EDITORIALE DMM
Il largo consumo italiano alla prova del conflitto in Iran Maria Teresa Manuelli, direttrice editoriale Edizioni DM
L’apertura del conflitto in Iran nel marzo 2026 ha introdotto una variabile di instabilità sistemica che sta già impattando pesantemente il settore del retail e del largo consumo in Italia. Il primo segnale d’allarme arriva dal fronte psicologico: secondo le rilevazioni dell'Ufficio Studi Confcommercio, l’indice di fiducia dei consumatori è bruscamente calato a quota 92,6, il livello minimo registrato dall’ottobre 2023. Questa contrazione si riflette direttamente sulle intenzioni d'acquisto, con un’indagine Eumetra che evidenzia come il 68% delle famiglie italiane preveda di tagliare le spese non essenziali per compensare il rincaro dei costi energetici. La Cgia di Mestre stima che l'attuale scenario geopolitico genererà costi aggiuntivi per le imprese italiane pari a 9,8 miliardi di euro nel corso del 2026, una cifra che grava pesantemente sulla Gdo, costretta a gestire l'impennata del gas - cresciuto dell'81% in un solo mese - necessaria per il mantenimento della catena del freddo. Sul piano della logistica, la crisi dello Stretto di Hormuz ha innescato un aumento dei noli marittimi sulle rotte Asia-Italia del 12% in una sola settimana, mentre il rincaro dei carburanti, con la benzina oltre 1,75 €/l e il gasolio che ha superato 2 €/l, colpisce il trasporto su gomma che movimenta quasi il 90% delle merci nel nostro Paese. In questo contesto, il rischio di trasferire i costi lungo la filiera è già realtà: emblematico è il caso di Eurospin, che lo scorso 20 marzo ha inviato una lettera formale ai propri fornitori richiedendo un contributo economico straordinario del 3% per far fronte proprio all'incremento dei costi di trasporto e del gasolio, citando esplicitamente l'impatto del conflitto. Mentre insegne come Coop predicano cautela contro rincari immediati giudicati ingiustificati, la mossa del leader del discount segnala una tensione altissima sulla tenuta dei margini. Con un Pil 2026 rivisto al +0,7%, la sfida per il retail sarà evitare che la necessaria difesa dei conti si trasformi in un crollo verticale dei volumi di vendita in un mercato interno sempre più fragile. DM MAGAZINE 3