AGOSTO 2013 mensile anno 4 numero 8
Mare in città
Il sole scalda e l’aria di città si fa sempre più pesante: in vacanza o meno, vale sempre la pena farsi trasportare dal gusto della scoperta. Pare che quest’anno sia tornato di moda il pranzo al sacco fra i vacanzieri italiani. Che sia per risparmiare o per godersi la possibi-
lità di pranzare in libertà all’aperto abbiamo individuato un menù “da trasporto” composto con i nostri prodotti locali. Mentre si sta in vacanza, c’è chi lavora per noi: entro il 30 settembre sarà presentata a Parigi la candidatura del Parco del Delta del Po all’Unesco, perché ne faccia
una riserva “biologica dell’umanità”. Quindi se siete a spasso fra le dune e le lagune ricordate che siete in un posto unico al mondo! In giro per boschi e pinete fate attenzione a quello che accade intorno a voi. È compito di tutti rispettare e proteggere le nostre foreste. Per questo è attivo il pia-
no di attenzione contro gli incendi boschivi in emilia Romagna ma – si sa – prevenire è meglio che curare. E se nemmeno in vacanza si smette di cercare lavoro, occhio alle nuove opportunità dei green jobs: cercasi tecnici acustici per studiare l’inquinamento da rumore delle nostre città.
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4. agricoltura biologica
agricoltura biologica .3
Il Bio non tramonta Una costante crescita biologica Mentre i consumi degli Italiani sono in costante calo i prodotti biologici sono gli unici ad aumentare in un carrello della spesa sempre più vuoto. In Emilia Romagna hanno ripreso a crescere anche i produttori biologici che nel 2008 avevano fatto registrare il minimo degli ultimi dieci anni. Lo ha comunicato la Coldiretti Emilia Romagna, ricordando che durante lo scorso anno, a fronte di un calo del 3 per cento dei consumi alimentari, gli acquisti di prodotti biologici avevano visto un’impennata del 6,1 per cento, superando il valore di 300 milioni di euro. Contemporaneamente è tornato a crescere anche il numero dei produttori biologici, che, secondo le
analisi messe a disposizione dal Sinab (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), sarebbero stati più di 3.600, tornando per la prima volta al di sopra delle 3.525 unità del 2008, livello più basso degli ultimi dieci anni. “L’accresciuto interesse per i prodotti biologici – ha commentato Coldiretti – è anche frutto della decisa svolta dei consumi e della produzione, che a seguito del ripetersi di scandali alimentari (dalla mucca pazza alla mozzarella blu) hanno spinto consumatori e produttori ad orientarsi verso prodotti maggiormente sostenibili e di qualità”. Proprio per rispondere all’aumento dei consumi e degli operatori, è stato costituito a Bologna il “CertoBio” (Consorzio emiliano romagnolo tra operatori biologici), un consorzio che
raccoglie gli operatori biologici di tre Consorzi Agrari (Adriatico, dell’Emilia e di Piacenza), del consorzio ortofrutticolo “Fattorie Estensi” e della cooperativa Agripiace di Piacenza, che nel territorio piacentino rifornisce mense scolastiche per due milioni di pasti all’anno. “CertoBio – ha detto Sala, presidente di Agripiace – non associa solo aziende agricole, ma tutti gli operatori, dai produttori ai trasformatori ai commercianti di prodotti bio. Il nostro obiettivo, secondo il progetto di Coldiretti, è organizzare una filiera agricola tutta italiana per rifornire mense pubbliche e private e consumatori finali con prodotti provenienti da territori il più possibile vicino al luogo di consumo. Non ci limiteremo solo all’alimentazione umana, ma, grazie alla presenza dei Consorzi
Agrari, punteremo a rifornire gli allevamenti con cereali e alimenti zootecnici completamente tracciabili per la produzione di carni biologiche, che in Emilia Romagna vede impegnate oltre 600 aziende zootecniche”. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Sinab, dei circa 3.602 operatori biologici attivi in Emilia Romagna, 2.465 sono aziende agricole (oltre un centinaio quelle ferraresi), 816 sono preparatori, 10 importatori, 266 produttori/preparatori e 45 produttori/preparatori/importatori. In regione vengono coltivati con il sistema biologico 77.500 ettari, con un’ampia parte rappresentata da colture foraggere (35.000 ettari), prati e pascoli (17.500 ettari) e cereali (11.000 ettari). Gli ortaggi biologici vengono coltivati su 2.146 ettari, la frutta su 2.651 e la vite su 2.292.
4. turismo etico
turismo etico e solidale .7
Boschi (in)difesi In campo gli interventi della Regione Emilia Romagna Cambia la politica della Regione Emilia Romagna per contrastare gli incendi: è stato infatti emanato il nuovo “Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi” valido per il periodo 2012-2016. Il Piano presenta una nuova “carta del rischio”, creata ad hoc, ma anche la variazione delle modalità di intervento per la prevenzione ed il contrasto degli incendi. Il provvedimento, sollecitato da amministratori locali, operatori economici, agricoltori e associazioni, ha tenuto conto delle dinamiche degli incendi boschivi attraverso i dati statistici sulla frequenza, sulla localizzazione e sulla consistenza degli eventi, dolosi e non. Per il periodo 2007-2013 si sono stanziati 5 milioni e 500 mila euro di risorse europee del Programma di Sviluppo Rurale, dei quali circa 800 mila euro all’anno verranno assegnati agli enti delegati (Province, Comunità montane e Unioni di Comuni) per gli interventi di manutenzione dei boschi, della viabilità di
accesso e dei punti di approvvigionamento idrico. La Regione inoltre ha deciso di destinare circa 400 mila euro all’anno per gli interventi di prevenzione nei territori del Patrimonio forestale regionale, che si estendono per oltre 35 mila ettari. Inoltre, una convenzione sottoscritta con il Corpo Forestale dello Stato prevede, fra l’altro, attività di sorveglianza, controllo del territorio e lotta attiva agli incendi boschivi. Cuore del provvedimento è sicuramente il nuovo modo di concepire la fruizione degli spazi boschivi anche in periodi di alto rischio incendi, come l’estate, creando ad esempio nuove aree di sosta in prossimità delle “pericolose” che rispettino dei requisiti minimi di sicurezza. Aumentando inoltre le risorse provenienti dalla Regione e dall’Unione europea per interventi preventivi di manutenzione della viabilità forestale, verrà probabilmente evitato che il patrimonio forestale regionale venga ulteriormente intaccato da incendi cagionati dall’incuria umana. Un ulteriore occhio di riguardo verrà prestato alla formazione per i responsabili delle organizzazioni che svolgono attività nei boschi (vedi scouts) e all’efficienza delle segnalazioni per le attività di bruciamento controllato dei
Il piano individua Ita dit, sum nuclei urbani condentella e strutture vatiam pora, rucreative mius. Tasdacto interconnesse consuliaes agli elementi bonsum turnum forestali que ium labis.
residui di vegetazione, tramite email o comunicazione su segreteria telefonica alla Forestale. Secondo il nuovo Piamo Regionale, inoltre, vengono razionalizzati e definiti i comportamenti che possono determinare l’innesco di incendi boschivi; si è introdotta una metodologia per la predisposizione di una carta del rischio di incendio “di interfaccia” (tra aree urbanizzate e naturali), finalizzata alla tutela delle infrastrutture poste in continuità con le aree boscate ad elevato r i schio di incendio (borghi ed edifici isolati all’interno di aree forestali, campeggi, parchi periurbani, altri edifici sensibili), utilizzando una metodologia conforme a quanto previsto dalla Protezione civile nazionale. Il Piano delinea i criteri per la
realizzazione della carta della pericolosità per gli incendi di interfaccia, con l’individuazione dei nuclei urbani e delle strutture ricettive e ricreative interconnesse con gli elementi forestali. Tali valutazioni tengono conto della necessità di rendere più rigorose ed efficaci le misure di repressione dei comportamenti pericolosi di origine colposa e dolosa, lavorando in parallelo sulle specificità delle situazioni, della professionalità degli operatori che svolgono attività nelle aree boschive e dell’oggettivo potenziamento delle forze operative avvenuto negli ultimi anni, e anche della sensibilità sviluppata di recente dai cittadini rispetto al tema incendi.
ambiente .5 .3 ambiente
Vongole e asfissia La cura che manca Ad inizio del mese di marzo è stato lanciato un allarme inquietante: Laguna Marinetta, nel territorio di Rosolina – in provincia di Rovigo - si sta interrando e le vongole muoiono soffocate. La Laguna di Marinetta è uno dei luoghi che, nel tempo, si è qualificato come fra i più adatti alla molluschicoltura: una ricchezza per il territorio ed anche per l’ambiente. Essa si trova tra i comuni di Porto Viro e Rosolina, in provincia di Rovigo, è estesa circa 200 ettari e comunica con il mare attraverso le bocche site tra gli scanni e il litorale antistante Porto Levante ed è limitrofa alla più estesa laguna Vallona. Attualmente è la più importante del Polesine assieme a quella di Caleri per gli allevamenti di vongole veraci del Delta, in particolare della specie “Tapes philippinarum”.
Adesso la Laguna si sta interrando a causa dell’apporto di sedimenti dalla bocca a mare di Albarella, principalmente a causa del copioso apporto di sedimenti che dalla bocca a mare di Albarella vengono sospinti dalle mareggiate, soprattutto di Bora ed a causa dello sprofondamento del suolo ampie porzioni di barene sono ora scomparse, con la profondità media è di circa 1,5 metri. La sabbia quindi soffoca i molluschi e la vivificazione dell’intera laguna è compromessa. Ampie aree dello specchio d’acqua non sono più idonee all’allevamento: ne è prova la recente moria di vongole veraci, che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. L’allarme delle associazioni era già stato dato lo scorso ottobre, quando era stato inviato un telegramma agli assessori regionali Maurizio Conte, Franco Manzato e Marialuisa Coppole, nonché agli enti preposti alla salvaguardia degli ambienti lagunari, af-
finché si prendano in esame urgentemente tutte quelle azioni necessarie a scongiurare situazioni di ulteriore criticità per il comparto ittico. “Sono mesi – hanno dichiarato le associazioni regionali della pesca – Agci Agrital, Coldiretti Impresa pesca , Federcoopesca e Lega pesca – che chiediamo alle istituzioni competenti i necessari interventi di salvaguardia e di messa in sicurezza della bocca a mare della laguna di Marinetta. Gli acquacoltori non possono più permettersi di veder perdute intere produzioni e, contemporaneamente, non hanno la possibilità di spostarsi in aree più vocate, poiché in Marinetta il rilascio di concessioni è bloccato da anni”. Nella zona i molluschicoltori sono più di 300 e questi hanno
chiesto a gran voce, nel corso di numerosi incontri, che venga sollecitata la messa in sicurezza e la vivificazione della laguna di Marinetta ed il prosieguo della delimitazione delle lagune polesane per il riconoscimento della demanialità. “Assecondare queste richieste – hanno spiegato le associazioni - significherebbe non solo tutelare centinaia di operatori conosciuti in tutta Europa per l’eccellenza delle proprie produzioni, ma creare qualche centinaio di nuovi posti di lavoro. Possibilità non certo trascurabile, vista la grave crisi economica ed occupazionale in atto nel nostro paese”.
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Viaggi charter a teatro A Teatro con il carpooling: sconti e vantaggi per i giovani A Rovigo chi va a teatro può sfruttare un’iniziativa intelligente e simpatica per arrivarci in compagnia e ricevere uno sconto sui biglietti d’ingresso. Il Teatro di Occhiobello, infatti, per favorire la diffusione delle buone prassi per quanto riguarda la mobilità sostenibile sostiene il “car-pooling”, offrendo l’ingresso ridotto agli spettacoli grazie alla convenzione con Carta Giovani Protagonisti del Comune di Ferrara e con M’intrigo Card dell’associazione Tumbo, riservata agli studenti universitari di Rovigo. Per tutti i titolari di una delle due Carte che utilizzano una singola vettura per raggiungere il teatro, in un gruppo minimo di quattro persone, il costo d’ingresso sarà di soli € 5 a persona. Il car-pooling è un intervento nell’ambito della mobilità sostenibile di cui le amministrazioni locali sempre più spesso diventano promotrici:
il termine inglese corrisponde infatti all’ italiano “auto di gruppo” ed indica una modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, con il fine principale di ridurre i costi del trasporto. Il principio del car-pooling si basa sul fatto che le autovetture sono progettate per un minimo di 4 o 5 occupanti e che – invece - vengono solitamente utilizzate dal solo guidatore: uno spreco di energia e di risorse, oltre che causa del traffico cittadino e del relativo inquinamento ambientale ed acustico. Condividendo invece l’automobile in un percorso comune, si abbattono i costi del trasporto privato, migliorando la congestione del traffico con la riduzione del numero di veicoli in circolazione, arrivando ad abbattere anche la necessità di investimenti in nuove infrastrutture. Per gli utenti i vantaggi sono molteplici: si realizza infatti un risparmio economico in termini di costo pro-capite di carburante, olio, pneumatici, pedaggi, costi
di parcheggio, mentre si migliorano i rapporti sociali tra le persone. A livello pratico il car-pooling si realizza in maniera piuttosto semplice. Uno o più soggetti coinvolti mettono a disposizione il proprio veicolo, eventualmente alternandosi nell’utilizzo, mentre gli altri contribuiscono con adeguate somme di denaro a coprire una parte delle spese sostenute dagli autisti. Al momento esistono numerosi siti sul web che fungono da piattaforma d’incontro fra domanda ed offerta: in pratica si occupano di mettere in contatto gli utenti della rete dei carpoolist. In alcuni portali è previsto il versamento di una piccola quota per partecipare al servizio, in altri il servizio è assolutamente gratuito. L’ i n i z i a t i va del Teatro di Occhiobello segue quella proposta nelle passate
stagioni dal Teatro di Padova, che ha raccolto numerose adesioni nel corso dei mesi. Il car-pooling sta diventando, anche grazie alle campagne promozionali realizzate dalle amministrazioni locali, una pratica diffusa soprattutto nelle grandi città: ad approfittarne sarebbero soprattutto persone che lavorano in zone contigue dei grandi centri urbani e che impiegherebbero troppo tempo a muoversi dalle periferie di residenza al luogo di lavoro con i mezzi pubblici. Anche la Regione Veneto ha individuato negli ultimi anni le modalità necessarie affinché il car-pooling possa diventare un punto di riferimento per la mobilità sostenibile: nei capoluoghi di provincia questa pratica si sta diffondendo a macchia d’olio, complici l’aumento del costo dei carburanti e dei trasporti, nonché le sempre crescenti difficoltà di parcheggio nell’ambito degli spazi urbani.
8. agricoltura biologica
Coltivazioni di... In Romagna si studiano “nuovi frutti” Mentre raccontiamo dello sviluppo del mercato dei prodotti bio e di quello a chilometraggio zero, le aziende agro alimentari “sondano” il marcato alla ricerca delle tracce dei cambiamenti dei gusti dei consumatori per anticipare la richiesta di mercato circa “nuovi” frutti. A conclusione di un progetto finanziato dalla
Regione Emilia Romagna, sono state infatti brevettate tre nuovi cultivar di pesche, nettarine e albicocche. In pratica questo progetto ha visto due fasi: una prima di inchiesta sui gusti dei consumatori in merito alle tipologie di frutta coltivata in Emilia Romagna, dalle pere alle pesche, passando per kiwi, meloni e cocomeri; una seconda – di laboratorio – sull’individuazione delle tipologie di frutti che possano “far gola” ai consumatori nei prossimi anni. Gli obiettivi del progetto sono stati
diversi: analizzare le preferenze del consumatore, studiare nuove cultivar e selezioni di alto pregio qualitativo idonee alla coltivazione negli ambienti emiliano-romagnoli da proporre alla distribuzione, per ampliare l’arco temporale di commercializzazione. Una priorità del progetto è introdurre nelle nuove cultivar e selezioni caratteri genetici di resistenza o tolleranza alle principali malattie che colpiscono le specie frutticole sopra citate, ad esempio Monilia laxa e Sharka. Sono infatti ingenti sia i danni economici
derivanti dalle malattie provocate da insetti, funghi, batteri, virus, citoplasmi, ecc., sia quelli alla salute degli operatori e all’ambiente dovuti all’uso improprio di antiparassitari. L’indagine è stata condotta telefonicamente e per posta elettronica in Italia e sui principali mercati di esportazione per i prodotti in questione (Germania, Gran Bretagna e Francia). Sono stati indagati numerosi aspetti: definizione del frutto ideale, valutazione del grado di soddisfazione del consumatore, miglioramento delle
agricoltura biologica .9
tendenza caratteristiche intrinseche del frutto e degli aspetti commerciali, eventuali differenze tra aspettative del consumatore nazionale ed estero. Attraverso l’analisi delle preferenze del consumatore sono state individuate le principali caratteristiche di albicocche, pesche e nettarine più idonee alla commercializzazione, per indirizzare e supportare i processi tecnici finalizzati alla successiva brevettazione di nuove cultivar. Sono due gli enti di ricerca a cui è stato affidato il lavoro: il Crpv e Astra
Innovazione e Sviluppo. Credendo nel valore della ricerca italiana, in collaborazione con alcuni istituti universitari ed enti di ricerca e sperimentazione, sono stati sviluppati programmi finalizzati all’innovazione, utilizzando il Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena per l’organizzazione dell’attività di ricerca e le aziende sperimentali regionali per le verifiche di campo. La responsabilità tecnicoscientifica è in capo a Daniele Missere (Crpv), con la supervisione di Daniele Bassi (Università di Milano).
APPUNTAMENTI Giornata Mondiale dell’Acqua LA NOTTE DI SAN LORENZO 2013 22/03/3013
Silentium e chiostro, vicolo Bolognetti 2 - Bologna SabatoSala 10/08/2013 dalle 20:00 alle 23:00
Villa dei Vescovi, Luvigliano (Padova) Il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua di quest’anno è la cooperazione sulle risorse idriche. L’obiettivo generale è sensibilizzare Nella notte delle stelle cadenti e dei desideri più nascosti, visita la villa l’opinione pubblica sulla necessità di una maggiore cooperazione per in notturna, osserva le stelle disteso nella corte e nel parco, gioca a affrontare le sfide che pone la gestione delle acque, come la crescita nascondino nel buio. A chiusura della manifestazione bagno termale della domanda e il problema degli sprechi. di mezzanotte. Un’occasione unica per vivere intensamente Villa dei Vescovi. La celebrazione della Regione Emilia-Romagna, promossa da Sabrina Freda, Assessore all’Ambiente e Riqualificazione Urbana, si tiene il 22 Dopo il tramonto sarà possibile seguire visite guidate in villa godendo marzo a Bologna nella Sala Silentium e chiostro, in vicolo Bolognetti 2 di in un momento assolutamente unico come l’imbrunire e la sera dalle ore 9.30 alle13, intende avvalersi di nuovi approcci comunicativi, inoltrata. Ad accompagnare la visita ci sarà la possibilità di cenare a lume che trasmettano una chiara idea di concretezza delle politiche regionali di candela nelle terrazze della villa gustando piatti e vini del territorio. sull’acqua, soprattutto in tema di clima, scuola e buone pratiche di Dopo cena i visitatori verranno inviati a sdraiarsi sull’erba della corte gestione della risorsa. o del parco per osservare la magia delle stelle cadenti e rilassarsi nel tepore agostano. Per i più piccoli saranno organizzati giochi e attività didattiche all’aperto sulla notte di San Lorenzo, le stelle e il cielo.
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stili di vita ‘eco’
Lavoratori al verde crescono Le problematiche ambientali stano cambiando il mondo del lavoro Non soltanto dal punto di vista dell’approccio all’organizzazione del lavoro stesso ma anche perché c’è bisogno, e ce ne sarà sempre di più, di nuove figure professionali legate alla sostenibilità. Sistemi di produzione, progettazione, organizzazione, costruzione, erogazione di servizi improntati all’ottica del basso impatto ambientale, nel rispetto di protocolli internazionali condivisi: il futuro e il presente del mondo del lavoro in Italia sono sempre più “verdi”, i cosiddetti green jobs direttamente o indirettamente collegati allo sviluppo della Green Economy. Una ricerca del Sole24ore riporta che la situazione italiana è parte inte-
grante del più vasto contesto europeo che prevede 4,5 milioni di lavoratori verdi al 2020, di cui una bella fetta costituita dai green collar, cioè i lavoratori del terziario avanzato e della ricerca. Il Global climate network prevede 20 milioni di nuovi green job da qui al 2020, mentre l’Unep stima il superamento di quota 20 milioni al 2030 solo per i lavoratori impegnati sul fronte delle energie rinnovabili di cui 2,1 nell’eolico, 6,3 nel fotovoltaico e 12 nell’industria dei biocarburanti. In Italia si contano 150.000 occupati nel 2012 e se ne conteranno quasi 250.000 al 2020, secondo le stime del Gestore servizi elettrici e dello Iefe Bocconi, con una quota maggiore per le bioenergie (oltre 100.000 occupati), seguite dall’eolico con 80.000 e dal solare con 50.000. Le occupazioni più gettonate ed innovative? Per
esempio quella del designer del parco eolico o di sistemi fotovoltaici, oppure l’installatore di turbine eoliche o il tecnico dei sistemi di accumulo del gas del biometanolo per gli impianti di biomasse. In generale aumenteranno i venditori di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche, installatori e tecnici specializzati. Numerosi i professionisti legati alla costruzione di edifici “bio”, dai bioarchitetti (che studiano e progettano gli edifici nel rispetto dell’ecosistema naturale) agli ecoingegneri (che applicano le tecnologie per risolvere i problemi del benessere dell’abitare, per un corretto rapporto uomo, ambiente e casa), fino alla professione degli house doctor (un tecnico che è in grado di rilevare tutte le fonti di inquinamento nel mondo domestico). Occhi puntati anche su ingegneri elettrici, elettronici o civili come pro-
gettisti di sistemi rinnovabili, project manager o green business developer, economisti e legali esperti nella normativa specifica. Nell’ambito del fotovoltaico -sottolinea il rapporto - sono molto richiesti fisici, chimici, operatori tecnici per le fabbriche di pannelli, installatori, manutentori elettrici e meccanici, energy manager ed energy trader. Il settore dell’informatica è fondamentale per la green economy, che ha bisogno di software capaci di comandare sistemi di sensori per l’efficienza energetica e le “smart grid” dell’energia (le reti intelligenti in grado di ridistribuire i surplus in tempo reale). Il mercato del riciclo inoltre è un enorme bacino di posti di lavoro, ma anche la pianificazione urbana è in crescita, considerando che già oltre metà dell’umanità vive in città e nel 2030 sarà l’80%. Tra i mestieri del futuro in verde ci sono anche i biologi specializzati in biotecnologie e gli esperti del settore agroalimentare.
10. medicina naturale
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Fenomeno naturale Affidarsi alle cure proposte dalla medicina naturale A supporto della medicina tradizionale o come strumento di prevenzione per i malanni più o meno gravi nei quali si rischia di incorrere nei diverse stagioni della vita. La fitoterapia (a volte anche impropriamente definita fitomedicina) è, in senso generale, quella pratica terapeutica umana comune a tutte le culture e le popolazioni sin dalla preistoria, che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere. Dal punto di vista terminologico, limitandosi alla Unione Europea, solo da pochi anni, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste
una categoria professionale istituzionalizzata di fitoterapeuti, con percorso formativo universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. Negli altri stati membri della UE il termine fitoterapeuta non ha valore legale, e la fitoterapia non è una branca riconosciuta delle biomedicina. Le piante sono fra le principali fornitrici di sostanze medicamentose e vanno considerate come veri e propri produttori e contenitori dinamici di sostanze chimiche. Nella loro evoluzione esse hanno sviluppato innumerevoli metaboliti secondari che svolgono per la pianta varie funzioni ecologiche (repellenza, difesa dagli erbivori, lotta contro altre specie vegetali per il controllo delle risorse, difesa dai parassiti, attrazione degli impollinatori, ecc.). Questi stessi metaboliti secondari hanno mostrato importanti
attività farmacologiche nell’uomo. Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e metodiche diverse, a seconda che il solvente sia l’etanolo, l’acqua un olio grasso. In particolare i medici hanno la possibilità non di preparare ma di prescrivere preparazioni vegetali che poi prepara il farmacista (medicinali galenici magistrali). Le preparazioni in libera vendita devono sottostare a vari standard di tipo qualitativo, mentre gli standard di efficacia e tossicologici vengono applicati (nella UE) solo a quei preparati ai quali venga riconosciuto lo status di farmaci vegetali (herbal medicines). Per i preparati che non rientrano in questa categoria valgono le regolamentazioni dei singoli stati membri. Il mercato di questi prodotti, vista
la risposta positiva dei consumatori, si sta allargando e per chi pratica la medicina naturale non è facile mantenere coerenza e credibilità, visto il proliferare di prodotti “taroccati” o non conformi alle regole. In Italia non esiste ancora una legge specifica per le fitomedicine e difatti, molte di esse, sono state prodotte e commercializzate in passato sotto forma di integratori alimentari, mentre attualmente sono regolamentate dal D.L. n.169/2004 che ha fatto chiarezza con una disciplina specifica sugli integratori alimentari. Quello che i medici “naturalisti” consigliano è di osservare sempre le confezioni che gli erboristi o le farmacie propongono, in caso di acquisto è fondamentale che ci siano dichiarati i componenti e le sostanze usate nel preparato e che, comunque, si seguano le prescrizioni ed i consigli dei dottori specializzati.
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Dolci ondulazioni fossili La riserva naturale delle Dune di Massenzatica A quarantacinque chilometri da Ferrara, e ad un’ottantina da Rovigo, esiste una sequenza di dune fossili unica nel panorama regionale, a testimoniare la posizione di una linea della costa adriatica risalente all’età del Bronzo, circa 3000 anni fa. È la Riserva regionale delle dune fossili di Massenzatica, 45 ettari istituiti nel 1996 tra i Comuni di Codigoro e Mesola. In una sconfinata pianura coltivata – un paesaggio profondamente modificato dall’attività umana che ha bonificato le vaste aree paludose di un tempo – spiccano queste dolci ondulazioni del terreno, che, rivestite da basse praterie, si elevano solo di pochi metri sul piano di campagna, alternandosi ad avvallamenti rioccupati oggi da arbusteti e lembi di bosco. Se si potesse tornare indietro di 50mila anni, dove oggi si estende il delta s’incontrerebbero le valli incise dal progenitore del Po e dai suoi affluenti; la linea di costa correva allora all’altezza di Pescara. Nell’ultimo dei periodi freddi che si avvicendarono durante il Quaternario, il Würm (tra 75 e 10mila anni fa), il livello marino scese di oltre 100 metri rispetto all’attuale: quando la glaciazione ebbe ter-
mine le acque risalirono, invadendo le terre precedentemente emerse, e 5-6mila anni fa la linea di costa si stabilizzò di 20-30 chilometri all’interno rispetto a quella odierna, passando ad ovest di Ravenna, per Alfonsine, Massa Fiscaglia e Adria. In queste condizioni ebbe inizio la costruzione dell’odierno delta del Po: il mare “regredì” a causa della sedimentazione e le spiagge antiche rimasero alle spalle dei nuovi litorali. In questo quadro il cordone a cui appartengono le dune di Massenzatica segna la linea di costa che si stabilizzò in età pre-etrusca (tra la fine dell’età del Bronzo e l’inizio di quella del Ferro) presso un’antica foce del Po. Il loro principale artefice è il forte vento marino che solleva la sabbia e la rilascia sul retro delle spiagge, dove si accumula; una volta incorporata nell’entroterra e non più alimentata dalla sabbia litorale, una duna diviene fossile e tende gradatamente ad essere smantellata dallo stesso agente che l’aveva creata, il vento, soprattutto nei tratti privi di vegetazione. Oggi il mare Adriatico dista una dozzina di chilometri e le dune si sviluppano su un fronte di un chilometro e mezzo e una larghezza media di quattrocento metri, in direzione quasi parallela all’odierna linea di costa. L’area fu sede anche dei primi insediamenti umani locali, testimoniati dai ritrova-
menti archeologici: è verosimile che già in epoca etrusca, quando fiorì il grande emporio di Spina, il cordone dunoso fosse percorso da una direttrice che evitava le paludi estese subito dietro la costa. La Riserva custodisce ancora una buona diversità biologica e funge da rifugio per varie specie. Un’estesa e compatta prateria riveste la sommità delle dune: le difficili condizioni ambientali hanno selezionato una vegetazione caratteristica, ad attitudine pioniera, in grado di sopportare l’elevata insolazione, l’aridità e la povertà del substrato. Prevalgono le specie xerofile, ossia quelle adattate ad ambienti asciutti e soleggiati e spesso comuni nell’area mediterranea, e trovano posto anche varie specie psammofile, vale a dire quelle tipiche dei terreni sabbiosi e diffuse nelle dune litorali e in qualche caso in quelle continentali dell’Europa centrale e orientale. Durante i mesi estivi la prateria appare come rinsecchita, dominata dai fusti di varie graminacee; le piogge primaverili
e di fine estate, quando il tappeto di graminacee si colora di variopinte fioriture dovute in prevalenza ad erbacee annuali, le offrono invece momenti di grande rigoglio e bellezza. Le psammofile creano habitat preferiti da alcuni rettili e molti invertebrati oggetto di recenti studi: coleotteri, imenotteri e lepidotteri, a loro volta ricercati da uccelli migratori quali upupa e gruccione. Gli avvallamenti che separano i cordoni di dune della Riserva sono occupati da lembi di bosco e macchie di arbusti, sviluppati in particolare nell’ultimo decennio, da quando la cessazione di alcune pratiche (pascolo ovino, espianto di vigneti e pioppeti) ha consentito alla vegetazione di ricolonizzare gradualmente l’area. Il Centro di visita si trova in via Peritalba 43 a Italba, frazione di Codigoro (telefono 0533790159), ed è aperto dalla 8 alle 14 tranne il lunedì. Al Castello Estense di Mesola (Piazza Umberto I, telefono 0533.993644) esiste poi un Centro di Educazione Ambientale aperto dal 1 marzo al 30 novembre esclusi domenica e lunedì.
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INFORMAZIONI PER GLI ESPOSITORI PRIVATI
• Piazzola mq. 20 circa. Prezzo IVA inclusa Euro 50,00. (Noleggio tavolo prezzo IVA inclusa Euro 10,00 sino esaurimento disponibilità) PRENOTAZIONE VIA FAX: Inviare domanda firmata e compilata al numero di fax 0544 511555 con allegato: copia documento di identità valido e copia versamento da effettuarsi c/c postale, intestato a: Publimedia Italia S.r.l. - c/c postale n° 11656485 N.B. prima di inviare il tagliando prenotare la piazzola telefonando ai n. 0544 511337 - 335 6540559 (solo mattino). La prenotazione sarà perfezionata solo con l’invio della domanda di partecipazione e il versamento dell’importo dovuto.
PRENOTAZIONE DI PERSONA: Consegnare la domanda firmata e compilata presso gli sportelli della segreteria organizzativa presso Publimedia Italia S.r.l. Piazza Bernini, 6 - 48124 Ravenna, tutte le mattine da lunedì a venerdì. La partecipazione all’evento da diritto alla pubblicazione gratuita di 5 annunci a scelta di Edit Italia srl a socio unico sui propri media cartecei e online. Inviare testo annunci e foto all’indirizzo traffico@publimediaitalia.com entro la data di inizio del mercatino indicando i dati identificativi del partecipante.
INGRESSO ESPOSITORI DALLE ORE 7.00 ALLE ORE 9.00. L’allestimento della piazzola é consentito fino alle 9.00; gli spazi possono essere liberati solo dopo le ore 18.00. Le piazzole non occupate entro le ore 9.00 saranno automaticamente a disposizione dell’organizzazione per essere riassegnate. Non sono consentiti scambi/vendite di motocicli, automobili, animali,alimentari sfusi, materiale pornografico e armi. Qualsiasi problema tecnico dovesse venire a crearsi il giorno della manifestazione, deve essere tempestivamente segnalato esclusivamente allo stand de La Pulce nel Baule. In caso di maltempo durante la manifestazione non sono previsti rimborsi. I tavoli vengono consegnati alle ore 07.30 dopo tale orario l’organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali spostamenti non autorizzati. Il mercatino è organizzato da Edit Italia S.r.l. a socio unico. La segreteria organizzativa dedicata agli espositori privati è tenuta da Publimedia Italia S.r.l. per conto di Edit Italia S.r.l. a socio unico. La concessionaria esclusiva degli spazi espositivi e pubblicitari di tipo commerciale è Publimedia Italia S.r.l.
ALLEGO PAGAMENTO EFFETTUATO TRAMITE: (indicare con una X la modalità scelta)
Per prenotazione via fax
Per prenotazione di persona
Versamento c/c postale
Assegno non trasferibile
Contanti
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE - 6 ottobre 2013 (da far pervenire entro e non oltre il 30 settembre 2013) Il sottoscritto il
nato a residente a
Via Tel./Cell.
n°
CAP
Codice Fiscale_
CHIEDE
ALLEGO DOCUMENTO DI IDENTITÀ VALIDO
in data di poter aderire alla Vostra iniziativa “scambio/vendita di proprietà” che si terrà c/o Il Parcheggo del Pala De Andrè di Ravenna, Via Trieste/Canale Molinetto il 6 ottobre 2013 proponendo lo scambio/vendita di
Le piazzole di mq.20 sono disponibili nelle seguenti tipologie: mt.4x5 oppure mt.5x4 che verranno assegnate a discrezione dell’organizzazione.
DICHIARAZIONE LIBERATORIA lo sottoscritto
dichiaro sotto la mia responsabilità, che la mia partecipazione alla manifestazione “La Pulce nel Baule” mediante l’affitto di n° piazzole avviene a titolo di privato e che quindi ogni vendita e/o scambio che in quella sede verrà da me effettuata si intende fatta non nell’ambito dell’esercizio di un’impresa; ciò stante l’attività in questione non rientra nella sfera di applicazione dell’iva ai sensi del D.P.R. 633/72. Per la stessa ragione anche il trasporto di quanto sarà oggetto di vendita e/o scambio non è ricompreso nella disciplina del D.P.R. 627/78 (bolla accompagnatoria delle merci viaggianti). Dichiaro, inoltre, sotto la mia responsabilità, che gli oggetti che verranno da me scambiati e/o venduti non hanno alcun valore storico, archeologico, di antichità, e che non si tratta di cicli,motocicli, automobili, oggetti preziosi (oro, argento, pietre preziose), animali, alimentari sfusi, materiale pornografico e armi. Sollevo, quindi, gli organizzatori della manifestazione e cioè Edit Italia S.r.l. a socio unico e
la propria concessionaria Publimedia Italia S.r.l. (di seguito, unitariamente, anche ‘organizzatori’) da qualsiasi responsabilità derivante da miei comportamenti in contrasto con le dichiarazioni sopra rese e, comunque, in contrasto con gli obblighi derivanti dalla legislazione vigente, assumendomi piena responsabilità per ogni eventuale provvedimento di qualsivoglia natura che dovesse essere preso dall’Autorità competente a seguito di mie violazioni di leggi e regolamenti. Riconosco che gli organizzatori avranno diritto di rivalersi nei miei confronti per ogni conseguenza dannosa che dovesse loro derivare dai suddetti miei comportamenti.Riconosco, infine, che qualsiasi violazione da parte mia degli obblighi di legge, salva ogni altra sanzione, facoltizzerà gli organizzatori ad allontanarmi immediatamente dal mercatino, con divieto di partecipazione al medesimo. In fede (Firma)
INFORMATIVA AI SENSI DEL CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (DECRETO LEGISLATIVO N. 196 DEL 30 GIUGNO 2003) EDIT ITALIA S.R.L. A SOCIO UNICO (DI SEGUITO ANCHE “EDIT”) Il Decreto Legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 ha la finalità di garantire che il trattamento dei tuoi dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale. Ti informiamo, ai sensi dell’art. 13 del Codice, che i dati personali da te forniti ovvero altrimenti acquisiti nell’ambito dell’attività da noi svolta, potranno formare oggetto di trattamento, per le finalità connesse all’esercizio della nostra attività. 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N.B. Solamente in caso di rinuncia all’opzione 1 e/o 2 e/o 3, barri le relative caselle. (Firma)
PER ULTERIORI INFORMAZIONI TELEFONARE ALLO 0544.511337 - 335.6540559 e-mail: lapulcenelbaule@publimediaitalia.com DALLE ORE 9.00 ALLE 13.00 DAL LUNEDI AL VENERDI IN CASO DI MALTEMPO LA MANIFESTAZIONE NON AVRÀ LUOGO E NON SARANNO PREVISTI RECUPERI NÉ ABBUONI.
INGRESSO GRATUITO PER I VISITATORI
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La ‘bionda’ elettronica Uno ‘sbuffo’ di vapore molto di moda Un paio di anni fa fece scalpore l’idea della compagnia Ryan Air - famosa per le ”trovate” irriverenti – di installare dei distributori di sigarette sui propri aerei. Non si trattava di sigarette “Normali” ma di quelle elettroniche. Rispondendo alle dichiarazioni di ben 24.000 – che avevano dichiarato che si sarebbero sentiti più rilassati se avessero potuto fumare durante i viaggi - la compagnia aveva messo in vendita le sigarette elettroniche a marchio Ryan Air che, al modico costo di circa 6 euro per un pacchetto da 10 pezzi, permettevano ai più incalliti fan delle “bionde” di simulare boccate di fumo senza produrne affatto. Da allora la sigaretta elettronica ha conosciuto una diffusione capillare e
– nonostante lo scetticismo iniziale ed i dubbi sulla sua effettiva “efficacia” - è diventata quasi un oggetto di moda, come un accessorio qualsiasi. L’arnese in questione è un dispositivo elettronico che emula i tradizionali prodotti per il fumo, quali le sigarette, i sigari e le pipe. È uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari. Invece di bruciare tabacco e additivi, quindi, produce una sorta di vapore acqueo che fuoriesce dalla cannula esattamente come se fosse fumo e l’inalazione di questo vapore consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, non v’è alcun rischio canceroge-
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no legato a tale processo. Anche l’estetica delle sigarette elettroniche è, di norma, del tutto simile al prodotto tradizionale. E’ la nuova moda degli italiani, che come al solito vengono affascinati da tutto ciò che rappresenta il nuovo: stavolta in ballo c’è la salute e – al di là del business fiorente – l’acquisto della sigaretta elettronica potrebbe rivelarsi una scelta vincente per smettere di fumare (o quanto meno diminuire). I negozianti hanno subito fiutato l’affare dell’anno: negli ultimi mesi sono spuntati come funghi in tutta Italia, senza grosse distinzioni tra Nord e Sud, i punti vendita che le distribuiscono, con vere e proprie catene di franchising, fra le quali si stanno facendo largo anche delle aziende italianissime. che si sono aperti negli ultimi mesi, dalle catene di franchising. Resta il dubbio sulla salubrità dell’u-
tilizzo degli “svaporatori”, come si chiamano in campo tecnico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso una nota a proposito delle sigarette elettroniche, richiamando i produttori di queste sigarette che reclamizzano le stesse quale sicuro ed efficace aiuto medico per smettere con il fumo. L’OMS sostanzialmente non afferma la dannosità o l’inutilità delle sigarette elettroniche: semplicemente sottolinea che non possono essere considerate una terapia ufficiale allo smettere di fumare. L’intento dell’OMS non è quello di affermare che la sigaretta elettronica sia nociva, ma unicamente mettere in guardia ed evitare - giustamente che tale prodotto venga reclamizzato come prodotto terapeutico senza che siano stati condotti i test che ogni legislazione nazionale richiede per la distribuzione di prodotti terapeutici.
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