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BIOSFERA febbraio 2018

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FEBBRAIO 2018 mensile anno 9 numero 02

Il segreto della Felicità

redazione.biosfera@edititalia.it

Cosa ci rende felici? Esiste una formula magica per richiamare questo stato di grazia perfetto? Difficile dirlo. Vero è che l’essere umano ha provato fin dall’antichità a trovare la chiave per aprire il forziere più prezioso di tutti, spesso con risultati scarsi, o illusori. Oggi gli studi ci dicono

che è ora di abbandonare definitivamente l’ormai consunta idea di cercare la felicità nell’accumulo di beni, nella ricerca ossessiva di potere e di successo, perché non la troveremo. Anzi, otterremo semmai il suo opposto. Sono, invece, le relazioni, i valori, le esperienze, lo studio, l’attività artistica

e creativa così come la vita spirituale, la mappa del tesoro. E se non ci porterà dove speriamo, potremo essere quantomeno felici di aver vissuto un’esistenza ricca di valore e di senso... All’interno di questo numero troverete un approfondimento sull’argomento, insieme ai tanti altri temi che

di consueto vi proponiamo: dalla salute naturale con la dieta anti-virus, ai consigli per viaggi “slow” con il Castagno dei Cento Cavalli e il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio, passando per la ricetta del mese, gli amici animali, gli eventi e tanto altro. Buona lettura!

290 prodotti a prezzi vantaggiosi, una scelta conveniente e di qualità. Perchè Bio per tutti? • per avere a tua disposizione una spesa ad un prezzo vantaggioso: dal cibo quotidiano alla cura del corpo e della casa • per sperimentare nuovi sapori e ricette, scoprendo uno stile di vita rispettoso dell’ambiente • per seguire il lavoro dei nostri produttori impegnati nei progetti di Filiera Italiana e Le Terre di Ecor Perchè solo insieme a te possiamo garantire un futuro a un’agricoltura fatta per bene e con amore.

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LA BELLEZZA DELLA PELLE … PER SEMPRE Un corpo curato e una pelle morbida e luminosa sono certamente simboli di bellezza e sensualità. Curare il nostro aspetto esteriore è molto importante per farci sentire in armonia con noi stessi e più sicuri nel rapporto con gli altri. Ci può essere di aiuto scegliere l’epilazione permanete per risolvere in maniera definitiva il problema dei peli superflui senza dovercene preoccupare costantemente. Oggi gli esperti del settore utilizzano la luce del raggio laser diodo, uno dei metodi più moderni ed efficaci per ottenere in modo progressivo e duraturo un’epilazione veramente sicura e professionale. Si tratta di una tecnologia che sfrutta gli impulsi di luce laser ad alta intensità per eseguire in modo davvero rivoluzionario trattamenti di rimozione progressiva dei peli superflui in tempi eccezionalmente brevi. Occorre effettuare un certo numero di sedute che varia da persona a persona, in base all’ampiezza della zona da trattare e in base all’entità dell’inestetismo. Un trattamento base prevede comunque una o due sedute al mese in un periodo di tempo che va dai 6 ai 12 mesi. Il laser a diodo può agire su tutte le parti del corpo, anche quelle più ricche di pelo come le gambe, le ascelle o la schiena maschile e può raggiungere una riduzione del patrimonio bulbare variabile dal 60% al 90% a seconda del colore del pelo trattato. Un metodo assolutamente sicuro e non CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO OLYMPUS

dannoso per l’organismo, che garantisce risultati molto importanti e stabili nel tempo, se utilizzato secondo le linee guida del protocollo di lavoro. Presso il Centro Olympus di Ravenna utilizziamo il Laser Diodo Stardust, un apparecchio davvero di grande livello prodotto dalla ITS Group. E’ di ultimissima generazione, in grado di produrre un laser della lunghezza d’onda ideale per raggiungere anche i follicoli più profondi, con frequenza regolabile che consente trattamenti estremamente rapidi, inoltre il suo sistema di raffreddamento assicura massima efficacia e protezione della pelle con il minimo disagio per i pazienti. Ci sono periodi in cui è meglio evitare il Laser Diodo ad esempio quelli legati alla gravidanza, all’allattamento, all’assunzione di farmaci foto sensibili, alle affezioni della pelle nelle zone da trattare. Prima di effettuare un trattamento noi suggeriamo comunque sempre di sottoporsi ad un check up con nostri esperti del settore, per valutare la propria idoneità al trattamento e per individuare il percorso a noi più idoneo. Per avere ulteriori informazioni o per prenotare il tuo check up puoi rivolgerti a Centro Medico Polispecialistico OLYMPUS - Via Lago di Como 25 Ravenna. Info 0544 456766 – segreteria@olympus.ra.it – www.olympus.ra.it

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mondo salute .3

VIRUS INVERNALI, “ECCO LA DIETA CHE CI DIFENDE” Vitamine e minerali “antigelo” per una stagione in gran forma I virus invernali ci assediano da ogni dove e non è semplice dribblare il contagio se il nostro sistema immunitario non lavora in perfetta efficienza. Ma cosa si può fare per rendere più forte il nostro scudo naturale? Certamente curare l’alimentazione è uno dei passi fondamentali, che tutti possono fare. “Aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta a rafforzare, con l’apporto di vitamine, le difese immunitarie dal rischio dell’insorgenza dell’influenza favorita dal freddo – affer-

ma la Coldiretti che ha messo a punto una ‘dieta antigelo’ -. Oltre a frutta a verdura ricca di antiossidanti, per sconfiggere l’influenza non devono mancare – continua la Coldiretti – latte, uova (per chi non ha problemi di intolleranze e allergie) e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione”. Con la discesa del termometro arriva anche il “permesso” ad aumentare le calorie consumate in relazione ad attività, sesso, età e

necessità personali. Fondamentale – sottolinea la Coldiretti – è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo. Nella dieta – prosegue la Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave

secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta – evidenzia la Coldiretti – di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico. Va anche ricordato - sottolinea l’associazione - che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi per chilo di peso corporeo.


4. mondo casa

LE 12 REGOLE D’ORO PER PROTEGGERE LA SALUTE IN CASA L’aria fra le quattro mura può diventare un nemico insidioso. Così lo neutralizzi... L’aria degli ambienti domestici può causare problemi di salute, anche gravi. Se vi sembra eccessivo vi basti pensare a quante sostanze dannose possono essere presenti in un ambiente anche piccolo, fra detersivi, fumi, spore e inquinanti emessi dai materiali usati negli edifici. “L’aria indoor proviene dall’aria atmosferica esterna ed entra negli ambienti confinati attraverso la ventilazione (naturale o artificiale) – spiega il Ministero della Salute sul portale www.salute.gov.it -. Negli ambienti chiusi o semichiusi l’ossigeno presente nell’aria viene gradatamente consumato, mentre con la respirazione e la traspirazione umana sono immessi nell’aria alcuni componenti quali: vapore acqueo, anidride carbonica (CO2) e diverse sostanze organiche. l’esposizione ad alcuni inquinanti presenti nell’aria indoor può essere responsabile della comparsa

di specifiche patologie o dell’aggravamento di patologie preesistenti. Numerosi inquinanti indoor, in primo luogo il fumo passivo e i prodotti della combustione, contribuiscono all’aumento di incidenza di malattie respiratorie croniche, malattie cardiovascolari, asma ed allergie e/o al loro aggravamento. Alcuni inquinanti indoor contribuiscono ad aumentare l’incidenza di tumori nella popolazione; la presenza di miscele di composti organici nell’aria indoor può causare effetti sub-clinici a carico del sistema nervoso periferico e centrale, che portano ad alterazioni del comportamento. In assenza di adeguata ventilazione, la qualità dell’aria interna tende ad alterarsi, come conseguenza della presenza e dell’accumulo di sostanze inquinanti: sostanze con caratteristiche tali da modificare la normale composizione o stato fisi-

co dell’aria e alterarne la salubrità (aria viziata). Con la ventilazione è possibile rinnovare l’aria viziata di un ambiente, sostituendola con aria più pulita e diluire la concentrazione delle sostanze nocive prodotte da fonti interne; inoltre è possibile eliminare anche il vapore acqueo in eccesso”. Ecco i consigli per respirare aria pulita in casa e proteggere la nostra salute: - Non fumare negli ambienti domestici - Aerare le stanze, quando fuori l’aria è più pulita, aprendo le finestre almeno per 5 minuti al giorno (con maggiore frequenza in presenza di mobili nuovi) - Pulire o cambiare i filtri dei condizionatori a inizio stagione - Attivare sempre la cappa filtrante quando si cucina e aerare i locali durante e dopo le cotture - Limitare l’uso di stufe e cami-

netti e controllare che funzionino perfettamente - Acquistare mobili che non rilascino composti organici volatili - Per la pulizia della casa preferire sostanze naturali come acqua, sapone naturale, aceto, bicarbonato - Usare un aspirapolvere di buona qualità che non rilasci polveri - Eliminare subito le muffe (con detergenti che non contengano cloro) - Mantenere l’umidità di casa intorno al 40-55% - Lavare regolarmente tappezzerie e tende - Nella scelta di materiali da costruzione, come vernici e adesivi, prediligere quelli che presentano livelli emissivi più bassi per gli inquinanti chimici indoor. Tale informazione è presente nella certificazione che accompagna il materiale.


mondo alimentazione .5

“BUONO, MA… SAI COSA C’È DENTRO?” Mangiamo meglio, imparando a leggere le etichette degli alimenti Mangiare sano vuol dire anche saper leggere le etichette degli alimenti al momento dell’acquisto. Sembra banale, ma non tutti si ricordano di farlo… e non tutti sanno come farlo. Ecco un interessante approfondimento del magazine www.viviconstile.org (Legambiente) per diventare consumatori più attenti… e più sani! - L’ordine degli ingredienti “Dell’etichetta, strumento prezioso, si ignorano particolari banali ma utilissimi, come il fatto che gli ingredienti siano elencati in ordine decrescente di peso, spiega viviconstile.org. Il primo ingrediente, insomma, è quello più presente in quell’alimento. In quest’ottica, che idea ci facciamo di una tavoletta di cioccolata il cui primo ingrediente è il cacao, rispetto a un’altra che riporti in testa i grassi?

Con un po’ di attenzione e pazienza si può anche imparare a smascherare piccoli trucchi: per esempio l’abitudine a scomporre lo zucchero presente in un alimento nelle diverse componenti: ‘zucchero’ e ‘sciroppo di glucosio’. Separati possono essere indicati in seconda o terza posizione, sommando le percentuali, invece, sarebbero dovuti comparire in testa alla lista ingredienti. - Le quantità Attenzione a tutte le ‘esche’ che le aziende mettono sulle confezioni: come ‘con olio extra vergine di oliva’. In genere non è obbligatorio riportare la quantità di un ingrediente, tranne appunto nel caso di ingredienti particolarmente importanti perché ‘caratterizzanti’ o perché messi in rilievo nella confezione, per esempio tramite un disegno. A volte la lettura dell’e-

tichetta lascia sorpresi: ci si fa un’idea condizionata da immagini e strilli, e poi andando a leggere le percentuali sono irrisorie: cosa può aggiungere l’1% di olio di oliva a un pesto in vasetto fatto per lo più con olio di semi? - La scadenza Un’altra informazione fondamentale presente in etichetta è la data di scadenza. Distinguiamo i termini: la dicitura ‘da consumarsi preferibilmente entro’ indica la data entro la quale l’alimento conserva le sue caratteristiche ottimali, ma oltre la quale potrà essere comunque consumato senza particolari rischi per la salute. Un esempio: lo yogurt si può mangiare anche dieci o quindici giorni dopo la sua data di scadenza. L’olio sei mesi dopo la scadenza è sempre ottimo, come la pasta e i pelati, mentre le uova è pre-

feribile consumarle non oltre una settimana dalla data di scadenza. Per i prodotti particolarmente deperibili, invece, c’è una vera e propria data di scadenza, indicata dall’espressione ‘da consumarsi entro’. - Calorie e tabelle nutrizionali Alcuni elementi utili possono trovarsi nelle tabelle nutrizionali, che danno informazioni relative al valore energetico e alla presenza di proteine, carboidrati, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale. Ma l’etichetta nutrizionale è un buon indicatore anche della qualità del prodotto: troppi grassi, per esempio, possono far sospettare un prodotto scadente che si è voluto ‘arricchire’ con il condimento. Poche proteine in una preparazione a base di carne possono indicare le presenza di parti meno nobili dell’animale”.


6. mondo natura

MIGLIAIA GLI ANIMALI A RISCHIO ESTINZIONE: “UN PERICOLO PER IL PIANETA” “Una piaga che rende più labili i sistemi naturali che consentono alle terre e agli oceani di produrre cibo e sicurezza”, spiega il WWF Le feste natalizie sono passate da poche settimane, la primavera chiama, e il WWF fa già il conteggio delle specie animali e vegetali, che forse il Natale 2018 non lo vedranno... perché si estingueranno prima. Si tratta di un’amara constatazione, ma che deve farci riflettere. Perché i responsabili siamo noi. “Vaquita e leopardo dell’Amur – spiega l’associazione ambientalista - sono due specie che rischiano di non vedere il Natale 2018 per il numero esiguo a cui sono ridotte le loro popolazioni. Della prima, una specie simile ad un delfino, ne sono rimasti solo 30 esemplari nel golfo della California, del secondo, un agilissimo felino che sopravvive ancora nelle foreste temperate tra Cina, Mongolia e Russia, meno di 70.

Se non si interviene subito fermando la pesca illegale nei mari del Messico per la prima specie o il bracconaggio per il leopardo, il prossimo Natale potremmo scoprire che si sono già estinte”. Ma nell’ultima Mappa dell’estinzione del WWF ci sono altre 14 specie scelte tra le tante a rischio tra vertebrati, coralli e piante, specie sul baratro dell’estinzione per i pericoli legati alla capacità distruttiva di alcune attività umane in molti angoli del pianeta. “È questa la Natura che le generazioni future potrebbero non vedere mai - continua il WWF -. Il loro destino è legato alla possibilità di mettere in campo il prima possibile interventi in grado di salvarle dall’estinzione”. “Ormai sappiamo che la scomparsa an-

che di una sola specie determina una perdita immensa di informazioni biologiche, di caratteristiche genetiche e di servizi ecologici per tutta l’umanità – spiega la giornalista Donatella Bianchi presidente del Wwf Italia -: se, con l’impegno di tutti, anche attraverso piccoli gesti quotidiani, contribuiremo a mantenere il nostro pianeta ricco di animali, sarà a beneficio di tutti, soprattutto delle generazioni che ancora devono nascere”. I numeri parlano chiaro: in Italia per alcune specie come l’orso marsicano oggi si parla di poche decine di esemplari, e lo stesso vale per l’aquila del Bonelli (40 coppie), il gipeto (una decina di coppie in Italia, meno di 10.000 in 3 continenti-Asia, Africa-Europa) o per una specie arborea che esi-

ste solo sulle montagne della Sicilia, l’abete dei Nebrodi. Sempre in Italia anche la lucertola delle Eolie, come tanti rettili, rischia di scomparire: adattata a vivere solo su alcuni scogli di queste isole con meno di 1.000 esemplari. “La piaga dell’estinzione rende più labili i sistemi naturali che consentono alle foreste di regolare le temperature del pianeta, ai fiumi di alimentare le biomasse marine, alle terre e agli oceani di produrre cibo e sicurezza”. Aggiunge Isabella Pratesi direttore conservazione di WWF Italia: “Ogni insetto scomparso, ogni pianta estinta, ogni barriera corallina sbiancata, potrebbe custodire le soluzioni e i rimedi ai nostri mali incurabili o ai drammatici cambiamenti che abbiamo generato”.


mondo animali .7

VITA CON I PET, ECCO COS’È E COME SI TRASMETTE LA BORRELIOSI Si tratta di una malattia trasferibile all’uomo. Fondamentale la prevenzione

Lyme è una cittadina del Connecticut, dove per la prima volta nel 1975 fu segnalata la malattia. Si chiama Borreliosi perché il batterio responsabile della malattia appartiene al genere borrelia, ha forma elicoidale ed è un gram negativo. Questo “simpatico” batterio se ne va in giro facendosi trasportare da insetti vettori quali zecche o pidocchi, i quali attraverso il morso trasmettono diverse malattie infettive, sia all’uomo sia agli animali. Borrelia burgdorferi è il responsabile della malattia e raggiunge il nostro organismo attraverso la puntura della zecca generalmente sulle cosce, l’inguine, le ascelle. La malattia comprende una serie di manifestazioni cliniche, a volte progressive, che si manifestano dapprima con un tipico anello circolare con

al centro una zona arrossata a rappresentare il punto d’inoculazione. Da qui (eritema migrante), dopo pochi giorni il batterio si diffonde attraverso la via ematica e/o linfatica potendo così raggiungere diversi organi e distretti dell’organismo con conseguenti manifestazioni cliniche quali artrite, dolori muscolari, fino all’interessamento del sistema nervoso centrale, ma solo un medico nelle sedi opportune può considerarle tipiche della malattia di Lyme. La Malattia di Lyme è una zoonosi, cioè una malattia trasmissibile dall’animale all’uomo; il cane (così come l’uomo) funge da contenitore (serbatoio ospite) dal quale la zecca attinge assumendo il batterio per poi riversarlo sempre con il morso su un soggetto sano infettandolo. Un po’ come dire è nato

prima l’uovo o la gallina? Il nostro nemico non è il cane, ma la zecca: da qui l’importanza di controllare dopo ogni gita o passeggiata noi stessi e il nostro beniamino. Sappiamo come la zecca, dopo essersi nutrita del sangue dell’animale parassitato, ne “rigurgita” una parte nel circolo ematico, ed è così che trasmette varie patologie di origine virale e batterica e, nello specifico, la Borreliosi. Sicuramente ci sono luoghi come la campagna, la montagna, i boschi e comunque tutti quei luoghi dove la vegetazione è fitta, dove la presenza del parassita è più diffusa, dobbiamo quindi cercare di difenderci, ma come? Trattiamo preventivamente il nostro cane con specifici antiparassitari, controlliamo eventuali infestazioni di zecche in giardino, nei box, ed in tutti

gli ambienti frequentati dal nostro amico a quattro zampe e consultiamo il nostro Medico Veterinario di fiducia che ci prescriverà il rimedio più adatto. Se la zecca si è già ancorata alla nostra cute, dovremmo cercare di staccarla il prima possibile ma, al di la delle varie metodologie in parte attendibili, è preferibile recarsi al pronto soccorso. Riguardo alla possibilità di diagnosticare la malattia attraverso un esame ematologico, esistono dei test rapidi non del tutto affidabili, quindi meglio inviare un campione di sangue presso un laboratorio specializzato. Informazione, prevenzione e prudenza sono indispensabili per una sana convivenza con i nostri pet. Dott.ssa Carla Ricci Studio Veterinario Mi.Ma.Vet Milano Marittima


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mondo ispirazioni

“VIAGGIO A PIEDI PER IL MONDO CON UN MALE INCURABILE. E SONO FELICE” La storia di Andrea che non si arrende al cancro: “Perché nonostante tutto la vita è meravigliosa” Che reazione si può avere di fronte ad una diagnosi che suona come una sentenza definitiva, che sembra chiudere qualsiasi porta alla speranza? Ad Andrea Spinelli è accaduto nel 2013: gli è stato diagnosticato un cancro inoperabile al pancreas e dopo sedici mesi di terapia salvavita i medici hanno dovuto ammettere che non era possibile fare altro. Ma nel momento in cui il mondo sembrava crollargli addosso, Andrea ha deciso di non farsi abbattere. E ha iniziato a camminare. A raccontare la sua straordinaria storia sulle pagine di italiachecambia.org è Francesco Bevilacqua, di cui vi proponiamo l’interessante intervista ad Andrea. (http://www. italiachecambia.org/2017/12/europa-a-piedi-combattere-cancro/). F.B.: “Perché camminare? Cos’è

che ti ha fatto pensare proprio a questo e non magari a scrivere, buttarti sul lavoro o altro?” A.S.: “Perché camminare consente in qualche modo di rallentare il tempo e per una persona malata è un vero toccasana. È iniziato per caso, anche se mi è sempre piaciuto muovermi a piedi, ma camminare e coprire distanze che solo un anno fa potevano sembrare impossibili è stato un passaggio automatico, lento, graduale ma naturale. Sono il corpo stesso e la mia mente che lo chiedono: camminare in sostanza mi fa star bene. Dal camminare poi nascono infinite altre cose: è un ritorno alle origini, non è solo movimento. Inoltre la malattia mi ha tolto tutto, con l’invalidità obbligatoria per la patologia e con l’impossibilità di programmare il futuro, che forse

fa più male della malattia stessa. Sono stato ‘costretto’ a vedere la mia vita in maniera diversa e mi sono accorto che, paradossalmente, questa è la vera vita. Non è necessario però arrivare a navigare in mezzo a una tempesta per accorgersene, sarebbe più saggio capirlo anche in acque più tranquille”. “Raccontaci cos’hai provato dopo 2248 chilometri, giunto a Finisterre, con davanti a te solo l’immensità del mare…” “L’incontro con sua maestà l’oceano Atlantico non è avvenuto a Finisterre, ma a Muxia. L’emozione è stata forte, intensa e unica. Non solo perché ci sono arrivato a piedi, ma perché ho cercato l’energia dell’oceano, non è stato un caso. Mi sono goduto la sua

potenza, vicino al Santuario de la Nossa Señora da Barca, di fronte a questo luogo sacro c’è la Pedra de Abalar (la pietra oscillante), una pietra che oscilla alla ricerca del proprio equilibrio. Un luogo particolare, un luogo di culto; sono in un posto magico e pieno di energia, di storia. Non solo per Fenici, Celti e Romani, anche per me è un luogo mistico, molto difficile da spiegare, ma ho avuto la sensazione, guardando le onde e seguendo il loro ritmo, che l’oceano mi stesse aspettando. Nel 2002 su questa costa, conosciuta con il nome di Costa de Morte (costa della morte) avvenne il naufragio della petroliera Prestige, un disastro ecologico. La notizia fece il giro del mondo in poche ore e in altrettanto poco tempo morirono decine di migliaia di uccelli marini,


mondo ispirazioni

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APPUNTAMENTI NATURAL EXPO 2018

DAL 16 AL 18 FEBBRAIO FORLÌ FIERA

pesci e molluschi. Per una regione come la Galizia, dove l’economia è basata sulla pesca, fu una vera catastrofe. In lontananza ho visto delle grosse navi. Mi sono guardato intorno e ho visto la normalità: la grandezza della natura ha fatto in modo di ritornare al suo stato primordiale, nonostante il nostro tentativo di distruggerla o almeno danneggiarla in parte. Sì, perché noi le stiamo provando tutte per autodistruggerci ma lei è talmente perfetta che resiste. Ho pensato alla malattia che mi affligge e in un certo senso ci ho trovato delle similitudini, ho pensato che in fondo il corpo è una macchina perfetta e desidera tornare in quello stato primordiale nonostante la grave ferita che il cancro gli ha provocato (…)”. “Che sapore hanno cose che prima magari sembravano ‘normali’ – un tramonto, un bicchiere di vino, una passeggiata – dopo tutta la strada che hai percorso?” “In parte forse ti ho risposto nella prima domanda; non bisogna aspettare di essere malati per apprezzare le cose belle della vita e i momenti ‘normali’, ma purtroppo è così: quando il tempo stringe, ti accorgi che tutto è bello, che tutto è pieno di vita e che anche la cosa più banale ha un suo profondo significato. Le cose hanno lo stesso ‘sapore’ di prima, perché io non rinnego nemmeno un secondo della mia vita, solo che adesso assumono un significato diverso e anche solo svegliarsi al mattino, che può sembrare la cosa più banale e normale, a me fa sorridere e mi fa immediatamente pensare a quanto sono fortunato ad aver aperto gli occhi un altro giorno”. “Cosa si prova a convivere con un ‘male incurabile’?” “Ci sono ovviamente le giornate tristi, i momenti di dolore sono inevitabili, ma ci vivo normalmente, ci devo vivere compatibilmen-

te con la natura del mio male, cerco di riconoscere i segnali di allarme che il corpo mi manda e vado avanti. Ci penso continuamente a differenza di come uno può immaginare. Sapere che il mio tumore è inoperabile e a oggi il cancro alla testa del pancreas ha un esito sfavorevole nella maggioranza dei casi, per non dire su tutti, mi dà la forza di sperare che qualcosa possa cambiare. Ottimismo! La vita è molto importante e proprio perché sono stato ‘investito’ in pieno da questa malattia, senza preavviso, senza presentazioni che cerco di conviverci nel modo più indolore possibile. “Qual è il messaggio per chi si trova al punto in cui eri tu quattro anni fa?” “Per prima cosa non lo auguro neanche al mio peggior nemico. Comunque sia l’unica cosa che posso dire è credere in se stessi, avere fiducia nella scienza e nella medicina, perché in questo campo i passi che si fanno sono notevoli, anche se la ricerca andrebbe finanziata maggiormente. Non perdere mai la speranza, anche quando, com’è capitato a me, dopo sedici mesi di terapia salvavita ci si sente dire che non è possibile fare altro. Parole dette non per far del male o per menefreghismo, ma proprio perché è così, è la realtà dei fatti, perché la malattia non ha una soluzione. Si deve continuare ad andare avanti, nel limite del possibile guardare al domani se non si può vedere il dopodomani, pensare che già è tanto ed esserne felici. Pensare positivo nonostante tutto e credere che la soluzione per vivere dignitosamente è dentro di noi”. Per conoscere i dettagli dei viaggi di Andrea si possono seguire le sue avventure sulla pagina Facebook “In cammino con il cancro”.

La kermesse forlivese è un punto di riferimento per un pubblico pronto e interessato, alla ricerca del benessere tramite uno stile di vita etico all’insegna dei metodi naturali. Natural Expo è una vetrina espositiva che offre una vasta scelta di proposte e di prodotti innovativi per il benessere: cosmesi naturale, alimentazione biologica e vegana, risparmio energetico, arredamento, erboristeria e medicina alternativa. L’edizione coinvolgerà pubblico ed espositori in un’esperienza multisensoriale con workshop, corsi, mostre, laboratori per bambini e spettacoli gratuiti. “Per questa nuova edizione abbiamo ampliato la nostra proposta espositiva, per soddisfare le richieste di informazioni e approfondimenti da parte di un pubblico sempre più interessato al benessere naturale applicato a nuove tematiche” spiegano gli organizzatori. Per tutte le info: www.naturalexpo.it

SONO ROMAGNOLO

DAL 23 AL 25 FEBBRAIO CESENA FIERA Si tratta della Fiera Nazionale dell’identità Romagnola, un evento dedicato a sapori, cultura e tradizioni romagnole, per entrare nell’Universo Romagna. Gli elementi portanti della fiera sono sicuramente la tradizione enogastronomica romagnola, il folklore di questa terra meravigliosa e la cultura locale. Tante sagre, spettacolari iniziative e prodotti tipici in un unico evento che vi dà appuntamento a febbraio presso il quartiere fieristico di Cesena Fiera – Pievesestina. Il padiglione della fiera viene suddiviso per aree tematiche, ognuna delle quali va a toccare ogni settore della cultura e del folklore della terra di Romagna. Area istituzionale: in cui pro loco, comuni, associazioni, ecc. presentano il loro territorio e i loro eventi; Area produttori: in cui i migliori produttori gastronomici e artigianali propongono i loro prodotti, rigorosamente romagnoli; Strada dei mestieri: in cui vengono rappresentati i mestieri di una volta, i lavori di artigianato che dimostrano con quanta dedizione vengono realizzati quelli che non sono semplici oggetti, ma vere opere d’arte; Area ristorazione: dove è possibile gustare i piatti della tradizione romagnola; Strada dei Vini: per degustare i migliori vini del territorio; Romagna Beer Fest: un’infinità di etichette di birra, rigorosamente artigianali, tutte da degustare.

LIBERAMENTE

IL 24 E 25 FEBBRAIO FIERA DI FERRARA Ritorna il 24 e 25 febbraio la 14esima edizione di “Liberamente, il Salone del tempo libero, del divertimento e della vita all’aria aperta” alla Fiera di Ferrara. La manifestazione, dedicata alle famiglie, agli appassionati del tempo libero, dei viaggi, del giardinaggio e della buona cucina ritorna alle porte della bella stagione con molte novità nei settori del turismo e del camper. Oltre 250 gli espositori, dislocati nei 6 padiglioni della fiera, delle seguenti merceologie: • CAMPER E CAMPEGGIO • TURISMO • ARTIGIANATO E SHOPPING • CASA & DINTORNI • CREATIVITÀ E HOBBISTICA • ENOGASTRONOMIA Ad arricchire e rendere unica la manifestazione i due saloni contemporanei: • POLLICE VERDE: il salone del giardinaggio, dell’orticoltura e dell’arredo. Al suo interno ci sarà anche l’area dedicata a Pollice Verde Bio - Orto, cucina e benessere, con vendita di prodotti biologici e naturali, degustazioni e consigli per il benessere. • SAGRE IN FIERA: tantissimi gli assaggi gratuiti delle migliori sagre del territorio romagnolo. Ad arricchire la manifestazione tanti workshop, seminari, dimostrazioni, laboratori a tema a breve online nella sezione eventi del sito. Per informazioni, orario, programma dettagliato degli eventi visitare il sito www.liberamentefiera.it.


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in collaborazione con

Comune di Ravenna

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Ravenna

n e l a C dario 2018

Piazzale del Pala De André lapulcenelbaule.it 335.6540559 le date previste: sabato 6 gennaio • sabato 13 gennaio • sabato 10 febbraio • sabato 10 marzo • sabato 24 marzo • lunedì 2 aprile • sabato 14 aprile • sabato 5 maggio • sabato 12 maggio • sabato 2 giugno • sabato 16 giugno • sabato 7 luglio • sabato 11 agosto • sabato 22 settembre • sabato 6 ottobre • sabato 13 ottobre • giovedì 1 novembre • sabato 10 novembre • sabato 8 dicembre • sabato 15 dicembre

hanno scelto i nostri Mercatini del Riuso e del Riciclo: Ravenna Bisanzio

Ravenna Romagna Padusa

Associazione

Kalabernò

Associazione

Macrame' libera...mente Associazione

arti povere pratello ASSOCIAZIONE DI GENITORI

Pensiero Magico Ravenna

Parrocchia Santa Maria delle Grazie in Ponte Petra


mondo ispirazioni .11

“PIÙ RICCHI, MENO FELICI”: LO DICONO GLI ECONOMISTI Sarebbero, invece, le relazioni, i valori, le esperienze, lo studio, l’attività artistica e creativa, la vita spirituale a disegnare la mappa per la felicità “I soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria!”, si potrebbe obiettare ad alcuni ricercatori che hanno “scoperto” come il denaro non sia fra gli elementi che rendono felici gli esseri umani. Ma andando a fondo alla questione si capisce come gli studiosi non ne facciano certo una questione di “ricchezza vs povertà”, perché è pacifico che una vita dignitosa necessiti dei mezzi per far fronte alle sue necessità. La questione in realtà è un’altra. “Il paradosso di Easterlin anche detto paradosso della felicità è un concetto introdotto nel 1974 dall’economista Richard Easterlin, allora professore alla University of Southern California – spiega Domenico Villano in un interessante articolo apparso sul portale www. italiachecambia.org (http://www. italiachecambia.org/2017/12/i-

soldi-non-fanno-la-felicita-lo-dicono-anche-gli-economisti/). Egli, riprendendo i risultati di studi quantitativi sulla felicità condotti in 14 paesi dallo psicologo sociale Hadley Cantril, provò che alla crescita del reddito personale dei cittadini il più delle volte non si accompagnasse un più alto livello di felicità. Una delle spiegazioni più accreditate del fenomeno è quella di un altro economista, Daniel Kahneman, basata sul concetto dell’effetto tapis roulant. Egli afferma che nelle società contemporanee il rapporto tra consumi e felicità sia paragonabile all’esperienza di correre su di un tappeto rullante in palestra: sudiamo, consumiamo energia, muoviamo molti muscoli ma siamo sempre fermi nello stesso punto. Allo stesso modo - continua Villano - quando compriamo un’auto nuova siamo

felicissimi, emozionati, non vediamo l’ora di guidarla; ma questa sensazione positiva dura poco, passati un paio di mesi ci siamo ormai abituati alla nostra berlina e già sogniamo di acquistarne una nuova. Ma allora non c’è speranza per il genere umano? Siamo destinati a rincorrere sogni e desideri che ci porteranno ad una infelicità perpetua? Non è così: la vita umana non si limita al consumo di beni e servizi, ad una competizione degli uni contro gli altri per il raggiungimento di un successo materiale che non porta alla felicità. Le ricerche lo provano: le relazioni, i valori, le esperienze, lo studio, l’attività artistica e creativa così come la vita spirituale sono gli elementi che determinano la felicità di una persona e di un po-

polo intero. Negli ultimi decenni siamo stati abituati a pensare che tutto abbia un prezzo, che tutto ciò che non contribuisca alla produzione di ricchezza non sia degno di nota, non sia rilevante, che il nostro tempo, la più preziosa delle risorse, sia da dedicare unicamente al lavoro e al consumo: lavoro insoddisfacente, usurante, e consumo quale valvola di sfogo per le frustrazioni accumulate al lavoro. Si crea così un circolo vizioso di fatica consumo e rifiuti, deleterio per noi e per il nostro pianeta. Ma milioni di persone sono riuscite ad uscire da questo circolo infernale – continua Villano - e stanno riprendendo possesso della propria vita ridefinendo le proprie priorità e bisogni”.


12. mondo salute naturale

SALUTE NATURALE, “IL BERGAMOTTO? E’ UN SALVA-CUORE” Nessun agrume è così ricco di flavonoidi Avete mai assaggiato il bergamotto? Non tutti lo conoscono, ma questo frutto, celebre per il suo profumo intenso e il suo gusto amarognolo, si sta rivelando una miniera di proprietà salutistiche. Dei suoi benefici si è parlato al 78° Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (SIC) tenutosi nel dicembre scorso a Roma, grazie allo stand di “Citrus – L’Orto italiano” che ha incontrato diversi cardiologi presenti. Ricco di flavonoidi, ad esempio, il bergamotto riduce i livelli di colesterolo nel sangue, ed è particolarmente consigliato dai medici. “Il succo del bergamotto presenta una elevata concentrazione di bioflavonoidi – ha spiegato il prof. Vincenzo Montemurro, membro del Consiglio direttivo del SIC – e dal suo succo sono state estratte strutture analoghe alle statine, i

farmaci inibitori del colesterolo. Dunque consigliamo a chi soffre di ipercolesterolemia di bere quotidianamente una spremuta di bergamotto, eventualmente mescolata con una spremuta di arancia che ne mitiga l’asprezza”. I flavonoidi possiedono proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie e vasoprotettive. “Ma nessun agrume ne ha una concentrazione così ricca – ha sottolineato ancora Montemurro – per cui il consumo di bergamotto è consigliato anche a diabetici, obesi, ipertesi, a chi soffre di epatopatie, a fumatori. Si tratta di un ‘farmaco naturale’ ben conosciuto come salva-cuore”. Il bergamotto è una pianta endemica della Calabria molto utilizzata nell’industria dei profumi, recentemente riscoperta come frutto di consumo. Fra gli artefici

del rilancio un’azienda di Cesena, Citrus. “Il 90% della produzione va all’industria cosmetica – ha chiarito Ezio Pizzi, Presidente del Consorzio del Bergamotto – e il 10% in frutterie, ma la crescita dei consumi cresce a livelli esponenziali ogni anno. Oggi vengono commercializzati 20 mila quintali annui di frutto fresco per un valore di circa 3 milioni di euro. Oltre che gustato come frutto, il bergamotto viene consumato anche per spremute, infusi, o come aromatizzante o in marinatura in gastronomia. Ricordiamo anche che si tratta di una DOP a filiera controllata O.P. riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura”. Chi è Citrus Citrus – L’orto italiano nasce a Cesena poco più di due anni fa con l’intento di riscoprire e valorizza-

re le tante tipicità locali italiane: agrumi, frutta, verdura ed erbe aromatiche. Attraverso un’attenta opera di comunicazione, Citrus ha riportato sugli scaffali della Grande Distribuzione prodotti come il verdello, limone siciliano estivo, il bergamotto ed altri ancora. Sono tutti prodotti provenienti da filiere etiche, controllate e di qualità, selezionati per le loro proprietà salutistiche e di prevenzione a tavola grazie alla collaborazione dei nutrizionisti di Fondazione Umberto Veronesi alla quale Citrus destina parte del ricavato proveniente da ogni singolo prodotto per sostenere la ricerca scientifica. Le informazioni qui riportate hanno solo fine illustrativo e mai terapeutico, per il quale è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia.


mondo gusto .13

LA RICETTA INGREDIENTI Ingredienti per 4 - 300 grammi di riso - brodo vegetale - succo e scorza di bergamotto - un bicchiere di vino bianco secco - uno scalogno - formaggio grattugiato - 70 grammi di margarina - sale - pepe - olio extravergine di oliva

Risotto al bergamotto PREPARAZIONE In una casseruola far soffriggere lo scalogno tritato finemente in poco olio d’oliva, poi aggiungere il riso e farlo tostare per qualche minuto. Bagnare con il vino bianco, quando questo sarà evaporato salare e coprire il riso con il brodo vegetale. A metà cottura aggiungere il succo di bergamotto unendo se necessario altro brodo. Una volta cotto il risotto unite la margarina, fate mantecare qualche minuto e spolverate con il pepe e la buccia grattugiata del bergamotto, che potrà essere anche tagliata a julienne per decorare i piatti. Servire il risotto con una bella spolverata di formaggio grattugiato.


14. mondo natura

IL CASTAGNO DEI CENTO CAVALLI, MESSAGGERO DI PACE DA 3MILA ANNI Un’incredibile pianta plurimillenaria, una leggenda che spiega il suo nome e i misteri che la avvolgono È stato ritratto da molti viaggiatori del Grand Tour, fra i quali Jean Houel che nel 1787, lo descrisse e ritrasse nel Voyage de la Sicile, de Malta e Lipari, narrando la leggenda da cui l’albero trae il suo nome (fonte Wikipedia):“La sua mole è tanto superiore a quella degli altri alberi, che mai si può esprimere la sensazione provata nel descriverlo. Mi feci inoltre, dai dotti del villaggio raccontare la storia di questo albero che si chiama dei cento cavalli in causa della vasta estensione della sua ombra. Mi dissero come la regina Giovanna recandosi dalla Spagna a Napoli, si fermasse in Sicilia e andasse a visitare l’Etna, accompagnata da tutta la nobiltà di Catania stando a

cavallo con essa, come tutto il suo seguito. Essendo sopravvenuto un temporale, essa si rifugiò sotto quest’albero, il cui vasto fogliame bastò per riparare dalla pioggia questa regina e tutti i suoi cavalieri”. Altre fonti attribuiscono, invece, l’episodio all’imperatrice Isabella d’Inghilterra, terza moglie di Federico II, e i suoi cento cavalieri. Il castagno oggi misura circa 22 m di circonferenza del tronco, per 22 m d’altezza (fonte: Wikipedia). Presto l’area intorno ad esso sarà valorizzata grazie ad un contributo di quasi due milioni di euro che arriva direttamente dal Cipe. In realtà, oggi la pianta si presenta costituita da tre fusti, rispettivamente di 13, 20 e 21 m; sui

quali è vivo il dibattito sulla unicità della pianta. Negli ultimi anni il libro dei Guinness dei primati ha registrato il Castagno come l’albero più grande del mondo, per la rilevazione del 1780, quando furono misurati ben 57,9 m di circonferenza con tutti i rami. “Attorno al suo tronco - spiegava l’Unesco nell’attribuzione del suo riconoscimento - richiama da tutto il mondo coppie di innamorati e così perenne ed infinito diventa il dialogo tra gli uomini e la natura, in un connubio senza fine che coinvolge insieme la ricchezza e la fertilità dell’albero e del suolo e l’operosità dell’uomo”.

Foto tratta da Wikipedia-autore LuckyLisp

Forse c’era già quando i greci arrivarono per la prima volta in Sicilia nell’VIII secolo a.C., potrebbe aver assistito alla sconfitta di Pirro e al sopraggiungere dei Romani nell’Isola: il Castagno dei Cento Cavalli, nel parco dell’Etna, è un monumento vivente non a caso dichiarato dall’Unesco Messaggero di pace: “simbolo della forza della vita che nasce e sempre si rigenera”. Si tratta di una pianta plurimillenaria, di età compresa fra i 3mila e i 4mila anni - ubicata nel comune di Sant’Alfio (Ct), nel cui stemma civico è raffigurato - e, stando alla tesi del botanico torinese Bruno Peyronel, potrebbe essere l’albero più antico d’Europa.


mondo viaggi slow .15

PERDERSI FRA I PROFUMI DEL GIARDINO DELLE ERBE Un piccolo Eden delle erbe officinali a Casola Valsenio Un paradiso nel quale perdersi fra i profumi e i colori di 480 specie di piante officinali: è il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio, un percorso originale che, tra laboratori e terrazze coltivate, permette di capire come vengono utilizzate queste straordinarie piante nella medicina e nella cosmesi fin dal Basso Medioevo, quando venivano lavorate nelle officine dei conventi. “Quasi come fosse un Eden incantato - spiega la Regione Emilia-Romagna sul portale agricoltura.regione.emiliaromagna.it - durante tutto l’anno il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio si presenta ai suoi visitatori in un continuo tramutarsi di colori e profumi. L’idea di dedicare un luogo alle piante officinali e la sua realizzazione si deve al professor Augusto Rinaldi Ceroni, pioniere dell’erboristeria italiana

e originario di Casola Valsenio. La scelta di consacrare il paese romagnolo alle erbe non fu casuale, ma nacque anche dalla particolare conformazione geografica e ambientale e dall’esposizione dei versanti di Casola Valsenio. Il percorso del giardino vero e proprio è organizzato a gradoni tematici. L’esperienza olfattiva è straordinaria. La prima terrazza, la più alta, ospita quelle d’interesse medicinale, come la valeriana, l’echinacea, la dulcamara, l’echinopo e tante altre ancora. Il susseguirsi delle stagioni e la necessità di adeguate rotazioni colturali fanno sì che il giardino si rinnovi in continuazione e appaia sempre diverso agli occhi dei frequentatori. La seconda terrazza è dedicata alle numerose piante da essenza profumata, tra le quali la lavanda, il gelsomino, tanti tipi di men-

ta e le diverse salvie. La passeggiata è stata studiata anche per i non vedenti, a cui sono dedicate le schede in brail che completano il percorso dell’olfattoteca. Un’ampia terrazza è riservata alle piante officinali aromatiche per la ristorazione. Si tratta di piante molto importanti per l’economia locale, che hanno permesso di differenziare l’offerta gastronomica dei ristoranti: il dragoncello, l’erba cipollina, la maggiorana, lo zafferano, il rafano, lo strigolo, il rosolaccio, il tarassaco, la borragine, sono solo alcune delle erbe qui coltivate, che rimandano ai piatti locali o a cucine etniche. Non mancano le piante mellifere e quelle da liquoristica, come la salvia selarea, non particolarmente profumata ma che in fioritura acquisisce un aroma caratteristico di moscato. Viene poi coltivato il

famigerato assenzio, vietato all’uso sin dai primi del ‘900, perché contiene come principio attivo il tujone, sostanza che incide sul sistema nervoso. Il giardino ospita anche le piante da tisane: tra le più famose la camomilla, la malva, il finocchio, la menta piperita e il cartamo”. All’interno della struttura si trova anche un ricco emporio, dove acquistare ottime confetture, tisane, semi, piante, oli essenziali, preparati per cucina, cosmetici e molto altro. Tanti poi gli eventi a tema e le manifestazioni, che si possono scoprire sul sito www.ilgiardinodelleerbe.it. Vademecum del visitatore: Giardino delle Erbe “A. Rinaldi Ceroni”, strada provinciale per Prugno, Km 1.3 Casola Valsenio (RA) Tel. e fax: 0546 73158 www.ilgiardinodelleerbe.it info@ilgiardinodelleerbe.it

Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. QuantoinviatoallaRedazione,anchesenonpubblicato,nonverràrestituitoalmittente.Perl’inviodelmaterialel’indirizzoèinfo@edititalia.it-Èvietatalariproduzionetotaleoparzialedifoto,marchietesti.Copyright,tuttiidirittisonoriservatiadEditItaliaS.r.l. Immagini:archivioeditoriale,fotografivari,acquistatesuwww.shutterstock.com.


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