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Biosfera giugno 2018

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GIUGNO 2018 mensile anno 9 numero 06 l’originale

Green Therapy “In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca” (John Muir). Viviamo sempre più proiettati verso il “virtuale”, dimenticando a volte le necessità di un corpo che appartiene interamente alla natura. E’ così che, in Occidente, sono in aumento tutte quelle patologie originate dalla mancanza di movimento, dallo stress, dal mancato rispetto

dei tempi del nostro organismo. Da ricerche recenti emerge come il contatto con la natura apporti tali e tanti benefici alla mente e al corpo da risultare irrinunciabile. Fra i vari: l’aumento della vitalità e della creatività, il calo dello stress, il miglioramento dell’autostima e della salute mentale, il potenziamento del sistema immunitario e davvero molto altro. Proprio per

redazione.biosfera@edititalia.it

sottolineare l’importanza di questa straordinaria “cura verde”, in questo numero che arriva all’inizio dell’estate, parliamo di Forest Bathing, una pratica studiata nel Sol Levante che permette di sfruttare al meglio i benefici di una semplice passeggiata nel bosco, attraverso la respirazione. Ma il nostro benessere non può prescindere da ciò che mangiamo,

dagli inquinanti con cui veniamo in contatto, da una sana filosofia di vita: è così che in questo numero parliamo anche di salute alimentare con i benefici dell’olio d’oliva, dei rischi connessi ad un cattivo uso della plastica, di cure di bellezza “green”, di apprendimento e molto altro, che come di consueto lasciamo a voi il gusto di scoprire. Buona lettura!

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mondo natura .3

FAI IL PIENO DI SALUTE E BENESSERE CON IL “FOREST BATHING”

Stimola il sistema immunitario, ripulisce l’organismo dagli effetti nocivi dello stress, e molto altro. Ecco come praticarlo Passeggiare in un bosco e sentirsi rigenerati: è un’esperienza molto comune, che però potrebbe avere una spiegazione meno “scontata” di quanto si creda. A dircelo sono i giapponesi, che già dagli anni Ottanta utilizzano questa pratica a scopo terapeutico, dandogli il suggestivo nome di Shinrin-yoku (bagno di foresta). Ebbene, secondo gli studiosi del Sol levante ad apportare beneficio all’organismo sarebbero i fitoncidi, oli essenziali del legno degli alberi. Il fatto interessante è che, in base ad alcune ricerche universitarie realizzate negli ultimi anni, quando si passano alcune ore in un ambiente naturale (foreste e altri luoghi con una grande concentrazione di alberi) vi sarebbe nel corpo umano un aumento della funzione immunitaria, una diminuzione di cortisolo (il cosiddetto

“ormone dello stress”), una diminuzione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, oltre ad un’azione positiva sulla depressione. La strada attraverso cui questi oli essenziali agiscono sarebbe quella “inalatoria”. Questi ed altri benefici del “forest bathing” hanno fatto sì che esso fosse inserito – in Giappone e in larga parte dell’estremo Oriente – tra i pilastri della medicina preventiva. Come è facile immaginare, non tutte le piante rilasciano questi preziosi oli essenziali nella medesima quantità e allo stesso modo. E’ per questo che anche in Italia c’è chi si è messo a studiare le caratteristiche della vegetazione per un Forest Bathing più efficace possibile. Fra i primi ad interessarsi all’argomento nel nostro Paese ci sono

sicuramente Marco Nieri (bio-researcher) e Marco Mencagli (agronomo) che – come è spiegato sul sito www.archibio.it - “collaborano da tempo ad approfondire queste conoscenze, del tutto nuove in Europa, con studi multidisciplinari e ricerche originali anche sulla vegetazione mediterranea”. Per carpire “i segreti” dei boschi italiani sono partiti nel 2014 da uno specifico studio sulla vegetazione dell’Alta Valsessera, “che ha dimostrato scientificamente che la faggeta dell’Oasi Zegna ha una elevata capacità di rilascio di queste sostanze volatili dal fogliame, particolarmente efficaci nello stimolare positivamente le difese immunitarie e ridurre i livelli di cortisolo nel sangue”, continuano gli autori. Al momento Nieri e Mencagli stanno studiando altre aree forestali

italiane per valutare la concentrazione di sostanze benefiche. Per chi volesse provare – magari nel bosco più vicino a casa - questo elisir tutto naturale di benessere, le regole sono poche e semplici: “Gli studi hanno dimostrato che tre giorni di questa pratica danno grandi benefici - spiegano i due ricercatori -: 3/4 ore al giorno nel bosco, alternando passeggiate a soste lungo i sentieri, producono effetti che si possono protrarre fino ad un mese. Se non si hanno a disposizione 3 giorni, 5 km in 4 ore producono comunque uno stimolo – seppur più limitato – del nostro sistema immunitario con effetti che possono durare fino ad una settimana”.


4. mondo benessere

ECOLOGIA, CONDIVISIONE, GIUSTIZIA SOCIALE: NASCONO LE COMUNITÀ LAUDATO SI’ Ecco come aderire

“Non c’è ecologia senza giustizia e non ci può essere equità in un ambiente degradato”: è a partire da questa riflessione – contenuta nell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, che è nata la rete di Comunità Laudato sì, che chiama tutti a un nuovo protagonismo sui temi ambientali. L’idea nasce dall’iniziativa del vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili e del fondatore di Slow Food Carlo Petrini. “Non c’è dubbio che il riferimento più forte dal punto di vista ambientale, ma anche nell’ottica di una diversa economia, sia in questi anni la Laudato si’: per questo abbiamo pensato di richiamarci a essa” spiega Carlo Petrini. Queste comunità sono chiamate a “fare in modo che le tematiche di questo straordinario documento

prendano corpo attraverso una mobilitazione nell’educazione, nelle buone pratiche, nella condivisione, nella capacità di fare rete mantenendo le proprie identità e adattando i propri obiettivi a quelli specifici dei territori”. Obiettivi che verranno perseguiti dalla rete “all’interno di un percorso aconfessionale, trasversale e aperto a tutti perché tutti siamo ugualmente fratelli su questa terra, che è la nostra madre”, spiega Slow Food. Monsignor Domenico Pompili, riprendendo il tema centrale dell’enciclica, sottolinea come “La provocazione di Laudato si’, non ancora del tutto recepita, è nell’idea che la visione ecologica dell’ambiente implichi una relazione a più vettori con il Creato, con le persone e con Dio, cioè una

visione olistica”. Aver messo in stretta connessione il tema della giustizia sociale con il tema dell’ecologia è la grande acquisizione della Laudato si’: “A partire da questo principio, lanciamo un appello a tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti. Le Comunità Laudato si’ sono lo strumento pratico che da oggi intendiamo proporre a chi vorrà essere della partita”, continua il vescovo di Rieti. Scopo di ogni Comunità sarà di diffondere in piena autonomia l’educazione ai temi dell’ecologia integrale, della giustizia sociale e della solidarietà attraverso eventi, conferenze, laboratori, corsi, pubblicazioni, scambi e iniziative sul territorio. L’adesione è libera e spontanea, aperta al mondo laico come

a quello cattolico. Le Comunità potranno formarsi a partire da esperienze già presenti (associazioni, parrocchie, condotte di Slow Food) oppure organizzate allo scopo, sono realtà associative “leggere”, non hanno statuti ma si chiede la semplice adozione di alcune linee guida. È importante comunicare la propria adesione all’indirizzo info@comunitalaudatosi. org o al numero telefonico 388 8881848 per ricevere aggiornamenti, newsletter e supporto. Tutti i dettagli sono sul sito www.comunitalaudatosi.org. Le prime dieci Comunità si sono già formate in Italia e all’estero e altre trenta sono in fase di realizzazione.


mondo bambini .5

IMPARARE? E’ PIÙ FACILE CON IL SORRISO Sempre più studi lo confermano: le emozioni positive favoriscono i processi di apprendimento Gli insegnanti lo “sospettavano” da tempo, e oggi lo dice anche la scienza: le emozioni hanno un ruolo molto importante nella qualità dell’apprendimento. Ma – secondo gli studiosi - sono, in particolare, le emozioni positive – come il divertimento – a favorirne i processi, mentre le emozioni negative remerebbero contro di essi. “Perché allora nelle scuole di oggi viene lasciato così poco spazio al gioco, alle risate e al movimento?”, esordisce con questa domanda, in un interessante intervento sul magazine online “Italiachecambia.org”, Lucia Berdini, Teacher di Yoga della Risata, Coach di Gibberish&Nonsense, tecnico in Ludicità Consapevole, warm upper per eventi aziendali, che tiene corsi in tutta Italia sulla risata incondizionata, il gioco e il gibberish,. “Purtroppo la scuola, oggi, è un posto in cui i bambini vanno mal-

volentieri - spiega Berdini -, in cui si sta per ore seduti sui banchi, con una disposizione degli studenti (che ci portiamo dietro da più di un secolo) che non permette la cooperazione e il movimento. La convinzione alla base dello stato dei fatti è che apprendimento non fa rima con divertimento. A scuola non esistono momenti legati al gioco e alle risate, che sono in realtà alleati e potenti catalizzatori dei processi educativi. Ma le cose devono e possono cambiare. La scienza ha evidenziato quanto le emozioni giochino un ruolo fondamentale nei processi d’apprendimento. La paura dell’errore, l’ansia per la competizione, il senso di inadeguatezza sono le emozioni più frequenti tra i banchi di scuola: questo vuol dire che stiamo ancorando i concetti e le abilità – per sempre e con grandissima fatica – a emozioni nega-

tive”, continua Berdini, che auspica l’avvento di “una scuola in cui ci sia spazio per le risate, per il movimento, per il gioco. I miseri 10 minuti di ricreazione (spesso passati in aula) - continua - sembrano una beffa alla natura dei bambini, che potrebbero dare il meglio di loro se gli insegnanti avessero a disposizione tempo e modi differenti per svolgere le lezioni. C’è un grande bisogno di chiare direttive dall’alto e di una formazione che cambi direzione in maniera decisa. C’è bisogno di rassicurare gli insegnanti, già fortemente stressati. Quando comincio a parlare loro della possibilità di integrare le lezioni con giochi e risate percepisco la loro paura (di perdere autorità sulla classe, di non riuscire a portare a termine gli impegni presi col Ministero, di far perdere il controllo ai bambi-

ni). Sanno che imparare facendo, mentre il corpo si muove, gioca e si diverte è utile e benefico, ma non hanno gli strumenti necessari per metterlo in pratica e nessuna direttiva chiara da parte del Ministero”. “Quello che deve scegliere e decidere se essere alleato dell’errore contro il bambino è un insegnante giudice ‘Io giudico te non capace di fare, di agire, di apprendere – conclude Berdini -. Sono dalla parte del compito e tutti e due siamo alleati contro chi non lo sta seguendo’. Se invece io sono alleato del bambino contro l’errore, ‘io sono dalla tua parte, ti aiuto a risolverlo’, non sono un giudice, sono chi ti aiuta”. Leggi l’articolo integrale all’indirizzo www.italiachecambia. org/2018/03/se-scuola-fosse-divertente/


IL LASER CHE COMBATTE I SINTOMI DELLA MENOPAUSA

La menopausa non è una malattia, ma è soltanto un momento della vita della donna

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Le donne italiane in menopausa sono più di 10 milioni e risultano al 3° posto in Europa per longevità dopo Francia e Spagna, ma solo al 10° per quanto riguarda lo stato di salute. L’età media delle donne si è notevolmente prolungata ed il periodo trascorso in menopausa è molto più lungo rispetto a quello dell’età fertile. Questa profonda trasformazione sociale ha determinato l’esigenza di migliorare la qualità della vita delle donne dopo i 50 anni, anche nella sfera intima. “ Per una donna, la menopausa può diventare un periodo molto difficile, soprattutto se compaiono effetti indesiderati e inevitabili come atrofia, bruciore, secchezza, prurito, lassità, incontinenza e dolore durante i rapporti sessuali” , - ci spiega il Dott. Maurizio Filippini, ginecologo, responsabile del Modulo Funzionale di Endoscopia Ginecologica dell’Ospedale di San Marino, e responsabile del progetto Monnalisa presso il Centro Medico Olympus di Ravenna. “L’atrofia vaginale consiste nella progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale e degli organi vicini in conseguenza dell’età e della carenza di estrogeni. Colpisce il 40% delle donne e tende a manifestarsi nell’arco di 2-5 anni dall’entrata in menopausa, a seconda anche delle caratteristiche personali. Il 63% delle donne non sa che l’atrofia vaginale è una condizione cronica destinata a peggiorare con il passare del tempo. Tradizionalmente l’atrofia veniva curata con terapia ormonale o gel a base di estrogeni, oggi la tecnologia laser si è dimostrata la migliore terapia per sconfiggere definitivamente i disturbi della menopausa.” Il laser ripara i tessuti attraverso la terapia laser CO2 frazionata (già impiegata per ringiovanire il volto) che determina un’azione rigenerante delle fibre invecchiate, favorisce la produzione di nuovo collagene e migliora l’irrorazione sanguinea. Questo innesca processi naturali di riparazione e ringiovanimento delle pareti vaginali.

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Il nuovo trattamento si effettua durante una normale visita ambulatoriale ginecologica. Si tratta di una tecnica mini invasiva e permanente che ristruttura l’epitelio. L’intervento dura circa 10 minuti e non richiede anestesia. Non ha effetti collaterali, sono necessari circa 3 sedute a distanza di 30-40 giorni e i risultati sono visibili già dopo il primo trattamento. La cura è indicata anche per le pazienti in menopausa indotta in seguito a terapie oncologiche. L’80% delle donne trattate hanno dichiarato di essere pienamente soddisfatte del trattamento laser e di aver notato importanti risvolti positivi anche sulla qualità della propria vita. L’ospedale San Raffaele di Milano e’ stato il centro pilota per questa tecnologia, il primo centro a credere e a sviluppare questa metodologia. Il laser a Co2 si è rivelato un valido aiuto anche per le donne che dopo il parto non riuscivano più ad avere rapporti intimi per il dolore causato da un’anomala cicatrizzazione dell’episiotomia. Questa la straordinaria intuizione del dott. Maurizio Filippini, che, forte del successo avuto sui casi eseguiti, ha trattato con il laser a CO2 l’area perineale traumatizzata da episotomia o lacerazioni spontanee del parto, migliorando sensibilmente lo stato dei tessuti e l’elasticità della ferita, consentendo alle pazienti trattate di tornare ad avere una normale vita sessuale. “Questo miglioramento ha permesso alle pazienti di ritrovare in maniera più serena l’intimità con il proprio partner, e di vincere quell’ostacolo che oltre fisico, stava diventando sempre più psicologico”. In Italia, l’innovativa terapia è stata utilizzata per oltre 3.000 trattamenti su circa 1.000 pazienti. Il laser per combattere i disturbi legati alla menopausa è una metodica che si sta velocemente espandendo in tutta Italia e si sta affermando nei più importanti centri medici in cui esercitano affermati ginecologici.

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mondo animali .7

SALUTE, TECNICHE MINI INVASIVE ANCHE PER GLI AMICI A 4 ZAMPE Ce ne parla la dottoressa Rossella Terragni, Specialista in Patologia e Clinica degli animali d’affezione Nei paesi sviluppati negli ultimi venti anni la medicina veterinaria ha avuto un’evoluzione molto importante. L’animale da compagnia è infatti considerato membro a tutti gli effetti del nucleo famigliare, e spesso ricopre un vero e proprio ruolo “sociale”. Per quanto riguarda il campo prettamente medico veterinario, come ho già accennato, negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante. Lo studio e l’approfondimento di alcune tecniche diagnostiche e terapeutiche ci ha portato “un po’ più vicino” al campo della medicina umana. Proprio a questo proposito mi piacerebbe spiegare che cosa sono alcune delle tecniche miniinvasive. Nel campo diagnostico, cioè quando dobbiamo eseguire degli esami per capire quale malattia abbiamo davanti, c’è la possibilità di ricorrere all’endoscopia. Essa è una procedura che permette di

vedere e ispezionare alcuni organi “direttamente dall’interno”. La caratteristica dell’endoscopia è quella di sfruttare le vie esistenti: non vengono perciò create aperture o tagli, ma la strumentazione (che è di dimensioni variabili, a seconda della taglia del cane o del gatto) viene introdotta attraverso aperture naturali, come la bocca, il naso o l’orecchio. Questa tecnica può essere utilizzata per l’ispezione diretta di alcuni organi, quali lo stomaco, l’intestino, le cavità nasali, i polmoni, l’orecchio e la vescica. Ovviamente, poiché cani e gatti non sono completamente collaborativi, per eseguire questi esami è necessaria l’anestesia. Attraverso l’endoscopio, che è una sonda con una telecamera sulla punta, il medico veterinario ispeziona gli organi, e può anche eseguire dei prelievi (biopsie) per accertarsi della natura di una patologia. L’endoscopia, oltre che strumento diagnostico, può

diventare un vero e proprio strumento di terapia: sono tante le procedure chirurgiche che si possono attuare, come per esempio l’asportazione di un polipo (formazione di tessuto che può crescere all’interno di diversi organi). Un altro esempio: pensiamo a quante volte un cucciolo ingoia corpi estranei (giochi, palline, tessuti): questi spesso possono essere recuperati con l’endoscopia senza dovere ricorrere alla chirurgia! Una grande considerazione merita la chirurgia mini-invasiva mediante laparoscopia e toracoscopia. Si tratta di tecniche che sfruttano aperture molto piccole (circa 1 cm) create dal chirurgo per l’introduzione di una telecamera e di altri strumenti (tipo pinze..). Questo permette al medico veterinario di vedere su un monitor l’interno dell’addome o del torace e di eseguire interventi chirurgici. Un esempio molto semplice è l’ovariectomia laparoscopica. E’ la ste-

rilizzazione del cane femmina che viene eseguita con tecnica miniinvasiva, senza taglio del muscolo addominale. Con questo intervento la cagnolina ha solo due piccoli fori (un solo punto di sutura) e il decorso post operatorio è una passeggiata! Ovviamente queste sono tecniche che richiedono un apprendimento lungo e costoso da parte del medico, e che perciò vengono eseguite in strutture a carattere specialistico.

Dr.ssa Rossella Terragni (nella foto) Medico Veterinario LP (BO 1895) Clinica Veterinaria Pet Care Bologna; Specialista in Patologia e Clinica degli animali d’affezione; Master II livello in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva degli animali d’affezione; PhD Università di Ghent (Belgio)


8. interviste di Biosfera Le

PROVA COSTUME, TONICI E IN FORMA CON I CONSIGLI DEL NUTRIZIONISTA La nostra intervista a Fabrizio D’Agostino, Presidente della Scuola Italiana Fitness e Alimentazione

L’estate sta arrivando e con essa la voglia di mostrarsi al meglio, con un corpo sodo e scolpito, che ci faccia sentire a nostro agio una volta dismessi gli abiti che ci hanno coperto per tutta la stagione fredda. A volte, però, nonostante un allenamento intenso e costante, capita che i risultati tardino ad arrivare. Abbiamo intervistato, a tale proposito, Fabrizio D’Agostino, Biologo Nutrizionista, Presidente della S.I.F.A. (Scuola Italiana Fitness e Alimentazione), che ci ha regalato nove preziosi consigli per avere risultati il più possibile soddisfacenti dal nostro impegno in palestra. “Non basta allenarsi di più e mangiare di meno per ottenere il dimagrimento o la definizione muscolare - Ha premesso D’Agostino -. Non si può ridurre l’apporto calorico arbitrariamente con lo scopo di dimagrire altrimenti si rischia di catabolizzare i muscoli

e, ad un certo punto, bloccare il dimagrimento”. Ecco dunque qualche suggerimento per aggiustare il tiro in caso vogliate seguire il piano alimentare di uno sportivo in fase di dimagrimento o di definizione muscolare: 1. Assumere carboidrati a lento rilascio: “Eccetto che per la colazione e il pasto post-allenamento - spiega D’Agostino -, è sempre preferibile assumere carboidrati a combustione lenta, ovvero a basso indice glicemico, come pasta integrale, legumi, cous cous, quinoa, farina d’avena, patate ecc, smorzando così l’effetto dell’insulina sull’accumulo di nutrienti nel tessuto adiposo a favore dell’utilizzo come energia”. 2. Aumentare il numero di neurotrasmettitori: “Sostanze adrenergiche come la caffeina, il tè (nero, verde e oolong), specialmente se assunti

prima dell’allenamento in assenza di carboidrati, stimolano la produzione e secrezione di neurotrasmettitori ‘brucia grasso’”. 3. BCAA (aminoacidi a catena ramificata) per conservare la massa muscolare: “In caso di terapia dietetica a basso contenuto calorico - continua D’Agostino -, i muscoli sono una fonte ideale per il corpo a produrre energia ma noi non vogliamo che questo accada. Essendo gli aminoacidi ramificati delle molecole gluconeogenetiche, ovvero molecole da cui è possibile, mediante complessi meccanismi metabolici, ricavare benzina per l’organismo, è buona norma assumere un preciso quantitativo di BCAA a colazione, prima e dopo l’allenamento. Gli aminoacidi a catena ramificata entrano anche nel processo di sintesi proteica, ovvero in quel meccanismo che permette al muscolo di diventare

più grosso”. 4. Assumere carboidrati nel giusto momento della giornata: “Premesso che la quota di carboidrati e calorie derivanti da essi, nella dieta, deve essere calcolata mediante un accurato sistema di stima del fabbisogno energetico, questi ‘idrocarburi’ devo essere assunti nel giusto momento della giornata e nelle giuste quantità perché un’eccessiva assunzione, nel momento sbagliato, può far ingrassare, mentre, la privazione di questi nutrienti, per periodi lunghi, può rallentare il metabolismo. Ecco dunque che bisogna assumere carboidrati a rilascio veloce a colazione e dopo l’allenamento, nutrendo cosi i muscoli e bloccando la produzione di cortisolo”. 5. Utilizzare arginina: “Un’ora prima dell’allenamento, assumendo 3 – 10 g di arginina si aumenta l’afflusso di sangue ai muscoli e si stimola la produzio-


.9 Le interviste di Biosfera

APPUNTAMENTI BIKE & BOAT NEL PARCO DEL DELTA DEL PO

GIUGNO

PORTO TOLLE (RO)

Escursione che alterna un percorso in bicicletta e uno in barca. L’itinerario in bici nell’Isola di Ca’ Venier vi permetterà di osservare molti ambienti diversi: le golene che si ammirano percorrendo le sommità degli argini, le campagne, le valli da pesca e la spiaggia di Boccasette. A Pila potrete imbarcare le bici a bordo della motonave Venere per visitare la Riserva delle Bocche del Po di Pila e ritornare a Ca’ Tiepolo. L’escursione è compresa nel programma di Primavera Slow, nel Parco del Delta del Po. Durata: intera giornata Quando: fino al 24 giugno ogni domenica e festivi alle 9.30 – Martedì 12 e 19 giugno alle 9.30 Punto di ritrovo: Cà Tiepolo – Porto Tolle (Ro) Info: Po Delta Tourism - Tel: +39 0533 81302, +39 346 5926555 Mail: info@podeltatourism.it - Sito: www.podeltatourism.it Evento a pagamento

CROCIERA A VENEZIA

ne endogena dell’ormone della crescita (GH), favorendo crescita muscolare e consumo dei grassi al posto delle riserve di glucosio”. 6. Mangiare spesso: “Mangiare durante i tre pasti principali, colazione, pranzo e cena, porta ad accumulare grasso a causa dell’azione dell’insulina sui pasti abbondanti - spiega D’Agostino -. Assumere le stesse calorie, ma suddividendo il cibo in più pasti, 5 o 6, durante l’arco della giornata, aiuta a mantenere alto il metabolismo e utilizzare i nutrienti come benzina anziché depositarli come grasso”. 7. Sviluppo di massa muscolare e dimagrimento: “L’arma più potente per dimagrire e restare magri è lo sviluppo muscolare. Per sviluppare la massa bisogna allenarsi intensamente per cui, la dieta in generale e lo spuntino pre-allenamento, giocano un ruolo fondamentale. Assumendo 30 – 60 minuti prima dell’allenamento 20 – 40 g di carboidrati a digestione lenta (frutta, patate dolci, riso) insieme a 20 g di proteine del siero del latte, si riuscirà ad allenarsi con l’intensità necessaria”. 8. Fare dei balzi con i carboidrati: “Per dare una sferzata al metabolismo e continuare a dimagrire, evitando lo stallo, è possibile seguire la strategia della ‘variazione dell’apporto dei carboidrati’. Abbassare i carboidrati per 4 – 5 giorni per poi aumentarli e ricominciare il ciclo, metterà l’organismo in condizioni favorevoli dal punto di vista ormonale e meta-

IL 23 GIUGNO

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DA FERRARA A VENEZIA

Non basta allenarsi di più e mangiare di meno per ottenere il dimagrimento o la definizione muscolare

“

bolico per continuare a bruciare grasso. La quota di proteine deve restare sempre elevata, nei limiti suggeriti dai LARN, per evitare la perdita muscolare. La quota di carboidrati da assumere, nei giorni di carico e di scarico, ha valori ben determinati che si calcolano su kg di massa magra”. 9. Gli spuntini giusti: “Formaggi magri in fiocchi (Cottage) con un paio di cucchiai di avena e lo yogurt dovrebbero far parte, spesso, dello spuntino di un amante della forma fisica - conclude D’Agostino -. Entrambi hanno carboidrati a digestione lenta, quindi aiutano a non far impennare l’insulina, e tanto calcio, che modula il calcitriolo, molecola coinvolta nell’accumulo di grasso. Portate, a giorni alterni, yogurt e cottage al lavoro per fare uno spuntino salutare e non cadere in tentazione davanti al distributore”.

Crociera fluviale sulla scia delle rotte dei barcari, detti anche zingari del fiume, che trasportavano le merci dal centro storico di Ferrara a Piazza San Marco a Venezia, fra fiumi, delta, canali e laguna. Sosta pic-nic e visita all’Oasi naturalistica di Panarella. Punto di ritrovo: imbarco in via Darsena, 57 a Ferrara, alle ore 7.00. Navigazione discendendo il Po Grande, il canale Brondolo che attraversa il Canal Bianco, il Brenta e l’Adige, sino a Chioggia e percorrendo la laguna veneta sino a Venezia, Giardini Sant’Elena. Rientro autogestito in treno. L’evento è compreso nel programma di Primavera Slow, nel Parco del Delta del Po. Info: Nena s.a.s. di Georg Sobbe - Tel: +39 347 7139988 info@lanena.it - www.lanena.it Evento a pagamento. Prenotazione obbligatoria

URBAN TRAIL “RAVENNA CITTÀ D’ACQUE”

1 LUGLIO RAVENNA

L’Urban Trail sta entrando sempre di più nelle abitudini dei ravennati che sanno che la prima domenica di luglio la sveglia suonerà prima del solito. Il percorso lungo parte dall’antica linea di costa che tra le sabbie ospitava la necropoli della Ravenna Romana e Bizantina, si corre lungo l’antica linea di costa puntando poi verso la Turaza, terminale portuale di Ravenna ai tempi di Dante. Sull’argine dei Fiumi Uniti fino al Montone per scendere da viale Alberti e percorrere via Bassa dove è ancora visibile il letto del Ronco abbandonato. Da acque dimenticate ad acque correnti: sull’argine della Lama che sarà bypassato da un ponticello dimenticato al nuovo Parco Baronio poi attraverso il Fiume Montone Abbandonato si salirà sulle mura di Ravenna all’altezza del Torrione dove si incrocerà il percorso corto. Sulla linea delle mura, un tempo circondate dall’acqua, si attraverserà via Cavour, da dove una volta passava il Lamone, per scendere proprio sul letto del Montone all’altezza di via Don Minzoni. Si tornerà sulle mura per entrare nel loro terminale, la Rocca Brancaleone che sarà attraversata dalla cittadella salendo poi fino al Parco Teodorico. Dall’antico al moderno per circumnavigare la Darsena cittadina e tornare al punto di partenza. Il tracciato corto parte da Porta Nuova o meglio Pamphilia, la darsena di città del canale che giungeva fino alla Turaza. Subito dopo via Renato Serra, da dove giungeva il Ronco che si riuniva poi con il Montone per sfociare a Punta Marina, si entrerà in via Bassa del Pignattaro. Ancora acqua dimenticata nel Borgo San Rocco dove era collocato il più grande lavatoio di Ravenna e, proseguendo sul canale Molino, il Molino Lovatelli, nella sua pregevole ed imponente architettura si tornerà a lambire le mura nei pressi del Ponte degli Allocchi fino alla scomparsa Port’Aurea, l’arco trionfale di Ravenna ai tempi di Augusto che si affacciava sul porto civile di Ravenna. A trecento metri il Torrione dove i due percorsi si sovrappongono. Partenza alle 6.00 dallo Chalet dei Giardini Pubblici. Per informazioni e iscrizioni: www.trailromagna.eu


10. mondo salute

DIABETE, UNA NUOVA SPERANZA DI CURA DALL’OLIO D’OLIVA Contiene una molecola la cui azione sulla patologia sarebbe simile a quella dei farmaci di nuova generazione L’olio extravergine d’oliva è ancora al centro della ricerca scientifica per le sue straordinarie proprietà salutistiche. Questa volta ad essere indagata è una molecola in esso contenuta che potrebbe rivelarsi una nuova arma contro il diabete. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca della Sapienza, guidato da Francesco Violi del Dipartimento di Medicina interna e specialità mediche, che aveva già dimostrato come l’assunzione di 10 g. di olio extravergine di oliva durante i pasti era in grado di ridurre di 20 mg la glicemia post-prandiale. Dalla ricerca era emerso che l’extravergine di oliva – spiega la Sapienza in una nota stampa - si comporta come un antidiabetico con un meccanismo

simile ai farmaci di nuova generazione, cioè le incretine (ormoni naturali prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue). L’assunzione di olio extravergine di oliva si associa, infatti, a un aumento nel sangue delle incretine. Non era stata ancora individuata la componente dell’olio responsabile di questo benefico effetto. Un nuovo passo in avanti arriva dallo stesso team di ricerca Sapienza, che ha individuato nell’oleuropeina il componente specifico dell’olio di oliva capace di ridurre la glicemia post-prandiale. Lo studio è pubblicato sulla rivista British Journal Clinical Pharmacology. “Il diabete – spiega Francesco Violi – è una delle principali cau-

se di infarto del miocardio ed ictus. Nel 2016 i casi dichiarati di diabete in Italia hanno superato 3.000.000 e questo numero crescerà nei prossimi anni considerando la progressiva tendenza all’aumento della malattia nella nostra popolazione”. La prevenzione del diabete e dei suoi danni alle arterie si svolge soprattutto durante i pasti, in quanto l’aumento della glicemia postprandiale stimola la produzione di insulina, cosa che, a lungo andare, facilita l’insorgenza del diabete, nei soggetti predisposti. Lo studio - continua la Sapienza è stato effettuato su un campione di soggetti sani randomizzati, ai quali sono stati somministrati 20 mg di oleuropeina o placebo durante un pasto tipico della

cucina italiana. La ricerca ha dimostrato una riduzione significativa della glicemia, a due ore dal pasto, solo quando i pazienti assumevano 20 mg di oleuropeina. Interessante era il fatto che, a due ore dal pasto, i pazienti presentavano gli stessi livelli glicemici che avevano prima di assumere il cibo. Questa ricerca apre nuove prospettive per combattere il diabete anche con sostanze naturali come l’oleuropeina, che è presente non solo nell’olio ma anche nelle foglie dell’ulivo. Le informazioni qui riportate hanno solo fine illustrativo e mai terapeutico, per il quale è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.


mondo bellezza naturale .11

CON L’ACQUA SALATA ADDIO A CELLULITE E RITENZIONE IDRICA Il suo effetto osmotico la rende un potente “cosmetico” naturale Nessuno lo sapeva meglio delle nostre nonne: aggiungere del sale all’acqua del pediluvio è tra i metodi più naturali ed efficaci per eliminare il gonfiore da piedi e caviglie. Tutto merito del potere osmotico del sale, da non sottovalutare soprattutto con l’arrivo della stagione calda. A parlare dei suoi benefici nell’interessante nuovo manuale dal titolo “Star bene con il sale” è Vittorio Ciocca, ex sindaco del Comune di Cervia, amministratore delegato del Parco Salina di Cervia dal 2003 al 2011, nonché erborista da 35 anni. L’osmosi, spiega Ciocca, è alla base del suo potere terapeutico. Essa è la proprietà più importante che il sale sviluppa quando entra in contatto con la membrana delle

cellule del corpo. Spesso non consideriamo i differenti effetti che un bagno dolce o uno salato possono avere sul nostro corpo. “Rimanendo immersi in acqua dolce, che ha una salinità molto inferiore a quella del corpo umano - spiega Ciocca – tenderemo ad assorbire liquidi, invece a bagno in acqua con una salinità superiore a quella del corpo umano, tenderemo a rilasciare liquidi e conseguentemente ridurremo la ritenzione idrica dei tessuti cutanei”, favorendo la tonicità della pelle. Questo effetto si ottiene se la soluzione in cui siamo immersi è di tipo ipertonico (ha cioè una concentrazione di soluti più alta di quella presente nei liquidi e nelle cellule corporee).

“Nell’acqua di mare – riprende Ciocca - sono presenti circa 35 grammi di sali disciolti per litro (…) si tratta quindi di una soluzione ipertonica (…). In un centro benessere una gradazione idonea per un bagno salino con idromassaggio che abbia una valida azione osmotica, che favorisca il drenaggio dei tessuti sottocutanei e non provochi bruciore agli occhi o a parti lese del corpo, sarà di 2° Bé, vale a dire 20 kg di sale marino integrale per 1000 litri d’acqua. La temperatura dell’acqua andrà mantenuta a 36-37° C, poiché a questa temperatura il corpo non dovrà consumare energia per compensare eventuale gradiente differenziale fra la temperatura corporea e quella dell’acqua. L’inalazione di acqua salina a quel-

la gradazione – continua Ciocca - durante il bagno svolgerà una benefica funzione sulle mucose nasali che risulteranno idratate e decongestionate favorendo la fluidificazione del muco e la pulizia delle alte vie respiratorie”. “La proprietà osmotica del sale è quindi di straordinaria importanza per tutti i trattamenti in cui sia presente una ritenzione di liquidi nei tessuti: dalla cellulite, ai gonfiori a gambe e caviglie, agli edemi postumi di traumi o di interventi”, conclude Ciocca. In tutte queste situazioni, anche per la vasca da bagno di casa, è raccomandato l’utilizzo di sale marino integrale o sali da bagno specifici rilassanti, tonificanti o per la circolazione, in quantità sufficiente per attivare la funzione osmotica.


12. mondo ambiente

PLASTICA E SALUTE,I CONSIGLI PER EVITARE I RISCHI Le precauzioni in particolare per l’alimentazione Basta guardarsi intorno: la plastica nella nostra quotidianità è onnipresente. Tanti sono gli oggetti che utilizziamo per periodi brevissimi, ma che per decomporsi completamente impiegano addirittura secoli, se smaltiti in modo non conforme, senza contare le emissioni di sostanze nocive che inquinano l’ambiente. Ormai, per il nostro Pianeta, lo smaltimento della plastica è una vera e propria emergenza. Ma perché la plastica è così problematica, e quali sono le materie sintetiche più a rischio? Sull’argomento riportiamo alcuni degli estratti più interessanti del dossier “Vita di plastica” redatto dal Centro Tutela Consumatori Utenti Alto Adige, e presente in versione integrale sul sito www. consumer.bz.it. Ricette segrete “I materiali sintetici sono derivati del petrolio, del gas naturale e del carbone- spiega il CTCU -. La

benzina grezza viene suddivisa in vari composti di idrocarburi attraverso specifici processi termici. I prodotti così ottenuti formano, attraverso determinate reazioni chimiche, dei polimeri ovvero molecole a catena lunga. Per arrivare a determinate caratteristiche, ai polimeri vengono aggiunti additivi quali plastificanti, ritardatori di fiamma oppure sostanze antistatiche. Molte di queste sono nocive per la salute. Dal prodotto finito possono, infatti, fuoriuscire e giungere anche nel corpo umano oppure disperdersi nell’ambiente. Particolarmente problematiche per il corpo umano sono le combinazioni fra sostanze ed ormoni (gli interferenti endocrini): vengono, infatti, collegate all’insorgenza di molte malattie e disturbi vari, quali infertilità, malformazioni degli organi genitali, tumori, allergie ed asma. Alla plastica spesso vengono aggiunti anche i cosiddetti ftalati, quali ammorbidenti e del

bisfenolo A (BPA), ambedue qualificati come “ormone-attivi”. (...) Ai consumatori non è però normalmente chiaro quali additivi siano contenuti in un dato materiale sintetico. Spesso nemmeno lo stabilimento che lo produce conosce l’esatta composizione della materia prima utilizzata e lavorata, perché nell’industria dei sintetici i segreti di fabbricazione sono protetti molto bene”. Quali materie sintetiche sono problematiche? “Vengono considerate problematiche in particolare - continua il CTCU - il cloruro di polivinile (PVC) ed il policarbonato (PC). Anche il polistirolo (PS), il poliuretano (PU) ed il polietilene tereftalato (PET) sono problematici per alcuni aspetti, e il Bisfenolo A (BPA)” Come evitare i prodotti in plastica dannosi: • rinunciate del tutto a prodotti di cloruro di polivinile (PVC) e policarbonato (PC), nonché a

prodotti con un forte odore di plastica; • gli alimenti non andrebbero scaldati in contenitori di plastica, neanche nel microonde; • preferite acqua del rubinetto e bevande nelle bottiglie “a rendere”. Negli spostamenti usate bottiglie di vetro oppure di acciaio; • i contenitori per alimenti o le “lunch-box” sono fatte spesso di policarbonato (spesso con l’abbreviazione PC). Sostituitele con contenitori in vetro, come, ad esempio, vasetti per le composte usate o lunch-box in acciaio. Se comprate contenitori di materiale sintetico, abbiate cura di scegliere quelli con l’indicazione “BPA-free”. Contenitori vecchi e graffiati vanno smaltiti. • Chi porta sempre con sé una borsa capiente per la spesa non ha bisogno di sacchetti di plastica monouso.


mondo gusto .13

LA RICETTA Fagiolini al pomodoro INGREDIENTI Ingredienti per 3 persone 400 grammi di fagiolini freschi 200 grammi di pomodori maturi uno spicchio d’aglio una cipolla rossa basilico olio extravergine di oliva sale pepe

PREPARAZIONE I fagiolini al pomodoro sono un contorno fresco e leggero. Per prepararlo lavate bene i fagiolini sotto l’acqua corrente. In una pentola capiente portate a bollore abbondante acqua salata e sbollentate i fagiolini per pochi minuti, così da mantenerli croccanti, scolateli e mettete da parte. In una padella riscaldate quattro cucchiaiate di olio extravergine di oliva, poi unitevi la cipolla tagliata a fettine sottili e l’aglio intero. Fate soffriggere i fagiolini per qualche minuto, poi unite i pomodori tagliati a dadini, salate e pepate. Coprite con un coperchio e fate cuocere per circa 10 minuti. I fagiolini al pomodoro possono essere serviti sia caldi che freddi, guarnendo il piatto con una bella manciata di basilico fresco tritato.


14. mondo ambiente

INQUINAMENTO, “STOP ALLA DIPENDENZA DAI COMBUSTIBILI FOSSILI” I dati allarmanti dell’Oms e le riflessioni di Greenpeace Che i livelli di inquinamento dell’aria avessero raggiunto livelli allarmanti era cosa nota, ma ora l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso la mappatura dei livelli di inquinamento nelle città di tutto il mondo, mettendo sotto la lente i gravi problemi a cui sempre più siamo esposti, e l’invito ad agire per eliminare la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Si tratta della più completa mappatura dei livelli di inquinamento delle città a livello globale disponibile ad oggi. “I dati mostrano che la dipendenza dall’energia sporca rappresenta un rischio per la salute a livello globale: 9 persone su 10 sono esposte a livelli di inquinamento dell’aria pericolosi per la salute e l’inquinamento dell’aria è responsabile ogni anno di milioni di morti premature” dichiara Andrea

Boraschi, responsabile campagna Trasporti Greenpeace Italia. “L’aumento dell’utilizzo di carbone, petrolio e gas nel 2017, che implica non solo una crescita delle emissioni di CO2 ma anche quella delle emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera, rappresenta un grave rischio per la salute delle persone e necessita di un’azione immediata. Per assicurare aria pulita per tutti e salvare vite umane, i governi devono stabilire con urgenza scadenze improrogabili e piani d’azione per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria. Per raggiungerli è necessaria una transizione veloce a fonti di energia pulite e trasporti sostenibili” conclude Boraschi. Il rapporto dell’OMS ha evidenziato che: - A livello globale, 15 fra le 20 città maggiormente inquinate

sono in India, mentre 16 delle città maggiormente inquinate nell’Unione europea si trovano in Polonia. L’India, uno dei paesi maggiormente colpiti dagli impatti dell’inquinamento dell’aria sulla salute, sta mettendo a punto un piano nazionale, ma mancano ancora degli obiettivi precisi. - Nel 70 per cento delle città per cui sono disponibili dati, i livelli di inquinamento da polveri sottili (PM2.5) superano le linee guida dell’OMS, con l’80 per cento delle città dell’Unione Europea e il 96 per cento dei Paesi in via di sviluppo che soffrono a causa dei livelli di inquinamento troppo elevati. - I dati dell’OMS evidenziano che in Cina gli investimenti in energia pulita, un piano nazionale contro l’inquinamento dell’aria e i rigidi standard sulle emissioni hanno

prodotto dei progressi eccezionali, con un livello medio di PM2.5 nelle città disponibili a fornire i dati diminuito fino al 30 per cento dal 2013 al 2016. Ad ogni modo, il livello medio di PM2.5 nelle città campionate è cinque volte superiore a quello stabilito dalle linee guida dell’OMS, e ciò evidenzia la necessità di stabilire nuovi obiettivi e misure più ambiziose. - Il monitoraggio della qualità dell’aria necessita di essere urgentemente ampliato, in particolare in Asia meridionale, nel Sud est asiatico e nell’Africa Subsahariana. Il Sud est asiatico e l’Africa forniscono dati sulla qualità dell’aria solo in 92 città, un numero inferiore all’intera Austria.


mondo viaggi slow .15

ALLA SCOPERTA DELLA SALINA DI COMACCHIO Una natura incantevole, dove oggi si produce di nuovo – in piccole quantità - il celebre sale noto fin dagli antichi Camminare fra specchi d’acqua e fenicotteri rosa, respirando il profumo di un ambiente incontaminato: è l’esperienza che tutti possono fare nella Salina di Comacchio, all’estremità nord-orientale delle celebri Valli omonime. Fino al 1984 è stata una zona di produzione e commercio “dell’oro bianco”, il sale marino, poi il Ministero delle Finanze decise di “fermare la macchina” per i costi divenuti troppo elevati rispetto ai ricavi ottenuti. Inizia da qui un nuovo percorso per questo ambiente straordinario, che diviene in anni recenti accessibile al pubblico, e al centro di eventi e manifestazioni che ne mettono in luce le caratteristiche. La produzione del sale non è stata, comunque, del tutto abbandonata: essa continua nella cosiddetta “salinetta”, una salina in miniatura nata per

conservare e tramandare l’antico mestiere del salinaro e per produrre una piccola quantità di sale a scopo dimostrativo e didattico. Ma quali sono le origini della Salina di Comacchio? “L’utilizzo dell’area è molto antico – spiega il sito www.salinadicomacchio.it -, si presume anche antecedente al periodo etrusco, sede di scontri e guerre tra i Romani e i Longobardi, i Veneziani della Serenissima, i Ravennati e gli Estensi, fino ad arrivare al controllo della zona da parte dello Stato Pontificio nel XVII secolo. La sua conformazione attuale e i suoi tratti principali, che si sono tramandati fino ad oggi però, si devono agli interventi voluti da Napoleone nel 1808”. L’ambiente della Salina, come lo vediamo oggi, è caratterizzato – naturalmente - da acque ad eleva-

ta salinità. “La flora è rappresentata da una vasta varietà di specie suddivise in arbustive e in erbacee - spiega www.salinadicomacchio.it -, molte delle quali hanno adottato diverse strategie per poter sopravvivere in un ambiente così estremo”. Troviamo soprattutto Salicornia, Tamerice e Limonio. La fauna è molto variegata e comprende soprattutto uccelli. Fra i più noti si ricordano il germano reale, l’alzavola, il cormorano, l’airone bianco maggiore, l’airone cenerino, il fenicottero, il falco di palude, il fratino e molti altri. Oltre a queste sono presenti anche molte rarità: irregolarmente vengono avvistati anche il pellicano comune, il piro piro Terek, il falaropo beccosottile e la sterna maggiore. Il 17 luglio 2011, per la prima volta in Italia, è stato osservato

Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alla Redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente. Per l’invio del materiale l’indirizzo è info@edititalia.it - È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi. Copyright, tutti i diritti sono riservati ad Edit Italia S.r.l. Immagini: archivio editoriale, fotografi vari, acquistate su www.shutterstock.com.

e inanellato un gambecchio di Bonaparte. Le specie ittiche presenti, invece, non sono molte: si tratta di pesci ben adattati ad un ambiente estremamente salato, come l’anguilla europea, il nono, il cefalo comune e il ghiozzetto cenerino. La Salina di Comacchio è un’area protetta del Parco del Delta del Po particolarmente delicata, visitabile solo con l’accompagnamento di guide autorizzate; non è consentito il libero accesso, proprio per non mettere a rischio il vulnerabile equilibrio dell’ecosistema. La Salina è aperta in giornate prestabilite. È gradita la prenotazione, scrivendo a cea@cadf.it. Per ulteriori informazioni: tel. 345 3080049


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Cronaca |

bbraio 20 18 Investito in b ic ic letta, muore 68e nne

di Raven na e Pro vincia

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