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GR Focus Sostenibilità in etichetta 2022

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di Greenretail

Sostenibilità in etichetta

MAGGIO 2022

I FOCUS


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SOMMARIO 2

Così ti parlo di me (e anche un po’ di te…)

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Etichette green in crescita

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La spinta dei consumatori

Supplemento al quotidiano online www.greenretail.news - maggio 2022

A cura di Fabrizio Vallari

Direttore responsabile Armando Brescia

Progetto grafico Sara Mauri

Responsabile editoriale Stefania Lorusso

Editore

Coordinamento redazionale Maria Teresa Manuelli

Edizioni DM Srl Via A.Costa, 2 20131 Milano P. Iva 08954140961

Contatti redazionedm@edizionidm.it Tel. 02/20480344 Pubblicità Ufficio commerciale: commerciale@edizionidm.it Tel: 02/20480344

L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.


INTRODUZIONE

Così ti parlo di me (e anche un po’ di te…) Crescono sempre più le indicazioni green sulle etichette dei prodotti. E cresce di pari passo il gradimento dei consumatori per le aziende che puntano sulla sostenibilità e sul rispetto dei valori etico-ambientali ed ecologici nell’ambito della loro offerta, in cui evidentemente si riconoscono. Fra le tendenze maggiormente in crescita nel campo dei prodotti di largo consumo, sia alimentari che non, vi è quella che vede i consumatori privilegiare sempre più le offerte green, ovvero quelle che dichiarano sull’etichetta dei prodotti stessi il rispetto per i valori e la responsabilità etico-ambientale, per l’ecologicità, per la sostenibilità in senso lato attuata dalle aziende produttrici. Una tendenza che da parte di queste ultime non si traduce, né deve tradursi, in una facile e momentanea “moda” da cavalcare, tramite magari una semplice operazione di marketing o “green washing”, ma che vede una fetta sempre maggiore di realtà del settore comunicare le proprie politiche attive di sostenibilità e che viene ripagata da un fatturato legato a essa in decisa lievitazione.

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Etichette green in crescita A evidenziarne il trend in costante aumento negli ultimi anni sono i dati raccolti semestralmente dall’Osservatorio Immagino GS1 Italy, alla decima edizione. Dati, risalenti a giugno 2021, che hanno incrociato le rilevazioni Nielsen su parametri quali venduto, consumo e fruizione dei media con le informazioni raccolte dal servizio Immagino di GS1 Italy e presenti sulle etichette di oltre 125mila prodotti, fra alimentari e non alimentari, disponibili in supermercati e ipermercati del Bel Paese. Nel contesto si evidenzia il “Barometro sostenibilità”, che monitora il modo delle imprese d’informare e comunicare, utilizzando appunto le etichette dei loro prodotti, quali siano le azioni compiute per migliorare l’impatto ambientale. A riportare in etichetta almeno un claim o una certificazione concernenti la sostenibilità sono stati più di 30mila prodotti, per un giro d’affari di 11,5 miliardi di euro (+3,2% sull’anno precedente).

Focus Sostenibilità in etichetta

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Inoltre sono aumentate, giungendo al numero di 40, le indicazioni green sulle confezioni (fra claim e certificazioni, suddivise in quattro aree distinte: Management sostenibile delle risorse; Agricoltura e allevamento sostenibili; Responsabilità sociale; Rispetto degli animali). Da citare, infine, nel lavoro l’approfondimento relativo alla riciclabilità del packaging, rispetto alla quale si pone in risalto come circa un terzo dei prodotti presi in esame presenti in etichetta indicazioni su come smaltire correttamente le confezioni, per una crescita del 4,1% anno su anno. Proprio in merito a ciò, è giusto ricordare l’Istituto Italiano Imballaggio con la sua “Carta Etica del Packaging”, contenente delle linee guida cui dar seguito per realizzare un’etichettatura sostenibile, e in base alle quali l’imballaggio dev’essere “responsabile, equilibrato, sicuro, accessibile, trasparente, informativo, contemporaneo, lungimirante, educativo, sostenibile”. Nonché, al fine di valorizzare gli sforzi delle aziende di vari settori nella sostenibilità, il contrassegno “Made Green in Italy”, ideato dall’allora Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero della Transizione ecologica), un marchio di certificazione che testimonia una produzione nazionale e sostenibile fondata su regole di categoria di prodotto basate sull’impronta ecologica, calcolata con la metodologia Pef-Product Environmental Footprint.

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I.C.E. FOR, campione di sostenibilità Produttrice con marchio proprio e per conto terzi di detergenti, detersivi, emulsioni, cere e disinfettanti destinati all’igiene, sia in ambito professionale che domestico, I.C.E. – Industria Chimica Ecologica - FOR offre prodotti caratterizzati dalla sostenibilità sociale e ambientale. L’azienda è stata scelta quale “case history” da Assolombarda nell’ambito del C.E.R.C.A. 2 – Circular Economy come Risorsa Competitiva per le Aziende - progetto che ha coinvolto anche il Centro di ricerca Green dell’Università Bocconi e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’analisi ha evidenziato come I.C.E. FOR vanti una performance di circolarità aziendale superiore dell’11% sulla media italiana, grazie alle sue buone pratiche: linee di detergenti certificati Ecolabel e Cam, imballaggi in plastica riciclata certificata, dematerializzazione dei documenti cartacei e digitalizzazione dei processi. Per il comparto retail/Gdo la società offre linee di prodotti a brand Floora, Complex, L’ecologico e Genialis. Fra le realizzazioni green per conto di terzi spiccano, invece, le linee Bennet Eco, per l’omonima catena d’ipermercati, Aquam, proposta da Tigotà, e Wita Eco, in casa Migross.

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La spinta dei consumatori A trainare l’espandersi delle etichette sostenibili sono ovviamente anche le scelte dei consumatori, specie in campo alimentare: uno studio del Beuc (l’Organizzazione Europea dei Consumatori) del 2020 sottolinea come oltre la metà dei cittadini del Vecchio Continente vorrebbe conoscere chiaramente l’impatto ambientale degli alimenti che consuma e così pure un’iniziativa lanciata dai cittadini europei a fine giugno scorso mira a raccogliere un milione di firme entro la fine di luglio, perché venga discussa l’introduzione di un “eco-score europeo” all’interno dell’Unione. A sua volta, una ricerca dell’Università di Oxford, mette in risalto come la presenza di etichette con indicazioni chiare e complete sugli aspetti ambientali dei prodotti alimentari sia in grado di condizionare le abitudini d’acquisto dei consumatori stessi, inducendoli nella scelta degli alimenti meno inquinanti e contribuendo così a ridurre le emissioni di gas serra del comparto. In merito alle scelte effettuate dalle imprese in questo campo, si evidenziano numerosi cammini virtuosi nel segno della sostenibilità dichiarata in etichetta. Fra questi da segnalare, ad esempio, Riso Gallo, con la sua “Carta del Riso”, Granarolo, col progetto “Bontà Responsabile”, Barilla, con la “Carta del Mulino”, progetto nato col contributo di Wwf Italia, Università di Bologna, Università della Tuscia e OpenFields, il percorso sostenibile di Findus, il programma del BuonCibo di Knorr e altri.

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Il futuro è qui. Greenretail è il quotidiano online di Edizioni DM dedicato ai temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nelle aziende della distribuzione e del largo consumo. Ogni giorno notizie, articoli e approfondimenti, per conoscere, attraverso l’evoluzione della responsabilità d’impresa, il futuro del retail e dell’industria di marca. Greenretail, un futuro che è già presente.

GREEN RETAIL www.greenretail.news


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