari potrebbe innescare crisi dolorose. Alcuni movimenti del pilates possono essere usati a scopo terapeutico anche in questa situazione, ma sotto supervisione specialistica.

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a cosa serve la balneoterapia

lE cure termali sono davvero benefiche? Nel trattamento delle osteoartrosi, queste cure stanno conoscendo un periodo di riscoperta perché un ciclo di esse consente di diminuire sofferenza e rigidità per diversi mesi dopo il trattamento. Risparmiando notevolmente sull’assunzione di farmaci

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Ci sono indicazioni oggettive

egli ultimi tempi stiamo assistendo a una grande riscoperta delle cure termali per il trattamento delle osteoartrosi e dei disturbi articolari in genere. Le ricerche effettuate sulle virtù antinfiammatorie e antidolorifiche di acque e fanghi hanno infatti accertato che, sottoponendosi regolarmente a questo genere di trattamenti, è possibile ottenere diversi mesi di benessere, che consentono di diminuire in maniera sensibile il ricorso a farmaci antidolorifici e antinfiammatori.

Il centro per le ricerche studi termali Pietro d’Abano (Padova) ha condotto indagini approfondite sulle virtù delle applicazioni di fanghi sulle articolazioni interessate da artrosi, scoprendo che ci sono evidenze nel calo di alcuni indicatori di infiammazione (le prostaglandine) dopo le terapie. Inoltre indagini sui pazienti indicano che vi è una riduzione del dolore e del disagio fisico quantificabile in un 40% in meno di disturbi. Uno studio costo/beneficio promosso dalla regione Lombardia per la valida-

Il segreto è anche nelle acque Le virtù terapeutiche non dipendono solo dai fanghi e dai microrganismi contenuti, ma vanno ascritti anche alle acque, spesso ricche di sodio e cloro che svolgono un’azione positiva nei confronti delle articolazioni interessate da gonfiori, oltre che da dolore e infiammazione. Oppure le acque possono avere un discreto contenuto di sali di zolfo che hanno la capacità di combattere gli stati infiammatori.

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coMe Farli a casa propria Posto che è laborioso riprodurre fedelmente le terapie termali all’interno della propria abitazione, nulla vieta di sfruttare le caratteristiche dei fanghi a casa, magari per applicazioni che possono servire a lenire disagi e sofferenze localizzate. La cosa migliore è procedere acquistando i fanghi curativi in un negozio specializzato in cure naturali e poi stemperarli in acqua calda, in modo da ottenere una pasta di consistenza argillosa facilmente applicabile. A questo punto, per riprodurre le condizioni di calore benefico, è possibile avvolgere la parte con della carta trasparente da cucina e mantenere l’applicazione per almeno 20 minuti. Al termine, un bagno caldo con oli essenziali di lavanda serve a rilassare la muscolatura e a riprodurre la situazione caldo-umida tipica degli ambienti termali.

zione delle terapie termali ha indicato un risparmio del 10% per il sistema sanitario, in termini di erogazione di farmaci e servizi per i pazienti artrosici.

Come agiscono i fanghi Posto che non tutti sono uguali e che, quindi, ogni stabilimento termale sarà specializzato per determinate patologie, in germini generali possiamo dire che i fanghi utili alla riduzione dei disturbi artrosici hanno in comune la presenza di alcuni microrganismi capaci di produrre, in condizioni di calore e nutrimento, sostanze di tipo glicolipidico, cioè nutrienti delle cartilagini e delle parti molli delle articolazioni. Ma non è tutto: l’applicazione dei fanghi viene eseguita a una temperatura di 40/42 gradi, in modo da favorire l’afflusso sanguigno che è in grado di spazzare via le tossine stagnanti e attivare, nel contempo, i fattori di rigenerazione cellulare. Dopo l’applicazione dei fanghi ci sono le operazioni di risciacquo con acqua termale e infine si procede con lo stimolare la

sudorazione. In questo modo, meccanicamente, il corpo espelle le tossine che grazie all’azione dei fanghi sono state “attirate” verso la superficie. Una depurazione profonda, insomma. Secondo le ricerche effettuate, per massimizzare il beneficio delle terapie termali in caso di osteoartrosi bisognerebbe effettuare 12 applicazioni di fanghi ogni sei mesi. ■

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