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Le notti bianche

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Andrea Laprovitera – Carlo Rispoli

Ispirato all’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij


Le notti bianche

Ispirato all’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij di Andrea Laprovitera, Carlo Rispoli © 2021 per questa edizione Edizioni NPE Tutti i diritti riservati. Collana Nuvole in tempesta, 33 Direttore Editoriale: Nicola Pesce Ordini o informazioni: info@edizioninpe.it Caporedattore: Stefano Romanini Ufficio stampa: Gloria Grieco ufficiostampa@edizioninpe.it Coordinamento Editoriale: Valeria Morelli Correzione bozze: a cura della redazione Illustrazione di cover e quarta: Carlo Rispoli Stampato tramite Tespi srl – Eboli nel mese di novembre 2021 Edizioni NPE è un marchio in esclusiva di Solone srl Via Aversana, 8 – 84025 Eboli (SA) edizioninpe.it facebook.com/EdizioniNPE twitter.com/EdizioniNPE instagram.com/EdizioniNPE #edizioninpe


Le notti bianche Ispirato all’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij di Andrea Laprovitera e Carlo Rispoli


Introduzione di Andrea Laprovitera

Ho sempre amato i romanzi e la letteratura. Ho sempre amato il fumetto seriale e il graphic novel (se questa distinzione ha ragione di essere e io, personalmente, non lo credo). Proprio per questo motivo, in tempi non sospetti, il mio interesse è andato verso la commistione delle due cose; mi sarebbe piaciuto scrivere le sceneggiature di alcuni romanzi per me importanti e significativi (non solo per me, naturalmente). Ho quindi iniziato a chiedere a qualche editore se fosse interessato alla trasposizione fumettistica di grandi capolavori della letteratura. E così ho avuto l’onore e il piacere di sceneggiare Il vecchio e il mare di Hemingway, La linea d’ombra di Conrad e ora… Le notti bianche di Dostoevskij. Capolavori. Non ci sono altre parole per definirli. Quando è stata la volta del grande scrittore russo non ho avuto dubbi su cosa proporre. È vero, tutti i suoi romanzi sono meravigliosi e anche maggiormente ricchi di trame e sottotrame rispetto a Le notti bianche ma per me questo racconto rappresenta la summa artistica di Dostoevskij. Si parte con il sottotitolo dove l’autore definisce la sua opera “romanzo sentimentale” e dentro, in nemmeno cento pagine, ci trovate di tutto. Quindi, di cosa parla Le notti bianche? La risposta è estremamente semplice e complessa allo stesso tempo perché parla di… vita. Di vita vera e di quella immaginata, di realtà e di sogni (quelli del protagonista), il tutto immerso nella San Pietroburgo di inizio secolo (quello scorso naturalmente). E proprio la città, tanto bella quanto un po’ triste, è il terzo elemento, vivo, insieme ai due protagonisti. La trama in breve: un uomo che passeggia lungo la Neva incontra una giovane ragazza, la dolce Nasten’ka, per caso (perché i migliori incontri sono quelli dettati dal caso e come diceva Anatole France: «Il caso è forse lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare») mentre San Pietroburgo offre le sue notti bianche quando il sole non tramonta mai, donando alla città una luce particolare. Le notti quindi non diventano mai buie del tutto, anche se buio è il cuore del protagonista.

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Notare una cosa del breve romanzo di Dostoevskij: il protagonista non ha un nome, il racconto è narrato in prima persona (il livello di empatia con il protagonista quindi sale d’intensità per il lettore attento che si cala quindi nei suoi panni) così che l’autore non nomina mai il suo Protagonista e nemmeno nei dialoghi con Nasten’ka viene mai pronunciato il suo nome di battesimo. Rimane così, per sempre e per tutti, un personaggio senza nome e, proprio per questo, universale. Non è nessuno ed è, allo stesso tempo, tutti noi; incarna lo spirito e l’essenza di ogni romantico sognatore, di ogni uomo (o donna) che ha inseguito un’ideale. Una situazione simile si vedrà in seguito su un altro grande capolavoro della letteratura russa, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Anche nel romanzo di Bulgakov il protagonista, in questo caso il “Maestro”, non verrà mai identificato con un nome e resterà indefinito. Evidentemente sia Dostoevskij che Bulgakov con le loro (diverse) opere raccontano l’uomo e la vita universali e non hanno bisogno di nomi propri.

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Tornando a Le notti bianche, il romanzo si svolge in una San Pietroburgo magica, in quel particolare lasso di tempo, compreso tra fine maggio e inizio di luglio, dove il giorno sembra non finire mai e tuttavia la notte, seppur breve, arriva comunque. La storia del Protagonista e di Nasten’ka vive proprio e solo di notte; è di notte che i due si incontrano per la prima volta, è di notte che si raccontano le rispettive vite, è sempre di notte che il “Sognatore” (definizione che dà di se stesso il protagonista) rivela alla ragazza i propri sentimenti. Tutta la loro breve, ma intensa vicenda, si svolge di notte; in una notte dove i chiaroscuri tingono San Pietroburgo e dove tutto sembra possibile tantoché il Sognatore, per un attimo, perde i suoi contorni “sfuocati” sino a diventare (quasi) una persona reale. L’ultima notte porterà una sorpresa (e le sorprese possono essere belle o brutte) che darà una svolta alla storia d’amore tra i due. Bellissima la città sullo sfondo, le panchine lungo la Neva, la Prospettiva Nevski, la Fontanka… e San Pietroburgo recita la sua parte in questa storia d’amore (incompleta) universale.

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Ed è un amore incompleto quello tra il Protagonista e Nasten’ka, un po’ come succede anche ne Gli amori difficili di Calvino, dove il sentimento si sfiora senza realizzarsi davvero fino in fondo. In conclusione, dentro questo breve romanzo troverete, se avrete l’attenzione di cercare tra le righe, non solo l’amore in tutte le sue declinazioni, ma anche tante altre cose, come la difficoltà di comunicare, la solitudine e la paura di vivere (e di lasciarsi andare) che attanaglia il protagonista. Dostoevskij ci lascia con un finale triste e nostalgico (ma triste lo è davvero solo in parte) e tuttavia la storia d’amore tra il Protagonista e Nasten’ka è una delle più belle mai scritte che merita di essere letta, riletta e, a distanza di anni, riletta ancora una volta, così come è successo a me prima di scriverne la sceneggiatura. Non perdete altro tempo, tuffatevi insieme al “Sognatore” e Nasten’ka nella magica San Pietroburgo, le notti bianche vi attendono.

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Un sognatore, nella magia vagamente inquieta delle nordiche notti bianche, isolato dalla realtà e da qualsiasi rapporto di amicizia, incontra una ragazza durante una passeggiata notturna. Comincia così la sua “educazione sentimentale”, che risveglierà in lui emozioni tanto potenti quanto da tempo dimenticate. Edizioni NPE ha il piacere di presentare la prima trasposizione a fumetti del capolavoro di Fëdor Dostoevskij.

ISBN: 978-88-36270-14-9

edizioninpe.it Edizioni NPE euro 16,90


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Le notti bianche by Edizioni NPE - Issuu