Skip to main content

Giornale Bareggio live aprile 2021

Page 1

BAREGGIO e v i l PERIODICO DI INFORMAZIONE

di BAREGGIO

Anno 2 n°2 (4°Pubb.) Aut. Tribunale di Milano: in attesa di registrazione - Editore: Lime Edizioni srl Direttore responsabile: Sara Greta Passarin Ordine dei Giornalisti della Lombardia n.155876 Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31- Milano Tel. 02 36767660 - www.limedizioni.com - info@limedizioni.com - Tiratura: 8.000 copie

giornali comunali

editoriale

Il Comune appoggI le Idee deI gIovanI Si dice spesso che i giovani italiani “hanno poca voglia di fare” o che “non vogliono contribuire allo sviluppo della propria comunità”. Pregiudizi insopportabili, a mio avviso, spesso immotivati e scoraggianti per un’intera categoria. Oggi però, su questo giornale, c’è la prova che così non è. Carlo Alberto infatti, bareggese di 25 anni, ha avuto un’idea bellissima che il Comune mi auguro sostenga: creare a Bareggio il primo campo di droni della Lombardia, come già ne esistono in altre regioni (Piemonte ed Emilia Romagna in primis). Un modo intelligente per promuovere uno sport che, per quanto (ancora) poco conosciuto, potrebbe un giorno diventare olimpico o essere trasmesso in televisione in prima serata. Il campo, se realizzato, sarebbe rispettoso dell’ambiente e farebbe conoscere a tanti cittadini uno sport innovativo, a misura di tutti, divertente e inclusivo. Un piccolo passo forse, ma molto concreto, per iniziare a pensare alla Bareggio dei prossimi dieci anni. Perché dopo questa crisi economica non basta ripartire galleggiando, sperando che tutto torni come prima, ma serve una nuova visione per un vero rilancio. Sara Greta Passarin

Città Metropolitana dice no alla piscina nell'area verde "L'impianto boschivo è da mantenere, l'ecosistema potrebbe risentirne" è la sintesi del documento emanato da città Metropolitana. Ora la strada per una piscina in via Corbettina, come voleva la Giunta di Linda Colombo, si fa più ardua. Più facile la scelta di un'altra area priva di vincoli ambientali, ma ciò

3

implica ripartire da zero o quasi (specie nel dialogo con i privati). Esulta il fronte ecologista, che ora chiede con forza di valorizzare il verde della zona. Qualunque sia la soluzione, in ogni caso, la sindaca Linda Colombo è determinata: "La piscina a Bareggio si farà". (alle pagine 4-5)

10

METROPOLITANA LILLA NEL MAGENTINO?

UN CAMPO DI DRONI A BAREGGIO

Dopo il pressing del territorio qualcosa si muove, ma sarà la volta buona?

L'idea di Carlo Alberto, venticinquenne di Bareggio, presentata al Comune

Agenda Mostra sui Proverbi in arrivo dalla Lucerna Maggio 2021 Sante Comunioni


8 MARZO Chi sta pagando maggiormente il prezzo della pandemia? Le donne Lo affermano gli ultimi dati Istat che, purtroppo, evidenziano la drammaticità del momento. Su 101 mila nuovi disoccupati in Italia, infatti, 99 mila sono donne. Un report tragico aggravato, in molti casi, anche dalla didattica a distanza che le mamme hanno gestito con i figli. I problemi che le donne affrontano tutti i giorni, però, sono tanti: dalla difficoltà di far carriera alla disparità di salario, dalla conciliazione lavoro-famiglia alle violenze fisiche e psicologiche. L’8 marzo di ogni anno è la giornata internazionale dei diritti della donna, più nota come “Festa della Donna”. E ad alcune donne di Bareggio abbiamo chiesto quali riflessioni l’8 marzo ha suscitato in loro Linda Colombo, sindaca di Bareggio

Monica Gibillini, consigliera comunale:

Tina Ciceri, consigliera comunale

Ritengo che il tema dei diritti delle donne debba andare ben oltre una data segnata sul calendario e la distribuzione di mazzi di fiori. Di strada da fare, purtroppo, ce n'è ancora tanta. Per sconfiggere il maschilismo occorre combattere pregiudizi e luoghi comuni e questo, a mio avviso, è ciò che ancora oggi manca nella nostra società. E non sono le “quota rosa” la soluzione: una persona capace deve essere valorizzata perché è capace, non perché uomo o donna.

Le donne a cui voglio dedicare un pensiero particolare sono le madri lavoratrici che ancora una volta si sono dovute dividere tra il lavoro e la cura dei propri figli a casa in didattica a distanza. Una situazione difficile soprattutto per chi non ha la possibilità di lavorare da casa. Ma “Le donne sono le colonne vertebrali della nostra società” affermava Rita Levi Montalcini.

Purtroppo le donne sono oggetto di violenze e discriminazioni in tutte le parti del mondo. Nel nostro territorio, con l’associazione “Donna è”, cerchiamo di aiutarle anche a livello economico. Sui diritti sono stati fatti dei passi avanti, ma c’è ancora molto da lavorare. Serve un'unione da parte di tutti, anche degli uomini. Ma le donne devono essere prima di tutto unite tra di loro per ottenere libertà e diritti.

Silvia Scurati, consigliera regionale

Marika Cenati, studentessa

Tiziana Perini, educatrice scuola materna

Pari opportunità significa che si deve essere considerati per intelligenza, non perché si è donne o uomini. Da persona impegnata in politica noto però che il tema dei diritti delle donne viene spesso strumentalizzato: mettere al femminile ogni parola non equivale a tutelare le donne. È un tema che dovrebbe unire, invece inspiegabilmente divide. Troppo spesso in politica assistiamo ad un femminismo a orologeria: solidarietà e indignazione solo se la donna vittima di discriminazione è del proprio schieramento politico, indifferenza o peggio ancora approvazione se è un’avversaria.

Se non siamo noi donne a capire che é importante combattere per i nostri diritti, chi lo farà mai? Da ragazza attiva nella realtà sociale noto la difficoltà del farmi spazio senza dover sgomitare, ma trovo ancora di più assurdo dovermi difendere da altre donne. Diciamo spesso che sono gli uomini quelli che dovrebbero essere educati, ma è necessario sottolineare come anche le donne non debbano essere esenti da ciò. Il primo passo è aver coraggio di vedere le cose come sono per costruire una società migliore.

In questo presente di grandi sacrifici sono di nuovo le donne a dover sacrificare un po' di più, penso alle mamme con i loro bambini e alle donne lavoratrici che stanno perdendo il loro posto di lavoro. Purtroppo tanti vedono la donna ancora come un oggetto, un qualcosa che si può possedere. E nel 2021 non è concepibile. Penso che il cammino delle donne verso una vera "normalità" sarà ancora molto lungo e tortuoso.

l’aVVoCato risponde Per porre domande all’Avvocato Colombo inoltrare una mail a grafica@limedizioni.com

Le molestie sui luoghi di lavoro Si è appena concluso il mese di marzo, che, come da tradizione, si è aperto con la “Festa delle donne”. Passata però la consueta e un po’ retorica celebrazione, nel corso dello stesso mese, diversi sono stati i fatti di cronaca, anche internazionale, che ci hanno indotto a pensare che il cammino per la parità e per il rispetto tra i sessi sarà ancora lungo. In Inghilterra, dal 13 marzo, dopo la scoperta dell’omicidio di Sara Everard, si è svolta una serie di manifestazioni di protesta, organizzate dal movimento “Reclaim These Streets”. Il 20 marzo, la Turchia è uscita dalla Convenzione, ironia della sorte, di Istanbul, contenente il primo trattato internazionale sulla prevenzione e la lotta contro la violenza di genere e la violenza domestica. Il 23 marzo, in Francia è scoppiato uno scandalo nel mondo del giornalismo sportivo per le vessazioni, alle quali sono state sottoposte le giornaliste di sesso femminile dai colleghi uomini; vessazioni censurate dai principali organi di informazione. Un quadro tutt’altro che consolante in-

somma. Del resto, l’Italia non fa certo eccezione: nell’ultima ricerca Istat disponibile, si stima che nel nostro Paese sono 8 milioni 816mila le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale e si stima pure che siano 3 milioni 118mila le donne che le hanno subite negli ultimi tre anni. Si ricava anche che siano 1 milione 404mila le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro: 425mila (2,7%) negli ultimi tre anni. Con riferimento ai soli ricatti sessuali sul luogo di lavoro si legge nella ricerca dell’Istituto nazionale di Statistica, che, nel corso della vita, 1 milione 173mila donne ne sono state vittima per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere progressioni nella carriera. Eppure, gli strumenti giuridici ci sono. Il Codice delle Pari Opportunità, il Decreto Legislativo n. 198, è del 2006: ma è una norma poco conosciuta, spesso anche dagli operatori del diritto. Il Codice contiene importanti strumenti di tu-

tela. In particolare, l’art. 26 si occupa espressamente delle molestie sui luoghi di lavoro e vuole evitare quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso; insomma, le molestie sono una vera e propria forma di discriminazione, nell’ambito lavorativo. Se la lavoratrice agisce in giudizio per far accertare le molestie non può essere licenziata a causa della sua denuncia, né demansionata o sottoposta ad altra misura ritorsiva. Ma un’importante responsabilità grava anche sul datore di lavoro: anche se egli non è il diretto responsabile delle molestie, grava su di lui – anche ai sensi dell’art. 2087 del Codice civile – l’obbligo di garantire la sicurezza sul lavoro, che comprende quindi anche l’assicurare condizioni nelle quali episodi discriminatori non si verifichino. Il cammino per la parità è sicuramente ancora lungo e difficile, ma gli strumenti giuridici per favorirlo ci sono: non ce ne dimentichiamo. Studio Legale Colombo Avvocato – Giornalista pubblicista


3

METROPOLITANA

“Metropolitana a Bareggio, sarà la volta buona? Al via il tavolo di lavoro”

Secondo i rumors il prolungamento della linea M5 passerebbe da Settimo Milanese, Cornaredo, Bareggio, Sedriano, Vittuone e Magenta.

■ La metropolitana lilla da Settimo Milanese a Magenta fa un passo avanti: il lavoro da fare è ancora molto, ma si è aperto un tavolo di lavoro. Tanto che anche i sindaci della zona, cosci delle difficoltà burocratiche, iniziano a crederci un po’ dopo aver visionato il primo studio di fattibilità. Ciò di cui si parla è una metropolitana leggera (quindi non sotterranea) ma tutte le opzioni sono ancora sul tavolo. Difficoltà ci sono anche nel definire il tracciato: dove far passare effettivamente la metro? La discussione è aperta. Secondo i rumors, inoltre, il prolungamento dovrebbe coinvolgere Settimo Milanese, Cornaredo, Bareggio, Sedriano, Vittuone e Magenta e andrebbe ad incidere, in maniera netta, sul traffico dell’ex Statale 11. È noto infatti il congestionamento di auto che, dal mattino fino a sera, incide negativamente sulla qualità dell’aria del territorio. Restano però ancora alcuni dubbi da sciogliere sui finanziamenti, il tracciato e i tempi di realizzazione. Ma come si è arrivati fino a qui? Tutto è partito nel 2018 quando, per iniziativa della consigliera leghista Silvia Scurati, l’aula regionale ha approvato un ordine del giorno. Il quale invitava Giunta e Presidente a trovare “risorse per finanziare il prolungamento della linea M5” che da Settimo Milanese arrivasse fino a Magenta. Successivamente la richiesta è stata inserita, nel dicembre 2018, nello schema di accordo di program

Una tranvia lungo lo Scolmatore per noi è una buona soluzione. Presenteremo una proposta condivisa con Settimo e Cornaredo

ma tramite una delibera di Giunta: ciò significa che Regione Lombardia, per redarre il “progetto di fattibilità tecnica”, aveva stanziato le

prime risorse. La questione poi, grazie al pressing del territorio lombardo, è arrivata fino a Roma. Dove è stato approvato, per inizia-

Una banchina della metropolitana lilla a Milano

Silvia Scurati, consigliera regionale della Lega

tiva dell’onorevole Fabio Boniardi, un ordine del giorno per prolungare la M5 fino a Magenta. La consigliera regionale Scurati, che ha registrato gli ultimi progressi, assicura che monitorerà l’evolversi della vicenda. “Mi sono fatta portavoce, e continuerò a farlo, di una delle esigenze più sentite del territorio - ha commentato - e continuerò a farlo. I comuni lungo la ex Statale 11, Bareggio in particolare, sono tra i più congestionati dal traffico e questo causa problemi. Non solo a livello viabilistico, ma anche di inquinamento”. Il sindaco Linda Colombo, dopo il primo tavolo di lavoro, assicura il suo impegno per far sì che l’iter vada avanti. “Durante un incontro con Città Metropolitana e Metropolitana Milanese - ha affermato la prima cittadina - ci sono state presenta-

Metropolitana nel magentino: sogno o realtà?

te sei ipotesi di prolungamento della M5, che ha il suo capolinea a San Siro. Tra queste la più interessante, almeno per noi, è quella che prevede una tranvia lungo lo Scolmatore mentre l’interramento è da escludere. Con i colleghi di Settimo Milanese e Cornaredo, in ogni caso, ci stiamo organizzando per proporre una proposta condivisa”. L’arrivo della lilla verso Magenta, in particolare per Bareggio, sarebbe un toccasana per abbattere il traffico. “In rapporto alla popolazione - ha infatti sottolineato Colombo - siamo quelli che usano di più l’auto per andare a Milano. Questo perchè Bareggio, nel Magentino, è il Comune meno servito da mezzi pubblici”.

Una fermata della metropolitana lilla a Milano


Gli ambientalisti esultano, per la Giunta è un boccone amaro Piscina nell’area ex camping, Città Metropolitana dice no al nuovo impianto Dopo le osservazioni di Città Metropolitana la Giunta ha due strade: ostinarsi su via Corbettina o cercare un’area alternativa? La consigliera Monica Gibillini (Bareggio 2013): “La piscina si faccia, ma in una zona priva di vincoli” ■ Se non è una pietra tombale sul progetto della Piscina nella zona ex camping, poco ci manca. Perché le convinzioni dell’Amministrazione, di costruire un impianto in via Corbettina, si sono scontrate con il parere di Città Metropolitana. Quest’ultimo ha il nome di VAS - valutazione ambientale strategica - e coinvolge più enti (tra cui anche Città Metropolitana). La Vas infatti, che è giuridicamente vincolante, ha il compito di valutare (in caso di edificazioni) l’impatto previsto sull’ambiente. In particolare, per Città Metropolitana, l’area in oggetto è “parte di un ambito boschivo, di cui fa parte anche una porzione di parco Arcadia”. E costruire lì un impianto natatorio, ha fatto sapere, ridurrebbe il valore ambientale di quell’area ma anche (ad esempio) del vicino fontanile Nuovo. Da qui la richiesta, diretta al Comune di Bareggio, di ripensare ai propri piani sul nuovo impianto. Si tratta di una prima bocciatura importante, inutile nasconderlo, che lascia alla Giunta poco spazio di manovra. “Il valore ambientale dell’area ex camping – commenta il consigliere comu-

Città Metropolitana: L’ambiente boschivo va preservato

” “

La Sindaca: l’obiettivo non cambia: la piscina si farà

nale della Lista civica Bareggio 2013, Monica Gibillini – è stato confermato anche da Città Metropolitana. Ciò non significa non poter realizzare la piscina, ma che occorre individuare un’altra area che non abbia questo tipo di vincoli. Ora la procedura di valutazione ambientale non è ancora conclusa, attendiamo di ricevere il parere degli altri enti. Ma quanto detto da Città Metropolitana è rilevante e non potrà essere ignorato”. Un responso che da un lato fa esultare il fronte ecologista, dall’altro lascia l’amaro in bocca alla maggioranza. Tanto che ora sindaco e Giunta, dopo questo parere, possono percorrere due strade: impuntarsi sull’area ex camping come “l’unica possibile” o valutare altre aree assieme al privato. La prima cittadina Linda Colombo, dopo che si è espressa Città Metropolitana, ha confermato che fare la piscina rientra negli obiettivi di mandato ed è determinata a realizzarla. A questo punto, però, le domande rimaste in sospeso sono due: edificarla sì, ma in quale luogo? E con che costi per i cittadini di Bareggio?

” PisCina a Bareggio, qual è il Parere della PolitiCa? Si ringraziano Giorgio De Ambroggi e Lorenzo Oldani per le foto fornite

Il sindaco al Consiglio aperto: “L’iter è in corso, siamo in fase di valutazione tecnica”. M5S e Pd: “No alla distruzione di un’area verde, Bareggio già troppo urbanizzata”. ■ Sulla piscina, su richiesta anche dei cittadini, si è svolto un consiglio comunale aperto. Ai cittadini che hanno posto interrogativi, domande e questioni sulla nuova piscina di via Corbettina ha risposto anche il sindaco Linda Colombo. La quale si è detta disponibile al confronto e ha spiegato l’attuale situazione. “Siamo stati eletti anche per fare la piscina, che era nel nostro programma - ha esordito la prima cittadina - motivo per cui stiamo percorrendo questa strada. Sono qui dunque a spiegare che l’area in questione è sì verde, ma a livello di pgt non lo è. La zona infatti è classificata come area servizi destinata ad impianti sportivi, su cui il Comune può costruire. Il progetto su cui si sta discutendo è un paternariato pubblico-privato dove il privato fa la sua proposta e sarà valutata a livello tecnico. Poi questa passerà in Giunta, verrà approvata in consiglio comunale e poi sarà bandita una gara. Siamo ancora alle valutazioni preliminari, e forse è ancora presto per par-

lare senza un progetto chiaro in mano. Ora siamo nelle fase delle valutazioni tecniche ma se i costi saranno troppi saremo i primi a ritirarci e a cercare soluzioni alternative. Certo è che la piscina vogliamo farla, per ora è stato presentato un solo progetto”. Sulla collocazione dell’impianto, argomento scottante del consiglio aperto, Colombo ha affermato che “l’area è vista dai privati come interessante perché, se immersa in un’area verde, la piscina potrebbe diventare più attrattiva. Inoltre si troverebbe vicino alle scuole, all’rsa e al centro del paese. In ogni caso è necessario, dopo un’eventuale approvazione in consiglio comunale, anche un parere dei tecnici della regione che valuteranno l’impatto della piscina”. Lo stesso capogruppo della Lega Giuseppe Sisti, in supporto del sindaco Colombo, ha spiegato come una piscina immersa nel verde sarebbe un unicum per Bareggio,

distinguendo l’impianto da altri esistenti. Avere una piscina in un luogo lontano dal traffico e smog sarebbe, per Sisti, “un plus importante per attrarre gli utenti”. I pareri su questo tema delle opposizioni, come prevedibile, presentano invece sfumature diverse. Il più pragmatico pare essere Ermes Garavaglia (Bareggio nel cuore) che ha affermato come sia necessario “discutere sul progetto definitivo”. Fare una piscina nuova, infatti, “comporterà un aumento delle tasse per i bareggesi, su questo non ci piove. La domanda è: può valerne la pena? Serve per rispondere capire la fattibilità economica del progetto, e solo allora potremo esprimerci”. Continua invece ad opporsi con forza il Pd che sostiene, dopo aver visionato gli atti, che la nuova piscina sembra più un “Harbur club milanese” che un impianto a misura di cittadino. “Dal progetto che ho potuto visionare -

ha rimarcato il consigliere Giancarlo Lonati - sembra un luogo in cui c’è un centro sportivo in cui si accede mediante iscrizione, e se così mi pare inutile. La nostra richiesta è che si ridimensioni l’entità del progetto e che sia spostato altrove. Sacrificare quasi 21 mila mq di verde non esiste”. Parere su cui concorda anche il consigliere grillino Flavio Ravasi, che insiste sulla necessità di preservare l’area verde. “È vero che costruire su quel terreno per legge è possibile - rimarca - ma non è un obbligo. La scelta è politica, e il nostro territorio è già fin troppo urbanizzato e cementificato. Conservare questo polmone verde, strettamente limitrofo al paese, deve essere un obiettivo di tutti. In ogni caso bisogna poi valutare che la piscina, se non si cambierà idea, sorgerà su una strada chiusa e ciò vuol dire più traffico veicolare verso il centro. Saranno quindi necessari più parcheggi e non va dimenticato che via Matteotti è anche una via a senso unico,

la viabilità sarebbe da ripensare. Se guardiamo poi agli altri paesi a noi vicini, tutti hanno la piscina in zone di confine: solo noi andiamo in senso opposto? Noi proponiamo la soluzione di via Falcone perché il nostro verde va tutelato”. Rimarca invece la necessità di consultare le associazioni sportive del territorio Tommaso Luè (Italia Viva) anche lui sul fronte dei contrari. “Usare più di 20 mila metri quadrati per una piscina cambierebbe radicalmente un pezzo del nostro paese - ha dichiarato nel suo intervento - motivo per cui c’è da pensarci bene. Penso sia importante salvaguardare il nostro verde e si potrebbe tranquillamente trovare un’altra area. A nostro avviso si potrebbero riqualificare un impianto sportivo già esistente ma la questione dei costi non è indifferente. Mi piacerebbe, inoltre, che si coinvolgessero le associazioni sportive. In questo periodo di pandemia stanno vivendo un periodo difficile e competere con un nuovo impianto di quel genere potrebbe essere molto dura per loro”.


5

PISCINA BAREGGIO

nuova piscina e Consiglio Comunale aperto: come si sono espressi i cittadini?

Area ex camping di via Corbettina, la discussione in questi mesi è rimasta rovente. Nel Consiglio Comunale aperto molti i cittadini contrari (“si valutino altre aree per la piscina”) ma non sono mancati i favorevoli: “sarebbe bello un impianto immerso nel verde”. ■ La petizione avviata dai residenti di via Corbettina, contrari alla piscina nell’area ex camping, ha superato le 450 firme. Ciò significa che il tema piscina sì/no in via Corbettina, dai cittadini di Bareggio, ha toccato molto la sensibilità dei bareggesi. I quali hanno ottenuto (in streaming) un Consiglio Comunale aperto sull'argomento. Il dibattito, che si è svolto sabato 6 marzo, ha visto la partecipazione di molti cittadini. Marika Ferroni, ideatrice della petizione e residente in via Corbettina, è stata la prima a prendere la parola e a spiegare la posizione dei firmatari. “Quando abbiamo capito le intenzioni dell’Amministrazione sull’area verde ha commentato la bareggese - noi residenti siamo insorti perché non vogliamo distruggere il bosco che si trova in quella zona. Parliamo infatti di un ecosistema importante e autonomo, che va rispettato, e fare una piscina in quella zona aumenterebbe l’inquinamento acustico.

questa discussione. A Bareggio si è deciso quest’area verde per costruire piscina senza valutare altri suoli, ma a che prezzo? Si farà scomparire un bosco per creare un servizio a pagamento e godibile solo da chi pagherà il biglietto. È davvero una necessità per il nostro paese?”. Argomentazioni sostenute anche da Agenda 21, e dal suo presidente PieUn’argomentazione, questa, sostenu- tro Lenna, che ha rimarcato come ta da molti cittadini che sono inter- “un’area destinata ai servizi” non debba venuti. “Io sono sempre dell’idea che essere necessariamente cementificata. un’area verde, visto che in tutto il mondo Se da un lato c’è chi si oppone, chiesi va verso un impianto green, debba esse- dendo un’altra destinazione per l’imre mantenuta - ha affermato ad esem- pianto, c’è anche chi si dice favorepio Roberto Corci - Noi qui a Bareggio vole. “Capisco il discorso di chi vuole abbiamo il Parco Arcadia, ma questo salvaguardare il verde - ha affermato bosco è una sua prosecuzione. La piscina Dino Arisci - ma è anche vero che una si può fare da un’altra parte, manteniamo struttura del genere non ha senso che sia questo luogo che è un bene comune di fuori dal paese. Vorrei anche aggiungere tutti”. “Il bosco è un bene comune e gli che parliamo di un’area effettivamente alberi che lo popolano assorbono molte abbandonata, lasciata a se stessa e con polvere sottili che sono cancerogene per una vegetazione spontanea. Personall’uomo - ha sottolineato anche Jlde mente non ci vedo nulla di male se una Tambasco - motivo per cui non capisco piccola parte dell’area fosse destinata alla Non dimentichiamo poi che quell’area è un’area senza uscita, con difficoltà viabilistiche in caso di nuova piscina. Il che non significa, ci tengo a sottolinearlo, che noi siamo contrari alla piscina, solo non vogliamo sia costruita lì. Approfittiamo invece di questa opportunità per valorizzare sul serio l’area verde come fino ad ora non è mai stato fatto”.

Bilancio, il sindaco Colombo: “Miglioriamo i servizi senza aumenti ”. Ma l’opposizione: “Serve andare incontro ai redditi bassi ”

piscina. Mi sembra poi un dibattito prematuro senza avere più informazioni sui costi”. “Penso che un impianto di quel tipo sarebbe una buona notizia per la cittadinanza - ha aggiunto poi Pietro Pirovano - soprattutto per i giovani e per le persone diversamente abili. Avere un impianto di quel genere e per giunta immerso nel verde sarebbe un plus per il nostro paese. A ciò si aggiunge l’opinione di chi rimarca come a Bareggio “non sia mai esistita una piscina” che invece sarebbe importante avere. È poi intervenuto in rappresentanza del comitato di cittadini “Bareggio 2030” anche Simone Ligorio. “Ringrazio i tanti cittadini che hanno firmato la petizione - ha commentato - e l’osservazione alla variante del pgt che abbiamo presentato. Come detto da Marika non siamo contro la piscina, ma per preservare una zona pregiata del nostro paese. Area che nessuno, in questi anni, è stato in grado di valorizzare. Ora è in corso una operazione dove amministra-

zione sta valutando quel progetto e i cittadini hanno voglia di partecipare. Bisogna però capire i termini della questione: la priorità è fornire un’oasi benessere andare incontro agli interessi del privato? O tutelare l’interesse pubblico? Anche se il privato ha messo gli occhi su quest’area non è vero che non ci sono alternative”. Tra chi dice sì e chi dice no, però, c’è anche chi chiede di saperne di più sul progetto. IL sindaco starebbe valutando un progetto con i privati e, nel giro di qualche mese, potrebbe essere anche emessa una gara. Ma quali sono costi e termini del progetto? Ad oggi non si sanno. “Fino a che non abbiamo un progetto concreto su cui discutere - è stato infatti detto in più di una occasione - è molto difficile valutare tutto l’impianto. La discussione è molto fumosa e sarebbe giusto saperne qualcosa in più”.

Nel documento soldi per strade, marciapiedi e per riqualificare via Santo Stefano. L’opposizione aveva chiesto un aiuto per i redditi più bassi Da un lato la maggioranza, che rimarca un bilancio che migliorerà i servizi, dall’altra l’opposizione che accusa poca attenzione ai redditi bassi.

“Approviamo un po’ in ritardo questo bilancio - ha commentato la sindaca Linda Colombo - perché è stato calcolato al centesimo. Abbiamo fatto un grande sforzo per non far pesare le conseguenÈ questa la sintesi delle posizioni sul ze della pandemia sui cittadini e per dare documento di bilancio approvato dalloro un sostegno concreto. Non ci sarà l’aula mercoledì 7 aprile. Punto quanessun aumento di tasse e tariffe”. lificante del documento, secondo la maggioranza, è la presenza di 1,2 Per l’assessore al bilancio Nico Belmilioni per le piste ciclabili, manu- tramello, nello strutturare il bilancio, tenzione straordinaria di strade e si è voluto aumentare la qualità dei marciapiedi e la riqualificazione di servizi: due settimane in più di centro via Santo Stefano. estivo con più educatori e un miglioSaranno previste poi misure per i ramento del servizio per la pulizia bareggesi che, in questa emergenza delle strade. L’opposizione però Covid, hanno avuto maggiori diffi- lamenta scarsa attenzione ai più disacoltà. giati e chiede di intervenire sull’ad-

dizionale comunale. “Anche quest’anno il bilancio della maggioranza prevede l’esenzione dell’Irpef a chi ha un reddito fino a 10.000 euro annui - rimarcano in coro M5S, Bareggio 2013 e Partito Democratico - mentre fino al 2019 l’esenzione coinvolgeva i redditi fino a 15.000 euro. Ma il bilancio comunale, senza mettere in difficoltà gli uffici, può sopportare la minor entrata di un’esenzione, almeno per i redditi fino 13.000 euro annui. Abbiamo proposto un emendamento che va in questa direzione. Dove prendere i soldi? Tagliando incarichi ai tecnici esterni del Comune e tagliando le spese di comunicazione del Comune”.


6

OPERE PuBBLIChE I cittadini del quartiere, con una petizione alla Sindaca, chiedono una modifica alla Variante Generale del PGT. Stoppare le abitazioni e preservare il verde (meglio se con nuove piantumazioni) le principali richieste avanzate

Via Prima Maggio, parte la mobilitazione dei cittadini

no A NuOvE RESIdENzE, sì A uNA NuOvA AREA vERdE ■ Le nuove residenze in via Primo Maggio - che la Variante Generale al Piano di Governo del territorio (PGT) permette di costruire - iniziano ad essere già sul nascere contrastate dai cittadini. Già perché l’area verde di Primo Maggio che si affaccia sulla via Novara, nel giro di pochi anni, potrebbe ospitare all’incirca 110 abitanti in più. Secondo il progetto che circola, proprio nell’area in questione, sorgeranno 35 alloggi su una superficie di 4500 mq.

L’area verde di via Primo Maggio

Con il risultato, a quel punto inevitabile, di sovraccaricare la viabilità e cementificare un’altra zona del paese. Per opporsi a tutto questo, e per rilanciare un progetto diverso per l’area, i cittadini di Primo Maggio e vie adiacenti hanno lanciato una petizione

diretta al Sindaco Linda Colombo. Obiettivo: evitare palazzine nuove (ce ne sono già molte nei paraggi) e avviare una riqualificazione del prato. “Valutato che risulterà plausibile l’insediamento di 35 nuovi alloggi in edifici di 4 piani fuori terra - si legge nella petizione alla prima cittadina - si chiede di stralciare tale previsione nella Variante Generale al PGT”. prevedendo invece nel PGT “una zona boccata permeabile”. Il che significa che, vista la presenza di alcune alberature che già ad oggi circondano il prato, i cittadini chiedono di aumentare le piante di contorno. Il verde che verrebbe conservato, come già accaduto, potrebbe essere così utilizzato per manifestazioni culturali o attività ricreative (cosa peraltro

già accaduta in alcune occasioni). Ma le preoccupazioni dei residenti sono anche sul fronte viabilistico perché, dopo il senso unico di via Matteotti, la via Primo Maggio ha incrementato moltissimo il suo traffico. “Valutato che la via Prima Maggio registra livelli di traffico elevati - si legge ancora nel documento - incrementati dopo il senso unico in via Matteotti, pare evidente che l’incremento di popolazione potrà solo aggravare la situazione”. La dotazione di stalli per la sosta, scrivono ancora i residenti, risulta già oggi “vicina alla saturazione” e con l’arrivo di nuovi abitanti nuovi posti auto sarebbero necessari. Parcheggi che, ancora una volta, rischiano di falcidiare quel poco di verde che resta.

Dal Consiglio Comunale é arrivalo l’OK Il sindaco Linda Colombo: “Per i cittadini una nuova farmacia, più parcheggi e una pista ciclabile”

Area ex-Sapla, più vicino l’avvio dei lavori: nel piano tre nuove palazzine e una farmacia in via De Gasperi diventare realtà - ha affermato - il Comune riceverà dall’operatore, oltre a parcheggi pubblici e una pista ciclabile, anche una nuova farmacia. Questo è possibile grazie alla cessione di un locale in via De Gasperi, che siamo riusciti ad ottenere, che sarà adibito proprio a farmacia. Aprire un servizio L’area dismessa di cui si parla comdi questo tipo ritengo sia importante, prende via Triste, via Diaz e via 25 Aprile. “Grazie all’intervento di riqua- specie per chi lavora o abita in zona lificazione della ex Sapla, che dovrebbe industriale”.

■ Via De Gasperi, in arrivo una nuova farmacia per i bareggesi. L’annuncio è della prima cittadina Linda Colombo che, nell’ambito dell’iter sulla riqualificazione dell’ex Sapla, ha ottenuto questo risultato come contropartita.

Violenza di genere, il Comune aderisce al progetto “Raise”

Il piano di recupero dell’ex Sapla sarà votato dal Consiglio Comunale ad aprile. “I tempi sono stati un po’ più lunghi del previsto - ha commentato la sindaca, che detiene la delega all’Urbanistica - perché abbiamo ricontrollato nel dettaglio tutto il progetto e rivisto gli accordi tra le parti. Ora manca l’approvazione dell’aula e, completate le procedure edilizie, possono iniziare finalmente i lavori”. ■ Violenza di genere, il Comune entra nel progetto “Raise - sistema antiviolenza”. Lo ha comunicato l’assessore al welfare Domenico Bonomo. “Il progetto ha una durata di due anni - ha commentato - ed è finalizzato a contrastare la violenza di genere. È stato proposto dalla Fondazione “Fare Famiglia onlus” di Assago e si propone di rafforzare la capacità del mondo della scuola e degli enti nel rilevare situazioni di violenza psicologica o fisica, domestica e di genere”. Il progetto è stato presentato nell’ambito del bando “Costruire futuro per le donne vittime di violenza” e vuole accrescere, da parte dei consultori, la presa in carico di queste situazioni. “Se il progetto sarà finanziato, il Comune di Bareggio farà rete per la gestione dei casi - ha concluso Bonomi - oltre che fare attività di informazione e prevenzione per far emergere la violenza di genere”.

Tra le altre novità da segnalare la nasci- Molto soddisfatto Giuseppe Sisti, capogruppo della Lega. ta di nuovi parcheggi - sia in via Diaz che davanti alla Bocciofila - e la realiz“Spero che tutta l’aula voterà a favore zazione di una pista ciclabile. della proposta - ha commentato - e un “Sull’area ex Sapla nascerà un complauso al sindaco per aver migliorato plesso abitativo moderno, di tre palaz- il progetto della sinistra. S zine e due piani, con classe energetica iamo riusciti ad ottenere una controelevata. Il tutto sarà immerso nel verpartita più alta e la nuova farmacia de, con un’area giochi per bambini e ha concluso - è segno di tutto questo”. senza barriere architettoniche”.

In arrivo aiuti economici anti-Covid per le categorie più penalizzate ■ Nico Beltramello (assessore al bilancio): “Entro fine mese presenteremo il piano di aiuti per le categorie in sofferenza. L’intenzione è riproporre i bandi e le misure dell’anno scorso” Contributi economici e sgravi fiscali per sostenere cittadini e imprese in difficoltà a causa del perdurare della pandemia. Come l'anno scorso, anche per il 2021 la Giunta comunale guidata sta per varare un corposo “decreto ristori” che si aggirerà attorno al milione di euro. “Stiamo definendo gli ultimi dettagli – fa sapere l'assessore al Bilancio Nico Beltramello -. Dopo l’approvazione del bilancio di previsione in Consiglio

comunale, entro fine mese, presenteremo il piano di aiuti a sostegno delle categorie più penalizzate dalla pandemia. La nostra intenzione è quella di riproporre i bandi e le misure già adottate l'anno scorso: applicheremo nuovamente gli sgravi su Tari, Imu e Cosap e riproporremo il buono famiglia, il buono imprese, il buono natalità, il buono didattica a distanza, il buono spesa e le agevolazioni per le associazioni, in alcuni casi mettendo a disposizione maggiori fondi rispetto al 2020 e applicando i criteri legati al Fattore Famiglia in linea con le politiche regionali. Ma stiamo preparando anche nuovi provvedimenti che a breve illustreremo alla cittadinanza”.


8

ChIESA SAN NAzARO E CELSO

Santi Nazaro e Celso, ecco chi sono i Santi Patroni di Bareggio Martiri nel 69 d.C a Milano, devono la loro fama a Sant’Ambrogio. La Chiesa? In origine di stampo romanica, è stata poi ricostruita in stile barocco-rococò

CHIEsA PARRoCCHIALE 69 d.C. I Santi Nazaro e Celso subirono un martirio pesante nei pressi di Porta Romana a Milano

28 LUGLIo Giorno in cui si ricordano i due Santi

■ La chiesa parrocchiale di Bareggio, dedicata ai Santi Nazaro e Celso, si trova in Piazza Cavour, nel pieno centro del paese. Tutti i bareggesi ci sono entrati almeno una volta per un matrimonio, un battesimo o una comunione e il luogo di culto, come accade in molti comuni, è situato nei pressi del Palazzo Comunale. La storia di questa Chiesa, anche non sembra, ha radici antiche e solo in secondo momento riuscì a diventare parrocchia. Inizialmente, infatti, la comunità di Bareggio fu dipendente dalla pieve di S.Vittore di Corbetta, la seconda per importanza e per numero di Chiese nell’arco della diocesi di Milano. Solo a metà del XII secolo la Chiesa si trasformò in parrocchia, mantenendo sempre un legame privilegiato con la basilica di Sant’Ambrogio (e la sua giurisdizione). Ma la chiesa dedicata ai due santi, situata in Piazza Cavour, non è sempre stata

così: ha un’antenata in stile romanico, poi sostituita perché troppo pericolante (da qui la decisione di fare un nuovo edificio). Alcuni resti dell’impianto romanico, nella torre del campanile, sono ancora visibili. Campanile che ha una pianta quadrata e si erge prepotente nel cielo bareggese. Una debolezza della vecchia struttura? In primis copertura in legno, che la rese a lungo andare sempre più fragile e convinse chi di dovere a ricostruire la Chiesa da capo. Il nuovo edificio invece che è quello che vediamo e frequentiamo oggi, venne costruito in due diverse epoche: la prima parte (quella ottagonale) venne inaugurata nel 1727 mentre il suo prolungamento nel 1893. La Chiesa, volessimo classificarla, è in stile barocco-rococò e ha una particolarità: la pianta ottagonale, rara da registrare soprattutto nella provincia di Milano. La facciata ha una struttura tripartita, tipicamente barocca, e ben visibile è la presenza di un grande timpano. La presenza delle due statue di angeli, posti ai lati esterni della facciata, hanno la funzione di “festeggiare” la presenza (al centro) delle statue dei

due santi patroni. Gli ingressi disponibili per i fedeli sono tre (quello centrale decisamente più ampio) e l’interno è suddiviso in tre navate. Quella centrale, la più grande, è quasi il doppio di quelle laterali e si conclude con gradini che portano all’altare. Ad oggi la conservazione di questo luogo di culto, che è anche un bene culturale, è buona, ma sono sempre necessari lavori di conservazione che assicurino la sicurezza dei fedeli. I Santi da cui la Chiesa prende il nome sono Nazaro e Celso che, secondo le fonti storiche, vissero in un periodo ancora prettamente pagano. Di Chiese con il loro nome ce ne sono parecchie in Lombardia, ma anche regioni come il Lazio, l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Campania hanno edifici sacri a loro dedicati. Questo perché nel 69 d.C i due subirono un martirio pesante nei pressi di Porta Romana, a Milano. Il prefetto Anolino in particolare (spaventato per le conversioni a seguito delle loro predicazioni) decise di dar loro la punizione più dura chiudendogli la bocca per sempre. Un’operazione che, viste

le Chiese edificate in loro nome, possiamo dire non essere riuscita (tanto che il 28 luglio è il giorno del loro ricordo). E uno dei dipinti che, a Bareggio, si vedono nel soffitto della Chiesa è dedicato proprio a loro. Ma chi sono queste due persone e come si è diffusa la loro fama? Il biografo di Sant’Ambrogio Paolino racconta che tutto il merito lo si deve a Sant’Ambrogio il quale, nel 395, riuscì a riesumare i loro corpi. Alla vista del sepolcro di Nazaro, il primo dei due ritrovato, il corpo del martire apparve impregnato di sangue come se fosse stato ucciso quel giorno. Si dice che anche il capo, rescisso, era integro, con i capelli e la barba. Successivamente, racconta sempre Paolino, Sant’Ambrogio si recò alla tomba di Celso. Il corpo di Nazaro, in un secondo momento, fu traslato nella basilica degli Apostoli (eretta da S. Ambrogio nel 386) e prese anche il nome di Nazaro; il corpo di Celso, invece, rimase nello stesso luogo del ritrovamento, ove nel decimo secolo fu costruito un monastero.

foto della Comunità Maria Madre della Chiesa

LO SAPEVI CHE…arriverà a San Martino una nuova CASETTA DELL’ACqUA? Forse non tutti sanno che… Anche San Martino, come Bareggio, avrà la sua casetta dell’acqua. Sarà ubicata nel piazzale ad angolo tra via San Sebastiano e via Vittime Torri Gemelle e sarà a disposizione di tutti i cittadini di Bareggio. Il progetto definitivo-esecutivo per realizzare

l’impianto, infatti, è già stato approvato dalla Giunta. “Con quest’opera andiamo ad offrire un servizio in più ai residenti di San Martino - ha commentato con soddisfazione la prima cittadina Linda Colombo - che sarà a costo zero per i bareggesi. Per questo ringra-

zio Cap, che ha deciso di investire e di puntare sul nostro Comune”. L’uso delle casette dell’acqua, specie negli ultimi anni, è aumentato ed è sempre più apprezzato dai cittadini (tanto che anche Milano ne ha istallate diverse). Nella casetta

dell’acqua di Bareggio è disponibile sia l’acqua naturale che frizzante, e si presume che ciò accadrà anche in quella di San Mar tino. Si incentiverà in questo modo l’uso dell’acqua potabile dell’acquedotto, sicura in quanto controllata costantemente.


10 L’INTERvISTA “A Bareggio il primo campo di droni della Lombardia, il Comune mi sostenga” ■ La chiave per ripartire è innovarsi, con un occhio alle attività del futuro. Carlo Alberto Morace, bareggese di 25 anni, ne è convinto ed ha in mente un progetto ambizioso: un nuovo campo di droni a Bareggio per far conoscere maggiormente questo sport.

vicini a Milano dove non ci sono limiti di volo.

Carlo, la tua è un’idea molto originale e coinvolge un’attività poco conosciuta. Come ti è venuta quest’idea? Da giovane pilota di droni penso che valga davvero la pena investire su questo sport, perché si imporrà sempre di più nei prossimi anni. Di certo, in questi anni di passione per i droni, ho preso coscienza di una cosa importantissima: è uno dei pochi sport ad essere per tutti, senza distinzione, dove anche i disabili possono competere alla pari degli gli altri. Di solito infatti, quando si guidano nello sport i mezzi, lo status fisico della persona viene monitorato continuamente, come in F1 o MotoGP. Per i piloti di droni questo non avviene e ritengo che sia un valore aggiunto, che non va assolutamente sottovalutato. Chiunque può imparare a guidare un drone, basta avere la passione. A che punto è in Italia la diffusione di questo sport? Attualmente è in uno stato embrionale e non gli viene ancora riconosciuta la giusta importanza. Parliamo oggi di un’attività ancora di nicchia, poco pubblicizzata e che conoscono solo gli appassionati come me. Il mio obiettivo però, vista la situazione attuale, è creare in futuro anche un’associazione sportiva. In questo modo chi vorrà praticare questo sport, o vorrà saperne qualcosa in più, non dovrà imparare per conto proprio su YouTube ma sarà guidato da esperti. Oggi chi è interessato ai droni ha come unica guida internet, ma non penso sia una strada corretta per apprendere. Quali sarebbero i vantaggi di un campo di droni? Avere un campo ufficiale e riconosciuto in Lombardia, che ad oggi ancora non esiste,

InIZIATIVE Riccardo Alberto Morace, 25 anni, ha proposto al Comune di creare un campo di droni a Bareggio

Carlo Alberto Morace, bareggese di 25 anni, è un pilota (appassionato) di droni. Ha portato le carte del suo progetto in Comune e chiesto in concessione un terreno per creare un campo. Sarebbe il primo caso in Lombardia e attrarrebbe tantissimi appassionati del settore aiuterebbe moltissimo chi già si dedica a questo sport. Avremmo così un posto strutturato a disposizione, dove poterci allenare anche in vista delle gare future. La Lombardia, rispetto ad

altre regioni, purtroppo su questo fronte è rimasta indietro e lo dico con dispiacere. Torino ad esempio ha un bellissimo campo, ma ce ne sono altri in Emilia Romagna, in Puglia e nel Lazio.

Se aggiungiamo poi il fatto che a Milano città, in base ad una normativa vigente, il volo dei droni è proibito sarebbe sicuramente utile avere un campo dove la pratica è resa legale. E Bareggio è uno dei punti più

Quanto potrebbe essere grande, secondo il progetto che hai in mente, un campo di droni a Bareggio? Di solito si parla di una dimensione di 50 X 100 metri, ma possono essere anche più piccoli. Si parla poi di un progetto sostenibile, che non impatterebbe negativamente sull’ambiente. Gli spazi richiesti non sono grandi e le reti protettive, poste attorno al terreno individuato, sono tra le poche cose che servono per far volare i droni in sicurezza. Si potrebbero poi creare, dentro al campo, uno o più circuiti specifici. Certo la mia idea, con il passare degli anni, è creare uno spazio anche per il pubblico o, in alternativa, dare la possibilità di vedere le gare in streaming. In questo modo chiunque voglia avvicinarsi a questo sport, a differenza di quanto capitato a me, avrebbe un luogo certo e sicuro per imparare, non campi montati e smontati in giornata. Sono convinto che sarebbe un luogo molto frequentato dai lombardi e per Bareggio potrebbe diventare un punto distintivo. Quindi ho portato al Comune una relazione e messo nero su bianco questa idea. Quello che chiedo è un campo in concessione perché compararlo da zero, per me, attualmente è impossibile. Spero che la Giunta apprezzi la mia proposta e decida di venirmi incontro. A livello di gare, in Italia e in Europa, com’è la situazione? Potrebbe anche diventare uno sport olimpico? Ora la situazione è ferma per il Covid ma esistono diverse gare importanti, anche a livello europeo. A breve, se non ci saranno intoppi, dovrebbe iniziare la Coppa Italia mentre il FAI è un campionato che raccoglie i migliori piloti del mondo. È uno sport in netta espansione, sempre più giovani e adulti stanno mostrando curiosità per i droni. Se diverrà uno sport olimpico non saprei, sicuramente ci vorrà ancora del tempo, ma quello che penso è che è un dibattito in tal senso si aprirà presto.


Il giovane, sabato 20 febbraio, ha perso la vita nel torinese durante un’escursione in montagna

Bareggio piange riccardo enrico Marcato, 20enne precipitato nel vuoto a sestriere

Studente modello, era appassionato di filosofia e letteratura. Il comune gli dedica una targa in biblioteca ed è partita una raccolta firme per intitolargli la biblioteca del liceo Beccaria (dove si era diplomato).

In RICoRDo Per Riccardo Enrico Marcato, studente modello appassionato di filosofia, è partita una raccolta firme per intitolargli la biblioteca del liceo Beccaria

■ Bareggio è sotto shock per la la morte di Riccardo Enrico Marcato, bareggese di soli 20 anni, venuto a mancare sabato 20 febbraio. Una semplice gita nella località montuosa di Sestriere, che Riccardo stesso conosceva bene, si è infatti trasformata in una tragedia impensabile. Nel corso di un’escursione il giovane di Bareggio, secondo quanto ricostruito, sarebbe precipitato per 150 metri a seguito del cedimento di una staccionata. E a nulla, purtroppo, sono valsi i tentativi di rianimarlo. Il funerale del ragazzo si è svolto in una piazza Cavour completamente gremita, segno del grande vuoto che ha lasciato in amici e parenti. Chi lo conosceva racconta

che è sempre stato uno studente modello, posato e generoso con chi gli stava attorno. Amante del latino, del greco e della letteratura - aveva infatti frequentato il liceo classico Cesare Beccaria con risultati eccellenti era stato premiato lo scorso anno anche dal Comune di Bareggio (che ogni anno premia gli studenti più meritevoli). La sua passione per lo studio, e per le materie letterarie in particolare, lo aveva spinto all’Università a scegliere la facoltà di Filosofia. Anche per questo sulla piattaforma Change.org i suoi amici, per onorare il suo ricordo, hanno promosso una raccolta firme per intitolargli la biblioteca del Beccaria (dove ha trascorso cin-

que anni importanti della sua vita). Un’iniziativa che vedrebbe d’accordo anche alcuni docenti e che sta per raggiungere le 25 mila firme. “Intitolare la Biblioteca del Liceo Beccaria, attualmente anonima, a Riccardo - scrivono gli amici nella petizione - è un gesto semplice quanto emblematico, fondamentale per mantenere il suo ricordo nel luogo focale della sua maturazione culturale”. Un gesto che va in questa direzione comunque, nell’attesa di una risposta del liceo, arriva dal Comune di Bareggio. La Giunta infatti ha deciso, come comunicato dalla sindaca Linda Colombo, di onorare la memoria del giovane con una nuova targa in biblioteca. “Su proposta di alcuni cittadi-

ni e in accordo con la famiglia stessa - ha dichiarato la prima cittadina - affiggeremo una targa all'interno di una sala della biblioteca. Riccardo era infatti uno studente modello: due anni fa l'avevo premiato per i brillanti risultati conseguiti al liceo e anche all'università stava ottenendo risultati eccellenti”. Oltre che essere però amante di filosofia e letteratura, Riccardo era anche uno sportivo. La Yoseikan Karate di Bareggio, che lo aveva accolto nel gruppo di Karate fin da bambino, sulla pagina Facebook lo ricorda con grande affetto (“sei entrato nel cuore e non andrai più via”). Con Yoseikan, in particolare, Riccardo aveva raggiun-

to molti traguardi, compreso quello ambito di diventare cintura nera. La palla per dirimere la vicenda ora è passata alla giustizia, che dovrà fare chiarezza su quanto accaduto sabato 20 febbraio. La procura di Torino, come riportato anche dal quotidiano La Stampa, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo proprio sulla morte del giovane per andare a fondo sull’esistenza di eventuali responsabilità. Si cercheranno di analizzare, in particolare, i motivi del cedimento della staccionata e si verificherà se la manutenzione della stessa era stata fatta o meno a regola d’arte.

“AbbATTImEnTo ALbERI, NON ESISTE LA PERIzIA dI uN AGRONOMO” Agenda 21, contrariata per il taglio di alcuni alberi, bacchetta l’Amministrazione: “Non si arrivi a quota 100 tagli, la Giunta si fermi”. M5S si accoda: “Decisioni prese senza il consulto di esperti”. ■ Nessun parere di agronomo che sostenesse il taglio degli alberi e un invito all’Amministrazione a ripensare le sue azioni sul verde. È la sintesi di quanto affermato da Agenda 21, che da mesi contrasta la politica degli abbattimenti. “Dopo la pubblicazione dell’elenco degli interventi di “manutenzione”, avviati nell’ultimo periodo dall’Amministrazione comunale - ha scritto Agenda 21 su Facebook - in tanti ci hanno segnalato che gli abbattimenti superano le 68 piante. Ad essi, infatti, vanno sommati i tagli al Parco Arcadia e l’abbattimento dei quattro tigli in via Falcone, vicino alla rotatoria con via Monte Grappa. Siamo quindi, ora, a quota 95 piante, il 70% delle quali totalmente sane. Una decisione che è stata presa, purtroppo, perché non ritenute idonee al contesto in cui erano inserite”. L’accusa è che la Giunta abbia

optato per un approccio semplicistico preferendo rimuovere il problema alla radice (non intervenendo, invece, con potature adeguate). “Mettere a dimora piante ritenute più adatte non servirà a riparare il danno nel breve - afferma ancora Agenda 21 - perché saranno necessari diversi anni prima di potere eguagliare i benefici ambientali. Tra questi elenchiamo l’assorbimento di inquinanti, la produzione di ossigeno, l’abbattimento delle polveri sottili, il contenimento del calore estivo, il miglioramento del paesaggio e infine del benessere psichico. In via Falcone sono state rimosse 40 piante di 30 anni su richiesta della Società Terna. Ma come mai non si è scelto di potare anziché tagliare alla radice? Per quale motivo l’Amministrazione non ascolta i cittadini? Noi non possiamo accettare che comportamenti così irresponsabili pas-

Siamo quindi, ora, a quota 95 piante, il 70% delle quali totalmente sane

” “

sino nel dimenticatoio”. Da qui la richiesta, fatta più volte alla maggioranza, di rendere pubblici i criteri che avevano giustificato questa azione. “Ora sappiamo che non esiste alcuna relazione da parte

di un agronomo, o altro esperto, che abbia dato il via agli abbattimenti” ha fatto sapere il Movimento cinque stelle dopo una richiesta di accesso agli atti. “Siamo andati a fondo per fare

Ora sappiamo che non esiste alcuna relazione da parte di un agronomo, o altro esperto, che abbia dato il via agli abbattimenti

chiarezza sull’abbattimento in via Falcone - viene sottolineato dal Movimento - e dopo oltre 1 mese abbiamo ricevuto copia della lettera con cui Terna, a seguito di un sopralluogo effettuato il 26 novembre 2020, trasmette al Comune una richiesta di intervenire sulle piante per ragioni di sicurezza dell’elettrodotto. Questo perché la loro altezza non rispettava la normativa sulle distanze dai fili elettrici. Così è lasciato intendere che l’intervento sia stato richiesto dal gestore ma Terna, contattata da noi telefonicamente, ci ha dato una versione diversa. Ci è stato chiarito che il Comune era libero di decidere se tagliare le piante in altezza, potandole, oppure abbatterle. E dopo aver chiesto la relazione agronomica e di visionare i verbali siamo rimasti a bocca asciutta in entrambi i casi”.


12 dANTE 2021 Vita Nova, la poesia nell'opera di Dante Alighieri In questo numero riprendiamo a parlare della Vita Nova: capire l'opera è fondamentale per un approccio alla Commedia. Qui un piccolo ripasso

Dante prima della Commedia: La Vita Nova e il filone della “poesia della Loda” La critica in questi mesi parla tanto di “Dante poeta femminista” altamente rispettoso della dignità femminile. Una definizione a mio avviso estrema, ma non completamente errata. Un esempio? La canzone “Donne ch’avete intelletto d’amore”, scritta dal sommo poeta nel filone della poesia della loda. ■ Come mai vi ho parlato (e vi parlo) tanto della Vita Nova, e non di altre opere di Dante? Perché comprendere la Vita Nova è fondamentale per capire la Commedia, di cui parleremo nei prossimi numeri. E capire il Dante "più giovane" è fondamentale per comprendere la sua scrittura più matura. Dante manifesta nella Vita Nova crescita spirituale, umana e poetica e nel suo libretto rimarca diverse intuizioni. Il numero 9, la trinità moltiplicata per tre, è particolarmente importante in Dante (anche nella Commedia) e compare qui per la prima volta. Un simbolo, certo, ma che sottintende che la volontà divina combina l’universo con armonia e perfezione. Questo numero, che viene citato in questa sua prosa, darà un senso al suo incontro con Beatrice e alla sua stessa vita. La vicenda di Dante sarà sempre, fino alla fine, intrecciata al suo amore per Beatrice e nella vita Nova, comunicando anche le sue emozioni, parla dei primi incontri avuti con lei. Passaggio fondamentale della Vita Nova, in ogni caso, è la canzone “Donne ch’avete intelletto d’amore” che leggeremo insieme. Una poesia citata anche nella Commedia, all'interno del Purgatorio, come simbolo della creazione poetica e di cui quindi Dante va fiero. Testo che si inserisce in un filone - quello della Poesia

della Loda, che sarà per Dante una svolta sostanziale. L’intuizione di rivolgersi proprio alle donne “perché hanno intelletto d’amore” gli venne in seguito ad un colloquio con alcune di loro, che gli hanno dato l’impressione di comprendere i suoi discorsi profondi. E durante una sua passeggiata lungo un fiume - ci racconta nel dettaglio - ebbe l’intuizione di rivolgere una canzone non più al pubblico ristretto dei poeti d’amore (come in passato) ma alle donne che sono gentili e nobili. E come l’acqua di un fiume che scorre, anche le parole iniziarono nella testa iniziarono a scorrergli. Scrive infatti Dante nella Vita Nova che “Allora dico che la mia lingua parlò quasi come per se stessa mossa, e disse: Donne ch’avete intelletto d’amore. Queste parole io ripuosi nella mente con grande letizia [...] e cominciai una canzone con questo cominciamento”. Cosa significa? Dante ci sta spiegando come nasce l’incipit della di una canzone o di una poesia, frutto (totalmente) della sua ispirazione. E l’ispirazione di un incipit, scrive l’Alighieri, non può essere spiegato razionalmente perché è un qualcosa “che viene dal profondo” . Il poeta, è la sostanza, sussurrava a se stesso le parole e poi le scriveva. E le donne, in questo frangente, sono le uniche in grado di capirlo. Questo testo così bello quanto complesso arriva dopo un periodo

duro per Dante: il poeta, infatti, non riusciva a scrivere più nulla ma il passaggio alla poesia della Loda gli ridiede l’ispirazione necessaria. Nel periodo successivo alla canzone, comunque, Dante attraverserà un periodo molto difficile perché affronterà (e prenderà consapevolezza) della morte di Beatrice. Questo evento lo segnerà tantissimo, per tutta la vita, e i suoi effetti arriveranno fino alla Commedia. Nella Vita Nova, da giovane innamorato, cerca di raccontarci cosa ha provato, le sue emozioni positive e negative, ma teme di non avere le giuste parole. Dice anche di possedere alcune informazioni che non può decodificare (per lo meno non ancora, perché non ha gli strumenti poetici da giovane) e il suo è un lavorio continuo di ricerca filosofico-letteraria. In cosa consista la Beatitudine di Beatrice continua a chiederselo, ma il suo pensiero non ne coglie ancora la sostanza. Con la Vita Nova la sua ricerca è appena iniziata e con la Commedia arriverà all'apice. Dante annuncia un’opera in cui la gloria di Beatrice verrà raccontata degnamente motivo per cui il progetto di Commedia, per alcuni studiosi, era già nella mente del giovane Dante. È possibile, infatti, che l'Alighieri preannunci la funzione che Beatrice avrà nel Paradiso. Ma questa certezza ancora non l'abbiamo.

Luca Signorelli, Dante, affresco, 1499-1502, particolare tratto dalle Storie degli ultimi giorni, cappella di San Brizio, Duomo di Orvieto ■ E’ proprio questa riflessione che darà vita all’opera più importante della giovinezza di Dante, la Vita Nova. E’ la prima opera organica del poeta che racconta è una straordinaria esperienza di amore per Beatrice, ed è proprio questo il presupposto da cui dobbiamo partire per comprendere la Vita Nova; solo accettando la sostanza storica di quando Dante ci racconta riguardo alla sua esperienza d’amore vissuta possiamo capire l’intento universalizzante di Dante. Il poeta si aspetta che il lettore tragga giovamento dal suo racconto che narra sì una esperienza eccezionale ma pur sempre l’esperienza di un uomo; ergo, potrebbe essere l’esperienza di ciascuno di noi. In Dante storia d’amore e crescita poetica vanno di pari passo e per raccontare la sua esperienza eccezionale utilizza un nuovo genere letterario che ai suoi tempi ancora non esisteva/era canonizzato: il prosimetro (misto di prosa e poesia). In questa opera Dante inserisce le poesie che ha composto durante la sua esperienza d’amore eccezionale e affida invece alla prosa il compito di sottolineare l’andamento storico che sottende a questa esperienza; la prosa, insomma, racconta l’esperienza storica, serve per spiegare la sua esperienza, ci dà informazioni nuove rispetto a quelle contenute nelle poesie stesse. La “chiave” per capire tutto il suo percorso la mette alla fine dell’opera dove dice di aver visto una visione di Beatrice che lo ha fatto riflettere su ciò che aveva vissuto “secondo l’ordine del tempo passato”: è una visione che inizia a farlo riflettere sulla sua esperienza amorosa storica dandogli un senso. Non avendo l’autografo di Dante ma una serie di manoscritti del ‘200 è difficile capire la organizzazione esatta dell’opera, ma l’edizione a cui facciamo riferimento divide l’opera in 42 capitoli.

LA FORMAZIONE CULTURALE DI DANTE ALIGHIERI La formazione di Dante, come tipico dell’età medioevale, non è affatto specifica ma va in un’ottica universalistica ed enciclopedica. Ai consueti studi di grammatica adolescenziali seguì la frequentazione di Brunetto Latini, grande studioso di retorica che conosceva molto bene diverse realtà a partire da quella francese. Un altro incontro decisivo per il giovane Dante è stato quello con Guido Cavalcanti (di una decina d’anni più vecchio di lui) maggior poeta fiorentino della nuova tradizione lirica. Dopo la morte di Beatrice si dedica molto alla filosofia dedicandosi parecchio alla lettura di Cicerone. Fondamentale è stata, dal punto di vista formativo, anche l’esperienza dell’esilio, che coincide con il periodo di massima maturità del poeta, durante il quale entrò in contatto con # ambienti culturali stimolanti. Alla base del pensiero di Dante sta una concezione religiosa della realtà che lo porta alla convinzione che la storia sia una progressiva rivelazione delle verità cristiane. Nonostante l’importanza data alla verità cristiana e alla rivelazione di Cristo, Dante non esclude l’epoca precristiana e classica: la civiltà classica è da concepire come periodo di preparazione per l’annuncio della verità cristiana. Il passato è quindi guardato dal punto di vista del presente, tutta la civiltà pre-cristiana è interpretata alla luce del Cristianesimo > modelli classici e rinnovamento cristiano si fondono. Per Dante la politica è la realizzazione della volontà di Dio nel genere umano, e da giovane si batte per proteggere l’autonomia del Comune fiorentino. A Stato e Chiesa, che spesso si erano scontrati tra loro, Dante assegna due ruoli differenti tra loro: alla Chiesa il potere spirituale, allo Stato il potere temporalemateriale.


Donne ch'avete intelletto d'amore Donne ch’avete intelletto d’amore, i’ vo’ con voi de la mia donna dire, non perch’io creda sua laude finire, ma ragionar per isfogar la mente. Io dico che pensando il suo valore, Amor sì dolce mi si fa sentire, che s’io allora non perdessi ardire, farei parlando innamorar la gente. E io non vo’ parlar sì altamente, ch’io divenisse per temenza vile; ma tratterò del suo stato gentile a respetto di lei leggeramente, donne e donzelle amorose, con vui, ché non è cosa da parlarne altrui.

Angelo clama in divino intelletto e dice: «Sire, nel mondo si vede maraviglia ne l’atto che procede d’un’anima che ’nfin qua su risplende». Lo cielo, che non have altro difetto che d’aver lei, al suo segnor la chiede, e ciascun santo ne grida merzede. Sola Pietà nostra parte difende, che parla Dio, che di madonna intende: «Diletti miei, or sofferite in pace che vostra spene sia quanto me piace là ’v’è alcun che perder lei s’attende, e che dirà ne lo inferno: O mal nati, io vidi la speranza de’ beati». Madonna è disiata in sommo cielo: or voi di sua virtù farvi savere. Dico, qual vuol gentil donna parere vada con lei, che quando va per via, gitta nei cor villani Amore un gelo, per che onne lor pensero agghiaccia e pere; e qual soffrisse di starla a vedere diverria nobil cosa, o si morria. E quando trova alcun che degno sia di veder lei, quei prova sua vertute, ché li avvien, ciò che li dona, in salute, e sì l’umilia, ch’ogni offesa oblia. Ancor l’ha Dio per maggior grazia dato che non pò mal finir chi l’ha parlato. Dice di lei Amor: «Cosa mortale come esser pò sì adorna e sì pura?». Poi la reguarda, e fra se stesso giura che Dio ne ’ntenda di far cosa nova. Color di perle ha quasi, in forma quale convene a donna aver, non for misura: ella è quanto de ben pò far natura; per essemplo di lei bieltà si prova. De li occhi suoi, come ch’ella li mova, escono spirti d’amore infiammati, che feron li occhi a qual che allor la guati, e passan sì che ’l cor ciascun retrova: voi le vedete Amor pinto nel viso, là ’ve non pote alcun mirarla fiso. Canzone, io so che tu girai parlando a donne assai, quand’io t’avrò avanzata. Or t’ammonisco, perch’io t’ho allevata per figliuola d’Amor giovane e piana, che là ’ve giugni tu diche pregando: «Insegnatemi gir, ch’io son mandata a quella di cui laude so’ adornata». E se non vuoli andar sì come vana, non restare ove sia gente villana: ingegnati, se puoi, d’esser palese solo con donne o con omo cortese, che ti merranno là per via tostana. Tu troverai Amor con esso lei; raccomandami a lui come tu dei.

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, dipinto a olio, 1872, Chicago Art Institute

Dante che incontra Beatrice, 1863, Raffaello Sorbi

Domenico di Michelino, Dante ed i tre regni, 1465, Firenze, Santa Maria del Fiore

Approfittando di questo spazio vi propongo di leggere insieme la canzone Donne ch'avete intelletto d'amore. Un modo piccolo, concreto e spero apprezzato per far conoscere la grandezza di Dante Alighieri. Leggerlo è il miglior modo per imparare ad apprezzare la bellezza della sua scrittura. ■ INTRODUZIONE La canzone è formata da 5 stanze formate ciascuna da 14 endecasillabi quasi come fossero più sonetti “attaccati” insieme. In questa poesia, in ogni caso, Dante (come già capitato in altre poesie) utilizza espressioni della poesia siciliana (come “vui”) e dimostra la sua capacità di padroneggiare uno stile elevato. Uno caratteristica di Dante, infatti, è la sua capacità di rifarsi a diversi stili e saperli mescolare tra loro: elevato, aulico, medio, e basso quando serve. Nella Commedia, infatti, Dante mostrerà al massimo grado questo suo talento. ■ STANZA 1 Subito Dante introduce la novità, ossia il fatto di riferirsi alle donne che hanno intelletto (e quindi anche esperienza) d’amore e dice di farlo non perché crede di padroneggiare bene questa materia della Loda bensì perché ritiene di poter (ragionando in poesia) poter “isfogar la mente”. Quando pensa al grande valore di Beatrice Dante è avvolto da una così grande dolcezza che, se non perdesse il proprio coraggio, trasmetterebbe a tutti la propria condizione di innamorato. Dichiara inoltre che “non vo’ parlar sì altamente ch’io divenisse per temenza vile”: non si sente in grado di parlare in maniera troppo elevata di Beatrice perché il suo linguaggio non sarà mai sufficiente per descriverla completamente e in maniera degna come vorrebbe. Significativo il fatto che, già in apertura, dice di voler parlare di questo argomento con “donne e donzelle” perché “non è cosa da parlarne altrui”. Le donne che hanno già esperienza d’amore, quindi, sono in grado di capirlo. Altri, evidentemente, no.

■ STANZA 2 La seconda stanza richiama alla canzone di un altro poeta, Guido Guinizzelli. Qui l’angelo dice al Divino che sulla terra c’è una creatura la cui luce fino a lassù risplende, un miracolo. Il cielo sarebbe ancora più perfetto se avesse lei tra i beati, ma lei è ancora sulla terra > i beati intanto pregano Dio di farla arrivare tra loro. Solo la Pietà (cioè la Misericordia di Dio personificata) difende gli interessi dei terreni, e risponde dicendo che ora devono tutti sopportare in pace, perché lei arriverà in cielo solo quando lui lo deciderà. Vi è intanto laggiù sulla Terra qualcuno che invece è destinato a perderla (forse Dante?) e che quando giungerà nell’Inferno dirà: “O dannati, io vidi la speranza dei beati” : Dante è impegnato già nella stesura di più opere, inclusa la Commedia? Con certezza non lo sapremo mai, ma è plausibile. ■ STANZA 3 La terza stanza si apre con la parola “Madonna” (cioè "Mia donna”), di cui Dante vuole esporre le grandi virtù. "Dico” è un verbo centrale in questa canzone perché indica la necessità di Dante di raccontare quello che sente. Da una lode che voleva qualcosa in cambio (un semplice saluto dalla sua Beatrice) Dante passa alla lode sufficiente di per se; arriva alla autosufficienza di Amore nel suo cuore. Beatrice getta nei cuori villani un gelo che “ogni pensiero dell’uomo villano agghiaccia e gela”; e chi avesse la forza di restare a guardarla diventa o nobil cosa, o muore; quando inoltre qualcuno sperimenta la sua virtù lei trasforma in salvezza “tutto ciò che lei dona a colui che la osserva e lo umilia", così

che lui dimentica ogni offesa subita = a differenza di altri poeti, dove il cuore gentile è contrario e opposto al cuore villano (il cuore villano non può essere trasformato in nobile) in Dante invece c’è la speranza che anche un cuore villano possa diventare nobile perché Beatrice è talmente straordinaria da intervenire positivamente anche su un cuore villano. Tanto che trasforma da villano a nobile anche lui stesso. ■ STANZA 4 Beatrice viene descritta qui come una cosa “nova”, cioè straordinaria”. Ha la pelle color perle ed è quanto di bene/buono la natura possa fare, infatti la bellezza si misura su di lei. Una descrizione, questa della pelle di perle, che riprende un canone tipico della poesia classica. Una bella pelle deve quindi essere pallida, ma non “fuori misura”, come scrive Dante stesso. Dai suoi occhi, inoltre, escono “spiriti d’amore” che feriscono gli occhi dell’innamorato e giungono fino al cuore. Indi per cui l’amore passa attraverso gli occhi e giunge al cuore dell’innamorato. ■ STANZA 5 o CONGEDO Nel congedo (gli ultimi versi) Dante incarica la sua canzone di andare a cercare Beatrice per poi lodarla e auspica che le donne gentili che hanno intelletto d’amore, quando dovesse incontrarle, aiutino la canzone a trovare la giusta strada per raggiungerla. invita la sua poesia a fuggire dalla gente villana e da rivolgersi solo a uomini e donne cortesi. Amore sarà proprio accanto a Beatrice e invita la canzone a raccomandarlo ad Amore.

NDT La canzone (dal latino cantione[m]) è un genere metrico formato da un numero variabile di strofe dette stanze, di solito 5, 6 o 7, più eventualmente una stanza più piccola, detta congedo/commiato, in cui il poeta si rivolge direttamente al lettore o al componimento stesso.


14 dON GIOvANNI 60 Don Giovanni Beltramini: 60 anni di sacerdozio e un quarto di secolo a Bareggio Allo scoccare dei sessant’anni di sacerdozio, 25 dei quali a Bareggio, la sindaca gli consegna la cittadinanza benemerita. Da Garbagnate Milanese a Quarto Oggiaro, ecco il suo percorso nella Chiesa

Anche in questa pandemia, nel sostenere chi più ha bisogno, non si è mai tirato indietro, girando casa per casa laddove ce ne fosse bisogno. Chi lo conosce sa anche che la passione civile, oltre che religiosa, non gli è mai mancata. Quando gli Alpini chiamano, lui risponde. Non c’è messa o benedizione in ricordo dei caduti a cui, impegni permettendo, non abbia partecipato. Tanto che gli Alpini lo considerano uno di loro.

60 Gli anni di sacerdozio di Don Giovanni Beltramini

28 fEbbRAIo Riceve dalla Sindaca di Bareggio la cittadinanza onoraria

Nel corso della Santa Messa di domenica 28 febbraio, la comunità bareggese ha festeggiato il suo traguardo. Occasione durante la quale la sindaca Linda Colombo, per i 25 anni di sacerdozio di Don Giovanni, ha deciso di conferirgli la cittadinanza benemerita. “Vista la profonda dedizione e la generosità che, verso i nostri cittadini, Don Giovanni ha sempre dimostrato - ha commentato Colombo - gli abbiamo consegnato una medaglia d’argento e una pergamena. Vogliamo così ringraziarlo, con questo riconoscimento, per tutto quello che ha fatto per Bareggio”. La consigliera regionale Silvia Scurati, anche lei presente alla celebrazione, gli ha poi consegnato anche un’onorificenza regionale. Nato ad Angera (in provincia di Varese) il 31 dicembre 1935, è stato ordinato sacerdote nel febbraio del 1961. La sua prima esperienza la fa a Garbagnate Milanese, dove rimane dal 1962 al 1966. Da lì a poco verrà trasferito a Milano dove, per un periodo non breve, sosterà nell’oratorio di Quarto Oggiaro. Qui ha avuto modo di confrontarsi, nel pieno della periferia milanese, con una realtà complessa (molto più di quanto lo è oggi) sia per la povertà che per disagio sociale. Fino a che nel 1996 venne spostato a Bareggio, dove è fino ad oggi è rimasto, risiede e ha esercitato il suo ruolo di sacerdote.

TI SEI MAI CHIESTO QUANTO CONOSCI BAREGGIO? Se non ti sei mai fatto questa domanda, mettiti alla prova con questo mini-quiz! Un modo simpatico e divertente per conoscere un po’ di più il tuo paese e imparare qualche curiosità. Le domande di questo numero riguardano il Parco Arcadia!

(Per Le rISPoSte ruotA IL GIorNALe, Le troverAI Sotto L’ArtICoLo)

1. A quANdO RISALGONO I LAvORI PER IL PROLuNGAMENTO  dELLA ChIESA

a

1893

C

1600

B

1727

2. ChI RESE fAMOSA LA MEMORIA dEI MARTIRI  NAzARO E CELSO?

a C

SANT'AMBROGIO

B

SANT'AGOSTINO

PAOLINO

3. dOvE è ANCORA vISIBILE uN ACCENNO dI STILE  ROMANICO?

a B C

NELLA fACCIATA NEGLI AffRESChI NEL CAMPANILE

I nostri lettori sono attenti! Nel precedente numero, all’interno del mini-quiz domanda n.3, si faceva riferimento al poema “L’Arcadia di Bareggio” scritto nel 1618 da Federico Vassallo. Nell’articolo principale a pag. 8 il nome era riportato correttamente ma nel mini-quiz, al posto di “Federico Vassallo” ho scritto per errore “Francesco Vassallo” e un nostro lettore se ne è accorto. Grazie per l’annotazione!

Risposte A, A, C

Sessant’anni di sacerdozio a servire la Chiesa, in aiuto a chi è in difficoltà. È con queste parole che, da persona di Bareggio, mi sento di descrivere Don Giovanni Beltramini. Sessant’anni passati tra le parrocchie, di cui gli ultimi venticinque a Bareggio, non c’è persona di Bareggio che non lo conosca.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Giornale Bareggio live aprile 2021 by Lime Edizioni Milano - Issuu