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APRILE 2018 mensile anno 9 numero 04
World Wide Wow!
redazione.biosfera@edititalia.it
Il cellulare è lì, sulla scrivania, e sembra vivere di vita propria: a intervalli regolari e brevissimi lo schermo ci segnala un nuovo messaggio in chat, la notifica dell’ennesima notizia “imperdibile” sul nostro social network preferito, poi la mail e gli aggiornamenti delle app: benvenuti nell’era del “digital stress”! Si tratta di un fenomeno ormai
studiato a livello internazionale e le cui conseguenze sono ancora imprevedibili: stanchezza e ansia perenne a parte, ovviamente... Perché quantomeno su questi due “effetti collaterali” molti di noi possono già vantare qualche ragionevole certezza! Ma come arginare le conseguenze negative di una rivoluzione che sembra sempre più invadere le nostre
vite? Periodici detox e qualche sana regola possono certamente servire. Ne parliamo nelle prossime pagine, dove però – lo vedrete – vogliamo mettere in luce anche il buono della rete (e ce ne è tanto!). Questo mese, fra le altre cose, vi portiamo nel mondo delle app che ci aiutano a ritrovare la nostra bici rubata, del portale alberghiero che pianta alberi
sulla Costa Romagnola e della piattaforma che rende il biologico sempre più protetto contro truffe e illeciti. Perché il web, alla fine, è solo uno strumento, e in quanto tale può essere usato bene o male. Come ha osservato il pubblicitario Josh Rose, nella sua ormai celebre frase: “Internet non sottrae la nostra umanità, la rispecchia”. Buona Lettura.
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“Le regole esistono. Mercatini dell’usato : Basta rispettarle” È giusto vietare, solo perché far rispettare le regole è più complesso?
La replica di Edit Italia [organizzatrice delle Mostre Mercato Fè in Fiera, Fè nel Baule, La Pulce nel Baule] al ‘Comitato Tutela Ambulanti, Antiquariato e Collezionismo’, che invoca restrizioni nei confronti dei privati: riusisti e hobbisti
È questa la domanda che ci poniamo dopo aver letto l’invettiva contro i mercati dell’usato che la Presidente del “Comitato Tutela Ambulanti, Antiquariato e Collezionismo” ha affidato a Il Resto del Carlino - cronaca di Ferrara*.
“Concorrenza sleale”? Al centro della querelle la “concorrenza sleale” che il privato cittadino con la sua roba usata, racimolata in cantina, farebbe ai rigattieri professionisti “con tanto di Durc, studi di settore, partita Iva, iscrizione alla Camera di Commercio, e iscrizione al Comitato Tutela Ambulanti, Antiquariato e Collezionismo”. Una “concorrenza sleale” che andrebbe smantellata, secondo l’associazione, ponendo un limite stringente ai cittadini nelle giornate di partecipazione ai mercatini e nel materiale da porre in vendita. L’Assessorato regionale va nella direzione di ripristinare il tetto dei 10 mercati in un anno ma concedendo una deroga a quei Comuni che hanno mercati storici: si verrebbero così a creare – secondo la nostra opinione - dei “porti franchi” a detrimento di tutti gli operatori corretti che hanno sempre rispettato la legge e si andrebbe a restringere la libertà di circa 5 milioni di cittadini emiliano-romagnoli.
Il rispetto delle regole La nostra esperienza ultra-quarantennale nello scambio di beni usati declinato su ogni piattaforma (giornali – siti web – mercati ecc.), a livello nazionale e internazionale - unitamente al gruppo Secondamano - ci dice, invece, che il tema non è quello di restringere i diritti, ma di far rispettare le regole. Come organizzatori degli Smart Market al Forum di Assago Milano – prima - e della Pulce nel Baule, del Fè in Fiera presso la Fiera di Ferrara, del Fè nel Baule al Gad di Ferrara – oggi – siamo attivi da decenni, fra i primi operatori italiani, nel settore dell’usato e possiamo testimoniare che sono i controlli e il rispetto delle regole a garantire il corretto svolgimento di queste manifestazioni. Controlli che tutelano gli imprenditori, così come i cittadini che si sbarazzano di cose che non usano più. La nostra Società, infatti, organizza mercatini secondo le leggi regionali fieristiche e i nostri eventi sono aperti a tutti nel rispetto delle regole: riusisti (privati), hobbisti e qualsiasi operatore a P.Iva.
Il protocollo anti-abusivismo con il Comune di Ravenna Siamo stati fra i primi in Italia, d’intesa con il Comune di Ravenna e le associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) a realizzare un protocollo per evitare forme di vendita non conformi alle norme di settore. Un protocollo che oggi dovrebbe obbligare gli organizzatori a produrre per ogni evento un regolamento di manifestazione a tutela del comparto. Regolamento che deve essere sottoscritto di volta in volta da ciascun venditore che, a sua volta, deve essere censito attraverso un servizio fotografico della merce in vendita; al termine di ogni evento, ogni organizzatore deve inoltrare al Comune tramite posta certificata l’elenco degli operatori presenti e relativa foto. Gli organizzatori sono indotti così a vigilare sulla compatibilità delle merceologie e segnalare tramite posta certificata al Comune eventuali anomalie. Con il nostro supporto di organizzatori, le associazioni di categoria (Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) sono sempre invitate a compiere sopralluoghi di monitoraggio e controllo all’interno delle nostre manifestazioni e – come è successo – il furbo di turno viene “accompagnato alla porta” e segnalato tramite posta certificata al Comune, in modo da non poter partecipare in futuro.
Divieto di vendita di repliche di oggettistica o gadget con immagini del regime fascista o nazista Siamo fra i pochissimi, forse gli unici, organizzatori di eventi fieristici in Italia che hanno vietato la vendita di oggettistica e/o gadget (repliche) con immagini del regime fascista o nazista nelle nostre fiere – mostre mercato, facendo nostri i principi della Risoluzione (n.255 del 10.08.2016) emessa dalla Regione Emilia-Romagna, relativa al reato di Apologia del Fascismo.
Valore sociale e ambientale del riuso Reputiamo sia questa la strada da percorrere perché il riuso è oggi – giustamente – al centro delle politiche del mondo intero per l’importanza ambientale e il valore sociale che riveste. In tutto il mondo è in uso che il privato cittadino dismetta ciò che ha, e sarebbe assurdo percorrere oggi una strada contraria. Senza contare che parlia-
mo di articoli poco profittevoli, che nella stragrande maggioranza non sarebbero venduti da nessun antiquario o rigattiere! Noi, però, non siamo certo dalla parte di chi crede che poiché la “sharing economy” è ritenuta “bella e buona”, nascondendosi dietro di essa si possa fare ciò che si vuole. Tutt’altro! Noi mettiamo al primo posto il rispetto della legge. Ma a maggior ragione, riteniamo che restringere la libertà di un privato nel vendere i propri oggetti usati - che possono essere di grande utilità ad altri e innescare così un circolo virtuoso – oggi sia davvero anacronistico. Il focus del discorso è, secondo noi, proprio questo: non restringere il diritto del cittadino che legittimamente desidera disfarsi dei propri oggetti usati ma obbligare, attraverso gli enti preposti, coloro che organizzano mercatini a controllare che tutto avvenga nella legalità.
La tutela degli acquirenti In chiusura, vogliamo sottolineare come sia pacifico che tutto diventi “Far West” al di fuori delle regole. Gli stessi “mercati antiquari cittadini”, che tanto temono la concorrenza del cittadino “svuota cantina”, necessitano di un’ulteriore regolamentazione a tutela degli acquirenti, dei commercianti onesti e del nostro patrimonio artistico che impedisca la vendita di merce rubata, opere false e materiale proveniente da scavi archeologici. Non sono rari (tutt’altro) i casi di ignari cittadini finiti sotto processo per “ricettazione” o “incauto acquisto”. In questo caso sarebbe di grande beneficio la pratica del censimento fotografico già utilizzata proprio per i mercati del riuso da noi a Ravenna.
Comportarsi da Professionisti Su un punto siamo, però, d’accordo con il comitato citato in apertura: il proliferare dei mercatini dell’usato ad opera di soggetti organizzatori non professionali (associazioni, onlus, proloco, club service e quant’altro) può essere un elemento che gioca a sfavore di una sistematicità e rigidità nei controlli. Per questo crediamo che l’organizzazione di queste manifestazioni debba essere gestita solo da professionisti del mestiere. Cosa vuol dire essere professionisti in questo campo? Il nostro oggetto sociale prevede l’attività fieristica sulla quale abbiamo un’esperienza quarantennale; abbiamo personale formato in materia; non riceviamo alcuna agevolazione dal Comune; versiamo tutte le imposte locali; versiamo allo Stato le imposte sul reddito e il 22% di iva su ogni quota di iscrizione; sosteniamo ogni costo inerente all’organizzazione; impieghiamo solo personale assunto a tempo indeterminato con i relativi supplementi orari; ospitiamo gratuitamente qualsiasi Onlus per finalità di sostegno del territorio; facciamo una rilevantissima attività di marketing a disposizione dell’evento; siamo uno dei primi operatori italiani ad avere adottato un codice organizzativo di contrasto all’abusivismo commerciale e allo scambio di beni vietati dalla legge; abbiamo come mission principale il riuso, la lotta allo spreco e l’economia circolare. Edit Italia Casa Editrice | E-Publisher | Organizzazione Eventi cfr: http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/mercatini-riuso-1.3779613
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COTIGNOLA DA RECORD, CONSEGNATA LA SETTIMA “TARGA GREEN” Il riconoscimento è andato alla famiglia Emiliani per gli interventi di coibentazione
Risparmiare in casa e al contempo fare del bene all’ambiente si può, con gli interventi di riqualificazione sulla propria abitazione. Il sindaco di Cotignola Luca Piovaccari e il vicesindaco Pier Luca Baldini hanno consegnato una nuova targa “Green”, cioè il riconoscimento che va a tutti coloro che hanno effettuato interventi per il risparmio energetico. A riceverla è stato Severino Emiliani, proprietario di un’abitazione nella quale è stato costruito un termocappotto di 12 cm su tutto il perimetro, ottenendo una riduzione dei consumi di ben il 50%, come confermato dall’ingegner Stefano Melotti di Studio Ims. In precedenza, nella stessa abitazione erano stati installati pannelli fotovoltaici, solare termico, nuovi infissi e due caldaie a condensazione e questi interventi avevano già garantito un aumento notevole della prestazione energetica.
“Siamo molto soddisfatti di questo lavoro, che ha eliminato l’umidità dalla nostra casa e garantito un notevole risparmio, sia d’inverno per il riscaldamento, sia d’estate per il raffreddamento”, ha commentato il signor Emiliani, mentre la moglie, la signora Elda, ha affermato che la targa starà accanto al campanello, in posizione ben visibile. Tutti coloro che hanno effettuato attività di riqualificazione energetica della propria abitazione possono fare richiesta per ottenere gratuitamente la targa “Futuro green”. I moduli sono disponibili sul sito web dell’Unione dei Comuni nell’apposita sezione dedicata al progetto, (www.labassaromagna.it/futurogreen) e il progettista o l’impresa che ha effettuato l’intervento potranno aiutare il cittadino nella compilazione della domanda e nel reperimento dei dati necessari.
L’iniziativa rientra nel programma dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna per il raggiungimento degli obiettivi di Futuro green. È stato creato inoltre il gruppo Facebook “Un futuro green per la Bassa Romagna”, che si propone di stimolare la creazione di una community sui temi energetici, oltre a promuovere le attività del progetto. L’elenco completo delle targhe a oggi consegnate è disponibile al link www.labassaromagna.it/ futurogreen/Targa-Futuro-Greenper-edifici-privati/Elenco-targheconsegnate. Il progetto Dopo l’adesione al Patto dei Sindaci, avvenuta per i 9 Comuni della Bassa Romagna, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 – si legge sul sito www.labassaromagna.it - l’Unione ha avviato un tavolo di lavoro per un impegno comune di supporto e attuazione
ai PAES con i principali attori del territorio, tra Associazioni Economiche, Enti, Ordini professionali, Collegi tecnici e Sindacati, giungendo alla firma di uno specifico protocollo d’intesa in data 5 aprile 2013. I soggetti sottoscrittori dell’accordo di partenariato ritengono infatti che nel territorio vi siano le condizioni per attivare azioni di sviluppo locale secondo un approccio integrato, capace di interconnettere fattori e risorse presenti e generare una nuova prospettiva economica basata su principi di sostenibilità ambientale e sociale. Dal protocollo è nato un progetto ambizioso nell’ambito del quale si è iniziato a immaginare un Futuro Green per la Bassa Romagna 2020.
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MILLE ALBERI IN PIÙ SULLA COSTA ROMAGNOLA CON LE “PRENOTAZIONI VERDI” Si chiama “Green Booking” il progetto che vede albergatori e turisti alleati in favore dell’ambiente Mille alberi in più sulla costa romagnola in 5 anni: è la sfida lanciata dalla seconda edizione di Green Booking®, con lo scopo di rendere il nostro territorio “un posto migliore per tutte e tutti noi, per chi lo visita e per le generazioni future”. Il progetto è stato ideato dalla web agency riminese Info Alberghi Srl in collaborazione con gli hotel presenti sul portale www. info-alberghi.com, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Misano Adriatico, Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria Igea Marina, Cervia e in collaborazione con il Comune di Cesenatico e Vivai Bilancioni. Misano Adriatico, in particolare – spiega il portale ambiente. regione.emilia-romagna.it ha visto la messa a dimora di 13 alberi grazie alla partecipazione al
progetto di due hotel della città e alla donazione di Info Alberghi, che aggiunge un albero ogni due hotel partecipanti e, ogni anno a rotazione, devolve una quota aggiuntiva a due Comuni. Nel 2016 la donazione è stata per Rimini e Riccione, quest’anno ne beneficiano Misano Adriatico e Cattolica. Le 13 melie di Misano Adriatico sono state messe a dimora su via Emilia. La melia azedarach, detta anche “albero dei rosari”, è una pianta che può arrivare a 15 metri di altezza, resistente al freddo, al vento e alla siccità e perciò adatta ai climi salmastri delle località di mare. Oltre all’elevata resistenza, è un albero dal fogliame elegante, con fiori e frutti duraturi. Proprio i frutti, detti polloni, hanno consistenza lignea e prima dell’avvento della plastica venivano usati come
grani per i rosari: da qui il nome di “albero dei rosari”. Anche al Comune di Cattolica sono state donate 4 melie, messe a dimora in piazza 1 Maggio. Le 4 piante – continua ambiente. regione.emilia-romagna.it - si aggiungono ai 113 arbusti scelti lo scorso aprile per ripristinare la duna sabbiosa alla foce del fiume Conca nell’ambito del GIZC. Complessivamente, in questo secondo anno di attività del progetto, sono state messe a dimora 157 piante. Le prossime piantumazioni riguarderanno i Comuni di Rimini e Riccione, dove il Green Booking® contribuirà rispettivamente alla riqualificazione del parco Viale Regina di Rivazzurra e del tratto di viale D’Annunzio tra piazzale Giovanni XXIII e via Alfieri dove saranno piantate altre melie.
“Un solo albero adulto rilascia 6 kg di O2 al giorno e assorbe fino a 20 kg di CO2, abbassa la temperatura, regola il flusso idrico, rimuove le particelle ultrafini e crea ecosistema - spiega Info Alberghi, sul suo portale infoalberghi.com - Moltiplica tutto per 1000! Green Booking è una scommessa da vincere insieme: Info Alberghi, gli hotel, le amministrazioni comunali e gli utenti che prenotano il soggiorno. Ciascuno può dare un contributo importante al verde in riviera. Se per le tue vacanze scegli un hotel del progetto Green Booking fai una scelta di turismo responsabile: a te non costa nulla, ma premia l’impegno degli albergatori e li stimola a dare il meglio”. Per maggiori info: www. info-alberghi.com/greenbooking/
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NASCE “OIP”, LA PIATTAFORMA PER LA RINTRACCIABILITÀ DEL BIOLOGICO Consentirà di avere maggiore sicurezza contro eventuali intrusioni e illeciti
Bio è bene, rintracciabile è meglio… grazie a “Oip”(Organic Integrity Platform), piattaforma informatica che ci permetterà – a pieno regime - di seguire la storia produttiva e commerciale di tantissimi prodotti biologici. Come spiega Filippo Piredda sul portale del Consorzio Controllo Prodotti Biologici (www.ccpb.it) si sono tenuti i primi incontri rivolti alle imprese che vogliono entrare nella rete Oip, il sistema di rintracciabilità informatica dedicata a prodotti quali cereali e granaglie, riso, pomodoro da industria e olio extra vergine d’oliva. Come funziona OIP “Quando OIP entrerà a pieno regime di funzionamento - spiega
Piredda - consentirà di seguire i prodotti biologici dal campo coltivato fino al primo trasformatore. Il progresso non sarà solo una maggiore conoscenza e trasparenza sulla storia dei prodotti, ma anche una maggiore assicurazione contro eventuali intrusioni e illeciti in un mercato regolamentato come quello bio”. Rintracciabilità “OIP permette al settore delle produzioni biologiche di porsi ancora una volta all’avanguardia dell’intero comparto agroalimentare - continua -: sistemi così complessi di rintracciabilità sono ancora piuttosto rari, anche se rappresenteranno una delle maggiori prospettive per lo sviluppo di
un mercato che già ora vanta ritmi di crescita costantemente a doppia cifra. L’esigenza del sistema di rintracciabilità risponde a quanto richiesto da Accredia, l’ente di accreditamento italiano, e dal Ministero delle Politiche agricole (MiPAAF). Si comincia subito con cereali e granaglie e successivamente con pomodori e olive in funzione dell’inizio delle rispettive campagne agrarie; La piattaforma è operativa a partire dal 1 marzo. Gli organismi di certificazione aderenti ad OIP sono Bioagricert, BIOS, CCPB, Ecogruppo, ICEA, Sidel e Suolo e Salute”. “Un’iniziativa che tutela i cittadini sempre più attenti alla scelta
di prodotti sicuri, grazie ad una soluzione informatizzata che assicura la tracciabilità delle produzioni e delle transazioni per le produzioni biologiche a maggior rischio di frode - si legge sulla piattaforma Oip -. Grazie all’integrazione fra i dati PAP (Programmi Annuali di Produzione) contenuti nel database DataBio e la partecipazione diretta dei principali OdC (Organismi di Certificazione) del settore e delle imprese della filiera, è possibile verificare in tempo le quantità prodotte e commercializzate”. Per maggiori info: www.reteoip.it
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LA SALUTE DEI NOSTRI PET? PARTE DALLA BOCCA Ecco perché è importante curare l’igiene orale dei nostri amici a 4 zampe Nella gestione dei nostri animali da compagnia, in particolare cani e gatti, ci imbattiamo spesso in problematiche sanitarie che vengono naturalmente affrontate con la guida e con l’aiuto del nostro medico veterinario di fiducia. Spesso, però, ci preoccupiamo maggiormente di patologie più evidenti e di maggiore percettibilità da parte nostra, ma non ci accorgiamo di altre che presentano un’insorgenza più subdola e nascosta e che possono passare anche inosservate, ma sono in realtà più insidiose di altre: ci riferiamo in particolare alle malattie del cavo orale. Ed intendiamo con questo tutte le malattie che possono colpire questo distretto anatomico, anche se diverse tra loro e con differenti cause scatenanti. La bocca dei nostri cani e carnivori
domestici in genere è sede di potenziali infezioni anche molto gravi, qualora non venga visitata regolarmente e scrupolosamente dal veterinario curante e controllata dal proprietario. La scarsità o la mancanza di igiene orale porteranno molto presto alla malattia parodontale, un disturbo che causerà grave alitosi, sanguinamento, mobilità e poi perdita di denti ma soprattutto minaccerà la salute di altri organi vitali del paziente; infatti nella bocca dei nostri cani sono state già isolate circa 450 diverse specie batteriche, molte delle quali patogene, che possono migrare seguendo la circolazione del sangue e andare a colpire in particolare le valvole del cuore, i glomeruli dei reni (la parte filtrante di questi organi), il fegato ed altro; esistono infatti car-
diopatie e nefropatie causate proprio da batteri provenienti dal cavo orale. In seguito a questo, in non rari casi è quindi seriamente a rischio la vita stessa dell’animale. Ecco perché l’igiene orale è di capitale importanza, e va curata assiduamente con l’aiuto del veterinario e dei prodotti attualmente in commercio. Questo sia per la salute dell’animale, sia per l’igiene della famiglia e delle persone che ne hanno cura. Altre malattie minacciano però la bocca dei nostri pet: andando dalle cause traumatiche (incidenti in strada, cadute dall’alto, traumi accidentali o di gioco), alle cause chimiche e/o fisiche (ingestione accidentale di sostanze tossiche, irritanti, caustiche o velenose in genere, oppure liquidi ustionanti), alle cause neoplasti-
che (purtroppo sì: tumori di vario tipo spesso originano proprio in bocca, a livello delle mucose orali, della lingua, delle gengive e addirittura coinvolgendo anche l’osso sottostante), alle patologie dentali più disparate (problemi ortodontici, di masticazione, assenza o sovrannumero di denti, carie, stomatiti, corpi estranei ecc.). Il cavo orale nel suo insieme rappresenta perciò una struttura complessa e vitale e per questo deve sempre godere di massima salute; tramite accurate e regolari visite preventive possiamo ridurre il rischio di malattie che comprometterebbero la lunghezza e la qualità di vita dei nostri amici. Dr. Franco Brusa, Med Vet, Massa Lombarda (Ravenna)
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BENESSERE E LUNGA VITA CON L’ALIMENTAZIONE DELLA SALUTE I consigli del noto epidemiologo Franco Berrino “Fai che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo”: sembra ispirarsi al celebre motto di Ippocrate l’attività dell’epidemiologo Franco Berrino, che da anni diffonde conoscenza sull’alimentazione della salute. Riportiamo qui alcuni dei passaggi più interessanti dell’intervista fattagli qualche tempo fa da Roberto Vietti di italiachecambia.org (il testo integrale lo trovate all’indirizzo http://www.italiachecambia. org/2016/04/franco-berrino-cambiare-alimentazione-vivere-meglio/). Limitare o evitare? Fra le “prescrizioni” alimentari più note degli ultimi anni, c’è quella di evitare le bevande zuccherate e limitare i cibi ad alta densità calori-
Il miso ha una grande capacità di aiutare la nostra digestione, i giapponesi lo sorseggiano sotto forma di brodo
ca, e cioè i cibi ricchi di grassi e di zuccheri. A questo proposito Berrino sottolinea: “dobbiamo considerare anche i succhi di frutta zuccherati e gli yogurt zuccherati. Essi hanno tante responsabilità nella nostra cattiva salute, in particolare quella di causare obesità”. Ugualmente noti sono gli studi che consigliano di evitare le carni lavorate (fondamentalmente i salumi) e limitare le carni rosse. “Le carni rosse - riporta Vietti - sono associate al cancro dell’intestino, soprattutto per colpa della presenza del ferro: esso è molto ossidante e aiuta la sintesi di sostanze cancerogene. Le carni conservate, invece, sono da evitare perché oltre a essere ricche di ferro, sono trattate con nitriti e nitrati”. Ma
c’è qualcosa da fare per limitare il danno se qualcuno vuole mangiare carni rosse: “E’ bene che nel suo piatto metta tante verdure, dato che contengono sostanze antiossidanti”, considera Berrino. Cambiare sì, ma con gradualità “Quel che il dottor Franco Berrino raccomanda è di cambiare con una certa gradualità, mangiando i cibi nella loro integralità – continua Vietti -. Cereali integrali, quindi, e non raffinati, che sono alla base delle raccomandazioni del Codice europeo (…). Cioè non il pane bianco ma il pane fatto con il grano macinato, non il riso bianco ma il riso integrale e così via. È dunque necessaria una varietà di cereali integrali, di legumi, di ver-
dura e di frutta. Carni rosse e latte “Oggi i nostri bambini sono esageratamente nutriti – riporta Vietti -, mangiano tre/quattro volte le proteine di cui hanno bisogno. A scuola gli si dà proteine animali tutti i giorni: carni rosse, carni bianche, il formaggio, l’uovo, il pesce”. “L’eccesso di proteine nelle diete - sottolinea Berrino - è una delle principali cause dell’epidemia di obesità che c’è nella nostra popolazione”. Più proteine si mangiano, più è facile diventare obesi. Le proprietà benefiche degli alimenti sconosciuti “Penso soprattutto alle erbe selvatiche – specifica Berrino nella terza
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APPUNTAMENTI FESTA DELLA PRIMAVERA IN FIORE 6-7-8-10-13-14-15 APRILE BAGNACAVALLO – TRAVERSARA (RA)
parte dell’intervista (http://www. italiachecambia.org/2016/05/ mangiar-sano-segreti-francoberrino/) -. L’uomo le ha sempre mangiate ed esse hanno delle proprietà meravigliose”. Inoltre molte erbe selvatiche sono ricche di omega3, gli stessi grassi del pesce. Li hanno per difendersi, in particolare, le erbe di montagna. In montagna fa freddo e c’è bisogno di avere, per sopravvivere, la capacità di sintetizzare dei grassi molto liquidi che non gelano a basse temperature, ed alcune di esse sono particolarmente ricche di omega3. “Per esempio la portulaca oroleacea è un’erba che veniva comunemente mangiata e che adesso i contadini strappano e buttano via”. Gran parte delle erbe selvatiche hanno delle proprietà antinfiammatorie meravigliose. “Io ne conosco sei o sette – continua Berrino - ma bisognerà lavorare con i nostri nonni per non perdere la memoria di quelle che erano le erbe selvatiche”. “Tra gli altri alimenti un po’ sconosciuti che sarebbe importante rivalorizzare - spiega il professore - c’è la bardana, in piemontese detto tacapui. E’ la pianta che fa quelle palline di velcro che si attaccano ai vestiti. La sua radice è di una squisitezza eccezionale (…) e ci dà tono”. “E poi vi sono alcuni alimenti che non sono della nostra tradizione ma che sono molto utili”, continua. Per esempio in Giappone si lavora la soia, la si fa fermentare o con del riso o con dell’orzo e si prepara il miso. “Ha una grande capacità di aiutare la nostra digestione, i giapponesi sorseggiano la loro tazza di brodo di miso”. È una specie di dado, soltanto che non si fa bollire. Si fa un brodino di verdure e poi alla fine si aggiunge un mezzo cucchiaino di miso e si spegne il fuoco.
La prima colazione “Il mio pasto principale è la colazione – chiosa Berrino - dove mangio il mio riso integrale, l’avanzo della polenta del giorno prima, latte di mandorla o di soia e cereali con magari un po’ di orzo solubile, oppure mi faccio un ottimo tè, una fetta di pane integrale con sopra del grasso di buona qualità, come la crema di mandorle o nocciole, o del burro di sesamo. Magari una composta di frutta se voglio qualcosa di dolce. Mangio molto volentieri la pasta e fagioli avanzata dalla sera prima”. E se al mattino si preferisse il classico latte e biscotti? “L’importante è che, precisa, siano dei biscotti senza zucchero”, che si possono fare anche in casa, ecco come: “Si mettono a bagno la sera un po’ di fiocchi d’avena con una manciata di mandorle tritate – spiega il dottore -, una manciata di uvetta sultanina e un pizzico di sale, nel latte di riso o soia o misto. Si lascia lì questo pastone per tutta la notte, cosicché si imbevano bene i fiocchi. Al mattino si prendono delle cucchiaiate di questo pastone e si mettono su una teglia antiaderente o sulla carta da forno. Le metti in forno e vai a fare la doccia e quando i biscotti sono pronti li mangi con una tazza di tè”. Ci tiene particolarmente a rimarcare un concetto: “non mettiamo il miele o lo zucchero nel tè! Un giapponese sarebbe indignato che si rovini così mettendoci delle porcherie dentro”. La bellezza del tè è proprio nella sua fragranza naturale: ve ne sono alcuni che sono naturalmente un po’ dolci. I tè vengono aromatizzati con i fiori di ciliegio, con i fiori di gelsomino...”.
Durante tutta la festa troverete spettacoli per grandi e piccoli, occasioni di intrattenimento, mostre e ritrovi musicali, cultura e svago, il tutto condito con le specialità gastronomiche del territorio. Si possono visitare: la mostra “La Rumagna d’Bartulen”, personaggi e storie del primo novecento, la pesca di beneficenza e fare passeggiate organizzate in collaborazione col gruppo di Nordic Walking (domenica 8 ore 15.30) e col CAI (domenica 8 e domenica 15 ore 9.00) nelle nostre campagne in fiore. Gli organizzatori hanno poi riservato una particolare attenzione alle attrazioni e alle attività dei più piccoli: nel campo sportivo saranno presenti gli animatori di Kaleidos con il loro Ludobus (pomeriggi di domenica 8 e domenica 15) che ripropongono giochi e intrattenimenti espressamente riservati ai bambini, con tantissimo spazio a disposizione. Per gli amanti del dialetto romagnolo l’Università di Studi Dialettali propone gli esami di Dialetto Romagnolo con conferimento di Diplomi ed eventuale Laurea ai più meritevoli. Per i dettagli del programma vi invitiamo a visitare il sito www. traversarainfiore.it
SALUSERBE DAL 21 AL 25 APRILE SALUDECIO (RN)
Torna la manifestazione delle colline riminesi dedicata al naturale, all’erboristeria e all’ambiente. Al Giardino in ogni sua declinazione, sarà dedicato quest’anno il tradizionale evento primaverile. Le innumerevoli varietà di espressione, le opportunità che un giardino consente, a chi lo crea e a chi ci lavora, di poterne godere la serenità, l’utilizzo delle piante. Il lavoro che il giardiniere dedica al suo spazio è un bene prezioso. Si potrà partecipare ad incontri di carattere più specialistico, a workshop o ad interessanti mostre dedicate al tema generale. Per tutti gli amanti del naturale, per coloro che cercano cibi coltivati secondo tradizione, per chi desidera prendersi cura del proprio corpo ricorrendo a rimedi antichi, non mancherà il mercatino di primavera (proposto nel pomeriggio di sabato 21 aprile e per le intere giornate di domenica 22 e mercoledì 25), che si snoda lungo le vie e le piazze del borgo, rinominate per l’occasione. Per maggiori informazioni: www.comunesaludecio.it
ECOMARATONA DEL SALE 21-22 APRILE 2018 CERVIA (RA)
L’ecomaratona è l’attività turistico-sportiva a più basso impatto ambientale, che parte dalla valorizzazione di uno stile di vita dai ritmi più naturali, un rinnovato rapporto con l’ambiente e una più profonda conoscenza della cultura del territorio. La manifestazione è aperta anche a chi ha voglia di partecipare senza competere, in camminata o nordic walking. Si tratta di una Ecomaratona su percorso pianeggiante, con parte del percorso all’interno del suggestivo paesaggio delle saline. I panorami sempre differenti ed il contatto con la natura, regaleranno emozioni positive, trasformando l’Ecomaratona del Sale in un’esperienza unica. “Perché sappiamo - spiegano gli organizzatori - che gli amanti del trail sono i più rispettosi della natura e coloro che più di chiunque altro sono in grado di apprezzarne le peculiarità e le infinite sfumature. I panorami suggestivi e sempre differenti ed il contatto con la natura, regaleranno loro emozioni positive, trasformando l’Ecomaratona del Sale in un’esperienza unica onirica, divertente e gratificante. Infatti, oltre alle saline tutti i percorsi proposti si sviluppano e si immergono all’interno di aree di grande pregio naturalistico e di estrema varietà quali pinete, spazi retrodunali, argini fluviali”. Per maggiori informazioni: www.ecomaratonadelsale.it
UN CENTRO PER LA CURA DELL ‘OBESITA’ Al Centro Medico Polispecialistico Olympus di Ravenna un progetto che si prefigge l’obiettivo di prendere in carico il paziente obeso e/o in sovrappeso in tutti i molteplici aspetti
incoraggia il paziente a seguire un metodo che dia risultati brillanti in breve tempo. Programma di esercizi motori ed a corpo libero personalizzati: la pratica regolare di attività fisica è un fattore che protegge da un incremento ponderale e dall’obesità. Viene privilegiata l’attività in piscina poichè la mancanza di gravità permette al paziente movimenti che prima non faceva, migliorando la sua gratificazione e autostima.
Il progetto è gestito da un’equipe multidisciplinare composta dal Dott. Filippo Bosco, dal Dott. Giampiero Valgimigli, dal Dott. Marco Brancaleoni e dal Maestro Alfredo Albiani . Insieme sono in grado di arrivare ad una valutazione clinica di ogni singolo paziente a 360°, dopo averne valutato i tre aspetti fondamentali: PSICO-EMOTIVO, FUNZIONALE- NUTRIZIONALE e POSTURALE- BIOMECCANICO. L’ obesità va considerata come una malattia invalidante ed il modo più corretto per trattarla consiste nel condividere col soggetto interessato un percorso individuale, coinvolgendolo in toto anche e soprattutto dal punto di vista psicologico; fondamentale in questo senso stabilire con lui un ALLEANZA TERAPEUTICA che lo faccia sentire al centro di un percorso comune. Il primo step sarà ridurre il suo peso corporeo e arrivare ad un eventuale intervento di chirurgia bariatrica in condizioni ottimali, attraverso percorsi multidisciplinari personalizzati per il recupero alimentare, comportamentale, motorio e psicologico, con un programma di attività svolte a tutti i livelli. Per ridurre al minimo le complicanze di questo itinerario di cura vengono seguite tutte le LINEE GUIDA riconosciute in materia. Alimentazione controllata con un indirizzo VLCKD: utilizzo della “terapia chetogenica metabolica” per ottenere in breve tempo un calo ponderale significativo della massa grassa risparmiando il muscolo. Questo calo
CENTRO MEDICO POLISPECIALISTICO OLYMPUS
Inquadramento Diagnostico Ambulatoriale: valutare il quadro clinico del paziente per strutturare un programma di riabilitazione personale, partendo dalle caratteristiche biologiche, psicologiche e sociali che possono aver innescato lo sviluppo della malattia. La finalità è anche quella di curare definitivamente le malattie associate che costantemente gravano sul paziente obeso. Buon Management del paziente sovrappeso-obeso: ha la finalità di ristabilire un rapporto di fiducia medico-paziente: • Utilizza modalità di relazioni adattabili ad ogni singolo paziente, consentendo di accompagnarlo durante il trattamento medico-dietetico; • Interagisce con l’ambiente che circonda il paziente in modo da non isolarlo nel momento in cui intraprende un percorso che richiede una sostanziale modifica dello stile di vita; • Interviene nei momenti depressivi, quando il calo ponderale non corrisponde alle aspettative del paziente e infonde fiducia nel successo. Sprona il paziente ad uscire dal guscio in cui si è nascosto attivando la vita di relazione e riacquistare l’autostima.
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mondo internet .11
DIGITAL STRESS? ECCO IL “PRONTO SOCCORSO” PSICOLOGICO whatsapp, social network, assenza di rete, giga finiti: come non soccombere Se un tempo le fonti di ansia e preoccupazione erano perlopiù figli, relazioni sentimentali complicate, frustrazione sul posto di lavoro e paura di non arrivare a fine mese, ora a creare agitazione e pensieri negativi ci si mette anche la tecnologia. A spiegarlo è Terenzio Traisci, psicologo, formatore e ideatore dell’Ingegneria del Buon Umore. “Da qualche tempo – spiega Traisci - viviamo in una condizione di connessione perenne, che ci porta a pensare di dover sempre essere attenti e pronti a una risposta immediata”. Traisci, che ha anche una seguitissima pagina Facebook, stila la classifica dei motivi che causano maggior stress in epoca 2.0: • Whatsapp: la chat più utilizzata del mondo, di proprietà di Mr. Zuckerberg, è sicuramente uno dei principali motivi di stress e tensione. Solo per fare alcuni
esempi: • quando va in crash e ci sembra di essere isolati dal mondo • quando ti aggiungono in mille gruppi, animati da persone spesso troppo ‘attive’ • quando l’interlocutore non risponde nonostante la doppia spunta blu • i messaggi vocali: c’è chi riesce a mandarli lunghi anche 5 minuti! • quando i clienti o i fornitori ti scrivono a qualunque orario e in qualunque giorno della settimana, anche nel weekend • I social network innegabilmente costituiscono un’altra grande causa di stress: in particolare pubblicare un post o una foto su Instagram o Facebook e ricevere pochi commenti o like può gettarci nello sconforto. • Le mail. La domanda più ricorrente è: “Leggere o non leggere le mail una volta terminato l’orario di lavoro?”. La tentazione è forte, soprattutto quando abbia-
mo inviato una mail che necessita una risposta rapida, ma la risposta tarda ad arrivare. Perché tutto questo? Perché coinvolge così tante persone e nello stesso modo? • Spiega Traisci: “La tendenza a distrarsi è ciò che ci differenzia dalle altre specie, perché la voglia di esplorare e scoprire novità ci ha permesso di arrivare fin qui. Il problema è che oggi le fonti di distrazione sono maggiori di quando eravamo uomini primitivi. Ogni volta che vediamo una notifica su social, in chat o via mail, abbiamo un rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore responsabile di gratificazione, sollievo e soddisfazione”. Per trovare una soluzione occorre quindi fare un ragionamento inverso rispetto a quelli comuni e diffusi, che suggeriscono di isolarsi per qualche ora al gior-
no per concentrarsi, poiché ciò rappresenta una forzatura rispetto all’evoluzione del nostro DNA. L’obiettivo deve essere quindi quello di creare le condizioni per la concentrazione, che sono l’opposto delle condizioni per la distrazione, quindi: • alla stanchezza sostituisci più riposo, micro pause in cui ti rilassi, respiri e chiudi gli occhi • alla noia sostituisci significato, cioè il perché fai quello che fai e cosa è davvero importante per te • alla sedentarietà sostituisci esercizio fisico, perché favorisce la produzione di sostanze (neurotrofiche) che aiutano i tuoi neuroni • alla reazione alla casualità degli eventi, delle notifiche di messaggi/email, sostituisci la programmazione di quando distrarti (che sarà la tua ricompensa, per cui sarai più motivato a concentrarti).
12. mondo alimentazione
STUDENTI CINESI I PIÙ SALUTISTI A TAVOLA, ECCO PERCHÉ Un sondaggio svela le abitudini degli universitari di tutto il mondo Per risparmiare sono disposti a rinunciare a uscite con gli amici, hobby e persino ad accendere il riscaldamento, ma il cibo proprio non si tocca: è il ritratto degli studenti universitari italiani, così come è emerso da un sondaggio internazionale condotto da Sodexo. Se una volta la felicità era “un bicchiere di vino con un panino”, oggi gli studenti italiani ammettono di preferire uno stile alimentare più salutista: addirittura l’87% dei giovani ha infatti sottolineato l’importanza di alimentarsi in maniera sana. Nello specifico il 61% mangia cibo sano ma senza farne un’imposizione, mentre per il 26% è un aspetto fondamentale della propria vita. La medaglia d’oro di questa speciale classifica va però ai cinesi (90%), mentre chiudono il podio a pari merito spagnoli e india-
ni (84%), seguiti da americani (80%) e inglesi (78%). Cifre confermate dalla percentuale di chi invece non si cura minimamente di ciò che mangia, ovvero solo l’1% degli italiani, contro il 4% dei britannici e il 3% degli statunitensi. Il 57% degli studenti italiani consuma il pranzo al sacco preparato a casa, contro il 46% di americani e inglesi, mentre il 35% lo fa all’interno dell’università, dato importante se raffrontato al 19% di iberici e indiani o al 6% dei cinesi. A dispetto di quanto si possa pensare, gli italiani sono anche i meno propensi a imparare a cucinare: solo il 30% vorrebbe acquisire competenze in questo campo, superati solo dai cinesi (22%), contro il 42% degli americani e il 39% degli indiani. Il sondaggio ha coinvolto oltre 4000 studenti in Italia, Cina, Stati
Uniti, Spagna, Regno Unito e India.
come USA e Inghilterra. A questa consapevolezza è connessa la ricerca da parte di una buona “Negli ultimi anni è cresciuta la percentuale di studenti di trovare consapevolezza, soprattutto nei cibi a basso contenuto calorico più giovani, che alimentarsi in e/o vegani/vegetariani nei locali modo sano è un importante ine nei negozi dell’università. Quello vestimento a lungo termine per il mantenimento di un buono stato che mi ha sorpreso in questo sondi salute – spiega Paola Palestini, daggio, è che gli studenti cinesi Professoressa di Biochimica, coor- sono quelli a cui maggiormente dinatore del master ADA Alimen- interessa mangiar sano e cercano tazione e Dietetica Applicata e cibi a basso contenuto calorico, membro del Presidio della Qualità prodotti equo-solidali, di origine Didattica presso l’Università degli locale e sostenibili. Questo risulStudi di Milano-Bicocca – Que- tato stride con i media che riporsta nuova consapevolezza non è tano spesso di alimenti di bassa solo italiana, come ci si potrebbe qualità provenienti dalla Cina e aspettare in quanto culla della dati preoccupanti di inquinamendieta mediterranea e di una biodi- to ambientale. Forse nelle nuove versità agricola di alta qualità, ma generazioni di uno dei paesi poè presente, anche se in percen- polosi del mondo, si sta facendo tuali minori, in paesi dove questi strada una consapevolezza virpresupposti sono poco presenti tuosa?”.
mondo gusto .13
LA RICETTA Zuppa di miso con noodles INGREDIENTI - 400 grammi di noodles - un cucchiaio di pasta di miso - due porri - una carota - due cucchiai di alghe wakame - 200 grammi di tofu - olio di sesamo - salsa di soia
PREPARAZIONE In una pentola portare a ebollizione un litro di acqua e aggiungere la pasta di miso. Mentre la pasta si scioglie mettere a bagno in acqua fredda le alghe essiccate fino a quando si ammorbidiranno. Aggiungere al brodo di miso le alghe, i porri e le carote e far sobbollire per circa 10 minuti insieme a un cucchiaio di olio di sesamo e a un cucchiaio di salsa di soia. Cuocere i noodles nella zuppa di miso per qualche minuto. Servire la zuppa di miso bollente in piccole ciotole aggiungendo il tofu a cubetti e la parte verde del porro tagliata a rondelle.
14. mondo due ruote
ARRIVA SAVEMYBIKE, L’APP PER RINTRACCIARE LE BICI RUBATE Al via l’esperimento pilota di un sistema che si annuncia di grande efficacia Si moltiplicano i sistemi per permettere ai proprietari di bici oggetto di furto di rientrare in possesso del loro bene. Fra quelli che potrebbero rivelarsi più efficaci c’è sicuramente il progetto sviluppato dal dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa. Si tratta di un sistema in grado di permettere l’identificazione della propria bici da parte della Polizia Municipale – spiega l’Università di Pisa sul suo portale www.unipi.it - che poi avviserà il cittadino del ritrovamento del mezzo grazie a un’app installata sui nostri cellulari. Il suo nome è SaveMyBike ed è stato sviluppato nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Regione Toscana all’interno del Program-
ma operativo del Fondo Europeo di sviluppo regionale, in cui ricerca e tecnologia si mettono al servizio delle due ruote, per sostenere e incentivare la diffusione delle biciclette in ambito urbano. “Uno dei problemi principali connessi all’uso delle biciclette – spiega il professor Paolo Nepa – è quello dei furti. Questo è uno degli aspetti su cui ci siamo concentrati sin dall’inizio e il risultato, presentato pochi giorni fa, è un sistema per rintracciare le biciclette rubate. Il sistema si compone di sensori che vengono installati sul veicolo e di una app, che si chiama GOOD_GO, tramite la quale i cittadini possono caricare la foto della propria bici e denunciarne il furto. Quando un ausiliare del
traffico o un vigile, mediante un lettore portatile dei tag, ritrova una bici rubata, il suo cellulare manda l’avviso di ritrovamento al legittimo proprietario mediante la app”. L’esperimento pilota verrà condotto nel Comune di Livorno, dove il sistema sarà installato gratuitamente su un migliaio di biciclette. Infine, tramite GOOD_GO i cittadini possono partecipare a un gioco sociale, che premia con diversi incentivi i comportamenti ecologicamente più sostenibili, in modo da sostituire sempre di più l’uso dell’auto con quello delle due ruote. Il progetto è coordinato da Tages, società cooperativa Pisana che opera nel campo della pianificazione e progettazione dei siste-
mi di mobilità e trasporto delle persone e delle merci e oltre al dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, vi partecipano il Polo Universitario Sistemi Logistici di Livorno e le aziende Geosolutions sas e NewGOO srl. “Al momento – conclude il professor Nepa – stiamo per terminare la fase di avvio del prototipo della piattaforma GOOD_GO. Una volta pronta, sarà importante che il maggior numero possibile di cittadini si iscriva al sistema per poter partecipare al sistema di premialità per la mobilità sostenibile, e dare un contributo al miglioramento dello stile di vita collettivo e della città in cui viviamo”.
mondo viaggi slow .15
COME IN UN ROMANZO, LA GITA AL VECCHIO MULINO SUL PO
Alla scoperta di natura, cultura e buona gastronomia in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato Un’ambientazione da romanzo fa da sfondo al mulino ad acqua ricostruito a Ro, in provincia di Ferrara. E’ la copia di quello descritto dal grande Riccardo Bacchelli nel suo celebre romanzo “Il mulino del Po”, che in un secolo di storia narra la saga di quattro generazioni della famiglia Scacerni. La struttura è diventata il simbolo del Museo del Pane che “Diffonde la cultura del tipico pane ferrarese”, spiega la Regione Emilia Romagna sul portale agricoltura. regione.emilia-romagna.it . Il mulino è stato ricostruito dal Comune con un finanziamento dell’Unione europea, sulla base delle indicazioni riportate in un’antica stampa del 1850, che oggi è conservata presso il Museo etnografico di Ferrara. I materiali e le tecniche di costruzione adottati sono quelli di allora. A questa
struttura è affidata la memoria dei mulini sul Po: poggia in acqua su due scafi detti sandoni; una ruota a pale di legno è azionata dalla corrente del fiume e ad essa si collega una sola macina di granito. Per immergersi nella vita che un tempo si svolgeva negli ambienti del mulino è possibile visitare la camera da letto: una stanza buia e angusta all’interno dell’imbarcazione, che veniva impermeabilizzata con l’impiego, all’esterno, di uno strato di pece e all’interno, per chiudere gli interstizi tra gli assi, della canapa. La visita al museo prevede la dimostrazione pratica del funzionamento del mulino: quello che viene ancora oggi macinato è un grano speciale, il “Gentil Rosso”, che, assieme al “Mieti”, è stato uno dei padri dei grani moderni. Il mulino è perfettamente funzio-
nante e macina grano coltivato nel territorio con tecniche a basso impatto ambientale; la farina ottenuta è certificata con il marchio “Qc” (Qualità controllata della Regione Emilia-Romagna). Questo pane è molto diverso come profumo, sapore e valore nutritivo a quello che comunemente si trova sulle nostre tavole. Infatti, attraverso la tecnica tradizionale della macinatura del grano, si ottiene una farina che contiene anche la crusca ed il germe, parte altamente proteica della cariosside di frumento. Oggi i tempi sono cambiati ed il visitatore può ammirare il panorama suggestivo della destra del Po, in un connubio del tutto naturale tra cultura e prodotti del territorio. Nell’area del mulino è infatti presente un punto di ristoro, dove è possibile concludere la
visita a tavola degustando pane ferrarese accompagnato dai piatti tipici locali ed uno spazio per la vendita di prodotti biologici e tipici ferraresi. Sono proposti itinerari a tema per conoscere meglio la Strada dei vini e dei sapori; il percorso letterario, itinerario ciclabile di circa sei chilometri attraverso i caratteristici luoghi “bacchelliani”; il parco del delta del Po, percorso fluviale lungo i rami del grande fiume fino al mare. Vademecum del visitatore Il Museo si trova nell’area del comune di Ro (FE), sul fiume Po (area golenale), al confine con la provincia di Rovigo. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a: Alba Società Cooperativa: Via Dazio, 40 - 44030, Ro Ferrarese (FE) - tel. 345 2424193
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Mensile omaggio e/o abbinamento gratuito - Biosfera,mensile di sviluppo sostenibile - EDITORE: Edit Italia s.r.l - Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Mail info@edititalia.it - Concessionaria: Publimedia Italia S.r.l.- Ravenna, Piazza Bernini, 6 – Tel.0544.511311 – Ferrara, Viale Cavour n.21-Tel.0532.200033 - Mail: info@publimediaitalia.com – Registrazione Tribunale di Ravenna n. 1343 dell’ 11/01/2010 Direttore Responsabile: Gian Piero Zinzani - Stampa CSQ (BS) - Biosfera offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrattazioni, non effettua commerci, non è responsabile per la qualità, provenienza, veridicità e puntualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispondenza di tali dati alla realtà. La direzione si riserva comunque, a suo insindacabile giudizio, di cestinare annunci. Edit Italia S.r.l. precisa che tutte le inserzioni recanti dati personali e/o sensibili ai sensi del D.L. 196/2003, sono state pubblicate previa informativa all’interessato e espresso, diretto e specifico consenso dello stesso alla diffusione dei predetti dati ai sensi del D.L. 196/2003. Questo periodico è aperto a quanti desiderino manifestare il loro pensiero, senza recare pregiudizio ad altri, ai sensi dell’art.21 della Costituzione e, pertanto, la sua Redazione è disposta a ricevere testi scritti, fotografie, immagini ed altro materiale dai lettori. Tuttavia, l’eventuale pubblicazione, anche in via telematica, di quanto inviato alla Redazione di questo periodico, è a totale discrezione della Redazione medesima. In ogni caso l’eventuale pubblicazione non determina la costituzione di alcun rapporto di collaborazione dei lettori con la stessa Redazione e/o con l’Editore, né obbligo di pagamento di alcun importo da parte della Redazione e/o dell’Editore del periodico. L’invio del materiale è a titolo gratuito. Quanto inviato alla Redazione, anche se non pubblicato, non verrà restituito al mittente. Per l’invio del materiale l’indirizzo è info@edititalia.it - È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi. Copyright, tutti i diritti sono riservati ad Edit Italia S.r.l. Immagini: archivio editoriale, fotografi vari, acquistate su www.shutterstock.com.
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