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SLIDE | Webinar Autismo e comorbilità in età evolutiva - Solari

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Neuropsicologia e Riabilitazione in Età Evolutiva Innovazione e ricerca clinica per interventi integrati – 2° Convegno Trento, 20 e 21 novembre 2026


In ricordo di Michele Zappella


Michele Zappella : il terzo teatro • Se il terapista in risposta ad un grido del bambino manda improvvisamente un altro grido stranamente modulato: questo ha l’effetto di attirare l’attenzione del bambino che si ferma interdetto a guardarlo ed è quindi congruo alla strategia di esporre il bambino ad intenzioni variabili ed inattese. Forse ha anche l’effetto di esporlo a quell’interrogativo che il bambino autistico raramente si pone :» CHE INTENZIONI HA QUESTO SIGNORE ?» • Peraltro la matrice di questo modo di relazione è da ricercarsi in prima istanza nella profonda convinzione emotiva del terapista di potersi esprimere con un ampio margine di libertà in quell’arco di espressioni che la terapia transazionale ha indicato col nome di « bambino libero « • In altre parole sa darsi il permesso di essere creativo fino al limite del TEATRO DELL’ASSURDO. • Il terapista ha due compiti fondamentali: quello di saper osservare quello che cerca nelle capacità del bambino/a e nelle relazioni familiari, oltre a ciò che gli si può presentare di fronte inaspettatamente e quello di intervenire ad un alto livello di intensità corporea ed emotiva


MICHELE ZAPPELLA : il DESIDERIO del bambino!

( da « Autismo infantile. Studi sull’affettività e le emozioni.» Ed. La Nuova Italia Scientifica. Roma 1996 )

• Più di vent’anni fa cominciai a lavorare con i bambini autistici in un contesto che, allora …. non mi forniva quegli strumenti di lavoro di cui avrei avuto bisogno.. • A quel tempo lavoravo visitando i bambini nelle loro case, sparsi nella campagna senese e scrissi Il pesce bambino • Rileggendo quelle pagine … ritrovo la parola desiderio definito come una faccia possibile di ogni attività umana .. caratterizzata da un aspetto essenzialmente attivo, molla del divenire delle nostre azioni • In un libro successivo , Il bambino nella luna, feci riferimento a Dante, alla sua idea del desiderio come tensione emotiva tra due persone. • E’ con intima soddisfazione che, dopo tanti percorsi, credo di ritrovare queste idee nel metodo di Attivazione Emotiva con Reciprocità Corporea ( AERC )


“ Autismo e comorbilità in età evolutiva” Giuseppe Maurizio Arduino Silvano Solari


COMORBILITA’ • Presenza contemporanea , nello stesso paziente, di due o più disturbi, malattie o condizioni neuropsicologiche distinti clinicamente diagnosticabili, che non sono una complicanza diretta l’uno dell’altro. • Comorbilità primaria : quando i due disturbi condividono una base neurobiologica comune • Comorbilità secondaria: quando uno favorisce lo sviluppo dell’altro • In comorbilità con il Disturbo dello Spettro dell’Autismo , possono essere individuati vari altri disturbi come ADHD, e altri del neurosviluppo , DOC , e nell’ambito dei disturbi da comportamento dirompente DOP e DC; e nei disturbi depressivi DDUD ( disturbo da disregolazione dell’umore dirompente )


I disturbi del comportamento

• DISTURBI DA COMPORTAMENTO DIROMPENTE • DOP ( disturbo oppositivo provocatorio ) • DC ( disturbo della condotta ) • DOC ( disturbo ossessivo compulsivo ) • DISTURBI DEPRESSIVI • Disturbo Da Disregolazione dell’umore dirompente ( DDUD)


Comportamento estremo e incontrollato ( WHITE ) • Partire dal fatto che con quel comportamento , anche estremo ed incontrollato, il soggetto sta raccontando la sua storia. Che è la storia di sé in rapporto altri e degli altri in rapporto a sé ! • «generalmente io comincio con il ricercare con il ricercare informazioni sull’effetto che il comportamento incontrollato ha sulla vita attuale e sulle relazioni del soggetto che lo mette in atto , e sull’effetto che si prevede avrà sul suo futuro « ( White ) • Domandarsi cosa sta raccontando il soggetto ( anche bambino o adolescente che non parla ) con quel determinato comportamento ) • Dopo aver stabilito le misura in cui il soggetto è dominato dalla crisi il terapeuta piò chiedere agli altri componenti della famiglia di parlare dell’effetto che il comportamento incontrollato ha sulla loro vita. Successivamente e nelle diverse fasi del trattamento possono emergere quelle situazioni uniche che hanno permesso di superare particolari momenti di crisi ( anche descritte da altri familiari o caregiver ) • Inoltre nel rapporto di alleanza ad alta intensità emotiva col terapeuta possono emergere quelle condizioni di relazione, motivazione, competenze speciali del soggetto da riportare all’interno della discussione con i genitori e altri ( es. insegnanti di sostegno ). • La azioni concrete dell’alleanza possono essere ricercate in momenti diversi di attivazione intersoggettiva


INTERSOGGETTIVITA’ • Favorire nel soggetto la :Capacità di adattare il controllo soggettivo

( del proprio comportamento ) alla soggettività dell’altro per poter comunicare» ( Trevarthen )

• Tenendo conto che i processi cognitivi sono distribuiti tra l’individuo, gli altri e gli strumenti e le istituzioni culturali ( Gandolfi ) • Per cui il pensiero non risiede interamente nella mente degli individui • Rogoff : la prospettiva dello sviluppo come partecipazione dinamica ad attività socio culturali rifiuta il principio che esista un confine arbitrario tra l’individuo ed resto del mondo • Neuroscienze: il cervello possiede l’attitudine ad organizzare i dati percettivi in modo da poter assegnare loro un significato e condividere le esperienze sensoriali con altri soggetti


Modalità dell’intervento • Approfondimento degli aspetti affettivi , relazionali, emotivi e comportamentali che sottendono alle modalità di intervento sull’autismo e sugli altri possibili disturbi in comorbilità • Importanza degli studi di Zappella sull’intersoggettività e di altre teorie connesse per il trattamento, nelle sue possibili diversificazioni , con particolare riferimento all’approccio naturalistico ( Schreibman , Le Goff ) • Esperienze ed attività di trattamento, con riferimento ai bambini, ai loro genitori ed ai diversi contesti in cui vivono ( le azioni possibili ) • Considerando che ogni bambino , anche se non parla, sta raccontando la STORIA di sé in rapporto agli altri membri della sua famiglia ed alle altre persone che si occupano di lui / lei; la storia della sua famiglia in rapporto a sé e la storia del contesto con tuute òe interazioni che si sono svolte e si stanno svolgendo ( WHITE )


ANDOLFI – ZAPPELLA : oltre le etichette : ascoltare il bambino ( in evoluzione ) • Non si possono certo eludere i problemi per cui i bambini vengono portati in terapia; al contrario , i sintomi vanno accolti e discussi in seduta, dando ad essi un significato relazionale piuttosto che un’etichetta. Così facendo , si inizia a costruire un’ alleanza con il soggetto , che si sente gratificato e liberato dal peso della pecora nera, e con la famiglia, che si sente valorizzata in questa nuova ricerca di senso… una volta che viene ascoltato ( anche se non parla ) e la sua competenza relazionale apprezzata, il soggetto può diventare una guida speciale per entrare nel mondo emozionale della sua famiglia ( Andolfi ) • Amplificare le voci dei bambini ( anche con il gioco o con i disegni all’interno dell’alleanza col terapeuta ) .. Non solo contribuisce al loro trattamento , ma esercita anche un impatto profondo sulla salute della relazione genitoriale , in particolare nelle situazioni di grave conflitto . ( Wai – Yung Lee ) • Le etichette che definiscono un bambino o un adolescente sono il risultato di una cultura che affonda le sue radici in alcuni aspetti dell’odierna società dei consumi, per la quale le diagnosi di disabilità diventano occasione di guadagno. L’etichetta di «diverso» ha inizio nella scuola e si realizza soprattutto per quelle difficoltà che riguardano le abilità oggi più richieste nel mondo del lavoro,,,,,,, Per tutti coloro che non hanno bisogno di fare ricorso ad una diagnosi corretta , i compagni di scuola , i genitori e gli amici di famiglia, è preferibile conoscere i punti forti e deboli di un bambino o di un ragazzo rispetto a conoscerne la diagnosi. Liberarsi dalle etichette e dalla violenza nelle strutture educative vuol dire gettare le basi per una società democratica che cominci dalla scuola e continui per il resto della vita . ( Zappella ) • Testi tratti da «LA FAMIGLIA CHE CURA « a cura di M. Andolfi , A. D’Elia ( Il manifesto di Assisi 2023 )


Procedere in una dimensione intersoggettiva • Agire terapeutico con al centro il concetto di MENTE CONVERSAZIONALE COMPLESSA • Significato costruito attraverso l’interazione e di costruzione del significato personale ( Bruner ) • Ogni conversazione genera una narrazione: si tratta di applicare la metafora narrativa alla terapia familiare con bambini ( White ), tenendo conto anche degli operatori ( Pickles) • Con bambini autistici : la trama narrativa va intesa in senso «tessile» non letterale ( Gandolfi ) • Si tratta quindi di esplorare un processo attraverso cui la trama conversazionale familiare si è costruita o strappata e di come la trama conversazionale terapeutica possa risultare plausibile, solida e utile a migliorare la vita dei pazienti • TERAPIA FAMILIARE diretta o indiretta / complessiva o parziale ( possibilità reali contestuali ) come GUIDA UNIFICANTE degli interventi settoriali messi in atto a vari livelli . All’interno della quale : • LA NARRAZIONE diviene una occasione per osservare, smontare, riannodare il processo di tessitura della conversazione. • « cosa avviene quando un soggetto disabile in qualche funzione fisica sviluppa anche una patologia comportamentale ? «

• ATTIVAZIONE DI UN SISTEMA INTERSOGGETTIVO CHE COINVOLGA IL SOGGETTO IN CRISI , I SUOI GENITORI, I SUOI GAREGIVER, I SUOI TERAPISTI , e tutti coloro che a vari livelli , all’interno di contesti naturali e socialmente significativi , promuovono l’apprendimento attraverso il gioco condiviso, la reciprocità sociale, la motivazione del soggetto al fine di sostenere lo sviluppo delle competenze socio comunicative , cognitive e adattive di base.


Le possibili azioni di attivazione intersoggettiva •

LA HOLDING MODIFICATA

•

LO SCAMBIO

•

COMPLETARE FRASI AL PC

•

DISEGNARE SE STESSO MENTRE COMPIE L’AZIONE APPENA REALIZZATA

•

SCRITTURA GUIDATA DELL’AZIONE col metodo associativo

•

IL GIOCO DELLA PALLA CONTRO IL MURO

•

IL GIOCO TEATRALE e le situazioni del Progetto IDEAS

•

LA SIMULAZIONE

•

IL DISEGNO SPONTANEO

•

IL FUMETTO INTERATTIVO

•

IL GIOCO DELLA DOPPIA RISPOSTA

•

TRASORMAZIONE METAFORICA DELLA DOPPIA RISPOSTA

•

LA BARZELLETTA ASCOLTATA RIPRODOTTA e REINVENTATA

•

INVENZIONE DELLA STORIELLA DA RECITARE IN 2


DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO su CASI

• Caso 1 8 anni (F) • Caso 2 11 anni • Caso 3 13 anni • Caso 4 13 anni • Caso 5 16 anni • Caso 6 17 anni


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