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Notiziario del Santuario del Beato Luigi Maria Monti Anno II — n. 11 MARZO 2013 A NSaronno N O I I , N U M E R O 1 0 D A T A NOTIZIE DI RILIEVO: Il Cardinal Versaldi alla Guida della CFIC Speciale testimonianza di Auschwitz

SOMMARIO: Editoriale

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Luigi M. Monti 3 e dintorni Una preghiera 4 per… Preghiere per le vocazioni

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Con Maria, come Maria

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Glossolalie

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Vita di Famiglia

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Forse non tutti sapevate

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I Vostri messaggi

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La Porta aper- 11 ta Riconoscere

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vocazioni Nelle mani di

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un amore più grande Nel venerdì di quaresima

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Il Cardinale Versaldi alla guida della CFIC di Aurelio Mozzetta

In data 18 febbraio, la Santa Sede ha comunicato al Superiore Generale la decisione del Santo Padre di nominare il Cardinale Giuseppe Versaldi suo Delegato presso la nostra Congregazione. La Sala stampa ha emesso il seguente bollettino:

“A seguito della visita apostolica effettuata da S. E. Mons. Filippo Iannone alla Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, in data 15 febbraio il Santo Padre ha deciso di affidare il Governo del menzionato Istituto religioso all'Em.mo Cardinale Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, nominandolo Delegato Pontificio. In tale veste il Card. Versaldi avrà il compito di guidare l'Istituto religioso e di indirizzare le strutture sanitarie da esso gestite verso un possibile risanamento economico, escludendo tuttavia una partecipazione della Santa Sede in tali opere”. Il Superiore Generale, Fratel Ruggero Valentini, nella sua comunicazione ai Fratelli ha scritto: La Congregazione accoglie la nomina del Delegato Pontificio con grande disponibilità consegnandogli i passi finora compiuti con responsabilità e concretezza, affinché le opere ospedaliere sorte da un carisma fecondo possano continuare il servizio apprezzato a livello

internazionale, conseguito in oltre centocinquanta anni di storia eccellente. Questo conta, ben oltre le affermazioni di quanti oggi si fanno paladini di un’eccellenza che non è stata da loro costruita. … Nel chiudere il mio mandato ricevuto in agosto del 2010, ringrazio i confratelli per la stima e la fiducia riservatami in una fase delicata della nostra storia. Ringrazio le innumerevoli persone di varia estrazione che mi hanno fin qui sostenuto con sincera amicizia. Pur con sofferenza, non mi tiro indietro dall’esprimere sentimenti di perdono verso quanti non solo non ci hanno aiutato, ma addirittura ostacolato in una difficilissima opera di risanamento, fatta con disinteresse assoluto. Ho potuto scoprire una realtà di Congregazione straordinaria. Essa nel mondo è in continua crescita per lo zelo e la passione di molti, con risorse locali e con l’appoggio di molte persone umili. Sono certo che il Signore sta lavorando per noi, per la nostra autenticità di consacrati, per il bene di quanti ci incontrano … Nel Santuario del Beato Fondatore preghiamo con intenzioni di bene verso ognuno, per il bene delle famiglie dei nostri collaboratori, per il bene della Famiglia religiosa e di ciascuno dei suoi figli.

SANTUARIO DEL BEATO LUIGI MARIA MONTI—SARONNO Via A. Legnani, 4 - 21047 - Saronno (VA)  02 96 702 105  02 96 703 437 e-mail: santuario@padremonti.org sito web: www.padremonti.org C.F.: 93054190892 Conto corrente bancario intestato a: Santuario Padre Monti Cod. IBAN: IT27 C 08374 50520 00000 8801111 Cod. Bic.: ICRAITMMAE0 presso: Banca di Credito Cooperativo di Barlassina – Filiale di Saronno Causale: Offerte pro-Santuario o Sante Messe


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L’Editoriale

Umiltà e Fede di Benedetto XVI nel portare ancora, con gioia, la croce di Cristo

Per la vita della Chiesa Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che lemie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte ad esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Come tutti sono rimasto incredulo, non potendo neppur lontanamente immaginare che qualcosa di così straordinario, come le dimissioni del Papa, potesse accadere; ed accadere proprio in questo tempo, così che noi ne fossimo spettatori.

di Aurelio Mozzetta

za… cose incomprensibili a chi non sa neppure cosa voglia dire pulizia della mente. Qualcuno dei nostri politici (dalla testa ina, ina, devo dire) ha perfino proclamato con preoccupante prosopopea che le dimissioni del papa avrebbero favorito la parte avversaria. Ma davvero non hanno niente altro da raccontarci? Quella roba lì non è giornalismo, è ballerinite acuta.

Anche questo abbiamo potuto vedere! - mi son detto. Signore Dio, cosa vuoi da noi, per renderci testimoni di eventi ecclesiali di tale portata?

E miracoli, grandi, stanno nascendo per la Chiesa dal gesto umile di questo grande uomo.

iale r o t di

Appena ho letto il breve discorso di Benedetto ai cardinali, mi sono scese le lacrime, prepotenti. E quindi una grande pace! Poi, però, ho dovuto sorbirmi, come tutti, l’effluvio interminabile di parole, paroline, parolone e parolacce di giornali, tv e internet. Si è detto di tutto, fino a speculare su intenzioni, moti interiori, nobiltà d’animo, fede e sofferen-

Ci avevano spacciato Ratzinger come il “pastore tedesco” e il “panzer kardinal”, e invece abbiamo conosciuto uno degli uomini più miti, più umili e più intelligenti del mondo attuale e non solo. Il più grande teologo vivente. Un Papa oltremodo degno della scia di santità e di magistero dei Papi dell’ultimo secolo. Un grande uomo, reso ancora più grande dal coraggio di un gesto che va contro la corrente di molti secoli. Il pontificato di Benedetto è stato luminoso e brillerà a lungo come una stella nel cielo della storia (card. Angelo Sodano); le sue dimissioni rappresentano una grande testimonianza di libertà spirituale (P. Federico Lombardi). Difficile affermare il contrario. La

domanda

sorge

L’E

spontanea: quali sorprese prepara lo Spirito per la sua Chiesa?, quali altre sorprese?

Con quelle parole scarne, il Papa ha detto tutto quello che doveva dire: sono anziano e stanco, non ce la faccio più a portare avanti un impegno così gravoso; sappiate capire, lo faccio per il bene della Chiesa. Niente di più, niente di altro. Dove c’è la semplicità e si vuole, invece e ad ogni costo, cercarvi complicazione e retro-motivi, state pur certi che c’è sempre qualche coda di diavolo che si sta intrufolando ad intorbidir le acque ed offuscare la volontà dell’Altissimo. Dio è semplice. Semplice così, come Benedetto ha dimostrato. Sono anziano e stanco. Cos’altro? È su questo fondamento di umanità - semplice, autentica, vera, serena - che Dio compie i più grandi miracoli. E miracoli, grandi, stanno nascendo per la Chiesa dal gesto umile di questo grande uomo.

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Il primo sogno

Luigi Maria e dintorni

Per abitare in una corte lombarda, ancora oggi, è obbligo rispettare delle norme, non scritte, di convivenza. Osservandole si garantiscono il rispetto, l’attenzione, e quel minimo di Una traccia privacy.

Ognuno consacrato con

per il

Tutto questo Movimento suggerisce come Montiano sia complesso vivere in una comunità, ma da questo “stare assieme” scaturiscono anche vantaggi. Uno, ad esempio, è la sicurezza. La presenza di diverse persone, tutte a portata di voce, funge da deterrente ai malintenzionati. Condividere i momenti, i più significativi, della vita: nascite, matrimoni, morte, è un altro aspetto positivo di questo particolare ambiente. I vecchi e i bambini ricevono lo sguardo attento di tutti; non esiste l’abbandono e la solitudine. In fondo uno spaccato di società civile, un welfare di base. Luigi Monti nella sua corte, a Bovisio, tenta un esperimento più complesso. Con gli amici più vicini, sogna una comunità ideale. Una vita scandita dai tempi della preghiera, del lavoro, della solidarietà. Ognuno con la sua vocazione: chi la vita religiosa, chi quella matrimoniale, ma tutti espressi nello stile che da qualche anno, Luigi e i suoi, stanno proponendo ai giovani di Bovisio e dei paesi vicini. Sognano un convento come sbocco finale per alcuni di loro, con l’obiettivo di dedicarsi ai figli degli altri compagni, istruirli, farli uscire dalla miseria e dalla ignoranza. Un circuito virtuoso.

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la sua vocazione È una proposta di vita non ancora ben codificata nella storia della Chiesa e trova solo in rari casi una realizzazione pratica. Ma i giovani della Compagna dei Frati sono vigorosi, determinati, visionari. Vogliono condividere, per tutta la vita, nelle varie forme, la spiritualità che sempre di più si addensa nella casa di Luigi. Hanno dei potenti nemici: gli Austriaci che governano la Lombardia. Ogni accenno al riunirsi di popolo, sospettano la presenza di rivoluzionari e intervengono pesantemente. Tra gli ostili anche alcuni preti. Si ritenevano gli unici interpreti e mediatori del volere divino. Mai avrebbero permesso a quei giovani zoticoni, senza studi, di creare un simile movimento. Sono disposti a mandarli in galera pur di reprimere quell’ondata spirituale. Ci riusciranno. Luigi e altri saranno carcerati per settantadue giorni nelle prigioni di Desio. Luigi e i suoi, non hanno alle spalle protettori dalle personalità influenti. L’unico è un sacerdote, don Luigi Dossi, anche lui già abbondantemente richiamato per i suoi comportamenti a favore dei giovani, e presto “promosso” a una sperduta località rurale fuori

Milano: Quinto Romano. Questi motivi e la realistica riflessione del Dossi, preoccupato dei rischi che una simile avventura comporterebbe per quei ragazzi, spengono, alla Compagnia dei Frati, la possibilità di immediata realizzazione del sogno. Resta tuttavia, intatta, la memoria di questo desiderio. E, a guardarlo bene, può essere una traccia per il Movimento Montiano che in tutto il mondo visitato dai frati della Congregazione del Beato Luigi Maria, sta timidamente nascendo. Uno stile di vita semplice, di famiglia, di incontri solidali. Crescere condividendo per quanto possibile spazi e ideali. Dare cura, salute e studio a tanti futuri figli. Una nuova costellazione nell’Universo di Dio.

Luigi Monti sogna una comunità ideale: una vita scandita dai tempi della preghiera, lavoro e solidarietà.

Luigi, il Beato, lo ha sognato: un primo sogno. E, secondo me, spera ancora che contagi chiunque si avvicini ai suoi ideali. Una vita buona da vivere e sicuro passaporto per quella eterna. Non temere. Marco

La Tomba del Beato Monti nella Cripta del Santuario di Saronno


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Preghiera per le vocazioni

“...ora tocca a te, Signore!”

Vocazioni dell’abbastanza e abbastanza vocazioni O Signore, non rendermi così esigente da pretendere ciò che io voglio. Aiutami a invocarti rimanendo aperto a scoprire i tuoi messaggi nelle diverse realtà che vivo. Dammi abbastanza lacrime per mantenermi umano abbastanza sorrisi per conservarmi ottimista abbastanza sconfitte per mantenermi umile abbastanza successi per rendermi fiducioso abbastanza amici per infondermi coraggio abbastanza ricordi per darmi conforto abbastanza pazienza per sostenermi nell'attesa abbastanza speranza per accompagnarmi nell'incertezza abbastanza fede per guidarmi a Te. (A. Pangrazzi)

“La preghiera, figli e fratelli miei carissimi, apre il tesoro de cuore di Dio”. Padre Monti

Una preghiera per...

Preghiamo per Le giovani coppie Preghiamo per i giovani coniugi Fabio e Alessia, che attendono il loro primo bambino, Paolo. Che nasca bene e sia gioia per tutti.

Gli ammalati - Patrizia, la moglie di Giuseppe, mamma di due bambini, ricoverata in neurochirurgia per un tumore al cervelletto. Padre Monti aiutala e aiuta la sua famiglia.

I Defunti: il Signore doni pace a coloro che ci hanno preceduto - Maria, la mamma di Giordano, morta il 29 gennaio scorso. - Laura, morta di leucemia il 6 febbraio, a soli 22 anni. - Augusta, mamma di Gina, morta il 10 febbraio. - Sr. Ida e Mirella, morte il 12 febbraio. - Gabriella, moglie di Francesco, morta il 15 febbraio.

- Maria (41 anni) e Lucia (43), ambedue in grave situazione a causa di un tumore.

Inviateci le vs. intenzioni di preghiera a: quihopostoilcuore@padremonti.org ANNO

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Con Maria, come

La visita a Maria Provo ad immaginare Maria che corre, di tutta fretta, ad incontrare Elisabetta.

tivo che mi spinge a incontrarla? Che cosa l’uno porta all’altra?

Lì il Signore ci sta aspettando, lì vuole incontrarci. Lì Egli danza per noi.

Come uno spettatore che guarda da un angolo un po’ discosto, le vedo salutarsi sull’uscio della casa di Zaccaria, due donne santificate dalla Presenza.

Nel mettersi in viaggio, Maria aveva lasciato i suoi so-

E Maria ci prende per mano. Ci abbraccia, Lei, messag-

Da questa prospettiva è possibile apprezzare, in controluce, l’infinita ricchezza della semplicità; accorgersi di Dio che gioca in mezzo a loro, nel gioco lieto di due bambini che danzano nel ventre.

volontà del Signore con il

accompagna nel nostro Cammino quotidiano.

Se fossi stato io a ricevere la visita di Maria? Cosa le avrei detto? Avrei riconosciuto in lei la madre del mio Signore? E ancora, come un fiume in piena: dov’è che la incontro oggi? Dove Maria viene a farmi visita, ed io a lei? Quale il mo-

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abbraccia la

suo “Si” e ci

Non posso non chiedermi: e se fosse successo a me, invece che a Elisabetta?

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gni in Galilea. Sogni divenuti ormai inutili di fronte alla imponderata novità che le era stata annunciata.

gera dell’Altissimo, creatura come noi, che conosce le nostre titubanze, madre buona che ci protegge.

Forse, come i sogni di Galilea, inutili sono le domande che noi ci facciamo.

È Lei che ci insegna le tonalità della lode: tu, anima mia, magnifica Colui che ti vuole felice!

Quando non riusciamo né a vedere né a riconoscere la novità di una presenza, i nostri passi si fanno più timidi e complicati, spesso dolorosi, quasi sempre pieni di timore.

Dalla visita, nel reciproco incontrarsi, ci è permesso entrare in una mentalità rinnovata; e accorgerci che il nuovo di Dio è sempre cosa buona. Lode a Lui, oggi e sempre!


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Dalle Comunità di Padre Monti nel mondo Comunità montiana di Manila del 1990. P. Pietro Borghi, centro foto in piedi, ne era il saggio “patriarca”.

A LOVING MEMORY ON FR. PIETRO BORGHI Dear Fr. A., greetings! This might have come late already. But I don’t really intend to write a testimony. I just want to take this opportunity to thank the Congregation for having made Fr. Pietro Bor-

ghi cross my life. My relationship with him was nothing special. I used to look at him as a person of authority because of his wisdom and simplicity. There were two times that I cried bitterly when I was in the CFIC: one was when I heard of his demise. I went inside my room and cried like a little child. I was ashamed of my self for having breached the sensibility of a grown-up person. I wondered how the person affected my life and how I had become attached to him, when he did not seem to be attached with anything. I can say that his life

O Dio, sei tu il mio Dio A margine del salmo 63

Talvolta occorre avere prima sperimentato il deserto per arrivare ad urlare il bisogno di un Altro da sè che non deluda e che risponda alla sete, alla fame d'infinito. Nella notte si è tutt'uno con la terra deserta, impraticabile e senz'acqua. Poi arrivano i primi segni d'alba e basta quel po' di luce per farti intravvedere Qualcosa o Qualcuno al quale, a voce spiegata, gridi con lo spirito, con la carne, col cuore e con la mente e lo preghi di non sparire, anzi di svelarsi pienamente. Capita che quel grido strozzato non arrivi fino alle labbra: è la disperazione di chi crede di trovare la pace nel suicidio. Penso, dopo la settimana dedicata al Ricordo, a personaggi come Primo Levi: mentre viaggia verso casa, un compagno che si dichiara ateo, dopo ciò che

ha visto e subìto, gli profetizza che sarà invece suo dovere vivere per testimoniare e lo scrittore parla del "dono atroce", ma ci lascerà La tregua, catarsi per molti, non sufficiente a lui per ritrovare uno spiraglio di luce. Compito importante: stare accanto ai disperati, avere un'amore grande per i suicidi, non giudicare i fragili.

was a witness that compassion transcends justice. I have a different way of life now, but my memory of Fr. Pietro is a glimpse of assurance that God will judge us by His compassion and not by our justice. To the CFIC community, his person was a gift that must be put forward. It must live to the challenge (which might take a painful review of its outlooks) to produce brothers in his mould. But it seems that it takes a person like him for the community to undergo a profound review of routinary habits. Happy yours,

Fiesta!

Sincerely

Edelberto Limare sarà compagnia rassicurante e ci convincerà finalmente che si può amare ed essere amati da Colui che non delude, perfino quando tace. S'è attaccata a te l'anima mia. Mi piace il versetto, ma ricordo di avere letto, penso in latino, l'anima mia aderisce al pavimento. Allora mi entusiasmava e invidiavo i monaci, gli eremiti, i mistici, che guardano al Cristo col corpo steso sulla nuda terra; e non ci vedevo un sacrificio, ma una forma d'amore che non ha bisogno di testimoni. Ora riesco a malapena a non lamentarmi, per amore del Signore, che scricchiolano le mie ginocchia e le mie giunture, quando adoro...

Arriveranno altre notti dopo quella prima alba. Che non avrà cancellato tutti i dolori e i dubbi, perchè Sarà tappata la bocca di chi l'uomo non può pretendere iniquamente parla. Signore, di fissare il Sole; ma l'oscurichiudi anche la mia e scaccia tà non farà più terrore: sul come tentazione i miei penproprio giaciglio, il ricordo sieri se mi ribello. S.O. ANNO

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Oratorio di Auschwitz per non dimenticare Atto unico di Alina Nowak Aprile, interpretato dalla COMPAGNIA DELLA RUOTA nel salone dell’Istituto Padre Monti la sera del 26 gennaio scorso, vigilia della GIORNATA DELLA MEMORIA. Un momento d’intensità, che ha visto in tanti raccolti pensierosi. Non ci sono parole, commento ricorrente, non ci sono parole sufficienti a raccontare l’immane tragedia, ferita dell’umanità.

internata ad Auschwitz, che per mento due anni assistetdella rap- te le donne gravipresentazi de deportate, facendo nascere one Un mo-

circa 3000 bambini: racconto straziante e glorioso di come ogni nascita rappresentasse una sconfitta del nazismo e della sua volontà di morte. Tremila bambini nati nei campi di sterminio: il racconto della vita che sconfigge la morte del

Si tratta della storia vera dell’ostetrica Stanislava Leszcynska,

nazismo.

Comunità montiana in Corea: una presenza mite e laboriosa Suwon: Antonio e Giuseppe, entrambi di 35 anni, ingegnere meccanico il primo e assistente sociale il secondo, si sono consacrati a Dio per tutta la vita. Il rito è stato partecipato da molti presenti, insieme al Superiore Generale e al Provinciale indiano. A Suwon la rete di servizi della Congregazione comprende una struttura residenziale, una scuola speciale, un laboratorio di produzione, alcune case per l’inserimento sociale dei disabili, una casa di spiritualità e la pubblicazione di un mensile di attualità religiosa; a Cheol Won, presso il confine del 38° parallelo, un centro per anziani non autosufficienti. A Yonjn è in costruzione un ANNO

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centro per disabili. Anche in Corea del Sud il messaggio cristiano costituisce un punto di riferimento per umanizzare

la vita, attraverso la dimensione contemplativa e la fraterna solidarietà.

Fratel Ruggero Valentini con Giuseppe (a sx) e Antonio (a dx)


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Vita di famiglia (segue)

Preghiera per gli ammalati nel Santuario del Beato Monti e nell’Ospedale di Saronno, fondato da Padre Luigi Monti.

Il mio Grazie a Padre Monti

11 Febbraio, 21° Giornata Mondiale del Malato Abbiamo pregato per tutti i malati nel nostro Santuario e nella partecipazione alla Solenne Eucaristia celebrata nella chiesa dell’Ospedale di Saronno. Condividiamo con la nostra missione di Foz do Iguaçu, Brasile, gli echi della celebrazione.

rio Nossa Senhora Aparecida, alle due comunità Religiose delle suore e dei frati e al popolo che frequenta la Capela Beato Luigi Maria Monti, la

incoraggiare tutti noi ad affrontare il cammino della Quaresima con entusiasmo, così come la Chiesa

In portoghese si dice Dia Mundial do Doente. Scrive Fratel Gioacchino: Il Vescovo di Foz, Mons Dirceu Vegini, ha celebrato insieme agli operatori sanitari del Poliambulato-

XXI Giornata Mondiale del Malato. È stato un momento molto bello e fortemente vissuto da tutta la nostra realtà apostolica di Foz, anche perché il nostro Vescovo si è soffermato a lungo a parlare con la gente, ad accogliere i fanciulli, a benedire ed

del Brasile ci invita a fare. Ringraziamo Dio per il dono di questa visita tanto gradita. E ringraziamo tutti gli operatori sanitari che si dedicano con grande dedizione ai pazienti che usufruiscono del nostro poliambulatorio.

Caro Padre Monti... C

aro padre, le scrivo questa mail pieno di vergogna per chiederle perdono: questa mattina finalmente ho ritrovato la reliquia del Beato Monti che mi aveva inviato! Non immagina neppure quanto l'avessi cercata e quanto mi facesse stare male averla persa. Prima di entrare in ospedale, avevo dato in consegna a un amico sacerdote una scatola con le mie cose care e dei documenti, da conservare per me; in caso mi fosse successo qualcosa l'avrebbe aperta. Da quando hanno iniziato a somministrarmi morfina per sopportare i dolori, la mia testa

non è più quella di prima e non ricordavo neppure quella scatola. Ieri questo sacerdote è venuto a confessarmi e mi ha detto della scatola, stamattina me l'ha portata, e finalmente, riposta in un panno di lino, ho ritrovata la reliquia! Rendo grazie a Dio per aver ascoltato settimane di preghiere e per avermi fatto ritrovare una cosi importante fonte di devozione! Soprattutto voglio chiedere perdono a lei e ringraziarla per la fermezza che ebbe nel rispondermi. Ciò fece scaturire in me la preghiera e la speranza di ritrovarla. Era però conservata, a sua

insaputa, in mani sicurissime. Ora avviserò questo amico che l'ho trovata e che la conservo nel comodino, nella custodia del mio breviario insieme alla mia corona del rosario. Caro padre, spero di riuscire, appena si apre la stagione, a farmi portare al Santuario e spero di aver la possibilità di pregare insieme il Beato Luigi Maria. La ricordo con amore nella mia preghiera, sempre più ridotta a causa degli atroci dolori che mi pervadono, ma sempre più profonda e d'amore. Forse anche il dolore è preghiera, lo spero. Buona e santa domenica.

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… a spulciar gli archivi e rimescolar le carte della storia, per sapere…

Padre Monti, declinato al Femminile IL NOSTRO AUGURIO PIU FRATERNO ALLA RI-ELETTA SUPERIORA GENERALE DELLE NOSTRE SORELLE, FIGLIE DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA CARITÀ, Madre MARTA Antonia ROBLES.

Riportiamo qui una bella ‘reliquia’: una lettera del P. Pastori alla Signorina Sara Lona, la futura Madre Sara, Fondatrice delle suore dell’Immacolata Concezione della Carità. P. STANISLAO PASTORI, SUPERIORE GENERALE DEI FRATELLI OSPEDALIERI FIGLI DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE Obsequia y saluda a la distinguida Srta. Sara Lona y le manda como regalo una reliquia de la Santa Cruz a fin de que recuerde siempre que así como Nuestro Señor Jesucristo muriendo colgado en ella, ha triunfado en el mundo, así ella, en virtud de la cruz, triunfará sobre todas las dificultades que necesa-

riamente encontrará en la fundación de la nueva Congregación de las

como ya triunfó el Venerado Padre fundador Luis María Monti. En el nombre de él que nos es Padre común, bendice de gran corazón la nueva obra y a todas aquellas buenas jóvenes que la formarán. Roma, 3 de noviembre de 1947

(da Vita Concezionista, Hermanas

Concepcionistas,

Giugno- Luglio 1948)

Da una Circolare del 1896 I

n primo, miei cari, come sempre abbiamo fatto, vi raccomandiamo caldamente l’osservanza delle nostre sante Regole. Se vogliamo e desideriamo che lo spirito del nostro Istituto sia mantenuto sempre nel suo vigore e nella sua purità, dobbiamo far sì che non avvenga mai la minima rilassatezza. ANNO

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Le Comunità Religiose prosperano quando vi è l’osservanza, si incammineranno alla distruzione quando questa viene a mancare. Se ognuno, senza tenere d’occhio alle Regole, facesse tutto a suo capriccio, chi non vede che allora le Comunità Religiose, le

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famiglie nostre, si muterebbero in altrettante torri di Babele? Le Regole vanno osservate non solo quando ci vanno a genio, ma anche quando da esse ci sono imposti dei sacrifici

(dalla Lettera Circolare del 15 marzo 1896).

Le Parole montiane

Padre Francesco Cavalieri


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Lettere alla Redazione I Vostri mess@ggi

Email e lettere dal mondo

Vivo e attraente Grazie. Molto bello quel brano di Bonhoeffer sulla perdita. Il bollettino è davvero sostanzioso e molto bello da gustare, leggere, per partecipare alle vostre attività, condividere la vita... Un bollettino vivo e attraente come pochi a livello multimediale. Ciao.

Un regalo inaspettato Grazie per il nuovo numero, con una nuova veste grafica. Bella! Forte l'editoriale... Grazie soprattutto per il pensiero sulla perdita di Bonhoeffer; lo sento vero anche per me. Si avvicina l'anniversario della morte di mio marito ed ho sentito questo testo come un regalo inaspettato.

Auguri a voi Auguri anche a voi per ogni giorno del nuovo mese e per sempre. sr. Letizia

Una preghiera per la nostra missione

Scriveteci a quihopostoilcuore@padremonti.org

Grazie del notiziario che trovo molto ben fatto e curato. Bene! Chiedo una forte preghiera al Beato Luigi Monti per la nostra missione di Foz do Iguaçu. Noi ce la stiamo mettendo tutta nel vivacizzare la nostra Capela a Lui dedicata, ma Egli deve assolutamente darci una mano.

Spontaneo appoggiare l’iniziativa Oggi trovo tempo da dedicare ad una lettura attenta di "Qui ho posto il cuore". Complimenti per chi si è impegnato a costruire questo Giornale online. Riconosco la fatica, sottolineo la ricchezza dei contenuti e dico che mi piace anche la veste grafica. Mi viene spontaneo appoggiare questa bella iniziativa e prego il Signore perché sostenga chi si impegna in questo prezioso lavoro. fratel Rolando Sebastiani

Complimenti per Complimenti per le parole schiette, vere, sagge. Attilio

Grazie di cuore Grazie di cuore Fratello, nella disponibilita d'un cuore povero, dove la gioia di essere donato non è mai venuta meno: Fiat mihi secundum verbum tuum. Laura

Come sempre, ok Carissimo, come sempre ok. Molto bello il pezzo di ricordi su Noto. Ciao. Biagio

Taglio aggressivo e moderno... Ho letto il bollettino: PIENAMENTE APPROVATO! Se dopo il primo anno di Quihopostoilcuore, già all'inizio del secondo l'edizione ha un taglio più aggressivo e moderno, amic-

cante e colorato, vuol dire che il suo gradimento, nei contenuti, ha fatto centro ed è destinato ad espandersi. Siete nel giusto! Avanti con coraggio. Giovanni

Vivo e attraente Ho letto con grande piacere il tuo editoriale, come sempre chiaro ed efficace. La rivista online inizia a prendere una veste grafica bella e gradevole, d'altronde siamo sempre in progress nel nostro cammino. Mi ha particolarmente emozionato rileggere il "mio" articolo su padre Erasmo. Nel numero precedente, a riguardo, avevo letto l'articolo di Iacono: bello! Ci sono cose che sembra fermino il tempo... Quell'articolo l'ho sentito anche mio. Tutto vero! (dal 1947 P. Perniola è stato sempre se stesso, coerente nei pensieri, nelle azioni, nella VERITÀ). Un sincero saluto, Aldo

Possiamo essere come Francesco, parte di una ricostruzione Carissimi, un sincero augurio di un buon e santo inizio di Quaresima. L'augurio di cuore che da questi momenti di provata tribolazione spirituale e corporale possiamo far germogliare quei semi di Fede che il mondo ci chiede. Possiamo essere come Francesco parte di una ricostruzione. Pace e bene. Guido.

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I Sopravvissuti BARBARA è una carissima amica di Padre Monti da molti anni. Laureata in medicina, lavora da oltre un anno in Germania, presso il Reparto di geriatria di un ospedale civile. Barbara ha già collaborato con QPC. Nelle sue mail agli amici italiani, tiene una sorta di ‘diario’ della propria vita di donna, medico, emigrata. Qui sotto un breve estratto sui sopravvissuti dell’ultima guerra e della Shoah. Molti sono i pazienti anziani che ho visitato e che riportano ancora lesioni di pallottole. Sopravvissuti da vari fronti, che affrontano adesso l’ultima battaglia: l’ultima malattia prima del riposo. I racconti dei sopravvissuti sono impressionanti: ad esempio questa, sul fronte russo, una pallottola ha attraversato il bacino per passare attraverso la colonna e riuscire dalla spalla… ancora vivo. Senza lesioni del midollo. Dopo la guerra ha lavorato come operaio e ora è in pensione. Un altro paziente si è presentato con tre buchi di 5-8 cm: gamba destra, coscia, spalla. Le ferite sono andate, all’epoca, in suppurazione (al fronte non c’erano medicinali) e solo dopo molto tempo sono guarite, lasciando il ricordo più amaro, quello di essere stato colpito 3 volte e di essere ancora vivo. Guarda al fronte come a cosa fatta. Senza giudicare cosa è stato. Non ci sono più ricordi, solo evidenze di corpi martoriati. La memoria è ancora viva. Ma non c’è più alcun commento per ciò che è stato. Dall’altro lato ci sono gli ebrei. Ne ho conosciuti pochi e non è un eufemismo. Sono

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tutti partiti, sono in Svizzera, in America, in Australia… oppure sono ritornati qui i figli dei sopravvissuti, figli che mantengono viva la memoria di un tempo passato, ma non ancora troppo lontano. Qui rimangono le mattonelle di rame per le strade: un nome, una o due date e cosa ne è stato. Catturato e ucciso. Deportato e morto. Emigrato. Queste le possibilità. Camminando per le strade si notano queste mattonelle di rame quasi ad ogni angolo, si confondono con i ciottoli. Sono per terra. Dove tutti passano e calpestano. Dove comunque tutti vedono e tutti possono vedere.

un’estranea un mondo di cui sento parlare, anche se non a parole, ma da quello che vedo, osservo, scorgo vicino o lontano da me. È un mondo che vivo nel ricordo di chi c’è stato. Non è un giudizio. Non è un commento, ma solo quello che colgo ora. Un’istantanea di presente, passato e futuro. Un’istantanea di umanità. Non di vincitori o vinti. Solo di umanità. A presto. Barbara .

A volte ci sono mostre d’arte contemporanea o di fotografia “per non dimenticare”, le iniziative sono sul giornale. Ma, non c’è più guerra. Non ce n’è più motivo. Tutti si rispettano. Forse ci saranno pure i neo-nazi, ma io non ne ho visti. E non ho visto mai intolleranza. Al contrario, direi. Non ci sono più né vincitori né vinti. Solo vita, una vita umana, prima di tutto. Una vita umana. E forse una vita anche più umana, è il caso di dirlo. Io colgo con gli occhi di

La Storia vera è fatta di umanità, non di vincitori e vinti.

Dalla Germania una testimonianza viva e tangibile contro la barbarie Nazista.


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Cavalcata verso il cielo Riconoscere

Vocazioni

Rubrica a cura dei Cercatori di Dio

Storia di Teresa, elevata al cielo da una vita dedita alla preghiera e all’azione, sempre a disposizione degli altri

“Sono felice di vivere, però se il Signore mi chiamasse in questo momento sono felice di morire”

TERESA LAPENNA (1975 – 1998). Ecco una giovane di 22 anni, che ama cavalcare e si sente libera e viva. Una giorno si dirige con la sua Citroen AX verso il maneggio, dove il maniscalco avrebbe ferrato la sua puledra. Una Audi A4 la travolge ad altissima velocità… Per otto giorni è in coma: sono giorni di preghiere e di lacrime. Il 3 giugno muore. I funerali si svolgono in un clima soprannaturale. Nel canto la si sente viva. Tutti sono consapevoli di aver incontrato una creatura straordinaria. Teresa era nata il 13 novembre 1975, accolta con gioia da genitori molto umili. Cresce, sprizza vitalità, è sempre allegra. Sin da bambina i suoi discorsi sono di una “grande”… In famiglia e in parrocchia impara a pregare. La preghiera diventa un dialogo continuo e silenzioso con Gesù, segreto e forza della sua breve esistenza… L’amore di Dio e per Dio trasforma la sua vita. La sua spiritualità forte e matura, nel pieno della sua giovinezza, non si ferma alle teorie, ma si sbriciola in concretezza. La stessa preghiera si trasforma in azione. La sua vita è a disposizione degli altri. Ama la vita, tutto ciò che è buono e bello. La fede e la coerenza crescono… Impara a valutare le situazioni e le contraddizioni della vita solo alla luce della verità. Preferisce perdere qualcosa, ma mai essere fuori della verità.

Per questo motivo spesso è incompresa, criticata, preda di facili attacchi. La vedono ballare perché le piace e la vedono pregare perché ci crede. La sua coerenza costa, ma vive così i suoi vent’anni…

È una bella ragazza Teresa, il sorriso aperto e accattivante. Molti si innamorano di lei, ma lei non ha fretta. Crede fermamente nella verginità: “è

un valore da custodire e donare nel matrimonio”. Crede nell’amore vero e non scende a compromessi… Pochi giorni prima della sua partenza per il cielo, Teresa incoraggia una sua amica con queste parole: “ce la devi fare, la vita è bella da vivere. Io sono felice di vivere eppure non è che non ci siano problemi… però se il Signore mi chiamasse in questo momento sono felice di morire. Sono felice di vivere, sono felice di morire”. A un altro amico aveva scritto: “Pregherò Dio che ti presti una lampada, affinchè la tua strada sia sempre illuminata”. Questa luce auguro a coloro che leggono questa stupenda esperienza giovanile. (da: Rocco TALUCCI, Santi giovani per giovani santi, Editrice Monti, 2013)

Testimonianze - Questa giovanissima donna racconta la sua insegnante sapeva ascoltare e incoraggiare, scherzava e interpretava la realtà con doti non comuni. Riusciva, con molta facilità, ad essere amica di tutti pur esprimendo con schiettezza e sincerità massima le sue opinioni, senza mai essere offensiva. - Cominciai a scoprire la sorgente della sua incredibile forza: aveva una passione immensa per la Mamma Celeste. Si abbatteva, crollava sotto il peso della sofferenza, ma riusciva sempre a tendere la mano verso la sua Mamma e a rialzarsi per ricominciare. La Madonna - mi diceva - è il tramite più immediato per giungere a Dio. È così bella!

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La carità come vita nella fede

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Nelle mani di un Amore più grande

ANNO DELLA FEDE (11 ottobre 2012 – 24

Tutta la vita cristiana è un rispondere all'amore di Dio. La prima risposta è appunto la fede come accoglienza piena di stupore e gratitudine di un’inaudita iniziativa divina che ci precede e ci sollecita. E il «sì» della fede segna l’inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza. Dio però non si accontenta che noi accogliamo il suo amore gratuito. Egli non si limita ad amarci, ma vuole attiraci a Sé, trasformarci in modo così profondo da portarci a dire con san Paolo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (cfr Gal 2,20). Quando noi lasciamo spazio all’amore di Dio, siamo resi simili a Lui, partecipi della sua stessa carità. Aprirci al suo amore significa lasciare che Egli viva in noi e ci porti ad amare con Lui, in Lui e come Lui; solo allora la nostra fede diventa veramen-

novembre 2013)

te «operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6) ed Egli prende dimora in noi (cfr 1Gv 4,12). La fede è conoscere la verità e aderirvi (cfr 1Tm 2,4); la carità è «camminare» nella verità (cfr Ef 4,15).

Nella fede siamo generati come figli di Dio (cfr Gv 1,12s); la carità ci fa perseverare concretamente nella figliolanza divina portando il frutto dello Spirito Santo (cfr Gal 5,22). La fede ci fa riconoscere i doni che il Dio buono e generoso ci affida; la carità li fa fruttificare (cfr Mt 25,14-30).

cristiana è un rispondere

Con la fede si entra nell'amicizia con il Signore; con la carità si vive e si coltiva questa amicizia (cfr Gv 15,14s). La fede ci fa accogliere il comandamento del Signore e Maestro; la carità ci dona la beatitudine di metterlo in pratica (cfr Gv 13,13-17).

Tutta la vita

(dal MESSAGGIO del Papa per la Quaresima 2013)

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Dio non si accontenta che noi accogliamo il suo amore gratuito. Egli non si limita ad amarci, ma vuole attiraci a Sé, trasformarci in modo profondo.

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all’amore di Dio.


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Fatti di Vangelo, da testimoniare e da pregare nei venerdì di Quaresima. È la bella iniziativa della Comunità Pastorale di Saronno, tramite la proposta della Commissione Cultura. Momenti opportuni di crescita nella fede, per rispondere all’appello di chi ci chiede: “vogliamo vedere il Signore”. Che fiorisca il nostro cammino a Pasqua!

Nel venerdì di Quaresima

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Santuario del Beato Luigi Maria Monti Saronno nel Cuore della Carità Montiana

Orario delle Celebrazioni del Santuario GIORNI FERIALI 6.30 7.00 9.00 18.50

Lodi del Mattino (lunedì in cripta) Santa Messa (lunedì in cripta) Santa Messa Rosario e Vespro

TUTTI I GIOVEDI’

18.30

Adorazione Eucaristica per le Vocazioni

DOMENICA E FESTIVI 8.30 Lodi del Mattino 9.00 Santa Messa 19.00 Santa Messa SACERDOTI A DISPOSIZIONE IN SANTUARIO P. Aurelio Mozzetta, rettore P. Pierino Sosio P. Roy Puthuvala P. Elvis Lukong

QUI HO POSTO IL CUORE Direttore: Saverio Clementi. Redazione: Aurelio Mozzetta, Raffaele Mugione Hanno collaborato per questo numero: P. Aurelio Mozzetta, Marco Perfetti, Edelberto Limare, S.O., Fratel Gioacchino, Giulio, Barbara, Mons. Rocco Talucci (c/o Editrice Monti), Raffaele Mugione.

Direzione: Via San Giacomo, 5 21047 – Saronno (VA) : 02 96 702 105 : 02 96 703 437 e-mail:

quihopostoilcuore@padremonti.org sito web: www.padremonti.org (Nessun collaboratore percepisce compenso. Questo Notiziario è realizzato da volontari)


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