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La violenza di genere negli Stati Uniti

Società oggi di Francesca Gottardi*

La violenza di genere negli Stati Uniti

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Il 25 novembre scorso si è tenuta la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, designata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Negli Stati Uniti la violenza di genere è un problema significativo. Ben tre donne al giorno vengono uccise dal loro compagno. Nel solo Texas avvengono oltre 250 femminicidi all’anno. Il Texas ha inoltre di recente fatto parlare di sé a seguito dell’approvazione di una legge molto restrittiva sull’aborto. È il riflesso di una cultura molto machista, dove le donne ancora faticano a dar voce alle loro istanze. I numeri I numeri non dipingono un quadro incoraggiante. Nel Texas avvengono ben il 10% degli omicidi legati a violenza domestica dell’intera nazione. Un numero elevatissimo. Gli aggressori in possesso di armi da fuoco sono particolarmente pericolosi e costituiscono un problema in Texas, dove possedere un’arma da fuoco è un fenomeno relativamente comune (circa il 46% della popolazione possiede un’arma). Secondo il Dipartimento di Giustizia USA, gli aggressori con una pistola in casa hanno cinque volte più probabilità di uccidere i loro partner rispetto agli aggressori che non hanno accesso a un'arma da fuoco. Le donne rappresentano la gran parte delle vittime di violenza domestica (71%) e i numeri degli omicidi non comprendono le più di 200.000 vittime di violenza non omicida. Chi contrasta la violenza di genere? In Texas la violenza sulle donne è contrastata principalmente dalle associazioni e dall’azione governativa dell’Ufficio contro la violenza sulle donne del Dipartimento di Giustizia statunitense. Mentre le organizzazioni raccolgono le istanze locali e ne danno risalto in sede governativa, i programmi del dipartimento di giustizia aiutano a finanziare il lavoro di queste organizzazioni. Per esempio, nel 2020, tale ufficio ha finanziato il Texas con più di 18 milioni di dollari per sostenere gli sforzi volti a contenere la violenza domestica in tutto lo stato. La legge ha introdotto delle protezioni, seppur marginali, per le vittime di violenza di genere. Per esempio, il Violence Against Women Act del 2013 (riautorizzato nel 2016) tutela le vittime favorendo condizioni più agevoli per trovare un alloggio alternativo e proteggere così le vittime da fenomeni discriminatori. La legge dà inoltre più competenze ai tribunali tribali. La legge limita inoltre il possesso di armi da fuoco a chi ha commesso violenza di genere (5 anni), ed ha introdotto parametri per definire questa il concetto di violenza di genere. Gli interventi (resi possibili dalle associazioni locali e dai fondi governativi) mirano a sostenere le forze dell'ordine, i pubblici ministeri, i fornitori di servizi alle vittime e i tribunali nel lavorare in modo collaborativo per dare una risposta alla violenza domestica e sessuale. Per esempio, fornendo assistenza legale o predisponendo centri di accoglienza per donne vittime di violenza di genere e dove queste possano trovare rifugio. La Legge sull’Aborto in Texas La legge Senate Bill 8 del settembre 2021, che di fatto impedisce alle donne accesso all’aborto sicuro dopo le sei settimane di gestazione ha costituto l’ennesimo affronto all’autonomia decisionale della donna. Il Texas ha deciso in tal senso in quanto è uno stato molto conservatore e religioso dove la retorica che attira il voto alle urne è quella volta a difendere a spada tratta i diritti del feto, anche se a discapito di quelli della donna. È stata una mossa politica da parte del governo texano dove fra un anno si terranno le elezioni del governatore Texano (oggi in

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carica vi è l’ultraconservatore Greg Abbott). Tra tutte queste prese di posizione politiche però ne va del rispetto della donna e del suo corpo quando si toglie autonomia decisionale su questioni così delicate. Il 2 ottobre 2021 ci sono state proteste in tutti gli Stati Uniti contro questa legge per dar voce ai diritti delle donne. Più di 90 associazioni hanno partecipato all’evento, chiamato Marcia delle Donne. Texas e Stati Uniti La realtà USA è molto eterogenea, quindi ci sono sicuramente delle variazioni da stato a stato. Purtroppo, però la violenza di genere è un fenomeno che trascende i confini e che accomuna non solo le 50 realtà statali statunitensi, ma tutto il mondo. In particolare, negli Stati Uniti la presenza di un governo federale che coordina l’azione dei 50 stati aiuta a mantenere un livello minimo di omogeneità legislativa. La più grande disomogeneità la si nota nei numeri di violenza di genere tra popolazione nativa americana e non. Ad oggi, le donne native americane vengono uccise con un tasso di dieci volte superiore alla media nazionale. In Texas, 4 donne native su 5 fanno esperienza di violenza di genere nel corso della loro vita. A causa della sotto-segnalazione, i numeri effettivi sono quasi certamente più alti di quelli a disposizione. Il problema della sotto segnalazione Sono molte le ragioni che possono portare la donna a non denunciare. In primis, a volte la donna è sottoposta ad una tale e prolungata violenza fisico/psicologica che può aver normalizzato la situazione, essere convinta di meritarselo e che la sua situazione non sia poi così grave. Poi c’è un problema di risorse, non tutte le vittime hanno attorno a loro un sistema di supporto materiale ed emotivo che le aiuti a trovare una via d’uscita. A volte le donne non sanno proprio come fare, a chi rivolgersi, a chi parlare in condizioni di sicurezza. Si possono infine sentire imbarazzate della loro situazione.

*Francesca Gottardi è nostra corrispondente USA

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