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Le nuove cure naturali Mai arrendersi! Possono migliorare anche dopo molti anni
MALATTIE CRONICHE. Le nuove cure naturali
Le malattie croniche non sono, per definizione, facilmente curabili. Ma se ce ne occupiamo nel modo corretto, non le trascuriamo e adottiamo strategie idonee a limitare i loro sintomi, possiamo enerle sotto controllo, evitando le riacutizzazioni e le manifestazioni più dolorose. L’obiettivo è quindi quello di “ridurre al silenzio” la voce di queste patologie per continuare ad avere una vita piena, soddisfacente e appagante. Il tutto grazie a rimedi naturali, che possono fare la differenza tra uno stato di salute accettabile e un autentico e profondo benessere.
MALATTIE CRONICHE
IPERTENSIONE
OSTEOPOROSI
ECCO QUALI SONO LE CURE NATURALI CHE FUNZIONANO
EQUISETO E MAGNESIO SONO DETERMINANTI PER RINFORZARE LE OSSA
MALATTIE RESPIRATORIE
GASTRITE E REFLUSSO
SCOPRI I RIMEDI CHE SALVANO BRONCHI E POLMONI
FIBROMIALGIA LE VITAMINE B12 E B6 AGISCONO SUBITO
CON GENZIANA E ANGELICA SPEGNI L’INFIAMMAZIONE
COLITE E STIPSI COME REGOLARIZZARE LA PERISTALSI INTESTINALE
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SoMMario
Tutti i sintomi dei fastidi recidivanti e le cure naturali CHE COS’È UNA MALATTIA CRONICA Quanto sono diffuse nella popolazione Dipendono dalle nostre abitudini
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LE MALATTIE RESPIRATORIE
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Le allergie perenni o stagionali Asma bronchiale e quella allergica Tutto sulla BPCO
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I MUSCOLI E LO SCHELETRO
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Artriti e artrosi nemiche del moto L’osteoporosi rende le ossa deboli
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LE PATOLOGIE CARDIACHE
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APPARATO DIGERENTE
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L’ipertensione: un male silenzioso L’insufficienza cardiaca: se il cuore fa fatica Quando il cuore è irregolare
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Gastrite e disturbi della digestione I disturbi intestinali Fegato e vie biliari
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GRANDI
GUIDE
EDIZIONI RIZA s.p.A Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano www.riza.it - info@riza.it
APPARATO UROGENITALE
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Come contrastare la cistite cronica La candida: il lievito che irrita le mucose Ipertrofia prostatica
66 70 74
Immagini: Fotolia, 123rf, Shutterstock
IL SISTEMA NERVOSO
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Morbo di Parkinson e malattia di Alzheimer La sclerosi multipla colpisce i nervi Ansia e depressione Il mal di testa toglie lucidità
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Stampato in Italia da: Rotolito S.p.A. Stabilimento di Cernusco sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia: So.Di.P “Angelo Patuzzi” S.p.A., Via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) tutti i diritti riservati. Questa pubblicazione è protetta da copyright ©. Nessuna parte di essa può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore. le informazioni contenute nella presente pubblicazione sono a scopo informativo e divulgativo: pertanto non intendono sostituire, in alcun caso, il consiglio del medico di fiducia.
PATOLOGIE METABOLICHE
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Tutto sul diabete Come riconoscere la tiroidite
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LE ALTRE PATOLOGIE
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Gli Herpes virus La sclerodermia: non solo sulla cute La fibromialgia Il digiuno come terapia
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le basi medico scientifiche
Che cos’è una
malattia cronica Sono quelle patologie i cui sintomi persistono nel tempo e non guariscono. In genere sopraggiungono dopo un evento acuto non ben curato o come conseguenza di uno stile di vita scorretto
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uando, nei normali discorsi di ogni giorno, usiamo la parola “cronico” per definire un disturbo, dovremmo avere ben chiaro di che cosa stiamo parlando esattamente. Secondo una definizione scientifica data dal National Commission of Chronic Illness, possono essere definite cronche tutte quelle malattie che sono caratterizzate da un “lento e progressivo declino delle normali funzioni fisiologiche”.
una sola defInIZIone, tantI dIsturbI dIVersI
La definizione che abbiamo appena citato serve a comprendere come le patologie croniche non appartengano a un solo distretto corporeo o non siano specifiche di una sola fascia di età (in genere, quella più avanzata). Sono disturbi che possono colpire le vie digestive (come l’esofagite o la gastrite cronica), così come quelle respiratorie
Per evitarli non si dovrebbero mai trascurare
i piccoli fastidi di ogni giorno
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LE CAUSE DEL PROBLEMA
Possono subentrare dopo un evento acuto Le cronicità possono “entrare” nella nostra vita in molti modi diversi. Uno di questi è il seguente: la cronicizzazione della malattia dopo una fase acuta. Tale situazione si verifica sia quando un evento acuto non è stato adeguatamente curato, oppure quando, per la sua stessa gravità, permangono delle conseguenze che provocano un deficit nella funzione dell’organo. Un infarto miocardico acuto, per esempio, può danneggiare alcune fasce muscolari del cuore e causare in questo modo una condizione cronica di insufficienza cardiaca. Allo stesso modo, se prendiamo come riferimento le articolazioni, quando un individuo “trascura” e non tratta adeguatamente un primo episodio di artrosi, ecco che questa tenderà a ripetersi frequentemente, con un progressivo peggioramento della salute articolare.
(la bronchite, le allergie) o ancora l’apparato muscolo scheletrico (sono definite croniche le forme di artrosi così come quelle di artrite). Insomma, questo aggettivo si accompagna a numerosi disturbi che hanno impatto e gravità differente sulla nostra salute e sulla nostra, conseguente, qualità della vita.
sono la conseGuenZa dI ProblemI IGnoratI
Noi possiamo però “spalancare” la porta alle cronicità anche in modo differente: ignorando i piccoli o grandi segnali di disagio che il nostro corpo ci manda per evidenziare una sofferenza in atto. Il caso della gastrite, prima descritto, ne è un esempio tipico. Allo stesso modo, riferendoci in questo caso alle malattie cardiache e alla loro origine, ecco che una situazione di ipertensione arteriosa non curata e protratta nel tempo, vissuta senza prendere le giuste contromisure, può determinare una insufficienza cardiaca cronica anche se non si è verificato un episodio acuto, come, per esempio, l’infarto miocardico.
hanno la tendenZa a sommarsI tra loro
Un’altra caratteristica comune alle patologie croniche è quella per cui tendono a sommarsi tra loro, se non vengono ben “arginate” nel tempo. Un esempio pratico può essere quello legato al diabete, una patologia che richiede l’assunzione di farmaci ipoglicemizzanti e l’adozione di uno stile di vita adeguato. Se non ben “compensato” (questo è il termine medico che indica il trattamento) può dare problemi di tipo circolatorio che diverranno cronici anch’essi. Ma quando il cuore inizia a soffrire, anche i reni possono diminuire la loro funzionalità ed ecco che una terza cronicità va a sommarsi a quelle già citate. Una situazione di tal genere viene definita dai medici di “comorbilità”. Aumentano gli acciacchi e la necessità di sottoporsi a terapie. Con il tempo i pazienti si stancano di assumere tutte le cure prescritte per far fronte a ogni singolo disturbo ed ecco che la situazione diviene sempre più difficile da trattare fino a causare nuovi eventi acuti che peggiorano ulteriormente la situazione. 7
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Quanto sono diffuse
nella popolazione Le malattie croniche sono quelle che incidono di più. A oggi ne soffre quasi il 40% della popolazione italiana. Eppure la maggior parte di esse potrebbe essere evitata, seguendo poche e sane abitudini di vita
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a situazione delle malattie croniche nel loro insieme, nel nostro Paese, è la seguente: ne soffre quasi il 40% della popolazione (il dato più recente indica, per la precisione, il dato del 39,1%), per un totale di ben 24 milioni di persone. Dato che l’Italia è un Paese nel quale l’aspettativa di vita è molto lunga, le proiezioni indicano che, con l’avanzare del tempo, nel 2028 ci sarà un milione di cronici in più, toccando quota 25 milioni.
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È anche un problema di costi sociali Il fatto che ci siano sempre più persone malate di patologie che si possono trattare ma non curare in via definitiva, grava come un macigno sulle risorse che lo Stato può mettere a disposizione per la salute dei cittadini. Già oggi questa cifra (nel suo complesso) di aggira attorno a 66,7 miliardi di euro, che probabilmente diventeranno 70,5 miliardi tra dieci anni, con l’avanzamento dell’età media della popolazione. Si tratta, insomma, di un problema che non va affrontato solo da un punto di vista individuale e sanitario, ma anche in relazione alle risorse economiche disponibili per assicurare le migliori cure possibili all’intera comunità.
la maGGIor Parte È IPertesa
Se guardiamo le patologie che determinano più spesso cronicità tra i nostri connazionali, ecco che il primato spetta all’ipertensione. A oggi ben 12 milioni di individui ne sono affetti e, fatto molto importante, non tutti ne sono consapevoli poiché questa condizione non dà sintomi facilmente riconoscibili fino a che non compare un evento acuto. Il secondo posto in questa particolare classifica spetta ai disturbi di tipo articolare, cioè quelli di tipo artritico o artrosico. Qui la cifra è comunque importante, dato che interessa ben 11 milioni di persone che accusano difficoltà nella mobilità di ogni giorno. Il terzo posto sul podio spetta ai disturbi di tipo allergico, che colpiscono un numero sempre mag-
giore di persone, specialmente tra la popolazione più giovane. Seguono poi i disturbi ossei, cioè osteoporosi e osteopenia, che contano fino 5,3 milioni di pazienti. Bronchite cronica non allergica e diabete sono anch’esse malattie che contano numerosi pazienti.
anche le cosIddette comorbIlItÀ sono In aumento
Come abbiamo potuto accennare, le patologie croniche hanno anche la tendenza a sommarsi tra loro con l’avanzare del tempo. Il dato generale di queste comorbilità (cioè la coesistenza di due o più patologie croniche) si aggira attorno al 21% della popolazione generale. Ma, come è facilmente intuibile, il dato sale mano a mano che prendiamo in esame diverse fasce di età. Per esempio in quella superiore ai 75 anni, il dato riguarda il 66,7 % delle persone, con una notevole differenza tra maschi e femmine: sono infatti affetti da più patologie croniche le donne (fino al 72%), rispetto agli uomini (58,4%).
ePPure la QualItÀ della VIta PuÒ essere mantenuta
Tutte queste cifre assumono però un significato molto differente quando andiamo a vedere un ultimo dato, che per noi è di grande interesse. Il 42,3% delle persone che pure sono affette da una o più patologie croniche si percepiscono, rispondendo alla specifica domanda, in buona salute. Ciò significa che non sono “ostaggi” della malattia ma, al contrario, la riescono a gestire in maniera soddisfacente e in armonia con le loro esigenze di vita quotidiana. Si tratta di un dato minoritario, rispetto alla maggioranza dei malati, è vero. Ma ci spinge a considerare come, attraverso una corretta cura di sé, la malattia incida meno di quanto si possa immaginare. 9
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le basi medico scientifiche
Dipendono dalle
nostre abitudini Una componente importante delle malattie croniche è quella legata allo stile di vita. Possiamo dire che, in buona parte, sono l’espressione di come impostiamo la nostra esistenza quotidiana, nel bene e nel male
U
n aspetto importante legato alle patologie croniche è il seguente: sono in larga parte espressione del nostro stile di vita e delle nostre abitudini quotidiane. Molti esperti non esitano a dire che iniziamo ad ammalarci di patologie croniche in età giovanile, anche se poi ce ne accorgiamo quando l’età avanza e quindi attribuiamo al passare del tempo una responsabilità che, invece, è solo parziale. Insomma: l’età rappresenta un fattore di rischio indubbio perché con il passare del tempo si ha una naturale degenerazione della funzionalità cellulare. Ma noi, attraverso lo stile di vita, possiamo accelerare lo
sviluppo delle malattie croniche da un lato, così come possiamo rallentarne la progressione, semplicemente rispettando la nostra biologia, la nostra natura e, in definitiva, avendo cura di difendere il nostro patrimonio genetico da tutti gli agenti invecchianti.
I fattori di rischio comuni e modificabili
Si tratta di quelle abitudini sbagliate che concorrono a generare le malattie o “slatentizzare” (cioè produrre la comparsa) di patologie che altrimenti non sarebbero sopraggiunte perché, seguendo
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Il ruolo dell’ambiente Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza del fatto che l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e delle fonti alimentari è una concausa importante per le malattie croniche. In quelle respiratorie, per esempio, è chiaro il nesso tra allergie e impurità dell’aria. Ma nuove direttrici di ricerca affermano che gli inquinanti presenti nella catena alimentare costituiscono anch’essi fattori di rischio.
uno stile di vita poco sano, abbiamo messo in moto i meccanismi che hanno reso manifesta una predisposizione che, altrimenti, non si sarebbe verificata. Tra queste abitudini, le peggiori in assoluto sono l’alimentazione scorretta (troppo ricca di zuccheri semplici, amidi, farine raffinate e carni rosse), la mancanza di attività fisica (che concorre più ancora che al fenomeno del sovrappeso a una incapacità del corpo a sopportare lo stress psicofisico) e il consumo di tabacco (big killer per le vie respiratorie e l’apparato cardiovascolare, ma non solo).
QUELLI CONSIDERATI INTERMEDI
Sono considerati fattori di rischio intermedi quegli stati di alterazione e deviazione rispetto allo standard ideale di vita salubre che, nel lungo periodo, possono causare malattie tanto acute quanto croniche anche se per lungo tempo non hanno prodotto sintomi particolari. Nonostante non rappresentino una sorta di “condanna certa” a sviluppare malattie croniche, la loro presenza si configura come un aumento del rischio, dato che statisticamente è proprio tra queste persone che si sviluppano più facilmente le patologie che sono il nostro argomento di indagine. Tra i fattori di rischio intermedi troviamo allora l’ipertensione (che può dare problemi cardiaci, vascolari e renali), la glicemia elevata (responsabile del diabete), le anomalie lipidiche del sangue (eccesso di trigliceridi e colesterolo, che portano poi a disturbi circolatori), il
sovrappeso e l’obesità (che oltre ai problemi già citati sono anche una concausa di malattia artrosica per gli arti inferiori e di numerose difficoltà respiratorie). Una caratteristica di questi fattori di rischio intermedi è la seguente: grazie a una correzione più o meno drastica del proprio stile di vita si può abbassare notevolmente il fattore stesso e cambiare, quindi, il corso delle cose.
CI SONO ANCHE QUELLI NON MODIFICABILI”
Sono essenzialmente due: la genetica e la vecchiaia. La prima incide per le patologie croniche di origine ereditaria (per esempio le alterazioni dei fattori di coagulazione del sangue o le varie forme di anemia mediterranea), mentre la seconda è connessa alla degenerazione delle linee cellulari e, quindi, alla fisiologia umana.
Per diminuire i rischi è necessario
correggere le cattive abitudini
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