PENSIERI ON THE ROAD
LE WEEKEND CAR DIVENTANO TOP Se anche l’Alfa Romeo ha realizzato un grande Suv, significa che proprio avevamo ragione a pensare alle auto come compagne di weekend, di viaggio. Ora la mobilità cittadina costringe sempre più ad usare il trasporto pubblico, o almeno i car-sharing. Ed anche l’uso di connettività tecnologiche, senza dubbio utili, ci “costringono” e ci usano come se fossimo una parte del sistema, un ripetitore. Quante volte ci dicono di condividere, di ritrasmettere!? E allora riprendiamoci i nostri weekend, i nostri viaggi, non muoviamoci in una palestra come polli in un gabbietta d’allevamento, ma partiamo, arriviamo dove possiamo camminare per raggiungere qualcosa di bello, per vedere un panorama, un’antica abbazia, una torre dimenticata che ci ricorda un pezzo di storia. Per vivere e non fingere di farlo. Ed è bello farlo con suv comodi, ma scattanti che danno il piacere della guida. Non hanno più senso i fuoristrada per improbabili scalate di rupi verticali, o inutili attraversate di deserti immaginari.
“LA STORIA: PER NON ESSERE UN CIOTTOLO MA FAR PARTE DELLA STRADA, PER NON ESSERE SOLO UN PUNTO MA PARTE DELLA LINEA” La mia minaccia di ricordare un’altra delle mie frasi si è concretizzata in questa che avete letto. L’ho scritta ai miei figli per far capire loro l’importanza di studiare la Storia, specialmente quella dei Greci, che pure tanto lontana è sempre presente. Volevo far capire che se non parte di un qualcosa, la nostra presenza nel mondo è poca cosa, quindi è nella storia che noi possiamo trovare il senso della nostra vita. È insieme che possiamo creare qualcosa d’importante, se ciascuno di noi “fa” davvero qualcosa di positivo, di utile. Se ciascuno alla fine della giornata, può dire a se stesso che ha messo un ciottolo sulla strada giusta, che ha tracciato un tratto, un trattino della linea.
LA STORIA ANCHE IN UNA RICETTA E sì, proprio così, noi abbiamo bisogno di storia, di conoscere le nostre origini, di trovare un senso di appartenenza. E questo si può trovare anche in una ricetta. Ecco perchè proseguiamo con la nostra ricerca delle RICETTE DI VIAGGIO. Ad esempio quando gustiamo del baccalà alla vicentina, ci leggiamo un pezzo di storia del ‘400, epoca dei grandi viaggiatori, quando il capitano veneziano Pietro Querini si recò nel nord con la sua nave, ma naufragò sulle isole Lofoten, al largo della Norvegia, e così scopri i pregi di quel pesce salato o essiccato che si poteva facilmente trasportare. Ma pensate anche a come s’illumina lo sguardo di chiunque ricordi una ricetta tramandata dalla mamma, dalla nonna...anche questa è storia.
3
di Raffaele d’Argenzio
p o l o w e e k e n d p r e m i u m 2 017
Events - Premium Counseling
sommario > 03 Editoriale > 04 Sommario > 06 Weekend Event: Primati e Premiati 2017 > 08 News > 10 Weekend Premium: Hotel Caracciolo, Napoli > 12 Auto Premium: Lamborghini Aventador > 14 WHEN: dove in Primavera > 20 TOP WEEKEND CAR Alfa Romeo Stelvio > 26 Nuova Discovery > 27 Maserati Levante > 28 WHO: Nikola Tesla e Tesla Model X > 31 Lamborghini Urus > 32 WHERE: Arte in Primavera > 38 Riti e Luoghi di Pasqua > 44 ITALIA SEGRETA: le Sette Meraviglie del Piemonte > 54 La Top Ten di AutoDonna, la Classe A > 56 Le altre in classifica > 60 La Renault Clio > 62 Peugeot 208 3D Navigation > 64 Mercedes GLC Coupè > 72 Bentley Bentayga > 73 WEEKEND GREEN, i 10 giardini italiani da visitare 4
RICETTE DI VIAGGIO > 87 SPECIALE IN VENETO da Soave ai Monti Lessini > 92 Vicenza > 96 Da Vicenza a Marostica > 98 La compagna di viaggio > 100 Prodotti storici del Veneto WEEKEND DI PASQUA > 102 Alto Salento > 114 Sorrento > 116 Sulmona > 118 Gubbio
EDITORE
Edizioni D’Argenzio S.r.l. Via Giovanni Prati, 12 20145 - Milano Tel. 02 345 0719 STAMPA
MEDIAPRINT - via Brenta, 7 San Giovanni Lupatoto (VR) DISTRIBUZIONE Pieroni Distribuzione s.r.l. Via Cazzaniga, 19 - 20132 Milano
EDITORE E DIRETTORE RESPONSABILE
Raffaele D’Argenzio direzione@edizionidargenzio.com
Weekend in Auto è registrato presso il tribunale di Milano al N. 158 del 03/04/2009 ISSN 1723-5685 Tutti i diritti sono riservati.
HANNO COLLABORATO
Manoscritti e foto restano di proprietà
Nicola D. Bonetti, Alessandra Borgonovo, Michela Colombo, Emanuele d’Argenzio, Manuela Fiorini, Vittorio Giannella, Silvana Lattanzio, Cristina Moiraghi, Michelle Newton, Giuseppe Ortolano, Carlotta Ruocco, Benedetta Rutigliano, Giancarlo Santarelli, Roberto Speranza, Anna Maria Terzi, Gigliola Terzi
della Edizioni D’Argenzio S.r.l. anche non pubblicati, non verranno restituiti. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e foto.
IL NUMERO DI MAGGIO/GIUGNO SARÀ IN EDICOLA DA FINE APRILE
“WEEKEND IN” è presente, gratuitamente, negli hotel (quattro e cinque stelle) della catena PLANETARIA.
PREMIUM EVENT: PRIMATI E PREMIATI
I
La presemtatrice della serata, Himara Bottini
Raffaele d’Argenzio, Direttore del Polo, consegna WEEKEND PREMIUM a Luca Pollini del GIST
6
l tradizionale WEEKEND PREMIUM EVENT ha avuto luogo nel lussuoso Enterprise Hotel di Milano, alla presenza della stampa e di varie personalità. Nell’anno dedicato al “Green”, sono premiati coloro che hanno conquistato primati nella sostenibilità: Bolzano, Varese Ligure, i territori del Veneto con i loro vini biologici e, per l’estero, la Germania. L’obiettivo, da sempre, è quello di far conoscere, valorizzare e rispettare la nostra meravigliosa Terra. Maggiori informazioni e altre foto sul sito weekendpremium.it. Tutte le foto sulla pagina Facebook. Si ringrazia “La Tavola Italiana” per la selezione dei prodotti Bio.
Roberta Agosti (Bolzano) riceve il premio GREEN CITY da Giuseppe Ortolano (firma del Gruppo Repubblica)
Isabella Brega (Touring Club) consegna il WEEKEND GREEN a Michela Marcone (Varese Ligure)
Concerto della nota violinista cinese Na Li
Il premio TOP WEEKEND CAR è stato vinto dall’Alfa Romeo Stelvio
Ilaria Zambianchi (firma Gruppo RCS) consegna WEEKEND GREEN IN EUROPE a Ulrich Ruter (direttore turismo tedesco)
Claudio De Donatis, direttore turismo veneto, consegna premi RICETTE DI VIAGGIO per vini biologici veneti
7
Weekend news
LE SPIAGGE PIÙ BELLE DEL MONDO TripAdvisor ha stilato la classifica mondiale delle spiagge più belle, e Baia do Sancho, IN BRASILE, ha ottenuto il primo posto 1. Baia do Sancho, Brasile 2. Grace Bay, Providenciales 3. Eagle Beach, Aruba 4. Playa Paraiso, Cuba 5. Siesta Beach, Florida 6. La Concha Beach, Spagna 7. Playa Norte, Isla Mujeres 8. Radhanagar Beach, isola di Havelock 9. Spiaggia di Elafonissi, Grecia 10. Galapagos Beach, Ecuador 11. Anse Lazio, Seychelles 12. Seven Mile Beach, Grand Cayman 13. Flamenco Beach, Portorico 14. Bavaro Beach, Repubblica Domenicana 15. Seven Mile Beach, Jamaica
Morellini Editore Vi suggerisce tante idee per un viaggio romantico tra itinerari di montagna e borghi nascosti. Alto Adige In Due – Le passeggiate più romantiche sulle Dolomiti di Oswald Stimpfl L’elegante maestosità della natura e i panorami mozzafiato, fruibili anche dalle strutture più economiche dell’Alto Adige, sono la soluzione migliore per chi al romanticismo ama affiancare la passione per i monti. Accanto ai consigli più pratici non mancano i racconti delle tradizioni che rendono unici i posti suggeriti. Pag. 144; 12,90 euro. “Io viaggio con te – Giro d’Italia in coppia” di Alida Ardemagni. Una piccola guida per fughe romantiche. Non troverete bagni termali né classiche Spa, ma proposte innovative per stupire il/la vostro/-a compagno/a di viaggio. Le mete proposte sono meno conosciute ma di certo non meno romantiche: troverete soluzioni originali e location non scontate da condividere con il vostro partner. Pag: 224; 14,90 euro. 8
Baia do Sancho, Brasile
Grace Bay, Providenciales
Eagle Beach, Aruba
“Forse non tutti sanno che in Italia…”, il nuovo libro di Isa Grassano. In modo pacato ma analitico, questo libro si propone di svelare curiosità che non tutti conoscono. È un viaggio da Nord a Sud, alla ricerca dei tesori nascosti, perché al di là di quello che è noto, visibile, ogni regione in Italia nasconde un lato misterioso, ricco di percorsi e angoli reconditi. S’impara così che il Santo Graal, i cui poteri la leggenda vuole conferiscano vita eterna, sia custodito in Basilicata. E ancora, che Seborga, in Liguria, sia un “Principato Libero e Sovrano” con una propria moneta, e che quindi non faccia parte della Repubblica Italiana. Le curiosità si sprecano: pare che ad Arona ci sia la statua che ha ispirato la Statua della Libertà di New York e che a Cefalù ci sia un ritratto di uomo che mostra lo stesso enigmatico sorriso della Gioconda. Il libro di Isa Grassano spazia dalle curiosità turistiche a quelle gastronomiche: in Sicilia, per esempio, si possono assaggiare piatti ispirati alle ricette di Apicio, famoso cuoco degli antichi romani. Newton Compton, 12 euro - ebook: 4,99
9
Weekend premium
PALAZZO CARACCIOLO dI SANTOBUONO****
NEL CUORE della napoli più vera
I
l Palazzo Caracciolo di Santobuono vanta 146 camere dove tradizione e modernità si fondono in ambienti insonorizzati grazie alle imponenti cinta murarie, freschi in estate e confortevoli in inverno. L’hotel è nel cuore della città di Napoli e molto vicino alla Stazione Centrale; inoltre, chi giunge in auto ha a propria disposizione un garage. Per chi volesse invece godere di assoluto relax, il Palazzo offre un centro wellness & fitness e un solarium con idromassaggio. Ottocento anni di storia si celano in ogni angolo di questo splendido palazzo, che tra le sue Suite racconta una storia da togliere il fiato, lasciandovi godere della Napoli più vera. I Caracciolo di Santobuono furono un’importante famiglia aristocratica che ricoprì un ruolo fondamentale nelle vicende della nobiltà meridionale. Dotato di un chiostro porticato e di un ambiente centrale, il palazzo si affaccia su Via San Giovanni a Carbonara. L’imponente facciata in stile mormandeo presenta due grandi portoni. Il primo pia-
10
no presenta una serie di finestre contornate da stucco grigio; il secondo presenta ben tredici balconi; infine il terzo ospita anch’esso tredici balconi disposti come quelli sottostanti, ma in forma più semplice. Il tutto culmina in un elegante cornicione. Carlo I d’Angiò fece edificare questo magnifico edificio, ubicato appena fuori dalla prima cerchia delle mura. Il terribile terremoto del 1456 arrecò gravi danni a questo imponente edificio angioino, in particolare alle mura e alla facciata. Il Palazzo, abbandonato intorno al 18esimo secolo, fu riutilizzato a partire dal 19esimo per volere del Ministero degli Interni che ne fece una caserma delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Ancora in possesso della famiglia Caracciolo, passò in mano a molti imprenditori che lo resero un albergo di lusso. PALAZZO CARACCIOLO DI SANTOBUONO Via Carbonara 112, 80139 Napoli Tel: (+39)081/0160111 - www.palazzocaracciolo.com
11
auto premium
L
a Lamborghini Aventador S è qualcosa di più di un restyling. Infatti oltre ad aver ritoccato il look i tecnici di Sant'Agata Bolognese hanno messo mano anche alle caratteristiche dinamiche della vettura, per sfruttare ancora meglio le doti della belva collocata sotto il cofano. Ma cominciamo dal design. In una supersportiva l'estetica esterna non è mai fine a se stessa ma è asservita alle prestazioni; quindi soprattutto miglioramenti nell'aerodinamica. Ad esempio il frontale più aggressivo e lo splitter più lungo per ottimizzare i flussi d'aria in modo da aumentare il raffreddamento del motore; inoltre ai lati del paraurti anteriore osserviamo due convogliatori d'aria che riducono il drag delle ruote, convogliando verso il radiatore posteriore un flusso d'aria ottimale. Lo stesso discorso è visibile al posteriore. Il grande estrattore nero incorpora una serie di alette verticali, il cui compito è recuperare la pressione dell'aria e generare deportanza, cioè carico verticale. L'alettone posteriore è attivo; in base a velocità e modalità di guida selezionata, la sua inclinazione può variare in tre posizioni differenti. Gli affinamenti sono anche dove non si vedono: nel sottoscocca, dove sono stati applicati dei generatori di vortici per amplificare il flusso d'aria e agevolare il raffreddamento dei freni. La casa dichiara che tutte queste misure hanno permesso di migliorare del 50% l'efficienza aerodinamica a massimo carico e del 400% a carico minimo, rispetto alla serie precedente. Passiamo agli interni, dove tutto converge verso la guida. Troviamo una plancia digitale ampiamente personalizzabile, dove le informazioni visualizzabili cambiano a seconda della modalità di guida impostata. Disponibile anche come optional il Lamborghini Telemetry System, per memorizzare i tempi su circuito e anche i dati sui tragitti stradali. In una Lamborghini la 12 guida è tutto o quasi. Gli interventi sulla nuova Aven-
tador S hanno modificato notevolmente meccanica ed elettronica per migliorare le doti stradali di questa vettura. Partiamo dalle quattro ruote sterzanti, tecnologia all'esordio su questa marca. A bassa velocità le ruote posteriori sterzano nella direzione opposta rispetto alle anteriori; si ottiene una riduzione virtuale del passo, il che facilità l'agilità nelle curve strette e nelle manovre cittadine. Ad alta velocità invece tutte le ruote sterzano nella stessa direzione; ciò corrisponde ad un virtuale allungamento del passo, utile per la stabilità e la reattività quando si chiedono alte prestazioni. Le sospensioni magnetoreologiche sono state adattate alle quattro ruote sterzanti, così come la geometria stessa. L'assetto varia in tempo reale. La trazione integrale permanente è stata ricalibrata e testata anche su neve e ghiaccio. E' ora possibile trasferire più coppia al retrotreno. Tutti questi sistemi sono gestiti dall'unità di controllo Lamborghini Dinamica Veicolo Attiva, LDVA ("la diva" per gli amici). Infine l'Aventador S offre una nuova modalità di guida chiamata Ego. Il nome dice tutto. È riservata ai piloti esperti e permette di personalizzare molti parametri su trazione, sterzata e sospensioni. Restano poi le classiche Strada, Sport e Corsa. Passiamo al motore. Ora il poderoso V12 6.5 aspirato eroga una potenza massima di ben 740 cavalli ad 8.400 giri, 40 in più di prima. un livello da sublime follia. Il peso a secco della vettura è di 1.575 Kg, notevolmente contenuto, grazie alla monoscocca in fibra di carbonio. Abbiamo quindi uno stellare rapporto peso/potenza di 2,13 CV/Kg. Le prestazioni dicono accelerazione 0-100 in 2,9 secondi e velocità massima di 350 Km/h. Trazione integrale permanente, cambio robotizzato a sette rapporti e freni carboceramici completano il quadro. Le consegne della Lamborghini Aventador S cominceranno in primavera. Il prezzo per l'Europa, tasse escluse, è di 281.555 euro.
L'AVENTADOR la belva diventa ancora piĂ™ feroce
Cilindrata cm3: Potenza massima kW (CV)/giri: Coppia max Nm/giri: Trazione: VelocitĂ massima (km/h): Accelerazione 0-100 km/h (s): Peso a secco (kg): Prezzo tasse escluse:
6498 544/740 - 8400 690 - 5500 Integrale 350 2,9 1.575 13 euro 281.555
when di Giuseppe Ortolano
DA montecarlo
BENVENUTA Benvenuta Primavera! Con l’arrivo dei primi tepori di marzo si riscopre il piacere di un rilassante weekend all’aria aperta, tra colori, profumi, panorami e, perché no, sapori capaci di addolcirci la vita. La natura si risveglia, le vie e le piazze dei centri abitati tornato a popolarsi, i primi soli primaverili illuminano e riscaldano paesi e colline, rendendo la vita del turista più facile e piacevole. Otto le mete che
vi propongo per marzo ed aprile. Otto luoghi da vedere con occhi curiosi per farsi affascinare dalle tante piccole e grandi cose che fanno dell’Italia un Paese meraviglioso. In tutte le stagioni. Il nostro viaggio parte dalla Sicilia, dove i mandorli sono in fiore e le antiche pietre della Valle dei Templi raccontano le primavere dell’antica Akragas, una delle principali città del mondo antico. Passiamo poi alle mimose fiorite DAL 4 MARZO
AGRIGENTO - SAGRA DEL MANDORLO IN FIORE Tre buoni motivi per visitare Agrigento agli inizi di marzo? I mandorli sono in fiore e dal 4 al 12 marzo la città festeggia l’arrivo della Primavera con esibizioni dei gruppi folk per le vie cittadine, sfilate di carretti siciliani, la fiaccolata serale del folklore, spettacoli di musica folk e degustazioni di prodotti e piatti tipici dell’isola. Il Parco Archeologico della Valle dei Templi non è ancora troppo affollato e si evitano le torride temperature estive, che rendono molto faticosa la visita. Tra il tempio di Castore e Polluce e quello di Vulcano si vista anche la vasta area verde nota come il Giardino della Kolymbethra, con il grande agrumeto recuperato dal FAI. E il Parco Letterario dedicato a Luigi Pirandello celebra i 150 anni dalla nascita di uno dei più grandi autori della letteratura italiana del Novecento con una serie di viaggi sentimentali che coinvolgono la città e Porto Empedocle, dalla casa natale di Pirandello alle antiche miniere di zolfo. http://agrigentour.it 14
Ad AGRIGENTO
PRIMAVERA! della Liguria più bella, tra antichi borghi marinari e vecchie ferrovie, recuperate dall’abbandono. Proseguiamo quindi con una rapida incursione oltreconfine, nel Principato di Monaco e Montecarlo, per inondare la Primavera di buona musica, per poi fermarci a recitare una preghiera laica nella nuovissima Cattedrale Vegetale di Lodi. Ecco quindi Merano, elegante signora che compie 700 anni; la Valle dei Pittori,
con i suoi tenui colori che hanno ispirato artisti in tutte le epoche, e Calimera, nella Grecìa Salentina, con gli antichi riti pagani che rivivono un solo giorno all’anno in una chiesetta dimenticata tra gli oliveti. Il viaggio termina a Sauris, per scoprire come un borgo si può fare albergo diffuso, con le sue antiche case, i sapori della tradizione e quelli dell’innovazione. Buon viaggio a voi tutti, e che sia green ovviamente! Una veduta notturna della città di Montecarlo
dove mangiare Terracotta mi ha incantato con la sua curata cucina che utilizza in parte prodotti dei Presidi Slow Food e gli ingredienti coltivati nell’orto bio nella Valle dei Templi. Ed è piacevole mangiare in un antico complesso monumentale del Settecento, che comprende anche una chiesetta utilizzata per eventi culturali. www.spaziotemenos.it/terracotta dove dormire Un vero e proprio archeo-hotel a ridosso della Valle dei Templi, è l’Hotel Costazzurra Museum e Spa che offre ai suoi ospiti l’opportunità unica di godere in esclusiva dei reperti archeologici prevalentemente originari della Magna Grecia e risalenti soprattutto al V e IV Secolo Avanti Cristo della collezione La Gaipa. E dopo la giornata tra templi e mandorli in fiore è piacevole rilassarsi nella suggestiva Spa Grotta delle Muse. www.hotelcostazzurra.it
Valle dei Templi
15
DALL’8 MARZO
BONASSOLA (SP) - MIMOSE IN FIORE
Una veduta della città di Bonassola
dove mangiare A Montaretto, frazione di Bonassola, mi piace cenare al Ristorante Lorella, dall’ambiente sobrio e familiare. La cucina tradizionale è curata direttamente dalla proprietaria e propone piatti di pesce a seconda della stagione, ottime trenette al pesto e piacevoli incursioni nella cucina ligure di terra, dal coniglio al cinghiale. Il vino bianco proviene direttamente dai vigneti intorno al piccolo borgo. www.ristorantebarlorella.com dove dormire È uno dei miei luoghi del cuore. La Francesca Resort di Bonassola, nato dall’idea straordinaria e visionaria di Gloria Bortolotti De Poli, che oltre 50 anni fa ha realizzato questo eco-villaggio seguendo una nuova filosofia di vacanza amica della natura, a misura di famiglia e in sintonia con lo spirito del luogo, è il posto giusto per vivere al meglio questo splendido angolo di Liguria. E se il tempo lo permette si cena su uno terrazzo panoramico a picco sul mare. www.lafrancescaresort.it
L’otto marzo, Festa della Donna, si celebra anche regalando una mimosa. È le dolci colline che circondano la baia di Bonassola, nel Levante ligure, sono un trionfo di gialle mimose fiorite. È il momento giusto per passeggiare in tutta tranquillità tra i sentieri e visitare le vicine Cinque Terre, godendone il fascino romantico di inizio stagione. La panoramica ciclo-pedonale Levanto-Bonassola-Framura, nata recuperando l’antica linea ferroviaria, regala emozionanti scorci di mare cristallino e permette di visitar tre borghi marinari che, specie fuori stagione, affascinano il visitatore. A Bonassola rilassatevi sulla lunga spiaggia di sabbia nera e passeggiate per il minuscolo centro storico dominato dai resti dell’antico castello. A Levanto scoprite il volto slow della Liguria, con la loggia cinquecentesca, i palazzi settecenteschi, l’ex Monastero delle Clarisse e l’Oratorio di San Giacomo. A Framura godetevi la natura ancora selvaggia. E a Punta Mesco, sul sentiero che collega Levanto a Monterosso, il FAI ha appena recuperato il villaggio agricolo Podere Case Lovara, affacciato direttamente sul mare. www.comune.bonassola.sp.it
DAL 21 MARZO dove mangiare La cucina tradizionale riletta in chiave innovativa. È quella che si degusta nelle sale del cascinale settecentesco che ospitano il ristorante La Coldana. Vasta scelta di vini, nella cui lista è piacevole perdersi. www.lacoldana.com dove dormire Per dormire nelle ampie ed accoglienti camere di un edifcio rurale risalente al Quattrocento, che la leggenda vuole abitato da sei monaci, alloggiate alla Cascina Sesmones, immersa nel verde della campagna lodigiana, a pochi chilometri dal centro storico. Elegantamente ristruttarato, mantiene suggestivi particolari storici pur non rinunciando alle comodità dei giorni d’oggi. Per scoprire che anche la campagna lombrda ha il suo fascino. www.cascinasesmones.it
16 Cattedrale Vegetale, Lodi
LODI - CATTEDRALE VEGETALE Ingiustamente trascurata dal turismo Lodi riserva ai visitatori curiosi piacevoli sorprese. Partendo dalla Cattedrale Vegetale pensata e progettata dallo scomparso Giuliano Mauri, l’esponente italiano della land art e dell’arte ambientale nato proprio in questa cittadina lombarda. Un luogo di culto e aggregazione laico dedicato alla forza della natura e ai suoi silenzi. La Cattedrale, che inaugura con l’arrivo della Primavera, si trova sulla riva sinistra del fiume Adda ed è costituita da 108 colonne di legno, per un’altezza di 18 metri e una lunghezza di 72 metri. La struttura ospita altrettanti alberi, guidandone la crescita. Un’opera affascinante, che da sola vale la visita anche se vi consiglio di non dimenticare il centro storico di Lodi, città fondata da Federico Barbarossa. Da vedere la Grande Cattedrale, il rinascimentale Santuario dell’Incoronata, Piazza Broletto e l’ottocentesco ponte sull’Adda dagli archi ribassati, un piccolo capolavoro dell’architettura moderna. http://turismolodi.it
Dal 17 MARZO all’8 aprile
MONTECARLO
- FESTIVAL PRINTEMPS DES ARTS Una piccola incursione oltre confine per godersi uno dei più interessanti festival primaverili. Nel lusso del piccolo principato affacciato sul mare si spazia dalla musica rinascimentale alla contemporanea ed elettroacustica. Tra i tanti interpreti di fama internazionale Hélène Grimaud, pianista francese dal talento straordinario e precoce, ribelle e bellissima; la Frankfurt Radio Symphony; le Filarmoniche di Monte-Carlo e di Nizza; l’ensemble Les Siècles e l’Orchestra congolese Kinshasa. Il Monaco Music Forum occupa differenti sale dell’Auditorium Rainier III per una giornata di spettacoli di teatro, musica, danza e installazioni. Tra un concerto e l’altro non dimenticatevi di visitare il Museo oceanografico, costruito a fianco della mitica Rocca di Monaco. Nato oltre un secolo fa (è stato il primo acquario che ho visitato) ospita oltre 6.000 esemplari, dagli squali alle tartarughe marine. Al ritorno fermatevi ai Balzi Rossi, proprio al confine italiano, con l’area archeologica delle grotte e il Museo Preistorico. www.printempsdesarts.mc
Piazza del Casinò. Montecarlo
dove mangiare I prezzi dei locali di Montecarlo non sono particolarmente convenienti quindi vi propongo di ritornare in Italia per provare la cucina de Il Giardino del Gusto, piccolo ristorante nel centro di Ventimiglia. Un giovane chef mette in tavola piatti creativi con una particolare attenzione al pescato del mar Ligure e ai prodotti biodinamici http://ilgiardinodelgusto.com DOVE DORMIRE Meglio dormire in Italia, si spende decisamente meno. Niente di particolarmente elegante ma l’Hotel Posta di Ventimiglia, con oltre ottanta anni di storia, accoglie i suoi ospiti in modo impeccabile. Camere ampie e attrezzate (con wifi gratuito), un’ottima prima colazione e il garage privato. www.postahotel.net
Dal 24 MARZO
MERANO (BZ) - 700 ANNI Quando visitai Merano fui incantato da quest’angolo di Alto Adige dal clima mite. Una città elegante di cura tra le Dolomiti dove convivono acque curative, cultura, tradizione, vegetazione alpina e mediterranea. Nel 2017 Merano compie 700 anni di storia e li celebra con tante iniziative. Il centro storico affascina con gli edifici Liberty e Jugendstil e le architetture contemporanee, come il parallelepipedo in vetro di Terme Merano e il fine allestimento interno dell’architetto altoatesino Matteo Thun. Non perdetevi la rilassante passeggiata Tappeiner, un soleggiato percorso di quattro chilometri con un magnifico colpo d’occhio sulla conca e la Val d’Adige. Vi stupirete ammirando tipica vegetazione locale e querce da sughero, alberi di eucalipto, loti, pini marittimi, varie specie di palme e bambù, cactus, agave, magnolie e ulivi. E alla sera vi consiglio una rigenerante sosta alle Terme di Merano, un’oasi di pace con ben 25 piscine interne ed esterne e originali trattamenti. www.merano-suedtirol.it
dove mangiare Lo confesso, la cucina del Ristorante Sissi di Andrea Fenoglio mi ha ammaliato. Se possibile chiedete un tavolo nella Stube settecentesca e fatevi guidare nella scelta dei piatti dal personale di sala. Vi perderete in un tripudio di sapori dove ingredienti di alta qualità, tradizione, innovazione e anche voglia di giocare si incontrano. www.sissi.andreafenoglio.com DOVE DORMIRE L’ImperialArt non è un albergo qualsiasi. Dormire nelle sue stanze vuol dire incontrare la creatività di tre artisti altoatesini cui è stato affidato il compito di arredare le 12 camere a disposizione degli ospiti. Tra quelle che mi hanno più affascinato il Paradise Loft, che da l’impressione di volare sopra le nuvole. Imperdibile l’idromassaggio privato sul terrazzo sul tetto con vista mozzafiato su Merano. www.imperialart.it
17
when
DAL 24 APRILE
SAURIS (UD) - BORGO AUTENTICO Cosa fa di Sauris un borgo autentico nel cuore della Carnia, dove protagoniste sono le persone e la comunità? Le case tradizionali, per iniziare, alte due piani, quello inferiore in pietra, seminterrato e quello superiore in legno, con il tetto rivestito in scandole di legno. Il mondo delle malghe, poi, con i pascoli che a marzo iniziano a fiorire e la seducente bellezza del lago di Sauris. Luoghi da scoprire passeggiando lungo i tanti facili sentieri che partono dal centro abitato e regalano panorami da sogno sulle montagne carniche. Vengono quindi le antiche tradizioni di una popolazione che ha mantenute vive le proprie radici culturali, illustrate nel Museo Etnografico ospitato in un vecchio rustico adibito a stalla e fienile, splendido esempio di struttura architettonica alpina. Senzascordare la gastronomia, con il saporito Prosciutto di Sauris, leggermente affumicato, l’ottima birra artigianale e i diversi formaggi vaccini e di capra, che sanno ancora di latte. www.sauris.org
Sauris di Sotto Santuario di Re, Val Vigezzo dove mangiare Al Ristorante Alla Pace ho provato i piatti semplici e genuini della vera cucina saurana, come i cjarsons alle erbe, sformato di verdure di stagione o di erbe di campo, gli gnocchetti di pane o le patate allo speck. L’edificio in pietra che ospita la locanda risale al 1804 ed è decorato con motivi di influenza tedesca. www.ristoranteallapace.it
dove dormire Niente di più suggestivo che dormire nell’Albergo Diffuso che accoglie i suoi ospiti in diverse abitazioni tradizionali, sparse per il paese. Un modo per immergersi nella vita contadina, senza rinunciare ai comfort, senza rinunciare al benessere di una mini-eco Spa. www.albergodiffusosauris.com
DAL 4 APRILE dove mangiare Non passo nel Salento se fermarmi a cenare da Pino, al Ristorante Bar Le Bionde di San Foca, borgo marinaro sulle rive dell’Adriatico. Locale semplice e accogliente che propone pochi piatti, preparati al momento, a seconda della disponibilità del pescato e, in stagione, imperdibili linguine ai ricci di mare. Tel. 0832-881049 dove dormire Al Naturalis Bio Resort si alloggia in nove suite ricavate nelle antiche case coloniche di un borgo contadino del XVIII secolo nei pressi di Martano. Tutt’intorno gli ulivi secolari e le coltivazioni biologiche di aloe vera e altre piante officinali, dalle quali nascono i prodotti di N&B, azienda di cosmesi naturale. www.naturalisresort.com
18
Sacra Pietra forata di San Vito
CALIMERA (LE) - LA PIETRA FORATA Un’occasione imperdibile. Solo il giorno di Pasquetta è possibile ammirare la pietra più misteriosa di tutto il Salento: è la Sacra Pietra forata sita all’interno della piccola chiesetta di San Vito, nei pressi di Calimera, paese della Grecia salentina a circa quindici chilometri da Lecce. Chiusa tutto l’anno, apre il Lunedì dell’Angelo per consentire ai visitatori di passare attraverso il foro di circa 30 centimetri di questo monolite che si trova, incorporato al pavimento, in centro alla chiesa. Re, Valche Vigezzo UnSantuario anticodi rito simboleggia, secondo ancestrali credenze pagane, la rinascita grazie al passaggio purificatore nell’utero materno. Al termine, sul piazzale della chiesetta, si svolge una tradizionale scampagnata pasquale accompagnata da musiche e pizziche spontanee. A Calimera si visita la chiesa parrocchiale, che propone un inedito dipinto della Vergine gravida e il Museo di Storia Naturale del Salento, unico nel suo genere. www.comune.calimera.le.it
Sauris di Sopra
weekend premium di Roberto Speranza
Abbiamo provato il primo SUV prodotto dal biscione in un weekend assolutamente premium nei luoghi in cui è spiritualmente nato (per via del nome, naturalmente), cioè la zona tra Parco nazionale dello Stelvio, Livigno e Saint Moritz. Un tuffo nell’autentica tradizione Alfa Romeo, la magia del piacere di guidare. L’eccezionalità del primo Suv premium italiano ci impone stavolta di parlare più di auto e meno di turismo, sarà un vero auto-weekend con la Stelvio (velocità dai 215 km/h , prezzo dai 50.000 in su)
R
ubiamo spudoratamente le parole di una canzone di Lucio Battisti: “… tu chiamale, se vuoi, emozioni... “ Perché alla fine si tratta proprio di questo, emozioni. Intendiamoci: questo SUV incorpora tanta sostanza tecnica e parecchia tecnologia avanzata. Anche i modelli della concorrenza sono tecnologicamente sofisticati e meccanicamente perfetti; la differenza nel caso dell’auto italiana è però data dall’approccio, dalla filosofia dello Stelvio: essere prima di tutto un’Alfa Romeo, poi anche un SUV. E allora? Cosa ci sarà mai di così speciale? Mettiamola in altri termini. Passa la stessa differenza tra ascoltare lo stesso brano musicale inciso su un disco oppure eseguito dal vivo: è tutta un’altra cosa e se non la si prova direttamente non si può comprendere. Nella sua lunga storia di 107 anni, ogni modello ben riuscito sul cui frontale campeggiava lo stemma dei Visconti ha offerto a chi lo guidava sensazioni particolari; un rumore singolare, prestazioni brillanti, una tenuta di strada assoluta. Caratteristiche comuni a tante altre auto, ovviamente; ma era l’alchimia dell’insieme a fare la differenza, a creare qualcosa di unico, magari comprendendo anche i difetti, i quali facevano parte del suo fascino, irrimediabilmente. La Stelvio è una vera Alfa? Accidenti, se lo è. E ora la voglia è quella di partire, di iniziare il percorso. A secon-
20
con alfa romeo stelvio
EMOZIONI IN ROSSO
21
weekend premium da del periodo stagionale e delle condizioni climatiche il passo dello Stelvio viene aperto o meno al traffico. Quando il tempo lo permette, si tratta di un tracciato che può certamente esaltare la sportività del SUV Alfa Romeo Stelvio. Purtroppo nei giorni in cui ci siamo trovati noi da quelle parti, il passo era chiuso. Ma le alternative sono state ugualmente interessanti. E così siamo partiti da Saint Moritz, da lì verso Livigno facendo il giro da nord, rientrando in Italia attraversando il tunnel della Schera. Da quel punto abbiamo costeggiato il lago di Livigno, fino ad arrivare all’omonima e altrettanto nota località turistica dell’Alta Valtellina, che costituisce il confine sud-ovest del Parco nazionale dello Stelvio. Mantenendo la stessa direttrice abbiamo riattraversato il confine per arrivare al passo del Bernina, altro percorso tortuoso perfetto per divertirsi sulla “nostra” Stelvio. Infine è iniziata la discesa per tornare.
Si guida come una berlina Circondati dalle nevi dei Grigioni e della Valtellina, abbiamo guidato l’Alfa Romeo Stelvio nella versione 2.2 turbodiesel da 210 cavalli nell’allestimento Super. Ci accorgiamo di essere in un SUV perché per entrare saliamo invece di scendere, perché dietro abbiamo un ottimo spazio per viaggiare nel massimo comfort, perché la nostra visuale è più alta. Ma per quanto riguarda la guida pura, ci dimentichiamo subito che si tratta di
22
un veicolo rialzato. La Stelvio si guida in tutto e per tutto come una berlina. L’equilibrio delle masse, lo straordinario sterzo diretto, la sofisticata trazione integrale che resta posteriore fino a che non serve veramente, i freni maledettamente robusti anche dopo ripetuti sforzi in breve arco di tempo. Ma soprattutto la bontà delle sospensioni ci fa credere di essere quasi a bordo della Giulia, cioè di una berlina sportiva. La Stelvio ha un rollio veramente ridotto; in altre parole, in curva si corica pochissimo, a tutto vantaggio della stabilità. Sia nelle curve veloci ad ampio raggio che nei secchi tornanti di montagna, non c’è una sbavatura. Lo sterzo è da sogno. Direttissimo, si potrebbe dire... Il cambio automatico ad 8 rapporti è semplicemente una favola. Volendo, si potrebbe lasciarlo fare impostando il selettore Alfa DNA nelle modalità Natural o Advanced Efficiency, ottima per ridurre i consumi; tuttavia, parliamoci chiaro, c’è più gusto a usarlo manualmente. Impostiamo in Dynamic e si apre un mondo nuovo. Le cambiate sono assolutamente fulminee. Ma abbiamo voluto provare anche la Stelvio a benzina,e siamo entrati in un parco divertimenti. Un elemento sopra tutti gli altri: il suono del motore. È un rombo il cui “timbro di voce” ci riporta in un lampo alle Alfa di una volta. Una sinfonia di cilindri, una suite di pistoni, un’orchestra di cavalli selvaggi. Più volte ci siamo divertiti come bambini a scalare le marce anche quando non serviva, per il solo gusto di sentire il rombo del motore salire di giri.
con alfa romeo stelvio
23
weekend premium
compagna di viaggio Cominciamo dall’apparato tecnologico. La sicurezza è primaria nell’Alfa Romeo Stelvio e i sistemi sono stati scelti per assistere il guidatore ma non invadere le sue prerogative. Troviamo quindi l’Integrated Brake System (IBS), dove il controllo di stabilità è unito all’impianto frenante; ciò garantisce una risposta velocissima ed una frenata perfetta: da 100 a 0 Km/h in 37,5 metri. Ricordiamo che negli anni ‘80 la Ferrari F40 frenava in 37 metri, ed era la regina delle supercar. Troviamo poi il Forward Collision Warning e l’Autonomous Emergency Brake con riconoscimento pedone. Basandosi su un radar ed una telecamera frontale, rilevano la presenza di ostacoli in traiettoria e avvisano in caso di rischio di collisione imminente. Se non c’è reazione da parte del guidatore, l’AEB frena automaticamente. E’ in grado di arrestare la vettura da solo fino a 65 Km/h. Non mancano l’avviso di invasione corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco, così come l’avviso di traffico in attraversamento al posteriore durante le manovre. C’è anche il Cruise Control attivo, per mantenere automaticamente una distanza di sicurezza preimpostata. Arriviamo al cuore della macchina: il motore. I propulsori della Stelvio, condivisi con la Giulia, sono a quattro cilindri e interamente in alluminio. Attualmente ne sono disponibili in listino due. Il turbodiesel 2.2 (2.143 cc) da 210 cavalli e il motore a benzina 2.0 turbo da 280 cavalli. Nel corso dell’anno entreranno 24
in gamma anche un turbodiesel da 180 cavalli (a trazione posteriore) e un motore a benzina da 200 cavalli, cilindrate invariate. Alla fine del 2017 chiuderà in bellezza la Stelvio Quadrifoglio col V6 2.9 biturbo da 510 cavalli. Completano il tutto, nell’intera gamma, il cambio automatico ad 8 rapporti e la trazione integrale Q4 (sempre posteriore in condizioni normali e spostata elettronicamente sull’anteriore fino al 50% a seconda delle esigenze di aderenza). Il bagagliaio ha un volume di carico di 525 litri. Ricapitoliamo infine gli allestimenti attualmente in listino dell’Alfa Romeo Stelvio. La versione a benzina da 280 cavalli è disponibile in allestimento Super al prezzo chiavi in mano di 52.800 euro. La First Edition, più accessoriata, costa 57.300 euro. La versione diesel 210 cavalli parte dall’allestimento Business a 50.800 euro; Super a 51.250 euro; Executive a 54.000 euro. www.alfaromeo.it
con alfa romeo stelvio
PARCO DELLO STELVIO, SAINT MORITZ E LIVIGNO
Si scia d’inverno, si fanno grandi escursioni d’estate. In ogni stagione questa zona è spettacolare, sia coperta di neve che verdeggiante. Il Parco nazionale dello Stelvio si estende nella zona nord-est delle Alpi fra Lombardia e Trentino Alto Adige. Istituito nel 1935, copre una superficie protetta di 130.700 ettari. Il suo territorio si trova per tre quarti oltre i 2.000 metri; il suo punto più alto è la cima dell’Ortles, a 3.905 metri di quota. Nonostante le basse temperature e i forti venti, c’è una notevole ricchezza di piante. Anche la fauna è ricca, si contano oltre 260 specie, fra le quali aquila reale, cervo, stambecco, marmotta ed ermellino. Scendendo verso la Valtellina, Livigno è rinomata per il suo turismo e le interessanti possibilità commerciali, favorite dallo status extradoganale. Il nostro viaggio si è compiuto dove è partito, in territorio svizzero, a Saint Moritz, che non ha bisogno di presentazioni. Abbiamo cenato al Kulm Country Club, parte del complesso del lussuoso Kulm Hotel; qui opera lo chef Nenad Mlinarevic, due stelle sulla Guida Michelin. Cucina moderna e particolare, ma anche piatti di sapore più tradizionale, il tutto unito a tipici e rassicuranti vini valtellinesi (info: Kulm Hotel, via Veglia 18, Saint Moritz; Tel. +41.818368000; email: info@kulm.com).
ALFA ROMEO STELVIO
ALFA ROMEO STELVIO DIESEL 210 SUPER Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min
2143 154 / 210 - 3.750 470 - 1.750
Emissioni CO2 g/Km Trazione
127 Integrale
Velocità massima Km/h
215
Accelerazione 0-100 Km/h (s)
6,6
Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm)
20,8 468,7 / 190,3 / 167,1
Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg)
281,8 25
1659
TOP WEEKEND CAR
LAND ROVER DISCOVERY L
a nuova Land Rover Discovery ha completamente cambiato il design nel creare la quinta generazione di questo importante modello per la casa britannica. Ma non solo: ci sono anche soluzioni tecniche radicalmente diverse rispetto al passato, soprattutto dove non si vede. Ad esempio ora la carrozzeria è a scocca portante, non più appoggiata ad un telaio separato, cosa inusuale per un vero fuoristrada. Ma poiché è costruita per l’85% in alluminio, ha consentito di risparmiare ben 480 Kg di peso, un’enormità. Da Gaydon ci tengono a sottolineare che anche la rigidità è notevolmente migliorata. Una vettura più rigida e più leggera può superare qualsiasi ostacolo con facilità di gran lunga maggiore, richiedendo meno energia e quindi consumando meno. La mezza tonnellata in meno ha consentito anche di adottare un motore teoricamente piccolo come il 2.0 diesel Ingenium da 180 cavalli (e 6 litri per 100 Km) e non risentirne. Dicevamo del design. Ora la Discovery segue più da vicino lo stile delle Range Rover, avendo abbandonato le linee squadrate del passato. Quindi non più solo praticità e lusso negli interni ma anche un veicolo gradevole allo sguardo. Resta la tradizionale sostanza, come lo spazio per 7 adulti, oltre ad un bagagliaio infinito da 2.500 litri. La nuova Discovery può inoltre trainare, nelle versioni più potenti, una massa di 3.500 Kg, assistita dal sistema semi-autonomo per le manovre in retromarcia col rimorchio. Motori da 240 a 340 cavalli, il 180 arriverà in seguito.
26
Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Emissioni CO2 g/Km Trazione Velocità massima Km/h Accelerazione 0-100 Km/h (s) Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo
2.993 183 / 249 - 3.750 600 - 1.750-2.250 189 Integrale 209 8,1 13,9 497 / 222 / 188,8 292,3 2.184 85.900 euro
TOP WEEKEND CAR
MASERATI levante S
alone di Ginevra, un anno fa; una delle tante corsie, alla destra lo stand di Aston Martin, alla sinistra Maserati. Curiosamente erano tutti girati verso Maserati, perfino le hostess di Aston. C’era una calca micidiale, strati di gente ammassata e frenetica. Perché? Veniva svelata la Maserati Levante. Nel momento in cui le ragazze toglievano il telo, un “oooohhh!!!!” generale si levò dalla folla, che pure era composta prevalentemente da giornalisti, gente abituata a questi spettacoli. Avevano ragione. Il primo SUV col marchio del tridente ha il look aggressivo di una sportiva pronta a pungere. Non è facile traslare le caratteristiche di un’auto sportiva pura su un veicolo alto e ingombrante. Ma dalle parti di Modena non sono certo gli ultimi arrivati. Così in Maserati sono riusciti a trasformare un mezzo lungo cinque metri e alto quasi due, nonché pesante più di due tonnellate, in una... Maserati. Non è solo il 3.0 V6 biturbo da 430 cavalli (ci sono anche i diesel da 250 e 275 cavalli), ma tutto il pacchetto. Trazione integrale intellingente, posteriore in condizioni normale e trasferita davanti quando le condizioni lo richiedono, sospensioni ben configurate, freni adeguati, insomma tutto ciò che serve per una guida sportiva d’alto livello, nella più pura tradizione Maserati. Il design è aggressivo al punto giusto, gli interni sfoggiano quel lusso che ormai siamo abituati a trovare nei modelli che portano questo marchio glorioso. I prezzi vanno da 73.417 a 91.358 euro. Il fascino costa. Ma è in linea con la concorrenza.
27
Cilindrata cm3: Potenza massima kW (CV)/giri: Coppia max Nm/giri: Emissione di CO2 grammi/km: Trazione: Velocità massima (km/h): Accelerazione 0-100 km/h (s): Consumo medio (km/l): Lunghezza/larghezza/altezza (cm): Passo (cm): Peso in ordine di marcia (kg): Prezzo:
2979 316 (430)/5750 580/2500 253 Integrale 264 5,2 10,9 500/197/168 300 2184 da 91.358 euro
top weekend car
TESLA MODEL X
LA TESLA INC. Tra le TOP WEEKEND CAR ovviamente c’è la Tesla Model X, il SUV a trazione integrale di serie e una batteria da 100 kWh che assicura 565 km di autonomia. La sua capienza consente di trasportare comodamente sette persone. Passa da 0 a 100 km in 3,1 secondi. Le porte posteriori Falcon Wings sono il “marchio di fabbrica” di questo gioiello tecnologico. Da dicembre 2016 sono attivi anche il sistema anticollisione e la frenata di emergenza automatica. Prezzo a partire da 105.00 euro. L’azienda che la produce è stata eletta dalla rivista Forbes nel 2015 come la più innovativa del mondo. È la Tesla Inc, già Tesla Motors, un’azienda che ha come mission la creazione e produzione di auto elettriche ad alte prestazioni, orientate, però, verso il mercato di massa. Fondata nel 2003 a San Carlos, in California, l’azienda porta il nome del visionario e geniale inventore serbo, naturalizzato americano, Nikola Tesla, e si è sviluppata grazie agli
investimenti di Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google, e di Jeff Skoll, ex presidente di eBay. Attualmente, la Tesla produce tre modelli di auto elettriche dal design sportivo e accattivante. La Tesla produce anche la Model S Dual Motor, una berlina a trazione integrale con due motori, anteriore e posteriore, in grado di farla passare da 0 a 100 km/h in appena 2,7 secondi. A metà del 2017 partirà invece la produzione della “piccola” Model 3 che avrà un prezzo base di 35 mila dollari (circa 33 mila euro). I possessori di auto Tesla possono ricaricare gratuitamente le proprie vetture presso i Tesla Supercharger, in grado di ricaricare le batterie dell’auto fino all’80% in appena 30 minuti. In Italia le colonnine a marchio Tesla hanno iniziato a comparire nel 2014. Ad agosto 2016 erano 118 su tutto il territorio nazionale. INFO: www.tesla.com
who - nikola tesla
L’INTERVISTA IMPOSSIBILE CON NIKOLA TESLA di Manuela Fiorini
HO AVUTO L’ILLUMINAZIONE...
Elon Musk è il vero arteficie dell’azienda che è stata considerata la più innovativa del mondo nel 2015
La macchina del tempo mi porta nella New York di inizio anni Quaranta. Varco la soglia del New Yorker Hotel e mi guardo intorno. Nessuno. Mi avvicino alla reception. “Può annunciarmi a Mister Nikola Tesla? Sono qui per l’intervista”. Il giovane in divisa consulta il registro. “Certo…suite 3327, 33° piano…” Allora è vera questa ossessione per il numero tre, mi domando mentre il ragazzo della reception armeggia con la cornetta del telefono. Nikola Tesla arriva poco dopo. È alto, altissimo e, nonostante l’età, è ancora dritto come un fuso e ha uno sguardo…magnetico. Eccolo qui, l’uomo da 280 brevetti, registrati in 26 paesi diversi, di cui 109 qui negli Stati Uniti. Allora, mister Tesla, partiamo dalle sue origini. “Sono nato il 10 luglio 1856 a Smiljan, nel Regno di Croazia e Slavonia, che faceva parte dell’Impero Austriaco. I miei genitori, Milutin e Georgina, erano entrambi serbi. Mio padre era un ministro del culto ortodosso, aveva una memoria prodigiosa. Pensi che ricordava a memoria passi interi della Bibbia e diversi poemi serbi. Mia madre, invece, aveva un talento speciale nell’inventare oggetti per semplificare il lavoro casalingo…” Buon sangue non mente, allora. Mi può raccontare quando nacque la sua passione per l’elettricità? “Fin da bambino davanti ai miei occhi comparivano fulmini abbaglianti e, dentro di me, nascevano immagini che diventavano sempre più vive e concrete. Però, all’elettricità mi sono appassionato durante i miei studi al Politecnico di Graz. Allora, tutti gli impianti di illuminazione funzionavano grazie alla corrente elettrica continua. Io invece, ero convinto che il futuro si giocasse sulla corrente elettrica alternata. Cominciai ad approfondire la questione, ma solo sette anni dopo, quando ormai mi ero trasferito a Budapest, ebbi…un’illuminazione. Stavo passeggiando in un parco quando, all’improvviso, nella mia testa comparve chiaro il disegno. Presi un bastone e disegnai il diagramma lì, nella polvere: avevo creato un nuovo tipo di motore in cui le bobine esterne erano attraversate da un flusso di corrente
alternata e generavano un campo magnetico rotante che a sua volta metteva in funzione il rotore interno. Da lì, nacque tutto”. Mi parli del suo rapporto con Edison “Sentivo che l’America era il mio futuro. Così, nel 1884 mi licenziai dall’azienda dove lavoravo e partii per New York con una lettera di raccomandazioni indirizzata a Edison, che nel centro di Manhattan aveva costruito la prima centrale elettrica del mondo. Edison mi assunse, ma mi disse chiaramente che la mia corrente elettrica alternata non aveva futuro e mi promise un premio di 50 mila dollari se gli avessi migliorato le prestazioni delle dinamo a corrente continua. Così feci, ma egli si rivelò un bugiardo e un approfittatore. Sa che cosa mi disse? Che non capivo il senso dell’umorismo americano. Aveva scherzato! Mi licenziai. Su due piedi. Al diavolo Edison e il suo attaccamento al denaro! Per me, invece, i soldi non avevano alcuna importanza. Ciò che contava davvero era la diffusione della corrente elettrica. Allora, immaginavo un mondo dove tutti gli uomini avrebbero potuto avere energia gratuita e illimitata”. Questo suo non dare importanza al denaro le causò un’altra delusione, però… “Avevo fondato una mia società, la Tesla Electic Light and Manufacturing . Trovai dei finanziatori, ma mi fecero lavorare soprattutto all’illuminazione di strade e fabbriche. Finché non attirai l’attenzione di Alfred K. Brown, direttore della Western Union Telegraph Company. Iniziai a registrare un brevetto dietro l’altro, a fare dimostrazioni pubbliche…L’industriale George Westinghouse acquistò diversi miei brevetti e scese in campo contro Edison, sostenendo il potenziale della corrente alternata. In due anni costruì 30 centrali elettriche, rifornendo 130 città americane. Nel 1893 vinse il bando per fornire l’illuminazione all’Expo di Chicago….Io avrei dovuto ricevere una percentuale su ogni motore elettrico venduto, ma gli investitori spinsero Westinghouse a modificare il contratto. Alla fine, accettai una buonuscita di 216 mila dollari. Potevo diventare ricco, ma, come le dicevo, per me il denaro non aveva alcuna importanza”. Che mi dice invece del suo Nobel mancato? “Mai e poi mai avrei diviso quel premio con Edison! Era il 1915 e girava la proposta di condividere il premio per le nostre ricerche nel campo dell’elettricità. Rimanemmo entrambi con un pugno di mosche, ma a me di quel premio non importava nulla. Dei due, fu sicura-
mente Edison quello che ci rimase peggio”. Ci sarebbe tanto ancora da dire su questa personalità complessa e incompresa. Si dice anche che Tesla stesse lavorando a un’arma potentissima, di cui il Governo degli Stati Uniti tentò di entrare in possesso dopo la sua morte. Ma Tesla non lasciva mai nulla di scritto: nessun progetto, nessun appunto. Era tutto nella sua mente. Mi congedo tendendogli la mano, ma lui la ritrae. Ho dimenticato la sua ossessione per l’igiene. “Mi scusi...”, mi dice mentre mi sto affrettando verso l’uscita. “Mi può dire qualcosa sul...futuro”. So che non dovrei, ma Nikola Tesla se ne andrà, in questo stesso albergo, tra qualche mese, il 7 gennaio 1943, alla veneranda età di 86 anni. Gli sorrido. “Nel 1960 sarà dato il suo nome all’unità di misura dell’induzione magnetica. E poi….ah, sì. Nel 2003 nascerà in California un’azienda che produrrà auto elettriche. Anch’essa porterà il suo nome”.
SENZA LA SCINTILLA DEL SESSO
Nikola Tesla non ebbe mai una famiglia, anzi si narra che fosse “asessuale”. La cosiddetta asessualità non è affatto un disturbo patologico, ma semplicemente una mancanza di attrazione sessuale. Oltre a Tesla, che riteneva la pratica sessuale una distrazione delle funzioni mentali, si dice siano stati asessuali anche Immanuel Kant, che mai ebbe relazioni con le donne e Isaac Newton il quale, forse, morì vergine.
TOP WEEKEND CAR
lamborghini urus M
eno se ne sa e più interessa. La Lamborghini Urus è avvolta dal mistero per le sue caratteristiche tecniche e il momento in cui si potrà vedere. Parliamo naturalmente del modello di produzione, sviluppato sulla base del concept, che vedete in questa pagina. Il motore è il cuore di ogni Lamborghini. Siamo abituati a vedere in ogni auto che porta lo stemma di un toro sul cofano un superbo propulsore aspirato, V12 o V10. Ma il SUV Urus avrà il compito di andare oltre gli schemi tradizionali di questa marca; di conseguenza potrebbe adottare un powertrain (oggi è di moda dire così) ibrido. Così almeno è quanto aveva affermato Maurizio Reggiani, responsabile ricerca e sviluppo della Lamborghini. Però nuove dichiarazioni dicono che l’ibrido arriverà sulla Urus, ma non subito. Passeranno anni, forse, perché l’aggiunta di notevole peso del pacco batterie andrebbe a compromettere le caratteristiche da supersportiva che ogni Lamborghini deve mantenere. Al momento pare che ci si affiderà alla cara vecchia benzina. E si dice che possa montare un motore V8 biturbo. Il mistero è invece meno fitto per quanto riguarda la struttura dell’auto. La piattaforma sarà condivisa con Audi Q7 e Porsche Cayenne, le cuginone della galassia Volkswagen. Al punto che inizialmente i piani di produzione prevedevano l’assemblaggio della Urus proprio a Bratislava, la fabbrica in Slovacchia dove nascono Q7, VW Touareg e Cayenne. Ma poi un accordo fra Lamborghini e Governo italiano ha fatto dirigere la produzione a Sant’Agata.
31
Where
ARTE IN PRIMAVERA Villa Taranto
DALLE DONNE DI VERBANIA ALLA CULTURA SARDA DI NUORO
A sinistra “Convegno” di Alciati, 1918. Sotto, “Figure” di Sironi, 1915/6
dal 25 marzo al 1° ottobre 2017
I VOLTI E IL CUORE. La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini. L’esposizione allestita al Museo del Paesaggio di Verbania comprende circa ottanta opere e intende esaminare il ruolo e la presenza della donna nella pittura e nella scultura dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento. Il percorso espositivo è diviso in undici sezioni tematiche: I LUOGHI DELLA VITA: la casa, il giardino, la via, la stalla; GLI AFFETTI: l’amore e lamaternità;FIGUREDELLASTORIA,LARELIGIONE,IL LAVORO, IL NUDO. www.museodelpaesaggio.it 32
verbania e villa taranto Adagiato sulla sponda occidentale del Lago Maggiore, il comune di Verbania, è un vero e proprio giardino sul lago. Da non perdere, soprattutto nella stagione primaverile, una visita a Villa Taranto (foto in alto). Qui la bravura e la creatività di artistigiardinieri, che manifestano l’estro creativo nella manutenzione del verde, regalano emozioni indimenticabili. Il risultato, plasmato nel tempo, di una laboriosa elaborazione intrapresa dal Capitano Mc Eacharn nel 1931. www.comune.verbania.it dove mangiare Osteria del Castello Ambiente informale ma decisamente accogliente. Ottima la cucina, che attenta alla tradizione e alla qualità degli ingredienti, dona nuova vita ai piatti con rivisitazioni interessanti. Anche la cantina merita una menzione per qualità e proposta. All’Osteria il Castello è anche possibile pernottare. www.osteriacastello.com dove dormire B&B The Divine Una location veramente particolare a soli 5 minuti di auto dal centro di Verbania, dove ogni camera prende il nome da un’attrice famosa. www.thedivine.it
arte
milano
di Cristina Moiraghi
Arte, cultura, divertimento. A Milano l’offerta è davvero vastissima. Oltre alla nuova mostra di Keith Haring a Palazzo Reale, sono arrivate anche le palme in piazza del Duomo. Vale la pena una visita live per farsi, al di là delle polemiche, un’opinione personale.
fino al 18 giugno
KEITH HARING. ABOUT ART Nelle bellissime sale di Palazzo Reale, un allestimento emozionante e al contempo denso di rimandi al contesto in cui la breve ed esplosiva vita dell’artista gli consentì di esprimersi come una delle personalità più riconosciute dell’arte americana del dopoguerra. Il messaggio di Haring pone criticamente al centro temi come il razzismo, la minaccia nucleare, la discriminazione delle minoranze, l’arroganza del potere, l’Aids. In mostra 110 opere, molte di dimensioni monumentali, alcune delle quali inedite o mai esposte in Italia. A quelle dell’artista si affiancano quelle di autori di epoche diverse quali Pollock, Dubuffet e Klee, a cui Haring si è ispirato e che ha reinterpretato con il suo stile unico e inconfondibile. www.palazzorealemilano.it
dove mangiare Panini De Santis Per un panino di alta qualità questo è il posto giusto! Formule uniche, raffinatezza e fantasia. Il locale è in corso Magenta ed è spesso frequentato da famosi stilisti, attori, sportivi, cantanti. Molti Panini sono stati ispirati o dedicati a loro. www.paninidesantis.it dove dormire Temporary Home Duomo A 5 minuti a piedi da piazza Duomo, appartamenti dotati di ogni comfort e di cucina attrezzata. www.temporaryhome.it
piacenza Città d’arte posta al crocevia tra Lombardia, Emilia e Liguria, Piacenza ha un patrimonio artistico che è frutto della sua storia millenaria. Da vedere, il Palazzo Gotico (foto), il Duomo, la Basilica di Sant’Antonino, la Basilica di San Savino e la Chiesa di San Francesco.
dal 4 marzo al 4 giugno
GUERCINO A PIACENZA Un grande evento che celebra la figura dell’artista secentesco emiliano che in città ha lasciato importanti testimonianze. La cupola del Duomo di Piacenza, accoglie lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627 e che si presenta in tutta la sua bellezza con una nuova illuminazione. Il sito dedicato, www.guercinopiacenza.com, oltre a fornire tutte le info sulla manifestazione, offre la possibilità di acquistare i biglietti per salire all’interno della cupola del Duomo di Piacenza (foto) e per visitare la mostra a Palazzo Farnese che propone una selezione di 20 capolavori del Guercino.
dove mangiare Ristorante Food Arte da Mangiare. Qualità e innovazione per piatti genuini. Grande attenzione alla freschezza degli ingredienti. www.food-artedamangiare.it dove dormire B&B Domus San Martino Un elegante palazzo storico completamente restaurato e a pochi passi dal Duomo. Wi fi gratuita. www.bbdomuspiacenza.com
33
Where
genova La sua grandissima ricchezza culturale in fatto di storia, arte, letteratura, musica e cucina, le ha permesso di diventare Capitale europea della cultura nel 2004. Cantata da poeti e personaggi d’ogni nazionalità come Oscar Wilde, Gustave Flaubert, George Gordon Byron, Charles Dickens e Mary Shelley, fu definita da Francesco Petrarca “regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura... signora del mare”.
fino al 4 giugno
SINIBALDO SCORZA (1589 –1631). Favole e natura all’alba del Barocco
Palazzo della Meridiana, nel cuore di Genova, propone un’ampia e documentatissima retrospettiva di Sinibaldo Scorza, caposcuola della pittura genovese del Seicento. La mostra presenta circa 30 dipinti, una ventina tra disegni e miniature, e un volume manoscritto con l’albero genealogico della famiglia. Nel percorso una trentina di opere di artisti fiamminghi e genovesi del suo tempo. www.palazzodellameridiana.it
dove mangiare Ristorante Voltalacarta Un angolo di gusto a cento metri da piazza Corvetto. Cibi ottimi. gusti innovativi ma non troppo, aromi perfettamente bilanciati. Favoloso il pane fatto in casa. Presentazione dei piatti curatissima. Ottima scelta di vini ben consigliati dal Maitre. L’atmosfera è rilassante e accogliente. www.voltalacartagenova.it dove dormire Hotel Le Nuvole Residenza d’Epoca Sorto dalla fusione di cinque palazzi duecenteschi che fronteggiavano la chiesa di Santa Maria delle Vigne, offre eleganti camere con arredi di design tutte climatizzate, connessione Wi-Fi gratuita e TV a schermo piatto. www.hotellenuvole.it
venezia La città più romantica è sempre lei, Venezia. Inutile stilare una classifica dei luoghi che più ispirano questo sentimento, dietro qualsiasi angolo si nasconde uno scorcio romantico... non per niente la città ha dato i natali a Casanova. In ogni caso gli innamorati che vi approdano non si perdano un tramonto dai Giardini, una passeggiata perdendosi tra le calli, una vista mozzafiato dalla cima del Campanile di San Giorgio e soprattutto una vista dal basso, cioè dalle vie principali della città, i canali. dove mangiare Fondamenta della Misericordia Per una cena romantica questo è il posto giusto. Piatti della cucina tipica veneziana e una vasta scelta di pesce fresco. I tavolini all’aperto si affacciano sul Canale. trattoriamisericordia.com dove dormire Hotel Principe Un quattro stelle dotato di tutti i comfort. Vanta una terrazza con vista sul Canal Grande, si trova a 200 metri dalla stazione. L’arredamento in stile veneziano. www.hotelprincipevenice.it 34
fino al 26 giugno
Rita Kernn-Larsen. Dipinti surrealisti Alla Collezione Peggy Guggenheim, un inedito approfondimento dedicato all’arte surrealista di Rita Kernn-Larsen, rinomata pittrice danese.Un’esposizione, che inaugura le due nuove sale espositive del museo, le “Project Rooms”: spazi destinati ad accogliere progetti finalizzati ad approfondire il lavoro di un artista, o specifiche tematiche legate alla produzione artistica di un determinato interprete del XX secolo. www.guggenheim-venice.it
arte
forlì Una città d’arte che ancora oggi ha tracce significative del romanico e del Rinascimento e conserva anche una notevole presenza del ricco patrimonio dell’età del razionalismo degli anni Venti e Trenta. Ma anche città universitaria con facoltà di prestigio. Vanta un centro dedicato alla creatività dei giovani, dove si possono esplorare le frontiere della tecnologia applicata all’arte contemporanea. www.unibo.it/it/campus-forli dove mangiare Osteria L’Amorosa Punto di riferimento gastronomico della città, offre una cucina tradizionale romagnola senza alcuna rivisitazione. Deliziosi i primi fatti in casa e ottime anche le carni (da assaggiare il coniglio). Vasta scelta di dolci. Ambiente accogliente e personale cortese. Assolutamente consigliata la prenotazione. Telefono 0543 796100 dove dormire Hotel San Giorgio In posizione tranquilla, questo quattro stelle alle porte di Forlì, vanta camere ulta moderne parcheggio e wi fi gratuiti, e una palestra ben attrezzata. www.hotelsangiorgioforli.it
FINO Al 18 giugno
Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia L’Art Déco come “arte di vivere” che ha influenzato lo stile in ogni ambito: dagli arredi alla moda, dalle automobili ai manifesti pubblicitari, dal cinema alla musica. L’esposizione allestita ai Musei San Domenico racconta attraverso documenti e testimonianze l’atmosfera frizzante degli anni del jazz e dei divi come Rodolfo Valentino, Greta Garbo e Marlene Dietrich, un’epoca in cui il nostro Paese, sull’onda di quanto avveniva nel resto d’Europa, elaborava particolari codici estetici che avrebbero contribuito anche alla nascita del “Made in Italy”. www.mostrefondazioneforli.it
reggio emilia
Albe e Lica Steiner
fino al 16 aprile
LICALBE STEINER. Alle origini della grafica italiana Allestita presso la Sinagoga di Reggio Emilia, una narrazione scandita dalle diverse sezioni: ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, per arrivare infine a toccare anche l’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008. Gli Steiner furono, senza dubbio, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. www.palazzomagnani.it
Città ricca di arte e cultura, si raggiunge facilmente dall’autostrada. I suoi principali monumenti sono, il Teatro Municipale, di forme neoclassiche, intitolato alla memoria dell’illustre attore reggiano Romolo Valli, le basiliche rinascimentali e barocche di San Prospero ed il Santuario della Beata Vergine della Ghiara, il Duomo e molti palazzi di periodo medievale e rinascimentale disseminati per il centro storico. dove mangiare Ristorante A Mangiare Un locale storico alle porte della città. La cucina prende spunto dalla tradizione ma non manca di offrire proposte più creative, prestando attenzione alla stagionalità dei prodotti. Ottima la carta dei vini, con etichette selezionate. www.ristoranteamangiare.it dove dormire Hotel Posta Un 4 stelle nel cuore del centro storico, all’interno dell’antico Palazzo del Capitano del Popolo. Bellissimo l’ampio salone affrescato, romantiche ed accoglienti le camere e affascinante sala breakfast in stile liberty. www.hotelposta.re.it 35
Where
perugia
dal 12 marzo al 4 giugno
FEDERICO SENECA (1891–1976) Segno e forma nella pubblicità La Galleria Nazionale dell’Umbria presenta oltre 300 materiali elaborati da Federico Seneca. Manifesti, locandine, insegne, logotipi, cartoline, calendari, scatole in latta e cartone, splendidi bozzetti scultorei in gesso di uno dei protagonisti della grafica pubblicitaria del Novecento, che proprio a Perugia ha vissuto uno dei momenti creativi più importanti della sua carriera in qualità di primo direttore dell’Ufficio pubblicità della Perugina. www.gallerianazionaleumbria.it
Una città da vivere senza fretta, passeggiando tra le sue stradine medievali respirandone l’arte e la storia. Da vedere assolutamente la maestosa Piazza ed il Palazzo dei Priori, la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Collegio del Cambio e quello della Mercanzia. Nella parte alta, il panorama che si gode da ogni belvedere lascia davvero senza parole, come incanta la meravigliosa città sotterranea con la sua antica e affascinante Rocca Paolina (foto). dove dormire e mangiare Hotel La Rosetta Novanta eleganti camere per questo quattro stelle che sorge proprio nel centro storico di Perugia. A pochi passi dall’albergo sono raccolti i monumenti più importanti della città. Molti i srervizi offerti: bar, terrazza con vista sul centro, sale riunioni, cassetta di sicurezza in camera, ascensore, Wi-Fi adsl free, servizio lavanderia, giornale omaggio su richiesta, Limousine service e tranfert a pagamento. www.larosetta.eu Ristorante La Rosetta Collegato all’Hotel, il rinomato ristorante La Rosetta offre la possibilità di gustare i suoi ottimi piatti nello scenario unico del cortile interno, nella rilassante atmosfera dell’oasi pedonale del centro storico. www.larosetta.eu
napoli Una città complessa e dalle mille sfaccettature ma pur sempre un luogo dalla sfacciata bellezza. Goethe, un viaggiatore al di sopra di ogni sospetto, quando vi passò nel 1787, non potè non riportare ciò che la gente ripeteva “Vedi Napoli e poi muori“. Sì, perché quando ci si allontana da Napoli, dopo averla vissuta per qualche giorno, rimane come un senso di malinconia. Ma le immagini rimangono. Il romantico lungomare, Castel dell’Ovo, Capodimonte, Mergellina, Spaccanapoli, la città sotterranea, il Monastero di Santa Chiara, il Cristo Velato di Sammartino nella Cappella San Severo. dove mangiare Ristorante La Cantinella Straordinarie materie prime per piatti della tradizione rivisitati dalla fantasia e dalla passione del proprietario. www.lacantinella.it dove dormire Hotel San Pietro Un incantevole 4 stelle in pieno centro storico. Eleganza, cortesia e comodità. Wi fi gratuito in tutto l’hotel. www.sanpietrohotel.it 36
Fino al 28 maggio
I Tesori nascosti. Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito Allestita nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, riaperta dopo 20 anni proprio in occasione di questa mostra, presenta oltre cento opere tra dipinti e sculture. Racconta, nel cuore antico di Napoli, lo svolgimento della storia dell’arte italiana dal Medioevo al Novecento per valorizzare un patrimonio artistico “nascosto”, perché non esposto nei musei pubblici. www.itesorinascosti.it
arte
PALERMO Un insieme di culture e tradizioni diverse, bella ed immensa. Palermo, con le sue cupole arabe, le chiese dal gusto barocco, i palazzi in stile liberty, i teatri neoclassici, settecenteschi spazi verdi, e poi i colorati e brulicanti mercati storici, un patrimonio culturale, artistico e architettonico immenso. Si può esplorare il centro a piedi, perdendosi e ritrovandosi tra strade e viuzze, oppure muoversi con i mezzi di superficie o noleggiare un calesse per una visione d’insieme. Vivamente sconsigliato girare in auto. dove mangiare Villa Costanza Una location accogliente ed elegante. Gli ingredienti sono scelti con cura, molti bio e a Km0, per esaltare le eccellenze del territorio. Da provare la pizza con le carrube. www.villacostanza.com dove dormire Politeama Palace Hotel Sorge in una delle vie più ammirate del centro storico di Palermo. Un elegante hotel che offre il fascino della regione arricchito da un tocco di modernità. www.hotelpoliteama.com
DAL 3 MARZO ALL’11 GIUGNO
TURI SIMETI. Opere grandI Il Polo Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso di Palermo presenta la personale di Turi Simeti, uno degli artisti più significativi emersi negli anni Sessanta e protagonista della cultura visiva siciliana insieme ad artisti come Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Pietro Consagra, Emilio Isgrò e Renato Guttuso. In mostra una ventina di opere realizzate fra il 2015 e il 2016. www.palazzoriso.it
NUORO
in cartellone al man FINO Al 21 maggio Berenice Abbott. Topografie L’antologica di una delle più originali e controverse protagoniste della storia fotografica del Novecento. Jennifer West. Action Movies, Painted Films and History Collage. Dieci lavori che segnarono la svolta dell’artista americana per la prima volta in Italia. LCR#3-Preludio.LeonardoBoscani/GoldenZimmer Riflessioni sulle contraddizioni sociali, politico-economiche della società occidentale e sui flussi migratori.
Abitata fin dall’antichità, come testimoniano le domus de janas e i nuraghi, è immersa nella splendida valle del Monte Ortobene. Di particolare interesse è il Museo Etnografico, le cui sale espongono capi di abbigliamento tradizionale, maschere carnevalesche della Barbagia, pane e dolci. Il Museo Man di Nuoro ha sempre una vasta proposta di mostre ed eventi e riveste un ruolo sempre più importante nel contesto culturale della Sardegna. www.museoman.it dove mangiare BREWPUB TRULLA Birre artigianali e degustazione di piatti tipici e sfiziosi. Ottima la carne d’asino e il cinghiale. www.facebook.com/TrullaBrewPub dove dormire Ermosuras A soli dieci minuti di auto dal centro di Nuoro, una moderna azienda agricola, curata nei minimi dettagli, che offre camere climatizzate, un ristorante tradizionale, connessione WiFi gratuita. In loco si possono acquistare olio d’oliva e frutta di produzione propria. www.ermosuras.com 37
Weekend premium
VIAGGI PASQUALI Weekend di Pasqua alla scoperta delle antiche tradizioni della Settimana Santa. In tutta Italia, specie nelle isole e nel sud, la Passione di Gesù viene ricordata con solenni processioni e spettacolari riti che rievocano suggestive e coinvolgenti atmosfere legate alla cultura e alla tradizione locale. Un’occasione per visitare luoghi che già da soli valgono il viaggio e che in occasione della Pasqua diventano ancora più interessanti.
GENOVA (LIGURIA)
religione, arte e tradizione
L
e testimonianze più antiche sulla Pasqua a Genova risalgono al Medioevo, quando era già diffusa la tradizione di addobbare gli altari delle chiese e dei conventi con fiori, stoffe e vasi di grano, fili d’erba sottili e pallidi risultato della semina dei chicchi benedetti alla festa di San Biagio. Una tradizione che ancora oggi porta i fedeli a visitare un numero dispari di chiese con Sepolcri addobbati, girovagando per vicoli e portici antichi verso il mare. Il più visitato è quello della Cattedrale, addobbato con un paliotto d’altare in argento e una cassa del Corpus Domini del 1612, oltre a preziosi broccati e fiori multicolori. Il Sepolcro della Chiesa del Gesù è invece famoso per la sua forma particolare e per i colori. Da visitare anche il Museo Diocesano che conserva i magnifici “Misteri della Passione” illustrati su metri di tela blu (la famosa tela “blu di Genova” ovvero la tela jeans). Il cuore antico della città è poi attraversato dalla Processione del Giovedì Santo, con le Confraternite che sfilano per visitare il SS. Sacramento esposto 38
nelle sette chiese più antiche di quel centro storico che custodisce un Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2006: Strade Nuove e Palazzi dei Rolli. Il cuore mercantile della città - tra Via Garibaldi, Via Cairoli e Via Balbi - conserva infatti ancora intatti i Rolli: decine di splendidi palazzi utilizzati tra Cinquecento e Seicento per accogliere gli ospiti illustri della Repubblica di Genova. Ricche e originalissime residenze nobiliari, che stupirono Rubens fino a convincerlo a ritrarle in disegno, perché fossero di esempio alle grandi famiglie di Anversa. Palazzo Nicolosio Lomellino è celebre per gli inediti affreschi del 1623 di Bernardo Strozzi, mentre Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi ospitano un complesso di musei dedicato all’arte antica, con opere di artisti come Van Dick, Durer, Guercino, Caracci, Caravaggio e Rubens. La visita alla città non può dirsi completa senza una sosta alla celebre Lanterna, raggiungibile attraverso la “passeggiata della Lanterna”, che inizia in Via Milano, vicino al Terminal Traghetti.
A MATERA
Torta Pasqualina
Quaresimali
Come arrivare
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Quattro autostrade collegano la città al resto d’Italia. L’A12 Genova – Rosignano è utilizzabile da chi proviene da Est; l’ A10 dei Fiori Genova – Ventimiglia per chi arriva da Ovest. Chi proviene da nord e da Milano può utilizzare l’26 Voltri – Gravellona e l’A7 Serravalle Genova – Milano. Altre informazioni: www.visitgenoa.it
Clarion Collection Hotel Astoria ****
Ristorante Trattoria La Lanterna
Una dimora storica di fine Ottocento situata nei pressi del centro storico. Alcune camere sono state mantenute nello stile classico originario, mentre altre, restaurate di recente, sono caratterizzate da un arredo più moderno.
Gestita dalla Comunità di San Benedetto al Porto del compianto Don Andrea Gallo, offre un ambiente informale, piatti semplici e gustosi spesso accompagnati da musica e possibilità di sostenere con il proprio pasto un’impresa sociale.
Piazza Brignole 4, 16122 Genova Tel: 010 873316 www.hotelastoriagenova.it
Piazza Nicolò Barabino 25, 16149 Genova Tel: 010 646 8012
39
Castello Ducale
SESSA AURUNCA (CAMPANIA)
i “misteri” e gli incappucciati
L
a Settima Santa di Sessa Aurunca, una delle più interessanti della Campania, inizia il giorno del Lunedì Santo con la prima delle tre Processione Penitenziali che vedono protagoniste le sei Confraternite della cittadina. Prosegue quindi il mercoledì con l’Ufficio delle Tenebre, momento di intensa spiritualità, e le Processioni dei Misteri del venerdì sera ( attraverso il centro storico illuminato dai falò) e del sabato mattina. La partecipazione ai riti pasquali di Sessa Aurunca permette anche di andare alla scoperta delle numerose bellezze della città. Tra quelle imperdibili il grande teatro romano, che poteva accogliere fino a 8000 spettatori; il Criptoportico; Il Ponte Ronaco o Ponte degli Aurunci, uno spettacolare esempio di ingegneria civile romana costruito intorno al II secolo d. C.; la Cattedrale, splendido esempio di arte romanica, e il Castello ducale che domina l’intero borgo antico. Da vedere anche il Sedile di San Matteo, dove i rappresentanti della nobiltà sessana si riunivano per deliberare sul bene comune della città, oltre alle numerose chiese barocche e rinascimentali.
Come arrivare
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Sessa Aurunca si raggiunge uscendo allo svincolo di Capua dell’Autostrda A1 per poi proseguire sulla SS n.6. Altre info: www.settimanasanta.com
Hotel San Leo****
Ristorante La Vecchia Dogana
Vico I San Leo, Sessa Aurunca 81037 (Caserta) Tel: 0823/938970 - 0823/606947 www.hotelsanleo.it - info@hotelsanleo.it
Corso Lucilio 194, 81037, Sessa Aurunca (CE) Tel: 0823/936546
Domizia Palace Hotel**** Via Tamerici 55 Baia Domizia Tel: 0823/749111 www.domiziapalacehotel.it
40
Ristorante San Leo Vico I San Leo, Sessa Aurunca 81037 (Caserta) Tel: 0823/938970 - 0823/606947
A MATERA
CONVERSANO (PUGLIA)
il bacio del cristo nero
T
anti gli appuntamenti della Settima Santa in Puglia. Tra i più suggestivi la Passione Vivente che si svolge nel centro storico illuminato da fiaccole di Conversano. Il rito più significativo è il Bacio del Cristo Nero, la Croce conservata presso la Chiesa di Santa Maria dell’Isola, da dove parte la processione del venerdì mattina, aperta da un flauto e un tamburo che emettono un suono flebile. La sera è invece dedicata alla Processione dei Misteri con la partecipazione di tutte le Confraternite, ognuna con la propria elegante divisa. Conversano è una città d’arte situata su una collina delle Murge, a sud di Bari. Anticamente conosciuta come Norba, Conversano affascina il visitatore con i suoi antichi monumenti come il Castello D’Aragona con l’imponente Torre Maestra; il Monastero di San Benedetto, oggi sede di un interessante Museo Archeologico; la Cattedrale e diverse aree archeologiche. Da vedere anche la settecentesca Dimora di Caccia Castel Marchione, a sette chilometri dal centro città, e la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove si narra che i templari ricevessero la benedizione prima di imbarcarsi per mare verso la Terra Santa. Come arrivare
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Conversano si raggiunge percorrendo la Strada Statale 16, uscita Cozze-Conversano. Altre info: www.settimanasantainpuglia.it
Corte Altavilla****
Pashà Ristorante
Sito nel caratteristico centro storico di Conversano, accoglie gli ospiti in camere ricavate dalla sapiente ristrutturazione di antiche abitazioni. Nelle antiche cantine della corte il nuovo centro benessere permette di ristorarsi in totale relax.
Nel cuore del centro storico di Conversano, all’interno dell’antico Seminario Vescovile, per provare i piatti della tradizione pugliese rivisti ed alleggeriti in chiave moderna. Cucina di mare e di terra servita in un ambiente curato.
Vico Altavilla 8, 70014 Conversano (BA) Tel: 080 495 9668 www.cortealtavilla.it
Via Morgantini 2, 70014 Conversano (BA) Tel: 373 800 2809 www.ristorantepasha.com
41
Castello Dentice di Frasso
Sbandieratori di Carovigno e il rito della ‘NZEGNA
carovigno (puglia)
‘NZEGNA e gioia
R
iti antichi, senz’altro suggestivi, ma a volte un po’ lugubri, come le processioni di gente che si autoflagella, derivanti da usanze spagnole di secoli fa. Spesso sono questi gli eventi pasquali che ricordiamo e a cui assistiamo. Ma è giusto anche citare qualcosa di diverso, anche se si verifica dopo la Resurrezione, cioè il lunedi ed i martedi dopo Pasqua. Un rito che “esplode” appunto con la gioia della resurrezione. Un borgo dove esplode questa gioia è quello di Carovigno, in provincia di Brindisi, dove si festeggia con sventolii e lanci di bandiere, ma secondo un rituale antico, di circa mille anni, quello della ‘Nzegna, che consiste proprio nel lancio in alto di una bandiera. Pare derivi dal lancio di un bastore con un drappo rosso che un uomo miracolato lanciò in alto come segno per indicare il ritrovamento della grotta dove c’era l’immagine della Madonna di Belvedere che lo aveva guarito. Ma soltanto alcune famiglie possono avere il privilegio del lancio della ‘Nzegna. Gli sbandieratori e battitori di Carovigno sono famosi in tutt’Italia, ma anche all’estero, essendosi esibiti anche a Dallas. Ma tutto il borgo merita una visita, cominciando dal Castello dei principi Dentice di Frasso, famiglia
Madonna del Belvedere, affresco del ‘300 ritrovato nella caverna ipogea
di origine amalfitana, ora di proprietà del comune. Ma il territorio di Carovigno è denso di cose da visitare: il santuario della madonna di Belvedere, con la grotta dove fu trovata la sacra immagine; La riserva Naturale di Torre Guaceto, sia in mare che sulla costa, dove la natura è sovrana ed offre ospitalità a piante spontanee e ad anumali, che si può visitare a piedi o in bici. Torre Sabina , una delle tre torri a forma stellare di tutt’Italia.
Ulivo millenario
Torre Guaceto
Torre Sabina
Come arrivare
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
A14 fino a Bari Nord, poi statale 16 verso Brindisi, uscita Carovigno
Relais Masseria Caselli****
Miramare da Michele
Hotel, sala ricevimenti e golf club immersi nella bellezza della riserva naturale di Torre Guaceto. Location ideale per trascorrere una vacanza. Tre le tipologie di camere a disposizione: Classic, Relax con vasca idromassaggio e Romantic.
Dal grande assortimento di crudo, ai ricchi antipasti, per proseguire con i Laganari allo scoglio, la zuppa di pesce su crostoni di pane, tutto preparato dalle sapienti mani della signora Eleonora. Ancora, selezione di pesce fresco da scegliere dal banco.
Contrada Caselli, s.p. 25 San Vito Dei Normanni/ Specchiolla s.n. Tel: 0831/987726 www.masseriacaselli.it
V. della Torre 3, 72012 T. S. Sabina, Carovigno (BR) Tel: 338 243 0001 www.miramaredamichele.it
42
A MATERA
IGLESIAS (SARDEGNA)
la settimana santa medievale
I
n Sardegna tra le celebrazioni più scenografiche vi segnalo la Settimana Santa di Iglesias, il capoluogo del più importante comprensorio minerario dell’isola. Assisterete ad un affascinante rito collettivo denso di religiosità, misticismo e tradizione che inizia con la processione dei Misteri del Martedì Santo e prosegue il Giovedì Santo con una struggente processione in onore del Santissimo Sacramento, scandita dal suono di tamburi e matraccas. Il Venerdì Santo, al calar della notte, si rappresenta infine il funerale di Cristo secondo la tradizione barocca spagnola. Tra una processione e l’altra vale la pena visitare la miniera di Monteponi, una tra le più grandi d’Europa, dalla quale si estraevano piombo, argento e zinco. Situata alla periferia di Iglesias era attiva già nel Trecento e, dopo la sua definitiva chiusura, offre al turista l’opportunità di visitare l’elegante Palazzo Bellavista, che ospitava la direzione, un villaggio minerario con due imponenti laverie per il minerale, i pozzi di estrazioni, la sala dei compressori e numerosi altri edifici di servizio all’attività estrattiva. Per godere di un ampio panorama sulla città e sui palazzi ottocenteschi del centro storico vi consiglio di raggiungere la piazza
D’Armi. Gironzolando per il centro storico si incontrano invece un palazzotto in stile Liberty interamente affrescato in piazza La Marmora, la cattedrale romanica dedicata a Santa Chiara di piazza Duomo e alcune interessanti botteghe artigiane dove fare acquisti. Fuori dal centro storico vi consiglio di visitare la duecentesca chiesa di Nostra Signora di Valverde dove un tempo era custodita la predella ( la base inferiore di un polittico o di una pala d’altare) del Retablo di Nostra Signora di Valverde, opera di Antioco Mainas datata tra il 1537 e il 1571, che adesso si trova alla Pinacoteca Nazionale di Cagliari.
Come arrivare
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Raggiungere Iglesias è molto facile. La città è ben collegata con Cagliari e il nord Sardegna grazie alle principali arterie a scorrimento veloce dell’isola: le SS 130 e 131. Altre info: www.sulcisiglesiente.eu
Corte Rubja Hotel Giardino***
S’Arragatteri
Su una collina panoramica, a pochi minuti di auto da Iglesias, accoglie gli ospiti in belle camere circondate da un ampio giardino con fiori e profumi tipici nella macchia mediterranea.
In un casolare circondato da un bel giardino sulla strada verso Carbonia, questa osteria offre pesce freschissimo, pescato direttamente dai pescherecci di proprietà del padroni del locale.
Via Barega, 09016 Iglesias (CI) Tel: 0781/32543 www.corterubja.it
SP85, 09016 Loc. Nura Ponti, Iglesias (CI) Tel: 340 569 1246 www.sarragatteri.it
43
LE SETTE MERAVIGLIE SEGRETE
© Associazione Damanhur
44
DEL PIEMONTE
di Benedetta Rutigliano
Il Piemonte è una regione tutta da scoprire, ricca di arte, paesaggi incantevoli, deliziosi percorsi enogastronomici. MA Ecco qui una selezione di monumenti meno conosciuti, gioielli intrisi di storia, bellezza e misteri.
Una cattedrale da Guinness dei Primati LA CATTEDRALE IPOGEA A VIDRACCO (TORINO)
I
l piccolo comune di Vidracco, a una cinquantina di chilometri da Torino, custodisce la cattedrale sotterranea più grande del mondo, come certifica il Guinness dei Primati: 8500 metri cubi nella roccia, su cinque livelli sotterranei a 72 metri di profondità, che possono ospitare fino a 300 persone. Le sale dell’Acqua, della Terra, delle Sfere, degli Specchi, dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto, si susseguono in un alternarsi di vetrate, mosaici, dipinti, bassorilievi, accompagnate da suoni, luci e profumi, in un percorso legato al viaggio evolutivo dell’uomo. Il monumento prende il nome di Damanhur, dalla comunità spirituale autogestita fondata da Oberto Airaudi, che nel 1977 cominciò a costruire il tempio con l’aiuto di fedeli e volontari da tutto il mondo. Legalizzata dal governo italiano nel 1996, la cattedrale conosciuta anche come “I Templi dell’Umanità” attira da tutto il mondo migliaia di visitatori ogni anno, fedeli e non, per la sua unicità. www.comune. vidracco.to.it 45
Tempio aperto © Associazione Damanhur
DOVE MANGIARE: Raffinato e storico (secondo la leggenda nel 1150 vi soggiornò il Barbarossa) l’Albergo Ristorante Tre Re stupisce con piatti della tradizione rivisitati, a Castellamonte, a pochi chilometri da Vidracco (Tel. 0124.515470). A due passi dalla cattedrale, il ristorante Il Principe D’Oro sa soddisfare ogni palato con piatti della tradizione, ottima pizza e proposte vegetariane e vegane http://principedoro.com DOVE DORMIRE: Premiata come struttura ricettiva migliore tra Torino e provincia (e tra quelle storiche nel mondo) il Castello di Pavone****, per una notte da fiaba www.castellodipavone.com. Soggiorno di charme all’Hotel Villa Soleil***, dimora del Settecento con piscina e un rinomato ristorante www.villasoleil.it (10 km da Vidracco).
Sala del Labirinto © Associazione Damanhur
Sala dell’Acqua © Associazione Damanhur
46 Sala della Terra © Associazione Damanhur
Templi dell’Umanità a Vidracco © www.gdrzine.com
Il Castello di Fossano, Palio dei Borghi e Giostra de’ l’Oca © Simone Mondino
Decorazioni e panorami inaspettati IL CASTELLO DI ACAJA A FOSSANO (CUNEO) Fossano, in provincia di Cuneo, è un borgo storico immerso tra affascinanti paesaggi naturali e monumenti, tra cui spicca il Castello degli Acaja, imponente struttura a pianta quadrata con torri quadrangolari. Edificato per volere del principe Filippo d’Acaia nel 1324 a scopo difensivo, il castello divenne residenza signorile sotto il dominio sabaudo, a cui risale la decorazione degli interni (XVI-XVII secolo). Il visitatore, partendo dal cortile a loggiato e camminando per le ampie sale, giunge alla splendida Sala delle Grottesche, affrescata da Giovanni Caracca in occasione della visita di Carlo Emanuele e Caterina I durante il loro viaggio nuziale, per poi salire su una torre da cui ammirare il panorama mozzafiato. All’esterno la Porta di San Martino offre l’accesso a un percorso lungo il fossato e la cinta muraria. Il castello ospita l’Archivio storico e la Biblioteca oltre ad attività culturali, la mostra di modellismo aeronavale, e gli storici Palio dei Borghi e Giostra dell’Oca
Castello di Fossano
DOVE MANGIARE: Incantevole location nelle cantine di Palazzo Righini a Fossano è il ristorante Antiche Volte, con la ricercata cucina dello chef Daniele Lunghi www.palazzorighini.it. Per un menu tipico piemontese che soddisfi tutti i palati, da provare la Vineria in Piazzetta, nel centro del storico (Tel 0172 633706). DOVE DORMIRE: Per un’esperienza da sogno memorabile l’antica casa nobiliare Palazzo Righini apre le sue camere e suite www.palazzorighini.it. Immerso nel verde è il b&b Torre dei Frati, un rustico chic dotato di piscina www.torredeifrati.it. 47 Le Grottesce del Castello di Fossano © Ufficio Turistico del Fossanese
Una nuova Gerusalemme SACRO MONTE DI VARALLO (NOVARA) Dal 2003 Patrimonio mondiale dell’Umanità tutelato dall’UNESCO, il Sacro Monte di Varallo, il più antico tra i Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, sorge nella Riserva Naturale omonima. La basilica e le ben 45 cappelle sono affrescate e popolate da oltre ottocento statue di terracotta policroma a grandezza naturale. Il complesso fu ideato nel 1491 dal frate Bernardino Caimi sul modello di una nuova Gerusalemme, ma molteplici furono gli interventi da fine Quattrocento a metà Ottocento. Eccezionali i nomi degli artisti che operarono, tra cui Bernardino Lanino, Tanzio da Varallo, il Morazzone, Benedetto Alfieri, ma a rendere unico il complesso religioso fu Gaudenzio Ferrari, tra i massimi esponenti di pittura e scultura del Cinquecento. Di un realismo innovativo gli affreschi nella Cappella della Crocefissione, per cui trasse ispirazione da personaggi della vita di tutti i giorni, favorendo l’immedesimazione dei fedeli. Collocato a circa 600 metri di altezza, il complesso è immerso in un’atmosfera mistica dal panorama mozzafiato. INFO: www.sacromonte-varallo.com
Cappella e statua a Gaudenzio Ferrari
DOVE MANGIARE: Dalle ceneri dell’ex tribunale civile medioevale di Varallo, sorge GREM Le Club Restaurant, un sapiente mix tra arte, storia e haute cuisine per vivere una serata unica in un ambiente raffinato. www.gremleclubrestaurant.it. Per respirare l’atmosfera di un’antica casa valsesiana in cima a una collina ai piedi del Sacro Monte e assaporare menu regionali, Muntisel Pub Brasserie è il luogo giusto. www.muntisel.it. DOVE DORMIRE: Il Vecchio Albergo Sacro Monte, voluto dal Vescovo Bascapè nel 1594 per gli artisti ed i pellegrini, è un punto di riferimento per chi vuole visitare il Sacro Monte, in un’atmosfera di familiare eleganza. Realizzato in pietra e legno, il b&b Land Wasser, nella Frazione Bocciolaro a Varallo, è perfetto per un’immersione nella natura (Tel 348 045 2909). www.albergosacromonte.it.
48
La Crocifissione a opera di Gaudenzio Ferrari © www.sacromonte-varallo.com
Veduta del Sacro Monte Š www.alagna.it
La cappella della Crocifissione al Sacro Monte di Varallo Š www.sacromonte-varallo.com
49
La Cappella Sistina del Piemonte CHIESA DI SAN FIORENZO BASTIA MONDOVÌ (CUNEO) A pochi chilometri dalla zona viticola della Langa, nei pressi di Bastia Mondovì, sorge nel verde della campagna la chiesa di San Fiorenzo, un autentico gioiello dell’arte gotica che conserva un ciclo di affreschi per i quali è denominata anche “la Cappella Sistina del Piemonte”. Costruita sulla tomba del Santo agli inizi del II° millennio, fu dapprima “cappella del pellegrino” che si affacciava su una delle più importanti vie del sale, mentre con l’immagine del San Cristoforo dipinta sull’ingresso invitava i viandanti alla sosta. La chiesa fu affidata nel 1409 alla famiglia Della Torre, e fu Bonifacio Della Torre ad ampliarla e commissionare un nuovo ciclo pittorico al di sopra di antiche pitture bizantine ora parzialmente visibili. Entrando si è immersi in 326 metri quadrati di affreschi datati 24 giugno 1476, e realizzati a più mani dalle migliori scuole popolari del XV secolo: una Biblia pauperum che racconta le storie dei Santi, della Vita e della Passione di Cristo, del Paradiso e dell’Inferno. INFO: www.bastiamondovi.info
50
Affreschi Chiesa di San Fiorenzo © Angros 47
DOVE MANGIARE: Nel cuore del laboratorio di pasta fresca e prodotti da forno, l’azienda Michelis Egidio (presente negli store Eataly) ha dato vita a Il Ristorantino, uno spazio adibito a cucina tutta a vista. www.michelis.it/it/ilristorantino.aspx Nelle campagne del monregalese, all’Agriturismo Acquadolce, in un mulino del ‘700, si gustano menù ricercati a base di pesce di acqua dolce allevato nella struttura (Tel. 0174 686835, Strada di San Biagio 13, 12084, Mondovi). DOVE DORMIRE: Raffinata struttura con vista sulle Alpi Maritittime, il B&B San Fiorenzo nasce in una dimora storica del XVI secolo nel centro storico di Bastia. www.bbsanfiorenzo.it. L’Hotel-Ristorante Palazzo di Mezzo, affascinante dimora storica del XVIII secolo, trova sede a Carrù, paese soprannominato “Porta della Langa”. Mobili d’epoca e soffitti a cassettoni fanno rivivere i sogni del passato. www.palazzodimezzo.com
Tra tardogotico e manierismo IL CASTELLO DELLA MANTA (CUNEO) Nei dintorni di Saluzzo, nella splendida cornice delle Alpi Cozie, sorge il Castello della Manta, dal 1984 proprietà del FAI, reso unico dagli affreschi tardogotici che decorano le sale, tra i più importanti d’Europa. Nato a scopi difensivi, dal XVI secolo divenne dimora signorile della nobile famiglia dei Saluzzo della Manta, proprietari per oltre quattrocento anni. Valerano, signore di Manta dal 1416, aggiornò il castello sui modelli dell’epoca tardogotica, come testimonia il ciclo di affreschi del salone baronale. Nove prodi e nove eroine dell’antichità, con la scena della Fontana della Giovinezza, realizzati dopo il 1420 dal Maestro della Manta, esprimono la passione per la cultura cavalleresca. Altro ambiente imperdibile è la Sala delle Grottesche, nell’appartamento di rappresentanza voluto da Michelantonio della Manta nel 1560, in stile manierista. Di assoluto pregio è l’adiacente Chiesa di Santa Maria al Castello, di origine quattrocentesca. Segnaliamo che oltre 1000 siti saranno eccezionalmente aperti il 25 e 26 marzo, in occasione delle Giornate FAI di Primavera.
Castello della Manta, esterno © Giorgio Majno
INFO: www.visitfai.it/castellodellamanta www.fondoambiente.it DOVE MANGIARE: In un ambiente perfetto per le occasioni speciali, il Ristorante San Michele reinterpreta con fantasia i piatti della tradizione piemontese www.ristorantesanmichelecuneo.it. L’Osteria dei Morri a Cuneo propone ottima cucina tipica piemontese accompagnata da una vasta scelta fra i migliori vini regionali. Pasta e dolci fatti in casa. www.osteriadeimorri.com
Sala delle Grottesche © Fondo Ambientale Italiano
DOVE DORMIRE: Nel centro storico di Cuneo sorge Palazzo Lovera****, dimora dei Conti Lovera di Maria nel XVI secolo e ora elegante hotel con ristorante tipico. www.palazzolovera.com In un rinnovato cascinale immerso nel verde della prima cintura di Cuneo con vista sull’arco alpino, il b&b Ca’ Torre Roa offre agli ospiti una pausa rigenerante dalla frenesia quotidiana. www.cascinatorreroa.it
Castello della Manta visto dal parco © Giacomo Lovera
51
Primo amore tra romanico e gotico LA BASILICA DI SANT’ANDREA (VERCELLI)
Laterale e Torre Sghemba © Archivio Turismo Valsesia Vercelli
Esempio peculiare dell’incontro tra romanico e gotico in nord Italia è la Basilica di Sant’Andrea a Vercelli, nel cuore della cittadina. Fu costruita da un architetto ignoto, forse un monaco cistercense, tra il 1219 e il 1227 per volere del cardinale Guala Bicchieri, che chiamò da Parigi alcuni monaci francesi, tra i primi a importare elementi gotici in Italia. A questo stile si riconducono l’abside a base rettangolare, il transetto, l’alto tiburio, il coro, gli archi ogivali che separano le tre navate, sostenuti da piloni a fascio. Legata al romanico lombardo è invece la facciata, i cui colori tenui si contrappongono ai rossi dei due campanili gemelli che la incorniciano, mentre pregevoli sculture di Benedetto Antelami (o di maestri suoi seguaci) la arricchiscono. Una curiosa asimmetria tuttora misteriosa infrange l’armonia della basilica: la collocazione, accanto alla testata meridionale del transetto e in posizione decisamente sghemba, di una torre campanaria del XV secolo, che per la sua posizione anomala rischiò più volte di essere abbattuta, ma che rende questa basilica ancor più esemplare. INFO: www.atlvalsesiavercelli.it DOVE MANGIARE: Ottimi vini e cucina creativa con ingredienti stagionali e a km0 al Ristorantino del Cin Cin www.ilristorantinodelcincin.it. Atmosfera raffinata con i sapori della tradizione all’Osteria Gaia. www.osteriagaia.com DOVE DORMIRE: Nel centro storico di Vercelli, un palazzo ottocentesco ospita La Terrazza Vercelli Bed & Charme, per chi cerca un ambiente sobrio e accogliente www.laterrazzavercelli.it. Relax e buon gusto assicurati all’Hotel Ristorante Il Giardinetto, da trent’anni condotto dalla famiglia Siviero. www.ilgiardinettovercelli.it.
Navata © Archivio Turismo Valsesia Vercelli
52
Una basilica antonelliana LA BASILICA DI SAN GAUDENZIO (NOVARA) Molti ricordano la Mole Antonelliana, tra i simboli di Torino, ma non tutti conoscono la cupola della Basilica di San Gaudenzio a Novara, progettata nel 1841 dallo stesso architetto Alessandro Antonelli. La sorella “minore”, ma non meno importante, è completamente realizzata in muratura, misura 121 m di altezza e ha un diametro di 31 m. Alla sommità si innalza una statua in rame dorato del Cristo Salvatore, opera di Pietro Zucchi (1873). La basilica è un vero e proprio gioiello a cui contribuirono eminenti nomi dell’arte: fu edificata nel corso del Cinquecento su progetto di Pellegrino Tibaldi, e al suo interno custodisce opere del Fiammenghino, un polittico di Gaudenzio Ferrari e affreschi di Tanzio da Varallo. Da ammirare il grande lampadario con fiori in ferro battuto e la Sala del Compasso con il compasso di 11 metri usato da Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. Il campanile di 75 metri, in cotto e granito di Baveno, fu progettato da Benedetto Alfieri tra il 1753 ed il 1786. INFO: www.turismonovara.it DOVE MANGIARE: CA’ Restaurant & Resort è un locale elegante e raffinato per serate speciali. www.cavallotta.com Per assaggiare un vero menu novarese è d’obbligo il passaggio alla Locanda delle Due Suocere, con ricchi menu degustazione (0321 032310). DOVE DORMIRE: Primo hotel di Novara dal 1961, l’Hotel Europa****, condotto con passione familiare e professionalità, garantisce un servizio molto curato. www.hoteleuropanovara.com In posizione centrale, il B&B Ventitrémarzo offre camere arredate con buon gusto e una colazione indimenticabile. www.ventitremarzo.com
Cupola © Paolo da Reggio
Cupola e campanile di San Gaudenzio
53
Il polittico di Gaudenzio Ferrari nella Cappella della Natività © Mattis
AUTODONNA
La STELLA SUL PODIO
A
utoDonna non poteva non fare un sondaggio sulle auto preferite di questo inizio 2017, organizzato attraverso la pagina Facebook di Weekend-Premium e la sezione AutoDonna del portale weekendpremium.it. Ma ci sono nuovi modelli in arrivo e la classifica nei prossimi mesi inevitabilmente si evolverà. Ma, per ora, questa è la classifica. Sul podio spicca la Mercedes Classe A, di cui ci piace parlarvene. La Mercedes Classe A è una di quelle rare auto che cambiano personalità a seconda di chi le guida. La volete tranquilla, magari anche poco assetata, ideale per uno shopping glamour? Una delle motorizzazioni d’ingresso, magari il diesel da 109 cavalli o il benzina da 102, parliamo sempre di turbo, sarà più che sufficiente. Resta sempre il comfort totale garantito dalle sospensioni ad irrigidimento automatico, di serie; per la massima versatilità, dall’allestimento premium in poi, si può anche avere il sistema Dynamic Select, con quattro programmi di guida. Ad ogni modo anche nella versione base sulla Classe A si viaggia sempre sicuri e rilassati.Volete qualcosa di più, per un viaggio medio-lungo, magari vi piace ogni tanto provare l’ebbrezza della velocità? I motori più potenti lo permettono, ben assecondati dal cambio automatico a 7 rapporti. Ciò che conta è la facilità di guida. Una volta presa confidenza con le varie configurazioni, dovete solo pensare a godervi il viaggio. Lo sterzo è molto preciso, sia nelle curve strette che nei curvoni autostradali; quando serve superare, la progressione del motore è dolce, però la macchina accelera, eccome. La Mercedes Classe A offre tutto ciò che una donna di oggi può desiderare: stile, dolcezza, praticità e facilità. Il look è decisamente giovane, cosa che non guasta mai.
54
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.
Mini Cooper MERCEDES CLASSE A AUDI A1 FIAT 500 LANCIA YPSILON CITROËN C3 SMART FORTWO RENAULT CLIO PEUGEOT 2008 FORD FIESTA
2
A
TOP TEN
MERCEDES A 180 D EXECUTIVE NEXT Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Emissioni CO2 g/Km Trazione
1461 80 / 109 - 4.000 260 - 1.750-2.500 104 Anteriore
VelocitĂ massima Km/h
190
Accelerazione 0-100 Km/h (s)
11,3
Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo
27 429,9 / 178 / 143,3 269,9 1425 26880
55
AUTODONNA
MINI cooper
1
A
Che sia la Countryman o una delle tante declinazioni in salsa Cooper, la Mini dell’era BMW piace sempre di più alle donne, per la sua aria molto alla moda, decisamente poco convenzionale, per non parlare della capacità di andare ovunque, a seconda della versione scelta. Come la volete voi, per portarla o farvi portare dove preferite. L’auto adatta per farsi vedere e per regalarsi un’immagine “in”. E poi oggi non è più nemmeno molto piccola, basta vedere la Countryman: un vero e proprio SUV in scala ridotta, un’auto compatta ma insospettabilmente spaziosa, dal design che non vuole e non deve passare inosservato; in più ha un bagagliaio da station wagon con il tocco delizioso della picnic bench, per un weekend in campagna in assoluta libertà.
54
TOP TEN
3
A
AUDI A1
La più piccola delle auto di Ingolstadt possiede certamente quelle caratteristiche adatte per piacere alle giovani guidatrici, ragazze anagraficamente o nello spirito. Un po’ come la 500, l’Audi A1 ha quella personalità poliedrica che incontra il favore di entrambi i sessi, dipende dagli allestimenti. Poiché la tedesca fa parte della fascia premium, qui si possono trovare equipaggiamenti di un certo calibro, per andare in giro in modo cool.
4
A
FIAT 500
La 500 piace generalmente a tutti perché ha una personalità camaleontica. Gli uomini ne privilegiano l’anima dinamica delle versioni più sportiveggianti, Abarth a parte. Le donne la comprano per quella sua aria simpatica, diretta discendente del modello storico che oltre a completare la motorizzazione degli italiani, mise effettivamente le signore al volante. Le combinazioni negli allestimenti sono così tante che è difficile non trovare la Fiat 500 ideale.
55
AUTODONNA
LANCIA YPSILON
5
A
Qualche volta la comprano anche gli uomini ma la Lancia Ypsilon è soprattutto l’auto delle donne, lo dice la ripartizione delle vendite: il 70% dei clienti è di sesso femminile. E’ anche una delle auto più vendute in Italia in senso assoluto. Gli allestimenti più recenti spingono ancora più forte sul glamour, come la versione Mya. Del resto, se la casa stessa la definisce “Fashion City Car”, qualcosa vorrà pur dire.
CITROËN C3
6
A
I dati di vendita dicono che la Citroën C3 non ha perso lo smalto, tutt’altro. La versione 2016 ha rimescolato le carte con un design non convenzionale, radicalmente diverso dal precedente, che pure aveva incontrato un eccellente favore nel pubblico. D’altra parte questa marca ha nel suo DNA l’abitudine di spiazzare tutti, praticamente da quando è nata. Il design attuale è vistoso e sbarazzino, quasi da SUV, colori dappertutto, dentro e fuori. Perfetta per donne che amano farsi notare. 56
TOP TEN
7
A
SMART FORTWO
La citycar per eccellenza, amata per la sua capacità d’infilarsi letteralmente dappertutto ma soprattutto per il suo stile vistoso. Auto alla moda per definizione, personalizzazioni infinite, accostamenti di colore arditi; interni che stuzzicano quel senso glamour innato nelle urban ladies. Tanta tecnologia ad hoc per connettersi al mondo, accessori irrinunciabili al giorno d’oggi. Il successo della Smart Fortwo prosegue da parecchi anni e non accenna a tramontare.
9
A
PEUGEOT 2008
Dopo il restyling del 2016 la Peugeot 2008 si è trasformata in un vero e proprio SUV. Benché la versione da corsa abbia vinto la Dakar, la 2008 rimane un’auto perfetta per chi vive prevalentemente nell’ambiente urbano ma ogni tanto si permette qualche scampagnata (durante il weekend, ça va sans dire). Razionale e attenta allo stile come ogni donna: spaziosa, comoda, sicura, facile da guidare e parcheggiare, compatta ma non sacrificata, moderna e anche un tantinello decisa. L’amica ideale.
10 FORD FIESTA A
Un classico che come il vino buono migliora col tempo. Ne ha avuto tanto la piccola americana, ben 40 anni. Ma si mantiene sempre giovane, come una bella attrice. Il carattere della Ford Fiesta è allegro, o non avrebbe questo nome. Per muoversi brillantemente nelle città, senza disdegnare un viaggetto ogni tanto, per un weekend mordi e fuggi, spensierato. Il design cattura l’attenzione e con la nuova generazione che arriverà quest’anno nei concessionari la Fiesta è diventata ancora più intrigante. 57
AUTODONNA
8
A
renault clio turbo gpl
francesina risparmiosa
E
sci dal portone di casa e la trovi lì, davanti a te: la nuova Renault Clio, rossa fiammante. Questa auto ha esattamente tutte le caratteristiche di cui una donna, giovane e sprint, ha bisogno: eleganza, praticità ma soprattutto semplicità. L’interno dell’auto è giovanile, i comandi dell’impianto multimediale sono chiari ed immediati, grazie anche alla connessione Bluetooth che si può attivare attraverso lo smartphone. Guidabilità ottima ed efficiente, cambio morbido che assicura una guida fluida e senza strappi. Un misto di comodità e bellezza unite alla ricercatezza che ogni donna cerca nella sua prossima auto. E oggi si può anche risparmiare alla stazione di servizio, perché è arrivata la Renault Clio Turbo GPL. Sì, perché la tanto apprezzata utilitaria francese si è ora dotata anche di una doppia alimentazione benzina/gas. L’ideale per muoversi negli ambienti urbani senza rinunciare al comfort, come si farebbe invece usando una citycar pura. Se poi si ha voglia di fare un’escursione nei dintorni, la Clio sa comportarsi bene anche in queste situazioni, consumando e inquinando un’inezia. La Clio offre un equilibrio molto interessante. S’infila dappertutto, si guida agevolmente, ha interni gradevoli, lo spazio è adeguato per le esigenze urbane di una famiglia: non dimentichiamo che stiamo parlando di un modello di segmento B. Quando poi si deve fare un sorpasso, scalare la marcia, giù tutto con decisione e affidarsi al turbo. Senza esagerare, questa non è la RS. Perché l’utilizzo più saggio di un’auto come la Clio Turbo GPL, lo stile di guida che darà le maggiori soddisfazioni, è mantenere un’andatura regolare a marcia alta e basso numero di giri; in tal modo si prolungheranno alla grande gli intervalli tra un rifornimento e l’altro. Non tralasciamo nemmeno l’aspetto extraurbano. La Clio non ha dimensioni striminzite da citycar; può anche affrontare alcuni viaggetti, da weekend; in tal caso
60
si verrà trasportati in un ottimo comfort, consumando veramente una sciocchezza. Rispettando inoltre l’ambiente infinitamente più di tanti tromboni che siedono indegnamente nei consigli comunali. Infine il design è quello che ha fatto la fortuna di questa macchina, in particolare in Italia (è l’auto straniera più venduta nel nostro Paese). L’aspetto è allo stesso tempo dinamico e simpatico, piace a donne e uomini. Il restyling dello scorso anno ha affinato ancora di più le piacevolezze nel look, ad esempio nei fari full Led. La Renault Clio Turbo GPL è già in listino. La motorizzazione a gas è disponibile solo con carrozzeria berlina. Gli allestimenti sono due. Si parte da Life. Fra l’equipaggiamento di serie troviamo l’assistenza alla frenata d’emergenza, apertura portiere con scheda elettronica, avviamento motore con pulsante, luci diurne a Led, retrovisori elettrici. Il prezzo di listino chiavi in mano è di 15.350 euro. L’allestimento Zen invece aggiunge, fra l’altro, climatizzatore manuale, alzacristalli posteriori elettrici, fari full Led, radio Dab, navigatore, sensori di parcheggio posteriori. Prezzo di 16.850 euro.
TOP TEN
61
top ten weekend car sport
per rimanere sulla U
n viaggio, anche se limitato ad una città, può diventare una vera tortura se non si sa dove andare. Ciò è vero soprattutto quando si circola in una grande città, dove è molto facile perdersi, anche perché a volte sembra che i segnali siano messi intenzionalmente allo scopo di far sbagliare strada alla gente. Un buon navigatore satellitare quindi è oggi un accessorio ormai indispensabile; ma nelle auto a fascia di prezzo più bassa è molto difficile trovarlo di serie. Molti preferiscono quindi affidarsi alle app del proprio smartphone. Tuttavia queste se gratuite sono spesso deludenti; quelle di qualità vanno invece pagate a caro prezzo, senza contare che assorbono pesantemente traffico dati e batteria. La Peugeot 208 ora offre la versione 3D Connected Navigation, un pacchetto molto interessante. La funzione 3D Connected Navigation è apparsa inizialmente su modelli quali 3008, Traveller ed Expert. Ora arriva anche sulla piccola Peugeot 208. Si tratta di un sistema di navigazione assistita. La carto-
62
grafia è tridimensionale, si basa su riconoscimento vocale e ha un’elevata frequenza di aggiornamento, ben quattro update all’anno, gratuiti. La parola Connected si riferisce ad altri servizi accessori, ugualmente importanti. Sono forniti da TomTom; offrono in tempo reale informazioni utili come la situazione meteorologica, le condizioni del traffico, la localizzazione dei parcheggi, delle stazioni di servizio e dei punti d’interesse. I Connected Navigation Services sono inclusi per tre anni nel prezzo dell’offerta 3D Connected Navigation. Sono in seguito rinnovabili a pagamento. È disponibile, come optional, anche l’acquisto della funzione SpeedCam, per la localizzazione degli autovelox. Il pacchetto 3D Connected Navigation è offerto in optional sulla Peugeot 208 sugli allestimenti Allure, GT
strada giusta peugeot 208 3d connected navigation Line e GTi al prezzo di 600 euro Iva inclusa. È di serie sulla GTi by Peugeot Sport. Sull’allestimento Active è invece disponibile come optional insieme al Mirror Screen e costa 750 euro. La Peugeot 208 è il modello più venduto del marchio francese; il restyling del 2015 ne ha accelerato decisamente la crescita, infatti nel 2016 le 208 in Europa sono state vendute in oltre 274.000 unità, il che corrisponde ad un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. E’ particolarmente importante il successo in Italia: lo scorso anno sono stati immatricolati più di 34.000 esemplari, corrispondenti ad un aumento del 21,5.
63
FRA I GRANDI SUV CHE STIAMO PROVANDO, PER POTERVELI PROPORRE, NON POTEVA MANCARE QUELLO CHE NEL LOGO HA UNA STELLA A TRE PUNTE, E DOVE ANDARE SE NON FRA VETTE E CASTELLI?
U
na Mercedes GLC Coupé merita uno scenario adeguato. Ovviamente i luoghi da scegliere sono innumerevoli, ma noi decidiamo per una meta immersa in un panorama naturale mozzafiato, arricchita da una vasta scelta di cucina tradizionale: i castelli della Valle d’Aosta. Non è possibile visitarli tutti, poiché questa regione ne comprende da sola più che in tutto il
resto d’Italia, allora ne abbiamo scelti quattro: Forte di Bard, Issogne, Castello Gamba a Châtillon e Fénis. Anche perché, questo itinerario permette di conoscere sia le grandi doti di comfort che la brillantezza meccanica della GLC Coupé. Si parte. Ci lasciamo rapidamente Milano alle spalle e divoriamo l’A4 verso ovest. Nel tratto pianeggiante ed essenzialmente rettilineo, la Mercedes GLC Coupé si rivela un’eccellente stradista. Abbiamo scelto il modello 350 d, dotato della trazione integrale 4Matic, che monta un possente motore turbodiesel V6 3.0 da 254 cavalli. Nonostante il peso non proprio piuma di 1.915 Kg di questo modello, il propulsore spinge che è un piacere, grazie alla coppia superlativa disponibile già a 1.600 giri. E il cambio automatico 9G-Tronic asseconda alla perfezione questa spinta ai bassi regimi. A velocità autostradali, la macchina fila via con autorità, anche perché 64
TOP WEEKEND CAR
UNA STELLA FRA I CASTELLI
65
gli svantaggi del peso e dell’altezza sono ben compensati da una buona aerodinamica (Cx 0.31, ottimo per un SUV), del resto ben visibile ad occhio nudo, osservando il design filante. Quando si preme con brio l’acceleratore, la risposta è maledettamente pronta e la stabilità non soffre mai la minima imperfezione. Nemmeno il rumore dell’aria a velocità sostenuta è percettibile.
FORTE BARD, OMAGGIO ALLE ALPI
Quasi non ci siamo accorti di aver imboccato a Santhià l’autostrada A5 Torino-Aosta. In un attimo siamo a Pont-Saint-Martin, dove usciamo e imbocchiamo la statale 26. Pochi chilometri e siamo al Forte di Bard. Si tratta di una delle più antiche fortificazioni della regione, se ne trovano tracce già in documenti dell’XI secolo. Di proprietà dei Savoia fin dal 1242, venne smantellato da Napoleone e fatto ricostruire nel 1830 da Carlo Felice. Nel 2006 la Regione Valle d’Aosta lo restaurò. L’intera storia del castello è oggi ripercorribile attraverso una delle mostre permanenti che vi sono ospitate. Molto interessante è anche il Museo delle Alpi, uno spazio interattivo dislocato in 29 sale per saperne di più su tutti gli aspetti della montagna. I più giovani possono anche cimentarsi in una scalata virtuale del Monte Bianco grazie alle “Alpi dei ragazzi”, un percorso di nove sale. Prima di procedere verso Issogne, decidiamo per una deviazione estemporanea dall’itinerario, abbiamo tempo e c’è il sole. Un giro lungo la strada regionale 44 verso Gaby, che si trova a 1.047 metri di altitudine, solo per il gusto d’impegnare un po’ la GLC Coupé. Impresa difficile, nel senso che questa vettura non si lascia scomporre. Selezioniamo la modalità di guida Sport+ per rendere più reattiva la risposta di motore, cambio e sterzo, mentre le sospensioni pneumatiche Air Body Control diventano più rigide e l’assetto si abbassa. Nessuna sbavatura, l’inserimento in curva resta estremamente preciso e sicuro, la frenata è esemplare, per un
66
Castello di Issogne
67
Castello Gamba Chatillon
68
Castello di Fenis
veicolo di questa massa. Quando magari eccediamo in confidenza, ci pensano i tanti sistemi elettronici di sicurezza a rimettere le cose a posto. Tuttavia l’unico modo per mandare in crisi questa macchina è farlo di proposito, e ci si deve mettere veramente tanto impegno.
IL CASTELLO D’ISSOGNE
Torniamo indietro e riprendiamo la statale 26, diretti al castello d’Issogne, 8 Km da Bard. Costeggiamo la Dora Baltea, attraversiamo il ponte e in pochi minuti siamo arrivati a La Place, frazione dove è situato il castello. Fu per secoli la residenza della famiglia Challant e all’inizio del XX secolo venne donato allo Stato, che lo passò alla Regione. Il suo periodo di massimo splendore fu il Cinquecento, ed oggi la visita permette di riscoprire quell’epoca. Nel cortile c’è la celebre fontana del melograno, una scultura che rappresenta appunto quell’albero. Il porticato è decorato da diversi affreschi che ritraggono scene di vita medievale, dallo stile abbastanza realistico e per questo interessanti. La visita si conclude con i due piani interni, fra arredi d’epoca. È ora di cena. Ci rechiamo al ristorante locanda “Al Maniero”, nella frazione di Pied de Ville. Noto per la cucina tradizionale locale, si può scegliere un menu di degustazione per assaggiare il meglio della tradizione culinaria valdostana. Solo per fare alcuni esempi: lardo d’Arnad, mocetta al miele di castagno, zuppa alla valpellinentze, torta di mele meringata. La cortesia e simpatia dello staff fa il resto. La prima giornata del nostro weekend tra i castelli della Valle d’Aosta a bordo della Mercedes GLC Coupé è terminata.
SECONDO GIORNO I CASTELLI DI GAMBA E FENIS
Da Issogne attraversiamo nuovamente il ponte sulla Dora Baltea e proseguiamo sulla statale 26, il cui trac69
ciato è sostanzialmente parallelo a quello del fiume. Potremmo anche prendere l’autostrada, ma non c’è gusto, anche perché la differenza è minima. Meno di 18 Km e siamo arrivati a Châtillon. Il castello Gamba è molto diverso dagli altri, che sono antiche fortificazioni le cui origini si perdono nel Medioevo. Questo invece è è di epoca recente e nasce direttamente come residenza signorile. Fu fatto costruire ai primi del ‘900 da Charles Maurice Gamba. Nel 1982 è passato alla Regione. Oggi ospita un’importante collezione di arte moderna e contemporanea. Dislocata su 13 sale, l’esposizione ospita più di 150 opere fra cui sculture di Manzù, Arnaldo e Giò Pomodoro, poi dipinti di Carrà e Guttuso e tanto altro ancora. Il castello è anche circondato da un parco all’inglese dove vivono oltre 150 alberi delle specie più varie, in particolare piante monumentali, tra cui la sequoia gigante della California. Riprendiamo la statale 26, lasciando Châtillon per dirigerci al castello di Fénis. Sono solo 13 Km di distanza, in una decina di minuti siamo arrivati. Quello di Fénis
è uno dei castelli medievali più celebri e meglio conservati dell’intera Valle d’Aosta. Fu costruito nel XIII secolo dalla famiglia Challant. Nel 1895 venne ceduto allo Stato, e oggi appartiene alla Regione. E’ un monumento nazionale. La visita all’antico edificio è molto interessante, tra le torri e le varie sale. Il cortile interno presenta vari pregevoli affreschi. Il castello è anche sede del Museo del mobile valdostano. È ora di pranzo, a 500 metri dal castello c’è l’agriturismo Le Bonheur. Quasi tutti i prodotti del ristorante provengono dall’azienda stessa, dove si allevano bovini, ovini, equini e pollame, oltre a coltivare orto e frutteto a indirizzo biologico. Cucina tipica regionale, tradizionale e stagionale. Il nostro weekend tra i castelli della Valle d’Aosta volge al termine. Saliamo nuovamente sulla nostra Mercedes GLC Coupé e imbocchiamo l’autostrada, diretti verso Milano, per un’altra galoppata rapida o convortevole a seconda dei gusti (autovelox e pattuglie permettendo).
SUV INTELLIGENTE
L
o dice il nome stesso, la Mercedes GLC Coupé appartiene a quella categoria di SUV dal design che esalta l’aspetto dinamico, sportivo, per l’appunto. Viene scelto l’appellativo coupé, nonostante possa sembrare illogico (un veicolo rialzato ma allo stesso tempo ribassato?), perché le forme ricalcano quelle usuali nelle auto sportive propriamente dette. Gli esempi più noti nella concorrenza sono Range Rover Evoque, BMW X6 e la nuova Alfa Romeo Stelvio. Facendo il confronto con la GLC normale, le differenze stilistiche si trovano soprattutto tra le griglie, i paraurti e le prese d’aria. Il profilo è la sezione in cui si notano maggiormente le proporzioni sportive, quindi tetto a spiovente dolce e linea di cintura alta per far sembrare la macchina più bassa. La coda invece è cattivella, inoltre il lunotto non ha tergicristallo, poiché è la stessa l’aerodinamica a tenerlo pulito. Gli interni possiedono la consueta eleganza Mercedes e i rivestimenti sono ampiamente persona-
70
lizzabili, dalla pelle ecologica alla vera pelle bicolore per i sedili sportivi. La Mercedes GLC Coupé è offerta in sei motorizzazioni, tre diesel, una a benzina e una ibrida plug-in. Tutte hanno cambio automatico e trazione integrale. Si parte dalla GLC 220d da 170 cavalli, poi la GLC 250d sale a 204 cavalli. La GLC 350d ha un V6 3.0 da 258 cavalli. Troviamo quindi la GLC 250 da 211 cavalli e l’ibrida 350e da 221+116 cavalli, capace di viaggiare in modalità solo elettrica per 35 Km alla velocità massima di 135 Km/h. Infine, come da tradizione, abbiamo il modello spinto ad alte prestazioni, cioè la AMG GLC 43. Il motore 3.0 V6 biturbo a benzina regala la bellezza di 367 cavalli, per un’accelerazione da 0 a 100 Km/h mozzafiato, in soli 4.9 secondi. Per ogni motorizzazione ci sono cinque allestimenti, a parte la GLC 43. I prezzi di listino chiavi in mano vanno da 54.330 a 71.260 euro. L’AMG GLC 43 costa 75.870 euro. www.mercedes.it
Agriturismo “Le Bonheur” Località Chez Croiset, 53 11020 Fénis Tel: 0165764117 Email: lebonheur@gmail.com
Ristorante Locanda “Al Maniero” Frazione Pied de Ville, 58 11020 Issogne Tel: 0125929219 Email: info@ristorantealmaniero.it
PARC HOTEL BILLIA Viale Piemonte, 72, 11027 Saint-Vincent AO Tel: 0166 5231 Email: reception.billia@svrc.it
compagna di viaggio
MERCEDES GLC COUPÈ 350 D 4MATIC Cilindrata cm3
2987
Potenza massima kW (Cv) / giri/min
190 / 258 - 3.400
Coppia massima Nm / giri/min
620 - 1.600-2.400
Emissioni CO2 g/Km Trazione
155 Integrale
Velocità massima Km/h
238
Accelerazione 0-100 Km/h (s)
6,2
Consumo medio Km/l
16,7
Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm)
473,2 / 189 / 160,2
Passo (cm)
287,3
Peso in ordine di marcia (Kg)
1915
Prezzo
62.110
71
top weekend car
UN SUV ALTO DI GAMMA DELL’ ALTO ADIGE
VIAGGIO IN UNA REGIONE RICCA DI STORIA, GUIDANDO LA SPORT UTILITY DIESEL PIÙ VELOCE AL MONDO (270 k/h): DAI VIGNETI DI CALDARO AL RESORT PIÙ ESCLUSIVO, A UN MASO DOVE LA TRADIZIONE È UN RITO. VALICANDO PASSI ANTICHI, INCURANTI DELLA NEVE, SICURI E AVVOLTI NEL LUSSO DEL SUV BENTLEY (da 180 a 300,000 €) 72
con bentley bentayga diesel di Nicola D. Bonetti
NELLE ECCELLENZE
S
e qualcuno si stupì quando, una quindicina d’anni fa Porsche ruppe gli schemi con Cayenne – il primo suv sportivo e fuoristrada al tempo stesso – oggi marchi ancor più elevati si affacciano alla categoria. Bentley ha osato l’anno scorso con Bentayga W12, oggi rilanciato con motore V8 Diesel, come evidenzia orgoglioso con i badge sulla fiancate. Chi come noi ha provato ogni vei73
weekend alpino
Anche i passeggeri posteriori godono di ottimo confort. Inoltre gli schermi si possono montare con grande facilità rendendo il viaggio più gradevole.
colo della categoria, non è facile si lasci impressionare dal lusso o dalle prestazioni: ma solo chi abbia avuto il piacere di veder costruire le Bentley si può rendere conto della qualità, della cura, della passione e perfino dell’entusiasmo di chi lavora in quella fabbrica. Aprendo la porta ci si affaccia a un mondo nuovo, non solo di lusso ed esclusività, ma di assoluta eccellenza: sensazioni ed emozioni, già osservando il design – la plancia ha forma alata per ricordare il marchio – alla vista e al tatto l’appagamento è totale. Poco contano elettronica e gadget, qui il valore è nella sostanza. Come quando si accende il motore (che quasi non si sente), e si cercano prestazioni uniche: è lo sporto uti-
74
lity diesel più veloce del mondo, e Bentayga è la sola a proporre lusso e sportività nella categoria, valori cardine di Bentley. Auto che sono generatrici di emozioni.
Strade di stile
Come le emozioni che siamo andati a cercare in Alto Adige: spesso considerato per le Dolomiti, oppure una via di transito per valicare le Alpi; diversamente da Nord invece è visto come una meta, una vacanza se non del tutto “italiana” (basta spingersi al Garda, per quelle), un modo di avvicinarsi al gusto del Belpaese soprattutto nei vini, senza abbandonare troppo le tradizioni culinarie mitteleuropee. Inoltre sono
con bentley bentayga diesel
Cantina Manincore
da considerare la pulizia e il rispetto del territorio, la cura delle case e dei giardini, abbinando il tutto a un clima italico e a paesaggi che scendendo dai monti assumono aspetti a noi più usuali. Addirittura l’enologia ha raggiunto in pochi anni livelli di eccellenza ed esclusività difficilmente imitabili, va riconosciuto. Weeken IN ha deciso esplorare la parte occidentale della regione, da sud a nord, con un viaggio che ricalcasse alcuni dei temi accennati: eccellenza ed esclusività, come quelle che si possono interpretare guidando un vettura dal blasone unico, con una B alata sulla calandra. Bentley ha una grande storia, soprattutto sportiva, è un marchio riconosciuto per le doti di raffinatezza unita alla dinamicità, perché anche al volante di una sport utility – oltretutto a gasolio, la prima costruita a Crewe e subito la più veloce del mondo di tale cate-
goria – il viaggio diventa un’esperienza sensoriale. E anche i paesaggi attorno scorrono in modo diverso.
Nobili vini
l Lago di Caldaro, lungo la Strada del Vino, è un luogo che non sembra aver cambiato aspetto nel tempo: se forse non lo si immagina con le carrozze e una sola via polverosa, non è difficile inserire nel paesaggio attuale una scena con una Volkswagen Maggiolino prima serie color grigio topo, magari una Lambretta o una moto Bmw 250, per tornare agli anni cinquanta. Le imposte sono sempre rosse e bianche, le case conservate alla perfezione e i vigneti decorano le colline lungo i declivi con la miglior esposizione. Forse solo qualche bosco o frutteto è stato sacrificato per nuove vigne e la differenza è nei piccoli trattori e non più nei carri a trazione animale.
75
top weekend car Con queste riflessioni sullo scorrere del tempo, raggiungiamo un luogo dove il tempo si è fermato: ospiti del Conte Michael Goëss-Enzenberg e della moglie Sophie, visitiamo la Cantina Manincor, ammirando la perfetta conservazione della parte storica e la rivoluzionaria visione della zona funzionale, per rispettare il vino in tutta la sua lavorazione. E al tempo stesso rendere energeticamente indipendente da gas e corrente l’azienda: la nobile coppia si muove con vetture elettriche. La vigna è curata con infusi di equiseto, tè o camomilla, secondo le necessità. E il vino, una volta in botte, matura serenamente con musica classica di sottofondo.
Sospesi nel tempo
Il viaggio prosegue verso Merano per salire ad Avelengo, detto il terrazzo soleggiato. La località è nota per la simpatica razza di cavallini da tiro detta Avelignese: o Haflinger dal nome originario Hafling, passato anche a una fuoristrada militare per uso alpino prodotta dall’austriaca Steyr-Puch. Oltre l’abitato a quota 1.200 metri, una strada che sembra perdersi tra i boschi, porta a un cancello: superato quello, si entra in un territorio che, complice il meteo con nuvole basse, appare sospeso nel nulla. La Bentley Bentayga, fuoristrada con trazione integrale si muove nel massimo comfort e con sicurezza, raggiungendo la valle incantata, nostra meta per il pernottamento.
76
con bentley bentayga diesel Una zona tra i boschi con un laghetto al centro. Tutt’attorno costruzioni in legno dal gusto essenziale che permettono di capire lo stile della famiglia Meister, con un secolo di tradizione alberghiera. Lusso senza eccessi, materiali naturali, legno antico o “lunare” (Mondholz): tagliato in inverno seguendo la fasi del nostro satellite per durare a lungo, come ci racconta la signora Claudia, il cui sorriso è carico della luce e della magia del luogo, che trasmette serenità agli ospiti. Dieci anni ci sono voluti per concretizzarlo: sette per i permessi e tre per costruirlo, realizzando un sogno, o una fiaba, se preferite. E un’esperienza del tutto particolare ci attende dal pomeriggio alla cena, alla notte tra i boschi, fino alla partenza del mattina seguente, coccolati dall’ospitalità. Un luogo del subcosciente, per noi, dove forse siamo già stati, in sogno appunto, o in qualche vita precedente. Questo il San Luis Hotel di Avelengo, un resort fuori vista: si accede da un garage sotterraneo dove le vetture degli ospiti indicano l’eccellenza e l’esclusività del luogo. Ma, schiettamente, non possono competere con Bentayga; acceso il motore, partiamo con due sensazioni: quella di essere sempre stati lì, e la certezza di tornarci, presto.
Finalmente la neve
Mattina, dai piaceri del relax a quelli della guida, di una Bentley, nuovissima e particolare, che siamo pronti a
provare su neve. Direzione nord, un valico secondario ci attende: il Passo Monte Giovo (JaufenPass) a 2.094 metri, dalla Val Passiria a Vipiteno. Mentre attorno all’altopiano la dinamica al volante ci entusiasma, danzando tra le curve, la salita oltre le nuvole ci sorprende con una fittissima nevicata, che copre il fondo stradale e riduce la visibilità a pochi metri. Tutto è bianco, gli elementi sono scatenati: noi viaggiamo in sicurezza nel lusso, con raffinatezze che solo le vetture da regnanti (si diceva una volta) possono offrire. Il motore tira con la coppia infinita, il selettore delle modalità di guida passa da “Bentley” (modo più esclusivo di dire Auto, con tanto di simbolo con la B del marchio) a Neve e tutto sembra risolversi, magicamente. Qualche scatto sotto la nevicata (finalmente arrivata, in questa strana stagione) e la discesa si tuffa verso il fondovalle, dopo aver valicato i monti. Appena oltre Vipiteno, la strada provinciale 508 della Val di Vizze raggiunge Prati, poi all’altezza della centrale idroelettrica si devia sulla destra in una via secondaria verso la Frazione Tolve. Dopo qualche curva, eccoci al maso Pretzhof, dove un pranzo con la fedele cucina tirolese e il calore della costruzione con interni in legno, rilassano e dispongono ancor meglio alla memorizzazione di questo viaggio, i cui ricordi sono impressi in modo intenso e si possono riassumere con l’espressione: per eccellenze, con stile.
77
weekend alpino
DOVE DORMIRE SAN LUIS HOTEL ***** Quaranta ettari, una strada che si snoda tra i boschi della tenuta, per affacciarsi su questa piccola valle incantata, dove le costruzioni in legno sono chalet di tre diverse tipologie, fino alle case sospese sugli alberi. Riservatezza del luogo e lusso senza eccessi, stile come la montagna impone: siamo infatti a quota 1.400 a pochi minuti dalle piste da sci. Ventisei chalet, con trentacinque camere in totale, più sedici casette “sospese” tra gli alberi: palafitte nel bosco, tra natura e privacy. Una club house (il nome ne indica lo spirito) dedicata alla convivialità con lobby, bar, ristoranti, cinema, cantina con vini e formaggi. Spa con piscina interna (con caminetto) dalla quale si passa all’esterna riscaldata e al grande idromassaggio accanto al quale si può pattinare sul lago gelato (pattini a disposizione, gratuitamente). Ristorante con lo chef Arturo Spicocchi, la cui cucina è particolare ed encomiabile, attenta ai prodotti del luogo. PRIVATE RETREAT HOTEL & LODGES***** Via Verano 5 I-39010 Avelengo – Merano (BZ) Tel. 0473.279.570 www.sanluis-hotel.com/it
compagna di viaggio
BENtLEY BEnTAYGA DIESEL Potenza Coppia max Nm/giri
900 Nm da 1.000 giri
Emissione di CO2 grammi/km
210
Velocità massima (km/h)
270
0-100 km/h (s) Consumo medio (km/l) Dimensioni (cm) 78
435 CV da 3.750 a 5.000 giri
4,8 7,9 l/100 km (12,6 km/l) 514/200/174 cm
con bentley bentayga diesel
STILE ALATO Una “B” alata sulla calandra indica lusso esclusivo, prestazioni sportive, tecnologia spinta, guidabilità dinamica, interni personalizzati con materiali e finiture (spesso a scelta del cliente) che non hanno confronti. Per questo poteva sembrare strana una Bentley a gasolio. Come pure, se vogliamo, una sport utility Bentley: eppure Bentayga, apparsa lo scorso anno con motore W12 a benzina ha già riscosso un successo spettacolare. La nuovissima versione Diesel, con il motore V8 da quattro litri con tre compressori (due turbo e uno elettrico) sviluppato con Audi, il più potente al mondo nella categoria, spinge con una coppia fenomenale, massima già a mille giri (poco più del minimo), accelerando (0-100 in 4”8) fino a 270 km/h, altro record di categoria. Permettendo però di viaggiare per oltre mille km con un solo pieno. Si può scegliere a cinque posti oppure a sette senza differenze di carrozzeria, o ancora la più lussuosa a quattro con sedili singoli: poltrone identiche davanti e dietro, con tanto di regolazioni, telecomandi, massaggi selezionabili in tipologia, posizione e intensità. Ma l’elenco del lusso è infinito: comincia con il design e prosegue con i materiali, ricchezza non opulenta, raffinata e meravigliosamente bella sia
alla vista che al tatto. Tecnicamente, il motore V8 è abbinato a un cambio automatico sequenziale a otto rapporti, la trazione è integrale con differenziale longitudinale Torsen e posteriore a controllo elettronico, per preservare la massima dinamica con ripartizione prevalente al retrotreno (40-60). Sospensioni indipendenti pneumatiche autolivellanti a controllo continuo dello smorzamento e barre stabilizzatrici attive con motori elettrici in opzione. Sterzo Servotronic a rapporto variabile, con diametro di volta di soli 12,4 metri. Bentayga Diesel abbassa la soglia del prezzo rispetto al modello a benzina, avvicinandolo ad altre suv di lusso – prive però di tali prestazioni o del blasone – operazione che permette di avvicinare nuovi clienti anche più giovani. Il listino dell’ultima nata è indicativamente attorno a 180mila euro, senza addentrarsi nelle personalizzazioni (è raro trovare una Bentley uguale a un’altra): solo tra le tinte di carrozzeria ce ne sono diciassette a catalogo, novanta a scelta tra le opzioni e innumerevoli le sfumature personali a richiesta. www.italia.bentleymotors.com
79
top weekend car
DOVE MANGIARE: MASO PRETZHOF Il senso della ristorazione tradizionale sudtirolese della famiglia Mair: maso, osteria, allevamento, coltura, lavorazione, tutto in proprio. Per entrare si costeggiano stalle e orti, e l’espressione “km 0” dallo speck al vitello, dal pollame ai formaggi, dalle verdure ai frutti, assume un senso compiuto. Stube affascinante, dove scegliere, non senza difficoltà, tra piatti che entusiasmano già alla lettura: premesse mantenute con sapori e aromi, dagli affettati ai dolci. Per un percorso nella tradizione, dove contano materie prime e valori fondamentali. Chiuso lunedì e martedì, più il mercoledì sera. Frazione Tulve 259, I-39049 Prati - Val di Vizze - BZ Tel. 0472.764.455 www.pretzhof.com
DOVE DEGUSTARE: CANTINA MANINCOR Una cantina, un’etichetta, un marchio: non solo. Manincor, “la mano sul cuore” come appare nello stemma di famiglia è un’immersione nella storia, nella tradizione enologica per produzione di grande, grandissima, qualità e al tempo stesso nel futuro per un progetto sostenibile. La costruzione voluta da Hieronymus Manincor è del 1608, quando ricevette terre e titolo dall’imperatore d’Austria: una sua discendente sposò un avo dei conti Enzenberg, oggi l’attività è curata da Michael Goëss-Enzenberg e dalla moglie Sophie. Produzione rinnovata dal 1996 su 50 ettari, per vino “puro”: assecondando la natura in modo biodinamico, tramite una passione senza confronti, per vini strutturati, di grande eleganza e raffinatezza. Su tutti, il particolarissimo Le Petit: vendemmia (assai) tardiva, aromi infiniti e gusto unico, anche per l’alcolicità contenuta. San Giuseppe al Lago 4, I-39052 Caldaro – BZ Tel. 0471.960.230 www.manincor.com
80
i grandi giardini italiani
i magnifici 10, tra i più belli d'europa
T
utto il Bel Paese è costellato di giardini tra i più belli d'Europa. Qui vi presenteremo quelli nei quali si può alloggiare per trascorrere un weekend, fra i fiori e i profumi della primavera. Il Giardino all'Italiana è famoso sin dal 16esimo secolo, caratterizzato da una geometrica divisione delle siepi. Ha esercitato una forte influenza su quelli alla francese e all'inglese. Questo tipico giardino rappresenta l’evo81
luzione del giardino medievale legato ai monasteri. Il primo Giardino all’Italiana venne realizzato dall’architetto Niccolò Tribolo, che progettò anche i Giardini di Boboli a Firenze. Il Giardino all’Italiana è stato il primo esempio di organizzazione del giardinaggio in un’ottica di formalità, primato destinato a durare per sempre. E ora l’Associazione dei Grandi Giardini Italiani vuole riconquistare questo primato. Dal 1997 il numero dei
Oasi Zegna, Trivero
Parco di Palazzo Malingri di Bagnolo
82 Villa della Pergola, Alassio
weekend green giardini visitabili è cresciuto da 12 a 124, grazie alla passione di chi ha dedicato anima e corpo alla cura di questa ricchezza. Quest’anno sono entrati a far parte del network altri 8 giardini, tra cui Casa Cuseni. Tanti giardini magnifici per rilassarsi e godere della primavera. Come diceva Cicerone, "Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che serve". Tra i più bei giardini d'Europa, ecco i 10 migliori italiani dove potere alloggiare e trascorrere uno splendido weekend diverso.
Parco di Palazzo Malingri di Bagnolo (Bagnolo Piemonte, CN)
Il complesso di siepi e aiuole risale al 1600 ed è costruito secondo i canoni del giardino all'inglese, con sentieri e piccole costruzioni. Le due anime del parco, classica e romantica, convivono armoniosamente. Il parco ospita alberi secolari alti fino a 40 mt e, al centro, una fontana ellittica con pesci e tritoni. Negli ultimi anni i proprietari ne hanno curato a fondo l'aspetto, aggiungendo nuove specie di fiori e esemplari di Hosta. Circa 90 euro a notte. www.grandigiardini.it/giardini-scheda.php?id=17
Oasi Zegna (Trivero, BI)
Ambienti confortevoli e piatti tipici sono le peculiarità di questa Oasi nel Parco Naturale del Piemonte. Un connubio tra le azioni dell'imprenditore Zegna e le tradizioni territoriali. Le radici di quest’Oasi risalgono agli anni 30 del 1900, quando il fondatore del Gruppo Zegna si applicò per dare una nuova natura al suo paese di nascita. Il progetto complessivo comprendeva anche la riforestazione delle montagne e la costruzione della “Panoramica Zegna”, una strada che permettesse a tutti di godere di questo luogo.
Oasi Zegna. Triverio
Villa della Pergola (Via Privata Montagu, Alassio, SV)
Immersa in un parco meraviglioso, la Villa è un capolavoro dell'architettura del '800 che si affaccia sul Golfo di Alassio. La storia di questa villa si associa alla nascita del turismo inglese ad Alassio, sin dai tempi del Grand Tour. La villa è infatti progettata sullo stile architettonico anglo-indiano. Il Parco è celebre per la sue piante mediterranee e sempreverdi. Le centinaia di specie diverse formano la collezione di Agapanti. www.villadellapergola.com
Parco di Palazzo Malingri di Bagnolo
83
Castello di Roncade (Via Roma 141, Roncade, TV)
Il Castello è una testimonianza speciale del mondo rurale della società veneta. Quando entrerete nel Castello vi sembrerà di immergervi in un film della Disney. Il complesso di Roncade ricorda le fattezze rinascimentali e le fortificazioni che hanno resistito al tempo. Da 150 euro a notte circa. www.castellodironcade.it
Giardino di Palazzo di Varignana (Via Ca’ Masino 611, Varignana, BO)
Il Palazzo è un'elegante struttura dotata anche di un centro benessere, nel mezzo della campagna emiliana. Questa prestigiosa villa del 1700, recentemente sistemata, è la perfetta location per staccare dalla routine e dedicarsi al relax totale. Da 150 euro a notte circa. www.palazzodivarignana.com/it-IT/villa_amagioia
Villa La Massa (Via della Massa 24, Candeli, FI)
Castello di Roncade, Roncade
Una volta era la residenza dell'editore dell'Aristocrazia fiorentina, oggi è parte del Gruppo Villa D'Este. Questo piccolo hotel lussuoso si trova sulle rive dell'Arno, a poca distanza dal centro del capoluogo toscano. Risalente all’epoca medicea è un’oasi a poca distanza da Firenze, che vi farà riscoprire la vita della nobiltà fiorentina in epoca Rinascimentale. www.villalamassa.com
Parco Storico Seghetti Panichi (Via San Pancrazio 1, Castel di Lama, AP)
Questo parco è il primo giardino storico italiano con ampie aree bioenergetiche. Camminando attraverso questi luoghi tranquilli e rassicuranti, il visitatore potrà beneficiare degli effetti delle varie specie presenti. Inoltre, nel "Ristorante del Borgo", grazie all'orto ed alle spezie si possono gustare le migliori ricette primaverili. A partire da 80 euro a notte. www.seghettipanichi.it
84
Parco Storico Seghetti Panichi, Castel di Lama
weekend green
Villa La Massa, Candeli
Castello di Roncade, Roncade
85 Giardino di Palazzo di Varignana, Varignana
Giardini Botanici di Stigliano (Via B. di Stigliano 2, Canale Monterano)
Le nove sorgenti e i due fiumi rendono Stigliano un luogo indimenticabile. Il parco di 20 ettari si snoda in un territorio intessuto dai corsi d'acqua. Aceri, noccioli e bambù creano un gioco di profumi e fauna diversificata. www.grandigiardini.it/giardinischeda.php?id=63 Giardini botanici di Stigliano, Canale Monterano
Parco Idrotermale del Negombo (Isola d’Ischia, NA)
Il Parco, sito nella baia di San Montano, è l'insenatura più suggestiva di Ischia. È immerso in un'area di 9 ettari ed è caratterizzato da un'atmosfera serena e da un turismo orientato ai valori di benessere e tranquillità. www.negombo.it/negombo-arte_ storia.html
PArco Idrotermale del Negombo, Isola d'Ischia
86 Casa Cuseni, Taormina
Casa Cuseni (Via Leonardo da Vinci 5-7, Taormina, ME)
Casa Cuseni è il Museo d'Arte di Taormina e custodisce le collezioni private di un mecenate famoso per essere stato il patron di uno degli artisti britannici più famosi. Tra i molti lavori dell'artista Sir Frank Brangwyn RA, ricordiamo il diningroom. Casa Cuseni fu luogo di ritrovo per molti celebri artisti che resero Taormina e la Sicilia famosa in tutto il mondo. 150 euro a notte circa. www.casacuseni.it
WINE TOURISM: da soave ai monti lessini
DAL CASTELLO SVEVO AI VIGNETI “VULCANICI” DEI MONTI LESSINI LA STORIA A VOLTE È ANCHE SCRITTA IN UNA RICETTA E NEI FILARI DEI VIGNETI. NELLA NOSTRA RICERCA DEDICHIAMO QUESTO SPECIALE AD UNA ZONA DEL VENETO, RICCA DI RICETTE E VINI PREGIATI, IN CUI POSSIAMO TROVARE ANCHE LA SUA STORIA. QUESTO SPECIALE DEDICATO AL VENETO È SOLTANTO “L’APERITIVO”, UN ASSAGGIO, PER POI PASSARE A SUPPLEMENTI DEDICATI INTERAMENTE AD UN’UNICA REGIONE.
WINE TOURISM: da soave ai monti lessini
L
a prima parte dell’itinerario si svolge nelle terre dove nasce il Soave, questo bianco DOC dal colore giallo paglierino, il profumo intenso e delicato e il sapore leggermente amarognolo. Percorriamo l’A4 e usciamo al casello Soave-San Bonifacio. Dopo un paio di chilometri, ecco la suggestiva città di Soave. Fondata dai romani, come testimonia l’impianto viario e la centuriazione del territorio circostante, venne poi abitata e ricostruita dagli Svevi, da cui prende il nome, popolazione calata in Italia al seguito dei Longobardi. Gli Scaligeri si occuparono, invece, di costruire le fortificazioni. Oggi, la cittadina medievale è racchiusa in una cinta muraria, preservata praticamente intatta, che risale fino alla cima del colle che la sovrasta, dominato dal profilo del Castello scaligero (www.castellodisoave.it), che merita una visita, e dal quale si possono ammirare i Monti Lessini. A lato di Piazza dell’Antenna, si trova invece Palazzo Cavalli, dove vi è l’enoteca Il Drago (www.enotecaildrago.it) dove poter gustare piatti della tradizione veneta e i raffinati vini locali. Nel pomeriggio, usciamo dalla porta nord di Soave e ci dirigiamo verso Est. Attraversiamo il ponte sul Fiume Tramigna e percorriamo il lungo rettilineo della SP 37. Lungo il percorso, incontriamo la bella frazione di Monte
Cantina Soave Rocca Sveva, Via Covergnino 7, grande scelta
Colognola, porta di ingresso della Val d’Illasi. Di origine romana, conserva numerosi reperti archeologici e i resti di Villa Spinola, con il suo bellissimo parco. Usciti dal centro abitato, in prossimità di Decima, ci immettiamo sulla Strada Provinciale SP37 della Val d’Illasi.
VERSO I LESSINI
Illasi, che prende il nome dall’omonimo torrente, fa parte delle Città del Vino. Il borgo è dominato dal castello del X secolo, affiancato dal cassero utilizzato dal corpo di guardia e circondato da una cinta muraria che delimita tutta la collina. Di proprietà della famiglia Montecchi nel XII secolo, fu poi ricostruito e potenziato nel 1243 da Ezzelino III da Romano. Da qui, un suggestivo viale di cipressi conduce alla località Monte. La strada panoramica si apre sulla Val d’Illasi, punteggiata da oliveti centenari, alternati a vigne e ciliegi. Giunti sulla cima del monte, lo sguardo spazia tra le due vallate: quella di Illasi e del Tramigna. Sullo sfondo, si possono ammirare il Castello di Soave, i Monti Berici e i Colli Euganei. Riprendiamo di nuovo la SP37 in direzione di Soave, passando per Cazzano di Tramigna, Costeggiola, Castelcerino
Ravioli con mostarda mela Decio, e vino Durello, oppure “bacalà”
Cantina Marcato, bottiglia di Durello pregiato su parete lavica
e Fittà, circondati da un paesaggio di morbide colline. Castellaro, Rugate, Ronchetto. Sulla sinistra si estende la Val d’Alpone, tra Roncà e Bolca. Risalendo la Vallata dell’Alpone, si arriva a Montecchia di Crosara, importante centro vitivinicolo e, da qui, a Roncà, nel territorio del Parco Naturale Regionale della Lessinia (www. lessiniapark.it) dove ci fermiamo per una sosta alla Cantina Marcato (www. marcatovini.it), dove Gianni Tessari produce il Durello dei Monti Lessini, un vino dall’inconfondibile sapore acidulo, nato dall’uva durasena, detta anche durella, che sfrutta la ricchezza dei sali minerali presenti nel terreno vulcanico, che qui è visibile anche in rocce nerissime e fenomeni unici come i colonnari di San Giovanni Ilarione. Per il pranzo ci fermiamo presso l’Antica Trattoria Fattori (www.anticatrattoriafattori.com) dove assaggiamo un menù di piatti tipici, tra cui polenta con soppressa, baccalà alla vicentina e i deliziosi ravioli con mostarda di Mela Decio, un frutto antico che, si dice, deve il suo nome a “mela d’Ezio”, il generale romano che sconfisse Attila. La Lessinia merita altre visite, e ci torneremo. Ma ora il tempo stringe e ci avviamo lungo la SP17 per poi immetterci sulla A4 in direzione di Vicenza, da dove partirà il secondo itinerario che vi proponiamo nelle pagine seguenti. DOVE ACQUISTARE Cantina Marcato Via Prandi 10, Roncà (VR) Tel: 045/7460070 - www.marcatovini.it Telefonare per una degustazione e per la visita alla cantina “vulcanica”.
DOVE MANGIARE Antica Trattoria Fattori Piazza Terrossa 36, Roncà (VR) Tel: 045/7460133 - www.anticatrattoriafattori.com Menù stagionale con ingredienti locali e ricette della tradizione. Prezzo medio 25€ a persona, bevande escluse.
LE COLLINE VITATE DEL SOAVE
PRIMO PAESAGGIO STORICO RURALE ITALIANO 1816 - 2016
SOAVE
HISTORIC R U R A L HERITAGE Decreto Ministero delle politiche agricole 17070/2012 Riconoscimento prot. 1749 del 21/01/2016
CONSORZIO TUTELA VINI SOAVE Via A. Mattielli, 11 - 37038 Soave (Vr) Tel. +39 045 7681578 - Fax +39 045 6190306 consorzio@ilsoave.com / www.ilsoave.com
Veduta del fiume Retrone dal Ponte San Michele
VICENZA: tra l’architettura del palladio e i sapori del baccalÀ
U
na città con un territorio sorprendente, che conserva gioielli naturali e architettonici, come i capolavori di Andrea Palladio, che qui ha lasciato numerose testimonianze della sua arte, inserite dall’Unesco nel Patrimonio dell’Umanità. Ville nelle cui cucine soni nate le leggendarie ricette con sua maestà il baccalà La nostra comoda e preziosa Citroen C4 Picasso ci ha condotti da Soave fin qui, dove può cominciare la seconda parte del nostro percorso con un itinerario da fare in un fine settimana, ammirando i paesaggi opera dell’uomo e della natura. La tappa è Vicenza, dove ci si ferma per una visita al centro storico e per gustare il prelibato baccalà alla vicentina. Si parte da Piazza dei Signori, al cui ingresso svettano due colonne, sormontate una da un leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, di cui
Vicenza entrò a far parte nel 1404, e l’altra dalla statua di Cristo Redentore. Costeggia la piazza la Basilica Palladiana, capolavoro del grande architetto rinascimentale. Qui si trova anche la Torre Bissara. Sotto i portici della Basilica, sorgono le più importanti oreficerie della città. L’altro fiore all’occhiello è il Teatro Olimpico, progettato da Palladio nel 1580, ma realizzato dal suo allievo Jacopo Scamozzi. Dal lato sud di Piazza dei Signori si accede a Piazza delle Erbe, con la medievale Torre del girone o del tormento, dove fu imprigionato Silvio Pellico. Vale una visita anche Palazzo Chiericati, altro capolavoro palladiano, che si trova in Piazza Matteotti. In Piazza Duomo si trova poi la Cattedrale di Santa Maria Annunciata, che porta anch’essa la firma del Palladio. Nella Chiesa di Santa Corona, invece, si trova la tomba del grande architetto. Ma prima di uscire dalla città conviene andare al santuario La Citroen C4 Picasso è confortevole, dalla guida facile,e il suo 2 litri non è assetato, ma giustamente non può portarci fino alla Basilica del Palladio (a sinistra) in zona pedonale. Ma invece raggiungiamo Villa Rotonda, forse quella più famosa del Palladio ( a destra).
di Monteberico, da cui si ammira il panorama dell’intera Vicenza. Prendendo la SP247, si raggiunge Villa Almerico Capra, detta La Rotonda (www.villalarotonda.it), che dista circa 2,8 km dal centro. Si tratta della villa veneta più famosa del mondo, progettata dal Palladio nel 1556 per Paolo Almerico e poi terminata dai fratelli Capra. Vale una visita anche Villa Valmarana ai Nani (www.villavalmarana.com), famosa per lo splendido ciclo di affreschi di Gianbattista e Giandomenico Tiepolo. Una curiosità: deve il suo nome a diciassette statue di nani posizionate sul muro di cinta.
Secondo giorno
Da Vicenza a Marostica Si parte alla volta di Bassano del Grappa, percorrendo prima la SR53, poi la SP52. Incastonata tra le rive del Brenta e le pendici del Monte Grappa, la cittadina vanta diverse eccellenze, come il Ponte Coperto o Ponte degli Alpini, costruito nel 1209 e rifatto su progetto di Palladio nel 1569. Nei pressi del ponte si trova anche la storica Bottega Nardini, la più famosa distilleria di grappa bassanese, risalente al 1779. Tra i monumenti da non perder, c’è anche il Castello Superiore, costruito dai Vescovi di Vicenza e completato dagli Ezzelini. Meritano una visita anche Palazzo Pretorio, costruito tra il 1300 e il 1400, la
Piazza dei Signori
Il Teatro Olimpico di Vicenza, in Piazza Matteotti, risale all’epoca rinascimentale ed è stato progettato dall’architetto Andrea Palladio nel 1580. È il più antico teatro stabile al coperto dell’epoca moderna. Il Teatro venne inaugurato nel 1585 dopo la realizzazione delle “scene fisse” di Scamozzi, strutture lignee giunte intatte fino a noi. Il Teatro è a tutt’oggi sede di rappresentazioni e concerti e nel 1994 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Il Monte Berico è il colle più alto del complesso dei Colli Berici, a poca distanza dal centro storico di Vicenza. Sulla sommità del colle si erge il Santuario della Madonna del Monte Berico, patrona della città. Sul colle vi è un belvedere da quale ammirare tutta Vicenza. Nel corso dei secoli il Santuario della Madonna venne abbellito, soprattutto grazie agli interventi dell’architetto Andrea Palladio nel 1578. Il nuovo campanile fu progettato da Andrea Piovene.
Porta delle Grazie con il monumento al generale Giardino, l’antico Borgo Margnan, che si affaccia sul Brenta e la Loggia, sede del Municipio. Nella stessa piazza si trova anche il Duomo di Santa Maria in Colle. Vale una sosta il Museo Civico, ospitato nel trecentesco ex convento di San Francesco, che conserva ceramiche, dipinti e opere di Canova, oltre a una ricca sezione archeologica. Nel pomeriggio, si percorre Viale Vicenza e si prende la SP 248 in direzione di Marostica, famosa nel mondo per i suoi scacchi viventi. La partita si tiene nella Piazza degli Scacchi solo negli anni pari. Di fronte alla piazza si trova anche il suggestivo Castello Inferiore, costruito dai Vescovi di Vicenza e completato dagli Ezzelini. Meritano una visita
BACCALÀ ALLA VICENTINA Ingredienti - 1 kg di stoccafisso secco - 250 gr di cipolle - ½ litro di olio extravergine di oliva - 3 sarde sotto sale - ½ litro di latte fresco - farina bianca q.b - 50 gr di parmigiano grattugiato - Prezzemolo tritato, sale e pepe q.b preparazione Ammollate lo stoccafisso, togliete la lisca e le spine e tagliatelo a pezzi. Affettate le cipolle e rosolatele in un tegame con un bicchiere d’olio, poi aggiungete le sarde sotto sale tagliate a pezzetti e, a fuoco spento, il prezzemolo tritato. Infarinate i pezzi di stoccafisso, irrorateli con il soffritto preparato e disponeteli l’uno accanto all’altro in un tegame di cotto, dopo aver versato sul fondo un po’ di soffritto. Ricoprite il pesce con il resto del soffritto e aggiungete il latte, il parmigiano grattugiato, il sale e il pepe. Unite il resto dell’olio e cuocete a fuoco dolce per circa 4 ore e mezzo, senza mai mescolare, ma muovendo il tegame in senso rotatorio. Servite con polenta alla brace. I vini Vespaiolo di Breganze DOC e Lessini Durello per i bianchi, oppure il Rosso di Barbano, dal color rubino e il sapore fruttato. Dove acquistare: Casa Vinicola Zonin, via Borgolecco 9, Gambellara (VI Tel: 0444/640160 - 0444/640174 (enoteca) www.zonin1821.it
Ponte di Bassano
Marostica, Piazza degli Scacchi, con gli scacchi
Come arrivare
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Da qualsiasi direzione si può prendere l’A4 con uscita Vicenza Est o Vicenza Ovest, oppure l’A31 con uscita Vicenza Nord. Il centro storico si trova in zona a traffico limitato.
Hotel Campo Marzio**** Viale Roma 21, Vicenza Tel: 0444/545700 - www.hotelcampomarzio.com
Trattoria Ponte delle Bele Contrà Ponte delle Bele 5, Vicenza Tel: 0444/320647 - www.pontedellebele.it
Hotel Doge*** Via Lamarmora 20, Vicenza Tel: 0444/923616 - www.hoteldoge-vi.it
Trattoria Alla Baracca Strada Comunale di Casale 640, Vicenza Tel: 0444/248018 - www.allabaracca.it
anche Palazzo Pretorio, costruito tra il 1300 e il 1400, la Porta delle Grazie, con il monumento al generale Giardino, l’antico Borgo Margnan, che si affaccia sul Brenta e la Loggia, sede del Municipio. Nella stessa piazza si trova anche il Duomo di Santa Maria in Colle. Vale una sosta il Museo Civico, ospitato nel trecentesco ex convento di San Francesco, che conserva ceramiche, dipinti e opere di Canova, oltre a una ricca sezione archeologica.
Da Vicenza alle Piccole Dolomiti La seconda proposta è un itinerario di 125 km nella Valle Agno, dedicata a chi ama i bei paesaggi con soste per visitare le ville venete che si incontrano lungo il percorso. Si parte sempre da Vicenza, poi si prende la SR11 in direzione di Montecchio Maggiore, dove ci si ferma per visitare Villa Cordellina Lombardi che conserva, nel suo salone principale, un ciclo di affreschi di Gian Battista Tiepolo ispirati alle gesta di Alessandro Magno e di Scipione l’Africano. Si risale poi in auto con destinazione Trissino e poi Cornedo Vicentino. Si procede poi lungo la SP46 e si arriva a Valdagno, dove, all’interno dello splendido Palazzo Festari, si trova il Museo Civico “Dal Lago” che custodisce numerosi fossili preistorici rinvenuti nella valle. All’interno, anche una ricostruzione dell’ambiente di Jurassic Park, che non mancherà di divertire grandi e piccoli. La tappa successiva è Recoaro Terme, nell’alta Valle dell’Agno, ai piedi delle Piccole Dolomiti. Qui ci si può fermare per il pranzo, magari assaporando le specialità locali, come gli “gnocchi con la fioreta”. Nel pomeriggio, si riprende lungo la SP46 in direzione delle Valli del Pasubio, toccando Schio, Malo e Piovene Rocchette. Ci si avvia poi lungo il tratto finale dell’itinerario toccando Thiene, Breganze, Dueville e Caldogno, dove ci si ferma per visitare Villa Caldogno, progettata dal Palladio e inserita nella lista dei siti Unesco.
GNOCCHI CON LA FIOREtA Ingredienti - 1,5 l di fioretta (ricotta fresca) - 800 g di farina - 4 uova - noce moscata grattugiata - sale - 200 g di burro fuso - 10 foglioline di salvia - formaggio grana grattugiato a piacimento preparazione In una ciotola ampia versate la fioretta e unite la farina, quindi impastate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto liscio ma discretamente compatto. Aiutandovi con un cucchiaio, prendete parte del composto e fatene dei piccoli gnocchi da tuffare nell’acqua bollente abbondantemente salata. Quando riaffiorano lasciarli cuocere per altri tre, quattro minuti. Nel frattempo mettete a scaldare in una padellina il burro lasciandolo fino a che s’è colorato di nocciola. Pescate quindi gli gnocchi con delicatezza, disponeteli nel piatto, cospargeteli con abbondante formaggio grattugiato, conditeli con il burro fuso e servite. A piacere possono essere aggiunte delle foglie di salvia per insaporire il burro oppure può essere grattugiata della ricotta affumicata. Evitare di alterare la ricetta base con altri ingredienti. I vini Soave DOC di Poggi è il vino bianco per eccellenza della tradizione veronese. È prodotto con uve garganega e trebbiano di Soave, raccolte a mano verso la fine di settembre Dove acquistare: Cantine Poggi, via Poggi 7, Affi (VR) Tel: 045 7235044 www.cantinepoggi.it
Oltre ai vigneti, tanti uliveti
compagna di viaggio
L
a Citroën C4 Picasso è un’auto ideale per viaggiare nel massimo comfort e con grande praticità. Trattandosi di una monovolume, lo spazio è decisivo. Ricordandoci che si tratta di un modello di segmento C, quindi dalle dimensioni medie, i cinque posti disponibili sono su cinque sedili singoli, a tutto vantaggio della comodità dei passeggeri posteriori. Il bagagliaio permette operazioni facilitate, grazie al sistema di apertura e chiusura senza mani (passando un piede sotto al paraurti). Il volume di carico minimo, quando i sedili posteriori sono rialzati, è di 537 litri. Ma abbattendoli, quindi in configurazione a due posti, si hanno a disposizione ben 1.709 litri. La lunghezza complessiva della vettura, 4,438 metri, è il giusto compromesso fra spazio e ingombri; anche perché lo spazio che conta, quello interno, è decisamente ampio grazie al passo di ben 2,785 metri. Comfort importante: gli interni offrono un’ottima qualità. Chi vuole il massimo può scegliere il Pack Lounge, dove i poggiatesta dei sedili anteriori sono avvolgenti e quello del passeggero ha anche un’estensione comfort per le gambe; entrambi inoltre dispongono della funzione massaggio. A ciò si aggiungono accorgimenti per limitare al massimo vibrazioni e rumori indesiderati. La C4 Picasso offre anche tanta tecnologia per la sicurezza: da sottolineare la lettura dei cartelli stradali per i limiti di velocità, l’avviso di invasione corsia, la frenata automatica d’emergenza, l’allarme di rischio collisione col vei-
colo che precede. Infine, per quanto riguarda la meccanica, troviamo un’ampia scelta di motorizzazioni, tutte turbocompresse. Per chi non ha percorrenze elevate, i PureTech a benzina sono la scelta migliore, tre cilindri e 130 cavalli, anche con cambio automatico a 6 rapporti, l’ottimo EAT6 con convertitore di coppia, risparmioso e veloce. Il top è il THP 1.6 da 165 cavalli. Poi ci sono i diesel BluHDi, sempre una garanzia: disponibili nelle potenze di 100, 120 e 150 cavalli, le ultime due anche con cambio automatico. www.citroen.it
CITROËN C4 PICASSO BLUEHDi 150 Dimensioni cm3 Potenza Coppia max Nm/giri Emissione di CO2 grammi/km Trazione Velocità massima (km/h) 0-100 km/h (s) Consumo medio (km/l) Dimensioni (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo
1997 110/150 - 4000 370-2000 112 Anteriore 210 9,7 23,3 443,8 / 182,6 / 161-162,5 278,5 1490 32.350
2
di Manuela Fiorini
PRODOTTI STORICI Verona/Vicenza Salumi unici
Nel basso vicentino si produce la Sopressa Vicentina DOP. Anche il trevigiano e il veronese hanno le loro tipiche sopresse di forma e dimensioni variabile. Un altro prodotto tipico è l’Oca in onto, prodotta soprattutto nel basso vicentino, nella bassa padovana e sui Colli Berici. Si tratta di una conserva di carne di oca, tagliata a pezzetti e poi messa sotto sale in contenitori di terracotta e ricoperta con grasso di oca. Si consuma cotta, a due mesi dalla preparazione. Tra i salumi veneti registrati con la DOP ricordiamo anche il Prosciutto Veneto Berico Euganeo. Da non perdere anche lo zampone e il cotechino IGP della zona di Verona.
L’Olio Extravergine d’Oliva Veneto DOP
La fascia collinare dei Monti Lessini, dei Colli Berici e dei Colli Euganei, insieme alla pedemontana del Grappa è la culla dell’Olio Extravergine d’Oliva Veneto DOP. Qui la coltivazione delle olive per la produzione di olio era praticata fin dal 1500. Tre le denominazioni: il Veneto Valpolicella, prodotto nella zona dei Monti Lessini, il Veneto Euganei e Berici, originario della zona dei Colli da cui prende il nome, e il Veneto del Grappa, prodotto nella zona pedemontana del Grappa con almeno il 50% di olive Frantoio e Leccino. L’Olio Extravergine Veneto DOP si caratterizza per il suo profumo leggermente fruttato e intenso, un colore che va dal verde oro al giallo paglierino e un sapore di olive dal retrogusto leggermente amarognolo.
L’Asiago e gli altri
Ha ottenuto la DOP nel 1996 ed è uno dei formaggi più amati e conosciuti nel mondo. L’Asiago, prende il nome dell’omonimo altopiano e si trova in tre diverse stagio100
Cantina di stagionatura della “sopressa” di Brenton, dell’Antica Trattoria Fattori
nature: il mezzano stagionato fino a sei mesi, dal sapore dolce, il vecchio, la cui stagionatura arriva fino a dodici mesi, dal sapore più marcato, e lo stravecchio, stagionato fino a 24 mesi, dal tipico sapore piccante e adatto a essere grattugiato. Si fregiano della DOP anche la Casatella Trevigiana, il Grana Padano, il Montasio, il Monte Veronese, il Provolone Valpadana, il Taleggio e il Piave. Le piccole realtà casearia fanno sì che i formaggi veneti siano prodotti privilegiando latte locale. Un esempio è il Morlacco di Vacca Burlina, un bovino originario del Massiccio del Grappa e della pedemontana.
Miele, marmellate e mostarde
In Venero si producono anche ottime marmellate come la Confettura di Ciliegia di Marostica IGP, ma anche le Confetture di Mirtillo, Fichi, Pere Cotogne e Sambuco. Un prodotto tipico della provincia di Vicenza è la Mostarda vicentina, preparata con frutta, tra cui mela, mela cotogna, pera, limone e cedro canditi, zucchero e senape bianca. Il suo sapore acre e pungente si accompagna con i formaggi stagionati e le carni.
DOVE ACQUISTARE Caseificio Albiero Montorso Tra Vicenza e Verona, nato negli anni Quaranta, produce e vende provolone, Asiago, e altri formaggi tipici veneti - Via dell’Artigianato 68, Lonigo (VI) Tel: 0444/437258 - www.albiero.it Olive Oil Shop – Frantoio Bonamini Dal frantoio, fondato nel 1965, alla bottega. Qui si trovano i pregiati oli di oliva veneti, ma anche pasta, prodotti sottolio e cosmetici a base di olio di oliva - Loc. Santa Giustina 9/A, Illasi (VR) Tel: 045/6520558 - www.oliveoilshop.it Salumificio dei Castelli Produce sopresse, salami, musetti e altri salumi tipici secondo la tradizione contadina locale - Strada del Capitello 11-15, Montecchio Maggiore (VI) Tel: 0444/492627 - www.salumificiodeicastelli.it
101
L’ex convento domenicano, ora sede della scuola di cucina
Antonella Ricci, chef stellata, direttrice didattica
ceglie messapica: dalle stalle alle stelle
F
orse da quando fu fondata dai greci Messapi, Ceglie Messapica è stata città di sosta e di accoglienza. Trovandosi sulla via verde della transumanza, che dagli Appennini portava al Salento, aveva osterie pronte accogliere i mandriani affamati e stanchi, bisognosi di cibo. Quindi osterie per gli uomini e stalle per le mandrie. Si ricorda che c’erano già circa cento osterie e tante stalle, ma oggi quelle stesse (alcune molto belle in antichi palazzi nobiliari, o in masserie, costruite con la bianca pietra calcarea locale), sono diventate buonissimi ristoranti, in questa che è considerata la città della Gastronomia. E oggi Ceglie ha raggiunto anche le stelle, in quanto il ristorante “Al Fornello da Ricci”, ha una stella Michelin conquistata da Antonella Ricci, anche direttrice didattica della Mediterranean Cooking School, una sede dell’ALMA, la grande scuola di cucina diretta da Gualtiero Marchesi. La scuola ha studenti da tutto il mondo è sita in uno stupendo ex convento domenicano. Nella città della gastronomia, però, si ricordano sempre le ricette tradizionali come quella del famoso biscotto di Ceglie, che si fa soprattutto a Pasqua Ma Ceglie non è solo gastronomia, è anche un borgo da scoprire, con mille angoli suggestivi e le Grotte di Montevicoli, fra le più viste in Italia.
I BISCOTTI DI CEGLIE MESSAPICA Il biscotto di Ceglie è un Presidio Slow Food, che prevede che tutti gli ingredienti usati (tranne lo zucchero) siano a km zero. Ingredienti - 1 kg di mandorle - 0,5 kg di zucchero semolato - 4 uova - 1 limone - sale - 1,5 etti di confettura di ciliegie/uva/mela cotogna - 10 ml di rosolio agli agrumi preparazione Sgusciate le mandorle e scottatele in acqua bollente per alcuni minuti, poi pelatele e fatele asciugare. Tostatene la metà in forno e riducetele in pezzettini non omogenei. Su un piano di acciaio impastate le mandorle tritate con zucchero, scorza di limone grattugiata, rosolio di agrumi e uova. Ricavate delle strisce spesse 1,5 cm, larghe 12-14 e lunghe 35-40. Spalmate la confettura sul bordo e richiudete le strisce, in modo da inglobare la marmellata al centro del parallelepipedo. I filoncini vanno ora tagliati in tanti cubetti di 4 cm. Infornateli a 180° per 15-20 minuti circa. DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE Cibus - Sotto le volte di un vecchio convento, offre ottima cucina e grande lista di vini Via Chianche di Scarano, 7 - Tel 0831/388980 Masseria Casina Vitale - si è accolti in un ambiente sano, rurale, ma di classe. Qui troverete le bellissime stalle di una volta, ora diventate sale d’accoglienza.
Masseria102 Casina Vitale, dove nelle antiche stalle ora si alloggia superbamente
Strada Prov. Ceglie-Ostuni - Tel 0831/383138
Alto salento
Il Castello dei Dentice di Frasso
San vito dei Normanni dalla nobiltà alla diversità
T
utto ebbe origine intorno al 1100, quando il principe normanno Boemondo fece erigere una torre in quella che allora era solo boscaglia. La torre ora fa parte del castello dei Dentice di Frasso, che si affaccia sulla bella piazza intitolata a Leonardo Leo, il musicista del ‘700 che qui nacque. Piazza in parte rovinata sul lato destro dalla struttura rosa di un bar. Sulla bella piazza si affaccia il castello che, a differenza di quello di Carovigno, è ancora arredato con mobili originali ed è il conte stesso a farlo visitare. I Dentice di Frasso sono di origine amalfinata e nel loro stemma hanno proprio un pesce dentice. Nella torre c’è anche una cappella dedicata a San Vito, protettore di chi veniva morso dalla tarantola, che veniva curato con balli, da cui il ballo di San Vito, cioè la pizzica. Un altro culto è quello di San Biagio, cui è dedicata una cripta “bizantina” scavata nella roccia che conserva affreschi del 1196: da visitare. Anche qui ci sono profonde tradizioni gastronomiche, che abbiamo trovate rivisitate nel ristorante sociale XFOOD, dove nel personale ci sono anche volenterosi e simpatici disabili down, vero plus del locale, che si trova in un vecchio stabilimento enologico, ora trasformato in spazio pubblico per la creatività giovanile. Per ribadire il concetto della diversità, tutti gli oggetti sono diversi, dimostrando che possono star bene insieme., San Vito dei Normanni dal passato sa guardare al futuro.
La Torre Normanna
Le rezze, sorte di persiane, ora sono dipinte da giovani creativi
DOVE MANGIARE X-FOOD - Ristorante sociale dove lo chef Pietro Acciardi sta anche insegnando un mestiere a giovani con diverse abilità, in locali curati dalla designer Sara Mondaini, che per questo progetto ha vinto il Compasso D’Oro. La cucina è una rivisitazione di quella tradizionale. Prezzo sui 25 €. Via Brindisi, San Vito dei Normanni Tel 366 8913041
La designer Sara Mondaini
103
Sorrento: le processioni di bianchi e di neri
L
’ origine delle processioni de Bianchi e dei Neri risale al 1200 quando un corteo di confratelli era solito attraversare le strade della città portando una semplice croce di legno e recitando salmi penitenziali. Con il tempo, le processioni si sono arricchite di elementi scenografici e religiosi, soprattutto durante la dominazione spagnola. Risale a questo periodo, infatti, l’introduzione dei “cappucci” e dei simboli della Passione di Cristo: la lanterna, la borsa, che ricorda quella che conteneva i trenta denari di Giuda, il gallo, che cantò tre volte dopo che Pietro mentì, il bacile, che ricorda il gesto di Ponzio Pilato di lavarsi le mani, la colonna e il flagello, la veste rossa e la corona, con cui i romani schernirono Gesù, il martello e i chiodi, il sudario, la spugna, con cui il fiele venne somministrato a Cristo e la lancia. Le processioni prendono il nome dal colore dei sai indossati dagli “incappucciati”. La processione Bianca si svolge nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo ed è organizzata dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica, che ha sede nella Chiesa della SS Annunziata. Rappresenta il peregrina-
re della Vergine Maria alla ricerca del figlio. La processione Nera, invece, si svolge alle ore 21 del Venerdì Santo ed è organizzata dall’ Arciconfraternita della Morte e Orazione, che ha sede della Chiesa dei Servi di Maria. Gli incappucciati trasportano una splendida statua lignea settecentesca del Cristo Morto, seguita dalla statua della Vergine Addolorata. Il tutto accompagnato dai tradizionali canti della Passione, tra cui le marce funebri eseguite dalla banda e il Miserere, il salmo di Davide eseguito da duecento cantori.
Sorrento in weekend Si parte dalla moderna Piazza Lauro e si prosegue lungo Corso Italia fino a Piazza Tasso, la principale della città, dedicata all’autore della Gerusalemme Liberata. Da qui si devia verso viale Caruso per ammirare il panorama sul Vallone dei Mulini. Si riprende poi lungo Corso Italia, e si sosta per visitare la Cattedrale (www.cattedralesorrento.it) dedicata ai santi Filippo e Giacomo, con la bella facciata neogotica. A lato della
104
104-110 Sorrento.indd 104
02/03/17 16.55
campania
casatiello dolce piazza si trova il Museo Correale di Terranova (www. museocorreale.it) che conserva dipinti, porcellane, e oggetti dal XVI al IXX secolo. All’interno del settecentesco Palazzo Pomarici Santomasi ha sede il Museo della Tarsia Lignea (www.museomuta.it) che conserva mobili intagliati, pale e oggetti dal design contemporaneo. Prendendo via San Cesareo e scendendo lungo via Giuliani si incontra la bella Chiesa di San Francesco con il suo splendido chiostro trecentesco. Da non perdere una passeggiata nella Villa Comunale per ammirare il panorama della costiera amalfitana con il cono del Vesuvio sullo sfondo. Da qui si scende nella zona del porto, oppure si prosegue fino a Piazza Vittoria, altro punto panoramico, per poi continuare fino al borgo di Marina Grande. Qui ci si ferma per il pranzo o la cena, gustando una delle specialità locali, dai celebri gnocchi alla sorrentina, i canelloni con ricotta, il caciocavallo dolce e le famose sfogliatelle.
Ingredienti - 1 kg di farina 00 - 10 uova - 500 gr di zucchero - 150 gr di lievito madre - 100 gr di sugna (strutto leggero) - ½ bicchiere di spremuta di arancia - ½ bicchiere di limoncello - ½ bicchiere di liquore Strega - 4 albumi montati a neve - 1 bustina di zucchero a velo - Confettini colorati preparazione Mettete in una ciotola 100 gr di farina, 100 di zucchero, 2 uova e il lievito madre. Impastate, poi avvolgete in una pellicola trasparente e fate riposare per 24 h in un luogo asciutto. Il giorno dopo, aggiungete all’impasto 2 uova, 100 gr di farina, 100 di zucchero e impastate il tutto, poi mettete di nuovo a riposare per 24 h in un canovaccio o pellicola trasparente. Il terzo giorno, aggiungete il succo di arancia, la sugna, il limoncello e il liquore Strega. Impastate energicamente fino a ottenere un panetto omogeneo e morbido. Mettetelo a riposo per altre 13 ore. Poi ungete una terrina con la sugna e disponete l’impasto. Preriscaldate il forno a 180° e cuocete per 50 minuti. Preparate la guarnizione montando a neve gli albumi con lo zucchero a velo. Appena sfornato il panetto, versateglielo sopra e guarnite con i confettini colorati.
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Villa Serena****
Ristorante Bagni Delfino
Via Pantano 21/ - Tel: 081/75622 - www.villaserenasorrento.com
Via Marina Grande 216 - Tel: 081/8782038 www.bagniildelfino.it
Hotel Continental****
Ristorante Donna Sofia
Piazza della Vittoria 4 - Tel: 081/18921258 www.continentalsorrento.com
Via Talagnano 5 - Tel: 081/7735332 - www. ristorantedonnasofia.com
105
104-110 Sorrento.indd 105
02/03/17 16.55
sulmona: la “madonna che scappa”
L
a mattina della domenica di Pasqua si rinnova a Sulmona il rito di origine medievale della Madonna che scappa. Da un lato della centrale Piazza Garibaldi, sotto l’acquedotto romano, è allestito un trono con la statua di Cristo Risorto. Dalla parte opposta, si trova invece la Chiesa di San Filippo, dalla quale uscirà la statua della Madonna. Due membri della Confraternita di Santa Maria di Loreto interpretano i discepoli Pietro e Giovanni e corrono dalla Vergine per annunciarle la risurrezione del figlio. Dopo diversi tre tentativi di convincimento, la statua della Madonna esce finalmente dalla chiesa con il manto nero del lutto, e avanza lentamente, poiché ancora incredula, fino alla fontana monumentale al centro della piazza. I portatori si fermano, poi iniziano una corsa sfrenata, durante la quale la statua della Vergine, grazie a un complesso sistema di fili noto solo ai componenti della Confraternita, perde il mantello del lutto e svela un vestito verde e oro, simbolo della primavera, della rinascita e della risurrezione. In cielo vengono liberate dodici colombe, mentre la folla esulta festante.
Quattro passi nel centro storico Chi si trovasse in città in occasione delle festività pasquali, non può perdersi un tour del centro storico, per ammirare le bellezze della municipalità che ha dato i natali al poeta Ovidio e ai confetti, celebri in tutto il mondo. Oltre alla centrale Piazza Garibaldi, sede della manifestazione, nelle vicinanze si trovano la bella Chiesa di San Filippo Neri, risalente al 1315 e la Chiesa di Santa Chiara, eretta attorno al 1200, e poi ricostruita in stile Barocco. La chiesa ospita al suo interno una piccola pinacoteca. Secondo la leggenda, proprio qui nacquero i celebri confetti, inventati dalle Clarisse che frequentavano l’edificio religioso. Da non perdere una visita all’Acquedotto medievale, fatto costruire nel 1256 da Federico II di Svevia, con le sue splendide e sinuose arcate e condotte. L’itinerario prosegue con una sosta alla Chiesa di San Rocco, donata alla città nel 1484 dalla Regina Giovanna d’Aragona, che amava così tanto questo luogo da attribuirsi il titolo di Principessa di Sulmona. Chi ha tempo, può visitare
106
104-110 Sorrento.indd 106
02/03/17 16.55
abruzzo
LA pupa e il cavallo
anche la bella Chiesa di San Francesco della Scarpa, risalente al 1291m che conserva una raffinata cantoria barocca, raffinati stucchi del Settecento e una Pala di Paolo Olmo. Meritano una visita anche la Cattedrale dedicata a San Panfilo, il Complesso dell’Annunziata, composto da una chiesa e da un palazzo, la Fontana del Vecchio, il Museo Civico con la sua pregiata collezione archeologica e una selezione di artigianato abruzzese e l’Eremo di Sant’Onofrio a Morrone.
COME ARRIVARE
In auto da nord, si prende l’autostrada Adriatica A14 in direzione di Ancona – Pescara, si prosegue sulla A24 in direzione Roma-L’Aquila-Avezzano e si prende l’uscita Pratola Peligna-Sulmona. Da Roma, A25 in direzione Pescara, poi uscita Pratola Peligna-Sulmona. Da Napoli Autostrada A1 con uscita Caianello, poi si prosegue sulla SS17 in direzione Castel di Sangro-Roccaraso-Sulmona.
Ingredienti - 200 gr di zucchero - 500 gr di farina - 3 uova - ½ cucchiaino di lievito per dolci in polvere - 3 cucchiai di olio extravergine di oliva - 1 limone - Gocce di cioccolato - Confettini preparazione Lavorate le uova con lo zucchero, poi unite la farina setacciata, il lievito per dolci e lavorate gli ingredienti fino a ottenere una pasta morbida e omogenea. Unite la scorza d limone e l’olio di oliva e amalgamate il tutto. Dividete la pasta e datele la forma di una bambolina e di un cavallo. Potete fare due pezzi grandi oppure più pezzi più piccoli. Decorate con i confettini colorati e le gocce di cioccolato. Mettete al cento un uovo intero e infornate a 180° per 20 minuti.
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
B&B Suite Salini
Locanda Medievale al Quadrivio
Via Aragona 32 - Tel: 339/3222940 - www. abruzzoarte.com/suitesalini.htm
Vico Odorisio - Tel: 0864/55533 - www.locandaalquadrivio.it
Albergo Stella***
La locanda di Gino
Via Panfilo Mazara 18 - Tel: 0864/52653 - www. albergostella.info
Piazza Plebiscito 12 - Tel: 0864/52289 - www. lalocandadigino.it
107
104-110 Sorrento.indd 107
02/03/17 16.55
Gubbio: La proceSSione deL VenerdÌ Santo
u
na delle più belle manifestazioni pasquali dell’Umbria è la Processione del Venerdì Santo di Gubbio (PG), che quest’anno si tiene il 14 aprile. Organizzata dalla Confraternita di Santa Croce della Foce (www.santacrocegubbio.it) , che ha sede nell’omonima chiesa situata appena fuori dalle mura medievali della città, ha un’origine antichissima. Risale, infatti, al XIII secolo, quando i laici penitenziali diedero origine alla Confraternite religiose. L’ordine della processione segue un protocollo antico di secoli, il cui primo documento attestato è del 1587. Si inizia con quattro confratelli che suonano le battistrangole, seguiti dal Portatore del Teschio. Segue la grande croce detta l’Albero della Vita, seguita dalle tre croci del Calvario e dalle due Croci raggiate. A seguire, sfi lano i simboli della Passione accompagnati da due torce ciascuno. È poi il momento delle statue lignee seicentesche del Cristo Morto, portato da membri della confraternita che indossano un saio bianco e una cappa nera, e delle Madonna Addolorata, i cui portatori indossano, invece, una cappa blu. Sfi lano anche
due gruppi di cantori che si alternano nell’eseguire il Coro delle Pie Donne, che accompagna la statua della Madonna Addolorata, e le strofe del Miserere, con testo in latino, un canto che, secondo la tradizione, è stato composto dal re David più di tremila anni fa e ispirato al celebre salmo. L’autore della musica, invece, è ignoto, ma nei secoli, il canto ha espresso sentimenti di pentimento e desiderio di purificazione.
Gubbio da non perdere Gubbio è una delle città più belle e antiche dell’Umbria. Un itinerario alla scoperta delle sue bellezze, da fare in un fi ne settimana, parte da Piazza Grande, dove si trova il Duomo e Palazzo dei Consoli, simbolo della città. In stile gotico, testimonia l’importanza della municipalità nel Medioevo, mentre, al suo interno, ospita il Museo Comunale e le sette Tavole Eugubine, databili tra il III e il II secolo a.C, e costituiscono un’importante testimonianza della storia del popoli italici. Di fronte al Duomo si trova il Palazzo Ducale,
108
104-110 Sorrento.indd 108
02/03/17 16.56
umbria
il brustengo
fatto costruire nella seconda metà del Quattrocento da Federico da Montefeltro. Al suo interno, è stato ricostruito lo studiolo del Duca, il cui originale si trova al Metropolitan Museum di New York. Splendido anche il cortile interno con archi e colonne con capitelli decorati. Merita una visita anche la Casa di Sant’Ubaldo, dimora del Santo Patrono di Gubbio, databile tra il Duecento e il Trecento. Appena fuori dalle mura antiche della città, invece, si trova lo splendido Teatro Romano del I secolo a.C. Vale sicuramente la pena, poi, salire in funivia fino alla vetta del Monte Ingino per ammirare la Basilica di Sant’Ubaldo, che conservo le spoglie del Santo e i ceri, la cui celebre festa si svolge ogni 15 maggio dal 1162. Tra una visita e l’altra, si può poi fare una sosta per gustare le tipicità locali, come il brustrengo, un pane fritto da accompagnare con salumi o formaggi, la crescia al panaro, una focaccia salata da imbottire con i salumi locali, la torta al formaggio, il baccalà al forno con le spezie, o il friccò con carne di pollo, coniglio, anatra e agnello. Tra i dolci, da non perdere i Ganascioni delle Suore di Santa Lucia. COME ARRIVARE
In auto per chi proviene da Nord, Autostrada A14 Adriatica, uscita Fano, poi seguire le indicazioni per Roma-Gubbio. Oppure Autostrada del Sole A1, uscire ad Arezzo e proseguire in direzione Città di Castello-Gubbio. Per chi viene da Sud: A1 con uscita Orte in direzione Perugia-Cesena fino all’uscita per Gubbio. Oppure A14 Adriatica, si esce ad Ancona Nord e si prosegue per JesiFabriano-Gubbio.
Ingredienti - 120 gr di farina 00 - 200 ml di acqua fredda - 3 cucchiai di olio di oliva - Sale q.b preparazione Il brustengo è una focaccia fritta molto semplice, le cui origini risalirebbero persino agli abitanti dell’Umbria prima dell’avvento dei Romani. Si prepara con pochi semplici ingredienti e si gusta farcita con salumi, salsiccia, formaggi teneri, oppure cipolla e rosmarino. Dopo aver preparato la pastella con farina, acqua e sale, fate scaldare l’olio di oliva in una padella ci circa 30 cm di diametro. Buttate la pastella, stendetela bene e fate cuocere per bene prima un lato poi l’altro, rigirandola con una spatola finché non avrà la consistenza di una frittata. Appoggiate su un piatto e farcite a piacere.
DOVE DORMIRE
DOVE MANGIARE
Park Hotel Ai Cappuccini****
Villa Dama
Via Tifernate - Tel: 075/9234 - www.parkhotelaicappuccini.it
Loc Torre dell’Olmo - Tel: 075/9256130 - www. villadama.it
Beniamino Ubaldi***
Funivia
Via Perugina 74 - Tel: 075/9277773 - www. rosatihotels.com
Vetta Monte Ingino - Tel: 075/ 9221259
109
104-110 Sorrento.indd 109
02/03/17 16.56
ricette di viaggio®2017 cerchiamo insieme le ricette storiche più amate dagli italiani MANDAteCene UNA E potrete VINCERE UN WEEKEND per 2 persone per 2 notti Partecipate alla nostra iniziativa “Ricette di Viaggio”: inviateci sulla nostra pagina Facebook una delle ricette tradizionali, storiche della vostra regione, raccontandoci anche, se la conoscete, la loro origine, in un certo senso la loro storia. Inviateci anche una foto del piatto ed una del luogo di provenienza. Riscopriamo insieme il gusto delle cose semplici ed autentiche.
INVIATECI LA VOSTRA RICETTA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK WEEKEND PREMIUM E SEGUITECI SUL NOSTRO PORTALE WEEKENDPREMIUM.IT Ogni mese premieremo la ricetta che riceverà più like e condivisioni con un meraviglioso weekend. La RICETTA DI VIAGGIO che avrà più like entro il 30 APRILE 2017 vincerà un weekend per due all’ Hotel 4* “Gio’ Wine” (http://www.hotelgio.it/ - 39 0755731100), nella splendida Perugia, dove sarete ospiti in camere speciali, dedicate ai migliori vini italiani e arredate anche con botti, cassette di vino.
presto in edicola e su web
ricette di viaggio
110
ITINERARI ALLA RICERCA DELLE RICETTE e dei prodotti STORICi PER SCOPRIRnE i SEGRETI, LE ORIGINI, L’INGREDIENTE Speciale...
in collaborazione con