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La Freccia - agosto 2026

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IMMAGINARE RUOLI

IMMAGINARE

IMMAGINARE IMMAGINARE

«L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata.

L’immaginazione abbraccia il mondo intero». Aveva ragione su moltissime cose Albert Einstein, e anche su questo concetto. Perché l’immaginazione ha una qualità concreta. Non appartiene soltanto alla sfera delle idee: modifica il modo in cui costruiamo i luoghi, accorciamo le distanze, pensiamo il futuro.

Ogni infrastruttura nasce due volte: prima come visione, poi come opera. E ogni connessione, prima di diventare un tracciato sulla carta, è la possibilità di mettere in relazione persone, esperienze e culture. È dentro questa idea di futuro che si apre una nuova fase per il Gruppo FS Italiane, guidato da Gianpiero Strisciuglio. Una continuità che si misura nella capacità di trasformare gli investimenti, i cantieri e lo sviluppo tecnologico in un sistema di mobilità sempre più accessibile, sostenibile e capace di accompagnare le trasformazioni del Paese. Non solo una rete di collegamenti, ma una rete di opportunità.

Anche il cinema lavora sulla stessa materia. Da oltre un secolo immagina mondi possibili e insegna a osservare quello reale da angolazioni inattese. Non racconta soltanto ciò che accade: rende visibili connessioni che spesso sfuggono allo sguardo. È forse per questo che il rapporto tra il grande schermo e la ferrovia appare così naturale. Entrambi costruiscono sequenze, ritmi, attese; entrambi trasformano il movimento in racconto.

A questa affinità è dedicato il nuovo numero della Freccia,

che attraversa il cinema come spazio di interpretazione del presente. Un percorso che si intreccia con l’impegno del Gruppo FS per la cultura, nella convinzione che favorire la circolazione delle persone significhi anche sostenere quella delle idee, delle narrazioni e della creatività.

In questa prospettiva si inserisce il Filming Italy Venice Award, di cui Frecciarossa è Treno Ufficiale. All’ottava edizione, il riconoscimento celebra il cinema e la serialità con particolare attenzione al talento femminile e premia Pilar Fogliati come Miglior attrice per Breve storia d’amore «Quando una donna racconta una donna raramente segue una sola direzione. I personaggi sono pieni di sfumature, contraddizioni, luci e ombre. Non sono complicati, ma semplicemente umani», osserva l’attrice, protagonista della copertina di questo numero.

Le pagine che seguono esplorano anche altri modi di immaginare i territori. I racconti di Sacha Naspini e Fabio Genovesi restituiscono il mare della Toscana come paesaggio culturale prima ancora che geografico; i sentieri di meditazione sulle Dolomiti suggeriscono un diverso rapporto con il tempo; i luoghi tra Marche e Umbria segnati dal sisma del 24 agosto 2016 raccontano una ricostruzione che riguarda non soltanto gli edifici, ma il tessuto stesso delle comunità.

Ogni epoca si riconosce dalla qualità delle connessioni che è capace di costruire. Alcune sono fatte di acciaio e tecnologia, altre di immagini, parole e memoria. Le più importanti, forse, sono quelle che permettono di guardare il presente con maggiore profondità e di immaginare ciò che ancora non c’è.

PILAR FOGLIATI

riceve il premio come Miglior attrice al Filming Italy Venice Award

STORIE DI FS VIAGGI

6 Railway heArt

Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click

AGENDA

8 Save the date

Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud

20 Riflettori sul talento

L’ottava edizione del Filming Italy Venice Award, nell’ambito della Biennale cinema, promuove il ruolo delle donne e le nuove possibilità di rappresentazione

22 Storie lungo i binari Treni, stazioni e ferrovie sono protagonisti ricorrenti del racconto cinematografico, dalle prime pellicole dei fratelli Lumière ai film italiani più recenti

24 Geografie dell’anima

La Maremma di Sacha Naspini e la Versilia di Fabio Genovesi. Due scrittori raccontano le coste toscane come casa, scelta e destino

30 Dove il silenzio parla

Tra Marche e Umbria, a dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016, per un’esperienza dal sapore mistico, dove le ferite si mescolano con i segni della rinascita

34 Respirare ad alta quota

Sulle Dolomiti dell’Alto Adige, il primo sentiero di mindfulness che invita a staccare la spina e ascoltare il corpo attraverso 18 esercizi nella natura

38 ANDAMENTO LENTO

Sapore di mare

A La Spezia, nel golfo dei Poeti, per conoscere la tradizione dell’allevamento dei molluschi attraverso un itinerario tematico che segue il ciclo della produzione

42 L’ANNO DI FRANCESCO L’arte dell’incontro

Una mostra ad Assisi mette a confronto le opere più significative di Michelangelo Pistoletto con l’eredità spirituale di San Francesco e papa Bergoglio

INCONTRI

46 Questione di squadra

Quando sul set c’è stima, tutto viene meglio. Ne è convinto Diego Abatantuono, che torna al cinema dal 3 settembre con Il malloppo

48 My (dancing) life

Giovanni Pernice ha conquistato l’Inghilterra prima di tornare a ballare in Italia. E ora porta nelle arene estive il one man show Shall we dance!

SPORT

50 Metodo Velasco

In vista degli Europei l’allenatore della Nazionale femminile di volley racconta la filosofia che guida le azzurre: umiltà, lavoro e voglia di superare i propri limiti

LIFESTYLE

54 Dress like a queen

Alla Venaria Reale di Torino un percorso tra i costumi delle regine più famose del cinema e del teatro intreccia storia e fantasia nel segno dell’eccellenza italiana

ARTE E CULTURA

58 Essere Frida Kahlo

Una mostra a Bologna celebra l’artista attraverso oltre 70 scatti di fotografi del ‘900. Un mosaico di visioni che racconta la nascita di un’icona

62 In dialogo con l’eterno Poeta e critico d’arte, Gabriele Tinti scrive versi ispirati a statue e capolavori dell’antichità che diventano performance interpretate da attori come Willem Dafoe e Abel Ferrara

primadi scendere

SEGNALIBRO

Intervista a Giancarlo De Cataldo per il libro Delitto in cornice 66

BEAUTY CASE

La bellezza della costanza I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri

LA FRECCIA DI CUPIDO

In amore bisogna essere sé stessi La posta del cuore di Cristiano Malgioglio

CIAK, SI PARTE

Avventure d’estate. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo 70

FOOD TO GO

La ricetta del mese Il panino mediterraneo di Bruno Barbieri 72

Aria di cambiamento per i Gemelli L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello UN TRENO PER LE STELLE 80

MINDFULNESS IN VIAGGIO

Abitare il tempo Meditare con Nerina Di Nunzio

PER CHI AMA VIAGGIARE

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI

ANNO XVIII - NUMERO 8 - AGOSTO 2026

REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 16/05/1997

CHIUSO IN REDAZIONE IL 27/07/2026

Foto e illustrazioni: © Archivio Multimediale FS

Copertina: Maddalena Petrosino milli_madeleine

Mua hair Fulvia Tellone per Simone Belli Agency

Styling & press Andreas Mercante

Tutti i diritti riservati

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Alex A. D’Orso, Irene Marrapodi, Francesca Ventre In redazione

Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi

Coordinamento creativo

Giovanna Di Napoli

Ricerca immagini e photo editing

Claudio Romussi

Hanno collaborato a questo numero

Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Davide Garofalo, Giulia Maggio, Cristiano Malgioglio, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Emanuele Santori, Flavio Scheggi, Floriana Schiano Moriello, Luigi Torres Cerciello

Per la pubblicità su questa rivista

advertisinglafreccia@fsitaliane.it

IN VALIGIA 74

Libertà da indossare I consigli fashion di Susanna Ausoni

Scrigni di bellezza con Fondazione FS Italiane BINARI SENZA TEMPO

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com

Coordinamento Tecnico Antonio Nappa

REALIZZAZIONE E STAMPA PROGETTO CREATIVO

Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati

On web
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RAILWAYheART

Le persone, i luoghi, le storie

dell’universo ferroviario in un click.

Un viaggio da fare insieme

a cura di Enrico Procentese enry_pro

Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine, classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.

Luoghi

2 People

Ogni partenza racconta anche chi la rende possibile

3 In viaggio

#Frecciaview verso Firenze © Andrea Nicola Andrearamats
Il tempo, qui, ha scelto un’altra velocità. Pescarenico (Lecco)
© Francesco V. ciskie1977
Vincenzo M., capotreno AV

a cura di

Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it

Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it

Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

save

datethe

MEETING PER L’AMICIZIA FRA I POPOLI

RIMINI 21>26 AGOSTO

È arrivato alla 47esima edizione l’evento che attira ogni anno migliaia di giovani, protagonisti del dibattito pubblico e rappresentanti di istituzioni e imprese.

Il tema è L’amor che move il sole e l’altre stelle, ripreso dall’ultimo verso della Divina commedia di Dante Alighieri. Nel contesto sociale contemporaneo, caratterizzato da frammentazione, solitudine e richiesta di pace, si fa sostanziale la necessità di una forza capace di armonizzare le differenze. Il Meeting, dunque, è l’occasione per verificare se questa forza può essere fonte di apertura verso nuove forme di socialità e di educazione.

Momento centrale dell’evento è la visita di papa Leone XIV, il 22 agosto, che interviene nel Grand’Auditorium. Come ogni anno, poi, sono in programma incontri, spettacoli e mostre, tra cui quella dedicata a Sant’Agostino. Ma non mancano grandi spazi per lo sport e il Villaggio ragazzi offre centinaia di eventi, per bambini e giovanissimi da 1 a 14 anni.

FS Italiane è Official Partner della manifestazione, mentre

Un incontro di una delle passate edizioni del Meeting

Trenitalia è Official Green Carrier.

Il Gruppo è presente a Rimini con uno spazio espositivo che ospita un’esperienza immersiva dedicata all’innovazione ferroviaria e alle infrastrutture del futuro, con un simulatore di condotta del treno. meetingrimini.org

ANDAR PER MIELE

ITALIA FINO A DICEMBRE

Un dolce viaggio lungo lo Stivale celebra i 25 anni dell’associazione Le città del miele. Tante sagre, feste e fiere sono in programma dalla Valle d’Aosta alla Sicilia per gustare la diversità dei 60 tipi italiani di miele. Il 21 e 22 agosto a Melendugno, nel Leccese, patria del miele di fieno greco, si fa festa tra degustazioni, street food, attività per bambini e luminarie tradizionali. A Guspini, in Sardegna, il 29 e 30 agosto è prevista la Sagra del miele, con specialità al corbezzolo, all’asfodelo e di cardo. Da non perdere l’appuntamento il Miele in convento, a Renacavata di Camerino (Macerata) il 12 e 13 settembre, dedicato alla storia e alla cultura apistica gestita nei secoli dai frati. cittadelmiele.it

ARNALDO POMODORO. UNA VITA

MILANO FINO AL 18 OTTOBRE

Alle Gallerie d’Italia un nucleo antologico di 45 opere consente al pubblico di ripercorrere le tappe più significative dell’avventura creativa di Arnaldo Pomodoro. Oltre 60 anni di ricerca, dalla metà degli anni ‘50 fino ai Duemila, prendono corpo lungo un percorso che si dirama attraverso i vari ambienti, fino ad arrivare al Chiostro ottagonale e al Giardino di Alessandro, dove sono esposte permanentemente due opere monumentali: Disco in forma di rosa del deserto n. 1 e Sfera grande. Una sezione è inoltre dedicata all’archivio dello scultore e contiene ritagli stampa, manifesti, lettere, fotografie: materiali selezionati per innescare associazioni con le opere in mostra e stimolare una libera esplorazione della parabola artistica di Pomodoro.

gallerieditalia.com

UN CAPOLAVORO A VILLA MANIN

PASSARIANO (UDINE) FINO AL 6 SETTEMBRE

La donna dai capelli rossi sembra osservare visitatori e visitatrici, ma lo specchio che tiene in mano, rivolto verso l’esterno quasi come un gesto di sfida, riflette uno sfondo sfocato. Nuda Veritas di Gustav Klimt, conservato solitamente al Theatermuseum di Vienna, è esposto eccezionalmente a Villa Manin. Il percorso in cui è inserito, articolato in cinque sale, fornisce un’introduzione al contesto storico-artistico della Secessione viennese e consente di avvicinarsi al dipinto lentamente. Nello stesso spazio, si trova anche l’illustrazione grafica del medesimo soggetto per il calendario di Ver Sacrum, rivista ufficiale del movimento, e altre opere come Atena Pallade villamanin.it

NATURA IN EVOLUZIONE

PARCO NAZIONALE GRAN PARADISO FINO AL 17 AGOSTO

Proteggere la biodiversità significa preservare il patrimonio naturale, ma anche garantire la sicurezza alimentare per l’essere umano, tutelare le risorse idriche e contribuire alla resilienza climatica. Questa è la missione della rassegna di divulgazione scientifica che quest’anno festeggia i 20 anni di attività nel monitorare la biodiversità nelle aree protette alpine, tra gli ecosistemi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Negli spazi dei PNGP-Labs dell’Ente Parco, centri di ricerca e monitoraggio ambientale aperti al pubblico, incontri con ricercatori e divulgatrici si alternano a spettacoli e a laboratori interattivi per adulti e bambini. pngp.it/natura-in-evoluzione

L’allestimento della mostra alle Gallerie d’Italia
© Maria Parmigiani
Nuda Veritas di Gustav Klimt
Un incontro di Natura in evoluzione

Arbatax Park Resort: la tua vacanza tra mare e natura in Sardegna.

Nel cuore dell'Ogliastra, una delle cinque Blue Zone al mondo, sorge l'Arbatax Park Resort, immerso in una penisola di oltre 60 ettari di macchia mediterranea incontaminata. Unico nel suo genere, il Resort si trova all'interno di un parco naturalistico che custodisce la flora e la fauna tipiche della Sardegna.

Composto da 7 hotel, offre un'esperienza autentica a contatto con la natura, dove relax, benessere e sostenibilità si fondono in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza. Un’esperienza unica che ha portato l’Arbatax Park a essere eletto come Miglior Eco Resort al Mondo.

EMILIA ROMAGNA FESTIVAL

FINO AL 12 SETTEMBRE

Serate di musica classica, concerti jazz, performance di danza che vanno dal tango argentino alla tradizione celtica, con la partecipazione di centinaia di artisti. Tra rocche, abbazie, chiostri e giardini storici della regione, il programma del festival estivo attraversa generi e luoghi, richiamando interpreti internazionali e giovani talenti emergenti. Ad agosto spiccano l’attrice Vanessa Gravina, il 22 a Cesena con Il piccolo principe, e il cantautore Raphael Gualazzi, in concerto il 29 a Comacchio. A Castel San Pietro Terme, l’1 settembre, va in scena l’ironia di Elio. Il 23 agosto Imola ospita invece la Wuxi Symphony Orchestra, in arrivo dalla Cina. Nella stessa città si chiude il festival il 12 settembre, con Ramin Bahrami al pianoforte e le coreografie della Compagnia Zappalà Danza per il Bach dance concert - Indoor emiliaromagnafestival.it

FESTIVAL DI EMERGENCY

REGGIO EMILIA 4>6 SETTEMBRE Dibattiti, spettacoli con voci del mondo contemporaneo, interventi musicali e una mostra fotografica. La sesta edizione del festival, in 14 luoghi della città, indaga il tema del coraggio e invita a riflettere su cosa significhi oggi investire sulle persone e non sulle armi. Tante le ospiti attese, dalla filosofa e semiologa Anna Maria Lorusso all’artista queer Sadra Valizadeh, dall’attivista iraniana Parisa Nazari ad Antonella Di Bartolo, preside nota per il suo impegno contro la dispersione scolastica. Spazio anche agli incontri con lo staff della Ong, mentre a Palazzo da Mosto è possibile sottoscrivere una dichiarazione per l’obiezione di coscienza, preventiva e di massa, al ripristino del servizio militare. emergency.it

FESTA DEL CINEMA DI MARE

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GROSSETO) 23>31 AGOSTO

La cittadina toscana ospita l’11esima edizione dell’evento dedicato al cinema, diretto dal regista Giovanni Veronesi. Proiezioni, incontri, anteprime, premi, concerti, mostre ed eventi diffusi sono dedicati al rapporto tra la settima arte e il mare. Tra i protagonisti Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea e Claudia Gerini. Desta curiosità la proiezione di Moby Dick, il 25 agosto, davanti alla balena in lamiera installata nel museogiardino Viaggio di ritorno, mentre tornano anche quest’anno le proiezioni a bordo di una motonave. In programma l’omaggio a Vento di passioni, girato in parte nella zona, e i Premi Mauro Mancini e Guido Parigi, dedicati ai corti e ai lavori di taglio giornalistico. festadelcinemadimare.com

L’edizione 2025 del festival
© Pietro Bertora
La Wuxi Symphony Orchestra
Piera Detassis, Geppi Cucciari e Giovanni Veronesi nell’edizione dello scorso anno

ROMA BORGATA FESTIVAL

ROMA 7>13 SETTEMBRE

Dai mercati rionali ai cortili delle case popolari, gli spazi del quotidiano si trasformano in luoghi di relazione e visioni. Dopo aver attraversato diverse borgate, il festival conclude il suo viaggio nel quadrante sud-est della Capitale. Il 9 settembre è in programma un’esperienza itinerante, a bordo di un vecchio scuolabus, per conoscere luoghi nascosti e storie umane del Quadraro. Il 12 il progetto artistico

Pillole Urbane porta in scena al parco di Tor Fiscale una performance di danza site-specific. Chiude il festival, il 13, l’orchestra Eico diretta dal Maestro Germano Neri: tra esecuzioni musicali e narrazione, gli spettatori scopriranno curiosità legate ai più grandi compositori della scena sinfonica degli ultimi 250 anni. romaborgatafestival.it

LA FORMA CONSUMATA. WARHOL, ARMAN, ROTELLA

PALERMO FINO AL 27 DICEMBRE

Al Real Albergo dei Poveri 80 opere mettono in relazione Pop Art americana e Nouveau Réalisme, invitando a riflettere sul consumo dell’immagine nella società contemporanea. Protagonisti sono tre artisti del secondo ‘900, che hanno indagato il rapporto tra oggetto, icona e riproducibilità. In mostra capolavori realizzati tra il 1954 e il 2004, tutti da collezioni private: 35 opere di Andy Warhol, tra cui Hammer & Sickle, 18 accumulazioni e sculture di Yves César Arman, 27 opere di Mimmo Rotella e Rejected Flowers, accumulazione di serigrafie realizzata a quattro mani da Arman e Warhol. Nella sezione Celebrities sono esposti ritratti iconici di Warhol, tra cui quelli di Mick Jagger, James Dean e Alessandro Magno. museoartecontemporanea.it

LIBRI NEL BORGO ANTICO

BISCEGLIE (BARLETTA-ANDRIA-TRANI)

26 AGOSTO>1° SETTEMBRE Giunto alla 17esima edizione, quest’anno il festival dedica ampio spazio alla narrativa e alla letteratura italiana. Il 27 agosto è in programma un incontro con la cinquina finalista del Premio Campiello, mentre il 28 Lino Banfi festeggia 90 anni con la presentazione dell’autobiografia edita da HarperCollins. Il 30 Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi portano in scena Francesco, un racconto del santo e di chi ne ha raccolto l’eredità, e il 31 Gianrico Carofiglio interpreta il suo testo Gli errori rendono amabili Il Regionale di Trenitalia è Official Sponsor dell’evento e partecipa con un panel, previsto il 27 agosto, dedicato alla scoperta delle bellezze regionali attraverso il servizio di viaggio.

librinelborgoantico.it

Una sala espositiva
Un’iniziativa del Roma borgata festival 2026
L’edizione 2025 del festival
© Francesca Vangieri
Stylist
Baglini

copione

dell’amore. Trovo molto bella la scena finale con protagonista la coppia più adulta, interpretata da Valeria Golino e Adriano Giannini. I due riescono ad accettarsi nonostante ciò che emerge nel corso della storia.

Appartieni a una generazione di attori e attrici che si confronta con un mercato audiovisivo in trasformazione. Quali difficoltà si incontrano?

Abbiamo sicuramente più opportunità rispetto al passato perché i contenuti si sono moltiplicati, grazie all’aumento delle piattaforme e delle produzioni. Tuttavia, siamo anche molti di più e la competizione è elevata. Inoltre, spesso i budget e gli investimenti sui progetti sono inferiori rispetto a un tempo. Recitare resta un mestiere precario: conosco colleghe straordinarie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e devono svolgere altri lavori per sostenersi. Ma la crisi del cinema italiano ha favorito anche una maggiore consapevolezza collettiva, dando vita a un’unione solidale tra attori, maestranze e addetti al settore. Si è creata una forma di aggregazione che prima non c’era.

Tu hai cominciato frequentando l’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. È un percorso che consiglieresti?

La considero una scuola di eccellenza e diplomarmi lì è stato un privilegio. Per me sono stati tre anni meravigliosi. Ma spesso c’è poca consapevolezza su cosa significhi diventare attrici o attori. Ricevo tanti messaggi da ragazze molto giovani che mi chiedono come iniziare. Mi piace spiegare che esiste un percorso concreto fatto di studio, impegno e pratica, anche a costo di smontare l’idea romantica dell’essere scoperti per caso. Ci sono i provini, le scuole, i piccoli ruoli, le esperienze formative. Io stessa, quando ero in Accademia, facevo da spalla ai casting di serie come 1992. Sono stati una palestra incredibile. Certo, servono anche fortuna e incontri

giusti, ma alla base c’è sempre il lavoro.

Che ruolo ha avuto nella tua carriera il celebre video sulle cadenze romane che ha spopolato in rete?

Ecco, quello è stato sicuramente un colpo di fortuna. Non tanto per la viralità, ma perché ha mostrato alle persone del settore un lato di me inedito. Fino a quel momento venivo chiamata soprattutto per ruoli drammatici o romantici. Dopo quel video molti hanno scoperto la mia vena comica e hanno iniziato a propormi provini per la commedia. Anche il regista Giovanni Veronesi lo ha visto, mi ha invitata in radio e da lì è nato un percorso che ha portato all’uscita del film Romantiche, che lui ha co-sceneggiato e prodotto.

Che cosa hai imparato da quell’esperienza?

A prendermi più sul serio. Ho anche capito che il cinema è un lavoro di squadra. Romantiche l’ho scritto, diretto e interpretato a 28 anni, è stato un privilegio enorme. Mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone più esperte di me e crescere rapidamente, sia sul piano professionale, sia su quello personale.

C’è qualcosa che oggi faresti diversamente?

Molte cose. Per esempio, intreccerei maggiormente le storie dei personaggi invece di raccontarle in episodi separati. Però c’era molta sincerità in quel film ed è la cosa a cui tengo di più. È un’opera imperfetta, ma onesta.

La pellicola è stata premiata con il Globo d’oro e la tua interpretazione con un Nastro d’argento. Te lo aspettavi?

Quando si realizza una commedia non si pensa certo ai premi. Si spera che il film vada bene, ma raramente si immagina un riconoscimento da parte della critica. Tradizionalmente, infatti, la commedia fatica più di altri generi a imporsi nei concorsi. Per questo il successo di Romantiche è stato per me una sorpresa autentica. L’ho realizzato con grande divertimento e senza alcuna aspettativa. Essere

Pilar Fogliati con Adriano Giannini in una scena del film
Breve storia d’amore

notata, apprezzata e premiata è qualcosa che non avevo né previsto né sognato. La soddisfazione più grande resta vedere il pubblico affezionarsi ai personaggi: quando una persona per strada mi riconosce e ne cita uno sono felicissima. Per me vale più di qualsiasi statuetta.

Ti abbiamo vista in ruoli molto diversi, dalla rigorosa Delia di Cuori all’emotiva Gianna di Odio il Natale. Che cosa cerchi nei progetti che scegli?

Mi piace misurarmi con esperienze diverse, mi aiuta a capire

Fogliati e Lorenzo Richelmy nella foto ufficiale della serie Una piccola formalità

dove posso dare qualcosa di autentico. La commedia resta il genere in cui mi sento più libera e stimolata, perché richiede sempre una partecipazione creativa molto forte da parte dell’attore.

È lì che porti di più te stessa?

Sì, sicuramente. È il mio modo di leggere il mondo, anche nelle sue malinconie. Le commedie che amo di più, come quelle di Carlo Verdone, sono attraversate da una certa tristezza. È proprio l’incontro tra ironia e malinconia a interessarmi.

Il cast e la regista di Breve storia d’amore, da sinistra Andrea Carpenzano, Fogliati, Ludovica Rampoldi, Valeria Golino e Giannini
© Stefania M. D’Alessandro/GettyImages

Una tua fan ha scelto di studiare Medicina grazie a Cuori, che segue le vicende di un’équipe di cardiochirurghi. Che effetto ti ha fatto?

Mi ha profondamente emozionata. Quando scopri che il tuo lavoro ha ispirato una persona a intraprendere un percorso concreto, tutto acquista un significato diverso. Ripensarci mi commuove anche ora.

C’è un genere che ti piacerebbe esplorare?

Mi interessano molto le storie sulle relazioni contemporanee. Mi affascina quel momento in cui un rapporto si spezza, anche se poco prima sembrava destinato a durare per sempre. Sono dinamiche profondamente umane, con cui la mia generazione ha familiarità.

In autunno ti vedremo nella nuova serie Rai Una piccola formalità. Che personaggio interpreti?

Sono Rachele, una giornalista che vive a Milano, lavora in una rivista di moda ma vorrebbe diventare una cronista d’inchiesta. Condivide un appartamento, affronta problemi economici e sogna di realizzarsi professionalmente. Un giorno riceve un’eredità inattesa e questo la porta a interrogarsi sulla propria identità e le proprie origini. La serie mescola commedia romantica e racconto investigativo ed è tratta dal romanzo omonimo di Alessia Gazzola.

Ti sei confrontata con l’autrice durante la lavorazione?

Sì, ci siamo sentite molto spesso. Mi ha dato consigli, spunti e persino una playlist legata al personaggio. La stimo profondamente, con lei è nata una bellissima connessione.

Giocando con il ruolo dell’editor di moda che racconti in questa serie, come descriveresti lo stile di Pilar Fogliati sul tappeto rosso?

Classico, strutturato, ma sempre con un dettaglio fuori posto. Però poi uscirebbe fuori il lato da cronista di Rachele che chiederebbe cosa si nasconde dietro un abito da red carpet: chi l’ha realizzato, quale filiera produttiva c’è dietro, in quali condizioni di lavoro è stato realizzato (ride, ndr).

Sono già partite le riprese di Follemente 2?

Cominceranno tra settembre e ottobre. Non abbiamo ancora una data precisa, ma inizieremo in autunno. Intanto ho in uscita un altro film: Il profilo dell’altra di Francesco Bruni. Racconta l’amicizia, a tratti molto intensa e problematica, tra una giovane influencer appena maggiorenne (Ginevra Francesconi, ndr) e una donna di 30 anni che diventa la sua ghostwriter. È un film che affronta il disagio giovanile e il rapporto con l’identità nell’epoca dei social. È una questione che mi sta molto a cuore. La storia riflette con uno sguardo molto umano su come le piattaforme influenzino il rapporto con noi stessi e con l’immagine che ci costruiamo. Il fatto di avere una sorella di 18 anni ti ha aiutata?

Moltissimo. Ho affrontato questo film tenendo a mente lei e le incertezze che si vivono a quell’età. L’adolescenza è una fase della vita che continua ad affascinarmi e a farmi fare domande. Parli del vostro rapporto in modo quasi materno, ti immagini un giorno con un figlio?

Sì, assolutamente. Lo desidero e vorrei che facesse parte del mio futuro.

pilarfogliati

BEST WESTERN HOTELS & RESORTS: ALBERGHI PER OGNI VACANZA E DESTINAZIONE

Dalle coste liguri alle vette trentine passando per Firenze sino ad arrivare al cuore dei Balcani. Il viaggio è sempre più un’esperienza immersiva e in questo mosaico di scenari Best Western Hotels & Resorts – con oltre duecento strutture diffuse tra Italia e Sud-Est Europa - propone soluzioni che interpretano territori e tipologie di soggiorno differenti. Apre il sipario delle vacanze l’Hotel Shelley e Delle Palme, BW Signature Collection*** di Lerici, affacciato sul Golfo dei Poeti e con camere vista mare - molte recentemente rinnovateche si aprono sul paesaggio ligure. E così è anche il ristorante, nel quale apprezzare percorsi del gusto legati alla tradizione

regionale mentre la terrazza sul mare rappresenta uno degli elementi distintivi della struttura. Prenotando una Camera Superior, inoltre, gli ospiti ricevono lo “Shelley Sea Privilege”, un accesso esclusivo alla terrazza affacciata sul golfo che include due lettini, un ombrellone, discesa privata al litorale, servizio ristorante di pesce fresco e cocktail bar panoramico. Dalle onde si passa alle vette del Trentino, a San Martino di Castrozza, con l’Hotel Cima Rosetta, WoldHotels Distinctive***, a 1.487 metri di altitudine e nel Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino. Le 49 camere e suite, in stile alpino, consentono di catturare con lo sguardo le maestose Dolomiti mentre la sfiziosa offerta gastronomica è articolata in tre proposte: cucina tipica trentina, italiana e pizzeria gourmet. La Spa Dolomiti è invece l’oasi del relax e dispone di piscina riscaldata, hammam e un’area wellness all’aperto con saune panoramiche e idromassaggio con vista sul paesaggio. Anche le città d’arte sono la quinta ideale per intriganti soggiorni estivi e a Firenze l’indirizzo ideale è l’Hotel Mulino di Firenze, WorldHotels Crafted****, che nasce dal recupero di un antico mulino del Quattrocento sulle rive dell’Arno e in prossimità del centro storico. Una struttura elegante e rilassante per una vacanza di remise en forme da godersi nella Spa dell’hotel o a bordo piscina. La location seduce gli ospiti anche con il suo ristorante “Il Grano d’Oro” - con terrazza panoramica - e con tre tipologie di camere: le Superior - con affacci sull’Arno - le

Classic - con vista sulla corte o sulla campagna - e le Junior Suite, con ampi spazi e quindi congeniali alle famiglie. Dall’Italia, infine, si arriva in Albania e nella sua capitale, Tirana, città vibrante e in costante trasformazione, pervasa da un’energia che si respira tra architetture contemporanee, spazi creativi e locali sempre animati. Da segnare in agenda è il nuovissimo Best Western Plus The Met Tirana Hotel****, struttura che si distingue per un design moderno e per la sua posizione strategica, che la rendono la base perfetta per esplorare sia la città che il paese. Le spaziose camere e suite offrono ogni comfort moderno, mentre gli ospiti possono rilassarsi nell’elegante atmosfera della hall o gustare una bevanda rinfrescante al bar. La giornata inizia con una ricca colazione - a buffet, americana e vegetariana - mentre il The MET Social Prime Restaurant propone cucina locale e mediterranea e su richiesta anche opzioni vegetariane, senza latticini e halal. Il soggiorno prevede una reception 24 ore su 24,Wi-Fi gratuito in tutta la struttura, parcheggio in loco e comodi transfer programmati da e per l’aeroporto e il centro città.

Prenota il tuo prossimo soggiorno su bestwestern.it/lafreccia e scrivi a marketing@bwh.it per ricevere un buono sconto da 50 euro

Il ristorante dell’Hotel Mulino di Firenze, WorldHotels Crafted
La facciata dell’Hotel Cima Rosetta, WorldHotels Distinctive, San Martino di Castrozza
Una camera del Best Western Plus The Met Tirana Hotel
La vista dall’Hotel Shelley e Delle Palme, BW Signature Collection, Lerici

talento

L’ottava edizione del Filming Italy Venice Award, nell’ambito della Biennale cinema, promuove il ruolo delle donne e le nuove possibilità di rappresentazione di Giulia Maggio

Alla Biennale del cinema di Venezia il red carpet può diventare anche uno spazio di consapevolezza e impegno. Accade con il Filming Italy Venice Award, che il 6 settembre ritorna nella Sala degli stucchi dell’Hotel Excelsior per l’ottava edizione.

Ideato e diretto da Tiziana Rocca, il riconoscimento celebra cinema e serialità, ma porta avanti soprattutto una missione precisa: valorizzare il talento femminile e sostenere la lotta contro la violenza sulle donne. Il premio guarda a tutte le professioniste dell’audiovisivo, davanti e dietro la macchina da presa, valorizzando la forza di chi costruisce storie, immaginari e nuove possibilità di rappresentazione. Un obiettivo che lo ha reso uno degli appuntamenti più

attesi a Venezia, capace di unire glamour, industria e responsabilità sociale.

Tra i nomi premiati lo scorso anno ci sono Emanuela Fanelli, Miglior attrice non protagonista in una commedia per Follemente, Claudio Santamaria, Miglior attore protagonista in un film biografico per Il Nibbio Valentina Cervi per il premio Donne del cinema italiano e Margherita Buy che ha ricevuto il Filming Italy Venice Achievement Award per la carriera.

Prima protagonista annunciata per il 2026 è Pilar Fogliati, Miglior Attrice per Breve storia d’amore. Interprete, regista e sceneggiatrice, incarna una generazione di artiste capaci di attraversare commedia e dramma con naturalezza,

Le protagoniste e i protagonisti dei Filming Italy Venice Award 2025

portando sullo schermo personaggi complessi, vivi, contemporanei. Durante la serata sarà inoltre premiato, in collaborazione con Panalight, il cortometraggio Fiori cadono di Ludovica Galletta, presentato da Women in Film, Television & Media Italia: un’opera che affronta temi come memoria, passaggio generazionale e trasformazioni familiari con delicatezza visiva e intensità emotiva. Con il sostegno della Biennale, la collaborazione con Cinecittà e una rete di partner istituzionali e culturali, il Filming Italy Venice Award conferma così la sua identità: una festa del cinema che accende i riflettori su chi crea, resiste, innova.

filmingitalyveniceaward.com

Margherita

AL FILMING ITALY VENICE AWARD CON FRECCIAROSSA

Cinema e treno condividono la stessa passione per il movimento: attraversano luoghi e portano con sé storie, persone e immaginari. Per questo il Gruppo FS consolida il suo impegno per la cultura con Frecciarossa Treno ufficiale del Filming Italy Venice Award, accompagnando il pubblico verso nuovi orizzonti, nel segno di una mobilità sostenibile, inclusiva e capace di unire il Paese.

L’attrice
Buy con Tiziana Rocca, ideatrice del premio
© Daniele Venturelli/GettyImages

binari Storie lungo i

Treni, stazioni e ferrovie sono protagonisti ricorrenti del racconto cinematografico, dalle prime pellicole dei fratelli Lumière ai film italiani più recenti

ci sono luoghi che il cinema continua a scegliere perché sembrano contenere naturalmente un racconto. D’altronde, le storie hanno bisogno di spazi che lascino il tempo di svolgersi. E la stazione è uno di questi: non soltanto un’infrastruttura urbana, ma una soglia narrativa, un luogo sospeso in cui convivono attesa e movimento, desiderio e separazione, possibilità e perdita.

Cinema e ferrovia nascono quasi insieme, dentro la stessa accelerazione della modernità industriale. E insieme cambiano il nostro rapporto con il tempo e con lo sguardo. Il treno introduce una nuova esperienza di viaggio, fatta di velocità, paesaggi in movimento, distanze improvvisamente ridotte. Mentre il grande schermo prende quello stesso movimento e lo trasforma in racconto.

Tra le immagini fondative della nascita del cinema c’è proprio un treno che entra in stazione: L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat dei fratelli Auguste e Louis Lumière. Da allora il suo rapporto con la ferrovia non si è mai interrotto. Carrozze, corridoi, finestrini, sale d’attesa e

tabelloni delle partenze sono diventati scorci ricorrenti nei film per rappresentare una trasformazione, un incontro inatteso, una fuga, un ritorno.

Questo legame attraversa tutta la storia del ‘900. In Brief encounter di David Lean, una stazione ferroviaria diventa il luogo assoluto del desiderio e della rinuncia sentimentale. In Strangers on a train di Alfred Hitchcock il treno è invece uno spazio ambiguo, dove il caso si trasforma lentamente in destino. In Once upon a time in America di Sergio Leone la ferrovia coincide con l’avanzare della modernità e con la fine di un mondo. E in Europa , Lars von Trier trasforma il viaggio ferroviario in una dimensione ipnotica e mentale: nel dopoguerra il treno attraversa un continente notturno e spettrale, sospeso tra memoria, colpa e disorientamento. Più tardi Before Sunrise di Richard Linklater costruisce un’intera storia d’amore attorno a un incontro avvenuto durante un viaggio, mentre in Snowpiercer Bong Joonho immagina un’umanità intera chiusa dentro un treno lanciato nel gelo, trasformando i vagoni in una metafora politica e sociale.

Anche il cinema italiano non ha mai smesso di guardare ai

Valerio Mastandrea viaggia in treno nel film Cinque secondi di Paolo Virzì (2025)
© Indiana Production

binari come a uno spazio profondamente cinematografico. Succede perché dentro una stazione convivono folla e solitudine, precisione e casualità. Tutto sembra temporaneo e definitivo allo stesso tempo. La stazione è uno dei pochi luoghi contemporanei in cui i personaggi possono ancora apparire realmente in transito: non appartengono più al luogo che stanno lasciando, ma non fanno ancora parte di quello verso il quale si dirigono. È una dimensione che attraversa film molto diversi tra loro: da Stazione Termini di Vittorio De Sica a Il ferroviere di Pietro Germi, fino a La stazione di Sergio Rubini. Set privilegiato anche della commedia italiana, dalle fughe e gli equivoci di Amici miei di Mario Monicelli alle telefonate in carrozza ristorante di Carlo Verdone nel suo Viaggi di nozze, fino alla dimensione quasi sospesa e fiabesca del treno nella pellicola La chimera di Alice Rohrwacher. Non sorprende, allora, che alcuni dei film italiani più acclamati dell’ultima stagione tornino proprio lì, dentro quello spazio di passaggio. In Fuori , Mario Martone trasforma Roma Termini in una presenza viva, quasi pulsante. Attraversata da corpi, velocità, smarrimenti, la stazione diventa il luogo in cui le vite si sfiorano e subito si disperdono. È dentro questo spazio instabile che prende forma la storia della scrittrice Goliarda Sapienza: un’esistenza continuamente sospesa tra desiderio di appartenenza e bisogno di fuga. E non è un caso che proprio il paesaggio ferroviario accompagni il finale del

film, come se la stazione custodisse naturalmente quella condizione di transito emotivo e umano che il racconto cerca fin dall’inizio.

In Cinque secondi di Paolo Virzì il viaggio ferroviario assume una dimensione più interiore. I treni appaiono come frammenti della memoria, legati ai ritorni, alle possibilità perdute, a un tempo che continua a riaffiorare. Il finestrino diventa allora uno spazio mentale prima ancora che fisico: una soglia fragile tra presente e ricordo.

E anche nel film Le città di pianura , protagonista assoluto dell’ultima edizione dei David di Donatello con 16 candidature e otto premi (tra cui il Miglior film, Migliore regia e Miglior attore protagonista) il treno compare soltanto nel finale, ed è forse proprio questa attesa a renderne così intensa la presenza. Dopo un lungo viaggio, la stazione di Vigodarzere diventa il luogo del saluto. La partenza non interrompe davvero il legame tra i personaggi, ma sembra prolungarlo oltre il distacco, trasformando il movimento del convoglio sui binari in una forma di continuità emotiva.

Tre film attraversati dalla stessa intuizione: quando il racconto arriva ai suoi passaggi più delicati, la stazione è uno dei luoghi più potenti in cui ambientarlo. Forse perché cinema e ferrovia condividono un’ossessione simile: abitare l’istante in cui qualcosa sta finendo e qualcos’altro deve ancora cominciare. Probabilmente è proprio per questo che, dopo più di un secolo, continuiamo ancora a cercare storie lungo un binario.

Pierpaolo Capovilla, Filippo Scotti e Sergio Romano in una scena del film Le città di pianura diretto da Francesco Sossai (2025)
© Vivo
Film
Valeria Golino a Roma Termini nel film Fuori di Mario Martone (2025)

dell’

animaGeografie

La Maremma di Sacha Naspini e la Versilia di Fabio Genovesi. Due scrittori raccontano le coste toscane come casa, scelta e destino

di Sandra Gesualdi sandragesu

ci sono luoghi che si attraversano, altri che si leggono. E poi ce ne sono alcuni che chiedono entrambe le cose: prima le parole, poi la strada. La costa toscana raccontata da Sacha Naspini e Fabio Genovesi, due scrittori che hanno fatto del mar Tirreno la loro pagina bianca, appartiene a quest’ultima categoria. È una geografia che sfugge alle mappe delle vacanze, ai lidi più fotografati, alle liste dei posti da vedere. Una Toscana che si scopre rallentando, seguendo un sentiero nella macchia mediterranea, entrando in una bottega di quartiere che odora di infanzia, aspettando un tramonto senza tirare fuori il telefono. Annusando la brezza che diventa vento, o accarezzando la sabbia che si mescola alla polvere.

Naspini e Genovesi scelgono di scrivere con radicalità quello che spesso non si vede ma che ha radici profonde, legate ai loro luoghi natii, dove hanno deciso di restare. Naspini ha fatto della Maremma una materia narrativa viva, acre e tagliente, visionaria e ruvida, dove il paesaggio diventa personaggio, come nei romanzi Le Case del malcontento, Bocca di strega o Diventare bestia, l’ultimo. Genovesi, da Versilia Rock City a Chi manda le onde, fino a Il mare dove non si tocca, narra una Versilia lontana dalle cartoline glamour, abitata da personaggi fuori dal clamore, con montagne capaci di sussurrare echi secolari a un mare che, prima ancora di essere paesaggio, è un modo di guardare il mondo.

Una spiaggia del Forte dei Marmi, Versilia (Lucca)

LA MAREMMA DI SACHA NASPINI TRA TERRA E MARE

A chi arriva in questa porzione di Toscana inseguendo i suoi scritti, Naspini indica quasi sempre Roccatederighi come prima tappa. Nei suoi libri il borgo medievale, frazione di Roccastrada – uno dei tanti piccoli comuni del Grossetano – diventa Le Case, un luogo di fantasia. Ma immaginario è soltanto il toponimo perché la pietra vulcanica, i vicoli stretti, il dedalo di contrade, i campanili e i passi farinosi sono reali. È lì che Naspini è nato e lì, scavando con le parole, capita ancora che il tempo si fermi abbastanza da evocare «mondi antichissimi» e sassi imperituri. Ma la sua Maremma non ha un solo volto. Si fa Medusa o sirena, a seconda della luce. C'è quella dell'entroterra e poi quella della Val di Cornia, protagonista di Bocca di strega e Le nostre assenze, una costa ancora selvatica dove il bosco arriva quasi fino al mare, l'Elba sembra vicinissima e, nelle giornate limpide, perfino l’isola di Montecristo compare all'orizzonte. Non è un paesaggio addomesticato. È una terra dove sopravvivono le storie dei briganti, la vegetazione litoranea nasconde sentieri primitivi e le scogliere conservano ancora il passaggio degli Etruschi. Per Naspini è proprio qui che la provincia smette di essere periferia e diventa osservatorio sul mondo. «Il piccolo», dice, «può raccontare qualcosa di enorme». Se c'è un luogo che restituisce il suo modo di stare al mare è però Follonica , dove vive. La cittadina incastonata nell’omonimo golfo, in provincia di Grosseto, ha meno di 20mila abitanti, ma nel pieno dell’estate raddoppiano: turisti e vacanzieri, sciami di persone e bici in controsenso. Naspini però ha un piccolo rito quotidiano per resistere anche al caos di luglio e agosto, un antidoto, come lo definisce, per ritrovare ancora l’essenza di quella città fondata da pescatori e minatori: «Me ne vado in un posto magico, nel quartiere di Senzuno, verso la pineta, a sud. C’è una piazzetta dall’aria caraibica, sulla destra trovi il ristorante verace Tiburon, sulla sinistra il Congo Bar. E il mare, appunto. Quello è il mio ufficio estivo, in cui gira davvero una bella varietà di esemplari umani che, come il sottoscritto, si lasciano sbriciolare da tramonti fulminanti, con il sole che muore sulla testa di Populonia e la Corsica là, che in certe

sere Bastia sembra a mezz’ora di gommone. È un momento di piccola contemplazione che custodisco gelosamente. Nel frattempo, ci raccontiamo tante cose. Oppure niente. Tanto è il posto che parla». È forse questa la differenza tra visitare e l'abitare: smettere di chiedere continuamente qualcosa ai luoghi e lasciare, almeno ogni tanto, che siano loro a parlare. Se, invece, dovesse indicare un solo cammino da fare, lo scrittore sceglierebbe quello verso la Buca delle Fate, sul promontorio di Piombino, verso Livorno. «Devi camminare un paio di chilometri nella macchia mediterranea, passando accanto alle tombe etrusche visibili a cielo aperto. D’un tratto, uno sbocco accecante, sembra di arrivare su Marte: falesie a picco. Qui comandano il vento, le onde. Il fianco dell’Elba sembra davvero il profilo di un titano appena emerso dal pelo dell’acqua. Insomma, la Maremma è un mostro tra terra e mare a cento teste. Una Medusa, con i serpenti che cantano ognuno una canzone diversa. Il problema nasce quando capisci che quella roba ti suona anche dentro. E allora sei fregato, e giù libri per farla uscire», confessa. Come un’urgenza. «Talvolta anche scrivendo dai tavoli sgangherati dell’osteria Il Cinquino, dietro Massa Marittima, sulle colline sopra Follonica».

Golfo di Follonica con vista sull’Elba (Grosseto)

LA VERSILIA ANCESTRALE DI FABIO GENOVESI

Se Naspini offre spunti per cambiare strada, Fabio Genovesi invita prima di tutto a cambiare stagione. Per conoscere davvero la Versilia, dice, bisognerebbe arrivare quando quasi tutti se ne sono andati: «Più che luoghi particolari, la Versilia ha tempi particolari. La chiamiamo bassa stagione, ma per me è semplicemente la stagione vera». Forte dei Marmi, il mare charme della Lucchesia, d'inverno è quasi deserta. «Le grandi ville chiuse raccontano un benessere che», osserva con una punta di tristezza Genovesi, «ha finito per svuotare il paese». È proprio allora, però, che la costa torna a respirare. Il mare comunque rimane il protagonista assoluto, insieme ai grandi spazi verdi che resistono alla pressione del cemento: come il parco della Versiliana, il lago di Porta, lembi di natura dove pochi minuti bastano per dimenticare di essere a due passi da una delle località più costose d'Italia. «Potresti pensare di trovarti nelle paludi della Louisiana. Oppure in Amazzonia», nicchia. «Il mare, poi, non è mai lo stesso. Bisogna ascoltarlo, abitarlo. Quello che vede il bagnante», continua, «è soltanto la pelle. La vera vita del Tirreno cambia continuamente, con il vento che si trasforma e ci trasforma, con la luce e il silenzio». L'alba, quando ancora non c'è nessuno sulla spiaggia del Forte dei Marmi, è il suo momento preferito. Senza brezza il mare diventa quasi un lago immobile, l'unico rumore è quello leggerissimo della risacca. Poi arriva il maestrale, che cambia il colore dell'acqua e porta fresco. Più tardi il libeccio annuncia il maltempo. Alle spalle, le Alpi Apuane fanno da barriera, abbracciano il Tirreno e raccontano un'altra storia ancora, quella delle montagne consunte dalle cave di marmo dove qualche secolo fa lavorava Michelangelo e che ora resistono all’utilizzo massivo. Ma è il tramonto il momento del rituale collettivo, quando la Versilia si riunisce sul lungomare. «Anche chi è nato qui continua a venire a guardarlo, quel tuffo ancestrale. Ogni sera sembra identico, eppure, non lo è mai. Forse il mare non è cambiato affatto, è cambiato il nostro modo di incontrarlo, siamo meno curiosi come viaggiatori e più frettolosi come spettatori».

La Versilia migliore di Genovesi non coincide poi con i luoghi più celebri e alla moda. Sta nei piccoli negozi che resistono al tempo e alla grande distribuzione, dove ancora si fanno due chiacchiere, ci si chiama per nome mentre si compra il pane. Come nella bottega di alimentari della famiglia di Teresa: «Da bambino mia mamma mi ci portava per pesarmi sulla stessa bilancia dei prosciutti e delle mortadelle», racconta. Oggi è ancora intrisa di nostalgia e sapori locali. Oppure la ritrova in una cena tra gli ulivi a Vallecchia, poco fuori Pietrasanta, alla Brocca, dove il servizio conserva ancora l'accoglienza dell'osteria e si sperimenta il piacere di star bene. O in una

fetta semplice di Cecina, «quella cucinata ancora nelle grandi teglie e mangiata in piedi da Pizzarda, sulla strada tra Pietrasanta e Seravezza, è una vera religione», ammette. Sono luoghi e abitudini che per Genovesi rappresentano una piccola forma di resistenza. Contro la moda dell'esclusivo, parola che considera una delle più tristi del nostro tempo. «Significa che qualcuno resta fuori. La bellezza vera, invece, è inclusiva, a portata di tutti ed è un concetto possibile. Ancora esiste in quelle zone che garantiscono verità e rispetto. E ha bisogno di anime che abbiano il coraggio di portarla avanti, contro la tentazione di vendere tutto ai grandi marchi». È una filosofia che attraversa anche i suoi romanzi. Perché la Versilia che racconta Fabio Genovesi non coincide con quella delle copertine patinate, ma con una terra di Toscana giovane, selvaggia, cresciuta tra paludi, pinete e macchia spontanea, dove ancora oggi sopravvive un istinto di libertà e voglia di restare difficile da addomesticare. Maremma e Versilia sono coste diverse. La prima è ruvida, minerale, quasi arcaica. L’altra alterna eleganza e ribellione, turismo e silenzio da ricercare. Eppure, Naspini e Genovesi finiscono per dimorare nella stessa idea di viaggio. Non cercano il luogo perfetto, ma quello autentico, che ha i sapori e le evocazioni dell’infanzia o la consapevolezza di un incanto ancora possibile, fatto di brezza marina, una sera d’estate. È lì che la Toscana smette di essere una destinazione turistica e torna a essere un racconto da abitare o una casa da narrare. E, come tutte le storie migliori, chiede soltanto una cosa: fermarsi abbastanza a lungo da ascoltarlo. Con cura e attenzione.

FabioGenovesi
Un dettaglio della Versilia con le Alpi Apuane sullo sfondo

parla parla Dove il silenzio

Da Arquata del Tronto a Castelluccio, tra Marche e Umbria, a dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016. Un’esperienza dal sapore mistico, tra paesaggi sospesi in cui le ferite si mescolano con i segni della rinascita

Il sole sorge alle spalle del Valico di Forca di Presta, al confine tra Marche e Umbria, e inizia a scaldare i Piani di Castelluccio. Al centro il gruppo del Monte Vettore
testo e foto di Emanuele Santori emanuelesantori.photos

lasciando il mare che accoglie il sole all’alba o quello che lo saluta al tramonto, si percorre l’antica via del sale, la Salaria, con la quale gli antichi Romani, facendosi strada tra boschi e rocce, hanno tagliato la penisola italica. Si raggiunge così un luogo prezioso: Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, il solo comune in Europa ad avere il privilegio di essere a cavallo tra due parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini e quello del Gran

Sasso Monti della Laga.

Se il solco tracciato dall'uomo per creare un collegamento tra Roma e il mare Adriatico ha generato nei secoli effetti benefici, molto diversi sono stati quelli derivati dal fendente che dieci anni fa la natura ha inferto a questa terra con il movimento del sistema di faglie del Monte Vettore-Monte Bove. In pochi secondi, Arquata e le sue frazioni sono scomparse: i profili antichi delle abitazioni in pietra hanno scoperto la loro fragilità e un boato denso di polvere ha portato via vite e ricordi. È rimasta la sola rocca medievale, ferita ma viva, ora fasciata dalle impalcature che

contribuiranno a restituirle l’antica fierezza, consentendole di diventare l’elemento di connessione fra il vecchio e il nuovo panorama.

Quello del 24 agosto 2016 è stato il primo di una serie di eventi sismici che hanno generato i confini del territorio ribattezzato poi “cratere”: termine capace di trascinare idealmente verso il basso in un vortice di distruzione e di lutti. Ancora una volta, però, sono i segni tracciati dall’uomo a togliergli quella connotazione di voragine. A cominciare dalle gru che tagliano il blu del cielo, ai piedi delle quali si lavora per non far morire la montagna con le sue tradizioni, ma anzi per reinserirla pienamente nel tessuto vivo dell'Italia. E allora il “cratere” è diventato uno spazio di rinnovata speranza, un bacino in grado di accogliere 24mila cantieri, di cui 15mila portati a termine.

Giunti ad Arquata lasciamo le sponde del fiume Tronto e la Via Salaria che le segue fedelmente, iniziando a salire all'ombra del Monte Vettore: con i suoi 2.476 metri è capace di dominare e proteggere come un leone accovacciato tutta la provincia di Ascoli. Procediamo verso il passo di Forca di Presta, valico appenninico che segna il confine tra Marche e Umbria: un percorso ricco di fascino che al variare delle stagioni rinnova soltanto la sua palette di colori. Incontriamo

le due frazioni di Piedilama e Pretare, segnate da rovine che hanno il colore e la rugosità disomogenea della montagna a cui si fondono, generando un paesaggio dal sapore arcaico. Ma anche costellate di casette variopinte, vissute da chi lavora alacremente per risorgere, e dove non manca un punto di ristoro per una pausa caffè prima di affrontare la salita in quota. Superati i nuclei abitati, la strada si arrampica dolcemente tra tornanti ampi e brevi rettilinei. Un paradiso per le due ruote di ogni genere, siano esse accompagnate dal rombo aggressivo e dal ginocchio a terra dei moderni centauri o dal silenzio riempito dal vento che asciuga rapidamente le gocce stillate dalla fatica dei cicloamatori. Inizialmente ci si muove circondati da un verde vivace e rigoglioso, che di tanto in tanto esplode di bagliori nel controsole. Proseguendo, poi, le latifoglie lasciano il palcoscenico agli abeti e allora le cortecce rosse filtrano il sole forgiando lame di luce, che non di rado vengono animate dall'ombra scura e fugace di qualche scoiattolo. Sorgenti di acqua cristallina fiancheggiate da panche e tavoli di legno suggeriscono una sosta, mentre pali costellati di frecce di legno invitano ad affrontare sentieri e sterrati a piedi o in mountain bike. Nelle radure attrezzate i fiori, tutelati e protetti dalla presenza attenta dei Carabinieri forestali e da un sempre maggior rispetto dell’uomo per la natura, riempiono l’erba di macchie bianche e blu, gialle e viola, continuando ad accompagnarci anche quando la fierezza degli alberi

cede alla forza del vento. Poi il paesaggio si fa essenziale e il blu, divenuto dominante, viene attraversato da nuvole veloci e bianchissime: stiamo entrando nella dimensione spirituale di questi luoghi, con il cielo che non soltanto sovrasta, ma avvolge.

Eccoci giunti al valico di Forca di Presta, punto di arrivo ma nello stesso tempo di partenza, per incontrare la bellezza in molteplici forme, con opportunità che si aprono a qualsiasi livello di abilità e le consentono di penetrare a fondo nelle menti e nei cuori di chi viaggia. A destra della radura il pendio sale veloce, coperto dai prati, e un sentiero ripido ma sicuro –per escursionisti adeguatamente attrezzati – conduce in un paio d’ore 700 metri più in alto, al Rifugio Zilioli, e da qui poi ai quasi 2.500 della cima del Monte Vettore: una giornata di trekking in alta montagna con lo sguardo che, accarezzando le cime sottostanti, spazia fino all’Adriatico.

Sulla sinistra ha invece inizio il Sentiero per tutti, che si snoda per poco più di tre chilometri a una quota sempre attorno ai

La Rocca di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno)
Passeggiata a cavallo lungo uno dei sentieri che da Pian Grande di Castelluccio di Norcia (Perugia) portano sui rilievi che circondano l'altopiano

1.500 metri. È composto da un percorso ciclabile cementato, adatto anche a bambini nei passeggini e a persone con disabilità, e da una sterrata per bici gravel e scarponcini. Accompagnati da una splendida vista, che consente di ammirare nella sua imponenza il versante sud del gruppo del Vettore e di aprire poi lo sguardo verso i vicini Monti della Laga e il Gran Sasso, spingendolo in lontananza fino alla catena del Velino-Sirente, si giunge al piccolo Rifugio Belvedere, vicino a una terrazza attrezzata con pannelli illustrativi del territorio. Qui è possibile sorseggiare una bibita o, volendo, prenotare uno degli otto posti letto, fermandosi

ad attendere che il buio, facendosi profondo, apra il sipario sull’infinito.

Proseguendo da Forca di Presta per la strada asfaltata, invece, una volta superato il valico inizia la discesa verso l’oramai iconico Pian Grande di Castelluccio di Norcia, in provincia di Perugia, famoso nel mondo per la meravigliosa fioritura che avviene tra fine maggio e inizio luglio. Ma la dimensione metafisica di questa terra silenziosa, tagliata da una sottile striscia di asfalto, non è legata alle stagioni: si ritrova rimanendo in statica contemplazione, come manichini nelle piazze dipinte da Giorgio de Chirico, tra le linee che disegnano gli appezzamenti di terreno, o percorrendo il vuoto dei lunghi rettilinei che richiamano alla mente Easy Rider e le grandi road della Beat Generation.

Siamo ora nel Perugino e saliamo verso il paese di Castelluccio, che domina la piana, dove si incontrano ancora una volta i segni lasciati dall’onda sismica. Nonostante questo, il centro è delizioso, con la piazza piena di tavoli e aperitivi, prodotti di norcineria e profumi intensi, caschi appoggiati e moto parcheggiate, fuoristrada e camper. È come se il mondo dell’avventura nostrana si desse appuntamento in questo luogo, come se qui il tempo scorresse più lentamente, rendendo tutte le esperienze più intense.

Le ombre si fanno lunghe, esaltano i volumi e danno profondità alle linee. Nella piana i cavalli si rincorrono liberi di galoppare, dopo la giornata trascorsa ad accompagnare i turisti. Con il favore delle temperature serali, quando la terra restituisce il calore accumulato all’aria che si fa fresca, i parapendii macchiano il cielo con i colori vivaci delle loro vele: i movimenti lenti e rotondi rapiscono gli occhi e con essi i pensieri.

Si riparte con la consapevolezza che questo non sia un addio. Il ritorno è certo, perché in certi luoghi l’anima si pacifica e ne avrà nostalgia.

Pian Grande immerso nella nebbia poco dopo l’alba
Un ciclista sulla terrazza del Rifugio Belvedere, Arquata del Tronto (Ascoli Piceno)

Respirare ad alta quota

Sulle Dolomiti dell’Alto Adige, il primo sentiero di mindfulness che invita a staccare la spina e ascoltare il corpo attraverso 18 esercizi immersi nella natura

di Flavio Scheggi mescoupsdecoeur foto di Guenther Pichler

Courtesy Obereggen Latemar AG.SpA Mindful.Latemar

quotidianamente veniamo travolti da continui stimoli esterni. Messaggi, notifiche e telefonate agiscono negativamente sulla nostra concentrazione, calma e serenità. Immergersi nella natura può aiutare a staccare la spina – imparando a selezionare, ridurre, fare spazio – e a tornare al presente con più consapevolezza. Oggi, la disconnessione è sempre più una scelta consapevole: un modo per ricalibrare il rapporto con il tempo, recuperare attenzione e ristabilire una relazione più autentica con ciò che ci circonda.

In Alto Adige, questo approccio prende forma in modo concreto con Mindful.Latemar, il primo sentiero di mindfulness delle Alpi. Un percorso dove ciascuno può ricentrarsi, ritrovando il proprio benessere psicofisiologico. Siamo a Obereggen, in Val d’Ega, dove Thomas Bernagozzi, psicologo del benessere e istruttore di mindfulness, ha ideato un itinerario circolare sul monte

Golfrion,

nelle Dolomiti, a 1.872 metri di altitudine. «Ho iniziato a sperimentare la meditazione nei parchi di Milano e ho capito che accompagnare le persone nella natura, anche solo per 15 minuti, può aiutare a ridurre il livello di stress provocato dall’uso continuo dei dispositivi elettronici», spiega l’esperto. Il sentiero, lungo circa due chilometri e adatto a tutti, senza nessun dislivello da superare, prevede 18 esercizi di mindfulness da compiere in circa due ore, più o meno uno ogni 100 metri. «Sono meditazioni con focus diversi, che partono dall’ascolto del corpo e lavorano sul respiro», continua Bernagozzi. «Alcune sono pensate per essere eseguite in movimento, mentre si cammina, altre invece si svolgono da sdraiati. Al termine del percorso è stata creata un’installazione: qui ogni partecipante può lasciare un piccolo sasso, come accade lungo il Cammino di Santiago o nei trekking in Himalaya. Chi vuole può anche scrivere un messaggio su una lavagnetta, affidandole un augurio per sé o per una persona cara».

Si può arrivare al sentiero partendo da Obereggen con la cabinovia Ochsenweide. In alternativa l’area è raggiungibile da Predazzo prendendo la cabinovia e la seggiovia fino al Passo Feudo. Oppure da Pampeago con la seggiovia Latemar, proseguendo poi a piedi per circa un’ora. La scelta del luogo non è stata casuale. L’area è tra quelle che nel novembre 2018 sono state colpite dalla tempesta Vaia, un uragano che ha distrutto decine di migliaia di ettari di foreste alpine. Il territorio rappresenta quindi un esempio di rinascita e resilienza, come spiega l’ideatore dell’iniziativa: «Meditare in mezzo a questi alberi recisi, devastati dalla tempesta, ci deve aiutare a non pensare al passato, a quello che di negativo è accaduto. L’esercizio è concentrarsi sul presente, sul qui e ora, su quello che sta avvenendo oggi, in particolare sulla rinascita

Ci sono viaggi che restano

mare Sapore di

nel cuore del golfo dei Poeti, c’è una tradizione che risale alla fine dell’800: l’allevamento dei molluschi. Qui, nelle acque comprese tra il Parco nazionale delle Cinque terre e quello naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara, durante 12 mesi di paziente attesa, l’ostrica Magallana gigas, varietà dalla spiccata personalità, si nutre del fitoplancton autoctono, assimilando un gusto pieno, minerale ed equilibrato e assumendo riflessi cromatici che virano verso il verde smeraldo. A questa coltivazione si affianca quella della cozze, conosciute qui come muscoli. E così, tra la barriera della diga foranea, opera marittima che protegge l’interno del golfo

A La Spezia, nel golfo dei Poeti, per conoscere l’antica tradizione dell’allevamento dei molluschi attraverso un itinerario tematico che segue il ciclo della produzione

spezzino, e le correnti che lambiscono i borghi, gli allevamenti ornano il paesaggio.

A tutelare questa antica arte ci pensa l’Organizzazione di produttori mitilicoltori spezzini. Questa realtà, riconosciuta a livello ministeriale, custodisce una tradizione che combina comunità e territorio. Forte del lavoro quotidiano di 62 soci e operatori che presidiano gli impianti a bordo di 45 imbarcazioni, la cooperativa storica ha saputo coniugare cura dell’ambiente marino e arte gastronomica. Grazie alle proposte turistiche promosse dall’ente La mia

Liguria, volte a rendere le meraviglie della regione sempre più accessibili e fruibili, i visitatori possono scoprire da vicino

di Floriana Schiano Moriello

[Giornalista enogastronomica e di viaggio]

floriana.fsm@gmail.com

floriana.schianomoriello

florianaschianomoriello florianaschianom

Viaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta

Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria

come funziona questa attività. Attraverso gli itinerari guidati proposti dall’Associazione per il mare in collaborazione con i produttori locali, è infatti possibile condividere la giornata a bordo delle loro imbarcazioni. Accompagnati da un esperto tecnico, si possono esplorare gli innovativi impianti per decifrare il ciclo biologico di cozze e ostriche, la custodia millimetrica del seme e il processo di raccolta, per arrivare alla degustazione.

A Santa Teresa di Lerici, invece, nell’unico impianto di depurazione dei molluschi della Liguria, si può assistere alle ultime fasi di lavorazione e insacchettamento. Il contesto ospita anche il museo della mitilicoltura, uno spazio che

ripercorre la nascita e l’evoluzione dell’antico mestiere. Fotografie d’epoca, attrezzi del passato e strumenti moderni guidano i visitatori in un viaggio tra memoria e innovazione. Questo percorso sensoriale trova continuità una volta scesi a terra, dove il legame tra La Spezia e il mare si riflette immediatamente nel cuore pulsante della città. Su corso Cavour, nell’omonima piazza – per gli spezzini piazza del mercato – i banchi al coperto sono il punto di riferimento per chi ama la gastronomia ligure a chilometro zero. L’area più affascinante è quella dedicata alla vendita del pesce, situata sotto la tettoia a onda che chiaramente celebra quelle del mare: ogni mattina offre il meglio di ciò che viene pescato nel

Il castello San Giorgio
© Comune della Spezia

golfo dei Poeti e nei mari limitrofi tra cui gli immancabili mitili e le ostriche spezzine.

Dal mercato ci si muove verso il ristorante Antica osteria dell’uva, dove si possono assaggiare i muscoli ripieni alla spezzina, preparati secondo la ricetta tradizionale, e un’ottima selezione di ostriche. Si prosegue poi alla scoperta di una La Spezia insolita: la città si rivela seguendo l’andamento sinuoso di via del Prione, spina dorsale dell’antico borgo, per poi confluire nell’ampio respiro di via Chiodo, definita dai maestosi portici e dal profumo degli alberelli di arancio. Le facciate dei palazzi Liberty testimoniano il passaggio dei pittori futuristi che individuarono, in queste linee, la scenografia per le loro visioni. Il dinamismo del centro storico fa da contraltare alla tradizione del Palio del golfo, la cui 101esima edizione si tiene il 2 agosto. La sfida remiera, ideata da Angelo Maioli nell’800, racconta il legame indissolubile tra questa località e i mestieri del mare. Originariamente i muscolai gareggiavano a colpi di remi per portare a terra nel minor tempo possibile i carichi di ostriche e mitili: chi arrivava per primo sulla banchina conquistava il diritto di stabilire il prezzo di vendita dei frutti del mare. Un rito fatto di sudore e fatica che funzionava come strategia commerciale e celebrazione della comunità.

L’identità culturale della Spezia non è composta, però, solo dall’elemento acquatico: il Museo Amedeo Lia è uno scrigno d’arte che va dal Medioevo al ‘700, mentre il castello San Giorgio custodisce le Statue Stele della Lunigiana, figure antropomorfe in pietra arenaria che risalgono a cinquemila anni fa. Dalla terrazza più alta del maniero, lo sguardo abbraccia l’intero anfiteatro marittimo: a oriente le vette delle Alpi Apuane e i castelli di Lerici e San Terenzo specchiati nella baia, a occidente il borgo di Portovenere con la Chiesa di San Pietro protesa sulla roccia, di fronte al profilo selvaggio delle isole Palmaria, Tino e Tinetto. È un itinerario circolare e armonioso, che unisce il sapore del mare, le tracce della storia e la fisionomia della terra.

Una passata edizione del Palio del golfo

Andare oltre

L’arte dell’incontro

Una mostra ad Assisi mette a confronto le opere più significative di Michelangelo Pistoletto con l’eredità spirituale di San Francesco e papa Bergoglio

uò l’arte diventare uno spazio in cui le differenze non vengono cancellate ma messe in dialogo?

Questa domanda attraversa da sempre la ricerca di Michelangelo Pistoletto e trova un luogo privilegiato di confronto ad Assisi, la città di San Francesco.

Nell’ottavo centenario dalla morte del Poverello, la Rocca maggiore ospita infatti la mostra Franciscus. Fratello

in arte, un percorso che fino al 4 ottobre riunisce alcune delle opere più significative del maestro piemontese e le mette in relazione con il pensiero francescano.

Il punto di partenza dell’esposizione è un gesto radicale di Pistoletto: la proclamazione di papa Francesco come Primo santo dell’arte. Non un atto religioso, ma un’azione con cui l’artista riconosce la capacità di Jorge Mario Bergoglio di

Rocca maggiore di Assisi (Perugia)

di Padre Enzo Fortunato

[Direttore del magazine Piazza San Pietro padre.enzo.fortunato padreenzofortunato padrenzo

trasformare la vita in opera e la spiritualità in responsabilità condivisa. La proclamazione nasce dalla lettura della croce pettorale del pontefice come un “paesaggio spirituale”: un’immagine aperta nella quale la sofferenza e la speranza, la fragilità e la fraternità convivono. Un simbolo che dialoga idealmente con la ricerca di Pistoletto, da sempre impegnato a superare la separazione tra individuo e comunità. Il percorso della mostra prende forma attraverso opere che hanno al centro un’idea precisa: l’arte non è un oggetto concluso, ma un processo nel quale ciascuno è chiamato a partecipare.

Tra i capolavori esposti troviamo Il tempo del giudizio, nel quale Pistoletto mette a confronto alcuni dei grandi sistemi spirituali e culturali dell’umanità. Davanti agli specchi, simboli religiosi differenti si incontrano in uno stesso spazio, non

per confondersi, ma per riconoscersi reciprocamente. È un’immagine potente sul dialogo tra le fedi e la possibilità di una convivenza fondata sull’ascolto.

Lo specchio torna in molte opere dell’artista. Per Pistoletto non è semplicemente una superficie riflettente, ma un dispositivo che coinvolge chi guarda: l’osservatore entra nell’opera, ne diventa parte, modificandola con la propria presenza. La realtà non viene rappresentata dall’esterno, ma accolta all’interno del processo creativo. Questa dimensione emerge anche in conTatto, dove l’atto fisico di toccare diventa metafora di una relazione necessaria tra persone, culture e differenze.

La creazione richiama uno dei temi centrali nella vita del Poverello di Assisi: l’incontro come spazio di relazione e

L’opera conTatto (2017)

trasformazione. Nelle Fonti francescane, si ricorda un gesto decisivo del santo: quello di avvicinarsi al lebbroso, superando la distanza e riconoscendo nell’altro una possibilità di fraternità.

La mostra presenta inoltre alcune opere della serie Segno Arte, in cui Pistoletto rielabora simboli religiosi e geometrie universali trasformandoli in forme aperte e condivise. Dalla Stella di David al Metroquadrato d’infinito - Stella islamica, da Rotazione dello specchio - Indù allo Specchio trinamico della TrinitàCristianesimo, il percorso mette in dialogo tradizioni spirituali diverse in un invito a riconoscere ciò che unisce senza negare le differenze.

Il cuore dell’esposizione è rappresentato dal Terzo Paradiso, il simbolo più noto della ricerca di Pistoletto: una riconfigurazione del segno dell’infinito che indica la possibilità di una nuova armonia tra natura e artificio. Ad Assisi questa installazione assume un valore particolare grazie al dialogo con l’opera permanente realizzata nel Bosco di San Francesco, visibile dalla Torre poligonale della Rocca maggiore. Il visitatore è

così invitato a un’esperienza che unisce memoria e futuro, contemplazione e partecipazione. Il Terzo Paradiso incontra idealmente il messaggio del Cantico delle creature, dove Francesco riconosce ogni elemento del mondo come fratello e sorella. Anche qui il creato non è uno scenario da dominare, ma una realtà con cui entrare in relazione. È questa la prospettiva che lega la spiritualità francescana alla ricerca di Pistoletto: l’idea che il futuro dipenda dalla capacità di costruire nuovi equilibri.

Completa il percorso l’installazione video dedicata alla santificazione artistica di papa Francesco, che viene letta come la capacità di generare legami, custodire la vita e aprire possibilità nuove. «In questo luogo che risuona del nome di Francesco», afferma Pistoletto, «la mostra abbraccia la storia del santo celebrandone l’ottocentesimo anno dalla morte. E, contemporaneamente, celebra il primo anno dalla morte di papa Bergoglio, che ha voluto riportare in vita, con la propria vita, la persona di Francesco».

Quattro opere del 2025 in mostra: Segno Arte - Stella di David, Metroquadrato d’Infinito - Stella Islamica, Rotazione dello specchio - Indù e Specchio trinamico della Trinità - Cristianesimo
L’opera Bandiera delle religioni (2025-26)

squadraQuestione di

Quando sul set c’è stima, tutto viene meglio. Ne è convinto Diego Abatantuono, che torna al cinema dal 3 settembre con Il malloppo, crime comedy di Volfango De Biasi di Alessandra Caputo alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

con una carriera ricchissima e una convinta devozione alla famiglia, Diego Abatantuono è un vulcano di storie. Il 3 settembre torna al cinema con Il malloppo, commedia brillante diretta da Volfango De Biasi in cui interpreta un ex rapinatore, Diego Viani, che gestisce l’Osteria del brigante. Nella pellicola, un giallo divertente e adatto a tutti, è affiancato da Michele Foresta (Mago Forest), Maria Amelia Monti, Max Angioni, Irene Girotti, Antonio Catania, Paola Sambo e Bebo Storti. Tra inseguimenti, imprevisti e situazioni rocambolesche i personaggi si ritrovano a sciogliere un mistero tenuto in silenzio per oltre 30 anni.

Cosa le piace di Viani?

Apprezzo il fatto che, nonostante il passato criminale, Diego non sia mai stato violento. Dopo la prigione si è costruito una vita anche se, visto il rapporto che ha con la moglie, forse sarebbe stato meglio per lui rimanere in carcere! (ride, ndr). Al di là del personaggio, questo film è una storia corale, un giallo brillante. Un elemento che fa la differenza nel suo lavoro?

Le persone con cui collaboro. Quando sul set c’è stima, le cose vengono meglio. Anche in questo film, per esempio, l’amicizia che si percepisce sullo schermo è un riflesso di quella che abbiamo realmente nella vita. Posso dire che Mago Forest è una delle persone più interessanti che abbia mai conosciuto. Ha una carriera lunghissima. C’è un traguardo che pensa di non aver ancora raggiunto?

L’obiettivo massimo, per me, è trascorrere la vita in armonia. Ho sempre scelto film dove potevo stare con persone che conoscevo. Quando mi proposero di recitare in Un ragazzo di Calabria di Luigi Comencini ho pensato che non mi sarebbe ricapitato di lavorare con Gian Maria Volonté, uno dei migliori attori del mondo. Cerco poi di selezionare le produzioni in modo da poter dedicare attenzione ai miei figli. Da quando sono padre faccio due film all’anno e mai d’estate. Non ho mai voluto avere il rimpianto del tempo perduto, anche perché la cosa che mi è venuta meglio è la famiglia. Quotidianamente ricevo complimenti sui miei figli e ogni volta mi sento come se mi stessero consegnando il David di Donatello. Il film a cui è più legato?

È molto difficile rispondere. Non saprei dire quale titolo mi stia più a cuore. Potrei parlare dei film con Ettore Scola, Pupi Avati, Carlo Vanzina, Giovanni Veronesi. Ho lavorato con persone fantastiche e mi sono sempre divertito. Probabilmente contribuisco a creare un clima disteso perché è nel mio carattere, mi piace stare in

compagnia. Sono molto legato a Gabriele Salvatores, per come ho lavorato con lui sin dal set di Marrakech Express

Il vostro è un sodalizio che ha segnato il cinema italiano. Mentre stavamo lavorando a Puerto Escondido ci comunicarono la candidatura agli Oscar per Mediterraneo. Abbiamo interrotto le riprese e siamo andati a Los Angeles, dove abbiamo anche vinto la statuetta.

Di cosa ha bisogno il cinema italiano secondo lei?

È come con la Nazionale di calcio: aspettiamo che nascano i talenti, ma in realtà ci sono già. Si ha solo paura di rischiare. Nel Dopoguerra prevalevano la voglia e l’urgenza di raccontare, adesso la priorità è fare qualcosa di successo che piaccia agli altri.

Che ruolo hanno in tutto questo le nuove tecnologie?

L’intelligenza artificiale può fornirti il telaio di una sceneggiatura, magari, ma non può restituirti le emozioni. Per questo le idee dovrebbero nascere da noi. Non sono contrario alla modernità ma per apprezzare il presente è necessario conoscere che cosa è successo prima.

Su cosa bisogna investire?

L’unica possibilità è partire dai ragazzi. Penso sia importante che conoscano il passato, anche attraverso il grande schermo. Dovrebbero far vedere a scuola film di Mario Monicelli come La grande guerra, far capire quanto il cinema italiano sia stato importante nel mondo. In quegli anni noi avevamo Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Volonté e registi come Monicelli, Scola e Dino Risi, di quel calibro in America c’erano solo Walter Matthau e Jack Lemmon. Era difficile competere con noi. Mi sembra invece che oggi si pensi poco al futuro, tutti vivono sperando in un colpo di fortuna o di raggiungere molti follower.

Ci sono delle eccezioni?

Paola Cortellesi, che ha mostrato quanto fosse sbilanciato il rapporto tra uomo e donna. Lei e Riccardo Milani, suo marito, fanno film di qualità, ce ne sono anche tanti altri, ma non tutti arrivano al pubblico.

Volendo paragonare la sua carriera a un viaggio in treno sarebbe una lunga traversata ad alta velocità o un percorso lento con tante soste, anche imprevedibili?

È importante che sia lunga, così come il viaggio. Io amo quelli lenti, i treni regionali e d’epoca per me sono fantastici. Girerei il mondo così, un po’ l’ho fatto ed è una figata.

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Diego Abatantuono in una scena del film Il malloppo

My (dancing)

life

Partito dalla Sicilia, Giovanni Pernice ha conquistato

l’Inghilterra prima di tornare a danzare in Italia. Dopo il successo di Ballando con le stelle, inaugura la stagione del Sistina con il one man show Shall we dance!

dalla Sicilia ai palcoscenici internazionali, passando per i trionfi a Ballando con le stelle: Giovanni Pernice celebra il suo straordinario percorso artistico con Shall we dance!, uno spettacolo che unisce racconto, danza e musica dal vivo. Un viaggio emozionante tra successi, ricordi e grandi coreografie, accompagnato da alcuni dei volti più amati del talent show di Rai1. Dopo il tour nelle arene estive, il 23 settembre approda al Teatro Sistina di Roma per una grande festa dedicata al ballo.

Lo spettacolo racconta la tua storia ed è la versione italiana di quello che porti nei teatri inglesi. In cosa si differenzia?

La struttura è un po’ diversa, ma resta comunque un one man show. Qui in Italia è tutta una scoperta anche per me: devo capire cosa vuole il pubblico, cosa piace. Sarà intrattenimento puro, tra ballo, canto e coinvolgimento della platea. Parliamo un po’ di te: partito da Palermo, sei diventato una star a Londra. Com’è iniziato tutto?

Da adolescente, per seguire il sogno della danza sportiva, mi sono trasferito dalla Sicilia a Bologna. Nel 2012 ho vinto il campionato italiano insieme alla ballerina con cui facevo coppia. Mi hanno poi chiamato dall’Inghilterra per il programma Strictly come dancing, l’equivalente britannico di Ballando con le stelle. Serviva un italiano e mi sono presentato non conoscendo una parola di inglese. Mi hanno preso subito. E da lì è partito tutto: gli spettacoli teatrali e anche il brand Ballando, un format che comprende lezioni di danza itineranti. Gli inglesi ti hanno accolto subito benissimo?

Hanno capito immediatamente le mie difficoltà iniziali d’adattamento e si è creato un rapporto di rispetto reciproco. È un Paese completamente diverso dal nostro, ma ho individuato cosa piaceva e si è creata una fanbase importante.

Cosa è piaciuto di te al pubblico inglese?

Il mio modo di essere italiano: hanno questa idea dell’italian stallion, ci vedono come un popolo di machi. Più di ogni altra cosa, però, credo sia piaciuta la mia sincerità, nel bene e nel male. Ma volevo già da tempo tornare nel mio Paese per capire cosa stesse bollendo in pentola. Ho chiamato Milly Carlucci, con la quale c’era un discorso aperto da diverso tempo, e la sua risposta è stata: «Bentornato a casa». Be’, è stato un bel ritorno, no?

Assolutamente sì. Ho subito vinto Ballando con le stelle, ho incontrato l’amore (Bianca Guaccero, ndr), ho stretto molte amicizie e ritrovato l’Italia.

Sarai a Ballando anche quest’anno?

I presupposti ci sono. Diciamo che ci dovrei essere al 99%.

La direzione artistica di Shall we dance! è affidata a Massimo Romeo Piparo. Com’è nata la collaborazione con lui?

È uno dei big del teatro italiano. Probabilmente ha visto uno dei miei spettacoli facendo la spola con l’Inghilterra per valutare quali nuovi musical proporre in Italia. Aveva la consapevolezza di chi fossi e ha avuto la geniale idea di importare lo show. Mi fido completamente di Piparo, che tra le altre cose è stato anche uno degli autori di Ballando con le stelle

A livello televisivo cosa ti piacerebbe fare?

Il mio sogno nel cassetto è recitare in una fiction. Sarebbe la mia realizzazione personale. Magari un giorno arriverà anche quel momento.

Chi è oggi Giovanni Pernice?

Mi piacerebbe definirmi uno showman. Il mio obiettivo è riuscire a essere un artista a 360 gradi.

giovannipernice

Metodo

VELASCO

In vista degli Europei, dal 21 agosto al 6 settembre, l’allenatore della Nazionale femminile di volley racconta la filosofia che guida le azzurre: umiltà, lavoro quotidiano e voglia di superare i propri limiti

per Julio Velasco il successo non si costruisce inseguendo i record, ma restando concentrati sul presente. Intervistato alla vigilia degli Europei di pallavolo, in programma dal 21 agosto al 6 settembre, il commissario tecnico della Nazionale femminile di volley ribadisce il principio che guida da sempre il suo modo di allenare: una partita alla volta, un punto alla volta. Perché il talento è fondamentale, ma senza dedizione quotidiana e capacità di migliorarsi non si arriva ai vertici.

Qual è il principale passo in avanti compiuto dalla squadra?

Chi ha fatto sport per anni lo sa: si può vincere un campionato e perdere il successivo anche con un gruppo di primissimo livello. Ma queste ragazze sono molto motivate, hanno una grande dedizione al lavoro e voglia di migliorarsi. Continuano a lavorare soprattutto su quello che sanno fare meno bene, invece di sentirsi arrivate perché hanno vinto.

Non le ho mai viste ragionare così e questo mi rende contento, ma non tranquillo, perché il pericolo c'è sempre: con noi tutti giocano la partita dell’anno. Contro il Canada e la Cina in Volleyball Nations League, per esempio, abbiamo vinto 3-2: le avversarie non hanno difeso così con nessun'altra squadra. Dobbiamo aspettarci che succeda sempre.

Lei parla spesso dell'importanza di vivere un punto alla volta. È un approccio simile a quello del tennis? Sì. I grandi tennisti cercano di non uscire mai dalla partita,

anche nei momenti difficili. Penso a Jannik Sinner: una delle sue qualità più grandi è restare sempre concentrato, senza perdere il filo del match. Credo che questa sia una caratteristica comune a tutti i campioni.

Se i dati e le immagini a disposizione grazie alla tecnologia hanno ridotto le distanze tra le squadre, cosa invece è rimasto immutato?

Una costante, non solo nel volley ma in tutti gli sport, è il lavoro necessario a far crescere il talento: si costruisce la squadra su quello e si cerca di portarlo al massimo, ma senza grandi giocatrici è impossibile arrivare in alto. E poi ci sono la mentalità e il carattere: la capacità di gestire le situazioni difficili non ha a che fare con il progresso tecnologico. Fin dall'inizio ho chiesto alle ragazze di essere autonome e autorevoli.

Cioè?

Autorevoli perché devono conoscere la pallavolo, la tattica, la preparazione atletica e avere nozioni di fisioterapia, non solo eseguire un compito. Autonome perché nei momenti decisivi sono sole in campo, la tensione è enorme e non c'è allenatore che possa sostituirsi a loro. È lì che emerge lo spirito della squadra, un ct non può crearlo dal nulla, ma solo stimolarlo.

La mentalità vincente si può insegnare?

Più che insegnarla, bisogna incoraggiarla. Io non mi arrabbio mai per un errore tecnico: non tutto si risolve sempre con la volontà. Abbiamo visto Lionel Messi sbagliare dei rigori in un Mondiale, succede anche i più grandi. Quello che chiedo sempre è dare tutto. Per farcela

Julio Velasco osserva il test match tra Italia e Francia al Pala Igor di Novara, il 15 maggio 2026
© Fipav
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non serve che le giocatrici siano ubbidienti, ma che vogliano vincere, anche più di quanto lo vogliamo noi. La mentalità vincente si acquisisce affrontando prima i propri difetti e solo dopo gli avversari. Quando superi un tuo limite, la sensazione è quella di aver vinto una partita. Tra talento e lavoro quotidiano, cosa è più importante? Contano entrambi. Non conosco grandi campioni che non abbiano lavorato tantissimo. Il talento è un dono naturale, ma senza disciplina non si sviluppa. Non parlo mai di sacrificio: preferisco parlare di impegno. Quando si lavora per correggere un difetto non si sa mai quando arriverà

il miglioramento, può bastare una settimana o possono volerci sei mesi. Ma il solo fatto di provarci rende un atleta più forte.

Trascorre gran parte dell'anno in viaggio. Che rapporto ha con il treno?

Ottimo. Mi consente di sfruttare il tempo: lavoro al computer, preparo gli allenamenti, leggo, ascolto musica o semplicemente mi rilasso. È questo il suo grande vantaggio: trasformare il viaggio in un momento utile, senza lo stress della guida.

Julio Velasco parla con la squadra durante un time out della sfida tra Italia e Brasile di Volleyball Nations League, il 7 giugno 2026

FRegine mitologiche e leggendarie, nate dalla letteratura o realmente esistite, convivono in un racconto che supera la distinzione tra verità e fantasia, affermando una verità più profonda: quella del linguaggio visivo. residenzerealisabaude.com | lavenaria.it lavenariareale

Allestimento della mostra Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro
© Margherita Borsano

Costume di Piero Tosi indossato da Maria Callas nel film Medea di Pier Paolo Pasolini (1969). Gallerie degli Uffizi - Museo della moda e del costume, Firenze, su concessione del MiC-Gallerie degli Uffizi

Allestimento della mostra Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro

Dettaglio del costume disegnato da Massimo Cantini Parrini e realizzato dalla Sartoria Tirelli nel 2014 per il ruolo della regina di Selvascura interpretato da Salma Hayek nel film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. Collezione Tirelli Trappetti, Roma

L’abito firmato da Gabriella Pescucci per Michelle Pfeiffer nel film Sogno di una notte di mezza estate di Michael Hoffman (1999). Collezione Tirelli Trappetti, Roma

ARTE E CULTURA

Frida Kahlo a Casa Azul, Coyoacán, Messico (1943)
© Mae Belle Vargas/Philadelphia Museum of Art

Essere

Frida Kahlo

Alcuni artisti entrano nella storia, altri diventano vere e proprie icone in cui ci si può riconoscere indipendentemente dalla generazione di appartenenza. Frida Kahlo è una di queste. Una mostra a Palazzo Pepoli di Bologna, fino al 27 settembre, invita il pubblico a scoprire l’artista messicana simbolo di libertà attraverso l’obiettivo di chi l’ha ritratta.

Una mostra a Bologna celebra l’artista messicana attraverso oltre 70 scatti di fotografi e fotografe del ‘900. Un mosaico di visioni che racconta la nascita di un’icona

L’esposizione Frida Kahlo. Lo sguardo come identità – curata da Ono arte e promossa da Ergo Expo – raccoglie 70 scatti originali realizzati da grandi maestri e maestre: dalla fotografa svizzero-americana e sua amica storica Lucienne Bloch alle messicane Lola Álvarez Bravo e Graciela Iturbide, passando per la statunitense Imogen Cunningham, il colombiano Leo Matiz e la fotogiornalista tedesco-francese Gisèle Freund

di Gaspare Baglio gasparebaglio
El baño de Frida XXII (2005)
© Graciela Iturbide

Un mosaico di visioni differenti che raccontano un mito in continua trasformazione. Perché Frida ha sempre avuto dentro sé diverse anime: fu pittrice straordinaria, attivista, donna libera, corpo ferito e coscienza politica. Se durante la sua esistenza non conobbe il successo che meritava, il tempo le ha reso giustizia. E oggi è l’artista donna più quotata al mondo. Il suo segreto? La capacità di parlare con sorprendente attualità di temi come dolore, libertà identità, rappresentazione di sé. Fu lei per prima, infatti, a trasformare sé stessa in una figura leggendaria quando, a 18 anni, dopo il terribile incidente che la costrinse a letto per mesi, iniziò a dipingere autoritratti che erano dichiarazioni di esistenza. Con la stessa cura delineò la propria immagine pubblica, scegliendo abiti tradizionali e trasformando la sua fisicità in un manifesto culturale e politico. Mise mano addirittura alla sua biografia, modificando l’anno di nascita nelle dichiarazioni

pubbliche affinché coincidesse con la rivoluzione messicana. E in questo racconto personalissimo l’ottava arte ebbe un ruolo fondamentale. Il padre, il fotografo Guillermo Kahlo, fu il primo a ritrarla, dando il via a una relazione tra Frida e l’obiettivo che non si sarebbe mai interrotta. Arrivarono poi gli scatti di amici, colleghe, amanti, galleriste: centinaia di fotografie capaci di restituire l’immagine di una donna sempre nuova, che ha trasformato la sua vita in un’opera d’arte a tutto tondo. E proprio partendo da questo assunto l’esposizione solleva una domanda affascinante: chi stava osservando chi? I fotografi Frida o Frida i fotografi? È innegabile, infatti, che lo sguardo di questa pittrice, ancora oggi, continui a interrogare il nostro.

palazzopepoli.it

Frida Kahlo (1944)
© 2026 Imogen Cunningham
Gabriele Tinti a Palazzo Altemps nel 2024

In dialogo con

l’eterno

Poeta e critico d’arte, Gabriele Tinti scrive versi ispirati a statue, monumenti e capolavori dell’antichità che diventano performance interpretate da attori come Willem Dafoe, Abel Ferrara e Franco Nero

«M

i misuro con gli epigrammi di Marziale, compongo in distici, non sento il bisogno di essere moderno. Sono convinto, anzi, che la poesia classica sia di per sé contemporanea: i tempi cambiano ma a muoverci sono le stesse paure, abbiamo i medesimi bisogni, siamo sostenuti da una forza senza età».

Gabriele Tinti, poeta e critico d’arte, scrive versi ispirati ai capolavori dell’antichità, come quelli contenuti nella raccolta The Boxer, dedicati al Pugile a riposo, statua esposta a Palazzo Massimo di Roma. A muovere la sua ricerca è il desiderio di entrare in comunicazione con qualcosa che trascenda il presente, mi racconta quando ci incontriamo al Museo dell’Ara Pacis. L’occasione è un sopralluogo in vista di una lettura con Willem Dafoe, a settembre. L’attore statunitense dà voce alle poesie di Tinti ispirate all’altare di Augusto richiamando il procedimento retorico dell’ecfrasi, che consiste nel descrivere un'opera d'arte visiva tramite le parole. L’evento fa parte di un ciclo di incontri che interessano la rete dei Musei in Comune della Capitale durante i quali star internazionali interpretano i testi del poeta. Una residenza artistica che mira a riattivare il senso profondo delle collezioni e offrire al pubblico un’esperienza emotivamente coinvolgente.

Come nasce questo progetto?

Volevo entrare in relazione con Roma perché la amo profondamente e faccio corrispondere all’ Urbs il concetto stesso di arte. Ho un rapporto viscerale con il passato e desidero confrontarmi con le sue manifestazioni fisiche,

renderle vive e vibranti attraverso la parola. Nell’iniziativa sono stati coinvolti attori come Abel Ferrara, Franco Nero e Dafoe, che hanno eletto la città come luogo in cui vivere.

Cosa deve aspettarsi il pubblico che partecipa alle tue letture?

Propongo un attraversamento insolito del contesto museale: chi viene ha la possibilità di percepire le opere con più sensi, l’orizzonte si allarga e lo spazio intorno si trasforma. Di solito si crea una piccola comunità perché circola energia, è evidente che qualcosa sta accadendo. Dal punto di vista tecnico, invece, mi piace creare una performance dal sapore intimo, che risulti spontanea e non spettacolare. Non utilizzo microfoni, per esempio. Magari qualche parola si perde, ma la potenza dell’esperienza rimane.

Come funziona il tuo processo creativo?

Ho un rituale: mi circondo di libri di archeologia o delle mie raccolte poetiche preferite e leggo qualche verso che mi attiva. Ho bisogno di entrare in relazione con il passato, di sentirmi circondato dalle parole di altri.

Ti proteggono?

Più che altro mi sfidano. Sono come fantasmi con cui devo confrontarmi. Ogni artista cita qualcuno, c’è sempre l’eco di chi è venuto prima, anche in ciò che sembra più originale. La generazione delle idee, per me, parte dalla lettura e dalla costruzione di un canone che, nel mio caso, è classico. Non hai paura di risultare poco moderno?

È un problema che non mi pongo. Io scrivo in questo tempo e sono per forza di cose contemporaneo. C’è poi un altro fatto: le questioni umane sono sempre le stesse,

Ernesto Ruscio/GettyImages
di

Anacreonte o Archiloco possono essere profondamente attuali. La paura della morte, di vedersi svanire, per esempio, è un tema ricorrente.

Tu la senti?

Credo sia inevitabile. È importante ricordare, però, che misurarsi con la morte significa conversare con la vita. Equivale a domandarsi: «Chi sono? Perché sono qui? Cosa posso fare in questo tempo limitato?». Il desiderio di sopravvivere a sé stessi, di entrare in comunicazione con qualcosa di più alto è fondamentale. L’arte è, per certi versi, la manifestazione massima di

questo sentire.

Friedrich Nietzsche dice che salva la vita, ed è vero.

Su cosa stai lavorando adesso?

Sto pianificando di raccogliere i testi composti durante la residenza poetica in un’antologia dal titolo Roma Verranno poi realizzati alcuni video delle letture per Cinecittà, che sostiene il progetto, così da renderle fruibili oltre il tempo circoscritto dell’evento.

gabrieletinti.com museiincomuneroma.it

Abel Ferrara e Gabriele Tinti durante una lettura di testi tratti da The Boxer, a Palazzo Massimo nel 2026
Willem Dafoe legge i versi di Tinti al Pantheon nel 2024

maschera del presente La m

Delitto in cornice, l’ultimo lavoro di Giancarlo De Cataldo, segna il ritorno del magistrato Manrico Spinori. Un giallo che è un pretesto per raccontare l’Italia di oggi di Sandra Gesualdi sandragesu

agistrato, sceneggiatore e voce autorevole del noir italiano, Giancarlo De Cataldo ha fatto della contaminazione tra realtà, indagine e racconto il tratto distintivo della sua scrittura.

Colta, tagliente, esperta, mai banale. Con Delitto in cornice torna in libreria per seguire l’imperturbabile e aristocratico magistrato Manrico Spinori, protagonista di un nuovo caso che si sviluppa in un ambiente culturale un po’ snob, radicale e talvolta pieno di ipocrisie.

Un giallo che ha come sfondo il mondo dell’arte contemporanea. Colpa di un’opera, un museo o una visione?

Colpa di un vecchio film del ‘78, Le vacanze intelligenti. Hai presente l’episodio di Alberto Sordi, popolano sbigottito davanti all’arte contemporanea della Biennale? Beh, sia Manrico sia io ci siamo sentiti, a volte, un po’ nei suoi panni…

In Delitto in cornice tutti sembrano costruire un’immagine di sé: gli artisti, i collezionisti, perfino i testimoni.

Le indagini servono anche a cancellare la comoda protezione della maschera.

Spinori è un uomo che diffida delle mode e delle semplificazioni. Ti piace metterlo dove si sente fuori luogo?

Mi diverto a prestargli il mio senso di stupore davanti ai tanti paradossi che il mondo contemporaneo ci mette a disposizione. È quasi un personaggio controcorrente, capace di ascoltare, osservare e aspettare. Che cosa continua ad affascinarti di lui?

Mi interessa soprattutto raccontare un uomo gentile e pieno di curiosità, uno che dubita. Dove tutti urlano e predicano, lui, invece, si sforza di

comprendere e di decidere a ragion veduta.

Da magistrato hai cercato la verità dei fatti, da scrittore costruisci verità possibili. Quale dei due mestieri ti consente di avvicinarti di più alla natura umana?

Quello dello scrittore, direi. Il magistrato può sicuramente intuire molto della natura umana, ma sarà sempre legato alle regole processuali, quindi meno libero di uno scrittore nel formulare le ipotesi più ardite. Che poi, spesso, si rivelano anche le più vicine al vero.

Il tuo stile è fatto di dialoghi rapidi, ironia, dettagli che sembrano marginali e poi cambiano il senso della storia. Continui a limarlo libro dopo libro?

Certo. Non si smette mai né di imparare né di affinarsi.

Se oggi potessi fare una sola domanda a Spinori, non da autore ma da lettore, quale sarebbe?

Riuscirai, prima o poi, a trovare la giusta compagna della tua vita?

Dopo tanti casi, quanto sei ancora tu a guidarlo e quanto, invece, è lui che continua a sorprenderti?

Mi stupisco sempre di quello che ho scritto dopo averlo fatto. Manrico è il mio occhio sul mondo contemporaneo: il giallo è un pretesto per raccontare, a modo mio, l’Italia di oggi.

Il libro che avresti voluto firmare

Senza dubbio Le illusioni perdute di Honoré de Balzac. E quelli che hai letto e rileggeresti per sempre?[

Mi ripeto con Le illusioni perdute e poi Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij.

Un tuo rito da scrittore?

Intorno a pagina 80 mi fermo e mi concedo una sorta di attacco di panico: «Oddio, ho sbagliato tutto, non funziona, getterò quello che ho scritto a mare…». Spesso poi mi riprendo, ma a volte è proprio così che faccio. E ricomincio. So che ami molto la lirica. Come mai?

Nell’opera si finge apertamente, mentre in questa fake reality che ci domina si simula occultamente. Perciò preferisco la lirica. E, poi, se ancora nel mondo si parla un po’ di italiano è merito di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Gaetano Donizetti, Pietro Mascagni. Vogliamo tenerne conto?

IL GIARDINO DELLE OMBRE

Mirko Zilahy

Mondadori, pp. 288 € 19

Il restauro di un famoso trittico cinquecentesco al Prado di Madrid, un cadavere col volto mascherato nella Caffarella e uno al laghetto dell’Eur, a Roma, un dettaglio inquietante che sembra attraversare cinque secoli. L’indagine di Nemo Sperati si muove tra le visioni del pittore Hieronymus Bosch e una Capitale trasformata in teatro di installazioni mortali. Il ritmo è serrato, da thriller, i simboli non sono un ornamento ma la vera mappa del mistero, e ogni dettaglio sembra chiedere di essere guardato due volte.

LA GRANDE BOLLA DELL’ATTENZIONE

Tim Hwang

Minimum fax, pp. 165 € 16

La pubblicità online sostiene gran parte dei servizi che usiamo ogni giorno, ma quanto vale davvero l’attenzione che vende? Hwang mette in discussione i numeri dell’advertising digitale, analizzando algoritmi opachi, aste automatizzate e promesse spesso gonfiate, fino a ipotizzare una crisi simile a quella dei mutui del 2008. Se quella bolla dovesse scoppiare, anche il modello economico su cui si regge internet potrebbe cambiare radicalmente. Un saggio lucido, documentato e provocatorio.

LA STAGIONE DELL’ACQUARIO

Anne Cathrine Bomann

Iperborea, pp. 256 € 19

Vigga è introversa e vive in disparte, con la sensazione di essere sempre fuori posto. Un giorno nell’acquario dove lavora incontra Rosa, un polpo che diventa lo specchio inatteso della sua solitudine. Tra l’amicizia con Maiken che cambia forma e un legame fuori da ogni regola, il romanzo narra la paura di perdere chi amiamo e la possibilità di ritrovarsi altrove. Una storia delicata, che riferisce di solitudini diverse e di come un incontro improbabile possa rimettere in moto una vita.

EVA E MARIA

Tommaso Martinelli

De Nigris Editore, pp. 272 € 18

La storia di due gemelle siamesi profondamente diverse nell’animo. Eva è istinto, desiderio e voglia di vivere ogni esperienza. Maria è riflessione, equilibrio e bisogno di protezione. Tra crisi adolescenziali, primi amori, paure e conflitti, affrontano un percorso di crescita che le porta a confrontarsi con la propria identità. Attraverso una potente metafora della dualità umana, il romanzo esplora il contrasto tra ragione, impulso e accettazione. G.B.

L’ALTROVE È UN CANE BIANCO

Carla Fiorentino

Fandango, pp. 173 € 16,50

Vetta torna con Federico a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, in Sardegna. Il pretesto è l’inaugurazione del ristorante di Caterinetta e Misato, che unisce tradizione tabarchina e cucina giapponese. Il viaggio non è solo un ritorno alle origini: ci sono Pietro, il sommozzatore, vecchi equilibri da ricomporre e una presenza misteriosa che fa virare la storia verso il giallo. Con il mare sullo sfondo e tra diverse scelte sentimentali da affrontare, emerge il bisogno di capire dove sentirsi a casa.

LE SORELLE IN GIALLO

Mieko Kawakami

Edizioni e/o, pp. 624 € 23

Hana scopre che Kimiko, la donna che le ha cambiato la vita, è nei guai con la giustizia. La notizia la riporta nella Tōkyō notturna degli anni ‘90, dove è cresciuta tra povertà e insicurezza. Insieme decidono di aprire il Lemon, un bar-rifugio per ragazze segnate dalla vita. Tra sogni di indipendenza, amicizia e riscatto, le protagoniste cercano il proprio posto nel mondo. Ma dietro le luci della città si nascondono segreti e verità capaci di mettere tutto in discussione. G.B.

Avventure

Ridley Scott firma la regia di un thriller di fantascienza post-apocalittico. Tratto dall’omonimo bestseller di Peter Heller, The Dog Stars - Le stelle dopo la fine è ambientato in un mondo in cui la sopravvivenza è istinto e racconta la storia del giovane pilota Hig (Jacob Elordi) e di Bangley (Josh Brolin), un militare esperto di sopravvivenza. Hig vive con il suo cane nell’hangar di un piccolo aeroporto abbandonato, finché una misteriosa

trasmissione radio non lo spinge ad avventurarsi nell’ignoto alla ricerca della speranza e dell’umanità in cui crede ancora. Sin dalle prime immagini diffuse, è chiaro che un senso di devastazione e desolazione attraversa la pellicola, eppure la speranza, che ha il potere di muovere tutto e spinge ad andare oltre i confini del conosciuto, rimane l’elemento centrale del racconto. Scritto da Mark L. Smith e distribuito da 20th Century Studios, è al cinema dal 26 agosto.

Guarda il trailer del film Voto:
L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa

IN STREAMING

La serie basata sul bestseller di Bret Easton Ellis debutta il 6 agosto su Disney+. Il nuovo drama FX, firmato dall’executive producer Ryan Murphy, scalda l’estate con un mix di intrighi e storie di seduzione e ossessione. Nella Los Angeles degli anni ‘80 un gruppo di studenti privilegiati vive tra feste ed eccessi. Bret (Igby Rigney), aspirante scrittore particolarmente intelligente, deve fare i conti con un rivoluzionario cambiamento quando Robert Mallory (Homer Gere), studente affascinante, entra nella sua vita. Il suo ingresso nel gruppo di amici coincide con l’escalation di terrore provocata da un serial killer che prende di mira gli adolescenti.

Voto:

AL CINEMA

Anne Hathaway ed Ewan McGregor sono protagonisti, insieme a Maisy Stella e Christian Convery, di una storia avvolta dal mistero diretta da David Robert Mitchell e prodotta da J.J. Abrams. Una famiglia come tante vive in una tranquilla strada, Oak Street, con tante villette a schiera e giardini curati, finché un evento inspiegabile stravolge ogni cosa trasportando l’intero quartiere in un luogo sconosciuto abitato da dinosauri. La famiglia Platt dovrà orientarsi in un ambiente irriconoscibile e scoprirà che per sopravvivere è indispensabile restare uniti. Thriller avvincente e carico di tensione. Dal 12 agosto.

Voto:

di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547

Il 5 agosto su Apple TV arriva la quarta stagione della serie cult interpretata e prodotta dal premio Emmy Jason Sudeikis. Fino al 7 ottobre, ogni mercoledì è prevista l’uscita di un nuovo episodio. Ted torna a Richmond per affrontare la sua sfida più grande: allenare una squadra di calcio femminile di seconda divisione. Insieme alle giocatrici, imparerà a cogliere le opportunità e a buttarsi senza pensarci troppo. Lo show, accolto con entusiasmo dalla critica fin dall’esordio, conserva anche per questo capitolo lo spirito ottimista che lo ha reso celebre.

Voto:

Avventura, azione e adrenalina.

Su HBO Max, il 17 agosto, debutta la serie drama originale DC Studios/Warner Bros. Television, con Kyle Chandler, Aaron Pierre e Kelly Macdonald. Basata sui personaggi del fumetto Green Lantern, la storia ruota attorno alla nuova recluta John Stewart e alla leggenda delle Lanterne Hal Jordan, due poliziotti intergalattici coinvolti in un mistero terrestre mentre indagano su un omicidio negli Stati Uniti. Il pilot della serie è scritto da Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King che sono anche creatori del progetto.

Voto:

Quest’estate Walt Disney punta su un classico, portando al cinema l’adattamento live-action del film di animazione uscito nel 2016. Diretta da Thomas Kail, la pellicola segue le vicende della navigatrice Vaiana (Catherine Laga’aia), affiancata da Dwayne Johnson nel ruolo del semidio Maui e da Rena Owen nei panni della nonna Tala. Si torna sull’isola di Motunui dove Vaiana viaggia oltre la barriera corallina insieme a Maui per riportare prosperità al suo popolo. Le immagini sono spettacolari ed è bellissima la colonna sonora con brani di Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foa ‘ i e Mark Mancina. Dal 19 agosto.

Voto:

Un incontro casuale in grado di cambiare la vita. Monica Barbaro e Callum Turner sono i protagonisti di una divertente commedia romantica diretta da Will Gluck e distribuita da Universal Pictures. In una New York romanzata, nell’unica notte in cui alle persone single è consentito fare sesso, due persone cercano qualcosa in più di un incontro occasionale. Owen si è appena lasciato, Allie è una ragazza sognatrice e piena di speranze. Tra i due scatta la scintilla, ma una serie di vicissitudini complicherà la loro serata. Dal 27 agosto.

Voto:

TED LASSO
THE SHARDS
LA FINE DI OAK STREET
OCEANIA

Il gusto

dell’ospitalità

«Te lo dico subito: io sono un fan dei treni. Li prendo sempre, in giro per il mondo, e mi piacciono un sacco. Mi consentono di fare esperienze meravigliose: in Napa Valley, per esempio, c’è un piccolo treno che fa tutte le fermate nelle cantine. Bellissimo. È davvero un mezzo pazzesco». L’entusiasmo di Bruno Barbieri quando parla del trasporto su ferro è contagioso. E con lo stesso slancio racconta la nuova stagione di 4 Hotel, produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, che lo vede host navigatissimo, pronto a destreggiarsi nelle sfide tra albergatori. Il format torna dal 6 settembre, tutte le domeniche alle 21:15, in esclusiva su Sky e Now (sempre disponibile on demand). Nel programma giudichi le strutture, i servizi, l’accoglienza degli hotel. Quale qualità umana è necessaria per gestirli al meglio?

L’albergatore deve fare quello che fa uno chef: raccontare la propria identità e metterla dentro al suo progetto. L’hotel rappresenta lo stile di chi lo possiede, di chi lo fa vivere e ci mette qualcosa di personale ogni giorno per valorizzare la sua storia e quella della città in cui si trova. Bisogna dare il meglio di sé soprattutto nell’accoglienza e nelle piccole cose: nell’hotelleria, come nella cucina, i dettagli fanno la differenza.

C’è sempre più attenzione anche alla sostenibilità. È uno stile di vita che gli italiani hanno assorbito. Prima erano soprattutto gli stranieri a mostrarsi sensibili al tema. Adesso, , qualcosa sta cambiando in maniera

Un albergo deve raccontare lo stile di chi lo possiede secondo lo chef Bruno Barbieri, che illustra la nuova stagione di 4 Hotel

veloce e con coscienza. Ed è fondamentale per far sì che i nostri mari restino la bellezza che sono, così come le nostre foreste. Il mondo va rispettato anche attraverso i piccoli gesti. Se non lo facciamo noi non lo può fare nessun altro.

C’è qualcosa che noi sottovalutiamo, mentre per i turisti è un plus?

Sì. Per esempio le colazioni. Tutti pensano che debbano essere intercontinentali, ma in realtà devono raccontare la storia del territorio in cui ci si trova. Se sono in Sicilia, voglio una colazione siciliana. E lo stesso vale per l’hotel: se soggiorno a Napoli, voglio entrare in una stanza che mi faccia capire subito dove sono. Mi devo sentire nel cuore partenopeo, non in centro a New York.

Durante la lavorazione di 4 Hotel hai incontrato una persona che ti ha particolarmente colpito per la sua storia?

Ce ne sono state tante. Mi hanno sorpreso soprattutto quelle delle nuove generazioni, dei figli degli albergatori. Moltissimi hanno capito l’importanza di uscire dal proprio guscio e comprendere cosa sta succedendo fuori dagli alberghi, dove il mondo va a mille all’ora.

Che ricetta hai deciso di creare per i nostri lettori?

Un panino da viaggio, molto gustoso con ventresca di tonno, pomodori strofinati e aioli ai capperi. I sapori mediterranei. A proposito di cucina, se ti dico Masterchef ?

Ti rispondo che torneremo a dicembre con un’edizione pazzesca.

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PANINO CON VENTRESCA DI TONNO, POMODORI STROFINATI E AIOLI AI CAPPERI

Ingredienti

1 trancio di baguette

6 pomodorini datterini

• 1 cucchiaio di olio evo

50 g zucchine alla scapece insaporite con basilico e mentuccia

60 g ventresca di tonno

20 g aioli

2 g polvere di capperi

PREPARAZIONE

Tagliare a metà un trancio di baguette da 14 cm, tostarlo in padella. Tagliare a metà i pomodori e strofinarli sulla base del pane, aggiustare lievemente di sale. Adagiare la ventresca sui pomodori. Aggiungere le zucchine in scapece.

In una ciotola mescolare l’aioli con la polvere di capperi, aggiungere l’aioli insaporita con la polvere di capperi sopra la scapece e chiudere con la fetta superiore della baguette tostata.

di Gaspare Baglio gasparebaglio

Libertà da indossare

Capi tecnici, colori naturali e accessori che definiscono lo stile. L’estate in montagna richiede look versatili, perfetti per una passeggiata tra i sentieri ma anche per una cena ad alta quota

Arriva l’estate e con lei la ricerca di benessere e natura. Così, carichi di spirito d’avventura, partiamo verso la campagna e le destinazioni alpine. Per preparare la valigia, ci lasciamo guidare dalla voglia di esplorare e respirare ossigeno a pieni polmoni. Il ritorno ai colori naturali domina le collezioni di stagione: verde bosco, giallo senape e marrone terra accompagnano il nostro viaggio. L’estate invita ad abbandonare l’uniforme cittadina e a riscoprire una libertà

di Susanna Ausoni

[Stylist, costumista e curatrice d’immagine]

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© Attilio Cusani

autentica. Capi tecnici e streetwear creano look versatili, perfetti per una passeggiata tra i sentieri ma anche per una cena ad alta quota o immersi nella foresta. Moncler firma giacche leggere, impermeabili e traspiranti ideali per la montagna. Polo Ralph Lauren interpreta lo spirito outdoor con camicie in cotone a quadretti e denim vissuto. Piccoli dettagli come le bandane di Levi’s aggiungono carattere.

Le sneakers sono imprescindibili: dai modelli in tonalità neutra di Autry alle proposte tecniche di Nike e Salomon, comfort e leggerezza accompagnano ogni camminata.

Infine, è fondamentale proteggersi dal sole con un cappello, come quello proposto da Carhartt nelle tonalità della terra, mentre Oakley presenta occhiali adatti a ogni occasione.

Il reset sta per iniziare: i passi scandiscono il tempo, i panorami si aprono davanti a noi e ritroviamo spazio per pensare. Tra montagne, colline e nuovi orizzonti, l’estate ci regala un ritmo nuovo.

Collezione SLNSH Estate 2026 firmata da Lululemon con lo stilista britannico Saul Nash

di

L’outdoor è servito Dall’abbigliamento agli accessori, tutto il necessario per una vacanza all’aria aperta

1. Due total look LaMunt®

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6. Sneaker Zoom Vomero 5 dal design stratificato che fonde tessuti, pelle e dettagli plastificati, Nike

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7. Occhiali da sole sportivi dalla montatura nera avvolgente e lenti a specchio blu, Pier One*
Berretto da baseball verde con motivo pixellato a blocchi, Herschel x Minecraft
Modello Yamano 3 con tomaia multicolore in suede e tessuto tecnico dai dettagli animalier, Flower Mountain
10. Scarponi realizzati in camoscio verde pino con vivaci lacci arancioni, Autry Malga Courchevel
a cura
Cecilia Morrico
Polo da uomo dry-ex resistente al sudore modello Adam Scott bicolore raglan, Uniqlo
Pigiama in popeline di cotone organico, The Place Firenze x Flora Lastraioli
Gilet da donna grigio chiaro in cotone Sea island con lavorazione testurizzata, MooRER
Zaino Hari realizzato in resistente ripstop di nylon nero con un sistema di coulisse elastica sul davanti, Parajumpers
Bandana blu navy con motivo paisley bianco, Levi’s
Giacca a vento realizzata in tessuto rainwear impermeabile e dotata di cappuccio, Moncler Etiache
Gilet imbottito modello Stratus in colore grigio con applicazione logo tonale, Canada Goose

La bellezza della

costanza

A rivoluzionare davvero la pelle non è l’ennesimo prodotto miracoloso, ma il tempo che scegliamo di dedicarle ogni giorno

negli ultimi anni mi sono reso conto che la skincare non è più solo skincare. Certo, mi piace provare nuovi prodotti, capire gli ingredienti e vedere cosa funziona davvero sulla mia pelle, ma c’è una parte della routine che ho imparato ad apprezzare ancora di più: quei dieci minuti in cui rallento. Vivo di corsa, lavoro con i social e passo tantissimo tempo davanti allo schermo, quindi ritagliarmi un momento per mettere da parte il telefono e stare davanti allo specchio, senza fretta, è diventato quasi un lusso.

La skin longevity, di cui si sente parlare sempre di più, mette al centro proprio questa componente. Il concetto di lunga vita della pelle mi piace molto perché cambia completamente prospettiva. Non si tratta più di rincorrere la forma perfetta o il prodotto miracoloso che promette risultati incredibili in tre giorni. Se esistesse davvero, probabilmente saremmo tutti in fila per comprarlo. L’obiettivo è costruire una routine che faccia stare bene la pelle oggi e continui a prendersene cura anche negli anni.

Costanza è la parola chiave. Lo dico sempre anche sui social: è molto meglio avere un rituale fatto di passaggi semplici, ripetuti ogni giorno, che ricorrere a complicati trattamenti in 12 fasi una volta ogni eclissi lunare. Un altro aspetto che sto imparando ad apprezzare è la sensorialità. Per tanto tempo ho scelto un prodotto solo in base agli ingredienti. Oggi continuo a farlo, ma mi accorgo che anche la texture, il profumo e la piacevolezza nell’applicazione fanno la loro parte. Perché è molto più facile essere costante con un prodotto che fa venire voglia di usarlo. Pensate a un detergente che lascia la pelle morbida, a un’essenza fresca nelle giornate più calde o a un olio viso che, mentre lo massaggiate, vi obbliga – finalmente – a stare fermi due minuti. Che, detta così, sembra poco, ma nel 2026 è praticamente meditazione.

Questo non significa che un buon profumo sostituisca gli ingredienti attivi. Purtroppo, una crema che sa di spa non cancella automaticamente le occhiaie dopo tre ore di sonno. Però credo che oggi il beauty stia andando in una direzione molto interessante: vincono i prodotti che funzionano, ma regalano anche un’esperienza piacevole.

Lo stesso vale per i profumi. In estate tendo a scegliere fragranze più leggere, agrumate o con note verdi perché mi danno subito una sensazione di freschezza. E poi, diciamolo, quando fuori ci sono 35 gradi, l’ultima cosa che voglio è un profumo capace di entrare in una stanza cinque minuti prima di me. Una cosa che ho imparato, prima dal mondo dello spettacolo e poi da quello beauty, è che prendersi cura del proprio aspetto non significa essere superficiali. Per me è sempre stato un modo per ritagliarmi uno spazio tutto mio. E se, nel frattempo, il bagno inizia ad assomigliare a una piccola spa, ben venga come effetto collaterale.

di Luca Buttiglieri
[Beauty content creator, cantante e attore] luca.buttiglieri
CellularYouthTM Longevity Serum potenziato con un sistema di attivi che aiuta a contrastare 12 segni visibili dell’età, Paula’s Choice

La spa in casa

cremose, sieri leggeri e profumi delicati per efficaci gesti quotidiani

1. Maschera idrogel 5 PDRN Hyaluronic Acid con cinque tipi di polinucleotidi derivati da salmone, centella asiatica, riso, lactobacillus e uva di mare, COSRX*

2. Mild Face Cleanser per uomo, gel detergente con aloe lenitiva e purity complex per aiutare a calmare le irritazioni, Rituals Cosmetics

3. Puch Duo e Travel kit, una selezione di prodotti essenziali per la skincare con pochette in tela personalizzabile, Augustinus Bader + L/UNIFORM* *

4. Verveine Agrumes, nuova linea di fragranze con note di mandarino, verbena e legno biondo, L’Occitane en Provence

5. Lacto-PDRN* 4% + B9 Eye Cream, contorno occhi formulato per intervenire sui principali segni dell’invecchiamento, The Ordinary

6. Tonico infuso con siero rimpolpante in equilibrio tra rituale di detersione e trattamento viso, Acqua alle Rose

7. Shape Your Booty, scrub corpo dalla texture in lipogel che elimina delicatamente le cellule morte e stimola il rinnovamento cellulare, Goovi

8. Hydrating Serum, booster pensato per potenziare l’efficacia della skincare e creare un film sulla pelle che mantiene l’idratazione, espressOh

9. Olio di rosa mosqueta che nutre e rigenera il viso e ridona luminosità all’incarnato spento, Melvita

10. Boujee Kitty Caramel Milk | 22 Eau de Parfum, fragranza gourmand cremosa dalle note di caramello salato, latte al caramello e cocco, Kayali

11. Butta Drop Whipped Oil Body Cream in amber bouquet: moisturizer ricca e profumata dalla lunga durata, Fenty Skin

12. Lip gloss con emolliente vegetale a effetto specchio e alta brillantezza per labbra più piene, levigate e luminose, Overskin

13. Crema dopobarba idratante multifunzione Pasta & Love che contiene burro di karité e babassu per idratare, Davines

14. 3 Ceramide Panthenol Moisture Barrier Cream, idratante viso progettata per rafforzare la barriera cutanea, Anua*

15. Trattamento riparatore senza risciacquo della linea Longevity Repair per proteggere i capelli, Revlon Professional

16. Siero viso Pure Vitamin C12, trattamento concentrato studiato per ridurre le rughe e contrastare l’invecchiamento cutaneo, La Roche-Posay

17. Neroli Letters Eau de Parfum al bergamotto ispirato agli agrumeti italiani, Montblanc

di Cecilia Morrico

In amore

bisogna essere sé stessi

caro Mirko, ma quale amore? Questa è una sceneggiatura che ti sei scritto da solo: hai trasformato un nome, un lavoro e una città lontana in un romanzo di mille pagine.

Capisco benissimo quello che provi: succede a tutti. Ci si innamora di uno sguardo, di una fotografia, di un’idea. Come quando da ragazzi si appendeva il poster di una star sopra il letto e si fantasticava su una storia da film. Ma qui c’è un piccolo dettaglio: lui non sa nemmeno che esisti.

Quello che mi colpisce davvero, però, non è questa infatuazione, ma il fatto che tu viva nascosto. Ecco il vero dolore: la gabbia che ti sei costruito intorno. Se non te la senti non fare proclami in piazza: devi soltanto concederti il diritto

di essere te stesso. Senza paura, senza vergogna, senza chiedere il permesso a nessuno. E poi ricorda, caro, mentre aspetti un amore improbabile, stai rinunciando a tutti quelli possibili. Innamorati di qualcuno che puoi ascoltare, con cui puoi bere un caffè, litigare, ridere, fare una passeggiata. Se questo ragazzo un giorno si interesserà a te, ben venga. Stappiamo lo champagne e balliamo fino all’alba. Se invece non accadrà, pazienza. La vita è un viaggio lunghissimo e tu sei fermo in stazione ad aspettare un treno che forse non passerà mai. Sali sul primo che arriva. Potrebbe portarti molto più lontano di quanto immagini. Kiss,

Caro Cristiano, ti scrivo perché mi sento tradita due volte. Da qualche mese ospitavo in casa mia l’ex moglie di mio marito. Stava attraversando un momento difficile e ho pensato che aiutarla fosse la cosa giusta da fare. L’ho accolta come una persona di famiglia. Non avrei mai immaginato che, proprio sotto il mio tetto, tra lei e mio marito potesse riaccendersi qualcosa. E invece è successo. Ho scoperto che hanno ripreso a frequentarsi e i sentimenti tra loro non si erano mai spenti del tutto. Ora lui dice di essere confuso, ma io mi sento umiliata e ferita. Mi chiedo se sia peggio il tradimento o il fatto che sia nato dalla fiducia che avevo riposto in entrambi. Secondo te, si può perdonare chi ricostruisce un amore proprio là dove ha distrutto il tuo?

Con affetto, Silvia

amore mio, questa non è una lettera: è la puntata di una telenovela messicana, tipo Anche i ricchi piangono, che guardavamo con la scatola di fazzoletti accanto al divano.

Hai aperto la porta di casa per generosità e hai scoperto che era una porta girevole per i sentimenti del tuo ex marito. Ma sai una cosa? Essere generosi è un dono. Tradire quella generosità, invece, è una debolezza. Il tradimento non ha nulla di romantico. Lo paragono al sapore di un caffè freddo lasciato sul tavolo: amaro e deludente. Hai offerto accoglienza, fiducia, affetto. Loro hanno risposto con una storia che si è riaccesa alle tue spalle. Non commettere un altro errore: se lui ha ritrovato la strada che

porta a lei, lascialo andare. A volte trattenere qualcuno è come cercare di fermare il mare con un ombrello: ti bagni soltanto di più.

Non permettere che questa vicenda ti consumi il cuore: esci, vivi, respira, concediti un’estate leggera. L’amore vero arriverà quando smetti di aspettarlo. Magari su una spiaggia assolata di agosto, magari davanti a un cocktail, magari in uno sguardo che non avevi previsto.

Ti confesso un segreto: quella che sembra la fine di una storia, spesso è soltanto il primo capitolo di un romanzo più avvincente.

Buona fortuna,

Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it.

Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone.

L’informativa sul trattamento dei dati personali è disponibile inquadrando questo QR Code

di Cristiano Malgioglio [Cantautore e personaggio tv] cristianomalgioglioreal infomalgioglio

Aria di cambiamento per i

GEMELLI

Ariete

Nonostante la voglia di vacanza, agosto si prospetta come un mese molto interessante in ambito professionale. In queste settimane potrebbe aprirsi un nuovo ciclo, in grado di guidarvi verso una svolta significativa. Non lasciatevi sopraffare dagli eventi e provate a gestire tutto con calma. In amore, a causa di Marte, prevedo settimane un po’ accese: qualche polemica di troppo rischierà di portare malumori.

Toro

Sarà un mese decisamente impegnativo e gli imprevisti potrebbero arrivare a raffica. Giove, Mercurio e il Sole si trovano in aspetto contrario fino al 23 e questa non è affatto una bella notizia. Godetevi le vacanze provando a scacciare i pensieri negativi, poi a settembre si vedrà. Molto meglio in amore: saranno settimane piuttosto calde, che vi terranno carichi nonostante gli imprevisti lavorativi. Insomma, troverete motivi per sorridere comunque.

Gemelli

Ad agosto respirerete una bellissima aria di cambiamento. Non spaventatevi e lasciatevi trasportare dal vento, perché sarete in grado di fare grandissime cose. Il cielo è favorevole, servono solo ottimismo e voglia di fare. Però, mi raccomando, non dimenticate di godervi le vacanze. Far scendere i livelli di stress è fondamentale per fare le cose al meglio. Molto bene anche in amore, in particolare dal 6 in poi: lasciatevi andare e non preoccupatevi troppo di tenere a bada i sentimenti. Accadranno tante cose belle. E sarete anche baciati dalla fortuna.

Cancro

Attenzione: Saturno dissonante potrebbe portare qualche intoppo nella sfera lavorativa. Non lasciatevi sopraffare dal peso delle responsabilità e tutto andrà per il meglio. Mettete da parte i pensieri negativi e provate a stare bene, soprattutto durante le vacanze.

Meglio nella sfera delle relazioni: da metà mese in poi ci saranno incontri piacevoli. Potrebbe arrivare una persona importante nella vostra vita o potreste finalmente accorgervi di qualcuno già presente da tempo.

Leone

Grazie all’influenza favorevole di Saturno e Giove, si prospetta un agosto molto interessante. Nonostante le ferie, ci saranno opportunità interessanti in ambito professionale e quando arriverà il momento di ripartire lo farete col botto. Non fatevi sfuggire certe occasioni, perché sono più uniche che rare. Bene anche in amore: il vostro cuore batterà forte per tutto il mese. Saranno settimane cariche di passione. Lasciatevi travolgere dai sentimenti senza timore alcuno.

Vergine

Agosto sarà un mese di scelte: lasciate stare tutto quello che non vi consente di ottenere i frutti sperati e concentratevi solo sulle attività capaci di darvi soddisfazione. Meglio dedicare le proprie risorse a ciò che può rappresentare un’occasione. Non si presenta entusiasmante la sfera delle relazioni: sarete un po’ appannati e confusi e il rapporto con le persone più care ne risentirà. Evitate di riversare le frustrazioni su chi vi ama. La fortuna? Almeno con la Dea bendata andrete abbastanza d’accordo. Senza esagerare, però.

La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)

di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello

Bilancia

Sarà il mese della svolta. Voi cercherete calma e relax, ma le novità arriveranno impetuose e vi guideranno verso un cambiamento positivo. Non spaventatevi e accogliete a braccia aperte tutto ciò che vi capiterà. In amore si prevede qualche piccola tensione nei primissimi giorni del mese, ma dal 6 in poi tutto andrà per il meglio. Sarete un porto sicuro per le persone a voi care. Avrete voglia di ascoltare e di aprirvi. I vostri livelli di empatia saranno particolarmente alti.

Scorpione

È giunto il momento di prendere decisioni con lucidità e strategia. In questo mese arriveranno opportunità importanti e vi toccherà scegliere. Almeno per una volta, non affidatevi all’istinto e provate a ragionare. Prendetevi il vostro tempo e non agite in fretta e furia: con le giuste mosse potrebbe arrivare la svolta tanto desiderata. Sul fronte delle relazioni saranno settimane di chiarimenti, dopo i danni dei giorni precedenti. I rapporti sinceri e profondi vivranno una fase di forte ripresa.

Sagittario

Giove e Saturno si mostrano favorevoli e promettono grandi opportunità. Lo so che avete solo voglia di godervi il mare e il relax, ma provate a tenere sempre un occhio vigile, perché potrebbe essere davvero la volta buona. In amore, dal 6 in poi, Venere tornerà dalla vostra parte e andrà tutto alla grande.

L’intesa con la persona del cuore sarà molto forte. Le notti di passione abbonderanno. Interessante anche il feeling con la Dea bendata.

Capricorno

Con agosto è in arrivo un profondo senso di leggerezza. È proprio quello di cui avete bisogno, dato che gli ultimi mesi non sono stati molto positivi. Riuscirete finalmente a uscire dalle sabbie mobili che vi stanno intrappolando e a beneficiarne sarà principalmente la vostra vita professionale. È il momento della ripartenza, che vi consentirà di affrontare alla grande l’ultimo quarto dell’anno. Bene anche in amore: ci sarà una bella ripresa e molti rapporti troveranno nuova linfa.

Acquario

Agosto porterà una ventata di trasformazione nella vostra vita professionale.

Novità importanti sono in arrivo e dovrete essere bravi ad accoglierle nel migliore dei modi. Cercate di sfruttare ogni occasione, perché alcune saranno splendide. Estremamente positiva la situazione nella sfera delle relazioni: vi sentirete in sintonia con chiunque. Anche il fuoco della passione arderà. Insomma, vi attende un mese da incorniciare.

Pesci È tempo di scelte. Agosto vi metterà dinanzi a un bivio e voi dovrete imboccare la strada giusta con determinazione. Gran parte di quello che succederà nel resto dell’anno dipenderà dalle decisioni delle prossime settimane. Potrebbe arrivare la svolta, è tutto nelle vostre mani. Bene in amore: Venere torna a sorridervi, favorendo i rapporti con le persone a voi più vicine. Lasciatevi andare e non temete le delusioni. La fortuna? Farà sentire il suo supporto quando serve.

Scrigni di

bellezza

Un tempo riservate a sovrani, presidenti e viaggiatori illustri, le sale d’attesa storiche tornano visitabili grazie alle aperture straordinarie della Fondazione FS

le sale d’attesa storiche delle stazioni italiane non sono semplici luoghi di transito, ma autentici salotti, dove architettura, arte e memoria si intrecciano in un racconto affascinante nato tra ‘800 e ‘900. Concepite per accogliere viaggiatori illustri e personalità di spicco, oggi questi ambienti tornano a essere accessibili, rivelandosi preziosi frammenti del nostro patrimonio culturale.

Al loro interno si trovano boiserie, marmi, stucchi e dettagli d’autore che restituiscono al visitatore un’atmosfera sospesa nel tempo, tra eclettismo decorativo, eleganza liberty e sobrietà razionalista. Da luglio a dicembre, la Fondazione FS apre eccezionalmente alcune di queste sale in diverse città, offrendo l’occasione di entrare in ambienti normalmente riservati. Un modo per pensare alla stazione non soltanto come punto di partenza o di arrivo, ma come parte integrante dell’esperienza di viaggio, dove la scoperta comincia ancora prima di salire a bordo.

Tra gli esempi più significativi spiccano la Sala Gonin di Torino Porta Nuova, la Sala presidenziale di Roma Ostiense e quella di Firenze Santa Maria Novella, la Sala reale di Monza e la Sala d’attesa di Taormina-Giardini Naxos. Ognuna ha una sua fisionomia distinta, ma tutte raccontano un capitolo decisivo della storia italiana: quello in cui la ferrovia diventa simbolo di modernità, rappresentanza e identità nazionale.

Le aperture straordinarie, indicate sul sito della Fondazione FS, consentono di visitare questi luoghi attraverso percorsi dedicati, restituendo al pubblico spazi poco conosciuti. Le date da segnare sul calendario per agosto sono il 29 e 30, che vedono protagonista la Sala presidenziale di Firenze Santa Maria Novella. Per un’esperienza speciale in cui il turismo incontra la storia e la bellezza si offre come bene da vivere. fondazionefs.it | fstrenituristici.it fondazionefsitaliane

Treno storico Tempus express; Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino

Ferrovia delle meraviglie; Treno storico alla scoperta di Pordenone

Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino; Estate sulla Ferrovia dei Parchi

Estate sulla Ferrovia dei Parchi

Treno storico del folklore; Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino

sulla Ferrovia dei Parchi

Ferrovia delle meraviglie; Treno storico del confine; Estate sulla Ferrovia dei Parchi

Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino; Estate sulla Ferrovia dei Parchi

Treno storico dei Borghi più belli d’Italia

Carrozze panoramiche sulla Ferrovia del Sebino; Estate sulla Ferrovia dei Parchi

Treno storico Città del Medioevo, Estate sulla Ferrovia dei Parchi

La sala un tempo riservata alle attese del re e della famiglia reale nella stazione di Firenze Santa Maria Novella

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CON CITY SIGHTSEEING ITALY E TRENITALIA SCOPRI LE CITTÀ D’ARTE

Sconto del 20% sui bus panoramici per chi viaggia in treno e per i soci CartaFreccia e X-GO

City Sightseeing Italy entra nel Gruppo FS e rafforza l’offerta di mobilità turistica integrata. Con l’acquisizione da parte di Busitalia, il servizio di bus panoramici amplia le sinergie tra treno e gomma, rendendo ancora più semplice scoprire le bellezze delle principali città. I servizi coprono numerose destinazioni, tra cui Roma, Firenze, Milano, Napoli, Torino, Genova, Verona, Padova, Livorno e Palermo, collegando il viaggio ferroviario ai principali itinerari urbani. Per i clienti Trenitalia sono previste condizioni dedicate: fino al 20% di sconto sui biglietti City Sightseeing Italy per titolari CartaFreccia o X-GO e per chi viaggia con Frecce, Intercity e Regionali. È possibile acquistare i voucher insieme al biglietto del treno (con destinazione la città da visitare) sul sito trenitalia.com, sull’App di Trenitalia, nelle biglietterie e nelle agenzie di viaggio abilitate. Ma il servizio si può comprare anche a prezzi speciali sul sito city-sightseeing.it o a bordo del bus comunicando, al momento dell’acquisto, il codice CartaFreccia o X-GO o il codice PNR del biglietto Trenitalia. L’offerta è valida fino al 31 dicembre 2026.

TRENITALIA OFFICIAL GREEN CARRIER DEI PREMI CULTURALI A GALCIANA

Celebrare le parole che raccontano, educano e informano. Con questo obiettivo l’associazione di promozione sociale Galciana Sviluppo, attiva sul territorio di Prato, promuove due iniziative culturali: il Premio letterario nazionale Cesare Guasti, dedicato alla memoria dello scrittore e filologo pratese, e il Premio giornalistico nazionale in ricordo di David Sassoli, che rende omaggio all’impegno professionale e civile dell’ex presidente del Parlamento Europeo.

Giunti entrambi alla terza edizione, i concorsi si concluderanno a Galciana con le cerimonie di premiazione: la prima è prevista nel mese di settembre a Villa Guasti-Badiani, residenza storica dello scrittore, la seconda, invece, a ottobre al Circolo Renzo Degli Innocenti. Trenitalia è Official Green Carrier delle iniziative.

VIAGGIA IN LIBERTÀ CON AVIS, BUDGET E MAGGIORE

Parti con il treno e prosegui in auto con la massima libertà. Con l’opzione Noleggio Facile, i clienti Trenitalia possono accedere a condizioni esclusive offerte dai partner Avis, Budget e Maggiore. Effettuando la prenotazione del mezzo dal sito trenitalia.com, hanno diritto al 15% di sconto sui noleggi delle automobili in Italia, con chilometraggio illimitato, assicurazione standard e supplemento Young Driver incluso, e al 10% su quelli all’estero.

I soci CartaFreccia usufruiscono di vantaggi ancora più convenienti, con sconti fino al 20% in Italia, un conducente aggiuntivo incluso e fino a 4 punti premio per ogni euro speso.

MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO

Corpi flessuosi, geometrie perfette, nature morte e scale di grigi che ricordano le statue e i dipinti del mondo classico vengono reinterpretati attraverso le lenti della modernità.

Si sviluppa su questo continuo rimando tra passato e presente la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, al Museo dell’Ara Pacis a Roma fino al 4 ottobre, che propone 200 scatti del fotografo newyorchese, con una serie di contenuti inediti.

Particolarità dell’esposizione è una sezione dedicata al confronto con l’antico, con la presenza di due sculture del mondo classico – la riproduzione di un atleta e quella di Afrodite – provenienti dai Musei Capitolini. Biglietto ridotto per i soci CartaFreccia (più un accompagnatore) che raggiungono la mostra con le Frecce, in possesso di un biglietto con destinazione Roma e una data di viaggio antecedente al massimo di tre giorni quella della visita. Riduzione prevista anche per i titolari di X-GO che scelgono Intercity, Intercity notte o treni del Regionale ed esibiscono un abbonamento valido o un biglietto di corsa semplice per Roma datato lo stesso giorno della visita. arapacis.it

IN CONVENZIONE ANCHE

CECILIA VICUÑA: EL GLACIAR IDO (THE VANISHED GLACIER/IL GHIACCIAIO SCOMPARSO)

Fino al 20 settembre al Castello di Rivoli, Rivoli, Torino castellodirivoli.org

MONUMENTO, TORINO CAPITALE. LA FORMA DELLA MEMORIA

Statue equestri e dee sagge, filosofi ed eroi del Risorgimento popolano le sale di Palazzo Madama, a Torino, fino al 7 settembre. La mostra è un concentrato delle storie che hanno attraversato la capitale sabauda realizzato tramite gli scatti del fotografo Giorgio Boschetti ai suoi monumenti. Sconto del 50% sull’ingresso all’esposizione per i soci CartaFreccia che raggiungono Torino con le Frecce nei tre giorni antecedenti quello della visita. Offerta 2x1 o ingresso singolo ridotto per gli iscritti al programma X-GO in possesso di un biglietto Intercity, Intercity Notte o Regionale, oppure di un abbonamento Intercity o Regionale valido per arrivare a Torino. palazzomadamatorino.it

MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE

Sconti attivi fino al 31 marzo 2027 museoauto.com

Vivi la cultura con Trenitalia. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia

UN ALTRO NOVECENTO. OPERE SU CARTA DALLE

COLLEZIONI DELLA GAM

Fino al 1° novembre alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino gamtorino.it

VINCENZO AGNETTI. OGGI È UN SECOLO

Fino al 1° novembre alla Galleria civica d’arte moderna e contemporanea, Torino gamtorino.it

JURASSIC WORLD: THE EXPERIENCE

Fino al 10 gennaio a MilanoSesto, Milano jurassicworldexperience.com/it/

MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA

LEONARDO DA VINCI, MILANO

Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museoscienza.org

MUSEI DI VICENZA (VICENZA GOLD CARD)

Sconti attivi fino al 31 dicembre 2026 museicivicivicenza.it

ACQUARIO DI GENOVA

Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it

LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA

Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net

ROTHKO A FIRENZE

Fino al 23 agosto a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org

Giorgio Boschetti Fotografia della statua Polluce (Abbondio Sangiorgio) (2025)
Robert Mapplethorpe Self Portrait (1980)
© Robert Mapplethorpe Foundation

BASE

LIBERTÀ DI VIAGGIO E CAMBI ILLIMITATI

Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FrecciaLink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.

ECONOMY

CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.

SUPER

ECONOMY

MASSIMO RISPARMIO

Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.

FrecciaSenior Riservata agli over 60 titolari di CartaFreccia, FrecciaSenior consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1

FrecciaDays

Viaggia con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2

FrecciaFriends

Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base del 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3

FrecciaFamily

Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard. La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4

NOTE LEGALI

1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard Premium e Business Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard /2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business /1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.

3. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

FrecciaYoung

Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYoung consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci CartaFreccia under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5

4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti.

5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard . Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.

A/R in Giornata

Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6

6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del servizio Salottino. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.

Informazioni aggiornate al 20 luglio 2026

NUOVI PARTNER, PIÙ VANTAGGI

Con CartaFreccia i punti valgono ancora di più grazie alle nuove partnership pensate per accompagnare i clienti in ogni momento della giornata.

Il nuovo accordo con Nexi consente di convertire i punti accumulati con il programma iosi PLUS in punti premio CartaFreccia per raggiungere nuove destinazioni.

Grazie all’intesa con IHG Hotels & Resorts, invece, soggiorni e viaggi diventano ancora più convenienti tramite l’accumulo e la conversione dei punti tra i due programmi: ogni due euro spesi soggiornando negli alberghi del gruppo si genera 1 punto premio CartaFreccia.

Le opportunità continuano con Air Europa , che consente di convertire punti CartaFreccia in Miglia Suma, e viceversa, per volare verso destinazioni in tutto il mondo e spostarsi ancora più facilmente con le Frecce. Grazie alla partnership con E.ON è invece possibile accumulare fino a 2.600 punti premio sottoscrivendo entrambe le utenze sia luce che gas, riconosciuti all’attivazione e in base al periodo di fornitura.

Parigi

Lione Avignon Chambéry

Saint Jean De Maurienne

Courmayeur Aosta

Aix-en-Provence

Marsiglia

Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com.

Bressanone Fortezza

Trento Ora Bolzano

Milano Brescia Verona Vicenza Padova

Treviso Udine Gorizia Trieste

Roma Torino Oulx

Reggio Emilia AV Mantova

Genova Bologna Modena

Firenze La Spezia Pisa

Ravenna Rimini

Perugia Venezia

Falconara Marittima Ancona

Pescara

Benevento Napoli Afragola

Foggia Bari Caserta

Napoli Pompei Lecce

Taranto Ferrandina Scalo Matera Potenza Salerno Agropoli Vallo della Lucania Paola Sibari

Lamezia Terme

Reggio di Calabria

FRECCIAPLAY.IT

INTRATTENIMENTO GRATUITO, FACILE E VELOCE

Grazie ai servizi e ai contenuti di FrecciaPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e nelle sale FrecciaClub e FrecciaLounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FrecciaPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com

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