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retail&food 05 06 2026

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ECCO CINQUE STORIE DI PIZZA

A tu per tu con Glory Pop, Martucci, Pizzikotto, Pizzium e Spizzico

“Speciale MAPIC Italy” Le novità sull’evento e sul real estate commerciale

- Giugno 2026

Nuove aperture: numeri e fotogallery del Waterfront Mall

Food&finanza Intervista doppia con QuattroR e Cigierre

Editoriale

Tira un vento freddo a Milano, a metà maggio. Insolito, leggermente inquietante. Il clima sembra piegarsi alle cattive notizie che ogni giorno ci piovono in testa. Economia, energia, guerra, politica, informazione, pare che tutto volga al peggio. Con leader globali di bassa qualità, a tirare le fila.

Venendo a noi, la preoccupazione per viaggi, vacanze e consumi della prossima estate, serpeggia negli operatori del travel retail come in quelli dell’accoglienza, del retail e della ristorazione. È probabile che molti connazionali scelgano di trascorrere le loro vacanze in Italia, così come una fetta di “traffico pregiato”, turisti stranieri alto spendenti, disertino riviere e città d’arte. E intanto l’inflazione è tornata a mordere, in profondità.

Le somme si tireranno a settembre, meglio ad ottobre.

Nel frattempo, si attende speranzosi ma tendenzialmente immobili, in difesa, sperando.

Cosa resta da fare quindi?

Qualcuno prova a reagire. Sconti, promozioni, politiche aggressive sui prezzi. Le leve più utilizzate.

Per dare un po’ di sollievo ai clienti abituali, per conquistarne di nuovi. E poi eventi, iniziative, corsi, attività, per catturare l’attenzione e la visita dei clienti, nei centri commerciali, nei negozi, nei ristoranti. La cosiddetta esperienza.

Altri reagiscono all’opposto, continuando ad alzare i listini, cercando un nuovo posizionamento verso l’alto, sperando di conquistare una clientela meno esposta alle “intemperie”, con maggiore disponibilità economica. Entrambe le strategie possono avere senso, pur comportando (grossi) rischi. Giusto provare per evitare di ritrovarsi impantanati in una palude di negozi vuoti. Quel che non bisogna dimenticare è che ogni misura, ogni reazione deve avere lo sguardo lungo, un orizzonte temporale che non si limiti al domani, al mese prossimo. E per guardare lontano bisogna saper fare bene i conti e fare scelte consapevoli su prodotto, fornitori, collaboratori e immobiliare.

Evitando miraggi e professionisti dei miracoli, che col clima cattivo spuntano come funghi.

PizzaFlor

- Impasti in purezza è la nuova pizzeria di Areas Italia.

Il nome rievoca immediatamente il mondo delle cose semplici e buone, fatte sapientemente bene.

Tradizione e innovazione si uniscono in una combinazione di materie prime eccellenti, unite a passione e creatività.

Le caratteristiche location PizzaFlor sono 12, più altre in arrivo, tra aeroporti, aree di servizio autostradali e Fiere.

Negli aeroporti è possibile trovarle a Milano Malpensa, Linate, Orio al Serio e Firenze, mentre nelle aree di servizio presso San Martino Est, Giove Est, Chatillon Nord e Cascina Gobba Est.

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maggio)

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Anno 21 • numero 5-6 Maggio-Giugno 2026

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P. 20

Mapic, tutti i numeri e le novità.

P. 32

Savills, fotografia del real estate commerciale.

P. 34

Genova, inaugurato il Waterfront Mall

P. 40

Sicurezza in primo piano nei centri commerciali

P. 42

Ristorazione e shopping center: l'Osservatorio Aigrim

Ristorazione a tema

Dal trancio alla napoletana: cinque storie di pizza

Retail, digitale e… second hand: la nuova geografia dei consumi

Fondi: occhi puntati sulle catene. Scalabilità e replicabilità del modello. Il punto della situazione, con un’intervista doppia a Cigierre e QuattroR

ROMA OUTLET VILLAGE

Aprirà a fine ottobre Roma Outlet Village, il terzo progetto di Arcus Real Estate, società della galassia Percassi che già controlla gli Outlet Village di Torino e della Sicilia. L’asset sarà al 100% proprietà della holding bergamasca. In una prima fase, saranno in servizio circa 90 negozi, mentre in futuro si arriverà a 150 negozi in totale e oltre 2.000 posti auto. “Ad oggi abbiamo già allocato il 65% degli spazi destinati ad accogliere un mix diversificato di brand di fascia premium, affiancati da un’offerta f&b pensata per valorizzare le eccellenze del territorio” ha spiegato Luca Nasi, General manager di Arcus. L’investimento complessivo è di 100 milioni di euro. Il bacino potenziale interessato è calcolato in 6,5 milioni di persone, mentre l’ubicazione è a ridosso dell’uscita di Ponzano Romano sull’A1. L’asset nasce sulle ceneri del vecchio Soratte outlet, ormai chiuso. Già sicuri marchi internazionali come Tommy Hilfiger, Calvin Klein, Victoria’s Secrets, Nike, Guess e Starbucks.

Stock Options

UNIQLO

Si chiude sopra le attese il primo semestre di Fast Retailing, controllante di Uniqlo, con un utile di 700 miliardi di yen (circa 3,7 miliardi di euro), ben oltre le previsioni. Il titolo, sotto i 50 yen l’anno scorso, ora vede gli 80.

MONCLER

Primo trimestre in rialzo per il player italiano (vendite +6% a cambi correnti) un risultato che si mette in evidenza rispetto alla generale fragilità del settore del lusso. Crescono sia il marchio Moncler sia Stone Island, grosso modo con la stessa ampiezza.

BURGER KING

L’ottima performance di Burger King contribuisce alla progressiva ripresa del titolo della capogruppo Restaurant Brands’ International. L’ultima trimestrale mostra valori sopra le attese, con ricavi a 2,26 miliardi e un utile per azione di 86 cent.

PANDORA

Nel primo quarter, i ricavi complessivi sono scesi a 7,1 miliardi di corone (pari a 952 milioni di euro, -3%) in particolare per la discesa del Nord America. L’utile operativo è positivo, ma il titolo è lontanissimo dai valori di inizio anno.

HUGO BOSS

Nei primi tre mesi, calo del 9% del fatturato (a 905 milioni) ed Ebit giù del 42% a 35 milioni. Valori in ribasso, però migliori delle aspettative degli analisti. il titolo da inizio anno è sempre in altalena intorno ad area 36-38 euro.

ADIDAS

Parte bene il 2026, con ricavi a 6,59 miliardi di euro (+7%) e utile operativo di 705 milioni (+16%). Fiammata del titolo il giorno dei conti, salvo poi ritracciare, sempre distante dai valori di inizio anno e lontano dagli oltre 200 euro di un anno fa.

HERMES

Il titolo, sopra i 2.000 euro ad azione di gennaio, è sceso intorno a 1.600. I ricavi nel primo trimestre sono scesi di poco (-1,4%) a 4,07 miliardi di euro, ma gli analisti prevedevano un rialzo e il momento del lusso non è brillante.

KERING

Nel primo trimestre i ricavi sono scesi del 6%, a 3,57 miliardi di euro, ma la flessione del brand di punta Gucci è molto più marcata. Quindi permane il nervosismo sul titolo, nonostante sia iniziata una lenta risalita dai minimi di metà 2025.

JOLLIBEE

Il titolo di uno dei colossi asiatici del foodservice, è scivolato sulla borsa delle Filippine dopo un primo trimestre difficile, con profitti in calo del 39%. Una performance che ha spinto le azioni di Jollibee ai minimi da cinque anni.

IL FOOD NELLE STAZIONI

FERROVIARIE: IL 18 GIUGNO

L’EVENTO TARGATO

DA LE GRU ALLA MONGOLIA, VERGNANO

PUNTA A 200 COFFEE SHOP NEL MONDO

Il 18 giugno, ecco un evento da segnare in agenda per chi si occupa di ristorazione e di travel retail. A Milano arriva il convegno organizzato dai Aigrim-FIPE, dal titolo “Ristorazione Travel Retail: il futuro delle stazioni”. Sarà un appuntamento utile, in vista della stagione estiva, per ragionare su un comparto che dal post Covid ha subito un’accelerazione continua, ossia la diversificazione della proposta di ristorazione all’interno delle nostre stazioni ferroviarie. Moderati da Andrea Aiello, direttore di retail&food, si alterneranno sul palco Corrado Cagnola, Ceo Kfc Italia e vicepresidente Aigrim; Elena Sorlini, che da inizio anno è la nuova Ceo di Grandi Stazioni Retail, il circuito di stazioni più importante del nostro Paese; con le conclusioni affidate al presidente di Aigrim Riccardo Orlandi. Prima di loro, però, ecco lo speech introduttivo dell’economista e professore della Università Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffè L’appuntamento è in piazza dei Mercanti 2, a Milano, dalle 17.30 (Palazzo Giureconsulti). Iscrizioni su aigrim.it

Caffè Vergnano accelera lo sviluppo del format CoffeeShop con un piano da 10 nuove aperture entro il 2026 tra Italia ed estero. Il gruppo guidato da Carolina Vergnano, dal 2021 partecipato al 30% da Coca Cola, ormai ha nel “mirino” i 200 locali nel mondo. In 25 anni, infatti, la rete ha raggiunto attualmente i 199 locali (di cui 154 in Italia). Tra le operazioni più recenti e prestigiose c’è il debutto alla Rinascente di Milano. In Italia il piano coinvolge città come Brescia, Bari, Carignano (To), e Ladispoli, oltre all’apertura prevista a Noto, all’interno del teatro comunale, e a Le Gru di Torino. A Roma Euroma2 sarà invece protagonista di un completo restyling. Sul fronte internazionale il marchio guarda a nuove geografie come la Repubblica Dominicana con l’apertura di Santo Domingo, mentre in Mongolia è prevista la seconda caffetteria a Ulaanbaatar. In programma anche nuove aperture in Irlanda e a Nizza, oltre al recente pop-up coffee realizzato a Parigi presso Le BHV Marais.

EATALY, CONCLUSO

IL CICLO CIPOLLONI. E ORA?

Con la chiusura del bilancio 2025, Eataly ha annunciato che “Andrea Cipolloni lascerà il suo ruolo di Amministratore Delegato, nell’ambito di una transizione pianificata che avverrà una volta completata la prima fase della strategia di crescita di Eataly e al fine di garantire un passaggio graduale”. Cipolloni è stato nominato Ceo nel 2022, in corrispondenza con l’ingresso nella compagine azionaria con il 52% del fondo Investindustrial guidato da Andrea Bonomi. In questo periodo, Eataly “ha aumentato i ricavi totali da circa 450 milioni di euro a oltre 700 milioni nel 2025, ampliando la propria presenza globale e creando una solida pipeline grazie all’apertura di oltre 20 nuovi punti vendita, portando il numero totale a 69”, cita il comunicato stampa. Ma nonostante un aumento di capitale nel 2025 da 75 milioni di euro, l’indebitamento netto resta attestato attorno ai 140 milioni di euro. Mentre i bilanci continuano a chiudere in perdita. Con l’uscita di Cipolloni, Gabriele Belsito, membro del Comitato Esecutivo Italiano, è stato nominato Direttore Generale per l’Europa. Ora si è aperta la ricerca di un Amministratore Delegato incaricato di seguire la crescita negli Stati Uniti d’America, che nel 2025 rappresentano oltre il 60% del fatturato di Eataly.

KFC ACCELERA SUGLI INVESTIMENTI:

C’È GIÀ UN PIANO PER 250 LOCALI AL 2028

Kentucky Fried Chicken, nel nostro Paese, ha chiuso il 2025 con un giro d’affari di 230,4 milioni di euro e 30,5 milioni di clienti serviti. Il valore del giro d’affari rappresenta una crescita del 29% rispetto al 2024, dovuto in gran parte all’allargamento del perimetro, visto che l’anno scorso sono state messe a segno oltre trenta aperture, con una trentina di milioni di investimento. Nell’anno in corso il marchio guidato in Italia da Corrado Cagnola prevede di accelerare ulteriormente il suo piano di crescita con 35 nuove aperture (più della metà in franchising) e circa 35 milioni di investimento, che porteranno il network a 185 ristoranti, e ricavi stimati a 281 milioni di euro. Entro il 2028 KFC punta a raggiungere 250 ristoranti in Italia, un giro d’affari di circa 390 milioni di euro e oltre 6.000 persone occupate, con un investimento di 105 milioni di euro nel triennio. “Ma la crescita dimensionale è solo una parte del progetto” continua Cagnola. “Stiamo investendo in piattaforme digitali proprietarie e tecnologia per conoscere meglio i nostri clienti”.

POSEIDON DI PALERMO:

GESTIONE A IGD, IMMOBILE AL FONDO URANIA (KRYALOS-COOP ALLEANZA 3).

Kryalos Sgr ha perfezionato l’acquisizione del centro commerciale Poseidon, asset retail situato a Carini (Palermo). Il Poseidon è finito all’interno del portafoglio del fondo Urania, che Kryalos Sgr gestisce dal 2020, il cui principale investitore è Coop Alleanza 3.0. A stretto giro è arrivato l’annuncio relativo al mandato di gestione. Immobiliare Grande Distribuzione, tramite la controllata IgD Service, ha assunto le funzioni di Property e Leasing Management (per le attività di Property & Facility Management, Letting, Alta Sorveglianza, Gestione Manutentiva, Pilotage ed Health-Safety-Environment). Questo tassello si inserisce nel piano di sviluppo di IgD, volto a potenziare la business unit dedicata ai servizi per le Terze Parti. E richiama un accordo più ampio siglato il dicembre scorso proprio con Coop Alleanza 3.0, che prevede nel periodo 2026-2028, il passaggio a IGD dei mandati di gestione di oltre quaranta asset.

Dal Tabaccaio

Non impariamo mai

Molto prima delle bandiere, molto prima degli inni, molto prima che gli uomini decidessero di morire per una linea tirata su una carta geografica da qualche burocrate col monocolo, esistevano le rotte. Le navi. I mercanti. Gli scambi. Esisteva la necessità che a differenza dell’ideologia, non ha mai avuto il lusso dell’orgoglio. Per questo il commercio e’ stato il motore piu’ potente della civiltà e della storia. Roma conquistò il Mediterraneo con il grano egiziano, con il vino della Gallia, con l’olio sabino, con le spezie che arrivavano dal lontano Oriente. Le religioni fecero lo stesso percorso delle merci: nascoste nei porti, nelle stive, nei dialetti storpiati dei mercanti. Per millenni il commercio ha avuto una funzione quasi umiliante per l’ego dei popoli: costringerli a parlarsi. Le città più vive della storia non sono mai state quelle isolate.. Gli imperi veramente forti sono sempre stati quelli capaci di assorbire dagli usi altrui. Le città più vive della storia non sono mai state quelle isolate. Sono state quelle sporche di mescolanza. Poi e’ successo che il commercio, da ponte, è diventato arma , così siamo arrivati al paradosso moderno: il mondo è economicamente più connesso che mai e psicologicamente più tribale che mai. Il commercio continua a mischiare i popoli ma l’umanita’ non imparera’ mai ad accettarlo pacificamente.

PER

LIBRERIE. COOP

QUINTO ANNO

IN UTILE E SEI NUOVE APERTURE IN ARRIVO

Librerie.coop ha tagliato il traguardo dei vent’anni di attività, chiudendo il bilancio 2025 in positivo, per il quinto anno consecutivo. Le vendite hanno fruttato circa 43 milioni di euro, con un Ebitda che si è attestato sul milione di euro. Un risultato, fa sapere l’azienda, particolarmente rilevante in un contesto di mercato in contrazione (-2,1%), a fronte del quale Librerie.coop ha segnato una crescita di quasi il 3%.

KETCHUP NELLE VENE:

40 ANNI DI MCDONALD’S VISTI DA DENTRO

È uscito per le edizioni Mondadori Selecta il volume Ketchup nelle vene, di Matteo Avenale. L’autore, franchisee di McDonald’s con all’attivo una decina di ristoranti nel Lazio, ha scritto il libro in occasione di un doppio compleanno: i suoi primi 40 anni in McDonald’s, che coincidono con i primi 40 anni di Big Mac in Italia. Avenale, infatti, aveva iniziato a lavorare nel primissimo McDonald’s italiano di piazza di Spagna, a Roma. Poi è cresciuto in azienda fino a dar vita alla propria società. Nel libro racconta il suo percorso professionale e svela episodi personali e incontri con le figure che hanno scritto la storia della multinazionale in Italia e nel mondo.

ALICE PIZZA

Il 46% dei direttori dei centri commerciali italiani, nel primo trimestre dell’anno registra un momento di crescita sia per affluenza sia come fatturati. Il 60% del campione giudica questa crescita in linea con le attese, ma per il 22% è un dato addirittura inferiore alle premesse. Mentre per l’intero anno le previsioni sono improntate alla cautela, con il 42% che si attende stabilità, il 40% una crescita, ma un 19% anche un calo. Sono alcuni dei dati emersi durante l’ultima convention annuale di ADCC (Associazione direttori centri commerciali) ospitata al Bicocca Village di Milano, nel corso di una giornata di lavori introdotti dal Vice Presidente di Adcc Gaetano Graziano. Rispetto agli investimenti sugli asset, quasi un terzo del campione (28%) afferma che in questo momento, nei centri gestiti, non è in corso alcuna opera di restyling. Solo il 17% ha in corso interventi strutturali, mentre nella maggior parte dei casi (55%) si tratta di interventi mirati e selettivi.

Green Arrow Capital ha acquisito il 100% di DeA Capital Alternative Funds SGR. Adesso nel portafoglio Green Arrow è entrato tutto ciò che faceva parte di DeA Capital Alternative Funds SGR, come la quota di controllo di Alice Pizza, ma anche quella della pizzerie spagnole Carlos e l’investimento recente (con una quota di minoranza) nel San Marino Outlet. Alice Pizza, che fa parte del fondo Taste of Italy, è impegnata in un percorso di valorizzazione, che non si interrompe. L’intenzione della nuova proprietà è proseguire con le trattative verso potenziali acquirenti. Finora i nomi che circolano sono Auctus Capital Partners, (che ha in portafoglio come The Gustoso Group e Panarium bakery), Capdesia (Wasabi Sushi & Bento, Gail’s Artisan Bakery, Franco Manca pizza e The real Greek), l’italiana Quadrivio, oppure McWin Capital. Priva di fondamento, invece, l’ipotesi del passaggio a Cigierre.

SMASHIE

APRE IN LOMBARDIA (IN FRANCHISING) E PREPARA 15 APERTURE

Smashie, il format dedicato allo smash burger di Cigierre, debutta in Lombardia, con la formula del franchising. Il partner dell’operazione è la Only the Food di Alessandro Cappelleri, società multi brand già attiva con diversi altri marchi del quick service. Questa apertura lombarda di Smashie avviene al centro commerciale Curno, in provincia di Bergamo, e segna l’avvio definitivo dello sviluppo in franchising del brand su scala nazionale, dopo la prima già avvenuta allo shopping center Euroma nella capitale. Il progetto di sviluppo di Smashie per l’anno in corso prevede oltre quindici nuove aperture fra centri commerciali e contesti urbani, ma gli shopping center conservano una posizione privilegiata. Tra le inaugurazioni già definite figurano Genova (Waterfront), Cagliari (Fass shopping center), Bergamo (Choruslife), Firenze (I Gigli), Marcon (Valecenter) e poi ancora Vicenza, Parma, Lecce, Palermo e un secondo ristorante a Catania.

FRADIAVOLO,

SPRINT SUI CENTRI COMMERCIALI, COMPRESO L'ESORDIO IN COSTA AZZURRA

È avvenuto al centro commerciale Olympie, di Antibes, l'esordio francese di Fradiavolo. Questa operazione è la prima, in Francia, dopo l'accordo siglato l'anno scorso con Giraudi Group, un operatore molto noto, attivo anche nell'importazione di carni, nell'hospitality, ma soprattutto in qualità di franchisee partner, con all'attivo numerosi brand di ristorazione. Di recente, ha sottoscritto un accordo anche con Smashie (Cigierre). Fradiavolo da inizio anno ha continuato a svilupparsi, scegliendo come canale privilegiato i centri commerciali ad alta frequentazione. Prima è arrivata l'inaugurazione ai Gigli di Firenze. Recentissima l'apertura agli Orsi di Biella, in Piemonte. “Continua la nostra espansione nel canale dei centri commerciali e siamo orgogliosi di poter aprire il nostro 34° locale a Biella in Piemonte, terra alla quale siamo molto legati” ha detto Mauro D’Errico, Presidente e Co-fondatore di Fradiavolo con Gianluca Lotta.

PRIMARK:

Ci sono anche Cremona, Ancona e Gorizia tra le città che avranno il loro Primark, tra la fine del 2026 e il 2027. Il colosso anglosassone ha annunciato questo nuovo capitolo di investimenti in Italia, dal valore di 22 milioni di euro, in occasione del decennale della sua presenza sul nostro mercato. Le novità saranno dunque al centro commerciale Cremona Po, al Tiare Shopping di Gorizia e al Grotte Center di Ancona. Per il brand guidato in Italia da Luca Ciuffreda, questi tre negozi vanno ad aggiungersi a quelli già in calendario, ossia Napoli (parco commerciale Grande Sud di Giuliano e centro La Cartiera di Pompei); Roma (il terzo nella Capitale, in città); Parma (in arrivo al Parma Promenade, ex Parma Retail). Diverso, invece, il discorso su Genova, città in cui Primark per ora conferma la volontà di aprire. Ma la definizione della location è laboriosa, dopo mesi di indiscrezioni che avevano suggerito l’ex Rinascente mentre ora la trattativa più interessante sembrerebbe quella del nuovo Waterfront Mall (Palasport).

NUOVO CAPITOLO PER TEMAKINHO:

PASSA A CASUAL FOOD, PRONTA OFFERTA

DA 1,5 MILIONI

Il nuovo piano di rilancio per Temakinho, nel mezzo della composizione negoziata della crisi, passa attraverso la società romana Casual Food, riconducibile all’imprenditore calabrese Pierpaolo Sacchetti, la cui famiglia è anche attiva nella gestione di strutture alberghiere e di altri ristoranti. L’azienda ha rilevato i ristoranti a gestione diretta che facevano ancora parte di Temakinho Srl (4 a Milano, uno a Bologna) più i contratti di franchising dei punti vendita che si trovano a Rimini (con un imprenditore locale), all’aeroporto di Linate (con Autogrill) e a Lione, in Francia (con Old Wild West Sas). All’inizio del 2024, Cigierre aveva ceduta l’impresa ai tedeschi di Mutares. A metà 2025, al posto del fondo arriva il management buy out dei manager. A ridosso di quella operazione, c’è stata una prima dismissione di ristoranti e i tre locali di Roma sono passati appunto alla Casual Food. La cessione è sotto forma di affitto di ramo d’azienda, con già un impegno d’acquisto, fissato a 1,5 milioni di euro.

In Breve

NHOOD PRESENTA

LA RETAIL AGENCY, GIÀ

OPERATIVA SU HIGH STREET E TENANT REPRESENTATION

Arriva sul mercato italiano Nhood Agency Italy Srl, nuova divisione di Nhood dedicata all’intermediazione immobiliare commerciale che porta l’offerta del gruppo a coprire l’intera filiera del retail. La Retail Agency opera su tre linee di servizio, ma il Leasing High Street si presenta come l’attività di punta. In questo modo l’operatore di matrice francese aggiunge un nuovo focus sul retail urbano, accanto a quello per cui era tradizionalmente conosciuto, legato ai servizi per conto di centri commerciali. Confluiscono nella agency due servizi che già esistevano: la Tenant Representation (ricerca e negoziazione di location a supporto dei brand) e il Capital Markets, ovvero la consulenza a investitori e proprietà per operazioni di dismissione, acquisizione, sviluppo e valorizzazione. Al vertice, come Head of Retail Agency, c’è Alessandro Ruggiero, entrato in Nhood a inizio 2025 proveniente da Dils.

Aprirà a Bolzano, entro l’estate, il primo negozio italiano di Søstrene Grene. Il negozio sarà in via Museo, una delle arterie principali del centro città, e alzerà le serrande entro luglio-agosto. Intanto, nelle prossime settimane, è previsto anche il lancio del sito eCommerce in italiano. Søstrene Grene è un marchio danese in forte espansione, che nell’ultimo bilancio (2024-2025) he generato ricavi per quasi tre miliardi di corone danesi, circa 380 milioni di euro. Attualmente opera circa 400 negozi in diciotto Paesi europei, con la scandinavia naturalmente che rappresenta lo zoccolo duro. “L’Italia è uno dei più grandi mercati al dettaglio in Europa e vediamo qui un grande potenziale, simile, ad esempio, a quello di Germania e Regno Unito, dove puntiamo ad aprire 100 negozi in ciascun mercato” ha detto il Ceo, Mikkel Grene

FARMARETAIL, ECCO IL MARCHIO

LAFAYETTE, CON UN PIANO PER 150 INSEGNE

Nel mondo sempre più affollato delle catene di farmacie, parte lo sviluppo in Italia di Farmacia Lafayette. Già annunciata a fine 2025, l’espansione entra nel vivo, frutto dell’alleanza tra il gruppo italiano GalileoLife, che ha sede in Puglia, e i francesi di Hygie31, tra i colossi europei del settore. Uno dei punti cardine del progetto è il mantenimento dell’identità del farmacista titolare. Il marchio istituzionale “Farmacia Lafayette” precederà il nome storico della singole farmacie (es. Farmacia Lafayette – Garibaldi) che via via entreranno nella rete. Oggi GalileoLife affilia quasi settecento punti, tra farmacie e parafarmacie. Il piano prevede il passaggio progressivo di circa 150 farmacie attualmente inquadrate nel livello “Premium” verso il nuovo livello di affiliazione “Elite”.

ADDIO AD ANNA PIRTALI

È venuta a mancare all’affetto dei suoi cari Anna Pirtali, professionista della comunicazione, molto nota in particolare nell’ambito del real estate, che per anni aveva seguito l’evoluzione di CNCC (Consiglio nazionale dei centri commerciali). La redazione di retail&food si stringe attorno a familiari, amici e colleghi e tutti coloro che avevano avuto la fortuna di conoscerla.

CNCC, ZOIA CONFERMATO PRESIDENTE. AL VIA IL TERZO MANDATO

Roberto Zoia sarà il presidente del CNCC anche per il triennio 2026-2029. L’Assemblea dei soci del Consiglio nazionale dei centri commerciali ha votato la riconferma all’unanimità. Ad affiancarlo nel suo terzo mandato, ci sarà l’ufficio di presidenza composto da Salvatore Occini (Eurocommercial Properties Italia, Vicepresidente Vicario), da Luca Lucaroni (IGD SIIQ, Responsabile Tesoreria e Finanza) e altri due vice, Filippo Bozzalla Cassione (Klepierre), e Lucia Grandoni (Ethos).

MERCATO DEL LAVORO: PARTE IL PROGETTO TUNISIA DI AIGRIM-FIPE

Entra nel vivo il “Progetto Tunisia”, iniziativa che si completerà con l’inserimento di 60 lavoratori nella ristorazione italiana. Il progetto è promosso da FIPE-Confcommercio e da AIGRIM e si compone di una prima parte, rivolta alla competenza linguistica, seguita poi da quella specialistica, per la formazione sul campo.

RISPARMIO CASA ARRIVA IN PUGLIA, A UN PASSO DAI 200 NEGOZI IN ITALIA

Il discount non-food Risparmio Casa ha fatto il suo esordio in Puglia, a Copertino (Lecce). L’operazione si inserisce in un piano di sviluppo più ampio, che prevede 15 nuovi punti vendita nella regione in un triennio. In questo modo, il marchio fondato dalla famiglia Battistelli arriva a un passo dal traguardo dei 200 punti vendita in Italia.

CARREFOUR APRE A PORTA SUSA

Alla stazione di Torino Porta Susa ha aperto un punto vendita Carrefour. Per la seconda stazione torinese, gestita da Altarea, si tratta di un passaggio deciso per un ulteriore sviluppo commerciale, dopo che gli uffici saranno spostati al piano strada.

DECATHLON: PIÙ NEGOZI E UTILI NEL 2025

Nel 2025 il Gruppo Decathlon ha registrato un volume d’affari lordo di 20,7 miliardi di euro (+7%) e vendite nette per 16,8 miliardi, in crescita di quasi il 4% rispetto al 2024. Molto positiva anche la marginalità, con l’Ebitda che sale del 21% fino a 1,8 miliardi e l’utile netto che sale di oltre il 15% a 910 milioni di euro.

Secondo voi, a cosa assomiglierà l’alimentazione di domani ?

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News Opening

Street Smash Burger, tre

novità in Italia

Street Smash Burgers accelera la sua crescita nel mercato italiano attraverso una strategia che coniuga l’espansione della rete fisica a un’importante evoluzione dell’offerta gastronomica. Il brand, fondato da Beatriz Santillana e Carlos Antón Conde, ha annunciato l’apertura di tre nuovi punti vendita strategici tra maggio e giugno 2026. La prima tappa sarà a Torino, in via Principe Amedeo, seguita da un nuovo store a Milano in viale Montenero e dal raddoppio sulla piazza di Roma nel quartiere Ostiense. Questa progressione si inserisce in un piano industriale ambizioso che mira a raggiungere 55 store entro la fine del 2027 in Europa.

Doppio Malto ha inaugurato un locale alla Marina di Loano, il porto turistico della località ligure in provincia di Savona. Si tratta di una location particolare, per il brand fondato e diretto da Giovanni Porcu. La birreria con cucina, infatti, apre in una zona turistica fortemente stagionale e conserva una doppia valenza. Infatti, è ovviamente aperto al pubblico, ma si rivolge in modo particolare agli equipaggi che si occupano tutto l’anno delle barche (il porto turistico ha quasi mille posti barca, di cui una cinquantina per super yacht) ed è in corso di allestimento anche un servizio di catering a bordo. L’affidamento dello spazio a Doppio Malto rientra in un progetto più ampio di rinnovamento della Marina di Loano, che appartiene al gruppo assicurativo Unipol

Panfé rafforza il Piemonte con una

bakery a Novara

Dopo Torino e Cuneo, Panfé va a presidiare un’altra provincia piemontese, Novara, con un’apertura in pieno centro città. Il Piemonte continua a rappresentare un territorio importante per il brand, che era sorto proprio come evoluzione del marchio torinese El pan d’na volta. Oggi il marchio, la cui maggioranza appartiene ai francesi di Prosol, ha superato i 25 punti vendita diffusi nel Nord Italia, con i negozi concentrati a Milano, ma anche Bergamo, Bologna, Savona. Il piano per il 2026 di mettere a segno nel complesso una decina di nuove aperture. Per il marchio guidato dall’a.d. Alberto Salvadego, il punto vendita numero 25 era stato inaugurato pochi mesi fa in una location strategica, corso Buenos Aires a Milano.

Location vista mare per Doppio Malto a Loano

Con Milano Porta Vittoria

sono 131 i Bar Atlantic di

Esselunga

King Pub inaugura a Grado, con il corner Spritz Aperol

Prosegue a buon ritmo il piano di aperture di King Pub, la catena di Francesco Dalle Crode, che da quest’anno sta spingendo anche sulle affiliazioni in franchising, accanto ai locali a gestione diretta. Con l’obiettivo finale di raggiungere i 30 punti vendita a fine anno. Di recente, King Pub ha inaugurato un nuovo locale a Grado, in Friuli, nel pieno centro città di un luogo a forte vocazione turistica. Il punto vendita rappresenta anche un’evoluzione del format: è il primo locale King Pub a nascere con una zona Spritz Aperol alla spina, pensata per valorizzare il rito dell’aperitivo, superando quindi la sola definizione di hamburgeria. A stretto giro, King Pub è arrivato anche in Campania in provincia di Benevento, a Telese Terme

News Opening

Nel cuore di Milano, all’interno del supermercato Esselunga di Porta Vittoria, ha aperto il 131° Bar Atlantic: una sala da 81 posti a sedere, chioschi per il self-ordering, videowall per la comunicazione dell’offerta della giornata e 13 nuove assunzioni. Presenti in tutti i 21 punti vendita cittadini e attivi dal 2003 all’interno delle gallerie commerciali Esselunga e degli urban store laESSE in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Lazio e Trentino-Alto Adige, i Bar Atlantic occupano più di 1.300 persone e rappresentano una realtà consolidata nel panorama nazionale. Il format ha una storia di design di qualità: disegnati originariamente da Vico Magistretti, architetto e designer di culto, i Bar Atlantic sono stati riletti negli ultimi anni dagli studi Ab Rogers Design e Landini Associates, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di consumo.

Avolta e Campari,

bis in Piazza Duomo con il progetto SYNC

Avolta e Campari Group hanno inaugurato, nel cuore di Milano, il nuovo SYNC by Aperol Listening Bar & Bistro. Si tratta di un listening bar nato dalla collaborazione tra le due aziende, ossia un locale di tendenza in cui si fondono musica, cibo e cocktail/mixology. “Quest’apertura rappresenta per Avolta un traguardo fondamentale nella nostra strategia di espansione urbana a Milano” ha dichiarato Luca D’Alba, General Manager Italy F&B di Avolta. “Grazie a una tecnologia audio e a una programmazione musicale d’eccellenza, SYNC by Aperol è una destinazione pensata per chi cerca un’esperienza autentica, in perfetta sincronia con l’anima cosmopolita della città.” Questo nuovo locale è situato nel consueto palazzo milanese di Galleria Vittorio Emanuele II, angolo piazza Duomo. Ma è una location differente rispetto alla già conosciuta Terrazza Aperol (che si trova al secondo piano del Mercato del Duomo), mentre il nuovo SYNC By Aperol è al quarto.

News Opening

Cisalfa apre a Catanzaro il quarto

store calabrese

Il Sud è nel mirino degli investimenti dei retailer sportivi. Cisalfa ha da poco inaugurato il suo secondo negozio nella zona di Catanzaro, il quarto nella regione Calabria, all’interno del parco commerciale Le Fontane. L’apertura è frutto di un investimento di circa 650 mila euro e ha portato all’assunzione di 20 nuovi collaboratori. Il negozio, che si sviluppa su oltre 1270 metri quadrati di superficie di vendita, offre ai visitatori un assortimento composto da oltre 3000 referenze suddivise per 67 brand.

“Siamo orgogliosi di inaugurare a Catanzaro il nostro secondo store della provincia: questa nuova apertura, che rappresenta la quarta in Calabria, testimonia il nostro impegno concreto nel potenziare la nostra presenza e vicinanza alla regione e il nostro contributo al tessuto economico locale, portando alla creazione di ulteriori 20 nuovi posti di lavoro" afferma Ismaele Niero, Sales Director di Cisalfa Sport.

Takko Fashion ha messo a segno due aperture ravvicinate, nel Nord Italia, con cui ha ormai superato i 70 negozi nel nostro Paese. Il primo è uno store da 450 metri quadrati a Curtatone, nel mantovano, all’interno del centro commerciale Quattroventi. L’altro si trova in provincia di Aosta, a St. Cristophe, con una superficie simile e si trova nel retail park in Rue de la Maladière 87. Queste due operazioni confermano l’avanzata del retailer tedesco di moda a prezzi accessibili, che in tutta Europa conta ormai circa duemila negozi e che ormai genera oltre un miliardo di euro di ricavi l’anno. Dal 2024, Takko Fashion è guidato dall’amministratore delegato italiano Martino Pessina

Medi-Market

arriva nel veneziano al Ca' Mestre

Nhood annuncia l’ingresso nel centro commerciale Ca’ Mestre della nuova insegna di parafarmacie Medi-Market. L’apertura dello store segna l’arrivo del brand per la prima volta nella città di Venezia. Lo store, che occuperà una superficie di 363mq di GLA al piano terra, è prevista per il 28 maggio. Presente in Italia dal 2019, Medi-Market nel nostro Paese aveva chiuso il 2025 con un fatturato di 133 milioni di euro (+64% sul 2024), circa un quarto dei ricavi dell’intero gruppo. Oggi sono 70 i punti vendita in Italia del retailer di prodotti per la salute, ma che cura in modo particolare la selezione “bellezza” e “benessere”. Finora le regioni un cui è presente sono Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Trentino-Alto Adige e Marche.

Takko Fashion, doppia operazione tra Mantova e la Valle d'Aosta

La Rubrica Legale

a cura di COCUZZA, Milano

Cattivo affare o abuso di dipendenza economica? La Cassazione fa il punto sui contratti di franchising Di Avv.

CON ORDINANZA DEL 4

GIUGNO 2025 N. 15023 LA CORTE DI CASSAZIONE È TORNATA A PRONUNCIARSI

SUL TEMA DELL’ABUSO

DI DIPENDENZA

ECONOMICA

CON SPECIFICO RIFERIMENTO AL CONTRATTO DI FRANCHISING.

La vicenda trae origine da un contenzioso instaurato da un franchisor contro il proprio franchisee davanti al Tribunale di Treviso, volto ad ottenere dal giudice la dichiarazione di risoluzione del contratto di franchising per inadempimento e la condanna del franchisee al pagamento di una penale pari ad Euro 50.000 per violazione dell’obbligo contrattuale di acquisto di un quantitativo minimo di merce. In giudizio, il franchisee chiedeva, a propria volta, al giudice di risolvere il contratto di franchising e dichiarare nulle due clausole contrattuali.

LE PRONUNCE A FAVORE DEL FRANCHISEE

NEI PRIMI GRADI DI GIUDIZIO

Il Tribunale e la Corte d’Appello davano ragione al franchisee: il contratto di franchising veniva dichiarato cessato e una clausola contrattuale veniva dichiarata nulla, poiché i giudici ritenevano che realizzasse l’abuso di dipendenza economica previsto all’art. 9 L. 192/1998 in materia di subfornitura, che, secondo un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, è pacificamente applicabile anche al franchising. In particolare, la Corte d’Appello ravvisava l’abuso nella previsione contrattuale che

vincolava la durata del contratto di franchising in funzione di quella della locazione dei locali utilizzati dal franchisee. Tale previsione si aggiungeva – sempre secondo la Corte d’Appello – ad un’altra previsione contrattuale ritenuta sfavorevole al franchisee avente ad oggetto l’obbligo di acquisto di un ingente quantitativo minimo di merce.

IL RICORSO PER CASSAZIONE DEL FRANCHISOR

Il franchisor ricorreva in Cassazione, lamentando che, nei primi gradi di giudizio, non fosse stata verificata l’effettiva esistenza per il franchisee di alternative soddisfacenti sul mercato, idonee ad escludere la sua dipendenza economica dal franchisor. Quest’ultimo sosteneva che lo stato di dipendenza avrebbe dovuto essere valutato con riferimento al rapporto complessivo tra le parti e non limitatamente al contratto di franchising. In particolare, il franchisor evidenziava che le stesse parti erano già state legate in precedenza da un contratto d’affitto di ramo d’azienda, evidenziando come il contratto di franchising fosse stato stipulato successivamente a quello di affitto e nonostante la previsione di condizioni più gravose per il franchisee.

I PRINCIPI RIBADITI DALLA CASSAZIONE

La Cassazione ha dato ragione al franchisor sul punto, ribadendo che, per poter accertare l’abuso di dipendenza economica, è necessario individuare le ragioni concrete dell’operazione e verificare la liceità dell’interesse perseguito dalla parte. Secondo la Suprema Corte, occorre verificare: i) se sussista uno squilibrio “eccessivo” nei diritti e obblighi delle parti ovvero se la parte più debole possa trovare alternative sul mercato; ii) se la condotta della parte più forte sia effettivamente arbitraria e contraria a buona fede, ossia sorretta da un intento vessatorio volto ad appropriarsi del margine di profitto altrui, oppure giustificata da un interesse apprezzabile. L’orientamento della Corte si conferma nel solco già traccia-

to: chi ha concluso un cattivo affare non può legittimamente pretendere di svincolarsi, invocando un presunto squilibrio delle prestazioni. Nel caso di specie, la Cassazione ha ritenuto che la decisione della Corte d’Appello fosse priva dell’accertamento del presupposto indefettibile per l’abuso: l’effettiva sussistenza di una posizione dominante del franchisor, intesa come possibilità preesistente del contraente “dominante” di determinare, nei rapporti commerciali con altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e obblighi. La sentenza è stata cassata con rinvio e quindi la Corte d’Appello dovrà chiarire perché ritiene che, al momento della stipulazione del contratto di franchising, fosse configurabile una posizione dominante tale da determinare uno squilibrio eccessivo tra diritti e obblighi delle parti. La pronuncia conferma, da un lato, l’applicabilità dell’abuso di dipendenza economica anche ai contratti di franchising e, dall’altro, ribadisce che, ai fini dell’abuso, occorre provare l’assenza di alternative soddisfacenti sul mercato e l’intento vessatorio della parte forte.

Mapic Italy, la decima edizione in Fiera Milano

Confermato il focus sui brand

esteri

Torna il principale evento italiano del retail real estate, per la prima volta in una nuova location, più grande. Attesi 750 retailer e 90 espositori. Centrale la presenza dei marchi stranieri, desiderosi di entrare in Italia. E arrivano i panel dedicati ad outlet e retail park, tra i pezzi più scambiati a livello di compravendite

a

cura di Adriano Lovera

Acquisiamo, sviluppiamo, gestiamo e valorizziamo i nostri immobili in un’ottica strategica, sostenibile e di lungo termine per mantenerne elevato nel tempo il valore e con la stessa attenzione e professionalità gestiamo portafogli di terze parti.

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VALORE COMPLESSIVO DEL PORTAFOGLIO € 1,8 MILIARDI (inclusi leasehold e partecipazioni immobiliari)

Il 27 e 28 maggio torna il principale evento italiano dedicato al retail real estate. Mapic Italy celebra il 10° anniversario con il debutto a Rho Fiera Milano, nuova e più spaziosa sede. Qualche numero contenuto nelle anticipazioni: sono attesi 2.200 partecipanti, tra cui 750 retailer e 90 espositori, molti dei quali hanno scelto di ampliare i propri spazi espositivi. Mapic Italy 2026 affronterà il tema “Selettività, differenziazione, influenza: le nuove chiavi delle strategie di crescita”. In un’era caratterizzata da incertezza geo-politica, trasformazione dei comportamenti di consumo, accelerazione tecnologica e crescente influenza dei social media, il successo delle strategie di sviluppo immobiliare e retail dipende non più necessariamente dal fattore dimensionale delle operazioni ma sempre più dalla qualità e dalla selettività delle scelte. “La creazione di luoghi “unici”, differenti, autentici, passa dalla creazione di mix retail, leisure rilevanti, e fornisce un equilibrio attentamente costruito tra convenienza ed esperienza, attraverso flessibilità dei format e innovazione, usando codici di comunicazione nuovi e propri alle comunità cui tali luoghi sono destinati” osserva Francesco Pupillo, direttore di Mapic. Costruire luoghi unici, insomma. Che non vuol dire per forza da mille e una notte. Ma unici nella loro specificità e capacità di relazionarsi al territorio circostante. Sul fronte del mercato dei capitali si registra un rinnovato interesse verso il settore immobiliare retail italiano (come vedremo nelle pagine seguenti).

Francesco Pupillo, Direttore Mapic

I NUMERI E LE NOVITÀ

L’anno scorso ci sono stato 660 partecipanti del mondo dei brand (per circa 350 marchi rappresentati), per l’edizione 2026 l’attesa è di arrivare a quota 750. Una delle grandi novità del 2026, come detto, riguarda lo spazio. La rassegna si sposta in uno dei padiglioni della Fiera Rho di Milano, la location più grande del capoluogo lombardo. “Questa scelta ci permette in sostanza di raddoppiare lo spazio a disposizione. Avremo espositori con stand più grandi, una seconda sala conferenze più ampia e diverse possibilità di ritagliare lo spazio secondo nuove esigenze” ha aggiunti Francesco Pupillo, direttore di Mapic, in una conversazione con retail&food, in vista dell’inizio dell’evento. Guardando al programma delle conferenze e degli appuntamenti, spiccano alcune novità oltre al consueto spazio per consentire l’incontro fra brand e proprietà o società di gestione dei centri commerciali. Ci saranno momenti dedicati allo specifico dell’high street retail, con un focus specifico su otto città italiane Ci saranno panel dedicati agli outlet e ai retail

park. Tutte asset class presenti anche in precedenza, durante il Mapic. Ma che in questa edizione vengono messi in maggiore evidenza, sulla scia delle dinamiche di mercato. il che significa, sia rispetto alle preferenze dei consumatori, sia rispetto agli investimenti immobiliari sul retail italiano, che negli ultimi anni stanno registrando volumi sempre più importanti e in decisa crescita. “In effetti, se guardiamo per esempio al successo dei retail park, è una spia della polarizzazione in atto sui consumi” ragiona ancora Pupillo. “Da un alto, tutto quel che rientra nel value-drive, ossia un buon rapporto qualità-prezzo, macina numeri importanti. Dall’altro, funziona bene anche tutta quella fascia premium, che non c’entra con il luxury, ma un posizionamento medio alto, di brand che perseguono uno sviluppo selettivo”.

Portafoglio Brand QSR di CIRFOOD Retail.

Il campione indiscusso delle patate ripiene, già a Torino, Milano e Bologna: nel 2026 esordisce nei centri commerciali in formula QSR, a partire dall’area piemontese dove è nato nel 2011, alla scoperta del resto del bel Paese.

Pizza romana in teglia per il nuovo format nato in casa CIRFOOD Retail: materie prime d’eccellenza per l’autentica pizza di strada, nelle vie di traffico e nei migliori centri commerciali. Prime aperture nel 2026, rigorosamente a Roma, per poi essere gustata in tutta Italia.

Le piadine migliori di Riccione dal 2014: nel 2026 punta a crescere con la formula QSR per i centri commerciali, mantenendo il giusto tocco gourmet e le caratteristiche ricette, tra eccellenze gastronomiche romagnole e le specialità di pesce.

PI SICILIA: tonno crudo in tartare, mozzarella fiordilatte, insalata, olive taggiasche, arancia
CARBONARA con crema al tuorlo d’uovo, guanciale croccante, pecorino e pepe
SALAMINO PICCANTE E PECORINO Pomodoro, salamino piccante e pecorino

CHE COSA C’È IN VETRINA

Quali saranno le categorie retail maggiormente presenti a Mapic? Difficile isolarne alcune, vista la quantità. Anche perché la presenza dei marchi alle fiere non necessariamente corrisponde all’andamento delle vendite di quelle categorie merceologiche. Però trova un buono spazio tutto il filone “athleisure”, che va dallo streetswear alle nicchie legate alla yoga; ci saranno tanti brand dell’area beauty-cura della persona. Ma anche il food conserva un ruolo rilevante, visto che la ristorazione in Italia conserva una buona prospettiva di crescita, specialmente legata a nuovi marchi in arrivo. Ed è in questa paniere che si scovano alcune new entry della fiera, come ad esempio Mylos Greek Food o Donburi House. E tra gli internazionali, un big come Joe & The Juice. E sul fronte del prodotto immobiliare? Che cosa finirà in vetrina? La

fine del 2025 e l’inizio del 2026 hanno regalato al mercato alcune novità, dal Waterfront di Genova al Fass Shopping center di Cagliari. “Non solo in Italia, ma in tutta Europa, è chiaro che i progetti greenfield sono rari. Siamo piuttosto in una fase di mercato matura, dove si investe maggiormente su restyling e su qualche allargamento di superficie, quando possibile” spiega Pupillo. “Ciò non toglie attrattività all’immobiliare commerciale. Ci sono asset prime che funzionano ottimamente, con tassi di vacancy bassi, che però hanno bisogno di aggiornare il brand mix e stare al passo con le novità. Gli investimenti sulle strutture sono importanti, ma devono sempre essere coerenti con i kpi che le società generano e che si sono prefissati. Nel contesto internazionale, è vero che l’Italia ha una struttura particolare, con una forte presenza di pmi o di proprietà famigliari, come

del resto avviene in tutti i settori economici. Ma trovo che questo non sia per forza un segnale di debolezza e neppure un freno così marcato rispetto alla tendenza ad investire sugli asset”.

OCCHIO SUI RETAILER INTERNAZIONALI

La decima edizione di MAPIC Italy presenterà diversi focus specifici e novità di rilievo. La seconda edizione dell’International Retail Networking Event metterà in connessione i principali player del real estate italiano con i retailer internazionali interessati a entrare o a espandersi nel mercato italiano. L’evento fa seguito al grande successo riscontrato dal format l’anno precedente, che aveva visto la partecipazione di diversi brand internazionali in forte espansione nel nostro paese tra quali  Semir, Ale-Hop, Rains, Guess, Miniso e Tamaris, Big Mamma, Palais des Thès, Peek & Cloppenburg

OUTLET SUMMIT

ALTRA NOVITÀ DI RILIEVO SARÀ IL LANCIO DELLA PRIMA EDIZIONE DELL’OUTLET SUMMIT ITALY, IL NUOVO EVENTO CHE RIUNIRÀ SVILUPPATORI, RETAILER, INVESTITORI E OPERATORI INTERNAZIONALI DEL SETTORE OUTLET

Un gruppo leader nelle food court dei centri commerciali e cinema multisala più importanti d’Italia.

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Savills: “Ancora investimenti sul retail. Il trend ormai è strutturale”

L’asset class “retail” continua ad attirare capitali, con rendimenti in leggera distensione, ma sempre molto interessanti. Ecco un’analisi sui principali elementi del mercato

Da due anni a questa parte, il segmento retail, all’interno del mercato immobiliare commerciale, si dimostra il più vivace in termini di volumi di investimento. L’anno scorso, le compravendite di asset retail ha superato i 3 miliardi e mezzo di euro. E il trend positivo sta proseguendo, almeno a tutto il primo trimestre 2026. Basta in effetti seguire la cronaca immobiliare, per annoverare negli ultimi mesi diverse operazioni che hanno riguardato centri commerciali, out -

let o retail park di casa nostra, più o meno di tutte le dimensioni. È vero che, sull’intero stock immobiliare italiano, ci sono tanti asset bisognosi di interventi. E ancora una buona percentuale delle proprietà (specialmente quelle a carattere famigliare o comunque non istituzionale) sono restii a mettere mano agli investimenti. Nel complesso, però, il mercato è in una fase ascendente. In Italia si contano oltre 1.030 centri commerciali per più di 16 milioni di mq. Negli ultimi anni l'attività di

sviluppo ha subito una battuta d'arresto: oggi gli operatori si concentrano soprattutto sulla riqualificazione , l'ampliamento e la ristrutturazione delle strutture esistenti, più che sulla realizzazione di nuovi progetti. Sul fronte della gestione, l'obiettivo è trasformare le strutture in vere destinazioni esperienziali. Con l’aiuto di un operatore specializzato abbiamo analizzato gli aspetti principali del contesto di oggi. Ecco un’analisi prodotta dal reparto Investment di Savills

PROSPETTIVE 2026 E RENDIMENTI

Per il 2026 il quadro è positivo. Nel 2025 il retail si è confermato il primo settore per volumi di investimento nel mercato immobiliare italiano per il secondo anno consecutivo, con circa €3,6 miliardi investiti — il miglior risultato degli ultimi 10 anni, con volumi superiori del 55% rispetto all'anno precedente e del 90% rispetto alla media dell'ultimo decennio. Nel Q1 2026 il trend è proseguito con circa €700 milioni investiti nel settore retail, un dato superiore del 23% rispetto allo stesso trimestre del 2025 e dell'87% rispetto alla media del Q1 degli ultimi dieci anni. Il segnale è quindi strutturale, non congiunturale. Sul fronte dei rendimenti, i prime net yield al Q1 2026 si attestano al 3,75% per l'high street (stabile su base annua), al 7,00% per i centri commerciali (in compressione di 25 bps su base annua), al 7% per i retail park (in compressione di 50 bps) e all'8% per i retail warehouse (stabile).

ASSET CLASS RETAIL: RENDIMENTI PRIME

LE OPPORTUNITÀ PER CHI INVESTE

In termini di opportunità per tipologia di asset:

• Outlet e out-of-town dominanti: il segmento degli outlet si è distinto nel Q1 2026, con €370 milioni investiti attraverso l'acquisizione di tre asset. I retail park hanno raccolto il 14% dei volumi out-of-town, mentre i centri commerciali e i supermercati hanno ciascuno raccolto circa €50 milioni.

• Centri commerciali prime: nel 2025 circa €1,1 miliardi sono stati concentrati nei centri commerciali, inclusa la più grande operazione su un singolo centro commerciale dell'ultimo decennio. Le previsioni più catastrofiche non si sono verificate: non vi è stata disaffezione strutturale del consumatore né un deterioramento dei fondamentali tale da compromettere i flussi di reddito.

• High street: il mercato high street soffre di una carenza di asset trophy, ma l'interesse degli investitori rimane elevato, in particolare per le destinazioni di lusso balneari, lacustri e sciistiche. Nel Q1 2026 l'high street ha totalizzato €125 milioni attraverso 6 transazioni.

ESTERI E VALUE ADD IN PRIMA FILA

La componente internazionale continua a essere prevalente, rappresentando circa il 70% dei volumi totali nel Q1 2026, confermando la centralità del mercato immobiliare italiano nelle strategie degli investitori esteri. La liquidità nel segmento dei centri commerciali è ampia e diversificata, con investitori istituzionali e operatori specializzati attivi sul prodotto prime e capitale orientato ai rendimenti concentrato sugli asset secondari. L'interesse è distribuito lungo tutto il Paese, senza una netta polarizzazione geografica, e in alcune aree del Sud i volumi superano quelli del Nord, con KPI operativi comparabili. Per i prossimi mesi, in settori come il retail, gli investitori core saranno più attivi, ma i value-add continueranno a essere i veri protagonisti del mercato. Il mercato ha attraversato una fase di inattività prolungata ma oggi venditori e acquirenti sono allineati sulle aspettative di prezzo e anche grazie a fondamentali operativi solidi si è aperta una finestra di mercato concreta che ha favorito il rientro del capitale istituzionale internazionale.

Una delle principali operazioni del 2026: i Lonati hanno ceduto Scalo Milano agli olandesi di VIA Outlets

È plausibile che nella seconda parte dell'anno le condizioni per i venditori possano diventare più favorevoli, facilitando l'immissione di opportunità coerenti con aspettative di rendimento leggermente inferiori rispetto ai livelli medi attuali.

STRATEGIE DEI BRAND

“I TENANT PUNTANO A UNO SVILUPPO SU MISURA”

Se c’è un elemento che mette tutti d’accordo, è il fatto che negli ultimi anni l’eCommerce non abbia azzerato il commercio fisico. Lo ha senz’altro modificato, un po’ compresso, ma ormai il tentativo dei brand è di raggiungere la tanto sospirata omnicanalità. Anche i settori del commercio che rallentano, non rinunciano mai a posizionare i propri store in luoghi strategici. Ma non si guarda al numero, quanto alla qualità. Ecco alcuni spunti sul tema di Francesca Cattagni – Head of Retail Agency di Savills Italia.

LA DINAMICA DEI PREZZI

Il mercato italiano resta fortemente polarizzato: si prevede una compressione dei rendimenti limitata agli asset prime e a opportunità selettive in specifiche micro-location e segmenti di mercato. La correzione dei prezzi continuerà invece a interessare gli asset secondari, approfondendo la polarizzazione tra asset prime e asset secondari a rischio di obsolescenza strutturale. Sul fronte degli investimenti, i rendimenti prime al Q1 2026 mostrano una compressione per i centri

commerciali e i retail park, rispettivamente di 25 e 50 bps su base annua, con un'ulteriore compressione attesa entro fine anno. L'high street si mantiene al 3,75%, stabile. Per i centri commerciali prime, confrontando l'Italia con la Spagna — mercato più liquido e maturo — il nostro Paese continua a offrire un premio interessante, favorendo l'ingresso di capitali alternativi e aumentando la competizione, con una conseguente riduzione tendenziale dei tassi di rendimento.

Se guardiamo alle vendite, ogni stagione ha il suo campione. Alcuni anni fa l’esplosione del food. Oggi, corre il beauty/cura delle persona. Mentre la moda rallenta. Qual è il vostro punto di vista?

In realtà, più che rallentando la moda sta cambiando, al passo coi tempi e con i trend di mercato e generazionali. Un distinguo va poi fatto all’interno del cluster moda /abbigliamento dove le logiche sono guidate da driver differenti e consumi spesso distinti. Gli altri segmenti stanno recuperando ora lo sviluppo che per anni è stato dominato dal fashion; anche in questo caso con dinamiche diverse legate alla territorialità, alle generazioni ed al tipo di prodotto. A fronte di questo, lo sviluppo è molto più tailored e ragionato sulla richiesta e le possibili evoluzioni di richiesta.

Dove aprono e dove chiudono i brand?

Piuttosto che di chiusure parlerei di un re-thinking delle strategie di sviluppo e riposizionamen-

to. Quella che a volte sembra la chiusura di un negozio sfocia magari nell’apertura di altri 2 (sempre dello stesso brand) ma con layout e formati differenti in grado di attrarre un pubblico più ampio.

Omnicanalità e negozio fisico. Perché sono ancora importanti?

L’omnicanalità è senza dubbio un concetto sulla bocca di tutti, ma spesso procede in parallelo rispetto al canale fisico, con strategie differenti e piattaforme dedicate. Il negozio fisico è invece in grado di creare aspettative, costruire identità e generare esperienze memorabili, capaci soprattutto di fidelizzare e far tornare il cliente. Anche – e non solo – per questo motivo, gli investimenti nei negozi non si arrestano e sono anzi oggetto di continui reforecast.

Inaugurato il Waterfront Mall a Genova

Finalmente aperta al pubblico una delle destinazioni di shopping più attese dell'anno. La struttura commerciale, ad anello, circonda il Palasport di Genova, che ospita ancora eventi sportivi e musicali

I NUMERI

DEL NUOVO CENTRO COMMERCIALE

27.000 mq superficie

70 negozi

19 unità F&B

700 parcheggi

140 milioni investimento

Da venerdì 27 marzo, è aperto al pubblico il Waterfront Mall di Genova. Dopo anni di lavori, rinvii e qualche intoppo, ha visto finalmente la luce la nuova destinazione di shopping, inclusa all’interno del Palazzetto dello sport genovese. In un progetto in cui la parte commerciale e quella sportiva continuano ad andare a braccetto, dal momento che l’arena sportiva rimane operativa, e rinnovata, pronta a ospitare eventi come l’italvolley femminile a fine maggio. Ecco i numeri principali del Waterfront Mall: 27.000 mq di superficie agibile, circa 15.000 mq di superficie di vendita, con 70 negozi, oltre a 19 unità food&beverage. Il tutto disposto su due piani completamente circolari (si parte da un punto e si torna nello stesso compiendo 360 gradi). In una struttura che alterna

corridoi un po’ chiusi, ad ampie vetrate (specialmente nella food court del secondo piano) con una vista impagabile sul mare e sul porto di Genova. E un parcheggio interrato da circa 700 posti. La Gdo è appannaggio di Coop Liguria Ci sono almeno cinque medie superfici, tra cui Cisalfa, e alcuni brand che fanno il loro esordio nel capoluogo ligure, come New Yorker, Primor, Normal, The B (The Style box). E un lungo elenco di brand food e retail che va da Burger King, McDonald’s, Alice Pizza, fino a Legami, Piombo OVS, Toys, Mondadori, Befed, Piadineria solo per citarne alcuni. L’investimento complessivo è stato di circa 140 milioni di euro. La proprietà è di Genova Sviluppo, mentre la commercializzazione è affidata a Multi. La costruzione è stata realizzata da CDS Holding (seguendo il masterplano

complessivo dell’intero Waterfront di Renzo Piano). “Le aperture saranno progressive. In questa prima fase, è pronto circa il 70% dei tenant, ma il tasso di occupazione è già superiore al 90%” spiega Giorgia Dalle Fratte, Amministratrice Delegata Genova Sviluppo, che aveva già lavorato come Leasing Manager in Nhood e poi in Realia, società che si era occupata del progetto torinese To Dream che, da dicembre 2025, è un asset al 100% di proprietà di Ceetrus Italy. Infatti Waterfront Mall e To Dream condividono gli investitori principali. Genova Sviluppo è una società partecipata da Ceetrus Italy e Runca (Carlo Salvini).

Ecco la caratteristica forma ad anello, su tre piani, che caratterizza il Waterfront di Genova.
Un momento del taglio del nastro, con la sindaca di Genova Silvia Salis e Giorgia Dalle Fratte, Amministratrice Delegata di Genova Sviluppo.

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Sorbino: il 2026 segna un’ulteriore espansione con nuovi store in Liguria, Puglia, Toscana e Sicilia

A metà 2026, il Gruppo Sorbino prosegue il proprio percorso di crescita con nuove aperture su tutto il territorio nazionale

Il brand, fondato a Napoli negli anni ’80 dalla famiglia Sorbino e specializzato in abbigliamento maschile, rafforza la sua presenza attraverso nuovi punti vendita e ampliamenti in location strategiche. Le novità più rilevanti riguardano Liguria e Puglia. A Genova è stato inaugurato un nuovo store all’interno del Centro Commerciale Fiumara, uno dei principali poli commerciali del capoluogo ligure. In Puglia, presso il centro commerciale Porte dello Ionio di Taranto, il punto vendita esistente è stato raddoppiato, raggiungendo una superficie complessiva di 350 mq. In Sicilia, è stato aperto un nuovo negozio a Giarre, in provincia di Catania, nel cuore del centro storico. Questa apertura si affianca al punto vendita già attivo a Palermo presso il Centro Commerciale Conca d’Oro, inaugurato lo scorso ottobre e caratterizzato da oltre 350 mq di superficie. Sempre nel Sud Italia, è stato recentemente completato il restyling dello store di Napoli presso il centro commerciale Neapolis, a conferma dell’attenzione del brand verso il rinnovamento continuo dei propri spazi. In Toscana, Sorbino ha inaugurato il suo secondo outlet dopo Serravalle, scegliendo il Valdichiana Designer Village, prestigiosa destinazione dello shopping tra Firenze e Roma che ospita oltre 140 brand. Il nuovo store punta ad attrarre turisti e appassionati di moda. Questi interventi rappresentano gli ultimi tasselli di una strategia che vede il brand campano continuare a investire nella propria rete retail. Durante il mese di maggio sono in corso ulteriori aperture: tre nuovi store presso l’outlet di Castel Guelfo con il brand Gazzarrini, oltre a nuove aperture Sorbino presso l’outlet di

Valmontone e nel nuovo centro commerciale FASS di Cagliari. Grazie al lavoro costante della terza generazione – composta dai sei soci e cugini Sorbino, Giovanni, Gianni, Antonio, Fabio, Francesco e Marco – il gruppo guarda al futuro con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la propria immagine in Italia e all’estero.

I soci Fabio, Francesco, Marco, Gianni, Antonio e Giovanni Sorbino

Questione sicurezza, fra tecnologia e fattore umano

I furti nei centri commerciali preoccupano. Ma gli episodi critici si risolvono spesso con un approccio verbale. Abbiamo fatto il punto della situazione con un big del settore

Secondo una ricerca di Nielsen dello scorso anno, i furti di merce in Italia (considerando ogni tipo di esercizio commerciale) restituiscono la cifra astronomica di 4 miliardi di euro in dodici mesi. Nonostante gli investimenti delle aziende, la sicurezza è sempre un elemento sensibili. Inoltre, la prevenzione dei furti è solo un aspetto, che riguarda lo specifico dei punti vendita. Ma in ambienti ampi e di forte passaggio, come i centri commerciali, oggi la sicurezza ha assunto una valenza più ampia, che sfiora il concetto generale di benessere, al di là della semplice assenza di pericoli. “Ecco perché oggi si tratta non solo di fornire sorveglianza, ma di integrare tecnologie e fattore umano cosi da creare valore reale per le aziende” spiega Sabino Fort, direttore commerciale di Istituto di Vigilanza Coopservice, uno dei gruppi principali del comparto vigilanza/security, con all’attivo dieci centrali operative, migliaia di telecamere e allarmi gestiti in tutta Itala e un organicao di 4mila persone. Con lui abbiamo cercato di delineare il concetto di sicurezza nel retail di oggi.

Il settore retail vive una fase complessa. La cronaca riporta continui episodi di microcriminalità nei centri commerciali. Rispetto a 5-6 anni fa, com’è cambiata la situazione? La situazione è diventata più critica e complessa. Sociologicamente, il centro commerciale riflette le dinamiche urbane: la microcriminalità si concentra dove c'è densità di transito. Il senso di insicurezza è cresciuto sia tra i clienti che tra gli operatori. Tuttavia, non parlerei solo di un peggioramento, ma di un’evoluzione: la sicurezza oggi non può più essere solo una reazione a un reato, deve diventare una leva strategica di competitività.

Le grandi strutture moderne mescolano spazi interni, aree all'aperto e food court. Quali sono le sfide per garantire vivibilità oltre che prevenzione?

I centri si stanno trasformando in "Community Hub" territoriali, dove l'esperienza di visita e il benessere sono centrali. La sfida è far sì che la sicurezza sia percepita come parte integrante dell’accoglienza e non come un limite. Se da un

lato l'AI ci aiuta nell'analisi predittiva e nel controllo dei varchi, dall'altro la vigilanza non armata esercita una deterrenza “rassicurante” che mantiene un clima sereno per le famiglie. La sicurezza moderna è un equilibrio tra efficienza tecnologica e calore dell'ospitalità umana.

Al recente convegno ADCC si è parlato di un nuovo rapporto tra proprietà e fornitori. Qual è la strada per una collaborazione efficace? Dobbiamo superare la logica del servizio come mero costo per approdare a quella dell'investimento strategico. La sicurezza deve operare in un sistema integrato che coinvolga management, proprietà e istituzioni. Un punto chiave emerso in ADCC è l’integrazione tra safety (come l’antincendio) e security. Solo se lavoriamo come partner dei direttori dei centri commerciali, che oggi sono veri e propri "costruttori di comunità", possiamo tutelare davvero l'esperienza commerciale e sociale del centro.

Passiamo al fattore umano: come si scelgono e si formano gli addetti per contesti così delicati?

Non si cercano semplici “controllori”, ma figure capaci di interpretare correttamente contesto, situazioni, comportamenti. Nella formazione, occorre puntare sulla gestione delle aggressioni, sulla de-escalation verbale e sulla mediazione culturale. In un centro commerciale, la capacità di risolvere un conflitto con la parola è spesso più importante di qualunque tecnologia.

Sabino Fort, direttore commerciale di Vigilanza Coopservice

Ristorazione traino per la crescita, fra intrattenimento e scontrino in salita

I ricavi del food negli shopping center sfiorano i 6 miliardi di euro. Ora nei centri maggiori valgono il 14% delle vendite. Al lavoro su format, orari e iniziative comuni. Tanti spunti dalla nuova edizione dell’Osservatorio congiunto AIGRIM-Fipe e CNCC, realizzato da Deloitte

La ristorazione si conferma un volano di crescita per i centri commerciali, mentre gli shopping center sono il “teatro” ideale dove i marchi del foodservice possono sperimentare formati, esperienze e novità di prodotto. A fare il punto della situazione ci ha pensato il nuovo Osservatorio sulla Ristorazione nei Centri Commerciali , realizzato da Deloitte per AIGRIM-FIPE e CNCC , da poco presentato al mercato. Un lavoro che ha anche un signifcato istituzionale, al di là dei dati che contiene. “Una grande soddisfazione, perché fino a poco tempo fa, per i centri commerciai, fornire dei dati sembrava un tabù. Mentre questo studio dimostra che la collaborazione porta a risultati utili per tutti” ha commentato Corrado Cagnola, vicepresidente di Aigrim . “Due sigle apparentemente su lati opposti, hanno mostrato il

valore della collaborazione” secondo il presidente di CNCC, Roberto Zoia

QUANTO VALE E QUANTO PESA

LA RISTORAZIONE

I ricavi della ristorazione, sul totale di quanto generati nei centri commerciali italiani, ammontano a 5,7 miliardi di euro, circa il 7% del totale. Eppure, se si escludono dal calcolo i centri di piccolissime dimensioni o quelli in cui la ristorazione ha una scarsa rilevanza, si ottiene un dato che arriva al doppio. E si evince come il food sia davvero una leva strategica capace di accompagnare l’intrattenimento, così come di permettere un allungamento della permanenza delle persone nei centri. Lo studio, infatti, ha preso in considerazione un panel di circa 300 strutture, rappresentative di tutto il Paese, composto per il 61% da centri di media dimensione (Gla fra

20mila e 40mila mq) e per la parte restante da centri grandi (sopra i 40mila) e ben distribuiti geograficamente. In media, i centri analizzati presentano un’offerta food composta per il 47% da formati Qsr e per il 53% da full service, a fronte di 16 insegne nazionali coinvolte. In questo spaccato, il foodservice arriva a coprire il 13,6% di tutti i ricavi. Un dato che sale al 15,1% nei centri con intrattenimento (cinema, ma anche altri tipi di esperienze) e che scende all’11,9% nelle strutture in cui invece questo non è presente.

IL FATTORE PREZZO E LO SCONTRINO MEDIO

Un altro dato interessante riguarda l’attitudine alla spesa dei clienti e il rapporto fra volumi e numero di scontrini. Nel periodo 2022-2025, pur con forti differenze regionali, in generale il valore dei ricavi è salito molto di più rispetto al numero di scontrini. In parte, questo è dovuto un aumento dei prezzi. “I ricavi presentano una crescita più che proporzionale rispetto agli scontrini, mettendo in luce come gli operatori abbiano utilizzato la leva del prezzo come dri-

ver di crescita” segnala lo studio. Ma c’è anche un altro aspetto, perché se non sale il numero degli scontrini, cresce però il loro valore medio (+15% nel periodo considerato). “I consumatori premiano la qualità e l’innovazione” ha affermato Corrado Cagnola. “In altre parole, oggi l’utente è alla ricerca di novità. Desidera godersi un pezzo di un’esperienza, non solo il cibo. E anche quando si propone un prodotto premium, ma che porta con sé queste caratteristiche, il consumatore è disposto a spendere qualcosa in più”.

Anche in termini di affluenza il trend mostra un consolidamento delle performance, registrando +0,6 in termini di affluenza media vs 2024 principalmente per una forte stabilizzazione dei centri commerciali di grande dimensione

Nel periodo analizzato, i ricavi presentano una crescita più che proporzionale rispetto agli scontrini, mettendo in luce come gli operatori abbiano utilizzato la leva del prezzo come driver di crescita

L’andamento di ricavi e scontrini

Ricavi Numero di Scontrini
Corrado Cagnola, vicepresidente Aigrim-Fipe

L'AFFLUENZA E L'INTRATTENIMENTO

L’affluenza nei centri commerciali è all’insegna del consolidamento, con una crescita modesta ma costante (+0,6% il dato 2025 sul 2024). C’è ancora una forte concentrazione nel weekend, che nella media del settore mostra circa 11mila ingressi al giorno sabato e domenica, contro 7mila nei giorni lavorativi. Si conferma inoltre il ruolo chiave dell’intrattenimento come fattore di attrattività: i centri che offrono esperienze di questo tipo registrano livelli superiori sia di affluenza sia di incidenza della ristorazione. “La ristorazione si conferma un driver fondamentale di attrattività per i centri. Ed è proprio la sua crescente rilevanza a rendere necessario adottare uno sviluppo più organizzato e strategico” ha ragionato Roberto Zoia. “Non basta aumentarne la quantità, occorre un contesto fatto di uffici, famiglie oppure è necessario che il centro, non importa quale sia la dimensione, sia il punto di riferimento di un certo territorio. La scelta di una corretta offerta di intrattenimento può supportare l’incidenza del comparto in un’ottica di centro commerciale come luogo di esperienza oltre che di acquisto. Il cinema multisala è il primo esempio che viene in mente, ma in realtà ne esistono di tanti tipi, che possono prescindere dai tenant, ma essere organizzati dal centro stesso”.

CHE FUTURO CI ASPETTA

Le prospettive per i prossimi due anni (20262027) secondo gli operatori (Landlord e Tenant) indicano un sentiment positivo, con una crescita del foodservice che continuerà a essere costante ma contenuta, trainata in particolare dai format Fast Food/QSR (crescita moderata fino al 5%). I Self Service sono invece tornati su una traiettoria di crescita, seppur ridotta (fino al +3%), rispetto al sentiment del 2023, quando erano considerati un’offerta in calo all’interno dei centri commerciali. “In un contesto di incertezza economica, lo sviluppo economico dipenderà anche dalla capacità degli operatori di fidelizzare ed espandere la propria clientela e di ottimizzare la loro catena del valore anche sfruttando le nuove tecnologie” ha detto Tommaso Nastasi, Strategy & Value Creation Leader di Deloitte Italia. “Nel complesso” ha concluso Corrado Cagnola, “le prospettive per il foodservice negli shopping center

sono buone. In questo canale sperimentiamo vari tipi di offerta, aiutando così gli operatori a lavorare oltre gli orari canonici di pranzo e cena. Inoltre, va detto che la piazza virtuale del centro commerciale porta con sé dei vantaggi intrinsechi: ha facilità di accesso, sicurezza, un clima costante e gradevole in ogni stagione. Per questo, il vantaggio è reciproco. La natura dei centri commerciali favorisce l’afflusso di persone nei nostri ristoranti, mentre la nostra offerta diversificata diventa un generatore di accessi, a beneficio degli esercizi di tutto il centro”.

Dopo il picco del 2023, la crescita di fatturato dei Centri Commerciali si sta stabilizzando, mostrando un consolidamento delle performance successive alla crescita post-covid; la ristorazione si conferma una categoria resiliente

Roberto Zoia, presidente Cncc
Tommaso Nastasi, Deloitte

Dal trancio alla napoletana, cinque storie di pizza

Dal QSR al gourmet campano passando per FSR e impasti inediti, il mercato delle catene della pizza mostra vitalità ed è in trasformazione. Un settore in fermento, tra scalabilità, identità, format vecchi (che si reinventano) e nuovi (che puntano sui trend emergenti)

C’è un filo rosso — come il pomodoro

San Marzano quando è maturo — che attraversa la ristorazione italiana da nord a sud, dai caselli autostradali agli angoli più ricercati dei quartieri di città e paesi: la pizza. Più di qualsiasi altro prodotto della tradizione italiana, possiede una capacità di adattamento straordinaria: si presta al QSR

come al gourmet, al travel retail come all’enoteca con cucina, alla catena con 200 punti vendita come alla singola pizzeria d’autore. Ed è, naturalmente, anche uno dei protagonisti della ristorazione di catena, sia in Italia sia a livello mondiale. Abbiamo incontrato i manager di cinque operatori emblematici: Spizzico, brand storico dell’ex Autogrill oggi Avolta (nel

canale travel retail); Pizzium e Crocca, due facce della stessa medaglia imprenditoriale nel segmento FSR urbano; Pizzikotto, format pizza del portfolio del colosso Cigierre; Glory Pop, piccola catena indipendente di nuova generazione; e il pizzaiolo campano Sasà Martucci, pronto a fare di Milano il trampolino verso i mercati internazionali.

SPIZZICO:

QUANDO IL CLASSICO SI REINVENTA (IN PALA)

Spizzico — nato nel 1989 e a lungo cuore del portfolio Autogrill — è il simbolo del legame tra pizza e mobilità. Oggi, sotto la guida di Avolta, il brand rinasce con un format nuovo, contemporaneo, capace di parlare a un pubblico che viaggia con aspettative più alte e un palato più educato. Il 2026 segna per Spizzico una stagione di rinascita accelerata: dopo il lancio a gennaio sulla rete autostradale — location La Macchia Ovest sull’A1 — e l’apertura a marzo nell’area imbarchi dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, il brand ha inaugurato nello snodo ferroviario di Verona Porta Nuova. Il cuore dell’offerta è la pizza in pala con farina di Tipo 1 macinata a pietra 100% italiana; debutta la prima linea di birre private label "My World, My Beer". La nuova identità visiva recupera l’arancione storico e il payoff "Solo Pizza Very Good": tributo consapevole alle origini pop del brand, reinterpretato con la sensibilità estetica del presente. A guidare questa trasformazione è Massimiliano Santoro, CEO Italia di Avolta. “L’apertura a Verona Porta Nuova conferma il nostro impegno nel rinnovare brand storici rendendoli globali e contemporanei”, dichiara, “stiamo portando Spizzico nei principali hub del Paese, dimostrando che anche in un contesto di viaggio la velocità può e deve fare rima con qualità”. Un obiettivo perseguito con la consapevolezza che il viaggiatore moderno non è disposto a compromessi: "Il nostro cliente si aspetta di trovare in stazione o in aeroporto la stessa cura che troverebbe in una pizzeria di quartiere. Spizzico è la risposta, con la velocità che il contesto richiede e la qualità che il mercato oggi pretende".

PIZZIUM E CROCCA:

DUE ANIME, UNA STRATEGIA (IN CONDUZIONE DIRETTA)

Se c’è un operatore che ha saputo leggere meglio di altri l’evoluzione del gusto italiano è Stefano Saturnino, co-fondatore e CEO del Gruppo PIZZIUM. Con 55 location Pizzium e 10 Crocca — tutte gestite in diretta, senza franchising — il gruppo presidia il mercato FSR. Pizzium nasce dalla volontà di rivisitare la pizza napoletana valorizzando le eccellenze regionali italiane attraverso una filiera costruita su rapporti di fiducia: "Con la maggior parte dei nostri fornitori strategici abbiamo costruito una relazione basata sulla sostenibilità reciproca, incentrata sulla continua ricerca del miglior prodotto", spiega Saturnino, "penso alla farina, frutto di anni di test, o all’olio evo, essenziale per bilanciare ed esaltare tutti i nostri ingredienti". Crocca è l’altro polo: pizza bassa e croccante — stile romano reinterpretato in chiave contemporanea — in locali che evocano

la "Vecchia Milano" degli anni ’60 e ’70. Il mercato risponde: lo scontrino medio di Crocca (20,55 euro) supera quello di Pizzium (19,94 euro), segno che la pizza croccante porta con sé una percezione di valore aggiunto. Per entrambi i brand il 2025 ha segnato un’importante evoluzione degli impasti: "In occasione del lancio dei nuovi menu abbiamo introdotto un miglioramento nel mix di farine, arricchendolo con grani antichi come farro, khorasan, segale e crusca", racconta Saturnino, "aumentando l’apporto di fibre e riducendo sale e glutine, per un prodotto molto sano, digeribile e soprattutto buonissimo". Sul fronte tecnologico il gruppo gioca da protagonista: "Riteniamo che lo sviluppo tecnologico e l’intelligenza artificiale rappresentino strumenti chiave per valorizzare entrambi questi pilastri" dice ancora Saturnino. In cantiere c’è un sistema di monitoraggio integrato della filiera e "un sistema AI di verifica immediata della qualità del prodotto all’uscita dal forno". Il piano 2026 prevede almeno cinque nuove aperture: "La nostra sfida è garantire un prodotto di altissima qualità in un ambiente capace di offrire un’esperienza trasversale, differenziandoci totalmente dalla GDO e da qualsiasi altro competitor", conclude Saturnino.

PIZZIKOTTO:

LA PIZZA NEL PORTFOLIO DI UN COLOSSO

Nel panorama della ristorazione organizzata italiana, pochi nomi evocano la solidità sistemica di Cigierre, che gestisce brand tematici come Old Wild West, Wiener Haus, America Graffiti, Shi’s, Smashie. Nel format Pizzikotto il gruppo esprime la sua proposta pizza: trentacinque location in rete, scontrino medio di 18,50 euro, quattro aperture previste nel 2026 e un piano triennale che vale oltre sessanta milioni di euro. A spiegare la filosofia è Stefano Taboga, Chief Sales & Marketing Officer di Cigierre: "La nostra identità nasce da una scelta precisa: mantenere un approccio autenticamente artigianale pur operando in un contesto di produzione su larga scala", spiega, "disponiamo di un laboratorio interno specializzato dove produciamo le basi per le pizze e i nostri dolci, con una cura ai dettagli che non siamo disposti a sacrificare per alcun motivo". Sul rapporto con i fornitori: "Dal 2020 in poi abbiamo imparato a competere in un mercato strutturalmente volatile, dove la permacrisi è diventata la nuova normalità", riflette Taboga, "non cerchiamo il fornitore più conveniente del momento, bensì il partner più affidabile nel lungo periodo. La fiducia reciproca è la nostra principale tutela contro la volatilità". La sostenibilità non è retorica ma bilancio annuale con target ESG concreti; l’app proprietaria ha registrato un incremento degli ordini digitali superiore al 120% in un solo anno; e con l’AI Marketing Lab il gruppo applica l’intelligenza artificiale all’analisi dei trend e alla creazione di contenuti personalizzati. "Manteniamo un confine netto: la tecnologia non deve mai compromettere l’autenticità dell’esperienza e del rapporto umano, che rappresentano il cuore del format", precisa Taboga. La prospettiva per il 2026 è quella di chi sa dove vuole an-

dare: "Il presidio del rapporto qualità-prezzo è per Pizzikotto una promessa concreta ai clienti, la fidelizzazione il nostro secondo asset e la crescita tramite nuove aperture il terzo pilastro strategico". Come una pizza ben riuscita: solida alla base, con i condimenti giusti sopra.

GLORY POP:

LA PIZZERIA CON LA

MUSICA NEL SANGUE

A volte le rivoluzioni arrivano da tre ragazzi tra i 27 e i 34 anni con la voglia di spaccare il mondo. È questa la storia di Glory Pop, pizzeria milanese che in meno di tre anni è passata da una singola apertura a tre locali attivi nel capoluogo lombardo. I fondatori sono Salvatore Venuto (1992), Gianmarco Michieletto (1994) e Samuele Cantisani (1997): un calabrese, un veneto e un lucano che si sono incontrati nell’universo milanese del food & beverage. Il nome è già un manifesto: “Glory” omaggia la canzone Gloria di Umberto Tozzi; “POP”, acronimo di “Place of Pizza”, è l’essenza di un’epoca irripetibile. Jukebox originali, vinili, luci al neon e colori sovraesposti creano un viaggio negli anni ’80 e ’90 che è tanto atmosfera quanto dichiarazione d’intenti. Al cuore del progetto due impasti tecnici: la “180 grammi di croccantezza”, ispirata alla tradizione romana, e la “Pop”, 250 grammi di napoletanità con cornicione pronunciato. Cuociono in forno elettrico a doppia camera a temperature distinte: 380-390 gradi per la Croccante, 480-490 per la Pop. Se all’inizio la Pop dominava con il 60% delle preferenze, oggi il rapporto si è ribaltato: la Croccante conquista il 65% degli ordini, confermando che la pizza croccante è un trend consolidato. “Restituire alla pizza la sua essenza autentica attraverso materie prime d’eccellenza e impasti studiati nei minimi dettagli”, sintetizzano Michieletto e Cantisani, “ogni sei mesi il menu si reinventa seguendo la stagionalità degli ingredienti, garantendo un prodotto sempre fresco che si traduce anche in un risparmio sul food cost”. Dietro la superficie vintage si cela una macchina tecnologica sorprendente: “Abbiamo sviluppato un software innovativo che monitora costantemente il food cost, riduce gli sprechi e garantisce un utilizzo ottimale delle materie

prime”, spiegano i due giovani imprenditori, “è anche grazie a questa visione orientata all’innovazione che Glory Pop è riconosciuta come una startup innovativa”. E l’impasto in eccesso? Non si butta mai: diventa pane fresco, regalato il giorno successivo ai clienti o ai passanti. Un gesto semplice che vale più di qualsiasi campagna di marketing.

SASÀ MARTUCCI:

C’è una storia che comincia con una candela — non per romanticismo, ma perché i soldi per pagare la bolletta scarseggiavano — e finisce, per ora, con un locale elegante a Milano, una carta dei vini da oltre cento etichette e una partnership con uno dei calciatori più noti del panorama internazionale. È la storia di Sasà Martucci, classe 1983. La sua Pizzeria I Masanielli a Caserta è un manifesto culturale: 700 coperti al giorno nei feriali, fino a 1.000 il sabato. Dal 2022, I Masanielli è certificata Carbon Neutral, con la pizza Mangiafoglia Rainbow che ha contribuito alla piantumazione di oltre tremila alberi nel mondo. "Guardo l’impastatrice che gira e mi fermo a osservarla", confessa Martucci, quasi rapito al pensiero, "come se vedessi panna che monta a poco a poco. È un lavoro che negli anni ho perfezionato fino all’osso". Il suo impasto — alta idratazione (82-83%), lunga lievitazione, blend di farine dove "una ti dà la friabilità, una la scioglievolezza, una la fragranza" — dà una pizza leggera, digeribile, capace di reggere condimenti complessi. Come un compositore che descrive una sinfonia: ogni elemento ha un ruolo preciso. La sfida milanese nasce da una consapevolezza: "Caserta è consolidata, e questo mi permette di fare questo nuovo step", spiega Martucci. Il locale, circa 90 coperti, maioliche verdi e bianche al bancone, ebano per arredi e boiserie, è un format a sé, con il suo nome come insegna e come promessa. A fianco di Martucci ci sono Andrea e Guido D’Agostino, imprenditori con lunga storia nella ristorazione e nello sport, tramite cui è nata anche la partnership con Marcelo Brzóvić, calciatore dell’Al Nassr ed ex capitano

dell’Inter: un incrocio di mondi che in Italia suona quasi come destino. "Facciamo scouting per sviluppare chi ha un potenziale enorme", spiega Martucci. Guido D’Agostino aggiunge: "Abbiamo scelto Sasà perché la sua pizza racconta un’Italia autentica che il mondo vuole scoprire. Milano è la porta d’ingresso verso il mondo". E il figlio Andrea D’Agostino conferma: "Il nostro obiettivo è portare il marchio Sasà Martucci nei mercati internazionali più esigenti — Svizzera, Arabia Saudita, Stati Uniti — entro tre anni, con la stessa cura e identità che hanno fatto grande I Masanielli".

(estratto da Ristorando, Edifis, Maggio 2026)

Retail, digitale e… second hand: la nuova geografia dei consumi

Il retail è sempre centrale, ma l’interesse degli italiani si sposta su servizi ed esperienze immateriali. I retailer devono investire in innovazione ed essere rapidi per adattarsi ai cambiamenti

A cura di Francesco Terra, Urban Destinations, Consumer Intelligence Lead EMEA, CBRE Investment Management e di Stefano Barbieri, Direttore scientifico di UrbiStat

Pur fra le incertezze, i consumi delle famiglie in Italia continuano a salire. In particolare, secondo l’Istat, la spesa per consumi finali delle famiglie residenti ha registrato nel 2025 una variazione positiva, con un aumento reale dell’1% rispetto al 2024 e una crescita nominale del 2,4%. In questo contesto di crescita, seppur moderata, l’istituto di statistica evidenzia come la quota destinata agli acquisti retail (escludendo auto, servizi, hotel e ristorazione) si sia ridotta dal 58,7% del 2019, prima della pandemia, al 56,2% del 2025. Tale diminuzione è imputabile a diversi fattori: l’aumento dei costi per servizi e utilities, la progressiva saturazione del mercato dei beni durevoli e l’invecchiamento della popolazione, che genera nuovi bisogni legati alla salute e all’assistenza.

MENO OGGETTI, PIÙ ACQUISTI “IMMATERIALI”

Parallelamente, si osserva un cambiamento nelle abitudini di acquisto, determinato dalla crescente spesa destinata ai consumi immateriali, come abbonamenti a servizi cloud, gaming, piattaforme televisive e altri servizi digitali. Un ulteriore elemento di trasformazione è rappresentato dalla crescita della cosiddetta Second Hand Economy. Sempre più italiani acquistano beni di seconda mano, spesso rigenerati e rivenduti tra consumatori (C2C). Si tratta di acquisti che non vengono contabilizzati nella spesa retail tradizionale B2C. Oltre ad avere un peso inferiore nel budget delle famiglie, gli acquisti retail non mostrano una crescita reale dal 2021, anno del rimbalzo post-Covid caratterizzato dal fenomeno del revenge shopping dopo i mesi di lockdown. Da allora, la crescita è stata prevalentemente nominale: oggi gli italiani spendono di più, ma acquistano meno beni.

CENTRI COMMERCIALI, L'ANDAMENTO È PIATTO

In un contesto di consumi retail stagnanti, i principali canali di vendita restano quelli fisici e quelli online. I centri commerciali rappresentano il canale più strutturato del retail fisico. L’Osservatorio del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), con il supporto di EY, monitora l’andamento dei fatturati di oltre 300 strutture e più di 10.000 operatori del settore. Secondo le stime dell’Osservatorio, nel 2025 i centri commerciali hanno generato un giro d’affari pari a 76,1 miliardi di euro, corrispondente a una quota di mercato del 10,6% sul totale retail. Negli ultimi anni, il fatturato nominale dei centri commerciali ha registrato un forte calo nel 2020 (-25%) a causa delle chiusure imposte dalla pandemia, seguito da un significativo rimbalzo nel 2021 (+21%) grazie alle riaperture. Tuttavia, negli ultimi tre anni il settore ha mostrato un andamento sostanzialmente stabile, con una crescita nominale molto contenuta o quasi nulla, come nel 2025. Questo dato evidenzia una certa debolezza del comparto, soprattutto considerando l’inflazione e la progressiva perdita di quota sia sui consumi totali sia sul retail complessivo. L’andamento delle vendite online tra operatori e consumatori finali è monitorato dall’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano. Le stime dell’Osservatorio derivano dal coinvolgimento diretto dei primi 350 operatori di eCommerce B2C in Italia, che rappresentano oltre il 95% del mercato. Secondo i dati disponibili, nel 2025 le vendite online hanno raggiunto un volume pari a 62 miliardi di euro, con una crescita nominale del 5,1% e una quota di mercato retail dell’8,7%. La crescita

dell’e-commerce è stata particolarmente intensa nel 2020 (+55%), quando il livello di adozione ha raggiunto il massimo storico, con circa 5 milioni di nuovi utenti in un solo anno. Negli anni successivi, tuttavia, il ritmo di crescita si è progressivamente ridotto, evidenziando una fase di stabilizzazione. Nonostante ciò, il canale online continua a guadagnare gradualmente quote di mercato sul totale retail, anche in presenza di consumi complessivamente stagnanti.

INTEGRAZIONE FISICO-DIGITALE

L’evoluzione dei comportamenti d’acquisto degli italiani conferma inoltre una crescente integrazione tra canale fisico e digitale. Secondo l’analisi “Mastercard eCommerce Insights: trend e abitudini di acquisto online degli italiani”, le vendite online rappresentano ormai una componente strutturale dei consumi. Nel 2025, i volumi di spesa online sono cresciuti soprattutto grazie all’aumento della frequenza d’acquisto e all’ampliamento della base utenti. I dati Mastercard, presentati in occasione del Netcomm Forum 2026, mostrano che i consumatori effettuano mediamente 33 transazioni online all’anno e utilizzano in modo complementare negozi fisici e piattaforme digitali. Le categorie più rilevanti risultano essere i marketplace generalisti, i viaggi e l’abbigliamento, mentre mostrano forti crescite anche l’elettronica di consumo, il food delivery e il comparto alimentare. Guardando ai prossimi anni, la crescita dei consumi non sarà probabilmente trainata dall’aumento dei volumi acquistati, ma dalla capacità degli operatori di intercettare nuovi bisogni, offrire esperienze d’acquisto integrate e valorizzare servizi ad alto contenuto relazionale e tecnologico. I retailer capaci di adattarsi

rapidamente ai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori, investendo in innovazione, sostenibilità ed efficienza operativa, saranno quelli meglio posizionati per competere in un mercato sempre più maturo, selettivo e dinamico.

ECOMMERCE

GLI ACQUISTI ON LINE A FINE 2026

TOCCHERANNO 66,6 MILIARDI DI EURO (+6%) CON 35 MILIONI DI CONSUMATORI DIGITALI

RETAIL

GLI ACQUISTI RETAIL, SUL TOTALE DEI CONSUMI, HANNO PERSO DUE PUNTI E MEZZO DAL PRE COVID A OGGI

IL SECOND HAND VIAGGIA SOPRATTUTTO ON LINE

Tra i driver emergenti che stanno influenzando la crescita delle vendite online vi è la Second Hand Economy, basata sulla compravendita dell’usato attraverso modelli di resale (rivendita da operatore a consumatore), re-commerce (rivendita anche tra operatori) e peer-to-peer marketplace (scambio tra consumatori). Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy (BVA Doxa per conto di Subito) il settore genera un valore complessivo pari a 29 miliardi di euro, con una quota di mercato del 4,1% sul totale retail. La maggior parte di queste vendite è generata online e infatti questo canale è cresciuto a ritmi superiori al 10% negli ultimi due anni. Abbigliamento e accessori, libri e arredamento i prodotti preferiti. Il canale offline riguarda prevalentemente le auto usate, ma è cresciuto a ritmi inferiori. Il 63% degli italiani ha acquistato o venduto prodotti usati almeno una volta, principalmente per il risparmio economico, la riduzione degli sprechi e l’attenzione alla sostenibilità.

Fondi: occhi puntati sulle catene

Scalabilità e replicabilità del modello. Ecco gli elementi che rendono il foodservice interessante per la finanza. Il punto della situazione, con un’intervista doppia a Cigierre e QuattroR

di Adriano Lovera

Negli ultimi anni le catene di ristorazione sono diventate un obiettivo sempre più frequente per fondi di private equity e altri tipi di investitori istituzionali in Europa. Secondo il Foodsevice Market Monitor di Deloitte, dal post pandemia l’Europa ha catalizzato il 43% degli investimenti mondiali rivolti verso questo settore. E l’Italia è andata in scia al trend.

L’interesse della finanza per le catene di ristorazione ha poco a che fare con il cibo, ma risiede soprattutto nella natura industriale di questi modelli di business. Una catena ben strutturata, infatti, funziona come una macchina replicabile: stessi processi, stessi fornitori, stessa esperienza per il cliente. Questo consente di espandersi rapidamente mantenendo un controllo relativa-

mente elevato sui costi e sulla qualità. Uno degli elementi più attrattivi è la prevedibilità dei flussi di cassa. Format come La Piadineria o Alice Pizza, per citare due esempi strategici del mercato italiano, si basano su menu semplici, alta rotazione e costi operativi contenuti. Questo li rende ideali per strategie finanziarie basate sulla leva: i fondi possono utilizzare debito per

finanziare l’espansione, contando su entrate stabili per il rimborso. In parallelo, la standardizzazione permette di migliorare i margini attraverso economie di scala e ottimizzazione della supply chain.

Un altro fattore chiave è la scalabilità. Alcune catene attraggono capitali perché i fondi intravedono la possibilità di accelerare l’espansione – spesso anche a livello internazionale – per poi realizzare una exit in tempi relativamente brevi.

In Italia si possono citare diversi esempi. La Piadineria, già posseduta da Permira, oggi vede come azionista di maggioranza CVC Capital. Idea Taste of Italy, un fondo della galassia DeA Capital, controlla Alice Pizza dal 2019 ed è prossima finalmente a realizzare la exit. Alto Partners ha in portafoglio la maggioranza di Fragesa, ossia la catena di pizzerie Fra Diavolo. Ma la natura delle operazioni e l’identità dei soggetti coinvolti è varia, al di là della definizione specifica di private equity. Una catena molto votata all’espansione internazionale, come Poke House, ha catturato l’attenzione di Red Circle Investments (Renzo Rosso). Mega Holding, tramite Investfood, controlla un polo importante del segmento poke sushi con Macha e Nima. Mentre tra le operazioni più recenti si può anche citare l’ingresso di un veicolo societario della famiglia Ruffini (Moncler) con il 40% della catena fine dining Da Vittorio

ALCUNI MEGA DEAL INTERNAZIONALI

TriArtisan Capital, Treville Capital Yadav Enterprises Denny’s

QUATTROR E

L’INVESTIMENTO

IN CIGIERRE: INTERVISTA DOPPIA

Tra le operazioni recenti che riguardano il rapporto tra la finanza e il foodservice italiano, c’è quella annunciata a marzo 2025 che ha portato all’ingresso di QuattroR nel capitale di Cigierre, polo della ristorazione tra i più solidi e longevi del panorama italiano, che ha in portafoglio i marchi Old Wild West, Pizzikotto, Wiener Haus, Smashie, America Graffiti, Shi's. Accanto a BC Partners, azionista di maggioranza sin dal 2016, il private equity italiano QuattroR è entrato con una quota di minoranza, tramite il fondo Mid Cap, specializzato in Pmi italiano. Un'operazione conclusa attraverso la sottoscrizione di un importante aumento di capitale (con un co-investimento di Anthilia Capital Partners Sg). Sul finire dell’anno scorso, Cigierre ha poi annunciato un piano di sviluppo triennale da oltre  60 milioni di euro di investimenti per l’apertura di nuovi ristoranti e il restyling di alcuni dei locali già esistenti. In questa intervista doppia, abbiamo analizzato alcuni aspetti dell’operazione con Marco Pontiggia, partner di QuattroR, accanto ad altri elementi che riguardano lo sviluppo e la gestione, con la direttrice generale di Cigierre, Stefania Criveller

Perché oggi il foodservice italiano interessa la finanza?

Quest’interesse non è una novità recente o legata alla crescita post Covid, ma si può far risalire almeno a due decenni fa. Piuttosto, direi che oggi si riscontra un interesse rinnovato. Da un lato, perché le catene in Italia presentano ancora un tasso di penetrazione limitato, dunque esprimono un potenziale di crescita importante. Dall’altro, perché altre classi di investimento hanno perso un po’ di smalto, se pensiamo per esempio al software tradizionale, ormai superato dall’AI, o alla manifattura, che sconta sempre un forte problema di costi, per esempio quelli energetici.

Con quale ottica QuattroR ha intrapreso l’investimento in Cigierre?

Noi siamo un private equity, dunque è naturale che ci poniamo come soggetto temporaneo, con una filosofia di medio termine finalizzata a una futura uscita. In Cigierre abbiamo intravisto una piattaforma di eccellenza unica in Italia e con il nostro intervento, mediante aumento di capitale, mettiamo a disposizione risorse fresche per la crescita. Diciamo che Cigierre, dopo aver resistito bene a pandemia e post Covid, aveva bisogno di un po’ di benzina nel motore per tornare a correre.

Quali sono gli elementi principali che un fondo analizza prima di decidere un investimento del genere?

Gli aspetti principali riguardano l’organizzazione interna, la qualità delle operations già collaudate e la capacità del management esistente. Da questo punto di vista, ci sono altre società che

avevamo valutato, oltre a Cigierre, che poi abbiamo scartato perché l’organizzazione non era adatta. Poi si fa riferimento a metriche rodate, che riguardano il ritorno economico sull’investimento.

Qualche volta si dice che ai fondi non interessi il risultato: l’azienda può chiudere sempre “in rosso”, l’importante è far crescere la rete, i ricavi, e poi uscire. È davvero così?

Nel nostro caso, direi proprio di no. Non ci interessa fatturare, ma guardiamo ai margini. Anzi, poniamo attenzione addirittura all’Ebit, più che al solo Ebitda.

Marco Pontiggia, partner di QuattroR

UNO SGUARDO ALL'EUROPA

Negli ultimi anni, i fondi di private equity hanno guardato a più riprese al settore del foodservice in Europa, generando un importante effetto consolidamento. Operazioni inserite in un contesto di selettività degli investimenti, dove il capitale disponibile resta elevato ma viene indirizzato verso asset considerati resilienti e scalabili. In generale, il private equity non si limita più a operazioni opportunistiche, ma costruisce vere e proprie “restaurant platforms”, aggregando brand e ottimizzando supply chain e governance. Tra le tante operazioni che si possono citare, c’è quella partita nel 2023, con cui Apollo Global Management ha acquisito, e portato al delisting, The Restaurant Group, proprietario del brand Wagamama, in un’operazione del valore complessivo di 506 milioni di sterline. Il lavoro di Apollo è proseguito a tappe, con una riorganizzazione del gruppo e rifinanziamento del debito. Il Regno Unito è stato teatro di altre operazioni, anche se di scala minore. McWin Capital Partners e Tristan hanno comprato la maggioranza di Flat Iron a fine 2025, una catena di oltre venti steak house inglesi. In precedenza, sempre McWin aveva investito nella catena di origine danese Stick’n Sushi, contribuendo alla sua crescita, che l’ha portata ad avere una quindicina di ristoranti nel Regno Unito, dodici in Danimarca e tre in Germania. TDR Capital, nel 2023, ha iniziato a investire in Popeyes UK, per poi acquisirne la maggioranza l’anno successivo e imprimere una grande accelerazione alla crescita.

Come si è chiuso il 2025 e come sta andando il 2026

Il 2025 è stato un anno davvero positivo, siamo cresciuti anche nel like for like, grazie a un ritorno di interesse dei consumatori verso il casual dining. L’anno scorso abbiamo generato oltre 70 milioni di Ebitda, un risultato che ci pone un anno avanti rispetto al piano industriale che stiamo seguendo.

Rispetto al 2026, il primo trimestre è stato positivo, dopo si è notato un leggero rallentamento. I consumatori sono influenzabili e nei momenti di incertezza riducono un po’ le spese, ma è anche vero che, nel corso degli anni, il fuori casa ha sempre mostrato resilienza. Le persone hanno bisogno di uscire e non smettono di farlo. Se guardiamo allo specifico dei nostri marchi, Old Wild West performa bene, così come Pizzikotto e Wiener Haus, e poi stiamo sviluppando Smashie, il tassello quick service che ci mancava, che ha una pipeline molto interessante di fronte. Con Smashie siamo partiti senza annunci roboanti, facendo le cose con giudizio. Ora abbiamo visto che il format funziona e siamo decisi ad accelerare.

Che cosa significa, per un manager, lavorare con un soggetto finanziario nella proprietà, rispetto per esempio a una compagine famigliare?

Un fondo, per sua natura, porta con sé richieste di performance e di risultati in un tempo minore, rispetto a proprietà che possono permettersi un orizzonte più lungo. È anche vero, però, che il soggetto finanziario introduce in azienda un know how fatto di disciplina, capacità di

analisi e reperimento di risorse, che la proprietà tipicamente famigliare difficilmente può avere. Direi quindi che la relazione non vada vista in negativo, identificando il fondo come colui che mette pressione. Ma al contrario, in positivo con l’instaurazione di un confronto e una collaborazione virtuosi per entrambe le parti.

Parlando di novità, che cosa ci riserverà il resto del 2026 in casa Cigierre?

Senz’altro stiamo lavorando su altre proposte, rispetto a quelle in portafoglio. Non escludo che qualche novità possa essere lanciata già nel corso del 2026. E parliamo sia di nuovi brand, sia eventualmente dell’acquisizione di marchi già presenti sul mercato. il piano concordato con la proprietà prevede anche la crescita per linee esterne.

Stefania Criveller, Corporate general manager di Cigierre

New Travel Markets

a cura di Luca Esposito

Ci si aspetta che il mercato retail in Arabia Saudita raggiunga i 400 milioni di dollari entro il 2030, con un CAGR del 6,8% rispetto al 2025. Tale crescita robusta è guidata da diversi fattori chiave: economici, tecnologici ed infrastrutturali, demografici, urbanistici e sociali. Nonostante ciò, si ritiene che il potenziale di crescita possa essere ancora maggiore in quanto i livelli di consumo, con la sola eccezione della spesa per il F&B, rimangono inferiori rispetto alle medie che si registrano in Europa o negli Emirati Arabi Uniti. Al fine di comprendere i drivers di tale potenziale, prendiamo come riferimento la recente ricerca di McKinsey & Company “Meet the new Saudi consumer” che sintetizza nei seguenti punti le trasformazioni in atto nel paese nel profilo e nel comportamento dei consumatori:

• Crescita del numero dei consumatori: nel 2035 dovrebbero superare i 100 milioni (rispetto ai 60 del 2023) con una forte crescita della popolazione residente e del turismo (i turisti internazionali sono già stati 30 milioni nel 2025);

• Popolazione molto giovane: i nati dopo il 1980 nel 2035 rappresenteranno l’83% dei consumatori (Fig.1), controllando il 77% del reddito;

• La partecipazione delle donne al lavoro raddoppierà entro il 2035, raggiungendo il 37% della forza lavoro;

• Espansione della classe media: il 75% della popolazione apparterrà alla classe media con conseguente crescita del reddito disponibile per i consumi;

• Urbanizzazione: progressiva concentrazione della popolazione nelle aree urbane di Riyadh o Makkah;

• Nuove esperienze di consumo: con lo sviluppo dell’economia i sauditi spendono sempre di più per intrattenimento, sport, eventi culturali e pongono maggiore attenzione verso la sostenibilità e la salute;

• Sviluppo dei canali digitali e dell’e-commerce: si stima che quest’ultimo raggiunga i 60 miliardi di dollari nel 2035 (contro i circa i 20 miliardi del 2025), favorendo anche approcci omnicanale.

• Da ultimo bisogna sottolineare come le tendenze sopra citate siano costantemente supportate e rafforzate dal piano strategico nazionale “Visione 2030” lanciato dal governo nel 2016 che prevede forti investimenti, volti a ridurre la dipendenza del petrolio, nella diversificazione economica, nello sviluppo del turismo (come con l’evento internazionale della Riyadh Season o la promozione dei siti storici e religiosi per i pellegrinaggi Hajj e Umrah), nella modernizzazione della società (partecipazione delle donne, digitalizzazione, promozione dello sport) e nella sostenibilità ambientale.

Volendo sintetizzare le grandi opportunità che questo mercato offrirà nei prossimi anni, le indicazioni che emergono sono di focalizzarsi sui bisogni della classe media con la maggiore partecipazione delle donne, sulla crescita dei giovani e sulla maggiore consapevolezza dei consumatori. Quindi, privilegiare la definizione di un posizionamento con fasce prezzo accessibili e offerte di prodotti comodi e veloci, come i pasti pronti e servizi rapidi, sviluppare i canali digitali, porre l’attenzione ai materiali sostenibili e a prodotti salutari e considerare le nuove categorie di prodotti e servizi (intrattenimento, turismo, salute).

Fig. 1: Consumatori locali in Arabia Saudita per generazioni (milioni e %, popolazione > 15 anni).
Source: McKinsey & Company, 2025

Blackstone prepara Ipo miliardaria per Jersey Mike’s Subs

Prosegue l’espansione internazionale di Amorino, che ora sta portando con decisione l’arte del gelato all’italiana anche negli Stati Uniti. Di recente, il brand francese fondato da Cristiano Sereni e Paolo Benassi, ha toccato un traguardo simbolico, con l’apertura del punto vendita numero 30 in una zona tutt’altro che al top, fra le destinazioni turistiche: l’Arkansas (al Pinnacle Hills). Poco prima, c’era stata l’apertura in Florida, all’EDGE District di St. Petersburg. Lo sviluppo di Amorino nel mondo avviene per oltre l’80% in franchising e in Europa sta puntando con decisione anche sul Regno Unito. Qui Amorino Amorino ha consolidato la sua posizione come leader del gelato premium nel Regno Unito, puntando a superare i 50 punti vendita, espandendosi ben oltre i confini di Londra in città come Leeds e Manchester.

Jersey Mike’s ha presentato una richiesta riservata per la quotazione in Borsa a Wall Street. L’annuncio arriva più di un anno dopo che Blackstone ha acquisito una quota di maggioranza nella catena di sandwich, in un’operazione che ha valutato Jersey Mike’s circa 8 miliardi di dollari. Poco dopo l’ingresso di Blackstone, era stata nominato come nuovo Ceo Charlie Morrison, in arrivo da Wingstop, che infatti era stata accompagnata in Borsa. Con oltre 3.000 punti vendita in tutti gli Stati Uniti, Jersey Mike’s è la seconda catena di panini hoagie più grande degli Stati Uniti, dopo Subway (il nome si riferisce al tipo di pane, quello allungato, all’italiana). Jersey Mike’s ha registrato un fatturato di 309,8 milioni di dollari nel 2025, in aumento del 10,6% rispetto all’anno precedente.

In Arabia passa di mano il franchisee di Five Guys

Alamar Foods Company ha firmato un accordo per l’acquisizione del 100% di AlShaghaf Arabia LLC, nota anche come Cravia Arabia Company, l'affiliata di Five Guys in Arabia Saudita. L'operazione ha un valore che può raggiungere gli 85 milioni di riyal sauditi (SAR), pari a circa 20 milioni di euro, subordinati a rettifiche post-chiusura e a condizioni basate sulle performance. Cravia Arabia detiene i diritti esclusivi di franchising per il marchio nel Regno e gestisce 13 ristoranti distribuiti tra Riad, Gedda, Dammam e Khobar. “Entrando nel segmento dei burger premium con un marchio riconosciuto a livello mondiale, stiamo ampliando la nostra piattaforma multi-brand e sbloccando un potenziale a lungo termine molto interessante” ha commentato Filippo Sgattoni, Ceo italiano di Alamar Foods.

News ESG

Investfood ha inserito nei menù di tutti i ristoranti del gruppo l’acqua in bottiglia WAMI, sigla che sta per “water in a massion”. Si tratta dell’acqua prodotta e imbottigliata dall’omonima B-Corp milanese, che per ogni pezzo venuto destina parte del ricavato al finanziamento di progetti legati all’accesso all’acqua (come la costruzione di acquedotti) in tutto il mondo. La collaborazione, che già era attiva nei ristoranti Macha, ora è stata estesa a tutti i 100 punti vendita dei brand di Investfood, tra cui Pokéria by NIMA e NIMA Sushi. “In questo modo, portiamo nei nostri brand un prodotto che non si limita ad accompagnare il pasto, ma aggiunge significato alla scelta del cliente” ha spiegato Gianmaria Brusini, CEO di Investfood.

L’acqua “benefica” Wami in tutti i ristoranti di Investfood

I tessuti riciclati di Nonno a Merlata Bloom

Allo shopping center milanese Merlata Bloom è comparso un temporary di tipo vending a marchio NONNO. Si tratta di un originale progetto milanese, promosso da Opos, che ha come finalità rendere accessibile ad un pubblico ampio una serie di articoli d’abbigliamento prodotti direttamente dalla materia prima al capo finito, alcuni dei quali confezionati da materiali di riciclo. Capi come maglie e accessori in cashmere/seta o cotone organico, vengono numerati da 001 a 999 e proposti in vendita al miglior rapporto qualità/prezzo possibile in relazione ai costi di produzione e della qualità delle materie prime.

Lotta alla violenza

di genere in 9 centri Odos

Sono nove gli asset gestiti da Odosgroup che, tra fino a metà giugno, ospiteranno “Mirror // Error”, un progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere che unisce installazione artistica, divulgazione e coinvolgimento del pubblico. Cuore dell’iniziativa è un’installazione immersiva che utilizza tre specchi disposti a esagono, in cui ogni elemento racconta una dimensione diversa della violenza: lo specchio deformante (che rappresenta le giustificazioni della violenza), quello rotto (le conseguenze) e lo specchio reale. “È un’iniziativa, nata in collaborazione con l’agenzia Proxima, con cui vogliamo generare consapevolezza, soprattutto tra i giovani” commenta Michele Neri, Responsabile Marketing di Odos Servizi. I centri coinvolti sono: Ibleo, La Birreria, Torri Bianche, Panorama Villorba, Torri d’Europa, Porte di Moncalieri, Esselunga di Lissone, Malpensa Uno, I Giardini.

Catania apre il capitale verso la privatizzazione

L’aeroporto di Catania sta per iniziare una nuova fase. Con la pubblicazione dell’invito a manifestare interesse (prima scadenza il 3 giugno), prende avvio l’operazione di privatizzazione di SAC — Società Aeroporti di Catania, che gestisce gli scali di Catania e Comiso. Quello catanese, con oltre 12 milioni di passeggeri l’anno, è il quinto in Italia per volumi di traffico. È prevista la cessione del 51% del capitale, oggi detenuto da soggetti pubblici, in primisi la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia (titolare di oltre il 60%). Fra gli interessati dovrebbero esserci i colossi nazionali e internazionali del settore, tra cui Mundys dei Benetton (che ha in pancia già gli aeroporti di Roma e Nizza), poi dovrebbe esserci il fondo sovrano di Abu Dhabi, ma anche gli spagnoli di Aena.

Forum ATRI, il travel retail vale 3,2 miliardi. “Resilienza, nonostante l’incertezza”

Il comparto del travel retail in Italia ha generato nel 2025 un fatturato diretto pari a 3,176 miliardi. Si tratta di una crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente. Ma calcolando l’impatto complessivo (ricadute dirette, indirette e indotto) il settore vale 7,8 miliardi. Sono alcuni dei numeri emersi nella ricerca “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese“, elaborata dall’associazione ATRI in collaborazione con Nomisma e presentati a Torino durante l’edizione 2026 del Forum ATRI (Associazione Travel Retail Italia). La rete fisica del comparto conta 1.951 punti vendita tra aeroporti e stazioni ferroviarie associate: il retail copre il 38% dei punti vendita, la ristorazione il 29%, i servizi il 23%, mentre i convenience store e il duty free completano l’offerta rispettivamente con l’8% e il 3%.

Fattorie Garofalo ha inaugurato un nuovo marchio all’aeroporto napoletano di Capodichino. Si tratta di Jamme, Un concept smart, che racchiude l’essenza dello street food partenopeo. Questa rappresenta la seconda apertura nel giro di poche settimane all’interno dello scalo partenopeo, dopo l’inaugurazione del nuovo flagship store di Fattorie Garofalo, format del gruppo consolidato nel travel retail e già presente nei principali aeroporti e stazioni italiane. Il nuovo store può ora contare anche su un’area esterna riqualificata. “La presenza di Fattorie Garofalo all’Aeroporto Internazionale di Napoli rappresenta per noi molto più di un punto vendita: è una vetrina internazionale attraverso cui raccontare la qualità della Mozzarella di Bufala Campana DOP e la cultura gastronomica del nostro territorio” secondo il Ceo Raffaele Garofalo.

Fattorie Garofalo con la novità Jamme a Capodichino

World Travel Retail

Fiumicino accoglie

Avolta

Dopo il debutto di gennaio, si conferma il ritorno di Spizzico che, con Avolta, apre alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova. La storica insegna food retail nata nel 1989 e da allora protagonista della ristorazione veloce italiana si presenta con un concept rinnovato che ha nella pizza in pala il suo cuore gastronomico. “Questa operazione conferma il nostro impegno nel rinnovare brand storici rendendoli globali e contemporanei” ha dichiarato Massimiliano Santoro, Ceo Italia di Avolta. “Stiamo portando Spizzico nei principali hub del Paese, dimostrando che anche in un contesto di viaggio la velocità può e deve fare rima con qualità". La location di Verona si aggiunge a quelle di La Macchia Ovest sulla A1 e nella sala imbarchi E31-E44 dell'Aeroporto Fiumicino di Roma.

Il rilancio di Spizzico

passa anche da Verona Porta Nuova

Apre anche all’aeroporto di Roma Fiumicino un ristorante AMORE, brand sviluppato da Avolta. Il ristorante è stato inaugurato presso il Terminal 3 dello scalo della Capitale, un punto nevralgico dello scalo, su cui è stata messa in campo un’opera di riqualificazione da 250 milioni di euro, conclusa lo scorso maggio. “La nuova apertura di AMORE riflette il continuo sviluppo di questo concept nel canale aeroportuale e la nostra più ampia presenza negli scali italiani”, commenta Luca D’Alba, General Manager Italy F&B di Avolta. “L’apertura di Amore si integra pienamente nella visione di ADR che identifica nella qualità dell’offerta gastronomica un elemento distintivo dell’esperienza aeroportuale. Un format che racconta e valorizza la tradizione della cucina italiana attraverso un’offerta di prodotti e sapori locali e nazionali” commenta Marilena Blasi, Chief Commercial Officer di Aeroporti di Roma.

Oltre 60 proposte per il nuovo Terminal 8 del JFK

American Airlines rafforza la propria presenza a New York con l’inaugurazione del rinnovato Terminal 8 dell’aeroporto JFK, presentato come un hub internazionale di nuova generazione. Il nuovo terminal introduce oltre 60 tra ristoranti, negozi e spazi esperienziali, con una forte attenzione ai marchi locali: circa 20 realtà newyorkesi contribuiscono a creare un ambiente che riflette la cultura e l’identità della città. Al centro dell’area commerciale spicca il “Boroughs Food Hall”, pensato come polo gastronomico dinamico con proposte che spaziano dai nomi iconici alle nuove tendenze culinarie. Tra le novità figurano anche concept innovativi e spazi esclusivi, come un bar speakeasy nascosto, oltre a un duty free completamente ripensato e boutique di fascia alta.

Londra –Parigi,

risultati

contrastanti di inizio

anno

L’aeroporto di London Heathrow ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi retail (non aviation) in crescita del 5,3% su base annua, raggiungendo 179 milioni di sterline (242 milioni di dollari). Una performance superiore all’aumento del traffico passeggeri, salito del 3,7% a 18,9 milioni. I ricavi complessivi si attestano a 844 milioni di sterline (+2,3%).

Per ora la crisi in Medio Oriente non ha influito negativamente, ma vengono rimandate le previsioni sull’intero 2026. Al contrario, Groupe ADP ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi consolidati pari a 1,472 miliardi di euro (-0,9%), attribuendo la flessione agli effetti del conflitto in Medio Oriente. In particolare, il segmento Retail e Servizi ha registrato ricavi in calo dell’1% a 484 milioni, con le sole vendite retail in diminuzione del 6,3% a 310 milioni.

Duty Free World

VALUE-FOR-MONEY IS WHAT DUTY-FREE CUSTOMERS WANT

The duty-free industry likes to shrug off the fact that many travellers skip the duty-free shops because they think they are over-priced. But the issue can’t be ignored if retail operators are serious about increasing footfall and conversion – which remains stubbornly low. During April, several studies came across my desk that suggested pricing issues and value remained uppermost in the minds of passengers. During a Tax Free World Association webinar focused on the Asia Pacific market (in advance of TFWA’s Singapore regional show in May), Pi Insight’s managing director Stephen Hillam cited research showing that Asia Pacific travellers are keen to shop in duty-free stores. However, they do so because they expect to take advantage of favourable airport pricing, and are on the hunt for good promotions. “When it comes to promotional activity, value-based mechanics or price-based mechanics are key,” said Hillam. “We see price discounts, for example, being by far, the most prominent expectation and, therefore, these should be prioritised where possible.” In the latest outbound sentiment survey from travel and marketing analyst, China Trading Desk, value came up again as the primary driver. CEO, Subramania Bhatt, said: “To convert well, travel retailers need to understand that Chinese duty-free purchasing is motivated first and foremost by value and trust overall.” Breaking that down by demographic, Gen X leans into straightforward value and gifting, Gen Y is more balanced, and Gen Z is motivated by self-expression and destination relevance. Bhatt added: “A purchase is still being won or lost on practical issues. If shoppers cannot quickly see the value, the availability, or the reason to stop, they just move on.” Moving on is what the majority of airport passengers do today because they do not see enough reasons to engage. A third study, from the Duty Free World Council and carried out by travel retail research specialist m1nd-set, also highlighted the role of price.

VALUE FOR MONEY: ECCO

CHE COSA VOGLIONO I CLIENT AL DUTY FREE

Il settore duty-free tende a ignorare il fatto che molti viaggiatori evitino i suoi negozi perché ritengono che i prezzi siano eccessivi. Tuttavia, il problema non può essere trascurato se gli operatori intendono seriamente aumentare l'affluenza e il tasso di conversione, che rimane ostinatamente basso. Nel mese di aprile, diversi studi hanno suggerito che le questioni relative ai prezzi e al valore restano in cima ai pensieri dei passeggeri. Durante un webinar della Tax Free World Association focalizzato sul mercato dell'Asia-Pacifico (in previsione della fiera regionale TFWA di Singapore a maggio), Stephen Hillam, amministratore delegato di Pi Insight, ha citato una ricerca che mostra come i viaggiatori dell'area Asia-Pacifico siano desiderosi di fare acquisti nei duty-free. Tuttavia, lo fanno perché si aspettano di approfittare di prezzi aeroportuali vantaggiosi e sono alla ricerca di buone promozioni. "Quando si parla di attività promozionale, i meccanismi basati sul valore o sul prezzo sono fondamentali", ha affermato Hillam. "Vediamo che gli sconti sui prezzi, ad esempio, rappresentano di gran lunga l'aspettativa più rilevante e, pertanto, dovrebbero essere prioritari ove possibile." Nell'ultima indagine di China Trading Desk, il valore è emerso nuovamente come driver principale. Il CEO, Subramania Bhatt, ha dichiarato: "Per convertire bene, i rivenditori di viaggi devono capire che gli acquisti duty-free cinesi sono motivati innanzitutto dal valore e dalla fiducia generale". Analizzando i dati per fascia demografica, la Generazione X predilige il valore immediato e i regali, la Generazione Y è più equilibrata, mentre la Generazione Z è motivata dall'espressione di sé e dalla pertinenza della destinazione. Bhatt ha aggiunto: "Un acquisto si vince o si perde ancora su questioni pratiche. Se gli acquirenti non riescono a percepire rapidamente il valore, la disponibilità o il motivo per fermarsi, semplicemente tirano dritto". Proseguire oltre è ciò che fa oggi la maggior parte dei passeggeri aeroportuali, perché non vede ragioni sufficienti per fermarsi. Un terzo studio, del Duty Free World Council e condotto da m1nd-set, ha evidenziato a sua volta il ruolo del prezzo.

Calendario I prossimi appuntamenti di settore

DFM Dire Fare Mangiare

30 settembre - 1 ottobre 2026

Meliá Hotel | Via Masaccio, 19 - Milano

Organizzato da Edifis, la nostra casa editrice, ritorna l’appuntamento strutturato su due giorni, che mette insieme tutti i volti della ristorazione: tradizionale, collettiva e commerciale. Un momento di networking tra gli operatori e dibattiti. direfaremangiare.it

EUROPEAN SHOPPING PLACES SUMMIT 2026

26 MAGGIO 2026

HOTEL NH MILANO FIERA RHO

Fa tappa in Italia la seconda edizione del summit europeo dedicato ai centri commerciali che riunisce la comunità dei leader del settore immobiliare commerciale per una giornata di approfondimenti e networking. Ospitato e organizzato da CNCC, insieme a MK Illumination Global e Ecsp (consiglio europeo dei centri commerciali) ecsp.eu/european-shopping-placessummit-2nd-edition/

RISTORAZIONE TRAVEL RETAIL

18 GIUGNO 2026

PALAZZO GIURECONSULTI, MILANO

Aigrim-Fipe organizza una giornata a tema ristorazione nei canali travel, a partire dalle 17.30. Gradita la registrazione

aigrim.it segreteria@aigrim.it

AIGRIM DAY

23 OTTOBRE 2026

MILANO

L’Aigrim Day – Forum della ristorazione in catena è l’appuntamento annuale che fa il punto sull’evoluzione del mercato della ristorazione organizzata e sulle principali sfide del futuro. Un’occasione di confronto, comunicazione e networking tra i principali player del settore.

aigrim.it/aigrim-day

MAPIC ITALY

27 - 28 MAGGIO 2026

RHO FIERA MILANO

Dal 2016, MAPIC Italy riunisce a Milano l’intera community italiana del retail real estate durante due giorni ricchi di opportunità di business. A MAPIC Italy potrai scoprire i progetti immobiliari di sviluppo, di estensione e rigenerazione più importanti e disponibili in Italia.

mapic-italy.it

SALONE FRANCHISING MILANO

1 - 3 OTTOBRE 2026

ALLIANZMICO, MILANO

È in arrivo la 39esima edizione del principale appuntamento italiano del franchising, che può contare su quasi 130 brand presenti, 100 professionisti e speaker e 30 talk tematici. Viene organizzato da Fiera Milano.

salonefranchisingmilano.com

FORUM RETAIL

11 - 12 NOVEMBRE 2026

SUPERSTUDIO PIÙ, MILANO

È in arrivo la 26esima edizione dell’evento targato Ikn Italy. Forum Retail si propone di mettere in mostra, per la comunità retail, le più innovative soluzioni tecnologiche provenienti dall’Italia e dal mondo.

ikn.it/forum-retail

SI AMPLIA LA GAMMA

SAN BENEDETTO DEGLI ENERGY DRINK

San Benedetto amplia la gamma energy drink con Super Boost nel nuovo formato PET da 375 ml, pensato per un consumo pratico e dinamico on the go. La linea si arricchisce di tre gusti inediti: Red Storm, Purple Wave, Pink Volt, che si distinguono per un profilo aromatico originale e contemporaneo. La formula “strong energy” con caffeina e taurina, è studiata per offrire energia e vitalità durante la giornata, mantenendo al contempo un ridotto contenuto calorico. Completa l’offerta una bottiglia richiudibile dal design accattivante, che unisce funzionalità e forte impatto visivo, rafforzando il posizionamento di San Benedetto come protagonista dell’innovazione nel mondo beverage.

Prodotti e Fornitori

LAVAZZA SCEGLIE ADYEN

PER UNIFICARE

I PAGAMENTI INTERNAZIONALI

Lavazza ha scelto le soluzioni Adyen per unificare l’ecosistema dei pagamenti digitali del brand nei mercati internazionali, supportando al contempo la crescita dell’ecommerce B2B e B2C e delle iniziative retail. La collaborazione è già attiva negli Stati Uniti per i canali B2B e in UK e Australia per quelli direct to consumer. Per i pagamenti B2C, l’attivazione è attesa nella seconda metà dell’anno in Italia, seguita da Stati Uniti e Germania entro la fine del 2026. Per quanto riguarda il canale B2B, i go-live in Australia, Regno Unito, Francia e Danimarca sono previsti nel quarto trimestre del 2026. Il rollout proseguirà nel 2027 con l’attivazione prevista dei pagamenti B2B in Germania e B2C in Francia.

LE NOVITÀ DI PASTIFICIO BACCHINI, BRAND DI SURGITAL

Pastificio Bacchini, il nuovo brand Surgital che a seguito della recente riorganizzazione di marca include soluzioni specializzate tra pasta, sughi e sfoglie, presenta due novità della linea Alta Tradizione, già disponibili per i professionisti dell’HoReCa: gli Spaghettoni di pasta fresca XXL e le Mezze Maniche di pasta fresca rigate. Gli spaghettoni presentano un formato in nidi, sono trafilati al bronzo, di semola di grano duro, con tempi di cottura di soli 4 minuti. Le Mezze Maniche di pasta fresca rigate puntano su una struttura pensata per esaltare al massimo il condimento. La superficie porosa e rigata, ottenuta grazie alla trafilatura al bronzo, assicura un aspetto artigianale e un’eccellente capacità di trattenere i sughi. Questa versione di pasta fresca surgelata consente una cottura estremamente rapida di soli 3 minuti che garantisce praticità e precisione in cucina.

Cambi di poltrona

STEFAAN ANCKAERT

Sales Director On Trade Heineken Italia

Heineken Italia annuncia la nomina di Stefaan Anckaert nel ruolo di Sales Director On Trade, con ingresso nel Management Team dell’azienda. Anckaert vanta una solida esperienza internazionale nel settore delle bevande e del food service. Dopo aver iniziato la sua carriera in AB InBev Belgio, nel 2015 si è trasferito in Italia come Sales Director On Trade. Nel 2022 è entrato in Vandemoortele come Global Director Foodservice, dove ha guidato la strategia commerciale globale. Dal 2023 ha ricoperto in Coca-Cola HBC Italia il ruolo di Sales Director Out of Home, dove ha contribuito significativamente alla crescita del fatturato e all’evoluzione della strategia commerciale.

CHIARA PARISI

Real estate manager Pizzium Spa

Chiara Parisi ha assunto il ruolo di Real estate manager presso Pizzium Spa. Parisi è una professionista nota nel foodservice di casa nostra. Da dieci anni faceva parte del gruppo Cigierre, dove si occupava di Comunicazione, sia pr sia corporate, e dove già gestiva lo sviluppo immobiliare dei format di ristorazione. Ora coordinerà questo aspetto per il gruppo Pizzium (brand Pizzium e Crocca). L’arrivo di Chiara Parisi rientra in un piano definito dal gruppo dalla scorso anno, che consiste nell’investire in alcune figure chiave a diretto contatto con il top management. Tra questi, si possono citare gli ingressi di Marianna Martinelli (HR Director) e Gabriele Pellegrini (Marketing Executive Advisor).

ALESSANDRO

TAVALLINI

Chief Media Officer di Grandi Stazioni Retail

Grandi Stazioni Retail annuncia la nomina di Alessandro Tavallini a Chief Media Officer. Tavallini, già in azienda nel ruolo di Sales Director, assume l’incarico per guidare la fase ulteriore di trasformazione della società. La sua nomina riflette la volontà del vertice di imprimere una svolta decisa alla gestione degli asset, puntando su una leadership interna dinamica e orientata a risultati immediati. Sotto la guida di Tavallini, Grandi Stazioni Retail, recita il comunicato, potenzia la vitalità e la visibilità dei propri impianti attraverso un approccio da One Company che sfrutta appieno le sinergie retail.

EMANUELE SANTI

Head of Operations Italy – Distribution di Julius Meinl

La storica torrefazione viennese Julius Meinl annuncia la nomina di Emanuele Santi a Head of Operations Italy – Distribution, con la responsabilità diretta della gestione e dello sviluppo dell’intera struttura operativa e distributiva sul mercato italiano. Il percorso professionale di Emanuele Santi è segnato da una solida esperienza internazionale in ruoli di leadership nelle Operations e nella Supply Chain. In Hilti ha progressivamente assunto responsabilità crescenti fino alla gestione di network distributivi multi-country. Successivamente, in Hoval, ha guidato iniziative di trasformazione organizzativa e sviluppo industriale, contribuendo in modo determinante alla crescita del business e all’evoluzione dei modelli operativi.

Consigliere delegato Gallerie Bennet

Gallerie Commerciali Bennet S.p.A., ha annunciato la nomina di Patrick Lamberti Fontana quale Consigliere Delegato e Legale Rappresentante della società. Lamberti Fontana ha maturato una pluriennale esperienza presso importanti realtà della consulenza, della grande distribuzione e del settore bancario e aveva già raggiunto Gallerie Commerciali Bennet S.p.A. nel corso del 2024 assumendo il ruolo di Direttore Immobiliare. In precedenza, aveva lavorato in ambito real estate per Bnp Paribas e a lungo per Carrefour. Nel suo nuovo incarico avrà l’obiettivo di favorire ulteriormente la crescita e il rafforzamento dell’azienda nel panorama immobiliare retail.

FRANCESCO BRANDI

Chief Commercial di Cisalfa

Cisalfa Group annuncia l’ingresso del nuovo Chief Commercial Officer, Francesco Brandi. La sua nomina rientra nel piano di sviluppo dell’azienda, che prevede la creazione di una nuova struttura organizzativa e governance a livello internazionale. Brandi porta con sé una ventennale esperienza nel settore dello sportswear retail. Prima di entrare in Cisalfa Group, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in Foot Locker, dove è stato Vice President e General Merchandise Manager e membro della Senior Leadership europea. Nella nuova struttura organizzativa, oltre a Brandi, a guidare le funzioni chiave del gruppo saranno Claudia Perico, Chief Financial Officer, Viviana Programma, Chief People & Organization Officer e Giuseppe Toscano, Chief Technology Officer.

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