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Il Nuovo Club_NC213

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ISSN 1120-4931

BIMESTRALE ANNO XXXVII EDITRICE IL CAMPO BOLOGNA In caso di mancato recapito, rinviare all’Uff. CMP di Bologna, detentore del conto, per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa

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213 settembre ottobre 2026

IL NUOVO CLUB

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IL CLUB DI ADRIANO PANATTA LONGEVITY IL VALORE DELLA POWERPENIA

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213 SETTEMBRE

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SOMMARIO

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IL NUOVO CLUB SETTEMBRE OTTOBRE 2026

In copertina: uno scorcio dello studio Pilates dell’Adriano Panatta Racquet Club di Treviso

11_EDITORIALE / 12_NEWS / 18_FORUM /

XLEISURE: LA FIERA CHE NON C’ERA a cura della redazione Nell’ambito di XLeisure 2027 si terrà la 28a edizione di ForumClub, in concomitanza con ForumPiscine, il salone italiano delle piscine e delle spa. Sono tante le ottime ragioni per essere presenti.

22_INTERVISTA /

COMUNICARE È UN’ARTE… SE CI RIESCI a cura della redazione Autore per Roberto Benigni, Maurizio Crozza, Gialappa’s Band e per la trasmissione di Rai 3 Splendida Cornice, è una delle voci di Radio Monte Carlo, enigmista… e tanto altro ancora. La parola a Stefano Andreoli che al prossimo ForumClub Congress terrà un’imperdibile lezione fuori ordinanza dedicata alla comunicazione efficace e coinvolgente.

24_PRIMO PIANO ITALIA /

IL CLUB DI ADRIANO PANATTA a cura di Davide Venturi A Treviso c’è una struttura fuori dal comune per dimensioni, polivalenza ed eleganza, frutto della completa ristrutturazione di uno storico circolo tennis. Vi presentiamo l’Adriano Panatta Racquet Club.

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30_MERCATO /

STUDIARE IL TERRITORIO PER DEFINIRE IL MODELLO DI BUSINESS di Paolo Grosso La società di consulenza Wellink ha svolto una ricerca sul mercato che restituisce nuovi riferimenti e nuove chiavi di lettura. Vi presentiamo questa interessante indagine, nel prossimo numero i risultati e le principali implicazioni strategiche. Un’esclusiva Il Nuovo Club.

36_CUSTOMER EXPERIENCE /

DAL CLIENTE OCCASIONALE AL CLIENTE ABITUDINARIO di Giorgia D’Autorio La frequenza dell’iscritto è importante per leggere la qualità e l’intensità della sua relazione con il club. Per trasformare la prima vendita in frequenza, la frequenza in abitudine e l’abitudine in una relazione sufficientemente forte da durare nel tempo, servono strategie specifiche. Ecco quali.

42_TRAINING AREA /

POWERPENIA E LONGEVITY di Luca Marin Comprendere la distinzione tra “sarcopenia”, “dinapenia” e “powerpenia” consente ai tecnici e ai gestori del club di adeguare la propria offerta rivolta ai senior integrando l’allenamento della potenza muscolare nei servizi ad alto valore.


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48_COMUNICAZIONE /

LA PUBBLICITÀ DEI CLUB È SBAGLIATA di Adriano Guizzetti La comunicazione pubblicitaria degli operatori del fitness da anni si rivolge a chi è già sportivo, già motivato e alla ricerca di performance e risultati estetici, ovvero a un target che non cresce. Serve un approccio diverso.

54_MERCATO /

IL FITNESS-WELLNESS NELL’ERA POST-COVID a cura di Andrea Muzzarelli Un recente studio pubblicato dalla catena di club britannica Total Fitness evidenzia che oggi il fitness ha un ruolo più ampio nella vita delle persone e che i club fanno ormai parte di un ecosistema più diversificato.

62__SALUTE /

PALESTRE DELLA SALUTE: MODELLO SOCIOSANITARIO O OPPORTUNITÀ DI BUSINESS? di Michele Felisatti e Luca Pomidori Le Palestre della Salute sono un nuovo business o la naturale evoluzione del ruolo sociale che il fitness è chiamato a svolgere? Quali fitness club saranno pronti a trasformarsi in nodi di una rete territoriale della salute? La parola agli esperti.

66__TRAINING AREA /

RUN X LANCIA IL CLUB FINDER ONLINE informazione a cura di Technogym La nuova piattaforma che consente ai runner di individuare la struttura più vicina e partecipare al primo Campionato Mondiale di Corsa su Treadmill.

68__NORMATIVE /

OTTO NUOVE DISCIPLINE SPORTIVE: LA SVOLTA PER LO YOGA NELLE ASD E SSD di Biagio Giancola Il decreto dell’8 luglio 2026 consente l’iscrizione e l’aggiornamento nel RASD per 8 attività che prima non rientravano tra quelle gestite da FSN, DSA o EPS. Tra queste figura lo yoga, che merita un discorso a parte.

72_AZIENDE E PRODOTTI / 76_APPUNTAMENTI / 78_PERCORSI /


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Lo scoprirai prossimamente.


ED ITOR IALE

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UN SETTORE IN SALUTE l settore, negli ultimi anni, è cambiato profondamente, in ambito internazionale e nazionale. In questo numero proponiamo la sintesi di un recente studio condotto dal network di club britannico Total Fitness dal quale emerge che le aspettative e le motivazioni degli iscritti ai fitness-wellness club sono cambiate nell’ultimo quinquennio, fotografando uno scenario composito e denso di opportunità per gli operatori attrezzati per coglierle. I frequentatori di club, e gran parte della popolazione, oggi attribuiscono un’importanza maggiore, rispetto al passato, alla salute, al benessere fisico e mentale e, più in generale, alla qualità della vita. Tuttavia, per conquistare la gigantesca fetta di popolazione che non ha mai messo piede in palestra, o che lo ha fatto in passato restando delusa, servono strategie adeguate, anche e soprattutto sul piano della comunicazione. Come sottolinea Adriano Guizzetti nel suo stimolante articolo, la pubblicità attuata dalla maggior parte degli operatori di club continua a rivolgersi a un target che non cresce, composto da chi è già attivo e motivato, ignorando

le tante persone che hanno esigenze e aspettative diverse, a partire dal miglioramento del proprio stato di salute e di benessere generale. Di salute se ne parlerà anche all’edizione 2027 di XLeisure, a Bologna il prossimo febbraio, in primo luogo nell’ambito dell’evento organizzato da CNA Emilia Romagna dedicato alle Palestre della Salute e al futuro dell’esercizio fisico nella sanità della Regione. Parteciperanno l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, i tecnici regionali, i referenti delle Aziende USL, i medici che prescrivono e somministrano l’esercizio fisico, nonché i chinesiologi AMPA, la rete dell’Associazione Italiana Specialisti dell’Esercizio Fisico e i gestori delle Palestre della Salute. E a proposito di Palestre della Salute, Michele Felisatti e Luca Pomidori – tra i massimi esperti di esercizio fisico strutturato e attività fisica adattata, nonché proprietari e gestori di una Palestra della Salute che per molti aspetti funge da modello e che abbiano presentato nel numero scorso – debuttano su queste pagine con un articolo che ben illustra i

requisiti necessari per cogliere un’opportunità – diventare una Palestra della Salute – che può rappresentare la naturale evoluzione del ruolo sociale del nostro settore in una società sempre più anziana e nella quale sono molto diffuse le patologie croniche. Concludo menzionando un altro argomento affrontato in questo numero che ha un grande peso specifico per qualsiasi club: la fidelizzazione. Giorgia D’Autorio illustra bene il processo che consente di trasformare la frequenza in abitudine e l’abitudine in una relazione sufficientemente forte da durare nel tempo, dunque in fedeltà. E di fedeltà degli iscritti se ne parlerà anche al prossino ForumClub: Paul Bedford, noto a livello internazionale come Retention Guru, terrà un’imperdibile general session dedicata alla fidelizzazione, basata sulle informazioni raccolte con uno degli studi più completi svolti nella storia del settore a livello mondiale. Buona lettura!

Roberto Maestrami

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N EW S

A CURA DELLA REDAZIONE

YOGA RICONOSCIUTO COME DISCIPLINA SPORTIVA

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o yoga, disciplina spesso oggetto di contestazione da parte degli enti accertatori nei centri fitness, è stata inserita nel primo elenco delle

discipline sportive riconosciute dal Dipartimento per lo Sport, con DPCM del 7 luglio, reso pubblico soltanto a settembre. Entra così nella sezione “Elenco

codici attività/discipline sportive (riconosciute da CONI e/o CIP e/o Dipartimento per lo Sport)” dell’Allegato 1 del Regolamento di Attuazione del RAS, potendo

godere del pieno riconoscimento sportivo come disciplina sportiva autonoma e non più propedeutica. Le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche (ASD e SSD) che propongono lo yoga sono tenute a inserire questa disciplina sportiva nei loro statuti e comunicarla all’ente affiliante di appartenenza. Questo riconoscimento formale mette la parola fine alle discussioni con gli Uffici accertatori che, tra gli indicatori di disconoscimento della natura di “ente sportivo dilettantistico senza scopo di lucro”, annoveravano l’insegnamento di discipline come lo yoga, che definiva “ricreative” ma non sportive. In altra parte della rivista, l’avvocato Biagio Giancola analizza, con un approfondito articolo, questo importante provvedimento. Per accedere al testo del Decreto, inquadra il QR Code

USA: CRESCONO PILATES, TRAIL RUNNING E PADEL

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tando ai dati rilevati dalla Sports and Fitness Industry Association (SFIA) e diffusi dalla rivista FITT Insider, nella prima metà del 2026 il 70% degli statunitensi ha praticato attività fisica, allenandosi con maggiore assiduità e abbracciando al tempo stesso nuove discipline. L’utilizzo di manubri e bilancieri è cresciuto rispettivamente del 5% e del 4% e il Pilates ha guadagnato terreno: il numero di partecipanti alle lezioni è cresciuto di circa l’11%, mentre la popolarità dello yoga è rimasta stabile. Le iscrizioni

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a maratone e a eventi HYROX hanno fatto registrare un vero e proprio boom, il trail running è cresciuto del 9,9%, mentre le altre forme di corsa hanno mantenuto posizioni stabili. Il numero di statunitensi che giocano a pickleball è cresciuto solo dell’1,3%, registrando il tasso di crescita più basso dopo cinque anni consecutivi nel corso dei quali era stato lo sport in più rapida espansione. Il padel ha invece registrato una crescita del 14,5%, primato conquistato beneficiando dell’espansione, negli Stati Uniti, delle infrastrutture dedicate.


TELECAMERE NEGLI SPOGLIATOI DI UNA PISCINA, SANZIONATA L’ASIS DI TRENTO

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a tutela della privacy negli spogliatoi deve essere massima e l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza non è ammesso in ambienti e spazi in cui possono essere lesi la dignità, l’intimità e i diritti delle persone. A ribadire questo principio è stato di recente

il Garante per la protezione dei dati personali, che ha comminato una sanzione di 8mila euro all’Azienda Speciale per la Gestione degli Impianti Sportivi (ASIS) del Comune di Trento con il provvedimento n. 619 approvato dal Collegio dell’Autorità il 3 settembre 2026. Gli accertamenti sono

partiti da alcune segnalazioni e notizie di stampa relative alla presenza di telecamere negli spogliatoi della piscina del Centro sportivo Trento Nord, a Gardolo. Le telecamere, installate a partire dal 2007, riprendevano l’area degli armadietti utilizzati dagli utenti per custodire i propri effetti personali. ASIS aveva attivato questo sistema per prevenire e accertare furti di portafogli e telefoni verificatisi nella struttura. Sebbene le riprese non comprendessero le cabine per il cambio degli abiti, le docce e i servizi igienici, il Garante ha rilevato che interessavano comunque un luogo caratterizzato da un’elevata aspettativa di riservatezza. Il trattamento dei dati, privo di una base giuridica adeguata, è risultato essere non conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza. Sono emerse

inoltre delle carenze nelle informative fornite agli utenti in merito all’attivazione del sistema di videosorveglianza, e anche l’informativa specifica destinata ai lavoratori interessati dalle riprese è stata fornita soltanto dopo l’avvio dell’istruttoria. L’Autorità ha infine contestato la conservazione delle immagini per 72 ore, non supportata da una specifica valutazione che ne dimostrasse la necessità. In conclusione, ASIS ha dovuto disattivare e rimuovere le telecamere dagli spogliatoi, aggiornare la cartellonistica e le informative relative al sistema di videosorveglianza, nonché ridurre i tempi di conservazione delle immagini. Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto della disponibilità a collaborare dell’azienda e dell’assenza di precedenti violazioni.

proprio benessere non viene programmato semplicemente sparisce. Un invito a considerare i momenti in cui si sta bene, da soli o con le persone care, come appuntamenti che, nel corso della settimana, regalano leggerezza, energia e gioia, dunque da non sacrificare per primi. I David Lloyd Clubs sono strutture pemium consacrate a sport, relax e socialità, dotate di palestre, piscine, campi per sport con racchetta, spa e spazi dedicati ai bambini e alle loro mamme. E a proposito di mamme, va sottolineato che sono soprattutto le donne ad

avere il bisogno di non dover scegliere: il 68% ammette che il tempo dedicato al proprio benessere è in fondo alla propria lista delle priorità, contro il 53% degli uomini, e una su due dispone di meno di tre ore libere alla settimana. Un’ora in piscina, una partita a padel con gli amici, un pomeriggio nella spa, un sabato in famiglia sono cose semplici che quasi sempre finiscono in fondo alla lista delle cose da fare. Metti un po’ di gioia in agenda invita a rimetterle dove meritano di stare: tra gli appuntamenti a cui non si deve rinunciare.

ITALIA: ATTIVITÀ FISICA E BENESSERE TRA LE PRIME COSE A CUI SI RINUNCIA

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na recente ricerca sul rapporto degli italiani con il proprio tempo libero, svolta da SWG per David Lloyd Clubs, rivela che quasi un italiano su due (46%) ha meno di tre ore alla settimana da dedicare ad attività finalizzate al proprio benessere o al piacere, al di fuori degli impegni di lavoro, domestici e familiari. L’11% non ha nemmeno un’ora nel corso di tutta la settimana. Quando il tempo libero scarseggia, le rinunce rispettano questa rigida graduatoria: uscite (33%), cinema, concerti, mostre e ristoranti, attività fisica o sportiva (32%), riposo (27%), hobby (24%). Di contro, solo l’8% sacrifica il tempo trascorso con il partner o in famiglia. Con due ore libere a disposizione, il 40% sceglie di dedicarle alle persone care, considerate più importanti di hobby e passioni (29%), riposo (26%) e momenti

all’aria aperta (26%). E l’attività fisica raggiunge appena il 18%. Il 66% del campione sondato ammette che in assenza di una programmazione anticipata fatica a trovare tempo da dedicare a sé stesso/a. Per il 61% è difficile trovare un equilibrio tra impegni e tempo personale, il 60% ammette di considerarlo meno prioritario rispetto alle attività che occupano il resto della giornata. Partendo da questi presupposti, non incoraggianti, i David Lloyd Clubs, appartenenti al Gruppo David Lloyd Leisure (139 club, 109 dei quali nel Regno Unito e 30 nell’Europa continentale, identificati dai marchi David Lloyd Clubs, Harbour Clubs e David Lloyd Meridian Spa and Fitness), hanno ideato la nuova campagna Metti un po’ di gioia in agenda, basata sulla consapevolezza che se il tempo da dedicare al

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GLP-1: NEGLI USA AUMENTANO LE PRESCRIZIONI PER PERSONE SENZA NECESSITÀ MEDICA

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NEWS

umerosi statunitensi che assumono farmaci dimagranti, come l’Ozempic, non ne hanno alcuna necessità medica. Lo rivela un nuovo ampio studio che ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 92 milioni di adulti statunitensi e individuato più di 1,1 milioni di persone

che assumevano farmaci della classe GLP-1 pur non presentando alcuna condizione clinica, come l’obesità o il diabete, che ne giustificasse l’uso. È ragionevole pensare che il motivo di questo utilizzo sia la semplice perdita di peso e l’ottenimento di altri potenziali benefici di cui tanto si parla.

«Si vede un po’ ovunque: persone che descrivono pubblicamente la propria esperienza con questi farmaci, raccontando aspetti sia positivi, sia negativi», ha detto il dottor Babak Orandi, specialista in medicina dell’obesità e chirurgo dei trapianti presso la NYU Langone Health, nonché principale autore dello studio, pubblicato lo scorso settembre sulla rivista Obesity. «Le testimonianze positive – ha osservato – possono suscitare curiosità nelle persone, portandole a pensare che ne potrebbero trarre benefici». Come ricordato dal quotidiano The Seattle Times, i farmaci GLP-1 sono stati approvati solo per alcune patologie, tra cui l’obesità e il diabete. E la Food and Drug Administration ha autorizzato l’uso di alcuni GLP-

1 per prevenire infarti e altre problematiche cardiovascolari e per trattare l’apnea notturna (in entrambi i casi in persone affette da obesità), nonché per il trattamento della malattia renale nei pazienti con diabete di tipo 2. Nonostante le finalità terapeutiche, questi medicinali sono diventati un fenomeno culturale, alimentato dal dibattito pubblico e dalle aggressive strategie di marketing. E, di conseguenza, il numero di prescrizioni a persone sane è cresciuto di almeno 15 volte tra il 2021 e il 2025. Più di una persona su tre, tra quelle che assumevano un farmaco GLP-1 per indicazioni diverse da quelle ufficialmente approvate, presentava un indice di massa corporea nella norma.

I BENEFICI DELL’ALLENAMENTO SENZA ALLENARSI… MA SOLO PER I TOPI

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risultati di uno studio recentemente condotto alla Chinese Academy of Sciences (CAS) – la più alta istituzione accademica e il principale think tank nazionale della Cina in ambito scientifico e tecnologico – sono stati pubblicati sulla rivista scientifica statunitense Nature Aging e mostrato qualcosa di sorprendente. I ricercatori dell’ateneo cinese hanno osservato, per più di 80 giorni, topi anziani (18 mesi di età) fisicamente inattivi da molto tempo ai quali, tre mesi prima, era stato impiantato, sotto la pelle della schiena, tessuto muscolare costruito in laboratorio (sei milioni di cellule staminali prelevate

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dal quadricipite dell’animale stesso, azzerando così il pericolo rigetto, e moltiplicate in coltura). Questo innesto si è autonomamente organizzato in fibre riconoscibili, procurandosi vasi sanguigni propri, iniziando a contrarsi senza ricevere alcuno stimolo esterno. Pare che queste contrazioni spontanee, visibili a occhio nudo, abbiano rilasciato proteine e inviato segnali chimici a fegato, grasso e cervello, trasformando così questo movimento in beneficio sistemico, esattamente come avviene con l’attività muscolare volontaria. Otto settimane dopo l’impianto, la massa magra dei topi “trattati” era aumentata

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rispetto a quella del gruppo di controllo. Dopo 15 settimane i topi correvano più a lungo, la loro presa era più forte, la densità ossea delle loro tibie era maggiore, i loro esami del sangue evidenziavano una quantità inferiore di marcatori d’infiammazione e di grasso accumulato nel fegato e, in generale, una maggiore quantità di energia consumata quotidianamente. Inoltre, era aumentata la loro curiosità, dimostrata dal fatto che esplorassero più volentieri un ramo nuovo del labirinto. Gli autori di questo interessante studio hanno reso noto che finora non sono stati rilevati effetti collaterali, come lo sviluppo di neoplasie e tossicità evidente nelle condizioni testate, sottolineando però che non hanno ancora condotto gli studi di tossicologia estesa e attivato un monitoraggio

a lungo termine, verifiche necessarie prima di ipotizzare un intervento simile su un essere umano. E poiché un topo pesa mediamente 30 grammi e un essere umano 70 chili, per quest’ultimo potrebbero essere necessari più innesti contemporanei per ottenere effetti paragonabili a quelli osservati sul primo. Ma per chi è troppo fragile per svolgere esercizio fisico, e dunque destinatario ideale di questo trattamento, un intervento multiplo potrebbe risultare pericoloso. Per chi è in buona salute la raccomandazione, dunque, non cambia: allenarsi con costanza, in modo adeguato alle proprie capacità, aumentando le dosi di attività con gradualità, è la cosa giusta da fare per mantenersi in forma e in salute il più a lungo possibile.


COMUNITÀ E SALUTE NEL REGNO UNITO: CRESCE IL RUOLO DEI CLUB

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econdo una nuova ricerca condotta da ukactive, associazione no profit del settore fitnesswellness britannico, i club sono sempre più apprezzati in tutte le fasce d’età come luoghi in cui socializzare. Condotto dalla società di ricerca Savanta su un campione di 6.395 adulti britannici, il sondaggio indica che stringere nuove amicizie è considerato un fattore importante nella scelta di iscriversi dal 51% della Generazione Z, dal 53% dei Millennial, dal 37% della Generazione X e dal 35% dei Baby Boomer. Ciò suggerisce che il ruolo sociale dei club si sta

estendendo ben oltre le generazioni più giovani, e sottolinea l’importanza di offrire attività ed eventi inclusivi per mettere le persone a proprio agio e aiutarle a stringere nuove amicizie. I dati raccolti da ukactive evidenziano inoltre il ruolo più ampio dei centri fitness nel promuovere la salute e il benessere psicofisico. Migliorare la fiducia in sé stessi è risultato essere particolarmente importante per la Generazione Z e i Millennial, mentre salute mentale e benessere sono stati menzionati dall’84% dei Millennial e dal 76% della Generazione X. Gli

obiettivi tradizionali legati al fitness rimangono comunque importanti: l’83% degli intervistati ha indicato il miglioramento della forza e della forma fisica, mentre il 78% ha citato il miglioramento dell’aspetto fisico.


NEWS

PEAKSPAN, IL NUOVO TREND DELLA LONGEVITY

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l mercato della longevity ha sfornato un nuovo trend, il cosiddetto peakspan, ovvero le attività finalizzate non solo alla prevenzione nei confronti delle malattie più gravi, ma anche al mantenimento del massimo livello di efficienza fisica e cognitiva in età avanzata. Questa parola, traducibile con “durata del picco”, è stata coniata dal dottor Alex Zhavoronkov, ricercatore nel campo della longevità e CEO di Insilico Medicine, multinazionale statunitense specializzata in biotecnologie e nello sviluppo di soluzioni basate

sull’intelligenza artificiale generativa per accelerare la scoperta e lo sviluppo di farmaci. Sostanzialmente, il peakspan indica il periodo in cui una persona mantiene almeno il 90% della propria capacità funzionale massima in un determinato ambito fisiologico o cognitivo. Un quarantenne o un cinquantenne può essere ancora all’interno del proprio periodo di vita in buona salute (healthspan), avendo però già superato il periodo di massima efficienza fisica (peakspan). La funzionalità cardiorespiratoria e

la potenza muscolo-scheletrica raggiungono il loro picco tra i 20 e i 33-34 anni, subendo negli anni successivi un graduale declino. L’intelligenza cognitiva si mantiene elevata fino alla mezza età (45-54 anni) e resta stabile anche nei decenni successivi. L’approccio peakspan si basa sullo sviluppo della massa muscolare e della capacità aerobica anche in età avanzata, raccomandando il monitoraggio di alcuni indicatori di prestazione funzionale come il VO2 max, la forza di presa, la velocità

di elaborazione cognitiva e la variabilità della frequenza cardiaca. Per preservare il peakspan, ovvero la capacità di mantenere prestazioni fisiche e cognitive elevate anche nella seconda metà della vita, è necessario svolgere esercizi ad alta intensità, un allenamento di resistenza progressivo, gestire lo stress e ricevere regolarmente stimoli cognitivi, prestando inoltre la giusta attenzione ai pilastri fondamentali della salute, ovvero l’attività motoria quotidiana, l’alimentazione equilibrata e un’adeguata dose di sonno. Il concetto peakspan è indubbiamente un’opportunità in più per i fitness club, ma adottarlo per attrarre e conquistare le tante persone che non vanno in palestra, e più in generale i sedentari cronici, potrebbe sortire l’effetto contrario. Gli operatori possono dunque trasmettere un messaggio forte e convincente per tutti: non è mai troppo tardi per iniziare a svolgere esercizio fisico e migliorare la propria salute e il proprio benessere. Guarda il video sul peakspan

BENESSERE AZIENDALE, UNA LEVA DI COMPETITIVITÀ

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l benessere delle persone può incidere sulla capacità di un’azienda di essere produttiva, attrattiva e competitiva? Da questa domanda nasce Benessere Strategico. Il benessere come motore di produttività, relazioni e risultati aziendali, il nuovo libro di Marco Magnani, consulente con oltre trent’anni di esperienza nei settori wellness, fitness e marketing. Il volume si rivolge in particolare a imprenditori, HR manager, manager e professionisti del benessere, proponendo il passaggio da una concezione

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del corporate wellness basata su iniziative episodiche a un modello integrato nella strategia aziendale. Buoni palestra, giornate dedicate al benessere e iniziative isolate possono avere valore, ma non sono sufficienti a costruire una vera strategia. La tesi del libro, edito da Eta Beta, è più ampia: salute, movimento, qualità delle relazioni, prevenzione e capacità di mantenere le persone attive nel tempo possono diventare elementi della performance organizzativa, a condizione che gli interventi siano progettati sulla realtà dell’impresa e

accompagnati da obiettivi e indicatori misurabili. benesserestrategico.it Per acquistare libro cartaceo, inquadra il QR code Per acquistare il libro in formato Kindle, inquadra il QR code


GETFIT ENTRA NEL GRUPPO ORANGE fitness è un esempio evidente: DI VAM INVESTMENTS pur contando oltre 5 milioni

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on l’ingresso di sei degli otto club GetFIT nel gruppo Orange Palestre Italiane, controllato dall’operatore di private equity Vam Investments, si apre un nuovo capitolo nel consolidamento del mercato italiano del fitness. Con questa operazione, Orange Palestre

Italiane rafforza la propria posizione sul mercato italiano con 33 club, 110 mila iscritti e un fatturato aggregato superiore ai 55 milioni di euro. La strategia di Vam Investments, del resto, consiste proprio nel creare “campioni” all’interno di settori ad alta frammentazione. Il

Pinerolo e via Piacenza, che restano di proprietà del fondatore Livio di clienti mensili e generando Leardi e della sua famiglia. Questi un fatturato annuo di circa 3,1 ultimi reinvestiranno per diventare miliardi di euro, il mercato italiano azionisti della holding di Orange è ancora suddiviso tra più di 5mila Palestre Italiane affiancandosi agli operatori. altri investitori coinvolti da Vam, Marchio storico del fitness italiano tra i quali figurano Luca Pretto di fondato nel 1984 a Legnano e Pasubio, Michele Catelli di Artsanaattivo a Milano, GetFIT ha ceduto Chicco, Luca Spada di Eolo e la tutti i club tranne quelli di via famiglia Branca.

AUSTRALIANI E FITNESS: COME I COSTI INFLUENZANO LE ABITUDINI

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ell’ultimo anno, più della metà degli adulti australiani ha modificato almeno un’abitudine legata al fitness a causa di vincoli economici. È quanto emerge da una nuova ricerca che ha analizzato la sostenibilità dei costi dell’attività fisica in Australia, i cui risultati sono stati diffusi dalla rivista Australasian Leisure Management. Lo studio, intitolato Il costo per

mantenersi in forma, ha rilevato che in Australia il 53,3% degli adulti ha cambiato le proprie modalità d’allenamento per motivi di costo: il 17,6% è passato ad alternative gratuite – come la corsa, l’attività all’aperto o l’home fitness – mentre il 3,5% ha smesso completamente di allenarsi. Le attività nei centri fitness costituiscono la categoria più costosa per mantenersi attivi

in ​​ogni stato e territorio, con una spesa media annua che varia dai 663 dollari dell’Australia meridionale ai 1.037 dollari dell’ACT (Australian Capital Territory). All’interno del settore, chi pratica Pilates ha speso in media 1.109 dollari all’anno, il 27% in più rispetto alla media di 874 dollari per le attività fitness svolte in palestra; per lo yoga, la spesa media è stata pari a 552

dollari australiani. La ricerca ha inoltre messo in discussione l’ipotesi secondo la quale i consumatori più giovani sosterrebbero la spesa più elevata per il fitness: le persone di età compresa tra 55 e 64 anni hanno fatto registrare la spesa media annua più elevata (1.678 dollari), seguite da quelle di età compresa tra 45 e 54 anni (1.625 dollari). La fascia di età 18-24 anni ha invece speso, in media, 1.093 dollari, la fascia 25-34 anni 1.177. Circa il 63,2% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni ha sostenuto spese per il fitness o lo sport, rispetto al 39,7% delle persone di età pari o superiore a 65 anni.

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FORUM

LA FIERA CHE NON C’ERA

A CURA DELLA REDAZIONE

27th International Congress & Expo for Fitness, Sport and Wellness Clubs

in contemporanea con

Outdoor Experience

17th International Pool & Spa Expo and Congress

pad. 21-22 BolognaFiere

xleisure.it

11-12-13 FEBBRAIO 2026 L’appuntamento di riferimento sui trend più attuali in materia di valorizzazione del benessere e del tempo libero cresce e amplifica il suo potenziale. XLeisure, la sinergia vincente tra ForumPiscine, ForumClub e Outex, è un’opportunità preziosa per partecipare da protagonisti a un’innovativa esperienza di business, formazione e networking.

Nell’ambito di XLeisure, la fiera dei professionisti del leisure, si terrà la 28a edizione di ForumClub, alla Fiera di Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027, in concomitanza con ForumPiscine, il salone italiano delle piscine e delle spa. Sono tante le ottime ragioni per essere presenti con il patrocinio di

L’

edizione 2027 di XLeisure, la fiera dei professionisti del leisure nel cui ambito si svolgono ForumClub e ForumPiscine, eventi sinergici che mettendo in connessione fitness, wellness, piscine, spa e outdoor, ritorna a BolognaFiere nelle tre giornate comprese tra il 10 e il 12 febbraio prossimi. Un appuntamento unico per toccare con mano il mercato, aggiornarsi, fare business, lasciarsi ispirare e scoprire nuove opportunità, anche oltre i confini del proprio settore.

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MOLTO PIÙ DI UN’EXPO

Pe chi progetta, realizza, gestisce e innova e per chi è attento alla qualità, al design e alle nuove tendenze del benessere, l’Expo di XLeisure è l’evento dell’anno, al quale parteciperanno circa 200 aziende espositrici, tra le quali tante new entry e diversi brand stranieri. L’occasione ideale per scoprire sistemi e soluzioni per ogni tipologia di struttura per il mondo del fitness-wellness, acquatico e del leisure a tutto tondo. In mostra soluzioni per centri fitness e sportivi, studi e boutique, piscine a uso pubblico e residenziali, spa, hotel, strutture ricetti-


ve e wellness center. I visitatori potranno toccare con mano tecnologie e attrezzature per l’allenamento, software gestionali e sistemi di controllo accessi, arredi e soluzioni per l’efficientamento energetico… e molto altro ancora, scoprendo le innovazioni che danno forma allo sviluppo del settore. I padiglioni 21 e 22 del quartiere fieristico petroniano saranno inoltre teatro, nel corso di tutte e tre le giornate, di numerosi incontri, workshop e sessioni formative ad accesso gratuito, dedicati a temi di grande attualità e importanza – specifici per i vari comparti e trasversali – tra i quali figurano, solo per citarne alcuni, le novità normative e fiscali, l’evoluzione del mercato, la sostenibilità energetica ed economica e l’applicazione dell’intelligenza artificiale. L’unico appuntamento fieristico e congressuale dedicato alle diverse facce del leisure è di fatto un laboratorio per lo sviluppo strategico, integrato e innovativo dei settori coinvolti.

FORUMCLUB CONGRESS: OBIETTIVO ECCELLENZA

Il ForumClub Congress, riservato agli iscritti, sarà un incubatore di idee, visioni e ispirazioni di alto valore, un laboratorio che fornisce utili chiavi di lettura per interpretare uno scenario in rapida trasformazione, nel quale sono necessarie, a tutti i livelli, capacità di leadership al passo con un futuro che è già presente. L’appuntamento congressuale di riferimento a livello nazionale si rinnova con una formula più flessibile e dinamica in virtù della quale coprirà tutte e tre le giornate dell’evento. Inizierà nel primo pomeriggio di mercoledì 10 febbraio, proseguirà per tutta la giornata di giovedì 11 e si concluderà nel primo pomerig-

gio di venerdì 12, proponendo un panel di relatori di altissimo livello, italiani e stranieri, di settore e provenienti da altri “mondi”. Gli iscritti potranno accedere a contenuti esclusivi e confrontarsi con operatori, esperti, specialisti e personalità fuori dal comune. Un’edizione che darà tanto spazio anche al networking, a partire dai coffee-break e dalla cena-concerto che si terrà in uno iconico locale situato nel cuore di Bologna.

Per consultare il programma completo del ForumClub Congress 2027, i profili dei relatori e acquistare il tuo pass in pochi clic, inquadra il QR code I KEY-NOTE SPEAKER

Il britannico Paul Bedford, noto in ambito internazionale come il Retention Guru, terrà una lezione senza precedenti sulla fidelizzazione, basata sull’analisi dei risultati di uno degli studi più completi mai condotti nel settore del fitness e del benessere a livello mondiale che lui stesso ha coordinato sondando un campione composto da numerose migliaia di iscritti a club di varie tipologie, attivi in diversi paesi. Partendo dall’analisi dei fattori più strettamente correlati alla fidelizzazione a lungo termine e al valore nel tempo dell’iscritto (lifetime value), Bedford, considerando i parametri di riferimento globali e le tendenze emergenti che stanno plasmando il coinvolgimento degli iscritti, fornirà “istruzioni” precise per incrementare sensibilmente il tasso di retention di qualsiasi club. Alan Leach, CEO e direttore vendite e marketing di West Wood Club, tra le più importanti catene di fitness club premium d’Irlanda, uno

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FORUM

STEFANO ANDREOLI

DAVID MINTON.

ALAN LEACH

dei massimi esperti di acquisizione clienti e digital marketing nel settore fitness e wellness e relatore di caratura internazionale, terrà una general session ad alto tasso di concretezza e dinamicità. Spiegherà come realizzare, e far funzionale al meglio, un motore di crescita commerciale che grazie a leadership, marketing, automazione e intelligenza artificiale attrae e fidelizza un maggior numero di iscritti, inducendoli inoltre a spendere di più, a tutto vantaggio della profittabilità del club. Stefano Andreoli, autore per Roberto Benigni, Maurizio Crozza, Gialappa’s band, Claudio Bisio e molti altri noti personaggi del piccolo schermo, sarà invece protagonista di una lezione “a schema libero” nel corso della quale ragionerà a voce alta sullo storytelling, e più in generale sulla comunicazione efficace e coinvolgente per capire come attuarla anche nel settore fitness e wellness per catturare l’attenzione dei potenziali clienti, conquistarli, motivarli e (in)trattenerli il più a lungo possibile. Nelle prossime pagine potrete leggere l’intervista nella quale Andreoli regala un assaggio della sua capacità di leggere – anche tra le righe, e con la giusta dose di sarcasmo – la realtà, ricavandone chiavi di lettura molto affilate. David Minton – analista, consulente e opinionista di fama internazionale nei settori salute, fitness e leisure, fondatore e direttore di Leisure DB (ora Evolve), società indipendente di caratura globale specializzata nell’analisi dei dati, nella ricerca e nella consulenza per l’economia del tempo libero e del benessere – interverrà, affiancato da due operatori di rinomati club britannici, nella tavola rotonda che analizzerà alcune dinamiche alla base dell’evoluzione trasformativa che interessa il settore a livello internazionale. Mentre andiamo in stampa con questo numero della rivista, la segreteria scientifica di ForumClub ha siglato l’accordo con un altro relatore d’eccezione, una personalità nel campo dell'innovazione che ha maturato un’esperienza quarantennale nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Sarà il mattatore di una sorprendente general session nel corso della quale si concentrerà su creatività, leadership e trasformazione. Sveleremo presto il suo nome.

PAUL BEDFORD INIZIATIVE SPECIALI CON I PARTNER

TOP SPEAKER

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CNA Emilia Romagna, tra i patrocinatori di XLeisure 2027, proporrà l’evento Palestre della Salute 2031. Dalla prevenzione alla presa in carico territoriale: il futuro dell’esercizio fisico nella sanità dell’Emilia-Romagna. Saliranno sul palco l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, che farà il punto sugli sviluppi del nuovo Piano Regionale della Prevenzione. Interverranno inoltre i tecnici regionali competenti, i referenti delle Aziende USL, i medici e i professionisti impegnati nei

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percorsi di prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico, oltre ai chinesiologi AMPA (Attività Motoria Preventiva e Adattata), alla rete di AISE (Associazione Italiana Specialisti dell’Esercizio Fisico) a ai gestori delle Palestre della Salute. Tra le iniziative speciali di XLeisure figura anche la terza edizione del Multi Club meeting – l’incontro riservato esclusivamente ai proprietari/gestori di brand italiani indipendenti che detengono almeno tre fitness club/centri sportivi – e gli incontri formativi “sovversivi” proposti, nel corso delle tre giornate, da Palestre di successo, società di consulenza che sviluppa, per i centri fitness italiani indipendenti, strategie su misura per far crescere il fatturato e il tasso di fidelizzazione senza abbassare i prezzi. Da una visione condivisa sull’evoluzione delle città e dei territori nasce City Vision Sport & Life, l’iniziativa congiunta di City Vision – comunità che riunisce più di 7mila rappresentanti di amministrazioni pubbliche, imprese, startup, centri di ricerca e associazioni per accelerare la trasformazione intelligente dei territori – e XLeisure. La tre giorni all’ombra delle Due Torri ospiterà una delle tappe del roadshow 2027 di City Vision che entra per la prima volta nel mondo degli impianti sportivi, acquatici e degli spazi outdoor. City Vision Sport & Life accenderà i riflettori sugli spazi dedicati allo sport, all’attività acquatica, all’aria aperta e al wellness, affrontando una delle sfide più urgenti per le amministrazioni: la valorizzazione e l’ef-

Quando incontra Outdoor Experience

SAVE THE DATE OUTEX Outdoor Experience outex.it

In concomitanza con XLeisure si terrà OUTEX - Outdoor Experience, la fieraconvegno dedicata alla progettazione, riqualificazione e realizzazione degli spazi all’aperto. La manifestazione completerà l’offerta di XLeisure presentando un’ampia gamma di

soluzioni finalizzate alla fruizione dello spazio outdoor, comprendente complementi d’arredo, decking, giochi, playground, pavimentazioni antitrauma, attrezzi per l’allenamento outdoor, manti in erba naturale e sintetica, eccetera.

Outex è la protagonisti del fuoco. T sviluppare bu


ficientamento delle strutture che fungono da presìdi essenziali per la vita delle comunità, spesso penalizzate da un patrimonio immobiliare obsoleto. Innovazione, sostenibilità, sicurezza, gestione degli impianti, trasformazione digitale, efficientamento energetico e nuove modalità di utilizzo degli spazi sono i temi che verranno affrontati nell’ambito di un confronto al quale parteciperanno sindaci, assessori e dirigenti della Pubblica Amministrazione, chiamati a condividere criticità, esperienze e prospettive e a dialogare con il mondo delle imprese e dell’innovazione.

IMMERGERSI IN ESPERIENZE VIVE

L’area immersiva Wellness Alive proposta da Apostoli Wellness Creators, lo studio di progettazione fondato dall’architetto Alberto Apostoli, è una delle grandi novità dell’edizione 2027 di XLeisuire. Un concept che, per la prima volta, sarà itinerante: dopo XLeisure verrà riproposto al Cosmoprof Worldwide di Bologna (18-21 marzo 2027), quindi all’International Design Expo di Chicago (28-29 luglio 2027). «Wellness Alive – ha commentato l’architetto Apostoli – intende l’architettura come un organismo pulsante che crea benessere. Uno spazio modulare e multifunzionale, inclusivo e relazionale, al cui interno i visitatori possono sperimentare un benessere vivo». L’installazione, sviluppata su un’area di 250 metri quadrati, proporrà tre percorsi concentrici che esplorano altrettante declinazioni del benessere a livello progettuale, ovvero corpo e performance, mente e focus, spirito e individuo. La visione progettuale, olistica e trasversale che anima XLeisure sin dalla sua prima edizione sarà arricchita anche dall’area immersiva frutto della consolidata collaborazione con AIAPP - Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio. Affidata all’architetto paesaggista Simone Ottonello, l’area esperienziale progettata da AIAPP è un “giardino nascosto”

sviluppato intorno ai quattro elementi naturali (fuoco, aria, terra, acqua) ai quali si aggiunge un quinto elemento: lo “spirito vitale” delle piante e degli esseri umani che convivono pacificamente sul Pianeta. L’uso innovativo di alcuni materiali consentirà di vivere un’esperienza facilmente replicabile in giardini e terrazze di tutte le tipologie e dimensioni. Anche questa installazione, come Wellness Alive, sarà ulteriormente valorizzata da momenti congressuali ad hoc. www.xleisure.it www.forumclub.it

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(valido il pomeriggio di mercoledì 10 febbraio e l’intera giornata di giovedì 11 febbraio oppure l’intera giornata di giovedì 11 febbraio e la mattinata di venerdì 12 febbraio)

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225 euro + IVA (anziché 285 euro + IVA) L’iscrizione a ForumClub Congress 2027 comprende la cena-concerto, fruibile fino a esaurimento posti. La promo Early Bird scade il 23 novembre!

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INTERVISTA

COMUNICARE È UN’ARTE… SE CI RIESCI A CURA DELLA REDAZIONE

Autore per Roberto Benigni, Maurizio Crozza, Gialappa’s Band e per Splendida Cornice, trasmissione di Rai 3, è una delle voci di Radio Monte Carlo, compone giochi per La Settimana Enigmistica… e tanto altro ancora. Vi presentiamo Stefano Andreoli, che al prossimo ForumClub Congress sarà protagonista di un’imperdibile lezione fuori ordinanza dedicata alla comunicazione efficace e coinvolgente

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ra i relatori della prossima edizione di FourmClub Congress – in programma alla Fiera di Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027 nell’ambito di XLeisure – spicca un pezzo da novanta del mondo dello spettacolo, della comunicazione e dell’intrattenimento, al secolo Stefano Andreoli.

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Autore per Roberto Benigni, Maurizio Crozza, Gialappa’s band, Claudio Bisio e tanti altri noti personaggi del piccolo schermo, figura tra gli autori dell’edizione 2012 del Festival di Sanremo e dal 2022 per la trasmissione di Rai Tre Splendida Cornice, condotta da Geppi Cucciari. Ogni mattina, dalle 7 alle 10, interviene nella trasmissione Bonjour Bonjour di Radio Monte Carlo. E come


se non bastasse, compone giochi per La Settimana Enigmistica e ha curato un libro dedicato a enigmi, giochi, quiz e indovinelli. Abbiamo avuto il piacere d’incontrarlo e fargli qualche domanda. Dalle sue risposte traspare lo spessore e l’acutezza di una mente capace di analizzare con spietata precisione, e la giusta dose di sarcasmo, la realtà in cui siamo immersi e trarne chiavi di lettura che non fanno sconti a nessuno.

LA PAROLA A STEFANO ANDREOLI Si parla tanto di “storytelling”, ma che cosa significa esattamente e perché è diventato così importante anche in ambito aziendale e professionale? «Faccio una premessa un po’ provocatoria: detesto lo storytelling, trovo questa parola ormai abusata e urticante. Non perché sia contro la cosa in sé, anzi: lavorando nella comunicazione sono ben consapevole dell’importanza e della potenza di una storia ben raccontata. Tuttavia, l’esperienza mi ha insegnato che, quando un fenomeno assume un nome anglofono, significa che ha iniziato la sua parabola discendente verso la fregatura. Quando la corsa non si chiamava running, nessuno chiamava la ginnastica fitness, e in politica non si parlava di spending review, forse stavamo tutti meglio. Ma il mondo cambia, e ormai siamo abituati allo storytelling esasperato applicato a qualsiasi ambito: andiamo al ristorante e per ogni piatto troviamo venti righe di spiegazione dettagliata di ogni singolo ingrediente, poi arriva il cameriere e ti illustra la filosofia del locale, lo chef che ti racconta la sua idea di cucina… e così via, a cascata, in tutti i campi dell’esistenza. Negli ultimi anni ci è toccato lo storytelling del vino, dell’olio, ora è arrivato pure quello dell’acqua minerale. Persino le compagnie petrolifere e i colossi dell’energia fanno spot ispirati per raccontarci quando siano bravi e sostenibili, e onestamente – posso dirlo? – mi sembra un po’ troppo. Fatta questa premessa, dico un’ovvietà: penso sia fondamentale saper comunicare al meglio ciò che si fa, e trasmettere a un potenziale cliente i valori che ispirano un’attività professionale. Come dico anche nel mio TEDx Moriremo di storytelling, oggi comunicare in maniera efficace il proprio lavoro è diventato più importante che saperlo fare bene». Fitness club e centri sportivi sono attività in cui la relazione con le persone, la capacità di intercettare e soddisfare i loro bisogni profondi e suscitare emozioni positive e fiducia giocano un ruolo importante per avvicinarle, conquistarle e fidelizzarle. Questo vale in primo luogo per la grande fetta di popolazione sedentaria che non frequenta queste strutture, pur avendone grande bisogno. Che ruolo può giocare lo storytelling, e più in generale la comunicazione a tutti i livelli, in questo scenario? «Quando mi trovo in palestra mi capita spesso di notare che, tra le persone presenti, non c’è nessuno che abbia l’aria di aver bisogno di frequentare una palestra. Così, vedendo che hanno tutti un fisico scolpito e allenatissimo, mi rendo conto che sono il meno in forma di tutta la sala. Ecco, questa non è affatto un’emozione positiva. Poi però a un certo punto entra uno meno in forma di me, e la tensione si scioglie: allora c’è qualcuno messo peggio! E così subentra l’emozione positiva. Se ne potrebbe dedurre che una mossa felice, da parte delle palestre, potrebbe essere assumere dei figuranti dal fisico malconcio e farli bighellonare per le sale attrezzi, in modo da attenuare l’imbarazzo dei clienti fuori forma. D’altro canto, vedere troppa gente malmessa potrebbe scoraggiare i frequentatori… Insomma, come si fa? Certo, ovviamente ho scherzato, però non del tutto; tra le palestre che ho frequentato nella vita ho effettivamente incontrato ambienti decisamente respingenti, tanto che a volte mi sono

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chiesto “Ma che ci faccio qui? Cosa c’entro con questo posto?”. Qui l’atteggiamento e la corretta formazione del personale ha un ruolo fondamentale per attenuare (o peggiorare) questa sensazione. Chi lavora in una palestra deve essere un po’ psicologo: sapersi relazionare agli altri con disinvoltura, ma senza superiorità o invadenza. Quando devo scegliere una palestra, l’atteggiamento che riscontro nella prima persona con cui entro in contatto è un fattore chiave, potrei dire decisivo. Lo storytelling viene dopo, molto dopo». Quali sono gli “ingredienti” fondamentali per attuare una comunicazione che risulti attrattiva, autentica e autorevole, dunque capace di attrarre l’audience alla quale si rivolge, conquistandone l’interesse e la fiducia? «Un punto chiave è conoscere il proprio target: la comunicazione, in qualsiasi ambito, deve sempre partire dalla consapevolezza che è impossibile attirare l’interesse di tutti. Se tenti di rivolgerti a un pubblico generico, indistinto, è probabile che non riuscirai a ottenere l’attenzione che cerchi. L’autenticità è un fattore fondamentale e non scontato. Comunicare significa anche trovare la propria voce, capire chi sei. Non puntare a inseguire replicare modelli che abbiamo visto funzionare da altre parti, ma cercare una propria unicità. Distinguersi non è facile, lo so: tutti comunicano, la sensazione è che tutto sia stato già detto, che non ci sia più nulla di originale da tirare fuori. Lo si diceva anche della musica, una settantina di anni fa: poi però arrivarono i Beatles». Qualcosa da aggiungere? «Al di là di tutti i tecnicismi, penso che la comunicazione si possa dividere essenzialmente in due categorie: buona e cattiva. Cercare di fare buona comunicazione (che vuol dire onesta, comprensibile, non invadente) dovrebbe essere un dovere per chiunque. Purtroppo non è facile, perché quello che funzionava solo venti o trent’anni fa adesso non è più efficace. Il mondo cambia e pretendere di fare le stesse cose che si facevano prima, perché in fondo “abbiamo sempre fatto così”, è il modo più sicuro per andarsi a schiantare. Dal mio intervento al prossimo ForumClub – conclude Andreoli – non aspettatevi rivelazioni eclatanti, cercherò di dire solo parole di buon senso. Se ci riuscissi sarebbe già tanto, visto che è una dote che ultimamente sembra scarseggiare...».

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PRIMO PIANO ITALIA

IL CLUB DI ADRIANO PANATTA A CURA DI DAVIDE VENTURI

Andiamo a Treviso alla scoperta di una struttura fuori dal comune per dimensioni, polivalenza ed eleganza, inaugurata cinque anni fa dopo la completa ristrutturazione di uno storico circolo tennis. Signore e Signori, vi presentiamo l’Adriano Panatta Racquet Club 24

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LA PAROLA AD ADRIANO PANATTA

«L’Adriano Panatta Racquet Club – esordisce l’Adriano Nazionale, che nell’indimenticabile 1976 vinse Roland Garros, Internazionali d’Italia e Coppa Davis – è stato inaugurato il 18 ottobre 2021 ed è frutto di un’idea mia e dell’amico Philippe Donnet (amministratore delegato del Gruppo Generali, ndr). Quando ci si presentò l’opportunità di rilevare uno storico circolo tennis di Treviso, ormai chiuso e finito all’asta, decidemmo di acquistarlo. Dopo una completa e accurata ristrutturazione, abbiamo dato vita a un club praticamente unico nel suo genere. Sorge su una superficie di 2 ettari, a pochi minuti dal centro di Treviso. È un luogo molto bello, costruito per essere accogliente e aperto a tutti: dagli sportivi che vogliono allenarsi a chi desidera tenersi in forma, fino alle famiglie che possono venire qui per trascorrere momenti di svago e relax. Inoltre – sottolinea Panatta – si distingue per una particolarità rara per un club: non bisogna essere soci per frequentarlo. Qui può venire chiunque, anche chi non pratica alcuno sport e desidera semplicemente prendere un caffè, incontrare amici per un aperitivo, trascorrere una giornata in piscina o pranzare e cenare nel ristorante».

Adriano Panatta

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inque anni fa, a Treviso, apriva i battenti un grande club, consacrato a sport, fitness e wellness, dotato di campi da tennis e padel, centro benessere e spa, piscina, palestra, studio Pilates, club house e ristorante. Una struttura elegante e confortevole – situata a pochi minuti dal centro storico della Piccola Venezia – ideale per muoversi, rilassarsi e socializzare. Una realtà fuori dal comune che porta il nome di una leggenda del tennis italiano, oggi apprezzato commentatore televisivo: Adriano Panatta.

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PRIMO PIANO ITALIA

LO SPORT AL CENTRO

Il club trevigiano è consacrato a sport, fitness e wellness

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È ovviamente lo sport a farla da padrone all’Adriano Panatta Racquet Club: dotato di 6 campi da tennis (4 in terra rossa e 2 in sintetico), 6 campi da padel indoor con vetri panoramici e tappeto nero in erba sintetica di ultima generazione, area fitness sviluppata su 250 metri quadrati, sala corsi con una vasta offerta di attività, tra cui total body, yoga, ginnastica posturale, body sculpt, Pancafit e Pilates. Adriano Panatta sottolinea che al tennis e al padel viene data grande importanza e non potrebbe essere diversamente: «Prenotando, è possibile giocare sui nostri

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campi tutto l’anno, tutti i giorni, dalle 8 del mattino alle 10.30 di sera. I bambini e i ragazzi di età compresa tra 4 e 18 anni che vogliono imparare a giocare a tennis e/o a padel, o migliorare il proprio livello tecnico, possono iscriversi alla nostra Scuola Tennis FITP di cui, peraltro, sono Direttore Tecnico, oppure alla Scuola Padel avvalendosi di maestri anch’essi riconosciuti dalla FITP. La nostra proposta didattica – prosegue Panatta – si rivolge anche agli adulti, ai quali proponiamo corsi collettivi per tutti i livelli e lezioni individuali. A tutto ciò si aggiunge l’organizzazione di eventi e manifestazioni, come tornei FITP di tennis e padel, agonistici e non agonistici, nonché campionati a squadre».

IL CLUB NEL CLUB DEDICATO AL PILATES

Lo studio dedicato al Pilates mette a disposizione dei clienti un ambiente elegante e indipendente, un “club nel club” caratterizzato da linee essenziali, tonalità naturali e un’atmosfera rilassante, ideale per un’attività che coinvolge corpo e mente. Lo spazio è attrezzato con Reformer e Chair Balanced Body ed è dedicato a lezioni individuali, di coppia e small group da 3 o 4 persone, sempre persona-


lizzate e su prenotazione. Il lavoro con i grandi attrezzi si integra con il Matwork, per un’esperienza di allenamento completa e diversificata.

SPAZIO AL RELAX E ALL’INTRATTENIMENTO

Per chi desidera rilassarsi e rigenerarsi, il club trevigiano offre un’ampia area wellness con sauna finlandese, bagno di vapore, docce emozionali, vasche idromassaggio, cascate di sale himalayano, area relax con tisaneria e cabine per massaggi olistici e ayurvedici. Completano l’offerta la piscina estiva e la club house, con bar, ristorante e una terrazza dedicata anche all’intrattenimento serale, tra DJ set e spettacoli live. Le strutture sportive – padel, tennis, volley, basket, ping-pong e calcio balilla – sono disponibili anche per attività di team building, personalizzabili in base alle esigenze del gruppo: dal semplice noleggio dei campi alle lezioni con i maestri del club, fino ai mini tornei con premiazione finale. L’esperienza può proseguire con un light lunch o una cena al ristorante, oppure con un aperitivo a bordo campo. La sala interna della club house, dotata di impianto audio e supporti per proiezioni, è inoltre disponibile per incontri aziendali, presentazioni e conferenze, ideale per completare con momenti istituzionali le attività sportive. Per dare un’idea dell’articolato listino dell’Adriano Panatta Racquet Club basta menzionare l’abbonamento annuale all’area fitness, proposto a 840 euro (accesso illimitato alla sala attrezzi o alla sala corsi), cifra che sale a 1.080 euro per

chi intende utilizzare entrambe le aree. L’ingresso alla Spa, con permanenza al suo interno per un massimo di due ore, costa 28 euro durante la settimana e 38 nel weekend e nei giorni festivi, mentre la Spa Experience (75 euro a persona) comprende tisane, frutta e un massaggio relax di 25 minuti.

All’Adriano Panatta Racquet Club lo sport gioca un ruolo fondamentale

PER AMORE, PER SPORT

Viene spontaneo chiedersi perché un mito dello sport nato e cresciuto a Roma, oggi personaggio televisivo conosciuto da tutti, anche dai più giovani che non l’hanno visto giocare, abbia deciso di realizzare proprio a Treviso un bellissimo club, “mettendoci la faccia” e il proprio nome. Panatta risponde senza esitare, con la stessa disinvoltura con la quale rispondeva in campo ai colpi degli avversari: «A Treviso sono arrivato in primis per amore. Mia moglie Anna è trevigiana e qui ho trovato una città che mi ha accolto e trattato sempre molto bene, consen-

L’Adriano Panatta Racquet Club occupa una superficie di 2 ettari

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ANCHE IL NOME FA LA DIFFERENZA

tendomi di instaurare un buon rapporto con tutti. Ho quindi deciso di realizzare proprio qui un club che riuscisse a coniugare la passione per l’attività sportiva con il piacere di potersi rilassare in un ambiente accogliente e curato nei dettagli. Un luogo, insomma, aperto a tutti in cui concedersi un break dalla frenesia e dalla routine quotidiana per trascorrere del tempo di qualità, in compagnia della propria famiglia o degli amici».

Lo studio dedicato al Pilates è un “club nel club” elegante e indipendente

Guarda il video dell’Adriano Panatta Racquet Club;

SCHEDA FORNITORI Attrezzi sala fitness: Technogym Attrezzi Pilates: Balanced Body - Genesi Company Dispositivi spa: Stenal Software gestionale/app: Zucchetti, Start Informatica Campi da Tennis: Play-it Campi da padel: Italgreen

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Il nome che porta il club di via Maffioli è indubbiamente un valore aggiunto sul piano dell’attrattività e del prestigio, e lo stesso Panatta ammette che «fin dall’inizio tante persone sono state spinte dalla curiosità a visitare il club che porta il mio nome. In questi primi cinque anni di attività abbiamo raggiunto ottimi risultati dei quali siamo contenti. Il club va molto bene, quindi ben venga che anche il mio nome abbia contribuito a tutto questo». Viene spontaneo chiedersi se i frequentatori del club abbiano occasioni di incontrarlo, e magari interagire con lui. La sua risposta rivela l’affabilità di un personaggio che è prima di tutto una bella persona: «Sono presente nel club praticamente tutti i giorni, ed essendo Amministratore Unico mi occupo della gestione, supervisiono tutti i settori, in particolare il ristorante e la scuola tennis. Le occasioni per incontrare i clienti, per fare una chiacchierata con gli appassionati di tennis o con qualche ex tifoso dunque non mancano ed è un piacere per me. Ho un buon rapporto con tutti». Ci congediamo dall’AD dell’Adriano Panatta Racquet Club chiedendogli che rapporto ha oggi con lo sport, se gioca ancora a tennis e come utilizza il suo club: «Gioco raramente a tennis o a padel. Ho poco tempo libero e, quando posso, mi piace rilassarmi nell’area wellness».

www.adrianopanattaracquetclub.it


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MERCATO

STUDIARE IL TERRITORIO PER DEFINIRE IL MODELLO DI BUSINESS DI PAOLO GROSSO

Il mercato del fitness italiano è cambiato: per scattarne una fotografia realistica servono nuovi strumenti d’indagine e nuovi sistemi di lettura e interpretazione. La società di consulenza Wellink li ha messo a punto e realizzato una ricerca che restituisce nuovi riferimenti e nuove chiavi di lettura di uno scenario composito e in costante sviluppo. In queste pagine presentiamo questa interessante indagine, nel prossimo numero i risultati e le principali implicazioni strategiche per gli operatori, in esclusiva per Il Nuovo Club

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he qualcosa sia cambiato nel mercato del fitness in Italia è ormai evidente e sotto gli occhi di tutti. Il rallentamento, la stasi e l’incertezza degli anni caratterizzati dall’emergenza sanitaria hanno accelerato un processo che, in realtà, si annunciava già da tempo: la progressiva polarizzazione dell’offerta. Da una parte la crescita dei centri low cost, capaci di intercettare un pubblico molto ampio attraverso prezzi accessibili, orari estesi e una proposta semplice; dall’altra lo sviluppo di boutique studio e centri premium, caratterizzati da maggiore specializzazione, qualità percepita e attenzione alla relazione con il cliente. Nel mezzo, la cosiddetta fascia intermedia, tradizionalmente occupata dai centri fitness generalisti, ha iniziato a mostrare segnali di difficoltà. Strutture con un’offerta molto ampia ma poco caratterizzata, un prezzo non particolarmente competitivo e un’identità non sempre riconoscibile si sono trovate a competere contemporaneamente con operatori più economici e con realtà più specializzate.

ANALISI DI UN MERCATO CHE È CAMBIATO

Tutto questo corrisponde davvero al mercato italiano? E, soprattutto, con quale intensità e con quali differenze territoriali? Per rispondere a queste domande abbiamo avviato, oltre un anno fa, un approfondito lavoro di analisi territoriale finalizzato alla classificazione dei centri fitness, delle boutique e dei centri sportivi presenti sull’intero territorio nazionale. Occupandoci da molti anni di analisi di mercato, posizionamento e sviluppo di concept, abbiamo progressivamente affinato gli strumenti d’indagine e aggiornato i sistemi di lettura e interpretazione dei dati. Ci siamo però resi conto che alcuni parametri utilizzati in passato rischiavano di perdere attendibilità, perché costruiti su un mercato che per oltre vent’anni era cresciuto e cambiato con relativa lentezza. L’accelerazione successiva alla pandemia ha reso più evidenti trasformazioni già in corso: nuovi format, maggiore attenzione alla specializzazione, crescita delle catene, sviluppo dei modelli in franchising, diffusione dei piccoli studi, nuove abitudini di acquisto e una diversa percezione del valore attribuito ai servizi. Da qui la decisione di investire tempo e risorse in una ricerca capace di restituire nuovi riferimenti e nuove chiavi di lettura. Per molti anni l’analisi del potenziale di mercato si è basata soprattutto su alcuni indicatori generali: il numero stimato di italiani che praticano esercizio fisico in palestra, la penetrazione del fitness nelle diverse regioni e il rapporto tra popolazione residente e numero

di operatori presenti in un deter- Negli studi, il valore minato bacino. Questi dati restano medio per cliente è geneimportanti, ma oggi non sono più ralmente più elevato sufficienti. Contare gli abitanti e contare i centri può infatti fornire una prima fotografia quantitativa, ma non permette di comprendere come il mercato sia realmente distribuito. Due territori con lo stesso numero di residenti e lo stesso numero di strutture possono presentare condizioni competitive completamente differenti. Un centro low cost con diverse migliaia di iscritti non esercita sul territorio lo stesso assorbimento di una boutique di personal training con alcune decine di clienti. Allo stesso modo, un family club con piscina e scuola nuoto intercetta bisogni, fasce d’età e nuclei familiari diversi rispetto a un box di allenamento funzionale o a uno studio Pilates.

LA CLASSIFICAZIONE

La semplice numerosità delle strutture, quindi, rischia di mettere sullo stesso piano operatori che hanno dimensioni, capacità produttive, fasce di prezzo e pubblici profondamente differenti. Siamo partiti proprio da questo presupposto: in funzione del posizionamento di prezzo, delle metrature, dei servizi, del modello organizzativo e del target di riferimento, ogni centro assorbe una quota differente del mercato potenziale. A titolo d’esempio, nei centri low cost la fascia d’età maggiormente presente è generalmente quella compresa tra i 18 e i 26 anni, mentre nelle boutique studio la fascia prevalente è quella che tende a collocarsi tra i 35 e i 54 anni. Nei centri con un posizionamento di prezzo accessibile, ma superiore ai 20 euro al mese, gli uomini possono rappresentare circa il 58% degli iscritti; nei family club e nei premium club, invece, la componente

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femminile può arrivare al 60%. Ogni tipologia di struttura esercita quindi un diverso livello di attrazione e assorbe una porzione più o meno ampia del territorio. Questo è stato il primo nodo da sciogliere: classificare i centri non soltanto in base alle loro caratteristiche visibili, ma anche tenendo conto del loro potenziale assorbimento di utenti. Abbiamo scelto una classificazione sufficientemente articolata da rappresentare le principali differenze del mercato, ma non eccessivamente frammentata. L’obiettivo non era definire una verità assoluta o costruire etichette rigide, bensì creare uno strumento di lettura utilizzabile nell’analisi territoriale. Sono state quindi individuate le seguenti categorie.

LOW COST Palestre caratterizzate da ampia apertura oraria, proposta prevalentemente concentrata sul fitness di terra e valore della membership generalmente compreso tra 10 e 30 euro al mese. Il modello punta sui volumi, sulla standardizzazione dei processi e su una forte autonomia del cliente. HVLC La sigla identifica i centri High Value Low Cost. Si tratta di palestre con una qualità degli ambienti e delle attrezzature superiore rispetto al segmento precedente, un’apertura oraria ampia, ma non necessariamente illimitata, e un valore della membership indicativamente compreso tra 30 e 50 euro al mese. Il prezzo rimane accessibile, ma aumenta la percezione di qualità e possono essere presenti servizi aggiuntivi. MID TIER Centri di metrature importanti che affiancano al fitness di terra servizi ulteriori, come una vasca dedicata all’acquagym, una spa o un’area termale. Sono struttu-

re generalmente dotate di attrezzature aggiornate e di una buona attenzione alla qualità del servizio. Il prezzo mensile è solitamente compreso tra 40 e 80 euro.

FAMILY CLUB Club polifunzionali con attività rivolte sia agli adulti sia ai bambini. La presenza della piscina è frequente e si accompagna a un’offerta strutturata di scuola nuoto e, in alcuni casi, di altri sport. Il valore mensile dell’abbonamento è generalmente compreso tra 40 e 70 euro. In queste realtà la famiglia rappresenta spesso l’unità principale di relazione e di acquisto. PREMIUM CLUB Club caratterizzati da elevata qualità della struttura, cura degli ambienti, ampiezza dei servizi e particolare attenzione alla relazione con il cliente. Il valore della membership parte indicativamente da 80 euro al mese e può crescere in funzione del livello di personalizzazione, dei servizi inclusi e del posizionamento complessivo. BOX Strutture orientate all’allenamento in gruppo, spesso focalizzate sul functional training, sul cross training o sul crescente fenomeno dell’hybrid training. Rientrano in questa categoria anche alcune realtà dedicate esclusivamente al pubblico femminile, organizzate attraverso circuit training o allenamento ai sacchi. Il valore percepito nasce spesso dall’identità della community e dalla specificità del metodo. STUDIO Realtà di metrature contenute, con prevalenza di servizi individuali o in piccoli gruppi. Comprendono studi di personal training, Pilates, elettromiostimolazione, postura e altri format specialistici. Il numero di I family club sono strutture polifunzionali che offrono attività rivolte sia agli adulti, sia ai bambini

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clienti è più limitato rispetto ai club tradizionali, ma il valore medio per cliente è generalmente più elevato.

OLD STYLE Centri con bassa specializzazione, attrezzature e ambienti poco aggiornati, conduzione scarsamente strutturata e posizionamento non sempre definito. Sono le cosiddette “vecchie palestre degli anni Ottanta”, spesso collocate in una fascia di prezzo mensile vicina ai 50 euro. Non è l’età della struttura a determinare questa categoria, ma l’assenza di evoluzione del modello.

LE CATENE E LA TRASFORMAZIONE DELL’OFFERTA

Prima di avviare l’analisi specifica è stato necessario identificare le principali catene di centri fitness e studi presenti in Italia. Questo lavoro ha permesso sia di velocizzare il processo di classificazione, sia di comprendere meglio la direzione dello sviluppo del mercato. Abbiamo considerato catene le realtà con più di cinque unità locali e, soprattutto, dotate di un piano di espansione e sviluppo, attraverso centri di proprietà, franchising o formule miste. Consapevoli della dinamicità delle numeriche, determinate da nuove aperture, acquisizioni, fusioni e chiusure, il lavoro è stato costantemente aggiornato. Prima dell’estate 2026 abbiamo classificato in Italia 54 catene, per un totale di 1.095 centri. Il dato non va letto soltanto come una misura della concentrazione del mercato. La crescita delle catene influenza infatti le aspettative dei consumatori, alza il livello di confronto, accelera l’innovazione e rende più evidente la necessità, anche per gli operatori indipendenti, di costruire un’identità riconoscibile.

LA SUDDIVISIONE TERRITORIALE

Il lavoro è stato organizzato suddividendo il territorio nazionale in cinque macroaree: Nord Est; Nord Ovest; Centro; Sud; Isole. I comuni sono stati poi raggruppati in funzione della popolazione residente, utilizzando i seguenti intervalli: da 0 a 14.999 abitanti; da 15.000 a 49.999 abitanti; da 50.000 a 149.999 abitanti; 150.000 abitanti e oltre. Questa distinzione è fondamentale perché il mercato non si comporta nello stesso modo in una piccola città, in un capoluogo di provincia o in una grande area metropolitana. Nei comuni di dimensioni contenute, il bacino di utenza tende spesso a estendersi oltre i confini amministrativi e la mobilità assume un peso decisivo. Nelle grandi città, al contrario, pochi chilometri possono rappresentare una barriera significativa a causa del traffico, dei tempi di percorrenza, della disponibilità di parcheggi e della presenza di numerosi competitor. L’analisi territoriale non può quindi limitarsi alla popolazione contenuta in un raggio geografico. Deve considerare i tempi di percorrenza, le direttrici di traffico, la viabilità, le barriere fisiche, i flussi quotidiani, la presenza

I centri low cost puntano anche su una forte autonomia del cliente

di poli commerciali e lavorativi e la capacità attrattiva del format.

IL CAMPIONE E L’AFFIDABILITÀ DELL’ANALISI

Per ogni combinazione tra area territoriale e dimensione del comune è stata determinata la numerosità campionaria necessaria. Per garantire l’affidabilità statistica dell’analisi, è stato estrapolato un campione significativo dalla popolazione di riferimento. La dimensione del campione è stata calcolata adottando un livello di confidenza del 95% e un margine di errore del 5%, parametri comunemente utilizzati nella ricerca scientifica e nelle indagini statistiche. Un livello di confidenza del 95% significa che, ripetendo il campionamento un elevato numero di volte con la stessa metodologia, nel 95% dei casi il valore reale della popolazione ricadrebbe nell’intervallo stimato dal campione. Il margine di errore del 5% rappresenta invece la massima differenza attesa tra i risultati ottenuti dal campione e quelli che si osserverebbero analizzando l’intera popolazione. La selezione del campione secondo questi criteri permette di ottenere risultati rappresentativi, limitare l’incertezza statistica e mantenere un equilibrio sostenibile tra accuratezza delle stime e ampiezza del lavoro di ricerca.

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I premium club sono caratterizzati da elevata qualità della struttura, cura degli ambienti, ampiezza dei servizi e particolare attenzione alla relazione con il cliente

PERCHÉ STUDIARE IL TERRITORIO

La finalità di questo lavoro non è soltanto descrittiva. Conoscere il territorio significa disporre di informazioni più solide per prendere decisioni imprenditoriali. Prima di aprire un nuovo centro, ampliare una struttura esistente o modificare il proprio posizionamento, occorre comprendere quale domanda sia realmente presente, quale quota sia già assorbita dai competitor e quali segmenti risultino ancora poco serviti. La stessa idea imprenditoriale può essere sostenibile in un territorio e inadeguata in un altro. Un format di personal training ad alto valore può trovare spazio in un’area con buona capacità di spesa e scarsa presenza di servizi specialistici, ma incontrare maggiori difficoltà in un bacino già saturo di studi simili. Un family club può beneficiare di un territorio con numerosi nuclei familiari, ma richiede anche bacini sufficientemente ampi, accessibilità e capacità organizza-

PAOLO GROSSO Laureato in Scienze Motorie, inizia la sua carriera come personal trainer e direttore tecnico per poi approdare nel settore della consulenza e della formazione per centri fitness. Dal 2015 è formatore e amministratore delegato della società Wellink, che sviluppa e realizza progetti di consulenza customizzati per aziende del comparto fitness, wellness e sport

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tiva. Lo studio del territorio non serve a cercare conferme a un’idea già definita. Serve, al contrario, a mettere alla prova le ipotesi, correggerle e, quando necessario, ripensarle. Il rischio più frequente è innamorarsi del proprio progetto prima di aver verificato se esistono le condizioni per sostenerlo. In questi casi il business plan finisce per diventare un esercizio costruito per dimostrare che l’idea funziona, anziché uno strumento per valutarla. Un’analisi seria segue il percorso opposto: parte dai dati, interpreta il mercato, individua il potenziale e solo successivamente costruisce il concept, il listino, la struttura dei costi e gli obiettivi commerciali. Il territorio, naturalmente, non determina da solo il successo di un centro. La qualità della gestione, la capacità commerciale, l’esperienza del cliente, la competenza dello staff e la coerenza dell’esecuzione restano decisive. Tuttavia, partire da una lettura sbagliata del bacino rende più difficile qualsiasi azione successiva. Definire il modello di business significa quindi mettere in relazione ciò che il territorio può esprimere con ciò che l’impresa è in grado di offrire. Non si tratta di copiare il format più diffuso o quello che in quel momento appare più innovativo. Si tratta di comprendere quale proposta possa generare valore in uno specifico contesto, per uno specifico pubblico e con una struttura economica sostenibile. I risultati della ricerca sono particolarmente interessanti e, in diversi casi, meno scontati di quanto ci si potesse attendere. Emergono differenze territoriali, concentrazioni e spazi di mercato che meritano un approfondimento dedicato. Saranno proprio questi risultati, insieme alle principali implicazioni strategiche per gli operatori, l’oggetto dell’articolo che verrà pubblicato nel prossimo numero de Il Nuovo Club.


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DAL CLIENTE OCCASIONALE AL CLIENTE ABITUDINARIO DI GIORGIA D’AUTORIO

La frequenza dell’iscritto è importante per leggere la qualità e l’intensità della sua relazione con il club. Per trasformare la prima vendita in frequenza, la frequenza in abitudine e l’abitudine in una relazione sufficientemente forte da durare nel tempo, servono strategie specifiche. Ecco quali 36

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apete quanto costa acquisire un nuovo iscritto o trasformare un cliente occasionale in un cliente fedele? Se non avete mai calcolato questo dato, vale la pena farlo. E quando parliamo di costo, non ci riferiamo soltanto all’investimento pubblicitario, ma anche a marketing, comunicazione, tempo del personale, attività commerciale, gestione della relazione e formazione. Condividere questo valore con lo staff può cambiare completamente la prospettiva. Spesso, infatti, una volta conclusa la vendita, si tende a pensare che il più sia fatto e a spostare subito l’attenzione sul cliente successivo. In realtà, è dall’iscrizione che inizia la fase più delicata: quella in cui il cliente deve essere accompagnato, riconosciuto e aiutato a trasformare una firma su un contratto in frequenza, e la frequenza in abitudine.

IL VALORE DELLA RELAZIONE

Oggi molti clienti arrivano già informati: conoscono il servizio che vogliono acquistare, hanno confrontato le alternative e spesso hanno già un’idea dei costi. Paradossalmente, la vendita può risultare più semplice di quanto accadesse in passato, ma un abbonamento venduto, una membership attivata o un pacchetto acquistato non equivalgono necessariamente a un cliente realmente acquisito. Il valore della relazione comincia a costruirsi esattamente dal momento dell’iscrizione e prosegue nei primi passaggi dell’esperienza: quando il cliente deve scaricare un’app e incontra difficoltà, quando non sa quale abbigliamento utilizzare, quando non conosce gli spazi o non sa dove si trovano gli spogliatoi e magari si vergogna a chiederlo. Possiamo quindi affermare che la vera sfida è accompagnare il cliente dal giorno zero fino a quando il servizio non entra progressivamente nella sua routine. Questo passaggio riguarda tanto i fitness club quanto le fitness boutique. Cambiano le dimensioni, il modello di servizio, il livello di specializzazione e le modalità di fruizione, ma la domanda rimane la stessa: come trasformare una prima esperienza in un’abitudine? Perché ciò accada, non basta aumentare la frequenza o convincere qualcuno a “venire più spesso”. Il cliente occasionale non diventa abituale perché riceve un reminder via e-mail o uno sconto, lo diventa quando la struttura riesce a entrare nella sua settimana, fatta di imprevisti, famiglia, lavoro e vita quotidiana, costruendo continuità, valore percepito e ragioni concrete per tornare.

LA FREQUENZA COME INDICATORE ECONOMICO

I numeri aiutano a comprendere perché la frequenza debba essere osservata con attenzione fin dai primi mesi. Una ricerca condotta dalla University of Sheffield e pubblicata sulla rivista scientifica Psychology of Sport and Exercise ha seguito per dodici mesi gli accessi reali di 1.726 nuovi iscritti a sei strutture fitness britanniche. Nel primo mese la frequenza media era pari a 7,48 accessi, quindi meno di due ingressi a settimana; al sesto mese era scesa a 2,44 accessi mensili e, al dodicesimo, a 0,92. Ancora più significativo è il dato sulla presenza effettiva: dopo sei mesi soltanto il 50% dei nuovi iscritti aveva effettuato almeno un accesso nel corso mese e, dopo un anno, la percentuale era scesa al 22%. Esiste un ulteriore elemento da considerare: ciò che il cliente percepisce non sempre coincide con ciò che realmente fa. Un altro studio pubblicato sulla stessa rivista, condotto su 229 nuovi iscritti e basato sul confronto tra frequenza dichiarata

La costruzione del valore della relazione comincia nel momento dell’iscrizione e prosegue nelle prime fasi dell’esperienza

e accessi registrati elettronicamente, ha rilevato una sovrastima media della propria frequenza del 39%. In altre parole, molti clienti erano convinti di allenarsi più spesso di quanto risultasse dai dati reali. Questo introduce una variabile particolarmente interessante nella gestione della retention: accanto alla frequenza programmata e a quella effettiva esiste anche una frequenza percepita. Il cliente può quindi iniziare a disimpegnarsi senza avere ancora la sensazione di essersi realmente allontanato dalla propria routine. Anche i dati elaborati da ABC Fitness, uno dei principali provider tecnologici internazionali per fitness club e boutique, evidenziano che i clienti che frequentano due volte alla settimana fanno registrare una permanenza media superiore di circa sette mesi rispetto a coloro che frequentano una sola volta. Questo non significa che aumentare gli accessi produca automaticamente maggiore fidelizzazione, ma conferma quanto frequenza, engagement, permanenza e valore economico del cliente siano strettamente collegati.

I PRIMI 30-90 GIORNI: OLTRE L’ONBOARDING, PROGETTARE L’ABITUDINE

Quanti di voi hanno strutturato un processo di onboarding per i nuovi clienti nella propria attività? E quanti, oltre all’onboarding, progettano realmente l’abitudine alla frequenza? La differenza può sembrare sottile, ma non lo è: l’onboarding accompagna il cliente nei primi passi all’interno della struttura, gli spiega come funziona il servizio, gli presenta gli spazi, lo staff, gli strumenti, le modalità di prenotazione e, quando previsto, il programma d’allenamento. Progettare l’abitudine significa, invece, occuparsi di ciò che accadrà quando l’effetto novità sarà terminato. Se la frequenza è uno degli indicatori che anticipano la continuità del cliente, non può quindi essere lasciata esclusivamente alla sua motivazione, perché inevitabilmente quest’ultima può indebolirsi e l’allenamento difficilmente avrà sempre la meglio sulla vita quotidiana. I primi 30-90 giorni diventano una fase determinante, è qui che una buona intenzione può trasformarsi in una routine oppure iniziare progressivamente a svanire. Le ricerche sulla formazione delle abitudini applicate all’esercizio fisico suggeriscono un principio interessante: definire un obiettivo non basta. È importante lavorare anche sui comportamenti che precedono l’allenamento (preparation habits) e sui segnali che ne facilitano l’avvio (instigation habits). In uno studio condotto con il contributo della Iowa State University, la combinazione di queste strategie è stata associata, nelle analisi divulgate sul progetto, a un’aderenza all’esercizio fino

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al 200% superiore rispetto al gruppo che non aveva ricevuto interventi specifici. Questo significa che bisogna aiutare il cliente a capire come l’allenamento possa entrare realmente nella sua settimana. Le persone non vogliono sentirsi vincolate, ma hanno bisogno di “scrivere sull’agenda” il loro allenamento. Non basta più dire di allenarsi due o tre volte: bisogna individuare quali giorni siano realmente sostenibili, quali orari siano compatibili con la quotidianità e quali piccoli comportamenti possano facilitare il passaggio dall’intenzione all’azione. Preparare la borsa la sera prima o collegare l’allenamento all’uscita dal lavoro possono sembrare dettagli, ma contribuiscono a ridurre ogni volta la necessità di farsi questa domanda: “Oggi vado oppure no?”. Tutte le strutture, soprattutto a settembre, progettano nei minimi dettagli il proprio planning, a livello grafico e organizzativo, e sono spesso preoccupate di collocare la lezione giusta all’orario giusto e dedicano molta meno attenzione al calendario del cliente. La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto “Quante volte dovrebbe allenarsi?”, ma anche “Hai scelto martedì e giovedì alle 18. Che cosa fai normalmente subito prima? Esci dal lavoro alle 17.30?”. In questo modo, in quei due giorni, l’allenamento può diventare la prosecuzione naturale dell’uscita dall’ufficio, non una decisione da prendere ogni volta. Naturalmente non esiste una frequenza ideale uguale per tutti, ma esiste una frequenza sostenibile rispetto a obiettivi, prefe-

Sorprendere il cliente con qualcosa che non si aspetta, come una sessione d’allenamento outdoor, è importante anche sul piano della motivazione e della fidelizzazione

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renze e vita quotidiana. È questo il passaggio dall’onboarding alla progettazione dell’abitudine: non limitarsi a spiegare al cliente come iniziare, ma creare le condizioni affinché continui.

FREQUENZA ATTESA, FREQUENZA REALE E PUNTO DI ROTTURA

Naturalmente, non è sufficiente sapere quante volte un cliente frequenta, è necessario intercettare anche quando la sua frequenza cambia nel tempo. Quando si parla di rischio di abbandono, infatti, si tende spesso a concentrare l’attenzione su chi non entra da 15, 30 o 60 giorni, ma il processo di allontanamento potrebbe essere iniziato già da tempo. Il primo segnale può arrivare molto prima ed è quello che possiamo definire frequency drop, ossia una riduzione della frequenza rispetto al comportamento abituale del singolo cliente. Un cliente che frequenta quattro volte al mese potrebbe essere perfettamente regolare se quella è sempre stata la sua routine. Al contrario, un cliente che passa da dodici accessi mensili a otto e successivamente a sei continua formalmente a frequentare, ma sta progressivamente modificando il proprio comportamento. Lo stesso numero di accessi, quindi, può rappresentare normalità per una persona e un segnale di rischio per un’altra. Per questo la variazione rispetto alla frequenza abituale può essere più significativa del numero assoluto degli ac-


La vera sfida è accompagnare il cliente dal giorno zero fino a quando il servizio non entra, progressivamente, nella sua routine

cessi. Diminuzione delle presenze, cancellazioni più frequenti, aumento dell’intervallo tra una visita e l’altra o perdita degli appuntamenti ricorrenti sono segnali da intercettare prima che il calo si trasformi in assenza e l’assenza in abbandono. La frequenza va quindi progettata, ma anche osservata ed eventualmente recuperata quando diminuisce.

AUMENTARE I MOTIVI PER TORNARE, NON SOLO GLI ACCESSI

Fitness club e fitness boutique possono lavorare sulla frequenza attraverso leve differenti, ma con lo stesso obiettivo: dare al cliente più motivi per tornare. Una struttura con un’offerta ampia può costruire continuità attraverso la varietà delle esperienze. Il cliente può alternare sala fitness, corsi, personal training, Reformer, piscina o attività di recovery, trovando motivazioni diverse per frequentare durante la settimana. Una fitness boutique, invece, può lavorare maggiormente sull’esperienza: appuntamenti ricorrenti, progressioni, livelli, piccoli gruppi stabili, challenge, rituali e relazione con il trainer possono rendere sempre più significativa la partecipazione alla stessa disciplina. Il principio, però, non cambia: la frequenza non aumenta semplicemente chiedendo al cliente di venire di più, ma aumentando le ragioni per cui dovrebbe desiderare di tornare. Anche i dati sull’engagement suggeriscono una relazione importante tra coinvolgimento, frequenza e valore nel tempo. Un report internazionale del 2025, basato sull’analisi di 2,6 milioni di percorsi cliente in oltre 1.300 strutture fitness tra Stati Uniti ed Europa, ha individuato un segmento di clienti particolarmente coinvolti che frequenta il 65% in più rispetto agli altri iscritti, che rimane mediamente più a lungo e che generava un lifetime value superiore del 27%. Questo dato ci dice che non è la quantità di servizi disponibili a fare la differenza, ma la capacità di trasformarli in occasioni reali di partecipazione e soprattutto di relazione. Secondo i dati elaborati da ABC Fitness su oltre 78.000 visite, anche una sola conversazione con lo staff durante la permanenza nella struttura è stata associata a una probabilità di ritorno nel

mese successivo superiore del 20%; con almeno quattro interazioni mensili, questa associazione arrivava all’80%. Questo significa andare oltre il semplice saluto, che resta innanzitutto un gesto di educazione, significa impegnarsi a conoscere il nome del cliente, ricordarne un obiettivo, chiedere come procede il percorso, riconoscere un risultato o suggerire il passo successivo. Tutto questo contribuisce a far percepire al cliente che la sua presenza viene riconosciuta e che il suo percorso non è anonimo. In questo modo, la relazione con lo staff diventa parte integrante dell’esperienza e contribuisce a creare continuità, responsabilità reciproca e senso di appartenenza. C’è poi un ulteriore aspetto: quando il cliente sa che qualcuno si accorgerà della sua presenza, ma anche della sua assenza, la frequenza smette di essere un comportamento esclusivamente individuale e diventa parte di una relazione. E questa relazione rende l’interazione con lo staff una vera leva di retention, e non un semplice elemento di customer care.

DALLA ROUTINE ALL’EFFETTO “WOW”

Costruire una routine è fondamentale, ma attenzione a non confondere l’abitudine con la prevedibilità. Se tutto ciò che il cliente vivrà nei prossimi sei mesi è già perfettamente prevedibile dal primo mese, abbiamo costruito una frequenza, ma non necessariamente una relazione capace di alimentarla nel tempo. La domanda da porsi diventa allora questa: “Oltre all’allenamento, che cosa troverà il cliente la prossima volta che verrà?” Effetto “wow” non significa organizzare continuamente grandi eventi o sostenere costi elevati: può nascere da una piccola esperienza inattesa, da un riconoscimento personale, da un appuntamento che crea attesa o dalla sensazione di sentirsi parte di qualcosa. Di seguito, sei strategie che possono trasformare questi principi in leve concrete di frequenza. Creare un calendario delle sorprese. Non tutto deve essere comunicato con mesi di anticipo. Una secret class o una jolly class, un guest trainer, un recovery corner, una sessione

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Creare esperienze che non si possono vivere tutti i giorni. Masterclass, incontri con professionisti, lezioni speciali, sessioni in piccoli gruppi o esperienze riservate ai clienti più costanti possono trasformare la frequenza anche in uno stimolo. Rompere periodicamente il planning. Una “settimana fuori programma”, una lezione in uno spazio diverso, un’attività outdoor, l’incontro tra due discipline o una collaborazione inattesa tra professionisti possono cambiare temporaneamente le regole del gioco. Non serve modificare continuamente il servizio: è proprio l’eccezionalità dell’iniziativa a renderla interessante.

Anche una piccola esperienza inattesa, un riconoscimento personale, un appuntamento che crea attesa, la sensazione di sentirsi parte di qualcosa possono avere sul cliente l’effetto wow

outdoor, un test, una mini-consulenza o un workshop tecnico possono interrompere positivamente la routine. Il valore non è proporzionale al costo dell’iniziativa: conta soprattutto la capacità di introdurre qualcosa che il cliente non si aspettava. Riconoscere la costanza, non soltanto i risultati. Dieci, venticinque o cinquanta accessi, il primo mese completato, tre mesi di continuità o il raggiungimento di una frequenza concordata possono diventare veri traguardi. Non una raccolta punti, ma un riconoscimento personale: una frase del trainer, un messaggio o un piccolo gesto che comunichi “ci siamo accorti del tuo percorso”. Immaginate, ad esempio, un’e-mail dedicata al “traguardo del mese”: come potrebbe essere percepita dal cliente che la riceve? E se quella stessa comunicazione venisse letta in ufficio o condivisa con colleghi e amici, quale cassa di risonanza potrebbe generare per la struttura? Costruire una struttura che cambia durante l’anno. L’inizio della nuova stagione, la winter season recovery, la summer expercience: la stagionalità può diventare una narrazione che accompagna il cliente. Cambiare alcuni contenuti, introdurre appuntamenti temporanei o collegare le attività al momento dell’anno evita la sensazione di vivere per dodici mesi la stessa esperienza.

LA FREQUENZA IN NUMERI 7,48 → 0,92

Gli accessi medi mensili passano da 7,48 nel primo mese a 0,92 nel dodicesimo.

+39%

È quanto i nuovi iscritti possono arrivare a sovrastimare la propria frequenza rispetto agli accessi realmente registrati.

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+7 MESI

È la maggiore permanenza media associata a due visite settimanali rispetto a una sola.

+20%

È la maggiore probabilità di ritorno nel mese successivo associata ad almeno una conversazione con lo staff durante la visita. Fonti: University of Sheffield Psychology of Sport and Exercise; ABC Fitness.

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Trasformare il ritorno in un momento “wow”. Il cliente che rientra dopo settimane di assenza non dovrebbe essere trattato come se fosse stato presente il giorno precedente. Un breve check-in, l’aggiornamento degli obiettivi, un mini test o semplicemente una conversazione possono trasformare il rientro in una nuova partenza. Non “perché non sei venuto?”, ma “bentornato, vediamo come ripartire”. Anche il ritorno può diventare un’esperienza da ricordare. Il filo conduttore è semplice: il cliente deve avere qualcosa da fare quando frequenta, ma anche qualcosa che abbia voglia di ritrovare o di aspettare. È questo che costruisce senso di appartenenza, molto più di uno sconto. Parliamoci chiaro: prima o poi quasi tutti ci siamo trovati davanti all’obiezione “Ho frequentato poco, se mi fai uno sconto rinnovo”. Ed è facile cedere alla scorciatoia più immediata: ridurre il prezzo pur di chiudere il rinnovo. Il problema è che, quando un cliente ha frequentato poco, il prezzo raramente è la vera causa del calo della sua frequenza. Lo sconto può facilitare una decisione nell’immediato, ma difficilmente costruisce da solo una nuova abitudine. Anzi, se utilizzato ogni volta che il cliente si allontana o deve rinnovare, rischia di spostare il focus dal valore del servizio alla convenienza economica, educandolo così ad aspettare la prossima promozione. L’incentivo dovrebbe avere una funzione diversa: aiutare il cliente a ripartire, favorire la seconda esperienza, sostenere la continuità, accompagnarlo verso una progressione o fargli scoprire un servizio realmente coerente con il suo percorso. Ogni esperienza positiva dovrebbe accompagnare naturalmente il cliente verso il passo successivo, non necessariamente una nuova vendita immediata, ma un prossimo appuntamento, un obiettivo, una progressione o una ragione concreta per continuare. La differenza è sostanziale: lo sconto può offrire una ragione per rinnovare oggi; il valore percepito deve costruire una ragione per continuare a frequentare domani.

DALLA SENSAZIONE AL DATO: MISURARE LA FREQUENZA

Tutte le strategie analizzate finora hanno un presupposto comune: la frequenza non può essere gestita se prima non viene misurata. Sapere quanti abbonamenti sono attivi o quante membership sono state vendute non è sufficiente per comprendere quanto la propria base clienti sia realmente coinvolta. Una dashboard sulla frequenza dovrebbe permettere di leggere pochi indicatori realmente utili: frequenza: frequenza media mensile, accessi nei primi 30/60/90 giorni, giorni dall’ultimo accesso, frequenza attesa vs frequenza reale, variazione rispetto al comportamento abituale;


Preparare la borsa della palestra la sera prima, o abbinare l’impegno dell’allenamento all’uscita dal lavoro, aiuta a trasformare la frequentazione del club in abitudine

continuità: clienti in calo, clienti attivi/inattivi, tasso di riattivazione, riprenotazione, retention per fascia di frequenza; valore: numero di servizi utilizzati, scontrino medio e customer lifetime value. Attenzione, non bisogna riempire dashboard con decine di numeri: un KPI ha valore solo quando permette di prendere una decisione. Sapere che un cliente non frequenta da venti giorni serve a poco se quell’informazione non genera una presa in carico; conoscere il frequency drop non produce alcun risultato se nessuno ha definito quando e come intervenire. Si deve pertanto passare dalla misurazione alla gestione: stabilire soglie di rischio, segmentare i clienti, impostare alert, definire ruoli e responsabilità dello staff e costruire protocolli differenti in funzione del comportamento rilevato. Non esiste necessariamente un modello identico per tutte le strutture: dimensioni, tipologia di servizio, frequenza attesa e modello di business richiedono sistemi differenti. La domanda da porre, quindi, non è soltanto “Quanti clienti abbiamo?”, ma “Sappiamo quanti stanno realmente costruendo un’abitudine, quanti stanno diminuendo la frequenza e quanti stanno lentamente uscendo dalla nostra struttura senza aver ancora disdetto o smesso di acquistare?”.

CONCLUSIONI

Con questo articolo ho voluto offrire spunti, numeri e strategie per guardare alla frequenza da una prospettiva diversa, non soltanto come dato tecnico che indica quante volte una persona entra nel club, ma come uno dei segnali attraverso cui leggere la qualità e l’intensità della relazione tra cliente e struttura. Una progressiva diminuzione degli accessi può raccontare

che quella relazione si sta indebolendo molto prima che arrivi una disdetta, un mancato rinnovo o la decisione di non acquistare il pacchetto successivo. Per questo la crescita di un fitness club o di una fitness boutique non può essere misurata esclusivamente attraverso il numero di nuovi clienti acquisiti. Acquisire è soltanto una parte dell’equazione, l’altra è riuscire a trasformare quella prima vendita in frequenza, la frequenza in abitudine e l’abitudine in una relazione sufficientemente forte da durare nel tempo. Questo significa anche cambiare alcune delle domande che vengono poste nelle riunioni tra responsabili. Accanto a “Quanti nuovi iscritti abbiamo fatto questo mese?”, dovrebbe trovare sempre più spazio un’altra domanda: “Quanti dei nostri clienti stanno realmente frequentando, quanti stanno costruendo un’abitudine e quanti stanno già iniziando ad allontanarsi?”.

GIORGIA D’AUTORIO Laureata in Scienze Politiche, indirizzo economico-amministrativo, in possesso di Master Executive in Wellness Management Club, da 22 anni lavora nell’ambito dei centri fitness. Dal 2017 è business tutor presso la società di consulenza Wellink che si rivolge al comparto fitness, wellness e sport. È amministratrice e club manager di Club Interamnia di Teramo, sovrintendendo alle attività gestionali, commerciali e di marketing.

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POWERPENIA E LONGEVITY

DI LUCA MARIN

Comprendere la distinzione tra “sarcopenia”, “dinapenia” e “powerpenia” consente ai tecnici e ai gestori del club di adeguare la propria offerta d’allenamento rivolta ai senior. L’integrazione dell’allenamento della potenza muscolare nei servizi ad alto valore è un’opportunità in più per cogliere le opportunità di un mercato della longevity dalle gigantesche potenzialità

P

arlando di longevità, è ormai risaputo che l’obiettivo non è più allenarsi solo per vivere a lungo, ma per vivere meglio e in piena indipendenza. Il grande interesse della comunità scientifica per questo argomento fornisce costantemente nuove conoscenze che possono essere recepite e utilizzate anche per l’individualizzazione dell’esercizio fisico. Un esempio di queste possibili integrazioni è il concetto di Powerpenia.

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È noto che la salute del sistema neuro-muscolare e la relativa capacità funzionale sono fondamentali in ottica longevity. A metà degli anni Novanta la medicina ha introdotto il concetto di sarcopenia, definendolo come la fisiologica perdita progressiva di massa muscolare, legata all’età (Baumgartner, 1997). La sarcopenia è stata a lungo considerata il parametro principale per misurare il declino muscolare nella popolazione senior e, di conseguenza, i programmi d’allenamento proposti all’inter-


no dei fitness club si sono In ottica longevity, comprendere la concentrati sull’ipertrofia distinzione tra sarcopenia, dinapenia e powerpenia permette ai fitness club di e/o sul mantenimento del adeguare l’offerta d’allenamento volume muscolare, adottando routine ad alto volume, velocità esecutive estremamente controllate e ritmi blandi. Vent’anni dopo si è iniziato a parlare di dinapenia (dal greco dynamis, forza, e penia, perdita), definendola come la perdita di forza e funzione muscolare associata all’età, non spiegabile esclusivamente con la perdita di massa muscolare (Cruz Jentof et. al., 2018). I club più attenti hanno iniziato a introdurre programmi d’allenamento funzionale appositamente strutturati per gli utenti silver. Il riconoscimento della dinapenia ha migliorato la comprensione delle dinamiche legate alla longevità e alla prevenzione del declino motorio, trascurando però un parametro importante. Una persona over 65 può possedere una discreta massa muscolare (assenza di sarcopenia) e una forza massima isometrica o lenta nella norma (assenza di dinapenia marcata), ma incontrare problemi nell’evitare una caduta accidentale, nell’alzarsi velocemente da terra o da una sedia bassa o nel salire in modo reattivo i gradini di un autobus. Queste difficoltà rientrano nella sfera della powerpenia, termine introdotto nel 2024 da Sandro Remo Freitas e Ronei Silvera Pinto che la descrivono come “perdita clinica di potenza muscolare”. Questo declino precoce della potenza è legato al sistema neuro muscolare, in particolare all’atrofia selettiva delle unità motorie e delle fibre muscolari di Tipo II (fibre rapide), le prime a essere reclutate durante azioni esplosive, movimenti veloci o strategie di salvaguardia dell’equilibrio. Quando una persona inciampa, la capacità di evitare una caduta non dipende solo da quanta forza massima lenta possiede o dalla circonferenza del suo quadricipite, ma, soprattutto, dalla rate of force development (RFD), ossia dalla velocità con cui riesce a reclutare le fibre rapide per posizionare il piede a terra ed esercitare una spinta immediata e contrastante. Questa finestra temporale di attivazione muscolare per ritrovare l’equilibrio è brevissima, meno di 200 millisecondi. La tabella sottostante riassume i concetti esposti e la percentuale di perdita annuale dopo i 50 anni.

Sarcopenia

Massa muscolare

1%

Dinapenia

Forza e capacità funzionale

1,5 - 2%

Powerpenia

Potenza muscolare

3 - 4%

VALUTARE LA POTENZA

Introdurre la prevenzione e il contrasto della powerpenia all’interno del club richiede valutazioni oggettive, riproducibili, rapide e sicure, che possono essere eseguite con strumenti semplici o utilizzando la tecnologia.

Mostrare al cliente silver il proprio “stato di potenza muscolare”, significa creare consapevolezza e valore intorno al servizio offerto.

TEST “DA CAMPO” Five Times Sit-to-Stand Test (5TSTS) È il test gold standard. Si richiede al soggetto di alzarsi e sedersi da una sedia per 5 volte di seguito nel minor tempo possibile, tenendo le braccia incrociate sul petto. Esistono tabelle di riferimento per fasce di età. Per una valutazione più approfondita, si può analizzare anche la velocità della fase concentrica (la salita). Esistono app gratuite e validate scientificamente, che consentono di rilevare facilmente questo parametro. Timed Up and Go test (TUG) Meno specifico del precedente. Valuta l’equilibrio, la velocità di marcia e la capacità di cambio di direzione. Il cliente parte da seduto, si alza, cammina per 3 metri, si gira, torna indietro e si risiede. La componente esplosiva nell’atto di alzarsi e la reattività nei cambi di direzione forniscono un’indicazione, non un valore assoluto, della potenza e della capacità coordinativa.

VALUTAZIONI SUPPORTATE DALLA TECNOLOGIA

L’integrazione della tecnologia all’interno del club garantisce dati scientifici precisi. I test sono fondamentali per individualizzare l’allenamento e creano una baseline importante: mostrare a una persona che la sua capacità di generare potenza è migliorata del 20% in tre mesi è la migliore leva di fidelizzazione all’interno di un programma di longevità. Pedane di forza e fotocellule Permettono di testare salti a impatto ridotto o controllato, come lo squat jump, il countermovement jump o la velocità di stacco della pianta del piede durante un’estensione rapida tacco-punta. Il software estrae immediatamente i watt/kg espressi dal soggetto. I test possono essere adattati alle capacità del soggetto ma non sono adatti ad alcune fasce di popolazione.

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Encoder lineari e accelerometri Applicati ai pacchi peso delle macchine isotoniche tradizionali permettono di misurare la velocità di spostamento del carico e tarare il programma di lavoro. Macchine con motore elettrico Queste macchine di ultima generazione consentono di testare la forza esplosiva dei principali gruppi muscolari e in alcuni casi, dell’intera catena cinetica dell’arto. I vantaggi principali sono il controllo del movimento e della postura, la distribuzione fluida del carico e l’assenza di attrezzi liberi in movimento, come manubri e bilancieri.

ALLENARE LA POTENZA

Per contrastare la powerpenia non serve stravolgere la sicurezza dei clienti senior, né proporre esercizi acrobatici o ad alto rischio di infortunio. Basta applicare i principi del power training, o del velocity-based training adattato, proponendo protocolli individualizzati sulle capacità funzionali della persona. Power training a basso carico ed elevata velocità (Low-Load High-Velocity) La letteratura scientifica consiglia l’utilizzo di carichi compresi tra il 30% e il 60% della ripetizione massimale (1RM), eseguiti con l’intenzione di spostare la resistenza alla massima velocità concentrica possibile mantenendo sempre il completo controllo del movimento ed eseguendo una fase eccentrica lenta (2-3 secondi). Si consi-

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La sarcopenia è stata a lungo considerata il parametro principale per misurare il declino muscolare nella popolazione senior

gliano 3-5 serie con un basso numero di ripetizioni (4-6) per mantenere alta la velocità ed evitare l’affaticamento metabolico. Allenamento balistico e pliometrico a basso impatto (Low-Impact Plyometrics) La pliometria tradizionale (jump squat, drop jump) è controindicata in soggetti con degenerazioni articolari. Tuttavia, quando possibile, la componente di accumulo e rilascio di energia elastica nei tendini va stimolata. Med-ball throws, a parete o a terra, con palle mediche leggere (2-4 chilogrammi), coinvolgendo tutta la catena cinetica, permettono di accelerare il carico durante tutto il range di movimento senza la fase di decelerazione finale, tipica dei pesi liberi. Sono indicati anche piccoli impulsi di salto, con scarico del peso corporeo tramite bande elastiche ancorate in alto, oppure esercizi di quick feet su scaletta per la coordinazione e il rapido cambio di distribuzione del peso corporeo da un piede all’altro. Allenamento con inversione rapida di fase Esercizi che richiedono un cambio rapido di direzione tra la fase eccentrica e quella concentrica stimolano la reattività dei fusi neuromuscolari e i riflessi di stiramento. La velocità di esecuzione deve essere sempre secondaria alla corretta esecuzione del gesto e stabilita sulla base dei risultati dei test.


ALLENARE IN SICUREZZA

L’inserimento del power training per la popolazione senior pone il problema fondamentale della sicurezza. Per questi clienti, utilizzare bilancieri o manubri liberi per esecuzioni esplosive comporta rischi legati a microtraumi articolari, alla perdita di controllo del carico nella fase finale del movimento (decelerazione) e ai picchi di inerzia, nocivi per la colonna vertebrale ed eventuali articolazioni sofferenti. Per rendere il power training un prodotto sicuro, vendibile e scalabile, i centri fitness potrebbero considerare di investire in attrezzature ad alta tecnologia. Encoder lineari Come per le valutazioni, anche per l’allenamento l’introduzione del monitoraggio della velocità di esecuzione rappresenta una vera svolta per la gestione del carico nel cliente senior. Attraverso l’uso di encoder lineari o sensori wearable, l’istruttore può individuare la velocità, di picco e media, necessaria per stimolare la potenza mantenendo l’esercizio totalmente sicuro. Invece di lavorare a percentuali fisse della 1RM, ci si focalizza sul mantenere la velocità concentrica entro un determinato target, solitamente sopra i 0,6–0,8 m/s. La serie viene interrotta quando si registra un calo della velocità superiore al 10-15%. Questa metodologia, conosciuta come Velocity based training, evita l’accumulo di fatica neuromuscolare e l’esaurimento metabolico, garantendo che ogni singola ripetizione sia eseguita con il massimo reclutamento delle fibre veloci e tutelando le strutture articolari.

concentrico ottimizzato per la massima esplosività e un eccentrico ridotto, ad esempio il 30%. Lo schermo della macchina mostra al cliente una barra o un bersaglio grafico che indica i watt prodotti a ogni singola ripetizione. Se l’utente riduce la velocità a causa della fatica, la macchina lo segnala visivamente. Quando la potenza scende al di sotto del 10-15% del valore di picco, la serie viene interrotta. Questo garantisce che ogni singola ripetizione sia pura potenza e non resistenza alla fatica. Alcuni programmi hanno un biofeedback visivo, costituito da un percorso, composto da salite e discese, che può essere eseguito solo rispettando i tempi prestabiliti di contrazione concentrica ed eccentrica, quindi della velocità di esecuzione. Questa modalità allena anche la capacità di gestire i timing di reclutamento neuromuscolare.

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Macchine pneumatiche A differenza dei tradizionali macchinari dotati di pacco pesi, nei quali la gravità e l’inerzia giocano un ruolo critico, le macchine ad aria compressa riducono l’inerzia, consentendo l’accelerazione concentrica alla massima velocità con qualsiasi carico. A ogni ripetizione, il display integrato mostra la potenza media e di picco, espressa in watt, riducendo i rischi di sovraccarico articolare. Macchine con resistenza dinamica a controllo elettronico Dotate di motori elettrici con servomotore, eliminano quasi del tutto l’inerzia e sono attualmente gli strumenti più duttili. Il motore elettrico regola la resistenza in tempo reale in base alla forza espressa dall’utente, al metodo d’allenamento selezionato e ai test di forza eseguiti direttamente sulla macchina. Tra i numerosi programmi, ne esistono alcuni che consentono anche ai senior di allenare in sicurezza la forza esplosiva grazie ad alcune caratteristiche fondamentali. Il motore elettrico applica la resistenza impostata per la fase iniziale e centrale della spinta, e rileva in tempo reale la velocità, azzerando la resistenza prima del raggiungimento della completa escursione articolare. Questo elimina i microtraumi da impatto articolare. Per favorire il recupero, è possibile utilizzare un carico

L’allenamento pliometrico, ma a basso impatto, ha effetti positivi anche in chiave longevity

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Preservare o incrementare la forza esplosiva per un over 65 significa anche poter giocare con i propri nipoti in scioltezza e con reattività

VANTAGGI OPERATIVI

Allenare la potenza dei clienti senior è possibile utilizzando gli strumenti normalmente presenti in palestra. Dotare l’area longevità, o il circuito senior, di macchinari di ultima generazione garantisce un posizionamento di alto livello e fornisce vantaggi importanti: la persona è molto più autonoma e si allena in sicurezza, il biofeedback visivo fornisce una gamification che rende più piacevole l’allenamento, i dati raccolti dalla macchina forniscono un quadro chiaro del percorso dell’utente e consentono di oggettivare i risultati e individualizzare al meglio il programma di allenamento. Non trascurabili anche le ricadute in termini di differenziazione dell’offerta, vendita e fidelizzazione. Per ottenere i migliori risultati, potrebbe essere utile presentare questa proposta uscendo dagli schemi di comunicazione spesso utilizzati per le persone più mature. Sostituire espressioni come anziani, ginnastica dolce, prevenzione cadute con termini più consoni alle aspettative del target silver potrebbe favorire il raggiungimento di risultati importanti. Sarebbe forse utile far leva sull’allenamento della reattività e della capacità di rispondere rapidamente agli imprevisti della quotidianità e sull’aumento dell’energia per svolgere meglio e in sicurezza le attività preferite.

CONCLUSIONE

In ottica longevity, comprendere la distinzione tra sarcopenia, dinapenia e powerpenia permette ai tecnici e ai gestori dei club di adeguare l’offerta d’allenamento. La longevità attiva non si costruisce più soltanto “facendo massa” o muovendosi lentamente, ma anche rieducando il sistema neuromuscolare a essere reattivo e coordinato. Preservare o incrementare la forza esplosiva di un iscritto over 65 significa garantirgli la possibilità di rialzarsi rapidamente dopo una scivolata, salire agevolmente le scale portando la spesa, giocare con i nipoti al parco

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con scioltezza e reattività. Per i gestori e i manager dei fitness club, l’integrazione del concetto di powerpenia e dei relativi protocolli d’allenamento non è soltanto un aggiornamento tecnico-scientifico, ma potrebbe rivelarsi una precisa strategia aziendale di posizionamento tra le offerte di fascia alta dedicate alla longevity.

BIBLIOGRAFIA 1. Riva G, Wiederhold BK, What the Metaverse is (really) and why we need to know about it. Preprint, May 2022 2. Bokyung K, Nara H, Eunji K, Yeonjeong P, Soyoung J, Educational applications of metaverse: possibilities and limitations. J Educ Eval Health Prof 2021;18:32 3. Xi N, Chen J, Gama F, Riar M, Hamari J, The challenges of entering the metaverse: An experiment on the effect of extended reality on workload. Information Systems Frontiers 4. Matamala GM, Maselli A, Malighetti C, Realdon O, Mantovani F, and Riva G, Virtual Body Ownership Illusions for Mental Health: A Narrative Review, Journal of clinical medicine 10 (2021),139.

LUCA MARIN Dottore di ricerca in Tecnologie per la Riabilitazione, la Medicina e lo Sport, membro del Laboratorio di Attività Motoria Adattata (LAMA) dell’Università di Pavia. Docente nei Corsi di Laurea di Scienze Motorie e di Fisioterapia dell’Università di Pavia. Docente dell’Università di Ostrava e dell’Asomi College of Sciences. Autore di libri e articoli scientifici nell’ambito dell’esercizio terapeutico e dell’attività motoria adattata.


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COMUNICAZIONE

LA PUBBLICITÀ DEI CLUB È SBAGLIATA

DI ADRIANO GUIZZETTI

La comunicazione pubblicitaria attuata dagli operatori del fitness da anni si rivolge a chi è già sportivo, già motivato e alla ricerca di performance e risultati estetici, ovvero a un target che non cresce. Per conquistare le tante persone che hanno esigenze e aspettative diverse serve un approccio diverso

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Q

ualche settimana fa mi è capitato di vedere la pubblicità di una banca dell’est Europa. Non parlava di tassi, mutui, conti correnti o servizi digitali. Diceva solo una frase, semplice e diretta: “l’onestà paga”. Nessun tecnicismo, nessuna promessa di rendimento, nessun elenco di vantaggi. Solo un valore, dichiarato con chiarezza, capace di parlare a chiunque, non solo a chi già mastica finanza. Per conquistare nuovi Mi ha colpito, e fatto riflettere. Perché, più target, come i sedentari che o meno nello stesso periodo ho incontranon si sono mai cimentati nel to un vecchio amico, che da sempre frefitness, gli operatori devono comunicare in modo diverso quenta palestre. Nel corso degli anni ne ha cambiate almeno sei: tradizionali, premium, low cost. Gli ho chiesto come mai. Mi ha risposto con una scrollata di spalle: non lo sapeva quotidiana, il benessere psicofisico, l’idea di invecchiadavvero. Cercava qualcosa di diverso, ma non era mai re in piena forma, mantenendo autonomia, energia e riuscito a capire cosa distinguesse realmente un’offerta qualità della vita il più a lungo possibile. Non è più solo dall’altra. Sei palestre, sei abbonamenti, e nessuna vera questione di bicipiti o di taglia, ma di prevenzione, di comprensione della differenza tra un modello e l’altro. postura, di mobilità, di longevità. Due episodi apparentemente slegati che, messi vicini, Insieme a questi temi è arrivato anche un pubblico diraccontano qualcosa di importante su come comunica verso: persone più informate, che si documentano prioggi il settore del fitness “tradizionale”: comunica male, ma di scegliere, che confrontano offerte, che leggono comunica in modo indistinto. recensioni, che vogliono capire cosa stanno davvero acquistando. Un pubblico più consapevole e, di conseguenza, più esigente. Non gli basta più vedere un peso sollevato per capire se quella palestra fa al caso suo: LE STESSE IMMAGINI, DA SEMPRE Se guardiamo la pubblicità dei centri fitness degli ul- vuole sapere che tipo di esperienza troverà, che tipo di timi vent’anni, la sostanza non è cambiata quasi mai. Pesi attenzione riceverà, che tipo di persone incontrerà. che vengono sollevati, corsi di gruppo ripresi a metà le- A questo cambiamento della domanda, la comunicazione, corpi sudati, muscoli in tensione, fatica messa in zione tradizionale del settore ha risposto in gran parte scena come valore assoluto. È un’iconografia riconoscibi- restando ferma. Le stesse immagini di sempre, propole, quasi un genere a sé: la si vede su volantini, cartelloni, ste a un pubblico che nel frattempo ha iniziato a farsi spot locali, contenuti social. Cambiano i loghi, cambiano domande diverse. i colori, ma il linguaggio visivo resta identico. Per anni questa scelta ha funzionato, perché rispecchiava fedelmente il pubblico a cui il fitness tradizionale si L’ASCESA DEL MODELLO LOW COST rivolgeva: persone già sportive, già motivate, alla ricerca Parallelamente a questa evoluzione della domanda, di performance e risultati estetici. Un target chiaro, rico- si è sviluppato con forza il modello low cost. Grandi noscibile, facile da intercettare con immagini altrettanto spazi, accessi ampi, prezzi contenuti, offerta essenziachiare. le, poco personale, molta autonomia lasciata al cliente. Il problema è che quel target, in Italia, non cresce più. È Un modello che ha saputo intercettare in modo efficamaturo, saturo, per certi versi già conteso da anni tra gli ce una fascia di pubblico enorme: chi vuole allenarsi stessi operatori. Continuare a parlare solo a quel target si- senza troppi fronzoli, senza vincoli, spendendo il meno gnifica continuare a giocare in un campo che non si allar- possibile. ga, contendendosi sempre le stesse persone, con gli stessi Ed è qui che, paradossalmente, le immagini tradizioargomenti, con le stesse immagini. nali del fitness tornano ad avere senso. Per un centro low cost, mostrare pesi, sudore, sale attrezzi affollate, fatica pura, è del tutto coerente: comunica esattamente ciò che offre, un luogo funzionale, essenziale, orientato IL PUBBLICO È CAMBIATO, all’allenamento e basta. Nessuna promessa di relazioLA COMUNICAZIONE NO Nel frattempo, però, il mondo attorno al fitness si è ne, di percorso personalizzato, di ambiente curato: solo mosso. Sono emersi con forza concetti nuovi rispetto attrezzi a disposizione e un prezzo basso. Il messaggio alla sola performance sportiva: la salute come priorità e il prodotto, in questo caso, sono allineati.

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IL CORTOCIRCUITO DEL RESTO DEL SETTORE

COMUNICAZIONE

Il problema nasce per tutto il resto dell’offerta: i centri tradizionali, i club premium, i family club. Strutture che, sulla carta, dovrebbero offrire qualcosa di diverso: maggiore cura del cliente, servizi aggiuntivi, un’esperienza più curata, un rapporto più personale, un approccio pensato per un pubblico più ampio e variegato, comprese famiglie, persone meno esperte, over cinquanta, chi si avvicina per la prima volta all’attività fisica o vi torna dopo anni di pausa. Eppure, se guardiamo la loro pubblicità, continuano a usare esattamente le stesse immagini del modello low cost: pesi, sudore, muscoli, fatica. Le stesse identiche leve comunicative di chi vende un prodotto essenziale e a basso prezzo, applicate però a un’offerta che dovrebbe posizionarsi in modo completamente diverso. È un errore silenzioso, quasi invisibile a chi lo compie, ma dal punto di vista del posizionamento è un cortocircuito enorme. Se comunico allo stesso modo di chi vende un prodotto essenziale, ma il mio prodotto costa di più ed è pensato per essere diverso, sto mandando un messaggio contraddittorio. E il consumatore, giustamente, si affida a ciò che vede, non a ciò che l’azienda pensa di offrire internamente.

TUTTO SEMBRA UGUALE

Il risultato di questa sovrapposizione visiva è tanto semplice quanto pericoloso: agli occhi del consumatore, oggi, una palestra sembra uguale all’altra. Cambiano i loghi, cambiano gli indirizzi, cambiano forse i prezzi, ma le immagini raccontano sempre la stessa storia: pesi, sudore, fatica. Le uniche persone in grado di cogliere le reali differenze tra un modello tradizio-

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nale, uno premium e uno low cost sono gli addetti ai lavori, chi il settore lo conosce dall’interno e sa leggere tra le righe di un’offerta commerciale. Per chi invece deve semplicemente scegliere dove allenarsi, senza avere competenze specifiche, tutte quelle immagini comunicano lo stesso concetto: sudore e fatica, punto. E se tutto sembra uguale, l’unico criterio di scelta razionale che resta al consumatore è il prezzo. È esattamente il meccanismo attraverso cui un settore, qualunque esso sia, scivola verso la commodity: quando il cliente non percepisce più differenze reali tra le offerte, sceglie inevitabilmente in base al fattore più semplice da confrontare, cioè il costo. Ed è proprio questo che sta accadendo, sempre di più, al fitness in Italia: viene percepito come una commodity, un servizio intercambiabile, dove non conta tanto dove ci si allena ma quanto si paga per farlo. Un destino paradossale per un settore che, in teoria, avrebbe moltissimo da raccontare in termini di salute, relazione, comunità, benessere a lungo termine.

PUBBLICITÀ PENSATA PER CHI IL SETTORE GIÀ LO CONOSCE

Il vero nodo, alla fine, è questo: buona parte della comunicazione del fitness tradizionale non è pensata per attirare nuovi clienti, ma finisce per parlare, involontariamente, solo a chi il settore lo conosce già. Immagini che un operatore del setLa comunicazione del club tore sa decifrare, distinguendo un New Athletic di Padova si club premium da uno tradizionale rivolge a target diversi dallo attraverso dettagli minimi: la qualità zoccolo duro dei centri fitness della fotografia, il tipo di attrezzatura italiani


inquadrata, l’ambientazione, il tono del claim. Dettagli che, però, per la maggior parte del pubblico restano invisibili. Continuiamo a mostrare pesi e sudore pensando che siano un linguaggio universale, capace di attrarre chiunque, quando in realtà sono diventati un codice interno, comprensibile soprattutto a chi lavora già nel settore. Non stiamo parlando a chi non si allena ancora, a chi è intimorito dall’ambiente palestra, a chi cerca motivazioni legate alla salute più che all’estetica, a chi vorrebbe iniziare ma non si sente rappresentato da quelle immagini. Stiamo parlando, sostanzialmente, tra di noi.

SERVE UN’ONESTÀ COMUNICATIVA DIVERSA

Torniamo alla pubblicità della banca dalla quale sono partito: la sua forza stava proprio nel non parlare in termini tecnici, ma nel dichiarare un valore semplice e comprensibile a chiunque. Il fitness tradizionale, quello premium, i family club, avrebbero un’occasione enorme per fare lo stesso: raccontare salute, relazione, percorso, comunità, invecchiamento attivo, attenzione alla persona. Concetti che il pubblico oggi cerca dav-

ADRIANO GUIZZETTI Laureato alla Bocconi, ha maturato una lunga esperienza nella GDO. È socio e fondatore, assieme a Manuel Salvi e Antonella Rolli, di UP Soluzioni, società di consulenza nei settori sport, fitness e benessere. È inoltre delegato regionale FICSF - Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso e FISKY - Federazione Italiana Skyrunning.

Un esempio di comunicazione “diversa”, attuata dal club New Athletic di Padova

vero, e che nessuna immagine di un bilanciere sollevato riesce a comunicare da sola. Finché continueremo a scegliere le stesse fotografie di sempre, indipendentemente dal modello di business che ci sta dietro, continueremo a essere percepiti tutti uguali. E se siamo tutti uguali agli occhi di chi deve scegliere, l’unica cosa che resta da confrontare è il prezzo. Non è un caso di sfortuna: è la diretta conseguenza di una comunicazione pensata più per rassicurare gli addetti ai lavori che per conquistare chi, ancora, un abbonamento in palestra non lo ha mai fatto.

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MERCATO

IL FITNESS-WELLNESS NELL’ERA POST-COVID A CURA DI ANDREA MUZZARELLI

Il fitness riveste oggi un ruolo più ampio nella vita delle persone, e i club fanno ormai parte di un ecosistema più diversificato. Queste le conclusioni di uno studio di settore recentemente pubblicato da Total Fitness, catena UK che opera nel segmento medio di mercato. Ecco come sono cambiate le aspettative e le motivazioni dei soci nei cinque anni trascorsi dalla pandemia 54

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tribuiscono sempre più importanza alla salute a lungo termine, al benessere mentale e alla qualità della vita, dall’altro i fattori critici di scelta dei club si sono ampliati (dal wellness alla dotazione di piscine, dalla competenza del personale al senso di appartenenza). Altri cambiamenti evidenziati dal rapporto includono il ritorno in auge del segmento di fascia media e un ruolo più rilevante per i personal trainer. Il fitness-wellness, insomma, riveste oggi un ruolo più ampio nella vita delle persone, e i club – lungi dall’essere diventati marginali – fanno ormai parte di un ecosistema più ampio e diversificato. Ma se il tempo ha giocato a favore del settore, spetta agli operatori il compito di non lasciarsi sfuggire questa nuova, grande opportunità. Vediamo ora, più in dettaglio, che cosa è emerso dall’indagine condotta da Total Fitness.

RITORNO ALLA NORMALITÀ?

Nell’aprile 2021, in tutto il Regno Unito i fitness club riaprirono le loro porte dopo il periodo forse più difficile che il settore del fitness avesse mai attraversato. Per mesi, le persone non avevano potuto accedere a fitness club e centri sportivi. Abitudini consolidate erano state interrotte e routine legate all’esercizio fisico erano cambiate. Molti avevano trovato nuovi modi per mantenersi attivi, mentre altri avevano completamente abbandonato l’attività motoria regolare. Nei cinque anni successivi, le persone hanno assistito alla crescita del lavoro ibrido, all’aumento del costo della vita, alla maturazione di una maggiore consapevolezza del benessere mentale, alla rapida diffusione delle tecnologie dedicate al fitness e all’espansione delle esperienze e delle comunità legate all’attività fisica. All’epoca, il settore si poneva importanti interroga-

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© Total Fitness

otal Fitness (cfr. Il Nuovo Club n. 191), catena attiva nel segmento medio di mercato con club presenti nel nord dell’Inghilterra e del Galles, ha pubblicato una nuova ricerca che rivela come siano cambiate le aspettative e le motivazioni degli iscritti ai centri fitness-wellness nel periodo post-lockdown. Nonostante gli inevitabili limiti legati alle dimensioni del campione esaminato, si tratta di risultati che offrono interessanti indicazioni sulla direzione in cui si sta muovendo il settore. Il rapporto, intitolato The Great Reset?, mette a confronto le risposte fornite da un campione composto da 770 nuovi iscritti a Total Fitness nel 2026 con quelle fornite da un campione di 750 nuovi iscritti nel 2021. Ciò che emerge con evidenza è che, se da un lato i clienti at-

L’indagine di Total Fitness ha rilevato una crescita dell’importanza del ruolo giocato dai personal trainer

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MERCATO

parte di un approccio più ampio alla salute e al benessere, piuttosto che un’attività a sé stante con obiettivi specifici (perdere peso, migliorare il proprio aspetto, sviluppare la forza, ecc.). Il fitness, in altri termini, sta diventando parte del modo in cui le persone sostengono la propria salute a lungo termine, gestiscono lo stress, mantengono una routine, migliorano la fiducia in sé stesse e proteggono la propria qualità di vita. Questo cambiamento è importante, perché modifica ciò che le persone possono cercare (e valutare) quando decidono di iscriversi. Il benessere complessivo della persona emerge dunque come un criterio di scelta sempre più rilevante.

OLTRE LA GENERAZIONE Z

Gli iscritti ai club attribuiscono sempre più importanza al benessere mentale

tivi su ciò che sarebbe accaduto nell’immediato futuro. Una grave emergenza sanitaria avrebbe portato a un aumento delle iscrizioni ai fitness club, o i soci avrebbero continuato a starne lontani dopo averli sostituiti con camminate, allenamenti a casa, corsi online o altre routine percepite come più semplici, economiche e pratiche? E il fitness digitale? Avrebbe ridimensionato in modo permanente il ruolo del club o modificato la necessità di personale, supporto e interazione umana? La crescita futura sarebbe stata trainata in larga misura degli iscritti più giovani?

IL SIGNIFICATO DI “FITNESS” È CAMBIATO

Se c’è un messaggio chiaro che emerge da questa ricerca, come suggeriscono diversi indicatori, è che il fitness occupa oggi un posto diverso nella vita delle persone rispetto a cinque anni fa. Quando è stato chiesto loro di riflettere sull’ultimo quinquennio, il 77% dei nuovi iscritti ha dichiarato che oggi il fitness è più importante per loro rispetto al passato. Quasi nove soci su dieci (87%) hanno affermato di pensare maggiormente alla propria salute a lungo termine rispetto a cinque anni fa. Tre quarti (76%) hanno dichiarato di attribuire maggiore importanza al proprio benessere mentale, quasi tre quarti che il fitness è diventato una componente più importante del loro stile di vita (72%), e il 73% che spende più denaro per il fitness e il benessere rispetto al passato. Questi risultati evidenziano qualcosa di più sostanziale di un crescente interesse per l’esercizio fisico. Indicano un cambiamento nelle priorità in cui il fitness diventa

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I soci più giovani rappresentano l’esempio più evidente di come le abitudini legate al fitness stiano diventando più diversificate, sperimentali e supportate dal digitale. Gli iscritti di età compresa tra 18 e 24 anni hanno una probabilità significativamente maggiore, rispetto alle fasce d’età più mature, di combinare diverse forme di attività fisica, sperimentare nuove attività e fare un maggior uso di contenuti digitali dedicati al fitness. È importante sottolineare che questo fenomeno non riguarda una sola fascia d’età. Sebbene i soci più giovani facciano registrare (prevedibilmente) livelli di cambiamento molto elevati, schemi simili emergono anche nelle fasce d’età più mature, che confrontano i propri atteggiamenti attuali con routine e stili di vita adulti ormai consolidati. Tra gli iscritti di età compresa tra 45 e 54 anni, oltre tre quarti (77%) affermano che il fitness è oggi più importante per loro rispetto a cinque anni fa. Una percentuale che rimane elevata anche tra le persone di età compresa tra i 55 e i 64 anni (70%), così come tra quelle di 65 anni e oltre (73%). Un atteggiamento simile emerge anche quando ai soci viene chiesto di valutare l’importanza della salute a lungo termine, del benessere mentale e del ruolo che il fitness svolge nel loro stile di vita.

IL CLUB: NON PIÙ “PROTAGONISTA”, MA ANCORA IMPORTANTE

Oggi i consumatori possono scegliere liberamente tra una gamma sempre più ampia di opzioni, dalle app per il fitness e i contenuti online agli eventi specializzati, all’attività fisica outdoor, alle community organizzate e agli allenamenti a casa. Le barriere alla partecipazione non sono probabilmente mai state così basse, mentre la varietà delle opzioni disponibili non è mai stata così ampia. Nel 2021 era ragionevole chiedersi se tutto questo avrebbe ridimensionato in modo permanente il ruolo dei centri fitness. Cinque anni dopo, le evidenze indicano una conclusione diversa: per molti soci, il centro fitness rimane la base della propria routine d’allenamento. Più di un terzo del campione (37%), infatti, afferma di non praticare regolarmente nessuna delle attività


fitness alternative incluse in questo studio. Un socio su dieci (10%) utilizza regolarmente app per il fitness, mentre solo il 2% partecipa a lezioni di fitness online. Gli allenamenti a casa e le attrezzature per il fitness domestico interessano circa un iscritto su cinque (21%). Sono quindi ancora scarsi i dati a supporto della tesi che i soci stiano abbandonando i club in favore di altre opzioni. Ha senza dubbio più senso parlare di una maggiore diversificazione delle attività svolte: più che dal successo di una singola attività, il cambiamento sembra coincidere con una maggiore ampiezza dei comportamenti legati al fitness. Sei iscritti su dieci (61%) hanno dichiarato di combinare diversi tipi di attività fisica più di quanto facessero cinque anni fa, e una percentuale simile (59%) ha affermato di provare nuove esperienze legate al fitness con maggiore frequenza. Inoltre, quasi la metà (45%) svolge movimento all’aperto più spesso e oltre un terzo (36%) usa maggiormente app per il fitness e contenuti online. I cambiamenti dell’ultimo quinquennio potrebbero quindi aver modificato la funzione percepita dei club (e le relative aspettative dei clienti) invece di averne ridimensionato l’importanza.

NUOVO SCENARIO, NUOVO BANCO DI PROVA

Tra i nuovi frequentatori dei club Total Fitness, la piscina è risultata essere il servizio che ha maggiormente influenzato la decisione di iscriversi, come indicato da oltre due terzi degli intervistati (68%). Circa

la metà ha dichiarato che la decisione è stata influenzata dalla possibilità di accedere a una sauna o a un bagno turco (51%) e dalle strutture per l’idroterapia (47%). Più di un terzo (35%), infine, ha sottolineato l’importanza di disporre di una sala attrezzi sufficientemente spaziosa. Questi dati suggeriscono che i soci attribuiscono un valore concreto a strutture e servizi che favoriscono comfort, recupero, continuità delle proprie abitudini e un approccio più completo alla salute. In un mercato ricco di soluzioni flessibili e accessibili per mantenersi attivi, quindi, un club può continuare ad avere successo offrendo qualcosa di diverso: spazio, strutture, organizzazione, connessione sociale ed esperienze difficilmente replicabili da altre opzioni. I criteri di scelta di un club continuano a essere numerosi. Tra questi c’è naturalmente la comodità (ovvero la vicinanza a casa o al posto di lavoro): sempre rilevante (indicata dal 53% dei nuovi soci), ma in calo rispetto al 2021 (65%), e lo stesso vale per la varietà dei servizi offerti (dal 49% al 41% dei neoiscritti). L’importanza dei corsi e delle attività è invece rimasta sorprendentemente stabile: 23% nel 2026 rispetto al 22% del 2021. Risultano invece in aumento l’influenza di amici e familiari (26%), l’atmosfera amichevole (32%), gli orari di apertura (25%), le strutture dedicate al wellness o al recupero (24%) e la presenza di personale disponibile e competente, che ha influenzato circa un nuovo socio su cinque. I soci, infine, non si iscrivono sempre al primo club che incontrano. Sei su dieci hanno infatti preso in considerazione più di un centro fitness prima di acquista-

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© Total Fitness Le abitudini legate al fitness dei più giovani sono oggi più diversificate, sperimentali e supportate dal digitale

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MERCATO

© Total Fitness Tra i nuovi iscritti ai club Total Fitness, la piscina è il servizio che ha maggiormente influenzato la loro decisione di iscriversi

re un abbonamento. E quasi una persona su cinque ha preso in considerazione tre alternative. Questo indica una scelta più ponderata, ma certo non illimitata: nonostante la varietà dell’offerta attuale, i clienti limitano la loro scelta a quei centri che rispondono al meglio ai criteri sopra menzionati.

IL VALORE CONTA PIÙ DEL PREZZO

Tra i fattori critici alla base della scelta di un club figura anche il senso di appartenenza

Gli ultimi cinque anni hanno esercitato una pressione costante sulle finanze delle famiglie, e sarebbe ragionevole aspettarsi che siano le tariffe a dominare il processo decisionale. Nonostante questo, sconti e offerte promozionali sembrano avere un’influenza relativamente limitata rispetto ad altri fattori quali la comodità e l’esperienza complessiva offerta dall’abbonamento. Gli iscritti sembrano insomma propensi a considerare l’offerta nel suo complesso, anziché limitarsi a valutare il

costo mensile. Quando è stato chiesto loro come avrebbero considerato il proprio abbonamento in caso di restrizioni finanziarie, solo il 22% lo ha definito un lusso sacrificabile. Il restante 78% ha dichiarato che ridurrebbe innanzitutto le spese per beni di lusso e altre spese discrezionali, o che considera l’abbonamento un bene essenziale al quale rinuncerebbe a fatica. Particolarmente significativo è il livello di impegno mostrato dai nuovi iscritti che non hanno mai frequentato un club in precedenza (newcomer). Un terzo (33%) considera l’abbonamento essenziale, una percentuale quasi in linea con quella dei nuovi iscritti provenienti da un operatore concorrente (37%). Questo dato suggerisce che molti iscritti alla loro prima esperienza non stanno semplicemente sperimentando il fitness: stanno piuttosto assumendo un impegno consapevole. Per gli operatori del settore, questo innalza l’asticella. I consumatori non si aspettano necessariamente l’abbonamento più economico, preferendo nella maggior parte dei casi una proposta complessiva più forte. La sfida non si riduce quindi all’offerta del prezzo più competitivo: consiste nel dimostrare perché un determinato club meriti di mantenere un posto stabile nella routine, nello stile di vita e nel percorso di benessere di una persona.

ADATTARE L’OFFERTA AL PERCORSO DEL SOCIO

Uno dei risultati più chiari di questa indagine è che non esiste più un unico

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IL GRANDE POTENZIALE DEI NEWCOMER I newcomer potrebbero essere il gruppo di soci più interessante e significativo di tutti. Stanno prendendo una decisione consapevole: introdurre per la prima volta nella propria vita un’iscrizione strutturata a un centro fitness. Questo gruppo registra alcuni dei cambiamenti più significativi negli atteggiamenti nei confronti del fitness. Quasi nove newcomer su dieci (87%) affermano che il fitness è diventato più importante nella loro vita, rispetto al 76% degli switcher e dei returner. È interessante notare che i newcomer non corrispondono allo stereotipo secondo cui i nuovi iscritti in un club sarebbero prevalentemente giovani adulti. Sebbene comprendano una quota significativa di frequentatori più giovani (il 27% ha 24 anni o meno, di cui il 13% ha meno di 17 anni), presentano anche la maggiore rappresentanza nella fascia 55-64 anni (22%) e una quota significativa di persone di 65 anni e oltre (12%). Le donne rappresentano due terzi del gruppo (66%), una percentuale significativamente superiore a quella rilevata tra gli switcher. Ciò che colpisce maggiormente, percorso che porta all’iscrizione a un centro fitness. Per questa analisi, i nuovi soci sono stati suddivisi in tre gruppi: switcher: frequentatori esperti, erano iscritti a un altro club immediatamente prima di iscriversi al nuovo. Cercano un’esperienza migliore, e cercano un operatore capace di sostenere al meglio il ruolo che il fitness già svolge nella loro vita; newcomer: mai stati iscritti in precedenza a un club, stanno ricostruendo la loro routine. La loro decisione di iscriversi rappresenta spesso un primo e significativo impegno verso un’attività fisica strutturata; returner: precedentemente iscritti a un centro fitness, ma non subito prima della nuova iscrizione. Stanno assumendo un nuovo impegno e potrebbero aver bisogno di aiuto per ricostruire fiducia, routine e costanza. Rispetto al 2021, oggi la composizione dei nuovi iscritti è maggiormente orientata verso gli switcher. La sfida (e l’opportunità) per i centri fitness consiste nel riconoscere che ciascuna di queste tipologie di cliente può richiedere una risposta diversa. I club che avranno successo negli anni a venire potrebbero essere quelli capaci di supportare i soci in modo coerente con il loro specifico percorso, riconoscendo che motivazioni, aspettative e bisogni possono cambiare a seconda del punto di partenza.

tuttavia, è il modo in cui questo segmento sceglie il centro fitness. Rispetto agli switcher, i newcomer sono più propensi a indicare come motivazioni per l’iscrizione: • • • •

atmosfera amichevole: 38% contro 29%; amici e familiari: 31% contro 24%; raccomandazioni di altre persone: 24% contro 19%; personale disponibile e di supporto: 27% contro 20%.

Tra coloro che non avevano in precedenza mai frequentato un club, la mancanza di tempo libero (43%), il costo (40%) e la mancanza di motivazione (37%) sono state le ragioni più spesso indicate per spiegare perché non si fossero iscritti prima. La decisione di diventare soci rappresenta quindi qualcosa di più della semplice scelta di un club: riflette la decisione di dare priorità al fitness in un modo mai adottato in precedenza.

È STATO DAVVERO UN GRANDE “RESET”?

La risposta è sì, ma non nel modo in cui molti si aspettavano. Gli ultimi cinque anni non hanno prodotto una rottura completa con il passato: i soci non hanno abbandonato i club, ma sono cambiati. Mentre il fitness occupa oggi un posto più importante nella loro vita, le aspettative si sono ampliate e le decisioni sono diventate più ponderate. E il passaggio verso una maggiore attenzione alla salute, al benessere e a routine più diversificate è visibile trasversalmente a tutte le fasce d’età. La lezione, quindi, non è che tutto è cambiato da un giorno all’altro. È che il significato stesso dell’iscrizione si è evoluto. La sfida per il settore non consiste quindi soltanto nel rispondere a un maggiore interesse verso il fitness. Consiste nel comprendere come il significato stesso del fitness possa essere cambiato. I club devono saper analizzare attentamente il ruolo che svolgono nella vita dei propri associati. Se il fitness è sempre più legato alla salute a lungo termine, al benessere mentale, alla fiducia in sé stessi e alla qualità della vita, allora l’attrattiva di un club può risiedere in elementi diversi per persone diverse. Comprendere questi cambiamenti potrebbe rappresentare uno dei fattori più importanti per determinare il futuro successo del settore. Guarda il video di Total Fitness

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Il problema che sta bloccando la tua palestra potrebbe essere proprio quello che non stai guardando. Per anni Alessia di Palafitness ha lavorato dalla mattina alla sera con “la testa sotto la sabbia”, ma la crescita è iniziata quando ha scoperto il punto che stava frenando tutto il resto. Emanuele Pianelli

Q

uando Alessia ha iniziato la sua carriera da imprenditrice, ha fatto quello che fanno molti proprietari di palestra: cercato di risolvere qualsiasi problema. Si occupava della segreteria, della vendita, della manutenzione e, quando serviva, anche delle pulizie. Lavorava dalla mattina alla sera e pensava che gestire un club significasse essere presente ovunque, intervenire ogni volta che qualcosa non funzionava e tenere insieme personalmente tutti i pezzi. Oggi descrive quel periodo dicendo di aver lavorato con “la testa sotto la sabbia”, era talmente assorbita dalle urgenze quotidiane da non riuscire più a vedere quale problema venisse prima degli altri.

Lo schiaffo della consapevolezza Alessia aveva già seguito corsi e visto realtà diverse dalla propria, ma cercava qualcosa da applicare davvero nel lavoro quotidiano. La prima vera svolta non è stata rassicurante. Usando le sue paro-

le, è stato “uno schiaffo in faccia”: la consapevolezza che Palafitness fosse ancora lontana da ciò che avrebbe potuto diventare. Quello “schiaffo” le ha fatto capire una cosa fondamentale, se tutto fosse rimasto legato direttamente a lei, non avrebbe potuto offrire a tutti la stessa attenzione. Quando era lei a seguire personalmente il cliente, si otteneva un certo tipo di esperienza; quando non poteva esserci, tutto cambiava. In una struttura che vuole continuare a crescere, questo non è possibile: non si può dipendere da una sola persona.

Il primo punto da affrontare Il cambiamento è arrivato quando ciò che Alessia faceva personalmente è stato trasformato in un metodo che il team potesse applicare. Lei lo descrive come il tentativo di “duplicare me stessa”: offrire a ogni cliente la stessa attenzione, senza dipendere ogni volta dalla presenza della titolare. Il primo risultato è stato un modo

diverso di lavorare. Il rapporto con il cliente non è più affidato alla memoria, alla buona volontà o all’iniziativa del singolo collaboratore. Palafitness ha costruito processi precisi per il rinnovo, la riattivazione e la mancata frequenza, controllando cosa succedeva anche dopo la vendita dell’abbonamento. Alessia ha sposato il concetto che un cliente non è semplicemente chi acquista una prima volta. È una persona che frequenta, utilizza il servizio, ottiene risultati e, proprio per questo, sceglie di continuare. Il lavoro sulla retention ha dato i suoi frutti raggiungendo il 68%. Da lì Palafitness ha potuto lavorare con maggiore ordine anche sulle altre aree del club: la vendita, i ruoli, il servizio e il valore del listino. Non è stata una singola iniziativa a cambiare tutto, ma una serie di passaggi resi possibili dal primo problema affrontato. Nel tempo sono arrivati il primo milione e il raddoppio del fatturato, senza che fosse necessario raddoppiare il numero dei clienti.


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massimaresa.com Un problema alla volta Palafitness non ha fatto tutto contemporaneamente, ha lavorato un passo alla volta, individuando il primo punto di rallentamento e partendo da lì. Una volta affrontato quello, è stato possibile lavorare meglio anche sul resto. Le situazioni non sono tutte uguali, la tua palestra potrebbe avere un

problema completamente diverso. Potrebbe essere il marketing, la vendita, il prezzo, la retention, il servizio o il team. Ma finché non capisci quale viene prima degli altri, rischi di continuare a lavorare su ciò che appare urgente invece che su ciò che sta realmente limitando la crescita. Alessia non aveva bisogno di lavorare di più. Aveva bisogno di vedere quello che, lavorando ogni giorno dentro il club, non riusciva più a vedere.

La diagnosi prima della cura Il Richfit Check-Up è stato creato per aiutarti a fare proprio questo. È un test gratuito di 3 minuti. Rispondi a poche domande sul tuo business e ricevi un video-report personalizzato che ti mostra l’area che sta limitando la crescita, perché lo sta facendo e su cosa concentrarti nei prossimi 30 giorni.


SALUTE

PALESTRE DELLA SALUTE: MODELLO SOCIOSANITARIO O OPPORTUNITÀ DI BUSINESS? DI MICHELE FELISATTI E LUCA POMIDORI

Le Palestre della Salute rappresentano davvero un nuovo business oppure costituiscono la naturale evoluzione del ruolo sociale che il fitness è chiamato a svolgere in una società sempre più anziana e caratterizzata dalla presenza di patologie croniche? Quali fitness club saranno pronti a trasformarsi da semplici luoghi di allenamento a nodi di una rete territoriale della salute? La parola agli esperti in materia 62

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N

egli ultimi anni il termine Palestra della Salute è entrato stabilmente nel lessico del settore fitness. Molti gestori di club lo associano a una nuova opportunità di mercato, altri a un modello organizzativo complesso e difficile da comprendere. La domanda che oggi molti operatori si pongono è semplice: le Palestre della Salute rappresentano davvero un nuovo business oppure costituiscono l’evoluzione naturale del ruolo sociale che il fitness è chiamato a svolgere in una società sempre più anziana e caratterizzata dalla presenza di patologie croniche? La risposta, probabilmente, è: “entrambe le cose”.

PERCHÉ SI PARLA SEMPRE PIÙ DI PALESTRE DELLA SALUTE?

L’Italia sta affrontando una delle più importanti trasformazioni epidemiologiche della propria storia. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e della multimorbilità, la diffusione della sedentarietà e il progressivo incremento della spesa sanitaria stanno spingendo le istituzioni a ricercare nuovi modelli di prevenzione e presa in carico territoriale. Le evidenze scientifiche dimostrano ormai in modo inequivocabile che l’esercizio fisico strutturato rappresenta uno degli interventi più efficaci e costo-efficaci per la prevenzione e la gestione delle principali malattie croniche. Una recente overview pubblicata su eClinicalMedicine ha documentato i benefici dell’esercizio fisico in ben 45 condizioni croniche differenti, evidenziando miglioramenti della qualità della vita, della capacità funzionale e degli esiti clinici. Analogamente, la letteratura internazionale sul medical fitness mostra riduzioni di mortalità, ricoveri e utilizzo dei servizi sanitari nei soggetti che partecipano a programmi strutturati di esercizio fisico. In questo scenario nasce il concetto moderno di Palestra della Salute: una struttura non sanitaria nella quale persone con patologie croniche stabilizzate o condizioni di fragilità possono svolgere programmi di Attività Fisica Adattata (AFA) o Esercizio Fisico Strutturato (EFS) sotto la supervisione di professionisti qualificati.

IL RIFERIMENTO NAZIONALE: LA RIFORMA DELLO SPORT

Un passaggio fondamentale è rappresentato dal Decreto Legislativo 36/2021. Per la prima volta una norma nazionale definisce esplicitamente le Palestre della Salute come luoghi dedicati all’erogazione di programmi di Attività Fisica Adattata ed Esercizio Fisico Strutturato rivolti a persone con patologie croniche clinicamente controllate o stabilizzate. La stessa norma individua il chinesiologo

delle Attività Motorie Preventive e Adattate (AMPA) quale figura professionale di riferimento per la valutazione, progettazione e la conduzione di tali programmi. Tuttavia, la normativa nazionale non ha definito un modello organizzativo unico, lasciando alle Regioni il compito di sviluppare percorsi attuativi e sistemi di accreditamento.

L’ITALIA DELLE PALESTRE DELLA SALUTE: UN MOSAICO DI MODELLI REGIONALI

Oggi non esiste una sola Palestra della Salute, ma molte Palestre della Salute. La Toscana è stata una delle prime regioni italiane a sviluppare programmi di Attività Fisica Adattata inseriti nei percorsi di prevenzione e gestione della cronicità. L’Emilia-Romagna ha costruito un sistema basato sull’Attività Motoria Adattata attraverso la DGR 2127/2016 e la successiva Legge La supervisione di professionisti qualificati è essenziale nelle PaleRegionale 19/2018, favorendo la stre della Salute (doc. Palestra della collaborazione tra professionisti Salute Esercizio Vita di Ferrara) sanitari e chinesiologi AMPA, ed è la best practice nazionale. Il Veneto ha sviluppato un modello strutturato, definendo requisiti organizzativi, professionali e strutturali specifici per il riconoscimento delle Palestre della Salute. Negli ultimi anni si sono aggiunte Basilicata, Liguria, Puglia, Piemonte, Lazio, Lombardia e numerose altre regioni che hanno inserito l’attività fisica adattata e l’esercizio fisico strutturato nei propri piani regionali di prevenzione. Il risultato è un panorama dinamico ma estremamente eterogeneo: requisiti differenti, procedure differenti e livelli diversi di integrazione con il sistema sanitario.

UN’OPPORTUNITÀ REALE PER I FITNESS CLUB

Dal punto di vista imprenditoriale, il tema è particolarmente interessante. Secondo i dati epidemiologici italiani, milioni di persone convivono con almeno una patologia cronica. Diabete, obesità, cardiopatie, osteoartrosi, tumori e fragilità legata all’età rappresentano condizioni nelle quali l’esercizio fisico è oggi considerato parte integrante del percorso di cura. Si tratta di una popolazione spesso esclusa dall’offerta tradizionale dei fitness club. Le Palestre della Salute consentono di intercettare una domanda nuova, stabile e destinata a crescere nei prossimi decenni. Non si parla soltanto di allenamento, ma di servizi ad

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SALUTE

Molti progetti nascono con entusiasmo ma si scontrano con la difficoltà di costruire una vera rete territoriale capace di generare invii continuativi da parte del sistema sanitario.

IL FUTURO: INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA E PRESCRIZIONE SOCIALE

L’integrazione tra servizi sanitari territoriali, medici di medicina generale, Case della Comunità e strutture dedicate all’esercizio fisico è destinata a crescere

alto valore aggiunto: valutazione funzionale, programmi personalizzati, monitoraggio degli esiti, collaborazione con medici e professionisti sanitari. Per molti centri fitness questa può rappresentare una strategia di differenziazione molto più efficace rispetto alla competizione basata esclusivamente sul prezzo.

LE CRITICITÀ DA CONOSCERE

Tra i servizi ad alto valore aggiunto erogati dalle Palestre della Salute figura anche il monitoraggio delle attività svolte (doc. Palestra della Salute Esercizio Vita di Ferrara)

Pensare che sia sufficiente cambiare l’insegna e aggiungere qualche attrezzo sarebbe però un errore. Le principali criticità riguardano: la disponibilità di personale qualificato; la necessità di procedure documentate e standardizzate; la gestione del rischio clinico; i rapporti con i professionisti sanitari del territorio; la sostenibilità economica dei programmi; la mancanza di uniformità normativa tra le Regioni.

Le prospettive future sembrano però particolarmente favorevoli. Il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 pone una forte attenzione alla promozione dell’attività fisica, all’esercizio fisico strutturato e allo sviluppo di modelli territoriali di prevenzione. Parallelamente si sta affermando il concetto di prescrizione sociale, già promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che prevede l’invio delle persone verso risorse presenti nella comunità capaci di migliorare salute e benessere. In questo scenario le Palestre della Salute possono diventare uno dei principali punti di destinazione dei percorsi di prescrizione sociale e di esercizio fisico. Non è quindi difficile immaginare una crescente integrazione tra servizi sanitari territoriali, medici di medicina generale, Case della Comunità e strutture dedicate all’esercizio fisico.

MICHELE FELISATTI LUCA POMIDORI Professori universitari e direttori scientifici di Medical Fitness Italia. Da anni si occupano di esercizio fisico strutturato, attività fisica adattata, prescrizione dell’esercizio e modelli organizzativi delle Palestre della Salute collaborando con enti pubblici, università e operatori del settore.

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LA VERA DOMANDA

La domanda non è se le Palestre della Salute rappresentino un’opportunità di business. La vera domanda è quali fitness club saranno pronti a trasformarsi da semplici luoghi di allenamento a nodi di una rete territoriale della salute. Le evidenze scientifiche, l’evoluzione normativa e i cambiamenti demografici indicano una direzione chiara: il futuro del settore fitness passerà sempre più dalla capacità di generare salute misurabile, non soltanto attività fisica. Le Palestre della Salute non sostituiranno il fitness tradizionale, ma potrebbero rappresentarne l’evoluzione più importante dei prossimi anni.


TRAINING AREA

RUN X LANCIA IL CLUB FINDER ONLINE La nuova piattaforma che consente ai runner di individuare la struttura più vicina e partecipare al primo Campionato Mondiale di Corsa su Treadmill

L’

espansione globale di RUN X, il primo Campionato Mondiale di Corsa su Treadmill sviluppato grazie alla partnership strategica tra Technogym e World Athletics, compie un ulteriore importante passo avanti con il lancio ufficiale del RUN X Club Finder. Disponibile ora su www.runx.org, il Club Finder consente ai runner di identificare facilmente i club partecipanti in tutto il mondo, offrendo al tempo stesso agli operatori del settore un’opportunità unica per aumentare la propria visibilità, coinvolgere le comunità locali di appassionati di corsa e attrarre nuovi iscritti. A un mese dall’avvio della competizione, sono già più di 300 le strutture registrate a livello globale per prendere parte a RUN X, e molte altre si aggiungeranno prossimamente.

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I club possono registrare la propria struttura ed entrare a far parte di una rete internazionale in continua crescita, protagonista di una nuova disciplina dedicata alla corsa indoor. Entrando a far parte di RUN X e comparendo nel Club Finder, le strutture potranno: aumentare la propria visibilità presso runner e atleti di endurance del territorio; attrarre nuovi potenziali clienti attraverso gli eventi ufficiali di qualificazione; rafforzare il coinvolgimento e la fidelizzazione dei membri grazie a una competizione globale; connettersi con comunità e club di running locali; posizionarsi all’interno di un network internazionale supportato da Technogym e World Athletics.


RUN X non è semplicemente una competizione: rappresenta la nascita di una nuova disciplina sportiva indoor, destinata a ridefinire il rapporto tra i runner e i fitness club.

L’INCLUSIVITÀ AL CENTRO: PERCHÉ I 5.000 METRI?

La scelta di questa distanza non è casuale, risponde a una precisa visione di inclusività. Una barriera d’ingresso azzerata: se correre una maratona richiede mesi di preparazione specifica, la distanza di 5 chilometri è democratica, accessibile sia all’amatore che muove i primi passi, sia all’atleta d’élite che vuole testare la propria velocità pura. La forza della motivazione in tempo reale: grazie all’integrazione con il Technogym Digital Ecosystem, i partecipanti corrono su tapis roulant connessi potendo monitorare una leaderboard globale in tempo reale. La competizione cessa di essere un’esperienza solitaria: vedere il proprio nome scalare la classifica del club e, contemporaneamente, quella mondiale, accende un senso di sfida e motivazione senza precedenti.

L’ESPLOSIONE DELL’HYBRID TRAINING

RUN X si inserisce perfettamente in una delle tendenze fitness più travolgenti degli ultimi anni: l’hybrid training. Sempre più sportivi stanno superando la storica divisione tra “atleti di forza” e “atleti di resistenza”. Questa nuova e attivissima community in forte ascesa combina sessioni di forza con intense sessioni di corsa per ottimizzare la performance, bruciare calorie e prevenire gli infortuni. Questi atleti ibridi sono guidati da un profondo spirito di sfida e competizione e di conseguenza RUN X si inserisce perfettamente nel panorama delle attività in linea con le loro esigenze.

UN’OPPORTUNITÀ STRATEGICA STRAORDINARIA PER I FITNESS CLUB

Per i club affiliati, RUN X è molto più di un evento in calendario: è una formidabile leva di marketing territoriale e fidelizzazione.

Dialogo con i Running Club Locali: i club hanno l’opportunità unica di intercettare i gruppi di corsa del proprio territorio, offrendo loro un’alternativa tecnica ed entusiasmante per i mesi invernali o per gli allenamenti di qualità (ripetute, test di velocità). Attrazione e Traffico nel Club: ospitare le tappe ufficiali di qualificazione significa accogliere un pubblico nuovo, mirato, altospendente e appassionato, pronto a scoprire l’ecosistema del club. Proprio con l’obiettivo di guidare e supportare concretamente i club nel cogliere questa straordinaria opportunità, Technogym ha organizzato, dal 24 al 26 settembre, il primo RUN X Summit dedicato agli oltre 300 club che hanno già aderito all’iniziativa. L’evento si è tenuto nella cornice del Technogym Village a Cesena e ha rappresentato un momento di confronto esclusivo tra i club partner dell’iniziativa, trainer di livello internazionale e i più importanti esperti del settore. Durante la tre giorni di lavori si sono alternati workshop teorici e sessioni pratiche pensati per dare ai club gli strumenti strategici, commerciali e tecnici per valorizzare al massimo il format RUN X sul territorio

LA ROAD TO TECHNOGYM VILLAGE: DATE E MONTEPREMI

Il percorso di RUN X si svilupperà su scala planetaria secondo una progressione entusiasmante: ottobre 2026: apertura ufficiale delle qualificazioni all’interno dei centri fitness affiliati in tutto il mondo; gennaio 2027: fasi finali continentali per selezionare i migliori interpreti della disciplina; marzo 2027: la finalissima mondiale al Technogym Village di Cesena, dove i campioni si sfideranno dal vivo per un montepremi stellare di 100.000 dollari. RUN X non è solo una gara. È l’anello di congiunzione che mancava tra l’outdoor e l’indoor, tra la forza e la velocità, tra il singolo runner e la sua community globale. La sfida è ufficialmente lanciata. Iscrivi il tuo club: www.runx.org.

INFORMAZIONE A CURA DI TECHNOGYM Per iscriversi: www.runx.org Numero verde 800707070 www.technogym.com

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NORMATIVE

OTTO NUOVE DISCIPLINE SPORTIVE: LA SVOLTA PER LO YOGA NELLE ASD E SSD DI BIAGIO GIANCOLA

Il decreto del Ministro per lo Sport e i Giovani dell’8 luglio 2026, reso pubblico soltanto a settembre, consente l’iscrizione e l’aggiornamento nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) per otto attività in precedenza non rientranti tra quelle gestite da FSN, DSA o EPS. Tra queste figura lo yoga, che merita un discorso a parte per la sua enorme diffusione tra le ASD e le SSD italiane e per le implicazioni pratiche che il riconoscimento porta con sé

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l decreto del Ministro per lo Sport e i Giovani dell’8 luglio 2026, reso pubblico soltanto a settembre, ha approvato il primo elenco delle attività con riconosciuta natura sportiva ai sensi dell’art. 5 del d.lgs.39/2021. Tale elenco allarga i confini dello sport dilettantistico. La caratteristica di queste nuove otto discipline è di non

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rientrare tra quelle già praticate nell’ambito di Federazioni Sportive Nazionali (FSN), Discipline Sportive Associate (DSA) o Enti di Promozione Sportiva (EPS) già riconosciute dal CONI o dal CIP. Il suddetto decreto ministeriale non è un atto meramente formale poiché con esso è stata certificata la natura sportiva dilettantistica di attività che, pur diffusissime tra gli appassionati e organiz-


Il riconoscimento dello yoga come disciplina sportiva è stato determinato dal Regolamento tecnico che lo qualifica come disciplina basata sulle asana (le posizioni)

zate da migliaia di ASD e SSD in tutta Italia, restavano fino a ieri prive di un riconoscimento pubblico autonomo. Oggi queste otto discipline sono state inserite nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) istituito dal d.lgs. 39/2021. Per chi opera quotidianamente nel mondo dello sport dilettantistico, questo significa che attività finora tollerate, praticate come propedeutiche e pertanto sotto l’ombrello di altre discipline o gestite in una zona grigia normativa, acquistano oggi una collocazione giuridica propria.

LE OTTO DISCIPLINE E IL PERCORSO DI RICONOSCIMENTO Il decreto recepisce l’esito positivo dell’istruttoria condotta dal Dipartimento per lo Sport sulle istanze presentate dagli enti interessati, corredate dei rispettivi regolamenti tecnici, e acquisisce il parere di CONI e CIP. Le otto attività riconosciute sono: Kurash, proposto dalla ASD Accademia Italiana Kurash; Gushtingiri, proposto dalla ASD Accademia Italiana Kurash; Yoga, proposto dalla EPS CSEN; Droni FPV, proposto dalla EPS Centro Sportivo Italiano (CSI); Dodgeball, proposto dalla EPS Centro Sportivo Italiano (CSI); Speed Down, proposto dalla EPS Centro Sportivo Italiano (CSI); Tchoukball, proposto dalla EPS Centro Sportivo Italiano (CSI); Padbol, proposta da Rebote SSD a r.l. Con la pubblicazione del decreto, il Dipartimento per lo Sport ha provveduto all’inserimento delle otto discipline nel RASD, con l’attribuzione dei relativi codici identificativi e alla pubblicazione dei regolamenti tecnici allegati alle singole istanze. Le ASD e le SSD interessate potranno, quindi, iscrivere l’attività per il tramite dell’Ente di Promozione Sportiva affiliante, una volta che quest’ultimo avrà recepito operativamente il nuovo codice.

IL CASO YOGA: UN REGOLAMENTO TECNICO CHE DISCIPLINA LE “ASANA” Tra le otto discipline inserite nel RASD, lo yoga merita un discorso a parte in considerazione della sua enorme diffusione tra le ASD e le SSD italiane e per le implicazioni pratiche che il riconoscimento porta con sé. L’esito positivo dell’istruttoria del Dipartimento per lo Sport sullo yoga è stato determinato dal Regolamento tecnico che qualifica lo yoga come disciplina antica di origine indiana basata sulle asana (le posizioni). In tale Regolamento tecnico sono, infatti, elencate in modo analitico decine

di varianti: posizioni in piedi, piegamento in avanti, apertura del torace, forza ed equili-

brio sulle braccia, sedute, invertite. Il Regolamento tecnico dello yoga non è un elenco meramente simbolico, ma si tratta di un vero e proprio catalogo tecnico, che d’ora in avanti costituirà il parametro di riferimento per stabilire se un corso di yoga integri o meno l’attività sportiva riconosciuta. Su questi presupposti sorge la giustificata domanda delle associazioni: “Ora che lo yoga è diventato ufficialmente un’attività sportiva, i nostri corsi di yoga possono essere considerati sportivi?”. La risposta è che i corsi di yoga possono considerarsi sportivi nella misura in cui il programma seguito aderisce alle posizioni e alle sequenze indicate nel regolamento tecnico autorizzato dal Dipartimento dello Sport.

IL NODO FISCALE: PERCHÉ IL RICONOSCIMENTO NON È UN DETTAGLIO Per comprendere la portata pratica della novità occorre ricordare il punto di partenza. Il regime di favore delle ASD e delle SSD poggia su due pilastri: l’art. 148 del TUIR, che esclude dalla base imponibile i corrispettivi specifici versati dai soci/tesserati per la partecipazione ad attività conformi alle finalità istituzionali dell’ente (la cosiddetta decommercializzazione); la legge 398/1991, che consente il regime forfetario di determinazione del reddito imponibile e dell’IVA per le realtà dilettantistiche affiliate a organismi riconosciuti dal CONI o dal CIP. L’applicazione dei due regimi presuppone, però, che l’attività svolta sia genuinamente sportiva dilettantistica. E proprio sulla natura sportiva dilettantistica si è annidato per anni il problema dello yoga; infatti, non essendo una disciplina autonomamente riconosciuta dal CONI, né prevista nel Registro Nazionale delle Attività Sportive dilettantistiche, né regolamentata da una Federazione Sportiva, veniva considerata dagli uffici accertatori dell’Agenzia delle Entrate come attività “propedeutica” o accessoria di altre discipline sportive riconosciute (ad esempio ginnastica, pesistica). Lo yoga non aveva, quindi, una collocazione sportiva propria, neanche quando era organizzato come corso a sé stante. Soprattutto negli ultimi anni, questa lacuna è stata utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per contestare la decommercializzazione dei proventi di palestre, di ASD e di singoli istruttori rispetto agli incassi dei corsi di yoga (lezioni individuali, corsi collettivi, workshop, ritiri) che venivano, invece, ritenuti dalla medesima Autorità componenti del reddito commerciale, con recupero a tassazione ordinaria IRES/IRPEF, applicazione dell’IVA al 22% e sanzioni che, nei casi di infedele dichiarazione, possono arrivare dal 90% al 200% dell’imposta accertata, oltre ai riflessi contributivi INPS. Nei contenziosi tributari, l’onere di dimostrare la genuinità dello scopo non lucrativo e l’effettiva natura sportiva dell’attività è sempre gravato sull’ente e sui suoi amministratori.

LA SVOLTA: CERTEZZA SULLA NATURA SPORTIVA, NON UN AUTOMATISMO FISCALE Il riconoscimento formale ex art. 5 d.lgs. 39/2021 cambia in modo sostanziale i termini del confronto con l’Amministrazione finanziaria. Infatti, da oggi lo yoga, se praticato secondo il regolamento tecnico ministeriale, non è più un’attività atipica da dimostrare caso per caso davanti ai verificatori, bensì è attività sportiva dilettantistica riconosciuta a livello centrale, iscritta (una volta

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NORMATIVE

completata la procedura) nel RASD. Questo consente finalmente di ancorare la decommercializzazione dei corrispettivi specifici versati dai praticanti/iscritti a un dato oggettivo e non più opinabile, sottraendo terreno alle contestazioni fondate sulla presunta natura non sportiva della disciplina. Attenzione, però, perché il riconoscimento della natura sportiva è condizione necessaria, ma non sufficiente. L’accesso ai benefici fiscali (art. 148 TUIR e L. 398/1991) resta subordinato, infatti, al rispetto di tutti gli altri requisiti sostanziali e formali propri delle ASD/SSD, che il riconoscimento ministeriale non sostituisce e non esonera dal verificare. In concreto, le associazioni e le società sportive dilettantistiche che gestiscono corsi di yoga dovranno: verificare la coerenza tra l’attività e lo statuto sociale, integrandolo se necessario per prevedere espressamente lo yoga tra le discipline praticate; comunicare la disciplina al Registro delle Attività Sportive (RAS) per il tramite dell’Ente di Promozione Sportiva affiliante; definire un programma formativo che aderisca effettivamente alle posizioni (asana) e alle sequenze indicate nel regolamento tecnico autorizzato, così da poter documentare, in caso di verifica, la conformità dei corsi erogati; assicurarsi che gli istruttori siano in possesso della qualifica tecnica riconosciuta dall’EPS di riferimento (il brevetto yoga, per il quale gli enti di promozione stanno organizzando corsi di formazione dedicati) e delle relative coperture assicurative; tesserare i partecipanti presso l’EPS affiliato che ha aderito al riconoscimento dello yoga, condizione ordinariamente richiesta per l’applicazione dei corrispettivi specifici non imponibili. Solo il rispetto congiunto di questi elementi – disciplina riconosciuta, coerenza statutaria, tesseramento, qualifica degli istruttori, programma conforme – consente di beneficiare pienamente della decommercializzazione. Il decreto toglie, in altre parole, l’argomento più insidioso a disposizione dei verificatori (“lo yoga non è sport”), ma non dispensa gli enti dal presidiare tutti gli altri profili sostanziali che la giurisprudenza tributaria continua a scrutinare con rigore.

UN PASSO IMPORTANTE, MA NON RISOLUTIVO PER TUTTI Ad avviso dello scrivente, il decreto va salutato con favore, perché interviene su un terreno, quello della qualificazione delle attività sportive non tradizionali, dove per anni le ASD e le SSD

hanno operato in una condizione di strutturale incertezza, spesso pagata cara in sede di accertamento. In effetti, la contestazione della natura non sportiva dello yoga è stata la principale leva usata dall’Amministrazione finanziaria per disconoscere l’intero regime agevolato dell’ente, con effetti a cascata anche su altre attività correttamente decommercializzate. Avere oggi un regolamento tecnico ufficiale, pubblico e opponibile agli uffici, significa disporre di uno strumento difensivo che prima semplicemente non esisteva. Resto però convinto che la partita non si chiuda qui, perché il regolamento tecnico basato sulle asana è estremamente dettagliato e, proprio per questo motivo, si presenta particolarmente rigido. Da questa rigidità potrebbe, infatti, derivare il rischio per chi propone uno yoga ibrido, contaminato da altre discipline (mobility, stretching posturale, ginnastica dolce) o fortemente orientato alla componente meditativa e respiratoria più che posturale, di restare fuori dal perimetro del riconoscimento anche dopo il decreto. Le ASD e le SSD dovranno, quindi, rivedere con attenzione i propri programmi formativi sportivi, non limitandosi a un adeguamento nominalistico dello statuto, ma verificando nel merito la coerenza dei corsi effettivamente erogati rispetto all’elenco ufficiale delle asana autorizzate.

RESTA LA LACUNA DEL PILATES Va segnalato con chiarezza alle tantissime ASD e SSD che, insieme allo yoga, organizzano anche corsi di Pilates, che quest’ultima disciplina non compare nell’elenco delle otto attività riconosciute dal decreto. Nessuna istanza di riconoscimento risulta ad oggi accolta per il Pilates in quanto tale, che resta, pertanto, privo di un regolamento tecnico ministeriale proprio e di un codice RASD autonomo. La conseguenza pratica è tutt’altro che marginale: mentre per lo yoga gli enti possono oggi fare leva su un riconoscimento espresso, per il Pilates permane l’incertezza qualificatoria che ha caratterizzato finora entrambe le discipline, con il conseguente rischio che gli uffici accertatori continuino a contestare la decommercializzazione dei relativi corrispettivi, salvo il caso in cui l’attività venga ricondotta, con documentazione adeguata, nell’alveo di una disciplina già riconosciuta (ad esempio come attività propedeutica affiliata a una Federazione o a un Ente di Promozione Sportiva che ne disciplini specificamente la pratica). Le ASD e le SSD che offrono corsi di Pilates dovrebbero considerare questo scenario come un campanello d’allarme operativo, valutando fin d’ora se e come procedere a una richiesta di riconoscimento autonoma della disciplina, oppure a un più solido inquadramento all’interno delle discipline già riconosciute dal proprio Ente di Promozione Sportiva. In sintesi, per le ASD e le SSD è necessario: verificare se le attività concretamente svolte sono riconducibili ad una delle otto nuove discipline riconosciute (Kurash, Gushtingiri, Yoga, Droni FPV, Dodgeball, Speed Down, Tchoukball, Padbol) e, in caso positivo, avviare l’iscrizione al RASD tramite l’EPS affiliante; per lo yoga (e le altre attività sportive), allineare programmi didattici, statuto, tesseramenti e qualifiche degli istruttori al regolamento tecnico autorizzato, come condizione sostanziale per la decommercializzazione dei corrispettivi ex art. 148 TUIR;

Il Pilates non compare nell’elenco delle otto attività riconosciute dal decreto e resta pertanto privo di un regolamento tecnico ministeriale proprio e di un codice RASD autonomo

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BIAGIO GIANCOLA Avvocato, è socio e partner dello Studio Martinelli Giancola Tiberio.

per il Pilates, monitorare l’evoluzione della materia e valutare, caso per caso, la strategia di inquadramento più prudente in attesa di un riconoscimento autonomo.


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AZIEN DE E PRO DOTTI

A CURA DELLA REDAZIONE

GLUTE TRAINING: DA TREND A LEVA STRATEGICA PER I FITNESS CLUB

L’

allenamento dei glutei è sempre più protagonista in sala pesi. Per i fitness club, la vera opportunità è trasformare questa richiesta in un’esperienza di allenamento riconoscibile, efficace e capace di dare nuovo valore all’area forza. Basta osservare cosa sta succedendo nelle sale pesi, sui social e nel mondo dello strength training: i glutei sono diventati uno dei distretti muscolari più allenati. Ma fermarsi alla componente estetica significa leggere solo una parte del fenomeno. Oggi il glute training coinvolge un pubblico molto più ampio e si inserisce in obiettivi differenti: performance, forza, funzionalità, mobilità e mantenimento della capacità

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fisica nel tempo. Ed è proprio qui che il trend diventa interessante anche per chi gestisce un fitness club. Una palestra non viene valutata soltanto per quanti attrezzi possiede, ma sempre di più per come organizza l’esperienza d’allenamento. Creare un’area dedicata permette di trasformare una serie di macchine in qualcosa di immediatamente comprensibile per l’utente: uno spazio con un’identità precisa, un obiettivo riconoscibile e diverse possibilità d’allenamento. La Glute Zone Matrix nasce da questa logica. Non semplicemente “altre macchine” all’interno della sala pesi, ma una destinazione specifica capace di valorizzare il floor, ampliare la proposta

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strength e intercettare un interesse già molto forte tra gli utenti.

Costruire una Glute Zone significa progettare un’esperienza Per rispondere a questa evoluzione, Matrix propone una selezione di attrezzature Magnum Plate Loaded dedicata all’allenamento dei glutei e della parte inferiore del corpo: soluzioni diverse permettono di costruire un’area capace di offrire varietà di movimento e progressione dell’allenamento. Una Glute Zone ben progettata diventa uno degli elementi distintivi della sala forza: uno spazio riconoscibile, facilmente comunicabile e immediatamente percepibile dagli iscritti. Il trend c’è. La differenza la fa

come lo si interpreta. Per i club, la domanda diventa quindi un’altra: come trasformarlo in valore? Organizzare uno spazio dedicato significa intercettare una richiesta degli utenti e trasformarla in una nuova esperienza d’allenamento, valorizzando allo stesso tempo il posizionamento del club e la propria offerta strength. Scopri come creare la tua Glute Zone Matrix inquadrando il QR code PER INFORMAZIONI: tel. 0736/2269 www.matrixfitness.com/it jht@jht.it


REGUPOL: SOLUZIONI FLESSIBILI PER PAVIMENTI DA PALESTRA

R

EGUPOL amplia la propria gamma di pavimenti per palestre con due nuove soluzioni: REGUPOL everroll puzzle e REGUPOL everroll squaretile. Questi due prodotti, sviluppati appositamente per i fitness club, strutture che utilizzano in modo flessibile le aree dedicate all’allenamento, si distinguono per la posa semplice e l’elevata resistenza al carico. «I gestori delle palestre desiderano soluzioni che possano adattarsi rapidamente

ai cambiamenti nella configurazione degli spazi. Con queste nuove soluzioni per pavimenti offriamo una maggiore flessibilità senza rinunciare alla consueta qualità dei nostri pavimenti per palestre», ha spiegato Adrian Kasparek, Sales Manager Sports Flooring di REGUPOL. Entrambi i prodotti possono essere posati in modo semplice e veloce, offrendo così una soluzione che fa risparmiare tempo, sia per le nuove realizzazioni, sia per

le ristrutturazioni. Possono essere incollati, ma non necessariamente. Ciò garantisce una maggiore flessibilità durante l’installazione, la ristrutturazione o la sostituzione di singoli elementi. REGUPOL everroll squaretile è disponibile in lastre da 1 x 1 metro con uno spessore di 12 millimetri. Grazie allo spessore maggiorato, questa pavimentazione è in grado di sopportare carichi particolarmente elevati, risultando ideale per aree

d’allenamento soggette a forti sollecitazioni. REGUPOL everroll puzzle è disponibile nel pratico formato a incastro e, grazie ai bordi dentellati, è particolarmente facile da posare. Le dimensioni esterne sono pari a 98 x 98 centimetri. La gamma di prodotti comprende due varianti, ciascuna con uno spessore totale di 8 millimetri. La caratteristica distintiva di REGUPOL everroll puzzle è la sua struttura a doppio strato, composta da uno strato di base di 6 millimetri e uno strato di usura di 2 millimetri. Ciò consente la classificazione nella classe di reazione al fuoco Cfl-s1, soddisfacendo così i requisiti più elevati in materia di protezione antincendio. Con l’ampliamento della sua gamma, REGUPOL offre ai fitness club una gamma più ampia di possibilità per l’allestimento di aree d’allenamento, soddisfacendo ogni specifica esigenza degli operatori del settore fitness.

PER INFORMAZIONI: sports.regupol.com

IL METODO FITNESS “SENZA PAROLE”

S

i chiama BUBBLEFIT® la lezione ideata da Marcella Barotti, istruttrice di fitness e ballo con trent’anni d’esperienza maturata sul campo, basata sul metodo MY BUBBLE®, anch’esso ideato da lei. Un’intuizione nata da un’osservazione ripetuta in sala: molte persone abbandonano l’attività fisica non per pigrizia, ma perché faticano a seguire le istruzioni verbali di una coreografia, si sentono indietro rispetto al resto del gruppo e finiscono per smettere entro i primi mesi. L’ispirazione è arrivata da un parallelismo semplice: la segnaletica stradale.

Un segnale lo impari una volta e lo riconosci per sempre, senza bisogno che qualcuno te lo rispieghi ogni volta che lo vedi. Applicando lo stesso principio al fitness, Barotti ha sostituito le istruzioni verbali con un linguaggio visivo: ogni passo della coreografia è rappresentato da un simbolo – una Bolla – applicato su una lavagna magnetica visibile per tutta la lezione. Nessuna parola, nessun numero da memorizzare: chi ha già visto quel simbolo lo riconosce ed esegue il passo, esattamente come un cartello stradale, anche se ha saltato settimane

di lezioni o non parla la lingua dell’istruttore. Nell’ambito di BUBBLEFIT®, come per la segnaletica stradale, ogni Bolla va spiegata una sola volta, poi la classe la riconosce autonomamente.

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PER INFORMAZIONI: Marcella Barotti info@bubblefit.it www.bubblefit.it

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AZIENDE E PRODOTTI

FORMAT STUDIO: IL CLUB CHIAVI IN MANO

F

ormat Studio è il sistema Pilates + Spinning® chiavi in mano ideato da Fispin SSd a R.L. per aprire uno studio fitness premium in soli 30 giorni. Un modello già testato, che riduce i tempi di avvio, semplifica ogni fase e accompagna il proprietario fino ai primi clienti. Questo nuovo concept chiavi in mano si basa sul progetto operativo che Fispin utilizza concretamente per aprire uno studio, composto da sette fasi da attuare una dopo l’altra. Chi è interessato ad aprire un proprio piccolo club, prima di impegnarsi e

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sostenere qualsiasi spesa può valutare il concept Format Studio conoscendone ogni aspetto, a partire dall’investimento richiesto, dal tempo necessario per l’implementazione del progetto e da chi fa che cosa. Dopo aver letto la documentazione che illustra ogni aspetto, è inoltre possibile conoscere i numeri che interessano la città in cui si sta valutando l’apertura. Aprire un proprio studio in piena autonomia è ovviamente possibile, ma farlo affidandosi a chi ha già gestito tante volte, con una regolarità

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quasi noiosa, le stesse questioni e imparato a non commettere gli errori che alla fine del primo anno presentano il conto, significa semplificarsi molto la vita e partire con il piede giusto. Scegliere Format Studio significa: scegliere il locale giusto; stabilire le dimensioni e l’ubicazione giuste di spogliatoi e docce; dotarsi dell’attrezzatura realmente necessaria per il proprio modello di business; adottare un sistema in virtù del quale tutti gli attrezzi vengono costantemente utilizzati; vendere risultati e senso di appartenenza anziché semplici sessioni d’allenamento; scegliere la forma giuridica giusta. Format Studio è uno spazio dedicato interamente alla cura e al benessere della persona: luminoso, curato nei dettagli e in ordine, uno spazio che, con il passare del tempo, diventa familiare per chi lo frequenta, alimentando la sua motivazione e fidelizzazione. Uno spazio dedicato a pochi clienti alla volta, seguiti realmente, e costantemente, da istruttori formati da FISPIN. Un livello di attenzione che un centro fitness tradizionale, per come è organizzato, difficilmente riesce a offrire. Il planning proposto è più snello, ma molto più efficiente. Non serve infatti riempire il calendario di lezioni, serve aprire le fasce giuste, negli orari in cui c’è davvero domanda, e riempire bene ogni spazio. Meno ore disperse, sessioni ottimizzate e un modello molto più sostenibile. Il sistema di vendita è stato invece configurato per educare la persona a percepire il valore dell’allenamento in termini di benessere e non di tempo speso. È la differenza che corre tra avere clienti e avere persone che confrontano listini. Lo stesso allenamento cambia completamente valore

quando avviene in un luogo in cui si è conosciuti e seguiti, in cui ci si sente parte di qualcosa. Ed è proprio questa relazione, più di qualsiasi attrezzo o format, la parte che un concorrente non può semplicemente copiare. Chi sceglie Format Studio viene affiancato nell’individuazione del locale adatto, ovvero raggiungibile facilmente, dotato di parcheggi e luminoso. Lo stesso vale per la suddivisione dello spazio disponibile – per realizzare spogliatoi, docce, bagni e area dedicata all’allenamento – e per la scelta e la disposizione delle attrezzature, basate sui clienti previsti e sul tipo di attività che s’intende proporre, ovvero one to one, piccoli gruppi o entrambi. Proporre entrambe le soluzioni, nello stesso studio, significa seguire più persone, contenere il costo del personale e incassare di più. I pacchetti, il calendario delle attività e il sistema di vendita vengono costruiti insieme. E quando tutto è definito, prima di partire, anche i numeri devono esserlo: l’ammontare esatto dell’investimento e il tempo necessario per rientrare. La formazione tecnica degli istruttori, curata da FISPIN, e quelle in ambito marketing, coaching e comunicazione sono comprese, così come la consulenza marketing per il lancio. La forma giuridica della società – ASD, SSD, partita IVA o altra forma – viene valutata insieme a uno dei migliori tributaristi italiani specializzati nello sport per individuare quella più adatta, in quanto da questa scelta dipendono il regime fiscale al quale si è sottoposti e la gestione dei collaboratori. L’assistenza – in ambito


fiscale e tributario, marketing e comunicazione, tecnicosportivo ed empowerment – continua anche dopo l’apertura e i progetti mirati alla fidelizzazione della clientela vengono costruiti e affinati mese per mese, basandosi sui dati prodotti dallo studio. Per quanto concerne le attrezzature, rigorosamente Peak Pilates e Spinning®, la dotazione completa, proposta a 25.000 euro + IVA, è quella consigliata e prevede 4 Reformer e 3 Spinner® bike con misuratore di potenza. Con questa dotazione, su una superficie tra i 70 e i 150 metri quadrati, è possibile lavorare one to one e a piccoli gruppi senza cambiare nulla nello studio. La configurazione d’ingresso, per aprire con uno studio già operativo e crescere

man mano che il calendario si riempie, è proposta a partire da 15.000 euro + IVA. I costi fissi mensili sono determinati da affitto, utenze e collaboratori, inquadrati secondo la forma giuridica stabilita. Il business plan mette nero su bianco l’investimento totale e il tempo necessario per rientrare, calcolato sul bacino di utenza dello studio e non su una media nazionale. La proiezione si costruisce su tre scenari e viene rivista insieme mano a mano che lo studio fornisce i dati reali. Il momento migliore per aprire un Format Studio è adesso, in un momento in cui la domanda cresce più velocemente dell’offerta. Ed essere i primi ad aprire uno studio nel proprio quartiere significa riservarsi

un ulteriore vantaggio competitivo. Negli Stati Uniti gli studi boutique sono ormai circa 40.000 e il Pilates svolto con i Reformer è la disciplina più diffusa al loro interno. In Italia, il fitness vale oltre 25 miliardi di euro, conta circa 13 milioni di iscritti e fa registrare una crescita annuale compresa tra il 7 e il 9%. Se sei interessato, inizia a pensare alla zona in cui

vorresti aprire e come è raggiungibile. Hai già un locale in mano o parti da zero? Quanto sei disposto a investire inizialmente? Lavorerai solo tu in studio o ti servono istruttori da formare? Se fornisci queste quattro risposte, sei già operativo. PER MAGGIORI INFORMAZIONI ED ESSERE CONTATTATI: info@format-studio.it

LA GLUTE ZONE CHE LASCIA SPAZIO ALLA PERFORMANCE

L’

allenamento dei glutei è oggi uno dei trend più in crescita nel panorama del fitness. Con Hammer Strength, brand distribuito in Italia da Aqquatix, è possibile creare una vera e propria GLUTE ZONE nel club: un’area dedicata, riconoscibile e progettata per offrire un’esperienza completa di allenamento per glutei e gambe. Al centro della proposta c’è la Hammer Strength Glute Drive, pensata per rendere l’hip thrust efficace e intuitivo. La zona si completa con una selezione di macchine plate loaded studiate per il lower body: Pendulum-X Squat e Hack Squat per lavorare in profondità sullo squat; Belt Squat per allenare la parte inferiore del corpo riducendo il carico sulla colonna vertebrale; Multi Squat per ampliare le varianti di esercizio; Assisted Nordic Ham Curl per il lavoro eccentrico sui femorali.

Il valore di un’area dedicata all’allenamento della parte inferiore del corpo va oltre l’attrezzatura: una zona specializzata organizza meglio il floor, facilita la scelta degli esercizi per gli

utenti e crea un punto di forte attrazione all’interno del club. Design Hammer Strength e branding dedicato rendono questo spazio immediatamente riconoscibile, trasformando

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un trend in un’opportunità concreta di differenziazione e di business. PER INFORMAZIONI: lifefitnessitalia@aqquatix.com

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APP UNTA MENTI

A CURA DELLA REDAZIONE

IL SETTORE A RAPPORTO A LONDRA

L’

edizione 2026 dell’HFA European Congress è andata in scena a Londra dal 24 al 26 settembre scorso, in una location inconsueta e suggestiva: il London Stadium, nel Queen Elizabeth Olympic Park, casa del West Ham, storico club calcistico londinese. L’evento, organizzato in collaborazione con ukactive, associazione di categoria del settore fitness e leisure britannico, ha affidato il compito di fare gli onori di casa, e coordinare le operazioni, a David Minton, fondatore di EVOLVE, società di caratura internazionale specializzata nell’analisi dei dati, nella ricerca e nella consulenza per l’economia del tempo libero e del benessere che ha sede a Londra. Dirigenti del settore fitness, ricercatori ed esponenti di spicco del mondo della salute si sono incontrati per condividere due giornate dedicate alla formazione e al networking, seguite da una terza giornata con visite facoltative a fitness club di Canary Wharf e della City del capoluogo britannico. Il congresso ha proposto prevalentemente tavole rotonde nel corso delle quali hanno preso la parola numerosi operatori di club ed esperti – anche di comparti confinanti

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con il fitness e il wellness – per affrontare tematiche d’attualità e strategicamente rilevanti, come leadership, branding, salute femminile in chiave longevity, corporate wellness, mercati emergenti – con le testimonianze di operatori di club attivi in Turchia, Macedonia del Nord e Ungheria – e un’analisi dell’evoluzione del mercato europeo. Si è inoltre parlato del fitness come servizio fondamentale nei complessi residenziali, nelle strutture ricettive e nei progetti a uso misto, di come il design e l’esperienza degli utenti stiano ridefinendo il ruolo del fitness all’interno di ecosistemi di benessere più ampi, così come della prescrizione del farmaco dimagrante GLP-1 e della sua integrazione con l’esercizio fisico nel trattamento dell’obesità, nonché di certificazioni e standard per i trainer. La stretta connessione tra esercizio fisico e salute è stato uno dei temi centrali dell’HFA European Congress nel corso del quale sono stati presentati alcuni importanti studi recentemente condotti dall’Associazione di Boston. Greta Wagner, presidente e CEO ad interim della Health & Fitness Association, ha così

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sottolineato il grande valore delle indagini che raccolgono dati e informazioni: «La ricerca fornisce al nostro settore le prove necessarie per prendere decisioni migliori, dimostrare il proprio impatto e rafforzare il proprio ruolo nell’ambito della salute e del benessere. Questi nuovi dati offrono ai leader del settore l’opportunità non solo di comprendere la situazione attuale del settore del fitness, ma anche di discutere il significato dei risultati per il futuro». Alistair Brownlee, triatleta britannico campione olimpico a Londra 2012 e Rio de Janeiro

2016, fondatore di truefuels, partner associato di Redrice Ventures e cofondatore della Brownlee Foundation, è salito sul palco per la general session conclusiva, nel corso della quale ha illustrato i capisaldi dell’approccio mentale che gli ha consentito di avere successo nello sport di altissimo livello, spiegando come sta applicando questi insegnamenti al futuro della salute, del fitness e del benessere attraverso investimenti di capitale di rischio, tecnologia e innovazione. www.healthandfitness.org


A PADOVA LA SALUTE È UNO SPETTACOLO

L

a sesta edizione de Lo Spettacolo della Salute, evento organizzato da Show Club per diffondere la cultura del movimento e delle sane abitudini, è andata in scena lo scorso 26 settembre

al Gran Teatro Geox di Padova, di fronte a circa mille persone. Una coinvolgente mattinata dedicata alla salute che ha coniugato la divulgazione alla solidarietà. Il ricavato della vendita dei biglietti è stato infatti devoluto al progetto Show Care, promosso dall’organizzazione di volontariato Show Care ODV, e permetterà a persone in follow-up oncologico con un ISEE inferiore a 30.000 euro di svolgere gratuitamente attività fisica in modo sicuro, personalizzato e monitorato. Il progetto rende accessibili percorsi di movimento a chi, dopo la malattia, deve

affrontare anche un ostacolo economico, accompagnandolo nella ricerca di benessere, autonomia e qualità della vita. Il format ideato da Giorgio Leo e Vito Stolfi (nella foto insieme sul palco) ha

relazioni interpersonali. «Divulgazione e impegno sociale – ha detto Giorgio Leo, organizzatore dell’evento – sono parte della stessa missione: far conoscere il valore delle sane abitudini e creare occasioni concrete per metterle in pratica. Lo Spettacolo della Salute si chiama così perché non c’è niente di più spettacolare che stare bene. Quando perdiamo la salute, tutto ciò che abbiamo, ovvero denaro, beni materiali, relazioni, affetti, passa in secondo piano. Da questa idea è nata la volontà di celebrare la salute e promuovere la prevenzione, per preservare il benessere il più a lungo possibile, anche con il passare degli anni, e ridurre gli anni di vita segnati dalla malattia. Con questo spettacolo vogliamo aiutare

chi non fa attività fisica, non perché non sappia che gli fa bene, ma perché fatica a mettere in pratica strategie concrete per cambiare le proprie abitudini. Il nostro scopo è invitare queste persone a sedersi nel comfort di un teatro e offrire loro spunti utili per cominciare a introdurre piccoli cambiamenti nella vita quotidiana. Vogliamo che, una volta tornate a casa, possano finalmente alzarsi e cominciare a vivere una vita più attiva e, in generale, più sana, anche attraverso scelte migliori legate al cibo, al sonno, alle relazioni e a tutto ciò che ci permette di provare piacere e stare bene con noi stessi e con gli altri». spettacolodellasalute.it

riportato a Padova un modo accessibile e coinvolgente di parlare di benessere. Otto speaker d’eccezione – tra i quali figurano, solo per citarne alcuni, Josefa Idem, campionessa olimpica e mondiale di canoa, protagonista di otto Olimpiadi consecutive, Mike Marić, medico e campione mondiale di apnea, esperto di respirazione e gestione dello stress, ed Elena Meli, biologa e giornalista medico-scientifica – hanno portato la loro esperienza su temi fondamentali come alimentazione, esercizio fisico, longevità, motivazione e

AB SHOW A ORLANDO

L’

edizione 2026 di AB Show, evento organizzato dalla storica rivista statunitense Athletic Business, si terrà in Florida, all’interno dell’Orange County Convention Center di Orlando, dal 17 al 19 novembre prossimi, attirando più di 2.000 decision maker appartenenti al mondo dello sport, del fitness, del leisure e militare provenienti da tutto il mondo. Le tre giornate saranno scandite da oltre 100 sessioni formative che affronteranno

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un ampio spettro di tematiche, tra le quali figurano leadership, gestione del personale, programmazione e progettazione delle strutture. Il congresso si integrerà con l’area espositiva che punterà i riflettori su una gamma completa di soluzioni che interessano la gestione e le attrezzature necessarie per proporre le più disparate attività e costruire comunità. www.abshow.com

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PE RCO RSI

In queste pagine, una panoramica sui corsi di formazione e di aggiornamento in programma per i prossimi mesi. Distinti nelle due aree gestionale e tecnica, questi corsi si rivolgono a manager, preparatori, istruttori e, in generale, a tutti gli operatori del settore fitness, sport e benessere. Per conoscere con esattezza date e sedi, e avere l’elenco completo dei corsi offerti, contattare gli enti organizzatori agli indirizzi indicati. Mesi di riferimento: novembre, dicembre, gennaio A CURA DELLA REDAZIONE

AREA MANAGERIALE WELLINK ACADEMY Academy è la scuola di formazione Wellink per gli operatori dei settori fitness, sport e wellness. Questo progetto nasce nel 2016 e ad oggi ha formato e certificato migliaia di professionisti attraverso differenti modalità: roadshow, webinar, formazioni in aula, formazioni in sede, web meeting, videocorsi ed esercitazioni. Prossimi appuntamenti: Real Marketing: laboratorio di formazione marketing per centri fitness e studios. Sessione in aula il 18 novembre presso Technogym Milano, via Durini 1. DOCENTI: Team Wellink SEDE: Technogym Milano, via Durini 1 e online CONTATTI: www.wellink.it academy@wellink.it tel. 03621543510 REX ROUNDTABLES FOR EXECUTIVES Il REX Roundtables è rivolto a titolari qualificati e general manager di fitness club. È un rivoluzionario metodo di formazione che si sviluppa con periodiche riunioni intensive di approfondimento strategico/ operativo del mercato e con confronti strutturati tra un numero ristretto di colleghi con esperti internazionali del fitness e di altri settori. Prossimi incontri: REX-FITALY, 24-26 novembre, Portogallo. DOCENTI: vari SEDI: varie CONTATTI: Rex Roundtables Europe Fausto Di Giulio, Tortoreto (TE) cell. 335.817.35.30 www.rexroundtables.eu rex@rexroundtables.eu

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CORSI, SEMINARI E MASTER FIT ONE PROMOTION Prosegue la sessione autunnale di attività formative, online ed in presenza, con corsi di formazione e master di specializzazione ed aggiornamento nell’area gestionale. Tra i corsi offerti: Corso base e avanzato per consulenti di vendita; Corso per responsabile tecnico di un fitness club; Corso per fitness manager, Master di gestione tecnica degli impianti natatori. DOCENTI: vari SEDE: Milano CONTATTI: tel. 02.21.11.96.76 info@fitpromos.it www.fitpromos.it

CORSI COACHING PNL & TRAINING l Licensed PNL Practitioner è il primo livello di certificazione internazionale in PNL. I corsi sono organizzati dalla Scuola di Formazione “Coaching PNL & Training” di Savino Tupputi. Prossimi appuntamenti: PNL Practitioner: 26-27-28-29 novembre. Public Speaking: 1516-17-18 ottobre. Life Coaching: 30-31 ottobre e 1° novembre. Business Coaching: 30-31 ottobre e 1° novembre. SEDE: The Coaching Way di Terni DOCENTE: Savino Tupputi CONTATTI: www.thecoachingway.it savino@thecoachingway.it tel. 80020264

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AREA TECNICA CORSI XFIT 4.0 Tra i corsi proposti: Mat Work Base, Reformer Base, Reformer Avanzato, Tower/ Cadillac, Certificazione Competenze e Aggiornamento Istruttori. Per i prossimi appuntamenti, contattare XFIT 4.0 ai recapiti sottostanti. SEDI: varie DOCENTI: vari CONTATTI: info@xfit4zero.com ALTA FORMAZIONE ISSA EUROPE Prossimi appuntamenti: Corso CFT Personal Fitness Trainer: 24 e 25 ottobre, Milano; 7 novembre, Milano e Napoli; 8 novembre, Milano e Napoli; 28 e 29 novembre, Milano;

9 e 10 gennaio, Milano; 23 e 24 gennaio, Milano; 6 e 7 febbraio, Milano; 20 e 21 febbraio, Milano. Sessione pratica: 7 novembre, Milano. Workshop Catene miofasciali mobilità: 25 ottobre, Milano. Webinar Analisi del modello prestativo: metabolismi, muscoli, tempi di lavoro e di recupero: 27 ottobre, online. Webinar Valutazione funzionale: forza, postura, propriocettività, mobilità e flessibilità: 29 ottobre, online. Webinar La forza: aspetti strutturali e neurali; La forza: applicazione pratica: 10 novembre, online. Webinar L’allenamento della forza nei giovani: 12 novembre, online. Workshop Presentazione/ esecuzione/analisi e valutazione dei test: 28 novembre, Milano. Corso CSSC Sport Strength & Conditioning: 28 novembre, Milano; 16 gennaio, Milano; 13 febbraio, Milano. Workshop GLP-1: 29 novembre, Milano. Webinar Periodizzazione e programmazione: i nuovi orientamenti per organizzare il

CORSI TECNICI FISPIN S.S.D. A R.L Formazione Spinning®: tutti i corsi sono da intendersi in forma ibrida, ovvero proposti online e in presenza. Prossimi corsi: SIC - Spinning® Instructor Certification Internazional - 3° Modulo: sabato 24 ottobre, online. Bridge Certification - 2° Modulo: sabato 24 ottobre, online. SIC - Spinning® Instructor Certification Internazional - 4/5° Modulo: sabato 31 ottobre: Pisa. Bridge Certification - 3° Modulo: sabato 31 ottobre, Pisa. Creative, Spinning® Program: 7 novembre, Pisa. Heart Rate, Spinning® Program: 14 novembre, online. Certificazione PINPower: 21-22 novembre, Pisa. Spinning® 3.0: 5 dicembre, online. Pilates mat (certificazione istruttori): 12 dicembre, Pisa. Introduzione allo Spinning® Program: 16 gennaio, online. Mental Coching - Spinning® Program: 17 gennaio, Pisa. Certificazione Rockstar - Spinning® Program: 23-24 gennaio, Pisa. SIC - Spinning® Instructor Certification (primi due moduli): 30-31 gennaio, online. PRESENTER/DOCENTI: vari CONTATTI: Fispin S.S.D. a R.L. tel. 050 6221093 mob. 342 9596143 www.fispinacademy.it info@fispinacademy.it


CORSI REFORMER, MATWORK E PILATES BALANCED BODY Balanced Body offre un percorso di formazione Pilates completo con corsi Matwork, Reformer e Comprehensive. Rilascia una certificazione riconosciuta a livello internazionale. I corsi si svolgono nelle principali città italiane e sono tenuti dai nostri Educator Balanced Body. Sei un fitness club? Abbiamo una formazione esclusiva per i tuoi trainer Reformer. Prossimi corsi: Movement Principles: 7-8 novembre, Pesaro (Antonio Baldes), Milano (Enzo Ventimiglia); 21-22 novembre, Roma (Barbara D’Andrea) (sold out); 16-17 dicembre, Roma (Barbara D’Andrea). Matwork 1: 7-8 novembre, Napoli - Vomero (Sergio Sgambati), Susegana (Enrico Prandini); 5-6 dicembre, Milano (Enzo Ventimiglia); 12-13 dicembre, Roma (Barbara D’Andrea), Bergamo (Francesca Cavenati), Riccione (Manuela Tronchin). Reformer 1: 7-8 novembre, Roma (Barbara D’Andrea) (sold out); 14-15 novembre, Riccione (Manuela Tronchin), Bergamo (Francesca Cavenati) (sold out); 28-29 novembre, Susegana (Enrico Prandini); 5-6 dicembre, Napoli -Vomero (Sergio Sgambati); 18-19 dicembre, Roma (Barbara D’Andrea); 16-17 gennaio, Roma (Barbara D’Andrea); 23-24 gennaio, Pesaro (Antonio Baldes). Reformer 2: 14-15 novembre, Napoli - Chiaia (Monica Capuano); 12-13 dicembre, Vicenza (Roberto Cerini); 20-21 dicembre, Roma (Barbara D’Andrea); 23-24 gennaio, Bergamo (Francesca Cavenati). Matwork 2: 28- 29 novembre, Napoli - Chiaia (Monica Capuano); 30-31 gennaio, Susegana (Enrico Prandini). Winter School Reformer: 16- 21 dicembre, Roma (Barbara D’Andrea). Cadillac & Tower: 27-29 novembre, Vicenza (Roberto Cerini); 22-24 gennaio, Roma (Barbara D’Andrea), Riccione (Manuela Tronchin). Chair & Barrels: 22-24 gennaio, Milano (Roberto Cerini). Per il calendario completo: www.balancedbody.it/formazione/calendario-corsi Contatta la nostra tutor Fanny Zanin: info@balancedbody.it tel. +39 3881788406 www.balancedbody.it macrociclo: 8 dicembre, online. Webinar La prevenzione infortuni attraverso: riscaldamento corretto, allenamento del core dinamico, mobilità articolare dinamica: 10 dicembre, online. Corso CFN Fitness Nutritionist: 13 dicembre, Milano. Webinar Metodologie di allenamento: 15 dicembre, online. Workshop Contrazioni muscolari avanzate: 19 dicembre, Milano. Workshop Biomeccanica: 10 gennaio, Milano. Workshop Valutazione funzionale, scelta degli esercizi per disciplina e per condizionamento fisico: 16 gennaio, Milano. Workshop Dalla teoria alla pratica: 24 gennaio, Milano. Webinar Spalla: tenuta e prevenzione a seconda della partecipazione nella disciplina; Ginocchio: tenuta e prevenzione a seconda della partecipazione nella disciplina: 26 gennaio, online. Webinar Glutei: motore fondamentale per l’attività sportiva: 28 gennaio, online. Workshop Ricomposizione corporea: 7 febbraio, Milano. Webinar Tavola rotonda e ripasso Sport Strength&Conditioning: 9 febbraio, online. Workshop Allenamento della forza: dal 1RM al VBT passando per uso di elastici e isoinerziale: 13

febbraio, Milano. Workshop Catene miofasciali mobilità: 21 febbraio, Milano. Workshop Allenamento al femminile: 28 febbraio, Milano. SEDI: varie DOCENTI: vari CONTATTI: issa-europe.eu issa-europe.eu/percorsi/cftpersonal-fitness-trainer support@issa-europe.eu tel. 02 9443750 FORMAZIONE CONCEPT2 - FIC Il percorso formativo Concept2 (riconosciuto dal CONI) è stato sviluppato per creare istruttori con conoscenze e competenze che vadano al di là del background di atleta o praticante, al fine di proporre allenamenti sicuri e lezioni di gruppo coinvolgenti e motivanti, gestire eventi e competizioni, avere la preparazione anche a livello scientifico e la metodologia per approntare piani di allenamento con l’utilizzo degli attrezzi Concept2, (RowErg, SkiErg e BikeErg), sfruttando appieno la loro straordinaria potenzialità. Si studia ogni aspetto che contraddistingue il mondo Concept2. Essenziale sia per la preparazione del principiante sia

dell’atleta élite che per lavorare con clienti di ogni età. I livelli di formazione sono 3, dopo il terzo livello è possibile (con tutti i necessari prerequisiti), accedere al 4° livello Europeo. Prossimi corsi: per il calendario, rivolgersi all’ente organizzatore ai recapiti sottostanti. DOCENTI: vari CONTATTI: info@concept2.it www.ergevents.it tel. 0690160034 cell. 3205313530 CORSI TECNICI FIT ONE PROMOTION Prosegue la sessione autunnale di attività formative, online e in presenza, con corsi di formazione e master di specializzazione e aggiornamento nelle cinque aree tematiche previste: fitness & body building; fitness musicali & indoor cycling; pilates matwork; attività acquatiche; riabilitazione sportiva & massaggio. Tra i corsi offerti: Corso di formazione per istruttori di fitness e body building; Corso di formazione per personal trainer; Corso di formazione per istruttori di discipline musicali e tonificazione; Corso di formazione per istruttori di indoor cycling. DOCENTI: vari. SEDI: Milano. CONTATTI: tel. 02.21.11.96.76 info@fitpromos.it www.fitpromos.it CORSI THE STUDIO® DI CLAUDIA FINK Prossimi appuntamenti: Corso STOTT PILATES® Intensivo Matwork Plus™| IMP: 7, 8, 14, 15, 21, 22 novembre, online. Corso Pilates Italia®: Pilates per la Sclerosi Multipla: 13 novembre, Milano e online. Corso Pilates Italia® BodyStrateg-ex® | Upper Extremities: 14-15 novembre, Milano. Corso STOTT PILATES® Avanzato Reformer | AR: 20, 21, 22 novembre, Bologna. Corso STOTT PILATES® Avanzato Matwork | AM: 21 novembre, Bologna. Corso STOTT PILATES® Intensivo Stability Chair™ | ICHR: 27, 28, 29 novembre, Milano. Corso STOTT PILATES® Intensivo Barrels | IBRL: 28, 29 novembre, Milano. Workshop STOTT PILATES® Athletic Conditioning on the Reformer, Level 1: 28 novembre, Bologna. Workshop STOTT PILATES® Athletic Conditioning on the Reformer, Level 2: 28 novembre,

IL NUOVO CLUB

Bologna. Corso STOTT PILATES® Intensivo Matwork Plus™| IMP: 4, 5, 6, 11, 12, 13 dicembre, Milano. Corso STOTT PILATES® Intensivo Matwork Plus™| IMP: 4, 5, 6, 11, 12, 13 dicembre, Milano. Corso STOTT PILATES® Intensivo Reformer | IMP: 4, 5, 6, 11, 12, 13, 19, 20 dicembre, Milano. Corso STOTT PILATES® Intensivo Cadillac | ICAD: 5, 6, 7, 8 dicembre, Milano. SEDE: Milano DOCENTI: vari CONTATTI: tel. 02.973.828.04 info@thestudiopilates.it www.thestudiopilates.it CORSI TECNICI SPORTHUB ASIVITATTIVA Tutti i corsi di formazione sono riconosciuti da ASI-CONI. Pilates - Corso Polestar Pilates PF – Serafino Ambrosio: Principi Fondamentali corso Polestar Pilates Matwork e Reformer: 21-22 novembre, Roma e/o online. Corsi Fitness Vitattiva Corso Club Senior fitness: 16-17 gennaio, Roma e/o online; Corso per istruttore multisport 14-15 novembre, Roma e/o online; Corso istruttore di ginnastica per senior: 5-6 dicembre, Roma e/o online. Corso Pole Dance - Cristina Sasso - Corso di formazione 1° e 2° livello istruttore pole dance: dal 16 novembre al 10 gennaio in presenza e online (Sassolab, Tivoli - RM). Corso Pickleball - Corso istruttore: 12-13 dicembre, Roma e/o online. SEDI: Roma, Milano, online DOCENTI: vari CONTATTI: tel. 065574636 segreteria@vitattiva.it www.vitattiva.it www.campionatoasiginnastica.it COVATECH® PILATES® SCHOOL (STUDIO PILATES) La formazione completa per diventare CovaTech® Pilates® Teacher prevede circa 450 ore di studio e osservazione, soddisfacendo le linee guida della PMA (Pilates Method Alliance), e comprende il materiale didattico, l’esame finale e l’attestato di competenza. Prossimi appuntamenti: per il calendario, contattare Covatech Pilates School ai recapiti sottostanti. SEDI: Milano DOCENTI: Anna Maria Cova, Silvana Lucca, Alessandra Moriggi CONTATTI: tel. 02.78.26.93 www.covatechpilates.com/it info@covatechpilates.com

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indice inserzionisti

indice inserzionisti 7

ALIGN PILATES

35

AQQUATIX LIFE FITNESS/HAMMER STRENGTH

52, 53, 79

BALANCED BODY - GENESI

17

BROOKLYN FITBOXING

2

DOCCIA PAY

78

FISPIN

4

Guida Piscina 2026

65

IMPULSE - FITNESS CONTRACT - GUGLIELMI SRL

29

JOHNSON HEALTH TECH - MATRIX

4, 9

LES MILLS

SETTEMBRE OTTOBRE 2026 EURO 6,50 Strumenti di Management per Centri Sportivi e Fitness Club IL NUOVO CLUB Anno XXXVII - n. 213/5 settembre ottobre 2026 Direttore responsabile: Roberto Maestrami Responsabile di redazione: Davide Venturi Redazione: Davide Venturi Rita Cesarini Per contattare la redazione: ilnuovoclub@ilcampo.it Ufficio traffico: Maurizia Manici mmanici@ilcampo.it Comitato tecnico-scientifico: Avv. Marilisa Rogolino Hanno collaborato: Giorgia D’Autorio, Michele Felisatti, Biagio Giancola, Paolo Grosso, Adriano Guizzetti, Luca Marin, Luca Pomidori Impaginazione e prestampa: Nico Ambrosino Immagini: archivio Editrice Il Campo, Shutterstock, Fotolia, Pixabay, Freepik, Unsplash

3

MAD DOGG ATHLETICS

15

MGT ASSOCIATI - MGT SAFEGUARDING

10

Multi-Club Meeting 2027

Direzione editoriale: Federico Maestrami, Roberto Maestrami

47

Outex

Direzione, Redazione, Amministrazione, Pubblicità: Editrice il Campo Via G. Amendola, 9 40121 Bologna Tel. 051.25.55.44 - 25.58.14

III cop.

REX ROUNDTABLES FOR EXECUTIVES

60, 61

RICH FIT

66, 67, IV cop. II cop., 1

TECHNOGYM XLeisure

Stampa: MIG Moderna Industrie Grafiche - Bologna Editrice Il Campo Srl fondata da Franco Maestrami

info@ilcampo.it www.fitnesstrend.com www.sportindustry.com www.ilnuovoclub.it www.piscineoggi.it www.forumclub.it www.forumpiscine.it

Registrazione presso il Tribunale di Bologna n. 5796 del 16-10-1989. Sped. abb. pt. comma 26-art. 2 L. 549-28/12/1995

Copyright © tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale di articoli, fotografie e disegni pubblicati ne Il Nuovo Club, con qualsiasi mezzo, senza espressa autorizzazione dell’editore. I prodotti segnalati sono una libera scelta della redazione. I nomi, le ditte e i prezzi pubblicati sono riportati senza responsabilità, a puro titolo informativo, per rendere un servizio ai lettori. L’editore non risponde dell’opinione espressa dagli autori degli articoli pubblicati. Ai sensi della legge 675/96, i dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per nessun motivo. Allo scopo di migliorare il servizio, invitiamo tutti i nostri abbonati a conservare il CODICE PERSONALE - è indicato sulla fascetta, accanto al recapito - e di comunicarlo al servizio diffusione, ogniqualvolta desiderino contattare la nostra casa editrice.


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