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BIOSFERA maggio 2018

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A FERRARA

MAGGIO 2018 mensile anno 9 numero 05

Il respiro dell’anima

redazione.biosfera@edititalia.it

“Non aver tempo per meditare significa non aver tempo per guardare il proprio cammino, troppo intenti alla marcia” (Antonin-Gilbert Sertillanges). Viviamo tempi complessi. Le nostre vite sono sempre più piene e spesso staccare la spina per ricaricarsi sembra quasi un lusso che pochi possono permettersi. Avviene, però, che – lanciati come un treno in corsa – non ci accorgiamo

di quanto stia avvenendo dentro di noi e, a volte, il corpo interviene a fermare un percorso autodistruttivo con la sua voce ancestrale, la malattia. Fra le risorse che abbiamo a disposizione per ritrovare la pace interiore e la salute psico-fisica c’è la meditazione (su cui trovate un approfondimento nelle pagine che seguono). Gli studi degli ultimi anni confermano i poteri benefici di questa disciplina millenaria,

praticata in tutto il mondo, che tipicamente prevede l’attenzione al proprio respiro. La ricerca asserisce oggi, dati alla mano, che essa può agire direttamente sulla struttura del cervello, modificando l’attività dei geni implicati nell’infiammazione. Sembra che, se eseguita con costanza, questa pratica possa aiutare a gestire il dolore cronico, a ridurre i sintomi di ansia e depressione, e

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a far calare sensibilmente la cosiddetta “ruminazione” (l’abitudine a pensare e ripensare allo stesso problema in continuazione nel tentativo di trovare una soluzione). Ma questo mese parliamo di benessere psico-fisico anche con lo Yoga della risata, gli alimenti del buonumore, le cure per la cistite e altro che non vi sveliamo, lasciando a voi il gusto di scoprirlo nelle pagine che seguono. Buona lettura!

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PELLE, ECCO COME OTTENERE UNA DETERSIONE PERFETTA Consulenze personalizzate e prodotti di alta qualità nelle strutture di Ravenna Farmacie Trucco, smog, sebo in eccesso: la detersione della pelle è un gesto importante da effettuare quotidianamente, indispensabile per mantenere l’epidermide morbida ed elastica. Una corretta detersione infatti è in grado di rimuovere lo sporco, le impurità e le cellule morte, favorendo nel tempo il benessere della pelle. Per questo è importante seguire alcune regole nei gesti quotidiani e scegliere prodotti mirati, così da detergere nel modo corretto i diversi tipi di pelle.

Dermocosmesi “su misura” nelle farmacie comunali

Nelle strutture del gruppo Ravenna Farmacie oltre ad un vasto assortimento di prodotti di alta qualità è possibile usufruire anche di consulenze dermocosmetiche personalizzate, con informazioni e consigli utili a seconda delle diverse esigenze della pelle. “La pelle va detersa per eliminare i detriti cellulari e i microorganismi non residenti, mantenendo la flora batterica che serve a difenderla. È un’operazione importante da ripetere giornalmente sul viso e su tutto il corpo” - spiega la dottoressa Silvia Savini della farmacia comunale di Cotignola.

I diversi tipi di pelle

In commercio esistono diverse formulazioni per ogni tipo di pelle, dalla mousse all’acqua micellare, dal gel al latte. “Tutti – prosegue la dottoressa Savini - devono avere le stesse caratteristiche: tensioattivi schiumogeni non troppo aggressivi per non eliminare il film idro lipidico, una barriera La farmacia comunale di Cotignola protettiva naturale”.

Per la pelle grassa o acneica sono molto indicati i gel da risciacquare ma anche le acque micellari, adatte anche alle pelli sensibili in quanto molto delicate. “Tutte le forme di acne – chiarisce Savini - sono caratterizzate da un’aumentata produzione di sebo, per cui i prodotti specifici, sia che contengano antibatterici (in quanto spesso c’è un’ iperproliferazione batterica come concausa di molte forme di acne), sia che non ne contengano, tendono più o meno a seccare la pelle, in quanto agiscono proprio sulla produzione di sebo. In questo caso è bene quindi utilizzare anche formulazioni lenitive e reidratanti”. Per la pelle secca si consiglia invece il latte detergente da rimuovere con un tonico, mentre per chi ha fretta sono ideali le soluzioni con prodotti 3 in 1 (struccante occhi, latte detergente e tonico), molto pratiche e di rapido utilizzo. Anche per il corpo esistono tipologie diverse per i vari tipi di pelle: “con l’arrivo dell’estate sono indicati i gel, che producono un gradevole effetto rinfrescante mentre per la pelle maschile sono molto diffusi i prodotti 3 in 1 per viso, corpo e capelli, da utilizzare sotto la doccia”.

I “sì” e i “no”

Alla fine della giornata anche se non ci si trucca è importante detergere la pelle del viso per rimuovere smog e impurità: “l’atto di massaggiare diventa anche una coccola – conclude Savini-. È un’azione di benessere ma anche di prevenzione di possibile patologie dermatologiche”. Infine qualche buona abitudine: “è molto importante non applicare direttamente il latte detergente sulla pelle ma utilizzare dei batuffoli di cotone, per il corpo invece è bene applicare il prodotto su una spugna”. Attenzione poi all’utilizzo di prodotti troppo aggressivi: “possono irritare la cute, che può essere soggetta ad arrossamenti fastidiosi, con un’accelerazione del processo La dott.ssa Silvia Savini della farmacia comunale di Cotignola di invecchiamento”. T.R.

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A RAVENNA UNA SCUOLA GRANDE “COME IL MARE” All’Istituto Novello sta per concludersi il progetto nato per insegnare ai bambini l’amore e il rispetto per uno dei tratti distintivi del nostro territorio... Insegnare ai più piccoli a conoscere e rispettare il mare, diventando cittadini consapevoli del proprio territorio e delle sue peculiarità: è questo il cuore del progetto didattico “…A gonfie vele”, nato da un’idea delle docenti di Arte Barbara Benelli e Manuela Giacomin, avviato dall’Istituto comprensivo Guido Novello con la compartecipazione dell’Assessorato alla Pubblica istruzione e infanzia del Comune e la collaborazione di soggetti privati. Partito all’inizio dell’anno scolastico in una dimensione multidisciplinare, il progetto coinvolge tutti gli alunni del Mordani e le classi seconde del Novello che hanno lavorato e lavorano a gruppi, a classe intera, a classi parallele, all’interno dell’Istituto e fuori nelle varie uscite previste. Nel progetto della Novello è il mare, uno dei tratti distintivi di Ravenna, al centro dello studio e dell’indagine degli studenti sotto molteplici aspetti e, nella trasposizione artistica, si fa mosaico, altro tratto identitario della città, con la realizzazione di una “barca a vela

itinerante” - quale veicolo ecologico per la sostenibilità ambientale - e due grandi pannelli musivi. La barca sarà interamente decorata dai disegni che gli alunni realizzeranno dopo ogni capitolo di studio sul mare, affrontati in classe e dopo ogni esperienza laboratoriale o uscita didattica che hanno effettuato ed effettueranno. I due pannelli musivi raffigureranno il mosaico del Porto della chiesa di Sant’Apollinare Nuovo e gli animali degli ambienti marini presenti nei mosaici degli edifici del patrimonio Unesco della città. Coniugare lo sport con la tutela ambientale, l’esplorazione e la salvaguardia del territorio in armonia con l’ambiente circostante, passando attraverso l’arte di tutti i tempi, è la sfida complessiva del progetto. Gli elaborati prodotti dagli alunni, a completamento di ogni lezione in classe, riguardano testi narrativi, poetici, creativi, dei lavori di gruppo o delle riflessioni di carattere scientifico, degli studi tradotti in formato informatico sulla storia

dei porti e della navigazione. Nei mesi di febbraio e marzo si sono svolte lezioni di arte a cura della docente Manuela Giacomin e attualmente si stanno svolgendo delle lezioni laboratorio di biologia marina nel Cestha di Marina di Ravenna e delle lezioni laboratorio sulle carte nautiche, oltre a lezioni di vela a cura del Circolo velico ravennate. Alla conclusione del progetto,

prevista per la fine dell’anno scolastico, si terrà una cerimonia ufficiale per il “varo” della barca e l’affissione dei pannelli musivi, durante la quale, gli alunni della scuola, con la propria orchestra e i propri cori, offriranno un concerto pubblico soprattutto per ringraziare i soggetti pubblici e privati che ne hanno permesso la realizzazione.


Le interviste di Biosfera

CISTITE, AGIRE SU PIÙ FRONTI PER GUARIRE La nostra intervista al Professor Francesco Pesce, specialista in Urologia e in Neurologia Secondo le statistiche, circa una donna su due va incontro ad almeno un episodio di cistite nel corso della propria vita. Sono numeri elevatissimi, tanto più importanti se si pensa che, spesso, questa patologia che investe la vescica, può interferire in maniera profonda con la quotidianità di chi ne viene colpito. Una parte cospicua di questi casi, poi, evolve in forme recidivanti o croniche, difficili da gestire e da debellare. Ne abbiamo parlato con il Professor Francesco Pesce, Specialista in Urologia e in Neurologia, perfezionato in Andrologia e Sessuologia Clinica. Fellow dello European Board of Urology (FEBU). Esercita la sua attività a Roma e Bologna. - Professore, ci sono diverse tipologie di cistite recidivante? Una prima importante suddivisione va fatta tra le cosiddette

cistiti post-coitali, che compaiono sistematicamente entro le 24-48 ore dopo un rapporto sessuale, che colpiscono esclusivamente le donne, soprattutto in età premenopausale, e le cistiti ricorrenti che non hanno alcun nesso con l’attività sessuale, che colpiscono entrambi i sessi in tutte le età, ma con picchi sia nell’età infantile ed adolescenziale che nell’età avanzata. Un’altra tipologia è rappresentata dalle cosiddette batteriurie, caratterizzate dalla presenza costante o ricorrente di germi in vescica, con urinocolture positive (numero di colonie di germi superiore od uguale a 100.000 u.f.c.), ma in assenza dei sintomi e segni tipici dovuti all’infiammazione della mucosa vescicale, tranne, il più delle volte, il caratteristico odore delle urine. In questo caso non sarà pre-

sente lecocituria, cioé il numero dei leucociti nel sedimento urinario non supererà il valore normale massimo di cinque p.c.m. Ovviamente questo ultimo tipo, che non va definito cistite, è molto più sopportabile, niente affatto limitante, e rappresenta un problema clinico estremamente più limitato.

Altre volte giocano un ruolo condizioni che determinano difese immunitarie particolarmente ridotte o glicosuria (presenza di glucosio nelle urine, tipica di pazienti diabetici).

- Quali sono le cause?

Delle cistiti post-coitali non si è mai conosciuta la causa precisa. Quello che è importante sapere è che non sono infezioni sessualmente trasmesse. I germi responsabili non derivano cioè dal partner ma provengono dalla stessa donna, quasi sempre dal retto e quindi stazionano nel perineo e nell’ingresso della vagina ed il ruolo del partner maschile è quello di sospingere con i movimenti del coito i germi nell’uretra della donna e di lá in vescica.

Per le cistiti non post-coitali sono spesso in gioco alterazioni morfologiche e/o funzionali dell’apparato urinario, quali dilatazione delle vie escretrici, reflusso vescicoureterale, diverticoli vescicali e più raramente uretrali, ostruzione cervico-uretrale e/o vescica ipocontrattile, vescica neurologica, dissinergia detrusore-sfintere, tutte condizioni che possono determinare ristagno nelle vie urinarie o residuo post-minzionale.

C’è da rimarcare comunque che il più delle volte non è possibile individuare la causa in gioco.


Le interviste di Biosfera Se posso aggiungere una mia personale osservazione, basata su numerosissimi casi, c’è un’altissima associazione tra le cistiti ricorrenti post-coitali e la vulvodinia, cioè un’infiammazione delle terminazioni nervose del vestibolo vaginale, che spesso si accompagna ad una condizione di ipertono dei muscoli pelvici. Il fatto che molto spesso la guarigione da queste ultime condizioni porti alla scomparsa delle cistiti ricorrenti mi ha portato a considerarle dei fattori favorenti che è bene curare anche se scarsamente sintomatiche. - E le terapie? Nei casi non connessi all’attività sessuale, ove spesso è possibile individuare un condizione causale o predisponente, ovviamente va effettuata una terapia etiologica, cioè volta alla eliminazione della causa (residuo post-minzionale, reflusso vescico-ureterale, glicosuria migliorando la terapia del diabete, etc). Nelle infezioni urinarie post-coitali ormai da tempo tratto la vulvodinia che, come detto, quasi sempre trovo associata, molto spesso con scomparsa delle cistiti ricorrenti. Per quanto riguarda tutte le cistiti in fase acuta, storicamente si sono sempre utilizzati antibiotici, quasi sempre molto efficaci, cioè con pronta risoluzione dei sintomi in atto, ma che certamente non prevengono eventuali episodi futuri. Se gli episodi acuti sono frequenti, come di solito avviene, ne risulta un uso frequente ed abbondante di antibiotici con tutte le conseguenze prevedibili, inclusi vari effetti collaterali, anche gravi (tendiniti, rottura del tendine di Achille, gastrite, diarrea, cardiotossicità, e possibile induzione o aggravamento di neuropatie periferiche, inclusa la vulvodinia). Inoltre è nota la possibile comparsa di infezioni micotiche vaginali per la simultanea eliminazione della flora lattobacillare vaginale da parte degli antibiotici stessi. Non ultimo in ordine di importanza, l’uso ripetuto di antibiotici ha la potenzialità di selezionare i germi particolarmente resistenti che rendono via via più difficile individuare antibiotici efficaci nel futuro. Pertanto si sono fatti negli ultimi anni notevoli sforzi per individuare ed utilizzare sostanze alternative agli antibiotici per controllare la sintomatologia in attesa di una risoluzione dell’episodio acuto, almeno nei casi meno gravi. - Esistono rimedi naturali validi? Mi riferivo proprio ad alcuni integratori che hanno questa potenzialità. Negli anni si sono usati, ad

esempio l’uva ursina, la vitamina C, il cranberry (mirtillo rosso canadese) ed il D-mannosio. Gli ultimi due hanno un meccanismo d’azione simile, ma il cranberry ha lo svantaggio di essere molto acido e, assunto in un momento in cui la mucosa vescicale è infiammata e quindi ipersensibile, può anche peggiorare la sintomatologia urinaria, pur avendo un’azione potenzialmente positiva contro i germi responsabili. - È utile il D-Mannosio? Come funziona? Il D-mannosio ha trovato una larga applicazione negli ultimi anni, molto spesso con risultati estremamente positivi. Si tratta di uno zucchero, tra l’altro utilizzabile sia in gravidanza che da parte di pazienti diabetici, che, molto semplificando, ha la caratteristica di aderire alle estroflessioni dei germi intestinali responsabili delle infezioni urinarie di questo tipo, primo fra tutti l’Escherichia coli, estroflessioni che servono ai batteri per aderire alla mucosa vescicale, innescando così la cascata di eventi che portano ai sintomi noti. Questo meccanismo impedisce quindi ai batteri di diventare patogeni e causare sintomi. Il complesso D-mannosio/ batterio sarà quindi espulso con le urine con la minzione. Il suo impiego vale sia a prevenire gli episodi acuti che a trattare quelli meno gravi. - Quando è necessario l’antibiotico? Purtroppo questi integratori riescono a trattare in tempi medio-

brevi una buona percentuale di episodi ma non tutti. Laddove i sintomi siano assolutamente insopportabili e limitanti, nonostante l’utilizzo di sintomatici quali i farmaci antispastici, l’applicazione di calore, l’utilizzo di alcune tisane lenitive, oppure quando la cistite si presenta complicata da ematuria macroscopica, febbre alta con brivido, dolore al fianco che fa presupporre una pielonefrite, è d’obbligo l’utilizzo di terapia antibiotica, avendo cura di non superare i 4-5 giorni di trattamento per limitarne gli effetti collaterali. - Quali sono le strategie quotidiane per aiutare a combattere e prevenire la cistite? Purtroppo c’è ben poco da fare. Per le cistiti post-coitali ed in presenza di forme di vulvodinia anche lievi, l’utilizzo di un lubrificante naturale può aiutare. Inoltre la frequenza dei rapporti ravvicinata è un riconosciuto fattore di rischio in più. - Può indicarci qualche strategia d’urto per aiutare a ridurre i sintomi? Come accennavo, può essere utile l’applicazione di calore in area sovrapubica, l’impiego di farmaci antispastici, l’assunzione di molti liquidi, incluse tisane di equiseto e malva. - L’alimentazione ha un ruolo? Solo nelle fasi acute è bene evitare l’assunzione di sostanze potenzialmente irritanti sulle mucose, quali alcool e cibi piccanti.

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Il D-mannosio ha trovato una larga applicazione negli ultimi anni, molto spesso con risultati estremamente positivi. Il suo impiego vale sia a prevenire gli episodi acuti che a trattare quelli meno gravi.

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UN CENTRO PER LA CURA DELL ‘OBESITA’ Al Centro Medico Polispecialistico Olympus di Ravenna un progetto che si prefigge l’obiettivo di prendere in carico il paziente obeso e/o in sovrappeso in tutti i molteplici aspetti

obeso. Buon Management del paziente sovrappeso-obeso: ha la finalità di ristabilire un rapporto di fiducia medico-paziente: • Utilizza modalità di relazioni adattabili ad ogni singolo paziente, consentendo di accompagnarlo durante il trattamento medico-dietetico; • Interagisce con l’ambiente che circonda il paziente in modo da non isolarlo nel momento in cui intraprende un percorso che richiede una sostanziale modifica dello stile di vita; • Interviene nei momenti depressivi, quando il calo ponderale non corrisponde alle aspettative del paziente e infonde fiducia nel successo. Sprona il paziente ad uscire dal guscio in cui si è nascosto attivando la vita di relazione e riacquistare l’autostima.

Il progetto è gestito da un’equipe multidisciplinare composta dal Dott. Filippo Bosco, dal Dott. Giampiero Valgimigli, dal Dott. Marco Brancaleoni e dal Maestro Alfredo Albiani . Insieme sono in grado di arrivare ad una valutazione clinica di ogni singolo paziente a 360°, dopo averne valutato i tre aspetti fondamentali: PSICO-EMOTIVO, FUNZIONALE- NUTRIZIONALE e POSTURALE- BIOMECCANICO. L’ obesità va considerata come una malattia invalidante ed il modo più corretto per trattarla consiste nel condividere col soggetto interessato un percorso individuale, coinvolgendolo in toto anche e soprattutto dal punto di vista psicologico; fondamentale in questo senso stabilire con lui un ALLEANZA TERAPEUTICA che lo faccia sentire al centro di un percorso comune. Il primo step sarà ridurre il suo peso corporeo e arrivare ad un eventuale intervento di chirurgia bariatrica in condizioni ottimali, attraverso percorsi multidisciplinari personalizzati per il recupero alimentare, comportamentale, motorio e psicologico, con un programma di attività svolte a tutti i livelli. Per ridurre al minimo le complicanze di questo itinerario di cura vengono seguite tutte le LINEE GUIDA riconosciute in materia. Alimentazione controllata con un indirizzo VLCKD: utilizzo della “terapia chetogenica metabolica” per ottenere in breve tempo un calo ponderale significativo della massa grassa risparmiando il muscolo. Questo calo incoraggia il paziente a seguire un metodo che dia risultati brillanti in breve tempo. Programma di esercizi motori ed a corpo libero personalizzati: la pratica regolare di attività fisica è un fattore che protegge da un incremento ponderale e dall’obesità. Viene privilegiata l’attività in piscina poichè la mancanza di gravità permette al paziente movimenti che prima non faceva, migliorando la sua gratificazione e autostima. Inquadramento Diagnostico Ambulatoriale: valutare il quadro clinico del paziente per strutturare un programma di riabilitazione personale, partendo dalle caratteristiche biologiche, psicologiche e sociali che possono aver innescato lo sviluppo della malattia. La finalità è anche quella di curare definitivamente le malattie associate che costantemente gravano sul paziente

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• La prima visita prevede la valutazione e l’inquadramento del paziente da un punto di vista posturale, emozionale e antalgico. Sarà effettuata dal Dr Valgimigli che, ove riterrà opportuno, potrà indirizzare e guidare il paziente verso terapie complementari al percorso nutrizionale : trattamenti fisioterapici, colloqui di sostegno psicologico, programmi di attività motorie; • La seconda visita prevede la consulenza nutrizionale e metabolica , con anamnesi generale, esame bioimpedenziometrico per la valutazione della costituzione corporea, individuazione e assegnazione del piano alimentare personalizzato attraverso l’approccio chetogenico. • La visita nutrizionale sarà effettuata dal dr Bosco o dal dr Brancaleoni.

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PERICOLO LEISHMANIOSI ANCHE PER IL GATTO: CURA E PREVENZIONE Questa patologia, trasmissibile all’uomo, si diffonde sempre più anche fra i felini

Responsabile della leishmaniosi è un protozoo, Leishmania infantum, un piccolissimo organismo unicellulare in grado di colpire l’uomo così come gli animali, anche se in prevalenza il cane. Si tratta di una zoonosi a carattere endemico presente nel Mar Mediterraneo e sulle coste dell’Italia. Questo protozoo matura la sua patogenicità all’interno di un flebotomo (insetto simile alla zanzara), che lo assume da un cane malato o portatore, e lo diffonde attraverso la puntura ad altri animali; inoltre può essere trasmessa attraverso la trasfusione ematica da un animale infetto a uno sano poiché il protozoo - se presente nelle sacche ematiche - resiste alla refrigerazione. Si è ipotizzata anche la trasmissione della Leishmania attraverso l’accoppiamento. E’ il caso di ricordare che “la prudenza non è mai troppa”,

per cui, magari, pretendiamo un controllo sierologico del donatore, così da scongiurare la trasmissione della malattia. Dicevamo come la leishmaniosi nel gatto sia in aumento, soprattutto se già affetto da altre malattie infettive, debilitanti il sistema immunitario. Inoltre, il sospetto clinico si manifesta in stadio avanzato, poiché prima di poter valutare i sintomi di leishmaniosi nel gatto (cosi come nel cane) intercorre un lungo periodo legato all’incubazione della malattia. Si può fare un test sierologico che evidenzi gli anticorpi sviluppati dall’organismo in presenza del protozoo, che - anche se non sempre attendibile - può indirizzare al meglio il veterinario verso una corretta diagnosi. Premesso che le manifestazioni cliniche sono sovrapponibili ad altre patologie, nel gatto si parla di leishmaniosi cutanea, oculare e sistemica-genera-

lizzata; nel cane si osserva perdita di pelo sulle zampe, attorno agli occhi, ferite cutanee e insufficienza renale. Da qui l’importanza del medico veterinario, che valuterà e approfondirà l’origine dei sintomi con specifici ed ulteriori esami. Inoltre, non trascuriamo che la leishmaniosi è una zoonosi, cioè una malattia trasmissibile all’uomo, dove i nostri amici rappresentano per il flebotomo il serbatoio da dove attingere il protozoo da diffondere. Solitamente questo minuscolo insetto fa la sua apparizione tra maggio e settembre (da marzo nei paesi più caldi), ed è in questo periodo che dobbiamo preoccuparci di attuare un piano di prevenzione sotto la guida del nostro veterinario di fiducia, che potrebbe consigliarci un collare antiparassitario, la cui efficacia semestrale protegga il nostro pet dalla puntura del flebotomo,

ma anche altro se lo stato di salute del nostro amico presuppone eventuali reazioni allergiche al collare. Citiamo ed esempio alcuni dei rimedi naturali che possono prevenire la puntura di questi pappataci ma che, così come i collari antiparassitari non sono risolutivi: fra questi la melaleuca (noto come tea tree), l’olio di neem, la citronella, l’eucalipto, il geranio ed altri ancora che fungono solo da insetto repellenti e certamente non sono curativi. E’ possibile vaccinare il proprio cane contro la leishmaniosi: a tal proposito vi consigliamo di valutarne l’effettiva necessità consultandovi prima con il vostro medico veterinario di fiducia. Mi.Ma.Vet - Carla Ricci – Medico Veterinario Milano Marittima (RA)


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mondo alimentazione

LA DIETA DELLA FELICITÀ, ECCO GLI ALIMENTI CHE CI FANNO SENTIRE “OK”

Frutta secca, cioccolata, legumi... e tutti gli altri amici del nostro benessere Lo facciamo per istinto: per dare un calcio al cattivo umore o alla frustrazione spesso ci buttiamo a capofitto su cioccolato e dolci, ricevendo un immediato senso di soddisfazione. Naturalmente, non è un caso: le sostanze che assorbiamo dal cibo influenzano profondamente i nostri stati d’animo. A parlarne, in un interessante articolo apparso su italiachecambia. org è la dottoressa Giulia Napolitano, che spiega in che modo gli alimenti che assumiamo influenzano il nostro umore (link all’articolo integrale http://www.italiachecambia.org/2018/03/cibo-influenzanostro-umore/). “Da quando siamo nati, il nutrimento è strettamente legato sia al cibo che all’amore – spiega la Napolitano -. Durante l’allattamento infatti quello che passa tra la mamma e il bambino non è solo

latte, ma rassicurazione, affetto, amore allo stato puro. Questa relazione amore/cibo è quindi insita nelle nostre cellule. Recentemente sono stati condotti moltissimi studi in merito ed è stato visto che molteplici alimenti hanno un effetto modulante il nostro stato d’animo. Nell’immaginario comune questa affermazione si ferma all’effetto consolatorio della cioccolata: il concetto è lo stesso, ma i cibi con effetto sull’umore sono molti più di quelli che immaginiamo. Di fatto, la condizione che definiamo come “felicità” è data dalla risposta del nostro sistema nervoso ad una sostanza detta serotonina, un ormone che regola, oltre al tono dell’umore, il ritmo sonno/veglia, la memoria, il senso di sazietà e molto altro ancora. L’effetto di molti antidepressivi è infatti quello di andare a ridurre la degradazione di questa sostanza

aumentandone gli effetti. Quello che non si dice spesso però è che il 95% della serotonina in circolo nel nostro corpo viene prodotta proprio dal nostro intestino a partire da un amminoacido detto triptofano. Attraverso l’alimentazione possiamo quindi incrementare la produzione della serotonina: per fare questo dobbiamo assumere alimenti ricchi di triptofano, il suo precursore metabolico. Gli alimenti vegetali sono particolarmente ricchi di questo amminoacido - continua Napolitano - e possiamo trovarlo in abbondanza in: • frutta secca (soprattutto le noci e gli anacardi) • cioccolata (specialmente quella fondente almeno all’85%) • legumi • cereali integrali (soprattutto avena)

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verdure (indivia, spinaci, patate, cavoli, asparagi, pomodori, funghi, bietola, lattuga) frutta (soprattutto le banane).

Anche i cibi di origine animale contengono discrete quantità di triptofano eppure pare non incrementino lo sviluppo di serotonina perché allo stesso tempo aumentano i livelli di leucina e tirosina. Questi due amminoacidi competono con il triptofano che quindi arriva al cervello in dosi troppo basse. Inoltre i ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo del San Raffaele di Milano in collaborazione con la Divisione di Neuroradiologia dello stesso Istituto e le Università di Ginevra e Maastricht, hanno condotto uno studio in cui dimostrano che il tipo di alimentazione modifica i circuiti neuronali che si attivano durante i sentimenti di empatia. In pra-


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tica risulta che le persone che seguono un’alimentazione a base vegetale sono più predisposte alla compassione, alla tolleranza e ad un generale atteggiamento pacifico. Anche il glucosio è una sostanza molto importante per regolare il tono del nostro umore, a patto di scegliere degli alimenti a basso indice glicemico. Il nostro cervello utilizza esclusivamente questa sostanza per il suo metabolismo e consente di mantenere la mente fresca e reattiva. Ha quindi un motivo fisiologico la nostra voglia di cibi dolci per ‘attivare la mente’ o la ricerca di una colazione dolce per risvegliare il nostro cervello sopito. Se però il quantitativo di zuccheri semplici è in eccesso e in un pasto non bilanciato dalla presenza di fibre o proteine - continua Napolitano -, l’elevato indice glicemico risultante sarà a nostro discapito. Questo porta, infatti, a un peggioramento delle capacità cognitive, della stanchezza post prandiale e dell’apatia. Consumare cereali integrali, frutta e alimenti (come le patate) ricchi di amidi complessi consente al nostro organismo di avere un buon apporto di glucosio a basso indice glicemico. Studi recenti dimostrano inoltre che la presenza nella dieta di acidi grassi polinsaturi quali omega 3 (DHA) ha un effetto protettivo delle cellule neurali, traducendosi in una migliore trasmissione di segnali tra neuroni. Questo risulta particolarmente importante sia per malattie neurodegenerative, sia per prevenire e curare la depressione (soprattutto quella post-partum). Proprio per la capacità dell’intestino di produrre serotonina, il benessere intestinale è particolarmente importante. Recentemente sono stati pubblicati

numerosissimi studi che spiegano come la composizione della nostra flora batterica influenza in maniera netta il nostro umore e le nostre capacità cognitive: un’ipercrescita di microrganismi patogeni a livello intestinale causa nervosismo, depressione, irritabilità. Infine, ma non per questo meno importanti, ci sono le vitamine: in particolare quelle del gruppo B. Una carenza di vitamine del gruppo B (in particolare B6 e B12) può influenzare notevolmente la nostra salute mentale favorendo (e a volte causando) sindromi depressive. Le vitamine del gruppo B sono ubiquitarie in legumi, cereali e semi oleosi, eccetto per la vitamina B12 che ha un’origine esclusivamente batterica. La vitamina che ha un effetto tra i più importanti sul tono dell’umore, andando direttamente a favorire la sintesi di serotonina a partire dal triptofano è però la vitamina D. La carenza di questa vitamina è ormai endemica nella nostra nazione perché il 90% del nostro fabbisogno deve essere soddisfatto attraverso l’esposizione solare giornaliera che ormai è un miraggio per molti di noi. Non è un caso infatti che nelle giornate assolate siamo più vitali e felici! Basse dosi di questa vitamina importantissima nel sangue sono la causa più comune di sintomatologie depressive. Se nella nostra quotidianità non è possibile aumentare l’esposizione al sole è importante integrare la vitamina D con integratori specifici”. Le informazioni qui riportate hanno solo fine illustrativo e mai terapeutico, per il quale è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Il desiderio di dare spazio alla musica che parla della Terra ha portato alla nascita de “La Musica nelle Aie - Castel Raniero Folk Festival”, che ha acquisito in pochi anni risonanza nazionale. A spiegarlo sono gli organizzatori, che raccontano: “I musicisti che suonano folk nella sua accezione più ampia nel verde delle colline di Castel Raniero trovano aie, strade e campi dove poter liberamente esprimersi in aperta campagna. L’atmosfera che si crea durante il Festival è davvero unica e quella che si percepisce è la sensazione di una festa rurale, che si svolge in una grande aia tra balli, canti, allegre risate, voci sonanti e brindisi con buon vino. E poi, c’è la meravigliosa dimensione solitaria della musica che si libra magnifica ed eterea su vigneti e campi di grano, che non si ferma di fronte a nessun ostacolo, trova complice la brezza di piena primavera che la porta lontano. Un connubio assolutamente coinvolgente quello che si crea durante ‘La Musica nelle Aie’ tra musica, boschi, prati verdi e campi coltivati e, immancabile, il gusto dell’ottima enogastronomia romagnola”. Per tutte le informazioni: www.musicanelleaie.it

MEDITAZIONE METTA E TRATTAMENTI SHIATSU

19 E 20 MAGGIO

FRATERNITÀ SAN DAMIANO – RAVENNA Due giorni speciali alla Fraternità San Damiano. Si inizia sabato 19 maggio con la meditazione Metta “L’arte della Benevolenza”. La Metta è una forma classica di meditazione e si esprime attraverso delle frasi o pensieri di benevolenza verso tutti gli esseri senzienti e non. “La sua pratica ci aiuta ad una più profonda presenza mentale o consapevolezza - spiegano gli organizzatori -, la quale ci consente di vedere e di interrompere i circoli viziosi dei nostri pensieri afflittivi. Quindi un’opportunità per uscire dalla gabbia del ripiegamento su noi stessi che porta all’infelicità. L’idea centrale della metta è rivoluzionaria: possiamo educarci al Bene. E come afferma il monaco buddhista Ajahan Sumedho: seguire il cuore non è sufficiente, bisogna addestrarlo”. Domenica 20 maggio si prosegue con una giornata di Trattamenti Shiatsu. “Lo Shiatsu allenta le tensioni, produce sensazioni di calore e leggerezza, miglioramento dell’umore, maggior energia e voglia di fare - continuano gli organizzatori -: una risposta semplice ed efficace alla nostra domanda di benessere”. E’ possibile partecipare anche ad una sola giornata di eventi, tutti ad offerta libera con pre-iscrizione consigliata. Possibilità di pranzare e cenare, con un’offerta. Iscrizioni ed info: Daniela, tel. 338 6215630. Info anche su www.fraternitasandamiano.it.

CERVIA CITTÀ-GIARDINO

26 E 27 MAGGIO CERVIA (RA)

Giunta alla sua 46^ edizione, Cervia Città Giardino presenterà i nuovi giardini il 26 maggio in un week end festoso all’insegna di natura e sport. Tecnici, esperti e i maestri giardinieri d’Italia e d’Europa si incontrano a Cervia per trasformare le aiuole e i giardini in vere e proprie opere d’arte, per sperimentare tecniche uniche e innovazioni floreali, creando un’occasione di confronto ed interscambio di creatività. Oltre 300.000 piante di fiori e migliaia di metri quadrati di tappeto erboso, sculture, espressioni e composizioni emozionanti, figure e geometrie, originali giardini ed incredibili allestimenti floreali, curati con attenzione dal Servizio Verde durante tutto il periodo estivo, che possono essere ammirati passeggiando per la città. Nel week end del 26 e 27 maggio, il Verde Mercato dedicato agli appassionati di giardinaggio e di erboristeria animerà il centro storico da mattino a sera. Per tutte le informazioni: www.cerviacittagiardino.it


10. mondo benessere

MEDITAZIONE, ECCO PERCHÉ È PREZIOSA PER LA SALUTE Sempre più studi confermano i benefici di questa pratica millenaria Sempre più studi lo confermano: la salute del corpo non può prescindere dalla salute psichica. E’ per questo che sempre più ci si rivolge alla meditazione come strumento per favorire il benessere di tutto l’organismo. Fra i più autorevoli divulgatori di questa pratica c’è l’epidemiologo Franco Berrino, che ne spiega i benefici in un’interessante intervista realizzata da Roberto Vietti, riportata dalla rivista online italiachecambia.org (l’articolo integrale è all’indirizzo http://www.italiachecambia.org/2016/05/berrino-decrescita-sanita-prevenzione/). “Vi sono sempre più dati che dimostrano quanto la nostra vita mentale e spirituale influenzi il rischio

di ammalarsi”, spiega Berrino. Oggi con le nuove tecniche formidabili della biologia molecolare, si è stati in grado di dimostrare che “chi ha una pratica di meditazione modifica l’attività di certi geni”. Si può così spegnere l’attività dei geni che aumenta l’infiammazione. “Ed è una cosa molto importante”. L’infiammazione è un meccanismo di difesa dell’organismo: ci difende dagli agenti infettivi, dalle ferite e così via. Se non abbiamo una malattia infiammatoria ma le sostanze dell’infiammazione sono alte nel sangue, all’interno comunque di valori normali, ci si ammala di più di diverse patologie. Berrino conferma che ci si ammala più di cuore e ci si ammala più di cancro

in particolare. E anche i malati di cancro se hanno le citochine infiammatorie alte nel sangue hanno più facilmente delle recidive. “E allora dobbiamo tenere bassa l’infiammazione e possiamo farlo con il cibo, ma possiamo farlo anche con la nostra mente”, spiega Berrino. La meditazione o la preghiera, ad esempio, sono efficaci. Tipicamente molte pratiche di meditazione si basano sul concentrarsi e fare attenzione, mantenendo una consapevolezza del proprio respiro. Rallentando la respirazione, si attiva il nervo vago, così si modifica il nostro sistema nervoso autonomo e si abbassa il livello di infiammazione. Sono stati fatti degli studi su chi recita

i mantra della filosofia orientale, ma anche su chi prega. C’è un bellissimo studio che ha confrontato il mantra tibetano che si chiama Oṃ Maṇi Padme Hūm con le persone che recitano l’Ave Maria in latino (funziona di più che in italiano). In entrambi i casi si rallenta la frequenza del respiro e si sta concentrati su quel che si dice. “Queste pratiche influenzano l’attivazione di quel che c’è scritto nei nostri geni, nel nostro DNA”. Vi sono studi che suggeriscono che le pratiche di controllo dello stress migliorano la prognosi di certi tumori. “Però quest’ultimo è un campo che non ha ancora una grande solidità di ricerca”, sottolinea l’epidemiologo.


mondo benessere .11

YOGA, UNA RISATA VI “GUARIRÀ” I segreti di una disciplina benefica per il corpo e la mente Se siete convinti che ridere senza motivo, magari perché indotti a farlo da un trainer sia inutile, leggete quanto segue: scoprirete un nuovo modo per fare il pieno di benessere psico-fisico, divertendovi! Parliamo di Yoga della Risata. A spiegarne i benefici è Lucia Berdini – che da anni tiene corsi in tutta Italia - in un interessante articolo apparso sul portale italiachecambia.org (il testo integrale all’indirizzo http://www.italiachecambia. org/2018/02/yoga-della-risatavera-filosofia-vita/) Lo Yoga della Risata si fonda sulla scoperta incredibile – spiega Berdini - che il nostro corpo non riconosce la differenza tra una risata “indotta” e una “spontanea” e ci fornisce comunque gli stessi benefici. Pensate ad un bambino di qualche mese che – pur non comprendendo linguisticamente una bat-

tuta – ride di gusto quando vede qualcuno ridere. Come ci riesce? Quando l’adulto ride lo fa sempre per un motivo, o rischia di essere considerato pazzo. Il bambino invece ride quasi sempre per motivi legati alla percezione e ai sensi. Lo Yoga della Risata ci aiuta a fare questo: ritornare a ridere come quando eravamo bambini privi di giudizio. Perché dovrei praticarlo? Dopo 10 minuti di risate diaframmatiche (no, ridacchiare non funziona), il corpo comincia a liberare un cocktail di ormoni della felicità e a migliorare moltissime funzioni fisiche e psichiche. La combinazione delle tecniche di respirazione prese in prestito dallo Yoga (Pranayama), della giocosità tipica dei bambini e degli esercizi di risata, ci permette di ottenere un lungo elenco di benefici neuro-biologici che la PNEI ha confermato grazie a numerose

ricerche scientifiche. Alcuni dei benefici neuro-biologici - Aumento dell’efficienza del sistema cardiocircolatorio - Regolazione della pressione arteriosa - Riduzione dei livelli di glucosio nel sangue - Sensibile riduzione della produzione di cortisolo e regolazione dei livelli di adrenalina (ormoni dello stress) - Incremento della produzione endogena di: betaendorfine (antidolorifici naturali), serotonina (neurotrasmettitore che regola i cicli sonno veglia e antidepressivo naturale), ossitocina (ormone dell’amore), encefaline (rinforzano il sistema immunitario aumentando la produzione di immunoglobuline IgA e IgG) - Aumento dell’attività delle cellule NK (Natural Killer) antitumorali. - Stabilizzazione del ciclo della do-

pamina (regolatrice dei processi dell’apprendimento, della ricompensa, della motivazione e del benessere). Alcuni dei benefici psicologico relazionali - Riduce in modo drastico lo stress (mentale ed emotivo, oltre che fisico) - Favorisce un aumento dell’autostima e della sicurezza in sé - Aumenta le capacità di attenzione e concentrazione - Migliora le capacità di ascolto e di assertività - Promuove lo spirito di condivisione e di cooperazione - Stimola le capacità creative e di problem solving - Genera le risorse fisiche e neurobiologiche necessarie a superare momenti difficili nella vita personale, familiare, sociale e lavorativa.


12. mondo alimentazione

SPESA, “FAKE UN PRODOTTO ALIMENTARE SU 4” L’allarme lanciato dalla Coldiretti che ha promosso la petizione #stopcibofalso Dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sott’oli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere: secondo Coldiretti un prodotto alimentare su quattro sarebbe a rischio “fake”. E uno dei punti nodali della questione risiederebbe nell’etichetta. L’allarme è stato lanciato dall’associazione in occasione dell’avvio della raccolta firme sulla petizione #stopcibofalso, per chiedere al Parlamento Europeo che i consumatori abbiano la possibilità di conoscere da dove arriva il cibo che portano in tavola. “Si tratta dell’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana – spiega la Coldiretti -. Nonostante i passi in avanti,

infatti, permangono ancora ampie zone d’ombra e ogni giorno rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari che si propagano rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza: dall’ultimo caso del latte in polvere francese alla salmonella alla carne di cavallo spacciata per vitello nei ragù, dai prosciutti ottenuti da maiali olandesi alimentati con mangimi alla diossina fino al succo di arance brasiliane trattate con il carbendazim, un pesticida vietato in Europa. Due prosciutti su tre venduti oggi in Italia provengono da maiali allevati all’estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta dove non è ancora obbligatorio indicare l’origine, come

avviene anche per il fiume di 200 milioni di chili di succo di arancia straniero che valica le frontiere e finisce nelle bevande all’insaputa dei consumatori perché in etichetta – sottolinea la Coldiretti – viene segnalato solo il luogo di confezionamento. Un problema che riguarda in realtà tutti i salumi, la frutta trasformata in generale (dalle confetture alle conserve), l’insalata in busta, il pane o i funghi conservati che spesso arrivano dalla Cina, paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari. Non è un caso che 9 italiani su 10 ritengano importante per la sicurezza alimentare conoscere la provenienza del cibo che consumano, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. La raccolta di firme rivolta al Presidente del Parlamento Eu-

ropeo viene avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it (al momento in cui si scrive è arrivata a oltre 124.000 firme), ma sono previste anche iniziative lungo tutta la Penisola. L’indicazione di origine – sottolinea la Coldiretti – permette di contrastare quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia, consente di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia, rafforza la lotta alle agromafie e la difesa contro le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse ad occultare l’origine delle materie prime”.


mondo gusto .13

LA RICETTA Banana bread alle noci e cioccolato INGREDIENTI 200 gr di farina integrale 120 gr di zucchero di canna 3 banane mature 100 ml di olio di semi di girasole 60 gr di noci 100 gr di cioccolato fondente una bustina di lievito per dolci 3 uova

PREPARAZIONE In un pentolino riscaldate il cioccolato fondente fino al completo scioglimento e fate raffreddare. In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungete il cioccolato e l’olio di semi gradatamente. Setacciate la farina e il lievito e uniteli al composto mescolando bene. Da ultimo aggiungete la polpa delle banane schiacciata con una forchetta e le noci tritate grossolanamente. Infornate il banana bread in un piccolo stampo rettangolare a 180° per circa 45 minuti. Per controllare se è cotto fate la ‘prova dello stecchino’, se dopo averlo inserito nel dolce è asciutto vuol dire che il banana bread è pronto.


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Foto Mauro Foli

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STARE BENE CON IL SALE

Manuale per i trattamenti salini e altri scritti sul Sale

“Stare bene con il sale” raccoglie e descrive in modo semplice e pratico i molti impieghi del sale presenti nella tradizione salinara e nelle cure dolci con preparati naturali.

La seconda edizione di “Stare bene con il sale” è stata rivista e ampliata e integrata con cinque scritti sul sale che tracciano un percorso dalle origini storiche della salina di Cervia, alle motivazioni del “sale dolce”, a come è avvenuta la rinascita della salina dopo anni di abbandono, all’impiego dei sali nell’alimentazione, per finire con il viaggio fantastico del ruolo del sale nella storia dell’uomo.

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LA MAGIA NOTTURNA DELLA NATURA AL PODERE PANTALEONE Ripartono le visite alla scoperta dell’oasi naturalistica

Fiori ormai rari e bellissimi, alberi secolari, animali notturni: l’escursione al Podere Pantaleone di Bagnacavallo – in special modo in primavera - può essere veramente una sorpresa. “Situato a pochi chilometri dal centro – spiega il portale www.romagnadeste.it - esso è un vero e proprio museo didattico all’aperto: un’area di riequilibrio ecologico e ambientale che si estende per sei ettari e in cui l’intervento dell’uomo è limitato alla zona prospiciente l’ingresso. Nell’area si sono sviluppate liberamente la flora e la fauna tipiche delle zone di pianura, dando vita ad un habitat di grande interesse ambientale. Fino agli anni ‘50, il Podere Pantaleone era in tutto simile agli appezzamenti che lo circondavano

- continua il portale -, con vecchi filari sostenuti e dominati dai grandi alberi capitozzati, e tra un filare e l’altro lunghe strisce di terra coltivate a grano, mais, barbabietole da zucchero, erba medica. Il proprietario si rifiutò di passare alle nuove tecniche di coltivazione, ed il podere non fu mai toccato da fitofarmaci e concimi chimici. Dopo anni di incuria, in cui flora e fauna si sono sviluppate liberamente senza alcun intervento umano, il podere è stato acquistato dal Comune di Bagnacavallo e trasformato, nel 1987, in oasi naturalistica affidata alla ‘Società per gli Studi Naturalistici della Romagna’”. “Fino a estate inoltrata - spiega il Comune di Bagnacavallo sul suo sito www.comune.bagnaca-

vallo.ra.it - si potranno osservare le fioriture di oltre venti specie di vegetali o messicole, con alcune rarità come fiordaliso, specchio di Venere, gittaione, fior d’Adone, pettine di Venere, damigella scapigliata, speronella, viola dei campi, coriandolo selvatico. Accanto a una gran varietà di arbusti sono poi presenti alberi di notevoli dimensioni e secolari. L’oasi naturalistica, già luogo ideale per osservare la flora e la fauna tipiche della Pianura Padana, ospita nuovamente il Barbagianni, grande rapace notturno dallo splendido piumaggio fulvo e bianco che è tornato dopo oltre quindici anni di assenza a nidificare nel Podere. Il Barbagianni è in forte riduzione in tutta Italia e il suo ritorno, assieme alla continua presenza dello Sparviere e di

Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alla Redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente. Per l’invio del materiale l’indirizzo è info@edititalia.it - È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi. Copyright, tutti i diritti sono riservati ad Edit Italia S.r.l. Immagini: archivio editoriale, fotografi vari, acquistate su www.shutterstock.com.

altri importanti rapaci notturni e diurni, dimostra come nell’oasi l’equilibrio naturale e la biodiversità siano ancora elevati. Nell’area si possono inoltre osservare animali di ogni tipo (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) e una moltitudine di insetti”. Di grande interesse sono le visite guidate notturne, alla scoperta di suoni, luci, odori dell’oasi, tra lucciole, assioli, gufi e pipistrelli: le prossime date (dal 5 maggio al 9 giugno), possono essere consultate sul sito www.poderepantaleone.it. Per visite guidate e proposte didattiche: Roberto Fabbri tel. 347 4585280. Podere Pantalone Indirizzo: Vicolo Pantaleone Bagnacavallo - 48012 (RA) Tel: 0545 280898


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n e l a C dario 2018

Piazzale del Pala De André lapulcenelbaule.it 335.6540559 le date previste: sabato 6 gennaio • sabato 13 gennaio • sabato 10 febbraio • sabato 10 marzo • sabato 24 marzo • sabato 7 aprile • sabato 14 aprile • sabato 5 maggio • sabato 12 maggio • sabato 2 giugno • sabato 16 giugno • sabato 7 luglio • sabato 11 agosto • sabato 22 settembre • sabato 6 ottobre • sabato 13 ottobre • giovedì 1 novembre • sabato 10 novembre • sabato 8 dicembre • sabato 15 dicembre

hanno scelto i nostri Mercatini del Riuso e del Riciclo: Ravenna Bisanzio

Ravenna Romagna Padusa

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Kalabernò

Associazione

Macrame' libera...mente Associazione

arti povere pratello ASSOCIAZIONE DI GENITORI

Pensiero Magico Ravenna

Parrocchia Santa Maria delle Grazie in Ponte Petra


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