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La Freccia - settembre 2026

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PER CHI AMA VIAGGIARE

ELETTRA LAMBORGHINI

ANNO XVIII | NUMERO 9 | SETTEMBRE 2026 | www.fsitaliane.it | ISSN 2785-4175

NUOVA GIUDICE DI TALE E QUALE SHOW

Incontri Stefano Fresi Giuseppe De Domenico Csaba dalla Zorza Viaggi Sul Treno natura in Val d’Orcia La Napoli di Un posto al sole Alessandria

PARTIRE DALL’ISTINTO

Arte e cultura Marina Abramović L’universo di Orson Welles Sony World Photography Awards


FRECCIASENIOR

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Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota informativa Nota euro è disponibile su alcune relazioni per viaggi in Standard/2° classe). Il rimborso e il cambio prenotazione, biglietto e nominativo non sono informativa Nota informativa consentiti. Maggiori informazioni su trenitalia.com


EDITORIALE

RIPARTENZE di Alessandra Calise

P

er gran parte dell’anno amministriamo il tempo come si amministra un bilancio: lo distribuiamo, lo comprimiamo, lo impegniamo in anticipo. Ogni ora ha un proprietario, ogni giornata una sequenza di impegni, ogni minuto viene incastrato nel successivo. Il tempo libero, quando compare, sembra quasi una voce residuale: quello che resta dopo aver pagato tutto il resto. Poi arrivano le piccole o grandi pause estive e, per un po’, salta il bilancio. Non sappiamo più bene che giorno sia. Il pranzo può slittare, una passeggiata può durare più del previsto e un treno preso senza l’ansia di arrivare il prima possibile può diventare parte della vacanza. Ci accorgiamo, con una certa sorpresa, che il tempo non è soltanto una cosa da impiegare. È anche una cosa da attraversare. A settembre ricominciamo ad amministrarlo. Ma forse la vera ripartenza consiste proprio nel decidere come. È una domanda meno innocente di quanto sembri. Perché il modo in cui distribuiamo il tempo racconta molto di ciò che consideriamo importante. Se tutto è urgente, niente lo è davvero. Se ogni spazio deve essere riempito, il vuoto diventa un nemico. Se misuriamo ogni spostamento soltanto in minuti risparmiati, rischiamo di non accorgerci di ciò che quei minuti ci stavano facendo vedere. Anche un Paese, in fondo, amministra il proprio tempo. Lo fa attraverso le infrastrutture, le città, le ferrovie, le connessioni che consentono alle persone di raggiungere un posto di lavoro, una famiglia, una località di vacanza, un museo, una montagna o il mare. L’estate ha restituito una misura significativa di questo movimento: oltre 33 milioni di persone hanno scelto Trenitalia, società del Gruppo FS, per i propri spostamenti. È un numero che si può leggere in molti modi. Come dato di traffico, certamente. Ma anche come fotografia di un Paese che continua a viaggiare e affida sempre più al treno una parte della propria idea di mobilità.

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E tutto questo mentre la rete ferroviaria è interessata da una trasformazione altrettanto imponente: sono circa 1.300 i cantieri attivi. C’è una particolare difficoltà nel cambiare qualcosa senza smettere di usarla. Una ferrovia non può semplicemente chiudere mentre la si migliora. Deve continuare a portare le persone a destinazione mentre, contemporaneamente, si costruiscono le condizioni per farlo meglio domani. Il Piano Estate, il potenziamento dell’assistenza nelle stazioni e un’informazione più capillare hanno accompagnato tale complessità. È, anche questo, un modo di amministrare il tempo: quello del viaggiatore, naturalmente, ma anche quello necessario a trasformare una rete senza bloccare il Paese che la utilizza. E poi ci sono le ripartenze che prendono forme imprevedibili. Elettra Lamborghini è protagonista di due programmi Rai, Tale e quale show e Boss in incognito, e dell’evento televisivo La notte dei serpenti: tre esperienze lontane tra loro per linguaggio e pubblico. Non è soltanto questione di riempire un’agenda: è la disponibilità a cambiare registro, a misurarsi con situazioni nuove, a non considerare conclusa una stagione soltanto perché ne comincia un’altra. Il viaggio, invece, può fare una cosa ancora più radicale: restituirci il tempo che pensavamo di dover risparmiare. È quello che accade sul Treno natura della Fondazione FS Italiane, attraverso le Crete Senesi e la Val d’Orcia. Un viaggio a bordo di un convoglio d’altri tempi, dove il paesaggio non è un intervallo fra due destinazioni. È la destinazione, almeno per un po’. Si guarda fuori dal finestrino e non c’è niente da accelerare. È un lusso quasi inattuale. Eppure, potrebbe essere proprio questa la curiosità con cui tornare a viaggiare: non soltanto chiedersi quanto tempo impiegheremo per arrivare, ma che cosa possiamo fare del tempo mentre arriviamo. La stessa lente serve per attraversare Alessandria. Una città


© SimpleImages/GettyImages

che non consegna le proprie attrazioni tutte insieme, come un catalogo, ma le distribuisce con una certa parsimonia: memorie medievali, tracce napoleoniche, musei, botteghe, sapori piemontesi. Bisogna fermarsi abbastanza per accorgersene. Il che, in una località turistica, è quasi una dichiarazione di principio. Napoli offre invece un altro genere di tempo, quello sedimentato dalle storie. Si può attraversare la città seguendo i luoghi di Un posto al sole, dal Belvedere di Posillipo alla Mostra d’Oltremare, e scoprire quanto la televisione abbia finito per aggiungere una memoria immaginaria a quella reale. Anche qui il viaggio non consiste semplicemente nel raggiungere un luogo, ma nel confrontare ciò che abbiamo visto in tv con ciò che finalmente possiamo vedere dal vivo. Alla fine, forse, la ripartenza di settembre non ha molto a che fare con il ricominciare. Quello lo facciamo continuamente, spesso senza neppure accorgercene. Ha più a che fare con l’amministrazione. Con il decidere che cosa merita un’ora e che cosa può aspettare. Con il distinguere la velocità dalla fretta. Con il capire che non tutto il tempo risparmiato è tempo guadagnato. L’estate, almeno per qualche settimana, ci ha ricordato che esistono ore che non chiedono di essere giustificate. Settembre ci restituisce il compito, forse, di non considerarle un errore di gestione. Ripartire significa proprio questo: tornare a correre, quando serve, senza pretendere che ogni minuto debba dimostrare di essere stato speso bene.

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SOMMARIO | Settembre 2026 IN COPERTINA

SOSTENIBILITÀ

16 ELETTRA LAMBORGHINI

42 Generare il domani

Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale promuove un rinnovamento sostenibile attraverso la collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadinanza

nella giuria di Tale e quale show

INCONTRI

VIAGGI

44 Tocca a Stefano

22 Il treno che va indietro (nel tempo)

A bordo di un convoglio storico di Fondazione FS Italiane, si raggiunge il cuore della Val d’Orcia partendo da Siena. E la lentezza diventa il vero lusso del viaggio

26 Meraviglie discrete

Alessandria e i suoi dintorni custodiscono un patrimonio tutto da scoprire tra musei, chiese e antiche botteghe

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Fresi è nelle sale dall’8 ottobre con il nuovo film di Giorgio Pasotti: una commedia brillante che denuncia il cinismo nel mondo del lavoro

46 L’arte di essere un altro

Giuseppe De Domenico è al Toronto International Film Festival con Idda e presto in tv nel ruolo del giudice antimafia Rosario Livatino

LIFESTYLE 48 Rotte di stile

Dalle fiere internazionali alle collezioni donna, Herno interpreta il viaggio come chiave narrativa del guardaroba

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STORIE DI FS 6 Railway heArt

Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click

30 Un giorno a Napoli

8 Il viaggio della prevenzione

In giro per i luoghi della soap opera Un posto al sole con una guida d’eccezione: Patrizio Rispo, l’interprete del portiere Raffaele Giordano

A settembre e ottobre la Race for the Cure, organizzata da Komen Italia con il sostegno del Gruppo FS, fa tappa a Bologna, Matera, Brescia, Napoli e Pescara

34 ANDAMENTO LENTO

Nel borgo che rinasce A Calascio, in provincia dell’Aquila, un progetto di rigenerazione culturale, sociale ed economica punta a valorizzare la pastorizia

AGENDA 10 Save the date

Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud

ARTE E CULTURA 52 The illusionist

In mostra a Torino l’universo di Orson Welles: oltre 400 memorabilia raccontano il regista che ha reinventato le regole del cinema

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34 38 L’ANNO DI FRANCESCO

Luce d’Italia Ogni 4 ottobre la riaccensione della lampada votiva sulla tomba di Francesco ad Assisi unisce il Paese nel segno del santo

4

56 Geografia sentimentale

La relazione tra performance e Rinascimento, l’esperienza del presente, la memoria del corpo. Venezia celebra gli 80 anni di Marina Abramović

62 Rivelare lo straordinario

A Milano, fino al 4 ottobre, sono esposti gli scatti vincitori del Sony World Photography Awards 2026


prima di

scendere

PER CHI AMA VIAGGIARE

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI ANNO XVIII - NUMERO 9 - SETTEMBRE 2026 REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 16/05/1997 CHIUSO IN REDAZIONE IL 01/09/2026

BEAUTY CASE

Il bello del rientro I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri

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Foto e illustrazioni: © Archivio Multimediale FS Copertina: © Marco Cella Look: Persona by Marina Rinaldi Tutti i diritti riservati Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore

ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT

SEGNALIBRO

LA FRECCIA DI CUPIDO

Intervista a Csaba dalla Zorza per il romanzo Io sono Adele

In amore i sogni non bastano La posta del cuore di Cristiano Malgioglio

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UN TRENO PER LE STELLE

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FOOD TO GO

MINDFULNESS IN VIAGGIO

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La ricetta del mese I pretzel di Fulvio Marino

EDITORE

Comunicazione e Relazioni Esterne di Gruppo Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma Contatti di redazione lafreccia@fsitaliane.it

CIAK, SI PARTE

La magia dei legami. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo

Info su creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it

Scorpione, cogliete l’attimo L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello

Tornare senza perdersi Meditare con Nerina Di Nunzio

Direttore responsabile Giuseppe Inchingolo Direttore editoriale Alessandra Calise Responsabile prodotti editoriali Davide Falcetelli Caporedattrice Michela Gentili Caposervizio Cecilia Morrico Segreteria di redazione Francesca Ventre Coordinamento editoriale Alex A. D’Orso, Irene Marrapodi, Francesca Ventre In redazione Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi Coordinamento creativo Giovanna Di Napoli Ricerca immagini e photo editing Claudio Romussi Hanno collaborato a questo numero Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Davide Garofalo, Cristiano Malgioglio, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Floriana Schiano Moriello, Luigi Torres Cerciello

Per la pubblicità su questa rivista advertisinglafreccia@fsitaliane.it

REALIZZAZIONE E STAMPA

IN VALIGIA

BINARI SENZA TEMPO

Alchimie di fine estate I consigli fashion di Susanna Ausoni

Campania autentica con Fondazione FS Italiane

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Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico Antonio Nappa

PROGETTO CREATIVO

Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati

62 FRECCIAROSSA NEWS

Le idee di viaggio e le promozioni a bordo treno, i vantaggi CartaFreccia e le novità del portale FrecciaPlay

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On web Con questo QR code puoi sfogliare La Freccia anche online. Buona lettura

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STORIE DI FS

RAILWAY

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Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click. Un viaggio da fare insieme a cura di Enrico Procentese

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Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine, classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.

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Luoghi

L’architettura del viaggio, stazione di Roma Termini © Selin K.

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People

Alcune distanze iniziano da un abbraccio © Mariangela G. mariangela_grillo

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In viaggio

Quando il finestrino smette di essere vetro e diventa quadro © Francesco V. ciskie1977

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STORIE DI FS

prev

Il viaggio della L’edizione 2026 della Race for the Cure di Roma

A settembre e ottobre la Race for the Cure, organizzata da Komen Italia con il sostegno del Gruppo FS, fa tappa a Bologna, Matera, Brescia, Napoli e Pescara per tenere alta l’attenzione sul tumore al seno di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

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enzione e

vento simbolo di Komen Italia, anno dopo anno la Race for the Cure continua a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e del contrasto ai tumori del seno. Una missione che il Gruppo FS sostiene con convinzione e partecipazione attiva. Dopo gli appuntamenti di maggio, a Roma e a Bari, la Race prosegue il suo viaggio con diverse tappe lungo l’Italia. In ogni città coinvolta viene allestito il Villaggio della salute, uno spazio dedicato alla prevenzione e alla promozione del benessere femminile, che ospita incontri sui corretti stili di vita e sull’alimentazione, laboratori sull’equilibrio psico-fisico e attività per bambini e bambine. In un’area medica appositamente predisposta, invece, vengono offerte gratuitamente visite specialistiche ed

esami per la diagnosi precoce dei tumori del seno e di altre patologie oncologiche di particolare rilevanza. L’evento dura tre giorni e si conclude la domenica mattina, con la tradizionale corsa di cinque chilometri e la passeggiata di due. A Bologna, dove si celebra la 20esima edizione, il Villaggio ai Giardini Margherita è aperto il 18 e 19 settembre dalle 9 alle 19 e il 20 dalle 8 alle 13. A Matera, che ospita la Race for the Cure dal 2018, è il Parco del Castello ad accogliere lo spazio dedicato alla salute femminile, il 25 e 26 settembre, dalle 9 alle 19, e il 27 dalle 8 alle 13. Brescia festeggia il 12esimo anniversario con l’allestimento del Villaggio della salute al Parco Campo Marte (Parco Sam Quilleri), che rimane aperto il 25 settembre, dalle 14 alle 18, il 26 dalle 9 alle 19.30 e il 27 dalle 8 alle 13. A Napoli la Race for the Cure torna per il decimo anno e alla rotonda Diaz, sul lungomare, il Villaggio accoglie visitatrici e visitatori il 9 e 10 ottobre, dalle 9 alle 20, e l’11 dalle 8 alle 13. L’ultimo appuntamento è invece a Pescara, dove l’evento giunge alla sua quarta edizione. Qui il Villaggio della salute viene allestito in piazza Salotto (piazza della Rinascita) con aperture previste il 16 e 17 ottobre, dalle 9 alle 19, e domenica 18 dalle 8 alle 13. Così, grazie alla collaborazione con i professionisti delle Aziende sanitarie regionali, Komen Italia rinnova l’impegno per garantire un accesso più equo alla prevenzione, con particolare attenzione alle persone e alle comunità fragili. raceforthecure.it komenitalia komen-italia

Alcune donne in rosa durante la Race for the

Cure 2026 della Capitale

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AGENDA a cura di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

save the date 09

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TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO TORINO 24>27 SETTEMBRE Biodiversity - Be Diversity è il titolo della 16esima edizione della manifestazione dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari. Quest’anno, nelle strade centrali di Torino, nei musei e nei palazzi, si celebra il valore della biodiversità declinata in tutte le sue dimensioni: naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale. Come sempre sono protagonisti i presìdi Slow Food, che si occupano di proteggere e preservare gli alimenti tipici e sani, e le comunità che ogni giorno li custodiscono e valorizzano. Nel grande mercato a cielo aperto si incontrano i visitatori e gli oltre 600 produttori, che offrono specialità regionali italiane e internazionali, come l’Emmentaler svizzero, le ostriche dai mari di Bretagna e di Charent e lo zafferano di Jiloca, in Spagna. I laboratori consentono a bambini e adulti di conoscere da vicino le cucine del mondo, mentre nella sala immersiva delle Gallerie d’Italia si celebrano i 40 anni di Slow Food Italia attraverso le voci di contadini, cuoche, scienziati, attiviste, giornaliste e filosofi. 2026.terramadresalonedelgusto.com

Una passata edizione dell’evento

LEADERSHIP FORUM MILANO 29-30 SETTEMBRE Il teatro degli Arcimboldi ospita anche quest’anno l’evento dedicato ai temi della leadership e del management di cui Trenitalia è Official Green Carrier. Le conferenze, rivolte principalmente a decision maker, imprenditori e top manager, sono tenute da accademici, Ceo e dai maggiori esperti di business a livello globale. Insieme, gli speaker cercano il modo migliore per valorizzare il talento dei singoli e motivare i team di lavoro, analizzano la cultura aziendale e le sue criticità, mantenendo sempre uno sguardo al futuro e alla crescita professionale. leadershipforum.roigroup.it

La presentazione del Leadership Forum 2026

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© Trentino Marketing/Orlerimages

I SUONI DELLE DOLOMITI TRENTINO FINO AL 3 OTTOBRE Da 31 anni il festival porta artisti internazionali tra vette, prati e rifugi delle Dolomiti. Dal 7 al 9 settembre, alle Pale di San Martino, il Trekking dei suoni unisce cammino e musica in alta quota. L’esperienza termina con il concerto del violoncellista Mario Brunello e del violinista Gilles Apap. Il 12, Ilumina Ensemble, collettivo brasiliano che riunisce artisti affermati e giovani talenti provenienti da contesti svantaggiati, propone una performance immersiva al Piano del Lago Asciutto. Mentre il 21, a Villa Welsperg, in Val Canali, il trio jazz Doctor 3 presenta Lontano Lontano, un progetto dedicato alla musica di Luigi Tenco, tra improvvisazione e rilettura della canzone d’autore. Un concerto pensato per essere fruito anche da persone con disabilità motoria e uditiva. isuonidelledolomiti.it

L’orchestra Teophil Ensemble Wien durante l’edizione 2025 del festival

© Massimo Samaritani

BERGAMOSCIENZA BERGAMO 1>11 OTTOBRE È arrivato alla 24esima edizione uno dei più importanti festival italiani di divulgazione scientifica, rivolto soprattutto ai giovani. In programma oltre 180 eventi gratuiti, tra conferenze, laboratori, concerti, mostre ed esperienze interattive, focalizzati sul tema dell’anno: Convergenze. Previsti numerosi interventi di scienziati italiani e internazionali, tra cui Susumu Kitagawa, Nobel per la Chimica 2025, e l’astrofisica britannica Jocelyn Bell, in dialogo sui temi dello Spazio con il divulgatore Luca Perri. Marialuisa Aliotta, docente di astrofisica nucleare, approfondisce l’origine degli elementi chimici che compongono l’universo. Mentre Nicola Armaroli, ricercatore Cnr, affronta la sfida della transizione energetica insieme a Telmo Pievani, presidente del comitato scientifico di BergamoScienza. bergamoscienza.it

TOCATÌ - FESTIVAL INTERNAZIONALE DEI GIOCHI IN STRADA VERONA 18>20 SETTEMBRE Significa «tocca a te!» il titolo della rassegna dedicata al gioco che anima il quartiere di Veronetta. Attraverso oltre cento attività a ingresso libero, tra musica, danze e laboratori, si riscoprono passatempi antichi o popolari italiani e celtici. L’Irlanda è infatti il Paese ospite d’onore della 24esima edizione del festival – inserito nel registro delle Buone pratiche di salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco – che diventa l’occasione per conoscere gli sport, gli strumenti e le usanze tradizionali dell’isola, come l’arpa e il calcio gaelici. tocati.it

Un partecipante con i trampoli di Schieti, originari della frazione di Urbino

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AGENDA FESTIVAL DEL PENSARE CONTEMPORANEO PIACENZA 24>27 SETTEMBRE In 13 location cittadine ospiti italiani e internazionali discutono di confini e condivisione, movimento e conoscenza. Attraversiamo: lasciare/approdare è il tema della quarta edizione del festival e da questa traccia si dipanano le riflessioni del curatore Alessandro Fusacchia, dei fondatori di Tlon Maura Gancitano e Andrea Colamedici, responsabili della direzione filosofica, e dei vari ospiti. Le loro parole si intrecciano a quelle dei migliori pensatori contemporanei come Dacia Maraini, don Andrea Ciucci, Marianna Aprile, Matteo Lancini e tanti altri, e alla musica di Levante e Vasco Brondi. Durante la serata conclusiva a Palazzo Gotico, viene inoltre assegnato il premio internazionale Pensare contemporaneo a Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, per aver contribuito a rendere il sapere un bene comune. pensarecontemporaneo.it Un’edizione precedente del festival

© Kourtney Roy Courtesy Spot home gallery

CORTONA ON THE MOVE CORTONA (AREZZO) FINO AL 1° NOVEMBRE Beautiful Country è il titolo della 16esima edizione del festival internazionale di fotografia che anima il territorio toscano. In programma oltre 30 mostre sparse in luoghi storici della città, come l’ex stazione ferroviaria di Camucia-Cortona, focalizzate sulle bellezze dell’Italia ma anche sulle sue complessità: dalle luci delle campagne romane, da secoli fonte d’ispirazione per gli artisti, agli incendi estivi capaci di mettere in pericolo interi ecosistemi, passando per il ricco patrimonio architettonico e per le usanze che rendono il Paese speciale agli occhi di chi lo visita. cortonaonthemove.com

Yellow Hair Rollers (2025) dalla serie Failed postcards from Napoli di Kourtney Roy

WORLD TOURISM EVENT ASSISI 24>25 SETTEMBRE In concomitanza con gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la città umbra è stata scelta per ospitare il tradizionale appuntamento dedicato alla valorizzazione e alla promozione dei siti Patrimonio Unesco. L’evento, di cui Trenitalia è vettore ufficiale, si svolge nello storico Palazzo del Monte frumentario e punta sul turismo come veicolo di pace e dialogo. Tra le iniziative, il workshop b2b divenuto un punto di riferimento per gli operatori nazionali e internazionali. Mentre per i visitatori è a disposizione un ricco spazio espositivo con un’area eventi per confrontarsi su temi di attualità ed esperienze legate al Patrimonio materiale e immateriale. wtevent.it

Il Palazzo del Monte frumentario che ospita il Wte

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ROMAEUROPA FESTIVAL ROMA 8 SETTEMBRE>15 NOVEMBRE Musica, danza, teatro, creazione digitale e percorsi per l’infanzia si intrecciano per dare forma a un’esperienza collettiva. La rassegna, alla 41esima edizione, prevede un doppio opening all’Auditorium Conciliazione: l’8 settembre la coreografa Sofia Nappi presenta la prima italiana di Chora - Il vuoto all’origine, il 9 Caterina Barbieri fa incontrare musica elettronica e dimensione orchestrale nello spettacolo Non puoi contare l’infinito. Il 15 Fatoumata Diawara, voce carismatica della musica africana, presenta il suo ultimo album Massa all’Auditorium Parco della musica. Mentre dal 18 al 20, al Teatro Vascello, il danzatore Georgios Kotsifakis interpreta Landless del greco Christos Papadopoulos. Infine, il 26 e 27, il Brancaccio ospita il Groupe acrobatique de Tanger per la prima nazionale di Ka-in romaeuropa.net

© Pierre Planchenault

AGENDA

© Juno Calypso

Una performance del Groupe acrobatique de Tanger

PHEST - FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA E ARTE MONOPOLI (BARI) FINO AL 1° NOVEMBRE What if? è il tema dell’11esima edizione della rassegna. Una domanda che invita a guardare la realtà da prospettive inedite e a immaginare ciò che potrebbe ancora accadere. Un filo invisibile che attraversa i lavori in mostra: dai rari scatti di Horst von Harbou sul set del distopico Metropolis, alle immagini realizzate da Vivian Maier, scoperte per caso in un’asta a Chicago nel 2007. Spazio anche alle foto dello spagnolo Joan Fontcuberta, che esplora la relazione tra immagine, conoscenza e finzione. Mentre l’artista inglese Juno Calypso, con la serie What to do with a million years ambientata nel bunker antiatomico costruito dall’amministratore delegato di Avon Cosmetics negli anni ‘70, riflette sul rapporto tra vita e morte e indaga il significato della solitudine. phest.info

FERNANDO BOTERO. L’INCANTO DEL MITO - IL PESO DEI SOGNI AGRIGENTO E PALERMO FINO AL 31 OTTOBRE L’ambizioso progetto espositivo, dedicato all’artista colombiano noto per le sue opere dai volumi tondi, si divide in due mostre in altrettante città siciliane. Ad Agrigento l’esposizione L’incanto del mito è distribuita tra Villa Aurea e la Valle dei Templi: otto formose sculture in bronzo sono inserite in armonia con l’antica architettura dorica, mentre a Villa Aurea disegni e acquerelli si adattano a un’atmosfera più raccolta. La mostra palermitana Il peso dei sogni è ospitata, invece, nel Museo d’arte contemporanea della Sicilia a Palazzo Riso. Una dozzina tra dipinti, disegni, acquerelli e sculture pongono al centro la monumentalità del corpo. Spicca in particolare il Serpente, per la sua forma affusolata che si discosta dallo stile più noto dell’artista. renexhibitions.com/botero Donna sdraiata che guarda in alto, opera di Botero esposta nella Valle dei Templi di Agrigento

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© Fernando Botero Zea Collection

Dalla serie What to do with a million years di Juno Calypso


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

BEST WESTERN HOTELS & RESORTS: L’ARTE DEL SOGGIORNO NELLE GRANDI CITTÀ D’ITALIA Dalle atmosfere senza tempo di Venezia alla millenaria e insieme contemporanea Roma, dal fascino autentico della Tuscia alla vivace energia culturale di Pordenone, l’Italia si offre come un viaggio attraverso città che intrecciano memoria e futuro. Un itinerario fra luoghi iconici e destinazioni da scoprire, con lo sguardo già rivolto al 2027, anno in cui Pordenone sarà “Capitale italiana della cultura”. In questo itinerario fra alcune delle più intriganti mete del Belpaese, Best Western Hotels & Resorts – con oltre 200 hotel in Italia e nel Sud-Est Europa – propone soggiorni all’insegna del comfort, della qualità e dell’esperienza immersiva. A iniziare da Vene-

Una camera del Best Western Plus Hotel Universo, Roma

zia, dove si trova il BW Premier Collection CHC Continental****, affacciato sul Canal Grande, nel cuore di Venezia e a pochi passi dalla stazione di Santa Lucia. Ospitato in un palazzo storico, l’hotel interpreta il fascino della Serenissima con ambienti raffinati nei quali i dettagli contemporanei dialogano con la tradizione veneziana e le sue 104 camere - alcune con vista sul canale – sono concepite per il relax e per un’esperienza immersiva. Situata in posizione privilegiata nel sestiere di Cannaregio, la struttura consente di raggiungere facilmente i principali luoghi d’interesse della destinazione mentre ai percorsi del gusto provvede il Cocai Restaurant – che si specchia nel Canal Grande -, con specialità ispirate ai sapori locali. Il bistrot e il bar, invece, propongono formule informali tutto il giorno, in un’atmosfera rilassante ed elegante. Nel cuore della Capitale, il Best Western Plus Hotel Universo**** accoglie gli ospiti in una sintesi perfetta tra tradizione e funzionalità e a rendere ancora più piacevole la vacanza provvedono il Four Seasons Restaurant e il VE.RO Rooftop, terrazza panoramica, perfetta per aperitivi al tramonto o cene d’atmosfera. La location, che dispone di 197 camere recentemente rinnovate e di un centro wellness con sauna, bagno turco e area fitness, vanta una posizione privilegiata a pochi passi dalla Stazione Termini e dalle principali seduzioni della Città Eterna. Spostandosi nella Tuscia, si arriva all’e-

La hall del Best Western Hotel Viterbo

legante e funzionale Best Western Hotel Viterbo****, che celebra quest’anno vent’anni di attività. Punto di riferimento per scoprire l’attrattiva medievale della città dei Papi e le rinomate terme del territorio, l’albergo dispone di 54 camere confortevoli e di ambienti accoglienti come la luminosa sala colazioni, il bar e l’ampia hall pensata per momenti di relax. Infine, in vista del 2027, anno in cui Pordenone sarà “Capitale italiana della cultura”, l’hotel da segnarsi in agenda è il Best Western Plus Park Hotel Pordenone****, situato a breve distanza dal centro e dalla stazione ferroviaria, una struttura dinamica per chi vuole vivere una realtà urbana in pieno fermento. Contemporaneo e sostenibile – il primo e unico in città con certificazione internazionale GSTC –, l’albergo unisce design essenziale e attenzione all’ambiente. Le camere curate nei dettagli, i piani tematici dedicati alla cultura locale e le colazioni con prodotti biologici e artigianali raccontano un’ospitalità radicata nel territorio. A questo si aggiungono servizi per la mobilità sostenibile, come biciclette ed e-bike e parcheggio con ricarica elettrica.

Prenota il tuo prossimo soggiorno in città su bestwestern.it/lafreccia e scrivi a marketing@bwh.it per ricevere un buono sconto da 50 euro Una camera del Best Western Plus Park Hotel Pordenone

La vista dal ristorante del BW Premier Collection CHC Continental, Venezia 15


© Marco Cella

IN COPERTINA

Le emozioni prima di tutto

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Elettra Lamborghini celebra l’anno della consacrazione ed è pronta per tanti progetti, tra cui una novità: Tale e quale show di Gaspare Baglio

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gasparebaglio

enza ombra di dubbio il 2026 è l’anno d’oro di Elettra Lamborghini. Un’artista che continua a sorprendere, conquistando nuovi traguardi e confermandosi una delle protagoniste più amate e riconoscibili di mamma Rai dopo la partecipazione in gara a Sanremo con la hit Voilà e le esibizioni di Canzonissima. Senza dimenticare la conduzione del reality game The unknown - Fino all’ultimo bivio, del concorso canoro Eurovision Song Contest, del docureality Boss in incognito e dell’evento La notte dei serpenti. Non finisce qui: da mercoledì 23 settembre l’energia e l’ironia della cantante e showgirl bolognese sono al servizio di Tale e quale show, dove per la prima volta siede dietro al bancone dei giudici. Una sfida in grado di mostrare una Elettra sempre più versatile, capace di mettersi in gioco senza mai perdere l’inconfondibile personalità.

È la tua prima volta nella giuria di Tale e quale show. Sei più severa quando giudichi gli altri o quando giudichi te stessa? Sono molto più esigente con me stessa. Sento costantemente l’esigenza di migliorarmi e pormi nuovi obiettivi da raggiungere. Questa spinta interiore non mi fa fermare un attimo. Al momento del voto conta di più la perfezione tecnica o la capacità di emozionare? La perfezione tecnica è importante, ma la capacità di emozionare non ha paragoni. Il mio giudizio si baserà principalmente su ciò che i concorrenti riusciranno a trasmettere dritto al cuore. Sarò una giudice estremamente spontanea, senza troppi filtri. Se dovessi assegnare un premio speciale che non esiste per i protagonisti dello show, quale inventeresti? Sicuramente quello per la capacità di sorprendere: viviamo in un mondo in cui vediamo spesso doppioni, l’originalità scarseggia o fa fatica a emergere. Ti incuriosiranno più le trasformazioni dei concorrenti o quelle di Cristiano Malgioglio? Cristiano è un grandissimo professionista e le sue trasformazioni sono sempre iconiche. Ho aspettative molto alte anche nei confronti dei concorrenti. Non vedo l’ora di scoprire come ci stupiranno.

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© Davide Venturelli/GettyImages

IN COPERTINA

Elettra Lamborghini e le Las Ketchup cantano Aserejé nella serata cover del Festival di Sanremo 2026

Boss in incognito – che condurrai per la seconda volta dal 22 settembre – ti ha consentito di conoscere persone e realtà molto diverse dalla tua. Qual è la lezione che ti sei portata a casa e che ancora oggi ti accompagna? Che il duro lavoro premia sempre. Ho avuto l’onore di conoscere dei grandissimi lavoratori. Vedere il loro impegno e la dedizione quotidiana all’interno delle aziende mi ha scaldato il cuore. E ha confermato che i sacrifici, alla fine, vengono sempre ripagati.

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La notte dei serpenti celebra la musica popolare. Tu ami sperimentare: un genere che vorresti reinterpretare in chiave pop? Forse la tarantella napoletana: sono affascinata dai ritmi focosi e travolgenti, sarebbe un esperimento pazzesco. A Canzonissima hai raccontato il dolore per la perdita della tua cavalla: cosa ti ha insegnato quel legame? Gli animali sono fondamentali nella mia vita: hanno un’anima incredibilmente sensibile e, molto spesso,


riescono a capirci meglio degli esseri umani. Il legame con la mia cavalla mi ha insegnato che esistono forme d’amore diverse, pure e potentissime, oserei dire quasi trascendentali. Lolita mi manca ogni giorno. Lei mi ha cambiata profondamente, mi ha aiutata e compresa senza bisogno di parole. Il rapporto con gli animali ti fa evolvere, ti rende una persona più empatica e in ascolto.

L’esibizione a Canzonissima

© Mondadori Portfolio/GettyImages

Quest’anno hai condotto l’Eurovision Song Contest. Lo sogni anche come cantante? Assolutamente sì! Sarebbe una sfida stimolante e un modo del tutto nuovo per mettermi in gioco a livello internazionale. Hai calcato il palco di Sanremo da concorrente e da coconduttrice. Quale delle due esperienze ti ha fatto crescere di più? Entrambe hanno rappresentato dei passi avanti in vesti completamente differenti. In generale, Sanremo mi ha fatta crescere moltissimo, soprattutto a livello umano. Poi la Rai mi ha permesso di sperimentare nella conduzione e sono sempre più contenta di questo ruolo. Il territorio in cui nessuno ti immagina? Nel cinema. Sono convinta che sul grande schermo riuscirei a sorprendere tutti e a far divertire tantissimo il pubblico. Qual è la parte di te che pensi venga capita meno? Forse il bisogno di proteggere la mia intimità e di tenere alcuni aspetti della vita riservati solo a me e alle persone che amo. Sono espansiva, solare e sorridente, ma allo stesso tempo considero la mia privacy

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IN COPERTINA

fondamentale. Spesso, con l’esposizione continua sui social, sembra si sia persa l’importanza e la bellezza di custodire delle cose solo per sé stessi. Convivi con un cognome che suscita aspettative. Hai mai avuto la sensazione di dover dimostrare il doppio per essere giudicata semplicemente Elettra? A volte sì, non lo nego. Ma col tempo credo di aver dimostrato a tutti di essere una persona vera, che va ben oltre il cognome che porta. Se potessi parlare alla Elettra diciottenne, quale consiglio le daresti? E quale le diresti di non ascoltare mai? Le consiglierei di ascoltare sempre e solo il suo istinto: seguirlo porta sempre nella giusta direzione. Al contrario, le direi di non dare retta a chi insinua che per fare carriera sia necessario snaturarsi. Un pregiudizio su di te che sei stanca di smentire? Quello di chi pensa che io abbia avuto tutto facile, senza dover faticare. Chi mi conosce sa quanto lavoro e dedizione ci sono dietro a ogni mio progetto. Ho imparato a riderci su, ma a volte è un po’ stancante doverlo sempre ribadire. Visto che sei sulla cover del magazine, cosa rappresenta per te la dimensione del viaggio in treno? Per me il treno è una sorta di bolla. È quel momento in cui posso mettere in ordine i pensieri, guardare fuori dal finestrino o semplicemente rilassarmi senza dover correre. Ormai fa parte della mia quotidianità. Viaggio davvero tantissimo per lavoro, quindi è diventato a tutti gli effetti una routine per me: un ufficio itinerante dove passare da un impegno all’altro. Chi è oggi Elettra Lamborghini? Una donna serena, risolta e consapevole. Ho lavorato duramente per ritagliarmi uno spazio, amo profondamente la mia famiglia, ma non ho mai smesso di guardare il mondo con l’entusiasmo e la spontaneità di sempre. elettralamborghini

Lamborghini sul red carpet del Festival di Cannes 2026

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VIAGGI

Il treno che va

INDIETRO

(nel tempo) Colline argillose, filari di cipressi e borghi arroccati. A bordo di un convoglio storico della Fondazione FS Italiane, si raggiunge il cuore della Val d’Orcia partendo da Siena. E la lentezza diventa il vero lusso del viaggio di Davide Garofalo

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foto © Archivio Multimediale FS/Francesco Cerro

Il Treno natura attraversa la campagna toscana

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n fischio, una nuvola bianca, il profumo del carbone: sul Treno natura, la linea che da Siena porta nel cuore della Val d’Orcia, il viaggio si trasforma in un’esperienza fuori dal tempo e la lentezza diventa il vero lusso del percorso. Fondazione FS Italiane consente infatti di scoprire il territorio in modo diverso a bordo di un convoglio storico a vapore. Non solo un mezzo di trasporto, ma un’esperienza per osservare il paesaggio con tempi e prospettive insoliti. La partenza dalla stazione di Siena è già parte dello spettacolo. La locomotiva, avvolta dal vapore, con il suo caratteristico fischio, richiama un’epoca in cui il viaggio era importante almeno quanto la destinazione. Mentre le carrozze storiche Centoporte, con gli interni in legno, i sedili in tessuto e i finestrini apribili, restituiscono l’atmosfera dei viaggi ferroviari nel ‘900. Lasciata la città, il treno attraversa le Crete Senesi, uno dei paesaggi più iconici della Toscana. Le colline argillose, modellate dall’erosione, si susseguono all’orizzonte, interrotte soltanto da casali isolati, filari di cipressi e piccoli borghi. La velocità contenuta del convoglio consente di apprezzare ogni dettaglio, offrendo un punto di vista privilegiato su un territorio che ha ispirato artisti, fotografi e registi. Il percorso è scandito dai rumori della locomotiva, dal ritmo delle ruote sui binari e dal contatto diretto con il treno:

si aprono i finestrini, si percepisce l’odore del carbone e si osserva il paesaggio senza filtri. Nelle carrozze si crea un’atmosfera conviviale, favorita dalla lentezza del movimento e dalla possibilità di condividere l’esperienza con gli altri passeggeri. Una delle soste più caratteristiche è quella di Monte Antico, frazione di Civitella Paganico, vicino a Grosseto, dove la locomotiva effettua il rifornimento d’acqua necessario per proseguire il percorso. È l’occasione per osservare da vicino il lavoro dell’equipaggio e il funzionamento di una macchina a vapore, testimonianza di un patrimonio tecnico e ferroviario che la Fondazione FS conserva e valorizza ancora oggi. Il viaggio prosegue quindi verso la Val d’Orcia, Patrimonio mondiale Unesco, dove il paesaggio cambia progressivamente. Ai rilievi delle Crete si sostituiscono dolci colline coltivate, vigneti, oliveti, e borghi storici che rendono questa parte della Toscana celebre in tutto il mondo. Le soste lungo il percorso del Treno natura consentono di visitare il territorio, degustare i prodotti tipici e vivere con calma luoghi che normalmente si attraversano in automobile. Numerosi gli appuntamenti in calendario nei mesi autunnali, con tappe che cambiano di volta in volta in base alle manifestazioni organizzate nei territori attraversati. Il 27 settembre, in occasione della Festa del vino e dell’uva, il treno raggiunge Chiusi, dove i viaggiatori possono partecipare a un

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VIAGGI

percorso enologico nelle cantine della zona. A ottobre arriva ad Abbadia San Salvatore per celebrare la castagna durante la Festa d’Autunno, a Trequanda per la Festa dell’olio novo e a Montalcino per la Sagra del tordo, in programma nell’ultimo fine settimana del mese. Immancabile, a novembre, San Giovanni d’Asso per la Mostra mercato del tartufo bianco, mentre a dicembre il viaggio conduce a Siena nei giorni in cui si tiene il Mercato nel Campo, grande rievocazione storica e fiera enogastronomica nel cuore della città.

Più che semplici escursioni, queste esperienze rappresentano un invito a rallentare. In un’epoca in cui il trasporto ferroviario è sinonimo di velocità ed efficienza, i convogli storici propongono un’esperienza complementare, nella quale il viaggio torna a essere protagonista. Ogni chilometro percorso diventa un’occasione per osservare il paesaggio, conoscere la storia della ferrovia italiana e riscoprire il valore del tempo dedicato allo spostamento. I treni storici della Fondazione FS Italiane toccano molte linee

La locomotiva a vapore

Paesaggio toscano visto dal finestrino del treno

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La sosta a Monte Antico (Grosseto) per il rifornimento d’acqua

Il treno alla stazione di Torrenieri-Montalcino (Siena)

turistiche in tutta Italia, ma quella tra Siena, le Crete Senesi e la Val d’Orcia resta una delle più richieste. Non a caso questo itinerario trova spazio nella guida 111 luoghi delle ferrovie turistiche che devi proprio scoprire, scritta da Sara Pupillo in collaborazione con la Fondazione FS Italiane, che raccoglie i percorsi più affascinanti del turismo su rotaia in Italia. Un modo per scoprire i paesaggi più riconoscibili del Paese andando, per una volta, più lentamente di quanto sappiamo fare. fondazionefs.it

SAVE THE DATE 27/09 Treno natura: Festa dell'uva e del vino 10/10 Treno natura: Festa d’autunno 11/10 Treno natura: Sapori e profumi dei boschi amiatini 18/10 Treno natura: Festa dell’olio novo 25/10 Treno natura: Sagra del tordo 8/11 - 15/11 Treno natura: Mostra mercato del tartufo bianco 06/12 Treno natura: il Mercato in piazza del Campo

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VIAGGI

La cattedrale dei Santi Pietro e Marco ad Alessandria

Meraviglie

DISCRETE Storie medievali, memorie napoleoniche e sapori locali. Alessandria e i suoi dintorni custodiscono un patrimonio tutto da scoprire tra musei, chiese e antiche botteghe di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

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aesaggi collinari, ritmi a misura d’uomo e un patrimonio culturale da media città italiana: Alessandria, alla confluenza tra i fiumi Tanaro e Bormida, si scopre passeggiando, entrando in un museo o curiosando in una bottega. Fondata nel 1168 e intitolata a papa Alessandro III, conserva memoria di due episodi chiave per la cultura e la storia occidentale: il passaggio di San Francesco nel 1213,

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diretto secondo la tradizione verso Spagna e Marocco, e la battaglia di Marengo del 14 giugno 1800, vinta da Napoleone Bonaparte a pochi chilometri dalla città. Di queste figure così lontane resta testimone la chiesa con l’annesso convento di San Francesco, intitolata al poverello di Assisi. Con Napoleone l’edificio cambiò destino: divenne caserma e nel 1833 vi si aggiunse l’ospedale militare, in uso fino al secondo dopoguerra.


© Gianluca Grassano

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Dopo una lunga fase di abbandono, il grandioso complesso ha subito un importante restauro e lo scorso maggio è stato in parte inaugurato. Si appresta a diventare il nuovo Polo museale della città, con la sezione archeologica e quella storico-artistica. Intanto se ne può ammirare lo straordinario contenitore, distribuito su due piani spaziosi: ampie navate color crema, volte a crociera con costoloni decorati da piccoli quadrati neri a scacchiera, qualche capitello e rari frammenti

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eria Rolando

di affreschi. Il colpo d’occhio è notevole e l’immaginazione aiuta a restituire l’originaria ampiezza della struttura, quando il piano di calpestio era più basso e le altezze doppie. Nel museo troveranno posto anche gli affreschi, oggi visibili nelle Sale d’arte comunali, che compongono il ciclo medievale dedicato a Re Artù. Provenienti dalla Torre di Frugarolo, furono commissionati alla fine del ‘300 dall’uomo d’armi Andreino Trotti. Raccontano le storie di Lancillotto, cavaliere della Tavola rotonda, e in particolare l’amore con Ginevra: alcuni riquadri ritraggono un bacio sulle labbra e i due amanti, in parte nudi, nell’alcova dove hanno consumato il loro amore, con una libertà figurativa insolita per l’immaginario dell’epoca. Nel centro storico, non molto lontano dal complesso, spicca invece la cattedrale dei Santi Pietro e Marco, la cui storia è legata al passaggio di Napoleone. L’edificio attuale fu ricostruito nel 1805, inglobando l’antica chiesa di San Marco, ormai in pessimo stato. E questo avvenne due anni dopo l’abbattimento dell’antico duomo di San Pietro, grazie a un decreto imperiale napoleonico che concedeva alla cittadinanza di riadattare la chiesa di San Marco e riaprirla al culto.Il campanile supera i cento metri ed è il terzo più alto d’Italia. Per le vie centrali si incontrano edifici storici in mattoncini rossi, tipici dello stile piemontese. Imponente il barocco palazzo Ghilini, sede della Prefettura e della Provincia. Visitabile con guida in occasioni dedicate, si trova nel cuore cittadino, piazza della Libertà. Qui si affaccia anche il Municipio, con tre quadranti in facciata: orologio, calendario e volta celeste con le fasi lunari. Poco oltre, il Palazzo delle Poste, edificio razionalista inaugurato nel 1941, espone all’esterno un mosaico firmato dall’artista futurista Gino Severini lungo circa 38 metri, dedicato ai continenti e alla storia delle poste e del telegrafo. Alessandria ha dato anche i natali a Umberto Eco: sono tappe dei tour guidati il liceo classico che frequentò, oggi intitolato al noto scrittore e intellettuale, e la biblioteca in piazza Vittorio Veneto, vicino alla quale sorge il monumento a lui dedicato. Prima di lasciare la città è obbligatorio un tributo a un altro nome illustre: Giuseppe Borsalino, l’artigiano nato tra le colline del Monferrato che, insieme al fratello Lazzaro, ideò l’iconico

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© Francesca Ventre

VIAGGI

Il monumento realizzato da Marco Lodola, dedicato a Umberto Eco, in piazza Vittorio Veneto

L’interno dell’ex convento di San Francesco

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Una parte del mosaico di Gino Severini realizzato sulla facciata del

Palazzo delle Poste

cappello. Lo storico stabilimento di corso Cento Cannoni, dove l’azienda si trasferì alla fine dell’800, è ancora oggi un luogo simbolico e ospita il Museo Borsalino. Anche nei dintorni non mancano sorprese. Definire gioiello l’abbazia di Santa Giustina a Sezzadio non è un’esagerazione: conserva una chiesa grandiosa, che per la struttura architettonica richiama quella alessandrina di San Francesco. L’abside è fittamente decorata, con episodi figurati tipici delle cosiddette bibbie dei poveri. Nel doppio registro alla base, il racconto visivo, popolato da figure in costumi medievali, comprende la crocifissione di Gesù e la sua deposizione. Ad Acqui Terme, città di origine romana nota per le acque salutari che sgorgano a 75 gradi, benessere e cultura si sovrappongono. La cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nell’anno Mille, è uno dei monumenti simbolo. Nell’aula capitolare custodisce il trittico della Vergine di Montserrat realizzato dallo spagnolo Bartolomé Bermejo: ad ante chiuse mostra un’Annunciazione monocroma, una volta aperto rivela una meraviglia di gusto fiammingo ricca di dettagli. Al centro spicca la Madonna con il Bambino, in abiti raffinati e corona di pietre preziose. Al limite con la Liguria, Ovada racconta un altro volto della provincia: edifici chiari, strade strette e tracce della lunga

appartenenza alla Repubblica di Genova. Accanto a chiese e palazzi storici, merita una sosta l’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato. Da Fassushi, il locale al suo interno, il menù intreccia la carne di fassona piemontese con suggestioni orientali, il tutto accompagnato da vini e liquori del territorio. La ricchezza gastronomica dell’Alessandrino non è da trascurare: si passa dai rabaton, gnocchi allungati di ricotta, verdura, erbe e formaggio cotti al forno, al filetto baciato di Ponzone, salume di maiale speziato. La terra custodisce inoltre tartufi neri e bianchi e la tavola può essere riempita da formaggi della tradizione piemontese. Tornando in città, per uno spuntino c’è il bistrot Fuga di sapori, realtà sociale sorta all’interno del carcere per dare lavoro ai detenuti. Nel menù spiccano piatti dai nomi eloquenti, come l’antipasto Assaggio di libertà, il dolce Peccato di leggerezza e il digestivo Furfantello, che potrebbero anche essere sostituiti da altri, visto che l’offerta culinaria cambia di mese in mese. La tappa finale non può che essere nel laboratorio Rolando, dove l’amaretto è protagonista. Gli storici proprietari preparano con cura confezioni personalizzate nei tanti gusti del morbido dolcetto. E, una volta a casa, aperta la scatola, il profumo riaccende il ricordo del viaggio. alexala.it

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VIAGGI

Un giorno a

Napoli

In giro per i luoghi della soap opera Un posto al sole con una guida d’eccezione: Patrizio Rispo, l’interprete del portiere Raffaele Giordano di Gaspare Baglio

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foto © Giuseppe D’Anna/Fremantle

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Cast e crew di Un posto al sole a Villa Volpicelli

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a ormai 30 anni Un posto al sole racconta Napoli, ma soprattutto la vive. La città non è solo un semplice sfondo ma, a tutti gli effetti, un personaggio cresciuto insieme ai protagonisti della soap opera di Rai3. Un luogo capace di trasformare ogni inquadratura in una storia. Patrizio Rispo, presente sul set dalla prima puntata (insieme al collega Marzio Honorato), racconta che la fiction è arrivata in piena rinascita partenopea, nel 1996: «Ci fu una grande rivoluzione culturale, anche urbanistica, e noi siamo stati un po’ gli ambasciatori di quel cambiamento, in grado di comunicare una nuova immagine di Napoli. Lo show ha rappresentato un indotto importantissimo per il turismo e ha fatto conoscere la potenza dell’audiovisivo, la sua capacità di narrare una città». Proprio lui, volto dell’amatissimo portiere Raffaele Giordano, è il Cicerone che ci conduce nei luoghi del capoluogo campano cari ai telespettatori. Cuore della serie è Villa Volpicelli, la dimora affacciata sul mare di Posillipo che il pubblico conosce come Palazzo

Palladini, il condominio in cui vivono la gran parte dei protagonisti. Edificata su un antico insediamento costiero, appartiene dall’800 alla famiglia Volpicelli e conserva il fascino delle residenze nobiliari che hanno reso celebre la collina più elegante di Napoli. «È diventata iconica», puntualizza Rispo, «perché ormai è stata inquadrata da tutti i lati, dal basso, dall’alto, anche con i droni. Noi lì giriamo tutte le scene con un belvedere, gli esterni in giardino e sulla terrazza. Gli interni, invece, sono realizzati negli studi Rai». Tra le location ricorrenti figura anche la Mostra d’oltremare, inaugurata nel 1940 come Mostra triennale delle terre italiane d’Oltremare e oggi uno dei principali poli fieristici e congressuali del Mezzogiorno. Nel 2027 i set della soap si sposteranno temporaneamente qui, per un riammodernamento della canonica sede partenopea. In questi ambienti, comunque, sono già state prodotte diverse scene: «Ci giriamo le passeggiate e le inquadrature nei bar esterni, perché offre spazi senza automobili. E poi c’è un teatro in cui abbiamo richiamato i personaggi di

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VIAGGI

Patrizio Rispo e Whoopi Goldberg sul set a Villa Volpicelli

Edizioni vulcaniche, pp. 242 € 18

Patrizio Rispo e Maria Giulia Cavalli sul Belvedere di Sant’Antonio

a Posillipo

Napoli milionaria, visto che il collega Marzio Honorato, che interpreta Renato, era nella compagnia di Eduardo De Filippo». Un posto al sole fa tappa anche nella Fondazione Banco di Napoli, custode di uno straordinario patrimonio archivistico, e nel Parco San Laise, nato dal recupero dell’ex base Nato di Bagnoli, restituito alla città come luogo dedicato alla cultura, all’innovazione e agli eventi: «È diventata la cittadella dell’audiovisivo. Giriamo spesso qui, dove abbiamo ricreato gli ambienti dell’ospedale, del commissariato, della scuola».

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La soap attraversa spesso anche alcuni dei luoghi culturali partenopei più rappresentativi. Come l’Università degli studi di Napoli Federico II, fondata nel 1224, il più antico ateneo statale laico del mondo ancora in attività: «Vari personaggi, da Viola a Niko, l’hanno frequentata e si sono laureati qui». Poco distante si estende il Real Orto Botanico, istituito nel 1807 da Giuseppe Bonaparte: «Il mio personaggio, Raffaele, appassionato di giardinaggio, ci va per osservare e studiare le piante. Qui ha fatto diverse passeggiate con la moglie Ornella, i figli e i nipoti».


Tra i simboli della spiritualità cittadina trovano spazio il Tesoro di San Gennaro e il Museo del Tesoro di San Gennaro, che ne custodisce e racconta la storia. Qui, per i turisti e fan della fiction, c’è una sorpresa: «La voce nell’audioguida è la mia», confessa Rispo. «L’ho registrata con Toni Servillo e Nunzia Schiano. Ho fatto la versione per i bambini e quella in napoletano». Suggestivo anche il Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, fondato nel XIII secolo e impreziosito da opere rinascimentali e barocche. Un luogo che, per l’attore che ci accompagna in questo percorso, è molto importante: «Qui abbiamo girato diversi matrimoni. Ma è stato anche il set del mio primo film da produttore, L’era legale, nel quale ho interpretato un guardamacchine che diventa sindaco di Napoli». Le storie dei protagonisti si intrecciano, da sempre, con quelle della metropoli. Piazza Mercato, teatro della celebre rivolta di Masaniello del 1647, è un simbolo della storia civile napoletana. Poco distante, via Sant’Eligio conserva una delle più antiche testimonianze dell’architettura angioina, mentre via Santa Chiara – a pochi passi da piazza del Gesù Nuovo – conduce all’omonimo complesso monumentale, celebre per il suo chiostro maiolicato. Un luogo che per Rispo ha un’importanza particolare: «Durante la guerra la chiesa di Santa Chiara fu bombardata e distrutta. A ricostruirla fu mio nonno, ingegnere del Genio civile. Il primo matrimonio celebrato dopo la ricostruzione fu quello dei miei genitori».

Il mare completa il racconto della soap: la macchina da presa restituisce tutta la forza del legame tra Napoli e il suo golfo, con Castel dell’Ovo, il Vesuvio e, ovviamente, il Belvedere di Sant’Antonio a Posillipo: «Lì c’è stato il famoso bacio sotto la pioggia del mio personaggio con Ornella, che poi è diventata sua moglie». Questo dialogo continuo tra luoghi e personaggi ha reso Un posto al sole un caso unico nel panorama televisivo italiano. «Dopo oltre settemila puntate, è come se avessi fatto l’equivalente di duemila film a livello di presenza sul set. Grazie a questo lavoro mi sono concesso la possibilità di mettere su famiglia senza ansia e con dignità». A questo proposito la moglie di Patrizio, Mariafrancesca Villani, ha deciso di scrivere insieme al giornalista Giuseppe Picciano il libro Ho sposato Napoli, per raccontare l’uomo dietro l’attore: «Molti mi confondono con Raffaele Giordano, così in queste pagine ho voluto svelare la mia vita complessa e variegata. Il libro mi ha dato la possibilità di conoscere quello che verrà detto il giorno del mio funerale. Ho sentito tutto l’affetto delle dichiarazioni dei colleghi e degli amici e non sarebbe mai potuto accadere se l’opera fosse stata postuma». Parole che sottolineano l’ironia di Rispo, tipica partenopea. E ci fa venire voglia, all’ora di cena, di metterci davanti al piccolo schermo per assaporare le storie e gli intrighi degli abitanti di Palazzo Palladini. unpostoalsole.rai.it

Set in preparazione alla Basilica di Santa Chiara

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ANDAMENTO LENTO

Nel borgo che

rinasce

© Comune di Calascio

A Calascio, in provincia dell’Aquila, un progetto di rigenerazione culturale, sociale ed economica punta a valorizzare anche la pastorizia, pilastro identitario della zona

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Calascio (L’Aquila)


di Floriana Schiano Moriello [Giornalista enogastronomica e di viaggio] floriana.fsm@gmail.com floriana.schianomoriello florianaschianomoriello florianaschianom

Viaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria invertire lo spopolamento, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del borgo, rivitalizzare l’economia locale. Cuore pulsante dell’iniziativa, in linea con la visione strategica dell’amministrazione comunale e del sindaco Paolo Baldi, è l’Accademia della rigenerazione. Questa struttura diffusa promuove la formazione con scuole dedicate alla gestione turistica sostenibile, alla tessitura e alla musica, favorendo l’organizzazione di eventi come il Calascio film fest, il Rigenera festival e il Calascio innovation playground, che consente di scoprire il paese attraverso trekking narrativi, silent walk e momenti di progettazione collettiva. In tale mosaico di attività, a confermarsi come pilastro identitario della comunità è Rocca Calascio © Comune di Calascio

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lle porte di Campo Imperatore, nel bel mezzo del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Calascio contava, all’inizio del 2026, poco più di cento abitanti. Eppure, il borgo montano in provincia dell’Aquila, a circa 1.200 metri di quota, è un esempio di come le aree interne possano trasformarsi in laboratori d’innovazione territoriale. Calascio sta infatti vivendo un momento di grande vivacità, ospitando visitatori, giovani, professionisti e appassionati di montagna. Un’energia che viene alimentata dal progetto pilota Rocca Calascio Luce d’Abruzzo, sostenuto dal ministero della Cultura attraverso i fondi del Pnrr NextGenerationEU. Il piano mira a

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© Comune di Calascio

ANDAMENTO LENTO la pastorizia, legata alla vasta estensione di pascoli tra Campo Imperatore e Forca di Penne, lungo l’antica via della transumanza. Questa attività storica, centrale nell’economia locale, trova oggi nuova linfa grazie alla determinazione dei pastori del borgo. Vittorio Antonacci, 39 anni, ha scelto di raccogliere l’eredità di famiglia e, oltre a prestarsi come tutor nel corso ideato e promosso dal Comune, propone esperienze di trekking con le pecore e lavora al rilancio della produzione del pecorino canestrato a latte crudo. Come lui, Domenico Junior Ciccone custodisce la tradizione dell’allevamento ovino insieme ai genitori Mimì e Vittoria, affiancando alla cura del gregge l’accoglienza dei visitatori con degustazioni e piccoli assaggi nel mini food truck La pinetina di Vittoria e Mimì, in zona Forcella. A valorizzare il mestiere ci pensa la Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva, inaugurata nel 2025 dal Comune in collaborazione con Slow Food Italia e Dream Italia in vista della nomina del 2026 ad Anno internazionale dei pascoli e dei pastori da parte delle Nazioni Unite. Tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche su gestione dei predatori, veterinaria e benessere animale, i corsi accolgono giovani da tutta Italia, ma anche titolari di aziende, formando pastori moderni capaci di tutelare la biodiversità e custodire il paesaggio. A Calascio, dove l’esperienza turistica non può che essere lenta e immersiva, tutto sembra legato a questo antico mestiere. I pascoli conservano la memoria dei secoli in cui le greggi muovevano lungo le vie della transumanza verso la Puglia, creando un legame profondo tra regioni che riaffiora anche nella devozione per San Nicola, molto venerato nel Sud Italia e patrono del borgo. Mentre l’imponente Rocca Calascio, a quasi 1.500 metri di altitudine, racconta la lunga storia pastorale del territorio:

Chiesa di Santa Maria della Pietà

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nata come presidio di avvistamento e controllo, oggi è al centro dell’ambizioso progetto di rigenerazione territoriale. Per raggiungerla dal centro abitato, ci si incammina lungo un percorso che premia con una vista a 360 gradi sulle punte del Gran Sasso e le cime più morbide della Maiella, sull’altopiano di Navelli e la Valle del Tirino. Poco prima di raggiungere la fortificazione della storica baronia di Carapelle, s’incontra la chiesa a pianta ottagonale di Santa Maria della Pietà, eretta tra il XVI e il XVII secolo sul sito di un’antica edicola votiva, in totale armonia con le montagne. Scendendo dalla Rocca, l’itinerario prosegue tra le viuzze del borgo medievale, storicamente legato alla baronia di Carapelle insieme a Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio e Carapelle Calvisio. Tra palazzi storici e edifici riqualificati, spiccano luoghi di culto come il convento francescano e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il suo pronao a tre aperture, il rosone e l’interno a navata unica che custodisce un ciborio del XVII secolo e una tela di Giulio Cesare Bedeschini. Un luogo che, ancora una volta, testimonia il legame con il lavoro della pastorizia: qui le famiglie proprietarie delle greggi facevano a gara per avere ognuna il proprio altare, da arricchire in segno di potere. Esplorare il borgo significa anche scoprire la sua enogastronomia. Al punto di ristoro Calascino Cafè si possono degustare formaggi di pecora, salumi locali e i gustosi fiadoni, tipici pani ripieni di formaggio, abbinati esclusivamente a vini abruzzesi. Ai piedi del borgo, la tradizione prosegue nei ristoranti La Montanara e Da Clara, guidati da giovani che hanno scelto di restare a Calascio o di venirci a vivere. Nel borgo che rinasce offrono una cucina genuina, profonda espressione del territorio. Così, tra la poesia di paesaggi senza tempo e la concretezza di attività economiche coraggiose, Calascio dimostra che per custodire il passato è necessario dargli un nuovo significato ogni giorno.


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L’ANNO DI FRANCESCO

Luce

© dudlajzov/AdobeStock

d’Italia

La basilica di San Francesco ad Assisi (Perugia)

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di Padre Enzo Fortunato [Direttore del magazine Piazza San Pietro] padre.enzo.fortunato padreenzofortunato padrenzo

l 4 ottobre, giorno in cui si commemora la morte di San Francesco, nella cripta della basilica a lui intitolata ad Assisi, va in scena un rituale: la lampada votiva che brucia sulla tomba del Poverello viene riaccesa, alimentata dall’olio offerto ogni anno da una diversa regione italiana. E nella città in provincia di Perugia convergono migliaia di persone, tra pellegrini, rappresentanti delle istituzioni civili e religiose, autorità dello Stato. Un gesto semplice, antico nella sua simbologia, che assume il valore di una preghiera corale, un segno visibile del legame che unisce tutto il Paese al santo patrono d’Italia, quest’anno rafforzato dal ritorno della festa nazionale in suo onore e dalle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte. L’idea della lampada votiva risale al VII centenario della scomparsa di San Francesco, celebrato nel 1926. In quell’occasione maturò il desiderio di esprimere attraverso

© Ansa/Gianluigi Basilietti

Ogni 4 ottobre la riaccensione della lampada votiva sulla tomba di Francesco ad Assisi unisce il Paese nel segno del santo. Un gesto che acquista un valore speciale nell’ottavo centenario della morte

La lampada votiva sulla tomba del santo, nella cripta della basilica 39


© tauav/AdobeStock

L’ANNO DI FRANCESCO

La tomba di San Francesco nella cripta della basilica a lui intitolata

un segno concreto la devozione dell’intero Paese verso colui che veniva considerato «il più santo fra gli italiani, il più italiano fra i santi». Così l’associazione Fides Romana invitò i comuni d’Italia a porre una lampada sulla tomba del Poverello: «Ci par giusto che questo Appello squilli, in perfetta unità di fratelli, dal Campidoglio per tutte le città e per tutti i borghi d’Italia». L’entusiasmo fu generale. Alcuni anni più tardi, all’architetto Ugo Tarchi venne affidato il compito di progettare l’opera destinata a custodire quella memoria nazionale. La lampada, realizzata in bronzo lucido e argento, raccoglie nella sua forma diversi simboli: la coppa emisferica richiama il mondo, l’asse centrale forgiato a croce rimanda al cuore della spiritualità francescana, mentre tre colombe d’argento sorreggono una corona d’ulivo, immagine universale della pace. Sul bordo della coppa corre il verso dantesco tratto dal Paradiso della Divina Commedia: «Altro non è che di suo lume un raggio». Parole che ricordano come la luce di Francesco sia il riflesso di quella divina, alla quale ha consegnato tutta la sua esistenza. L’accensione solenne avvenne il 4 ottobre 1939, dopo che – il 18 giugno dello stesso anno – Pio XII aveva proclamato San Francesco patrono primario d’Italia. Da allora la lampada continua ad ardere nella cripta, alimentata dall’olio offerto dai territori italiani. Un liquido che non è soltanto combustibile, ma ha un forte significato simbolico. Nella tradizione biblica e cristiana, infatti, l’olio accompagna i momenti fondamentali della vita perché unge i sacerdoti e cura le ferite. È però anche

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metafora del lavoro umano sul territorio italiano, segnato dalla presenza degli ulivi. Per questo offrirlo a Francesco significa affidare a lui le attese e le ferite del presente. Il 4 ottobre 1995, durante la celebrazione della festa del Santo, il cardinale Carlo Maria Martini ricordò proprio questo valore: «L’olio è anche il simbolo della fatica, della generosità e della laboriosità della nostra gente. Offrirlo vuol dire, tra l’altro, ringraziare San Francesco per quanto ha fatto per l’Italia. È un gesto che vuol essere il segno del desiderio di rinascita sociale, politica ed evangelica». La lampada richiama anche l’inizio del cammino di Francesco. Davanti al crocifisso di San Damiano, nel momento in cui la sua vita prende una direzione nuova, il giovane di Assisi pronuncia una delle preghiere più intense raccolte nelle Fonti francescane: «Altissimo, glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio». Prima ancora di portare luce al mondo, Francesco chiede un chiarore interiore, capace di trasformare lo sguardo e di avvicinarlo a Dio e ai fratelli. È questa la luce che ancora oggi arde nella cripta di Assisi. Una fiamma fragile, affidata a una piccola quantità d’olio, eppure capace di raccontare una storia lunga secoli: quella di un uomo che dalla periferia dell’Umbria ha continuato a illuminare il cammino dell’umanità. Ogni 4 ottobre, quando una regione italiana offre l’olio per la lampada, non si rinnova soltanto una tradizione istituzionale. Si ravviva il desiderio di lasciarsi raggiungere da quel raggio di luce che, attraverso Francesco, continua a parlare al cuore degli esseri umani.


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© Alistair Berg/GettyImages

SOSTENIBILITÀ

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Con oltre cento eventi e dieci workshop, il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, di cui il Gruppo FS è partner istituzionale, promuove un rinnovamento sostenibile attraverso la collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadinanza di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

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a sostenibilità continua a rappresentare una risposta strategica per costruire modelli di vita capaci di generare valore condiviso. È questa la consapevolezza che sostiene il Salone della CSR e dell’innovazione sociale, di cui il Gruppo FS è partner istituzionale, dal 6 all’8 ottobre all’Università Bocconi di Milano. Giunta alla 14esima edizione, la manifestazione rivolge un invito preciso alle imprese, agli enti del terzo settore, alle istituzioni, agli atenei e ai cittadini: collaborare per andare oltre le apparenze, le soluzioni parziali e i confini delle singole organizzazioni e non smettere di cercare il giusto equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale. La questione è al centro del programma, che vede anche il contributo del

Gruppo FS attraverso interventi dedicati. Con più di cento eventi, il calendario segue sei percorsi: vivere la comunità, gestire le organizzazioni, ridisegnare le relazioni, rigenerare il pianeta, ripensare la finanza e – per la prima volta – rinnovare il mondo dello sport. Dieci workshop, invece, sono dedicati a temi centrali per il futuro delle organizzazioni, dalle partnership sostenibili alle esperienze di volontariato per i dipendenti. Torna poi, in questa edizione, il Premio impatto che intende celebrare le realtà capaci di misurare il valore economico, sociale e ambientale creato da progetti e iniziative. Una visione che interessa il Salone stesso: nel 2025, infatti, è stato messo in piedi un percorso utile a capire che tipo di cambiamento ha generato la manifestazione. È una novità assoluta, invece, la realizzazione di un’opera artistica live in collaborazione con il collettivo milanese Orticanoodles che, al termine dell’evento, sarà donata ad alcune scuole del territorio. Un segno concreto e comunitario di quanto vissuto nella tre giorni alla Bocconi. Punto di arrivo di un percorso che ha preso il via mesi fa – con le tappe di Udine, Treviso, Bologna, Torino, Taranto, Varese, Rimini e Padova – il Salone della CSR e dell’innovazione sociale conferma il proprio ruolo di spazio aperto al confronto e alla contaminazione, invitando tutti gli attori della società a trasformare la sostenibilità in una responsabilità condivisa e in un esercizio quotidiano. csreinnovazionesociale.it

L’edizione 2025 del Salone della CSR e dell’innovazione sociale

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© Adolfo Franzò

INCONTRI

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Tocca a

Stefano Diviso tra cinema e piccolo schermo, Fresi è nelle sale dall’8 ottobre con il nuovo film di Giorgio Pasotti: una commedia brillante che denuncia il cinismo nel mondo del lavoro di Gaspare Baglio

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na Torino contemporanea e impersonale, un colloquio di lavoro, una prestigiosa e misteriosa multinazionale e sei candidati con competenze, ambizioni e personalità molto diverse. Ecco gli ingredienti di Sotto a chi tocca, il ritorno alla regia di Giorgio Pasotti al cinema dall’8 ottobre. I protagonisti si trovano in una stanza d’albergo di lusso, senza selezionatori, ma con una serie di istruzioni inquietanti sul processo di valutazione spietato e surreale che dovranno affrontare: chi lascia la stanza è automaticamente eliminato. La pellicola è una commedia brillante e sadica con un cast di stelle: oltre allo stesso Pasotti ci sono Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno, Giacomo Giorgio, Claudia Tosoni, Linda Messerklinger. E Stefano Fresi, amatissimo attore di cinema e tv pronto per una stagione di novità e ritorni. Perché questo film è così interessante? Tanto per cominciare perché è l’adattamento di un testo teatrale, Il metodo Grönholm, diventato una sceneggiatura cinematografica e si porta dentro una forza che è molto affidata ai dialoghi. Va ascoltato oltre che guardato, perché nelle parole che si scambiano i personaggi possono esserci indizi su quello che accadrà di lì a poco. Poi c’è anche una denuncia sul mondo del lavoro, il suo cinismo, la sua cattiveria, sulla voglia di arrivare calpestando chiunque pur di accaparrarsi un posto: una declinazione che ci appartiene moltissimo in questo secolo. Lo vedi anche nel mondo dello spettacolo? Be’, sì. C’è competizione anche dal punto di vista scolastico, ormai. In che senso? Gli allievi una volta si iscrivevano alle scuole di teatro, adesso pensano a fare i talent show come scorciatoia per diventare famosi immediatamente. È tutto più frenetico.

Tu non hai preso scorciatoie. Quando si arriva al successo da “grandi” che succede? Si è più strutturati per reggere il peso delle cose. Quando la fama arriva da giovanissimi forse si ha più bisogno dei consigli delle persone con più esperienza riguardo alle scelte da percorrere. Per quel che mi riguarda, l’esperienza avuta prima mi ha protetto. In Sotto a chi tocca che evoluzione ha il tuo personaggio? Non posso spoilerare, ma durante questo colloquio di gruppo all’americana si dimostra un grande entusiasta. Ha poi una trasformazione importante: a un certo punto cala la maschera, come tutti gli altri protagonisti. Questo test li mette di fronte non solo agli altri, ma pure a loro stessi. Tu quando ti sei trovato a fare i conti con te stesso? Quello avviene sempre nella vita. Tutti facciamo i conti con noi stessi, ma negli anni evolviamo. Il me stesso di 20 anni fa non è il me stesso di oggi. Le esperienze ci cambiano: la vita in coppia, il matrimonio, la genitorialità, essere figlio di genitori che invecchiano e invertire i ruoli diventando protettivo verso la mamma e il papà. Ci si evolve talmente tanto che non posso parlare di me stesso come di una persona sola. Oltre a questo film hai tanti progetti? Dopo dovreste vedermi nella commedia di Massimiliano Bruno Un tranquillo funerale di famiglia, remake del noto Funeral Party. È stata un’esperienza stupenda perché ho fatto coppia con Diego Abatantuono, straordinario da tutti i punti di vista. È stato un onore e un piacere lavorare con lui. Ora sono sul set del nuovo film di Rolando Ravello e a ottobre iniziano le riprese della serie Kostas per Rai1. stefano.fresi

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INCONTRI

L’arte di essere

un altro e

stroverso, spigliato e secchione: con lui l’intervista diventa una chiacchierata. Perché Giuseppe De Domenico coglie ogni occasione per condividere ciò che lo appassiona. La sua terra è la Sicilia, culla del teatro, disciplina di formazione fondamentale per la sua carriera. Spazia poi tra cinema e tv: dalle serie ZeroZeroZero e Bang Bang Baby, lanciate rispettivamente nel 2020 e 2022, ai lavori in uscita a breve: Il giudice e i suoi assassini, miniserie di Rai1 con la regia di Michele Placido, e Idda, lungometraggio girato in Sicilia diretto da Irene Dionisio. È l’unico film italiano in concorso al Toronto International Film Festival, in programma dal 10 al 20 settembre. Ne sei soddisfatto? Per me è incredibile, da siciliano a maggior ragione. Per prepararmi al ruolo sono andato con le guide in cima all’Etna e poi sono arrivato in Canada: un bel salto di migliaia di chilometri. La pellicola racconta la storia di un forte legame tra due amiche. Tu che personaggio interpreti? Sono Salvatore, nato e cresciuto alle pendici del vulcano e legato alle tradizioni del luogo. A differenza delle due amiche, che sono andate a sperimentare vite nuove e ora si ritrovano sui suoi versanti. L’Etna non è solo una montagna, ha dentro il fuoco. Ed è simbolo di mutamento. Mano a mano che si sale le sensazioni cambiano insieme agli straordinari scenari naturali. Sarai anche Rosario Livatino, magistrato siciliano ucciso dalla mafia, nella miniserie di Rai1 Il giudice e i suoi assassini. Ti emoziona questo ruolo così importante? Ogni volta che ci penso mi vengono i brividi. Ho letto i suoi diari e ho studiato la sua vita. Ho capito quanto con la forza

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Recitare è un lavoro di decostruzione per Giuseppe De Domenico, al Toronto International Film Festival con Idda e presto in tv nel ruolo del giudice antimafia Rosario Livatino di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

di volontà, e prendendo le decisioni giuste, si possa cambiare non solo il proprio percorso, ma anche quello degli altri. Portando avanti il suo lavoro con determinazione, Livatino nutriva anche la propria connessione con Dio. E io, da cattolico praticante, ho capito che il mio dovere era prepararmi a fondo per restituire al meglio la sua figura. Il periodo delle riprese è stato un vero e proprio viaggio. Con Placido alla regia com’è andata? Mi sono trovato molto in linea con lui. Si fidava delle mie proposte per far aderire le scene il più possibile all’immagine di Livatino. A Michele va il mio abbraccio. La tua professione richiede una continua ricerca? Recitare è un lavoro di decostruzione. Ho la responsabilità e il privilegio di potermi soffermare su una storia per renderla verosimile e capace di generare empatia. Non devo mettere il mio ego davanti alla telecamera. Sono contento se chi va al cinema o guarda una serie vede un personaggio e non Giuseppe De Domenico. Nuovi generi con cui vorresti misurarti? Non vedo l’ora di partecipare anche a storie leggere, commedie romantiche o divertenti. Dopo ruoli impegnativi e drammoni, ho scoperto da poco in me una vena umoristica. I tuoi familiari cosa pensano del mestiere che hai scelto? Mamma e papà sono i miei più grandi fan, due fisici che mi hanno insegnato lo studio come metodo. Le nonne sono contentissime della serie su Livatino: è girata in Sicilia, con grandi attori messinesi e viene trasmessa su Rai1 e non su una piattaforma. Torni spesso sull’isola a trovarli? Sì. Mi vengono anche in mente i tanti treni presi, dal 2012, come studente fuori sede. E tanti momenti di evasione e fuga dalla società. Ci sono dei luoghi siciliani in cui ti piace rifugiarti? Da casa mia, nel quartiere Ganzirri di Messina, percorro cinque chilometri a piedi per arrivare a fare il bagno a Capo Peloro e lì mi lascio trascinare dalla corrente. Poi c’è Alicudi, una delle isole Eolie, dove non ci sono strade asfaltate e posso parlare in dialetto. Non nascondo, infine, che mi piacerebbe un giorno recitare nel Teatro greco di Siracusa.


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© Erica Fava @muroproductions Assistente Carolina Smolec Grooming Zhou Ming @simonebelliagency


LIFESTYLE

Rotte di

stile Dalle fiere internazionali alle prossime collezioni donna, Herno interpreta il viaggio come chiave narrativa del guardaroba di Cecilia Morrico

Collezione uomo Primavera Estate 2027 di Herno

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el periodo che va da giugno all’inizio dell’autunno il mondo della moda è in fermento. Fiere, kermesse, passerelle prêt-à-porter uomo e haute couture donna si susseguono fino alla settimana della moda milanese, dal 22 al 28 settembre, durante la quale vengono presentate le collezioni Primavera Estate 2027 per lei. «Sono momenti imprescindibili, in cui la presenza è necessaria. Non solo per l’impatto mediatico e comunicativo, ma anche perché funzionano come termometro per il nostro business». A dirlo è Claudio Marenzi, presidente di Herno – luxury brand nato nel 1948 sul Lago Maggiore – sempre in prima linea agli eventi di settore. Dopo aver partecipato a Pitti uomo 110, a Firenze, ora la sua attenzione è concentrata sulle collezioni donna. A fare da filo conduttore è il viaggio, parola chiave della prossima stagione, inteso non come semplice spostamento ma come una predisposizione a vivere e osservare il mondo con uno sguardo aperto. Come si riflette nello stile questo concept? Abbiamo cominciato realizzando impermeabili: dinamismo e apertura verso l’esterno sono da sempre parte del nostro Dna. Proveniamo da una tradizione manifatturiera di quasi 80 anni e ogni capo nasce con un preciso motivo: non si tratta solo di estetica, ma di utilità. Questo si traduce in materiali e soluzioni pensati per diversi momenti della giornata: capi leggeri, traspiranti e confortevoli. Per questa stagione abbiamo sviluppato una linea dedicata, con tessuti tecnici e lavorazioni innovative. Ci sono anche capi trasformabili, per esempio la giacca utilizzabile come cuscino. Il progetto è stato poi arricchito da una collaborazione con il brand di valigeria FPM Milano per creare trolley speciali e accessori coordinati. Quanto sono importanti oggi le collaborazioni? Sono parte integrante del nostro lavoro. Ogni stagione sviluppiamo capsule con altre aziende o stilisti, per alimentare


Collezione donna Autunno Inverno 2026/27

la creatività e sperimentare nuovi processi. È un approccio che ci consente di uscire dai confini tradizionali dell’abbigliamento e di esplorare nuove idee. Le collaborazioni si stratificano nel tempo e lasciano un’eredità concreta. Negli anni abbiamo lavorato con diversi brand e questo ha contribuito a migliorare il nostro know-how. I designer interni ne traggono stimoli continui, l’arricchimento è reciproco. Quali sono gli elementi distintivi della vostra collezione uomo? I capi cardine sono realizzati in un tessuto trilayer termonastrato: naturale, ma con una membrana interna che garantisce impermeabilità e traspirabilità. Un altro punto di forza è la lavorazione in lana ultraleggera, utilizzata per abiti e giacche essenziali ma altamente performanti. Si tratta di materiali sofisticati, complessi da realizzare, che esprimono al meglio la qualità manifatturiera, da sempre tratto distintivo del brand. Come si sviluppa la collezione donna che porterete alla Milano Fashion Week e quale relazione c’è con quella dedicata all’uomo? Le due linee procedono in parallelo: condividono la stessa ricerca su materiali e palette, ma si sviluppano in modo autonomo. Non esiste una semplice trasposizione dall’uomo alla donna: sono due percorsi progettuali distinti, affidati a team dedicati. Il dialogo avviene soprattutto nella fase iniziale – scelta dei tessuti e dei colori – e nello scambio quotidiano all’interno dello stesso spazio creativo. Questo può generare contaminazioni, con capi che vengono reinterpretati per entrambi i generi, ma senza una gerarchia tra le due linee. In questo senso, la Milano Fashion Week rappresenta un momento diverso rispetto a Pitti: arriva a valle del processo commerciale e consente di valutare a posteriori l’efficacia delle collezioni, più che orientarne la vendita. Quanto contano oggi questi grandi eventi in termini di business e visibilità? L’attività commerciale si anima soprattutto tra un evento e l’altro, quando i buyer possono lavorare con più continuità. Ma fiere e fashion week restano fondamentali per testare la direzione della collezione e raccogliere feedback su prodotti, prezzi e stile.

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LIFESTYLE

In questa pagina capi e outfit Herno Autunno Inverno 2026/27

Allo stesso tempo, sono momenti di forte esposizione mediatica: veri e propri hub in cui produzione, distribuzione e comunicazione si incontrano. Quali segnali arrivano oggi dal mercato? Notiamo un ritorno di attenzione verso il giusto rapporto tra qualità e prezzo. Negli ultimi anni, soprattutto nel segmento alto, l’aumento dei listini aveva generato un certo distacco da parte del consumatore. Chi ha mantenuto coerenza, come noi, oggi viene premiato. Come si distribuisce oggi la vostra presenza internazionale? L’export vale circa il 70% del nostro business. I mercati principali sono Giappone e Stati Uniti, seguiti da Europa

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e Corea. La Cina è più recente per noi, ma con ottime prospettive di crescita. Quali sono le strategie di Herno per navigare il presente tra sostenibilità e nuovi modelli di consumo? Puntiamo sulla continuità: qualità, ricerca e coerenza. In una fase incerta è fondamentale restare fedeli alla propria identità manifatturiera, senza inseguire opportunità di breve periodo. Parallelamente, continuiamo a investire su innovazione e nuove collaborazioni. herno.com herno HernoSpa


© Museo nazionale del cinema

ARTE E CULTURA

Quarto potere (1941)

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© Museo nazionale del cinema

e h T illusionist Manifesto americano per La signora di Shangai (1947)

In mostra a Torino l’universo di Orson Welles: oltre 400 memorabilia raccontano il regista che ha reinventato le regole del cinema trasformando la finzione in verità

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di Gaspare Baglio

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lla Mole Antonelliana di Torino la realtà si piega, le immagini ingannano e il cinema torna a stupire. Fino al 5 ottobre, il Museo nazionale del cinema rende omaggio a uno dei più grandi illusionisti della settima arte con la mostra My name is Orson Welles, un viaggio nella vulcanica mente del

regista che è stato capace di cambiare per sempre il modo di raccontare sullo schermo. Curata da Frédéric Bonnaud e concepita dalla Cinémathèque française, l’esposizione raccoglie oltre 400 pezzi – molti dei quali inediti – tra fotografie, documenti, disegni, manifesti, materiali audiovisivi e installazioni. Tutti disposti lungo la

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© Collezioni personali di Welles e Kodar

- Collezione Archivi di Stato-Šibenik, Croaz

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ARTE E CULTURA

© Museo nazionale del cinem

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Orson Welles e Oja Kodar sul set di F come falso (1973)

Orson Welles e Rita Haywor th in La signora di Shangai (1947 ) 54


© Museo nazionale del cinema © Museo nazionale del cinema

Orson Welles nel tv movie Il signore resta a pranzo (1972)

rampa elicoidale dell’Aula del tempio, regalando l’idea di un set verticale in cui ogni passo è una scena e ogni curva un colpo di regia. Welles è stato un narratore totale: attore, cineasta, sceneggiatore, drammaturgo, autore radiofonico, sperimentatore instancabile. Un genio assoluto, sempre in grado di innovare: se in Quarto potere ha riscritto la grammatica del grande schermo, nel film La signora di Shanghai ha creato una delle sequenze più magnetiche di sempre, mentre con F come falso ha realizzato il primo esempio di mockumentary. E che dire del suo Falstaff? Il lungometraggio sul gaudente avventuriero rimane un’immensa dichiarazione d’amore a William Shakespeare. Del resto, nell’universo di Welles, tra maschere, travestimenti e identità che si moltiplicano, nulla è mai solo ciò che sembra. Ed è questo il cuore della mostra: trasformare lo spazio museale in un percorso immersivo dove il cinema è un’illusione affascinante, che fa credere a una bugia raccontando la verità. museocinema.it

Quarto potere (1941) 55


ARTE E CULTURA

Geografia

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La relazione tra performance e Rinascimento, l’esperienza del presente, la memoria del corpo. Venezia celebra gli 80 anni di Marina Abramović di Sandra Gesualdi foto © Matteo de Fina

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energia, la presenza, la memoria del corpo. Marina Abramović irrompe a Venezia come una forza che percorre il tempo. Non è un ritorno, né una retrospettiva o un'antologia. È un attraversamento consapevole delle Gallerie dell’Accademia, una conversazione con la storia dell’arte, nella quale è entrata di diritto da decenni. Per la prima volta il museo veneziano dedica una grande mostra a un’artista vivente, accogliendo il suo lavoro – che da oltre mezzo secolo ha cambiato i linguaggi e i codici formali – tra i capolavori della collezione permanente e negli spazi delle esposizioni temporanee. Transforming Energy,


In questa e nelle altre pagine alcune immagini della mostra Transforming Energy di Marina Abramović alle Gallerie dell’Accademia di Venezia

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curata da Shai Baitel e aperta fino al 18 ottobre, non celebra semplicemente gli 80 anni dell'artista serba. Li mette alla prova. Perché Abramović continua a chiedere allo spettatore ciò che ha sempre chiesto a sé stessa: esserci concretamente. Senza filtri e protezioni. La performance, nella sua ricerca, non è mai stata rappresentazione, ma esperienza dal vero; un tempo da abitare, un luogo in cui il corpo smette di essere immagine e diventa conoscenza. Venezia, allora, non è soltanto la città che ospita la mostra, diventa una sua geografia sentimentale. Abramović vi arrivò per la prima volta a 14 anni, in treno, da Belgrado.

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ARTE E CULTURA Uscì dalla stazione e pianse davanti a quella città sospesa sull'acqua. Da allora tornare, per lei, è diventato un rito. In Laguna ha vinto il Leone d'Oro nel ‘97 con Balkan Baroque, trasformando il sangue ripugnante della guerra in un gesto impossibile da cancellare. Oggi è presente nel luogo che custodisce la pittura veneziana, inserendosi come parte della sua storia, facendo in modo che il Rinascimento e la performance si guardino negli occhi. Il percorso espositivo intreccia alcune delle opere che l’hanno

resa celebre – Rhythm 0, Imponderabilia, Balkan Baroque o Carrying the Skeleton – con lavori recenti e con i Transitory Objects: letti di pietra, sedute e strutture attraversate da quarzi e ametiste, pensati perché il visitatore possa fermarsi, sedersi, respirare. Non c'è distanza tra opera e pubblico, solo una soglia da oltrepassare, un invito a diventare parte della performance per comprenderla, un consapevole appello a vivere l’arte, risiedere in lei, sostare nei suoi codici. Abramović continua a pretendere un tempo pensato, attenzione, ascolto. Tutta l’energia che da sempre caratterizza ogni sua ricerca estetica non è un principio astratto, ma una relazione invisibile tra il corpo dell'artista e quello di chi guarda, tra la memoria individuale e quella collettiva. «Più una performance è lunga, più sei nel presente», racconta. «E a un certo punto non è più performance, è vita». È forse questa la sostanza di Transforming Energy: il continuo passaggio tra materia e astrazione, resistenza fisica e trasformazione interiore. L’incontro tra la Pietà (Anima Mundi) realizzata con Ulay nel 1983 e quella incompiuta di Tiziano – esposte una di fronte all’altra – è un nodo di tensione

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ARTE E CULTURA

spirituale capace di restituire alla performance la stessa profondità simbolica della grande pittura cinquecentesca. Oltre quattro secoli si raccolgono nello stesso respiro, dove il corpo diventa luogo di dolore, compassione e cambiamento. Abramović ha sempre trasformato la propria biografia in materia universale. La disciplina imposta dai genitori partigiani, la guerra, il nomadismo, l'idea che la casa non sia un luogo ma lo sia il pianeta stesso: ogni esperienza è

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diventata linguaggio. «Metti in scena ciò che conosci», ha detto più volte. È forse questa radicale sincerità a rendere la sua opera necessaria e ardente. Non racconta soltanto sé stessa, ma restituisce a ciascuno la possibilità di riconoscersi nella vulnerabilità, nella resistenza, nella capacità di attraversare il dolore senza smettere di cercare un’evoluzione. gallerieaccademia.it gallerieaccademiavenezia


Respighi F E S T I VA L

BOLOGNA

V EDIZIONE

Ideatore e Direttore Artistico

Maurizio Scardovi

Mercoledì 7 ottobre 2026

Lunedì 21 settembre 2026

Teatro Auditorium Manzoni ore 20:30 ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA GIANANDREA NOSEDA direttore

Teatro Auditorium Manzoni ore 20:30 I SOLISTI AQUILANI MICHELE CAMPANELLA pianoforte DAVIDE TROLTON direttore

Venerdì 25 settembre 2026

I CONCERTI 2026 | 2027 – MUSICA INSIEME

Teatro del Baraccano ore 20:30 ORCHESTRA DEL BARACCANO NIKOLINA JANEVSKA mezzosoprano GIAMBATTISTA GIOCOLI direttore

Lunedì 12 ottobre 2026

Oratorio di San Filippo Neri ore 20:30 GABRIELE PIERANUNZI violino – SILVIA CHIESA violoncello MAURIZIO BAGLINI pianoforte

Domenica 27 settembre 2026

Accademia Filarmonica di Bologna – Sala Mozart ore 15-18 ELSA RESPIGHI E LE COMPOSITRICI DEL PRIMO NOVECENTO Convegno a cura di PIERO MIOLI Accademia Filarmonica di Bologna – Sala Mozart ore 19 VETA PILIPENKO mezzosoprano ANNA TOCCAFONDI pianoforte

Teatro Duse ore 20:30 ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO “G.B. MARTINI” LUCIANO ACOCELLA direttore

Venerdì 16 ottobre 2026

Teatro Laura Betti – Casalecchio ore 20:30 MAUDLIN OF PAPLEWICK – opera teatrale di INA BOYLE LE FOYER DES ARTISTES soli e orchestra DARREN HARGAN direttore

Martedì 29 settembre 2026

Oratorio di San Filippo Neri ore 20:30 LA TOSCANINI NEXT EMIDIO CLEMENTI voce TIZIANO POPOLI arrangiatore e direttore

PRIMA MONDIALE

Sabato 17 ottobre 2026

Circolo della Caccia ore 20 CENA A CASA RESPIGHI

Giovedì 1 ottobre 2026

Teatro Mazzacorati 1763 ore 21 LOUISE GUENTER soprano HIROKI KONO tenore GIULIA IIJIMA, ANASTASIA FIORAVANTI pianoforte

Quando la poesia di D’Annunzio divenne musica NICOLETTA MEZZINI pianoforte con la partecipazione di GABRIELE DUMA

Mercoledì 21 ottobre 2026

Sabato 3 ottobre 2026

Conservatorio “G.B. Martini” – Sala Bossi ore 20:30 ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA GIANLUCA PELLEGRINO oboe LEONARDO MARIOTTO organo MATTEO MESSORI direttore

Cimitero monumentale della Certosa ore 18:30 BANDA COMUNALE DI CASALECCHIO DI RENO MASSIMO SGARGI arrangiatore e direttore introduce MAURO FELICORI Organizzazione e Direzione

Mercoledì 14 ottobre 2026

Founding Partners

Con il sostegno di

40 anni di a Bologna Si ringrazia

Con il contributo di

Con il patrocinio di

IL FESTIVAL RESPIGHI BOLOGNA È ORGANIZZATO E DIRETTO DA FONDAZIONE MUSICA INSIEME IN COLLABORAZIONE CON: ACCADEMIA FILARMONICA DI BOLOGNA, ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BOLOGNA, ACCADEMIA INTERNAZIONALE ARTE LIRICA OSIMO, ACCADEMIA INTERNAZIONALE INCONTRI COL MAESTRO DI IMOLA, BOLOGNA SERVIZI CIMITERIALI, CINETECA DI BOLOGNA, CONSERVATORIO GIOVAN BATTISTA MARTINI, FONDAZIONE BOLOGNA WELCOME, FONDAZIONE E FESTIVAL ARTURO TOSCANINI DI PARMA, FONDAZIONE GIORGIO CINI DI VENEZIA, LE FOYER DES ARTISTES, ORCHESTRA FONDAZIONE LUCIANO PAVAROTTI, SUCCEDE SOLO A BOLOGNA, TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, TEATRO DEL BARACCANO, TEATRO DUSE

Biglietti disponibili online su Vivaticket e nei punti vendita convenzionati Per informazioni: www.festivalrespighi.it – info@festivalrespighi.it – tel. 051 271932


© Citlali Fabián, Mexico, Photograph er of the Year, Professiona l Competitio

n, Creative, Sony World Photography Awards 2026

ARTE E CULTURA

Rivelare lo

STRAOR

Citlali Fabián Maestra Lety Gallardo (2026) dalla serie Bilha, stories of my sisters

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DINARIO A Milano, fino al 4 ottobre, sono esposti gli scatti vincitori del Sony World Photography Awards 2026, che raccontano eventi storici e frammenti di vita ordinaria di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

l © Seungho Kim, Korea, Republic Of, Winner, Professional Competition, Perspectives, Sony World Photography Awards 2026

ety Gallardo sembra avvolta in un sogno, ma sta lavorando: dirige il suo brano preferito, Dios nunca muere, interpretato dalle musiciste della prima banda femminile della regione di Oaxaca, in Messico. Grazie all’illustrazione digitale – realizzata dalla fotografa originaria della comunità indigena Yalalteca Citlali Fabián – chi osserva lo scatto può vedere le note uscire dalla

sua bacchetta e le suonatrici concentrate sui propri strumenti. La serie Bilha, stories of my sisters è esposta fino al 4 ottobre al Museo diocesano Carlo Maria Martini di Milano nella mostra dedicata ai Sony World Photography Awards 2026. Per questo progetto, che racconta storie di donne diventate modelli di riferimento per la società messicana, Fabián si è aggiudicata il titolo di Photographer of the year. L’esposizione milanese, curata da Barbara Silbe, raccoglie una selezione delle immagini vincitrici e finaliste della 19esima edizione del concorso internazionale organizzato dalla World Photography Organisation. I soggetti spaziano da fenomeni della natura a esseri umani alle prese con la vita quotidiana, passando per eventi a cui è possibile assistere solo poche volte nell’arco di una vita. Tra questi, il conclave del 2025 immortalato dal duo franco-italiano composto da Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, vincitori della categoria Ritratto-

Seungho Kim The Watermelon War (2026) dalla serie Sunny Side Up: A Portrait of the Most Average K-Parenting Today

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Professional: la vicenda, potente ed epocale, traspare dai gesti profondamente umani di alcuni fedeli nella Città del Vaticano, in attesa dell’elezione dell’attuale papa. Tra mani giunte e sguardi contriti, si assiste a vere e proprie esibizioni di devozione, forse accentuate – secondo gli artisti – dalla massiccia presenza dei media. Il fotografo coreano Seungho Kim, vincitore della sezione Perspectives-Professional, capovolge invece questa narrazione e mette in mostra il lato straordinario della routine. Attraverso i suoi scatti, chiunque può interpretare lo sguardo paterno, intenerito e divertito, di chi osserva la figlia contendersi una porzione di frutta fresca con il cane di famiglia. E ricorda, insieme alle altre opere esposte, che anche il soggetto più ordinario – una direttrice d’orchestra al lavoro, un uomo in preghiera, un cane goloso – nasconde spesso una storia da svelare a chi osserva più attentamente. worldphoto.org chiostrisanteustorgio.it museodiocesanomilano

© Pinu Rahman, Bangladesh, Winner, National Awards, Sony World

Photography Awards 2026

Juan Jacobo Castillo Barrera Atelopus seminiferus (2026)

Pinu Rahman Threads of Life (2026)

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© Juan Jacobo Castillo Barrera, Colombia, Winner, Latin America Regional Awards, Sony World Photography Awards 2026

ARTE E CULTURA


© Jean-Marc Caimi & Valentina

Piccin ni, Italy, Winner, Professiona

l Competition , Portra iture, Sony World

Photography Awards 2026

Jean-Marc Caimi & Valentina Picci The Faithful (2026) nni

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SEGNALIBRO

PRIMA DI SCENDERE

non è mai troppo tardi

Csaba dalla Zorza torna alla narrativa con Io sono Adele, un romanzo intimo sul cambiamento e sulla ricerca del proprio posto nel mondo di Sandra Gesualdi

© Francesco Dolfo

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sandragesu

na donna non più giovane, il suo complesso rapporto con il passato, le scelte radicali e il desiderio di cambiamento. Csaba dalla Zorza torna alla narrativa con Io sono Adele, un romanzo intimo, delicato, che invita a interrogarsi sul senso delle esperienze e a ricalibrare il proprio posto nel mondo. Sempre con una tazza di thè profumato tra le mani, pronto a lenire le ferite. La tua protagonista sceglie di sparire in un luogo dove nessuno la conosce. Ci vuole coraggio per andarsene? Credo che non esista un momento perfetto per certe decisioni. In Adele vedo più coraggio nell’essere rimasta per 30 anni in una relazione dolorosa: restare è stato il suo atto di ribellione. Andarsene, invece, sarà l’inizio di un nuovo capitolo. Ricomincia a 60 anni: una rivoluzione che avviene quasi sottovoce, con gentilezza e saggezza. Il modo in cui sfida il mondo è pacato, direi misurato. È una donna che ha dimostrato lungimiranza, ma soprattutto resilienza. Il suo modo di essere nasce dalle mie letture di Madre Teresa di Calcutta. La sua capacità di scavare la roccia goccia a goccia, di ribellarsi alle convenzioni in silenzio, di agire nel bene di chi ci sta intorno. Adele interpreta questo spirito, senza alcun paragone con Madre Teresa, della quale richiamo solo alcuni pensieri. Il silenzio è un rifugio? Nutre la mente e aiuta a ritrovare la propria direzione. Adele lo vive come una meditazione del fare: è lo spazio in cui riflette, decide e ascolta sé stessa, lontano dal rumore e dall’eccesso di informazioni. Come ricorda la poetessa Anne Carson, quando un luogo non ci consente di essere autentici, occorre cercarne uno in cui poter dire la propria verità. Le donne dei tuoi libri sembrano chiedere poco agli altri e moltissimo a sé stesse. È ancora questo il prezzo della loro libertà? Credo che questa rappresentazione rifletta il mio carattere. Sono esigente con me stessa e non amo chiedere aiuto. So che è un difetto, non credo sia il prezzo della libertà, si tratta semplicemente di una mia inclinazione. Tuttavia, molte donne sono convinte che, a volte, sia più facile e veloce fare

da sé piuttosto che aspettare l’aiuto di qualcun altro. Ti affascinano di più i destini vissuti o quelli mancati? I destini vissuti, a quelli mancati non penso mai. Invece è molto affascinante per me sapere che gli oggetti hanno una storia e le case custodiscono la vita delle generazioni precedenti: siamo, in qualche modo, anche il risultato di chi è venuto prima di noi. Tra le pagine si respira l’eco di grandi figure femminili della letteratura europea. Ci sono scrittrici che ti hanno fatto compagnia? Molte hanno accompagnato la stesura del libro e ne hanno ispirato le pagine: Annie Ernaux, Virginia Woolf, Ursula Parrott e Jane Austen. A loro si affianca Vitaliano Brancati, autore meno studiato di altri. Dal suo dramma La governante, che è anche il titolo del mio precedente romanzo, ho preso la frase «un po’ di religione nella vita ci vuole». La consapevolezza di Adele arriva dopo aver attraversato molte identità: è moglie, madre, governante. Quanta vita occorre per imparare? Il tempo può essere soggettivo. Lei impiega 60 anni ad affermare sé stessa, ma alcune donne ci riescono già da ragazze, per altre purtroppo tale conquista non arriva. Questo vuol essere soprattutto un libro che ci indica la strada per non aspettare. Non è mai troppo tardi, ma – si sa – chi ben comincia... Quali sono i tuoi riti davanti alla pagina bianca? Sono metodica e abitudinaria in tutte le cose della mia vita, quindi anche come scrittrice. Mi impongo di scrivere tutte le mattine per due o tre ore, poi rileggo, correggo, butto, a volte sono contenta. La trama nella mia testa è un fiume di piccola portata a cui le giornate portano affluenti, fino a diventare ampio. Mi do sempre una scadenza: senza non scriverei mai. Un libro che leggi e rileggi come fosse una cura? Ogni tanto riprendo Orgoglio e pregiudizio di Austen, perché riesco sempre a notare qualcosa in modo differente. E mi fa sorridere pensare a quanto la società, per certi versi, sia ancora lì, tra le mani goffe della signora Bennet. csabadallazorza


Marsilio pp. 258 € 18

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SEGNALIBRO

a cura di Sandra Gesualdi

Un viaggio nella storia e nei sapori

la resistenza in cucina Ricette del tempo di guerra per resistere in tempo di crisi

roberta pieraccioli roberta pieraccioli

roberta pieraccioli

la resistenza in cucina Ricette del tempo di guerra per resistere in tempo di crisi

è

quello

intrapreso

da

Roberta

Pieraccioli nelle pagine di questo libro. Non è infatti solo un libro di ricette ma anche un appassionante cammino storico frutto di una ricerca svolta su più livelli: dall’indagine nelle tradizioni familiari toscane e maremmane, tra i ricordi e i racconti narrati direttamente

parte di padre e maremmana per parte di madre, vive a Massa Marittima

Storia e sapori si intrecciano ed evidenziano abitudini di ieri tutte da riscoprire: piccoli trucchi per eliminare gli sprechi, riutilizzare gli avanzi, fare di necessità virtù con materie prime facilmente reperibili e a basso costo.

(Grosseto) dove lavora come direttrice della Biblioteca e degli

Archivi e responsabile del Settore Cultura del Comune. Con i suoi racconti ha vinto diversi concorsi letterari ed è presente in numerose antologie, tra le quali Misteri di

storica

e

bibliografica

all’interno

delle biblioteche analizzando testi pubblicati all’epoca delle sanzioni e dei razionamenti. Esplorando le pagine di questo libro, che ha ricevuto il patrocinio di Slow Food Monteregio, il

lettore

sarà

immediatamente

catapultato nel calore familiare di una cucina semplice e genuina, sentita come parte di un universo complesso

Maremma curata da Carlo Legaluppi

e più ampio. Narrando le ricette in uso

(Effigi 2021), una raccolta di racconti

in tempo di guerra, l’autrice riesce a

di autori diversi ideata per valorizzare

dare interessanti spunti per la cucina

il territorio attraverso la narrazione

di oggi. Rispolverando un vecchio

e il cui ricavato viene devoluto

modo di cucinare, ne mette in luce tutta l’attualità: eliminare gli sprechi,

all’Associazione Olympia de Gouges di

riutilizzare gli avanzi, fare di necessità

Grosseto che cura centri antiviolenza e Con Ouverture Edizioni, Roberta Pieraccioli ha pubblicato nel 2014 la prima edizione di “La resistenza in cucina” e nel 2015 la raccolta di racconti “La Primavera”.

ISBN 979-12-80183-28-6

€ 16.00

punti di ascolto in tutta la provincia.

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seconda Guerra Mondiale, alla ricerca

LA RESISTENZA IN CUCINA

Roberta Pieraccioli, fiorentina per

dei Musei,

da chi ha vissuto i tempi difficili della

Cinquanta ricette per ripercorrere la storia di ieri, istantanee di vita quotidiana di un tempo ma anche oggi sempre utili e attuali.

9 791280 183286

virtù con le materie prime facilmente reperibili e a basso costo. Principi base nella cucina di un periodo difficile della storia italiana di ieri, ma non meno attuale in quella di oggi.

GUSCI D’UOVA Caitríona Lally Safarà, pp. 280 € 19,50 Una storia eccentrica e poetica, raccontata attraverso lo sguardo unico della protagonista, Vivian, persona fuori dagli schemi, capace di vedere il mondo con una logica tutta sua. Oggetti improbabili, piccoli rituali e una quotidianità sospesa tra realtà e magia sono gli elementi del romanzo che esplora solitudine, desiderio di essere compresi e valore dell’autenticità. Sullo sfondo di una Dublino insolita, l’immaginazione diventa un modo per abitare la vita e accogliere ciò che rende diversi.

LA RESISTENZA IN CUCINA Roberta Pieraccioli Ouverture edizioni, pp. 164 € 16 Più che un ricettario, un libro che usa il cibo per ricostruire un’epoca, attingendo alla memoria collettiva. Un viaggio storico in cui l’autrice alterna testimonianze di chi ha vissuto la Seconda guerra mondiale, ricerca documentata e indagine sulle tradizioni popolari. Ne emerge una cucina nata dalla necessità, capace di trasformare con ingegno pochi ingredienti in piatti completi. Un invito a riscoprire l’importanza del non sprecare, dimostrando che molte lezioni del passato restano attuali.

LE LUPE DI WALL STREET Paulina Bren Neri Pozza, pp. 384 € 23 Un racconto di coraggio e ostinazione che riporta alla luce le storie delle donne che, passo dopo passo, hanno sfidato il fortino più inaccessibile della finanza americana, la Borsa di New York. Ambienti esclusivi, pregiudizi radicati e porte chiuse fanno da sfondo al ritratto di pioniere capaci di trasformare l’esclusione in opportunità. Una narrazione appassionante che intreccia attualità e vicende personali, restituendo il valore di una conquista che ha cambiato per sempre il volto di Wall Street.

LA GENTILEZZA COME LINGUAGGIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE Natalia Re, Antonio Di Bartolomeo Pluriversum, pp. 408 € 26 La gentilezza esce dalla retorica e diventa una competenza concreta, da coltivare nelle relazioni personali, nel lavoro, nella scuola e negli spazi digitali. Tra riflessioni, esempi e strumenti operativi, il volume mostra come ascolto, rispetto e responsabilità possano contrastare conflitti, odio e chiusure ideologiche. Un invito a considerare questo comportamento non come segno di debolezza, ma come scelta consapevole, capace di generare benessere, fiducia e cambiamenti duraturi nella società.

GIOCONDA Nikos Kokantzis Edizioni e/o, pp. 128 € 16 Salonicco, Grecia. Le case di Nikos e Gioconda sono separate da un’area incolta dove giocano i bambini. Poi arrivano la guerra, l’occupazione nazista, il coprifuoco e i primi sentimenti adolescenziali. La storia vera dell’autore e del suo primo amore, vissuto quasi come un atto di resistenza all’orrore della deportazione. Una passione interrotta quando l’amata e la sua famiglia vengono messi sulla strada senza ritorno che porta ai campi di concentramento. Un’opera che è un omaggio alla vita. G.B.

ESERCIZI DI METAMORFOSI John Vignola Rai Libri, pp. 193 € 19 Un viaggio nella carriera di Miles Davis attraverso gli snodi in cui la sua musica si trasforma: dal cool jazz di fine anni ‘40 al quintetto allargato che dà corpo al jazz modale negli anni ‘50, passando per le suggestioni orchestrali e mediterranee della collaborazione con Gil Evans, fino alla svolta elettronica e pop degli anni ‘70 e ‘80. Evoluzioni, curiosità e, in più, le testimonianze di due grandi trombettisti italiani come Enrico Rava e Fabrizio Bosso che a Davis devono l’amore per il jazz. G.B.


CIAK, SI PARTE

PRIMA DI SCENDERE

La magia dei

Courtesy Warner Bros. Pictures

legami Voto: Guarda il trailer di Amori & incantesimi 2

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uando gli intrighi e la magia si fondono, viene fuori una commedia squisita come Amori & incantesimi 2. A distanza di 28 anni dal cult fantasy, Warner Bros. Pictures riporta al cinema Sally e Gillian Owens, impegnate ad affrontare l’oscura maledizione che minaccia di distruggere per sempre la loro famiglia. La narrazione fa un balzo in avanti di 25 anni rispetto agli eventi del primo capitolo, mantenendo intatta una storia di sorellanza dove l’ingrediente principale è l’ironia e non mancano atmosfere suggestive e un pizzico di romanticismo. La regia è di Susanne Bier, mentre Sandra Bullock e Nicole

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Kidman, interpreti e produttrici del film, mostrano di nuovo la loro affinità e un umorismo che assicura alla pellicola un andamento piacevole anche nel caos degli eventi. Nel cast, accanto alle due attrici, Joey King, Lee Pace, Maisie Williams, Xolo Maridueña, Solly McLeod, oltre a Stockard Channing e Dianne Wiest. Basato sul romanzo The Book of Magic di Alice Hoffman, il film prende vita dalla sceneggiatura di Akiva Goldsman, Georgia Pritchett e Kelly Marcel lanciando un messaggio chiaro: «La sorellanza è la magia più forte, creata dal fato, forgiata dal tempo e mai spezzata». Dal 10 settembre.


L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa

di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

© Bad Wolf Ltd MMXXV

Courtesy Prime Video

Courtesy Apple TV

IN STREAMING

LAST SEEN

THE LOVE HYPOTHESIS IL TEOREMA DELL’AMORE

THE OTHER BENNET SISTER

Un avvincente thriller, tratto dal romanzo The Dispatcher di Ryan David Jahn, con protagonista l’attore Patrick Brammall. La serie in sei episodi, in uscita dal 9 settembre al 7 ottobre su Apple TV, ruota attorno alla vita del detective Ian Ridley e alla misteriosa scomparsa di sua figlia Maggie. L’unico motivo che spinge l’uomo ad andare avanti è la convinzione che la ragazza non sia sparita per sempre. Un giorno riceve una telefonata da una giovane donna e, convinto che sia Maggie, inizia una disperata ricerca con l’obiettivo di riunire la famiglia. Voto:

L’omonimo bestseller di Ali Hazelwood diventa un film firmato da Claire Scanlon, con protagonisti Lili Reinhart e Tom Bateman, su Prime Video dal 23 settembre. La storia ruota attorno a Olive, dottoranda proiettata sul suo futuro accademico. Ahn, la sua migliore amica, si è innamorata di Jeremy, il suo ex ragazzo. Olive, per dimostrare di aver voltato pagina, bacia il professor Adam Carlsen. Si innesca così una finta relazione proficua per entrambi, un accordo fatto di regole ben precise. Ma Olive si accorgerà che alcune cose sfuggono al rigore del metodo e dovrà correre qualche rischio per testare il teorema più difficile, quello dell’amore. Voto:

Il mondo di Orgoglio e pregiudizio è al centro di una serie in onda su Sky e in streaming su Now dal 26 settembre. La storia è raccontata dal punto di vista inedito di Mary (Ella Bruccoleri): la sorella di mezzo esce dall’ombra per costruire la propria vita. Il racconto riporta gli spettatori a Longbourn, dove le cinque figlie nubili della famiglia Bennet si destreggiano tra le rigide convenzioni della società inglese all’epoca della Reggenza. Mary lascerà lo spazio domestico per partecipare ai ricevimenti dell’alta società e attraversare i paesaggi spettacolari del Lake District, in un percorso di crescita verso l’indipendenza e la ricerca dell’amore per sé stessa. Voto:

Courtesy MUBI

© A24

© 2026 DreamWorks Animation. All rights reserved

AL CINEMA

THE INVITE IL PIACERE È TUTTO NOSTRO

L’ISOLA DEI RICORDI

HER PRIVATE HELL

Dopo La rivincita delle sfigate e Don’t worry darling, Olivia Wilde dirige e interpreta una commedia pungente e sexy, apprezzata dalla critica e distribuita da I Wonder Pictures. Il matrimonio di Angela e Joe è segnato dalla routine ma l’invito a cena dei vicini di casa, una coppia tanto affascinante quanto misteriosa e disinibita, dà una sferzata alla loro relazione e imprime alla serata una svolta inaspettata. Nel cast anche Seth Rogen, Edward Norton e Penelope Cruz. Dal 16 settembre, e in anteprima l’1 e 2. Voto:

Un’ avventura che parla di legami, scritta e diretta da Joel Crawford e Januel P. Mercado. Jo e Raissa, amiche fin dall’infanzia, si sono appena diplomate. Mentre festeggiano l’ultima serata insieme, si imbattono in un portale che le trasporta a Nakali, un’isola popolata da creature magiche di cui hanno sentito parlare nelle storie delle loro famiglie filippine. Affrontano diverse avventure fino a scoprire che il prezzo da pagare per tornare a casa è perdere i ricordi della loro amicizia. Ma le due ragazze cercheranno un modo per lasciare l’isola prima di dimenticarsi l’una dell’altra. Dal 24 settembre. Voto:

Nicolas Winding Refn dirige una pellicola che è un’esperienza sensoriale ed emotiva. Il film si distingue per un linguaggio che non segue regole e una visione audace. In una metropoli del futuro immersa in luci al neon e sospesa tra seduzione e violenza, una ragazza si mette sulle tracce del padre scomparso, mentre una misteriosa nebbia diffonde una presenza letale. Durante il viaggio incontra un soldato americano impegnato in una missione per salvare la figlia. Con Sophie Thatcher, Charles Melton, Kristine Froseth, Havana Rose Liu e Diego Calva, arriva nelle sale il 30 settembre con MUBI. Voto:

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FOOD TO GO

PRIMA DI SCENDERE

© Eunice Brovida

Slow Food Editore, pp. 256 € 24,50

Con le mani in

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pasta

Nato in mezzo alle farine, oggi racconta l’arte della panificazione. Fulvio Marino torna in tv nel cooking show È sempre mezzogiorno! e si prepara all’uscita del libro Le mie ricette del cuore di Gaspare Baglio

gasparebaglio


G

rande capacità comunicativa e tanta passione per la sua professione. Fulvio Marino, classe 1986, da eccellente panificatore è diventato un volto amatissimo del piccolo schermo soprattutto grazie al suo spazio all’interno del cooking show di Rai1 È sempre mezzogiorno!, al fianco di Antonella Clerici. Il programma torna sull’ammiraglia Rai dal 7 settembre, alle 11:55. Nel frattempo, il libro Tutto il mondo del pane continua a riscuotere un grande successo e a ottobre uscirà la nuova fatica editoriale Le mie ricette del cuore. Com’è nata la tua passione per i lievitati? La mia famiglia aveva un mulino: sono nato in mezzo alle farine, immerso nella materia prima. Intorno ai 12 anni ho iniziato a impastare a casa, per gioco. A 14 ho scoperto il lievito madre e da quel momento ho cominciato a pensare a un percorso che potesse diventare pure un mestiere. Il salto da hobby a professione quando è avvenuto? Mentre finivo il liceo ho iniziato ad andare per ristoranti, panifici e pizzerie, ricoprendo il ruolo di consulente sulle farine per conto della mia famiglia. Poi, col tempo, sono diventato panificatore, pizzaiolo, pasticciere. Ancora oggi mi occupo di tutto il mondo dei lievitati. Com’è cambiato il mondo della panificazione da quando hai iniziato? Si è modificato il modo di fruire il pane: prima degli anni ‘90

se ne consumava di più. E doveva essere presente tutti i giorni sulla tavola. Oggi l’abitudine è diversa: ha un po’ perso la sua funzione di accompagnamento e poi, con lo sdoganamento del lievito madre, ora si realizzano pani che sono veri e propri prodotti gastronomici. Quando è arrivata la tv? È successo dopo il lockdown. In quel periodo molte persone cercavano di capire come fare il pane e io ho iniziato a raccontare sui social quello che sapevo. Anche Antonella Clerici ha partecipato a qualche diretta: la conoscevo perché ero stato ospite a La prova del cuoco come produttore di farine. Poi, quando nel 2020 le hanno chiesto di prendere il timone di È sempre mezzogiorno!, mi ha proposto la rubrica. È piaciuta e ormai sono sei anni che faccio parte del programma. Il tuo sogno da panificatore? Vorrei portare i prodotti italiani in giro per il mondo. Ma ho già realizzato tanti desideri, come aprire il mio locale FuocoFarina ad Alba, vicino a Cuneo, nel 2023. Per chi passa in città può essere una tappa interessante. Che ricetta proponi ai nostri lettori? Quella dei pretzel, facili da realizzare. È una merenda perfetta da portare in treno. fulviomarino

INGREDIENTI PER 5 PRETZEL DA 150 G CIRCA • 500 g di farina di grano tenero tipo 0 (W 270, P/L 0,6, 13% proteine) • 20 g di lievito di birra fresco • 250 g di latte • 10 g di zucchero • 10 g di sale • 75 g di burro morbido • 40 g di bicarbonato di sodio • granelli di sale grosso o fiocchi di sale Lievitazione • Impasto: 10 minuti • Palline: 20 minuti • Pretzel: un’ora a temperatura ambiente + 20 minuti in frigorifero Cottura • Bollitura per 60 secondi + 20 minuti a 190 °C PREPARAZIONE Impastare la farina, il lievito e il latte per cinque o sei minuti, inserire lo zucchero e continuare a lavorare la massa, dopodiché aggiungere il sale e proseguire per due o tre minuti, fino ad avere un impasto abbastanza liscio. In ultimo, unire il burro e farlo assorbire completamente. Lasciare riposare l’impasto per 10 minuti, quindi dividerlo in cinque parti uguali da circa un etto e mezzo ciascuna. Formare delle palline e lasciarle riposare ancora per 20 minuti, coprendole con un canovaccio pulito in modo che non si crei la pellicina in superficie. Prendere una pallina, allungarla creando un filoncino, poi dargli la caratteristica forma a nodo, incrociando le estremità e ripiegandole sul bordo. Fare lo stesso con le altre porzioni di impasto. Disporre i pretzel su un vassoio, lasciarli lievitare per un’ora a temperatura ambiente e poi riporli nel frigorifero per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo, riprenderli e immergerli, uno alla volta, in una pentola dove sarà portato a bollore un litro di acqua con il bicarbonato. Prelevarli man mano che sono pronti (30 secondi circa per lato), adagiarli in una teglia foderata con carta forno, praticare un’incisione nella parte inferiore, cospargere la superficie con il sale e infornare a 190 °C per una ventina di minuti.

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IN VALIGIA

PRIMA DI SCENDERE

di Susanna Ausoni [Stylist, costumista e curatrice d’immagine] susanna_ausoni

Alchimie

© Attilio Cusani

di fine estate

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A settembre si osa con colori e forme che richiamano atmosfere del passato. Per combattere la nostalgia delle vacanze e rendere più leggera la ripresa

ettembre non vuole farci dimenticare il ritmo lento delle vacanze, i tramonti ammirati senza fretta e le lunghe passeggiate nella natura. Allora continuiamo a collezionare ricordi ancora per un po’, magari con un weekend in Toscana, a Siena o in Val d’Orcia. I cipressi e le Crete Senesi si sposano alla perfezione con capi che strizzano l’occhio alle atmosfere del passato. Alberta Ferretti propone giacche avvitate, gonne a trapezio e camicie in seta color burro, mentre Max Mara celebra il ritorno dei pantaloni ampi con forme raffinate e tessuti preziosi, dalla lana al velluto. Anche la palette della stagione sembra ispirarsi ai paesaggi toscani, spaziando dal blu reale al verde

Due look Alberta Ferretti 74

bosco, fino al borgogna e al senape. Brunello Cucinelli interpreta queste sfumature nei suoi cashmere, mentre Falconeri propone modelli versatili che nelle stagioni di passaggio restano perfetti passe-partout. Quando arriva la sera diventa protagonista l’azzurro, grazie alla proposta di Hermès da abbinare con accessori color cognac. Le tonalità della terra dominano le collezioni Autunno Inverno e si intrecciano a richiami equestri come quelli degli stivali di Ralph Lauren. A completare il look le calze coloratissime di Gallo, che aggiungono personalità, mentre i collant base seta di Maria La Rosa regalano leggerezza. Insomma, se la moda non conosce confini l’autunno diventa il momento giusto per sperimentare.


LE SCELTE DELLA FRECCIA a cura di Cecilia Morrico

Il fascino del viaggio Colori sofisticati, dettagli preziosi e nuove texture per i weekend fuori porta

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1. Collezione Zero Gravity di Tombolini 2. Maglia dalla vestibilità morbida impreziosita da una maxi-treccia tridimensionale, Keeling 3. Camicia bianca da donna con tailoring maschile ispirata al guardaroba del Duca di Windsor, Kiton 4. Gonna dallo spirito british chic arricchita con applicazioni gioiello per un tocco cosmopolita, Lola Casademunt 5. Sovracamicia dalla vestibilità regolare e confortevole realizzata in denim, Spiewak x Edwin 6. Borsa in pelle martellata color burgundy con un caratteristico dettaglio a catena, Orciani

7. Reinterpretazione dell’iconico modello 1461 realizzato a mano in Inghilterra, Dr. Martens x MHL 8. Mocassino con stampa animalier effetto mucca, Frau 9. Stivaletto Tedd da bambino in sympatex e camoscio con chiusura a cerniera e lacci, Superfit 10. Calze con motivo a tazze di caffè su fondo marrone, Happy Socks 11. Design a coste in colore turchese per i calzini in cotone Maria La Rosa

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12. Zaino modello Glam-Go realizzato con materiali sostenibili e resistenti all’acqua, Samsonite 13. Pantaloni in velluto con fantasia ad anatre a contrasto, Sebago 14. Camicia in FlashDry™ che espelle l’umidità e si asciuga rapidamente, The North Face* 15. Giacca in tela di cotone verde oliva con colletto in velluto a coste, Polo Ralph Lauren* *disponibile su zalando.it 75


INCONTRI BEAUTY CASE

PRIMA DI SCENDERE

Il bello del

rientro

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di Luca Buttiglieri [Beauty content creator, cantante e attore] luca.buttiglieri

Piccoli gesti, prodotti versatili e tonalità avvolgenti. Per accompagnare la pelle verso l’autunno, la beauty routine diventa essenziale ma intelligente

ettembre è il lunedì dell’anno. Si torna al lavoro e in palestra, si ricomincia a prendere appuntamenti e, inevitabilmente, cambia anche la beauty routine. La buona notizia? Non serve rivoluzionare tutto quello che abbiamo fatto in estate. Basta adottare qualche piccolo aggiornamento. La prima cosa da modificare è la base. Se durante la bella stagione si scelgono skin tint e fondotinta leggerissimi, con l’arrivo dell’autunno si torna lentamente a formule un po’ più coprenti. Non perché l’effetto maschera vada di moda (per fortuna non è così), ma perché la pelle cambia e magari abbiamo voglia di un incarnato un po’ più uniforme. La parola d’ordine, però, resta sempre la stessa: naturalezza. Negli ultimi anni, il make-up ha preso una direzione molto precisa. Si vede la pelle, si vedono le lentiggini, si vede la texture. E, secondo me, è una delle tendenze migliori che potessero arrivare. Anche il correttore torna protagonista. Diciamoci la verità: dopo le vacanze promettiamo tutti che andremo a dormire prima, poi arriva settembre e nel giro di una settimana siamo già a guardare una serie fino a notte fonda. E così questo piccolo alleato beauty torna a essere il nostro migliore amico. Anche i colori cambiano. L’estate è il regno di nuance come pesca e corallo e delle tonalità vitaminiche. Con l’autunno, invece, iniziano a comparire marroni caldi, malva, prugna e borgogna, perfetti per dare profondità allo sguardo senza appesantirlo. E la cosa bella è che non serve essere make-up artist per usarli. Basta anche una matita sfumata o un ombretto in crema per cambiare completamente un look. Un altro trend che vedremo tantissimo riguarda le labbra. Dopo mesi di gloss super luminosi, riappaiono i rossetti satinati e le matite sfumate, per un effetto morbido e naturale. Il risultato è elegante, semplice da realizzare e perfetto sia per la quotidianità sia per una serata. Anche le sopracciglia continuano a seguire la filosofia del “meno è meglio”. Niente archi super definiti o troppo grafici. L’obiettivo è valorizzare la forma naturale, fissando i peli con un buon gel e riempiendo solo dove serve. E per quanto riguarda i nuovi prodotti? Se dovessi scegliere una categoria su cui investire questo autunno, sarebbe senza dubbio quella dei prodotti multifunzione. Blush che si possono usare anche sulle labbra, stick viso da portare sempre in borsa, ombretti in crema facili da applicare anche con le dita. Mi piace l’idea di un beauty case più essenziale ma intelligente. L’unica cosa che non cambia mai, nemmeno con l’arrivo dell’autunno, è la protezione solare. Sì, lo so, sono noioso. Ma i raggi UV non vanno in ferie solo perché è settembre. Quindi, il mio consiglio è continuare a usare un SPF ogni mattina e costruire il make-up sopra una pelle ben protetta. Alla fine, rientrare dalle vacanze non significa cambiare completamente stile. Ma adattare la propria routine alla nuova stagione, scegliendo prodotti che ci facciano sentire bene e rendano il make-up semplice, veloce e divertente. Perché le tendenze passano, ma il beauty case costruito su quello che ci piace davvero resta.

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Siero illuminante The Cheek Peek effetto blush al burro di mango e pompelmo, Yepoda


LE SCELTE DELLA FRECCIA a cura di Cecilia Morrico

Trend alert Prodotti multifunzione e novità skincare

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1. Pennello Precise Sculpting Complexion Brush 05 a doppia punta, progettato per definire i tratti del viso con assoluta precisione, Kylie Cosmetics* 2. Twist Ombretto Stylo in stick dal rilascio colore immediato e dalla texture cremosa, Collistar 3. Airbrush Flawless Blur Loose Powder, cipria fissante ultra-fine che leviga, scolpisce, illumina e fissa il make-up, Charlotte Tilbury 4. Multipen 4 in 1 che racchiude in un unico formato compatto quattro prodotti per viso, occhi e labbra: illuminante, ombretto, blush e rossetto, debbY 5. Eight Hour Cream Ultimate Repair Moisturizer, crema con una tecnologia in grado di rilevare le variazioni nei livelli di idratazione della pelle, Elizabeth Arden 6. Oh.Sole Mio Freckles Marker, liner pensato per creare lentiggini dall’aspetto naturale e valorizzare l’incarnato con un effetto fresco e luminoso, espressOh

7. Soft Pinch Lip Oil Stick, trattamento ibrido 3-in-1 che combina i benefici di un olio labbra, la brillantezza di un gloss e un colore intenso e modulabile, Rare Beauty 8. Liquid Matte Mousse dalla texture soffice e cremosa con un finish vellutato in otto tonalità nude, Huda Beauty 9. Plump Ambition Hyaluron Lip Oil pH: rimpolpa e leviga istantaneamente le labbra donando brillantezza con effetto volume, L’Oréal Paris 10. Neo Essential Blurring Finish Powder è una cipria libera microfine con ingredienti trattanti che unisce prestazioni make-up e benefici per la pelle, Laneige 11. Perfect Cover Serum BB Cream con formula avanzata dona alla pelle un aspetto radioso e sano, Missha 12. Patch occhi Revive Under Eye Patch Ginseng + Retinal in idrogel ringiovanenti progettate per prendersi cura della delicata zona sotto gli occhi, Beauty of Joseon

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13. Romantic Blush Lip & Cheek, blush e rossetto in crema dal colore delicato e naturale dona un look romantico e luminoso su guance e labbra, Banila Co 14. Siero Rose PDRN studiato per rinnovare, lenire e idratare grazie a un complesso vegano estratto dalle rose di Damasco, Haruharu Wonder 15. Sérum Vivant per imperfezioni persistenti e rossori studiato per la pelle adulta, anche la più sensibile, Biologique Recherche 16. Peach Mist Setting Spray, nuvola ultrafine dal profumo di pesca pensata per fissare il make-up e regalare alla pelle un boost di idratazione, Too Faced 17. Setoso fluido nutriente districa e nutre i capelli secchi proteggendoli dal calore fino a 230 gradi, Vigal * in esclusiva da Douglas

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LA FRECCIA DI CUPIDO

PRIMA DI SCENDERE

i sogni non bastano

ne ersazio a conv n u e r izia eglio in om e m c i , ho e r p brutta n sa ma no te, non , n due le a e t t ia s z a e b en fiden avers o n r t n o t o c a s , o e li rziale. fig km , e. tropp e impa rsi 150 n on h o el cu o r , e ristiano o parirà t d c a C p n r t , ma a a e a o t ie i r s s p t ic a C o po onosco tono n a e, a i spo a, eff r a c t il t t e m s e e le d f o s a r o t n p o e a o s e un en re p cola are m n o st m i scu o’ com nche s o es s e à di m p a a di pic v n on so t i e , ic n it r r d a c u ia li b i, il e a u ig o v r m n o un ,è am in una nute fa ntico d rto da biamo o r tu n a on h o f scino a no dive se cam lare: pa e p er f a o anni, n o f e s o l d 8 i n p a n 4 io m p d e o z o a H rtr che are no p connot m e, p u rsone, tà di m ro e so rima mbiare s se p e e n e, a una cit a e B un lavo t . c in s iù o o le p n uilibri: p iv o n r e q s r c o e s a c li o ia , g e p p ie r n ci iani mp os s i 4 anni, galler on o sc tteso 2 ggio se viso, no i quotid s r a i v t ia s r o n v r e i a o p v n it c v ia li in a che all ’im Da an conto d ella mia nche g una vit iuto e, N a a i . s c o d à e ia r it p o p r p o n e e g r on ,e av purtro compa è sem p madre hé mi s no dell to, dal che ci oi perc 26 l’an a dalla lu p 0 o . , 2 im v o r io i il r r p , e o colore , a r o lav av ntr risia come bambin ogo di so il co ell ’ipoc ino a me un amata succes le sul lu anno d o a l’ e c r n o e o o t s s it a osto vic ante s r t d p e e s u i p n c è d u c e , 5 a n a a r d re s at Il 202 delusio che, du lvarmi d i es s e re spo a forte , p er sa me me , pa go d i es s e e o a s si a e c lt z o r n o n e a r p er u n t c e ie t t s l’esis he a ndola a spe strap c e e d è r p o a t . a o o i, e t lu n in t p o e c pe za av il tr da m trop di tras bell ’as dario: postez caso h d es s o ntenta tipo di a com eferen ione. Il ll r n adre, a z e u che o a p u t c a o si acco o q o i u v t n m o n uo avan dietr ed ed a d el anzia u d i: a i, n im n z a n o u r t z io p u ia e e z t z d en d com al tren p os ersa o se ri a n il week a com cesa d genito m i son re conv is a i , lt im d o d iv s a r z is r o e la z d t s ( d a o a n ro an ini si Poi ile e r r la gra premu quidist abitud ollegas o orrib ente e isce pe n figlio e le ric alcune u m lp h , a in o c e t , t c u n u om t i le e n e f a h e er sc nic iac ggio, m china p i telefo a adole o fino al man no quel via sazion a g a zz la mac r r is n e c a o v e n olizia, u c n r u o p i o c dietr te, è rio di p n in a ern o d s le d alcune ia is o o c d r m m a in m padre , n on è gio a m irei il co c’è un pigrizia archeg hina, d rpe). p c a a ll n il c , a s a b ia e e ll c d e ar lungo la non ce zione d so di m fumare , la rota o il sen li lo d a o n r o d e t c n se de ce la o fa, ve ue stris e lavor h dalle d c i s s sa p e Se n o n

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© Westend61/GettyImages

In amore


o nni. Non l’h e Mastroia m o e ha c m o o iv c , d lescenza lm da un o fi d i e l’a n lo ti ta so si di ifficile ialli interpre età e le fa ai: non è d i romanzi g no tutte le ai più, orm so m lo rò a e di quelli de m sc , o n figlia e non lo co cotta della conosciuto q u a n do n do di u n a a rl a p a lt lla O’Hara o e v ss a o n R u i a lu r gazzo, detto tt Butle osato un ra to dire Rhe sp lu o a . v v io e a v g h a g a bene sì, pass te cosa a volta n uomo. Eb lei: la prim rfettamen u e r e p to p o iu c o is tt sc p e o a n rf Ora c rne avuto era pe ente co di non ave perché lui bbe finalm to to re n a v o g a c , i ie lu sa sp n le ha iù giovane i sono re chio, co u o m o. E m ando ero p olta un vec u n v q u a o a d n si n u o to e c la se scern sconosciu bene cono quel quasi bbe fatto re v a credo che i pitato, m e on è già ca nto. Fors n a c se c . , a e rà o rt e n a it u p cap mai da i alla mia sso treno e iù lontane o ancora d re sullo ste credevo p ia e g h c g con il temp i ia hina blu in v c i g c a d ttone, gia o le imm tteremo o e tt b u o tt sm o rz ra d p te n l Q ua oria so riferimento ciata a nella mem , l’uomo di eleste slac o e c n tt n ia tu ra ic r e e m st p a , c mi re ccio, fondo nostalgia e nche se la ntaloni ghia di uomo. In a a , o p ri n i: e n n st i sa u g in e i h mie ocass ri, ma c dossava m ocassini ne n o. bacco e in ta i fantasia, m d mo del tre a o v u e ll’ o d el b e il mio sap h e e h o c b lli b e a u b è il ersi da q o sono div il suo ricord lla Tua, Rosse

C

ara mia, i miei genitori volevano farmi diventare analista. Io facevo ragioneria, ma il destino aveva già cambiato binario senza avvisarmi. Così come la tua lettera che sembra caduta da una cometa: non capisco in quale mare navighi, ma di certo non peschi sardine, peschi sogni. Hai una fantasia che farebbe arrossire perfino uno sceneggiatore. Altro che lettere: dovresti scrivere romanzi! Mi ha fatto sorridere questa storia dell’uomo sul treno. Sono amori da Frecciarossa: partono in orario e arrivano direttamente nella fantasia. Però dimmi una cosa: hai fatto lo screening del passeggero, ma gli hai guardato almeno gli occhi? O solo il numero del posto? E poi Via col vento? Ma cara, io avrei scelto Casablanca: almeno lì

di Cristiano Malgioglio [Cantautore e personaggio tv] cristianomalgioglioreal infomalgioglio

qualcuno parte davvero. Tu, invece, sei già salita sul vagone dell’immaginazione. Se quest’uomo ti ha fatto perdere la testa, fermalo. Magari scopri che è divorziato o che a letto russa. Insomma, fatti avanti. Ti auguro di trovare il compagno della tua vita. In balera, in discoteca o al binario 12. L’amore non ha un indirizzo, ma tu ogni tanto scendi dalla locomotiva dei desideri: i marciapiedi raccontano quasi sempre la verità. Se un giorno ci dovessimo incontrare, ti offrirei volentieri un caffè. Ma non è che poi ti innamori del cameriere? Kiss,

Cristiano

Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it. Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone.

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UN TRENO PER LE STELLE

PRIMA DI SCENDERE

Scorpione cogliete l’attimo Ariete

Settembre vi metterà a dura prova: non è mai facile tornare alla solita routine dopo le vacanze estive, ma quest’anno lo sarà ancora meno. Potrebbero esserci un po’ di tensioni con soci, colleghi o collaboratori. Piccoli attriti sono previsti anche nella sfera delle relazioni più intime, perché fate sempre fatica a lasciare fuori dalla porta le frustrazioni derivanti dal lavoro. Insomma, si prospetta un mese bello tosto.

Gemelli

Agosto è stato ottimo, ma settembre si aprirà con qualche tensione di troppo. La vostra voglia di fare e di emergere si scontrerà con un cielo non molto dolce nei vostri confronti e ciò rischia di mandarvi un po’ in confusione. Molto meglio sul fronte delle relazioni: sarete capaci di tenere lontane le tensioni del lavoro e i rapporti più stretti ne beneficeranno. Non male il feeling con la fortuna: vi darà supporto nei momenti più importanti.

Leone

Settembre si apre con un cielo molto positivo per quanto riguarda il lavoro: sono in arrivo occasioni importanti. Sarà fondamentale avere coraggio e non temere il fallimento. Con la giusta grinta si potranno raggiungere traguardi sognati da tempo. Meno brillante la sfera delle relazioni, con qualche discussione di troppo che dovrà essere affrontata. Non lasciatevi turbare dal mare mosso. La fortuna vi darà una spinta extra.

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Toro

Sono in arrivo tante sfide e a voi piacciono da morire. Avete tanta voglia di esplorare e di lanciarvi in nuove avventure: fatelo. Il cielo promette piuttosto bene. La strada non sarà tutta in discesa, ma raggiungere un obiettivo dopo aver faticato è decisamente più soddisfacente che riuscirci senza sforzo. In amore non andrà un granché perché sarete troppo concentrati sulla sfera professionale. Provate a trovare il giusto equilibrio e non trascurate i rapporti. La fortuna? Si farà notare a fasi alterne.

Cancro

Finalmente il cielo torna favorevole grazie alla presenza impattante di Marte, che vi stimolerà e vi darà una spinta. È tempo di cambiamenti, in gran parte positivi. Accoglieteli a braccia aperte e preparatevi a vivere una rivoluzione professionale. In amore non benissimo fino al 10, a causa di Venere dissonante. Dall’11 in poi ci sarà una netta ripresa e tornerà l’armonia con le persone più care. Ottimi anche i livelli di fortuna.

Vergine

Si prevede un periodo di profonda rinascita. Il vostro 2026, al momento, non è stato il massimo, ma è tempo di recuperare il terreno perso. Sono in arrivo belle occasioni: armatevi di tanta grinta e determinazione e raggiungerete traguardi di rilievo. Benissimo anche in amore: saranno settimane molto cariche emotivamente e l’intesa con le persone più care si preannuncia elevata.


di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello

La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)

Bilancia

Nelle prossime settimane ci sarà qualche preoccupazione di troppo: vorreste svoltare, tuffarvi in mille attività nuove, ma ci sarà da gestire un cielo poco favorevole che vi metterà di fronte a qualche difficoltà. Con tenacia, comunque, potrete superare tutto. Procede bene il capitolo delle relazioni: ritroverete stabilità emotiva e ciò gioverà anche al rapporto con gli altri. La fortuna? A tratti si farà vedere, a tratti si nasconderà.

Sagittario

È il momento di tirare fuori dalla vostra vita tutto ciò che non vi fa stare bene e inseguire solo gli obiettivi in cui realmente credete. In questo mese sarà importantissimo fare selezione. Se ci riuscirete, arriverete alla svolta. Bene in amore: i sentimenti troveranno spazio e tempo per rifiorire. Ci sarà tanta armonia nei rapporti con gli altri e ciò farà schizzare molto in alto il vostro mood. Occhio solo alla Dea bendata, perché sarà un po’ birichina.

Acquario

Vi aspetta un mese di profondo rinnovamento. Tante cose potrebbero cambiare in positivo, accogliete le novità e non lasciatevi spaventare. Dal 10 in poi, Mercurio vi stimolerà tantissimo e fioccheranno idee geniali. Bene anche nella sfera delle relazioni: troverete il giusto equilibrio proprio in quei rapporti che ultimamente avevano un po’ vacillato. Molto positivo, rispetto al solito, il vostro feeling con la fortuna.

Scorpione

Settembre sarà un mese di grande risveglio nella sfera professionale. Finalmente le acque si smuoveranno e le occasioni cominceranno a fioccare. Sarà importante cogliere l’attimo: fatevi trovare pronti. Molto bene anche in amore, in particolare da giovedì 10, quando l’ingresso di Venere renderà tutto più romantico. Anche la fortuna ci metterà il suo zampino. Insomma, meglio di così non si potrebbe.

Capricorno

Settembre sarà pieno zeppo di sfide, ma so già che voi non vi farete intimorire. Marte in opposizione e Saturno pronto a farvi rallentare il passo rappresentano un mix davvero fastidioso. La sfera delle relazioni è piuttosto enigmatica: sarà fondamentale riuscire a fare una buona selezione. Non fidatevi di tutti, qualche maschera cadrà. E non contate nemmeno sulla Dea bendata, perché non vi sarà molto amica.

Pesci

Nuove opportunità in vista: armatevi di tutta la grinta di cui disponete e rincorrete i vostri sogni senza il minimo timore. Sono certo che riuscirete a raggiungere importanti traguardi. Molto bene anche in amore: dopo gli ultimi mesi un po’ caotici e contrassegnati da qualche discussione di troppo, tornerà a regnare la serenità e ciò gioverà tantissimo al vostro umore.

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MINDFULNESS IN VIAGGIO

PRIMA DI SCENDERE

di Nerina Di Nunzio [Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach] nerina.dinunzio nerinadinunzio

perdersi o

gni anno, a settembre, accade qualcosa di curioso. Rientriamo dalle vacanze e, quasi senza rendercene conto, sentiamo l’urgenza di recuperare immediatamente quanto lasciato in sospeso. Torniamo al lavoro con l’idea di rispondere a tutte le mail accumulate, ci iscriviamo in palestra, promettiamo a noi stessi di mangiare meglio, riprendiamo in mano libri lasciati a metà, cerchiamo di vedere gli amici trascurati durante l’estate. È come se il calendario ci imponesse una corsa invisibile per rimettere ordine nella nostra vita nel più breve tempo possibile. Eppure, il cervello non funziona così. Le neuroscienze ci spiegano che ogni cambiamento richiede un periodo di adattamento. Quando aumentiamo contemporaneamente il numero di decisioni da prendere, cresce il carico cognitivo: l’attenzione si disperde, la memoria si affatica e la sensazione di essere sempre in ritardo diventa ancora più intensa. Non è settembre a metterci in difficoltà, ma l’idea di dover recuperare tutto e subito. La mindfulness propone una prospettiva completamente diversa. Non invita a fare meno né a rallentare per principio. Ci ricorda piuttosto che la

qualità della nostra esperienza dipende dal modo in cui siamo presenti a ciò che stiamo vivendo. Durante le vacanze questa presenza emerge quasi spontaneamente. Ci fermiamo a osservare un tramonto senza pensare, assaporiamo un piatto tipico con curiosità, camminiamo in una città sconosciuta prestando attenzione ai dettagli, ascoltiamo il rumore del mare senza avere la sensazione di perdere tempo. Al rientro, invece, continuiamo a vivere, ma smettiamo di accorgerci di ciò che stiamo sentendo. È come se il pilota automatico prendesse il comando. Prima ancora di riempire l’agenda di impegni, quindi, può essere utile concedersi una breve pratica di visualizzazione. Chiudiamo gli occhi e immaginiamo la valigia con cui siamo tornati a casa. Dentro non ci sono abiti, fotografie o souvenir, ma i momenti in cui ci siamo sentiti davvero vivi: una passeggiata all’alba, una conversazione senza fretta, il profumo della salsedine, una colazione gustata lentamente, il silenzio di un sentiero. Ora chiediamoci: «Quale sensazione vissuta in quegli istanti vorrei portare con me a settembre?». Forse la curiosità, la leggerezza o la capacità di osservare senza giudicare. La vera ricchezza del viaggio in fondo è questa e sarebbe un peccato metterla via insieme ai bagagli. A questo punto, possiamo scegliere di assaporare almeno un momento della giornata: bere un caffè, scrivere una mail, ascoltare una persona. Un unico gesto, ma vissuto completamente. Le neuroscienze ci mostrano che il cervello costruisce ricordi significativi quando l’attenzione è realmente presente, non quando è continuamente divisa tra ciò che sta facendo e ciò che dovrà fare dopo. Gustare un momento non significa perdere tempo, ma restituirgli valore. Forse il vero obiettivo di settembre non è recuperare tutto quello che abbiamo lasciato prima delle vacanze. È non perdere ciò che ci hanno insegnato: la capacità di osservare e assaporare le piccole cose, tornare a meravigliarci ed essere pienamente presenti.

© Prostock-studio/AdobeStock

Tornare senza

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BINARI SENZA TEMPO

PRIMA DI SCENDERE

Campania autentica

Da Pietrarsa alla Reggia di Caserta, da Pompei ai borghi dell’Irpinia: i treni storici consentono di scoprire paesaggi, cultura e tradizioni di una regione stratificata gabriele-romani

© Archivio Fondazione FS Italiane

di Gabriele Romani

Un treno storico percorre il viadotto Principe, sulla Ferrovia dell’Irpinia, tra Lapio e Taurasi (Avellino)

l

a Campania si conferma una delle regioni più dinamiche nella proposta di itinerari ferroviari storici, capaci di unire mobilità sostenibile, valorizzazione del territorio e riscoperta del patrimonio culturale. È ricco il calendario dei viaggi proposti dalla Fondazione FS Italiane che partono da Napoli Centrale per raggiungere alcune delle destinazioni più iconiche e suggestive. Tra queste Pietrarsa, con il suo Museo nazionale ferroviario, autentico simbolo della storia industriale italiana, e la Reggia di Caserta, capolavoro vanvitelliano che continua ad attrarre visitatori e visitatrici da tutto il mondo. Ma anche i grandi siti archeologici come Pompei e Paestum, da raggiungere a bordo di convogli d’epoca che trasformano il viaggio stesso in esperienza

culturale. Ai percorsi più noti si aggiunge una fitta rete di appuntamenti che interessano le aree interne, in particolare l’Irpinia. Da Avellino si possono raggiungere Montella, Bagnoli Irpino, Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Calitri e Rocchetta Sant’Antonio, tra paesaggi montani e rurali di grande fascino, per riscoprire borghi, tradizioni e produzioni enogastronomiche locali. Da settembre fino alle festività natalizie, ogni fine settimana c’è l’opportunità di vivere un’esperienza di viaggio a bordo di un convoglio d’epoca. Per un viaggio lento che attraversa paesaggi, storia e identità, restituendo al visitatore un’immagine autentica e stratificata della Campania. fondazionefs.it fondazionefsitaliane

SAVE THE DATE SETTEMBRE 2026 6 12 13 14 15 19 20 26 27

Treno storico città del Medioevo; Estate sulla Ferrovia dei Parchi; Lario express; Treno storico da Napoli a Pietrarsa Treno storico Friuli Doc Treno storico delle città Unesco; Besanino express; Treno storico da Avellino a Montella; Treno storico da Napoli a Caserta Estate sulla Ferrovia dei Parchi Treno storico del ricordo del terremoto Treno storico Pordenonelegge Treno della vendemmia; Treno storico tra abbazie, vigneti e colline; Estate sulla Ferrovia dei Parchi; Laveno express; Treno storico da Avellino a Paternopoli Treno storico alla scoperta di Meduno Treno natura. Festa dell’uva e del vino; Lomellina express; Autunno sulla Ferrovia dei Parchi; Treno storico da Napoli a Caserta; Treno storico da Avellino a Montemarano

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2 sedi 3 sedi 59 sedi

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© Claudio Quacquarelli/AdobeStock

OFFERTE E SERVIZI

CON LE FRECCE E I FRECCIALINK, IN VACANZA O PER AFFARI Che si parta per godersi gli ultimi giorni di vacanza o per far fronte agli impegni lavorativi, con le Frecce e i collegamenti FrecciaLink è possibile contare su tante soluzioni di viaggio. Tra Milano e Roma si muovono ogni giorno cento treni. Pure tra Roma e Napoli l’offerta è particolarmente ampia, con oltre cento collegamenti quotidiani e la possibilità di arrivare a Napoli Afragola in meno di un’ora. Anche Firenze può essere raggiunta facilmente dalle città del network Frecciarossa: ogni giorno un centinaio di Frecce la collegano a Roma e a Milano. Chi, invece, è diretto a Venezia ha a disposizione 25 collegamenti quotidiani con Roma e 40 con Milano. Per chi vuole dirigersi al sud, sono disponibili ogni giorno sei treni che collegano le principali città italiane al Cilento e viceversa. Inoltre, fino al 27 settembre, dal venerdì alla domenica, i Frecciarossa 9515 e 9592 prolungano la loro tratta fino a Sapri, con fermate intermedie nelle stazioni di Centola, Pisciotta Palinuro, Vallo della Lucania e Agropoli, tutte in provincia di Salerno. Da questa estate, poi, Lecce è raggiungibile in Frecciarossa anche da Napoli, con due collegamenti al giorno e fermate a Napoli Afragola, Benevento, Foggia, Barletta, Bari Centrale e Brindisi. Grazie a FrecciaLink, il viaggio continua anche oltre la stazione. Chi desidera raggiungere Assisi in vista della giornata di festività nazionale del 4 ottobre dedicata a San Francesco può raggiungere la stazione di Firenze Santa Maria Novella dalle città del network Frecciarossa e salire a bordo del FrecciaLink che porta fino in centro città, in piazza Unità d’Italia, passando anche per le stazioni di Assisi e Perugia. Anche Matera diventa più vicina grazie al FrecciaLink, disponibile per chi arriva alla stazione di Salerno da Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, e che prevede fermate intermedie a Ferrandina-Scalo Matera e Potenza. Maggiori informazioni su trenitalia.com

Agropoli (Salerno) 88


IDEE DI VIAGGIO

IN FRECCIAROSSA AI CEV ENEL EUROVOLLEY 2026 MEN DI TORINO E MILANO La Nazionale maschile di volley guidata da Ferdinando De Giorgi è pronta a presentarsi ai CEV Enel Eurovolley 2026 Men, in Italia dal 10 al 26 settembre. La rassegna continentale, co-organizzata da Italia, Bulgaria, Finlandia e Romania, parte da piazza del Plebiscito, a Napoli. Il primo appuntamento della Nazionale italiana è con la Svezia il 10 settembre. Si prosegue al PalaPanini di Modena per sfidare la Grecia l’11 settembre, la Slovacchia il 13, la Repubblica Ceca martedì 15 e la Slovenia il 17. Ottavi e quarti di finale sono ospitati dal Palavela di Torino il 20, 21 e 23 settembre, mentre Milano è la città in cui si giocano le semifinali del 25 settembre e le finali del 26. È possibile acquistare i biglietti per gli Europei maschili di volley in Italia sulla piattaforma Ticketone. Chi sceglie di raggiungere Torino e Milano con le Frecce per assistere agli ultimi appuntamenti della competizione può usufruire di uno sconto fino al 75% sul prezzo base: per ottenerlo è necessario selezionare in fase di acquisto l’offerta Speciale Eventi e inserire il codice EUROVOLLEY26 e, una volta a bordo del treno, mostrare al personale il biglietto per l’evento.

FRECCIAROSSA TRENO UFFICIALE DELLA MILANO FASHION WEEK® Design, creatività e sostenibilità si danno appuntamento alla Milano Fashion Week®, che dal 22 al 28 settembre presenta le collezioni donna Primavera/Estate 2027. In questo scenario di eccellenza, Frecciarossa accompagna i professionisti e gli ospiti della settimana della moda verso Milano, capitale internazionale del settore. Per raggiungere gli eventi all’insegna del made in Italy, con comfort e attenzione verso l’ambiente.

CNMI Fashion Hub, febbraio 2026

LE DATE IMPERDIBILI DEI GRANDI ARTISTI

12 SETTEMBRE-24 OTTOBRE

28-29 OTTOBRE

6 NOVEMBRE

LIGABUE

NIALL HORAN

PLACEBO

Per tutto l’autunno, Luciano Ligabue accende i palazzetti italiani con la sua musica: si parte sabato 12 settembre da Jesolo, vicino a Venezia, e si prosegue il 22 a Verona, il 25 a Padova, il 27 a Bergamo e il 29 a Genova. Ottobre sarà invece scandito dalle date di Livorno, Pesaro, Firenze, Mantova e Casalecchio di Reno (Bologna), Messina, Eboli, Bari, Ancona e Milano. Per chi desidera assistere ai concerti, molte destinazioni sono raggiungibili direttamente con le Frecce o, in alcuni casi, con le Frecce in connessione con altri servizi di trasporto.

L’artista irlandese arriva in Italia con il suo Dinner Party Live On Tour. Frecciarossa è Treno Ufficiale delle due date, il 28 ottobre all’Unipol Forum di Milano Assago e il 29 alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna). Grazie all’offerta Speciale Eventi è possibile raggiungere Milano in Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base. Per farlo è necessario selezionare l’offerta in fase di acquisto e utilizzare il codice HORAN.

Frecciarossa è Treno Ufficiale del concerto dei Placebo all’Unipol Forum di Milano Assago il 6 novembre, unica data italiana del 30th Anniversary Tour, che celebra i 30 anni dall’album d’esordio del gruppo britannico con una scaletta dedicata ai brani più iconici. Grazie all’offerta Speciale Eventi è possibile raggiungere Milano in Frecciarossa con sconti fino al 75% rispetto al biglietto Base. Per ottenerli basta selezionare l’offerta in fase di acquisto e utilizzare il codice PLACEBO.

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PROMOZIONI

BASE LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FrecciaLink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.

ECONOMY CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.

SUPER ECONOMY MASSIMO RISPARMIO Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.

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FrecciaSenior

FrecciaDays

Riservata agli over 60 titolari di CartaFreccia, FrecciaSenior consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1.

Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2.


NOTE LEGALI

FrecciaFriends Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base del 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3.

1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e

FrecciaFamily Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard. La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4.

Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard, Premium e Business. Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard/2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business/1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti. 2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti. 3. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

FrecciaYoung Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYoung consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci CartaFreccia under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5.

4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. 5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard. Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella

© Creative Juice/AdobeStock

prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti. 6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi

A/R in Giornata Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6.

e livelli di servizio ad eccezione del servizio Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.

Informazioni aggiornate al 31 agosto 2026

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FOOD ON BOARD

MOMENTI DI GUSTO AD ALTA VELOCITÀ Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto! Il FrecciaBistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine. Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata. Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio.

TRA I MENÙ:

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MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO

Vivi la cultura con le Frecce. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia

Il sommergibile Enrico Dandolo nell’Arsenale di Venezia

Modelli di imbarcazioni, strumenti di bordo, cimeli, documenti e uniformi popolano il Museo storico navale di Venezia, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale. Il percorso espositivo di cinque piani, realizzato all’interno di un palazzo del XV secolo, ripercorre la storia della Serenissima e della Marina Militare. Con lo stesso biglietto utilizzato per visitare il Munav è possibile entrare nel Padiglione delle navi, un’area dell’Arsenale un tempo destinata alle officine dei remi che oggi ospita imbarcazioni storiche. Chi lo desidera ha la possibilità di esplorare anche il sommergibile intitolato a Enrico Dandolo, militare e doge della Repubblica di Venezia tra il XII e il XIII secolo. Chi raggiunge la città del museo con Frecciarossa può ottenere uno sconto del 50% sul biglietto d’ingresso al Munav, al Padiglione delle navi e al percorso con visita al sommergibile Dandolo esibendo il proprio titolo di viaggio all’ingresso. munav.it

IN CONVENZIONE ANCHE CECILIA VICUÑA: EL GLACIAR IDO (THE VANISHED GLACIER/IL GHIACCIAIO SCOMPARSO) Fino al 20 settembre al Castello di Rivoli, Rivoli, Torino castellodirivoli.org MUSEO EGIZIO, TORINO Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoegizio.it

nel Milanese, fino al 10 gennaio. Chi raggiunge il capoluogo lombardo con Frecciarossa o Frecciabianca può usufruire di uno sconto del 20% sul biglietto d’ingresso. Per ottenerlo è necessario esibire alla biglietteria il titolo di viaggio con destinazione Milano e una data antecedente al massimo di due giorni quella della visita. jurassicworldexperience.com/it

MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE, TORINO Sconti attivi fino al 31 marzo 2027 museoauto.com

MUSEI DI VICENZA (VICENZA GOLD CARD) Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museicivicivicenza.it ACQUARIO DI GENOVA Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net

© Universal Studios and Amblin Entertainment, Inc.

UN ALTRO NOVECENTO. OPERE SU CARTA DALLE COLLEZIONI DELLA GAM Fino al 1° novembre alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino gamtorino.it VINCENZO AGNETTI. OGGI È UN SECOLO Fino al 1° novembre alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino gamtorino.it I BRUEGHEL. LE ORIGINI DEI GENERI PITTORICI IN EUROPA Dal 29 settembre al 31 gennaio 2027 a Palazzo Reale, Milano palazzorealemilano.it | mostraibrueghelmilano.it JURASSIC WORLD: THE EXPERIENCE Si oltrepassano i cancelli del parco e inizia l’avventura, tra astuti Velociraptor, maestosi Brachiosauri e lo spaventoso Tyrannosaurus Rex. La leggendaria Isla Nublar dell’universo di Jurassic World arriva a MilanoSesto, a Sesto San Giovanni,

MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI, MILANO Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoscienza.org

Riproduzione di un Brachiosauro

BROKEN. IL POTERE DEL FRAMMENTO Dal 25 settembre al 24 gennaio 2027 a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org ROBERT MAPPLETHORPE. LE FORME DELLA BELLEZZA Fino al 4 ottobre al Museo dell’Ara Pacis, Roma arapacis.it KANDINSKY Dal 15 settembre al 14 febbraio 2027 a Palazzo Bonaparte, Roma mostrepalazzobonaparte.it

Maggiori informazioni su trenitalia.com 93


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Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com.

Cartina aggiornata al 29 luglio 2026

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STANDARD

Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 1000

FRECCIAROSSA ETR 500 Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze 4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 700 Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497 WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 600 Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 485 Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIABIANCA ETR 460 Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h Composizione 9 carrozze Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

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FRECCIAPLAY.IT

INTRATTENIMENTO GRATUITO, FACILE E VELOCE Grazie ai servizi e ai contenuti FrecciaPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e nelle sale FrecciaClub e FrecciaLounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FrecciaPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com I MIGLIORI FILM DEL MESE

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