Francesca Dall’Ara Storia di un coronavirus
MAESTRA, COME SI FA? illustrato da
Giada Negri
Storia di un coronavirus è un progetto frutto della collaborazione con l’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e ha visto la pubblicazione online dal marzo scorso di una serie di storie in ebook gratuito per aiutare i bambini nell’affrontare le varie tappe del difficile periodo della pandemia. Di questo nuovo ebook esiste anche una edizione a stampa, acquistabile dal sito www.erickson.it. Per tale edizione a stampa i diritti d’autore e parte dei ricavi verranno devoluti a #RUNFOREMMA & friends Onlus, associazione che sostiene progetti per bambini con gravi disabilità www.runforemma.it.
Progettazione e editing Silvia Moretti Medialab Grafica e impaginazione Alessandro Stech Lucia Covi Traduzione in simboli Antonio Bianchi Laura Bernasconi Illustrazioni Giada Negri Illustrazione di copertina Giada Negri Direzione artistica Giordano Pacenza In questo testo sono stati utilizzati Simboli Widgit. Widgit Symbols © Widgit Software 2002-2020. www.widgit.com – www.auxilia.it Per le finalità di questa pubblicazione Auxilia ha autorizzato l’uso gratuito dei simboli © 2020 Edizioni Centro Studi Erickson S.p.A. Via del Pioppeto 24 38121 TRENTO Tel. 0461 951500 N. verde 800 844052 Fax 0461 950698 www.erickson.it info@erickson.it Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo effettuata, se non previa autorizzazione dell’Editore.
L’AUTRICE
Francesca Dall’Ara Psicologa psicoterapeuta, lavora dal 2005 all’interno del Servizio per le Disabilità Complesse e le Malattie Rare del Neurosviluppo (SDCMR) dell’Unità di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
L’ILLUSTRATRICE
Giada Negri Dopo la formazione come psicologa e psicoterapeuta, si dedica interamente al mondo delle immagini con le arti dell’illustrazione e della fotografia. Dal 2009 collabora con case editrici nazionali e internazionali creando libri per bambini, immagini per riviste e oggetti di cartoleria. Parallelamente crea opere d’arte su carta che sono esposte presso varie gallerie. È docente di illustrazione presso l’Istituto Europeo del Design. Versione in simboli a cura di Antonio Bianchi e Laura Bernasconi Centro sovrazonale di Comunicazione aumentativa di Milano e Verdello secondo il modello definito dal Centro studi inbook csinbook.eu 2020
RINGRAZIAMENTI Il mio ringraziamento va prima di tutto alle persone che hanno creduto possibile e necessaria la nascita di questo nuovo racconto molto prima che lo facessi io, e in particolare a Giada, a Cinzia e ad Antonio. Ringrazio la maestra Francesca per come fa il suo lavoro e per essersi messa a disposizione di questa storia. Un sincero grazie ad Antonella Costantino, direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria per cui lavoro, che anche questa volta ha sostenuto con entusiasmo il progetto e l’ha arricchito con suggerimenti preziosi. Infine, se non può certo mancare uno speciale ringraziamento per la Fondazione IRCCS Policlinico di Milano, senza il cui contributo la condivisione e la distribuzione di questo libro non sarebbero state possibili, ci tengo soprattutto a dire grazie a tutti i bambini, ai ragazzi e agli insegnanti che, nonostante le difficoltà e le fatiche, sono tornati in classe e stanno ricominciando a imparare cose nuove — anche dal coronavirus.
Indice
Pagina 5
Presentazione (di Maria Antonella Costantino)
Pagina 7
Maestra, come si fa?
Pagina 20
Maestra, come si fa? (inbook)
Presentazione Se a fine febbraio 2020 la chiusura repentina, necessaria e inaspettata delle scuole ha rappresentato per bambini, insegnanti e genitori il tangibile punto d’inizio della pandemia, l’imminente riapertura non ne sancisce certamente la fine. La ripresa dell’attività didattica in presenza, infatti, anche se essenziale e non più rinviabile, avviene in una cornice sanitaria ancora instabile, e le misure di distanziamento e protezione individuale che occorre osservare per convivere con il virus faticano ad essere adattate al luogo che più di ogni altro simboleggia il tessuto connettivo della nostra società. Incertezza, cambiamento, regole e flessibilità sono alcune delle parole chiave che descrivono questo complicato inizio d’anno scolastico e che hanno guidato gli sforzi logistici e organizzativi di tutte le scuole d’Italia. Ma se per poter accogliere i bambini e i ragazzi in sicurezza servono misure di contenimento del virus e nuove regole di comportamento, l’energia di insegnanti e famiglie non potrà essere investita esclusivamente sulla loro applicazione letterale. L’adattamento del mondo scolastico a questo nuovo scenario, infatti, passa necessariamente per il coinvolgimento concreto degli alunni grandi e piccoli, che dovranno come sempre diventare protagonisti del cambiamento che stanno vivendo per poterlo rendere realmente possibile ed efficace. È quindi fondamentale accompagnarli a rimodulare volta per volta l’applicazione delle strategie, per diminuire al massimo non solo il rischio di contagio ma anche le possibili conseguenze per la salute mentale dei bambini e dei ragazzi. Eccessi di rigidità come il negazionismo e lo snaturamento delle relazioni, la confusione tra il necessario isolamento fisico e un dannoso isolamento sociale, il senso di precarietà e il sovrapporsi di punti di vista radicali, contrapposti e per di più mutevoli, vanno ad aggravare gli effetti già di per sé traumatici della pandemia e aumentano significativamente il rischio per la salute mentale. I bambini e ragazzi sapranno adattarsi con grande flessibilità e resilienza e stupirci, trasformando il trauma in opportunità — come già è accaduto nelle prime fasi della pandemia —, solo se gli adulti di riferimento saranno in grado di coinvolgerli e aiutarli a comprendere cosa sta accadendo dentro e fuori di loro e di accompagnarli ad applicare le regole adattandole di volta in volta a situazioni che non sono quasi mai «bianche» o «nere», ma il più delle volte «grigie». È per questo che il gruppo di lavoro dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, che coordino, si è messo nuovamente al lavoro per trovare uno strumento concreto e fruibile che possa aiutare insegnanti, genitori e alunni ad affrontare e condividere l’esperienza di questo straordinario rientro in classe. Nasce così il sequel di Storia di un coronavirus, un racconto che bussa alla porta di una classe della scuola primaria e tratteggia uno scenario variegato di personaggi ed emozioni: dalla gioia di ritrovarsi alla confusione per le nuove regole, passando attraverso le paure e i dubbi di Margherita e dei suoi compagni di classe. Come appare chiaro fin dal titolo, però, i bambini non saranno soli in questo percorso di scoperta e di condivisione, ma accompagnati dalla loro insegnante tenteranno di capire «come si fa»
a riprendere da dove ci si era interrotti, consapevoli delle rinunce, dei cambiamenti e delle nuove scoperte che li attendono. Il racconto è pensato per essere letto insieme all’insegnante e/o a un altro adulto di riferimento, e la struttura narrativa prevede un finale aperto che volutamente non vuole fornire risposte, ma stimolare un dibattito che potrà anche trasformarsi nel tempo, essendo l’ascolto e la costruzione di strategie condivise il punto di partenza migliore per ritrovare un equilibrio. La maestra di Margherita mostra la strada chiedendo ai suoi allievi di scrivere ciò che pensano del coronavirus, ma lascia idealmente alle colleghe che leggeranno il racconto il compito di trovare risposte e creare percorsi su misura per ogni specifica realtà. Abbiamo deciso di dedicare un’attenzione particolare ai bambini con bisogni comunicativi complessi e disturbi del neurosviluppo, proponendo il racconto anche una versione tradotta in simboli con gli strumenti della comunicazione aumentativa, secondo il modello inbook. Ora mettetevi comodi, e buona lettura a tutti! Maria Antonella Costantino Direttrice dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Maestra, come si fa?
È
da poco finito l’intervallo, ma Margherita non ha nessuna voglia di tornare in classe. Con la faccia imbronciata e gli occhi tristi se ne sta rannicchiata vicino al calorifero, nell’angolo più solitario del corridoio. «Forza, in classe, signorina! Non hai sentito la campanella?», la apostrofa la maestra Francesca con il suo solito tono «da intervallo», per metà serio e per metà divertente. Margherita, però, non ha nessuna intenzione di muoversi. Si mette a posto con cura la mascherina sopra la bocca e abbraccia le sue ginocchia con tutta la forza che ha. «Ehi, ma che succede?», domanda la maestra mentre si accovaccia accanto alla bambina, appena in tempo per vedere i suoi grandi occhi che si riempiono di lacrime.
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«Ero felicissima di essere tornata a scuola! È stato l’intervallo più bello della mia vita! Ma quando è suonata la campanella Chiara voleva prendermi la mano, perché ha detto che le amiche del cuore possono tenersi la mano anche se c’è il coronavirus, ma io non ero tanto sicura di questa cosa e allora le ho detto che potevamo essere amiche del cuore anche senza tenerci per mano, allora lei si è arrabbiata, ha preso la mano a Beatrice e mi ha lasciata qui da sola! Non è più la mia migliore amica, ha detto...», risponde tutto di un fiato Margherita, con le parole che le escono a fiumi come le lacrime. «Vieni, dammi la mano, signorina, ti aiuto ad alzarti» risponde calma la maestra, come sempre imperturbabile e senza pronunciarsi in nessun modo riguardo al dramma di amicizia appena descritto. Margherita sente il cuore batterle forte sotto la camicetta elegante da primo giorno di scuola. «Se la maestra mi ha chiesto di darle la mano significa che non è sempre vietato… Forse Chiara aveva ragione… E io mi sono comportata
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come una sciocca! Ci mancava solo il coronavirus a crearmi problemi con la mia amica del cuore, non bastava l’insopportabile Beatrice…», pensa la bambina mentre fa scivolare la sua piccola mano sudaticcia in quella grande e tiepida della maestra e la segue ubbidiente lungo il corridoio verso la 3ª A. «Tenersi la mano è vietato!», le accoglie strillando Valentino non appena varcano la soglia della classe. Ventidue paia di occhi curiosi e perplessi si voltano contemporaneamente verso la porta, proprio nel momento in cui la maestra Francesca stringe più forte la mano di Margherita e domanda a Valentino con aria pacata: «E perché è vietato?». «Perché lo dice la mia mamma!», risponde impettito il bambino. «Giusto, Valentino, bisogna sempre ascoltare quello che dice la mamma. Ma tu le hai domandato perché è meglio non prendersi la mano?», continua la maestra Francesca
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con il tono vago che usa quando sta per interrogare ma non vuole farsi scoprire. «Perché le mani sono veicolo di germi, batteri e virus. Sono sporche perché tocchiamo tutto con le mani e anche il nostro moccio. Non dobbiamo scambiarci il moccio e i germi altrimenti ci ammaliamo di coronavirus quindi dobbiamo stare da soli e non possiamo mai prenderci per mano», risponde in un soffio Camilla, senza lasciare a Valentino nemmeno il tempo di aprire la bocca. «Brava, quasi tutte le cose che hai detto sono giuste… però ce n’è una che invece è proprio sbagliata: stare attenti alla distanza per proteggerci dal virus non vuol dire stare sempre da soli… Abbiamo tutti bisogno di qualcuno accanto, soprattutto per affrontare i momenti difficili!». «Camilla ha dato una risposta sbagliata!!? E adesso che succede? Le metterai un brutto voto?», interviene Luigi, sconvolto dalla notizia che anche la prima della classe è capace di sbagliare.
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«Ma certo che no, Luigi, l’unico che si merita un brutto voto qui è il coronavirus… ed è da lui che dobbiamo imparare a tenerci alla larga. Noi, invece, dobbiamo restare uniti come abbiamo sempre fatto, accettando di cambiare il nostro modo di stare insieme senza perdere mai la voglia e il piacere di farlo», risponde la maestra mentre lascia delicatamente la mano di Margherita e dopo averle versato con attenzione un po’ di disinfettante su entrambe le manine fa lo stesso con le proprie. La bambina si affretta a raggiungere il suo posto con le ginocchia ancora tremanti per l’imbarazzo e le pellicine delle unghie che bruciano per colpa del gel. Mai come in questo momento avrebbe tanto bisogno di un compagno di banco da cui correre a rifugiarsi invece di quel deprimente tavolino singolo che le è stato assegnato. La maestra Francesca, nel frattempo, si accomoda alla cattedra e, con la voce solenne di quando comincia un nuovo argomento di scienze, dice: «Allora, bambini, proviamo a tornare con la memoria all’inizio di tutta questa storia: ve lo ricordate quando abbiamo sentito parlare per la prima volta del coronavirus e della paura che ha fatto prendere a tutti quanti? E vi ricordate quanto ci siamo sentiti soli, arrabbiati e tristi quando, per colpa sua, siamo stati costretti a rimanere in casa per tantissimi giorni e a incontrarci solo con il computer?». «Certo che me lo ricordo, maestra», interviene Federico tutto emozionato. «Non vedevo l’ora di tornare a scuola e rivedere i miei compagni, ho fatto anche il conto alla rovescia sul calendario della cucina e tu lo sai quanto odio la matematica!». Ventitré testoline annuiscono all’unisono mentre la maestra Francesca sorride e continua: «Hai proprio ragione, è stato molto emozionante anche per me rivedervi tutti questa mattina! In questi mesi tantissime nostre abitudini sono cambiate e ci siamo dovuti inventare parecchie 11
regole, anche piuttosto noiose, per poter stare di nuovo insieme…». «Qual è la regola più noiosa per te, maestra?», la interrompe Amelie, che è sempre molto curiosa delle opinioni degli altri e soprattutto adora interrompere le lezioni. «Portare la mascherina non mi piace per niente, guarda: quando parlo mi si appannano gli occhiali ogni minuto…!», risponde sincera la maestra, mentre effettivamente gli occhiali le si appannano un pochettino facendo ridacchiare più della metà della classe. «Però la indosso con piacere», continua la maestra, «perché senza la mia mascherina oggi non potrei essere qui in classe con tutti voi. Le nuove regole, anche le più noiose, sono state pensate per proteggerci e renderci di nuovo liberi di fare le cose che ci piacciono, anche se in modi un po’ diversi da prima... E adesso, a proposito di cose che ci piacciono, prendete un foglio a righe e una matita», aggiunge con lo sguardo furbetto.
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«Di già? Ma io ho ancora tantissimi pensieri in testa che c’entrano con le regole e con il virus…», sbuffa Nicolò ad altissima voce, come sempre. «Bravo, Nicolò» commenta la maestra, lasciando tutti a bocca aperta perché di solito non è mai contenta delle proteste del bambino. «Infatti su quel foglio voglio proprio che ci scriviate i vostri pensieri sul coronavirus… Vanno bene delle domande, dei desideri, dei sentimenti o delle paure e anche tutte le più pazze idee che vi vengono in mente per poter stare vicini in un modo nuovo! Non ci sono pensieri giusti o pensieri sbagliati. Dovrete scrivere in corsivo però», conclude con un sorrisetto furbo sotto la mascherina. «Ecco, lo sapevo che c’era la fregatura...» commenta Adele, che proprio non va d’accordo con il corsivo. «Nessuna fregatura, Adele, solo un po’ di esercizio che non fa mai male», ribatte la maestra. «E poi? Cosa ne facciamo di questo compito? Ci metti il voto?» domanda Ettore terrorizzato, visto che oltre al corsivo teme proprio di aver dimenticato anche le regole fondamentali dell’ortografia. «Non è un compito in classe, Ettore, non ci sarà nessun voto. Quando avrete finito di scrivere tutto quello che vi viene in mente sul coronavirus metteremo i vostri foglietti in una scatola e piano piano li leggeremo e ne parleremo insieme. Se volete potete anche non scrivere il vostro nome». «Senza il voto? Senza il nome? A che serve questo esercizio allora?» interviene un po’ seccata Camilla, che dopo la prima risposta sbagliata della sua vita è più che mai desiderosa di consegnare un bel compito da 10 e lode. «Servirà a farci sentire più leggeri e conoscerci meglio, ma anche a condividere i nostri pensieri e affrontare insieme i prossimi mesi di scuola». «Come abbiamo fatto in prima elementare che non conoscevamo nemmeno i nostri nomi, non sapevamo le 13
regole della scuola e abbiamo fatto il gioco della scatola dei talenti?», si illumina Giorgio, che sta cominciando finalmente a capirci qualcosa. «Esatto, proprio come abbiamo fatto in prima elementare, perché ora, come allora, ci sono tante cose che non conosciamo e che dobbiamo provare ad affrontare insieme! Cercheremo di rispondere alle domande, affronteremo le paure e scriveremo le regole buone che ci proteggeranno dal virus. Faremo lo sforzo di adattarci anche alle cose che non ci piacciono molto, andremo a caccia di soluzioni e accetteremo compromessi, ci sosterremo nelle fatiche e proveremo ad essere coraggiosi...». La maestra Francesca fa una lunga pausa per riprendere un po’ di fiato e poi aggiunge: «Tutto chiaro, bimbi? Possiamo cominciare?». «Maestra Francesca, anche tu scriverai il tuo pensierino?», domanda timida Margherita, che ha finalmente ritrovato il coraggio di tirare fuori la sua voce. «Certo, Margherita, anche io avrò bisogno del vostro aiuto per mettere ordine nei miei pensieri! E ora forza, mettiamoci al lavoro». Non vola una mosca in 3ª A, nonostante le finestre spalancate, e ventiquattro testoline chine sul loro banco, affidano a un foglio bianco i pensieri più difficili degli ultimi mesi, mentre la loro maestra, finalmente al suo posto, li osserva soddisfatta e con tanta fiducia nel futuro, anche se con gli occhiali un poco appannati…
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Le parole gentili sono dolci come i baci, qualche volta. (Margherita) Io voglio un compagno di banco per chiacchierare! (Martina) Se disinfetto le mani prima e dopo, posso usare le matite di Luigi? Io voglio la mia mamma, mi manca tanto! Mi ero abituata a stare sempre con lei, tutti i giorni! (AndrĂŠ) Io voglio giocare come prima, senza distanziamento. Come faccio a fare la lotta con Andrea se non lo posso toccare? (Giorgio) Posso portare sempre la mascherina? La mia nonna vive con noi. (Sara)
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Io ho paura di dimenticarmi le regole, fare qualche sbaglio e ammalarmi. (Ettore) Invece che la mano, ci potremmo dare una sederata, che dici? Io non voglio mettere mai più la mascherina, mai più (anche se non porto gli occhiali). (Amelie) Con la mia mamma abbiamo fatto una lista delle cose belle che si possono fare anche non appiccicati, è lunghissima! E se mi viene il raffreddore o la tosse che succede? (Chiara) Ti sono mancato maestra? (Nicolò) Ho paura che succeda ancora che ci chiudono in casa e che non possiamo tornare a scuola. (Camilla) Io voglio che i dottori inventino il vaccino ma non voglio fare la puntura, come si fa? Ho scoperto che per sapere se una persona è arrabbiata, basta guardarla negli occhi. (Luca) Forse quando uno è triste, invece di un abbraccio possiamo fare una specie di piccolo massaggio alla schiena, se abbiamo la mascherina. (Anna) Che succede se un compagno si prende il coronavirus? Ci ammaliamo tutti? Chiudono la scuola?
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Con la mia nonna abbiamo inventato un abbraccio speciale: ci guardiamo negli occhi, chiacchieriamo e nel frattempo ci autoabbracciamo. Io ho paura di dover fare il tampone. (Marta) Ho paura che la mia famiglia si ammali Sono arrabbiato, odio il coronavirus lo voglio sparare Sono triste, non so perchÊ Sono felice di essere tornata a scuola e di stare con i miei compagni. Avevo tanta voglia di imparare cose nuove e il virus fa schifo! Io voglio ricominciare a fare danza, si può? Potremmo salutarci come fanno in Giappone! Lo faccio con il mio nonno e mi fa sempre molto ridere! Mi posso ancora far prestare i fogli, le matite, la gomma dai miei compagni? Lo sai maestra che io mi perdo tutto. (Valentino) E se mi viene la febbre cosa succede? Vuol dire che ho il coronavirus? (Luigi) Ma allora si può o no prendersi per mano? O solo delle volte? (Margherita)
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Questo libro è un inbook, un libro illustrato con testo integralmente espresso in simboli. Divertiti a leggerlo a voce alta ai bambini, indicando i riquadri uno a uno con il dito, senza modificare velocità e ritmo della lettura originale. Se vuoi saperne di piÚ, vai in fondo al libro.
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Storia
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sbagliare
è
capace
" ?
interviene
Luigi
la
prima
della
brutto
voto
qui
. Ma
"
certo
che
no
Luigi
, l'
unico
è
il
che
merita
coronavirus
un
ed
è
da
lui
… che
dobbiamo
imparare
a
tenerci
alla
larga
" …
34
classe
Noi Noi
Noi invece dobbiamo restare come invece dobbiamo uniti invece Noi restare dobbiamo restare dobbiamo uniti come dobbiamo restare uniti
invece Noi invece
,
ti
, , ,,
,
il il di di
a
mentre mentre
il cambiare modo nostro modo
nostro ilmodo di di
modo nostro stare staredi
di modo insieme stare insieme
stare di insie
,,
,
e e ere
,
,
come abbiamo abbiamo sempre sempre fatto come fatto accettando diil cambiare di il accettando di cambiare nostro sempre fatto accettando di accettando cambiare accettando di cambiare il nostro
modo modo di di senza senza stare insieme
come abbiamo sem sempre fatto uniti abbiamo come sempre abbi sempre fatto
uniti abbiamo restare come abbiamo
stare stare perdere senza perdere
piacere piacere farlo farlodi
insieme perdere senza insieme mai la perdere senza mai lamai
" ,
mai perdere voglia la voglia
" ,
la mai e voglia e
risponde dirisponde farlo la maestra di risponde farlo la farlo risponde la maestra
" ,
voglia la ilil e
e voglia piacere il piacere
la maestra risponde la maestra
" , ,
,
mentre lascia la delicatamente la mentre delicatamente lascia di mentre delicatamente lascia delicatamente la mano lascia delicatamente la lascia mano mano di
ile piacere
piacere il
maestra
,
mano la di Margherita Margherita
,
di Margherita Marg mano Margherita di
,,
o
di di
attenzione ttenzione
entrambe entrambe manine
proprie proprie
,
Margheritadopo Margherita e e e dopo
un un
le le fa fa
po' po'un
manine manine lo lo fa
e averle dopo averle
dopo eaverle versato versato
un di di po'
po' un di disinfettante disinfettante
fa stesso lo stesso
lo con fa stesso con
averle versato dopo averle con versato attenzione con con attenzione
con attenzione versato attenzione con
di su disinfettante su entrambe po' di su le entrambe le manine disinfettante su disinfettante entrambe su entrambe le manine
stesso lo le lecon
,,
con stesso proprie le proprie
le con proprie
.
..
35
le entrambe manine
,
proprie le
.
attenzione
,
proprie
.
manin le
.
La
bambina
si affretta
a
raggiungere
il
con
le
ginocchia
ancora
tremanti
e
le
pellicine
delle
unghie
che
bruciano
per
colpa
del
gel
momento
avrebbe
tanto
per
suo
l'
posto
imbarazzo
. Mai
come
in
di
un
invece
di
quel
che
le
è
questo
compagno di banco
deprimente
stato
da
cui
tavolino
singolo
assegnato
.
36
correre
bisogno
a
rifugiarsi
La
maestra Francesca
nel
frattempo
, e
con
si accomoda
alla
cattedra
,
la
voce
solenne
, di
quando
comincia
un
nuovo
argomento
di
scienze
dice
, "
Allora
bambini
proviamo
a
tornare
con
la
:
memoria
, all'
inizio
di
tutta
questa
storia
: ve
lo
ricordate
quando
abbiamo
per
la
prima
volta
del
che
ha
fatto
prendere
a
sentito
coronavirus
tutti
parlare
e
della
quanti
?
37
paura
La
maestra Francesca
nel
frattempo
, e
con
la
si accomoda
alla
cattedra
, voce
solenne
, di
quando
comincia
un
nuovo
argomento
di
scienze
dice
, "
E EAllora
vibambini vi ricordate ricordate quanto quanto aci siamo ci siamo sentiti sentiti con solisoli proviamo tornare
la
e e inizio
tristi tristi di
memoria
,,
, arrabbiati arrabbiati all'
:
quando quando tutta
perper questa
colpa colpa storia
,, siamo siamo ve
stati stati lo
costretti costretti ricordate
a a quando
per per per
la tantissimi tantissimi
prima giorni giorni
volta
eche e
adha ad
fatto prendere incontrarci incontrarci solo solo
sua sua
,,
:
rimanere rimanere abbiamo
del
acon con
38
in in sentito
coronavirus
tutti il il
casa casa parlare
e
della
"" ?
quanti computer computer
paura
39
"
Certo
che
interviene
Federico
"
non
e
me
tutto
vedevo
rivedere
lo
maestra
di
tornare
"
emozionato
l'
i
ricordo
ora
miei
a
scuola
compagni
, ho
fatto
sul
calendario
e
tu
anche
il
della
cucina
lo
sai
conto alla rovescia
quanto
40
odio
la
matematica
" !
Ventitré Ventitré
testoline annuiscono Ventitré annuiscono testoline testoline
mentre mentre
tutte insieme annuiscono tutte tutte insieme
lamentre maestra maestralaFrancesca Francesca sorride maestrasorride Francesca la
insieme
e sorride continua continuae e
continua
: "
Hai Hai
proprio Hai proprio
ragione proprio ragione
"
è è
rivedervi rivedervi
ragione
,
stato è stato
,
molto emozionante stato emozionante molto molto
tutti questatutti rivedervi questa tutti
anche emozionante anche
mattina questa mattina
cambiate
questi In questi
e e
ci ci siamo siamoe
peranche per
me per me
me
mattina
! In In
:
mesi tantissime questi tantissime mesi mesi
! nostre abitudini tantissime abitudini nostre nostre
dovuti parecchie ci siamoinventare dovuti parecchie inventare dovuti inventare
sono cambiate abitudini cambiate sono sono
regole parecchie regole
regole
, anche anche
piuttosto noiose anche noiose piuttosto piuttosto
per noiose per
,
nsieme
"" …
la maestra la
te
egli
Qual Qual
,
è è Qual
interrompe la interrompe
la la
e e
soprattutto e soprattutto
di nuovo nuovo starepoter di stare stare
insieme di nuovo insieme
" …
, regola regola la
è
Amelie interrompe Amelie
più piùregola noiosa noiosapiù
per pernoiosa
te te per
insieme
sempreè sempre
" …
maestra te maestra
?,
Amelie
, è che è
,
,
? che che
altri
"
poterper poter
cambiate
,
molto curiosa sempre curiosa molto molto
adora interrompere soprattuttointerrompere adora adora
delle opinioni curiosa opinioni delle delle
le lezioni le interrompere le lezioni
lezioni
. 41
degli opinioni degli
.
altridegli altri
altr
"
Portare
la
mascherina
non
mi
piace
per
niente
,
guarda
quando
parlo
mi
si appannano
gli
occhiali
: ogni
minuto
…! mentre
davvero
facendo
ridacchiare
"
risponde
sincera
la
maestra
,
gli
occhiali
più
della
le
si appannano
metà
un
della
pochettino
classe
. "
Però
la
indosso
con
piacere
"
continua
la
maestra
, "
perché
senza
la
oggi
non
potrei
con
tutti
voi
mia
essere
mascherina
qui
.
42
in
classe
Le
nuove Le
regole nuoveLe
anche regole nuove
, sono più
noiose le
state sono noiose
,
leregole anche
,
pensate statesono
piùleanche noiose più le
noiosepiù
,
,
,
per stateproteggerci e per renderci di renderci nuovo e pensate per e pensate proteggerci proteggerci
lefare di di nuovo
cose liberile fare
che cose le
cichecosepiacciono ci che
anche ci
se anche piacciono
,
aggiunge matita
.
sempre voce
po'un modi diversi po' un
,
,
da diversipo' prima dadiversi
Di già
"
a proposito di adesso daadessoe primaa proposito
, … … " …
" …
sbuffa il e
" ??
ioMa Di già
come
, .
piacciono ci
…
unae a righematita una e foglio
" …
furbetto sguardo
.
matita una
" …
matita
… " …
furbetto
.
.
hoio Ma ancora in tantissimitestain ho io tantissimi ancoraho pensieri tantissimi ancora pensieri pensieri
?? lecon regole le con c'entrano testa
altissima Nicolò adNicolò voce altissima sbuffa ad il ad virus
" …
cichecosepiacciono ci che
, … , locon sguardo lo con furbetto sguardolo aggiunge
Ma Di già
Nicolò sbuffa virus con
cose che di cose di a proposito
…
con aggiunge
" ??
primad
…
che con che che testa issimiin ancora pensieri inc'entrano testa c'entrano tantissimi pensieri in
con virus regole
un modi in
prendete unci foglio aprendete righe foglio eaun prendete un righe piacciono che piacciono
…
urbetto
in seanche modi in se
adesso primae diversi
…
" …
libe d
piacciono
,
e prima po'da diversi un
una
liberi di nuovo renderci
piacciono ci
,
acciono coseci
,
,
dinuovo fare di uovo liberi die renderci liberi roteggerci renderci
piacciono che
noiose
" …
,
sempre
. 43
e regole le
coneregole
come voce come altissima sempre voce
,
ilcon e
" …
virusil con
sempre come
.,
.
virus
sempre
.
"
Bravo
lasciando
Nicolò
tutti
"
commenta
la
maestra
, a
bocca
aperta
perché
di solito
non
è
mai
delle
proteste
del
bambino
contenta
. "
Infatti
i
su
vostri
quel
foglio
pensieri
sul
voglio
proprio
che
scriviate
coronavirus
… vanno bene
delle
domande
dei
desideri
, o
delle
dei
sentimenti
…
paure
… e
anche
tutte
le
più
che
vi
vengono
in
mente
per
poter
stare
vicini
in
pazze
idee
un
modo
nuovo
! 44
45
Non
ci sono
pensieri
giusti
o
pensieri
sbagliati
. Dovrete
scrivere
in
corsivo
però
‌ conclude
con
un
sorrisetto
furbo
"
sotto
la
mascherina
. "
Ecco
lo
sapevo
che
c'era
la
fregatura
" ‌
, commenta
con
Adele
il
che
proprio
non
va
d'
accordo
corsivo
. "
Nessuna
Adele
fregatura
solo
,
un
po'
di
esercizio
,
che
non
fa
ribatte
la
maestra
,
mai
male
" ‌
. "
E
poi
Cosa
ne facciamo
di
questo
compito
? Ci
metti
? il
voto
? visto
che
oltre
al
teme
proprio
di
aver
anche
le
regole
"
domanda
terrorizzato
Ettore
,
corsivo
dimenticato
fondamentali
46
dell'
ortografia
.
"
Non
non
è
ci sarĂ
un
nessun
compito
in
classe
Ettore
,
,
mente
sul
voto
. Quando
avrete
finito
di
scrivere
tutto
quello
che
vi
viene
metteremo
e
i
vostri
piano
foglietti
piano
li
in
in
una
scatola
e
leggeremo
coronavirus
ne parleremo
insieme
. Se
"
volete
Senza
il
potete
anche
voto
non
Senza
scrivere
il
il
che
serve
interviene
un
po'
nome
sua
vita
nome
? A
vostro
?
questo
seccata
esercizio
allora
" ?
Camilla
, che
dopo
la
prima
è
piĂš
che
mai
un
bel
compito
da
risposta
sbagliata
desiderosa
10
di
e
della
consegnare
lode
.
" .
"
"
ServirĂ
a
farci
sentire
ma
anche
a
condividere
e
affrontare
insieme
i
Come
che
abbiamo
non
fatto
leggeri
e
i
nostri
pensieri
prossimi
in
conoscevamo
piĂš
mesi
conoscerci
di
scuola
meglio
" .
prima elementare
nemmeno
i
nostri
nomi
, non
e
si illumina
che
sapevamo
abbiamo
le
fatto
regole
il
della
scuola
gioco
della
scatola
dei
Giorgio
sta
cominciando
finalmente
a
capirci
qualcosa
.
48
talenti
" ?
"
Esatto
proprio
come
abbiamo
fatto
in
prima elementare
,
perchĂŠ
,
ora
allora
come
,
,
ci sono
tante
cose
e
che
dobbiamo
che
non
provare
conosciamo
ad
insieme
affrontare
! Cercheremo
di
rispondere
alle
domande
, affronteremo
che
le
ci
paure
e
proteggeranno
scriveremo
dal
le
regole
buone
virus
. Faremo
lo
sforzo
di
adattarci
che
non
ci
piacciono
molto
anche
alle
cose
, andremo
a
caccia
di
soluzioni
e
accetteremo
compromessi
, ci
sosterremo
nelle
fatiche
e
proveremo
ad
essere
coraggiosi
49
" ‌
oi
La La
maestra fa La Francesca maestra Francesca maestra Francesca fa
per per
riprendere per riprendere
aggiunge
"" ""
nsierino
il
" ?
Tutto Tutto
"
un riprendere un
chiaro Tutto chiaro
po' un po'
bambini chiaro bambini
,,
di coraggio di
timida domanda timida
tirare difuori tirare fuori
di po' di
, ??
"
domanda domanda
lunga una lunga
Possiamo bambini Possiamo
Maestra Francesca anche Maestra Francesca Maestra Francesca anche
,,
una fa una
pausa lunga pausa
fiato di fiato
"" ??
scriverai tu scriverai
vostro
Certo Certo
per aiuto per
E E
"
ora E ora
aggiunge poi aggiunge
Margherita che timida Margherita Margherita che
tirarelafuori la
sua la sua
ha che ha
voce sua voce
,,
io anche io
tuo il tuo
pensierino tuo pensierino
finalmente ha finalmente
ritrovato finalmente ritrovato
il ritrovato il
nei ordine nei
avrò io avrò
forza ora forza
miei nei miei
,
50
"" ??
coraggio il coraggio
" ?
corag
. bisogno avrò bisogno
pensieri miei pensieri
mettiamoci mettiamoci al forza mettiamoci al
,,
pensierino
voce
del bisogno del
,
ordine mettere ordine
aggiunge
" ?
,
Margherita anche Certo Margherita Margherita anche
mettere per mettere
poi e poi
il scriverai il
.. ""
e fiato e
cominciare cominciare Possiamo cominciare
?
tu anche tu
pausa
pensieri
!!
lavoro al lavoro
! "" ..
lavoro
" .
vostro del vostro
aiuto vostro aiuto
a
Non
vola
una
mosca
in
3A
, nonostante
le
finestre
spalancate
, e
ventiquattro
testoline
chine
sul
loro
banco
, affidano
ad
un
foglio
bianco
i
pensieri
piĂš
difficili
degli
ultimi
mesi
‌ mentre
la
loro
maestra
finalmente
al
suo
posto
, li
osserva
soddisfatta
e
, con
tanta
fiducia
nel
futuro
, anche
se
con
gli
occhiali
un
poco
appannati
‌
51
Le
parole
gentili
sono
dolci
come
i
baci
, qualche
volta
Margherita
.
52
Io
voglio
un
compagno di banco
per
chiacchierare
Martina
! Se
disinfetto
le
mani
prima
e
dopo
posso
usare
le
matite
di
Luigi
,
? Io
voglio
la
mia
mamma
mi
manca
tanto
, Mi
ero
a
abituato
stare
! sempre
con
lei
, tutti
i
AndrĂŠ
giorni
! Io
voglio
giocare
come
prima
senza
distanziamento
, Come
faccio
a
fare
la
se
non
lo
posso
toccare
. lotta
con
Andrea
Giorgio
? Posso
portare
sempre
la
mascherina
? La
mia
nonna
vive
con
noi
Sara
. Io
ho
paura
di
dimenticarmi
le
regole
, fare
qualche
sbaglio
e
ammalarmi
53
Ettore
Invece
che
ci
potremmo
la
dare
mano
una
sederata
che
dici
?
, Io
non
voglio
mettere
mai
più
la
mascherina
, mai
più
anche
se
non
porto
gli
occhiali
(
Amelie
)
Con
la
mia
mamma
delle
cose
belle
che
abbiamo
si possono
fatto
fare
una
lista
anche
non
appiccicati
, è
lunghissima
! E
se
che
succede
mi
viene
il
raffreddore
o
la
Chiara
? Ti
sono
mancato
maestra
Nicolò
? Ho
paura
che
succeda
ancora
che
ci
chiudono
in
casa
e
che
non
possiamo
tornare
54
a
scuola
Camilla
.
tosse
? Io
che Ci voglioammaliamo
tutti i
dottori inventino Chiudono la
il scuola
vaccino
? ma
Con
non
la
voglio
mia
fare
? la
nonna
puntura come abbiamo inventato un
si fa abbraccio
, Ho
ci scoperto guardiamo che
negliper
occhi sapere
?
chiacchieriamo se una
e arrabbiata nel
frattempoguardarla ci basta
autoabbracciamo negli occhi
, Forse
Io quando
ho
fare
persona
Luca
. uno
paura è
triste dover invece di fare il tampone
di
, possiamo
:
,
, è
speciale
una
specie
di
un Marta
abbraccio
. piccolo
massaggio
alla
schiena
, se
abbiamo
la
mascherina
Anna
. Che
succede
se
un
compagno
si prende
il
coronavirus
? Ci
ammaliamo
tutti
Chiudono
la
scuola
? Con
la
mia
?
nonna
abbiamo
inventato
un
abbraccio
speciale
: ci
guardiamo
negli
occhi
chiacchieriamo
,
, e
nel
frattempo
ci
autoabbracciamo
. Io
ho
paura
di
dover
55
fare il tampone
Marta
.
Ho
paura
Sono
arrabbiato
che
la
mia
odio
il
famiglia
coronavirus
, Sono
triste
si ammali
gli
voglio
sparare
, non
so
perchĂŠ
, Sono
felice
di
essere
tornata
a
scuola
e
di
stare
con
i
miei
compagni
. Avevo
tanta
voglia
di
imparare
e
il
virus
fa
schifo
cose
nuove
! Io
voglio
ricominciare
a
fare
danza
si può
, Potremmo
salutarci
come
fanno
in
Giappone
! Lo
faccio
con
il
mio
nonno
e
mi
fa
sempre
molto
ridere
!
56
?
Mi
posso
ancora
far
prestare
i
fogli
le
matite
, la
gomma
dai
miei
,
compagni
? Lo
sai
maestra
che
io
mi
perdo
tutto
Valentino
. E
se
mi
viene
la
febbre
cosa
succede
? Vuol dire
che
ho
il
coronavirus
Luigi
? Ma
allora
si può
o
no
prendere
per
mano
? O
solo
delle
volte
Margherita
?
57
Questo libro è un inbook È un libro tradotto in simboli che nasce con lo scopo di facilitare la possibilità di ascolto della lettura ad alta voce di libri illustrati per bambini e ragazzi. Il modello inbook è curato dal Centro Studi Inbook csinbook.eu, che ne è garante della coerenza e dello sviluppo. È caratterizzato da: • • •
• •
fedeltà al ritmo narrativo e al dialogo fra testo e immagini del libro originale; sistema simbolico dotato di regole di composizione che include la scrittura in simboli dell’intera frase (compresi articoli, pronomi, congiunzioni…); rappresentazione multimodale: ciascun simbolo è composto da un elemento grafico e da un elemento alfabetico in stampato minuscolo, posto nella parte superiore. Entrambi sono inseriti in un riquadro che dà visivamente unità ai due elementi; simboli in bianco e nero, come consuetudine nei testi; utilizzo del modeling per la lettura: durante la lettura i simboli vengono indicati uno a uno, facendo attenzione a non coprire con il dito né l’immagine né la parola, e mantenendo velocità e ritmo della narrazione. In questo modo si aggiunge all’ascolto la presenza del simbolo associato alla parola letta e chi ascolta può seguire più facilmente il testo. Puoi trovare esempi video di lettura con il modeling nel sito del Centro Studi Inbook.
Come una lingua, il modello è dinamico. Le sue evoluzioni avvengono attraverso un continuo confronto nell’ambito del Centro stesso, con riferimento alle evidenze scientifiche in letteratura, alle ricerche sul campo e alle trasformazioni delle conoscenze in ambito linguistico-comunicativo, percettivo visivo, grafico, tecnologico e alla condivisione con i contesti che utilizzano gli inbook.
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59
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