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LUGLIO 2018 mensile anno 9 numero 07 l’originale
Naturalmente Estate
redazione.biosfera@edititalia.it
“Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla” (Ennio Flaiano). Eccoci a luglio: tutto intorno invita al relax, al viaggio, all’avventura. Se le vacanze sono ancora lontane, o sono già – velocemente – passate,
non rammarichiamoci perché la natura ci offre infinite occasioni per staccare la spina e ricaricare le batterie, anche se ci aspetta una stagione estiva un po’ troppo “cittadina”. Allora, approfittiamo delle alte temperature per rilassarci all’ombra degli alberi, per raggiungere il mare o i corsi d’acqua, fermarci a guardare le stelle nel silenzio
della notte. Godiamo del potere benefico della meditazione nella natura, della respirazione lenta e consapevole e l’estate sarà uno stato d’animo che ci porteremo sempre dentro! In questo numero di Biosfera, come di consueto, vi diamo alcuni spunti per vivere al meglio l’energia di stagione: dalle risposte dell’Ayurveda per la
PASSATA, PRESENTE E FUTURO. naturasi.it
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Ravenna via Faentina, 126 - via Panfilia, 66 Forlì (FC) viale Italia, 22 Naturasì_Ravenna_Forlì
nostra salute, allo sport e all’alimentazione del benessere, passando per i cibi che ci regalano una tintarella dorata e naturale, al portale che ci permette di costruirci il nostro orto “virtuale” per avere a casa frutta e verdura “reale” e biologica. Questo e molto altro vi aspetta nelle pagine che vi accingete a sfogliare... Buona lettura!
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Dal 31 gennaio al 28 agosto 2018
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PUNTURE DI INSETTI, UN AIUTO DALL’OMEOPATIA
Prevenzione e cura all’insegna della dolcezza
omeopatici in diluizione 5CH: 3 granuli da sciogliere sotto la lingua e da assumere tutti i giorni dall’inizio dell’estate lontano da pasti, tè, caffè e menta per tre volte al giorno. Adatto ad adulti e bambini, conferisce al sudore un particolare odore che risulta sgradito alle zanzare. Si trova in commercio anche come tintura madre sotto forma di spray repellenti da spruzzare sulla pelle”.
Sole, mare, giornate più “lunghe”: con l’arrivo dell’estate aumentano le possibilità di stare all’aria aperta e a contatto con la natura. Purtroppo però è facile incontrare anche insetti che con le loro punture provocano fastidiosi, seppur passeggeri, inconvenienti.
Non solo zanzare
Esistono varie tipologie di insetti che determinano reazioni allergiche locaLa dott.ssa Annalisa Vespignani Ledum palustre li o sistemiche. “I più comuni - spiega della farmacia comunale n.3 a Porto Corsini la dottoressa Annalisa Vespignani della farmacia comunale n. 3 a Porto CorsiDopo la puntura ni - sono le zanzare, insetti ematofagi che pungono l’uomo per Esistono poi diversi rimedi in granuli da utilizzare dopo la puntunutrirsi del suo sangue. Iniettano attraverso il pungiglione una ra. “Tra questi histaminum 12 CH (per tutte le punture di insetti), sostanza velenosa che fluidifica il sangue facilitandone l’assunapis mellifica 5 CH o 7 CH in caso di ponfo rosso e prurito, ledum zione, causando una reazione allergica. Possono pungere anche palustre 7 o 9 CH per ridurre il gonfiore e prurito associato alla le zecche, più pericolose in quanto potenziali portatrici di micropuntura, tarentula cubensis 7 o 15 CH in caso di puntura di raorganismi patogeni in grado di suscitare complicazioni; le pulci, gno con indurimento”. In farmacia ci sono anche creme o gel con che colpiscono principalmente cani e gatti; i pappataci, simili alle proprietà antiinfiammatorie, lenitive e calmanti a base di calendula zanzare ma privi del tipico ronzio; api, vespe e calabroni che non officinalis, iperico, achillea, ledum palustre o apis mellifica. si nutrono di sangue ma che attaccano solo per difesa”.
I rimedi dolci
L’omeopatia può essere un valido aiuto per difenderci dalle punture di insetto: nelle farmacie comunali di Ravenna Farmacie è possibile trovare un’ampia gamma di prodotti per rispondere a diversi tipi di necessità. “In primo luogo – prosegue Vespignani – si può optare per un rimedio preventivo molto efficace come il ledum palustre, detto anche rosmarino selvatico. Si utilizza sotto forma di granuli
L’olio di Neem
“Tra i prodotti naturali – conclude Vespignani - è molto efficace anche l’olio di Neem, un rimedio fitoterapico noto da millenni tra le popolazioni orientali. Atossico, è molto efficace sia come larvicida che come repellente. È possibile mescolarne poche gocce ad una normale crema per il corpo oppure utilizzarlo direttamente nelle acque stagnanti per proteggere l’ambiente. È molto usato anche come repellente per cani e gatti in forma di spray o di collarini”. T.R.
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mondo agricoltura .3
ANCHE A RAVENNA ADOTTI UN ORTO E RICEVI I SUOI FRUTTI
Si chiama “Ortiamo” il progetto per chi vuole mangiare in modo naturale. Ecco come aderire Progettare il proprio orto online e seguirlo dalla semina al raccolto: non è un nuovo gioco virtuale, ma un progetto nato nelle Marche e diffusosi in tutta Italia, che permette a chi lo desidera di mangiare in modo sano e biologico, seguendo passo passo i prodotti che si portano in tavola. “Attraverso il portale www.ortiamo.it è possibile costruire su misura un appezzamento di terra, saranno poi le aziende agricole – i fattori – a coltivarlo secondo le richieste e a consegnare a domicilio i frutti della campagna”, spiega Elena Risi sul giornale online italiachecambia.org (leggi l’articolo completo al link http://www.italiachecambia.org/2018/05/ortiamocome-adottare-gestire-orto-a-distanza/). “Ma come funziona? Costruire
l’orto secondo le proprie esigenze è molto facile: basta scegliere la stagione in cui si vuole aderire al progetto e la dimensione del proprio appezzamento (piccolo, medio, grande) - spiega Risi - selezionare gli ortaggi e controllare quotidianamente lo stato della terra. Tramite la piattaforma è possibile studiare quali ortaggi è consigliabile coltivare nel periodo prescelto e quali prodotti è meglio abbinare nello stesso terreno: online sono disponibili tutte le istruzioni per realizzare al meglio il proprio orto, ma anche i fattori sono pronti a rispondere e a dispensare consigli. Non può mancare, infine, la scelta di un nome per personalizzare il proprio orticello. Ortiamo è una bella idea che torna al passato, privilegiando la coltivazione di prodotti genuini ed
escludendo le prassi della coltivazione intensiva, ma guardando al futuro attraverso l’utilizzo di metodi innovativi e moderne tecnologie. Un modo sano di fare agricoltura mettendo direttamente in contatto coltivatore e produttore, riducendo gli imballaggi (che vengono riutilizzati) ed evitando gli sprechi dato che ognuno decide le quantità di cui ha bisogno. È anche una facile soluzione per le tante persone che hanno nel cassetto il sogno di ‘tirar su’ il proprio orto ma sono troppo impegnate, oltre che un metodo efficiente per minimizzare i tempi tra raccolto e consumo del prodotto e per valorizzare un’economia sana e locale. Oggi oltre 20 aziende agricole fanno parte del progetto, alcune nel territorio marchigiano – nella provincia di Pesaro e Urbino
dove nasce Ortiamo – ma molte altre hanno cominciato a collaborare anche dal resto del territorio nazionale. E non si resta sempre dietro lo schermo: è possibile visitare il proprio orto, partecipare alla coltivazione quando si vuole e trascorrere giornate in compagnia a contatto con la natura. Un percorso sulla terra e con la terra, una buona pratica facilmente replicabile e che può coinvolgere tutti: famiglie, scuole e aziende”. Anche a Ravenna e Faenza è possibile aderire al progetto, grazie a Igor, che ha i suoi campi nelle campagne ravennati, e Daniele, che invece è attivo a Faenza. Per entrare in contatto con loro basta collegarsi al sito www.ortiamo.it e iniziare a progettare il proprio orto dei sogni...
4. mondo ecologia
ARRIVANO LE “MOSCHE OPERAIE” CHE TRASFORMANO I RIFIUTI IN FERTILIZZANTI La sperimentazione, nata in Emilia Romagna, permetterà presto di smaltire gli scarti organici in modo ecologico e vantaggioso Smaltire i rifiuti organici di campagna e città trasformandoli in fertilizzanti agricoli in modo ecologico: potrebbe diventare presto una pratica consolidata grazie ad una sperimentazione nata in Emilia Romagna. Protagoniste del progetto sono le “Mosche operaie”, allevate nel primo impianto dimostrativo a Reggio Emilia. Grazie ad esse, in un futuro non lontano, si potranno smaltire - in modo sostenibile, efficiente ed economicamente vantaggioso - rifiuti organici provenienti dalla filiera agrozootecnica e dagli scarti urbani. I risultati del progetto di ricerca industriale Valoribio sono stati presentati giovedì 31 maggio a Reggio Emilia presso la sede del
Tecnopolo (piazzale Europa 1, Sala Convegni). La sperimentazione è stata condotta dal centro Biogest-Siteia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con un contributo della Regione di oltre 800mila euro che ha utilizzato risorse dei Fondi europei Por Fesr 2014-2020. Dal processo innescato dalle mosche - spiega la Regione Emilia Romagna - si potrà ricavare un concime ad alto valore organico per uso agricolo, che permetterà di ridurre l’apporto di fertilizzanti di sintesi grazie alla sua azione di rilascio graduale di sostanze nutritive. Un prodotto di valore anche per l’export, essendo fortemente ricercato per la conversione a uso
agricolo di aree semi-desertiche. Inoltre, grazie al progetto saranno ottenute bioplastiche innovative impiegate come teli di pacciamatura biodegradabili che rilasciano azoto nel terreno. “Innovare– ha dichiarato Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive- significa incidere concretamente sul sistema produttivo e questo progetto ne è un esempio di alto valore. Da sempre sosteniamo, anche grazie ai contributi europei, la ricerca industriale nel nostro territorio, affinché i risultati siano utili non solo alla crescita economica, ma anche allo sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo”.
Il progetto Valoribio è stato condotto all’interno della Rete alta tecnologia, l’ecosistema regionale dell’innovazione articolato in diverse sedi fra cui i Tecnopoli, 10 infrastrutture in Emilia-Romagna create con i contributi Por Fesr 2007-2013 che ospitano attività e servizi per la ricerca industriale, lo sviluppo sperimentale e il trasferimento tecnologico alle imprese, nell’ambito della strategia europea S3 di specializzazione intelligente. Hanno collaborato allo sviluppo del progetto anche i centri di ricerca Siteia-Parma, Intermech e Rei, con la collaborazione di Azienda Agricola Sant’Andrea (Gruppo Amadori) e Kour Energy Srl.
mondo salute .5
ALLARME FUMO FRA I GIOVANISSIMI, SI INIZIA GIÀ A 11 ANNI La situazione in Emilia Romagna. Il percorso attivato dall’Ausl per smettere Anche in Emilia Romagna a fumare si inizia prestissimo. Dall’indagine regionale sugli adolescenti HBSC 2014 emerge che fuma sigarette l’1% degli 11enni, il 5% dei 13enni e il 29% dei 15enni. In Romagna, secondo Passi 20142017, tali percentuali salgono al 31% tra i 18-24enni e al 33% tra i 25-34enni. Dopo i 50 anni la prevalenza di fumatori diminuisce progressivamente: 25% tra i 5069enni, 11% tra i 70-79enni e 5% dopo gli 80 anni (dato regionale di Passi D’argento). Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio nell’insorgenza di numerose malattie cronicodegenerative, prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di mor-
te precoce. In Romagna, stando ai dati rilevati dal sistema di sorveglianza nazionale “Passi” 2014 – 2017 i fumatori rappresentano il 28% degli adulti (18-69enni) pari a una stima di circa 210mila persone. La prevalenza di fumatori è più alta tra uomini (31%), tra le persone con bassa scolarità e quelle con maggior difficoltà economiche. Circa un quinto (21%) dei fumatori 18-69enni è un forte fumatore (20 sigarette o più al giorno). Solo il 3% è un fumatore occasionale (meno di una sigaretta al giorno). Tra le persone con patologie croniche, la prevalenza di fumatori risulta essere del 27%; in particolare fuma più di un terzo (35%) delle persone con patologia respiratoria cronica, il 31% di quelle
con una patologia cardiocircolatoria e il 28% di quelle con diabete. “La scuola, la sanità e il mondo del lavoro – spiega la l’Ausl Romagna - sono impegnati da tempo in interventi condivisi volti all’obiettivo comune di prevenire l’abitudine al fumo, in particolare nelle giovani generazioni, e favorire il trattamento della dipendenza da nicotina (tabagismo). E numerose sono state le iniziative organizzate anche quest’anno in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio) dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL della Romagna, in collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo, la Lega Italiana per la lotta contro i Tumori e il mondo della Scuola. A Ravenna, nelle numerose scuole aderenti ai progetti di
promozione della salute vi sono stati eventi conclusivi dei percorsi svolti nel corso dell’anno. E’ stato distribuito, in collaborazione con lo IOR, il manifesto 2018 a tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado della provincia, ai Servizi Educativi e ai Centri per le Famiglie dei Comuni della provincia. La Scuola Media Montanari ha contribuito in particolare con la produzione di numerosi disegni originali che sono stati affissi negli spazi comuni del CMP di Ravenna”. Smettere di fumare è possibile. L’Ausl della Romagna aiuta i fumatori attraverso terapie specifiche per la disassuefazione dal fumo di tabacco attuate nei Centri Antifumo aziendali.
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mondo animali .7
AMICI ANIMALI, COSÌ EVITI IL TEMUTO COLPO DI CALORE I consigli del veterinario Escursioni al mare, in montagna, in campagna, in ogni dove: è arrivata l’estate! Il sole ci accompagnerà sempre e ovunque come grande amico della vita, ma solo se rispettato e temuto, perché a volte - in barba a tutte le raccomandazioni - dimentichiamo di osservare piccole ma fondamentali regole andando incontro al temuto “colpo di calore” che, non dimentichiamolo, può colpire anche i bambini. Lo sapevate, ad esempio, che
quando la temperatura dell’asfalto raggiunge i 51°C, il vostro Pet rischia di bruciarsi i polpastrelli? E che se la sua temperatura corporea raggiunge i 40°C, rischia il colpo di calore con conseguenze a volte fatali? Per questo andremo a spasso con lui al mattino presto e la sera tardi, specie se abbiamo un cucciolo, a prescindere dalla razza. Poi ci sono i “tipi da spiaggia”, che sistemano il cane sotto la sdraio e pensano di proteggere il
bambino con l’ombrellone: non è sempre così, occorre comunque controllare la temperatura (soprattutto in presenza di patologie circolatorie, respiratorie e asma in atto, che aumentano i rischi dell’esposizione al caldo), quindi scegliamo strutture attrezzate per accogliere il nostro beniamino. E come definire chi durante il viaggio si ferma per una pausa caffè e lascia il pet in auto? Peccato che quando la temperatura esterna è
di 24°C, anche lasciando il finestrino aperto dopo 30 minuti si rilevano ben 43°C all’interno del veicolo, e 51°C se all’esterno abbiamo 32°C. Quindi, pausa caffè per te e passeggiata e acqua fresca per lui. La vita del tuo Pet vale più di un caffè! Usiamo il buon senso, eviteremo di rovinare le nostre e le sue vacanze. Mi.Ma.Vet - Carla Ricci Medico Veterinario Milano Marittima (RA)
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mondo salute
PIÙ GIOVANI E SANI CON SPORT E DIETA ANTI-AGE Semplici ed efficaci consigli da mettere in pratica subito per difendere il “capitale giovinezza” Quando si parla di lotta all’invecchiamento non si intende solo quello estetico, più visibile su cui oggi vi è grande attenzione da parte di tutti, ma anche e soprattutto di quello dei nostri apparati e organi interni che determinano le nostre condizioni di salute. La prevenzione di entrambi è l’obiettivo di un interessante dossier realizzato dal Consorzio Tutela Grana Padano Dop, pubblicato sul portale www.educazionenutrizionale. granapadano.it, che qui vi proponiamo. “Quando si fa riferimento all’invecchiamento - spiegano gli esperti interpellati dal Consorzio - si pensa, spesso, agli adulti anche se, in realtà, quello precoce dovrebbe preoccupare in primis i giovani e tutti coloro che vogliono rimane-
re più in linea con la propria età biologica. Bisogna innanzitutto distinguere tra invecchiamento primario, che determina la durata massima della nostra vita ed è indipendente da malattie e influenza dell’ambiente, e invecchiamento secondario, che implica invece cambiamenti fisiologici causati da patologie o fattori ambientali, quali fumo, alcol, eccessiva esposizione ai raggi UV, cattiva alimentazione e inquinamento ambientale, sui quali possiamo intervenire attivamente per aumentare la nostra aspettativa e qualità della vita. I sedentari invecchiano prima La mancanza di attività fisica regolare si riflette sulla salute, infatti i sedentari si ammalano di più di
coloro che abitualmente praticano attività motoria. Se, da un lato, è vero che l’attività fisica aiuta a rallentare l’invecchiamento precoce, dall’altro, è anche vero che un eccesso di esercizio fisico, come il moderno sport professionistico, conduce alla situazione opposta. L’apparato muscoloscheletrico subisce maggiori danni per il carico d’intensità richiesta, ma anche le cellule a cui si chiede di fornire maggiore energia producono più radicali liberi. L’eccesso di queste molecole che danneggiano le nostre cellule fino a distruggerle accelera i processi d’invecchiamento. L’attività fisica che previene l’invecchiamento Qual è, in definitiva, il giusto
compromesso per lo svolgimento dell’attività fisica? Bisogna abituarsi ad essere attivi quotidianamente, ma senza esagerare. Considerando l’arco temporale di una settimana, la giusta attività motoria dovrebbe prevedere almeno 150 minuti a settimana o un ottimo allenamento per 300 minuti di intensità moderata e lunga durata, come camminare, correre o andare in bicicletta. Ecco alcune utili linee guida: • Allenarsi per almeno 30 minuti, oppure un’ora o più, per 5 giorni a settimana alternando attività aerobica moderata a momenti di attività intensa (per 1 o 2 minuti); • Fare attività anaerobica, ovvero esercizi che mirano al rinforzo muscolare per contrastare la
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sarcopenia, con allenamenti di 20-30 minuti cadauno a settimana; • È buona regola svolgere anche esercizi di mobilità articolare per prevenire e ritardare l’artrosi delle articolazioni. Occorre ricordare che ogni attività fisica richiede prima un adeguato controllo medico e la presenza di un istruttore di attività motoria che indichi ad ognuno come fare correttamente gli esercizi. È importante anche cercare di ridurre al minimo la quantità di tempo trascorsa seduti, sia per lavorare che per attività ludiche come giocare a carte, guardare la TV, etc… è consigliabile alzarsi dalla sedia ogni 20/30 minuti e fare qualche passo a piedi. Gli alimenti che ti aiutano a rimanere giovane Diminuire il rischio di stare male e contrarre diverse malattie anche gravi, oltre a rallentare i processi d’invecchiamento dell’organismo, è possibile se si mangia in maniera corretta ed equilibrata. La giusta alimentazione deve essere variata di giorno in giorno, non essere né troppo abbondante e né scarsa rispetto al nostro fabbi-
sogno energetico, e apportare la giusta quantità e proporzione di macro e micronutrienti essenziali per il nostro corpo. La dieta per contrastare l’invecchiamento precoce si basa sull’assunzione di alimenti con forte potere protettivo e antiossidante, in grado cioè di ostacolare efficacemente l’azione dei radicali liberi affinché non danneggino le nostre cellule. Gli antiossidanti sono rappresentati da alcune vitamine e minerali, flavonoidi e altri oligoelementi reperibili in prodotti sia di origine vegetale, come frutta, verdura e legumi, sia di origine animale, quali fegato, uova, latte e latticini come il Grana Padano DOP. Negli alimenti vegetali vi sono molti diversi antiossidanti, tutti utili all’organismo, distinguibili dal colore dell’alimento. Variare i colori frequentemente ci consente di assumere tutti gli oligoelementi necessari. Il pesce contiene oltre a ottime proteine, minerali e vitamine, anche acidi grassi polinsaturi, tra i quali gli Omega 3 rivestono funzioni protettive molto importanti per organi e sistemi.
10 consigli pratici per una corretta alimentazione anti-age 1. Distribuisci gli alimenti ogni giorno in 3 pasti principali (colazione - pranzo - cena), senza dimenticarti dello spuntino di metà mattina e della merenda del pomeriggio. 2. Introduci il pesce nella tua alimentazione almeno 3 volte a settimana, fresco o surgelato. 3. Mangia quotidianamente 2 porzioni di verdura. Condisci la verdura con del succo di limone: la vitamina C in esso contenuta favorisce l’assorbimento del ferro presente negli alimenti vegetali; oppure bevi succo di agrumi durante i pasti, anche con l’acqua. La vitamina C è un potente antiossidante; 4. Consuma almeno 3 frutti al giorno durante i pasti principali o negli spuntini. Se i frutti sono piccoli ricorda che una porzione deve essere circa 150 g; 5. Varia tutti i colori della verdura e della frutta nell’arco della settimana o, meglio ancora, tutti i giorni. 6. Mangia tutti i giorni uno yogurt parzialmente scremato
SPORT IN SICUREZZA Sempre più spesso purtroppo si legge sui giornali di sportivi che vanno incontro a morte improvvisa durante competizioni o allenamenti
(un vasetto 125 g), o latte scremato (un bicchiere 150 g), o Grana Padano DOP (nella quantità di alcune scaglie per 15/20 g, o 2 cucchiai da cucina se grattugiato). 7. Condisci con olio extravergine di oliva preferibilmente a crudo. Si consiglia di consumarne almeno 4-6 cucchiaini da tè al giorno; 8. Sfrutta le proprietà antiossidanti di erbe aromatiche e spezie per insaporire i tuoi piatti e per ridurre l’introito di sale; 9. Durante la giornata bevi almeno 8-10 bicchieri d’acqua (da 150-200 ml l’uno). Sono indicati anche infusi e tisane purché non zuccherate. Cerca di non bere più di 2-3 caffè al giorno o, in alternativa, non più di 2-3 tazze di tè; 10. Bevi solo molto raramente bevande zuccherate. È concesso durante i pasti bere del vino, limitandosi a 1 bicchiere al giorno se sei donna e 2 se sei uomo (un bicchiere da vino è 125 ml). Non bere superalcolici”.
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Generalmente si tratta di adolescenti o ultraquarantenni, più frequentemente maschi, sia di alto livello (professionisti) che dilettanti o semplici amatori. Oltre lo sgomento e l’incredulità che suscita la morte improvvisa di sportivi, considerati ovviamente in piena salute, la verità però che emerge dalle autopsie è sempre la stessa: LA MORTE È SEMPRE DOVUTA AD UNA PATOLOGIA CARDIACA SILENTE! Quindi non si muore per colpa dello sport, ma certamente questo può rappresentare un fattore scatenante di aritmie complesse (epifenomeno della patologia cardiaca), causa principale della morte improvvisa. Ma quanto silente può essere una patologia cardiaca? E come mai non viene diagnosticata in occasione degli accertamenti cui si sottopongono gli atleti? Le risposte non sono certamente semplici e va innanzitutto ricordato che la morte improvvisa da sport è un evento raro che colpisce circa 1 su 1000.000 atleti, quindi non siamo di fronte ad una epidemia. In secondo luogo occorre ricordare che l’arma più importante a disposizione è la PREVENZIONE e la visita di idoneità sportiva rappresenta ancora oggi lo strumento principale di prevenzione. Solo una esigua minoranza di patologie possono sfuggire alla diagnosi precoce, mentre la maggioranza sono potenzialmente diagnosticabili, a patto che vi sia una stretta “alleanza” tra atleta (o genitore in caso di minorenni) e medico dello sport, all’atto delle visite di idoneità. Infatti il valore dello screening cardiologico incrementa la sua efficacia, quando l’atleta fornisce informazioni “corrette e sincere” sulla storia clinica personale e famigliare (di assoluta importanza nelle patologie cardiache) e quando il medico dello sport è in grado
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di interpretare correttamente l’elettrocardiogramma. Quest’ultimo punto pone l’accento su di un aspetto delicato ma essenziale della moderna medicina, ossia la COMPETENZA PROFESSIONALE. In un sistema dove oramai la sanità è vista come un semplice fornitore di prestazioni e servizi (non molto dissimile da quello di un supermercato) l’utente finisce per essere più attratto dalla ricerca delle occasioni e degli sconti che dalla ricerca di una competenza professionale che risponda ai propri bisogni. Scegliere di fare la visita di idoneità nel posto dove costa meno potrebbe non essere la scelta migliore. CON IL CUORE NON SI SCHERZA! Dott. Pier Luigi Fiorella Specialista in Medicina dello Sport e Cardiologia - Centro Medico Olympus Ravenna Il Centro Medico Olympus si propone come Centro Altamente Specializzato per la Medicina dello Sport.
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Le interviste di Biosfera
MAL DI TESTA, LE RISPOSTE DELLA MEDICINA AYURVEDICA La nostra intervista al dottor Nello Sebastiano Lisciani, direttore scientifico presso l’Ayurveda Europe Center E’ uno dei disturbi più diffusi, ma anche fra i più fastidiosi: è la cefalea, il comune “mal di testa”. Insorge all’improvviso ed è in grado di condizionare profondamente le giornate e l’umore di chi ne viene colpito. Le cause sono svariate: dallo stress, all’alimentazione, ma anche gli ormoni, l’ambiente e l’ereditarietà possono giocare un ruolo importante. Sull’argomento abbiamo intervistato il dottor Nello Sebastiano Lisciani, medico chirurgo esperto in medicina Ayurvedica, che pratica a livello internazionale da 25 anni, direttore scientifico presso l’Ayurveda Europe Center. Esercita in molte regioni d’Italia, fra cui l’Emilia Romagna, dove visita a Lugo e Bologna. “La cefalea è un disturbo che risponde in maniera ottimale alla medicina Ayurvedica – ci spiega il dott. Lisciani -. La cura prende le mosse dalla suddivisione del mal di testa in tre grandi distretti, caratterizzati in base ai tre dosha (Vata, Pitta, Kapha)”. La cefalea “Vata”, ha origine nel distretto del colon. Il disturbo è originato dalla cervicale, ma andando a fondo si vede come la patologia prenda le mosse dal colon e dall’aria in esso contenuta che cambia l’assetto della colonna vertebrale. La cura – spiega il dottor Lisciani –
non può prescindere dallo sgonfiare il distretto del colon con rimedi naturali e norme dietetiche. La cefalea Pitta ha invece origine digestiva e si cura pacificando l’acidità. Il mal di testa Kapha, infine, è di pertinenza del sistema respiratorio. Esso ha origine nei seni paranasali frontali, dove possono formarsi ristagni di muco, che vanno sciolti con appositi prodotti e pratiche quotidiane. Fra le tipologie più diffuse, ci spiega Lisciani, c’è sicuramente quello di origine digestiva. Il percorso terapeutico con la medicina ayurvedica parte naturalmente dalla diagnosi, che nel caso del dottor Lisciani viene effettuata anche e soprattutto con la lettura del polso la più antica procedura per determinare la costituzione psicofisica dell’individuo e lo stato di equilibrio o di squilibrio dei dosha. Una volta individuato il problema si passa al piano terapeutico, che prevede delle precise norme dietetiche, e l’utilizzo di rimedi a base di erbe e minerali. “Ci tengo a sottolineare – spiega Lisciani – che non intervengo mai sulle prescrizioni che i miei pazienti ricevono dal loro medico curante. La medicina ayurvedica può coesistere con quella allopatica”.
Cos’è l’Ayurveda “L’Ayurveda è la medicina tradizionale indiana. Il suo significato in Italiano è ‘Scienza della lunga vita’. Una medicina olistica che cura con rimedi naturali – continua il dott. Lisciani -. In India non è certamente una medicina ‘alternativa’, ma è stata per millenni (e in molti casi lo è ancora), l’unica accessibile per buona parte della popolazione. Proprio per questo ha dovuto trovare risposte efficaci a tutte le patologie. Fra le più curate con l’Ayurveda ci sono quelle digestive. Non dimentichiamo – conclude Lisciani – che ciò che accade a stomaco e colon è alla base di tantissimi disturbi”.
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“La cefalea è un disturbo che risponde in maniera ottimale alla medicina Ayurvedica
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mondo benessere .11
CON I 7 RITI DEL “BUON RISVEGLIO” LA GIORNATA TI SORRIDE
Lo stato d’animo con cui affrontiamo la prima parte della giornata condizionerà le ore a seguire: prepariamoci a viverla al meglio! Crogiolarsi nel letto “rubando” qualche minuto alla sveglia mattutina può sembrare piacevole, ma la fretta che poi diventa necessaria per prepararsi e correre al lavoro può rilevarsi molto dannosa per il nostro equilibrio psicofisico e la prosecuzione della giornata. L’ideale sarebbe, invece, ritagliarsi del tempo per compiere poche, semplici azioni che possano dare un’impronta positiva alle ore a seguire. E’ ovvio che ognuno di noi debba scegliere i riti che preferisce per rendere piacevole il momento del risveglio, si può prendere spunto, però, dai punti suggeriti da Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane), e sperimentare fino ad ottenere… il “risveglio perfetto”! 1. Bere acqua – Iniziare la giornata bevendo un bicchiere d’ac-
qua aiuta a reidratarsi dopo la notte e a svegliare il metabolismo. Aiuta, inoltre, a contrastare i sintomi della disidratazione, come stress, stanchezza, mancanza di chiarezza mentale ed energia. 2. Esercizio fisico – La mattina è anche il momento migliore per l’attività fisica perché il metabolismo è più attivo e si bruciano prima i grassi. A volte capita di svegliarsi intorpiditi: il modo migliore per risvegliare i muscoli è inserire degli esercizi di stretching nella propria “morning routine”. 3. Una colazione adeguata – La colazione è il pasto più importante e non va saltata. È fondamentale infatti fare colazione perché riattiva il metabolismo, dopo il riposo notturno, e fornisce le sostanze nutritive necessarie ad affrontare la giornata. La colazione ideale, come suggeriscono i nutrizionisti,
è composta da un mix di carboidrati, fibre e proteine. Via libera a muesli, prodotti da forno, biscotti, latte o yogurt e un frutto. Prendetevi il vostro tempo e godetevi il momento della colazione, ne gioveranno fisico e umore! 4. Meditazione – Meditare aiuta corpo e mente. La meditazione del mattino, anche se solo per cinque minuti, può essere estremamente utile per resettare la mente, schiarire le idee e iniziare la giornata con la testa leggera e libera da tensioni. 5. Leggere e ascoltare musica – Iniziare la giornata leggendo qualche pagina del libro che abbiamo sul comodino, o ascoltare la propria canzone preferita, alleggerisce lo stress e prepara la mente al lavoro. Iniziate con l’energia, la positività e la motivazione che solo un libro o della buona musica
sanno dare. 6. Stare lontano dai cellulari – Non guardare il cellulare! Email, sms, social, sono banditi nella prima mezz’ora dal risveglio. Lasciate che il vostro corpo si risvegli naturalmente, senza sovraccaricarlo di messaggi, immagini e brutte notizie. 7. Aiutare gli altri – Avere cura degli altri fa bene anche a se stessi. Quando aiutiamo un collega, lavoriamo meglio anche noi. Ci sono molte cose che possiamo dare alle persone vicine e con le quali ci rapportiamo ogni giorno: idee, consigli, tempo libero, sorrisi. Creiamo empatia con chi ci sta a cuore, e al lavoro entriamo in sintonia con i colleghi: migliorerà l’umore e ci permetterà di affrontare al meglio il resto della giornata.
12. mondo alimentazione
TINTARELLA DORATA E NATURALE ECCO I “CIBI CHE ABBRONZANO” Ecco gli alimenti che stimolano la produzione di melanina E’ un toccasana per l’umore, fa bene e rende dorata e luminosa la pelle, ma al cospetto di sua maestà Sole è necessario proteggersi adeguatamente per non rischiare grosso in termini di salute e invecchiamento precoce. Le creme solari con alto fattore di protezione sono certamente indispensabili, ma non bisogna sottovalutare il ruolo dell’alimentazione. E’ quanto sottolinea Coldiretti al termine di un’indagine condotta con l’Istituto Ixè, che evidenzia come quasi tre italiani su quattro (74%) si espongano ai raggi solari per ottenere la sospirata abbronzatura. La tintarella – sottolinea la Coldiretti – è uno degli obiettivi più perseguiti da nord a sud della Penisola, dal mare alla montagna, lungo i fiumi o in campagna, ma anche in città fra piscine, parchi e balconi.
Con l’11% di chi si abbronza che decide di farlo senza utilizzare alcuna protezione, il consiglio per tutti è di esporsi gradualmente al sole evitando le ore più calde soprattutto in caso di carnagione chiara, ma anche l’alimentazione – sottolinea la Coldiretti – aiuta a “catturare” i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l’organismo dalle elevate temperature e dalle scottature. La dieta del sole La dieta adeguata per una abbronzatura sana e naturale si fonda – precisa la Coldiretti – sul consumo di cibi ricchi in Vitamina A che favoriscono la produzione nell’epidermide del pigmento melanina che protegge dalle scottature e dona il classico colore scuro alla pelle. Sul podio del “cibo che abbronza” secondo
la speciale classifica stilata dalla Coldiretti salgono carote, radicchi e albicocche, ma sono d’aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie che sono peraltro disponibili in grande quantità e varietà con un ottimo rapporto prezzo/qualità in questa stagione. Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote che contengono ben 1200 microgrammi di Vitamina A o quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile. Al posto d’onore – continua la Coldiretti – salgono gli spinaci che ne hanno circa la metà, a pari merito con il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliege che presentano comunque
contenuti elevati di vitamina A o caroteni. Alla buona alimentazione – spiega la Coldiretti – vanno accompagnate regole di buon senso nell’esposizione al sole soprattutto all’inizio della stagione. E’ quindi importante conoscere il proprio fototipo ed utilizzare creme adeguate alla propria pelle; ridurre al minimo le esposizioni ai raggi solari, specie nelle ore centrali della giornata; non esporsi al sole con profumi ed essenze e – spiega la Coldiretti – utilizzare indumenti adeguati (cappelli, magliette, occhiali). In caso di scottature o di disidratazione della pelle possono essere utili – conclude la Coldiretti – anche alcuni rimedi naturali come impacchi di yogurt bianco intero oppure maschere con fette di anguria o polpa di mela grattugiata stesa sulle zone più arrossate.
mondo gusto .13
LA RICETTA SALMOREJO PREPARAZIONE INGREDIENTI Per 2 persone 500 grammi di pomodori maturi 70 grammi di pane raffermo uno spicchio d’aglio olio extravergine di oliva sale 1 uovo sodo
Il salmorejo è una ricetta spagnola dal gusto fresco e saporito, perfetta da servire durante la stagione estiva. Per prepararlo tagliare il pane a tocchetti e metterlo a bagno in poca acqua. Nel frattempo lavare bene i pomodori e inciderli con un piccolo taglio, poi farli sbollentare per pochi minuti. Sciacquarli sotto l’acqua fredda ed eliminare la buccia partendo dall’incisione. A questo punto unire i pomodori all’aglio e aggiungere il pane. Salare e tritare bene il tutto fino ad ottenere una consistenza cremosa. Condire con una dose generosa di olio extravergine di oliva, poi coprire con una pellicola e lasciare riposare in frigorifero per qualche ora. Servire il salmorejo a temperatura ambiente aggiungendo a piacere un uovo sodo tagliato a fettine sottili o a dadini.
14. mondo ambiente
SEGNALA A GREENPEACE LA PLASTICA CHE SOFFOCA IL NOSTRO MARE Basta inviare una foto con Whatsapp: contribuirai a tenere accesi i riflettori su “una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi” “Le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica”, a ribadirlo è Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. L’associazione ambientalista ora dà battaglia a questo insidioso problema che mina la salute ambientale, animale e umana con Plastic Radar, un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie dei mari italiani. È possibile partecipare all’iniziativa utilizzando la più comune applicazione di messaggistica istantanea, Whatsapp, inviando le segnalazioni al numero di Greenpeace +39 342 3711267. Attraverso il sito plasticradar.gre-
enpeace.it sarà possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni. “Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica ma ad accendere i riflettori su questo inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi” ha dichiarato Ungherese. L’iniziativa è alla portata di tutti, basta avere un telefono cellulare su cui sia installata l’applicazione Whatsapp e, una volta
ritrovato un rifiuto in plastica sulle spiagge, sui fondali o sulla superficie dei mari italiani, segnalarlo al numero di Greenpeace +39 342 3711267 tramite l’applicazione. Per effettuare una segnalazione sarà necessario scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito. Successivamente va inviata a Greenpeace, insieme alle coordinate geografiche del luogo dove è stato individuato il rifiuto. Ogni segnalazione viene elaborata da Greenpeace e i dati relativi a tipo di rifiuto e posizione saranno disponibili in forma aggregata - nell’arco di 24-48 ore - sul sito plasticradar.greenpeace.it “L’iniziativa, oltre a far luce sui
rifiuti in plastica più presenti nei mari italiani, vuole individuare anche i principali marchi che, da anni, continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, principalmente usa e getta, non assumendosi alcuna responsabilità circa il suo corretto riciclo e recupero” dichiara Giuseppe Ungherese. “Se vogliamo fermare l’inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo alla plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta” conclude Ungherese.
mondo viaggi slow .15
ALLA SCOPERTA DELL’ANTICA DIMORA CHE DIEDE I NATALI AGLI SFORZA Nell’edificio nacque il capostipite della casata, Muzio Attendolo Fra le sue mura nacque, nel 1369, Muzio Attendolo, uno dei più celebri condottieri italiani, nonché capostipite della famiglia Sforza. L’antico palazzo Sforza a Cotignola – che oggi possiamo ammirare grazie alla fedele ricostruzione novecentesca, che ne ha preservato la memoria dopo la distruzione avvenuta durante la seconda Guerra Mondiale – è uno dei luoghi che hanno accolto la “grande storia” e ne conservano il fascino. Oggi è sede del Museo Civico Luigi Varoli e dell’Archivio Storico. Secondo la tradizione - spiega sul suo sito il Museo Civico - Muzio Attendolo nacque in questa antica casa da Giovanni ed Elisa Petrocini. L’edificio, in seguito noto come Palazzo Sforza, aveva funzione di nobile abitazione con dipendenze affiancate e disposte
nelle immediate vicinanze, come venne documentato negli acquerelli di Romolo Liverani, realizzati nella prima metà dell’Ottocento. Attualmente, le sale al piano terra sono adibite a mostre temporanee, al primo piano sono allestite la sezione dedicata a Luigi Varoli e la Sala Archeologica, al secondo piano, di recente apertura, la sezione dedicata ai Giusti cotignolesi. L’antica dimora, ricostruita fedelmente, nel rispetto dell’originale armoniosa struttura, nel 1961, conserva inglobati in alcune sue parti elementi architettonici originali, rimasti fortunatamente integri dopo il crollo - spiega romagnadeste.it, sito di informazione turistica -. In particolare, è stato ricollocato sopra l’ingresso del Palazzo il rosone in cotto
con lo stemma degli Sforza dal quale, tra l’altro, è stato tratto l’attuale stemma della città. Nel cortile interno del palazzo si possono ancora ammirare le leggiadre colonne del loggiato e vari altri pezzi di valore. Il Palazzo è utilizzato attualmente come sede di mostre d’arte e manifestazioni culturali e sociali. Muzio Attendolo Sforza nacque a Cotignola nel 1369 e morì nel 1424. Fu un capitano di ventura. Fondatore della dinastia degli Sforza, Muzio apparteneva alla famiglia romagnola degli Attendoli, agiati agricoltori di Cotignola spiega romagnadeste.it -. Attratto dalla vita delle armi, a tredici anni, entrò al servizio di un soldato spoletino, compiendo, successivamente, la sua formazione militare in varie compagnie di ventura fino
Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alla Redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente. Per l’invio del materiale l’indirizzo è info@edititalia.it - È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi. Copyright, tutti i diritti sono riservati ad Edit Italia S.r.l. Immagini: archivio editoriale, fotografi vari, acquistate su www.shutterstock.com.
a diventare comandante alle dipendenze di Alberico di Barbiano e Francesco Broglia. Nel 1398 fu assoldato da Perugia nella guerra contro il signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti che, sconfitto, gli dovette cedere la città. Negli anni successivi condusse una travagliata esistenza di capitano di ventura al soldo delle maggiori signorie italiane. Fu Giovanna II, regina del regno di Napoli, che gli impose di adottare come nome di casato “Sforza” e Giovanni XXIII lo nominò conte di Cotignola. Riuscì poi, ad attuare proficui matrimoni per sé e per i congiunti, ampliando i propri possedimenti in Toscana, Basilicata, Calabria, Abruzzi e Puglia. Per informazioni: tel. 0545 908873; email: turismo@unione. labassaromagna.it
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