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Biosfera Febbraio 2013

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ISSN 2037-447X

Febbraio 2013 mensile anno 4 numero 2 - copia gratuita

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Hortus conclusus

Nuovamente in piedi

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Biondo vaporoso

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La via dell’acqua Natura medicamentosa Una fonte limpida Riconversione

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Evoluzioni lavorative

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Distribuzione Grande

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Insomma

redazione.biosfera@edititalia.it

L’anno scorso abbiamo trattato di numerosi argomenti di attualità e – per iniziare al meglio il 2013 – abbiamo pensato di andare a verificare come si vanno modificando gli usi ed i costumi degli italiani in fatto di stili di vita sostenibili. Innanzitutto un occhio all’energia: il nostro paese manca ancora di un piano energetico ma – nel frattempo – i cittadini hanno imparato il fai-da-te. Per risparmiare e per non inquinare sempre più famiglie scelgono il foto-

voltaico “da giardino”. Ma l’energia non è solo rose e fiori: ancora non si è sbloccata la querelle sul destino della centrale elettrica di Porto Tolle. Olio o carbone? Una soluzione alternativa c’è e si chiama “sole”. Nel frattempo, con la crisi che morde le tasche dei lavoratori, si torna a far la spesa in campagna dal contadino di fiducia: si moltiplicano i punti di vendita diretti, dove trovare verdure di stagione a prezzi e impatto sostenibile. Il 2013 dovrebbe essere l’anno

chiave per l’affermazione dei greenjobs come opportunità di crescita per l’occupazione : vediamo quali sono le professionalità che verranno più ricercate in futuro. I consumatori sono sempre più attenti a quello che comprano e come lo comprano: il 2012 è stato l’anno decisivo per la diffusione delle buone prassi di sostenibilità nei super mercati. Un occhio alla natura: siamo andati a vedere cosa succederà alla Pineta

di Classe a Ravenna dopo gli incendi della scora estate e come funzionerà l’Idrovia ferrarese, che dovrebbe spostare il traffico commerciale dalla strada all’acqua. Dopo il terremoto, la ricostruzione sostenibile: perché e secondo quali criteri si sceglie di investire sull’edilizia green. Salute e benessere: è appena cominciato ma ha già più di un’etichetta. Il 2013 è l’anno delle sigarette elettroniche e della medicina naturale.

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agricoltura biologica .3

Campagna amica Il boom degli orti in città La crisi mette in discussione le abitudini consolidate delle famiglie: diventa sempre più comune andare a fare la spesa relativa agli alimentari nei punti vendita diretti piuttosto che recarsi al supermercato e – finalmente – si torna a fare uso dei prodotti di stagione. Il balzo in avanti dei prezzi di carburante combustibili ha fatto impennare i costi degli ortaggi e della frutta fresca che provengono da zone geografiche diverse e questo ha indotto tante famiglie a tornare a fare la spesa dal contadino, un po’ come facevano i nonni. Da qui il boom dei punti vendita di Campagna Amica, l’associazione di produttori di Coldiretti. Campagna Amica si propone come la prima grande rete nazionale di punti per la vendita diretta dal produttore al consumatore e conquista consensi soprattutto perché nei punti vendita si trovano solo prodotti agricoli italiani, sicuri e controllati, che passano direttamente dalla campa-

gna alla nostra tavola. Il consumatore, che diventa sempre più consapevole, sa quindi che troverà più convenienza e più scelta, tanto sapore in più e il bello di una spesa sostenibile ed ecocompatibile. In Emilia Romagna i punti vendita di Campagna Amica sono attualmente 224, così distribuiti : 12 in Provincia di Bologna, 13 in Provincia di Ferrara, 14 a ForlìCesena, 25 a

Modena, 30 nel Piacentino, 24 nel Ravennate, 25 a Reggio Emilia e 14 in provincia di Rimini. Fra i prodotti più venduti, oltre alle verdure di stagione, il miele, il latte ed i prodotti caseari, la carne e le conserve. Le attività delle aziende agricole che fanno parte del circuito di Campagna Amica sono molteplici e hanno la missione di riavvicinare le persone alla sana vita di campagna. La grande storia della vita in campagna nel nostro paese è un valore che andrebbe preservato. Gli spunti culturali e le produzioni artistiche che hanno infatti nella campagna una fonte di ispirazione e un oggetto di interesse. Nella vita di campagna affondano le radici le tradizioni colte e popolari del paese, le feste e anche le religioni.

Campagna Amica si impegna quindi costantemente a promuovere i prodotti tipici e i metodi di coltivazione, l’ artigianato e le sagre, la cucina e la cultura rurale. La campagna è fonte di cultura, storia, tradizioni, salute: un tesoro spesso poco valorizzato perché percepito lontano dalla vita di tutti i giorni. In realtà l’ambiente e la campagna rappresentano un vero e proprio laboratorio didattico in cui riscoprire il proprio territorio e le sue risorse, educare ad uno stile di vita sano e a scelte consapevoli che guideranno i consumatori di domani. Gli agriturismi sono il riferimento principale di chiunque voglia organizzarsi una vacanza in campagna. Oggi vantano un’offerta molto variegata che tiene conto della peculiarità del territorio, della propria vocazione rurale e delle caratteristiche specifiche di chi lo gestisce. Il mercato agrituristico è molto ampio e un altro degli scopi di campagna Amica è informare sulle opportunità, raccontare esperienze e tendenze, far incontrare esigenze dei consumatori-ospiti e le proposte di qualità del mercato.


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PERCHÈ USARLA: I VANTAGGI Il vantaggio più grande della sigaretta elettronica rispetto alla tradizionale è sicuramente di natura salutistica, ma non è l’unico, poichè utilizzando una sigaretta elettronica il fumatore ha un oggetto che garantisce la gestualità, l’estetica, il piacere di fumare di una bionda ma non fa male, infatti, a differenza dei vari spray e cerotti, la sigaretta elettronica, avendo lo stesso aspetto di una sigaretta tradizonale, garantisce lo stesso appagamento al fumatore, in più è semplicissima da usare, fa risparmiare (ricaricando un filtro si ottiene una durata corrispondente a circa 6 sigarette), è di moda, non ingiallisce i denti, non produce odori sgradevoli negli ambienti chiusi e sui vestiti, non produce fumo passivo ma vapore acqueo quindi può essere utilizzata ovunque:in ufficio, in aereo, in treno, al ristorante, in discoteca, ad un tavolo da poker, in casa (anche in quelle case in cui mogli/mariti o parenti vi fanno solitamente uscire in terrazzo a fumare), riduce via via il bisogno di nicotina aiutando, se si desidera farlo, ad eliminare completamente il vizio, ed è una valida alternativa al buttarsi sul cibo nei momenti di astinenza di chi sta provando a smettere di fumare, eliminando quindi il problema dei chili di troppo guadagnati solitamente da chi smette. "La sigaretta elettronica è un ottimo metodo per non smettere di fumare" Infatti è stata concepita per essere un efficace strumento per "fumare" ma senza avvelenarsi con oltre 4.800 sostanze presenti nel fumo della sigaretta tradizionale, molte delle quali sono cancerogene. La sigaretta elettronica nasce quindi come un oggetto pensato soprattutto per tutti i fumatori che desiderano sostituire la sigaretta tradizionale con un oggetto molto simile ma non altrettanto dannoso, senz rinunciare al piacere di "fumare" poichè riproduce ciò che il fumatore cerca: il gesto, il momento di pausa, l'aroma e il sapore avvertitit nella bocca e nel naso, la sensazione di riempimento dei polmoni provocata dal fumo, la produzione e l'emissione della "nuvoletta", il colpo in gola, la nicotina (che può essere più o meno presente o anche assente a piacere del consumatore), ma senza combustione, infatti non fa altro che scaldare un liquido, composto da glicole propolenico e glicerina vegetale, entrambi innocui, fino a farlo diventare vapore.

Perchè quindi continuare a fumare le sigarette tradizionali quando possiamo essere più in salute, più belli, più ricchi e più liberi con la sigaretta elettronica. Siete stanchi di pagare cifre esorbitanti per sigarette elettroniche scadenti che durano due settimane e dei quali non si trovano parti di ricambio. Siete stanchi di cercare filtri, difficili da trovare e davvero molto costosi. Credo sia capitato a molti fumatori che hanno intenzione di smettere di fumare, di imbattersi in siti e/o negozi che vendono la sigaretta elettronica, ma sicuramente siete rimasti delusi dal costo iniziale, dalla durata del prodotto e dalla difficile reperibilita’ dei filtri che si consumano velocemente e costano molto. Noi vendiamo sigarette elettroniche di ottima qualita’, ma non ci limitiamo a vendere i kit iniziali ad un prezzo ragionevole ed indicando l’effettiva durata dei suoi componenti, vi forniamo anche tutti i pezzi di ricambio che non sono eterni, ma si usurano col tempo, come le batterie e gi aromatizzatori che sono le parti fondamentali della sigaretta elettronica. Inoltre forniamo liquidi per ricaricare i filtri della sigaretta a costi molto basi per farvi risparmiare in denaro e in salute.Infatti la sigaretta elettronica non produce tutte quelle sostanze derivate dalla combustione del tabacco, della carta e della colla usata per chiudre la normale sigaretta. Questi sono i vantaggi della nostra sigaretta elettronica: Ci risparmiamo di assorbire monossido di carbonio, catrame e altre sostanze nocive derivate dalla combustione del tabacco delle sigarette normali. ° Mai più PUZZA di fumo sui nostri vestiti, in casa, su divani e tende, in macchina °Niente denti gialli, invecchiamento della pelle, perdita dei capelli, difficoltà respiratorie, alito cattivo. °Tumori, problemi dell’apparato digerente, infezioni. °Risparmio economico °Ricambi acquistabili singolarmente °Aiuta a smettere di fumare senza sacrificio °Niente fumo passivo che danneggia chi ci sta intorno °Fuma finalmente dove vuoi, uffici, centri commerciali, treni, aerei, ristoranti e locali I nostri liquidi e filtri non contengono dietilene glicolico che è nocivo per la salute. La sigaretta elettronica MUST è facilissima da utilizzare e in negozio sono disponibili tantissimi aromi, tabacco, malboro, menta, cioccolato, fragola, caffè, cola ecc..ed in divere concentrazioni di nicotina che ti permettono di scalare partendo da un’alta concentrazione, passando ad una bassa, arrivando a ZERO per togliere completamente la necessita’ di nicotina.


architettura .5

Ricostruire sostenibile Suturare una profonda ferita nel tessuto socio-economico dell’Emilia Romagna Il terremoto di maggio ha infatti distrutto case e aziende, fabbriche e piccole realtà produttive che caratterizzavano l’economia delle zone colpite. Nonostante tutte le difficoltà, però, i protagonisti della ricostruzione – enti, amministrazioni e le stesse aziende – hanno deciso di cogliere l’occasione per ricostruire in maniera sostenibile gli edifici danneggiati o rasi al suolo. Il 29 ottobre scorso, durante SMART City Exhibition a Bologna, si è tenuto un incontro per presentare alcune delle esperienze più significative del dopo terremoto in Emilia Romagna, a dimostrazione che ricostruire in modo sostenibile dopo un terremoto si può. L’incontro, organizzato dal Coordinamento delle Agende 21 locali italiane , ha rappresentato la naturale prosecuzione di un percorso avviato a Ferrara il 6 luglio

dove si sono riuniti Sindaci e Assessori per affrontare il terremoto come una sfida per migliorare il territorio in termini di sostenibilità ambientale e sociale. A Bologna, dunque, gli attori di questa difficile rinascita hanno avuto modo di confrontare molte esperienze nate in questi mesi che testimoniano come, anche in situazioni di estrema difficoltà e di disagio profondo, economico, psicologico e sociale, si possa agire senza perdere di vista valori e senso civico. Da quella giornata, a cui è stato dato come titolo simbolico Emiliani brava gente, ora è nato un vero e proprio “Manifesto per la ricostruzione sostenibile” che v u o l e essere un contributo concreto per far sì che in futuro le esper i e n ze vissute in Emilia Romagna, possano r a p p re s e n tare un vero e prop r i o modello. A Fi-

nale Emilia, uno dei paesi più colpiti dal terribile sisma del 20 e 29 maggio scorsi, la maggior parte delle strutture, in particolare scuole, palazzi storici e chiese, hanno subito forti danni e dopo il terremoto non hanno più avuto la possibilità di riprendere le normali attività. Fra questi il complesso scolastico Sacro Cuore di Finale Emilia, ospitato nell’antica e prestigiosa dimora Borsari. Non potendo in alcun modo recuperare la sede storica dell’asilo, è stato deciso di costruirne uno nuovo, il cui progetto è stato presentato il 6 ottobre scorso ma la cui realizzazione – in realtà – è già stata completata. Il complesso a regime ospiterà ben 240 bambini del paese, suddivisi tra le 2 sezioni di nido e le 6

sezioni di scuola materna. Il risultato sarà una struttura di oltre 1.600 mq. altamente ecologica, antisismica, e ad elevato risparmio energetico, realizzata interamente in legno, che coniuga tre diversi metodi costruttivi. Per la realizzazione del progetto, FederlegnoArredo e le sue imprese, hanno messo in campo sia risorse finanziarie che professionali, coinvolgendo molte aziende, che hanno aderito con entusiasmo alla realizzazione della nuova struttura ecologica e antisismica, la più grande opera donata in tutta la ricostruzione dell’Emilia. La struttura è stata realizzata con un materiale ecologico per antonomasia, il legno, sarà energeticamente autosufficiente grazie all’utilizzo a tutto raggio delle tecnologie del fotovoltaico sia per l’approvvigionamento di energia elettrica quanto per il riscaldamento.


eco moda .7

La ‘bionda’ elettronica Uno ‘sbuffo’ di vapore molto di moda Un paio di anni fa fece scalpore l’idea della compagnia Ryan Air - famosa per le ”trovate” irriverenti – di installare dei distributori di sigarette sui propri aerei. Non si trattava di sigarette “Normali” ma di quelle elettroniche. Rispondendo alle dichiarazioni di ben 24.000 – che avevano dichiarato che si sarebbero sentiti più rilassati se avessero potuto fumare durante i viaggi - la compagnia aveva messo in vendita le sigarette elettroniche a marchio Ryan Air che, al modico costo di circa 6 euro per un pacchetto da 10 pezzi, permettevano ai più incalliti fan delle “bionde” di simulare boccate di fumo senza produrne affatto. Da allora la sigaretta elettronica ha conosciuto una diffusione capillare e

– nonostante lo scetticismo iniziale ed i dubbi sulla sua effettiva “efficacia” - è diventata quasi un oggetto di moda, come un accessorio qualsiasi. L’arnese in questione è un dispositivo elettronico che emula i tradizionali prodotti per il fumo, quali le sigarette, i sigari e le pipe. È uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari. Invece di bruciare tabacco e additivi, quindi, produce una sorta di vapore acqueo che fuoriesce dalla cannula esattamente come se fosse fumo e l’inalazione di questo vapore consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, non v’è alcun rischio canceroge-

no legato a tale processo. Anche l’estetica delle sigarette elettroniche è, di norma, del tutto simile al prodotto tradizionale. E’ la nuova moda degli italiani, che come al solito vengono affascinati da tutto ciò che rappresenta il nuovo: stavolta in ballo c’è la salute e – al di là del business fiorente – l’acquisto della sigaretta elettronica potrebbe rivelarsi una scelta vincente per smettere di fumare (o quanto meno diminuire). I negozianti hanno subito fiutato l’affare dell’anno: negli ultimi mesi sono spuntati come funghi in tutta Italia, senza grosse distinzioni tra Nord e Sud, i punti vendita che le distribuiscono, con vere e proprie catene di franchising, fra le quali si stanno facendo largo anche delle aziende italianissime. che si sono aperti negli ultimi mesi, dalle catene di franchising. Resta il dubbio sulla salubrità dell’u-

tilizzo degli “svaporatori”, come si chiamano in campo tecnico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso una nota a proposito delle sigarette elettroniche, richiamando i produttori di queste sigarette che reclamizzano le stesse quale sicuro ed efficace aiuto medico per smettere con il fumo. L’OMS sostanzialmente non afferma la dannosità o l’inutilità delle sigarette elettroniche: semplicemente sottolinea che non possono essere considerate una terapia ufficiale allo smettere di fumare. L’intento dell’OMS non è quello di affermare che la sigaretta elettronica sia nociva, ma unicamente mettere in guardia ed evitare - giustamente che tale prodotto venga reclamizzato come prodotto terapeutico senza che siano stati condotti i test che ogni legislazione nazionale richiede per la distribuzione di prodotti terapeutici.


8. territorio

L’Idrovia Al via tra critiche e aperte contestazioni L’attuazione del progetto vedrà trasformare l’Idrovia in un canale navigabile sviluppando un’infrastruttura compatibile con l’ambiente e conferendo una nuova valenza all’area Comacchio/Portogaribaldi come porto fluvio-marittimo di accesso all’Idrovia regionale. Inoltre renderà l’Idrovia fruibile dai cittadini (piste ciclabili, aree verdi) e dai turisti (realizzazione di darsena, attracchi) attraverso interventi

di riqualificazione delle aree a ridosso del fiume e la valorizzazione di attività di supporto al trasporto di merci e di persone. Nel progetto presentato dalla Provincia di Ferrara si legge che “dopo una lunga e necessaria fase di studio, approfondimento e presentazioni, è terminato il progetto di adeguamento dell’idrovia ferrarese, finalizzato non solo al traffico commerciale, ma anche a quello turistico del sistema fluviale”. Questo sistema è formato dal Canale Boicelli, Po di Volano, nonché Asta Navigabile Ferrara-Porto Garibaldi.

Il primo passo verso la concreta valorizzazione dell’asta fluviale del fiume che avviene a livello regionale, sarà la trasformazione del tracciato del Po di Volano in un corridoio percorribile dalle imbarcazioni, puntando a dare attuazione a un concetto sempre più intermodale del trasporto. Il Progetto Idrovia Ferrarese è stato avviato grazie alla partecipazione e all’impegno di numerosi attori, dalle Istituzioni che l’hanno ideato e finanziato, agli Enti che amministrano i territori che saranno interessati dai lavori, fino alle aziende cui questi ultimi

sono stati e saranno affidati. Il progetto è coordinato dalla Provincia di Ferrara, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e attuabile grazie a finanziamenti statali. Coinvolge, per un’estensione di circa 70 km, 8 Comuni nel territorio della Provincia di Ferrara: Ferrara, Copparo, Tresigallo, Formignana, Migliaro, Migliarino, Ostellato e Comacchio. Numerose sono le aziende che lavoreranno nell’ambito delle diverse fasi di realizzazione del progetto: si tratta per lo più di aziende emiliano romagnole, venete e marchigiane.


territorio .9

ferrarese L’Idrovia Ferrarese rappresenta una straordinaria opportunità di crescita per il turismo e per le attività economiche connesse al corso del fiume (trasporto fluviale, pesca, enogastronomia). Questa via d’acqua si snoda infatti, tra luoghi di interesse naturalistico (Valli di Comacchio, Valli di Ostellato, Parco del Delta del Po) e storico-artistico (Museo Archeologico di Spina, Villa Mensa, Museo della Nave Romana, Casa Museo Remo Brindisi). Tutti questi territori potranno essere raggiunti

via acqua e via bicicletta, attraverso il collegamento alla rete di piste ciclabili già presenti e in corso di realizzazione. A conclusione del progetto il volume di traffico subirà una notevole riduzione, con conseguenze positive sulla viabilità e sulle emissioni di CO2. Altri benefici si potranno riscontrare sulle emissioni acustiche: studi e simulazioni hanno evidenziato che si avrà una riduzione dell’inquinamento acustico conseguente alla diminuzione del transito dei mezzi pesanti.

APPUNTAMENTI Mostra sull’energia intelligente! Fino al 10/02/2013

Palazzo Re Enzo, piazza del Nettuno - Bologna Fino al 10 febbraio a Palazzo Re Enzo, si svolge “Arte e scienza in piazza”, la manifestazione di diffusione della cultura scientifica organizzata dalla Fondazione Marino Golinelli in collaborazione con il Comune di Bologna e prevede oltre 100 eventi tra mostre, spettacoli, incontri, proiezioni, concerti, giochi in piazza e laboratori creativi. All’interno della kermesse ci sarà la mostra “Energie Intelligenti. Smart People in smart Cities”: interattiva e multimediale vuole coinvolgere il visitatore in modo attivo con l’obiettivo di cogliere tutte le possibilità che le città intelligenti offrono. Per una città che riesca a conciliare e soddisfare le esigenze dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni, in cui l’impiego diffuso e innovativo delle tecnologie, in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica è parte della soluzione. Un progetto di Hic ad Hoc (Torino) con la collaborazione di Fondazione Marino Golinelli (Bologna), Scienzattiva (Biella), Amapola (Milano) e il sostegno del Comune di Bologna. bando, partecipando a video-lezioni e corsi formativi on-line.


10. medicina naturale

Fenomeno naturale Affidarsi alle cure proposte dalla medicina naturale A supporto della medicina tradizionale o come strumento di prevenzione per i malanni più o meno gravi nei quali si rischia di incorrere nei diverse stagioni della vita. La fitoterapia (a volte anche impropriamente definita fitomedicina) è, in senso generale, quella pratica terapeutica umana comune a tutte le culture e le popolazioni sin dalla preistoria, che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere. Dal punto di vista terminologico, limitandosi alla Unione Europea, solo da pochi anni, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste

una categoria professionale istituzionalizzata di fitoterapeuti, con percorso formativo universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. Negli altri stati membri della UE il termine fitoterapeuta non ha valore legale, e la fitoterapia non è una branca riconosciuta delle biomedicina. Le piante sono fra le principali fornitrici di sostanze medicamentose e vanno considerate come veri e propri produttori e contenitori dinamici di sostanze chimiche. Nella loro evoluzione esse hanno sviluppato innumerevoli metaboliti secondari che svolgono per la pianta varie funzioni ecologiche (repellenza, difesa dagli erbivori, lotta contro altre specie vegetali per il controllo delle risorse, difesa dai parassiti, attrazione degli impollinatori, ecc.). Questi stessi metaboliti secondari hanno mostrato importanti

attività farmacologiche nell’uomo. Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e metodiche diverse, a seconda che il solvente sia l’etanolo, l’acqua un olio grasso. In particolare i medici hanno la possibilità non di preparare ma di prescrivere preparazioni vegetali che poi prepara il farmacista (medicinali galenici magistrali). Le preparazioni in libera vendita devono sottostare a vari standard di tipo qualitativo, mentre gli standard di efficacia e tossicologici vengono applicati (nella UE) solo a quei preparati ai quali venga riconosciuto lo status di farmaci vegetali (herbal medicines). Per i preparati che non rientrano in questa categoria valgono le regolamentazioni dei singoli stati membri. Il mercato di questi prodotti, vista

la risposta positiva dei consumatori, si sta allargando e per chi pratica la medicina naturale non è facile mantenere coerenza e credibilità, visto il proliferare di prodotti “taroccati” o non conformi alle regole. In Italia non esiste ancora una legge specifica per le fitomedicine e difatti, molte di esse, sono state prodotte e commercializzate in passato sotto forma di integratori alimentari, mentre attualmente sono regolamentate dal D.L. n.169/2004 che ha fatto chiarezza con una disciplina specifica sugli integratori alimentari. Quello che i medici “naturalisti” consigliano è di osservare sempre le confezioni che gli erboristi o le farmacie propongono, in caso di acquisto è fondamentale che ci siano dichiarati i componenti e le sostanze usate nel preparato e che, comunque, si seguano le prescrizioni ed i consigli dei dottori specializzati.


energie rinnovabili .11

Emilia Romagna a energia pulita Cinque le città della regione che si collocano tra le prime dieci italiane per impianti solari Secondo la classifica delle “città solari” stilata su dati ufficiali Gse ed elaborati dal Gruppo Ubisol al primo posto c’è Roma con 4.397 installazioni fotovoltaiche, secondo gradino per Perugia con 1.573, terza Padova con 1.339, quarta Ravenna con 1.299 impianti, seguita al quinto posto da Trento con 1.148, al sesto da Forlì con 1.084, al settimo Rimini con 1.060 impianti fotovoltaici , all’ottavo Modena con 1.022, nono posto per Cesena con 1.002 e, a chiudere, decimo posto per Sassari con 991 impianti.

Secondo le statistiche, il 97% dei comuni italiani ha sul proprio territorio un impianto fotovoltaico, un dato che sfiora il 100 per cento in Emilia Romagna, dove solo un comune su 384 non ha pannelli solari nei suoi confini. Il Comune “maglia nera” è Zerba, paesino sulle montagne di Piacenza che con i suoi 1.000 metri di altitudine e solo 94 abitanti, dove – data l’esiguità del consumo della comunità – l’energia fotovoltaica non è ancora arrivata. In regione l’impianto fotovoltaico di maggiori dimensioni è quello attivo ad Alfonsine, in provincia di Ravenna: 24.792 chilowatt picco, in produzione dall’ agosto 2011. Questo colosso sarebbe quindi in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 7.500 famiglie, ossia gli abitanti di una cittadina di medie dimensioni. Il secondo impianto per dimensioni è nato - sempre nel 2011 - a Ferrara, con una potenza di 11.248 kWp.

Tra le nove province dell’Emilia Romagna, primo posto per potenza installata a Ravenna con 319.471 chilowatt picco installati, seguita da Bologna (204.767 kWp) e Forlì-Cesena (160.150 kWp). A giugno 2012 – i dati per il secondo semestre sono ancora in fase di elaborazione - dicono che maglia rosa della presenza di impianti privati sul territorio va a Bologna, con 6.570 impianti, seconda Modena con 6.126 e terza classificata Ravenna, con 4.509 impianti. Seguono Forlì-Cesena con 4.082 impianti, Reggio Emilia con 3.959, Ferrara con 2.978, Rimini 2.700, Parma con 2.613, Piacenza fanalino con 2.283 impianti. Continua in maniera piuttosto costante quindi la diffusione del fotovoltaico “familiare”, ossia quello che riguarda le abitazioni dei privati. Tra gli incentivi fotovoltaico ultime notizie figurano le tariffe incentivanti pro-

mosse dal Quinto Conto Energia per l’installazione di impianti fotovoltaici integrati che dispongono di caratteristiche innovative. Per questi impianti è definita una potenza minima è 1KW mentre la massima è 5MW. I moduli devono comunque essere conformi alle attuali norme definite dal Decreto Ministeriale del 5 luglio 2012 ed i componenti degli impianti devono essere il frutto di una nuova costruzione. Nel corso dell’anno appena iniziato, secondo le più recenti analisi, i prezzi dei moduli fotovoltaici subiranno una contrazione dei costi, mentre – nonostante la crisi – è prevista, inoltre, una crescita nel numero delle installazioni. Merito dell’incidenza dei mercati emergenti, come quello cinese e quello americano. In Europa tra i Paesi dalla maggiore crescita abbiamo la Romania: è previsto che sul mercato europeo la grid-party sia ormai prossima al conseguimento.


12.energie rinnovabili

La Centrale è centrale Inquina tanto da essere fuorilegge, ma continua a produrre É centrale elettrica di Porto Tolle, nel Parco del Delta del Po. In Italia gli impianti che non hanno ancora ricevuto l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), la licenza necessaria per uniformarsi ai principi dettati dalla Comunità europea, sono 19, fra acciaierie, raffinerie e centrali elettriche, altre invece non hanno la V.i.a., la Valutazione d’Impatto Ambientale. A denunciarlo è Legambiente, che nel dossier “Mal’aria industriale 2012”, oltre a indicare i Siti di interesse nazionale – le aree contaminate più pericolose che lo Stato vuole bonificare – ricorda come per queste eclatanti infrazioni l’Italia sia stata condannata ancora una volta dalla

Corte di giustizia europea. Risultato? Più lavoro per pochi, più inquinamento e penali da pagare per tutti. Del resto, fare profitti a spese dei cittadini e della loro salute sembra la regola, non solo a Taranto. Fra gli impianti più impattanti a livello sanitario alcuni sono già noti alle cronache, vedi l’Ilva, mentre altri sono rimasti quasi sempre nell’ombra. A titolo esemplificativo si può parlare del polo petrolchimico siciliano di Gela, leader italiano delle emissioni di ossidi di zolfo e di mercurio, mentre una menzione speciale va fatta all’industria energetica, come la centrale elettrica di Porto Tolle, in fase di conversione da olio a carbone. A Porto Tolle in provincia di Rovigo, infatti, l’ENEL ha in programma di convertire la centrale a olio combustibile di “Polesine Camerini” in una grande centrale a carbone della

potenza di 2000 MW con la relativa emissione di CO2 di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno. La centrale, però, potrebbe essere riconvertita anche in virtù della modifica dell’art.30 della legge regionale istitutiva del Parco che consentiva nella zona la costruzione di sole centrali alimentate a gas naturale o con fonti meno inquinanti. Intanto, in provincia di Rovigo è stato riscontrato (rilevazioni Arpav) che le polveri sottili presenti sono superiori a quelle di Verona, che ha un numero di industrie e fabbriche notevolmente superiore rispetto al capoluogo polesano. Negli anni la questione “conversione al carbone: si o no” è andata in Tribunale ed ha passato una lunga trafila e numerose analisi di commissione, ma c’è chi –una volta approvata definitivamente – ha promesso battaglia affinché vengano rispettate tutte le regole ed i

criteri di controllo e supervisione degli agenti inquinanti. Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Italia Nostra, Legambiente, WWF e il Comitato dei liberi cittadini di Porto Tolle hanno diffidato il Ministero dell’Ambiente, affinché sulla conversione a carbone chiesta dall’Enel, si muova nel pieno rispetto della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. “Nessuna scorciatoia per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), che, per la conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, dev’essere rinnovata integralmente – chiedono - Come stabilito dalla normativa nazionale e comunitaria, e confermato da una sentenza del Consiglio di Stato”. Le associazioni chiedono, inoltre, “che per l’impianto siano valutate le alternative energetiche esistenti: il gas e le energie rinnovabili. E che siano garantite l’informazione e la partecipazione dei cittadini”.


stili di vita eco .13

Lavoratori al verde crescono Le problematiche ambientali stano cambiando il mondo del lavoro Non soltanto dal punto di vista dell’approccio all’organizzazione del lavoro stesso ma anche perché c’è bisogno, e ce ne sarà sempre di più, di nuove figure professionali legate alla sostenibilità. Sistemi di produzione, progettazione, organizzazione, costruzione, erogazione di servizi improntati all’ottica del basso impatto ambientale, nel rispetto di protocolli internazionali condivisi: il futuro e il presente del mondo del lavoro in Italia sono sempre più “verdi”, i cosiddetti green jobs direttamente o indirettamente collegati allo sviluppo della Green Economy. Una ricerca del Sole24ore riporta che la situazione italiana è parte inte-

grante del più vasto contesto europeo che prevede 4,5 milioni di lavoratori verdi al 2020, di cui una bella fetta costituita dai green collar, cioè i lavoratori del terziario avanzato e della ricerca. Il Global climate network prevede 20 milioni di nuovi green job da qui al 2020, mentre l’Unep stima il superamento di quota 20 milioni al 2030 solo per i lavoratori impegnati sul fronte delle energie rinnovabili di cui 2,1 nell’eolico, 6,3 nel fotovoltaico e 12 nell’industria dei biocarburanti. In Italia si contano 150.000 occupati nel 2012 e se ne conteranno quasi 250.000 al 2020, secondo le stime del Gestore servizi elettrici e dello Iefe Bocconi, con una quota maggiore per le bioenergie (oltre 100.000 occupati), seguite dall’eolico con 80.000 e dal solare con 50.000. Le occupazioni più gettonate ed innovative? Per

esempio quella del designer del parco eolico o di sistemi fotovoltaici, oppure l’installatore di turbine eoliche o il tecnico dei sistemi di accumulo del gas del biometanolo per gli impianti di biomasse. In generale aumenteranno i venditori di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche, installatori e tecnici specializzati. Numerosi i professionisti legati alla costruzione di edifici “bio”, dai bioarchitetti (che studiano e progettano gli edifici nel rispetto dell’ecosistema naturale) agli ecoingegneri (che applicano le tecnologie per risolvere i problemi del benessere dell’abitare, per un corretto rapporto uomo, ambiente e casa), fino alla professione degli house doctor (un tecnico che è in grado di rilevare tutte le fonti di inquinamento nel mondo domestico). Occhi puntati anche su ingegneri elettrici, elettronici o civili come pro-

gettisti di sistemi rinnovabili, project manager o green business developer, economisti e legali esperti nella normativa specifica. Nell’ambito del fotovoltaico -sottolinea il rapporto - sono molto richiesti fisici, chimici, operatori tecnici per le fabbriche di pannelli, installatori, manutentori elettrici e meccanici, energy manager ed energy trader. Il settore dell’informatica è fondamentale per la green economy, che ha bisogno di software capaci di comandare sistemi di sensori per l’efficienza energetica e le “smart grid” dell’energia (le reti intelligenti in grado di ridistribuire i surplus in tempo reale). Il mercato del riciclo inoltre è un enorme bacino di posti di lavoro, ma anche la pianificazione urbana è in crescita, considerando che già oltre metà dell’umanità vive in città e nel 2030 sarà l’80%. Tra i mestieri del futuro in verde ci sono anche i biologi specializzati in biotecnologie e gli esperti del settore agroalimentare.


bioarchitettura .15

Super-mercato La Grande distribuzione organizzata italiana si adegua e si supera Anche i super mercati diventano sostenibili e si mobilitano contro lo spreco di energia, installando impianti all’avanguardia e logiche centralizzate finalizzate a diminuire l’impatto del trasporto delle merci, sia per venire incontro alle regole dell’Unione Europea, sia per accontentare i propri clienti, sempre più attenti alle tematiche ambientali. I super mercati si impegnano soprattutto per cercare di mitigare il consumo della refrigerazione alimentare. Esselunga, per esempio, nei super mercati di ultima generazione, ha fatto installare centrali frigorifere a CO2, per evitare l’utilizzo dei fluidi refrigeranti ad impatto negativo sul-

la fascia dell’ozono. Queste centrali sono state installate con successo anche in molti punti vendita Carrefour e Coop, per sostituire i liquidi refrigeranti, tra cui i clorofluorocarburi (Cfc), messi al bando, a partire dal 2010, come gas climalteranti altamente pericolosi e vietati, dal protocollo di Montreal. A pochi chilometri da Ravenna sorge l’eco-supermercato del futuro, capace di ridurre al minimo l’impatto ambientale e migliorare al tempo stesso il benessere per clienti e lavoratori. L’inCoop di Conselice, inaugurato a settembre scorso, è infatti un prototipo di negozio all’avanguardia, per la quantità e la qualità di soluzioni presenti in tutto il suo ciclo di vita, a partire dalla scelta di materiali: è realizzato soprattutto con quelli riutilizzabili e riciclabili, recuperando anche i detriti degli edifici preesistenti. Infatti la struttura è stata pensata

come un sistema olistico, nel quale, cioè, le singole soluzioni adottate si integrano tra loro determinando un equilibrio “virtuoso”. Nel supermercato di Conselice il sistema di riscaldamento e condizionamento, servito da una pompa di calore geotermica, prevede differenti zone climatiche, in funzione delle attività che si svolgono nelle diverse aree del negozio. Un grande camino di ventilazione naturale facilita il ricambio d’aria, mentre il passaggio attraverso tubazioni interrate asettiche consente di far entrare aria preriscaldata in inverno e fresca d’estate. Nel supermercato ecologico sono banditi gli sprechi: il calore di scarto dei frigoriferi viene recuperato e utilizzato per scaldare l’acqua sanitaria e, d’inverno, si integra con l’impianto di riscaldamento. Analoga la parsimonia nell’utilizzo dell’acqua e dell’energia: nella copertura, realizzata con tecnologia “cool

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roof”, sono stati inseriti un sistema di recupero delle acque piovane ed una rete di camini solari, per convogliare all’interno la luce naturale. In questo modo si riduce la necessità di illuminazione artificiale, tutta garantita da lampade ad alta efficienza e a led. Grazie a questi e a molti altri accorgimenti, il nuovo punto vendita risparmierà almeno il 40% di energia rispetto ai super mercati costruiti nel rispetto delle normative più recenti in materia di contenimento dei consumi. E, se si considera che il negozio è alimentato esclusivamente da energie rinnovabili, l’impatto ambientale misurato in termini di CO2 sarà nullo. Ma non finisce qui. Nei super mercati green ci si adopera per centralizzare anche i trasporti delle merci, creando piattaforme logistiche pensate per eliminare i lunghi viaggi, ottimizzare il carico dei camion e ridurre il flusso di traffico per contenere le emissioni di anidride carbonica.


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Cooperativa Sociale Tel. 393 1072464

autista soccorritore, medici rianimatori operatori sociosanitari OSS, infermieri professionali

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URGENZE: ref. Sig.Valentina Tel. 349 6205901 24h

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