GIUGNO 2013 mensile anno 4 numero 6
Alberi in posa a pag. 3
Natura docet
Ortaggi senza passaporto a pag. 7
a pag. 5
L’Italia a due ruote a pag. 8, 9 Energia sotto i piedi a pag. 11
Abitare ad alta efficenza a pag. 13
Decollare a km0 a pag. 15
Ritorno al futuro
redazione.biosfera@edititalia.it
Questo mese parliamo di quante opportunità abbiamo per contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente e del nostro benessere. Per promuovere ed incrementare la mobilità dolce e sostenibile nei nostri centri urbani, a maggio si è tenuto il “Giretto d’Italia”, una gara fra città che premia quelle nelle quali è più comune e oggettivamente “quotidiano” l’u-
so delle due ruote per andare in giro. 23 città per una sola maglia rosa. Chi sarà stata la città vincitrice? Nelle domeniche di maggio, anche quest’anno, è stato possibile visitare le Fattorie – mille iniziative per grandi e piccini per apprezzare e vivere in prima persona il lavoro della campagna. La novità dell’edizione 2013: il Galateo del Visitatore e quello del
Fattore: conoscersi e conoscere per stare bene insieme. I numeri della manifestazione. Andare al mercato e fare la spesa fra banchi, voci e colori: attenzione alle etichette e alla tracciabilità di quello che acquistate. Lo sapevate che solo il 20% dei prodotti nei mercati rionali è correttamente esposto? Il WWF richiama l’attenzione sulle
oasi naturali e lancia una raccolta di fondi per la salvaguardia dei tesori del nostro patrimonio ambientale. E poi ancora i segreti e le prospettive della geotermia, l’”Adriatic Model Forest” per la comprensione e la gestione del patrimonio boschivo, il futuro dell’energia eolica nel nostro paese e la Giornata della Terra, passando per il Green Deal all’italiana.
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Soggetto attuatore
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Adriatic Model Forest Vedere l’albero e... anche la foresta Dall’8 al 10 maggio il Comune di Ferrara ha ospitato il Meeting internazionale “Adriatic Model Forest”, ricevendo i partner transfrontalieri con i quali, grazie ad un finanziamento europeo, collabora ad un progetto incentrato sulla gestione forestale. All’incontro, occasione di studio e confronto allargato all’Europa, a fianco del Comune di Ferrara (unico rappresentante italiano) sono intervenuti venti partner del progetto provenienti da Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Grecia Montenegro e Serbia, con capofila l’Istituto per la Ricerca Forestale della Croazia. L’idea di ‘Model Forest’ o Foresta Modello proviene dal Canada e pre-
vede una forte partecipazione della comunità locale alle scelte gestionali e di pianificazione del territorio, per arrivare alla definizione di programmi operativi condivisi e trasparenti incentrati sul ruolo multifunzionale delle foreste stesse. L’obiettivo principale del progetto è pertanto la gestione delle foreste intese come risorse, ma con un approccio multisettoriale e transnazionale. Il Comune di Ferrara ha aderito al progetto “A.M.F - Adriatic Model Forest” attraverso il ‘Programma di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico’ diretto a supportare il processo di adesione all’Unione Europea dei Paesi potenziali candidati e con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo sostenibile della Regione Adriatica. Nell’ambito del percorso operativo il Servizio Ambiente del Comune di
Ferrara in collaborazione con il Museo di Storia Naturale sarà chiamato alla realizzazione di una rete di aree boschive con caratteristiche specifiche di pianura fortemente antropizzata. Il Bosco di Porporana rappresenterà il punto di partenza per la definizione di azioni volte alla gestione di aree con forti peculiarità naturalistiche ma caratterizzate da un’alta fragilità, proprio a causa dalla forte incidenza antropica del territorio in cui sono inserite. Il Meeting di Ferrara - uno dei diversi incontri internazionali previsti – ha proprio avuto lo scopo di focalizzare le aree della regione Emilia Romagna coinvolte nella progettualità. Di queste aree sono state definite le criticità e le opportunità, poi i risultati di questo studio sono state poi confrontate con tutti i territori europei coinvolti nel progetto.
Tre le giornate del meeting, che si è tenuto all’hotel Carlton in via Garibaldi, con un programma che ha visto mercoledì 8 maggio - dopo i saluti di apertura degli assessori all’Ambiente comunale Rossella Zadro e provinciale Giorgio Bellini - la presentazione di buone pratiche nel campo della gestione forestale e un inquadramento di alcuni territori forestali della Regione Emilia Romagna che meglio si prestano alla realizzazione degli obiettivi di progetto. Il secondo giorno, giovedì 9 maggio, gli ospiti sono stati coinvolti nella visita di specifiche aree del territorio ferrarese per prendere contatto con la realtà locale mentre l’ultimo giorno, venerdì 10 maggio, ci si è concentrati sulle relazioni di tutti i partner di progetto in merito alle rispettive realtà territoriali.
4. territorio
Forlì dopo il maltempo A fine inverno si fa la conta dei danni Sono 372, tra frane e criticità idrauliche. 44 le persone evacuate, 19 località e le abitazioni isolate. Sul sito della Protezione civile il Report dei dissesti idrogeologici e idraulici avvenuti da Piacenza a Rimini nei mesi di marzo e inizio aprile 2013 racconta di una situazione gravissima, causata – per lo più – da problematiche pregresse troppo a lungo trascurate. “Con i tagli dei fondi per le Amministrazioni locali – lamentano i Sindaci – non riusciamo a far fronte alle necessità di manutenzione delle strade
e dei canali che solcano il nostro territorio. Il risultato è quello che vediamo: politiche ambientali scellerate e le scarsissime disponibilità economiche si fondono in disagi per le comunità ma – soprattutto – in reale pericolo per tutte le persone. Senza contare che le operazioni di ripristino costano più di ogni qualsiasi forma di prevenzione del danno”. Lo studio realizzato dall’Agenzia regionale di Protezione civile, dai servizi regionali Geologico, sismico e dei suoli, e Difesa del suolo, della costa e bonifica, in collaborazione con i servizi tecnici di bacino e le Province, fornisce i dati provincia per provincia, con indicati i diversi eventi (frane, criticità
idrauliche) e i danni causati (edifici a rischio diretto, attività produttive a rischio diretto, ponti crollati, strade interrotte, località/abitazioni isolate); c’è il dettaglio delle evacuazioni (persone e abitazioni), divisi per località e tipologia dell’evento, e il quadro cartografico delle segnalazioni. I dati vengono aggiornati quotidianamente e sono disponibili per tutti i cittadini. Nel territorio forlivese cesenate si sono registrate ben 14 frane che fortunatamente non hanno portato all’attivazione di nessuna operazione di evacuazione, tanto meno hanno aumentato il fattore di rischio diretto agli edifici o alle aziende produttive presenti in zona. In tutto questo,
sono state 2 le interruzioni totali delle strade senza alternative e questo ha portato all’isolamento completo di altrettante località. Le abbondanti precipitazioni hanno portato, invece, al crollo di un ponte isolando completamente una località. I dati collocano il territorio provinciale dunque nella bassa fascia di rischio e danno conseguente al maltempo. Meno colpite di Forlì Cesena, infatti, risultano solo Rimini (3 episodi totali) e Ravenna (1 evento franoso). I territori più “martoriati” da frane, smottamenti e fattori idraulici sono Parma (100 eventi totali), Reggio Emilia (101) e Modena (98).
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Piccoli fattori crescono Coltivare il legame con la natura A maggio, in Emilia Romagna, per tre domeniche consecutive - il 5, 12 e 19 maggio – si è rinnovato l’appuntamento primaverile con Fattorie aperte, giunto alla sua 15° edizione. L’iniziativa, come sempre, si è snodata all’insegna della riscoperta della terra, dei prodotti naturali e della cultura rurale come opportunità di un nuovo e più sano stile di vita. Sul territorio emiliano-romagnolo sono 179 le aziende agricole che hanno accolto i visitatori, amanti dell’aria aperta e della buona tavola, da Piacenza a Rimini, oltre ai musei del
gusto e della civiltà contadina, dove mentre si impara si possono degustare i sapori e conoscere i mestieri d’un tempo. Fattorie Aperte è stata, come sempre, anche un’occasione di svago anche per i più piccoli: attraverso un ricco programma di visite e laboratori esperienziali i bambini sono stati coinvolti in attività ludiche a tema, che li hanno condotti a scoprire le attività dimenticate, da come fare il pane e sperimentare ricette tipiche, raccogliere la legna ed entrare in una falegnameria pensata per loro, socializzare con gli animali. In questo clima di gioco, grandi e bambini hanno potuto riavvicinarsi alla natura e ritornare alla terra, cono-
scerne i segreti, i doni, la generosità, assaporando il gusto di un’alimentazione sana, genuina, profondamente legata al territorio, alle sue caratteristiche e alle sue tradizioni. Fattorie aperte anche in questa edizione ha proposto le visite ai musei del gusto e del mondo rurale nelle vicinanze delle fattorie: un modo per valorizzare il territorio mostrandone una visione integrata che unisca tutte le sue qualità, e dalla voglia di un ritorno alla terra come vera riscoperta di un mondo con usi, costumi e linguaggi propri. Nel programma dell’evento sono stati inseriti il vademecum del buon visitatore e il galateo del fattore: dei simpatici consigli che aiutano a ri-
spettare la natura, il lavoro agricolo e a stare bene insieme. Nel Galateo, ai visitatori veniva suggerito di comportarti nel modo più ecologico possibile: consumare poco, disturbare meno ancora, con particolare rispetto verso gli animali, mentre al fattore competeva l’accoglienza e la cortesia, l’ascolto e la comprensione delle esigenze dei visitatori. Il legame fra le persone e la natura, come coltivato in queste iniziative come Fattorie Aperte, è un nuovo trend nelle proposte di svago ma anche di servizi: sono molti i centri e le fattorie che si sono attrezzate ad hoc e che, da giugno, proporranno campi estivi extra-scolastici per ragazzini in età scolare.
6. ambiente
Deserto di cemento L’oasi che non c’è Le oasi del WWF rischiano di scomparire: è questo l’allarme lanciato dal WWF in Italia di recente. Il cemento divora sempre più di più e sempre più rapidamente e per non perdere tutto il terreno conquistato negli anni – o sarebbe meglio dire salvaguardato – è necessario trovare nuove strategie di conservazione delle oasi stesse. “Ripartire dalle oasi si può. Anzi, si deve”. È questa la campagna fondi lanciata dal Wwf. L’obiettivo? Salvare la natura italiana. Sono più di 100, infatti, le aree protette e curate dal WWF che sono aperte al pubblico, come un grande parco che si estende dalle Alpi alla Sicilia, per un totale di 37 mila ettari verde.
Questo delle oasi è però un patrimonio che rischia di scomparire, come sempre a causa dell’uomo e della sua fame indiscriminata di territorio. Negli ultimi 50 anni, infatti, le aree urbane sono aumentate del 3,5%, “mangiando” quasi 600 mila ettari di spazio. Secondo calcoli recenti, vista a crescita demografica e i flussi di migrazione, nei prossimi vent’anni il cemento divorerà in media 75 ettari di verde al giorno. Senza contare la situazione critica del rapporto del territorio italiano con l’acqua: su 8,000 chilometri di coste conserva un adeguato stato di naturalità solo il 30%, il 70% dei Comuni è interessato dal dissesto idrogeologico mentre il 17% viene considerato sensibili ai fenomeni di desertificazione. Per questo il WWF ha deciso di partire con una nuova campagna di rac-
colta di fondi: gestire le oasi e farle vivere, renderle e mantenerle sempre più fruibili. Sono tanti i tesori del nostro territorio che bisognerebbe conservare con amore e lungimiranza. In previsione c’è anche nel corso del 2013 l’apertura di due nuove aree verdi: una “Casa per l’orso in trentino”, specie in via d’estinzione, con circa 50 esemplari sulle Alpi, meno di 100 in tutta Italia; e “una spiaggia sostenibile in Sardegna”, per proteggere una delle coste più selvagge del nord dell’isola, aprendo a un turismo responsabile e non invadente. ubblico ed inoltre istituirne delle altre per impedire l’avanzata delle ruspe. Perciò, dal 5 al 26 maggio, il Wwf ha chiesto ai cittadini di sostenere le sue oasi con una donazione di 2 euro tramite sms e per sostenere
la campagna di raccolta fondi sono stati organizzati numerosi eventi in tutta Italia. Fra questi, il 19 maggio per la “Giornata oasi Wwf”, le aree verdi sono state aperte gratuitamente con iniziative per ogni età. Per l’occasione all’Oasi delle Dune Fossili di Massenzatica è stato proposto un programma speciale, molto apprezzato dai visitatori. Oltre l’apertura del Centro Visite dell’Oasi con presidio informativo WWF, durante la giornata è stato disponibile un piccolo punto ristoro ad offerta libera con prodotti tipici locali. Affollata la visita guidata del mattino, durata circa un paio di ore, per osservare in particolare la flora e gli invertebrati. Al termine dell’escursione i bambini sono stati impegnati in un interessante laboratorio didattico.
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Questione di ‘etichetta’ E tu l’hai letta? Visti i tempi e la necessità di reperire prodotti freschi, sani e possibilmente a buon prezzo, sta ritornando sempre più in auge l’uso di fare la spesa nei mercatini rionali. Colorati, vivaci, un tempo non troppo lontano erano la cartina di tornasole del benessere di un quartiere; oggi forse lo sono meno ma – comunque – conservano un loro fascino rispetto ai grandi centri di distribuzione. Secondo il recente rapporto del Rapporto del Movimento difesa del cittadino, però, solo due banchi su dieci di ortofrutta sono in regola con le norme di etichettatura vigenti. Nonostante l’Italia sia il paese europeo con il maggior numero di prodotti alimentari certificati (DOP e IGP), nei mercati rionali, origine e varietà sono informazioni che
ancora latitano, quanto meno nei banchi di frutta e verdura. L’associazione ha visitato 122 banchi in tutto il territorio nazionale tra novembre 2012 e febbraio 2013 e nonostante il consumatore sia diventato sempre più esigente in merito alla richiesta di informazioni sulla provenienza e la varietà, non sembra che questa esigenza sia sentita quando ci si indirizza ad acquistare frutta e verdure tra le tante e colorate bancarelle dei mercati di quartiere. Pare, addirittura, che dal 2008 – a fronte di normative più chiare e stringenti - la situazione sia peggiorata, visto che 5 anni fa risultavano in regola 4 banchi su 10, mentre oggi sarebbero solo il 20%. Nel dettaglio, questa la situazione, non certo confortante per l’ortofrutta: a parte l’indicazione del prezzo, presente nell’86% dei casi, solo nel 47%
dei casi è indicata l’origine, nel 65% la varietà e nel 26% la categoria. Secondo l’Mdc: “La mancanza di etichette regolamentari possono spesso nascondere vere e proprie pratiche illecite come la frode in commercio per vendita di prodotti ortofrutticoli esteri come italiani, oppure convenzionali come prodotti da agricoltura biologica.” Anche comprare il pesce al mercato rionale può diventare terreno insidioso: secondo lo studio di Mdc, sui prodotti ittici la situazione delle etichettature per la tracciabilità è persino peggiore che nel campo dell’ortofrutta. Denominazione commerciale della specie, metodo di produzione, origine e prezzo: sono queste infatti le informazioni obbligatorie per i prodotti ittici venduti presso i mercati rionali e presenti al completo nel 45% del campione esaminato nell’ambito dell’indagine
nei mercati rionali sull’etichettatura. L’informazione più presente in etichetta è il prezzo (93%), seguita dalla denominazione commerciale della specie (84%). Come si registrava anche negli anni passati, sono il metodo di produzione e la zona di cattura le informazioni più assenti, spesso per noncuranza dei venditori o forse per nascondere truffe a danno del consumatore. Una frode molto diffusa è quella di vendere pesce allevato per pescato. Non vi sono diversità dal punto di vista della sicurezza alimentare, mentre dal punto di vista della qualità la consistenza delle carni del pesce pescato è più apprezzabile. In questo caso quello che fa veramente la differenza è il prezzo: una spigola allevata costa in media 12 euro al chilo, mentre una omonima pescata nel Mediterraneo potrebbe sfiorare anche i 30.
8. muoversi
Giretto ‘Campionato nazionale di ciclabilità urbana’ Torna in pompa magna quest’anno il “Giretto d’Italia”, ovvero il Campionato Nazionale di ciclabilità urbana, il cui scopo è quello di convincere le amministrazioni a liberare i centri urbani dal traffico e dall’inquinamento. Il terzo campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato da Città in bici, Fiab e Legambiente, che si terrà il 9 maggio in 23 Comuni italiani.
Per l’occasione nelle città prescelte avrà luogo un vero e proprio conteggio in strada del numero di persone che utilizza la bicicletta nei propri spostamenti quotidiani. A vincere la “maglia rosa” sarà la città che riuscirà a contare il maggior numero di bikers in rapporto ad auto e scooter, grazie a delle postazioni di controllo che rileveranno i passaggi tra le 7.30 e le 9.30 della giornata di giovedì. I 23 centri urbani (Bologna, Bolzano, Brescia, Carpi, Ferrara, Firenze, Genova, Grosseto, Milano, Modena, Padova, Parma, Pesaro, Pisa, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Saron-
no, Schio, Torino, Trento, Venezia, Vicenza) si sfideranno tra loro suddivisi in tre categorie: città piccole, medie e grandi. Saranno conteggiate due categorie di veicoli: le biciclette e i mezzi a motore esclusi i bus, cioè automezzi e due ruote a motore, che circolano in direzione di ingresso verso il centro città. I check-point dovranno essere posizionati su strade dove non ci sono limitazioni al traffico e non immediatamente a ridosso delle aree ztl, ma ad almeno 300 metri di distanza da eventuali accessi ad aree limitate al
traffico o pedonali. Per evitare di contare due volte gli stessi mezzi, i punti stabiliti non potranno essere lungo la stessa direttrice, ma in settori diversi della città. In particolare i Comuni più virtuosi si aggiudicheranno tre biciclette in alluminio riciclato offerte da Cial (Consorzio Imballaggi Alluminio). Tutti i cittadini possono contribuire a far vincere il proprio Comune semplicemente recandosi a lavoro o a scuola in bicicletta, risparmiando soldi, tempo e salute. ‘’Con il Giretto – hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa - vogliamo
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d’Italia che le strade siano ripensate per la gente e non solo per le auto, come già accade in molte città europee. E’ necessario convincere le amministrazioni che, per liberare i centri urbani dal traffico e dall’inquinamento, anche l’urbanistica va ripensata: è indispensabile investire risorse in un cambiamento radicale, che renda le città più vivibili, moderne, attente alle esigenze dei cittadini’’. In un paese dove le vendite di bici hanno superato le immatricolazioni di auto, le piste ciclabili rimangono quasi ovunque iniziative sporadiche e non integrate in una più ampia progettazio-
ne di mobilità sostenibile. L’iniziativa di Legambiente, Città in bici e Fiab, che si svolge proprio durante il Giro d’Italia dei professionisti, accende i riflettori sulla necessità di promuovere un concetto di mobilità sostenibile, in grado di rendere le città più attente alle esigenze dei cittadini, con spazi adeguati per chi sceglie di lasciare a casa l’automobile e muoversi in bicicletta per gli spostamenti quotidiani. La premiazione delle città vincitrici del Giretto d’Italia 2013 si terrà venerdì 31 maggio alle ore 11.30 a Bologna, nell’ambito della ‘Borsa del turismo delle 100 città d’Arte d’Italia’.
APPUNTAMENTI IT.A.CA’, festival del turismo responsabile
fino al 2 giugno 2013 http://www.festivalitaca.net
Il primo Festival del turismo responsabile in Italia giunge alla sua quinta edizione, fino al 2 giugno e si arricchisce di eventi, sparsi quest’anno su diverse città dell’Emilia Romagna che mirano a coinvolgere i cittadini nella fruizione del territorio attraverso pratiche sostenibili e responsabili.
10. redazionale
Un test per una ‘tintarella’ sicura Come scegliere il fattore di protezione adatto al proprio tipo di pelle e tutti i consigli per una corretta esposizione al sole. Il servizio di Ravenna Farmacie in città e nel forese
Abbronzatura sì, ma consapevole. Il sole è fonte di salute ma prima di esporsi è necessario fare i conti con il proprio fototipo, per preservare la pelle da possibili danni, anche gravi e irreversibili. Se i raggi solari hanno benefici effetti sul fisico e sull’umore (stimolano la produzione di endorfine, circolazione e metabolismo) possono infatti provocare reazioni e allergie, invecchiamento precoce, fino ad arrivare al cancro della pelle.
mente le radiazioni. “Sono molto adatti ai bambini e ad adulti con pelli sensibili perché proteggono molto e non vengono assorbiti dalle pelle - chiarisce l’esperta -. A livello cosmetologico sono però meno pratici perché sono più difficili da stendere. Per chi non ha problemi di pelle vanno benissimo i filtri chimici, poi ci sono quelli di ultima generazione, a base di Tinosorb M, un buon compromesso che unisce la resistenza dei filtri fisici al comfort di quelli chimici”.
Con l’arrivo dell’estate Ravenna Farmacie propone, da maggio Lucia Cicognani, responsabile del reparto cosmetico della Farmacia Comunale n° 8 a settembre, un test cutaneo per viso e corpo (al prezzo scontato di 6€ invece che 10€) in DOVE E QUANDO EFFETTUARE IL TEST: grado di fornire tutte le informazioni necessarie per conoscere la dal 27/05 al 01/06 F.C. n.5 Marina di Ravenna protezione più adeguata al proprio dal 03/06 al 08/06 F.C. n.6 Piazzale Farini tipo di pelle ed evitare conseguendal 10/06 al 15/06 F.C. n.4 Via Nicolodi ze pericolose. “Il test viene effetdal 17/06 al 22/06 F.C. n.1 Via Berlinguer tuato attraverso un macchinario in grado di rivelare elasticità, ph, medal 24/06 al 29/06 F.C. n.2 Via Faentina lanina, sebo, idratazione e temperatura della pelle – spiedal 01/07 al 06/07 F.C. n.10 Ponte Nuovo ga Lucia Cicognani, responsabile Reparto Cosmetico deldal 08/07 al 13/07 F.C. Cotignola la Farmacia n.8 di Ravenna - Al cliente vengono richiesti dal 15/07 al 20/07 Santo Monte - Bagnacavallo alcuni dati (colore capelli, occhi) per rilevare il fototipo, la dal 22/07 al 27/07 F.C. n.9 Lido Adriano zona (latitudine e altitudine) e il luogo (spiaggia, montadal 29/07 al 03/08 F.C. n.3 Porto Corsini gna, città) dell’esposizione. In base a queste informazioni vengono indicati i prodotti più adatti per proteggere viso dal 05/08 al 10/08 F.C. n.8 Via Fiume Abbandonato e corpo dai raggi Uva e Uvb”. dal 12/08 al 17/08 F.C. n.1 Pinarella di Cervia
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Le novità. La scelta della for-
mulazione solare più adatta dipende dal tipo di pelle: si può optare per la crema, il gel, o gli oli. “La ricerca nel campo dei solari continua – conclude Cicognani -. Per esempio ora gli oli sono realizzati anche in versione secca e con filtri di protezione elevati. In commercio sono anche disponibili formule innovative, come i fondotinta compatti specifici per l’esposizione o il pennello solare con polveri iridescenti che sublima l’abbronzatura e garantisce una buona copertura”. T.R.
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Calore dalla Terra Geotermia in Italia Nata – stando alle cronache - nel 1977, sotto l’urto del primo shock petrolifero: l’allora ministro dell’Industria, Carlo Donat Cattin, convocò i vertici di Eni e Enel, richiedendo lori di fare una valutazione approfondita del potenziale energetico del territorio italiano. Eni e Enel, unitesi in una joint venture, andarono per il Bel Paese per ben 10 anni, trivellando diverse centinaia di pozzi ovunque, anche in mare. Il risultato di queste ricerche rivelò un’Italia dal potenziale geotermico ben più ricco di quella fino ad allora conosciuto. Dalla zona toscana di Larderello e del Monte Amiata, ma anche il cratere di Latera-Bolsena, i Campi Flegrei e, soprattutto, gli enormi giacimenti di calore sotto il fondo del Tirreno, dalle
Eolie ai grandi vulcani sottomarini del Palinuro e del Marsili, fino e tutta l’area marina davanti alla costa toscana. In pratica pareva chiaro che l’Italia avesse il secondo potenziale geotermico europeo, sola dopo l’Islanda. Alla fine degli anni ‘80, quando la campagna di perforazioni si concluse, il petrolio era tornato però a costare 30 dollari a barile e quindi si era perso l’incentivo per raccogliere la sfida del calore profondo e – nel frattempo – non si erano seguiti i passi enormi della tecnologia della geotermia e – quindi – il patrimonio sotterraneo fu lasciato lì dov’era nascosto. Ad oggi, che il quadro è ben diverso, con il barile che – negli ultimi mesi - sfiora i 100 dollari e l’entrata in vigore del trattato di Kyoto, la geotermia, fonte rinnovabile, continua e a emissioni zero, sta conoscendo una nuova primavera.
In realtà, esistono diverse tipologie di geotermie: quella a bassa entalpia (calore diretto o pompe di calore diffuse), le geotermie ad alta entalpia (per generare elettricità), come l’idro-termale (quella di Larderello), e infine la geotermia avanzata – che punta a sfruttare il calore, più o meno profondo, presente non solo in Italia e in Islanda, ma anche in larghe aree del Mediterraneo, in Africa, Asia e Americhe. La geotermia a bassa entalpia è ormai in pieno sviluppo in tutta Europa: una tubazione affondata per qualche decina di metri e collegata ad una pompa di calore permette di trasferire caldo in inverno e freddo in estate. Città come Ferrara si servono di pozzi a bassa entalpia, a Milano l’Aem ha in corso un programma di teleriscaldamento combinato che sfrutta la falda idrica sotto la metropoli con grandi
pompe di calore. Nel contempo la geotermia idrotermale naturale, sfruttata a Larderello da oltre un secolo (con circa 800 megawatt di potenza istallata), è oggetto di un costante piano di potenziamento da parte dell’Enel. Nel mondo però c’è un tipo di geotermia che resta ancora sulla carta e che è – attualmente – origine di innumerevoli studi e visionari progetti: si chiama Hot Dry Rocks. In pratica si tratta di perforare due pozzi fino a raggiungere gli strati caldi, quindi fratturarli con acqua in pressione, creando un lago sotterraneo artificiale non dissimile da quello di Larderello. L’idea appare visionaria perchè occorrono tecnologie avanzate che riescano a sostenere temperature altissime (oltre i 300°) ed anche perché la fratturazione profonda, oltre che generare micro-terremoti, è un’autentica scommessa al buio.
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DOMANDA DI PARTECIPAZIONE - 1 dicembre 2013 (da far pervenire entro e non oltre il 25 novembre 2013) Il sottoscritto il
nato a residente a
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n°
CAP
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CHIEDE
ALLEGO DOCUMENTO DI IDENTITÀ VALIDO
in data di poter aderire alla Vostra iniziativa “scambio/vendita di proprietà” che si terrà c/o Il Quartiere Fieristico di Ferrara Via della Fiera, 11 il 1 dicembre 2013 proponendo lo scambio/vendita di
DICHIARAZIONE LIBERATORIA lo sottoscritto
dichiaro sotto la mia responsabilità, che la mia partecipazione alla manifestazione “La Pulce nel Baule” mediante l’affitto di n° piazzole avviene a titolo di privato e che quindi ogni vendita e/o scambio che in quella sede verrà da me effettuata si intende fatta non nell’ambito dell’esercizio di un’impresa; ciò stante l’attività in questione non rientra nella sfera di applicazione dell’iva ai sensi del D.P.R. 633/72. Per la stessa ragione anche il trasporto di quanto sarà oggetto di vendita e/o scambio non è ricompreso nella disciplina del D.P.R. 627/78 (bolla accompagnatoria delle merci viaggianti). Dichiaro, inoltre, sotto la mia responsabilità, che gli oggetti che verranno da me scambiati e/o venduti non hanno alcun valore storico, archeologico, di antichità, e che non si tratta di cicli,motocicli, automobili, oggetti preziosi (oro, argento, pietre preziose), animali, alimentari sfusi, materiale pornografico e armi. Sollevo, quindi, gli organizzatori della manifestazione e cioè Edit Italia S.r.l. a socio unico e
la propria concessionaria Publimedia Italia S.r.l. (di seguito, unitariamente, anche ‘organizzatori’) da qualsiasi responsabilità derivante da miei comportamenti in contrasto con le dichiarazioni sopra rese e, comunque, in contrasto con gli obblighi derivanti dalla legislazione vigente, assumendomi piena responsabilità per ogni eventuale provvedimento di qualsivoglia natura che dovesse essere preso dall’Autorità competente a seguito di mie violazioni di leggi e regolamenti. Riconosco che gli organizzatori avranno diritto di rivalersi nei miei confronti per ogni conseguenza dannosa che dovesse loro derivare dai suddetti miei comportamenti. Riconosco, infine, che qualsiasi violazione da parte mia degli obblighi di legge, salva ogni altra sanzione, facoltizzerà gli organizzatori ad allontanarmi immediatamente dal mercatino, con divieto di partecipazione al medesimo. In fede (Firma)
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Se vuoi consultare il testo completo del Codice in materia di protezione dei dati personali, visita il sito ufficiale dell’Autorità Garante www.garanteprivacy.it Consenso ai sensi dell’art. 23 del Codice in Materia di protezione dei dati personali Letta la nota informativa a margine, esprimo il mio consenso alla raccolta ed al trattamento dei miei dati personali, ed alla relativa comunicazione ai soggetti ivi indicati ai punti a) e b). 1) Esprimo, altresì, il mio consenso alla comunicazione dei miei dati ai soggetti indicati al punto e) dell’informativa, con le modalità e finalità ivi descritte, anche qualora questi abbiano sede al di fuori del territorio nazionale ed in Paesi non appartenenti all’Unione Europea. 2) Esprimo, altresì, il mio consenso alla comunicazione dei miei dati e dei contenuti dei miei annunci economici ai soggetti indicati al punto f) dell’informativa, con le modalità e finalità ivi descritte, anche qualora questi abbiano sede al di fuori del territorio nazionale ed in 3) Paesi non appartenenti all’Unione Europea. N.B. Solamente in caso di rinuncia all’opzione 1 e/o 2 e/o 3, barri le relative caselle. (Firma)
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architettura .13
Squalificati o... riqualificati? Eco-condomini cercasi Legambiente e AzzeroCo2 hanno proposto un nuovo sistema di incentivo per la riqualificazione energetica, che consenta di dimezzare i consumi negli edifici condominiali. In Italia 24 milioni di persone vivono in condominio, dove spesso i consumi energetici sono più alti della media nazionale, specialmente perché i palazzi sono stati costruiti quasi tutti dopo gli anni 50. Secondo le stime di Istat e Cresme, sarebbero oltre un milione gli edifici con più di cinque alloggi a gestione condominiale e purtroppo, per chi ci abita, le speranze di ridurre la spesa per la bolletta energetica sono pochissime, visto che gli strumenti in vigore risultano inefficaci e spesso impossibili da applicare.
Secondo gli esperti in materia di sostenibilità, il modello a cui guardare sarebbe quello del Green Deal, introdotto nel Regno Unito, che permette di realizzare interventi a costo zero per le famiglie, interamente ripagati con il risparmio ottenuto dai consumi. Secondo uno studio realizzato dall’Istituto di ricerca Ambiente Italia “Lo scenario dell’efficienza energetica in edilizia. L’utilizzo dei Titoli di efficienza e delle ESCO per la riqualificazione dei complessi edilizi”, a partire dal 1998, attraverso le detrazioni fiscali (36-41%) sugli interventi di ristrutturazione edilizia, sono stati effettuati complessivamente interventi su oltre 5,5 milioni di abitazioni, senza però alcun vincolo di tipo energetico. Nel 2007 sono state introdotte detrazioni pari al 55% per interventi di efficienza energetica in edilizia che hanno mosso oltre 1,6 milioni di inter-
venti tra sostituzione di infissi, caldaie, pannelli solari termici, pompe di calore. Tutto questo non è bastato perché, sebbene le detrazioni del 55% siano state uno strumento di successo, esse scadono a giugno 2013, non sono legate a risparmi reali e presuppongono redditi da detrarre, quindi comportano difficoltà economiche per molte famiglie, specialmente in un periodo di recessione. La soluzione ideale, secondo gli esperti, sarebbe quella di introdurre una nuova scheda nel sistema dei titoli di efficienza energetica (TEE), basata sui valori derivanti dalla certificazione energetica delle abitazioni prima e dopo l’intervento, che premierebbe la riqualificazione globale dell’edificio. Gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche potrebbero essere realizzati in accordo con le imprese di costruzioni, che si impegna-
no a garantire il raggiungimento dei risultati. Secondo questa ipotetica versione italiana del Green Deal gli inquilini beneficerebbero da subito di una riduzione in bolletta e del migliore comfort estivo e invernale. E, a seconda dell’intervento e del contributo, avrebbero una riduzione delle bollette per il riscaldamento pari a circa il 50% entro un massimo di 11 anni, per una cifra che varia dagli 800 e ai 1300 euro l’anno. Il Green Deal in Italia potenzialmente potrebbe dare anche uno scossone al problema dell’occupazione: valutando interventi su 200.000 alloggi all’anno, per un totale di 14.000 condomini circa, si metterebbe in moto un sistema di investimenti per 3 miliardi di euro, creando almeno 120.000 nuovi posti di lavoro per tutto il periodo 2014-2020.
14. agricoltura
Fattorie bio-sociali In crescita in Emilia-Romagna Qui la produzione di alimenti si coniuga con l’attenzione ai disagi delle persone. Continua a svilupparsi l’agricoltura sociale, anche tra i produttori agricoli biologici. Lo conferma una recente indagine di AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica): nel triennio 2007-2010 l’incidenza nel settore agricolo, privato e cooperativo, delle realtà che praticano l’agricoltura sociale è passata dal 24,3% a circa il 33% del totale. Ma che cosa si intende, nel concreto, per agricoltura sociale? Il termine indica un ambito in cui l’attività agricola coniuga la sua funzione produttiva con lo svolgimento di una funzione
sociale. Si tratta cioè di tutte quelle esperienze e progetti di agricoltura “etica” e socialmente responsabile, in cui essa diventa uno strumento di terapia, riabilitazione, integrazione lavorativa e anche di semplice benessere per persone svantaggiate e con difficoltà di inserimento lavorativo (come ad esempio con disabilità mentale e fisica, in stato di detenzione, tossicodipendenti, minori, emigrati). L’attività agricola, quindi, ospita e coinvolge queste fasce deboli della popolazione in progetti di formazione e inserimento, di accoglienza e di integrazione. In questo modo la stessa conoscenza dei processi del lavoro agricolo, l’ambiente, i tempi e i ritmi della campagna, appaiono un’occasione facilitante e “terapeutica”, una concreta possibilità per intervenire su tante forme di disagio.
Le fattorie sociali, previste anche in Emilia-Romagna dal 2009, sono il punto di riferimento per fare agricoltura sociale. Svolgono la loro attività in diversi campi: dal reinserimento sociale di persone appartenenti a fasce deboli all’accoglienza non occasionale di anziani ai servizi educativi per bambini da 0 a 6 anni. Queste attività vengono realizzate in convenzione con gli Enti pubblici competenti e vengono svolte da imprenditori agricoli e da Cooperative sociali. La fattoria sociale è quindi uno degli aspetti della diversificazione multifunzionale dell’azienda agricola e rappresenta una evoluzione delle fattorie didattiche. Nelle fattorie sociali si fanno orticoltura, allevamento di animali, trasformazione dei prodotti, cura del verde e altre attività come pratiche formative per l’acquisizione di conoscenze pro-
fessionali. Diverse fattorie praticano anche l’agricoltura biologica e sono dette perciò Bio Fattorie Sociali. In Emilia-Romagna ne esistono una ventina, presenti in tutte le province. Il 5 febbraio scorso, in un’azienda agricola di Vicofertile (PR) si è tenuto un seminario per fare il punto della situazione del settore. “Il mondo agricolo può cogliere nell’agricoltura sociale un’opportunità per valorizzare risorse aziendali e collegare maggiormente le attività produttive al territorio”, è stato l’assunto da cui ha preso le mosse il seminario. “ L’agricoltura sociale va vista come un laboratorio dove gli enti locali e le imprese agricole che scommettono sulle politiche di qualità della vita sono in grado di testimoniare una capacità di governo davvero orientata in senso democratico e di legittimazione dei diritti di cittadinanza”.
riciclo .15
Proprio sotto il naso Il km zero non prende piede nel Polesine Il vicepresidente della commissione Agricoltura della Regione Veneto, con una interrogazione consiliare, ha incalzato ad inizio del mese di maggio la Giunta sulle mancanze delle Istituzioni circa la promozione e la crescita dei prodotti a km 0. “Il Veneto è stato precursore sul Km 0, ma poi non si è mosso di un millimetro: senza decreti attuativi e disposizioni esecutive la norma non può dispiegare i suoi effetti”. In effetti sul chilometro zero il Veneto è stata la prima Regione a dotarsi di una norma specifica, ma purtroppo, dall’approvazione della legge, è stata fatta poca strada. La Commissione Agricoltura si interroga: “Perché non si dà piena attua-
zione ad una legge che è motivo di vanto per la nostra Regione?”. Ad incalzare la Giunta sul tema del consumo a “Km0”; finalizzata alla promozione ed all’utilizzo dei prodotti locali secondo il principio della filiera corta, sono stati – in particolare - il vicepresidente della commissione Agricoltura Graziano Azzalin ed il collega Bruno Pigozzo, che hanno predisposto un’apposita interrogazione con la quale hanno chiesto al presidente della Regione Veneto Zaia ed all’assessore all’Agricoltura Manzato di “intervenire attraverso specifici decreti attuativi per tradurre concretamente in realtà quanto sancito con la legge regionale 25 luglio 2008 e successive modifiche, nonché deliberare indicazioni specifiche per le amministrazioni locali” Azzalin e Pigozzo hanno sottolineano che “sulla semplificazione
Mensile omaggio in abbinamento a La Pulce Il Fè Il Rò in edicola -
in agricoltura, cavallo di battaglia della Lega, siamo a Km 0: dopo i tanti proclami, praticamente nulla si è mosso. Fa quasi sorridere che, di fronte alle recenti critiche, Zaia risponda piccato citando il tavolo per la semplificazione: si potrebbe dire che è un autogol, essendo quello il chiaro esempio di come le buone intenzioni siano rimaste solo tali. Ed è un peccato, perché anche leggi importanti e lungimiranti, non hanno potuto dispiegare al meglio i propri effetti. Sul Km 0 il Veneto, primo in Italia a legiferare, non ha ancora visto la Giunta emettere disposizioni e decreti attuativi: l’unico atto in materia è una raccomandazione sui mercati rionali. Troppo poco. Anche perché, la mancanza di direttive, per esempio sulle ‘botteghe a chilometri zero’, è un freno alla commer-
cializzazione dei prodotti agricoli a ‘Km 0’ che, invece, come mostrano i dati Unioncamere, sui mercati, possono rappresentare uno stimolo all’intero settore. Qualcuno, a quanto pare, ha pensato che chilometro zero significasse non muoversi di un millimetro, invece il cammino è ancora lungo”. Così, mentre gli agricoltori “virtuosi” e i cittadini si incontrano nei mercatini, che soprattutto nei week end stanno prendendo piede nelle città e nei paesini, quello che manca è una normativa chiara per definire competenze, specificità e campi di intervento. Le organizzazioni di categoria organizzano ora anche corsi di cucina, che vedono utilizzare solo prodotti del proprio territorio, di stagione e – possibilmente – non contaminati con diserbanti o altre sostanze chimiche.
Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l a Socio Unico - Ferrara, V.le Cavour, 21 - Tel. 0532.200033 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. a Socio Unico precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alla Redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente. Per l’invio del materiale l’indirizzo è info@edititalia.it - È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi. Copyright, tutti i diritti sono riservati ad Edit Italia S.r.l. a Socio Unico.
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• Piazzola mq.8 (mt.4x2 circa) allestita con tavolo (mt.2x0,90) €. 300 per tutte le serate dal 30/08 al 16/09 (tot. 18 giorni) PRENOTAZIONE VIA FAX: Inviare domanda firmata e compilata al numero di fax 0544 511555 con allegato: copia documento di identità valido e copia versamento da effettuarsi c/c postale, intestato a: Publimedia Italia S.r.l. - c/c postale n° 11656485 N.B. prima di inviare il tagliando prenotare la piazzola telefonando ai n. 0544 511337 - 335 6540559 (solo mattino). La prenotazione sarà perfezionata solo con l’invio della domanda di partecipazione e il versamento dell’importo dovuto.
PRENOTAZIONE DI PERSONA: Consegnare la domanda firmata e compilata presso gli sportelli della segreteria organizzativa presso Publimedia Italia S.r.l. Piazza Bernini, 6 - 48124 Ravenna, tutte le mattine da lunedì a venerdì. La partecipazione all’evento da diritto alla pubblicazione gratuita di 5 annunci a scelta di Edit Italia srl a socio unico sui propri media cartecei e online. Inviare testo annunci e foto all’indirizzo traffico@publimediaitalia.com entro la data di inizio del mercatino indicando i dati identificativi del partecipante.
INGRESSO ESPOSITORI TASSATIVO DALLE ORE 18.30 ALLE ORE 19.30. Il disallestimo espositori tassativo dalle 23.30 alle 24. Le piazzole non occupate entro le h.19.30 anche per una sola serata saranno automaticamente a disposizione dell’organizzazione per essere riassegnate per tutte le rimanenti serate. Non sono consentiti scambi/vendite di motocicli, automobili, animali,alimentari sfusi, materiale pornografico e armi. Qualsiasi problema tecnico dovesse venire a crearsi il giorno della manifestazione, deve essere tempestivamente segnalato esclusivamente allo stand de La Pulce nel Baule. In caso di maltempo durante la manifestazione non sono previsti rimborsi. I tavoli vengono consegnati alle ore 18.30 della prima giornata, dopo tale consegna l’organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali spostamenti non autorizzati. Il mercatino è organizzato da Edit Italia S.r.l. a socio unico. La Concessionaria incaricata per privati e aziende è Publimedia Italia S.r.l.
ALLEGO PAGAMENTO EFFETTUATO TRAMITE: (indicare con una X la modalità scelta) Per prenotazione via fax
Per prenotazione di persona
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Assegno non trasferibile
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DOMANDA DI PARTECIPAZIONE - Dal 30 agosto al 16 settembre 2013 (totale 18 gg.) (da far pervenire entro e non oltre il 30 luglio 2013) Il sottoscritto
nato a
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residente a
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ALLEGO DOCUMENTO DI IDENTITÀ VALIDO
in data di poter aderire alla Vostra iniziativa “scambio/vendita di proprietà” che si terrà c/o Festa Provinciale del Partito Democratico di Ravenna area spettacoli viaggianti Pala De Andrè dal 30/08 al 16/09 proponendo lo scambio/vendita di
DICHIARAZIONE LIBERATORIA lo sottoscritto
dichiaro
sotto la mia responsabilità, che la mia partecipazione alla manifestazione “La Pulce nel Baule” mediante l’affitto di n° piazzole avviene a titolo di privato e che quindi ogni vendita e/o scambio che in quella sede verrà da me effettuata si intende fatta non nell’ambito dell’esercizio di un’impresa; ciò stante l’attività in questione non rientra nella sfera di applicazione dell’iva ai sensi del D.P.R. 633/72. Per la stessa ragione anche il trasporto di quanto sarà oggetto di vendita e/o scambio non è ricompreso nella disciplina del D.P.R. 627/78 (bolla accompagnatoria delle merci viaggianti). Dichiaro, inoltre, sotto la mia responsabilità, che gli oggetti che verranno da me scambiati e/o venduti non hanno alcun valore storico, archeologico, di antichità, e che non si tratta di cicli,motocicli, automobili, oggetti preziosi (oro, argento, pietre preziose), animali, alimentari sfusi, materiale pornografico e armi. Sollevo, quindi, gli organizzatori della manifestazione e cioè Edit Italia S.r.l. a socio unico e
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