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DM Magazine Gennaio 2022

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GENNAIO 2022

MAGAZINE

B i o lo g i co s p i n to da co n s u m i E G r ee n De a l

e r o t a s s Sgra e l a s r e v i un

SUCCESSI Rigamonti acquisisce il Gruppo King’s INTERVISTA Aldo Sutter: “Vi racconto la rivoluzione General”


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GENNAIO 2022

MAGAZINE

B i o lo g i co s p i n to da co n s u m i E G r ee n De a l

SUCCESSI Rigamonti acquisisce il Gruppo King’s INTERVISTA Mondelēz e lo snacking intelligente


Chocolate by nature Dalla natura, la nostra natura

Da oltre 75 anni il cioccolato è la nostra passione. Da sempre ci prendiamo cura della filiera del cacao, delle persone che contribuiscono al suo sviluppo, del pianeta in cui operiamo e dell’innovazione tecnologica impiegata lungo il processo di lavorazione. Filiera, Persone, Ambiente, Innovazione sono infatti i pilastri su cui si erige la nostra mission. Il cacao è un prezioso dono della natura al centro della nostra vita da tre generazioni. Seguiamo il meraviglioso e complesso processo di trasformazione del cacao in cioccolato di eccellente qualità, rispettando la materia prima ed esaltandone al massimo l’essenza e i profili organolettici per offrire ai nostri clienti un prodotto impeccabile da ogni punto di vista. Lavoriamo con integrità e nel rispetto delle leggi vigenti, in Italia e nei paesi d’origine del cacao, con il preciso obiettivo di favorire sempre uno scambio di competenze e un arricchimento reciproco con i nostri interlocutori, consolidando rapporti di fiducia in grado di generare valore sulla base di un codice etico che condividiamo con i nostri partner e che ci impegniamo con decisione a rispettare. Il nostro cioccolato è prodotto con umanità, tutelando le risorse naturali, a beneficio della collettività e delle generazioni future. Ci prendiamo cura di ogni pianta e del benessere della terra in cui cresce, stando sempre attenti a preservarne la biodiversità. Mettiamo la tecnologia e la ricerca al servizio della qualità del nostro cioccolato. Ogni nuovo impianto che introduciamo a Orsenigo è il segnale tangibile di un costante processo di innovazione che decliniamo quotidianamente sull’offerta ai nostri clienti. Ci impegniamo a produrre cioccolato coltivando le nostre responsabilità etiche, ambientali ed economiche, offrendone i frutti alle comunità in cui operiamo. Chocolate by Nature - Lo creiamo da sempre perché da sempre il cioccolato è nella nostra natura.

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persone

ambiente filiera

innovazione


SOMMARIO DMM

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Editoriale Gdo: tutte le sfide del 2022

38 Customer Riformulare il Futuro

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Cover Biologico spinto da consumi e Green Deal

40 Mercati Detergenza casa: lo scaffale non risplende

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Intervista Mondelez e lo snacking intelligente

52 Real estate Omnicanalità: a che punto siamo

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Retail Innovation Mezze – Lisbona, Portogallo

54 Digital club/Retail Riprendiamo dal caffè?

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Mercati Le conserve ittiche puntano su prodotti salutari e sostenibili

56 Mercati Tissue: l’innovazione passa dalla sostenibilità

34 Osservatorio Ecco i brand più seguiti dai consumatori sui social

60 Tecnologistica La Linea Verde investe in un piano triennale di sviluppo tecnologico Fercam attiva un distributore per il biocarburante Hvo

36 Successi Rigamonti acquisisce il Gruppo King’s

62 News 37 Imprese Action prosegue il suo piano di sviluppo in Italia

63 Video e podcast 65 Prossimamente

Nei 12 mesi terminanti a luglio 2021, le vendite complessive del food biologico in Italia sono risultate in crescita del 5% con ricavi per 4,6 miliardi di euro. DM Magazine Supplemento mensile di Distribuzione Moderna Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano Registrazione n° 52 del 30/1/2007

Responsabile editoriale Stefania Lorusso

Progetto grafico Silvia Ballarin

Responsabile di redazione Maria Teresa Manuelli

Direttore responsabile Armando Brescia

Redattori Federica Bartoli, Stefania Colasuono, Alberto Deiana, Maria Teresa Giannini, Fabio Massi, Paolo Pelloni, Luca Salomone, Emanuele Scarci, Claudia Scorza, Fabrizio Valente, Marco Zanardi

Editore Edizioni DM Srl - Via A. Costa 2 20131 Milano P. Iva 08954140961

Contatti Tel. 02/20480344 redazionedm@edizionidm.it Pubblicità Ufficio commerciale: commerciale@edizionidm.it Tel: 02/20480344

L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.


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EDITORIALE DMM

GDO:

La partenza di un nuovo anno è sempre contrassegnata da bilanci su ciò che ci si lascia alle spalle e previsioni di quello che ci si aspetta nei dodici mesi successivi. A due anni dall’inizio della pandemia che (a quanto pare) ancor non ci abbandona e nonostante sia servita da presidio durante l’emergenza sanitaria, la grande distribuzione fatica a far quadrare i conti. Il 2021 ha confermato l’affanno degli ipermercati, il rafforzamento dei discount e la crescita dell’online. È stato anche l’anno dei nuovi arrivati nel cosiddetto “ultimo miglio” e dei tentativi, per ora tutt’altro che riusciti, sul terreno della vera innovazione. E, senza crescita e innovazione, l’ossessione resta inevitabilmente concentrata sui costi. Soprattutto quello del lavoro. La grande distribuzione negli ultimi mesi ha sofferto e non poteva essere altrimenti nel confronto con il pari periodo 2020, anno talmente anomalo da non poter essere preso a modello per costruire budget e obiettivi futuri. Il paradigma che ha caratterizzato le vendite dopo la comparsa del coronavirus è stato il seguente: all’acutizzarsi della pandemia, con le conseguenti disposizioni normative rivolte a limitare la socialità, è corrisposto un incremento più o meno significativo degli incassi della gdo che è andato scemando a mano a mano che la situazione sanitaria è diventata “sotto controllo” grazie alla campagna vaccinale massiva. Il 2022 sarà lo specchio, in negativo, di quanto avvenuto fino ad oggi ma aggravato da varianti impreviste, quali: i forti rincari delle materie prime che a cascata stanno già interessando i prezzi al pubblico, la fine degli aiuti di Stato (sblocco licenziamenti, revisioni degli aiuti alle classi meno abbienti) e i forti incrementi delle spese energetiche familiari che potrebbero limitare i budget di spesa oppure indirizzarli verso prodotti economici o fortemente scontati. Ad onta di ciò il 2022 si presenta comunque particolarmente vivace. Ci saranno nuove acquisizioni, qualche ulteriore ristrutturazione di insegna (vedi il caso Pam) e poi i soliti andirivieni tra differenti centrali di acquisto. La stessa entrata di Conad in Confcommercio provocherà inevitabili contraccolpi in altre direzioni: alcune insegne nazionali probabilmente la seguiranno, altre cercheranno nuovi interlocutori proponendosi a chi è interessato da tempo a creare una propria testa di ponte nel settore. Ne vedremo (o Stefania Lorusso, Responsabile Editoriale DM meglio, scriveremo) delle belle.

tutte le

SFIDE DEL

2022

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COVER DMM

BIOLOGICO spinto da consumi e GREEN DEAL Nei 12 mesi terminanti a luglio 2021, le vendite complessive del food biologico in Italia sono in crescita del 5% con ricavi per 4,6 miliardi di euro. di Emanuele Scarci

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COVER DMM

Grande spinta al biologico Le norme europee sulla trasparenza delle produzioni bio scattate dallo scorso 1° gennaio e l’imminente conversione in legge a Roma delle disposizioni a favore dell’agricoltura biologica daranno un colpo di acceleratore ai consumi di alimenti organici. Non che le vendite di prodotti biologici si siano arenate, ma i tassi di sviluppo in Italia hanno progressivamente perso velocità, a parte l’eccezionale 2020 (+7% delle vendite a 4,3 miliardi di euro) segnato dal lockdown e dai consumi rigorosamente in casa. Insomma, il biologico nel carrello piace ancora nel nostro Paese, mentre all’estero corre il Made in Italy. Nei 12 mesi terminanti a luglio 2021, le vendite complessive del food biologico in Italia sono in crescita del 5% con ricavi per 4,6 miliardi di euro. Anche l’export bio Made in Italy continua la sua corsa: +11% rispetto allo scorso anno, totalizzando 2,9 miliardi di euro sui mercati internazionali e confermando l’Italia come il Paese più export oriented d’Europa.

«

Siamo tornati alla normalità – commenta il presidente della catena specializzata EcorNaturaSì, Fabio Brescacin -. Il 2021 è stato leggermente peggiore del 2020, ma un po’ meglio del 2019. Quindi si è vista la crescita nel confronto con un anno normale». Nel 2020 i ricavi di EcorNaturaSì (354 punti vendita, di cui 130 di proprietà e il resto indiretti) sono balzati del 18,6% a 470 milioni di euro di fatturato (dati Mediobanca). «Il rallentamento della crescita degli ultimi anni – aggiunge Brescacin – dipende anche dal processo di razionalizzazione degli assortimenti bio della distribuzione moderna. C’è meno spinta rispetto al passato e questo si traduce anche in meno vendite. Inoltre incide l’imporre la private label al posto del prodotto di marca altorotante». DM MAGAZINE 5


COVER DMM

Tra casa e fuori casa L’Osservatorio Nomisma divide, nei 12 mesi terminanti a luglio 2021 i consumi interni in “domestici”, pari a 3,9 miliardi di euro (+4%), e “fuori casa”, pari a 701 milioni di euro (+10%). La ristorazione collettiva e commerciale ritorna a crescere dopo il fisiologico -27% (487 milioni di euro) registrato nel 2020. La distribuzione moderna con il 56% fa la parte del leone tra i canali di vendita del domestico: 2,2 miliardi di euro (+2%) tra ipermercati, supermercati, libero servizio, specialisti drug, discount ed e-commerce. Gli ultimi due canali continuano a registrare i maggiori incrementi: +10,7% i discount a basso costo (a 205 milioni di euro) e +67,3% l’online (a 75 milioni di euro). Da segnalare anche la crescita dei negozi specializzati bio (+8%), che soddisfano un quarto (26%) del consumo interno con quasi un miliardo di euro di vendite. Il restante 19% (723 milioni di euro, +5%), proviene da negozi di vicinato, mercatini, farmacie, parafarmacie, gruppi di acquisto solidale.

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ontinuerà la crescita del bio, al netto dei provvedimenti legislativi? «Sono ottimista – risponde Giuseppe Cantone, direttore commerciale di MD –. Il bio continuerà a crescere in generale e anche nel canale discount. Per esempio, nel processo di upgrading di MD, il bio trova ottima visibilità tra i prodotti top di gamma anche nel nuovo format appena lanciato: dalla linea Lettere dall’Italia a Vivo Meglio linea salutistica, ai prodotti funzionali. Resta inteso che il driver del nostro bio rimane il rapporto qualità/prezzo. Non possiamo disattendere le aspettative dei nostri clienti». Meno ottimista Brescacin per il 2022: «Si naviga a vista – dichiara l’imprenditore –. È impossibile fare previsioni perché nessuno sa quale strada possa prendere la pandemia e quanto possa durare. Quindi è meglio tenere un atteggiamento prudente». 6 DM MAGAZINE


Cosa c’è nel carrello Quali sono i prodotti biologici nel carrello degli italiani? Considerando solo la merce preconfezionata a peso imposto, le tre referenze più vendute nella distribuzione moderna sono uova (valore 137 milioni di euro), confetture e spalmabili a base di frutta (106,5 milioni) e bevande vegetali (69 milioni di euro). La drogheria alimentare (pasta, prodotti da forno, conserve, sughi) incide a valore per il 57% sul totale, seguita dal fresco con il 21% (formaggi, salumi, yogurt, uova), l’ortofrutta con il 12%, le bevande con il 6% e carni e freddo con il 2%. Quali le abitudini dei consumatori di bio? Il 54% della popolazione fra 18 e 65 anni viene considerato “consumatore frequente”, ossia mette a tavola prodotti bio ogni giorno o almeno una volta a settimana. «Il biologico sta crescendo in Italia come in tutto il mondo – scrive l’Osservatorio Nomisma – ma mentre siamo i primi in Europa per numero di coltivatori biologici (80mila) e di imprese di trasformazione (oltre 10 mila), la spesa pro capite cresce lentamente: appena 70 euro contro i 188 della Francia e i 180 della Germania. Comunicazione, formazione e ricerca universitaria, istruzione scolastica: sono queste le linee su cui il governo italiano dovrebbe investire per innescare un processo virtuoso nello sviluppo di un’economia agricola biologica anche in Italia. Una svolta culturale necessaria, per sostenere produttori e distributori impegnati a fornire ogni giorno beni sostenibili a tutti i livelli della filiera, dal prodotto all’imballaggio».

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Comunicazione, formazione e ricerca universitaria, istruzione scolastica: sono queste le linee su cui il governo italiano dovrebbe investire per innescare un processo virtuoso nello sviluppo di un’economia agricola biologica anche in Italia.


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La nuova legge Ue Il Green Deal europeo è la strategia al centro dell’agenda politica della Commissione. L’obiettivo primario è fare dell’Europa il primo continente a impatto zero sul clima, nonché incrementare la sostenibilità dell’economia e migliorare la qualità della vita e la salute delle persone. La produzione biologica è un cardine verso un sistema alimentare sostenibile, attraverso il rafforzamento degli sforzi degli agricoltori per contrastare il cambiamento climatico, proteggere l’ambiente e ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche. Dall’inizio di gennaio è scattata la nuova legislazione europea sulla produzione biologica. Nelle intenzioni, vuole garantire una concorrenza leale tra gli agricoltori, prevenendo al contempo frodi e mantenendo la fiducia dei consumatori. Per questo sono state introdotte norme sulla produzione che semplificano il quadro regolatorio attraverso la graduale eliminazione di una serie di eccezioni ed esen-

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zioni. Si rafforza il sistema di controllo grazie a misure preventive più rigorose: i produttori extra Ue dovranno rispettare le norme comunitarie e le leggi sul biologico copriranno un elenco più ampio di prodotti (per esempio sale, sughero, cera d’api, mate, foglie di vite, cuori di palma) e comprenderanno norme di produzione supplementari per quanto riguarda le carni di cervi, conigli e pollame. Infine la certificazione sarà più facile per i piccoli agricoltori e si seguirà un approccio più uniforme per ridurre il rischio di contaminazione accidentale da pesticidi.

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a Commissione europea ha varato il piano d’azione per l’agricoltura biologica nell’ambito del Green Deal destinando il 25% dei terreni disponibili all’agricoltura bio entro il 2030. L’Italia ce la farà? Quasi certamente sì. Abbiamo 2,1 milioni di ettari coltivati, quasi il 18% della Superficie agricola utile (Sau) totale, quindi si può centrare l’obiettivo del 25% di Sau bio anche entro il 2027. A condizione però che «vengano resi disponibili fondi adeguati, intorno al miliardo di euro in 5 anni – calcola Giuseppe Romano, presidente dell’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) - e si mettano a sistema azioni congiunte finalizzate ad accompagnare il percorso di conversione dal convenzionale al biologico, si favorisca la transizione ecologica e digitale e si stimolino i consumi, così da mantenere in equilibrio domanda e offerta». Proclami nel deserto? No, a dicembre il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha incontrato i vertici di Aiab e Federbio che si sono detti soddisfatti, ma bisognerà attendere la stesura del Piano strategico nazionale per verificare quante proposte saranno recepite e quante risorse destinate allo scopo. DM MAGAZINE 9


COVER DMM

L’IDENTIKIT: REDDITO MEDIO-ALTO E ACQUISTI SETTIMANALI DI FRUTTA E ORTAGGI In oltre la metà delle famiglie italiane (54%), cibo e bevande bio si consumano almeno una volta a settimana e per il 50% dei responsabili degli acquisti alimentari il biologico nel carrello rappresenta sempre la prima scelta, soprattutto per alcune categorie di prodotti come frutta, verdura e uova. Quasi 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un prodotto biologico e in 9 anni il numero di famiglie acquirenti è aumentato di circa 10 milioni. È questa la fotografia dell’evoluzione del consumatore italiano di biologico scattata dall’Osservatorio Sana-Nomisma. La crescita dei consumi domestici riflette il progressivo ampliamento della consumer base (almeno una occasione di acquisto negli ultimi 12 mesi) che nel 2021 ha raggiunto l’89% delle famiglie. Nel 2012 questa percentuale era del 53%. Ma qual è il profilo del frequent user bio? In primis, il reddito e il titolo di studio: la quota è più alta tra i responsabili di acquisto con reddito mensile e titoli di studio medio-alti. Incide anche la composizione del nucleo familiare: dove ci sono figli e, in particolare, bambini con meno di 12 anni, la percentuale di user abituali cresce fino al 62%. Anche le abitudini alimentari influenzano il consumo frequente di prodotti bio: nelle famiglie in cui ci sono vegetariani o vegani il tasso di frequent user bio sale al 76%. Tra gli attributi incentivanti all’acquisto di biologico c’è la provenienza: il 57% decide di comprare un prodotto bio se gli ingredienti sono di origine italiana e il 37% se la sua provenienza è locale o a km zero. Ma qual è la leva che guida il primo acquisto? Sicuramente la curiosità (per un 57%), ma ancor di più la percezione di acquistare prodotti privi di pesticidi e chimica di sintesi. E.S.

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Il brand Made in Italy Intoppi invece sul versante legislativo: dopo 15 anni di attesa, il Senato ha approvato (con 195 voti a favore, uno contrario e un astenuto) il disegno di legge sull’agricoltura biologica (numero 988). Ma fino a tutto lo scorso dicembre il provvedimento non è stato calendarizzato alla Camera dei deputati per l’approvazione definitiva, probabilmente anche per l’ingorgo della Legge Finanziaria. La legge è uno snodo cruciale per il biologico: definisce i compiti delle Regioni, istituisce il marchio del bio made in Italy, il Tavolo tecnico per la produzione biologica e il Piano d’azione nazionale con cadenza triennale, il supporto alle imprese agricole nella conversione al biologico e le azioni per favorire l’aumento della domanda. A questo proposito, è intervenuto il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri che, in una lettera indirizzata al presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, ha ribadito «l’indiscussa centralità che il provvedimento legislativo assume, anche in considerazione delle recenti scelte della Commissione europea in materia di agricoltura biologica. Le nostre aziende restano ferme, con un provvedimento che aspetta ancora di essere calendarizzato, mentre il resto dell’Europa corre». Anche secondo Brescacin «il quadro giuridico in evoluzione in Europa e in Italia, da un lato, e una maggiore attenzione alla salute, dall’altra, produrranno quasi certamente effetti positivi anche su produzione e consumi di biologico. Infatti, le previsioni sono ancora improntate a una crescita dei consumi in tutta Europa. Compresa l’Italia che è un paese di grande tradizione nel bio, ma di bassi consumi».

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BONSIGNORE: PER COOP IL BIO VALE 250 MILIONI DI EURO

Il brand Coop Vivi Verde non ha cessato di crescere durante il lockdown e anche dopo: il trend a valore è +6%. Così l’esordio di Paolo Bonsignore, direttore prodotto a marchio e marketing Coop Italia. «Il nostro marchio di prodotti biologici Vivi Verde, con il quale abbiamo esordito nel 1999 - aggiunge il manager - è il primo brand bio venduto nella grande distribuzione in Italia con oltre 250 milioni di euro di fatturato nel 2020».

E oggi? Da un anno l’intera linea Vivi Verde, il bio di Coop, utilizza imballi riciclabili, riutilizzabili o compostabili. Stiamo parlando di oltre 750 referenze. L’innovazione dei prodotti e delle linee va di pari passo con la scelta di rafforzare ulteriormente l’ecosostenibilità che per Coop è un impegno che viene dai lontani anni ’80. Quali le maggiori categorie di Vivi Verde? Tra i prodotti di punta, sicuramente le uova, sulla cui filiera l’impegno di Coop risale al 2002, anno della nascita della filiera controllata delle uova a marchio Coop e delle prime uova bio. Oggi le uova Vivi Verde nascono da galline italiane allevate senza uso di antibiotici. Vivi Verde è un vero e proprio brand e, come tale, vive in un costante stato di sviluppo e affinamento. Come nascono le linee di prodotti? Coop, attraverso l’iniziativa storica “Approvato dai Soci”, raccoglie costantemente i feedback di soci e consumatori e li utilizza per creare nuovi prodotti oppure per migliorare quanto già a scaffale. Si tratta di un’operazione che negli anni ha raccolto decine di migliaia di feedback e che ha consentito di sviluppare le linee di successo che oggi tutti conoscono, Vivi Verde in primis. Per Coop qual è l’identikit del consumatore tipo di bio? Non esiste più un consumatore tipo. Anche l’ultima fotografia scattata dal Rapporto Coop 2021 ci restituisce la fisionomia di più tipologie di consumatori, usciti anche profondamente trasformati dalla pandemia. Un italiano su due ha cambiato le proprie consuetudini alimentari, chi indulgendo nel conforto alimentare e chi approfittandone per una dieta più equilibrata e salutare. Se solo il 18% non si riconosce in alcuna cultura alimentare e il 24% fa riferimento solo alla dieta mediterranea, oltre la metà degli italiani si riconosce anche o esclusivamente in altre identità alimentari (bio, veg&veg, gourmet, iperproteici e low carbs) e nel 2021 abbiamo anche registrato la comparsa della nuova tribù dei climatariani, ovvero di coloro (1 italiano su 6) che dichiarano di adeguare il proprio regime alimentare per ridurre l’impatto ambientale. E.S. 12 DM MAGAZINE


Il mercato del bio non è maturo, anzi conserva grandi potenzialità. Un elemento determinante per crescere sarà la riduzione della forbice dei prezzi al consumo tra prodotti bio e convenzionali. E in questo la crescita della private label sarà un elemento importante: parola di Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione di Bennet. «Oggi il bio – aggiunge Pescatore – non cresce più a doppia cifra come un tempo ma rimane in terreno positivo. Soprattutto si tratta di uno sviluppo sano, dettato da un consumatore più attento al proprio benessere e all’ambiente».

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PESCATORE (BENNET): VENDITE STABILI MA CRESCE IL NOSTRO MARCHIO

Quali sono i brand di Bennet dedicati al bio? Sono la linea “Bennet-Bio” che abbraccia il mondo alimentare e la linea “Bennet Cosmesi Naturale bio” per la cura della persona. Quanto pesa il marchio proprio sulle vendite di bio? Rispetto alle vendite totali di bio, i nostri brand dedicati pesano attualmente il 46% a valore e il 52% a volume. Quali categorie di prodotti sono più acquistati? Sono numerosi: prodotti freschi come verdure di IV gamma, uova, yogurt, preaffettati in busta, pasta fresca, latte, prodotti a lunga conservazione come le bevande vegetali, conserve (principalmente legumi e derivati dal pomodoro), panificati, cereali prima colazione, confetture e spalmabili, biscotti e farine. A quanto ammontano le vendite di bio in Bennet? Nel 2020 le vendite hanno superato complessivamente i 22 milioni di euro. Nel 2021 abbiamo registrato un andamento piuttosto stabile nel complesso, mentre è aumentata al suo interno la quota del marchio privato Bennet-Bio con un trend del +14,7% a valore. Gli ultimi dati parziali indicano vendite in bio in rallentamento nella distribuzione moderna? È plausibile. Negli anni precedenti la grande distribuzione ha beneficiato di un travaso di consumatori dal canale specializzato grazie al maggior presidio del biologico in tutti i principali settori merceologici. Dopo il boom ora le quote cominciano a consolidarsi. È possibile tracciare il profilo del consumatore tipo di bio? È attento alla salute e alla sicurezza dei prodotti che sceglie per sé e per i suoi famigliari. Non ultimo, è attento all’ambiente. Cerca cibi più sani, senza pesticidi ed altre sostanze indesiderate. Ci sono in vista nuovi lanci di bio? Siamo determinati nel processo di sviluppo dei prodotti Bennet-Bio con l’obiettivo di essere presenti in tutti i settori merceologici. A livello promozionale daremo maggior risalto nei volantini. E.S.

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INTERVISTA DMM di Luca Salomone

Mondelēz

e lo snacking intelligente La missione “Snacking made right” ha guidato le decisioni messe in atto nell’affrontare le sfide scaturite dalla pandemia, avendo, come priorità, la sicurezza dei dipendenti. Nata nel 2012, dallo scorporo della divisione snack di Kraft, Mondelēz International fattura circa 26 miliardi di dollari a livello mondiale. Nel nostro Paese è un colosso da 1 miliardo di euro. Il portafoglio prodotti è, notoriamente, molto esteso, abbracciando ogni categoria del fuori pasto, un settore che è stato influenzato e modificato, in modo profondo, dall’emergenza sanitaria, ma anche, in precedenza, da tendenze di consumo emergenti. Ne abbiamo parlato con l’amministratrice delegata per l’Italia, Silvia Bagliani. Quali sono state le principali sfide che Mondelēz Italia ha dovuto affrontare nel lungo periodo della pandemia? La nostra missione, “Snacking made right”, ha guidato le decisioni messe in atto nell’affrontare le sfide scaturite dalla pandemia, avendo, come priorità, la sicurezza dei nostri dipendenti. Le complessità che abbiamo dovuto gestire sono state molte: dal rispondere all’appello delle Autorità, diretto a non fare entrare in sofferenza la filiera alimentare, mantenendo i nostri stabilimenti sempre attivi, alla necessità di confrontarci con le interruzioni della supply chain, alla gestione di costi incrementali, fino al bisogno di rendere sicuri tutti i nostri luoghi lavorativi e tutte le occasioni di incontro con fornitori e partner. Rilevante anche lo sforzo compiuto per adattare la nostra offerta ai cambiamenti improvvisi nei comportamenti dei consumatori: colazioni in casa, aperitivi virtuali, ricerca di comfort food… Siamo riusciti a rispondere prontamente, grazie all’ampiezza del nostro portafoglio e grazie all’agilità e spirito di adattamento di tutti i colleghi, attivi in tutti i passaggi della filiera.

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INTERVISTA DMM Parliamo di innovazione… Due sono le direzioni per noi davvero importanti. La prima è l’attenzione alla sostenibilità e all’italianità delle materie prime. In particolare, oltre a Oro Saiwa Classico 100% grano italiano e a Fattorie Osella con latte piemontese, abbiamo recentemente lanciato Sottilette Fumé con scamorza 100% nazionale. A breve anche tutta la gamma Tuc sarà prodotta, interamente, con grano italiano. La seconda è relativa al benessere e, nel corso dell’ultimo anno, abbiamo rilanciato la linea salutistica di Philadelphia, aggiunto un ulteriore frollino alla gamma Oro Saiwa (Cioccoro frollini integrali al cacao con gocce di cioccolato e fiocchi di avena), proposto Tuc integrale con cereali e rivisto alcune ricette (come Fonzies) per ridurre i grassi saturi. A breve avremo Robiola Osella Leggera e altre novità, sempre più sane, anche nel comparto dei salati. Mondelēz è famosa per inclusione e sostenibilità del business. In questo senso può raccontarci del progetto Mondelēz Made Right, creato con Lifeed e dei motivi per i quali vi rispecchia ed è importante? Da anni la nostra azienda ha sviluppato una cultura fondata sulla valorizzazione delle proprie persone, impegnandosi nella definizione di politiche di welfare aziendale. Alle iniziative per la promozione del “work life balance”, o equilibrio tra vita privata e lavoro, e per supportare il benessere dei dipendenti, l’azienda ha deciso di integrare, a settembre 2020, la proposta di Lifeed (specialista delle risorse umane e delle partnership etiche, ndr) che, attraverso una piattaforma di formazione digitale, basata sugli stili di vita di ciascuno, trasforma le interazioni in efficaci palestre per l’incremento delle competenze soft. Il continuo collegamento fra la dimensione lavorativa e quella personale ha creato un ponte che arricchisce il singolo e l’organizzazione. “Mondelēz Made Right” è un percorso aperto a tutti i dipendenti in Italia, per il riconoscimento e la valorizzazione della dimensione identitaria dei caregiver, tema che, insieme al benessere della persona a 360 gradi, rappresenta i due cardini della nostra politica di inclusione. Sono anche molto orgogliosa del fatto che l’azienda sia stata recentemente premiata, da Lifeed, come Caring company 2022, un riconoscimento che certifica il nostro impegno nei confronti del benessere dei nostri colleghi.n DM MAGAZINE 15


RETAIL INNOVATION DMM Caso tratto dalla ricerca internazionale Retail Innovations 16

Mezze

Lisbona, Portogallo Un ristorante che propone piatti della cucina siriana offrendo lavoro a giovani rifugiati e diffondendo la cultura araba attraverso workshop e seminari.

Area chiave: Sustainable Experience Info chiave • Ristorante etnico inclusivo • 2016: crowdfunding • 2017: apertura A una studentessa siriana 24enne, Alaa, trasferitasi a Lisbona per studiare architettura, è stato chiesto cosa le mancasse di più e la sua risposta è stata: «Il pane siriano. Il pane da noi significa famiglia e condivisione». Questa risposta è stato il punto di partenza per il lancio di un progetto di integrazione sociale in Portogallo, sviluppato dall’Associazione non-profit Pão a Pão, “pane al pane”, di cui Alaa è stata una dei quattro fondatori.

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RETAIL INNOVATION DMM

Sustainable experience L’associazione ha l’obiettivo di inserire nel mondo del lavoro giovani siriane rifugiate, che hanno iniziato ad arrivare anche in Portogallo dal 2015. Inizialmente l’idea dell’associazione era quella di aprire un panificio, ma i fondatori hanno voluto puntare più in alto, decidendo di lanciare un ristorante a Lisbona. Nel 2016 hanno iniziato a proporre cene-evento in un vecchio mercato al coperto e, grazie a un crowdfunding di oltre 23.000 euro (10.000 euro in più rispetto all’obiettivo iniziale), hanno inaugurato il locale nel 2017. L’offerta comprende pane e specialità della cucina siriana come le kibbeh (polpette fritte a base di bulgur, carne macinata e noci) e il kabseh (riso con pollo e verdure). Tutti gli ingredienti, ad eccezione della carne, provengono dal vicino mercato di quartiere Mercado de Arroios, che ha accettato con entusiasmo di collaborare al progetto. Il team è composto da giovani siriane per il 90% alla prima esperienza di lavoro, impiego che diventa un ponte per connettere i rifugiati con la comunità ospitante, facendoli

sentire a casa e dando loro la possibilità di trasmettere e condividere identità e tradizioni. Vengono spesso organizzati anche workshop e seminari con l’obiettivo di far conoscere più da vicino la cultura mediorientale e favorire il superamento dei pregiudizi. I clienti del locale sono principalmente portoghesi, provenienti da tutto il Paese e non solo da Lisbona, di età compresa tra i 20 e i 50 anni, alla ricerca di una cucina diversa (e ormai di tendenza) come quella mediorientale. Grazie alla comunicazione e alla diffusione sui social la clientela si era estesa, in era preCovid, anche a un numero crescente di stranieri. Il successo ha consentito di restituire il prestito iniziale alle istituzioni e di rendere il progetto totalmente autosufficiente. Commento finale Kiki Lab Il progetto Mezze è una testimonianza della possibilità di creare progetti sociali capaci di diventare sostenibili economicamente. La chiave del successo è basata su un mix di elementi: coinvolgimento di associazioni e istituzioni, capacità manageriale e uso sapiente dei social media. Sfida: riuscire a superare la difficilissima transizione imposta dalla pandemia, in uno dei settori più penalizzati.n Autore: Fabrizio Valente, founder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)

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INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Mare Aperto conferma il suo impegno per un 2022 all’insegna della sostenibilità Nel settore delle conserve ittiche, la sostenibilità viene intesa in primis come relativa all’ambiente marino: per Mare Aperto questo è un requisito fondamentale, ma non basta limitarsi a questo. Il nostro impegno verso la sostenibilità ha radici profonde e quindi già da diversi anni siamo andati oltre. Abbiamo lanciato un paio di anni fa il programma di Responsabilità Sociale d’Impresa We Sea, il quale racchiude tutti gli impegni e le azioni intraprese dall’azienda per la protezione dell’ambiente e nell’ottica del massimo rispetto per le persone. We Sea punta sulla sostenibilità a 360º ed è trasversale a tutte le linee di attività dell’azienda. Si articola su 5 assi: acquisto e pesca responsabile, politiche di qualità, impegno sociale, attenzione all’ambiente e impegno per le energie rinnovabili, economia circolare. Svolgiamo numerose azioni volte a minimizzare l’impatto della nostra attività sull’ambiente: abbiamo certificazioni internazionali come la ISO 14001 e disponiamo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Lavoriamo per ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera: grazie al nostro impegno per le energie rinnovabi-

li, abbiamo raggiunto la neutralità carbonica nei nostri centri di produzione: produciamo energia verde in più rispetto a quella che utilizziamo. La casa madre Jealsa ha stabilito poi meccanismi per garantire l’etica del lavoro lungo tutta la catena del valore: internamente, i nostri centri sono registrati in Sedex e Smeta e pretendiamo da tutti i nostri fornitori che rispettino le normative sul lavoro e i più alti standard etici. Tutti i nostri prodotti sono certificati per la pesca e l’approvvigionamento sostenibile della materia prima, per la maggior parte da Friend of the Sea, ma anche da MSC e includendo referenze di “pescato a canna”. E’ importante garantire al consumatore che il proprio acquisto possa realmente

dirsi “responsabile” in quanto le risorse marine utilizzate sono certificate per avere un’origine ben gestita e sostenibile. Ciò si fa anche collaborando con organizzazioni che nel loro protocollo tengano conto anche dell’aspetto sociale, il quale si traduce per esempio nell’esclusione della pesca cosiddetta IUU (Illegal, Unreported and Unregulated). Attraverso We Sea, continueremo poi a lavorare per ridurre al minimo l’impronta di carbonio, migliorando l’efficienza energetica e riducendo il consumo di acqua dolce. Ci siamo posti anche l’obiettivo di minimizzare i rifiuti, già raggiunto per la materia prima tonno, che viene utilizzata al 100% senza scarti, grazie ad un ecosistema di aziende che lavorano sull’economia circolare. Queste azioni si traducono anche nei prodotti: dai cosiddetti law drain, con solo un filo d’olio o acqua di copertura, per evitare lo spreco alimentare, al packaging, il cui imballaggio è completamente riciclabile, con un’alta percentuale di carta riciclata e certificata FSC come proveniente da boschi sostenibili.


MERCATI DMM

Le conserve ittiche puntano su prodotti salutari e sostenibili ALL’INTERNO DI UN MERCATO MATURO E SEMPRE PIÙ POLARIZZATO, TRA PROPOSTE PREMIUM E PRODOTTI PRIMO PREZZO, CRESCE L’ATTENZIONE VERSO REFERENZE SALUTARI E SOSTENIBILI, REALIZZATE CON MATERIE PRIME DI QUALITÀ E CON UN ELEVATO CONTENUTO DI SERVIZIO. di Claudia Scorza

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MERCATI DMM

I

l mercato delle conserve ittiche, nell’anno terminante a ottobre 2021 (fonte: Nielsen, totale Italia, Iper+Super+Liberi/Servizi+Discount+Specialisti Drug), registra un giro d’affari di 1,5 miliardi di euro negli ultimi dodici mesi per oltre 130 milioni di chili venduti. Negative le performance della categoria, con un trend del -2,7% sia a valore che a volume rispetto al 2020. Il calo del fatturato è trasversale a tutta Italia e a tutti i canali, ad eccezione dell’Area 4, dove le vendite sono flat (+0,0% a valore e +0,2% a volume). Aree geografiche e canali di vendita

L’Area 1, principale area per volumi generati (27,7%), guida il calo del totale categoria con un trend del -4,7% a volume e del -4,9% a valore. Seguono per contributo negativo l’Area 2 (-3,5% vol. e -3,0% val.) e l’Area 3 (-2,6% vol. e -2,3% val.). Infine, l’Area 4, seconda per peso, rimane stabile rispetto allo scorso anno. «Per quanto riguarda i format di vendita – precisa Alessandro Cosentino, analytic consultant di NielsenIQ – sono i liberi servizi a contribuire maggiormente alla perdita della categoria. Infatti, nonostante la loro quota in volume sia pari al 10,3%, registrano una performance molto negativa negli ultimi dodici mesi

L’importanza di comunicare i valori del marchio La comunicazione di Generale Conserve per il brand Asdomar punta a valorizzare e rafforzare i valori del marchio: la sostenibilità e il “made in”, ossia il concetto delle cose fatte bene. «Quest’anno – precisa Simona Mesciulam – siamo tornati in televisione con un nuovo spot e un nuovo modo di comunicare: una creatività che racconta i valori principali dell’azienda, in modo semplice e diretto. Sostenibilità della pesca, lavorazione artigianale italiana e gusto inconfondibile del prodotto sono le caratteristiche che ci caratterizzano, sulle quali fondiamo la nostra distintività nel mercato».

SCHEDE PRODOTTI

Bolton Food/Rio Mare

Nome prodotto: Pesti al Tonno Caratteristiche: nuovi pesti con tonno certificato Msc, di prima qualità, pescato in modo sostenibile, lavorato con ingredienti selezionati e olio d’oliva, senza conservanti. Le referenze sono disponibili in vasetto di vetro nelle varianti: Tonno con Pistacchi e Limone, Tonno con Mandorle e Pecorino e Tonno con Olive Nere e Peperoncino.

Alliance Océane/Coraya

Nome prodotto: Bastoncini di Mare Caratteristiche: una nuova confezione che riduce il proprio impatto sull’ambiente in cartoncino riciclato, preferita dal 75% dei consumatori rispetto ad una di plastica.

Giacinto Callipo Conserve Alimentari/Callipo

Nome prodotto: Tranci di Tonno Callipo all’olio extravergine di oliva biologico. Caratteristiche: la qualità dei tranci di tonno Callipo incontra l’olio extravergine di oliva e dà vita ad un prodotto genuino, gustoso, dalle ottime qualità nutrizionali. Disponibile nel formato scatola da 300 g.

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MERCATI DMM

SCHEDE PRODOTTI

Generale Conserve/Asdomar

Nome prodotto: Filetti di tonno al naturale in Acqua di Mare di Sardegna Caratteristiche: grazie all’utilizzo di acqua di mare di Sardegna, i filetti di tonno non necessitano dell’aggiunta di sale. Lavorati artigianalmente nello stabilimento di Olbia, sono disponibili nel formato da 250 g.

Gruppo Calvo/Nostromo

Nome prodotto: Tonno Nostromo all’Olio di Oliva “Apri gira facile” Caratteristiche: la qualità di sempre nella nuova confezione “Apri gira facile”, che innova il modo di produrre, confezionare e consumare il tonno in scatola. Priva di bordo interno, la lattina permette di rovesciare il prodotto direttamente sul piatto, mentre il coperchio flessibile in alluminio consente un’apertura semplice e sicura.

Una strategia multicanale Per promuovere i propri prodotti, spiegandone le caratteristiche e la qualità, L’Isola d’Oro adotta una strategia comunicativa declinata su più canali. «La nostra – precisa Donatella Zarotti – è una comunicazione multicanale, rivolta sia ai responsabili d’acquisto finali sia agli intermediari della distribuzione organizzata. Comunichiamo principalmente in televisione, in fiera, in etichetta, su riviste selezionate e in cartellonistica. Stiamo anche esaminando la possibilità di utilizzare monitor indoor».

(-8,3% vol. e -9,3% val.). Seguono gli ipermercati, con un trend pari a -4,1% a volume e a -3,1% a valore, e i supermercati, che sviluppano il 38,2% dei volumi e calano del -1,5% a volume e del -1,3% a valore. In contrazione anche i discount, con una flessione sia a volume (-0,8%) che a valore (-0,9%) nell’ultimo anno». Andamento dei segmenti

Il mercato si suddivide in quattro segmenti: tonno sott’olio, tonno naturale, tonno ricettato e con contorno, altre conserve di pesce. Il segmento del tonno sott’olio, che costituisce il 71% dei volumi, è il maggior contributore al calo del comparto, con un trend negativo sia a valore (-4,0%) che a volume (-3,3%). Tra i vari sottosegmenti mostra un andamento particolarmente negativo il tonno sott’olio in latta (-6,1% val. e -5,2% vol.), mentre performa bene il tonno sotto’olio in filetti in vaso di vetro (+7,3% val. e +13,1% vol.). Il mondo del tonno sott’olio è fortemente influenzato dalla promozionalità che, nell’ultimo anno, mostra un incremento, passando dal 47% al 49,3% (+2,3 p.ti). Il segmento del tonno naturale segue il calo del mercato, registrando -2,6% a valore e -4% a volume. Negativa la performance del sottosegmento tonno naturale in latta, che muove l’88,4% dei volumi (-7,1% vol. e -7,2% val.). «Crescono a doppia cifra – specifica Alessandro Cosentino – il tonno naturale filetti in vaso di vetro (+29% in distribuzione moderna) e il tonno naturale filetti in latta (+38,4% nei discount). L’unico segmento a mostrare una crescita è il tonno ricettato e con contorno, che registra una trend positivo a doppia cifra sia a volume (+11,1%) che a valore (+13,2%). In particolare, l’aumento nelle vendite è trainato dal sottosegmento tonno con contorno, che incrementa di quasi 6 punti l’intensità promozionale e accresce il numero medio di referenze e il prezzo medio. Le altre conserve di pesce riportano un trend negativo (-3,2% vol. e -1,9% val.) a causa principalmente del calo nelle vendite dello sgombro (-4,3% vol. e -3,9% val.) e delle sardine (-14,2% vol. e -16,1% val.). Bene, invece, salmone (+4,2% vol. e +7% val.) e polpa di granchio (+7,5% vol. e +8% val.)». DM MAGAZINE 23


MERCATI DMM

SEGMENTI - Altre conserve pesce -1,9%

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

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La comunicazione sul punto vendita torna centrale Nella prima parte del 2020 Mare Aperto ha raccontato il suo programma di responsabilità d’impresa “We Sea” attraverso uno spot televisivo dallo storytelling emozionale, puntando ad aumentare l’awareness. Avendo, però, affrontato recentemente un importante restyling del packaging e del logo, l’azienda ha attivato un piano di comunicazione sul punto vendita, concentrandosi, nella seconda parte dell’anno, sulla diffusione di materiali e sull’acquisto di spazi all’interno dei principali negozi, insieme ad azioni di merchandising e di promozione in-store per incrementare la visibilità del prodotto e della marca.

Un mercato sempre più polarizzato

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Valore Volume

UN PIANO MEDIA ARTICOLATO

Per quanto riguarda le strategie comunicative, Nino Castiglione sta concentrando una parte degli investimenti sulla comunicazione b2b, soprattutto attraverso magazine di settore e il rinnovato sito Ninocastiglione.it previsto per febbraio 2022, dal momento che la maggior parte del fatturato dell’azienda si sviluppa grazie al tonno in scatola a marchio privato. Per la comunicazione b2c con il marchio Auriga, invece, è stata scelta la promozione geolocalizzata per raggiungere le zone del territorio nazionale dove il brand è maggiormente distribuito, cosicché il consumatore che intercetta la pubblicità possa poi trovare il prodotto a scaffale.

Il recente cambiamento delle abitudini degli italiani ha acuito la polarizzazione dei consumi, come spiega Simona Mesciulam, direttrice marketing di Generale Conserve: «Da un lato sono cresciuti i volumi di vendita dei prodotti premium, soprattutto il segmento dei filetti in vaso vetro, quale gratificazione ottenuta attraverso cibo di qualità, ricomprendendo in questo concetto anche sicurezza alimentare e sostenibilità; dall’altro il prezzo è divenuto sempre più DM MAGAZINE 25


La Qualità e il Rispetto

Sempre più buono.

Scopri come avviene la lavorazione, dal taglio al confezionamento, nel nostro stabilimento di Olbia.

Questo tonno ASDOMAR è lavorato completamente in Italia e questo lo rende ancora più buono. Buono per il mare, perché pescato secondo criteri di sostenibilità. Buono per il territorio, perché supporta l’economia locale. Buono per te, perché unisce al gusto, tutta la qualità della lavorazione italiana.

asdomar.it

La Qualità e il Rispetto.


MERCATI DMM

SCHEDE PRODOTTI

La Nef/Re Salmone

Nome prodotto: Filetto Re Salmone Caratteristiche: il filetto di origine norvegese, nel formato da 120 g, è preparato utilizzando la parte più pregiata del salmone. Lavorato fresco, non viene mai congelato in nessuna fase del processo. Senza coloranti e additivi, si distingue per un delicato processo di affumicatura, basso contenuto di sale e assenza di zuccheri.

UN MEDIA MIX CHE COINVOLGE DIVERSI TOUCHPOINT

Con le attività di comunicazione, Nostromo punta a valorizzare l’impegno sul fronte dell’innovazione di prodotto e di processo nonché sulla sostenibilità, portato avanti nella cornice del programma “Impegno responsabile” di Gruppo Calvo. «Alle attività di ufficio stampa corporate e di prodotto – racconta Gianluca Cevenini – affianchiamo il dialogo diretto con le community digitali attraverso Facebook e Instagram, concentrandoci principalmente sulle referenze e sul loro utilizzo. C’è poi la partecipazione alle manifestazioni live, soprattutto legate all’universo wellness e allo sport».

Mare Aperto Foods/Mare Aperto

Nome prodotto: Tonno Basso in Sale Caratteristiche: tonno a tasso ridotto di sale, con il 75% in meno rispetto a 100 g (peso netto e sgocciolato) di tonno in olio di oliva Mare Aperto classico da 80 g. La referenza è realizzata con tonno appartenente a specie non sovrasfruttate, pescato con metodi sostenibili e certificato Friend of the Sea, con l’aggiunta di olio extravergine biologico.

L’Isola D’Oro

Nome prodotto: Aliciotte del Mar Cantabrico in olio di oliva Caratteristiche: filetti di alici del Mar Cantabrico, lavorate a mano in Sicilia, adagiate una ad una in olio di oliva. Certificate Msc. Prodotto sostenibile 100% italiano.

una variabile importante grazie all’allargamento dell’offerta nella fascia bassa della distribuzione, che vede in continuo sviluppo il canale discount». All’interno del comparto, infatti, «soffrono maggiormente i prodotti di fascia media  – afferma Angela Neglia, direttrice commerciale di Callipo Conserve Alimentari – con un ulteriore trend in crescita

di chi è orientato ad acquistare referenze a prezzo accessibile». Anche secondo Donatella Zarotti, responsabile comunicazione di L’Isola d’Oro, il prezzo resta una variabile rilevante durante l’acquisto: «Il ri-

SEGMENTI - Tonno naturale -2,6%

-4%

+37%

+26,4% +21,6%

+38,8%

-7,2%

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Valore Volume

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

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MERCATI DMM

SEGMENTI - Tonno ricettato e con contorno +13,2%

+11,1%

+13,1% +16,1%

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Valore Volume

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

chiamo del prezzo si mantiene il driver più importante, come dimostrato dalla crescita, senza eguali nel nostro Paese, dei discount. A livello globale, un tema non trascurabile nei prossimi anni sarà l’approvvigionamento di materia prima in un contesto di aumento della richiesta, a fronte di risorse sempre più scarse. Per questi motivi, le nostre previsioni sono di una crescita importante dei costi, che porterà il prodotto ad un punto prezzo molto più alto rispetto a quello attuale».

Il punto di vista della distribuzione: D.It - Distribuzione Italiana Secondo Roberto Romboli, responsabile mdd di D.It-Distribuzione Italiana, in Italia, il tonno è il segmento più rilevante: «Nei supermercati vale 160 milioni di euro sui 210 milioni di euro totali della categoria, anche se registra un lieve calo (-3%) sull’anno precedente. La fascia premium dell’assortimento e, in particolare, i nostri filetti in vetro Gusto&Passione hanno dato i risultati migliori: pur pesando il 18% a valore del totale ittico, segnano +15% a valore». Nel 2022 l’insegna andrà a presidiare due nuovi segmenti: il tonno leggero, caratterizzato da un minor contenuto di olio, e il multipack x6 e x8 nelle mainstream Sigma e Sisa. «Sul fronte sostenibilità e filiera, partendo dalla consapevolezza che la pesca intensiva rappresenta una delle attività umane a maggior impatto ambientale, stiamo lavorando per selezionare solo fornitori che, oltre ai requisiti di tracciabilità, garantiscano una pesca sostenibile».

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MERCATI DMM L’USO DELL’ETICHETTA COME FONTE D’INFORMAZIONE

Callipo Conserve Alimentari è attenta a valorizzare la qualità, la localizzazione, la sostenibilità della pesca e la tipologia di pesce lavorato, tutti aspetti che stanno assumendo un ruolo rilevante nelle scelte dei consumatori. «L’attenzione crescente a tali caratteristiche – spiega Angela Neglia – rende sempre più importante la comunicazione in etichetta. Inoltre, stiamo puntando sulle riviste di settore, sulle attività di in-store promotion sul punto vendita, su promozioni con sconti a fasce e attività di co-marketing in collaborazione con la Gdo».

TREND VENDITE IPER

per canale

DISCOUNT

-3,1% valore -4,1% volume

-0,9% valore -0,8% volume

SUPER

LIBERI SERVIZI

-1,3% valore -1,5% volume

SPECIALISTI DRUG

-9,3% valore -8,3% volume

+129,6% valore +153,8% volume Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

La sostenibilità guida le scelte D’acquisto

Molti player rispondono alla richiesta di una maggiore sostenibilità del comparto poiché convinti che l’industria delle conserve ittiche sia chiamata al rispetto dell’ambiente marino e alla conservazione della fauna e della flora che lo abitano. «Grazie al know how e ai grandi investimenti della casa madre Jealsa – spiegano da Mare Aperto – stiamo portando avanti progetti di economia circolare unici nel loro genere. A livello di prodotto, le referenze law drain, con la giusta quantità di olio o acqua di copertura, stanno sicuramente riscuotendo molto successo, ma non è da meno l’area del benessere». Origine della materia prima e approccio sostenibile sono aspetti importanti riscontrati anche da Federica Siri, marketing & trade marketing manager di Rizzoli Emanuelli: «Il nostro consumatore tipo ricerca pro-

dotti gourmet ed è attento al tema della sostenibilità e della tracciabilità. Vive l’acquisto e il consumo DM MAGAZINE 31


MERCATI DMM

SCHEDE PRODOTTI

Nino Castiglione/Auriga

Nome prodotto: Tonno Auriga Filolio all’olio extravergine di oliva Caratteristiche: tonno in scatola a pinne gialle, proveniente da bacini non sovrasfruttati e che aderisce al progetto Dolphin Safe, con un filo d’olio extravergine d’oliva 100% italiano. La nuova referenza contiene la stessa quantità di tonno di una lattina Auriga da 80 g, ma con meno olio e maggiore praticità poiché la scatoletta non richiede di essere sgocciolata. Disponibile nella confezione 3x65 g da marzo 2022.

come un piacere, quindi vuole prodotti buoni, di alta qualità e con provenienza certificata. Tutte queste esigenze coincidono perfettamente con i valori e i pilastri fondanti che ci guidano in ogni fase». È dunque comprensibile che l’acquacoltura sostenibile rappresenti un aspetto fondamentale per uno shopper sempre più attento alle tematiche della sostenibilità. «In merito alla salvaguardia dei mari – dichiara Nico Palazzo, vicepresidente di La Nef –, ci atteniamo ad un approvvigionamento responsabile della materia prima per tutti i nostri prodotti, preservando l’intera filiera produttiva. Peschiamo, infatti, solo dove la pesca è regolamentata da rigide regole per la tutela dell’ecosistema marino e dell’integrità del pesce». Le conserve ittiche si fanno healthy

Rizzoli Emanuelli/Rizzoli

Nome prodotto: Le Dolci Rizzoli Caratteristiche: Le Dolci fanno parte della linea Le Fresche, la prima di Rizzoli dedicata al banco frigo. In olio di semi biologico, che ne esalta il gusto naturale, sono a basso contenuto di sale, il 25% in meno rispetto alle acciughe tradizionali.

TREND VENDITE

A VOLUME 130 mln/kg (-2,7%)

A VALORE

1,5 mld/€ Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

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(-2,7%)

Oltre ai numerosi sforzi per tutelare e rispettare gli oceani e la biodiversità, Bolton Group si impegna a promuovere un’alimentazione sana: «Il nostro obiettivo – dichiara Adelaida Raia, general manager di Bolton Group – è far conoscere i valori nutrizionali di Rio Mare, al fine di promuovere uno stile di vita sano ed equilibrato. Siamo molto attenti ai temi della corretta alimentazione, sia nello sviluppo dei nuovi prodotti sia nell’attività di educazione dei consumatori, attivando collaborazioni con esperti del settore food». Le conserve ittiche rimangono un ingrediente sempre presente nelle dispense degli italiani, perfetto per la preparazione di ricette sane ed equilibrate. «Piatti di successo nell’out of home – sottolinea Luca Lagorio, country manager di Alliance Océane Italia – vengono trasferiti nel consumo domesti-

co grazie anche alla loro componente salutistica e gustosa; le poké, ad esempio, oggi vengono consumate sia come piatto pronto sia nella versione homemade, facendo così da traino alle diverse categorie di ingredientistica ittica come surimi, salmone e tonno».


MERCATI DMM

Il benessere alimentare passa anche dall’innovazione

Secondo Gianluca Cevenini, direttore commerciale di Nostromo, «premiumness, salutismo, benessere alimentare e sostenibilità sono i trend che guidano una maggiore dinamicità del mercato, tendenze da tempo diffuse nel comparto ittico e che ne orientano l’innovazione. A queste si aggiunge il contenuto di servizio, fattore di indubbio interesse, specie per un comparto che evoca da sempre praticità e possibilità di portare in tavola alimenti nutrienti e di qualità anche quando si ha poco tempo». Nel comparto, come negli altri settori alimentari, il consumatore cerca sempre più spesso prodotti che possano assecondare una dieta equilibrata e sana, coniugando gusto e facilità d’uso. «Da qui – specificano da Nino Castiglione – il successo di tutte quelle nuove referenze di tonno “leggero” e con un “filo d’olio” che, grazie a un minore apporto di grassi a vantaggio di una maggiore quantità di proteine, rappresentano prodotti bilanciati molto apprezzati da un vasto pubblico. Tale trend soddisfa anche chi è in cerca di cibi pratici, pronti all’uso e antispreco, dal momento che queste referenze non richiedono di essere sgocciolate».n

SEGMENTI - Tonno sott’olio -4%

+13,1% +7,3%

+2,2% +1,7%

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Valore Volume

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

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OSSERVATORIO DMM

Ecco i brand più seguiti dai consumatori sui social L’Osservatorio Digitale di Soluzione Group, grazie alle piattaforme di social listening Fanpage Karma e Talkwalker, ha preso in analisi il mercato delle conserve ittiche.

Q

uali sono i top brand del settore su Facebook e Instagram? A rispondere è l’indagine avviata su Fanpage Karma, focalizzata sulle strategie adottate dai vari player del settore e sui loro risultati in termini di numero di fan e di interazioni dei contenuti pubblicati. Non ci sono dubbi: a dominare la scena su Facebook è Delicius che raggiunge quota 156k seguaci. Al secondo posto è Rio Mare, con i suoi 130k follower a cui seguono Tonno Mareblu con 119k like alla pagina e Nostromo (118k). La situazione si ribalta però se si guardano le interazioni degli utenti con i post: a sorpresa Mare Aperto conquista la medaglia d’oro (36k), che distacca Nostromo (23k) e Consorcio (21k). A trionfare tra i top post è ancora Delicius che sbaraglia la concorrenza con un contenuto sulle puntarelle in pinzimonio, ottenendo oltre 5200 like e 280 commenti.

C

lassifica leggermente diversa è quella dei Top Brand Instagram: applausi ancora una volta per Delicius con 30k fan. In netto distacco, si posizionano a pari merito Rio Mare e Tonno Nostromo con 14mila fan

per poi arrivare al bronzo di Tonno Maruzzella (10k). Anche qui, il quadro cambia parlando di performance della pagina: protagonista, in questo caso

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Metrics overview, FACEBOOK – per fan, 6/1/21 - 11/30/21

OSSERVATORIO DMM

è Asdomar che raggiunge ben l’8% di interazioni, a breve distanza da Consorcio Italia con il 7% e Rio Mare con il 6%. A regnare sovrane su Instagram sono sicuramente le immagini (73%) a dispetto dei video (15%) e dei caroselli (12%).

L

a ricerca avviata con Talkwalker ha invece registrato 331 mention all’interno di conversazioni spontanee legate al mondo delle conserve ittiche, coinvolgendo un pubblico di oltre 39 milioni di persone. #Tonno, #Foodphotography e #Italianfood sono gli hashtag più utilizzati, mentre tra i brand più citati troviamo Callipo (96), Rio Mare (95), Rizzoli (34) e Maruzzella (28).n

www.soluzionegroup.com

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SUCCESSI DMM

Rigamonti

acquisisce il Gruppo

King’s

Attraverso l’agreement, rileva i quattro stabilimenti nelle località di Sossano (Vi), San Daniele del Friuli (Ud), Calestano e Langhirano (Pr). L’accordo comprende anche la proprietà dei due marchi storici.

D

opo Brianza Salumi, Rigamonti ha siglato un accordo per l’acquisizione del 100% del Gruppo King’s, puntando così alla salumeria italiana Dop e Igp. Con 135 milioni di euro di fatturato netto nel 2020, il Gruppo Rigamonti, di proprietà di Jbs e con sede a Montagna in Valtellina (So), è leader mondiale nella produzione di Bresaola e ha una distribuzione che copre 23 Paesi. Attraverso l’agreement, Rigamonti rileva i quattro stabilimenti del Gruppo King’s nelle località di Sossano (Vi), San Daniele del Friuli (Ud), Calestano e Langhirano (Pr). L’accordo comprende anche la proprietà dei due marchi storici e tradizionali del made in Italy nel mondo: King’s, fondato nel 1907 a Sossano, è stato riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico come “marchio storico di interesse nazionale”, mentre Principe, fondato nel 1945 a Trieste, è leader del segmento Prosciutto San Daniele Dop. Il Gruppo Rigamonti gestirà, inoltre, l’intera operazione del marchio Principe negli Usa, che comprende un impianto di affettamento in New Jersey, e deterrà il 20% delle quote di Piggly, allevamento di suini sostenibile, certificato “100% antibiotic free” e “animal welfare”, con siti nelle province di Mantova e Verona. L’operazione guarda anche ai mercati esteri: presente negli Stati Uniti e in più di 20 Paesi, il Gruppo King’s è leader di mercato nella produzione del Prosciutto di San Daniele Dop ed è un importante player nella produzione del Prosciutto di Parma Dop oltre a produrre specialità come il GranSpeck e il Prosciutto Veneto Dop. L’intera gestione di queste attività rientrerà sotto la direzione di Rigamonti.n

Claudio Palladi, amministratore delegato di Rigamonti

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Leggi anche: ”Conad cresce del 6% nel 2021”.


IMPRESE DMM

Action prosegue il suo piano di sviluppo in Italia Dopo le due recenti inaugurazioni in Lombardia, la catena punta a portare la propria offerta distintiva anche in altre regioni della Penisola.

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a catena di discount non food internazionale prosegue il suo percorso di espansione in Italia, mercato dal grande potenziale di crescita. Dopo le due recenti inaugurazioni in Lombardia, Action punta a portare la propria offerta distintiva anche in altre regioni della Penisola. Ne abbiamo parlato con Monique Groeneveld, general manager di Action.

Quanti negozi avete oggi in Italia? Quanti pensate di aprirne nel futuro prossimo? Siamo arrivati sul mercato italiano questa primavera con l’apertura di cinque negozi, nonostante le difficoltà causate dalle misure anti-Covid che ci hanno costretti a posticipare le aperture. Lo scorso 11 novembre abbiamo aperto un negozio a Cambiago (Mi), mentre il 18 novembre abbiamo inaugurato uno store a Voghera (Pv), portando così il network a sette punti vendita in totale. Prima di inaugurare nuovi punti vendita nel 2022, come contiamo di fare, analizzeremo il funzionamento di quelli già presenti e il riscontro dei clienti italiani. Action è un discount “insolito”. Che cosa vi distingue nel settore retail dalle altre catene presenti? La formula è semplice: una catena di prodotti non alimentari capace di sorprendere i clienti con prezzi convenienti e un catalogo ricco e in continuo cambiamento. Disponiamo di 6.000 prodotti in 14 categorie diverse e offriamo un vasto assortimento all’interno di ogni punto vendita, mantenendo però differenze limitate nell’offerta dei nostri diversi negozi. Inoltre, cambiamo la gamma di referenze ogni settimana, poiché il 70% dei prodotti presenti in catalogo è variabile. Fino ad oggi vi siete concentrati in una parte del Nord Italia. Pensate di espandervi in altre regioni italiane? Assolutamente sì: finora abbiamo aperto store solo in Piemonte e Lombardia, ma per il prossimo anno già prendiamo in considerazione Veneto, Emilia-Romagna, Liguria e Trentino. Puntiamo a coprire l’intero territorio del Nord Italia. Eravate già presenti in otto paesi. Da quest’anno l’Italia è il vostro nono mercato in Europa. Quali obiettivi vi siete posti per il nostro Paese? La parola d’ordine sarà espandere il network. Vediamo un grande potenziale di crescita in Leggi anche: ”MD inaugura 3 pdv con un nuovo format”. Italia: il vostro Paese ha un bacino di consumatori vasto.n DM MAGAZINE 35


CUSTOMER DMM

RIFORMULARE IL FUTURO parte 1

“Salvare la civiltà come la conosciamo”. Capitano Kirk, Star Trek.

G

eorge Lakoff sostiene in The Political Mind (2008) che viviamo di narrazioni, di storie, alcune delle quali complesse, la maggior parte semplici. I più semplici e i più piccoli sono chiamati “frame” o “script”. Lakoff, linguista cognitivo all’Università di Berkeley, dice che li usiamo per pensare e per organizzare le nostre vite e le nostre decisioni. Le narrazioni si collegano a ciò che è nelle nostre visioni del mondo ed evocano le nostre reazioni subconsce. Sono significativi a causa delle connessioni emotive che creano nel nostro cervello. Molte delle narrazioni sono simili tra culture, anche se le storie raccontate in culture diverse possono identificare eroi, ruoli ed eventi diversi. Sotto queste differenze è la stessa storia. Per esempio, un uomo che entra in un ospedale come paziente ha un ruolo specifico da svolgere e una trama da seguire, così come i medici, le infermiere e gli altri che incontra lì. Arriva con un senso di come la storia potrebbe svolgersi e di come si aspetta o spera che andrà a finire. La storia generale - una visita in ospedale - gli è familiare e lo aiuta a far fronte a ciò che vive lì. L’intrattenimento utilizza storie familiari per attirare e guadagnare la nostra attenzione e al contempo soddisfare i nostri desideri, spesso, di finali perfetti. Altri aspetti della vita possono mettere in scena storie con finali meno perfetti o soddisfacenti. In politica, come sostiene Lakoff, attivisti e politici hanno imparato a evocare “frame” e storie che attivano una risposta emotiva nella mente degli elettori. Ciò si è dimostrato più potente nell’elezione dei candidati rispetto agli appelli alla ragione, alla razionalità, all’interesse personale percepito, alla logica, al valore di particolari politiche o il bene superiore. Questa è una visualizzazione semplificata dell’argomento di Lakoff. La lezione che vogliamo che i futuristi traggano da questo è che troppo spesso pos36 DM MAGAZINE


CUSTOMER DMM siamo prendere la strada sbagliata nella nostra presentazione del futuro al pubblico. Molti, se non la maggior parte, dei futuristi apprezzano la ragione, la razionalità, l’uso della logica e un’attenta analisi per scoprire quali forze e cambiamenti stanno plasmando il futuro. Riconosciamo che le persone hanno bisogno e dovrebbero sapere di più sui cambiamenti che probabilmente devono affrontare. Tuttavia, lo studio del futuro tende verso una discussione astratta che è poco convincente. “Il futuro” o anche “futuri alternativi” hanno ampie implicazioni per le persone e le organizzazioni del presente. In che modo aiutiamo le persone a comprendere e considerare appieno tali implicazioni e a tenerne conto nelle loro decisioni? Nel nostro lavoro di futuristi troviamo che sebbene le persone siano spesso affascinate dall’idea di esplorare il futuro, i concetti coinvolti non diventano facilmente parte del loro pensiero. Il futurista Jay Forrest (2008) riconosce il problema: “Mi sforzo specificamente di lavorare nella testa dei miei clienti per creare consapevolezza e capacità di vedere e considerare i problemi fuori dalle loro teste”. Forse i suoi clienti e, in misura maggiore, come aggiungerebbe Lakoff, “il pubblico”, non hanno le “strutture neurali sostanziali” necessarie per capire e comprendere l’ampia visione di ciò che sta accadendo sulla strada del futuro. Per la maggior parte, nessuno lo fa. Quel che è peggio, Lakoff dice che molte cose si frappongono tra le persone e la loro comprensione di tutto ciò che sta accadendo. Lo stress, ad esempio, causato dalle preoccupazioni quotidiane, può influenzare la capacità delle persone di comprendere ampi argomenti concettuali. Ci sono due aspetti di cui i futuristi dovrebbero essere consapevoli in quell’avvertimento. Uno è che la maggior parte dei clienti che servono i futuristi li chiamano perché sono già preoccupati per il futuro. Un esempio è l’organizzazione grande e matura che ha un modello di business obsoleto e nuovi concorrenti. Così è anche l’organizzazione che deve affrontare condizioni economiche e sfide mai viste prima. La seconda è una paura più generale del futuro. Oggi questo è aggravato da condizioni economiche che sembrano al di fuori del controllo della maggior parte delle persone.n Marco Zanardi, partner Beready e presidente Retail Institute Italy

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MERCATI DMM

Detergenza casa: lo scaffale non risplende Dopo un 2020 splendente, con un boom di vendite di prodotti igienizzanti e disinfettanti, il comparto della detergenza casa registra una prevedibile contrazione delle vendite. I consumatori restano alla ricerca di prodotti efficaci per una pulizia profonda delle superfici domestiche, dimostrando una particolare attenzione per la sostenibilità. di Claudia Scorza

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MERCATI DMM

I

l mercato della detergenza casa, nell’anno terminante a ottobre 2021 (fonte: Nielsen, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti Drug), ha generato 1,3 miliardi di euro a totale Italia, registrando un trend negativo del -1,9% rispetto all’anno precedente. La decrescita delle vendite a volume è pari a -3,1% con quasi 699 milioni di litri venduti. Negativo anche il trend delle vendite in confezioni (-2,7%). Le uniche performance positive a valore sono registrate in Area 4 (+1,2% val.) e negli specialisti drug (+6,3% val.). I detergenti superfici nei canali distributivi

Il 58,4% del totale mercato detergenza casa è composto dai detergenti superfici, che valgono 795,3 milioni di euro (-3,0% val.) con 395,6 milioni di litri venduti (-3,4% vol.) e che trainano la decrescita del mercato a totale Italia (-1,8% val. e -1,9% vol.). Le superfici distributive dove si concentra il 66,9% (-2,5 p.ti; -6,6% val.) delle vendite dei prodotti sono iper, super, liberi servizi e discount; i drugstore registrano un trend in crescita a valore del 5,3% (+2,6 p.ti). «L’iper – afferma Giuseppina Brandolini, analytic consultant di NielsenIQ – contribuisce maggiormente alla performance negativa (-9,1% val, e -9,9% vol.), nonostante sia lo store format con la promozionalità più alta insieme al drugstore (intensity

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nichel,cromo cobalto d

e t e st


MERCATI DMM index a volume 40,1%). Trend particolarmente negativi anche per supermercati (-5,8% val. e -6% vol.), liberi servizi (-9,8% val. e -11,2% vol.) e discount (-1,4% val. e -1% vol.). Gli specialisti drug, invece, segnano performance positive sia a valore che a volume (+5,3 % val. e +3,8 % vol.), con un incremento del prezzo medio sia a volume (+1,4%) che a confezione (+1,5%). Insieme agli iper, i drugstore sono il canale più promozionato (intensity volume ca. 40%)». Andamento dei segmenti

SCHEDE PRODOTTI A. Sutter/Emulsio MangiaPolvere

Nome prodotto: MangiaPolvere Vetri Caratteristiche: mousse 3 in 1 autopulente, brillantante e antipolvere per rimuovere lo sporco senza strofinare, illuminare le superfici e rallentare il depositarsi della polvere.

della detergenza superfici

Il 43,5% della categoria è guidato dal segmento detergenza piccole superfici (345,8 milioni), che contribuisce negativamente alla performance della categoria. La flessione è trainata principalmente dal segmento dei detersivi piccole superfici multiuso, che registra un calo sia a valore (-7,4%) che a volume (-11,2%), nonostante sia uno dei segmenti più promozionati (>35%). Inoltre, si evidenzia un aumento del prezzo medio a volume del +4,2%. Contribuiscono alla decrescita del segmento anche i detersivi piccole superfici bagno doccia con un trend negativo sia a valore (-7,6%) che a volume (-6,1%), nonostante la promozionalità elevata e in crescita (intensity index a volume >34%; +4,6 p.ti). Contributo positivo, invece, dei detergenti piccole superfici sgrassatori, in crescita sia a valore (+10,7%) che a vo-

a Valore

1,3 mld/€ (-1,9%)

a Volume

699 mln/l (-3,1%)

Nome prodotto: Bioform Plus Linea Lavastoviglie Caratteristiche: la prima linea completa di igienizzanti per lavastoviglie che rimuove germi e batteri, pulisce a fondo, neutralizza i cattivi odori, protegge i vetri e rende le stoviglie brillanti. Agisce da anticalcare, svolgendo anche l’azione di manutenzione delle parti interne della lavastoviglie.

Deco Industrie/Scala

Nome prodotto: Detersivo piatti a mano Caratteristiche: il detergente piatti con formula arricchita con succo di limone igienizza e sgrassa a fondo lo sporco più tenace da teglie, pentole e padelle. Disponibile nel formato da 750 ml.

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

TREND VENDITE

Biochimica/Bioform Plus

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Con la sua gamma completa di igienizzanti e disinfettanti PMC per il bucato, le superfici e le stoviglie è l’alleato ideale sinonimo di garanzia, efficacia, protezione e sicurezza.

Bioform Plus, il tuo gesto per l’igiene! www.bioformplus.com


MERCATI DMM

TREND VENDITE PER CANALE

+4,3% volume

+6,3% valore

SPECIALISTI DRUG

IPER

-5,8% valore

-7,9% volume

SUPER

LIBERI SERVIZI

valore

valore

-4,3%

-9,5%

-0,3% valore

-1,3%

-5,5% volume

DISCOUNT

-10,2%

volume

volume

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

lume (+11,4% ), con un aumento della promozionalità (+2,9 p.ti) e del numero medio di referenze (+1,2 p.ti). I restanti segmenti (salviettine, abrasivi crema, abrasivi polvere), che rappresentano il 10,2% del segmento, risultano in flessione a valore (-3,5%), ma in incremento a volume (+1,2%). «Segue in termini di contributo negativo – spiega Giuseppina Brandolini – il segmento detergenza superfici pavimenti, del valore di 115,6 milioni di euro (-0,8% val. vs totale categoria, totale Ita-

RAFFORZARE LA BRAND AWARENESS ATTRAVERSO I SOCIAL Incrementare la brand awareness continua a essere uno dei principali obiettivi di Biochimica. «Il nostro cliente – spiega Michela Ciamillo – sta leggermente cambiando: soprattutto per Bioform Plus, ci rapportiamo con uno shopper giovane, che ha un approccio più moderno alla comunicazione. Proprio per questo abbiamo scelto, da tempo, di affiancare alle attività di comunicazione tradizionale quelle social, dal momento che questa “nuova normalità” ha fatto sì che il digital acquisisse ancora più forza e penetrazione. Presidiamo in maniera strategica i nostri canali parlando direttamente ai consumatori dei nostri brand e della nostra ampia gamma di prodotti fornendo consigli di utilizzo e diventando un alleato per tutte le famiglie».

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MERCATI DMM lia), con trend negativi sia a valore (-8,9%) che a volume (-8,0%). La decrescita è guidata principalmente dai detergenti pavimento disinfettanti, nonostante si registri un incremento nella promozionalità. Il trend particolarmente negativo, sia a valore (-25,2%) che a volume (-25,1%), è la controcifra data dall’aumento registrato durante il periodo Covid. Bene, invece, i detergenti pavimenti igienizzanti con ammoniaca (+8,5% val. e +7,1 vol.), grazie ad un incremento della promozionalità (intensity index a volume 45,7%, +5,8 p.ti). I restanti segmenti della detergenza pavimento (tradizionali, specifici e sgrassatori) sono in flessione (-4,6% val; -4,4% vol.)». In positivo, invece, il segmento detergenza superfici cura wc, che vale 130,9 milioni di euro (+1,3% val. e +1,9% vol.), con una promozionalità in aumento. La crescita è trainata principalmente dalle tavolette (+3,2% val. e +2,3% vol.). Anche il restante 25,5% (202,9 milioni) del mercato contribuisce negativamente al trend a valore della detergenza superfici (-0,6% val. e -1,3% vol.). Negativi i pulitori vetro+multiuso (-5% val.) e cera pavimenti+deceranti (-17,6% val.). Bene i segmenti pulitori specifici (+4,0% val.), anticalcare (+0,2% val.) e cura manutenzione scarichi (+1,4% val.).

SCHEDE PRODOTTI Germo/Home Care

Nome prodotto: Disinfettante Multiuso Caratteristiche: oltre all’attività deodorante e disinfettante (attivo su batteri e funghi), è anche un detergente con proprietà sgrassante. Può essere usato senza risciacquo e non lascia aloni.

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Icefor/L’Ecologico

Nome prodotto: L’Ecologico Sgrassa Cucina Caratteristiche: detergente sgrassatore per la pulizia e l’igiene di tutte le superfici della cucina con tensioattivi vegetali. Flacone in plastica 100% riciclata certificata Plastica Seconda Vita. Prodotto Ecolabel, “Consigliato da Legambiente”. Tensioattivi certificati Rspo, no Voc.


MERCATI DMM

SPAZIO AL DIGITAL PER UNA COMUNICAZIONE TRASPARENTE

La strategia di comunicazione di Icefor dà ampio spazio al digital, mezzo ideale per mantenere un dialogo attivo. «Sui nostri social – spiega Sergio Antoniuzzi – postiamo contenuti relativi alle caratteristiche qualitative dei nostri prodotti e alle attività di economica circolare adottate dalla nostra azienda. Teniamo sempre aggiornato il nostro sito internet con le principali novità, tramite un’area dedicata. Inoltre, per una maggiore trasparenza, nel 2021 abbiamo redatto, su base volontaria, il nostro primo bilancio di sostenibilità secondo i principi dello standard Gri (Global Reporting Initiative) certificato con l’Istituto Certiquality».

SCHEDE PRODOTTI Martini

Nome prodotto: 3 Spugne Multiuso Doppia Protezione Antibatterica Caratteristiche: le spugne fanno parte della nuova gamma Hygiene +: linea completa dedicata sia alla pulizia della casa che alla cura del corpo. Le spugne, perfette per una pulizia accurata delle superfici, sono arricchite da particelle di rame e ingredienti antibatterici.

Real Chimica/Chanteclair

Nome prodotto: Chanteclair Wc Schiumattiva Caratteristiche: grazie alla texture in schiuma e all’esclusivo spray che funziona anche sottosopra, raggiunge agilmente gli angoli più nascosti da pulire, dentro e fuori al wc.

I detergenti stoviglie nei canali distributivi

Il 41,6% del totale mercato della detergenza casa è composto dai detergenti stoviglie (566,7 milioni di euro e 303,2 milioni di litri), che registrano -0,2% a valore e -2,7% a volume, grazie a un aumento del prezzo medio a volume (+2,6%). Il 65,3% (-2,1 p.ti; -3,1% val.) delle vendite dei prodotti è concentrato nelle superfici distributive iper, super e liberi servizi; seguono drugstore e discount, con un trend in crescita a valore del +5,8% (+2 p.ti vs ap). Supermercati, liberi servizi e iper concorrono alla performance negativa, mentre è stabile il discount (+1% val.). Il drugstore è l’unico canale che contribuisce positivamente al trend di mercato (+8,7% val.), dove quasi il 50% delle vendite in confezioni è in promo.

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MERCATI DMM

SEGMENTI - Detergenti superfici Piccole superfici

-3,8%

Cura WC

+1,3%

valore

valore

-5%

volume

Pavimenti

-8,9%

+4%

valore

volume

volume

valore

Anticalcare

+0,2%

valore

-8%

+1,9%

Pulitori specifici

-3%

volume

volume

Pulitore vetro + multiuso

-5%

valore

+6,9%

-3,4%

+1,4%

valore

0%

volume

Cura manutenzione scarichi

valore

-5,6% volume

+2,3%

Cera pavimenti + deceranti

-17,6% valore

-22,6% volume

volume

Il più performante:

Il più performante:

Il più performante:

Il più performante:

Piccole superfici sgrassatori

Pavimenti igienizzanti con ammoniaca

Pulitori tessile e pelle

Cera pavimenti e deceranti

+10,7%

+8,5%

valore

valore

+11,4% volume

+7,1% volume

+10,1% valore

+10,6% volume

superfici specifiche

+7% valore

+20,1% volume

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti Drug

Andamento dei segmenti dei detergenti stoviglie

Il 47,8% del mercato è guidato dal segmento lavastoviglie (270,9 milioni), che guadagna +1,9 punti di quota a valore nell’ultimo anno ed è il maggior contributore all’incremento del segmento (+3,9% vendite val.). «La crescita – specifica Giuseppina Brandolini – è guidata dai detergenti lavastoviglie liquidi+gel (+9,9% val.), mentre le pastiglie (tradizionali+multifunzione) e i detergenti in polvere contribuiscono negativamente alla performance del segmento (-1,1% val.). Il 38% del comparto è composto dal segmento detergenti stoviglie a mano (215,5 milioni) che perde -2,3 punti di quota a valore nell’ultimo anno ( -5,9% val.). Sia i detergenti normali (-6,3% val.) sia quelli concentrati (-4,4% val.) registrano performance negative. Infine, il 14,2% della categoria comprende gli additivi lavastoviglie (80,3 milioni) che concorrono positivamente al trend del mercato (+2,6% val.), principalmente grazie al segmento degli additivi brillantanti (+7,3% val.). Nei detergenti stoviglie il più promozionato è il segmento lavastoviglie (intensity index a volume >60%), a seguire

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MERCATI DMM stoviglie a mano (>40%) e infine additivi lavastoviglie (>15%). Tutti e tre i segmenti risultano stabili a livello di promozionalità rispetto all’anno precedente». I consumatori cercano prodotti che garantiscano igiene e pulizia

La pandemia ha fatto emergere l’importanza dell’igiene quotidiana e la necessità di pulire e disinfettare accuratamente gli ambienti domestici. «Inevitabilmente – dichiara Fulvio Martini, presidente di Martini – il momento particolare che stiamo vivendo ha portato i consumatori verso nuove categorie di prodotti arricchiti con ingredienti antibatterici, che permettono di avere maggiori performance in termini di garanzia di igiene». L’emergenza sanitaria ha infatti fortemente impattato la categoria della pulizia casa, focalizzando ancora di più l’attenzione sull’efficacia e l’igiene, come conferma Real Chimica: «Mantenere la casa pulita signi-

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: CRAI Dopo un 2020 nel quale hanno performato molto bene tutti i segmenti inerenti alla pulizia e all’igienizzazione, sia per le piccole che per le grandi superfici, «nel 2021 – spiega Paola Fuochi, responsabile canale drug Crai – stiamo fronteggiando le relative controcifre, dove tali segmenti si mantengono pari o leggermente negativi. L’opportunità principale nel mercato rimane l’innovazione, in particolar modo se focalizzata sulla sostenibilità ambientale». Per quanto riguarda l’assortimento di prodotti a marchio proprio, è in corso un potenziamento della Linea Eco Crai, volto a rendere il packaging sempre più sostenibile. «Tutto ciò – precisa Loretta Zecchin, buyer prodotti a marchio, cura casa e cura persona, liquidi, vini, pet food e non food, materiale di consumo Crai – attraverso un confronto sempre più stretto con i fornitori sia di prodotto sia di materiale di imballaggio. Nel corso del 2022 l’attività proseguirà con maggiore intensità utilizzando anche materie prime di origine naturale e certificazioni Ecolabel».

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MERCATI DMM

PACKAGING CON MENO PLASTICA Gruppo Desa, di cui Real Chimica fa parte, da diversi anni adotta una politica ambientale orientata alla sostenibilità. A livello di prodotto, viene posta particolare attenzione al packaging per ridurre i consumi di plastica. Le confezioni degli spray per le superfici e dei detergenti per piatti del brand Vert, infatti, sono realizzate in plastica 100% riciclata. Per gli sgrassatori Chanteclair e Quasar vetri sono disponibili formati ricarica, che permettono di acquistare il prodotto senza pompetta a un prezzo più conveniente, per poi riutilizzare l’erogatore spray che il consumatore ha già in casa. Spuma di Sciampagna, infine, ha migrato tutti i detergenti pavimenti in ecoricarica, garantendo un risparmio del 70% di plastica rispetto al tradizionale flacone.

fica prendersi cura della propria famiglia per garantire un ambiente salubre e protetto. Il consumatore chiede soluzioni efficaci e sicure, che facilitino le pulizie garantendo il risultato atteso». Pensando a quella che può essere identificata come l’“eredità Covid”, secondo Sutter «i consumatori confermano la centralità della casa, la priorità di salute e igiene e la propensione all’e-commerce e al delivery; come tendenze per gli anni a venire, invece, spiccano l’urgenza di una transizione ecologica e digitale». Cresce la domanda di prodotti sostenibili

La richiesta di prodotti sostenibili che salvaguardano l’ambiente e la salute del consumatore sta crescendo notevolmente anche nella grande distribuzione. «I nostri detergenti – specifica Sergio Antoniuzzi, presidente di Icefor – presentano formule con materie prime con un basso impatto ambientale, derivanti da fonti vegetali rinnovabili, dotati di certificazione Rspo - Roundtable on Sustainable Palm Oil. Inoltre, sono confezionati in imballaggi in plastica 100% riciclata post-consumo, certificata Plastica Seconda Vita, che assicurano la rintracciabilità dei materiali, imballati in scatole di cartone Fsc, pallettizzati con un film 100% riciclato e non testati sugli animali. Utilizziamo solventi derivati dalla glicerina vegetale con alta efficacia e bassa volatilità, non rientranti nella categoria dei compo-

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MERCATI DMM

SEGMENTI - Detergenti stoviglie Lavastoviglie

+3,9% valore

+3,7% volume

Stoviglie a mano

-5,9% valore

-0,2%

-2,7%

valore

volume

Additivi lavastoviglie

+2,6% valore

-4,9%

+2,5%

volume

volume

Il più performante:

Il più performante:

Lavastoviglie liquido + gel

Brillantante

+9,9% valore

+7,3% valore

+12,5% volume

+8,5% volume

Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, Totale Italia,

Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti DrugItalia, Iper+Super+Liberi Fonte: Elaborazioni DM su dati Nielsen, a.t. 31/10/2021, Totale

sti organici volatili, tutelando così la salute respiratoria degli utilizzatori». La maggiore consapevolezza degli italiani nei confronti della salvaguardia ambientale è stata rilevata anche da Luca Cucciniello, direttore marketing di Deco Industrie: «Igiene e sostenibilità sono i due macrotrend che stanno indirizzando le scelte di acquisto negli ultimi due anni e che, ci aspettiamo, continueranno a orientarle anche nel prossimo futuro. In quest’ottica, abbiamo appena ultimato il rilancio del nostro marchio Scala, per comunicare direttamente sul packaging il nostro sforzo concreto sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale». A livello di packaging, l’impegno di Biochimica nella direzione della sostenibilità si è tradotto nel progetto “SosteniAmo l’ambiente”, esplicitato nel manifesto etico e sostenibile dell’azienda. «Attraverso questo programma – dichiara Michela Ciamillo, marketing manager di Biochimica – vogliamo promuovere stili di vita sostenibili in una logica di uso responsabile delle risorse e di cultura del riciclo. Lavoriamo da sempre con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle confezioni con studio di materiali e soluzioni logistiche idonee. Da tempo utilizziamo pack con carta e plastica completamente riciclabili e siamo stati tra i primi ad usare flaconi in plastica riciclata».n

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REAL ESTATE DMM

Omnicanalità: a che punto siamo? Nel contesto competitivo che attraversa il commercio al dettaglio, occupa sempre più spazio il dibattito sui modi attraverso cui le insegne dispongono l’interazione con il consumatore, spesso più di quanto quest’ultimo desideri o sia consapevole.

P

er capire a che punto siamo con la omnicanalità, almeno in Italia, avvaliamoci di alcuni esempi concreti di attuazione che incorporano probabili tendenze future. Per primo citiamo Decathlon che trasforma il suo e-commerce attivando un vero e proprio marketplace aperto a terze parti grazie alla tecnologia Miraki. Con questa lungimirante operazione, oltre a offrire la disponibilità di prodotti presenti nei suoi magazzini, Decathlon sarà in grado di vendere articoli di cui non gestisce direttamente lo stock né le consegne. A ciò si accompagnerà un allargamento dell’offerta di sport e di prodotti specializzati, per coprire nicchie non presenti a catalogo senza per questo dover rivedere le esigenze di logistica, ma con una operazione commerciale vantaggiosa per tutti i soggetti coinvolti. Si comprende come questa innovazione possa costituire un’opportunità per inglobare a catalogo (o eliminare) facilmente nuovi marchi, start-up e aumentare la profondità di referenze sempre al passo con le novità. Altro esempio interessante è costituito dal nuovo concept Bershka che utilizza una app attraverso cui i clienti possono selezionare l’articolo desiderato e inviarlo direttamente in camerino o alle casse scannerizzando l’etichetta con uno smartphone oppure, nello store di Cremona, attraverso l’innovativo sistema di acquisto Bershka Experience. Gli articoli scelti verranno salvati in un carrello virtuale e una volta confermato

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REAL ESTATE DMM l’acquisto, il cliente potrà scegliere se comprarlo oppure provarlo in negozio. In questo caso, il personale prepara l’ordine e attraverso l’app comunica il numero di camerino al cliente il quale, a sua volta, può interagire con lo staff, senza uscire dal camerino, richiedendo una nuova taglia, un capo diverso o un colore diverso. Il vantaggio è certamente la capacità di “autogestione” pressoché totale del cliente, utile nei momenti di picco o periodi di affollamento in punto vendita. Ancora più interessante per le potenzialità dell’insegna e la trasversalità della clientela è quanto Carrefour offre con il primo locker installato presso il business center Caldera Park di Milano. Con il locker ci sarà una possibilità aggiuntiva per fare la spesa ossia utilizzando un armadietto a temperatura controllata in cui farsi recapitare gli articoli acquistati sul sito Internet e decidere il giorno del ritiro e il tipo di pagamento. L’indubbio vantaggio risiede nella possibilità di una spesa facile e veloce, che teoricamente azzera ogni attesa e che coniuga esclusivamente i vantaggi offerti dall’integrazione fra l’esperienza online e quella fisica. Inoltre il progetto è completamente scalabile. Un ultimo e solo apparentemente più futuristico esempio è quello di Otb, polo di Renzo Rosso che raggruppa noti marchi quali Diesel, Maison Margiela, Jil Sander ecc., che di recente ha lanciato una centrale interamente dedicata allo sviluppo di progetti e contenuti destinati ai clienti di queste insegne che utilizzano il “metaverso” come piattaforma di acquisto. L’obiettivo è quello di aumentare il coinvolgimento di clienti più giovani nel settore dei prodotti interamente digitali e, spesso, abbinati a esperienze di gaming o realtà virtuale. Queste sono solo alcune delle possibilità in cui possiamo imbatterci come clienti. Più importante delle stesse novità, tuttavia, è la linea di tendenza oramai irreversibilmente intrapresa dalle insegne del commercio al dettaglio, di trovare nuovi modi e funzioni per implementare la funzione o l’esperienza d’acquisto. Siamo convinti che per “scoprire” i nuovi standard che nel giro di pochi anni saranno riconosciuti e si imporranno sul mercato, cioè adottati dalla generalità delle insegne, si debba ricercarli nell’ambito di quei brand capaci di offrire, in modo semplice e con marginalità, integrazione fra quanti più modi possibili di relazione e di acquisto. Senza dimenticare il gradimento del cliente.n Alberto Deiana - Project Management and Real Estate Executive, Mi.No.Ter.

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DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Riprendiamo dal caffè? Svegliamoci ad ascoltare i nostri clienti!

C

i siamo lasciati nell’articolo precedente con la domanda: cosa possiamo imparare dall’esperienza di Starbucks? In estrema sintesi la catena di Seattle, che da sempre ha incentrato la sua filosofia sull’essere il terzo luogo fra casa e lavoro, intercetta un forte desiderio take away e lancia negozi ottimizzati per quella clientela. Innanzitutto, la capacità di comprendere il comportamento dei propri clienti, anche da un punto di vista emotivo e soprattutto agire concretamente di conseguenza. Partiamo dalla raccolta dei dati, sicuramente avranno dati analitici anche sofisticati, ma qui parliamo di osservare quanti clienti ordinano per un consumo in negozio e quanti no. Un’informazione relativamente semplice che qualunque attività può raccogliere, chiaramente non mi riferisco allo stesso identico dato, intendo dire che basta già tracciare grazie agli scontrini i comportamenti principali per fare un’analisi. Lo state già facendo? Lo scontrino della pizza margherita al tavolo è lo stesso di quella da asporto? Quello del supermercato mi dice quando è avvenuta la spesa, e il suo valore medio? E in quest’ultimo caso la risposta è chiaramente sì. Nella maggior parte dei casi i dati salienti li abbiamo già, oppure basta poco per adattare il processo e raccoglierli nella maniera corretta, senza dover ricorrere a grossi investimenti tecnologici.

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DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Il passaggio successivo è cercare le correlazioni, osservare cambiamenti significativi nel comportamento dei consumatori. Questi ultimi possono essere frutto della pandemia in corso, della digitalizzazione o semplicemente del possibile cambio del segmento di clienti di riferimento. Se era in atto un processo trasformativo delle abitudini dei consumatori il Covid-19 potrebbe averlo accelerato o esasperato. Infine, è il momento di passare all’azione ed eseguire una strategia che risponda al mutamento in corso. Non dobbiamo avere paura di ripensare anche le fondamenta del nostro posizionamento, come ci insegna il caso studiato. Starbucks ha investito anni ad offrire Wi-Fi gratuito, divani comodi dove per primo a Uxbridge ho passato diverso tempo a lavorare o a leggere libri. Se oggi però una fetta di clientela vuole un’esperienza diversa bisogna ripensare la propria proposizione di mercato di conseguenza. Le domande da porsi sono quali prodotti o servizi chiede oggi la mia clientela e non sono in grado di offrire. Come posso migliorare l’esperienza di acquisto dei miei clienti, non solo in senso assoluto, ma anche perché vada nella direzione che vogliono loro? Come rendere la loro vita più semplice anche alla luce dei nuovi comportamenti che l’emergenza sanitaria ha portato nelle nostre vite? Sono domande importanti, non impossibili, e possono essere lo spartiacque fra il successo futuro o rischiare di rimanere indietro e perdere un vantaggio competitivo. Bisogna rispondere ed attuare una strategia con la velocità ed il coraggio richiesto dai tempi, perché del doman non v’è certezza.n Paolo Pelloni - Digital Club/Retail DM MAGAZINE 53


MERCATI DMM

Tissue:

l’innovazione passa dalla sostenibilità

In un momento di grandi trasformazioni dovute principalmente all’avvento della pandemia, il comparto punta sull’innovazione, concentrandosi su un’offerta capace di soddisfare la crescente richiesta di igiene e di prodotti sempre più ecosostenibili.

di Claudia Scorza

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MERCATI DMM

L

a pandemia ha provocato un cambiamento epocale nell’industria del tissue. Nel corso del 2020, i produttori del comparto si sono impegnati per soddisfare la richiesta di prodotti collegati all’emergenza sanitaria e quasi tutte le categorie del tissue hanno registrato una crescita significativa. Ora, il settore in Italia sta vivendo una trasformazione significativa che si traduce in trend profondamente diversi all’interno delle diverse categorie, delineando così uno scenario dinamico. «Il comparto sta registrando un andamento negativo a valore rispetto al 2020. Nel segmento della carta igienica – afferma Lucia Tagliaferri, commercial director consumer goods di Essity Italia – i numeri di quest’anno si confrontano con una controcifra molto alta rispetto allo scorso anno, principalmente a causa del lockdown e dei maggiori consumi tra le mura domestiche rispetto al fuori casa. Nel caso dei fazzoletti, invece, siamo ancora in terreno negativo ma

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MERCATI DMM il gap si sta chiudendo. L’utilizzo delle mascherine, il distanziamento sociale, la riduzione dei rapporti sociali, la maggiore igiene delle mani e l’incremento dei vaccini antinfluenzali hanno ridotto l’incidenza dei raffreddori e pertanto il consumo di fazzoletti». Tuttavia, la flessione non è generalizzata, con segmenti che mostrano un incremento delle vendite, come spiega Francesco Lagomarsini, marketing manager divisione consumer di Lucart: «Si assiste ad una crescita nel mondo dell’usa e getta e, in particolare, dei rotoli di carta utilizzati in cucina, che si stanno spostando sempre di più verso gli altri ambienti della casa per molteplici utilizzi e come sostituti di altre categorie come, ad esempio, asciugamani, panni e spugnette». Igiene e sostenibilità, driver d’acquisto

Uno dei trend emergenti, che affonda le sue radici nelle nuove necessità portate dall’emergenza sanitaria, è sicuramente la maggiore domanda di prodotti igienizzanti per la detersione personale e delle superfici. «Il Covid-19 – specifica Francesco Lagomarsini – ha portato il consumatore a una maggior attenzione per l’igiene, portando alla crescita di quei segmenti di prodotti destinati alla pulizia di superfici. Il tissue si porta dietro il grande vantaggio di essere usa e getta ma, al tempo stesso, biodegradabile andando incontro sia all’esigenza di igiene sia alla richiesta di smaltimento green». L’innovazione del comparto sarà progressivamente guidata da un approccio green, poiché i consumatori tenderanno ad associare la sostenibilità al benessere personale. Secondo Essity, tale tendenza è particolarmente rilevante per i consumatori più giovani, molto attenti ad un futuro più ecologico. «Per questo – racconta Lucia Tagliaferri – abbiamo eliminato la plastica dai box Tempo e dai fazzoletti in softpack, utilizziamo plastica riciclata (Pcr) e confezioni 100% riciclabili. Sempre nel segmento dei fazzoletti stiamo osservando un grande interesse nei confronti dei box: veri e propri fazzoletti in scatola, per un più comodo utilizzo in tutti gli ambienti di casa».

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MERCATI DMM SCHEDE PRODOTTI LUCART/TENDERLY

Nome prodotto: Fazzoletti Eco Classici Caratteristiche: la morbidezza di sempre nella nuova confezione 100% compostabile e biodegradabile realizzata in carta riciclata.

Essity/Tempo

Nome prodotto: Family Light Box Caratteristiche: nuovo box disegnato in collaborazione con Paola Marella in 5 grafiche di grande impatto, che si adattano ad ogni ambiente domestico. 120 fazzoletti resistenti al lavaggio in lavatrice, 3 veli, in box 100% in carta riciclabile.

Una comunicazione in continua evoluzione

La comunicazione rimane un asset strategico per il comparto, modulabile a seconda delle tematiche da affrontare e delle circostanze. «Dopo quasi due anni – afferma Francesco Lagormasini – in cui la comunicazione dei media è stata incentrata sull’argomento “Covid”, oggi è necessario tornare a parlare di temi molto rilevanti che, inevitabilmente, sono stati temporaneamente messi da parte come il riciclo, il packaging e le materie prime sostenibili». Anche per Essity la comunicazione resta un elemento chiave: «Stiamo continuando a puntare sul brand Tempo – conclude Lucia Tagliaferri – che nel segmento fazzoletti è il primo marchio per investimenti totali. Il nostro principale mezzo di comunicazione è la televisione, ma il digital sta ricoprendo un ruolo sempre più importante, con una distintività unica. Le nostre pagine social sono molto seguite, grazie ad un approccio “real time marketing” e ad uno stile di comunicazione sempre ironico».n

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TECNOLOGISTICA DMM

La Linea Verde investe in un

piano triennale di sviluppo tecnologico Gli investimenti sono destinati principalmente all’acquisto di impianti e software che permettono una maggiore automazione e digitalizzazione dei processi.

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a Linea Verde ha pianificato un investimento da 25 milioni di euro per un nuovo piano triennale (2021/2023) battezzato “Fast Farm to Fork”. Dedicato agli stabilimenti del gruppo, il progetto mira a una forte evoluzione in ottica di agricoltura & industria 4.0 e sostenibilità dei processi produttivi, con l’obiettivo di aumentare la qualità del prodotto finito e l’efficienza a livello della supply chain, consolidando l’attività produttiva più importante del gruppo, la IV gamma. Gli investimenti sono destinati principalmente all’acquisto di impianti e software che permettono una maggiore automazione e digitalizzazione dei processi. Oltre all’inserimento di software interconnessi e di macchinari innovativi di ultimissima generazione, il progetto include molti interventi anche in ambito sostenibile. Il nuovo layout produttivo favorisce la massima valorizzazione dei prodotti della terra. Il processo non è rigido e fisso, ma su misura. Si adatta infatti alle specifiche caratteristiche della materia prima. Il risultato è un prodotto finito con una qualità di alto livello. Inoltre, il nuovo processo produttivo permette una pianificazione più efficiente, con un conseguente impatto positivo sulla riduzione degli sprechi alimentari. Per quanto riguarda il consumo idrico, entro i prossimi tre anni, si arriverà a un ulteriore taglio del 20% dei consumi, grazie anche al recupero di una parte dell’acqua di lavaggio della IV gamma, che verrà riutilizzata per usi non alimentari in altri reparti. La Linea Verde da cinque anni ha ridotto del 18% il consumo di acqua necessaria per i processi produttivi. L’azienda ha, inoltre, installato un impianto di trigenerazione che consente di produrre una parte dell’energia direttamente in Leggi anche: “Pam Panorama spinge loco, per un incremento del 58% l’acceleratore sulla digitalizzazione”. dell’energia autoprodotta.n

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TECNOLOGISTICA DMM

Fercam attiva un distributore per il biocarburante Hvo

Da sempre l’azienda si impegna a minimizzare l’impatto ambientale delle proprie attività e mira a diventare l’operatore logistico green per eccellenza.

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ercam, società specializzata nei trasporti e nella logistica, ha attivato una propria pompa di distribuzione interna presso la sede di Bolzano per l’erogazione del carburante Hvo, certificato come proveniente da materiali di scarto di origine biologica, in quanto questo carburante non è ancora disponibile presso le stazioni di rifornimento tradizionali. In questa prima fase del progetto, il rifornimento è previsto per pochi automezzi che effettuano servizi regolari su percorsi che prevedono il rientro giornaliero in sede. In particolare, saranno alimentati a Biodiesel Hvo tutti gli automezzi in circolazione in Alto Adige e destinati al servizio lavanderia degli ospedali della provincia di Bolzano, nonché un camion per i trasporti giornalieri transalpini tra Bolzano e Monaco di Baviera. Il biocarburante Hvo prodotto da Eni con la tecnologia brevettata Ecofining, che consente di trasformare materie prime di origine biologica in biocarburanti, è ora disponibile presso la stazione di rifornimento aziendale e può essere utilizzato puro con motori tradizionali a diesel omologati per il suo uso, permettendo una riduzione delle emissioni di Co2 eq calcolate lungo tutta la filiera “well to wheel” (dal pozzo alla ruota) rispetto ad un carburante tradizionale di origine fossile. «Da parecchi anni – afferma Hannes Baumgartner, ceo di Fercam – abbiamo avviato la conversione di parte della nostra flotta in automezzi alimentati a Lng e, a breve, faremo un salto di qualità con l’adozione di BioLng; parallelamente, anche per i nostri mezzi a diesel siamo interessati a individuare combustibili alLeggi anche: “Fato sceglie i transpallet elettrici Baoli”. ternativi di origine rinnovabile, come quello proposto da Eni».n

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NEWS DMM

Hard Rock Cafe apre nel centro di Milano Dopo la recente apertura di Verona, in piazza Bra, il 24 dicembre, è arrivato a Milano, al civico 5 della centralissima via Dante, il 168° Hard Rock Cafe del mondo. La catena, fondata a Londra nel 1971, è oggi presente in una sessantina di Paesi e, nel 2007, è stata acquisita dalla tribù dei Seminole, la quale ha spostato la sede centrale in Florida. La controllante è Hard Rock International, con sede a Devie, in Florida. In Italia Hrc presidia 4 città d’arte: oltre che nel capoluogo scaligero, si trova a Firenze, Venezia e Roma. La compagnia ha chiuso il 2020 con un fatturato, secondo Forbes, di 3,2 miliardi di dollari e uno staff di 40mila addetti nel mondo.

Doppietta, in casa, per il concept “Bottega Granarolo”

Granarolo apre a Bologna, la seconda “Granarolo Bottega”, dopo quella di Milano, inaugurata in ottobre. In uno spazio di 170 mq, situato in una delle vie più centrali della città, a ridosso della zona universitaria, il negozio è composto da un’area a libero servizio, con prodotti freschi e ambient, e da un’area banco taglio servito, dove acquistare, fra l’altro, i migliori formaggi, anche Dop, del portfoglio del gruppo. La Bottega è concepita in ottica anti-spreco e dedicata alla vendita quasi esclusiva di marchi del portafoglio del colosso emiliano. Nell’insegna, che ribadisce il concetto di vicinato e tradizione, si rimanda anche all’impegno del gruppo sui temi della sostenibilità e del risparmio.

Acque Minerali d’Italia: ok definitivo al concordato

Esselunga sbarca a Mind, il distretto dell’innovazione nell’ex Expo Milano

Nuovo e significativo insediamento commerciale per Esselunga che, dopo l’annuncio di sei prossime aperture, si prepara all’ingresso nel 2022 in Mind-Milano innovation district, il quartiere che avanza nell’ex area Expo sotto l’egida di Arexpo e dello sviluppatore immobiliare australiano Landlease. Il colosso distributivo ha appena firmato il contratto per un negozio di 1.000 mq, ma fortemente innovativo, in sintonia con lo spirito del “distretto”. Il supermercato dovrebbe essere, infatti, un laboratorio per la Gdo del futuro, dove testare nuove soluzioni di vendita e captare i più recenti trend di consumo. Landlease è oggi una multinazionale del real estate e delle infrastrutture a impatto zero, attiva in più di 50 nazioni e un fatturato di circa 6,4 miliardi di euro.

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Il Tribunale di Milano ha emesso il parere positivo all’omologa per il concordato di Acque Minerali d’Italia. Dopo il voto positivo, a larga maggioranza, raggiunto lo scorso 26 settembre da parte dell’adunanza dei creditori, che avevano dato il via libera all’operazione, arriva anche l’ultima decisione definitiva del Tribunale al percorso iniziato nel luglio 2019. Il Gruppo Ami (Norda, Gaudianello e Sangemini) ha conservato lungo tutto il periodo della procedura l’operatività nei diversi siti di produzione che ha in tutta Italia, dove controlla 27 fonti e 8 stabilimenti in cui lavorano oltre 300 dipendenti. Dall’avvio del concordato, nonostante anche il periodo pandemico, Ami ha mantenuto la sua posizione di leadership nel mercato delle acque minerali nei canali Horeca e Retail.


VIDEO E PODCAST DMM

DM DROGERIE MARKT INAUGURA IL SESTO PUNTO VENDITA A MILANO

FRANCESCO PUGLIESE RACCONTA L’INGRESSO DI CONAD IN CONFCOMMERCIO

Prosegue lo sviluppo di espansione rete in Italia da parte di dm drogerie markt, la catena specializzata in prodotti di bellezza e benessere, che ha ampliato il proprio raggio di azione in Piemonte, Friuli Venezia Giulia e in Lombardia. Proprio nel capoluogo meneghino, infatti, l’insegna ha inaugurato il sesto punto vendita (il 66esimo in Italia), situato in via Coni Zugna 71 e vasto circa 225 metri quadrati. Fondata in Germania nel 1973, è presente in 13 paesi con oltre 3800 punti vendita, 66mila dipendenti e oltre 12 miliardi di fatturato. L’ingresso nel mercato italiano è avvenuto nel 2017.

Si è tenuta a Milano la conferenza stampa di presentazione dei dati preconsuntivi 2021 di Conad, illustrati dall’amministratore delegato Francesco Pugliese e dal direttore generale Francesco Avanzini. L’insegna, che è cresciuta oltre la media del mercato anche grazie a una ripartenza delle grandi superfici e a un importante potenziamento degli investimenti per la modernizzazione della rete, è finita sotto i riflettori nelle ultime settimane per la discussa firma dell’accordo con Confcommercio. Pugliese ha spiegato motivi e ambizioni alla base di questa importante decisione.

FARCHIONI PRESENTA IL PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ

ERRANTE (ZINI): ECCO IL NUOVO LOGO E IL PROGETTO SENATORE CAPPELLI

Farchioni ha presentato il suo bilancio di sostenibilità che certifica l’azienda come primo oleificio sostenibile nella grande distribuzione. I risultati completi sono stati resi pubblici lo scorso 25 novembre a Roma e, tra gli indicatori del bilancio si possono segnalare oltre 900 mila piante messe a dimora tra olivi, viti e rimboschimenti, un valore economico totale distribuito dal Gruppo pari a quasi 126 milioni di euro, molteplici certificazioni e altro ancora. A parlarcene è stato il direttore commerciale Giampaolo Farchioni.

Nel corso dell’ultima edizione di TuttoFood, Zini ha presentato il rebranding del logo, rimodellato graficamente in un sorriso, rivolto ai parter e ai fornitori dell’azienda, ma che è anche buono auspicio verso i progetti di responsabilità sociale e di impresa che interessano da vicino l’azienda. A tal proposito, Zini ha portato in fiera anche il progetto “Senatore Cappelli” che consiste nella coltivazione a chilometro zero di questa varietà di grano. Ce ne ha parlato Arianna Errante, marketing manager di Zini Prodotti Alimentari.

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