XXIII edizione numero speciale 2016
DOMOTICA
guida piscina 2016
guida piscina MANUTENZIONE RISTRUTTURAZIONE
COSTI
DESIGN
AMBIENTAZIONE
ISSN 0390-3230 supplemento al n°173/2016 di
guida piscina 2016
PROGETTO • TECNOLOGIE • ACCESSORI • INNOVAZIONI
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1. La piscina che vorrei: quello che c’è da sapere per iniziare con il piede giusto “In un percorso che ne attraversa tutte le fasi di realizzazione, vi guidiamo alla scoperta della piscina come non l’avete mai vista, per orientavi nella scelta e nella progettazione dell’impianto più adatto alle vostre esigenze. Iniziamo da quello che occorre sapere prima dell’avvio del progetto di costruzione o riqualificazione: costi, agevolazioni, permessi e responsabilità”
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2. La piscina dalle origini: il progetto “Un mosaico di competenze per realizzare la piscina dei propri sogni: sono numerose infatti le variabili che entrano in gioco nella progettazione dello spazio acquatico. Obiettivo puntato su esigenze, soluzioni e tendenze progettuali. E su quali siano le prime mosse da compiere”
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3. Quale piscina? Conoscerne struttura e tecnica, per scegliere quella giusta “La piscina è un sistema complesso: la struttura, i materiali e la tecnica di realizzazione ne costituiscono il primo fondamentale tassello. Scopriamo caratteristiche, pregi e limiti delle soluzioni oggi possibili, tra tradizione e innovazione”
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4. A ogni piscina il suo rivestimento “Il rivestimento è un elemento essenziale non solo sotto il profilo estetico, ma anche sotto quello funzionale, in quanto concorre in misura determinante all’aspetto finale della piscina e a proteggere la vasca dall’usura provocata dal tempo e dall’azione degli agenti chimici”
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5. Il sistema di ricircolo e filtrazione “In questo capitolo descriviamo la circolazione e la filtrazione della piscina: un sistema chiuso dove l’acqua fuoriesce dalla vasca, viene immessa nel circuito idraulico e passa attraverso i filtri, per poi essere trattata chimicamente e reimmessa – pulita e sicura – in vasca”
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6. Il trattamento dell’acqua di piscina: quale sistema scegliere? “Per essere definita microbiologicamente pura e sicura dal punto di vista batteriologico, l’acqua della piscina deve essere sottoposta a un trattamento di disinfezione. Approfondiamo l’argomento assieme”
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7. Integrare la piscina tra le mura di casa “Una piscina tra le pareti di casa? Con i dovuti accorgimenti tecnici e strutturali è un sogno che può diventare realtà. Vediamo insieme che cosa comporta questa scelta”
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8. Il riscaldamento della piscina “Analizziamo insieme caratteristiche e vantaggi dei principali sistemi per il riscaldamento e il mantenimento della temperatura ideale dell’acqua di piscina, con uno sguardo attento al risparmio”
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guida piscina
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9. Accessori per tutte le esigenze “Due sono le tipologie di accessori che affrontiamo in questo capitolo: quelli dedicati alla manutenzione ordinaria della vostra piscina e quelli progettati per renderla sempre più unica e sempre più vicina ai vostri desideri”
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10. Immancabile, utilissima copertura “In questo capitolo entriamo nel dettaglio di un must della piscina: la copertura. I vantaggi, le tipologie, gli utilizzi e la manutenzione di un accessorio diventato irrinunciabile”
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11. Quando la piscina è smart “Un tuffo nella tecnologia, alla scoperta di dispositivi e sistemi che concorrono a gestire la piscina in modo più funzionale, economico e sicuro, persino da remoto. Con uno sguardo alle soluzioni attualmente disponibili per automatizzare anche piscine già realizzate”
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12. Una piscina protetta tutto l’anno “Vediamo insieme le operazioni da svolgere per conservare la piscina durante il periodo di riposo invernale e per la riattivazione dell’impianto all’arrivo della primavera”
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13. L’ambientazione della piscina “Ambientare al meglio una piscina privata significa prendere in considerazione molteplici elementi: dalla sistemazione del giardino alla creazione di camminamenti, terrazzamenti e solarium, fino all’arredamento a bordo vasca. Vediamoli nel dettaglio”
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14. Una minipiscina per il vostro benessere “Una variante della piscina tradizionale che abbiamo sin qui descritto è la minipiscina idromassaggio, una struttura progettata per sfruttare al massimo i benefici curativi dell’idroterapia. Vediamola nei dettagli”
PROGETTO • TECNOLOGIE • ACCESSORI • INNOVAZIONI
guida piscina XXIII edizione numero speciale 2016
DOMOTICA
guida piscina
di Sinalunga - Bettolle (SI) info@indalopiscine.com www.indalopiscine.com
2016
in copertina:
Indalo Piscine srl
guida piscina 2016
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MANUTENZIONE RISTRUTTURAZIONE
€ 5,00
COSTI
GUIDA PISCINA 23° edizione – aprile 2016 supplemento al n° 173 di piscine oggi
DESIGN
AMBIENTAZIONE SICUREZZA
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ISSN 0390-3230 supplemento al n°173/2016 di
Foto di Alessandro Schinco
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COPYRIGHT© tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale di articoli, fotografie e disegni pubblicati su GUIDA PISCINA, con qualsiasi mezzo, senza espressa autorizzazione dell’editore. I prodotti segnalati sono una libera scelta della redazione. I nomi, le ditte e i prezzi eventualmente pubblicati sono riportati senza responsabilità, a puro titolo informativo, per rendere un servizio ai lettori. L’editore non risponde dell’opinione espressa dagli autori degli articoli pubblicati. Ai sensi della legge 675/96, i dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo. ISSN 0390-3230
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direttore responsabile: federico maestrami condirettore: roberto maestrami in redazione: alice spiga hanno collaborato: marco arnesano, assopiscine, claudio beati, rita cesarini, lucia dallavalle, nfs international, anja werner fotografie: archivio editrice il campo impaginazione e prestampa sabrina paoletti stampa: MIG moderna industrie grafiche srl, bologna
EDITRICE IL CAMPO fondata da franco maestrami direzione editoriale federico maestrami roberto maestrami direzione, redazione, amministrazione e pubblicità: via amendola, 11 40121 bologna tel +39.051.25.55.44 fax +39.051.25.53.60 e-mail info@ilcampo.it www.ilcampo.it www.sportindustry.com www.fitnesstrend.com www.forumpiscine.com
diffusione: messaggerie periodici spa via ettore bugatti, 15 20142 milano tel. 02.895921 www.mepe.it sped. Abb. P.T. - 45% art.2 comma 20/b – L.662/96 Filiale di BO registrazione tribunale bologna N° 4242, Sett. 1972 Iscizione al REGISTRO NAZIONALE DELLA STAMPA n° 00689 vol. 7 foglio 705 del 21-12-1982
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(doc. Piscine Castiglione)
. La piscina che vorrei: quello che c’è da sapere per iniziare con il piede giusto ..Prezzi e preventivi ..Quanto costa gestirla? ..Per il fisco la piscina è un lusso? ..Bonus fiscali per la ristrutturazione di vasca e impianti
in questo capitolo...
..La vasca naturale: biopiscine e living
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pool
..Quale impresa? Una scelta oculata ..I permessi per costruire e ristrutturare
..Via libera al cantiere: gli obblighi del committente
..Le responsabilità del proprietario
e avete deciso di inserire una piscina nella vostra casa (e nella vostra vita), questa pubblicazione si propone come utile guida alla scelta e alla progettazione, perché possiate orientarvi con consapevolezza tra le tante soluzioni e proposte disponibili
In un percorso che ne attraversa tutte le fasi di realizzazione, vi guidiamo alla scoperta della piscina come non l’avete mai vista, per orientavi nella scelta e nella progettazione dell’impianto più adatto alle vostre esigenze. Iniziamo da quello che occorre sapere prima dell’avvio del progetto di costruzione o riqualificazione: costi, agevolazioni, permessi e responsabilità
per qualunque tipo di collocazione, esigenza e budget. Capitolo dopo capitolo, l’intero ambiente piscina viene sezionato in ciascuna della parti che lo compongono, dalla struttura al “cuore” dell’impianto, dai rivestimenti all’arredo, dal contesto in
cui si inserisce alle soluzioni per la piscina intelligente e sicura. Vengono descritte le tecniche, le tecnologie, i prodotti e i sistemi più all’avanguardia, frutto della costante innovazione che non ha mancato di investire anche questo comparto; vengono
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presentati esempi delle tendenze in voga, soluzioni concrete per ogni tipo di esigenza e installazioni reali, da cui distillare idee e suggestioni per arricchire il proprio progetto di piscina. Chi invece fa parte del numero sempre più folto di proprietari di
piscine, troverà in questa guida aggiornata molteplici proposte per ristrutturare il proprio impianto, rinnovandolo nel design, rendendolo più efficiente nei consumi e più semplice nella gestione, con interventi spesso non particolarmente onerosi. Prima
di proseguire, occorre però fare un passo indietro, per affrontare alcuni aspetti che precedono la progettazione e la costruzione della piscina, influenzandone anche le scelte per la sua realizzazione.
Prezzi e preventivi
nel definire il prezzo finale dell’impianto; i modelli a sfioro, per esempio, di cui si parlerà nel capitolo dedicato alla filtrazione, hanno un costo superiore rispetto a quelli a skimmer. Un’idea di massima: per una piscina m 5x10 con pannelli prefabbricati, skimmer e rivestimento in PVC, la spesa di fornitura oscilla tra i 12.000 e i 25.000 euro, all’incirca il prezzo di un’automobile. Anche per le piscine fuoriterra, benché siano installazioni di minore complessità, che generalmente non richiedono opere edili, e più economiche (a partire dai 2.500 euro di un modello base con diametro 4,57 m), si osservano oscillazioni di prezzo significative: avere in mano preventivi confrontabili permette di scegliere oculatamente ed evitare amare sorprese. Nel preventivo devono dunque figurare in modo
chiaro tutte le voci di spesa, per evitare di trovarsi di fronte a esborsi imprevisti: i principali parametri di progetto dettagliati uno ad uno, lo scavo, le opere strutturali, le opere idrauliche, l’impiantistica, il rivestimento, gli accessori, le opere da eseguire con la distinzione tra “materiale” e “posa”. Un’ultima considerazione riguarda i tempi: l’autunno è il periodo migliore per richiedere i preventivi, specialmente nel caso di vasca interrata, in modo da assicurarsi l’avvio dei lavori nei mesi successivi e la piscina “pronta all’uso” all’arrivo della primavera. Sebbene l’installazione, infatti, con certe tipologie di piscine interrate possa ridursi a una decina di giorni lavorativi, o anche meno, occorre però considerare almeno due-tre mesi per la progettazione, le pratiche amministrative e le opere edili.
esempio offerta
Vale per la piscina la stessa regola che vige per qualunque altro acquisto: acquisire il maggiore numero di informazioni possibili – tramite la stampa, i siti specializzati e il confronto diretto con i professionisti durante le fiere di settore – e richiedere più preventivi, individuando gli elementi chiave utili per il confronto delle diverse offerte (v. tabella). Nel caso delle piscine interrate, oltre ai costi della fornitura, occorre considerare anche quello delle operazioni di scavo ed edili, che fanno lievitare il prezzo del prodotto finito e installato. I materiali di rivestimento così come l’adozione di determinati automatismi o la tipologia di ricircolo e filtrazione sono alcune variabili determinanti
PARAMETRI DI PROGETTO Larghezza max m Lunghezza max m Altezza max m Altezza acqua m Superficie totale m2 Volume totale m3 RICIRCOLO Bocchette d’immissione laterale Bocchette per il pulitore subacqueo Pozzetti di aspirazione dal fondo Skimmer sfioratori di superficie Sfioro perimetrale o parziale Volume della vasca di compenso
FILTRAZIONE Pompe filtrazione N° Portata totale m3/h Filtri installati N° Tipologia di filtrazione Sabbia Quarzite Diatomee Cartuccia N° N° N° N° m m3
DISINFEZIONE Disinfezione Agente disinfettante proposto (cloro, elettrolisi sale, ozono ecc.)
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Superficie filtrante totale Velocità di filtrazione
m2 m/h
Tempo di filtrazione (ricircolo) di tutta l’acqua della piscina
h:m’
Grado di filtrazione
µ
Numero di filtrazioni complete in 24 ore
N°
Velocità di flusso superficiale (Portata 85% superficie 15% fondo) m/h Ripristino del livello dell’acqua
La tabella riportata è un semplice esempio di cosa dovrebbe contenere un contratto corretto per dar modo al cliente di controllare le diverse offerte ricevute a parità di condizione.
introduzione
Quanto costa gestirla? I costi di manutenzione e gestione alimentano di frequente preoccupazioni tra chi si accinge a dotarsi di una piscina, timori che
spesso si rivelano sproporzionati rispetto alle spese effettive. Queste tuttavia devono essere calcolate sulla base di elementi concreti, perché strettamente correlati a un numero elevato di variabili, dalla dimensio-
ne della vasca alla sua posizione, dal clima dell’area di inserimento all’efficienza degli impianti e alle soluzioni messe in campo per il risparmio. I primi consumi da considerare sono quelli dell’acqua, dell’energia elettrica e dei prodotti chimici utilizzati. Sebbene sia difficile generalizzare, la somma complessiva di queste voci può aggirarsi indicativamente intorno ai 600-700 euro, per una piscina 10x5m utilizzata per la stagione estiva. A questi indici di spesa, si devono eventualmente aggiungere quelli elettrici per l’illuminazione subacquea e i dispositivi per l’idromassaggio oltre a quelli di riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente, nel caso delle piscine indoor. Da un punto di vista gestionale, ci teniamo a sottolineare che l’avvento del solare fotovoltacico ha contribuito in maniera significativa ad abbattere i costi elettrici.
La presenza della piscina, per quanto bella ed elegante, non farà automaticamente
aumentare la tassazione sull’immobile. (doc. Pecchini Piscine)
Per il fisco la piscina è un lusso? Chiarite le questioni relative all’applicazione dell’IVA (cfr. box dedicato), il quesito che molti continuano a porsi è se la realizzazione di una piscina determini una maggiore tassazione sull’immobile. In
Bonus fiscali per la ristrutturazione di vasca e impianti Alla luce della Legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali attualmente in vigore prevedono agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie (Bonus 50%) e per la riqualificazione energetica (Ecobonus del 65%) applicabili anche alla piscina. È stata prorogata fino al 31 dicembre 2016 la possibilità di detrarre dall’IRPEF, in dieci anni, il 50%
realtà, l’effetto non è automatico, poiché le imposte immobiliari si basano generalmente sulla rendita catastale, che dipende principalmente dalla categoria catastale cui appartiene il fabbricato. La relativa novità della normativa semplificatrice (D.Lgs. n.175 del 2014) impone di muoversi con
cautela e rivolgersi a professionisti in grado di valutare a priori se, a seguito della realizzazione della piscina, l’immobile acquisisca le caratteristiche di legge per rientrare nelle categorie catastali A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) o A/9 (Castelli, palazzi eminenti).
delle spese sostenute per la ristrutturazione della piscina, fino ad un massimo di 96.000 euro. Nel caso di piscina di singola unità abitativa, l’intervento deve prevederne il “rifacimento, modificando caratteri preesistenti”; per la piscina di aree condominiali, è sufficiente anche la sola “riparazione e il rinforzo di strutture, conservando le caratteristiche (materiali, sagoma e colori) preesistenti”. Previste anche detrazioni fiscali per la ri-
qualificazione energetica della piscina, tramite interventi per incrementare l’efficienza degli impianti e per produrre energia termica da fonti rinnovabili (si veda il capitolo sul riscaldamento). I principali interventi ammessi alla detrazione IRPEF sono elencati nella Guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, consultabile nel sito dell’Agenzia delle Entrate.
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La vasca naturale: biopiscine e living pool
biologica
Il fenomeno “bio” e l’ondata di entusiasmo che, in molteplici ambiti, ha alimentato la ricerca di soluzioni biologiche alternative a quelle tradizionali, non ha trascurato neanche il mondo della piscina. Il settore delle piscine biologiche sta acquisendo, specialmente nel resto d’Europa, un’importanza sempre maggiore, grazie a un interesse che, anno dopo anno, cresce in maniera costante Ma che cos’è esattamente una piscina biologica? Si tratta di un sistema naturale e autonomo, che asseconda l’alternanza delle stagioni, fiorendo in primavera e
ammantandosi di neve in inverno. L’acqua della bio-piscina non necessita infatti di coperture e non teme gli eventi atmosferici, che non intaccano in alcun modo il suo equilibrio. I differenti sistemi costruttivi sono tutti accomunati da una depurazione assolutamente naturale, attraverso biofiltrazione e piante acquatiche, senza prodotti chimici (v. capitolo dedicato al trattamento). Ne risulta un bacino “vivo”, ricco di varietà vegetali, con acqua ovviamente non trasparente: una scelta che non si addice a tutti. L’attuale scenario degli impianti balneabili a depurazione naturale si è però arricchito di altre soluzione possibili, le cosiddette “living pool”, impianti con biofiltrazione
potenziata senza fotosintesi, quindi privi di piante acquatiche. In questa tipologia, la vegetazione ricopre un ruolo secondario, oppure è del tutto assente; l’aspetto è molto più simile a quello di una piscina tradizionale, ma con il vantaggio di una depurazione naturale. Negli ultimi tempi, specialmente all’estero non è rara la conversione di piscine tradizionali, trattate con prodotti chimici, in biopiscine, oppure di biopiscine in living pool, oltre a tutte la varianti intermedie possibili. Come per le altre tipologie di impianto, è importante affidarsi e progettisti e imprese specializzati in questo tipo di realizzazioni.
La piscina biologica Per approfondire l’argomento, consigliamo i volumi “La piscina biologica e il giardino naturale”, “La piscina biologica mediterranea” e “Progetti di piscine biologiche” dell’architetto paesaggista Anja Werner. Per la manutenzione delle piante acquatiche: “Le piante che depurano l’acqua”. Tutti editi da Editrice il Campo (www.ilcampo.it).
Le piscine biologiche sono un sistema naturale e autonomo, che asseconda l’alternanza delle stagioni fiorendo in primavera e ammantandosi di neve in inverno. (doc. Arch. Anja Werner)
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introduzione
attenzione!
La normativa sulla sicurezza del lavoro impone obblighi e responsabilità in capo al committente: anche per questo motivo è importante rivolgersi a professionisti esperti e imprese qualificate. (doc. Indalo Piscine)
Occhio all’IVA Ai contratti di appalto relativi alla costruzione di una piscina di pertinenza si applica: • l’aliquota agevolata del 4%, se pertinenza di fabbricato abitativo “prima casa”, purché non accatastato nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9; • l’aliquota ridotta del 10% e pertinenza di fabbricato abitativo non “prima casa”, purché non accatastato nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9; • l’aliquota ordinaria del 22% se pertinenza di fabbricato abitativo accatastato nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9; • l’aliquota ordinaria del 22% se pertinenza di alberghi, agriturismi (se l’agriturismo è accatastato nella categoria catastale D/10), ecc. Fonte: Geoide – geometra informazioni tecniche, n. 4/2015
Quale impresa? Una scelta oculata Fugati i dubbi che ancora allontanavano il “progetto piscina”, si può dare il via alla scelta dell’impresa e del preventivo che risponde alle vostre esigenze. Questo documento, firmato da entrambe le parti (proponente e committente), rappresenta un vero e proprio contratto di appalto, stipulato il quale è possibile iniziare i lavori. È preferibile rivolgersi a un’azienda specializzata in progettazione e costruzione di piscine, per evitare di confrontarsi con diversi interlocutori, ciascuno specializzato solo in una specifica area. Come per qualunque opera edile complessa, scegliere l’impresa sulla base della migliore offerta economica potrebbe rivelarsi controproducente. Non sono rari i casi di piscine ben riuscite sotto il profilo estetico, ma carenti sul piano funzionale per i
più disparati motivi, come l’inadeguatezza degli impianti tecnologici o la scarsa qualità dei materiali impiegati. Ricordiamo, inoltre, che in base alla normativa sulla sicurezza del lavoro, sul committente grava, in fase di cantiere, una serie di obblighi e responsabilità, per le quali dovrà rispondere in caso di inadempienze: un valido motivo in più per scegliere professionisti esperti e imprese qualificate per la costruzione o la ristrutturazione della propria piscina. La selezione delle imprese del resto è un processo reso obbligatorio dall’art. 90 comma 9 lett. a del D.Lgs. 9 aprile 2008, il quale impone al committente e al responsabile dei lavori, qualora nominato, la verifica dell’idoneità delle imprese e dei lavoratori autonomi impiegati nel cantiere, con un’attenzione particolare alla qualifica e alla regolarità del rapporto di subordinazione o di collaborazione.
È consigliabile dunque che il committente – assistito da un professionista abilitato – prenda sempre in considerazione i seguenti aspetti: l’esperienza; le necessarie abilitazioni; la dotazione di adeguate risorse umane e tecnologiche (un altro elemento, questo, a garanzia della continuità delle operazioni). Infine, relativamente ai materiali impiegati e alle tecniche costruttive, una volta conclusi i lavori, l’impresa dovrà fornire una dettagliata indicazione, con particolare riferimento alle caratteristiche dell’impianto di filtrazione e disinfezione dell’acqua, e rilasciare la relazione di conformità ai sensi del DM 37/08. Poiché il proprietario della piscina è sempre responsabile della salute e della sicurezza degli utilizzatori, anche in piscine ad uso privato, è importante che per gli impianti della piscina sia possibile fare riferimento a precise norme tecniche.
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Spetta all’impresa esecutrice provvedere all’organizzazione dell’area di cantiere, che comporta l’individuazione degli spazi necessari affinché i lavori procedano nel migliore dei modi. (doc. TechnoPool)
I permessi per costruire e ristrutturare Non diversamente da interventi edilizi di altra natura, la realizzazione di una nuova piscina, così come la ristrutturazione, richiedono l’avviamento di un percorso burocratico non sempre fluido. Prima di tutto, nel caso della costruzione di una piscina in parte o del tutto interrata, occorre ottenere l’autorizzazione edilizia per lo scavo e per i lavori che trasformeranno in modo permanente l’area impegnata dai lavori stessi. Sulla tipologia di autorizzazione da richiedere, il quadro normativo non è però omogeneo e varia a seconda della Regione e del Comune nel cui territorio si vuole realizzare l’impianto. Su questo fronte, l’avvio dell’atteso Regolamento Edilizio Unico potrà presentare qualche novità di interes-
Via libera al cantiere: gli obblighi del committente Spetta all’impresa esecutrice provvedere all’organizzazione dell’area di cantiere, che comporta l’individuazione degli spazi necessari per posizionare e stoccare le attrezzature, per organizzare i materiali di risulta e per la movimentazione dei mezzi d’opera. Prima dell’inizio dei lavori, il committente ha l’obbligo di inoltrare, all’ASL e alla Direzione Provinciale del Lavoro competenti, la notifica di cui all’art. 99 del D.Lgs 81/08, conservandone copia anche in cantiere. Accertarsi del rispetto delle norme di sicurezza è un’altra delle responsabilità del committente e del responsabile dei lavori, che dovranno quindi verificare
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se. Oltre alla diversità dello scenario normativo, gli altri fattori che incidono sull’individuazione del titolo abilitativo sono le caratteristiche strutturali, dimensionali e l’impatto del manufatto da costruire, nonché l’eventuale condizione di “pertinenza”. I titoli edilizi necessari sono riconducibili alle seguenti tipologie: - Comunicazione inizio lavori (Cil), per specifici interventi di riqualificazione di impianti esistenti - Permesso di costruire - DIA (Denuncia di Inizio Attività), dove ancora prevista - SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). L’adozione di uno o dell’altro titolo abilitativo non è questione di poco conto perché ha conseguenze sui tempi di esecuzione, sulla documentazione a corredo e sui costi
da sostenere. Solo l’ufficio tecnico preposto del vostro Comune potrà chiarirvi ogni dubbio in merito. L’Ufficio Tecnico è infatti un punto di riferimento d’obbligo per il committente dei lavori, che deve preliminarmente accertarsi che non esistano ostacoli burocratici alla realizzazione della piscina o particolari vincoli. A questo proposito, un caso particolare è rappresentato dalle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, nelle quali, oltre al Comune interessato, viene coinvolta anche la Sovrintendenza. L’iter burocratico inevitabilmente si complica (non si può fare ricorso, per esempio, alla procedura semplificata, che amplia il ricorso all’autocertificazione), i tempi si allungano e non di rado vengono richieste modifiche al progetto. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, è possibile avviare il cantiere.
che i lavoratori siano formati e addestrati in merito ai compiti assegnati e in possesso dei dispositivi di protezione individuali, quando non siano sufficienti i dispositivi di protezione collettiva. L’area interessata dal cantiere dovrà essere delimitata con chiarezza e, tramite idonea segnaletica, che ne vieti l’accesso ai non addetti ai lavori. Un altro tema molto delicato ai fini del raggiungimento delle condizioni ottimali di sicurezza è quello delle attrezzature utilizzate dal datore di lavoro, anche quando prese a noleggio, che dovranno essere conformi alle norme vigenti e sottoposte a regolare manutenzione. Se nel cantiere è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non in contemporanea,
il committente o il responsabile dei lavori devono inoltre designare il “coordinatore per la progettazione” e il “coordinatore per l’esecuzione”. Entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura, l’interessato dovrà inoltre presentare allo sportello unico la domanda di agibilità. Tale documento, attestante la sussistenza delle condizioni di sicurezza e igiene del manufatto, è rilasciato dal dirigente dell’ufficio comunale previa eventuale ispezione entro 30 giorni dal ricevimento della domanda. Ultimo step, l’accatastamento; alla fine dei lavori di costruzione, tale pertinenza dovrà essere regolarizzata catastalmente con apposita denuncia di variazione.
introduzione
norme tutela
Grazie alle nuove norme europee, i committenti potranno avere maggiore certezza di informazione su tutte le tipogie di piscine da acquistare. (doc. Piscine Solaris)
Nuove norme europee per la tutela del committente/acquirente Sono state introdotte a livello europeo due nuove norme dedicate alle piscine residenziali (“domestic pools”), interrate, fuoriterra o incassate. La prima – UNI EN 16582, già recepita dall’UNI – definisce i requisiti generali di sicurezza e di qualità di questi impianti; la seconda – EN 16713 – in attesa di traduzione e del successivo recepimento nazionale, riguarda gli impianti di filtrazione, la circolazione e il trattamento dell’acqua delle piscine domestiche. Grazie a questa normativa, i committenti potranno avere maggiore certezza di informazione su tutte le tipologie di piscine acquistate, da quelle fornite dalla grande distribuzione a quelle su misura. Il costruttore di componentistica o di prodotti finiti dovrà adeguarsi, corredando con idonei documenti informativi i propri prodotti, oltre a rivedere la progettazione di alcuni componenti per renderli “a norma”. Si pone poi il problema dell’armonizzazione di queste norme con quella attualmente in vigore per le piscine private e pubbliche – la UNI 10637 – con tempi difficilmente prevedibili, ma quasi certamente superiori all’anno. In collaborazione con Assopiscine, Associazione italiana costruttori piscine. www.assopiscine.it
Le responsabilità del proprietario A differenza di quanto succede in altri Paesi, nel nostro non è richiesta nessuna copertura assicurativa specifica per chi possiede una piscina. Tuttavia, in considerazione del fatto che il proprietario immo-
biliare è chiamato a rispondere delle conseguenze di qualunque sinistro si verifichi nella propria residenza e che nella piscina e nei suoi dintorni il rischio di infortuni è più elevato, è opportuno tutelarsi con un’assicurazione che copra la responsabilità civile, verificandone scrupolosamente
sia l’estensione sia le limitazioni e le esclusioni. Nel caso in cui la piscina sia collocata in uno spazio comune a più proprietari, si consiglia di valutare un’ulteriore protezione tramite adeguata assicurazione di responsabilità civile immobili.
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Una piscina ben realizzata parte da una base imprescindibile: un buon progetto, curato nei minimi dettagli. (doc. Arch. Giorgio Balestra)
. La piscina dalle origini: il progetto ..Armonizzare la piscina obiettivi progettuali
con l’ambiente e con lo
D
stile della casa
..Trovare la posizione perfetta e...
..... la forma perfetta ..Stabilire il giusto equilibrio tra estetica, funzionalità e risparmio
all’idea al progetto, il passo non è breve e richiede l’intervento di progettisti preparati, con conoscenze e competenze specifiche sotto il profilo tecnico. Nel progettare un’opera complessa come la piscina, sia indoor sia outdoor, si deve tenere conto di numerose variabili che incidono in misura determinante sui costi di costruzione e di gestione, sul funzionamento e sulla facilità di manutenzione. Non secon-
Un mosaico di competenze per realizzare la piscina dei propri sogni: sono numerose infatti le variabili che entrano in gioco nella progettazione dello spazio acquatico. Obiettivo puntato su esigenze, soluzioni e tendenze progettuali. E su quali siano le prime mosse da compiere. daria, la cifra stilistica che si sceglie per la piscina, spesso pensata dai proprietari e da chi ne progetta le forme come il punto focale della casa, in grado di aumentarne il pregio e il valore commerciale. Anche l’aggiornamento è fondamentale: lo spazio piscina e ogni suo componente sono stati attraversati negli anni da innovazioni tecnologiche e di design, che ne hanno accresciuto enormemente le possibilità di
personalizzazione. Spetta dunque alle capacità del progettista coniugare le esigenze di funzionalità, estetica e budget del cliente con le peculiarità del contesto ambientale in cui la piscina deve essere inserita e con gli aspetti tecnici connessi ai materiali, alle tecnologie di costruzione e all’efficienza degli impianti.
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Anche la piscina ha un’anima Armonizzare la piscina con l’ambiente e con lo stile della casa, tenendo conto delle caratteristiche naturali e architettoniche del territorio circostante, è oggi una tendenza che accomuna molti progetti, in ambito sia residenziale sia pubblico. Più che di una tendenza, si tratta di un criterio ispirato al buon senso, per realizzare un’opera che sia perfettamente inserita e integrata nel contesto. Questo orientamento influenza anche la scelta dei materiali, che ricade spesso su quanto il territorio mette natu-
Da dove cominciare
innovazioni
Dove ubicare la piscina è un altro degli aspetti sul quale committente e progettista dovranno confrontarsi, tenendo conto dei “desiderata” del primo, ma soprattutto delle valutazioni del professionista incaricato. Considerando, inoltre, che nella maggior parte dei casi la piscina si colloca in una struttura preesistente – che sia un giardino (la scelta più frequente), un terrazzo o un ambiente indoor – aumentano i vincoli di cui si deve tenere conto nella progettazione. Quando si disponga di un giardino, occorre valutare attentamente persino la presenza di alberi e siepi già piantumati. Il primo passo è quindi in direzione dell’Uf-
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ralmente a disposizione, con un ampio ricorso a pietre locali per le finiture di contorno. “Natura” del resto è una delle parole chiave dello stile progettuale degli anni recenti, che spesso ha ricreato nello spazio piscina scenari d’acqua naturali, mediante l’utilizzo di rocce e ciottoli, oppure attraverso soluzioni come le entrate a spiaggia, scenografiche ed ideali in presenza di bambini, anziani e disabili. Tutto ciò non sorprende, se si considera che in questi stessi anni si è affermata la biopiscina, che all’aspetto naturalistico affianca la tecnologia basata sulla depurazione attraverso le piante: oggi, grazie alle varianti come la
“living pool”, più simile alle vasche tradizionali, e agli sviluppi della ricerca su questo fronte, la biopiscina sta vivendo una nuova stagione di sviluppo. La ricerca di soluzioni sempre più naturali non ha trascurato neppure la filtrazione e il trattamento dell’acqua nelle piscine residenziali “tradizionali”, dove iniziano a diffondersi sistemi alternativi o integrativi rispetto al cloro, efficace ma non amato da tutti. La scelta del tipo di piscina (bio o classica?) è un buon punto di partenza per un progetto che rispecchi l’“anima” del suo proprietario.
ficio tecnico comunale competente, per accertarsi che non sussistano impedimenti o restrizioni alla costruzione, vincoli relativi alle distanze da mantenere rispetto a strade, abitazione e confini, obblighi di recinzioni e schermi, modalità specifiche di allacciamento alle reti idriche e fognarie. Il progettista potrà ora riportare su una planimetria dettagliata tutti gli elementi fisici preesistenti (alberi siepi ed edifici), con le distanze rispetto alla casa e le curve di livello, in caso di terreno in pendenza; nella stessa “fotografia” verrà inoltre segnalato il percorso delle tubature sotterranee (acqua, gas, elettricità), con l’indicazione dei possibili punti di allacciamento esterno. Di pari passo, il progettista deve verifica-
re la natura del terreno, ideale se secco, compatto e ben stabilizzato. Un’indagine idrogeologica mette al riparo da successive sorprese, a lavori iniziati. La presenza di falde acquatiche nel sottosuolo potrebbe infatti determinare infiltrazioni nella struttura della vasca e cedimenti, per evitare i quali occorre predisporre appositi interventi di drenaggio, tramite trincee riempite di materiale drenante, oppure un muro con relativo drenaggio a monte della piscina. Sulla base della planimetria, successivamente si stabilisce con esattezza la grandezza dello scavo e la sua posizione e si dà il via al cantiere.
La piscina che sfiora l’erba Anche in piscina l’innovazione non si ferma mai. L’ultima soluzione sviluppata per innovare la tecnica dello sfioro ha origine negli Stati Uniti, ad opera di Brian Van Bower, presidente di Aquatic Consultants e cofondatore di Genesis, tra i più influenti studi di architettura dell’acqua. L’innovazione introdotta permette di realizzare una piscina in mezzo a un prato, senza soluzione di continuità tra l’una e l’altro: l’acqua sembra tracimare direttamente sull’erba che circonda la vasca su tutti i lati, con un effetto estetico di incredibile riuscita. Gli accorgimenti tecnici necessari per questa soluzione, sperimentata di recente, saranno illustrati sulla rivista Piscine Oggi nel corso del 2016, in un articolo firmato dal designer americano.
La posizione perfetta
progetto Luci e ombre. Il punto che garantisce la maggiore esposizione al sole nell’arco di una giornata è quello da preferire per posizionare la vasca all’aperto. Questa soluzione favorisce l’innalzamento della temperatura dell’acqua, anche di 5-6 °C al mattino, offrendo l’opportunità di godere più a lungo della piscina e permettendo di risparmiare, qualora si preveda un impianto di riscaldamento. Determinante quindi calcolare correttamente come si proiettino sulla vasca le ombre delle costruzioni e della vegetazione circostante, privilegiando la creazione di un’area ombreggiata nei pressi dell’eventuale solarium; altrettanto importante, per evitare abbagliamenti attraverso le finestre della casa, considerare l’orientamento del riflesso della luce sull’acqua.
(doc. I-BLUE) Quando soffia il vento. Collocare la piscina al riparo dal vento aumenta il comfort di chi la utilizza e gioca un importante ruolo a favore della pulizia e del risparmio: una corretta schermatura riduce sia la presenza di foglie, polveri e altri agenti inquinanti, sia l’evaporazione dell’acqua e, di conseguenza, delle sostanze disinfettanti necessarie per la sanificazione. L’evaporazione è anche la principale causa della perdita di calore della piscina. Si pensi che, nel caso di una piscina riscaldata, un vento a 11 km/h può triplicare i consumi per il riscaldamento dell’acqua. È consigliabile dunque ricorrere alla realizzazione di barriere naturali o di apposite protezioni artificiali; secondo le stime, un intervento di questo tipo può contribuire a ridurre l’evaporazione fino al 15%.
(doc. GM Piscine) Tutt’uno con l’abitazione. In assenza di vincoli relativi alla distanza dall’abitazione, si potrà scegliere sulla base delle esigenze di riservatezza o sorveglianza. La minore distanza, oltre a favorire un maggiore controllo, sicuramente opportuno qualora si preveda l’utilizzo della vasca da parte di bambini, contribuisce a rendere la piscina una sorta di estensione della casa, di cui si potranno sfruttare anche il riscaldamento, i servizi e un ambiente per l’alloggio di alcune componenti impiantistiche. Tra la scelte progettuali recenti, ricorre la piscina “sospesa” tra esterno e interno, che per parte della sua lunghezza si inserisce all’interno del corpo principale dell’abitazione.
(doc. Piscine Castiglione) Questione di privacy. Se l’obiettivo è creare un’area piscina riservata e autonoma, garantendo anche una maggiore tranquillità agli spazi domestici, è preferibile porre la vasca lontano dalla casa, pur prevedendo la costruzione di servizi dedicati. In alternativa, si possono adottare differenti soluzioni: abbassare il livello dell’acqua di circa 50 cm rispetto al piano abitabile della casa, sfruttando eventualmente la naturale conformazione del terreno; creare muretti di contenimento abbinati a siepi di media altezza, con un’apertura che lasci intravedere la vasca. Griglie di ferro, bambù o legno, anche ornate da piante, assolvono alla stessa funzione, come pannelli in acciaio, plexiglass o polietilene.
(foto di Manuela Cerri)
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Soluzione su misura e di grande originalità, volta a
preservare e a valorizzare la vegetazione preesistente. (doc. Arch. Formaggini)
Le tante forme dell’acqua Non c’è limite all’immaginazione nel disegnare la forma ideale della propria piscina. L’evoluzione delle tecniche costruttive ha offerto un contribuito determinante al raggiungimento di questo obiettivo, rendendo attuabili soluzioni su misura e di grande originalità, in molti casi volte a tutelare e a valorizzare elementi naturali o artificiali preesistenti. Il dialogo con l’ambiente cir-
Le linee geometriche hanno ispirato molti dei progetti in ambito residenziale degli ultimi anni: una positiva convergenza tra le esigenze di design, funzionalità e risparmio. Tra i vantaggi offerti dalla forma geometrica, citiamo una più agevole manutenzione e una maggiore facilità di copertura. (doc. Arch. Pastorino)
costante e con lo stile dell’abitazione è del resto – come si è già detto – un elemento chiave nella progettazione di uno spazio acquatico: quando forma, colori e finiture “rispettano” le proporzioni e lo stile del luogo e degli edifici ai quali la piscina si accosta, si crea un raccordo armonioso, che conferisce pregio all’intera struttura. Il budget è un’altra considerazione alla quale non si può sfuggire, tenendo conto che l’originalità ha sempre un prezzo!
L’affermazione delle linee geometriche (rettangolare, quadrata, a L, ovale…), che hanno ispirato molti dei progetti in ambito residenziale degli ultimi anni, si può interpretare come una positiva convergenza di esigenze di design, funzionalità e risparmio. Un altro vantaggio offerto dalla forma geometrica, in particolare quella rettangolare, è rappresentato dalla manutenzione, più agevole, e dalla maggiore facilità di copertura.
Le tecnologie moderne assicurano la creazione di forme libere anche molto particolari, senza più limiti. (doc. SCP Italy - Busatta Piscine)
Rettangolare, in piscina, non è affatto sinonimo di noioso; infiniti sono i modi per rendere più “briose” anche le forme più geometriche. (doc. Piscine Castiglione) 24
progetto
Unica e versatile La prima domanda da porsi, prima ancora che di carattere estetico, è però legata all’utilizzo che si intende fare dello spazio piscina. Dalla risposta dipende anche la scelta delle dimensioni della vasca, tra le possibili opzioni idonee allo spazio a disposizione, e quella della profondità dell’acqua. Per l’allenamento, la vasca dovrà raggiungere una lunghezza pari almeno a 12,5 m (sottomultiplo delle distanze di gara), con una profondità non inferiore a 1,20 m, e privilegiare le forme rettilinee; se, invece,
si pensa alla piscina come a uno spazio destinato al relax e al divertimento di tutta la famiglia, forma e dimensioni possono variare. Per i tuffi, per esempio, occorre prevedere una profondità minima di 2 – 2,25 m, se effettuati da bordo vasca, ma di 3 m, quando si pensa di attrezzare la piscina con trampolino di 1 metro, realizzando un’area apposita in una parte limitata della vasca. Relativamente agli accessori, nella piscina a vocazione sportiva potrebbe essere apprezzato un dispositivo per il nuoto controcorrente, ideale anche in una vasca
di dimensioni contenute; in quella destinata al benessere, si potranno scegliere confortevoli sedute con getti idromassaggio o cascate d’acqua. Le due funzioni sono però integrabili con soluzioni che alla classica vasca per il nuoto abbinano un’estensione tutta dedicata al relax. Piccola o grande, con area spa integrata, con ingresso a spiaggia, con zona per i tuffi… le innovazioni del settore e le possibilità di personalizzazione oggi possono rendere qualunque piscina un’opera realmente unica.
controllo della piscina
Sempre più diffuse le soluzioni che alla classica vasca per il nuoto abbinano un’appendice tutta dedicata al relax e all’idromassaggio. (doc. Idrasir Piscine. Progetto di Arch. Tranchina)
Funzionalità e risparmio sotto controllo Come l’ambiente domestico, pacificamente invaso da strumenti hi-tech per il monitoraggio e la gestione di ogni apparato, così la piscina dei nostri giorni dispone di soluzioni tecnologiche che concorrono a una gestione sempre più efficace, economica e sicura. Regolare la temperatura, tenere sotto controllo i parametri dell’acqua, programmare pulizia, filtrazione, illuminazione e ogni altro sistema integrato… tutto è oggi possibile, anche da remoto, tramite smartphone o internet. Al di là dei vantaggi di fruibilità ed economici offerti dalla domotica, in linea generale committenti e progettisti sono sempre più attenti a ogni dispositivo o impianto (dai pannelli solari alle luci a LED alle pompe a velocità variabile) che consenta di ridurre l’impatto del consumo energetico sull’ambiente e sul proprio portafogli. Anche l’adozione di coperture, disponibili in pratici modelli automatici, e l’utilizzo dei materiali locali contribuiscono in definitiva allo stesso risultato: risparmiare!
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Le tecnologie moderne permettono di costruire piscine in qualsiasi contesto e in qualsiasi condizione. (doc. 3L Costruzioni e Impianti)
. Quale piscina? Conoscerne struttura e tecnica, per scegliere quella giusta ..Cemento: la solidità della tradizione
..I tanti volti delle (semi) in questo capitolo...
prefabbricate
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..Focus su: forza ed estetica dell’acciaio
..Prefabbricate in vetroresina ..Le piscine fuoriterra ..I prezzi delle piscine ..L’ingresso in piscina. Focus su: le scale
olti degli aspetti di maggiore peso nella realizzazione di una piscina – come costi, tempi di esecuzione, libertà progettuale, tipo di rivestimento e oneri di gestione – sono strettamente correlati alla tecnica costruttiva scelta, tra le tante soluzioni oggi disponibili, in grado di garantire
La piscina è un sistema complesso: la struttura, i materiali e la tecnica di realizzazione ne costituiscono il primo fondamentale tassello. Scopriamo caratteristiche, pregi e limiti delle soluzioni oggi possibili, tra tradizione e innovazione.
prestazioni elevate. Senza dimenticare che anche la natura del terreno può fare propendere per una realizzazione o per l’altra. Dalla piscina interrata realizzata in opera, con varie modalità, alla tecnica “mista”, alle vasche interamente prefabbricate, per finire con la soluzione meno impegnativa,
le piscine fuoriterra: un breve viaggio alla scoperta delle strutture, dei materiali più utilizzati e dei pregi che possono rendere ciascuna di queste tipologie quella ideale per le proprie esigenze.
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Cemento: la solidità della tradizione Una classica tipologia di vasca, mai passata di moda, per le sue innegabili qualità di durata, adattabilità a qualunque terreno e resistenza alle sollecitazioni. A questo la piscina in opera in cemento unisce la possibilità di personalizzare il proprio impianto, offrendo la massima libertà nelle forme, nelle dimensioni e nella scelta dei rivestimenti e dei bordi (infinity pool, entrate a spiaggia ecc.). Ogni singola parte di questa tipologia di vasca viene realizzata in opera, direttamente in cantiere, cosa che determina tempi di esecuzione più lunghi (stimabili tra uno e tre mesi) rispetto a qualunque soluzione prefabbricata, e costi più elevati. Ma la durata è garantita e se, a distanza di anni, si desidera rinnovare il proprio spazio acquatico, sulla piscina in cemento possono essere effettuati interventi per modificarne l’aspetto estetico, sostituendo per esempio i rivestimenti, o ampliarne le dimensioni. Il sistema classico. La realizzazione di una piscina in cemento armato si può ottenere attraverso modi differenti di costruzione. Il sistema più tradizionale è il getto di calcestruzzo in due fasi. Nella prima ci si occupa della platea, il fondo della vasca, li-
vellandolo e disponendo i ferri di armatura della soletta. Successivamente, si interviene sulle pareti, delimitate dai ferri di armatura e dai casseri in legno, all’interno dei quali si dispongono gli elementi dell’impianto idraulico, il sistema di ricircolo e quello di illuminazione. Possono essere disposte leggere reti in acciaio elettrosaldato per evitare che il ritiro del calcestruzzo dia origine alla formazione di crepe nel rivestimento. Si procede con il getto di cemento all’interno dei casseri, che saranno successivamente rimossi, una volta indurite le pareti. Ultime operazioni, l’intonacatura e la posa del rivestimento prescelto. La piscina monolitica. Un’alternativa al sistema tradizionale è rappresentata dalla piscina monolitica, senza punti di giunzione tra fondo e pareti, realizzata tramite gettata unica di calcestruzzo e senza il supporto dei classici casseri in legno. In questo caso, una volta perfettamente livellato il fondo, si armano le pareti con una struttura volta a contenere il calcestruzzo e ad impedire micro fessure. Successivamente, si predispongono le nicchie per gli accessori e si procede con l’armatura della platea. A questo punto la struttura è pronta per il getto del cemento armato che avviene in un’unica soluzione, evitando quindi le riprese di getto tra platea e pareti.
Il calcestruzzo sparato. Tecnica molto diffusa all’estero, soprattutto in Francia e negli Stati Uniti, che come la precedente non si avvale di casseforme. Dopo le operazioni di armatura con una speciale rete in acciaio e la collocazione delle tubature, si procede a spruzzare, mediante una lancia ad aria compressa, calcestruzzo misto a sabbia o gunite (una miscela cementizia). La miscela sparata è un impasto compatto, resistente e impermeabile. I dispositivi più evoluti combinano il materiale asciutto con acqua proprio poco prima di spruzzare. Dopo la levigatura, il materiale viene lasciato asciugare per una settimana, o anche meno se si applicano prodotti appositi. La vasca è ora pronta per le finiture di rivestimento, piastrelle, marmo o vernici. Rispetto alla tecnica classica, si può ottenere un leggero risparmio sui costi e i tempi di realizzazione, in particolare per impianti a forma libera.
PRIMAVERAPOOL
Visto a
www.forumpiscine.it
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PrimaVeraPool è una piscina fuoriterra che, grazie alla sua particolare struttura, può anche essere seminterrata, addossata o interrata. La piscina è infatti realizzata con pannelli modulari in acciaio e rivestimento interno in PVC saldato in opera che garantisce durata negli anni e perfetta finitura estetica. Una nuova soluzione adattabile outdoor o indoor, che offre tante opzioni di installazione. (doc. Pool’s)
le fasi di costruzione
tecnologie
Di lunghezza di 17 metri e larghezza di circa 8 metri, questa piscina è realizzata con una struttura in cemento armato che ingloba anche i locali tecnici interrati ed è caratterizzata da due lati fuori terra sui quali, con un sistema a cascata, sono inseriti dei canali di ripresa che conducono alla vasca di compenso.
Alcune delle fasi per la costruzione di una piscina realizzata con una struttura in cemento armato. (doc. ACA - Amore Campione Architettura)
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una tecnologia alternativa
Negli ultimi anni, in Italia è stato sviluppato un processo costruttivo che non si avvale di opere murarie o in cemento. Il punto di partenza è il modellamento dello scavo, con la creazione della forma della vasca e delle diverse profondità, comprese spiagge e sedute, rifinite a mano in seguito. Dopo il posizionamento delle bocchette, viene steso sullo scavo prima un telo protettivo in materiale geotessile, poi un telo impermeabilizzante in EPDM; successivamente, vengono alternate reti strutturali a strati di granulato di quarzo naturale miscelato con resine atossiche. Il risultato è una piscina completamente personalizzata, dalle forme naturali e con il minimo impatto ambientale. Fasi di realizzazione di una piscina con tecnologia Termapond. (doc. Piscine Biodesign)
I tanti volti delle (semi) prefabbricate L’evoluzione tecnologica ha reso questo tipo di vasca sempre più affidabile, sotto il profilo delle prestazioni, e più versatile “nelle mani” del progettista, contribuendo alla sua diffusione come valida e apprezzata alternativa alla piscina in cemento armato. Benché siano comunemente note
come “prefabbricate”, per queste strutture si adotta in realtà una tecnica mista, che alla realizzazione in opera della platea in cemento abbina pareti prefabbricate, realizzate in azienda e assemblate in cantiere. Con una significativa riduzione dei tempi di esecuzione, fino a pochi giorni, e dei costi, stimabili tra l’altro con maggiore precisione rispetto alle soluzioni illustrate in precedenza. I materiali impiegati per i pan-
nelli possono essere di varia natura, dallo stesso cemento ai materiali plastici a vari tipi di metallo. Pannelli in cemento. Una volta realizzata e livellata la platea di fondo in cemento, si procede con la costruzione delle pareti, tramite pannelli prefabbricati, che vengono collocati sulla platea secondo lo schema di posa definito dal progetto. I moduli, formati da pannelli a doppia lastra di cemento vibrato, sono collegati tra loro da un’armatura metallica con ferri di ripresa per il fondo e sono già predisposti per l’inserimento di dispositivi per il filtraggio dell’acqua, l’illuminazione e altri accessori. Viene fatto colare calcestruzzo all’interno dei pannelli, lungo tutto il perimetro del fondo: si ottiene così una superficie liscia che può accogliere qualunque tipo di rivestimento.
Piscina realizzata con tecnologia prefabbricata in acciaio a marchio Busatta Piscine. (doc. Idrasir) 30
tecnologie Pannelli con casseri in polistirolo o EPS. Questa tecnica prevede, per le pareti, l’utilizzo di pannelli modulari che possono essere realizzati in vari materiali: plastici, polistirolo, polistirolo espanso (EPS), plastica riciclata. Una volta ancorati alla platea di fondo, i pannelli – internamente cavi e armati con ferro – vengono riempiti con una colata di calcestruzzo che ingloba anche la casseratura, facendola diventare parte integrante della struttura (da qui, il termine casseri “a perdere”, perché non devono essere rimossi). Si procede successivamente al montaggio del rivestimento protettivo e delle componenti idrauliche. Un vantaggio considerevole nell’uso di casseri in polistirolo o EPS è dato dalle ottime capacità isolanti del materiale, che evita la dispersione del calore nel terreno
circostante, favorendo il mantenimento della temperatura dell’acqua. Anche con questa tecnica, non ci sono limitazioni nella scelta del rivestimento.
Un esempio di forma libera realizzata grazie all’utilizzo dei casseri ISOBLOK in polistirene espanso di C.P.A. Piscine Acquaform.
Piscina realizzata con sistema modulare brevettato, basato sull’utilizzo di pannelli in acciaio inox sui quali viene laminato ad alta temperatura, internamente alla piscina, uno strato di PVC di elevato spessore e durezza. (doc. Piscine Castiglione)
Pannelli in metallo. In queste realizzazioni, molto diffuse, gli elementi modulari sono realizzati in azienda, in vari materiali (alluminio, metallo zincato, acciaio inox o acciaio rivestito da alluminio e zinco), contrassegnati da elevata leggerezza ed elasticità. Questo conferisce all’intera struttura una capacità di adattamento tale da consentire di tollerare anche lievi assestamenti del terreno. Altri vantaggi sono rappresentati dalla rapidità di esecuzione e dalla facilità di trasporto dei moduli.
Dopo l’ancoraggio dei pannelli a un fondo ben livellato in calcestruzzo armato, il procedimento prevede che gli stessi siano imbullonati tra di loro e successivamente supportati lateralmente da contrafforti triangolari. Si procede poi con l’inserimento di fari, bocchette e vari accessori negli appositi vani già predisposti nei pannelli; questi possono essere lisci oppure presentare nervature orizzontali, per aumentare la resistenza alla corrosione e all’usura. La vasca è ora pronta per le successive
operazioni di impermeabilizzazione, se necessarie, o rivestimento. La struttura che si ottiene è autoportante, in grado di garantire resistenza alla pressione dell’acqua contenuta nella vasca e alla spinta del terreno circostante. Nessuna sorpresa da temere, quindi, dall’eventuale svuotamento del bacino.
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ristrutturare 32
Alcune fasi della ristrutturazione di una piscina in cemento armato dal rifacimento del fondo e delle pareti, alle opere di finitura e rivestimento. La piscina è stata anche accessoriata con nuovi impianti per il benessere e il relax in acqua. La tecnologia impiegata per la ristrutturazione è stata quella in pannelli in cemento. (doc. TechnoPool) Lo stato di degrado della vasca prima dell’intervento
Dettaglio del rifacimento del fondo della piscina
Un momento dellla ristrutturazione delle pareti della vasca
Dettaglio delle pareti
La posa del nuovo rivestimento in mosaico
La posa della canalina del bordo a sfioro
Il dettaglio degli spazi già predisposti per l’inserimento dei nuovi accessori della vasca
La piscina dopo l’intervento di rifacimento
in costruzione
tecnologie
Alcune fasi utili alla costruzione di una piscina realizzata con pannelli nervati in acciaio. (doc. I.Blue)
Preparazione e armatura del fondo
Dettaglio dei pannelli nervati in acciaio
Soletta in cemento armato
Realizzazione delle scale e delle aree idromassaggio
Collegamento delle tubazioni al locale tecnico interrato
Posa del rivestimento e della bordatura perimetrale
Ed ecco la piscina rivestita e piena d’acqua
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acciaio caratteristiche
Focus su: forza ed estetica dell’acciaio L’acciaio, lega composta principalmente da ferro e carbonio, trova ampie applicazioni nella costruzione di piscine, soprattutto per le sue proprietà meccaniche, ma non solo. L’acciaio inox, in particolare, è apprezzato, per le sue elevate doti di resistenza alla corrosione, anche in ambienti umidi e in acqua dolce. Le piscine in acciaio sono solide, ma flessibili e possono facilmente assorbire eventuali micromovimenti; la leggerezza della struttura le rende adatte ad essere installate in contesti “difficili”, come ad esempio su basamenti sospesi o ai piani alti degli edifici, in zone sismiche o in terreni di riporto. Nonostante per la piscina sia preferibile l’impiego dell’acciaio inossidabile, alternative disponibili sul mercato, a costi più abbordabili, sono gli acciai zincati, la cui durata dipende dallo spessore di zincatura. Questi ultimi possono essere inoltre protetti su entrambe le superfici da un sottile strato polimerico, meglio se PVC. Sempre più diffusa, però, nonostante il prezzo molto elevato, la scelta dell’acciaio inox a vista, privo di qualunque tipo di rivestimento.
La solidità caratterizza questa piscina realizzata con pannelli prefabbricati autoportanti in acciaio di spessore elevato, trattati e rivestiti. Le nervature longitudinali conferiscono una resistenza maggiore a corrosione e usura. (doc. I-Blue)
Acciaio inossidabile a vista per questa piscina, caratterizzata da una superficie continua e senza giunti strutturali che garantisce condizioni igieniche ottimali, assenza di alterazioni cromatiche e perfetta resistenza ai raggi UV. (doc. Berndorf Baderbau)
L’acciaio inossidabile è ampiamente utilizzato e apprezzato anche per la creazione di accessori e componenti come skimmer, ugelli, fontane e lettini idromassaggio. (doc. Mar Piscine)
Piscina costruita sul terrazzo del palazzo in cui visse Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con tecnologia mista: cemento armato e pannelli leggeri in Aluzinc. (doc. Piscine Systems)
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Prefabbricata in vetroresina: un “pezzo unico” Generalmente più economica e rapida da montare, la piscina prefabbricata in vetroresina rappresenta una soluzione particolarmente adatta per dimensioni contenute e quando deve essere inserita in un ambiente già esistente o in un luogo non facilmente accessibile, dato che la fase di montaggio avviene a secco e si conclude in pochi giorni. I costi ridotti ne rappresentano un altro non trascurabile pregio. Adottando questa soluzione, viene però in parte penalizzata la personalizza-
tecnologie zione dell’impianto, nonostante la varietà delle proposte disponibili sul mercato, per forma, dimensione, colore e finiture, già comprese nella vasca. Per la realizzazione della struttura vengono utilizzati poliesteri stratificati, armati con fibre di vetro: il materiale che si ottiene è dotato di grande resistenza e impermeabilità. Una volta realizzato lo scavo, in base alla forma e alle dimensioni della vasca acquistata, la piscina viene trasportata sul cantiere, solitamente in monoblocco o in due blocchi, già pronta per essere installata. La vasca è predisposta anche per l’allacciamento di tutta l’impiantistica, collegata, in
genere, a un locale tecnico anch’esso prefabbricato. Le uniche operazioni necessarie da eseguire, ma con elevata precisione, sono la realizzazione del sottofondo – in cemento armato, sabbia livellata oppure ghiaia opportunamente pressata – e il successivo rinterro laterale, per distribuire uniformemente la pressione intorno alla vasca. Anche se le buone doti di elasticità della vetroresina permettono alla vasca di tollerare piccoli assestamenti, è importante che la messa in opera dell’impianto sia eseguita su terreni stabili.
acqua e umidità
Piscina monoblocco in vetroresina. Il vantaggio più grande? La semplicità di posa. (doc. Polimpianti)
Proteggere la vasca… dall’acqua Continuamente a contatto con l’acqua contenuta nella vasca e con l’umidità del terreno, la struttura di una piscina richiede un’attenzione particolare all’impermeabilizzazione e alla protezione dagli agenti aggressivi che ne potrebbero compromettere il ciclo di vita. In fase di progettazione, così come nel caso di ripristino di strutture esistenti, occorre quindi valutare correttamente gli accorgimenti e le metodologie da adottare per impermeabilizzare sia l’esterno della struttura sia l’interno della vasca. Anche la sigillatura delle riprese di getto e di tutti gli altri elementi di discontinuità (tubazioni e accessori per il ricircolo, la filtrazione e l’illuminazione) riveste un ruolo determinante a garanzia dell’ottima tenuta. Nel caso del calcestruzzo, sebbene quello di qualità sia pressoché impermeabile, è difficile realizzare un getto perfetto in tutta la sua massa: ritiri, assestamenti del fiondo e qualunque piccola incoerenza possono generare fessurazioni che danno via libera al passaggio dell’acqua. In questo caso, vengono perlopiù impiegati additivi specifici fluidificanti. La scelta del sistema più adeguato di impermeabilizzazione varia anche in funzione del livello di falda. Per l’interno della vasca, si può ricorrere a intonaci impermeabilizzanti o PVC (Si veda il capitolo dedicato ai rivestimenti). In alcune soluzioni prefabbricate, i pannelli vengono impermeabilizzati in fabbrica; in altre, teli impermeabili vengono applicati in cantiere, dopo l’installazione dei pannelli. La piscina prefabbricata in vetroresina è già corredata di una superficie impermeabile.
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Le fuoriterra Questa è una delle opzioni più economiche, rapide e pratiche, ideale per chi non voglia rinunciare ai benefici di uno spazio acqua nel proprio giardino, limitando i costi dell’installazione e le “trafile” burocratiche. La prerogativa fondamentale di queste vasche risiede infatti nel fatto di essere completamente smontabili e trasportabili; quindi, strutture rimovibili per la cui installazione generalmente non sono necessarie autorizzazioni, aspetto che è necessario però verificare in sede locale, presso gli organi competenti. Questo tipo di piscina, di dimensioni piuttosto contenute,
solitamente viene appoggiato sul terreno, completamente fuoriterra, su una superficie opportunamente livellata. In base alle caratteristiche dell’area e alle richieste del committente, sono possibili però installazioni alternative, con l’interramento parziale della vasca, particolarmente adatto in terreni in pendenza, o la realizzazione di strutture di contorno come pedane in legno intorno alla vasca, con una doppia finalità: occultare la struttura, schermabile anche con piante, arbusti o pietre naturali, e rendere più agevole l’ingresso in piscina. Si può decidere inoltre di interrare completamente la piscina, per raggiungere l’effetto di una maggiore integrazione nel
paesaggio, ma a prezzo di un incremento dei costi – per le operazioni di scavo e drenaggio. Al contrario rispetto al passato, oggi il mercato offre una gamma piuttosto ampia di modelli fuoriterra, diverse anche per i materiali utilizzati e per il design, con proposte estetiche particolarmente accurate. Tra i materiali utilizzati per la realizzazione, lamiere metalliche, tubolari o profilati in acciaio, per la struttura portante, e PVC, tessuti vinilici o poliestere rinforzato per il telo impermeabile. A prescindere dal modello scelto, si consiglia di rivolgersi a fornitori specializzati, in grado di proporre prodotti che siano garanzia di qualità e di durevolezza nel tempo. Prezzi piscine fuoriterra- vasca fornita completa di bulloneria e minuteria per montaggio e gruppo filtrante.
Dimensioni
Prezzo in euro
Ø 3,66 m
da 1.500-2.000
Ø 4,57 m
da 2.500
Ø 7,32 m
da 4.000
7,10 x 3,66 m
da 3.400
8,00 x 4,57 m
da 5.000
Piscina fuoriterra installata su un terreno in pendenza, con bordi e pannellature estetiche in pietra scelte per inserire al meglio la vasca nel suo contesto. (doc. Piscine Laghetto)
Il prezzo della piscina Quanto mi costa? Questa è tra le prime domande da porsi quando si decide di dotare la propria casa di una piscina. Data l’ampia gamma di soluzioni possibili, come risposta alle diverse esigenze dei committenti, è arduo stabilire il costo di un impianto “finito”. La differenza la fanno
anche gli interventi edili, come per esempio lo scavo e lo smaltimento della terra di risulta, che ciascuna tipologia richiede in misura diversa e che non sono mai compresi nel preventivo iniziale. Per evitare amare sorprese, il consiglio è di richiedere un preventivo dell’impianto finito.
La tabella che proponiamo di seguito riporta prezzi puramente indicativi (IVA esclusa), che sono una sintesi dei valori medi di mercato per la realizzazione di piscine nelle dimensioni e nelle forme più comuni. I prezzi non comprendono i lavori edili, come scavo e soletta di fondo, e allacciamenti.
Piscine in cemento armato prefabbricato con skimmer e rivestimento in PVC - Prezzi medi indicativi (IVA esclusa)
Piscine prefabbricate metalliche con skimmer e rivestimento in PVC- Prezzi medi indicativi (IVA esclusa)
Piscine prefabbricate in vetroresina - Prezzi medi indicativi (IVA esclusa)
Dimensioni Prezzo in euro
Dimensioni Prezzo in euro
Dimensioni Prezzo in euro
m4x8
da 10.000 a 21.000
m4x8
da 10.000 a 18.000
m 3x6
da 13.000 a 18.000
m 5 x 10
da 13.000 a 25.000
m 5 x 10
da 12.000 a 22.000
m 4 x8
da 15.000 a 20.000 a 17.000 a 22.000 da 22.000 a 28.000
m 6 x 12
da 15.000 a 31.000
m 6 x 12
da 14.000 a 26.000
m4x9
m 7 x 14
da 19.000 a 36.000
m 7 x 14
da 19.000 a 35.000
m 4 x 10
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tecnologie
esempi
Ingresso in piscina: focus sulle scale Scenografica o essenziale, la scala deve essere attentamente considerata in fase di progetto per il suo ruolo funzionale e per il valore che assume nel design complessivo della piscina
I gradoni di questa scala sommersa sono impreziositi da un sistema di retroilluminazione. (doc. Piscine Castiglione)
Scala d’accesso con ampia entrata a spiaggia; una combinazione sempre più impiegata in piscina. (doc. Piscine Solaris)
Da notare le linee della scala “intonate” alla forma libera della piscina. (doc. Euwork)
Accanto ai gradini di accesso: un’area circolare idromassaggio per momenti di relax. (doc. GM Piscine)
La scala occupa quasi integralmente uno dei lati lunghi della piscina, diventandone segno distintivo. (doc. I.Blue)
Per accedere in piscina: un’ampia entrata a spiaggia con annessa zona idromassaggio. (doc. BluePool by Gramaglia)
Una scala che appena s’intravede, una forma originale e allo stesso tempo discreta. (doc. Techno Pool)
Scala sommersa posta ad angolo, che “spezza” la forma rettangolare della piscina. (doc. Verdaqua)
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Il colore della tua piscina non è lo stesso di quando era nuova? Hai problemi di macchie e decolorazioni?
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Rivestimento in PVC
effetto marmo della linea IMPERIAL MARBLE di FlagPool
. A ogni piscina il suo rivestimento 1. Prima di scegliere il rivestimento, stabilite un
due semplici consigli:
budget di spesa!
L
2. Dopo aver stabilito il budget, impiegatelo per trovare il giusto compromesso tra estetica e sicurezza, facilità di manutenzione e durabilità del rivestimento!
a scelta del rivestimento per la propria piscina è un’operazione molto importante e deve essere effettuata con la dovuta attenzione. Il rivestimento, infatti, non svolge solo una pura funzione estetica,
Il rivestimento è un elemento essenziale non solo sotto il profilo estetico, ma anche sotto quello funzionale, in quanto concorre in misura determinante all’aspetto finale della piscina e a proteggere la vasca dall’usura provocata dal tempo e dall’azione degli agenti chimici.
regalando alla vasca e all’ambiente circostante un aspetto piacevole e unico. Esso deve assicurare anche sicurezza, igiene e resistenza, in modo da regalare agli ospiti della piscina un’esperienza piacevole e
tranquilla. Il mercato offre un’ampia gamma di materiali, tonalità e formati, in grado di accontentare e adattarsi ai gusti e alle necessità di tutti. Vediamoli insieme.
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Rivestimento in PVC Il rivestimento in PVC continua ad essere uno dei rivestimenti più impiegati. È pratico, può essere applicato a tutte le tipologie di vasche (prefabbricate e non, fuoriterra e non), ha costi contenuti ed è in grado di offrire una resa estetica particolarmente
gradevole. Tutte queste caratteristiche rendono il cloruro di polivinile un materiale utilizzato sia in impianti privati sia in grandi impianti pubblici, tra cui anche i parchi acquatici. Il PVC è resistente agli strappi, agli agenti atmosferici, ai prodotti chimici impiegati nel trattamento dell’acqua e persino alla
ruggine, senza contare che, grazie a speciali lavorazioni, risulta molto facile da pulire. Ad oggi è possibile trovarlo, oltre che nel classico colore azzurro, anche in una gamma di sfumature dai colori più tenui (come turchese o sabbia) fino ai colori più decisi (come nero o rosso).
i pregi del PVC
• Qualità eccellente, costi contenuti • Pratico, economico, di facile manutenzione • Si adatta a qualsiasi forma e dimensione • Ha un’elevata resistenza ai microrganismi Piscina rivestita con membrana in PVC Alkorplan Touch Relax (doc. Renolit)
Liner di colore nero. Una tonalità sempre più applicata alle piscine private. (doc. Idrasir Piscine)
Rivestimento in liner pvc che ricrea l’effetto della pietra. (doc. DLW Delifol)
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Decoro di grande originalità per il rivestimento in liner pvc (doc. Piscine Castiglione)
Un classico intramontabile: il rivestimento in pvc colore sabbia. (doc. ItalPool)
rivestimento
Rivestimento in pietra Il rivestimento in pietra viene realizzato soprattutto utilizzando due materiali: ardesia e quarzite. Entrambe danno vita a superfici antiscivolo grazie al loro tasso di assorbimento molto basso (fino allo 0,1%), rappresentando di conseguenza la soluzione
migliore anche per le zone del bordo piscina e del solarium. Questo particolare tipo di rivestimento, spesso, viene scelto per rispondere alla necessità di armonizzare la piscina con il contesto paesaggistico circostante. In altri casi il suo impiego è legato alla presenza di cave locali, che permettono l’impiego dei
materiali caratteristici del luogo, creando in questo modo un continuum armonioso di elementi naturali. L’unico accorgimento da rispettare in quest’ultimo caso è quello di eseguire dei trattamenti specifici che rendano la pietra sicura a contatto con l’acqua trattata di una piscina.
i pregi della Pietra
• Tasso di assorbimento dell’acqua minimo • Adatta anche per bordi piscina e solarium • Dona un aspetto naturale e unico alla vasca • Può essere reperita in loco
Piscina con rivestimento in pietra che ricopre invaso, bordo e pavimentazione, compresi sfioro a cascata e scala d’accesso. (doc. Indalo Piscine)
Piscina privata collocata all’interno e rivestita in marmo policromo. (doc. Nord Piscine)
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Vernici, resine, miscele
i pregi della Resina
In linea con le moderne tendenze in materia di design, che vedono la piscina diventare sempre più simile a uno specchio d’acqua naturale (si veda il capitolo 1), la vernice, la resina e le varie miscele per il ri-
vestimento della piscina sono sempre più scelte e utilizzate. Il motivo è evidente nelle immagini esemplificative: questi materiali donano all’invaso un aspetto naturale e un effetto quasi tattile di “morbidezza”, come se il fondo fosse levigato con cura. In questo caso, il mercato offre materia-
• Resistenza all’usura, agli agenti chimici e alle sollecitazioni chimiche e fisiche. • Impermeabilità: la resina non permette l’assorbimento di acqua. • Igiene e facilità di pulizia: essendo una superficie monolitica, senza fessurazioni, la pavimentazione in resina non permette l’annidarsi di polvere e/o
li,appartenenti a fasce di prezzo differenti, perfetti per la personalizzazione della propria vasca. Le vernici, per esempio, hanno costi contenuti e si adattano a qualsiasi forma dell’invaso. La verniciatura segue tre fasi, distanziate da almeno 24 ore l’una dall’altra, e
sporco e permette una pulizia veloce ed efficace. • Infinita gamma di finiture e colori: può essere opaca o lucida, più o meno antiscivolo a seconda delle zone in cui viene utilizzata.
Rivestimento in cemento tadelakt sia per la vasca sia per la pavimentazione esterna. (doc. Euwork)
Piscina con rivestimento delle pareti e del fondo in resine e quarzo. (doc. Idrasir Piscine)
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rivestimento richiede una temperatura esterna tra i 15 e i 18° C. Queste particolari vernici sono composte da resine a base epossidica, in grado di contrastare l’usura e resistere al contatto con l’acqua trattata. Le resine, invece, possono essere utilizzate sia come impermeabilizzanti sia come
finitura. Realizzate con malte cementizie modificate, all’interno delle quali possono essere aggiunti speciali pigmenti, le resine sono in grado di conferire alla vasca colorazioni uniche. Infine, si può ricorrere a particolari miscele di ciottoli di pietra e quarzo, amalgamati
con cemento, resina e specifici additivi, ottenendo un composto che viene applicato sulle pareti della vasca come un vero e proprio intonaco. Una volta asciutto, questo rivestimento offre una buona resistenza sia alle abrasioni sia alle macchie.
Piscina con rivestimento in quarzo resinato. (doc. Piscine Biodesign)
Piscina privata esterna con rivestimento in resina impermeabile verniciata di bianco. (doc. BluePool by Gramaglia)
Rivestimento in malta cementizia con strato superficiale in resina. (doc. Arch. Cantagalli)
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Rivestimento in mosaico
i pregi del Mosaico
Il rivestimento in mosaico, sinonimo di eleganza e lusso, è sicuramente quello più costoso per via dei materiali impiegati per la sua realizzazione. L’applicazione del mosaico prevede il ricorso a fogli o sup-
porti a rete di grandi dimensioni sui quali vengono predisposte le tessere musive (le più utilizzate hanno dimensioni pari a 20 x 20 mm) che, in seguito, vengono fatte aderire al fondo e alle pareti della vasca. Questo processo richiede grande manualità e precisione e, una volta concluso, dona
al rivestimento un’estetica di forte impatto, facilità di pulizia grazie ad appositi prodotti, lunga durata nel tempo. Un alto livello di impermeabilità è reso possibile dalla posa di apposite guaine che abbassano il rischio di perdite al di sotto del 5%.
• Resistente ai trattamenti chimici, abrasioni e scalfitture • Semplice da pulire e resistente all’invecchiamento • Garantisce un alto livello di impermeabilità • Offre composizioni cromatiche esclusive
Esempio di rivestimento in mosaico vetroso bicolor. (doc. GM Piscine)
Rivestimento per piscina in mosaico con originale effetto metallizzato. (doc. Ezarri)
Adesivi per il fondo delle piscine
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PANORAMA Werbe presenta Pool Design, un vasto assortimento di bordature e decorazioni adesive da utilizzare sott’acqua, pensate per dare un tocco personale a qualsiasi piscina, con disegni, decori, marchi, loghi, scritte ecc, tutti semplicissimi da installare, grazie a uno speciale adesivo che permette alle decorazioni di aderire sott’acqua.
rivestimento
Rivestimento in ceramica
i pregi della Ceramica
Il rivestimento in ceramica è sinonimo di durevolezza e resistenza. È caratterizzato da proprietà chimico-fisiche che lo rendono resistente agli agenti esterni, agli urti, ai graffi e alla corrosione e risulta essere immune alle alghe e altri microrganismi. Se smaltato, inoltre, resiste a urti, abrasioni, gelo e variazioni dimensionali legate alla temperatura.
La posa delle piastrelle di ceramica, disponibili sul mercato in un’ampia varietà di dimensioni, colori e formati, avviene seguendo una successione di fasi che, dilatando i tempi di esecuzione dei lavori, aumentano anche il prezzo della realizzazione. A seconda della grandezza della piastrella si possono creare motivi geometrici o disegni stilizzati (le dimensioni consigliate sono 10 x 10 cm), oppure si possono limitare gli interventi di manutenzione
riducendo il numero di fughe al minimo (con soluzioni di grande formato). Sempre più utilizzato in ambito commerciale e pubblico, per le sue qualità di resistenza, durevolezza nel tempo e igienicità, nel corso degli ultimi anni è stato un po’ meno scelto in contesti residenziali.
• Il suo colore rimane inalterato nel tempo • Ottima resistenza ai prodotti chimici per la pulizia • Tasso di assorbimento dell’acqua minimo • Può essere utilizzata anche per il rivestimento esterno
Piscina residenziale con rivestimento in ceramica Grès. (doc. Arch. Giorgio Balestra)
Rivestimenti AquaBright
Visto a
AquaBright™ EcoFinish™ è un rivestimento per piscine ad applicazione pneumatica, che vanta resistenza e praticità di manutenzione, mantenendone la bellezza e le tonalità di colore a lungo nel tempo. IBIX® è distributore in Italia della tecnologia EcoFinish e produce in esclusiva i macchinari per l’applicazione di questo particolare rivestimento.
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Tutti gli elementi del sistema di ricircolo e filtrazione devono essere dimensionati in base a una serie specifica di parametri. È dunque fondamentale affidarsi a professionisti competenti. (doc. Techno Pool)
. Il sistema di ricircolo e filtrazione ..Il sistema di trattamento dell’acqua è il cuore di ogni piscina, composto da un vero e proprio “sistema circolatorio” che ha l’importante compito di assicurare il corretto livello di pulizia, igiene e sicurezza per i bagnanti. Per maggiore chiarezza e semplicità di esposizione, abbiamo scelto di
In questo capitolo descriviamo la circolazione e la filtrazione della piscina: un sistema chiuso dove l’acqua fuoriesce dalla vasca, viene immessa nel circuito idraulico e passa attraverso i filtri, per poi essere trattata chimicamente e reimmessa – pulita e sicura – in vasca.
il cuore della piscina
dividere in due parti il sistema di trattamento dell’acqua:
.. il trattamento meccanico
(ricircolo e filtrazione), che affrontiamo in questo capitolo;
..il trattamento chimico (disinfezione), che illustriamo nel capitolo seguente.
Disegno sistema di ricircolo a sfioro con vasca di compenso.
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Il ricircolo dell’acqua Il sistema di circolazione della piscina è un sistema chiuso, l’acqua che fuoriesce dalla vasca viene immessa nel circuito di filtrazione e trattamento, per poi essere reimmessa in vasca. I sistemi di ricircolo possono essere di va-
Ricircolo tramite skimmer
attenzione!
Gli skimmer sono bocchette di forma rettangolare dotate di uno sportello con galleggiante attraverso il quale si riversa l’acqua della piscina. Sono collocate nella
rio tipo, anche se negli ultimi tempi quelli più diffusi sono due: il sistema con mandata dal fondo e ripresa dallo sfioro (Ricircolo tramite sfioro) e il sistema con mandata dalle bocchette laterali e ripresa dagli skimmer e dalle prese di fondo (Ricircolo tramite skimmer). Per godere di una piscina ben realizzata è indispensabile un ac-
curato progetto idraulico svolto da professionisti competenti, che saprà individuare il numero corretto di immissori, skimmer o canalette di sfioro, scarico di fondo, elettropompa, filtro, tubazioni; in una parola, tutti gli elementi che costituiscono il sistema.
parte superiore della vasca, a poca distanza dal bordo. La loro funzione è quella di “raccogliere” l’acqua della vasca e convogliarla verso i filtri, trattenendo le impurità più grossolane. All’interno dello skimmer, infatti, è collocato un cestello estraibile
(dal bordo vasca) nel quale si depositano i detriti presenti in acqua come foglie, rametti, insetti.
Un adeguato quantitativo di skimmer e il loro corretto posizionamento sono alla base del buon funzionamento del ricircolo dell’acqua e delle successive fasi di filtrazione e trattamento. Un progettista specializzato saprà elaborare il giusto progetto in base alle dimensioni della vasca e alla portata d’acqua. In questa foto è ben visibile uno degli skimmer: la bocchetta di forma rettangolare attraverso la quale si riversa l’acqua della vasca. (doc. Arch. Anja Werner) Esempio di piscina con skimmer sfioratore; la fessura è posta più in alto rispetto a uno skimmer tradizionale, ricreando un effetto molto simile al bordo a sfioro. (doc. Piscine Castiglione)
Ricircolo tramite sfioro Lo sfioro in superficie è il sistema di raccolta dell’acqua tramite una canaletta disposta lungo il perimetro superiore della vasca, un sistema che permette di mantenere un livello d’acqua più alto sino a sfiorare il bordo vasca. L’acqua fuoriesce
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dal bordo vasca e viene raccolta nella canaletta perimetrale, convogliata verso la vasca di compenso sottostante e immessa nel sistema di ricircolo dove, una volta filtrata e disinfettata, ritorna in vasca tramite le bocchette di mandata. Oltre al diverso
effetto estetico che la piscina assume, lo sfioro in superficie garantisce vantaggi anche dal punto di vista igienico, assicurando l’assenza di punti morti nel ricircolo dell’acqua.
esempi
ricircolo e filtrazione
La griglia che ricopre la canaletta perimetrale di raccolta dell’acqua nel ricircolo a sfioro può essere realizzata in svariati materiali, dalle più classiche ed economiche griglie bianche in PVC, all’utilizzo della pietra o della ceramica. Di seguito alcuni esempi:
Griglia in PVC disponibile in qualsiasi formato, così da seguire alla perfezione le linee della vasca (doc. DEPA)
Bordo a sfioro realizzato con pietra tunisina e rivestito in resina. (doc. ACA Amore Campione Architettura)
Dettaglio dello sfioro a fessura realizzato con pietra basaltina. (doc. Coind Piscine)
Un bordo a sfioro composto da tre materiali abbinati insieme: mosaico, marmo botticino sabbiato e legno teak. (doc. GM Piscine)
Bordo a sfioro in travertino con sassi bianchi di decorazione. (doc. Progetto Ambiente)
Piscina con bordo a sfioro con cascata rivestita in tessere di mosaico 2x2 cm. (doc. Arch. Pettene. Piscina Myrtha Pools)
Sistema di tracimazione a sfioro con griglia in pietra ricostruita. (doc. Piscine Solaris)
Esempio di sfioro con l’acqua che tracima oltre un bordo trasparente realizzato con un pannello in polimetilmetacrilato. (doc. AQUA)
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Lo sfioro a cascata Sebbene la funzione di ricircolo sia esattamente la stessa, lo sfioro a cascata è una variante dello sfioro in superficie e si distingue per l’effetto estetico che ne deriva. La tracimazione dell’acqua ricade lungo una o più pareti della vasca in un canale di raccolta posto al di sotto del bordo, producendo una cascata. L’effetto finale impresso alla piscina è quello di una “Infinity Pool”, dove l’acqua sembra non avere confini, tanto da fondersi con il panorama circostante.
Si realizza lo sfioro a cascata soprattutto in terreni caratterizzati da pendenza, come espediente costruttivo per compensare il dislivello. (doc. Arch. Giorgio Balestra)
Bordo a cascata realizzato per sfruttare il forte dislivello del terreno. Il locale tecnico è stato interrato al di sotto della zona solarium davanti all’abitazione. (doc. Onda Blu)
Sfioro a cascata rivestito con materiali e tonalità scelti per creare un senso di uniformità tra piscina e ambiente. (doc. BluePool by Gramaglia)
La vasca di compenso
Alcune variazioni del bordo sfioratore
Affinché il ricircolo dell’acqua si realizzi, nelle piscine dotate di sfioro è richiesta la costruzione della cosiddetta vasca di compenso: un serbatoio interrato e collegato alle tubazioni che provengono dalla piscina e dal gruppo filtrante, che funge anche da bacino di pescaggio acqua per l’impianto di trattamento. La vasca di compenso deve essere accuratamente dimensionata in relazione al volume della piscina e alla quantità d’acqua da trattare ed è dotata di appositi dispositivi che regolano il livello dell’acqua, così da garantire che non si svuoti mai completamente (l’impianto rischierebbe di girare a vuoto, compromettendo la pompa di circolazione).
• Sfioro sottobordo: in questa tipologia la canaletta di raccolta dell’acqua è celata dalla pavimentazione che si estende sino al bordo vasca. Con questo sistema si ottiene una piscina con un livello d’acqua molto alto ma non tracimante esternamente alla vasca, evitando dunque l’installazione della griglia. • Sfioro a fessura: il principio è lo stesso del bordo sfioratore tradizionale, dove l’acqua tracima dalla vasca e viene raccolta lungo la canalina perimetrale. Tuttavia, al posto della griglia, si realizza una semplice fessura perimetrale, che rimane quasi nascosta tra la pavimentazione e il bordo vasca.
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• Sfioro senza vasca di compenso: in questo caso la canalina perimetrale di raccolta dell’acqua è dotata di una notevole profondità così da raccogliere tutta l’acqua tracimante che normalmente viene convogliata verso la vasca di compenso, evitando così la costruzione di quest’ultima.
ricircolo e filtrazione
La filtrazione dell’acqua L’acqua prelevata dalla vasca, quella immessa nel circuito idraulico appena descritto, viene convogliata all’impianto di filtrazione, dove passa attraverso il filtro, un recipiente che può essere di vario materiale (plastica, vetroresina o acciaio), contenente uno strato di materiali opportunamente scelti per rimuovere le particelle solide presenti nell’acqua. La portata del filtro dev’essere accuratamente dimensionata in base alla quantità d’acqua da filtrare e al numero di frequentatori abituali della piscina, affinché tutto il volume dell’acqua sia correttamente coinvolto nel processo.
Modalità e tipologie di filtrazione Esistono diverse modalità attraverso cui l’acqua può essere filtrata: è possibile individuare due meccanismi di filtrazione principali, indicati come filtrazione di volume e filtrazione di superficie. La filtrazione di volume è quella che caratterizza, per esempio, i tradizionali filtri a sabbia: l’acqua attraversa un certo volume occupato da materiale granulare e i detriti, di dimensioni superiori rispetto alla porosità del materiale, vengono intercettati e trattenuti tra i pori stessi. La filtrazione di superficie prevede che l’acqua attraversi una superficie porosa e, sfruttando un meccanismo che per analogia si può chiamare a setaccio, trattenga tutte le particelle di dimensioni superiori a quelle dei pori, permettendo il passaggio di quelle di dimensioni inferiori.
Filtro a sabbia con nuovo contenitore di design. (doc. Pool’s)
Sistema automatico di filtrazione a base di perlite, con rigenerazione continua del letto filtrante. (doc. Piscine Castiglione)
Filtri a sabbia In questa tipologia di filtro ci si avvale di sabbia come materiale granulare filtrante, il flusso dell’acqua attraverso il filtro va dall’alto verso il basso e in tal modo i detriti vengono trattenuti progressivamente mentre l’acqua attraversa il letto di materiale granulare. Nel tempo, il materiale filtrato, trattenuto nel filtro, crea un ostacolo al passaggio della portata di acqua e rende la filtrazione meno efficace. Si rende dunque necessaria un’operazione periodica di controlavaggio del filtro. Materiale: strato filtrante di 30-60 cm di sabbia di quarzo monocristallino al 99.5%, priva di argille e a granulometria uniforme Caratteristiche: in grado di trattenere particelle di diametro minimo (20-30 micron). Aggiungendo all’acqua sostanze flocculanti, la granulometria variabile decrescente della sabbia provoca l’aggregazione spontanea degli elementi di dimensioni inferiori. Manutenzione: “controlavaggio”, o “lavaggio in controcorrente”, ogni 7-10 giorni, si fa passare l’acqua attraverso il filtro dal basso verso l’alto (opposto a quello di filtrazione), provocando il distacco delle sostanze trattenute Dimensioni: filtri piccoli (diametro 60 cm) e rapidi per le piscine residenziali (per le piscine pubbliche si scelgono più grandi e più lenti).
Materiale per il riempimento dei filtri al titanio, addizionato con argento battericida e batteriostatico. (doc. Barchemicals Group)
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Filtri a graniglia di vetro Sul mercato sono disponibili anche filtri a graniglia di vetro, con funzionamento simile ai filtri a sabbia, però utilizzano come materiale filtrante un granulato di vetro caratterizzato da una superficie molto liscia. Il materiale può anche essere caricato elettricamente in modo da sfruttare, per la rimozione delle particelle solide, non solo la loro intercettazione fisica, ma anche un’interazione elettro-chimica tra particelle solide e materiale filtrante.
Materiale filtrante ottenuto da vetro verde, impiegabile in sostituzione della sabbia in qualsiasi filtro. (doc. Euraqua)
Filtri a cartucce Materiale: prodotto filtrante composto da granuli di vetro da utilizzare in sostituzione alla sabbia nei filtri. Composto da vetro riciclato al 100% e levigato. Caratteristiche: a contatto con l’acqua il vetro genera dei radicali liberi che limitano la proliferazione dei batteri e la formazione di biofilm nel filtro. In questo modo si migliora la filtrazione e diminuisce la formazione di clorammine. Filtra fino a 10-15 microns. Granulometria variabile tra 0,7 - 1,3 mm. Manutenzione: i controlavaggi sono più brevi di quelli con filtri a sabbia di quarzo perché il vetro limita l’accumulo delle impurità e il deposito di calcare. Inoltre tende meno all’intasamento rispetto a un filtro a sabbia.
Nei filtri a cartuccia gli elementi filtranti possono essere realizzati in materiali diversi, vengono alloggiati in recipienti pressurizzati e sono caratterizzati da una certa porosità. Questa tipologia di filtri si caratterizza per il loro ingombro ridotto, pur garantendo un’elevata superficie filtrante. La pulizia del filtro non avviene tramite controlavaggio, ma è necessario procedere manualmente estraendo e lavando la cartuccia. Quest’ultima va sostituita quando, dopo il lavaggio, la pressione nel filtro non scende significativamente. Materiale: tessuto sintetico impregnato di resine e racchiuso in cartucce in PVC rigido Caratteristiche: lunga durata e diverse capacità filtranti riducono al minimo le clorammine e ogni genere di ristagno Manutenzione: pulizia manuale, estraendo la cartuccia.
L’efficienza battericida di questo letto filtrante vetroso permette un minor uso di prodotti chimici. (doc. AstralPool by Fluidra)
Esempio di filtro a cartuccia. Il modello nella foto è specifico per piscine fuoriterra. (doc. Piscine Laghetto)
Visto a
www.forumpiscine.it
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FIBALON POOLFILTER Si chiama Fibalon Poolfilter ed è un materiale per il riempimento dei filtri caratterizzato da una particolare forma sferica che fornisce massima superficie di filtrazione. 350 gr di Fibalon sostituiscono 25 kg di sabbia per filtro. Il prodotto è adatto per piscine residenziali e non necessita di particolare manutenzione. Prodotto da Fibalon
ricircolo e filtrazione
Filtri a diatomee Particolare tipologia di filtro che utilizza diatomite, definita anche come farina fossile di diatomee, una roccia silicea sedimentaria di origine organica costituita principalmente da gusci fossilizzati di diatomee (una specie di alga). In questa tipologia di filtri, la diatomite viene utilizzata sotto forma di polvere molto fine che aderisce ai supporti e costituisce il materiale filtrante. L’acqua attraversa tali supporti dall’esterno verso l’interno in modo che i solidi vengano trattenuti dal materiale filtrante, che solitamente ha uno spessore di pochi millimetri. È necessario provvedere periodicamente alla rigenerazione del materiale filtrante (viene progressivamente intasato dal materiale solido trattenuto durante la fase di filtrazione), che viene estratto dal filtro e sostituito con materiale filtrante
nuovo. Alla fase di rigenerazione segue la fase di precoat, durante la quale si deve far riaderire il materiale filtrante ai supporti, prima di iniziare nuovamente il processo di filtrazione. Materiale: alga cellulare microscopica fossilizzata, permeabile e porosa. Caratteristiche: inserita nel circuito idraulico, si deposita su appositi supporti del filtro in strati di appena 2 mm di spessore che trattengono particelle anche minime, di solo 1-5 micron (comprese sostanze organiche e batteri)
Manutenzione: per rimuovere le diatomee basta fermare la pompa di circolazione, esse si depositeranno sul fondo del filtro facilitando l’eliminazione. La finezza di filtrazione necessita la sostituzione degli elementi ogni 7-10 giorni, per impedire l’intasamento del filtro.
Filtro a polvere di
diatomee
(doc. Culligan)
Il disegno illustra il sistema di ricircolo e filtrazione tramite skimmer.
Visto a
www.forumpiscine.it
MURO FILTRANTE Il Muro Filtrante è una struttura monoblocco prefabbricata che viene integrata nella struttura stessa della vasca e contiene tutti i componenti, necessari a tutte le funzioni di filtrazione e circolazione dell’acqua della piscina, oltre a un proiettore LED bianco o colorato e, come optional, un eletrolizzatore al sale. Prodotto da Filtrinov
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ricircolo e filtrazione
Filtrazione e ricircolo: i consigli dell’esperto “Una parte dei costi di gestione di una piscina sono dovuti ai componenti a consumo elettrico. Iniziamo dal filtraggio dell’acqua. Possiamo ridurre il carico di lavoro della pompa di circolazione tenendo innanzitutto pulita la vasca, evitando l’intasamento delle bocchette. Maggiore è la resistenza al flusso dell’acqua, infatti, maggiore sarà il lavoro necessario per far
circolare l’acqua. Stesso ragionamento per i filtri, è bene tenerli sempre puliti e fare regolarmente il controlavaggio per ridurre la resistenza al flusso. Se la circolazione è affidata a una pompa a velocità fissa, e non si vuole sostituirla, potrebbe essere utile usare un timer per non farla circolare continuamente oppure solo nei momenti in cui l’elettricità ha un costo inferiore, o ancora quando si ha disponibilità energetica da un eventuale impianto fotovoltaico. Se la pompa è datata, è conveniente pen-
La nuova pompa S5P2R ®VS consente di ottenere una riduzione del consumo energetico fino all’80% rispetto a una qualsiasi pompa con motore a induzione. (doc. Pentair)
Pompa di ricircolo a
doppia velocità per piscine residenziali. (doc. AstralPool by Fluidra).
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sare a una sostituzione con una pompa a velocità variabile, che può essere programmata per operare alle velocità opportune in funzione dell’utilizzo della piscina. Questa soluzione permette di consumare un quarto dell’energia rispetto a una pompa tradizionale a velocità fissa, ammortizzando l’investimento in due stagioni, oltre ad avere una minore rumorosità”. Marco Arnesano, ricercatore del gruppo di Misure Meccaniche, Termiche e Collaudi dell’Università Politecnica delle Marche.
Questa pompa lavora a un diverso numero di giri a seconda delle modalità di funzionamento: da “notturno” (numero di giri basso) fino a “controlavaggio” (a numero di giri alto). Modello BADU SPECK BADU Green-line, di Gerit.
Grazie alla velocità variabile, la pompa può lavorare per periodi più lunghi a una velocità più bassa, garantendo elevato risparmio energetico e maggiore silenziosità. (Modello FLOPRO VS di Zodiac)
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(doc. Piscine Solaris)
in questo capitolo...
. Il trattamento dell’acqua di piscina: quale sistema scegliere?
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..La clorazione dell’acqua ..Ipoclorito di sodio o cloro liquido ..L’ipoclorito di calcio ..I cloroisocianurati ..Alghicidi, flocculanti, correttori di pH ..Il sistema elettrolitico a sale ..Il bromo nella disinfezione dell’acqua ..La disinfezione a raggi UV-C ..La disinfezione a ozono ..Il sistema a “ossigeno” ..Il locale tecnico ..Problemi e soluzioni
prescindere dal tipo di filtrazione adottato, la maggior parte dei microrganismi (virus e batteri) non viene trattenuta. Per essere definita microbiologicamente pura e sicura dal punto di vista batteriologico, l’acqua della piscina deve essere sottoposta a un trattamento di disinfezione.
Per essere definita microbiologicamente pura e sicura dal punto di vista batteriologico, l’acqua della piscina deve essere sottoposta a un trattamento di disinfezione. Approfondiamo l’argomento assieme.
Quando l’acqua viene prelevata dalla vasca e viene immessa nel circuito idraulico, passando dal sistema di filtrazione, essa viene infatti “ripulita” solo dalle particelle in sospensione; è a questo punto che entra in scena il trattamento chimico (disinfezione) che ha il compito di eliminare microrgani-
smi e altre sostanze che potrebbero nuocere alla salute dei bagnanti (con un breve approfondimento sulla fitodepurazione). Solo alla fine dell’intero processo l’acqua della piscina si può considerare sicura e priva di rischi.
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La clorazione dell’acqua
L’ipoclorito di calcio
Il cloro o meglio l’acido ipocloroso (hclo) è l’agente disinfettante più comunemente conosciuto ed è in grado di evitare la proliferazione di batteri e microorganismi nell’acqua che, se presenti, potrebbero nuocere alla salute dei frequentatori oltre a comportare l’intorbidamento dell’acqua. Il dosaggio del cloro in acqua deve avvenire secondo precisi parametri, per la definizione dei quali incidono alcuni fattori come la temperatura, il pH, il potenziale Redox e il numero di bagnanti abituali.
Il calcio ipoclorito in commercio contiene normalmente il 65% di cloro disponibile (ma esistono anche prodotti con 70/80%) ed è venduto sotto forma di pastiglie che rilasciano il cloro in 5 o 6 ore, con appositi dosatori o in forma granulare. È disponibile anche in pastiglie stick a lenta dissoluzione, da 300 grammi, da sistemare negli skimmers ogni 2-3 giorni.
Quali prodotti scegliere? La scelta di un disinfettante per il trattamento dell’acqua di piscina è legata a 4 fattori fondamentali: • la velocità di azione del sistema disinfettante; • Lo spettro di azione il più ampio possibile sulle varie specie microrganiche; • la capacità ossidante; • l’assenza di tossicità per i bagnanti.
Puraklor HP77 con Dosaklor 50 P è il sistema automatico più facile e preciso per dosare il cloro in granuli in piscina. (doc. Controlchemi)
Gli ipocloriti Il cloro per la disinfezione dell’acqua delle piscine è disponibile sotto forma di ipoclorito: ipoclorito di sodio come soluzione acquosa e ipoclorito di calcio come soluzione solida.
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Pompe dosatrici per piscina che, integrate con la web app dedicata, permettono di gestire fino a 30 strumenti nello stesso impianto. (doc. Emec)
Ipoclorito di sodio o cloro liquido Nella depurazione dell’acqua di piscina, l’ipoclorito di sodio ha rappresentato sicuramente uno dei prodotti maggiormente utilizzati, soprattutto nelle piscine pubbliche (si pensi che viene impiegato sin dal 1960). Disponibile in forma liquida con concentrazioni di circa 14/15%, possiede un ampio spettro di attività antimicrobica, è poco costoso e agisce rapidamente. Viene venduto generalmente sotto forma di taniche da circa 20 l, quindi è più ingombrante rispetto all’ipoclorito di calcio e richiede spazio per l’immagazzinamento. Non contiene acido isocianurico come stabilizzante, tende ad aumentare il valore del pH, richiedendo poi maggiore quantità di acido per riportarlo ai valori ottimali, aumenta la salinità dell’acqua e causa la precipitazione di sali (provocando incrostazioni). Per questo motivo solitamente richiede l’utilizzo di un sistema di dosaggio automatico: pompe dosatrici peristaltiche o elettromagnetiche. I vantaggi in sintesi: • disponibile in soluzione immediatamente utilizzabile • agisce come ossidante, eliminando le sostanze organiche non filtranti • efficace contro i principali batteri.
L’ipoclorito di calcio presenta un costo/kg leggermente più alto, compensato dai seguenti vantaggi: • la stabilità nel tempo (l’ipoclorito di sodio liquido infatti decade nel tempo come cloro attivo) • maggiore stabilità dei valori di pH rispetto alla forma liquida • minore ingombro di stoccaggio (circa 10 volte in meno rispetto al liquido) • possibilità di fare trattamenti shock o super clorazioni qualora sia necessario effettuare rapidamente una chiarificazione dell’acqua in tempi brevi • possibilità di eliminare rapidamente le alghe dalle pareti facendo cadere la polvere di ipoclorito di calcio in miscela con acido secco lungo le pareti stesse della vasca • non aumenta i valori di acido isocianurico con conseguente riduzione dei costi per il ricambio di acqua.
Trattamento multiazione a base di cloro che disinfetta e distrugge i batteri presenti nell’acqua delle piscine. (Joker by Mareva)
il trattamento dell’acqua
I cloroisocianurati Rispetto ad altre sostanze a base di Cloro attivo, come i già descritti Ipocloriti (di Sodio e di Calcio), i Cloroisocianurati possiedono alcune caratteristiche chimiche che ne hanno determinato, negli ultimi anni, un crescente utilizzo e diffusione. Il successo dipende dal fatto che liberano Acido Ipocloroso, responsabile dell’azione germicida, e una certa quantità di Acido Cianurico, agente stabilizzante nei confronti dell’Acido Ipocloroso. Quest’ultimo si decompone infatti molto velocemente per effetto dei raggi ultravioletti e delle temperature elevate, problema molto sentito nelle piscine scoperte, nelle calde giornate estive e quando la frequenza dei bagnanti è superiore al normale. In tali condizioni, gli Ipocloriti si consumano rapidamente. L’Acido Cianurico rallenta invece efficacemente il processo di decomposizione del cloro.
si fa uso di pompe dosatrici. Le pastiglie possono essere poste negli skimmer, nella vasca di compenso o in appositi dosatori a lambimento e si sciolgono lentamente. La velocità di dissoluzione dei pastiglioni dipende dalla velocità di lambimento dell’acqua sugli stessi. Normalmente per una piscina di 100 mc occorrono 7-10 pastiglioni da 200 grammi alla settimana. Si consiglia di controllare il livello di cloro libero in piscina e di mantenerlo a 1.3-1.7 mg/l. Per piscine usate solo saltuariamente, è consigliabile diminuire il dosaggio. I vantaggi in sintesi: • facilità di stoccaggio e movimentazione delle pastiglie • lentezza di scioglimento (solubilità in acqua pari a circa 12g/l) • elevata stabilità, anche nella degradazione dovuta ai raggi UV • ideale per le piscine esterne.
Il prodotto può essere aggiunto direttamente in piscina o tramite pompe dosatrici previa dissoluzione. I dosaggi dipendono da diversi fattori: il numero dei bagnanti, l’intensità della luce solare, l’eventuale pioggia, la presenza di alghe ecc. Le quantità normalmente impiegate corrispondono a circa 1 gr/m³. I vantaggi in sintesi: • facilità di movimentazione e immagazzinamento (richiede poco spazio) • scioglimento facilitato (normalmente la solubilità in acqua è di 300 g/l) • pH neutro • stabilità nella degradazione ai raggi U.V.
Per produrre cloro, un metodo sempre più adottato è il sistema elettrolitico a sale, che approfondiamo a pagina 57.
Dicloroisocianurato sodico I Cloroisocianurati per la clorazione dell’acqua di piscina si trovano in commercio come: Acido Tricloroisocianurico Composto disponibile sul mercato sotto forma di pastiglie (formato da 20 – 200 – 500 g; contenuto in sostanze attive: 90% di cloro disponibile), si utilizza per clorare in continuo l’acqua di piscina quando non
Centralina multiparametrica diaLog DACa per la misurazione continua e la regolazione dei parametri di analisi dell’acqua di piscina. (doc. Prominent)
Il Dicloroisocianurato di Sodio è adoperato come agente sanitizzante nel trattamento delle acque di piscina. Si presenta sotto forma granulare e il principio attivo è costituito dal Cloro, indirettamente rilasciato dal prodotto disciolto. Il dicloro, essendo un prodotto a rapida solubilità, è particolarmente adatto per clorazioni rapide e iperclorazioni.
Sistema di diluizione per Calcio Ipoclorito in pastiglie o briquettes, ideale per garantire
AQUA SALT, generatore di cloro a sale per piscine fino a 200 mc. (doc. AQUA)
massima sicurezza
Elettrocloratore
e bassa manutenzione. (DDS Eco Wash di Barchemicals Group)
specifico per piscine residenziali. (doc. AstralPool by Fluidra)
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Prevenire è meglio che curare Oltre al cloro, ci sono altri 3 prodotti “base” che dovrebbero essere inclusi in tutti i pro-
grammi di trattamento chimico della piscina, onde evitare che l’acqua si deteriori, a
Ad inizio stagione è fondamentale effettuare un
trattamento antialghe, così da combatterne la nascita e la diffusione. (doc. Piscine Castiglione) 1) Gli alghicidi Utilizzato settimanalmente, esso evita che si formino depositi antiestetici di una caratteristica colorazione verde (alghe) sia sul fondo sia sulle pareti della vasca, così come vicino alle scalette e soprattutto nelle zone della piscina dove l’acqua circola con maggiore difficoltà. Orientativamente, il dosaggio ideale è di 5 gr ogni mc d’acqua, ogni 5 giorni. L’immissione degli alghicidi va eseguita lentamente nello skimmer oppure in vasca, previa diluizione in acqua, preferibilmente alla sera, ogni settimana, ma almeno tre giorni dopo la clorazione. Per le piscine coperte è importante ricordarsi che tutti i dosaggi vanno assolutamente dimezzati.
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FLOVIL - flocculante in pastiglie super concentrato. (doc. Chemartis) 2) I flocculanti Questo prodotto aiuta a eliminare le particelle in sospensione accumulate nel tempo a causa dell’esposizione all’aria e agli agenti atmosferici, che generalmente portano l’acqua a essere torbida. Grazie ai flocculanti, queste particelle si accorpano, aumentando di volume, così da essere trattenendo all’interno del filtro, generalmente a sabbia. Periodicamente sarà pertanto opportuno effettuare un lavaggio del filtro per eliminare le impurità accumulate. Attenzione! La flocculazione è una operazione complementare indispensabile per i filtri che lavorano a bassa velocita (inferiore o uguale a 30 ml/h), però non è adatta ai filtri a diatomee, perché li intasa rapidamente. Il flocculante va aggiunto lentamente, in un tempo pari al tempo di ricircolo, il più distante possibile dal filtro, ma non in vasca.
volte anche in modo irreparabile:
Test per il controllo delle qualità dell’acqua: prodotti chimici e valori di pH. (doc. Tintometer) 3) Il correttore di pH Il terzo prodotto è il correttore di pH. Analizzare il valore del pH in acqua è un’operazione indispensabile per mantenerla trasparente e in equilibrio. Esiste una scala del valore di pH che va da 0 a 14; 7 è il valore neutro. Il valore del pH dovrà trovarsi tra 7.2 e 7.6 nella scala colorimetrica di un classico tester. Bisogna ricordarsi di monitorare questo valore per evitare oscillazioni che causano anche un maggior consumo di prodotto disinfettante e la formazione di composti indesiderati come le cloroammine, in particolare la tricloroammina, causa di irritazioni alle vie respiratorie e arrossamenti di pelle e occhi. Più alto sarà il pH, infatti, meno efficace sarà l’azione del cloro immesso in piscina. Un esempio: con pH 7,8 il cloro è efficace il 50% in meno rispetto a quanto lo è con pH 7,2. Una volta misurato il valore del pH in acqua, si dovrà utilizzare un correttore che potrà essere pH+ per innalzare un valore o pH- per diminuirlo. I correttori di pH in commercio sono sia in forma solida (polvere), sia in forma liquida anche se questi ultimi sono più indicati per un dosaggio con pompe dosatrici in impianti automatizzati.
il trattamento dell’acqua
Il sistema elettrolitico a sale Metodo sempre più comunemente adottato è il trattamento automatico dell’acqua di piscina che permette di produrre il cloro in situ, partendo da una quantità irrisoria di normale salgemma. Sono sufficienti 4-5 grammi di sale per litro per ottenere disinfettante nella quantità e nei tempi richiesti a un’adeguata disinfezione. Una piscina da 70 mc, ad esempio, richiederà circa 350 kg di sale. Il sale andrà reintegrato solo in parte; alla fine del processo di elettrolisi, infatti, non si consuma sale, ma una quantità minima di acqua. Producendo cloro, anche in questo caso il funzionamento del sistema sarà ottimale con un livello di pH a 7.2. Indicativamente, tenete presente che una piscina all’aperto delle dimensio-
Sistema elettrolitico a sale Salt & Swim 3C, estremamente facile da installare e da utilizzare. Ideale per piscine fino a 110 mc. (doc. Hayward)
ni indicate consumerà circa il 10% della quantità di sale iniziale, ovvero circa 35 kg di sale all’anno. Si consideri che esistono sistemi di elettrolisi che, all’interno della scatola di alimentazione, contengono anche dispositivi per il controllo del pH e del potenziale ossidante e, di conseguenza, della quantità desiderata di cloro attivo, esonerando quindi l’addetto, almeno in parte, dall’effettuare questi controlli manualmente. Questi dispositivi intervengono arrestando la produzione di agente disinfettante o riavviandola nell’istante in cui la soglia di pH è raggiunta. Un indicatore di salinità segnalerà la dose di sale da aggiungere. Gli aspetti economici legati a questo sistema Irrisoria, come si può facilmente intuire, è la spesa per il sale, normale salgemma. Il costo dell’apparecchio dipende dalla dimensione della vasca, perché più sono i metri cubi da trattare più potenti devono essere le cellule di elettrolisi e di conseguenza il numero degli elettrodi, di anodi e di catodi che devono trattare l’acqua. I costi varieranno anche in funzione del prodotto che si sceglie di installare, perché sono diversi e più o meno costosi i sistemi di elettrolisi. Il sistema deve funzionare tutto il giorno e per tutti i giorni dell’anno e quindi è bene che esso sia progettato senza pensare al risparmio; diversamente rivelerebbe in tempi brevi la sua inefficacia. Vi sono poi apparecchi che offrono altre
DAVEY ProMatic™ MKII -
sterilizzatore a sale con cella automatica autopulente. Un solo modello adatto a piscine della capacità di 5 mc fino a 180 mc. (doc. SCP Italy) prestazioni accessorie quali il controllo automatico di pH e Redox e questi sono elementi che fanno lievitare il costo del dispositivo. È chiaro che il costo di sostituzione degli elementi che compongono l’apparecchio è determinato anche dall’accuratezza con cui viene fatta la manutenzione. Si dovrebbe quindi considerare questo sistema come un investimento da preservare con grande cura. I vantaggi in sintesi: • Risparmio nell’acquisto di cloro. Non sarà più necessario apportare cloro nella vasca in maniera tradizionale, in quanto il cloro viene prodotto in situ.
OXYMATIC®SMART
Visto a
Sistema per il trattamento dell’acqua con altissimo potere disinfettante, Oxymatic®Smart utilizza ABOT, una tecnologia brevettata basata su un processo sinergico di idrolisi e ionizzazione del rame residuale.
www.forumpiscine.it
I vantaggi per le piscine private: • L’acqua è pura, naturale, non secca la pelle, non irrita gli occhi • Priva di odore (anche in piscine interne) e di gusto • Riduce drasticamente lo spazio per lo stoccaggio dei prodotti • Manutenzione minima sull’impianto (le incrostazioni di carbonato di calcio, in acque dure, si riducono del 15 -20 %. Gli ioni Idrossido prevengono la corrosione delle tubazioni, dei materiali metallici, delle pietre, dei marmi ecc.) • Disinfetta ogni tipologia di acqua, inclusa l’acqua di mare.
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Impianto UV serie Dulcodes MP. Soluzione efficace per il trattamento dell’acqua di piscina progettata per l’abbattimento
Il bromo nella disinfezione dell’acqua Il bromo è disponibile in commercio sotto forma di pastiglioni di bromo-cloro-dimetildantoina e viene comunemente usato per disinfettare e ossidare l’acqua di piscine e nelle SPA (l’attività del bromo resta infatti efficace anche ad alte temperature), tramite dosatori a lambimento. Il bromo è un disinfettante più potente rispetto al cloro, ma è un prodotto organico non stabilizzato, costa circa 5 volte più del cloro e possiede un’azione ossidante minore; per questa ragione le sostanze organiche crescono nell’acqua, diventando fonte di sostentamento per alghe e batteri. È dunque consigliabile alternare il bromo con periodi di impiego del cloro, in grado di limitare la formazione di microrganismi. I vantaggi in sintesi: • buona disinfezione anche a pH alti • facile da maneggiare • particolare lentezza dello scioglimento (normalmente la solubilità in acqua è bassissima: 1,5 g/l) • non produce esalazioni gassose ed è meno volatile del cloro (soprattutto alle alte temperature).
del cloro combinato. (doc. Prominent)
La disinfezione a raggi UV-C Si tratta di un sistema che sfrutta il naturale potere disinfettante di una frazione della luce emessa dal sole: i raggi ultravioletti in banda C, che distruggono i microrganismi patogeni in pochi secondi, prevenendo la loro ulteriore moltiplicazione. La loro azione si estrinseca nella dimerizzazione della timina degli acidi nucleici, modificano cioè il loro patrimonio genetico per impedirne la riproduzione. L’azione dei raggi UV-C risulta efficace sia sui batteri sia su virus, spore, lieviti, muffe, alghe e uova di nematodi (vermi e parassiti). Il sistema utilizza lampade al mercurio a media pressione e ad alto rendimento che producono raggi UV con lunghezze d’onda di 254nm (nanometri) capaci di distruggere tutte le forme di microorganismi e virus conosciuti.
Si tenga presente che l’impiego delle lampade UV non esclude completamente la necessità di utilizzo di un disinfettante in vasca per la copertura necessaria a garantire l’idoneità alla balneazione. I vantaggi in sintesi: • decloramminazione: abbassamento della presenza di clorammine per rimanere entro i 0,4 ppm • riduzione della corrosione • riduzione della quantità di acqua da rinnovare • miglioramento della qualità dell’aria nell’ambiente per i bagnanti e per il personale addetto • totale rispetto dell’ambiente • ammortizzamento dell’equipaggiamento UV tra 9 e 24 mesi • facile e rapida installazione, semplice manutenzione.
SANODYNA® (ANOLYTE)
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SANODYNA® (Anolyte) è un acido ipocloroso ad elevata efficacia, generato per via elettrolitica, totalmente ecosostenibile, biologica e biodegradabile al 100%. Il costante utilizzo di Sanodyna permette di eliminare il biofilm (causa delle colonie batteriche), di eliminare qualunque forma patogena presente nell’acqua e di impedirne la riproliferazione. In piscina Sanodyna viene dosata in continuo nel circuito di circolazione dell’acqua, per ridurre/eliminare qualunque agente patogeno, garantendo anche un controllo costante di questi ultimi. (doc. SANODYNA by NCS)
il trattamento dell’acqua
La disinfezione a ozono Sempre più diffusi, i sistemi che utilizzano l’ozono come disinfettante primario. Come tutti i disinfettanti, anche l’ozono può essere tossico in elevate concentrazioni, soprattutto nel caso di ozonizzazione dell’aria. Nell’acqua, invece, la presenza di ozono è limitata nel tempo, poiché tende rapidamente a decomporsi formando nuovamente ossigeno. Questa è la ragione per cui non è possibile trasportare l’ozono, ma si rende necessario provvedere alla sua produzione sul luogo di utilizzo. Cos’è l’ozono? L’ozono è “ossigeno attivo” composto da 3 atomi di ossigeno, un potente ossidante usufruibile in tutta sicurezza. Come disinfettante secondario è possibile usare tutti i tipi di cloro (dicloro, tricloro, calcio ipoclorito, sodio ipoclorito), bromo e ossigeno attivo o acqua ossigenata. I vantaggi in sintesi: • elimina gli odori dall’aria. Mantiene l’acqua pulita e brillante • l’acqua è addizionata con minori prodotti chimici • efficace contro batteri, virus e muffe, elimina spore, cisti e funghi • effetto secondario non trascurabile: il ridotto apporto di sali minerali nell’acqua, che diventa piacevole per i bagnanti (è in grado di ossidare ferro, manganese, solfuri e idrogeno solforato) • migliora la degerminazione e lo smaltimento delle acque di lavaggio degli impianti di filtrazione.
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Sistema di disinfezione e mantenimento dell’acqua di piscine private senza cloro, che si distingue per praticità e semplicità di utilizzo, grazie alle pratiche buste monodose. (I Sali della Vita®: EASY POOL KIT, di Barchemicals Group)
Il sistema a “ossigeno” La ricerca di sistemi alternativi alla clorazione, in grado di soddisfare le tre esigenze fondamentali del trattamento dell’acqua di piscina (ossidazione delle sostanze organiche, effetto disinfettante rapido e sicurezza per i bagnanti), ha portato a proporre il sistema monopersolfato di potassio (ossigeno) e poliquaternario di ammonio (disinfettante). Il persolfato è un energico ossidante e il valore di Redox è appena inferiore a quello del cloro, anche se a concentrazioni più alte (20ppm). L’azione disinfettante viene garantita dal poliquaternario che, oltre alla funzione germicida, ha un’azione antialga e flocculante. I valori dei due prodotti devono essere controllati con gli appositi kit/test per compensare il consumo e i ricambi di acqua necessari.
Bayrosoft® di Bayrol è un prodotto liquido multifunzione senza cloro, basato sull’ossigeno attivo. Le caratteristiche? Disinfetta per eliminare i batteri e la torbidità dell’acqua e previene la formazione di alghe. (doc. Euraqua)
Si ringrazia della preziosa collaborazione il dott. Claudio Beati, Direzione commerciale di CONTROLCHEMI S.r.l..
GENERATORE ECA DCW Il generatore ECA DCW, ad alta efficacia contro Legionella e batteri, agisce per migliorare la qualità dell’acqua attraverso la produzione di acido ipocloroso, uno dei più potenti disinfettanti derivati dai composti a base di cloro. Il liquido prodotto dal generatore rimuove il biofilm, è economico, consente un risparmio di acqua ed elettricità, è biodegradabile, inodore, atossico e non crea problemi di corrosione agli impianti. (doc. Linpha)
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Pozzetto preassemblato con filtro, pompa e sistema di trattamento. (doc. Gloobe)
Il locale tecnico A eccezione degli elementi che fanno parte della vasca (skimmer o bocchette), tutti i dispositivi che costituiscono il sistema di trattamento dell’acqua devono trovare la giusta sistemazione in luogo asciutto, ben aereato, lontano da fonti di calore e dal pericolo di allagamento. Un buon ricovero può essere rappresentato da un locale tecnico predisposto ad hoc, le cui caratteristiche dovrebbero essere: • la mancanza totale di umidità (nociva per le parti elettriche),
Quanto spazio destinare al locale tecnico? Se non siete proprio a corto di spazio, suggeriamo di non limitare le dimensioni del vano tecnico. Le “misure” minime per dare accoglienza al gruppo di filtrazione, con tutte le varie apparecchiature e consentire un comodo accesso, sono di 1,5 x 1,5 m, ma è comunque preferibile un vano di 3 x 2 m. Queste misure permettono di ispezionare con maggiore agio le diverse attrezzature presenti o quelle che si prevede di inserire. Una simile ampiezza potrà essere utile per stoccare i prodotti di trattamento, i diversi attrezzi per la manutenzione e gli elementi che nel loro complesso servono a far trascorrere la bella stagione intorno e all’interno della piscina
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Locale tecnico in vetroresina preassemblato, pronto per essere interrato. (doc. C.P.A. Piscine)
• un locale ben illuminato, aerato e spazioso, facilmente accessibile e ispezionabile, • non dovrebbero mancare un ottimo scarico o una o due pompe automatiche con un grande pozzetto, per scongiurare il rischio di allagamenti. La cantina, un garage o una parte sotterranea della casa possono essere ottime soluzioni, perché permetterebbero di sfruttare i collegamenti preesistenti con le reti idrica, elettrica e fognaria. Ricordate di realizzarlo sempre in un luogo non distante
dalla vasca: in linea generale, la distanza massima consigliata è di circa 15 metri. Questo perché, oltre che limitare le perdite di carico nel circuito idraulico, la vicinanza alla vasca permetterà un maggiore controllo, rendendo più agevole l’intervento sui vari apparecchi e dispositivi al suo interno.
stessa: complementi di arredo, accessori per il divertimento e il relax. L’altezza dipende dall’impiego prevalente che si intende fare di questo locale. Se la sua funzione principale è soltanto quella di dare riparo al gruppo di filtrazione, e se questo è composto da un filtro a sabbia o a cartuccia, può essere sufficiente un’altezza di 1,3 – 1,5 m. Dato che il materiale viene installato sulla parte anteriore, si accede facilmente senza entrare completamente all’interno. Se il filtro a sabbia utilizzato non ha diametro superiore a 760/800 (portata da 17 a 22 metri cubici all’ora), la sua altezza resta ragionevole per permettere di cambiare la sabbia quando risulta necessario. Se la scelta ricade su un filtro a cartuccia, occorre mantenere queste dimensioni. Anche se questo filtro
cilindrico è molto più stretto di un filtro a sabbia, non si potrà sapere se, più avanti, si opterà per altre soluzioni. Per la sua stessa concezione, il filtro a diatomee richiede un’altezza superiore sotto il soffitto, nell’ordine di 2 – 2.2 m. Se non fosse possibile una simile soluzione, avete due alternative: • se l’impianto è costituito solo da pompa e filtro, sarà sufficiente inserirli in un contenitore in vetroresina da interrare adeguatamente; si provvederà poi a una sistemazione idonea per le attrezzature (fusti di cloro, spazzole, pulitori...); • se l’impianto è più complesso, si può realizzare un vano in cemento armato interrato, al quale si possa accedere grazie a una botola e una scaletta.
il trattamento dell’acqua
La depurazione attraverso le piante Le piscine biologiche affidano la depurazione dell’acqua a sistemi del tutto naturali, grazie all’utilizzo della biofiltrazione e delle piante acquatiche, senza l’ausilio di prodotti chimici. Le parti che compongono una biopiscina sono essenzialmente tre: • zona balneabile, priva di piante; • aree spondali periferiche per la rigenerazione dell’acqua e per la messa a dimora delle pianta acquatiche, scelte sulla base del clima in cui la piscina viene inserita; • una sorgente con ruscello di collegamento. Nella stragrande maggioranza delle piscine biologiche, le piante acquatiche rivestono il ruolo più importante per la depurazione dell’acqua, accanto a un sistema per
(doc. Galanthus)
la depurazione meccanica e una pompa per il circuito chiuso dell’acqua. L’impianto funziona a circuito chiuso, permettendo un notevole risparmio nel consumo di acqua potabile. Attualmente, si stanno diffondendo anche impianti con biofiltrazione potenziata, dove non si fa però ricorso alla fotosintesi. In queste soluzioni, la vegetazione è assente, oppure ricopre un ruolo secondario.
(doc. Michieletto Ermes)
(doc. Anja Werner)
(doc. Piscine & Natura)
(doc. Milla)
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Ogni problema ha una soluzione? Quasi! Se si seguono attentamente le istruzioni riportate sulle etichette e nei manuali d’uso, i prodotti dedicati al trattamento dell’acqua garantiranno un’acqua limpida e perfettamente pulita. A volte però può succedere che l’acqua si presenti torbida o che compaiano delle alghe, soprattutto dopo giornate di utilizzo più intenso. Normalmente si tratta di problemi occasionali che, nella maggior parte dei casi, potete risolvere in autonomia. Di seguito, vi proponiamo quindi una breve guida dei problemi più comuni che possono verificarsi nell’acqua della piscina, fornendovi le soluzioni più idonee. Precisando che vale lo stesso discorso delle medicine: se i sintomi persistono, meglio consultare uno specialista.
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Ogni problema ha una soluzione? Quasi!
Problema
Problema
Acqua torbida, con il fondo che diventa scivoloso. Potrebbe essere causata da una notevole quantità di fosfati presenti in piscina.
Uno sgradevole odore di cloro e lievi irritazioni a occhi e pelle. Solitamente sono gli effetti della presenza di clorammine nell’acqua, che si formano quando urea e micro cellule di pelle, che contengono azoto e ioni di ammonio, si combinano con il cloro.
Soluzione • Utilizzare un prodotto per rimuovere i fosfati e introdurre chiarificanti naturali. • Tenere sotto controllo il livello dei fosfati, soprattutto nelle fasi di apertura, chiusura e manutenzione ordinaria.
Problema L’acqua tende al salato e si nota la presenza di particelle in sospensione. La causa potrebbe essere una concentrazione elevata di composti minerali, come Calcio carbonato, residui organici e inorganici, sali.
Soluzione • è necessario eseguire un trattamento choc: aggiungere cloro a una dose dieci volte superiore il livello di cloro combinato nell’acqua, mantenendo la pompa in funzione. Perché il trattamento risulti efficace, consigliamo di effettuare l’operazione nelle ore serali, così che i raggi UV non ne alterino in negativo l’effetto. • Per evitare il ripetersi del problema, si suggerisce l’impiego costante di chiarificanti.
Soluzione • Quando si presenta il problema, l’unica cosa da fare è svuotare la vasca e introdurre acqua nuova. • Per far sì che questo problema non si verifichi più, bisognerebbe effettuare un ricambio d’acqua almeno una volta all’anno. Può risultare utile anche l’introduzione in vasca di un apposito chiarificante, una volta alla settimana.
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sempre rimanere tra 80 e 100 ppm. Se invece si usa un cloro a base acida come il tricloro, dovrà essere tra 100 e 120 ppm.
Soluzione • Aggiungere un prodotto acido: o acido muriatico o sodio bisolfato. • Per alzarlo, aggiungere un prodotto che contenga bicarbonato di sodio. • Verificare e bilanciare a dovere il livello del pH.
Problema Presenza di residui organici. A mettere a rischio la limpida trasparenza dell’acqua sono talvolta gli stessi frequentatori: profumi, capelli, detergenti, creme solari, ma soprattutto i milioni di batteri che si trovano sul corpo. A questi si aggiungono anche detriti di natura organica come polvere, foglie e corpuscoli.
Problema Anomala fluttuazione dei valori di pH. Se notate questo fenomeno, l’equilibrio dell’acqua potrebbe essere stato compromesso da una presenza anomala di sostanze alcaline (alcalinità totale) nell’acqua. In linea indicativa, se la principale fonte di cloro è ipoclorito di sodio liquido, che è alcalino, l’alcalinità totale deve
Soluzione • Farsi sempre la doccia prima di entrare in acqua. • Utilizzare in modo costante una copertura, anche automatizzata, nei periodi di non utilizzo della vasca. • Verificare l’efficienza del sistema di filtrazione ed effettuare i test di controllo dell’acqua.
il trattamento dell’acqua
Problema Presenza di particelle in sospensione.
• Utilizzare un flocculante in forma liquida, direttamente sulla superficie dell’acqua, a impianto di filtrazione spento, lasciandolo agire per circa mezza giornata • Una volta alla settimana pulire il filtro al fine di eliminare le impurità trattenute.
deguata pressione differenziale. • Tali prodotti riescono a dare il meglio di sé in termini di funzionalità solo se l’acqua presenta un equilibrio quanto a pH, alcalinità e durezza. • Questi prodotti possono fungere anche da scudo preventivo, soprattutto se si sa a priori che l’acqua di approvvigionamento contiene una percentuale notevole di metalli.
Problema
Problema
Sfumature tendenti al verde o al marrone dell’acqua. La causa principale è la presenza di metalli disciolti in acqua, che determinano l’abbassamento del pH. In genere sono metalli come ferro, rame e manganese, derivati da acqua di falda o di condotta. I più rilevabili sono gli ioni di rame, perché possono dare una colorazione verde al costume da bagno.
Presenza di grassi e depositi sulla linea dell’acqua.
Soluzione
Soluzione • L’impiego di agenti sequestranti (o agenti chelatici) è il mezzo più efficace. Occorre osservare le indicazioni, così da tenere i metalli in soluzione al fine di farli rimuovere dal filtro. • Il filtro deve essere in ottime condizioni e rapportato all’a-
Soluzione • Pulire la linea di galleggiamento con un prodotto specifico. • Se il filtro lo consente, utilizzare un flocculante e un assorbitore di grasso.
• Occorre distribuire un alghicida lungo tutto il perimetro della piscina, ricordandosi di inserire in acqua tutti gli accessori (retini, giochi per la piscina) durante il trattamento, per evitare che diventino portatori di alghe in un secondo momento. • Pulire con attenzione il filtro. • Prima di intervenire con il prodotto alghicida, spazzolare bene le pareti, così da aprire le cellule delle alghe, che verranno poi uccise in via definitiva dal trattamento. • Scegliere un alghicida ad ampio spettro e dal forte potere residuo, così da prevenire ricadute; le alghe morendo rilasciano fosfati, nutrimento per quelle rimaste. • Un prodotto alghicida può essere utilizzato anche nel trattamento ordinario, come prevenzione del fenomeno.
Problema L’acqua assume sfumature di verde, giallo o nero. È facile che si tratti di alghe, che possono galleggiare in superficie o svilupparsi sul fondo.
Soluzione • Il cloro è il nemico numero uno delle alghe: le elimina e agisce come ossidante per annientare anche il materiale rimasto.
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Le piscine interne richiedono accorgimenti tecnici e impiantistici specifici, per questo è sempre meglio affidarsi a ditte serie e competenti. (doc. BluePool by Gramaglia)
. Integrare la piscina tra le mura di casa ..Se avete uno spazio abitativo che non sfruttate completamente, potete
benessere privato
trasformarlo in un’area
S
benessere privata, da condividere con familiari e amici. Il fulcro di questo nuovo ambiente sarà, ovviamente, la piscina
e lo spazio abitativo lo consente, perché non prendere in esame la possibilità di dedicare un ambiente domestico – magari non ben utilizzato – alla costruzione di una piscina? Una scelta di questo tipo permette di avere a disposizione il relax e
Una piscina tra le pareti di casa? Con i dovuti accorgimenti tecnici e strutturali è un sogno che può diventare realtà. Vediamo insieme che cosa comporta questa scelta.
lo spazio di una piscina tutti i giorni dell’anno, senza le limitazioni “atmosferiche” degli spazi outdoor. Per contro, una piscina interna richiederà precisi accorgimenti tecnici e strutturali, per i quali è fondamentale affidarsi a ditte specializzate, che sappiano
gestire non solo la costruzione della piscina, ma anche gli impianti necessari al riscaldamento, alla deumidificazione e all’illuminazione dell’ambiente piscina.
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Dove posizionare la piscina indoor
alcuni esempi
Solitamente gli spazi più indicati ad accogliere una piscina tra le musa di casa sono il piano terra o l’interrato, per una maggiore facilità di posizionamento degli impianti tecnici; tuttavia non sono da escludere a priori piani rialzati e tetti. In questi particolari casi è sufficiente adottare tecnologie costruttive idonee, che non comportino carichi strutturali eccessivi, e comunque sarà necessario accertarsi che i solai por-
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tanti siano adeguatamente predisposti al sostegno di carichi pesanti. La complessità delle scelte tecniche da compiere suggerisce di affidarsi a personale specializzato, che sappia valutare con precisione la situazione e indicare le soluzioni più adeguate.
L’importanza del riscaldamento La condizione necessaria per poter usufruire della propria piscina indoor in qualsiasi periodo dell’anno è il riscaldamento
dell’acqua. Non potendo contare sull’irraggiamento solare diretto e sul riscaldamento naturale dei mesi estivi, la vasca deve essere dotata di un impianto di riscaldamento tarato sui bisogni concreti dell’impianto. Sarà compito dell’esperto valutare quale debba essere la potenza dell’impianto in base alle dimensioni e all’ubicazione della piscina. Nel capitolo successivo a questo, vengono illustrate tutte le differenti tipologie di riscaldamento dell’acqua e dell’ambiente piscina; se ne consiglia dunque la lettura per approfondire il tema.
Quando lo spazio lo consente, è sempre preferibile sfruttare le fonti di luce naturale, tramite la creazione di lucernai e ampie vetrate. I serramenti più moderni, a risparmio energetico, permettono di mantenere la temperatura interna senza scambi termici con l’esterno (quindi non fanno passare il freddo e non si scaldano troppo durante l’estate). Da decidere già in fase progettuale se prevedere vetrate apribili o fisse; dato fondamentale per permettere al tecnico dedicato di calibrare correttamente l’impianto di ricircolo interno dell’aria. In alcuni casi, il piano giardino viene addirittura rialzato, per sfruttare al massimo la luce esterna e per avere almeno un lato che guarda verso l’esterno. Lo sfruttamento della luce naturale permetterà di risparmiare sulle spese di illuminazione e riscaldamento del locale piscina.
(doc. FM Studio)
(doc. Nord Piscine)
(doc. Culligan)
(doc. Polimpianti)
attenzione!
la piscina indoor Anche l’ambiente che ospita la piscina dovrà garantire il giusto grado di calore e di comfort, così da evitare la sensazione di freddo all’uscita dalla vasca. L’ideale è impostare una temperatura dell’aria simile a quella dell’acqua: in questo modo si eviteranno anche gli accumuli di umidità. Le temperature ideali? Acqua: 28°C La temperatura di una piscina a uso privato è solitamente compresa tra 25 e 30°C, ma può essere più alta nel caso di vasche realizzate per il benessere e il relax. Aria: 30°C È consigliabile mantenere l’aria a un grado superiore di temperatura rispetto a quella dell’acqua (con un massimo di 30°C), appunto per evitare la sensazione di freddo uscendo dalla vasca.
Contrastare l’umidità Ogni piscina genera un’umidità che varia dai 14 ai 15 gr di vapore per chilo d’aria ed essa rappresenta un fastidioso problema per l’integrità della struttura e degli
Come deumidificare l’ambiente? Per deumidificare l’ambiente che accoglie una piscina indoor si possono scegliere due tipologie di deumidificazione. Quando si affrontano scelte di carattere così tecnico, vale sempre il consiglio di affidarsi a personale esperto per acquistare l’apparecchio di deumidificazione più adatto alle proprie esigenze. Sono infatti
impianti. Quali sono gli accorgimenti per evitare complicazioni? Si potrebbe cominciare con l’installazione di una copertura automatica per la piscina, la quale limiterà la dispersione del calore e l’evaporazione
dell’acqua. Altri validi alleati sono la canalizzazione dell’aria, seguita dai serramenti a taglio termico con doppi vetri isolanti a tenuta stagna, senza dimenticare l’importanza indiscussa del deumidificatore.
da tenere in considerazione le dimensioni dell’ambiente, la quantità d’acqua ospitata e soprattutto l’utilizzo. Sostanzialmente le possibilità tra cui scegliere sono: - Soluzione a pompa di calore: consiste nel deumidificare l’aria del locale piscina attraverso la condensazione e non introducendo aria nuova. L’aria passa prima attraverso lo scambiatore freddo (evapora-
tore) e poi attraverso lo scambiatore caldo (condensatore) di una pompa di calore. Questo processo implica un trasferimento di calorie che è in grado di trasformare l’aria calda e umida in aria più calda e secca con alcuni vantaggi: da una parte, recuperando il calore della condensazione dell’acqua contenuta nell’aria dell’ambiente si approfitta del riscaldamento già apportato all’aria, dall’altra si limita il volume di aria nuova da immettere nell’ambiente al minimo bisogno igienico, riducendo così il fabbisogno energetico che servirebbe per compiere questa operazione. - Soluzione a ricambio totale: consiste nell’estrarre l’aria umida contenuta nel locale, convogliandola all’esterno, e sostituirla con nuova aria che dovrà essere riscaldata prima di essere introdotta nel locale piscina. La quantità di aria necessaria ed i consumi di energia necessaria sono importanti, quindi questa soluzione è meno adatta a un utilizzo in ambito privato.
Modello di deumidificatore per ambienti con piscina. (doc. HiDew)
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il tasso di umidità
Qual è il tasso di umidità appropriato? Il tasso di umidità di un ambiente deve essere compreso tra il 60 e il 70%. Se l’umidità supera l’80% la condensa potrebbe appannare i vetri e corrodere le parti metalliche, creando anche muffe e funghi sulle pareti; se è inferiore al 50%, invece, favorisce l’evaporazione dell’acqua e causa la spiacevole sensazione di freddo all’uscita dalla vasca. Un esempio concreto Un ambiente riscaldato a 30°C con un tasso di umidità del 65% avrà il punto di rugiada a 22,6°C: questo vuol dire che tutte le pareti con una temperatura inferiore a 22,5°C favoriranno lo svilupparsi della condensa (ricordiamo, inoltre, che le vetrate sono più sensibili al punto di rugiada).
Deumidificazione: due casi particolari 1) Presenza di due piscine riscaldate a temperature diverse nello stesso ambiente. In questo caso l’evaporazione sarà maggiore rispetto al normale. Per esempio, in una minipiscina idromassaggio di 4 mq, riscaldata a 35°C, evaporano circa 2 litri all’ora, ai quali bisogna aggiungere la
quantità d’acqua evaporata normalmente dalla piscina, sebbene essa sia riscaldata a una temperatura inferiore (in genere tra 28 e 30°C). Un tecnico esperto deve saper valutare queste situazioni e garantire l’installazione di un deumidificatore adatto alle esigenze dell’ambiente. 2) La presenza di riscaldamento a pavimento. È frequente, in un’ambiente indoor dedicato al benessere, che vengano scelti pa-
Deumidificatori ad alta efficienza con recupero energetico per piscine coperte e ambienti benessere. (doc. Hidros)
vimenti radianti, perché garantiscono un maggiore comfort ai frequentatori. Tuttavia, un pavimento radiante non è normalmente sufficiente ad assicurare la totalità dei bisogni di riscaldamento dell’aria (ad una temperatura da 25° a 30°C) a causa della superficie riscaldante ridotta dalla presenza della vasca. Per questa ragione, è consigliabile prevedere un sistema di riscaldamento supplementare installato sul deumidificatore.
(doc. Piscine Castiglione)
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la piscina indoor
copertura indoor
Perché coprire la piscina se è indoor? Nelle piscine interne, qualunque siano le loro dimensioni, è sempre consigliabile installare una copertura per la vasca. L’utilizzo costante della copertura nei momenti di non utilizzo della piscina coadiuverà a bloccare l’evaporazione dell’acqua, con i seguenti importanti vantaggi: • arresto del deumidificatore (minor consumo di energia e maggior durata di vita); • meno dispersione di calore dalla vasca; • possibilità di abbassare la temperatura dell’aria fino a 22°C; • possibilità di economizzare tra il 30 e il 40% all’anno sui costi di gestione di una piscina interna.
Copertura a profili rigidi, anzidetta “a tapparella”. Maggiori dettagli nel capitolo dedicato alle coperture. (doc. Polimpianti)
I deumidificatori serie SP ed SPW nascono per venire incontro alle esigenze di piccole piscine e centri benessere, dove viene richiesta una grande capacità di deumidificazione per contrastare efficacemente i danni provocati quanto l’umidità è troppo elevata. (doc. Cuoghi)
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UTA Unità Trattamento Aria
Le Unità Trattamento Aria, comunemente dette UTA, incorporano due funzioni in un unico strumento: riscaldano e deumidificano l’ambiente. Il loro compito è quello di ventilare e filtrare l’aria, il tutto garantendo un livello di temperatura e umidità costante 24/24 per tutto l’anno. Una volta che sono stati impostati i parametri richiesti, questo processo avviene in maniera continua e automatica. Le UTA sono caratterizzate da dimensioni ingombranti e il loro costo è piuttosto elevato, quindi sono indicate soprattutto in ambienti molto ampi, in modo tale da permettere un abbattimento dei costi di acquisto e gestione.
Valorizzare l’ambiente con la giusta illuminazione L’ambiente che ospita la piscina indoor ha bisogno anche di un impianto di illuminazione studiato su misura, in grado di valorizzare sia l’esterno sia l’interno della vasca
Unità Trattamento Aria specifica per l’utilizzo in piscina; le apparecchiature, liberamente componibili, sono disponibili in molteplici versioni, così da adattarsi alle singole esigenze. (doc. M.EN - Minus ENergie)
al fine di creare un ambiente piacevole, seguendo però tutte le norme di sicurezza. Qualora sia possibile, sarebbe opportuno sfruttare fonti di luce naturale, tramite finestre e/o lucernai, risparmiando anche sul consumo energetico. Le fonti di luce artificiale prevedono, invece, l’impiego di
corpi lampada stagni che resistono all’umidità, al cui interno vengono installate apposite lampade a fibre ottiche o a LED. Per approfondire il tema illuminazione, si consiglia la lettura del capitolo dedicato agli accessori.
Piscina rivestita con un mosaico dall’effetto metallizzato, messo in evidenza da un sapiente progetto illuminotecnico. (Mosaico di Ezarri)
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ispirazioni
la piscina indoor
Di seguito vi riportiamo alcuni esempi di inserimento di piscine tra le mura domestiche, con ambientazioni anche molto differenti tra loro. La nostra speranza è che possano ispirarvi e guidarvi nella scelta dello stile per la vostra futura piscina indoor.
Un’area interrata, letteralmente scavata nella roccia, ospita questa piscina. (doc. FM Studio)
Da notare: la parete verde che “arreda” uno dei lati lunghi di questo ambiente piscina. (doc. Polimpianti)
Semplicità e linearità caratterizzano le scelte stilistiche di questo ambiente. (doc. Italpool. Foto di Manuela Cerri)
Un’ambientazione fatta di decori e colonnati, che richiama le antiche terme romane. (doc. Culligan)
Visori e schermi luminosi creano ambientazioni in Una piscina che si colloca tra interno ed esterno, senza muri a fare da divisione. grado di arricchire l’ambiente piscina privato. (doc. Paul de Ruiter Architects) (doc. Nord Piscine)
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www.ilcampo.it - la cultura in un click anno 44° numero
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in copertina: BluePool by Gramaglia: 35 anni di piscine
LIBRI
Idee, suggerimenti e soluzioni per la progettazione, costruzione e ambientazione di piscine private e di piscine commerciali, ad uso collettivo: questo è Italian Pool Design. Una collana di volumi che, di volta in volta, sorprende per la qualità e la quantità di immagini e di disegni tecnici, corredati da testi descrittivi ricchi di informazioni e spunti per trimestrale e 7.00 tutti i professionisti che operano nel settore delle piscine. gennaio-marzo 2016 Questo sesto volume ospita al suo interno anche la sezione (introdotta durante la quarta edizione) dedicata alle piscine biologiche e naturali, caratterizzate dall’impiego di sistemi alternativi per il trattamento dell’acqua, come la fitodepurazione tramite piante acquatiche. Il libro, così come il premio Italian Pool Award e la Fiera ForumPiscine, nasce da un’unica volontà: mettere in evidenza le eccellenze progettuali e realizzative delle maestranze italiane in tutto il mondo.
Italian Pool Design 6
piscine oggi n.173
gennaio-marzo 2016
RIVISTE
Ideas, suggestions and solutions for the design, construction and setting of private and commercial pools, for collective use: all included in this edition of Italian Pool Design. A series of volumes that, each time, surprises readers with the quality and quantity of images and technical designs, piano: supplying primo descriptive texts rich in information and hints for all professenza tempo sionals that work in theLa poolpiscina sector. This sixth volume also includes the section (introduced in the firmata QC Terme fourth edition) dedicated to the natural and biological pool, characterized by the use of alternative systems for water treatment like phyto-purification through aquatic plants.2016 ForumPiscine Gallery The book, just like the Italian Pool Award at ForumPiscine, was In anteprima: inspired by one ambition: to highlight the design excellence le novità and pool realization of Italian masters all over dell’Expo the world.
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La fonte energetica rinnovabile oggi più idonea per il riscaldamento di una piscina è il sole.
. Il riscaldamento della piscina ..Se la piscina si trova all’esterno, il riscaldamento può essere considerato un “surplus” rispetto a quello riscaldamento sì o no?
naturale del sole.
Q
..Se invece è all’interno, risulterà necessario per garantire un’acqua abbastanza calda ogni giorno dell’anno.
uando si sceglie l’impianto di riscaldamento per una piscina ad uso privato, sono molteplici i fattori che un bravo progettista prende in considerazione. La dimensione e, di conseguenza, la potenza dell’impianto di riscaldamento sono infatti strettamente collegate al
Analizziamo insieme caratteristiche e vantaggi dei principali sistemi per il riscaldamento e il mantenimento della temperatura ideale dell’acqua di piscina, con uno sguardo attento al risparmio.
fabbisogno termico della piscina, ovvero alla quantità di calore necessaria al raggiungimento della temperatura ottimale e al mantenimento di quest’ultima. Per realizzare un impianto di riscaldamento efficiente, si dovrà partire dall’analisi della zona climatica in cui è collocata la piscina
e dalla posizione rispetto al sole; andrà anche considerata la presenza di alberi o di altre case che, con la loro ombra, potrebbero influire sulla temperatura dell’acqua. Essenziale ai fini di un corretto dimensionamento risulta inoltre il tempo effettivo di utilizzo. Può apparire intuitivo, ma lo sfrutta-
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mento energetico dell’impianto cambia notevolmente se si confrontano piscine utilizzate solo per brevi periodi o per tutto l’anno. Solo per fare un esempio: per raggiungere il giusto grado di calore in una piscina utilizzata solo nei week-end sarà necessario un impianto che renda subito disponibile molta acqua calda in poche
ore; un’operazione che richiederà una potenza maggiore rispetto a una piscina utilizzata per lunghi periodi, nella quale la messa a regime avviene una sola volta all’anno e si protrae per due o tre giorni. La potenza dell’impianto dipende inoltre anche dalla temperatura che si desidera raggiungere; qualsiasi sistema è in grado
di raggiungere agevolmente una temperatura intorno ai 23° C, forse un po’ bassa per un ambiente piscina, soprattutto se posizionato all’esterno. Consigliamo, in ogni modo, di non superare i 30° C; una temperatura troppo alta risulterebbe infatti sgradevole.
Riscaldatore elettrico per l’acqua della piscina, con design, tecnologia e display dalle caratteristiche uniche. (doc. AstralPool by Fluidra)
Il riscaldamento a combustibile Si tratta di un sistema composto dal gruppo bruciatore-caldaia e si rivela conveniente, nella sua applicazione in piscina, solo se la caldaia è sufficientemente potente
da riscaldare sia l’abitazione sia la piscina e solo a condizione che quest’ultima sia abbastanza vicina alla caldaia da poterne garantire l’allaccio. Se la piscina è invece troppo lontana, oppure se la caldaia non
è abbastanza potente, si dovrà valutare la possibilità di realizzarne una ad uso esclusivo della vasca, considerandone attentamente pro e contro e soprattutto i costi.
mille virtù: una copertura
L’accessorio indispensabile
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Per bloccare l’evaporazione della superficie dell’acqua, che ricordiamo essere causa di una dispersione di calore equivalente a circa l’80% del totale, accessorio indispensabile, dalle “mille” virtù, è la copertura per piscina, da stendere sulla piscina nei momenti di non utilizzo della vasca e durante la notte.
(doc. Favaretti Group)
riscaldamento
Quando il riscaldamento viene dal sole La fonte energetica rinnovabile oggi più idonea per il riscaldamento di una piscina è il sole. L’adozione di un impianto termico solare può risultare una valida scelta, ma va dimensionata in base alle esigenze che si vogliono coprire. Solitamente si considerano due possibili configurazioni di impianto: 1. un impianto che permetta di mantenere la temperatura e di assicurare un graduale riscaldamento, così da poter estendere il periodo di utilizzo della piscina (da maggio a settembre). Una volta che l’impianto solare ha portato l’acqua della piscina in temperatura (in base alla dimensione dell’impianto ci possono volere alcune settimane), bisogna utilizzare gli strumenti e accorgimenti per non far raffreddare la piscina nei periodi di non utilizzo (di notte o durante un’assenza prolungata). In questo caso, l’impianto
Le tipologie di pannelli solari • Pannelli solari vetrati piani: composti da un pannello vero e proprio e da un serbatoio per l’accumulo dell’acqua. Attraverso il vetro, i raggi raggiungono la parte interna del pannello, nel quale viene trattenuto calore sufficiente a riscaldare l’acqua nei mesi meno soleggiati dell’anno e nelle località caratterizzate da una minore insolazione.
termico solare può mantenere a temperatura l’acqua di piscina, ad un costo quasi nullo. 2. La seconda configurazione è quella di impianto solare per riscaldare, integrato con la caldaia tradizionale o pompa di calore, ed estendere l’utilizzo della piscina su tutto l’anno. In questo caso, si deve prevedere un impianto che integra l’apporto termico solare con quello di caldaia. In entrambe le configurazioni, bisognerà scegliere anche il tipo di circolazione:
naturale o forzata. Nel primo caso, la piscina stessa funziona da accumulatore, ma occorre mantenere sempre attiva la pompa del filtro nei periodi di massima insolazione, per evitare il surriscaldamento dell’impianto. Nel secondo caso, è previsto un serbatoio di accumulo con il relativo sistema di gestione del surriscaldamento. In questo secondo modo, sarà possibile risparmiare energia elettrica spegnendo la pompa di filtrazione.
Lo schema rappresenta un impianto solare applicato per il riscaldamento di una piscina scoperta. (doc. Janus Energy)
• Pannelli solari scoperti non vetrati: privi di vetro, l’acqua passa direttamente all’interno dei tubi, dove viene riscaldata dal sole ed è subito pronta all’utilizzo. Grazie al materiale plastico con cui sono realizzati (il polipropilene), resistono all’azione degli agenti chimici, che risulterebbero invece corrosivi per il metallo. Il vantaggio è un’installazione semplice e un costo più contenuto, anche se non sono in grado di accumulare calore sufficiente per tutto l’anno; per questo si rivelano ideali soprattutto nelle piscine outdoor.
• Pannelli solari sottovuoto: sono composti da collettori modulari formati da un numero variabile di tubi sottovuoto. Garantiscono un ottimo rendimento in tutti i mesi dell’anno e una produzione di acqua calda a temperature molto elevate, diventando un valido ausilio per le piscine interne. • Pannelli ad accumulo integrato: formati da un unico blocco, di facile installazione, sono dotati di un assorbitore di calore all’interno del serbatoio di accumulo. Unico inconveniente: il loro rendimento può essere messo a repentaglio nelle località in cui l’inverno è lungo e rigido, visto che l’acqua contenuta nel serbatoio potrebbe congelarsi e rovinare il pannello.
Pannello solare termico SUNNYDAY, totalmente riciclabile e non inquinante; con una superficie di pannelli pari all’80% di quella della vasca, la piscina raggiunge, da primavera inoltrata a metà autunno, temperature altrimenti godibili solo da giugno a settembre. (doc. Janus Energy)
guida piscina
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Focus su: il fotovoltaico
Pannelli solari: i principali vantaggi
..Riduzione dei costi
della bolletta del gas (risparmi fino al 50% 70% di energia). I costi (come per le tecnologie da fonti rinnovabili) sono detraibili. Possibilità di integrazione con gli impianti esistenti. Adattabili a qualsiasi tipologia di tetto/ edificio/ambiente. Massima resa, minima manutenzione. Riduzione dei combustibili fossili e della produzione di CO2.
.. .. .. .. ..
Un esempio di integrazione tra fotovoltaico e piscina, installato su una copertura per alimentare l’impianto di aerazione e il sistema di depurazione dell’acqua. (doc. Enerpoint)
attenzione!
perché il solare?
Il pannello fotovoltaico, a differenza del pannello solare termico, è un dispositivo in grado di convertire l’energia solare in energia elettrica. L’applicazione di questa tipologia di impianto consente di erogare energia elettrica per l’alimentazione dei diversi dispositivi tecnologici applicati alla piscina, permettendo un risparmio considerevole sulle bollette e sui costi di gestione della piscina.
Attenzione al posizionamento I pannelli solari, che siano termici o fotovoltaici, possono essere installati praticamente ovunque. Occorre però tenere presente che i pannelli necessitano di un’adeguata manutenzione, che ne garantisca il corretto funzionamento e l’ottimizzazione delle prestazioni, e di controlli periodici. Meglio quindi evitare di porli in aree troppo difficili da raggiungere o su tetti non calpestabili... È opportuno farsi consigliare da aziende referenziate del settore, sia sul posizionamento sia sulla manutenzione ordinaria, diffidando di soluzioni troppo “chip” e di chi fa tutto troppo facile.
POMPA DI CALORE CLIMAMIO
Visto a
www.forumpiscine.it 78
Pompa di calore ad alta efficienza per il riscaldamento dell’acqua delle piscine a uso residenziale; il prodotto fa parte di un’ampia gamma di taglie di potenza (resa) - da 4 kW a 16 kW - per soddisfare esigenze applicative diversificate. I nuovi scaldacqua, tutti in pompa di calore ad alto rendimento, sono dotati di uno scambiatore di calore in lega di titanio che assicura massima protezione contro la corrosione causata dal cloro. (doc. Climamio)
riscaldamento
Sempre più scelta: la pompa di calore Un’altra alternativa per il riscaldamento dell’acqua di piscina è la pompa di calore. In alcuni studi si è dimostrato come si possa risparmiare fino all’80% in confronto ad una caldaia tradizionale a gas. La pompa di calore permette di riscaldare l’acqua sfruttando l’inversione del ciclo caldo/freddo, pompando calore da una sorgente a temperatura maggiore (l’aria) verso uno a temperatura minore (acqua di piscina).
Le pompe di calore sono caratterizzate da rendimento elevato, anche a temperature molto basse, e sono efficaci in termini di tempo per il raggiungimento della temperatura desiderata cosi come per il mantenimento costante della stessa. Nella scelta della pompa di calore è necessario porre attenzione a due fattori: il rendimento e la rumorosità. Le pompe di calore più performanti e più silenziose hanno un costo maggiore ma, dato il maggior rendimento, consentono una riduzio-
Pompa di calore integrata con
Pompa di calore Evoline - novità 2016.
Pratica ed economica,
impianto fotovoltaico e termico per la produzione di acqua calda sanitaria e preriscaldo piscina. (doc. ING srl)
è ideale per piscine residenziali fino a 80mc d’acqua. (doc. Astralpool by Fluidra)
Zodiac Power vi garantisce un’acqua calda tutto l’anno senza costi eccessivi. (doc. Zodiac) Dettaglio pompa di calore modello Energy Line Pro ideale in contesti
residenziali con piscina. (doc. Piscine Castiglione)
La pompa di calore Z300 riscalda
o raffredda
qualsiasi tipo d’acqua, indipendentemente dall’origine e dal trattamento utilizzato. (doc. Piscine Solaris)
perché la pompa di calore?
Ideale per il riscaldamento delle
piccole vasche,
ne dei costi tali da portare ad un tempo di ritorno dell’investimento inferiore rispetto ai prodotti più economici. È scontato sottolineare che il massimo dell’efficienza e del risparmio si ottiene nel momento in cui la pompa di calore sia integrata con un impianto solare fotovoltaico, che permette di coprire il consumo elettrico nella bella stagione, sempre grazie alla contemporaneità tra disponibilità della fonte solare e utilizzo della piscina.
I vantaggi della pompa di calore
..Si risparmia fino a 4 volte
rispetto al riscaldamento elettrico tradizionale. Può essere utilizzata insieme a qualsiasi altra caldaia ed è integrabile con impianti preesistenti. Garantisce una riduzione delle emissioni locali di gas inquinanti di circa il 60% (ovviamente dipende da come viene prodotta l’elettricità utilizzata per farla funzionare). L’utilizzo delle pompe di calore è adatto per ogni periodo dell’anno L’investimento è più contenuto rispetto a quello richiesto per l’installazione di un impianto solare termico. I costi (come per le tecnologie da fonti rinnovabili) sono detraibili.
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.. .. ..
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Se il calore viene dal sottosuolo
perché la geotermia?
I sistemi basati sulla geotermia permettono di sfruttare il calore proveniente dal sottosuolo per riscaldare l’acqua, tramite
l’utilizzo di sonde poste in verticale o in orizzontale nel terreno. Attraverso il pozzo geotermico si recupera il calore dal sottosuolo trasportandolo all’interno di un impianto collocato nell’abitazione, per tutti gli usi di riscaldamento richiesti. Il sistema
funziona anche al contrario: estrae calore dall’abitazione e lo cede al terreno, rinfrescando l’ambiente e quindi eliminando i costi elevati del condizionamento estivo.
I vantaggi della geotermia Nonostante sia ancora oggi una tecnologia meno conosciuta, se messa a confronto con i sistemi che trovate descritti in questo capitolo, permette innumerevoli vantaggi, tra i quali citiamo: La produzione di energia termica gratuita (eccettuato il consumo elettrico della pompa di calore) e indipendente dalle temperature esterne. Costi di esercizio inferiori di circa il 60% rispetto a un sistema di riscaldamento con caldaia a metano. Contribuisce alla riduzione delle emissioni di inquinanti e di CO2 in atmosfera Riduzione al minimo della necessità d’interventi di manutenzione.
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Sistema geotermico per piscina. Il rendering in alto è di Butech Building Technology (distribuito da Porcelanosa Group). Nelle tre foto in basso: dettagli delle sonde e del pozzo geotermico. (doc. BCR Piscine)
riscaldamento
Cogenerazione e trigenerazione Una tecnologia che permette la produzione combinata di energia elettrica ed energia termica partendo da un’unica fonte (fossile o rinnovabile) generata da un unico sistema. Questa è, in estrema sintesi, la cogenerazione. Il suo funzionamento è ga-
rantito da una microturbina, che permette, tra gli innumerevoli vantaggi, di risparmiare energia primaria nell’ordine del 35-40 %, diminuendo i costi energetici. La trigenerazione è un particolare settore della cogenerazione che produce energia elettrica, termica e anche frigorifera, recuperando una parte dell’energia termica.
Il vantaggio? Se confrontato con un impianto con caldaia a condensazione e a parità di condizioni di isolamento della struttura, la trigenerazione permette un risparmio di circa 20 ton CO2/anno.
Cogeneratore a giri fissi che garantisce alti rendimenti e alte affidabilità/prestazioni. Garantisce flessibilità e modulazione a seconda delle esigenze. (doc. Energifera)
Cogeneratore G-Box. Nella foto: unità di
bassa potenza Dettaglio impianto di microcogenerazione. (doc. Spark Energy)
(da 20 kWel) applicabile anche in contesti privati. (doc. 2G)
rinnovabile conviene
I prodotti basati sulla cogenerazione sono disponibili in molteplici potenze di utilizzo. (doc. IBT Capstone)
Incentivi rinnovabili Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (in vigore dal 31 maggio 2016) il nuovo Conto Termico (DM 16 febbraio 2016). La misura mette a disposizione 900 milioni di euro all’anno (700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche) per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. A disposizione ci sono 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche. L’incentivo è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi, indicati nella Tabella 5, sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato. Quando l’incentivo non supera i 5 mila euro, sarà corrisposto in un’unica rata, sia ai privati sia alle Pubbliche Amministrazioni.
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(doc. BluePool by Gramaglia)
in questo capitolo...
. Accessori per tutte le esigenze
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..Doccia: un must ..Una vasca sempre pulita ..L’aspiratore manuale ..Gli aspiratori automatici ..I robot automatici ..C’è accessorio e accessorio ..Una piscina di benessere ..Quando il fitness è in acqua ..Il divertimento non è solo scivolo e trampolino
..Illuminazione. Molto più di un
Due sono le tipologie di accessori che affrontiamo in questo capitolo: quelli dedicati alla manutenzione ordinaria della vostra piscina e quelli progettati per renderla sempre più unica e sempre più vicina ai vostri desideri.
accessorio
..Quanti punti luce creare?
ono in molti ad essere convinti che le piscine siano difficili da mantenere. Troppo costose, troppo difficili da pulire, troppo complicate le operazioni per la manutenzione ordinaria. La verità è che, come in molti altri aspetti della vita quotidiana, la piscina privata ha bisogno di cure
che richiedono un po’ di precisione e di attenzione. Al di là di tutti gli automatismi di cui ci si può dotare, non si può pensare di costruire una piscina e dimenticarsela nel giardino, senza togliere le foglie e gli insetti che galleggiano sull’acqua, senza mai pulire i filtri, senza mai controllare i valori
dell’acqua e correggerli; insomma: senza mettere in pratica le operazioni “base” della manutenzione e senza dotarsi dei giusti accessori. Il concetto di base è evitare che la struttura e l’impianto subiscano danni seri (ad esempio a causa di incuria durante l’inverno) o che l’acqua della pi-
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scina si corrompa in maniera irreparabile, ritrovandosi di fronte a l’unica operazione possibile e (a parte in rari casi) mai consigliabile: svuotare la vasca e immettere acqua nuova. Operazione che, anche solo dal punto di vista ambientale, andreb-
be messa in pratica solo in casi limite. Abbiamo già parlato del sistema di filtrazione e di disinfezione dell’acqua, quindi in questa sede entriamo nel merito delle azioni di tipo “meccanico” che hanno lo scopo di rimuovere i residui più grossola-
ni, alleggerendo il compito del sistema di filtrazione. È normale infatti che foglie, fiori, rametti, terriccio o sassi possano cadere in acqua, ed è importante rimuoverli per evitare che vadano a depositarsi nei filtri, in taluni casi anche intasandoli.
Doccia solare con colonna a sezione rettangolare che offre ampia superficie di assorbimento del calore e alloggia un serbatoio di 35 litri: risparmio e funzionalità senza essere invasiva. (doc. AMA Luxury Shower)
Robusta e resistente, la doccia Yacht è costruita in acciaio e fa della solidità la sua caratteristica più rilevante. (doc. Inoxstyle)
Una doccia solare molto pratica; non necessita di fissaggi al suolo, quindi può essere spostata da un punto all’altro senza alcun impedimento. (doc. Fasatech)
Doccia: un must Prima di entrare nel merito degli accessori per la manutenzione, ricordiamo che la pulizia della piscina parte dall’esterno. Prima di immergersi in acqua è infatti buona norma eliminare ogni residuo organico e prodotto artificiale dalla propria pelle. Infatti, quando il sudore, l’urina e i prodotti per la cura del corpo (come ad esempio le creme solari) si combinano con il cloro
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producono sostanze irritanti per gli occhi, la pelle e le vie respiratorie (le già citate Cloroammine, “colpevoli” anche di quello che erroneamente viene definito “odore di cloro” - sostanza invece del tutto inodore e insapore - e che decolora i costumi). Per questo motivo la doccia è un accessorio di fondamentale importanza, che coadiuva a mantenere l’equilibrio chimico-fisico dell’acqua. Il mercato offre una vasta scel-
ta di modelli, spesso caratterizzati da un design accattivante e curato: da quelli in polietilene a quelli in acciaio inox, con possibilità di avere la vaschetta lavapiedi incorporata. Sempre più diffuse sono le docce con serbatoio per l’accumulo dell’acqua (fino a 150 litri), che si scalda grazie al calore naturale del sole.
accessori
Una vasca sempre pulita Per mantenere sempre pulita la propria piscina, vanno scelti i giusti accessori. La prima regola è quindi conoscerne le caratteri-
stiche, così da preferire quelli più adeguati. I residui che tendono a galleggiare sulla superficie, ad esempio, vanno eliminati con il classico retino, mentre quelli che si depositano sul fondo e sulle pareti devono
essere rimossi con degli strumenti appositi, come l’aspiratore manuale e il pulitore automatico.
L’aspiratore manuale L’aspiratore manuale consente di eliminare le scorie presenti nella piscina senza gravare sul filtro. È uno strumento a funzionamento idraulico: sfrutta l’aspirazione prodotta dalla pompa dell’impianto di filtrazione dopo essere stato collegato allo skimmer o a un’apposita presa. I modelli più diffusi sono: • Scopa aspirante con spazzole prive di elementi rotanti, ideale per rivestimenti delicati; • Scopa aspirante con spazzole dotate di elementi rotanti, ideale per rivestimenti duri; • Scopa aspirante priva di spazzole, molto versatile e adeguata per ogni tipologia di rivestimento. Le zone che, per la loro conformazione, non sono raggiungibili dal pulitore automatico vanno pulite con l’ausilio di un aspirafango manuale, apparecchio semplicissimo da utilizzare e di facile reperibilità.
Pulizia del fondo della piscina con un aspiratore. (doc. Piscine Castiglione)
vantaggi
I vantaggi degli aspiratori idraulici con compressore • Mentre sono in azione, lasciano allo skimmer la possibilità di svolgere liberamente la propria funzione, perché è il compressore a fornire la pressione necessaria, non la pompa del sistema di filtrazione. • Sono strumenti agili e rapidi: le loro setole flessuose si snodano in tutte le direzioni e stanano la sporcizia più insidiosa rimettendola in sospensione, così che possa essere aspirata dal sistema di filtrazione. • La maggior parte di questi apparecchi è dotata di sacchetti o serbatoi filtranti, che evitano il riempimento eccessivo del prefiltro della pompa.
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Gli aspiratori automatici L’aspiratore automatico rimuove i detriti sia in sospensione nell’acqua sia depositati sul fondo. Esistono 3 grandi famiglie di aspiratori automatici, con caratteristiche diverse: • Aspiratori che funzionano con un sistema idraulico senza compressore – sfrutta l’energia del sistema di filtrazione e va collegato allo skimmer o a un’appo-
I robot automatici Questi particolari strumenti sono dotati di spazzole rotanti che raccolgono i residui non solo depositati sul fondo della vasca, ma anche presenti sulle pareti, sugli ingressi a spiaggia e persino sulla linea d’acqua: la maggior parte dei robot, infatti, è progettata per muoversi agilmente in tutte le direzioni. Al loro interno è presente un filtro, talvolta caratterizzato da cartucce fil-
sita presa. Esso è costituito da una testa (scopa) e da un tubo ad anelli e, poiché deve evitare di sollevare le particelle, la sua azione di pulizia è piuttosto lenta. • Aspiratori che funzionano con sistema idraulico con compressore – per funzionare necessita di un apposito compressore alimentato in acqua dalla colonna di mandata del circuito di filtrazione. Esso può essere utilizzato solo in presenza di canalizzazioni in PVC rigido.
• I robot elettrici indipendenti – lavorano a bassa tensione (12-24 V), talvolta a batterie e, come suggerito dal nome, sono indipendenti dal sistema di filtrazione della piscina. Grazie a degli appositi programmi, molti di questi dispositivi possono essere impostati per seguire un percorso prestabilito.
tranti intercambiabili, che trattiene le impurità raccolte durante il processo di pulizia. La maggior parte dei modelli è dotata di un telecomando, che permette di modificare la funzione: da quella automatica, a quella manuale, necessaria per guidare il robot nelle aree più problematiche. In sintesi: le funzioni di un robot automatico • Elimina le alghe depositate su pareti e
fondo o inserite negli interstizi • Pulisce i depositi di grasso sulla linea dell’acqua • Pulisce accuratamente fondo e pareti senza rovinare il rivestimento; le caratteristiche delle loro spazzole sono tali da “rispettare” ogni tipologia di rivestimento, senza pericoli di graffi.
Pulitore Dolphin S 300i. Può essere
gestito tramite smartphone o tablet, per impostare programmi di pulizia e controllare il robot a distanza. (doc. Polimpianti)
Marlin: il robot per la pulizia della piscina senza cavi di alimentazione. Si ricarica in acqua in completa autonomia e può lavorare 365 giorni all’anno. (doc. Zucchetti Centro Sistemi)
Nuovo modello X5, disponibile sul mercato europeo a partire dalla primavera 2016. Un robot colorato e altamente perfomante, dotato di due spazzole rotanti per una massima pulizia. (doc. AstralPool by Fluidra)
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accessori Oltre ad essere concessionario esclusivo per l’Italia dei modelli di pulitori Maximus X55, Maximus X70 e Maximus X90 (nella foto) a marchio Maytronics, P.C.R. Italia è anche centro riparazioni autorizzato per Dolphin, Maytronics, Aquatron e Zodiac. Un punto di riferimento per il corretto funzionamento dei pulitori elettrici per piscine.
NETTUNO 180 “0”, il pulitore per piscine a consumo zero. Da oggi, la batteria può essere ricaricata senza l’utilizzo della corrente, grazie a un kit
fotovoltaico dedicato.
(doc. International Caratti)
Chrono MP3 M-L-XL: il pulitore è dotato dell’esclusivo
filtro brevettato “a ombrello” che consente
una facile cura e pulizia senza contatto con le impurità raccolte. (doc. Hexagone)
rimedi
Ad ogni residuo il suo rimedio • Detriti che galleggiano – retino: questo strumento economico permette di rimuovere agilmente foglie, erba, rametti e altri materiali che possono fluttuare sulla superficie dell’acqua. • Linea di galleggiamento e macchie sul bordo – spazzola e detergente neutro: le macchie vanno eliminate, con cura e con pazienza, prestando attenzione a non rovinare il rivestimento. • Accumulo di sporco sul fondo – aspirafango: in particolare alla riapertura della piscina, se il fondo è molto sporco, occorre utilizzare un aspirafango per eliminare lo sporco e convogliarlo direttamente nello scarico. • Depositi su fondo e pareti – pulitore automatico: il robot è in grado di catturare i depositi senza mandarli in sospensione nell’acqua e può essere indirizzato nelle aree più sporche.
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C’è accessorio e accessorio Gli accessori in piscina non si esauriscono con la trattazione degli strumenti per la manutenzione ordinaria della piscina. Come abbiamo avuto modo di accennare nel corso dei capitoli precedenti, ogni piscina è unica. Unica per forme, unica per
materiali e tonalità di rivestimento, unica per location (banalmente: interna oppure esterna? Circondata dalle montagne o con vista mare?), ma è unica anche per la “vocazione” che è chiamata ad assecondare. Solo per fare alcuni esempi: desiderate creare delle aree relax all’interno della vostra piscina? Oppure la concepite più come uno spazio per far divertire i vostri
bambini? O, ancora, pensate di sfruttarla per fare attività fisica e sport? A seconda dei vostri desideri, il mercato propone molteplici accessori: dalle bocchette o lettini per l’idromassaggio a lame d’acqua e soffioni cervicali fino ai sistemi per il nuoto controcorrente e al trampolino.
Lettini per l’idromassaggio in piscina. (doc. Piscine Castiglione) Dettaglio lettini massaggianti in acciaio inox per piscina. (doc. Italian Pool) Due soffioni cervicali in acciaio inox per una piscina dedicata al benessere. (doc. Mar Piscine)
Lama d’acqua in piscina. Un accessorio tra relax e benessere. (doc. Polyfaser)
Una piscina di benessere Gli accessori pensati per il benessere sono sempre più richiesti e diffusi: le piscine private, infatti, stanno diventando sempre più un luogo di relax e di pausa dallo stress
quotidiano. Chi vuole trasformare la propria vasca in un angolo di rigenerazione fisica e mentale può arricchirla con bocchette o lettini per l’idromassaggio, lame d’acqua, soffioni cervicali e, perché no,
ingressi a spiaggia utilizzabili anche come spazi prendi-sole, godendo del refrigerio dell’acqua.
TECNO KIT INOX
Visto a
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Ricerca Chimica Group presenta un KIT speciale in grado di eliminare istantaneamente e senza alcuna fatica ogni traccia di corrosione dall’acciaio inox, aiutando anche a prevenirne la formazione. Ideale per la manutenzione degli accessori in acciaio inox presenti in piscina, così da farli durare come nuovi più a lungo nel tempo.
accessori
Quando il fitness è in acqua A chi non vuole rinunciare a tenersi in forma, il mercato degli accessori per piscine offre una vasta gamma di opzioni, primo
tra tutti l’impianto di nuoto controcorrente. Esso consiste in una o più bocchette installate su una parete della vasca che, una volta azionate, generano un flusso di corrente contrario al nuotatore. L’intensità del flusso può essere regolata, scegliendo
quindi se fare un allenamento intenso o un allenamento più leggero. Inoltre, si può scegliere anche tra gli accessori dedicati all’acquafitness, come le acquabike e le pedane per la corsa in acqua.
Dettaglio impianto per il nuoto
controcorrente, da incassare nelle pareti della vasca. (doc. Gerit)
Attrezzature per il fitness acqua. (doc. Aqquatix)
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Il divertimento non è solo scivolo e trampolino Quando si pensa al divertimento in piscina, la mente corre subito a due classici: il trampolino e lo scivolo, dai quali è possibile tuffarsi in acqua, ma non sono gli unici accessori presenti sul mercato. All’interno
Bike progettate per l’attività in piscina. (doc. Idroterapia)
della piscina possono essere inseriti anche giochi e spruzzi d’acqua, canestri da basket e porte da pallamano gonfiabili, senza contare materassini, palloni e giochi di ogni genere per coinvolgere e divertire grandi e piccini. A seconda del buget, si possono creare anche ambientazioni in
pietra, con cascate e scivoli d’acqua. Per quanto riguarda il trampolino, ricordiamo che la presenza di questo accessorio richiede una fossa per i tuffi con profondità di almeno 2,2 metri.
la scaletta
Per entrare e uscire dall’acqua Normalmente inclusa nel “pacchetto piscina”, la classica scaletta in acciaio inox permette di entrare e uscire dalla piscina in modo agevole, soprattutto in prossimità della fossa per i tuffi. Il mercato offre una grande varietà di modelli, a corpo unico, a due corpi o con corrimano ancorato all’esterno, fino a quelle più elaborate che, in alcuni casi, diventano opere di design. Per quanto riguarda invece le scalinate d’accesso alla piscina o alle sempre più scelte “entrate a spiaggia” vengono create assieme alla vasca, con alcune distinzioni a seconda della tecnologia costruttiva scelta. Per questo motivo, si rimanda alla lettura del capitolo sulle tecniche di costruzione.
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accessori
FARI A LED RGBW
Visto a
Fari a LED per piscina realizzati utilizzando la nuova tecnologia RGBW: Red, Green, Blu + un quarto led di colore bianco (White). In questo modo, le nuove lampade cambiacolore saranno in grado di creare un bianco perfetto che non sarà più la somma dei tre colori fondamentali, ma sarà prodotto direttamente da un LED bianco dedicato. (doc. Teclumen)
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Illuminazione. Molto più di un accessorio L’impianto d’illuminazione, nelle piscine private, assolve a due funzioni: è garanzia di sicurezza durante le ore notturne e offre suggestive scenografie colorate, valorizzando l’ambiente. I faretti vengono incassati direttamente nelle pareti della vasca, con proiettore in plastica o in acciaio inox. Sempre più utilizzati i sistemi che sfruttano la tecnologia a LED, che offrono un’ampia gamma di colorazioni da cui attingere, permettono di realizzare alternanze cromatiche, risparmiando dal punto di vista energetico. Non dimenticate, infine, di prevedere anche l’illuminazione dell’ambiente circostante, soprattutto per segnalare i percorsi tra casa e piscina e per sfruttare al meglio le aree dedicate alle vostre serate a bordo vasca.
Quanti punti luce creare? Un’illuminazione omogenea necessita dell’installazione del giusto numero di punti luce. Un esperto sarà in grado di stabilire la posizione e la quantità di faretti da impiegare. Affidatevi
quindi sempre al consiglio di aziende e professionisti di rinomata esperienza, eviterete sorprese sgradite a piscina ormai conclusa.
Un professionista esperto sarà in grado di stabilire la posizione e il numero di faretti da impiegare per illuminare al meglio la vostra piscina. (doc. Pool’s)
FARO NEPTUNE
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Faro per piscine a doppio LED Bianco e RGB, realizzato in acciaio INOX AISI 316 satinato e ottica in vetro temperato; materiali che lo rendono robusto e durevole nel tempo. Installabile in qualsiasi piscina (grazie all’attacco standard PAR56), è dotato di 72 LED bianchi e 120 RGB che consentono di ottenere un bianco puro, caldo o freddo e una cromia dinamica per realizzare facilmente qualsiasi colore desiderato. (doc. Advanced Global Solution)
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Copertura a cupola gonfiabile CRISTALBALL; una soluzione pratica ed economica per vivere la piscina 365 giorni l’anno. (doc. Favaretti Group)
. Immancabile, utilissima copertura ..Conserva e/o innalza la temperatura dell’acqua (apportando
In questo capitolo entriamo nel dettaglio di un must della piscina: la copertura. I vantaggi, le tipologie, gli utilizzi e la manutenzione di un accessorio diventato irrinunciabile.
un risparmio economico e/o energetico)
..Facilita il lavoro dell’impianto di filtrazione
..Riduce l’inquinamento dell’acqua da foglie, detriti, insetti ecc…
..Riduce la frequenza di pulizia i vantaggi di una copertura
del fondo vasca
..Riduce il consumo di prodotti chimici (limita la perdita di potere ossidante del cloro dovuta all’evaporazione degli strati superficiali dell’acqua)
..Può proteggere da cadute accidentali (alcuni modelli permettono di sostenere anche il peso di più adulti in contemporanea).
U
n alleato prezioso per la cura e la manutenzione della propria piscina è rappresentato dalla copertura. Di grande importanza per i momenti di non utilizzo della vasca, la copertura è il modo migliore per salvaguardare l’acqua della piscina da elementi estranei, primi tra tutti foglie, detriti e insetti. Il mercato offre varie possibilità di scelta, ciascuna delle quali è in grado di rispondere a specifiche esigenze. In generale possiamo delineare 4 macrocategorie: • Coperture isotermiche • Coperture invernali • Coperture a tapparella • Coperture telescopiche. Vediamo nei dettagli ogni singola tipologia.
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Dettaglio copertura isotermica costituita da uno speciale materiale a bolle. (doc. Polimpianti)
La copertura isotermica Costituita da un telo, configurato in modo che non impedisca all’acqua di scorrere verso gli skimmer, questa copertura permette di mantenere la temperatura dell’acqua, proteggendola anche dagli agenti esterni e facilitando così il lavoro dell’impianto di filtrazione. I modelli più comuni sono dotati di una serie di cuspidi o semisfere allineate nella faccia inferiore,
Il telo di coperturea può essere facilmente srotolato sulla superficie dell’acqua tramite una fune. (doc. Oceano Piscine). necessari per il galleggiamento. Le tipologie principali sono due, entrambe costituite da strati di polietilene: •A bolle d’aria semitrasparenti – più leggere, lasciano passare la radiazione solare che riscalda l’acqua con un processo fisico simile a quello dell’effetto serra; sono ottime per tutti i momenti in cui la piscina non viene utilizzata; •Multistrato – più pesanti e robuste, sono ideate per contenere le perdite di calore
dovute all’evaporazione e sono in grado di alzare la temperatura di 1-3° C al giorno; sono ideali per l’inizio stagione e per la notte, ovvero i momenti in cui la temperatura esterna è inferiore a quella dell’acqua. Per pulire la copertura isotermica o invernale - va utilizzata acqua dolce e, prima di riporre via il telo, deve essere fatta asciugare perfettamente, senza esporla ai raggi solari diretti (potrebbero rovinarne la composizione).
focus su:
la copertura a bolle Questo tipo di copertura è ideato per galleggiare direttamente sulla superficie dell’acqua ed è in grado di aumentare la temperatura dell’acqua (trattenendo il calore) fino a 8° C, permettendo inoltre la riduzione del consumo di prodotti chimici del 30-60%. Le coperture a bolle vengono normalmente prodotte utilizzando due strati di materiale di polietilene, ai quali vengono aggiunti degli additivi per colorarle, rinforzarle e proteggerle da raggi UVA, prodotti chimici e calore. Strato inferiore in genere è modellato Le celle d’aria, che aiutano a isolare e galleggiare sulla superficie dell’acqua, sono collocate nello strato inferiore, mentre quello superiore è completamente liscio. Dettaglio copertura a bolle isotermica. (doc. Triotex)
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coperture
Copertura a barre in grado di garantire piena sicurezza e affidabilità in ogni stagione. (doc. Favaretti Group)
La copertura invernale Realizzate in materiali molto resistenti e fissate lungo il bordo in modo che non si sollevino nemmeno in presenza di forte vento, le coperture invernali sono indispensabili per mettere al riparo la piscina al sopraggiungere della brutta stagione. La loro dimensione deve essere calcolata attentamente poiché la copertura deve debordare di almeno 1,5 m lungo tutto il bordo della vasca, sia in lunghezza sia in larghezza. I modelli più diffusi sono:
•PVC armato, con tessuto in poliestere; •EVA; •Tessuto tipo rafia di polietilene; •Tessuti in polimeri tecnici, spalmati in PE, ultraresistenti e ultraleggeri; •Teli drenanti tesi; •Di sicurezza (dotati di barre d’acciaio su tutta la lunghezza). Tutte queste tipologie sono accomunate dal fatto che sono totalmente impermeabili alla luce, impedendo così il processo di fotosintesi clorofilliana e la proliferazione delle alghe.
La copertura BlueGuard può essere usata tutto l’anno garantendo pulizia della piscina e perfetta sicurezza per i bambini. (doc. Piscine Castiglione)
come fare per
Pozze d’acqua sulla copertura? L’acqua che si accumula sulla copertura durante il periodo di chiusura invernale potrebbe diventare un problema. Potrebbe infatti imputridire e risultare difficile da pulire, oltre che antiestetica. Il mercato però propone soluzioni sia per evitarne la formazione sia per aspirarla man mano che si deposita. Vediamole insieme. Copertura per piscine Coverair. Si caratterizza per la presenza di una sezione centrale a riempimento d’aria, che permette alla copertura di mantenersi tesa. Inoltre, ha un’ottima resistenza allo strappo e alla lacerazione. (doc. Aquatech) Questa pompa è progettata e costruita appositamente per aspirare l’acqua che si deposita sulle coperture per piscina in inverno. (doc. DAB PUMPS)
AIRTEX. Grazie alla sua forma convessa impedisce la formazione di insalubri pozze d’acqua stagnante, assicurando, in aggiunta, una totale sicurezza per bambini e animali domestici. (doc. Favaretti Group)
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Pratica, prestigiosa e funzionale: la copertura a tapparella. (doc. SCP Italy)
La copertura a tapparella Pratiche, eleganti e versatili: le coperture a tapparella sono ideali sia per l’igiene che per la sicurezza dei frequentatori. Esse funzionano per mezzo di un dispositivo automatico, comandato da un telecomando, che permette di arrotolarle e srotolarle con estrema facilità. Le tipologie di copertura a tapparella sono: • Fuoriterra – composta da un rullo di avvolgimento emerso fissato al suolo su uno dei due lati corti della vasca; il modello più semplice è privo di automatismi ed è dotato di una manovella per l’avvolgimento e lo svolgimento, ma esistono anche modelli automatici dotati di batteria alimentata da cellule fotovoltaiche. La copertura viene collocata a bordo vasca, oppure all’interno di un vano con struttura a banchina, che può essere rivestita in diversi materiali e diventare una comoda seduta; • Sommersa – il rullo di avvolgimento è collocato sul fondo vasca o in una vasca separata dalla piscina tramite un muretto divisorio. È meno invasiva dal punto di vista estetico e necessita che il livello dell’acqua venga mantenuto inferiore rispetto alla tapparella avvolta di massimo 3-8 cm per evitare danni alla struttura. Per la manutenzione delle coperture a tapparella, bisogna prevederne la pulizia almeno due volte l’anno, soprattutto se l’acqua è molto calcarea. È consigliato l’uso di detergenti molto delicati, mai con un pH inferiore a 7.
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Nuovo materiale di rivestimento per il vano delle coperture a tapparella con doghe Polideck, un materiale sintetico riciclabile al 100%, estremamente resistente all’acqua e alle intemperie. (doc. Polimpianti)
Da notare: la forma particolare impressa a questa copertura a tapparella. (doc. Aquatech)
coperture
La copertura telescopica Nel corso del tempo questo tipo di copertura ha seguito un’evoluzione tecnologica, che ha migliorato non solo la qualità del-
le strutture, ma anche il loro lato estetico. Sono degli impianti complessi e costosi in grado di regalare alla piscina esterna una completa funzionalità in qualsiasi periodo dell’anno. Esse sono composte da mon-
(doc. Schillaci Coperture)
(doc. Euraqua)
(doc. Polyfaser)
(doc. Eden Blu)
tanti e traverse in alluminio anodizzato e da lastre di policarbonato alveolare trasparente, che permette un’ottima visione del paesaggio circostante. Nei mesi più freddi, occorre installare un deumidificatore, possibilmente abbinato a una copertura per il piano vasca. Il sistema di riscaldamento potrebbe non essere necessario, grazie all’effetto serra che si genera all’interno della struttura. I modelli disponibili sul mercato sono moltissimi: • Addossati all’abitazione – raccolto o appoggiato all’edificio, ideale quando la vasca è adiacente alla casa; • Integrali – totalmente autoportante, avvolge completamente la vasca; • Alti – anche lo spazio attorno alla vasca risulta vivibile; • Bassi – caratterizzati da un minore impatto visivo, ma una funzionalità della piscina limitata al nuoto. Grazie a questa struttura, si può realizzare un ambiente totalmente chiuso, in grado di accontentare le esigenze di tutta la famiglia; all’arrivo della bella stagione può essere aperto, liberando lo specchio d’acqua. A seconda dei modelli, è prevista la possibilità di apertura completa o parziale.
atten
Prima di procedere all’acquisto di una copertura telescopica, è bene informarsi presso il proprio Comune di residenza per ciò che riguarda i permessi e le autorizzazioni.
zione! IL SOFTWARE PER CALCOLARE IL RISPARMIO
Visto a
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Calcolare la stima del risparmio energetico ed economico dato dall’utilizzo di una copertura? Da oggi è possibile grazie al software ideato da Polimpianti che, in funzione di una serie di parametri, fornisce efficacemente anche la stima del tempo di ritorno dell’investimento. Una guida per gli utilizzatori e un efficace strumento di orientamento nelle scelta del sistema di copertura/avvolgitore più adatto al proprio impianto.
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SAVE THE DATE
16| 17|18 Febbraio 2017 | Fiera di Bologna
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8 Pool & Spa Expo and International Congress
è un progetto
in collaborazione con
www.forumpiscine.it Segreteria organizzativa e ufficio stampa: ABSOLUT eventi&comunicazione - tel. +39 051 272523 - fax +39 051 272508 Segreteria scientifica e vendita stand: EDITRICE IL CAMPO Srl - tel +39 051 255544 - fax +39 051 255360 - forum@ilcampo.it
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Disegno che illustra il controllo automatico di tutti i sistemi e le apparecchiature di una piscina privata. (doc. Pentair)
. Quando la piscina è smart ..Nuove tecnologie e aspettative
..Controllo globale: una realtà ..Soluzioni domotiche per in questo capitolo...
tutte le piscine
G
..L’automazione light ..Sicurezza senza compromessi
..Piscina sicura, in cinque step
li enormi progressi sul fronte dell’automazione hanno generato parecchi vantaggi anche per i proprietari di piscine. Con i dispositivi immessi sul mercato nell’ultima decade, supportati in questi ultimi anni dalle più avanzate opportunità di connessione, qualunque piscina, sia essa una realtà già esistente o anco-
Un tuffo nella tecnologia, alla scoperta di dispositivi e sistemi che concorrono a gestire la piscina in modo più funzionale, economico e sicuro, persino da remoto. Con uno sguardo alle soluzioni attualmente disponibili per automatizzare anche piscine già realizzate
ra soltanto un progetto, può diventare “smart”. Traducendo, più sicura, più facile da pulire e da gestire e più efficiente nei consumi (di energia, acqua e prodotti per la disinfezione): in definitiva, sempre pronta per un salutare tuffo, ma a costi più contenuti e con un livello più elevato di igiene e comfort, rispetto a una pi-
scina gestita in modo “convenzionale”. In queste pagine presentiamo alcune delle soluzioni – da quelle di base a quelle più sofisticate – messe in campo dalle aziende del settore, per assicurare ai privati la massima fruibilità della propria vasca, garantendone nel contempo igiene ed efficienza.
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Nuove tecnologie e aspettative Sempre più propensi ad avere il controllo della propria abitazione, anche a distanza, preparati sulle nuove tecnologie e spesso schiavi dello smartphone: è il profilo che emerge dall’indagine pubblicata agli inizi del 2016 sul rapporto tra gli italiani e la casa del futuro (Europ Assistance ed Energy@home, in collaborazione con DOXA Marketing Advice). Sebbene lo studio si riferisca all’abitazione in generale, è possibile traslare, applicando anche alla piscina privata le preoccupazioni e gli interessi che emergono per il resto della casa: italiani sempre più dipendenti dalla tecnologia e molto esigenti per quanto concerne l’evoluzione della casa domotica, con attese consistenti che evolvono di continuo. Ma quali sono le aspettative più comuni? Che le nuove tecnologie rendano automatiche le operazioni ripetitive (ovviamente, per chi non ama il “fai da te”); che tutelino comfort e sicurezza; che contribuiscano a ottimizzare la gestione e i relativi costi, limitando al minimo gli sprechi. Un altro punto di forza della casa così come della piscina intelligente è quello relativo all’autodiagnostica e alla manutenzione: avvisare in caso di anomalie e suggerire quando è il momento di attuare interventi manutentivi.
Controllo globale: una realtà È una delle opportunità più interessanti ed evolute offerte dalla tecnologia: l’integrazione tra diversi sistemi, che consente di gestire più apparati contemporaneamente. Nel caso della piscina, questo significa un’unica “cabina di regia” per monitorare per prima cosa tutte le apparecchiature installate, dall’elettrocloratore al sale alle pompe, gestire la filtrazione, verificare e regolare la temperatura, la qualità dell’acqua, in un crescendo di funzioni che possono arrivare a includere la gestione dei getti idromassaggio, delle fontane, dell’illuminazione della vasca e dell’ambiente
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circostante, fino alla programmazione di apertura e chiusura della copertura. Rispetto a una piscina sottoposta a un controllo non automatizzato, queste soluzioni permettono di ottenere un risparmio consistente, non solo in termini energetici, come si è detto. La possibilità di attuare a distanza tale controllo e di interagire anche da remoto è un’altra delle frontiere che la tecnologia ha permesso recentemente di oltrepassare. La prossima sfida sarà il ricorso a soluzioni cloud, che del resto alcune aziende stanno già sviluppando.
Soluzioni domotiche per tutte le piscine Benché la soluzione migliore sia quella di prevedere sistemi domotici in fase di progettazione, tali sistemi, dai più semplici ai più complessi, possono essere generalmente installati anche “a bordo” di piscine già realizzate, prive di qualunque automatismo o dotate in parte di funzioni intelligenti di cui il proprietario richieda un aggiornamento. In ogni caso, è importante avere le idee chiare sul livello di automazione che si desidera ottenere. La piscina domotica, con il controllo integrale e integrato di tutte le sue funzioni, è senza dubbio un’opzione sempre più attuale e diffusa negli impianti ad uso pubblico; al momento resta tuttavia una realtà rara tra le piscine residenziali. Questo però non significa rinunciare ad alcuni automatismi, già ampiamente adottati in molte piscine private, e sempre più performanti nell’ottica di una gestione semplice, economica e in totale sicurezza.
L’automazione light Una piscina smart si riconosce prima di tutto dalle apparecchiature installate per garantirne il funzionamento. Se la scelta ricade per esempio su pompe a velocità variabile è già assicurato un buon risparmio sul consumo di energia. Senza considerare che il mercato mette oggi a disposizione pompe con svariate possibilità di regolazione e molteplici funzioni, che possono includere il settaggio del punto di sfioro, la programmazione di fontane e giochi d’acqua e la protezione contro il gelo (si veda il capitolo sulla filtrazione). Alcune soluzioni consentono di risparmiare anche sull’uso dei prodotti chimici e sull’acqua dei contro-lavaggi. Per i proprietari di piscine non interessati agli scenari più evoluti, ci sono tante altre opzioni per automatismi “di base”, dai sistemi elettronici o digitali che segnalano la necessità di cambiare il filtro ai pulitori automatici (v. capitolo sulla manutenzione) ai sensori che tengono costantemente monitorato il pH, un valore estremamente sensibile e “volubile” e la composizione chimica dell’acqua, perlopiù tramite l’ORP, Oxidation Reduction Potential (i dispositivi più all’avanguardia notificano sullo smartphone la necessità di eventuali integrazioni). Oppure, nell’ambito delle operazioni per il trattamento dell’acqua, dosatori automatici e centraline per la misurazione e regolazione di diversi parametri e per pilotare i sistemi di dosaggio.
Grazie alle moderne tecnologie, le funzionalità della piscina possono essere controllate e gestite anche via mobile. (doc. AstralPool)
piscina smart
tecnologie
La piscina a portata di… touch Una selezione di prodotti e tecnologie dedicati alla gestione automatice e intelligente della piscina. IntelliPool di Pentair è il sistema di monitoraggio e controllo, con accesso remoto tramite smartphone o una semplice connessione internet, progettato da Pentair: ottimizza il funzionamento della pompa a velocità variabile, IntelliFlo, e permette la gestione a distanza di tutte le apparecchiature installate in piscina (elettrocloratore a sale, pompa di dosaggio ph o Rx, pompa di calore, luci, giochi d’acqua ecc.).
(Installazione di IntelliPool realizzata da N.G. Pools.) Il sistema iAquaLink sviluppato da Zodiac consente di gestire a distanza, tramite un dispositivo connesso – smartphone, tablet o pc – tutte le apparecchiature della piscina, a marchio Zodiac® o altri, deputate alla filtrazione, trattamento dell’acqua, riscaldamento, illuminazione, pulizia, animazioni e molto altro. Il cuore del sistema – installabile in qualunque tipo di piscina, anche già realizzata – è il quadro di comando AquaLink TRi®.
AquaRite+ è l’ultima innovazione di Hayward: un unico dispositivo per controllare e regolare sia le apparecchiature della piscina (intervalli di filtraggio, impianto di riscaldamento, illuminazione e impianti supplementari) sia il trattamento dell’acqua (produzione di cloro tramite elettrolisi, pH e redox). Lo schermo mobile rende più agevoli i controlli delle apparecchiature, eseguibili anche a distanza. Distribuito in Italia da Italian Pool.
Tante le funzionalità del sistema PoolCop distribuito da SCP Italy, a cominciare della gestione efficiente della filtrazione. Il sistema previene l’intasamento del filtro e ne gestisce automaticamente la pulizia, e controlla la disinfezione. Dispositivi opzionali consentono di assolvere ad altre funzioni, come mantenere costante il livello dell’acqua e monitorare e regolare il pH. Adatto a tutti i tipi di piscine e compatibile con tutti i sistemi di filtrazione e trattamento. L’applicazione PoolCopilot permette di effettuare verifiche a distanza. Il sistema AstralPool Mac®, frutto della ricerca del team di Fluidra, gestice il trattamento fisico e chimico dell’acqua. Tutte le funzionalità sono integrate in un dispositivo di dimensioni contenute, con monitor touchscreen: prefiltro idrociclonico, filtro a sabbia, pompa a portata variabile, regolazione PH, trattamento con elettrolisi, misuratore di efficienza energetica e, a richiesta, il modulo “climatizzazione”. Il programma Smart Manager gestisce tutti i parametri e ne permette il controllo, anche a distanza (da smartphone o tablet); in caso di anomalie, con un semplice click è possibile ricalibrare tutti i parametri.
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tecnologie
Pool In-Touch è il nuovo sistema di Piscine Castiglione per il controllo e la gestione della piscina. Dotato di micro-processore programmabile e con controlli remoti multipli, permette di gestire con facilità non solo tutti i parametri inerenti alla filtrazione e al ricircolo dell’acqua, ma anche il funzionamento di accessori come fontane, cascate, idromassaggi, coperture, oltre al sistema d’illuminazione. Inoltre, controlla e regola la temperatura dell’acqua.
Sicurezza della disinfezione e qualità dell’acqua sono al centro della ricerca di ProMinent, che propone diverse centraline multiparametriche e sensori. I pannelli Pool Control sono progettati per soddisfare esigenze di stabilità di lettura, durata nel tempo, flessibilità e facilità di utilizzo, sostenibilità economica. Nei pannelli può essere ora inserito il nuovo sensore amperometrico DULCOTEST® CGE 3-mA 10 ppm (per la lettura del cloro libero da tecnologia ad elettrolisi del sale a cella aperta)
Pool Manager della BAYROL® permette di gestire tutte le operazioni necessarie al funzionamento della piscina, a partire dal controllo e dosaggio per il trattamento dell’acqua (con cloro, bromo o lo speciale BAYROSOFT, a base di ossigeno attivo). Oltre ad assicurare i valori ideali di disinfettante e pH, il sistema può gestire qualsiasi componentistica legata alla piscina (orari filtrazione, illuminazione, valvole contro-lavaggio, pompe a velocità variabile, pompe aggiuntive…). Distribuito in Italia da Euraqua. Tcontrol è una centralina con pannello sinottico frontale per la gestione e il controllo, manuale o temporizzato, di filtrazione, fari LED, idromassaggio, carico elettronico, H2O. La funzione automatica è in grado di regolare i cicli di filtraggio giornaliero, in base alla temperatura dell’acqua, senza la necessità di alcun intervento. Prodotta da Aqua Industrial Group.
La Centralina Colorimetrica Telepool Smart Save Energy di Barchemicals Group coniuga i vantaggi di un controllo continuo dei parametri chimico fisici dell’acqua di vasca con un’attenzione mirata al corretto utilizzo delle risorse energetiche e al ricorso intelligente e responsabile alla disinfezione chimica. Nato per impianti pubblici, ma utilizzabile in ambito privato, dispone di display LCD “touchscreen”, è facilmente programmabile, consente di introdurre allarmi personalizzati, con invio di sms e gestione da remoto.
Sicurezza senza compromessi Perché la piscina sia davvero fonte di benessere, relax e divertimento, occorre gestirne e attrezzarne gli spazi e l’accesso con i dovuti accorgimenti. Il tema della sicurezza infatti non è legato soltanto alla qualità dell’acqua in cui ci si immerge: intorno alla piscina e in vasca molti sono gli elementi di pericolo che possono trasfor-
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mare una giornata di relax in un’esperienza da dimenticare, anche senza arrivare al caso limite dell’annegamento. Negli Stati Uniti, dove il fenomeno ha un’incidenza elevata, e ogni anno sono molti i casi di annegamenti o incidenti che si consumano nelle piscine residenziali, si è però sviluppata negli anni una elevata sensibilità per il tema, con campagne informative che hanno determinato una maggiore
consapevolezza tra i proprietari di piscine, più prevenzione e una più tempestiva capacità di intervento, in caso di incidente. Con il contributo dell’organizzazione internazionale NSF, che si occupa di tutelare e incrementare salute e sicurezza, attraverso l’elaborazione di standard e certificazioni di prodotti e sistemi, abbiamo individuato le misure preventive da mettere in atto in piscina per ridurre al minimo i rischi.
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UN ANGELO IN PISCINA AngelEye è un avanzato sistema di allarmistica per la prevenzione degli annegamenti in piscina. Grazie a luci a LED subacquee che includono speciali videocamere e sensori, il software AngelEye è in grado di individuare un principio di annegamento e di allertare immediatamente i proprietari della piscina o il personale di sicurezza, nel caso di piscina a uso collettivo. (doc. AngelEye)
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Piscina sicura, in cinque step 1. Usare in modo appropriato i prodotti chimici – seguendo correttamente le istruzioni e sostituendoli dopo la scadenza – e conservarli in aree protette, non accessibili ai bambini. 2. Vigilare quando la piscina è utilizzata da bambini, che sono i frequentatori esposti ai rischi maggiori. Occorre quindi prevedere precise regole di comportamento che gli adulti devono fare rispettare, come proibire di correre a bordo vasca o invitare a raccogliere i capelli e a privarsi di accessori che possano rimanere intrappolati nelle bocchette o nelle griglie. La vigilanza comporta anche l’attenzione ai giochi introdotti in vasca e uno sguardo particolare a chi non sappia nuotare e, soprattutto, deve
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essere costante: si stima che il 77% delle vittime di annegamenti, perlopiù bambini di età inferiore ai tre anni, sia stato perso di vista per soli cinque minuti o meno. 3. Installare recinzioni, barriere e protezioni, valutando inoltre l’adozione di dispositivi e sistemi supplementari. Le barriere, dalle più tradizionali a quelle a infrarossi, sono una misura importante ai fini della sicurezza, ma un livello superiore si raggiunge dotandosi di specifici dispositivi di allarme. Come i braccialetti da polso che generano un allarme quando rilevano una situazione di pericolo sulla base delle informazioni pre-impostate (tempo di immersione superiore a quello definito o caduta in acqua, per esempio); oppure sensori galleggianti sulla superficie dell’acqua o
sensori montati sulle pareti della piscina, sotto la superficie dell’acqua. 4. Non dimenticare di coprire la vasca e di scoprirla interamente, prima di utilizzarla. La copertura è un altro alleato della sicurezza, purché venga rimossa completamente prima di utilizzare la piscina, evitando così incidenti dovuti proprio a un repentino svolgimento della stessa. Un’altra accortezza importante: liberarla dall’acqua stagnante, specialmente dopo la pioggia. 5. Conoscere la posizione dei vari interruttori per lo spegnimento di emergenza dei dispositivi. Per maggiori informazioni: NSF International, www.nsf.org
BARRIERE DI SICUREZZA Barriera di sicurezza per piscine private in vetro temprato e alluminio, progettate per assicurare sicurezza e semplicità di posa; i moduli, già pronti per l’installazione, si adattano infatti a ogni forma della vasca, garantendo un risultato estetico di pregio. (doc. AXIUM Solutions Aluminium)
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RIPARAZIONI ROBOT PER PISCINA
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Per una piscina sempre pulita affidati a PCR • P.C.R. srl di Garrì Claudio è un’azienda di Brunello in provincia di Varese, specializzata nell’assistenza, nella riparazione e nella vendita di robot elettrici per piscina. • P.C.R. srl gestisce e cura tutti gli aspetti riguardanti il corretto funzionamento dei pulitori elettrici per piscine, sia di quelli che rientrano nei termini della garanzia fornita al momento dell’acquisto, sia di quelli fuori copertura di garanzia. • P.C.R. srl è presente sul mercato da 15 anni. Lo staff tecnico, altamente qualificato, è supportato da strumenti diagnostici sempre all’avanguardia e grazie alla tecnologia utilizzata e all’esperienza pluri – ventennale del titolare, garantisce un alto livello di efficienza nella risoluzione di ogni problema e nel pieno soddisfacimento della clientela. • P.C.R. srl offre un servizio globale vicino al cliente grazie alle convenzioni con i migliori corrieri nazionali per cui possibile inviare comodamente da tutta Italia il proprio robot per piscina per manutenzione o riparazione.
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. Una piscina protetta tutto l’anno ..Il momento ideale per chiudere la piscina è quando l’acqua raggiunge i 12-15°C , perché lo sviluppo di alghe si arresta e l’acqua potrà essere preservata fino all’apertura con la semplice aggiunta di un anti-alghe.
il momento ideale
..Il momento ideale per riattiva-
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re la piscina, invece, è quando
Vediamo insieme le operazioni da svolgere per conservare la piscina durante il periodo di riposo invernale e per la riattivazione dell’impianto all’arrivo della primavera.
l’acqua raggiunge una temperatura costante intorno ai 1012°C. Non conviene aspettare troppo, perché il calore farà proliferare alghe e batteri.
reddo, gelo, agenti atmosferici: ecco i tre nemici della piscina durante l’inverno. Essi possono mettere a rischio l’integrità della vasca, del circuito idraulico e,
ovviamente, della qualità dell’acqua. Proprio per questo motivo, bisogna svolgere una serie di operazioni preventive che non solo aiuteranno a conservare la piscina e
le sue parti durante il periodo di riposo, ma renderanno più semplice la riattivazione dell’impianto in primavera. Queste operazioni, oltre a proteggere la vasca, sal-
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vaguarderanno anche il rivestimento: se esposto al freddo, infatti, può subire danni e può addirittura staccarsi (per esempio il PVC potrebbe indurirsi, diventare fragile e/o opacizzarsi, mentre la ceramica o la pietra potrebbero creparsi e/o scheg-
giarsi). Attenzione, però, a non mettere a riposo la piscina troppo presto: i raggi solari finirebbero per riscaldare l’acqua e favorire la proliferazione di alghe e batteri. Attenzione! Mai svuotare del tutto la vasca durante il periodo di inutilizzo, non solo
per motivi ambientali ed economici, ma soprattutto per evitare rischi strutturali. La mancata compensazione della pressione del terreno esercitata sul perimetro della vasca può dar vita a cedimenti delle pareti!
(doc. Polimpianti)
Chiudere o non chiudere? Due sono le opzioni al sopraggiungere dell’inverno: 1. mantenere in funzione la piscina, ma a regime ridotto; 2. chiudere la piscina fino al ritorno della primavera. A seconda della scelta, ci saranno operazioni differenti da mettere in atto.
Funzionamento a regime ridotto Se avete deciso di mantenere in funzione la piscina a regime ridotto fino al ritorno della primavera, dovrete svolgere una serie di operazioni per preservare la qualità dell’acqua. Una buona norma è quella di programmare il timer dell’impianto di filtrazione in modo che effettui un ricircolo
settimanale completo di 14 ore o una filtrazione limitata a 1 o 2 ore al giorno, eliminando in questo modo il proliferare di alghe e batteri. Inoltre, dovrete assicurare un livello minimo di cloro pari a 0.5 ppm e un pH costante tra 7.2 e 7.6, senza dimenticare di procedere con una pulizia del fondo vasca almeno una volta al mese.
La chiusura completa Se, invece, avete deciso di chiudere completamente la piscina, per prima cosa dovete procedere con un’accurata pulizia della vasca, dal fondo alle pareti, eliminando anche la linea di galleggiamento. Per preservare le caratteristiche dell’acqua occorre effettuare una clorazione shock e un’analisi del pH, da ricondurre ai suoi valori ottimali (tra 7.2 e 7.6), il tutto mantenendo il filtro in funzione per una efficace miscelazione. Terminata questa prima fase, si può procedere con l’abbas-
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samento del livello dell’acqua di 10-15 cm al di sotto degli skimmer, per poi svuotare l’impianto di filtrazione e le tubazioni, terminando con la pulizia del prefiltro e lo svuotamento del cestello per eliminare eventuali detriti e foglie. Non dimenticatevi di chiudere le valvole di mandata e di ritorno e di smontare la pompa, che andrà riposta in un luogo coperto. In seguito, è consigliabile pulire e conservare in un luogo asciutto i cestelli, proteggere le cavità degli skimmer con polistirolo o poliuretano espanso e introdurre dei
galleggianti antigelo nella vasca. Questi ultimi avranno la funzione di canalizzare la pressione dell’acqua in caso di gelate. Infine, dovrete trattare il bordo piscina e il solarium con appositi prodotti impermeabilizzanti a base di vernici epossidiche: in questo modo saranno protetti sia dal gelo sia dagli agenti atmosferici (in caso di rivestimenti in legno potete ricorrere a specifici prodotti a base di olii).
5 passi
apertura e chiusura
I 5 passi per mettere a riposo la piscina: 1. eliminare tutte le macchie e le incrostazioni dentro e fuori dalla vasca; 2. abbassare il livello dell’acqua poco al di sotto degli skimmer; 3. inserire appositi galleggianti antigelo in vasca; 4. proteggere la vasca con una copertura invernale; 5. mettere al riparo accessori, attrezzature e arredi.
5 accorgimenti
(doc. Piscine Castiglione)
I 5 accorgimenti per salvaguardare il circuito idraulico: 1. abbassare il livello dell’acqua sotto skimmer, bocchette di immissione e presa per l’aspirafango; 2. proteggere il vano degli skimmer con polistirolo o poliuretano espanso dopo aver rimosso i cestelli (rimuovere anche eventuali jet per l’idromassaggio e inserire l’apposito tappo di chiusura); 3. svuotare le tubazioni e chiudere la valvola della presa di fondo e delle bocchette, lavando accuratamente la pompa; 4. immettere nel filtro un prodotto svernante, farlo agire qualche ora e poi svuotarlo, procedendo con un controlavaggio prolungato; 5. proteggere il circuito elettrico del locale tecnico.
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La chiusura della piscina fuoriterra Le piscine fuoriterra, in vista dell’inverno, non necessitano di essere svuotate, ma occorre seguire alcuni accorgimenti per evitare l’insorgere di fastidiosi problemi. Per prima cosa, eliminate qualsiasi detrito presente in vasca e procedete con il con-
Riattivare l’impianto
7 mosse
Con l’arrivo della primavera si può procedere alla riattivazione a pieno regime della piscina, seguendo, anche in questo caso, alcune importanti operazioni. Per prima cosa, procedete eliminando tutti i detriti per evitare la loro caduta in acqua durante il sollevamento dei bordi della copertura. La rimozione della copertura andrebbe fatta almeno in due e con cautela, evitandone il contatto con l’acqua della piscina. Non dimenticatevi di lavarla accuratamen-
trollo del pH, adeguandolo ai valori ottimali. In seguito, abbassate il livello dell’acqua sotto lo skimmer, svuotate e smontate il gruppo di filtrazione e chiudete il condotto di mandata, completando l’operazione togliendo tutti i tubi. Infine, coprite la piscina con un apposito telo, che ne salvaguarderà la struttura fino alla primavera successiva.
(doc. Piscine Laghetto) te, con appositi detergenti, per poi riporla ad asciugare all’aperto, senza esporla direttamente al sole. In seguito, dovrete provvedere alla pulizia della pavimentazione, del bordo e delle pareti della vasca. Per il solarium potete farvi aiutare da un robot pulitore ad alta pressione, procedendo verso l’esterno per non far cadere lo sporco in acqua, mentre per l’interno vasca potete utilizzare spugne e prodotti appositi, che vi aiuteranno a rimuovere i depositi di calcare, sporco e polvere.
Infine, potrete immergere in acqua l’aspirafango, che andrà a eliminare terra e residui di origine vegetale dal fondo, senza farli sollevare in sospensione e, per ultimo, il pulitore automatico, che concluderà la pulizia profonda della vasca. L’ultimo passaggio consisterà nel riportare il livello dell’acqua al valore ottimale e riattivare il circuito idraulico, verificando il livello dei prodotti chimici e del pH (potrebbe rivelarsi necessario un trattamento shock per eliminare eventuali batteri presenti).
Riaprire la piscina in 7 mosse: 1. eliminare i detriti grossolani dalla copertura e dal solarium; 2. togliere la copertura e lavarla accuratamente; 3. pulire accuratamente bordi e pareti della vasca; 4. utilizzare un aspirafango e, a seguire, un pulitore automatico; 5. riportare la quantità e i valori dell’acqua alla giusta soglia; 6. rimettere in moto il il locale tecnico: 7. ripristinare doccia, trampolino e i vari accessori messi a riposo durante l’inverno.
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apertura e chiusura
L’aspiratore manuale può essere impiegato anche per l’eliminazione dei residui dallo scarico durante la preparazione dell’impianto all’inattività invernale. (doc. Piscine Castiglione)
Pulizia manuale Un valido alleato durante la riapertura della piscina (e non solo!) è l’aspiratore manuale. Esso, infatti, aiuta nella rimozione dei sali minerali, quali calcare, cloruri e manganese, che si formano durante il periodo di inattività degradando l’acqua. Questo strumento permette l’eliminazione delle sostanze estranee presenti nella
vasca senza affaticare il filtro: le scorie vengono convogliate direttamente allo scarico. Non dimenticate che l’aspiratore manuale è utile anche in caso di flocculazione: durante l’estate, soprattutto a causa di un’alta frequentazione della piscina o in seguito a un trattamento shock contro le alghe, l’acqua potrebbe diventare torbida e richiedere un intervento di flocculazione
(effettuato versando un prodotto coagulante-flocculante alla sera). Gli elementi in sospensione precipiteranno sul fondo della piscina, pronti per essere aspirati (Attenzione! In questo caso, non usate un apparecchio pulitore: rimetterebbe i depositi, troppo leggeri per essere catturati, in sospensione).
pulizia filtro
Ad ogni filtro la sua pulizia Filtri a cartuccia – aprite il filtro, togliete la cartuccia e passatela sotto un getto d’acqua, pulite gli spazi tra le pieghe con delicatezza per non danneggiare il filtro. Filtri a sabbia – è necessario un controlavaggio: invertite il flusso dell’acqua, facendola scorrere dal basso verso l’alto e permettendo allo sporco di staccarsi dal filtro e di essere convogliato nello scarico. Ripristinate il flusso normale, producendo un lavaggio in corrente e il convogliamento di acqua sporca verso lo scarico.
Filtri a diatomee – chiudete la valvola di ingresso e di uscita e aprite quella di scarico. Il filtro si svuoterà permettendo l’uscita dello sporco e delle vecchie diatomee. Richiudete lo scarico e rimettete il filtro in servizio. Reintroducete nuove diatomee (attraverso gli skimmer o il prefiltro della pompa in caso di piscina a sfioro).
Per maggiori dettagli sulle varie tipologie di filtro, si veda il capitolo dedicato al ricircolo e alla filtrazione dell’acqua di piscina.
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L’ambientazione della piscina, oltre alla sistemazione del giardino, esige anche la realizzazione di bordi, camminamenti e aree solarium dove rilassarsi. (doc. Piscine Castiglione)
. L’ambientazione della piscina L’allestimento dell’area verde attorno alla piscina richiede il rispetto di alcune prescrizioni urbanistico-ambientalI:
Ambientare al meglio una piscina privata significa prendere in considerazione molteplici elementi: dalla sistemazione del giardino alla creazione di camminamenti, terrazzamenti e solarium, fino all’arredamento a bordo vasca. Vediamoli nel dettaglio.
..attenersi a quanto prescrive il Codice Civile sulle distanze dai confini nella piantumazione di nuove essenze (alberi, arbusti, siepi di schermatura).
..La creazione di manufatti fissi (anche solo muri di contenimento) ed eventuali movimenti di terra, che possano essere configurabili quali “alterazioni orografiche”,
la norma in evidenza
vanno segnalati e concordati con le autorità comunali (lo stesso vale per le reti di adduzione e di smaltimento delle acque).
..L’eliminazione di essenze arboree, senza accordo preventivo
P
er una corretta ambientazione della piscina, è da considerarsi essenziale – già in fase di progettazione – un preventivo ragionamento sulla vita che si intende svolgere attorno alla piscina. Niente è più fastidioso, solo per fare un esempio, di un solarium mal posizionato, nel quale per prendere il sole sia necessario voltare le spalle all’acqua. Anche un marciapiede di larghezza costante, che delimiti l’intero perimetro della piscina, ha poco senso in una piscina privata, perché l’esperienza dimostra che si privilegiano, come zona relax, sempre uno o al massimo due lati della vasca. È piuttosto la zona solarium a dover pre-
con la Forestale, è vietata e penalmente perseguibile.
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Un buon progetto di ambientazione della piscina deve tenere conto di molteplici fattori: dalla scelta dei materiali per bordi e camminamenti al posizionamento delle piante fino alla piantumazione del verde attorno. (doc. Piscine Solaris) sentare misure generose, per evitare scomodi quanto sgraziati passaggi tra i lettini per muoversi da una parte all’altra. Quindi, tanto per stabilire una prima regola, nel progetto non va considerato solo l’ingombro della piscina, ma anche quello di tutte le aree limitrofe, relative all’impiego della piscina stessa. Per le terrazze solarium che accompagnano la piscina, si sconsiglia la realizzazione di marciapiedi attorno alla vasca più larghi di 2 metri: è una misura assolutamente sovradimensionata, inutile per un marciapiede da piscina e troppo scarso per un solarium dove sistemare agevolmente lettini e altri arredi. Una pavimentazione eccessivamente larga e uniforme attorno alla vasca riconduce, ancora una volta, all’impostazione della piscina pubblica, dove in genere si cerca di sistemare il maggior numero di lettini attorno all’invaso. Nell’impianto privato, invece, il
Solarium e camminamenti: quale materiale scegliere? Come abbiamo avuto modo di accennare a inizio capitolo, l’ambientazione della piscina, oltre alla sistemazione del giardino, esige anche la realizzazione di bordi, camminamenti e aree solarium dove rilassarsi. Per compiere una scelta qualitativamente valida è bene affidarsi a un professionista o a un punto vendita specializzato in pavimentazioni da esterno. Troppo spesso si cade in errori che costano cari, causati da scelte non adatte alle condizioni climatiche del luogo a cui il materiale è desti-
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solarium più apprezzato è collocato sul lato est per prendere il sole del mattino e sul lato nord/est per il pomeriggio; entrambe sono anche le posizioni ideali per uno o più alberi grandi nei pressi della piscina. A questo proposito, per rendere più confortevole l’area attorno alla piscina, va valutato attentamente anche il posizionamento di alberi o arbusti voluminosi, considerando preventivamente che possibili ombre (soprattutto nel tardo pomeriggio con sole basso) non si allunghino sullo specchio dell’acqua modificandone parzialmente la temperatura. Un’altra buona regola pratica suggerisce di porre a dimora alberi a sufficiente distanza dalla piscina per evitare la fastidiosa caduta di foglie sulla superficie dell’acqua soprattutto se vi sono brezze dominanti. Le essenze a fogliame sempreverde rinnovano la loro vegetazione e perdono foglie, aghi, che posso-
no ostruire condotti, filtri, scarichi, mentre coni, pigne, samare, amenti, frutti o grosse infiorescenze possono diventare antipatici “proiettili” e comunque sporcare l’acqua. Per quanto riguarda la risistemazione del prato, è meglio svolgerla nel periodo compreso tra la fine di agosto e la fine di settembre; i prati autunnali, rispetto a quelli di semina primaverile, risultano molto meno infestati da erbacce e solo in rari casi sofferenti per malattie fungine causate dal caldo umido estivo. Inoltre, nell’eventuale assenza di impianto di irrigazione, le semine primaverili difficilmente resistono al caldo in arrivo, mentre quelli autunnali hanno una maggiore possibilità di sopravvivenza. Il consiglio è di muoversi per tempo, all’inizio dell’inverno, così che sia possibile avere un risultato soddisfacente l’estate successiva.
nato: marmi che si sfaldano dopo il primo inverno in un clima troppo freddo, tufo e travertino troppo porosi per resistere alle crepe causate dal gelo, quarzite che in climi caldi si riscaldano fino a diventare impraticabili a piedi nudi e cotto che, se bagnato, diventa pericolosamente scivoloso, purtroppo sono all’ordine del giorno. Per aiutarvi nella scelta, vi proponiamo un approfondimento sui materiali più utilizzati a bordo piscina. Iniziamo distinguendo tra alcune tipologia di materiali: • Pietre naturali (ad esempio granito, Luserna, Porfido, Yon, Quarzite, Marmo, Tra-
vertino, Tufo) e pietre naturali ricostruite • Il legno e i compositi del legno • La ceramica • Il cotto Accanto a queste, nel vasto campo delle alternative possibili, troviamo anche il cemento colorato in impasto, particolarmente decorativo in combinazione con altri materiali, e i pavimenti in resina che si possono posare con bellissime sfumature di colore. Qualunque sia il materiale scelto è sempre essenziale una posa impeccabile e professionale.
ambientazione
La pietra naturale Soluzione naturale per eccellenza, la pietra si presenta in molteplici tipologie, con finiture, forme e colorazioni anche molto diverse tra loro. La scelta di questo materiale è spesso legata al luogo in cui viene inserita la piscina. Nella maggior parte dei casi si tratta di materiale reperito in loco, in altri casi risulta determinante la vicinanza di ricche cave, in altre ancora la scelta della pietra è dettata dalla necessità di rispettare i vincoli paesaggistici che impongono l’utilizzo di materiali naturali locali. La pietra è spesso scelta anche come materiale per il rivestimento all’interno della piscina, così da dare un piacevole effetto di uniformità
e continuità (si veda, a questo proposito, il capitolo sul rivestimento della piscina). Per quanto riguarda l’aspetto economico, i prezzi possono variare anche sensibilmente in base al luogo d’acquisto, in quanto oggi i costi di trasporto dal luogo di escavazione a quello di vendita incidono molto sul prezzo finale. Anche per quanto riguarda i materiali di recupero non è possibile definire un prezzo uniforme, perché esso dipende dalla rarità del materiale, dalla quantità di materiale acquistato e dall’epoca. Il prezzo è spesso condizionato anche dalla mano d’opera e dalla non esosa spedizione via mare: così è ad esempio possibile reperire un’arenaria indiana al prezzo inferiore di un granito italiano!
La pietra naturale ricostruita La pietra ricostruita è un materiale che riproduce, grazie a specifici procedimenti, le sfumature, le caratteristiche, l’aspetto materico delle piastrelle in pietra naturale. Si tratta di elementi con base di roccia calcarea (circa il 70% è in pietra naturale) e la parte restante a base di legante cementizio. Il risultato? Piastrelle con ottime caratteristiche di resistenza, robustezza e doti estetiche, disponibili in varianti di colore pressoché infinite. Preferite in assoluto sono le tonalità chiare, sia perché assorbono meno il calore sia perché rievocano la sabbia e i materiali naturali.
vantaggi
I vantaggi della pietra naturale • Alcune tipologie hanno un tasso di assorbimento dell’acqua minimo, rendendo la superficie del tutto antiscivolo. • Idonee anche per interno vasca, bordi piscina e solarium, creando una piacevole continuità stilistica. • Possibilità di reperimento in loco, per un inserimento naturale nell’ambiente. • Risultato estetico molto naturale e unico, grazie alle venature tipiche di questo materiale. Bordo e pavimentazione in pietra naturale ricostruita. Da notare: la texture effetto pietra. (doc. Micheletto)
Pavimentazione e bordo in pietra ricostruita. Da notare: il decoro creato per la griglia del bordo a sfioro. (doc. Carobbio)
Considerato il contesto naturale attorno alla piscina, la pietra di Luserna impiegata come rivestimento era quasi un must. (doc. Piscine Verbano)
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Il legno A differenza di quanto si è portati a pensare, il legno è un materiale molto adatto a un contesto umido, come quello accanto alla piscina. Il legno infatti può marcire non tanto perché è bagnato, o a contatto con un ambiente liquido, ma perché vi si formano funghi, insetti e microbatteri che originano la “carie”, ossia il deterioramento del legno. I sali a base di rame e di boro,
Focus su: il legno composito
vantaggi
Si tratta di un sistema di pavimentazione modulare che utilizza una mescola di ma-
che ricoprono il legno, fungendo da schermo contro i raggi ultravioletti e ne ravvivano il colore dandogli corpo. Tra i legni più indicati all’utilizzo in piscina troviamo: • Ipè, legno sudamericano particolarmente resistente e dalle bellissime sfumature • Teak, che continua ad essere molto richiesto, anche se è un’essenza più preziosa e quindi più costosa.
teriali naturali (mediamente circa il 60% di polvere di legno), polimerici (circa 30%) e il restante di additivi. La composizione risultante permette al prodotto di garan-
tire eccezionali prestazioni in termini di resistenza agli agenti atmosferici, chimici e meccanici - come urti, sfregamento o calpestio.
I vantaggi del legno composito: • Manutenzione minima • Non scheggia • Stabilità del colore • Non si deteriora • Minime fughe • Antiscivolo
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non dannosi per l’uomo, usati durante il procedimento di impregnazione, preservano il legno da questo pericolo, tanto che rimane inattaccabile da tutti gli agenti responsabili del processo per circa 20 anni. Il rischio più significativo che questo materiale può correre è invece quello dell’ossidazione, per cui il legno tende a schiarire sotto l’effetto diretto del sole. Per ovviare a questo inevitabile inconveniente, è necessario trattare il solarium con oli e sostanze
Oggigiorno, le aziende che producono questo tipo di soluzione sono anche molto attente all’ecologia; nessun albero viene infatti abbattuto, tutta la farina di legno utilizzata nelle fasi di produzione proviene da scarti di lavorazione selezionati.
Il rivestimento esterno nasce dall’abbinamento tra il marmo botticino e il legno di teak. (doc. GM Piscine)
Solarium e camminamenti in listone decking Ipè di Ravaioli Legnami. (doc. Cottone + Indelicato Architects)
Prodotto composto da farina di legno grezzo e una componente plastica ecologica. (doc. Greenwood Venice)
Sistema di doghe e profili in legno composito. (doc. Sogimi)
ambientazione
La ceramica
esempi
Resistenza, igienicità ed eleganza. Queste le principali caratteristiche delle pavimentazioni per piscina in ceramica, un materiale duttile, esteticamente valido e dal costo tra i più accessibili. La scelta è davvero va-
sta in materia di colore e formati che, combinati tra loro, consentono la creazione di decori personalizzati, oppure l’emulazione delle venature di altri materiali, come la pietra e il legno. È del tutto sicuro anche sotto il profilo igienico perché consente una facile elimina-
zione di sporcizia, batteri, muffe. Per questo motivo, la ceramica è il materiale più utilizzato come rivestimento sia per l’interno vasca, sia per bordi, pavimentazioni e camminamenti, anche in piscine aperte al pubblico, dove l’igiene e la sicurezza degli utenti sono messi al primo posto.
Le piastrelle possono essere realizzate in: • Klinker trafilato È un materiale molto resistente che nasce dall’argilla miscelata con acqua, poi plasmata e sottoposta a essiccazione e cotta a 1250 gradi. Nell’applicazione in piscina, le doti di durezza, scarsa porosità ed elevata resistenza al gelo, ai forti sbalzi di temperatura, all’azione degli acidi, al calpestio e all’usura, e un ottimale coefficiente di attrito, ne fanno una soluzione indubbiamente pregevole. • Gres porcellanato È ottenuto con un processo specifico che dona alle piastrelle caratteristiche di robustezza, impermeabilità e ingelività. Le piastrelle, come quelle realizzate in Klinker, possono essere smaltate e destinate al rivestimento anche della vasca. La versione non smaltata rappresenta un’ottima superficie antiscivolo per bordi, scale e camminamenti. L’ambientazione è importante anche quando si tratta di una piscina interna. Pavimentazione in ceramica, progetto di Arch. Pastorino.
Superficie in ceramica che ricrea le venature del legno di quercia. (doc. Floor Gres Ceramiche)
guida piscina
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Il cotto
esempi
Semplici nella loro naturalità, raffinate e versatili, le pavimentazioni in cotto si prestano a una pluralità di soluzioni stilistiche e alle più svariate esigenze. Il colore e il “calore” di questo materiale, inconfondibili, lo rendono un materiale ideale anche per
le piscine, però bisogna prestare attenzione, soprattutto nelle piscine posizionate all’esterno dove l’inverno si presenta particolarmente freddo, perché il cotto naturale tende a gelare. L’esperienza maturata dalle aziende specializzate ha consentito di dare vita a nuovi prodotti assai simili al cotto naturale, che
non presentano gli stessi limiti di delicatezza. Si tratta di materiali nati da ricerche e sperimentazioni accurate; sono idrorepellenti, antigelivi, si posano sia a colla sia a malta, non danno efflorescenze, richiedono brevi tempi di maturazione e sono facili da pulire dopo la stuccatura delle fughe.
I pregi del cotto per le piscine • basso grado di assorbimento del calore (si evita il surriscaldamento eccessivo della superficie), • buona resistenza agli acidi, • ingelività, • alto coefficiente di attrito, • ottima resistenza alla salsedine.
Solarium realizzato in cotto che richiama le tonalità dell’abitazione. (doc. SCP Italy)
Pietrini in cotto posati per creare decori e disegni. (Piscina di Techno Pool)
Il cotto può essere impiegato anche nella creazione di camminamenti, per collegare casa e piscina. (doc. Piscine Laghetto)
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ambientazione
L’ambientazione è anche arredamento
esempi
Poiché la piscina è in genere collocata nella zona più soleggiata del giardino, nelle ore più calde è importante poter contare su delle zone d’ombra in cui rifugiarsi. Questa considerazione ci porta a prevedere un altro importante dettaglio progettuale: la costruzione di un pergolato o di un piccolo portico, al posto del più semplice ombrellone, per allestire un salotto all’aperto che non tema il maltempo. A seconda dello spazio a disposizione, e ovviamente del gusto personale, si potrà optare per soluzioni più o meno definitive come pergolati in legno o gazebo in ferro battuto, da accessoriare con tessuti di
copertura o, per gli amanti del verde, con piante rampicanti (in questo caso, è bene scegliere piante rampicanti che abbiano la massima fioritura e copertura vegetativa in estate, ovvero nel periodo di maggior utilizzo del gazebo). Quando si sceglie l’arredamento, ci raccomandiamo di non lasciarsi troppo trasportare dal gusto personale; gli arredi in legno, ferro battuto o ceramica sono certamente di grande appeal e stabilità, ma indubbiamente sono più pesanti e più scomodi da trasportare, per cui sono consigliabili solo se si prevedono pochi spostamenti, ad esempio in quelle situazioni in cui si dispone di tettoie e verande apribili, che garantiranno il giusto riparo durante l’inverno. I mobili leggeri possono essere realizzati in bambù,
rattan, materiale plastico, oppure acciaio inox o altre leghe ultra-leggere: i modelli sono tanti, alcuni orientati più all’estetica e al design, altri più pratici, ma meno eleganti. Ricordiamo che esistono anche modelli pieghevoli o impilabili, consigliabili in situazioni in cui è necessario spostarli spesso o nei casi in cui non si potesse usufruire di ampi spazi per riporli durante la stagione invernale. Qualunque sia la tipologia prescelta, i complementi d’arredo di ultima generazione sono caratterizzati da funzionalità e robustezza, perfettamente adatti a una vita all’aperto, anche se sconsigliamo di lasciarli in balia delle intemperie durante l’inverno.
Alcune proposte dal mercato dell’arredamento outdoor Ulteriori soluzioni nella rassegna prodotti pubblicata su Piscine Oggi 174. Sistema modulare di schermatura solare per giardini, terrazzi e bordi piscina. (doc. KE Protezioni Solari)
Poltroncine in teak e acciaio con cuscini sfoderabili disponibili in diversi colori. (doc. Unopiù)
Chaise-longue dall’ampio telaio rinforzato. Chiusa occupa solo 16 cm. (doc. LaFuma)
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ambientazione
L’idea in più! Il piano di calpestio di questa piscina è stato realizzato grazie all’impiego di sabbia vera. (doc. BluePool by Gramaglia)
5 consigli
5 consigli per una corretta ambientazione A cura dell’Architetto Paesaggista Anja Werner 1) La posizione (1): sfruttare al meglio lo spazio Per sfruttare al meglio lo spazio a disposizione, è opportuno evitare le posizioni troppo centrali perché la piscina finisce per tagliare il giardino in appezzamenti troppo piccoli e quasi inutilizzabili. Molto meglio trovare una posizione decentrata, che lasci uno spazio generoso ed utilizzabile almeno su uno dei lati della piscina. 2) La posizione (2): evitare danni costosi A ridosso di una scarpata o di altri dislivelli consistenti sopra la piscina, diventa indispensabile una capiente linea di drenaggio per impedire che, in caso di forti piogge e temporali, l’erosione di superficie causi copiosi riversamenti di terra che, nel peggiore dei casi, potrebbe essere anche piena di concimi e diserbanti che andrebbero a finire in acqua. La conseguenza? Acqua completamente verde e successivo (e necessario) svuotamento della vasca, con costosa pulizia. 3) L’esposizione: occhio al sole Per chi possiede una piscina, una delle cose più piacevoli è potersi concedere il sole di tramonto dietro lo specchio d’acqua, sostando sul solarium o su gradini sommersi. Nel posizionamento della piscina va dunque considerata l’esposizione della vasca rispetto alla direzione del cielo, tenendo in considerazione che le piscine collocate all’esterno vengono utilizzate in prevalenza tra pomeriggio e sera. In linea generale, quindi, sarebbe meglio evitare di esporre lo spazio di sosta a sud-ovest dell’acqua. 4) Poolhouse: la distanza fa la differenza Se il giardino è di piccole dimensioni, per i vari servizi alla piscina (frigo, doccia, spogliatoio, wc e altri), volendo si possono utilizzare tranquillamente quelli già presenti nell’abitazione stessa. Se invece la distanza tra abitazione e piscina è grande, oppure se presenta importanti dislivelli,considerate la costruzione di una piccola poolhouse dove collocare i vari servizi, senza dover fare ogni volta tanta strada tra piscina e abitazione. Una piccola poolhouse è consigliabile anche nel caso non si desiderasse lasciare libero accesso all’abitazione a tutti gli ospiti. 5) Creare ambiente, non solo ombra Viene spesso sottovalutata la necessità di ombra negli spazi vivibili attorno alla piscina: poi si corre ai ripari comprando il classico ombrellone. A volte risulta invece molto più accogliente e comodo un piccolo pergolato, una leggera tettoia, un grande albero ombreggiante nelle vicinanze del solarium; si crea un ambiente più intimo… e l’ombra risulta più fresca e arieggiata rispetto a quelle sotto gli ombrelloni.
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Se ci si affida a brand seri e conosciuti per l’acquisto della propria minipiscina, difficilmente si incorrerà in grosse problematiche tecniche; la componentistica di qualità garantisce infatti un impiego prolungato nel tempo. (doc. Castiglione Relax)
. Una minipiscina per il vostro benessere ..La durata dell’immersione in
una minipiscina idromassaggio non dovrebbe superare i 20 minuti per massimo 3 volte a settimana.
..L’acqua dovrebbe essere mantenuta tra i 35 e i 38° C, per
consigli di benessere
favorire la vasodilatazione e il
D
rilassamento muscolare.
..Usciti dalla vasca, è consigliabile distendersi per alcuni minuti, così da consentire alla
Una variante della piscina tradizionale che abbiamo sin qui descritto è la minipiscina idromassaggio, una struttura progettata per sfruttare al massimo i benefici curativi dell’idroterapia. Vediamola nei dettagli.
pressione, alterata dal calore e dal massaggio, di tornare alla normalità.
a non confondersi con la vasca idromassaggio, la minipiscina idromassaggio, nota anche come SPA (Salus Per Aquam - salute per mezzo dell’acqua), è
un prodotto di origine americana che in Italia ha conosciuto una recente quanto rapida diffusione. Al contrario delle vasche idromassaggio, che necessitano di essere
svuotate dopo ogni bagno, le minipiscine sono dotate di un impianto di filtrazione, che elimina in maniera meccanica le impurità più grossolane, e di un impianto di
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trattamento chimico dell’acqua (che, al pari delle piscine, può essere a base di cloro, ossigeno, raggi UV, ozono, elettrolisi del sale… si veda a tal proposito il capitolo dedicato) che consente di depurare l’acqua; in tal modo, la minipiscina rimane sempre piena d’acqua, con evidenti vantaggi dal punto di vista ambientale ed economico.
A dispetto dell’apparenza, infatti, non siamo di fronte a prodotti dall’elevato dispendio energetico. La maggior parte dei modelli proposti, ad esempio, ha un consumo massimo sui 2 kW, vale a dire come un normale elettrodomestico. Anche il sistema di ricircolo è a basso consumo: con il consumo di una normale lampadina (circa
100 W), tiene l’acqua filtrata diverse volte l’ora, 24 ore su 24 o negli orari scelti. Al momento dell’acquisto, si consiglia comunque di optare per prodotti a basso consumo; la spesa iniziale può essere un po’ più alta, ma viene ripagata con il risparmio energetico già nei primissimi tempi di utilizzo.
Le minipiscine idromassaggio possono integrare l’ambiente piscina creando “angoli” dedicati al relax e al benessere. (Minipiscina di Blue&Green)
Accessoriate per il benessere Le minipiscine idromassaggio sono attrezzate per sfruttare al massimo i benefici curativi dell’acqua basandosi sui tre principi caratteristici dell’idroterapia: il calore, il galleggiamento e la pressione dell’acqua (tramite l’idromassaggio). Le bocchette d’erogazione, il cui numero può variare sensibilmente in base alle dimensioni e al modello scelto, sono solitamente orientabili, così da permettere di dirigere il flusso massaggiante sulla parte del corpo desiderata. A seconda del modello, la minipiscina
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può avere un numero maggiore di sedute e/o di chaise-longue (rigorosamente modellate secondo criteri di ergonomia, anche accessoriate con poggiatesta e poggia-braccia, questi ultimi ricavati nelle pareti stesse della vasca), con funzioni di massaggio differenti per ogni postazione. Al contrario della vasca idromassaggio, non viene utilizzata acqua calda; le minipiscine sono infatti dotate di un sistema di riscaldamento calibrato per portare a temperatura l’acqua della piscina tra i 35 e i 38°C. Per evitare sprechi energetici e mantenere la temperatura in vasca, è con-
sigliabile utilizzare sempre una copertura isolante, da rimuovere solamente al momento dell’utilizzo. Tutti i modelli di minipiscine sono dotate di apposita copertura, talvolta fornita assieme alla vasca, in altri casi indicata come optional. Gli effetti benefici prodotti dall’immersione nelle minipiscine sono tantissimi: sensazione di benessere, relax e sollievo da stress, tonificazione della muscolatura, stimolazione della circolazione sanguigna per azione vasodilatatoria e miglioramento della circolazione a livello periferico.
le minipiscine
Due tipologie di minipiscine 1) Minipiscine utoportanti • Possono essere posizionate su una qualunque superficie piana (dopo opportuni controlli di sovraccarico strutturale),
senza eseguire particolari opere murarie e ciò ne permette anche un agevole spostamento. • Per il loro funzionamento necessitano solo di un collegamento alla rete elettrica e allo scarico dell’acqua (per svuotare la vasca all’occorrenza)
Un esempio di minipiscina idromassaggio autoportante. (doc. Hot Spring)
2) Minipiscine da incasso • In questo caso la vasca viene interrata in un vano appositamente preposto, in giardino o a pavimento. • Questa soluzione comporta qualche
onere in più, in quanto sono necessarie diverse opere murarie per l’interro e l’allacciamento alla rete idrica ed elettrica. • Per evitare costose opere edili, si può incassare la struttura in una pedana so-
• Non vi è alcun bisogno di collegamenti al circuito idraulico esterno, in quanto esso è già integrato nella struttura. • L’interno della vasca è realizzato in materiale acrilico, adottato anche ad uso sanitario e trattato per garantire la massima igiene e resistenza alla formazione di muffe o batteri. • La struttura esterna, visibile, può essere realizzata in materiale termoplastico oppure rifinita con pannellature di materiale vario (legno, materiale plastico, pietra ricostruita ecc.). • Il rivestimento esterno è realizzato per resistere agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura: questa tipologia di vasche, infatti, è quasi sempre posizionata all’aperto.
praelevata, ad esempio di legno, che nasconderà al proprio interno tutta l’impiantistica. • L’impianto di circolazione dell’acqua è posto in un vano separato, generalmente sempre interrato e facilmente ispezionabile. • I modelli da incasso, a fronte di qualche lavoro in più, si integrano alla perfezione in qualunque contesto con il minimo impatto visivo. • La struttura interna è realizzata nel medesimo materiale dei modelli autoportanti.
(doc. AstralPool)
(doc. Castiglione Relax)
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ristrutturare il benessere
Questo centro benessere è collocato all’interno di un antico frantoio risalente al 1940 circa; la casa principale, ormai del tutto in rovina, è stata ristrutturata per ricavare con 4 camere matrimoniali e un’area dedicata al wellness completa di tutte le tecnologie e le attrezzature: minipiscina idromassaggio, sauna finlandese, bagno turco, docce emozionali. In questo contesto trovano collocazione le cabine della collezione Dream di Carmenta, dotate di luci dislocate sulle panche, i soffitti e gli schienali, così da creare un contrasto tra le luci bianche delle pietre e le luci calde delle cabine. Situata nella parte antica del caseggiato, dalla spa è possibile godere della vista delle vecchie pietre (recuperate) e del rumore del fiume, un tempo utilizzato per la macinazione.
Nelle immagini: prima e dopo l’intervento effettuato. (doc. Carmenta)
MINIPISCINE C.P.A.
Visto a
www.forumpiscine.it
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L’azienda C.P.A. propone, a partire dall’anno 2016, la fabbricazione di minipiscine idromassaggio e scale in acrilico. Tutta la lavorazione di questo resistentissimo materiale è permessa grazie a un’attrezzatura all’avanguardia e dall’esperienza maturata dall’azienda che, in 25 anni, si è specializzata nella realizzazione di componenti per piscina in vetroresina. (doc. C.P.A. Piscine)
le minipiscine
Manutenzione a portata di minipiscina Come accennato a inizio capitolo, l’impianto di filtrazione e trattamento assolve all’importante funzione di garantire una perfetta igiene dell’acqua, evitando lo sviluppo di pericolosi batteri ed è fondamentale procedere a una misurazione periodica dei livelli chimici dell’acqua, tenendo monitorati: i valori di pH, il livello del disinfettante chimico, l’alcalinità totale e la durezza dell’acqua. Nella maggior parte dei modelli è previsto un rilevatore dei livelli e un dosatore automatico di prodotti chimici che agevola il proprietario nelle operazioni di manutenzione ordinaria dell’impianto, anche se quest’ultimo deve essere ogget-
to di costanti operazioni di pulizia, a cui provvedono apparecchi e dispositivi semplici e accessibili. Prodotti come agili aspiratori manuali, capaci di rimuovere in pochi minuti piccoli detriti e sedimenti anche dagli angoli più difficili, mini-aspirafango del tutto similari a quelli delle piscine ordinarie, dispositivi per la pulizia delle cartucce dei filtri che agiscono in pochi minuti; simili apparecchi stanno diventando sempre più familiari tra i proprietari di minipiscine. L’aspiratore manuale è l’accessorio più comune in dotazione al privato che desidera occuparsi in prima persona del proprio impianto. Il più diffuso è quello a funzionamento idraulico, che agisce in modo rapido ed efficace senza presenza di batterie
o fili elettrici. In principio piuttosto onerosi, sono diventati strumenti decisamente più accessibili e di più diffuso impiego. La loro forte azione aspirante è in grado di raggiungere ogni anfratto di vasche sia autoportanti, sia incassate; foglie e minuscoli detriti da eliminare non intasano l’apparecchio, perché confluiscono nel raccordo di scarico. La manutenzione della struttura, invece, non richiede particolari attenzioni se non le normali operazioni di pulizia dell’esterno vasca. Per l’impiantistica si consiglia un controllo periodico ad opera di personale specializzato che potrà individuare e riparare eventuali perdite o incrostazioni delle tubazioni.
Le minipiscine idromassaggio possono trovare collocazione sia all’interno sia all’esterno; in questo secondo caso, richiederanno un’attenzione leggermente maggiore alla pulizia e alla manutenzione. (doc. Teuco)
MINIPISCINE AQUAVIA
Visto a
www.forumpiscine.it
Minipiscina idromassaggio d’alta gamma che, grazie alle generose dimensioni e ai molteplici accessori per il benessere, offre uno spazio ampio e confortevole. La struttura esterna è realizzata combinando materiali di alta qualità (Solid Surface e HPL), con finiture di pregio che la rendono anche elemento decorativo. (doc. Aquavia)
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a tutto optional!
Numerosi gli optional disponibili, dall’illuminazione a LED per la cromoterapia all’impianto hi-fi per l’ascolto della musica, sino alle più accessoriate vasche che dispongono anche di schermi TV LCD: le aziende sono in grado di proporre modelli per tutte le esigenze, dalle linee più essenziali sino a vere e proprie “fuoriclasse” full optional.
(doc. AstralPool)
(doc. Hot Spring)
(doc. Egoè)
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(doc. SCP Italy)
(doc. GrandForm)
le minipiscine
Visti a
www.forumpiscine.it
MINIPISCINE GIOWELLNESS Il brand GIOWELLNESS non si occupa solo di minipiscine, ma anche di saune, biosaune, bagni turchi, docce emozionali, grotte del sale... in una parola: tutto ciò che occorre per attrezzare un centro benessere. (doc. Giò Wellness)
MINIPISCINE LAGHETTO Minipiscina realizzata con struttura in acciaio e vasca rivestita in fibre poliesteri e polimeri ad alta resistenza e durata. Il rivestimento esterno è in fibra sintetica intrecciata a mano. Molteplici gli accessori disponibili. (doc. Piscine Laghetto)
* a 30°C, 80%U.R. ** Accessori disponibili separatamente
Deumidificatori Deumidificatori per per piscine piscine serie serie SP SP ee SPW SPW I deumidificatori della serie SP e SPW sono stati studiati per deumidificare e riscaldare piccole piscine o grandi ambienti. Sono disponibili in tre potenze, da 50 * a 120 * L/giorno sia per l’installazione in ambiente (SP) che per l’installazione nel locale tecnico adiacente a quello da deumidificare (SPW). Il nuovo controllo elettronico, di serie su tutti i modelli, utilizza una sofisticata sonda di umidità e temperatura e può essere facilmente montato fuori dalla macchina nella posizione più idonea e comoda per l’utilizzatore. La resistenza elettrica** o la batteria per l’acqua calda ** completano le funzionalità dell’apparecchio Deumidificatori SP e SPW: silenziosi, robusti, efficienti.
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. Piccolo glossario della piscina . Analisi dell’acqua
Prima di stabilire a quale sistema di trattamento affidare l’igiene dell’acqua della piscina, è necessario effettuare un’analisi dell’acqua di distribuzione, per accertare le sue caratteristiche fisico-chimiche. In base a pH, TH e TAC (che indicano il tenore di minerali come calcio, magnesio, carbonati e bicarbonato), il trattamento dell’acqua sarà più o meno “agevole”.
. Aspirafango
È l’attrezzo adibito alla pulizia del fondo della vasca. È costituito da un manico piuttosto lungo e da un tubo da collegare allo skimmer. Non richiede un collegamento elettrico, dal momento che sfrutta la potenza aspirante della pompa. Effettuata la pulizia, in genere è bene detergere il cestello dello skimmer per mantenere l’apparecchio in efficienza.
. Bocchette d’immissione
Fissi oppure orientabili, questi elementi immettono acqua in piscina. Nelle piscine di piccole dimensioni sono posizionate sulle pareti della vasca, a una profondità variabile tra i 30 e gli 80 cm. Nelle vasche di maggiori dimensioni le bocchette si presentano anche sul fondo, per consentire una corretta circolazione dell’acqua e impedire la formazione di aree stagnanti.
. Bordo vasca
Questo prezioso elemento rappresenta il trait-d’union tra vasca e ambiente circostante. Essendo l’unico componente emerso della piscina, protegge da corpi estranei e ha una funzione estetica. Le principali tipologie sono il bordo tradizionale perimetrale e il bordo sfioratore.
. Cestello
Come lascia intuire il nome, si tratta del cestello presente nello skimmer. Estraibile, trattiene le impurità più grossolane (foglie, rametti, insetti). È importante rimuovere questi detriti per garantire un costante ricambio dell’acqua.
. Copertura isotermica o a tapparella
Semplice telo o a tapparella, è un accessorio molto utile e presenta varie funzioni: limita l’evaporazione, mantiene una buona temperatura, riduce l’impiego dei prodotti chimici, protegge da cadute accidentali.
. Copertura telescopica
Costituita da montanti e traverse in alluminio
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anodizzato, è una struttura rigida modulare completata da lastre di policarbonato alveolare trasparente. Può essere installata su piscine di ogni forma e dimensione, permettendo un bagno anche nelle stagioni intermedie grazie al suo contributo all’innalzamento della temperatura dell’acqua.
. Disinfezione (vedi trattamento chimico)
Procedimento che permette di eliminare dall’acqua di balneazione germi e batteri. Il più comunemente adottato nelle piscine residenziali è il trattamento chimico a base di cloro. Altri procedimenti: bromo, PHMB (polimero di esametilene biguanide), ozono, ossigeno attivo, raggi ultravioletti, trattamenti elettrofisici.
. Doccia
Strumento indispensabile a bordo piscina, è sinonimo di refrigerio e garanzia di igiene. La doccia si diversifica in vari modelli: dalle semplici strutture in polietilene ad autentici elementi di arredo, in acciaio inox o materiali naturali. Per la produzione di acqua calda, alcuni sfruttano l’energia solare.
. Domotica
Tecnologia che consente di monitorare a distanza alcuni impianti (illuminazione, filtrazione, climatizzazione). Un apposito apparecchio di controllo consente di programmare e gestire fino a sei gruppi periferici. I terminali di comunicazione sono installati nel locale tecnico o vicino al dispositivo di controllo.
. Faro subacqueo
Questo elemento va inserito nelle nicchie delle pareti predisposte ad hoc e la sua funzione è quella di illuminare la vasca nelle ore di oscurità. In genere sono utilizzati proiettori di plastica o acciaio inox. Le tecnologie più utilizzate sono le fibre ottiche e i Led.
. Filtrazione
Il procedimento garantisce trasparenza all’acqua, eliminando le impurità in sospensione. I filtri a sabbia o a cartuccia sono i più utilizzati, meno ordinari quelli a diatomee. È la finezza di filtrazione a differenziare le varie tipologie di filtro, oltre che l’automatismo e la frequenza delle operazioni di manutenzione richieste per mantenerli in efficienza.
. Fossa tuffi
È la parte più profonda della piscina, almeno 2,2 m, che permette ai tuffatori di esibirsi, divertendosi e senza pericolo.
. Fuoriterra
Vasche smontabili, facili da installare, non richiedono permessi o interventi particolari sul terreno. Sono costituite da una struttura portante, che può essere costituita da lamiere metalliche, pannelli in legno, tubolari o profilati in acciaio, e da un telo impermeabile, in tessuto vinilico o poliestere rinforzato.
. Getti idromassaggio
Getti d’acqua miscelata ad aria, situati in genere in prossimità della scala integrata di accesso alla vasca, che consentono un massaggio idrodinamico.
. Liner
Il rivestimento in liner PVC è la soluzione più economica e pratica per rivestire la piscina. Il materiale è facile da posare, funzionale dal punto di vista della manutenzione e pregevole da quello estetico, grazie all’ampia scelta dei colori disponibili.
. Locale tecnico
Questo locale ospita i vari elementi che costituiscono il sistema di trattamento dell’acqua. In genere è rappresentato da un ambiente realizzato ad hoc, anche se è sempre più frequente la scelta di inserire pompa e filtro in un apposito contenitore in vetroresina da interrare. Talvolta viene realizzato un vano in cemento armato, accessibile tramite botola e scaletta.
. Manometro
Strumento per misurare la pressione con cui l’acqua viene immessa in vasca. Un valore inferiore al dovuto può essere causato da un’ostruzione lungo i condotti di aspirazione o da un malfunzionamento della pompa.
. Modulo fotovoltaico
Elemento, che può essere vetrato o non vetrato, in grado di trasformare l’irraggiamento del sole in elettricità. Può essere utilizzato per riscaldare l’acqua della piscina. Nuoto controcorrente Sono apparecchi in grado di generare un flusso regolabile di acqua. Direzione e intensità sono tali da spingere il nuotatore nella direzione opposta. Una potenza inferiore può trasformarli in getti idromassaggio che offrono una sensazione di relax.
. Pannello solare
Elemento realizzato in materiale sintetico, privo di vetro, che sfrutta i raggi e il calore del sole per produrre acqua calda. Può essere utilizzato per il riscaldamento dell’acqua di una piscina.
. pH
Unità di misura della concentrazione di ioni di idrogeno, ovvero dell’acidità dell’acqua. Il valore ottimale per l’acqua di piscina è quello compreso tra 7,2 e 7,6. Alcuni strumenti sono in grado di misurare questo parametro e di regolarlo automaticamente, in modo da garantire le condizioni ideali per la disinfezione.
. Pompa di circolazione
Definito anche elettropompa, è collegata a un prefiltro e al filtro. La sua funzione è quella di aspirare l’acqua dalla vasca e di reimmetterla a seguito del processo di filtrazione. La portata dipende dalla capacità della vasca, mentre il ricircolo di tutto il volume dell’acqua deve avvenire in non più di 4 ore.
. Pool House
È una piccola costruzione in prossimità della piscina destinata ad accogliere i servizi igienici, uno spogliatoio o una mini-cucina, dare riparo agli arredi da giardino, ospitare un locale tecnico.
. Pozzetto (o scarico di fondo)
Questa presa consente di recuperare l’acqua più in profondità e con essa i componenti più pesanti (fango, sabbia, detriti) che tendono a depositarsi sul fondo. Realizzato in plastica, bronzo o acciaio, consente lo svuotamento periodico della vasca. È dotato di una griglia di aspirazione sostituibile con una piastra antivortice nelle vasche meno profonde.
. Pulitore
È senz’altro uno dei più importanti alleati dell’igiene: un apparecchio automatico in grado di muoversi in vasca seguendo programmi di pulizia prestabiliti. I modelli più sofisticati sono dotati di batterie ricaricabili che sostituiscono il cavo galleggiante collegato al trasformatore. Un tele-radiocomando indirizza l’apparecchio dove appare più necessario il suo intervento.
. Rivestimento
Il rivestimento protegge la struttura della vasca dall’usura e dall’azione degli agenti chimici. Il materiale più pregiato e scenografico è rappresentato da tessere di mosaico vetroso. Molto utilizzate la ceramica, il klinker, il telo in PVC, la vernice. Una certa diffusione è propria di altri materiali di origine naturale, come pietre di varia origine, miscele di pietra e cemento, ciottoli di marmo.
. Scala romana
Questa vera e propria scalinata sommersa, realizzata in diverse forme e dimensioni, è parte integrante della struttura. Oltre che agevolare l’ingresso e la fuoriuscita dalla piscina, può trasformarsi in un’area relax, in
particolare se vi vengono inserite bocchette idromassaggio.
. Scaletta
Presente in prossimità della fossa tuffi, la scaletta è realizzata in acciaio inox ed è disponibile in diversi modelli. Può essere classica, a corpo unico, oppure costituita da due parti, con i gradini antiscivolo sommersi e il corrimano ancorato all’esterno.
. Sfioro in superficie
Nelle piscine con sfioro in superficie l’acqua viene immessa dalle pareti o dal fondo, sfiora in continuo lungo il bordo e tracima nelle canalette laterali o perimetrali. Da queste, viene poi convogliata nella vasca di compenso, quindi verso il gruppo di filtrazione e disinfezione, per poi tornare in vasca attraverso le bocchette di mandata.
. Sicurezza
Deve essere una delle priorità in piscina. La sicurezza può essere ottenuta con strumenti e dispositivi di protezione, attivi o passivi, per garantire l’incolumità di adulti e, soprattutto, dei piccoli ospiti della piscina. “Ineguagliabile” ai fini dell’incolumità dei frequentatori è la sorveglianza attiva da parte di un adulto.
ne, il volume dell’acqua nella sua interezza passa attraverso l’impianto idraulico della piscina. Il ciclo dell’acqua – o trattamento fisico culmina nel processo di filtrazione.
. Vasca idrostatica
Sono riempite d’acqua sia all’interno sia nelle camere d’aria laterali. Al loro sostegno provvede il bilanciamento di pressione svolto da questa struttura pneumatica, lunga al massimo 10-12 metri per 4-5 di larghezza.
. Vasca di compenso
Nelle piscine con sfioro in superficie è un elemento indispensabile. Essa costituisce il contenitore, realizzato a un livello inferiore rispetto a quello della piscina, nel quale viene raccolta l’acqua che tracima dal bordo, permettendo di mantenere costante il livello in vasca. L’acqua finisce nelle tubazioni tramite le canalette di raccolta per il normale processo di ricircolo.
. Skimmer
È una feritoia posta lungo il bordo superiore della vasca caratterizzata da un piccolo sportello dotato di galleggiante, attraverso il quale si riversa l’acqua di sfioro. È dotato di un apposito cestello che raccoglie le impurità meno fini.
. Solarium
È l’area che circonda la piscina, una superficie da riservare al relax, da vivere anche grazie alla presenza di elementi di arredo come lettini e sedie a sdraio, ombrelloni. I materiali con cui può essere realizzato sono disparati: legno, pietra, gres, cemento colorato, resina i materiali più comuni.
. Trampolino
Garanzia di divertimento per adulti e bambini, richiede una profondità di almeno 2,403,00 metri. Oltre al modello classico, con base ancorata a terra e tavola flessibile, esiste il modello a onda, un’unica struttura ondulata fissata direttamente a bordo vasca.
. Trattamento chimico
Qualunque sia il sistema filtrazione adottato, la maggior parte dei microrganismi (virus e batteri) non viene trattenuta. Un trattamento di disinfezione è indispensabile ai fini della sicurezza dei frequentatori.
. Trattamento fisico
Prima di subire il trattamento di disinfezio-
guida piscina
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UN CLASSICO Piscine Oggi è l’unica rivista che, da oltre 40 anni, propone ai suoi lettori le migliori realizzazioni di piscine private e pubbliche, parchi acquatici, centri termali, Spa, ed ogni altra struttura architettonica che abbia nell’acqua il suo elemento caratterizzante. In ogni numero sono presentati gli impianti più innovativi sia nel design che nella tecnologia, gli accessori, i sistemi per il trattamento dell’acqua, le normative di riferimento, i prezzi e le ricerche di mercato. Ogni numero è unico e prezioso, abbonandoti ora sarai sicuro di ricevere, comodamente a casa tua, tutti i numeri della rivista e il numero speciale annuale di Guida Piscina.
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Editrice Il Campo Shop 74 Euraqua 46
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Favaretti Group IV cop ForumPiscine 96
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Gruppo Duebi - Piscine Solaris 20
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Indalo Piscine 12 / in copertina Italiana Piscine II cop Italian Pool Design 108
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Mar Piscine III cop
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Onda Blu Piscine 128
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P.C.R. Italia di GarrĂŹ Claudio 102 Pecchini Piscine 11 Piscine Oggi 126-127 Piscine Verbano 54 Polimpianti 26
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