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La Freccia - maggio 2026

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MATTEO BERRETTINI

Incontri

Fabio Caressa

Stefano Bollani e Valentina Cenni

Maria Sole Tognazzi

Gianni Denaro

Viaggi

I riti arborei in Basilicata

Cicloturismo al femminile

Speciale Ischia

Arte e cultura

Mark Rothko

Anton van Dyck

METTERSI IN GIOCO

di Alessandra Calise

ci sono storie che restano ferme e altre che si muovono. Non è una differenza di qualità, ma di natura. Alcune nascono per stare dentro un luogo preciso, per raccontarlo fino in fondo. Altre, invece, hanno bisogno di attraversare, di spostarsi, di cambiare prospettiva senza perdere il proprio centro. È in questo equilibrio tra radici e movimento che si riconosce, oggi, una parte significativa dell’Italia. Un Paese che prova a stare dentro il mondo senza diventare qualcos’altro. Senza rinunciare a ciò che lo rende riconoscibile.

In questo senso, il percorso di Matteo Berrettini è più di una storia sportiva. È una traiettoria che tiene insieme fragilità e ambizione, cadute e ritorni. Dopo stagioni complicate, segnate da limiti fisici, torna a Roma per gli Internazionali BNL d’Italia 2026 con un’idea diversa di sé. Non è solo una questione di forma, ma di consapevolezza. Giocare in casa, per lui, non è un vantaggio automatico: è una responsabilità, un confronto continuo con ciò che è stato. Da ragazzo era sugli spalti, oggi è al centro del campo. In mezzo, c’è un percorso che non è lineare, ma proprio per questo è credibile. Questo numero nasce da qui. Da un’idea di movimento che non è mai superficiale, ma nemmeno retorica. Le pagine che seguono raccontano un’Italia che si lascia scoprire soprattutto quando rallenta. Quando smette di esibire e comincia a mostrare. I territori diventano leggibili se attraversati con il tempo giusto: in bicicletta, per esempio, lungo tracciati che recuperano vecchie linee ferroviarie o seguono il disegno irregolare delle coste. È un modo di viaggiare che non cerca scorciatoie. Che mette insieme

sostenibilità e attenzione, esperienza e rispetto. Non a caso, cresce il numero di persone che scelgono questa forma di turismo, con una presenza femminile sempre più evidente e determinata.

Ci sono poi luoghi in cui il tempo non si limita a passare, ma resta. In Basilicata, i riti arborei sono un esempio chiaro di questa persistenza. Non sono eventi da osservare a distanza, ma pratiche che tengono insieme comunità, memoria e simboli. Alberi che diventano protagonisti di un’unione rituale, in un intreccio che precede la modernità e continua a esistere dentro di essa. È un modo diverso di raccontare il territorio: non attraverso ciò che cambia, ma attraverso ciò che resiste.

A Ischia, invece, esperienze diverse convivono senza forzature. Le celebrazioni del porto, i bagni nelle acque termali, i percorsi intorno al Monte Epomeo: l’isola offre esperienze multiple, ma non disperse. C’è una coerenza di fondo, che ha a che fare con l’equilibrio tra presenza umana e ambiente. Anche qui, il turismo può essere qualcosa di più di un consumo rapido: può diventare un modo per entrare in relazione. Accanto ai luoghi, ci sono le parole. L’antologia A/R Andata e racconto. Viaggiare con leggerezza, nata dal concorso promosso da Ferrovie dello Stato Italiane insieme al Salone Internazionale del Libro di Torino, raccoglie voci diverse che condividono una stessa direzione. Viaggiare con leggerezza non significa superficialità, ma capacità di togliere peso al superfluo. Lasciare spazio a ciò che resta. Sport, viaggio, tradizione, narrazione. Ambiti diversi, ma collegati da una stessa tensione: andare avanti senza perdere il senso di partenza. È forse questo il punto. Non tanto scegliere una direzione, ma riconoscere il valore del percorso.

STORIE DI FS

6 Railway heArt

Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click

AGENDA

8 Save the date

Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud

MATTEO BERRETTINI

il tennista agli Internazionali BNL d’Italia 2026

VIAGGI

20 Ischia, mosaico mediterraneo

Alla scoperta dell’isola, tra le feste tradizionali nel porto, le acque termali del Negombo e i sentieri in bici sul Monte Epomeo

30 Donne in sella

In Italia cresce il cicloturismo al femminile. Tante le piste disponibili, su antichi tracciati ferroviari o immerse nella natura

34 Alle radici del culto

Da giugno a settembre in Basilicata vanno in scena i riti arborei, antichi matrimoni tra alberi che mescolano fede e celebrazioni pagane

38 ANDAMENTO LENTO

Nella valle delle ciliegie

A Vignola, in provincia di Modena, per scoprire un’eccellenza del territorio tra visite guidate e degustazioni

42 L’ANNO DI FRANCESCO

Il richiamo della madre

San Francesco ne ha avute due: quella che lo ha messo al mondo, silenziosa alleata, e Maria, punto di incontro tra umano e divino

INCONTRI

49 Questione di team

Fabio Caressa torna a condurre Money road, lo strategy game dove è fondamentale fare gruppo

52 Qui e ora

Stefano Bollani e Valentina Cenni portano in tour il progetto Tutta vita. Un viaggio nel cuore del jazz e dell’improvvisazione

55 Desiderio di vita

Nella serie In utero la regista Maria Sole Tognazzi racconta storie di genitorialità possibile in una clinica per la fertilità a Barcellona

La pittura di Mark Rothko invade Firenze, tra Palazzo Strozzi, il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana ARTE E CULTURA

58 Il fruscio del colore

64 Un genio in viaggio

A Genova 60 capolavori raccontano il percorso del pittore fiammingo Anton van Dyck. Tra ritratti dell’aristocrazia e opere sacre

70 L’onda su Roma

A Palazzo Bonaparte una grande monografica ripercorre la carriera del maestro giapponese Katsushika Hokusai

74 I grandi passi dell’umanità

Frecciarossa è Treno Ufficiale della mostra che a Milano ricostruisce gli ultimi 200 anni di storia attraverso la fotografia

78 Partenze d’autore

A Torino, il 15 maggio, la presentazione del volume nato dal concorso A/R Andata e racconto. Viaggiare con leggerezza, promosso dal Gruppo FS con il Salone Internazionale del Libro

primadi scendere

SEGNALIBRO

Intervista a Gianni Denaro per il romanzo Armadio di famiglia 80

CIAK, SI PARTE

L’illusione della verità. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo 84

FOOD TO GO

La ricetta del mese con Antonella Ricci e Vinod Sookar 86

Glamour isolano I consigli fashion di Susanna Ausoni IN VALIGIA 88

BEAUTY CASE

Upgrade di maggio I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri

LA FRECCIA DI CUPIDO

Le difficoltà rafforzano l’amore La posta del cuore di Cristiano Malgioglio

I pianeti dalla parte del Toro L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello UN TRENO PER LE STELLE 94

Genitori di noi stessi Meditare con Nerina Di Nunzio MINDFULNESS IN

La corrente della storia con Fondazione FS Italiane BINARI

PER CHI AMA VIAGGIARE

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI

ANNO XVIII - NUMERO 5 - MAGGIO 2026

REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 16/05/1997

CHIUSO IN REDAZIONE IL 27/04/2026

Foto e illustrazioni: Archivio FS Italiane/AdobeStock

Copertina: © Gabriele Seghizzi/Red Bull Content Pool

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Caposervizio

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Coordinamento editoriale

Alex A. D’Orso, Irene Marrapodi, Francesca Ventre

In redazione Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi

Coordinamento creativo

Giovanna Di Napoli

Ricerca immagini e photo editing

Claudio Romussi

Hanno collaborato a questo numero

Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Giulia Maggio, Cristiano Malgioglio, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Flavio Scheggi, Floriana Schiano Moriello, Luigi Torres Cerciello

Per la pubblicità su questa rivista

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REALIZZAZIONE E STAMPA

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico

Antonio Nappa

PROGETTO CREATIVO

Team creativo

Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati
Freccia anche online. Buona lettura

RAILWAYheART

Le persone, i luoghi, le storie

dell’universo ferroviario in un click.

Un viaggio da fare insieme

a cura di Enrico Procentese enry_pro

Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine, classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.

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Luoghi

Ci siamo lasciati nella luce che correva via. Stazione di Roma Termini

© Gianmarco S. gianmarcoscarano

2 People

Nuovi viaggiatori, nuovi sognatori

© Claudia C. bobcarl72

3 In viaggio

© Thomas A. adami_thom

Nessuna città ci ha mai davvero trattenuti

a cura di

Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

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PARCHI DIVERTIMENTO

ITALIA PRIMAVERA>ESTATE 2026

La primavera è il momento migliore per trascorrere una giornata al parco divertimento, dividendosi tra attrazioni adrenaliniche e intrattenimento tematico. A Cinecittà World, nella Capitale, è protagonista il cinema con show completamente inediti. Dall’8 al 10 maggio, c’è il Roma Sport

Experience dedicato alle discipline sportive da film, mentre dal 26 al 28 giugno va in scena il Bud Spencer Tribute - 10 anni senza Bud, con un programma che prevede spettacoli, concerti ed esposizioni di oggetti di scena, tra cui spiccano le auto apparse sui set.

Mirabilandia , a Ravenna, propone Hot Wheels City - La nuova sfida, una performance che termina con il giro delle auto su una struttura circolare alta 15 metri. Torna anche il musical Pinocchio, reinterpretazione in chiave futuristica del romanzo di Carlo Collodi, mentre K-pop, un nuovo universo coinvolge gli spettatori con coreografie e costumi originali. Il fenomeno musicale del momento trova spazio anche nella programmazione di Gardaland, in provincia di Verona, dove il 13 e 14 giugno concerti di band coreane intrattengono il pubblico più giovane. A maggio, invece, si celebra la fragola

– il frutto più amato da Prezzemolo, la mascotte del parco –con momenti di gusto e convivialità. cinecittaworld.it mirabilandia.it gardaland.it

VESAK

MILANO 22>24 MAGGIO

È la principale festività buddista e alla Fabbrica del vapore viene celebrata per tre giorni con cerimonie tradizionali, incontri ed eventi culturali. Si inizia con la creazione di un mandala, rappresentazione simbolica dell’universo realizzata a mano dai monaci con polveri colorate: domenica mattina è prevista la cerimonia della dispersione, con il disegno che viene sciolto e affidato al vento come metafora dell’impermanenza e del distacco dalle cose materiali. In programma anche sessioni di meditazione, un’esibizione di kyudo e la benedizione degli animali. unionebuddhistaitaliana.it

Lo spettacolo Hot Wheels City - La nuova sfida a Mirabilandia
Courtesy Mirabilandia
La creazione del mandala al Vesak 2025 © Antonello Raggi

EXPOSED TORINO PHOTO FESTIVAL

TORINO FINO AL 2 GIUGNO

Il tema della rassegna fotografica, alla terza edizione, è mettersi a nudo: un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogandosi sulla relazione tra identità e rappresentazione. Oltre che con incontri e proiezioni, il concetto viene sviluppato in 18 mostre indoor e outdoor: alcune occupano i principali luoghi della cultura torinesi –come la Cripta di San Michele Arcangelo, il Circolo del design e il Museo nazionale del Risorgimento italiano – altre estendono il festival nello spazio urbano, tra portici e cortili. exposed.to.it

ANA SILVA. EAU

BERGAMO FINO AL 6 SETTEMBRE

Nello Spazio zero della GAMeC sono esposte opere dai colori vivaci, con donne e bambini che raccolgono l’acqua raffigurati a mano libera su pezzi di stoffa, con i fili a vista e senza rifiniture.

Attraverso questa peculiare forma di espressione, l’artista angolano-portoghese denuncia la carenza di un bene prezioso e sempre più limitato nel mondo: l’acqua. I soggetti pensati da Ana Silva sono realizzati da artigiani angolani con la tecnica del ricamo, simbolo di cura, memoria e resistenza, a cui l’artista ha aggiunto decorazioni, glitter e paillette. gamec.it

JESOLO GOURMET FESTIVAL

JESOLO (VENEZIA) 15 >17 E 22>24 MAGGIO

Celebrare l’alta cucina italiana e raccontare il territorio attraverso il cibo. È questa l’idea che sta dietro alla manifestazione organizzata dal Comune di Jesolo e dal Consorzio di imprese turistiche JesoloVenice, in collaborazione con Globetrotter Gourmet. La seconda edizione prevede 12 cene in ristoranti selezionati della città, con menù curati da chef stellati. Novità di quest’anno è l’apertura alla scena internazionale con il coinvolgimento di Jonathan Brincat, del Noni Restaurant a La Valletta, e Massimiliano delle Vedove, dello Smoked Room di Madrid.

Untitled (2012) di Walter Pfeiffer per il progetto outdoor I tuffatori (6x3)
Globetrotter Gourmet
Sem título [Untitled] (2025) di Ana Silva Courtesy Ana Silva and A Gentil Carioca, Rio de Janeiro
© Walter Pfeiffer/New Art Corps

EDEN - STATI DI NATURA

PARMA FINO AL 28 GIUGNO

Nella stazione ferroviaria, al piano -2 lato Bologna, un’abbondanza di piante si estende su un’area di circa 140 m², creando una vibrante folla vegetale che invita alla riflessione sul delicato legame tra l’essere umano e l’ambiente. L’installazione di Giacomo Cossio, caratterizzata da una forte presenza scultorea, è parte del progetto Spina, che si propone di trasformare uno dei principali nodi di mobilità urbana in un hub di arte contemporanea. In questo modo, i locali commerciali inutilizzati all’interno del tunnel diventano un presidio culturale e lo scalo si trasforma in uno spazio vivo che offre, a chi lo attraversa, l’opportunità di ammirare un’opera in un contesto inaspettato. spina_offspace

INTERNAZIONALE KIDS A REGGIO EMILIA

REGGIO EMILIA 8>10 MAGGIO

È pensato per ragazzi e ragazze dai sette anni in su, ma sono benvenute persone di ogni età. Il festival, di cui il Gruppo FS è sponsor, è promosso dal mensile Internazionale Kids e propone, in sette luoghi della città, laboratori e incontri su temi d’attualità, dall’intelligenza artificiale alla biodiversità, fino alle questioni che riguardano l’Iran e la sua storia. Tra le ospiti attese, la storica Vanessa Roghi parla di Agatha Christie e la fumettista del mensile Cristina Portolano trasforma la sua rubrica Un momento imbarazzante in un intervento live per esorcizzare la vergogna. Mentre l’incontro Come si diventa macchinisti consente ai ragazzi che partecipano di scoprire i segreti della professione. Infine, il musicista Giorgio Poi è protagonista dell’incontro di chiusura della manifestazione. internazionale.it/kids

GIOTTO E SAN FRANCESCO

PERUGIA FINO AL 14 GIUGNO

Nel ‘300, l’ammirazione universale nei confronti di San Francesco e la genialità espressiva di Giotto diedero vita a una rivoluzione culturale che segnò la nascita dell’arte moderna. A 800 anni dalla morte del santo, nella Galleria nazionale dell’Umbria sono esposte 60 opere del pittore, tra cui la Madonna di San Giorgio alla Costa e il Polittico di Badia, entrambe provenienti da Firenze. Si possono poi ammirare capolavori di altri maestri dell’epoca, come la Madonna col Bambino di Simone Martini, in prestito da Orvieto, e la Madonna di Monticchiello di Pietro Lorenzetti, da Pienza. Ma anche scoprire i lavori di autori meno conosciuti, come il Maestro della Croce di Gubbio o Palmerino di Guido. gallerianazionaledellumbria.it

Una passata edizione del festival
© Alesi/Leonardi per Internazionale Kids
L’installazione Eden - Stati di natura di Giacomo Cossio
© Pietro Goffrini
La Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto (1295), conservata nel Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte (Firenze)

CARAVAGGIO E I MAESTRI DELLA LUCE

ROMA FINO AL 7 GIUGNO

Al Museo storico della fanteria dell’Esercito italiano un’esposizione racconta la rivoluzione pittorica portata avanti da Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, e dagli artisti che ne hanno raccolto e interpretato l’eredità stilistica. La rappresentazione della luce – e delle ombre proiettate – è un codice espressivo fondamentale che attraversa l’intero percorso. La mostra, di cui Trenitalia è Official Green Carrier, si conclude con una delle opere più significative di Caravaggio, L’incredulità di San Tommaso. navigaresrl.com

L’incredulità di San Tommaso di Caravaggio

A TUTTO VOLUME

RAGUSA 11>14 GIUGNO

È un appuntamento con la lettura che ogni anno conta oltre 50 ospiti nazionali e internazionali, cento ore di incontri in 24 location e circa 25mila presenze. Dialoghi, presentazioni, mostre ed eventi speciali si diffondono nel centro storico per intrecciare libri, idee, bellezza e partecipazione. Protagonisti della 17esima edizione narratori, poetesse, scienziati, filosofi, economiste ed esperti di storia, tecnologia e sport che parlano a pubblici diversi. Tra loro la scrittrice Stefania Auci, i giornalisti Claudio Cerasa e Riccardo Luna, il politologo Vittorio Emanuele Parsi, l’autrice e conduttrice televisiva Serena Dandini. atuttovolume.com

TRE GOLFI SAILING WEEK

SORRENTO E GOLFO DI NAPOLI 5>28 MAGGIO Equipaggi e imbarcazioni da tutto il mondo si riuniscono nel Golfo di Napoli, e in particolare a Sorrento, per celebrare il mare e lo sport. Sono tre i grandi eventi internazionali previsti nella zona: il Campionato del mondo ORC, dedicato alla vela d’altura, la storica Regata dei tre golfi – giunta alla 71esima edizione – e il Campionato europeo IMA Maxi, riservato ai grandi yacht. Tutti da ammirare affacciati a uno dei punti panoramici più belli della Campania, tra Napoli, Sorrento e la Costiera amalfitana. tregolfisailingweek.com

Una passata edizione del festival
La Regata dei tre golfi 2025
© Studio Borlenghi
© Marcello Bocchieri

WELCOME TO MARINA PORTOSALVO

Ischia Risorsa Mare S.r.l., società a controllo pubblico del Comune di Ischia e concessionaria della Regione Campania, gestisce gli approdi della nautica da diporto nel porto borbonico dell’isola.

Da oltre vent’anni, la nostra missione è coniugare l’efficienza dei servizi portuali con un’ospitalità d’eccellenza, rispondendo con puntualità alle esigenze di una clientela internazionale.

Sede legale

Via Iasolino, 1

Il porto di Ischia, nato dall’apertura sul mare di un antico bacino vulcanico, rappresenta un unicum paesaggistico di straordinaria bellezza.

In questo scenario, Ischia Risorsa Mare opera come garante della tutela ambientale: ogni nostra attività è orientata verso uno sviluppo sostenibile del diportismo, affinché la valorizzazione del territorio proceda di pari passo con la salvaguardia del suo fragile ecosistema.

Per mantenere gli standard elevati che il contesto richiede, promuoviamo il costante rinnovamento delle infrastrutture e l’implementazione di servizi all’avanguardia.

Scegliere i nostri approdi significa entrare in un sistema di accoglienza dove il prestigio della tradizione incontra la modernità della gestione, garantendo un’esperienza di benessere nel porto più suggestivo del mondo.

80077 Ischia NA Italia

Uffici

Via Porto, 10

80077 Ischia NA Italia Infoline tel. +39 081 3334070 Canale VHF 74 www.marinaischia.it ischiarisorsamare@gmail.com

Una vita con la

Da ragazzino si intrufolava al Foro Italico per vedere da vicino i grandi campioni. Ora, a 30 anni, Matteo Berrettini è uno di loro. E fino al 17 maggio torna in campo nella sua Roma per giocare gli Internazionali

BNL d’Italia 2026, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale

«A racchetta

ndavo alle partite con gli amici della scuola di tennis. Non avevamo il biglietto per il campo centrale, ma solo quello del ground. Così cercavamo in tutti i modi di intrufolarci per vedere da vicino i grandi campioni, come Roger Federer e Rafael Nadal».

Così Matteo Berrettini ricorda la sua prima volta agli Internazionali di tennis a Roma, quand’era ancora un ragazzino. Ora il tennista romano ha 30 anni, è stato finalista a Wimbledon nel 2021 contro Novak Djokovic ed è arrivato alla posizione di sesto miglior giocatore al mondo. Un metro e 96 per circa 95 chilogrammi, soprannominato The Hammer per la potenza del servizio, nella sua carriera ha dovuto affrontare una serie di infortuni, a cui è seguita una rinascita coronata da due successi in Coppa Davis. Fino al 17 maggio, insieme ai migliori giocatori del mondo, è impegnato sui campi del Foro Italico con gli Internazionali BNL d’Italia 2026, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale.

Il 12 aprile hai compiuto 30 anni. Come hai festeggiato? Ho organizzato una festicciola con gli amici e la famiglia. Il mio compleanno cadeva di domenica ed era quindi un giorno perfetto da passare in compagnia delle persone che mi vogliono bene.

Hai pensato ai risultati raggiunti in tutti questi anni?

Mi capita spesso di fare dei bilanci, non solo in occasione di date importanti. Sento che il tempo passa troppo velocemente. Sono stato adesso a Madrid per gli Open 2026: la prima volta che ho partecipato era il 2018. Mi sembra ieri, ma sono già passati otto anni, volati in un attimo. Per questo, ogni tanto, bisogna fermarsi e

apprezzare quello che si sta facendo e le persone intorno. Tra i vari ricordi c’è anche quello legato alla finale di Wimbledon?

Ogni tanto ci penso. Un po’ di tempo fa mi è capitato tra le mani il trofeo che viene assegnato a chi arriva al secondo posto. Era a casa, ma non in bella vista. Mi ha fatto impressione rileggere il mio nome stampato su quel piatto d’argento. Avendo la fortuna di fare un lavoro che mi consente di mettermi alla prova ogni giorno, cerco di pensare più al futuro che al passato.

Possiamo dire che con quella finale è iniziato il Rinascimento del tennis italiano?

Non lo so, ma è stato sicuramente l’incontro più mediatico giocato in quegli anni. Tante persone si sono accorte nuovamente di questo sport. Quella partita ha riportato il tennis nelle case degli italiani. E dopo c’è stata una crescita esponenziale arrivata fino ai giorni nostri. Jannik Sinner è arrivato al numero uno del ranking mondiale, tanti giocatori italiani sono tra i primi cento e abbiamo vinto tre Coppe Davis consecutive.

Un grande successo per il tennis tricolore. Sì, abbiamo conquistato il trofeo nel 2023, 24 e 25. Nelle ultime due edizioni ho giocato, mentre nella prima ho partecipato da spettatore tifoso. È stato un grandissimo risultato, sognato da anni. Un successo che ha fatto crescere quel senso di appartenenza che ti lega alla nazione sin da bambino. È stato pazzesco soprattutto lo scorso anno, quando abbiamo vinto a Bologna facendo la tripletta. E poi abbiamo trionfato nelle varie edizioni cambiando sempre giocatori. Un’ulteriore dimostrazione del fatto che il tennis italiano sta vivendo un periodo d’oro.

di Flavio Scheggi mescoupsdecoeur

Quali altri sport segui?

Quando posso, con la mia famiglia vedo tutte le competizioni possibili in tv. Ho seguito le imprese degli

Azzurri alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina mentre ero in Sud America per un torneo. È stato buffo guardare le gare sulla neve mentre mi trovavo a oltre 30 gradi (ride, ndr). Ma mi sono appassionato anche alla pallavolo e all’atletica leggera. Insomma, ci sono tantissimi campioni che portano alto il valore dell’Italia nel mondo. Noi tennisti siamo tra questi e dobbiamo andarne super orgogliosi.

Le continue sfide tra Sinner e lo spagnolo Carlos Alcaraz ci stanno regalando un grande spettacolo. È un dualismo bellissimo. Si sono scontrati mille volte e continueranno a farlo per altre mille. E noi saremo sempre lì, incollati al campo per vedere chi la spunterà. Il bello è che non vince sempre la stessa persona e, in ogni caso, ci regalano battaglie pazzesche. Sono due fonti di ispirazione

per chi pratica questo sport.

Nella tua carriera hai affrontato momenti difficili, come li hai superati?

Accettandoli. Gli incidenti capitano, soprattutto con la vita che facciamo. Poi bisogna fare i conti col fatto che il nostro corpo ha delle debolezze. Per me gli addominali sono un punto debole e riconoscerlo mi aiuta. La consapevolezza di sapere che ogni tanto può succedere qualcosa a questa parte del corpo mi consente di non sprofondare di fronte ai problemi.

Il tennis ti ha insegnato qualcosa che applichi alla vita di tutti i giorni?

Mi ha aiutato a conoscermi. Se non sei in pace con te stesso quando giochi, questo sport non ti perdona. Allo stesso tempo, mi ha insegnato ad avere pazienza e non era la mia qualità principale. Quindi, posso dire di essere grato al tennis per quello che sono diventato.

© NurPhoto/GettyImages
Matteo Berrettini durante una partita d’esibizione in Austria (2020)

Ricordi la tua prima partecipazione agli Internazionali di Roma?

Era il 2017, mi mandarono la foto del tabellone dove c’era il mio nome: al primo turno giocavo contro Fabio Fognini. Poi c’erano Andy Murray, che era il numero uno nel mondo, Nadal e Djokovic. Quando ho visto quell’immagine mi è venuto da pensare: ma che cosa c’entro io con questi? Fu un grande momento che non ho mai dimenticato.

Con quale obiettivo li affronti quest’anno?

Cercherò di arrivare preparato per fronteggiare ogni partita al meglio, con la speranza di giocarne il più possibile. È un torneo importantissimo per me. Purtroppo,

negli ultimi anni non sono riuscito a viverlo come avrei voluto. Ma l’obiettivo è soprattutto godersela, sentire l’energia che solo Roma ti sa dare e vedere come va. Se arriverà un risultato positivo ben venga.

Come è, tecnicamente, giocare sulla terra?

La palla va meno veloce, perché si sporca e pesa di più. Quindi si vedono scambi lunghi, più scivolate e traiettorie. L’aspetto tattico diventa molto importante. Si tende a usare molto la strategia per mettere in difficoltà l’avversario.

Berrettini insieme a Novak Djokovic alla premiazione del Torneo di Wimbledon 2021
Berrettini con Jannik Sinner durante la Coppa Davis nel 2024
L’Italia vince per la terza volta consecutiva la Coppa Davis (2025)

Che rapporto hai con Roma, la tua città? I miei familiari vivono nella Capitale e non vedo l’ora di tornare a casa per stare un po’ con loro. Giocando sempre in giro per il mondo non li vedo mai. Questo rende il torneo ancora più speciale: è anche un’occasione per vedere la mia famiglia, stare con mio fratello e giocare in un luogo dove conosco metà delle persone che sono lì.

Che ne pensi della cucina romana? È vita. Il mio piatto preferito è la gricia, mi piacciono da morire anche i fiori di zucca fritti e i supplì, insomma tutta quella roba che fa malissimo e uno sportivo non può concedersi spesso. internazionalibnlditalia.com

matberrettini

Il Borgo Romantica Resort & Spa è un rifugio sospeso tra cielo e mare, un piccolo mondo fatto di silenzio, luce e bellezza, dove da ogni angolo lo sguardo si perde sul panorama mozzafiato della baia di Sant’Angelo, il posto più suggestivo dell’isola d’Ischia.

Le camere, immerse nel verde e distribuite come in un autentico borgo mediterraneo, sono pensate per accogliere e avvolgere. Terrazze private, scorci sul mare, atmosfere intime invitano a rallentare. Ogni risveglio è luce, ogni sera è quiete.

Il cuore pulsante è il Parco termale interno, gratuito per gli ospiti del Resort, con le sue 13 piscine a diverse temperature, alimentate da acqua termale naturale che sgorga direttamente dai pozzi della proprietà a oltre 90°C. Un’acqua viva, ricchissima di proprietà benefiche, che da secoli rende Ischia

Ischia, nella sua forma più autentica di Benessere e Bellezza

un luogo unico al mondo. Immergersi significa lasciarsi andare, sciogliere tensioni, ritrovare equilibrio.

Oltre al Parco termale, la nuova Spa Sinphonia rappresenta l’evoluzione di questa filosofia: un progetto innovativo che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione termale ischitana. Un percorso sensoriale tra bio sauna, bagni di vapore, docce emozionali e ambienti studiati per accompagnare corpo e mente in un viaggio profondo di rigenerazione. Aperta tutto l’anno, la Spa Sinphonia rende il Borgo una destinazione di benessere continua, capace di far vivere Ischia anche nei mesi più silenziosi e autentici.

A completare l’esperienza, un centro benessere e termale dove concedersi massaggi e trattamenti rigeneranti, e la possibilità unica di accedere a cure termali convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, direttamente all’interno della struttura.

In questo contesto di benessere i nostri Ristoranti come il Capricci d’Ischia e il Belvedere completano l’esperienza celebrando i sapori dell’isola. Troverete anche spazi dedicati alla cura del corpo, una palestra attrezzata, aree per fare yoga e sessioni di meditazione oltre ad avere la possibilità di fare jogging immersi nel verde. Un parcheggio interno gratuito accoglie gli ospiti, mentre ogni dettaglio è studiato per rendere il soggiorno fluido, naturale, senza pensieri.

Il Parco termale, la Spa Sinphonia e il ristorante Capricci d’Ischia sono aperti anche agli ospiti esterni

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Via Avv. Francesco Regine 57, Località Sant’Angelo 80081 Serrara Fontana (NA)

Tel. (+39) 081 999216 info@hotelromantica.it www.hotelromantica.it

Ischiamosaico mediterraneo

Dalle feste tradizionali nel porto alla quiete di Sant’Angelo, dalle acque termali del Negombo ai sentieri in bici sul Monte Epomeo. Per un viaggio sull’isola che unisce storia, natura e benessere

un mosaico di luoghi e atmosfere, dove tradizione, natura e cultura convivono in equilibrio.

L’isola di Ischia si lascia scoprire lentamente a cominciare dal porto, punto d’ingresso e custode della storia e delle abitudini locali. Da qui è facile spostarsi verso nord, a Lacco Ameno, tra i reperti greci custoditi a Villa Arbusto e il paesaggio termale di Negombo, incastonato nella natura vulcanica. Sul versante occidentale, Forio invita a rallentare, tra spiagge e percorsi costieri, mentre a sud Sant’Angelo accoglie i visitatori con il suo borgo pedonale, elegante e silenzioso. L’ultimo tratto sale verso l’interno, a Serrara Fontana e sul Monte Epomeo, tra sentieri, panorami e cultura rupestre.

ISCHIA PORTO, DOVE LE FESTE RACCONTANO L’ISOLA

Il viaggio non può che partire da Ischia Porto, la zona più animata dell’isola, perfetta per bere qualcosa in compagnia ma anche per scoprire le tradizioni locali. Qui il folklore non è nostalgia, ma spettacolo che si rinnova ogni anno e vede il suo picco nei mesi estivi.

Il 26 luglio, con la Festa a mare agli scogli di Sant’Anna , la baia di Cartaromana diventa un palcoscenico a cielo aperto, con le barche allegoriche che avanzano lente sull’acqua, decorate con opere d’arte che ritraggono scene sacre e profane. Seduti sugli scogli, si assiste a un rito che risale al 1932, ed è ispirato a un’abitudine dei pescatori e delle loro famiglie. Insieme andavano a recitare il rosario davanti

di Giulia Maggio

alla chiesetta di Sant’Anna, per poi condividere una cena a base di coniglio e parmigiana, piatti di festa allora come oggi. Il momento più atteso è l’incendio simulato del Castello Aragonese: un istante di silenzio sospeso, carico di emozione, che si scioglie nell’applauso finale.

Un mese dopo, il 26 agosto, Ischia torna a raccontare sé stessa con la Festa di Sant’Alessandro, un appuntamento dal grande valore identitario. Il corteo attraversa Ischia Ponte animando il borgo con centinaia di figuranti in abiti storici. È una rievocazione partecipata, costruita con pazienza e orgoglio: molti cittadini dedicano mesi alla realizzazione dei vestiti, curando personalmente tessuti, trucco e dettagli. Le strade diventano così un teatro a cielo aperto, tra architetture

antiche, sbandieratori e gruppi che sfilano seguendo un rigoroso ordine cronologico, dall’antichità fino all’età moderna. Prima dell’arrivo dell’autunno, l’estate si chiude con una celebrazione che restituisce l’anima marinara del borgo: la Festa del porto. L’evento ricorda una data importante: il 17 settembre 1854, quando re Ferdinando II di Borbone inaugurò ufficialmente la trasformazione dell’antico lago vulcanico in un porto moderno. Il cuore della festa è la rievocazione in abiti storici dello sbarco del sovrano, ma incantano anche i giochi di luce sull’acqua davanti al molo libero dalle imbarcazioni.

REPERTI ANTICHI E ACQUE TERMALI A LACCO AMENO

Spostandosi sulla costa nord-occidentale dell’isola, Lacco Ameno è un piccolo centro che custodisce una delle pagine

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più affascinanti della storia del Mediterraneo. A Ischia sorse infatti il primo stanziamento greco in Italia, le cui tracce sono conservate al Museo archeologico di Pithecusae, dall’antico nome della colonia. Ospitato nella settecentesca Villa Arbusto, vanta una ricca collezione di anfore e oggetti della vita quotidiana dei coloni greci, tra i quali spicca la Coppa di Nestore, una piccola tazza da vino dell’VIII secolo a.C. incisa con un epigramma conviviale considerato una delle più antiche testimonianze di scrittura alfabetica in Italia: non è un testo solenne, ma un invito al bere come atto gioioso, che restituisce l’immagine viva di una comunità.

A pochi chilometri, nella baia di San Montano, il paesaggio invece cambia forma con il Parco termale del Negombo, esteso all’interno di una

© Antonello De Rosa
L’incendio simulato al Castello Aragonese di Ischia Porto durante la Festa a mare agli scogli di Sant’Anna
Un momento della Festa di Sant’Alessandro
La Festa del porto
© Giuseppe Greco

caldera vulcanica. Nato negli anni ‘50 come giardino termale, è oggi un luogo in cui natura, cultura del benessere e storia entrano in contatto tra vasche, laghetti e vegetazione mediterranea. Il patrimonio geologico del territorio è leggibile nei terrazzamenti scavati nella roccia, nei vapori che affiorano leggeri, nella varietà delle temperature delle vasche, immerse in una conca naturale che segue l’antica morfologia dell’isola.

SCOPRIRE FORIO A PASSO LENTO

Sul versante più occidentale, Forio, il comune più grande, rappresenta l’anima culturale dell’isola: palazzi nobiliari, atelier di pittori locali, botteghe artigiane di ceramiche animano il suo centro storico. Con le ampie spiagge, i Giardini Poseidon, la Chiesa del Soccorso affacciata sul mare, negli anni ‘50 e ‘60 attirò intellettuali come Elsa Morante, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti e il poeta inglese Wystan Hugh Auden. In questo contesto, dal 15 maggio al 15 settembre, si inserisce l’iniziativa 7 km di tramonto. Il percorso, che parte dalla baia di San Francesco e arriva a Punta Imperatore, è un tracciato tra spiagge, belvedere e tratti urbani che consente di leggere il territorio nella sua interezza, camminando, correndo e vivendo il lungomare in modo accessibile. L’iniziativa punta a valorizzare il paesaggio e a incentivare uno stile di vita attivo. Un modo concreto per scoprire Forio, passo dopo passo, fuori dai ritmi del turismo di massa.

SANT’ANGELO, UN BUEN RETIRO ESISTENZIALE

All’estremità meridionale dell’isola, Sant’Angelo è un esclusivo borgo di pescatori, meta ideale per chi cerca mare, quiete e servizi di alto livello. Completamente pedonale, si sviluppa attorno a un isolotto tufaceo, collegato a Ischia da un sottile istmo di sabbia. Qui la vita ruota intorno al suo porticciolo, punto di approdo per taxi boat e barche da diporto, oltre che naturale luogo di incontro tra residenti e visitatori. Le stradine sono il paradiso dello shopping, tra boutique, atelier di moda, laboratori di gioielli artigianali e botteghe locali.

Ogni anno, tra il 29 e il 30 settembre, nel borgo marinaro si rinnova una delle celebrazioni religiose e popolari più sentite dell’isola: la Festa di San Michele Arcangelo, patrono della frazione. Il momento più suggestivo dell’evento è la processione via mare, con la statua del santo seguita da barche illuminate lungo la costa, che viene accompagnata da accensioni votive e fuochi d’artificio.

Sant’Angelo è legato anche alla figura di Pablo Neruda, che scelse di soggiornare qui nei primi anni ‘50 e ne apprezzò il contesto appartato e autentico. Durante il periodo sull’isola, il poeta cileno scrisse e rielaborò liriche come L’uomo invisibile, contribuendo a consolidare l’immaginario bucolico legato al luogo. Da decenni la zona è anche un luogo di attrazione per personalità della politica e dello spettacolo: un buen retiro esistenziale, scelto per discrezione, bellezza e qualità

Il Bar Calise nasce nel 1926, nel cuore di Ischia, immerso tra pini marittimi e aria di mare. Un punto d’incontro che, col tempo, diventa molto più di una semplice caffetteria: è salotto, rituale quotidiano, memoria condivisa.

Dalle Radici della famiglia Calise al futuro.

All'interno della storica e iconica struttura Calise in Piazza degli Eroi è nato quest'anno il Ristorante Radici. È l'incontro tra i giardini unici di Calise e la cucina dello chef Emmanuel Di Liddo, che del territorio ischitano porta l'anima in ogni piatto, contaminandola con le esperienze di una carriera costruita in Italia e nel mondo.

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Il desiderio di Afrodite

dAll A bell A coronA

L’ISOLA D’ISCHIA CON GLI OCCHI

DI LUCHINO VISCONTI

Nel 120° anniversario della sua nascita, il rifugio segreto del regista diventa palcoscenico per l’arte. Dalla memoria storica ai grandi nomi del panorama nazionale: scopri le mostre e gli eventi che animano la dimora più nobile di Forio.

Scopri di più

della vita. L’ex cancelliera tedesca Angela Merkel è stata per circa 20 anni una habitué di Sant’Angelo, instaurando rapporti di cordialità con gli abitanti del luogo. Anche il cantante Fred Bongusto ha vissuto qui lunghi periodi della vita e possedeva anche una casa nel borgo, progettata e arredata dall’architetto Sandro Petti, suo caro amico. IN BICI TRA EREMI E VIGNETI A SERRARA FONTANA Vicino a Sant’Angelo, Serrara Fontana, arroccata tra mare e montagna, offre panorami che cambiano a ogni passo, tra vigneti, sentieri di pietra e silenzi rigeneranti. Qui svetta

il Monte Epomeo, custode di un antico eremo, oggi museo, scavato nella roccia tufacea. Un luogo di spiritualità e memoria, dove si racconta la vita eremitica e il rapporto profondo tra l’uomo e il monte. Negli ultimi anni, l’area è diventata anche meta di tour in bici e in e-bike, che offrono la possibilità di esplorare i crinali in modo sostenibile. Percorsi panoramici e guide esperte consentono di vivere il monte in sicurezza, tra sport e cultura. Serrara Fontana si conferma così destinazione ideale per un turismo lento e consapevole.

Sant’Angelo
Il Parco termale del Negombo
© Enzo Rando
© IgorZh/AdobeStock

SAPORI DI STAGIONE, L’ANIMA GOLOSA DELL’ISOLA

Conoscere Ischia significa anche sedersi a tavola: la cucina locale segue il ritmo delle stagioni e racconta il legame profondo tra territorio e tradizione. Da maggio a settembre, la cucina ischitana è una cartolina viva con i prodotti che arrivano da orti assolati, agrumeti profumati e mare generoso. Come prima portata fanno festa piatti freschi come l’insalata di limoni con menta e olio nuovo, le alici marinate, le zucchine alla scapece. Ma anche i peperoni arrostiti, la bruschetta con i fagioli zampognari e le melanzane in tutte le forme, dalla parmigiana alle paste al forno alleggerite dai pomodorini. Non può mancare un classico come il coniglio all’ischitana, rosolato con erbe, aglio e un sorso di vino. Dal pescato arrivano il totano con le patate e il polpo alla luciana, ma anche frittura di paranza, impepata di cozze, spaghetti alle vongole e guazzetti profumati, perfetti nelle sere più calde. Nel bicchiere abbondano i vini dell’isola: Biancolella e Forastera, i bianchi tipici, accompagnano i piatti di mare mentre il Piedirosso firma le carni. Il finale è agrumato e soffice con la classica pastiera, le graffe (simili a ciambelle fritte), i sorbetti e le granite, magari con un goccio di limoncello o rucolino.

Tra i luoghi dove gustare le prelibatezze dell’isola c’è la variopinta La Casa Colonica con vista sulla baia, all’interno del Parco termale del Negombo. Sempre a Serrara Fontana, i piatti della tradizione si possono assaggiare anche da

Salvatore ‘O Napulitan, lontano dai circuiti turistici. Mentre in cima al Monte Epomeo La Grotta da Fiore unisce panorama mozzafiato a bruschette contadine, verdure dell’orto e dolci fatti in casa.

Vista dal Monte Epomeo
Polpo alla luciana del ristorante La Casa Colonica

Sospeso sopra le nuvole, a 789 metri di altezza, il complesso della Chiesa e dell’Eremo di San Nicola rappresenta uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi dell’isola d’Ischia.

Qui, appena sotto la vetta del Monte Epomeo, lo sguardo si apre su panorami straordinari e l’anima si immerge in un’atmosfera senza tempo.

Scavato nel caratteristico tufo verde, simbolo geologico dell’isola, l’Eremo racconta una storia antica fatta di fede, silenzio e contemplazione. Visitare questo luogo significa intraprendere un viaggio nel passato più autentico di Ischia, tra le tracce lasciate dagli eremiti che qui hanno trovato rifugio e spiritualità, vivendo in perfetta armonia con la natura.

La Chiesa di San Nicola, cuore del complesso, custodisce preziose testimonianze storiche e religiose: dalle statue dedicate al santo alla suggestiva “Sepoltura fratum”, memoria degli eremiti che hanno abitato il monte. Ogni dettaglio racconta una storia, ogni pietra conserva un frammento di vita. Passeggiando tra le antiche celle, la cucina e il refettorio, si respira ancora oggi la quotidianità semplice e intensa dei monaci.

E poi, improvvisamente, la meraviglia: la celebre “finestra sul Paradiso”, da cui lo sguardo abbraccia Serrara, Forio e Lacco Ameno, regalando un’emozione che resta impressa nel cuore.

Oggi l’Eremo è il museo più alto dell’isola, un luogo unico dove storia, natura e spiritualità si incontrano. Un’esperienza imperdibile per chi desidera scoprire l’anima più autentica di Ischia e lasciarsi incantare dalla sua bellezza senza tempo.

Comune di SERRARA FONTANA

Donne in sella

In Italia cresce il cicloturismo al femminile, che incoraggia autonomia e scoperta di sé. Dalle piste del nord, su antichi tracciati ferroviari, a quelle del sud, immerse nella natura, sono tanti i percorsi disponibili

Hanno tra i 30 e i 55 anni, ma alcune appartengono anche alla Gen Z. Macinano tra i 30 e i 60 chilometri al giorno e fanno ampio uso delle e-bike. Le donne che praticano il cicloturismo in Italia sono sempre di più e rappresentano oggi il 30% del totale degli appassionati. Non si tratta però solo di una tendenza: le ragioni che le spingono a viaggiare su due ruote sono profonde. «Per una donna, prendere la bicicletta e partire significa scoprire quanto può contare su sé stessa e sul mondo intorno», spiega Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del cicloturismo e dal 2021 ambasciatrice dell’iniziativa internazionale Women in Cycling. Equivale quindi a mettersi in discussione, cercando ogni giorno di raggiungere nuovi obiettivi.

Oltre al fatto che contribuisce ad abbattere lo stereotipo secondo cui le donne preferirebbero una villeggiatura comoda, fatta di lettino e ombrellone. «Imparare a muoversi in autonomia significa rompere barriere culturali e paure che spesso limitano la libertà. La bici diventa così uno strumento di indipendenza, che consente di occupare lo spazio con fiducia,

esplorare senza aspettare il permesso di nessuno, imparando a conoscere il proprio corpo», continua Pinzuti. «Scegliere quando fermarsi e quando spingere è una metafora della vita stessa», conclude. Le donne viaggiano molto anche in gruppo, magari pianificando gli itinerari nelle community on line, con la possibilità di selezionare percorsi sicuri e ben segnalati, utilizzando l’intermodalità bici e treno.

In Italia i percorsi non mancano, sia per chi è più allenata, sia per chi è alle prime armi. Alle neofite si consiglia la ciclovia Treviso-Ostiglia, in Veneto, un percorso che si snoda lungo un’ex ferrovia militare riconvertita in autostrada verde, dritta e pianeggiante. È stata la prima ciclabile al mondo a ottenere la certificazione Global Sustainable Tourism Council, che attesta il rispetto dei più rigorosi standard globali di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Gran parte del tracciato è protetto da filari di alberi e attraversa il Parco regionale del Sile, un’area naturalistica dove si pedala sopra le sorgenti del fiume omonimo. È una delle piste alberate più lunghe e affascinanti d’Italia, facilmente intercettabile in più punti grazie alle stazioni locali.

di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili
La Via verde della costa dei Trabocchi (Chieti)

Il treno, infatti, si conferma l’alleato perfetto per chi sceglie la vacanza su due ruote: sui Regionali Trenitalia di ultima generazione sono disponibili spazi dedicati e prese elettriche per ricaricare le biciclette, mentre a bordo degli Intercity è a disposizione un’area bike con sei posti bici verticali oltre, anche qui, alle prese per la ricarica. Segue il tracciato di una ferrovia dismessa anche la ciclovia Alpe Adria nel tratto italiano che va da Tarvisio, in provincia di Udine, a Grado, vicino a Gorizia. Perfetta per chi è alle prime armi: qui si pedala spesso in discesa o in pianura, passando sotto gallerie illuminate e borghi magici come Venzone. Sempre in Friuli-Venezia Giulia, ma adatta a chi è più esperta, c’è la Pedemontana che si snoda per circa 180 chilometri lungo l’arco alpino regionale, collegando località storiche e aree naturalistiche. Si parte da Sacile, vicino a Pordenone, soprannominata

Giardino della Serenissima per i palazzi in stile veneziano che si specchiano sul Livenza, per arrivare a Gorizia. Nel percorso si toccano Maniago, nel Pordenonese, conosciuta come la città del coltello,

Cividale del Friuli e Gemona del Friuli, in provincia di Udine, che il 30 maggio ospita la partenza della 20esima tappa della Corsa rosa e il 1° giugno il passaggio del Giro d’Italia Women. La ciclovia segue in gran parte la linea ferroviaria Sacile-Gemona e in tutte le stazioni si possono caricare la bici sul treno, accorciando le tappe in caso di maltempo o stanchezza.

Spostandosi verso la costa, è irrinunciabile la Via verde della costa dei Trabocchi, vicino a Chieti, che si sviluppa in uno dei tratti più suggestivi dell’Adriatico.

Si pedala dolcemente, lungo un percorso distante pochi metri dal mare, con vista sulle antiche e ingegnose palafitte un tempo utilizzate come macchine da pesca e ora riconvertite in ristoranti.

È affacciata su uno specchio d’acqua anche la ciclovia del Trasimeno, nel Perugino, un anello di circa 59 chilometri che costeggia quasi interamente il perimetro

La ciclovia Treviso-Ostiglia
Ciclovia del Trasimeno (Perugia)

dell’omonimo lago umbro. Il percorso è pianeggiante e si snoda tra piste ciclabili protette, strade sterrate e brevi tratti di viabilità ordinaria.

Arriviamo al Tacco d’Italia per la ciclovia dell’Acquedotto pugliese, considerata la greenway più affascinante del sud. Il tracciato, su strade protette e sicure, offre un’immersione totale nella natura e nella cultura locale. Si segue la strada di servizio del canale principale dell’acquedotto, attraversando la Val d’Itria, tra Cisternino e Ceglie Messapica, nel Brindisino, e Martina Franca, in provincia di Taranto, tra muretti a secco, trulli e ulivi secolari. Grazie ai

fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, entro la fine del 2026 la ciclabile passerà dai 24 chilometri storici a un totale di oltre 192. Verranno infatti collegate anche le zone della Murgia Gioiese, Bitonto, nel Barese, e la cosiddetta costa Sveva, arrivando fino alla zona di Castel del Monte, ad Andria, e alla vicina Spinazzola, al confine con la Basilicata. A dimostrazione di quanto il cicloturismo sia un comparto in crescita, capace di generare valore per i territori e le comunità locali, anche grazie a quanti scelgono di vivere la vacanza in modo sostenibile e rigenerativo. fieradelcicloturismo.it

La carrozza dedicata alle bici sul Regionale di Trenitalia di ultima generazione
La ciclovia Alpe Adria da Tarvisio (Udine) a Grado (Gorizia)

culto Alle radici del

Da giugno a settembre in Basilicata vanno in scena i riti arborei, antichi matrimoni tra alberi che mescolano fede, tradizione e celebrazioni pagane

di Gaspare Baglio gasparebaglio

cerimonie antiche, boschi e comunità in festa. La Basilicata custodisce uno dei patrimoni folkloristici più suggestivi d’Italia: i riti arborei. Sono celebrazioni in cui gli alberi si trasformano in simboli di unione, fertilità e identità collettiva. Nei piccoli e suggestivi borghi lucani, tra montagne e parchi naturali, si mettono in scena spettacolari “matrimoni” tra alberi, dove si intrecciano tradizione, culto religioso e riti pagani, in un affascinante incontro tra sacro e profano. È un’Italia poco raccontata, eppure capace di richiamare moltissime persone: in occasione di queste feste gli emigrati tornano a casa e gli studenti universitari fanno migliaia di chilometri pur di essere al paese.

Tra le più famose c’è, senza dubbio, il Maggio di Accettura (Matera), ai confini delle Dolomiti Lucane, che quest’anno è fissato dal 6 al 9 giugno. Qui lo sposalizio è tra il cerro, chiamato U’ Masc’ (ovvero il Maggio), e la cima, un agrifoglio scelto nei boschi del Parco regionale di Gallipoli Cognato. Il cerro viene tagliato nel bosco di Montepiano tradizionalmente il giovedì dell’Ascensione – quest’anno l’evento è fissato per il 28 maggio – e trascinato dai buoi lungo i sentieri, tra soste conviviali e mangerecce a base di salsicce, pecora alla brace e vino. Dall’altra parte della montagna i cimaioli scelgono e trasportano a spalla la futura “sposa”, tra canti e fatica. Martedì 9 giugno i due alberi vengono uniti in largo San Vito, davanti allo sguardo di San Giuliano, patrono del paese, in una vertiginosa costruzione lignea che alcuni uomini scalano a mani nude. È il culmine della festa che

coinvolge turisti, abitanti e accetturesi sparsi nel mondo rientrati a casa per l’occasione. Dall’8 al 13 giugno, la scena si sposta a Rotonda (Potenza), nel cuore del Parco nazionale del Pollino, dove si celebra la più lunga delle feste arboree in Basilicata: quella dell’a’ Pitu e della Rocca, dedicata a Sant’Antonio da Padova. Il rito dura sei giorni. Anche in questo caso l’organizzazione è simile a quella di Accettura: dopo la benedizione dei buoi, gli uomini raggiungono i boschi di Terranova di Pollino per abbattere la rocca, un abete bianco, mentre un altro gruppo è impegnato nella zona di Pedarreto per scegliere il faggio destinato a diventare l’a’Pitu, lo sposo. Tra canti, preghiere e il suono degli zoccoli nel fango, gli alberi raggiungono il borgo. In questo caso il momento più emozionante è la “girata” in piazza: il tronco viene sollevato con la sola forza delle braccia prima dell’unione finale.

Restando nella provincia di Potenza, il folclore continua a Castelsaraceno, arroccato a quasi mille metri sullo sperone roccioso della Tempa. Qui ogni anno, nelle prime tre domeniche di giugno, va in scena uno dei rituali più antichi d’Italia, la Festa della 'Ndenna.

Il 7 giugno, dopo la funzione religiosa, un gruppo di uomini raggiunge il bosco Favino, sul Monte Alpi, per procedere all’abbattimento del faggio destinato a diventare la 'ndenna, lo sposo: deve essere il più alto, dritto e imponente della foresta. La domenica successiva sul Monte Armizzone viene scelto il pino perfetto per rappresentare la cunocchia: giovane e dalla chioma ricca. Nel weekend del 20 e 21 giugno è previsto il matrimonio. Da alcuni anni, infatti, l’unione avviene il sabato, mentre la domenica pomeriggio, nella piazzetta di Sant'Antonio, i due fusti vengono innalzati tra tavole imbandite e una processione dedicata, anche in questo caso, a Sant’Antonio da Padova. Al tramonto qualcuno tenterà la scalata della cunocchia per conquistare i premi appesi tra le fronde.

Si giunge infine verso l’autunno a Castelmezzano, uno dei borghi più spettacolari delle Dolomiti Lucane.

Albero della ‘ndenna di Castelsaraceno (Potenza)
© Egidio Giacoia

Ogni anno, solitamente il 12 e 13 settembre, c’è la Sagra du’ Masc’ che annuncia la fine dell’estate. Nelle selve della Paolona si taglia il cerro destinato a diventare lo sposo, mentre sul fuoco cuoce la pastorale, piatto dei mandriani a base di pecora. U’ Masc’ attende la cima al quadrivio della Collata, poi il corteo entra in paese tra peperoni cruschi appesi ai balconi, tamburelli e organetti. Quando i due alberi

si incontrano davanti alla statua di Sant’Antonio da Padova, che in Basilicata ha molti devoti, il borgo intero esplode in festa con tanto di fuochi d’artificio.

Questi sono solo alcuni dei riti antichi presenti in terra lucana, piccola e meravigliosa regione che vale la pena di riscoprire durante celebrazioni in cui la natura non è solo paesaggio, ma comunità.

I buoi trascinano il maggio ad Accettura (Matera)
Tramonto a Castelmezzano (Potenza)
© Marco Bottigelli/GettyImages

ciliegieNella valle delle

Dal bianco della fioritura al rosso dei frutti maturi. A Vignola, in provincia di Modena, per scoprire un’eccellenza del territorio. Celebrata con un evento a tema, visite guidate e degustazioni

di Floriana Schiano Moriello

[Giornalista enogastronomica e di viaggio]

floriana.fsm@gmail.com

floriana.schianomoriello

florianaschianomoriello florianaschianom

Viaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta

Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria

un candore etereo e quasi abbacinante avvolge

la Valle del Panaro, nel Modenese, fin dagli ultimi giorni di marzo, quando la fioritura dei ciliegi trasforma l’orizzonte in una nuvola bianca che segue sinuosa il corso dell’omonimo fiume. Questa metamorfosi cromatica segna l’inizio di una stagione vibrante che, dopo alcune settimane, vira con decisione verso il rosso intenso dei frutti.

Da maggio ai primi di luglio, infatti, il paesaggio si accende di infinite sfumature scarlatte: piccoli pois lucenti punteggiano

le chiome degli alberi, invitando a vivere un periodo di speciale vitalità, quello in cui matura la ciliegia di Vignola Igp. Un’eccellenza, apprezzata fin dall’inizio del ‘900, che è il risultato della combinazione tra sapienza agricola locale e generosità del suolo. Quest’ultima è legata al passaggio del fiume Panaro, un filo azzurro che nasce dalle vette del Monte Cimone per scendere verso la pianura. Le sue acque, grazie alle sorgenti appenniniche, agiscono come una linfa vitale in grado di modellare la valle in cui sorgono, tra gli altri, gli abitati di Vignola e Savignano. In tale equilibrio ambientale il

frutto cresce in abbondanza e il mercato lo accoglie nelle sue varietà, che si distinguono per colore – dal rosso brillante al nero – ed epoca di maturazione, con un ventaglio di sapori che muta ogni settimana.

Questa eccellenza, polposa e tesa al morso, è tutelata con dedizione dal Consorzio della ciliegia di Vignola Igp, che valorizza una professionalità agricola capace di innovare rispettando la memoria del posto. Seguire lo sviluppo delle diverse cultivar consente di scoprire un territorio in costante evoluzione. Un’esperienza da vivere al meglio lungo itinerari come la Via dei ciliegi, che dopo lo spettacolo della fioritura

si trasforma in un corridoio di colori caldi quando i frutti sono ormai maturi.

In questa fase, numerose aziende agricole aprono le porte offrendo l’opportunità di assistere alla raccolta, partecipare a degustazioni sensoriali in loco, acquistare direttamente il prodotto appena colto. È un’immersione totale nella laboriosa vita del territorio che trova il suo naturale prolungamento nel profilo monumentale di Vignola. Qui, piazza dei Contrari accoglie i visitatori, mentre la maestosa Rocca domina con fierezza uno sperone affacciato sul Panaro, sorvegliando l’ingresso alla valle con i suoi imponenti camminamenti di ronda e le sale affrescate.

La scala a chiocciola progettata da Jacopo Barozzi all’interno di Palazzo Contrari-Boncompagni

A pochi passi, Palazzo Contrari-Boncompagni custodisce un tesoro d’ingegno: la celebre scala a chiocciola autoportante progettata da Jacopo Barozzi, architetto noto come Il Vignola. La struttura si eleva per quattro piani inserendosi nel muro perimetrale e creando una spirale elegante e leggera che pare sfidare la forza di gravità.

Poco distante, il racconto del territorio continua a Villa Tosi-Bellucci, sede del municipio. Qui, nell’altana dell’orologio, l’acetaia comunale custodisce le bottaie del balsamico tradizionale di Modena. In questo spazio suggestivo, il rintocco del tempo scandisce anche la lenta maturazione di un particolare aceto prodotto con le mele locali seguendo una procedura meticolosa.

Alla cura silenziosa riservata alle botti fa eco quella solare e palpitante dei frutteti. Un battito gioioso e fugace che quest’angolo di Emilia celebra con l’evento Vignola è tempo di ciliegie, durante la fase più intensa della raccolta. Dal 30 maggio al 2 giugno e nel fine settimana del 6 e 7, il centro storico si anima: i locali accolgono i visitatori con menù dedicati, vetrine a tema e aperture speciali, mentre i siti di interesse culturale propongono un’immersione totale nel patrimonio della città, a partire dalla ciliegia Igp.

Chi desidera unire cultura e movimento può invece lasciare il centro e imboccare il Percorso natura: un tracciato adatto a tutti, da percorrere a piedi o in bicicletta, che si snoda tra argini verdi e filari ordinati fino a raggiungere Marano sul Panaro. Un’occasione ulteriore per apprezzare l’equilibrio tra il paesaggio e l’opera umana che contraddistingue il territorio.

La Rocca di Vignola

Il richiamo della

madre

San Francesco ne ha avute due: quella che lo ha messo al mondo, silenziosa alleata, e Maria, punto di incontro tra umano e divino. Entrambe fecero dell’accoglienza la propria forza

aggio, il mese dedicato alla Madonna, offre lo spunto perfetto per accostarsi a San Francesco cercando le tracce del suo rapporto con il materno: da un lato la relazione con la madre terrena – Pica de Bourlemont, secondo la tradizione – dall’altro il legame con la Vergine Maria.

La prima appare, in maniera fuggevole, nella Vita Beati Francisci di Tommaso da Celano. Non è protagonista di scene memorabili, non pronuncia parole destinate a restare. Eppure, la sua figura attraversa in controluce la giovinezza di Francesco. È la presenza domestica, quotidiana, che accompagna gli anni della crescita: una madre probabilmente più mite del padre, meno legata alla

La Basilica papale di San Francesco ad Assisi (Perugia)

[Direttore

padreenzofortunato padrenzo

logica del guadagno e dell’onore sociale che caratterizzava la famiglia. Facendo un esercizio interpretativo, si potrebbe dire che il padre rappresenta la forza del mondo mercantile, del possesso e del controllo, mentre la madre incarna una dimensione diversa, più aperta e meno oppositiva. Fu proprio donna Pica, scrive Tommaso da Celano, ad adoperarsi per rendere meno aspre le punizioni inflitte dal padre a Francesco prima che il giovane abbandonasse la casa paterna, mettendo così in pratica una genitorialità tenera, che lascia andare. Un dato biografico, poco enfatizzato ma decisivo nel percorso del santo, che può essere letto come un incoraggiamento al suo desiderio di libertà. La scelta

radicale di Francesco non nasce dunque in un vuoto affettivo, ma in un contesto dove almeno una figura familiare rimane accogliente. La madre non guida la vocazione del figlio, ma neppure la soffoca. Sta sullo sfondo, come un punto di origine che non pretende di determinare il destino.

C’è poi l’altra madre, quella che arriva quando Francesco si spoglia dei beni paterni davanti al vescovo Guido, intorno al 1206, compiendo uno dei gesti più forti della sua vita. In quel momento non rompe semplicemente con il padre, ma attraversa una soglia, ridefinendo il significato delle parole famiglia e maternità, ed estendendole oltre i legami di sangue.

di Padre Enzo Fortunato
del magazine
Piazza San Pietro] padre.enzo.fortunato
La Maestà di Assisi, affresco di Cimabue nella Basilica inferiore

Nel Testamento, scritto verso la fine della sua vita, ricorderà così l’inizio del suo cammino: «Il Signore mi dette dei fratelli […] e lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo». Così la famiglia si trasforma: non più legame di sangue, ma fraternità evangelica. E con essa cambia anche il significato della maternità. Nel Saluto alla beata Vergine Maria chiama la Madonna «palazzo», «tabernacolo», «casa» di Dio, parole che raccontano una presenza concreta, non astratta.

Maria è il luogo in cui la divinità prende dimora, il punto di incontro tra umano e divino. E per Francesco, che si definisce semplice e illetterato, ciò che è fondato sull’esperienza ha un valore inestimabile.

C’è, infine, un ulteriore elemento che lega la Vergine alla sensibilità francescana: la povertà. Nei luoghi di Assisi tutto è essenziale: pietre nude, spazi ridotti, silenzi pieni. In questo scenario, Francesco contempla Maria come donna povera, priva di potere e completamente affidata a Dio. Non una figura distante, ma una madre vicina, umile, concreta. Ed è qui che il filo si ricompone. La madre terrena e la Madre celeste non si oppongono, ma si richiamano. La prima genera e lascia spazio, la seconda accoglie e dona. Tra queste due maternità si apre la dimensione di libertà del santo di Assisi: un’autonomia che trova compimento nella consegna totale. Oggi, questo percorso è ancora percepibile per chi visita Assisi e sosta alla Porziuncola, nella chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli. Non solo come memoria storica, ma come esperienza viva.

La statua dei genitori di San Francesco, Pica e Pietro, all’esterno della Chiesa nuova
La Porziuncola all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi
© tauav/AdobeStock

The lands of Giacomo Puccini LUCCA

team

Fabio Caressa torna a condurre Money Road, lo strategy game di Sky dove è fondamentale fare gruppo perché l’errore di un singolo ricade su tutti gli altri

di Gaspare Baglio gasparebaglio

F Questione di

inalmente è arrivato il momento. Dal 21 maggio, torna Money RoadOgni tentazione ha un prezzo, lo strategy game Sky Original prodotto da Blu Yazmine in onda su Sky Uno ogni giovedì alle 21:15, in streaming su Now e sempre disponibile on demand.

Al centro 12 concorrenti che vengono portati in Malesia con un montepremi di 300mila euro e l’obiettivo di non farlo abbassare cercando di resistere alle tentazioni.

La prima edizione del programma è stato un caso televisivo appassionante. Fa il bis alla conduzione il giornalista e telecronista sportivo Fabio Caressa che, nella scorsa stagione, si è lanciato con ottimi risultati in progetti lontani dal suo mondo. Oltre a guidare il format ambientato nella giungla malese, infatti, è stato al timone del dating show L’amore è cieco su Netflix. Ed è diventato un personaggio ancora più trasversale.

Che cosa ti piace di Money Road? Quello che in assoluto mi diverte di più è la totale imprevedibilità. Non si sa come i concorrenti reagiranno ad alcune sollecitazioni: la fatica, il disagio, vivere a stretto contatto senza interruzioni, mangiare sempre i soliti cibi. Tutte queste cose insieme rendono assolutamente imponderabile le loro reazioni. Si tratta di un esperimento sociale a tutti gli effetti.

I nuovi partecipanti, avendo già visto la prima edizione, hanno assunto atteggiamenti meno spontanei e più tesi a ricevere i favori del pubblico?

Sono arrivati un po’ preparati, sforzandosi di avere un certo comportamento, consci di quello che li poteva attendere. Ce lo aspettavamo, ma è durato appena undici ore: poi si sono dimenticati di tutto.

Nel format non giudichi i concorrenti, però li osservi. Quanto è difficile non dire la tua?

A volte sapere come stanno andando le cose e mantenersi assolutamente impassibili non è facile. Mi consento momenti di commozione e, ogni tanto, alcuni piccolissimi interventi. Tendo, però, a non avere nessun rapporto con loro, per evitare qualsiasi tipo di influenza: l’elemento esterno deve essere limitato al minimo. Non è semplice, ma ho una faccia da poker.

Nella tua carriera hai raccontato tantissime partite, anche epiche. Un esperimento sociale richiede un approccio narrativo differente?

Nella mia vita ho gestito cinquemila dirette. Quindi diciamo che ho una certa praticaccia nell’affrontare l’imprevisto del momento. Ma ho sempre avuto un approccio molto emotivo, mentre a Money Road mi devo tenere tutto dentro. È un bell’esercizio: nella vita bisogna adattarsi e imparare a fare cose diverse.

In che fase professionale senti di essere? Mi accorgo che sto cambiando molte cose. Da una parte c’è la maturità, dall’altra lo spirito quasi adolescenziale di voler continuare a cimentarmi in contesti diversi.

In effetti hai condotto Money Road e L’amore è cieco. Due format molto amati da un pubblico diverso da quello che ti segue abitualmente e anche dalla generazione Z. Pensi sia cambiata la percezione che hanno di te?

Sì, banalmente lo avverto dalle persone che mi chiedono una foto. Devo però dire che, nonostante faccia programmi leggeri, sento la responsabilità di avere, nel mio piccolo, un’immagine aderente a quello che sono in realtà.

Cosa ti piacerebbe fare a livello professionale?

Condurre un quiz, prima o poi. Sono un grande appassionato di questo genere di programmi. E poi, perché no, un’esperienza sul palco di un teatro, senza telecamere. E se ti proponessero l’Ariston?

Non sarei minimamente in grado di condurre Sanremo. Adesso lo farà Stefano De Martino, che secondo me è veramente in gamba e ha alle spalle una squadra formidabile. Bisogna sempre ricordarsi che nella vita si deve lavorare in team. È fondamentale avere un gruppo forte che ti dica quando sbagli e quando le cose possono essere fatte un po’ meglio.

Ultima domanda: un commento sulla sconfitta della Nazionale di calcio?

Secondo me dovevamo passare contro la Bosnia: eravamo superiori. Ora però è arrivato veramente il momento di fare, con calma e pazienza, un lavoro serio di ristrutturazione. È indispensabile, altrimenti continuiamo a scavare senza raggiungere mai il fondo del pozzo.

fabiocaressareal

VENEZIA, BEST WESTERN HOTELS & RESORTS E LA BIENNALE: DALLA

TERRAFERMA ALLA LAGUNA TRA

ARTE E OSPITALITÀ

Tra la terraferma e la laguna, Venezia si prepara ad accogliere la Biennale d’Arte, in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026, trasformando la città in un percorso diffuso di linguaggi e contaminazioni culturali. In questo contesto, il soggiorno diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio, dove la scelta dell’hotel accompagna la libertà di esplorare il territorio. E Best Western Hotels & Resorts, con oltre 200 strutture tra Italia e Sud-Est Europa, interpreta questo equilibrio offrendo soluzioni diverse ma complementari, pensate per ogni tipo di viaggiatore. A Mestre, il Best Western Hotel Tritone****,

grazie alla sua posizione di fronte alla stazione ferroviaria e vicino alla stazione degli autobus e dei pullman, rappresenta un punto di arrivo e partenza strategico. Una struttura calda e accogliente a soli 15 minuti da Venezia - con tutte le comodità di una sistemazione in terraferma - che si sviluppa su 7 piani, dallo stile classico ed elegante, con camere confortevoli e insonorizzate e una ricca colazione a buffet - con sfiziosa selezione di prodotti dolci, salati e biologici oppure senza glutine - oltre a una zona ristoro con bevande e snack. Sempre a Mestre, il moderno Best Western Plus Hotel Bologna**** combina design contemporaneo e atmosfera friendly. Le camere arredate con gusto, l’ampia proposta gastronomica e i servizi dedicati al benessere e alla mobilità - come la palestra attrezzata Technogym e il parcheggio con ricarica per auto elettriche, lo rendono una soluzione versatile a pochi minuti da Venezia. Il raffinato ristorante Da Tura, all’interno dell’hotel e aperto dal 1911, è un luogo di convivialità per l’intera città, nel quale apprezzare prelibatezze gastronomiche ispirate alla tradizione della cucina territoriale con profumi e sapori genuini. Avvicinandosi alla laguna, il viaggio entra nel cuore della città con il CHC Continental, BW Premier Collection****, ospitato in un palazzo storico affacciato sul Canal Grande. Facilmente raggiungibile a piedi dalla Stazione di Venezia Santa Lucia, è uno degli alberghi

a 4 stelle più apprezzati di Venezia, nel quale l’atmosfera veneziana incontra il comfort contemporaneo in una posizione privilegiata. Fiore all’occhiello della struttura è il Cocai Restaurant, ristorante in stile veneziano con una spettacolare vista sul Canal Grande e gustose proposte locali. Per un pasto veloce, sono a disposizione anche un bistrot e un bar. Infine, il centralissimo Hotel Olimpia Venice, BW Signature Collection***, affacciato sul pittoresco Rio delle Burchielle, non lontano dalla Basilica dei Frari, a pochi passi dal Canal Grande e nei pressi di Piazzale Roma. L’albergo, con camere arredate in stile ‘700 veneziano su disegni originali d’epoca, è stato completamente rinnovato e tra i servizi che offre vi sono una sala per la lettura, un American Bar, una postazione internet e un giardino interno con fiori, piante ed erbe aromatiche. La sala in cui si serve la prima colazione dispone di ampie vetrate che prospettano un tipico canale veneziano.

Prenota il tuo soggiorno a Venezia su bestwestern.it/lafreccia e scrivi a marketing@bwh.it per ricevere un buono sconto da 50 euro

La hall del Best Western Plus Hotel Bologna a Mestre
Una camera del Best Western Hotel Tritone a Mestre
Hotel Olimpia Venice, BW Signature Collection a Venezia
Una camera del CHC Continental, BW Premier Collection a Venezia

Qui e ora

tra musica, cinema e palcoscenico nasce Tutta vita, progetto articolato che unisce il film omonimo di Valentina Cenni – che ha già fatto un tour trionfale nelle sale – un album e una serie di concerti guidati da Stefano Bollani con artisti d’eccezione.

La pellicola documenta una settimana trascorsa dal pianista in una dimora storica a Gorizia con diversi protagonisti del jazz – da Enrico Rava a Roberto Gatto passando per Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Frida, Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Paolo Fresu –per preparare un concerto a Trieste. Un viaggio creativo che racconta l’improvvisazione come incontro tra generazioni e culture, trasformando il jazz in un’esperienza di libertà, amicizia e musica dal vivo.

A questo si aggiunge un programma di live che parte e finisce con il pianista in solitaria, il 29 maggio a Trieste e il 29 luglio nell’area archeologica di Tharros, vicino a Oristano. In mezzo ci sono un’esibizione con Dado Moroni e Danilo Rea il 7 giugno a Genova, una con Enrico Rava a Monforte d’Alba (Cuneo) il 3 luglio e due concerti con l’Orchestra dell’Accademia nazionale Santa Cecilia a Roma il 17 e a Siena il 18.

Chi si è perso la pellicola, invece, può recuperare in occasione degli spettacoli del supergruppo Stefano Bollani All Stars, in cui è prevista anche la proiezione del documentario: il 6 giugno a Ravenna, il 29 a Roma, il 6 luglio a Gardone Riviera (Brescia) e il 9 a Perugia. Valentina, durante le riprese i protagonisti hanno tirato fuori qualcosa che non ti aspettavi?

[VC] Tanto calore, anima e saggezza. Conosco e amo tutti i musicisti che hanno partecipato, ma mi hanno comunque stupito. Penso in particolare a una chiacchierata tra Stefano ed Enrico. Ho dovuto prenderne solo un estratto, ma loro per un'ora e mezza hanno parlato liberamente di arte, amicizia, letteratura, come se non ci fosse la telecamera. Quel momento lo porto nel cuore.

Com’è nato il progetto Tutta vita?

[VC] Ha preso piede dal mio desiderio di raccontare l’improvvisazione che si mette in atto quasi continuamente nel jazz. Non riuscivo a capire come fosse possibile. Dopo aver assistito a un sacco di concerti meravigliosi e a tantissimi incontri tra artisti e musicisti ho scoperto qualche segreto, anche se ancora mi risulta abbastanza misterioso. Il jazz è

Stefano Bollani e Valentina Cenni portano in tour il progetto Tutta vita. Un viaggio nel cuore del jazz e dell’improvvisazione, raccontata come spazio di ascolto autentico di Gaspare Baglio gasparebaglio

un modo molto libero, saggio, aperto, ribelle e anarchico di vivere la musica.

Quali segreti hai carpito?

[VC] Soprattutto uno, che è un insegnamento di vita: ascoltare autenticamente gli altri e stare nel qui e ora. Non bisogna avere paura di quello che non si conosce, ma si deve accettare l'imprevisto proprio affidandosi agli altri con gioia. Stefano, com’è andata durante le riprese?

[SB] Valentina mi ha messo sul piatto un’occasione ghiottissima: trascorrere molti giorni a fare musica con alcuni dei musicisti che più stimo, mia figlia e due giovani talenti. È stata una settimana da sogno. Le telecamere le abbiamo dimenticate tutti: eravamo felici di passare finalmente un po’ di tempo insieme.

Nell’album Tutta vita live c'è un dialogo tra generazioni. Cosa hai capito da questa interazione?

[SB] Quanto la musica sia un ponte che unisce tutti senza nessuna difficoltà. Enrico ha 86 anni, mia figlia Frida ne ha 21. Possono comunicare immediatamente, saltando qualsiasi consuetudine della società, perché suonano insieme: uno ascolta l’altro, sente cosa ha da proporre e risponde di conseguenza. È una società ideale. In questo senso abbiamo tentato, nel repertorio del concerto su disco, di costruire collegamenti eseguendo, per esempio, un brano argentino e uno russo, senza soluzione di continuità.

Con tante melodie di diversi Paesi ti sembra di stare sempre in viaggio o è un po’ come sentirsi a casa?

[SB] Mi sento in viaggio. La musica ha una struttura che si muove, è come un binario. A volte viene costruito mentre il nostro treno sta arrivando, una cosa che a me piace molto. L’ho visto in un film di Buster Keaton e credo che sia l’immagine perfetta del jazz.

Valentina, cosa ha aggiunto questa esperienza al tuo bagaglio umano e professionale?

[VC] La voglia di raccontare ancora più storie in questo modo, con il cinema.

Stefano, ti aspettano diversi concerti molti diversi: da solo, con la Stefano Bollani All Stars di Tutta vita, in coppia con Rava e in trio insieme a Moroni e Rea. Come farai?

[SB] La varietà è necessaria, mi diverto e ci divertiamo da matti.

Come vi definireste oggi?

[VC] Una persona molto grata alla vita, a chi mi sta intorno e a tutto quello che mi accade: mi fa crescere e amare tutto il creato. La parola chiave è grata.

[SB] E io proprio attraverso questa grata vedo un paesaggio meraviglioso e bellissimo.

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© Luisa Carcavale

talentuosa, sensibile, intensa. Maria Sole Tognazzi firma la regia della serie In utero, prodotta da Cattleya e in esclusiva su HBO Max dall’8 maggio.

La storia creata da Margaret Mazzantini, con Sergio Castellitto, Alessio Fiorenza, Maria Pia Calzone e Thony, è stata sceneggiata da Enrico Audenino, Teresa Gelli e Vanessa Picciarelli ed è ambientata a Barcellona in una clinica di fecondazione assistita dove si intrecciano diversi destini.

Com’è nato il progetto?

Ho ricevuto una chiamata da Cattleya: volevano realizzare una serie sulla fecondazione assistita. Ho subito pensato che fosse un progetto importante e mi ci sono tuffata con entusiasmo, curando la regia e la direzione artistica. Nata da un’idea di Margaret, è la storia di un ginecologo che insieme alla moglie apre a Barcellona una delle prime cliniche della fertilità. Come hai affrontato questa tematica?

Ti rispondo con una frase emblematica pronunciata da Sergio, che nella serie interpreta Ruggero, il fondatore della clinica: «I figli sono un desiderio, non sono né un diritto né un dovere».

In utero ruota intorno al bisogno di genitorialità. Io non ho figli perché non ho sentito la necessità di farli, ma capisco chi ha questo desiderio. Abbiamo scelto di raccontare le storie di alcuni italiani che hanno deciso di rivolgersi a una clinica di Barcellona. Durante i sopralluoghi, mi ha colpito vedere quanto questi ospedali in Spagna siano gestiti e frequentati da medici, oltre che pazienti, per lo più italiani. La serie fa scoprire una realtà che si conosce ancora poco. Come viene trattata nella serie?

In utero è fondamentalmente un medical drama, ma parla anche di relazioni. Racconta come le coppie, qualsiasi sia l’orientamento sessuale dei componenti, entrino in crisi nel momento in cui non riescono ad avere un figlio e quanto questo incida sul loro rapporto.

C’è una scena che per te rappresenta l’anima di questo lavoro?

C’è un momento in cui una ragazza ovodonatrice incontra la

donna a cui regalerà un figlio e nessuna delle due lo sa. È molto toccante.

Quali sono i tuoi punti di riferimento come regista?

In passato, quando ero più giovane, ne avevo diversi. Negli anni è diventato tutto naturale, ho trovato una mia cifra e vado più in automatico rispetto all’inizio.

Hai sviluppato un tuo linguaggio personale, puntando molto sul racconto di personaggi femminili. Come mai?

Ho iniziato molto giovane: a 18 anni ero già sul set come aiuto regista e a 28 ho girato il mio primo film. In quel periodo il cinema era estremamente misogino, maschile. Vedevo pellicole in cui le donne erano sempre un’appendice di qualcuno. Per questo ho sentito il bisogno di metterle al centro: è stata la mia battaglia personale. Il mio film Viaggio sola, con Margherita Buy, è diventato un caso cinematografico.

Anche nella serialità mantieni questo obiettivo?

Mi piace mettere in scena donne che siano un esempio e uno stimolo per chi guarda. L’investigatrice protagonista della serie

Petra era in linea con i miei personaggi: una persona libera dal giudizio. Sento di avere avuto questo approccio anche nelle figure femminili di In utero

Pensi che una storia possa diventare fonte d’ispirazione?

Sì, deve esserlo. Per questo quando la racconti, che sia attraverso un film, un libro o una canzone, hai una responsabilità. Senza voler ingigantire il mio lavoro, quando ci si rivolge agli altri bisogna farlo con rispetto. Cosa ti ha trasmesso In utero?

Mi ha fatto riflettere molto sulla possibilità di realizzare i propri sogni.

La storia che ti piacerebbe raccontare?

Quella del film che sto per cominciare: è la più importante della mia vita e spero solo di saperla rendere bene.

Sarà sempre incentrato su una donna indipendente?

Sì, quella c’è sempre. Racconta una bellissima relazione tra una madre e una figlia. Ho perso mia mamma un anno fa ed è un omaggio a lei.

Sergio Castellitto e Alessio Fiorenza in una scena di In utero

Il fruscio del

colore

Figure che si dissolvono, forme dai contorni sfumati, esplosioni trattenute. La pittura di Mark Rothko invade Firenze, tra Palazzo Strozzi, il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana

di Sandra Gesualdi sandragesu
Mark Rothko Untitled (1952-1953)
Guggenheim Museum Bilbao
FMGB Guggenheim Museum Bilbao

è un punto, appena oltre il rumore della città, in cui Firenze può tirare il fiato e avvertire la vertigine dell’ossigeno. Trattenere il respiro per intercettare quello delle grandi tele, un soffio impalpabile ma continuo. Succede varcando la soglia di Palazzo Strozzi – meglio in orari poco affollati – dove la pietra rinascimentale, così stabile e persuasa della propria armonia, si incrina dall’interno sotto la pressione silente dell’arte di Mark Rothko. Non una semplice mostra, ma un attrito continuo tra una tradizione capace di costruire il mondo e una pittura che lo disfa per restituircelo come esperienza nuda, quasi insostenibile. Fino al 23 agosto, Rothko a Firenze si offre come un attraversamento più che un percorso, una deriva controllata dentro una materia inafferrabile. Rothko non si lascia spiegare. Sottrae, sfibra la parola, la rende insufficiente.

Esalta i fracassi del percepito e del non detto. Questa retrospettiva – curata da Christopher Rothko, figlio del pittore, con Elena Geuna – insiste nel ricucire i frammenti di una traiettoria che non è mai lineare, ma carsica, fatta di riemersioni e sparizioni. Nelle sale iniziali, le prime figure vergate dall’artista appaiono esitanti, gli interni sembrano scenografie poco abitate. Le presenze non comunicano, si sfiorano senza riconoscersi, come se il vero soggetto fosse la distanza dove già risiede l’ombra dell’astrazione. Poi qualcosa si scioglie. Non accade una rottura, ma un lento disfacimento: le forme cedono, si fanno veli, apparizioni instabili. Già a partire dagli anni ‘40, nei Multiforms, le grandi opere astratte con campiture rettangolari sovrapposte, si ha l’impressione che il pittore statunitense, di origine lettone, stia smontando il mondo pezzo per pezzo. E quando il riconoscibile evapora, resta il colore.

1998 by Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko/Artist Rights Society (ARS), New York/Siae, Roma Foto di Erika Barahona

Dove il silenzio parla: Valtellina

Ma qui non basta neppure quello a nominare ciò che accade. È una vibrazione trattenuta, una pressione che affiora e subito si ritrae e ogni visitatore la coglie a suo modo. È da questo tremolio che le grandi tele cominciano ad alitare davvero: bande irregolari, rarefatte e apparentemente fragili, prima si offrono come architetture e dopo si dissolvono, spiazzando lo sguardo. In quella oscillazione continua, tra apparizione e sparizione, si insinua qualcosa di profondo: l’inesorabile esserci e dissolversi delle cose, silenzioso ed esplosivo insieme. In opere come No. 3/No. 13 il mondo riconoscibile scompare e resta solo il colore come presenza. Le campiture non raffigurano più, ma diventano masse vive che si attraggono e si respingono e la pittura smette di rappresentare per iniziare a produrre condizioni emotive. È negli anni ‘50, con lavori come No. 12 e Orange and Tan,

che questa tensione raggiunge una forma quasi assoluta. Non come immagine, ma come urto, accumulo di percezioni, improvvisa dispersione. Esplode nei rossi saturi, nei gialli incandescenti, nei blu che si chiudono come ferite lente, in cui è fin troppo facile riconoscersi.

Il confronto con Beato Angelico, nelle celle del Museo di San Marco dove il percorso espositivo si estende, rivela la natura più profonda di questa ricerca. Entrambi lavorano sul limite tra visibile e invisibile, ma se Angelico apre uno spazio di trascendenza e infinito, Rothko lo chiude. Le sue aree di colore non promettono salvezza ma trattengono lo spettatore in una soglia senza oltre, in una contemplazione del qui e ora che è insieme attrazione, presenza e resistenza. Ancora più radicale è il dialogo con Michelangelo Buonarroti nel vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana da

No.3 / No. 13 (1949)
New York, The Museum of Modern Art Lascito di Mrs. Mark Rothko tramite
Mark Rothko Foundation

lui progettata, altra sede della mostra, dove emerge con chiarezza quanto la pittura di Rothko sia, in fondo, architettura e struttura, quasi un ambiente percettivo. I suoi rettangoli sono portali murati, finestre negate, superfici che evocano una via d’accesso e al tempo stesso la chiudono. Rothko non vuole opere, vuole luoghi dove il tempo si dilata, il colore soffia, la percezione si fa lenta, i sentimenti sono anche dolorosi.

Negli anni ‘70, col passare degli anni e una malattia che lo mina, la tavolozza si oscura, si addensa. I rossi diventano bruni e sanguigni, i blu si fanno notte, fino alla serie di dipinti Black on Gray, quando la tela sembra ridotta a un battito minimo. Non è un esito nichilista, ma una consapevolezza estrema: la luce non illumina più, resiste fievole ai margini del

buio. Nelle ultime carte, bellissime e vestite di rosa, azzurro polveroso, terra leggera alzata dal vento, Rothko sfiora la soglia dell’indicibile, quella del dissolvimento della vita che si assottiglia, si spegne piano piano, si allontana con spietata lentezza. Ma resta, forse in altra dimensione. Uscendo, Firenze torna a essere una città caotica e battuta. Ma qualcosa resta incrinato. Rothko non lascia immagini, ma un fruscio di sottofondo che si manifesta con masse di colore, esplosioni trattenute e silenzi carichi. Forse è il rumore sottile della dimensione umana e fragile che affiora dalle tele. Qualcosa che appare, vibra per un attimo e subito si ritrae, ricordandoci la sua natura mortale e transitoria. palazzostrozzi.org

palazzostrozzi

ALLA MOSTRA CON LE FRECCE

Raggiungere Firenze in treno conviene. I clienti Trenitalia possono usufruire del biglietto ridotto (da 15 a 12 euro) per l’ingresso alla mostra di Mark Rothko, a Palazzo Strozzi fino al 23 agosto. L’agevolazione – che comprende l’audioguida in omaggio – è valida per i viaggiatori Frecciarossa e Frecciargento in possesso di CartaFreccia, presentando un biglietto con destinazione Firenze entro cinque giorni dalla visita. Sono previste riduzioni anche per chi arriva in città con treni Intercity, Intercity Notte o trasporto Regionale, in possesso di X-GO, previa esibizione di un abbonamento valido o di un biglietto per Firenze nello stesso giorno di ingresso al museo. trenitalia.com

Una tela di Mark Rothko a fianco a un affresco di Beato Angelico al Museo di San Marco, Firenze

#monumentiaperti2026

Scuola di libertà

UN GENIO in viaggio

A Genova 60 capolavori raccontano il percorso del pittore fiammingo Anton van Dyck. Tra ritratti dell’aristocrazia e opere sacre che restituiscono il volto di un continente in trasformazione di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

Anton van Dyck

Autoritratto (1616-1617) (inv. RH.S.216)

© Rubenshuis, Città di Anversa

èil 1600, un’epoca in apparenza florida, attraversata da personalità potenti ma anche da crisi profonde. Fenomeni naturali violenti si abbattono sull’Europa, mentre l’economia entra in crisi, tra epidemie e guerre, come la rivolta dei Paesi Bassi e la guerra dei Trent’anni. In questo quadro storico, vive, viaggia e crea le sue opere Anton van Dyck. Nato ad Anversa nel 1599, trascorre l’infanzia tra stoffe, nastri, bottoni e polsini venduti dal padre, mercante di tessuti. A 12 anni incontra il genio

Peter Paul Rubens, iniziando a lavorare nel suo atelier come assistente. Alla ricerca di maggiore spazio per esprimersi,

Anton van Dyck
Le tre età dell’uomo come vanitas (1625-1627)
(inv. A-288)
© Vicenza, Museo civico di Palazzo Chiericati

poi, decide di girare l’Europa. A 21 anni viene chiamato in Inghilterra alla corte di Carlo I, appena un anno dopo arriva in Italia per studiare la classicità, il Rinascimento e il nascente Barocco. Si ferma otto mesi a Roma, trascorre sei anni e mezzo a Genova, dove si fa conoscere dalle famiglie patrizie locali, e poi approda a Palermo, quasi certamente chiamato dai Savoia. Bloccato dalla peste del 1624-25, si dedica maggiormente a opere sacre, come l’immagine di Santa Rosalia , giovane dai capelli biondi vestita di un semplice saio. L’ultimo periodo lo trascorre a Londra, dove muore nel 1641, otto giorni dopo essere diventato padre, lasciando vedova Lady Mary Ruthven, dama d’onore della regina Henrietta Maria, una donna che lo aveva protetto a lungo.

La sua produzione corposa trova spazio nella mostra Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra , di cui Trenitalia è Official Green Carrier, a Genova fino al 19 luglio. Sessanta sono i lavori del pittore fiammingo che si possono apprezzare a Palazzo Ducale, anche in virtù di prestiti da fondazioni, collezioni private e importanti istituzioni culturali, tra cui il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Prado e il Museo Thyssen-

Bornemisza di Madrid. Non manca l’apporto italiano, grazie al coinvolgimento di realtà come la Galleria degli Uffizi di Firenze e i Musei Reali di Torino. Il percorso della mostra non è strettamente cronologico, ma pensato per seguire i temi scelti da Van Dyck, trattati con sensibilità e maturità diverse, dall’inizio giovanile ad Anversa al periodo italiano, fino alla maturità inglese. Così che i visitatori possano notare con più semplicità la capacità dell’artista di sintonizzarsi con diversi ambienti e committenze. Inconfondibili sono senza dubbio i suoi ritratti, realizzati nel corso di tutta la vita, in cui il biancore dei volti e delle mani, riprodotte minuziosamente, risalta sui toni degli abiti e sui drappeggi in velluto e seta, quasi palpabili. Ad aprire l’esposizione è proprio il primo autoritratto conosciuto del pittore, quando aveva all’incirca 15 anni, proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Vienna. Tra gli altri prestiti eccezionali, spiccano il Ritratto di Carlo V a cavallo dagli Uffizi e il Ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo dalla National Gallery. Sono opere raffinate che dimostrano maestria nel rappresentare le autorità, i nobili e le dinastie nel momento stesso in cui il loro potere diventa più fragile e precario. Di grande impatto è anche il dipinto Le tre età dell’uomo come vanitas , in prestito dal Museo civico di

Anton van Dyck
Santa Rosalia intercede per gli appestati di Palermo (1624-1625) (inv. WM. 1651-1948)
© The Wellington Collection, Apsley House. Historic England Archive
Anton van Dyck
Studio per il ritratto di dama genovese (1623-1624)
Collezione privata europea

ARTE E CULTURA

Palazzo Chiericati a Vicenza, e un modernissimo Studio per la figura di San Gerolamo della Phoebus Foundation. La mostra propone, infatti, anche opere sacre, mai esposte in numero così alto, che mescolano fede e pathos. Dal Prado di Madrid proviene il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria e da una collezione europea privata un inedito Ecce Homo. Per l’occasione è stata anche staccata dalla chiesa di San Michele di Pagana a Rapallo, vicino a

Genova, una monumentale Crocifissione – l’unica pala a destinazione pubblica eseguita per la Liguria – che chiude la mostra.

Camminare negli spazi di Palazzo Ducale consente quindi un'immersione nella pittura di un autore proto-moderno ma anche nella storia europea in un secolo ricco di trasformazioni. palazzoducale.genova.it

ALLA MOSTRA CON TRENITALIA

Anton van Dyck

Ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo (1626-1627 circa)

(inv. NG 6502)

© The National Gallery, Londra – tutti i diritti riservati

Fino al 19 luglio, i soci CartaFreccia e i clienti X-GO che raggiungono Genova per visitare la mostra Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, con Frecce, Intercity e treni del Regionale, hanno diritto alle seguenti agevolazioni: 2x1 e ingresso ridotto per i soci CartaFreccia e ingresso ridotto per i clienti X-GO. Inoltre, entrambi possono usufruire di sconti del 10% sul merchandising e del 5% sull’editoria al bookshop di Palazzo Ducale. trenitalia.com

SARDEGNA LA VACANZA CHE IMMAGINI ESISTE

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onda su

A Palazzo Bonaparte una grande monografica ripercorre la carriera del maestro giapponese Katsushika Hokusai. In mostra oltre 200 opere, dalla sua xilografia più famosa agli album di schizzi a mano libera di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Katsushika Hokusai

La grande onda di Kanagawa (1831)

Dalla serie Trentasei vedute del Monte Fuji Museo nazionale di Cracovia

Katsushika Hokusai

La villa dei piatti (1833)

Dalla serie Cento storie di fantasmi Museo nazionale di Cracovia

il Monte Fuji è un dio indifferente: imponente e impassibile, vigila sugli eventi naturali, sulla vita e sulla morte. Si trova sullo sfondo quando una grande onda si abbatte su tre chiatte di pescatori che oscillano trasportate dal destino. Il contrasto tra la fragilità umana e la potenza della natura è al centro della xilografia più famosa di Katsushika Hokusai, artista giapponese del XIX secolo noto in tutto il mondo. La grande onda di Kanagawa può essere ammirata fino al 29 giugno in una delle sue prime tirature a Roma, negli spazi di Palazzo Bonaparte, in occasione delle celebrazioni per i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.

La stampa è esposta nella mostra Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese, che porta per la prima volta nella penisola oltre 200 opere dell’artista, normalmente conservate nel Museo nazionale di Cracovia. Il bianco e il blu intenso –spesso ottenuto dal blu di Prussia amalgamato con l’indaco – riempiono le pareti del palazzo, modellandosi per formare mari in tempesta, vedute notturne e le rapide impetuose della serie Un viaggio tra le cascate di varie province

ARTE E CULTURA

Nelle opere del periodo Edo, il paesaggio è un elemento fondamentale, ma anche un organismo che si mescola con le persone: piccoli esseri umani tentano costantemente di confrontarsi con l’immensità della natura, la coinvolgono nei loro riti quotidiani o semplicemente la attraversano per raggiungere una meta diversa.

La produzione del maestro giapponese fu vastissima e molto variegata. Oggi è conosciuto ovunque come Hokusai, ma non è un caso che nel corso della vita utilizzò molti nomi, secondo l’usanza dell’epoca. Lo cambiava ogni volta che entrava in una nuova fase artistica o personale. Quando iniziò la serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji, di cui La grande onda di Kanagawa è parte, era ormai anziano e si firmava Gakyō rōjin Manji, il Vecchio pazzo per la pittura, riconoscendo ironicamente la dedizione completa e quasi ossessiva per il disegno.

Attraverso i mutamenti dello stile, ogni opera dell’artista –in base al periodo di realizzazione e alle influenze esterne – consente di compiere un breve viaggio nella storia e nella cultura orientale. Nel percorso della mostra, arricchito dalle suggestioni di un palazzo seicentesco, ci si muove tra armature di samurai e raffinati kimono originali, immagini di fantasmi e libri illustrati, come i famosi Hokusai manga, album di schizzi e disegni a mano libera.

Tutti questi elementi contribuiscono a dare un quadro completo della vita di Hokusai e consentono di immergersi nel suo contesto socioculturale. Inoltre, per meglio comprendere le usanze giapponesi, a Palazzo Bonaparte sono organizzati alcuni incontri tematici aperti al pubblico. Gli argomenti sono il giapponismo, il 6 maggio, la cerimonia del tè, il 26, il kintsugi, il 17 giugno, e l’ikebana, mercoledì 23. mostrepalazzobonaparte.it | arthemisia.it

ALLA MOSTRA CON LE FRECCE

Sconto del 25% sull’ingresso alla mostra Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese, a Palazzo Bonaparte, per chi viaggia con le Frecce. La promozione è riservata a chi è in possesso di un biglietto Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca con destinazione Roma e una data di viaggio antecedente fino a due giorni quella della visita. Per avere diritto all’agevolazione, il biglietto d’ingresso deve essere acquistato esclusivamente alla biglietteria della mostra esibendo il proprio titolo di viaggio.

La sala immersiva della mostra

dell’

UMANITÀ I grandi passi

Frecciarossa è Treno Ufficiale della mostra che a Milano ricostruisce gli ultimi 200 anni di storia attraverso la fotografia. Per dare forma al presente attraverso la memoria del passato

di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

intere famiglie riunite davanti alla televisione, insieme a vicini di casa e amici trepidanti, aspettano che Neil Armstrong metta piede sul suolo lunare. È il 20 luglio 1969 e quell’episodio segna per sempre un punto di svolta nella storia mondiale. Le immagini dell’allunaggio, potenti e discusse, sono impresse nella memoria di chi le ha viste in diretta ma anche nelle menti delle generazioni successive. Una di queste, fornita dalla Nasa, è esposta al Mudec di Milano fino al 28 giugno, in occasione della mostra 100 fotografie per ereditare il mondo

La selezione, curata da Denis Curti in collaborazione con Alessio Fusi e Alessandro Curti, ripercorre gli ultimi due secoli di storia attraverso alcuni bullet point fotografici, dai primi dagherrotipi fino alle spaventose immagini della disinfestazione di Wuhan dal virus Covid-19 nel 2020. L’obiettivo della mostra è trovare negli scatti del passato

una bussola per orientarsi in un presente incerto. Da qui, individuare il proprio posto in ciò che presto sarà storia e proiettarsi verso il futuro.

Nel vastissimo patrimonio collettivo, i curatori hanno individuato come testimonianze fondamentali la Migrant mother Dorothea Lange, che documenta la Grande depressione, e la foto simbolo della caduta del Muro di Berlino scattata dalla reporter statunitense Carol Guzy. Insieme a Reading in Teheran streets della regista iraniana Maryam Firuzi, ricordano che la storia si ripete inevitabilmente e ogni persona ne è, allo stesso tempo, artefice e testimone. E che ripercorrere gioie e dolori del passato attraverso lo strumento fondamentale della fotografia significa costruire coscienza, personale e collettiva. Per iniziare a scegliere come modellare la storia in divenire. mudec.it

Nasa Moon landing (1969) Courtesy Nasa

ARTE E CULTURA

Dorothea Lange Migrant mother (1936)
Carol Guzy Berlin Wall (1989)
© Carol Guzy/The Washington Post/GettyImages
Library of Congress, Prints & Photographs Division, FSA/OWI.

ALLA MOSTRA CON LE FRECCE

Frecciarossa è Treno Ufficiale della mostra 100 fotografie per ereditare il mondo. Per questo, chi raggiunge Milano con le Frecce può usufruire del 50% di sconto sull’ingresso. Per ottenere l’agevolazione è necessario esibire al Mudec il proprio biglietto Frecciarossa o Frecciabianca con destinazione Milano e una data di viaggio antecedente al massimo di due giorni quella della visita o acquistare il biglietto ridotto online sul sito Vivaticket, selezionando Ridotto Frecciarossa al momento dell’acquisto. trenitalia.com

Maryam Firuzi Reading on Teheran streets (2017)
Courtesy Pier Luigi Gibelli
© Maryam Firuzi
Disinfestazione di Wuhan (2020)
© Cnsphoto/Reuters/Contrasto

Partenze d’autore

A Torino, il 15 maggio, la presentazione dell’antologia nata dal concorso letterario A/R Andata e racconto. Viaggiare con leggerezza, promosso da Ferrovie dello Stato Italiane con il Salone Internazionale del Libro

di Sandra Gesualdi sandragesu

quando le parole chiedono di farsi ascoltare, le voci si incontrano e fanno eco. È lì che prende forma l’antologia A/R Andata e racconto. Viaggiare con leggerezza, che nasce nello spazio sospeso tra partenze e ritorni, scrittura e ricerca. ll volume, edito da Minimum fax, raccoglie i racconti dei quattro vincitori del concorso omonimo promosso da Ferrovie dello Stato Italiane e dal Salone Internazionale del Libro di Torino: Maurizia Di Stefano, Franco Revello, Riccardo Grasso ed Edoardo Maresca. Accanto a questi, sei inediti di autrici e autori già affermati come Simona Vinci, Matteo Nucci, Guido Catalano, Nadeesha Uyangoda, Lorenza Pieri e Antonella Lattanzi, parte della giuria che ha contribuito a selezionare e menzionare i testi premiati insieme ad alcuni rappresentanti del Gruppo FS. L’antologia che li raccoglie viene presentata il 15 maggio proprio al Salone. Qui il viaggio non è mai soltanto spostamento ma gesto necessario, occasione di trasformazione e crescita. La leggerezza, tema guida del libro, non è fuga né superficie. È piuttosto uno sguardo che sa sostare anche dentro il peso delle cose, attraversandolo con la lievità di chi è curioso e appassionato. I racconti compongono un mosaico di infanzie e memorie, incontri che lasciano tracce e biografie che si svelano a poco a poco. Il treno, presenza

concreta e simbolica, diventa il luogo di tutte le possibilità. Uno spazio sospeso in cui si è contemporaneamente altrove e vicini a sé stessi.

Maurizia Di Stefano, Mare More

Nel racconto vincitore il viaggio è quello forzato e necessario dell’infanzia segnata dal disastro di Chernobyl, accaduto esattamente 40 anni fa. Una bambina bielorussa arriva in Italia con una borsa di plastica e pochi oggetti, ma scopre il mare come promessa di felicità. Di Stefano ha una scrittura misurata, essenziale, capace di restituire il dolore e la meraviglia senza enfasi. È una storia individuale che diventa collettiva, la memoria condivisa di una generazione e di un legame tra Paesi.

Franco Revello, Il segnalibro

Un racconto lieve e sorprendente, in cui una foglia diventa segnalibro e si fa testimone silenziosa delle vite che attraversa, volando di pagina in pagina. Revello costruisce la storia con una voce sottile e delicata, capace di guardare il mondo con stupore. La leggerezza qui è ritmo e visione, un’andatura che sfiora le cose, eppure lascia un segno persistente, come accade ai ricordi più inattesi.

Riccardo Grasso, Caporale Express

Il racconto di Grasso si addentra nella realtà dura del

Un treno in corsa, un invito alla leggerezza, una raccolta che intreccia nuove voci e autori affermati. Viaggiare con leggerezza riunisce i racconti dei vincitori del concorso  A/R Andata e racconto promosso da Ferrovie dello Stato Italiane e dal Salone Internazionale del Libro di Torino – Maurizia Di Stefano, Franco Revello, Riccardo Grasso e Edoardo Maresca – insieme agli inediti di Simona Vinci, Matteo Nucci, Guido Catalano, Nadeesha Uyangoda, Lorenza Pieri e Antonella Lattanzi. Percorrendo paesaggi reali e interiori, infanzia, memoria e incontri, il viaggio diventa metafora di scoperta e trasformazione. Tra binari e stazioni, il treno si fa simbolo di libertà e possibilità: un’antologia che celebra la leggerezza come sguardo sul mondo e su sé stessi.

caporalato. La lingua è vivida, evocativa, capace di restituire dignità a esistenze marginali senza cedere al sentimentalismo. Tra sogni di fuga e canti notturni, i personaggi cercano una forma di resistenza al lavoro sfruttato dei campi agricoli. La lievità, qui, è una tensione fragile e diventa un gesto quasi folle di rivolta che, proprio per questo, si fa umano.

Edoardo Maresca, L’uomo in fuga

In questo racconto si legge il confronto con la grande letteratura. Maresca rielabora la fuga finale di Tolstoj trasformandola in un flusso di pensiero inquieto. Il ritmo è quello dei pensieri che si rincorrono, tra treni anonimi e consapevolezze irrevocabili. La scrittura si fa suono, eco di locomotive e di un canto lontano, fino a trovare nella parola letteraria una forma di senso.

Quattro esordi letterari, quattro direzioni diverse, quattro storie e traiettorie. Eppure, con una risonanza comune: la leggerezza. Che in queste pagine plana sulle paure e diventa occasione per esperienze non programmate. Un invito a salire a bordo, a iniziare, a preparare una valigia, aprire un quaderno senza avere in mente né una meta né una storia definitiva. Solo accettando che il viaggio, come la scrittura, sia soprattutto un modo per continuare a guardare il mondo. salonelibro.it

APPUNTAMENTO AL SALONE

Il volume A/R Andata e Racconto. Viaggiare con leggerezza viene presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, al Lingotto Fiere, venerdì 15 maggio. Appuntamento alle ore 15:00, nella Sala rosa del Padiglione 2, con Alessandra Calise, responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne del Gruppo FS, e gli scrittori e le scrittrici Gianni Denaro, Antonella Lattanzi, Matteo Nucci, Lorenza Pieri, Nadeesha Uyangoda. Presenti anche i quattro vincitori del concorso Maurizia Di Stefano, Franco Revello,

Maresca.

I vincitori del concorso A/R Andata e Racconto. Viaggiare con leggerezza

PASSATOIndossare il

Nel suo romanzo d’esordio, Armadio di famiglia, Gianni Denaro riordina memorie come capi in un guardaroba, intrecciando verità e metafora di Sandra Gesualdi sandragesu

immagini lampo estratte dalla memoria, fatte di indumenti ordinati, ante aperte, pose da ritratto. Nasce così Armadio di famiglia , il romanzo d’esordio in cui Gianni Denaro riordina ricordi come capi in un guardaroba, intrecciando verità e invenzione. È un percorso scandito dal peso e dalla leggerezza della scrittura, attraverso il quale una storia diventa rifugio, viaggio e specchio della propria vita.

Qual è stato il punto di partenza del romanzo?

Tutto è cominciato da una foto del 1993 e dalla semplice descrizione di quello che osservavo: vestiti, espressioni, pose. Dopo averla scritta mi sono reso conto che in qualche modo avevo tratteggiato anche i caratteri dei personaggi e i legami tra loro.

A un certo punto gli abiti diventano molto più che oggetti. Quando hai capito che potevano rappresentare il cuore simbolico del racconto?

Ho sempre pensato, per la mia formazione come designer, che siano oggetti portatori di storie e significati. Sono convinto che vestirsi sia un modo di ricordare. Il protagonista porta il tuo nome: quanto c’è di autobiografico e quanto, invece, di rielaborato nel testo?

Tutti i personaggi portano i nomi reali dei miei familiari e si mostrano. Io, però, vedo il libro come un semplice romanzo: è una storia dove la verità è una realtà emotiva, che non risiede per forza nell’aderenza in ciò che è accaduto. I legami familiari che descrivi sono intensi ma anche ambivalenti. Parlarne è stato un modo per mettere ordine o per dare voce a questa complessità?

Più la prima. Il mio passato era un pezzo di argilla e sentivo di dovergli dare una forma. Poteva diventare un vaso o un servizio di piatti. Alla fine, si è trasformato in un libroarmadio.

Nell’epoca delle piattaforme, dove tutto diventa storia, cosa significa essere narratore?

In un mondo digitale dove gli algoritmi prediligono, e suggeriscono, contenuti simili, essere uno scrittore vuol dire ricordarsi costantemente quali siano le nostre specificità da raccontare.

Ci sono stati maestri o maestre, libri o incontri che hanno

orientato il tuo modo di scrivere?

Sicuramente molte letture tra quelle fatte negli ultimi cinque anni. Dico solo un nome: Lalla Romano. Per come è riuscita a rendere poetici gli eventi del quotidiano. I suoi libri mi hanno convinto che per scrivere un romanzo bastino ricordi, affetti e luoghi.

Dopo questo lavoro, la tua memoria familiare è cambiata in qualche modo?

Molto, perché ho compreso che può costruirsi solo insieme, dato che ognuno ricorda dettagli ed eventi diversi. Decidere di scrivere un libro è stato un atto di coraggio, di necessità o di ostinazione?

Mettere insieme questa storia non la considero un’azione coraggiosa. Avevo piuttosto la necessità di dare un senso al vissuto, ma l’ho capito solo dopo averla finita.

Qual è il percorso più efficace per chi vuole entrare nel mondo dell’editoria?

È fondamentale studiare e trovare occasioni per incontrare professionisti del settore con cui scambiarsi idee e consigli. E poi non bisogna mai essere gelosi delle proprie storie: la scrittura è condivisione.

Un suggerimento per chi ha un manoscritto nel cassetto o ha voglia di cominciare a scriverlo?

Innanzitutto, leggere. Perché consente di capire cosa è stato già pubblicato e in che modo. E poi continuare a scrivere o a riscrivere: è forse l’unica possibilità che abbiamo, o la più accessibile, per comprendere il mondo. Se poi quella bozza diventerà un libro, ancora meglio. Il 15 maggio, a Torino, partecipi alla presentazione del volume nato dal concorso letterario A/R Andata e ritorno. Viaggiare con leggerezza ideato da Ferrovie dello Stato con il Salone Internazionale del Libro. Qual è il legame tra la scrittura e la possibilità di attraversare confini fisici e mentali?

Rispondo con un aneddoto. A quasi 17 anni ho preso per la prima volta un treno, un Intercity verso Roma. Dal finestrino vedevo susseguirsi velocemente sotto i miei occhi case, mari, faraglioni, montagne e alberi: ero sbalordito. Lo stesso stupore l’ho riprovato lavorando a questo libro.

UNDER 25

AA.VV.

Accento, pp. 144 € 17

Nel solco dell’indagine condotta da Pier Vittorio Tondelli negli anni ‘80, il volume raccoglie i racconti di nove giovani esordienti capaci di restituire una fotografia del presente. Tra realismo quotidiano e aperture immaginifiche, si affrontano temi come l’amicizia, il desiderio, la fragilità e la precarietà con voce diretta, spesso inquieta. Alcune prove dell’antologia rivelano già una visione capace di andare oltre l’immediato, lasciando intravedere possibili sviluppi significativi nella narrativa italiana.

Luca Merisio, Antonio Polito Ecra, pp. 192 € 45

Un volume che celebra il vino come simbolo della cultura italiana, trasformando un viaggio tra vigne e cantine in un’affascinante narrazione visiva. Le fotografie di Luca Merisio mostrano la varietà dei paesaggi vitivinicoli, dalle vigne terrazzate delle Alpi ai dolci colli toscani, fino ai panorami mediterranei del Sud. Tra tradizione e innovazione, ogni scatto cattura il gesto antico del lavoro con l’uva e la cura moderna in cantina, restituendo l’immagine di Paese vivace e in evoluzione.

SE TUTTE INSIEME

Silvia Vecchini

Bompiani, pp. 112 € 16

In questa raccolta, l’autrice costruisce una poesia contemporanea che nasce dal dettaglio e vissuto quotidiano per farsi gesto sociale e corale. Al centro c’è una voce femminile chiara e sincera che, moltiplicandosi, diventa forza collettiva: nelle imprese minime e nella fatica di vivere emerge un’alleanza silenziosa ma tenace e capace di riparare. Tra infanzia, memoria e cura, i versi trasformano l’intimo in esperienza condivisa, dove la fragilità si rovescia in resistenza e possibilità di cambiamento.

Aline Bei

La Nuova Frontiera, pp. 288 € 19

In una casa si intrecciano le vite di tre donne della stessa famiglia: Laura, sospesa tra infanzia e adolescenza, la nonna Margarida, chiromante in un mercato d’antiquariato che vive per la nipote, Filipa, madre di Margarida, il cui ritorno inaspettato rompe equilibri. Tra le pagine emergono segreti, rancori, ferite riemerse dal passato, presenze maschili minacciose. Mentre un evento non previsto sconvolge le loro esistenze. Un romanzo intimo sulla potenza dei legami femminili. G.B.

FAMILY CATS

Walter Chandoha

Damiani pp. 48 € 18

Una selezione di immagini, realizzate tra il 1949 e il 1962, offre un’immersione nello sguardo sensibile del fotografo statunitense, capace di trasformare i gatti in protagonisti narrativi.

Gli scatti, tra intimità domestica e gioco, colgono attimi sospesi, rivelano caratteri e relazioni. Attraverso il gattino Loco, musa di Chandoha, e gli altri felini immortalati, si costruisce un percorso affettivo e visivo che supera il ritratto del singolo animale e si fa racconto iconico.

TANTE COSE NON LE SO

Elisa Levi

SUR, pp. 180 € 18

Lea ha 19 anni e vive in un paese immobile, circondato da un bosco da cui nessuno torna. Mentre fuma, si perde in un racconto fatto a uno sconosciuto – attraverso un monologo tenero e intenso – perché il mondo è cambiato per sempre. Un romanzo visionario, in cui adolescenza e mistero si fondono al ritmo delle credenze popolari all’interno di una storia ammaliante. La scrittrice madrilena ricostruisce il momento esatto in cui la vita si biforca e le scelte si fanno più grandi di noi. G.B.

UNA DELICATA COLLEZIONE DI ASSENZE
PAESE DEL VINO, TERRE DIVINE

L’illusione della

verità

un intreccio di storie intense Amarga Navidad, il nuovo film di Pedro Almodóvar in corsa per la Palma d’oro al festival di Cannes. Scritto oltre che diretto dal cineasta spagnolo, vede protagonisti Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit e Quim Gutiérrez. Almodóvar racconta due vicende parallele: la prima è ambientata nel 2004 e ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari che, dopo la morte della madre, si allontana da Madrid per trascorrere un lungo ponte festivo di dicembre a Lanzarote. La seconda si svolge nel 2026 e si

focalizza su Raúl, sceneggiatore e regista alle prese con una lunga crisi creativa. La stesura di un copione diventa per lui un esercizio di introspezione e un modo per guardare da vicino le sue relazioni. Nel sottile confine tra realtà e fantasia, le due linee narrative e temporali si incrociano, dando vita a una pellicola tragicomica dal sapore dolceamaro. Attraverso una meticolosa esposizione dei fatti, Almodóvar racconta il legame tra ispirazione e vita, verità e finzione e firma un film sui diversi modi di affrontare il dolore, interrogandosi e invitando a riflettere sui limiti dell’autofinzione. Distribuito da Warner Bros. Pictures, arriva nelle sale il 21 maggio.

Guarda il trailer del film
Voto:
L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa

IN STREAMING

Avvincente e originale, lo spin-off de La casa di carta torna il 15 maggio su Netflix con la seconda serie in otto episodi. Un nuovo colpo, un’altra location e personaggi non ancora apparsi sullo schermo animano la storia. Berlino e Damián riuniscono la banda a Siviglia con un obiettivo: rubare il dipinto Dama con l’ermellino. Ma è tutta una messa in scena per colpire il Duca di Malaga e sua moglie, convinti di poter ricattare Berlino. I due ignorano di avere acceso la miccia in grado di scatenare il suo lato più oscuro e un’insaziabile sete di vendetta.

Voto:

AL CINEMA

Una divertente commedia mystery tratta dal romanzo Three Bags Full di Leonie Swann, diretta da Kyle Balda e distribuita da Eagle Pictures. Il pastore George ogni sera legge romanzi gialli alle sue amate pecore, convinto che non possano comprenderlo. Quando però un misterioso incidente sconvolge la tranquillità della fattoria, gli animali decidono di diventare improbabili detective, seguendo indizi e sospetti. Nel cast Hugh Jackman, Nicholas Braun, Nicholas Galitzine, Molly Gordon, Hong Chau ed Emma Thompson. Le voci italiane di Mopple e Zora sono di Ciro Priello dei The Jackal e Arianna Craviotto. Dal 7 maggio. Voto:

Ironia, passione e complicati intrecci amorosi tornano nella seconda stagione della serie adattata dall’omonimo romanzo di Dame Jilly Cooper. Gli spettatori vengono immersi nel mondo affascinante del polo britannico degli anni ‘80, tra lotte di potere, relazioni proibite, glamour edonistico, segreti e matrimoni che si frantumano. La rivalità spinge tutti al limite e la lealtà viene messa alla prova. La serie originale Hulu è trasmessa su Disney+ in due blocchi da sei episodi: il primo disponibile dal 15 maggio e il secondo in uscita più avanti.

Voto:

di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

Maria Chiara Giannetta è protagonista di un dinamico thriller on-the-run tratto dal bestseller di Giampaolo Simi. I sei episodi, diretti da Davide Marengo, vanno in onda dall’8 maggio su Sky e on demand su Now L’agente sotto copertura Rosa Valera arriva al Nucleo protezione testimoni, e le viene affidato Cocìss, un giovane boss della camorra appena pentito. Finito nel mirino del clan rivale, accetta di collaborare con la polizia per salvarsi. Rosa vuole proteggerlo e non si ferma neanche quando capisce che c’è una falla nel sistema e che sta rischiando la vita.

Voto:

Una nuova avventura targata Lucasfilm, diretta da Jon Favreau e distribuita da The Walt Disney Company Italia, è in arrivo per gli appassionati del mondo Star Wars. Pedro Pascal è Din Djarin, cacciatore di taglie mandaloriano che insieme a Grogu, suo giovane apprendista, intraprende un’emozionante e attesa missione. I due sono stati arruolati dalla neonata Nuova Repubblica, dopo la caduta dell’Impero del Male, per cercare di proteggere tutto ciò per cui l’Alleanza Ribelle ha combattuto. Nel cast anche Sigourney Weaver e Jeremy Allen White. Dal 20 maggio.

Voto:

Francesca Archibugi firma la regia di un thriller psicologico con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Aurora Quattrocchi e Filippo Timi. Nella periferia di Perugia, la polizia trova in un fosso il corpo di una ragazza. Quando stanno per portarla via, un sospiro rivela che la donna è ancora in vita. La 16enne moldava, su cui indagano la sostituta procuratrice e uno psicologo, sembra non ricordare nulla. E l’analisi si fa particolarmente complicata. Dal 7 maggio.

Voto:

© Jarno Iotti
ILLUSIONE
RIVALS
© Robert Viglasky Photography
BERLINO E LA DAMA CON L’ERMELLINO
© 2025 Netflix, Inc.
PECORE SOTTO COPERTURA
ROSA ELETTRICA
© Virginia Bettoja
STAR WARS: THE MANDALORIAN AND GROGU

Due cuori e una

Torna su Food Network il format culinario di Antonella Ricci e Vinod Sookar che mescola amore, Puglia e un tocco di cultura mauriziana cucina
di Gaspare Baglio gasparebaglio

il loro è un amore fatto di ingredienti succulenti, ricette squisite, spezie e due background lontani ma capaci di incontrarsi. La chef stellata pugliese Antonella Ricci e il marito di origini mauriziane Vinod Sookar, anche lui cuoco sopraffino, tornano su Food Network dal 9 maggio con Mangia Puglia ama, un viaggio nelle prelibatezze del tacco d’Italia, cuore pulsante di ogni puntata.

Tradizioni autentiche e grandi classici del territorio vengono accompagnati da suggestioni che arrivano dall’isola nell’Oceano Indiano. Perché l’unione di culture differenti arricchisce sempre. E i telespettatori che li seguono in massa lo sanno bene.

Cosa vedremo in questi nuovi episodi?

[AR] Faremo un menù ristretto di due ricette per ogni puntata: essendo piatti con preparazioni più lunghe, abbiamo deciso di concentrarci bene su tutti i passaggi. Io e Vinod lavoriamo insieme, proprio come succede di solito in casa. Non è semplice trovare due cuochi che condividono la stessa cucina. Noi lo facciamo da 30 anni.

Vinod, cosa rappresenta la Puglia per te?

[VS] La casa, la famiglia. Qui ho trovato subito un grande calore umano, proprio come quello che si respira a Mauritius. E poi è una terra che sento mia anche per il mare, che la circonda da due lati. Sulla costa ionica vado con Antonella per un po’ di relax, mentre nell’Adriatico faccio battute di pesca con gli amici.

Antonella, il tuo piatto mauriziano preferito?

[AR] Sono tantissimi, perché l’isola è un crogiolo di etnie.

Però una delle ricette più interessanti è sicuramente quella del bol renversé: riso basmati saltato con diversi ingredienti, su cui sopra viene messa una frittatina. È molto versatile e

FOCACCIA PUDDICA

Ingredienti (per 6 persone)

Per l’impasto

300 g di semola

100 g di farina di tipo 2

• 100 g di farina integrale

11 g di sale

3 g di lievito di birra

50 ml di olio evo

350 ml di acqua

Per condire la focaccia

100 g di olive Leccino denocciolate

20 capperi

20 pomodorini

Origano

• Olio evo

PROCEDIMENTO

si può fare sia vegetariano, sia con carne o pesce. E poi è interessante perché ha spezie dell’India, ma anche elementi mediterranei.

Vinod, qual è invece la specialità che ti lega alla Puglia?

[VS] Questa regione offre davvero tanto, ma io che amo le verdure penso alla purea di fave, magari con un po’ di peperoncino fresco. Mi viene in mente anche la pasta fatta in casa, da sfruttare con elementi vegetali o ittici.

Antonella, cosa rappresenta per te la cultura gastronomica di questo territorio?

[AR] Uno stile di vita, la mia vita. La maggior parte del tempo lo trascorro in cucina e durante la pandemia mi sono resa conto che non avrei voluto fare altro che preparare manicaretti.

Cucinare è una questione di Dna e la Puglia è stata la mia palestra. È così vasta e ricca di tradizioni che ancora non sono riuscita a scoprire tutti gli ingredienti che ci sono.

Vinod, il piatto della tua infanzia?

[VS] Il pane farata accompagnato dalla zucca stufata con timo, aglio e semi di senape. Me lo faccio sempre cucinare da mia mamma, quando torno a Mauritius. Da noi sono buoni anche i sottoli: verza, fagiolini e carote mischiate con senape e curcuma. Li facciamo macerare per utilizzarli dopo qualche giorno.

La ricetta che avete scelto per La Freccia è la focaccia. Come mai?

[AR] Perché in Puglia è il cibo popolare per antonomasia. Qui è pieno di forni a legna e questa specialità trasmette il senso di tutta la regione. È lo street food per eccellenza e lo si può trovare dappertutto, in tantissime versioni. Per questo motivo è così rappresentativa.

vinodsookar | chefantonellaricci

Per l’impasto, mescolare su una spianatoia le farine e la semola e sistemarle a fontana. Sciogliere il lievito in poca acqua e versarlo al centro della fontana. Unire il resto dell’acqua, l’olio e il sale. E incorporarli poco per volta alla farina, aiutandosi con una forchetta. Lavorare bene gli ingredienti fino a ottenere una sfera compatta. Trasferire l’impasto in una ciotola e lasciarlo riposare in frigorifero per una notte. Trascorso il tempo indicato, estrarlo e tenerlo a riposo a temperatura ambiente per un’ora. Poi stendere con le dita la base della focaccia in una teglia ben oleata e lasciarla lievitare per un’altra ora in un luogo caldo. Infine, decorare la superficie dell’impasto con i pomodorini tagliati a metà, le olive, i capperi e l’origano, irrorare con un filo d’olio e cuocere nel forno già caldo a 180°C per 25 minuti. Sfornare la focaccia e servirla già tagliata a spicchi.

isolanoGlamour

Dalle passeggiate panoramiche alla movida notturna, Ischia detta lo stile con look raffinati e di tendenza, rigorosamente color-block

ha la freschezza e la gioia di una città campana, unita alla bellezza dei paesaggi naturali e a una movida notturna tutta da vivere. Con i panorami color pastello e le barchette che punteggiano il porto, Ischia è una destinazione che rimane indelebile nella galleria dei ricordi.

Chi vuole visitarla in questo periodo può puntare su un look color-block, che abbina tonalità forti e decise, abbracciando la tendenza dell’estate 2026.

Primeggiano le sfumature di blu, frequenti in molte collezioni, che rimandano alle tonalità dominanti dell’isola. Tom Ford propone abiti lunghi scivolati con collo senza maniche, da abbinare rigorosamente a sandali raso terra. Bellissimi quelli infradito di Gucci e godibilissime le proposte di Soeur. Si passa, poi, al blu Puffo dei cardigan di Fiorucci e alle gradazioni più discrete del brand Il Lanificio. Un look perfetto per la mezza stagione è composto da maglioncino con trecce di Polo Ralph Lauren, jeans azzurri di Ami Paris, trench sabbia di Sandro e mocassini di Church’s.

Una proposta alternativa vede come protagonista il giallo vitaminico, richiamo ai limoni di Ischia: un colore che riporta al sole e alla gioia all’estate. Bellissima poi la variante burro, adatta anche alla moda maschile e declinata in trench e mocassini dal sapore inglese. Tod’s propone questo modello di scarpa in più sfumature e con diversi tipi di pellami. L’imperativo è comunque la comodità, per visitare l’isola concedendosi lunghe passeggiate e raggiungendo punti con vedute spettacolari.

Poi ci si può tuffare nel rosso, magari combinandolo al denim: un grande classico. Oppure scegliere di utilizzarlo a blocchi, evidenziando comunque un forte carattere. Possiamo abbinare un blazer scarlatto doppio petto di Zara a camicie da uomo azzurre. Ma il colore rimane speciale anche solo nel

dettaglio di una bandana Levi’s.

Last but not least il verde, nelle sue sfumature più accese, che richiama il tufo tipico di Ischia. Possiamo fare un omaggio alla natura indossando le sneaker di Adidas Samba abbinate a capi che creano uno stile rilassato, come quello proposto da Zegna con i colori della terra. Un look perfetto al tramonto, per godersi un aperitivo vicino al mare.

di Susanna Ausoni [Stylist, costumista e curatrice d’immagine] susanna_ausoni © Attilio Cusani

Weekend a colori Giallo, blu, rosso e verde: nuance accese per una fuga vista mare

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15. Top corto con maniche e orlo a palloncino abbinato a jeans barrel,

7. Sandalo flat Olivia in pelle verniciata, Odissi
8. Sneaker Samba in velluto con logo laterale, Adidas
Mocassini della collezione Mediterranea impreziositi da nappine, Dotz
Maglione con motivo a treccia blu navy, Polo Ralph Lauren
Maglia girocollo in cotone e seta color salvia per lui, Gutteridge
cura di Cecilia Morrico
1. Total look Kiton
2. Orecchini in ottone con finitura in oro e particolari bluette, Demetra
3. Abito midi a portafoglio realizzato in jersey di cotone morbido e stretch, & Other Stories
Camicia da uomo a maniche corte in lino e cotone dal colletto classico, Minimum
Short a righe gialle dalla silhouette morbida, Romeo Gigli
6. Cintura in camoscio dalla lavorazione intrecciata, Canali
T-shirt per bambini dedicate ai personaggi delle carte da collezione Skifidol Italian Brainrot™ Zara
Polo in misto lyocell a maniche corte, Mango
Abito dalle linee mediterranee giallo limone, Cettina Bucca
Primark

maggioUpgrade di

Più luce, stesso colorito spento. Inutile entrare nel panico: per una pelle che brilla bisogna detergere con attenzione, alleggerire le texture e scegliere prodotti che lavorano davvero

è un momento dell’anno in cui inizi a guardarti allo specchio con aspettative altissime, ma la realtà è ben diversa: a maggio hai lo stesso colorito di febbraio, ma fuori c’è più luce. E lì scatta il panico. Inizi a pensare: «Devo abbronzarmi, devo cambiare tutto, devo comprare qualsiasi cosa che faccia sembrare vivo il mio viso». Respira. Non devi fare di più, devi fare meglio. Partiamo dalla base: la detersione. Sì, quella cosa noiosa che fai mentre scrolli il telefono. In questo periodo diventa fondamentale, perché tra SPF, smog, sudore e mani in faccia il volto è più sporco di quanto pensi. E no, una passata veloce e via non basta. Però, attenzione: pulire non vuol dire sgrassare. Se senti la pelle che tira, hai già perso. Tra due ore sarà di nuovo lucida e darai la colpa al sole. Ma il problema sei tu. Poi arriva il classico errore di maggio: «Fa caldo, quindi metto meno crema». Ma poi la pelle impazzisce, perché se la disidrati produce più sebo. Così inizi a pensare che sia grassa quando in realtà è solo confusa. Quindi meno prodotti, ma più intelligenti. Texture leggere, sieri che si assorbono subito, zero effetto unto. E arriviamo al punto clou: vuoi l’effetto abbronzatura senza metterti al sole. Benvenuto nel club. La soluzione non è cuocerti al sole mezz’ora e diventare un peperone. E nemmeno usare un fondotinta più scuro di tre toni. La mossa furba? Le skin tint. Non coprono, non si vedono, ma fanno quella magia per cui il volto sembra riposato e sano, come dopo un weekend fuori, anche se l’avete passato sul divano.

E il corpo? Abbandonato fino a ieri, perché non lo hai minimamente considerato. Poi metti la maglietta a maniche corte e capisci che è ora di agire. Esfoliazione leggera, idratazione costante e basta. Non serve mettere su un laboratorio.

Ultima cosa, giuro: la protezione solare. Anche quest’anno stai pensando: «Non la metto perché altrimenti non mi abbronzo». Ma non è vero. Prendi lo stesso il sole, ma senza rovinarti la pelle e senza spellarti dopo tre giorni. Che è già un buon upgrade. In sintesi: maggio non è il mese in cui diventi abbronzato, è quello in cui smetti di sabotarti.

di Luca Buttiglieri
[Beauty content creator, cantante e attore] luca.buttiglieri
Lo scrub delicato di Vita Vitae Beauty

Booster a 360 gradi Trattamenti at home in vista dell’estate

1. Gocce Magiche, concentrato autoabbronzante viso dalla texture ultraleggera e idratante, Collistar

2. Lozione esfoliante 2% BHA Body con estratto di camomilla lenitiva che riduce le impurità della pelle, Paula’s Choice

3. Fluido protezione solare invisibile oil control con SPF 50+ per pelli normali e grasse che riduce la lucidità e il sebo in eccesso, Cerave

4. Luna 4 body, spazzola massaggiante impermeabile che rimuove il 99% di sporco e sebo dal corpo, Foreo

5. Detergente Glow-Refresh Basil Cleanser arricchito con acqua di basilico italiano dalle proprietà purificanti e antiossidanti, Dolce&Gabbana

6. Gocce viso abbronzanti Girls Just Wanna Have Tan per donare al viso un tocco di colore in più, Deborah Milano

7. Gel anticellulite tonificante effetto freddo con caffeina e mentolo che favorisce la microcircolazione, Dermolab

8. Bagno doccia tonificante ai sali del Mar Morto potenziato con alga spirulina nota per la sua attività detossinante, Bottega Verde

9. Fondotinta stick Glimmer Tinted Moisturizer formulato con olii idratanti per una pelle luminosa e levigata, Revlon

10. Siero spray Dew N Plump Hydrating Nectar per rimpolpare la barriera cutanea con note di bergamotto, gelsomino e orchidea bianca, Fenty Beauty

11. Vitamin C, gel detergente purificante pensato per l’uso quotidiano che contribuisce alla riduzione della visibilità dei pori, La Roche-Posay

12. Olio secco rassodante e tonificante con estratto di pepe nero che agisce sul tono e sull’aspetto della pelle a buccia d’arancia, Melvita

13. Skin tint dalla texture leggera che uniforma l’incarnato, arricchita con peptidi, niacinamide e acido ialuronico, Eterea Cosmesi Naturale

14. Gel Rose Quartz Facial Cleanser, con PH fisiologico e composti di origine vegetale, che deterge in modo delicato senza seccare e irritare, Freshly

15. Esfoliante enzimatico in polvere The Rice Polish con crusca di riso ed enzimi di papaya che rendono il viso più liscio pronto al make-up, Tatcha

16. Siero viso autoabbronzante Tan Glow+ a effetto graduale che regala alla pelle un incarnato luminoso, uniforme e naturale, Veralab

Cecilia Morrico

Le difficoltà rafforzano

l’amore

CCaro Cristiano, ti scrivo perché solo tu puoi capire la confusione che ho nel cuore. Ho scoperto che mio marito mi tradisce. Non ho trovato tracce di rossetto sul colletto o messaggi compromettenti sul cellulare. Solo quella sensazione sottile che piano piano smette di essere un dubbio per diventare certezza. Dovrei essere furiosa. Ma c’è anche qualcosa di più complicato da ammettere: mi sento in colpa perché, se devo essere sincera fino in fondo, anche io qualche volta l’ho tradito. Non è successo per vendettaeneppurepercalcolo.Èsuccessopernoia,perqueldesideriodisentirmi ancora desiderata. Sono state piccole scappatelle, le consideravo innocue, ma col tempo mi sono accorta che il motivo era uno solo: un matrimonio, il mio, che si è riempito di silenzi. Così ora mi ritrovo qui, a scriverti. Lui tradisce me. Io, in passato, ho tradito lui. Non so se percepirci come due colpevoli o soltanto due persone che si sono perse lungo la strada. Cristiano, l’amore finisce quando arrivano i tradimenti? O a volte i tradimenti sono solo il modo sbagliato con cui l’amore chiede di essere salvato? Ho bisogno di qualcuno che sappia guardare questa situazione con leggerezza, da una posizione distante e più obiettiva. E poi, se devo confessare i miei peccati sentimentali, preferisco farlo a te che magari li trasformi in una canzone. Con affetto, Delia

qui, con tutti questi sospetti, mi sembra di assistere a una telenovela argentina. Dici che lui ti tradisce… ma lo sai davvero o è un film che la tua mente proietta ogni sera prima di addormentarti? I silenzi mi preoccupano, in una coppia sono come la polvere sui mobili: se non li pulisci, prima o poi soffochi. Non parlate più? Dormite in camere separate? Tesoro, quando succede il matrimonio sembra diventare un condominio. A bocce ferme, però, io so solo una cosa: tu lo hai tradito davvero. E non si va tra le braccia di qualcuno per noia, come se fosse una panchina al parco. Per sentirsi vivi basta il mare,

Pedro Almodóvar, che almeno i drammi li sa dirigere meglio. E poi, amore, non credere che la tua storia sia così interessante da meritare il testo di una canzone: sai quante ne ho sentite di vicende simili?

Il mio consiglio? Una pizza, due bicchieri di vino e la verità sul tavolo. Confessatevi tutto. Se sopravvivete alla cena, forse sopravvive anche il matrimonio. Altrimenti, almeno avrete chiuso con stile.

Un abbraccio,

Ciao Cristiano, la scorsa estate ho fatto un incontro molto interessante con una donna indiana che si trovava nella mia città per vacanza. Ci siamo beccate su un’app di incontri, ci siamo piaciute subito e abbiamo trascorso insieme le due settimane che avevamo a disposizione: è stato bellissimo. Lei è tornata in India ed era scontato per entrambe che questa connessione non si sarebbe trasformata in una relazione, per via dell’enorme distanza e perché nessuna delle due può spostare la propria vita altrove. Ogni tanto ci sentiamo e sembra non essere passato nemmeno un giorno. Io alterno momenti di razionalità, in cui sono perfettamente consapevole degli enormi limiti della situazione, ad altri in cui mi dico: «Fa’ qualcosa, proponi di rivedervi, la vita è una, vivitela!». Che devo fare?

Grazie, Monica

Monica, tesoro mio, queste storie mi fanno battere il cuore come un tamburo brasiliano. L’amore tra due donne è una sinfonia meravigliosa e le due settimane di cui parli devono essere state piene di passione e romanticismo.

L’India è lontana, è vero. Ma quando si ama, le distanze diventano solo biglietti aerei. Io per amore ho preso così tanti voli che gli aeroporti mi sembravano il salotto di casa. Se questa fiamma brucia ancora, prenota un volo per Nuova Delhi e vai a trovarla. Fallo con anticipo così risparmi anche qualcosa, perché l’amore è cieco, ma le offerte no. Io in India ci sono stato: è un posto meraviglioso. L’unico

problema? Le scimmie di cui io ho il terrore. Una volta mi hanno circondato perché avevo della frutta in mano… sembrava una scena di sopravvivenza nella giungla.

Ma tu parli l’hindi? Se sì, scrivile subito “ti amo” nel suo alfabeto. E poi, nel caso non lo conoscessi, iscriviti a un corso per iniziare a familiarizzare con quella lingua che ti fa battere il cuore.

Naturalmente voglio sapere tutto quello che avete fatto in quelle due settimane così intense che, per me, sono già il testo di una canzone.

Chummiyan (che vuol dire “baci” in hindi),

Cristiano

Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it. Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone.

L’informativa sul trattamento dei

di Cristiano Malgioglio [Cantautore e personaggio tv] cristianomalgioglioreal infomalgioglio

I pianeti dalla parte del

toro

Ariete

Maggio sarà un mese di alti e bassi. Alcuni progetti potrebbero non andare secondo i vostri piani e questo rischia di causarvi frustrazione. In compenso, le energie saranno davvero tante e ciò vi consentirà di dare comunque il massimo. Pensate a seminare, poi ci sarà tempo per raccogliere i frutti del vostro lavoro. Qualche scaramuccia in amore potrebbe generare un po’ di elettricità, ma nulla che non si possa risolvere con un abbraccio.

Toro

Continua il momento positivo per i nati sotto questo segno. A maggio sentirete il supporto di una bella schiera di pianeti. Le occasioni abbonderanno e le energie pure, consentendovi di ottenere molti successi. Bene anche in amore: vi attendono settimane in cui il feeling con le persone vicine sarà intenso. Venere e Marte al vostro fianco garantiranno alchimie irresistibili. A tratti un po’ sfuggente la Dea bendata, ma direi che potete ritenervi comunque soddisfatti.

Gemelli

Gli ultimi due mesi sono stati molto impegnativi, ne sono consapevole. Adesso però ha inizio finalmente la vostra ripresa, quindi cominciate a sorridere.

Prospettive positive nella sfera professionale: riuscirete a mettere un po’ di cose in ordine e questo vi garantirà una produttività molto alta. Bene anche in amore: attraverso il dialogo e qualche abbraccio riuscirete a ricucire gli strappi nati nei mesi precedenti. Non male il rapporto con la fortuna.

Leone

Continua il periodo positivo: per voi, ormai, è diventato una costante. Nelle prossime settimane Marte, Saturno, Urano e Nettuno vi doneranno energia e inventiva: una combo sempre molto efficace. Attenzione solo alle persone invidiose, che sono sempre pronte a mettervi i bastoni tra le ruote.

Bene anche in amore: sentirete un’intesa molto forte con le persone che più amate e certe notti potrebbero essere molto calde. Qualche piccolo intoppo con la fortuna, ma nulla di grave.

Cancro

Vi attende un mese di profonda agitazione, accentuata dai cambiamenti che dovrete affrontare.

Certo, alcuni saranno positivi, ma le novità hanno comunque l’effetto collaterale di causarvi ansia.

Nonostante ciò, Marte e Mercurio vi doneranno lucidità consentendovi di fare le cose giuste. In amore va meglio, ma a maggio vi toccherà ricucire gli strappi che avete creato nelle scorse settimane.

Dialogare sarà fondamentale.

Vergine

Prosegue la fase di ripresa dopo i drammi di inizio anno. Maggio vi spinge ad abbandonare la vostra zona di comfort e a lanciarvi in qualche nuova e folle sfida. Il cambiamento non va temuto ma abbracciato, quindi non abbiate timore. Dal 3 al 17 del mese Mercurio vi sosterrà, aiutandovi a prendere le decisioni giuste. In amore attenzione a qualche incomprensione nella prima metà del mese. Poi però, Venere comincerà a sorridervi e tutto andrà a gonfie vele.

La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)

Bilancia

Vi aspettano settimane piuttosto complicate. Gli imprevisti da affrontare nel lavoro saranno tanti e le energie poche. Attenzione a qualche caso umano che si impegnerà per mettervi i bastoni tra le ruote. In amore ci saranno un po’ di incomprensioni, generate in particolare dal vostro morale troppo basso.

Respirate profondamente e cercate di non fare danni. Giugno porterà una bella ventata d’aria fresca. Adesso vi tocca portare pazienza.

Scorpione

Maggio per voi avrà un doppio volto. Tutto bene sul fronte professionale, grazie al supporto di Giove che continua a sostenervi e a guidarvi sulla strada del successo. Più critica la sfera delle relazioni: vi attendono settimane in cui le incomprensioni abbonderanno, soprattutto perché siete eccessivamente presi dal lavoro. Le persone che vi amano potrebbero percepirvi un po’ distanti. La fortuna? Con voi è sempre sfuggente.

Sagittario

Vi attende un mese abbastanza tosto, ma è solo un momento di flessione dopo una prima parte dell’anno davvero super.

Nelle prossime settimane un po’ di dubbi affolleranno la vostra testa e porteranno via quella serenità a cui eravate tanto abituati.

Questo non vi consentirà di rendere al massimo nel lavoro e farà nascere qualche attrito in amore.

Provate a contare fino a dieci prima di agire o aprire bocca per evitare di fare danni.

Capricorno

Continuate a navigare in acque imprevedibili, che un giorno appaiono quiete e il successivo sono in burrasca. E questa sorta di loop infinito vi sta snervando un po’. Nelle prossime settimane sarà importante uscire dalla comfort zone per risolvere la situazione.

Avrete anche il supporto di Giove e di Saturno, quindi c’è ben poco da temere. In amore attenzione a Venere in opposizione, che potrebbe farvi combinare qualche pasticcio.

Acquario

Maggio sarà un mese di decisioni importanti. La vostra estate dipenderà dalle prossime settimane, quindi armatevi di coraggio e non abbiate paura di scegliere. Potreste porre le basi per quella svolta professionale che tanto desiderate.

Bene in amore: tornare a casa dopo giornate impegnative sarà per voi un vero toccasana. Troverete conforto e sostegno nelle persone che più amate. La fortuna? Con voi è sempre un po’ birbantella.

Pesci

Vi aspetta un periodo di transizione che porterà un po’ di calma dopo mesi dinamici e intensi. Sarà il momento ideale per ricaricare le vostre pile e prepararvi all’estate, che si preannuncia davvero molto frenetica. Anche nella sfera delle relazioni procederà tutto in modo abbastanza lineare, nonostante qualche piccola incomprensione con il vostro partner che potrebbe rendervi piuttosto pensierosi. Il vostro rapporto con la Dea bendata non sarà ottimale.

di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello

DEL MITO CROCEVIA DI CULTURE MARE CHE ACCOGLIE

CULLA

di Nerina Di Nunzio

[Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach] nerina.dinunzio nerinadinunzio

a GENITORI di noi stessi

maggio la luce delle giornate si allunga, i profumi si intensificano, la natura afferma la sua presenza. Nella tradizione italiana, è il mese legato alla figura di Maria, simbolo cristiano di cura e ascolto. È anche il tempo della Festa della mamma, che ci riporta a un’esperienza originaria: quella dell’essere stati accolti, visti e riconosciuti.

La mindfulness, nella sua essenza più semplice, è la capacità di portare attenzione al momento presente con apertura e senza giudizio. E, in modo sorprendente, è anche una qualità materna. Non nel senso biologico del termine, ma come funzione universale: quella di accogliere ciò che c’è, così com’è.

Nella pratica della consapevolezza, si sviluppa nel tempo quella che potremmo chiamare una “madre interiore”: una parte di noi capace di accogliere le emozioni senza respingerle, sostenere i momenti difficili senza fuggire e offrire uno spazio sicuro dentro di sé. È una dimensione molto vicina al concetto di self-compassion, sviluppato da Kristin Neff, che parla di gentilezza verso sé stessi come base del benessere psicologico. Ma anche a quello di self-parenting – letteralmente “auto-genitorialità” – che sta emergendo come competenza chiave per il benessere emotivo nel panorama della psicologia e delle pratiche contemplative.

Sviluppato da John K. Pollard III, il self-parenting si manifesta in comportamenti concreti, come riconoscere un’emozione difficile senza reprimerla, parlarsi interiormente con un tono non critico o stabilire dei limiti sani. Non è un processo spontaneo: richiede allenamento e intenzionalità. Il nome non è una metafora poetica, ma rivela una funzione psicologica concreta: la capacità di sviluppare quelle qualità di regolazione, cura e contenimento che tradizionalmente associamo alla figura genitoriale e in particolare a quella della mamma.

Maggio diventa allora un’occasione concreta per allenare questa qualità: non servono grandi ritiri o ore di meditazione, basta fermarsi qualche minuto e respirare consapevolmente, ascoltare davvero una persona cara, osservare un fiore senza fotografarlo o portare attenzione al proprio corpo mentre si cammina. Sono atti semplici capaci

di ricordarci che siamo qui e ora.

La mindfulness non è una tecnica per diventare qualcun altro. È un modo per tornare a casa. E, forse, il senso più profondo del mese sta proprio qui: riconnettersi a quella qualità originaria di presenza che abbiamo conosciuto all’inizio della vita o che possiamo, comunque, imparare a coltivare dentro di noi.

storia

La corrente della

Ad Acqui Terme, 50 anni fa, finì la sua corsa l’ultimo treno a trazione elettrica trifase. Il 23 maggio la città piemontese celebra la ricorrenza con un viaggio in treno storico, una mostra e una conferenza di Gabriele Romani gabriele-romani

acqui Terme, in provincia di Alessandria, torna al centro della storia ferroviaria italiana a 50 anni dall’ultimo viaggio di un treno a trazione elettrica trifase, uno dei più importanti esempi di ingegneria ferroviaria del primo ‘900. Il 25 maggio 1976, proprio nella città nel cuore del Piemonte, si concluse ufficialmente un’era: alle 9:48, dopo l’arrivo da Alessandria dell’ultimo convoglio trainato dalle locomotive E.432.008 ed E.431.003, la trifase fu tolta per sempre dalla linea. Poco dopo, partì il primo treno del sistema a corrente continua a 3.000 volt. La nuova alimentazione permetteva di superare quella a corrente alternata, utile soprattutto sulle linee di montagna, dove serviva grande forza di trazione, ma poco adatta a una rete in espansione. Da quel giorno, il nome di Acqui Terme si è inciso nella memoria degli appassionati di ferrovia e

nel cuore di chi vede nei treni un ponte fra passato e modernità. Il 23 maggio, in occasione del cinquantenario dell’evento, la città ospita una serie di iniziative. Per l’occasione, un treno storico partirà da Milano per raggiungere Acqui Terme, con sosta ad Alessandria, offrendo un vero viaggio nella memoria. In stazione, la giornata commemorativa prevede una mostra fotografica, l’esposizione di modelli ferroviari e alcune proiezioni di filmati storici. Nel pomeriggio, una conferenza racconterà la storia di quel passaggio tecnologico e l’evoluzione della linea Alessandria-Acqui-Savona. L’iniziativa è l’occasione perfetta per un viaggio fra le colline e le antiche vie termali della zona, dove il ricordo del trifase continua a scorrere come una corrente gentile che unisce passato e presente. fondazionefs.it | fstrenituristici.it fondazionefsitaliane

Primavera sulla Ferrovia dei Parchi, Treno natura. La Maggiolata, Treno storico da Venezia Mestre a Bassano del Grappa

Primavera sulla Ferrovia dei Parchi, Treno degli alpini

Primavera sulla Ferrovia dei Parchi; Lario Express; Treno delle città Unesco

Colico express, Treno natura. Mercatino delle Crete Senesi, Treno delle fortezze

Treno dei limoni

Primavera sulla Ferrovia dei Parchi, Treno storico da Milano Centrale a Porto Ceresio, Treno natura: festa del Treno, Treno dei giardini

Trifase 50. A 50 anni dalla fine della trazione elettrica trifase in Italia

Lomellina express

Primavera

© Archivio Fondazione FS Italiane
L’arrivo dell’ultimo treno a trazione trifase nella stazione di Acqui Terme (Alessandria) il 25 maggio 1976
© Archivio Fondazione FS Italiane

IN ITALIA CON LE FRECCE E I FRECCIALINK

La bella stagione invita a mettersi in viaggio e in Italia i collegamenti per muoversi in libertà non mancano.

Sono più di 45 i treni che ogni giorno portano a Torino, per chi desidera esplorare il capoluogo piemontese o divertirsi il 30 maggio al concerto dei Rockin’ 1000 all’Allianz Stadium.

Chi invece preferisce scoprire Bologna e le sue tradizioni può farlo grazie agli oltre 150 collegamenti giornalieri, mentre per visitare l’Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia, in partenza il 9 maggio, si può scegliere uno dei 70 treni che ogni giorno collegano la Serenissima al resto d’Italia.

Tutti coloro che non hanno mai visto la città dei Sassi possono usufruire della fermata a Matera: basta scendere dal treno alla stazione di Salerno e poi salire a bordo del FrecciaLink per arrivare a destinazione. Il servizio è attivo anche per tornare a casa.

Sono facilmente raggiungibili in Frecciarossa+FrecciaLink pure Assisi e Perugia: dalle principali stazioni ferroviarie italiane è sufficiente raggiungere Firenze Santa Maria Novella e poi prendere il bus.

Infine, sempre acquistando i servizi in un’unica soluzione, da Milano, Reggio Emilia AV, Bologna, Firenze e Roma, si possono visitare ogni giorno Sorrento e gli scavi di Pompei effettuando un interscambio a Napoli Afragola. trenitalia.com

RAGGIUNGI PARMA CON PARMALINK

Grazie al servizio ParmaLink è possibile arrivare comodamente nella città emiliana partendo da Roma e dalle altre località italiane del network Frecciarossa. A disposizione ogni giorno 12 collegamenti in bus tra Parma e la stazione di Reggio Emilia AV, in connessione con treni Frecciarossa da e verso Firenze, Roma, Napoli e altre città italiane.

Matera

AI FORUM DI ROI GROUP CON LE FRECCE

Partecipare ai grandi appuntamenti dedicati all’aggiornamento e all’ispirazione per il business diventa ancora più comodo e conveniente grazie a Frecce e Intercity. Trenitalia è Official Green Carrier degli eventi ROI Group 2026, che si svolgono a Milano: Negotiation Forum (7 maggio), Public Speaking & Storytelling Forum (8 maggio), People Management Forum (17 giugno), Sales Forum (18 giugno) e Leadership Forum (29-30 settembre). Con l’offerta Speciale Eventi è possibile ottenere sconti fino al 75% sul biglietto Base per viaggi su Frecce, Intercity e Intercity Notte per raggiungere il capoluogo lombardo. L’offerta è acquistabile su trenitalia.com, tramite app Trenitalia, nelle biglietterie e nelle agenzie di viaggio abilitate. Maggiori informazioni su trenitalia.com e roigroup.it

TRENITALIA OFFICIAL GREEN CARRIER

DEL FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Dal 6 al 22 maggio torna il Festival dello Sviluppo Sostenibile ASviS: 17 giorni di iniziative dedicate ai 17 obiettivi comuni dell’Agenda 2030. Il calendario comprende conferenze, laboratori, presentazioni di libri e tanto altro. Gli eventi sono disseminati lungo lo Stivale e ad accompagnare i partecipanti è Trenitalia, Official Green Carrier della kermesse. Il viaggio parte da Milano (con focus su imprese e finanza, il 6 maggio), per poi toccare Bruxelles (con un confronto sulla società civile Ue, l’8), Bologna (12 e 18/5), Parma (13/5), Torino al Salone del Libro (14-15/5), Bari (18/5), Genova (20/5, con la biodiversità al centro) e si chiude a Roma il 22/5 a Montecitorio. Un palinsesto aperto a scuole, imprese, enti e cittadini: chiunque può proporre iniziative e condividere buone pratiche per la transizione. festivalsvilupposostenibile.it | asvis.it

Un evento di Roi Group nel 2024
Una conferenza del Festival dello Sviluppo Sostenibile a Milano nel 2025

LE DATE IMPERDIBILI DEI GRANDI ARTISTI

Frecciarossa è Treno Ufficiale dell’unica data italiana del rapper statunitense Tyler, The Creator, che si esibirà il 25 agosto in occasione di Fiera Milano Live, a Rho. Chi decide di raggiungere la città del live con le Frecce tra il 23 e il 25 agosto e tornare a casa tra il 25 e il 27 agosto può usufruire di uno sconto fino al 75% sul biglietto Base. Per ottenerlo è necessario selezionare l’offerta Speciale Eventi in fase di acquisto e inserire il codice CREATOR.

Per tre giorni, dal 3 al 5 luglio, Torino diventa la capitale mondiale della musica elettronica. Il Kappa FuturFestival anima lo spazio post-industriale del Parco Dora, in un’area riqualificata, in passato sede di acciaierie, ospitando artisti italiani e internazionali tra dj set e concerti capaci di richiamare appassionati da tutta Europa. Grazie alla Speciale Eventi di Trenitalia è possibile raggiungere il capoluogo piemontese e tornare a casa con le Frecce usufruendo di sconti fino al 75% sul biglietto Base. Per utilizzare l’offerta basta inserire in fase di acquisto il codice sconto KFF26. Inoltre, chi ha un biglietto Frecciarossa con destinazione Torino e una data di viaggio compresa nei due giorni precedenti una delle date della manifestazione (quindi dall’1 al 3 luglio) può partecipare al Kappa FuturFestival con uno sconto del 15%, fino a esaurimento disponibilità, inserendo prima del pagamento il codice KFF26_FRECCIAROSSA.

L’Ippodromo delle Capannelle torna a essere il cuore di Rock in Roma, la rassegna estiva della Capitale dedicata alla musica italiana e internazionale. Gli ospiti più attesi dall’estero sono The Offspring, il 9 giugno, Mumford & Sons, il 7 luglio, e OneRepublic, il 12.

Tra gli artisti italiani sono in programma i Negramaro, il 20 giugno, Caparezza, il 26, ed Emma, il 2 luglio. Chi è in possesso di un biglietto Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca con destinazione Roma e una data di viaggio compresa nei due giorni precedenti il concerto a cui si vuole assistere può partecipare al Rock in Roma con uno sconto del 15%, fino a esaurimento disponibilità, inserendo prima del pagamento il codice FRECCIAROSSA.

Manca poco al grande show Ultimo 2026 - La Favola per Sempre atteso a Tor Vergata, a Roma. Grazie all’offerta Speciale Eventi è possibile raggiungere il concerto e rientrare a casa in Frecciarossa con sconti fino al 75% sul biglietto Base inserendo in fase di acquisto il codice ULTIMO. Per l’occasione sono stati anche previsti treni notturni speciali in direzione Bari e Torino, con fermate intermedie, per consentire ai fan di tornare a casa la mattina successiva.

ULTIMO
TYLER, THE CREATOR
4 LUGLIO
25 AGOSTO
ROCK IN ROMA
© Rock in Roma
© Antonio Corallo per Movement Entertainment Srl
© Giulia Parmigiani

MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO

Dalle carrozze a vapore dell’800 ai capolavori del design degli anni ‘50, fino ai prototipi che guidano gli orientamenti futuri. A Torino, oltre 200 vetture originali raccontano l’evoluzione storica dell’invenzione che ha cambiato il mondo. Il Museo nazionale dell’automobile – rinnovato e ampliato con nuovi percorsi e progetti – offre un percorso espositivo sviluppato su tre piani e incentrato, oltre che sui mezzi, sulle figure chiave del settore: piloti, designer, carrozzieri e artisti. Fino all’11 ottobre, inoltre, nella stessa sede è possibile visitare la mostra I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi Due ingressi al prezzo di uno e riduzione del 50% sul biglietto intero per i soci CartaFreccia in possesso di un biglietto Frecciarossa con destinazione Torino e una data di viaggio antecedente massimo di tre giorni quello della visita. Anche i soci X-Go che hanno raggiunto Torino con Intercity, Intercity Notte o Regionale o possiedono un abbonamento Intercity o Regionale valido per la città della Mole hanno diritto al 2x1 o all’applicazione della tariffa Ridotto plus sul biglietto singolo, che passa così da 18 a 12 euro. museoauto.com

IN CONVENZIONE ANCHE

CECILIA VICUÑA: EL GLACIAR IDO (THE VANISHED GLACIER/IL GHIACCIAIO SCOMPARSO)

Fino al 20 settembre al Castello di Rivoli, Rivoli, Torino castellodirivoli.org

100 FOTOGRAFIE PER EREDITARE IL MONDO

Fino al 28 giugno al Mudec, Milano mudec.it

I MACCHIAIOLI

Fino al 14 giugno a Palazzo Reale, Milano mostraimacchiaioli.it | palazzorealemilano.it

MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA

LEONARDO DA VINCI, MILANO

Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoscienza.org

PAUL TROUBETZKOY. LO SCULTORE DELLA BELLA ÉPOQUE

Fino al 28 giugno alla Galleria d’arte moderna, Milano mostrecmscultura.it | gam-milano.com

MUSEI DI VICENZA (VICENZA GOLD CARD)

Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museicivicivicenza.it

M.C. ESCHER. TUTTI I CAPOLAVORI

Fino al 19 luglio al Centro culturale Altinate San Gaetano, Padova arthemisia.it

100 ANNI DI RIFLESSI. GLI IMPRESSIONISTI DA MONET A BONNARD

Fino al 31 maggio a Palazzo Tarasconi, Parma palazzotarasconi.it

ACQUARIO DI GENOVA

Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it

LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA

Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net

Vivi la cultura con le Frecce. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia

VAN DYCK L’EUROPEO. IL VIAGGIO DI UN GENIO

DA ANVERSA A GENOVA E LONDRA

Fino al 19 luglio a Palazzo Ducale, Genova palazzoducale.genova.it

MUSEO HZERO, FIRENZE

Sconti attivi fino al 30 giugno 2026 hzero.com

ROTHKO A FIRENZE

Fino al 23 agosto a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org

TOULOUSE-LAUTREC, UN VIAGGIO NELLA PARIGI

DELLA BELLE ÉPOQUE

Fino al 7 giugno al Museo degli Innocenti, Firenze museodeglinnocenti.it | arthemisia.it

CARAVAGGIO E I MAESTRI DELLA LUCE

Fino al 7 giugno al Museo storico della fanteria dell’Esercito italiano, Roma navigaresrl.com

HOKUSAI. IL GRANDE MAESTRO DELL’ARTE

GIAPPONESE

Fino al 29 giugno a Palazzo Bonaparte, Roma mostrepalazzobonaparte.it | arthemisia.it

L’ULTIMO MATISSE. MORFOLOGIE DI CARTA

Fino al 28 giugno al Museo storico della fanteria dell’Esercito italiano, a Roma, oltre un centinaio di opere raccontano l’ultimo straordinario periodo artistico del maestro francese Henri Matisse, caratterizzato da colori vividi e linee decise. Due ingressi al prezzo di uno per i clienti che raggiungono Roma con le Frecce e ingresso singolo ridotto a 10 euro per i clienti che arrivano con Frecce, Intercity, Intercity Notte o Regionale e per i titolari di abbonamento Intercity o Regionale valido per raggiungere la Capitale. Inoltre, i titolari CartaFreccia e X-Go hanno diritto a uno sconto del 10% al bookshop del museo. navigaresrl.com

ROBERT DOISNEAU

Fino al 19 luglio al Museo del Genio, Roma arthemisia.it

ROBERT MAPPLETHORPE. LE FORME DELLA BELLEZZA

Fino al 4 ottobre al Museo dell’Ara Pacis, Roma arapacis.it

TESORI DEI FARAONI

Fino al 14 giugno alle Scuderie del Quirinale, Roma scuderiequirinale.it

Henri Matisse Icarus
Ronnie Peterson impegnato al volante della March 701 a Montecarlo nel 1970, stagione del suo debutto in F1
©
Rainer W. Schlegelmilch/GettyImages

BASE

LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI

Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FrecciaLink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.

ECONOMY

CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.

SUPER

ECONOMY

MASSIMO RISPARMIO

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.

FrecciaSenior

Riservata agli over 60 titolari di CartaFreccia, FrecciaSenior consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1

FrecciaDays

Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2

FrecciaFriends

Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base del 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3

FrecciaFamily

Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard. La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4

NOTE LEGALI

1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard Premium e Business Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard /2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business /1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

3. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

FrecciaYoung

Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYoung consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci CartaFreccia under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5

4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti.

5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard . Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

A/R in Giornata

Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6

6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del servizio Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.

Informazioni aggiornate al 17 aprile 2026

MOMENTI DI GUSTO AD ALTA VELOCITÀ

Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto!

Il FRECCIABistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine. Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio.

PIÙ PUNTI OLTRE IL VIAGGIO

Con CartaFreccia, il Programma fedeltà di Frecciarossa, l’esperienza si estende ben oltre il treno, grazie a una rete di partner selezionati che rendono il viaggio completo e sempre più premiante.

Si parte con le Frecce, scegliendo rapidità e comfort, e una volta arrivati a destinazione, grazie alla partnership con Avis, Budget e Maggiore, è possibile noleggiare un’auto e accumulare punti premio CartaFreccia, aggiungendo libertà di movimento senza rinunciare ai vantaggi del Programma.

Anche i trasferimenti urbani diventano smart con appTaxi: basta registrare nell’app il proprio codice CartaFreccia, richiedere e pagare la corsa direttamente dallo smartphone per ottenere punti in modo pratico e veloce. Il soggiorno è l’ultimo tassello di un percorso vantaggioso. Grazie alla nuova partnership con IHG Hotels & Resorts è possibile ricevere un punto premio CartaFreccia ogni due euro spesi e convertire i punti IHG One Rewards in punti del Programma di Frecciarossa.

Anche con Best Western Hotels & Resorts i soci CartaFreccia possono contare su oltre 170 strutture in tutta Italia e sulla flessibilità di prenotazione, accumulando punti a ogni soggiorno. Starhotels, infine, aggiunge un ulteriore incentivo: sulle prenotazioni effettuate dal 15 al 29 maggio (per soggiorni fino al 31 dicembre 2026) è attiva una promozione speciale che consente di accumulare tre punti CartaFreccia invece di uno per ogni euro speso.

Maggiori informazioni su trenitalia.com nella sezione Guadagna punti dai Partner

Parigi

Lione Avignon Chambéry Aix-en-Provence Marsiglia Saint Jean De Maurienne

Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com

Trento Ora Bolzano

Milano Brescia Verona Vicenza Padova

Treviso Udine Gorizia Trieste

Reggio Emilia AV Mantova

Genova Bologna Modena

Firenze La Spezia Pisa

Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com. NO

Roma Torino Oulx

Perugia Venezia

Ravenna Rimini Falconara Marittima Ancona

Pescara Foggia Bari Caserta

Napoli Afragola

Napoli Pompei Lecce

Taranto Ferrandina Scalo Matera Potenza Salerno Agropoli

Vallo della Lucania Paola Sibari

Lamezia Terme

Reggio di Calabria

Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 1000

Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze

4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 500

3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497 WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 700

Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze

FRECCIAROSSA ETR 600

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 485

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h

Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h

Composizione 9 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIABIANCA ETR 460

Vivi al massimo la tua giornata

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