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BIOSFERA settembre 2018

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SETTEMBRE 2018 mensile anno 9 numero 09 l’originale

L’Arte dell’Orto “Se accanto alla biblioteca avrai l’orto, non ti mancherà nulla” (Marco Tullio Cicerone). Terra e libri, materia e spirito: c’è tutto un mondo in un libro, così come in un giardino punteggiato di frutti e ortaggi, fiori, piccoli animali e intensi profumi. Chi fa l’orto

riceve molto più di quello che spende in termini di tempo e lavoro: non solo prodotti genuini da portare in tavola (che non è poco), ma anche pace per l’anima e salute per il corpo. Abbiamo incentrato un intero numero sugli orti perché sempre più persone vi si

dedicano. Sfogliando le prossime pagine leggerete di “orti senza zappa”, di regole d’oro per orti perfetti, di come utilizzare verdure e ortaggi per i primi piatti, di bambini che crescono meglio a contatto con acqua e terra, di frutti dimenticati e piaceri ritrovati,

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mondo scuola .3

“ORTO IN CONDOTTA”, I SAPERI DELLA TERRA ATTRAVERSANO LE GENERAZIONI Il progetto di slow food per gli studenti ha dato ottimi risultati anche a Ravenna

Sono più di 500 gli orti realizzati in tutta Italia grazie a “Orto in Condotta” di Slow Food. Il progetto nasce a metà degli anni Novanta a Berkeley (California) con il primo School Garden dell’associazione fondata da Carlo Petrini, pensato e “coltivato” da Alice Waters, vice-presidente Slow Food Internazionale. “In Italia l’Orto in Condotta prende avvio nel 2004 - spiega Slow Food sul suo sito www.slowfood. it - divenendo lo strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole. Insieme agli studenti, gli insegnanti, i genitori, i nonni e i produttori locali sono gli attori del progetto, costituendo la comunità dell’apprendimento per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente. L’Orto in Condotta prevede percorsi formativi per gli

insegnanti, attività di educazione alimentare, del gusto e di educazione ambientale per gli studenti e seminari per genitori e nonni ortolani. Slow Food festeggia gli Orti in Condotta a livello nazionale l‘11 novembre, giorno della festa di San Martino, data tradizionalmente dedicata alla messa al riposo dei campi. Le scuole che partecipano al progetto Orto in Condotta sono parte di una grande rete: insieme contribuiscono ad affermare il diritto al piacere del cibo nelle scuole”. Come diventare Orto in Condotta: “L’Orto in Condotta - continua Slow Food - è un progetto che prevede percorsi formativi e attività di educazione alimentare e del gusto e di educazione ambientale. L’orto rappresenta uno strumento didattico per conoscere il territorio, i suoi prodotti e le sue ricette

ma anche occasione per incontrare esperti artigiani, produttori e chef della comunità locale. L’orto deve presentare alcune caratteristiche: • il terreno deve essere coltivato per tutta la durata del progetto • la coltivazione deve essere biologica o biodinamica • le varietà coltivate devono essere quelle tipiche del territorio regionale • è vietata la coltivazione di prodotti geneticamente modificati • devono essere privilegiati i prodotti che possono essere raccolti e consumati durante l’anno scolastico • l’uso dell’acqua deve avere un ruolo didattico: deve essere spiegata agli studenti l’importanza di una gestione oculata della risorsa Per entrare nella rete dell’Orto in Condotta, le scuole possono fare

riferimento alle Condotte Slow Food presenti sul territorio oppure al nostro ufficio. Slow Food si occupa di illustrare il progetto e di verificare con il referente della scuola quali sono le condizioni per la sua attivazione”. A Ravenna partecipa al progetto la Scuola Primaria Riccardo Ricci – II° Circolo didattico. “Alcune classi - spiega l’associazione riferendosi al progetto ravennate – fra le varie attività, hanno potuto anche partecipare al Mercato Agricolo Domenicale di Ravenna, con una bancarella dei prodotti dell’orto allestita nello stand di Slow Food. A turno le classi si sono avvicendate alla bancarella e i bambini e le bambine hanno potuto cimentarsi nella vendita dei loro prodotti illustrandoli a clienti e curiosi e spiegando in cosa consiste la loro attività”.


4. mondo hobby farmer

LE REGOLE D’ORO PER UN ORTO (QUASI) PERFETTO Dal terreno migliore ai consigli per semina e annaffiatura. Ecco l’abc dell’hobby farmer E’ un’attività che rilassa, tiene in forma senza troppi sforzi e soprattutto ci permette di avere alimenti genuini e a costo quasi zero: fare l’orto sta diventando l’ultima moda in fatto di tempo libero e a testimoniarlo c’è la straordinaria crescita degli orti pubblici (+36%) nelle città capoluogo. “La ricerca del verde, la voglia di recuperare ritmi più naturali nella vita quotidiana e la soddisfazione di portare in tavola il frutto del proprio lavoro – evidenzia la Coldiretti – ha generato un vero e proprio boom degli orti urbani nelle grandi aree metropolitane, come a Napoli, dove gli spazi comunali degli hobby farmers sono aumentati di 13 volte arrivando a oltre 116mila metri quadrati. Ma il record nazionale assoluto per la disponibilità di spazi per appassionati della zappa – sottolinea la Coldiretti – spetta

a Bologna con 165.843 metri quadrati, con una crescita però più contenuta del 5,8% in cinque anni rispetto ad altre città italiane”. Tanti sono gli hobby farmers che invece hanno ricavato il proprio orto nelle vicinanze della propria abitazione. “L’investimento per realizzare un orto tradizionale in giardino si può stimare – informa la Coldiretti – intorno ai 250 euro per 20 metri quadrati ‘chiavi in mano’ per acquistare terriccio, vasi, concime, attrezzi, reti per delimitare le coltivazioni, sostegni vari, sementi e piantine. Individuare lo spazio giusto e la stagionalità, conoscere la terra di cui si dispone, scegliere attentamente semi e piantine a seconda del ciclo e garantire la disponibilità di acqua sono alcune delle regole da seguire per ottenere buoni risultati”. Vediamo quelle da non dimenticare.

Le regole d’oro per un orto (quasi) perfetto: 1) Spazio giusto: è necessario individuarlo. L’orto in piena terra è la soluzione migliore. Per chi non ha il giardino, il balcone o il terrazzo sono una buona alternativa. L’importante è che siano soleggiati e ventilati. 2) Stagionalità: occorre conoscerla. A ogni periodo dell’anno il suo prodotto. Per sapere quando e cosa coltivare è utile dotarsi di un calendario delle semine. 3) Giusto tempo: gli orti, anche quelli di piccole dimensioni, necessitano di cure quotidiane. Se si ha poco tempo il consiglio della Coldiretti è di comprare le piantine già sviluppate e trapiantarle. 4) Buona terra: è garanzia di risultati. Per mantenere un buon livello di fertilità è meglio scegliere compost vegetale biologico o terriccio universale.

5) Semi e piantine: ci sono selezioni da fare e regole da rispettare a seconda che si lavorino ortaggi a ciclo lungo (fagioli, piselli, fave) o a ciclo corto (ravanelli, rucola o carota). 6) Trapianto: si realizza quando le dimensioni della piantina superano quelle del recipiente. 7) Acqua: per un’adeguata crescita alle colture il terreno deve essere sempre umido, ma mai bagnato, secondo la Coldiretti. 8) Temperatura: è importante fare attenzione all’andamento del tempo. A marzo e ad aprile il rischio di gelate notturne è ancora alto: è bene quindi proteggere le piantine con dei teli isolanti. 9) Parassiti: formiche, mosca degli orti, ragnetti rossi e bruchi sono i principali insetti che possono arrivare a creare seri problemi alla produzione. Per limitare questi attacchi, oltre a usare prodotti specifici, è bene scegliere ortaggi che si adattino meglio al clima e al territorio dove si vive.


mondo fai da te .5

PREZZEMOLO. METTI UN JOLLY SUL TUO TERRAZZO Una pianta aromatica facile da coltivare, ricca di benefici e immancabile in cucina Il prezzemolo è una piantina umile e resistente, facile da coltivare, ottima in cucina e ricca di proprietà benefiche: ce n’è abbastanza, insomma, per non farla mai mancare sui nostri terrazzi. “Può arricchire arrosti di pesce e di carne, cotture al vapore o a bagnomaria, grigliate di verdure e guarnire un gran numero di piatti – spiega la Fondazione Campagna Amica sul suo sito www.campagnamica.it -. Il prezzemolo si può coltivare in vaso o in pieno orto: potete seminarlo direttamente nella fioriera o nella zona dell’orto da coltivare. Dopo la germinazione, potete diradare la coltivazione eliminando le piantine più deboli e mal sviluppate. Dopo la semina sarà necessario irrigare a pioggia e mantenere il letto di semina umido. Chi non possiede un orto o un giardino può coltivarlo anche in vaso. L’aspetto più importante, in questo caso, sarà la preparazione del terreno e la scelta del contenitore che deve essere pre-

feribilmente di terracotta. Sul fondo sarà meglio stendere uno strato di argilla o ghiaia e coprire con del terriccio arricchito di concime organico. Il prezzemolo può essere coltivato insieme a piante dalle esigenze simili e a crescita rapida. In particolare è possibile coltivare, nello stesso vaso, basilico, prezzemolo, cerfoglio ed erba cipollina. Non tutte le erbe aromatiche, però, possono condividere lo stesso vaso: il prezzemolo non può essere consociato con erbe a crescita lenta o media. Altre piante aromatiche come origano, rosmarino e timo vanno coltivate in una fioriera separata. Si potrà raccogliere in soli 70-80 giorni. Il prezzemolo richiede una buona esposizione alla luce solare, che abbia una durata di almeno sei ore al giorno; collocatelo dunque nella zona meno ombreggiata del vostro balcone, preoccupandovi però di porlo al riparo dal sole diretto nelle giornate in cui le tem-

perature sono più elevate, soprattutto nel caso notiate un ingiallimento delle foglie. Sia le foglie del prezzemolo che i loro piccioli sono perfettamente commestibili; devono essere raccolti staccandole delicatamente con le dita. Il prezzemolo trova largo uso in cucina. Si sposa benissimo con la preparazione di insalate di riso o pasta fredda, ma anche come condimento per rendere più gustose patate, carote, zucchine o altre verdure lesse o al vapore. Può essere aggiunto al basilico nella preparazione casalinga del pesto. Unito ad aglio, capperi, mollica di pane e olio d’oliva si trasforma nell’ingrediente di base per la salsa verde fredda da spalmare su crostini di pane o da accompagnamento di altri piatti”. Il centrifugato Da provare il centrifugato di prezzemolo e carote – continua Campagna Amica -. Per prepararlo ci

vogliono: 1 bel mazzo di prezzemolo fresco 2 carote 1 mela 1 gambo di sedano Proprietà nutrizionali Il prezzemolo, in combinazione con gli altri ingredienti, aiuta l’organismo a recuperare le energie e a liberarsi delle tossine accumulate. La clorofilla contenuta nel prezzemolo contribuisce a riossigenare il sangue. Questo centrifugato è ricco di vitamina C, ferro, potassio e calcio. Dal punto di vista nutrizionale, il prezzemolo contiene calcio, ferro e fosforo, oltre a vitamina C e vitamina A. L’infuso di foglie di prezzemolo può essere utilizzato a livello cosmetico per compiere il penultimo risciacquo della chioma, in modo da rendere i capelli più morbidi e lucenti.


i ricetta medica

GLI INTEGRATORI, UN SOSTEGNO ALLA SALUTE E AL BENESSERE ANIMALE

Dalla prevenzione alla cura: ecco come utilizzarli In questi ultimi anni il mercato degli integratori ad uso veterinario è in continua espansione. Gli integratori possono avere diverse funzioni, prevenire o ritardare l’insorgere di alcune patologie, velocizzare la guarigione o integrare una alimentazione povera di determinate sostanze.

Le applicazioni degli integratori

Gli integratori possono essere utili principalmente per: -disturbi intestinali; -inappetenza, convalescenza o allattamento; - displasia (o problemi articolari o ossei); - cura del pelo e del derma; - problematiche renali. Ma anche per tante altre patologie minori. Per i disturbi intestinali, a seguito di cure antibiotiche, disordini alimentari o forme virali sono molto utili i fermenti lattici. Esistono diverse formulazioni: compresse appetibili, paste (soprattutto per i cuccioli) o liquidi da miscelare al cibo. Spesso queste formulazioni sono addizionate di vitamine, in modo da aumentarne l’efficacia e velocizzare la guarigione.

Le formulazioni

Formulazioni multivitaminiche sono molto utili in condizioni di aumentato bisogno, quali gravidanza, allattamento o attività fisica intensa (si pensi, ad esempio, agli animali impiegati nel recupero delle persone disperse). Integratori a base di condroitin solfato, glucosamina o metil-sulfonil- metano e vitamine sono un valido supporto per la nutrizione delle cartilagini articolari di cani (o gatti) affetti da patologie osteo-articolari (artriti, artrosi), cuccioli in accrescimento, cani anziani o in convalescenza e riabilitazione post traumatica.

Questi integratori possono essere complementari alla somministrazione di farmaci antinfiammatori e sono utilizzati anche per la prevenzione di queste patologie. Riguardo alla cura del pelo e del derma esistono integratori, sotto forma di compresse, a base di vitamine, biotina, oligo elementi (es.zinco) e oli vegetali (enotera e linoleico) con una spiccata attività anti-infiammatoria, utile per la cura di eczemi, prurito, allergie cutanee e aiutano anche la cicatrizzazione di ferite. Queste sostanze sono in grado anche di aumentare la lucentezza del pelo, rendendolo anche più folto.

L’animale anziano

Negli animali anziani, specialmente gatti, sono frequenti i problemi a livello renale, quindi può essere utile somministrare all’animale sali di calcio, bicarbonato di sodio e polisaccaridi (es. chitosano) per mantenere in buon equilibrio il metabolismo e regolare l’assorbimento intestinale e l’escrezione renale. Grazie a questi integratori si riesce a tenere sotto controllo il sovraccarico renale e prolungare lo stato di benessere dell’animale. In conclusone, gli integratori possono essere utili per risolvere patologie di lieve entità ma anche per garantire un valido supporto a terapie farmacologiche. Nelle farmacie comunali non solo si possono trovare molti integratori, ma soprattutto il consiglio di farmacisti che ben conoscono le formulazioni dei prodotti ed i loro vantaggi. T.R.

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mondo animali .7

AMICI ANIMALI, IL CHECK UP DEL DOPO VACANZE Controlliamo gli effetti degli eccessi alimentari del nostro Pet Durante il periodo vacanziero, tutti ci concediamo qualche salatino, pizzetta o gelato in più, coinvolgendo il nostro amico a 4 zampe al quale propiniamo il bordo della pizza, un crostino o la punta del cono, magari al cioccolato. Abbiamo fatto la cosa giusta? Forse no. In ogni caso possiamo verificare il livello delle nostre “malefatte” recandoci dal veterinario per un rassicurante controllo ematico, che ci dirà fin dove ci siamo spinti con i “premietti” estivi e, dopo un’accurata visita stabilirà (se necessa-

rio) che tipo d’indagine eseguire. Fortunatamente, oggi la tecnologia offre al medico veterinario strumenti diagnostici in grado di compiere esami ematologici e specifici test, atti a verificare alterazioni sistemiche o malattie parassitarie per le quali basta un piccolo prelievo di sangue, che ci consente di controllare lo stato di salute del nostro Pet, tranquillizzandoci o individuando l’insorgere di un problema preventivamente, per affrontarlo con serenità. Nella tabella sotto riportata, pos-

siamo osservare e valutare (attraverso un esame ematologico) lo stato di salute di due importanti organi, quali fegato e reni. Pochi minuti per avere un quadro accurato e completo dello stato di salute del vostro amico, un referto facilmente comprensibile che vi consentirà di discutere col vostro medico le eventuali terapie da intraprendere. Un’analisi del sangue può quindi svelare patologie nascoste o semplicemente rassicurarvi escludendone la presenza.

E’ anche il caso di talune malattie parassitarie, presenti in forma endemica in certe zone, in grado di colpire l’uomo così come gli animali; malattie verificabili anche in questo caso con specifici test, e per le quali esistono soluzioni preventive attuabili dietro consiglio del veterinario. Suggeriamo solo prudenza e prevenzione per una lieta conclusione delle tanto agognate ferie. Basta poco, no?! Mi.Ma.Vet - Carla Ricci – Medico Veterinario Milano Marittima (RA)


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mondo natura

AGRICOLTURA SINERGICA, L’ORTO “SENZA FATICA” È QUELLO PIÙ NATURALE Impariamo il metodo che ha rivoluzionato l’approccio alla terra

Gestire un orto senza fatica, rispettando la natura e le sinergie tra piante e terreno: è il principio alla base dell’agricoltura sinergica. Si tratta di un metodo di coltivazione rivoluzionario elaborato a partire dagli anni ’80 dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip (1938-2003) adattando al clima mediterraneo i principi dell’agricoltura naturale estrapolati dall’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka (1913-2008). Le sue regole fondamentali si possono trovare nel manuale dell’orto sinergico scaricabile dal sito della regione Emilia Romagna all’indirizzo http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/infeas/allegati/2010/manuale_orto_sinergico.pdf. Le informazioni riportate in esso derivano dalle esperienze di realizzazione e gestione di orti sinergici condotte dagli aderenti al

Circolo di Budrio dell’Associazione E.C.O. e da un lavoro di raccolta, selezione e sintesi dei vari testi disponibili, cartacei e su internet. Emilia Hazelip – si legge sul manuale - ha definito l’agricoltura sinergica come “la forma di coltivazione più naturale tra quelle conosciute, perché lavora con le dinamiche di fertilità naturali del suolo. In sostanza ciò significa che il suolo migliora e poi mantiene la sua fertilità se un certo numero di piante vengono piantate densamente in esso e se si usa la pacciamatura per ‘imitare’ lo strato di foglie e compost che si forma spontaneamente in natura. Non c’è alcun bisogno d’ammendanti di nessun tipo, neanche di compost, fertilizzanti organici, polvere di roccia, preparati bio-dinamici etc. poiché il suolo, se trattato correttamente, si comporterà come il suolo naturale

‘selvaggio’ (incolto)”. L’agricoltura sinergica si basa sulle intuizioni e sperimentazioni dell’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka e sul successivo lavoro di uno dei pionieri della permacultura, l’australiano Bill Mollison. “Entrambi, grazie ad un approccio olistico - si legge nel manuale - hanno compreso per tempo i danni causati dall’agricoltura tradizionale ed hanno quindi sviluppato tecniche e ripreso tradizioni coerenti con il principio ‘vivere senza distruggere’, ovvero hanno cercato di conciliare i bisogni umani con quelli della natura attraverso la costruzione di un equilibrio fra l’ambiente naturale e quello antropizzato. Sin dagli anni ’30 del secolo scorso Fukuoka ha concretamente sperimentato e dimostrato che l’agricoltura può essere praticata rispettando la dinamica degli

organismi viventi che si trovano naturalmente nel suolo in modo che le piante possano sintetizzare e convertire gli elementi ad esse necessari. L’agricoltura tradizionale crede invece che se una data quantità di elementi si trova in una pianta coltivata e raccolta, la stessa quantità di elementi dovrebbe essere re-introdotta nel suolo altrimenti quest’ultimo si impoverisce. In sintesi, le piante sono accusate di sottrarre fertilità al suolo, ma ricerche compiute da vari microbiologi a partire dagli anni ’70 – si legge nel manuale - hanno confermato quanto intuito da Fukuoka: durante la vita di una pianta, fino al 25% dell’energia prodotta con la fotosintesi (sotto forma di composti di Carboni o fabbricati nelle foglie) viene da essa persa nel suolo sotto forma sia di essudati sia di cellule morte; questi compo-


mondo natura

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APPUNTAMENTI FIRA DI SETT DULUR DAL 12 AL 17 SETTEMBRE RUSSI (RA)

sti sono fonte di energia per i microrganismi che proliferano nella rizosfera (il suolo a contatto con le radici) e che sono responsabili della mobilitazione di nutrienti dal suolo necessari per le piante. Mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri essudati radicali, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi. Piante e microrganismi instaurano quindi interazioni reciprocamente vantaggiose. Purtroppo molte pratiche agricole tradizionali ostacolano queste interazioni causando dei problemi di approvvigionamento degli elementi necessari alle piante e aumentando l’incidenza di patologie”. L’aiuto degli animali Il principio “vivere senza di struggere” non prevede l’ utilizzo di sostanze chimiche di sintesi quali erbicidi e pesticidi che causano squilibri nelle comunità animali e vegetali - spiega il manuale -. Pertanto, per il controllo degli animali molesti per l’uomo e per le colture si attuano strategie di controllo naturale, tra cui quelle di creazione e conservazione di condizioni ambientali favorevoli per le specie animali che effettuano un controllo naturale delle cosiddette specie dannose. Ecco quali sono. Il riccio è un piccolo mammifero, attivo dal crepuscolo all’alba, che si alimenta principalmente di invertebrati tra cui lumache, bruchi e altre larve di insetti, coleotteri che ricerca tra la vegetazione erbacea. La specie risente molto negativamente dell’uso di pesticidi in agricoltura, delle collisioni con veicoli lungo le strade e della scarsità di ambienti idonei al rifugio e alla riproduzione. I chirotteri, detti anche pipistrelli, sono gli unici mammiferi volanti. Tutte le specie si nutrono ogni notte di un grande numero

di insetti generalmente di piccole dimensioni. Per favorire la presenza dei chirotteri occorre che vi siano nicchie, fessure e cavità che questi animali possono utilizzare per il rifugio e la sosta durante il giorno. Gli uccelli, soprattutto quelli insettivori e quelli che si nutrono di topi, ratti e arvicole e pertanto utili per l’agricoltura. Anche alcune specie di anfibi come rospo comune e rospo smeraldino sono formidabili divoratori di lumache ed altri invertebrati che catturano di notte. Purtroppo queste specie, come la maggior parte degli altri anfibi, sono in forte rarefazione. Lo stesso avviene anche per alcune specie di rettili come ramarro, lucertola campestre e lucertola muraiola che si alimentano di insetti durante le ore diurne e per il biacco, serpente che caccia topi, arvicole e ratti. Tra gli invertebrati numerose specie di ragni e di insetti predatori sono divenuti molto rari a causa della semplificazione ecologica degli ambienti agricoli e dell’uso di pesticidi. Ecco cosa si può fare per favorire la presenza delle suddette specie nell’orto sinergico e nelle sue vicinanze. Conservazione di alberi e arbusti vicini all’orto e realizzazione di nuove siepi e filari alberati, utilizzando specie autoctone, per creare ambienti di rifugio, sosta e alimentazione per numerose specie animali tra cui insetti predatori come Coccinella e Crisope, ragni, uccelli insettivori e ricci; per molte di queste specie è importante che vi sia erba alta e folta alla base delle siepi. Installazione di nidi artificiali per uccelli e di rifugi (bat-box) per chirotteri. Una valida e sperimentata soluzione alla generalizzata mancanza di cavità per gli uccelli è rappresentata dall’installazione di apposite cavità artificiali, o nidi artificiali.

Conosciuta in tutta la Romagna ed anche oltre i suoi confini, la Fira di Sett Dulur, nonostante si celebri da quasi 340 anni, non ha perso il suo smalto e continua ad attirare, ogni anno, decine di migliaia di affezionati partecipanti. Nata nel XVII sec. come festa religiosa per rendere omaggio al culto della Madonna Addolorata, resa nell’iconografia popolare con il cuore trafitto dalle sette spade che ricordano i “dolori” della vita della Vergine, nel corso dei secoli si è via via accentuato l’aspetto laico di sagra paesana. In questi ultimi anni, pur nel rispetto della tradizione secolare, il comitato organizzatore ha voluto dare risalto a quanto di eccellenza produce il territorio. Il centro storico della città si è animato con eventi promossi in collaborazione con le associazioni culturali, le associazioni di volontariato sociale e sportivo, le associazioni di categoria del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e della ristorazione; una vera festa popolare che non trascura anche i palati più raffinati. Fra le attrazioni: il mercato ambulante che riempie tutte le strade dell’area dell’antico castrum medievale, il Luna Park, il Festival dei cantastorie, il cabaret, la musica tradizionale romagnola, i fuochi artificiali, i convegni, le degustazioni enogastronomiche. Per maggiori info: www.firadisetdulur.net

SETTIMANA DEL BUON VIVERE DAL 23 AL 30 SETTEMBRE FORLÌ E ALTRI LUOGHI DELLA ROMAGNA Si svolgerà dal 23 al 30 settembre l’edizione 2018, la nona, della Settimana del Buon Vivere. Così come lo scorso anno fu “personae” la parola chiave che ha disegnato l’architettura del programma, quest’anno sarà “luoghi”. “Arrivati alla nona edizione – dichiara Monica Fantini, ideatrice dell’iniziativa – la più grande soddisfazione è stata quella, anno dopo anno, di allargare l’abbraccio della partecipazione nei confronti di un evento che proprio sulla coesione ha puntato. Quella relazione che può modificare il volto delle Comunità e che oggi connota un territorio come la Terra del Buon Vivere. Il buon vivere, quindi, è diventato un luogo”. Il programma si divide in tre parti: una dedicata all’economia del Buon Vivere, un confronto sul come essere protagonisti della next economy, un’altra dedicata ai temi del saper stare in relazione come cultura sostenibile, infine, quella intitolata #TipiStereo pensata con i giovani sui giovani e aperta a tutti. L’integrazione delle tre parti è l’anima dei luoghi del buon vivere. Per tutte le info: settimanadelbuonvivere.it

ItineRA, FESTA DEL CAMMINO CONSAPEVOLE DAL 30 SETTEMBRE AL 14 OTTOBRE RAVENNA Dopo il grande successo della scorsa edizione di ItineRA, Trail Romagna torna a esplorare la storia e la geografia ravennati, proponendo itinerari da percorrere rigorosamente (ed entusiasticamente) a piedi. Spostamenti geografici, spirituali e culturali che sono nuovamente occasione d’incontro con gli altri, con se stessi e con l’essenza profonda di un’identità cittadina da custodire, identità che si compone di molteplici coordinate che Trail Romagna intende far riemergere proprio iniziando dall’approfondita e necessaria rieducazione al passo, al cammino e alla corsa. Le proposte del 2018 di Trail Romagna vertono dunque su diversi piani concettuali, aventi come denominatore comune la riscoperta lenta del territorio. ItineRA – la festa del cammino consapevole che avrà luogo in ottobre – è insieme culmine e sintesi degli obiettivi che Trail Romagna si pone verso la cittadinanza ravennate, a fronte di un crescente interesse nei confronti di un turismo alternativo, consapevole e multidisciplinare. Partendo dal concetto fondamentale che il camminare non sia solo atto fisico, cognitivo e spirituale ma anche gesto primariamente estetico, ItineRA vuole quest’anno esplorare lo stretto rapporto che intercorre fra la città di Ravenna e l’Oriente, coinvolgendo alcuni grandi nomi della letteratura, dello sport, della gastronomia e della cultura italiani. Per il programma completo: www.trailromagna.eu


Russamento ed apnee ostruttive Nel paziente con sospetto di apnee é possibile eseguire un esame più dinamico e semplice ( Monitoraggio cardiorespiratorio notturno ) senza la necessità di dormire in una struttura ospedaliera, lo studio di base viene eseguito mediante semplici strumentazioni portatili fornite la notte al paziente ed in grado di fornire molti parametri che poi, dopo lo smontaggio dell’attrezzatura , saranno letti e interprati dallo specialista..

Cosa è il russamento? Per russamento si intende il rumore dato dalle vibrazioni delle pareti faringee durante il sonno; non si realizza un’ostruzione completa e pertanto il ritmo del respiro non è interrotto da pause (apnee). Cosa è l’apnea ostruttiva del sonno? Apnea significa una cessazione totale della respirazione, una pausa respiratoria, questo può accadere solo quando si dorme. Quando il numero di apnee nel sonno diventa superiore alla norma, allora si soffre di OSAS. La gravità è data principalmente dal numero di interruzioni del respiro per ora di sonno. Si stima che circa il 25% negli uomini e fino al 9% delle donne soffrano in varie forme di gravità di questa patologia. La statistica spaventosa è che questa condizione non viene diagnosticata in circa il 80-90% delle persone che ne soffrono, mentre più spesso vengono diagnosticate o trattate le conseguenze di questa sindrome, cioè il diabete, la depressione, l’ipertensione, ecc. È importante notare inoltre che non è necessario russare per avere anche l’apnea del sonno. Alcuni dei sintomi dell’apnea del sonno includono: russamento, depressione o irritabilità, cattiva concentrazione, problemi di memoria o di messa a fuoco, mal di testa al mattino, scarsa performance del lavoro, disordine del deficit di attenzione e obesità. Non bisogna dimenticare che anche i bambini possono soffrire frequentemente di apnee ostruttive nel sonno, specialmente quelli con un’eta tra 3 - 6 anni. Non risulta più normale quando il russamento dei bambini è presente tutte le notti, indipendentemente dalle condizioni stesso del bimbo. In questo caso il russamento spesso é segno di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno ( OSA ), una patologia che può portare anche a ritardo della crescita, iperattività, deficit cognitivi e dell’apprendimento, con le conseguenti difficoltà scolastiche, e malformazioni nello sviluppo cranio-facciale.

Come fare a capire se russi o fai apnee nel sonno: La Visita ORL Il paziente con sospetto di sindrome delle apnee ostruttive nel sonno ( OSA ) o con diagnosi già effettuata giova di una valutazione dell’anatomia delle prime vie aeree da parte dell’otorinolaringoiatra. Come sappiamo l’OSA é una sindrome multifattoriale cioè dovuta a più cause, sia di collassabilitá delle vie aeree ( ostruzione nasale, palato, tonsille palatine, base linguale, laringe ) che di controllo neuromuscolare, appare allora molto importante valutare le caratteristiche anatomiche peculiari di ogni paziente. L’esame si basa sulla valutazione dell’anatomia del cavo orale completato obbligatoriamente con una fibroscopia nasale. In alcuni casi particolarmente gravi o non di semplice inquadramento risulta risolutivo l’esecuzione di una fibroscopia in un sonno indotto farmacologicamente, il più simile al sonno normale del paziente.

Come fare a capire se russi o fai apnee nel sonno : I sintomi Gli elementi fondamentali sono innanzitutto il russamento, la presenza di pause respiratorie durante il sonno, chiaramente riferite dal compagno di letto, i risvegli con sensazione di fame d’aria, la sensazione di sonno poco riposante, la cefalea mattutina e la sonnolenza diurna. In questi casi sarà utile eseguirò uno studio del sonno che può essere di diverse tipologie, tutte riconosciute dalle linee guida internazionali.

Quale tipo di chirurgia? Il palato molle e le tonsille svolgono un ruolo importante nel russare e nell’apnea ostruttiva del sonno. Esiste una vasta gamma di opzioni di trattamento. Procedure minimamente invasive come l’utilizzo di radiofrequenza a livello del palato possono essere eseguiti in ambulatorio in anestesia locale e questi possono essere molto utili per ridurre il russamento e nei casi di Osas lieve. Nei pazienti con le giuste caratteristiche anatomiche la rimozione delle tonsille, la stabilizzazione delle pareti laterali della gola ( faringe ), nelle sue varie differenti tecniche risulta essere molto efficace nella riduzione/risoluzione delle apnee durante il sonno.

Come fare a capire se russi o fai apnee nel sonno: La Polisonnografia La Polisonnografia ha il compito fondamentale di distinguere le apnee ostruttive (dovute al collasso delle pareti della faringe) dalle apnee cosiddette centrali (dovute a malattie neurologiche), nonché di quantificare la gravità della malattia. La Polisonnografia completa ( 1 Livello ) viene eseguita solamente presso i laboratori di medicina del sonno e consiste nel dormire con un monitoraggio sotto l’osservazione di personale dedicato durante tutta la notte.

Perché c’è più di una chirurgia dell’apnea del sonno? Anche se molte persone hanno tentato di utilizzare una singola procedura per il trattamento di russare e apnea del sonno, non esiste una singola procedura che funziona bene per tutti. Fino a pochi anni fa procedure chirurgiche più invasive, che prevedevano la rimozione di quanto più tessuto possibile erano le più diffuse, ma non hanno dimostrato efficacia, con complicanze anche rilevanti. Attualmente gli studi degli ultimi dieci anni, soprattutto quelli dell’endoscopia in sonno ( Sleep endoscopy ) condotti ad alto livello in Italia, hanno portato ad una chirurgia più ritagliata sulle caratteristiche del paziente e meno invasiva.

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COLTIVARE IN BALCONE, I PRIMI PASSI PER UN PICCOLO CAPOLAVORO Le risposte alle domande più frequenti Coltivare balconi e terrazze come se fossero piccoli orti biologici sta diventando uno fra i “to do” più gettonati degli ultimi anni. Ma cosa può crescere su un balcone? Non proprio tutto, ma quasi. “E’ saggio comunque cominciare per gradi, dalle piante aromatiche che si trovano bene in un vaso neanche tanto grande.” A spiegarlo è la regione Emilia Romagna, sul suo sito ambiente.regione.emilia-romagna.it, che continua: “Borragine - ottima nelle frittate - prezzemolo, basilico da trasformare in pesto per condire la pastasciutta. Il passo successivo sono le insalate da taglio: rucola e lattuga soprattutto. L’insalata può crescere in un contenitore rettangolare con il lato minore di almeno 40 centimetri, profondo anche solo una ventina. Contenitori con la stessa superficie ma profondi almeno 50

centimetri si prestano per un paio di piante di pomodori o per una pianta di zucchine, che fruttifica a lungo ed ha foglie e fiori perfino eleganti. Con più spazio e un po’ più di esperienza si possono osare i passi successivi: melanzane, peperoncini, fagiolini. Addirittura un alberello di limone, se il clima è adatto o se si ha la possibilità, d’inverno, di trasferirlo in un luogo chiuso ma non riscaldato tipo il pianerottolo delle scale. Attrezzarsi per coltivare ortaggi sul balcone costa davvero pochissimo. L’unica spesa di cui non si può fare a meno riguarda i semi o le piantine già germogliate e pronte per il trapianto. I contenitori, invece, possono tranquillamente essere di recupero. Se si vuol cominciare dalle bustine di semi, bisogna innanzitutto farli germogliare non direttamente

nel vaso, ma in un semenzaio: un contenitore largo e poco profondo, da tenere in un luogo tiepido e riparato. In commercio c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Ma si possono usare come semenzai anche le vaschette di plastica e i vassoietti da ortofrutta dei supermercati – continua la regione -, purché non abbiano fori sul fondo. Basta riempirli di terriccio. L’ideale sono i contenitori per le uova: un po’ di terriccio e qualche seme in ogni nicchia. Al momento buono basterà tagliare la plastica con le forbici, e la piantina sarà pronta per essere messa a dimora nel vaso con un piccolo pane di terra attorno alle radici: neanche il trauma del trapianto. Anche per i vasi è possibile evitare di spendere. Si possono usare le cassette profonde in plastica o in legno recuperate al mercato or-

tofrutticolo. E’ sufficiente rivestirle all’interno con un robusto telo di plastica bucherellato sul fondo. Se c’è spazio, si può collocare sul balcone un garden box: un contenitore rettangolare di legno, con lati di almeno un metro e la profondità di almeno mezzo metro, da riempire di terra. Chi non ha un rapporto conflittuale con il bricolage può costruirselo da sé: basta farsi tagliare quattro assi, che saranno i lati del contenitore, e quattro pioli a base quadrata alti quanto le assi, da collocare negli angoli. Poi assicurare le assi ai pioli con viti autofilettanti. Rimane da realizzare il fondo: un telo di plastica, fissato con una pistola sparapunti all’interno del contenitore. Di qui in poi, le cure da prestare agli ortaggi coltivati sul balcone sono le stesse necessarie in un orto tradizionale”.


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mondo gusto .13

LA RICETTA INGREDIENTI Ingredienti per 4 700 g di patate; 400 g di spinaci 100 g di farina Noce moscata q.b. Sale fino q.b.

Gnocchi verdi PREPARAZIONE Un modo meno scontato, ma buonissimo, di gustare le verdure è quello di utilizzarle per preparare la pasta “home made”! Ecco una ricetta semplice e di sicuro effetto per portare in tavola un gustoso piatto di gnocchi verdi agli spinaci. Pulite e mondate gli spinaci dopodiché metteteli a lessare in poca acqua salata. A parte mettete a bollire le patate con la buccia per circa 40 minuti. Terminata la cottura degli spinaci, strizzateli e tritateli. Una volta cotte le patate lasciatele intiepidire, sbucciatele e riducetele in purè con uno schiacciapatate. Poi unite agli spinaci e amalgamate il tutto, insieme ad un pizzico di sale e un po’ di noce moscata, aggiungendo la farina man mano, al fine di ottenere un impasto liscio e compatto. Una volta ottenuto l’impasto, dividetelo in filoncini, dello spessore di circa 3 cm. Tagliate a tocchetti e create gli gnocchi arricciandoli con una forchetta (basta fare pressione nello gnocco con le punte). Una volta pronti, riponeteli su un canovaccio infarinato. Per la preparazione: fateli lessare in abbondante acqua salata e scolateli non appena vengono a galla. Condite a piacere.


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PASTA E RISO A TUTTA SALUTE CON I NUTRIENTI DELL’ORTO Unisci vitamine, minerali e fibra ai carboidrati dei cereali Se qualche volta avete difficoltà a mangiare le due porzioni di verdura giornaliere consigliate per rimanere in buona salute, potrebbe essere una buona idea condire i primi con i nutrienti dell’orto. Siamo italiani e la pasta è praticamente inscritta nel nostro codice genetico: possiamo approfittare di questa abitudine per introdurre più vitamine, minerali e fibra ai pasti principali! Ma da dove nasce il consiglio delle famose due porzioni, preferibilmente di verdura cruda e di colori diversi? “Un grande studio scientifico condotto dall’American Cancer Society per più di vent’anni su centinaia di migliaia di persone negli USA - spiega, sul suo sito, il Programma Educazione Nutrizionale Grana Padano (leggi l’articolo completo al link www. educazionenutrizionale.granapadano.it/it/alimentazione/articoli/isegreti-degli-alimenti/condisci-iprimi-con-la-verdura/) - dimostrò

che mangiare verdura riduceva il rischio di contrarre il cancro del colon retto e altri dell’apparato gastrointestinale. Successivi studi dimostrarono anche che la verdura è fonte di nutrienti essenziali come vitamine e minerali, oligoelementi antiossidanti oltre a fibra solubile e non, in quantità tali da contribuire per percentuali interessanti a coprire il fabbisogno giornaliero di questi nutrienti. Da qui si stabilirono poi le quantità e la frequenza”. Quanta verdura mangiare “Due porzioni al giorno sono da considerarsi il minimo consigliato – continua il programma - non vi è infatti nessuna controindicazione a mangiarne di più. L’assunzione di verdura cruda è vivamente consigliata, ma carciofi, asparagi, cardi, finocchi, melanzane, broccoli, cicoria, zucca e tutte le verdure che debbono essere cotte per essere mangiate mantengono in gran

parte i loro principi nutritivi, come la vitamina A, e altri importanti oligoelementi. Le persone sane che non soffrono di particolari patologie a carico dell’apparato gastrointestinale, possono consumare tutta la verdura che desiderano senza paura d’ingrassare perché la maggioranza delle verdure ha un apporto calorico molto basso. La pietanza con contorno di verdure è un’abitudine ben collaudata, invece i condimenti per i primi piatti meno, in particolare nelle aree a nord del mediterraneo, mentre a sud dell’Italia, Spagna e Grecia troviamo spesso condimenti deliziosi a base di verdure”. La ricetta “Con un po’ di fantasia si può superare la pasta con olio, pomodoro e basilico, per quanto piatto di prima grandezza della dieta mediterranea – conclude il programma -. Le verdure stanno bene insieme come nel caso di condimenti

come la caponata e danno un gusto specifico e deciso se utilizzate separatamente: cipolla, melanzana, peperoni, il modo migliore per apprezzare i condimenti a base di verdure è provarli”. Ecco una ricetta suggerita dal Programma Educazione Nutrizionale Grana Padano. Prendete spunto e poi, naturalmente, scatenate la fantasia! Sugo cremoso con zucca e porri Cuoci a vapore 2 fette di zucca tagliate a dadini e 1 porro affettato a rondelle, frulla il tutto con un po’ di brodo per ricavare una crema densa. Metti la crema in una terrina, aggiungi 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e pepe a piacere, e amalgama il tutto. Cuoci il riso integrale o riso venere in brodo vegetale in modo che assorba i minerali della verdura disciolti, asciugalo al dente e, a fine cottura, unisci il riso alla crema, aggiungi un po’ di maggiorana e un cucchiaio di Grana Padano DOP grattugiato.


mondo viaggi slow .15

PERDERSI E RITROVARSINELL’ORTO DEI FRUTTI DIMENTICATI A Pennabilli, un museo dei sapori a cielo aperto ideato da Tonino Guerra Nell’eredità culturale straordinaria di Tonino Guerra vi è anche un particolarissimo “museo dei sapori utile a farci toccare il passato”. Si tratta dell’Orto dei frutti dimenticati, ideato dal poeta romagnolo e realizzato a Pennabilli nel 1990 dalle associazioni Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato, Amici della Valmarecchia, Pro Loco, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Si trova in magnifica posizione nel centro storico - spiega il Comune di Pennabilli sul suo sito www.comune.pennabilli.rn.it - in un terreno abbandonato da decenni, già orto del convento dei frati missionari. Esso consiste in una “raccolta” di alberi da frutto appartenenti alla flora spontanea delle campagne appenniniche, presenti nei vecchi orti delle case contadine ma che oggi, non essendo più coltivati, vanno scomparendo: svariate specie di mele, pere selvatiche, bacche e frutti di bosco che la

moderna agricoltura ha allontanato quasi anche dalla memoria. Tra i più insoliti: l’Azzeruolo (piccole bacche rosse o gialle con grossi semi e poca polpa dal sapore di mela), la pera Cotogna, la Corniola (una sorta di ciliegia allungata), il Giuggiolo (che produce delle “olive” dolciastre), l’Uva Spina, la Ciliegia Cuccarina, il Biricoccolo (susina blu con la buccia vellutata come quella dell’albicocca). L’orto non accoglie solo antichi sapori ed arbusti ma anche sculture ed opere di artisti contemporanei e dello stesso Tonino Guerra. All’interno dell’Orto si trovano anche: • la “Meridiana dell’incontro”, che ci permette di “incontrare” l’immagine di Federico Fellini e Giulietta Masina quando, nel pomeriggio, l’ombra di due colombi in bronzo diventa quella dei profili dei due personaggi (omaggio di Tonino Guerra ai

due grandi amici scomparsi); • la “Meridiana umana” in cui la persona si deve sostituire allo “gnomone” (l’asticella degli orologi solari), posizionandosi al centro del grande quadrante orizzontale per vedere indicata con la sua ombra l’ora solare; • la “Porta delle lumache”, opera del ceramista faentino Aldo Rontini, chiusa nella facciata di una cappella costruita con le pietre di chiese scomparse della Valmarecchia; • il “Bosco incantato”, un labirinto dell’anima formato da steli in pietra serena scolpite con i simboli della pigna e della ghianda, dove puoi perdere la memoria e ricordare solo il giorno più bello della tua vita, al centro del quale, una lumaca in bronzo invita alla lentezza e alla riflessione. Ad esso si accede varcando l’”Arco delle favole per gli occhi dell’infanzia”, un arco trionfale rivestito in cera-

Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alla Redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente. Per l’invio del materiale l’indirizzo è info@edititalia.it - È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi. Copyright, tutti i diritti sono riservati ad Edit Italia S.r.l. Immagini: archivio editoriale, fotografi vari, acquistate su www.shutterstock.com.

mica multicolore realizzato da Giovanni Urbinati; • “Il gelso della pace”, l’albero messo a dimora il 15 giugno 1994 dal XIV Dalai Lama del Tibet, in ricordo della sua visita a Pennabilli effettuata in occasione del 250° anniversario della morte di Padre Francesco Orazio Olivieri, missionario cappuccino in Tibet e orientalista pennese; • la fontana “La Voce della foglia”, in cui l’acqua, come linfa, zampilla gorgogliando da una foglia in legno alta tre metri, per ricadere sulla pietra circolare di un vecchio mulino ed essere raccolta da bianchi sassi di fiume; • il vecchio lavatoio, un tempo luogo di ritrovo e di lavoro per le donne del paese, oggi ospita, alle pareti, le dodici targhe in ceramica con ‘Le Parole dei mesi’.


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