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Biosfera marzo 2018

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MARZO 2018 mensile anno 9 numero 03

Non sprecare “Oggi mangiare per noi è scontato, come scontato è lo spreco”. Abbiamo estrapolato queste parole da una riflessione di Umberto Veronesi, perché la “cultura” dello spreco alimentare è strettamente legata al concetto di salute. Lo dicono le ricerche: in occidente acquistiamo troppo (e male). E buttiamo di più. Nella pattumiera ognuno

di noi infila in media 145 kg di cibo (soprattutto frutta e verdura), mentre si parla di incrementare la produzione alimentare del 60-70% con conseguente sperpero di risorse usate per la produzione come l’energia, l’acqua e la terra. Senza contare che il gas metano prodotto dal cibo che finisce in discarica è 21 volte più dannoso della CO2.

redazione.biosfera@edititalia.it

Siamo in un circolo vizioso da cui è necessario uscire. E’ vero che tanta parte degli sprechi avviene nelle fasi produttive e distributive del cibo, ma questo non può essere un alibi per non cambiare il nostro stile di vita. Un piccolo spunto ve lo diamo questo mese con i consigli per una “spesa a spreco zero”, che trovate nelle pagine centrali di

Biosfera: un decalogo benefico per l’ambiente, la salute e il portafogli! Ma nel nostro mensile si parla anche di inquinamento e di città che hanno rinunciato ai pesticidi, di allenamento alla felicità, di fattorie didattiche, di alimentazione e fake news, di piante benefiche, della salute dei nostri amici animali. Come sempre... buona lettura!

Gran compleanno dal 10 al 17 marzo

Lo sconto compleanno si applica ai prodotti sullo scontrino finale. Non si applica ai prodotti già in promozione, all’acquisto di gift card, alle consumazioni nei bar e bistrot, al latte per l’infanzia di tipo 1 (il latte non è promozionabile per legge) e alle borse e shopper.

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EMORROIDI, COME COMBATTERE QUEL FASTIDIOSO DISTURBO

Con il termine emorroidi si definiscono i cuscinetti di vasi sanguigni localizzati lungo il canale anale. Essi possono ingrossarsi od infiammarsi determinando la sindrome che prende il nome di ‘malattia emorroidaria’, una patologia di cui almeno 6 italiani su 10 hanno sofferto almeno una volta nella loro vita.

segue Tomaino – possono essere su base naturale (per esempio a base di ippocastano, centella asiatica, ginkgo biloba, rusco, mirtillo nero vite rossa, amamelide) o contenenti farmaci (anestetico e cortisone). La loro funzione è quella di agire sui vasi e/o sfiammare la zona interessata e togliere il dolore. A queste possono essere associati prodotti per via orale in grado di rinforzare i vasi sanguigni, la cui fragilità è la causa principale del loro ingrossamento. I farmaci per via orale inoltre possono essere utilizzati anche a scopo preventivo con più cicli di assunzione nel corso dell’anno”.

Come riconoscerle

Gli “amici” e i “nemici”

I rimedi e i consigli utili dei farmacisti di Ravenna Farmacie

Si tratta di un fastidioso disturbo che può colpire l’intera popolazione adulta, senza distinzione di sesso o di età. I sintomi sono rappresentati da dolore intenso e fastidio all’atto della defecazione, mentre in caso di emorroidi interne può presentarsi anche sanguinamento rettale. Solitamente il problema si risolve nel giro di pochi giorni mentre nei casi più severi è possibile ricorrere ad un intervento chirurgico. Le cause più comuni? Sedentarietà, una cattiva alimentazione, stipsi, diarrea, alcolismo e tabagismo.

L’importanza di una dieta equilibrata

“Il primo consiglio in caso di emorroidi è quello di modificare la dieta introducendo una maggiore quantità di fibre ed aumentando il consumo di frutta e verdura – spiega la dottoressa Flora Tomaino della farmacia comunale n.2 a Cervia -. Sarebbero invece da evitare carne rossa, cibi fritti, cioccolato, crostacei e formaggi stagionati, così come il consumo di alcol e spezie. È molto utile invece l’assunzione di liquidi, così da favorire una corretta consistenza della massa fecale”.

I farmaci consigliati

I farmaci da utilizzare per le emorroidi possono essere di due tipi: quelli per via locale e quelli per via orale. “Le pomate – pro-

I farmacisti delle farmacie comunali di Ravenna sono sempre disponibili a rispondere ai dubbi dei cittadini fornendo anche consigli utili al benessere degli utenti: “oltre ad una alimentazione equilibrata ci sono una serie di buone abitudini che contribuiscono a prevenire il fastidioso problema delle emorroidi – conclude Tomaino. È consigliata per esempio una moderata attività fisica come jogging, danza o nuoto che, rinforzando la muscolatura, aiuta a sostenere i vasi sanguigni. Sono da evitare invece mountain bike, equitazione e motocicletta, così come gli sforzi fisici troppo intensi e il fumo di sigaretta. Sì infine ad una accurata igiene, da attuarsi attraverso l’utilizzo di detergenti delicati per mantenere pulita la zona La dott.ssa Flora Tomaino della farmacia comunale n. 2 a Cervia anale”. T.R.

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mondo ambiente .3

ARIA INQUINATA, “ANCHE RAVENNA FRA LE CITTÀ FUORI DAI LIMITI” Legambiente: “Non servono misure sporadiche, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali”

La qualità dell’aria della Penisola lascia a desiderare e Ravenna non fa eccezione: è quanto emerso dal report Mal’aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?”, il rapporto sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane di Legambiente. Nel 2017 – come spiega l’associazione ambientalista - in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo. Le prime posizioni della classifica sono tutte appannaggio delle città del nord, anche a causa delle condizioni climatiche che hanno riacutizzato l’emergenza nelle città dell’area del bacino padano. Situazione critica specialmente nelle zone della Pianura pada-

na: in 31 dei 36 capoluoghi di provincia delle quattro regioni del nord (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) è stato sforato il limite annuo giornaliero; in questi stessi Comuni l’85% delle centraline urbane ha rilevato concentrazioni oltre il consentito, a dimostrazione di un problema diffuso in tutta la città e non solo in determinate zone. In Emilia-Romagna sono 8 i capoluoghi di provincia con più di 35 giorni di sforamento, consentiti dalla legge, nel 2017. Il primo posto di questa poco invidiabile classifica va a Modena, Piacenza e Reggio Emilia, tutte con 83 giorni di PM10 oltre i limiti. Si salvano invece i cittadini di Forlì e Cesena, dove le giornate di superamento sono rimaste entro i limiti consentiti. Anche nei primi 28 giorni del 2018 la situazione non è an-

data migliorando: Parma, Reggio, Modena e Rimini hanno già accumulato oltre 11 giorni di superamento dei limiti delle PM10. Ravenna è a quota 9 giorni di sforamento. “Come ribadiamo da anni – sottolinea Legambiente - non servono misure sporadiche, ma è urgente mettere in atto interventi strutturali e azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale. Occorre ripartire da un diverso modo di pianificare gli interventi nelle aree urbane, con investimenti nella mobilità collettiva, partendo da quella per i pendolari, nella riconversione sostenibile dell’autotrazione e dell’industria, nella riqualificazione edilizia, nel riscaldamento coi sistemi innovativi, e nel verde urbano”. Legambiente riporta, poi, anche la classifica dei superamenti di Ozono dell’anno appena conclu-

so. Sommando i giorni di mal’aria respirata dai cittadini dell’EmiliaRomagna nel corso del 2017, tra superamenti delle PM10 e dell’Ozono, la “speciale” classifica vede le città di Modena e Piacenza drammaticamente prime con ben 158 giorni di inquinamento rilevato, seguite da Reggio Emilia con 145 giorni e Parma con 143. Sono 91 i giorni di superamento per Ravenna. Nella classifica nazionale Ravenna è al 29esimo posto su 39 comuni “fuori dai limiti” con i suoi 53 superamenti da gennaio 2017. Numeri che si traducono in problemi di salute, costi per il sistema sanitario e impatti rilevanti sugli ecosistemi. Il dossier di Legambiente “Mal’aria 2018” è disponibile all’indirizzo www.legambiente.it/contenuti/ dossier/malaria-2018


4. mondo ambiente

SALUTE, LA CARICA DELLE “CITTÀ LIBERE DAI PESTICIDI” Anche una cittadina emiliano-romagnola nella rete delle comunità anti-inquinamento Aria più pulita, cibo più sano, tutela della salute e dell’ambiente: sono questi i benefici che derivano dalla riduzione – fino all’eliminazione - dell’uso dei pesticidi nelle campagne e in città. Utopia? Non proprio… anzi, c’è chi lo sta già facendo. È stato lanciato anche in Italia, infatti, il progetto europeo “Città Libere dai Pesticidi” (“Pesticide Free Towns”), rete di comunità che hanno azzerato o ridotto al minimo l’uso dei pesticidi sul loro territorio in favore di alternative sostenibili, naturali ed ecologiche. A scriverne, in un interessante articolo sul portale italiachecambia.org, è Laura Pavesi, del cui lavoro pubblichiamo alcuni estratti (leggi l’articolo completo all’indirizzo www.italiachecambia. org/2018/02/citta-libere-pestici-

di-esistono-sono-tante/). “Il network Città Libere dai Pesticidi nasce innanzitutto per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che il 70% della popolazione europea vive nelle città e che i pesticidi non sono utilizzati solo dalle aziende agricole - spiega Laura Pavesi - ma anche dalle amministrazioni locali nei parchi pubblici e nei parchi giochi, nelle aree verdi di asili, scuole e campi sportivi, ai lati dei marciapiedi e nelle aree cimiteriali, per non parlare dell’uso di prodotti chimici nei giardini privati. Di conseguenza, anche chi vive nelle aree urbane è esposto ogni giorno, direttamente o indirettamente, a miscele di pesticidi potenzialmente cancerogene e molto pericolose per la salute – come conferma il crescente numero di pubblicazioni

e prove scientifiche che dimostrano gli effetti nocivi dei pesticidi sull’uomo (in particolare bambini e neonati) e sulla biodiversità. Della rete Città Libere dai Pesticidi fanno parte anche i comuni italiani di Varese, Ragusa, Malles (Bolzano), Occhiobello (Rovigo), Volvera (Torino), Bastida Pancarana (Pavia), Robilante, Morozzo e Barge (tutti in provincia di Cuneo) e Lozzolo (Vercelli) che hanno ottenuto risultati apprezzabili, come illustra Antonio Zanotto, Assessore all’Ambiente della città di Ragusa: ‘Da tempo, la nostra migliore pratica è stata sostituire il glifosato con il vapore a 400° C per il diserbo delle aree verdi pubbliche. Usiamo anche trituratori per lasciare la falciatura direttamente sul posto’. Soddisfatto anche Roberto Sella, sindaco di Lozzolo,

che sottolinea: ‘Nelle aree pubbliche usiamo solo aceto e metodi manuali o meccanici, senza l’utilizzo di alcun prodotto chimico. Abbiamo riscontrato un costo più basso nel reperimento del materiale, ma un maggiore impegno lavorativo e più ore da dedicarvi. Ma, ovviamente, questa scelta comporta indubbi benefici per la salute e per l’ambiente’. I metodi usati dalle città che hanno aderito alla Rete, quindi sono i più diversi – prosegue Pavesi – , ma si tratta di metodi sostenibili che risultano essere molto efficaci e, soprattutto, non nocivi per la salute umana e per la biodiversità”. Per ulteriori informazioni: www. citta-libere-dai-pesticidi.info/


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“I PAESI PIÙ RICCHI SONO QUELLI A MAGGIOR RISCHIO TUMORI” Fra le cause, gli stili di vita e l’inquinamento

Il benessere economico delle società più industrializzate avrebbe, secondo una nuova ricerca scientifica, un contraltare drammatico: l’aumento dei casi di tumore. A mostrarlo è uno studio condotto dall’Università di Pisa su 122 Paesi nel mondo, Italia compresa. La ricerca firmata da Tommaso Luzzati, Angela Parenti e Tommaso Rughi del dipartimento di Economia e Management è stato pubblicato sulla rivista “Ecological Economics” e, oltre a rilevare il fenomeno, cerca anche di analizzare le cause della cosiddetta “epidemia di cancro” che colpisce moltissimi paesi, soprattutto sviluppati. Per farlo i tre economisti sono partiti dai dati provenienti dal database Globocan, un progetto dell’Agenzia internazionale per la ricerca

sul cancro dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. L’analisi ha quindi riguardato 122 paesi, ovvero circa il 90% della popolazione mondiale, e le otto tipologie di tumori più diffuse (polmone, seno, colon-retto, prostata, stomaco, fegato, cervice uterina, esofago). “Secondo un’idea abbastanza diffusa – spiega Tommaso Luzzati l’aumento dei casi di tumore nei paesi più ricchi sarebbe una ‘buona notizia’ perché si legherebbe sia ad una migliore capacità di diagnosi e, quindi efficienza dei sistemi sanitari, sia all’allungamento della vita che ‘consentirebbe’ alle persone di ammalarsi di cancro anziché morire prima per altre cause”. Lo scopo principale della ricerca è stato quindi quello di valutare fino a

che punto questa idea sia fondata. “Gli esiti – afferma Luzzati - mostrano che l’incremento dei nuovi casi di cancro non può essere spiegato solo dalla maggiore aspettativa di vita, da statistiche migliori e da peculiarità regionali: piuttosto, un ruolo significativo deve essere attribuito al degrado ambientale e agli stili di vita, anche se purtroppo la nostra analisi empirica non è in grado di distinguere fra i due”. Dunque stili di vita e qualità ambientale associati alla crescita economica hanno un ruolo fondamentale che si manifesta anche a livello molto aggregato, cioè, quando si va a studiare la relazione tra incidenza tumorale e Prodotto Interno Lordo pro capite, anche se non è facile stabilire il peso relativo di ciascuno dei due

fattori. Ma che l’inquinamento ambientale giochi un ruolo non secondario secondo i ricercatori è visibile ad esempio nel caso dei tumori al polmone, in crescita anche se nei paesi più ricchi il numero dei fumatori è in diminuzione. “Il messaggio politico che possiamo trarre dal nostro lavoro – conclude Luzzati - è che solo prendendo coscienza degli effetti negativi dello sviluppo economico saremo anche in grado di attuare politiche per affrontarli”. La ricerca, per la sua originalità e per le sue implicazioni, ha suscitato interesse nella comunità scientifica, tra cui anche quello della prestigiosa rivista “Nature – Sustainability” che la riassume nel numero del 9 febbraio 2018.


La prevenzione dell’osteoporosi inizia da sane abitudini alimentari Al Centro Medico Polispecialistico Olympus puoi trovare la giusta consulenza e competenza per affrontare e prevenire i rischi dell’osteoporosi L’osteoporosi è una malattia che si verifica quando le ossa diventano fragili e meno resistenti e di conseguenza più esposte a rotture. Questa patologia si verifica soprattutto in soggetti di età superiore a 50 anni e colpisce maggiormente la popolazione femminile, basti pensare che solo in Italia il 25% delle donne di età superiore ai 40 anni ed il 17% degli uomini di età superiore ai 60 anni ne è affetto. Per prevenire l’osteoporosi si può fare molto, soprattutto in termini di alimentazione; noi siamo quello che mangiamo e le nostre ossa sono composte da un tessuto vivente, che ha bisogno dei giusti nutrimenti per mantenersi in forma. È importante fin da giovanissimi prevenire scorrette abitudini dato che la “qualità” del nostro osso si determina soprattutto nei primi 25-30 anni di vita, e chi ha raggiunto un elevato picco di massa ossea avrà per tutta la vita un minor rischio di sviluppare questa patologia. Vediamo quindi che strategie attuare per contrastare l’insorgere dell’osteoporosi: 1- una dieta ricca di calcio (latte, yogurt, formaggio e, se necessario, un integratore alimentare a base di calcio). 2- moderata ma regolare attività fisica come una semplice camminata a passo sostenuto per mezz’ora al giorno, usare le scale invece dell’ascensore e fare un po’ di sport nel tempo libero. 3- disponibilità di vitamina D, che serve ad assorbire il calcio nell’intestino. La vitamina D si forma nella pelle per azione della luce del sole, per cui basta un po’ di vita all’aria aperta per avere quella che ci serve.

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Per quanto riguarda il nostro stile di vita, è consigliato ridurre l’uso di alcool e tabacco, evitare un’alimentazione troppo ricca di proteine e moderare il consumo di alimenti integrali ricchi di fibre. Un’alimentazione varia che non ecceda nelle quantità è la miglior garanzia di assumere le giuste quantità dei vari principi alimentari per non soffrire di particolari carenze. Tra i nutrienti più importanti per combattere l’osteoporosi il posto d’onore spetta al calcio, dato che l’osso ha bisogno di questo elemento per mantenersi in salute. Il calcio deve arrivare ogni giorno con cibi come il latte e i suoi derivati: latte , yogurt e formaggi devono quindi far parte fin da giovani della dieta quotidiana. Altro fattore fondamentale per il benessere delle nostre ossa è la vitamina D, l’unica vitamina che non si assume tramite il cibo ma si forma normalmente nella pelle grazie ai raggi ultravioletti (UVB) della luce solare. Generalmente si dovrebbe esporre alla luce del sole la pelle del viso, braccia e mani per 10-20 minuti al giorno ad esclusione delle ore centrali (dalle 10 alle 14). Assumere quotidianamente la corretta dose di vitamine e sali minerali tramite una dieta varia che comprenda latte, verdure crude e frutta, è quindi il miglior antidoto contro l’invecchiamento osseo. Al Centro Medico Polispecialistico Olympus di Ravenna puoi trovare consulenza e cura relativamente all’osteoporosi grazie alla dott.ssa Milly Donati, responsabile del Centro Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’osso della Casa di Cura Domus Nova di Ravenna, responsabile del Centro Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’osso del Centro Demetra di Lugo, socio fondatore dell’ANEOP (Associazione Interregionale Nord-Est Osteoporosi) e membro del Comitato Scientifico di FEDIOS (Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro) con ruolo di Dirigente per la zona di Ravenna. Per avere ulteriori informazioni o per fissare un appuntamento chiamare lo tel. 0544 456766 o inviare una mail a segreteria@olympus.ra.it Centro Medico Polispecialistico OLYMPUS, via Lago di Como 25, Ravenna www. olympus.ra.it. Autorizzazione Sanitaria PG 6592 del 01/03/04

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SE IL PAPPAGALLO “SI SVESTE”… Le cause e le implicazioni dell’autodeplumazione Il Pappagallo che si autodepluma è una condizione comune, che rappresenta una sfida per il veterinario. L’atto del grattamento ripetuto e insistente di una determinata zona o la masticazione eccessiva del piumaggio non è di per sé una malattia ma un sintomo riconducibile a una moltitudine di cause predisponenti e scatenanti. A volte il pappagallo si limita a una sola zona, in altri casi la sua attività si estende a tutte le zone raggiungibili dal suo becco e appare completamente nudo (è risparmiata solo la testa). Nel caso in cui manchino anche le penne della testa, si può evincere che ci siano delle patologie metaboliche gravi, oppure altri pappagalli conviventi che gliele strappano. Sono rari i casi in cui il paziente si lesiona la pelle. In natura non sembrano riportati

casi di autodeplumazione. Spesso ci sono delle implicazioni comportamentali e psicologiche e l’impegno del proprietario deve essere ancora più grande, ma non bisogna mai attribuire questa tendenza a un problema comportamentale senza prima aver sostenuto degli esami che ci permettano di escludere tutte le possibili cause. In alcuni casi lo strappamento delle penne è fisiologico, alcuni uccelli, per esempio, tendono a strapparsi le penne del torace addome e zampe per trasferire più efficacemente il calore alle uova durante la covata. Fra le cause annoveriamo: carenze nutrizionali spesso legate alla difficoltà di ricreare in cattività una dieta sana e bilanciata, che inevitabilmente porta a stati carenziali che si ripercuotono sulla

crescita della penna. Ipersensibilità\allergia ad alcuni alimenti come per esempio le arachidi, che causano intenso prurito. Altre cause: avvelenamento da zinco (usato nella vernice delle vecchie voliere), parassiti esterni - come acari e pidocchi - e interni, frequenti in particolare nella calopsitte la giardia, protozoo del tratto gastroenterico. Ancora: fattori ambientali, quali scarsa umidità (molte specie sono tropicali), mancato rispetto dei fisiologici ritmi di alternanza luce\ buio - che possono indurre stati di stress -, traumi, neoplasie, sostanze irritanti ambientali, patologie metaboliche legate a disfunzioni d’organo che vanno indagate mediante indagini ematologiche, problemi ormonali (in particolare l’Ipotiroidismo) responsabili di alterazioni nel piumaggio.

Spesso succede che animali nati in incubatrice e allevati a mano, non entrino mai in contatto con i loro simili: non hanno quindi la possibilità di apprendere per imitazione e possono non essere in grado di pulirsi in modo adeguato il piumaggio, finendo per strapparsi le penne. Per quanto riguarda i fattori ereditari, i batteri, i virus o altri microorganismi, causa a volte di malattie mortali, è indispensabile rivolgersi al medico veterinario, in quanto la presenza di un problema di autodeplumazione prevede un iter diagnostico lungo con una serie di esami che ci permettano di escludere molte delle patologie frequenti che hanno interessamento cutaneo. Serena Sola Medico Veterinario Gp Cert ExAP Clinica S. Cecilia Vicenza


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mondo consumi

SPRECO, “IN ITALIA BUTTIAMO 145 KG DI CIBO PRO-CAPITE L’ANNO” I consigli per una spesa “virtuosa”

Sono circa 145 i kg di cibo pro capite che gli italiani gettano ogni anno nella spazzatura: una vera enormità, causa di inquinamento ambientale, spreco economico, e doverosi interrogativi etici. Se poi guardiamo al resto del mondo, i dati diventano allarmanti: il valore economico del cibo buttato e sprecato ogni anno ammonta a 750 miliardi di euro, ovvero per quantizzare - quasi la metà del PIL italiano nel 2016. Parliamo di circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti che vengono gettate prima di arrivare sulla nostra tavola. “Eppure, basterebbe un quarto di quello stesso cibo per sfamare gli oltre 815 milioni di persone che soffrono la fame. A spiegarlo è un’indagine della

Fondazione Barilla, che continua: “Lo spreco di cibo non è solo un problema sociale. Non tutti sanno che il gas metano prodotto dagli alimenti che finiscono in discarica è 21 volte più dannoso della CO2. Tuttavia, riducendo lo spreco nei soli Stati Uniti del 20% in 10 anni si otterrebbe una riduzione delle emissioni di gas serra annuali di 18 milioni di tonnellate. Nella battaglia globale contro lo spreco alimentare, Francia, Germania e Spagna sono i Paesi che, con le loro politiche responsabili, rappresentano delle best practice. Indonesia, Libano ed Emirati Arabi sono quelli che, invece, devono compiere i passi più importanti”. Questa la fotografia scattata, in occasione dell’ultima Giornata

Nazionale di Prevenzione allo Spreco Alimentare, il 5 febbraio scorso, dal Food Sustainability Index, indice creato da Fondazione Barilla e The Economist Intelligence Unit, che analizza 34 Paesi in base alla sostenibilità del loro sistema alimentare. Italia quarta nella lotta allo spreco Secondo il Food Sustainability Index, l’Italia - col suo 4° posto sta ottenendo importanti riscontri nella lotta allo spreco alimentare. Il merito è delle politiche messe in campo per ridurre gli sprechi a livello industriale, come avvenuto con la Legge Gadda che, semplificando le procedure per le donazioni degli alimenti invenduti e

puntando al recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese, ha fatto da volano per il miglioramento generale del nostro Paese. I dati dell’Index evidenziano che in Italia è stata la filiera alimentare a compiere i maggiori passi in avanti in questa battaglia: confrontando l’indice del 2016 con quello del 2017, infatti, alla voce “Cibo sprecato (% della produzione alimentare totale del Paese)” – riferito alla filiera alimentare e non al consumo domestico - si è passati dal 3,58% del cibo gettato rispetto a quello prodotto, al 2,3% del 2017. Performance che ha permesso di superare Paesi come Germania e Giappone sul fronte dello spreco. Eppure, molto c’è ancora da fare


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APPUNTAMENTI FAENZA BENESSERE FESTIVAL

SABATO 17 E DOMENICA 18 MARZO FIERA DI FAENZA (RA)

nella lotta allo “spreco domestico”: come già detto, infatti, sono circa 145 i kg di cibo pro capite che gli italiani gettano ogni anno nella spazzatura. Tantissimo, un po’ come dire 1.000 mele piccole (da 150 g ognuna) o 1.500 piatti di pasta (da 1hg circa) o poco meno di 750 confezioni di legumi in barattolo (considerando quelli da 200 g), molto più di quanto potrebbe consumare in media in 1 anno una famiglia di 3 persone. “Il Food Sustainability Index si conferma strumento utile per stimolare il dibattito e aiutare studiosi e decisori politici a capire dove intervenire per risolvere i paradossi del sistema alimentare”, ha dichiarato Luca Virginio, Vice Presidente di BCFN. “Pensando all’Italia, se gli interventi messi in atto hanno permesso a industria e grande distribuzione di compiere passi importanti per migliorare la situazione dello spreco alimentare, a noi cittadini resta ancora un ruolo cruciale. Se pensiamo che oggi in Europa circa il 42% di quello che compriamo finisce nella spazzatura perché andato a male o scaduto prima di essere consumato, è facile capire che serva un cambiamento culturale”. I consigli per una spesa a “zero spreco” Secondo la FAO, nel mondo, il 45% di frutta e verdura viene sprecato. Lo spreco avviene sia a livello industriale, a causa di fattori climatici e ambientali non favorevoli e di surplus produttivi; sia a livello domestico, perché – spesso - compriamo troppo o non conserviamo bene i cibi. In Italia la frutta e gli ortaggi gettati via nei punti vendita comportano lo spreco di più di 73 milioni di metri cubi d’acqua (quella usata per produrli), ovvero 36,5 miliardi di bottiglie da 2 litri. Ecco,

quindi, che per ridurre gli sprechi domestici, la Fondazione BCFN lancia una serie di suggerimenti utili: 1) Fai una spesa ragionata: prima di comprare, controlla cosa serve davvero, fai una lista – e attieniti ad essa - e ricorda che sprecare cibo vuol dire buttare via dei soldi 2) Quando cucini, fai attenzione alle quantità e cucina solo ciò che puoi consumare 3) Fai attenzione all’etichetta: guarda sempre quando scadono i cibi 4) Quando riponi i prodotti in frigorifero, metti i cibi a breve scadenza davanti e riponi in freezer i cibi che non puoi mangiare a breve 5) Ricette contro lo spreco: non buttare via avanzi e scarti alimentari, possono dare vita a nuovi piatti creativi 6) Prodotti freschi e di stagione: privilegia l’acquisto dal produttore 7) Hai comprato troppo cibo? Condividilo con i tuoi vicini di casa o invita degli amici per mangiare insieme 8) Al ristorante: se ti avanza del cibo chiedi di portare a casa gli avanzi in un pacchetto 9) “Da consumare preferibilmente entro il…” vuol dire che gli alimenti risultano ancora idonei al consumo anche successivamente al giorno indicato. Verifica bene prima di buttarli 10) Fidati del tuo naso: prima di buttare un alimento annusa, guarda e, se l’aspetto è buono, assaggia

La manifestazione, giunta al quinto anno, perfeziona un percorso esperienziale che si concentra sul Benessere Naturale dall’Oriente all’Occidente. Faenza Benessere Festival si rivolge agli operatori professionali e aziende del benessere naturale e al pubblico che desidera avvicinarsi al mondo dei prodotti e delle discipline naturali. Tra le novità di questa nuova edizione un padiglione dedicato alla prima infanzia e ai bambini, con prodotti, consigli e attività didattiche e ricreative per una crescita sana e naturale. Fra le sezioni 2018: - Area Experience Mondo Yoga (due intere giornate all’insegna dello yoga declinato in ogni sua forma con lezioni gratuite aperte a tutti). - Area Bambini e Famiglie (un intero padiglione dedicato ai bambini e alle famiglie, con laboratori, aree spettacolo, servizio ristoro e prodotti per crescere sereni naturalmente…) - Agopuntura senz’aghi (Il 17 marzo incontro con Marco Civolani, naturopata ayurvedico) - Alla scoperta del Feng Shui (Il 18 marzo conferenza su “Feng Shui, l’influenza dell’ambiente sulla nostra vita relazionale, affettiva, economica e lavorativa” con Paola Marabini) - Guarire con la musica (Sabato 17 marzo incontro con Luca Vignali, direttore d’orchestra e musicoterapeuta. Conduce laboratori sulle proprietà risanatrici della musica nella vita quotidiana) - Yurta Paradise (Immerso nella tradizione della Terra, accolti nel cerchio di una Yurta Mongola da sciamani e guaritori, viaggerai nel tuo cosmo interiore attraverso antichi strumenti e suoni) Maggiori informazioni su www.faenzabenessere.it

AUTOPRODUZIONI AL NATURALE SABATO 17 MARZO E SABATO 7 APRILE RAVENNA, FRATERNITÀ SAN DAMIANO

Come ogni anno alla fine dell’inverno partono i laboratori di autoproduzione: mettiamo in moto la nostra parte creativa coi vecchi saperi per fare nostro uno stile di vita più sostenibile, improntato al risparmio e al rispetto dell’ambiente, oltre alla soddisfazione personale! “Faremo prodotti per l’igiene personale, la pulizia della casa, e la vera rivoluzione: il sapone!”, spiegano gli organizzatori. Sabato 17 marzo: pulizie di primavera Sabato 7 aprile: il sapone! Gli incontri si svolgono dalle 14,30 alle 17, a Ravenna, in via Oberdan, 6, ex Convento dei Cappuccini. Per info e prenotazioni: Patrizia Preda, tel. 347 828 4969

FESTIVAL DEI SAPORI E ARTIGIANATO 30-31 MARZO, 1-2 APRILE CASTROCARO TERME (FC)

La manifestazione si svolgerà nel Centro di Castrocaro Area del mercato di questa “cittadina famosa per le sue Terme” dal 30 marzo al 02 Aprile 2018 coinvolgendo e promuovendo aziende locali e nazionali appartenenti al settore dell’enogastronomia, dell’agroalimentare, dell’artigianato. Tale evento vuole essere una vetrina delle eccellenze del made in ltaly garantendo quindi un ruolo importante per la valorizzazione e promozione sia dell’agroalimentare italiano che dell’artigianato. “Il nostro scopo - spiegano gli organizzatori - è quello di portare migliaia di visitatori che potranno degustare ed acquistare prodotti unici ed evocativi. Per tutta la durata dell’evento vogliamo creare un connubio perfetto tra il buon cibo, ottimi vini nonché ottima birra artigianale con degustazioni guidate. Prenderemo contatti con le cantine, sia della zona che non per fare degustare al pubblico presente le migliori annate”. Durante la manifestazione ci saranno appuntamenti con dj set, musica dal vivo, artisti di strada e animazione per i più piccoli per creare un piacevole momento di festa e di incontro in questo tipico centro storico dell’entroterra forlivese.


10. mondo salute

LA MIGLIOR CURA PER IL MAL DI TESTA? LA PRESCRISSE IPPOCRATE Uno studio scientifico conferma la validità di rimedi antichissimi Ancora una volta gli antichissimi rimedi della medicina popolare trovano un forte riscontro scientifico. È il caso delle piante utilizzate contro il mal di testa, oggetto di uno studio dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo e dell’Istituto di scienze neurologiche del Cnr. “Circa l’80% (delle piante prese in esame, n.d.r.), alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, presenta componenti in grado di contrastare i meccanismi alla base del mal di testa. Il 40% di queste piante è in uso già da circa 2000 anni”. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Ethnopharmacology Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la cefalea è tra i disturbi del sistema nervoso più

diffusi. I ricercatori si sono interessati all’argomento con uno studio sui rimedi vegetali usati dalla medicina popolare italiana tra il XIX ed il XX secolo. “Alla luce delle attuali conoscenze farmacologiche, circa il 79% delle piante utilizzate nel passato presenta metaboliti secondari (composti organici che non hanno una funzione diretta sulla crescita e lo sviluppo delle piante) con azione anti-infiammatoria e analgesica e comunque in grado di contrastare i meccanismi ritenuti alla base delle principali forme di cefalee”, spiega Giuseppe Tagarelli dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom-Cnr).“Componenti organici quali flavonoidi, terpenoidi, fenilpropanoidi sembrano poter

bloccare, in vivo, i mediatori chimici coinvolti nell’insorgenza delle cefalee. Ad esempio, i diterpeni estratti dal girasole, dal sambuco e dall’artemisia agiscono sulle cavie come i FANS, i farmaci antiinfiammatori non steroidei che solitamente si assumono contro le cefalee, oltre che per ridurre lo stato infiammatorio in patologie articolari, reumatologiche e muscolo-scheletriche”. Lo studio ha rivelato anche altro. “È stato evidenziato che circa il 42% delle piante utilizzate dalla medicina popolare italiana per la cura della cefalea era già in uso nel periodo tra il V secolo a.C. e il II d.C., come attestano Ippocrate, Plinio il Vecchio, Dioscoride, Galeno e Sereno Sammonico. Lo studio testimonia,

dunque, uno straordinario trasferimento di conoscenze empiriche, per circa 2.000 anni”, aggiunge il ricercatore. “Un significativo bagaglio di sapere per lo sviluppo di nuovi farmaci”, spiegano gli studiosi. Fra le scoperte più interessanti sulla medicina tradizionale c’è quella di Youyou Tu, Premio Nobel per la Medicina, che nel 2015, ha ‘riscoperto’ l’artemisina, estratta dall’Artemisia annua, “pianta storicamente usata dalla medicina tradizionale cinese per la cura della malaria e oggi considerata la molecola più efficace per guarire da tale parassitosi”, conclude Tagarelli.


mondo alimentazione .11

PRIMA COLAZIONE, LE 6 FAKE NEWS PIÙ DIFFUSE Acqua e limone per dimagrire, i super food, il glutine: ecco tutto ciò che bisogna sapere per iniziare bene la giornata Le fake news in ambito salutistico e nutrizionale dilagano. E’ così che la rete abbonda di consigli e “rimedi” che non hanno alcun supporto scientifico, e che possono causare anche danni. Neanche la prima colazione – pasto fondamentale della giornata - è risparmiata dai suggerimenti, spesso fuorvianti, di internet. L’Osservatorio Doxa – Aidepi, con l’aiuto di esperti, prova a sfatare alcuni falsi miti in circolazione. “Il 61% degli italiani - spiega Aidepi - ritiene (a torto) che sia migliore una colazione super proteica, mentre il 40% pensa sia corretto eliminare i carboidrati dal primo pasto del mattino (mentre dovrebbero essere, spiegano i nutrizionisti, l’ingrediente principale). Per 1 italiano su 5 – circa 10

milioni di italiani – dovremmo addirittura dire addio al nostro modello, tradizionalmente dolce, per preferire una colazione salata, da loro considerata, sbagliando, più salutare. Si rileva inoltre un forte pregiudizio nei confronti dei grassi: per il 73% degli italiani quelli presenti nei prodotti per la prima colazione (biscotti, dolci da forno) sarebbero da eliminare. “Il consiglio - commenta Michelangelo Giampietro, nutrizionista e medico dello sport - è che ogni pasto sia il più completo possibile e che apporti tutti i nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, acqua, fibra, sali minerali e vitamine). La ripartizione più corretta è data dal 70% di carboidrati, il 20% di proteine e il 10% di grassi. Tradotto in un menù un buon mix è

dato da una porzione (50 grammi) di pane, oppure tre fette biscottate (30 grammi) o quantità equivalenti di altri prodotti da forno, cereali (30 grammi), muesli o biscotti; una tazza (125 ml) di latte o uno yogurt; e un frutto. Non c’è motivo di rinunciare alla colazione dolce, tipica del nostro Paese”. Altro capitolo è quello del “senza glutine”: 1 italiano su 3 ritiene utile eliminarlo a colazione per tutti. “Comportamento, non ci stancheremo di ripeterlo, sbagliato. Il glutine è un componente naturale del grano e di altri, ma non tutti, i cereali. I processi di eliminazione comportano, inevitabilmente, l’aumento di altre componenti e il rischio è di avere una dieta più ricca in grassi. Non ci sono al momento studi che do-

cumentino i benefici di una dieta senza glutine per chi non è celiaco o non manifesti un’ipersensibilità a certi alimenti ” – spiega il dott. Giampietro. Zenzero e bacche di goji al mattino per avere più energia e iniziare la giornata con sprint? È un’altra convinzione che accomuna il 60% degli italiani, che dimostrano un’incrollabile fiducia nei cosiddetti “super food”. Ma non è l’unica tendenza salutista che si evince dalla ricerca, tanto che il 55% del campione reputa acqua e limone al mattino un espediente utile per dimagrire, mentre - concludono i ricercatori - quest’abitudine non ha alcun fondamento oggettivo.


12. mondo alimentazione

DALLO ZENZERO ALLA QUINOA, ECCO GLI “ALIMENTI SALUTARI” PIÙ AMATI Una speciale classifica svela i nuovi gusti degli italiani Se i nomi di alimenti fino a qualche tempo fa praticamente sconosciuti oggi sono sulla bocca di tutti è sicuramente merito della sempre più accesa passione per i cibi salutari e per il “naturale”. Uno per tutti: si è calcolato che nel solo 2017 sono raddoppiate le vendite dei prodotti contenenti zenzero. Ma anche quinoa, mandorle, farro e mirtilli non se la cavano troppo male. A rivelarlo è un’indagine dell’Osservatorio Immagino che ha stilato la classifica degli ingredienti “benefici” più presenti e più “trendy” del momento. “Dalla farina di mais all’alga spirulina, dai semi di lino all’avocado, dalla canapa all’olio di riso, dalla stevia allo zucchero di canna, dal cocco alla cannella: sono una ventina gli ‘alimentiingredienti benefici’ che stanno spopolando in Italia e stanno ridefinendo, di conseguenza, le preferenze d’acquisto dei consu-

matori - spiega l’Osservatorio -. Analizzando le informazioni presenti sulle etichette di 46.600 prodotti alimentari l’Osservatorio Immagino ha potuto realizzare una mappa dei cambiamenti dei gusti alimentari degli italiani e misurare il crescente interesse verso questi alimenti-ingredienti, capaci di fornire sia un beneficio salutistico che un plus di gusto e di appetibilità”. Zenzero mon amour La vera, incontrastata superstar del mondo alimentare italiano è lo zenzero, vero e proprio “Re Mida” del largo consumo. L’Osservatorio Immagino lo ha incoronato come ingrediente “best performer” in quanto in 12 mesi ha visto raddoppiare le vendite dei prodotti in cui è presente (+108,4%). In totale valgono 25 milioni di euro e rappresentano lo 0,2% degli alimenti del perimetro. Lo zenzero è

diffuso sia al naturale che come ingrediente salutistico di tanti prodotti confezionati: tè e tisane, tavolette di cioccolato e yogurt, succhi e nettari di frutta, ma anche insalate di IV gamma e zuppe pronte. Mandorle, le più amate sia in tavola che per la bellezza In cima alla classifica degli alimenti-ingredienti “benefici” più in voga del momento ci sono le mandorle: Nell’anno terminante a giugno 2017, le vendite dei prodotti alimentari in cui sono presenti le mandorle (soprattutto prodotti da ricorrenza e per la prima colazione, snack dolci, ma anche gelati e latte vegetale) sono cresciute del 17,4% a valore, arrivando a generare un giro d’affari di oltre 240 milioni di euro. L’aspetto curioso è che la moda delle mandorle travalica l’ambito del food per estendersi anche al

personal care, dove è in atto un boom dei prodotti per la cura persona che contengono questo ingrediente emolliente e piacevole. Mirtilli, farro e quinoa: i nuovi “must” Sul podio nella eat parade degli ingredienti-alimenti benefici maggiormente cresciuti tra giugno 2016 e giugno 2017, entrano anche i mirtilli (presenti nello 0,9% dei prodotti alimentari e con una crescita annua dell’8,0% delle vendite a valore) e il farro (che registra una crescita del fatturato del 20,4%, entrando nello 0,9% dei prodotti alimentari di largo consumo). Dall’analisi dell’Osservatorio Immagino spiccano anche le performance della quinoa, con una crescita annua a valore del 63,5%.


mondo gusto .13

LA RICETTA INGREDIENTI

MISTO DI VERDURE ALLO ZENZERO

3 patate di media grandezza una cipolla

PREPARAZIONE

una carota

Sbucciate le patate e la zucca e tagliatele a dadini, tritate finemente la cipolla e tagliate a julienne la carota e le zucchine. In una pirofila mettete la zucca e infornate a 180° per circa 20 minuti poi mettete da parte.

2 zucchine 200 grammi di zucca olio extravergine di oliva sale due cucchiai di zenzero fresco grattugiato il succo di mezzo limone una manciata di prezzemolo

In una padella fate soffriggere la cipolla tritata, poi aggiungete le patate, la carota e le zucchine e da ultimo la zucca. Unite lo zenzero, il succo di limone e infine coprite le verdure con poco brodo vegetale. Fate cuocere con il coperchio per circa 20/25 minuti mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Quando le verdure saranno cotte regolate di sale e servite calde con una bella spolverata di prezzemolo fresco. Per un gusto più esotico si può sostituire il prezzemolo con del coriandolo.


14. mondo emozioni

CON “L’ALLENAMENTO ALLA FELICITÀ” LA VITA TI SORRIDE Uno stato d’animo positivo è anche frutto di competenze che possono essere apprese Si può imparare ad essere felici? Daniela e Veruscka pensano di sì, anzi ci credono fermamente visto che sono le fondatrici di un “acceleratore di felicità”, 2bhappy. In pratica cercano di insegnare, dopo aver cambiato vita, ciò che hanno appreso sulla “scienza della felicità” e su come questa vada allenata come una vera e propria competenza. A parlarne sul magazine online italiachecambia.org è Paolo Cignini del cui articolo riportiamo alcuni interessanti passaggi (puoi leggere l’intero pezzo all’indirizzo www.italiachecambia. org/2018/01/2bhappy-felicitacompetenza-va-allenata/). “la felicità paga - spiega Daniela Di Ciaccio -: soprattutto nel senso di efficacia e creatività, risoluzione dei problemi e apprendimento. La scienza ha dimostrato che il cervello in uno stato positivo, produce quelle sostanze come la dopamina o le endorfine che attivano

tutti i centri dell’apprendimento, ed altre come la serotonina o l’ossitocina che regolano il nostro umore e ci connettono agli altri. (…) La felicità intesa come stato emotivo e mentale di benessere produce benessere e migliora la nostra vita. Come società, se noi poniamo la felicità solamente legata al raggiungimento di un obiettivo, la stiamo trasportando sempre oltre alle nostre umane possibilità. (...) Essere nel presente invece ci darebbe l’opportunità di fare meglio le cose, di farle in maniera più intelligente e ciò non significa privarsi di obiettivi, anzi: significa unire lo sforzo del traguardo al goderne di questo, proprio per creare nuovi obiettivi non dettati dal malessere e dall’insoddisfazione”. “A livello neurobiologico – continua Daniela - se io ogni giorno ripetessi un comportamento orientato all’allenamento del benessere o di certi stati d’animo,

grazie al principio della neuroplasticità e della neurogenesi questo mi consentirebbe quasi di riscrivere il cablaggio del mio cervello. Anche se io sono nato con una predisposizione geneticamente sfavorevole, in realtà i miei comportamenti contano perché ogni mia esperienza concreta si lega nel mio cervello. (...) Se volessi allenare il benessere, la positività e la felicità devo fare intenzionalmente e ripetutamente esperienze che vanno in quella direzione, plasmando il mio cervello verso una forma orientata a fiorire piuttosto che a deprimersi”.

sposte cognitive e fisiche di tipo aggressivo o reattivo, di attacco o di fuga. È solo da duecentomila anni, con la comparsa dell’Homo Sapiens Sapiens, che il nostro cervello ha cominciato a sviluppare delle funzioni diverse: oltre a lottare e a combattere, ha messo in campo le abilità che ci contraddistinguono come esseri umani che sono quelle logico-razionali alte: il decision making, il calcolo dei costi-benefici e delle alternative, ma soprattutto l’empatia e la compassione che sono funzioni del cervello superiore.

“Sulla negatività abbiamo da scontare un aspetto storico che possiamo chiamare Pregiudizio Innato.” spiega Daniela di Ciaccio ”È una caratteristica che fa parte dell’Evoluzione umana: per seicento milioni di anni siamo stati abituati a lottare contro un ambiente esterno ostile, pieno di insidie davvero letali per la nostra sopravvivenza (…) mettendo in campo delle ri-

(...) Oggi si sta facendo leva, attraverso il sensazionalismo delle notizie e la cronaca nera, sul meccanismo di paura: questo stimola continuamente il nostro allarme genetico della minaccia e ci propende verso l’infelicità. Dunque la felicità, a maggior ragione oggi, è una competenza che deve essere allenata, perché la negatività biologica e culturale è fortissima”.


mondo viaggi slow .15

VIVERE LA CAMPAGNA CON LE FATTORIE DIDATTICHE, ECCO LA MAPPA Ce ne sono ben 33 solo in provincia di Ravenna, ecco come trovarle Vuoi accarezzare un asinello o vuoi sapere come si crea il parmigiano-reggiano? Vuoi imparare le tecniche di potatura di un frutteto o il percorso del grano dal chicco alla pagnotta di pane? Puoi fare tutto questo e molto altro nelle fattorie didattiche della nostra regione. Oggi è molto semplice trovarle e sapere cosa offrono, basta collegarsi al sito delle Fattorie Didattiche dell’Emilia-Romagna (agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fattorie/mappa-fattorie) e con un click tutto questo ti apparirà nel giro di pochi secondi. La Regione ha, infatti, creato una mappa dell’intero territorio, in cui compaiono i puntatori rossi che identificano le fattorie didattiche iscritte all’elenco regionale e abilitate all’insegnamento e alla diffusione dei saperi contadini. Sono

circa 300 fattorie (33 quelle in provincia di Ravenna) che costituiscono un patrimonio di conoscenze da diffondere a tutti e in particolare alle nuove generazioni.

delle fattorie che realizzano il percorso prescelto. Potrai così scegliere l’attività didattica che più ti piace nella zona regionale di tuo interesse.

A destra della mappa compare una legenda con dodici percorsi didattici – spiega la Regione -: Orto e frutteto, Piante officinali, Olio e vite, Cereali, Agricoltura biologica, Tradizione storia cultura, Allevamenti e prodotti derivati (percorso del latte e del parmigiano-reggiano), Sostenibilità ambientale, Api e miele, Natura paesaggio ambiente, Animali e pet education, Laboratori, Alimentazione e salute, Centri estivi.

Ogni fattoria didattica ha una scheda di presentazione con evidenziati i percorsi e i laboratori didattici che realizza, così come sono stati inseriti i contatti e i siti web delle singole aziende, in modo che ognuno possa approfondire le informazioni e scegliere secondo i propri desideri.

Basta inserire la spunta nel percorso desiderato (e quindi togliere la spunta dagli altri percorsi) per avere subito la visualizzazione

Il sito – continua la Regione - verrà periodicamente aggiornato per permettere agli utenti una informazione puntuale e costante sulle

Se si vuole effettuare la ricerca per territorio, a lato della mappa compaiono le province: basta cliccarci sopra per selezionare la zona.

fattorie didattiche attive, iscritte all’elenco della Regione EmiliaRomagna. A destra della mappa c’è la sezione “Normativa” con le indicazioni per le aziende agricole che vogliono diventare fattoria didattica. C’è anche una sezione “Pubblicazioni”, in cui potete scaricare due libri: “Viaggio alla scoperta delle fattorie didattiche in Emilia-Romagna”, con l’esperienza significativa di alcune fattorie e “A tavola in fattoria, ricette e racconti della tradizione contadina in E-R”, con le ricette proposte dalle fattorie didattiche. Nella sezione “Gallery” si trovano le più belle foto delle nostre fattorie e nella sezione “Video” potete guardare il video sulle fattorie didattiche dell’Emilia-Romagna.

Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. QuantoinviatoallaRedazione,anchesenonpubblicato,nonverràrestituitoalmittente.Perl’inviodelmaterialel’indirizzoèinfo@edititalia.it-Èvietatalariproduzionetotaleoparzialedifoto,marchietesti.Copyright,tuttiidirittisonoriservatiadEditItaliaS.r.l. Immagini:archivioeditoriale,fotografivari,acquistatesuwww.shutterstock.com.


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n e l a C dario 2018

Piazzale del Pala De André lapulcenelbaule.it 335.6540559 le date previste: sabato 6 gennaio • sabato 13 gennaio • sabato 10 febbraio • sabato 10 marzo • sabato 24 marzo • sabato 7 aprile • sabato 14 aprile • sabato 5 maggio • sabato 12 maggio • sabato 2 giugno • sabato 16 giugno • sabato 7 luglio • sabato 11 agosto • sabato 22 settembre • sabato 6 ottobre • sabato 13 ottobre • giovedì 1 novembre • sabato 10 novembre • sabato 8 dicembre • sabato 15 dicembre

hanno scelto i nostri Mercatini del Riuso e del Riciclo: Ravenna Bisanzio

Ravenna Romagna Padusa

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Pensiero Magico Ravenna

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