Anno 11 • Numero 11 • NOVEMBRE 2016
TRAVEL RETAIL SHOPPING MALL
retail&food Anno 11 • Numero 11 • NOVEMBRE 2016 • € 5,00
In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi
Centri commerciali
Il food alimenta la client experience ion ers hv lis g En
retail&food
Parola di John Burton - Westfield Reed Midem svela Mapic Italy 2017
Report
Grand opening
Star Trek
Ristorazione 2016
Elnòs - IKEA Centres
Pinko
Anno 11 numero 11 novembre 2016
© Ph. Westfield
Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Andrea Penazzi - andrea.penazzi@retailfood.it Stefano Masin - stefano.masin@retailfood.it Contatti info@retailfood.it - www.retailfood.it Hanno collaborato Massimo Luigi Andreis, Fiorenza Auriemma, Alessandro Barzaghi, Antonio Bisci, Italo Bussoli, Carmen Chieregato, Giovanni Cobolli Gigli, Giulia Comparini, Luca Esposito, Simone Filippetti, Fulvio Fassone, Stefano Gardini, David Jarach, Paolo Lombardi, Pietro Malaspina, Dante Marro, Jerome Massiani, David Montorsi, Roberta Motta, Enrico Pazzali, Mario Resca, Leopoldo Resta, James Ross Impaginazione Claudio Rossi Oldrati Foto Archivio Edifis, Flickr, Fotolia, iStockphoto Pubblicità dircom@edifis.it Traffico pubblicitario Roberta Motta - roberta.motta@edifis.it
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SOMMARIO
n°11 novembre 2016
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73 R&F NEWS
Ristorando, retail&food e Artù, ha contato oltre 1.500 partecipanti, 25 stand e più di 100 relatori, che si sono alternati durante la due giorni in 16 workshop tematici.
tica inizia a penalizzare anche le esportazioni. Il 2015 ha tenuto, ma il 2016 potrebbe chiudere con segno negativo a meno che non ci sia una ripresa negli ultimi mesi dell'anno.
COVER STORY 20 Centri commerciali: il food alimenta la client experience
BUSINESS INTELLIGENCE La sicurezza aumenta le vendite
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SCIENZE&RETAIL Etichette, packaging ed emozioni. Come misurare il loro rapporto
COVER STORY - PAROLA DI… JOHN BURTON (English version) Westfield Milano: «grand opening nel quarto trimestre 2019»
STAR TREK MODA Pinko
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R&F NEWS OPENING
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BRAND ANALYSIS 50 Dispensa Emilia, dal piccolo chiosco alle grandi superfici COVER STORY - OSSERVATORIO PREZZI Oriocenter Vs Oriocenter
SPECIALE FORNITORI 73 Tecnologia al servizio della conoscenza Un settore in grande fermento, con soluzioni che permettono un'analisi e una classificazione sempre più capillari del consumatore che di contro, è sempre più evoluto, informato e social.
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COVER STORY - DOSSIER SHOPPING MALL TAGLIO NASTRO 31 Elnòs Shopping, IKEA Centres raddoppia con Brescia Aspettando Primark a dicembre, nel mese di ottobre il nuovo mall da 200 milioni di euro di investimento ha visto arricchirsi l’offerta retail che, una volta a regime, conterà 144 negozi distribuiti su 88mila mq di Gla. Dopo Tiare, questo è il secondo progetto in Italia costruito in aderenza al magnete svedese di arredamento. COVER STORY - CASE HISTORY Pellizzari, multibrand da prime location
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COVER STORY - RESOCONTO EVENTO 40 I riflettori puntati su Ristorazione 2016 Il mercato italiano della ristorazione è stato protagonista lo scorso 6-7 ottobre a Milano nella location del Centro Convegni “Le Stelline”. La nona edizione della mostra convegno organizzata dalla casa editrice Edifis, e in particolare dalle riviste
DOSSIER AEROPORTI 53 Amerigo Vespucci: quel che c'è funziona bene La questione della seconda pista non si sblocca, di conseguenza lo scalo fiorentino è in una sorta di limbo che di fatto ne ha rallentato gli investimenti. Le attività retail presenti tuttavia sono soddisfatte, e le potenzialità sono tante. REPORTAGE TFWA Travel retail: si respira ottimismo
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AIRPORT ANALYSIS London Luton Airport
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WORLD TRAVEL RETAIL
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ANALISI MERCATO 65 Gioielli: gioie e dolori del made in Italy Siamo apprezzati in tutto il mondo ma la situazione geopoli-
TECH
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INTERNATIONAL
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VETRINA
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LA FOTO
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LA PULCE NELL’ORECCHIO La terza vita dei Benetton
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RUBRICHE STOCK OPTION NEW MARKETS OUTLOOK LA RUBRICA LAGALE
retail&food - novembre 2016
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r&f News CAMBI AL VERTICE IN MCDONALD’S
TAGLIO NASTRO AL MAREMÀ DI GROSSETO
I Roberto Masi, managing director di McDonald’s Italy, in azienda dal 2007, esce di scena. Mentre scriviamo, non sono chiare le motivazioni né da quale lato sia stata presa la decisione, se da parte del manager o dell’azienda. Al suo posto Mario Federico, in McDonald’s dalla fine degli anni ’90 con una solida carriera nazionale e internazionale alle spalle. Dalla forte concorrenza diretta nata dalle decine di mini catene di gourmet burger all’ingresso o il rafforzamento di “new” player alternativi – da Burger King a KFC, fino al trend della ristorazione etnica e ai locali healthy – sono state tante le sfide raccolte (e in alcuni casi perse) dai ristoranti della grande M. E di conseguenza numerose le chiusure, a fronte delle poche aperture. Non sono bastati i nuovi arredi dei locali più performanti, le innovazioni di menù con l’introduzione di prodotti locali, anche DOP, o gli esperimenti come il servizio al tavolo e i totem touch screen per le comande. I risultati, evidentemente, non sono stati all’altezza delle aspettative e qualcosa di fatto è cambiato.
l 27 ottobre 2016 ha inaugurato il Centro Commerciale Maremà a Grosseto. Maremà si preannuncia come un luogo inedito per la Maremma, un importante punto di riferimento e di incontro dove passare il proprio tempo libero tra shopping, socialità ed esperienze uniche. La galleria, che sarà acquisita da IGD entro la fine dell’anno, si sviluppa su una GLA di 17.110 mq articolata in 45 negozi e 7 medie superfici interne per un’ampia offerta merceologica che copre la quasi totalità delle esigenze dei consumatori con marchi di primario standing: Gruppo Inditex (Zara, Stradivarius, Bershka, Pull&Bear), Decathlon, Piazza Italia, Calzedonia, Intimissimi, Librerie Coop, Douglas, Kiko Make Up, Alcott Premium e altri ancora. Il nuovo centro commerciale presenta oltre 1.550 mq di ristorazione, offrendo tipicità del territorio ma non solo (Bistrot con cucina toscana Acqua e Farina, Fish Express, Wave Bar, Alice Pizza, Fruit Bar Chiquita, La Piadineria, Sushi One, America Graffiti). Maremà comprende, inoltre, un Ipercoop di 4.200 mq di superficie di vendita (GLA 7.030 mq), che rimane in proprietà e gestione a Unicoop Tirreno; completano l’offerta commerciale 5 medie superfici esterne (OVS, Euronics, Scarpamondo, Andreini Giocattoli, Arcaplanet), un distributore di carburante a marchio Enercoop e un parcheggio dotato di 3.000 posti auto.
Stock option
GRANDI STAZIONI, ADDIO A PRAGA Si è esaurita l’esperienza a Praga di Grandi Stazioni, che aveva in affitto l'edificio storico della stazione Wilson. La motivazione? Secondo le Ferrovie ceche (Szdc), GS non ha completato i lavori di restauro nei tempi previsti, altrimenti il contratto di affitto sarebbe stato prolungato per altri 30 anni. Da quanto si apprende, Pavel Sury, dg della Szdc, si è detto favorevole alla conciliazione stragiudiziale ed è disposto a rimborsare alla società italiana i costi stanziati finora per la ristrutturazione. I lavori di restauro dell'edificio dovevano essere compiuti nel 2013, ma il termine è stato prolungato di tre anni, fino a metà ottobre 2016. E nel frattempo le nuove leggi entrate in vigore non permettono più il prolungamento del contratto e necessitano il lancio di un nuovo appalto. La decisione non ha colto di sorpresa la nuova società Grandi Stazioni Retail, nata nei mesi scorsi dallo spin off di Grandi Stazioni.
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Furla Il marchio bolognese ha registrato una crescita del 31% in Russia. Furla presidia quel mercato da ormai 15 anni e oggi ha 12 negozi tra Mosca e San Pietroburgo. Il successo è stato festeggiato con un gala all'Historical Museum affacciato sulla Piazza Rossa. E-commerce Secondo l'Osservatorio e-commerce b2c del Politecnico di Milano e Netcomm, l'abbigliamento rappresenta il 10% del mercato dell'e-commerce in Italia e cresce quest'anno a un tasso del 27% con un incremento a livello mondiale del 17 per cento. Citylife Lo sviluppatore di centri commerciali Sonae Sierra ha rivelato che lo shopping district di Citylife - ex fiera di Milano - aprirà i battenti nell'ultimo trimestre del 2017 e si candida a diventare il più grande centro commerciale urbano d'Italia.
Ryanair La compagnia aerea di Dublino ha rivisto al ribasso le stime degli utili per l'anno contabile che si chiuderà a marzo 2017. La previsione è di un aumento dei profitti del 7% contro il 12% iniziale. L'utile netto sarà tra 1,3 e 1,35 miliardi di euro.
Tod's Il gruppo ha chiuso i primi sei mesi d'esercizio con un utile netto in calo del 26% a 37,4 milioni di euro e un ebitda in diminuzione del 16% a 86,3 milioni di euro. Tra i singoli brand, hanno perso Tod's e Hogan, mentre sono cresciuti Roger Vivier e Fay.
Esselunga Il testamento di Bernardo Caprotti consegna Esselunga alla seconda moglie Giuliana Albera e all'ultimogenita Marina Sylvia lasciando loro il 66,63 per cento. Ai figli di primo letto - esclusi dal pacchetto azionario nel 2011 - resterà il 33,3 per cento.
Brexit In 17 aeroporti del Regno Unito per ogni pound si ricevono in media 99 centesimi di euro, con picco negativo a Southampton dove si ricevono 88 centesimi e positivo a Glasgow dove una sterlina è cambiata a 1,06 euro. Intanto le banche si preparano a traslocare.
Fast Retailing Il retailer asiatico proprietario della catena Uniqlo ipotizza un recupero dei profitti dopo il calo del 50% registrato alla chiusura del fiscal year ad agosto. Gli incassi erano scesi a 90,2 miliardi di yen. Il target, ora, è arrivare ad agosto 2017 a 175 miliardi.
Samsung Il Galaxy Note 7 rischia di prendere fuoco e il gruppo sudcoreano ha deciso di abbassare del 33,3% le stime sugli utili del terzo trimestre, portando i profitti operativi da 7.800 miliardi di won a 5.200 miliardi di won (4,6 miliardi di dollari).
News UNIQLO E STARBUCKS IL MERCATO SOTTO LA LENTE IN PIAZZA CORDUSIO A MILANO DI RETAIL TRENDS 2016
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palazzi storici che fino a poco tempo fa ospitavano le sedi di Unicredit, Poste Italiane e dello studio legale Dla Piper e Commerzbank tra il 2015 e il 2016 sono passati di mano: Palazzo Broggi è oggi del gruppo cinese Fosun, l’immobile che ospitava la ex sede delle poste è stato rilevato dal fondo americano Blackstone, mentre il gruppo Hines ha rilevato da Sorgente sgr lo stabile che si affaccia su piazza Cordusio e via Dante, a 200 metri dal Duomo. Dopo lunga ricerca per "piazzare" gli immobili, Blackstone è riuscita a conquistare la catena di caffetterie Starbucks, che aprirà nel corso del 2017 il nuovo concept store Roastery, grazie anche all’intermediazione del gruppo di Antonio Percassi, che curerà lo sbarco a Milano dell’azienda estera. Hines invece sta per definire il contratto di locazione con uno dei marchi più ambiziosi di moda low cost, la giapponese Fast Retailing, che porterà nel capoluogo lombardo il marchio Uniqlo.
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resentata lo scorso ottobre al Circolo della Stampa, l’edizione 2016 di Retail Trends registra, da parte di tutti gli operatori intervistati, un sentimento nuovo. Nella sua introduzione, la pubblicazione promossa dallo Studio Legale Cocuzza & Associati testimonia come la crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni sembra essere alle spalle e, seppure continuino a esistere zone d’ombra su cui occorre riflettere, gli operatori hanno confermato che il mercato sembra aver superato il lungo periodo di flessione. In questi ultimi 12 mesi, a differenza di quanto accadeva fino allo scorso anno, i segmenti, high street, centri commerciali, outlet ma anche modelli nuovi come i retail park, sono in una fase positiva. Ovviamente la relazione sottolinea come non siano tutte rose e fiori: gli anni precedenti hanno falcidiato tutte le “posizioni” non prime. Si accentua quindi la forbice tra “prime” e “high street” rispetto alle posizioni meno pregiate e si amplia il divario tra alcune città particolarmente attrattive come Milano, Roma e quelle turistiche come Venezia, Verona, Firenze e il resto dell’Italia, che non riesce, nella maggior parte dei casi, a tornare sui livelli pre-crisi.
NEW MARKETS OUTLOOK a cura di STRA_BRANDING
www.strabranding.com
SHIN KONG PLACE A SUZHOU, il MODERN GARDEN DEPARTMENT STORE La nuova classificazione delle principali città cinesi, raggruppate in base ai cosiddetti “Tier” da 1 a 5, oltre a promuovere nel Tier 1 le città di Guangzhou e Shenzhen, ha introdotto per la prima volta un livello intermedio tra i primi due per indentificare le città emergenti ad alto potenziale. Il New Tier 1 comprende le seguenti 15 città precedentemente inserite nel Tier 2: Suzhou, Chengdu, Hangzhou, Wuhan, Tianjin, Nanjing, Chongqing, Xian, Changsha, Qingdao, Shenyang, Dalian, Xiamen, Ningbo e Wuxi. Tra queste, Suzhou, con quasi 14 milioni di abitanti e a un’ora di treno veloce ad est di Shanghai, può essere considerata un buon esempio di equilibrio tra storia, cultura e sviluppo economico. La città, grazie alla sua storia che risale a 2.500 anni fa e ai suoi antichi giardini e Fig.1: Shin Kong Place di Suzhou corsi d’acqua, rappresenta uno dei principali siti storici di tutta la Cina con più di 105 milioni di turisti domestici all’anno. La sua storica rilevanza industriale e commerciale è giunta sino ai giorni nostri, sede di moltissime aziende straniere che hanno fatto di quest’area una delle più competitive di tutta la Cina con una crescita del GDP pari al 7,5% (al 7° posto tra tutte le città cinesi). La citata importanza è stata mantenuta nel tempo grazie al distretto Suzhou Industrial Park (SIP), sorto nel 1994 grazie a un accordo di collaborazione tra il Governo cinese e quello di Singapore con lo scopo di creare una moderna eco-città, internazionale e industrializzata (1,05 milioni di abitanti), piena di aree verdi che ben si sposa con le caratteristiche dell’antica Città dei Giardini, il nome con cui Suzhou è anche conosciuta.
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All’interno del SIP sorge il department store Shin Kong Place, aperto nel 2005 e in fase di definitiva affermazione grazie a un sostanziale allargamento dell’area retail (88.000 mq su un area complessiva di 163.000 mq), che rappresenta la perfetta simbiosi con i valori culturali e gli aspetti ambientali circostanti. L’innovativo concept di “Modern Garden Department Store” si riflette in una spettacolare architettura che a ogni piano propone terrazze con giardini, ognuna con un proprio tema calato perfettamente nel paesaggio circostante, e una welcome plaza di 9.000 mq che funge da salotto cittadino, un punto di incontro per gruppi ed eventi. (Fig.1). Oltre all’offerta retail con un posizionamento luxury e affordable luxury, spicca l’offerta food con il The Beautiful Market, una rielaborazione del mercato tradizionale con un mix internazionale nell’offerta, e il Caffè Florian, presente con una caffetteria e un ristorante, punto focale nel percorso “east meets west” che caratterizza un po’ tutto il department store. Shin Kong Place di Shuzhou è un progetto di proprietà dell’importante gruppo taiwanese Shin Kong Mitsukoshi che a Taiwan possiede già 22 department stores (con 2.600 marchi ospitati) e che in Cina ha già aperto nel 2007 il famoso SKP di Bejing e aprirà l’anno prossimo SKP di Chongqing, un progetto che si preannuncia anch’esso molto innovativo. Luca Esposito
News NUOVO AD IN SAC
TEDDY: 66 NUOVI NEGOZI ENTRO IL 2016
T Nico Torrisi è il nuovo amministratore delegato della Sac, la società che gestisce l'aeroporto Fontanarossa di Catania. Il manager subentra ad Ornella Laneri. La nomina è avvenuta nel corso dell'assemblea dei soci, lo scorso 7 ottobre. Torrisi è stato votato all'unanimità dall'assemblea, compresi i commissari delle Camere di commercio di Catania e Siracusa nominati da Crocetta, ma le deleghe, come amministratore delegato, gli verranno conferite dopo il parere del Collegio sindacale. Finisce così un lungo braccio di ferro dietro le quinte di Palazzo d'Orleans. In passato nell'amministrazione della Sac ed ex assessore regionale, Nico Torrisi è anche presidente di Federalberghi Sicilia.
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eddy accelera nel suo percorso di espansione del business per il 2016 con l’ingresso in nuovi mercati e uno sviluppo più veloce dell’apertura di nuovi punti vendita. Si tratta di una strategia e di un ritmo pianificati dal Gruppo con l’obiettivo di raggiungere un fatturato pari a 900 milioni di euro entro il 2019. Sono 66 infatti i negozi a marchio Terranova, Rinascimento e Calliope che verranno inaugurati nel periodo settembre - dicembre 2016 in 20 paesi. Di questi la maggior parte sono in franchising, una conferma per una modalità di business che continua a coinvolgere partner nell’avventura imprenditoriale di Teddy. Grazie a questi sviluppi Teddy stima inoltre di inaugurare complessivamente circa 114 nuovi negozi nell’anno in corso rispetto ai 100 previsti giusto prima dell’estate. Ben 55 di questi sono dedicati al mercato italiano, testimoniando la volontà di creare lavoro e valore nel nostro Paese. Grazie alle aperture del 2016 i marchi Terranova, Rinascimento e Calliope arriveranno a contare alla fine dell’anno circa 570 negozi in 43 nazioni, considerando le chiusure che hanno come obiettivo quello di offrire ai clienti negozi di metrature più grandi, contenenti tutte le linee dei marchi in modo da soddisfare al meglio le loro esigenze.
News FIUMICINO FA IL BIS DI RICONOSCIMENTI
DM DROGERIE MARKT ARRIVA IN ITALIA
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Aeroporto di Fiumicino si conferma porta d’accesso in Italia, a Roma, dall’Oriente anche grazie ai servizi dedicati al passeggero asiatico e riconosciuti dalla certificazione di Welcome Chinese. L’aeroporto ha ricevuto la certificazione presso TTG Incontri 2016, una delle principali manifestazioni nazionali, dedicata al turismo, che si svolge ogni anno a Rimini. La conferma della certificazione testimonia l’investimento che l’aeroporto di Fiumicino sta portando avanti sul mercato asiatico e cinese. Nel 2015 sono stati oltre 500mila i passeggeri cinesi atterrati o partiti dallo scalo della Capitale. La previsione per la chiusura del 2016 si aggira su numeri maggiori, con 650mila viaggiatori previsti, in crescita del 30% rispetto allo scorso anno. Ma non è tutto: con un valore di 4,18, su una scala dove l’eccellenza si raggiunge con 5 punti, secondo le rilevazioni effettuate da ACI - Airport Council International, associazione internazionale che misura attraverso interviste ai passeggeri la qualità percepita in circa 250 aeroporti nel mondo - nel terzo trimestre del 2016, il Leonardo da Vinci si classifica, per gradimento dei viaggiatori, primo tra i grandi aeroporti dell’Unione Europea.
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on più di 3.300 sedi in 12 paesi e un fatturato annuo di oltre 9 miliardi di euro nel 2015, dm drogerie markt si conferma tra le prime catene di distribuzione in Europa e la più apprezzata dai consumatori. L'assortimento di dm è composto da oltre 14mila prodotti cosmetici con i due principali core business concentrati nei settori della bellezza e del benessere, con un’ampia offerta di prodotti per la cura del viso e del corpo, oltre alla cura dei capelli, lo styling, soluzioni per l’igiene personale fino a prodotti di cosmesi e profumi. Sono disponibili anche alimenti dietetici adatti a persone con intolleranze alimentari, una vasta gamma di prodotti biologici e cosmetici naturali, oltre al vasto assortimento di referenze per la casa e per la cura e la nutrizione del bambino. L’assortimento si amplia e si completa con l’offerta di alimenti per animali domestici e persino articoli per la fotografia. «I nostri punti vendita occupano una posizione centrale e si distinguono per la loro particolare atmosfera di acquisto. Vogliamo offrire ai nostri clienti una proposta completa e continuamente aggiornata di prodotti cosmetici a prezzi estremamente interessanti, e sorprenderli grazie alla consulenza competente e cordiale del nostro personale», ha dichiarato il Ceo Hubert Krabichler.
News RADDOPPIO AUCHAN CINISELLO: PERMESSI ENTRO L’ANNO Un altro gigante del commercio moderno è pronto a conquistare la scena a Milano, con previsione di inizio lavori nel 2017. E vanterà l’accesso diretto alla rete metropolitana meneghina. Parliamo del raddoppio del centro commerciale Auchan di Cinisello, chiuso a fine 2015 e pronto a riproporsi sul mercato con tutt’altra caratura. Recentemente il Piano di Intervento Integrato Bettola, relativo all'area del mall, ha ottenuto il parere favorevole dalla Regione Lombardia per due passaggi molto importanti: il procedimento di Via (Valutazione di Impatto Ambientale) su interventi che migliorano gli aspetti viabilistici e dei servizi del trasporto pubblico, e il rilascio dell'autorizzazione commerciale. Ora il progetto tornerà in sede comunale per essere sottoposto alla fase delle osservazioni e all'approvazione finale da parte della giunta. Nel merito dell’iniziativa portata avanti del player francese, Auchan avrà la proprietà di un ipermercato da 10mila mq mentre la futura galleria disporrà di una GLA di circa 100mila mq, distribuiti su più livelli commerciali.
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LA NUOVA VITA DI AUCHAN PORTE DELL’ADIGE
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fronte di un investimento di circa 40 milioni di euro è stato realizzato un centro moderno, colorato e green, dedicato allo shopping e al divertimento, pensato per essere uno “spazio di vita” per gli abitanti e per i turisti. Il legame con il territorio e l’attenzione all’ambiente sono gli elementi cardine. Questi i valori della nuova galleria del centro commerciale Auchan Porte dell'Adige, inaugurata a inizio ottobre. L’intero progetto ha previsto nel 2015 un primo intervento di restyling dell’esistente, seguito da 12 mesi di lavori di ampliamento per raddoppiare la GLA, che è passata da circa 8mila mq a circa 18mila. Si amplia anche l’offerta commerciale passando da 37 a 92 unità, tra cui 6 medie superfici specializzate nella tecnologia (MediaWorld), nell’abbigliamento moda (Alcott, Kiabi, Tank Fashion e OVS) e arredo casa (Co.Import), l’ipermercato Auchan e una nuova area ristorazione, con un mix di sapori internazionali, nazionali e soprattutto di eccellenze locali. Il mall è interamente commercializzato. «Stiamo portando avanti un piano di investimenti di 200 milioni di euro che prevede entro il 2018 ampliamenti e restyling al nord, al centro e al sud», ha dichiarato Edoardo Favro, amministratore delegato di Gallerie Commerciali Italia. Nel cuore di Auchan Porte dell'Adige si posiziona la nuova area ristorazione “Riva dei Golosi”: una piazza di forma ellittica circondata da una foto a 360° del lago di Garda, con un accesso indipendente per l’apertura prolungata fino alle ore 23. Il progetto architettonico è stato firmato da L22, brand del gruppo Lombardini22 dedicato alla progettazione architettonica e specializzato nel settore retail.
News THOM EUROPE INDOSSA I GIOIELLI DI STROILI ORO
REGGIO CALABRIA E CROTONE A GARA PER LA CONCESSIONE
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hom Europe ha perfezionato l’acquisizione di Stroili Oro, la catena italiana di distribuzione di articoli di gioielleria e orologeria, con più di 370 negozi e un volume d’affari di 213 milioni di euro. Il gruppo, attivo in Francia con tre marchi, sta incorporando in parallelo la catena di gioielleria tedesca Oro Vivo. Operazioni che lo fanno diventare il primo gioielliere low cost in Europa. Thom Europe è detenuto tramite partecipazione maggioritaria da Bridgepoint, congiuntamente ai fondi Apax Partners e Altamir, Qualium Investissement e al team manageriale. Le acquisizioni in Italia e Germania gli permettono di diventare la piattaforma di convergenza dei tre maggiori mercati della gioielleria a prezzi accessibili nel Vecchio Continente, finora frammentati. Il gruppo dovrebbe arrivare ad avere un volume d’affari pro forma di oltre 620 milioni di euro e conterà circa mille punti vendita e siti di e-commerce in Francia, Italia, Germania e Belgio e più di 5mila dipendenti, impiegati in sei marchi-insegne: Histoire d’Or, Marc Orian, TrésOr, Stroili Oro, Franco Gioielli e Oro Vivo.
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un passo ormai dalla dichiarazione di fallimento (il giudice si è riservato sulla pronuncia) la SoGAS, società di gestione dell'Aeroporto dello Stretto, ha nominato il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Calabria Bernardo Femia, quale liquidatore della società. Nel frattempo l'ENAC ha reso noto che nella mattinata del 12 ottobre 2016 si è svolta la prima seduta pubblica per l’apertura delle domande di partecipazione al bando di gara a evidenza pubblica emesso per l’affidamento della concessione trentennale della gestione totale degli Aeroporti di Reggio Calabria e di Crotone. Le offerte sono giunte da quattro società: ASE S.p.A; RTI IG Aeroporti; Sacal S.p.A.; Sagas S.p.A. I lavori, come da disciplinare di gara, sono stati svolti dal RUP (Responsabile Unico del Procedimento) che si è riservato di concludere la fase di ammissione all'esito di approfondimenti da svolgere a seguito di problematiche emerse in corso di esame della documentazione. In una successiva seduta pubblica è stato comunicato che Sagas S.p.A. è stata esclusa per carenze non recuperabili con il soccorso istruttorio. Per le società RTI IG Aeroporti e Sacal S.p.A. sono state chieste integrazioni attraverso l'istituto del soccorso istruttorio. Per la ASE S.p.A. non sono state rilevate carenze e quindi è stata confermata la sua ammissione.
La Rubrica Legale
a cura di Cocuzza & Associati Studio Legale - Milano
Una recente (e sorprendente) giurisprudenza in tema di indennità di avviamento a fine locazione: un cambio di passo? Avv. Giulia Comparini
L
a Cassazione in una recente sentenza (n.8705/2015) ha ritenuto ammissibile la rinuncia preventiva all’indennità di avviamento da parte del conduttore a fronte della pattuizione di un canone e di locazione minore rispetto a quello altrimenti convenuto. In altre parole la sentenza ha dichiarato valido ed efficace l’accordo delle parti, contenuto nel contratto di locazione, che avevano espressamente scomputato ab inizio l’indennità d’avviamento - che sarebbe spettata a fine contratto al conduttore - dall’ammontare del canone pattuito. Si tratta di una sentenza destinata a far discutere perché si pone in netto contrasto con l’orientamento prevalente di giurisprudenza e dottrina in questa materia. Ed infatti il tema dell’indennità di avviamento è certamente un tema “caldo” che sovente influenza addirittura la scelta delle parti circa il contratto da utilizzare, se locazione o affitto di ramo di azienda (quest’ultimo molto meno regolamentato e quindi meno protettivo per il conduttore), per le loro operazioni retail. È infatti interesse delle proprietà evitare il pagamento a fine contratto di tale indennità. Al contrario, il conduttore è assolutamente favorevole a ricevere tale indennità, cui non ha diritto solo qualora il contratto si risolva per fatto imputabile al conduttore stesso ovvero se egli receda dal contratto. L’ammontare dell’indennità può variare da 18 a 36 mensilità dell’ultimo canone corrisposto dal conduttore: in particolare, le 36 mensilità sono dovute qualora i locali vengano adibiti ad attività affine a quella esercitata dal precedente conduttore e ove il nuovo esercizio venga iniziato entro un anno dalla cessazione del precedente. La giurisprudenza e la dottrina prevalenti sono concordi nel ritenere nulla la rinuncia preventiva all’indennità di avviamento da parte del conduttore. Si ritiene infatti che i diritti del conduttore possono essere
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negoziati solo dopo che il rapporto di locazione è sorto. E il diritto all’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale sorge, per costante giurisprudenza, nel momento e a causa della cessazione del contratto di locazione, quindi - in sostanza - alla fine del rapporto. Inoltre, prosegue la giurisprudenza prevalente, la rinuncia preventiva all’indennità di avviamento è affetta da nullità in quanto attribuisce al locatore un vantaggio non giustificato da una corrispondente rinuncia da parte del medesimo e dunque in contrasto con la disciplina legale (art. 79 legge equo canone). D’altro canto, nulla vieta al conduttore, una volta che è sorto il proprio diritto, di rinunciarvi (solitamente mediante conciliazioni o transazioni), non trattandosi di un diritto indisponibile. La Corte di Cassazione con la sentenza citata, sorprendentemente, ha invece ritenuto ammissibile la rinuncia preventiva all’indennità di avviamento da parte del conduttore e, quindi, valida la relativa pattuizione, a fronte della previsione di un canone inferiore rispetto a quello altrimenti convenuto. Secondo la Corte, infatti, un tale accordo è conforme al principio sancito dall’art. 79 L. equo canone, che mira a mantenere un equilibrio contrattuale fra le reciproche prestazioni del locatore e conduttore, per un duplice ordine di motivi: (i) perché la determinazione del canone nelle locazioni ad uso non abitativo è rimessa alla libera volontà delle parti e (ii) perché il vantaggio del locatore derivante dalla rinuncia all’indennità di avviamento da parte del conduttore sarebbe in questa ipotesi giustificato dalla correlativa riduzione del canone di locazione. Purtroppo la sentenza citata non motiva diffusamente la decisione adottata se non richiamando due precedenti sentenze (una del 1995 e l’altra del 2005) che riportano le stesse sintetiche motivazioni ma che in parte vertono su fattispecie diverse. Resta il fatto che essa potrebbe aprire una prima breccia verso una interpretazione “evolutiva” dell’art. 79 L. equo canone più consona alle attuali esigenze e agli attuali rapporti di forza del mercato delle locazioni commerciali ove il conduttore non è più, nella maggior parte dei casi, il soggetto debole che necessita della protezione del legislatore.
r&f News opening CIOCCOLATO E BREZEL NELLA FUTURA “TERRAZZA SUL TICINO”
Con il taglio del nastro l’11 dicembre della nuova stazione FFS di Lugano, definita la nuova “terrazza sul Ticino”, anche le attività commerciali apriranno i battenti. Stando a quanto dichiarato dalle stesse Ferrovie Federali Svizzere, che hanno già sottoscritto i contratti di locazione, i negozi saranno avviati il 9 dicembre mentre due giorni dopo è prevista l'inaugurazione ufficiale della stazione, in concomitanza con l'apertura della Galleria di base del San Gottardo e della nuova funicolare della TPL. I punti vendita, una cioccolateria Läderach, un chiosco di Brezelkönig e una farmacia, occuperanno gli spazi al primo piano interrato dell’atrio.
Una nuova piazza al Carosello
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uovi spazi e nuovi brand laddove prima c’era l’ipermercato. Con la riduzione della superficie di Carrefour, il centro Carosello di proprietà e gestione Eurocommercial Properties ha messo a segno un’importante operazione commerciale che vede protagonisti attorno a una nuova piazza Scarpe&Scarpe, Sarabanda, Coin e il corner Nespresso. Nel merito di Coin le soluzioni adottate sono di ampio respiro: il punto di vendita, esteso su oltre 2.300 mq, si presenta con una vera e propria vetrina digitale. Sono infatti stati allestiti 10 mq di pannelli led inseriti in una cornice realizzata con materiali metallici verniciati a mano, che segnano uno stretto connubio tra multimedialità, artigianato e design. Guardando all’offerta, il nuovo Coin di Carugate (MI) propone la consueta area per l’universo beauty con marchi di target alto, gli spazi dedicati all’abbigliamento uomo, donna e bambino con una mirata selezione di brand anche per gli accessori. Oltre al mondo della bellezza, sulla vetrina si affaccia Nespresso, che, a consolidamento della lunga partnership con Coin, inaugura un nuovo concept di acquisto: i clienti della boutique verranno accolti dai Coffee Specialist nelle varie postazioni. L’ordine, effettuato attraverso un tablet, verrà inviato direttamente al back office che si occuperà della preparazione della shopper contenente i prodotti acquistati. Completa l’offerta Coincasa: per valorizzare e migliorare la shopping experience, l’insegna mette a disposizione dei clienti un servizio di personal shopper. Gli altri brand in apertura sono Tiger, con l’opening fissato per l’inizio di novembre, DentalPro a metà dello stesso mese e a seguire un altro brand in fase di definizione.
Apre il Mercato Centrale a Roma Termini
KFC porta il pollo fritto in Emilia
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opo il successo di Firenze, apre il Mercato Centrale a Roma Termini, in via Giolitti al 36, sotto la Cappa Mazzoniana. Diciannove botteghe di artigiani del gusto a garanzia di qualità per gli appassionati del food. Il progetto di Umberto Montano è figlio del già collaudato format toscano, e pone le basi per una vera e propria rivoluzione del concetto di spesa, pasto e gastronomia nella Capitale. “Abbiamo rigenerato un luogo difficilissimo – ha dichiarato Montano durante la presentazione alla stampa del nuovo mercato – in questo luogo, regna la qualità dei prodotti realizzati dagli artigiani. Non ci sono scaffalature, non c’è la grande distribuzione; questo è un modo per recuperare il gusto di fare acquisti di qualità, che si è un po’ perso con l’arrivo dei supermercati”. Un aspetto fondamentale è quello della condivisione che si riscontra anche nel design, curato dallo studio Q-bic di Firenze, e che pone l’accento sulla necessità di creare nel centro città un nuovo luogo d’incontro. Legno, ferro, ceramica, resina, tutti usati nel loro colore di origine sono i materiali scelti, tipici dei mercati rionali più tradizionali. Cinquecento posti a sedere nei 1.900 mq di spazio che ospitano quindici botteghe a vista al piano terra tutte intorno alla Cappa (sotto la quale ci sono i bar), più una dispensa, l’area dedicata al vino e la tavola del ristorante al livello superiore, il terzo piano invece per ora sarà dedicato ad eventi anche culturali.
distanza di un mese dall’opening di Milano Bicocca, ha inaugurato presso la food court del centro commerciale I Petali il primo ristorante KFC in Emilia Romagna. «Con Reggio Emilia approdiamo in una regione ad altissimo potenziale: l’Emilia Romagna sarà una delle aree importanti del nostro sviluppo che prevede l’apertura di 100 locali in cinque anni su tutto il territorio nazionale – afferma Corrado Cagnola, amministratore delegato di KFC Italia – Dopo il successo delle recenti aperture, fra le quali Arese e Milano, inauguriamo il nostro ottavo ristorante in Italia, dove siamo arrivati alle fine del 2014 e dove la nostra proposta alimentare sta riscuotendo un grande apprezzamento. Il pubblico italiano può assaggiare il nostro pollo a Roma, Torino, Chieti, Genova, Brescia, Arese, Milano e da oggi anche a Reggio Emilia». KFC Italia ha affidato lo sviluppo del brand in Emilia Romagna al franchising partner Tables srl, guidato da Max Brondolo e con Filippo Dessì come principal operator. «Oggi iniziamo un percorso che ci porterà ad aprire 15 ristoranti in 5 anni in tutta la Regione – spiega Max Brondolo – Il ristorante di Reggio Emilia (400 mq e 134 posti a sedere, ndr) dà lavoro a 35 persone, che provengono quasi totalmente dalla zona, e prevediamo di creare nei prossimi 5 anni più di 700 nuovi posti di lavoro nella Regione».
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News opening In arrivo Àley, format Scarpe&Scarpe tutto al femminile Scarpe&Scarpe, brand torinese, specializzato nella distribuzione di scarpe, abbigliamento, accessori e valigeria, con una rete distributiva che copre tutto il territorio nazionale, presenta Àley: il nuovo format dello shopping riservato al gentil sesso. Il primo punto vendita è stato inaugurato a Roma, in via Tuscolana, il 29 settembre, seguito dalle aperture di Bussolengo e Mestre nel mese di ottobre. Per l’occasione, solo per la prima settimana di apertura, tutta la collezione autunno/inverno è stata scontata del 15 per cento. Il format Àley è caratterizzato da un’atmosfera contemporanea e sofisticata, dove il design si fonde con la passione per la moda e lo stile. Un luogo dedicato esclusivamente alle donne, dove saranno seguite con cura e attenzione da un personale esperto e aggiornato su tutte le nuove tendenze. Uno spazio intimo dal look minimal, dove provare le migliori collezioni del momento, appositamente selezionate da Scarpe&Scarpe.
NAU! fa tris a New Delhi Il più grande shopping centre del Paese, il DLF Mall of India che conta oltre 330 negozi, è l’ultima tappa in ordine di tempo per il brand di ottica NAU!. Il marchio di Castiglione Olona (VA) ha inaugurato il terzo store a New Delhi, mentre gli altri due si trovano presso i centri commerciali MGF Metropolitan Mall e Ambience Mall. A questi, fuori dai confini italiani, va aggiunto lo shop di Barcellona, situato all’interno del Centro Comercial L’Anec Blau. «Siamo orgogliosi di questa nuova apertura – sottolinea Fabrizio Brogi, fondatore e presidente di NAU! – Dopo i positivi risultati ottenuti dai primi due store recentemente inaugurati a New Delhi ecco un’altra importante tappa del nostro percorso di internazionalizzazione». La rete distributiva di NAU! è composta da oltre 100 store monomarca, tra negozi diretti e in franchising.
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Nasce Virgin Active Café, by Cibiamogroup Quando il food incontra il benessere fisico e lo sport: da Cibiamogroup nasce un format di ristorazione studiato per i centri Virgin Active, che è stato inaugurato a Milano-Corsico e che presto sarà replicato in tutti i Virgin d’Italia. Questa iniziativa rappresenta un’innovazione nel settore della ristorazione specializzata per il fitness, che combina le competenze nel campo della nutrizione con gli obiettivi e i momenti dell’allenamento. «La novità alla base di questo progetto è il metodo di integrazione tra allenamento e alimentazione – precisa Alessandro Ravecca, presidente di Cibiamogroup – Il format sviluppato da Cibiamo grazie alla collaborazione della professoressa Nadia Olivero, esperta di psicologia dei consumi e retail innovation, guida i consumatori alla scoperta del superfood e alla scelta delle combinazioni più corrette di alimenti rispetto ai tempi dell’allenamento e all’obiettivo che si vuole raggiungere, come all’aumento della massa muscolare o la perdita di peso».
The Merchant of Venice nel cuore di Verona Il brand veneziano di profumeria artistica The Merchant of Venice apre un nuovo punto vendita nel cuore di Verona in Corso Sant’Anastasia 10 nei pressi di Piazza dei Signori. La boutique monomarca è il quarto punto vendita aperto dopo il flagship store di Campo San Fantin, l’antica Spezieria all’Ercole d’Oro a Venezia e il concept store di Murano. Il brand, creato dall'azienda veneziana Mavive, comprende diverse linee di prodotto ispirate alla tradizione della Repubblica Veneta, al suo artigianato, e al secolare commercio con il lontano mondo orientale. Una volta superata la vetrina a forma di arco ricoperta da edera verde, il negozio si apre introducendo il cliente nel mondo di The Merchant of Venice, subito riconoscibile dai colori e dai decori tipici: il legno di noce italiano, l’oro delle finiture, le cornici intarsiate alle pareti e la carta da parati in tessuto. Al centro della stanza il tavolo è stato allestito con le linee principali del marchio esposte su vassoi personalizzati. Alle pareti sono appoggiate delle consolle laccate in nero e rifinite in oro dove sono presentate le collezioni più esclusive attraverso supporti olfattivi unici come i preziosi Perfume Decanter in vetro di Murano. Proseguendo all’interno del negozio si arriva in un salotto dove si trova esposta la più elitaria delle collezioni di The Merchant of Venice: la Murano Art Collection, una selezione di flaconi realizzati a mano dai maestri vetrai muranesi.
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CENTRI COMMERCIALI: IL FOOD C
SCALO MILANO Inaugurato con 130 negozi. Non solo fashion&food, anche design: Luxury Living (Fendi Casa e Trussardi Casa), Molteni, Poltrona Frau, Poliform, B&B Italia, Kartell, Alessi, Scavolini, Tempur, Calligaris… 20
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onoscere sempre meglio i propri clienti, grazie alla tecnologia, per dare loro un’esperienza sempre più personale, attraverso il negozio fisico, lo store virtuale, nuovi servizi, l’intrattenimento e soprattutto il food. Proprio il food appare come uno dei motori, se non addirittura il motore, in grado restituire allo shopping centre un cliente più motivato a trascorrevi il proprio tempo libero e quindi a soddisfare le proprie necessità di shopping e consumo. A dimostrazione di questa tesi, i principali progetti realizzati nell’ultimo periodo - anche se laddove il food è stato sviluppato con lungimiranza i risultati sono stati estremamente positivi e gli esempi non mancano da nord a sul del Paese - vedono una crescente percentuale di GLA dedicata a questa tipologia di offerta. E questo è un driver vincente appannaggio non solo dei principali mall, come sicuramente lo è ad Arese presso Il Centro dove si annoverano molteplici soluzioni sia in food court sia diffuse in galleria, così come a Elnòs Shopping (vedi Dossier Shopping mall alle pagg. 3134) dove il concetto di chiosco nella food court ha assunto ulteriore importanza, ma lo è anche nei centri di dimensioni più contenute. E i numerosi progetti di ampliamento e refurbishment vanno in questa direzione, come nel caso dei rinnovati centri di Gallerie Commerciali Italia (gruppo Auchan) a Bussolengo (VR) e a Cesano Boscone (MI), in cui sono nate delle vere e proprie food court laddove prima c’erano anche altre tipologie di operatori. Ovviamente l’inserimento di ristorazione non è l’unica novità nel merchandising mix degli shopping mall: come ha dichiarato in un recente convegno Gian Enrico Buso, managing director di Reno, per un
ALIMENTA LA CLIENT EXPERIENCE centro di carattere convenience la possibile strategia evolutiva può includere vari punti: l’ampliamento della dimensione degli agglomerati commerciali via integrazione di nuove formule; la presenza di superfici medie fortemente specializzate; l’inserimento di operatori di nicchia ad alto tasso di specializzazione; l’integrazione di ristorazione ed entertainment e la tematizzazione; al contrario per una galleria di carattere experience i driver di intervento possono essere l’importanza di avere una storia, e se non proprio una storia, allora un’identità, e di farne il proprio point of difference; le atmosfere suggestive; il mix esclusivo; il community link; e l’entertainment. Ma ovviamente in questo processo di rinnovamento le dimensioni contano, così come continua a contare la location. I nuovi progetti lombardi già realizzati di Finiper, IKEA Centres e Scalo Milano (in apertura il 27 ottobre, prima della stesura dell’articolo), quelli prossimi a essere cantierizzati come il nuovo Auchan Cinisello e, su tutti, Westfield Milano dato in apertura entro il 2019 (vedi Parola di, pagg. 24-26), o ancora in fase di dibattito come può essere quello a Sesto San Giovanni nell’area ex Falk, senza contare altre iniziative di forte importanza, danno l’idea di una nuova fase di sviluppo imperniata su volumetrie maggiori, su tenant mix più ampi, trasversali e allo stesso tempo specializzati, su maggiori e più sostenibili soluzioni/infrastrutture di collegamento con il territorio e soprattutto su investimenti mai visti sino ad ora. A tal punto da farci dire che siamo entrati nell’era dei giganti oppure, per riprendere una formula più ricorrente, assistiamo a un nuovo benchmark. E sullo sfondo si guarda al cuore delle città come destinazione per
progetti commerciali di riqualificazione urbana. A tal proposito abbiamo raccontato a maggio l’iniziativa portata avanti dall’Agenzia del Demanio e dal CNCC, su cui si attendono passi avanti come per esempio la comunicazione delle location giudicate idonee per realizzarvi nuovi interventi. Lato retail: tutto questo fermento, favorito dal rinnovato interesse degli investitori internazionali soprattutto, per ora, nel nord Italia, porta in dote nuove catene e lo sviluppo nel canale dei centri commerciali di brand che sino ad oggi hanno preferito altre tipologie di location. Ad Arese abbiamo visto Primark, Lego, H&M Home e Superdry tra le novità internazionali e ancora CioccolatItaliani (che vi ha portato anche il nuovo format di pizzeria P.I.E), SignorVino e Nespresso tra quelle food che per la prima volta hanno sviluppato nei mall; a Roncadelle hanno fatto il loro ingresso Snipes (streetwear) e Johnny Rockets (hamburgeria USA) e su Scalo Milano ci saranno tra le new entry Karl Lagerfeld per l’abbigliamento e Aromatica Restaurant & Lounge Bar, Doppio Malto, Feltrinelli RED e Panini Durini per il food. Ma il palcoscenico da cui tutti questi attori racconteranno ancora una volta i propri progetti sarà Mapic (Cannes 16-18 novembre), presso cui come retail&food saremo al centro del dibattito nel convegno “Food & Beverage powered by Mapic Italy. Savouring new italian F&B experiences” che si terrà il 16 novembre dalle 12.30 alle 13.30 nella Room 2.
Francesco Pupillo zione precedente che ha visto la partecipazione di oltre 2mila retailer e di 360 investment company, con l’Italia a giocare un ruolo di primissimo piano. Nel novembre del 2015 sono stato contati oltre 950 connazionali presenti al Palais des Festivals, in rappresentanza di 385 società di cui oltre 170 retail company, confermando di essere il secondo paese per ordine di presenze. Lo scorso ottobre le più grosse property company e società di investimento internazionali avevano già confermato
la loro partecipazione: Unibail-Rodamco, Klépierre, Sonae Sierra, Eurocommercial Properties, McArthurGlen, ECE, Neinver, CBRE, JLL, Allianz, AEW, Triple Five, AXA, BNP Paribas, TH Real Estate e Pradera. Tra gli italiani si annoverano Gruppo IGD, Grandi Stazioni, Larry Smith, Cogest-Cushman&Wakefield e Svicom che festeggia il suo ventesimo anniversario. A raccontarci i temi della 22° edizione di Mapic Francesco Pupillo, deputy director Mapic markets real estate division at Reed Midem. Guardando ai contenuti, quali saranno le principali novità rispetto allo scorso anno? La 22esima edizione di Mapic avrà come tema centrale l’‘O2O”, il passaggio dall’on line all’offline e viceversa. Il mondo fisico e digitale sono oramai intrinsecamente legati e parte di una unica realtà omnicanale. Sono numerosissimi gli esempi di pure player digitali che hanno aperto punti vendita fisici ed è oramai un dato acquisito l’utilizzo da parte di
Al via Mapic 2016 Anche quest’anno Reed Midem prevede di riunire a Cannes oltre 8.000 partecipanti. I numeri sono pienamente in linea con quelli dell’edi-
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Cover story retailer e property company del canale digitale per drenare sempre maggior traffico verso il punto vendita fisico. Altri trend interessano il settore retail, tra questi il leisure e lo speciality leasing. Mapic approfondirà tutti questi topic con un programma specifico di conferenze e una nuova area espositiva, la “Trends Hub” interamente dedicata all’innovazione, al leisure, ai pop-up store e alle più attuali tendenze dello sviluppo del retail moderno. Gli shopping center, non più solo semplici destinazioni di acquisto, stanno rivedendo le loro strutture per integrarle con nuove tecnologie e nuovi format. La parola chiave oggi è “client experience”: i consumatori visitano i centri commerciali non più semplicemente per fare shopping, ma per vivere un’esperienza più globale, multisensoriale, sociale. Alcuni dei più importati player del mercato, come Google, Salesforce, Clear Channel, saranno tra i protagonisti che animeranno dibattiti e conferenze. Quali saranno i concept più innovativi e legati allo sviluppo della “client experience”? Avremo ad esempio la francese Studiomazé (che offre 3 linee di prodotti ciascuna associate a un diverso livello di creatività e coinvolgimento del cliente nella realizzazione: dal ready-to-go, al ready-to-adapt per finire al ready-to-create) o ancora Cabaïa che sviluppa pop-up store che offrono un unico prodotto a un prezzo fisso: un berretto con 3 pompon sostituibili. Tra gli italiani avremo per la prima volta a Mapic il brand DressYouCan che offre la possibilità di noleggiare abiti di grandi stilisti rendendo possibile a tutti l’accesso a un guardaroba lussuoso per una sola serata. Tra le iniziative più interessanti vi sarà poi una showroom di otre 600 mq (una prima assoluta a Mapic) nella quale Kiabi presenterà le novità del suo nuovo concept. Il brand francese ha da poco completato il relooking e mira a svilupparsi in maniera importante sui mercati internazionali.
«400mila mq di nuova GLA sia nel 2016 sia nel 2017» Massimo Moretti, presidente di CNCC Quali gli andamenti dello sviluppo in Italia? Nel 2015 e due anni fa si parlava di cantieri e progetti ripartiti, ma non c’erano tagli del nastro. Nel 2016 abbiamo festeggiato delle inaugurazioni al pubblico: il segnale più evidente della ripresa del settore. Entro dicembre, parlando solo di nuovi opening, saranno stati avviati: Il Centro ad Arese (MI), Elnòs Shopping a Roncadelle (BS), Scalo Milano a Locate di Triulzi (MI), Maremà a Grosseto, GrandApulia a Foggia e Le Cotoniere a Salerno. Quanto valgono tali operazioni in termini di nuova GLA? E quali le prospettive per il 2017? Nel 2016 assistiamo a nuove aperture per circa 400mila mq di GLA e altrettanto è il dato potenziale del 2017. Nonostante non siamo ancora ai ritmi pre-crisi, che si aggiravano sui 500/600mila mq di nuova GLA, sottolineo che questi progetti non vedono solo quantità ma anche qualità: sono centri commerciali di assoluto interesse per dimensionamento, location, brand mix e con un’offerta aggressiva per quanto riguarda la ristorazione, i servizi, l’intrattenimento e il leisure. Ciò dimostra una forte volontà di differenziarsi. Quali i numeri delle transazioni, invece? Il mercato immobiliare, già al 30 settembre, ha transato 5,7 miliardi, pareggiando la media annuale rilevata negli ultimi 10 anni: un target significativo solo in parte perché include un lungo periodo di crisi. La sfida per il 2016 è di raggiungere il valore del
2015, pari a 7,4 miliardi. Queste cifre includono tutto il settore immobiliare non residenziale, mentre quello retail, al 30 settembre, ha mosso transazioni per 1,6 miliardi di euro, raggiungendo anche in questo caso la media degli ultimi 10 anni. Arriviamo a Mapic, quali gli appuntamenti del CNCC? Forte attenzione la rivolgeremo al sud Italia: dobbiamo recuperare appieno una parte consistente del nostro mercato, affinché torni nel radar degli investitori. A tal proposito sarà dedicata una delle nostre iniziative: CNCC ITALY - Southern Italy: the new golden nugget (16 novembre, 16:00 - 16:45, Room 2). Il giorno dopo sarà la volta del convegno sugli sviluppi, ITALY - New development projects (17 novembre, 17:30 - 19:00, Room 1) che vedrà la partecipazione della senatrice Maria Spilabotte dell’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare. Quindi Meetaly, un pranzo a inviti durante il quale ci saranno investitori e retailer internazionali. E patrocineremo il convegno Food & Beverage powered by Mapic - Savouring in vogue Italian food & beverage experiences (16 novembre 12:30 - 13:45 Room 2), al termine del quale faremo un importante annuncio che ci vedrà coinvolti assieme a Reed Midem e retail&food.
Al contrario, quali sono i benefici per Mapic generati dal successo di Mapic Italy (nuovi retailer, imprenditori, fornitori italiani, ecc)? I due eventi hanno dimostrato di essere pienamente complementari. Sui circa 1.400 partecipanti a Mapic Italy in maggio, il 55% circa non aveva partecipato all’ultima edizione di Mapic. Ciò ha permesso di avere un importante impatto sulla partecipazione a Mapic, con newcomers che hanno scoperto il mondo Mapic Dopo il successo della prima proprio a Milano. edizione di Mapic Italy, quali Ad oggi abbiamo oltre 40 nuovi reiniziative comunicherete a Can- tailer iscritti a Mapic a seguito della nes al fine di promuovere la loro partecipazione a Mapic Italy: Parlando ancora di Italia, quali seconda edizione della kermes- tra loro CioccolatItaliani, America Graffiti e Coop Lombardia. saranno i focus sul nostro Pae- se di Milano? se e i numeri della nostra dele- Stiamo lavorando a importanti novità Per la prima volta avremo poi la per la prossima edizione di Mapic presenza con uno stand di Congazione? Oltre a quanto detto, avremo un Italy. A Cannes, al termine della con- fimprese, l’associazione di retailer programma di eventi dedicato al ferenza dedicata al F&B, organizzata che si presenta assieme all’ICE a mercato italiano sviluppato assieme in collaborazione con retail&food, seguito della positiva esperienza E per quanto riguarda il food? al nostro partner principale, il CNCC. annunceremo un’importante novità nella kermesse milanese. Gli ultimi 10 anni hanno visto un’im- In particolare avremo due conferen- sui contenuti della prossima edizione portante crescita della GLA dedicata ze: la prima mercoledì 16 novembre di Mapic Italy. Andrea Penazzi
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alle attività food, passata dal 7% al 15%, e gli esperti prevedono che si arriverà a valori intorno al 20% nel prossimi 10 anni. E ciò ha determinato la nascita di nuovi concept F&B. L’Italia gioca in questo campo un ruolo di primissimo piano: a Mapic avremo una sessione dedicata all’F&B organizzata in collaborazione con retail&food, all’interno della quale verranno presentati alla platea composta da partecipanti internazionali alcuni concept made in Italy dinamici e innovativi: tra questi CioccolatItaliani, Caffè Pascucci, Autogrill che presenterà il suo concept Bistrot e il gruppo Cigierre.
alle 16.00 con focus sul Sud Italia – Southern Italy: the new golden nugget –; la seconda, giovedì 17 alle ore 17.30, sarà quella istituzionale con la presentazione dei progetti più importanti in sviluppo – Italy: New development projects –. Avremo poi come lo scorso anno l’italian lunch “Meetaly”: un pranzo a inviti volto a favorire l’incontro tra i top player del mercato italiano e i retailer e gli investitori internazionali (giovedì 17 novembre alle ore 13).
r&f Parola di John Burton John Burton is Head of Development at Westfield and is responsible for all developments in the UK and Europe including London’s two largest shopping centres and new developments in Croydon and Milan. John holds a Bachelor of Arts (Accounting) and a Master of Business in Finance degrees. He led Westfield’s Stratford City project which represents the company’s single, biggest investment in a project at £1.75 bn. He has worked for Westfield for 21 years, and for the past 15 years, has led development projects for the company throughout the UK. Before moving to the UK, he was in charge of Westfield's development of an internet shopping mall, and bef or e that he wor ked on Westfield's potential entry into the Japanese shopping centre market. Prior to this, he undertook several shopping centre redevelopments in the Australian market. He has previously worked in the airport business, property development industry and in Government.
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WESTFIELD MILANO: «grand opening nel quarto trimestre 2019»
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rima delle ferie estive abbiamo documentato l’avvio del cantiere di Segrate nell’area Ex-Dogana (vedi r&f di settembre): sul perimetro l’indicazione dei lavori propedeutici dominata dal logo Westfield; all’interno alcune macchine movimento terra atte alla demolizione e alla preparazione del sito. La prova definitiva che il maxi progetto di Westfield Milano (1,4 miliardi di euro di investimento, 185mila mq di GLA e un’area complessiva di intervento di 604mila mq) sta completando l’iter autorizzativo per affacciarsi entro pochi mesi alla fase realizzativa vera e propria. E con lo sblocco dei permessi il gigante mondiale dei centri commerciali, che nell’operazione di Segrate opera in partnership con l’italiana Stilo Immobiliare - (Percassi) attraverso Arcus Real Estate, sua controllata - ha aperto anche il canale della comunicazione: presso la sede meneghina di via Manzoni abbiamo incontrato il responsabile sviluppo di Westfield Europe, John Burton, che ci ha spiegato passato, presente e soprattutto il futuro del progetto immobiliare retail&leisure più ambizioso mai presentato nel panorama italiano. Talvolta le immagini comunicano più di tante parole: il cantiere a Segrate è partito, seppur in fase propedeutica. A che punto siete dell’iter? Al momento stiamo lavorando alle opere di demolizione e alla preparazione del sito. L’area era stata originariamente sviluppata per supportare attività industriali di import ed export, prima che l’Unione Europea cambiasse le regole sul commercio. Nello specifico stiamo rimuovendo i vecchi edifici per avviare la costruzione, che inizierà l’anno prossimo, di un nuovo sito. Circa l’80% del materiale sarà riutilizzato nel progetto. Ma il dato più importante è che i lavori sono partiti e che si possono vedere. Quando avete dato il via a questa fase? In primavera, appena prima dell’estate,
e ora questi interventi sono in fase di completamento: entro la fine dell’anno il sito sarà pronto. E quando inizierete a edificare le nuove strutture? Dobbiamo affrontare un paio di fasi prima di iniziare la costruzione formale dei nuovi edifici. La principale riguarda le infrastrutture; inoltre stiamo lavorando con le Autorità a cui abbiamo presentato i progetti e tutta la documentazione necessaria per l’ottenimento del permesso di costruzione. Questo progetto ha alle spalle una lunga storia… Sì, ma ritengo più rilevante sottolineare che in questo momento stiamo portando avanti gli aspetti chiave: tra questi l’investimento di 1,4 miliardi di euro, molto importante per l’economia dell’Italia, della Lombardia, di Segrate e di Milano. In generale il problema di un’iniziativa di questa portata è la sua complessità, e non mi riferisco solo al fatto che costruiremo 185mila mq di GLA ma anche al fatto che ci assicureremo che tutti gli aspetti del progetto siano allineati. E proprio la portata del progetto richiede il sostegno, la presenza e l’approvazione dei vari enti pubblici. Rispetto ad altri paesi quanto incide la burocrazia in Italia? Non voglio dire che in altri paesi le procedure siano più semplici perché anche le fasi burocratiche sono complesse e da parte nostra dobbiamo offrire delle infrastrutture di alto livello tecnico. Questo è il motivo principale per cui le cose sono andate a rilento: tutto doveva essere pronto per lo sviluppo delle infrastrutture. A questo proposito il Governo ha istituito un comitato per gli investimenti esteri perché ha riconosciuto la complessata e la necessità di raggruppare i diversi enti affinché le decisioni vengano prese in parallelo e non in sequenza. Ciò che si vuole dimostrare è che la leggenda delle lungaggini burocratiche può essere superata con un’adeguata
organizzazione, delle giuste direttive e senza dubbio una forza di volontà adeguata. E in questo momento stiamo già raccogliendo i primi frutti. Quanto tempo è stato necessario per raggiungere questo obiettivo? Probabilmente due anni in più rispetto al previsto. Cosa è cambiato nell’ultimo periodo che ha accelerato la partenza del progetto? Siamo riusciti a raggruppare tutti gli attori coinvolti e non solo ad assicurarci che le decisioni venissero prese ma anche che ci fosse l’iniziativa di agire concretamente e di velocizzare ogni procedura per avere la certezza che le infrastrutture fossero effettivamente realizzate. A proposito di infrastrutture, ci sarà un treno che collegherà Westfield Milano alla città? Il modo di spostarsi sta cambiando in un’ottica di sostenibilità e consideriamo questo aspetto molto importante. Ecco perché stiamo lavorando affinché vengano realizzare infrastrutture anche per il trasporto pubblico. Una considerazione sull’investimento: è sicuramente il più consistente nel mercato italiano dei centri commerciali… Questo non è solo il più grande investimento nel settore italiano dei centri commerciali ma è anche uno dei più grandi investimenti esteri nel vostro Paese, come ha documentato in una recente presentazione l’Italian Trade Agency durante la quale ha elencato investimenti esteri, reali o potenziali, che siano nell’ambito software o hardware, immobiliare piuttosto che agricolo. Spostandoci sui contenuti dell’offerta commerciale, le operazioni note sono quelle con Galeries Lafayette e più di recente con Uci Cinemas. Sono prossimi nuovi annunci?
Abbiamo aperto un dialogo con vari retailer e credo che prima di Natale annunceremo una serie di novità che includeranno diversi ambiti tra cui il lusso, il food e l’intrattenimento. Sottolineo che in questo momento stiamo portando avanti un importante numero di trattative con gli operatori della ristorazione e della distribuzione. La priorità in questa fase è che i contratti vengano chiusi e che si dia la certezza che il progetto venga realizzato. Westfield Milano sarà l’unico centro commerciale in Italia con un’offerta luxury… Anche a livello mondiale ci sono davvero pochi centri commerciali che integrano con successo il lusso. Per realizzarli occorre un mercato con un’alta capacità di spesa, che capisca i prodotti del lusso, con una vibrante e prospera industria del turismo e nel caso dell’Italia avete anche le aziende produttrici. Nei nostri centri commerciali del Regno Unito abbiamo un’estensione dell’offerta nel lusso non solo perché Westfield punta su questo driver ma perché gli operatori hanno fiducia nella nostra capacità di progettare, di gestire, di promuove e di integrarli anche in una strategia digitale. I retailer devono essere convinti che il loro coinvolgimento qui sarebbe ben gestito, ben progettato e che noi capiamo a fondo il customer service e il marketing in questo segmento. Allargando l’analisi si possono vedere mall di questo genere in alcune città del Medio Oriente, della Cina e degli Usa; e Milano è una delle poche metropoli nel mondo con tutte le caratteristiche giuste. Per questo abbiamo deciso di inserire un luxury village all’interno del progetto. Considerate il centro urbano di Milano il vostro principale competitor? Non lo consideriamo un competitor diretto perché il nostro obiettivo è di fornire un’esperienza completa che includa lo shopping, il food e il divertimento sotto lo stesso tetto e in un ambiente sicuro e ben gestito. La location
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Cover story
WESTFIELD MILANO: «grand opening in Q4 2019»
ha un bacino di utenza di 7 milioni di persone che possono facilmente raggiungerla, a questo si devono sommare i flussi turistici; per la tipologia e la completezza dell’offerta, contiamo di portarvi consumatori da un’area molto ampia: Westfield Milano sarà un “super regional centre” in grado, pensiamo, di attrarre persone anche dalla Svizzera e dalla Germania per esempio. Westfield Milano sarà la destinazione di retailer internazionali non ancora presenti nel nostro Paese? Abbiamo relazioni in Uk, Usa, Australia e in altre parti del mondo. Vogliamo che Westfield Milano rappresenti da subito il meglio dell’Italia, dell’Europa e nel lungo termine del mondo. Avremo quindi nuovi brand, nuovi format, sia food sia non food: Milano sarà una destinazione per i retailer che vogliono espandersi in Europa. E magari in futuro esporterete brand italiani nel mondo? Assolutamente sì, questo è il punto. Il nostro è una sorta di ecosistema nel quale i marchi possono svilupparsi. Avete intenzione di inaugurare Westfield Milano in più step o in un solo giorno? In uno solo. 185mila mq e tutti i negozi apriranno nello stesso giorno: è la nostra sfida. Vogliamo generare il massimo impatto e avere il massimo beneficio con il grand opening. Confermate quindi l’apertura nel 2019? Lavoriamo per aprire entro l’ultimo trimestre del 2019. Andrea Penazzi
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retail&food - novembre 2016
Sometimes images speak louder than words: the construction site in Segrate was opened, although it's still in its preparatory phase. How far have you got to? Right now we are dealing with demolition and site preparation works. The area was originally developed to support industrial import and export activities, before the European Union changed its trade policy. More specifically, we are dismantling the old buildings to start construction of a new site next year. About 80% of the material will be recycled in the project. But the most important thing is that the work has started and it can be seen. When did you start this phase? In spring, just before the summer, and the work is now nearing completion. The construction site will be ready later this year. And when will you start to build the new facilities? There are still a couple of steps before the formal construction works can begin. The main step concerns infrastructure; we are also working with Authorities, to which we submitted our plans and the documents required to obtain construction permits. There's a long history behind this project... Yes, but I think it's more important to stress that right now we are getting ahead with the key aspects: these include a € 1.4 billion investment, which is very significant for the economy of Italy, Lombardy, Segrate and Milan. In general, the main problem with a project of this size is its complexity, and I'm not only saying that we will build 185 thousand square metres in GLA, but also that we will ensure that all aspects of the project come together smoothly. And because of its extent, the project requires the support, presence and approval of various government agencies. What is the impact of bureaucracy in Italy compared to other countries? I can't say that procedures are simpler in other countries, because bureaucratic processes are also complex and what we must offer is a high-level technical infrastructure. This is the main reason why it took more than expected; it all had to be ready for the development of infrastructure. In this respect, the Government set up a committee to attract foreign investment because they recognised the complexity and the need to bring various entities together, so that decisions could be taken in parallel and not sequentially. What we want to prove is that the legend of the bureaucratic red
tape can be overcome through proper organisation, the right directives and a good dose of willpower. And we are already reaping some of the benefits. How long did it take to achieve this goal? Maybe two years more than expected. What has changed in recent times and accelerated the start of the project? We managed to bring all stakeholders together; not only we made sure that decisions were taken, but also that efforts were made to take practical action and speed up each procedure, to be sure that infrastructure was actually being constructed. About infrastructure, will there be any trains linking Westfield Milano to the city? The way to get around town is changing to become more sustainable, and we consider this a very important aspect. That's why we are working to ensure that a public transport infrastructure is created. Let's talk about the investment: it is definitely the most substantial for shopping centres in Italy... This is not only the largest investment in the Italian shopping centre industry, but also one of the most significant foreign investments in your country, as the Italian Trade Agency has shown in a recent presentation that listed all real or potential foreign investments, whether in software or hardware, real estate or agriculture. Moving on to the retail offer, the best known agreements are those with Galeries Lafayette and, more recently, with UciCinemas. Any new announcements coming up? We started a dialogue with various retailers, and I think that by Christmas we will announce a number of new collaborations in several areas including luxury, food and entertainment. We are now conducting negotiations with many caterers and large retailers. At this stage, our priority is to close deals and to offer the certainty that the project is going to be implemented. Westfield Milano will be the only shopping centre with luxury shops in Italy… The shopping centres that successfully integrate luxury are very few, even around the world. To build them, we need a market with a high purchasing power, that understands luxury products, with a vibrant and thriving tourism industry, and in Italy you also have the right manufacturing companies. Our UK shopping centres are experiencing
an expansion of the luxury area, not only because Westfield places great emphasis on this driver, but also because professionals trust our ability to plan, manage, promote and integrate them into a digital strategy as well. Retailers must be convinced that their involvement here would be well managed, well planned, and that we fully understand customer service and marketing in this segment. In a broader perspective, you can see malls of its kind in some Middle Eastern cities, China and the United States; Milan is one of the few cities in the world with all the right qualities. This is why we decided to include a luxury village in the project. Do you consider Milan's city centre your main competitor? We do not consider it a direct competitor because our goal is to provide a complete experience that brings shopping, food and entertainment together under one roof and in a safe, well managed environment. The location caters to 7 million people who can easily reach the place, which must be added to the flow of tourists. Considering the type and completeness of the offer, we believe we can draw consumers from a very wide area: Westfield Milano will be a “super regional centre”, that we think can attract people from Switzerland and Germany, for example. WestfieldMilano will be a destination for international retailers that are not yet present in Italy? We have ongoing relationships in the UK, US, Australia and other parts of the world. We want Westfield Milano to immediately represent the best you can find in Italy, in Europe and, in the long term, in the world. So we will have new brands, new formats, both food and non food: Milano will be a destination for retailers that want to expand into Europe. And perhaps in the future you will export Italian brands around the world? Absolutely yes, that's the point. Ours is like an ecosystem in which brands can grow and develop. Are you going to open Westfield Milano in multiple steps or in a single day? All in one. The 185 thousand square metre centre and all its shops will open on the same day: that's our challenge. We want to create the highest impact and achieve the highest benefit with a grand opening. Are you confirming the opening in 2019? We are working to open by the last quarter of 2019.
r&f Osservatorio prezzi
ORIOCENTER VS ORIOCENTER P
unto di riferimento nel comparto italiano dei centri commerciale dal 1998, Oriocenter (BG) ospita quasi tutti i principali marchi nazionali e internazionali presenti nel canale degli shopping mall. Tra le ultime novità l’apertura del Lego Store e il nuovo format proposto da Kiko Milano, entrambi sviluppati da Gruppo Per-
cassi (il primo in licenza; il secondo direttamente), mentre i negozi US Fashion e Deichmann erano temporaneamente chiusi per il rinnovo dei locali. La nostra visita a Oriocenter, in portfolio allo stesso gruppo bergamasco, ha avuto luogo lo scorso 3 ottobre e si è concentrata sulla rilevazione dei prezzi applicati dai cosiddetti anchor store
per alcune referenze particolarmente rappresentative: nel segmento dell’abbigliamento abbiamo considerato il pantalone e la camicia per l’uomo; la gonna e il maglioncino per la donna; i jeans e la felpa per un bambino di otto anni; mentre prendendo a riferimento le calzature abbiamo annotato i listini della scarpa “smart casual” e di
quella sportiva per l’uomo; di quella décolleté con il tacco per la donna e ancora da passeggio per il bambino. Tutti i prodotti sono di posizionamento entry level e appartengono alle nuove collezioni proposte in negozio, per cui rigorosamente full price, mentre non sono state prese in considerazione le referenze in promozione. La nostra analisi, che si è avvalsa della collaborazione
Oriocenter categoria
target
prodotto
H&M
OVS
Diesel
Guess
Bershka
Stradivarius
Pull&Bear
uomo
pantalone
19,99
12,99
115
79,90
15,99
n.d.
15,99
camicia
14,99
19,99
89
79,90
17,99
n.d.
17,99
gonna
9,99
9,99
115
89,90
9,99
7,95
9,99
maglioncino
14,99
9,99
125
79,90
9,99
15,95
9,99
jeans (8 anni)
19,99
9,99
n.d.
45
n.d.
n.d.
n.d.
felpa (8 anni)
14,99
7,99
n.d.
35
n.d.
n.d.
n.d.
donna abbigliamento
bambino
Tutti i prezzi sono espressi in € - Legenda: Prezzo più alto in euro • Prezzo più basso in euro
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Cover story Oriocenter
calzature
target
prodotto
Bata
Nike
uomo
scarpa classica*
49,99
n.d.
29,90
n.d.
33
scarpa sportiva
39,99
81
19,90
35
35
scarpa décolleté
49,99
n.d.
22,90
n.d.
22
scarpa sportiva
39,99
86
19,90
60
36
scarpa passeggio
19,99
n.d.
16,90
n.d.
15
donna
bambino
Scarpe&Scarpe Universo Sport
Pittarello
© Edifis Intelligence
categoria
* utlizzo everyday, tipologia smart casual; tutti i prodotti sono da intendersi come primo prezzo in negozio (prezzo intero, nuova collezione) Tutti i prezzi sono espressi in € - Legenda: Prezzo più alto in euro • Prezzo più basso in euro
Abbigliamento Esclusi gli specialisti di piccole e medio-piccole dimensioni attivi nella galleria, il settore dell’abbigliamento vede come riferimento OVS per quanto concerne l’aggressività dei listini: il player italiano vanta ben quattro referenze in blu (il colore che indica il listino più basso) sulle sei del paniere, di-
Zara
Imperial
Conbipel
Mango
Benetton
Hollister
19,95
59
29,99
29,99
29,95
49
15,95
49
29,99
25,99
29,95
39
29,95
41
29,99
15,99
29,95
39
19,95
49
29,99
12,99
29,95
39
12,95
n.d.
n.d.
12,99
19,95
n.d.
9,95
n.d.
n.d.
9,99
19,95
n.d.
© Edifis Intelligence
degli addetti alle vendite per individuare i “primi prezzi” sugli scaffali, non ha valore statistico. Dal panel di brand è stato volutamente escluso Pellizzari, che come si evince nell’articolo Case history (vedi pagg. 37-38) propone un assortimento multimarca non direttamente comparabile con quello degli altri “big” dell’abbigliamento presenti a Oriocenter.
mostrandosi meno economico, seppur di poco, per la camicia da uomo e la gonna, su cui si smarcano rispettivamente H&M con 14,99 euro e Stradivarius con 7,95. Ex aequo i valori del marchio del Gruppo Coin con quelli di Bershka e Pull& Bear per quanto concerne il maglioncino donna: 9,99 euro. A Oriocenter Gruppo Inditex si colloca al primo livello commerciale nell’unità un tempo presidiata dall’ipermercato, che oggi si trova al piano terreno, e vede in Zara il proprio brand di punta. Guardando invece ai listini in rosso (il colore che indica il prezzo più alto del paniere) Diesel per l’uomo e la donna e Guess per il bambino presentano i prezzi più alti. La società fondata nel 1978 da Renzo Rosso chiede 115 euro sia per il pantalone da uomo sia per la gonna primo prezzo, mentre fissa a 89 euro l’importo per la camicia da uomo più economica e a 125 quello per il maglioncino donna entry level. Diesel non presidia invece il segmento bambino, coperto dal marchio statunitense che chiede 45 e 35 euro rispettivamente per il jeans e la felpa. Da segnalare le strategie di pricing portate avanti da Benetton e Conbipel, estremamente allineate sui primi prezzi: la prima parte da 29,95 per il pantalone, la camicia, la gonna e
il maglioncino; la seconda chiede solo 4 centesimi in più, 29,99, per le stesse tipologie di prodotto. Calzature Nel segmento delle calzature dominano le grandi superfici, sia multimarca come Pittarello e Scarpe&Scarpe, sia monomarca come Nike. Sottolineiamo che Oriocenter ospita anche altre catene specializzate, sia monomarca sia multimarca sia nazionali sia internazionali, come Geox e Foot Locker. In seno alle medie superfici Scarpe&Scarpe presenza i listini più competitivi per tre referenze su cinque: scarpa classica (29,90 euro) e sportiva uomo (19,90 euro) e scarpa sportiva donna (19,90). Pittarello si distingue invece per i prezzi più bassi sulla scarpa da donna décolleté con il tacco (22 euro) e per quella da bambino (15 euro). Al contrario Bata impone il listino più alto del paniere per la scarpa “smart casual” da uomo e per quella décolleté da donna, entrambe con un prezzo da 49,90 euro, e ancora per quella da bambino (19,99). Tuttavia la differenza con la soluzione proposta da Pittarello, la più economica per i più piccini, consiste in appena 4,99 euro. Il vero gap si registra con Nike, che rispetto alle altre medie superfici sia monomarca sia multimarca si propone con un prodotto entry level per la scarpa sportiva da uomo e da donna dal prezzo talvolta doppio: rispettivamente 81 e 86 euro contro ad esempio i 35 e 60 chiesti da Universo Sport. A.P.
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r&f
Dossier shopping mall
Cover story
Elnòs Shopping, IKEA Centres raddoppia con Brescia Aspettando Primark a dicembre, nel mese di ottobre il nuovo mall da 200 milioni di euro di investimento ha visto arricchirsi l’offerta retail che, una volta a regime, conterà 144 negozi distribuiti su 88mila mq di Gla. Dopo Tiare, questo è il secondo progetto in Italia costruito in aderenza al magnete svedese di arredamento
I
l concetto di meeting place abbinato a quello di centro commerciale: con l’apertura avvenuta lo scorso 22 settembre di Elnòs Shopping trova piena corrispondenza. E la tecnologia fa da padrona in questo processo di evoluzione tra immobiliare destinato solo al retail e immobiliare che fa dello shopping un’anima al-
l’interno di un’esperienza più completa, che include la ristorazione e il relax. Quest’ultimo si ottiene grazie alle numerose aree dotate di sedute, rigorosamente IKEA, e di schermi touch che permettono di conoscere le informazioni di base rispetto al centro e alla sua offerta ma anche, e soprattutto, di sfogliare i giornali online di numerosi Paesi del mondo. In altre postazioni i bambini possono divertirsi con
giochi, sempre tecnologici, e soluzioni di engagement. Il sistema digitale permette inoltre, in determinati casi, di ricevere dai clienti informazioni sui rispettivi gusti e necessità, nel rispetto della privacy. Ma ancora, unica o quasi nel suo genere, un’ampia piazza esterna di circa 600 mq, riparata, raggiungibile percorrendo sino in fondo la food court, dove sono presenti ulteriori sedute e false volumetrie in cui grandi e piccini possono stare all’aria aperta e godersi la vista delle Alpi, chiacchierando e magari mangiando qualcosa. Senza contare l’area bimbi da 350 mq custodita, gratuita, con un tetto di servizio di due ore; le family room e la piazza destinata agli eventi. Ovviamente, per quanto riguarda gli interni,
tali soluzioni sono state possibili in virtù di cubature molto ampie, ricche di luce naturale che filtra dalle volte in vetro. Gli spazi hanno favorito anche il design dei negozi, con portali spesso in acciaio satinato alti mediamente 4 metri. Ma siamo nell’era dei giganti, come già anticipato in altri dossier scritti in occasione di tagli nastro di primario livello, piuttosto che focalizzati su progetti in cantiere o prossimi a diventarlo. Da shopping mall ipercentrici con pochi negozi, a gallerie destinate allo shopping, infine a spazi molto ampi da vivere a 360 gradi ricchi di servizi e tecnologia. E la ristorazione diventa baricentrica, non in termini progettuali ma di offerta e servizio, perché aumenta il tempo di permanenza nella galleria e favorisce la socialità, l’aggregazione. E come vedremo, proprio rispetto al
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Dossier shopping mall taglio nastro food Elnòs Shopping ha spinto su un concetto nuovo che è quello del chiosco, già apprezzato in altri centri ma implementato ulteriormente nel mall bresciano. «IKEA Centres – ha spiegato in occasione del taglio nastro Alessandro Pugliesi, marketing manager di IKEA Centres per Italia e Svizzera – ha dato un nuovo orientamento ai propri mall che diventano ben più di una sola somma di negozi, e si propongono come veri e propri meeting place. Una moderna piazza dove ci si potrà ritrovare per fare acquisti, per godere di spettacoli e iniziative, vivere un clima propositivo e aperto a esperienze di educazione, formazione e divulgazione collegate all’intrattenimento. Elnòs Shopping proporrà al proprio pubblico, fin da subito, un fitto programma d’intrattenimento capace di coinvolgere tutti
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i componenti della famiglia, dagli incontri con webstar, a show comici, a laboratori per i bambini, e avrà inoltre anche una forte vocazione “digital”: i visitatori potranno interagire lungo le gallerie del centro con totem, video wall, touch wall, tavoli e altri device multimediali, per ricevere informazioni utili o suggerimenti commerciali, per lasciare alla direzione i propri feedback in merito all’esperienza di shopping vissuta». Arrivando quindi ai numeri del secondo mall italiano targato IKEA Centres – il primo è Tiare Shopping a Villesse (GO) ma all’estero ne conta circa 65 – Elnòs Shopping vanta una Gla di 88mila mq, incluso il negozio IKEA da circa 32mila mq, e 144 negozi distribuiti su due livelli. L’investimento, comprensivo di bonifica dell’area ex industriale, si aggira sui 200 milioni di euro, in virtù dei quali
è stato possibile edificare in 18 mesi una struttura in classe energetica A e dotata di certificazione BREEAM. I parcheggi, distribuiti anch’essi su due livelli, sono 3.900 per le automobili più 100 per i motocicli e servono un bacino stimato in 800mila persone nell’isocrona dei 30 minuti, che dovrebbero favorire un flusso di 6 milioni di persone nel primo anno di attività. Ma la sinergia con il magnete Ikea, negozio storico che conta 2 milioni di visitatori l’anno e che lavora su un consumatore differente, disposto a percorrere un maggior numero di km in virtù di un acquisto programmato, potrebbe allargare l’area di at-
trazione di Elnòs Shopping. In termini di viabilità, il nuovo mall si posiziona lungo la Tangenziale Sud di Brescia in prossimità dell'innesto della BreBe-Mi, a 1,5 km dalla A4 e a 6 km dalla A21. Protagonisti dell’iniziativa immobiliare commerciale ubicata nel comune di Roncadelle, oltre a IKEA Centres Italia e Svizzera tramite la controllata Roncadelle Shopping Centre, sono la società che ha curato la commercializzazione, Cushman& Wakefield; il construction management, Jacombs Italia Spa; e la progettazione, Benoy Architects London in collaborazione con Crew e Brescia 2 Progetti.
Cover story Il progetto in pillole INIZIO DEI LAVORI APERTURA PROMOTORE COMMERCIALIZZAZIONE LOCALITÀ TIPOLOGIA GLA LIVELLI COMMERCIALI TOTALE UNITÀ MEDIE SUPERFICI UNITÀ RISTORAZIONE PARCHEGGI BACINO D’UTENZA CLASSE ENERGETICA
I colossi in campo Calandoci nell’offerta commerciale, Elnòs Shopping conterà a pieno regime 144 negozi (al momento della nostra visita a inizio ottobre una decina era data in prossima apertura) e soprattutto ospiterà una ventina di medie superfici. «Il nostro obiettivo era garantire al centro non solo la presenza dei marchi
leader nelle rispettive categorie merceologiche, ma anche la miglior soluzione a livello di concept – spiega Francesco Della Cioppa, responsabile Asset Services di Cushman & Wakefield – Questo vuole dire che ai singoli retailer abbiamo assicurato tutto lo spazio necessario per realizzare i format più avanzati, esprimendosi al meglio in termini di immagine,
APRILE 2015 22 SETTEMBRE 2016 IKEA CENTRES ITALIA E SVIZZERA (TRAMITE LA CONTROLLATA RONCADELLE SHOPPING CENTRE) CUSHMAN & WAKEFIELD RONCADELLE (BRESCIA) CENTRO COMMERCIALE CHIUSO 88.000 MQ (COMPRESO IL NEGOZIO IKEA) 2 144 CIRCA 20 CIRCA 20 3.900 AUTOMOBILI + 100 MOTOCICLI 800MILA PERSONE (NEI 30 MINUTI) A
creatività e declinazione dell’offerta, in aderenza con i criteri estetici delle gallerie commerciali IKEA». Nello specifico il mall presenta due zone di attrazione sui lati: su quello destro rispetto alla piastra parcheggi esterna c’è il punto vendita IKEA, accessibile da entrambi i livelli commerciali della galleria su cui il colosso dell’arredamento si affaccia anche con
un’interessante proposta di complementi, con l’obiettivo di stimolare il consumatore del mall ad effettuare un acquisto di impulso; sul lato opposto, per equilibrare i flussi, sono stati posizionati al piano terreno l’Ipercoop (il 54esimo di Coop Lombardia), che si estende su 5.200 mq lordi, e al piano primo troverà spazio da dicembre Primark (l’ultimo negozio
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Dossier shopping mall taglio nastro ad aprire nel centro, con una superficie commerciale di 4.200 mq). Tra i due poli, sia sulla destra sia sulla sinistra (la galleria presenta una forma quasi ellittica) ci sono una dozzina di unità che oscillano tra i 700-800 e i 2.500 mq: di queste segnaliamo Pellizzari su una super-
fice di 2.300 mq con un fronte vetrina di 30 metri; Euronics; Zara (che ha aperto in un secondo momento) e gli altri marchi del Gruppo Inditex, Bershka e Pull&Bear; H&M su due piani comunicanti tra loro e con accessi su entrambe le passeggiate; Flying Tiger Copenhagen; Maisons Du Monde anch’essa su due piani con scale mobili interne; Piazza Italia; il secondo monomarca Superdry; Sportaland (avviato nelle settimane dopo la nostra visita); Scarpe&Scarpe e Toys con Te. Mentre al centro di Elnòs Shopping sono con-
centrate le piccole unità, che si caratterizzato per un segmento più elevato al piano 1 sul lato sinistro in direzione IKEA: qui trovano posto Tommy Hilfiger, Napapijri, LiuJo Uomo, Timberland aperto anch’esso in un secondo momento così come Franklin&Marshall, Calvin Klein Jeans, Guess e Max&Co. Altra novità, una prima assoluta nel mercato italiano, è l’apertura di Snipes: una delle maggiori catene di streetwear d’Europa.
L’innovazione a “tavola” Ma l’innovazione vera, dal nostro punto di vista, arriva a tavola con la ristorazione in parte concentrata nella food court e in parte diffusa nei due livelli del mall, che conta complessivamente una ventina di opera-
quistare dove preferiscono e usufruire delle centinaia di sedute comuni, spesso diverse tra loro e dal design accattivante, messe a disposizione e gestite dal centro commerciale. La disposizione a chiosco ha implicato inoltre una progettazione particolare per far fronte alla logistica, in assenza di un lato cieco, che ha comportato a sua volta la realizzazione di piccoli magazzini dedicati. Negli altri spazi di
tori. Guardando alla piazza, che estende i propri orari di apertura sino alle 22,30 grazie alla possibilità di essere indipendente dal mall, si sviluppano in maniera armonica due concetti: marchi presenti in una classica unità immobiliare e dotati di sedute pertinenziali, che sono McDonald’s, Spontini e Wiener Haus; e 11
Elnòs Shopping sono presenti sia una ristorazione di servizio sia altre soluzioni tematiche. La stessa IKEA propone un ampio spazio di ristoro rivolto contemporaneamente ai propri clienti e a quelli del centro commerciale; Coop propone Fiorfood, un ampio spazio all’interno dell’iper e in galleria commerciale con 130 posti a sedere dove si può scegliere tra una ricca varietà di menù stagionali, biologici, a km zero e vegetariani; ma a destare maggiore curiosità è il primo ristorante in Europa di Johnny Rockets: nota catena a stelle e strisce, famosa per il classico diner americano, importata nel nostro Paese dall’imprenditore bresciano Giangiacomo Groppetti che con la sua società ha acquisito l’esclusiva nazionale e ha intenzione di aprire circa 20 locali nei prossimi quattro anni. Oltre all’hamburger, l’intrattenimento: ogni mezzora nel locale, tutto lo staff, incluso il cuoco, si esibisce in un piccolo ballo a ritmo di musica. Tra gli altri player del food citiamo la gelateria di Grom e 12oz Coffee Joint, che offre caffè americano di alta qualità.
chioschi a tema, di forma quadrata, che vedono protagonisti tra i vari operatori CioccolatItaliani, La Piadineria, BEFeD con un’offerta di galletto e birra artigianale, Viva Fruit, Eatica con un menu di solo pesce, Da Marcello e Da30Polenta. In questi casi i clienti possono ac-
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A.P.
r&f Case history
Pellizzari, multibrand da prime location D
alla prima apertura in un centro commerciale datata 1996, presso La GrandeMela (VR), la catena di negozi multimarca Pellizzari ha concentrato il proprio sviluppo retail nei principali mall situati nel nord e nel centro Italia. Le ultime operazioni in ordine di tempo interessano i due colossi inaugurati nel 2016, Il Centro di Arese (MI) ed Elnòs Shopping di Roncadelle (BS), con punti vendita che si estendono su metrature superiori ai 2mila metri quadrati. Per conoscere i progetti futuri di Pellizzari abbiamo parlato con Annalisa Pellizzari, figlia del fondatore Rodolfo e amministratore delegato dell’azienda nata a Vedelago (TV) nel 1947. Innanzitutto, quali sono i numeri di Pellizzari? Ad oggi contiamo 16 punti vendita: 12 con l’insegna ‘premium’ Pellizzari e 4 con l’insegna Pellizzari Outlet, dedicati alla vendita dei fine serie. Complessivamente l’azienda conta 470 dipendenti e circa 30 esterni tra consulenti e indotto. Il giro d’affari previsto per il 2016 è di 85 milioni di euro, in crescita sia includendo le nuove aperture sia a rete costante. Quali le caratteristiche oggi e come si è evoluta nel tempo la vostra rete vendita? La nostra rete vede la presenza di 4 outlet su strada, mentre 9 store Pellizzari “full price” si trovano nei centri commerciali e 3 sono stand alone, che poi sono quelli storici. L’azienda nasce infatti negli anni ’50 con Rodolfo Pellizzari, mentre risale agli anni ’70 l’apertura a Vedelago (TV) del pri-
mo grande negozio Pellizzari. A metà degli anni ’80, con il passaggio della gestione alla seconda generazione, è nato l’attuale progetto di espansione commerciale. I primi negozi erano stand alone: Belluno nel 1978, Padova nel 1987, Trento nel 1988. Sino ad arrivare ai centri commerciali… Nel 1996 l’azienda ha colto l’occasione di aprire all’interno di uno dei centri commerciali più importanti e
ne strategica dei potenziali centri commerciali di riferimento, che ci ha portati, nel 2006, all’apertura del nuovo format a Oriocenter. Nel 2007 è stata la volta di RomaEst. Successivamente, a partire dal 2010, il piano è stato ulteriormente affinato e intensificato, nella convinzione di voler percorrere un ampliamento serrato e strategico. I nostri negozi di nuova concezione sono sorti all’interno del Globo (Cornate d’Adda), poi all’interno del Megalò di Chieti nel 2011,
Annalisa Pellizzari dentro le Corti Venete (VR) nel 2012 e nel 2013 a Porta di Roma. E in ultimo gli opening presso Il Centro (MI) ed Elnòs Shopping (BS). Quali i riscontri e le novità? Il nostro nuovo negozio presso Il Centro di Arese sta performando molto bene. Il dato semestrale, considerato che l’apertura è avvenuta ad aprile, registra un +11% sulle previsioni e credo che questo store nel giro di un paio di anni diventerà un best shop della nostra rete, in quanto vanta molteplici possibilità. Mi riferisco allo shopping mall in cui è inserito e alla tipologia di prodotto che offriamo in relazione alla clientela che transita. Ad Arese è stato inaugurato il nostro
Il Centro - Arese (MI) innovativi di quegli anni: La GrandeMela, vicino a Verona. Dopo i primi due anni di lavoro abbiamo intuito che l’Italia avrebbe avuto un’evoluzione e un’espansione degli shopping mall, già allora presenti nelle grandi città. Quindi nel 2000 ha preso il via un progetto di sviluppo che, nei primi quattro anni, ha determinato la riorganizzazione e la razionalizzazione delle attività aziendali, dai sistemi informativi alla logistica, passando per tutte le attività connesse. Nel 2005 ha avuto inizio la valutazio-
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Case history
Cover story direttamente un monomarca in un centro commerciale. Quanti corner sono presenti in un vostro singolo negozio e a quanto ammonta il pacchetto fornitori? Mediamente ci sono 4 o 5 corner: non di più perché vogliamo mantenere la nostra immagine e il nostro format. I corner sono sempre gestiti da noi attraverso condizioni definite con le aziende: ci occupiamo della selezione del prodotto, della gestione del personale di vendita, dei riassortimenti, ecc. Il pacchetto fornitori supera le 100 unità.
ultimo format, che abbiamo replicato a Elnòs Shopping di Roncadelle (BS), con un store caratterizzato da un concept architettonico ancor più evoluto e allineato all’esperienza di acquisto che vogliamo offrire ai nostri clienti. Vede una differenza tra questi shopping centre di ultima generazione e quelli più datati, ancorché molto performanti? Certo. Notiamo una predisposizione diversa allo shopping nel consumatore che frequenta questi centri, in cui può godere di diversi servizi pensati per rendere piacevole e vario il trascorrere del tempo libero, oggi sempre più prezioso. Dunque anche in questo senso la presenza nei centri commerciali si rivela strategica. Inserendosi in un contesto gratificante per il cliente, i nuovi negozi Pellizzari esprimono al massimo l’evoluzione della philosophy aziendale, che punta a caratterizzare in modo unico l’esperienza di shopping offerta da tutti i nostri negozi. Facendo un passo indietro: quando avete capito che il canale dei centri commerciali sarebbe stato ideale per il vostro sviluppo? Con l’apertura a Oriocenter e soprat-
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tutto a RomaEst abbiamo compreso le potenzialità di inserire, all’interno di centri commerciali molto imsede storica - Vedelago (TV) portanti, dei negozi di dimensioni significative up di un punto vendita. Ovviamente che trattassero abbigliamento uomo, a questi costi si aggiungono l’affitto donna e bambino su un segmento e le spese generali. medio alto. In sintesi, abbiamo colto l’importanza di proporre alla clientela dello shopping centre non solo pro- Chi sono i vostri competitor diretti in uno shopping centre? dotti low price o negozi monomarca, Sono solo i monomarca di alcune ma un piccolo department store dove aziende, quasi tutte con negozi diil visitatore possa entrare, curiosare, provare, essere servito, senza il “pres- retti, già presenti nei centri commerciali quando ci siamo insediati e sing” che caratterizza la strategia di vendita di altre realtà. Questo ha por- con cui ci siamo trovati ad avere una sovrapposizione. Ma alla prova tato a risultati eccezionali: a parità di mq i nostri negozi nei centri commer- dei fatti è un’ottima convivenza perché se da un lato esiste una fascia ciali fatturano dal 30% al 40% in più di consumatori fedele al monomarca, di quelli su strada. con i nostri corner offriamo un servizio capace di coinvolgere un fascia Aprire negozi così importanti ampia di clienti che preferisce il serin centri commerciali prime prevede però investimenti si- vizio del multimarca. Qui il cliente può comprare, per esempio, il jeans gnificativi… di Armani, la maglia di Guess e il Di struttura i nostri negozi costano piumino di Woolrich. E constatiamo mille euro al mq, poi vi è il pacchetto merci che varia in funzione della sta- con una certa frequenza che i nostri gione. Tuttavia un impianto base au- partner più importanti scelgono di tunno-inverno oscilla tra i 3 e i 4 mi- collaborare con un corner all’interno del nostro negozio, anziché aprire lioni di euro di merce per fare lo start
Sul fronte outlet, avete aperto da circa un anno uno store a prezzi scontati nel centro commerciale Valecenter. Un progetto sfidante. È un negozio di circa mille mq: un test per capire se all’interno di una galleria commerciale alcuni progetti outlet siano sostenibili. Ma in generale la nostra idea è di migliorare ulteriormente le performance dei negozi Pellizzari, gestendo anche operazioni più strutturate in saldo, affinché ci siano sempre meno rimanenze da portare negli outlet. Concludiamo con il vostro sviluppo futuro. Quali le prospettive? A breve e medio termine non abbiamo in previsione nuove aperture, ma nel 2017 daremo il via a un investimento molto importante nella sede centrale per la creazione di un nuovo magazzino logistico centralizzato, per poi affrontare un ulteriore step di riorganizzazione interna dell’azienda: direzione acquisti e direzione commerciale saranno oggetto di rivalutazione e riorganizzazione. Il tutto perché vogliamo portare avanti un’idea di shopping contemporaneo con un modello di business sostenibile e solido nel tempo. A. P.
r&f Resoconto evento
I riflettori puntati su Ristorazione 2016 Il mercato italiano della ristorazione è stato protagonista lo scorso 6-7 ottobre a Milano nella location del Centro Convegni “Le Stelline”. La nona edizione della mostra convegno organizzata dalla casa editrice Edifis, e in particolare dalle riviste Ristorando, retail&food e Artù, ha contato oltre 1.500 partecipanti, 25 stand e più di 100 relatori, che si sono alternati durante la due giorni in 16 workshop tematici.
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umerosi gli argomenti trattati, dai numeri e dai trend del settore sino agli appalti e alla sicurezza. Come retail&food ci siamo concentrati sulla ristorazione commerciale e sul canale degli shopping mall: di questi ambiti, dibattuti in tre workshop specifici, vi proponiamo i contenuti più interessanti. Ma prima le dinamiche del settore enunciate da Luciano Sbraga, direttore Ufficio Studi di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), in occasione dell’evento di apertura. Intitolato “L’evoluzione del mercato della ristorazione”, lo speech di Sbraga si può riassumere in alcuni punti chiave: la domanda è debole ma almeno c’è; i consumi alimentari ten-
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gono solo fuori casa; i segnali di ripresa perdono intensità; permane un problema di offerta più che di domanda; tante imprese, tanti occupati e poca produttività; a livello di segmenti è la collettiva a essere maggiormente sotto sforzo; le prospettive di crescita restano incerte. Convegno: “Focus cliente: il prodotto e il servizio al centro dell’offerta” Chairman Andrea Aiello, direttore retail&food Dal comportamento del consumatore, sempre più informato, al giro d’affari, che in Italia si attesta sui 60 miliardi di euro, la ristorazione commerciale rappresenta un mercato strategico per franchisor & franchisee, investitori e gestori di spazi. La crescita flat è il punto di partenza dal quale i relatori - rappresentanti di primarie aziende di food retail, di analisi & ricerca, di ICT e di prodotto - si sono spinti per prospettare strategie di sviluppo che si basano sull’implementazione dei servizi e dei format e su azioni di marketing sempre più mirate. Alla base, l’innovazione, la qualità e l’ingegnerizzazione dei processi. Una panoramica nazionale sulla ristorazione commerciale, aggiornata a giugno 2016, è stata delineata da Matteo Figura, foodservice Italy director NPD Group, che ha parlato di traffico in crescita dello 0,3% e di spesa salita dell’1 per cento. Guardando ai singoli target aumenta soprattutto quello delle famiglie mentre soffre quello dei millenials, in difficoltà in tutta Europa nell’entrare nel mondo del lavoro. Tra le motivazioni decrescono quelle funzionali e aumentano quelle legate all’edonismo. Infine il fast casual è il segmento con le performance più ele-
Cover story
Convegno apertura: Luciano Sbraga (FIPE), Carlo Scarsciotti (presidente Angem), Antonio Savoia (presidente Edifis), Lino Stoppani (presidente FIPE).
vate (+14%) mentre arretra di un punto il fast food. Per gli operatori, in un mercato che si espande con valori molto bassi, si combatte una battaglia di quote. Di consumatore fedele che spende di più ha parlato Antonio Votino, head of loyalty & direct marketing at ICTeam. Il manager ha spinto sul concetto di evoluzione della ristorazione, che oggi propone un’offerta più vasta, profonda e matura, a tal punto che la marginalità è uno dei principali problemi e l’extra diventa un fattore fondamentale. Oltre alla diffusione del franchising, una risorsa che porta nuovi imprenditori dotati di poca cultura di mercato ma che possono far leva sulla forza del marchio, Votino ha sottolineato la crescita degli specializzati, dell’etnico e della ristorazione a tema, oltre ad aver accennato ai nuovi formati di ipermercati che presentano ristoranti al proprio interno. Giunti alle testimonianze dirette dei retailer, l’amministratore delegato di KFC, Corrado Cagnola, dopo aver ripercorso la breve storia del Colonnello in Italia – iniziata nel 2014 a Roma e da allora ha aperto 8 ristoranti tutti in shopping mall – ha tracciato i prossimi step: a breve la catena sarà presente anche nei centri cittadini e disporrà di casette drive; 3 nuove aperture quindi entro la fine del 2016, 15
nel 2017 e il traguardo dei 100 locali nel 2020. Alessandra De Gaetano, group concept Autogrill, oltre all’esempio di Bistrot partito da Milano ed esportato worldwide ha parlato di due fenomeni: la progressiva intrusione del digitale nell’esperienza di consumo, non solo durante ma anche pre e post, e la necessità del cliente di vivere un’esperienza vera. In tutto questo il prodotto è fondamentale, come ha ricordato anche Alfio Schiatti, direttore marketing vendite di Cupiello Fresystem: l’azienda specializzata in cornetti realizzati con lievito madre produce circa 1,3 milioni di pezzi al giorno, abbinando la tradizione alla modernità. Convegno: “Il valore aggiunto della ristorazione nei centri commerciali” (sessione mattutina) Chairman: Roberto Bramati, presidente Spazio Futuro e presidente della commissione food e food court del CNCC La ristorazione come veicolo per attrarre nuova clientela e allungare il tempo di permanenza all’interno dei centri commerciali. Da mero servizio, confinata in qualche angolo, la proposta food degli shopping centre ha conquistato negli ultimi anni ampie piazze oltre a numerosi metri
Roberto Bramati
quadrati diffusi nelle principali gallerie. Questo processo vede protagonisti dalle società di progettazione, ai grandi gestori, passando per i landlord e ovviamente in prima linea ci sono retailer. Inoltre la ristorazione è l’unica tipologia di offerta che stimola tutti i cinque sensi, per cui alimenta un’esperienza che non può essere riprodotta online. Tra gli ospiti più attesi della mattinata il presidente del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), Massimo Moretti, che ha dato i numeri del settore (54 miliardi euro di fatturato netto Iva; 2,4 miliardi di visitatori l’anno; tra i 4 e i 6 milioni di visitatori ogni giorno; 4/500mila mq di nuova Gla nel 2016) e ha parlato della necessità di effettuare il refurbishment del portfolio esistente; mentre sul tema del convegno ha testimoniato come la ristorazione stia conquistando sempre maggiori spazi. Il tutto in un’ottica di centro commerciale visto non più come luogo di immobiliare e retail ma come luogo di contenuti. Esempi in questo senso, espressione
di nuovi progetti in campo non solo italiano, con Il Centro di Arese, ma soprattutto mondiale, sono stati illustrati da Davide Padoa, ceo di Design International. Sul fronte della progettazione di interni con focus sul food hanno portato la propria esperienza, non senza qualche provocazione arrivata sino al concetto di “qualunquismo delle gallerie commerciali”, Simone Nisi Magnoni e Alessandro Maja. Francesco Ioppi, direttore real estate di Gruppo Finiper, e Stefano Colombi, leasing manager di CGI Auchan, hanno rappresentato i gestori e i proprietari dei centri commerciali, il primo protagonista dello sviluppo del super-regional mall in provincia di Milano e il secondo orientato proprio sul tema del refurbishment e degli ampliamenti, con il rinnovato centro di Bussolengo (VR) come esempio di stretta attualità. L’incontro si è concluso con il forte interesse per il settore dei centri commerciali manifestato da Giordano Curti, direttore generale di CIR food: azienda protagonista nella ristorazione collettiva che in occasione di EXPO 2015 ha totalizzato 23 milioni di fatturato servendo 4 milioni di clienti in 20 ristoranti. Convegno “Il valore aggiunto della ristorazione nei centri commerciali” (sessione pomeridiana) Accomunati da una forte tensione verso la novità e l’innovazione, intesa trasversalmente sia nei format, sia nei canali, sia talvolta nel prodotto, i relatori – primari food retailer – hanno delineato esperienze emerse da realtà locali o al contrario espressione di insegne globali che hanno saputo calarsi nei singoli territori. Dal pollo fritto, alla tigella, passando per la pizza e per l’hamburger sino ad arrivare al vino, alla birra e all’healthy food, la qualità del prodotto è stata indicata come il comune denominatore per il successo del business. E lo sviluppo nei centri commerciali appare premiante perché accorcia i tempi e garantisce flussi e spazi che incontrano le esigenze dei retailer. A partire dalle già citate 8 aperture di KFC in Italia, tutte in shopping
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Cover story
Resoconto evento mall a causa espressamente di tali motivi, gli esempi continuano con Dispensa Emilia: come ha raccontato il ceo Alfiero Fucelli, il brand è nato 12 anni fa con un chiosco di 12 mq all’interno dello Shopville Gran Reno di Casalecchio di Reno (BO), “lega la propria vita” alle gallerie commerciali e oggi conta 8 punti vendita. Non tutti nei centri. Altra case history di successo, seppur con una storia opposta dal punto di vista del canale di sviluppo, è quella di SignorVino, che presso il mall di Arese ha aperto il primo (e per ora unico) locale in uno shopping centre: come ha sottolineato Michele Rimpici, managing director del format di “vino con cucina”, il punto di forza della catena è il rapporto diretto con i produttori e l’abbinamento con ricette tipiche della
RISTORAZIONE COMMERCIALE
Workshop Focus Cliente, il prodotto e il servizio al centro dell’offerta: Matteo Figura (NPD Group), Alfio Schiatti (Cupiello Fresystem), Antonio Votino (ICTeam), Andrea Aiello (direttore Retail & Food), Alessandra De Gaetano (Autogrill), Corrado Cagnola (KFC Italy).
tradizione regionale, mentre l’obiettivo è quello di alzare l’asticella della qualità percepita dal consumatore.
Le gallerie commerciali sono un canale privilegiato di sviluppo anche per il marchio di pizzerie Spontini,
RISTORAZIONE E NUOVI FORMAT NEI CENTRI COMMERCIALI - sessione mattutina
Il valore aggiunto della ristorazione nei centri commerciali: Roberto Bramati (presidente Spazio Futuro), Massimo Moretti (presidente CNCC), Simone Nisi Magnoni (progettista), Francesco Ioppi (Gruppo Finiper), Davide Padoa (Design International), Alessandro Maja (progettista), Stefano Colombi (GCI Auchan) e Giordano Curti (CIR food).
RISTORAZIONE E NUOVI FORMAT NEI CENTRI COMMERCIALI - sessione pomeridiana
Il valore aggiunto della ristorazione nei centri commerciali: Corrado Cagnola (KFC Italy), Ernesto Di Majo (Lowengrube), Luca Pizzighella (SignorVino), Alfiero Fucelli (Dispensa Emilia), Giuseppe Parolini (Viva Fruit), Massimo Innocenti (Spontini) e Nicola Vandi (America Graffiti).
che dalla storica piazza milanese ha abbracciato un percorso di crescita in Italia e non solo: la caratteristica del brand, ha specificato Massimo Innocenti, amministratore delegato, è un’offerta mono prodotto dallo standard qualitativo di eccellenza abbinata alla velocità di servizio. Il tutto a un prezzo accessibile. Ciuffo, basette alla Elvis e musica anni ’50, oltre a una grande dose di allegria in stile USA, sono gli ingredienti con cui America Graffiti impreziosisce i propri hamburger: il marchio romagnolo nato a Forlì nel 2008, ha testimoniato Nicola Vandi, responsabile marketing e comunicazione della catena, nel 2015 ha superato quota 50 locali in Italia e propone un’ampia offerta con un menù che include ben 180 portate. Tutte preparabili al momento e dal buon rapporto qualità/prezzo. Più contenute nel numero dei punti vendita, ma altrettanto interessanti per i contenuti, sono il formato (made in Italy) di birreria bavarese Lowengrube, raccontato dal responsabile commerciale Ernesto di Majo, che lo definisce un 2 + 1 riferendosi al pranzo, alla cena e al dopocena, e Viva Fruit, illustrato dall’amministratore delegato Giuseppe Parolini, che nel 2016 ha messo a segno due aperture di massimo rilievo proprio ad Arese e a Roncadelle nel nuovo centro commercial di IKEA Centres (vedi Dossier shopping mall, pagg. 31-34). A.P.
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r&f Business intelligence
La sicurezza aumenta le vendite C
Pro. Le telecamere, nell'esercizio delle loro funzioni di controllo e monitoraggio, catturano delle immagini, che vengono poi scansionate e analizzate in tempi rapidissimi da un potente software in grado di generare intuitivi report delle zone calde e fredde, degli ingressi e delle uscite da determinate aree. In abbinamento ai sistemi POS per registratore di cassa, è anche possibile analizzare il numero di transazioni effettuate, i volumi di vendita per lassi temporali e gli articoli più venduti. Il tutto senza archiviare alcuna immagine: lo storico dei dati non viene infatti conservato e le immagini sono sovrascritte secondo i tempi e i termini di legge, nel pieno rispetto delle normative in materia di privacy.
on l'espressione “Business Intelligence” si fa riferimento al complesso di attività di raccolta e analisi di dati e di informazioni ritenute strategiche per la gestione di un ambiente di natura Retail. Tali informazioni, in genere utilizzate a scopi di marketing, merchandising e ottimizzazione delle performance del servizio e dei costi di gestione, vengono ricavate ed elaborate attraverso soluzioni tecnologiche in grado di catturare ed elaborare dati in forma di report statistici e mappe grafiche. Si tratta di informazioni sempre più importanti nell'era di un'e-commerce che sta incalzando le modalità tradizionali di rivendita e distribuzione, e che impone un sempre maggiore focus sul comportamento dei consumatori e sulla loro esperienza di acquisto, reale o potenziale. Disporre delle corrette informazioni è quindi importante per il successo di un'attività commerciale, ma di quali informazioni strategiche stiamo parlando, in concreto?
Quando un'immagine diventa strategica Immaginate di vedere una mappa che, a colpo d'occhio, rappresenta le “zone calde” e le “zone fredde”, ossia le aree del negozio che vengono più o meno affollate dalla clientela in uno specifico lasso temporale. Immaginate di poter analizzare i flussi delle persone, contando e monitorando gli accessi dei potenziali clienti che transitano in entrata e in uscita dal negozio o da uno specifico reparto. Otterreste importanti rilevazioni statistiche per valutare l'attrattiva di uno scaffale o il corretto allestimento di una vetrina, l'efficacia di un display o di un pannello informativo, l'impatto di una campagna promozionale. Potreste a questo punto prendere dei provvedimenti volti a ottimizzare, dimensionare e collocare correttamente il personale di servizio o i promoter dedicati all'incentivazione delle
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vendite. Potreste magari rivalutare il layout o l'illuminazione di una parte dello store, in modo da migliorare e incentivare l’esperienza d’acquisto. Potreste decidere che quell'area necessita di personale di servizio più specializzato, oppure che in alcuni reparti e in determinate fasce orarie è possibile contenere i costi legati alla gestione ordinaria (climatizzazione, illuminazione, raffrescamento) o allo stesso personale. Immaginate infine di poter conteggiare tutte le transazioni effettuate, i volumi di vendita realizzati per giorno e per fascia oraria, gli articoli più venduti, le performance di una
cassa piuttosto che di un'altra. Significherebbe disporre di dati essenziali per alimentare correttamente il magazzino, eventualmente ritoccare il listino prezzi, efficientare la performance e, in ultima sede, aumentare le vendite. Quindi generare business e profitti. Soluzioni per la Business Intelligence Tutto questo è possibile grazie all'azione combinata delle telecamere Hikvision, produttore numero uno al mondo di soluzioni per la videosorveglianza, e del suo nuovo software di gestione video iVMS-5200
La sicurezza Naturalmente disporre di telecamere di sorveglianza in un negozio significa prima di tutto garantire sicurezza: proteggere personale e clientela, monitorare le aree a rischio, prevenire furti e taccheggi, ridurre gli incidenti. E ovviamente: minimizzare le differenze inventariali, le scontistiche non autorizzate, l'infedeltà del personale. Fenomeni talmente diffusi che, secondo l'ultima edizione del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, assommano un valore di 92,98 miliardi di euro sul piano mondiale (pari all'1,23% delle vendite nei 24 paesi presi in considerazione dallo studio 2015). L'abbinamento tra i sistemi POS per registratore di cassa, che scambiano dati con i software, e la piattaforma iVMS 5200 permette anche di generare allarmi nel caso in cui il cassetto resti aperto per un tempo più lungo di quello definito come ordinario, oppure nel caso in cui il cassetto si apra senza che vi sia una transazione in corso, o ancora nel caso in cui vengano passati in cassa degli articoli presegnalati (magari perché oggetto di differenze inventariali o infedeltà dei dipendenti).
r&f star trek moda
Destinazione
Pinko L
a fortuna aiuta gli audaci, recita un famoso detto tratto dal latino. E non può che dirsi audace un imprenditore che negli anni novanta decide di lanciare un marchio di moda ispirandosi per il nome alla locuzione “un qualsiasi pincopallino”. Proprio in opposizione al protagonismo dei grandi stilisti del fashion, per una moda più vicina ai consumatori sempre più maturi in tema di stile. Così il successo sembra avere premiato Pietro Negra e la moglie Cristina Rubini, che nel 1980 avevano aperto a Fidenza (PR) la Cris Conf, produttrice di alcuni marchi moda, ma che solo una decina di anni dopo si lanciano direttamente nel mercato dell’abbigliamento, fondando il brand Pinko (senza il pallino, appunto). Lo stile si concentra su una moda pronta, destinata a una clientela giovane con creazioni originali, ma facili da interpretare. Dopo i primi tempi caratterizzati dall’innovativa strategia di collezioni flash commercializzate a cadenza settimanale, negli anni novanta Pinko conquista il mercato del prêt-à-porter femminile (abbigliamento e accessori), rivolgendosi anche a un target più adulto e abbandonando il concetto di
collezioni flash, concentrandosi su proposte coordinate, per rendere il marchio sempre più distinguibile sul mercato. L’inizio del nuovo millennio vede le insegne emiliane conquistare il mercato internazionale con il franchising, toccando quota 800 punti vendita wholesale e 70 boutique monomarca per un fatturato di circa 50 milioni di euro nel 2002 (una decina di anni dopo saranno 1.100 punti vendita con 120 monomarca e un fatturato che vede crescere la quota dell’estero al 30%). Il segmento è sempre quello del contemporary fashion, ovvero l’alternativa all’alta moda con prezzi competitivi e con collezioni studiate da designer di primo livello. Intanto Naomi Campell, Eva Herzigova e Elle McPherson sono le protagoniste delle campagne pubblicitarie per il brand che punta tutto sullo stile Made in Italy (il design è a Fidenza, mentre i vestiti sono cuciti dove la manodopera costa meno), secondo il motto ‘just under the top’, che significa prodotto
di qualità, con prezzi concorrenziali, per farne percepire e apprezzare il valore (o come amano chiamarlo a Fidenza il ‘controvalore’) al cliente. Nuovo negozio a NYC: Tu vuò fa’ l’Americano Pinko, intanto, attraversa la recente crisi dei consumi con qualche scossone,
PINKO in pillole Data di nascita Proprietà Sede Management Business Retail Wholesale
Anni '80 Cris Conf, l'azieda proprietaria del marchio PINKO che è successivo di qualche anno Petro Negra e Cristina Rubini (ciascuno al 50%) Fidenza (PR) Pietro Negra, Presidente; Daniele Pini, CFO Produzione e distribuzione abbigliamento e accessori nel segmento contemporary fashion attraverso reti retail e wholesale 170 monomarca DOS & franchising worldwide In quasi mille negozi Fonte aziendale
tra cui una ristrutturazione aziendale un paio di anni fa, ma tiene ferma la barra del suo progetto e rilancia. Il 2016 è infatti l’anno della scoperta dell’America: a fine estate sbarca a NYC con l’inaugurazione del suo primo store nella Grande Mela nella centralissima Madison Avenue (150 mq gestiti direttamente per un primo test sul pubblico a stelle e strisce). Entro l’anno è previsto il taglio del nastro della seconda vetrina nel quartiere fashion per eccellenza di Soho, per poi puntare l’anno prossimo a Miami e, dopo il test sul mercato, magari con altre boutique, entrare nei department store. Il tutto gestito direttamente senza intermediari. E l'America si somma alla Russia, dove Pinko con le sue insegne è presente oltre che a Mosca, anche a Novosibirsk, la capitale della Siberia, o alla Cina, con più di una ventina di boutique, ma anche ai Paesi del Golfo con una dozzina di punti vendita (di cui la metà negli Emirati) o la Turchia con 6 negozi a Istanbul. In tutto l'azienda conta oggi 170 punti vendita monobrand worldwide DOS e franchising. Con incremento di una ventina rispetto al network retail di fine 2015, quando l'azienda emiliana contava 148 vetrine in giro nel mondo, di cui un centinaio di proprietà o gestite
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star trek moda direttamente, 19 outlet, 25 corner e uno spaccio. Sull'estero Pinko si appoggia al franchising (a parte un esperimento a stelle e strisce) attraverso società controllate (una quindicina complessivamente). Nel Vecchio Continente (24% del business esclusa l'Italia, 23% gli altri paesi Extra-UE) i mercati dove il brand ha maggiore presenza sono la Polonia, con una decina di insegne, a pari merito con la Francia (soprattutto in Costa Azzurra), il Regno Unito con 8 (di cui 5 nella capitale Londra), e per finire la Spagna con sette. Proprio nel Vecchio Continente, Pinko ha concentrato i suoi showroom: Parigi e Lione, presso i cugini d'Oltralpe, nel paese della moda, ma uno anche nella internazionale Zurigo, uno nella imperiale Vienna, uno a Mosca, uno ad Atene e per finire uno a Milano, nella centralissima via Senato. L'Italia, infatti, rimane il mercato più importante (53% delle vendite), anche se forse non più di riferimento vista la crescita dell'export. Roma e Milano sono le città dove Pinko ha il maggior numero di boutique (7 per ciascuna), ma la copertura del territorio nazionale è abbastanza capillare, con una predilezione per il Nord: l'Emilia Romagna, dove Negra gioca in casa, è con la Lombardia la regione con più vetrine (una decina). Al Sud fanno capolino Napoli con tre negozi, la Puglia con
due, come la Sicilia, e uno in Sardegna. Da segnalare poi l'interesse del marchio per il canale travel. In tutto 9 shop negli aeroporti del Belpaese: 3 a Milano (due a MXP e uno a LIN), gli altri a Venezia, Fiumicino, Olbia, Palermo e Bari. Una rete in espansione che, a detta del CFO Daniele Pini (in una recente intervista), raggiungerà presto i 200 negozi nel mondo, anche grazie allo stanziamento di 8/9 milioni per l'inaugurazione di negozi diretti, con USA e Giappone come aree target maggiormente interessate. Non va dimenticato il wholesale con i suoi quasi mille negozi, anche perché l'anno scorso ha rappresentato la fetta maggiore della torta del business con il 60% delle vendite (il retail con un +6,3% si è piazzato al 40%). A rafforzare il piano di internazionalizzazione del network retail è di questa primavera la notizia dell'ingresso di Cris Conf (563 addetti a fine
2015 con un +41 sull'anno precedente) in Elite di Borsa Italiana, il programma di sostegno per le piccole e medie imprese potenzialmente interessate alla quotazione. Da Fidenza fanno sapere alla stampa, però, che non si sta valutando né un'IPO né un'apertura di capitale, ora in mano alla coppia Negra e Rubini (al 50% a testa) attraverso la HPF srl che possiede integralmente la Cris Conf spa. - redditività + investimenti = se son rose fioriranno Intanto in cabina di comando ad affiancare Cristina Rubini e Pietro Negra (Presidente), oltre al CFO Daniele Pini, nel più classico stile delle aziende familiari italiane sono arrivate le figlie Cecilia (comunicazione) e Caterina (Coordinamento ufficio stile). La squadra punta a un giro d'affari consolidato di 200 milioni per l'anno
in corso rispetto ai 180 del 2015 e ai 172 (+7% sul 2013) di due anni fa, dopo le difficoltà legate al rallentamento degli affari di qualche tempo prima. A guardare i numeri del bilancio economico di Cris Conf del 2105 rallenta la crescita del valore della produzione (153,7 milioni con un +1,7% sul 2014), cala l'EBITDA a 17,5 milioni (erano 28,1 l'anno prima) e si dimezza il reddito netto fermo a 3,4 milioni (erano 7,5), fondamentalmente per un aumento delle spese della produzione. Si dimezzano anche gli indici di redditività, pur restando decisamente positivi, ROS, ROE e ROI tutti appena sopra al 6%, in netta contrazione rispetto all'anno precedente quando il ROS sfiorava il 13% e gli altri due superavano il 14 per cento. La posizione finanziaria netta passa dai 25,5 milioni ai quasi 50 e cresce (anche se di poco) il peso del capitale di terzi (65% sul 35% di proprio) sul complessivo dell'azienda, anche se l'indice di liquidità rimane positivo sopra l'1 per cento. A Fidenza, scrivono sul bilancio (perché al quartier generale sono riservatissimi e sembra impossibile riuscire a contattarli attraverso il loro ufficio stampa) che il rallentamento dei risultati reddituali è dovuto principalmente ai nuovi investimenti, in particolar modo nei nuovi mercati (con un consolidamento del retail in Cina, EU e Russia) e alle scelte di rafforzamento della struttura del Gruppo. Da qui la contrazione dei margini di primo livello. Ma promettono comunque frutti in futuro. Intanto il canale retail sembra essere l'elemento chiave della strategia della società emiliana di adattamento ai nuovi scenari economici e ai nuovi mercati, con la creazione di un solido presidio per uno sviluppo del brand nel processo di internazionalizzazione. Non resterà che aspettare e vedere i risultati di questa strategia sul lungo termine, anche a fronte della crescita della concorrenza internazionale nei nuovi mercati, soprattutto con player ben strutturati e decisamente agguerriti. Sfida che a Fidenza sembrano raccogliere con la convinzione di non essere di certo un 'pincopallino qualunque'. David Montorsi
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r&f Brand analysis
Dispensa Emilia, dal piccolo chiosco alle grandi superfici
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ispensa Emilia è tra le prime catene in Italia, nel segmento della ristorazione tradizionale con servizio veloce, a improntare la sua offerta gastronomica sulla tigella, il sottile pane rotondo tipico dell’Appennino Emiliano, farcito con salumi, formaggi e verdure di stagione. Completano l’ampia scelta i primi piatti della tradizione emiliana, insalate e una selezione di Lambruschi e vini al calice tipici della Regione. La catena ristorativa si caratterizza per la sua offerta di cibo di qualità servito in un'atmosfera calda, familiare e informale, come da tradizione emiliana. Tra le caratteristiche della catena il rapido servizio al tavolo – agevolato dal dispositivo “Trovami” – che supporta gli assistenti di sala a individuare il tavolo dei clienti. Dopo il successo ottenuto a Expo 2015, dove Dispensa Emilia è stato uno dei chioschi più apprezzati dai visitatori con oltre 700mila tigelle servite nei sei mesi della manifestazione, la catena emiliana ha investito in un nuovo ristorante, il primo in Lombardia e l’ottavo di proprietà, all’interno de Il Centro ad Arese. Alfiero Fucelli, Ceo di Dispensa Emilia, ci ha spiegato il concept della catena ristorativa e accennato ai progetti futuri.
Quale tipologia di prodotto offrite ai vostri clienti? L’offerta di Dispensa Emilia si sviluppa intorno alla tigella, proposta in una variegata scelta di abbinamenti, da quelli più tradizionali, a quelli più originali e sfiziosi. Il menù inoltre spazia anche tra gustosi primi piatti tipici della tradizione emiliana e deliziose insalate preparate con prodotti freschi, che possono essere accompagnati con un’ampia selezione
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Il brand in pillole Anno di nascita del brand Proprietà Core business Headquarter Giro d’affari Paesi di sviluppo Canali di sviluppo Numero di punti vendita in Italia e complessivo Numero di punti vendita diretti in Italia e complessivo Previsione di aperture entro il 2016 Previsione di aperture nel 2017
2004 Vaibo Srl tigelle e cucina emiliana Modena, via Emilia Est 985 12 milioni di euro Europa centri commerciali, outlet, aeroporti, stazioni ferroviarie, high street 8 8 2 2/3 Fonte aziendale
Alfiero Fucelli di Lambruschi e altri vini del territorio emiliano. Quali sono le caratteristiche più importanti dei vostri format di punto vendita (metratura, tipologia di arredamento, servizio al tavolo)? È un format di ristorazione tradizionale con servizio veloce. Tutto viene preparato al momento con ingredienti freschi e genuini: il cliente ordina e paga in cassa, poi si accomoda al proprio tavolo dove entro qualche minuto viene servito direttamente dall’assistente di sala.
Come si è evoluto il format dalla nascita a oggi? Il primo ristorante Dispensa Emilia nasce a fine 2004 nel centro commerciale Shopville di Casalecchio di Reno (Bologna, ndr) su una superficie di 16 mq e con circa 20 posti a sedere. La proposta gastronomica è piaciuta sin da subito e il format ha preso forma negli anni dando vita a un’identità distinta, che oggi anima tutti i nostri 8 ristoranti. Nel corso del tempo, le location scelte sono state sempre più ampie: Le tigelle
l’ultimo ristorante di Arese si estende su 300 mq e conta 140 posti a sedere, mentre le location preesistenti hanno aumentato le sedute – a Casalecchio di Reno ad esempio siamo arrivati a quota 70. Il format dei locali concilia tradizione e innovazione, invita il cliente a gustare piatti appetitosi in un luogo confortevole e accogliente, caratterizzato da un servizio veloce. Il locale di Arese che racchiude a 360° il nuovo concept Dispensa Emilia è stato progettato da Area17 Architecture & Inte-
vostra strategia di sviluppo? Inizialmente eravamo orientati unicamente alla presenza all’interno dei centri commerciali. Negli anni, grazie alla buona risposta dei clienti, sono aumentati i locali, le metrature e i fatturati. Abbiamo investito anche fuori dall'Emilia e oggi siamo presenti in Toscana, Lombardia e prossimamente anche in Veneto. In tema di materie prime? Abbiamo fatto una scelta di qualità, prediligendo un menù composto da ingredienti di eccellenza: dal Prosciutto di Parma alla pasta fresca, dall'aceto balsamico fino a una gamma di lambruschi selezionati accuratamente. Il nostro motto all’insegna della qualità è “poche cose, ma fatte bene”. La spesa media?
Il Centro - Arese (MI) riors e curato da Aba Arredamenti. Quali canali penetrate (centri commerciali, outlet, aeroporti, stazioni ferroviarie, high street)? Dispensa Emilia si sviluppa principalmente nei centri commerciali, attrattori di un amplio afflusso di persone, ma circoscritti nei limiti di chiusura di orario serali. Per questa ragione, nel 2015, abbiamo aperto il primo ristorante a Modena posizionato in una sede totalmente indipendente, con la volontà di coinvolgere maggiormente famiglie e giovani, anche grazie a un’estensione dell’orario di chiusura fino alle 24. Il nuovo ristorante di Modena è anche sede degli uffici amministrativi e direzionali, oltre che scuola di formazione per i nuovi assunti. In passato, abbiamo avuto per sette anni un locale all’interno della stazione di Bologna, che poi è stato assorbito nel 2012 nel piano di ristrutturazione della nuova stazione. In quell’occasione abbiamo riscontrato un ottimo successo, perché il nostro è un prodotto veloce ma gustoso, che si sposa molto bene con le esigenze dei viaggiatori. Pensate che il vostro format po-
trebbe inserirsi bene nel travel retail aeroportuale? Assolutamente sì. Stiamo studiando un progetto in questo senso, e credo che in futuro inizieremo a muovere i primi passi in questo canale. La gestione dei vostri format è sempre diretta o anche in franchising? Attualmente abbiamo otto ristoranti, tutti in gestione diretta. In passato, abbiamo sperimentato la formula franchising e non escludiamo in futuro di ricominciare, ma attualmente siamo concentrati sulle aperture in gestione diretta. Quali tecnologie (sistemi di pagamento contactless, illuminazione a Led, sistemi di videosorveglianza, wi-fi, totem) inserite nei vostri punti vendita? Oggi abbiamo implementato una serie di tools tecnologici per semplificare l’esperienza del nostro cliente. Primo tra tutti, il dispositivo “Trovami” che aiuta gli assistenti di sala a individuare e servire il cliente al tavolo rapidamente. Inoltre, gli assistenti di sala hanno in dotazione i palmari che permettono di ve-
Modena locizzare le operazioni degli ordini e di eventuali seconde ordinazioni di clienti già serviti. Stiamo inoltre lavorando alla nostra App che consentirà a tutti i clienti registrati di ordinare ed effettuare il pagamento direttamente attraverso un borsellino elettronico o con carta di credito. L’App prevede un piano di accumulo punti e un servizio preferenziale che permette di evitare le code in cassa e usufruire di un servizio direttamente al tavolo. Fate servizio a domicilio? No, ma spesso siamo chiamati presso le aziende e Istituzioni per organizzare servizi di catering. Come è cambiata negli anni la
Si aggira attorno ai 10 euro. Progetti attuali e futuri? Stiamo vivendo un momento di crescita importante. L'apertura più recente risale a maggio 2016 presso Il Centro di Arese. Ma nei prossimi 12 mesi abbiamo in portafoglio 2 o 3 aperture sempre in centri commerciali nuovi e vie di grande passaggio, in Lombardia e in Veneto. Il fatturato a quanto ammonta? Dispensa Emilia chiude il 2016 con un fatturato 12 milioni di euro e 200 dipendenti. Per il 2017 abbiamo previsioni di crescita, legate sia alle nuove aperture che alla crescita di fatturato dei singoli ristoranti. S.M.
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Dossier aeroporti
Amerigo Vespucci: quel che c'è funziona bene La questione della seconda pista non si sblocca, di conseguenza lo scalo fiorentino è in una sorta di limbo che di fatto ne ha rallentato gli investimenti. Le attività retail presenti, tuttavia, sono soddisfatte e le potenzialità sono tante
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entisei mesi fa abbiamo realizzato il Dossier aeroporti sull'Amerigo Vespucci di Firenze. È innegabile che all'epoca ci fosse grande fermento. Lo scalo fiorentino, assieme a quello di Pisa, era passato nelle mani della multinazionale argentina Corporación América, il più grande operatore a capitale privato del settore aeroportuale. La fusione tra le due aerostazioni sotto l'egida di Toscana Aeroporti si è perfezionata l'uno giugno 2015. Abbiamo deciso, quindi, di tornare a visitare l'Amerigo Vespucci per vedere quali fossero le novità portate dalla cordata argentina. Dalla privatizzazione, infatti, ci si aspettavano in prima battuta importanti investimenti e la velocizzazione di alcuni progetti, uno su tutti, la seconda pista di Firenze. Nel 2014 avevamo individuato una
situazione nuova; la parte commerciale era stata trasferita nel nuovo 'modulo uno' dove l'inserimento di 40 banchi check-in ha portato lo scalo a una capacità di 2,4 milioni
di viaggiatori l'anno. Il progetto del nuovo blocco realizzato dallo studio londinese Pascall Watson (autore anche del T5 di Heathrow) aveva portato a un ampliamento di 7.500
mq, un nuovo smistamento bagagli automatizzato, nuovi spazi per ristorazione, e negozi. L'aumento delle cubature aveva permesso di accostare gli arrivi all'accesso alle partenze in modo da concentrare i flussi nella zona delle attività commerciali in landside che, di fatto, non sono cambiate. Un cambia valuta, un negozio Conte of Florence di cui ci sono stati ribaditi i buoni risultati, soprattutto grazie alla clientela straniera che apprezza molto il made in Italy e la territorialità. Alla destra dell'ingresso è presente una libreria Giunti al punto e di fronte il ristorante Baccanale Firenze. Entrambe le attività si erano insediate da poco durante la nostra visita del 2014. L'offerta non è cambiata, ma il giro d'affari, come ci hanno spiegato i manager dell'aeroporto, è cresciuto con grande
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Dossier aeroporti zo Spagnoli, la cui famiglia da anni opera nel mondo della ristorazione e dell'hotellerie nel capoluogo. A dimostrazione della buona riuscita del format, il fatto che sia stato selezionato per il proprio segmento da Finiper per Il Centro di Arese. All'inizio del corridoio che collega al vecchio blocco, lungo cui ci sono uffici delle compagnie aeree e il lost and found, c'è un customer service molto utilizzato a fronte dell'importante presenza di stranieri.
soddisfazione di tutti. In particolare, Baccanale Firenze subentrato ad Autogrill con un contratto di nove anni, ha portato un format il cui obiettivo è stato fin da subito quello di unire a un contesto moderno gli elementi più importanti della risto-
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razione regionale e fiorentina, sia in versione più veloce, quindi con prodotti della salumeria toscana anche da asporto, sia attraverso piatti caldi preparati nella cucina a vista. Il concept sta avendo successo grazie anche al know how del titolare Ren-
A piccoli passi Al primo piano partenze area checkin qualche piccola novità è stata inserita. C'è un Secure bag, una stecca di box con Tax refund e dogana e, di recente apertura, Marioluca Giusti Synthetic Crystal, un piccolo store di vasellame e oggetti da tavola che, osservati da poca distanza, sembrano in cristallo colorato, invece sono realizzati in policarbonato. È stata inserita anche una colonna per la ricarica dei device brandizzata Piccini, famosa azienda
vitivinicola toscana. Un'altra piccola novità interessante è prima dei controlli di sicurezza: si tratta di un'installazione advertising temporanea a marchio Monnalisa, brand di abbigliamento per bambini, dove attraverso uno schermo si possono vedere le sfilate delle collezioni, mentre su un altro, in versione touch screen, è possibile fare acquisti e ricevere la spedizione a casa. Alla sinistra dei controlli, c'è la sala Masaccio, la vip lounge gestita direttamente dallo scalo e recentemente implementata nel servizio di ristorazione. Superati i controlli si accede all'area airside che apre con un piccolo duty free walk through in cui il lato sinistro è dedicato a profumeria e cosmesi, e una parte al confectionery, mentre sulla destra ci sono tre brand italiani della moda: Etro, Ermenegildo Zegna e Salvatore Ferragamo. Nel 2014, questo comparto era in mano alla società di gestione dello scalo, in attesa dei risultati di una gara per l'affidamento in subconcessione delle aree; gara
poi vinta da Dufry che si è aggiudicata non solo il duty free ma anche un negozio dedicato a prodotti food & beverage al piano partenze. Al termine di questo corridoio Areas (MyChef) continua nella fortunata gestione di un’area di ristoro panoramica con il Wine & food restaurant e Pizza Chef.
Da una scala, si scende al piano inferiore dove ci sono i gate e le altre attività commerciali: Stg pelletterie, il negozio di occhiali Invista di Ottica Più, Camicissima, Marina Militare, e l'area dedicata all'enogastronomia gestita oggi, come dicevamo in precedenza, da Dufry: Emozioni Tuscany fine
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Dossier aeroporti food & wine, un concept che vende prodotti del territorio e si rivolge molto al viaggiatore straniero. In quest'area sono stati spostati i controlli passaporti per i voli extra Schengen creando una sala nuova per gli imbarchi. Tale operazione ha sacrificato lo spazio un tempo occupato dalla gioielleria Mossa. Una delle novità più interessanti, tuttavia, non riguarda le attività commerciali dentro l'aeroporto, ma esternamente. Essendo quello di Firenze un city airport a una manciata di chilometri dal centro della città, nella zona dei parcheggi è stata riservata un'area per le CAR2GO, il sistema di noleggio auto (Smart) veloce attraverso l'App dedicata. Conclusioni Questo è il quadro che si delinea oggi per l'Amerigo Vespucci. Uno scenario che di fatto non si discosta molto da quanto avuto modo di vedere a settembre 2014. Tuttavia le aspettative erano ben altre. L'inaugurazione del 'modulo uno' del 2012 doveva rappresentare una prima parte di lavori. Dal master plan, infatti, risultava esserci una progettualità anche nei confronti dell'area al secondo piano landside, un ampio spazio che affaccia sulla hall centrale dei check-in. Chiusa con una vetrata, infatti, avrebbe dovuto diventare tutta area airside, dando respiro allo scalo e spazio a nuove attività com-
merciali. Invece la destinazione d’uso è rimasta immutata, ossia spazio dedicato a sala d'attesa con sedute, e ben poco frequentato. Per quanto riguarda il retail, quindi, lo scalo è fermo al palo. Certamente bisogna concedere a Corporación América il fatto che la que-
stione della nuova pista, da cui dipende la realizzazione del nuovo terminal, non faciliti alcun tipo di scelta. Nonostante l'approvazione dell'ENAC, la richiesta di VIA (valutazione di impatto ambientale) è stata rispedita al mittente con nuove osservazioni e nuove domande. Conoscendo i tempi tecnici della burocrazia italiana, però, le cose potrebbero rimanere in stallo per lungo tempo, e una volta definita la questione (se a favore della nuova pista) anche i tempi di realizzazione di un nuovo terminal
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non sarebbero immediati. In questo contesto l'aeroporto, la cui capienza con l'ampliamento è cresciuta a 2,4 milioni di passeggeri, ha già raggiunto la soglia di 2,4 milioni nel 2015, il che significa che sarà necessario un intervento, se non nelle cubature, quantomeno nella riorganizzazione degli spazi. Quando capitano giornate come quella in cui è stato realizzato questo servizio, in cui una spessa coltre di nubi sulla conca di Firenze ha impedito agli aerei di atterrare e che quindi sono stati dirottati su altri scali, l'aeroporto raggiunge un livello di congestione importante. Da un certo punto di vista un bene per le attività commerciali, ma dall'altro, troppe persone concentrate in un ambiente poco confortevole penalizzano la passenger experience. Rimane il fatto che l'innovazione e il know how che Corporación América porta negli aeroporti che gestisce nel mondo, a Firenze (non per colpa sua) non si è ancora visto. Stefano Masin
r&f Reportage TFWA
Ph. Stefano Masin
Travel retail: si respira ottimismo
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i è svolta a Cannes dal 2 al 7 ottobre l'edizione 2016 del TFWA World Exhibition & Conference, la fiera mondiale dedicata ai settori del duty free e del travel retail. Oltre 470 espositori e una sessantina tra new entry e ritorni, in un clima un po' atipico, come ha raccontato il presidente del TFWA Erik Juul-Mortensen illustrando uno scenario a cui non si assisteva da sei anni, ossia un calo delle vendite nel 2015 del 2,7% a
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62 miliardi di euro (dati Generation Research). A limitare i danni, come nel 2014, sono stati i buoni risultati nel settore Asia Pacifico, mentre in generale il segno positivo arriva anche dal comparto profumi e cosmesi che è cresciuto del 2,5% a 19,8 miliardi di dollari. Si può affermare quindi che in base al punto di vista da cui si analizza il mercato si possa essere ottimisti o pessimisti. La redazione di retail&food ha partecipato al TFWA e la sensazione per-
cepita è che l'ago della bilancia penda di più verso coloro che respirano aria di ripresa. In fin dei conti le previsioni per il primo trimestre del 2016 sono di una crescita nelle vendite intorno all'1%; è vero, non è molto, ma è pur sempre un segno positivo, così come è positivo il settore profumi e cosmesi con +7,8% ed è positivo addirittura il settore delle vendite sui traghetti a +6,5%, mentre rimane stazionaria la situazione negli aeroporti. Anche il settore
crocieristico può fare un brindisi, con un aumento delle prenotazioni che negli ultimi 10 anni è cresciuto del 68% con un'aspettativa di 24 milioni di passeggeri totali entro fine anno. Ma più che i numeri, in queste pagine facciamo parlare le immagini di questa edizione 2016 del TFWA, dove si è percepita la voglia degli espositori di innovare e rinnovare, con prodotti sempre più interessanti e appetibili per i clienti viaggiatori di tutto il mondo.
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r&f Airport analysis
London Luton Airport L‘
aeroporto di Luton (Codice IATA: LTN), dopo Heathrow, Gatwick e Stansted, è il 4° che serve la città di Londra ed è situato a circa 50 km dal centro città. Con 12.300.000 passeggeri nel 2015 (+17% vs 2014), Luton è il 6° aeroporto inglese. Le previsioni di crescita fornite dallo stesso scalo indicano un trend in crescita nei prossimi 8 anni:
L'andamento storico dei passeggeri è riportato nel grafico di seguito:
La connotazione dell'aeroporto è spiccatamente low cost, come mostra la tabella in basso, ma la componente business (27% in periodi non prettamente vacanzieri), indica una tipologia di viaggiatore low cost tipica del mondo business moderno, attento ai costi di trasferta. A conferma di questa considerazione, va notato come la principale compagnia (45% dei pax totali) sia EasyJet, vettore che punta a offrire un servizio di qualità a prezzi contenuti (l'età media si attesta a 42,6 anni). La motivazione dell'acquisto in area airside è principalmente legata ad acquisti per se stessi:
Che volendo valutare dal punto di vista dei volumi, risultano, sulla base dei dati 2016 cosi composte:
Caratteristiche del traffico Le fasce di età presenti nel terminal sono indicate nel grafico qui di seguito:
Offerta retail Oggi l'offerta retail in area airside non è particolarmente ricca, tuttavia il tender in corso riguarda una nuova area che di fatto incrementa del 100% l'area dedicata al retail in zona airside.
Il motivo del viaggio varia in funzione del periodo dell'anno, come evidenziato dal grafico seguente che fa una "fotografia" del passeggero in due periodi dell'anno su un arco temporale di 36 mesi:
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Fabio Bernardini fabio.bernardini@due-puntozero.com www.due-puntozero.com
r&f World Travel Retail Al Belo Horizonte 3.000 mq di retail BRASILE - L'aeroporto Carioca Tancredo Neves nella città di Belo Horizonte ha inaugurato la nuova area commerciale Praca Mineira: 3mila mq attorno a sei negozi con ristorante che propone cibo locale in un concept che esalta il sense of place. Il progetto, terminato dopo due anni di lavori, trae ispirazione dalla cultura della regione brasiliana Minas Gerais di cui Belo Horizonte è la capitale.
Zurigo cresce in settembre SVIZZERA - L'aeroporto di Zurigo nel mese di settembre ha registrato una crescita nelle vendite retail del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2015 toccando i 49,5 milioni di dollari. Più nel dettaglio, l'area airside è cresciuta del 7,3% a fronte dell'1,5% dell'area landside. La spesa media per passeggero in partenza tuttavia è calata del 2,3 per cento.
I giovani cinesi dominano il travel retail coreano SUD COREA - Secondo un'indagine di mercato la maggior parte dei clienti cinesi dei duty free in Corea del Sud ha tra i 20 e i 30 anni. La statistica sottolinea come sia cambiato il target dei viaggiatori cinesi. I giovani hanno scalzato i genitori. Shilla duty free ha confermato che questo cluster è cresciuto del 76,5% nei primi nove mesi dell'anno.
TFWA rallenta col sorriso
CANNES – Un leggero calo dei visitatori non ha frenato l'entusiasmo di Erik Juul-Mortensen, presidente del TFWA. Il numero uno del summit ha dichiarato di aver percepito il solito fermento provenire dai 6.443 visitatori dell'edizione 2016 del summit di Cannes - 115 in meno (-2%) rispetto allo scorso anno - così come non è mancato l'entusiasmo da parte delle 636 aziende espositrici registrate.
EgyptAir comincia bene EGITTO - EgyptAir Duty Free Shop ha registrato un andamento positivo nelle vendite sia alle partenze sia agli arrivi del nuovo temrinal 2 del Cairo International airport. Nel terminal oltre al Cairo Airport Duty Free ad affiancare i retailer ci sarà Dufry Group.
Heathrow fa strike nei primi nove mesi UK - Il London Heathrow Airport ha registrato una crescita nelle vendite nei primi nove mesi dell'anno dell'8,5% sul medesimo periodo del 2015 a 449 milioni di sterline. La spesa per passeggero è salita del 7,7% a 7,83 sterline. A supporto di questa crescita, bisogna considerare la riqualificazione dei negozi del terminal 5 e l'inserimento di alcuni nuovi brand.
Lagardère al Riyadh Airport
AUSTRALIA – Il Sydney Airport nel periodo che va da giugno 2015 a giugno 2016 ha registrato una crescita di passeggeri del 5,3% a 40,9 milioni di unità di cui 26,6 milioni da voli domestici (+4,1%) e 14,3 milioni da voli internazionali (+7,5%). In questo contesto, il mercato cinese rappresenta uno dei principali e con la maggior crescita. I dati dello scalo hanno registrato importanti flussi di spesa anche da parte di passeggeri diretti nelle città secondarie come Xiamen e Chongqing.
ARABIA SAUDITA - Lagardère (LTR) ha annunciato di aver concluso un nuovo contratto per la concessione di 2.040 mq di duty free al Riyadh's King Khaled International Airport. LTR si è aggiudicata il tender come parte di un consorzio che comprende Saudi Airlines Catering Company e Arabian Ground Handling Logistic Company.
Cento di questi giorni GERMANIA - Il tre agosto il satellite del Munich Airport ha festeggiato i cento giorni di attività durante i quali sono passati oltre 15mila voli e due milioni di passeggeri.
Sunset Boulevard in aeroporto
Áreas sviluppa il food al Faro PORTOGALLO - Un nuovo negozio di 300 mq col concept Portfolio aprirà al Portugal's Faro Airport oltre a tre negozi food & beverage. Le aperture fanno parte del progetto di rinnovamento iniziato nel 2015 da parte di ANA Airports, società che gestisce una decina di scali nel Paese. Il food & beverage sarà curato da Áreas e comprenderà 160 mq di Carlsberg Sports Bar, 102 mq di Delta Cafè Central Coffee shop e 177 mq di Italian Place con il brand Rossopomodoro.
Sydney piace a cinesi
SSP nel travel food & beverage indiano INDIA - L'operatore inglese del food & beverage SSP Group sta puntando al mercato indiano entrando nel capitale di Travel Food Sevices Private Limited (TFS) con il 49% delle azioni. TFS attualmente è l'azienda specializzata nel food & beverage che registra la crescita più veloce nel settore in India. SSP acquisterà il pacchetto azionario da Kapur Family Trust, SNKV Properties Private Limited e Kapco.
Nuovo record per Luton
STATI UNITI – Los Angeles World Airports e Westfield hanno finalmente svelato il nuovo look del terminal 6 del Los Angeles International Airport. Il nuovo design si ispira alla famosa Sunset Boulevard della città degli angeli. Ospita 21 nuovi retailer e ristoranti in 22mila metri quadri. I partner principali sono Delaware North, HMSHost, Hudson Group, J&H Enterprises, SSP America e Tumi.
UK - Il London Luton Airport ha registrato una crescita dei passeggeri del 15,6% nel mese di settembre a 1,4 milioni. Il dato è importante perchè permetterà allo scalo di superare nei 12 mesi i 14 milioni di viaggiatori, il che fa ben sperare per il duty free e il retail. Qui opera Lagardère che gestisce 1.670 mq di attività.
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r&f Analisi mercato
Gioielli: gioie e dolori del made in Italy Siamo apprezzati in tutto il mondo ma la situazione geopolitica inizia a penalizzare anche le esportazioni. Il 2015 ha tenuto, ma il 2016 potrebbe chiudere con segno negativo a meno che non ci sia una ripresa negli ultimi mesi dell'anno
I
l settore orafo-argentiero-gioielliero italiano rappresenta uno dei comparti manifatturieri trainanti nella promozione del made in Italy nel mondo. Purtroppo - o per fortuna - mercato interno ed estero viaggiano a due velocità, o almeno così è stato fino allo scorso anno, come ci ha spiegato Stefano De Pascale, direttore di Federorafi: «Il 2015 si è chiuso in leggero recupero, però nel corso degli ultimi mesi dell'anno e i primi del 2016 si era già assistito a una frenata soprattutto per le esportazioni. L'andamento negativo ha riguardato soprattutto la parte degli Emirati Arabi che non solo sono acquirenti per il proprio mercato interno, ma rappresentano anche un Hub per i Paesi del Nord Africa e India. La contrazione economica che ha colpito quella regione, unita alla situa-
zione geopolitica ha portato a una riduzione nelle esportazioni dall'Italia. A questa si è aggiunta la frenata dei consumi in India, calati del 20% nel primo semestre 2016. Nel conto totale bisogna considerare anche la voce Russia. Embargo, crisi dei mercati, calo dei viaggi verso l'Italia, hanno ridotto sia gli acquisti diretti nel nostro Paese sia le esportazioni. L'unico segno non negativo che tiene se si considerano solo i gioielli, è il mercato americano un po' altalenante ma frizzante, ma altri Paesi hanno dimostrato di apprezzare il nostro prodotto: Hong Kong, Francia, Regno Unito, Germania, Turchia, tutti con segno positivo nel 2015 sul 2014». La questione, come ha specificato il direttore, riguarderà il 2016, i cui dati a oggi sono tutt'altro che positivi. Le fiere di Vicenza e Hong Kong pare siano
Stefano De Pascale state al di sotto delle aspettative, quindi quasi sicuramente l'anno in corso chiuderà con segno meno, salvo un rush finale. L'Italia continua a frenare Per quanto riguarda il mercato interno, invece, non ci sono grandi segnali
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Analisi mercato di risveglio. C'è una forte concorrenza di prodotti che hanno più appeal rispetto a un monile o un gioiello. Anche il sistema distributivo andrebbe rivisto. I negozi piccoli, con una/due vetrine e porta blindata per ovvie questioni di sicurezza patiscono; meglio invece i format dei centri commerciali o aeroporti, in spazi aperti, dove il cliente può girare liberamente.
Il settore orafo Italiano Quadro di sintesi dell’andamento del settore orafo - milioni di € e var. % (stime)a
Per fortuna ci sono anche aspetti positivi da considerare come alcune realtà che crescono, o iniziative intraprese sui mercati stranieri in collaborazione con le istituzioni italiane che hanno aumentato la percezione del nostro prodotto. C'era anche il timore che l'acquisizione di importanti brand italiani da parte di grossi gruppi stra-
nieri potesse danneggiare ulteriormente il mercato, invece hanno consolidato le produzioni sugli stabilimenti italiani mostrando fiducia al comparto. «Il mio pensiero - conclude De Pascale - è che sia necessario investire sulle imprese italiane e aiutarle a crescere perché spesso non sono strutturaste per sostenere la pressione
dei mercati esteri, perdendo così importanti occasioni di crescita». Numeri Ma vediamo un po' di dati del comparto così come riportati da Federorafi. Il settore italiano dell’oreficeria e bigiotteria conta circa 9.000 aziende, per un valore della produzione
«Il nostro è un business che richiede grande competenza» MASSIMO CARRARO, presidente di Gruppo Morellato Come si compone la vostra rete distributiva? Nasciamo nel normal trade specializzato con marca Morellato a Venezia nel 1930, poi abbiamo seguito lo sviluppo del mercato allargandoci al mondo dei centri commerciali, all'estero nei department store come Galeries Lafayette, shop in shop nei grandi mall di Dubai piuttosto che della Cina. Accanto a questi canali distributivi gestiamo alcuni flagship store a supporto dei negozi su strada come a Venezia, Milano, Verona. A dicembre apriremo in via del Corso a Roma, poi sarà la volta del Dubai Mall. Abbiamo appena inaugurato, invece, all'interno dell'outlet di Serravalle Scrivia. Come procedono le vendite e quali sono i canali più redditizi? Il gruppo Morellato conta di chiudere questo esercizio con un fatturato consolidato intorno ai 176 milioni di euro e il brand Morellato in questo contesto è per noi quello più importante e rappresentativo. Per quanto ri-
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guarda i canali, qualunque essi siano, noi puntiamo sul dettaglio di qualità, offrendo non solo il prodotto, ma anche il servizio. Il nostro è un business che richiede un livello di competenza importante. Quante linee avete con Morellato e quale tipologia di cliente andate a intercettare? Le collezioni escono a ogni stagione e si affiancano ad alcune linee particolarmente rappresentative con durata pluriennale. Complessivamente sono una ventina le linee donna e sette/otto quelle uomo. Per quanto riguarda la clientela, ci rivolgiamo alle donne e agli uomini moderni, trendy, contemporanei, che amano un prodotto elegante, raffinato, ma easy to wear. Il nostro claim "gioielli da vivere" rappresenta da anni la nostra filosofia ossia affiancarsi e non sovrapporsi al gioiello per le grandi occasioni ed essere sinonimo di lifestyle. La nostra ambassador, Michelle Hunziker, rap-
presenta al meglio i valori del nostro brand. Una donna contemporanea che ama vivere la vita con gioia e positività. Quali sono i punti cardine della vostra strategia di crescita? Nel mondo è essere alfieri del made in Italy. In generale in Italia e in Europa attraverso investimenti sul punto vendita, sull'immagine, sul wolesale tradizionale e shop in shop che rappresentino al meglio la marca. Il nostro obiettivo è arrivare a 200 shop in shop entro la fine del 2017. Quanto conta per voi l'online e come lo integrate con lo store fisico? Per noi è importante. Il progetto è continuare a crescere non solo come retail tradizionale ma anche attraverso un’integrazione con il canale e-commerce. È un progetto su cui stiamo lavorando e che lanceremo nel 2017. Il futuro è certamente questo, ossia integrare il canale online a quello offline.
Analisi mercato Tratti da l'Orafo Italiano (Edifis) pubblichiamo gli abstract degli articoli relativi alle fiere VicenzaOro September e September Hong Kong Jewellery & Gem Fair
PRINCIPALI PAESI DI DESTINAZIONE DELLE EXPORT ITALIANE, 2014-2015 (€ MLN E VAR % A/A)
L’andamento generale della recente edizione di VicenzaOro September non è stato brillante. A sfavore delle aziende hanno giocato la situazione politica assai complicata nei mercati arabi, le difficoltà economiche della Russia, la stasi della Cina, le incertezze dell’Europa e un mercato interno che ancora stenta a decollare. Anche le date della manifestazione, anticipata al 3 Settembre, non sono state per niente apprezzate dagli operatori. Tra gli altri, Confindustria Alessandria - in cui è confluita l’Associazione Orafa Valenzana - è molto chiara al riguardo. Nel report dalla fiera, pubblicato online (www.confindustria.al.it), si sottolinea che “la data scelta per VicenzaOro di Settembre 2016, e che è già annunciata per Settembre 2017, risulta troppo anticipata per riuscire a coinvolgere e ad attrarre la pregiata clientela di riferimento delle aziende del distretto orafo-gioielliero di Valenza”.
Buyer da tutto il mondo, ma cauti negli ordini Alla vigilia della September Hong Kong Jewellery & Gem Fair gli auspici non erano dei migliori e le aspettative non erano alle stelle: al di là delle incertezze dovute alle crisi politiche ed economiche diffuse a livello mondiale la vera incognita era costituita dalla presenza dei buyer cinesi. Infatti il governo della Repubblica Popolare ha varato una serie di misure per incentivare i consumi interni e disincentivare quelli esteri. Nonostante ciò, la fiera ha retto e si è conclusa con ragionevole soddisfazione degli espositori. A salvare l’evento, come sempre, il suo carattere internazionale e la presenza di buyer da tutto il mondo, seppure estremamente cauti negli ordini. Per quanto riguarda gli espositori italiani, quest’anno sembra essere andata meglio ai produttori di gioielleria finita, in particolare a quelle aziende che hanno proposto prodotti in qualche misura innovativi, a livello di design, tecnologia, materiali, creatività: prodotti non facilmente riproducibili, più facilmente spendibili in mercati che, per quanto più o meno in crisi, restano “affamati” di gioielli made in Italy.
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opportunità di crescita per le aziende che sapranno intercettare i nuovi bisogni (qualità, innovazione, giusto prezzo, etc.). Le proiezioni indicano che nei prossimi cinque anni il maggior numero di nuovi consumatori potenziali arriverà dai mercati emergenti. Cento milioni di nuovi ricchi solo da Cina, India e Brasile. Pertanto, negli scenari di breve termine, gli unici significativi spunti di domanda continueranno a provenire dai mercati esteri e, pur se il settore è già fra i più export-oriented nel panorama manifatturiero, anche per l’oreficeria si pone la necessità
Fonte: ns elaborazioni su dati Coeweb * Una parte importante dei flussi verso la Svizzera rappresentano recupero oro attraverso i canali commerciali e non riflettono necessariamente la produzione orafa
Dinamica del settore orafo italiano TREND STORICO E PROSPETTICO DEI PRINCIPALI INDICATORI, 2012-2016E (VALORI IN MLN € E VARIAZIONI % ANNUE)
Elaborazione Unicredit
Le date penalizzano
di oltre 7 miliardi di euro (dati Banca Intesa – Club degli orafi), e all’interno delle quali operano 45 mila addetti. Il settore risulta tra i più export-oriented all’interno del comparto moda: la quota di export sul fatturato è pari ad oltre il 90% mentre permane stagnante il mercato domestico. Lo scenario che si delinea non è certamente dei migliori. Le scelte di consumo si manterranno assai selettive, privilegiando i prodotti con il rapporto qualità prezzo percepito come più favorevole. Esistono tuttavia margini consolatori ossia
Destinazione delle export italiane
di spingere ulteriormente sulla leva dell’internazionalizzazione: sia per andare ancora più lontano (i mercati più dinamici sono ora a circa 6mila km di distanza) sia per presidiare meglio i mercati già serviti (potenziando tutti gli strumenti di diversificazione e controllo dei mercati). Le sfide Le aziende italiane per superare gli scenari inerziali si dovranno concentrare soprattutto sulla ricerca di nuovi equilibri nello spazio efficienza/differenziazione, prestando più attenzione alla fase finale del rap-
porto tra valore del prodotto e mercato. Sarà necessario andare più lontano e aumentare le distanze medie per le esportazioni. Oggi le aziende italiane si muovono in un raggio di 3mila chilometri, mentre i mercati più dinamici, come si accennava in precedenza, sono a 6mila chilometri. Servirà, inoltre, maggiore efficienza per adeguarsi ai nuovi benchmark di riferimento e ai criteri di formazione dei prezzi (e dei margini). Da mark-up rispetto ai costi si passa a mark-down rispetto ai ricavi. S. M.
r&f Scienze & retail
Etichette, packaging ed emozioni. Come misurare il loro rapporto N
ei punti di vendita il consumatore è esposto a una moltitudine di stimolazioni. L’etichetta, in questo contesto, contribuisce a rendere evidente il prodotto, a definirne il posizionamento e a permettere di essere riconoscibile di fronte a tanti prodotti simili, venduti nel medesimo luogo e con un prezzo allineato. L’etichetta di un prodotto e il suo packaging sono potenti attrattori, capaci per la loro immediatezza di attirare l’attenzione, colpire emotivamente e rispondere successivamente alle richieste razionali del consumatore. In considerazione della forte valenza attrattiva del packaging e dell’etichetta, da qualche anno si registra una crescita di attenzione anche da parte delle neuroscienze. Non a caso sono differenti gli studi neuroscientifici condotti sull’efficacia del packaging o dell’etichetta, non solo sulla loro capacità attrattiva e di narrazione, ma anche sull’influenza che hanno nel condizionare i comportamenti di acquisto. Utilizzando l’analisi del movimento oculare con un eye tracker è ormai possibile analizzare il valore che hanno alcuni attributi visivi quali la lucentezza, il colore o la forma dell’etichetta o del packaging, nella loro capacità di influenzare il processo visivo, nel riuscire a rendere evidente il prodotto nello scaffale e nella capacità di incrementare la durata delle fissazioni del consumatore. Inoltre basandosi sull’ipotesi Mente-Occhio (eye-mind theory) secondo la quale esiste una stretta relazione tra ciò che viene osservato e ciò a cui si sta pensando o si è interessati, è possibile interpretare i movimenti oculari per determinare quali elementi attraggono l’attenzione, in quale ordine, per quanto tempo e con quale frequenza. La forza
dell’eye tracker risiede sicuramente nella sua potenza e risoluzione, ma ancor di più nella sua capacità di interagire con altri sistemi di analisi neuroscientifica. Le tecniche di neuromarketing, così, permettono di analizzare non solo l’effetto visivo delle etichette e del packaging attraverso la misurazione dei movimenti oculari, ma anche la reazione emotiva che questo stimolo riesce a provocare. È, infatti, possibile misurare la valenza emotiva provocata da qualsiasi forma di stimolo che si sta osservando. Questa emozione può essere distinta in emozione
di avvicinamento (emozione positiva) o di allontanamento (emozione negativa), attraverso l’analisi dell’asimmetria cerebrale nelle onde alpha della Corteccia Prefrontale sinistra e destra misurata con un EEG. Il risultato ricavato può essere diverso da quanto dichiarato esplicitamente dal consumatore. Soprattutto nel caso in cui la sua emozione non coincida con ciò che intende esprimere. Numerose ricerche hanno, infatti, dimostrato che le tecniche neuroscientifiche offrono indicatori indiretti del processo decisionale di
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scelta esenti dai bias e manipolazioni tipiche della ricerca tradizionale. Contestualmente con un braccialetto per biofeedback è possibile misurare l’intensità dell’emozione provata attraverso la valutazione di dati biologici in grado di misurare l’attivazione psicofisiologica attraverso il battito cardiaco e la conduttanza cutanea (il sudore). Le applicazioni in questo caso possono essere diverse, ma certamente le più utili riguardano la misurazione dell’efficacia dell’etichetta sullo scaffale e la valutazione dell’etichetta a confronto con eventuali alternative. Quest’ultima azione permette di valutare l’efficacia dell’etichetta o del packaging nel caso si volesse rinnovare l’immagine del prodotto. Come si può vedere dalle immagini è possibile misurare ogni singola azione visiva svolta dai consumatori su particolari molto piccoli del prodotto: dalle singole parti dell’etichetta agli eventuali marchi e bolli aggiuntivi. Allo stesso modo è possibile analizzare il percorso visivo di gruppi diversi di possibili consumatori. In una ricerca condotta con l’Associazione Sommelier della sessione Lombardia, dall’analisi dell’etichetta di un vino con eye tracker si vede bene come l’attenzione dei consumatori esperti (sommelier) non è rivolta a diversi aspetti del medesimo stimolo. Gli inesperti guardano aree che non attirano per nulla i sommelier, come per esempio il marchio di certificazione biologica, il gradiente alcolico e la capienza della bottiglia. Forse sono queste le informazioni che il consumatore medio comprende e che, di conseguenza, osserva con interesse. Sarebbe un errore progettare etichette e packaging secondo le aspettative di esperti, a meno che non si tratti di una specifica e voluta strategia di posizionamento. Vincenzo Russo professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso lo IULM di Milano vincenzo.russo@iulm.it
r&f Speciale fornitori
Tecnologia al servizio della conoscenza Un settore in grande fermento, con soluzioni che permettono un'analisi e una classificazione sempre più capillari del consumatore che di contro, è sempre più evoluto, informato e social
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l settore retail è indubbiamente tra i primi a recepire le novità tecnologiche: la digitalizzazione dei processi, la multicanalità, i Big Data e l’interazione via mobile sono solo alcuni dei componenti che possono rivoluzionare il modo in cui i retailer sviluppano le loro relazioni con la clientela, conquistata e potenziale. Le tendenze che il mondo retail sta affrontando sono molteplici. Il punto chiave è la multicanalità
perché l’obiettivo di molti operatori è realizzare un sistema di merchandising unificato e migliorare il coinvolgimento del cliente. A conti fatti, il vecchio brick and mortar, a cui si stava preparando il funerale, sta vivendo una seconda giovinezza, e diventerà altamente tecnologico per offrire al cliente un’esperienza super-personalizzata e diventare il fulcro della customercentricity multicanale. Secondo una ricerca realizzata da Software AG, si creeranno meno outlet: i negozi esistenti avranno un approccio sempre più “hub and spoke” ponendosi come un centro di ritiro, di completamento del processo di acquisto offrendo un servizio clienti di elevata qualità. Il concetto di “endless aisle” (l’uso di chioschi digitali per accedere a prodotti non in stock) estenderà lo spazio di esposizione della merce all’intero catalogo di prodotti e servizi. La personalizzazione è il tratto distintivo grazie a tecnologie incentrate sul singolo cliente, come ad esempio carte fedeltà con tag RFID che possono inviare premi personalizzati sullo smartphone mentre il compratore è nel negozio. Questo
livello di personalizzazione è possibile anche grazie a fonti di informazione diversificate come i social media, a cui i retailer guardano per comprendere i desideri dei clienti. La differenziazione per prezzo sarà molto più dinamica, poiché i clienti diventano più consapevoli e più sensibili. Sconti e offerte speciali mirate in tempo reale incentivano i clienti a entrare nei negozi. E un altro valore aggiunto riguarda certamente le modalità di pagamento. Dai contanti al contactless fino alle tecnologie NFC per pagamento con smartphone: la parola d'ordine è velocità e possibilità di scelta. La sfera di cristallo Le analisi predittive nel retail consentono ai negozi di sapere ciò che i clienti vogliono e quando; in questo modo è possibile gestire le aspettative e le scorte prima che si verifichi una criticità. Il negozio oggi impiega varie tecnologie per offrire al cliente un’esperienza più personalizzata e senza problemi: dai sensori elettronici a scaffale per avere sempre la visibilità delle scorte al rilevamento delle espressioni facciali o del clima per
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Speciale fornitori «Siamo un partner globale altamente specializzato nella retail e property Intelligence» Nicola Fagnoni, regional director di ShopperTrak Italia Com'è strutturata la vostra azienda? FootFall si è da poco unita all’americana ShopperTrak, a seguito dell’acquisizione da parte di Tyco di entrambe le società. Trascorsi i tempi tecnici per la fusione, prima della quale ShopperTrak era leader nelle Americhe mentre FootFall in Europa e Asia, abbiamo iniziato a presentarci al mercato con l’unico brand ShopperTrak. Con il nuovo assetto siamo ancora più forti ed efficienti nel fornire soluzioni a clienti worldwide. Perché questa unione? Completezza geografica significa anche aver raddoppiato soluzioni e punti di forza, e i primi a beneficiarne saranno proprio i clienti. Negli anni ShopperTrak ha sviluppato un prodotto proprio, mentre FootFall si è specializzata in servizi aggiuntivi di insight analytics, che per i retailer e le property managament è oggi uno degli aspetti più importanti per monitorare l’andamento dei KPI. Gli insight confluiscono in piattaforme dove è possibile esaminare i principali indicatori di performance e anche differenziare la tipologia di accesso e visualizzazione dati a seconda del ruolo aziendale ricoperto. Quali sono i vostri punti di forza? Offriamo soluzioni che aiutano a capire meglio il proprio business e a individuare quali siano le aree di miglioramento e gli strumenti per accrescere le performance. On demand forniamo insight per decidere dove aprire una nuova location e informazioni utili per lo sviluppo. I dati - che possono essere quante persone sono entrate o quante sono passate davanti a una vetrina, oppure come si muovono all’interno di uno spazio commerciale o per quanto tempo sostano davanti a un determinato articolo - vengono ricevuti da una base hardware e dopo accurati controlli qualitativi sono poi riportati in un formato di facile lettura e consultazione, visualizzabile anche dai dispositivi mobili. Nella reportistica avanzata confluiranno anche altri dati, se forniti dal cliente, come il valore dello scontrino medio o le informazioni sullo staff vendita, che aiutano a prendere decisioni strategiche mirate. Può farmi un esempio? Per un cliente che produce abbigliamento per bambini analizziamo in maniera trasversale non solo la conversione in acquisto, ma anche la tipologia di prodotto venduto (maschio/femmina) e le fasce di età di appartenenza degli articoli. Quindi voi fornite uno strumento che può gestire il retailer a 360°... Sì. Proprio per questo sempre più di frequente i clienti si affidano a noi, alla nostra esperienza e alle nostre esclusive metodologie per selezionare gli output più significativi. ...rimanendo sempre partner? Sì, il nostro rapporto con i clienti è continuativo. I servizi sono personalizzati e scalabili dall’help desk globale, con uffici in tutto il mondo, fino alla consulenza completa, per cui si incontra il cliente con cadenza programmata per analizzare insieme i dati. Partendo da una profonda conoscenza del mercato, frutto di una trentennale esperienza, forniamo la "macchina" già settata per competere e gli strumenti per vincere.
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inviare comunicazioni opportune e contestualizzate. In questo scenario acquista ulteriore valore il servizio di analisi offerto dalle aziende del settore, che traducono in dati ore e ore di flussi e presenze di clienti. Anche l’esperienza dello shopping evolve grazie alle tecnologie. Ad esempio la realtà aumentata permette ai clienti di provare abiti virtuali o progettare e “vedere” la loro cucina ideale, mentre i beacon permettono nuovi tipi di interazioni retailer-cliente in tempo reale. Le funzioni di monitoraggio sono fondamentali per i retailer, per tutti i processi che vanno dall’acquisto all’inventario. E se i social dettano
legge, i negozi diventano un'interfaccia social. Il parere di amici, parenti e conoscenti, infatti, ha acquistato sempre più rilevanza durante il percorso d’acquisto grazie alla complicità della tecnologia. Il 20% dei consumatori decide cosa comprare in base a ciò che è “trending” online e la scelta davanti allo scaffale è un momento cruciale di approvazione sociale. Da qui la trasformazione di vetrine e pareti dello store in interfacce di comunicazione social, come ha fatto JC Penney, che ha portato le board di Pinterest in negozio, dando spazio fisico a consigli e idee provenienti direttamente dagli utenti.
I numeri del settore Nel 2015 il mercato digitale in base ai dati Assinform (Associazione italiana per l'information technology) nel suo complesso è cresciuto dell’1% a 64.908 milioni di euro. Il dato di crescita, pur contenuto, non solo interrompe una tendenza negativa che durava
«Lavoriamo sull'identificazione di soluzioni verticali» Filippo Scibilia, amministratore delegato di Castles Technology Europe In quali mercati operate? Il nostro core business è quello dei prodotti per il pagamento elettronico. Facciamo riferimento al mercato istituzionale per i pagamenti standard come avviene in prevalenza oggi presso i punti vendita con le carte di debito e di credito. E più nel dettaglio? Noi lavoriamo anche sull'identificazione di soluzioni verticali che portino del valore aggiunto, quindi non solo pagamenti ma anche integrazione con applicazioni di business. Ad esempio? Una delle ultime novità riguarda i pagamenti con dispositivi mobile per le agenzie assicurative. L'agente integra il Pos con il tablet per accettare il pagamento delle polizze collegando direttamente il pagamento al contratto. L' Mpos è dotato di modem Gprs, quindi il pagamento può avvenire ovunque in modo del tutto autonomo. Abbiamo una partnership molto stretta con alcuni istituti di pagamento dove tramite in nostri Pos che sono multi-terminal ID accettiamo i pagamenti attraverso internet accedendo ai loro server per i bollettini postali e altri prodotti come il bollo dell'auto. E nel settore food?
Un altro settore su cui stiamo sviluppando e realizzando prodotti è l'accettazione dei voucher o buoni pasto. Se guardiamo al mondo retail abbracciamo sia il singolo punto vendita sia la catena di ristorazione, dove è possibile non solo l'accettazione del buono pasto, ma anche la smaterializzazione del buono stesso o il pagamento del bollettino. L'innovazione sta nel fatto che i Pos sono collegati via internet con i server che fanno riferimento all'azienda in questione, quindi nel caso di un'assicurazione saranno, appunto, i server dell'assicurazione. Questo genere di funzioni attualmente sono disponibili presso i tabaccai, mentre con il nostro Pos anche un bar o una tavola calda che sia può accettare non solo il pagamento di quanto consumato dal cliente, ma anche quello di un normale bollettino postale. In un solo Pos sostanzialmente si possono ricevere pagamenti per più beneficiari. E per quanto riguarda il conto al tavolo? Tra gli aspetti innovativi non c’è solo la smaterializzazione elettronica del buono pasto ma la possibilità di pagare sia con il buono sia con una carta di debito o di credito la differenza dell'importo e, in caso di pagamento in contanti, il Pos stamperà lo scontrino con il quale recarsi in cassa. Progetti in corso? Tra le novità in pipe line abbiamo il Pos con la videocamera a bordo che permette la lettura di QR code piuttosto che la “cattura” del documento di identità per la verifica del cliente, utile ad esempio per gli alberghi.
Techno-Area srl - Via del Maccabreccia 9 - 40012 Calderara di Reno (Bo) ITALY
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Speciale fornitori «Per noi è fondamentale dare un prodotto completo» Enrico Sgarabottolo, sales director di TIGI di NEC Display Solutions Division Che tipologia di prodotto offrite al mondo del retail? In questo momento tutta la parte di digital signage si sta spostando sui display. Le nostre serie di display dedicate al settore aeroportuale e retail sono quelle dei monitor professionali di grande formato. Quelle che più si adeguano a queste necessità sono quelle a più alta luminosità con funzionamento 24/7, ossia con la capacità di funzionare ininterrottamente sette giorni su sette 24 ore al giorno, con una luminosità di 700 o 500 candele. Questi prodotti non hanno la necessità di manutenzione e hanno una bassissima incidenza di malfunzionamento. E in tema di risparmio energetico? I nostri prodotti hanno tutti un complesso sistema di regolazione automatica della luminosità. In questo modo in spazi con una intensa variazione di luce come un centro commerciale o un aeroporto dotati di grandi vetrate, piuttosto che un negozio con vetrine molto ampie, è possibile adeguare l'intensità dell'immagine in base all’incidenza della luce solare riducendo, appunto, il consumo energetico ed evitando di visualizzare un’immagine così luminosa e forte da dare fastidio alle persone.
E nello specifico come avviene la regolazione? Mettiamo a disposizione del nostro cliente un software specifico, il Naviset Administrator Plus, che in base a tutte le informazioni che reperisce dai sensori regola i vari aspetti della macchina, dalla luminosità al funzionamento delle ventole e quindi al rumore. Il tutto supervisionato attraverso la rete LAN in locale o remoto. Tutti i nostri sistemi di fascia alta hanno dei rilevatori di luminosità, di temperatura e di presenza, in grado di cambiare le caratteristiche della visualizzazione. Per i video wall e i prodotti specifici per il retail, ad esempio, abbiamo macchine con tre sensori di rilevamento di calore per regolare precisamente ventole di raffreddamento dei vari componenti interni. Parlando di definizione? Adesso abbiamo coperto in maniera completa tutta la serie 4K con i 55, 65, 84 e 98 pollici. Quali altri servizi offrite? Per noi è fondamentale dare un prodotto completo. Spesso capita di entrare in locali e negozi dove si vedono schermi con dietro blocchi di cavi, computer e altri prodotti collegati.
Noi abbiamo munito i nostri monitor della capacità di inserire dei PC professionali all’interno, per cui è sufficiente un cavo LAN per il collegamento e l’alimentazione elettrica. Abbiamo 200 versioni di PC integrabili che permettono di coprire tutte le esigenze. In questo modo, in caso di problemi c'è la garanzia che tutto venga risolto, essendo tutti componenti NEC non c'è il pericolo che la responsabilità rimbalzi da un fornitore a un altro. Progetti per il futuro? Sono in arrivo novità che porteranno ulteriore flessibilità e risparmio energetico. Siamo in procinto di presentare, infatti, nuovi prodotti in grado di sostenere i software di tutti gli sviluppatori presenti sul mercato. E per quanto riguarda il peso del “video” nella voce risparmio energetico si pensi che in aeroporti come Heathrow, dove abbiamo installato oltre 1.800 display di vario formato, accesi 24 ore su 24, la voce “costo dell’energia” è certamente molto ingombrante.
e sicurezza +4,4 per cento. Al recupero hanno concorso un po’ tutti i comparti, con la sola eccezione dei servizi di rete delle telecomunicazioni (-2,4%) che hanno continuato a subire il calo delle tariffe deprimendo le dinamiche di quasi un terzo del mercato. Ma gli altri due terzi sono appunto cresciuti: servizi ICT a 10.368 milioni di euro (+1,5%); software e soluzioni ICT a 5.971 milioni di euro (+4,7%), dispositivi e sistemi a 16.987 milioni di euro (+0,6%), contenuti digitali
da anni, ma si affianca a una stima per il 2016 a 65.882 milioni di euro (+1,5%), +1,7% nel 2017 e +2% nel 2018 che cancella abbondantemente i cali dei due anni precedenti. A trainare il mercato (2016/15): Iot +14,9%, cloud +23,2%, big data +24,7%, piattaforme per il web +13,3%, mobile business +12,3%
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e digital advertising a 8.973 milioni di euro (+8,6%). All’interno dei comparti appena citati gli andamenti delle diverse componenti sono risultati ancora più articolati, con la decelerazione di quelle più tradizionali e l’accelerazione di quelle più legate alla digital transformation dei modelli produttivi (processi aziendali e di filiera), di approvvigionamento e vendita e di business intelligence, e anche dei modelli di consumo. «Il mercato digitale italiano ha cambiato segno e si rinnova - ha commentato il presidente di Assinform Agostino Santoni riferendosi ai dati diffusi sull’andamento del settore ICT, elaborati in collaborazione con NetConsulting - Dopo anni di crisi ha messo a segno risultati positivi sotto il profilo sia quantitativo sia qualitativo. Nel 2015, oltre a ritrovare la crescita (+1%), ha beneficiato di una spinta che è venuta tutta dalle componenti più innovative e legate alla trasformazione digitale, che sino a poco tempo fa si limitavano ad attenuare i sintomi di un mercato sofferente». S.M.
r&f Newstech MAXIMERCATO CON LE SOLUZIONI DI GUNNEBO
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axiMercato, azienda associata al gruppo Pac2000a, recentemente ha inaugurato il nuovo Superstore Conad di Casandrino (NA). Questo punto vendita mantiene inalterate le caratteristiche qualitative dell’offerta e della competenza nel soddisfare le esigenze del cliente e innova dal punto di vista tecnologico. Tra le novità vi è anche il sistema di cash management a ciclo chiuso di Gunnebo sull’intera barriera casse, che elimina completamente la gestione e movimentazione del denaro all’interno del supermercato. Il Superstore dispone infatti di sei unità SafePay che permettono alla proprietà di semplificare e automatizzare tutte le operazioni di pagamento e resto, aspetto apprezzato dai clienti e anche dal personale di cassa che, liberato da responsabilità di gestione del denaro, può dedicarsi principalmente alla relazione con il cliente e alle priorità del punto vendita. Il cash management ha permesso quindi a MaxiMercato di eliminare il rischio di rapina e alla sicurezza si aggiungono molti vantaggi derivati dalla gestione automatizzata di tutto il denaro presente nel punto vendita.
LOGISTICA: PARTNERSHIP TRA NORDFROST E STEF
INTECO SCEGLIE LEISTER PER DECATHLON
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azienda padovana Inteco, operante nel settore degli involucri per immobili industriali e commerciali, ha attuato un intervento di coibentazione e impermeabilizzazione per il negozio Decathlon di Bologna, il secondo più grande d’Italia. La direzione lavori è stata affidata allo Studio Politecnica e ha impiegato un manto Imper Italia Srl, mentre le saldature sono state effettuate con apparecchi Leister. Il risultato? Un considerevole efficientamento energetico e un netto miglioramento del microclima all’interno dell’edificio. In particolare la realizzazione del Cool Roof per il negozio è stata finalizzata al miglioramento del microclima interno, in un’ottica di riduzione delle UHI (Urban Heat Island o “isole di calore urbano”), per spezzare il circolo vizioso che si crea quando edifici non adeguatamente isolati subiscono un eccessivo riscaldamento nei mesi estivi, con la necessità di importanti quanto energivori interventi di climatizzazione che a loro volta naturalmente disperdono ulteriore calore nell’ambiente. L’intervento ha implicato la copertura del tetto con un manto realizzato da Imper Italia, in particolare Sintofoil RG Bianco Reflecta, una membrana sintetica dalle eccezionali caratteristiche di emissività e riflettanza.
DA MICROREX, NUOVA CARD PREPAGATA DI PROSSIMITÀ
L‘ N
ordfrost, gruppo internazionale leader in Germania nella logistica di prodotti surgelati, e Stef, specialista europeo e leader in Francia nella logistica del freddo, hanno annunciato un accordo di collaborazione sull’intero perimetro europeo per la gestione logistica dei prodotti surgelati. L’agreement consentirà alle due aziende di ampliare il raggio d’azione delle rispettive reti con l’obiettivo di coinvolgere quei clienti che necessitano di soluzioni di massificazione e di una distribuzione capillare su scala europea. Al momento della firma ufficiale dell’accordo, avvenuta a ottobre, Nordfrost e Stef si sono prefisse l’obiettivo di soddisfare le crescenti esigenze dei propri clienti del settore agroalimentare legate alle attività di import ed export, con soluzioni logistiche comuni su scala continentale, garantendo i migliori standard di qualità del mercato. Il network è costituito da 82 siti dedicati alle attività logistiche a temperatura negativa, una capacità di 1,3 milioni di posti pallet e una flotta specializzata di 3.500 veicoli frigoriferi.
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italiana Microrex, specializzata in tecnologia per la stampa, la copia e la scansione, presenta la nuova versione della classica card magnetica per il self-service prepagato: la card di prossimità a tecnologia RFID, in PVC con microchip incorporato, utilizzabile con le stampanti e le multifunzione, l'unica prodotta in Italia, che offre un mondo di servizi, dalle fotocopie alle stampe in self-service, alla vendita di caffè, bevande e snack, parcheggio, consumi alla mensa o al bar e servizi di cassa in genere. In generale tutto quello che si vuole contabilizzare con uso di contanti e non. I settori di applicazione sono numerosi: aziende, scuole e università, centri copie, biblioteche, studi professionali, villaggi turistici, club, discoteche, palestre, navi da crociera e ovunque si voglia introdurre il self-service controllato. Con le multifunzioni Konica Minolta, che supportano la funzione Vendor 2, è possibile controllare anche le scansioni. La card Microrex porta un valore valuta massimo di 99,99 euro e fino a 1.999 punti nei programmi di fidelizzazione.
r&f International BUON COMPLEANNO GALERIA KATOWICKA Il centro commerciale della città di Katowice in Polonia e di proprietà del colosso Meyer Bergman compie tre anni, ma fa già numeri da "grandi". Ventitre offerte di nuovi e rinnovati di leasing, 13 nuovi marchi. La prospettiva è di riempire il 100% dei 47.500 mq entro fine anno. In fin dei conti pare essere un investimento sicuro, con una crescita a doppia cifra del giro d'affari anno su anno: 22% nel 2015 sul 2014 e 14% fino ad oggi. Pochi mesi dopo l'inaugurazione Galeria Katowicka registrava già 800mila visitatori al mese, oggi è salito a quasi 1,3 milioni. In questi primi tre anni sono stati registrati 38,5 milioni di clienti, e grazie ai prossimi mesi, l'affluenza salirà a 1,5 milioni e la previsione di chiusura dell’anno a 14,5 milioni di visite. A oggi ci sono 200 negozi e 10 sale cinema e a luglio 2016 è stato firmato il permesso per un ampliamento di 5mila mq da destinare al retail e 20mila mq per uffici.
BANANA REPUBLIC SALUTA IL REGNO UNITO Banana Republic dice addio alla corona. Ad annunciarlo è lo stesso gruppo Gap Inc, controllante del brand, che si prepara a chiudere gli otto store Banana Republic nel Paese entro la fine dell’anno fiscale. A motivare l’uscita dal mercato fisico del retail britannico sarebbe una strategia di riposizionamento del gruppo che, lo scorso maggio, già aveva annunciato un piano di chiusure per 75 store di Old Navy e Banana Republic fuori dai confini americani, ma anche la performance non soddisfacente del brand di abbigliamento contemporary nel Paese (la divisione europea di Banana Republic, nel secondo trimestre d’esercizio, ha registrato vendite in calo del 15% per 17 milioni di dollari). L’insegna resterà invece attiva in Francia e in Italia, mentre i consumatori inglesi potranno continuare ad acquistare capi del marchio su www.bananarepublic.co.uk.
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duty free world
by James Ross - London
Taking care not to squander the opportunities ahead Attenzione a non sprecare opportunità future Travel retailers are in a bit of a bind. They have seen favourable air traffic and tourism trends in recent years – yet sales in 2015 in the duty free channel were down (source: Generation Research). That is a worrying sign that the retail offer is not captivating enough for a more demanding consumer. Operators must also be aware of forecasts from the World Tourism Organization and Airports Council International about very good growth trends for the next decade and more. But if they can’t capitalise on them all those extra travellers will be wasted. There are multiple factors that are against airport retailers – currency fluctuations, terrorism (as discussed in this column last month), and government curbs on Chinese spending abroad. But given that ACI figures indicate pax growth of +5.2% for the next 20 years and some nine billion passengers travelling by 2025 – driven very much from Asia – there can be little excuse for the industry to underperform. At a research workshop at the TFWA Cannes exhibition in October, travel retail analyst and research house, Counter Intelligence Retail, said the fast-changing travel environment needed to be better analysed and that more focus must be placed, not just on web-savvy Millennials, but the even more “hyper-connected” Generation Z that is coming through. Commenting on these targets, Garry Stasiulevicuis, Managing Director of CiR, says: “The meaning of value is being redefined and experience is more important than possession.” Sustainability, authenticity, well-being and freedom are new watchwords for these consumer segments. While, today, 26% of the global population is middle class, this will rise to almost 60% by 2030, which will drive huge demand for travel, with Asia the leading provider of these consumers. Growth to 2025 from Asia Pacific will see a pax rise of more than +70%, twice that of other regions. The Chinese on their own will deliver an extra 74m travellers by that time. And while international traffic accounts for 42% of the total today, this will reach parity in 2028, and go on to account for 58% by 2040 with surges coming from India, China, Malaysia, Thailand and South Korea. It all looks very promising – so long as the duty free industry can leverage these new travellers with more appealing and varied offers.
I travel retailer sono in una sorta di vicolo cieco. Hanno visto crescere il trend del traffico aereo e del turismo, ma le vendite del canale duty free nel 2015 sono calate (fonte Generation Research). Questo è un segnale preoccupante che l'offerta retail non è abbastanza accattivante per un consumatore sempre più esigente. Gli operatori devono anche essere consapevoli del fatto che le previsioni del World Tourism Organization e dell'Airports Council International illustrano ottimi trend di crescita per il prossimo decennio e oltre. Ma se non sono in grado di capitalizzare, tutti quei viaggiatori saranno sprecati. Sono molteplici i fattori che vanno contro i retailer aeroportuali, le fluttuazioni delle valute, il terrorismo (come accennato nel servizio del mese scorso) e ostacoli del governo cinese agli acquisti all'etero. Ma dato che le cifre ACI parlano di una crescita dei viaggiatori del 5,2% nei prossimi 20 anni e di circa 9 miliardi di passeggeri entro il 2025 - soprattutto dall'Asia - ci sono poche scuse per i risultati sottoperformanti. In un workshop di ricerca al TFWA Cannes exhibition di ottobre l'analista del travel retail Counter Intelligence Retail ha spiegato che il settore del travel retail e la sua evoluzione deve essere maggiormente analizzato e che più attenzione deve essere posta non solo sui Millennials, ma ancor di più sulla crescente e "iper-connessa" generazione Z. Commentando questi obiettivi, Garry Stasiulevicuis, amministratore delegato di CIR, dice: "Il significato del valore è in fase di ridefinizione e l'esperienza è più importante del possesso". La sostenibilità, autenticità, benessere e libertà sono le nuove parole d'ordine per questi segmenti di consumatori. Mentre, oggi, il 26% della popolazione mondiale è di classe media, questa salirà a quasi il 60% entro il 2030, e guiderà la crescente richiesta di viaggi, con l'Asia come maggior fornitore di questi consumatori. La crescita di viaggiatori provenienti dalla regione Asia Pacifico al 2025 prevede un incremento superiore al 70%, il doppio rispetto alle altre regioni. E mentre il traffico internazionale oggi rappresenta il 42% del totale, l'obiettivo sarà raggiungere il pareggio nel 2028 e il 58% nel 2040, con picchi provenienti da India, Cina, Malesia, Thailandia e Corea del Sud. Tutto sembra molto promettente, fino a quando il settore duty free sarà in grado di sfruttare questi nuovi viaggiatori con nuve offerte interessanti e variegate.
NEINVER FA IL BIS IN GERMANIA L'azienda spagnola specializzata negli investimenti immobiliari, nella realizzazione e gestione di immobili e secondo operatore europeo nel settore degli outlet, ha assorbito nel portfolio dei The Style Outlets il Fashion Outlet Halle Leipzig, primo outlet centre della Germania centrale. Dal 1° ottobre 2016 il centro opera con la nuova insegna di "Halle Leipzig The Style Outlets". Neinver è diventato unico gestore del centro - responsabile delle attività di gestione, leasing e marketing proseguendo così nella propria strategia di espansione, volta a far crescere il proprio brand in tutta Europa. Halle Leipzig The Style Outlets è il secondo outlet tedesco a operare con il marchio The Style Outlets dopo Zweibrücken The Style Outlets, aggiungendosi ai 10 centri già parte del network. Per accrescere l'appeal del centro e migliorare la shopping experience, Neinver ha ridisegnato gli ambienti interni, creato un’area relax e predisposto nuovi servizi. L'outlet, inoltre, vedrà l’aggiunta al proprio portfolio di oltre 60 brand tra cui Nike, Jack Wolfskin, Desigual, Marc O’Polo, Gant e Daniel Hechter. Halle Leipzig The Style Outlets comprende 11.700 mq di Gla e oltre 1.800 posti auto. Attualmente, dà lavoro a circa 240 persone, con la prospettiva di aggiungere altri 200 posti con l'apertura della seconda fase (8.000 mq aggiuntivi, destinati ad accogliere una quarantina di nuovi punti vendita).
APG & TH REAL ESTATE INSIEME PER IL CENTRO DI EDIMBURGO La riqualificazione del centro Edinburgh St James inizierà con effetto immediato, ora che la società di gestione di fondi pensione olandese APG ha definito un accordo con TH Real Estate per acquisire una quota del 75% del centro con strutture retail e per il tempo libero che copre una superficie di 158mila metri quadri. TH Real Estate manterrà il restante 25%, per conto del suo UK Shopping Centre Fund, e sarà responsabile dello sviluppo e asset manager del progetto, la cui costruzione è in fase di avviamento. La joint venture si occuperà dello sviluppo del progetto Edinburgh St James, per cui si stima un investimento superiore al miliardo di sterline. Uno degli investimenti di maggior valore per il territorio scozzese quest’anno. Esempio di progetto volto a migliorare il tessuto urbano, Edinburgh St James sarà costituito da 79mila metri quadri di superficie retail, con John Lewis come àncora, un cinema multi sala e un hotel di livello internazionale della catena W Hotel, che con questa struttura di 214 stanze entra nel mercato scozzese.
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International COUNTDOWN PER IL PRIMO OUTLET DI GRAN BARCELONA
TAGLIA IL NASTRO LO SPORTS HUB PIÙ GRANDE DELLA CINA A CHONGQING
La prima fase del Viladecans The Style Outlets ha aperto al pubblico il 27 ottobre, forte di un ampio portfolio di brand nazionali e internazionali, tra cui alcuni italiani. Il primo FOC dell'Area Metropolitana di Barcellona, progettato e realizzato in joint venture tra Neinver e TH Real Estate, ospita marchi catalani come Javier Simorra, Desigual, Etxart & Panno, Cottet, La Mallorquina, Naulover e Textura, ma anche “big” tra cui Adidas, Adolfo Domínguez, Camper, Calzedonia, Converse, Gant, Le Coq Sportif, Liu Jo Uomo, Nanos, Nike e Skechers. Il food, con ristoranti e bar all'aperto, e le aree relax completano la shopping experience. Viladecans The Style Outlets si candida a diventare una nuova meta turistica, si trova a 15 minuti da Barcellona e a 10 dall'aeroporto El Prat e dai terminal crociere, e allo stesso tempo serve un bacino stimato in oltre 6 milioni di residenti nell’isocrona dei 90 minuti di spostamento in automobile.
Presentato nella cornice di Mapic 2013, è stato inaugurato a Chongqing, alla presenza delle maggiori cariche istituzionali della municipalità, il più grande centro per attività sportive indoor della Cina, lo Sports & Entertainment Hub, sviluppato dal gigante asiatico Xinxing Cathay International Group. E il gruppo cinese ha affidato a Progetto CMR il compito di gestire la fase esecutiva e la direzione lavori sia dello Sports Hub sia dell’intero complesso in cui è inserito, il Jihua Park, per un’area complessiva di 622mila metri quadrati. Nel merito del progetto, il Jihua Park di Chongqing è il primo dei destination centres costruiti dalla Xinxing Cathay Group ad avere aperto i battenti al pubblico. Questo format mira a diventare un luogo esperienziale a 360 gradi, dove shopping, divertimento, sport e relax si uniscono in un unico polo, grazie alla presenza, oltre allo Sports Hub, di un fashion village, di un albergo di lusso, di una Spa e di un centro congressi. Tale scelta è stata dettata dalla volontà di creare un luogo che risponda alle nuove richieste della classe media cinese, sempre più attenta alla qualità dell’esperienza e proiettata alla ricerca di quel “qualcosa” di nuovo che la coinvolga e che la spinga a tornare. Si deve a questo approccio la decisione di aprire come prima struttura lo Sports Hub, e non i negozi.
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retail&food - novembre 2016
r&f Vetrina Nasce La Linea Duomo di G.Cova & C
Più dolce il Natale con Nutella
All’insegna del gusto e della cultura, nasce La Linea Duomo: un omaggio al simbolo della città lombarda. Una collezione esclusiva di panettoni e pandoro che celebra il sodalizio culturale tra lo storico marchio di pasticceria meneghina G.Cova & C. e la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
Nutella anche quest’anno regala alle famiglie nuove indimenticabili confezioni a tema. Ogni barattolo, a seconda del peso, proporrà una veste diversa per scegliere quello più adatto per decorare la propria casa, da utilizzare in cucina per preparare e arricchire i dolci delle feste, o per un’originale idea regalo.
Da Agromonte, Salsa pronta di pomodorino ciliegino con basilico Un classico della cucina italiana, semplice, leggero e saporito preparato con ingredienti provenienti dalla terra di Sicilia: pomodoro ciliegino e basilico. Materie prime lavorate da fresco per regalare il piacere unico di un prodotto fresco, come appena fatto (Formato: bottiglia in vetro da 330 gr).
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Retail su misura www.retailfood.it
[La foto[
MERCATO CENTRALE FIRENZE Il format vincente del capoluogo toscano recentemente replicato a Roma Termini.
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r&f La pulce nell’orecchio
di Simone Filippetti
La terza vita dei
Benetton C he succede dentro l'impero della famiglia veneta? Due mosse quasi contemporanee hanno improvvisamente ridisegnato l'assetto di uno dei principali gruppi industriali e di potere del Paese. Sempre più strade e aeroporti (il blitz sugli scali di Venezia e Nizza) per Villa Minelli; e il contemporaneo passo indietro della famiglia nella cassaforte: gestione e proprietà separati. Da una parte gli azionisti, dall’altra i manager. L'ennesima trasformazione dalle parti di Ponzano Veneto. Cambiare per sopravvivere. È l'essenza del capitalismo, in effetti. Sul finire degli anni ‘90, i quattro fratelli veneti (Carlo, Giuliana, Luciano e Gilberto) fecero la prima svolta della loro dinasty. All’epoca i Benetton erano solo una ricca famiglia veneta di imprenditori tessili. L'astro di Luciano, il più grande dei fratelli (e colui che si fece carico della famiglia, a soli dieci anni di età, dopo la morte del padre), creò il successo planetario dei maglioncini United Colors of Benetton, nell’Italia del boom degli anni ‘80. Forti di quei danè, decisero una mossa inaspettata e totalmente controcorrente. Lo Stato Imprenditore mette in vendita i suoi pezzi (c’è da abbattere il debito pubblico ed entrare in Europa)? Ecco che degli sconosciuti parvenu dal Veneto si fanno avanti. Diventano i padroni delle Autostrade e dei Panettoni di Stato (Autogrill e i supermercati GS, questi ultimi oggi finiti
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sotto le insegne Carrefour). Da imprenditori tessili a uomini della grande finanza (azionisti di Pirelli, Rcs, ecc.). Oggi, a quasi 20 anni da quel primo, inaspettato cambio di pelle, eccone un altro. Da finanzieri a grande famiglia del capitalismo moderno. Una conglomerata dei trasporti in mano ai manager, con la proprietà separata. Chi è il vincitore di questo riassetto? Giovanni Castellucci. Non l'eterno delfino Alessandro Benetton, figlio di Luciano da anni candidato a ereditare la guida dell’impero; ma l'amministratore delegato di Atlantia che esce dalla terza rivoluzione in casa Benetton come il dominus. Perché ora, dopo l'affondo su Venezia, il baricentro della galassia di Villa Minelli è sempre più spostato sulle infrastrutture. Atlantia ingloba Autostrade e AdR (gli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino): il recente acquisto di Save (dove peraltro i Benetton hanno giocato in casa) mette insieme Roma e Venezia, i due più importanti scali italiani (soprattutto per il turismo). Castellucci ha messo gli occhi anche su Nizza, aeroporto strategico perché di fatto copre la Costa Azzurra, altra metà turistica mondiale. È evidente che il futuro pensato in casa Benetton per i prossimi 10 anni sono i trasporti. Mentre i maglioncini faticano a risalire la china, tra fughe da Piazza Affari, tentativi non riusciti di risanamento, continui cambi di manager: da anni si parla di
Giovanni Castellucci una vendita e avrebbe senso disfarsene se non fosse per il valore affettivo del marchio; e le attività retail in concessione di Autogrill sono un business internazionale e solido (sotto la guida di Gianmario Tondato) ma non sembra centrale nei disegni della proprietà (che l’anno scorso ha ceduto a sorpresa la parte Duty Free, rimanendo solo con la ristorazione). Da tempo la famiglia doveva sciogliere il nodo della successione a capo della holding Edizione, la stanza dei bottoni dell’impero. Re Gilberto e il suo Richilieu, Gianni Mion, hanno disegnato la rotta fino a ora. Per tre decenni sono stati il cervello del gruppo. Cosa riservava il futuro? Sembrava quasi che il motto, non esplicito, fosse il disarmo: nuovi soci per Atlantia e vendita dei duty free. Insomma fare cassa da lasciare alle prossime generazioni. Nel giro di un anno è invece cambiato tutto. Lo scettro del comando di Edizione al duo Fabio Cerchiai e Marco Patuano. Manager a gestire il gruppo; la famiglia che fa un passo indietro: si ritaglia solo il ruolo di azionista, che vive dei dividendi del proprio impero. Ci sono solo due esempi in Italia: il modello spurio della Fiat degli Agnelli che hanno da 10
Luciano Benetton anni messo l'azienda in mano a Sergio Marchionne (anche se alla presidenza è rimasto un erede della real casa, John Elkann). E quello puro di Luxottica dove il Veneto adottivo Leonardo Del Vecchio 10 anni fa separò proprietà e gestione (affidando l'azienda ad Andrea Guerra). Salvo però poi fare una clamorosa marcia indietro l’anno scorso. Il ticket scelto dai fratelli per il futuro di Edizione ha spiazzato il mercato: se la scelta di Cerchiai, professionista di lungo corso, uomo di potere e di relazioni (ex presidente Ania, numero uno di UnipolSai e della Fondazione Venezia), appare in linea (anche perché già siede nel consiglio di Atlantia e anche questo è un tassello in più per l'asse Castellucci nella catena di comando); c’è stata sorpresa, invece, per la nomina di Patuano. Manager delle tlc, tutta la carriera in Telecom Italia (dove era arrivato a essere Ad prima del ribaltone di Bolloré e l'arrivo di Flavio Cattaneo). È il classico jolly pescato dal mazzo (anche perché il tam tam di Piazza Affari dava Patuano candidato a guidare il futuro sbarco dell’imprenditore francese Xavier Niel in Italia). Come un jolly erano le Autostrade 20 anni fa. E si è visto come è andata a finire.