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il Giornale di Albignasego maggio 2021

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Il GIORNALE DI ALBIGNASEGO, supplemento de “il Giornale di” Anno 2 n°4 (6°Pubb.) Aut. Tribunale di Padova n. 2509 Editore: Lime Edizioni srl - Direttore responsabile: Matteo Venturini ordine dei giornalisti della Regione Veneto n. 150011 Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31- 20148 Milano - Tel. 02 36767660 www.limedizioni.com - info@limedizioni.com - Tiratura: 13.000 copie

editoriale

Informare prima di tutto! Il periodo pandemico ha procurato preoccupazione e forti blocchi del mondo del lavoro. Molte storiche attività hanno dovuto chiudere per sempre le serrande, altre hanno rinunciato a rinnovare il contratto a storici dipendenti, ed ancora altrettante stanno provando a sopravvivere in attesa della tanto attesa ripresa. Il mondo dell’informazione non è da meno! Mi è giunta voce che in molte province italiane alcuni storici giornali di informazioni locali hanno dovuto rinunciare ad una continuità che durava da diversi decenni, altre hanno dovuto ridimensionare i progetti con il rischio di doverli abbandonare da qui a breve. Non troppo distante, nel rodigino, una storica redazione rischia la chiusura ed altre stanno aspettando inesorabilmente gli eventi. Noi nonostante il rischioso periodo abbiamo colto l’occasione per iniziare. Un rischio certamente calcolato che ci sta ripagando l’impegno ed il sacrificio, anche grazie alle attività che hanno deciso di investire con pubblicità all’interno delle nostre pagine. Per noi è molto importante fare informazione e tenere al corrente, con positività, i cittadini e tutti i nuovi lettori che da oggi potranno trovarci anche online (vedi pag. 3). Buona lettura! Matteo Venturini

Giovani e Famiglie

per una grande ripartenza La lunga attesa del placarsi dell’ultima ondata di COVID condita dalla buona volontà di tutti nel rispettare le misure imposte dallo Stato e dalla Regione sembra volerci finalmente regalare un periodo più sereno. Siamo pronti alla ripartenza e ci auguriamo possa essere una vera riapertura anche grazie all’aumento della popolazione vaccinata. Ed a proposito di riavvio delle attività oggi parleremo di giovani e famiglia. di Matteo Venturini

6 Maggio MESE DELLa MaDoNNa. i vari capitelli dedicati alla Madonna sparsi all’interno del comune di albignasego

(Segue a pagina 2)

10 CLauDio gaZZEtta ED iL gioCo DEL rESPiro. Semplici esercizi di respirazione possono migliorare la vita

12 ViSita VirtuaLE aL MuSEo, nella sala storica degli alpini di albignasego, tra uniformi, scatolette di rancio, borracce e tanto altro


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RIPARTENZE

Gli Sportelli Informagiovani/Informalavoro, Famiglia e Superbonus 110 per la ripartenza dopo il terribile periodo imposto dal Coronavirus Il secondo round di Covid, dopo oltre un anno di sacrifici e di privazioni ci sta sicuramente caricando per una ripartenza con tutte le carte il regola. I vaccini, sebbene con una distribuzione molto lenta a causa delle scarse forniture, dovrebbero – a quanto dicono – rallentare notevolmente il dilagare del virus e l’augurio più grosso è quello di dover solo ricordare quello che è stato un vero e proprio supplizio che mai nessuno avrebbe potuto aspettarsi.La ripartenza, ne siamo certi, riguarderà un po’ tutti, carichi per una voglia di riscatto che non si vedeva dai tempi dallo scorso secolo.Oggi però parleremo di tre sportelli che sicuramente daranno uno slancio importante ai giovani e alle famiglie, l’occasione giusta per conoscere più a fondo tre servizi utilissimi e già presenti ad Albignasego, gli Sportelli: Informagiovani, Famiglia e Superbonus 110.  SPORTELLO INFORMAGIOVANI E INFORMALAVORO

L’Informagiovani è uno sportello,

attivo dal 2009, presso il quale si possono trovare indicazioni sulla compilazione del curriculum, sulle più efficaci strategie di ricerca di un lavoro e sulle opportunità all'estero rivolte ai giovani, oltre a informazioni su formazione, istruzione, tempo libero e attività nel sociale. Nel corso degli anni, grazie alla competenza dell'addetto allo sportello e alla collaborazione con enti del terzo settore, sono state proposte numerose iniziative alla cittadinanza, tra le quali i seguenti temi trattati: come aprire la partiva IVA, prodotti e finanziamenti su misura per chi intende avviare un'attività in proprio, com'è cambiata la normativa relativa al Terzo Settore. Lo spazio dello sportello è stato anche condiviso con artisti del territorio che così hanno avuto l'opportunità di farsi conoscere. Lo sportello, che ha sede in Via Roma 224, è aperto il martedì dalle 15.30 alle 18.30 e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30. Il sito dello sportello è raggiungibile digitando https://informagiovani.obizzi.it/

Al suo interno è attivo anche lo sportello Informalavoro, che riceve su appuntamento il martedì dalle 12 alle 13. Nel periodo di lockdown l’Informagiovani ha continuato la sua attività utilizzando la modalità da remoto. per proseguire con il suo funzionamento anche per il 2021 l’Amministrazione comunale ha stanziato a bilancio 17.498 euro. Lo sportello Informagiovani del Comune di Albignasego è un presidio importante per l'aggregazione giovanile e l'orientamento formativo/lavorativo in un periodo di generale incertezza per il futuro. I servizi partono dalla volontà di creare una partecipazione attiva dei ragazzi, offrendo un supporto concreto per le realizzazione dei loro progetti di vita e aiutandoli a comprendere il mercato del lavoro. Lo scopo è creare un supporto attraverso consulenze individuali/gruppo nella ricerca delle proprie aspirazioni professionali in base alle opportunità del mercato e ai progetti di formazione, tirocinio, servizio civile e mobilità all'estero. Inoltre deve essere visto come uno spazio di confronto e crescita come persona e cittadino. In questo periodo non sono previsti incontri e iniziative da parte di Informagiovani, ma stiamo è in via di definizione una nuova edizione della fiera del lavoro, saltata l'anno scorso causa Covid. L'idea di quest'anno è di fare una edizione in streaming

suddivisa in Recruiting della aziende per le posizioni aperte e dei Webinar su quali sono le attività dello sportello, come fare un Curriculum, sul tema donne e STEM, centro per l'impiego e assegni per il lavoro. Le date sono ancora in via di definizione ma probabilmente si svolgerà a settembre. Lo sportello Informagiovani, e nello specifico l’Informalavoro negli anni non si è occupato solo di lavoro per i giovani ma bensì si sono rivolti allo sportello persone di differenti fasce d'età molte delle quali aiutate anche nella redazione del curriculum vitae e supportate nella ricerca delle opportunità lavorative o di corsi di formazioni. Lo sportello sta diventando un servizio non solo rivolto alle fascia più giovani ma bensì a tutti quelli che hanno bisogno di un supporto in tema di lavoro.Dal 2016 è operativo nel nostro Comune un servizio di accompagnamento alla ricerca di lavoro in favore di persone disoccupate, seguite dai Servizi Sociali comunali. Tale intervento si pone l'obiettivo di sostenere le persone in cerca di lavoro attraverso un percorso personalizzato, con l'affiancamento di un tutor esperto del settore.

SPORTELLO FAMIGLIA

Lo Sportello Famiglia, nato nel 2018 grazie ad un finanziamento regionale, si configurava, secondo indicazioni progettuali, come vetrina di tutti i servizi che il territorio offriva alle famiglie con figli fino ai 16 anni. Oltre ad essere punto di riferimento fisico, con uno sportello ad accesso libero due volte alla settimana, era anche sportello online con sito completo di tutte le info utili (www.albignasegofamiglie.it) Nonostante l'interruzione del finanziamento regionale, concesso al solo scopo di attivare il servizio, l'Amministrazione Comunale ha

inteso proseguire con l'iniziativa, non solo mantenendolo con proprio finanziamento, per quest'anno di circa 10.000 euro, ma allargandone la destinazione a tutte le famiglie e a tutti coloro presentassero una disabilità propria o di familiare. L'operatrice, on line oppure in orario di apertura dello sportello fisico, oltre a dare indicazioni/informazioni su tutti i servizi presenti, sia pubblici che privati, può aiutare chi lo richieda, nella compilazione on line delle domande di iscrizione dei propri figli alla scuola di grado superiore, al servizio di trasporto scolastico, oppure per la richiesta di buoni spesa, ecc. Lo Sportello Famiglia apre al pubblico in via Roma 224 ogni mercoledì dalle 11.30 alle 13.30 e ogni venerdì dalle 16.30 e alle 18.30. Per fissare un appuntamento: - inviare una mail ad info@albignasegofamiglie.it; - contattare la pagina Facebook AlbignasegoFamiglie.

SPORTELLO SUPERBONUS 110

Nel 2020 sono state coinvolte complessivamente 25 persone e vi hanno aderito anche cittadini che si sono trovati disoccupati a causa dell’emergenza sanitaria, ricollocandosi così nel mercato del lavoro.

A concludere questa interessante introduzione agli sportelli disponibili alle famiglie e ai giovani è doverso parlare del neonato Sportello Superbonus 110 diventato uno strumento indispensabile per comprendere fino in fondo quali benefici si possono ottenere con le ristrutturazioni. Lo sportello in collaborazione con ACLI, è rivolto ai cittadini di Albignasego che vogliono avere informazioni sul Superbonus 110%. È attivo tutti i mercoledì pomeriggio in Galleria Roma 11 previo appuntamento al numero 049 601290.


Regione Veneto: i Direttori Generali delle Ulss Venete uniti e solidali per il post COVID Ospedali universitari e territoriali, tra ogni singolo ospedale e ogni singolo territorio. Più sarete uniti e più forte sarà la vostra squadra”. Il contratto firmato dai direttori generali è valido per tre anni più un possibile prolungamento di altri due e guadagneranno 154 mila euro lordi l’anno.

 Il Presidente del Veneto Luca Zaia ha definito lo scorso febbraio la nuova squadra di Direttori Generali delle Ulss Venete che già da un paio di mesi sta attivamente portando avanti un progetto di ricostruzione dopo i danni provocati dal Coronavirus. Tra i dirigenti scelti da Zaia spicca qualche conferma, qualche bocciatura e diverse novità; poco importa, tutti ora si aspettano grande responsabilità e spirito di iniziativa per uscire da questa pandemia che ormai ci assilla da più di un anno. Il Presidente della Regioneha così sistematoi i nuovi direttori generali delle nove Ullss, delle due Aziende

ospedaliere di Padova e Verona, dell’Istituto Oncologico Veneto e dell’Azienda Zero, rinnovando così l’assetto manageriale dell’organizzazione sanitaria regionale. E così, lo stesso Zaia, ha voluto sottolineare l’impegno della sua squadra per il futuro: “Abbiamo valutato 101 candidature attraverso una rigorosa procedura di legge e abbiamo costruito una squadra omogenea, caratterizzata da molte professioni sanitarie e da esperienza pregressa a diversi livelli, con l’orgoglio di essere la prima Regione d’Italia a nominare direttore generale un laureato in scienze infermieristiche (Mauro Filippi all’Ulss 4 Veneto Orientale ndr) che,

studiando e lavorando, è riuscito a salire tutti i gradini di una lunga scala, arrivandone al vertice”. Zaia ha tenuto a sottolineare che “ogni scelta è stata fatta valutando le caratteristiche dei candidati che risultassero utili per il contesto territoriale assegnato e per il miglior successo della futura programmazione regionale”. Il Governatore ha molto insistito sul concetto di squadra e sulla necessità di lavorare ognuno in spirito di totale collaborazione con gli altri: “I malati non conoscono confini – ha detto Zaia rivolto ai neo dg – e a voi chiedono lo stesso, di fare squadra, di costruire relazioni efficaci tra i diversi territori, tra

Ecco la lista completa della squadra già operativa da oltre sessanta giorni: all’Ulss 1 Dolomiti va Maria Grazia Carraro (nuova); all’Ulss 2 Marca Trevigiana, Francesco Benazzi (confermato); all’Ulss 3 Serenissima, Edgardo Contato (nuovo); all’Ulss 4 Veneto Orientale, Mauro Filippi (nuovo); all’Ulss 5 Polesana, Patrizia Simionato (ex dg Azienda Zero); all’Ulss 6 Euganea, Paolo Fortuna (nuovo); all’Ulss 7 Pedemontana, Carlo Bramezza (ex dg Ulss 4 Veneto Orientale); all’Ulss 8 Berica, Maria Giuseppina Bonavina (nuova, in passato già dg Ulss Verona); all’Ulss 9 Scaligera, Pietro Girardi (confermato); all’Azienda Ospedaliera di Padova, Giuseppe Dal Ben (ex dg Ulss 3 Serenissima); all’Azienda Ospedaliera di Verona, Callisto Bravi (nuovo); all’Istituto Oncologico Veneto, Patrizia Benini (nuova); all’Azienda Zero, Roberto Toniolo (nuovo). dott. Emo Bruno

ilGiornaledi.it da oggi è anche un portale di informazione del territorio È impossibile non notare il cambiamento dell’aspetto grafico del marchio del nostro “Il Giornale di Albignasego” che da oggi è anche una presenza costante sul web. Un progetto pensato qualche anno fa e realizzato nel 2020 in concerto con Lime Edizioni, ogni giorno cresce e promette novità per tutti i nostri utenti. Ed è proprio grazie all’interesse dei lettori creato intorno al nostro periodico che è nata l’esigenza di essere presenti sul web. Da pochi giorni è ufficialmente online ilGiornaledi.it, la testata registrata al Tribunale di Padova che racconta storia, cultura, sport, eventi e avvenimenti al territorio. Non a caso ho parlato di territorio perché “Il Giornale di Albignasego” è uno, il primo, dei supplementi cartacei consegnati casa per casa gratuitamente. La buona riuscita di questo progetto ci ha suggerito di poter offrire, sempre gratuitamente, la possibilità di leggere altri supplementi cartacei in riferimento ad altri Comuni del padovano e, perché no ed in futuro, anche di altri comuni veneti delle vicine province. È possibile visitare il nostro portale direttamente all’indirizzo www.ilgiornaledi.it e seguire la nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ilgiornaledi o cercandoli attraverso i codici QR qui di seguito.

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DAL COMUNE

INCLUSIONE E GIOVANI

ALbIgNAsEgO RIPARTE CON DUE NUOvE INIZIATIvE Albignasego non si ferma e lo dimostra con due nuove iniziative di tutto rispetto che coinvolgeranno da una parte i disabili e le categorie svantaggiate, e dall’altra i giovani. Matteo Venturini  PROGETTO INCLUSIVO PER LA GESTIONE DEL NUOVO CHIOSCO DEL PARCO MANDRIOLA

“CI STO? AFFARE FATICA!” IL PROGETTO CHE COINVOLGE SOCIALMENTE PER L’ESTATE I GIOVANI Il Comune di Albignasego unisce le forze con quello di Maserà di Padova per un progetto dedicato ai giovani dai 14 ai 19 anni che potranno ottenere un buono in cambio di lavoretti socialmente utili. Nello specifico i ragazzi saranno divisi in gruppi di dieci, svolgeremo dei piccoli lavori di cura del verde, di pulizia di strade e sentieri, di tinteggiatura di panchine e staccionate. Scopo principale del progetto è quello di recuperare il prezioso contributo educativo e formativo dell’impegno, in particolare quello manuale, anche attraverso lo scambio intergenerazionale.

Fra non molti giorni e a partire da giugno, il nuovo chiosco inserito all’interno del Parco Mandriola e direttamente voluto dai cittadini del quartiere verrà gestito dalla cooperativa Coislha in collaborazione con l’associazione In-Oltre. Il sodalizio tra le due entità permetterà a persone diversamente abili o in situazioni di svantaggio di intraprendere un percorso di inserimento lavorativo a fianco del personale. Nel tempo e, COVID permettendo, sono state previste iniziative di animazione ed eventi artistici che vedranno operative Alessandra Pascali e Ursula Feiffer in collaborazione con il Comitato Gestione Creativa di Mandriola I ragazzi, infatti, saranno affiancati da giovani ed altre associazioni del territorio. volontari (tutor) e da adulti “tuttofare” (hanIl chiosco, con struttura modulare e arredi rea- dyman) quali, ad esempio, artigiani in pensiolizzati con materiali a basso impatto ambienta- ne, che insegneranno loro le piccole competenze tecniche e artigianali per compiere la pulile, non sarà solo luogo di aggregazione nel parco per famiglie, anziani e giovani del quar- zia dei parchi, la sistemazione dei giochi, la tiere, ma un vero e proprio progetto sociale di manutenzione degli steccati nelle aree pubbliche o qualsiasi altra attività concordata con inclusione e di collaborazione di tutto il terril’ufficio tecnico comunale. torio nelle sue diverse componenti.

Non Ritorneremo: il laboratorio teatrale che ha coinvolto i ragazzi della S.M.S. Valgimigli  Il mese scorso si è tenuta un’iniziativa di assoluto pregio e valore civico che ha coinvolto alcune classi della Scuola Media Statale Valgimigli di Albignasego. Ancora una volta è stato chiamato dall’Amministrazione Comunale il regista Diego De Francesco in veste di autore dello spettacolo “Non ritorneremo. Cronostoria di un disastro”. L'iniziativa è stata realizzata attraverso un laboratorio di cinema con la messa in scena e la realizzazione di cortometraggi legati a tematiche ambientali, di legalità, di scelta e di responsabilità, presentati poi con la realizzazione di uno spettacolo. Precisamente, gli alunni delle diverse classi coinvolte, grazie alla guida dell’esperto regista hanno realizzato sceneggiature legate a questioni educative e di legalità di storie da loro stessi prodotte, favorendo momenti di riflessione, di confronto riguardanti tematiche civili, di rispetto dei diritti della persona e di lotta alla mafia e alla criminalità. Il laboratorio ha attivato in totale sei classi dell’istituto Valgimigli – la 2A, 3C, 3F, 2E, 2C, 2F – per un totale di quattro incontri di due ore ciascuno per ogni classe, spalmati nel periodo tra il 18 febbraio ed il 15 aprile; l’evento ha subito durante questi mesi una piccola sosta causa COVID e chiusura della scuola dal 15 marzo al 12 aprile.

Il lavoro dei giovani studenti ha dato frutto a cortometraggi nati da storie e sceneggiature realizzate a tal proposito dai titoli: “Il Farmaco”, “Il Frutto” e “Tutto Torna”. I corti saranno disponibili e visionabili visitando il sito dell’Istituto Comprensorio di Albignasego. L’iniziativa si è realizzata anche grazie all’adesione della Città di Albignasego all’Associazione di Enti Locali e Regione “Avviso Pubblico” sin dal 1996, con l’obiettivo di diffondere valori cultura della legalità e della democrazia. Oltre alla tematica ambientale e di legalità l’associazione ha diffuso in straming sulla piattaforma Zoom un convegno incentrato sugli argomenti relativi alle infiltrazioni mafiose dal titolo “Emergenza imprese locali – Difendere le attività produttive dalle mani della criminalità organizzata ai tempi del Covid“. I genitori tengono a ringraziare l’Amministrazione, la consigliera Barison ed il regista De Francesco oltre la professoressa Aiello e la dirigente Silvoni che hanno favorito questa inziativa che ha coinvolto i tanti ragazzi impegnati in questa nuova esperienza educativa. Matteo Venturini


OCChIO ALLA tiroide:

TECNOLOGIA: Contro lo spreco alimentare nasce il bollino “salva-frutta”

Uno sguardo a questo tema molto discusso con la supervisione del dottor Carlo Gaiani

ta dalla verdura al secondo posto (28%). Ad occuparsi direttamente di questa problematica è stata l’azienda statunitense RypLab con la sua nuova invenzione in grado di riuscire a mantenere la frutta fresca e commestibile per altre due settimane oltre la sua naturale scadenza. Si tratta di un semplice bollino applicato sulla buccia del frutto come ha spiegato direttamente l’inventore Zhafri Zainudin: “Si tratta di un bollino adesivo che riesce ad agire come una protezione del tutto naturale, creando un pro-

CONOsCENZA E PREvENZIONE

 Ricordo con allegria la raccomandazione della mia cara nonna: - “Il buon umore è regolato dalla ghiandola tiroidea, dovrebbero tutti tenerla sotto controllo.” Proprio cosi, non è da sottovalutare la saggezza e la premura dei nonni. La ghiandola tiroidea, posta alla base del collo anteriormente è coinvolta nella regolazione di molti processi metabolici, e se diminuisce la sua attività le conseguenze sono la riduzione dei livelli circolanti di ormone tiroideo. Se siamo svogliati, poco reattivi, irrequieti o iperattivi è colpa della tiroide. Fra ormone tiroideo e il tono dell’umore c’è un legame stretto, infatti il malfunzionamento della tiroide implica soprattutto malumore. Per approfondire, parliamo con il dottor Gaiani Carlo, medico di famiglia di Albignasego, dei disturbi della tiroide riscontrati nell’ambulatorio di medicina generale. Come ben sappiamo, la tiroide è una ghiandola che produce due ormoni contenenti atomi di iodio: la Tiroxina (T4 con 4 atomi) e la Triiodotironina (T3 con 3 atomi) produce la Tireocalcitonina che controlla il rilascio del calcio delle ossa. Questi regolano il metabolismo di tutte le cellule dell’organismo umano e animale. Un’altra ghiandola denominata ipofisi, che si trova sotto all’encefalo, regola l’ormone Tireotropina (TSH). L’eccesso di attività’ ormonica tiroidea viene difinito Ipertiroidismo: si hanno pertanto quadri di ipermetabolismo con perdita di peso anche elevata, sintomatologia cardiocircolatoria come tachicardia, ipertensione arteriosa, disturbi intestinali, dolori epigastrici e tremori muscolari, irrequietezza, ansia, insonnia, iperemotività e alterazioni oculo-palpebrali. Inoltre si possono riscontrare osteoporosi, sudorazione, alterazioni del ciclo mestruale, aumento del glucosio e diminuzione del colesterolo nel sangue periferico. L’Ipotiroidismo, al contrario, è dovuto alla ridotta attività ormonica tiroidea o forme correlate a difetti della ghiandola. L’ipotiroidismo congenito o prenatale è dovuto a insufficienza tiroidea presente durante la vita endouterina a causa di ipotiroidismo della madre. Nei giovani e negli adulti invece la causa più frequente è la degenerazione della tiroide legata a una tiroidite di origine inizial-

mente virale e tramutatasi successivamente in forma auto immunitaria. In alcuni casi, l’ipotiroidismo è dovuto all’uso di alcuni farmaci usati per prevenire aritmie cardiache. I sintomi dell’ipotiroidismo hanno un esordio lento e subdolo: all’inizio si osserva l’intolleranza al freddo, stitichezza, stanchezza, sonnolenza, alterazioni della voce che si fa roca. La cute è pallida, giallognola e secca, il volto gonfio, gli occhi porcini, le palpebre gonfie con evidenti borse. Il paziente parla lentamente (bradilalia) ed è apatico, mentre il suo pensiero è lento (bradipsichismo). Vi sono problemi ai nervi periferici: formicolii parestesie dolorose e turbe della sensibilità dolorifica e del cuore (bradicardia). Quando si sospettano delle alterazioni della tiroide, il medico richiede gli esami ormonali e degli anticorpi specifici. Si valuta la ghiandola inizialmente con una semplice ecografia per capire se è presente una tiroidite, un nodulo o un gozzo multinodulare. Per “gozzo” si intende l’aumento del volume della tiroide o altre patologie a carico della ghiandola. In caso di ipotiroidismo usiamo ormoni sostitutivi in pillole o fialoidi orali con ottimi risultati. Per le patologie più severe è necessario ricorrere ad uno specialista endocrinologo che studierà con esami più approfonditi la vostra tiroide. Questa malattia di natura infiammatoria è in continua ricerca, ed è sempre importante farsi controllare con premura e prevenzione. Basta un’ impegnativa dal dottore di base o da uno specialista, prenotando anche nel nostro distretto di ULSS di Albignasego con tutta la comodità e cordialità sanitaria. Mi viene spontaneo voler condividere la mia gentile gratitudine nei confronti di Dottor Carlo Gaiani per la Sua professionalità. Inoltre, colgo l’occasione di riconoscere la meravigliosa sanità che abbiamo nella regione Veneto, e soprattutto la gentilezza, dedizione e umanità del personale. Io sono nata e cresciuta in uno Stato in condizioni sanitarie differenti, dove nemmeno si sogna la realtà sanitaria italiana. Sono grata e riconoscente, ed è giusto evidenziarlo soprattuto in questi periodi di grande impegno, ricerca e professionalità del nostra sistema sanitario.

Ala Jucova

 Una tematica che da sempre interessa il cibo è lo spreco evitabile di risorse culinarie. In questo ultimo anno, sicuramente a causa del periodo COVID, si è registrato un interessante calo del dispendio alimentari, e nonostante questo la scienza – o per meglio dire la tecnologia – non ha smesso di produrre nuove interessanti novità nella lotta contro gli sprechi.

Sebbene i dati rivelino ingenti perdite alimentali in altre regioni mondiali, anche in Italia tutti i giorni si registrano importanti sprechi di frutta e verdura che va a male; secondo le statistiche indicate da Waste Watcher la frutta è al primo posto con l’incredibile percentuale del 37%, subito segui-

cesso che riesce a rallentare il processo di maturazione dell’alimento”. Gli adesivi, grandi circa come una moneta da 50 centesimi, non contengono nessun tipo di additivo o elemento chimico da laboratorio, e sono ricchi di ingredienti naturali in grado riprodurre composti antimicrobici normalmente sviluppati dalla frutta e dalle piante per evitare di incorrere in malattie. Questi bollini saranno presto in commercio anche per il mercato europeo – probabilmente con il nome “Stix Fresh” - ed il loro utilizzo ha dato un riscontro positivo per la frutta testata come per le mele, arance, limoni, cedri, mango e avocado. Il prossimo obiettivo dell’azienda americana è quello di riuscire a progettare dei bollini sempre più tecnologici in grado di renderli utilizzabili per altra frutta e per tutta la verdura fresca. M.V.

Il CentRO AntImObbInG PADOVA DI AlbIGnAseGO  Pochi sanno che il Centro Antimobbing Padova ha sede legale proprio ad Albignasego in via Don Milani 39/18 e diversi dei suoi collaboratori, nello specifico la Presidente ed una Psicologa Psicoterapeuta risiedono nel nostro Comune. L’associazione si basa su principi molti chiari: 1) la Centralità della Persona: Il lavoratore e la lavoratrice rappresentano il capitale umano di ogni comunità lavorativa ed hanno diritto ad un clima salubre e rispettoso della dignità personale. L’Associazione, a tal proposito, si impegna a far emergere e a contrastare i fenomeni di vessazione e disagio sul luogo di lavoro ed a fornire ai lavoratori tutela rispetto ai medesimi.

2) la Civiltà Lavorativa: Il rapporto professionale nella comunità lavorativa deve fondarsi su rispetto e lealtà reciproci, senza discriminazioni. In tale ottica, l’Associazione s’impegna alla mediazione ed a proporre soluzioni organizzative che prevengano il disagio nell’ambiente di lavoro indipendentemente dalla tipologia, dal ruolo o dalla mansione svolti dal lavoratore. 3) la Responsabilità Etica: L’Associazione si impegna ad assumere nei confronti del lavoratore e della lavoratrice trasparenza di gestione ed aderenza alla propria Mission. Nel rapporto con ogni organismo esterno all’organizzazione si impegna a tenere un comportamento eticamente adeguato onde non compromettere l’immagine dell’Associazione stessa e quindi di ogni singolo aderente.

4) l’Attenzione al Genere: L´associazione si impegna a promuovere le pari opportunità. A tal fine, attua, incoraggia e sostiene progetti e percorsi diretti a diffondere una cultura lavorativa e organizzativa maggiormente orientata all´efficacia nel raggiungimento degli obiettivi piuttosto che alla sola efficienza, più flessibile e meno rigida, che sia in grado di focalizzare e valorizzare le competenze e le abilità di lavoratrici e lavoratori. A tal proposito l’associazione offre servizi gratuiti alle persone (Ascolto Attivo, Assistenza e Orientamento), oltre che servizi di consulenza e formazione alle aziende. Infine all’interno del sito (www.centroantimobbingpadova.it) è possibile reperire un’interessante lista di Corsi e Laboratori rivolti a tutti dott. Emo Bruno


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sPECIALE

Maggio il mese della Madonna ad Albignasego tra ieri e oggi A pochi giorni dalla Pasqua ortodossa (quest’anno il 2 maggio) è giunto il mese dedicato alla Madonna nel quale, tradizionalmente ed ogni sera, si recitava il Rosario in casa, in Chiesa o attorno ai tanti capitelli sparsi per la città. all’interno di una teca in una nicchia al primo piano del portico della Sala Storica degli Alpini. La statuta fu donata da una signora che raccontò di un miracolo accaduto diversi anni fa: la statua era presente all’interno di un pullman che si ribaltò in un tremendo incidente, ma non vi fu alcuna vittima in quella occasione.

 Non a caso, nel 1950, lo stesso Consiglio Comunale dell’epoca consacrò solennemente e con un atto il Comune di Albignasego al Cuore Immacolato di Maria (lo si può evincere, come da foto, dalla targa presente sopra l’ex Municipio, ora casa delle associazioni e attuale sede dell’Informagiovani e della Polizia Locale); un atto molto forte da parte dell’Amministrazione che si affidava letteralmente ai miracoli spirituali della Madonna.

È così che ho deciso di ripercorrere questa vicinanza a Maria attraverso gli scritti di Alberto Vecchi nel capitolo “I capitelli” nel testo “Albignasego – Aspetti d’Oggi” del 1983. Innanzi tutto la devozione per la Madonna ad Albignasego pare essere dovuta alla richiesta della gente di unità familiare, esigenza che si ritrova in altre zone e comuni di origini contadine.

Non sono poche le occasioni per “incrociare” capitelli, piccole edicole o immagini sacre all’interno del territorio comunale di Albignasego; alcune sono palesemente visibili altre più nascoste, talune dedicate a Maria o ad altri Santi. Sono rimasto particolarmente colpito da un’interessante statua di Maria – foto 1 – esposta

Raramente, poi, un’immagine o una statua veniva dipinta o scolpita per pura casualità; si trattava piuttosto in una esigenza da parte di un proprietario terriero, di un parroco o di qualche cittadino nel commissionare un artista per rappresentare una precisa richiesta locale, familiare o devozione dovuta a grazie ottenute

in precedenza. Qualche anno fa era facile trovare almeno tre volte tanti quanti sono oggi i capitelli presenti in Città; con l’abbattimento di molte abitazioni e il ridimensionamento delle strade alcune di queste sono andate perdute per sempre. Principalmente i Santi immortalati presenti per le nostre strade sono S. Andrea, S. Tommaso apostolo, Madre Teresa di Calcutta e, ovviamente, la Madonna. E visto il mese di maggio in corso ho deciso di immortalare alcune tra le più interessanti statue della Madonna, alcune con altre senza capitelloedicola o altre che possono essere “confuse” come statue della Vergine Maria. In attesa di altre foto inviate dal lettori, vi auguro buona visione.

Matteo Venturini

il capitello votivo Il capitello votivo o edicola votiva o pilone votivo è una struttura architettonica religiosa cristiana di piccole dimensioni, che nasce da un culto popolare tramandato nei secoli. Normalmente un capitello viene costruito come ex voto per uno scampato pericolo, come una carestia o una pestilenza, ma ser ve anche come strumento di aggrega-

zione della comunità cristiana, che presso di esso si può unire in preghiera (specie per la recita del rosario). In par te della Lombardia è comunemente chiamato santella, in Toscana tabernacolo o "marginetta", nel Veneto è denominato capitèo, in Piemonte pilone e in EmiliaRomagna maestà.

storia Venivano costruiti nei luoghi di confine, agli incroci delle vie di comunicazione, sui valichi oppure in luoghi dove la tradizione popolare individuava una motivazione religiosa alla costruzione. Fino alla metà del XX secolo e in alcune parrocchie ancora nel ventunesimo secolo, sono meta della celebrazione delle Rogazioni, processione effettuata per chiedere la protezione divina contro i danni dovuti al maltempo. Nelle campagne venete può capitare di incontrare un capitello dove sono presenti delle croci costruite dai contadini e benedette appunto in occasione di queste processioni. È tradizione in par ticolari momenti dell'anno liturgico, raccogliersi in pre-

ghiera per il rosario, soprattutto nel mese di maggio, mese dedicato alla Madonna. Può anche succedere vi venga celebrata la Santa Messa. Sono frequenti i restauri, in qualche caso anche la ricostruzione, o costruzione di capitelli, per fare memoria di un avvenimento, oppure per creare comunità, infatti come nei tempi passati sono ancora gli abitanti del luogo, che si fanno promotori. Ma i capitelli votivi non sono presenti solo in Italia; i tanti triveneti emigrati soprattutto in Brasile, fondarono città dove vennero erette case, chiese e campanili e capitelli votivi, in una sor ta di riproposizione della propria terra d'origine.


Casa canonica della Chiesa di San Tommaso: statua della Vergine sec. XVIII proveniente da un’edicola posta sulla ex via Umberto I°

Lion, incrocio tra via S. Andrea, via G. Verdi e via G. Puccini: capitello a base triangolare con tre dipinti, uno per lato. Il lato raffigurato in foto presenta la Madonna con Bambino, nei lati posteriori sono presenti S. Andrea e S. Giacomo.

Ferri: portico della parrocchia e statua dedicata all’ononima chiesa dedicata a Santa Maria Annunziata

Lungo via G. Marconi Villa Fantini ora Castellani: statua della Vergine su un pilastro d’angolo della adiacenza; la statua è in pietra nera di epoca settecentesca.

Carpanedo: Madonna col Bambino, scultuta del XVIII secolo. La posizione recente, in via Roma all’incrocio con via S. Stefano non è la medesima di qualche anno fa.

via s. Eurosia: non si tratta della Vergine ma di una scultura del XVIII secolo rappresentante S. Eurosia – costruita per preservare gli albignaseghesi dai forti temporali estivi – eretta in una edicola muraria di più recente realizzazione

Parco San Bellino: statua della Vergine di recente realizzazione, dono della Parrocchia di Mandriola al Comune di Albignasego

via Roma, complesso dell’ex palazzo Ferro-Papadopoli: edicola votiva con statua della Vergine col Bambino del XVII secolo

Parrocchia di San Lorenzo, fronte chiesa: rappresentazione che fa pensare alla Vergine col Bambino; in realtà si tratta di Madre Teresa di Calcutta con in braccio un bambino, scultura donata dalla famiglia Bazo alla parrocchia di San Lorenzo nel 2016


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sTORIE

I Bambolotti di Lion,

TERZA PUNTATA DEDICATA AgLI ULTIMI “bAMbOLOTTI DI PRIMA gENERAZIONE”  DEL MANOsCRITTO DI MARINO bAssO IN ANTEPRIMA ED EsCLUsIvA  DE IL gIORNALE DI ALbIgNAsEgO

Siamo entrati in contatto con Marino Basso, albignaseghese ed ex massaggiatore professionale oggi in pensione.Negli ultimi anni ha raccolto diversi pensieri di esperienza vissuta in un manoscritto, mai pubblicato, riguardanti alcuni personaggi storici che negli anni Settanta frequentavano Lion ed Albignasego. Il manoscritto non rivela le identità di nessuna di queste persone ma nella sua forma romanzata li trasforma in personaggi del tutto immaginari, con caratteristiche che si avvicinano a fatti realmente accaduti e vissuti dai giovani di quell’epoca.Questi appunto sono definiti dall’autore “I Bambolotti di Lion” e verranno raccontati “a puntate” nel nostro giornale. Ci teniamo a precisare che i diritti su quest’opera, seppur scomposta, appartengono all’autore, Marino Basso, che ne detiene la paternità. La redazione

Il gioco delle carte Altra annotazione degna di nota, riguarda il gioco delle carte, che pur essendo a quel tempo una classica normalità in quasi tutti i paesi e a portata di tutti qui a Lion nonera lo stesso. In ogni caso, le due coppie di personaggi che sto per presentare, erano al di sopra di ogni pensabile consuetudine, tale era la loro dedizione al gioco con le carte e soprattutto quello specifico gioco.

I Rossati. Gnagno e Micèe Due coppie fisse e rigorosamente inscindibili, quattro giocatori che si ritrovavano quasi tutti i pomeriggi al bar centrale dove si sfidavano senza esclusione di colpi a scopone scientifico. Bellissimo gioco di carte lo scopone e non era certo un diletto per tutti, visto che ci volevano e ci vogliono davvero delle capacità non indifferenti da parte degli interpreti, per poter giocare ad un livello decente e queste due coppie indigene, siffatta capacità l’avevano e la manifestavano palesemente. I due abbinamenti erano formati da quattro degni bambolotti: i due Rossati che formavano la prima coppia e l’altra da Gnagno e Micèe; accoppiamenti questi, rimasti durevoli nel tempo ed assolutamente inseparabili. Quando i quattro bambolotti giocavano, sembrava di essere in un’arena da quanti erano gli spettatori che a

spintoni attorniavano il tavolo da gioco, ovviamente tutto in rigoroso silenzio altrimenti, la pena era l’allontanamento istantaneo! Una partita di scopone scientifico giocata dai quattro “pargoli” in questione, aveva una durata media di almeno tre ore di gioco, era proprio come andare ad uno spettacolo teatrale e si può ben comprendere, l’affanno agonistico di sedersi accanto a quel tavolo come spettatori, poiché raramente riuscivano a fare più di una partita in un pomeriggio. Con questi effettivi “attori” teatrali, che davano spettacolo ogni santo pomeriggio, raramente si sentiva la necessità di andare al cinema o a teatro, era infatti di gran lunga più divertente, assistere ad una partita di scopone scientifico giocata da questi quattro personaggi. La posta in gioco era piuttosto alta per quei tempi, si trattava infatti di un rilevante valore economico per dei pensionati al minimo; detto in spiccioli e tradotto in denaro, si trattava di un valore totale di 330 lire,… 200 lire per il litro di vino, a volte rosso a volte bianco poiché non erano affatto sofisticati in materia di succo d’uva e le restanti 130 lire, erano per il solito gelato extra per uno dei due Rossati, quel cornetto all’amarena, al quale non rinunciava per nessun motivo; quindi si può capire benissimo perché non doveva volare una mosca mentre giocavano, la posta in palio era davvero alta!

Questi quattro bambolotti di prima generazione, erano riusciti da soli con le loro singolari battute dialettali e questa sana rivalità agonistica che solo il gioco sportivo riesce a dare, ad intrattenere per parecchi anni, ore di divertenti pomeriggi, specie quelli invernali, a ragazzi, uomini e a volte anche donne, lasciando a tutti un ricordo alquanto spassoso e che purtroppo, non si è mai più ripetuto in quel contesto, dopo la loro naturale scomparsa.

El vecio Mori Prima di passare a raccontare gli avventurosi palcoscenici dei bambolotti di “seconda generazione”, che sono senz’altro anche quelli più sostanziosi di aneddoti e di personaggi, vorrei chiudere questa prima

parentesi con “el vecio Mori. Citazione opportuna, anche solo per dare un senso a tutto quel sale che ha dovuto sopperire e sperperare questo vigoroso vecchietto, sale grosso da cucina che serviva per sparare addosso a noi tremendi ragazzini e ai più cresciuti ragazzotti. Diverrà altresì evidente, come questa verità dovevo proprio raccontarla, spiegando anzitutto il valido motivo che giustificava tale azione da parte di Mori. Tutto ciò accadeva particolarmente nei mesi di agosto e settembre, quando la produzione degli alberi da frutto in quel podere paesano, erano ormai rigogliosi e gonfi di succulente pesche! Ed ecco svelato in breve, quel “valido” motivo di sparare a sale, quale legittima difesa territoriale da parte del vecchio Mori, che in piena stagionatura si vedeva defraudare quasi ogni giorno utile, di quelle gustosissime e polpose sfere colorate! Come disperata alternativa dunque, aveva adottato il fucile a sale e anche se com’è ovvio, non voleva certo ammazzare nessuno, tuttavia per qualcuno della nota compagnia pirata, il dolore del sale nelle chiappe l’ha potuto davvero sperimentare; fortunatamente quasi sempre con lievi conseguenze e che per vergogna, queste “battute salate” rimanevano il più possibile segretate all’interno del gruppo in questione. Quel simpatico vecchio e singolare bambolotto, con le sue battaglie rura-

li, aveva comunque contribuito a rallegrare quella avventuriera compagnia di predoni e lo aveva fatto davvero, per tantissime settimane di fine estate, poiché i pirati della frutta non si arrendevano mai, nonostante il rischioso e reale pericolo di essere impallinati di sale; alla fine però, si riusciva quasi sempre a riempire la pancia di quelle saporite, invitanti e appetitose pesche. Tali ghiotte sfere tuttavia, erano solo una parte di quella svariata refurtiva fruttifera estiva/autunnale, che riempiva puntualmente il nostro insaziabile appetito di adolescenti e più diventava rischioso appropriarsene, più grande ed eccitante era il divertimento che ne conseguiva; chi non se la sentiva di rischiare, rimaneva quasi sempre a bocca asciutta…funzionava proprio così! Ciao vecio Mori. Nonostante vi siano sicuramente nella mia memoria, altri suggestivi personaggi di “prima generazione” da meritare di essere citati e magari lo farò in un secondo libro, mi piaceva chiudere questo capitolo, con queste innocenti incursioni adolescenziali che erano per noi, delle genuine opportunità gastronomie “self service”, seppur sovente, tali coltivazioni produttive fossero molto ben controllate, ma che per noi, erano davvero ossessivamente irresistibili.

Marino Basso


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sTORIE

I Bambolotti di seconda generazione

Per adesso, mi sono limitato a raccontare pochi aneddoti che riguardavano “bambolotti” di prima generazione, la mia intenzione tuttavia è quella di menzionare in modo particolare, quelli più rilevanti della seconda generazione, essendo molto ricca di personaggi indimenticabili e degni di nota. Ci si potrebbe chiedere come mai tanti caratteristici personaggi, concentrati in un solo paese che aveva e ancora ha poco meno di duemila abitanti? Ebbene, la risposta è piuttosto semplice…non lo so! Evidentemente questa concentrazione di funamboli, potrebbe essere stata frutto del clima, del vento, di qualche intrusione straniera o chissà da quale altra ragione, il fatto è che quello che sto raccontando è frutto di fatti realmente vissuti e che assieme ai miei amici, abbiamo pienamente goduto; tutto questo capitava in questa bizzarra zona geografica a questa propiziatoria latitudine. I fratelli Parappapà Di tutti i personaggi che menzionerò in questa parte del mio racconto, alcuni sono ancora in vita ma altri invece, dopo avere fatto qualche ricerca, so che purtroppo hanno già lasciato questo mondo e qualcuno senza aver raggiunto la sperata vecchiaia Dopo questa premessa, voglio iniziare questa seconda parte del mio racconto, dai fratelli Parappapà, due reali fratelli figli della stessa madre che fatalmente, facevano lo stesso identico lavoro e che ad un certo punto del loro percorso lavorativo, in un giorno di pioggia, come fossero stati all’improvviso illuminati, decidevano di mettersi insieme e formare una società; questo succedeva realmente subito dopo quel fatale giorno di pioggia e questa “strana coppia” si formava benché fossero così differenti; davvero tanto diversi i due bambolotti, sia fisicamente ma soprattutto le loro enormi difformità erano senz’altro a livello caratteriale. Realmente i due consanguinei, incarnavano in modo completo gli opposti; uno alto e magrissimo, l’altro basso e tondo, uno vestito sempre con garbo, l’altro come uno straccione, uno con modi aristocratici quasi nobiliari, l’altro un vero burbero e potrei andare avanti ancora per molto, ma credo di avere in modo alquanto esaustivo reso l’idea. “Fred”, era il più attempato dei due, aveva preso questo pseudonimo, per la sua grande venerazione relativa al popolare cantante Fred Bongusto

e di conseguenza, alle sue tipiche ed inconfondibili canzoni che il nostro Fred, regolarmente intonava durante qualunque giornata lavorativa, lo faceva con palese orgoglio e davvero con voce intonata. Il fratello che era solo di qualche anno più giovane, lo chiamavamo Pascal; in verità questo pseudonimo, anche se si avvicinava molto al suo vero nome, ne dava chiaramente quel tocco artistico che poi nel loro lavoro, spesso era fondamentale. Proprio dal lavoro voglio cominciare e infatti, di quale ardimentosa e raffinata specializzazione si occupavano i fratelli Parappapà? Si trattava di un campo professionale assai delicato e gradevole come quello dei colori… ebbene sì, Fred e Pascal erano due bravissimi e capacissimi “pittori”, per l’esattezza due ottimi imbianchini! Diventa subito facile intuire, che dei due quello che trattava direttamente con i clienti, era assolutamente Fred; con quella sua innata nobiltà verbale e poetica, coadiuvata dalle sue espressioni sempre controllate e mai volgari. Proprio l’esatto opposto di Pascal; lui era per le cose grezze, pratiche e faticose, dove servivano grandi doti di energia e di velocità, come ad esempio, generare metri su metri di superficie tinteggiata e tuttavia senza mai occuparsi delle rifiniture poiché, anche quelle essendo così rilevanti se non addirittura fondamentali, facevano parte dei compiti destinati alla capacità artistica del fratello Fred.

Uno dei tanti aneddoti che mi piace ricordare di questi due bambolotti, è sicuramente quello che riguardava strettamente le belle arti, un lavoro molto delicato in una villa antica e che i due, dopo essersi insediati con le varie attrezzature e materiali pronti per iniziare, a causa di un imprevisto, Fred dopo aver dato accurate e opportune disposizioni a Pascal prima di doverlo, anche se per brevissimo tempo lasciare solo, raccomandava quindi al fratello di fare solo le cose concordate e alla perfezione, poiché si trattava di un delicato lavoro di restauro in quella bellissima villa ottocentesca. Era quindi stabilito, che in quello enorme salone da decorare, avrebbero usato esclusivamente i tre colori nazionali: “Il bianco, il rosso e il verde”, distribuiti in sequenza sulle ampie pareti. Pascal intanto, fino al ritorno del fratello, doveva interessarsi solamente della parete più lunga tinteggiandola soltanto di verde; visto la relativa semplicità del da farsi, Fred poteva serenamente assentarsi quel paio d’ore che gli servivano, per proporre un’ulteriore preventivo di lavoro ad un nuovo cliente. Cosa mai avrebbe potuto succedere dunque, con un compito così facile da eseguire; tuttavia il talento alieno di Pascal, era davvero incontrollabile e difatti al suo ritorno, al fratello maggiore non bastava tutto il repertorio di Fred Bongusto per placare l’ira provocata da quello che Pascal aveva combinato. Dunque cos’era mai successo, in una cosa talmente

elementare come quella di tinteggiare un’unica parete? Come già detto però, a volte Pascal aveva delle “visioni” di tipo schizofrenico ed infatti, in preda ad una di queste frenesie, aveva tinteggiato tutta la parete a fasce di bianco, rosso e verde!! Praticamente era stata fedelmente “timbrata” su quel muro la bandiera italiana, ripetuta in sequenza su tutta quella parete lunga almeno 12 metri. Dopo aver stornellato e ripetuto più volte la canzone “Una rotonda sul mare”, chiaramente sbraitata in modo nevrotico da Fred, non rimaneva altro che rimbiancare di tutta fretta, quella che doveva già essere una singola e semplice parete verde! Alla fine in ogni caso, quel lavoro anche se impegnativo più del dovuto, era comunque stato fatto a regola d’arte, poiché nonostante le sue numerose figuracce, se ben “scortato”, Pascal non era poi così male! Un altro episodio dei fratelli Parappapà che non posso dimenticare, riguarda quella volta che i due creativi, dovevano fare un lavoro di riparazione in città, dove già a quel tempo purtroppo, esistevano i soliti problemi di parcheggio e questo comportava necessariamente, di dover cambiare il mezzo di trasporto; pertanto quando questo capitava, i due bambolotti senza patemi, andavano al lavoro con la Vespa di Pascal. Quella mattina estiva in Vespa e con Fred come al solito seduto dietro, avevano con loro, due barattoli di tinta, tenuti ben stretti tra le mani di Fred, che li reggeva penzoloni ai

fianchi della moto, cosa che in verità, non era così insolita poichè era più volte accaduta ma che tuttavia, quella mattina l’artista” seduto dietro, non poteva certo immaginare cosa sarebbe capitato di lì a poco. In verità, di sciocchezze con quella Vespa Pascal ne aveva fatte a bizzeffe e ancora ne faceva, di fatto era già caduto a terra diverse volte, ma fortunatamente senza mai fare molti danni; raramente però, faceva “il matto” quando aveva il fratello Fred seduto dietro, quasi mai a parte quella splendida mattina di luglio. Poco prima di arrivare in città infatti, in un tratto di carreggiata dove gli addetti stavano rinnovando le strisce stradali di mezzeria ed essendoci come di norma, tutti quei birilli di gomma proprio al centro della strada, a Pascal era scattato improvvisamente “l’attacco strampalato” e come succede in certi test di guida, aveva cominciato a ruotare pericolosamente a destra e a sinistra, scansando fedelmente i birilli di gomma, proprio come fosse in una vera gincana, con l’infelice risultato di una prevedibile e inevitabile caduta sull’asfalto che si verificava platealmente. ...

Marino Basso

Cosa e capitato ai nostri bambolotti? La storia continua nel prossimo numero!!!


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PERsONALITà

Intervista a Claudio Gazzetta, autore del DVD “Il Gioco del Respiro”  Abbiamo il piacere di incontrare Claudio Gazzetta, già responsabile di CAMST per la ristorazione scolastica dell’Istituto Comprensivo di Albignasego, Project Manager Office a Bologna e per diversi anni direttore presso alcuni stabilimenti in Veneto (da poco in pensione n.d.r.), oltre ad essere autore/ideatore del DVD laboratorio didattico “Il Gioco del Respiro”, presentato in un dibattito organizzato nel 2018 dall’Assessorato alle Politiche Scolastiche del Comune di Albignasego. Gazzetta, laureato in Scienze della Formazione e maestro d’arti marziali e culture delle filosofie orientali ha realizzato questo DVD per trasmettere alcuni semplici esercizi-gioco di respirazione ad insegnanti, genitori e bambini. Il progetto ha avuto un riscontro positivo ed offre un’esperienza educativa utile a migliorare il rapporto insegnante-bambino. In un momento storico quale quello attuale, dove effettivamente la respirazione diventa un tema importante chiediamo allo stesso Gazzetta di raccontarci in prima persona questo progetto.

Gentilissimo Claudio, con questo DVD hai introdotto un tema probabilmente spesso sottovalutato: la respirazione nei bambini. L’importanza di una corretta respirazione applicata in tutte le situazioni della quotidianità è fondamentale, sebbene spesso le abitudini e gli stili di vita inducono a considerarla secondaria. Il DVD Il gioco del respiro rappresenta un progetto innovativo in quanto efficace strumento per sensibilizzare bambini e adulti - insegnanti e genitori al tema delicato, insolito e poco valorizzato della respirazione. La sceneggiatura del DVD è ispirata al mio percorso sportivo nelle discipline orientali, e alla mia formazione universitaria in Scienze della Formazione, le tecniche di respirazione sono infatti propedeutiche a numerose discipline sportive e fondamentale per il rilassamento psico-motorio. Attraverso un viaggio ricco di giochi ed interazioni, il bambino viene coinvolto in alcune tecniche respiratorie prendendo consapevolezza in modo divertente delle corrette gestualità da acquisire per una corretta respirazione, particolarmente incisiva nel contenere emotività e situazioni ansiose e di disagio. In sostanza quali sono gli intenti del Gioco del Respiro? Il gioco del respiro nasce per sensibilizzare ad una corretta respirazione per migliorare la qualità di vita, e quindi anche scolastica e per trasmettere

ai piccoli alunni sicurezza e consapevolezza delle loro capacità, accrescendo le loro potenzialità e possibilità anche di relazione con gli altri e nelle interazioni di gruppo. Qual è il contenuto del DVD? Il DVD affronta la respirazione attraverso un articolato percorso. In primis un filmato di 20 minuti, nel quale sono presentati 23 esercizi-gioco; per ciascun esercizio vengono illustrati metodo, svolgimento, strumenti da utilizzare e obiettivi.

Una corretta respirazione applicata in tutte le situazioni della quotidianità è fondamentale

Il DVD “Il Gioco del respiro”

Una seconda sezione dedicata ai contenuti speciali pensata e destinata ai docenti e/o agli adulti - genitori o addetti ai lavori -; in questa sezione vengono spiegate alcune tecniche respiratorie allo scopo di accompagnare e facilitare il percorso di consapevolezza relativo al complesso atto respiratorio. La terza parte dedicata alle testimonianze di alcuni personaggi di cultura, sport, medicina, nutrizione che rilasciano risonanze e pareri tecnico-professionali su metodo, contenuto e svolgimento del progetto; il progetto vanta tra l’altro anche il patrocinio del C.R. CONI Veneto. Ed infine un opuscolo illustrativo che traccia le linee guida del progetto e consegna al destinatario un pratico vademecum per approcciarsi correttamente allo strumento. Quindi, come hai già detto, il progetto è destinato ad insegnati e genitori ma coinvolge i bambini... Il gioco del respiro è proposto come attività educativa ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria. I protagonisti, di età compresa tra i 5 e i 10 anni, sono ripresi in vari momenti di respirazione-gioco, semplici atti che possono essere serenamente eseguiti nell’ambito scolastico come rito mattutino creato dall’insegnante. Parlaci di questi esercizi Gli esercizi individuali e di gruppo hanno specifiche finalità.

Innanzi tutto didattica, per migliorare la qualità di vita del bambino in ambito scolastico e sensibilizzarlo ad un sano e corretto stile di vita. Fisiologica, per migliorare e/o correggere l’atto respiratorio ludica, per favorire il giusto approccio alle attività didattiche attraverso il gioco, e promuovendo la propensione ai laboratori didattici. Ed inoltre psicologica, per allentare le tensioni, le emozioni e le ansie che il bambino manifesta. Un progetto sicuramente impotante che hanno di certo degli obiettivi ben precisi Certamente! Gli obiettivi sono tre: trasmettere, divenire consapevoli e apprendere. Trasmettere agli insegnanti la consapevolezza che la respirazione è per il bambino un momento di crescita, di presa di coscienza, di conoscenza di sé, di autodisciplina, di aiuto e di controllo dell’ansia. Divenire consapevoli che la respirazione, nella vita emotiva del bambino, è un processo di educazione e socializzazione, collegato all’apprendimento e allo sviluppo cognitivo Apprendere la respirazione ludica significa assimilare una tecnica di controllo; una volta acquisita, essa farà parte della vita dell’individuo. Nel 2018 hai anche tenuto una interessante conferenza presso la Sala Verdi in Villa Obizzi ad Albignasego La sera del 27 febbraio 2018 ho avuto il piacere di presentare “Il Gioco del Respiro” presso la bella sala Verdi di Villa Obizzi con l’interessante ed importante partecipazione del Medico dello sport Daniele Zotti e la Tecnologa alimentare Mirka Schiavon. Durante la serata, oltre alla proiezione del DVD abbiamo introdotto due tematiche interessanti: la respirazione dei giovani atleti nelle discipline sportive e l’importanza nell’alimentazione dell’ossigeno e dei nutrienti. Bene Claudio, ti ringrazio per il tempo dedicatoci per questa intervista, so che anni fa hai avuto a che fare con diverse realtà sportive ed anche con Giovanni Trapattoni, quindi spero di incontrarti nuovamente per raccontarci qualche aneddoto Con molto piacere, grazie a te per avermi dato la possibilità di parlare di questo progetto ed in bocca al lupo il Giornale di Albignasego. Matteo Venturini


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sTORIA E ATTUALITà

AlbIGnAseGO nellA stORIA Cereali e uva, cultura di successo dei primi del Novecento

 Come abbiamo già accennato Albignasego in un passato non troppo lontano non se l’è passata proprio bene a livello economico-agrario alternando periodi molto negativi ad altri più incoraggianti. E non è neppure difficile reperire fonti storiche relative al periodo “buono” dell’economia della zona; economia che si basava quasi esclusivamente sull’agricoltura e sull’allevamento del bestiame. Nel 1908 la Camera di Commercio ed Arti di Padova ricevette dal Sindaco di Albignasego Natale Voltan una relazione sulla situazione economica locale: “in questo anno la produzione agraria in generale di questo Comune è stata soddisfacente, solo in parte del territorio, colpito ripetutamente dalla grandine, venne seriamente danneggiato il raccolto del frumento e dell’uva”. In un altro passo il sindaco proseguiva indicando che “la produzione dei vari raccolti è in questo Comune superiore ai bisogni locali” ed ancora “l’agricoltura in questo Comune ha preso uno sviluppo assai lusinghiero e ciò grazie anche all’interessamento spiegato da questa benemerita Cassa Rurale la quale acquista direttamente grosse partite di materie

agrarie e le distribuisce poi ai soci a prezzi limitati. La stessa Cassa Rurale, sorta qui da circa sette anni ed amministrata in modo veramente encomiabile si adopera nell’assistenza degli agricoltori del Comune”, e prosegue: “ma fornisce ai medesimi il capitale occorente al disbrigo degli affari inerenti alle loro aziende e più specialmente per l’acquisto e l’allevamento del bestiame che assicura poi presso una società locale sorta per sua iniziativa..”. Altre dichiarazioni del sindaco sono contenute all’interno del testo dello scrittore e storico italiano Angelo Tasca “Nascita ed avvento del fascismo” nel quale il primo cittadino confermava che le coltivazioni maggiormente impiegate furono proprio la vite ed i cereali: “il territorio di questo Comune costituito da 2.103 ettari è tutto coltivato a viti”. Nulla di così strano in fin dei conti, in quanto le campagne padovane erano solite alla produzione di vino – o tutt’al più di uva – e di frumento o mais; colture che garantivano un discreto incremento economico da parte dei contadini oltre che un sostentamento di tutto rispetto.

Un nuovo servizio è operativo il CAF e Patronato targato UGL  Da pochi giorni è operativo in Città il nuovo CAF UGL, un centro di assistenza fiscale che permetterà di avvalersi dei servizi di CAF e Patronato . Attraverso un'apposita convenzione fra l'Associazione di Promozione Sociale IL VITTORIALE ed UGL si promuoveranno inoltre apposite convenzioni in campo assicurativo, solidaristico-sociale, sportivo, medico ed in diversi altri ambiti.

sindacato in Italia che da 71 anni svolge il ruolo di tutela dei lavoratori italiani. Da sempre crede che i lavoratori debbano partecipare agli utili dell'impresa, e sostengono l'idea che l'Italia debba difendere e recuperare i settori strategici nazionali per non divenire colonia di altre nazioni e delle multinazionali. Il nuovo centro UGL si propone ad Albignasego con un vasto piano di formazio-

Gli uffici hanno preso sede in via Cadorna 2 in un programma di collaborazione e di sinergia con CENTRO VENETO ENERGIE con il quale il nuovo CAF UGL intraprenderà azioni concrete in pieno sostegno alle famiglie, ai meno abbienti, agli anziani ed alle categorie che sono impegnate nel sociale e nello sport. UGL, l’Unione Generale del Lavoro, è erede della storica CISNAL ed è il quarto

ne continua per gli aderenti; sono in definizione, infatti, delle collaborazioni con realtà formative di sicuro interesse. Il Responsabile dell’UGL di Albignasego, Davide Mauri, collaborerà con il Presidente de “Il Vittoriale APS Promuovi e Realizza Albignasego” supportati dall’esperienza del segretario provinciale UGL Padova Fabio Beltempo.

Proprio l’introduzione del mais nelle culture – indicativamente a partire dal Cinquecento - e con un costante inserimento di altri cereali (miglio e avena n.d.r.) ridusse notevolmente la produzione di foraggio e, di conseguenza, vennero più che dimezzati gli allevamenti di bestiame, in modo particolare di bovino. Quella che un tempo, anche se altalenante, era una attività contadina con quale variazione vegetale-animale, stava diventando una produzione quasi esclusivamente di cereali (intorno agli anni Venti dello scorso secolo n.d.r.) che mise in pericolo in regime alimentare dei coltivatori diretti sempre più colpiti dalla pellagra. Quindi, economia in forte crescita a scapito della salute dei contadini che, come molte altre situazioni qui in Veneto, non riuscivano ad applicare la tecnica agraria del tarelliano per le rotazioni.L’unica eccezione al mondo contadino di interesse storico del territorio è la produzione industriale di laterizi… ma magari ne parleremo più avanti. Albano Faggin

M.V.


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sTORIA E sTORIE di Matteo Venturini

ESCLUSIVA: la visita virtuale completa del Museo all’interno della Sala Storica degli Alpini di Albignasego LE UNIFORMI

 Il Giornale di Albignasego ha l’onore e l’esclusiva di poter presentare la visita virtuale al Museo dedicato alla Grande Guerra, al Secondo conflitto Mondiale e al dopoguerra sito nella Sala Storica degli Alpini di Albignasego. Per noi è stato un onore poter vedere in esclusiva alcuni dei reperti – perfettamente conservati –

appartenenti un tempo a persone che hanno combattuto per la patria e per il tricolore. Viste le attuali disposizioni nazionali che limitano e/o impongono la chiusura dei locali museali, ci impegneremo a portarvi a visitare virtualmente una piccola parte di quello che è in effetti un bellissimo Museo con pezzi unici ed introvabili altro-

ve. Come anticipato si tratterà di una vera e propria visita virtuale, quindi queste due pagine saranno ricche di immagini per le quali vi sarà fornita una piccola spiegazione; questo perché l’augurio di tutti è quello di poter visitare in prima persona il Museo e poterne godere appieno la bellezza. Buona visione

Nel dettaglio si vedono tre stelle che stanno a significare tre anni di guerra già combattuti (riferiti alla Prima Guerra Mondiale)

In questo dettagli si evincono i due anni di guerra già combattuti nella Grande Guerra, ed il titolo di Cavaliere di Malta. Giacca appartenuta al generale Zaglio, all’interno della quale è possibile leggere la data di fabbricazione (1913).

All’interno della tasca della giacca è stata rinvenuta una lettera spedita da un ufficiale austriaco di guarigione al forte di Paneveggio con il quale era in amicizia prima della Grande Guerra del 1915/18

Anche se non degli Alpini, una bellissima Giubba da Sottotenente della Brigata Como, datata primi del Novecento. A fianco una foto caratteristica di come veniva indossata questa divisa

Uniforme perfettamente conservata da Tenente di Artiglieria modello 1940 della Seconda Guerra Mondiale

Rappresentazione su manichino di come si poteva vestire un Alpino durante la Prima Guerra Mondiale

Uniforme da Capitano degli Alpini modello 1940 del Secondo Grande Conflitto Mondiale

Uniforme da Sergente Alpino divisione “Monterosa”, modello del 1941

Nel dettaglio un cappello alpino di ottima fattura della Seconda Guerra Mondiale

Nel dettaglio una spilla-distintivo che identificava la Campagna di Russia

Rarissimo e totalmente integro camuffamento alpino (di prima generazione e risalente alla Prima Guerra Mondiale) adoperato in periodo invernale suo Gruppo montano dell’Adamello. Il corpicapo è un elmetto italiano con copertura antiriflesso in tela.

Uniforme da Maggiore RSI della divisione alpina “Monterosa” utilizzata negli ultimi due anni del Secondo Conflitto Mondiale. Insieme alla divisa è affiancato anche una pistola mitragliatrice Shpagin 1941

Nel dettaglio della divisa si nota la stella alpina, simbolo utilizzato dall’esercito tedesco. Visto il periodo di alleanza tra Italia e Germania, anche sulle divise nazionali veniva cucita la stella alpina.


LA GUERRA DI LATTA: COSA MANGIAVANO I SOLDATI Durante la Prima Guerra Mondiale, ai soldati italiani vennero distribuite duecento milioni di scatolette di carne ma anche di mortadella,tonno, alici, sardine. La dotazione per ogni soldato si sostanziava in due scatolette che rappresentavano però “razioni di emergenza”, utilizzabili quando era impossibilitata la distribuzione del rancio giornaliero ed in ogni caso sempre dopo autorizzazione del

Comandante di Reparto. Tra gli inscatolati è possibile anche trovare burro, margarina, salsa di pomodoro,olio di oliva e di semi. Vari e intensamente colorati furono i soggetti impressi sulla scatola, animali, monumenti storici e particolamente espressive furono le scatolette cosidette “patriottiche” inneggianti alla riconquista delle città di Trento e Trieste.Oggi, a distanza

di oltre cento anni, nei campi di battaglia affiorano moltissimi oggetti legati alla quotidianità; con il metal detector le scatolette alimentari sono reperibili in grandi quantità. Raramente è presente l’apriscatola, molte appaiono grossolanamente aperte con la punta della baionetta, segno della fretta con cui i soldati dovevano nutrirsi tra un’azione e l’altra.

... E COSA BEVEVANO In alta montagna, come nelle assolate doline carsiche la borraccia ha rappresentato, per i soldati della Grande Guerra, la dotazione più preziosa di cui non era possibile fare a meno. All’inizio della Guerra nel 1915, l’unico tipo di borraccia italiana reperibile era il modello Guglielminetti in legno di pioppo o salice, erede della vecchia borraccia in dotazione alle truppe piemontesi. Solo nel 1917 vennero rea-

lizzati e distribuiti due nuovi modelli, in lamiera di ferro zincata, rivestiti di panno grigioverde che, bagnato, manteneva fresco il liquido contenuto. Vennero denominate borraccia mod. 1917 in due versioni: quella rettangolare e quella rotonda. Nella Sala Storica di Albignasego sono presenti alcuni esemplari oltre a borracce austriache, inglesi, smaltate in verde e in azzurro, e francese con due

beccucci, con un rivestimento in tela. I soldati dell’esercito imperiale austriaco avevano in dotazione la borraccia in ferro smaltato provvista di bicchiere applicato alla base; il più delle volte riportavano le sigle del fornitore e l’anno di produzione.Un raro modello di borraccia austriaca, esposto nella Sala, è quello rivestito in vimini ,che non faceva però parte della dotazione ufficiale.

ERA IL maggio ODOROsO… Nicola Vegro, regista e autore del libro “Antonio Segreto” anche in questo numero ci racconta storie ed aneddoti dell’Albignasego di qualche anno fa, curiosità interessanti legate ad un passato non troppo remoto. Da poco il suo libro è disponibile non solo in libreria ma anche presso i punti vendita Alì, Aliper e i supermercati Interspar  “Era il maggio odoroso e tu solevi così menare il giorno.” Di sicuro tutti hanno riconosciuto i versi di una delle più belle poesie che a scuola abbiamo imparato. In quel “maggio odoroso”, Giacomo Leopardi collocava il ricordo di Silvia, il suo grande amore. Il Maggio odoroso: quel periodo dell’anno che, dopo il lungo inverno, si carica del profumo e del colore dei campi; del tepore del sole, del cielo tornato sereno, e di tutta la natura che freme e si sfida per perpetuare l’ancestrale ciclo della vita. Personalmente sarei portato a dire che Maggio sia il mese più indicato per rappresentare l’amore e il pulsare della creazione e della vita. Voglio scrivere a braccio, così come viene, per il piacere di mettere sul foglio, e di rivivere, emozioni vissute in un tempo che, a voltarsi indietro, è ormai lontano e irraggiungibile. Mi piace parlare di maggio. Mia mamma è nata in maggio. E anche nonna Anna. Maggio… e alla fine del mese, dopo pochi giorni la scuola finiva.

Maggio, il mese dedicato alla Madonna, la Madre per eccellenza; per noi cristiani l’esempio più alto dell’amore materno. Dopo il tramonto, nell’aria tiepida, carica dell’estate imminente, davanti al capitello di via sant’Eurosia o lungo bianche stradine di campagna dove si ergevano semplici capitelli, piccoli gruppi di fedeli si davano appuntamento per pregare, e tutti insieme, con una sola voce, sussurravano preghiere di protezione o di buon augurio. Erano momenti di preghiera intensa e spontanea, e i piccoli capitelli dedicati alla madonna si riempivano di fiori e di lumini che continuavano a brillare nella notte. Ma c’erano anche le processioni solenni: le “rogazioni dell’ascensione”. Il rito delle Rogazioni, proveniva da un lontano passato, quando gli uomini, appena avviati alla coltivazione dei campi, chiedevano a dei e divinità di proteggere i loro raccolti e di allontanare le calamità. Ripetendo quell’antico rito, nel

mese di Maggio la nostra gente rinnovava le preghiere di protezione. Punto di partenza era la chiesa parrocchiale. Crocefisso in testa seguito da sacerdoti, autorità e popolo - il corteo percorreva le principali vie del paese sino a costeggiare i campi gravidi di promettente raccolto. Ancora una volta le voci si levavano in preghiera, in una sola voce, rinnovando un rito che si perdeva nella notte dei tempi. Tutti insieme, solidali, per un bene comune. Chiedere protezione e allontanare calamità che potevano rovinare i raccolti.

A fulgure et tempestate, A peste, fame et bello, Libera nos Domine. Dai Fulmini e dalla Tempesta, Dalla Peste, dalla Fame e dalla Guerra, Liberaci Signore. Oggi è ancora così? Non lo so. Credo di no, e mi scuso di questa mia lacuna. Ma a me piace ricordare

quel paese che nonostante le differenze e le diverse posizioni personali, sapeva trovare un punto di energia, un punto di solidità collettivo e di partecipata solidarietà per invocare “il bene di tutta la comunità”. Erano riti che avevano una valenza ed una funzione in qualche modo propedeutica: erano riti capaci di infondere a ogni singolo individuo l’idea e ancor più, il sentimento, di appartenere a una collettività. Gran parte di quella nostra gente era semplice. Persone che molte volte avevano anche conosciuto le privazioni della povertà. Forse era per questo che, al momento del bisogno, sapeva aprire il cuore. Avevo 17 anni quando, la sera del 6 maggio 1976, un terribile terremoto del X° grado della scala Mercalli devastò il Friuli. Le notizie e le immagini drammatiche di quell’immane catastrofe dicevano una sola cosa: c’era bisogno di aiuto immediato. Ricordo che con Paola De Paoli (la mia prima fidanzatina) bussammo a tutti negozi

del paese e a molte abitazioni per chiedere di donare materiali di prima necessità. A quel tempo non esisteva ancora la protezione civile e i primi aiuti tardavano sempre ad arrivare. Albignasego rispose con grande generosità e tutti offrirono il proprio contributo. Alimenti in scatola e pappe per bambini, biancheria per grandi e pannolini. Coperte, abiti ben messi, pentolame. In poco meno di una settimana riempimmo un camioncino messo a disposizione dalla ditta Bonollo e lo zio Donatello Medici insieme all’amico, titolare della pregiata distilleria, partirono in direzione di Gemona portando la solidarietà di tutta la cittadinanza di Albignasego. Sono contento di essere nato in questo nostro paese. Nicola Vegro


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sPORT

OLIMPIADI MILANO – Cortina 2026 sODDIsfAZIONE DALLA REgIONE vENETO PER LE sCELTE NAZIONALI  IL PENSIERO DEL GOVERNATORE DEL VENETO LUCA ZAIA

“Un maggio così per il ciclismo in Veneto, e per Verona in particolare, non si vedeva da tanto tempo perché, a fare da prestigioso preludio all’arrivo della Ravenna-Verona del Giro d’Italia che celebra Dante Alighieri, sempre nella città scaligera assisteremo a un altro grande spettacolo delle due ruote. La Regione Veneto e i suoi tantissimi sportivi e appassionati del pedale accolgono con gioia la specialità del Bmx che a Verona, nella Bmx Olympic Arena, terrà i suoi due appuntamenti internazionali più prestigiosi: l’European Cup l’1 e 2 maggio e la Superworld Cup l’8 e il 9 dello stesso mese”.

“Auguro buon lavoro al viceministro Morelli. Oggi è un giorno importante per i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026, perché dopo due anni di attesa viene assegnata la delega a colui che dovrà seguire da vicino tutto il coordinamento e lo sviluppo infrastrutturale che ruota attorno all’evento a cinque cerchi”. Lo afferma il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, esprimendo soddisfazione per le deleghe assegnate oggi dal Consiglio dei Ministri all’Onorevole Morelli. Il Viceministro, oltre alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, si occuperà di Codice della Strada, interventi stradali, infrastrutture idriche, edilizia scolastica e dovrà coordinare i commissari di Anas. “Ora c’è bisogno di premere sull’acceleratore per dare il via alle grandi infrastrutture di servizio alle Olimpiadi, che segneranno la ripartenza di tutta la montagna veneta; una rinascita dell’intero territorio bellunese dopo la battuta di arresto causata dall’epidemia – continua Zaia -. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha già ricevuto il nostro dossier contenente la lista degli interventi infrastrutturali necessari a garantire l’accessibilità alle venue di gara. Penso alla variante di Longarone e di Cortina, ai collegamenti ferroviari e alle stazioni olimpiche. Il punto di partenza per la valorizzazione dei diversi centri urbani, per garantire una porta d’accesso veloce e sicura agli impianti, con un’attenzione particolare al tema ambientale”. “Una nomina importante quella di

Morelli, perché ci permette di gettare le basi per lo sviluppo futuro di Cortina e delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità – conclude Zaia -. Sono certo che il Viceministro darà impulso a questa grande opportunità per il Paese, costituendo e formalizzando in tempi rapidi anche la società Infrastrutture, la quale dovrà occuparsi della realizzazione delle opere olimpiche. Per tutto l’Arco Alpino questa è un’occasione unica, per dimostrare al mondo intero la capacità di fare sistema e affrontare una sfida che avrà un impatto rilevante sul PIL nazionale nel medio/lungo periodo. Un patrimonio che si tradurrà in eredità stabile anche per le nostre generazioni future”. ANCHE L’ASSESSORE DE BERTI È D’ACCORDO CON ZAIA “Con la nomina del Viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli si entra nel vivo del grande progetto sportivo, che porta il nome di Mila-

no-Cortina 2026. Una nomina attesa da tempo e che saprà sicuramente dare concreta attuazione alle numerose opere necessarie per consacrare il Veneto come terra olimpica, con Cortina che ritorna ad avere un ruolo da protagonista nelle competizioni sportive invernali dopo i successi del 1932, con i Campionati mondiali di sci alpino, e del 1956, con la VII edizione dei Giochi olimpici invernali. Un Veneto che dimostrerà, ancora una volta, la sua capacità di fare sistema nel cogliere le opportunità di sviluppo”. Così l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Vicepresidente, Elisa De Berti, saluta le deleghe affidate oggi al Viceministro Morelli e che riguardano nello specifico il Codice della Strada, gli interventi stradali, il coordinamento dei commissari di Anas, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, le infrastrutture idriche e l’edilizia scolastica. “Per il Veneto è un’ottima notizia perché ci consente di entrare nel vivo del progetto olimpico, che fra cinque

anni darà il via a qualcosa di eccezionale e di rivoluzionario per tutta l’area alpina della nostra Regione – commenta la Vicepresidente De Berti -. Con il Viceministro affronteremo il tema delle smart road, per individuare soluzioni viabilistiche che riducano definitivamente il traffico all’interno dei centri urbani delle Dolomiti e offrire così strade più sicure e veloci, soprattutto nei giorni di maggior afflusso. Penso soprattutto allo sviluppo della Variante di Longarone e di Cortina: due interventi prioritari in vista delle Olimpiadi, perché daranno risposte concrete alle esigenze dei residenti e a quelle del turismo, in previsione dell’apertura di nuovi impianti di risalita”. “Uno sviluppo sostenibile che condivideremo assieme al Viceministro Morelli, per dare un futuro alle montagne più belle del mondo – conclude De Berti -”. Per rimanere sempre in ambito sportivo, Zaia esprime grande soddisfazione per l’European e Superworld Cup BMX

Con queste parole, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, saluta l’approdo a Verona di una specialità ciclistica giovane e spettacolare come il Bmx, disciplina olimpica dal 2008, che si svolge su piccole bici monomarcia, con gli atleti lanciati in un percorso fulmineo tra i 35 e i 50 secondi di gara, caratterizzato da dossi, curve paraboliche e altri ostacoli simili a quelli del motocross. A Verona sono in arrivo atleti da 30 diverse Nazioni, a partire dall’età di 10 anni, a testimonianza che il Bmx è una disciplina giovane (nata negli Usa nel 1968), ma senza età. La manifestazione è organizzata dal il Team Bmx Verona, sette volte campione d’Italia e punto di riferimento nazionale più rilevante di questo sport.

La redazione


inaugurato “10.000 Passi in siCurezza” il nuovo percorso urbano di 6 kM ad albignasego  Pochi giorni fa è stato inaugurato un nuovo percorso di circa 6 km che permetterà ai podisti di muoversi in totale sicurezza. Il tragitto si snoda nella sua totalità all’interno del territorio comunale, preferibilmente in strade non troppo trafficate e lungo alcuni tragitti ciclopedonali illuminati. Il percorso ha il suo inizio di fronte al Bar Cafè Modì, poco distante dal supermercato Alì di via Modigliani in quartiere Sant’Agostino. L’iniziativa è promossa da FIASP Padova, dall’ULSS 6 ed è rivolta a molti comuni aderenti al progetto. I Percorsi Attrezzati sono intesi come percorsi prestabiliti e tracciati - aperti a tutti - che il partecipante fruisce in piena libertà e autogestione. In particolare, in tempo di COVID-19, i percorsi attrezzati si prefiggono l'obiettivo di offrire al podista la possibilità di svolgere la propria attività in sicurezza nel pieno

rispetto delle disposizioni per il contrasto alla diffussiione del virus. Oltre ad Albignasego, per il quale il percorso è mantenuto da Padova Sport Club A.S.D e Retrorunning.EU A.S.D., sono stati inaugurati dei tracciati molto interessanti anche a Piove di Sacco, Montagnana, Veggiano, Rubano, Selvazzano Dentro, Mestrino e Padova. Il percorso di Padova titolato “Muoviti con i Sonai” si snoda interamente nel Comune di Padova consentendo al podista di muoversi in sicurezza. Tracciati seguendo su strade poco trafficate e lunghi tratti ciclo-pedonali illuminati, il punto di partenza è posto al ponte sul Brentella (incrocio via VII martiri e via dei Colli) ex Mulata, a Brusegana. I percorsi sono proposti e mantenuti da G.P. SONAI RUNNERS da cui prende nome l’iniziativa La FIASP - Federazione Italiana Sport Per Tutti - è un'As-

sociazione Sportiva apartitica e senza scopo di lucro, costituita a Milano nel 1975, membro della Federazione Internazionale Sport Popolari I.V.V.. E' composta da Gruppi, Associazioni, aderenti singoli e Soci partecipanti che dedicano la loro attività all'organizzazione e/o partecipazione a manifestazioni sportive ludico motorie a carattere popolare, intese come tutte le attività motorie praticate senza spirito agonistico. Come anche in questa occasione, questa associazione intende promuovere, disciplinare e tutelare le manifestazioni ludico motorie. Scopo precipuo è sviluppare l'amore per lo sport rivolto ai valori della fratellanza, dell'amicizia e della famiglia, per favorire, nella pratica motoria, un processo di socializzazione che si matura nel piacere e nel rispetto della natura. A.F.

Equitazione: Vittoria Grigio da grande passione al podio

il direttore risponde Ci fa molto piacere aver dato seguito alla richiesta di una nostra lettrice che la settimana scorsa ha posto una domanda riguardante l’impossibilità nel praticare attività di corsa prolungata senza per forza dover correre sull’asfalto. Pochi giorni fa mi ha scritto il Vicesindaco e Assessore allo Sport Gregori Bottin, desideroso di poter personalmente rispondere alla nostra lettrice. Riportiamo il fulcro della domanda della nostra lettrice Barbara Genise e la risposta dell’assessore. […] Devo esprimere la mia perplessità sulla mancanza di aree dove poter fare attività di corsa prolungata senza dover correre sull'asfalto sulle vie cittadine, come molti runners fanno attualmente... personalmente, dalle mie competenze professionali, e dalla mia esperienza personale, correre su fondi come i lungo argini, o terreni tipo sottobosco per non danneggiare la colonna vertebrale, è l'attività per eccellenza più salutare e preventiva rispetto ad attrezzature che non vengono utilizzate da nessuno, o da poche persone.

Io vado lì in questi giorni, periodi in cui non è possibile oltrepassare il comune per raggiungere il meraviglioso lungoargine del Bacchiglione, luogo perfetto per il running cercando di correre sui terreni che fiancheggiano le passerelle di cemento dei parchi di Albignasego. Purtroppo sono terreni non adatti per la corsa, dove si sprofonda perchè terreno friabile e curato con idratazione tipica dei giardini pubblici........attualmente, dopo 30 anni di running, sto attraversando un periodo di malessere fisico, come credo i runner come me, che non possono correre su asfalto di strada e conoscono anche il danno vertebrale che queste superfici arrecano al nostro rachide. Mi auguro e spero che il Comune valuti anche l'opportunità di creare un percorso vita dove fare del running, a questo punto credo che sia il caso di rivolgersi direttamente al settore sportivo dello stesso per esprimere la mia esigenza e quella di molti appassionati della corsa salutare come me. […]

Buonasera Matteo, rispondendo alla domanda posta nella rubrica “Il Direttore Risponde” del suo periodico, informo volentieri la lettrice che poneva il quesito. È stato di recente realizzato lo studio di fattibilità per un progetto che prevede una pista di atletica in zona Carpanedo. Per quanto riguarda lo sport in generale e visto il particolare momento, parliamo di attività sportiva destrutturata quindi è fondamentale investire, come già stiamo facendo, in strutture all’interno dei parchi. Tutto questo ovviamente viene fatto per facilitare l’accesso allo sport a più categorie di persone possibili Assessore allo Sport Gregori Bottin Siamo felici di aver adoperato le nostre pagine per trattare temi ai quali, talvolta, non è facile ricevere una risposta diretta e precisa. Sperando di tornare utili anche in futuro ricordo che questa rubrica è un’occasione per voi lettori per sottopormi domande alle quali proverò a rispondere nella maniera più precisa. Nelle situazioni nelle quali le domande richieste non rientrassero sotto la mia competenza, proverò ad interpellare persone esperte e informate sugli argomenti. Matteo Venturini

Per porre domande al nostro Direttore Responsabile inoltrare una mail a matteoventurini@gmail.com

M.V.

 Oggi parliamo di Vittoria Grigio, classe 2004, che da pochi giorni si è aggiudicata un terzo posto in una gara di equitazione – salto ad ostacoli categoria 90 cm a tempo. Da sempre appassionata di questo sport ci ha raccontato di aver iniziato molto presto – nove anni fa – grazie alla passione condivisa con la zia. Parlando con Vittoria traspare non solo la passione ma anche la grande responsabilità nel praticare uno sport che, in fin dei conti, meriterebbe molto più spazio; per responsabilità si intende principalmente un rapporto

Il Giornale di Albignasego 13.000 copie che vengono distribuite direttamente nelle case dei cittadini di Albignasego. Le associazioni e le onlus cittadine possono dare il loro contributo e farsi conoscere, scrivendo a: matteoventurini@gmail.com

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Chiama: 329 0479770

di simbiosi tra il cavaliere ed il cavallo, quindi la vera vittoria, come anche la sconfitta, è frutto di un lavoro di squadra. Non è il semplice cavaliere ad emergere, ma il rapporto e la fiducia tra lui/lei e l’equino che di giorno in giorno cresce semplicemente allenandosi insieme e “frequentandosi”. Questo rapporto, col tempo, è vissuto totalmente in simbiosi, tanto che il cavallo è in grado di percepire durante la gara la tesione del cavaliere e lo dimostra irrigidendosi e commettendo qualche errore. Un grazie a Vittoria per la sua bella testimonianza ed un in bocca al lupo per nuovi ed importanti successi.

Attenzione... Non hai ricevuto il giornale ? PUOI RITIRARLO QUI: L’ARTE DELLA PASTICCERIA Via Roma, 76 - Albignasego

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Il Giornale di Albignasego supplemento de “il Giornale di” Anno 2 n°3 (6°Pubb.) Aut. Tribunale di Padova n. 2509

Direttore responsabile: Matteo Venturini Coordinamento editoriale: Nadia Musoni

Redazione: matteoventurini@gmail.com Albano Faggin Dott. Emo Bruno Nicola Vegro Ala Jucova Raccolta pubblicitaria, impaginazione e grafica: Lime Edizioni Srl - Milano t. 02 36767660 www.limedizioni.com

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