giardiniere giard
vo o nu
PROGETTAZIONE COSTRUZIONE GESTIONE E MANUTENZIONE PROFESSIONALE DEGLI SPAZI VERDI
N° 018
IL
Settembre – Ottobre 2019
*
Sostanza organica del suolo, “leader” nel terreno
+TECNICHE
Capitozzatura, come reagiscono gli alberi
+PROGETTO
Il Giardino della Sport Therapy, una palestra a cielo aperto
SMART
LA NUOVA RIVISTA RIVALUTARE GIARDINIERE IL PER LAVOROIL MANUALE ATTUA LITÀ
1 “Ventata” di efficienza
con McCulloch 2 Bitecare, novità per la terapia delle piante 3 Software Sevis, nuova versione 4.0
CONVERSIONE TOTALE Una realtà modenese ha scelto Husqvarna per trasformare il parco macchine portatile da scoppio a batteria
Desidero abbonarmi a IL giardiniere per il 2019 come da modulo d’ordine Per il saldo di Euro: n.
abbonamenti a IL giardiniere (e30* cad.)
Con l’abbonamento avrò diritto a: 6 numeri della rivista in formato cartaceo e digitale
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EDITORIA LE | 1
Ed eccoci in autunno, un altro anno si sta avviando verso la fine e la nostra rivista, nata in sordina quasi tre anni fa, numero dopo numero, prende sempre più corpo. E si fa voce, sempre di più, dei giardinieri che hanno la voglia e la volontà di valorizzare la propria figura professionale. Della sostanza contenuta nelle nostre pagine me ne rendo conto proprio mentre mi accingo a scrivere l’editoriale, mentre le sfoglio virtualmente vedendole andare in stampa. Non ci piace fare allarmismo, ma il dovere di cronaca ci spinge a informare, sempre e comunque. E così l’articolo di attualità a pagina 12 non profuma di ottimismo: la “fotografia” scattata dall’Ufficio Studi CGIA, Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre, evidenzia il continuo trend negativo per le imprese artigiane, 6.500 in meno nei primi sei mesi del 2019. Segno positivo: in crescita le imprese di giardinaggio. A pagina 16, con l’articolo di Valerio Pasi, ritorniamo su un argomento già trattato, ma che ci sta molto a cuore: la capitozzatura. E ci ritorniamo in modo concreto, spiegando come reagiscono gli alberi e come affrontare questo “insulto” alla natura. E ancora, a pagina 22 visitiamo una vera palestra a cielo aperto, il “Giardino della Sport Therapy” situato sul tetto del Centro Maria Letizia Verga a Monza, vincitore del concorso di progettazione del verde indetto nel 2018 da Myplant & Garden. Ne avevamo illustrati i dettagli in fase progettuale, ora che è realtà ne sveliamo l’aspetto. Con un reportage sul campo nel modenese, a pagina 48, raccontiamo poi la storia di un’impresa illuminata, la Società Agricola Vivai Piante F.lli Bergonzini, che ha “convertito” l’intero parco macchine portatile da scoppio a batteria: il marchio scelto è Husqvarna e a raccontarci perché è Silvia Bergonzini. Mentre, a pagina 56, il “nostro” Camillo De Beni ha parlato del vero “leader” del terreno: la sostanza organica del suolo, un tema così ampio, la cui trattazione proseguirà sul prossimo numero. E poi come non menzionare i contenuti della sezione Smart, del Prontuario e delle rubriche tenute dalle più importanti scuole di settore in Italia, la Fondazione Minoprio e la Scuola Agraria del Parco di Monza. Vi auguro possano essere spunti di riflessione e di buone pratiche. di Francesco Tozzi
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CHE BUONA L A DEL GIARDINO
a storia delle città ci insegna che esistevano gli orti-giardini, quelli che in città e in campagna le famiglie con disponibilità di terra coltivano per l’autoconsumo o per il mercato locale. Bellissimi erano i giardini orto e frutteto della Conca d’Oro di Palermo, grazie alla presenza araba e di cui si trova traccia nell’impianto di irrigazione dei qanat. La storia del giardino italiano è ricca di questi esempi e, di come, anche durante le Guerre Mondiali, i parchi cittadini erano coltivati a orto per sfamare la popolazione. Oggigiorno è interessante scoprire la sempre maggiore diffusione del giardino di aromatiche. È possibile creare un giardino-orto senza avere la delimitazione di due aree distinte? Sì, certamente! Si può creare un’aiuola dall’interessante valore estetico e culinario, considerando anche che un grande numero di fiori sono commestibili. Molti chef, riprendendo le più antiche tradizioni, propongono ricette con il consiglio di scoprire e coltivare ortaggi e piante da fiore nel proprio giardino. Dunque queste novità incidono sul mercato del giardinaggio e sollecitano i giardinieri a sperimentare bordure, aiuole con piante commestibili. Per rendere più appetitosa una comune insalata, per esempio, si può creare
UN’ARTE ANTICA Fin dall’antichità era diffusa la pratica di coltivare un orto. “In origine era il paradiso perduto: un giardino o orto delle delizie in cui l’umanità viveva in pace, a stretto contatto con la divinità. Questa rappresentazione è comune a molti popoli antichi: uno spazio concluso in cui la natura benigna fornisce spontaneamente ogni cibo già commestibile, frutta e verdura, latte e miele…; il tutto tra alberi ombrosi, fiori di ogni genere e sorgenti e corsi d’acqua, dove persino gli animali feroci sono mansueti”. Paolo Braconi – Università degli Studi di Perugia
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Nella foto, il giardino-orto urbano, didattico aperto a tutti, del St. James’s Park di Londra.
una bordura con piante come Atriplex Hortensis ‘Rubra’, le cui foglie commestibili sono quelle giovani, con Calendula officinalis, Heliantus annus, il girasole dai semi commestibili, con il Cynara cardunculus, il cardo i cui fusti diventano eduli una volta sbiancati. La lista delle piante commestibili è lunga, potete consigliarle ai vostri clienti secondo la vostra fantasia, i loro gusti, soddisfazioni di crescita e qualità decorative. Tuttavia non dimentichiamo che coltivare le piante da orto richiede più attenzione e pazienza che coltivare un semplice giardino. Un altro elemento per completare le bordure potrebbe essere un pergolato “commestibile”, che costituisce un passaggio ombroso circondato dai frutti del giardino. Se il cliente desidera una coltivazione temporanea potete utilizzare zucche, zucchine, fagiolini verdi rampicanti; per un risultato più duraturo, invece, potete far rampicare lungo la pergola, uva, mele, pere. Attenzione però a controllarne l’espansione, dovrete legarli e potarli in modo da garantire
L A BIETOLA O
il sole alle bordure disposte lungo la base del pergolato. Anche la legatura delle piante da frutto ai graticci è un’antica arte contadina dell’Orticoltura, oggi parte importante di una nuova idea di giardino. Altri ortaggi possono essere carote, bietole, pomodori, piselli, lattuga, mentre come piante da fiore eduli la menta, la viola mammola, il nasturzo, il timo, la borragine e il rosmarino, solo per citarne alcuni. Un piccolo suggerimento da dare ai clienti: se decidono di raccogliere solo alcune parti delle piante, consigliate loro di farlo contemporaneamente su più individui della stessa specie, in modo tale da non lasciare “buchi” nelle bordure e consentire la ricrescita uniforme. Coltivare l’orto, come abbiamo scritto più volte sulle pagine della nostra rivista, è anche una terapia - ortoterapia - sempre più consigliata in alcune patologie croniche, non solo per anziani. Coltivare l’orto secondo le proprie necessità e seguendo i ritmi delle stagioni, come ben si sa, aiuta anche a migliorare la salute e l’umore, soprattutto insegna a rispettare la natura. Un importante messaggio da trasmettere ai nostri clienti!
testo e foto di Marilena Baggio
Il cantiere
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Rivalutare il lavoro manuale
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Capitozzatura: parliamone ancora!
22
Palestra a cielo aperto
di JJacopo Fromelli di V Valerio Pasi
di Daniela Stasi
smart
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Addio benzina! di Daniela Stasi
30
Per tutti (ma proprio tutti)
32
Massima efficacia, minimo impatto
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“Ventata” di efficienza
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Sperimentazione di metodi innovativi
di N Nora Adamsberg di IIrene Nuvola
di Viola Delfino
di IIrene Nuvola
SOMMARIO N°018
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Fare paesaggio
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Il nuovo che avanza
testo e foto di Daniela Stasi di Nora Adamsberg
DIRETTO DA Francesco Tozzi / f.tozzi@laboratorioverde.net IN REDAZIONE Marta Meggiolaro / redazione@laboratorioverde.net Daniela Stasi / d.stasi@laboratorioverde.net COLLABORATORI Nora Adamsberg, Marilena Baggio, Giorgio Barassi, Jessica Bertoni, Lucio Brioschi, Jurg Burger, Paolo Codazzi Camillo De Beni, Viola Delfino, Enzo Favoino, Jacopo Fromelli, Irene Nuvola, Valerio Pasi, Andrea Pellegatta, Anna Piussi, Matteo Ragni, Giovanni Rossoni GRAFICA Testo&Immagine snc / testoeimmagine@fastwebnet.it
gestione
PUBBLICITÀ E SVILUPPO Matteo Ragni / m.ragni@laboratorioverde.net Stefano Carlin / s.carlin@ laboratorioverde.net SEGRETERIA E TRAFFICO Katiuscia Morello / k.morello@laboratorioverde.net
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Innovazione nella tradizione
di Paolo Codazzi e Giovanni Rossoni
STAMPA Ciscra spa, Via San Michele 36, Villanova del Ghebbo (RO)
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Una nuova curva di equilibrio
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Conversione totale
DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Edizioni Laboratorio Verde srls, via Pasubio 16, 21020 Brebbia (VA) Tel. 0332 989211 - fax 0332 773850 www.laboratorioverde.net - info@laboratorioverde.net DIRETTORE RESPONSABILE Francesco Tozzi
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Sostanza organica del suolo, vero “leader” nel terreno
di Enzo Favoino di Daniela Stasi
di C Camillo De Beni
Flortecnica e vivaismo, periodico mensile registrato presso il Tribunale di Piacenza n. 275 del 8/03/1977 – n. R.O.C. 15/171. Spedizione Posta Target Magazine autorizzazione LOMBARDIA/00202/02.2014/CONV.
Flortecnica e vivaismo è organo ufficiale di G.F.A. e associato a Horti Media Europe. ASSOCIATA AD
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Il verde sta bene a tutti di M Matteo Ragni
rubriche
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Editoriale/1
06
Editoriale/2
26 65
News
di Francesco Tozzi di M Marilena Baggio
Prontuario
e d i z io n i
sCOPERTE
Laboratorio
verde
Edizioni Laboratorio Verde srls edita i seguenti prodotti: • GreenUp • Flortecnica e vivaismo • Bio Agenda • Greenstyle • Bio Calendario Rappresentante e collaborazioni: • floorewall.com Edizioni Laboratorio Verde srls, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Edizioni Laboratorio Verde srls riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.
abbonamento da 6+1 numeri: 30,00 Euro
CONTRIBUTI
MARILENA BAGGIO
CAMILLO DE BENI
Architetto, paesaggista, esperta in architettura del benessere e spazi a verde terapeutico. Titolare dello Studio Greencure, ha al suo attivo diversi progetti per luoghi di cura e infanzia, ospedali, ambiti rurali e paesaggi culturali, aree ambientali critiche, parchi urbani e giardini privati. Ha vinto diversi concorsi di paesaggio e pubblicato articoli. Docente di corsi di specializzazione per studenti di medicina per il Centro di Bioclimatologia Medica e Medicine Naturali, Centro Collaborante OMS, Università degli Studi di Milano. Dal 2013 collabora con lo Studio Mario Cucinella Architects.
Dottore agronomo e specialista nella gestione agronomica dei manti erbosi, con una ventennale esperienza nell’uso di prodotti naturali e biologici per la cura del verde ornamentale in ambito pubblico e privato. Ha contribuito, già dalla fine degli anni ’90, a introdurre e sviluppare protocolli per l’uso di biotecnologie e di metodologie finalizzate all’incremento di bio-fertilità nei terreni, con l’applicazione di micorrize, batteri benefici, antagonisti naturali per le patologie fungine e biostimolanti per l’incremento della vitalità nelle piante e nei manti erbosi.
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JESSICA BERTONI
VALERIO PASI
Consulente e collaboratrice. Laureata in Economia e Commercio, abilitata alla professione di dottore commercialista, sulle nostre testate ci svela, in modo semplice e diretto, come si può stare sempre informati anche sui temi più ostici. Suoi gli argomenti economici, finanziari e amministrativi.
Dottore agronomo, da più di 20 anni si occupa principalmente di verde ornamentale e di pianificazione del territorio per gli aspetti legati all’agricoltura e alle foreste. Diversi gli ambiti: consulenza agronomica, di lotta integrata e biologica alle aziende di produzione nel settore florovivaistico, orticolo e dei piccoli frutti; valutazione dei rischi legati alla stabilità degli alberi pubblici e privati; attività inerenti le trasformazioni territoriali quali quelle di boschi, progetti del verde, sistemazioni idraulico-forestali; consulenza alle pubbliche amministrazioni.
ANNA PIUSSI
MATTEO RAGNI
Toscana d’America dall’elegante sensibilità maturata con un Bachelor of Arts presso New York University; seguito da un Phd in storia dell’arte presso la prestigiosa Oxford University, ci insegna come vedere il mondo e scoprire quello che di bello esiste. Garden designer, insegnante di storia di giardini. Medaglia di bronzo al Chelsea Flower Show 2013 e miglior giardino a Orticolario 2012.
Si è diplomato presso la Scuola di Minoprio come agrotecnico, e dopo aver seguito due progetti di sviluppo agricolo prima in Kosovo e poi in Libano, è rientrato in Italia e si occupa di rappresentare alcune aziende israeliane e olandesi leader nella produzione di giovani piante. Lavora anche come consulente per imprese floricole e vivaistiche, soprattutto in materia di scelte assortimentali e piani colturali. Da oltre cinque anni è, prima collaboratore, poi consulente tecnico-editoriale per le riviste GreenUp e Flortecnica e vivaismo di Edizioni Laboratorio Verde.
N°018
IL CANTIERE | attualità
Continua il trend negativo per le imprese artigiane, 6.500 in meno nei primi sei mesi del 2019. Tra le soluzioni, rimettere al centro un’adeguata formazione professionale di Jacopo Fromelli
TEMPO DI LETTU R A: 8 minuti
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on ci piace fare allarmismo, in genere preferiamo seminare e attendere i buoni frutti. Ma il dovere di cronaca ci spinge a informare, sempre e comunque. Ecco dunque i dati dell’Ufficio Studi CGIA, Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre. Dati che scattano una fotografia preoccupante del settore artigiano del nostro Paese, fortemente in flessione dal 2008. Un andamento che coinvolge anche il settore dell’edilizia, con una diminuzione del numero di aziende di oltre 94mila unità, -16,2% dagli anni della crisi. Sebbene nel secondo trimestre si sia verificata una leggera ripresa, permane il cattivo stato di salute dell’artigianato in Italia. Nei primi sei mesi di quest’anno lo stock delle imprese artigiane è diminuito di 6.564 unità: al 30 giugno scorso, il numero complessivo si è attestato a quota 1.299.549. A eccezione del Trentino Alto Adige, in tutte le altre regioni italiane il saldo del primo semestre è stato negativo. I risultati più preoccupanti si sono registrati in Emilia Romagna (-761), in Sicilia (-700) e in Veneto (-629). Una moria, quella delle aziende artigiane – si legge nella nota dell’Associazione –, che dura ormai da dieci
anni. Tra il 2009 e il 2018, infatti, il numero complessivo è sceso di circa 165.500 unità.
È IL SAPER FARE IL VERO MOTORE
«La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la mancanza di credito e l’impennata degli affitti – afferma il coordinatore dell’Ufficio Studi Paolo Zabeo – sono le cause che hanno costretto molti artigiani a cessare l’attività. E per rilanciare questo settore è necessario, oltre ad abbassare le imposte e ad alleggerire il peso della burocrazia, rivalutare il lavoro manuale. Negli ultimi 40 anni c’è stata una svalutazione culturale che è stata spaventosa. L’artigianato è stato dipinto come un mondo residuale, destinato al declino e per riguadagnare il ruolo che gli compete ha bisogno di robusti investimenti nell’orientamento scolastico e nell’alternanza tra la scuola e il lavoro, rimettendo al centro del progetto formativo gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese. Oggi, invece, sono percepiti dall’opinione pubblica come scuole di serie B. Per alcuni, infatti, rappresentano una soluzione per parcheggiare per qualche anno quei ragazzi che non hanno una grande predisposizione allo
Rivalutare
il lavoro manuale
ULTERIORE STANGATA? Un’ulteriore “mazzata” al mondo dell’artigianato potrebbe arrivare il prossimo gennaio. Se non si disinnescherà l’aumento dell’Iva, l’innalzamento di tre punti percentuali, sia dell’aliquota ordinaria che di quella ridotta rischia di provocare degli effetti molto negativi sul fatturato di queste attività che, ricorda CGIA, vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie. E oltre agli effetti economici e occupazionali, la riduzione del numero delle attività artigiane e in generale dei negozi di vicinato ha provocato delle ricadute sociali altrettanto significative. Con meno botteghe stiamo assistendo a una desertificazione dei centri storici e anche delle periferie urbane delle grandi città che dei piccoli paesi. Questa situazione ha abbassato notevolmente la qualità della vita di questi luoghi: c’è meno sicurezza, più degrado e più abbandono. «Lo ha capito persino la politica che con il Decreto Dignità ha stabilito che nel 2020 i Comuni con meno di 20mila abitanti avranno la possibilità di azzerare per i successivi tre anni le tasse locali a questi artigiani o piccoli commercianti che amplieranno il proprio negozio o riapriranno l’attività dopo un periodo di chiusura di almeno sei mesi – si legge nella nota della CGIA – Un segnale, seppur insufficiente, che va nella direzione giusta: quella di rivitalizzare le nostre città e piccoli paesi che sono sempre più svuotati di attività e di servizi ai residenti».
studio. Per altri costituiscono l’ultima chance per consentire a quegli alunni che provengono da insuccessi scolastici, maturati nei licei o nelle scuole tecniche, di conseguire un diploma di scuola media superiore». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario Renato Mason: «Nonostante la crisi e i problemi generali che assillano l’artigianato, non sono pochi gli imprenditori di questo settore che segnalano la difficoltà a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo. Soprattutto al Nord, si fatica a reperire giovani disposti a fare gli autisti di mezzi pesanti, i conduttori di macchine a controllo numerico, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i battilamiera. Senza contare che nel mondo dell’edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri. Più in generale, comunque, l’artigiano di domani sarà colui che vincerà la sfida della tecnologia per rilanciare anche i “vecchi saperi”. Alla base di tutto rimarrà il saper fare che è il vero motore della nostra eccellenza manifatturiera». manifatturiera
IN CONTROTENDENZA IL GIARDINAGGIO PROFESSIONALE
L L’emorragia delle imprese artigiane dura ormai da un pezzo. Se nell’ultimo anno (2018 su 2017) lo stock complessivo presente in Italia è sceso di oltre 16.300 unità (-1,2%), negli ultimi dieci anni, invece, la contrazione è stata pesantissima: -165.500 attività (-11,3%). Una caduta che non ha registrato soluzioni di continuità in tutto l’arco temporale analizzato (2018-2009). Al 31 dicembre scorso, invece, il numero totale delle imprese artigiane attive in Italia si è attestato poco sopra 1.300.000 unità. Di queste, il 37,7% nell’edilizia, il 33,2% nei servizi, il 22,9% opera nel settore produttivo e il 6,2% nei trasporti.
L’artigiano di domani sarà colui che vincerà la sfida della tecnologia per rilanciare anche i “vecchi saperi” NATI-MORTALITÀ IMPRESE ARTIGIANE (1° semestre 2019)
Regioni
Iscrizioni
Cessazioni
Saldo
1.142
1.004
+138
Valle d’Aosta
162
174
-12
Basilicata
331
411
-80
Molise
209
299
-90
Umbria
737
850
-113
Liguria
2.033
2.230
-197
Friuli V. G.
1.131
1.343
-212
Sardegna
1.212
1.464
-252
Calabria
1.076
1.358
-289
Lazio
3.901
4.197
-285
Campania
2.546
2.893
-347
Toscana
4.799
5.183
-384
Piemonte
5.544
5.968
-424
Puglia
2.564
3.001
-437
Abruzzo
1.000
1.458
-458
Marche
1.583
2.101
-518
Lombardia
10.943
11.464
-521
Veneto
4.854
5.483
-629
Sicilia
2.216
2.916
-700
Emilia Romagna
5.360
6.121
-761
53.354
59.918
-6.564
Trentino A. A.
Italia
N°018
13
IL CANTIERE | attualità
A livello territoriale, è il Mezzogiorno la macro area dove la caduta è stata maggiore. Tra il 2009 e il 2018 in Sardegna la diminuzione del numero di imprese artigiane attive è stata del 18% (-7.664). Seguono l’Abruzzo con una contrazione del 17,2% (-6.220), l’Umbria, che comunque è riconducibile alla ripartizione geografica del Centro, con - 15,3% (-3.733), la Basilicata con il 15,1% (-1.808) e la Sicilia, sempre con il -15,1%, che ha perso 12.747 attività. Nell’ultimo anno, invece, la regione meno virtuosa d’Italia è stata la Basilicata con una diminuzione dello stock dell’1,9%. Il settore artigiano più colpito dalla crisi è stato
l’autotrasporto che negli ultimi 10 anni ha perso 22.847 impese (-22,2%). Seguono le attività manifatturiere con una riduzione pari a 58.027 unità (-16,3%) e l’edilizia che ha visto crollare il numero delle imprese di 94.330 unità (-16,2%). Sono in forte aumento, invece, imprese di pulizia, giardinaggio e servizi alle imprese (+43,2%), attività cinematografiche e produzione software (+24,6%) e magazzinaggio e corrieri (+12,3%). Tra le aziende del settore produttivo quelle più in difficoltà sono state quelle che producono macchinari (-36,1%), computer/elettronica (-33,8%) e i produttori di mezzi di trasporto (-31,8%).
ANALISI DEI SETTORI ARTIGIANI Var. ultimo anno (2018-2017) Principali settori artigiani (rank per var. % 2018/2009)
Var. da crisi (2018-2009)
2009
2017
2018
Var. ass.
Var. %
Var. ass.
Var. %
Trasporto
102.849
81.968
80.002
-1.966
-2,4
-22.847
-22,2
Attività manifatturiere
355.341
303.386
297.314
-6.072
-2,0
-58.027
-16,3
Edilizia
583.930
497.977
489.600
-8.377
-1,7
-94.330
-16,2
Creazioni artistiche
6.698
5.836
5.761
-75
-1,3
-937
-14,0
Riparazione di computer e beni per uso personale/casa
37.588
33.227
32.679
-548
-1,6
-4.909
-13,1
Riparazione autoveicoli (2)
91.336
84.712
83.804
-908
-1,1
-7.532
-8,2
Attività connesse a settore primario (5)
10.548
9.800
9.750
-50
-0,5
-798
-7,6
Attività fotografiche, design e altre attività tecniche
24.685
24.163
24.129
-34
-0,1
-556
-2,3
Gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, take away ecc. (3)
45.782
48.307
47.453
-854
-1,8
+1.671
+3,6
Servizi alla persona (1)
147.624
152.333
153.497
+1.164
+0,8
+5.873
+4,0
Magazzinaggio e corrieri
2.610
2.880
2.932
+52
+1,8
+322
+12,3
Attività cinematografiche, produzione software (4)
10.185
12.499
12.688
+189
+1,5
+2.503
+24,6
Pulizie (edifici/impianti), cura paesaggio, altri servizi a impresa
37.244
52.100
53.320
+1.220
+2,3
+16.076
+43,2
1.465.949
1.316.688
1.300.351
-16.337
-1,2
-165.598
-11,3
Totale imprese artigiane (*)
Note (1) Acconciatori, estetiste ecc.. (2) Include anche alcune attivitàartigianali/commerciali connesse inserite nello stesso settore (ad esempio ottici) (3) Include anche ristorazione mobile e attività connesse. (4) E altre attività connesse a servizi di informazione e comunicazione. (5) Servizi meccanizzazione agricola, lavori sistemazione agraria, creazione e manutenzione del verde. (*) Il totale include anche settori residuali e imprese non classificate (non riportati in tabella). Nel 2018 queste voci non inserite in tabella ammontavano a quasi 7.500 unità. Pertanto, la somma delle singole voci in tabella differisce dal totale delle imprese artigiane.
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IL CANTIERE | tecniche
Capitozzat u
parliamone an c © Buttè
Ritorniamo su un argomento già trattato, ma che ci sta molto a cuore. E ci ritorniamo in modo concreto, spiegando come reagiscono gli alberi di Valerio Pasi e come affrontare questo “insulto” alla natura
TEMPO DI LETTU R A: 13 minuti
S
peravo di non dover parlare più di questo argomento, ma dopo gli ultimi accadimenti metereologici ho purtroppo visto ancora molti alberi capitozzati in ragione di una presunta “messa in sicurezza”. Premesso che un albero non può essere messo in sicurezza, ma è
La capitozzatura è una delle prime cause del deperimento degli alberi in città
16
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solo possibile una riduzione del rischio al livello di accettabilità per il proprietario dell’albero stesso, le operazioni di capitozzatura, anziché ridurre il pericolo intrinseco alla pianta, quasi sempre lo amplificano nel medio e lungo periodo. La problematica è molto sentita, come dimostra il fatto che sia espressamente vietata dalla maggior parte dei regolamenti comunali che normano l’esecuzione delle potature sugli alberi ritenuti o definiti “protetti ai sensi del Regolamento” (approfondimento nel box “Un errore che costa caro”).
© Buttè
Pino capitozzato.
t ura:
© Buttè
© Buttè
n cora! CRIMINE CONTRO LA NATURA Speronatura su tiglio capitozzato.
Il 19 giugno 2019 tredici enti e associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e a quello dei Beni culturali, chiedendo loro di emanare una norma sulle tecniche opportune per mantenere gli alberi, vietando allo stesso tempo le pratiche distruttive e controproducenti per la salute e la stabilità delle piante (e quindi pericolose per la sicurezza pubblica) quali le potature drastiche tramite capitozzatura o simili. Nella lettera si ricordano il testo sulla gestione degli alberi di Klug P., 2007 “La cura dell’albero ornamentale in città”, ove la capitozzatura viene definita un intervento distruttivo che riduce severamente la chioma dell’albero e trasforma i rami a
Abnorme riscoppio vegetativo dopo capitozzo.
© Buttè
LA DEFINIZIONE Vediamo le basi teoriche della capitozzatura, iniziando dalla sua corretta definizione. La capitozzatura consiste nell’accorciamento delle branche o del fusto per mezzo di tagli internodali o di tagli nodali quando vengono praticati in corrispondenza di una biforcazione con un diametro non sufficiente perché possa in seguito sostituire il terminale vegetativo. In pratica, la capitozzatura è l’operazione di taglio che tronca un fusto o una branca lasciando un moncone, in modo indipendente dalla sezione e dalla distanza dalla biforcazione, oppure lasciando un ramo laterale non sufficientemente sviluppato in diametro al fine di assumere il ruolo di terminale. Si reputa che il diametro della nuova ramificazione terminale non debba essere di diametro inferiore a un terzo della sezione di taglio e con una inclinazione rispetto alla direzione del ramo principale non superiore ai 45°. N°018
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UN ERRORE CHE COSTA CARO Eseguire operazioni di capitozzatura può costare una multa anche salata, non tanto per la contravvenzione in sé, in quanto il disposto del D.Lgs. n. 267 del 18-8-2000 e succ. modif., per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali prevede si applichi la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro (ovvero viene comminata da € 50,00 e € 166,67), ma per l’applicazione delle così definite compensazioni ambientali per cui va risarcito il valore attribuito all’albero o agli alberi attraverso opere di mitigazione e compensazione. Si rileva al riguardo che ciò possa non essere lecito, in quanto non deriva dall’applicazione di un provvedimento legislativo a livello nazionale. Occorre comunque ricordare che sono obbligati in solido, ovvero devono provvedere al pagamento sia il possessore del bene che l’autore della violazione, ovvero nella maggior parte dei casi il proprietario e il manutentore del verde.
Conseguenze capitozzo.
monconi, e il testo “Modern arboricolure” di colui il quale è riconosciuto come il padre della moderna arboricoltura, Alex Shigo, ove parla della capitozzatura come di un crimine contro la natura che distrugge la dignità dell’albero, indebolendolo e rendendolo quindi più pericoloso. L’eventuale accoglimento della richiesta porterebbe all’emanazione di un nuovo provvedimento legislativo che renderebbe di fatto sempre lecita l’applicabilità delle sanzioni previste, in quanto la norma stessa le conterrebbe (riferimenti nel box sopracitato).
A B A
Cedri capitozzati.
Capitozzatura, rappresentata in tutte le possibili casistiche: tagli internodali (A); taglio nodale condotto in corrispondenza di una ramificazione laterale non sufficientemente sviluppata in diametro al fine di assumere il ruolo di terminale (B).
© Buttè
COSA ACCADE AGLI ALBERI
L L’operazione di capitozzatura è una delle prime cause del deperimento degli alberi in città: i tagli di grossa sezione non vengono compartimentati sufficientemente ed efficacemente, restando così esposti alle infezioni fungine dei patogeni agenti di carie. A poco servono i mastici, le cere e altri palliativi: anche se contengono sostanze fungistatiche come il rame, la durata è limitata nel tempo e l’effetto è quasi sempre solo estetico. Più di una volta è capitato di rimuovere il mastice
A poco servono i mastici, le cere e altri palliativi, la durata è limitata nel tempo e l’effetto è quasi sempre solo estetico è predisponente l’ingresso dei patogeni. Anche l’emissione di sostanze volatili da parte delle piante che ricevono ferite ha un ruolo determinante nello scatenare attacchi da parte di parassiti: si ricordano quale esempio gli attacchi dei coleotteri scolitidi i quali vengono attratti proprio dalle sostanze volatili emesse dalle alberature sofferenti.
Platano capitozzato.
© Cardani
ancora integro in superficie e trovare legno degradato subito sotto la pellicola “protettiva”! I monconi che vengono lasciati muoiono e sono un’altra formidabile via di accesso ai funghi che degradano il legno. Le branche rimanenti sono così situate su porzioni di legno meccanicamente compromesso e spesso riescono comunque a crescere anche considerevolmente, moltiplicando il rischio di rottura per scosciatura o per spaccatura al di sotto del punto di inserzione. Per quanto riguarda poi le conifere, la capitozzatura del fusto, consistente nell’eliminazione della “freccia“ apicale, anche se di diametro ridotto al di sotto dei dieci centimetri, è estremamente deleteria per la futura stabilità dell’albero, in quanto le branche che si sviluppano per sostituire la freccia, di solito in numero variabile da due sino a sette o più, assumono portamento a candelabro e presentano una propensione al cedimento per rottura nel punto di inserzione a volte anche molto elevata, rappresentando così un elevato rischio per cose e persone. Inoltre, la capitozzatura dei rami e del fusto induce una risposta vegetativa di emergenza consistente nell’emissione di una vegetazione vigorosa per la schiusa delle gemme latenti ed avventizie poste nelle immediate vicinanze del taglio e, nel caso di interventi molto severi, anche di quelle presenti sul fusto o sulle branche principali. Tutti questi rami cosiddetti epicormici che l’albero emette per sostituire la vegetazione perduta e la conseguente ridotta capacità fotosintetica sono però inseriti su sottili strati di legno e in ragione di ciò possiedono un’elevata propensione al cedimento per rottura alla base. Inoltre poiché vengono emessi in maniera spesso massiva, vanno in forte competizione tra loro limitandosi e ostacolandosi nella crescita. Questa risposta abnorme alle scorrete operazioni Q di potatura ha un costo molto alto in termini energetici per la pianta, in quanto è costretta a mobilitare le sostanze di riserva accumulate negli strati più profondi del legno vitale, sia del fusto che delle radici, le quali una volta spese non sono sostituibili. Questo causa un deperimento che
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Platani capitozzati.
Nei casi di effettiva necessità conviene prendere in considerazione
© Cardani
l’ipotesi di sostituire l'albero, piuttosto che ridurlo a un pericoloso 'attaccapanni'
Taglio nodale con ramo inferiore di un terzo.
COME INTERVENIRE
In molti casi le capitozzature vengono praticate per tentare di correggere altre capitozzature effettuate nel passato. In realtà gli interventi da riservare ai soggetti arborei sottoposti a capitozzatura, le cui chiome abbiano avuto modo di riformarsi a partire dai vecchi tagli, sono fattibili se è possibile selezionare nell’ambito Conseguenze di ciascun taglio primario capitozzo su fusto. alcuni ricacci da utilizzare ed è possibile rimuovere senza danno i ricacci soprannumerari. È possibile arrivare al risultato prefissato anche attraverso più interventi da effettuarsi in intervalli temporali diversi. Questi interventi di restauro della chioma fanno uso esclusivo di tagli nodali, in attuazione delle tecniche di soppressione dell’intera branca e della successiva riduzione con taglio di ritorno
RISPETTARE I PRINCIPI DELLA MODERNA ARBORICOLTURA In conclusione, una corretta manutenzione degli alberi deve essere condotta valutando sia la pericolosità che il rischio legato alla loro presenza, valutando quindi se e come effettuare operazioni di potatura rispettando i principi della moderna arboricoltura. Quando si arriva a pensare di capitozzare un albero, è evidente che siamo di fronte ad altre problematiche, quali l’eccessiva vicinanza ad abitazioni o infrastrutture o a problematiche inerenti la sfera emotiva dei proprietari, anche sulla spinta di accadimenti ai quali i media hanno dato particolare rilevanza. Nei casi di effettiva necessità, per la sfortunata collocazione di quello che si pensava essere un alberello e che poi si è rivelato un albero di prima grandezza, forse conviene prendere in considerazione l’ipotesi di sostituirlo, piuttosto che ridurlo a un pericoloso “attaccapanni”.
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su di una laterale. Un’alternativa, meno valida e più rischiosa, consiste nella speronatura, ovvero nel rilascio di monconi di ramificazioni più o meno lunghi nell’ambito delle basi di potatura pregressa. Ciò avviene solitamente con interventi di potatura intervallati da un numero di anni variabile tra i cinque e gli otto, ma che dovrebbe essere molto più ridotto, cioè effettuato ad anni alterni. La speronatura, consistendo di tagli internodali, consiste in realtà di una ripetizione della capitozzatura, effettuata sui nuovi getti. Il rischio è quello di provocare l’esaurimento delle sostanze di riserva. È quindi un’operazione che può essere perseguita solo nel caso in cui si ricada dell’impossibilità operativa di svolgere più frequentemente gli interventi di potatura (pollarding) e che deve comunque considerarsi come una fase transitoria, da applicare ad alberi a fine ciclo che non si vuole rimuovere ma che nel contempo devono possedere un rischio di cedimento delle branche molto basso.
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Inaugurato il “Giardino della Sport Therapy” situato sul tetto del Centro Maria Letizia Verga a Monza. Vincitore del concorso di progettazione del verde indetto nel 2018 da Myplant & Garden, è ora realtà di Daniela Stasi
TEMPO DI LETTU R A: 11 minuti
E
sattamente un anno fa ne abbiamo raccontato il progetto (numero 012, pagina 54). Ora, che è stato realizzato e inaugurato, ve ne mostriamo l’aspetto. Stiamo parlando del “Giardino della Sport Therapy” del Comitato Maria Letizia Verga per lo Studio e la Cura della Leucemia del Bambino, a Monza, progetto vincitore del concorso creativo di progettazione green indetto nel 2018 da Myplant & Garden e da Fondazione Minoprio.
SPORT COME TERAPIA
Si tratta di una palestra open-air, ideata per contrastare a livello osteo-muscolare gli effetti
debilitanti delle cure farmacologiche e a far proseguire il percorso di crescita fisiologica dei giovani pazienti. L’area di 500 mq è situata nel giardino pensile del Centro Maria Letizia Verga (Fondazione MBBM, c/o Ospedale San Gerardo). «L’analisi dei dati in corso e l’entusiasmo dei partecipanti dimostrano che la Sport Therapy contribuisce a contrastare gli effetti collaterali delle terapie, aiuta il bambino ad avere una migliore vita sociale e psicologica. Non rinunciare a tutti i benefici dello sport, pur nel percorso della malattia, è un impagabile valore di stimolo verso la guarigione», evidenzia Francesca Lanfranconi, medico specialista in Medicina dello Sport, coordinatrice del progetto insieme ad Adriana
Palestra
a cielo aperto La prossima edizione di Myplant & Garden si terrĂ a Milano Rho Fiera dal 26 al 28 febbraio 2020 www.myplantgarden.com
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Balduzzi, responsabile Day Hospital del Centro MLV, e Momcilo Jankovic, pediatra ed ematologo. Soddisfatto il presidente del Comitato MLV, Giovanni Verga: «Da 40 anni lavoriamo con i medici e le famiglie per dare ai nostri bambini il meglio delle cure e dell’assistenza. Anche questo giardino è uno spazio importante dove lo sport può diventare terapia».
GEOMETRIA INTUITIVA
Il progetto vincitore si è proposto di creare un giardino terapeutico ritmato da stanze verdi che sollecitasse i cinque sensi, riprendendo i principi cardine degli healing gardens riproposti a corredo del percorso della Sport Therapy. La vista è
sollecitata dai fiori di camelia, dalle cascate di vinche blu, dal foliage degli aceri. L’udito dalle tende vegetali che i rigogliosi rampicanti hanno formato sotto il pergolato, il tatto dalle differenti foglie delle specie messe a dimora. L’olfatto dalle aromatiche e dai profumi emanati dai vari ambiti del giardino. Nella realizzazione sono stati rispettati gli aspetti che sollecitano l’attenzione involontaria attraverso la distrazione dal problema, la meraviglia, la compenetrazione con l’ambiente naturale, il sentirsi a proprio agio. La suddivisione degli spazi, caratterizzati da elementi d’arredo fissi e funzionali, elementi verticali e orizzontali, attrezzature, materiali e pavimentazioni differenziate, segue una geometria molto leggibile e intuitiva.
GRANDE PARTECIPAZIONE
L’intervento è stato possibile grazie al contributo L IL CONCORSO Coordinato da Umberto Andolfato, vicepresidente della Sezione Lombardia di Aiapp (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio), il contest ha coinvolto 44 partecipanti e individuato 22 soluzioni progettuali finali. Il primo posto è stato aggiudicato dal team formato dalle progettiste Marinella Spagnoli con Mariasole Donata Betti, Mariangela Borrelli, Valentina Satti e L’Ortofruttifero di Sara Pacini: «Come progettiste siamo orgogliose di aver partecipato a questo grande progetto che permetterà ai bambini che saranno curati al Centro Maria Letizia Verga di giocare e soggiornare in uno spazio verde pensato e realizzato per la cura. Ringraziamo Myplant & Garden, lo staff del Centro MLV, gli artigiani, i ragazzi della Scuola di Minoprio: l’impegno che abbiamo messo tutti nel raggiungere l’obiettivo è ripagato dal pensiero che questo luogo sarà un posto di bellezza, di sport, di svago elementi difficilmente riferibili a un ospedale. La sperimentazione dell’attività Sport Therapy in sinergia con l’aspetto naturale e terapeutico del giardino potrà essere un interessante connubio da replicare dove c’è necessità di cura e stupore». «Dopo una prima edizione del contest (2016) di taglio teorico – affermano gli organizzatori di Myplant & Garden – dal 2017 abbiamo deciso di realizzare qualcosa di pratico e tangibile, coniugando progettualità e servizio. Abbiamo individuato di volta in volta realtà socialmente impegnate e bisognose di interventi nelle proprie aree esterne, scegliendo di convogliare la spinta di alcune delle migliori energie del Paese – creatività, associazionismo, assistenza, volontariato e verde – per realizzare progetti doppiamente utili, infinitamente pratici ed eticamente esemplari. Il Giardino della Sport Therapy è un’iniziativa che ci rende orgogliosi».
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Nelle foto di queste pagine alcuni scorci del “Giardino della Sport Therapy” durante l’inaugurazione svoltasi a settembre.
di diverse realtà imprenditoriali e dell’associazione Onlus Il Giardino di Luca e Viola, che sostiene iniziative a favore della ricerca e della cura delle malattie pediatriche e di sostegno alle famiglie coinvolte. Nella realizzazione del progetto hanno assunto un ruolo essenziale la partecipazione, la disponibilità e l’entusiasmo delle aziende Criplax, Dakota, Ecoplus, Euro3plast, Fertil, Consorzio Myplant & Garden, Kostplant, L’Ortofruttifero, Parcoplant, Rasconi e Vivai Meani, nonché gli allievi della Fondazione Minoprio. N°018
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NEWS
© Va
lerio
Pasi
News
NUOVO REGOLAMENTO FITOSANITARIO, CI SIAMO QUASI
La notizia è ormai nota. Il 14 dicembre 2019 entra in vigore il nuovo regolamento fitosanitario relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante (Regolamento UE 2016/2031). Obiettivo è evitare i danni da organismi nocivi e contrastarne la diffusione. I soggetti coinvolti dalla nuova normativa sono tutti gli operatori professionali dell’intera filiera verde, dall’impianto alla riproduzione fino all’immagazzinamento e al commercio. Con il nuovo Regolamento, inoltre, viene ridefinito il sistema dei controlli © Valerio Pasi fitosanitari a livello europeo: dovranno essere quindi riorganizzati i servizi pubblici e le imprese professionali avranno un ruolo attivo in materia di controllo e tracciabilità del materiale vegetale introdotto sul mercato. Info: www.eur-lex.europa.eu
13 MILIONI DI MQ DI TETTI VERDI A MILANO: FINANZIAMENTI E FORMAZIONE
A Milano esistono già 970.000 mq di tetti verdi, che potrebbero diventare 13 milioni (sul totale di 32 milioni di mq di tetti) nei prossimi anni grazie agli incentivi promossi dal Governo e dall’Amministrazione comunale e attraverso le nuove norme del Piano di governo del territorio in via di approvazione. Un’opportunità per i cittadini ma anche per i professionisti del settore verde. E proprio con l’obiettivo di preparare adeguatamente gli operatori, è iniziato il percorso formativo promosso da Milano Clever Cities, il progetto cofinanziato da fondi europei per l’innovazione (Horizon2020), cui Milano partecipa insieme a Londra e ad Amburgo grazie alla collaborazione tra Comune di Milano, Amat, Ambiente Italia, Eliante, Fondazione Politecnico di Milano e Politecnico di Milano, RFI e Italferr e WWF Italia. E non è tutto: grazie ai fondi del progetto di Clever Cities, l’Amministrazione ha stanziato 70mila euro a favore della realizzazione di tetti e pareti verdi nell’ambito del bando “Be 2018” per la concessione di finanziamenti a favore di opere di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici privati. I costi per realizzare un tetto verde vanno da un minimo di 50 euro per mq per un tetto a verde estensivo (prato) a un massimo di 200 per un tetto a verde intensivo (con piante). Al tema, sempre più attuale, abbiamo dedicato un approfondimento sullo scorso numero de IL giardiniere (a pag. 21). Info: www.comune.milano.it; www.milanoclever.net
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TECNOLOGIE . INNOVAZIONI . SOLUZIONI
| attrezzature
Addio
benzina! I PLUS • Batterie utilizzabili sia spalleggiate che montate sugli attrezzi • Pesi ridotti con prestazioni equivalenti ai motori termici • Bilanciamento ottimale durante il lavoro
E
quilibrato mix tra prestazioni, ergonomia, rispetto dell’ambiente e polivalenza. È il ritratto della Gamma Alpha, la nuova serie di attrezzature professionali a batteria firmata Pellenc. Progettata e realizzata lavorando a stretto contatto
con i professionisti del verde, la nuova gamma offre la possibilità di essere utilizzata sia con le nuove batterie integrate, sia con la più tradizionale configurazione spalleggiata: le nuove attrezzature infatti sono totalmente compatibili con tutti gli elettroutensili e le batterie Pellenc già presenti sul
Prestazioni equivalenti ai motori termici quelle della Gamma Alpha di Pellenc a batteria. A voi i dettagli del tosasiepi su asta e del tagliaerba di Daniela Stasi
Più info sul sito pellencitalia.com
mercato, ideali quindi sia per ampliare un parco macchine già esistente, che per nuovo passaggio all’elettrico.
ALTE PRESTAZIONI, SEMPLICITÀ DI UTILIZZO
Composta al momento da due batterie (260 e 520), un tosasiepi su asta (Helion Alpha) e un tagliaerba (Excelion Alpha), la Gamma Alpha si contraddistingue per le sue prestazioni abbinate a una totale semplicità e comodità di utilizzo. Tra le caratteristiche: 400 mm di diametro di taglio e fino a 6.400 giri al minuto per il tagliaerba, e lame progettate per tagli di grandi dimensioni per il tagliasiepi. Insomma si tratta di attrezzature pensate e progettate per i giardinieri professionisti che necessitano di macchine performanti e che, nel contempo, operano nel rispetto dell’ambiente e della propria salute.
TAGLIASIEPE HELION ALPHA Potenza max
1.200 W
Peso (senza batteria)
3,9 kg
Peso (con batteria 260)
6,4 kg
Lunghezza totale dell’utensile
240 cm
Cadenza di taglio
3.200 - 3.500 - 3.800 colpi/min
Lunghezza di taglio
51 cm
Apertura dei denti
33 mm
Distanza tra i denti
40 mm
Altezza dei denti
23 mm
Spessore dei denti
2,25 mm
Autonomia con batteria 260
da 2 a 3 ore
Autonomia con batteria 520
da 4 a 6 ore
TAGLIAERBA EXCELION ALPHA Potenza max
900 W
Peso (esclusi utensile da taglio, carter e batteria)
3,1 kg
Peso (utensile completo con Alpha Cut e carter, esclusa batteria)
3,6 kg
Velocità di rotazione max
4.000 - 5.800 - 6.400 giri/min
Diametro taglio con Alpha Cut
400 mm
Autonomia con batteria P260
da 40 min a 1 ora 45 min
Autonomia con batteria P520
da 1 ora 30 min a 3 ore 30 min
Lunghezza totale dell’utensile (batteria + testa di taglio)
189 cm
| software
PER TUTTI
Versione 4.0 di Sevis, la piattaforma per la progettazione del verde sviluppata dalla fiorentina Florinfo. Strutturata in modo intuitivo, è pensata per essere usata anche da chi non ha alcuna competenza informatica di Nora Adamsberg
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resentata in anteprima al Flormart, vuole affermarsi sempre più tra i professionisti del verde e i centri di giardinaggio. Si tratta della versione 4.0 di Sevis, la piattaforma software per la progettazione del verde sviluppata integralmente in Italia da Florinfo, storica software house di Pontassieve, in provincia di Firenze. Sevis 4.0 prevede anche la nuova versione della Sevis_App, forte del successo riscontrato negli anni.
UTILIZZO IMMEDIATO
I PLUS • Alta qualità delle immagini • Libreria di piante e oggetti vasta e completa • Funzionalità evolute • Utilizzo mobile in cantiere grazie a Sevis_App
Grazie a Sevis il professionista può svolgere tutte le attività: presentazione visuale, computo metrico, preventivazione, consulenza botanica, banche dati fotografiche, fotoritocco e un’innovativa progettazione planimetrica. Tra i punti di forza: l’altissima qualità delle immagini, una libreria di piante e oggetti vasta e completa, la presenza di funzionalità evolute – e molto apprezzate – come il Modulo Irriflo per gli impianti di irrigazione e la Sevis_App (per Apple Ipad), che consente l’utilizzo della piattaforma anche in cantiere. Perché allora migliorarla ulteriormente? «Florinfo, con alle spalle 30 anni di attività compiuti proprio quest’anno, è una realtà innovativa per tradizione, che ritiene che la ricerca e lo sviluppo siano alla base del suo successo e delle migliaia di aziende che utilizzano i suoi prodotti – fanno sapere dall’azienda – Per questo motivo ci siamo posti l’obiettivo di sviluppare un software che consenta di migliorare di oltre il 50% le performance relative ai tempi di utilizzo e di apprendimento. Lo scopo è quello di mettere a disposizione dei nostri clienti un sistema nel quale qualsiasi utilizzatore riesca a muoversi da solo, in autonomia, senza necessità di particolari
competenze informatiche». Un software intuitivo che, anche in caso di utilizzo saltuario, consenta di essere usato in modo immediato.
PER TUTTI I PROFESSIONISTI
«Da parte nostra siamo soddisfatti del risultato raggiunto – commenta Fabio Torrini, presidente e fondatore di Florinfo – Chi ha potuto provare in anteprima il nuovo sistema si è detto entusiasta e ci ha parlato di una vera e propria rivoluzione nei tempi di lavoro». Da evidenziare che la nuova versione di Sevis non è pensata solo per i progettisti specializzati,
(MA MA PROPRIO TUTTI) TUTTI
OPERATIVI IN POCHE ORE L’azienda fiorentina è nota tra gli addetti ai lavori anche per Florinfo Academy, la sezione che organizza corsi ad hoc dei professionisti del verde. Pensati con un approccio semplice e pratico, le lezioni permettono di essere operativi in poche ore. Ecco le date dei prossimi corsi di Progettazione del Verde: 14 e 15 novembre, rispettivamente livello base e avanzato. Tutti i dettagli sul sito web: www.florinfo.it
ma per tutti i professionisti che ruotano attorno al mondo del Maggiori info su verde. Infatti www.florinfosevis.it con Sevis 4.0 la platea di utilizzatori si allarga anche ai centri di giardinaggio, che finalmente trovano una soluzione pratica, facile e veloce per proporsi alla clientela, e ai manutentori e realizzatori di giardini.
| endoterapia
Il sistema Bitecare® di Newpharm rappresenta un nuovo orizzonte nella terapia delle piante. Ecco nel dettaglio come (e perché) funziona di Irene Nuvola
Maggiori dettagli sul sito newpharm.it
Massima e
minimo impatto
D
el Bitecare® sviluppato dalla padovana Newpharm, ne abbiamo già parlato in modo approfondito su più numeri della nostra rivista (di preciso sul numero 015 pag. 30 e sul numero 016 a pagina 28). Ritorniamo volentieri sull’argomento perché si tratta dell’unico sistema endoterapico gravitazionale presente sul
mercato europeo e rappresenta l’approccio ottimale per curare e nutrire le piante arboree in maniera fisiologica. Vediamo nei dettagli perché.
PRATICA MENO IMPATTANTE SULL’AMBIENTE
U delle richieste più pressanti da parte degli Una organi legislativi europei, oggigiorno, è relativa alla
“qualità” degli interventi fitoterapici. In un’epoca nella quale l’impiego incondizionato di pesticidi in agricoltura sta lasciando spazio a un approccio più parsimonioso, pure la cura del verde pubblico e ornamentale aumenta la sensibilità del legislatore che spinge verso tecniche di difesa contro parassiti meno invasive e meno impattanti sull’ambiente e sulla catena alimentare. Il riflesso immediato di questo trend lo si può apprezzare in alcune municipalità, dove ai trattamenti insetticidi per aspersione vengono preferiti metodi decisamente meno invasivi, dove la “lotta attiva” contro gli infestanti viene pianificata solo dopo accurati monitoraggi (difesa passiva). In questo scenario gli interventi endoterapici rappresentano una delle chiavi per diffondere la tutela ambientale. Introdurre la cura all’interno degli alberi ad alto fusto è una pratica senza dubbio meno impattante sull’ambiente circostante, rinforzata dalla facilità d’impiego.
RIDUZIONE DI FITOSANITARIO IMPIEGATO
Mentre i trattamenti classici per aspersione di una sostanza fitosanitaria alla chioma richiedono l’allestimento di un cantiere e la sua messa in sicurezza, gli interventi endoterapici prevedono iniezioni di minuscole quantità di un fluido terapeutico e la sua traslocazione in tutti i distretti vitali della pianta senza alcun dispendio di energia. Com’è possibile tutto questo? I vasi
EFFETTI SUBITO VISIBILI Per mantenere il perfetto equilibrio di fluidi all’interno dell’albero, una speciale linfa artificiale brevettata, il Sapjet®, consente all’operatore di diluire piccole quantità di insetticida per poter infondere la soluzione senza alterare la pianta, eliminando afidi, eriofidi, tingidi, lepidotteri, coleotteri e ogni altro parassita insediato nel soggetto trattato. L’insetticida ideale secondo Newpharm per i trattamenti di infusione con Bitecare® è rappresentato dal Micromegas, una formulazione di Abamectina registrata per tali scopi, perfettamente compatibile con il sistema. Gli effetti contro i parassiti sono visibili da subito e persistono lungamente, superando in certi casi la stagione vegetativa.
linfatici sono dei canali che percorrono il fusto verticalmente per portare agli apici della pianta acqua e minerali per essere trasformati in zucchero con la fotosintesi. Alcuni di questi vasi, chiamati vasi xilematici, sono paragonabili a delle autostrade sfruttabili dall’arboricoltore per “traslocare” senza alcun sforzo delle piccole quantità di liquido anche a centinaia di metri di altezza. Le quantità di liquidi applicati alla pianta ai fini sanitari divergono ampiamente quando si confrontano gli interventi endoterapici alle classiche irrorazioni. Mentre per aspersione il volume di irrorazione dipende dallo sviluppo epigeo del soggetto, ma difficilmente si scosta da svariate decine di litri di soluzione, con gli interventi endoterapici i volumi introdotti nello xilema non superano il millilitro di soluzione per centimetro di
efficacia, IL SISTEMA BITECARE®
| endoterapia
NON SOLO DIFESA, ANCHE NUTRIZIONE L’Università degli Studi di Padova si è fatta pioniera del metodo gravitazionale sviluppando e testando Bite® e Sapjet® su molte specie arboree per poi riconoscere in Newpharm il partner ideale per promuovere su suolo europeo questo sistema unico nel suo genere. Benché il termine “endoterapia” sottenda scopi puramente terapeutici, con Bitecare® non si curano solamente alberature stradali, alberi monumentali o altre specie arboree, ma si possono nutrire in maniera semplice e soprattutto efficace mediante l’impiego di speciali fosfiti di potassio opportunamente sviluppati per il sistema. In questo contesto emerge Enerbite®, un equilibrio perfetto di fosfiti in una formulazione pronta all’impiego con il sistema Bitecare®.
circonferenza del fusto. La straordinaria riduzione delle quantità di fitosanitario impiegato non solo tutela l’ambiente e le persone che lo abitano ma preserva gli animali non bersaglio, la fauna acquatica e i microrganismi nel terreno. Al contrario, l’efficacia sugli insetti target risulta massima Vuoi saperne di più? e la capacità delle piante arboree Partecipa a Bitecare di trattenere il fluido iniettato Sistema di endoterapia consente una lunga persistenza per le piante, workshop dell’effetto ricercato. gratuito in programma il 25 ottobre alle ore 9:00 NESSUNA LESIONE presso la sede Newpharm. PERMANENTE Per info e iscrizioni: Venendo ai metodi endoterapici, vi V https://bitecare.eventbrite.it sono sostanzialmente due strategie per veicolare un fluido all’interno del fusto: una di queste sfrutta l’esercizio di una pressione esterna per iniettare il liquido (metodi a pressione), l’altra si basa sulla traspirazione della pianta per generare una forza “aspirante” (metodo a pressione atmosferica o gravitazionale). V Va da sé che il secondo metodo è completamente in sintonia con la morfo-fisiologia della pianta, pertanto ha un valore aggiunto nettamente superiore. Non è tutto. A differenza dei metodi a pressione, il sistema gravitazionale non necessita di nessun foro generato a livello del fusto e come conseguenza non
rimangono lesioni permanenti. Come detto sopra, l’unico sistema endoterapico gravitazionale presente con successo nel mercato europeo è rappresentato dal Bitecare®: con questa soluzione, l’iniezione permessa solamente dalla pressione esercitata, viene soverchiata dall’infusione naturale all’interno dello xilema senza alcuna forza ausiliaria. Degli aghi di lunghezza variabile forati e a sezione lenticolare, vengono inseriti manualmente nel fusto e attraverso un iniettore, che può essere una banale siringa farmaceutica priva dello stantuffo, un liquido viene assunto naturalmente dalla pianta durante la stagione vegetativa. Un dispositivo brevettato chiamato Bite® consente di imprimere una forza all’ago per poterlo inserire nel fusto senza alcuna difficoltà da parte dell’operatore. La presenza delle foglie, e quindi di traspirazione fogliare, è la condizione necessaria affinché questo processo avvenga. Oltretutto al momento dell’inserimento degli aghi lungo la circonferenza del fusto (il numero di aghi inseriti varia in funzione delle dimensioni dell’albero) generano una strozzatura temporanea del vaso che si traduce in aumento della pressione all’interno dei vasi e quindi della velocità (effetto Venturi). Al termine dell’infusione, l’ago viene rimosso dalla pianta e la cicatrizzazione completa del punto d’ingresso avverrà nel concludersi di qualche settimana.
| soffiatori-aspiratori
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el 2019, a completamento della gamma, McCulloch lancia i soffiatoriaspiratori GBV 322 e GBV 322VX, accumunati dall’alto livello di innovazione e dalla comodità di
utilizzo. Ideali per un uso frequente, i due nuovi modelli sono estremamente leggeri (rispettivamente 4,4 kg e 4,5 kg) e, grazie al motore con cilindrata da 26 cc e potenza da 0,8 kW, sono in grado di raggiungere una velocità di soffiaggio rispettivamente fino a 322 km/h e 370 km/h. Particolarmente versatili, sono muniti di bocchetta di soffiaggio e di kit di aspirazione: sostituendo
il tubo che soffia con un sacchetto di raccolta, facilmente trasportabile a tracolla, sono subito pronti per l’uso (kit di aspirazione e sacco di raccolta da 45 l sono di serie). Sono dotati di ventola di triturazione ad alta efficacia, che consente di ridurre il volume del materiale aspirato: rapporto 10:1 nel modello GBV 322 e 16:1 nel modello GBV 322VX. Tra gli altri plus: avvio facilitato, sistema antivibrazioni e Cruise control per regolare la velocità e garantire il massimo della flessibilità in base alle esigenze. Da ricordare anche la comodità di utilizzo, grazie all’impugnatura Soft Grip e alla possibilità di agganciare in modo agevole i tubi.
“Ventata” DI EFFICIENZA La gamma McCulloch si arricchisce di due nuovi modelli, GBV 322 e GBV 322VX. Denominatore comune, la versatilità, grazie alla bocchetta di soffiaggio e al kit di aspirazione di Viola Delfino
IN BREVE • Peso di 4,4 kg il GBV 322 e di 4,5 kg il GBV 322VX • Cilindrata da 26 cc • Potenza da 0,8 kW • Velocità di soffiaggio fino a 322 km/h e 370 km/h • Kit di aspirazione e sacco di raccolta da 45 l
| verde urbano
Sperimentaz i Verdevale è una comunità di buone pratiche transfrontaliera per attuare nuove modalità di gestione del verde urbano e dei servizi ecosistemici. di Irene Nuvola A coordinare il progetto, R3 GIS di Bolzano
Steering Committee Verdevale. Da sinistra: Paolo Viskanic (R3 GIS), Alessio Cefis e Giorgio Benicchio (Benicchio Giardini), Guido Scaccabarozzi (Demetra Specialist), Stefano Manini (consulente comunicazione), Francesca Di Maria (R3 GIS), Ulrike Buratti (Comune di Bolzano), Caterina Villa (Demetra Specialist), Fabio Crivelli e Cristian Bettosini (Città di Lugano).
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l progetto Verdevale, coordinato da R3 GIS di Bolzano e finanziato dal Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera, mira a costituire una comunità di buone pratiche transfrontaliere in grado di valorizzare in modo omogeneo il verde urbano delle città, dal punto di vista ambientale, culturale ed economico. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
I PRINCIPALI RISULTATI ATTESI: ◗ Costituzione di una comunità di buone pratiche per la gestione innovativa del verde urbano. ◗ Coinvolgimento dei cittadini, delle aziende locali e dei portatori di interesse, sui temi della valorizzazione del verde urbano come strumento per la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. ◗ Predisposizione di nuove specifiche per bandi di gestione del verde urbano, finalizzate anche alla valorizzazione dei servizi ecosistemici. ◗ Rinnovata piattaforma tecnologica per la gestione del verde urbano.
z ionE DI METODI INNOVATIVI ACCRESCERE LA COMPETITIVITÀ
Il progetto, che ha preso il via nel 2019 e terminerà nel 2022, prevede la sperimentazione di metodi innovativi per la gestione e la valorizzazione del verde urbano e dei servizi ecosistemici. Le conoscenze acquisite attraverso il progetto e gli strumenti sviluppati, verranno presentati a aziende del settore e pubbliche anministrazioni dell’area transfrontaliera, e permetteranno di accrescere la competitività delle realtà che operano in questo specifico segmento. Il capofila svizzero è la società Benicchio Giardini, con sede a Lamone (comune del Canton Ticino, nel distretto di Lugano); partecipa al progetto anche Demetra Specialist di Besana Brianza (MB). La Pubblica Amministrazione è rappresentata da due città, Bolzano e Lugano, che già adottano la piattaforma R3 Trees per la gestione del verde urbano su base geografica.
CONOSCERE E VALORIZZARE
I partner del progetto condividono l’idea che per
Incontro dello Steering Committee di progetto a luglio 2019.
migliorare le politiche di gestione delle aree verdi, occorre conoscere e dare anche un valore economico al patrimonio verde stesso e agli impatti sulla qualità della vita dei Su verdevale.eu cittadini in termini di abbattimento le notizie delle polveri sottili, assorbimento di e le anticipazioni CO2, regolazione della temperatura, dei risultati attenuazione delle conseguenze degli del progetto estremi climatici, etc. Il patrimonio informativo conseguente deve restare nella piena disponibilità delle pubbliche amministrazioni locali per garantire appalti di Riunione tecnica gestione trasparenti e competitivi. Una delle di progetto attività di progetto sarà anche il potenziamento durante Myplant & Garden 2019 della piattaforma informatica, per dare visibilità con il professor ai dati relativi alla gestione del verde urbano, coinvolgendo i cittadini e le aziende. Questi ultimi, Ferrini (Università di Firenze) infine, insieme agli specialisti del settore, saranno e professor Fini interessati anche da azioni di comunicazione e (Università formazione sia a Bolzano che a Lugano. di Milano).
| eventi
FARE
paesaggio IN ESPOSIZIONE • Piante • Materiali • Macchine e attrezzature • Fornitori di servizi • Irrigazione • Pavimentazione • Progettazione • Arredo urbano
PAYSALIA 2019 3-5 dicembre, Lione (Francia) www.paysalia.com
Torna Paysalia, il Salone più importante della filiera paesaggistica in Francia. Una fucina di tendenze e innovazioni per i professionisti del verde pubblico e privato testo e foto di Daniela Stasi
È
considerato all’unanimità l’evento più importante in Francia per il giardinaggio professionale e per la cultura del paesaggio. Decimo anniversario per Paysalia, il Salone biennale in programma dal 3 al 5 dicembre nel quartiere fieristico di Lione: è dal 2009, infatti, che la manifestazione accoglie tutti gli attori della filiera (paesaggisti, garden
designer, architetti, municipalità, etc). Tema centrale di questa edizione, la rivitalizzazione T dei centri urbani: come scriviamo spesso sulle pagine della nostra rivista, non si tratta più di pensare agli spazi verdi esclusivamente come elementi estetici, ma come parti integranti dell’identità delle città, a favore di una migliore qualità della vita degli abitanti.
I NUMERI DAGLI ESORDI • 76.247 visitatori • 2.113 espositori • 52 Paesi rappresentati • 123 conferenze organizzate
CARRÉ DES JARDINIERS Non manca l’appuntamento con il concorso “Carré des Jardiniers”, rivolto a giardinieri e paesaggisti e dedicato al tema “La piazza del villaggio”: i cinque finalisti realizzano in loco il proprio progetto, dando così il loro personale punto di vista su quella che può essere considerata una “piazza” ideale, da fruire e vivere nella quotidianità. L’area del centro espositivo dedicato al concorso si trasforma così in un luogo accogliente e conviviale, opportunità di confronto per gli addetti ai lavori per trovare nuove idee per i progetti futuri. Il tema è rafforzato inoltre da conferenze, tavole rotonde, eventi e giornate dedicate.
Qui trovi tutti i dettagli del concorso
In mostra, in prima linea: innovazioni tecnologiche e soluzioni sostenibili. Per la seconda volta, in concomitanza si svolge Rocalia, il Salone dedicato alla pietra naturale, mercato anch’esso strettamente legato a quello del paesaggio. Infine, sempre numerosi gli incontri e le conferenze in programma, importante momento di aggiornamento professionale.
| sistemi di tutoragg io
I fulcri, ideati da Terradice per trovare una soluzione a un problema inaspettato, rappresentano un innovativo progetto per il recupero delle alberature secolari. Abbiamo chiesto i dettagli al responsabile tecnico Mauro Guidolin di Nora Adamsberg
IL NUOVO CHE AVANZA
I
l viale di Cart a Feltre, in provincia di Belluno, costellato di un lungo susseguirsi di carpini monumentali, è un luogo incantevole, simbolo di bellezza: una vera “galleria” verde sotto la quale sono passati nobili, lavoratori, contadini, letterati, eserciti di tutte le fazioni nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale, partigiani e stafette e ora, in tempo di pace, residenti, turisti e viaggiatori entusiasti. Alberi che sono testimoni “parlanti” anche di quanto il clima stia cambiando: sono lì da due secoli e
SOTTO LA LENTE: NUMERI E DIMENSIONI Ciascun elemento è costituito da 16 moduli a sezione quadrata cava, di dimensione 100 mm x 100 mm, spessore 4 mm e di lunghezza variabile per l’adattamento alle diverse inclinazioni. L’intera struttura si presenta – guardandola dal piede verso la parte in alto – formata da due bracci speculari composti ognuno da 8 moduli saldati tra loro. I due bracci sono saldati insieme per tutta la lunghezza dei primi moduli partendo dalla base, i secondi moduli sono uniti a metà da staffa in acciaio. I moduli sono stati saldati in modo tale che, rispetto all’asse del precedente, svoltino su assi differenti conferendo alla struttura le curvature necessarie. I fulcri hanno un’altezza di 360 cm dal piede alla parte più alta e si sviluppano dal piede alla parte distale con uno sbalzo di 320 cm e un’apertura totale al castello di 215 cm. La base dei Fulcri è composta da una piastra di 75 cm x 75 cm, spessore 12 mm con quattro fori per il fissaggio sul plintino, dai lati del plintino partono 8 lastrine di acciaio inclinate a 45° verso i bracci per rinforzare la piastra ed evitare lo strappo dei bracci anche se sottoposti a sforzi laterali. Il plintino di ancoraggio è composto da 1 mc di cemento armato ngk 300, dal quale fuoriescono le barre filettate D30 mm (dove viene imbullonata la piastra) saldate sulle staffe dell’armatura. Per il montaggio sono necessari circa tre giorni compresi i tempi tecnici per l’indurimento del cemento.
mezzo, sopportando tutte le intemperie, ma non avevano mai affrontato una tempesta come quella del novembre 2018 che ha abbattuto tre esemplari sollevando la zolla radicale. Proprio nel tratto più signifcativo, nei pressi e nella proprietà di Villa San Liberale. Fortunatamente i proprietari della Villa, hanno repentinamente interpellato Terradice
I carpini schiantati lungo il Viale di Cart a Feltre e l’intervento con i Fulcri ideati da Terradice - Atelier del Paesaggio.
– Atelier del Paesaggio, società specializzata in architettura del paesaggio, consulenze agronomicoforestali e ambientali, realizzazioni paesaggistche, e manutenzioni specialistiche del verde. Primo obiettivo: capire se e cosa era possibile fare. Nel dettaglio il reportage di quanto avvenuto (compreso il lieto fine).
RECUPERO MIRATO
La volontà di ripristinare il valore ecologico, simbolico, storico e paesaggistico del complesso, poneva Terradice davanti a una tematica estremamente delicata, per cui era necessario sviluppare degli interventi che tenessero conto, in modo mirato e accurato, del valore dei singoli esemplari, parte distintiva e strutturante di un elemento monumentale identitario. È stato quindi elaborato un programma di recupero mirato che prevedeva, per le piante schiantate, la ricollocazione in sede e l’applicazione di tecniche innovative di tutoraggio che consentissero di mantenerle in posizione corretta, senza comprometterne lo stato vegetativo Vai al sito e anzi, permettendo loro di vegetare terradice.com nuovamente. La società ha creato così una nuova soluzione, il sistema di tutoraggio chiamato i Fulcri: costituito da strutture portanti curve in acciaio Cor-ten a tripla curvatura, studiata per garantire solidità ed elasticità e permettere quindi all’albero il naturale movimento. La particolare forma delle strutture, nonché il loro dimensionamento, è dovuto anche al fatto che le alberature possono essere sostenute da un solo lato (dall’altro c’è la strada) e dal fatto che non si può rischiare di danneggiare le radici in prossimità della pianta, già delicata per la sua vetustà, per mettere in opera i plinti di fondazione. Terradice, anche a lavori eseguiti, continua a seguire T l’evoluzione del progetto, per apportare continue
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migliorie e assicurare la perfetta ripresa delle alberature, che comunque dovranno sempre essere aiutate dai Fulcri: alberature di queste dimensioni ed età, infatti, presentano oggettive difficoltà di riancoraggio radicale rapido e
un sistema di tutoraggio come questo sarà di fondamentale importanza per garantire la sicurezza futura. Per Terradice si tratta di un altro momento di evoluzione e di superamento delle soluzioni offerte nell’ambito della progettazione.
LA PAROLA A MAURO GUIDOLIN RESPONSABILE TECNICO DI TERRADICE - ATELIER DEL PAESAGGIO I Fulcri, oltre a essere impiegati da Terradice, sono/saranno anche commercializzati per essere utilizzati da altri professionisti e altre imprese? I Fulcri devono essere dimensionati e prodotti basandosi sull’altezza e il peso delle piante da sostenere, possono essere anche commissionati da altre imprese e professionisti che ne facciano richiesta, l’installazione è però molto importante e preferiamo eseguirla noi direttamente.
Come è nata l’idea? L’idea dei Fulcri è nata perché era necessario trovare una soluzione sicura per recuperare (restaurare) i carpini schiantati, attraverso la loro rimessa in sede. La forma del Fulcro è data in parte dalla necessità di assolvere ad alcune problematiche tecniche: ◗ presenza della strada: gli alberi non potevano essere ancorati con tiranti sui quattro lati perché da un lato c’è la strada; ◗ apparato radicale: non si poteva rischiare di danneggiare le radici vicino alla pianta e quindi il plintino di fondazione doveva essere distante dal fusto e in un unico punto. Il tutore doveva quindi sbalzare molto per arrivare a superare il castello dell’albero con la parte distale rispetto al piede fissato a terra; ◗ necessità biomeccaniche e di recupero: per fare un confronto forse poco scientifico, ma sicuramente molto chiaro, il tutore è progettato per comportarsi, nei confronti della pianta, più come una stampella che come un gesso. Con il gesso i muscoli delle gambe si atrofizzano perché non ricevono sollecitazioni e, una volta rimosso, le gambe non risultano in condizioni di sostenere il corpo. Con la stampella si dà un aiuto alla persona nel sostenersi mantenendo in parte la tonicità dei muscoli e la capacità motoria. La tripla curvatura, infatti, consente al tutore di flettere per assorbire le raffiche di vento e permettere alla pianta di muoversi quel tanto che basta per attuare quei processi atti alla formazione delle strutture biomeccaniche radicali e del fusto che potrebbero un giorno renderla autonoma (nel caso dei carpini di Cart forse quel giorno non arriverà mai per la vicinanza della strada e per la vetustà). In parte, invece, la forma è dovuta a necessità estetiche: il Fulcro non deve essere una presenza percettivamente invasiva, deve lasciare l’albero protagonista; la forma organica riprende le movenze delle specie arboree, il che si adatta molto bene anche e soprattutto ai contesti di particolare
pregio paesaggistico e ambientale come il Cart. Il risultato dal vivo del Fulcro installato dà la sensazione che sia la terra stessa a voler sostenere i suoi figli prediletti, allungando dal profondo un braccio forte il giusto. Perché avete deciso di realizzarli in acciaio Cor-ten? La scelta del materiale doveva soddisfare una serie di condizioni e prestazioni ti tipo meccanico, estetico e avere una durata nel tempo. Per sostenere esemplari di quelle dimensioni, era necessario realizzare una struttura dalle elevate prestazioni in termini di resistenza alle sollecitazioni meccaniche dovute al naturale movimento della pianta e dalle forze esterne agenti su di essa, per esempio una tempesta a grande intensità come quella già subita dai Carpini del viale di Cart. La validità dell’acciaio Cor-ten, che prende il nome dalle sue peculiari caratteristiche (COR-rosion resistance, alta resistenza alla corrosione; TEN-sile strength, elevata resistenza meccanica) manifesta la sua efficacia anche in termini di resistenza agli agenti atmosferici con la creazione di una patina superficiale che protegge l’acciaio nel tempo e che acquisisce il tipico colore bruno, esteticamente gradevole allo sguardo. L’acciaio Cor-ten consente di creare strutture più leggere e snelle rispetto a quelle che si possono creare con il ferro, che per altro anche se zincato e verniciato (con conseguente consumo di materiale ed energia) non potrà mai garantire la stessa durata. Inoltre, consente una lavorazione molto simile al ferro in fase di taglio dei moduli e saldatura, ed è bene ricordare che è interamente riciclabile. Nell’installarli si riscontrano difficoltà operative? Non ci sono grandi difficoltà operative nell’installazione, l’importante è calcolare bene la distanza del plintino, posizionare bene le modine di posizionamento affinché il Fulcro possa centrare perfettamente il fusto o il castello della pianta in fase di montaggio e mettere bene in bolla la guida che tiene le barre filettate e gabbia per l’armatura del plintino. Nel caso specifico dei carpini di Cart la parte sicuramente più complessa è stata il sollevamento delle piante con due gru che hanno lavorato in simultanea e l’istallazione dei cavi e dei puntelli momentanei per sostenere gli alberi al fine di riuscire a scavare nel punto corretto per la fondazione (gli alberi erano caduti proprio sopra al punto di scavo).
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GESTIONE | formazione/1 in collaborazione con
INNOVAZIO N
NELLA TRADIZIO N Riproporre mestieri antichi in chiave moderna. Questa l’essenza dei nuovi corsi di specializzazione annuale in avvio in autunno presso la Fondazione Minoprio di Paolo Codazzi e Giovanni Rossoni
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ondazione Minoprio aggiorna l’offerta formativa per giovani diplomati e qualificati con l’obiettivo di ampliare conoscenze e abilità specialistiche immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Offerta che, nelle precedenti edizioni, ha ottenuto ottimi risultati formativi (90%) e occupazionali (70%).
MESTIERI ANTICHI IN CHIAVE MODERNA
Il tema di fondo è la riproposizione di mestieri antichi in chiave moderna. In particolare i corsi di progettazione “Arte dei giardini storici” e di giardinaggio “Giardiniere di villa”, oltre alle consuete tematiche, approfondiranno gli IMPORTANTE OPPORTUNITÀ È stato approvato il bando Lombardia Plus che prevede la gratuità di partecipazione per i disoccupati dai 16 ai 29 anni compiuti, residenti o domiciliati sul territorio lombardo, in possesso di diplomi o qualifiche. Ecco l’elenco dei corsi approvati dal dispositivo Lombardia Plus 2019 della Regione Lombardia, gratuiti per giovani diplomati, disoccupati e residenti in Lombardia: ◗ Il custode del bosco: nuove tecnologie al servizio di un mestiere antico ◗ Ambasciatore del verde: animatore ambientale per la valorizzazione del patrimonio botanico lombardo ◗ Ritorno consapevole all’agricoltura: tecniche della tradizione, Innovazioni e progettualità a supporto dell’agricoltura biologica in Lombardia ◗ Giardiniere di villa: professione antica per un giardinaggio evoluto ◗ L’arte dei giardini storici: cultura, saperi antichi e innovazioni tecnologiche per la valorizzazione di un patrimonio Lombardo
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aspetti del recupero e riprogettazione del verde storico e la valorizzazione delle peculiarità del giardiniere di villa. La formazione di tecnici in grado di valorizzare il grande patrimonio “verde” ambientale, botanico e architettonico è l’obiettivo dell’inedita proposta di un “Ambasciatore del verde”. Le tradizioni agricole e forestali rivalutate in chiave tecnologica sono a supporto del “Ritorno consapevole all’agricoltura” e di una valorizzazione del patrimonio forestale.
TUTTI I DETTAGLI, CORSO PER CORSO
Di seguito una breve presentazione dei corsi: Tecnico progettista di spazi verdi (Arte dei giardini storici): 400 ore di formazione in aula ed esercitazioni e 200 di stage curriculare. Tra le materie: cultura, storia e progettazione giardini; arboricoltura e impiego vegetale; Autocad e Photoshop; cantieristica. Tra gli sbocchi occupazionali: aziende del verde, studi professionali, parchi e giardini storici, libera professione (per iscritti ad albi professionali).
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Specializzazione giardiniere e manutentore del verde (Giardiniere di villa): 400 ore di formazione in aula ed esercitazioni e 200 di stage curriculare. Tra le materie: tecniche di manutenzione e realizzazione giardini con utilizzo in sicurezza di macchine e attrezzature; arboricoltura e impiego vegetale; cultura del verde e basi di disegno di giardini. Tra gli sbocchi occupazionali: aziende del verde, ville e giardini, autoimprenditorialità. Tecnico di agricoltura biologica (Ritorno T consapevole all’agricoltura): 400 ore di formazione
in aula ed esercitazioni e 200 di stage curriculare. Tra le materie: normativa bio; azienda agricola integrata; apertura azienda; agronomia; tecniche di coltivazione orto-frutta; allevamenti; marketing e commercializzazione. Tra gli sbocchi occupazionali: autoimprenditorialità, aziende agricole, consulenza (per iscritti ad albi professionali). Custode del bosco-Tecnico forestale: 300 ore di formazione in aula ed esercitazioni Per maggiori informazioni e 200 di stage curriculare. Tra le materie: www.fondazioneminoprio.it. selvicoltura; parassitologia forestale; tecniche di abbattimento ed esbosco; utilizzo di attrezzature in sicurezza. Tra gli sbocchi occupazionali: aziende e consorzi forestali, parchi, autoimprenditorialità (operatore forestale). L’Ambasciatore del verde: 350 ore di formazione L in aula ed esercitazioni e 200 di stage curriculare. Tra le materie: storia e cultura del verde; botanica e arboricoltura; tecniche di comunicazione e animazione. Corso innovativo e con buone opportunità di lavoro trasversale ai settori che valorizzano, divulgano e promuovono la fruizione del Patrimonio Botanico Regionale. Tutti questi corsi sono in attesa di approvazione T del dispositivo Lombardia Plus 2019. Ogni aggiornamento sarà pubblicizzato sul sito della Fondazione Minoprio e sulla pagina Facebook Corsi della Fondazione Minoprio. Per maggiori info: p.codazzi@fondazioneminoprio.it e g.rossoni@ fondazioneminoprio.it. FORMAZIONE PERMANENTE PER TUTTI Continua poi la programmazione di corsi brevi di 100 ore rivolti a tutti coloro che, senza limiti di età, intendono fare i primi passi verso professioni “verdi”. Corsi brevi ma professionali. Il percorso per “Fiorista”, suddiviso in tre moduli, frequentabili anche singolarmente, dà la possibilità di acquisire le abilità base, avanzate e specialistiche per lavorare in negozi e garden e anche per avviare una propria attività. Il corso “Basi di giardinaggio e vivaismo” permette, invece, di avvicinarsi alle attività del giardinaggio e del vivaismo anche a chi non ha formazione o esperienze pregresse. N°018
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GESTIONE | formazione/2 in collaborazione con
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on l’adozione, circa un anno fa, del Pacchetto Economia Circolare, l’Unione Europea ha dato un nuovo impulso alle proprie strategie di sostenibilità della gestione di risorse e rifiuti, individuando la direzione per rispondere alla crisi globale da scarsità delle risorse. In un mondo che continua a osservare la precessione (ossia, la scadenza anticipata, anno su anno) dell’Overshoot Day (approfondimento nel box), il giorno nell’anno in cui sono già state consumate tutte le risorse prodotte dal pianeta nell’anno stesso, il nostro continente, storicamente povero di materie prime, avverte una condizione di crescente precarietà nell’approvvigionamento di risorse dall’esterno per alimentare il proprio metabolismo industriale e i cicli di produzione e consumo.
OVERSHOOT DAY Quest’anno lo Overshoot Day è caduto a fine Luglio, il che significa che in 7 mesi sono state consumate le risorse prodotte in 12. O, in altri termini, servirebbero 1,7 pianeti per soddisfare la necessità globale di materie prime.
OBIETTIVI STRATEGICI
Il Pacchetto Economia Circolare, ora in corso di recepimento nel nostro ordinamento nazionale, prevede ulteriore impulso alle attività in grado di preservare risorse all’interno dei percorsi di Economia Circolare (riuso, riciclo e compostaggio, ammodernamento e ricondizionamento, ecc.) Panchine, tavoli, pavimentazioni, staccionate, altri elementi di arredo urbano potranno contare sui nuovi stimoli proposti dalle filiere di riciclo della plastica (Fonte: Ecorappresentanze.it).
RISORSE IN CIRCOLO
Q Questa motivazione, di natura strategica e geopolitica prima ancora che ambientale, è stato il principio ispiratore per ricercare una nuova “curva di equilibrio”, passando dal modello lineare estrazione-produzione-consumo-smaltimento, a quello di “Economia Circolare”, in cui materiali e scarti di un precedente ciclo di produzione e consumo diventano risorse per il ciclo successivo. Il cambio di paradigma intende minimizzare impatti e inefficienze legate sia alla fase di estrazione di risorse primarie, che a quella di smaltimento finale dei rifiuti.
Impulso alle attività di riciclo e compostaggio dal Pacchetto UE sulla Economia Circolare. Le opportunità nel settore della paesaggistica e del giardinaggio professionale non mancano, bisogna saperle cogliere al momento giusto di Enzo Favoino
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Una nuova curva DI EQ U
individuando, tra i tanti, i seguenti obiettivi recupero, anziché da nuova estrazione di materie strategici: prime (es. mediante meccanismi premiali negli • un obiettivo di recupero netto di materia appalti pubblici). (“preparazione per riuso e riciclo”, recita la EFFETTI POSITIVI A CATENA nuova Direttiva-Quadro sui Rifiuti inclusa Anche nel settore del recupero delle plastiche è nel Pacchetto, ossia sostanzialmente il tasso facile prevedere che gli stimoli provenienti dalla di recupero di materia al netto degli scarti dei relativa strategia UE, con la promozione del processi di compostaggio e riciclo) pari al 65% design per la riciclabilità, abbinati a meccanismi dei rifiuti urbani al 2035; supplementari come i contenuti • un forte impulso alle attività di ecodesign, intese a massimizzare minimi di riciclato (ossia la quota durevolezza, riusabilità e minima di materiali riciclati Per maggiori informazioni riciclabilità dei materiali, a nei diversi settori specifici) www.monzaflora.it superare le dinamiche della incideranno positivamente: obsolescenza programmata, a ridurre l’intensità • sull’individuazione di ulteriori soluzioni tecnologiche per il riciclo anche delle componenti d’uso delle risorse per i processi a oggi più difficilmente recuperate; produttivi; • sulla disponibilità di nuovi materiali e oggetti, • un’attenzione specifica al tema delle plastiche, oggetto di una in particolare nel settore dell’arredo urbano strategia tematica intesa a ridurne (pavimentazioni, panchine, fioriere, altri elementi sovrapproduzione e dispersione, durevoli di arredo), strettamente legato alle e recentemente oggetto di una attività paesaggistiche; Direttiva sulle plastiche monouso, • sulla definizione di meccanismi di promozione dell’impiego di tali materiali e oggetti, mediante che intende contrastarne la tendenza l’individuazione di sistemi premiali negli appalti alla dispersione nell’ambiente; e di misure di vera e propria incentivazione • l’obbligo di raccolta differenziata per gli scarti compostabili dal 2024. (es. crediti di imposta, come è stato fatto per le “plastiche seconda vita” in alcune delle più recenti Con specifico riferimento all’ultimo disposizioni nazionali). punto, che riguarda direttamente le attività e i circuiti di compostaggio e Riassumendo: gli stimoli sono tanti, le opportunità uso dei prodotti compostati, vale la anche nel settore della paesaggistica e del pena di sottolineare che si tratta di giardinaggio professionale non tarderanno a un obbligo rispetto al quale gran parte del nostro svilupparsi, bisogna monitorarle e saperle cogliere Paese si trova già pronto; i circuiti di raccolta al momento giusto. differenziata sono ormai diffusissimi, nelle città QUALI SONO I RIFIUTI URBANI? come nei piccoli comuni. Le strategie di settore I rifiuti urbani sono sostanzialmente quelli domestici e quelli simili potrebbero tuttavia ricevere nuovi stimoli da azioni per quantità e composizione, come piccole attività commerciali, servizi ancillari quali i nuovi standard comuni UE sulla della ristorazione, e rifiuti di istituzioni come scuole, pubblici uffici, ecc. qualità degli ammendanti compostati (definiti Vi rientrano a pieno titolo gli scarti alimentari e molti degli scarti nel Regolamento UE sui fertilizzanti a marchio delle attività di manutenzione di parchi e giardini, che nel loro insieme CE, recentemente pubblicato), e la promozione costituiscono la base per le attività di compostaggio. dell’impiego di risorse provenienti dai circuiti del
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GESTIONE | sul campo Una suggestiva immagine, scattata dall’alto, dei giardinieri della Società Agricola Vivai Piante F.lli Bergonzini con il nuovo parco macchine a batteria firmato Husqvarna.
CONVERSIONE Siamo andati nel modenese a visitare la Società Agricola Vivai Piante F.lli Bergonzini che ha “convertito” l’intero parco macchine portatile da scoppio a batteria. Il marchio scelto è Husqvarna. A raccontarci perché, Silvia Bergonzini di Daniela Stasi TEMPO DI LETTU R A: 15 minuti
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ra gli aspetti più interessanti del mestiere giornalistico rientra senz’altro – e lo scrivo con assoluta convinzione – quello di poter incontrare persone tanto diverse le une dalle altre, e poterne ascoltare (e poi raccontare) le storie, professionali o personali che siano. Ed è vero che è “lavoro”, ma può capitare, nello stringere la mano dell’interlocutore, di incrociare uno sguardo profondo e intenso; e, anche a distanza di tempo dall’incontro, di sentire ancora addosso le parole raccolte, come fossero abiti cuciti a mano con cura. Ecco, mi è capitato tutto questo incontrando e intervistando Silvia Bergonzini, alla guida della storica Società Agricola Vivai Piante
F.lli Bergonzini, attiva nel florovivaismo e nella progettazione, realizzazione e manutenzione di parchi, giardini e terrazzi. R Ragione della nostra visita a San Cesario sul Panaro, nel modenese, la conversione dell’intero parco macchine portatile da scoppio a batteria, mediante l’acquisto di prodotti del marchio svedese Husqvarna, distribuito in esclusiva in Italia dalla vicentina Fercad. Ecco come è andata, per filo e per segno.
AL PASSO COI TEMPI MA AL RITMO DEL RISPETTO
Premessa: quella con Silvia, responsabile della progettazione e della ricerca e sviluppo, non è stata
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LA GAMMA A BATTERIA La gamma professionale a batteria di Husqvarna è molto ampia e copre la totalità delle esigenze di un manutentore del verde: dalle motoseghe ai potatori, dai tosasiepi ai decespugliatori, dai soffiatori ai raserba ai robot raserba. Particolarmente efficace è l’accoppiamento tra attrezzi da taglio Husqvarna, da sempre di alta qualità, a batterie al litio a elevata capacità e potenza, utilizzabili con le diverse attrezzature per ottimizzare l’investimento del parco macchine. Tutti i prodotti della gamma, inoltre, sono compatibili con il sistema “Husqvarrna Fleet Services”, che permette il monitoraggio remoto in tempo reale della flotta, dell’uso specifico e della manutenzione necessaria.
TOTALE la consueta intervista domanda-risposta, domandarisposta. È stata una piacevole chiacchierata su come lei, con due lauree nel cassetto (una in Matematica, l’altra in Verde Ornamentale e Tutela del paesaggio) e una lunga gavetta alle spalle, concepisce l’idea di verde, di squadra e di azienda. Una conversazione intervallata dall’andirivieni di clienti e dipendenti, dai silenziosi sorrisi del padre Giuseppe Bergonzini (direttore tecnico e coordinatore aziendale), e dall’ospitalità squisitamente emiliana della mamma, Giuliana Balestrucci, responsabile dell’amministrazione e degli allestimenti temporanei. È impossibile condensare in un articolo tutti gli appunti scritti sul taccuino, qui la “penna” deve arrendersi; si cercherà però di fare emergere il
“succo” del discorso, quello polposo e genuino. Partiamo dunque dall’azienda F.lli Bergonzini (approfondimento nel box “Quando la conoscenza incontra l’esperienza”): attiva nel settore florovivaistico dal 1850, guarda dritta al futuro (con operazioni come la conversione attuata insieme a Husqvarna) pur rimanendo saldamente intrecciata alla tradizione e alla propria storia. Lo confermano due parole emerse più volte durante l’intervista: “rispetto” – rispetto (delle idee) dei clienti, dei dipendenti e delle piante – e “legame”, con la terra e il territorio. «Siamo contadini – racconta Silvia Bergonzini con orgoglio e umiltà – Una volta da queste parti ci chiamavano “Famiglia dei Paciuga”, e “paciuga” nel nostro dialetto significa “fango”; abbiamo il fango che scorre
Ho deciso di fare la mia parte, mi sono resa conto quanto fosse doveroso, per i miei dipendenti, per la loro salute attuale e futura, passare alla batteria N°018
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GESTIONE | sul campo
QUANDO LA CONOSCENZA INCONTRA L’ESPERIENZA La Società Agricola Vivai Piante F.lli Bergonzini lavora nel settore florovivaistico da metà Ottocento. Una storia lunghissima, costellata di numerose tappe, tra cui la partecipazione (con premiazione!) all’Esposizione Internazionale di Liegi, in Belgio, all’inizio del Novecento. Oggi l’azienda, con 24 dipendenti, è impegnata in diverse attività: produzione di piante ornamentali in pieno campo e in vaso (anche oltre i 15 metri di altezza), progettazione, realizzazione e manutenzione di spazi verdi (parchi, giardini, terrazzi, verde pubblico e aziendale), allestimenti temporanei, consulenza, manutenzione, ricerca e sviluppo. Si annovera anche la formazione, l’azienda, infatti, è sede per l’Emilia Romagna di Formazione 3t, centro di formazione specializzato in arboricoltura, corsi forestali, tree climbing e sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda la progettazione di spazi verdi, sono davvero numerosi gli interventi realizzati negli anni: dal piccolo balcone al grande terrazzo, dalla minuscola aiuola al grande parco, dalla creazioni di aree a verde “ex novo” ai restauri conservativi, dal verde di città al recupero di cave. Piccola grande chicca: il salotto-biblioteca, per i clienti che desiderano approfondire la propria conoscenza del verde. Più info: www.vivaibergonzini.it
nelle vene, siamo molto fieri di essere rustici. E ci teniamo tantissimo che il nostro rispetto per la terra e il territorio, emerga anche nei lavori di progettazione: quando ho davanti un cliente che mi chiede di realizzare il suo giardino o il suo terrazzo, cerco in tutti i modi di creare qualcosa che lo rappresenti, un luogo dove possa stare bene. Non abbiamo mai fatto un giardino uguale all’altro. Questo significa, per me, fare il proprio lavoro in modo autentico. Rustico, appunto».
PASSAGGIO P INTEGRALE E IMMEDIATO
Silvia ilvia adotta la stessa visione (rispetto e consapevolezza delle fatiche fatte prima di lei e rispetto per ciò che sarà dopo di lei) in tutti gli aspetti del suo lavoro, dalla continua ricerca varietale nella produzione di piante alla gestione operativa dell’azienda. E veniamo al punto. Ecco come ha risposto quando le è stato chiesto il perché della procedura di conversione integrale dal motore a scoppio alla batteria, un’operazione che richiede un investimento importante, economico ma anche gestionale. «Vorrei che chiunque ruoti intorno alla nostra realtà, possa migliorare la qualità della sua vita: dai clienti (che ci scelgono per l’acquisto delle piante o per progettare spazi verdi) ai dipendenti. Qualità della vita in qualsiasi
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SCELTI DA F.LLI BERGONZINI ◗ Motosega T535iXP ◗ Soffiatore 525iB ◗ Soffiatore 550iBTX ◗ Tagliasiepi 520iHD70 ◗ Tagliasiepi ad asta 520iHE3 ◗ Decespugliatore 520iRX ◗ Kit disco per decespugliatore a batteria ◗ Disco per erba 3D 255 mm ◗ Zaino BLi950X ◗ Batterie BLi200 e BLi300 ◗ Carica batteria QC500 ◗ Inverter VI600F ◗ Cintura Kit Adattattore e spallacci cintura
forma, non solo economica. Per me è una grande responsabilità. Un giorno ero in aereo, di ritorno da un viaggio di lavoro, e ho fatto caso a come, nel cielo, sotto l’azzurro ci fosse una coltre marrone. Mi sono detta: prima di criticare il sistema che non funziona, devo fare qualcosa in prima persona; faccio, poi posso passare alle critiche. Ho deciso di fare la mia parte, e ciò che potevo attuare nell’immediato era migliorare la vita dei miei “ragazzi” (Silvia chiama così i suoi dipendenti, ndr), che, a conti fatti, passano più tempo al lavoro che a casa. Mi sono resa conto quanto fosse doveroso, per loro, per la loro salute attuale e futura, passare
alla batteria. Ammetto che non è stato semplice convincere giardinieri abituati da sempre a usare attrezzature con il motore a scoppio. E ho optato per la conversione immediata e totale. Non aveva senso un passaggio intermedio, i rischi erano due: primo, non riuscire a passare il concetto dell’importanza delle macchine a batteria (per noi stessi e per l’ambiente); secondo, non abituarli al cambiamento.
Nei disegni, acquerellati da Francesca Cavani, alcuni dei progetti realizzati a quattro mani da Silvia Bergonzini e dall’architetto paesaggista Simona Ventura.
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GESTIONE | sul campo
Non era questione di “se”, era questione di “quando”: noi ci occupiamo di verde, parliamo di sensibilità ambientale, non era possibile procrastinare. Se la scelta è ragionata e ben motivata, bisogna essere risoluti. Per fare comprendere che esiste anche un altro modo di lavorare, più evoluto». E così, a giugno, da un giorno all’altro, il salto è stato fatto.
CONTATTO DIRETTO TRA PRODUTTORE E CLIENTE
Perché la scelta è ricaduta su Husqvarna? «Vado a istinto ma ho una mente matematica, il mio approccio è quindi razionale: una volta deciso di effettuare il passaggio, ho fatto una ricerca sui
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LA PAROLA AD ALBERTO BONATO AMMINISTRATORE DELEGATO DI FERCAD Come avviene nel dettaglio, a livello operativo, la procedura di conversione? La conversione da macchine a scoppio a macchine a batteria è un momento importante per i professionisti, al quale sono costretti per esempio per esigenze di capitolato piuttosto che per scelta filosofica aziendale. Husqvarna Professional interviene con un’attività preliminare di consulenza volta a saggiare l’effettivo uso delle macchine e a valutare il parco macchine esistente. A ciò segue un periodo di prova gratuita di alcuni set di macchine a batteria previa formazione base degli operatori, monitorando la flotta attraverso la tecnologia Husqvarna Fleet Services che permette la valutazione dell’operato attraverso parametrici tecnici oggettivi. Una volta adeguato il parco macchine alle esigenze reali del professionista, viene quindi effettuato un corso di formazione avanzata agli operatori per massimizzare l’efficacia dell’uso della tecnologia a batteria. Tutte queste attività sono eseguite dalla rete rivenditori Husqvarna Professional con il supporto di Husqvarna stessa, garantendo quindi un contatto molto forte tra produttore e utilizzatore. Come è stata accolta dal mercato la possibilità della conversione? Il riscontro è positivo? Sicuramente la risposta del mercato è stata positiva, vista anche la grande curiosità che da anni caratterizza il confronto tra il mondo
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batteria e quello a scoppio. Sicuramente questa iniziativa giocherà un ruolo importante per testimoniare come chi ha capito le potenzialità e il beneficio produttivo di questi prodotti professionali, avrà modo di adattare in anticipo la propria azienda sulla base di quelle che indiscutibilmente saranno le modalità di lavoro del futuro; infatti, le aziende che hanno attuato la conversione, hanno trovato sin da subito un beneficio che è stato accolto anche da altri manutentori che hanno manifestato a loro volta la volontà di iniziare la procedura di conversione. Avete in programma altre “procedure” in grado di accompagnare il cliente verso un concetto più evoluto di giardinaggio professionale? Oltre a rendere disponibili per il mercato prodotti di alta qualità e di tecnologia innovativa, riteniamo che sia fondamentale cooperare con diverse istituzioni per sviluppare servizi e culture professionali. Storicamente Husqvarna è sempre stata all’avanguardia in questo senso, premurandosi di aspetti quali la sicurezza (delle macchine e delle tecniche d’uso), dell’impatto ambientale di tutto il ciclo produttivo fino all’uso delle macchine stesse, di nuove metodologie di manutenzione. Il più recente esempio che riguarda specificamente l’Italia è la collaborazione con l’Università di Pisa, che sta sperimentando i benefici e gli effetti del robot tagliaerba Husqvarna Automower in relazione alle diverse tipologie di manto erboso.
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principali marchi che producono attrezzature a batteria; mi sono letta commenti sui forum, recensioni, etc. Ho fatto provare ai nostri giardinieri le attrezzature dei tre marchi che più mi avevano convinto. E alla fine abbiamo optato per Husqvarna. Perché? Perché non ho visto del “fumo” ma concretezza, ho sposato la loro filosofia aziendale: oltre a proporre dei prodotti di alta qualità, tengono molto al contatto diretto tra produttore e cliente, danno valore alla relazione. E per noi è fondamentale». La procedura di conversione ha rappresentato un passaggio sostanziale per l’azienda: è stato acquistato un equipaggiamento completo (motosega, decespugliatore, soffiatore, tagliasiepi, batterie, etc; i dettagli nel box “Scelti da F.lli Bergonzini”) per ciascun manutentore, per un totale
di 35 macchine, 74 batterie di cui due a zaino e 13 caricatori. «Husqvarna ci ha sempre affiancato con attività di consulenza e di formazione dedicata. Al di là della parte commerciale, in cui il ruolo del rivenditore di zona si è rivelato fondamentale, abbiamo molto apprezzato la presenza e la vicinanza del Gruppo, rappresentato dal personale di Fercad, durante tutte le fasi di passaggio».
VELOCE E SILENZIOSO Tra le numerose macchine della gamma a batteria Husqvarna, posiamo la lente di ingrandimento sul tagliasiepi ad asta 520iHE3 che, con un’elevata velocità di taglio, offre una grande produttività: grazie alla sua silenziosità, può essere utilizzato anche in aree residenziali, alberghi, ospedali e altri ambienti sensibili al rumore. Da segnalare: la regolazione dell’angolo di taglio da remoto, l’impugnatura ergonomica, la lunga durata e la compatibilità con tutte le batterie e caricabatterie Husqvarna Bli. Da mettere in evidenza la possibilità di scegliere, a seconda delle condizioni, tra la modalità tradizionale o la modalità “savE”, per ottenere la massima potenza o la massima autonomia di lavoro. Ricordiamo anche la coppia elevata e costante, data dal motore brushless sviluppato dagli ingegneri Husqvarna, il 25% più efficiente di un motore a spazzole standard (secondo quanto dichiarato dall’azienda). Eccovi qualche dato tecnico: portata massima di 3,5 m, lunghezza lama 55 cm, apertura denti 32 mm, peso senza batteria 4,15 kg, livello di pressione acustica all’orecchio dell’operatore 84 dB(A), livello di potenza acustica garantito (LWA) 95 dB(A), livello di vibrazioni equivalente (ahv, eq) impugnatura posteriore 2,5 m/s². N°018
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GESTIONE | sul campo
La procedura di conversione ha rappresentato un passaggio
sostanziale per l’azienda: è stato acquistato un equipaggiamento completo per ciascun manutentore
PENSATO PER I PROFESSIONISTI Husqvarna Professional è un programma che si rivolge ai professionisti del verde e che offre, sulla gamma delle macchine professionali di Husqvarna, una serie di servizi aggiuntivi per migliorare la produttività e la redditività. La rete di rivenditori “Husqvarna Professional” è in grado di garantire un servizio di assistenza dedicato e prioritario, la disponibilità di ricambi originali in 24 ore, PRIMA DI TUTTO un parco macchine sostitutive gratuito per emergenze ATTENZIONE o per prove specifiche e il piano di finanziamento ALLA PERSONA “Husqvarna Financial Services”. Si ricordano anche servizi Ed eccoci all’ultima domanda: una innovativi quali “Husqvarna Fleet Services”, che permette donna “al comando” in un settore la gestione remota in tempo reale della flotta macchine che parla tuttora al maschile: in per ottimizzarne prestazioni e manutenzione. L’obiettivo? che modo il lato femminile, nel Permettere ai professionisti di concentrarsi pienamente sul senso più alto del termine, può loro business sapendo che la rete di supporto Husqvarna aiutare a condurre un’azienda? Per saperne può sostenerli anche nei momenti di eventuale criticità. Tra «Credo con l’attenzione alla di più sul i plus: la disponibilità di una rete qualificata di consulenza persona e con la sensibilità. Programma e formazione pre e post vendita; un aspetto che diventa È tutt’altro che semplice: più Husqvarna fondamentale, per esempio, in un momento di transizione volte, in passato mi sono sentita Professional tecnologica importante quale può essere il passaggio domandare come potessi capire vai al sito web dalla tecnologia a scoppio a quella a batteria. Ma il “funzionamento” del settore, www.husqvarna. la richiesta di supporto e consulenza può manifestarsi visto che non sono una operativa com/it/ in altre svariate situazioni. Infine, lo abbiamo già detto sulle ma che ho solo studiato. Per pagine della nostra rivista, ma lo ribadiamo: l’approccio di Husqvarna me è fondamentale trasmettere è di avvalersi di rivenditori qualificati e ben preparati sul territorio la propria filosofia in modo credibile, con o della partnership con associazioni di manutenzione del verde in Italia, autorevolezza, facendo capire che non c’è la dualità piuttosto che intervenire direttamente. Un modus operandi che valorizza padrone-dipendente, donna-uomo. C’è la persona, il concetto di network, di cui il settore del verde ha sempre più bisogno. che viene sempre prima di tutto».
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GESTIONE | soluzioni
Sostanza orga n VERO “leader” nel terreno Un tema di grande importanza che, proprio per la sua ampiezza, suddividiamo in due parti. In questo primo articolo ecco la teoria, con il riepilogo delle funzioni e dei benefici. Nel prossimo passeremo alla pratica, con le applicazioni di Camillo De Beni
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el corso di questi anni uno dei temi maggiormente presi in esame dalla nostra rivista, nella sezione dedicata alla manutenzione dei tappeti erbosi e delle piante, è stato quello connesso al suolo. Siamo consapevoli, oggi più che mai, che un buon terreno, salubre, fertile e attivo dal punto di vista biologico, sia la chiave di volta per garantire la crescita, in salute, di ciò che dà corpo ai nostri giardini. In precedenti articoli abbiamo quindi affrontato il tema relativo ai benefici dei batteri, delle micorrize e dei microrganismi (IL giardiniere numero 011, pag. 52), tutti elementi indispensabili per creare un ambiente sano ed equilibrato all’interno del terreno. In altre occasioni abbiamo focalizzato il nostro interesse su alcuni prodotti (esempio Biochar) che la natura ci fornisce per stimolare e contribuire alla creazione di biofertilità e di ambienti idonei e graditi alle radici (numero 006, pag. 45). Oggi siamo a conoscenza dell’importanza dei meccanismi che regolano i rapporti tra piante
Sostanza organica al piede delle piante.
a nica del suolo,
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Il contenuto di sostanza organica varia da meno dell’1% nei suoli desertici a valori medi tra l’1% e il 15% in suoli forestali, a più del 90% nelle torbe N°018
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Cumuli di sostanza organica fresca e matura.
LA PIÙ GRANDE RISERVA DI CARBONIO La sostanza organica del suolo rappresenta la più grande riserva terrestre di carbonio, con ben 1.500 miliardi di tonnellate (carbonio organico). Nell’atmosfera ne sono presenti 720 miliardi di tonnellate sotto forma di anidride carbonica, mentre “solo” 560 miliardi si trovano nella biomassa vegetale. Tali forme sono rimaste in un equilibrio stabile fino all’avvento dell’era industriale, quando l’uso di combustili e la deforestazione hanno determinato una forte diminuzione della biomassa vegetale e della sostanza organica del suolo, con conseguente aumento dell’anidride carbonica in atmosfera. La sostanza organica del suolo, quindi, oltre all’estrema importanza come fonte di nutrienti per il sistema vegetale, gioca un enorme ruolo come riserva di carbonio. Basti pensare che nel mondo scentifico si usa dire “la sostanza organica è il carburante che fa funzionare il motore suolo”.
(sue radici) e microrganismi a livello della rizosfera e, di rizosfera, abbiamo ampiamente trattato e approfondito in precedenti occasioni (numero 005, pag. 45), suggerendo delle applicazioni pratiche per gestirla al meglio. È nella rizosfera, infatti, che, grazie al ruolo cruciale dei microrganismi e della rizodeposizione (emissione di essudati
radicali), si sviluppano una complessità di azioni e interazioni di grande rilevanza per le piante. In questo articolo – che per l’ampiezza dell’argomento continueremo sul prossimo numero – focalizziamo invece la nostra attenzione sulle caratteristiche e sull’importanza della sostanza organica del suolo: sulla “vecchia” sostanza organica, scientificamente
INTEGRARE IL TERRENO CON SOSTANZA ORGANICA: QUESTI GLI EFFETTI!
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Per preservare e gestire il delicato
equilibrio nel terreno occorre conoscere le dinamiche della sostanza organica nel suolo e gli effetti diretti e indiretti sulla vita delle piante COSA POSSIAMO TROVARE NELLA SOSTANZA ORGANICA DEL SUOLO
ATTENZIONE AL COLORE Un fattore molto importante nel determinare la temperatura del suolo è anche il suo colore. Persino bassi contenuti di sostanza organica possono modificare intensamente il colore del suolo perché la sostanza organica può essere finemente suddivisa ricoprendo le particelle argillose.
identificata con l’acronimo SOM (Soil Organic Matter) che, da sempre, gioca un ruolo fondamentale nel suolo e nella vita delle piante, richiedendo, a mio parere, il riconoscimento che si merita, di “leader” nei terreni.
UN MIX DI RESIDUI VEGETALI E ANIMALI
Nel suolo la sostanza organica può essere considerata come una miscela di composti derivati da piante e microrganismi a diversi stadi di degradazione, partendo dai residui biologici freschi fino ad arrivare a composti già quasi trasformati in humus, cioè in materiale organico capace di migliorare la fertilità del suolo. Vi contribuiscono i residui derivanti dalle fasi avanzate della decomposizione dei componenti delle cellule dei tessuti vegetali e animali, le sostanze secrete a livello della superficie delle foglie e lisciviate dalle piogge, le secrezioni delle radici, le aree di radici morte, l’aliquota di biomassa microbica e pedofauna morta, le escrezioni della pedofauna, le molecole rilasciate dalle cellule microbiche in sede extracellulare. Il contenuto di sostanza organica varia da meno dell’1% nei suoli desertici, a valori medi tra l’1% e il 15% in suoli forestali soprattutto in ambiente montano, a più del 90% nelle torbe. Oggi i terreni
◗ Sostanze semplici come amminoacidi, zuccheri, acidi organici mono- e bicarbossilici: un insieme di composti a piccolo peso molecolare e ad alta solubilità nella soluzione del suolo, prontamente disponibili come fonte di energia, facilmente degradabili dalla flora microbica e pertanto con un breve tempo di residenza nel suolo. ◗ Polisaccaridi, proteine, acidi nucleici, lipidi e lignine: composti ad alto peso molecolare, poco o per niente solubili in acqua. I polisaccaridi, le proteine e gli acidi nucleici possono essere idrolizzati dai microrganismi a composti semplici e utilizzati come fonte di energia, mentre le cere, i grassi, le resine e le lignine sono difficilmente attaccabili dai microrganismi e persistono quindi per lunghi periodi nel suolo. ◗ Sostanze umiche: possono costituire tra il 33% e il 65% della sostanza organica del suolo e sono il prodotto di processi di umificazione dei prodotti della decomposizione e trasformazione chimica e biologica di molecole provenienti dalle spoglie e dalle emissioni di organismi vegetali e animali. Le sostanze umiche sono costituite da una miscela eterogenea di composti amorfi, di colore dal giallo al bruno, non hanno nessuna caratteristica chimica e fisica riconducibile a uno specifico composto e presentano un’elevata resistenza alla degradazione chimica e biologica.
mediamente dotati non ne contengono più del 3%, ma spesso si scende sotto l’1,5%. Da quanto detto emerge come la sostanza organica del suolo possa presentare caratteristiche chimico-fisiche e velocità di decomposizione diverse a seconda del tipo di vegetazione, del clima, delle proprietà del suolo e del tipo di uso. L’orientamento verso l’accumulo o verso la mineralizzazione della sostanza organica dipende da un delicato equilibrio che, nei terreni dei nostri giardini, può essere preservato, indirizzato, integrato e gestito con buone pratiche manutentive. Per fare ciò, occorre conoscere le dinamiche della sostanza organica nel suolo e gli effetti diretti e indiretti sulla vita delle piante.
L’INFLUENZA SULLE PROPRIETÀ CHIMICO-FISICHE DEL SUOLO Quanto è importante la sostanza organica per la vita del suolo e delle piante? La sostanza organica ha un effetto diretto sulla crescita delle
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LA SOM COMPRENDE: • Le biomasse degli organismi viventi animali, vegetali e microbici, costituenti le comunità edafiche • Le necromasse (animali, vegetali e microbiche) integre o in fase più o meno avanzata di demolizione delle strutture cellulari • I materiali di neogenesi, di natura complessa e di struttura chimica non ancora ben definita, meno suscettibili di decomposizione e genericamente indicati con il nome di sostanze umiche • Tutti i composti di natura organica rilasciati nel suolo dagli apparati radicali (come gli essudati e le rizodeposizioni) e dai microrganismi (ad es. gli enzimi del suolo)
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Risultati con l’impiego di buona sostanza organica nella gestione delle piante ornamentali.
piante grazie alla sua influenza sulle proprietà fisiche, chimiche e biologiche del suolo. Essa infatti favorendo la strutturazione (migliorando la struttura del suolo), facilita le coltivazioni e consente la circolazione di gas e soluzioni all’interno del “materasso” terroso. Ha un’elevata superficie specifica, interagisce con i metalli e con i minerali argillosi, agisce come scambiatore ionico e costituisce una riserva di azoto. La sostanza organica può contenere il 20-80% del fosforo presente nel suolo e, in suoli non calcarei, oltre il 90% dello zolfo totale. Essa costituisce la fonte energetica per i batteri azotofissatori, favorisce lo sviluppo delle radici (quindi le possibilità nutritive della pianta), la fotosintesi e la germinazione dei semi. Stimola processi fisiologici e biochimici del metabolismo cellulare e svolge una funzione di filtro e tampone permettendo di diminuire gli effetti tossici di metalli pesanti e pesticidi. Analizzando nel dettaglio le singole funzioni, la sostanza organica può dar luogo allo sviluppo di aggregati, di dimensioni variabili a seconda delle caratteristiche di tessitura del suolo (ovvero della prevalenza tra le componenti minerali di sabbia, limo e argilla). Queste particelle possono disporsi e organizzarsi spazialmente grazie all’azione di ioni o cementi organici e inorganici e costituire la cosiddetta struttura del suolo, influenzando la “porosità” del terreno e determinando la forma e le
dimensioni degli spazi vuoti (o pori) all’interno di questo. La presenza di sostanza organica garantisce quindi una buona porosità, fattore che aumenta l’aerazione e il drenaggio del suolo. Ciò favorisce lo sviluppo delle radici, l’attività della biomassa e l’attuarsi dei cicli degli elementi nutritivi da cui dipende la fertilità del suolo.
EFFICACE AZIONE CONTRO L’EROSIONE
La conservazione di una buona struttura del suolo ha poi delle implicazioni ambientali connesse con l’erosione. L’asportazione della sostanza organica tende ad aggravare il fenomeno provocando un progressivo aumento della predisposizione del suolo all’erosione. Lo sfaldamento degli aggregati e il ruscellamento in seguito a violente piogge portano infatti alla perdita degli strati superficiali più ricchi in materiale nutritivo causando l’impoverimento del suolo. La sostanza organica influenza la capacità di ritenzione idrica non solo perché aumenta la porosità e migliora la struttura del suolo ma anche perchè è in grado di trattenere grandi quantitativi di H2O come acqua di idratazione. L’acqua trattenuta dalla sostanza organica influenza notevolmente il regime di temperatura del suolo a causa della sua capacità termica. Il suolo infatti
SIGNIFICATO AGRONOMICO E AMBIENTALE DELLA SOSTANZA ORGANICA si raffredda e si riscalda molto più lentamente quando il contenuto di acqua è elevato (dettagli nel box “Attenzione al colore”). La sostanza organica ha inoltre una forte influenza sul pH del suolo, in quanto provoca acidificazione poiché stimola la crescita della biomassa microbica che produce biossido di carbonio acidificando il suolo. Si ricorda anche che le radici di molte piante rilasciano acidi organici come l’acido ossalico, l’acido citrico, l’acido propionico, ecc... E numerosi microrganismi sono in grado di sintetizzare acidi organici a basso peso molecolare allo scopo di aumentare la solubilità dei silicati e rendere assimilabili gli elementi nutritivi in essi contenuti. Ciò, oltre a portare ad una acidificazione del suolo, accelera i processi di formazione del suolo. La sostanza organica, infine, oltre a contribuire alla formazione di una buona struttura e a favorire gli scambi gassosi tra terreno e atmosfera, agendo sulla porosità, è in grado di formare complessi organici (chelazione organica) con numerosi metalli tra cui ferro, magnesio, rame, zinco, rendendo questi elementi disponibili per l’assorbimento e riducendone la loro lisciviazione
Azione sulle proprietà fisiche ◗ Favorisce la creazione della struttura e ne controlla la stabilità ◗ Aumenta la capacita di ritenuta idrica ◗ Aumenta la permeabilità ◗ Migliora la lavorabilità dei suoli ◗ Modifica il colore e controlla lo stato termico del suolo ◗ Contrasta la suscettibilità all’erosione Azione sulle proprietà chimiche ◗ Rilascia gradualmente i nutrienti con la mineralizzazione dei residui ◗ Controlla la variazione del pH (potere tampone) ◗ Partecipa ai processi di adsorbimento/rilascio dei nutrienti (CSC) ◗ Rallenta la mobilita dei metalli pesanti e dei fitofarmaci ◗ Modifica il potenziale redox del suolo Azione sulle proprietà biologiche ◗ È fonte di materia e di energia per la componente edafica ◗ Favorisce il rilascio di CO2 e chiude il ciclo del carbonio ◗ Contiene sostanze fisiologicamente attive ◗ Influenza lo stato e la diversità delle comunità microbiche
(perdita per dilavamento). Sul prossimo numero, nella seconda parte dell’articolo, affronteremo ulteriori aspetti relativi alla biosintesi della sostanza organica del suolo, vedremo in particolare le applicazioni pratiche e i benefici che si possono ottenere nella gestione delle piante ornamentali e dei tappeti erbosi nei nostri giardini con l’apporto di sostanza organica nelle sue diverse forme (compost, leonardite, terricci, ecc...). Perché, ricordiamoci sempre che un terreno è in salute solo se ricco di sostanza organica.
Integrazione con buon terriccio ricco di sostanza organica in cantiere.
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SCOPERTE | vegetali
Questo lo slogan scelto per Plantarium 2019. E uscendo dalla fiera si aveva proprio la sensazione di aver fatto un’immersione totale nelle piante. Ecco una selezione di quello che ci ha colpito di Matteo Ragni SAVE THE DATE La prossima edizione di Plantarium si terrà all’International Trade Centre a Boskoop (Olanda) dal 26 al 28 agosto 2020 www.plantarium.nl
il verde
STA BENE A TUTTI TEMPO DI LETTU R A: 8 minuti
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a rassegna delle cultivar di recente introduzione e delle varietà che hanno ricevuto un riconoscimento dalla giuria di Plantarium, oltre a quello che ci ha colpito durante la visita. La lista chiaramente è molto più lunga, per la panoramica completa vi rimandiamo al sito web dell’evento.
R VACCINUM ANGUSTIFOLIUM ‘BERRYBUX’®
Una delle novità premiate come migliore introduzione sul mercato a Groen-Direkt, fiera alla quale è stato dedicato un corner a Plantarium. Si tratta, come dice il nome, di una varietà di Vaccinum angustifolium che assomiglia moltissimo a un cespuglio di bosso, se non fosse per la moltitudine di mirtilli che produce. Nell’ultimo trial, questa estate, ogni cespuglio ha prodotto fino a 1200 bacche. Di De Jong PLant B.V.
Q WEIGELA ‘TVP2’ (PICOBELLA ROSA)
Fioritura abbondante da maggio a ottobre per questa pianta molto compatta che raggiunge i 40 centimetri di altezza per 60 di larghezza. E in più, non richiede molte cure, può essere potata ma non è necessario. Protetta da brevetto.
P POTTBURRI
Vince con il voto unanime della giuria nella categoria “Concepts” il vaso biodegradabile al 100% Pottburri, presentato da F.N. Kempen. Premio meritato in base al fatto che risponde al bisogno di diminuire la plastica in circolazione, ha un nome attraente e colore molto gradevole.
H CLEMATIS ‘ZO14100’ (LITTLE LEMONS)
Ha ricevuto il primo premio come migliore novità di Plantarium 2019: e in effetti è davvero qualcosa di nuovo. La pianta ha un portamento a cespuglio, è molto compatta e non è rampicante. Fiorisce abbondantemente e produce piccole campanelle color giallo acceso. Perfetta per le bordure, per la coltivazione in vaso e in basket. Unica e innovativa, secondo la giuria della KVBC (Royal Boskoop Horticoltural Society). N°018
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SCOPERTE | vegetali
R HYDRANGEA PANICULATA ‘FRENNE’ (SKYFALL)
Colpisce per i panicoli particolarmente grandi, soprattutto rispetto alla simile ‘Limelight’. I fiori, inizialmente bianchi, a maturità virano verso il rosa. Bassa manutenzione per una pianta robusta e forte che raggiunge il metro e venti di altezza. Protetta da brevetto.
P VITEX ‘BAILTEXONE’ (FLIP SIDE)
Un ibrido che porta un’abbondante fioritura di grappoli blu-lilla da giugno a ottobre. Anche le foglie sono particolari, verde scuro sopra, rosso scuro sotto: da qui il nome. È una pianta amica delle api e di tutti gli impollinatori. Essendo sterile, fiorisce continuamente.
H ACANTHUS ‘WHITE WATER’
Una delle novità presenti a Groen-Direkt: una perenne dalle foglie variegate che fiorisce in giugno con fiori bianco-rosati. Buona resistenza al freddo e buone performance anche all’ombra. I fiori raggiungono gli 80 centimetri di altezza.
R CERCIS CANADENSIS ‘CAROLINA SWEETHEART’
Vincitore del premio della stampa per la categoria “Garden, balcony and patio plants”. Si tratta di un Cercis con le foglie straordinariamente variegate, che dà vita in ogni stagione a uno spettacolo di colori. La sua altezza media lo rende perfetto per i giardini privati.
Q SEDUM TAKESIMENSE ‘NONSITNAL’ (ATLANTIS)
Affascinante la combinazione di colori, foglie verdi marginate di bianco crema, gemme rosa con bordi rosso ciliegia che poi aprendosi in estate rivelano i fiori, gialli. Cresce in modo denso e resta basso, intorno ai quindici centimetri. è ideale per giardini rocciosi, tetti verdi, come coprisuolo. Resiste al caldo e al secco, e non è soggetto a malattie. Protetto da brevetto.
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IL PRONTUARIO
COME SCEGLIERE
IL SOCIAL NETWORK IDEALE E I V
Una panoramica per comprendere come orientarsi nella Grande Rete, oggi e domani ssere sui social – che piaccia o no – è ormai vitale per la propria attività, grande o piccola che sia. Se non si sa da che parte iniziare, nessun problema: in questo articolo illustriamo come scegliere il social network adatto alle proprie esigenze lavorative.
MONDO SOCIAL, QUALCHE DATO
niziamo da una panoramica generale per capire come l’utilizzo dei social, anche in Italia è sempre più preponderante e sempre più in crescita. Riportiamo i dati emersi dall’ultimo Global Digital Report di We Are Social e Hootsuite. La ricerca ha messo in evidenza come nel 2018 si sia registrato un forte incremento dell’utilizzo del web, con oltre un milione di nuovi utenti ogni giorno. In particolare, prendiamo in considerazione due dati: • 5,11 miliardi di utenti mobile al mondo, un incremento di oltre 100 milioni (+2%) rispetto all’anno precedente • 3,48 miliardi di utenti social, un incremento di oltre 288 milioni (+9%) rispetto all’anno precedente; di questi, 3,26 miliardi di utenti che accedono alle piattaforme social da mobile, un incremento di 297 milioni (+10%) rispetto all’anno precedente
In Italia gli utenti di piattaforme social sono 35 milioni, +2,9% rispetto all’anno precedente, con ben 31 milioni di persone attive su queste piattaforme da dispositivi mobili, un incremento del 3,3%. Altro dato che fa pensare, emerso dallo stesso studio, è quello che ne spiega la fruizione: quasi nove persone su dieci (l’88%) accedono a Internet almeno una volta al giorno: sei ore al giorno (di cui circa un terzo sui social), tutti i giorni, quasi tutti. Al di là delle riflessioni personali, è bene concentrarsi sull’oggettività del dato: ormai, chiunque svolga un’attività, deve per forza cimentarsi con il web e con i social.
PRIMA DI TUTTO, CONOSCERE IL TARGET
eniamo al sodo: come scegliere il social social network ad hoc per il giardinaggio professionale? Non c’è un’unica risposta, il nostro consiglio è quello di usare più social senza focalizzarsi solo su uno: ogni social, infatti, ha le proprie specificità e deve essere utilizzato per andare a centrare un determinato obiettivo. Fondamentale l'analisi del target, che si rivela un'operazione decisiva per una serie di motivi. Tra cui il fatto che se si conosce il profilo del proprio “pubblico”, si riesce a rendere più efficace il modo di presentarsi e di farsi conoscere, e quindi
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IL PRONTUARIO
P
I INSTAGRAM
si riesce a comprendere in modo non superficiale anche su che social lanciarsi. È anche importante capire come i clienti vengono a conoscenza dei servizi, per calibrare di conseguenza le Guarda i dati emersi dall’ultimo attività di promozione: così facendo, si può pianificare il budget per le Global Digital Report di We Are promozioni sui vari social. Social e Hootsuite Sappiamo che sembra un lavoro in più da fare – un lavoro che peraltro non dà un ritorno immediato – ma si tratta di energie investite bene. E che al di là del riscontro economico, consentono di essere più consapevole della propria attività. Analizzare il target è come scattare una “fotografia” della situazione attuale: se ci si sofferma a “capire” la clientela, a comprenderne le esigenze e le motivazioni, si ha la possibilità di strutturare al meglio le proposte future, integrarle con le richieste ricevute e quindi presentarle in modo più proficuo.
È
FACEBOOK F
utilizzato da una fascia di età che va dai 35 ai 65 anni e, al di là delle tendenze del momento, è un social network da cui non si può prescindere per un’attività. Trattandosi di un’attività professionale, T è necessario aprire una pagina dedicata alla professione. Poi, è sempre utile condividiere alcuni dei post sul profilo personale, ma è importante tenere separate la pagina dal profilo: sulla prima si deve pubblicare solo ed esclusivamente notizie inerenti il mestiere. Le ragioni per cui Facebook è fondamentale sono diverse: • consente di pubblicare vere e proprie news, in merito ai servizi proposti, ai giardini realizzati e a tutto quanto ruota intorno all'attività • dà la possibilità di creare eventi, funzione fondamentale nel caso si organizzi un evento che possa interessare la clientela; divulgarlo tra tutti coloro che hanno messo un like sulla pagina, significa tenere monitorata la situazione • permette di effettuare promozioni (a pagamento) ben mirate e targettizzate
Se usato con un vero e proprio piano editoriale, Facebook è uno strumento interessante anche per illustrare termini legati al giardinaggio: insomma può diventare un social educativo/divulgativo.
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iù orientato sulle foto, è frequentato da una fascia di età più giovane e in linea con tutto ciò che fa tendenza. Ma non è certo da escludere, anzi. Le immagini di fiori, piante e giardini sul web sono in grado di suscitare emozioni, quindi Instagram come social network deve essere utilizzato in modo “emozionale”, “esperienziale”.
È
LINKEDIN L
il social “professionale” per antonomasia ed è utilissimo, oltre che per farsi una solida rete di contatti, anche per divulgare contenuti, per esempio veri e propri articoli sul giardinaggio professionale, curiosità e informazioni sul settore, etc. Il suo utilizzo può risultare meno immediato degli altri social, ma una volta presa dimestichezza, può dare grande soddisfazioni.
I
Y YOUTUBE
video, sui social, così come le immagini, “arrivano” in modo immediato. E YouTube è un social network dalle grandissime potenzialità. Un esempio? Si possono pubblicare video tutorial su come curare una pianta o un tappeto erboso oppure brevi video sui giardini e terrazzi realizzati. È uno strumento efficace per fare vedere “da vicino” cosa si propone e soprattutto come lo si propone.
S
DA TENERE A MENTE D
crivere sui social in modo professionale, per promuovere se stessi e il proprio lavoro, non è per nulla scontato. Bisogna conoscerne le dinamiche, le modalità di promozione pubblicitaria (gestione delle inserzioni) e soprattutto bisogna sapere realizzare dei contenuti che colpiscano l’attenzione dei follower. Consigliamo di: • avere gli obiettivi ben chiari, analizzare la concorrenza e ciò che il target a cui ci si rivolge cerca in rete • non improvvisare i contenuti, bensì strutturare un piano editoriale programmando ciò che si vuole comunicare • non essere troppo referenziali: parlare solo di chi si è, di cosa si fa, alla lunga, produce effetti controproducenti; è importante alternare contenuti che riguardano la propria attività con temi inerenti il giardinaggio con un respiro più ampio.
y LA CASA EDITRICE
DEL VERDE
Agosto / Settembre • anno MMXIX
giardiniere giard
vo
dal 1977 informa il settore
PROGETTAZIONE COSTRUZIONE GESTIONE E MANUTENZIONE PROFESSIONALE DEGLI SPAZI VERDI
o nu
Flortecnica e vivaismo TRADE MAGAZINE BIMESTRALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER LA FLORICOLTURA E IL VIVAISMO
N° 018
IL
Settembre – Ottobre 2019
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Cercis canadensis ‘Carolina Sweetheart’, con le foglie straordinariamente variegate, offre in ogni stagione uno spettacolo tutto nuovo di colori. Vincitore del premio della stampa a Plantarium 2019 per la categoria “Garden, balcony and patio plants”.
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Sostanza organica del suolo, “leader” nel terreno
+TECNICHE
Capitozzatura, come reagiscono gli alberi
+PROGETTO
Il Giardino della Sport Therapy, una palestra a cielo aperto
SMART
Plantarium, tre giorni di immersione nel verde. Pensando ai giardini di taglia medio – piccola
14 PRIMO PIANO / andamenti
La fotografia (preoccupante) della CGIA di mestiere
36 TENDENZE / reciso
Cresce la spesa e il numero di clienti
PRODUZIONE 21 export Essica, per la filiera delle aromatiche
26 materie prime Alternative alla torba:
LA NUOVA RIVISTA GIARDINIERE IL PER LAVOROIL MANUALE
ATTUA LITÀ
RIVALUTARE
1 “Ventata” di efficienza
con McCulloch
2 Bitecare, novità
per la terapia delle piante
3 Software Sevis,
nuova versione 4.0
CONVERSIONE TOTALE Una realtà modenese ha scelto Husqvarna per trasformare il parco macchine portatile da scoppio a batteria
facciamo il punto
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