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Romagna24Economia N.3 2022

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MAGAZINE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’

DOSSIER

n° 3 2022 | anno 2 |

AGROALIMENTARE 2 LA TRASFORMAZIONE L’agroindustria crea nuovo ricchezza grazie a ricerca e nuovi prodotti

FORLÌ-CESENA RAVENNA

POSTE ITALIANE S.P.A. – SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - AUT. N°933 STAMPE IN REGIME LIBERO

RIMINI


DIFESA ATTIVA

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Inizia�va riservata agli Agricoltori e alle Aziende agricole per la realizzazione di impian� di difesa a�va. L’erogazione è sogge�a all’insindacabile valutazione della Banca. Offerta valida fino ad esaurimento plafond e comunque non oltre il 31/12/2022 salvo proroghe. Per le condizioni contra�uali La invi�amo a recarsi presso le filiali del Gruppo Bancario La Cassa di Ravenna. (vers.OT1)

C R E D I V E R D E IL FUTURO È ... PROTEZIONE BANCADIIMOLA.IT

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MENSILE DI ECONOMIA, AFFARI, IMPRESA E SOCIETA’

Dossier Agroalimentare/2 in questo numero: La trasformazione alimentare punta sulla qualità pagina 3 L’innovazione parte dall’Università pagina 13 Il “nuovo” cibo nasce in laboratorio pagina 17 Le produzioni artigiane spina dorsale del mercato pagina 23 Nel food i giovani trovano facilmente lavoro pagina 29 Romagna 24 economia - Rassegna notizie pagina 35› 47

in questa pagina e in copertina: foto Shutterstock

L’attività di trasformazione dei beni alimentari resta uno dei capisaldi dell’economia romagnola. Ma sta vivendo un momento complesso, stretta nella morsa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime in testa, anche a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina. Secondo i dati resi disponibili dall’ufficio studi della Camera di Commercio della Romagna ma riferibili all’intero territorio delle tre province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, a fine dicembre 2021 le imprese attive nel settore erano 995, un numero sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni (erano 997 al 31 dicembre 2011). Si tratta per la gran parte di imprese piccole se non piccolissime visto che delle 995 imprese attive a fine 2021 444 hanno tra 2 e 5 addetti e 176 un solo addetto, 137 tra 6 e 9 addetti, 17 tra 50 e 99 addetti, 13 tra 100 e 249 addetti, e solo 10 si collocano tra i 250 e i 500 e più addetti. Ne analizziamo l’andamento e le prospettive in questo numero di Romagna24Economia.

in collaborazione con:

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RASSEGNA NOTIZIE

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Due cose contribuiscono ad avanzare: andare più rapidamente degli altri o andare per la buona strada Cartesio

La nostra attività è fornire Servizi Agromeccanici e Tecniche Innovative alle imprese agricole associate per migliorarne la competitività nell’ambito delle filiere agricole locali Soc. Coop. Agricola Via Cella 275/A San Bartolo Ravenna Tel. 0544 497751 www.terratech.it 2

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La trasformazione alimentare punta sulla qualità Stabile il numero delle imprese (995) attive in Romagna

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e 176 un solo addetto, 137 L’attività di trasformatra 6 e 9 addetti, 17 tra 50 e zione dei beni alimenta99 addetti, 13 tra 100 e 249 ri di base in prodotti da addetti, e solo 10 si colloconsumare sta vivendo cano tra i 250 e i 500 e più un momento particolare. addetti. Fortunato da un lato, che “Al 31/12/2021 nell’area Rola domanda resta forte, magna, geograficamente sfortunato dall’altro per la intesa - commenta l’Ufficio congiunzione di fattori neInformazione economica gativi, aumento dei prezzi della Camera di commerdell’energia e delle matecio della Romagna – Forlìrie prime in testa, anche Cesena e Rimini - sono di portata inimmaginabile presenti 995 imprese attive come il conflitto tra Russia Ma la dimensione resta mini (sedi) dell’industria alimene Ucraina. La dimensione visto che oltre la metà delle imprese tare; queste costituiscono romagnola del tessuto di ha al massimo 5 addetti l’11,6% del manifatturiero aziende che trasforma la e lo 0,9% del totale delle materia prima agricola in beni di consumo è rilevante: secondo i dati resi disponi- imprese attive presenti sul territorio. Le attività maggiorbili dall’ufficio studi della Camera di Commercio della Ro- mente rappresentative risultano essere “produzione di magna ma riferibili all’intero territorio delle tre province pane e di prodotti di pasticceria freschi”, con 504 imprese di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, a fine dicembre 2021 attive (50,7% del settore industriale), e “produzione di pale imprese attive nel settore nelle tre province erano 995, sta e di prodotti farinacei”, con 137 imprese attive (13,8%). un numero sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni Nel complesso, le industrie alimentari hanno subìto un (erano 997 al 31 dicembre 2011). Si tratta per la gran par- calo annuo dell’1,4% (stessa variazione negativa per te di imprese piccole se non piccolissime visto che delle le due attività sopra citate); diminuzione che si è avu995 imprese attive a fine 2021 444 hanno tra 2 e 5 addetti ta anche nel medio periodo 2016-2021 (-3,7%) mentre DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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Natura Nuova, la frutta mantiene il suo sapore Con l’estrazione a freddo qualità inalterate

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“Conservare in vaschetta o in sacchetto richiudibile il sapore e le qualità della frutta per farli arrivare intatti a chi poi la consumerà.” Il lavoro di Natura Nuova di Bagnacavallo – fondata nel 1994 da Gabriele Longanesi, ora con 200 dipendenti, 4 stabilimenti e 45 milioni di ricavi nel 2021 – consiste proprio in questo: trasformare una materia prima eccellente, scartata dai banchi dei negozi solo per motivi estetici o per una questione di calibro, in un prodotto frullato da consumare ovunque e in ogni momento della giornata. Il traguardo è ambizioso e si può raggiungere in un solo modo: selezionando il meglio e aggiungendo solo passione. Per questo, fin da subito, Gabriele Longanesi sceglie una strada allora poco frequentata: materia prima di qualità, filiera corta, innovazione al servizio della natura e non viceversa. È così che l’idea muove i primi passi: in un piccolo locale, dove la più evoluta tecnologia è una grande pentola, Gabriele Longanesi avvia alcune prove. Giorno dopo giorno l’idea prende forma, diventa realtà e poi azienda. Nel 1994 a Bagnacavallo (Ravenna), nel cuore della Romagna, nasce Natura Nuova. “Noi – spiega il titolare dell’Azienda Gabriele Longanesi – abbiamo l’obiettivo di sottoporre la frutta ad un solo trattamento per trasformarla e consegnarla al consumatore nella sua forma migliore, salvaguardandone gusto e proprietà. Ogni dono della terra è già perfetto, per questo non va alterato, ma solo esaltato: dopo aver sbucciato, detorsolato e macinato la frutta, invece di cuocerla, la “grattugiamo” a freddo in maniera che la parte liquida e quella fibrosa non si separino. La polpa di frutta così ottenuta è frutta al 100%, senza buccia, torsoli, né semi. La conserviamo poi in una nuova “buccia”, ovvero la vaschetta o il sacchetto richiudibile,

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Gabriele Longanesi, fondatore di Natura Nuova

entrambi riciclabili. Il processo produttivo che adottiamo ci permette di non aggiungere alcun conservante anche grazie a una brevissima fase di pastorizzazione.” Tale processo produttivo si chiama “estrazione a freddo” ed è il frutto di una approfondita ricerca finalizzata a trovare la migliore tecnologia possibile per stabilizzare e conservare il più a lungo possibile i sapori veri della frutta, magari utilizzando le pezzature che escono dal commercio. In pratica, valorizzare ciò che il commercio penalizza avvalendosi di un Consorzio di produttori che realizza frutta di qualità elevatissima e nel rispetto dei cicli naturali di produzione. Il catalogo dei prodotti è ormai sufficientemente ampio e ora si pensa più alla loro diffusione che non alla creazione di nuove referenze. L’export oltre lo spazio Comunitario copre circa il 30% del fatturato e nel mirino c’è in particolare il mercato nazionale e quello dell’Unione europea con l’obiettivo di migliorare una distribuzione che si rivolge ai negozi, ma anche alla GDO, agli alberghi, alle scuole e alla ristorazione aziendale. “Ora molte difficoltà – spiega Longanesi –derivano dai costi di materie per noi fondamentali come alluminio, plastica, legno e cartone. Ci auguriamo che le questioni che hanno determinato queste problematiche si risolvano il più rapidamente possibile”.


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una sostanziale stabilità caratterizza il lungo periodo 2011-2021 (-0,2%). Ben l’80,9% delle imprese alimentari (805 su 995) rientra nella categoria delle cosiddette microimprese (0-9 addetti), le quali, però, subiscono variazioni negative su tutti i periodi di analisi, che risultano, tra l’altro, superiori a quelle delle imprese totali alimentari. In termini di distribuzione territoriale, il 36,6% delle imprese attive alimentari risiede nella provincia di ForlìCesena (364 unità), il 34,6% nella provincia di Ravenna (344 unità) e il 28,8% in quella di Rimini (287 unità); pur avendo la minocampi dell’Emilia-Romagna con meno re concentrazione di imprese, la frutteti (un fenomeno in atto da tempo provincia riminese risulta essere e che vede il sostanziale dimezzamento l’unica ad aver avuto un incredelle superfici) e pomodori (che pure tanmento annuo, nel medio e nel te soddisfazioni stanno dando ai produtlungo periodo (rispettivamente, tori) e più mais, soia, girasoli e sorgo, visti +1,4%, +4,7% e +7,9%), a diffei prezzi che hanno raggiunto questi beni renza di Forlì-Cesena (nell’ordine, sul mercato mondiale. Si tratta, con ogni -1,6%, -8,1% e -2,7%) e Ravenna evidenza, di un “effetto collaterale” del(-3,4%, -5,2% e -3,6%). In ultimo, la guerra tra Russia e Ucraina. «Si stanno come per la Romagna, per ciadecidendo le semine ed è molto probabiscuna delle tre province, pur con le - spiega Massimo Passanti, presidente pesi differenti, si confermano ai della Federazione nazionale pomodoro primi due posti le attività alimenda industria di Confagricoltura e vicetari della “produzione di pane e Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti presidente di Conserve Italia – che mais, di prodotti di pasticceria freschi” girasole e soia incassino molte preferene “produzione di pasta e di proze perché sono facili da coltivare, e non seguono la prodotti farinacei”, così come si ribadisce la forte presenza grammazione più rigida che serve per il pomodoro. Del delle microimprese”. Anche se oggi il problema più che trasformare è produrre. resto, a livello nazionale, come ha affermato il presidente E, in questo senso, potrebbe cambiare la topografia dei della Coldiretti Ettore Prandini, il mondo agricolo è pronto a coltivare da quest’anno un milione di ettari aggiuntivi di terreno per produrre 75 milioni di quintali in più di mais per gli allevamenti, di grano duro per la pasta e tenero per la panificazione sulla base di contratti di filiera necessari per ridurre la dipendenza dall’estero.

La rincorsa dei cibi “senza”

E se sotto questo aspetto la Romagna è in corsa, interesse si riscontra sul fronte dei nuovi cibi, quelli “senza”, dalla carne sintetica, prodotta coltivando cellule animali in laboratorio, ai cibi privi di lattosio o di glutine, e quelli “arricchiti”, magari di ferro o di selenio. Poi ci sono gli integratori alimentari, gli alimenti vegan, prime fra tutti le bevande alternative al latte e le farine di insetti. Tutti insieme, formaDOSSIER AGROALIMENTARE /2

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La guerra in Ucraina porta a seminare girasole

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no la categoria del cibo “modificato”, un mercato che nel mondo ha raggiunto i 500 miliardi di dollari e che attira un crescente interesse da parte degli investitori. I numeri arrivano dall’Area studi Mediobanca, che non a caso al cosiddetto “novel food” ha appena dedicato un report. Un mondo,

In crescita anche l’appeal di soia e sorgo

È iniziata la corsa in Emilia-Romagna per seminare nuovi campi di girasole ad alto contenuto oleico, soia, sorgo e (poco) mais sui 22.000 ettari circa di superfici a riposo sboccate recentemente dalla Ue per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare. «Di sicuro - precisa Lorenzo Furini responsabile sezione cereali di Confagricoltura Emilia-Romagna - la scelta ricade prevalentemente su colture quali girasole, soia e sorgo che richiedono il minor impiego di concimi e prodotti fitosanitari. Il mais esige invece più fertilizzanti che costano troppo o sono addirittura difficili da reperire dopo lo stop alle forniture da Russia e Ucraina, primi esportatori al mondo». Gioca in anticipo Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura EmiliaRomagna, guardando ai piani colturali 2022-2023. «Occorre fronteggiare la mancanza di materie prime agricole e commodity con piani strategici di settore finalizzati a coltivare nel tempo ciò di cui abbiamo bisogno. Con una particolare attenzione alle colture proteiche e al mais, che sono di vitale importanza per le nostre filiere zootecniche e per la produzione dei tanti salumi e formaggi Dop dell’Emilia-Romagna». Grazie al recupero dei terreni lasciati a riposo, l’Emilia-Romagna

quello del cibo 2.0, da cui il contesto della trasformazione romagnola resta ancora distante nelle strutture medio piccole, pur con alcune eccezioni (si veda l’articolo a pag. 23) che faticano a fare grossi investimenti mentre invece l’attenzione è forte nei gruppi maggiori, a partire da Conserve Italia.

vedrà così aumentare del 2530% gli ettari a girasole (da 12.000 a 17.000), con una novità: i produttori della regione si sono sempre orientati sul girasole da seme fino a coprire il 90% delle superfici investite, ora però la necessità li ha spinti a coltivare quasi esclusivamente quello alto oleico. Rilevante è anche l’incremento atteso delle superfici regionali a soia (da 40.000 a 47.000 ettari), per colmare il deficit di prodotto dell’industria mangimistica, con le province di Ferrara, Bologna e Modena a guidare la classifica delle nuove semine. Stesso discorso vale per il sorgo, anch’esso utilizzato per l’alimentazione animale, che si avvia ad aumentare del 10% le sue coltivazioni soprattutto in Romagna e nelle aree marginali. Sorprende il dato non positivo relativo alle semine di mais in Emilia-Romagna. Nonostante il balzo dei prezzi oltre il 40% la coltura continua a essere disincentivata dagli alti costi di produzione. Già alla fine del 2021 le previsioni segnavano un calo della superficie attorno al 10-15% rispetto all’anno scorso quando in regione sono stati coltivati circa 110.000 ettari. Dei nuovi terreni messi a disposizione, solo 3000 ettari circa verranno infatti destinati alla produzione di mais e sono soprattutto le aziende zootecniche a sfruttare tale opportunità per garantire la sopravvivenza dei propri allevamenti. Inoltre, una piccola parte dei 22 mila ettari sbloccati dalla Ue in regione sarà destinata alle orticole da seme (coriandolo, radicchio, ecc.); la restante parte non sarà coltivata per scelta dell’agricoltore a causa del clima di incertezza che caratterizza l’andamento delle quotazioni.

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Grande successo di Macfrut La fiera chiude con 38.500 visitatori

Chiusura in positivo per Macfrut 2022. La tre giorni dedicata all’ortofrutta ospitata al Rimini Expo Center dal 4 al 6 maggio ha chiuso con 38.500 presenze, registrando una crescita del 18% sull’edizione di settembre 2021. Ma al di là dei numeri è stata la grande qualità dei visitatori quello che ha contrassegnato questa 39ª edizione, frutto di un ritrovato interesse per la produzione ortofrutticola italiana da parte della distribuzione europea, così come di un incremento dei visitatori esteri. Di fatto, Macfrut si è confermata la vera e propria vetrina di riferimento per l’ortofrutta italiana nel mondo. “Siamo orgogliosi di questo risultato di cui ringrazio prima di tutto gli espositori, tutti i team di specialisti e lo staff di Cesena Fiera – ha affermato Renzo Piraccini, presidente di Macfrut – perché tutti insieme hanno lavorato all’organizzazione di questo grande evento. Abbiamo percepito chiaramente il grande potenziale di questa manifestazione e quindi accettiamo la sfida che il direttore di Ice-Agenzia Roberto Luongo ha lanciato all’inaugurazione, di fare diventare Macfrut la fiera più importante d’Europa del settore”. Una rassegna che ha messo in evidenza anche il potenziale di crescita del settore erbe aromatiche, una nicchia molto promettente che è stata ospitata all’interno del primo salone in Europa dedicato al mondo delle spezie, erbe officinali ed aromatiche, Spice & Herbs Global Expo, che ha visto in campo oltre 50 espositori in rappresentanza dell’intera filiera, dal prodotto in campo a quello essiccato e trasformato.

Il caso di Conserve Italia

“Facciamo succhi di frutta dal 1946 e – spiega il responsabile ricerca e sviluppo del comparto frutta Roberto Tatini - e per noi la ricerca della qualità è prioritaria su tutto. L’innovazione maggiore è quella di produrre succhi senza zuccheri, aromi o conservanti aggiunti per i marchio Yoga, Valfrutta e Derby. Adesso stiamo studiando e realizzando i cosiddetti prodotti Veggy che mettono in-

sieme frutta e verdura. Sono frullati di successo che hanno subito molti tentativi di imitazione ma i concorrenti non ce l’hanno fatta a resistere sugli scaffali”. Ma non manca la ricerca e la strada dei prodotti salutistici è ampia: “Lo scorso anno abbiamo lanciato il Progetto Difesa

con bevande composte da un mix di frutta, verdura e vitamine per rafforzare il sistema immunitario”, spiega Tatini. Una novità assoluta in ambito beverage che il gruppo cooperativo mette in campo puntando sui marchi più diffusi nei bar italiani come Yoga Roberto Tatini, e Derby Blue, che inresponsabile ricerca e sviluppo del sieme determinano il comparto frutta Conserve Italia 45% di questo mercato e sono stati di recente inseriti nel Registro nazionale dei marchi storici. “Il Progetto Difesa rientra nella nostra mission di Total Horeca Company di valorizzare i nostri prodotti nel canale di pertinenza, al fianco degli operatori della filiera del fuori-casa – commenta Pier Franco Casadio, direttore commerciale Horeca di Conserve Italia - e il nostro compito è far trovare ai consumatori, sia nel beverage che nel food, prodotti di estrema qualità, attenti al benessere delle persone e con un’elevata componente di servizio nei confronti degli operatori. Il Progetto Difesa va proprio in questa direzione, in quanto fa incontrare il gusto dei migliori succhi di frutta con l’attenzione alla salute delle persone e ad un nutrimento sano”. Yoga Difesa e Derby Blue Difesa sono infatti i nuovi prodotti dalla forte carica innovativa e moderna, attenti al benessere senza trascurare la bontà. Proposti nelle iconiche e inconfondibili bottiglie in vetro da 200 DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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Gruppo Tentamus in Italia Esperienza, professionalità e dedizione al servizio della sicurezza agroalimentare. Tentamus GmbH una rete globale di laboratori specializzati che, dal 2011, opera per la qualità e la sicurezza agroalimentare, cosmetica e farmaceutica. Una House of Brands che, ad oggi, conta più di 85 Aziende nel mondo, ognuna delle quali leader di mercato nel proprio settore. Attraverso questa rete di laboratori, il Gruppo è in grado di fornire al mercato un’ampia gamma di servizi analitici, senza perdere il carattere tipico e la dinamica di un’azienda di medie dimensioni. Attualmente, in Italia, il Gruppo presente con 8 laboratori specializzati nel settore Agroalimentare e BPL: – Tentamus Agriparadigma a Ravenna, Siracusa e Signa (FI) – Laemmegroup a Moncalieri (TO) e Manerbio (BS) – Renolab a San Giorgio di Piano (BO) – Caim a Follonica (GR) – MK a Città di Castello (PG) In particolare, Tentamus Agriparadigma presente in Romagna da oltre trent’anni con il suo laboratorio di Ravenna. “L’Azienda – spiega Nicola Berruti, Country Manager del Gruppo Tentamus in Italia – con un team di oltre 90 dipendenti, in costante formazione e con una forte propensione all’innovazione tecnologica, offre servizi di campionamento e analisi chimiche, fisiche e microbiologiche nel settore agroalimentare su tutto il territorio nazionale. Il nostro impegno quello di fornire un servizio di altissima qualit con tempi di risposta molto rapidi.” La fitta rete di norme cogenti e certificazioni volontarie che regolano il settore agroalimentare, richiedono, infatti, un serrato autocontrollo: dalle materie prime ai prodotti finiti, lungo tutta la filiera, dalla terra alla tavola. Oggi, Tentamus Agriparadigma condivide knowhow con i Laboratori Partner e porta, nei territori locali, la competenza globale di un Gruppo internazionale, divenendo cos , un fornitore affidabile e di riferimento per diverse tipologie di clienti: dalle grandi industrie alimentari nazionali, a diverse aziende della GDO oltre che a molteplici produttori del settore agroalimentare.

Tentamus Italia S.r.l. Via Faentina 207 H Ravenna Tel. 0544 464221 www.tentamus.com


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attuali dei costi dell’energia che tanti competitor, a partire dalla Francia, non devono sopportare per le diverse e razionali politiche energetiche di quei Paesi che l’energia la producono in casa e non solo la comprano come dissennatamente fa l’Italia grazie a tutti i “no” che sono stati detti in questi anni alle fonti energetiche locali. L’innovazione di prodotto è nel Dna di Orogel. “Qualche anno fa – spiega Giorgini - ci venne in mente di fare gli spinaci a cubetti ml dei rispettivi brand, sono presenti al gusto Ace Passion Fruit, una nuova ricetta senza zuccheri aggiunti e con il 90% di frutta e verdura, caratterizzata da una delicata nota tropicale con Mela, Kiwi, Arancia, Carota, Limone e Passion Fruit. La presenza di vitamine A, C, E, D e Zinco unisce alla bontà e al gusto anche il contributo alle difese immunitarie. In particolare, le vitamine A, C, D e lo Zinco favoriscono il corretto funzionamento del sistema immunitario, mentre la vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule da stress ossidativo. Una bottiglietta di Yoga Difesa e Derby Blue Difesa (200 ml) contiene infatti il 50% del valore nutritivo di riferimento (Vnr) di vitamine A, C, D, il 50% del Vnr di Zinco e il 30% del Vnr di vitamina E.

Gli obiettivi di Orogel

Ma sull’innovazione di prodotto spinge molto anche Orogel, uno dei protagonisti della surgelazione nazionale con base a Cesena. Partendo però da una premessa: lavorare solo prodotto fresco italiano a breve distanza dai luoghi di produzione. L’obiettivo e fare arrivare in stabilimento la verdura freschissima prodotta dai 1.500 soci perché solo in questo modo mantiene sapore e proprietà nutrizionali. “Abbiamo le celle frigorifere più grandi d’Italia – spiega Silver Giorgini, direttore qualità e innovazione di Orogel – e le terze d’Europa che riescono a contenere sino a 50mila pallet di prodotto surgelato dato che dobbiamo stoccare i prodotti quando arrivano e conservarli per tutto il tempo che ci serve per le successive lavorazioni. L’innovazione che stiamo perseguendo con i trattamenti termici a vapore ci consente di portare il freddo a meno 40 gradi al cuore del prodotto in pochi secondi e fissare in questo modo le qualità nutrizionali e di sapore del prodotto che viene lavorato tra le 4 e le 8 ore dalla raccolta negli stabilimenti di Cesena o di Policoro in Basilicata”. Naturalmente un sistema molto energivori che sta mettendo in seria difficoltà l’azienda cesenate stante gli incrementi

di 50 grammi quando tutti producevano piastre da 100, 1000 o 2500 grammi e tutti ci hanno copiato il “Cubello” vista la versatilità del nostro prodotto. Poi abbiamo lanciato “Verdurì”, gocce di passato di verdura che sono diventate un successo. Ora abbiamo lanciato “Crea tu”, verdure Silver Giorgini, pronte da utilizzare in madirettore qualità e innovazione niera versatile dall’antiOrogel pasto ai secondi, frutto di un progetto di open innovation che è partito dai giovani dipendenti dell’azienda che guidati da un trainer hanno contribuito in maniera determinante a mettere a punto il nuovo prodotto. E così dopo due anni di test, il lancio sul mercato. Visto il successo di questo prodotto geniale andremo avanti su questa strada così come punteremo sui preparati per i poke che sono una nuova interessante frontiera per l’utilizzo delle verdure. Sul tema sono in corso contatti con società di catering”. DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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L’innovazione parte dall’Università Sinergia tra atenei e imprese per nuove sperimentazioni spondere alle esigenze Università romagnole del mondo produttivo. come cuore pulsante delIl CIRI Agro riunisce oltre la ricerca sulle innovazio100 ricercatori e ricercatrini in campo alimentare ci, avvalendosi di risorse ma l’industria non è da strumentali all’avanguarmeno e sfrutta ogni posdia. La mission del Censibilità per innovare i protro è offrire alle imprese dotti che sforna. Campus soluzioni di prodotto e di Cesena dell’Università di processo che assicuridi Bologna (e della facoltà no solidità e sostenibilità di Agraria in particolare) e economica, ambientale e Conserve Italia sono i due In campo prodotti e processi innovativi sociale, sviluppate seconlati di una ricerca che camper migliorare la qualità degli alimenti do un approccio integramina veloce sulle gambe to e livelli di competenza di docenti universitari e scientifica e tecnologica di tecnici che applicano le elevata. conoscenze maturate sui Da parte sua il Distal, Dibanchi di scuola. partimento di Scienze e Particolarmente attivo è Tecnologie Agro Alimenil CIRI, Centro Interdipartari, trae le sue origini daltimentale di Ricerca Inla riorganizzazione dell’Udustriale Agroalimentare niversità a seguito della dell’Università di BoloRiforma Gelmini: dai cingna, che svolge e coordina attività di ricerca e formazione professionale presso il que Dipartimenti esistenti se ne costituirono prima due, Tecnopolo di Cesena, rivolte a potenziare i rapporti con poi riunificati sotto un unico Dipartimento integrato che l’industria e operare il trasferimento tecnologico per ri- racchiude tutte le attività didattiche e di ricerca dell’area DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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Innofruve, il progetto che migliora la frutta Come conservare meglio i prodotti e allungarne la vita

agraria. Il Dipartimento ha due sedi principali, quella di Bologna e quella di Cesena, ma svolge attività sia di didattica che di ricerca anche nelle strutture di Ozzano (Bologna), Cadriano (Bologna), Imola e Tebano (Ravenna). Il Dipartimento è il più grande dell’Ateneo di Bologna con circa cinquecento persone, tra strutturati e non. È organizzato in articolazioni che coordinano le principali attività di ricerca all’interno delle quali operano gruppi multidisciplinari su tutti i settori tipici dell’ambito agrario.

Il laboratorio di Cesena

Trai vari soggetti che fanno ricerca vi è il laboratorio di Analisi fisiche e reologiche, processi innovativi e packaging – LabFiRePack a Cesena – che opera nell’ambito delle Scienze e delle tecnologie alimentari e in cui vengono svolte attività di ricerca, didattica e conto terzi. Nel Laboratorio si studiano prodotti e processi innovativi in campo alimentare di origine sia vegetale e frutta sia animale e include le analisi fisico-strutturali, chimico-fisiche, calorimetriche e reologiche nonché lo studio dei sistemi di confezionamento di prodotti alimentari, ingredienti e semilavorati. Dal punto di vista analitico una particolare attenzione è posta agli aspetti della texture con analisi empirico-imitative diverse in compressione e trazione, delle analisi reologiche (la scienza che studia gli equilibri raggiunti nella materia 14

L’obiettivo del progetto Innofruve è sfruttare le competenze di alcune realtà della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna (Ciri-Agroalimentare, Crpv Lab, Siteia, Ciri-Ict, Centuria) per favorire l’innovazione nell’industria agro-alimentare regionale ed il miglioramento qualitativo e funzionale di diversi prodotti di origine vegetale, nonché la valorizzazione degli scarti di lavorazione. In quest’ottica verrà affrontato il rapporto tra produzione primaria e catena del freddo valutando le variazioni qualitative in frigoconservazione di nuove varietà frutticole. In fase di trasformazione verranno testate su scala pilota tecnologie innovative finalizzate alla stabilizzazione ed all’aumento di funzionalità di minimally processed fruit e conserve vegetali (alte pressioni di omogeneizzazione, campi elettrici pulsati, impregnazione sotto-vuoto). Questo attraverso la caratterizzazione della shelf-life dei prodotti finiti, applicando modelli strumentali e numerici per stimare e prevedere il mantenimento delle proprietà fisiche, chimiche, nutrizionali e sensoriali dei prodotti, nelle reali condizioni di conservazione. Inoltre saranno sviluppate tecnologie di recupero e produzione di componenti nutrizionalmente significativi e di biopolimeri dagli scarti di lavorazione. L’obiettivo generale del progetto è di colmare il divario esistente tra l’attuale livello di maturità delle metodologie/tecnologie proposte e la necessità di una loro sperimentazione ed applicazione in ambiente industriale, per la conservazione e trasformazione degli alimenti di origine vegetale e la valorizzazione degli scarti di lavorazione. Questo attraverso il trasferimen-

Pietro Rocculi, LabFiRePack Cesena

deformata per effetto di sollecitazioni fondamentali) al comportamento dell’acqua. Le analisi coinvolgono studio di ingredienti, formulati, semilavorati e prodotti finiti anche in conservazione con valutazione della shelf-life mediante marcatori di qualità. Pietro Rocculi guida il laboratorio in cui lavorano


le rende molto più lavorabili e, ad esempio, possono venire fritte a temperature molto più basse. Una interessante applicazione di questa tecnologia viene ora utilizzata, grazie a macchine Elea, presso una importante azienda di trasformazione delle patate quale è AmicaChips”.

Trattamenti a campi elettrici pulsati

to di modelli, competenze, tecnologie e prototipi nelle diverse fasi della filiera dei prodotti ortofrutticoli, considerando diverse linee di conservazione e trasformazione, in una visione integrata di filiera. In particolare l’attività relativa alle metodologie/tecnologie innovative ed emergenti sviluppate permetteranno, tra l’altro, di ottimizzare le condizioni di stoccaggio in post raccolta e del controllo qualitativo di alcune nuove varietà di frutta, sulla base delle differenti destinazioni d’uso (consumo fresco e/o trasformazione) e di realizzare prodotti di IV gamma innovativi e funzionali a seguito di formulazione con trattamenti mild (disidratazione osmotica, campi elettrici pulsati, impregnazione sotto-vuoto) nonché di implementare la logistica avanzata per la valutazione ed il controllo della shelflife di prodotti surgelati e valorizzare gli scarti di lavorazione vegetali mediante definizione di uno schema di bioraffineria a cascata dedicato, finalizzato al recupero di molecole ad alto valore aggiunto ed alla produzione di biogas. Il partenariato industriale vede la presenza di Orogel, La Cesenate Conserve Alimentari, Gea MechanicalEquipmentItaly, Apofruit Italia, Alintel, Consorzio Agribologna.

Di fatto le patate vengono sottoposte a forti scariche elettriche che non le scaldano ma ne modificano la materia. Un altro filone di ricerca molto attivo è quello delle foti proteiche alternative alla carne. “In qeusto caso la collaborazione con le azinede è molto forte – spiega Pietro Rocculi – e lavoriamo su nuove varietà di vegeta-

Spirulina (Arthrospira platensis) ph. Shutterstock

15 persone che si occupano trasformazione e confezionamento. “Seguiamo – spiega Rocculi – le tecnologie emergenti e in particolare ci stiamo occupando dell’uso dei campi elettrici pulsati e dei loro effetti sulle masse. In particolare, abbiamo lavorato sulle patate in quanto l’impatto dei campi pulsati

li ma anche su microalghe come la spirulina così come non trascuriamo le potenzialità degli insetti, non tanto e non solo per renderli commestibili in quanto tali, quanto piuttosto per utilizzarli in processi biologici interessanti di modificazione di masse per renderle utilizzabili, come nel caso delle mosche soldato (si veda articolo a pag.18 ) che “digeriscono” scarti. Ma gli insetti sono interessanti anche per la creazione di mangimi animali o per la creazione di olii, come quello di grillo, sempre per l’alimentazione animale. Peraltro si ottengono prodotti che riducono grandemente le problematiche di allergie”. DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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DEBIOTIZZAZIONE DEI LOCALI VUOTI DESTINATI ALLO STOCCAGGIO DELLE DERRATE Una buona e importante debiotizzazione-disinfestazione dei locali e soprattutto eseguita con prodotti e attrezzature idonee e registrate, sono l’inizio di una corretta conservazione e mantenimento con conseguenze su tutta la filiera del prodotto.

MONITORAGGIO E CONSERVAZIONE DELLE DERRATE IN STOCCAGGIO La corretta conservazione del cereale avviene attraverso un controllo specifico e accurato delle masse in stoccaggio. I valori rilevati fondamentali quali: tipologia di infestazione; temperatura; umidità; stato generale di conservazione

DISINFESTAZIONE E CONSERVAZIONE DELLE DERRATE A seconda delle tipologie di prodotto (tramite anidride carbonica, fosfina, insetticidi di contatto) e ai locali in cui si trovano (magazzini, silo, container, big bag)

FUMIGAZIONE A STABILIMENTI AGROALIMENTARI Molini-Pastifici con PRO-FUME gas che ha sostituito il bromuro di metile, nuovo approccio alla fumigazione, (FUMIGAZIONE DI PRECISIONE) ci consente durante la fase di trattamento di immettere nei locali solo la quantità necessaria per il buon esito della fumigazione stessa.

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Il “nuovo” cibo nasce in laboratorio Anche in Romagna decollano gli alimenti “senza”

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C’è la carne sintetica, prodotta coltivando cellule animali in Gli italiani storcono il naso laboratorio. Ci sono i cibi “senIn Italia una parte di questi aliza”, privi di lattosio o di glutine, menti 2.0 fa storcere il naso al e quelli “arricchiti”, magari di made in Italy più tradizionale, ferro o di selenio. Ci sono gli inin particolare agli allevatori e tegratori alimentari. Ci sono gli ai trasformatori di latte. Ma è alimenti vegan, prime fra tutti un dato di fatto che l’attenle bevande alternative al latte. zione nei loro confronti è in E ci sono persino le farine di crescita: sia da parte di chi è insetti. Tutti insieme, formano attento al tema della salute, la categoria del cibo modificasia da parte di chi persegue to, un mercato che nel mondo una sempre maggiore sosteha raggiunto i 500 miliardi di Si calcola per esemMercati in ripresa ma il caro materie nibilità. dollari e che attira un crescenpio che tra il 2016 e il 2020 le prime incide sulla redditività te interesse da parte degli malattie cardiovascolari abinvestitori. I numeri arrivano biano prodotto nella Ue 38,5 dall’Area studi Mediobanca, che non a caso al cosiddetto milioni di casi di ospedalizzazione, per un costo diretto e novel food ha appena dedicato un report. Secondo i suoi indiretto pari a 1.330 miliardi di euro nel quinquennio: un analisti, il mercato dei cibi funzionali potrà contare su un consumo regolare di Omega-3 avrebbe portato a una ritasso di crescita medio annuo del 6,9% che porterebbe il duzione del 5% circa del rischio di malattia cardiaca, con comparto a 750 miliardi di dollari nel 2027. La categoria più minori ospedalizzazioni e quindi un risparmio di 64,5 miconsistente è quella dei cibi per il controllo del peso, che liardi di euro. Quanto alla sostenibilità ambientale, invece, già vale 214 miliardi di dollari, seguita dagli integratori che ricorda il report di Mediobanca che la filiera alimentare è valgono a livello globale 140 miliardi. I baby food arrivano a responsabile del 26% delle emissioni di gas serra, e di tale 73 miliardi, mentre le specialità vegan fatturano 25 miliardi quota il 50% è riferibile alle sole attività di allevamento. e hanno il tasso di crescita atteso più alto, intorno al 9%. DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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Dalle mosche soldato un aiuto alla mangimistica made in Italy

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Una risorsa, teoricamente a basLe larve sono un ottimo integratore proteico sissimo costo, e disponibile in larghe da aggiungere alle farine per animali quantità. Si chiama “mosca soldato” il possibile futuro dei mangimi animali che non dipenderebbero, almeno in parte, da soia e mais ma da scarti che si trovano in abbondanza ad esempio da chi lavora i vegetali. “Sono 8 anni che lavoro sulle mosche soldato – spiega Lara Maistrello, professore associato presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di In questo progetto le Modena e Reggio Emilia – insetti che larve di mosca soldato ci accompagnano dalla fine del Quatsono state allevate su trocento, quando sono arrivati a boruna miscela di sottodo delle navi mercantili in provenienprodotti scelti in base ai za dal continente americano. Le larve nutrienti e al contenudi questi insetti sono degli eccellenti to in pigmenti, ottimizbiocovertitori in grado di trasformare zata per massimizzarne il substrato di cui si nutrono, tra cui gli la crescita. Tanto le bioscarti di cucina o i reflui degli allevamasse in entrata (sotmenti, in prodotti ad alto valore agtoprodotti) che quelle giunto, come proteine e grassi. Dalla in uscita (larve mature) biomassa delle larve infatti si possono sono state caratterizzaottenere, dopo bollitura ed essicaziote e stabilizzate. È stato ne, delle farine utili per il nutrimento realizzato un impianto degli animali da allevamento (pesci, pollame e suini) ma integrato per produzione massale, soppressione e stabianche quelli da compagnia. Anzi, per il petfood si tratta lizzazione funzionale delle larve, tale da renderle immedi un ‘ottimo prodotto che viene incontro alle esigenze diatamente disponibili per l’uso mangimistico. Il mangidi animali che soffrono di allergie alimentari”. In Italia sia- me ottenuto, oltre a proteine e lipidi, ha fornito pigmenti mo agli albori dell’industrializzazione del processo con naturali ideali per ottenere uova con tuorlo intensamenuna sola azienda attiva sul mercato, la te colorato, come richiesto dal mercato, riBef Biosystems, mentre all’estero e soducendo così l’uso di pigmenti sintetici, coprattutto in Nord Europa la produziostosi e ad impatto negativo sulla salute delle ne è molto più diffusa. Ma l’interesse galline. Si valuteranno i parametri di galline a livello scientifico (e poi pratico) non nutrite con il mangime a base di larve di momanca neppure in Italia. Lo dimostra sche soldato e la qualità delle uova. Tramite il progetto FLIES4VALUE – capofila l’Uprocessi di bioraffineria della biomassa larvaniversità degli studi di Modena e Regle si otterranno frazioni proteiche, lipidiche e gio Emilia – Centro di Ricerca Interdichitinose ad alto valore aggiunto ed estratti partimentale per il miglioramento e la ad elevata attività enzimatica, di grande inLara Maistrello, professore valorizzazione delle risorse biologiche teresse per l’industria alimentare/mangimiassociato Dipartimento di agro-alimentari BIOGEST-SITEIA – che stica. Per massimizzare lo sfruttamento delle Scienze della Vita, Università di Modena e Reggio Emilia intende offrire un sistema economico, risorse in un’ottica di economia circolare, il efficiente, competitivo e a basso imresiduo organico post-crescita larvale è stato patto per valorizzare scarti di industrie agroalimentari valorizzato come ammendante per le colture. Nell’ambiregionali sfruttando l’efficacia di insetti bioconvertitori, to del progetto sono stati quantificati gli impatti ambienle larve di mosca soldato, per la produzione di mangimi tali/economici/sociali del sistema ed è stata anche creata per galline ovaiole e altre sostanze ad alto valore ag- una mappa di vocazionalità industriale sul territorio della giunto per il settore alimentare e l’agricoltura. regione Emilia-Romagna.

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Il business in Romagna E anche in Romagna decolla il business del free, in particolare del gluten free. Buoni come quelli fatti dalle nonne romagnole, ma senza glutine. E con qualcosa in più: una selezione di dolci e biscotteria gourmet sfornati dal nostro laboratorio di pasticceria a Imola. Per scelta o per necessità, tutti possono gustare ottima piada, prodotti da forno e dolci senza glutine. Interessante la storia di Alba Gordini che ha di fatto avviato la sua nuova attività quando sua figlia Giorgia le ha fatto la fatidica domanda: “Mamma, perché non posso mangiarla la piadina della nonna? Aveva tre anni, e mi si è stretto il cuore. Avevamo appena scoperto la sua celiachia – spiega Alba Gordini - e per una famiglia che lavorava con farina e piadine dagli anni Ottanta era una doccia gelata. Come fai a dire a tua figlia di tre anni che non può più mangiare i suoi biscotti preferiti, o la piadina della sua nonna? Abbiamo dovuto cercare in fretta prodotti senza glutine per sostituire i cibi che amava di più, setacciando negozi specializzati, supermercati e farmacie. Comprando di tutto, da ogni parte d’Italia, siamo rimasti molto delusi perché quel cibo industrializzato, fatto di addensanti chimici, amidi di sintesi e preparati di fabbrica privati del glutine non ci sembrava davvero cibo”. E come artigiana romagnola, e orgogliosa “piadinara” figlia d’arte, Alba non voleva che la figlia dovesse rinunciare ai sapori della nostra tradizione. Tuttavia, i prodotti del chiosco erano impossibili da trovare in versione “gluten free”. Piadine, crescioni, pizze e focacce, biscotti. Quel poco che si trovava era solo una pallida imitazione, e tutto aveva un orrendo sapore “industriale”. E allora si è rimboccata le maniche, ha comprato tutti i tipi di farina naturalmente priva di glutine, e ha iniziato a fare esperimenti assieme ai miei genitori. “Quando

credevamo di aver trovato il mix giusto – spiega Alba Gordini - la farina che ci serviva venne tolta dal commercio e dovemmo ricominciare da capo. Le nostre giornate erano un turbinio di farina di riso, mais, piselli, soia, castagne, cocco, ceci e alla fine, abbiamo trovato la formula vincente. A quel punto, fu chiaro a tutti che dovevamo trasformare il nostro chiosco di piadina tradizionale ed evolverci, diventare qualcosa di nuovo, di mai visto prima. Dei veri, autentici artigiani della tradizione romagnola, ma con l’abilità e le giuste attrezzature per servire anche una clientela che non può mangiare glutine. E così abbiamo raddoppiato il nostro chiosco creando una cucina gluten free al 100%. E il giorno dell’inaugurazione della nostra nuova “baracchina” è stato uno dei più gratificanti della mia vita”. E, forti del successo di aver realizzato prodotto gluten free identici agli altri con glutine, nel 2017, è stato aperto un laboratorio di pasticceria gluten free e dato il via a un’ulteriore trasformazione dell’attività e così è nato Romagna Free, l’ecommerce di piadina romagnola, prodotti da forno e pasticceria senza glutine con spedizioni in 24/48 ore in tutta Italia.

Sta arrivando il pomodoro del futuro Creare il pomodoro da industria del futuro: che sia di alta qualità e resistente alle malattie, che possa essere coltivato con un minore uso di fitofarmaci o pesticidi dimostrandosi sostenibile per l’ambiente, per il territorio e per le aziende produttrici. È questa la sfida raccolta dal progetto VA.PO. RE. “Valutazione, diffusione e introduzione di nuove varietà di pomodoro resistenti a peronospora e alternaria per la produzione di pomodoro da industria a minor impatto ambientale e maggior salubrità”, iniziativa realizzata nell’ambito del PSR 2014-2020

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Rese produttive più alte e resistenza alle malattie

Emilia-Romagna nella Mis. 16.1. Il progetto, di durata biennale, riunisce Tera Seeds, (Capofila del progetto), realtà sementiera di Gambettola (FC) specializzata nella ricerca, miglioramento genetico e riproduzione delle sementi che negli ultimi anni ha introdotto varietà innovative e apprezzate come Syraz, Cartizze e Rulander, Ri.Nova, ente di ricerca in ambito delle produzioni vegetali di Cesena (FC), Conserve Italia, azienda leader in Europa nel settore delle conserve ortofrutticole e titolare (tra gli

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altri) dei marchi Cirio e Valfrutta, e il CREA OF, principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari. Il progetto vede anche la partecipazione di Irecoop Emilia-Romagna (ente di formazione di Confcooperative), della cooperativa sociale FOR.B Onlus di Forlì e di diverse aziende agricole nel territorio regionale. “L’obiettivo del progetto – spiegano Enrico Belfanti, referente per Tera Seeds, e Stefania Delvecchio, responsabile del progetto per Ri.Nova – è quello di garantire alle aziende di trasformazione un pomodoro che sia, al tempo stesso, di elevata qualità, che garantisca ottime rese produttive e che sia resistente ai due grandi nemici fungini di questa produzione: peronospora e alternaria. In questo modo consegneremo all’industria un pomodoro buono, salubre e sostenibile per l’ambiente, per il consumatore e per le aziende produttrici, sia quelle impegnate nella produzione biologica sia per quelle che applicano i disciplinari di produzione integrata”.

Processo produttivo ecosostenibile

Le cosiddette varietà resistenti, infatti, garantiscono alcuni importanti vantaggi per gli agricoltori e per la collettività: “Le resistenze innate delle piante permettono di affrontare parassiti e malattie anche quando non è possibile effettuare trattamenti chimici in campo, magari per ragioni climatiche, oppure perché si sceglie di non farli: tutto il processo produttivo, in questo modo, diventa ancora più ecosostenibile”. Un pomodoro sempre più “green”, dunque: “I primi risultati sono molto incoraggianti – proseguono i ricercatori - e siamo partiti mettendo a dimora 20 diversi genotipi di pomodoro da industria selezionati fra centinaia di materiali, frutto della ricerca avviata già da anni e, alla fine del primo anno di progetto abbiamo ristretto la rosa a 4 varietà promettenti. Su queste varietà svolgeremo, nei prossimi mesi, prove ancora più approfondite dal punto di vista agronomico presso le

aziende biologiche aderenti al progetto: l’azienda Agricola Biologica Deltabio di Codigoro (FE), l’azienda Buttini Quirico, la Società Agricola Dune e l’azienda Telloli Tonino, tutte e tre del territorio di Mesola (FE), oltre alla Cooperativa Sociale FOR.B di Forlì (FC), specializzata nell’inserimento lavorativo per persone svantaggiate”. La sanità delle piante in campo sarà valutata dal CREA dove la Loredana Sigillo analizzerà i sintomi su foglie e frutti per individuare i ceppi fungini realmente diffusi in Emilia-Romagna e identificare le varietà efficaci nel contrastare alternaria e peronospora nel territorio regionale. A valutare i risultati qualitativi delle prove di campo saranno, invece, i tecnici di Conserve Italia: “Attraverso una serie di prove in laboratorio – proseguono Belfanti e Delvecchio – saranno valutati vari parametri di qualità e l’idoneità delle diverse varietà a venire trasformate tramite i processi industriali in passate, polpe e salse dei noti marchi Cirio e Valfrutta, veri capisaldi della dieta mediterranea e icone del made in Italy. Le analisi dimostreranno anche la maggior sicurezza e salubrità dei prodotti realizzati con le varietà resistenti senza compromettere le qualità chimico-fisiche e organolettiche dei trasformati”.

La diffusione delle buone pratiche

Il progetto prevede anche un’attività di formazione, a cura di Irecoop Emilia-Romagna, in partenza a breve, con lo scopo di diffondere i risultati del progetto e favorire la diffusione delle pratiche agronomiche messe in campo e perfezionate nel tempo fra gli agricoltori emiliano-romagnoli. Il corso di formazione si rivolgerà primariamente a tecnici e produttori e coinvolgerà docenti di grande esperienza che condivideranno conoscenze e tecniche nuove per gestire la coltura del pomodoro. “In un panorama spesso dominato dalla presenza di varietà frutto della ricerca estera – conclude Belfanti -, crediamo che VA.PO.RE. possa svolgere un ruolo importante nella valorizzazione della ricerca a livello nazionale e regionale, dando vita a un pomodoro di alta qualità, sviluppato per rispondere al meglio alle difficoltà climatiche e fitosanitarie del nostro areale e 100% emiliano-romagnolo, frutto di una filiera, che va dall’azienda sementiera all’industria di trasformazione, passando per gli enti di ricerca e le aziende agricole, espressione delle eccellenze del territorio regionale”.

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Le produzioni artigiane spina dorsale del mercato Ma vincono ancora le preparazioni tradizionali

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novazione che spesso reSono gli artigiani i grandi stano in mano alle realtà preparatori del cibo che fidi maggiore dimensione nisce tutti i giorni sulla noche hanno grandi capastra tavola. Certo, le grandi cità finanziarie. Anche se imprese non mancano e non mancano idee e nuofanno i grandi numeri, ma ve capacità di affrontare il è il tessuto produttivo “mimercato. “Sono trascorsi nore”(per dimensione, s’in2 anni di pandemia che tende) quello che tiene in certamente – spiega Jimpiedi la tradizione culinaria my Valentini responsabile e gastronomica nazionale, del settore alimentaristi di dai forni in avanti, e quello Cna Ravenna – non hanno che ora sta soffrendo in aiutato a progettare nuomaniera non sopportabile Con pandemia e caro materie prime vi investimenti e nuove a lungo la tenaglia rappredifficile progettare nuove iniziative imprese. Ora il problema sentata dal caro energia delle aziende è la soprave dal caro materie prime che stringe le imprese in un abbraccio che rischia di essere vivenza a due fattori negativi quali il caro energia e la scarmortale. Specie se dal caro materie prime si passa all’assen- sità di materie prime e alcune fondamentali per il packaza di materie prime (come sta succedendo per l’introvabile ging come scatole, vetro e cartone. E sul fronte dei prezzi la olio di girasole, per la gran parte prodotto con semi coltiva- grande distribuzione è molto restia ad aggiornare i listini e ti in Ucraina, piantagioni che con ogni probabilità per una questo crea grosse difficoltà alle nostre imprese che diverbuona parte mancheranno visto che da quelle parti hanno samente non hanno modo di compensare i maggiori costi altri problemi a cui pensare e con la forza maschile di lavoro che stanno subendo. Certo, la Gdo dice di difendere i cittutta impegnata in guerra. E il comparto dell’artigianato tadini dai rincari ma questo rischia di far morire le aziende alimentare resiste anche se è arroccato a prodotti tradi- che in un modo o nell’altro devono rientrare dai costi”. Una zionali e fatica a trovare la forza di seguire le rotte dell’in- problematica che finisce per incidere anche sulla programDOSSIER AGROALIMENTARE /2

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Non si ferma il business della piadina Fino a 800mila euro per un chiosco a Cervia

I chioschi di piadine come grande business. Quelli estivi lavorano 4 mesi tutti i giorni da mattina a notte (e alcuni anche di notte) ma a conti fatti, forse conviene, perché poi, quando lo si va a rivendere, se lo si vuole rivendere, nella zona di Cervia se ben collocato arriva a costare tra i 700 e gli 800mila euro. Del resto Cervia è la patria del chiosco dove le attività nascono come prolungamento delle cabine in spiagge. Sono facilmente riconoscibili, riprendono infatti la tipica forma delle cabine balneari a bande verticali colorate. Così Cervia vede la nascita e diffusione di speciali chioschi per la preparazione e la vendita della piadina. L’idea dei chioschi è nata proprio a Cervia su progettazione degli ingegneri Praderio e Santi allo scopo di creare uniformità all’immagine del servizio oltre ad inserirsi bene nell’ambiente paesaggistico cittadino. Fino agli anni ’60 la piadina veniva consumata nelle trattorie di campagna o nelle case dove veniva preparata dalle “azdore” con i metodi tradizionali. Successivamente, con l’intento di disciplinare l’attività dal punto di vista igienico sanitario, il Consiglio Comunale di Cervia approvò nel 1982 il “Regolamento per la produzione e vendita della piadina romagnola” per riconoscerne le caratteristiche di azienda artigiana. La forza della cabina cervese è quella di non essere diventata una specie di fast food ma di aver mantenuto saldo il principio che nel chiosco si serve la piadina e basta (e non hamburger o altro) e questo in termini di riconoscibilità paga tantissimo. E poi, economicamente non è da scartare. Chi fa la sola stagione stiva lavora praticamente senza sosta per 4 mesi ma poi ha i restanti per riposarsi; diverso il discorso di chi lavora con ritmi meno serrati tutto l’anno. In ogni caso, se ci si stufa e si vuole vendere, poi si vede che gli sforzi sono ripagati. Il mercato, infatti, le assorbe a prezzi che possono raggiungere gli 800mila euro. Non male.

mazione produttiva con il dilemma di fare scorte a prezzi alti senza aver la certezza di poter aggiornare i prezzi. Per i forni, ad esempio, la farina è aumentata del 58% mentre olio, strutto, uova e burro non meno del 30%. “Senza dire che le imprese alimentari – spiega ancora Valentini – sono molto Jimmy Valentini, responsabile settore alimentaristi energivore e assorbire il Cna Ravenna raddoppio delle bollette non è certo semplice”. Il risultato è che molti stanno lavorando in perdita sperando che la situazione dei costi cambi in fretta. Come si rimedia a tutto questo? Una strada è quella di mantenere viva la percezione della qualità del prodotto romagnolo nel consumatore. In questo senso le ConfarStefano Venturi, tigianato della Romagna Confartigianato Cervia stanno lavorando ad un progetto, che è già diventato realtà, che si chiama “Assapora la Romagna” nato a Ravenna nel 2019 e poi condiviso che ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze romagnole “mettendo in luce – spiega Stefano Venturi di Confartigianato Cervia – le aziende medio-piccole che fanno più fatica a trovare spazio sul mercato. Un settore che solo due mesi fa sembrava rivedere la luce e che ora è in difficoltà anche se alla fine mangiare si deve e in un modo o nell’altro le imprese andranno avanti”. Una nuova risorsa per molti artigiani del cibo è stata la possibilità di consumo sul po-

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sto di quanto prodotto in laboratorio. “Sì questa è stata una strada che molti hanno imboccato: qualche tavolino fuori dal locale ha rappresentato per molti una importante possibilità di sviluppo che ha creato qualche problema alla ristorazione ma ha consentito agli artigiani di andare avanti”. Così come, spiega Laura Pedulli di Cna Forlì-Cesena, si sta facendo strada la realtà di piccoli laboratori domestici (si veda articolo sotto) che utilizzano spazi dedicati e a norma della casa per produrre in piena regola, igienico-sanitaria e amministrativa, beni alimentari. “Siamo un mondo che non si piega di fronte alla crisi – spiega Laura Pedulli – anche quando ha subito le chiusure irrazionali basate silo su codici Ateco e che ora affronta con determinazione il cambiamento. Ora

puntiamo sull’estate che lo scorso anno fu ottima e speriamo che quest’anno si replichi. Le premesse ci sono tutte anche perché le tensioni internazionali, pur deprecabili, dovrebbero favorire il turismo interno”.

È il momento del cibo fatto in casa

produciamo circa 5 kg al giorno di lasagne ma possiamo farne anche di più a seconda della richiesta del mercato”. Eh già, il mercato… “Eravamo partiti molto bene – spiega Giuseppe Tangredi – rifornendo i vicini locali della piccola ristorazione, in particolare i bar. Poi ci sono state le varie chiusure da lockdown e abbiamo rallentato molto. Adesso stiamo ripartendo e guardiamo con attenzione al settore del catering e della zona mare che ci consente buone possibilità di lavoro. Ma abbiamo anche contatti con aziende di media dimensione e vediamo cosa ne esce”. La pasta viene realizzata secondo le modalità tipiche della lasagna romagnola, con un tipo di ragù spiega l’artefice del sugo, “che il fegato ti scoppia”, ma è stata avviata anche una linea di produzione gluten free regolarmente certificata e per la quale si osservano tutte le regole di separazione dal mondo ordinario non gluten free. Poi il prodotto viene abbattuto a -40 gradi e successivamente conservato a -23 gradi. Il tutto in una stanza dedicata, con attrezzature ad hoc. “Lo spazio per crescere c’è – spiega Giuseppe Tangredi – e noi vogliamo farlo. Ma sempre restando una piccola struttura famigliare di home food perché lavorare ci piace e fare da mangiare ancora di più”.

Nella cucina di casa “nascono” le lasagne ph. Shutterstock

Lei è del 1956, lui del 1952. Si chiamano Roberta Lorenzoni e Giuseppe Tangredi e abitano a Castrocaro. Giusto un paio di anni fa hanno deciso che fare i pensionati non faceva per loro e hanno deciso di dare dignità “professionale” a quello che facevano per parenti e amici. E cosi nasce “Lasagna di Romagna” una piccola impresa di home food – nel rispetto del Regolamento CE n. 852/2004 e n. 178/2002 e della linea guida DGR n. 394 del 31 marzo 2020 - che produce, appunto, solo lasagne. Raggiungiamo la coppia al telefono mentre fanno la spesa e possiamo parlare di azienda e prodotto con il, marito, Giuseppe, solitamente addetto alla preparazione del ragù. “Ci piaceva il concetto del fatto in casa – spiega Giuseppe Tangredi, vita precedente da rappresentante ma attualmente “collaboratore famigliare” quando si tratta di fare lasagne – e ci siamo agganciati ad una normativa europea che consente questo tipo di attività nel rispetto di precise norme igienico-ambientali e produttive. Avevamo una stanza in più e l’abbiamo adibita a laboratorio. Diciamo che

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Nel food i giovani trovano facilmente lavoro Dopo il diploma gli ITS Tech&Food aprono molte strade ph. Shutterstock

I vantaggi di scegliere Dopo il diploma inizia il momento di chiedersi: l’ITS Tech&Food “Cosa farò da grande?”. Per Gli Istituti Tecnici Superiochi ha voglia di mettersi ri sono quindi l’alternativa in gioco in un settore tra all’università che forma i più importanti in Italia giovani pronti da subito a e nel mondo, quello del entrare in azienda, con il Made in Italy nel settore vantaggio di poter iniziare a alimentare, può trovare mettersi in gioco fin dal priinteressante l’offerta formo giorno di lezione, grazie mativa della Fondazione all’opportunità di attivare ITS Tech&Food, in Emiliacontratti di apprendistato Romagna. Un percorso sul modello del sistema duaI tecnici in campo dalla produzione al dall’11 aprile sono aperte le tedesco. Il punto di forza marketing, dal packaging al design le pre-iscrizioni ai 4 corsi sta infatti nello stretto legadel biennio 2022-2024 me con le imprese e i diversi che fino ad ora ha consentito a 8 studenti su 10, alla fine territori. In Emilia-Romagna, la Fondazione ITS Tech&Food, del corso, di trovare un impiego in soli 12 mesi, perché il Accademia per Super-Tecnici dell’Industria Alimentare prosistema ITS è un sistema di eccellenza che opera a stretto pone quattro nuovi corsi in partenza in ottobre, il cui piano contatto con le aziende e in pochissimo tempo prepara di studi viene aggiornato ogni anno e progettato in stretfigure specializzate pronte ad essere inserite nel mondo ta collaborazione con le aziende, adattandosi alle nuove del lavoro. Inoltre, gli Istituti Tecnici Superiori sono carat- esigenze legate al tema del green e della sostenibilità amterizzati dall’ innovazione tecnologica e digitale, oltre che bientale. Non a caso, per questo ITS il tasso di occupazione da una forte vocazione “green”. Elementi essenziali per è in linea con il dato nazionale, e l’80% trova lavoro entro stare al passo coi tempi nel contesto di un’economia glo- un anno dalla fine del percorso. Tutti i corsi sono gratuiti bale che si muove velocemente in questa direzione. perché totalmente finanziati (eccetto un contributo iniziale da versare solo in caso di ammissione), e si svolgono tra DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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Parma, Reggio Emilia e Finale Emilia (Modena), in una delle più importanti “Food Valley” del Made in Italy. Inoltre, il 40% delle ore sono dedicate allo stage in azienda, mentre il restante 60% si svolge tra lezioni in aula, laboratori e webinar. Più del 70% dei docenti, infine, sono professionisti affermati che provengono dal mondo delle imprese.

Un percorso dal respiro internazionale

L’ITS Tech&Food punta su una formazione di tipo internazionale per i suoi studenti. La Fondazione, infatti, realizza attività all’estero con lo scopo di confrontarsi con le principali strutture del settore alimentare e con i più importanti eventi legati al food. Ad esempio, le famose fiere del settore alimentare “Anuga” a Colonia (Germania) e “Alimentaria” a Barcellona (Spagna). Ha poi attivato collaborazioni con IRTA, un importante Centro di Ricerca che opera nel settore dell’Industria Agroalimentare della Catalogna; con il Fraunhofer IVV di Friesing, uno dei principali centri di ricerca della Germania, nel settore del packaging e dell’innovazione di prodotto; con AANA, un’agenzia regionale francese per la tutela e la promozione delle produzioni agroalimentari della Nouvelle Acquitaine. Esiste inoltre l’opportunità di svolgere periodi di stage all’estero presso aziende del settore agroalimentare, laboratori o enti di ricerca, grazie ai finanziamenti Erasmus+ e a contributi propri della Fondazione ITS Tech&Food. L’ITS, inoltre, offre l’opportunità di svolgere un tirocinio extracurricolare all’estero, da effettuare dopo il diploma, ricorrendo ai fondi Erasmus+ e a contributi propri della Fondazione.

I corsi in campo

Nel dettaglio, i 4 corsi proposti dall’ITS Tech&Food formano tecnici superiori nel campo dell’industria alimentare, che rispondono alle richieste delle realtà produttive del territorio e che sono quindi pronti a svolgere il loro lavoro e a trovare occupazione subito dopo il titolo. I corsi durano due anni

(quattro semestri) per un totale di 2.000 ore (di cui 1.200 in aula e 800 di stage in azienda), alla fine dei quali si otterrà un diploma corrispondente al V livello del Quadro Europeo delle qualifiche EQF: si tratta di un livello intermedio tra il diploma di scuola superiore e la laurea. Le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì per 7 ore giornaliere con frequenza obbligatoria. Ma vediamo nello specifico i quattro corsi e i loro sbocchi professionali Tecnico Superiore per le tecnologie di progettazione e produzione alimentare Il corso forma figure specializzate nei processi di produzione e trasformazione degli alimenti, in grado di proporre soluzioni tecnologiche innovative per il controllo della qualità, per l’efficienza del processo produttivo e per la sostenibilità della filiera. Le lezioni hanno sede a Parma. Tecnico Superiore in digital marketing dei prodotti alimentari Il corso si svolge nella sede di Reggio Emilia. Il piano di studi e le attività di stage si concentrano sulla formazione di un tecnico specializzato nell’area commerciale-marketing per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy. Assume particolare rilievo in questo percorso lo studio del web marketing e dei social media, così come lo sviluppo di siti e-commerce per le vendite online. Tecnico Superiore per il design e il packaging alimentare Il professionista diplomato come tecnico superiore per il design e il packaging alimentare si occupa di progettazione di alimenti innovativi e di soluzioni di packaging in risposta alle tendenze evolutive del mercato. Effettuando attività di analisi ed interpretazione dei bisogni del consumatore, il giovane Tecnico apprende a sviluppare il prototipo alimentare, così come ad individuare materiali innovativi ed ecosostenibili per il confezionamento. Il corso si svolge nella sede di Parma. Tecnico Superiore per la gestione dell’ambiente e l’economia circolare nel sistema agroalimentare Questo tecnico superiore opera nel campo della tutela dell’ambiente nel sistema agroalimentare, sia nel settore primario che nell’industria di trasformazione. Si occupa di DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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gestire i processi produttivi secondo criteri di ecocompatibilità e sostenibilità, nonché di favorire la transizione al biologico e alla smart agriculture, fino all’applicazione nei processi produttivi dei principi dell’ economia circolare e della valorizzazione degli scarti. Il corso si tiene a Finale Emilia (Modena).

Come essere ammessi ai corsi

Per ottenere uno dei posti disponibili nei 4 corsi, si dovrà superare un processo di selezione, che prevede un test per l’accertamento della conoscenza della lingua inglese, un test sull’uso del PC e sul pacchetto Office, un test su elementi di base di biologia, chimica, fisica, logica e matematica e un colloquio motivazionale. Info: www.itstechandfood.it

Tecnologi alimentari ai vertici produttivi Con la laurea magistrale ruoli direttivi nelle imprese di ristorazione commerciale e collettiva, come specialista della vigilanza sull’igiene degli alimenti e come perito tecnico nei Tribunali. Il Tecnologo Alimentare è un esperto della qualità, della sicurezza e della sostenibilità del sistema agroalimentare. Tra le competenze specialistiche oggetto dell’attività del TA troviamo:

Il Tecnologo Alimentare (TA) regolarmente iscritto all’Ordine – esiste l’Ordine dei Tecnologi Alimentari dell’Emilia-Romagna, Toscana, Marche ed Umbria - riveste ufficialmente il ruolo di professionista abilitato ad esprimere competenze e pareri di tipo tecnico, legislativo e gestionale nel settore agro-alimentare. La figura del TA si inserisce nelle diverse filiere produttive per assumere ruoli di responsabilità nella conduzione e nel controllo dei processi di trasformazione, nella progettazione di nuovi alimenti nonché nell’analisi degli aspetti economici, socioculturali e ambientali delle filiere stesse, al fine di gestire la complessità dei sistemi agro-alimentari. Il Tecnologo Alimentare occupa tipicamente ruoli direttivi e operativi nelle imprese produttive e commerciali, progetta laboratori di produzione, verifica impianti di depurazione e recupero dei sottoprodotti, gestisce laboratori di analisi e di ricerca-sviluppo, dirige aziende che producono ingredienti, materiali, impianti e attrezzature, prodotti chimici per il settore alimentare, esercita attività di consulenza per Enti Pubblici e Imprese. Il Tecnologo Alimentare è figura autorevole come auditor dei sistemi di gestione qualità-igiene-sicurezza-ambiente, come docente e ricercatore, come esperto dei servizi

lo studio, la progettazione e la valorizzazione dei processi di produzione degli alimenti, dalla produzione primaria, alla GDO, alla ristorazione collettiva e commerciale, al recupero dei sottoprodotti, alla depurazione degli effluenti; le operazioni di marketing, distribuzione ed approvvigionamento delle materie prime e dei prodotti finiti alimentari, degli additivi e degli impianti. le analisi dei prodotti alimentari le ricerche di mercato e le relative attività lo studio della pianificazione alimentare per la valutazione delle risorse esistenti la loro utilizzazione anche in relazione alle esigenze alimentari e nutrizionali dei consumatori Il titolo professionale di Tecnologo Alimentare, in base all’attuale normativa disciplinata dalla legge 59/1994, spetta oggi ai soli laureati in Scienze e Tecnologie Alimentari – laurea quinquennale con il vecchio ordinamento o Magistrale (3+2) secondo il nuovo ordinamento del giugno 2007 – che abbiano superato l’Esame di Stato e siano iscritti all’Ordine dei Tecnologi Alimentari nella regione in cui hanno il domicilio professionale. L’iscrizione all’Albo è obbligatoria per esercitare la libera professione di TA. DOSSIER AGROALIMENTARE /2

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dal 15 marzo 2022

al 15 maggio 2021

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Forlì-Cesena

Ravenna

Buone prospettive per il terminal crociere. Nel 2022 sono previsti 106 attracchi, con una stima di circa 160.000 passeggeri presso l’area di Porto Corsini, di cui circa 130.000 dagli sbarchi e imbarchi dalle navi e 30.000 con solo transito. La nuova organizzazione avrà un forte impatto sia sull’assetto infrastrutturale, che su quelli dei controlli di sicurezza da parte delle Forze dell’Ordine e, principalmente, sulla viabilità in località Porto Corsini, anche perché nel periodo estivo le zone in questione sono anche interessate da un forte afflusso di turisti durante i fine settimana. Tutti i presenti hanno concordato nel mettere in campo tutti gli sforzi possibili per risolvere qualsiasi criticità che si dovesse presentare, in quanto l’accordo tra Autorità di Sistema Portuale e Royal Caribbean darà un forte impulso all’economia locale. ph. Shutterstock

22 marzo

Terminal crociere al lavoro

Per il 2022 previsti 160mila passeggeri

in collaborazione con:

Ravenna Rimini

’ RASSEGNA NOTIZIE

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Ravenna 13 maggio

La guerra non ferma il Porto

Nel trimestre traffici in crescita del 15,5%

Il Porto di Ravenna nel primo trimestre 2022 ha movimentato complessivamente 6.724.557 tonnellate, in crescita del 15,5% (oltre 900 mila tonnellate in più) rispetto al primo trimestre 2021 e del 5% rispetto allo stesso periodo del 2019 ante pandemia. Gli sbarchi e gli imbarchi –come comunica l’Autorità portuale - sono stati, rispettivamente, pari a 5.880.678 tonnellate (+20,3% sul 2021 e +6,4% sul 2019) e a 843.879 tonnellate (-9,4% sul 2021 e -4% sul 2019). Nel primo trimestre 2022 il numero di toccate delle navi è stato pari a 644, in crescita del 2,6% (17 navi in più) rispetto ai primi 3 mesi del 2021, ma con 8 toccate in meno rispetto al 2019. Il mese di marzo 2022 ha movimentato complessivamente 2.357.373 tonnellate, in crescita dell’11% rispetto al 2021 ma inferiori del 6,9% rispetto al marzo 2019. (foto Shutterstock)

Forlì-Cesena 11 maggio

Il rincaro dei mangimi manda in crisi gli allevamenti Le uova subiscono rialzi record dei costi

Il rincaro spaventoso del costo dei mangimi è un macigno sugli allevamenti avicoli dell’Emilia-Romagna. In forte difficoltà, a causa dei rincari delle materie prime che da mesi si abbattono sulle imprese avicole, ci sono 202 allevamenti di cui oltre la metà specializzati nella produzione di uova da consumo. A dirlo è Coldiretti Forlì-Cesena sulla base dell’indagine Ismea su costi e consumi in avicoltura. “Il settore è tra i più duramente colpiti dai rincari dove il 60% dei costi di produzione è rappresentata dai mangimi con aumenti medi dei costi correnti del 53% se consideriamo i principali fattori produttivi”, spiega Massimiliano Bernabini, Presidente Coldiretti Forlì-Cesena. (foto Shutterstock)

Rimini

12 maggio

Imprenditore di San Clemente si toglie la vita L’impresa di cui era titolare andava male

Imprenditore riminese ingerisce un bicchiere di acido muriatico e i medici non ce la fanno a salvarlo. È successo nel riminese e la vittima è un imprenditore di 60 anni, Claudio Fiori. Erano le 17.30 di martedì scorso quando il 118 ha ricevuto una telefonata con una richiesta di soccorso. L’ambulanza è arrivata immediatamente ma la situazione era critica e l’imprenditore è spirato presso la rianimazione dell’Ospedale Infermi di Rimini. I motivi del gesto non sono stati ancora noti né Claudio Fiori ha lasciato un biglietto in cui dava ragione del suo gesto. Di certo c’è che l’azienda di Fiori, la Sce elettronica di San Clemente specializzata nella realizzazione di quadri elettrici, non se la stava passando bene e l’imprenditore era stato costretto a chiudere i battenti. I dipendenti erano stati lasciati a casa ma gli stipendi erano stati pagati. (foto Shutterstock)

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Ravenna 4 maggio

Al largo il nuovo hub energetico

Terminale per il rigassificatore pronto entro 12 mesi

Ravenna si candida a hub nazionale per il gas. Il terminale marino di Ravenna permetterebbe tempi di attivazione della piattaforma di stoccaggio e rigassificazione inferiori ai 12 mesi, rispetto ai tre anni altrimenti necessari per la costruzione di una nuova struttura altrove. A pesare in positivo sarebbe anche il gioco di squadra, in un’operazione che vedrebbe la collaborazione fra Governo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Autorità portuale e l’intero comparto ravennate, insieme a Snam, che gestisce la rete di distribuzione del gas, e Saipem. Anche il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani sostiene il progetto. (foto Shutterstock)

Forlì-Cesena 5 maggio

La crisi arriva alle imprese Più cancellazioni che iscrizioni

In provincia 676 iscrizioni e 832 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio) di imprese, per un saldo negativo di 156 unità. Nel primo trimestre del 2022 iscrizioni stabili e cessazioni in ripresa. Il tasso di variazione trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto pari a -0,17%, in linea con quello regionale (-0,16%) e peggiore di quello nazionale (-0,02%). “Nonostante il noto e complesso scenario attuale, caratterizzato da elevati rischi a livello globale, a distanza di due anni dall’irrompere dell’emergenza sanitaria i numeri del Registro delle imprese segnalano in sostanza un parziale assestamento della natalità e mortalità delle imprese – dichiara Roberto Albonetti, Segretario generale della Camera di commercio della Romagna. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA 3 maggio

La regione aiuta le Unioni di Comuni In arrivo 9,7 milioni di sostegni

Oltre 9,7 milioni di euro di contributi per l’anno in corso destinati a rafforzare le capacità amministrative e organizzative delle Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna così anche da poter gestire con efficacia le risorse messe a disposizione dal PNRR e i fondi europei per la programmazione 2021-27. Questo con il via libera della Giunta regionale che ha approvato la seconda annualità del Programma di riordino territoriale 2021-2023 che incentiva la gestione associata di funzioni comunali mediante contributi alle Unioni del territorio dell’Emilia-Romagna. Alle risorse regionali si aggiungeranno quelle statali in corso di definizione. (foto Shutterstock)

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Rimini 4 maggio

La riduzione della Tari amplia il perimetro

Possono accedere allo sconto anche gli autonomi

Si amplia la platea dei possibili beneficiari delle riduzioni Tari, una manovra prevista dall’amministrazione comunale a sostegno delle famiglie e che consente di accedere ad uno sconto pari al 90% sull’importo a debito del tributo per il 2022, calcolato direttamente nella prossima bolletta. Con delibera approvata dalla Giunta comunale, l’Amministrazione infatti ha modificato uno dei criteri previsti per la presentazione delle domande di contributo, aprendo anche ai lavoratori autonomi la possibilità di accedere all’agevolazione. Il precedente bando, infatti, non li contemplava. (foto Shutterstock)

Ravenna 28 aprile

I negozi in centro sempre più in difficoltà Chiudono la Casa del rasoio e la Beneficienza

Non si fermano, purtroppo, le tristi chiusure dei negozi nel centro storico ravennate. Un fenomeno sempre in più rapida crescita di cui si parla da anni, ma per cui non viene fatto abbastanza, tanto che negli ultimi giorni si è dovuto dire addio ad altre due botteghe di riferimento per i ravennati: la “Casa del Rasoio” in via Gioacchino Rasponi che ha chiuso i battenti dopo più di 50 anni di attività e dopo quasi 100 anni chiude anche la merceria e negozio di abbigliamento “Alla Beneficienza” situato all’angolo fra via Gordini e via Cairoli. (foto Shutterstock)

Forlì-Cesena/Rimini 3 maggio

Cresce il commercio online

Nelle due province 464 aziende attive Deciso incremento delle imprese e-commerce nel periodo dell’emergenza sanitaria nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, con relativa crescita dell’incidenza sul totale delle imprese operanti nel commercio al dettaglio; in calo, invece, le imprese del commercio, escluso l’online. Tale incremento, pur consistente, risulta comunque inferiore alla variazione positiva che si riscontra sia in Emilia-Romagna sia in Italia. Al 31 marzo 2022, nel sistema aggregato Romagna – Forlì-Cesena e Rimini risultavano attive 464 imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet. Queste imprese rappresentano il 5,3% del totale delle attività del commercio al dettaglio (5,7% in Emilia-Romagna, 4,4% in Italia). (foto Shutterstock)

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EMILIA-ROMAGNA 27 aprile

Annalisa Sassi al vertice di Confindustria Resterà in carica fino al 2026

L’imprenditrice Annalisa Sassi (settore agroalimentare di Parma) è la nuova Presidente di Confindustria EmiliaRomagna per il quadriennio 2022-2026. È stata eletta all’unanimità dal Consiglio di Presidenza di Confindustria regionale, riunitosi a Bologna in occasione dell’incontro “50 anni! Radici e valori per il futuro” con cui gli industriali emiliano-romagnoli hanno celebrato il Cinquantennale dell’associazione regionale. Succede a Pietro Ferrari, che ha guidato Confindustria Emilia-Romagna da luglio 2017. «È un vero onore – ha dichiarato la neo Presidente Annalisa Sassi – rappresentare l’industria dell’Emilia-Romagna: ringrazio i colleghi per la fiducia che mi hanno riservato”.

EMILIA-ROMAGNA

Cesena

Il patrimonio rurale su rifà il look

Nuove prospettive per i giovani

Quasi 29 milioni di euro per sostenere progetti di restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale di proprietà di soggetti privati e del Terzo settore, o da questi detenuti a vario titolo, in Emilia-Romagna, per garantire che tale patrimonio sia preservato e messo a disposizione del pubblico. È il principale obiettivo dell’Avviso pubblico che mira a dare impulso ad un vasto e sistematico processo di conservazione e valorizzazione di numerosi edifici storici rurali e di tutela del paesaggio rurale, in coerenza con gli obiettivi dell’Investimento 2.2 “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” stabiliti nell’ambito del PNRR. (foto Shutterstock)

L’Amministrazione comunale di Cesena promuove il progetto Orient-attivi e si candida al bando pubblicato da Anci. Stimolare i giovani evitando che diventino “NEET”. A livello nazionale cresce a vista d’occhio il fenomeno dei giovani inattivi, non inseriti in un percorso di istruzione e formazione e neppure impegnati sul fronte lavorativo, tanto che spesso si parla di una “generazione perduta”. Proprio per scongiurare questo rischio e per stimolare i ragazzi e le ragazze dai 15 ai 30 anni, Anci ha pubblicato l’Avviso con lo scopo di individuare i Comuni o le Unioni di Comuni che, per rispondere a questa emergenza, hanno già avviato percorsi all’interno dei loro territori, con gli stakeholders e le associazioni locali. (foto Shutterstock)

21 aprile

Pronti 29 milioni per gli interventi

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22 aprile

Comune in campo per chi né studia né lavora


Ravenna 13 aprile

Inchiesta Mib Service al traguardo

Imprenditori del turismo sotto inchiesta

Dopo 5 anni dal primo controllo della GdF, datato 2017, si chiude l’inchiesta della Procura di Ravenna, guidata in questo caso dalla Pm Monica Gargiulo, partita dalla società Mib Service. Sono 64 gli imputati a cui è stato notificato l’avviso di fine indagini. Si tratta di imprenditori del turismo della provincia, alcuni anche molto noti, i quali sfruttavano i servizi della Mib Service. Secondo l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, che ha anche effettuato diversi sequestri nel corso degli anni, questi servizi nascondevano una maxi truffa ai danni del fisco (9,5 milioni di euro), effettuata tramite un sistema di assunzione dei lavoratori stagionali. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA 13 aprile

Fissato il prezzo per il pomodoro da industria Riparte (in ritardo) la campagna 2022

Si è chiusa a 108,5 euro a tonnellata la lunghissima trattativa sul prezzo del pomodoro da industria per la campagna Nord Italia 2022, con la firma a Parma dell’accordo quadro tra Op (organizzazioni dei produttori) e Industria. “C’è soddisfazione per il patto raggiunto ma non entusiasmo”, è il commento del presidente dei produttori di pomodoro di Confagricoltura Emilia-Romagna, Giovanni Lambertini, che non nasconde la preoccupazione per le bizzarrie del clima, con l’incognita della scarsa disponibilità d’acqua. “Pesa anche – aggiunge Lambertini – la perdita di superfici investite nel bacino del centro Nord, intorno al – 15-20%, dovuta all’estenuante braccio di ferro (oltre due mesi) tra agricoltori e imprese di trasformazione”. (foto Shutterstock)

Ravenna 27 aprile

L’auto sbarca nel centro commerciale Parte l’iniziativa di Moreno in città

Toyota Motor Italia ha affidato al gruppo Moreno il compito di allestire il primo Retail Concept d’Europa all’interno di un centro commerciale. L’operazione si è resa possibile trovando il placet della dirigenza del gruppo IGD che si è dichiarata interessata ad esplorare questo nuovo modo di avviare un rapporto di consulenza con il cliente automotive. A Ravenna sarà inoltre allestito uno spazio esterno nel quale potere effettuare test-drive ed usufruire del servizio car-sharing.

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Ravenna 13 aprile

La Cassa di Ravenna archivia un buon 2021

Patuelli rieletto alla presidenza della banca

L’assemblea della Cassa di Ravenna spa ha approvato all’unanimità i risultati individuali della Cassa e consolidati di Gruppo relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021, illustrati dal Direttore Generale Nicola Sbrizzi. La raccolta complessiva da sola Clientela è salita a 9.963 milioni di euro (+ 8,8%). Cresce anche il sostegno alle attività economiche di imprese e famiglie, con impieghi che hanno raggiunto i 3.216 milioni di euro (+7,1%). L’utile netto della Cassa di Ravenna Spa è cresciuto a 19,693 milioni di euro (+17,10%) cosa che consente un dividendo di 40 centesimi per azione. Il consiglio di amministrazione si è immediatamente riunito e ha rieletto per acclamazione Antonio Patuelli a Presidente, Giorgio Sarti a vice presidente vicario e Francesco Gianni a vice presidente.

Forlì-Cesena/Rimini 20 aprile

Oltre 8mila assunzioni nelle 2 province Riparte il mercato del lavoro

Le assunzioni previste nelle province di For lì- Cesena e Rimini per il trimestre aprilegiugno 2022 sono 37.100, secondo Excelsior Informa, il Bollettino mensile con orizzonte trimestrale sui fabbisogni occupazionali delle imprese industriali e dei servizi, realizzato da Unioncamere, Anpal e dalle Camere di commercio italiane. Il trimestre in corso ed il mese di aprile registrano una maggior previsione di entrate rispetto allo stesso periodo del 2021. Su base nazionale, gli ingressi previsti nel mese di aprile sono 368.000, di cui ancora il 9,4% (34.700) in Emilia-Romagna. Il 24,2% del dato regionale, pari a 8.410 ingressi previsti, attiene all’area di competenza della Camera di commercio della Romagna, con un balzo in avanti rispetto al mese di marzo di 7,3 punti percentuali. Di queste entrate previste, l’80-84% saranno nella forma contrattuale del tempo determinato. (foto Shutterstock)

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Rimini 7 aprile

Oltre 3 milioni per il Fellini Più manutenzione in aeroporto

Sono stati finanziati due interventi, uno di adeguamento alle norme e l’altro per la manutenzione della pista dell’aeroporto di Rimini, attuati dalla società di gestione AIRiminum, per 3 milioni di euro, a fronte di un costo complessivo di 3,5 milioni. Li ha assegnati alla Regione Emilia-Romagna il Comitato per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile quale anticipo delle risorse previste dal Fondo sviluppo e coesione (Fsc) 2021-2027. “L’anticipo del Fondo di coesione sociale - afferma l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Andrea Corsini- è una buona notizia per il tutto il territorio. Si tratta di fondi importanti per la manutenzione dell’aeroporto di Rimini”. (foto Shutterstock)


EMILIA-ROMAGNA

30 marzo

I primi frutti del Pnrr In regione arrivati quasi 4 miliardi

Già assegnati quasi 4 miliardi, 230 amministrazioni coinvolte dal Pnrr che dovrà concludersi con la costruzione di una regione nuova, più moderna e sostenibile. Dalle Case della Salute e la medicina di territorio ai progetti per la qualità dell’abitare. Dall’edilizia scolastica, con i primi 46 interventi in tutta la regione, ai nidi e i servizi per l’infanzia. Dal Metromare di Rimini e la tramvia di Bologna al potenziamento del Porto di Ravenna. Ancora: dagli interventi di messa in sicurezza e prevenzione idrogeologica alla rigenerazione del Po, dalla promozione del Delta in chiave naturalistica, ambientale e di turismo alle grandi ciclovie nazionali. Fino alla rigenerazione urbana che soppianta il consumo di suolo e la rinascita dei borghi. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA 6 aprile

Il vino continua la sua corsa

La regione vale il 16 % del prodotto nazionale Uno studio Nomisma-Unicredit mette in luce che in regione si concentra circa il 16% (circa 8milioni di ettolitri) della produzione vitivinicola nazionale. L’incidenza dei vini DOP, circa il 50%, si attesta sotto la media nazionale (69%) e resta ancora alta la quota dei vini generici. L’Emilia-Romagna, inoltre, esprime il quinto vigneto a livello nazionale per estensione dedicata al biologico (oltre 5.500mila ettari), con una percentuale del bio rispetto alla superficie viticola regionale del 10,6%, mente la media nazionale è del 17%. Un ruolo importante per la crescita del comparto vitivinicolo della regione è rappresentato dalle esportazioni che segnano un +41,9% nell’ultimo quinquennio (26,5% la media nazionale). (foto Shutterstock)

Ravenna 9 aprile

Movimentazione di merci al porto in salute Il 2022 parte alla grande anche rispetto al 2019

Il porto di Ravenna nei primi due mesi del 2022 ha registrato una movimentazione complessiva di 4.332.094 tonnellate, non solo in crescita del 17,2% (quasi 635 mila tonnellate in più) rispetto allo stesso periodo del 2021, ma anche in aumento dell’11,9% sui volumi complessivi del 2019, andamento che conferma il positivo avvio di quest’anno e il superamento dei volumi ante pandemia. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 3.817.532 tonnellate (+22,6% sul 2021 e +14,7% sul 2019) e a 514.562 tonnellate (-11,8% sul 2021 e -5,4% sul 2019). Nel periodo gennaio-febbraio 2022 il numero di toccate delle navi è stato pari a 415, con una crescita dell’1,9% (8 navi in più) rispetto ai primi 2 mesi del 2021, e con 10 toccate in più rispetto al 2019. (foto Shutterstock)

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Ravenna 27 marzo

Artigiani del cibo e bar-ristoranti

Sì alla consumazione fuori dal negozio

Un’ordinanza del Comune di Ravenna proroga fino al 31 dicembre il provvedimento che aveva esteso alle attività artigianali e commerciali già autorizzate a far consumare sul posto i prodotti alimentari la possibilità di recuperare all’esterno i posti previsti per il consumo all’interno dei locali, qualora non utilizzabili, nonché di ampliare le superfici occupate all’esterno, così come per le attività di somministrazione di alimenti e bevande sulla base della normativa nazionale fino all’anno scorso e da quest’anno anche grazie a provvedimenti del Comune. Si tratta di una delle molteplici misure di sostegno alle attività colpite dalla crisi dovuta all’emergenza sanitaria. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA

Ravenna

Agricoltura sempre più in secca

L’economia è ripartita nel 2021

L’irrigazione delle colture è centrale. E tra gli interventi chiave per fronteggiare la cronica mancanza d’acqua ci sono l’ammodernamento e la razionalizzazione dei sistemi irrigui e la creazione di nuovi invasi. Va in questa direzione il bando del Programma di sviluppo rurale (misura 4.1.03), aperto fino al 20 giugno 2022 rivolto ai consorzi irrigui costituiti da imprese agricole. Le risorse ammontano a 7 milioni di euro su progetti per un valore massino fino a 1,2 milioni di euro e minimo di 100 mila euro. Gli investimenti riguardano la realizzazione o l’ampliamento di invasi ad uso irriguo, anche utilizzando ex cave, opere accessorie come recinzioni, scalette di risalita o cartelli, sistemi per la gestione della rete idrica per la distribuzione dell’acqua da invasi. (foto Shutterstock)

Nel 2021 produzione al +11%, fatturato al + 11,3 % e vendite all’estero al +14%, ma già pesano sull’economia ravennate gli effetti della crisi energetica, le crescenti tensioni geopolitiche e la mancanza di materie prime. È quanto è emerso nella riunione dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ravenna che si è svolto alla presenza dei vertici delle associazioni di categoria e di Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere EmiliaRomagna. Gli indicatori, in particolare, del commercio estero, elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat e riferiti al 2021, hanno registrato per le vendite ravennati sui mercati internazionali, in netta accelerazione, un valore pari a 5.054 milioni di euro, valore che corrisponde ad una variazione tendenziale positiva del +25,2%. (foto Shutterstock)

29 marzo

In arrivo 7 milioni per irrigare

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29 marzo

Ma la crisi energetica e la guerra pesano


Ravenna

18 marzo

Navi rigassificatrici al largo

Per l’Autorità portuale nessun problema

L’Autorità Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale sostiene la candidatura di Ravenna quale sito per accogliere una nave rigassificatrice. “Al largo del porto di Ravenna – ha dichiarato il presidente dell’Autorità Portuale, Daniele Rossi – è già presente un terminale marino pronto per il trasporto a terra del gas e l’immissione nella rete nazionale di distribuzione. Qualora il Governo dovesse acquisire la disponibilità di una nave rigassificatrice, utilizzare le strutture offshore già presenti al largo del porto di Ravenna per il trasporto a terra del gas e la consolidata esperienza delle aziende del territorio consentirebbe una reale, tempestiva e sicura diversificazione delle fonti di approvvigionamento”. (foto Shutterstock)

EMILIA-ROMAGNA 16 marzo

Fondo investimenti al via

In arrivo 55 milioni a tutto campo Dalla mobilità sostenibile alle infrastrutture viarie e portuali, dalla rigenerazione urbana alle Unioni Comuni, fino al potenziamento della telefonia in montagna e del wi-fi sulla costa adriatica. E ancora un supporto a beni culturali e Case rifugio antiviolenza, nonché il sostegno ai comuni emiliano-romagnoli maggiormente colpiti dalla pandemia. Sono i settori di intervento, decisi dalla Regione, che beneficeranno dei 55 milioni di euro stanziati dal Governo nell’ambito del Fondo investimenti delle Regioni a Statuto ordinario. La Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, nel corso dell’ultima seduta ha definito i criteri per la ripartizione delle nuove assegnazioni del Fondo, che verranno attivate tra il 2022 e il 2024. (foto Shutterstock)

Rimini 22 marzo

Fondi a disposizione per chi va in bici al lavoro Pronti contributi chilometrici e costi light di deposito

Sono stati approvati in questi giorni dalla Giunta comunale di Rimini le iniziative da candidare nell’ambito del progetto regionale “Bike to Work”per incentivare gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta e per la riduzione del costo del deposito delle biciclette presso le Velostazioni. La prima azione si riferisce a incentivi chilometrici per gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta ai dipendenti di aziende che usano la bicicletta in sostituzione dell’autoveicolo privato, per un massimo di 20 centesimi a km e 50 euro mensili cadauno. L’altra forma di incentivi prevista dall’Amministrazione comunale, riguarda la riduzione del costo del deposito delle biciclette presso le Velostazioni, o altri depositi di interscambio modale che siano convenzionati con il Comune. (foto Shutterstock)

RASSEGNA NOTIZIE

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Forlì-Cesena

Ravenna

Rimini

Romagna24economia Magazine di economia, affari, impresa e società Inchiesta a cura di Giorgio Costa

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n°3 | anno 2 | maggio 2022

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