ANNO XVIII | NUMERO 1 | GENNAIO 2026 | www.fsitaliane.it | ISSN 2785-4175
PER CHI AMA VIAGGIARE
Incontri Sergio Rubini Giorgio Pasotti Marco D’Amore Giulia Vecchio Arisa Alessandra Viola Viaggi L’Aquila Taranto Montagna accessibile Arte e cultura Modigliani e Picasso a Padova Manifesti del cinema a Torino Oroscopo 2026
TONI SERVILLO
EDITORIALE
Pl’ r o g e di Alessandra Calise
inizio non coincide mai con il rumore dell’avvio, ma con un atto interiore: scegliere di affidarsi al tempo. Progettare è questo gesto silenzioso e rigoroso, una forma di fiducia disciplinata, che accetta la lentezza come condizione necessaria e non come ostacolo. Il futuro, quando è serio, non si precipita. Dicembre è già alle spalle, eppure continua a esercitare la sua influenza. In quel tratto di calendario si sono concentrati passaggi destinati a incidere sul 2026 e sugli anni a venire. L’aggiornamento del Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo FS, presentato l’11 dicembre, ha confermato una traiettoria precisa: ottimizzare le reti ferroviarie e stradali, elevare la qualità dei servizi, sviluppare infrastrutture capaci di sostenere una mobilità più responsabile e durevole. Non un elenco di obiettivi, ma una visione che chiede coerenza nel tempo. Il primo anno di attuazione ha dimostrato che la visione può tradursi in realtà misurabile. Lo attestano gli investimenti del 2025: 18 miliardi di euro complessivi, di cui circa sette
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destinati alla realizzazione del PNRR. A questi si affianca il rinnovamento della flotta, con l’ingresso di 241 nuovi mezzi tra treni e autobus. Un mutamento strutturale che guarda oltre l’immediato e viene raccontato, in queste pagine, dalla voce dell’Amministratore Delegato Stefano Antonio Donnarumma. Ogni progetto autentico, tuttavia, conosce l’attesa. Si deposita, si chiarisce, talvolta arretra per acquisire precisione. È accaduto a La grazia di Paolo Sorrentino, il film che vede Toni Servillo in copertina. Una sceneggiatura scritta anni prima, poi rimandata, lasciata maturare. In quel tempo sospeso, l’attore ha potuto avvicinarsi con maggiore profondità al presidente immaginario che avrebbe interpretato: una figura divisa tra rigore istituzionale e tensione umana. Il risultato è un personaggio di rara complessità, con cui Servillo ha ottenuto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile all’82esima Mostra del cinema di Venezia. Resilienza e capacità di adattamento trovano una forma collettiva all’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026.
La città è stata scelta come emblema di un territorio più ampio – l’Appennino centrale – che attraversa Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Dopo i terremoti che hanno segnato il Centro Italia, la rinascita non si è limitata alla ricostruzione fisica. Ha scelto di passare attraverso la cultura, riconoscendo nell’arte e nella conoscenza strumenti di continuità e di futuro. La stessa tensione inclusiva anima i comprensori sciistici del Nord Italia che hanno investito nell’accessibilità. In Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige, scuole e strutture attrezzate consentono a persone con disabilità fisiche o mentali di vivere la montagna come spazio condiviso. Qui lo sport diventa esercizio di comunità, occasione di benessere e relazione. Il desiderio di diffondere la bellezza accompagna anche il calendario 2026 del Fondo edifici di culto: 12 fotografie dedicate agli interni di chiese che appartengono alla storia dell’arte cristiana. Un percorso visivo che unisce architettura, luce e colore, sostenuto dalla partecipazione del Gruppo
FS Italiane. Come ha dichiarato Donnarumma, si tratta di un impegno che conferma il ruolo attivo dell’azienda nel promuovere iniziative culturali capaci di avvicinare un pubblico sempre più ampio al patrimonio artistico nazionale. Questo dialogo tra ferrovie e cultura ha radici profonde. Lo dimostra anche il calendario realizzato dal Gruppo FS con la Fondazione FS Italiane, dedicato al rapporto tra treno e cinema. Dalle immagini d’archivio ai set contemporanei, il treno continua a occupare un posto simbolico nell’immaginario collettivo. Non è un caso che il cinema nasca, nel 1895, con l’arrivo di un convoglio. E come ricorda Sergio Rubini, regista e protagonista del film La stazione, il treno resta «estremamente cinematografico» perché incarna una tensione fondamentale: il movimento verso qualcosa che ancora non si conosce. Progettare significa sostare in questa tensione. Dare forma al futuro senza affrettarlo. Accettare che ciò che deve durare richieda tempo, precisione e responsabilità. È un lavoro paziente, ma è l’unico capace di lasciare tracce.
© Archivio FS Italiane
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Lavori sulla linea ferroviaria del Terzo Valico dei Giovi (Milano-Genova) 3
SOMMARIO | Gennaio 2026 IN COPERTINA
22 TONI SERVILLO Al cinema dal 15 gennaio con il film La grazia di Paolo Sorrentino
VIAGGI 28 Rinascere dall’arte
L’Aquila è la Capitale italiana della cultura 2026, a rappresentanza di tutte le città dell’Appennino centrale
32 La montagna per tutti
In Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige per una vacanza sulla neve all’insegna dell’accessibilità
36 A spasso tra due mari
Alla scoperta di Taranto, dal centro storico che punta a diventare la nuova Ortigia al museo archeologico nella città nuova
41 ANDAMENTO LENTO
36 SPORT 58 L’architettura dell’emozione
A un mese da Milano Cortina 2026, il direttore creativo della cerimonia d’apertura, Marco Balich, racconta il concept dietro allo show
LIFESTYLE 62 Moda in movimento
A Firenze Pitti Uomo racconta l’evoluzione del fashion maschile. Mentre il Salone kids propone uno stile lontano dagli stereotipi
Orizzonti di gusto Nella Langa Astigiana per scoprire il formaggio Roccaverano Dop e il vino Ruchè di Castagnole Monferrato Docg
STORIE DI FS
44 L’ANNO DI FRANCESCO
La libertà di amare A 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, uno degli episodi meno noti della sua vita ne rivela la profondità del messaggio spirituale
6 Railway heArt
Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click
8 Destinazione futuro
L’intervista a Stefano Antonio Donnarumma, AD del Gruppo FS, sul Piano Strategico 2025-2029
10 Un anno da film
Il calendario 2026 del Gruppo FS, realizzato con la Fondazione FS Italiane, celebra la relazione tra treno e cinema
12 Sul treno della vita
Nel 1990 Sergio Rubini ha esordito alla regia con il film La stazione. Oggi la pellicola è stata restaurata e proiettata nei principali festival
SOCIETÀ 46 Il silenzio che parla al mondo
Arriva a Parigi l’installazione sonora di Bill Fontana che ha trasformato gli echi muti del Campanone di San Pietro in un’esperienza acustica
48 Una rete di aiuto
Dallo smartwatch per chiedere soccorso al vademecum per riconoscere i maltrattamenti. Così l’Arma dei Carabinieri combatte la violenza di genere
INCONTRI 50 Alla velocità giusta
46 ARTE E CULTURA 66 Prospettive divine
Il calendario 2026 realizzato dal Fondo edifici di culto raccoglie le immagini degli interni di chiese simbolo dell’arte cristiana
70 Pennellate di cinema
A Torino, fino al 22 febbraio, c’è la mostra Manifesti d’artista. Un viaggio nei poster iconici di celebri film internazionali
74 Visioni di modernità
In mostra a Padova 65 opere di 30 artisti d’avanguardia, tra cui Pablo Picasso e Amedeo Modigliani, in arrivo dal Nord Europa
Giorgio Pasotti torna sullo schermo con Rosso volante, in cui interpreta il campione olimpico di bob Eugenio Monti
52 Le radici del male
Marco D’Amore firma la regia della serie Gomorra - Le origini, su Sky e Now dal 9 gennaio
54 Risate piccanti
28 AGENDA 16 Save the date
Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud
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Giulia Vecchio approda su RaiPlay con Hot Ones Italia, dove intervista gli ospiti davanti a un piatto di alette di pollo infuocate
56 La mia guarigione
Arisa torna a Sanremo con Magica favola, una riflessione sulla sua vita e su una condizione generazionale
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prima di
scendere
PER CHI AMA VIAGGIARE
MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI ANNO XVIII - NUMERO 1 -GENNAIO 2026 REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 16/05/1997 CHIUSO IN REDAZIONE IL 23/12/2025
BEAUTY CASE
Missione antigelo I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri
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Foto e illustrazioni Archivio FS Italiane/AdobeStock Copertina: © Riccardo Ghilardi Tutti i diritti riservati Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore
ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT Info su creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it
EDITORE
SEGNALIBRO
LA FRECCIA DI CUPIDO
Intervista ad Alessandra Viola per Piante da record
L’amore arriva quando ti distrai La posta del cuore di Cristiano Malgioglio
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CIAK, SI PARTE
UN TRENO PER LE STELLE
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FOOD TO GO
MINDFULNESS IN VIAGGIO
Il cinema dei sogni. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo
La ricetta del mese L’erbazzone di Iva Zanicchi
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È l’anno del Leone L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello
Un passo per volta Meditare con Nerina Di Nunzio
Comunicazione e Relazioni Esterne di Gruppo Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma Contatti di redazione lafreccia@fsitaliane.it Direttore responsabile Giuseppe Inchingolo Direttore editoriale Alessandra Calise Responsabile prodotti editoriali Davide Falcetelli Caporedattrice Michela Gentili Caposervizio Cecilia Morrico Segreteria di redazione Francesca Ventre Coordinamento editoriale Alex A. D’Orso, Irene Marrapodi, Francesca Ventre In redazione Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi Coordinamento creativo Giovanna Di Napoli Ricerca immagini e photo editing Claudio Romussi Hanno collaborato a questo numero Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Davide Garofalo, Cristiano Malgioglio, Francesco Morrone, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Anna Scarano, Floriana Schiano Moriello, Flavio Scheggi, Luigi Torres Cerciello
Per la pubblicità su questa rivista advertisinglafreccia@fsitaliane.it
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ERRATA CORRIGE Sul numero di ottobre 2025 A pagina 71, la didascalia Zeudi Araya e Helmut Berger, 1972 ca non corrisponde alla foto pubblicata. Nell’immagine: Claudia Cardinale (1980). Ci scusiamo con i lettori.
REALIZZAZIONE E STAMPA
IN VALIGIA
BINARI SENZA TEMPO
Abruzzo experience I consigli fashion di Susanna Ausoni
Valsesia a ritmo slow con Fondazione FS Italiane
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Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico Antonio Nappa
PROGETTO CREATIVO
Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli
La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati
70 SCOPRI TRA LE PAGINE LE PROMOZIONI E LA FLOTTA DELLE FRECCE
i vantaggi del programma CartaFRECCIA e le novità del portale FRECCIAPlay
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On web Con questo QR code puoi sfogliare La Freccia anche online. Buona lettura
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STORIE DI FS
RAILWAY
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Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click. Un viaggio da fare insieme a cura di Enrico Procentese
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Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine inviata, e classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.
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Luoghi Varenna (Lecco) © Francesco V. ciskie1977
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People
La valigia è grande, ma i sogni lo sono di più © Elisa D.
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In viaggio Dove il viaggio tocca la luce. Verso Mantova © Chiara Dalle Nogare
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STORIE DI FS
futuro
Destinazione Nel primo anno di attuazione del Piano Strategico 2025-2029, il Gruppo FS ha investito 18 miliardi di euro e consegnato 241 nuovi mezzi tra treni e bus. L’Amministratore Delegato Stefano Antonio Donnarumma conferma l’impegno per una mobilità integrata, sostenibile, europea di Francesco Morrone
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© Archivio FS Italiane
l Gruppo FS ha presentato l’aggiornamento del Piano Strategico 2025-2029, dopo un primo anno segnato da investimenti record, oltre 18 miliardi, e dal miglioramento della puntualità con più di 35mila treni riportati in orario. È cresciuto il numero di passeggeri in Italia e all’estero, si è intensificato il rinnovo della flotta con l’arrivo del nuovo Frecciarossa 1000 ed è nata FS Energy per accelerare la decarbonizzazione dei consumi. Il Piano conferma l’impegno per una mobilità integrata, sostenibile e sempre più europea, come sottolinea l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Stefano Antonio Donnarumma. Ingegner Donnarumma, il primo anno di attuazione del Piano Strategico 2025-2029 rappresenta un passaggio cruciale per FS Italiane.
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Qual è la sua valutazione del percorso compiuto finora? Il 2025 è stato l’anno in cui la trasformazione del Gruppo è emersa con chiarezza, diventando concreta e riconoscibile nei risultati. Abbiamo messo in campo un volume di investimenti senza precedenti, pari a 18 miliardi di euro, e raggiunto lo stesso livello di avanzamento sul PNRR, con 18 miliardi già investiti complessivamente, di cui sette nell’ultimo anno grazie a una gestione efficace delle risorse che ci sono state affidate. Ma ciò che dà valore a questi numeri è l’impatto che hanno prodotto: una qualità del servizio in crescita, una puntualità in miglioramento, un’organizzazione più integrata, una flotta rinnovata con 241 nuovi mezzi e una riduzione significativa degli infortuni gravi. È la prova che il nostro Piano Strategico non è un documento astratto, ma un percorso industriale che sta portando benefici concreti ai cittadini che utilizzano i nostri servizi e alle migliaia di professionisti che ogni giorno rendono possibile il funzionamento del Gruppo. Quali segnali le fanno ritenere che il percorso avviato stia producendo un cambiamento profondo e duraturo? Le performance della puntualità lo mostrano con grande chiarezza. Nell’AV abbiamo registrato un miglioramento di tre punti percentuali, il Regionale ha segnato un aumento stabile di un punto e gli Intercity hanno visto un progresso pari a tre punti. Nel complesso, più di 35mila treni sono rientrati nei parametri di puntualità, un risultato che deriva da un nuovo approccio gestionale e non da circostanze favorevoli. In questa trasformazione il tema delle persone sembra avere un ruolo decisivo. Come state accompagnando questo cambiamento dal punto di vista delle competenze?
© Archivio FS Italiane
Le persone sono il cuore di questo percorso. Per questo abbiamo creato la Scuola FS, la nostra Corporate Academy, articolata in dieci faculty che accompagneranno la crescita delle competenze tecniche e manageriali del Gruppo. È uno strumento strategico, pensato per formare nuove professionalità e sostenere chi già lavora con noi nella transizione digitale e tecnologica. A questo si affiancano il rinnovo del contratto collettivo, un welfare più solido e un nuovo modello di leadership fondato su responsabilità, integrità e capacità di innovare. I risultati si vedono: gli infortuni gravi sono diminuiti del 35%, un dato che testimonia la maturità organizzativa che stiamo consolidando e l’attenzione concreta alla sicurezza delle nostre persone. Il numero di passeggeri è cresciuto significativamente nel 2025. Come interpreta questo risultato? Come una scelta sempre più convinta verso la mobilità collettiva. In Italia abbiamo trasportato 577 milioni di passeggeri e all’estero 253 milioni, con una crescita internazionale del 15%. Quando il servizio è affidabile, moderno e sostenibile, le persone rispondono. Questo vale non solo nel nostro Paese: con FS International abbiamo dato una regia unica a tutte le attività estere, consolidando la nostra presenza in Francia, Spagna, Paesi Bassi, Germania e Grecia. Stiamo lavorando sul corridoio Parigi-Bruxelles, uno dei più importanti d’Europa, e stiamo studiando il mercato ferroviario degli Stati Uniti, che nei prossimi anni potrebbe esprimere un potenziale molto significativo. La nostra visione è contribuire a una mobilità europea più integrata e connessa. Il rinnovo della flotta è uno degli aspetti più visibili per i viaggiatori. Qual è l’impatto di questo investimento sulla qualità del viaggio? Il rinnovamento della flotta ha un impatto immediato sulla vita quotidiana delle persone. I 241 mezzi consegnati nel 2025, tra treni e autobus, sono più confortevoli, affidabili, accessibili ed efficienti dal punto di vista energetico. Il nuovo Frecciarossa 1000 di ultima generazione rappresenta il simbolo di questa evoluzione, con tecnologie che guardano alle reti europee e a standard sempre più elevati di comfort e sostenibilità. Ogni nuovo treno che entra in servizio significa un’esperienza di viaggio migliore per migliaia di cittadini. La tecnologia è uno dei cardini del Piano. Qual è la portata
della trasformazione in atto sulla rete? La trasformazione tecnologica è profonda e riguarda tutto il sistema. Il Piano Tecnologico che abbiamo avviato prevede investimenti pari a 20 miliardi di euro al 2034 e rappresenta una delle leve principali per modernizzare la rete. È un programma che punta sulla digitalizzazione delle infrastrutture, sull’estensione dell’ERTMS, sulla manutenzione predittiva e su strumenti sempre più avanzati per la sicurezza e la gestione dei cantieri. Un progetto particolarmente innovativo è quello dedicato alla connettività ferroviaria: la prima tratta pilota, tra Torino e Greggio, è già operativa e apre la strada a un monitoraggio più evoluto della rete e a un’esperienza di viaggio più moderna, con connessioni stabili e continue. La tecnologia, per noi, è la leva che consente di costruire una ferrovia davvero moderna. Nel 2025 è stata avviata anche un’importante trasformazione sul fronte energetico. Che ruolo ha FS Energy in questo processo? Rappresenta una delle innovazioni più rilevanti in questo primo anno di attuazione del Piano. FS Energy è la nuova società del Gruppo dedicata all’approvvigionamento e all’efficienza energetica, un ambito che per noi è strategico perché consumiamo grandi volumi di energia e perché la sostenibilità deve essere sempre più parte integrante del nostro modo di operare. Nel 2025 abbiamo già contrattualizzato 275 GWh all’anno di energia verde e avviato un percorso che ci porterà a coprire con fonti rinnovabili il 19% dei nostri consumi entro il 2029 e il 40% entro il 2034. È un cambiamento che guarda al futuro, perché riduce la nostra esposizione alla volatilità dei mercati energetici e ci consente di costruire un modello più efficiente, sostenibile e competitivo. FS Energy è un tassello fondamentale di questa visione di lungo periodo. Quali sono le priorità del Gruppo FS per i prossimi anni? Innanzitutto, proseguire il percorso avviato, portando avanti il piano di investimenti al 2034 e continuando a innovare, migliorare il servizio e rafforzare la nostra presenza internazionale. Al centro restano le persone, perché la mobilità è anche tempo e fiducia. Il nostro impegno è costruire un sistema ferroviario sempre più moderno, affidabile e vicino alle esigenze dei cittadini.
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film
STORIE DI FS
© Reporters Associati & Archi
vi/Mondadori Portfolio via Getty
Images/Cristaldifilm
Un anno da
Totò interpreta il capostazione
nel film Destinazione Piovarolo
diretto da Domenico Paolella
Il calendario 2026 del Gruppo FS, realizzato con la Fondazione FS Italiane, celebra la relazione tra treno e cinema attraverso scatti d’archivio e immagini dei set più recenti di Enrico Procentese
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l fragore di un treno che entra in stazione. Il cinema nasce così, nel 1895. I fratelli Auguste e Louis Lumière puntano l’obiettivo su un convoglio che rallenta, si avvicina e quasi travolge gli spettatori della prima ora: L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat (L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat) non è soltanto un cortometraggio, ma l’inizio di un immaginario. Quella sequenza essenziale e rivoluzionaria inaugura un sodalizio che attraverserà tutto il ‘900 su due binari paralleli: il treno come emblema di modernità, il cinema
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(1955)
come mezzo privilegiato per catturarne l’anima. E questa relazione, fatta di attese e accelerazioni, non si è mai davvero interrotta. Il treno è movimento, attraversamento, soglia. Le stazioni, soprattutto quelle grandiose, piene di corridoi e destini, sono luoghi che respirano storie ancor prima che vengano raccontate. Non stupisce che Roma Termini, con il suo ritmo instancabile e il caleidoscopio di umanità, sia diventata un punto fermo dell’immaginario cinematografico italiano e internazionale. Il calendario 2026 del Gruppo FS, realizzato con la Fondazione FS Italiane, parte proprio da questa eredità visiva. Dodici mesi che intrecciano memoria e attualità, attraverso scatti provenienti dall’archivio storico e immagini delle produzioni più recenti. Un montaggio che restituisce la sorprendente longevità del treno come set ideale, un luogo narrativo che continua a parlare la lingua del cinema con una chiarezza senza tempo. Sfogliando i mesi, si attraversano le epoche come fossero
© Netflix
fotogrammi di un unico film. Ci sono Vittorio De Sica, Sophia Loren, Stefania Sandrelli e Totò, colti nella spontaneità perfetta dell’Italia in bianco e nero. E poi Alberto Sordi, che sulle banchine trovava il proscenio ideale per il suo teatro quotidiano, Matilda De Angelis, Valeria Golino, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Alba Rohrwacher, Carlo Verdone, Sergio Rubini e Filippo Scotti, insieme a molti altri volti del cinema contemporaneo, tutti attraversati dalla stessa inconfondibile vibrazione emotiva. E poi gli ospiti internazionali: Woody Allen a Termini durante le riprese del film To Rome with Love, l’eleganza sospesa di Laura Dern, Noah Baumbach, George Clooney e Adam Sandler in Jay Kelly e la fisicità inquieta di Josh O’Connor a bordo della carrozza UIC-X degli anni ‘70 e ‘80. A completare il quadro, i registi che hanno firmato gli spot del Gruppo FS: Pupi Avati, Volfango De Biasi e Ferzan Özpetek. Ciò che sorprende, osservando questi scatti uno dopo l’altro, è la continuità dello sguardo. Le epoche cambiano, gli stili mutano, i linguaggi cinematografici si trasformano, eppure la tensione che precede il ciak è sempre la stessa. Ci sono pagine del calendario in cui passato e presente sembrano quasi sovrapporsi: una foto degli anni ‘60 e l’immagine di un set contemporaneo, viste una accanto all’altra, potrebbero essere state scattate nello stesso istante. La luce che scivola sui binari, quel momento sospeso prima che il treno arrivi, il brusio trattenuto della troupe: elementi che resistono al tempo, come un vocabolario segreto condiviso tra registi, attori e stazioni. Il risultato è un racconto visivo che non si limita a celebrare il passato ma, con delicatezza, ne ridesta l’incanto. Un viaggio attraverso oltre un secolo di immagini in cui il treno continua a essere, più di ogni altro luogo, una soglia narrativa: uno spazio dove qualcosa finisce e qualcos’altro sta per cominciare. E forse è proprio questa promessa, insieme al movimento e all’attesa, a spiegare perché, dal 1895, il cinema non ha mai smesso di viaggiare in treno.
© Fondazione FS Italiane
George Clooney, Laura Dern e Adam Sandler alla stazione di Milano Centrale sul set del film Jay Kelly diretto da Noah Baumbach (2025)
Sophia Loren e Vittorio De Sica a Roma Tiburtina sul set del film La ciociara, 1960
Inquadra il QR code per sfogliare il calendario del Gruppo FS
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© Claudio Porcarelli Courtesy Saverio Ferragina
STORIE DI FS
Sul treno della vita
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Il padre e il nonno erano ferrovieri. Così, nel 1990, Sergio Rubini ha scelto di esordire alla regia con il film La stazione. Oggi quella pellicola è stata restaurata e proiettata nei principali festival, in attesa di approdare nelle arene estive di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
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a preso parte a più di 90 pellicole, ne ha dirette 15 e ha lavorato anche con Federico Fellini. Eppure, Sergio Rubini conserva l’entusiasmo dell’esordiente. «L’artista deve disimparare costantemente, mantenere un certo stupore», mi racconta al telefono. L’occasione è il rilancio del suo primo film da regista, La stazione, uscito nel 1990, di cui è stato anche sceneggiatore insieme a Umberto Marino e Gianfilippo Ascione. La pellicola, restaurata da Cinecittà e presentata durante l’ultima Festa del cinema di Roma, a marzo sarà al Bif&st di Bari e troverà poi spazio nel circuito delle arene estive. Il protagonista, interpretato dallo stesso Rubini, è Domenico, capostazione in un piccolo scalo del Sud Italia. La sua vita, scandita dalla ripetizione di gesti e azioni, scorre tranquilla, fino a quando una donna irrompe nel suo ufficio sconvolta, dando il via a un intreccio che si conclude nell’arco temporale di una notte. Come è stato costruito il personaggio? Ho attinto alla mia esperienza personale per scrivere il soggetto dell’opera teatrale da cui il film è tratto. Sono cresciuto tra i treni: mio zio era un ferroviere, mio nonno era capostazione delle Ferrovie Calabro Lucane, così come mio padre. Da bambino passavo molto tempo nel suo ufficio e giocavo in mezzo ai registri, tra i telefoni. Volevo che Domenico si distinguesse per la sua meticolosità estrema. Che conoscesse tutto della sua stazione, fino a sembrarne quasi ossessionato. Non mi sono servito di consulenze tecniche perché padroneggiavo la materia. Che effetto le ha fatto la notizia del restauro? Ho provato un sentimento di gratitudine nei confronti delle persone che hanno deciso di dare una nuova vita alla pellicola. È un riconoscimento del suo valore e la cosa mi ha riempito di orgoglio. Poi sono tornato a quegli anni: è stato come un viaggio nel passato. Cosa ha visto? Un’industria cinematografica in cui era ancora possibile per un esordiente realizzare un’opera complessa come la mia. Domenico Procacci, il produttore, fu intraprendente. Oggi l’economia del settore è diversa e a chi realizza un film si chiede innanzitutto di individuare il giro del denaro.
E poi, a livello personale, è stato come guardarsi allo specchio. Che intende? Il cinema ha la capacità di fissare alcuni momenti della vita, di restituire un’immagine precisa. Mi aspettavo di riconoscermi cambiato dopo 35 anni e invece mi sono ritrovato identico, con le stesse paure, i medesimi dubbi. Forse anche lo stesso modo di recitare. È rimasta inalterata anche la mia visione del mondo, quella che si esprime attraverso la macchina da presa. È terribile, in un certo senso. Che rapporto ha con il tempo? Complesso, come conferma il mio analista (ride, ndr). È un po’ come se vivessi in una bolla, ma credo sia anche necessario all’artista. Per chi fa il mio mestiere, il tempo non è sempre lineare: bisogna disimparare costantemente, mantenere un certo stupore, una verginità. Anche rischiando di sbattere quotidianamente contro la stessa curva. Domenico, il protagonista del film, condivide con me questa condizione: nel suo ufficio il tempo è sospeso. L’atemporalità è funzionale alla storia e, in qualche modo, la rende ancora attuale. Esiste un legame tra cinema e treno? Sì, è stretto e di lunga data: i fratelli Lumière, alla fine dell’800, portarono sullo schermo un treno. È un elemento estremamente cinematografico perché simbolo di mistero e di speranza, promessa di un altrove. Poi, dal punto di vista tecnico, l’immagine di un treno in corsa può dare molta forza a una pellicola. Quando lo sceglie per viaggiare, come trascorre il tempo a bordo? Leggo, ascolto musica, guardo film, oppure dormo. Quando sono molto stanco, capita anche che mi organizzi gli spostamenti in modo da avere la possibilità di chiudere gli occhi in viaggio. A cosa sta lavorando adesso? Al mio 16esimo film da regista. Uscirà il prossimo autunno e ci saranno Claudio Santamaria, Miriam Leone e Fabrizio Gifuni. È un lavoro a cui tengo molto, mi sta appassionando almeno quanto il mio primo film. Suo padre l’avrebbe voluta capostazione? No, me lo ha rivelato solo da grande. Da adolescente io frequentavo molto la stazione, ma non mi ha mai invitato
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STORIE DI FS a entrare nel suo ufficio. Mi ha poi confessato di avermi tenuto fuori perché le mie ambizioni potessero svilupparsi in modo incondizionato. Non era stato così per lui: avrebbe voluto fare il pittore, ma i genitori non glielo permisero e diventò capostazione, come mio nonno. Quando me lo ha raccontato l’ho abbracciato, ringraziandolo molto. Mi sono commosso. Aveva per me un progetto educativo. Quando ho girato La stazione ho sentito di aver chiuso il cerchio, in qualche modo.
© Cinecittà
© Cinecittà
Sergio Rubini nel film La stazione
Rubini con Ennio Fantastichini e Margherita Buy in una scena del film 14
Conserva qualcosa di quegli anni tra i binari? Ho ancora il cappello da capostazione e il fischietto di mio padre. Ma, soprattutto, porto dentro di me le impressioni sensoriali. Ricordo l’odore delle borse del personale di viaggio e la campanella che annunciava l’arrivo del treno. Custodisco tutto gelosamente: è una geografia di memorie che non voglio perdere. sergiorubini.official
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Live your peaks
frecciarossa.it - courmayeurmontblanc.it
AGENDA a cura di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
save the date 01
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ARTE FIERA 49 BOLOGNA 6>8 FEBBRAIO Cosa sarà è il titolo scelto per l’edizione 2026 della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, che quest’anno inaugura un nuovo capitolo con la direzione di Davide Ferri. Curatori, collezionisti e artisti da tutta Italia si incontrano nel quartiere fieristico di Bologna per riflettere sul futuro del settore. Le gallerie presenti sono 174, a cui si aggiungono 12 espositori del mondo editoriale e 14 delle istituzioni. Alle cinque sezioni della fiera – Fotografia e dintorni, Multipli, Pittura XXI, Ventesimo+ e Prospettiva – si accede solo su invito, mentre la performance inedita dell’artista francese Chalisée Naamani sarà aperta al pubblico nel Padiglione de l’Esprit Nouveau. Negli stessi giorni della rassegna, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale, Bologna si anima anche grazie al programma parallelo di Art City e all’Art City White Night, l’apertura straordinaria – fino alla mezzanotte di sabato 7 febbraio – di gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi. artefiera.it
Stable marriage problem (2023) di Buck Ellison Courtesy Barbati Gallery, Venezia
JEFF WALL. PHOTOGRAPHS TORINO FINO AL 1° FEBBRAIO Spaccati di vita quotidiana, scene familiari e ritratti del contemporaneo dal sapore onirico popolano le sale delle Gallerie d’Italia. Nella mostra curata dall’artista londinese David Campany sono esposti 27 scatti in grande formato di Jeff Wall, fotografo canadese la cui cifra stilistica riflette, attraverso lavori a prima vista semplici, la complessità della società contemporanea: dalle questioni legate alla natura, a quelle che riguardano guerra, genere e classi sociali. gallerieditalia.com
The Drain (1989) di Jeff Wall Courtesy l’artista e Galleria White Cube
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IL GIORNO DELLA MEMORIA MILANO 27 GENNAIO Come ogni anno il Memoriale della Shoah, sotto la stazione di Milano Centrale, ricorda la data dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, nel 1945. Nella giornata si svolgono visite guidate a ingresso gratuito per approfondire l’evento storico e, in particolare, la deportazione partita dal binario 21 dello scalo ferroviario. La giornata è preceduta da alcune iniziative tra cui, il 14, il seminario Genocidio: significato, uso e abuso nel dibattito pubblico, che si sofferma sulle implicazioni del conflitto israelo-palestinese. Il giorno successivo è in programma l’evento Le immagini della Shoah tra storia e propaganda, per riflettere sul ruolo della rappresentazione visiva nella costruzione del linguaggio dell’odio. memorialeshoah.it Il Memoriale della Shoah nella stazione di Milano Centrale
TRIESTE FILM FESTIVAL TRIESTE 16>24 GENNAIO La rassegna dedicata al cinema dell’Europa centro orientale apre al Teatro Miela con la prima italiana di Franz, la storia dello scrittore Kafka secondo la regista polacca Agnieszka Holland. La 37esima edizione del festival prosegue con film in gara e fuori concorso, incontri con registi e attori e masterclass. Come quella in programma il 21 gennaio tenuta da Kirill Serebrennikov e moderata da Joël Chapron, collaboratore del Festival di Cannes esperto di cinema russo e sovietico. Chiude la rassegna Silent Friend della regista ungherese Ildikó Enyedi. triestefilmfestival.it
Una scena del film Franz di Agnieszka Holland
KANDINSKY E L’ITALIA GALLARATE (VARESE) FINO AL 12 APRILE Il Museo Maga accoglie 20 capolavori di Wassily Kandinsky, insieme a 130 opere di autori straordinari. La mostra si concentra sul rapporto dell’artista russo con il panorama culturale europeo. La sezione di apertura è dedicata al periodo in cui Kandinsky, con le sue lezioni al Bauhaus, influenzò lo sviluppo della pittura grazie al dialogo aperto con i grandi maestri dell’Astrattismo. Un’altra parte, invece, si sofferma sulla relazione profonda e controversa con gli artisti italiani negli anni ‘30 e ‘50 del ‘900. Tra le personalità che seguono la via di emancipazione dal naturalismo verso l’astratto spiccano Lucio Fontana, Fausto Melotti ed Enrico Prampolini. museomaga.it Zig zag bianchi (1922) di Wassily Kandinsky Courtesy Galleria internazionale d’arte moderna di Ca’ Pesaro, Venezia
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AGENDA CARLAACCARDI OROARGENTO. DIPINTI 1964-1965 VERONA FINO AL 28 MARZO Tra il 1964 e il 1965 Carla Accardi, esponente dell’Astrattismo italiano, realizzò alcuni dipinti utilizzando i pigmenti dell’oro e dell’argento. Ottenne così una nuova dimensione di luminosità, arrivando a intercettare, attraverso le proprietà riflettenti dei metalli, i riverberi della luce nell’ambiente esterno. Queste grandi tele, campi visivi in mutazione a seconda del punto di osservazione, sono in mostra alla Galleria dello Scudo, insieme a una serie di opere dove i pigmenti brillano su carte colorate. Un corpus, quest’ultimo, presentato al pubblico nel suo insieme per la prima volta. galleriadelloscudo.com
Oroblu (Oriente n. 2) (1965) di Carla Accardi
© Lorenzo Rui/VinNatur
VINNATUR GENOVA 8>9 FEBBRAIO Al Porto antico, negli spazi dei Magazzini del cotone, 90 vignaioli provenienti da 14 regioni italiane e da Argentina, Germania e Slovenia presentano i loro vini naturali. Visitatori e visitatrici potranno muoversi tra i banchi per assaggiarli, orientandosi anche grazie alla nuova piattaforma digitale, e conoscere le particolarità dei territori, i principi di un’agricoltura sana e le diverse tecniche di coltivazione e vinificazione. vinnatur.org
© Nils Herrmann
L’edizione 2025 di VinNatur
CARTIER E IL MITO ROMA FINO AL 15 MARZO È la prima volta che il Palazzo nuovo dei Musei capitolini ospita una mostra temporanea. E lo fa scegliendo le creazioni della Maison Cartier, che vengono messe in relazione con le sculture in marmo e i reperti antichi conservati nell’edificio. Dalla metà del XIX secolo a oggi, infatti, il noto orafo ha reinterpretato il repertorio dell’antica Grecia e di Roma. La mostra esplora anche le figure mitologiche che hanno nutrito l’immaginario di Cartier, confrontando le sue realizzazioni con le antiche divinità di Palazzo Nuovo, tra cui Afrodite, Dioniso, Apollo e Demetra. L’allestimento è a cura di Sylvain Roca, con un contributo del maestro Dante Ferretti. museicapitolini.org
Diadema Cartier eseguito su ordinazione, in occasione del matrimonio di Marie Bonaparte con il Principe Giorgio di Grecia e Danimarca, nel 1907 Courtesy Collezione Cartier
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AGENDA
© Luciano Romano
ANCORA QUI. PROLOGO. L’ALBERGO DEI POVERI E LA MEMORIA DELLE COSE NAPOLI FINO AL 2 MARZO Voluto da Carlo di Borbone e da sua moglie Maria Amalia di Sassonia nel 1751, il Real Albergo dei poveri fu pensato come un luogo di riscatto per gli indigenti del regno. Mentre il restauro procede, un’apertura straordinaria consente al pubblico, per la prima volta, di accedere al Refettorio monumentale del complesso. Qui oggetti di uso quotidiano appartenuti a chi attraversò lo spazio – come scarpe, piatti o documenti – convivono con interventi originali realizzati da artisti come Norma Jeane e Antonella Romano e fotografi tra cui Mimmo Jodice. Per restituire il senso della memoria custodita tra le mura.
L’allestimento della mostra
CARNEVALE DI PUTIGNANO PUTIGNANO (BARI) 1>17 FEBBRAIO La manifestazione ha oltre 630 anni di storia, ma si mantiene giovane. Il tema dei carri di quest’anno è il paradosso e la direzione è affidata al filosofo Andrea Colamedici. Protagonista è il mondo alla rovescia, dove la cartapesta, materia fragile e leggera, si fa gigante dando vita a maschere e figure allegoriche imponenti. In particolare, gli otto carri che sfilano nei fine settimana dall’1 al 15, e poi il 17 (martedì grasso) sono dedicati all’eutanasia e alla libertà di scelta, alla turistificazione dei borghi, allo sfruttamento animale, alla ludopatia, alla disabilità come opportunità, fino all’intelligenza artificiale e al femminicidio. L’ultimo carro affronta il paradosso stesso dell’esistenza umana. carnevalediputignano.it
La sfilata di una delle passate edizioni
VISIONI D’ARTE IN SICILIA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO SIRACUSA FINO AL 12 APRILE Scene di vita rurale, ritratti e paesaggi immersi in una luce che sublima la realtà. L’800 è il secolo in cui la pittura siciliana diventa specchio dell’anima dell’isola. Mentre nel ‘900 gli artisti legati al territorio si aprono alla modernità, esprimendo una nuova coscienza estetica, in cui libertà espressiva e radici culturali si fondono. La mostra al Castello Maniace, articolata in due sezioni, ricostruisce questo periodo proponendo un viaggio emozionale che tiene insieme artisti come Pippo Rizzo, Francesco Lojacono, Antonino Leto e Renato Guttuso.
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Lungomare di Romagnolo di Francesco Lojacono
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Un uomo
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un attore Nel film La grazia di Paolo Sorrentino, al cinema dal 15 gennaio, Toni Servillo è un Presidente della Repubblica immaginario, diviso tra rigore e umanità
© Masiar Pasquali
di Gaspare Baglio
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gasparebaglio
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ei silenzi di Toni Servillo ci sono mondi interi. Prima di rispondere soppesa le parole, i vocaboli. È diretto e cortese. Lui, interprete con il raro dono di trasformare i personaggi che abita in materia viva. Uomo di teatro, attore feticcio del regista da Oscar Paolo Sorrentino, ha trovato al cinema il successo internazionale. Il 15 gennaio esce La grazia, sempre diretto dal cineasta partenopeo. Il film arriva nelle sale dopo il successo di pubblico e critica ottenuto all’82° Mostra internazionale del cinema di Venezia, dove Servillo ha ricevuto la prestigiosa Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile grazie al ruolo di Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica mai esistito che l’attore ha saputo rendere una presenza reale. L’opera – prodotta da The Apartment, società del gruppo Fremantle, in associazione con Numero 10 e PiperFilm – parla di amore, paternità, dubbi, dilemmi morali e responsabilità. Il protagonista cerca nelle crepe del potere un frammento di umanità, mescolando tenerezza e rigore. Che dubbi o certezze ha avuto quando le è stato proposto di interpretare il presidente De Santis? Ho provato immediatamente entusiasmo, sia per il personaggio sia per l’originalità con cui la sua storia veniva raccontata.
Cosa le è piaciuto, in particolare? Ho trovato straordinario il ritratto di un Presidente della Repubblica con queste caratteristiche di dignità intellettuale e morale. Un uomo che sente in maniera forte il peso delle decisioni da prendere, alimentato in solitudine dal dubbio. Il fatto che si senta quasi un ospite al Quirinale, che interpreti la politica come servizio e sacrificio di sé sono aspetti che affascinano immediatamente un attore. Tra l’altro, questo film è stato scritto tre anni prima di Parthenope e poi è stato rimandato per varie ragioni. Le è dispiaciuto aver dovuto attendere? Per me è stato un vantaggio: ho potuto frequentare questo personaggio con l’immaginazione per molto tempo prima di cominciare le riprese. Nel film il presidente porta sulle spalle un peso morale e spirituale. Come si è preparato, interiormente, alla parte? Se l’attore, oltre naturalmente al regista, ha fiducia nel racconto, quella fiducia diventa la bussola che orienta la natura delle riprese e l’interpretazione. Mi sono affidato alla qualità della storia perché l’ho percepita fin dal primo momento. E poi certe soluzioni, mai routinarie, sono anche frutto di un’intesa matura tra me e Paolo, essendo il settimo film che facciamo insieme: spesso ci capiamo senza troppe parole.
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IN COPERTINA
© Andrea Pirrello
Toni Servillo e Paolo Sorrentino sul
© Andrea Pirrello
Servillo e Anna Ferzetti in una scena della pellicola La grazia
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set del film La grazia
A proposito del rapporto con Sorrentino, è vero che non voleva fare L’uomo in più, il film che ha dato il via alla vostra collaborazione? All’epoca, stavo per debuttare nella mia prima regia di Molière, un’avventura molto importante per un uomo di teatro. Proprio allora arrivò la sceneggiatura di un giovane Sorrentino. E io, con un atteggiamento un po’ antipatico e snob, non gli ho dato troppa importanza. Cosa le fece cambiare idea? Qualcuno disse: «Va bene, facciamo leggere la sceneggiatura a un altro attore». Lì è venuto fuori il mio orgoglio e così è cominciata una bellissima avventura, anche umana, con Paolo. Cosa ha pensato la prima volta che lo ha incontrato? Aveva questo aspetto un po’ allampanato, che però contraddice completamente la sua natura profonda: è un lavoratore instancabile. L’ho visto dopo aver letto la sceneggiatura e ho pensato che, forse, avevo di fronte un talento. Come mai? Mostrava già allora una grande qualità nella scrittura e nei dialoghi. Aspetti che poi sono stati riconosciuti internazionalmente. Ricordo che, con Le conseguenze dell’amore, siamo andati al Festival del cinema di Cannes e lì tutte le intuizioni che avevo avuto sono state confermate. Torniamo a La grazia. La pellicola racconta un conflitto tra destino, fede e libero arbitrio. Come vive questi temi e quanto hanno influenzato il suo approccio al ruolo? Sulla questione del fine vita sarò molto breve: relativamente a questa legge, l’Italia ormai da molti anni fa tre passi avanti e due indietro. Penso sia arrivato il momento di allinearsi ad altri Paesi civili che consentono a una persona sofferente di congedarsi in maniera autonoma dal dolore, dalla vita e dagli affetti.
la cultura dalla quale proviene. Ecco, questo è un nodo drammaturgico molto affascinante per un attore. La scena che considera il cuore emotivo del film? Ce ne sono diverse. Ho amato molto quelle che coinvolgono Mariano e la figlia, interpretata da Anna Ferzetti, bravissima. Da una parte c’è il racconto dei sentimenti naturali tra un padre e una figlia, dall’altra un confronto intellettuale tra due solitudini ma anche due giuristi di grande livello. Questa relazione allargata al resto del racconto mi conferma la sensazione che avevo dall’inizio. Cioè? Che sia l’amore a muovere i comportamenti e le decisioni. Quest’uomo è innamorato ancora della moglie, anche se sospetta un tradimento, è innamorato della politica come servizio, è innamorato della legge, è innamorato della figlia. Servillo nel film La grazia
© Andrea Pirrello
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Qual è stata la difficoltà maggiore nella lavorazione di questo film? Mantenere un equilibrio efficace tra la rappresentazione di un Presidente della Repubblica credibile per il pubblico – non una maschera – e tutto ciò che gli accade interiormente. Per me era fondamentale che gli spettatori credessero, in ogni momento, di avere a che fare realmente con un Capo dello Stato dotato di rigore morale, riservatezza e sobrietà molto marcati, tanto da essere soprannominato “cemento armato”. Ho cercato di mantenere un bilanciamento tra l’immagine istituzionale e tutto quello che gli monta dentro nel corso della storia – legato alla fine del suo mandato politico, forse anche alla fine della sua vita – mentre si trova davanti a decisioni molto importanti che in parte confliggono con
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© Masiar Pasquali
IN COPERTINA Lei è un grande uomo di teatro. C’è un ruolo che le piacerebbe portare in scena? Non coltivo questo genere di sogni, non considero la mia attività puntellata da traguardi di questo tipo. Nel tempo mi sono occupato di affrontare più che altro forme teatrali legate agli autori: Molière per un lungo periodo, poi Goldoni, infine Eduardo De Filippo. Mi sono immerso nei loro mondi e credo di aver ricevuto e imparato molto, cercando poi di trasmettere al pubblico i contenuti di queste forme teatrali inventate da grandi drammaturghi. Ora sto portando in scena la pièce Tre modi per non morire. Baudelaire, Dante, i Greci, dal 23 gennaio al Teatro comunale di Ferrara, dal 28 al Teatro Biondo di Palermo e dal 4 febbraio al Teatro Bellini di Napoli. Per La grazia ha ricevuto la Coppa Volpi come migliore attore protagonista. Che valore dà a questo riconoscimento? Parliamo di un premio di nobile tradizione e di caratura internazionale, è naturale che un attore ne sia molto compiaciuto. Dall’altra parte, la mia reazione di fronte a certi successi è sempre la stessa: da un lato significano che ciò che hai fatto fino a quel momento con coerenza viene riconosciuto, dall’altro rappresentano un incoraggiamento a non deviare da certe scelte. Quando sceglie un progetto riflette anche sul valore o sul messaggio che possono trasmettere al pubblico? Sì, assolutamente. Nel caso degli autori che ho nominato prima ho sempre cercato di capire quanto il conflitto alla base del loro teatro, quello tra l’uomo e la società, fosse ancora significativo per raccontare il presente. E anche nel cinema cerco opere che abbiano questa capacità. Penso sia importante uscire dalla sala con sentimenti di leggerezza, di gioia, di divertimento. Però, anche riuscire a far pensare è un risultato molto positivo. Le pellicole che ho amato interpretare raccontano qualcosa sul modo di stare al mondo. La musica ha un’importanza rilevante anche in questo film. Lei cosa ascolta? Sono un appassionato viscerale di musica classica da molti anni. Non c’è giorno in cui non ascolti una sinfonia, un concerto, un quartetto. Lo faccio come se leggessi un libro. Sono una fonte di conforto, di riflessione, di pensiero. Essenziali nella mia formazione, tanto quanto la grande letteratura. Per me non c’è differenza tra l’opera di Mahler e quella di Tolstoj o Dostoevskij: hanno lo stesso valore di nutrimento emotivo e intellettuale. Quanto ha influito essere partenopeo nella sua formazione? Moltissimo. Mi sento debitore nei confronti di Napoli, una città che ha saputo generare nelle arti dello spettacolo espressioni di valore assoluto, riconosciute a livello europeo: dalla letteratura alla musica, dalla poesia al canto, dall’opera lirica al teatro. Sono profondamente debitore a una tradizione che mi precede e alla quale attingo spesso. Ultima domanda: oggi chi è Toni Servillo? Un attore.
Servillo nella pièce teatrale Tre modi per non morire. Baudelaire, Dante, i Greci
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VIAGGI
Rinascere 28
DALL’ARTE
Il castello sforzesco, L’Aquila
L’Aquila è la Capitale italiana della cultura 2026, a rappresentanza di tutte le città dell’Appennino centrale. Per un anno di progetti condivisi capaci di rigenerare un territorio di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it foto © Comune dell’Aquila
è
un luogo dove la terra si muove e le persone sviluppano resilienza e capacità di adattamento. Una zona in cui la rinascita non è solo ricostruzione materiale ma passa anche attraverso l’arte e la conoscenza. L’Aquila è la Capitale italiana della cultura 2026, scelta a rappresentanza di tutte le città dell’Appennino centrale, un territorio ampio e interconnesso che abbraccia Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche. Un territorio, mille capitali: è questo
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VIAGGI il tema scelto per l’anno dell’Aquila. Dopo i due terremoti devastanti che hanno scosso il centro Italia negli ultimi decenni, infatti, la rivalutazione delle aree interessate si estende molto oltre i confini di una sola città. Il capoluogo è un nodo all’interno di una grande rete culturale, un laboratorio internazionale di rigenerazione. Qui l’arte è ovunque: basta muovere pochi passi dalla stazione e attraversare Porta Rivera – uno dei 19 storici punti d’accesso alla città – per raggiungere l’antica Fontana delle 99 cannelle. Il folclore vuole che sia stata costruita proprio sopra il castello di Aquili, da cui deriva il nome moderno dell’Aquila. Ogni getto d’acqua rappresenta uno dei 99 castelli del circondario che si dice abbia contribuito alla fondazione della città. In omaggio alle popolazioni che si riunirono per dare vita a un territorio più grande, proprio come accade oggi in occasione della nomina, questo strano numero dispari si ripete in diversi monumenti: 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane, che i più allenati possono andare scovando con qualche lunga passeggiata. Camminando per le vie più antiche, non si può saltare la tappa al Forte spagnolo, costruito nella prima metà del ‘500 e ancora lì a ricordare lo stoicismo e la resilienza abruzzese. Dopo aver subito gravi danni durante il terremoto del 2009, infatti, il castello è stato completamente ristrutturato. Da dicembre è tornato a essere la sede del Munda, Museo nazionale d’Abruzzo, e ora si prepara a diventare un polo culturale di riferimento per l’Italia centrale. Come il vicino Auditorium del parco Renzo Piano, che a febbraio accoglie gli eventi del festival itinerante internazionale ItArts e il 15
Basilica di Santa Maria di Collemaggio
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Fontana delle 99 cannelle
ospita il premio Gioacchino Volpe, un riconoscimento per i talenti della divulgazione e del giornalismo. Nello stesso spazio, quest’anno si svolgerà anche la prima edizione dell’International Conducting Competition Vittorio Antonellini, premio rivolto a giovani direttori e direttrici d’orchestra. E poi torneranno a vivere piazze e palazzi storici, con performance artistiche, mostre e presentazioni. È stato finalmente riaperto al pubblico il Teatro San Filippo, spazio culturale all’interno di un’antica chiesa sconsacrata restaurato dopo il terremoto grazie ai proventi della canzone Domani 21/04.2009 degli Artisti uniti per l’Abruzzo. Per valorizzare il territorio si è messo all’opera anche l’artista cinese Liu Bolin con il progetto Oltre il visibile: attraverso la tecnica del body painting, l’uomo invisibile fonderà il suo corpo con i paesaggi della vicina Rocca Calascio, le faggete vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. L’evento conclusivo dell’anno, a dicembre, sarà una grande opera lirica all’interno del Teatro comunale, ormai pronto a essere riaperto al pubblico. L’Aquila, esempio di rigenerazione, si è offerta anche come laboratorio a cielo aperto per la comunità scientifica internazionale: durante l’anno verranno effettuati alcuni studi su un campione di abitanti per testarne il benessere psicofisico. Lo scopo è dimostrare come l’esposizione costante alla cultura contribuisca a migliorare alcuni parametri legati all’attenzione, alla memoria e allo stress ossidativo. Visitare città d’arte, quindi, potrebbe essere anche un piacevole strumento anti-age. laquila2026.it
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VIAGGI
montagna
La per tutti
Istruttori specializzati, attrezzature dedicate e strutture per tutte le esigenze. In Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige per una vacanza sulla neve all’insegna dell’accessibilità
© Stefano Jeantet
di Cecilia Morrico
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MorriCecili
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Salita del Breithorn nel massiccio del Monte Rosa a Cervinia (Valle D’Aosta)
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© Filippo Frizzera
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Lezione di sci con ausili specializzati sulla cima Paganella (Trento)
© Stefano Jeantet
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a pelle del viso, toccata dal vento, formicola dolcemente e gli occhi si socchiudono per difendersi dal riverbero di una bianca distesa di neve. La montagna può regalare sensazioni uniche, che tutti dovrebbero provare almeno una volta. Oggi questa esperienza è sempre più inclusiva, grazie ai comprensori sciistici del Nord Italia che hanno sviluppato proposte dedicate anche a chi ha disabilità fisiche o mentali, trasformando lo sport in un’occasione di libertà e condivisione. LO SCI ACCESSIBILE IN VALLE D’AOSTA La stagione ad alta quota nei comprensori della Valle d’Aosta raccoglie i frutti dei risultati del progetto Abilmente - Lo sci per tutte le abilità, presentati lo scorso marzo a Fénis, a pochi chilometri da Aosta. Pila, Courmayeur, Breuil-Cervinia, SaintBarthélemy e Gressoney-Saint-Jean sono stati scelti come comprensori pilota per migliorare l’accessibilità dei luoghi e dei servizi e per rispondere efficacemente alle esigenze delle persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive. Nella stessa regione, ma anche in Piemonte e Canton Vallese, In3Vie propone, fino a marzo, un percorso formativo rivolto agli operatori di strutture ricettive e ai professionisti della montagna – maestri di sci, guide alpine, addetti al soccorso e direttori di pista – con l’obiettivo di promuovere la cultura dell’inclusione e dell’accoglienza. Con il progetto Caspita, poi, la Valle d’Aosta punta a rendere anche l’offerta estiva in montagna alla portata di tutte le persone. Intanto, per scoprire le attività di inizio 2026, si può visitare il sito ufficiale del turismo in Valle d’Aosta (lovevda.it) e la sezione dedicata agli sport per tutte le abilità.
Alpinismo sul Breithorn (Valle D’Aosta)
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IN DISCESA LIBERA NEL CUNEESE In Piemonte, le Alpi di Cuneo propongono una gamma completa di esperienze: dallo sci allo scialpinismo, dalle ciaspolate alle attività per famiglie, con un’attenzione particolare all’inclusività, grazie ai progetti promossi da associazioni come DiscesaLiberi. Sulle piste per snowboard e sci alpino di Prato Nevoso, nel comprensorio Mondolé Ski, e su quelle del centro per sci di fondo Entracque, nel cuore delle Alpi Marittime, sono attivi programmi di avvicinamento agli sport invernali per persone con bisogni specifici. Sono inoltre previsti percorsi formativi per guide destinate ai ciechi e per assistenti capaci di affiancare persone con disabilità sugli sci. Con DiscesaLiberi non esiste un’età limite per approcciare allo sport in montagna e le guide sono abilitate ad aiutare a chi presenta disabilità fisiche o psichiche. Quest’anno, inoltre, prende avvio un nuovo corso pensato per gestire al meglio le esigenze delle persone autistiche sulle piste. ATTREZZATURE D’AVANGUARDIA IN VALTELLINA Le piste di Bormio, in provincia di Sondrio, si confermano, anche per questa stagione, luogo di allenamenti della Nazionale paralimpica. Ma anche chi non pratica a livello agonistico può accedere alla ski area, che offre maestri qualificati per l’accompagnamento delle persone con disabilità. Qui sono a disposizione attrezzature specifiche come monosci, dualski – una specie di slitta con guscio avvolgente – e il Borney Adapted Snowboard System, primo ausilio al mondo pensato per avvicinare le persone con disabilità allo sport con la tavola. Per una pausa relax, invece, il fiore all’occhiello della zona è lo stabilimento Bormio Terme, con i suoi percorsi privi di barriere, dotati di ascensori e spogliatoi attrezzati. Sempre in provincia di Sondrio,
IN ALTA BADIA CON FREERIDER SPORT EVENTS In Alta Badia, in provincia di Bolzano, lo sci da seduti sta diventando parte integrante dell’offerta turistica grazie all’impegno di Freerider Sport Events, associazione sportiva dilettantistica che promuove e organizza competizioni in montagna per persone con disabilità fisica. Dal 26 al 30 marzo, in questa zona si svolge una nuova tappa dello Skitour Freerider con base al Movi Family Apart Hotel di Corvara. Non è solo una manifestazione sportiva, ma il frutto di un percorso condiviso con partner che credono davvero in un’accoglienza accessibile, come Moviment Alta Badia, la direzione degli impianti Ski Carosello e il Club Moritzino. Dietro ogni discesa c’è l’impegno di maestri, operatori e volontari che affiancano le persone con disabilità nella scoperta, o riscoperta, dello sci come strumento di autonomia, libertà e benessere. Ci sono neofiti che provano il monosci per la prima volta ed esperti che ritrovano finalmente il piacere dell’aria sul volto. lovevda.it | visitcuneese.it | valtellina.it visitpaganella.it | altabadia.org
© R. Croci - Archivio ATL del Cuneese (RID)
l’associazione di volontari Dappertutto accompagna in montagna persone con disabilità e difficoltà fisiche, intellettive o sensoriali. E censisce sul proprio sito percorsi e strutture ricettive adatte a chi presenta limitazioni di qualche tipo. VERSO TRENTO SENZA BARRIERE La cima Paganella, in provincia di Trento, è preparata per accogliere tutti. Durante la stagione invernale, sul territorio si possono seguire lezioni di sci con ausili specializzati (monoski e dualski), mentre lo skipass e il noleggio dell’attrezzatura sono scontati o, in alcuni casi, gratuiti per le persone con disabilità. L’esperienza sulla neve si può completare con un giro su una carrozza con i cavalli o una ciaspolata tra i boschi, adatti anche a chi ha esigenze specifiche. La vocazione della Paganella alla montagna come esperienza condivisa si esprime anche attraverso Brenta Open, un progetto che da oltre dieci anni lavora per abbattere barriere fisiche e culturali e rendere le Dolomiti accessibili a tutti.
Una competizione della Coppa Italia 2022 organizzata insieme all’associazione DiscesaLiberi sulle Alpi di Cuneo 35
© Ullstein Bild/GettyImages
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A spasso tra
due mari
Panorama di Taranto
Alla scoperta di Taranto, dal centro storico che punta a diventare la nuova Ortigia al museo archeologico nella città nuova dove ripercorrere le tracce del passato di Anna Scarano dolcevitatoday.it
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e città costiere hanno da sempre il vantaggio di mettere a stretto contatto chi le visita con l’elemento marino. Lo si sente nell’aria, passeggiando verso il litorale, fino a quando la distesa d’acqua si fa vedere tutta. Taranto, per la sua posizione geografica, di mari ne ha addirittura due. La città, in questi anni, sta vivendo una lenta ma progressiva
rigenerazione che potrebbe rendere il suo centro storico famoso come Ortigia, il cuore antico di Siracusa. Posto su un’isola, la ricorda per conformazione e il suo richiamo è irresistibile. Lo si gira percorrendo vie strette e tortuose, fra edifici rimessi a nuovo e altri ancora vuoti, capaci di farsi comunque notare perché ospitano murales di grande impatto, con disegni che sostituiscono finestre e compongono figure sulla facciata. È il momento giusto per andarci, quindi, e vedere quel mix unico che caratterizza un luogo prima che venga del tutto rigenerato. Aprono locali nuovi, si fondano laboratori artistici, tutto è in fermento. Qui ha sede anche l’Università, a cinque minuti di camminata dalla Cattedrale di San Cataldo, uno dei monumenti più importanti della città. E si possono ammirare le due Colonne del Tempio Dorico, che risalgono al VI secolo a.C. e, a poca distanza, il Castello Aragonese, fortezza posta in posizione strategica, aperta al pubblico con visite guidate
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© Samuele Gallini/AdobeStock
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Il Castello Aragonese
gratuite. Di sera, quando è illuminato, il centro storico ha un fascino particolare: sa di antico ma, allo stesso tempo, profuma di futuro, perché chi lo vive ne sta riscrivendo la storia. Un tempo tutti gli abitanti stavano qui, poi hanno abbandonato la zona per andare a popolare la città nuova, che oggi si raggiunge con il ponte di San Francesco di Paola, conosciuto come “ponte girevole”, una delle attrazioni di Taranto. Quando si solleva per far passare le navi, costringendo il traffico a fermarsi, sembra salutare chi si trova in città. Il canale navigabile che scorre sotto collega il Mar Grande, la baia affacciata sullo Ionio, con il Mar Piccolo, un bacino interno dalle caratteristiche lagunari, porto naturale strategico per la Taranto della Magna Grecia. Giunti nella
© vololibero/AdobeStock
Il ponte di San Francesco di Paola
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città nuova, si possono ripercorrere le tracce del passato al Museo archeologico nazionale, che conserva statue, busti, gioielli e reperti un tempo parte di templi ed edifici monumentali. Quando ci si siede a tavola, Taranto offre una specialità presidio Slow food: la cozza nera. La coltivazione di questi molluschi qui è antichissima e il mestiere di miticoltore passa di generazione in generazione. Gli allevamenti si trovano in una zona protetta del Mar Piccolo, in un ambiente particolare, abitato da cavallucci marini e spugne. In questo spazio le sorgenti sottomarine di acqua dolce si mescolano a quelle del mare, regolando salinità e temperatura e trasmettendo alle cozze un sapore delicato. Basta ordinarle al ristorante e il mare arriva anche nel piatto.
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di Floriana Schiano Moriello [Giornalista enogastronomica e di viaggio] floriana.fsm@gmail.com floriana.schianomoriello florianaschianomoriello florianaschianom
ANDAMENTO LENTO
gusto
Nella Langa Astigiana per scoprire le eccellenze enogastronomiche del territorio: il formaggio Roccaverano Dop e il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, vitigno recuperato da un parroco vignaiolo
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n Piemonte esiste una linea sottile, quasi impercettibile, dove le colline sembrano alzarsi in punta di piedi per scorgere il mare oltre l’orizzonte. È qui, tra le pieghe della Langa Astigiana, che il viaggio diventa un’esperienza sensoriale in cui la geografia si lega intimamente al gusto. Il comune più alto della provincia di Asti, Roccaverano, con il suo borgo in pietra scolpito dal tempo, domina un
paesaggio di boschi e calanchi. La piazza principale ospita i resti imponenti del castello medievale e la maestosa torre cilindrica. Inaspettatamente, appare la chiesa di Santa Maria Annunziata, un tesoro rinascimentale attribuito al Bramante, che spicca per l’elegante facciata e la pianta centrale, sofisticata testimonianza degli studi architettonici del ‘500, in netto contrasto con l’austerità romanica locale. Il panorama è così aperto che nelle giornate terse, quando soffia il Marin, l’aria salmastra che dal Mediterraneo raggiunge l’entroterra, lo sguardo può scivolare oltre le colline, fino a intercettare il luccichio della Liguria. È in questo paesaggio forgiato dal vento che nasce il Roccaverano Dop, un’eccellenza casearia unica. Questo formaggio, noto sin dal passato come Robiola di Roccaverano, racchiude l’anima di un territorio impegnativo ma generoso. Prodotto in 19 comuni tra Asti e Alessandria, è un monumento alla biodiversità, realizzato solo con latte crudo di capra e senza additivi. Per
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Orizzonti di
Vigneto a Castagnole Monferrato (Asti), con la panchina gigante parte dell’iniziativa Big Bench Community Project 41
ANDAMENTO LENTO apprezzarne sia il valore, sia l’impatto sociale e ambientale, bisogna visitare la Scuola del Roccaverano, nel centro del borgo. È il cuore vibrante del Consorzio dei produttori e offre degustazioni guidate che trasmettono la qualità del lavoro e insegnano a riconoscere le sfumature del latte crudo. Ma seguendo la mappa delle aziende agricole sparse nelle valli ci si accorge di quanto il turismo caseario sia parte integrante del viaggio esperienziale. Osservare le capre al pascolo, entrare nelle stalle e nei caseifici consente di scoprire le fasi di lavorazione di un prodotto che muta con il tempo e ha tre anime: passa infatti dalla freschezza delicata di quando è giovane alla consistenza cremosa della stagionatura media, fino al gusto piccante e deciso della fase più matura, in cui gli aromi di erbe e nocciola esplodono al palato. Per toccare con mano l'autenticità del mestiere, si può andare alla piccola azienda agricola Traversa Wilma, vicino ad Asti, che preserva l'antica mungitura a mano e offre accoglienza, dalla colazione al pernotto, oppure, spostandosi verso Alessandria, si può fare visita a realtà più strutturate, come
l’Agriturismo Cascina Adorno, che declina il latte di capra anche in gelateria. Entrambe si dedicano alla ristorazione tradizionale che valorizza i prodotti locali e il processo artigianale, per un’esperienza gastronomica a filiera corta. Dalle alture ventose, seguendo le geometrie ordinate dei vigneti, il paesaggio cambia e si incontra il regno del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, dove l’accoglienza si trasforma in enoturismo di alto livello. Qui la protagonista indiscussa è la Barbera, la “signora in rosso”, un vino trasversale dall’accento democratico e popolare. Eppure, incastonato in questo mare di vigneti, esiste anche l’arcipelago prezioso e identitario del Ruchè di Castagnole Monferrato Docg. Si tratta di un vitigno autoctono semiaromatico che deve la sua salvezza alla lungimiranza di Don Giacomo Cauda, parroco vignaiolo che negli anni '60 lo salvò dall’oblio. Dai profumi inconfondibili di rosa e spezie, il Ruchè si produce oggi in sette comuni dell’Astigiano: Castagnole Monferrato, Montemagno, Grana, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. A ereditare le vigne del parroco è stata l’azienda Ferraris Agricola, che ha valorizzato la memoria contadina costruendo anche il primo Museo del Ruchè. Il percorso di visita si snoda tra le sale restaurate della cantina
© Consorzio dei produttori del Roccaverano Dop
Roccaverano
Viaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria 42
© Ferraris Agricola
Il Museo del Ruchè nell’azienda Ferraris Agricola a Castagnole Monferrato
caratterizzando profondamente l'area. Del resto, questa zona del Piemonte è celebre per la bellezza dei suoi paesaggi vitivinicoli, riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2014. Ed è proprio in questo scenario che si concretizza il Turismo Dop, basato su esperienze enogastronomiche legate ai prodotti agroalimentari certificati. Un modello di viaggio sostenibile che supporta la riduzione dell’impatto ambientale, sostiene l'economia locale e contribuisce a preservare le tradizioni. La lavorazione del formaggio Roccaverano
© Consorzio dei produttori del Roccaverano Dop
e l'infernot, grotta ipogea tipica del Monferrato dove si conservano le bottiglie. Inoltre, l’azienda ha omaggiato il comune di Castagnole Monferrato con una panchina gigante, parte dell’iniziativa internazionale no-profit Big Bench Community Project. Tinta di rosso vinaccia e immersa nel vigneto, offre un punto di vista privilegiato sui sette campanili dediti alla produzione del vitigno. Qui l’esperienza è immersiva: i vigneti sulle colline sono predominanti e si snodano come un mare ondoso
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L’ANNO DI FRANCESCO
La libertà di © DinoPh/AdobeStock
di amare
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A 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, uno degli episodi meno noti della sua vita ne rivela la profondità del messaggio spirituale
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l 2026 segna un anniversario straordinario: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, figura universale di pace, fraternità e amore. Un traguardo che l’Italia e il mondo si preparano a commemorare con un ricco calendario di eventi, pellegrinaggi e iniziative culturali. Proprio mentre si moltiplicano le celebrazioni, vale la pena tornare alle origini per conoscere meglio il percorso di uno dei santi più famosi della storia. E approfondire vicende simboliche che raccontano la profondità del suo messaggio. Tra gli episodi meno noti ma più intensi della vita di Francesco vi è quello avvenuto nell’eremo di Sarteano, nell’attuale provincia di Siena, riportato sia nella Vita seconda di Tommaso da Celano sia nella Legenda maior di san Bonaventura da Bagnoregio. Si tratta di un racconto che apre una finestra preziosa sul rapporto del santo con la corporeità, la purezza e la finalità profonda della castità evangelica. Il diavolo espone Francesco a una fortissima tentazione di lussuria, alla quale lui risponde con una reazione apparentemente estrema: si spoglia della veste e si flagella con una corda, appellandosi come “frate asino” e ricordando a sé stesso che la tonaca appartiene all’Ordine e non è espressione di un capriccio personale. Oggi, un gesto del genere potrebbe sembrare duro, e lo stesso Francesco, verso la fine della vita, riconoscerà di aver trattato talvolta il proprio corpo con eccessiva severità. Tuttavia, questa rigidità non è fine a sé stessa, non nasce da un gusto per il dolore, ma dalla volontà di custodire un bene più grande: il rispetto dei voti, dell’abito e della Regola, simboli della sua risposta d’amore a Dio. Nella seconda parte dell’episodio, ciò che realmente muove il santo, il desiderio di donarsi totalmente a Dio, diventa ancora più lampante. Vedendo che la tentazione non cessava, nonostante la disciplina, e mentre le sue membra erano arrossate dai colpi, Francesco lascia la cella, esce nell’orto e s’immerge nudo nella neve. Poi, da vero “giullare di Dio”, così come il santo è definito per la sua gioia radicale, dà vita a una scena dall’alto valore simbolico. Modella sette pupazzi di neve: il primo rappresenta sua moglie, quattro di questi sono i figli, due maschi e due femmine, gli ultimi due sono
di Padre Enzo Fortunato [Presidente del Pontificio comitato per la Giornata mondiale dei bambini e direttore del magazine Piazza San Pietro] padre.enzo.fortunato padreenzofortunato padrenzo
il servo e la domestica, necessari alla famiglia. Francesco si pone davanti a essi e dice tra sé: «Occorre vestirli tutti, perché muoiono dal freddo. Se questa molteplice preoccupazione ti pesa, servi con diligenza unicamente il Signore». L’immagine è potentissima. Nessun disprezzo per il matrimonio, anzi: il santo mostra di conoscerne la dignità e la radicalità. Ma, come il celibato, chiede un dono totale di sé, equivale a prendersi cura della moglie, dei figli, della casa: un impegno che richiede cuore, tempo, dedizione. Evocare seriamente questa possibile via illumina, per contrasto, la strada che Francesco ha scelto: servire solo il Signore, con la stessa totalità, la stessa radicalità, lo stesso amore. E così, proprio attraverso quei pupazzi di neve, la tentazione si dissolve. Il demonio, confuso, si allontana. Francesco rientra nella cella glorificando Dio. L’episodio dell’eremo di Sarteano insegna che ogni scelta di vita – matrimoniale o consacrata – è feconda quando nasce dal dono sincero di sé. Matrimonio e celibato sono vie speculari, sorelle, e si illuminano reciprocamente proprio perché entrambe esigono amore, responsabilità, dedizione. San Francesco, davanti ai suoi pupazzi di neve, non disprezza l’amore umano. Lo comprende in profondità. E proprio per questo, liberamente, sceglie di donarsi interamente a Dio. Un amore più grande chiama un dono più grande: così la sua vita diventa un canto di libertà, un’offerta di fedeltà che ancora oggi continua a parlare al cuore di ciascuno.
E SE TORNASSE FRANCESCO? Enzo Fortunato
Edizioni San Paolo, pp. 160 € 14 L’autore si chiede cosa farebbe Francesco d’Assisi oggi, di fronte alla follia della guerra, al potere delle grandi aziende, al silenzio sociale. E sottolinea che un’altra strada è possibile: non quella dell’autoreferenzialità e del vaniloquio, ma una comunicazione di verità che lasci spazio all’ascolto. Il volume invita a lasciar fuori dall’immaginario collettivo la leggenda di Francesco e a far entrare i suoi insegnamenti: la pazienza, il perdono e l'amore.
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SOCIETÀ
Il silenzio
che parla al mondo Durante il Giubileo, ha trasformato gli echi muti del Campanone di San Pietro in un’esperienza acustica. Ora l’installazione sonora di Bill Fontana arriva a Parigi, il 30 gennaio, in occasione del 70esimo anniversario del gemellaggio con Roma di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
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a Porta santa della basilica di San Pietro si chiude il 6 gennaio, ma del Giubileo 2025 rimangono vive le emozioni, le esperienze spirituali e le storie umane. Tutte vibrazioni positive, con ritmi, toni e armonie differenti, come quelle raccolte nel progetto Echi silenziosi della grande campana. L’installazione sonora dell’artista statunitense Bill Fontana, posizionata da febbraio 2025 nel portico di San Pietro, ha fatto sentire a chiunque passasse da lì i rumori che la campana registrava a riposo. «Tutto è nato quando la Presidenza del Consiglio dei ministri mi ha chiesto un contributo creativo per l’Anno santo. Per me il punto centrale era raccontare Roma, mostrarne la contemporaneità e l’apertura al mondo. Perché la chiesa è e deve essere presente in mezzo all’umanità», spiega Umberto Vattani, diplomatico di lunga esperienza, che ha coinvolto il Gruppo FS nel sostegno al progetto. «Anche perché, prosegue, «per FS le vibrazioni della campana muta evocano il movimento dei treni a basse emissioni, sottolineando l’impiego di tecnologie avanzate e l’attenzione all’ambiente. Inoltre, la campana è simbolo di tradizione e comunità, un richiamo al suono che raduna e unisce le persone. Questo parallelismo si riflette nella funzione del treno, che connette luoghi e individui in modo sostenibile». Una campana era indubbiamente lo strumento adatto: nello specifico la più grande delle sei di San Pietro – nove tonnellate di peso – che si trova sotto la torre dell’orologio ed è stata realizzata nel 1786 da Luigi Valadier. Nel corso dell’Anno santo, quindi, anche quando non suonava il Campanone «ha continuato a parlare», grazie a sensori di terza generazione che captavano suoni di ogni genere, dai rumori delle auto alle voci dei bambini, passando per le parole di tanti turisti stranieri. Un progetto visionario, in cui Fontana è stato da subito coinvolto anche fisicamente. Come racconta Vattani, infatti, l’artista è stato portato quasi di peso sulla scomoda scaletta per raggiungere la cima del campanile e poi rimanerci per
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ore, estasiato. «Abbiamo vissuto un’emozione straordinaria, soprattutto perché – in un periodo costellato da guerre e drammi – il Giubileo era dedicato alla speranza». È stato come dare voce a chi chiede aiuto, spesso non udito, sotto i bombardamenti, profugo o sofferente. Vattani spiega anche quanto abbia contato, per immaginare il progetto, un consiglio del padre, diplomatico anche lui: «Mi ricordava spesso che la nostra professione cambia meno delle altre, perché si occupa di affrontare ciò che nell’umanità resta immutabile, come emozioni e speranze, ma anche timori, paure e violenze». Il viaggio sonoro non si è fermato a San Pietro, ma ha dato vita al libro Bill Fontana. Echi muti: Vaticano, proseguendo poi fino in Giappone. Gli echi della campana sono stati infatti ascoltati da migliaia di visitatori nel padiglione della Santa Sede, in occasione dell’Expo a Osaka, da aprile a ottobre 2025. E il 30 gennaio il progetto arriva a Parigi, in occasione del 70esimo anniversario del gemellaggio tra Roma e la Capitale francese, siglato nel lontano 1956, a sottolineare il legame tra due città, accomunate da un’eccezionale ricchezza culturale. Ma Vattani ha ancora un altro desiderio: portare i suoni silenziosi anche nello spazio, grazie a una navicella, così che si possano irradiare nell’universo con messaggi di pace.
Treccani, pp. 144 € 14
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© Maichal Ludwiczak/AdobeStock
SOCIETÀ
Di aiuto
Una rete
Dallo smartwatch per inviare richieste di soccorso allo strumento di autovalutazione per riconoscere i maltrattamenti. Così l’Arma dei Carabinieri rafforza l’impegno contro la violenza di genere di Gaspare Baglio
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n fenomeno complesso, spesso sommerso, che interpella le coscienze e chiama in causa la responsabilità delle istituzioni. La violenza di genere rappresenta una delle sfide più urgenti di oggi: richiede risposte tempestive, competenze specialistiche e una rete solida di protezione per le donne coinvolte. In questo quadro, l’Arma dei Carabinieri ha costruito negli anni un modello operativo fondato su prevenzione, ascolto, tutela e repressione dei reati, affiancando all’azione investigativa il costante impegno sul piano formativo e culturale. A raccontare strategie e strumenti di un presidio fondamentale dello Stato è il Maggiore Samanta Cimolino, che lavora nella Sezione Atti Persecutori del Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche. Come si sono evolute negli anni le procedure investigative e le modalità di tutela delle vittime? Il cambiamento più significativo è stato introdotto nel 2019 con il Codice Rosso, che ha ampliato il numero dei reati riconosciuti, introducendo la diffusione illecita di materiale intimo – il cosiddetto revenge porn – e la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. Sono state inoltre definite procedure più tempestive, con l’obiettivo di tutelare al meglio le donne. L’operatore trasmette immediatamente la notizia di reato all’autorità giudiziaria, rispettando tempi molto stretti per l’audizione della vittima: in questo modo, consente al magistrato di adottare rapidamente le misure di protezione più idonee. La legge 168 del 2023, poi, ha introdotto ulteriori aggravanti e rafforzato le misure preventive. Oltre a contemplare la possibilità di arrestare entro 48 ore chi viola i provvedimenti di divieto di avvicinamento o di allontanamento dalla casa familiare. La norma prevede anche che la donna possa supportare la denuncia con materiale audio, video o fotografico: riprese del soggetto sotto casa, messaggi, mail o fotografie che dimostrino la trasgressione dei divieti imposti. Tutto questo rafforza concretamente la tutela della persona coinvolta e rende più efficace l’azione delle forze dell’ordine. Come fare emergere le situazioni problematiche sommerse? È chiaro che tutto parte dalla denuncia della vittima, da cui non si può prescindere. Successivamente la donna viene ascoltata in spazi protetti a lei dedicati garatendo protezione e supporto empatico. In questo senso bisogna lavorare ancora molto per aumentare la consapevolezza e la fiducia nelle istituzioni.
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Che strumenti concreti mettete a disposizione delle donne per migliorare la loro sicurezza e prevenire episodi di violenza? Con il progetto Mobile Angel forniamo uno smartwatch che, tramite un’app dedicata, è in grado di inviare una richiesta di soccorso alla centrale operativa. Grazie alla geolocalizzazione, le forze dell’ordine possono individuare la posizione della donna e inviare una pattuglia sul posto. Il suo utilizzo ha mostrato un aumento nella percezione di sicurezza da parte delle utenti e un effetto deterrente nei confronti dei potenziali aggressori. Inoltre, sul nostro sito è presente una sezione dedicata al Codice Rosso. All’interno è disponibile il Violenzametro, uno strumento di autovalutazione per migliorare la consapevolezza rispetto a condotte violente: può essere utile alle donne, ma anche a chi sta accanto a loro.
Come vengono addestrati i nuovi carabinieri? L’attività di formazione si sviluppa su vari livelli. Da quella erogata nell’ambito degli istituti addestrativi di base, ai corsi specialistici rivolti ai referenti nazionali della rete di monitoraggio, costituita da ufficiali di polizia giudiziaria dei nuclei investigativi provinciali. Si affrontano materie giuridiche e psicologiche con particolare attenzione alla comunicazione, alle tecniche di ascolto, alle relazioni disfunzionali, al ciclo della violenza, agli stereotipi e ai pregiudizi. Parallelamente, svolgiamo attività di informazione e sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, per promuovere la cultura della legalità e del rispetto. carabinieri.it
Un momento dell’audizione protetta di una donna 49
INCONTRI
alla alla velocità giusta giusta Giorgio Pasotti torna sullo schermo con Rosso volante, in cui interpreta il campione olimpico di bob Eugenio Monti. Simbolo di lealtà e rispetto dell’avversario
© Simone Boccardo
di Sandra Gesualdi
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ndossare i panni di uomini che mettono alla prova i propri limiti senza abdicare all’etica e all’umanità. Giorgio Pasotti torna sullo schermo con Rosso volante, su Rai1 dal 3 febbraio, biopic su Eugenio Monti, il campione di bob simbolo di lealtà e integrità a cui è dedicata una pista a Cortina d’Ampezzo, la città che insieme a Milano ospiterà i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner. Attore, regista e scrittore, Pasotti porta lo stesso sguardo antropico anche sul palcoscenico, dove interpreta Iago nella tragedia Otello, di cui firma anche la regia, a Campi Bisenzio (Firenze) il 25 gennaio e a Trieste il 27 e 28. In entrambi i progetti, emerge l’urgenza di riportare l’essere umano al centro della narrazione. Il Rosso volante racconta un eroe dello sport, ma soprattutto un uomo. Qual è stato il primo impatto con la figura di Monti? Quasi uno shock. L’ho scoperto leggendo un estratto della sua vita durante un evento del Coni e mi sono subito reso conto di avere davanti non solo un grande atleta, ma un simbolo rarissimo di cosa significhi davvero lo sport. Monti incarna valori che oggi sembrano quasi fantascienza: correttezza, rispetto dell’avversario, dignità personale. È un uomo che non ha mai separato l’azione atletica da quella morale. Il leggendario gesto del bullone è il cuore del film. Come lo avete proposto senza trasformarlo in retorica? Proprio evitando di caricarlo di enfasi. Monti rinunciò all’oro olimpico nel ‘64 per aiutare gli avversari, prestando un bullone decisivo per la squadra inglese che aveva avuto un guasto. Un gesto semplice e radicale, che per lui non era eroico, ma normale: vincere sì, ma non a scapito della lealtà. La viveva come l’unica
strada possibile ed è questo che lo rende un gigante. Oggi, immersi come siamo nella competizione, appare un extraterrestre, ma nel suo codice etico non c’era alternativa. Il film prova a restituire questa semplicità disarmante. Il racconto si concentra su un arco temporale preciso, dal ‘64 al ‘68. Perché? In quegli anni si svolse la sua parabola completa: la sconfitta, l’incomprensione, il ritiro, il ritorno a 40 anni, che sembrava impossibile in uno sport dove i millesimi decidono tutto. È stata una sfida contro il tempo, contro il proprio corpo, contro l’opinione pubblica che non capì del tutto il suo gesto. Quanto ti sei preparato per questo ruolo? Mi sono allenato molto, lui era un atleta vero. Ho imparato a correre sul ghiaccio, a saltare sul bob, a stare in pista, realmente. Ho provato la discesa, percepito la forza. E poi ho assaporato la vita in montagna: spaccare legna, stare nel freddo, abitare il silenzio. Il corpo racconta prima delle parole. Monti fu soprannominato Rosso volante per il colore dei capelli e le sue performance. Cosa volava davvero in lui? La velocità, ma non come spericolatezza. La sua era una vocazione. Tutto ciò che andava veloce gli apparteneva. Ma sempre dentro una disciplina sportiva ferrea. Volava perché era lucido, non perché sfidava la morte. Questo film inaugura simbolicamente i giochi invernali di Milano Cortina 2026, che cominciano il 6 febbraio. È una grande responsabilità, ma anche una scelta giusta. Raccontare Monti significa raccontare un’Italia che credeva nello sport come formazione. È una storia universale, può parlare a chiunque, ovunque. Il film della Rai è coraggioso. Che cosa ti ha colpito di più sul set? Girare a Cortina e parlare con le persone che Monti lo hanno conosciuto davvero. Si commuovono ancora. Lì ho capito che non stavamo solo facendo un film, ma toccando una memoria collettiva. Cosa ti ha insegnato personalmente questa biografia? Che alla fine non sono i risultati e i successi a definirti. È ciò che costruisci nelle relazioni, nella vita privata, nella casa che abiti con chi ami. La dignità con cui ti guardi allo specchio. Questo resta. Sei anche a teatro. Dopo tanti ruoli e regie, cosa rappresenta oggi per te il palcoscenico? Il luogo del dialogo, non dell’ego. Il teatro deve creare pensiero, condivisione, non esibizione. È uno spazio etico prima che artistico. In Otello sei regista e attore, come riesci a stare in equilibrio tra i due ruoli? Quando dirigo cerco di stare dietro, non davanti. Non amo i registi che invadono la scena. Otello è un personaggio enorme, fragile e impulsivo. Nella versione di Dacia Maraini l’ho reso più giovane, emotivamente immaturo e protagonista di una violenza che purtroppo riconosciamo nelle relazioni di oggi. Essere dentro e fuori il personaggio mi ha dato la grande libertà di potermi mettere al servizio del pubblico e del testo. Amo questo mestiere proprio perché mi consente di essere un mezzo, non il centro.
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le radici
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Marco D’Amore firma la regia della serie Gomorra - Le origini, su Sky e Now dal 9 gennaio. Un racconto che esplora la genesi dell’epopea criminale, puntando sulla sperimentazione di Davide Garofalo
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uasi cinque anni dopo l’epilogo di Gomorra, Marco D’Amore torna là dove tutto è cominciato, ma con uno sguardo completamente nuovo. Non più nei panni di Ciro Di Marzio, icona tragica di una delle serie italiane più influenti dell’ultimo decennio, bensì dietro la macchina da presa per dare forma a Gomorra - Le origini, prequel della saga Sky Original tratta dal bestseller di Roberto Saviano, in esclusiva su Sky e Now dal 9 gennaio. Una produzione Sky Studios e Cattleya che riporta il pubblico nel cuore di Secondigliano, quartiere storico di Napoli, senza replicare ciò che è già stato fatto. Un ritorno alle radici che non profuma di nostalgia, ma di ripartenza, tra dubbi iniziali, desiderio di sperimentare e la responsabilità di confrontarsi con un titolo che ha segnato un’epoca. Hai scelto di dirigere i primi quattro episodi della serie prequel, di cui sei anche supervisore e co-sceneggiatore. Quando ti è arrivata la proposta, qual è stata la tua prima reazione? Ti confesso che avevo parecchi dubbi. Sentivo di aver dato tutto a Gomorra: cinque stagioni da attore e un film che ha segnato il mio debutto alla regia. Però quelle incertezze si sono dissolte non appena mi hanno presentato il progetto. Ho capito subito che da quella matrice si poteva raccontare tutt’altro, non solo sul piano narrativo ma anche su quello del linguaggio. Per chi, come me, desidera fare regia, questa è una spinta fondamentale. La serie ha una grammatica diversa rispetto all’originale: c’era la volontà autentica di sperimentare, condivisa anche con Francesco Ghiaccio, regista degli ultimi due episodi. Questa volta non interpreti Ciro Di Marzio. È stato più difficile o più liberatorio stare dall’altra parte della camera? Quando ho accettato Gomorra - Le origini sapevo di assumermi una grande responsabilità: non è semplice confrontarsi con una serie di successo mondiale, che aveva già generato molti epigoni. Ma nel momento in cui sono stato coinvolto a 360 gradi mi sono sentito completamente chiamato in causa. È stato impegnativo, certo, ma molto stimolante.
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Luca Lubrano interpreta il boss Pietro Savastano da giovane. È un volto nuovo per il grande pubblico, cosa ti ha fatto pensare che fosse la persona giusta? Luca, come gli altri giovani attori del cast, ha dimostrato maturità e professionalità fin dai primi provini, qualità confermate poi sul set. Gli ho chiesto di non inseguire una semplice verosimiglianza con il Pietro adulto, non solo sul piano fisico, ma soprattutto nelle attitudini. Credo abbia un talento naturale e tutte le carte in regola per diventare un ottimo attore: deve continuare a studiare e a impegnarsi, e lo sta già facendo. Pensi che questo prequel possa aprire nuove traiettorie narrative nell’universo di Gomorra, oppure rappresenta un capitolo conclusivo? C’è la volontà di sviluppare una progettualità a partire da questa prima stagione. Il finale lascia aperte molte porte, ma senza deludere né prendere in giro lo spettatore. I presupposti perché la serie possa proseguire ci sono tutti. Speriamo che il pubblico apprezzi ciò che è stato fatto: abbiamo cercato, sempre, di offrire la migliore qualità possibile.
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© Fabio Lovino
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Dal Piccolo teatro di Milano alle parodie del GialappaShow, Giulia Vecchio colleziona successi. E ora approda su RaiPlay con Hot Ones Italia, dove intervista gli ospiti davanti a un piatto di alette di pollo infuocate di Cecilia Morrico
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na donna straordinaria». Così il personaggio parodico della conduttrice tv Monica Setta definirebbe la propria creatrice, Giulia Vecchio. Rivelazione comica del GialappaShow, l’attrice si è formata al Piccolo teatro di Milano e ha fatto la gavetta tra televisione e radio per poi arrivare a condurre la seconda stagione di Hot Ones Italia, a fine gennaio su RaiPlay. Nel programma, come da format statunitense, protagonisti del cinema, della tv, dello sport, della musica e dei social vengono intervistati davanti a un piatto di alette di pollo piccanti (o scegliendo un’alternativa vegetariana o vegana). Una sfida per cui Giulia ci confessa di essere andata dal nutrizionista: «Mi alleno da due mesi con il piccante perché non voglio dovermi tirare indietro e poi, così, potrò essere più empatica con chi ho davanti». Da attrice a comica: come è avvenuto questo passaggio? In maniera apparentemente repentina, ma dentro di me la transizione non è stata veloce. Facevo parte del collettivo teatrale Contenuti zero, composto da un gruppo di persone che, come me, avevano frequentato le scuole di teatro a Milano. Eravamo tutti uniti dalla voglia di far rinascere il varietà all’italiana in chiave contemporanea. Era un’alternativa al percorso canonico di attrice che non mi apparteneva: ai casting mi dicevano sempre che «ero troppo». Così ho perseverato con Contenuti zero e siamo arrivati al programma Rai Bar Stella, dove facevamo sketch di gruppo e singoli. Stefano De Martino mi ha poi voluta come spalla nello show Da Natale a Santo Stefano. Lì ero autonoma, anche nella scrittura dei testi. E questo mi ha portata a realizzare uno spettacolo tutto mio nel 2024: Non so piangere a comando. Poi sei entrata nella Gialappa’s Band. Mi sembrava una cosa lontanissima. Li guardavo con i miei amici ai tempi di Mai dire gol, sveglia tutta la notte a mangiare gelato. È venuto fuori che stavano seguendo il mio percorso a teatro e quello che stavo facendo su Rai Radio2
nel programma Social Club, insieme a Luca Barbarossa ed Ema Stokholma. Poi c’è stato un incontro su zoom e da lì è iniziato tutto. Con loro sono nate le parodie di Monica Setta, Milly Carlucci e Valeria Bruni Tedeschi. Senza dimenticare Elettra Lamborghini, che sta prendendo il via ora perché è stata un po’ oscurata da Setta (ride, ndr). Al GialappaShow ho iniziato con le imitazioni, non le avevo mai fatte prima, se non in famiglia. Al famoso incontro su zoom dissi che volevo provare con Setta, una giornalista che mi stupisce per il taglio diretto delle interviste. Parla con le donne di sesso e lutti dolorosi in un programma Rai del sabato pomeriggio. Così ho pensato di esagerare questo aspetto, rendendolo quasi folcloristico. Dopo è arrivata Milly e i Gialappi sono impazziti all’idea. Quella parodia è stata studiata molto: all’inizio pensavamo di farle ballare la pizzica, poi siamo arrivati alla versione attuale del personaggio, che irrompe in scena cercando di conquistare l’ospite di turno per portarlo a Ballando con le stelle. In Hot Ones Italia, invece, la giornalista diventi tu. No, proprio non mi ci sento. Ma sono felicissima di essere stata chiamata a condurre questo programma dalla cifra brillante e spontanea. Ho sempre studiato tanto e sono contenta di poter essere più libera ora. Sarò una Giulia curiosa, che fa all’ospite diecimila domande mentre mangiamo insieme del pollo sempre più piccante. Le interviste non sono canoniche, visto che RaiPlay ha un pubblico giovane, e poi avremo delle reazioni fisiche legate al sapore del cibo. L’idea comica è far cadere i freni inibitori di chi hai di fronte. A te è mai capitato di lasciarti andare senza freni? Durante il passaggio da attrice a comica ho avuto la possibilità di scrivere i testi che ho portato a teatro. È stato quasi un parto, c’è stata una gestazione e poi un rilascio nel poter dire: «Ok, riesco a farlo!». Il modello a cui ti ispiri? Sembrerà banale ma è Paola Cortellesi. Lei ha trasformato il linguaggio comico in qualcosa di più. È un’attrice umoristica ma anche una regista che ha saputo trattare temi importanti. Torni in radio a Sanremo quest’anno? Dipende dall’impegno di Hot Ones Italia. Intanto a marzo sarò al cinema con Cena di classe, un road movie corale di Francesco Mandelli con Andrea Pisani e Herbert Ballerina. E dopo riprendo con la Gialappa’s: loro mi fanno sentire a casa. _giuliavecchio_
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La mia
guarigione Arisa torna a Sanremo con Magica favola, una riflessione profonda sulla sua vita e su una condizione generazionale di Gaspare Baglio
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ei il Festival di Sanremo lo conosce bene. Proprio da lì, trionfando con Sincerità tra le Nuove proposte, è partita la sua carriera nel mondo della musica. Nel 2014, con Controvento, è salita nuovamente sul gradino più alto del podio, mentre l’anno successivo ha calcato il palco dell’Ariston in veste di conduttrice. Alla 76esima edizione della kermesse, dal 24 al 28 febbraio, Arisa torna in gara con Magica favola, primo tassello di un progetto più ampio su cui sta lavorando e che vedrà la luce proprio nei giorni della manifestazione canora. Approdi di nuovo al festival. Cosa dobbiamo aspettarci? Voglio raccontarvi come sono andati questi anni. Porto all’Ariston quello che ho provato e una riflessione profonda su quella che è la mia vita. Ma anche su una condizione generazionale. Che cosa intendi? Magica favola è la storia di una sola vita e di una generazione. A volte l’esistenza è una salita, un tentativo di perdere l’innocenza. E poi si passa il resto del tempo a cercare di recuperarla. Siamo in un mondo un po’ particolare: bisogna essere sempre qualcosa per gli altri, ottenere un riconoscimento pubblico, altrimenti è difficile darsi una definizione. E questo che conseguenze ha? Porta a un esaurimento delle emozioni, ad avere sempre meno speranze di portare avanti quei valori che ci facevano sentire felici quando eravamo bambini. Quindi l’unica possibilità, quando tutto è troppo grande, è ripartire dalle cose piccole. Tu da cosa sei ripartita? Prima di tutto dall’amore, dai legami umani primari: mamma, papà, famiglia. Ho provato a ritrovare una dimensione, una in cui sicuramente non posso cambiare il mondo, ma posso rendere piacevoli i momenti che ho per me stessa. Cosa stai preparando per il 2026? Intanto mi focalizzo su questo Sanremo. Spero di riuscire
a restituire alla canzone l’importanza che ha. E poi tengo molto a far ascoltare alle persone il nuovo disco che uscirà. Ho lavorato tanto per sentirmi soddisfatta e spero che possa entrare nel cuore della gente, rappresentare un contenuto di guarigione. Tu hai mai sentito il bisogno di guarire? Sempre. Se passo un paio di giorni fuori, ho proprio voglia di ritornare a casa, cucinarmi qualcosa di buono, mettere un po’ di musica, prendermi cura di me stessa. Questa è la mia guarigione, nessuno può curarmi meglio di come so fare io, a parte mia madre. Come vivi la tensione della gara? Se devo essere sincera, penso all’impegno e a tutto il lavoro che ogni artista mette in campo per essere degno di quel palco, che non perdona. Io cerco di mantenere un atteggiamento di curiosità. Auguro a tutti di poter fare il meglio e rappresentare se stessi nel modo più soddisfacente. Hai fatto la coach nel programma Amici di Maria De Filippi, la giudice per il franchise The Voice e hai pure vinto Ballando con le stelle. Sei un’artista a tutto tondo. È stato il gradimento del pubblico a premiarmi. Ballando con le stelle ha rappresentato una delle esperienze professionali più belle della mia vita: ricordo con affetto il fatto che stessi lì per imparare qualcosa, anche se nello stesso tempo era un lavoro. Tutti i talent a cui ho partecipato mi hanno insegnato a non dare per scontato quello che ho. Devo custodirlo. Come ti vedi oggi? Sono una persona che cerca equilibrio e giustizia. A volte sento di non riuscire a fare tante cose, come se non fossi in grado. Invece posso fare tutto quello che serve per essere felice. Voglio impiegare il mio tempo, i miei giorni, per alzare l’asticella, essere soddisfatta di me e crescere ancora. arisamusic
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SPORT
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e cerimonie olimpiche sono una specie di carnevale di Rio, ma con una liturgia da messa papale. Da un lato ci sono l’energia, il colore e la vitalità di un grande spettacolo visto da miliardi di persone, dall’altro la solennità e la precisione che caratterizzano i rituali. La sfida è far convivere questi due aspetti creando un equilibrio». A parlare è Marco Balich, l’imprenditore creativo che con la sua società sta organizzando la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner. Uno show in programma allo stadio San Siro di Milano, il 6 febbraio alle 20, per oltre due ore. Balich, nato e cresciuto a Venezia, ha debuttato nel mondo dello spettacolo come assistente promoter nel 1989, in occasione dello storico concerto dei Pink Floyd in piazza San Marco: «Lì ho capito che mi piaceva fare cose in grado di toccare le corde emotive delle persone». Da allora è stato un crescendo di progetti, tutti nel segno della grandiosità: dalle cerimonie olimpiche, ben 16, a quelle per i Mondiali di calcio, fino alla realizzazione dell’Albero della vita, struttura simbolo dell’Expo del 2015. Dell’evento che inaugurerà i prossimi Giochi non è stato detto molto finora, ma è noto che verranno accesi due bracieri, uno sotto l’Arco della Pace a Milano e l’altro in piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo. E il palco al centro di San Siro sarà a forma di spirale, per tenere insieme, in una metafora visiva, le eccellenze italiane: il design, il gusto e la musica. Armonia, infatti, è il tema di questa edizione. Cosa rappresenta per lei questa parola? Guida tutto il nostro lavoro. L’abbiamo scelta perché racconta il legame tra Milano e Cortina, tra la città e le montagne, tra l’ingegno umano e la bellezza della natura. Noi italiani abbiamo un rapporto speciale con la bellezza: ce la portiamo dentro e, inevitabilmente, si riflette anche nel modo in cui raccontiamo una cerimonia. L’armonia è la capacità di mettere insieme differenze che, unite, generano qualcosa di nuovo. Perché un doppio braciere? Si tratta di un gesto simbolico potente, che rispecchia l’identità stessa di queste Olimpiadi. Accenderne uno a Milano e uno a Cortina significa celebrare insieme la dimensione urbana e quella montana, la contemporaneità e la tradizione, la velocità della città e il respiro delle Alpi. Il programma è ancora top secret: ci può anticipare qualcosa? Posso dire molto poco, parte della magia è proprio nella sorpresa. Racconteremo l’Italia attraverso ciò che la rende unica: la creatività, l’ingegno, la capacità di trasformare la bellezza in un patrimonio condiviso. E speriamo che arrivi in tutto il mondo un messaggio di inclusione, dialogo e pace. L’organizzazione è iniziata due anni fa: in che modo avete portato avanti le attività? Siamo partiti lavorando sul tema, sulla narrativa e sull’identità visiva dello spettacolo. Parallelamente, è cominciata la ricerca per scegliere musica, costumi, scenografie, tecnologie e cast. Poi, tutta la parte di progettazione tecnica. Un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione di tante eccellenze italiane, in primis i registi Simone Ferrari, Lida Castelli, Damiano Michieletto e Lulu
L’architettura
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dell’
© Luca Parisse
La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 (Russia)
emozione
A un mese da Milano Cortina 2026, il direttore creativo della cerimonia d’apertura, Marco Balich, racconta il valore collettivo dell’evento e il concept dietro allo show mescoupsdecoeur
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© Filippo Avandero
di Flavio Scheggi
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SPORT Helbaek, e poi Massimo Cantini Parrini per i costumi e Andrea Farri per la musica. Il processo ha richiesto una coordinazione molto serrata con il Comitato organizzatore e il Comitato Olimpico Internazionale. State incontrando difficoltà logistiche? La Cerimonia olimpica di Milano Cortina è la prima diffusa in più location, che devono dialogare in un racconto armonico, come se fossero un unico organismo. A livello organizzativo è una sfida importante: ogni scelta creativa deve tener conto di sincronizzazioni complesse, infrastrutture e pubblici diversi. Il nostro obiettivo è garantire un’esperienza forte ed emozionante a chi seguirà gli eventi in presenza e a chi lo farà seduto sul proprio divano, da qualsiasi parte del mondo. Quando si parla delle cerimonie di inaugurazione ricorrono spesso due parole: simbolo ed emozione. Il simbolo è un linguaggio universale: una fiamma che si accende o una bandiera che sale non hanno bisogno di essere tradotti, parlano a chiunque nel mondo. L’emozione
è ciò che riempie di vita questi simboli, il sentimento che nasce in chi li guarda. È l’architettura invisibile fatta di musica, luce, immagini e corpi che si intrecciano per far sentire ciascuno parte di qualcosa di più grande. Quando simbolo ed emozione si incontrano, la cerimonia smette di essere solo uno show e diventa un momento che rimane nella memoria collettiva. Quale show vorrebbe realizzare in futuro? Mi piacerebbe poter lavorare alla celebrazione del 2 giugno. È una ricorrenza simbolica per il nostro Paese, un evento in cui l’Italia riflette sulla propria identità e sulla coesione nazionale. Cosa farà il giorno successivo all’inaugurazione dei Giochi? Ringrazierò la squadra che ha reso possibile tutto. E proverò a godermi il silenzio dopo il rumore: è un momento prezioso, in cui finalmente realizzerò cosa è successo. balichwonderstudio.com olympics.com
© Luca Parisse
Il tradizionale Flag Handover (passaggio di bandiera) a Milano Cortina 2026 durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022
IL GRUPPO FS PER MILANO CORTINA 2026 Un videomapping emozionale che porta nel cuore delle città i valori del Gruppo FS, tra cui l’eccellenza e la sostenibilità, intesa anche come dialogo interculturale e inclusione. Sono i giochi di luce dedicati alle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, in programma sulla facciata di Milano Centrale ogni sera fino al 15 marzo. La stazione di Milano Centrale, inoltre, è la prima ad accogliere il Look of the Games, l’identità visiva dei Giochi. La personalizzazione dedicata all’evento è presente anche a Venezia Mestre, Venezia Santa Lucia e nei principali scali ferroviari dei territori coinvolti nelle Olimpiadi. Inoltre, in tutta Italia circolano i treni Frecciarossa, Intercity e Regionale di Trenitalia, e i bus di Busitalia, rivestiti con una speciale livrea dedicata a Milano Cortina 2026, a simboleggiare l’impegno del Gruppo FS come Mobility Premium Partner della manifestazione. Il videomapping sulla facciata della stazione di Milano Centrale 60
7 - 15 febbraio 2026 Modena Fiere
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Marte S.r.l. Società di Confcommercio Modena Via Begarelli, 31 41121 Modena
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LIFESTYLE
Moda
in movimento
Modello Losanga di 62
Lotto Leggenda
A Firenze Pitti Uomo racconta l’evoluzione del fashion maschile contemporaneo. Mentre il Salone dedicato all’abbigliamento kids propone uno stile lontano dagli stereotipi di Cecilia Morrico
MorriCecili
attiva. Sul piazzale della Ghiaia, sempre dentro Fortezza da Basso, troviamo Sebago, che torna a Pitti per festeggiare i suoi primi 80 anni. Nato nel 1946 come brand calzaturiero nel Maine, a nord degli Stati Uniti, rende omaggio alle proprie radici e alla capacità di reinterpretare il suo heritage in chiave contemporanea. Al centro della presentazione i tre mondi che guidano il percorso creativo della nuova collezione: il preppy, tra tradizione e vita urbana, quello ispirato alla pesca a mosca del Maine e, infine, una dimensione più rurale che rimanda all’America montana. Sempre sul piazzale troviamo anche La Martina, che torna alla sua forte identità, legata al polo argentino, dopo la virata western della scorsa edizione, e trasla stampe e motivi dello sport equestre su t-shirt, maglioni e giubbotti. Si passa poi alla sezione Dynamic Attitude, all’interno del Padiglione Cavaniglia, con una serie di marchi da tenere d’occhio. Lotto Leggenda propone due nuovi modelli: Tokyo Shibuya e Losanga ‘76 Waxed Sue. Interpretazioni che rileggono gli archivi del marchio e ne mettono in scena l’evoluzione attraverso materiali ricercati e dettagli iconici. SUN68 dedica una capsule alla leggendaria band The Beatles, con polo e t-shirt che raccontano la storia dei quattro ragazzi di Liverpool. Debutta, inoltre, The SUN68 club: una proposta uomo e donna composta da circa 20 pezzi per ciascun genere, con maglie in filato misto lana e cotone con loghi fluorescenti, arancione per lui e fucsia per lei. Keeling presenta due nuovi capispalla: il canadian parka Panjulawa, in nylon stone tinto in capo, e il Takutea Hunter jacket, in compatto marine cotton e leggermente imbottito. In più, la mattina del 14 gennaio, nella Sala della scherma, è protagonista della tavola rotonda Keeling wear the nature per spiegare come la responsabilità ambientale, attraverso l’utilizzo di materiali riciclati e tinture eco-compatibili, sia fondamentale nella moda. Partecipano all’incontro Andrea Galluzzo, Ceo di Keeling, Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, Massimiliano Giornetti, Head of Fashion design department di Polimoda, Matteo Minà, giornalista, ed Eva Desiderio, critica di moda.
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è chi si affretta a bloccare per le proprie boutique i pezzi che andranno per la maggiore e chi interroga i designer per scoprire quali saranno i tessuti, i colori e i capi di tendenza. Pitti Uomo 109 e Pitti Bimbo 102, a Fortezza da Basso di Firenze – dal 13 al 16 gennaio il primo, il 21 e 22 il secondo – sono un vortice di voci, incontri e anticipazioni. Ci sono gli eventi speciali, con i guest designer giapponesi Soshiotsuki, Hed Mayner e Shinyakozuka protagonisti nella kermesse maschile, e gli show superglamour, come la passerella The Winter Moth per i più piccoli, ma a Pitti ci si va soprattutto per girare tra i padiglioni e scoprire i trend del futuro. Si parte dall’uomo, declinato nelle cinque sezioni Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e I Go Out, che spaziano dal classico all’informale, passando per l’outdoor e le nuove frontiere dell’innovazione e dello stile. A ogni tema è dedicato uno spazio gremito di stand e per vederli tutti i quattro giorni della manifestazione sono indispensabili. Entrando in Fortezza ci si dirige subito nel piazzale centrale che accoglie l’installazione Ancient/New Site dell’architetto e scultore francese Marc Leschelier, ispirata al tema dell’edizione: Motion. Perché tutto è in movimento e in trasformazione, in primis la moda. Alle spalle dell’opera c’è il Padiglione Centrale, il più grande e con il maggior numero di brand esposti. Non fatevi ingannare dal nome, Fantastic Classic, poiché anche qui l’innovazione è al primo posto per la scelta dei materiali e dei tagli, che non sono mai banali. Ne è un esempio il lavoro di Marco Pescarolo, da ammirare al piano inferiore. Per il prossimo autunno e inverno ha scelto il natural born cashmere, la vigogna e il double lana-cashmere per un guardaroba moderno, con silhouette regolari e varianti relaxed. Sempre al piano inferiore torna anche Cruna, che presenta il suo Manifesto - The Art of dressing well: un invito ad abbracciare uno stile di vita fondato sull’eleganza. La collezione si sviluppa seguendo un’estetica sartoriale e made in Italy. Si passa poi agli accessori, dagli occhiali da sole di TBD Eyewear, marchio che celebra l’artigianalità e il lusso discreto attraverso dettagli raffinati e montature curate, agli zaini di Piquadro, che integrano varie funzioni come la tasca laterale riscaldante per bottiglie o borracce, un sistema di termoregolazione nello schienale e un cavo di ricarica esterno. Dall’arte del tailoring ci si sposta nella sezione Dynamic Attitude, dove trovano spazio outfit disegnati per una vita
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LIFESTYLE
Completo Crun
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Outfit Marco Pescarolo
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Arriviamo alle collaborazioni, come quella tra Voile Blanche e North Sails che presentano a Pitti la capsule Where the Ocean Meets the City, una collezione che porta lo spirito della vela nel contesto urbano. La partnership nasce dal comune orientamento al movimento, all’esplorazione e all’innovazione: North Sails mette a disposizione la sua competenza tecnica e nautica, mentre Voile Blanche traduce quell’attitudine in un linguaggio metropolitano contemporaneo. Nel percorso della sezione Futuro Maschile entra in scena una novità: lo spazio speciale HiBeauty, dedicato esclusivamente al mondo della profumeria. Dieci marchi indipendenti, rappresentativi di una new wave che attraversa l’Europa e arriva fino in Asia. Grazie a un allestimento immersivo, si esemplifica quella contaminazione tra generi che i negozi di abbigliamento e i concept store di tutto il mondo guardano con sempre maggiore interesse. Passando a Pitti Bimbo, le tendenze più avanzate in termini di design e materiali si danno appuntamento al top floor del Padiglione Centrale. In questa edizione nasce il progetto speciale The new edit, in collaborazione con Bobo Choses, che negli ultimi anni è diventato l’emblema di un approccio nuovo e poliedrico alla moda bambino. «In un mondo che si
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muove velocemente e spesso sembra frammentato, questo spazio è pensato per avvicinare le persone. Per confrontarsi, sognare, fare business ispirati dalla passione», commenta Tassa van de Laar, global sales director del brand. Oltre alle creazioni del brand spagnolo, l’area ospita marchi come The new society, Mini Rodini e Maison Mangostan. Una vetrina di alta qualità con attenzione consapevole ai temi della sostenibilità, in grado di rappresentare l’infanzia con autenticità, rimanendo lontana dagli stereotipi. pittimmagine.com
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FIRENZE DA ASSAPORARE Scorpacciata di moda a gennaio, viaggio nel gusto a febbraio. Da sabato 7 a lunedì 9, Fortezza da Basso ospita Taste, il Salone di Pitti Immagine dedicato all’enogastronomia contemporanea. True Food è il tema di questa edizione, che accoglie oltre 750 aziende per una fotografia aggiornata e approfondita del settore, tra tradizione e modernità. Eventi, talk e presentazioni in Fortezza e in città compongono un calendario ricco di convivialità.
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ARTE E CULTURA
divine
Prospettive
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Il calendario 2026 realizzato dal Fondo edifici di culto raccoglie le immagini degli interni di chiese simbolo dell’arte cristiana. Un tour culturale che rappresenta anche un’esperienza spirituale di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it foto di Massimo Listri
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pazi che amplia no lo sguard o e proietta no la vista oltre i confini umani, verso un orizzonte che sfiora il divino. È questa la sensazione che Massim o Listri ha saputo cattura re nelle 12 fotogra fie che compo ngono il calend ario 2026 del Fondo edifici di culto (Fec), intitola to Prospet tive d’intern i. I mesi dell’ann o si riveston o di arte policro ma, ma sopratt utto di architetture spettacolari, per il proget to del Fec, ente dello Stato gestito dal ministe ro dell’Inte rno che possied e circa 900 chiese e si occupa di manten erle e valorizzarle, in collabo razione con il ministe ro della Cultura e altre istituzio ni e realtà ecclesi astiche e locali. All’inizia tiva aderisce il Gruppo FS Italiane che, come ha dichiarato l’Ammi nistrato re Delega to Stefano Antonio Donnar umma, «confe rma il proprio ruolo attivo nel promuovere iniziative cultura li capaci di avvicin are sempre più person e al patrim onio artistico naziona le». Un sostegn o in linea con la mission e del Gruppo, che vuole «trasfo rmare il viaggio stesso in un’espe rienza cultura le, offrend o momenti di scoper ta e conoscenza». A bordo dei treni e nelle sale Alta Velocità di Trenita lia, infatti, a gennai o e febbra io, e poi a luglio e ad agosto, si posson o ammira re le immag ini selezio nate per il proget to. Ai 22 interni selezio nati, di cui 12 sono protag onisti del calend ario, è dedica to anche un libro omonim o, con interve nti di grandi nomi, come lo storico dell’arte Claudio Strinati, il cardina le Gianfra nco Ravasi e l’architetto Massim iliano Fuksas. Quest’u ltimo, in partico lare, ha sottolin eato il valore dell’iniziativa, che ha saputo mettere in primo piano l’architettura e le sue prospettive, nonostante la presen za in queste chiese di opere pittoriche straord inarie. Le immag ini da maestro di Listri ritragg ono luoghi di culto sparsi in tutta Italia, da Venezia a Bologn a, passan do per Firenze , fino a giunge re a Napoli e a Palerm o. Senza tralasciare il cuore del cristian esimo, Roma. Una delle più attrattive e ricche della Capita le è la chiesa del Gesù, realizza ta tra il 1568 e il 1584. L’edificio, valorizzato dal recente restauro dei quattro porton i e della cappel la del Sacro cuore, è uno dei più significativi esemp i di barocco romano . Sintesi perfetta dell’ide ale gesuita che unisce spiritua lità, arte e ragione , la sua maesto sa navata central e è scandita da colonne corinzie che svettan o verso il soffitto . I confini sembra no non esistere , lo spazio si libera per consentire allo sguard o di raggiun gere il cielo, compo sto da nuvole, figure umane e angeliche, per converg ere nel tabern acolo, attrave rso un’espe rienza di elevazi one verso la salvezza. A Santa Maria sopra Minerva, anche questa al centro di Roma, a pochi passi dal Panthe on, l’effetto estetico e spiritua le è un altro. Qui, tra archi e volte a sesto acuto, lo stile maestro è il gotico, che non conta molti esemp i in Italia. Sul soffitto, realizza to nel 1800, sono raffigurati gli aposto li, gli evange listi e i dottori della Chiesa sullo sfondo di un mistico cielo stellato . Una prospettiva che guida l’attenzione verso l’alto, «come fosse un canto gregor iano», osserva Ravasi.
L’interno della chiesa del Gesù a Roma
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ARTE E CULTURA La chiesa romana di Santa Maria sopra Minerva
Costruita nello stesso stile medievale, la basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna è la più essenziale tra quelle scelte per il 2026, con la sua bicromia formata dal rosso dato dai mattoni a vista e il bianco degli elementi architettonici. La struttura è caratterizzata da una scansione modulare delle campate in cui la luce è protagonista: filtrata dalle finestre a ogiva, si diffonde in fasci che esaltano le geometrie. Nella preziosa selezione del calendario, anche il sud, culla di culture e tradizioni millenarie, come sottolinea Strinati, ha un posto di rilievo. A partire da Napoli, che offre un ricco repertorio. Tra i vari luoghi di culto cristiani presenti in città, si apre alla vista la grandiosa basilica di San Domenico Maggiore, decorata da un tenue colore celeste
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e dalla preziosità dell’oro. L’impressione è sempre quella di un agile slancio verso l’alto, favorito da pilastri snelli e volte a crociera, elementi tipici delle architetture del XIII e del XIV secolo, quando fu costruita la chiesa voluta da Carlo II D’Angiò. Il soffitto aureo dona un tocco sfarzoso, senza far distogliere, però, lo sguardo dall’altare. È capace di suscitare stupore, infine, la basilica del Gesù di Casa Professa, a Palermo. Decorata da marmi e stucchi a disegnare girali con frutti e fiori, crea un effetto vertiginoso quasi insostenibile per la vista. Il fondo è di un bianco accecante, punteggiato da toni gialli e blu: un trionfo assoluto di barocco siciliano. Nella sua prospettiva ci si perde, non esistono l’alto e il basso, ma rimane solo la dimensione di uno spazio senza limiti.
La navata centrale della basilica di San Domenico Maggiore
L’interno della basilica del Gesù di Casa Professa a Palermo
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ARTE E CULTURA
Pennellate di
cinema
A Torino, fino al 22 febbraio, c’è la mostra Manifesti d’artista. Un viaggio nei poster iconici di celebri film internazionali di Gaspare Baglio
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gasparebaglio
Filiberto Scarpelli iotte Manifesto per Il sogno di Don Chisc di Amleto Palermi, Italia , 1915
A Renato Guttuso per Riso amaro ure broch della rtina Cope di Giuseppe De Santis, Italia , 1949
de rdare un’emozione formato gran lcuni usano i poster dei film per rico d’arte. re ope rie prop e vere trasformati in schermo, altri quei poster li hanno Mole alla ma cine del le iona naz 6, al Museo Una prova? Fino al 22 febbraio 202 e che, da ifesti d’artista espone le locandin Antonelliana di Torino la mostra Man formate in poesia per gli occhi. oggetto promozionale, si sono tras gioielli appartenenti ara Sillo hanno riportato alla luce Le curatrici Nicoletta Pacini e Tam al pubblico. gior parte dei quali mai mostrati alle collezioni della galleria, la mag tuso) bastano Gut ato Ren Riso amaro dipinta da Dieci manifesti (più la brochure di sonoro, dal al o mut dal – ogo tra cinema e arte a raccontare mezzo secolo di dial po: da cam in si mes i ie alla grandezza dei nom Futurismo al Neorealismo – graz a Potëmkin a zzat cora La cult del per l’iconica locandina Aleksandr Michajlovič Rodčenko ïs, fino al pungente e lare la sua mano al film muto Tha Enrico Prampolini capace di rega del capolavoro Il rpelli con la sua inventiva al servizio vulcanico disegnatore Filiberto Sca Rivetta) e la fantastica e regista Toddi (alias Pietro Silvio sogno di Don Chisciotte. L’artista ce il visitatore tra le iantata in Italia, trasportano inve Vera D’Angara, attrice russa trap ‘20. i ann razioni pubblicitarie linee raffinate ed eleganti delle illust immensi numeri, si capisce come artisti e nei solo ola In questa esposizione, picc rio Taviani – Vitto e lo Pao lli Francesco Rosi e i frate registi – quali Giuseppe De Santis, tato? Sbalorditivo. amento delle loro pellicole. Il risul considerassero il poster un prolung di dubbio. Da vedere (e vivere) senza ombra museocinema.it
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ARTE E CULTURA Aleksandr Michajlovič Rodčenko 1925 La corazzata Potëmkin di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn , Unione Sovietica, Manifesto per Бронено́сец «Потёмкин»/Bronenosec Potëmkin/
Enrico Baj Manifesto per Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi, Italia, 1976 Collezione Museo nazionale del cinema, Torino 72
Renato Guttuso Manifesto per Kaos di Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 1984 Collezione Museo nazionale del cinema, Torino
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ARTE E CULTURA Amedeo Modigliani Ragazzo dai capelli rossi (1919) Centre Pompidou, Parigi, Musée national d’art moderne/Centre de création industrielle, in prestito a lungo termine: LaM, Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut de Lille Métropole, Villeneuve d’Ascq © Nicolas Dewitte/LaM
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Visioni di
modernità
In mostra a Padova 65 opere di 30 artisti d’avanguardia, tra cui Pablo Picasso e Amedeo Modigliani, in prestito da uno dei più importanti musei del Nord Europa di Gaspare Baglio
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Pablo Picasso Donna con cappello (25 novembre 1942) LaM, Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut de Lille Métropole, Villeneuve d’Ascq © Succession Picasso, by Siae 2025. © Studio Lourmel
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ARTE E CULTURA Fernand Léger Donna con mazzo di fiori (1924) LaM, Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut de Lille Métropole, Villeneuve d’Ascq © Fernand Léger, by Siae 2025. © Muriel Anssens/Ville de Nice
Joan Miró Testa di grande musicista (maggio 1931) LaM, Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut de Lille Métropole, Villeneuve d’Ascq © Successió Miró, by Siae 2025. © Philip Bernard
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Palazzo Zabarella di Padova è di scena fino al 25 gennaio quello che si può definire un vero e proprio coup de théâtre: il Lille Métropole, Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut (LaM) di Villeneuve-d’Ascq, nel nord della Francia, ha prestato allo spazio espositivo 65 quadri che non escono spesso dalla pinacoteca. La Fondazione Bano, che gestisce il Palazzo, ha segnato così un altro punto a livello internazionale portando a Padova le creazioni di 30 artisti d’avanguardia per la mostra Modigliani, Picasso e le voci della modernità dal Museo LaM. La curatrice Jeanne-Bathilde Lacourt ha organizzato sei sezioni che scorrono veloci come un reportage accattivante: si parte dal Cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque, passando al tubismo di Fernand Léger per arrivare alle opere di Amedeo Modigliani – tra cui Moïse Kisling, Ragazzo dai capelli rossi, Nudo seduto con
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camicia e Maternità – che occupano un posto d’onore. Non mancano Joan Miró, Youla Chapoval, André Lanskoy, Alexander Calder e Bernard Buffet, che rappresentano l’intero repertorio dell’arte europea del XX e XXI secolo. Last but not least, ci sono pure gli autodidatti naïf Gertrude O’Brady e Camille Bombois e gli artisti spiritualisti Auguste Lesage e Victor Simon, celebri per le loro visioni che sembrano provenire da un’altra dimensione. Sono esposti anche lavori di Art Brut, per esempio quelli di Fleury Joseph Crépin, tesi a ricordare che la creatività non ha bisogno di patente o permessi speciali, ma si nutre unicamente di ispirazione. C’è tempo fino al 25 gennaio per visitare questa mostra interessante e un po’ imprevedibile: un’occasione rara per vedere le opere di maestri celebri e meno noti a confronto come vecchi amici in un bar d’Europa stile Belle Époque. zabarella.it
SEGNALIBRO
PRIMA DI SCENDERE
Intellig Nel libro Piante da record Alessandra Viola racconta il mondo vegetale come protagonista attivo della vita sulla Terra. Tra primati impensabili e strategie complesse di Sandra Gesualdi
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e piante non sono uno sfondo, ma una presenza attiva e decisiva per la vita sulla Terra. Soggetti capaci di relazione, adattamento e resistenza a cui guardare come maestre silenti dall’animo gentile. Ne è convinta Alessandra Viola, ricercatrice, scrittrice e divulgatrice scientifica che da anni lavora, racconta e scrive per scardinare l’idea del mondo vegetale come realtà passiva e inferiore. Con Piante da record, il suo nuovo libro, descrive il regno vegetale attraverso primati sorprendenti che ribaltano i pregiudizi. Quale di questi ti ha sorpresa di più? Mi ha colpito molto sapere che ci sono piante capaci di riscaldarsi. Alcune lo fanno durante la fioritura attraverso un processo chiamato termogenesi, sorprendentemente simile a quello dei muscoli umani durante uno sforzo fisico. È un esempio che restituisce l’idea che le piante siano tutt’altro che passive, ma capaci di attivare strategie complesse per adattarsi all’ambiente. Perché hai scelto proprio il tema dei record per raccontare il mondo vegetale? Mi sono ispirata al Guinness dei primati e alla nostra passione per le misure: ci piace conoscere l’altezza, il peso o la durata di una cosa. I record sono un modo immediato per incuriosire, ma soprattutto per mostrare che il mondo vegetale è molto diverso da come siamo soliti immaginarlo. Non è immobile, non è meno evoluto di quello animale, anzi è ricchissimo di caratteristiche affascinanti. Cosa ci insegnano questi primati sulle piante che incontriamo ogni giorno? Ci aiutano a cambiare sguardo. Se scopriamo che l’essere vivente più alto, più pesante o più antico del pianeta è una pianta, iniziamo a guardare con maggiore attenzione anche l’albero sotto casa o l’erba che cresce ai margini della strada. Le piante smettono di essere uno sfondo e diventano protagoniste. Qual è la lezione più urgente che offrono oggi agli esseri umani? Direi l’adattabilità. La specie più longeva del mondo, che ha più di cinquemila anni, esisteva già nell’Età del bronzo.
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Come ha fatto a sopravvivere così a lungo? Le piante ci insegnano che c’è posto per tutti, a patto di trovare il proprio spazio e riconoscere il proprio valore. Cosa ci dicono quando impariamo davvero ad ascoltarle? Che sono le vere protagoniste della vita sulla Terra. Noi animali ci sentiamo detentori di ogni primato, ma spesso non è così. Esistono piante sopravvissute alle bombe atomiche e anche in ambiti come la resistenza o la velocità, che consideriamo tipicamente nostri, hanno molto da insegnarci. Scoprire le loro capacità cambia il nostro sguardo e spero che possa condurci a un maggiore rispetto per un mondo dal quale dipendiamo, ma che spesso trattiamo come una risorsa inesauribile. Da dove si può partire, concretamente, per costruire un rapporto più consapevole con il mondo vegetale? Dall’attenzione quotidiana. Fare caso ad alberi ed erbe che incontriamo lungo il tragitto verso il lavoro o la scuola. È nella relazione che risiede il potere di cambiare davvero le cose. Riconoscere l’altro non come qualcosa da usare, ma come un’alterità con cui entrare in connessione. Un’attenzione alla complessità che ritroviamo anche in Storia di Sergio, sulla vita di Sergio De Simone, un bambino deportato ad Auschwitz con la famiglia. Il cortometraggio d’animazione, di cui sei coautrice della sceneggiatura, è stato ammesso dall’Academy tra i titoli in corsa agli Oscar 2026 nella categoria Animated Short Film. Che valore ha per te questo riconoscimento? È stata un’emozione enorme. Il pregio di questo lavoro, oltre alla straordinaria qualità della regia firmata da Rosalba Vitellaro, sta nel tentativo di spiegare la complessità ai bambini, di raccontare la differenza tra un tedesco e un nazista senza semplificazioni. L’animazione è stato il linguaggio giusto per trasmettere un messaggio di pace e offrire strumenti per comprendere il passato e il presente. C’è un libro letto e riletto nella tua biblioteca? Mi piace molto la letteratura di viaggio, ma uno dei miei preferiti è Il pesce scorpione di Nicolas Bouvier. È un testo che continua a parlarmi ogni volta in modo diverso.
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Aboca Edizioni pp. 104 € 20
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SEGNALIBRO
a cura di Sandra Gesualdi
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ESTRANEA Yael van der Wouden Garzanti, pp. 272 € 18 Olanda, primi anni ‘60. Isabel, donna rigida e solitaria, vive prigioniera della casa materna, tra oggetti e ricordi ammuffiti. L’arrivo di Eva, la compagna del fratello, incrina la sua fragile quotidianità. Tra le due donne nasce una tensione psicologica fatta di attrazione, repulsione e violenza sottile. Con prosa raffinata e inquieta, l’autrice esplora i traumi familiari e le ombre del secolo scorso, in un intreccio di segreti e ossessioni. Un libro teso e claustrofobico.
LA LEADERSHIP PER TUTTI Gigi De Palo Edizioni San Paolo, pp. 192 € 16 Un saggio divulgativo che propone un’idea di leadership quotidiana e imperfetta, lontana dalle formule miracolose suggerite dai guru. L’autore valorizza le fatiche di genitori, giovani senza certezze e lavoratori, che spesso danno forma a inconsapevoli strategie gestionali. Il tono è empatico e autentico, racconta di vite vissute tra ferite, tentativi, responsabilità. Per imparare a guidare senza il bisogno di cercare applausi, ma suscitando gratitudine.
IL MULTIFORME INGEGNO Franco Stivali Luiss University Press, pp. 120 € 12 Queste pagine esplorano la capacità umana di reinventarsi attraverso i secoli. L’autore intreccia astuzia e metamorfosi culturale, in un percorso che unisce Ulisse, Leonardo e il linguaggio informatico per mostrare come l’ingegno sia un mix di tecnica, poesia e strategie di sopravvivenza. È la storia delle idee in un viaggio singolare, dove curiosità ed erudizione convivono. Un mosaico ricco e stimolante, che invita a riconoscere nell’immaginazione una risorsa inesauribile.
NESSUN’ALTRA CASA Gabriele Santoro Del Vecchio Editore, pp. 320 € 22 Un libro intenso che ha come sottotitolo Memorie lungo la Drina: trent’anni dopo Srebrenica. L’autore raccoglie dieci testimonianze, lungo tre generazioni, che restituiscono con delicatezza e potenza il peso dell’assenza e la tenacia del ricordo. Le voci dei sopravvissuti compongono un racconto corale, in cui il dolore diventa gesto di pace e speranza di futuro. A 30 anni dal genocidio di Srebrenica, nella terra di confine tra la Serbia e la Bosnia-Erzegovina, quella tragedia torna a farsi voce viva.
VARIE COSE SULLE SEQUOIE E SUL TEMPO Jón Kalman Stefánsson Iperborea, pp. 304 € 19,50 Un ragazzino di dieci anni lascia l’Islanda e atterra a Stavanger, in Norvegia, per passare l’estate dai nonni. È l’occasione per affrontare speranze, turbamenti e rivelazioni dell’infanzia: dal sogno irrealizzabile di non crescere mai e restare con gli amici Björn ed Eirik alla folgorante scoperta dei Beatles, con cui guarire il cuore di Tora dalle lunghe trecce. Con nostalgia e ironia, si segue la memoria dell’autore attraverso quell’età in cui bisogna ancora trovare il proprio posto nel mondo. G.B.
RIFIUTO Tony Tulathimutte Edizioni E/O, pp. 288 € 19,50 I personaggi di questo romanzo sono uno specchio deformante dei modi in cui il mondo digitale ha influenzato emozioni, idee e vite di due generazioni. Si passa dall’uomo che si sforza di diventare femminista, scivolando nel nichilismo, alle fantasie sessuali di un ragazzo, così grottesche da impedirgli contatti umani. Fino alla persona in grado di ordire una colossale teoria del complotto per vendicarsi di chi voleva incasellarla. Un ritratto amaro e brillante della vita digitale nel XXI secolo. G.B.
CIAK, SI PARTE
PRIMA DI SCENDERE
ilcinema
dei sogni
Voto: Guarda il trailer del film
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ravolgente e sorprendente, Marty Supreme di Josh Safdie è un concentrato di emozioni che corrono a un ritmo incalzante. Protagonista assoluto è Timothée Chalamet, in un’interpretazione che profuma di Oscar. Accanto a lui Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Tyler Okonma, Kevin O’Leary, Abel Ferrara e Fran Drescher. Siamo negli anni ‘50, Marty Mauser è un venditore di scarpe con l’ossessione per il ping pong, che rappresenta per lui la via di fuga da tutto ciò che lo circonda. Si muove a New York, tra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria. È ambizioso, eccentrico, vive di avventura e sogna in grande. Tutta la sua energia arriva sullo schermo attraverso
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il ritratto denso di un sognatore determinato a trasformare uno sport allora sottovalutato in qualcosa di glorioso, con un pizzico di ironica presunzione. «È una storia di formazione che mostra come, nella giovinezza, un’individualità che non accetta compromessi possa essere tanto liberatoria quanto limitante. La fede cieca nel suo sogno porta Marty, in modo indiretto, alla scoperta di sé e al cambiamento», sottolinea il regista. Un’opera che è un monito a perseguire i propri obiettivi, senza considerare i giudizi degli altri e le difficoltà che si incontrano sul percorso. Distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, è al cinema dal 22 gennaio.
L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa
di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547
Torna su Prime Video la serie con protagonista la coppia padre-figlio Christian De Sica e Pietro Sermonti. Nelle nuove storie li troviamo alle prese con avventure sempre più divertenti e conflitti dai risvolti comici. La loro attività è insidiata da Rossana Astri, guru femminista che insegna alle donne a fare a meno degli uomini. Le sue idee mettono a rischio il business di Giacomo e la vita privata del figlio Alfonso, quando Margherita, sua moglie, diventa una sua seguace. Al cast principale si aggiungono Gianmarco Tognazzi e Sabrina Ferilli. Voto:
Tensione, segreti, nuovi intrecci di storie. Non delude le aspettative la terza stagione della serie, dal 13 gennaio su Disney+, con due episodi disponibili al lancio seguiti poi da uno a settimana. Tratta dall’omonimo romanzo di Carola Lovering, racconta le complicate vicende di Lucy Albright (Grace Van Patten) e Stephen DeMarco (Jackson White) e la loro relazione ossessiva. Gli episodi alternano passato e presente, mostrando le ombre di ogni personaggio. Anche gli amici coinvolti dovranno fare i conti con le proprie azioni distruttive. Voto:
BRIDGERTON
© 2025 Netflix, Inc.
TELL ME LIES
© 2025 Disney. All rights reserved
GIGOLÒ PER CASO. LA SEX GURU
© Arianna Lanzuisi/Prime Video
IN STREAMING
Su Netflix ritornano le atmosfere romantiche della serie di casa Shondaland. Gli otto episodi della quarta stagione saranno trasmessi in due parti il 29 gennaio e il 26 febbraio. Benedict Bridgerton (Luke Thompson) rifiuta di sistemarsi, ma al ballo in maschera rimane folgorato da una misteriosa Dama d’Argento e, con l’aiuto della sorella Eloise (Claudia Jessie), cerca di scoprire l’identità della giovane. La donna dei suoi sogni è una cameriera di nome Sophie Baek (Yerin Ha). Può l’amore vincere tutto? Anche un legame proibito dalla società? Voto:
© Maria Marin
© 2025 Focus Features, LLC. All rights reserved
AL CINEMA
SONG SUNG BLUE
2 CUORI E 2 CAPANNE
LE COSE NON DETTE
Universal Pictures inaugura il nuovo anno con una commedia romantica e musicale ispirata a una storia vera. Due artisti in difficoltà, interpretati da Hugh Jackman e Kate Hudson, fanno nascere una tribute band dedicata a Neil Diamond. Un film d’amore ma anche un elogio al cantautore statunitense, con interpretazioni magistrali da parte dei protagonisti. Per chi cerca esempi di resilienza, che dimostrino come non sia mai troppo tardi per innamorarsi e realizzare i propri sogni. Dall’8 gennaio. Voto:
Due persone totalmente diverse, con vite agli antipodi, si incontrano per caso e scatta la scintilla. Claudia Pandolfi e Edoardo Leo sono i protagonisti della divertente commedia di Massimiliano Bruno. Alessandra è una brillante insegnante di liceo, femminista, libera e indipendente. Valerio è un preside 40enne spensierato, ma rigoroso e tradizionalista, nonché maschilista inconsapevole. La loro unione, tanto bizzarra quanto autentica, li obbliga al confronto e al cambiamento. Dal 22 gennaio. Voto:
Gabriele Muccino torna a parlare di emozioni con il suo stile narrativo elegante. Carlo ed Elisa sono una coppia affermata professionalmente, alle prese con la quotidianità. Gli equilibri vacillano quando decidono di fare un viaggio in Marocco insieme agli amici. Qui le certezze crollano e i rapporti si trasformano. Ispirato al romanzo Siracusa di Delia Ephron, il film ha nel cast, tra gli altri, Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini. Dal 29 gennaio. Voto:
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FOOD TO GO
© Gianni Brucculeri
PRIMA DI SCENDERE
Mondadori, pp. 168 € 19
Ok, il piatto
è giusto! Iva Zanicchi torna in libreria con un ricettario che unisce i sapori della tradizione emiliana ai suoi ricordi personali di Gaspare Baglio
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on è soltanto una voce, ma un’artista in grado di attraversare generazioni con ironia e passione. Iva Zanicchi ha portato il suo talento in giro per il mondo, ha vinto tre volte il Festival di Sanremo – con Non pensare a me, Zingara e Ciao cara come stai? – ed è diventata un volto ancor più familiare grazie al game show Ok, il prezzo è giusto!, che ha condotto per 13 anni. L’aquila di Ligonchio ha trovato un nuovo linguaggio nella scrittura ed è tornata in libreria con Quel profumo di brodo caldo, in cui mescola sapientemente piatti della tradizione emiliana e ricordi personali.
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Qual è la ricetta più rappresentativa del libro? Sicuramente i tortellini in brodo: mi ricordano l’infanzia e la mia mamma. Non li mangiavamo spessissimo perché era un piatto elaborato e costoso. Non eravamo ricchi, bisognava fare attenzione al cibo. La polenta c’era sempre, ma la pasta in brodo raramente: per questo è il mio piatto preferito. Lo mangio anche d’estate. Questo è il tuo quinto libro, il primo dedicato alla cucina: com’è nata l’idea? L’ho scritto con grande amore, ma velocissimamente. Mi vergogno anche un po’, perché ci ho messo meno di un mese. Non volevo fosse un testo di cucina classico, ce ne
fungo: una volta mio papà ne aveva trovato uno, ma non l’avevamo mangiato perché puzzava. Il primo risotto al tartufo aveva un odore e un sapore poco familiari, ma l’ho adorato. E ora mi fa pensare ai primi guadagni, all’inizio della mia carriera. A questo proposito, cosa dobbiamo aspettarci da Iva Zanicchi in questo 2026? Sono consapevole degli anni che ho, ma me ne frego. Finché il Signore mi lascia la testa non mi fermo: scrivo, canto e faccio televisione. Sto anche cercando nuovi brani: non ho intenzione di fare un disco con 12 inediti, ma voglio cantare due canzoni nuove, bellissime. E credo di averne trovata una. In televisione ti rivedremo? È prematuro parlarne. Sto attendendo. Ho proposte da Mediaset, dove sono nata, e c’è apertura anche in Rai. Sicuro non starò con le mani in mano. ivazanicchireal
ERBAZZONE Ingredienti per la pasta: • 200 g di farina 00 • 1 noce di strutto • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva • 100 ml di acqua tiepida • Sale q.b. Ingredienti per il ripieno: • 1,5 kg di bietole • 1 mazzo di cipollotti • 1 ciuffo di prezzemolo • 60 g di lardo o pancetta a dadini • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva • 80-100 g di Parmigiano Reggiano • 1 spicchio d’aglio • Sale q.b. • Pepe q.b. • 50 g di burro
© Olga/AdobeStock
sono già troppi in giro. Queste sono ricette che si possono preparare facilmente legate a episodi di vita. Come quella dell’erbazzone, che hai deciso di regalare ai nostri lettori. Proprio nel capitolo in cui ne parlo, c’è l’unica parolaccia del libro. Racconto il primo innamoramento: mi ero invaghita di un ragazzo bellissimo e molto ambito. Io ero piena di complessi: troppo alta, troppo seno e col naso un po’ lungo. Invece lui ha cominciato a corteggiarmi e, al primo appuntamento, siamo andati al bar. E lì è successa la tragedia! Per sentirmi grande davanti a questo ragazzo, ho ordinato l’erbazzone e un caffè, che non avevo mai bevuto in vita mia. Mi è andato di traverso, ho iniziato a tossire, il liquido mi è uscito dal naso, avevo le lacrime agli occhi e, per finire in bellezza, come direbbe Dante, il cul mi ha fatto trombetta. Un piatto che leghi ai grandi successi televisivi? La prima volta che sono arrivata a Milano, un amico mi ha portata a mangiare il risotto al tartufo. Io conoscevo questo
PREPARAZIONE In una ciotola lavorare la farina con lo strutto e un pizzico di sale utilizzando una forchetta. Aggiungere l’olio a filo e continuare a mescolare il composto. Dopo aver amalgamato l’olio, versare l’acqua e continuare la lavorazione a mano fino a ottenere un impasto liscio e compatto. Formare una palla e, dopo averla avvolta nella pellicola per alimenti, lasciarla riposare in frigorifero per 45 minuti. Nel frattempo, lavare le bietole e cuocerle in acqua bollente per pochi minuti. Scolare, lasciare intiepidire e strizzare, eliminando tutta l’acqua in eccesso. Infine, tagliare a pezzettini. In una padella far soffriggere nell’olio i dadini di lardo o pancetta con i cipollotti a fettine e l’aglio tritato. Aggiungere le bietole e lasciare cuocere fino a quando avranno assorbito tutta l’acqua. Trasferirle poi in una ciotola e unire il parmigiano, il prezzemolo tritato e un pizzico di sale e pepe. Togliere la pasta dal frigorifero, dividerla in due porzioni e stenderle con il matterello fino a ottenere due sfoglie. Dopo aver unto con il burro uno stampo tondo, foderarlo con la prima sfoglia lasciando che la pasta vada oltre il bordo. Farcire con il ripieno e ricoprire con la seconda sfoglia, ripiegando i bordi verso l’interno. Bucherellare con una forchetta la superficie e cuocere in forno statico per 30 minuti a 200 gradi. Quando la superficie risulterà dorata, sfornare e lasciare intiepidire prima di tagliare a fette.
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IN VALIGIA
PRIMA DI SCENDERE
Abruzzo
di Susanna Ausoni [Stylist, costumista e curatrice d’immagine] susanna_ausoni
experience
© Attilio Cusani
Giacche doppiopetto, pullover oversize e suggestioni unisex. Uniscono eleganza e praticità i capi artigianali ispirati a questa terra
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iaggiare non significa solo cambiare panorama, ma anche abbigliamento. Ogni luogo chiede di essere attraversato in modo diverso e l’outfit diventa parte integrante di questa esperienza. Quest’anno è d’obbligo visitare L’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026. Per aggirarsi in inverno tra le
sue strade ricche di storia si può optare per un cappotto militare Ralph Lauren, scegliere una giacca doppiopetto simile a quelle proposte da Prada, che si sdoppiano e si indossano a strati, o indossare un trench di Kolor nella tonalità must-have verde oliva. Sotto sono perfetti i pullover di taglia oversize, lisci o con trecce lavorate: portati con pantaloni a vita alta corredati da cinture di cuoio, rappresentano il mix ideale tra eleganza e praticità. Suggestioni unisex arrivano dalle camicie di flanella e dai maglioni a losanghe, simbolo di uno stile retrò, realizzati sia da Pringle sia da Brunello Cucinelli. Immancabili i mocassini, che codificano alla perfezione la scarpa elegante anche per il tempo libero. Parco1923, brand nato nel cuore dell’Abruzzo, presenta un berretto unisex in lana merino, un pezzo che chiude il look in maniera inaspettata con un omaggio alla terra che ci ospita. L’azienda realizza artigianalmente accessori e profumi ispirati alla flora selvatica del territorio e utilizza come logo un orso, animale simbolo della regione.
Total look Brunello Cucinelli
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Berretto Parco1923
LE SCELTE DELLA FRECCIA a cura di Cecilia Morrico
Un tocco in più Outfit completi, e mai banali, per weekend stilosi
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1. Total look Harmont & Blaine 2. Giacca upcycling da uniformi dismesse dell’Aeronautica militare, AM Remade 3. Cardigan da uomo nella nuance Cloud Dancer, il bianco naturale che Pantone indica per il 2026, Doppelgänger 4. Maglione con il motivo XX e Companion in collaborazione con l’artista Kaws, Uniqlo
5. Mocassino Penny in pelle per lui, Premiata 6. Kizuna Woman sneaker in pelle scamosciata, Coolway 7. Borsa a spalla Anthem con dettaglio cintura, Balmain 8. Pantaloni in denim Olivia a vita alta e vestibilità comoda, Edwin
9. Vanity case in pelle bordeaux, Kilesa 10. Abito dalla silhouette cocoon, Arket 11. Completo con blazer a quadri in lana, Mango 12. Pullover misto lana e alpaca impreziosito da paillette, Eleventy
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INCONTRI BEAUTY CASE
PRIMA DI SCENDERE di Luca Buttiglieri [Beauty content creator, cantante e attore] luca.buttiglieri
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Trattamento specifico per le mani Hydra Lift con vitamine e peptidi per migliorare l’elasticità cutanea e prevenire la secchezza, Adesso
ennaio non perdona. Le temperature crollano, il vento taglia la faccia e la pelle entra ufficialmente nella modalità “non mi toccate”. È più secca, più fragile, più incline al dramma. Purtroppo, con il freddo i vasi sanguigni si restringono, arrivano meno nutrienti e il film idrolipidico – la nostra protezione naturale – si indebolisce. Traduzione: iniziano a tirare anche zone del viso che non sapevamo di avere. In questa stagione, quindi, la regola è semplice: idratare e proteggere. La detersione deve essere delicatissima, niente schiume aggressive che peggiorano l’effetto carta vetrata. Le creme? Più ricche, più corpose, più capaci di fare da scudo contro il clima. E sì, anche chi ha la pelle mista deve accettare la triste verità: a gennaio serve una texture più nutritiva. È la legge dell’inverno. Le labbra diventano il primo campo di battaglia. Freddo e vento portano a screpolature epiche: gloss idratanti e balsami seri, quindi, non sono un suggerimento ma sopravvivenza pura. Usateli come se vi stesse guardando un dermatologo giudicante. Anche le mani vanno protette con trattamenti idratanti per evitare l’effetto strega di Biancaneve. Ora il divertimento: make-up glaciale. Sfumature fredde, riflessi di neve, bagliori argentati, trasparenze di ghiaccio. Questo è il mese perfetto per sperimentare effetti frost, finish perlescenti e un tocco di Cloud Dancer sugli occhi, la tonalità Pantone 2026: un bianco candido che fa subito settimana bianca ma con stile. Gennaio è difficile, sì, ma almeno il maquillage può essere sorprendente. Il vero obiettivo? Uscire di casa con la pelle protetta, le labbra vive e lo sguardo così glaciale da far apparire la brina sul parabrezza.
Missione
antigelo Detersione delicata, creme corpose e balsami labbra: questa la strategia per affrontare il freddo di gennaio. E per il make-up via libera a sfumature di ghiaccio
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LE SCELTE DELLA FRECCIA a cura di Cecilia Morrico
Effetto Cloud Dancer Dal viso al corpo, nella skincare domina la tonalità Pantone 2026. Per il make-up occhi glitter e labbra nude
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1. Matita occhi 100% clean con doppio uso: delinea come un eyeliner, esalta lo sguardo come un kajal, DeBBY 2. Super Lustrous Glimmer™ è il primo gloss con glitter a base di piante per labbra multidimensionali e scintillanti, Revlon 3. The Essence, trattamento rivitalizzante per riparare la barriera cutanea, Tatcha 4. Crema viso ultra-nutriente alle alghe delle nevi che aiuta a rinnovare la carnagione, Q+A 5. Wild horse Eau de Parfum con note di erbe aromatiche fresche delle Alpi, Alps
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6. Gel detergente corpo antiirritazioni senza solfati e senza sapone, Jacadi 7. Olio multiuso che aiuta a riequilibrare, idratare e illuminare la pelle, OMNI+ 8. Pro-V Miracles Molecular Bond Repair, maschera per capelli ad azione intensiva che aiuta a riparare in profondità, Pantene 9. Maschera viso in cotone biologico con un concentrato di acido ialuronico naturale a triplo peso molecolare, Hydra Hyaluron Mask 10. Ectoin Booster, siero lattiginoso idratante con una formula che rafforza la barriera cutanea, Paula’s Choice
11. Intense Serum Peptide, balsamo labbra con peptidi, Neo Make Up 12. Rossetto idratante dall’effetto glassato Beyond Jelly Lipstick, Nabla X MrDaniel 13. Ombretti Colorful con glitter multiuso da sovrapporre su viso e occhi, Sephora collection 14. Stick labbra e guance pH reagente Match My Vibe, Goovi 15. Tonico illuminante a base di estratto di riso Glow Replenishing Rice Milk, Beauty of Joseon
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LA FRECCIA DI CUPIDO
PRIMA DI SCENDERE
L’AMORE
© Rudall30/AdobeStock
arriva quando ti distrai
questione on te una c diverse re e id iv mia età in o cond o, v lla n e le d ia o v st le ri e g i, C n 8 ann Caro voro fuori nne si udio, ho 3 azze e do asioni di la la g c c C ra o o e te m n im ia a giusta mi ch tantiss ici, dura la person verso am re incontrato a o ra v H tt o . a tr , re a o te scito d’am enze in re ancora riu e: conosc no, però, so n o circostanz , do tutto N . o dicend lla al caso u . ia n v lla e re e ia e m n e sc ore per regio nza la nima g to che l’am mente se ol dire, l’a n o sa su c n si te e so in re m o o, co i affetto o i sono o, am iuso a ogn . Ormai m vo ragazz h o c ra ss b è e n c si u c re o su cuo Son avere tra: il mio ma senza rei to una pie ta n e me stesso iv Cosa dov d o e e son consiglio. st o si tu e n n u o ? n lo me avere re so a rimane iacerebbe to. egnarmi , ma mi p ss re sentimen ra lt o o i v e rm Od dilunga gemella? Non voglio ia anima m la re a v o fare per tr . a risposta n u o tt e Asp miratore Un tuo am
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aro Claudio, amore della zia Malgy, dal modo in cui mi scrivi si capisce una cosa sola: cerchi l’anima gemella come si cercano le offerte al supermercato. Che ansia! Guarda che l’amore, appena sente l’ansia, scappa più veloce di un kakapo quando vede un gatto selvatico. Sei un bravo ragazzo? Meraviglioso. Ami intensamente? Benissimo. Non ti ricambia nessuno? Qui, tesoro, qualcosa non torna. Se tutte le donne che incontri se la danno a gambe levate come se avessero visto la fattura della mia truccatrice, forse il problema non è l’amore, sei tu. Ma non disperare. Anche io ho avuto delusioni, e guarda come sono diventato: un fiore di campo pronto per essere colto.
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A dirla tutta mi sembra che tu sia un po’ playboy, mi pare di intravedere il difetto di molti uomini: si innamorano più in fretta di quanto io cambi montatura di occhiali. Ti do qualche consiglio: smetti di cercare la passione come un cane da tartufo, sii galante, ma non appiccicoso. E manda rose solo se sei sicuro di non sembrare un fioraio disperato. L’amore arriva quando ti distrai. Sorridi, vivi e non diventare una pietra perché le pietre, se sono troppo pesanti, finiscono dritte in fondo al mare. Un bacio,
Cristiano
single, more. Sono ’a d a , ri o o n st ia a st ho un Gentile Cri rò l’amore? 15 anni non 2026 trove veloce: da o lto st o e u m q rò In . sa zitella meglio dire . ma forse è guo sempre se ti tissimo e n ta ci ia p i M Romina
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esoro mio adorato, ma chi sei, una monaca del convento di Santa Solitudine? In 15 anni una si fa una laurea, un master, un figlio e persino un lifting. E poi non usare mai più la parola zitella: è volgare, vecchia, odora di naftalina. È molto più chic dire che sei una donna in attesa dell’uomo giusto perché non vuole perdere tempo con quelli sbagliati, no? Certo, non è che l’amore ti viene a bussare a casa mentre guardi l’ultima puntata di Un posto al sole. Se vuoi trovare l’altra metà della mela devi uscire, andare in discoteca o nelle balere, in posti meravigliosi dove si balla, ci si guarda e magari si incontra un principe azzurro… anche se a volte è più una rana, ma almeno ti diverti. Anche perché lì i maschietti sono
di Cristiano Malgioglio [Cantautore e personaggio tv] cristianomalgioglioreal infomalgioglio
più coraggiosi: in discoteca ballano con un drink in mano, nella balera ballano con la tua mano. Capisci la differenza, tesoro? Magari trovi un bell’uomo con i baffi, anche se mia nonna diceva sempre: «Stai attento agli uomini con i baffi, che il giorno dopo li trovi con i tacchi». Capito com’era avanti? Ma che ci posso fare? Per me i maschi coi baffi sono affascinanti al pari di quelli calvi, la mia debolezza. Pensa al piacere di accarezzare una bella testa lucida! Magari, se strofini bene, esce pure il genio e puoi esprimere un desiderio. Divertiti e non aspettare altri 15 anni per aggiornarmi. Ti bacio forte,
Cristiano
Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it. Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone. L’informativa sul trattamento dei dati personali è disponibile inquadrando questo QR Code
Cari lettori, sono cambiate un po’ di cose. Sapete come sono indeciso e così ho cambiato il titolo del mio nuovo brano, che diventa Chi lo sa. Questo singolo è un regalo che spero vi sia di buon auspicio per il 2026! Auguri! Cristiano
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UN TRENO PER LE STELLE
PRIMA DI SCENDERE
Un mese spumeggiante per il
SAGITTARIO Ariete
Il 2026 si apre in maniera piuttosto turbolenta, infatti rischierete di perdere la rotta più volte. Le prime due settimane di gennaio risulteranno difficili da gestire: le incomprensioni saranno tante e questo condizionerà anche il rendimento sul lavoro. Basterà poco per farvi andare in tilt. Ma dal 20 in poi arriverà una bella ripresa. Ansie e stress andranno via e vi sentirete finalmente più leggeri. Avreste voluto un inizio anno a tutta velocità, ma non sempre è possibile.
Gemelli
Per voi l’anno comincia un po’ al rallentatore. Nei primi giorni del mese potreste sentirvi smarriti, probabilmente a causa di qualche spesa di troppo. Provate a tenere i nervi saldi e non lasciatevi sopraffare dallo sconforto. Tutto si risolverà per il meglio. Nella sfera delle relazioni niente di particolarmente interessante. Comunque sia, incomprensioni e fastidi saranno assenti e ciò vi consentirà di gestire con maggior concentrazione i piccoli intoppi personali che si presenteranno. La fortuna? Bene dal 21 in poi.
Leone
Rientrate tra i segni migliori dell’anno, ma sarà un inverno di riscaldamento. Sfruttate in particolare il mese di gennaio per pianificare tutto. Fissate i vostri obiettivi, fate il pieno di energie e preparatevi a dare il meglio a partire dalla primavera. Non male la sfera delle relazioni: vi sentirete particolarmente in sintonia con le persone del cuore. Non ci saranno grandi stravolgimenti e ciò vi consentirà di tenere lontane ansie e preoccupazioni. La Dea bendata vi supporterà nel momento del bisogno.
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Toro
Il vostro gennaio promette decisamente bene: Venere, Marte e Giove vi sorridono e vi daranno una spinta importante. Comincerete il 2026 con una grinta e una determinazione che non pensavate di avere. Bene anche nella sfera delle relazioni, soprattutto fino al 18-19 gennaio: vi sentirete particolarmente in sintonia con le persone a voi più vicine e questo farà benissimo al vostro mood. Dal 20 in poi potrebbe esserci qualche tensione, ma niente di eccessivamente fastidioso. La fortuna vi darà il giusto supporto.
Cancro
Vi aspetta un inizio anno dal doppio volto. Giove vi sosterrà, ma alcune tensioni accumulate alla fine del 2025 potrebbero tornare a farsi sentire. Nonostante questi intoppi, non mancheranno le occasioni in ambito professionale. Questo 2026 potrebbe cominciare nel segno del cambiamento. Cercate la svolta? È il momento di osare senza paura. Le giornate migliori saranno quelle comprese tra il 29 e il 31. In quei giorni sarete un treno che viaggia a tutta velocità, senza impedimenti.
Vergine
Gennaio sarà all’insegna della concretezza. Nelle prime tre settimane dell’anno riuscirete a capitalizzare quanto di buono avete costruito negli ultimi mesi del 2025. Pure perché l’opposizione di quel cattivone di Saturno sta finalmente giungendo al termine e questo vi farà sentire più ottimisti e meno timorosi. Bene anche in amore: sentirete in modo particolarmente forte la vostra relazione e questo farà bene al cuore. Insomma, la vostra locomotiva procederà spedita. Senza ritardi, senza imprevisti.
di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello
La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)
Bilancia
Vi attende un mese un po’ pazzerello: i primi 15 giorni saranno una vera rottura di scatole, mentre la seconda metà di gennaio diventerà addirittura entusiasmante. Insomma, un periodo senza mezze misure. Occhio a qualche battibecco di troppo sul lavoro a inizio anno. Provate a non combinare grandi casini, anche perché, nella seconda metà del mese, potrebbero arrivare occasioni interessanti. Non complicatevi la vita e tutto andrà per il meglio. La fortuna? Dal 20 in poi vi abbraccerà incessantemente.
Sagittario
Gennaio sarà spumeggiante. Soprattutto nella seconda metà del mese, le buone occasioni fioccheranno. Armatevi di tanto ottimismo e lanciatevi a tutta velocità all’inseguimento dei vostri sogni e dei vostri obiettivi. Potrete fare davvero grandi cose. Estremamente bene anche in amore. Questo mese emanerete buone vibrazioni da tutti i pori e questo giocherà a vostro favore anche nella sfera delle relazioni. Sarà proprio impossibile fare a meno di voi.
Acquario
Gennaio rappresenterà per voi un mese di svolta. E sarà caratterizzato anche dalla concretezza. Questo potrebbe essere il binomio perfetto per cominciare il nuovo anno nel migliore dei modi. Molto bene anche la sfera dell’amore, con Venere che vi sorriderà in particolare nella seconda metà del mese. Vi attendono notti di forte passione e sentirete finalmente ardere dentro di voi un fuoco che, negli ultimi tempi, vi sembrava ormai ridotto a una piccola fiammella.
Scorpione
A gennaio ci saranno molte opportunità per voi. Le prime due settimane si prospettano decisamente prolifere. Tenete gli occhi ben aperti e non lasciatevi sfuggire da sotto al naso occasioni che potrebbero risultare irripetibili. Chi ben comincia è a metà dell’opera, quindi cercate di partire con il piede giusto. Il supporto di Giove vi farà sentire particolarmente energici. Bene anche in amore, soprattutto per chi vive una situazione già solida. Chi sta affrontando una situazione travagliata, invece, dovrà prendere decisioni importanti.
Capricorno
L’anno comincerà con quel cattivone di Giove in opposizione e questo potrebbe generare qualche incomprensione di troppo. Tanto per cambiare, mi verrebbe da aggiungere. In particolare, nella prima decade del mese, alcune scaramucce in ambiente lavorativo potrebbero rovinarvi l’umore. Procede bene, invece, la sfera sentimentale: la vita di coppia non risentirà delle pressioni che avvertirete esternamente. Una nota positiva doveva pure esserci in questo inizio d’anno!
Pesci
Gennaio partirà con una spinta notevole. Avrete una bella schiera di pianeti a favore e questo vi farà imboccare immediatamente i binari dell’alta velocità. Le occasioni saranno molteplici. Ma tanto dipenderà da voi, perché mai nulla accade per magia. E quindi mi raccomando: grinta, impegno e determinazione! Bene anche in amore: le stelle accenderanno il vostro cuore. L’empatia che vi contraddistingue raggiungerà picchi molto alti. Sarà un piacere immenso per chiunque trascorrere del tempo in vostra compagnia.
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UN TRENO PER LE STELLE
PRIMA DI SCENDERE
Un anno fortunato per il Ariete Almeno fino all’estate, aspettatevi un anno condizionato da sfide e tensioni. Da luglio in poi, però, questi eventi complessi evolveranno in occasioni da non perdere. Soffierà il vento del cambiamento e, anche se vi spaventerà, potrebbe portare a una svolta determinante, in particolare nella sfera professionale. Non dimenticatevi di essere ottimisti, soprattutto in quelle fasi dell’anno in cui la ruota non girerà proprio nel verso giusto. L’amore promette molto bene in autunno: i single potrebbero trovare l’anima gemella, anche se sembra impossibile!
Gemelli Vi aspetta un anno di radicali cambiamenti. Tante cose prenderanno una piega diversa nella vostra vita. Magari riuscirete finalmente a mettere da parte quelle cose che vi hanno condizionato negativamente nel 2025. Pensate a lavorare su voi stessi, guardatevi dentro attentamente e diventerete la miglior versione della persona che volete essere. In amore ci saranno alcune difficoltà da affrontare nei primi mesi dell’anno, ma le coppie solide resisteranno agli urti. Giugno sarà il vostro mese fortunato.
Leone Si prospetta un 2026 davvero molto positivo. Siete senza dubbio uno dei segni più fortunati dell’anno. Novità importanti arriveranno in ambito professionale: non dovete accontentarvi, pretendete il massimo. Siete un treno ad alta velocità e non una vecchia locomotiva a vapore, non lo dimenticate mai. Benissimo l’amore: l’estate sarà particolarmente rovente. Inoltre, riuscirete a creare connessioni molto forti con tante persone perché il vostro mood sarà davvero positivo.
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Toro Il 2026 sarà per voi particolarmente propizio, soprattutto nella prima metà. Alcuni progetti che portate avanti da un po’ potrebbero prendere finalmente concretezza. Vi sentirete realizzati e soddisfatti come non accadeva da tempo. In autunno qualche imprevisto frenerà un po’ la vostra corsa, ma la carrozza resterà ben salda sui binari. Bene l’amore, anche se in estate ci saranno decisioni importanti da prendere per il futuro vostro e della coppia. Seguite il cuore e farete la scelta giusta.
Cancro Il 2026 si presenta come un anno di completa trasformazione. A dicembre vi sentirete una persona totalmente diversa rispetto a quella che eravate all’inizio dell’anno. Nel corso dell’inverno prenderete finalmente consapevolezza dei vostri enormi mezzi e ciò vi consentirà di compiere grandi progressi. Dovete solo provare a rincorrere con determinazione i vostri sogni e riuscirete certamente ad acciuffarli. Ci sarà una marea di sfide da affrontare e potrete vincerle davvero tutte.
Vergine Venite da un 2025 in cui avete preso finalmente consapevolezza di quanta forza avete. Le difficoltà da fronteggiare sono state tante e, nonostante tutto, ne siete usciti a testa alta. Ora vi attende un 2026 molto più semplice. Le sfide non mancheranno, ma le opportunità saranno abbondanti. Inoltre, potrete finalmente concretizzare molti di quei progetti che con tanta passione avete coltivato nel corso dell’anno appena terminato. Bene anche in amore: si prevedono tante cose belle.
Il 2026 segno per segno
Bilancia Nel 2026 dovrete andare a caccia di soluzioni. I dilemmi saranno molteplici e le questioni da risolvere ancora di più. Dovrete far affidamento su tutta la vostra razionalità per sbrogliare un po’ di situazioni, in particolare nella prima metà dell’anno. Anche nella sfera delle relazioni è tempo di decisioni: imparate a fare selezione e cercate di capire chi effettivamente merita di far parte della vostra vita e chi invece no. L’autunno si preannuncia comunque estremamente positivo, sotto ogni aspetto.
Sagittario Vi attende un 2026 molto bello. Tante cose cambieranno nella vostra vita e quasi tutte saranno positive. Voi, però, non fatevi spaventare troppo da questa ventata di novità. Nel lavoro vedrete una bella impennata che farà estremamente bene al vostro umore e ne gioverà, di conseguenza, anche la sfera delle relazioni. In quest’anno sarete particolarmente predisposti al dialogo e all’ascolto. Anche la Dea bendata vi amerà come non mai. Insomma, siete proprio un treno lanciato a tutta velocità verso il successo.
Acquario Sarà un anno di grande introspezione. Nel 2026 vi guarderete molto dentro e capirete quali cose effettivamente desiderate e quali, invece, volete lasciare indietro. Impegnatevi a trovare il sentiero giusto e percorretelo con coraggio e determinazione. Le scelte più difficili dovrete prenderle in primavera. In estate la situazione si farà particolarmente rovente e non solo per le temperature! Molte coppie potrebbero riscoprire una passione pazzesca.
Scorpione Forte sarà il supporto di Giove, almeno fino a giugno, e quando quel gigante comincia a sorridere tutto sembra diventare più semplice. Nella prima metà del 2026 ci saranno decisioni importanti da prendere e, magari, anche investimenti importanti da fare. Non fatevi prendere troppo dall’entusiasmo e valutate tutto con estrema meticolosità. Maggio e giugno si preannunciano molto importanti nella sfera delle relazioni: in quei mesi sarà fondamentale saper cogliere l’attimo.
Capricorno La parte finale del 2025 è stata un po’ pesante e ora vi ritrovate a pagarne le conseguenze. Vi sentite stanchi come non accadeva da tempo, anche se siete persone estremamente resistenti. Il 2026 inizierà in maniera un po’ blanda: nessuna grossa novità, niente di particolarmente succulento. Ma tutta questa calma vi consentirà di staccare un po’ la spina e ritrovare le energie in vista di una seconda metà del 2026 che si preannuncia interessante, sotto svariati aspetti.
Pesci Nel 2026 Giove sarà il vostro più grande alleato e vi sosterrà nel raggiungimento di ogni obiettivo. Tutti gli sforzi compiuti nel 2025 saranno finalmente ripagati. Siete persone che valgono tanto e dovete prenderne consapevolezza. Promette molto bene anche la sfera delle relazioni e, dopo anni in cui c’è stato un continuo avvicendarsi di casi umani, finalmente incontrerete persone con la P maiuscola. Molto buono anche il vostro rapporto con la Dea bendata.
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MINDFULNESS IN VIAGGIO
PRIMA DI SCENDERE
di Nerina Di Nunzio [Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach] nerina.dinunzio nerinadinunzio
UN PASSO © Daniele/AdobeStock
per volta
O
gni inizio d’anno porta con sé il desiderio di cambiare: nuovi obiettivi, buoni propositi, programmi ambiziosi. Ma spesso, nel tentativo di partire alla grande, si cade nella trappola dell’ansia da performance, quella tensione sottile che spinge a voler fare troppo, subito e perfettamente. La mindfulness offre un approccio diverso: non quello del controllo totale, ma della presenza consapevole. Significa osservare ciò che accade, dentro e fuori di noi, con attenzione e curiosità, senza giudizio. È un allenamento mentale che consente di restare ancorati al presente, invece di vivere costantemente proiettati in avanti. Pianificare resta importante, ma l’eccesso di programmazione attiva i circuiti dello stress e ci fa perdere il contatto con ciò che sta accadendo ora. La chiave è imparare a progettare con flessibilità, definendo la direzione senza pretendere di disegnare ogni dettaglio del percorso. Un modo efficace è spacchettare i problemi: invece di concentrarsi sull’obiettivo finale, chiedersi qual è il prossimo passo concreto, realistico e sostenibile. È la stessa logica dei maratoneti: non si corre guardando il traguardo, ma gestendo
ogni chilometro con lucidità e respiro. Il cervello umano apprende meglio attraverso micro-cambiamenti ripetuti nel tempo. Ogni piccolo gesto di consapevolezza – una pausa di respiro tra due riunioni, una camminata senza smartphone, un pasto mangiato lentamente – crea nuove connessioni neuronali che rafforzano la capacità di autoregolazione e riducono la reattività allo stress. Questi momenti informali di mindfulness non richiedono tempo extra: si integrano nella vita quotidiana. Al risveglio, bastano tre respiri profondi prima di toccare il telefono. Durante il lavoro, una pausa consapevole di 60 secondi ogni ora per rilassare spalle e mandibola. A tavola, posare le posate tra un boccone e l’altro, notando consistenze e sapori. Alla sera, ripensare a tre cose, anche minime, per cui provare gratitudine. La riconoscenza, in questa prospettiva, non diventa un pensiero forzato, ma un allenamento dell’attenzione: scegliere di notare ciò che funziona, non solo ciò che manca. Il vero risveglio interiore è proprio questa lucidità mentale: smettere di vivere in modalità automatica e riscoprire la libertà di scegliere come reagire a ciò che accade.
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Valsesia
BINARI SENZA TEMPO
PRIMA DI SCENDERE
a ritmo slow
Il 24 gennaio una storica automotrice della Fondazione FS torna a percorrere la linea Novara-Varallo. Per un viaggio lento e immersivo nel paesaggio piemontese di Gabriele Romani
gabriele-romani
© Archivio Fondazione FS Italiane
Un treno storico, nella livrea originale degli anni ‘30, in sosta alla stazione di Varallo (Novara)
u
n laboratorio sperimentale per valorizzare il traffico turistico del Piemonte. Il 24 gennaio, dopo molti anni, un’automotrice ALn 668 in livrea originale torna a percorrere i circa 50 chilometri della linea ferroviaria Novara-Varallo. L’evento, promosso da Fondazione FS Italiane e FS Treni Turistici Italiani, con il supporto del Comune di Varallo e del Museo ferroviario Valsesiano, punta a valorizzare il viaggio lento come esperienza intima e immersiva nel paesaggio e riporta i veicoli ferroviari di un tempo sui binari delle linee secondarie della regione. La storica linea, inaugurata tra 1883 e 1886 e inserita dal 2015 nel progetto Binari senza tempo, segue il fiume Sesia e i suoi affluenti, attraversando una delle valli più verdi d’Italia, con boschi, versanti terrazzati e panorami sul Monte Rosa. La Valsesia è infatti un paradiso per escursionismo, rafting, canoa, passeggiate tra boschi e parchi naturali, con vallate laterali come Val Mastallone, Val Sorba e Val Vogna, che offrono vedute e sentieri spettacolari.
Dopo la partenza, il treno arriva a Romagnano Sesia, in provincia di Novara, località nota per il ricco patrimonio di epoca medievale. La fermata successiva è Borgosesia, nel Vercellese, base ideale per escursioni e attività outdoor grazie alla vicinanza con il Parco naturale del Monte Fenera, famoso per le grotte carsiche preistoriche, i sentieri e i monoliti che si prestano all’arrampicata. Il viaggio termina a Varallo, secondo comune più esteso della provincia, dove il protagonista assoluto è il Sacro Monte, Patrimonio dell’umanità dal 2003. Raggiungibile a piedi o con la funivia, è una cittadella fortificata con piazze, palazzi porticati, una basilica e 44 cappelle che narrano la vita di Cristo attraverso oltre 800 statue policrome a grandezza naturale e circa tremila affreschi di maestri come Gaudenzio Ferrari. Un’esperienza di viaggio unica che sarà presto estesa anche alle altre linee storiche del Piemonte, dove è in costante aumento la domanda di treni storici. fondazionefs.it | fstrenituristici.it fondazionefsitaliane
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FRECCE TRENITALIA
GUIDA AI SERVIZI
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OFFERTE E SERVIZI
© cppzone/AdobeStock
IN SETTIMANA BIANCA CON LE FRECCE E I FRECCIALINK Con Trenitalia è facile attraversare il Nord Italia per partecipare a eventi in città, ammirare il sole che tramonta dietro le montagne più alte o dedicarsi agli sport invernali. Chi vuole andare a Milano può usufruire di oltre 100 collegamenti al giorno da Roma, 65 da Napoli e 40 da Venezia. Per chi preferisce visitare Trieste sono disponibili otto collegamenti quotidiani da Milano e Torino e due da Roma, mentre tutte le persone che desiderano passeggiare tra le vie di Bolzano possono usufruire di una delle 14 Frecce che ogni giorno la collegano alle principali città italiane. Dal venerdì alla domenica, fino a fine marzo, è possibile arrivare anche a Bardonecchia, in provincia di Torino, comodamente in Frecciarossa da Roma e Napoli. Inoltre, per tutta la stagione invernale, è possibile raggiungere direttamente in un’unica soluzione di viaggio le più amate località sciistiche con FRECCIALink, il servizio intermodale treno + bus di Trenitalia. Chi vuole scoprire Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, può partire con Frecciarossa da Milano, Napoli, Roma, Firenze e Bologna, scendere dal treno alla stazione di Venezia Mestre e salire sull’autobus. Lo stesso servizio è attivo anche per chi preferisce trascorrere le vacanze in Val di Fiemme o Val di Fassa, in Trentino Alto-Adige, partendo da Roma, Firenze, Bologna e Verona. Per raggiungerle basta fermarsi alla stazione di Ora, in provincia di Bolzano, e salire a bordo del FRECCIALink. Partendo dalle stesse città ma scendendo a Trento è possibile arrivare a Pinzolo e Madonna di Campiglio. Invece, cambiando a Bolzano, si può arrivare in Val Gardena. Salendo a Roma, Firenze, Bologna, Reggio Emilia AV e Milano e arrivando in Frecciarossa fino a Torino Porta Susa, è possibile raggiungere anche Aosta e Courmayeur.
RAGGIUNGI PARMA CON PARMALINK Grazie al servizio ParmaLink è possibile arrivare comodamente nella città emiliana partendo da Roma e dalle altre città del network Frecciarossa. A disposizione ogni giorno 12 collegamenti bus tra Parma e la stazione di Reggio Emilia AV in connessione con treni Frecciarossa da e verso Firenze, Roma, Napoli e altre città italiane.
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SULLA NEVE CON BAGAGLIO FACILE
© onurdongel/GettyImages
Si viaggia più leggeri con il servizio Bagaglio Facile di Trenitalia. Grazie alla partnership con Zyppy, infatti, è possibile spedire valigie, borse e zaini e farli recapitare direttamente in hotel o all’indirizzo del proprio soggiorno. E i soci CartaFRECCIA che si preparano alla settimana bianca a Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, e a Madonna di Campiglio, vicino Trento, possono prenotare il servizio di spedizione anche per sci e snowboard. Grazie alla promozione a loro dedicata, l’attrezzatura sportiva sarà così inviata direttamente all’hotel con un costo a partire da 70 euro. In più, per i soci CartaFRECCIA, tre punti fedeltà ogni due euro spesi nel trasporto bagagli: basta inserire in fase di prenotazione il proprio codice CartaFRECCIA nella sezione dedicata. Maggiori informazioni su trenitalia.com
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IDEE DI VIAGGIO
FRECCIAROSSA TRENO UFFICIALE DELLA COPPA ITALIA DI VOLLEY © LVF
Paola Cardullo durante la sfida tra Foppapedretti Bergamo e Saugella Team Monza al PalaNorda di Bergamo (2016)
«Ormai quando si pensa alla Coppa Italia si pensa a Frecciarossa: sono tanti anni che supporta la pallavolo, anni in cui questo sport è cresciuto esponenzialmente toccando tutti i palasport più importanti d’Italia». Sono le parole di Paola Cardullo, pallavolista e testimonial della Coppa Italia Frecciarossa 2026. Le sfide decisive del torneo, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale, vanno in scena all’Inalpi Arena di Torino. Sabato 24 gennaio alle 15:30 e alle 18 sono in programma le due semifinali, mentre domenica 25 alle 15 è prevista la Finalissima che decreterà i vincitori del trofeo. L’Arena si trasforma nel cuore pulsante del volley femminile, accogliendo le migliori quattro squadre del campionato italiano. Come promette Cardullo, «sarà una grande festa di sport per tifosi, appassionati e per tutta la città». coppaitalia.legavolleyfemminile.it trenitalia.com
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Due esposizioni celebrano l’apertura di un nuovo polo culturale a Roma. Ugo Nespolo. Pop Air e Vivian Maier. The exhibition sono le mostre, visitabili fino al 15 febbraio con un unico biglietto, che inaugurano gli spazi del Museo del Genio. In anteprima mondiale, alcune opere gonfiabili di Nespolo, grandi e colorate, occupano il piazzale di ingresso e restituiscono l’arte alla sua dimensione giocosa, lontana dal mondo dei salotti e del collezionismo. La rassegna dedicata a Maier, fotografa statunitense scoperta solo dopo la sua morte, raccoglie opere inedite della sua produzione, dagli scatti vicini all’astrattismo ai filmati girati in formato Super 8. È previsto uno sconto del 25% sull’ingresso alle mostre per chi esibisce in biglietteria un titolo di viaggio Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca con destinazione Roma e una data antecedente al massimo di due giorni rispetto quella della visita. arthemisia.it
© Estate of Vivian Maier
MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO
Vivi la cultura con le Frecce. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia
Vivian Maier Self portrait New York (1953) Courtesy Maloof collection e Howard Greenberg Gallery, NY
Le opere di Ugo Nespolo nel piazzale davanti al Museo del Genio, Roma
IN CONVENZIONE ANCHE ORAZIO GENTILESCHI. UN PITTORE IN VIAGGIO Fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, Torino museireali.beniculturali.it | arthemisia.it I TRE GRANDI DI SPAGNA. TRE VISIONI, UN’EREDITÀ: L’ARTE DI DALÍ, MIRÓ E PICASSO Fino al 25 gennaio alla Fabbrica del vapore, Milano fabbricadelvapore.org | navigaresrl.com M.C. ESCHER. TRA ARTE E SCIENZA Fino all’8 febbraio al Mudec, Milano mudec.it MONET - THE IMMERSIVE EXPERIENCE Fino al 4 aprile a Spazio Ventura, Milano monetexpo.com/milan MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI, MILANO Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoscienza.org 61° WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2025 Fino al 25 gennaio al Museo della Permanente, Milano radicediunopercento.it | permanente.it
SALVADOR DALÍ TRA ARTE E MITO Circa 80 opere del maestro catalano sono esposte fino al 1° febbraio a Parma, nelle sale di Palazzo Tarasconi. A queste, nel percorso curato da Vincenzo Sanfo, si affiancano dipinti e sculture di altri autori del Surrealismo. Due biglietti al prezzo di uno per i clienti che raggiungono Parma in Frecciarossa nei tre giorni che precedono la visita. Ingresso singolo ridotto a 10 euro per chi arriva nella città della mostra con Frecciarossa, Intercity o Intercity Notte nei tre giorni che precedono la visita e per i titolari di abbonamento Intercity valido per raggiungere Parma. Infine, sconto del 10% al bookshop di Palazzo Tarasconi per i titolari CartaFRECCIA e X-GO. palazzotarasconi.it CHAGALL. TESTIMONE DEL SUO TEMPO Fino all’8 febbraio a Palazzo dei Diamanti, Ferrara palazzodiamanti.it | arthemisia.it ACQUARIO DI GENOVA Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it
Alcune opere in mostra a Palazzo Tarasconi, Parma
LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net BEATO ANGELICO Fino al 25 gennaio a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org MUSEO HZERO, FIRENZE Sconti attivi fino al 30 giugno 2026 hzero.com TOULOUSE-LAUTREC, UN VIAGGIO NELLA PARIGI DELLA BELLE ÉPOQUE Fino al 22 febbraio al Museo degli Innocenti, Firenze museodeglinnocenti.it | arthemisia.it ALPHONSE MUCHA. UN TRIONFO DI BELLEZZA E SEDUZIONE Fino all’8 marzo a Palazzo Bonaparte, Roma mostrepalazzobonaparte.it | arthemisia.it IMPRESSIONISMO E OLTRE. CAPOLAVORI DAL DETROIT INSTITUTE OF ARTS Fino al 3 maggio al Museo dell’Ara Pacis, Roma arapacis.it PAUL GAUGUIN. IL DIARIO DI NOA NOA E ALTRE AVVENTURE Fino al 25 gennaio al Museo storico della fanteria dell’Esercito Italiano, Roma navigaresrl.com PICASSO. IL LINGUAGGIO DELLE IDEE Fino al 25 gennaio al Museo storico della fanteria dell’Esercito Italiano, Roma navigaresrl.com TESORI DEI FARAONI Fino al 3 maggio alle Scuderie del Quirinale, Roma scuderiequirinale.it
Joan Miró La Triple roue II (1970) Courtesy Galerie Lelong, Parigi © Successió Miró, Siae 2025
Maggiori informazioni su trenitalia.com 105
PROMOZIONI
BASE LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FRECCIALink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.
ECONOMY CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.
SUPER ECONOMY MASSIMO RISPARMIO Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.
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FrecciaSENIOR
FrecciaDAYS
Riservata agli over 60 titolari di CartaFRECCIA, FrecciaSENIOR consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1.
Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2.
NOTE LEGALI
FrecciaFRIENDS Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base fino al 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3.
1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e
FrecciaFAMILY Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard. La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4.
Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard, Premium e Business. Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard/2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business/1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti. 2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti. 3. L’offerta prevede una percentuale di sconto che varia dal 30% al 50% rispetto al prezzo Base. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.
FrecciaYOUNG
4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al
Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYOUNG consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci CartaFRECCIA under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5.
giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. 5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard. Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/
© Creative Juice/AdobeStock
prenotazione e rimborso non sono consentiti. 6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del servizio
A/R in Giornata Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6.
Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.
Informazioni aggiornate al 15 dicembre 2025
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FOOD ON BOARD
MOMENTI DI GUSTO AD ALTA VELOCITÀ Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto! Il FRECCIABistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine. Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata. Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio. Tra i menù:
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CARTAFRECCIA
UN NUOVO ANNO INSIEME A
Con gennaio inizia un nuovo anno da passare insieme al programma CartaFRECCIA: i tuoi punti premio sono stati prorogati e hai tempo fino al prossimo 31 dicembre per continuare ad accumularli. L’accumulo dei punti status, invece, è ripartito dal 1° gennaio. La novità del 2026 è che gli upgrade di status avranno validità annuale: quindi i soci CartaFRECCIA hanno nuovamente a disposizione un upgrade gratuito per viaggiare in una classe superiore. In più, a ogni passaggio a uno status superiore si aggiunge un ulteriore upgrade di classe rendendo così ogni viaggio un’esperienza ancora più confortevole. Infine, ai soci Platino e Platino Infinito verrà riconosciuto per ogni anno solare anche il biglietto gratuito previsto dallo status. Visita la sezione CartaFRECCIA all’interno del sito trenitalia.com per maggiori informazioni.
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NETWORK // ROUTES // FLOTTA
Parigi
Val Gardena
Bolzano
Madonna di Campiglio
Lione
Pinzolo
Chambéry Courmayeur Aosta
Saint Jean De Maurienne
Torino
Milano
Genova
Udine Gorizia
Vicenza
Trieste
Venezia Padova
Reggio Mantova Emilia AV Modena Bologna Ravenna Firenze
La Spezia Aix-en-Provence
Treviso
Verona
Oulx
Avignon
Ora
Brescia Trento
Cortina d’Ampezzo Val di Fassa Val di Fiemme
Pisa
Marsiglia
Rimini Assisi
Perugia
Falconara Marittima Ancona
Pescara
NO STOP Roma
Foggia
Caserta
Bari
Napoli Afragola
Napoli Pompei
Potenza
Sorrento
Salerno
Matera
Lecce
Taranto Agropoli Vallo della Lucania
Paola
Sibari Lamezia Terme
Reggio di Calabria
Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com.
Cartina aggiornata al 22 dicembre 2025
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Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIAROSSA ETR 1000
FRECCIAROSSA ETR 500 Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze 4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIAROSSA ETR 700 Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497 WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIAROSSA ETR 600 Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze 3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIARGENTO ETR 485 Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIABIANCA ETR 460 Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h Composizione 9 carrozze Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
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INTRATTENIMENTO GRATUITO, FACILE E VELOCE Grazie ai servizi e ai contenuti di FRECCIAPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e Frecciargento e nelle sale FRECCIAClub e FRECCIALounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FRECCIAPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com I MIGLIORI FILM DEL MESE
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