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I manuali di RIZA

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Bimestrale Giugno/Luglio 2019 n. 15 € 4,90 Italia P.I. 7 giugno 2019

I manuali

di

RIZA

Come vincere l’ipertensione

È la minaccia più grave per il cuore • Come misurarla correttamente • Quali sono i valori a rischio • Le conseguenze se la trascuri

• I cibi e i rimedi salva-arterie • L’esercizio fisico per la circolazione • Le tecniche per eliminare la tensione

MEDICINA PSICOSOMATICA La pressione arteriosa sale quando ti controlli troppo e non esprimi le emozioni

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Se riduci lo stress abbassi anche la pressione


I manuali

di

RIZA

SOMMARIO 6

È LA FORZA che spinge il sangue La pressione arteriosa è l’energia che agisce sulle pareti delle arterie e viene prodotta dalla spinta esercitata dal cuore per far circolare il sangue in tutto il corpo. I consigli per misurarla correttamente e le indicazioni su quali sono i valori regolari e quelli alterati.

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IPERTENSIONE: le cause e gli effetti I fattori che possono causare l’aumento della pressione sono numerosi: l’età, la sedentarietà, la cattiva alimentazione, il fumo e l’alcol. Spesso il problema non si avverte subito, ma col tempo danneggia vari organi. L’ipertensione che si protrae a lungo rovina le arterie, favorisce l’aterosclerosi e malattie cardiocircolatorie.

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Giù la pressione ELEVATA

Direttore responsabile Vittorio Caprioglio Direttore Scientifico Raffaele Morelli Direttore Generale Liliana Tieger Progetto grafico e impaginazione Roberta Marcante Comitato scientifico Raffaele Morelli, Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Emilio Minelli Redazione Giuseppe Maffeis Immagini Fotolia, 123rf, ShutterStock Direttore pubblicità Doris Tieger Ufficio pubblicità Luisa Maruelli, Ugo Scarparo Responsabile amministrativo Danila Pezzali Segreteria di Direzione Daniela Tosarello Ufficio tecnico Sara Dognini Redazione, amministrazione: Edizioni Riza S.p.a. via L. Anelli 1, 20122 Milano tel. 02/5845961 r.a. - fax 02/58318162 www.riza.it - info@riza.it Pubblicità: Edizioni Riza S.p.a. via L. Anelli 1, 20122 Milano tel. 02/5845961 r.a. - fax 02/58318162 www.riza.it - advertising@riza.it

Se hai valori pressori più elevati di quelli ottimali, puoi intervenire per limitare l’ipertensione seguendo alcune semplici regole di vita: una dieta corretta, più attività fisica, consumare meno sodio.

Stampato in Italia da: Rotolito S.p.A. Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI)

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Una copia: Euro 4,90. Arretrati: Euro 9,80 Versamenti da effettuare sul C.C.P. n. 25847203, intestato a Edizioni Riza S.p.A., via L. Anelli, 1 20122 Milano.

Riducila usando I RIMEDI NATURALI Sono molti i trattamenti “verdi” che abbassano la pressione. Le sostanze ricavate da piante, erbe e fiori riducono le cause di ipertensione. Sono efficaci anche le tecniche che servono a rilassare.

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Distribuzione per l’Italia: So.Di.P “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI)

ISSN 1973-4417 Autorizzazione del tribunale di Milano n. 3 del 10/01/2017 Associato a:

“I Manuali di Riza” citano i nomi commerciali di prodotti fitoterapici, omeopatici o farmaci per completezza di informazione e per libera scelta della redazione. Le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il parere del medico di fiducia.

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IPERTENSIONE: le cause e gli effetti

I FATTORI CHE POSSONO CAUSARE L’AUMENTO DELLA PRESSIONE SONO NUMEROSI. SPESSO IL PROBLEMA NON SI AVVERTE SUBITO, MA COL TEMPO DANNEGGIA VARI ORGANI E METTE A RISCHIO LA SALUTE DEL CUORE

P

er comprendere quali possono esseri i fattori che determinano un innalzamento della pressione bisogna fare prima di tutto una distinzione tra quella che viene definita “ipertensione primaria” (o “essenziale”) e quella chiamata “secondaria”. Nel primo caso lo stato ipertensivo è il problema primario di salute, determinato da una serie di motivi che variano da persona a persona. Non esiste una sola causa, ma vari elementi concorrono tra loro ad alterare la pressione. L’ipertensione secondaria è provocata da una causa sola, che nella maggioranza dei casi è una malattia che ha conseguenze sul flusso sanguigno o sulle arterie.

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PERCHÉ SI INNALZA LA PRESSIONE GENERE

SEDENTARIETÀ

SALE

ETÀ

FUMO

MALATTIE

GRAVIDANZA

FARMACI

L’IPERTENSIONE PRIMARIA (O ESSENZIALE) È la forma di ipertensione di gran lunga più diffusa (oltre il 90% dei casi), ed è il risultato di fattori diversi, che tratteremo diffusamente più avanti: invecchiamento, sovrappeso, sedentarietà, predisposizione genetica, squilibri ormonali, familiarità, abuso di sostanze ipertensive (sale, nicotina, alcol…). Anche l’uso di stupefacenti, l’abitudine di fumare e l’abuso di sostanze alcoliche sono possibili cause concomitanti dell’ipertensione.

ANSIA E STRESS

GENETICA

OBESITÀ

CAFFÈ

ALCOLICI

QUELLA SECONDARIA (PIÙ RARA) La forma non primaria è uno stato ipertensivo che insorge come conseguenza di una specifica malattia o circostanza particolare. La pressione alta può essere infatti dovuta a una patologia renale, a un disturbo circolatorio, al diabete, a un problema in gravidanza o a uno squilibrio endocrino. Può alzare la pressione anche l’impiego di alcune classi di farmaci, come la pillola anticoncezionale, i decongestionanti nasali, alcuni antitussivi, i FANS, i corticosteroidi, gli antidepressivi appartenenti alla categoria degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ecc.

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Ipertensione Le infiammazioni

I fattori all’origine della pressione alta

T

ra le cause dell’ipertensione primaria alcune non si possono modificare (l’età, il sesso, il DNA...), altre invece, legate a abitudini e stili di vita, si possono cambiare.

Cause non modificabili PREDISPOSIZIONE GENETICA - Chi ha dei familiari ipertesi, ha il 30% di probabilità in più di soffrire di ipertensione, a causa di un particolare assetto genetico che favorisce la pressione alta. In questi casi è molto importante seguire le regole comportamentali per la prevenzione della patologia. ETÀ - La pressione arteriosa aumenta col passare degli anni. Il primo brusco innalzamento si ha dopo l’adolescenza, poi sia la massima (sistolica) che la minima (diastolica) crescono di pari passo fino ai 50 anni. In età più avanzata la pressione sistolica tende a crescere ancora, mentre la diastolica si mantiene più o meno costante, o addirittura diminuisce. Negli anziani quindi una pressione massima lievemente oltre i 140 mmHg è abbastanza comune. Oggi tuttavia alcune linee guida consigliano di intervenire quando i valori pressori superano questo livello. SESSO - Le donne corrono meno rischi di soffrire di ipertensione, almeno fino alla menopausa. Gli estrogeni hanno un effetto ipotensivante. Fino ai 60 anni di età gli uomini hanno mediamente una pressione arteriosa superiore di circa 5 mmHg rispetto alle donne, ma dopo i 50 anni questa differenza si riduce molto, e diventa sempre più bassa con l’avanzare dell’età.

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Cause che si possono correggere ALIMENTAZIONE E SOVRAPPESO - Il sovrappeso, l’obesità e un’alimentazione scorretta sono tra i fattori che maggiormente favoriscono l’ipertensione. L’eccessivo consumo di sodio e di grassi saturi contribuisce a far sì che la pressione si innalzi oltre i valori normali. Quindi correggere l’alimentazione aiuta a ridurre la pressione, anche attraverso un calo del peso corporeo. È stato dimostrato che, in generale, ogni kg perso riduce di 1 mmHg la pressione sia massima che minima. SEDENTARIETÀ - La scarsa attività fisica predispone all’ipertensione perché chi ha uno stile di vita sedentario tende ad avere una frequenza cardiaca più alta e sottopone il cuore a sforzi maggiori, costringendolo a spinte più energiche. Inoltre l’esercizio fisico aiuta a mantenere più elastici i vasi sanguigni. La sedentarietà aumenta poi il rischio di sovrappeso. FUMO E ALCOL - Il fumo di sigaretta altera i valori della pressione arteriosa: dopo aver fumato, la pressione resta più alta per circa mezz’ora, per effetto della nicotina; inoltre il fumo provoca danni ai vasi arteriosi: perdita di elasticità, deterioramento delle pareti, predisposizione alla formazione di placche. L’alcol a piccole dosi può dilatare i vasi e quindi favorire il flusso sanguigno, mentre in dosi eccessive provoca vari danni all’organismo, tra cui anche un innalzamento dei valori pressori, perché nuoce all’efficienza cardiaca. STRESS - Gli eccessivi impegni, l’ansia, la rabbia e le emozioni intense fanno aumentare la pressione. In situazioni di stress il sistema nervoso simpatico accresce la produzione di cortisolo, che fa aumentare la gittata cardiaca e quindi favorisce l’ipertensione. Quando la condizione di stress perdura a lungo, la pressione resta costantemente elevata e questo danneggia i vasi sanguigni.

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Ipertensione

Si scopre di soffrirne quando ha già colpito

L’

ipertensione all’inizio è quasi sempre asintomatica, non provoca cioè nessun disturbo al paziente che ne soffre. Per questo, spesso ci si accorge di essere ipertesi in modo casuale, magari durante una visita medica di routine, quando il problema esiste ormai da diversi mesi. Ecco alcuni sintomi che possono segnalare la pressione alta. Vertigini L’ipertensione può provocare disturbi dell’equilibrio, vertigini e sudore freddo, uno stordimento che spesso è accompagnato dalla sensazione di sentire la testa girare.

Ronzii alle orecchie L’acufene è un suono insistente anche se a basso volume che viene percepito come se provenisse dall’interno della propria testa. Questo ronzio o rumore sordo può essere dovuto all’ipertensione.

Mal di testa Il disturbo dovuto alla pressione alta si può manifestare in varie forme: come una cefalea nucale, che si presenta di solito al mattino, o come un mal di testa improvviso e pulsante.

Stanchezza Con l’ipertensione il cuore si affatica di più perché spinge il sangue per vincere la resistenza delle arterie. Ciò può provocare astenia, cioè debolezza e affaticamento.

Disturbi visivi La pressione alta agisce sul globo oculare e può provocare disturbi alla vista: macchie nere o l’apparizione di puntini luminosi. Le cause possono essere varie, ma è opportuno controllare la pressione.

Impotenza La disfunzione erettile può essere legata anche alla presenza di ipertensione, perché provoca alterazione dei vasi sanguigni e può ridurre l’afflusso di sangue anche agli organi sessuali.

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A LUNGO ANDARE DANNEGGIA LE ARTERIE L’ipertensione non provoca danni immediati, ma gli effetti della pressione alta esercitata per anni sulle arterie provocano alterazioni che favoriscono l’aterosclerosi e disturbano il regolare rifornimento di sangue agli organi. L’ARTERIA SANA

● Se

l’arteria è sana e non viene sottoposta per lunghi periodi a una eccessiva pressione del sangue, le pareti si mantengono sufficientemente elastiche e sottili, anche negli anziani, pur diventando un po’ più rigide con l’invecchiamento.

● Così

l’arteria può dilatarsi normalmente quando il sangue viene spinto dal cuore e il flusso ematico scorre liberamente senza eccessiva resistenza e senza che il cuore si debba sforzare troppo.

● Le

pareti interne delle arterie non si rovinano, rimangono lisce e non offrono “appigli” per l’insinuarsi di depositi di grassi che possono portare alla formazione di placche.

QUANDO C’È IPERTENSIONE

L’elevata pressione arteriosa provoca col tempo un ispessimento delle pareti del sistema circolatorio. Di conseguenza si stringe il passaggio per il sangue e le arterie diventano più rigide e fragili. ●

● Le

pareti dei vasi perdono la capacità di dilatarsi, fanno resistenza al flusso del sangue, che fatica a irrorare gli organi. La costrizione delle arterie aumenta ancor più la pressione.

Le pareti arteriose subiscono delle microlesioni sulle quali si creano facilmente placche e si può avviare l’aterosclerosi; le placche provocano ulteriori restringimenti e il rischio che si stacchino dei coaguli (trombi), che possono occludere le arterie, bloccando il sangue. ●

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Ipertensione

LE CONSEGUENZE PIÙ COMUNI SUGLI “ORGANI BERSAGLIO”

L

a pressione alta costituisce un grave pericolo per la salute soprattutto perché fa aumentare molto il rischio di gravi complicanze cardiovascolari come l’ictus, l’infarto miocardico e lo scompenso

cardiaco, e l’insufficienza renale. Le ripercussioni negative dell’ipertensione prolungata nel tempo si fanno sentire in particolare a danno degli organi definiti “bersaglio”: cuore, cervello, reni, occhi e vasi arteriosi in generale.

Il cuore si affatica e diventa più spesso Lavorando di più a causa dell’ipertensione, il cuore tende a ingrossarsi e le arterie coronarie non riescono a rifornirlo del sangue e dell’ossigeno necessari. Inoltre la pressione alta provoca un restringimento del diametro delle coronarie, con un minor flusso di sangue. Inizialmente la conseguenza è un facile affaticamento negli sforzi con difficoltà respiratoria; con l’aggravarsi della situazione si soffre d’affanno anche per attività fisiche lievi. Quando le arterie coronariche non svolgono bene la funzione di rifornimento e ossigenazione si può avvertire dolore nella regione cardiaca (angina pectoris) e aumenta il rischio di subire un infarto.

L’apparato circolatorio rischia l’aterosclerosi Oltre a far diventare più spesse e più rigide le pareti dei vasi sanguigni, l’ipertensione prolungata favorisce la formazione di processi aterosclerotici. Le placche che si formano possono danneggiare arterie molto importanti come l’aorta, le carotidi (che portano sangue al cervello), le arterie renali e quelle degli arti inferiori. Le placche provocano restringimenti nelle arterie oppure possono favorire la loro dilatazione (“aneurisma”), che può complicarsi con la rottura e una conseguente grave emorragia interna. Anche le arterie di piccolo e medio calibro si restringono, diventano più rigide e di conseguenza rischiano rotture.

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Il cervello riceve meno sangue e ossigeno La pressione alta è la causa più frequente dei disturbi, anche molto gravi, a carico del cervello. Le funzioni cerebrali possono essere lentamente e progressivamente danneggiate dalla ridotta irrorazione sanguigna causata dalla pressione alta. L’ipertensione può essere anche all’origine dell’attacco ischemico transitorio, che si verifica quando un coagulo (un trombo o embolo) ostruisce temporaneamente il flusso sanguigno. Ancora più grave è l’ictus, quando il rifornimento di sangue si interrompe a lungo per un trombo o per la rottura di un’arteria.

I reni vengono lesionati progressivamente La pressione alta può portare a una riduzione del regolare funzionamento renale e a un danno permanente all’organo. L’ipertensione provoca lesioni renali in modo progressivo nel tempo, senza mostrare sintomi iniziali evidenti. Questo disturbo si può notare solo attraverso specifici esami di laboratorio. L’ipertensione può provocare anche lesioni aterosclerotiche alle arterie renali, con il restringimento dei vasi e il rischio di ulteriori complicazioni. Questo porta a una insufficienza renale avanzata e nei casi estremi rende necessario ricorrere alla dialisi o al trapianto.

L’occhio può subire danni alla retina La retinopatia ipertensiva è un disturbo alla retina dovuto alla pressione alta. Le lesioni possono essere di diversa entità, a seconda della gravità dell’ipertensione e dei danni provocati alle arteriole che arrivano nell’occhio. Ci può essere perciò la totale assenza di sintomi oppure si possono verificare seri problemi, con visione annebbiata e immagini distorte. La diagnosi della retinopatia ipertensiva si effettua attraverso l’esame del fondo oculare, che permette di valutare le dimensioni, le variazioni e il decorso dei vasi sanguigni. Le persone che soffrono di ipertensione grave devono sottoporsi periodicamente a controlli alla vista.

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