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retail&food 06 2019

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retailfood TRAVEL RETAIL SHOPPING CENTER

giugno 2019 • ₏ 5,00 - In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

ETRC: il futuro del duty free

passa dalla cooperazione

Dossier aeroporti: Napoli Foodservice Award 2019 gala dinner e vincitori


+ SALI MINERALI

VITALITÀ

CONCENTRAZIONE

BENESSERE

Dalla purezza dell’acqua minerale Levissima nasce Levissima+ per una nuova opportunità di business: Con l’aggiunta di preziosi sali minerali, zero calorie e zero zuccheri coglie i nuovi trend di consumo Offre ai consumatori, sempre più attenti al benessere, 3 funzionalità specifiche per 3 diverse occasioni di consumo Design unico ed esclusivo con la montagna visibile sul fondo


INFORMARSI È UN BENE, NON FARLO MALE: LEGGI RETAIL&food RETAIL&food è l’unica rivista italiana specializzata nel travel retail, un settore in forte crescita e con buone prospettive di sviluppo anche per i prossimi anni. Inoltre R&f è uno dei mezzi più apprezzati e consultati da retailers e operatori attivi in outlet e centri commerciali. Con oltre 10.000 lettori a numero, una presenza qualificata presso tutte le fiere di settore. 10 numeri all’anno, più di 9.000 iscritti alla newsletter, 1 pagina facebook, 181.000 pagine viste grazie allo sfoglio on line della rivista, retail&food è oggi uno dei mezzi più letti, consultati e apprezzati dalle business communities di riferimento.

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Anno 14 · numero 6 - giugno 2019 Direttore responsabile Andrea Aiello Coordinamento editoriale Andrea Penazzi - andrea.penazzi@retailfood.it In redazione Nicola Grolla - nicola.grolla@retailfood.it Contatti info@retailfood.it - www.retailfood.it Pubblicità e traffico pubblicitario Roberta Motta - roberta.motta@edifis.it Hanno collaborato Massimo Luigi Andreis, Alessandro Barzaghi, Roberto Bramati, Norman Cescut, Giulia Comparini, Luca Esposito, Simone Filippetti, David Montorsi, Roberta Motta, Kevin Rozario, Vincenzo Russo Grafica Mariella Salvi Foto Archivio Edifis, Flickr, Fotolia, iStockphoto Stampa Aziende Grafiche Printing S.r.l. - Via Milano 3/5 - 20068 Peschiera Borromeo (MI) Prezzo di una copia € 5,00 - Arretrati € 10,00 Abbonamento Italia: € 50,00 Europa: € 90,00 Resto del mondo: € 110,00 abbonamenti@edifis.it Amministrazione amministrazione@edifis.it

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retailfood una rivista edita da: Edifis Spa Viale Coni Zugna, 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 02 3451230 - Fax +39 02 3451231 www.edifis.it ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE


N. 6 giugno 2019

SOMMARIO 4 News 16 News Opening Flagship

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19 News opening

24 FA ITALY 2019 I campioni del Foodservice

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30 RESOCONTO FIERA

Con Mapic Italy & Mapic Food, Milano hotspot del Retail RE

DOSSIER SHOPPING MALL TAGLIO NASTRO L’esperienza Mistica di GranRoma

36 STAR TREK

56 ANALISI

ABBIGLIAMENTO Destinazione BasicNet

DI MERCATO PET Le catene avanzano, i pet shop tradizionali resistono

38 PAROL DI

JULIE LASSAIGNE Etrc: l’industria duty free ha bisogno di cooperazione

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61 FOCUS IMPIANTI

ENERGETICI Centri commerciali verso la svolta green

42 DOSSIER AEROPORTI L’oro di Napoli ha le ali (e vola verso la costa)

66 News servizi e fornitori 68 News international 70 Vetrina 72 La foto

46 WORLD TRAVEL RETAIL

RUBRICHE

48 NEONATA

Officine Italia, artigianalità su misura di centro commerciale

50 BRAND ANALYSIS

Spontini: buy back su Oven e rotta sui centri commerciali

4 STOCK OPTION 6 NEW MARKETS

OUTLOOK

10 LA RUBRICA LEGALE 47 DUTY FREE WORLD giugno 2019 | retail food

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News

A CONAD LA QUASI TOTALITÀ DEI PUNTI VENDITA AUCHAN IN ITALIA

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a firma era attesa da tempo e si è concretizzata a metà maggio, quando Conad ha ufficializzato l’accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia. Si tratta, nel dettaglio, di circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia (esclusi quelli in Sicilia): ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio nazionale in modo «complementare alla rete Conad», ha specificato la stessa società. L’accordo prevede anche che la proprietà immobiliare delle aree occupate dai punti vendita Auchan all’interno dei centri commerciali gestiti da Ceetrus che faceva capo ad Auchan Retail Italia passerà alla newco BDC Italia (controllata al 51% da Conad e al 49% da Wrm Group di Raffaele Mincione). L’acquisizione sarà perfezionata solo in seguito all’approvazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

CAMBIO AL VERTICE PER COCCINELLE: PETER KIM NUOVO CEO

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occa a Peter Kim prendere la guida del brand di moda italiano Coccinelle come nuovo ceo. Kim subentra a Fabrizio Stroppa che, a sua volta, aveva raccolto il testimone da Andrea Baldo. Il cambio al vertice segna anche una decisa direzione per il brand specializzato in borse e accessori. Coccinelle, infatti, continua a crescere all’estero dove i mercati asiatici e la zona del Benelux (più la Germania) hanno trainato un 2018 chiuso in rialzo rispetto agli 89 milioni di euro di fatturato registrati nel 2017. Peter Sungho Kim non è un volto nuovo per l’azienda. Figura senior all’interno del gruppo E-Land, di cui fa parte Coccinelle insieme a Mandarina Duck e Sutor Mantellassi, Kim ha precedentemente ricoperto il ruolo di ceo in Gran Bretagna e di cfo per l’Europa. Parallelamente alla sua nomina, ratificata già lo scorso 8 maggio, Emanuele Mazziotta, che negli ultimi anni ha ricoperto la carica di head of travel retail all’interno del brand, è stato nominato direttore commerciale. A lui il compito di Mazziotta di far crescere il brand nei mercati internazionali.

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retail food | giugno 2019

in Italia. Gli acquirenti sono stati assistiti da PwC TLS Avvocati e Commercialisti in tutti gli aspetti di natura legale e fiscale e da PwC Advisory nella valutazione e definizione delle tematiche financial. «Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani», ha dichiarato Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad.

Stock option |

BUY

NEUTRAL

SELL

STONE ISLAND Superata quota 200 milioni di ricavi nel 2018. Stone Island ha raggiunto l’obiettivo che si era posto l’imprenditore Carlo Rivetti alla guida del marchio che fa parte di Sportswear Company. A contribuire alla crescita è stato soprattutto l’estero (l’export è arrivato a pesare il 72% sul turnover complessivo, dal 67% del 2017), ma anche l’Italia ha fatto segnare una progressione.

ALIBABA Il gigante cinese dell’eCommerce si prepara a sbarcare sulla borsa di Hong Kong attraverso un’operazione da 20 miliardi di dollari. Per Alibaba sarebbe il secondo listino di riferimento dopo l’Ipo da 20 miliardi lanciata nel 2014 per la quotazione a Wall Street.

MERCATONEUNO Sheron Holding, società che gestiva 55 punti vendita Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano: troppi i 90 milioni di euro di indebitamento in 9 mesi di attività. Si chiude – forse – nel modo peggiore un’odissea iniziata sette anni fa e che ora mette a rischio 1.800 posti di lavoro diretti.

RONCATO Il brand di valigeria Roncato cresce nel retail (dove ha appena inaugurato il suo terzo monomarca con il format Ciak) e nel canale wholesale (oltre 10 milioni di fatturato nel 2018 e una crescita stimata del +15% durante il 2019). Evolve parallelamente la presenza digitale grazie al nuovo sito eCommerce e all’attività di engagement con artisti e influencer. FARFETCH Primo trimestre positivo per il portale di moda online Farfetch che ha registrato ricavi per 174,1 milioni di dollari segnando un +38,6% che batte le aspettative degli analisti. A trainare i risultati è stata la Platform Gmv che ha goduto di una crescita del 44% a quota 415 milioni di dollari. Una performance che è valsa il balzo del titolo in borsa a +7,38%.

BURBERRY Risultati stabili per Burberry che chiude il 2018 con ricavi a 2,4 miliardi di euro in leggera flessione rispetto al 2017, ma comunque in linea con le aspettative. Merito, da un lato, delle prime collezioni firmate da Riccardo Tisci che, da fine febbraio, hanno conquistato i clienti. Dall’altro lato, del minor peso dei costi di ristrutturazione rispetto al 2017. ELLE Dalla carta alla stoffa per Elle, storica pubblicazione moda e lifestyle del gruppo Lagardére che a settembre dovrebbe debuttare con una linea di moda junior grazie all’accordo di licenza con Brand Machine Group. Le referenze saranno distribuite in Europa e si ispireranno allo stile parigino per bambini e ragazzi fino ai 16 anni di età.

FOOT LOCKER Nonostante una buona performance nel Q1 (ricavi a +2,6% per un totale di 2,08 miliardi di dollari), il distributore americano di articolo sportivi Foot Locker non ha rispettato le aspettative scontando una perdita del 15% a Wall Street. SAFILO Una minusvalenza intorno ai 18 milioni di euro è il risultato della vendita del brand Solstice da parte di Safilo che ha ceduto la catena americana alla società Usa Fairway. Un’operazione che «rappresenta un ulteriore passo nella strategia di recupero di un profilo economico sostenibile», ha spiegato il management di Safilo.


for real coffee lovers

AREAS Italia DOPO L’APERTURA DI MALPENSA... ARRIVA ALL’ AEROPORTO DI ALGHERO E A QUELLO DI LAMEZIA TERME: INAMORE LA CAFFETTERIA ITALIANA CHE RISPONDE AI DESIDERI DEI COFFEE LOVER PIÙ ESIGENTI!

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News FIPE LANCIA L’APPELLO PER LA COMPETIZIONE LEGALE

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a Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) lancia un appello alle istituzioni Italiane, chiedendo che venga garantita una competizione leale nel mercato attraverso una petizione che, tra i firmatari, conta già oltre 80 chef, tra cui Claudio Sadler, Carlo Cracco e Filippo Giordano. La Fipe ricorda che, in numeri, la ristorazione italiana vale 300mila imprese, 85 miliardi di fatturato e 43 miliardi di valore aggiunto all’anno per un milione di occupati. Cifre a cui sfugge il non meno strategico valore sociale e culturale dell’intera filiera agroalimentare. Meno puntuale, ma non meno strategico, il valore intangibile del settore in termini sociali, storici, culturali, antropologici e come volano dell’attrattività turistica e dell’intera filiera dell’agroalimentare del Paese. Eppure, si legge nel comunicato, «ogni giorno nelle scelte politiche si incentivano settori che effettuano di fatto somministrazione, senza essere sottoposti alle stesse regole che si applicano alla ristorazione e ai pubblici esercizi in generale». Una disparità di condizione che genera concorrenza sleale nel mercato. Da qui l’appello per un’applicazione delle stesse regole per la stessa professione, anche a tutela e salvaguardia di 10 milioni di clienti.

MEYER BERGMAN, EMESSO BOND PER LE CORTI DI BAIRES

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ll’interno del progetto di riqualificazione del complesso immobiliare Le Corti di Baires, a Milano, l’operatore internazionale specializzato in asset in gestione per un totale di circa 6 miliardi di euro Meyer Bergman ha emesso un bond senior secure per un importo di 117,75 milioni di euro. Assistito da DLA Piper e seguito da Kraylos SGR come advisor e operating partner, con questa operazione Meyer Bergman rifinanzierà il debito e garantirà gli investimenti delle capex da realizzarsi sul complesso immobiliare (destinazione mista con 8mila mq di superficie retail e 30mila di superficie residenziale). 6

retail food | giugno 2019

New Markets Outlook | a cura di Luca Esposito | esposito_mail@yahoo.it

Opportunità Retail @IGA Istanbul Airport

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a più grande operazione logistica nella storia dell'aviazione mondiale si è svolta tra il 5 e il 6 aprile 2019 in Turchia. In sole 33 ore, 12 ore prima del previsto, tutte le compagnie aeree si sono trasferite dall'aeroporto Atatürk al nuovissimo aeroporto di Istanbul, l’IGA Istanbul Airport. Per fare un esempio, Turkish Airlines ha trasferito circa 1.800 persone e 47.300 tonnellate di attrezzature (le dimensioni complessive dell’operazione coprivano un’area estesa quanto 33 campi da calcio). Una volta completato, Il nuovo aeroporto, ufficialmente aperto il 29 ottobre dello scorso anno, è destinato a diventare un hub globale tra i più importanti al mondo con 200 milioni di passeggeri all’anno e 300 destinazioni internazionali (Fig.1). Il confort per i passeggeri, i collegamenti, la connettività, l’intelligente sistema di orientamento, l’eccellente design e una vasta offerta di prodotti per uno shopping completo sono a disposizione dei passeggeri per un’esperienza innovativa. In particolare, proprio l’offerta Retail sta vivendo in questo periodo un importante sviluppo con il completamento di un’area Duty Free di 53.000 mq (investimento di circa 200 milioni di euro). Infatti, grazie alla gestione di Unifree DutyFree, in partnership con Gebr. Heinemann, sono stati riuniti sotto lo stesso tetto più di 1.000 marchi fashion nazionali e internazionali, ospitati in spazi comuni o in negozi affittati direttamente ai marchi di dimensioni variabili da 28 a 4.200 mq. Il design di questa zona duty free è stato ispirato al Bosforo con cinque sezioni distinte a tema: Fashion Garden, Family Palace, High & Lux Hills (fashion e accessori, gioielli e orologi), Style Beach e Icon Gulf. Subito dopo il controllo internazionale dei passaporti, i passeggeri incontreranno Bottega Ve-

Fig.1: il nuovo IGA Istanbul Airport

neta, Bulgari, Celine, Christian Dior, Emporio Armani, Fendi, Ferragamo, Gucci, Hermes, Loro Piana, Louis Vuitton, Prada e Saint Laurent Paris, in pratica tutti i marchi che rappresentano il lusso nel mondo. Ad essi si affiancheranno, in questo gigantesco progetto, anche i più importanti marchi Turchi, quali Desa, Vakko, Mavi, Atasay, Zen Pırlanta, Yargıcı, Saat & Saat, Damat & Tween, Luzdemia, Tamer Tanca, TNC Butik, Emnana, Guard Leather, İpekyol, Machka, Dogo, Lambend, Brandy’s e Penti. Una grossa enfasi viene anche posta sulla tecnologia con quattro diversi concept store in cui tutte le ultime tendenze possono essere provate e testate e, ovviamente, acquistate a un prezzo molto competitivo. La tecnologia influenzerà anche le modalità di acquisto: i passeggeri potranno effettuare preordini online prima del loro viaggio e ritirarli presso il negozio in aeroporto e nelle Lounge, grazie a dedicati tablet, si potranno opzionare servizi con dedicati personal seller. Inoltre, all’interno di alcuni negozi saranno anche presenti aree interattive a disposizione dei consumatori che potranno provare i prodotti tramite l’AR (Augmented Reality) e sarà possibile scaricare una app dal sito dell’aeroporto dove salvare il proprio volo per conoscere il gate di partenza ma anche per scoprire i ristoranti, caffè, banche e negozi. Infine, l’offerta di prodotti rivolta ai passeggeri sarà completata con il più grande Bazaar store al mondo, situato su un’area di 3.000 mq, dove oltre ai produttori internazionali, saranno presenti oltre 100 produttori nazionali, un luogo di confronto tra marchi di diversa provenienza e cultura. L’area del Bazaar sarà gestita da ATU Duty Free.


Adigeo, Aura e Archimede: questa è la nostra tripla A. Adigeo, Aura and Archimede: this is our triple-A . La tripla A è garanzia di massimo rendimento con il minimo rischio, proprio come CDS Holding è garanzia di successo per i suoi clienti, come dimostrano Adigeo a Verona, Aura a Roma e Archimede a Siracusa. Con più di 25 anni di esperienza e oltre 75 strutture commerciali realizzate, per una superficie superiore a 1.000.000 mq, oggi siamo uno dei Gruppi leader nel Retail Real Estate in tre principali aree, costruzioni, sviluppo e investimenti: il partner più affidabile per il tuo prossimo progetto.

ADIGEO, VERONA Shopping mall GLA: 50,000 m² Opened: March, 2017 AURA VALLE AURELIA, ROMA Multipurpose shopping mall GLA: 20,000 m² Opened: April, 2018 ARCHIMEDE, SIRACUSA Shopping mall Gla: 27.000 m2 Opening: May, 2019

The triple A is a guarantee of maximum result with a minimum risk, just like CDS Holding is a guarantee of success for its customers, as shown by Adigeo in Verona, Aura in Rome and Archimede in Siracusa. With over 25 years experience and more than 75 retail structures developed, for a total GLA of more than 1 million sqm, we are one of the leading Retail Real Estate Groups in 3 main business areas (construction, development, investment): the most reliable partner for your next project.

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News

KLÉPLIERRE LANCIA L’AMPLIAMENTO DI SHOPVILLE GRAN RENO

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mpliamento e riqualificazione del centro, area raddoppiata, ampio spazio per nuovi fashion brand, una ricca food court con una decina di operatori e ancora un nuovo parcheggio multipiano oltre a un suggestivo boulevard. È all’insegna della sostenibilità, del design e dell’entertainment il progetto di trasformazione di Shopville Gran Reno di Casalecchio, storico centro commerciale di Gruppo Klépierre che ha annunciato l’avvio dei lavori. Il progetto, il cui concept architettonico è firmato dallo studio Design International di Londra, sarà caratterizzato da un’attenzione precisa alla sostenibilità e realizzato ai più alti livelli della certificazione BREEAM. Tutti i materiali impiegati passeranno attraverso una filiera di controllo affinché si riduca l’impatto sull’ambiente circostante, con una particolare cura della gestione dei rifiuti e del consumo energetico, attraverso l’utilizzo di prodotti e strumenti all’avanguardia. Il completamento dei lavori è previsto entro la primavera del 2021. Il nuovo edificio si contraddistingue per una forte presenza della luce naturale, così come la qualità dell’aria all’interno del centro, la luce artificiale esclusivamente a led, le generose dimensioni dei mall e delle piazze interne aumenteranno il benessere del cliente. Non mancheranno lavori di refurbishment per adattare il livello di finiture ai nuovi standard.

ARCHIMEDE, È L’ORA DEL TAGLIO DEL NASTRO

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o scorso 23 maggio 2019 ha aperto al pubblico a Siracusa il centro Commerciale Archimede, che si presenta completamente rinnovato con un modello di shopping e intrattenimento tutto nuovo. Il progetto, sviluppato da CDS Holding e realizzato da CDS Costruzioni, vale 50 milioni di euro di investimento per 30 mila metri quadrati di superficie commerciale. Archimede ospita brand nazionali e internazionali, con un’ancora tecnologica a marchio MediaWorld, medie superfici tra cui H&M, Prenatal, Toys, Conbipel, Scarpe&Scarpe e Piazza Italia, e tanti negozi di diverse categorie merceologiche. La commercializzazione porta la firma di Studio Conte. Di particolare importanza la nuova food court, posizionata nel punto nevralgico del centro, e la proposta di entertainment, studiata e concepita per soddisfare bambini e ragazzi dai 3 ai 20 anni. Wappy, questo il nome del nuovo format di divertimento, si caratterizza per un palinsesto inaspettato, ricco di eventi e di modelli di gioco. Il progetto di completo rifacimento dell’ex centro commerciale I Papiri, firmato dallo Studio di Architettura A70, presenta luoghi moderni, spazi multifunzionali pensati per favorire nuovi stimoli ai visitatori, puntando su aggregazione e convivialità. Un design importante anche per gli interni: eleganti origami che pendono dal soffitto sono le icone distintive del centro.

COIN CAMBIO DIGITALE AL VERTICE CON CRISTINA MOLLIS

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KRYALOS E ROS PRESENTANO LA GALLERIA

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isegnato da Renzo Piano e inaugurato nel 2003 nell’ambito di un master plan finalizzato alla riqualificazione dell’ex area industriale Barilla, il progetto che ha portato il nome proprio di Barilla ha cambiato look ed è diventato La Galleria. L’operazione vede protagonista la nuova proprietà, rappresentata da Kryalos Sgr, che con il recente taglio del nastro ha dato continuità al percorso di restyling, già avviato a inizio anno con il lancio della nuova identità ispirata ai luoghi simbolo della città di Parma. Il logo minimal e contemporaneo ricorda infatti la facciata del Duomo di Parma e quella dell’Auditorium Paganini, un omaggio alla storia di una città ricca di cultura ma anche alla sua modernità. Così come il revamping architettonico, a firma dell’architetto Gregg Brodarick e dello Studio Solids di Milano, trasforma uno spazio storico in un luminoso ambiente dal design contemporaneo, con ricercati dettagli di landscaping. Cinema, ristorazione, intrattenimento, shopping, tecnologia e servizi caratterizzano l’offerta de La Galleria, che a seguito dei lavori di riqualificazione si sta rinnovando con nuovi brand, tra cui Oddi Gioielli, storica gioielleria di Parma, che si affianca allo store di La Martina, fashion brand internazionale legato al mondo del Polo. Non solo shopping ma anche ristorazione; entro l’estate infatti apriranno due nuovi concept ristorativi: La Piadineria e l’esclusivo ristorante di pesce VIVO. La gestione di La Galleria vede protagonista Ros Management.

l Consiglio di Amministrazione di Coin SpA annuncia la nomina di Cristina Mollis in qualità di consigliere e amministratore delegato della società. «In un momento di grande trasformazione del retail come quello attuale l’ingresso di Cristina Mollis porta nuove energie e competenze digitali nella trasformazione del business», ha affermato Giorgio Rossi, presidente del CdA di Coin. Il nuovo ad accompagnerà Coin in una nuova fase del suo sviluppo, con l’obiettivo di offrire una esperienza di acquisto coinvolgente coniugando in maniera adeguata l’esperienza offline e online. Mollis, classe 1974, ha iniziato la sua esperienza lavorativa come consulente per Valdani e Vicari per poi entrare nel team digitale Value Partners. Imprenditrice visionaria, nel 2008 fonda la società di consulenza digitale NuvÒ (che nel 2015 entra nel gruppo H-Farm).

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retail food | giugno 2019


The Power to Surprise

Powered by Raspberry Pi

Pronto per il mondo dei display a piattaforma aperta? I nuovi display NEC di grande formato serie P e V sono i primi ad integrare al loro interno il potente e scalabile modulo di calcolo Raspberry Pi. Una soluzione totalmente integrata per il settore del signage, che offre installazioni ad altissimo potenziale d’attrazione e competitività. Affidati alla qualità della visual experience NEC. Tecnologia del futuro, disponibile oggi. www.nec-display-solutions.com


News GRUPPO ETHOS SI BEVE IL BIRRIFICIO DI COMO

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cquisizione in saccoccia per Gruppo Ethos che a inizio maggio si è assicurato il Birrificio di Como. In questo modo, il Gruppo guidato dai fratelli Antonio e Beppe Scotti consolida così la sua presenza in Lombardia. Il Birrificio di Como, aperto nel 1994, è un popolare punto di riferimento nell’offerta food della città con più di mille posti a sedere e un fatturato annuo intorno ai 5 milioni di euro. Nell’operazione sarà mantenuto il nome del locale che sarà gradualmente adattato agli standard dei punti vendita Ethos. Progettato per ospitare famiglie e comitive, il Birrificio estende la sua catchment area fino al confine con la Svizzera. L’edificio entra così a far parte di un network che ad oggi conta numerosi punti vendita dislocati a Milano, in Brianza, a Venezia e Roma. Una molteplicità di format ristorativi, accomunati però dalla medesima passione per il cibo e dai medesimi valori: il rispetto per l’ambiente, la cultura del cibo, la difesa della salute e l’impegno nel campo delle risorse umane. Accanto al core business della ristorazione, Gruppo Ethos ha saputo, negli anni, espandersi per estendere la propria offerta tramite nuove unità dedicate a produzione, eventi e consulenza.

IGD SIIQ: RISULTATI Q1 2019 POSITIVI

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l CdA di IGD SIIQ S.p.A. ha approvato i conti del primo trimestre dell’anno chiuso con ricavi lordi da attività locativa pari a 38,8 milioni di euro (+8,7%). Le componenti della variazione sono state molteplici. Il perimetro like for like in Italia è risultato stabile. In lieve calo le gallerie (-0,4%) e in lieve incremento gli ipermercati (+0,4%). Il perimetro non omogeneo, per circa 3,1 milioni di euro, ha registrato maggiori ricavi dovuti all’apertura dell’ampliamento della Galleria Gran Rondò a Crema e al nuovo portafoglio acquisito da Eurocommercial.

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La Rubrica legale | a cura di Cocuzza & Associati Studio Legale, Milano

Sostenibilità nel mercato retail: le locazioni verdi (green leases)

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argomento sostenibilità in ambito retail real estate è di primaria attualità ed importanza sia per i brand che per le proprietà. Da un lato, infatti, la rapida evoluzione del retail dimostra che il consumatore è sempre più consapevole ed è disposto a premiare i brand che dimostrano di elevare i loro standard di responsabilità sociale e di rispetto per l’ambiente nello svolgimento della loro attività, nella realizzazione dei loro negozi e dei prodotti messi in vendita. Dall’altro lato, sono ormai numerosi i provvedimenti legislativi - per la maggior parte di derivazione comunitaria - che vanno nella direzione della sostenibilità. Si pensi, ad esempio, alle disposizioni in materia di prestazione ed efficienza energetica degli edifici. In molti paesi dell’Unione Europea, fra i quali anche l’Italia, è ormai obbligatorio dichiarare la prestazione energetica degli immobili come condizione per la vendita o la locazione dei medesimi. Molte proprietà hanno già intrapreso investimenti mirati a migliorare l’efficienza energetica dei loro immobili andando anche oltre la normativa vigente e ottenendo le certificazioni ambientali, la cui adozione, pur rimanendo ancora volontaria, rappresenta una garanzia di commerciabilità dell’immobile. Più in generale, si può affermare che la sostenibilità sta diventando un valore fondante nella progettazione degli spazi retail e degli immobili in genere. Si tratta di un plus riconosciuto sia dagli operatori, sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale della loro attività e ai costi complessivi per la manutenzione degli immobili locati, sia dagli investitori, che preferiscono iniettare i capitali in immobili che presentano meno rischi e risultano più appetibili al mercato. In questo ambito si inseriscono le cd. locazioni verdi o green leases, vale a dire quei contratti di locazione che contengono un insieme di pattuizioni destinate a garantire che il bene locato sia utilizzato, gestito e/o modificato in modo tale da favorirne la sostenibilità. Il conduttore e il locatore possono quindi impegnarsi reciprocamente a conservare le risorse naturali e l’efficienza energetica dell’immobile affittato ovvero a creare le condizioni per l’uso rispettoso dell’ambiente e delle risorse, se del caso, anche con il fine di far acquisire all’immobile locato una certificazione ambientale. Sebbene con un certo ritardo rispetto ad altri paesi dell’UE (quali, ad esempio, UK e Francia), anche in Italia si sta diffondendo l’adozione delle locazioni verdi.

Avv. Giulia Comparini

Le clausole dei green leases possono essere inserite nel corpo del contratto di locazione, ovvero possono rappresentare un’appendice al medesimo. Nella prassi, non esiste un modello unitario di green lease e le clausole che generalmente caratterizzano questo tipo di locazioni sono diverse a seconda che l’immobile locato sia già un immobile sostenibile e/o dotato di certificazione ambientale ovvero le parti vogliano creare le condizioni per renderlo sostenibile. In linea generale, le principali clausole riguardano: - l’uso e la gestione dell’immobile che è opportuno dettagliare in maniera molto precisa, inserendo gli impegni di entrambe le parti finalizzati, ad esempio, alla riduzione del consumo di energia, delle emissioni di carbonio, dell’uso di acqua e rifiuti nell’edificio, all’aumento del potenziale di impianti e attrezzature basato su tecnologie ed energie rinnovabili. Questa clausola viene di solito meglio esplicitata in successive pattuizioni che specificano, ad esempio, la potenza elettrica afferente all’immobile, da garantirsi unicamente attraverso fonti rinnovabili, ovvero l’illuminazione dell’immobile, stabilendo l’impegno ad utilizzare solo prodotti a risparmio energetico o ancora, le modalità di raccolta e gestione dei rifiuti, ovvero le pulizie da effettuarsi con detergenti ecologici. - i costi operativi e le spese accessorie relativi, da un lato, all’impegno del locatore di gestire l’immobile nel suo complesso nel modo più economico possibile, fermi restando tuttavia quei costi necessari per garantire la sostenibilità della gestione, dall’altro, ad un’equa distribuzione dei costi operativi fra i vari conduttori in ragione dei consumi effettivi di ciascuno di essi. Il calcolo dei costi operativi in b ​​ ase al consumo dei rispettivi conduttori ha infatti un effetto positivo sull’utilizzo delle risorse e rappresenta un elemento importante di un contratto di locazione verde; - le modifiche strutturali all’immobile da parte del locatore finalizzate a ottenere una maggiore efficienza e sostenibilità dell’immobile vanno dettagliate in maniera accurata e non devono essere di impedimento al godimento del bene da parte del conduttore. Se effettuate nella vigenza del rapporto possono, a seconda dei casi, anche giustificare un incremento del canone di locazione in virtù del beneficio derivante al conduttore da dette opere; - le modifiche strutturali da parte del conduttore, da autorizzarsi a condizione che siano finalizzare a una maggiore efficienza e sostenibilità de ll’immobile.


Loacker Classic Double Choc Quando croccantezza e cioccolato si incontrano, la bontĂ raddoppia.

Tre croccanti cialde al cacao e un cremoso ripieno al cioccolato e cacao preparato con ingredienti di alta qualitĂ .


News

SETTIMO CIELO SI ESPANDE E DIVENTA IL RETAIL PARK PIÙ GRANDE D’ITALIA

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lavori sono durati 19 mesi e, a fine maggio, è arrivata l’inaugurazione dell’ampliamento di 26mila mq che fa di Settimo Cielo Retail Park il parco commerciale più grande d’Italia: 69mila mq dedicati allo shopping a pochi chilometri dal centro di Torino. Frutto di un investimento di 40 milioni di euro, il nuovo ampliamento realizzato da Building Spa darà lavoro a 600 persone e completa il percorso di espansione dell’area commerciale di proprietà di Settimo Sviluppo Spa inaugurata nel 2011. A promuovere quest’ultimo step è stata Promocentro Italia Srl mentre la commercializzazione è stata affidata a Cushman & Wakefield, società responsabile della gestione del parco commerciale. «Alle porte di un Comune modello tra gli hinterland delle città italiane, inauguriamo il settimo cielo dello shopping, il parco commerciale più grande d’Italia: 62 punti vendita, 850 impiegati, 9 milioni di visitatori attesi significano pensare alla TorinoMilano come una delle aree economiche più produttive e strategiche del Nord Italia e del Paese» ha spiegato, in sintesi, Piero Boffa, presidente del Gruppo Building. L’ampliamento ha come idea progettuale primaria quella di dar vita a un proseguimento della “passeggiata” fra le attività commerciali. Dal piazzale, che ora accoglie gli edifici i cui marchi di punta sono Decathlon e Conforama, si prosegue verso le nuove costruzioni che seguono la tendenza moderna nel creare una galleria commerciale en plein air piuttosto che un mall coperto. Nel piazzale della corte interna, quindi, sono state create tre zone studiate per essere fruite diversamente. La prima vede un grosso spazio pedonale prospiciente il resto del retail park in cui si può sostare. La seconda è collocata allo spigolo dell’edificio a “L”, ed è destinata a ospitare attività all’aperto sia estive sia invernali, quali ad esempio una pista di pattinaggio su ghiaccio o piccoli mercatini temporanei. La terza è una grossa area, coperta da una struttura metallica, in fronte all’edificio centrale, dove, attraverso l’uso di container da trasporto merci rifunzionalizzati, si è creata una ambientazione post-industriale. Il tutto è completato da una serie di chioschi, anch’essi con superfici ampiamente vetrate, che ospitano parte del servizio di somministrazione del retail park. I rimanenti esercizi di somministrazione sono collocati nell’area food court.

BRICOBRAVO FESTEGGIA 60 ANNI DI ATTIVITÀ

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na storia lunga 60 anni per BricoBravo che nel 2019 festeggia un traguardo atteso dal 1959, anno di inizio attività per l’insegna di bricolage e giardinaggio. Da un piccolo negozio fisico a un eCommerce multilingua, sempre cavalcando le principali innovazioni tecnologiche e i più avanzati sistemi di pagamento, il brand si conferma un pioniere del settore con processi di navigazione evoluti per rendere sempre più fluido il percorso di ricerca ed acquisto. Per celebrare questo importante traguardo, BricoBravo ha lanciato un logo speciale e il playoff “Vicino ai tuoi sogni”. « Nel corso degli anni abbiamo visto la nostra azienda crescere in modo esponenziale. Oggi appresentiamo un punto di riferimento nel settore anche grazie alle partnership con fornitori d’eccellenza e marketplace a cui non possiamo che riservare un ringraziamento speciale», ha commentato Alessandro Samà, ceo di BricoBravo. giugno 2019 | retail food

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News DÉLIFRANCE SVELA THE LAB, IL NUOVO POLO PER L’INNOVAZIONE HO.RE.CA

AGLI ITALIANI IL RETAIL PIACE IN FRANCHISING

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ltre il 50% degli italiani conosce e apprezza il franchising. E Il 74% di questo universo pensa che rappresenterà la formula del futuro. Sono i dati molto positivi che emergono dallo studio condotto dall’Istituto Piepoli e commissionato da Assofranchising a maggio 2019. Di particolare interesse è il dato dell’awareness del franchising tra i giovani. «Gli incentivi all’autoimpiego e alla costituzione di attività in proprio rappresentano un’ottima leva per l’avvio di nuove imprese in franchising e la creazione di nuovi posti di lavoro», ha commentato Augusto Bandera, segretario generale Assofranchising. Dallo studio emerge che chi conosce in modo approfondito il sistema dell’affiliazione ha un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, segno di come il franchising sia sempre più un mondo giovane e per i giovani. L’89% di chi apre un’attività in franchising in Italia, infatti, rientra in questa fascia di età. La ricerca condotta dall’Istituto Piepoli mette inoltre in risalto che i principali motivi per cui si preferisce acquistare presso un punto vendita in franchising sono la notorietà e l’affidabilità del marchio, gli sconti dedicati, la vasta gamma di prodotti disponibili e la loro qualità. Chi ha dichiarato di conoscere le insegne che operano in questo settore pensa, inoltre, che in futuro le reti in franchising sul nostro territorio avranno una crescita ulteriore. Previsioni queste ultime, basate sul percepito, e che sono confermate dai dati ufficiali del Rapporto Assofranchising Italia 2018, che ha sancito come il settore, all’ultima rilevazione, sia cresciuto di 2,6 punti percentuali registrando un giro di affari di oltre 24 miliardi di euro.

FRATELLI LA BUFALA ANNUNCIA IL PIANO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

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on l’acquisizione da parte del Gruppo A Cento Spa del franchisee locale di Dubai, Fratelli La Bufala ha dato avvio al nuovo piano di internazionalizzazione. Lo store negli Emirati, infatti, aveva già aperto i battenti nel 2014 all’interno del The Beach Mall del Jumeira Beach Residence: 900 mq con 300 posti a sedere e una proposta che si basa su pizza e cucina partenopea. «Il ristorante di Dubai offre la stessa qualità di servizio e prodotto garantita dagli altri punti vendita Fratelli la Bufala ed è proprio la ricerca di elevati standard qualitativi comuni a tutta l’offerta del marchio che ci ha portato ad assumere la gestione diretta dello store di Dubai, anche in vista di Expo2020 quando la città diventerà un importante hub del turismo mondiale: si tratta di una precisa scelta strategica che intendiamo perseguire nello sviluppo del brand a lungo termine», ha spiegato Giovanni Galbiati, ceo di A Cento Spa. Con il controllo diretto del punto vendita, Fratelli La Bufala cambia quindi strategia e ricalibra la propria presenza in Medio Oriente contestualmente a quella in Europa. A 15 anni dalla nascita del marchio, tutti i negozi saranno oggetto di restyling. Lo standard, in questo senso, è rappresentato dal ristorante di Napoli-Mergellina che nel 2018 ha dato il via a una nuova strategia retail che ha portato il marchio a Milano, Roma e Londra. Nel prossimo futuro, aperture attese a Berlino (con il format LAB) e in Spagna.

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n salotto che apre le porte alla discussione e al confronto tra le realtà dell’Ho.RE.Ca., artigianali e Gdo. Ecco cos’è The Lab, il format innovativo presentato da Délifrance Italia. L’idea alla base di The Lab è che ognuno si senta libero di esprimersi e di condividere il proprio know-how attraverso attimi di formazione sul campo, tavole rotonde e momenti di confronto informali, completamente gratuiti. Situato all’interno di Panitaly, il sito produttivo che sorge a Liscate (MI), The Lab ospiterà una volta al mese dei corsi tematici e gratuiti rivolti agli addetti al settore interessati ad approfondire i principali trend di mercato, nuove esperienze sensoriali, prodotti e allestimento. I partecipanti ai corsi avranno così l’occasione di migliorare le proprie conoscenze grazie a contenuti di valore e di partecipare a brainstorming con grandi nomi, detentori delle best practice di settore. «Siamo stati i primi nel mondo Délifrance a realizzare un progetto simile e ne siamo molto orgogliosi, il nostro obiettivo è sempre stato quello di crescere assieme ai nostri clienti e di fornire tutti gli strumenti necessari per aiutarli nello sviluppo e nel successo del loro business. The Lab ne è la prova concreta, vogliamo essere il braccio destro dei nostri clienti», ha commentato Sara De Angelis, direttore marketing Europa del Sud di Délifrance.

MILANO 2030, IL FUTURO SECONDO SCENARI IMMOBILIARI

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ortare al centro della nuova stagione urbanistica le periferie è la sfida da cogliere per la rigenerazione della città del futuro, ossia della Milano del 2030 definita dal Piano di Governo del Territorio (PGT) recentemente adottato dal Comune. Una scelta che impatta sullo sviluppo immobiliare e retail del capoluogo lombardo. In che modo? A spiegarlo ci hanno pensato quelli di Scenari Immobiliari. Il nuovo piano eredita oltre 2,9 milioni di metri quadrati di superficie lorda. La maggior parte delle superfici previste sono destinate alla realizzazione di nuove abitazioni (oltre 1,3 milioni di metri quadrati), seguite da uffici (oltre 600mila mq), servizi privati (560mila mq) e commercio (260mila mq). Complessivamente il nuovo PGT prevede, all’interno del territorio

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retail food | giugno 2019

amministrativo milanese, la realizzazione di oltre 3,9 milioni di metri quadrati di superficie lorda. Inoltre, in un arco temporale relativamente breve, ipotizzabile in 15 anni, le più rilevanti trasformazioni in atto o previste sull’intero territorio milanese, interesseranno prevalentemente superfici sviluppabili rivolte alla realizzazione di una rinnovata offerta residenziale (57% della SLP), trophy asset direzionali (15%), commercio (8%) e sviluppi immobiliari di interesse sociale-collettivo quali strutture ospedaliere, campus universitari, centri di ricerca scientifica, tempo libero e sport. Un cambiamento che determinerà un impatto sul mercato immobiliare stimabile nell’ordine di grandezza di circa 14 miliardi di euro di valore aggiunto.


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f Opening Flagship News

MCDONALD’S E BRICIOLE, DOPPIA INAUGURAZIONE MYCHEF A CATANIA

Le immagini dell’inaugurazione ufficiale di McDonald’s e Briciole Bar all’aeroporto di Catania. In basso a sinistra, il taglio nastro con Enzo Andreis, Nico Torrisi, Sergio Castelli e Sandro Gambuzza

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ttivi, rispettivamente, da marzo e aprile, i due nuovi punti vendita MyChef a marchio Briciole e McDonald’s all’aeroporto Fontanarossa di Catania gestito da Sac sono stati inaugurati ufficialmente martededì 14 maggio potenziando così l’offerta food retail dello scalo etneo. Presenti al taglio nastro, Enzo Andreis e Sergio Castelli, presidente e ceo MyChef, assieme a Sandro Gambuzza e Nico Torrisi, presidente e amministrazione delegato di Sac.

I DUE NUOVI PUNTI VENDITA

Le due nuove insegne, McDonald’s e Briciole Bar, completano e arricchiscono l’offerta dell’aeroporto di Catania allineandolo così ai migliori standard internazionali: «L’arrivo di questi due importantissimi brand nel settore della ristorazione conferma ancora una volta l’attrattività del nostro aeroporto nei confronti delle imprese che, sempre più, decidono di scommettere sullo scalo etneo, in crescita costante», ha confermato Nico Torrisi, ad di Sac. Situato al primo piano della zona partenze, con un ampia visuale sull’ingresso vetrato dell’aerostazione e sui banchi del check-in, il punto vendita McDonald’s prende il posto del precedente ristorante self service. Il punto vendita è caratterizzato 16

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per il suo format premium, solitamente sviluppato nei centri città: 180 posti a sedere, 4 self kiosk bifacciali e 2 monofacciali, prevede il servizio al tavolo attraverso il sistema “Radius”. Una volta effettuato l’ordine, infatti, al cliente viene rilasciato un numero grazie al quale l’operatore potrà individuarlo e raggiungerlo facilmente dopo che ha preso posto al tavolo. Una soluzione che coniuga velocità e comodità, facendo risparmiare tempo al cliente. Dall’altra parte dei controlli sicurezza, invece, è situato il punto vendita Briciole Bar. Format già rodato in diverse location, Briciole presenta un’offerta a tutto tondo: dalla colazione al pranzo/cena, passando per lo snack dolce o salato. Da sottolineare come il servizio caffetteria risponda alle nuove esigenze della clientela presentando una vasta gamma di referenze di qualità e prodotti free from (vegani, senza glutine e lattosio). Con 30 posti a sedere e un location fronte gate, Briciole Bar offre anche una selezione di prodotti locali (dall’arancino ai cannoli) e la possibilità di assaporare piatti pronti o insalate componibili.

LE DICHIARAZIONI «Siamo presenti in Sicilia ormai da tanti anni – ha ricordato Enzo Andreis, presidente MyChef dopo il taglio nastro – e questa apertura rappresenta un ulteriore rafforzamento per la nostra azienda. Vogliamo fare bene con l’aeroporto, il tredicesimo per noi, e per i clienti. McDonald’s è un marchio conosciuto e molto diffuso negli aereoporti italiani dove funziona bene anche perché ci siamo noi e i nostri collaboratori (41 dipendenti nei due punti vendita MyChef, ndr) come operatori. N.G.


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IL BRAND MIX SI RINNOVA NEI THE STYLE OUTLETS DI NEINVER

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uovi brand, dall’abbigliamento alla ristorazione, fanno il loro ingresso nei The Style Outlets di Neinver, multinazionale di origine spagnola attiva nel settore della commercializzazione e gestione di centri outlet in Europa. Tra le new entry di Vicolungo The Style Outlets, dove sono presenti complessivamente 150 negozi, figurano marchi del calibro di Pazolini e Scotch & Soda, che approda per la prima volta in un centro outlet in Italia. Per gli sportivi più appassionati, invece, tutto l’occorrente per nuoto, triathlon, running e fitness si trova nel nuovo negozio Jaked, specializzato in abbigliamento tecnico altamente performante. È stato inaugurato anche lo store Zeropiù, con abbigliamento da 0 a 16 anni per look da cerimonia adatti a tutte le occasioni. Tra i brand disponibili, Cesare Paciotti, Carlo Pignatelli, Boy London, Ice Iceberg, Relish Girl e tanti altri. Nuovo look anche per INTREND Diffusione Tessile, che ha riaperto dopo un restyling completo, e per Pollini, che si rivolge ai visitatori con un’immagine e una location rinnovate. Al Castel Guelfo The Style Outlets (110 negozi in totale), invece, spiccano l’apertura del pop up store di Grom e il reopening di Trussardi Jeans con insegna Trussardi.

JD SPORTS L’OUTFIT TECNICO BRITANNICO ARRIVA A NOLA

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resce la presenza sul territorio italiano di JD Sports, multinazionale britannica leader europea nell’ambito della moda sportiva: a inizio maggio si è infatti tenuta l’inaugurazione di un nuovo store a Nola, in provincia di Napoli, all’interno del centro commerciale Vulcano Buono. Dopo l’entrata nel mercato italiano nel 2015, con un pied-à-terre a Roma, JD Sports consoliderà il proprio network nel corso del 2019 con sei nuove aperture: Roma Aprilia, Napoli Afragola, Milano Sesto San Giovanni, Roma Maximo Laurentino, Cremona e Bari. Questi store andranno così aumentare il numero di punti vendita attivi attualmente fermo a 25 unità su 11 Regioni. L’obiettivo è quello di sviluppare nelle Penisola così come avviene a livello globale dove JD Sport è stata protagonista sia di importanti acquisizioni (che hanno coinvolto i marchi Footasylum e Pretty Green, Finish Line e Sports Zone) che di un’espansione europea: di recente è approdato per la prima volta in Finlandia e il suo primo negozio in Austria dovrebbe essere inaugurato nel corso di questo semestre.

I SAPORI LIGURI DI FRATELLI CARLI SI ESPANDONO IN LOMBARDIA

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n nuovo punto vendita per Fratelli Carli che apre a Pavia il 12° punto vendita della rete (il 6° in Lombardia). La storica e rinomata azienda olearia di Imperia continua così il proprio piano di sviluppo retail proponendo i sapore della gastronomia ligure. Nella città lombarda, al civico 40 di Corso Cavour, il format Fratelli Carli si estende su una superficie di 115 mq: il più grande del network dopo quello di Imperia, all’interno dello stabilimento produttivo. Oltre a questo primato, una novità in termini di concept che vedrà il debutto di “Sostenibili per natura”, il percorso di innovazione sostenibile che l’azienda persegue giornalmente nei confronti del territorio, dell’ambiente e delle persone, lungo l’intera filiera produttiva. Ovviamente, in termini di referenze, sugli scaffali si trova il tradizionale olio d’oliva accompagnato da altri prodotti a marchio Fratelli Carli: tonno, verdure in barattolo, peperoncini ripieni, pesto e sughi, ecc. « Ogni Emporio permette di scoprire il nostro mondo in un percorso tra sapore e sapere. Desideriamo rappresentare un’abitudine alimentare per tante famiglie e volentieri ci assumiamo questa responsabilità con grande serietà, consapevoli di dover ricambiare offrendo qualità, attenzione e rispetto», ha commentato Claudia Carli, quinta generazione del business.

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giugno 2019 | retail food

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f opening News NUOVO FLAGSHIP TEDESCO PER LE BORSE FURLA

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Monaco, Furla apre un flagship store al numero 33 della centralissima Theatinerstrasse, la via delle boutique e dei grandi marchi della moda. Lo store sostituisce il precedente punto vendita, sito al numero 30 della stessa strada, e ospiterà e diffonderà il concetto di lifestyle italiano di Furla attraverso tutte le sue collezioni, donna e uomo: borse e piccola pelletteria, calzature e occhiali da sole, orologi e tessile. Il negozio di Theatinerstrasse si sviluppa su due piani per una superficie complessiva di 125 metri quadrati. Un ambiente essenziale, elegante e confortevole; definito da linee nette, dettagli in rovere ed elementi decorativi ed espositivi in metallo color champagne satinato.

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CONTO TONDO PER PAM: APERTO IL 100° FORMAT LOCAL

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Roma, in via Ravenna, Pam Panorama festeggia il traguardo dei 100 punti vendita a insegna Pam Local caratterizzato da un’offerta all’insegna della convenienza, praticità e qualità; molto adatta al vicino bacino di clienti rappresentato dall’Università “La Sapienza”. Una vicinanza che ha portato l’azienda a dotare il punto vendita di un’adeguata area ristoro dove consumare i piatti pronti appena acquistati. Oltre alle referenze to go, i consumatori potranno trovare numerose soluzioni per la spesa di tutti i giorni, magari approfittando dell’iniziativa “Prezzo Promessa”. Ampio spazio, infine, è stato riservato a coloro che prestano attenzione al proprio benessere ma che non vogliono rinunciare al gusto grazie a centinaia di prodotti free from o integrali, referenze con pochi grassi, e un’ampia proposta di articoli biologici, vegani e superfood. «Pam Local è un format giovane e innovativo che, dopo l’apertura dei primi tre punti vendita pilota nel 2013, a partire dal 2014 ha saputo continuare a innovarsi per crescere e rispondere alle esigenze dei propri clienti. In pochi anni abbiamo raggiunto il traguardo dei 100 punti vendita con oltre 1.000 addetti con un’età media inferiore ai 24 anni», ha dichiarato Andrea Zoratti, direttore canali prossimità e supermercati.


SWEET YEARS CRESCE ALL’ESTERO E APRE IN GIAPPONE

I TRAPIZZINO RADDOPPIA A TORINO CON LA VINERIA

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opo l’apertura all’interno di Mercato Centrale a Torino, a magg Trapizzino raddoppia nel capoluogo piemontese: nasce La Vineria. Lo street food romano ha così scelto di fare subito il bis, a distanza di un mese, in piazza Carlina, ex sede del mercato del vino locale. Qui Trapizzino inaugura un nuovo locale con enoteca replicando quanto già fatto a Roma ma in un locale che con il dehors conta 160 coperti, caratterizzato da soffitti alti e pareti affrescate. Il servizio inizia con il pranzo e termina con il post cena con proposte che variano dalla caffetteria al calice di vino. A questo si aggiunge l’offerta food: il trapizzino, appunto, in 30 ricette a rotazione, dal pollo alla cacciatora alla coda alla vaccinara, senza dimenticare la Parmigiana di melanzane e il doppia panna e alici. Per i wine&cocktail lover, una carta di 120 etichette selezionate da Paul Pansera e una proposta di miscelati su cui spunta l’omaggio al Vermouth torinese Del Professore.

l brand del cuore Sweet Years sbarca a Shibuya, il più rinomato quartiere di Tokyo, e dà avvio a un piano di sviluppo grazie all’accordo con la società Lon Yong Japan. Il monomarca SY32, prevalentemente menswear, è il quarto in terra nipponica dopo Fukuoka, Osaka e Tokyo. Un traguardo importante a due anni dal lancio del progetto di espansione. Il nuovo store si sviluppa su due piani, per una superficie di circa 110 mq con un layout giocato sul bianco e sul nero. L’offerta dà spazio alle referenze active e luxury sports realizzate con tessuti tecnici e materiali termosaldati e destinate a una clientela giovane e moderna sempre attenta alle modo e al cambiamento. Alla nuova apertura Sweet Years accosta un nuovo corso produttivo e distributivo con un piano di sviluppo a tre anni grazie al rinnovo della licenza di SY32 by Sweet Years con l’azienda Long Yong Japan. La società di Tokyo, forte del suo know how ultra ventennale nella produzione in conto terzi di private label tecniche (per importanti Department Store e diversi marchi internazionali), si occuperà di tutte le fasi, dalla programmazione delle collezioni alla vendita finale del marchio in Giappone sotto la supervisione della casa madre italiana. «La nuova apertura non solo è una prova del nostro successo internazionale ma è anche il trampolino di lancio per un ulteriore incremento della quota export del nostro marchio. Dopo il Giappone puntiamo alla Corea», ha rivelato Mauro Russo, fondatore di Sweet Years.

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FA Italy 2019

I campioni del Foodservice La terza edizione del FA Italy tiene fede alla promessa di riunire in un confronto costruttivo i migliori format del foodservice che operano in Italia, anche quest’anno con partner d’eccezione come Mapic Italy, Mapic Food, CNCC e Tuttofood

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a terza edizione del Foodservice Award ha chiuso i battenti una manciata di settimane fa, sottolineata dalla formidabile cena di gala incastonata nella suggestiva location dello stadio San Siro di Milano. Qui si sono riuniti quasi 300 top manager del food retail. L’evento è stato organizzato dalla nostra casa editrice con Ristorando e retail&food in prima linea, in collaborazione con Mapic Italy, Mapic Food, CNCC e TUTTOFOOD nel ruolo di main partner.

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Per la prima volta, inoltre, il Foodservice Award ha fatto parte del programma ufficiale di eventi che caratterizzano la Milano Food City. La macchina organizzativa ha supportato l’evento con un sito internet (www.foodserviceaward.it), due newsletter mensili nel periodo di svolgimento dell’award e 27 giurati (3 per categoria). Al nostro fianco abbiamo avuto anche una nutrita serie di sponsor e il supporto delle principali associazioni di categoria.

Insomma un concorso che ha saputo farsi apprezzare nel tempo anche per la capacità di avviare un virtuoso meccanismo di networking fra investitori, sviluppatori e fornitori di servizi di foodservice. I brand premiati testimoniano il dinamismo della ristorazione commerciale italiana e danno il polso dell’ampiezza e della varietà dell’offerta. Dal brand di respiro internazionale come Illy, premiato per il format costruito attorno all’apprezzato caffè, alla pizza di qualità con Pizzium, dal


i numeri del FA 2019

9 Le categorie in concorso 85 I format finalisti in gara: (+21% rispetto all’edizione 2017) 27 I giurati (3 per categoria) 5 Le associazioni di categoria partner del concorso

20 Gli sponsor della manifestazione 280 I top manager presenti alla premiazione del 9 maggio 2019 + 30% (FA2019 vs FA2017) le visite ricevute dal sito www.foodserviceaward.it

+ di 15.000 i destinatari di ogni newsletter del FA2019

tramezzino veneziano di Tramè all’hamburger gourmet di Welldone. Spazio anche alla ristorazione a tema di successo con Löwengrube, ai dolci e al gelato di Don Nino alle moderne interpretazioni dell’healthy food by Natoo e Viva fino ai prodotti da forno e agli ambienti accoglienti di Pandenus. Il “Premio Speciale dei giornalisti di retail&food e Ristorando” è stato conferito a Trattoria Solidale per “la qualità del lavoro svolto nel formare e includere persone speciali e nell’innovare prodotto e tecniche”. Impegnativo il lavoro svolto dai 27 giurati, tre per ognuna delle 9 categorie, considerata la qualità dei partecipanti. L’evento ha messo in evidenza che le catene di ristorazione attive in Italia sono tante, molto diverse per storia, numeri, prodotti e sono in grado di svilupparsi in ogni tipo di canale (urban, centri commerciali, travel…) con

professionalità, serietà e grande attenzione alle tecnologie e all’ambiente. Il Foodservice Award 2019 è stato sostenuto dalle più rappresentative associazioni di categoria: FIPE, AIGRIM, ATRI, CNCC, Federfranchising e Confimprese. Al gala dinner hanno partecipato titolari e manager delle 85 catene di ristorazione in gara; rappresentanti delle più prestigiose società di gestione di centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti, oltre ad alcuni importanti ospiti internazionali. La ristorazione commerciale, quella delle catene, è un comparto in costante crescita, soprattutto in capo a quelle aziende capaci di attuare una differenziazione e una specializzazione dell’offerta finalizzata a intercettare le nuove tendenze e abitudini di chi lavora, viaggia, trascorre tempo libero. L’appuntamento è per la quarta edizione del Foodservice Award nel 2021. giugno 2019 | retail food

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FA Italy 2019

Categoria Pizza

Pizzium

Riceve il premio Nanni Ardellini co-founder insieme a Nico Grammauta direttore generale di Pizzium.

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izzium si caratterizza per un’attenta valorizzazione delle tipicità, attraverso una selezione mirata delle migliori materie prime italiane, oltre che per la forte carica innovativa, espressa anche nei menù. Un format in crescita accelerata, ormai giunto alla sua decima apertura, che si fa apprezzare per lo sviluppo sostenibile.

Categoria Caffé Riceve il premio Roberto di Martino Retail Development Director, insieme ad Alessandra de Gaetano, Global retail Director di Illy.

Illy Caffè

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on più di 250 locali nel mondo, illy rappresenta una delle poche eccellenze italiane capaci di esprimersi in tutti i segmenti del caffè e non solo sul versante del tradizionale espresso italiano. Il format più recente si distingue per efficienza e leggibilità, pur mantenendo intatto il «DNA Illy» e per questo ha forti potenzialità di ulteriore crescita sia nazionale sia internazionale.

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? Ci impegniamo quotidianamente per far sì che le nostre location siano in ordine, ben organizzate e decorate, con la giusta intensità delle luci e la play list in linea al concept; dove i 5 sensi del cliente vengano coinvolti nella loro totalità. L’obiettivo è trasmettergli la miglior sensazione per farlo sentire a proprio agio. Il cliente viene accolto, accompagnato al tavolo dove, con un servizio veloce, riceve il prodotto dagli operatori di sala, ovvero il motivo del suo ingresso presso un punto vendita Pizzium. Quali sono i piani di sviluppo nel breve/medio termine? Entro settembre prevediamo nuove aperture a Bologna, un sesto ristorante a Milano in via Pola e a Busto Arsizio (VA). Inoltre, a giugno partirà a Milano la prima sessione di formazione in aula presso la Pizzium Academy dei nostri operatori di sala. Il piano di formazione prevede il coinvolgimento attivo dei fornitori strategici sul prodotto per aumentare il livello di preparazione degli addetti alle ordinazioni e quindi alle vendite. Per il prossimo anno, i nostri piani sono di aprire altri 10 punti vendita in Italia. Quali sono i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? Dopo soltanto 2 anni dalla prima apertura, aver ricevuto un riconoscimento sul nostro lavoro, oltre a renderci fieri su quanto fatto ci motiva ancora di più a perseguire questa strada con l’obiettivo di non tradire le aspettative dei nostri clienti.

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta?

Gli illy Caffè sono ambienti dove si respirano arte e cultura, con un’offerta che pone la caffetteria al centro, dall’espresso a tutti i diversi metodi di preparazione e trasformazione, completata da una proposta gastronomica di elevata qualità che accompagna l’ospite nei diversi momenti della giornata. Sono questi gli ingredienti essenziali per un’esperienza all’insegna dell’autentico Italian lifestyle. Quali i piani di sviluppo nel breve/medio termine?

Puntiamo alla prosecuzione nel nostro sviluppo strategico nelle tre Regioni dell’EMEA, Asia Pacific e Nord America, sia mediante la formula del franchising che attraverso l’apertura di punti vendita diretti. In quest’ottica lavoriamo costantemente all’aggiornamento del nostro concept intercettando i nuovi trend che emergono dai diversi mercati. Quali i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori?

Il settore delle caffetterie continua a crescere, anche se a tassi decrescenti, soprattutto per quanto concerne le catene. I fattori critici di successo rimangono i classici imprescindibili del mercato ( location, servizio e professionalità, preminumness/healthness e value for money) su cui si inseriscono trend che vanno compresi tempestivamente e implementati come le nuove tecnologie ‘Customer Centric’ (Digital, A-Commerce, Mobile transactions, Predictive Marketing). Per le nuove generazioni di clienti è poi essenziale creare esperienze di consumo uniche, con una personalità autentica e convincente. 26

retail food | giugno 2019

Categoria Panini

Tramè

Gianluca Balestra Amministratore delegato di Tramè.

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ormat originale in grado di raggiungere un pubblico esteso con un prodotto estremamente locale, inizialmente conosciuto solo nella regione di origine. Design del prodotto e packaging si dimostrano vincenti e rendono il prodotto fruibile anche fuori dai punti vendita (come in caso di delivery) mantenendo elevata la qualità, senza rinunciare all’aspetto visivo.

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? Il punto di forza di Tramé è saper coniugare la tradizione con l’innovazione e la ricercatezza di abbinamenti gourmet partendo da una ricerca quasi maniacale di materie prime di eccellente qualità. Il pane è un morbido pane in cassetta, a doppia lievitazione a fermentazione naturale, la maionese è leggera fatta in casa, ogni mattina, come una volta. Il nostro arrosto e la nostra porchetta arrivano dall’antico borgo di Monte San Savino in Toscana. Il nostro Tramezzino è godurioso, deve farsi ricordare per la freschezza e la bontà degli ingredienti, per l’estetica perfetta e la ricchezza della farcitura. Quali sono i piani di sviluppo nel breve/medio termine? Tramé è partito da una suggestiva location in Brera a Milano e adesso conta 6 locali più un laboratorio: tutti rigorosamente di proprietà. L’obiettivo è proseguire il recente piano di aperture, 2 entro fine 2019 e altre 5 nel 2020 e 2021, sempre con il diretto controllo dei punti vendita. Quali sono i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? In questi ultimi anni si è puntato sui concept food store, ristoranti verticali specializzati su uno o più prodotti a discapito di format più tradizionali e generalisti. La ricerca delle materie prime è diventata fondamentale e premiante nella scelta dei consumatori finali. È strategico offrire prodotti di qualità eccellente e puntare sempre più in alto


Finalisti

Categoria Ristorazione a tema Riceve il premio Pietro Nicastro Amministratore di Löwengrube.

Löwengrube

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er la forte impronta del tema bavarese, per l’inserimento di tale tema nei territori italiani, perché è una storia imprenditoriale italiana, per la coerenza nella strategia di sviluppo e per la crescita in pochi anni attraverso il franchising. E perché con il menu senza glutine e l’area bambini ha saputo mettere il cliente al centro della propria offerta.

Categoria carne Riceve il premio Andrea Magelli insieme a Sara Roversi fondatori di Welldone.

Welldone Lifestyle Kitchen

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elldone interpreta nel migliore dei modi quello che il mercato di oggi vuole: un ambiente giovane ed informale, moderno e con un’anima green e un prodotto gourmet attento alla qualità e alle materie prime, pensato per uno sviluppo contenuto e diretto per mantenersi fedeli al proprio concept. Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? Sicuramente il controllo di filiera, la qualità delle materie e il rispetto per l’ambiente. Dalle carni italiane provenienti da allevamenti responsabili, al pane realizzato artigianalmente con lievito madre e farine biologiche, ci siamo sempre concentrati sulla sostenibilità e la valorizzazione dei prodotti dell’eccellenza italiana lasciando però spazio anche all’innovazione come la californiana Beyond Meat. Quali i piani di sviluppo nel breve/medio termine? Attualmente stiamo lavorando a un restyling del nostro format e della nostra offerta. Dopo il cambio di pay-off, da Gourmet Burger a Lifestyle Kitchen, ora stiamo mettendo mano a tutto il menù e l’experience. Terminato il restyling saremo pronti ad aprire in altre città italiane e passare al modello in franchising con la possibilità affiliazione sia in Italia che all’estero. Quali i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? Oltre alla qualità, anche l’esperienza, i valori e soprattutto la sostenibilità sono temi a cui la Zgeneration e i millennials prestano molta attenzione. In questo senso, l’inserimento di Beyond Burger nella nostra offerta commerciale è stato strategico perché non solo ci ha permesso di differenziarci dagli altri player del mercato, ma ci ha anche aperto a un nuovo trend in grande crescita: quello dei flexitariani.

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? Il format Löwengrube è sinonimo di cucina e birreria bavarese in Italia, un luogo unico, dove si possono vivere i sapori e la convivialità dell’Oktoberfest. L’offerta gastronomica è innovativa e originale, frutto di ricerca, che ci ha permesso di inserire i veri piatti della tradizione bavarese, come würstel, burger gourmet e stinco di maiale, cucinati secondo ricette tipiche preparate al momento, abbinati a una selezione di birre bavaresi spillate alla tedesca. Quali i piani di sviluppo nel breve/medio termine? Abbiamo chiuso il 2018 con un risultato record, che ha visto il fatturato della rete attestarsi a 13,5 milioni di euro e una crescita del +35% rispetto al 2017. Oggi, il nostro format continua a espandersi, soprattutto grazie al franchising e alla duplice formula della ristorazione fissa e del wagen: a dicembre 2018 eravamo a quota 12 locali più 5 food truck, entro l’anno prevediamo di raggiungere l’ambizioso obiettivo di 10 nuovi punti vendita. Entro la fine del 2020 è previsto inoltre l’avvio del programma di aperture dirette. Quali i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? La ristorazione oggi va oltre la semplice offerta gastronomica e si propone di far vivere al cliente vere e proprie esperienze all’interno dei singoli locali: questo è un trend in ascesa che abbiamo intuito e sposato sin dall’inizio, scommettendo in particolare sulla nostra formula franchising avviata nel 2014.

Categoria Gelato e Cioccolato Riceve il premio Felice Cesana socio di Don Nino.

Don Nino

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on Nino colpisce per la coerenza tra la mission e gli strumenti utilizzati nel trasmettere i propri valori al pubblico: dall’insegna, tradizionale ed evocatrice della cultura dolciaria italiana, alla determinazione nella scelta delle migliori materie prime, fino al concept del punto vendita caratterizzato da un confortante ambiente casalingo che coinvolge tutti i sensi.

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? È rappresentato dal connubio perfetto tra la ricercatezza delle materie prime, la profonda cultura del territorio, l’esperienza del Maestro Gelatiere Francesco Mastroianni e la familiarità che si respira all’interno dei punti vendita. L’artigianalità e il ritorno ai gusti autentici del passato sono alla base delle quattro linee di prodotto: Gelateria, Pasticceria, Caffetteria e Bakery. Quali sono i piani di sviluppo nel breve/medio termine? Prevediamo l’apertura di nuovi punti vendita diretti su Milano e Venezia per la fine del 2019 e per il primo semestre del 2020. Inoltre si progetta l’attivazione del canale franchising nel 2020 per la copertura all’estero attraverso il Master Franchising. A questo si aggiunge una strategia di comunicazione digital con la release del nuovo sito web e un piano di rilancio sui social media. Quali sono i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? Le ultime tendenze del settore della gelateria riguardano la creazione di gusti particolari e ricercati con materie prime di alta qualità e il forte legame al territorio di provenienza. Nella rubrica di enogastronomia Rai del Tg2 «Eat Parade», il nostro Maestro Gelatiere Francesco Mastroianni crea un legame perfetto tra il territorio e le materie prime dando vita a nuovi gusti capaci di catturare essenze e sapori dei migliori ingredienti locali, come “Fichi della Piana” che ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale SIGEP nel 2001. giugno 2019 | retail food

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FA Italy 2019

Categoria Travel Riceve il premio Lucio Rossetto, Ceo di Lagardère Travel Retail.

Natoo | Healthy all the way

N

atoo si distingue per la versatilità del format, per il basso impiego di spazio, per il livello di innovazione e per l’elevata potenzialità nell’intercettare target differenti (healthy) rispetto ai tradizionali format del travel retail senza tuttavia trascurare un’offerta di prodotto qualitativamente elevata e ben presentata.

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? Cibo sano e consapevole, proposto in un ambiente accattivante, parlando un linguaggio immediatamente comprensibile dai viaggiatori di tutto il mondo. Riusciamo a fare questo con preparazioni a vista e cibo in gran parte fresco, in uno spazio minimo, come spesso accade nei luoghi di viaggio. Quali i piani di sviluppo nel breve/medio termine? La sesta apertura è prevista presso l’aeroporto di Napoli a fine giugno. Originariamente l’obiettivo era di rispondere alle esigenze basiche di colazione e snack, crediamo tuttavia che Natoo abbia potenziale per coprire ulteriori bisogni del viaggiatore: con la recente apertura di Cagliari, su una superficie più grande, stiamo infatti sperimentando il connubio con il cibo locale e il presidio di pranzo e cena. Quali i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? Le esigenze dei viaggiatori diventano sempre più diverse e specifiche. Non costruiamo format standard e universali, cerchiamo piuttosto di sviluppare offerte immediatamente comprensibili che possono essere adattate alle specifiche esigenze del landlord, siano aeroporti o stazioni. Per questo, a volte, utilizziamo brand riconosciuti, e altre volte, come nel caso di Natoo, creiamo format dedicati. Qualità, velocità di servizio, personale competente e forte connotazione territoriale sono gli ingredienti fondamentali per rispondere alle esigenze del canale Travel.

Categoria Centri Commerciali Riceve il premio Giuseppe Parolini, amministratore unico, insieme a Corrado Menozzi direttore commerciale di Viva.

Viva

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n format originale e innovativo, pensato non solo per pranzi e spuntini veloci ma per tutti i momenti della giornata all’insegna del “buono, fresco e naturale”. Un’immagine accattivante e in linea con le nuove tendenze salutiste anche nei dettagli, come la scelta del packaging totalmente Bio. Un concetto ideale e sinergico per i nostri centri commerciali. Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? Sta nella nostra promessa, che è ben riassunta nel posizionamento “buon-fresco-naturale”. Un’offerta fortemente orientata su frutta, verdura, cereali, pesce e carni bianche; una trasformazione del prodotto che preservi il più possibile le sue prerogative e caratteristiche; un controllo della produzione attraverso il nostro laboratorio centralizzato; una proposta sia espressa che takeaway, che consenta soluzioni di pasto o mini pasto pratiche e accessibili; un format semplice e accattivante. Quali i piani di sviluppo nel breve/medio termine? Uno sviluppo di rete stimabile in circa 2-3 unità all’anno, confermando il modello della gestione diretta. Saranno certamente le location urbane con un approccio più selettivo verso i centri commerciali. Il bacino geografico considerabile è di 100-150 km dal nostro centro di produzione sito in Milano. Rispetto alla rete esistente, il format sarà espresso in futuro su superfici più ampie (150-200 mq). Quali i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? Il cliente del centro commerciale si sente in qualche modo “in libera uscita” quando passeggia nel mall e la sua dimensione emozionale interviene sia nella sua domanda di shopping che in quella di food. La sua propensione a esplorare è superiore rispetto ad altri contesti, per cui risulta più curioso e ricettivo. Ne consegue che l’offerta di food deve saperlo conquistare, affascinare e possibilmente sorprendere.

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retail food | giugno 2019

Categoria Urban

Pandenus

Riceve il premio Filippo Lacardane presidente,insieme a Gianluca Moroni AD di Pandenus.

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n format che si distingue per la capacità di creare luoghi in grado di generare aggregazione e per la qualità dell’offerta capace di seguire gli attuali trend del Food & Beverage, reinterpretandoli e innovandoli con una proposta fragrante e di ottimo livello

Qual è il valore aggiunto della vostra proposta? In primis un’attenzione particolare alla qualità delle materie prime e il controllo su tutta la produzione che viene seguita nei nostri laboratori di panificazione. Altrettanto importante, per noi, è saper anticipare le esigenze dei nostri clienti offrendo materie prime anche per celiaci e vegani. La collaborazione con Enrico Bartolini, che ha messo a disposizione di Pandenus il suo know how strategico, ci ha permesso di creare una proposta gourmet accessibile a tutti e declinabile nei diversi momenti della giornata. Quali i piani di sviluppo nel breve/medio termini? Abbiamo concluso il 2018 con 2 importanti traguardi: l’inaugurazione del secondo indirizzo per l’ospitalità nel cuore di Brera, con l’apertura della Locanda Pandenus in via Mercato – sopra la nostra bakery – e l’ufficializzazione della collaborazione con Enrico Bartolini. Giugno sarà un mese molto importante perché l’indirizzo di Melzi d’Eril – unico franchising del gruppo – entrerà ufficialmente sotto l’egida Pandenus, portando a 6 i bistrot in città. Stiamo valutando un’altra apertura a Milano, mentre sull’estero guardiamo a Londra. Quali i principali trend rispetto alla categoria che vi ha visto vincitori? Il nostro trend vincente è il concept di bakery gourmet: un caffè di alta qualità con cucina che offre prodotti sfornati a tutte le ore e piatti freschi supervisionati da uno chef stellato, dalla colazione al dopocena. Le pizza gourmet e i panini sono le proposte distintive che ci hanno permesso di vincere questa categoria.


Ristorante Combo, Venezia

AUGUSTO Contract – foodservice general contractor – è un’azienda di arredamento e il primo general contractor specializzato nella realizzazione “chiavi in mano” di locali di ristorazione commerciale, in Italia e all’estero. Affianca i brand del settore food&beverage nella crescita ed espansione nazionale ed internazionale. www.augustocontract.com


Resoconto fiera

Con Mapic Italy & Mapic Food, Milano hotspot del Retail RE Di Andrea Penazzi e Nicola Grolla

Dai numeri generati dai centri commerciali, al nodo delle domeniche di apertura, passando per i temi della convergenza off e on line e del leisure. E ancora, dal trend del food delivery al fenomeno delle dark kitchen. Le due fiere “sorelle” organizzate da Reed MIDEM confermano il proprio successo di presenze e contenuti

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a due giorni di Mapic Italy e Mapic Food si è confermata, anche quest’anno, l’appuntamento di riferimento per la community nazionale, oltre che per una crescente compagine internazionale, del settore retail re-

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retail food | giugno 2019

al estate. Con il gala dinner del Foodservice Award, giunto alla terza edizione, quale momento conclusivo e apicale che ha visto protagonisti, nella suggestiva location dello stadio San Siro di Milano, i rappresentati di 85 insegne della ristora-

zione, in gara per aggiudicarsi i 9 premi in palio, e i top manager delle principali aziende di sviluppo e gestione di centri commerciali, nonché investitori e primari fornitori dell’indotto. Guardando ai numeri di Mapic Italy e Mapic


Food, rispettivamente alla quarta e seconda edizione, l’8 e il 9 maggio al MiCo – Milano Congressi hanno fatto il loro ingresso oltre 2.200 partecipanti, in provenienza da 40 Paesi (+10% rispetto all’edizione precedente), di cui 850 retailer. Tra questi, 400 appartenenti al settore food&beverage. Di particolare appeal la nuova tasting area, con la relativa food hall, progettata da Spazio Futuro Group, partner tecnico della fiera. Qui tutti i partecipanti hanno potuto degustare le soluzioni di alcune tra le catene di ristorazione più interessanti e innovative sul mercato italiano.

2.200 40 850

Oltre partecipanti

paesi rappresentati

Retailer, di cui 400 f&b

Chiusure domenicali ed eCommerce: parola alle associazioni In occasione del convegno di apertura, co-organizzato da retail&food – con il direttore Andrea Aiello nel ruolo di moderatore - e intitolato Retail: sfide che diventano opportunità, Massimo Moretti, presidente del Consiglio Nazionale Centri Commerciali italiano (CNCC), ha esordito puntualizzando l’enorme valore sociale ed economico del settore retail: «I nuovi dati relativi al settore evidenziano numeri importanti. Stiamo infatti parlando di 139 miliardi di fatturato generato nel 2018 da 1.200 centri commerciali e 36mila negozi, compreso l’indotto, e 71 miliardi di fatturato diretto, con un’incidenza sul PIL nazionale del 4,1%. Indiscutibilmente, un contributo fondamentale all’economia del Paese. È un’industria in forte trasformazione, ma pronta ad affrontare le sfide future, forte dei suoi due miliardi di presenze all’anno e di solidi fondamentali. Inoltre, è importante sottolineare il valore aggiunto e il nuovo ruolo dei centri commerciali nell’experience dell’acquisto, che divengono sempre più “centri”, oltre che nuove piazze sociali e hub di experience, anche nelle periferie urbane». «Si tratta di un settore giovane, poco considerato dalla politica purtroppo nonostante occupi complessivamente circa 2 milioni di persone - gli ha fatto eco Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. «Il retail mette in contatto la produzione al cliente finale, è un elemento fondamentale della

MAPIC ITALY La kermesse ha ospitato, come ormai consuetudine, i principali player del settore tra i quali JLL, CBRE, Cushman & Wakefield, Ceetrus, Grandi Stazioni Retail, Savills, Ece, Eurocommercial Properties, IGD, Svicom, Sonae Sierra e Klépierre. E ancora, presenti con il proprio stand, Aedes, Carmila Italia, SCC Italia, Studio Conte, Multi Italy, Rustioni & Partners, BNP Paribas Re Italy, Duff & Phelps Reag, Irgen Retail Management, Pradera Management Italy, Scalo Milano, Finsud, Foruminvest Italia, Gallerie Commerciali Bennet, Aldi, Anytime Fitness Italia, Itay Properties, Kuwait Petroleum Italia, Odos Group e altri ancora. Tra le associazioni, oltre al CNCC, storico main partner di Mapic Italy e Mapic Food, anche Confimprese. giugno 2019 | retail food

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Resoconto fiera filiera del valore. Conosce cosa vuole il consumatore e rappresenta un settore cruciale dell’economia. Se c’è una sfida da affrontare è quella dell’online», ha sintetizzato Mario Resca, presidente di Confimprese. Le opportunità oltre le difficoltà Nella seconda parte dello stesso panel, la parola è passata alle aziende. «Avere a che fare con il cliente significa rispondere alla sfida di cambiamento che ci pone. Per questo, oggi, la vera sfida si vince sulle persone: se i manager delle aziende saranno capaci di attorniarsi di persone giuste, dare un senso al loro lavoro e creare un team forte allora si potranno cogliere le opportunità», ha affermato Pierluigi Marinelli, direttore sviluppo di Teddy Group. «Il cliente si aspetta di trovare non solo un prodotto ma anche un servizio – ha rilanciato Fabio Pampani, ceo di Profumerie Douglas – Per questo, nei nostri 600 negozi in Italia, proponiamo un corner che oltre alle referenze beauty offre servizi aggiuntivi». Un’evoluzione simile è anche quella descritta da Fabrizio Bolis, head of real estate & construction di UCI Cinemas: «Il 2018 è stato l’anno peggiore dell’ultimo ventennio per il cinema. Ma abbiamo deciso di investire per convertire il concept e adattarlo a nuove esperienze. Con UCI Luxe, per esempio, abbiamo dato ampio spazio al confort dimezzando il numero di sedute e introducendo poltrone completamente reclinabili, e potenziato l’offerta food. Insomma, una risposta forte a un mercato che sta cambiando». Sulla qualità del servizio si è soffermato anche Andrea Stratta, ceo di Notorious Cinemas, che ha annunciato investimenti finalizzati a soddisfare le esigenze della clientela, partendo ad esempio da un sistema di vendita dei biglietti semplice e veloce, che eviti code in biglietteria. Monica Cannalire, head of retail agency Italy di JLL, ha chiuso di fatto questa sessione con una riflessione trasversale sul settore degli shopping center e del retail. Nel suo intervento si è concentrata in primis sul ruolo della tecnologia, portando come esempio la crescente realtà del food delivery: «Chi consegna diventa un brand ambassador». E ancora, rispetto ai centri commerciali, «stanno diventando veri e propri social hub. Per questo motivo, come settore dobbiamo continuare a investire sulla qualità degli ambienti. Tali spazi diventeranno magari meno redditizi ma avranno, sempre più, la capacità di generare aggregazione». 32

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L’osservatorio di JLL, C&W e CBRE Durante la sessione ufficiale del CNCC, che si è svolta nel secondo giorno di fiera, il sentiment è stato di cauto ottimismo. A fotografare il settore le tre più importanti società di consulenza internazionali: JLL, Cushman & Wakefield e CBRE. «“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: cito Lavoisier non a caso, perché ben si adatta a quanto sta avvenendo oggi al settore immobiliare – ha commentato Joachim

Sandberg, head of Italy & Southern Europe Region di Cushman&Wakefield – Il caso dei centri commerciali è forse l’esempio più evidente: non ci sono apocalissi, il centro commerciale non è morto bensì sta subendo una grande trasformazione, in termini di format e di “valore”, con un repricing in atto. La maggiore incertezza e volatilità legata al futuro del centro commerciale continua a tenere lontani gli investitori core mentre offre opportunità per gli investitori disposti a correre un rischio


maggiore. Ciò si sta riflettendo sui rendimenti, che, in Europa, hanno già iniziato a crescere, attestandosi nel 2018 poco al di sotto del 5%. Per il futuro, ci aspettiamo che, una volta completata la trasformazione, il settore torni ad attrarre maggiormente capitali core». «Oggi il Retail Real Estate è un asset class in trasformazione. Parleremo in futuro sempre più di progetti ibridi, volti a rispondere alle esigenze dei retailer che a loro volta stanno modificando in maniera significativa il proprio modello di business – ha spiegato Pierre Marin, CEO di JLL Italia – In parallelo, per quanto riguarda il mercato degli investimenti, ci aspettiamo, con un giusto repricing, un consolidamento del capitale domestico oltre a un ritorno del capitale internazionale per il Retail Real Estate». «L’attuale evoluzione del retail italiano – ha dichiarato invece Alessandro Mazzanti, Ceo di CBRE – rappresenta una grande opportunità per modificare e valorizzare ulteriormente gli immobili commerciali, facendone sempre più polo attrattivo per famiglie e consumatori nel soddisfare i loro bisogni di consumo e di divertimento». Nel successivo panel, intitolato Dove va lo sviluppo dei centri commerciali, gli ospiti sono stati manager del calibro di Maryse Beucher, direttore generale Italia di Carmila, Edoardo Favro, amministratore delegato di RES, e Roberto Limetti, managing director Italy di Pradera. Proprio di Limetti le parole più significative: «La nostra visione è quella di creare centri commerciali sempre più urbani e pensati per soddisfare le esigenze dei consumatori: da qui al 2030, probabilmente, l’acquisto del bene fisico sarà quasi secondario. Per quanto riguarda la sfida digitale, invece, posso dire che dopo 18 mesi di trattative Inditex ha sottoscritto un contratto in virtù del quale riconoscerà al centro commerciale una percentuale del 50% sulle transazioni effettuate in maniera digitale all’interno del punto vendita ubicato nel mall».

Intervista a Mario Esposito, fondatore di 3FRetail Presente come sviluppatore di nove insegne del retail food, 3FRetail è stato uno dei player più attivi a Mapic Food. Nato sulla scorta di un’esperienza lunga 30 anni, la società guidata da Mario Esposito si è buttata a capofitto in questo segmento di mercato dando fondo a quella che è la propria mission: valorizzare in Italia e all’estero le eccellenze tricolori della moda (fashion), dell’arredamento (forniture) e del cibo (food). Talvolta mescolandole insieme. Quali sono le novità che avete portato a Mapic Food? Abbiamo portato una sorta di incubatore di brand food che raggruppa nove progetti, alcuni già ben avviati, altri ancora in fase di startup. Tutti accomunati da tre elementi: italianità, qualità e ricerca del prodotto. Ne è un esempio la pasticceria Rinaldini: un’eccellenza solitaria, un pasticcere due volte campione del mondo, con una grande vocazione allo sviluppo che noi abbiamo supportato nella strutturazione della società e nell’avvicinamento a un importante finanziatore. E presto apriremo nel canale travel dopo i flagship di Milano e Roma. Con la stessa logica, inoltre, seguiamo Bio’s Caffè (prima caffetteria biologica nata 15 anni fa a Rimini), Assaggia (ricette delle nonne romane messe a regime dallo chef Angelo Troiani), PanPolpetta e Kalamaro Piadinaro (idee che mettono assieme il meglio dello street food della

nel workshop intitolato Quando il Retail incontra l’entertainment: le nuove shopping destination, cui hanno partecipato anche We Arena Entertainment, Spazio Futuro, Dedem e Way. MAPIC FOOD Grazie ai cambiamenti delle dinamiche demografiche e all’evoluzione degli stili di vita, il settore F&B ha registrato una forte cre-

riviera romagnola), Pidazza (la rivisitazione della classica piadina con impasto fine), Lasagna Mia (prodotto riconoscibile rilanciato in oltre 20 varianti). A chi vi rivolgete in questo contesto? Principalmente a investitori internazionali. A loro, e ai partner italiani, ci proponiamo come un contenitore di progetti food non sovrapponibili ma complementari l’uno all’altro che possono inserirsi sia all’interno di una food court che in una top location. Prodotto e format: ha ancora senso parlare di location? Ormai, grazie alla tecnologia e al digitale, possiamo ricevere a casa ogni cosa. Tuttavia, penso che la location abbia ancora la sua importanza. Lo dimostrano anche i dati: il food ha bisogno di flussi. Noi ci crediamo e continuiamo uno sviluppo strutturato sui centri storici, oltre a mall, outlet e travel. Che valore ha Mapic per lei? Io sono molto affezionato a questa kermesse. Ho fatto 22 edizioni di Mapic Cannes e penso di averne saltata solo una per febbre alta. Qui gli interlocutori e i panel sono altamente qualificati, c’è un forte riscontro da parte delle persone interessate che ci hanno fin da subito identificati come un contenitore di cibo italiano di qualità.

scita e si conferma come driver della trasformazione dei siti commerciali in vere e proprie lifestyle destination. Il settore continua ad attirare crescenti investimenti da fondi di private equity. Vincent Mourre, Ceo e co-fondatore di Whitespace Partners, ha evidenziato come nel 2018 e nell’anno in corso le acquisizioni di catene di ristoranti si siano attestate a 17 miliardi di euro. Tra i principali deal:

Digital transformation & leisure Tra gli altri temi più dibattuti nel panel di conferenze, la convergenza off-on line, che ha visto protagonisti primari fornitori di soluzioni digitali quali Microlog, Shoppertrak, PTA Group, R2M Solution, Agla Group e Feedbacknow by Forrester e in una seconda sessione società del calibro di Ece Projektmanagement, IBM IX, Satispay, Lanieri e Mondadori. Il tema del leisure è stato affrontato giugno 2019 | retail food


Resoconto fiera

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Coca Cola per Costa Coffee, Permira per Hana Group e Restaurant Group per Wagamama. Il caffè è un buon esempio di questa evoluzione dell’offerta che integra nuovi parametri. Durante la sessione dal titolo Caffè: la corsa al nuovo oro nero, Alessandro Bottazzi, head of beverages, Nestlé Professional, ha sottolineato la necessità di una «sostenibilità credibile» nell’evoluzione del prodotto e dei format, mentre Sophie Barton, direttore marketing, Soho Coffee Co, ha indicato la necessità di «crescere mantenendo forti i propri valori». Quentin Vicas, head of business development di Le

to di 200.000 brand di ristorazione. Ficaja ha previsto che il «miglioramento dell’efficienza» le renderà parte attiva del «futuro dell’industria», e afferma: «Il food delivery online sta crescendo più velocemente del resto del mercato. Le dark kitchen permettono di ridurre gli investimenti diretti, garantiscono l’eccellenza a livello operativo e una maggiore agilità nella gestione del prodotto». Per quanto concerne il travel retail, con l’aumento delle aspettative dei consumatori, i viaggiatori desiderano una qualità di prodotto, servizio e scelta simili a quelle che è possibile trovare nelle destinazioni tradizionali. Una delle principali sfide per i

to tempo ci vorrà perché il cibo sia pronto, il cliente, indipendentemente dal prezzo, sarà comunque soddisfatto e disposto a optare anche per il dessert».

Cafe Alain Ducasse, ha aggiunto che la premiumization è un’altra tendenza globale, in quanto i consumatori stanno diventando sempre più esigenti, informati e consapevoli del prodotto. Le dark kitchen sono l’imminente grande rivoluzione del settore a livello globale. Questo fenomeno è stato discusso in una sessione che ha visto la partecipazione di alcuni key player quali Deliveroo, UberEats, Glovo, Amrest e Oracle F&B. Secondo Stephane Ficaja, direttore generale Northern and Southern Europe di UberEats, l’Europa potrebbe accogliere nei prossimi 5 anni fino a 5.000 dark kitchen, a suppor-

marchi globali è quella di far crescere i concept utilizzando un approccio personalizzato a seconda del contesto geografico di sviluppo. Per Jonathan Doughty, direttore e responsabile globale di Foodservice, Leisure & Placemaking di ECE Projektmanagement GmbH «Le parole chiave per i travel retailer sono: tempo, denaro e personalizzazione. I consumatori sono disposti a pagare più di quanto si pensi per un cibo di buona qualità in un ambiente piacevole. Il fattore tempo è essenziale in un aeroporto o in una stazione ferroviaria. Se i retailer acquisiscono una operatività agile e la giusta tecnologia per far sapere esattamente quan-

re Mapic – Mapic affronterà le sfide dell’industria del settore, lanciando a novembre un nuovo evento focalizzato sul leisure, un giorno prima di Mapic Cannes». La fiera dedicherà, come di consuetudine, ampio spazio alla community italiana che, come ha ricordato Francesco Pupillo, deputy director Mapic Markets, è la seconda più numerosa con circa 1.100 delegati. Pupillo ha sottolineato inoltre le novità specifiche per il nostro mercato introdotte nell’edizione 2018 di Mapic: su tutte, la creazione dell’Italian Pavilion. Il prossimo appuntamento per la community del Retail RE si terrà quindi a Cannes dal 13 al 15 novembre. ¢

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DA MILANO A CANNES «L’industria del retail sta attualmente rinnovando il retail mix tradizionale, integrando nuove categorie di attori come i pure player digitali e nuovi concept basati su benessere, salute e leisure. Il retail sta inoltre ridefinendo i modelli di sviluppo classici, adattandosi ai nuovi contesti urbani, e affiancando alle aree retail tradizionali spazi di co-working o co-living – ha detto Nathalie Depetro, diretto-


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Destinazione BasicNet

di David Montorsi

Mentre il giro d’affari di BasicNet nel 2018 cresce quasi del 15% e l’utile raddoppia, Gianni Crespi lascia il posto a Federico Trono come amministratore delegato. Obiettivi: rafforzarsi in Europa con la creazione di Kappa Europe e continuare lo sviluppo di K-Way oltre i confini nazionali con il rilancio di Sebago e Briko

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irca 210 milioni di fatturato consolidato con un 14,7% in più dell’anno prima (15,2% a cambi costanti), Ebitda a 33 milioni (+43,2%) e un utile netto di 21 milioni quasi raddoppiato sul 2017: la BasicNet di Marco Boglione mette la freccia e si lancia sulla corsia di sorpasso. Anche perché la crescita della società che controlla i marchi Kappa, Robe di Kappa, Superga, K-Way, Jesus Jeans, Sabelt, Briko e Sebago (new entry) si conferma nei primi tre mesi di quest’anno: il fatturato consolidato, al netto delle componenti intercompany, ha raggiunto i 74,6 milioni (+38,9%). Sono numeri da leccarsi i baffi per la società torinese, quotata alla Borsa di Milano dal 1999, che ha permesso di staccare un dividendo per azione ai soci doppio rispetto all’ultimo esercizio (0,12 € per azione rispetto ai 0,06 dell’anno scorso) e un valore in Borsa cresciuto da 3,7 a 5,4 milioni. Vola BasicNet ed è lontana la metà degli anni ’90, quando Marco Boglione rilevava l’attività da un’asta fallimentare che aveva coinvolto il Maglificio Calzifi-

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cio Tornese del suo “mentore” Maurizio Vitale per rilanciarne i marchi. In questi anni di acqua sotto ponti ne è passata e oltre ai marchi Kappa (abbigliamento sportivo) e Robe di Kappa (casual), Marco Boglione (presidente e socio di riferimento attraverso la cassaforte di famiglia BasicWorld con un complessivo 33,64%) ha arricchito il portafoglio dei brand con marchi storici del settore dell’abbigliamento caduti in disgrazia, come i celeberrimi Superga (acquistato nel 2007) e K-Way (dal 2004), o anche Briko (caschi, occhiali e prodotti tecnici per sci, ciclismo e running, nel portafoglio da due anni), Sebago (dal luglio 2017, marchio USA di scarpe di fascia medio alta) e Sabelt, brand di calzature d’alta gamma, nato nel mondo delle corse e dell’automobilismo (50% BasicNet, licenziataria mondiale, dal 2011 per le classi fashion). Marco Boglione, presidente e fondatore

Il modello organizzativo di business messo in atto da Boglione prevede una rete di imprenditori terzi indipendenti a cui vengono concessi in licenza i marchi di proprietà di BasicNet e a cui sono fornite le collezioni tramite società di trading licenziatarie, spesso partecipate dal Gruppo. BasicNet funge da capofila di un network, dove il licenziatario è il partner per la diffusione, distribuzione e approvvigionamento dei prodotti nel mondo, ma non è il fornitore del prodotto in sé, ma un fornitore integrato di servizi. Il business system, insomma, è basato su un network di aziende collegate tra loro e con la capogruppo da un’unica piattaforma informatica completamente integrata al network tramite il web e studiata per la condivisione in tempo reale e per la massima fruizione delle informazioni: un vero e proprio marketplace dove i produttori vendono e i distributori comprano (attraverso piattaforme proprietarie) e rivendono nei singoli mercati. La rete così permette al Gruppo (quasi 600 dipendenti, di cui la stragrande maggioranza in Italia) di essere globale e ne assicura una rapida e capillare internazionalizzazione. Kappa Europe, la novità del 2019 Per capire bene il business della “galassia” BasicNet (una dozzina di società di proprietà del Gruppo, che salgono a più di 20 con quelle di proprietà della controllata Kappa Europe) basta vedere le vendite aggregate dei prodotti del marchi del Gruppo (sviluppate worldwide dai licenziatari), la vera massa critica complessiva dell’azienda: 875,3 milioni nel 2018, +17% sull’anno prima (quasi


19% a cambi costanti). Di questi 622,6 milioni sono dei licenziatari commerciali (+15,1% sul 2017) e 252, di quelli produttivi (+22,7%). Se si va a vedere le vendite dirette (per la quasi totalità della licenziataria italiana BasicItalia e della sua controllata BasicRetail) il trend è confermato: +14,8% con 155,6 milioni (93% in Italia), di cui il 65% nei multimarca (in netta crescita) e il 30,5% dal franchising (il restante online e campionari). Considerando, poi, il fatturato consolidato delle due società (vendite + royalties + commissioni di sourcing) si sale a 210,4 milioni con +14,7% sull’esercizio precedente. Va benone anche la marginalità del consolidato BasicNet che segna un +43,2% arrivando ai 33 milioni di Ebitda. Buone nuove

anche dal patrimoniale dove scende l’indebitamento finanziario a 51,7 milioni dai 61,5 del 2017. Intanto va benone il mercato europeo con +16,5%, ed è proprio lungo questa direzione di rafforzamento territoriale che va inteso l’acquisto all’inizio di quest’anno da parte di BasicItalia del 61% della francese Sport Finance sas, holding di un folto gruppo di licenziatarie del marchio Kappa (Francia, UK, Svizzera, Spagna e Portogallo) per creare Kappa Europe, nuovo licenziatario direttamente ‘powered by BasicNet’. Altra novità è la costituzione di BasicAir con un Cessna che servirà proprio per gli spostamenti legati allo sviluppo della Kappa Europe, ma anche in prospettiva degli altri marchi del Gruppo.

dio Oriente&Africa, ambedue intorno al 9,5%. Sulle insegne, complessivamente il network di monomarca e shop in shop dei marchi del Gruppo alla fine dell’anno scorso arriva a 1.239, una ventina in meno sull’anno prima, di cui 915 Kappa e Robe di Kappa (107 in Italia), 274 Superga (56 italiani) e 50 K-Way (28 nel Belpaese). Poi, continua la passione di BasicNet per lo sport: dopo la fine turbolenta della sponsorizzazione della Roma calcio, saranno Kappa le magliette dell’Empoli calcio, oltre a quelle di varie squadre di rugby e calcio in giro per l’Europa, più il recente accordo con l’Auxilium Torino basket. Briko, a sua volta, si aggiudica sponsorizzazioni importanti nello sci e nel ciclismo. E mentre l’imprenditore torine-

Azionisti Total Aggregated Sales (current exchange rates)

Borsa Italiana al 09/05/2019

Fonte aziendale

Gruppo BasicNet al 25 gennaio 2019

L’azienda in pillole Data di nascita 1995, fondata da Marco Boglione che rileva la Maglificio Cotonificio Torinese da un’asta fallimentare

(*)Con sede di amministrazione in Italia (1)Già Sport Finance SAS

Proprietà Azionista di controllo Marco Boglione al 33,64% anche attraverso BasicWorld Sede Torino Management Marco Boglione, presidente; Lorenzo Boglione, vice president for sales; Alessandro Boglione, amministratore delegato BasicItalia; Elisabetta Rolando, presidente BasicItalia e head of retailing; Federico Trono, amministratore delegato.

Marchi Kappa, Robe di Kappa, Superga, K-Way, Jesus Jeans, Sabelt, Briko e Sebago Retail 1.239 store & shop in shop worldwide (191 in Italia)

Fonte aziendale

Settori di business Abbigliamento

20 store in meno, ma più business e largo ai giovani Se Kappa in Europa è destinata a fare la voce grossa, anche K-Way, che fa il 70% del fatturato nel Belpaese, ha tutta l’intenzione di ribaltare la bilancia sull’export con investimenti e opening non solo in Usa, Francia (secondo mercato dopo quello interno) e UK, ma anche in Corea del Sud, nel mercato asiatico che per la galassia di Boglione segna un bel +12% complessivo nel 2018. In linea cresce il Medio Oriente&Africa, mentre l’America va un po’ meglio al 13,1%, anche se i primi tre mesi di quest’anno hanno visto un balzo in avanti dell’Oltreoceano (+36%) e del Medio Oriente&Africa (+56,3%). L’Europa per il business dei licenziatari commerciali significa il 65,7% del giro d’affari, seguita dall’Asia e Oceania col 15,6% (mentre per la produzione la fetta di business è quella quasi totalitaria con l’86,3%), e a stretto giro da America e Me-

se continua a diversificare i suoi investimenti (cosmesi, ristorazione&moda, new economy con app sportive e anche edilizia), i suoi figli, Lorenzo (33 anni vicepresidente sales del Gruppo) e Alessandro (un anno in meno, ad di BasicItalia), entrano nel CdA con il progetto che il papà ceda loro progressivamente le sue quattro deleghe gestionali: marketing, prodotto, information technology. Quindi, largo ai giovani (l’età media dei dipendenti è intorno ai 35 anni) anche nella stanza dei bottoni, dove Gianni Crespi (destinato alla cassaforte di famiglia BasicWorld) lascia il posto di amministratore delegato a Federico Trono (classe 1973, nel gruppo da una dozzina d’anni), una rarità per il nostro paese dove i manager non sono abitualmente giovani. Un altro segnale della diversità dell’azienda piemontese rispetto alla realtà un po’ troppo tradizionalista del nostro Paese. ¢ giugno 2019 | retail food

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Parola di Julie Lassaigne Eletta segretario generale dell’Etrc a fine gennaio 2019, prendendo il posto del predecessore Keith Spinks, Julie Lassaigne fa parte dell’associazione che rappresenta gli operatori travel retail e duty free dal 2013. Dal suo ingresso in Etrc si è occupata delle attività di informazione sui prodotti per i consumatori, politiche sugli alcolici, diritti dei passeggeri e sicurezza dei trasporti. Fra i suoi compiti anche quello di tenere i rapporti con le istituzioni europee. In precedenza, Lassaigne ha lavorato per l’agenzia di comunicazione belga Hume Brophy dove ha messo a frutto gli studi in Scienze politiche e Comunicazione effettuati presso l’Istituto di Scienze Politiche di Bordeaux.

Etrc: l’industria duty free ha bisogno di cooperazione 38

retail food | giugno 2019


di Nicola Grolla

L’organo di rappresentanza degli operatori dell’industria travel retail ha da poco cambiato guida, affidando a Julie Lassaigne il ruolo di segretario. L’obiettivo rimane lo stesso: «Un approccio olistico, strategico e proattivo alle sfide dei regolamenti»

L

e elezioni europee dello scorso 26 maggio, con una affluenza generale del 50%, hanno ribadito ancora una volta l’importanza e il peso delle politiche comunitarie nei diversi stati. Una presenza, quella dell’Ue, che a livello industriale però sembra mancare di una visione comune. Avviene anche nel settore del duty free e travel retail in cui a difendere gli interessi dei vari operatori (gestori infrastrutturali, fornitori, brand, operatori) è l’Etrc (European Travel Retail Confederation) che a fine gennaio ha eletto Julie Lassaigne come nuovo segretario generale che, intervistata da r&f di ritorno dal TFWA di Singapore (12-16 maggio), ha ribadito il proprio mantra: «Per massimizzare il potenziale della nostra industria e rappresentarla al meglio dobbiamo lavorare in modo più stretto gli uni con gli altri». Cos’è l’Etrc e qual è la sua mission in quanto neo segretaria? Etrc è una sigla e sta per European Travel Retail Confederation, l’associazione di categoria che rappresenta l’industria duty free e travel retail in Europa. L’Etrc è composta da associazioni affiliate nazionali e regionali come Atri (Associazione Travel Retail Italia) e da membri che appartengono alle aziende del retail e ai loro fornitori. Grazie alla partecipazione in diversi gruppi di esperti stakeholder presieduti dalla Commissione Europea, tavoli di lavoro industriali e un rapporto diretto co n i politici europei, l’Etrc si è accreditato come la voce del duty free e del travel retail continentale. La nostra sede è a Bruxelles, personalmente, ho un’esperienza di 10 anni nel travel retail e dal 2013 faccio parte dell’Etrc dove mi sono occupata di mantenere le relazioni con l’Unione Europea. In questo modo, non solo ho acquisito una profonda e diversificata conoscenza del settore, ma ho anche sviluppato una forte passione per questi temi. Tanto che ora mi sto impegnando, come segretaria, ad aiutare i legislatori nella stesura

di leggi e norme che possano fare prosperare l’intero comparto. All’interno del mercato retail, il duty free rappresenta un settore particolare. Come è evoluto nell’ultimo periodo in termini di fatturati, format e offerta? Il turismo internazionale e il traffico aereo stanno aumentando in modo stabile, trascinando con sé la crescita delle vendite nel duty free e nel travel retail. Secondo una ricerca di Generation Research, per esempio, le vendite duty e tax free hanno registrato un incremento del 5,8% nel 2018 rispetto al 2017. Numeri

+5,8%

L’incremento delle vendite duty e tax free aeroportuali nel 2018 rispetto al 2017 registrato da un’nalisi Generation Research.

che il retail domestico ci invidia. E il futuro sembra ancor più promettente. D’altronde, il duty free e il travel retail sono canali totalmente dedicati ai passeggeri internazionali che diventano attori delle esportazioni viaggiando fra nazioni e regioni del mondo. Contemporaneamente, lato industria, è in atto un processo di premiumizzazione dell’offerta su tutte le categorie di prodotto con brand che sviluppano specifiche referenze, spesso pensate in modo esclusivo e iconico per il canale di riferimento. Eppure, a causa delle differenti legislazioni, il duty free sta lottando per mantenere tutto il proprio potenziale commerciale nel mercato travel retail.

Quali sono le maggiori problematiche in questo senso? Attualmente, le richieste avanzate dal legislatore in materia di maggiori informazioni relative al prodotto in vendita rappresentano una sfida enorme a tutta la nostra filiera. Tutte le categorie merceologiche nel nostro canale, infatti, sono o saranno a breve soggette a operazioni di etichettatura di ingredienti, allergeni, additivi, valori nutrizionali e qualità igieniche. Tutto questo crea un problema sostanziale nel momento in cui la regolamentazione sulle informazioni obbligatorie da veicolare on-pack deve tener conto dei requisiti specifici a livello nazionale o regionale. Si tratta di una tendenza che si può già riscontrare nel segmento confectionary e che, sul lungo periodo, potrebbe rendere impraticabile la possibilità di proporre lo stesso prodotto a livello di mercato globale mettendo così a repentaglio la nicchia esclusiva del travel retail e il ventaglio di scelte da parte del passeggero. Da un punto di vista strategico, quindi, dobbiamo cambiare mentalità: essere proattivi e non solo reattivi. Come industria dobbiamo essere un passo avanti, affrontare i diversi temi prima che si trasformino in problemi e costruire le fondamenta che assicurino al duty free e travel retail di poter contare su una legislazione univoca, non frammentata. In sostanza, l’Etrc si sta spendendo affinché chi scrive le norme tenga in considerazione la portata globale del mercato e dei suoi utenti, magari accogliendo le migliori soluzioni che emergono dalle diverse esperienze retail, come l’adozione dell’etichettatura elettronica.

Digitalizzazione, esperienza, sostenibilità e agilità sono le parole chiave per il successo del retail aeroportuale del prossimo futuro giugno 2019 | retail food

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Gli aeroporti stanno diventando sempre più delle shopping destination. In che modo il duty free può supportare questa transizione? La frequentazione del retail aeroportuale, per fare acquisti o anche solo per passare il tempo in attesa del proprio volo, rappresenta un fattore caratterizzante dell’esperienza dei passeggeri. Allo stesso modo, i ricavi retail sono diventati parte integrante dei bilanci aeroportuali. Secondo una ricerca di Pragma Consulting, il 95% dei passeggeri concordano nel dire che i negozi aggiungono più calore e atmosfera ai terminal. Una percentuale simile, inoltre, afferma che ha piacere ad acquistare in aeroporto se decide di farlo a patto che ci sia un’offerta all’altezza. Ciò detto, appare chiaro come l’Europa necessiti di migliorare la competitività commerciale dei propri aeroporti. Senza solide entrate dal lato retail, ormai, gli aeroporti faticano a espandere la propria connettività o investire in sviluppi futuri per mantenere le proprie strutture a livelli di prima qualità. In questo senso, l’Etrc crede che un focus sui settori duty free e travel retail possa contribuire a raggiungere l’obiettivo. Con un traffico di passeggeri orientali in crescita, gli operatori duty free stanno mettendo a punto un approccio differenziato al cliente. In questo senso, quanto è importante poter contare su uno staff altamente preparato? La formazione dello staff è la priorità per il retail, soprattutto in ambito travel dove i clienti e passeggeri non sempre parlano la lingua del Paese in cui viaggiano. Una “mancanza” per cui l’utente richiede il supporto dello staff al fine di trovare i prodotti che sta cercando. Per questo, in risposta a un bisogno ben conosciuto dall’industria, il Duty Free World Council ha annunciato, durante il TFWA di Singapore, la creazione del primo certificato professionale online in duty free & travel retail. Svi-

INBOUND INTERNATIONAL TOURISM 2018 REGION

YOY CHANGE (2018 vs 2017)

ASIA PACIFIC

+6.0%

MIDDLE EAST & AFRICA

+4.5%

EUROPE

+1.2%

AMERICAS

+0.4%

TOTAL WORLDWIDE

+2.9%

Source: Forward Keys

Fonte: Foraward Keys

Parola di Julie Lassaigne

Fonte: Foraward Keys

INBOUND INTERNATIONAL TOURISM 2018 luppato da un team di accademici ed esperti del settore in associazione con l’Institute of InternaAsia Pacific Americas 31% tional Retail (IIR), tale certificato 23% risponde ai criteri globali del CDP INBOUND TOURISM Standards Office. DESTINATIONS A proposito del TFWA di 2018 Singapore, lei è stata tra i Middle East & Europe relatori. Quali sono stati Africa 34% gli argomenti al centro del 11% dibattito? È sempre affascinante vedere ciò Infine, dal suo particolare osservatorio, che sta succedendo in altre parti del mondo. E ci può dire quali possono essere gli l’Asia-Pacifico rappresenta sicuramente uno sviluppi duty free nel prossimo futuro? dei laboratori più interessanti per il settore Digitalizzazione, esperienza, sostenibilità e duty free e travel retail. Gli aeroporti di queagilità sono solo alcune delle parole che mi sta regione, per esempio, offrono esperienvengono in mente quando penso alle chiaze e soluzioni di primo livello come il Jewel vi per il successo del retail aeroportuale del all’aeroporto internazionale Changi. Un’inprossimo futuro. Assistiamo già a grandi inifrastruttura in cui i passeggeri programmano ziative messe in campo, in modo collaboratidi arrivare ore prima solo per godersi un movo, da retailer, gestori e brand al fine di offrire mento di shopping. In generale, comunque, la la migliore esperienza di viaggio possibile ai conferenza TFWA ha affrontato alcuni temi passeggeri degli scali. In generale, comunque, davvero importanti: dalle minacce regolative bisogna tenere conto che il settore duty free e alle opportunità tecnologiche, passando per travel retail sta crescendo in Europa, ma l’amil futuro del canale in questa parte di mondo. montare della spesa per passeggero si va semPersonalmente, mi è piaciuto molto come è pre più riducendo e l’industria non può rimastato affrontato il tema della sostenibilità, che nere seduta sugli allori. Alcune sfide sono già da qualche tempo non è più un state colte, siano l’eCommerce o l’adozione argomento di seconda classe. PRELIMINARY DUTY & TAX FREE SALES 2018 (USD BILLION) di nuove regolamentazioni sulle merceoloSicuramente le norme stanno BY REGION gie in vendita. Tuttavia, dal mio punto di vidiventando più restrittive per sta, la differenza potrebbe farla una maggiore promuovere i principi dell’ecocooperazione fra i diversi attori del settore. nomia circolare, ma anche così Anche per raggiungere quegli scopi politici di la sostenibilità deve diventare cui l’Etrc si fa portavoce. Per massimizzare il parte del Dna degli operatori se potenziale della nostra industria e rappresenvogliono continuare a raggiuntarla al meglio, infatti, dobbiamo lavorare in gere i clienti delle nuove genemodo più stretto gli uni con gli altri seguenrazioni. In questo senso, ci sodo un approccio che sia allo stesso tempo olino già alcune storie di successo stico, strategico e proattivo. Il mio impegno è che raccontano come sta evolspeso per raggiungere risultato. ¢ vendo l’intero sistema. Source: Generation Research

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retail food | giugno 2019

Source: Forward Keys


Dossier Aeroporti

L’oro di Napoli ha le ali (e vola verso la costa) Di Nicola Grolla

L’aeroporto partenopeo, guidato da Gesac, nell’ultimo quinquennio ha visto aumentare il proprio traffico passeggeri dell’82%. Un risultato in cui l’offerta commerciale (54 punti vendita) ha giocato un ruolo fondamentale per rispondere a un’utenza variegata. E l’espansione non si arresta: prossima tappa, settembre-ottobre 2019

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uando si guarda ai numeri degli aeroporti italiani, i valori assoluti non dicono tutto. Spesso è dietro al tasso di crescita che si nascondono i progetti più interessanti. È il caso dell’aeroporto internazionale di Napoli che, con i suoi 9.932.000 passeggeri aumentati del 15,9% nel giro di un anno, ha

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retail food | giugno 2019

dato i segnali di maggiore vivacità. Merito anche di un’offerta retail che, sotto la guida di Sergio Gallorini e Sabrina Ruggiero, rispettivamente commercial consumer director e retail & vip services manager di Gesac, ha saputo rinnovarsi e spingere sulla giusta combinazione tra food e commercio tradizionale raggiungendo i 15 milioni

di euro di ricavi per un totale di 54 punti vendita. Risultati che premiano le azioni della governance di Gesac, la prima società di gestione privata di un’aeroporto in Italia alla fine degli anni ’90 sotto il controllo della Baa-British Airport Authority. Nel 2010, la cessione della maggioranza a F2i Sgr. Da lì in poi un percorso di crescita: lo scalo di


Napoli ha registrato negli ultimi cinque anni (2013-2018) un incremento pari all’82% del traffico passeggeri.

La crescita si vede

A pochi chilometri dal centro,raggiungibile con mezzi propri o tramite il servizio Alibus (in attesa che i lavori per la metro siano completati nel 2024), l’aeroporto di Napoli è un’estensione della città. E continua a crescere. L’ultimo ampliamento in programma, da 5.550 mq e 11,4 milioni di euro, prevede l’aggiunta di una nuova ala per la sala arrivi e quella partenze. Tra i primi a trovare posto qui, landside, saranno gli operatori rent

Abbiamo sempre saputo che l’aeroporto aveva un grande potenziale. Bisognava organizzarlo meglio Sabrina Ruggiero, (retail & vip services manager di Gesac)

a car che attualmente sono posizionati fuori dal terminal. Si sposteranno di poco, invece, i format food Tradizione Italiana (caffetteria con offerta di ristorazione veloce e snack frutto dell’attività consortile che raggruppa 12 realtà del territorio) e Fratelli La Bufala (pizzeria con forno a legna e preparazione a vista che offre anche un ampio menù mediterraneo) che manterranno i rispettivi dehors esterni. All’interno del terminal, sempre per quanto riguarda l’offerta food, nella zona arrivi trova posto anche il minimarket Crai. Spostandosi al piano superiore, da dove poi si accede ai varchi di sicurezza, la proposta retail prevede una galleria commerciale sul lato est e una food court sul lato ovest. Qui, a fare da àncora, è il punto vendita McDonald’s (con 100 posti a sedere e una nuova terrazza all’aperto) a cui si affiancano il format di pasticceria e rosticceria Moccia e quello di piatti pronti e veloci MO Cafè. Relativamente alle insegne non-food, i due punti forti sono Victoria’s Secret (che, nonostante l’apertura dello stesso brand in centro città rappresenta ancora una forte attrazione per l’intera popolazione che insiste sull’aeroporto) e Carthusia (famosa insegna di essenze locale con referenze pensate in comodi formati da viaggio). A corredo, la proposta di moda femminile Camomilla Italia e quella Silvian Heach. La libreria Feltrinelli, assieme all’occhialeria Sunglass Up e alla tabaccheria Sustore completano le presenze nella galleria commerciale in fase di rinnovamento. La tabaccheria potrebbe presto cambiare operatore (con importanti player giugno 2019 | retail food

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Dossier Aeroporti Parte tutto dal food

già alla finestra), mentre è attesa l’apertura del format a base di healthy food e spremute, Natoo. Dal punto di vista dei servizi, invece, a ingrandirsi sarà l’ufficio distaccato dell’anagrafe cittadina. Aperto per assistere i passeggeri che si fossero dimenticati della carta d’identità o il passaporto, in poco tempo è diventato un polo d’attrazione per l’intera città che qui trovava risposte più efficienti rispetto all’ufficio comunale (tant’è che si è dovuto riservare l’accesso ai soli utenti muniti di biglietto aereo). Operazione che esprime il chiaro intento del menagement di Gesac: stante un dwell time di circa due ore, fornire un’offerta commerciale a tutto tondo, molto sviluppata e capace di rispondere alle esigenze di passeggeri e accompagnatori con la stessa qualità.

Un passeggero, cinque profili, due proposte

Con le sue 109 rotte per il 2019, un piano di crescita del network, che prevede degli incentivi per quei vettori che vorranno contribuire a raggiungere gli aeroporti stabiliti da Gesac per il 2019-20 (generando così un incremento della connettività intercontinentale, sviluppo delle rotte con maggiore traffico passeggeri e dei viaggi destagionalizzati), e un picco nella stagione calda, il profilo del passeggero che utilizza l’aeroporto di Napoli risulta estremamente variegato. Tanto che sono 5 i cluster individuati dalla società di gestione dello scalo per leggere i flussi. Ci sono i viaggiatori business, sia dipendenti che liberi professionisti; quelli leisure, turisti stranieri che viaggiano in coppia (spesso anziani e alto spendenti) o emigrati di ritorno; il residente, napoletano o meno che utilizza lo scalo come punto di partenza (per una catchment area che arriva fino in Calabria, Molise, Basilicata). Non sorprende quindi che, dopo i controlli di sicurezza, la disposizione delle aree commerciali abbia seguito una logica di sdoppiamento. Superato il duty free targato Dufry, in cui merita una sosta l’allestimento “Thinking Naples” il cui layout è caratterizzato dalla riproduzione delle maioliche del monastero di Santa Chiara e una pavimentazione che mima i classici sanpietrini delle vie del centro, la galleria commerciale airside si sdoppia. Al primo piano, un’offerta premium; al secondo una proposta più casual. 44

retail food | giugno 2019

+82%

Il tasso di crescita del traffico passeggeri fatto registrare dall’aeroporto di Napoli nel quinquennio 2013-18.

11,4 milioni

L’ammontare, in euro, dei lavori di ampliamento dell’area landside e airside i cui spazi saranno pronti da settembre-ottobre 2019.

Anche in zona airside, tutto parte dal cibo. Dopo l’abbandono di Autogrill nel 2013, che ha lasciato “vuoti” 5 punti vendita, la priorità per Gesac è stata quella di costruire un’offerta che mettesse al primo posto la territorialità, quel sense of place che differenzia l’aeroporto e la città dalle altre destinazioni. Ecco allora che il primo punto vendita che si incontra superati i controlli di sicurezza è Iamme: mozzarella bar contemporaneo con offerta di caffetteria e yogurteria. Segue, poco lontano, il ristorante San Gregorio: menù mediterraneo con ottima scelta di materie prime e vini del territorio (provenienti dall’omonima cantina che sorge in provincia di Avellino) che può avvantaggiarsi dell’affaccio sulla pista e la condivisione delle sedute nella lounge degli imbarchi. Nel mezzo, una serie di punti vendita moda e accessori come Pinko, Coccinelle, Boggi Milano, Moleskine, Fedon, M2C-Saint Barth (costumi da bagno), Gutteridge (abbigliamento uomo), Aeronautica Militare, Roberta Biagi (moda e accessori femminili) e un altro store Carthusia. Per quanto riguarda le referenze confezionate, oltre alla cioccolateria Venchi, c’è lo spazio dei corner shop. Pensata nel 2014 come showroom per firme locali o che volessero testare il proprio marchio in ambito travel, con contratti dai sei mesi ai due anni, quest’area col tempo ha acquistato una sua stabilità in termini di presenze commerciali: i guanti Andreano, l’oggettistica da coffee culture di Kimbo Enterteinment, un banco di vendita caramelle e uno dedicato all’occhialeria. A questi si aggiungono, in due stand alone, il pasta store Di Martino (in cui è possibile acquistare, e farsi spedire a casa, la pasta confezionata sia nell’incarto tradizionale sia nel più affascinante packaging di latta firmato Dolce&Gabbana) e la pasticceria Vincenzo Bellavia, capace di realizzare

Sotto, il cantiere dei lavori di ampliamento.


tra-Schenghen, Dubl: wine bar di classe con proposta food di qualità, ideale per aperitivi e un momento di relax serale in un layout internazionale e un servizio estremamente curato.

Gli sviluppi futuri

dei pacchetti da viaggio a base delle migliori produzioni dolciarie partenopee. Proseguendo oltre la lounge, si incontrano i punti vendita Giappo (sushi bar nato da un’idea imprenditoriale tutta napoletana, a dispetto del nome, e che sarà ulteriormente ampliato per andare incontro ai gusti dei passeggeri internazionali), affiancato dal corner dell’oleificio De Nigris e, poco più in là, l’innovativo e interattivo format WorkEat: brand torinese che coniuga la pausa pranzo con le esigenze di lavoro e connettività dei passeggeri (si può ordinare e pagare comodamente seduti a tavola attraverso un tavolo touch screen). Al piano terra della zona imbarchi, l’offerta commerciale parte dalla stecca denominata “Italian Lifestyle” in cui sono comprese le insegne di Pianoforte Holding: Yamamay, Jacked e Carpisa in un format senza soluzioni di continuità, in cui gondole e scaffali si fondono l’uno all’interno dell’altro. Più avanti, si scorgono il banco di prodotti lattiero-casearii di Fattorie Garofalo (che fa del layout un po’ retrò il

suo punto di forza, oltre alla mozzarella di bufala), l’innovativo punto di ristoro Farine di 200 mq con produzione di panificati a vista in un ambiente dalle linee pulite caratterizzato da soluzioni di arredo in legno chiaro, l’elettronica Uniero e i gadget artistici di Museum Shop. Conclude la camminata, in prossimità del controllo passaporti ex-

Detto dell’ampliamento, che dovrebbe essere operativo entro fine anno, gli spazi attuali vedranno un sostanziale allungamento verso ovest sia dell’area landside che airside. Soprattutto dopo i controlli, l’incremento di superficie (circa 3.950mq) porterà a una rimodulazione degli ingombri. Giappo raddoppierà prendendo lo spazio di Fedon che sarà spostato nell’attuale store Aeronautica Militare, che a sua volta verrà dimezzata. Anche la sala vip, già accorpata dopo l’addio di Alitalia, sarà allungata. Mentre la galleria commerciale del primo piano vedrà l’introduzione di tre nuovi punti vendita (340 mq totali aggiuntivi). Un’operazione che certifica «il potenziale insito nell’aeroporto. Sapevamo che c’era ma bisognava organizzarlo meglio», ha affermato Sabrina Ruggiero. Per farlo emergere, inoltre, «Gesac si è impegnata in una campagna di brand awareness invitando in città influencer e blogger per dare una visione diversa della città e migliorare la reputazione di Napoli come meta turistica e dello scalo come punto d’arrivo e partenza», ha spiegato Sergio Gallorini. E i feedback positivi non sono mancati. Tanto che ora anche il ministero per i Trasporti e quello per lo Sviluppo Economico hanno certificato il ruolo dell’aeroporto di Napoli come capofila per la mobilità aeronautica regionale. Nel mese di maggio, infatti, è arrivata la firma per il passaggio della gestione totale dell’aeroporto di Salerno alla società Aeroporto Costa d’Amalfi, spianando così la strada ai lavori di adeguamento dello scalo e alle procedure per la fusione con Gesac che porterebbe alla nascita del polo aeroportuale campano. Una possibilità che proietterebbe Napoli a superare l’attuale record di passeggeri. ¢ giugno 2019 | retail food

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World Travel Retail HEINEMANN A BORDO DI HAPAG-LLOYD CRUISE

GERMANIA – Heinemann ha raggiunto un accordo della durata di 10 anni con la compagnia tedesca Hapag-Lloyd Cruises per la vendita al dettaglio a bordo delle due navi della flotta Hanseatic Nature. Profumi, cosmetici, moda, accessori, gioielli e snack saranno disponibili in uno store di 62 mq che ricalca il format già testato a bordo dei vascelli Europa e Europa 2.

Germania

CATHAY PACIFIC SI AFFIDA A RETAIL INMOTION

HONG KONG – La compagnia aerea Cathay Pacific ha scelto Retail inMotion come retailer a bordo dei propri voli. Secondo l’accordo siglato, RiM gestirà i programmi boutique e duty free per il vettore cinese prendendo il posto di Inflight Sales Group. Il contratto copre l’approvvigionamento dei prodotti, lo stoccaggio, la distribuzione e la formazione del personale di bordo.

L’AEROPORTO DI FLORIANOPOLIS SBOCCIA PER 4,9 MILIONI

BRASILE – Lavori dentro e fuori l’aeroporto internazionale di Florianopolis. Il gestore Floripa

Brasile 46

retail food | giugno 2019

Airport ha annunciato che saranno 35 le nuove insegne retail e F&B ad aprire nel Boulevard che sorge nelle adiacenze del T1 (e sarà operativo da ottobre per un investimento di 4,9 milioni di dollari). Contemporaneamente, è in fase di chiusura la commercializzazione dei 4mila mq retail nel nuovo terminal (che ospiterà fino a 8 milioni di passeggeri l’anno).

PRIMATO EUROPEO PER SCHIPHOL CON WECHAT PAY

OLANDA – Da sempre un passo avanti in tema di innovazione TR, l’aeroporto di Amsterdam Schiphol è il primo in Europa a siglare una partnership con WeChat per implementare il programma “Smart” all’intenro dell’ecosistema di pagamenti accettati nello scalo. In questo modo, i viaggiatori cinesi potranno usufruire dell’account ufficiale, del Mini Program e del Pay Instore. Tre funzioni che permettono un facile accesso alle referenze in vendita negli store (con la possibilità di pre-ordinarli o pagarli via app senza fare la fila).

Cina

CNSC, LEADER DUTY FREE ANCHE IN PORTO

CINA – La CNSC si è aggiudicata la concessione per le operazioni retail al Tianjin International Cruise Home Port. Posizionato nelle prossimità di Pechino e Tianjin, il porto è la rampa di lancio per il turismo crocieristico del Nord-Est: dal 2010 ha ospitato 3,5 milioni di turisti. L’operazione rientra in un progetto di sviluppo del retail downtown che prevede nuove aperture e 12 rinnovamenti.

FINAVIA GUARDA A OVEST

FINLANDIA – Il nuovo West Pier dell’aeroporto di Helsinki ha ufficialmente aperto al pubblico. Al suo interno, SSP ha inserito i format Jamie’s Deli e Moomin Coffee. La nuova area include anche un Plaza Premium Lounge, 5 finger, 13mila mq addizionali di spazio e pure una child care room. Una sfida ulteriore per Finavia che aveva appena concluso l’espansione Aukio (11 location con duty free). Finlandia

Olanda

ROTAZIONE IN STAZIONE: FUORI BROODZAAK DENTRO TRECK

OLANDA/2 – Tre cambi in vista nell’offerta F&B delle stazioni ferroviarie olandesi dove HMShost convertirà altrettanti punti vendita Broodzaak in Treck. Il primo passo di un processo di riconversione generale che in 18 mesi dovrebbe ri-brandizzare l’intero network; preservando i 415 posti di lavoro attuali. L’operazione, della durata di 10 anni, è valutata generare un fatturato di 30 milioni di euro.

UK

E SONO 47: VINCI SI AGGIUDICA LONDRA GATWICK

UK – La maggioranza dell’aeroporto di Londra Gatwick passa ufficialmente a Vinci Airports che ha acquisito il 50,1% delle quote da Global Infrastructure Partners e si prepara a gestire il 47 scalo nel proprio portfolio. All’orizzonte c’è già un investimento di 1,1 miliardi di sterline per migliorare l’esperienza dei passeggeri entro il 2023. A livello di management, David Higgins, Stewart Wingate and Nick Dunn rimarranno president, ceo e cfo dell’aeroporto con l’aggiunta di Cédric Laurier come cto.


duty free world | AMERICAN AIRLINES SCEGLIE AUTOGRILL PER LE LOUNGE

USA – Accordo fra American Airlines e HMShost del Gruppo Autogrill che entra così nel settore F&B per le lounge della compagnia aerea. Il contratto riguarda 51 location (su 25 scali) in Nord America e avrà la durata di cinque anni. Inclusa nell’accordo anche la gestione dell’American’s Flagship Lounge e le lounge Flagship First Dining e Admirals Club. Entro l’anno, la transizione della rete sarà complete.

LOTTE DUTY FREE PUNTA SUL DIGITALE

AUTRALIA – Un passo decisivo verso il digitale lo sta compiendo Lotte Duty Free che, grazie alla leva dell’online, punta a superare quota 200 milioni di dollari di vendite nella regione oceanica, dove è presente da solo un anno (grazie all’acquisizione del concorrente JR/Duty Free). In questo modo, Lotte vuole dar seguito a una crescita media nel canale digitale del 32% fatta registrare nell’ultimo triennio. L’obiettivo è che l’eCommerce arrivi a pesare oltre il 30% del fatturato nei prossimi cinque anni.

LARNACA E PAFOS, LAVORI DI RILANCIO PER HERMES

CIPRO – Proseguono i lavori all’aeroporto di Larnaca e Pafos dove il gestore Hermes Airports ha dato avvio al rinnovamento degli spazi food&beverage degli scali. I progetti fanno parte di un investimento da 15-17 milioni di euro. L’obiettivo: creare un’area commerciale moderna che ottimizzi i flussi di passeggeri che, in totale, superano i 10 milioni.

by Kevin Rozario

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London kevin.rozario.uk@gmail.com

Will the beauty gloss wear off in travel retail? La lucentezza del beauty svanirà dal travel retail?

T

L

he beauty category – for a categoria beauty – da molmany years now – has been ti anni ormai – è stata una sia mainstay of the duty free and curezza per il mercato duty free travel retail market. But the lae travel retail. Ma gli ultimi dati test sales figures show just how di vendita mostrano come questa dominant the category has become over time, categoria sia diventata dominante nel tempo, speparticularly in Asia Pacific. cialmente in Asia-Pacifico. In May, at the Tax Free World Association’s reA maggio, durante il meeting regionale della Tax gional exhibition in Singapore, the organisaFree World Association a Singapore, il president tion’s President Alain Maingreaud revealed the dell’organizzazione Alain Maingreaud ha rivelato latest 2018 preliminary market data from Gegli ultimi dati preliminari sul 2018 rilasciati da Generation Research. They showed that the gloneration Research. Questi mostrano che il business bal business grew by +9.3% – about the same as globale è cresciuto del +9,3% – stesso tasso del 2017, in 2017 – to hit US $75.7 billion. That is a grecirca – per toccare i 75,7 miliardi di dollari negli Staat result. The overwhelming sales driver was ti Uniti. Un gran risultato. Il driver principale è stathe Asia Pacific region with growth of +14.2% ta la regione Asia-Pacifico con un +14,2% lo scorso last year to reach US$35.2 billion. Europe, the anno a quota 35,2 miliardi di dollari. L’Europa, il più biggest geographic market until 2012, had begrande mercato geografico fino al 2012, ha registralow-average growth of +5.8% with sales now at to una performance sotto la media del +5,8% con US$21.2 billion. Maingreaud said that at Asia vendite per 21,2 miliardi di dollari. Maingreaud ha Pacific’s rate of progress, the region would acaffermato che stando al tasso di crescita dell’Asiacount for more than half of all Pacifico, la regione dovrebbe pesare travel retail sales within two yeper più della metà delle vendite retail ars. But that progression is not nei prossimi due anni. Ma questo proguaranteed. gresso non è garantito. tasso di crescita Key to Asia Pacific’s powerful La chiave delle forti performance del mercato performance in recent years has dell’Asia-Pacifico nell’ultimo perioduty free been the beauty business. In 2018 do è stato il business beauty. Nel 2018 it grew by an astonishing +19.9% è cresciuto di un incredibile +19,9% e a livello globale and now accounts for 51.7% of ora conta per il 51,7% dell vendite duduty free sales in the region (the ty free nella regione (mentre globalglobal average is a 37% share). This reliance mente ha uno share del 37%). Questa dipendenza on beauty is being further fuelled by duty free dal beauty è stata ulteriormente favorita dai retairetailers – especially those with a strong Chiler duty free – specialmente quelli con un clientela nese customer base – investing heavily in the cinese molto presente – che hanno investito pesancategory. temente sulla categoria. There is a downside to all this. Asian beauty saDietro tutto ciò, però, c’è un lato negativo. Le venles have rocketed thanks, in large part, to diadite beauty asiatiche sono schizzate in alto, in larga gou sales in markets like South Korea. Daigous parte, grazie fenomeno diagou (acquisti per procuare intermediaries who – for a fee – buy goods ra, ndr) in mercati come la Corea del Sud. Questo abroad for customers in China. This consumercanale consumer-to-consumer è diventato una spito-consumer channel has become a thorn in the na nel fianco per il governo cinese. Che sta perdenside of the Chinese government. It is losing out do un gettito fiscale altrimenti recuperabile se le on taxes that would have been paid on these vendite fossero avvenute in Cina. Di conseguenza, products had they been bought in China. As a la Cina ha iniziato ad applicare più severamente i liresult, China has begun to strictly enforce immiti sull’importazione di prodotti duty free, mentre portation limits on duty free items, while a new una nuova legge obbliga i diagou a registrarsi come law obliges daigou merchants to register as buattività commerciali vere e proprie al fine di versare sinesses in order to pay taxes or face fines as hile dovute tasse ed evitare ammende fino a 300migh as US$300,000, according to accounting and la dollari, secondo quanto riportato dalla società advisory firm Dezan Shira & Associates. Whidi consulenza Dezan Shira & Associates. E mentre le such moves will take time to show an effect, queste mosse impiegheranno del tempo per dispielarge beauty houses such as Estée Lauder Comgare i propri effetti, le grandi società beauty come panies have warned of a moderation of travel Estée Lauder Companies hanno già ridotto le aspetretail growth in the region. tative di crescita del settore nella regione.

+9,3%

giugno 2019 | retail food

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r&

Omar Antonio Cescut Segnala la tua Neonata a: omar@desita.it www.desita.it

f Neonata

Officine Italia, artigianalità su misura di centro commerciale VALUTAZIONE

Locale Cucina Laboratori Personale Sito

N

on tutti i mali vengono per nuocere, quando le difficoltà stimolano ingegno e creatività nascono alcune idee che possono diventare testimoni e precursori di un nuovo corso e di nuove strade. È il caso di Officine Italiane, il nuovo concept attivo al centro commerciale Porte di Mestre (Venezia), che con questa idea si propone da una parte di unire ristorazione di qualità, botteghe di produzione artigianale e vendita di selezioni enogastronomiche, di sovvertire così la resistenza nel proporre all’interno di uno shopping center un cibo e un’alimentazione di qualità, e dall’altra di occupare e razionalizzare spazi liberi. In un’area un po’ nascosta al primo piano, Officine Italia testa il senso e il significato di questa nuova proposta. L’ispirazione è di chiara matrice Farinettiana sia nell’idea che nel lay out e ancora nella scelta di inserire “Italia” nel nome, a valorizzare la provenienza del concept e del patrimonio culinario. Un po’ troppo romantico e sicuramente inusuale, il termine Officina è un prestito semantico attinto dal mondo “artigianale”, che vuole comunicare, a partire dal naming e poi attraverso il payoff, la ricerca e la valorizzazione della manualità in cucina: “Officine - perché facciamo tutto con le mani”. Grande studio e importanza viene riservata alla comunicazione del punto vendita a tutti i livelli; completo, molto ricco e articolato il menù. Curata la presentazione di ogni prodotto, con un dettaglio rigoroso sulla filiera e sulle provenienze, a evidenziare tipicità e diversità che solo il nostro Paese è capace di coltivare e cucinare.

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mq 1.215 mq 187 105 60 persone www.officineitalia.bio

Presente l’attenzione a tutti gli aspetti dell’alimentazione odierna, in particolare per i temi bio, intolleranze e allergie. Significativa, anche se è a volte eccessiva, la scelta di voler sottolineare e inserire sempre un contenuto etico e valoriale in qualunque comunicazione sia promozionale che informativa.

SVILUPPO POTENZIALE

Il potenziale di sviluppo potrà essere realizzato se, alla fine di questo che riteniamo essere, per la sua complessità, un primo test pilota, verranno affrontati e superati i seguenti aspetti: - Passare dal perfetto allestimento di uno spazio espositivo alla definizione di un concept vero, che si preoccupi in primis di accogliere un cliente elettivo identificato e di condurlo e valorizzarlo nel momento che sceglie per il suo pranzo o cena una ristorazione italiana e di qualità, con conseguente ticket. - Affinare e costruire una vera e distintiva - anche se micro e/o di segmento - esperienza memorabile che consenta e provochi la fidelizzazione e il ritorno. - Dedicare, viste le ampie superfici commerciali, uno spazio destinato ai bambini non solo nell’offerta menù. - Strutturare e verificare una formazione del personale coerente con l’importante impianto valoriale e di contenuti che si presentano come dote e garanzia al cliente. - Riuscire a testimoniare e non deludere le aspettative che a “Officine facciamo tutto con le mani”.


Brand analysis

Spontini: buy back su Oven e rotta sui centri commerciali

S

olo qualche anno fa il brand Spontini era famoso in quel di Milano per la sua offerta rigorosamente mono-prodotto, con l’unica possibilità di scelta tra il trancio margherita normale e quello abbondante, oltre alle tipologie di bevande. E niente dolce, né caffè. Con servizio al tavolo, ma veloce per smaltire, soprattutto in pausa pranzo, la fila incessante di persone desiderose di gustarsi il trancio della storica pizza milanese (che in realtà, tiene a precisare lo stello Massimo Innocenti, ceo e fondatore della Spontini Holding, deriva dallo sfincione siciliano). Tutto questo, prima che Spontini diventasse una catena, pronta a uscire dal capoluogo meneghino per sviluppare direttamente in contesti urbani, inizialmente a Monza e Bergamo, poi Como, ecc, e attraverso il partner Oven nel segmento dei centri commerciali. Tra le primissime aperture nei mall si ricordano quelle al Bicocca Village e nel rinnovato complesso di Cesano Boscone. Parallelamente, non sono mancate ulteriori aperture nel cuore del capoluogo lombardo, con il format smart introdot-

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Dallo sviluppo su strada con una proposta monoprodotto, la holding guidata da Massimo Innocenti si apre alla diversificazione dei canali, dei formati e persino dell’offerta, ruotando attorno alla pizza e spingendosi sino alla colazione, quando necessario. L’acquisto di Oven: un boost per la crescita negli shopping center to in via Santa Radegonda vicino a Piazza Duomo, che ha rappresentato una svolta in termini di visibilità per un pubblico non più soltanto locale ma anche per il turista italiano e internazionale; quindi l’esordio sul canale del travel retail, sia aeroportuale al T1 di Malpensa insieme a Mychef/Gruppo Elior, sia nel circuito delle grandi stazioni con l’opening a Milano Centrale; e ancora, tramite partner esteri, l’ingresso in Middle East e Giappone. Dal punto di vista

“tecnologico” sono state almeno due le innovazioni: l’avvio del food delivery prima con JustEat e poi con Glovo, e l’utilizzo, quando strettamente necessario, del forno elettrico al posto di quello tradizionale a legna. Nel frattempo, i formati dei Massimo Innocenti, ceo e fondatore della Spontini Holding


locali sono cambiati, diventando sempre più snelli e veloci, e alla pizza margherita sono state aggiunte varianti, in più i dolci, il caffè e persino le brioches per la colazione. L’ultima svolta, in ordine di tempo, l’ha comunicata in anteprima lo stesso Mr Spontini a retail&food: l’acq uisto della società partner Oven.

Può raccontarci nel dettaglio questa operazione? Sino ad oggi lo sviluppo di Spontini nel canale dei centri commerciali è stato gestito dalla partecipata Oven, che attualmente conta 8 locali. In virtù di questa operazione ne rileviamo tutte le quote. Ma il nome di Oven continuerà ad esistere perché è stato speso positivamente sul mercato. Abbiamo voluto anticipare il buy

Il brand in pillole Punti vendita totali

30

Punti vendita estero

5 (1 Kuwait, 4 Giappone)

Scalo Milano Outlet&More; MilanoFiori; Auchan Cesano Boscone; Coop Milano (via Arona); Coop Milano (Piazza Lodi) prossima apertura ; Carosello; Bicocca; Elnòs Shopping; Rho Fiera (temporary store).

Travel

Malpensa T1; Stazione Centrale.

Edifis Intelligence

Centri commerciali

back, che era previsto dopo 5 anni, perché abbiamo cambiato strategia: i centri commerciali sono diventanti importantissimi in quanto abbiamo capito che ci permettono di crescere molto più rapidamente. Al contrario la città di Milano si sta un po’ saturando. Qual è il vantaggio degli shopping center? Il centro commerciale ha uno spazio dedicato al food ben delimitato. Ovviamente non manca la concorrenza, che anzi è spietata, ma al contrario dei contesti urbani questa è definita. Il futuro, a mio avviso, si gioca negli shopping center e nei luoghi del travel retail, dove siamo un po’ indietro dato che rappresentano un settore piuttosto complesso. Negli aeroporti siete a Malpensa T1 in partnership con Mychef/Gruppo Elior. Abbiamo un accordo con Mychef/Gruppo Elior a livello nazionale per sviluppare negli aeroporti dove è presente in concessione. E al momento ci sono trattative per realizzare nuove aperture. Con GS Retail siete a Milano Centrale. Quali sono le performance in stazione? Siamo entrati oltre un anno fa in una location piano binari, non particolarmente in vista. Nonostante questo, per noi è stato uno dei locali che ha performato meglio nel 2018. Riteniamo quindi che tale percorso di sviluppo debba continuare e sono in essere diverse trattative con GS Retail. Ma a Milano, e non solo, Spontini è anche online con Glovo. Siete soddisfatti di questa nuova partnership? Il cliente oggi vuole il delivery. Inizialmente ci siamo rivolti all’operatore più grande, ma di recente abbiamo optato per Glovo che è cresciuto poco alla volta ma che ci dà una soddisfazione elevatissima, pari al 98-99%. Un valore aggiunto della società spagnola è dato dalla sua applicazione, che si presenta molto intuitiva e questo favorisce l’acquisto. Da quello che racconta, e pensando al concept aperto vicino al Duomo a Milano ormai qualche anno fa, il percorso di crescita di Spontini è, e sempre di più sarà, nel solco della differenziazione dei formati, delle location e anche del prodotto, partendo sempre dal core business della pizza. Bisogna realizzare negozi più piccoli, snelli, meno costosi: più corner, dunque, e meno flagship. Siamo passati da 300mila porzioni di pizza nel 2007 a 4,5 milioni nel 2018 e quest’anno supereremo i 5 milioni sicuramente. La nostra crescita continuerà ma per alimentarla dobbiamo diventare più flessibili. Se 5 anni fa mi avessero proposto di fare una pizzeria con il forno elettrico avrei rifiutato, ma a dicembre 2018 abbiamo aperto a Carugate con il forno elettrico. Inoltre, una tempo facevamo negozi solo su strada, che comportavano grandi in-

vestimenti, metrature importanti e un elevato numero di dipendenti; oggi siamo noi a raggiungere il cliente: non vedo l’ora di poter entrare e sfornare pizze dentro ospedali, scuole, cinema e soprattutto stadi: dobbiamo entrare in luoghi un tempo sconosciuti per continuare a crescere, rendendo scalabile la nostra formula. Pensando alle dark kichten, oggi si potrebbero addirittura lanciare nuovi brand senza aprire negozi e farli performare attraverso il delivery. Dobbiamo quindi uscire dagli schemi, pur rimanendo fedeli al nostro core business: siamo diventati famosi con la pizza margherita, abbiamo iniziato a declinarla con vari gusti, a inserire dolci, la lasagna verde, il gelato, la focaccia in alcuni luoghi e le insalate pronte in altri, e c’è la richiesta di frutta per l’estate. Inoltre abbiamo potenziato la caffetteria: in Stazione Centrale, dove abbiamo l’obbligo di apertura alle 8 del mattino, proponiamo la colazione con torte e brioches. D’altronde, il fatto che Ikea sia diventata uno dei primi ristoratori al mondo deve insegnare qualcosa a tutti. Infine, da un paio d’anni la pizza di Spontini arriva anche in Medio Oriente e Giappone. Come si articola il rapporto con i partner esteri e quali le prospettive di crescita? Una premessa: il nostro locale in piazza Duomo ha cambiato la visibilità al marchio, ha dato quella connotazione internazionale che mancava. A questo si aggiunge che prima, durante e dopo Expo 2015, in più con il treno ad alta velocità e le compagnie low cost, Milano è diventata una primaria città turistica, dotata inoltre di un’eccellente capacità ricettiva. Arrivando alla sua domanda, rispetto al nostro partner in Middle East siamo molto soddisfatti: con gruppo Alshaya abbiamo aperto lo scorso settembre il primo Spontini in Kuwait (al the Avenue Mall, ndr) e quest’anno sono previste tre aperture: due a Dubai e una in Bahrein. Vogliamo essere pronti per Expo 2020. In generale il Medio Oriente ha leggermente rallentato rispetto a qualche anno fa perché, nonostante permanga la “fame” di occidente, l’offerta inizia a saturarsi. E noi siamo davvero contenti di essere tra i pochi nuovi brand ad aver fatto la differenza: in sole 17 settimane abbiamo fatturato un milione di dollari. Con Gruppo Alshaya abbiamo firmato un accordo per 34 aperture nel Golfo in 7 anni, cui seguirà una fase 2 in Nord Africa e Turchia e una fase 3 in Russia. Prosegue inoltre la nostra crescita in Giappone, dove contiamo quattro locali: uno a Tokio, due a Yokohama e uno a Fukuoka. Al momento, inoltre, stiamo cercando di chiudere un accordo per un altro Paese importante. Se in Italia sviluppiamo solo direttamente, all’estero andiamo solo dove ci viene richiesto e devo dire che la maggior parte delle proposte arriva dall’Asia. Il mio sogno futuro? Aprire a Chicago. A.P. giugno 2019 | retail food

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Dossier shopping mall Taglio nastro

L’esperienza Mistica di GranRoma

di Andrea Penazzi

Inaugurato il 16 maggio, il nuovo centro commerciale capitolino si presenta fully let con un centinaio di negozi. Da Inditex a H&M, da Calzedonia a Gruppo Teddy, i colossi del fashion trainano l’offerta su una Gla di 31mila mq. Ricca la dotazione food, con sfogo sulla terrazza esterna che dà sull’acquedotto Alessandrino

I

mpreziosito da alcuni elementi di innovazione in termini sia architettonici che di mix merceologico, il nuovo centro commerciale GranRoma Gran Shopping ha aperto al pubblico lo scorso 16 maggio dopo circa 20 mesi di cantiere (settembre 2017 – aprile 2019). Ubicato all’interno della Tenuta della Mistica, nel quadrante est della città lungo la Prenestina Bis e nella adiacenze del Grande Raccordo Anulare, GranRoma vede protagonista Gruppo Fresia nel ruolo di ideatore, sviluppatore e costruttore. Tra gli altri attori impegnati nel progetto si annoverano Intesa Sanpaolo

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retail food | giugno 2019

– Banca IMI per la parte finanziaria; Genius Loci, Studio Pagnoni Vita e Studio Giuseppini per quella progettuale, FIL – Federici Immobiliare Lavori in qualità di general contractor; Foruminvest, advisor nella commercializzazione del centro e asset manager; Sorensen Consulting, cocommercializzatore del centro; Svicom, property manager. Dal punto di vista strutturale, lo shopping center si sviluppa su tre livelli collegati tra loro da altrettante serie di tappeti mobili e da due ascensori pubblici e adatti alla fruizione da parte di disabili. Il centro presenta un


Intervista a Elia Federici, amministratore delegato Gruppo Fresia Innanzitutto uno sguardo all’iter del progetto, che ha visto un tempo di cantiere davvero breve. Il cantiere è stato molto rapido, ma al contrario è stato piuttosto lungo l’iter del progetto su quest’area. Vi era una previsione di piano regolatore di edilizia popolare, che venne modificata per una variante cosiddetta della Certezza, che aveva recepito tutti i vincoli di carattere ambientale, paesaggistico e archeologico introdotti nel corso del tempo. Questa zona, di 500 ettari, fu trasformata di fatto nella più grande area verde della città perché era stato imposto un vincolo dalla Sovrintendenza per un interesse archeologico. Tale vincolo venne annullato dal Consiglio di stato, che ripristinò quello precedente che tutelava le emergenze conosciute: cioè l’acquedotto Alessandrino e il Muraccio di Rischiaro. In seguito, la variante fu impugnata e fu stilato un accordo di programma che portò a salvaguardare una zona verde di circa 100 ettari e a concentrare la parte di diritto edificatorio in una posizione marginale rispetto a quella di maggior pregio dal punto di vista ambientale. La convenzione con il comune di Roma fu siglata nel 2012 e dispose la realizzazione di volumi privati e soprattutto la costruzione di infrastrutture, tra cui la Prenestina Bis e il relativo svincolo sul GRA, oltre a una complanare esterna al Raccordo. Il tutto per un investimento in opere pubbliche di circa 15 milioni di euro. Nel 2012 presentammo i progetti e nel novembre 2014 partirono i lavori delle opere pubbliche, completati in un paio di anni. Successivamente abbiamo realizzato una prima serie di interventi, tra cui il più grande negozio Bricoman, aperto nell’aprile del 2016, e il primo hotel Hampton by Hilton in Italia, dotato di 150 stanze, più altri piccoli volumi di natura commerciale. L’iter di GranRoma è stato avviato a fine 2016, è durato 8 mesi, e il progetto è stato approvato a luglio 2017. Di lì abbiamo iniziato i lavori di costruzione.

Quali sono, dal suo punto di vista, le caratteristiche principali di GranRoma? Dal punto di vista architettonico, GranRoma è una struttura articolata su due livelli commerciali e uno di parcheggio principale a cui se ne aggiunge uno più piccolo. Sostanzialmente ci sono 1.100 posti auto su un unico livello semi-interrato. Vi è poi una terrazza esterna, sfogo naturale per la ristorazione, che può diventare un valore aggiunto per sei mesi all’anno. Lato retail, premetto che abbiamo realizzato la commercializzazione in diretta, avvalendoci di due società specializzate per seguire alcuni tenant particolari: Foruminnvest, con Marco Mutti, e Sorensen Consulting, con Ettore Torrese. Tra le insegne sono entrate il primo Pam City, nuovo format che debutta a GranRoma su 850 mq lordi, Cisalfa Sport su 1.500 mq, il primo Maisons du Monde a Roma, quindi H&M, Zara e altri brand di Inditex, MediaWorld e Scarpamondo, per un’offerta che si presenta variegata. Abbiamo cercato, e in parte ci siamo riusciti, di integrare il brand mix con alcuni marchi romani, startup e soluzioni nuove, al fine di non omologarlo allo standard dei centri commerciali.

20 mesi 80 milioni 31mila mq 97 di cantiere

di investimento

Gla di

i negozi

È in previsione la vendita dell’asset? Non siamo gestori di centri commerciali, anche se portiamo avanti attività di asset management ma non in questo settore, per cui, guardando al futuro, saremo impegnati in altri progetti tra cui la realizzazione a Fregene di un waterfront con soluzioni mixed use: commerciale, ristorazione, ludico, sportivo, alberghiero, residenziale di lusso e stabilimenti balneari. Pensiamo quindi di vendere GranRoma a breve, ma non a brevissimo perché non c’è urgenza. Al momento ci sono trattative ben avviate.

Gla di circa 31.000 mq, una galleria di 9.000 mq e un parcheggio interrato, per un totale di 40.000 mq. Le aree destinate al parcheggio sono presenti, oltre che al piano interrato, anche in aree esterne poste in aderenza al centro commerciale, per oltre 1.100 posti auto a servizio. L’edificio è stato progettato nel rispetto delle normative vigenti, anche per la produzione di energie rinnovabili (è presente un impianto fotovoltaico in copertura da 450 kW) e con tutti i più moderni sistemi di controllo e di sicurezza. In tema di sostenibilità ambientale si segnalano anche delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. L’interazione tra l’ambiente esterno e gli spazi interni di GranRoma vede nel progetto architettonico del nuovo mall capitolino un plus evidente, in virtù di due elementi fortemente iconici: la piazza all’aperto e la terrazza al piano superiore. La prima, situata davanti all’ingresso principale, è ideale per ospitare spettacoli e concerti, come avvenuto in ocgiugno 2019 | retail food

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Dossier shopping mall Taglio nastro Promotore/proprietà Gruppo Fresia

Localizzazione Periferica

Commercializzazione Foruminnvest; Sorensen Consulting

Livelli Commerciali 2

Property

management Svicom

PROGETTO IN PILLOLE

Parcheggi 1.110

Tipologia

Fonte: ©Edifis Intelligence

Centro commerciale Unità

totali

97

Data

apertura

16 maggio 2019

Gla

31mila mq

casione dell’inaugurazione con l’esibizione del noto rapper romano Biondo, reso famoso dalla trasmissione Amici. La seconda, accessibile dalla food court e impreziosita da una vista suggestiva sull’acquedotto Alessandrino, rappresenta una soluzione rara nel settore dei centri commerciali – alcune realizzazioni analoghe si ritrovano in shopping center di ultima generazione quali Adigeo (VR) ed Elnòs Shopping (BS). «Il target di GranRoma è costituito prevalentemente da famiglie e, in virtù dei numerosi eventi in programma, da 54

retail food | giugno 2019

Medie Superfici 7

Unità

ristorazione

11

Àncora alimentare Pam City (850 mq lordi)

teenager e dai giovani in generale – dichiara Letizia Cantini, Coo di Svicom – La terrazza esterna, di circa 350 mq, la utilizzeremo in parte per la somministrazione e in parte come area relax in virtù di allestimenti/dehors fissi. Sarà inoltre adibita, nei mesi caldi da maggio a ottobre, a piccoli eventi all’aria aperta, seguendo il filo conduttore del grand opening». Sotto il profilo dell’offerta, le unità commerciali sono 97 tutte affittate, con l’alimentare posto al piano terreno, 7 medie superfici in totale (esclusa la ristorazione) dislocate sui due livelli e con attività di somministrazione localizzate prevalentemente in quello superiore. GranRoma si appresta, dunque, a diventare una nuova piazza di aggregazione e shopping per i residenti delle zone Prenestina e Casilina, e punto di riferimento in un’area di interesse ambientale e archeologico dove sorgono numerose iniziative legate al tempo libero, al sociale e all’agricoltura. L’obiettivo dichiarato dalla proprietà è di superare i 5,3 milioni di utenti l’anno. Numeri supportati da una catchment area densamente abitata, che nei primi 10 minuti di spostamento in automobile conta circa 242mila residenti, i quali diventano oltre 1,6 milioni nella fascia 0-20 minuti e addirittura quasi 3,2 milioni nell’isocrona 0-30 minuti. Di contro, GranRoma dovrà confrontarsi con un bacino competitivo particolarmente agguerrito, che vede tra i principali competitor il centro commerciale La Romanina, distante circa 8 minuti, e i colossi di Romaest e Porta di Roma distanti circa 13-14 minuti (fonte Urbistat, i dati si riferiscono a spostamenti in automobile in condizione di traffico medio). Nelle intenzioni di Gruppo Fresia, GranRoma vuole essere il motore economico che dà concretezza allo sviluppo della zona, sia dal punto di vista urbanistico, con la realizzazione di infrastrutture che hanno alleviato si-


gnificativamente il traffico sulla viabilità esistente, per un investimento di 15 milioni di euro; sia dal punto di vista dell’occupazione, con circa 500 nuovi posti di lavoro. A quest’ultimo aspetto lo sviluppatore ha prestato particolare attenzione e, con il contributo di Intesa San Paolo, ha coinvolto la Fondazione “Generation Italy” per avviare un progetto che ha previsto la formazione di 100 ragazzi. L’investimento complessivo, comprensivo quindi dei 15 milioni di euro, si aggira sugli 80

inserire una piattaforma alimentare di dimensioni contenute da una parte si inserisce, estremizzandolo, in un trend che vede la progressiva riduzione delle àncore alimentari all’interno dei centri commerciali; dall’altra è indicativa della strategia del commercializzatore di puntare su altre merceologie, fashion e ristorazione su tutte, portando a un ambito di servizio l’offerta alimentare. Le altre medie superfici propongono soprattutto abbigliamento e pelletteria, arredo per la casa ed

Intimissimi, Benetton, Tezenis, Enrico Coveri, Nuvolari, Dixie, Guess, Imperial, Jack & Jones, Original Marines, Zuiki, Yamamay, I am, Conbipel Uomo, Napapijri, Caporiccio e ancora le insegne romane come Dan John (abbigliamento uomo) e Sandro Ferrone, piuttosto che i multimarca come Castellese, che propone Armani, Moschino, Prima Classe, Ciesse Piumini, Liu Jo, Nathì, Patrizia Pepe, Dondup, RRD, Dr Marteens e altri ancora. Sul fronte della ristorazione, concentrata essenzialmente al primo piano con una proposta di marchi complementare e molto attuale, si spazia da un’offerta veloce – predominante – con Burger King, Capatoast, La piadineria, i panini gourmet di Baccanale, Mini Pizza 22 cm e il mexican food Calavera Rapido di Gruppo Cremonini, a soluzioni più slow con, sempre dell’azienda di Castelvetro di Modena, Roadhouse (carne), piuttosto che con la classica pizza napoletana di Don Peppe. Non mancano, quindi, soluzioni diffuse nella galleria, con il chiosco posizionato esattamente all’ingresso vicino alle scale mobili che collegano i due livelli a inse-

milioni. L’immobile, di proprietà al 100% di Gruppo Fresia, è destinato a essere venduto nel breve/medio termine, così come confermato a r&f da Elia Federici, amministratore delegato della società capitolina.

elettronica di consumo: Zara su 3.200 mq e H&M (le uniche in duplex, con collegamenti interni e doppio ingresso), MediaWorld (2.200 mq netti di vendita, sesto store nella Capitale e 117° in Italia) Scarpamondo, Cisalfa Sport e Maisons du Monde. Proprio quest’ultimo ha aperto a GranRoma il primo negozio nella Capitale. Nel centro sono presenti altre insegne di gruppo Inditex, quali Bershka, Pull&Bear e Stradivarius. Focalizzando l’attenzione sul segmento dell’abbigliamento, principale motivo di attrazione di GranRoma ed elemento di maggiore continuità rispetto al comparto degli shopping center, spiccano i marchi di Calzedonia,

gna Caffè Vergnano o ancora quello a marchio Nespresso sul lato opposto del mall. Fronte servizi/cura della persona si segnala la presenza della clinica DentalPro. Per favorire il consumo di entrambi i pasti giornalieri, quindi sia pranzo che cena, gli orari del centro sono prolungati tutti i giorni sino alle ore 23 per la parte di ristorazione, mentre terminano alle 21 per i negozi. Infine, l’offerta commerciale di GranRoma ben si integra con quella dell’adiacente retail park, anch’esso realizzato da Gruppo Fresia, che annovera tra gli altri il più grande Bricoman d’Italia (inaugurato nel 2016) completando l’offerta dedicata alla casa. ¢

Offerta commerciale fashion & food driven Elementi di continuità e altri di innovazione si ritrovano anche e soprattutto sotto il profilo dell’offerta commerciale. Tra le novità si colloca a pieno titolo il supermercato di circa 850 mq lordi a insegna Pam City: nuovo brand di Gruppo Pam presentato per la prima volta proprio a GranRoma. La volontà di

giugno 2019 | retail food

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Analisi di mercato Pet

Le catene avanzano, i pet shop tradizionali resistono Durante Zoomark (6-9 maggio, Bologna) si sono incontrati i player del settore pet. Un comparto che cresce dell’1,5% per un giro d’affari di oltre due miliardi. A trainare le vendite sono le 416mila tonnellate vendute a livello grocery, ma il canale di riferimento rimane il negozio tradizionale

P

resentato a Bologna il 6 maggio, in concomitanza con la maggiore fiera italiana di settore, il rapporto Assalco-Zoomark ha scattato la fotografia del mercato pet. Sviluppato in collaborazione con IRI Information Resources, la società di ricerche e mercato Doxa e l’Anmvi (Associazione medici veterinari italiani), lo studio ha preso in esame le dinamiche dei canali di distribuzione del pet food e il rapporto fra gli italiani e gli animali da compagnia. Dal rapporto emerge che, nel 2018, sono stati censiti 60.227 pet in Italia che muovono un’industria da oltre 2 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). Il mercato dei prodotti per la sola alimentazione di cani e gatti in Italia ha sviluppa-

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retail food | giugno 2019

to un giro d’affari di 2.082 milioni di euro per un totale di 565.136 tonnellate vendute.

I canali del pet food

Il pet food si conferma, dunque, un mercato in crescita a valore, con un tasso di sviluppo superiore a quello del largo consumo confezionato, pari a +0,1% nel 2018. Per quanto riguarda la dinamica dei prezzi, il 2018 ha segnato un moderato incremento legato soprattutto alla composizione del carrello da parte dello shopper che si orienta sempre più verso prodotti premium, di alta qualità, formati più piccoli con un rapporto euro/kg più alto, alimenti dietetici nel canale specializzato e prodotti che cavalcano i trend emergen-

ti (esempio: bio, naturali, con un’unica fonte proteica, formulati con materie prime selezionate, light, ecc). Spostandosi sul lato retail, il fatturato del mercato dei prodotti per l’alimentazione di cane e gatto è sviluppato da tre piattaforme distributive: grocery, pet shop tradizionali e catene che mostrano dinamiche e performance differenti per il totale mercato e suoi segmenti principali. Presi singolarmente, il grocery (che raggruppa ipermercati, supermercati, Lsp, drogherie e discount) canalizza il 55,3% del fatturato complessivo (1.151 milioni di euro) e il 73,7% dei volumi (416mila tonnellate) nonostante un rallentamento che ha comportato prestazioni sostanzialmente flat a +0,4% di fatturato e -2,2%


Intervista a Luca Rotunno, national purchasing & marketing director di MAXI ZOO

Maxi Zoo

di volume. Per correre ai ripari alcune insegne del comparto hanno da tempo dato avvio a uno sviluppo di format verticali dedicati alle referenze pet. Detto altrimenti, punti vendita specializzati che puntano sull’assortimento (ampio e comprendente prodotti premium, funzionali, dietetici) e sul servizio (personale qualificato, servizi di toelettatura e, a volte, veterinari) per contrastare la crescente competizione delle catene pet shop. Per quanto riguarda le catene pet shop (circa 690 punti vendita totali), queste canalizzano l’8,9% dei volumi e il 13,8% dei valori per un totale di 50,6 tonnellate vendute e 287,7 milioni di euro incassati. Il trend rimane favorevole con dinamiche del +10,1% a valore e del +7,3% a volume. Infine, i pet shop tradizionali (circa 4.960 punti vendita) rappresentano il principale canale del commercio non grocery in cui sono distribuiti i prodotti per animali da compagnia in Italia. Coprono solo il 17,4% dei volumi (che corrispondono a 98.143 tonnellate circa), ma generano il 30,9% dei valori (642,7 milioni di euro di fatturato). Nel 2018 il ca-

Maxi Zoo

Come si compone attualmente il network Maxi Zoo, compresi gli ultimi sviluppi? Attualmente, in Italia, abbiamo una rete di 108 punti vendita a gestione diretta, la gran parte si trova sull’asse Nord con una presenza meno capillare in Lazio e Toscana che stiamo potenziando. A livello europeo, invece, siamo il più grande gruppo operante, con 1.500 store in 12 Paesi e un fatturato che, nel 2018, ha superato i due miliardi di euro. Per quanto concerne lo sviluppo, in Italia continueremo con le aperture di negozi di proprietà. Stessa cosa per gli altri mercati europei in cui siamo presenti, eccezion fatta per la Germania dove, sugli 800 store attivi, circa 500 sono in franchising. Quali sono i punti distintivi del format Maxi Zoo? Sostanzialmente, abbiamo due format principali. Il primo è quello che chiamiamo “Future Store 2.0”: punto vendita di circa 500-600 mq dove sono presenti solo il food e l’accessoristica dei pet più diffusi come cane, gatto, roditori, volatili, pesci e rettili. Il secondo format, quello XXL, è il più grande dei due e varia dai 900 ai 1.100 mq dove sono presenti anche animali vivi all’interno del punto vendita. Dagli 800 mq in su vi trovano posto, progressivamente, pesci, roditori, volatili e rettili. In Italia, dei 108 negozi aperti, solo 6-7 hanno quest’ultima configurazione. Strategie e canali si sviluppo. Cosa ci si può attendere? In questo momento si sta materializzando l’opportunità di affacciarci al mondo della cross-canalità attraverso l’apertura di un nostro sito eCommerce che dovrebbe andare online entro la fine dell’anno. Questo per noi è un passaggio strategico che ci darà la possibilità di approcciare in modo completo e continuo i nostri clienti con un’offerta che si allarga a tutto l’inventario. Inoltre, da un punto di vista marketing abbiamo lanciato la campagna dei “Prezzi all’osso” che prevede listini ribassati fino a fine anno su circa tremila referenze. Per quanto riguarda lo sviluppo

nale mostra un fatturato in linea con lo scorso anno e una flessione dei volumi del -1 per cento. Nonostante una concorrenza forte da parte delle catene che continuano a crescere con ritmi sostenuti, l’avvento di nuovi format distributivi e l’eCommerce, l’innovazione, il servizio e la focalizzazione sul core business consentono ai pet shop di difendere la propria

fisico, privilegiamo le zone limitrofe ai più importanti centri commerciali e retail park. Una scelta dettata dalle dimensioni e dal conto economico sopportabile dalle nostre strutture. In termini di servizi, quali sono quelli offerti da Maxi Zoo? Abbiamo servizi come la bilancia per i pet, la donation box per supportare le associazioni che si occupano di pet abbandonati con derrate alimentari, eventi con partner esterni per coinvolgere le comunità locali oppure con taglio più professionale con veterinari che offrono gratuitamente consulenze ai clienti. Per gestire il tutto serve uno staff preparato. Come lo formate? Noi abbiamo cinque aule di formazione all’interno di alcuni nostri punti vendita. Abbiamo anche tre formatori, di cui un veterinario, che erogano 15 giorni di corsi di formazione per ogni dipendente che opera all’interno dei nostri punti vendita. In una fase iniziale vengono mappate le capacità del personale in entrata e vengono creati dei moduli didattici su misura: dall’alimentazione dei pet alla gestione del cliente. Quanti e quali referenze sono presenti sui vostri scaffali? Nei nostri assortimenti sono presenti circa 8mila articoli divisi fra un 45% di food e il rimanente in accessori. In termini di novità, a breve lanceremo un brand esclusivo per il comparto accessori caratterizzato dall’uso di materiale 100% riciclato. Un modo per andare incontro ai clienti più sensibili al tema ecologico e naturalistico. Infine, quali sono i trend del mercato pet? Nei nostri punti vendita vediamo una attenzione sempre maggiore alla qualità del cibo per i pet. Il cliente è diventato più avvertito sulle proprietà degli alimenti. Ciò comporta uno spostamento nelle abitudini di acquisto verso marchi di fascia premium o super premium.

identità e il giro d’affari sviluppato dal canale. Sintetizzando, quindi: il pet shop tradizionale si conferma un canale ad alta redditività insieme alle catene specializzate dato che, con poco più della metà dei punti vendita dei soli supermarket (4.960 vs 9.002), fattura mediamente circa il doppio per punto vendita: 129.585 euro/anno contro i 69.359 euro/an-

APPROFONDIMENTO ZOOMARK

Z

oomark International 2019 (6-9 maggio 2019, BolognaFiere), giunto alla sua 18° edizione, ha ospitato 757 espositori provenienti da 45 Paesi (comprese 6 collettive nazionali). Sviluppata su una superficie di 55mila mq, la fiera ha dato spazio a momenti di networking e approfondimento con oltre 20 fra convegni, workshop e incontri fra addetti del settore. Dettagli che hanno arricchito la manifestazione a cui hanno partecipato il 23% di buyer in più con una spiccata dose di internazionalizzazione (il 40% provenienti dall’estero). giugno 2019 | retail food

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Analisi di mercato Pet

Dog&Company

Zooplanet

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retail food | giugno 2019

Intervista a Cinzia Asioli e Pietro Bernardelli, fondatori di DOG&COMPANY Come si compone, attualmente, la rete di vendita Dog&Company e quali sono stati gli ultimi sviluppi? La nostra catena di pet store si compone di 18 punti vendita principalmente nella provincia di Modena Parma e Reggio Emilia, e uno in franchising a Livorno. Per il proseguo abbiamo alcuni progetti di cui è prematuro parlare. Che caratteristiche ha il format dei negozi Dog&Company? Come si è evoluto nel tempo? Si tratta di punti vendita che vanno dai 200 ai 700 metri quadri. La scelta della dimensione dipende dalla città in cui ci andiamo a collocare, la posizione, il parcheggio, ecc. Negli anni si sono modificati i layout soprattutto in relazione all’innovazione sui prodotti offerti dalle aziende, alle richieste sempre più mirate di un pubblico consapevole ed esigente. Quindi si è dato più spazio a prodotti tecnici, per il trasporto, per il gioco, a linee dietetiche di alimenti e a tanto altro. Quante e quali referenze sono presenti sui vostri scaffali e in che percentuale si dividono fra pet food e accessori? Nei nostri punti vendita sono presenti oltre 10.000 referenze nei negozi più piccoli e sulle 15.000 in quelli più grandi, di cui almeno un terzo di accessori. I servizi per i pet si dimostrano un valore aggiunto per ogni punto vendita. Quali sono quelli offerti da Dog&Company? I servizi sono molto importanti in quanto qualificano l’offerta e la professionalità dell’operatore. Nel nostro caso organizziamo molti incontri con medici veterinari e la clientela per approfondire varie problematiche di salute del proprio pet. Incontri con professionisti sono previsti anche in ambiti come l’educazione del cane, nei rapporti e relazioni tra i pet e i padroni e/o relativamente alla convivenza con altri animali e/o bambini. Corsi informativi sull’alimentazione, sulla toeletta del cane, gatto e

coniglio, meeting in campo naturalistico eco/bio con esperti sui benefici derivanti dall’utilizzo dei “fiori australiani” negli animali. Un personale altamente preparato è l’altra chiave di successo. Come formate il vostro staff? I corsi di formazione per lo staff sono all’ordine del giorno, tutte le settimane, il personale, a gruppetti, viene convocato in sede per frequentare lezioni su argomenti specifici: dalle caratteristiche dei prodotti che vendiamo negli store ai corsi di vendita, gestione del cliente, ecc. Nel nostro staff è presente un medico veterinario che consiglia quotidianamente e supporta il personale. Quali sono, secondo lei, i trend emergenti in termini di pet care? La tendenza è di aprire punti vendita con all’interno altri servizi per la clientela. Ma non tutti riscuotono un adeguato consenso e trovano ragione d’essere. Il successo di questi dipende da molti fattori come, la posizione e la dimensione del punto vendita, la località, ecc. Poi c’è l’entrata nel nostro mercato di grandi operatori che mirano esclusivamente a un business economico/finanziario, alla stregua di qualsiasi altro tipo di retail. Accanto a costoro, in una situazione diametralmente opposta, continuano ad aprire piccoli negozi, con capitali limitati e animati esclusivamente dalla passione. In che modo si sviluppa la vostra presenza online? L’online non è ad oggi il nostro core business, ma stiamo investendo parte delle risorse per cercare di colmare questo gap e soprattutto perché non si può non essere presenti. Ritengo tuttavia che nel nostro settore sia ancora molto importante il confronto con le persone e la professionalità si possa esprimere al meglio attraverso il contatto con il cliente per istaurare un rapporto di fiducia reciproca.


Intervista a Monica Bergamin, responsabile ricerca e sviluppo franchising di ZOOPLANET Come si compone, attualmente, la rete di Come è iniziato il business di Zooplanet? Zooplanet nasce nel 1996 occupandosi inizialmente della distribuzione all’ingrosso di alimenti per animali da compagnia, come divisione della famiglia Vanzetto già attiva fin dagli anni ‘80 nel settore della produzione di alimenti per la zootecnia. Nel giro di pochi anni, estendendo la rete vendita, la naturale evoluzione di Zooplanet è stata quella di aprire negozi in franchising specializzati che divenissero punti di riferimento per i proprietari di animali domestici. Come si struttura il vostro network? Attualmente Zooplanet conta 32 punti vendita e vari corner all’interno dei Brico Center. Il primo punto vendita è stato aperto a Piove di Sacco nel 1997 nel centro commerciale Piazzagrande, attualmente gestito da un nostro affiliato. Gli ultimi pet shop aperti sono stati a Ischia e Aosta, e prossimamente avremo un’apertura su Roma. In quali canali siete presenti e che prodotti commercializzate? Come pet shop puntiamo su prodotti della fascia premium/superpremium, prodotti che riescano a rispondere in maniera specifica e mirata alle varie esigenze dei nostri pet: dagli alimenti sempre più selezionati e studiati per soddisfare esigenze nutrizionali particolari, agli accessori innovativi sia nei materiali che nelle specifiche funzioni. Il plus rimane comunque l’elevata specializzazione e il servizio di consulenza offerto, sia riguardo all’alimentazione che ai prodotti per la cura dei nostri animali. Quale strategia di vendita seguite? La missione e la strategia di Zooplanet può essere riassunta in due punti: primo, offrire a chi vuole avviare un’attività imprenditoriale le migliori opportunità del settore attraverso un’analisi delle zone e delle location, offrendo il nostro know how, software per la gestione dati, iniziative marketing. In secondo luogo, offrire ai clienti un assortimento completo, diversificato e moderno, collocato in un ambiente gradevole e diretto da un professionista del settore. Da un punto di vista generale, come valuta il settore pet? Il settore del pet è in crescita e come tale anche la curiosità per esso aumenta. Molte sono le richieste per aprire in franchising ma, come ben sappiamo, non basta la sola passione per gli animali. Certo è un buon punto di inizio, ma aprire un pet shop vuol dire diventare imprenditori. Mediamente, su 100 aperture indipendenti dopo tre anni il 70% chiude. Per questo puntiamo su aperture mirate, cercando di invertire questo trend con il nostro know how. Quali i trend per il futuro? Nel futuro vediamo un ritorno ai pet shop di medie superfici ma con più servizi e professionalità. Per Zooplanet, il negozio non è e non sarà solo un luogo di vendita ma un punto di incontro per proprietari di animali e professionisti del settore, un luogo aperto a incontri formativi con addestratori cinofili, associazioni e veterinari. In generale, creare una rete e un dialogo tra le realtà del settore nel territorio dovrà essere uno degli elementi cardine del pet shop Zooplanet.

Intervista a Michele Foppiani, fondatore e amministratore delegato di ARCAPLANET Come si compone, attualmente, la rete di vendita Arcaplanet e quali sono stati gli ultimi sviluppi? L’obiettivo di Arcaplanet è creare una rete capillare per poter essere vicino ai clienti: format grandi per fornire il massimo dell’assortimento e servizi aggiuntivi, ma anche format piccoli in città per essere sempre raggiungibili con assortimenti selezionati per rispondere a tutte le esigenze. Ad oggi, la catena conta 312 negozi in 17 Regioni italiane e due in Svizzera, più eCommerce. Nel 2019, sono stati aperti 6 nuovi negozi e sono previste ancora una ventina di inaugurazioni. Che caratteristiche ha il format dei negozi Arcaplanet? Come si è evoluto nel tempo? Arcaplanet è la prima catena in Italia di pet store. Questa iniziale scelta strategica ha creato una nuova nicchia nel settore dello specializzato: dal piccolo negozietto di quartiere, con pochi prodotti, aspetto poco curato e poca organizzazione, Arcaplanet interpreta il modello grocery applicato al mercato pet: spazi ampi, ben definiti, assortimento con la massima estensione in ampiezza e in profondità per la massima specializzazione, personale specializzato tecnico; percorso luci studiato per enfatizzare prodotti selezionati e percorsi, scaffali bassi per lasciare visibilità alle categorie e facilitare la visita, categorie merceologiche ben distinte; orari d’apertura prolungati e aperture domenicali. In che modo organizzate la vostra presenza retail? L’obiettivo è quello di rafforzare la nostra posizione di leadership, attraverso la continua innovazione del format, il lancio di nuovi servizi e allargamento della gamma di prodotti esclusivi, selezionati e garantiti per il benessere di tutti gli animali da compagnia. Quante e quali referenze sono presenti sui vostri scaffali? Qualche novità di prodotto introdotta? Contiamo oltre 10.000 referenze, il food genera circa il 70% delle vendite. Al momento i trend sul food sembrano tutti esplorati e sono in fase di studio sviluppi per adattare le tendenze della cura umana anche al pet. Unica nota evidente sono i cambi di preferenza del cliente relativamente alla scelta del packaging: la bustina sta conquistando mercato, sia in termini di volume che di valore, non solo erodendo le quote degli stessi prodotti confezionati in lattina o vaschetta, ma anche conquistando nuovi sizing. La bustina viene scelta da sempre più clienti per la facilità di stockaggio e pulizia del porzionamento, oltre che il peso inferiore. I servizi per i pet si dimostrano un valore aggiunto per ogni punto vendita. Quali sono quelli offerti da Arcaplanet?

no dei supermercati. Le catene recuperano grazie all’assortimento più ampio e profondo, garantendosi così un fatturato per punto vendita mediamente cinque volte superiore a un pet shop tradizionale. Nota di merito per l’eCommerce che si conferma un canale dinamico e un vero e proprio sbocco per diversi operatori. Accanto agli operatori specializzati nella vendita di prodotti per animali (vertical eCommerce) si assiste allo sviluppo delle vendite online degli operatori generalisti (gruppi della Gdo e Amazon). Un sottoinsieme che nel 2018 ha generato 8,3 milioni di euro di fatturato (che vale lo 0,4% del business).

Tra i servizi, la zona agility, per allenare i nostri amici pelosi, il pet wash con vasche e phon. Ultimo servizio lanciato è la parafarmacia, dove trovare integratori, supporti medicali, antiparassitari e vaccini, ma anche uno spazio dedicato a incontri periodici con i maggiori esperti di settore Un personale altamente preparato è l’altra chiave di successo. Come formate il vostro staff? Le caratteristiche essenziali che contraddistinguono i dipendenti Arcaplanet sono dedizione, entusiasmo e grande motivazione. Arcaplanet coltiva talenti! La conoscenza dei principi chiave di alimentazione di animali domestici e un approfondimento su tutta la gamma di accessori disponibili per la cura dei pet è essenziale per supportare il lavoro in Arcaplanet. Per questo è nata ArcaAcademy, la scuola dedicata allo sviluppo e alla formazione del personale. Annualmente vengono predisposte migliaia di ore di formazione per il nuovo personale, per trasmettere tutta la conoscenza frutto di esperienza ventennale nel settore e supportare la crescita professionale. Arcaplanet

Quali sono, secondo lei, i trend emergenti in termini di pet care? Grazie alla sempre crescente attenzione verso la cura di patologie specifiche e la selezione di alimenti sempre più salutari per gli animali, l’età media degli animali si è alzata notevolmente negli ultimi anni. Il mercato si sta sempre più specializzando in segmenti specifici per le esigenze di animali che crescono in età e diminuiscono in taglia, cambiando tutte le abitudini storiche. Come sviluppate la vostra presenza online e attraverso il canale digitale? L’obiettivo di omnicanalità si fa sempre più tangibile, i progetti sono ancora in fase di ottimizzazione ma il canale eCommerce sarà sempre più servizio per raggiungere tutti i clienti anche laddove la rete non è presente in modo capillare.

Il network punta al Nord

Ultimo fondamentale preso in rassegna dal rapporto Assalco-Zoomark è la distribuzione geografica del network di punti vendita pet. Il Nord Italia sviluppa oltre la metà delle vendite (52%): in particolare il Nord Ovest pesa per quasi un terzo dei volumi totali (32%), mentre il Nord Est conta il 19,9% dei volumi. Il Centro, con il 28,7% delle vendite, risulta essere la seconda area in termini di incidenza sui volumi. Il Sud resta tuttora l’area che copre i minori volumi (19,3% del totale). N.G giugno 2019 | retail food

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Focus impianti energetici

Centri commerciali verso la svolta green Aperti oltre dodici ore al giorno e sette giorni su sette, i centri commercial consumano enormi quantitativi di energia e sono la causa di elevate emissioni inquinanti. Da Federesco, l’analisi dello status quo e i margini di efficientamento energetico. Con le nuove tecnologie, risparmi in doppia cifra

U

n centro commerciale arriva a consumare anche quattro, cinque volte più energia per metro quadro rispetto a un edificio residenziale. Banchi frigo, impianti di illuminazione, climatizzazione e ventilazione, scale mobili e porte aperte sono voci che pesano notevolmente sul loro bilancio energetico. Con un consumo annuo a metro quadro anche superiore a 500 kWh, gli shopping mall

ficienti, i centri commerciali oggetsono tra le utenze più energito di refurbishment e soprattutto vore. Utenze che, evidentedi nuova costruzione evidenziamente, si ripercuotono sul no valori molto differenti. Tuttaconto economico dei tenant. via, come evidenzia Alessandro Ma negli ultimi anni, grazie Pascucci, segretario di Federealla progressiva introduziosco, la strada per arrivare a una vera ne di tecnologie per la produe propria svolta green è ancora molto zione di energia rinnovabile e di lunga: «Per avere un’idea del livelimpianti di climatizzazione e Alessandro Pascucci, lo di efficienza energetica raggiunto illuminazione sempre più efsegretario di Federesco giugno 2019 | retail food

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Focus impianti energetici Intervista a Gianfranco Amadio, technology advisor Elpo

nel settore, possiamo fare riferimento al progetto CommOnEnergy promosso nel 2014 dalla Direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea. Il progetto ha preso in considerazione due categorie di costruzioni: gli edifici già esistenti e quelli destinati inizialmente a un uso diverso e poi Zooplanet convertiti in shopping mall. Attualmente, il tasso di risanamento in Europa è dell’1,2% e

l’Ue vorrebbe raggiungere il 3% entro il 2020. In Italia, si vorrebbe raddoppiare questa cifra, toccando il 6%. Pertanto, possiamo concludere che ancora tanto deve e può essere fatto». Con il segretario Pascucci abbiamo quindi voluto investigare qual è il ruolo delle cosiddette Esco, presenti anche all’ultima edizione di Mapic Italy. «Le Esco sono società riconosciute a livello europeo, specializzate nell’effettuare interventi finalizzati alla riqualificazione energetica. Grazie a una ca62

retail food | giugno 2019

Quali le motivazioni che hanno indotto l’azienda a entrare nel mercato italiano? L’Italia è terza in Europa per la vendita di auto ibride ed elettriche (dato registro PRA di marzo 2019), ma manca ancora un’adeguata copertura in termini di infrastrutture di ricarica, sia pubbliche sia private. L’ingresso di ABL nel mercato italiano nasce quindi dalle grandi potenzialità di crescita di questo settore già nel breve periodo. Quali sono i dettagli della partnership con Elpo? La collaborazione tra ABL ed Elpo è iniziata nel 2011. Da oltre 70 anni Elpo è sinonimo di soluzioni di elevata qualità nel settore dell’elettrotecnica con un focus sulla produzione di energia pulita da fonti rinnovabili: fotovoltaico, centrali idroelettriche, termoelettriche e a biogas. Grazie alla collaborazione con ABL, di cui è importatore esclusivo, Elpo si rivolge ora anche al mondo della mobilità elettrica per il quale ha attivato una rete capillare di distributori e installatori specializzati. Quali soluzioni tecnologiche ABL porterà sul mercato, con particolare riferimento al settore retail e dei centri commerciali? ABL ha maturato in Europa il giusto know how per la gestione di parcheggi. Si rivolge ai settori retail e Gdo con soluzioni innovative come la Wallbox eMH2, che è la nostra centralina da muro o con colonnina intelligente dal design accattivante, ideale per applicazioni domestiche o semipubbliche. Il coperchio traslucido mostra pittogrammi retroilluminati a colori per indicare lo stato di carica attuale. Il modulo RFID integrato garantisce un accesso rapido e sicuro. Il modello eMH2 Slave+ viene fornito con un cavo di ricarica

di tipo 2 con una capacità di carica fino a 22 kW. Le nostre cassette da muro sono disponibili con RCD di tipo A integrato e rilevamento corrente di guasto CC preinstallato. Non è quindi necessario un RCCB aggiuntivo di tipo B. La Wallbox eMH2 Slave+ è predisposta per l’uso come unità slave. La configurazione master/slave è adatta per applicazioni con punti di ricarica multipli in combinazione con un sistema di fatturazione back-end. In alternativa, il sistema eMH2 Wallbox può essere configurato per il funzionamento autonomo tramite software. Nel caso dei parcheggi pubblici può essere fornita senza cavo con presa Tipo2 da 22kW e apposita colonnina in metallo. E ancora, eMH3 Wallbox Doppia potenza. I pittogrammi retroilluminati a colori nella cover frontale nera e specchiata di eMH3 indicano lo stato di carica corrente. Con i suoi due punti di ricarica e una capacità di carico complessiva di 44 kW, eMH3 Twin è la perfetta wallbox per i parcheggi di hotel, aziende e centri commerciali. L’accesso avviene tramite RFID, per wallbox con connessione back-end anche via sms o app. Il monitoraggio interno della temperatura e la protezione da sovracorrente elettronica integrata offrono ulteriore sicurezza limitando automaticamente la capacità di carico. Il modulo RFID integrato può essere attivato in qualsiasi momento tramite software. Il modulo di gestione del carico fornisce una distribuzione intelligente dell’alimentazione in tutte le wallbox Twin. La comunicazione di back-end può essere integrata in tutte le wallbox come optional.

pacità progettuale specifica, le Esco adottano un approccio strategico e operativo su tutta la filiera del processo di riqualificazione energetica, ponendosi come unico riferimento per l’impresa cliente. Il valore aggiunto che una Esco offre a un grande centro commerciale è rappresentato dall’offerta di servizi energetici garantiti a livello contrattuale, dalla remunerazione legata direttamente ai risparmi energetici conseguiti dall’utente e dal finanziamento del cliente, ricorrendo al finanziamento tramite terzi o tramite mezzi propri, o comunque l’assistenza al credito». Il contratto di rendimento energetico (EPC) è il modello contrattuale che caratterizza l’attività di una Esco che assume su di sé la responsabilità di individuazione, programmazione, progettazione e realizzazione di un’iniziativa che determina il miglioramento dell’efficienza energetica, agganciando la remunerazione della propria attività al flusso di cassa dei risparmi realmente ottenuti nel corso di un certo arco temporale, durante il quale la Esco cura anche la gestione e la manutenzione degli impianti. Le Esco sono soggetti certificati secondo la norma UNI CEI 11352 e sono specializzati nel richiedere l’accesso a tutti gli

incentivi pubblici sull’efficienza energetica e al Fondo Nazionale specifico. «Gli interventi di efficienza energetica si possono considerare come una vera e propria fonte energetica intorno al 25%-30% per i grandi centri commerciali e le possibili forme d’intervento includono la razionalizzazione degli usi finali, i miglioramenti tecnologici, i recuperi e i risparmi energetici e la diversificazione dell’approvvigionamento delle fonti – ha proseguito il segretario di Federesco – È possibile miglio-


Intervista a Alessandro Turina, architetto esperto di BIPV e prodotti innovativi di R2M Solution, distributore ufficiale Onyx Solar in Italia e Francia Quali gli obiettivi di R2M Solution a Mapic Italy? R2M Solution, società nata per collegare il mondo innovativo dei progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea con il mercato del real estate e oggi presente con sedi in Italia, Francia, Spagna e Regno Unito, si occupa di innovazione nel campo delle costruzioni sia portando all’attenzione degli attori prodotti già disponibili sul mercato sia lavorando allo sviluppo di nuove soluzioni. Siamo stati a Mapic Italy perché riteniamo che la sostenibilità ambientale del portfolio immobiliare commerciale esistente in Italia sia un tema molto attuale, anche in virtù delle normative che stanno entrando in vigore in termini di efficientamento energetico, e proponiamo un prodotto di un’azienda leader al mondo, Onyx Solar. Non parliamo di pannelli fotovoltaici ma di vetro fotovoltaico. Un materiale che in pratica si ripaga da solo perché ha dei tempi di payback molto brevi: in alcuni casi in un anno si ammortizza l’investimento fatto rispetto alla posa di un vetro convenzionale e quindi per i 29 anni successivi, poiché il prodotto è garantito 30 anni, si guadagna. Quali sono le caratteristiche del prodotto? Proponiamo un ventaglio di soluzioni che riguarda l’intero involucro architettonico. Non parliamo più, infatti, di efficientare un edificio attraverso pannelli fotovoltaici in copertura, ma di coinvolgere anche le facciate, cercando di offrire una customizzazione completa in termini di colorazioni e dimensioni con pannelli sino a 4 metri per 2, con vari substrati che possono includere filtri sia UVA

che infrarosso. Questo materiale risponde quindi ai requisiti che solitamente un progettista vuole ottenere, oltre a rispondere ai requisiti energetici che si vogliono raggiungere. Sono coinvolte dunque due macro tecnologie fotovoltaiche: il silicio amorfo che lavora sulla luminosità diffusa, per cui si presta bene alle facciate, con una soluzione che non è riconoscibile come pannello fotovoltaico; e il silicio mono o policristallino da comporre con le colorazioni e adatto per le coperture. Una soluzione particolarmente efficace per gli shopping mall, dunque, che sono immobili altamente energivori. È un prodotto con valori estetici elevatissimi, innovativo e vantaggioso, con un grande potenziale di inserimento. Mentre, infatti, posso capire eventuali difficoltà nell’inserire questo materiale in realtà architettoniche datate, magari storiche, con vincoli imposti dalla Sovrintendenza, i centri commerciali si prestano particolarmente bene perché offrono libertà progettuale e perché hanno la necessità di essere luoghi riconoscibili dall’utente, quindi il fattore cromatico e le trasparenze sono davvero adatti. Qual è il futuro di questo prodotto in termini di ricerca e ulteriore innovazione? Il prossimo step, con un orizzonte temporale di una decina d’anni, è rappresentato dalla realizzazione di sistemi BIPV mobili (Building integrated PhotoVoltaic) e dall’implementazione per la customizzazione del pattern. Noi ci stiamo già lavorando.

giugno 2019 | retail food

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Focus impianti energetici Intervista a Luciano Brusadelli, founder & executive officer di Greenvest Esco I centri commerciali sono strutture particolarmente energivore, qual è la vostra proposta? Come Esco siamo nati ormai 6 anni fa, quando abbiamo intrapreso questo percorso con l’obiettivo di far risparmiare energia ai nostri clienti. Ciò vuol dire innanzitutto avere una filosofia green, cioè puntare sull’abbassamento delle emissioni di Co2, ma non meno importante è l’aspetto economico con una significativa riduzione delle bollette. Abbiamo iniziato con i relamping, quindi facendo sostituzioni di lampadine a incandescenza con quelle a led, portando una sensibile diminuzione del consumo nominale del prodotto. Tale attività è regolata da un contratto EPC, Energy Performance Contract, incentrato sul risparmio che andiamo a garantire. Il primo progetto che abbiamo eseguito è stato a Roma, presso il centro commerciale I Granai: un progetto pilota in Italia, in quanto è stato il primo a essere totalmente efficientato dal punto di vista del relamping delle luci. Si sono risparmiate l’equivalente di 120-130 tonnellate di petrolio e anche tanti soldi, che sono rimasti nella disponibilità del centro commerciale e del consorzio che hanno potuto investire in altre migliorie. Il contratto ha una durata di cinque anni. Oltre al relamping, quali tipologie di interventi realizzate? I centri commerciali vedono nella parte luci il primo intervento da eseguire, perché è anche il più semplice. Ma guardando ad altre tecnologie, vi sono quelle relative al clima. Soprattutto nei periodi estivi vi è un continuo utilizzo dei climatizzatori, che mediamente si trovano in copertura. Nel nostro caso siamo andati a sostituire vecchie apparecchiature con nuove che permettono un risparmio. La parte clima include anche il riscaldamento, che comporta un intervento sul-

rare l’efficienza energetica dei grandi centri commerciali: adottando la gestione combinata degli impianti di climatizzazione e refrigerazione che consente di recuperare l’enorme quantità di calore generata dalle macchine frigorifere e impiegarlo per riscaldare l’edi-

le centrali termiche, con un grosso impatto non solo sulla bolletta di energia ma anche su quella del gas. A ciò si unisce il trattamento dell’aria. Oltre a un aspetto di intervento, c’è un tema iniziale di analisi puntuale dei consumi attraverso audit energetici, fondamentali per supportare la nostra proposta con dati scientificamente dimostrati. Vi è anche un aspetto di produzione di energia? Proponiamo sempre la produzione di energia. I centri commerciali hanno mediamente una disponibilità di lastrico solare importante, spesso non sfruttato o, come capitava tempo fa, sfruttato dal punto di vista finanziario da società terze. Adesso, con la diminuzione degli incintivi, questo sistema non è più virtuoso per l’azienda terza che vorrebbe investire, ma lo diventa molto per un centro commerciale che voglia affidarsi a una Esco come la nostra. Il contratto prevede un pagamento del canone da parte del centro commerciale, che gli consente da subito di ottenere un piccolo risparmio garantito. Sottolineo il tema della manutenzione dell’impianto che, se fatta bene, allunga la vita dello stesso, ma che in genere viene percepita come un punto critico quando svolta da società terze. Noi, compreso nel pagamento del canone, ce ne occupiamo direttamente e la realizziamo con la massima attenzione. Infine, con quanti centri commerciali state lavorando? Nel nostro portfolio abbiamo una ventina di centri, dislocati su tutto il territorio italiano dalla Sicilia al Piemonte. I nostri principali interlocutori sono soprattutto i facility manager, quindi le aziende che hanno la gestione degli shopping center.

ficio; dotando gli edifici di facciate multifunzionali in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e captare, per esempio, l’energia solare in modo passivo o attivo; installando pannelli fotovoltaici e/o impianti trigenerativi che possono produrre in proprio parte dell’e-

L’associazione Federesco rappresenta circa 60 Energy Service Company, in tutta Italia. All’interno dell’Associazione sono presenti anche operatori che forniscono tecnologie e servizi di consulenza a supporto del settore. La missione è di promuovere: la cultura dell’efficienza energetica e del risparmio energetico; le best practice più appropriate al fine del raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto e dalla Politica Energetica Europea; la cultura e l’utilizzo del meccanismo del Finanziamento Tramite Terzi (FTT), anche attraverso l’adozione dell’Energy Performance Contract. Federesco tutela gli interessi del settore dell’efficienza energetica mediante forme di rappresentanza e/o di iniziativa legislativa e regolatoria e, nel corso degli anni, ha sviluppato una serie di partenariati finalizzati ad agevolarne lo sviluppo: con ENEA per individuare le migliori tecnologie; con gli Istituti di credito per finanziare la realizzazione degli interventi; con VPE (Organismo di Ispezione di parte terza) per la verifica dei progetti energetici ai fini della validazione; con CIS Broker nel settore assicurativo per garantire i risparmi energetici. Il giro di affari annuo delle Esco associate a Federesco si può stimare intorno ai 180 milioni. 64

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nergia di cui hanno bisogno; energia che può essere immagazzinata e utilizzata in forma di calore o di elettricità; integrando il verde, sia nell’involucro dell’edificio che nel contesto urbano per migliorare le prestazioni energetiche e il comfort; dotando le scale mobili e gli ascensori di sistemi che consentono di abbattere anche del 30% i consumi alla velocità di esercizio; adottando sistemi d’illuminazione a led con spegnimento automatico in caso di non utilizzo dell’impianto per consentire un abbattimento dei consumi anche del 40%; installando impianti di irrigazione con il recupero delle acque piovane in apposite vasche interrate con sistema di pressurizzazione; e ancora installando impianti di ventilazione meccanica con recuperatore di calore ad alto rendimento energetico. Ciò consente il ricambio dell’aria riducendo ampiamente gli effetti degli elementi inquinanti dei locali interni e abitati e di quelli esterni, come pollini e allergeni, grazie all’immissione di aria esterna filtrata». Oltre a tali tecnologie, una delle migliori innovazioni sul mercato è senza dubbio il Building Automation & Control System (BACS), un sistema di controllo automatico e di monitoraggio energetico puntuale di tutti gli impianti che, interagendo con l’edificio e con i sistemi tecnici, fornisce l’esatto fabbisogno di energia attraverso un’accurata misura della richiesta, in modo da evitare perdite della stessa energia e sprechi. Studi della Commissione Europea indicano che solo attraverso il monitoraggio energetico, adeguatamente gestito, si può risparmiare fino al 10% del fabbisogno complessivo. Guardando infine al sensibile tema degli investimenti, Pascucci ha sottolineato che «la valutazione economica di un investimento di riqualificazione energetica viene stimata anche attraverso il tempo in cui il risparmio sui costi di energia compensa interamente l’investimento iniziale sostenuto. Mediamente si può indicare in 5-8 anni». Ma ci sono anche misure nazionali per promuovere l’efficienza energetica, che sono suddivise tra incentivi (TEE e Conto Termico), detrazioni fiscali e Fondo di Garanzia: i titoli di efficienza energetica (TEE) sono titoli commerciabili che attestano l’avvenuto risparmio energetico negli usi finali; il Conto Termico è un contributo a fondo perduto alle spese sostenute che viene erogato in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati; le detrazioni fiscali per i lavori di risparmio energetico, tra il 50% e il 65% della spesa sostenuta; e il Fondo di Garanzia che è diventato operativo il 20 maggio 2019 e mira a sostenere gli investimenti per l’efficienza energetica, attraverso concessione di garanzie ed erogazione di finanziamenti. A.P.

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f servizi e fornitori News NEC DISPLAY RIVOLUZIONA IL PROIETTORE CINEMATOGRAFICO

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rimo proiettore per il cinema in casa Nec Display Solutions Europe. Il nuovo NC2402ML utilizza un approccio modulare che consente alle sale cinematografiche di collegare il modulo luce appropriato sulla base della luminosità richiesta. Una funzionalità cruciale per adattare i proiettori a seconda della dimensione dello schermo e in ambienti diversi. «Questo significa che le sale possono allargare le proprie audience al di fuori del pubblico dei film, potendo utilizzarlo per presentazioni aziendali, eventi privati e simili», ha commentato Enrico Sgarabottolo, sales director TIGI di Nec. Da un punto di vista prestazionale, grazie alla tecnologia RB il nuovo prodotto Nec garantisce immagini nitide e prive di qualsiasi disuniformità. Per quanto riguarda gli altri vantaggi, NC240ML prevede una manutenzione a costo zero (grazie all’assenza di lampada e filtri), un consumo ridotto (e 30mila ore di funzionamento), un motore ottico sigillato (che esclude le infiltrazioni di polvere e fumo) e un pacchetto avanzato di caratteristiche integrate. A disposizione, anche opzioni di finanziamento noleggiando i light engine e pagando solo la luce che utilizzano.

INGENICO COMPLETA LA SERIE TELIUM TETRA CON LANE/3000

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ompatta, veloce, sicura, facilmente integrabile, la nuova PIN Pad Lane/3000 di Ingenico punta a conquistare tutti gli esercenti del retail organizzato alla ricerca di un sistema di pagamento che consenta di accettare ogni tipo di strumento: dalle carte (con microchip, magnetiche o contactless) agli smartphone Nfc passando per i QRcode. Con questa soluzione, Ingenico completa la gamma dei terminali Telium Tetra, tutti certificati PCI-V5 e P2PE nonché omologati Bancomat CB2 per il mercato italiano. Oltre alle prestazioni, il dispositivo Ingenico si distingue anche per un design elegante con display integrato Lcd a colori e touch per la cattura della firma digitale. Progettata per un uso intensivo, Lane/3000 può essere montata sul punto cassa grazie al sistema UPM (Universal Payment Mount) che consente uno stabile aggancio al palo di sostegno ergonomico, velocizzando così anche eventuali operazioni di sostituzione o manutenzione. «La nuova PIN Pad garantisce flussi al checkout più veloci e ottimizzati: è la soluzione ideale per gli ambienti multilinea retail», ha affermato Cristiano Viganò, managing director di Ingenico Italia.

DOM, LA PIATTAFORMA CEGID PER GLI ORDINI IN STORE

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er migliorare il sistema di gestione degli ordini, Cegid ha lanciato Dom (Distributed Order Management), una piattaforma che consente ai retailer di organizzare e coordinare gli ordini effettuati attraverso i vari canali di vendita (online e offline) al fine di gestire al meglio l’inventario. Contrariamente a quanto si crede, infatti, i negozi fisici continuano a rivestire la loro importanza nel panorama del commercio al dettaglio, tanto che il 64% dei retailer già utilizza il punto vendita come centro di distribuzione. Necessario, quindi, un sistema di gestione integrato dello store. Grazie a Dom, l’esercente può accedere a un’unica repository che combina diversi dati come quelli sui canali di vendita, una visione in tempo reale dello stock e i picchi di flusso. Il tutto attraverso un’interfaccia di semplice lettura che permette all’operatore di far riferimento a tutto il catalogo e non perdere nessuna possibile vendita. Fra le altre novità di Cegid, presentate a un evento dedicato tenutosi a metà maggio, anche l’espansione del cloud globale in Asia per semplificare l’accesso a questo mercato da parte dei clienti Cegid; e le ultime soluzioni in termini di funzionalità mobile (dal back-end al clienteling, passando per il Pos).

HIKVISION DUE IN UNO PER INTERFONO E CONTROLLO VARCHI

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tilizzabile in modalità standalone con gestione dalla app Hik-Connect e, per la funzionalità intercom, da posto interno. Lettore integrato di impronte, tessere Mifare e QRcode. Possibilità di interfacciarsi come lettore in un sistema con controllori di varco. Sono queste le potenzialità offerte dall’ultimo terminale di Hikvision che somma in un’unica soluzione la funzionalità di controllo e interfono. Per quest’ultima opzione, oltre all’opzione doorbell e chiamata, Hikvision

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ha previsto anche l’installazione di telecamere (con funzione picture capture) che può integrarsi con un sistema video a registrazione continua o a evento tramite tecnologia NVR. Dal punto di vista tecnico, infine, le specifiche della soluzione due in uno di Hikvision prevedono una gestione fino a 50mila tessere e 5mila impronte digitali, una uscita sblocco varco e una doorbell, microfono e speaker integrati, diversi tipi di connessione (WiFi. TCP/IP, ecc.) e alimentazione 12 VD.


FAAC E SAMSUNG, NEL FUTURO ATTRAVERSO ON AIR

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all’esperienza di Faac e il know how di Samsung unito alla tecnologia della piattaforma MagicINFO è nato On Air, il primo ingresso automatico con sistema digital signage integrato. Dotato di display che interagisce con la potenziale clientela, On Air riconfigura il classico ingresso del punto vendita trasformandolo in un’occasione di comunicazione commerciale. Coniugando le funzioni di una porta automatica di altissima qualità con i sistemi di Samsung, diventa possibile identificare genere ed età delle persone che entrano in negozio. I dati raccolti sono poi reindirizzati a un software dedicato che sceglie i contenuti più adatti da proiettare sui monitor. In questo modo, immagini e video si rivolgono a una clientela targettizzata potenziando le attività di selezione e promozione delle referenze. Tutte queste caratteristiche rendono l’ingresso automatico On Air una soluzione innovativa ed evoluta, a disposizione in particolare del retail e della Gdo, per ampliare la propria clientela e incrementare il fatturato. Chi installa una porta On Air, insomma, dota il proprio esercizio di un nuovo spazio di comunicazione in cui poter realizzare azioni di marketing di prossimità con le aziende partner o con brand terzi, decidendo in autonomia strategie di business e pubblicitarie.

HYPE CERTIFICA LA CRESCITA: SUPERATA QUOTA 700MILA UTENTI PER IL PROXIMITY PAYMENT

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e soluzioni mobile & proximity payment piacciono. Soprattutto ai giovanissimi. A dirlo è l’Ufficio Studi Hype che ha presentato i risultati di una ricerca sulle metodologie di pagamento del proprio portfolio clienti (oltre 700mila in totale a maggio 2019). E i dati sono in linea con il mercato che, secondo l’Osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano, nel segmento dei pagamenti di prossimità ha registrato nel 2018 un aumento del 650% in valore e un totale di 15,6 milioni di transazioni effettuate in negozio con lo smartphone. Di queste, circa 441mila sono state effettuate da utenti Hype. Più nello specifico, l’importo medio delle singole transazioni risulta di poco inferiore ai 20 euro e, nel 41% dei casi, sono avvenute all’interno di supermercati (mentre un altro 40% ha realizzato i propri acquisti presso bar o ristoranti e il restante 20% si divide fra mezzi di trasporto, stazioni di servizio, farmacie). Nessuna differenza di genere per quanto riguardo il tipo di utente (con l’uomo che spende in media 23,79 euro e la donna 17,43) che, molto spesso, è un giovanissimo. Rispetto a una media di età intorno ai 33 anni, infatti, sono gli utenti fra i 18 e i 29 a trainare questa soluzione di pagamento con un +300% nel giro di un anno. «Quello che notiamo – ha sottolineato Antonio Valitutti, general manager di Hype – è la crescita del numero di transazioni, mentre l’abbassarsi del valore di queste dimostra come tale sistema stia diventando uno strumento di utilizzo comune, sempre più diffuso tra i clienti di tutte le età, in particolar modo dai giovanissimi. Questa tendenza conferma il valore di strumenti come Hype nel permettere una gestione del denaro quotidiana tramite mobile più semplice e immediata».

LED FILM, IL DIGITAL SIGNAGE DI LG SU PELLICOLA

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ontinua la ricerca e la sperimentazione nel campo del digital signage per LG Electronics che, forte della propria esperienza nel settore, ha lanciato LED Film: una pellicola trasparente che può essere applicata su qualunque superficie in vetro grazie al suo speciale materiale autoadesivo. Ideale per la comunicazione digitale su piccola, media o larga scala grazie alla sua versatilità e modalità, la soluzione LED Film è contraddistinta da un design minimal a basso impatto strutturale. Al suo interno, i Led luminosi posti, con un pitch da 24 mm, permettono la riproduzione di un’ampia gamma di colori e vivide forme in movimento. Con un elevato grado di trasparenza della pellicola (intorno al 73%), il prodotto LG rappresenta una soluzione di marketing particolarmente adatta per vetrine, showroom e aree espositive. La dimensione e il layout della pellicola, inoltre, possono essere personalizzati e implementati successivamente a eventuali modifiche dell’area di applicazione. Non solo: la pellicola Led è in grado di piegarsi fino a raggiungere un raggio di curvatura di 1.100 R, per adattarsi a vetrate o ad applicazioni concave o convesse, amplificando al massimo le possibilità applicative. «Pur non puntando tutto sulla risoluzione, come avviene con i classici led wall, grazie a LED Film la comunicazione con gli utenti raggiunge un nuovo livello di spettacolarità, mantenendo intatta la trasparenza delle superfici e trasformando i messaggi in esperienze da ricordare», ha sintetizzato Nicola Micali, business solutions product & marketing manager di LG.

CHECKPOINT SYSTEMS DESIGN E SICUREZZA VANNO A BRACCETTO

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a 50 anni al servizio dei retailer, Checkpoint Systems prosegue nell’innovazione della customer experience con l’antenna RF EAS S20. Grazie alla riconfigurazione dell’elettronica EAS utilizzata, Checkpoint ha aperto nuove possibilità progettuali permettendo agli esercenti di non dover più scendere a compromessi tra l’antenna antitaccheggio posta all’ingresso e il design del negozio. Oltre al suo design, S20 può essere arricchita con finiture, trame e grafiche personalizzate offrendo un’ampia scelta di soluzioni visive diverse che rispecchino l’immagine del brand. Da un punto di vista tecnico, l’antenna S20 è disponibile nella versione free standing oppure può essere montata su qualsiasi superficie solida con il suo supporto da parete. La capacità di essere accessibile da remoto e la reportistica dei dati, inoltre, permettono un monitoraggio in tempo reale dei flussi e la pronta presa in carico di eventuali tentativi di taccheggio. giugno 2019 | retail food

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f international News ARABIAN CENTRES SI QUOTA SUL MERCATO DELLA BORSA SAUDITA

ta la rilevanza di quello che si propone e le risposte che si riescono a dare ai bisogni degli utenti. Insomma, ancora una volta, esperienza: «La migliore retail experience arriva quando troviamo un gran prodotto, a un prezzo competitivo, presentato in un modo unico, servito in un ambiente invitante, da uno staff preparato e cordiale», ha concluso Maingreaud.

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rincipale sviluppatore, proprietario e gestore di centri commerciali in Arabia Saudita, Arabian Centres Company ha annunciato l’intenzione di procedere a un’offerta pubblica iniziale sul mercato principale della Borsa saudita (“Tadawul”). L’offerta dovrebbe includere un insieme di azioni già esistenti e azioni di nuova emissione e dovrebbe risultare in un flottante del 20 per cento dopo l’IPO. L’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari ha approvato la richiesta della società di un’offerta pubblica iniziale di 95.000.000 di azioni ordinarie. Fondato nel 1990 il Gruppo Fawaz Alhokair Group è uno dei maggiori protagonisti globali nei settori fashion retail, food & entertainment e shopping mall. Nel corso degli anni il gruppo si è diversificato, arrivando a coprire 5 macro poli di attività dei quali l’expertise rappresentata da Arabian Centres (società leader del mercato saudita con 19 centri commerciali e 5 progetti di sviluppo nei prossimi 12 mesi) è la chiave del successo di Falcon Malls, la divisione sviluppo retail RE nell’ambito degli investimenti europei del Gruppo. Attualmente Falcon Malls è coinvolta in vari progetti immobiliari, per una Gla di circa 200.000 mq ed è azionista di Milanosesto, il più grande progetto di riqualificazione postindustriale in corso di esecuzione in Europa.

THE LIBERTY ROMFORD SI INGRANDISCE: 17 NUOVE ATTIVITÀ

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opo la firma dei permessi, The Liberty Romford, un centro commerciale di 110 unità nell’omonima cittadina alle porte di Londra, si è assicurata un permesso di costruzione per ulteriori 2.600 mq per una food hall a due livelli preceduta da un ingresso totalmente rinnovato. I progetti degli architetti Prosper su commissione del Cosgrave Property Group prevedono la creazione di 15 punti vendita più due pop-up e ulteriori due caffè bar. Oltre agli spazi per il consumo (con le classiche panche da condividere), alcune aree potranno ospitare eventi per la

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ZSAR, IL BILANCIO DOPO 5 MESI DI ATTIVITÀ

L’ comunità. Per quanto riguarda le presenze, i marchi di punta sono JD Sports, River Island, H&M, Next, Boots, WH Smith, Topshop/Topman & Superdrug. La footfall annuale si aggira intorno ai 18 milioni di visitatori. «Quando Sport Direct ha lasciato il centro ha creato l’opportunità ideale per creare una significativa presenza Food & Beverage. Essenzialmente, abbiamo ricreato la proposta della città all’interno di un luogo nuovo e costruito per socializzare», ha spiegato Ronan Rooney, head of commercial property per Cosgrave Property Group. La data di fine lavori è stata posta a primavera 2020.

TFWA, A SINGAPORE LE PAROLE DEL PRESIDENTE MAINGREAUD

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on 3.367 visitatori, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, il 24° TFWA Asia Pacific Exhibition & Conference ha ospitato rappresentanti di 1.426 compagnie e 2.567 delegati dal mondo degli operatori duty free e travel retail. A fare il punto sull’industria ci ha pensato il presidente Alain Maingreaud che ha iniziato citando i dati del TFWA Monitor secondo cui la regione Asia-Pacifico dimostra un grande potenziale di crescita: se il turismo internazionale cresce del 2,9%, quello locale cresce del 6%. In generale, comunque, Maingreaud ha ricordato che sono due i fenomeni che caratterizzano il settore: «Il primo è il superamento della barriera dei 70 miliardi di dollari in termini di vendite totali. Il secondo è che a catalizzare gli acquisti sono state le fragranze e la cosmetica per circa 18 miliardi di dollari». Tuttavia, bisogna ricordare come «le vendite non stiano crescendo in linea con i passeggeri. E più passeggeri non significa automaticamente più vendite». La sfida, quindi, diven-

Outlet Village Zsar, il primo spazio commerciale di questo tipo nel cuore della Finlandia, in aprile ha celebrato i primi cinque mesi di operatività. Un momento per fare bilanci, a partire dal piano di aperture che ha visto l’aggiunta al retail mix di numerosi brand. Tra questi: l’abbigliamento donna italiano di Liu Jo, le borse e accessori del britannico Osprey London, Maya Maya e i suoi capi per l’outdoor. Spazio anche ai local hero con l’occhialeria di Sevenon e lo sport fashion brand svedese Björn Borg. Per quanto riguarda l’offerta food, l’apertura del Mövenpick ha portato un tocco di freschezza in forma di gelato. L’obiettivo, ora, è attirare maggiori visitatori, specialmente dalla vicina Russia (con la quale sono stati stipulati accordi per implementare un tasso di cambio unico). Approccio simile anche per i turisti cinesi che avranno la possibilità di pagare tramite WeChat (su cui Zsar farà anche girare le proprie campagne di marketing) e usufruire della cooperazione di Juneyao Air e Tibet Airlines per organizzare dei shopping trip in Finlandia.


LA RICERCA NUVEEN REAL ESTATE ANALIZZA I TREND DEL MERCATO

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JAMIE’S ITALIAN AL CAPOLINEA L’AVVENTURA DELLO CHEF: È INSOLVENTE

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durata poco più di 10 anni l’avventura del celebrity-chef Jamie Oliver alla guida della catena di ristoranti Jamie’s Italian che a metà maggio ha dichiarato l’insolvenza. Chiusi i 23 locali dell’insegna a cui si aggiungono il format Barbacoa, il ristorante-scuola Fifteen London e il negozio travel retail Jamie Oliver’s Dining. A risolvere la questione e salvare il salvabile, è stato chiamato lo studio di consulenza KPMG che ha nominato un nuovo amministratore e presentato un taglio di mille posti di lavoro. Il brand aveva già affrontato il rischio di insolvenza ad agosto 2018 da cui era uscito con una iniezione di liquidità da parte dello stesso Oliver pari a 13 milioni di sterline (per far fronte a un debito totale di 71 milioni). Ora, a causa di un mercato sempre più competitivo e affollato nel segmento casual dining, Jamie’s Italian non è riuscito a rispondere ai nuovi bisogni della clientela.

l retail europeo è nel pieno di una rivoluzione. A dirlo sono i risultati dell’analisi di mercato realizzata da Nuveen Real Estate, uno dei maggiori gestori di investimento al mondo con oltre 125 miliardi di dollari di asset. La tecnologia ha dato un nuovo potere al consumatore, offrendogli una scelta infinita. Inevitabile, secondo Nuveen, l’uscita dal mercato di alcune tipologie di spazi retail. Una “perdita” ricompensata dai nuovi format che sappiano allineare competenze, investimenti e posizione. In generale, i trend emergenti sono: una progressiva concentrazione dei retailer per creare sinergie di prossimità (con una ricaduta sul design dello store ideale i cui dettagli sono sempre più stringenti e non vi è più volontà di adattarsi a possibili imperfezioni); l’importanza delle operazioni di rebranding che, ogni 5 anni, dovrebbero revisionare il proprio approccio all’asset (questo permette di mantenere un livello di qualità costante, basato sull’analisi di tutti i diversi indicatori e dei trend di riferimento; un maggiore utilizzo del digitale che permetta di differenziare i vari canali, raccogliere i giusti dati e favorire il ritorno al fisico per i brand nativi digitali.

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f Vetrina Froneri lancia gli stecchi esotici Nuii Panna cremosa ricoperta di uno strato di cioccolato è il mix scelto da Froneri Italy per il nuovo marchio di gelati Nuii: quattro referenze reperibili nel formato da 90 ml per il bar e in quello 4x90 ml nei supermercati. Caratterizzati da ingredienti di alta qualità, gli stecchi Nuii non vogliono essere solo una esperienza di gusto, ma un vero e proprio viaggio verso sapori lontani. Ecco, allora, che gli ingredienti scelti vanno dalle noci macadamia australiane alla vaniglia di Java, passando per mirtilli dei paesi nordici e il miglior cioccolato italiano.

COMUNICATO STAMPA PASTIFICIO RANA: felice di presentare gli “Gnocchi Freschi Gioiaverde”, la

Stile Tassoni per la tonica che sa di Garda Un gusto che sa di casa per Cedral Tassoni che ha lanciato Tonica Superfine con Limoni del Garda. Una referenza che rappresenta un esempio di recupero e valorizzazione del patrimonio agricolo del Lago di Garda, dove Tassoni risiede da 225 anni. Ideale per la miscelazione, la Tonica Superfine si caratterizza per la nota amara e i riflessi paglierini delle China Gialla del Madagascar. Alla China Gialla viene poi aggiunto un alcolato ottenuto dalla scorza dei limoni coltivati, all’interno di monumentali serre in pietra, sulle rive dell’alto Garda Bresciano.

nuova gamma di gnocchi freschi alle verdure. Disponibili in tre varianti gustose e genuine: spinaci, zucca e rapa rossa.

F.lli Orsero, artigianalità italiana e gusto tropicale

per le ultime referenze Orsero: un“Gnocchi fresh Freschi La famiglia RanaLayout amplia tropicale la sua offerta negli gnocchi freschididiF.lli patate con gli Gioiaverde”, una nuova linea di coloratissimi e alta golosissimi verdure. cut realizzato con frutta di qualità,gnocchi maturaalle al punto giusto e selezionata ogni mattina, lavorata artigianalmente e confezionata

Nati grazie a un’attenta ricerca da parte del Pastificio Rana, da sempre impegnato nella selezione senza l’aggiunta di alcun liquido. Dall’ananas al mango, passando per delle migliori materie prime per offrire prodotti della più alta qualità e con un gusto unico, gli insoliti mix tropicali (tutti coloranti preparatinénegli stabilimenti delnaturalmente gruppo a ricchi di “Gnocchi Freschi Gioiaverde” sono senza conservanti e sono Firenze, Verona e Molfetta), il prodotto è già in vendita nelle catene fibre.

della Gdo e nel temporary store aperto (fino al 28 luglio) all’interno

La gamma è disponibile in tre diversi gusti: agli spinaci, alla zuccaCentrale e alla rapa in confezioni della Stazione dirossa, Milano. da 400 grammi, ideali per il consumo di due persone.

Dalle sfogliatelle agli gnocchi, le novità Rana Carico di novità per il pastificio Giovanni Rana che, in vista della stagione La linea “Gioiaverde”, tutta a base di verdure, già conosciuta e apprezzata nel mondo della pasta estiva, lancia novitàcosì di prodotto. Si tratta dei nuovi abbinamenti fresca ripiena Rana, oggi alcune si arricchisce di una gamma capace di rispondere a una per domanda (pecorino prosciutto toscano Gorgonzola dop crescente dii ripieni prodottiSfogliavelo a base di verdure, ma egustosi, genuini, facili Dop, e veloci da preparare. e passito, mozzarella e ‘nduja), gli Gnocchi Freschi Gioiaverde (gamma di Gli Gnocchi Freschi Gioiaverde si possono cucinare due rossa) modi molto diversi: seguendo il gnocchi freschi alle verdure: spinaci, zucca in e rapa e gli Spadellini metodo classico, in abbondante acqua bollente salata e poi conditi a piacimento, o - per un (un sottile e croccante guscio di patate che avvolge un ripieno in quattro consumo più veloce e divertente - saltati direttamente in padella con un filo d’olio o con una noce abbinamenti e pronti per essere cotti in padella).

Pan Piuma in formato pocket Nuovo e pratico formato pocket da 150 g per Pan Piuma che si rivolge al consumatore in cerca di uno snack adatto a un’alimentazione vegetariana o vegana e senza lattosio. Pochi e di qualità gli ingredienti che vengono mescolati insieme senza aggiunta di grassi, zuccheri, coloranti o additivi. Quattro le referenze disponibili nel canale Gdo: con farina di grano tenero, con farina di grano duro, con farina integrale e con fiocchi di avena, farro, segale e semi di girasole.

di burro, senza l’aggiunta d’acqua. In entrambi i casi gli Gnocchi Freschi Gioiaverde rappresentano l’esperienza di un primo piatto, delizioso e ogni giorno diverso, anche dal punto di vista cromatico.

Per un’esperienza ancora più ricca e gustosa, sul retro della confezione si possono trovare alcune Citterio ricette con consigli e indicazioni per preparare gli Gnocchi Gioiaverde, lasciandosi ispirare dalla rinnova la linea: dal biologico allo snack Andare oltre la tradizione, mantenendo alta la qualità dei prodotti. Ecco creatività degli Chef Rana.

l’obiettivo dei nuovi prodotti a marchio Citterio che risponde così alle esigenze dei clienti che cercano un prodotto leggero e adatto a una vita attiva: da Armonie di Natura (prosciutto crudo, petto di pollo e di tacchino al forno 100% naturali e senza conservanti) ai prodotti totalmente biologici (confezionati utilizzando il 60% di plastica in meno), passando per Unduetris e Gli Irrsistibili (entrambi pensati per offrire una proposta sfiziosa, veloce e a misura di bambino).

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f La Foto

A pieno regime dal 3 marzo, il nuovo aeroporto di Istanbul (IGA) ha una capacità di 90 milioni di passeggeri e 53mila mq di spazi retail. Fra questi, trova posto l’Unifree Duty Free che prende ispirazione dai panorami del Bosforo e presenta una selezione di oltre mille brand locali e internazionali. ¢

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