RETAIL REAL ESTATE DMM
La notizia dell’accordo tra Coop Lombardia, Harley&Dikkinson e UniAbita merita attenzione. L’iniziativa prevede che i soci che affidano a questa rete i lavori di riqualificazione della propria abitazione ricevano un ritorno pari al 4% dell’imponibile sotto forma di buoni spesa.
Da punto vendita a sportello unico
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l punto interessante, però, non è tanto l’incentivo in sé, quanto il fatto che l’operazione mette in relazione mondi che finora si erano sviluppati su binari paralleli. Nel retail europeo, infatti, i precedenti non mancano. In Francia, E.Leclerc ha collegato per anni gli interventi di riqualificazione energetica a e-card regalo spendibili nei propri negozi e lo stesso in passato ha fatto Auchan con la sua offerta Prime Eco Énergie. Nel bricolage, poi, il terreno è già maturo: Leroy Merlin con Arky, Obi con Posapro e perfino Ikea per cucine e rinnovi domestici hanno già abituato il consumatore a vedere il negozio come porta d’accesso a un progetto, non soltanto a un prodotto. Anche la Gdo food italiana, del resto, presidia da tempo servizi extra-spesa nei settori più disparati. La novità del caso Coop, dunque, non sta in uno dei singoli ingredienti, ma nella loro combinazione. Qui il grocery prova a entrare in una spesa domestica alta, complessa e poco frequente, portando nel supermercato un modello da “one-stop shop” per la casa. Ed è un passaggio non banale, perché la ristrutturazione non è un servizio “leggero”: richiede fiducia, consulenza tecnica, coordinamento operativo, gestione di incentivi, tempi lunghi ed esecuzione qualificata. In questo senso, il punto vendita non diventa solo luogo di conversione commerciale, ma interfaccia di rassicurazione verso un bisogno che il cliente percepisce come rischioso.
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