Elisa Ciani
Il Club della gentIlezza
ISTRUZIONI
G come Gioco, G come Gentilezza
Viviamo in un mondo che corre veloce e che, a volte, dimentica l’importanza delle emozioni, dell’ascolto e della gentilezza.
Il club della gentilezza nasce proprio da questa consapevolezza: offrire a bambini e bambine uno spazio protetto e condiviso in cui allenare l’empatia, la cura di sé e degli altri e il valore dei piccoli gesti quotidiani.
All’interno della cornice narrativa, bambini e bambine della scuola dell’infanzia decidono di fondare il loro Club della Gentilezza: un gruppo speciale che collabora per aiutare il mondo a tornare meraviglioso.
Attraverso azioni gentili, parole di cura e gesti di attenzione, diventano protagonisti di un’esperienza cooperativa in cui ogni contributo riporta colore, significato e relazioni più autentiche.
L’ambientazione racconta di un luogo un tempo vivo e colorato, il paese Chivalà, dove qualcosa ha smesso di funzionare: alcune emozioni si sono spente, i gesti gentili sono diventati rari e i piccoli dettagli del mondo hanno perso luce. Giocando insieme, bambine e bambini scoprono che anche i gesti più semplici possono fare la differenza. In questo gioco ogni azione gentile fa rinascere un dettaglio del mondo: un fiore torna a sbocciare, un oggetto si aggiusta, un sorriso riappare. Attraverso il gioco cooperativo imparano che le emozioni contano, le azioni hanno un effetto e che, insieme, è possibile costruire un mondo più accogliente.
Il gioco si ispira ai principi dell’educazione socio-emotiva, della pedagogia attiva e dell’apprendimento esperienziale. Il bambino o la bambina non sono semplici esecutori di regole, ma soggetti attivi che sperimentano, riflettono e costruiscono significati attraverso l’esperienza di gioco. La dimensione cooperativa favorisce il senso di appartenenza,
riduce la competizione e sostiene lo sviluppo di abilità relazionali come l’ascolto, la condivisione e il rispetto dei tempi dell’altro.
Le attività proposte permettono di lavorare in modo delicato su emozioni, pensieri e comportamenti, rendendo il gioco uno strumento utilizzabile in contesti educativi, familiari o terapeutici.
OBIETTIVI
Il gioco accompagna bambine e bambini in un percorso di crescita emotiva e relazionale, favorendo esperienze cooperative e momenti di riflessione che aiutano a comprendere sé stessi e gli altri. In particolare, mira a:
• sviluppare consapevolezza ed espressione delle emozioni;
• promuovere empatia, ascolto e rispetto reciproco;
• rafforzare collaborazione e senso di appartenenza al gruppo;
• incoraggiare l’uso di un linguaggio gentile e inclusivo;
• stimolare responsabilità personale e cura verso sé, gli altri e l’ambiente.
CONTENUTO DELLA SCATOLA:
• 96 carte da gioco suddivise in 4 mazzi
30 Carte Parola
30 Carte Azione
20 Carte Obiettivo
16 Carte Jolly
• 1 dado in legno a 6 facce
• 4 colori corrispondenti ai 4 mazzi
Pesca una carta a scelta: il giocatore può scegliere da quale mazzo pescare.

Regala la carta: il giocatore pesca una carta da un mazzo a scelta e la dona a un compagno, scegliendo sempre una persona diversa.
• 1 poster formato maxi in cartoncino
• 96 tessere sagomate a colori


• 1 libretto di istruzioni

PRIMA DEL GIOCO
Bambine e bambini si siedono in cerchio. Mostrate il poster completo nella sua versione «grigia», senza le tessere colorate. Invitateli a osservarlo con calma, stimolando il dialogo con alcune domande: «Che cosa notate? Cosa vi sembra triste e spento? Cosa potrebbe migliorare?».
L’obiettivo è creare attesa, curiosità e clima cooperativo.
Prima di spiegare le regole, raccontate la storia di Chivalà.
C’era una volta, poco lontano, un posto speciale e anche un po’ strano: si chiamava Chivalà, un paese pieno di felicità!
Lì regnavano amore e gentilezza, abbracci, sorrisi e tanta dolcezza.
I colori brillavano notte e dì, tutti dicevano: «Che bello stare qui!»
Poi, pian piano, senza rumore, qualcosa si spense… dentro nel cuore.
Si smise di ascoltare, di dare una mano, la gentilezza era un ricordo lontano.
Le luci si spensero dentro e fuori, Chivalà perse la gioia e tutti i suoi colori.
Ma attenzione! La storia non è finita, c’è ancora speranza, c’è ancora vita!
«Come possiamo aiutare?»
«Cosa possiamo fare?»
Una voce disse: «Io lo so!»
Un’altra rispose: «Anch’io però!»
«Lavoriamo insieme, senza paura, con piccoli gesti, con tanta cura.»
«Fondiamo un club, qui e ora.»
«Un gruppo di amici che il mondo colora!»
Nasce così Il club della gentilezza, da un’idea meravigliosa e di grande bellezza. Niente magie, niente cose giganti, solo piccoli gesti… ma davvero importanti!
Una parola buona, un aiuto sincero, un sorriso contagioso, un pensiero leggero.
Se sei gentile con qualcuno, il gesto cortese non si fermerà a uno!
E così il bene gira, va in tondo, e pian piano contagia il mondo.
Allora forza, siete pronti anche voi?
Chivalà ha bisogno anche di noi! Si vince uniti, questo si sa, solo il gruppo ce la farà!
PREPARAZIONE
Disponete i 4 mazzi separati per colore, a faccia in giù, il dado e il poster a portata di tutti. Le tessere possono essere inserite in un sacchetto per un effetto sorpresa o disposte visibili accanto al poster, per favorire la scelta autonoma.
COME SI GIOCA
Le regole del gioco sono molto semplici:
• a turno si tira il dado;
• si pesca una carta del colore o del simbolo indicato;
• si legge quanto scritto (le indicazioni sono in stampato maiuscolo per facilitarne la lettura anche da parte di bambini e bambine che sanno leggere);
• il giocatore (o il gruppo) svolge l’attività proposta dalla carta;
• al termine, il giocatore colloca una tessera sul poster.
LA REGOLA DELLE TESSERE PREMIO
Ogni carta completata permette di aggiungere una sola tessera al poster. La tessera viene collocata dal giocatore che ha svolto l’attività, a
nome di tutto il gruppo. Ogni carta vale una tessera: non è importante riuscire, indovinare o fare «bene», ma partecipare e provare insieme.
Ogni tessera aggiunge colore e dettagli e trasforma il paese di Chivalà.
• Carte Parola e Azione: dopo aver svolto l’attività, il giocatore colloca una tessera sul poster.
• Carte Jolly: anche quando la carta modifica il turno di gioco (ad esempio, invertire il giro o tirare di nuovo il dado), il giocatore colloca comunque una tessera dopo aver svolto la consegna.
• Carte Obiettivo: l’adulto o il giocatore legge la carta ad alta voce, accetta l’impegno e colloca subito una tessera sul poster. Conserva la carta fino alla fine del gioco o per il tempo necessario a svolgere l’azione indicata.
LE CARTE OBIETTIVO
• Le Carte Obiettivo vengono pescate durante il gioco e conservate dal partecipante fino alla fine dell’attività.
Rappresentano un piccolo impegno personale da portare nella vita quotidiana, da svolgere anche nei giorni successivi.
Al termine del gioco, ogni partecipante deve averne almeno una.
Chi ne ha più di una sceglie quale tenere e, se necessario, ne dona una a chi non ne ha.
Questo passaggio rafforza il valore della condivisione e del prendersi cura anche al di fuori del gioco. Le carte obiettivo diventano un impegno tra un incontro e l’altro e, per facilitarne il ricordo, al termine dell’attività l’obiettivo scelto può essere trascritto su un foglietto che ogni giocatore può portare con sé.
All’incontro successivo si potrà riflettere insieme su come è andata l’esperienza, facendo attenzione a non penalizzare eventuali dimenticanze o impossibilità a mantenere l’impegno della carta obiettivo, ma focalizzando l’attenzione su possibili soluzioni o strategie per rinnovare, mantenere o recuperare l’impegno preso.
Le Carte Obiettivo contengono azioni semplici, come: «Sorridi a tre persone». Possono includere anche attività di gruppo, da svolgere in classe o in collaborazione con la famiglia. Il conduttore del gioco potrà adattarle facilmente al contesto e alle modalità che reputa più adatte.
INDICAZIONI PER LA CONDUZIONE DEL GIOCO
Alcune carte richiedono azioni individuali, mentre altre possono essere condivise o estese a tutto il gruppo.
Tutte le proposte del gioco sono pensate per favorire la partecipazione libera e consapevole delle bambine e dei bambini. Ogni giocatore può scegliere se svolgere o meno l’azione proposta: se decide di non svolgerla, può passare il turno oppure chiedere di essere aiutato dal gruppo per trovare un modo alternativo di partecipare.
Ad esempio, nella carta «Cambia il tuo posto con un altro giocatore…» chi pesca la carta può decidere liberamente se svolgere l’azione e, allo stesso modo, il giocatore a cui viene fatta la richiesta è libero di accettare o rifiutare la proposta. Questo aiuta bambini e bambine a sperimentare:
• il rispetto delle scelte altrui;
• l’uso di richieste gentili;
• la possibilità di dire sì o no in modo sereno. Il gioco si basa su un clima cooperativo e non competitivo. L’obiettivo non è vincere sugli altri, ma partecipare insieme, conoscersi meglio e sperimentare piccole azioni di gentilezza, collaborazione e attenzione reciproca.
Le tessere premio non servono a stabilire chi è il migliore, ma rappresentano il contributo di ciascun giocatore alla costruzione del gioco e del poster comune. In questo modo ogni partecipante può sentirsi parte del gruppo e contribuire alla riuscita dell’esperienza di gioco.
Durante l’attività invitate bambine e bambini a osservare cosa cambia e a collegare gesto, emozione e trasformazione visiva per rinforzare l’idea che i piccoli gesti contano.
MODALITÀ DI UTILIZZO
Il gioco è pensato per essere flessibile e adattabile alla realtà della sezione e può sempre essere svolto in più giornate. Scegliete la modalità più adatta a voi in base a: numero di partecipanti, età, tempo a disposizione e obiettivi educativi. Di seguito si elencano 3 differenti modalità di gioco.
Modalità 1: Gioco completo
Si gioca con tutti i materiali a disposizione. Questa modalità, adatta per un gruppo di massimo 16-18 giocatori, è indicata per un tempo mediamente lungo, come percorso educativo strutturato.
Modalità
2: Gioco ridotto
Si gioca con metà delle carte, ovvero 48 (selezionate in base alle esigenze o semplicemente dividendo a metà i 4 mazzi), 48 tessere premio, il poster intero (sul quale vengono già posizionate preventivamente le altre 48 tessere) e il dado. Questa modalità, indicata per un massimo di 8-10 giocatori, è ideale per interventi mirati o periodi brevi perché:
• riduce i tempi;
• semplifica il gioco;
• permette selezioni mirate di carte.
Modalità 3: Lavoro in piccoli gruppi
Il poster può essere diviso in 4 parti per creare 4 gruppi di lavoro. Ogni gruppo utilizza 24 carte, 24 tessere premio e 1 porzione di poster. Le carte vengono mescolate in un mazzo unico per ciascun gruppo. In questa modalità non si usa il dado.
Questa modalità, ideale per gruppi di massimo 5 persone, favorisce:
• cooperazione nei piccoli gruppi;
• partecipazione attiva;
• osservazione più mirata da parte dell’insegnante.
DOPO IL GIOCO – LA STORIA FINALE
Quando il poster è completo (o quasi), invitate bambini e bambine a guardare il mondo nuovo che hanno creato con le tessere premio collocate sulle tavole. Ponete alcune domande guida:
• Com’era Chivalà all’inizio?
• Cosa è cambiato nel tempo?
• Come si sentono ora le persone che vivono lì?
• Come vi sentite (chiedere a ogni bambino/a) ad aver giocato a questo gioco?
• Cosa avete imparato?
A partire dalle risposte, potete costruire insieme una storia finale o creare un disegno che rappresenti i sentimenti e le emozioni provate durante il gioco. O, ancora, possono essere i bambini a creare un nuovo mondo triste e grigio da far rifiorire attraverso gesti di contagiosa gentilezza. Di seguito un esempio di racconto, da usare come modello o ispirazione.
Chivalà era un po’ stanca, triste, grigia, tutta bianca. Poche parole, pochi sorrisi, tanti musi lunghi e visi indecisi.
Ma da un gesto piccolo, quasi leggero, può nascere qualcosa di grande e sincero.
Ma un po’ alla volta, piano piano, ognuno ha dato una mano.
Un fiore, un colore, un nuovo sapore, un gesto che scalda il cuore.
Chivalà non è più triste e avvizzita. È viva, è allegra, è piena di vita, da mani gentili è stata costruita.
Le cose belle, se fatte insieme, crescono sempre, come i semi.
E questo gioco ce lo farà ricordare: insieme il mondo si può cambiare.
Che non sia solo un gioco, ma un nuovo modo di fare: più cura e attenzione, più parole gentili da regalare.
PICCOLE ATTENZIONI PER IL GIOCO
• Create uno spazio sicuro: non forzate la partecipazione. Anche osservare è partecipare. Ciò che viene condiviso nel gioco resta nel gruppo.
• Accogliete il silenzio e le emozioni difficili senza fretta di «aggiustarle».
• Evitate giudizi e confronti tra i partecipanti. Valorizzate ogni contributo: «Hai aiutato il gruppo», non «Hai fatto bene».
• Riformulate sempre in positivo.
• Modellate gentilezza, ascolto ed empatia con il vostro comportamento.
• Lasciate tempo: alcune risposte emergono dopo il gioco.
• Rispettate i tempi emotivi di ciascuno, anche se diversi dal gruppo.
• Favorite la scelta.
• Usate domande aperte, non interrogative («Cosa hai notato?» più che «Perché?»).
• Alternate momenti di azione a momenti di calma e riflessione.
• Chiudete, quando possibile, con un piccolo gesto di cura condiviso (un ringraziamento, un respiro insieme, una parola gentile).
• Usate il gioco anche: dopo un litigio per ricreare un clima cooperativo, per iniziare la giornata o come rituale settimanale
• Il gioco non deve per forza concludersi in un solo incontro.
• Le regole possono essere adattate semplificando le consegne, svolgendo le azioni in modo simbolico e/o aggiungendo carte create ad hoc.
• L’obiettivo non è finire, ma costruire insieme.
Il club della gentilezza è un percorso condiviso, in cui ogni piccolo gesto ha valore. Ricolorare il mondo, passo dopo passo, significa allenarsi a costruire relazioni più consapevoli, empatiche e autentiche.
Buon viaggio nel mondo della gentilezza!
Elisa Ciani è psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale, con esperienza nel lavoro clinico con bambini e bambine, ragazzi e ragazze e adulti e formazione anche in EMDR per l’età evolutiva. Si occupa di formazione per educatori e insegnanti e progetta percorsi e materiali dedicati allo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, integrando narrazione, gioco e riflessione per sostenere la crescita emotiva nei contesti educativi e familiari.
Crediti
Coordinamento e editing: Tania Eccher
Progetto grafico: Leonardo Michelon
Illustrazioni: Beatrice Xompero
Direzione artistica: Giordano Pacenza
Edizioni Centro Studi Erickson
Via del Pioppeto 24 - 38121 TRENTO
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