Skip to main content

retail&food 12 2018

Page 1

retailfood Anno 13 • Numero 12 • DICEMBRE 2018 • € 5,00 - In caso di mancato

iare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

TRAVEL RETAIL SHOPPING CENTER

La crescita delle reti

Sviluppo Food oriented

IKEA diversifica il Retail Parola di Sara Del Fabbro Dossier Aeroporti: Venezia Joint-venture Save-Lagardère Mapic: Experience the buzzword


IL METODO INTEGRARE

+

ALLENAMENTO ALIMENTAZIONE

LE REGOLE 1

Stabilisci il tuo obiettivo forza equilibrio

leggerezza

2 3

Seleziona il tempo Impara la giusta quantità

IL FRANCHISING 100% MADE IN ITALY dal 1992 l’amore per il cibo è di casa Visita il nostro sito e scopri tutte le locations disponibili www.cibiamo.it | franchising@cibiamo.it | +39 0187622995


RETAIL&food è l’unica rivista italiana specializzata nel travel retail, un settore in forte crescita e con buone prospettive di sviluppo anche per i prossimi anni. Inoltre R&f è uno dei mezzi più apprezzati e consultati da retailers e operatori attivi in outlet e centri commerciali. Con oltre 10.000 lettori a numero, una presenza qualificata presso tutte le fiere di settore. 10 numeri all’anno, più di 9.000 iscritti alla newsletter, 1 pagina facebook, 181.000 pagine viste grazie allo sfoglio on line della rivista, retail&food è oggi uno dei mezzi più letti, consultati e apprezzati dalle business communities di riferimento.

Abbonati ora a RETAIL&food

retailfood TRAVEL RETAIL SHOPPING CENTER

Anno 13 · numero 12 · dicembre 2018 Direttore responsabile Andrea Aiello Coordinamento editoriale Andrea Penazzi - andrea.penazzi@retailfood.it In redazione Nicola Grolla - nicola.grolla@retailfood.it

Anno 13 • Numero 12 • DICEMBRE 2018 • € 5,00 - In caso di mancato iare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

INFORMARSI È UN BENE, NON FARLO MALE: LEGGI RETAIL&food

La crescita delle reti

Sviluppo Food oriented

IKEA diversifica il Retail Parola di Sara Del Fabbro Dossier Aeroporti: Venezia Joint-venture Save-Lagardère Mapic: Experience the buzzword

Contatti info@retailfood.it - www.retailfood.it Pubblicità e traffico pubblicitario Roberta Motta - roberta.motta@edifis.it Hanno collaborato Massimo Luigi Andreis, Alessandro Barzaghi, Norman Cescut, Giulia Comparini, Luca Esposito, Simone Filippetti, David Montorsi, Roberta Motta, Lucio Orsini, Kevin Rozario, Vincenzo Russo Grafica Mariella Salvi Foto Archivio Edifis, Flickr, Fotolia, iStockphoto Stampa Aziende Grafiche Printing S.r.l. - Via Milano 3/5 - 20068 Peschiera Borromeo (MI) Prezzo di una copia € 5,00 - Arretrati € 10,00 Abbonamento Italia: € 50,00 Europa: € 90,00 Resto del mondo: € 110,00 abbonamenti@edifis.it Amministrazione amministrazione@edifis.it

on line con carta di credito o

1 anno, 10 numeri, 50 euro www.retailfood.it abbonamenti@edifis.it

Registrazione Tribunale di Milano N° 550 del 06/09/2006 Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n° 06090 Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o foto sono riservati. Manoscritti, disegni, fotografie, supporti audio e video anche se non pubblicati non saranno restituiti. Per le fotografie e le immagini per cui, nonostante le ricerche eseguite, non sia stato possibile rintracciare gli aventi diritto, l’Editore si dichiara disponibile ad adempire ai propri doveri. Ai sensi della legge 196/2003 l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi degli artt. 7 e 10 i destinatari hanno facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati, mediante comunicazione scritta al responsabile del trattamento presso EDIFIS S.p.A. - Viale Coni Zugna, 71 - 20144 Milano, luogo della custodia della banca dati medesima. retail&food è media partner ufficiale di:

www.travelretail.it

retailfood

una rivista edita da: Edifis Spa Viale Coni Zugna, 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 02 3451230 - Fax +39 02 3451231 www.edifis.it ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA DI SETTORE


N. 12 dicembre 2018

SOMMARIO 4 News 17 News opening Flagship 18 News opening

20

20 STAR TREK FOOD Destinazione Vera

22 PAROLA DI

SARA DEL FABBRO IKEA: sviluppo retail nei luoghi del consumatore

26 RESOCONTO FIERA Franchising & Salone di Milano a trazione food

30 BRAND ANALYSIS

Conbipel, modernizzare rispettando il Dna italiano

32 DOSSIER AEROPORTI

Save-Lagardère, joint-venture che anima Venezia

36 WORLD TRAVEL RETAIL

22

38 LUXURY GOODS

54 NEONATA

40

56 SPECIALE SICUREZZA

Il lusso nell’epoca del new normal

INVESTIMENTI F&B La finanza ha fame di food

42 LA FIERA

“Experience” the buzzword a Mapic 2018

44 DOSSIER SHOPPING MALL

LONG LIFE Ciak si gira la nuova storia di Vulcano Buono

48 LE MAPPE DEL RETAIL Pet store: il Sud frontiera dello sviluppo

50 ANALISI DI MERCATO PET CARE Cani, gatti & Co., il retail formato animale

44

Masé guida lo sviluppo del Praga triestino

La tecnologia prende il volo

60

SCIENZE & RETAIL “Less is more”? Accorciare le pubblicità in maniera efficace grazie al neuromarketing

62 News Tech&Arredo 64 News International 68 Vetrina 70 La foto

72 CONTRARIAN Black Friday, chi ci guadagna?

RUBRICHE

4 STOCK OPTION 6 NEW MARKETS

OUTLOOK

10 LA RUBRICA LEGALE 64 DUTY FREE WORLD dicembre 2018 | retail food

3


News

NELL’AUTUNNO 2019 LO SBARCO DI UNIQLO IN ITALIA

A

prirà ad autunno 2019 (e non in primavera), nella prestigiosa location di Piazza Cordusio a Milano, il flagship store italiano di Uniqlo. Nei 1.500 mq del palazzo di proprietà di Hines Italia, il colosso giapponese del fast fashion (l’azienda conta più di 2.000 negozi in 21 mercati e l’Italia diventerà il decimo in Europa) proporrà il suo abbigliamento per uomo, donna e bambino. Il primo store italiano di Uniqlo, distribuito su 3 piani, aprirà al pubblico al completamento di un importante intervento di ristrutturazione che ha coinvolto l’intero edificio mixed-use (retail e uffici), che quindi oggi si presenta con caratteristiche in linea con i più elevati standard internazionali in termini di efficienza e sostenibilità energetica. «Siamo estremamente onorati e orgogliosi di entrare nel mercato italiano nel 2019 – dichiata Tadashi Yanai, fondatore e presidente di Uniqlo – Milano è una delle capitali

PRIMARK NEL CUORE DI MILANO IN VIA TORINO

Nella prestigiosa location di via Torino 45, a Milano, i registratori di cassa che storicamente – a partire dal 1931 – emettevano gli scontrini di Standa, poi di Fnac e, più di recente, di Trony e di Billa, nel prossimo futuro emetteranno quelli a marchio Primark. Il noto brand irlandese di fast fashion, che ha esordito in Italia nel 2016 a Il Centro di Arese, si appresta dunque ad arrivare nel cuore della città meneghina, andando ad aprire un megastore nel palazzo di 7 piani e 10mila metri quadrati lordi ubicato tra il Carrobbio e il Duomo, all’angolo di via Palla. Fonti di settore sostengo che il contratto di affitto avrà una durata ventennale e che il canone si aggirerà sui 2,5 milioni di euro l’anno, sotto i prezzi di mercato. Al momento non è stata resa nota la data di apertura che tuttavia, viste le caratteristiche del palazzo chiuso dal 2016, potrebbe richiedere diverso tempo.

Stock option |

BUY

NEUTRAL

SELL

AMAZON Dopo la multa da 300mila euro comminata alla società californiana dall’Agcom, Amazon ha deciso di iscriversi all’elenco degli operatori autorizzati dal Mise per svolgere attività postale. Un nuovo fronte di investimento sostenuto dalla crescita di Amazon Italia Logistica (201 milioni di fatturato) e Amazon Italia Transport (giro d’affari da 85 milioni di euro).

PERNIGOTTI Marchio e società non sono in vendita. Lo ha ribadito Pernigotti dopo l’incontro al Mise. L’azienda, però, chiuderà lo stabilimento di Novi Ligure con l’intenzione di terziarizzare in Italia la produzione, preferibilmente individuando partner industriali interessati all’acquisizione o alla gestione degli asset.

DOLCE&GABBANA Gaffe cinese per Dolce&Gabbana. Al centro del mirino, una campagna pubblicitaria che ha fatto arrabbiare il popolo del gigante asiatico. L’accusa di sessismo ha innescato una serie di reazioni nel mondo della moda (con importanti star che hanno preso le distanze dal marchio) portando alla cancellazione della sfilata in programma a Shanghai e il bando della griffe dalle piattaforme eCommerce cinesi.

IEG Via libera alla quotazione in borsa per Italia Exhibition Group, la società nata nel 2016 dalla fusione tra le fiere di Rimini e Vicenza e che ha chiuso il 2017 a 130,7 milioni di euro. Borsa Italiana ha dato il nulla osta per la quotazione del titolo sul segmento Star. BLACKSTONE Sfida Cina-Svizzera sul mercato italiano degli outlet nel portafoglio del fondo Blackstone. A contendersi le strutture del brand Land of Fashion ci sarebbero Sasseur Reit e Partners Group. Sul piatto una superficie commerciale di 150mila mq che ospitano 660 negozi e sono visitati da 17 milioni di persone all’anno. Secondo le prime stime, il valore dell’operazione oscilla fra i 650 e i 700 milioni di euro

4

retail food | dicembre 2018

della moda più importanti e rispettate internazionalmente, nota per la sua cultura artigianale storica e per un design sofisticato ed elegante. La spettacolare posizione del negozio e il nostro concetto LifeWear, basato sulla creazione di abiti che soddisfino le esigenze dello stile di vita di tutti, ci fa sperare che il pubblico di Milano e dei suoi visitatori accolga Uniqlo e lo faccia diventare parte integrante del suo quotidiano». GVA Redilco ha agito in qualità di advisor per la locazione in piazza Cordusio del flagship store di Uniqlo.

A.TESTONI Un’altra azienda italiana passa in mani cinesi, si tratta di A.Testoni che ha annunciato l’acquisizione da parte del gruppo Sitoy con sede a Hong Kong e produttore di borse. Secondo i piani della società asiatica, il focus rimarrà l’italianità e il dna artigianale in un’ottica di espansione di medio-lungo periodo. Attualmente il marchio è distribuito attraverso una rete di 40 negozi diretti. FS Gianfranco Battisti, ad e dg di FS Italiane ha chiesto al gestore delle infrastrutture RFI di convocare un tavolo permanente con le imprese ferroviarie. Il tutto per far fronte alla problematica della puntualità ancora carente su molte linee. L’obiettivo è «concordare le idonee misure per ripristinare i migliori standard»

H&M Il colosso svedese del fast fashion H&M ha annunciato che interromperà, a partire dal 2019, le attività del marchio Cheap Monday. Il brand, acquisito nel 2010 e specializzato nei capi in denim, non ha retto le pressioni sul canale wholesale. ESPRIT «Abbiamo bisogno di cambiamenti forti». Con queste parole Anders Kristiansen, ceo di Esprit, ha aperto la ristrutturazione del brand che passa attraverso un taglio del 40% dell’organico e una riduzione del network di punti vendita. L’operazione porterà a una riduzione dei costi fra i 168 e i 176 milioni di euro, utili per recuperare conti in rosso per 288 milioni di euro.


IL MIGLIOR PARTNER PER SVILUPPARE FORMAT DI SUCCESSO. LEADER IN ITALIA NEL MERCATO AEROPORTUALE

www.areas.com www.mychef.it


News FOODORA ITALIA PASSA A GLOVO

In virtù dell’accordo stipulato con la società tedesca Delivery Hero, l’attuale detentrice del marchio, foodora Italia viene acquisita da Glovo, piattaforma tecnologica di intermediazione per le consegne multi-prodotto a domicilio, attiva in Italia in 12 realtà urbane (complessivamente in 76 città e 20 Paesi). L’operazione, che progressivamente porterà le due realtà sotto il solo marchio Glovo, rientra nella strategia di sviluppo della società fondata a Barcellona nel 2015, finalizzata a consolidare la propria presenza in diversi mercati, con un focus nell’area EMEA.

ZALANDO: QUOTA 600 NEGOZI CONNESSI

Sono passati quattro anni da quando Zalando ha iniziato il suo percorso di evoluzione da online retailer a piattaforma in grado di connettere tutti i player dell’industria fashion. Un processo ancora in atto e che, negli obiettivi del marketplace tedesco, punta a connettere 600 negozi entro fine anno. Uno step necessario per consolidare la propria base di brand in vista dell’internazionalizzazione del progetto Connected Retail che, dal 2019, prenderà il via nei Paesi Bassi. «La connessione di 600 negozi è la prova che l’integrazione tra online e offline ha effetti positivi per tutti: clienti, store manager e Zalando», ha affermato Carsten Keller, vice president direct-toconsumer di Zalando. Il progetto Connected Retail, infatti, è nato per facilitare, da un lato, l’esperienza d’acquisto dei clienti mettendo a loro disposizione un maggiore assortimento di prodotti e, dall’altro, la creazione di un ecosistema digitale che tenesse conto dei diversi attori sulla scena. Influencer, retailer, produttori e distributori possono, in questo modo, interfacciarsi direttamente con il cliente sfruttando la potenzialità aggregativa della piattaforma Zalando. Il tutto, grazie a un software dedicato che consente di rispondere efficacemente alle richieste di un day-to-day business. 6

retail food | dicembre 2018

New Markets Outlook |

a cura di Luca Esposito

| esposito_mail@yahoo.it

OTELLO 2.0 – Cambia il sistema TFS

N

ello scorso mese di settembre è entrato in vigore l’obbligo di emissione in formato elettronico delle fatture Tax Free Shopping, attraverso il sistema OTELLO 2.0. Una rivoluzione digitale che coinvolge decine di migliaia di negozi, dai più famosi brand ai piccoli esercenti. OTELLO (acronimo complicato di On line Tax refund at Exit: Light Line Optimization) è l’ultima novità nel progetto di digitalizzazione dei processi doganali che coinvolge il retail, messo in atto dall’Agenzia delle Dogane. Un sistema, quindi, che digitalizza il processo TFS dall’emissione dei moduli Tax Free, alla convalida della merce, fino alla fase del rimborso: un flusso 100% paperless. Tutti i retailer che adottano il Tax Free dovranno utilizzare OTELLO e, oltre a beneficiare dell’aumento di soddisfazione dei propri clienti, avranno il vantaggio di poter accedere a tutti i dati raccolti dal suo sistema centrale ai fini della comprensio-

ne delle abitudini di acquisto della clientela internazionale. Il vantaggio per l’acquirente è l’ottenimento del rimborso in modo più immediato all’uscita dall’Italia, senza moduli cartacei. Infatti, gli acquisti superiori ai 154,94 euro vengono ricondotti ai propri acquirenti (provenienti da un paese extra UE) attraverso un codice alfanumerico, generato inserendo a sistema semplicemente data di nascita e numero di passaporto. Con l’ingresso del Tax Free nell’era digitale si avranno inoltre effetti positivi sullo sviluppo del turismo nel nostro Paese. Secondo i dati di Global Blue, infatti, i turisti internazionali assegnano alla semplificazione delle procedute Tax Free un peso importante nella scelta del paese europeo nel quale fare shopping, paese nel quale si fermano fino a 2-3 giorni in più rispetto alle altre mete visitate. Dal punto di vista operativo, la procedura richiede due semplici passaggi.

a) la fase di emissione in negozio: L’addetto alla vendita compila i dati dell’acquirente, OTELLO controlla e inoltra la transazione all’autorità fiscale. Ricevuta la convalida, il retailer stampa il modulo che viene consegnato all’acquirente (fig.1);

Fig.1: la fase in negozio di OTELLO 2.0

b) la fase di convalida e rimborso fuori dal negozio: All’uscita dalla zona UE da un punto di transito italiano, l’acquirente ottiene il rimborso dopo aver convalidato il proprio modulo presso uno sportello dedicato (doganale, sportello rimborsi Global Blue o chiosco OTELLO) (fig.2).

Fig.2: la fase di rimborso di OTELLO 2.0


News

CAMILLO ROSSOTTO VERSO L’APPRODO IN AUTOGRILL

L

a multinazionale di Milanofiori ha reso noto che nell’organigramma della Capogruppo viene creata la nuova figura di “Direttore generale corporate”, a diretto riporto dell’amministratore delegato e direttore generale di Autogrill S.p.A. Gianmario Tondato Da Ruos, alla quale faranno capo l’amministrazione, la finanza, il controllo e i business services di Gruppo. Lunedì 12 novembre l’amministratore delegato ha proposto al cda la nomina di Camillo Rossotto quale Direttore generale corporate di Autogrill S.p.A. e la sua designazione quale amministratore unico di Autogrill Advanced Business Service S.p.A., società specializzata nei servizi di supporto al business del Gruppo. Il manager vanta una lunga e significativa esperienza sia a livello internazionale sia nel food & beverage. Classe 1962, torinese con una laurea in Scienze politiche all’Università di Torino e MBA alla New York University, Stern School of Business, Rossotto ha lavorato in Barilla come direttore finanziario, nel gruppo FCA come direttore finanziario di Fiat Auto e poi CFO di CNH Global NV con base a Chicago, e quindi in Rai come CFO, dove ha gestito il processo di quotazione di Rai Way, società di cui è stato presidente. Dal

gennaio 2016 Rossotto ha ricoperto il ruolo di CFO di Lavazza.

DUE PARTNERSHIP SPINGONO LA CRESCITA DI PAM

G

razie a due nuovi accordi di affiliazione, a partire dal 1° gennaio del prossimo anno 16 punti vendita della ligure Arimondo distribuiti nelle provincie di Genova, Savona e Imperia e 52 della piemontese Borello, tutti ubicati nella provincia di Torino, entrano nel network di Pam, portando a un aumento di più del 15% del fatturato. Per entrambi, Arimondo srl e Borello srl, è previsto nel 2019 un piano di nuove aperture con l’impiego complessivo di oltre 250 risorse. «Siamo molto soddisfatti di aver chiuso queste due operazioni – dichiara Andrea Zoratti, consigliere delegato Pam Franchising – perché ci permettono di aumentare le nostre quote di mercato del 35% circa sia in Liguria che in Piemonte. Soltanto unendo le forze si riesce a competere in un mercato così complesso come quello della grande distribuzione. Affiliarsi a Pam significa non soltanto poter fruire della competenza e dell’affidabilità di una realtà attiva sul territorio nazionale da ben 60 anni, ma anche poter disporre di percorsi di formazione efficaci e di un’immagine di brand forte e consolidata. Proseguiremo – continua

Zoratti – con i nostri piani di sviluppo per affermarci sempre di più come punto di riferimento per gli imprenditori del settore della GDO e per tutti i nostri clienti».

SONAE SIERRA: UTILE NETTO DI 77,7 MILIONI

N

ei primi nove mesi del 2018, Sonae Sierra ha registrato una performance positiva relativamente al suo portfolio di asset e attività. L’utile diretto è cresciuto del 9,7% su base proporzionale e l’utile netto, su base annua, si è mantenuto stabile a quota 77,7 milioni di euro. In questo periodo i centri commerciali della società iberica hanno confermato il trend di crescita, con le vendite dei tenant nel portfolio europeo aumentate dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre sono aumentate del 2,4% in Brasile. Gli affitti dei tenant, complessivamente, sono cresciuti dell’1,7% in Europa (su base like for like), principalmente grazie all’ottima performance del Portogallo e della Spagna: rispettivamente del 3,9% e del 2,6% (su base like for like). In Brasile gli affitti sono cresciuti del 3,1% in Real Brasiliani. Il tasso di occupancy globale del portfolio è cresciuto di 0,7 punti percentuali, arrivando a quota 96,3%, rispetto allo stesso periodo del 2017. In Europa, l’occupancy è rimasta stabile a quota 97,1%, mentre nel paese sudamericano si è portata dal 90,3 al 93,6 per cento.

METROPOLI, SETTIMO E LE RONDINELLE IN PORTFOLIO A INVESTIRE SGR

I

nvestire SGR, che agisce per conto di investitori internazionali, ha acquisto da un fondo gestito da BNP REIM SGR tre centri commerciali in Lombardia: Metropoli, Settimo e Le Rondinelle. L’operazione ha visto CBRE nel ruolo di advisor di Investire SGR. Il centro commerciale Metropoli conta 87 negozi per una Gla complessiva di 31mila mq ed è situato a nord di Milano, nel comune di Novate, in un’area che conta più di un milione di abitanti in un raggio di 15 minuti di distanza. Il centro vanta importanti marchi nazionali e internazionali tra cui MediaWorld, Bershka, Intimissimi, Foot Locker, OVS, Cisalfa, Feltrinelli e McDonald’s. Completano l’offerta, ma sono esclusi dalla transazione, l’ipermercato Ipercoop, Contè Calzature e Piazza Italia. Il centro commerciale Settimo, situato nel comune di Settimo Milanese a ovest del capoluogo lombardo, vanta una Gla di 9.725 mq e conta 27 negozi. Settimo è un centro di prossimità, radicato nel territorio, con un’offerta merceologica che comprende importanti marchi quali Coop, Takko Fashion, OVS, Intimissimi, Salmoiraghi & Viganò, Kasanova e Marionnaud.

8

retail food | dicembre 2018

Il centro commerciale Le Rondinelle si trova a Roncadelle, comune a ovest della città di Brescia, dal cui centro storico dista circa 15 minuti. Aperto dal 1996, conta 37mila mq di Gla e 78 negozi. Le Rondinelle, recentemente rinnovato, ospita importanti marchi del panorama retail e food quali Unieuro, OVS, McDonald’s, Alice Pizza, Foot Locker, Geox, Game 7 e Intimissimi. Esclusi dal perimetro della vendita sono invece l’ipermercato Auchan, Globo Calzature, Kiabi e PittaRosso.


News SACBO FRA I TITOLI DEL PROGRAMMA INTERNAZIONALE ELITE

L’aeroporto di Bergamo spicca il volo fra i titoli della piattaforma internazionale Elite. Dal 12 novembre, infatti, Sacbo (società di gestione dello scalo di Orio al Serio) è fra le 35 società italiane entrate a far parte del programma ideato dalla London Exchange Group in seno a Borsa Italiana. Attivo dal 2012 in collaborazione con Confindustria, Elite ha accolto nella stessa giornata attività rappresentative di 9 regioni italiane e 16 settori economici. «In Elite si viene prima di tutto per crescere», ha commentato il ceo Luca Peyrano dando il benvenuto a Sacbo e alle altre società che sono state ammesse al programma. Con questi nuovi innesti, il totale delle aziende che vi partecipano sale a quota

La Rubrica legale |

a cura di Cocuzza & Associati Studio Legale, Milano

Il Decreto Dignità, le novità introdotte dalla legge di conversione

Avv. Domenica Cotroneo

C

ome anticipato sul numero 10 di ottobre 2018 di R&F, torniamo brevemente a parlare del Decreto Dignità, di cui abbiamo già offerto una sintesi in questa rubrica. La Legge di Conversione del Decreto Dignità è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 11 agosto 2018 e, nel confermare il contenuto del decreto, introduce alcune ulteriori novità di cui diamo conto di seguito e che si aggiungono al panorama già tracciato dalla nostra precedente pubblicazione. Dal 1° novembre sono operative le nuove regole su durata, rinnovi e causali su cui ci siamo ampiamente soffermati nel numero di ottobre 2018. Tra le novità, particolare rilievo assumono gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato: in particolare per chi assume a tempo indeterminato, è stato prorogato fino al 2020 il diritto a uno sgravio contributivo per l’assunzione di disoccupati di età inferiore a 35 anni (Bonus Assunzioni). Il Bonus Assunzioni consiste nell’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. L’esonero spetta per i primi tre anni di rapporto e fino a un massimo di 3.000 euro. Confermando la volontà di scoraggiare il ricorso ai contratti a termine, la Legge di Conversione prevede l’aggravio del contributo dovuto in caso di assunzione a tempo determinato, fissato in 0,5 punti percentuali per ciascun “rinnovo” del contratto ossia per ciascuna successiva stipula di nuovi contratti a tempo determinato con il medesimo lavoratore, anche in somministrazione. Sempre in materia di contratto a termine e somministrazione a tempo determinato, la Legge di Conversione conferma la riduzione della durata massima del rapporto, fissata a 24 mesi, nonché la riduzione del numero di proroghe consentite, fissate nel numero di 4.

1.000 in rappresentanza di 30 paesi. In comune, l’obiettivo di accelerare grazie all’aiuto della finanza il proprio processo di crescita: «Abbiamo definito un nuovo modello di relazione con gli imprenditori, dove le esigenze dell’impresa sono al centro e dove si privilegia il contenuto alla forma, la semplicità alla burocrazia. Abbiamo un atteggiamento neutrale e indipendente rispetto alle scelte di finanziamento e apertura al mercato dei capitali da parte delle aziende siano esse la quotazione, l’emissione di un bond, l’apertura a un private equity», ha spiegato Peyrano. Dal 2002 nel ruolo di società di gestione dell’aeroporto di Bergamo, Sacbo ha scelto di entrare in Elite per usufruire sia della rete di contatti, sia del know how manageriale necessario ad affrontare le attività di sviluppo pianificate per i prossimi anni. 10

retail food | dicembre 2018

Naturalmente rimane l’obbligo delle causali a partire dal tredicesimo mese di utilizzazione del lavoratore, causali il cui testo è rimasto quello di cui al decreto del luglio scorso, vale a dire: a. esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività per esigenze di sostituzione di altri lavoratori; b. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria. E, salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dal datore di lavoro e/o dall’utilizzatore, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato - non potrà eccedere complessivamente il 30% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipulazione dei predetti contratti. In sede di conversione è stato altresì chiarito che la violazione della nuova normativa sul termine comporterà l’immediata trasformazione del contratto in contratto a tempo indeterminato. In ultimo, in sede di conversione, viene confermato l’ampliamento della forbice prevista per il calcolo dell’indennità risarcitoria dovuta ai lavoratori assunti a tempo indeterminato a tutele crescenti, a partire dal 7 marzo 2015. In particolare, la predetta indennità, prevista per le ipotesi di licenziamento illegittimo per le imprese che occupano più di quindici unità, resta fissata tra le 6 e le 36 mensilità.


News

La società friulana a cui fanno capo marchi come Old Wild West, America Graffiti e Wiener Haus, controllata dal gruppo finanziario internazionale BC Partners, ha acquisito la maggioranza di Temakinho: catena fondata da Linda Maroli, Santo Bellistri, Francesco Marconi e Fabrizio Pisciotta che, oltre a mantenere un ruolo di azionisti di minoranza, continueranno a svilupparla nel territorio italiano. Fondato in Italia nel 2012, Temakinho propone un’offerta di casual dining nippo-brasiliano, con un network di 10 ristoranti a Milano, Roma, Londra, Ibiza e Formentera. L’entrata in scena di Cigierre (attraverso un add-on di circa 40 milioni di euro) punta ad accelerare il piano di sviluppo di Temakinho in Italia e all’estero (con particolare focus su Spagna, Francia e Uk) oltre che avvicinarsi all’obiettivo aziendale di dar vita a un polo della ristorazione commerciale etnica da circa 350 milioni di euro.

MERCATO DEI NEGOZI (senza i laboratori) MEDIANA VALORE IMMOBILE 170.000 € 178.000 € 163.500 € 160.000 € 168.000 € 165.000 €

ANNO 2013 2014 2015 2016 2017 2018

SUPERFICIE MEDIANA (mq) 75 85 85 88 92 98

€/MQ MEDIANA 2.142 € 2.000 € 1.801 € 1.751 € 1.695 € 1.558 €

STUDIO CRIF RES: NEGOZI PIÙ GRANDI MA CALANO I PREZZI AL METRO QUADRO

I

l valore delle compravendite di uffici, negozi e capannoni nel 2017 ha superato i 15,7 miliardi di euro, arrivando a rappresentare il 15% del mercato immobiliare italiano nel suo complesso. La metà delle transazioni di immobili non residenziali riguarda negozi e laboratori. Per approfondire le caratteristiche del segmento costituito da uffici, negozi e capannoni, uno studio prodotto da CRIF RES – la divisione di CRIF che si occupa di sviluppare soluzioni in ambito real estate tra cui valutazioni e visure immobiliari – ha messo in luce come nell’ultimo anno gli immobili non residenziali abbiano generato circa 50mila compravendite. Entrando nel dettaglio, fatte 100 le transazioni relative a immobili non residenziali registrate negli ultimi 10 semestri di osservazione la media di quelle relative a negozi e laboratori è stata pari al 50%, contro il 26% degli uffici e il 24% dei capannoni. Relativamente al I semestre 2018 il valore mediano dei negozi (senza considerare i laboratori) oggetto di compravendita a livello nazionale è stato pari a 165mila euro, valore ben al di sotto di quello registrato 5 anni fa e inferiore anche quello dell’anno precedente. In compenso, risulta in costante crescita la superficie degli immobili in oggetto, che è arrivata a 98 mq contro i 75 del 2013. La combinazione tra questi indicatori fa sì, però, che il valore al mq risulti in decisa e costante diminuzione, attestandosi a 1.558 euro al mq.

IL CIBO DI DOMANI

I

l libro “Il cibo di domani. La crescita del contenuto di servizio nel food & beverage” di Guia Beatrice Pirotti (Associate Professor of Practice di Strategia e Food Management presso SDA Bocconi School of Management e docente di Business Strategy presso l’Università Bocconi), mette in evidenza come il futuro del mondo del cibo sia strettamente connesso al servizio. Come si possono mettere insieme prodotti e servizi legati al cibo? Quali scelte manageriali possono agevolare questo percorso? Il cammino di transizione viene raccontato attraverso dieci storie di aziende del food & beverage. Un fattore si staglia come fondamentale nel disegnare il futuro del mondo del cibo: quello del servizio. Le imprese, soprattutto quelle che producono, si stanno accorgendo di come il prodotto e il servizio insieme possano costituire un pacchetto d’offerta di grande valore aggiunto per il consumatore. Il consumatore, a sua volta, vuole esprimere un parere, essere coinvolto già nella fase di ideazione del prodotto. Il cibo viene interpreto e vissuto da consumatori e imprese a tutto tondo, fa parte della vita di tutti i giorni, non si lega più semplicemente a un consumo funzionale ma diventa anche e soprattutto un bene edonico, un consumo che fa divertire, in grado di aggregare le persone. Il servizio agevola in tutto questo: risolve problemi, informa, regala esperienze. Il Cibo di domani: Egea 2018-collana SDA Leading Managment

www.belcasrl.it info@belcasrl.it 12

retail food | dicembre 2018

Fonte: CRIF RES

A CIGIERRE LA MAGGIORANZA DI TEMAKINHO


News

AMAZON LOFT FOR XMAS, A MILANO IL PRIMO POP-UP STORE DEL COLOSSO E-COMMERCE

N

on poteva che essere a Milano, nel cuore della città, la location ideale per il debutto: dal 16 al 26 novembre, in occasione del Black Friday e per festeggiare l’arrivo del Natale, Amazon ha aperto il suo primo pop-up store in Italia, in uno spazio di oltre 500 mq in via Dante, al civico 14. Parallelamente sono stati aperti showroom anche a Londra, Parigi, Madrid, Berlino e Amsterdam. «La nostra attenzione per il cliente ci porta ogni giorno a sperimentare nuove idee e progetti. Con Amazon Loft for Xmas vogliamo dare la possibilità a tutti coloro che lo desiderino di vivere un’esperienza unica e innovativa legata al mondo Amazon – racconta Mariangela Marseglia, country manager di Amazon.it e Amazon.es – Verrà ricreato l’ambiente e l’anima di una casa in cui riuniremo tutti i brand più apprezzati dai nostri clienti che hanno reso possibile la realizzazione di questo grande progetto espositivo. Milano per noi è una città molto importante perché ospita da ormai 6 anni gli uffici della nostra sede italiana e siamo quindi felici di consolidare il nostro legame con la città, anche con progetti come questo, che rappresentano un valore aggiunto per tutta la cittadinanza». Amazon Loft for Xmas ha ospitato inoltre numerose esperienze aperte al pubblico, in programma durante i 10 giorni di apertura del primo pop-up store italiano di Amazon.

47 MILIONI PER 13 ASSET RETAIL LOCATI A CARREFOUR ITALIA

Con l’assistenza di CBRE e di JLL, DeA Capital Real Estate SGR S.p.A. ha finalizzato la vendita per 47 milioni di euro di 13 asset retail attualmente locati a Carrefour Italia. L’operazione è stata portata a termine attraverso il fondo di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso denominato Fondo Atlantic 1, mentre l’acquirente è un investitore privato. «L’asset class dei supermercati – dichiara Silvia Gandellini, head of investment properties retail di CBRE Italia – si conferma di forte interesse per gli investitori, garantendo un’elevata sicurezza sia in termini di durata contrattuale sia per la stabilità del flusso di cassa: in particolare gli asset di questo portafoglio godono di location urbane e questo li rende un punto di riferimento quotidiano per le comunità locali». «I supermercati situati nei centri urbani rappresentano delle opportunità interessanti sia per gli investitori alla ricerca di cash flow a lungo termine che per soggetti value add con ipotesi di riposizionamento, eventualmente con altre categorie merceologiche o usi diversi– commenta Davide Dalmiglio, head of capital markets di JLL Italia». Gli asset sono dislocati principalmente nel nord Italia: 6 in Lombardia, 4 in Piemonte, 1 a Bologna e 2 in Lazio. 14

retail food | dicembre 2018

IL RILANCIO DI MERCATONE UNO

N

uova proprietà, nuovo posizionamento, nuovo inizio per Mercatone Uno. Dopo l’acquisizione dei 55 punti vendita sul territorio nazionale avvenuta lo scorso agosto da parte di Shernon Holding Srl, il brand è pronto a riprendersi il proprio posto sul palcoscenico retail. Sotto la nuova gestione sono finite, all’interno della stessa operazione di acquisizione degli store dal valore complessivo di 25 milioni di euro, anche la sede di Imola e la piattaforma logistica di oltre 50mila mq situata in provincia di Bologna. Un passaggio di consegne che ha segnato la fine del commissariamento e le preoccupazioni di 1.885 dipendenti. Sul fronte della crescita, il piano di rilancio di Mercatone Uno pensato da Shernon Holding punta a raggiungere i 500 milioni di euro di fatturato nei prossimi quattro anni. «Abbiamo tutta l’intenzione di rilanciare fortemente il brand sul mercato, migliorandone l’offerta e il posizionamento, adattandoli ai nuovi stili di vita e di consumo. Abbiamo acquisito Mercatone Uno nell’anno in cui il marchio celebra il suo 35° anniversario e vogliamo che questo compleanno diventi il trampolino di lancio verso una rinnovata posizione di leadership nel mercato nazionale», ha affermato Valdero Rigoni, ceo di Shernon Holding. Concretamente, la prima mossa sarà il refitting di tutti i punti vendita in un’ottica di maggiore rapporto col cliente. A questo si accompagneranno un potenziamento del canale online e una politica di prezzi che sappia coniugare la tradizionale convenienza a una nuova cura estetica del prodotto.

THE AD STORE COMPIE 25 ANNI E LANCIA AD PERSONAM

In occasione del 25° anniversario, il network di agenzie creative indipendenti The Ad Store ha presentato a Lisbona – presso il centro commerciale Forum Sintra – il suo rafforzato modello di human working. Alla convention hanno preso parte le 17 agenzie del gruppo – comprese le 3 new entry del 2018: The Ad Store Egypt, The Ad Store España e The Ad Store Mexico. L’umanizzazione dei brand e un approccio sempre più focalizzato sull’ascolto reale del target sono stati i principali temi. Obiettivo: condividere un metodo di business evoluto e in linea con gli attuali trend, per sviluppare strategie di marketing e comunicazione sempre più efficaci, in ogni parte del mondo in cui il network è presente con le sue agenzie – dall’Africa agli Stati Uniti, dall’America Latina all’Europa. La convention è stata anche l’occasione per condividere e lanciare Ad Personam; una nuova piattaforma multidisciplinare, che rappresenta la naturale declinazione dell’approccio di The AD Store basato sull’ascolto. Tale piattaforma è stata già attivata in ottica retail con un focus multipaese e multiterritorio, dove cioè un brand, pur mantenendo la coerenza con la propria identità global, deve adattarsi alle peculiarità del target locale.


di Gianluca De Simeis, KA & Vertical Sales Manager di Hikvision Italy

D

agli ingressi all’area vendita, dal magazzino alle casse, fino al parcheggio esterno: Hikvision, produttore numero 1 al mondo di prodotti e sistemi per la sicurezza, ha sviluppato specifiche soluzioni per monitorare tutti gli ambienti del comparto retail, salvaguardando e al contempo aggiungendo valore all’investimento. Monitoraggio ingressi • I punti d’accesso e l’area lobby richiedono immagini dettagliate anche con l’illuminazione ad alto contrasto tipica di questi ambienti: le telecamere Hikvision LightFighter forniscono una qualità dell’immagine eccellente anche in zone caratterizzate da elevato contrasto e dispongono di un set completo di funzioni intelligenti (rilevamento intrusioni, rimozione/rilevamento oggetti, ecc). Area vendite • In aree molto ampie, installare poche telecamere può fare la differenza in termini di costi di hardware, manodopera e tiraggio cavi. Hikvision propone la linea di telecamere panoramiche PanoVu, che garantisce un monitoraggio a 360° con qualità elevatissima dell’immagine e dettagli anche su aree molto estese. Anche questi dispositivi dispongono di un’ampia gamma di funzioni intelligenti per più target all’interno della vista panoramica archiviata (rilevamento intrusioni/incrocio linea/ingresso-uscita su aree non autorizzate). La funzione PTZ per seguire più target può essere anche configurata per emettere dei segnali di allarme. Area casse • Le operazioni di cassa lasciate alla completa disponibilità del cliente prendono sempre più piede nei punti vendita e sono molto apprezzate. Pur-

troppo non sempre il cliente si comporta in maniera corretta, generando ammanchi anche rilevanti. Hikvision ha studiato una soluzione che collega la videosorveglianza con i dati delle transazioni (POS). Tutti gli elementi scansionati possono essere visualizzati in live view e playback e possono essere configurati per attivare eventuali segnalazioni. I retail manager possono ricercare una specifica transazione con la massima semplicità, anche mesi dopo l’evento rivedendo le immagini con i dati di transazione sovraimpressi. Intelligenza Artificiale = Valore Aggiunto L’Intelligenza Artificiale applicata al retail offre infine soluzioni intelligenti che garantiscono sicurezza, minimizzano le differenze inventariali e al contempo raccolgono ed analizzano diverse informazioni utili a rafforzare e ottimizzare il business. Questa tecnologia abilita essenzialmente tre funzioni intelligenti: conteggio persone (per tracciare traffico e volume dei clienti), mappe di calore (per comprendere cosa va per la maggiore nell’area vendite) e rilevamento code in tempo reale (per migliorare l’esperienza d’acquisto). Conteggio persone • L’afflusso di clientela è un indicatore chiave per sviluppare il giro d’affari desiderato e le funzioni di conteggio persone assicurano un conteggio accurato della clientela e generano accurati report sui flussi, per valutare la bontà delle iniziative strategiche intraprese. Analizzando correttamente i dati relativi al flusso della clientela, il retail manager può ottimizzare il lavoro del personale per ottenere maggiori profitti e garantire un servizio migliore. I responsabili dei negozi possono poi pianificare strategicamente turni e rotazione dello staff, dosando le

presenze in base alle ore di punta e di relativa calma. Infine, possono mettere a punto iniziative di marketing strategico per attirare i clienti analizzando la percentuale di ingressi. Mappe di calore • Una volta che il cliente è entrato nel negozio, è essenziale capire cosa lo attrae maggiormente: è quindi utile valutare il suo percorso e identificare i punti che catturano la sua attenzione. Con la funzione “mappe di calore”, i retailer possono sapere quanto tempo trascorrono i loro clienti in aree specifiche del negozio, possono individuare a colpo d’occhio le zone calde e le zone morte del punto vendita e calcolare quante persone entrano con l’intenzione di acquistare e quante invece passano di lì casualmente. La funzione “mappe di calore” rappresenta graficamente i dati del traffico della clientela attraverso diversi colori: in genere si usa per analizzare i tempi di visita e di permanenza dei clienti in un’area specifica del punto vendita. Questa funzione, molto diffusa in centri commerciali, supermercati e musei, individua le preferenze della clientela nel tempo, offrendo preziose informazioni sul migliore posizionamento degli articoli e sulla scelta del layout più efficace per attrarre la clientela. Rilevamento code • Il tempo di attesa alle casse è tra i fattori chiave dell’esperienza d’acquisto: la funzione di rilevamento code aiuta a gestire le code, notificando real time alla direzione la necessità di aprire un’altra cassa quando le file si fanno troppo lunghe. Le telecamere di rilevamento coda monitorano infatti lo stato delle file in tempo reale: contano le persone presenti in ogni coda e tracciano il tempo di permanenza di ciascun cliente. Quando il numero di clienti o il tempo di permanenza medio degli stessi si allungano troppo, si genera un allarme per richiedere l’intervento del gestore. L’apertura tempestiva di nuovi punti di pagamento ridurrà i tempi di attesa, migliorando sensibilmente l’esperienza di acquisto.

Comunicazione pubblicitaria

Hikvision, sicurezza a 360° per il retail


www.dufry.com

DISCOVER A WORLD OF SHOPPING Wherever you go, make Dufry your first destination. Find world class brands at the best prices in our worldwide network of 2,200 stores, in 63 countries across six continents.


News Opening Flagship

SVOLTA PREMIUM IN AUTOSTRADA Con Autogrill Più e Smart, il colosso del people on the move porta nelle aree di sosta autostradali italiane due nuovi concetti che mirano a innalzare la customer experience dei consumatori

A

utogrill Più, caratterizzato da una struttura modulare ispirata alle food court cittadine, con un’offerta culinaria declinata anche sui trend healthy e street food, prevede un inedito modello di servizio, con gli spazi interni differenziati per rispondere alle diverse tempistiche di consumo dei clienti: accanto all’area Comfort con i concept Ciao (dove la proposta è basata sulle nuove Super Salad e i Super Food), Burger In (concept dedicato all’hamburger con 5 ricette al piatto) e La Piadineria (brand con 200 locali aperti tra Italia e Francia per la prima volta portato in autostrada), ecco l’area Fast, dove scegliere tra Gusti di Strada (neonato format dedicato allo street food italiano), Camogli&Friends (corner che prende il nome dal prodotto più iconico di Autogrill dove scegliere tra i classici e i nuovi panini confezionati dallo Spazio Fucina aziendale, il luogo dove dal 2011 prendono vita le creazioni poi commercializzate in tutti gli store della rete), e Mr Good (zona fast dedicata alle proposte healthy e green). A completamento dell’offerta di Autogrill Più il buzzer e il pick-up point. Il primo permette di aspettare seduti al tavolo i piatti che vengono preparati nell’area Comfort, per poi ritirarli dopo l’avviso sonoro del buzzer; il secondo, invece, consente di gestire in modo più veloce i flussi nell’area Fast dove si ordina, si paga e poi si aspetta il cibo per consumarlo in loco o take-away. Attualmente presente nelle aree di servizio di Crocetta Sud (Alessandria) e di Somaglia Est (Lodi) l’obiettivo è di replicare il format anche in altri punti vendita del canale autostradale.

STELLE E DINTORNI

Si chiama Smart l’autobar del futuro che la multinazionale guidata da Gianmarco Tondato da Ruos ha di recente realizzato sull’A8 presso l’area di servizio Brughiera ovest, sul tratto che collega Varese a Milano. Caratterizzato da servizi modulari scalabili in prospettiva – in parte o in tutto – in altre realtà della rete (autostradale e non) di Autogrill, il format nasce dalla collaborazione con Accenture e sfrutta le soluzioni digitali più attuali. In una struttura dal layout pulito che, abiurato il sistema del percorso obbligato e della ridondanza dell’offerta, si caratterizza per una disposizione “gentile” delle merci del market. E spicca l’offerta food: il bancone ellittico al centro del punto vendita ospita una cooking station che varia il proprio assortimento in base agli orari della giornata. La mattina si trovano i croissant farciti al momento con diversi impasti; il pranzo è dedicato invece a Shakerami, nuovo concetto in cui tre tipi di pasta espressa sono vigorosamente shakerati con le rispettive salse in un moderno contenitore, per poi essere serviti all’interno dello stesso sia per un consumo in store che da asporto. Sviluppata in collaborazione con lo chef Andrea Ribaldone, questa proposta è il

classico fiore all’occhiello che… strizza l’occhio alla crescente passione degli italiani per tutto ciò che profuma di stelle (Michelin), cappelli (Guida dell’Espresso) e forchette (Gambero rosso): i tre condimenti disponibili infatti, elaborati appositamente dal cuoco milanese, guidano in un viaggio nella tradizionale gastronomica italiana: dalla salsa zafferano e ragù di ossobuco, alla delicata crema al basilico fino a una saporita pomodoro e mozzarella di bufala. La notte invece (nel punto vendita si alternano 17 addetti H24 e 7 giorni su 7) la station si trasforma per farcire bomboloni, crepes, maxi croissant e pancake. E ancora, accanto ai classici e ai nuovi panini di Autogrill lanciati nella primavera scorsa, l’offerta prevede le pinse, pizze sottili e croccanti grazie alle 72 ore di lievitazione e all’utilizzo di farine di alta qualità. L’area Grab&Go presenta a sua volta un’ampia gamma di prodotti food and beverage

adatti a ogni ora, da asporto o da consumare in loco: si spazia dai panini classici di Autogrill, come Camogli&Friends in versione “Tostami”, ovvero prelevabili direttamente dal cliente e portati al banco per la tostatura, ai prodotti vegetariani e bio: macedonie, yogurt con la frutta e insalatone. Nella stessa zona il “Frullami”, che propone un bicchiere di frutta a pezzi e succo di mela in quattro differenti ricettazioni, pronto per essere frullato al banco. Infine il Grab&Go caldo, dove la tradizionale rosticceria italiana evolve con piatti unici pronti per il consumo. Con le A-Box si sperimenta quindi il “mobile ordering”: i menu si possono preordinare e acquistare tramite l’app MyAutogrill e ritirare presso i locker dedicati, permettendo così ai clienti di pagare in anticipo. Accanto alle due A-Box (Super Menu e Menu Vegan) ideate dal nutrizionista Mauro Mario Mariani, completa questa offerta il Cosmopolitan by Autogrill. In tutti e tre i casi si tratta di combinazioni per un pasto all’insegna del benessere. M.L.Andreis dicembre 2018 | retail food

17


r&

f Opening News PERCASSI AVVIA LO SVILUPPO DI STARBUCKS

D

opo l’apertura della Reserve Roastery di Milano su 2.300 mq nella prestigiosa location di piazza Cordusio, lo sviluppo di Starkbucks porta la firma di Percassi, partner licenziatario unico per l’Italia. Il brand della caffetteria americana più famosa al mondo inaugurerà entro la fine del 2018 altri tre nuovi punti vendita, in corso Garibaldi e in piazza San Babila (via Durini) a Milano, e al Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa. Il design di questi nuovi locali è stato studiato per rendere omaggio alla cultura artigianale del design e della moda, che rendono Milano famosa nel mondo. Così, ad esempio, nello Starbucks di Garibaldi l’espresso bar è disegnato in perfetto stile contemporaneo milanese, marmo squadrato dalla forma organica e abbellito con lavorazioni in legno create da un artigiano italiano. Elementi di ottone, tipici dell’architettura italiana, caratterizzano il negozio, insieme ad altri pezzi d’arte, ispirati alla storia di Starbucks, che sono stati commissionati ad artigiani locali. Lo Starbucks di Garibaldi sarà anche il primo nell’Europa continentale a esporre i menu board digitali, che sono incastonati in cornici di bronzo. Ma non saranno solo i milanesi a potersi gustare il classico Frappuccino: «Quelli di Milano sono i primi due punti vendita che apriamo, cui seguirà a stretto giro l’apertura nel Terminal 1 di Malpensa. La nostra ambizione è di riuscire ad aprire tra i 10 e i 15 nuovi punti vendita all’anno nei prossimi anni nelle maggiori città italiane», dichiara Roberto Masi, managing director Starbucks Italia. Oltre ad ulterioRoberto Masi, ri opening nel capoluomanaging director go meneghino, lo stesso Starbucks Italia Masi ha citato Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Padova, Verona e Torino, a partire dal 2019.

NESPRESSO: TEMPORARY BOUTIQUE A RIMINI E SASSARI

C

on due opening in pochi giorni, Nespresso raggiunge quota 66 punti vendita su tutto il territorio nazionale. Il noto brand di caffè porzionato ha inaugurato sabato 27 ottobre la temporary Boutique di Sassari, mentre qualche giorno dopo è stato il turno di Rimini. Entrambi i nuovi corner si collocano all’interno dei negozi COIN, con uno spazio dedicato agli amanti del caffè che potranno concedersi una pausa tra un acquisto e l’altro e godersi un assaggio della coffee experience Nespresso, impreziosita dai Coffee Specialist che seguiranno i clienti nella scelta e nell’acquisto dei loro gusti di caffè preferiti. Nel 2018 Nespresso prosegue con successo l’ampliamento del proprio network di Boutique in Italia, offrendo diverse tipologie di punti vendita capaci di soddisfare le abitudini e le modalità di acquisto dei clienti. In particolare, il format della temporary Boutique è pensato proprio per essere accessibile a tutti i consumatori che ricercano immediatezza, praticità e facilità nella loro esperienza di shopping.

18

retail food | dicembre 2018

NUOVE APERTURE PER GRUPPO TEDDY: L’80% IN FRANCHISING

U

ltimo trimestre in formato franchising per Gruppo Teddy che, dopo quasi 50 aperture nella prima parte dell’anno, punta ad ampliare la rete di vendita dei marchi Terranova, Calliope e Rinascimento. Dei nuovi negozi previsti durante l’ultimo scorcio del 2018, infatti, l’80% sarà affidato a franchisee. Per quanto riguarda la location, invece, Gruppo Teddy punta sull’Italia dove inaugura il 60% dei nuovi punti vendita, senza disdegnare i mercati esteri, con nove paesi coinvolti. A trainare la crescita fuori dai confini nazionali sarà il marchio Terranova che aumenterà la tradizionale presenza nell’Est Europa con ulteriori sviluppi in Russia, Polonia ed Estonia allargandosi fino al Khirgizistan, in coppia con Calliope. I due brand, inoltre, apriranno anche nuovi negozi in Arabia Saudita a Riyadh. Nello specifico, per quanto riguarda Calliope, il round di aperture invernali parte da Reggio Emilia con uno store da mille mq di vendita. Infine, Rinascimento, che a maggio ha raggiunto il traguardo dei 50 negozi, si appresta ad aggiungere tre nuovi shop.

L’ESPANSIONE DELLE DROGHERIE DM PASSA PER GORIZIA

E

con Gorizia sono 15. Traguardo raggiunto dalla catena di drogherie dm che, grazie al quarto store inaugurato in Friuli Venezia Giulia, allarga la propria rete di vendita italiana dopo lo sbarco sul mercato tricolore avvenuto nel 2017. Il marchio dm (che sta per drogerie markt), fondata in Germania nel 1973, è oggi la più grande catena commerciale europea di prodotti per la cura della persona e della casa, presente in 13 paesi con oltre 3.500 punti vendita, 61.000 dipendenti e più di 10 miliardi di euro di fatturato. Inaugurato il 15 novembre nella piazza centrale di Gorizia, il 15° negozio dm ha una Gla di 320 mq e impiega sei addetti. A caratterizzare il punto vendita, la consolidata esperienza d’acquisto dell’insegna con un servizio di consulenza competente, prodotti a marchio di qualità garantita e una politica di prezzo differenziante, con il mantenimento di prezzi più bassi possibile su tutti i prodotti in assortimento e fissi per almeno quattro mesi – in questo modo viene garantito il rapporto qualità-prezzo più competitivo, indipendentemente da sconti o offerte occasionali. Tagliato il nastro del 4° negozio Friulano, prosegue il piano di aperture in Italia di dm drogerie markt con venti-trenta nuovi punti vendita previsti per il 2019.


UNIEURO: 14 NUOVI PUNTI VENDITA E 4 RIAPERTURE

N

ei giorni precedenti al Black Friday, Uniuro ha tagliato il nastro a 14 nuovi punti vendita, di cui la metà diretti, e contestualmente ha festeggiato 4 riaperture. Giovedì 15 novembre sono stati avviati 5 store nel Triveneto, acquisiti da Galimberti Spa nel mese ottobre. Nel dettaglio hanno riaperto al pubblico, dopo il rinnovo delle location e il cambio d’insegna, i negozi diretti di Castelfranco Veneto (TV) presso il parco commerciale “Shopping Day”, di Fiume Veneto (PN) ubicato all’interno del c.c. “Granshopping Granfiume”, di Pergine Valsugana (TN) all’interno dello “Shop Center Valsugana”, di San Giorgio delle Pertiche (PD) nel centro commerciale “Le Centurie” e di Villafranca di Verona (VR). A questi si aggiunge il taglio nastro di cinque shop-inshop a marchio “Unieuro-by-Iper”, con la formula dell’affiliazione commerVLM - Pagina TRAMEZZINI Senza ciale, negli Iper, La Grande i di Arese e Magenta (MI), Grandate (CO), Lonato

del Garda (BS) e Monza. A completamento, l’inaugurazione del negozio affiliato di Piove di Sacco (PD) dal layout completamente rinnovato, e il festeggiamento dei 10 anni di attività del punto vendita, anch’esso affiliato, di Chiaravalle (AN). Il 22 novembre è stata la volta del nuovo store a Perugia, in frazione Olmo, che sostituisce quello ubicato a Magione. E venerdì 23 novembre, luci puntate sul nuovo flagship a Verona (in precedenza a insegna Trony) e sui negozi nel centro commerciale “Sedici Pini” di Pomezia (Roma) e all’interno del 45° Nord Entertainment Center di Moncalieri (TO), dopo le operazioni di restyling. Gli interventi di sviluppo si chiudono con l’apertura del negozio affiliato a Martina Franca (TA) e a Montesilvano (PE) a seguito di un cambio di Glutine 156x178+4mm MOD.pdf 1 09/02/18 14:41 location e con quello di Fossombrone (PU), completamente rinnovato.

IL FLAGSHIP DI GELOSO GELATO NEL CUORE DI ROMA

A

pochi passi da Piazza di Spagna, in via della Croce 61, ha aperto al pubblico il primo flagship store di Geloso Gelato, la start-up di gelato naturale su stecco acquisita lo scorso giugno da Francesco Trapani, ex CEO di Bulgari e della divisione orologi e gioielli di LVMH e attuale azionista rilevante di Tiffany. Un gelato cremoso su stecco: è questa la caratteristica di Geloso, che riesce a mantenere consistenza e cremosità senza l’ausilio di conservanti, addensanti, semi-lavorati e coloranti, utilizzando esclusivamente materie prime selezionate e di elevata qualità. Una formula resa possibile dalla sapienza artigianale di Manuele Presenti – 3 coni Gambero Rosso, Master Chef del Gelato Naturale e fondatore della “Gelato Naturale Academy” – che è riuscito nell’intento di dare vita a un prodotto completamente naturale, in grado di mantenere una cremosità e una densità inaspettate per un gelato su stecco. C

M

Y

CM

MY

CY

CMY

K

dicembre 2018 | retail food

19


Star Trek Food

Destinazione Vera

G

li italiani sono sicuramente tradizionalisti in cucina, ma anche ottimi business men nel food. Non per niente nel Belpaese l’idea di associare gli shopping center alla ristorazione ha mosso i suoi primi passi una trentina di anni fa grazie a un’idea imprenditoriale di Marco Brunelli (fondatore e proprietario del Gruppo Finiper) a Montebello della Battaglia in provincia di Pavia (primo ipermercato italiano) con l’apertura nel 1982 di una prima attività di ristorazione a servizio dei clienti del centro commerciale, mentre i primi locali bar e pizzeria verranno inaugurati cinque anni più tardi sempre a Montebello. Da allora l’evoluzione dei singoli format che fanno capo a Vera srl (della galassia Finiper) non si è mai arrestata, a partire dall’apertura a Varese già nel 1989 del primo ristorante con formula free flow per arrivare nel 2016 ai ristoranti di cucina asiatica Odoroki. Del 1982 è l’opening del primo Ristò, ristorante a libero servizio di cucina tradizionale italiana (preparazione in padella sotto gli occhi dei clienti) con menù stagionale di prodotti freschi che esprimano al meglio le tipicità del territorio. Nel 1987 invece è l’inizio dell’avventura di Vera nel settore bar/caffetteria con i Gran Bar o Mini Bar (a seconda della grandezza) che do-

20

retail food | dicembre 2018

di David Montorsi

Cresce e si consolida la società di ristorazione al 100% italiana del Gruppo Finiper. Le novità dei marchi in gestione come le pizzerie Alice o l’etnico Odoroki rafforzano le insegne di proprietà ‘tradizionali’ del Gruppo (Ristò, gelaterie CremAmore e Portello Caffe). La ventina di aperture nell’ultimo triennio e i numerosi restyling dei format confermano la formula vincente dell’innovazione nella tradizione per un costante segno più nei ricavi e nei guadagni po l’apertura a Milano Piazza Portello diventano Portello Caffe. Ventidue anni dopo Vera acquista il marchio di gelaterie CremAmore (solo prodotti senza coloranti, conservanti, né grassi idrogenati), e la prima apertura della nuova gestione è nel CC di Vittuone. Non potevano mancare le pizzerie per il marchio tricolore: il primo punto vendita con insegna La Pizzeria apre a Montebello della Battaglia. Quattro anni fa inizia la partnership con il marchio in franchising Alice Pizza (pizza al trancio, fondata a Roma nel 1990 da Domenico Giovannini) con il primo opening di un punto ristoro gestito dalla società a Savignano sul Rubicone (FC).

Cento bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie in 7 regioni Oggi Vera con le sue insegne (praticamente tutte nei centri commerciali) è presente in 7 regioni: Lombardia (al primo posto come copertura), Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Abruzzo e Marche con 100 punti vendita (erano 64 nel 2014). L’offerta si è specializzata in diversi canali: Ristò e La Tagliata (ristoranti free flow con 17 punti ristoro per Ristò e uno per la Tagliata a Vittuone), Odoroki (due ristoranti di cucina asiatica, fondato da Giuseppe Amati e Alessandra Bognanni nel 2005 e sviluppato in qualità di franchi-


see da Vera da un paio d’anni), Portello Caffe (una trentina di caffetterie più un Portello Bistrot ad Arese), Illy Caffè (due caffetterie sviluppate in qualità di franchisee da un paio d’anni), CremAmore (16 gelaterie) e Alice Pizza (una trentina di pizzerie gestite in qualità di master franchisee con un recente progetto di espansione anche nei centri urbani). Le insegne di Vera sono fortemente radicate nei centri commerciali, location prediletta, anche per il fatto di fare parte del Gruppo Finiper, peso massimo degli shopping center presente con i suoi 27 ipermercati (l’ultimo inaugurato ad Arese) in 7 regioni italiane (in testa la Lombardia con 16 Iper), oltre alla proprietà della catena dei supermercati Unes. Grazie alle spalle larghe del Gruppo, alla sua struttura fortemente radicata nel territorio e a una politica gestionale attenta, ferma sui suoi principi fondativi, Vera è riuscita a superare bene la dura crisi economica 2009-2013, rilanciandosi per essere competitiva rispetto ai nuovi stili di consumo. La sfida corre su due binari paralleli: nuove insegne e nuove aperture da una parte e restyling dei format esistenti all’altra. Così il nuovo Ristò di Piazza Portello a Milano (2017), è l’esempio del progetto di riqualificazione iniziato con la sperimentazione fatta nel 2015 a Savignano sul Rubicone, poi realizzata anche ad Arese e Grandate e che includerà tutti i ristoranti della catena. Una nuova modalità di

L’azienda in pillole Data di nascita 1982 primo ristorante nel CC di Montebello della Battaglia Proprietà Gruppo Finiper Sede Sede legale Milano e sede operativa Montebello della Battaglia (PV) Management Mauro Ornelli, direttore generale e Marisa Corazza, presidente Settori di business Ristorazione, pizzerie, bar, gelaterie

Insegne Ristò, Portello Caffe, CremAmore, La Tagliata, Alice Pizza (master franchising), Illy Caffè (gestione in franchising) e Odoroki (gestione in franchising)

Fonte aziendale

Retail Un centinaio di punti ristoro in 7 regioni sia con insegne di proprietà sia come master franchising

Risultati e trend positivi, grazie a quasi 40 anni di esperienza nei centri commerciali Intervista a Mauro Ornelli, direttore generale di Vera srl Come sta andando il 2018? Quali sono i progetti di espansione? I nostri risultati, considerando un numero di punti vendita a parità, sono in linea con quelli ottenuti nel 2017, ossia evidenziano un trend di incremento e di crescita progressivi. Il 2018 si sta concludendo con un bilancio positivo, tuttavia l’attuale scenario lascia spazi di manovra sempre più stretti. Infatti, il panorama socio politico italiano, oggi più che incerto, si innesta sull’ulteriore incertezza del ciclo economico europeo e desta particolare preoccupazione il disegno di legge relativo alle chiusure domenicali e dei festivi che potrebbe avere pesanti ricadute negative sull’intero comparto e sull’economia. Questi elementi contribuiscono a bloccare la propensione al consumo da parte degli utenti e la logica conseguenza non potranno che essere maggiore instabilità occupazionale e minore disponibilità di spesa. A livello imprenditoriale si bloccherebbero gli investimenti grazie ai quali si è riattivata l’economia a partire dal 2011 con il Decreto Salva Italia. Ciononostante Vera è orientata a proseguire nel suo piano di sviluppo soprattutto verso i progetti di ristorazione più veloce, come bar, gelaterie e pizzerie, che si prestano a un’offerta diversificata per incontrare le più moderne esigenze di consumo.

approcciarsi al cliente più calda e coinvolgente lontana dalla logica della consumazione ‘mordi e fuggi’, che ha investito via via anche gli altri format (Portello Caffe e CremAmore) a cui si è unita la nuova formula per il canale pizzeria dal 2014 con Alice. Il 2018 si chiuderà con 4 nuove aperture (un Portello Caffè e tre Alice, di cui due prossime a dicembre) e ben 9 restyling con tutti i marchi coinvolti, mentre il biennio 2016-2017 si è chiuso con una ventina di nuovi punti ristoro (prevalentemente di Alice e Portello Caffe) e poco meno di una decina di riqualificazioni. Il business è ottimo: trend positivo e indici OK Mauro Ornelli, direttore generale e legale rappresentante insieme alla presidente Marisa Corazza (anche nel CdA di Finiper) sono al timone dell’azienda (ora 1.300 addetti, 1.250 nel 2017 con circa 14,36 milioni di clienti) che sta facendo rotta verso 60 inaugurazioni di insegne nei prossimi tre anni. L’obiettivo è ambizioso, ma i numeri confermano uno stato di salute invidiabile: il giro d’affari di Vera srl nel 2017 sfiora i 70 milioni con un +7,3% sull’esercizio precedente (anche grazie alle nuove opening), e la crescita di fatturato porta anche un segno positivo sugli utili che salgono a 3,2 milioni a fronte dei 2,5 del 2016, mentre l’EBITDA mostra i muscoli al 10,3% sul fatturato con un bel +11,81% sull’anno prima. In generale il trend è positivo da diversi anni: negli ultimi 10

Per il futuro, considerate il canale travel per le vostre insegne? L’attività di Vera è cresciuta e si è sviluppata all’interno dei centri commerciali, specializzandosi in una tipologia di ristorazione con determinate caratteristiche: alti standard qualitativi a un prezzo accessibile a tutti e un servizio veloce che non rinuncia alla freschezza sia in termini di materie prime sia di preparazione. Al momento stiamo sperimentando l’evoluzione della nostra offerta anche nei centri città con il format pizzeria. Il canale travel sta assumendo contorni interessanti e risultati sempre più consistenti nel settore food & beverage e guardiamo con interesse soprattutto a stazioni e aeroporti, che vediamo come naturale estensione del mercato attualmente presidiato. Siamo certi che la nostra esperienza di oltre 30 anni nel settore della ristorazione commerciale possa favorire lo sviluppo di nuove opportunità anche attraverso questi canali, mantenendo inalterata la nostra filosofia di lavoro: al centro il cliente come consumatore e come persona che vive un’esperienza grazie a una selezionata gamma di prodotti/servizi di qualità forniti in tempistiche brevi, sempre più vicine alle esigenze del consumatore moderno.

in crescita a parte il quadriennio 2009-2013 in contrazione del volume d’affari (anche se sempre un più nei risultati) dopo di cui Vera è ritornata sui suoi standard. Guardando all’ultimo esercizio, si investe molto, ma il ritorno è quasi immediato con un ROI che sale al 21,86% con un trend in costante crescita (era sotto il 10% quattro esercizi prima) e un ROE da applausi appena sotto il 40%. La liquidità è costante (di poco sopra lo 0,7) con una buona solidità patrimoniale (copertura netta a 0,67, mentre quella lorda a 0,84). Sale l’incidenza delle pizzerie nella produzione di business (24,3% dal 21,6% con un +20,7% di fatturato), anche se la metà del giro d’affari la fanno ancora i ristoranti (49,9% nel 2017 con Ristò a 48,89%). Le gelaterie sono sotto il 10%, mentre i bar arrivano al 18% con +0,5% sul 2016 e +10.8% di fatturato complessivo: un più sul fatturato che coinvolge tutti i canali a dimostrazione di una solidità e uno sviluppo equilibrato invidiabili. Poi il Return on sales nell’ultimo quadriennio è sempre superiore al 71%, mentre la produttività pro capite è in leggera discesa (nel 2017 quasi 66mila euro a fronte dei poco più dei 71mila dell’anno prima) a causa delle numerose aperture nel 2017 che hanno coinvolto un importante investimento anche sul personale. Il tutto in uno scenario di crescita del PIL italiano assai limitato (per il 2017 calcolato nel +1,5%), a sottolineare ulteriormente le ottime performance della costola food e retail del Gruppo Finiper. ¢ dicembre 2018 | retail food

21


Parola di Sara Del Fabbro

IKEA: sviluppo retail nei luoghi del consumatore 22

retail food | dicembre 2018


Parallelamente ai classici flagship store stand alone, la casa by IKEA arriva nei centri città e nei centri commerciali

L’

avvio di un pop-up store da oltre 700 mq, a novembre, all’interno di Eataly Roma, così come l’apertura, qualche mese prima, di un negozio IKEA Progetta&Arreda all’interno dello shopping center Aura – Valle Aurelia, sono due esempi della strategia di diversificazione in ambito retail impressa dal colosso svedese in Italia. Centri città e centri commerciali sono i nuovi luoghi dello sviluppo, presidiati con negozi fissi e temporanei. Parallelamente cresce l’offerta di servizi, tra cui i nuovi locker istallati all’esterno degli store milanesi, volti a incrementare la customer experience in un’ottica omnichannel. Sara Del Fabbro, forte di una lunga esperienza in IKEA iniziata nel 1999, dal 1° settembre 2017 Deputy Country Manager IKEA Italia Retail, spiega a r&f i nuovi driver di crescita.

Sara Del Fabbro entra in IKEA Bologna nel 1999 nell’area merchandising. Successivamente ricopre differenti ruoli nell’area IT e in quella Finance. Nel dicembre 2012 si sposta a Carugate presso la Sede Centrale come Business Navigator. Dal 1° maggio 2016 ha ricoperto il ruolo di Store Manager del negozio di San Giuliano Milanese (MI) e il 1° settembre 2017 riceve l’incarico di Deputy Country Manager in IKEA Italia Retail.

di Andrea Penazzi È di fine ottobre l’annuncio dell’apertura, in data 16 novembre, di un Pop-Up Store 100% IKEA all’interno di Eataly Roma. Quando, con quali premesse e obiettivi nasce questa iniziativa? Oggi il modo in cui le persone fanno acquisti è molto diverso rispetto a qualche anno fa. I consumatori non ragionano più considerando solo i canali distributivi, ma prediligono modalità d’acquisto che facilitino la loro vita quotidiana in termini di risparmio di tempo e maggiore accessibilità dei prodotti. L’obiettivo di un “buon” retailer è quindi quello di soddisfare le richieste che arrivano dal mercato mettendo al centro i bisogni dei consumatori. Il quesito da porsi oggi non è più “cosa voglio vendere” ma “come? quando? dove?”. E a queste domande abbiamo deciso di rispondere con l’apertura di nuovi touchpoint, tra i quali il Pop-Up Store all’interno di Eataly Roma nel quartiere Ostiense. Per IKEA, infatti, Roma ricopre un ruolo di primo piano all’interno della strategia globale del gruppo e qui stiamo concentrando sforzi e investimenti per realizzare nuovi format che in futuro potranno essere esportati altrove nel mondo. Per quale motivo è stato scelto proprio Eataly quale partner/interlocutore di questo progetto? Saranno avviate iniziative di co-marketing con l’insegna di Oscar Farinetti? Credo che la definizione giusta sia “incontro”, tra l’eccellenza enogastronomica del Made in Italy, propria di Eataly, e il design democratico svedese. Insieme diamo vita a un’esperienza d’acquisto coinvolgente, unica e piena d’ispirazione per i nostri clienti. Condividiamo, inoltre, valori e visioni: in primis l’amore per il prodotto. Ogni oggetto IKEA, che sia un mobile o un complemento d’arredo, ha un nome svedese con un preciso significato e una sua storia. Ogni oggetto risponde poi ai cinque criteri della filosofia del “design democratico”: forma, funzione, qualità, sostenibilità e accessibilità. Ci accumuna inoltre la forte identità: IKEA da 75 anni esporta la cultura svedese nel mondo così come Eataly diffonde il Made in Italy. Infine, condividiamo l’atten-

Il Ponte Morandi di Genova

zione per la qualità, per la sostenibilità ambientale ed economica e per la responsabilità. Entrando nel cuore del progetto, come è strutturata l’offerta e quali sono le caratteristiche dello spazio di vendita? Il Pop-Up Store si sviluppa su oltre 700 mq, divisi su due piani: il piano terra è caratterizzato dall’esposizione di zone living, cucine e complementi d’arredo divise in sei isole d’ispirazione, con un podio all’ingresso dove sono esposte le principali novità e dove l’allestimento cambia al cambiare della stagionalità. Al primo piano, invece, i clienti possono trovare una co-creation area, unica in Italia, per guidarli nella progettazione d’arredo più adatta alla propria casa attraverso un moodboard wall, e il “Salotto Romano”, un’area d’ispirazione in cui lo stile pratico scandinavo incontra la convivialità italiana. Inoltre il Pop-Up Store sarà teatro di numerose attività immersive, fra cui workshop e lezioni di cucina al fine di coinvolgere ed emozionare i nostri clienti.

dicembre 2018 | retail food

23


Parola di Sara Del Fabbro Il modello del pop-up store sta diventando strategico per le grandi aziende, nazionali e internazionali, interessate a entrare/promuoversi/ promuovere nuove referenze nei centri urbani. A tal proposito, di IKEA si annovera anche l’importante iniziativa a Roma in piazza San Silvestro, condotta nella prima metà dell’anno. Rispetto a questo progetto quali sono i risultati? A Roma, nella primavera dello scorso anno, abbiamo aperto un Pop-Up Store nel cuore della città interamente dedicato al mondo della cucina: 400 mq dove i visitatori possono lasciarsi ispirare dalle numerose proposte per creare la propria cucina personalizzata anche grazie alla tecnologia, con schermi, video e QR Code che rendono ancor più interattiva l’esperienza di

in ottica consumatore finale sia per i centri commerciali stessi, che possono ampliare/diversificare la propria offerta e di conseguenza ampliare/ diversificare la propria clientela. Che progetti avete rispetto allo sviluppo di nuovi IKEA Progetta&Arreda nei centri commerciali? Gli IKEA Progetta & Arreda sono una novità assoluta che stiamo portando avanti sul territorio nazionale. A ottobre è stato il turno di Roma ma tra agosto e novembre abbiamo inaugurato IKEA Progetta & Arreda a: Bolzano, Marcon (VE), Palermo, Arese (MI), Albenga (SV) e Lecce. Negli IKEA Progetta & Arreda i visitatori possono entrare in contatto con il nostro mondo. Posizionati all’interno degli shopping

IKEA in Italia 1.726,8 milioni di euro 102,5 milioni

Vendite: (dato 2017) Vendite Food: di euro (dato 2017)

6.500 collaboratori 21 store 2 Pop-Up Store 7 Progetta & Arreda 3 Locker a Milano 2 Centri commerciali 1 Pick-Up & Order Point 93 Pick-Up Point 1 Online store 44,6 milioni i visitatori 105 milioni le visite sul sito Ikea.it

acquisto. È stata una scelta vincente: nato inizialmente per avere una durata temporanea di quattro mesi, ne abbiamo prorogato l’apertura fino al 6 gennaio del 2019. La vicinanza al centro città, la facilità d’acquisto e il livello di servizio sono gli aspetti che maggiormente hanno conquistato i romani. In un solo anno di attività abbiamo avuto oltre 420.000 visitatori e 800 cucine vendute. Con l’apertura, all’interno di Aura, del primo IKEA Progetta&Arreda, IKEA punta anche al canale dei centri commerciali portandovi un’offerta di servizi estremamente interessante sia 24

retail food | dicembre 2018

centre, sono spazi dedicati alla progettazione e alla consulenza d’arredo personalizzata, sia per la casa che per le attività commerciali, con servizio di assistenza in tutte le fasi, dalla progettazione all’ordine, dall’acquisto alla consegna. Per quanto riguarda l’iniziativa degli IKEA Locker all’esterno dei punti vendita milanesi, quali sono i riscontri? Nel milanese, all’esterno dei tre negozi di Carugate, Corsico e San Giuliano Milanese, abbiamo installato gli IKEA Locker, i nostri nuovi armadietti blu in grado di semplificare e gestire in piena autonomia gli acquisti: una soluzione

H24 che funziona come punto di ritiro self-service per gli acquisti fatti online, che siano piccoli o grandi ordini. Complessivamente questi nuovi driver di crescita come si integrano con lo sviluppo della tradizionale rete di vendita IKEA e con le strategie omnichannel dell’azienda? Siamo un’azienda in continua evoluzione e attenta a ogni cambiamento. I nostri tradizionali e riconoscibili flagship store continuano a essere un modello vincente e fonte di ispirazione per tutti coloro che sono in cerca di idee funzionali e di design per migliorare la loro vita in casa. Parallelamente, stiamo sperimentando nuove formule che rispondano alle trasformazioni sociali e vadano incontro a un pubblico urbano. Entro il 2030, infatti, il 60% della popolazione vivrà nei grandi centri urbani e la mobilità si ridurrà, senza contare che sempre più persone scelgono di non avere una macchina di proprietà. Per questo stiamo investendo in nuove modalità di approccio al cliente per essere là dove le persone sono, assecondando ritmi ed esigenze del quotidiano e facendo sinergia per una maggiore integrazione fra canale fisico e digitale. Infine, IKEA vede l’Italia come mercato in cui sperimentare nuovi formati destinati ad essere poi esportati in tutto il mondo. Quali sono le caratteristiche premianti e distintive del mercato italiano che vi hanno portato a maturare questa vision? L’Italia è da sempre un mercato guida per IKEA, dove sperimentiamo nuovi progetti o formati. Siamo molto siamo orgogliosi di questo! Le grandi città, quali Roma e Milano, sono gli scenari perfetti per testare nuove possibilità e relazionarci in modo innovativo con i nostri consumatori. Cerchiamo sempre di prendere il meglio di ogni paese in cui siamo presenti. Il rapporto con l’Italia è di scambio reciproco. Nel corso degli anni abbiamo cambiato le abitudini degli italiani, penso ad esempio al modo di dormire: abbiamo importato il piumino quando tutti dormivano con le coperte ed oggi la maggioranza di noi dorme con un piumino. Viceversa IKEA ha cambiato il modo di fare i letti grazie all’Italia: prima di iniziare a vendere qui i letti contenitore non esistevano nella nostra offerta. ¢


Resoconto fiera

Franchising & Salone di Milano a trazione food I trend relativi allo sviluppo in affiliazione, segmento da oltre 51mila negozi e 24,5 miliardi di fatturato, trovano riscontro nella 33esima edizione della fiera meneghina. Ristorazione e servizi si confermano trainanti sia per le aperture di locali sia tra gli stand di Fieramilanocity, dove sono stati rappresentati circa 200 marchi

N

el suo complesso lo sviluppo delle reti franchising in Italia continua a crescere, portando il numero totale dei negozi sopra quota 51.600 per un fatturato annuo di circa 24,5 miliardi di euro, pressoché stabile quest’ultimo a fronte di un +0,7% nel primo semestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2017. Va sottolineato l’incremento della rete nel Sud Italia (+3,8% nel 2017 con 15.933 punti di vendita) così come dei negozi in franchising aperti all’estero, non solo in Europa ma

26

retail food | dicembre 2018

anche negli Usa e in Cina (10.079, +28,1% nel 2017 sull’anno precedente). La Lombardia, come documentato da Assofranchising, si conferma la regione italiana con il numero più elevato di punti vendita in affiliazione, pari a 8.523 unità. Fiera di riferimento per questo settore, giunta alla 33esima edizione, Salone Franchising Milano si è tenuto dal 25 al 27 ottobre nella location di Fieramilanocity, dove sono stati rappresentati circa 200 marchi e altrettante catene commerciali sulle 920 operanti

in Italia. Tra le insegne protagoniste, Mondadori Retail, Upim, Divani&Divani, Doctor Glass, Invidiauomo, Primadonna Collection, Kasanova, Domino’s Pizza, Löwengrube, BEFeD, Capatoast, Carrefour, Coop ed Equivalenza. Con evidente corrispondenza tra gli stand della kermesse meneghina, i settori merceologici trainanti nel franchising sono il food & beverage (bar, gastronomia, pasticcerie, pizzerie, gelaterie, yogurterie, birrerie, ristoranti e locali a tema), l’abbigliamento e accessori


per uomo, donna e bambino (intimo, scarpe, borse, occhialeria, pelletteria e bigiotteria) e i servizi (agenzie immobiliari, viaggi e turismo, estetica, palestre e parrucchieri). I convegni Il palinsesto di eventi durante la tre giorni di fiera ha annoverato il convegno dell’Università Bocconi in cui si è sottolineata la crescente importanza della customer experience, che non si alimenta soltanto curando l’aspetto della vendita. Per avere successo, il percorso del cliente dovrebbe essere il risultato di un nuovo design organizzativo e della cultura aziendale, reso possibile da tre fattori: dati e tecnologia, persone e meccanismi organizzativi e progettazione ed esecuzione dei processi. Il tema della gestione delle relazioni con i consumatori è stato affrontato anche nel convegno “CRM & Digital Transformation” in cui Autogrill, Eataly e Domino’s Pizza hanno raccontato le proprie esperienze. Da queste si evince che i consumatori chiedono non solo di acquistare un prodotto ma di vivere una esperienza, in una sorta di ibridazione tra fisico e virtuale che rende l’uso delle app fondamentali, e non solo per la Generazione Z (quella nata dopo il 1995).

La ricerca

L’annuale ricerca Confimprese sul franchising si è focalizzata sulle dinamiche del reso merce nell’era della multicanalità, da cui è emersa in primis la necessità di fissare precise clausole contrattuali per regolare il rapporto franchisor-franchisee. La survey, intitolata Multicanalità e servizio al cliente nel franchising: il reso merce e condotta in collaborazione con lo studio legale Cocuzza & Associati ed Epson, evidenzia la necessità di redigere un contratto di franchising idoneo a tutelare gli interessi di entrambe le parti. Lo studio è stato svolto su un campione di 52 retailer, di cui oltre il 63% con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro e più 50 punti vendita. «I retailer hanno accettato le vendite online

come fatto imprescindibile per non soccombere al dominio dell’eCommerce – commenta Mario Resca, presidente Confimprese – L’esigenza di permettere al consumatore di restituire la merce acquistata in qualsiasi negozio sia in caso di difetto che di ripensamento è sempre più frequente. Tuttavia, oltre la metà del campione interpellato, pari al 53,6%, dichiara di non avere ancora inserito nel proprio contratto di franchising clausole sui resi, cosa che li espone a contenziosi con i propri affiliati». Parlando di resi nel canale fisico, il 46,3% dei retailer dichiara di avere già in essere clausole contrattuali con gli affiliati per regolare i rapporti con i canali di vendita diretti e di questi la maggior parte (45,5%) ha adottato il contratto estimatorio. Il restante del campione si divide tra il 27% che ha affiancato al contratto di franchising quello di commissione alla vendita e il 22,7% il contratto di conto deposito. La tipologia contrattuale meno diffusa, che non raggiunge il 5%, è il mandato. È evidente quindi come il contratto estimato-

pri affiliati, emerge che di essi poco più della metà, quasi il 53%, ha previsto per i franchisee l’obbligo di effettuare consegne ai clienti che hanno acquistato online, il 47% l’obbligo di accettare resi di prodotti acquistati online o in negozi diretti, il 35,2%, infine, ha fissato la regola di dare informazioni a chi acquista

Oltre

51.600 24,5miliardi

i negozi in franchising in Italia, per un fatturato annuo di circa

di euro

rio sia la forma contrattuale più utilizzata in associazione con il franchising, perché permette la restituzione della merce invenduta da parte del franchisee al termine della stagione senza impegnarlo quindi all’acquisto. Guardando al digitale, la ricerca ha analizzato la possibilità per il cliente di restituire presso un negozio in franchising la merce acquistata online o tramite un canale di vendita diretto. La peculiarità di questa soluzione deriva dal fatto che il franchisee è un soggetto terzo e autonomo rispetto al rapporto contrattuale di compravendita tra il franchisor e il consumatore. Per questo è importante per il franchisor inserire nel contratto con il franchisee clausole contrattuali adeguate a regolare le condizioni del reso merce in negozio. Considerando solo quei retailer che hanno già inserito clausole per regolare i rapporti tra rete diretta e franchising nei contratti con i pro-

online. A completare il quadro, il 53% degli intervistati ha previsto una remunerazione o incentivi rispetto a tali obblighi. Andando oltre il contratto, più della metà del campione (il 57,8%) non ha ancora adottato la formula del click&mortar, cosa che permetterebbe ai consumatori di restituire nel punto vendita un prodotto acquistato online e che, oltretutto, offre il vantaggio di avere un contatto personale con il cliente. La restante percentuale dei retailer (42%) che permette di effettuare il reso in negozio garantisce il servizio solo in parte, in quanto il 56% consente di riportare il prodotto sia nei punti vendita diretti sia in franchising, ma il 43,7% lo ammette solo in quelli diretti. Focalizzando infine l’attenzione sul rapporto franchisor-franchisee in riferimento ai resi dei prodotti acquistati online, il 68,4% dei retailer dichiara di non avere regolamentato il tema nel contratto. Solo il restandicembre 2018 | retail food

27


Resoconto fiera te 31,5% lo fa, ma si tratta di una percentuale esigua rispetto a un tema di fondamentale importanza per un corretto funzionamento del flusso di prodotti acquistati su canali differenti. Tra i retailer che hanno già fissato clausole sui resi quasi la totalità (85,7%) ha stabilito che il franchisee debba restituire i prodotti direttamente al franchisor. Solo il 14% ha adottato, invece, la formula del conto vendita in modo tale che la merce sia trattenuta in negozio.

Alessandro Lazzaroni, amministratore delegato Italia di Domino’s Pizza

D

LE INTERVISTE

Pietro Nicastro, ceo and founder Löwen-Com (Löwengrube)

I

n fiera presentiamo le nostre formule: la Stube, birreria di grandi dimensioni che parte da 500 mq; la Klein, di grandezza intermedia, protagonista di una recente apertura con Chef Express all’aeroporto di Cagliari; la Wagen, ideale per portare lo street food bavarese in location quali gli outlet e i centri commerciali, come dimostrano le due aperture con McArthurGlen e quella in uno shopping centre a Biella. E proprio nei centri commerciali ne stiamo sviluppando molte perché sono richieste. Abbiamo 4 aperture nelle prossime settimane, tutte Stube, in virtù delle quali arriveremo a 16 locali complessivi. Seguiranno a stretto giro 4 o 5 Wagen. Inoltre ci sono contratti già stipulati con licenziatari, con i quali stiamo cercando location in Liguria, Lombardia e Toscana. E parallelamente valuteremo qualche apertura diretta, con l’obiettivo di arrivare alla fine del 2019 con una trentina di punti vendita. La nostra storia nasce da un viaggio a Monaco e dall’amore per la vera esperienza bavarese: abbiamo aperto la prima birreria in periferia di Firenze 13 anni fa e dopo 10 anni abbiamo avviato con successo la formula franchising. Lorenzo Bocchi, responsabile franchising e sviluppo di Brico Io

S

iamo presenti con un centinaio di negozi su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, di cui 72 diretti e i restanti in affiliazione. Vi sono regioni in cui sviluppiamo prevalentemente in franchising, ad esempio nel Centro Sud, e altre come Toscana, Liguria e Lombardia dove apriamo prettamente in diretta. La nostra sede è a Milano, nel palazzo di Coop in quanto siamo di proprietà di Coop Lombardia. Il format oscilla da un minimo di mille mq a un massimo di 2.500, in relazione al bacino di utenza e alla location. Cerchiamo affiliati che abbiano al massimo 3-4 negozi e sempre unità stand alone. Il profilo dell’aspirante

28

retail food | dicembre 2018

franchisee è quello di un imprenditore che ha già un’attività simile e che desidera completarla e arricchirla grazie alla nostra offerta, andando quindi nella maggior parte dei casi a riconvertire il punto di vendita preesistente. Nel 2018 abbiamo avviato 6 negozi e per il futuro abbiamo in mente di continuare lo sviluppo a un ritmo 3-4 nuovi store all’anno in gestione diretta e altrettanti in affiliazione. Vittorio de Palma, responsabile retail presso Stecim (Blooker)

I

n Italia contiamo 70 negozi, tutti in franchising, ad eccezione dei tre punti pilota che sono a gestione diretta. Siamo presenti dal Trentino alla Calabria, con una concentrazione maggiore nel Sud e in particolare in Sicilia dove annoveriamo 14 store. Il nostro obiettivo è incrementare il numero di punti vendita: è da sei anni che siamo attivi nel franchising e cresciamo a un ritmo di una decina di negozi l’anno. Nel 2018 ne abbiamo aperti 12, tutti tra marzo/aprile e settembre/ottobre: i due periodi che coincidono con il cambio di stagione dell’abbigliamento. I due opening recenti più interessanti sono stati a Riva del Garda, all’interno di in un centro commerciale la cui proprietà ha voluto aprire uno store Blooker diventando essa stessa affiliata, e a Palermo in una chiesa sconsacrata che è diventata il nostro punto vendita più iconico. Sempre di recente abbiamo avviato una sperimentazione aprendo un family store in Puglia dove abbiamo inserito 3 marchi differenti che mantengono la propria identità. Nel complesso siamo più attivi nei centri città che nei centri commerciali.

ai 17 locali attuali arriveremo a 21 entro la fine di novembre. Siamo sbarcati quasi 3 anni fa a Milano con la prima pizzeria e adesso ne contiamo 10. Le altre sono: una a Sesto San Giovanni – la prima in franchising avviata pochi giorni fa – due a Bergamo e, includendo novembre, 3 a Bologna e 4 a Torino. Siamo partiti esclusivamente con punti vendita in gestione diretta in quanto interessati a testare il modello di business da presentare successivamente ai candidati franchisee. Da adesso lavoriamo quindi sul doppio binario, per cui continueremo in diretta e amplieremo la nostra attenzione attraverso imprenditori locali. Per il 2019 contiamo di avviare non meno di 15 pizzerie, per cui intendiamo chiudere l’anno sopra quota 35. Tutti i nostri locali sono in location urbane, pizzerie che si integrano nel quartiere, con la specialità della consegna a domicilio. I potenziali affiliati devono sostenere un investimento di circa 250mila euro, ma solo un terzo lo chiediamo a loro mentre i due terzi vengono erogati da istituti finanziari partner. Filippo Muratore, responsabile sviluppo e franchising di Invidiauomo

A

ttualmente annoveriamo 55 punti vendita, di cui 45 in Italia. Quest’anno abbiamo realizzato 6 aperture considerando le due in fase di esecuzione previste entro fine mese: due dirette e quattro in affiliazione. Sviluppiamo entrambe le soluzioni, di questi 55 negozi 28 infatti sono di proprietà. E operiamo sia nei centri città che nei centri commerciali, con una prevalenza in quest’ul-


retti e affiliati. Il format si aggira sui 70-80 mq di vendita, a dimostrazione che nell’ultimo periodo abbiamo aggiunto 15-20 mq al nostro negozio ideale. L’estero è sostanzialmente sviluppato da un’agenzia ed è concentrato prevalentemente nel mercato russo e nei paesi dell’Est. Gianpietro D’Adda, amministratore unico di BEFeD

A

l momento contiamo 26 punti aperti, di cui 10 in affiliazione, e 7 sono in apertura da qui alla prossima primavera. Siamo quindi partiti con uno sviluppo diretto per testare il format e solo in un secondo momento è stato avviato il progetto franchising. Parlando di canali distributivi, andiamo dal centro commerciale alla grande città con metrature che variano dalle singole location; come format spaziamo dai 60-70 mq ai 150 negli shopping centre e dai 200250 sino anche ai 600-700 mq nei contesti urbani. L’investimento parte dai 200-250mila euro e sottolineo che due importanti istituti di credito ci supportano, perché conoscono il format e sanno che funziona, arrivando a finanziare sino al 60-65% dell’importo. Guardando invece alle prossime aperture in affiliazione, il 18 novembre avvieremo un locale nel centro commerciale Porta Siena e a metà dicembre a Roma e a Treviso; nel 2019 apriremo in via diretta al Settimo Cielo Retail Park (TO) con un format particolare di 260 mq e siamo alla ricerca di una location sia in città a Torino che nel suo hinterland.

marketing digitale, e ho rinnovato il layout dei punti vendita puntando sul legno e sui colori naturali. Questa settimana abbiamo lanciato anche un nuovo packaging, di maggiore tendenza e più moderno. Il nostro formato di negozio ideale varia dai 25 ai 60 mq, mentre l’investimento richiesto a un potenziale franchisee è di circa 30mila euro compresa la merce. Paolo Castaldo, partner - fondatore di Capatoast

C

apatoast è un format nato nel 2014 con la mission di aprire negozi monoprodotto di toast preparati con pane artigianale, senza alcol etilico, senza conservanti, in diverse tipologie (integrale, con i cereali, senza glutine) e con una forma grande, 15 x 19 cm. Le ricette sono circa 30, tra salato e dolce, dalle classiche a quelle gourmet, fino a quelle light e vegan studiate per soddisfare qualsiasi tipo di target. Il primo negozio aperto a Napoli ha avuto un tale successo che abbiamo

Kilian González Fontboté, Italy country managing director di Equivalenza

I timi come dimostra la presenza della maggior parte dei nostri negozi diretti proprio nei mall. In particolare quest’anno abbiamo aperto a Monza, a Pescara in uno shopping centre e stiamo per aprire a Barcellona Pozzo di Gotto e Pordenone. Per il 2019, in continuità con quanto fatto sino ad ora, pensiamo di effettuare un mix di opening tra store di-

n Italia vantiamo 221 punti di vendita, tutti in franchising, ma nella strategia aziendale è prevista anche la crescita con store diretti. Inoltre è di grande importanza l’accordo che stiamo per formalizzare con un noto retailer di abbigliamento, in virtù del quale inseriremo dei corner all’interno dei suoi negozi. In generale siamo presenti sia nei centri città che nei centri commerciali, con una leggera prevalenza nel Centro e Sud del Paese. Dopo una fase transitoria di due anni, caratterizzata da un vuoto manageriale, sei mesi fa sono stato nominato responsabile per il mercato italiano e da allora sto apportando profondi cambiamenti. Ho focalizzato la parte di comunicazione sui social, spingendo sul

subito avviato il franchising e oggi contiamo 23 locali di cui 9 diretti. Siamo a Milano, Torino, Roma, Napoli e sviluppiamo sempre di più nei centri commerciali. Da qui alla fine del 2018 sono previste 4 aperture in shopping centre tra cui al Fiumara. La proposta di affiliazione comporta un investimento di 60-80mila euro con punte di 100mila euro, in relazione alla metratura del locale che può essere un take away di circa 70 mq fino a offrire somministrazione, caffetteria e altri servizi correlati. La location ideale insiste su un bacino di utenza di almeno 150mila abitanti e l’obiettivo di fatturato minimo annuo è di 300mila euro. A.P. dicembre 2018 | retail food

29


Brand analysis

Conbipel, modernizzare rispettando il Dna italiano Dal 2007 di proprietà del fondo Oaktree Capital Management, il brand nato nel 1958 in provincia di Asti cambia senza snaturarsi grazie a un concept store in cui accessibilità, qualità del prodotto e tecnologia si fondono insieme

C

ambiare per non far perdere terreno a una tradizione e uno stile che hanno segnato l’offerta del fashion accessibile made in Italy. È questa l’operazione a cui Conbipel ha dato il via con la realizzazione del nuovo concept store, inaugurato il 25 ottobre nella galleria commerciale dell’Orio Center. L’obiettivo dichiarato è quello della modernizzazione del marchio. Una mission su cui, dal 2007, ha puntato il fondo Oaktree Capital Management (attuale proprietario del marchio nato nel 1958 a Cocconato d’Asti) e che si muove decisa verso l’espansione della rete: «In cinque anni vogliamo aprire 90 nuovi punti vendita, di cui 60 in gestione diretta e 30 in franchising», afferma Aldo De

30

retail food | dicembre 2018

Grandis,chief commercial officier di Conbipel. Dalle origini artigianali nella produzione di capi spalla in pelle all’espansione nel tessile fino all’espansione retail: com’è cambiata Conbipel e cosa resta invariato nel Dna aziendale? A 60 anni dalla sua nascita, Conbipel ha fatto registrare 285 milioni di fatturato annuo e una market share dell’1,2% sul territorio italiano. L’azienda oggi viene gestita attraverso processi manageriali all’avanguardia nel retail che garantiscono una elevata flessibilità gestionale in un mondo che sta cambiando molto ra-

A sinistra, Aldo De Grandis, chief commercial officier di Conbipel. Sopra, Jeff Fardell, ceo Conbipel durante il taglio nastro a Orio Center pidamente. In tutto questo, il Dna di Conbipel rimane ancorato a tre valori chiave: italianità, modernità e accessibilità. L’italianità la si percepisce in tutte le nostre collezioni, sia nello stile che nel gusto. La modernità emerge dalla


gestione del brand a livello commerciale e manageriale. Infine, l’accessibilità è da intendersi sia come rapporto qualità/valore della nostra offerta, sia come fortissima presenza della nostra rete negozi sul territorio nazionale. A conti fatti, un italiano su due può raggiungere un negozio Conbipel in meno di 20 minuti. L’obiettivo dell’azienda è quello di modernizzarsi. Quali sono le direttrici? E che vantaggi/svantaggi ci sono nell’intraprendere ora questo processo? L’obiettivo di modernizzare l’esperienza d’acquisto in Conbipel nasce dal forte cambiamento in corso nel mondo del retail. Il nostro obiettivo iniziale di offrire un’esperienza di acquisto più moderna si concentrerà su tre assi portanti. Innanzitutto, la brand communication: un investimento marketing potenziato e allineato per condividere un messaggio più coinvolgente, intimo, new age. In secondo luogo, l’accessibilità, ossia: il completamento dell’offerta omnichannel di Conbipel per servire meglio la nostra clientela con l’introduzione di nuovi formati, inclusi il B2C, B2B e il punto vendita solo donna, continuando a investire nei negozi Conbipel regolari e in quelli solo uomo. Infine, il focus sull’esperienza d’acquisto vera e propria. Attraverso l’uso della tecnologia, infatti, vogliamo garantire un migliore flusso di prodotto e un nuovo modo di presentare la collezione. A tal riguardo, il concept store inaugurato all’Orio Center è un esempio di ciò che vogliamo raggiungere. Come si struttura la rete di punti vendita in Italia e all’estero? Prossime aperture previste? Attualmente, la rete di vendita è concentrata al 100% sul mercato italiano con 185 negozi, di cui 143 Dos regolari (uomo, donna, bambino, calzature, accessori), 35 Dos solo uomo e 7 franchising store. Guardando alle strategie di sviluppo, Conbipel punta nei prossimi cinque anni ad aprire 90 nuovi punti vendita, di cui 60 in gestione diretta e 30 in franchising. Il focus sarà prevalentemente su shopping mall e centri città. Tre saranno i format che l’azienda prevede di sviluppare: negozi Conbipel grandi, con 1.000 mq destinati a uomo, donna, bambino, accessori e calzature; negozi Conbipel medi, di 400 mq destinati alla vendita di prodotto uomo, donna e accessori; negozi Conbipel piccoli, di 200 mq dedicati in modo esclusivo o alla donna o all’uomo. In particolare, le prossime aperture previste a breve con il nuovo format saranno a Sassari, Trento e Pordenone. A tal proposito, come si caratterizza il nuovo format? Hangar Design Group, l’agenzia creativa internazionale con cui Conbipel collabora da oltre 10 anni per la realizzazione del progetto architettonico dei suoi store, si è operata molto per questo nuovo format: dalla semplificazione nel-

la scelta dei materiali con la preferenza di elementi lignei per scaldare l’ambiente, alla scelta dell’ottone anticato per l’evidenziazione di alcune aree peculiari. La ricerca dell’uniformità degli elementi è dunque la direttrice lungo cui l’agenzia creativa ha operato per enfatizzare i temi dei percorsi e dello spazio Conbipel, mantenendo contemporaneamente la sua fedeltà ai valori fondamentali del marchio. La peculiarità del nuovo store sta poi nello spazio: porta-

L’azienda oggi viene gestita attraverso processi manageriali all’avanguardia, ma il suo Dna rimane ancorato a tre valori: italianità, modernità e accessibilità li d’ingresso allargati, vetrine completamente open che permettono una visione totale del negozio in tutta la sua ampiezza. Nel ridefinire il nuovo layout, Hangar Design Group ha comunque mantenuto un elemento importante: la suddivisione merceologica per dare pari dignità di prodotto alla lettura del mondo donna e del mondo uomo. Che spazio trova, in tutto questo, la tecnologia in un’ottica di integrazione omnicanale? I punti di forza del nuovo store sono l’utilizzo di schermi led wall, per offrire un’esperienza forte ed emozionale dei valori del marchio, e il

Conbipel Hub, l’area cassa che diventa un touchpoint di forte engagement per il consumatore. Oltre a una diversa modalità d’acquisto, questo tavolo funzionale dà la possibilità infatti di accedere ai contenuti multimediali e digital, identificandosi anche come strumento di condivisione social. Qual è il profilo della clientela di Conbipel? Il Cliente Conbipel è uomo/donna, 35-55 anni, con una discreta frequenza di spesa nell’abbigliamento, che ama vestire formale/casual con uno stile Italiano, moderno e accessibile, “trend right”. Il cliente Conbipel per profilo di età e di reddito è lo stesso consumatore dei negozi di abbigliamento indipendenti, per questo motivo qualità e servizio devono sempre essere presenti nella nostra proposta. Quali sono le caratteristiche della collezione Conbipel? La strategia prodotto di Conbipel continua a focalizzarsi su un’offerta bilanciata di stili di vita per la propria clientela target. L’offerta comprende pelle, uomo, donna, accessori e sono stati reintrodotti calzature e bambino a completamento dell’offerta lifestyle del marchio. Con età e stile di vita della propria clientela principale sempre in mente, Conbipel disegna e presenta la propria offerta in negozio per rispondere ai vari momenti d’uso del cliente: il formal, un’interpretazione moderna delle classiche categorie lavoro/evento; il new formal, un mix moderno tra un modo di vestire pratico ed elegante la settimana/il weekend; lo smart casual, il casual espresso in linee confortevoli e funzionali ma assolutamente smart; il bambino, sia mini 1-5 anni che junior 6-13 anni. Quali sono state le performance del marchio nell’ultimo anno? E che margini di crescita ci sono? Il 2018, a causa delle elevate temperature nel periodo autunnale, sicuramente non è stato un anno facile finora, ma alla luce del nostro piano di sviluppo e delle nuove iniziative messe in campo per l’ultimo quarter abbiamo l’ambizione di chiudere per lo meno in linea con lo scorso anno. N.G. dicembre 2018 | retail food

31


Dossier Aeroporti

Save-Lagardère, joint-venture che anima Venezia Dal 2014 il concessionario e il retailer operano a stretto contatto negli spazi retail del “Marco Polo”. L’obiettivo comune è continuare a crescere seguendo un trend passeggeri del +6% annuo. Percentuale alimentata dal grande peso dei viaggiatori internazionali

32

retail food | dicembre 2018

M

isurare il successo di una collaborazione a livello retail non è semplice: c’è chi guarda alla crescita, chi al fatturato, chi alle presenze, chi al numero di nuovi store aperti nell’ultimo anno e così via. Nel caso di Save e Lagardère Travel Retail basta un numero: 5.400. Sono i metri quadri che, all’interno dell’aeroporto “Marco Polo” di Venezia, sono stati riorganizzati dal concessionario francese. Il risultato dell’operazione, svelato il 9 novembre, segna una nuova fase: da qui parte il proces-


Le esigenze sono sempre più diverse: dagli hub intercontinentali ai terminal low cost, le soluzioni devono essere ragionate e adattate (Lucio Rossetto, ad di Lagardère Travel Retail Italia)

Fréderic Chevalier, direttore operativo Emea di Lagardère Travel Retail so di innovazione che coinvolgerà il concetto e l’immagine del retail mix negli aeroporti di cui gestisce la parte food&beverage e non solo. Una scelta quasi naturale, visto il rapporto che lega Save e Lagardère Travel Retail dal 2014 in una joint venture «determinante per lo sviluppo dell’aeroporto veneziano». D’altronde, come ha precisato Fréderic Chevalier, direttore operativo Emea di La-

gardère Travel Retail, «il principio guida è Il piano di espansione di Save stato quello di fornire un supporto unico, Negli ultimi anni, il “Marco Polo” ha visto offrendo il meglio di Venezia e dell’Italia, costantemente crescere il proprio traffico adattandosi allo stesso tempo ai diversi e passeggeri (media annua del 6,1% nel pemutevoli profili dei clienti e curando tutte riodo 2010-17 a fronte di una media naziole fasi di trasformazione dell’aeropornale del 3,3% nello stesso intervallo di to». Il risultato, secondo Monica tempo), con un’alta percentuale di Scarpa, ad del Gruppo Save, viaggiatori internazionali gra«eleva ulteriormente il livelzie a 10 destinazioni a lungo lo dell’offerta del “Marco raggio e 15 hub europei colPolo” attraverso spazi comlegati con frequenze giornamerciali che ben si inseriliere. A fine 2017, sono stascono nell’elegante conteti 10,3 milioni i passeggeri sto architettonico del tertransitati dallo scalo veneminal». Un biglietto da vito, di cui 8,9 milioni internasita ragguardevole per quello zionali. Numeri che si conferche, dati alla mano, è il quarto Monica Scarpa, mano anche nel 2018: +8,9% nel ad del Gruppo Save scalo italiano. periodo gennaio-settembre a quodicembre 2018 | retail food

33


Dossier Aeroporti ta 8,7 milioni di passeggeri, di cui 7,5 milioni internazionali. Non è un caso, dunque, che Save abbia messo in cantiere l’estensione dell’area extra-Schengen dando il via, lo scorso maggio, alla prima fase dei lavori di ampliamento del lotto 2B: 3.500 mq che saranno ultimati entro il 2020 e puntano a rispondere a un’utenza che già oggi pesa per il 32% del totale. Nel dettaglio, l’opera dal costo di 28 milioni prevede in-

Il nuovo duty free

All’interno di questi nuovi spazi si inserisce il rinnovamento dei punti vendita Lagardère: il duty free, cinque ristoranti, tre negozi di moda e altrettanti store dedicati ai travel essential. Per quanto riguarda il duty free, Lagardère ha rivisitato il format Aelia: 1.200 mq (a cui si aggiungono i 400 mq in area extra-Schengen) progettati attorno a quattro concetti chiave. Il primo è Here and Nowhe-

87%

La percentuale dei passeggeri internazionali sul totale di viaggiatori che transitano ogni anno da Venezia. Nei primi 9 mesi del 2018 sono già 7,5 milioni.

330

I milioni di euro generati dai 120 punti vendita Lagardère Travel Retail negli aeroporti italiani

terventi sull’area arrivi extra-Schengen al piano terra, l’estensione del piano partenze e la costruzione di un nuovo torrino che si aggiunge ai sette già esistenti. Un progetto a lunga scadenza (l’intero lotto 2B sarà completato nel 2027 e sosterrà la crescita dello scalo verso i 180mila mq previsti per il 2030) che, tuttavia, si inserisce all’interno del masterplan 2021 nel quale rientrava anche l’ampliamento terminato nel giugno 2017. Allora, a beneficiare di un finanziamento da 68 milioni di euro era stato il lato landside dell’aerostazione. Qui venne realizzata un’area di 11.500 mq caratterizzati, al piano partenze, dalla realizzazione di una galleria commerciale lunga 278 metri e sormontata da una copertura metallica con pianta trapezoidale, costituita da un graticcio di travi bidirezionali in acciaio rivestite e vetri piani che seguono l’andamento curvilineo attraverso un sistema di curvatura chiamato cold bending. 34

retail food | dicembre 2018

Lucio Rossetto, ad di Lagardère Travel Retail Italia re Else con cui si vuole mettere in risalto l’ampio spazio dato a numerosi brand italiani esclusivi (come Pallini, Bulgari, Acqua Di Parma, Dolce&Gabbana, Diego della Palma, Trussardi, Armani, ecc) affiancati a una selezione d’ispirazione veneziana per quanto riguarda le referenze fine food e vini. Il secondo è Facilitations, ossia il servizio informativo diffuso che consente ai passeggeri di tenere traccia, attraverso una serie di monitor, degli aggiornamenti sul proprio volo senza l’ansia di raggiungere il gate. Il terzo è stato denominato The Art of the Gift e sottolinea l’opportunità di trovare il regalo giusto all’interno del punto vendita, in cui è stato potenziato anche il servizio di confezionamento offerto dal personale alla cassa. Infine, From Customer to a Guest accende i ri-

flettori sull’importanza che Lagardère ripone nello shopping come momento di relazione umana che garantisce attraverso l’attuazione di un protocollo su misura per accogliere e assistere i viaggiatori all’interno del duty free. Una riorganizzazione frutto dell’esperienza internazionale del gruppo presente in 34 paesi del mondo con 4.500 negozi e che in Italia gestisce più di 120 negozi e circa il 50% del mercato duty free generando un fatturato annuo di 330 milioni di euro negli aeroporti nostrani: «Utilizziamo la nostra expertise internazionale in merito alla conoscenza del cliente e alla gestione dei fornitori – ha sottolineato Lucio Rossetto, ad di Lagardère Travel Retail Italia – Ciò è particolarmente vero per le principali categorie duty free quali profumi, cosmetici e liquori. Tuttavia le esigenze sono sempre più diverse a seconda del segmento della clientela e dell’ubicazione degli aeroporti: dagli hub intercontinentali ai terminal low cost, le soluzioni devono essere ragionate e adattate».

Ristorazione, travel essential e fine food su misura

Con la stessa logica del duty free sono stati realizzati anche i punti vendita della ristorazione, dei travel essential e del fine food (per un totale di 3.800 metri quadri). In quest’ultima categoria, per esempio, la Bottega dei Sapori è la prova concreta della collaborazione fra retailer e produttori locali. Per quanto riguarda i travel essential, oltre al classico format Relay, Lagardère ha deciso di puntare


sui souvenir di qualità con il negozio World of Venice in cui si possono trovare gli oggetti più iconici dell’artigianalità veneziana (vetro di Murano compreso). Più profondo, invece, l’intervento sui punti vendita della ristorazione: «Ogni aeroporto deve rispondere a specifiche esigenze e creare un’offerta unica agli occhi del viaggiatore. Non è più possibile – ha ammesso Rossetto – adottare l’approccio “catena” o “uno

ti di rilassarsi prima della partenza. L’insegna Natoo, invece, presenta il format Healthy All The Way: uno spazio per la ristorazione sul lato airside di 130 mq per soddisfare le esigenze dei consumatori che desiderano mangiare in modo salutare. Un’insegna che ha già riscosso grande successo fra i passeggeri facendo registrare performance positive che hanno rivitalizzato un angolo dell’aeroporto ancora po-

per tutti”». Per questo l’offerta food, sviluppata su 5 format diversi, fonde un’atmosfera glocal con una continua ricerca dell’unicità. Emporio del Grano, per esempio, ruota attorno a una struttura che si concentra su spazi in cui la genuinità della cucina italiana incontra un ambiente alla moda lato landside. Un’interfaccia mobile, inoltre, assiste i viaggiatori durante le ordinazioni mentre il tempo di consegna viene mostrato al banco consentendo ai clien-

co sfruttato e che ora riesce a esprimere a pieno le proprie potenzialità. Più rustico il format Rustichelli&Mangione che, fedele alla tradizione ma in modo moderno, riflette tutta l’autenticità e i gusti dei prodotti da forno italiani. Per chi ama il caffè, le possibilità sono due: C. Coffee Lovers punta ai clienti internazionali dello scalo proponendo, attraverso una formula veloce, la qualità e i sapori di casa; Torrefazione Cannaregio ricorda

il tipico negozio di caffè veneziano dove è possibile assaggiare una miscela unica e alcuni dei dolci tipici della tradizione italiana preparati al momento. A chiudere il cerchio delle novità in casa Lagardère, il settore fashion che può contare su quattro nuovi brand: Max Mara, Ferrari, Ray-Ban e, prossimamente, Rimowa.

Da Tessera uno sguardo a est

Detto dei piani di sviluppo di Save e del nuovo riassetto commerciale operato da Lagardère, il focus si sposta sul target di riferimento dell’aeroporto. Se, infatti, la percentuale di passeggeri internazionali si aggira attorno all’87% del totale, una parte qualitativamente importante la giocano i turisti cinesi (circa 100mila all’anno nello scalo veneto). Una particolare categoria di passeggeri a cui, da dicembre 2017, l’aeroporto di Venezia si è avvicinato grazie al certificato “Welcome Chinese”. Realizzato nel 2018 in occasione dell’Anno del Turismo Europa-Cina, Welcome Chinese è anche il nome dell’unica realtà ufficiale approvata dal governo cinese per il trasferimento di informazioni agli operatori europei, in grado quindi di assicurare (attraverso gli accordi con i più importanti tour operator e i grandi hub di comunicazione cinesi) i “numeri” di un’operazione che mira a migliorare i servizi rivolti a chi proviene dal paese asiatico. D’altronde, Venezia è una meta particolarmente apprezzata dai turisti cinesi che hanno rappresentato, nel 2017, la prima nazionalità nel mercato tax free shopping, con un peso del 34% sul totale (dati Global Blue, ndr). Flussi che, in futuro, potrebbero trovare nell’area Tessera (dove sorge l’aeroporto) una maggiore offerta retail grazie ai progetti che intendono dar nuovo rilancio all’area. Su tutti, lo stadio del Venezia F.C. e il connesso retail park. In attesa che le trattative per il primo volo diretto verso Pechino raggiungano la destinazione. Red. dicembre 2018 | retail food

35


World Travel Retail WHSMITH’S SI ESPANDE IN ASIA

HONG KONG – L’espansione in Asia di WHSmith’s accelera grazie all’accordo di sviluppo in franchising del brand con King Power Group. L’annuncio della partnership arriva a un mese dall’acquisizione del travel retailer inMotion per una cifra intorno ai 200 milioni di dollari e porta a sette i paesi dell’area in cui sono presenti i propri format di librerie, convenience store e travel essential.

ALIBABA PUNTA SUL DUTY E TAX FREE

CINA – Cooperazione strategica. È questo il senso dell’accordo siglato fra il travel retailer CDFG e il colosso asiatico dell’eCommerce Alibaba. L’obiettivo è quello di realizzare nuovi modelli di distribuzione e shopping in un’ottica duty e tax free. Il primo passo potrebbe essere rappresentato dall’implementazione nei punti vendita duty free di CFDG della piattaforma di viaggi online Feizhu (sviluppata da Alibaba).

BOOM VENDITE DUTY FREE PER SHINGSEGAE

COREA DEL SUD – Un aumento delle vendite del 114% a quota 624 milioni di dollari ha caratterizzato il bilancio del Q3 dell’operatore Shingsegae Duty Free. Un boom su cui non hanno intaccato le spese per la costruzione e la commercializzazione del downtown duty free di Gangnam e del nuovo punto vendita all’interno dell’aeroporto di Incheon.

Austria

DUFRY GROUP SALE A BORDO DI P&O

UK – Da aprile 2019, sarà Dufry Group il nuovo concessionario per le attività duty free a bordo di 15 vascelli della flotta di P&O Ferries che operano al largo delle isole britanniche. Nel dettaglio, saranno 19 gli store a insegna World Duty Free per un totale di 3.600 mq di superficie. Oltre alla gestione, Dufry Group sarà incaricato di rinnovare e implementare con nuovi format l’esperienza d’acquisto a secondo della tratta su cui viaggia il cliente.

Kenya

VIENNA, FATTURATO IN CRESCITA DEL 5%

AUSTRIA – L’aeroporto di Vienna ha reso noti i risultati del terzo quarto del 2018: +4,9% di ricavi a quota 596,3 milioni di eurto grazie alla crescita dei settori shopping e food&beverage. Performance trainate da un aumento di quasi due milioni di passeggeri rispetto al 2017 (circa 20 milioni). Anche il servizio dei parcheggi ha contribuito al risultato complessivo, generando 34 milioni di euro di incassi. UAE

NEWREST AL SERVIZIO DELL’ALTA VELOCITÀ

MAROCCO – La filiale marocchina di Newrest, azienda specialista nella ristorazione fuori casa con più di un milione di pasti serviti al giorno, è stata scelta da ONCF per prestare i servizi di ristorazione a bordo del treno ad alta velocità Al Boraq, inaugurato il 15 novembre, che collegherà Tangeri e Casablanca in 2 ore e 10 minuti. Nel paese Nordafricano, Newrest serve già 170 enti con 270mila pasti al giorno. Giappone Marocco

IL TAX REFUND DIGITALE SBARCA NEGLI EMIRATI

UAE – Nuova opportunità per i turisti che decideranno di acquistare all’interno degli aeroporti degli Emirati Arabi: potranno richiedere il rimborso Iva attraverso il sistema digitale ideato da Planet. L’azienda ha sottoscritto un contratto di tre anni con l’ente nazionale arabo dell’aviazione civile (UAE FTA). Secondo l’ente, sarebbero già 4.500 i retailer interessati a usare Planet che garantirebbe ai clienti un ritorno dell’85% dell’Iva pagata su un valore minimo di 68 dollari. Spagna

Corea del Sud

LAGARDÈRE, 1.000 MQ A JEREZ

SPAGNA – Lagardère Travel Retail si è aggiudicata 1.000 mq all’aeroporto di Jerez. Grazie a un accordo con Aena, l’operatore francese avrà la possibilità di sviluppare i propri format F&B in un terminal da oltre un milione di passeggeri all’anno. Le insegne attive da gennaio 2019 saranno Cañas y Tapas, Café de Indias e Ristorante by Pomodoro. 36

retail food | dicembre 2018


Luxury goods

Il lusso nell’epoca del new normal

I

mmaginate una collana di perle che si rompe e disperde le preziose pietre sul tavolo. Ecco lo scenario dei beni di lusso così come lo ha descritto Andrea Illy, presidente di Altagamma, nel discorso d’apertura dell’annuale incontro dedicato alla presentazione del Worldwide Market

crescita totale del settore. Più nel dettaglio, lo stato dell’arte fotografato dall’Osservatorio registra una performance positiva in tutti i segmenti: dalle merceologie (guidate dal +7% di scarpe e gioielli) alle vendite (che anche in Europa, ultimo mercato mondiale, registrano un +1%), passando per i vari canali

PERSONAL LUXURY GOODS MARKET IN 2018 CONFIRMED THE “NEW NORMAL” STARTED IN 2017 “Sortie du temple”

Democratization

Crisis

Chinese bulimia

Reboot

New normal

Arrivato alla sua 17° edizione, l’Osservatorio Altagamma fotografa un 2018 positivo a livello globale: crescita del +5% a quota 1.200 miliardi di euro. Ma oltre i numeri, c’è da fare i conti con un contesto internazionale complesso e in evoluzione taliana che, dopo aver abbandonato l’articolo davanti il nome, ha deciso di sperimentare le proprie formule all’estero. Dello stesso avviso anche Javier Fernandez Andrino, international marketing & luxury development director della catena spagnola: «L’ultimo anno abbiamo venduto 300 milioni di euro in prodotti di alta gamma italiani e questo grazie a un’esperienza che promettiamo ai nostri clienti grazie a una formula di entertainment vera e propria».

Fonte: Altagamma

Viaggio nel lusso 2025

'96-'18ECAGR CHI

Monitor 2018. «Le previsioni a medio termine confermano la crescita del settore, ma resiste una difficoltà a fare previsioni a lunga scadenza a causa di quella che mi piace chiamare una “deglobalizzazione strisciante”; detto altrimenti: ognuno va per sé», ha spiegato il presidente Illy. L’obiettivo comune, però, è quello di sostenere una crescita prevista del 3-5% all’anno e adattarsi al meglio all’epoca del “new normal”.

Dalla Cina ai Millennial

A dirlo sono i numeri presentati nella 17° edizione dell’Osservatorio Altagamma realizzato assieme a Bain&Company con il supporto di Global Blue: nel 2018, il mercato dei beni di lusso è cresciuto del 5% a quota 1.200 miliardi di euro di cui il 33% realizzato da clienti cinesi mentre, a livello generazionale, Millennial e GenZ hanno contribuito al 100% alla 38

retail food | dicembre 2018

+6%

Burberry discussion June 2018v3

'17-18EYoY

+2% +6%

Current Exch. rate

Constant Exch. rate

6

di distribuzione (dove, a fronte di un +22% dell’eCommerce, il retail fisico non molla a +4%). Cifre che fanno ben sperare anche per il medio periodo: nel 2025 il valore complessivo dei beni di lusso per la persona dovrebbe salire da 260 a 320-365 miliardi di euro. Nel frattempo, Altagamma prevede per il 2019 un ebitda di settore del 6 per cento. Dal punto di vista retail, stare in scia a questa crescita potrebbe non bastare. O meglio, per non perdere terreno bisogna riuscire a evolversi velocemente. Come stanno provando a fare Rinascente ed El Cortes Ingles. «Stiamo lavorando molto per cambiare i nostri store al fine di commutare l’acquisto in esperienza: le persone non vogliono necessariamente spendere ma passare del tempo in un luogo che sia parte integrante del territorio in cui vivono», ha rivelato Vittorio Radice, vice presidente della storica catena di department store all’i-

Dando uno sguardo al futuro, sono sette i macro trend che caratterizzeranno il mercato dei beni di lusso. In primis, l’evoluzione dei consumatori cinesi che, entro il 2025, rappresenteranno il 45% del totale degli acquirenti con una preferenza sempre più marcata per i prodotti del mercato domestico. In secondo luogo, a influenzare il settore sarà l’espansione dell’eCommerce: il canale online crescerà dal 10 al 25% mettendo a disposizione il 50% in più dei beni attuali. Ovviamente, questo boom eroderà maggiore spazio ai canali tradizionali costringendo gli store fisici a trasformarsi da punti vendita a touch point di una customer experience totalmente omnicanale. A prediligere questi nuovi formati saranno le giovani generazioni: Millennial e GenZ rappresenteranno il 55% del mercato. In modo trasversale a questa distinzione generazionale, giocheranno un ruolo sempre più attivo le diverse minoranze e sottoculture che già oggi, riunite sotto l’etichetta del “modest-fashion accepted”, rappresentano il 40% dell’abbigliamento femminile di lusso. A livello di offerta, infine, l’orizzonte del 2025 potrebbe segnare la fine della specializzazione dei marchi a favore di una proposta più larga che tenga dentro il lifestyle nella sua interezza e punti a garantire una maggiore redditività dell’intera value chain. N.G.


Investimenti F&B

La finanza ha fame di food Panini Durini, Dispensa Emilia, La Piadineria sono solo alcuni dei brand in mano a fondi di private equity che nel settore della ristorazione hanno trovato un mercato con ampi margini di crescita. Soprattutto per le catene che, nel 2016-21, dovrebbero crescere del +6,2%

40

retail food | dicembre 2018

per l’acquisizione o il finanziamento di un target rappresenterebbe 2,5 volte la somma sborsata su cui singolarmente non sarebbero in grado di nel 2016 da Bc Partners, attuale proprietario investire) del 75% di Panini Durini, la catena dell’azienda di ristorazione a catena. Che un’odi sandwich gourmet alla milanese che ora punperazione del genere non si sia ancora concreta diretta all’espansione del proprio network di tizzata, lo si deve principalmente alla situazione punti vendita: 25 nuovi store in totale, sia in Itamacroeconomica del nostro Paese, con lo spetlia che all’estero, che vanno ad aggiungersi ai 14 tro delle chiusure domenicali che si aggira migià attivi. Un’operazione preceduta di qualche naccioso nel settore retail. Insomma, chi vivrà, vedrà. Ma al di là della cronaca, il punto fondamentale rimane: anno brand fondo/azienda valore € la finanza ha fame di food. Me- 2018 Temakinho Cigierre n.d. glio se in formato catena. Panini Durini Astraco n.d. Come ti valuto un brand A dimostrazione di questo interesse, a luglio c’è stata l’acquisizione da parte di Astraco (attraverso un club deal, ossia una transazione tra un numero ristretto di investitori di private equity che, unendosi, impegnano dei capitali collettivamente

2017

2016 2015

Dispensa Emilia La Piadineria America Graffiti Zushi Foodation Cigierre Bakery Princi Antica Focacceria S. Francesco America Graffiti La Piadineria

Investindustrial Permira Cigierre Dvr Capital Argenta Holding Bc Partners Starbucks Cigierre Emendatori Family Idea Taste of Italy

n.d. 250 milioni 35 milioni 10 milioni 5 milioni 300 milioni n.d. n.d. n.d. 43 milioni

Rielaborazione dati PwC

R

ealizzare un investimento comporta, sempre, assumersi un rischio. Nel mondo del private equity in gioco c’è l’intera posta del capitale. Eppure, quello che potrebbe rappresentare un boccone appetitoso, per qualcuno ha il gusto di una piadina, di una pizza, di un hamburger, di un barattolino di miele. Stiamo parlando dei fondi che decidono di allargare il proprio portafoglio a un brand del food retail. Un trend che, secondo i dati PwC, nel triennio 2015-18 in Italia ha fatto registrare 12 operazioni. Forse 13. Tutto dipende da come e quando si concluderà la partita per Cigierre, azienda friulana che sviluppa marchi come Old Wild West, America Graffiti, Pizzikotto e – ultimo arrivato dalle parti di Tavagnacco (Udine) – Temakinho. Secondo i rumor, l’azienda fondata da Marco Di Giusto nel 1995 sarebbe nel mirino di due fondi di private equity (Permira e Onex Capital) per un valore che si aggira attorno ai 750 milioni di euro. Una cifra che, se confermata,


La crescita del food Alla base di queste operazioni c’è un settore in forte espansione: nel 2016, in Italia, il mondo della ristorazione generava un giro d’affari di 73,2 miliardi di euro. In generale, quindi, non è un caso che il comparto food&beverage italiano – dal 2010 ad oggi – abbia registrato, secondo i dati Acuris, 67 operazioni nei settori food product, food retailer/wholesaler e restaurant&bar. Un panorama che, restringendo il focus alle sole catene, diventa ancor più interessante: nel periodo 2016-21, si stima una crescita del +6,2% all’interno di un comparto che pesa solo per il 3% del totale della ristorazione. Numeri che, se confrontati con quelli di altri paesi europei, danno la misura Rielaborazione dati Acuris

giorno da quella che ha visto coinvolti il fondo inglese InvestIndustrial (al suo debutto sul mercato italiano) e la catena Dispensa Emilia: 70% delle quote e controllo su un centro di eccellenza della ristorazione emiliana (un totale di 10 ristoranti, di cui 6 in Emilia Romagna) che ora punta a estendere la presenza del marchio in tutto il Nord Italia. Della fine del 2017, invece, è l’acquisizione del brand La Piadineria da parte di Permira, per un valore che si aggira attorno ai 250 milioni di euro. Una cifra di quasi sei volte superiore a quella investita, nel 2015, dal fondo italiano DeA Capital per favorire lo sviluppo del format dedicato al piatto più conosciuto della Riviera romagnola che, nel frattempo, ha varcato le Alpi con due aperture in territorio francese. Tutti investimenti mirati, spesso su brand che hanno dimostrato buone performance e a cui serve un volano per la crescita. Ma quali strumenti hanno i fondi private equity per decidere su chi puntare? «Innanzitutto, diciamo subito che un fondo di private equity è un investitore finanziario che raccoglie soldi da una pluralità di soggetti. Chiaramente la tipologia e la dimensione, la sua caratura locale o internazionale determinano delle linee guida operative molto diverse. Ma quello che le accomuna è il processo di valutazione», spiega Emanuela Pettenò, partner PwC, italian consumer deals leader. Detto altrimenti, un’attività di scouting meticoloso: «Si inizia con la ricerca del target ottimale in cui investire seguita da una fase di negoziazione preliminare sul prezzo. Da qui prende avvio la fase di due diligence in cui il fondo si impegna in tutta una serie di analisi e di verifiche da un punto di vista fiscale, contabile, finanziario, legale e commerciale con il supporto di consulenti esterni. Se tutto ciò va a buon fine l’operazione può concludersi, anche a prezzi diversi da quelli inizialmente concordati», afferma Pettenò. Una volta che si è garantito il controllo del brand, il fondo di private equity mantiene attivo l’investimento per un periodo che va dai tre ai sette anni a secondo dell’andamento del mercato e delle performance. «In questo periodo – rivela Pettenò – oltre a dotare la partecipazione di risorse finanziarie che permettono di seguire un determinato percorso di crescita, il fondo cerca anche di aiutare il management originario o l’imprenditore, che spesso rimane coinvolto con una quota di minoranza, a trovare e identificare le figure adeguate a sviluppare il progetto. Concluso questo arco temporale, infine, il fondo deve cercare di monetizzare il proprio investimento mettendo la partecipazione sul mercato. Ciò avviene in due modalità: attraverso una vendita diretta, oppure la quotazione». Ed è in questo momento che si realizza quel capital gain di cui beneficiano tutti i partecipanti del fondo.

RESTAURANT & BAR

11

67

OPERAZIONI F&B 2010 / 2018

3 FOOD RETAILER & WHOLESALER

FOOD 53 PRODUCT delle potenzialità di crescita: in Spagna le catene pesano per il 4%, in Germania per il 6%, in Francia per il 10% e in Gran Bretagna per il 26 per cento. «Detto che le catene crescono più della ristorazione in generale, va sottolineato che questa crescita si è verificata anche nel biennio 2012-14 quando la ristorazione ha sofferto», commenta Fabrizio Franco de Belvis, PwC deals - associate partner. Un fenomeno, quello del passaggio dalla formula tradizionale a quella a catena, che si può notare anche in altre categorie merceologiche del retail. «Per esempio – afferma Franco de Belvis – nel mondo dell’underwear e della lingerie ci sono i casi di Yamamay e Intimissimi; nel comparto apparel ci sono l’italiana Oviesse o gli stranieri Zara e H&M; stessa cosa per i servizi di riparazione auto con Carglass e Bosch Service o del pet Arca Planet. Insomma, è un trend generale del retail che si è affermato anche in Italia: nel caso delle catene di ristorazione, l’Italia sconta un ritardo rispetto a altri Paesi Europei, con una minore penetrazione delle catene rispetto agli operatori indipendenti». Ora, anche nella Penisola qualcosa sembra

cambiato: «Da un lato, i fondamentali macroeconomici del Paese si sono ripresi dopo gli anni della crisi favorendo anche una ripresa dei consumi. Dall’altro lato, cambiamenti demografici e nelle abitudini di consumo hanno trainato la crescita: le famiglie hanno subito una progressiva riduzione del numero dei componenti, il tempo a disposizione per cucinare è diminuito, il numero di occasioni per il consumo fuori casa sono aumentate. Il pasto fuori casa rappresenta da un lato una abitudine “necessaria”, dall’altro una occasione di socializzazione e di relazione in un ambiente non necessariamente “formale”. Infatti, il segmento che ha mostrato il maggior dinamismo è stato il “Casual Dining”. Tutto questo ha generato una rinnovata domanda da parte dei consumatori. Infine – conclude Franco de Belvis – anche l’offerta ha avuto un’evoluzione generando a sua volta una domanda addizionale: nuovi formati di ristorazione dedicati a una cucina particolare o a un determinato prodotto hanno stimolato la domanda e portato a ulteriore crescita». Rischi e risultati Trend, statistiche, rilevazioni e simili, tuttavia, non mettono a riparo dal rischio. In quanto investitore di capitale, un fondo di private equity risponderebbe con tutto il proprio finanziamento al fallimento di un brand. Certo, questo rimane pur sempre un rischio calcolato e analizzato nei minimi dettagli. Ma non è un’automatica assicurazione di successo. Ecco, allora, che l’attenzione per un’offerta di primissimo livello è una priorità per il fondo elevando la customer satisfaction a chiave di volta per il buon esito di un’operazione: «Per questo capita spesso che, dopo l’acquisizione da parte di un private equity, il management vada ad agire sulle leve che migliorano la soddisfazione del cliente come il servizio, la qualità della materia prima, le tempistiche, la pulizia del locale, ecc. Detto altrimenti, c’è una forte attenzione alla performance sia finanziarie, sia di customer satisfaction messo in atto in ogni singolo punto vendita e questo si traduce in una pressione su chi dirige la catena e il network dei negozi al fine di rispettare e migliorare i propri standard e l’efficienza operativa», spiega de Belvis. Il tutto senza pesare sullo scontrino dei clienti: «L’obiettivo di un’operazione di private equity è quella di massimizzare il capital gain all’uscita, collegato ai risultati dell’azienda in termini di EBITDA, non di aumento dei prezzi. Le strategie seguite per la massimizzazione dei risultati in questo settore consistono principalmente in apertura di nuovi punti vendita e standardizzazione dei processi e delle performance a cui sono collegati miglioramenti di qualità ed efficienza operativa, da cui, in ultima analisi discendono benefici anche per il consumatore», conclude Pettenò. N.G. dicembre 2018 | retail food

41


La fiera

“Experience” the buzzword a Mapic 2018

C

onfermati i key numbers della vigilia, Mapic si è dimostrato ancora una volta l’appuntamento di riferimento a livello internazionale per il settore retail real estate non solo in termini di progetti presentati ma anche per la sua capacità di anticipare trend e stimolare il dibattitto sulle principali leve che muovono il mercato. L’edizione numero 24 della kermesse organizzata da Reed MIDEM ha visto come focus la convergenza tra retail fisico e digitale – “Physical in the Age of Digital” è stato il tema centrale di Mapic 2018 – e l’inserimento da parte delle proprietà immobiliari di nuovi servizi volti ad alimentare la customer experience. La visione, condivisa dai delegate, è quella di trasformare i tradizionali centri commerciali in “multi-experience urban destination” che coniughino leisure, sport, food and beverage, nuove tecnologie e benessere. I tre giorni di Cannes (14-16 novembre) hanno ospitato la prima edizione del Leisure Summit, sold out con 225 adesioni, e la seconda edizione dell’International Outlet Summit, anch’esso gremito in ogni ordine di posto a fronte degli oltre 300 manager presenti. Tra gli 8mila partecipanti complessivi, la community italiana è stata protagonista con circa 1.100

La terza edizione del Foodservice Award

T

orna l’evento biennale dedicato alle catene del foodservice nazionali e internazionali attive in Italia, organizzato da retail&food e Ristorando. Dopo il successo della prima edizione nel 2015 e della seconda nel 2017 nel contesto di Mapic Italy – con oltre 70 insegne finaliste e più di 300 manager al gala dinner – in occasione della Milano Food Week 2019 si riaccenderanno i riflettori sui migliori player della ristorazione commerciale. Appuntamento all’8 di maggio.

42

retail food | dicembre 2018

Circa 8mila delegati e oltre 2mila retailer in rappresentanza di 80 paesi hanno caratterizzato la 24° edizione della fiera. Next stop: Milano, 8-9 maggio 2019 al Mi-Co con Mapic Italy e Mapic F&B

delegati, dato diramato in apertura del convegno Destination Italy (Part 2) – Italy New development projects (15 novembre) da Francesco Pupillo, deputy director Mapic markets. Lo stesso manager ha sottolineato la presenza a Cannes di due padiglioni a rappresentanza del mercato nazionale, Retail&Franchising e Invest in Italy, entrambi con protagonista l’Agenzia ICE e co-organizzati rispettivamente da Assofranchising, Confimprese e Federfrachising il primo e CNCC il secondo (Spazio Futuro Group nel ruolo di partner tecnico). Pupillo ha lanciato inoltre la quarta edizione di Mapic Italy e la seconda di Mapic Food&Beverage, che si terranno l’8 e 9 maggio 2019 nella location di MiCo – Milano Congressi. Nel corso dello stesso convegno, Stefano Nigro, FDI department director ITA – Italian Trade Agency, ha sottolineato come i due pavilion realizzati a Mapic si inseriscano in un ampio novero di iniziative portate avanti tutto l’anno e in particolare che, quello in partnership con il CNCC – rappresentato dal presidente, Massimo Moretti – sia stato finalizzato a creare un’arena in cui far convergere l’interesse degli investitori internazionali sui progetti di sviluppo retail real estate in Italia e in generale sul Sistema Paese. La medesima conferenza ha visto, come da tradizione, la presentazione di alcuni dei principali progetti attivi lungo la Penisola. Sul palcoscenico si sono alternati: Roberto Fraticelli, head of Italy Eurocommercial Properties, che ha parlato dell’estensione e del refurbishment di Fiordaliso e ancora di Cremona Po e Curno; Roberto Limetti, managing director, head of european property di Pradera, che ha focalizzato il discorso sul rilancio assieme ad Axa di un building iconico come il Lingotto a Torino; Roberta Pelicani, development le-

asing manager Ceetrus Italy, che ha posto l’accento sull’operazione di Rescaldina; Enrico Biffi, partner & managing director CDS Holding, che ha spiegato alla platea il rilancio del mall I Papiri di Siracusa; Vittorio Saquella, head of property Svicom, che ha parlato de La Birreria, progetto di riqualificazione dell’ex stabilimento Peroni a Napoli con protagonista Gruppo Cualbu; Massimo Teppa, leasing manager di Parsec 6, che ha raccontato l’ambizioso sviluppo di Maximo a Roma. Da sottolineare, inoltre, il progetto di Caselle Open Mall, promosso da Aedes SIIQ con l’iniziativa container COM Essence: un percorso esperienziale caratterizzato dalla realtà virtuale. Il 14 novembre, la conferenza targata CNCC e denominata “Italian Shopping Centers, focus on our industry” ha visto la presentazione di due ricerche redatte dalla Commissione research, presieduta da Maddalena Panu, nelle quali si è parlato di food&beverage e della creazione di un database dei centri commerciali italiani. Sul fronte della ristorazione, oltre all’assunto che il cibo non è più visto come un bisogno ma come un’esperienza di un consumatore evoluto, è emerso da una parte che la Gla allocata ad oggi corrisponde in media al 6,6% e che gli spazi sono destinati a crescere soprattutto negli shopping centre di grandi dimensioni, dall’altra che a crescere non sono solo i mq ma anche il fatturato like for like. Co-organizzata da retail&food e focalizzata sul travel retail internazionale, la sessione “Transit Zones: strategic physical locations to serve connected users” è stata caratterizzata dal racconto di progetti iconici, come la futura trasformazione di Gare du Nord a Parigi da parte di Ceetrus, e di esperienze suggestive, come quelle maturate in ambito aeroportuale da un colosso come Westfield, oggi divenuto Unibail-Rodamco-Westfield. A.P.


SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI

A RIDOTTO CONTENUTO CALORICO

FoodNess Spa via Dell’Agricoltura, 8/10 - 46010 Curtatone (MN) Tel 0376 348377 | www.foodness.it | info@foodness.it


Dossier shopping mall Long life

Ciak si gira la nuova storia di Vulcano Buono di Andrea Penazzi

Con Le storie del Vulcano Buono, definito il primo “shopping social movie” realizzato in un centro commerciale, il rilancio dell’iconico complesso a Nola disegnato da Renzo Piano si arricchisce di immagini. Ma la sostanza vede un profondo rinnovo della struttura e del brand mix. L’investimento è in fase di definizione

44

retail food | dicembre 2018

L’

occasione della nostra visita nel distretto del Cis di Nola, in particolare all’interno del centro commerciale disegnato da Renzo Piano e inaugurato nel 2007, è stata quella della presentazione nel mese di ottobre a un selezionato drappello di giornalisti dello shopping social movie intitolato Le storie del Vulcano Buono. Realizzazione a cura di Canali&C. con protagonista Stefano Incerti, in qualità di regista, che mira a delineare il ruolo di aggregatore che lo shopping center campano ricopre nel territorio compreso tra Napoli, Caserta e Avellino. Al di là dei protagonisti, delle immagini e delle musiche del cortometraggio, appare evidente come questa iniziativa miri a rilanciare nell’immaginario collettivo la


percezione di un complesso polifunzionale – oltre allo shopping center ci sono il cinema The Space, il centro Oliwell (con fitness, palestra, Spa&Relax, estetica e solarium) e un hotel Holiday Inn con circa 150 stanze – che palesa un forte potenziale ancora inespresso. Il bacino, seppur conteso da un primario centro commerciale quale il Campania di Marcianise, è stimato infatti in circa 4,5 milioni di residenti nell’isocrona dei 45 minuti e il Distretto CIS – Interporto – Vulcano, che sorge su una superficie di 5 milioni di mq, vede operare oltre 1.000 aziende con 9.000 addetti.

Il progetto: efficientemento energetico, rinnovo del layout, potenziamento del tenant mix e più ristorazione A rendere possibile la complessiva operazione di restyling del Vulcano Buono, di cui abbiamo parlato con l’amministratore delegato Gian Marco Nicelli, è un forte investimento stimato in svariate decine di milioni di euro attualmente al vaglio delle banche. In termini di brand mix, sulla scia di quanto già avviato, gli interventi mirano a coinvolgere nuovi brand e a incidere sul numero e sul taglio del-

le unità commerciali, che si affacceranno su spazi comuni rivisti nelle dimensioni, nell’arredo e nei percorsi, al fine di rendere la passeggiata nell’anello del Vulcano Buono non solo completa su entrambi i livelli ma anche più varia e accattivante. In tutto questo il ruolo della tecnologia, rivolta sia al consumatore finale per accrescerne l’experience sia al bu-

ilding per ridurne l’impatto energetico, sarà assolutamente centrale. Al momento l’offerta commerciale di Vulcano Buono include oltre 140 punti vendita distribuiti su due livelli, tra cui spicca l’ipermercato Auchan di 9mila mq di vendita e circa 13mila complessivi, e intervallati da cinque piazze: Amalfi, Capri, Ischia, Positano e Sorrento dicembre 2018 | retail food

45


Dossier shopping mall Long life

Proprietà

PROGETTO IN PILLOLE

vulcano spa

Progettazione

Numero

visitatori/anno

Renzo Piano

Fonte: ©Edifis Intelligence

Nola (NA) Data

apertura

Localizzazione Extra-urbana

2007 Totale

Unità Àncora

di ristorazione

alimentare/Gla

retail food | dicembre 2018

L’ INTERVISTA

Gian Marco Nicelli, amministratore delegato di Vulcano Buono

unità commerciali

contraddistinte da diverse gradazioni cromatiche. Al piano terreno si evidenziano le medie superfici di H&M, PittaRosso, Cilsalfa Sport, Euronics, Mondadori, Piazza Italia e Ovs. Al piano superiore primeggia Index con Zara e le altre insegne del gruppo. Tra i brand di metrature più piccole si distinguono Pandora, i marchi del Gruppo Calzedonia e quelli del gruppo Pianoforte, oltre l’Apple Premium Reseller, R-Store. Da sottolineare che al momento della nostra visita erano in corso alcuni spostamenti, con protagonisti Zuiki e Clayton in procinto di posizionarsi su metrature più significative. Parallelamente si stavano ritagliando e accorpando diverse unità, che avrebbero dato vita a nuove medie superfici. L’offerta di ristorazione è composta da una quindicina di player, tra cui si segnalano Rossopomodoro, Old Wild West e McDonald’s. La commercializzazione vede protagonista Cushman&Wakefield, di cui nella cornice di Mapic abbiamo interpellato Roberto Marchetti, head of retail leasing per l’Italia. «Vulcano Buono vanta grandi potenzialità perché insieme al mall di Marcianise (CE) è il punto di riferimento per Napoli e dintorni e inoltre perché presenta una struttura fortemente iconica. Struttura che ha punti di forza ma anche di debolezza: ad esempio nell’aspetto circolare che vorremmo rendere più variegato e appealing per la clientela. A livel46

7 milioni

Località

Gla Totale 68mila mq

Commercializzazione Cushman&Wakefield

metro a cielo scoperto, divisa in zone concentriche destinate ad accogliere concerti, eventi e commercio e, nella sezione più esterna riservata a verde e piantumata di pini, a fare da corona alla costruzione. Dall’esterno, fatta eccezione per i diversi ingressi (chiamati Capri, Sorrento, Amalfi, Positano e Ischia, più le uscite di sicurezza), il complesso è praticamente invisibile come opera architettonica perché le coperture in calcestruzzo armato sono ricoperte da terriccio dove trovano posto prato e vegetazione bassa che si armonizzano con il paesaggio circostante. In questo senso, l’edificio risulta di fatto mimetizzato nel contesto.

Auchan

oltre 140

15 13mila mq

lo commerciale posso preannunciare accorpamenti e anche soluzioni strutturalmente un po’ diverse rispetto a quelle attuali, sulle quali stiamo lavorando a stretto contatto con i brand. Vi è inoltre il tema della piazza esterna, davvero grande, al momento utilizzata per gli eventi e che vorremmo rendere più fruibile – favorendo in primis il ricircolo di aria con dei lavori ad hoc – nell’ottica di inserivi della ristorazione che è uno degli aspetti su cui oggi Vulcano Buono è più carente». Numeri e storia del Vulcano Il progetto di Vulcano Buono nasce nel 1995, i lavori iniziano nel 2002 e vengono terminati nel 2007, per un costo totale superiore ai 200 milioni di euro, coperti in parte da finanziamenti regionali per la ricostruzione e lo sviluppo. L’intero insediamento occupa un’area di circa 500mila mq, la superficie coperta è di 150mila mq e sono presenti parcheggi per 8mila auto, quasi tutti a raso attorno all’intera circonferenza della struttura. Il complesso prende vita da un insieme di solidi circolari, ognuno dei quali ha una pendenza differente, che si fondono a formare una struttura troncoconica a pianta ovoidale, aperta al centro, che ricalca l’aspetto del Vesuvio. Il margine superiore della collina artificiale ha un’altezza che varia dai 25 ai 41 metri, con un diametro totale di 320 metri. Ospita una piazza centrale di 160 metri di dia-

Innanzitutto a che punto è il rinnovamento di Vulcano Buono? Entro la fine dell’anno presenteremo il progetto di restyling del centro. Nonostante dal punto di vista del concept risulti ancora estremamente attuale, passati dieci anni ha bisogno di una rinfrescata soprattutto su alcune aree. Data la dimensione della struttura, l’investimento previsto non può che essere nell’ordine di decine di milioni di euro. Dal punto di vista strutturale e di layout, quali saranno i capisaldi dell’intervento? Innanzitutto, la circolarità dell’anello è completa al piano terra, mentre è interrotta in quello superiore per la presenza dell’albergo. Il nostro scopo è quindi di completarla. Stiamo riflettendo inoltre sull’abbattimento dei costi di gestione che sono molto elevati, basti pensare alla manutenzione del verde. In questo senso, oltre a ottimizzarli attraverso procedure competitive per l’assegnazione dei mandati di fornitura, ad esempio dell’energia elettrica, per i quali ci avvaliamo dell’aiuto del Distretto, nel progetto è compresa una voce dedicata al risparmio energetico in cui si ipotizza la realizzazione di un impianto di trigenerazione. Internamente verranno ammodernate le gallerie, lavorando sia sugli spazi comuni in termini di layout e di potenziamento tecnologico, sia sulle unità commerciali con accorpamenti e spostamenti. È necessario tenere conto, tuttavia, della complessità dell’intervento: Vulcano Buono è una realtà decisamente viva che in alcune parti


non chiude mai sia per la presenza dell’albergo – il 31 di dicembre, ad esempio, registra il picco di affluenze con prenotazioni addirittura anno su anno – sia del cinema, che oltre ad essere aperto nei giorni festivi lavora su fasce orarie differenti rispetto a quelle dell’ipermercato Auchan e della galleria. Vi sono considerazioni in essere anche sull’utilizzo della piazza esterna, grande quasi quanto un campo da calcio, che è estremamente suggestiva ma al contempo condizionata dalle temperature che in estate sono decisamente elevate, risultando utilizzabile in quei mesi solo nelle ore serali. Quali saranno, invece, le novità in termini di brand mix? È in corso un importante rinnovamento, che intendo spiegare partendo da un esempio indicativo: McDonald’s verrà chiuso per una quindicina di giorni in quanto verrà introdotto il nuovo format che comporta il cambio integrale delle cucine e, per affrontare la sfida tecnologica di questo periodo, il colosso degli hamburger inserirà anche qui la possibilità di effettuare gli ordini attraverso un sistema touchscreen digitale. Tale intervento, oltre ad avere ripercussioni sul fronte commerciale e tecnologico, perché sarà necessario rafforzare l’infrastruttura informatica, tocca anche un tema occupazionale perché al termine del restyling si creeranno dieci nuovi posti di lavoro nel punto di vendita. Teniamo presente che ad oggi circa mille persone lavorano al Vulcano Buono. In generale sul food vorremmo rafforzare la proposta seguendo due linee guida: in termini quantitativi aumentando il numero dei punti e quindi le occasioni di consumo; in termini qualitativi diversificando l’offer-

ta introducendo soluzioni nuove, come ad esempio il sushi che al momento manca. Si sta inoltre lavorando per realizzare dei cluster: ad esempio nell’area adiacente alla palestra vorremmo creare un’offerta di ristorazione specifica. Rispetto al non food, invece, Zara sta realizzando soluzioni tecnologiche interessanti,

unità per creare una superficie unica di 550 mq con tre vetrine, in cui entrerà un brand di abbigliamento giovane, di street fashion. A fronte di questi interventi, a quali obiettivi mirate in termini di footfall e quali sono i numeri attuali? Vulcano Buono annovera circa 7 milioni di persone ogni anno. L’obiettivo dei flussi di-

mentre Clayton raddoppia la propria superficie e Zuiki si sposta in un’unità da mille mq seguendo un trend che vede gli operatori andare verso metrature più elevate. Nella grande dinamicità di nuove aperture e cambi di location, assistiamo anche all’operazione di L’Erbolario che lascia una posizione oggetto di interventi dove stiamo accorpando varie

pende molto dalle insegne che riusciremo ad attrarre e con cui stiamo parlando proprio in questo periodo. Tuttavia sono convinto che a fronte del combinato disposto lavori di riqualificazione più nuove insegne si possa crescere nell’ordine di svariate centinaia di migliaia di visitatori. Il potenziale c’è: il centro è di grandi dimensioni e fortemente iconico. ¢ dicembre 2018 | retail food

47


di Lucio Orsini Data Bank Senior Analyst presso Urbistat lucio.orsini@urbistat.com

Le Mappe del Retail

Pet store: il Sud frontiera dello sviluppo

I

l mondo dei pet store è uno dei pochi settori merceologici in costante crescita, anche negli ultimi anni segnati dalla crisi. Prova ne è l’apertura di proprie insegne specializzate da parte di sempre più protagonisti della GDO. Il campione analizzato da UrbiStat comprende quelle con almeno tre punti vendita e un sito internet. Al 31/10/2018 si contano 939 esercizi: di questi, le principali insegne, quelle con almeno dieci punti vendita ciascuna, ne raggruppano 808 (tab1). I consumi stimati per il settore ammontano a 3.682.117.516 euro, con una spesa media pro capite di 61 euro e la presenza di uno store Accedi ai contenuti extra tramite QR code ogni 65.000 abitanti circa (tab2). Nell’analizzare l’offerta si è inteso per copertura la distribuzione dei punti vendita attualmente operanti sul territorio in rapporto al numero di abitanti. Si evidenzia come le regioni maggiormente presidiate siano Liguria, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta, con una copertura doppia rispetto alla media italiana e valori di Tabella 1 spesa pro capite ai vertici nazioINSEGNA n. pdv nali. Specularmente al sud, MoARCAPLANET 227 ISOLA DEI TESORI 221 lise, Basilicata e Campania guiMAXI ZOO 97 dano la classifica delle regioni FORTESAN 73 maggiormente scoperte. Come ZOO PLANET 31 PET FOOD STORE I 29 già accade per altri settori merPET STORE CONAD 24 ceologici, in queste aree l’offerta ZOODOM 18 può risultare estremamente fraZOO SERVICE 15 DOG&COMPANY 14 zionata tra tanti piccoli e piccoscoraggiare i principali operatori dall’insediarsi in questi territori. MOBY DICK 13 lissimi operatori locali. CertaIn alcuni casi, tuttavia, ci sono i margini per investire. Se la SardeFAUNA FOOD 12 L'ORA DEGLI ANIMALI 12 mente le difficoltà legate a fattogna pesa infatti quanto il Lazio a livello di copertura, Puglia, Sicilia PUNTO PET 12 ri economici e culturali che grae soprattutto Campania possono ancora garantire interessanti opAMICI DI CASA COOP 10 vano sul Mezzogiorno possono portunità di sviluppo. ¢ TOTALE 808 Tabella 2 Regione Liguria Emilia-Romagna Valle d'Aosta Friuli-Venezia Giulia Piemonte Veneto Trentino-Alto Adige Toscana Umbria Lombardia Marche Abruzzo Sardegna Lazio Puglia Sicilia Calabria Molise Basilicata Campania TOTALE

48

retail food | dicembre 2018

abitanti Regione 1.565.307 4.448.841 126.883 1.217.872 4.392.526 4.907.529 1.062.860 3.742.437 888.908 10.019.166 1.538.055 1.322.247 1.653.135 5.898.124 4.063.888 5.056.641 1.965.128 310.449 570.365 5.839.084 60.589.445

consumo procapite € 68 € 74 € 74 € 69 € 70 € 69 € 73 € 67 € 61 € 75 € 61 € 54 € 49 € 63 € 44 € 41 € 41 € 51 € 44 € 42 € 61

mercato potenziale € 106.126.872 € 329.649.584 € 9.365.626 € 83.556.392 € 305.447.585 € 338.840.849 € 77.734.334 € 252.546.100 € 53.909.391 € 750.884.687 € 93.534.784 € 71.185.130 € 80.790.434 € 372.652.627 € 180.344.902 € 208.742.939 € 81.381.332 € 15.820.062 € 25.219.277 € 247.393.103 € 3.682.117.516

n. pdv 53 149 4 29 101 111 21 72 17 190 28 18 18 60 24 27 8 1 1 7 939

abitanti/ pdv 29.534 29.858 31.721 41.996 43.490 44.212 50.612 51.978 52.289 52.732 54.931 73.458 91.841 98.302 169.329 187.283 245.641 310.449 570.365 834.155 64.526


Analisi di mercato Pet Care

Cani, gatti & Co., il retail formato animale Nel 2017, il mercato italiano del pet ha superato quota due miliardi per quanto riguarda il food. A questi vanno aggiunte le vendite di accessori e servizi che stanno prendendo sempre piĂš piede in un settore diviso fra Gdo, catene specializzate e negozi tradizionali 50

retail food | dicembre 2018

A

nimale a chi? Cani, gatti, uccelli e pesci che popolano le nostre case sono diventati qualcosa di piĂš che semplici presenze che abbaiano, miagolano, cinguettano o boccheggiano silenziosamente. Sono a tutti gli effetti componenti delle famiglie in cui vivono. Uno status raggiunto nel tempo e che progressivamente ha cambiato le abitudini di consumo e di vita dei relativi proprietari, tanto da generare un mercato da oltre due miliardi di euro per il solo pet food. Una cifra monstre a


cui andrebbero aggiunte le spese in accessori (circa 72 milioni di euro) e igiene (+15% a valore rispetto al 2016). A fotografare in questi termini il settore è il Rapporto Assalco – Zoomark 2018, compendio annuale sul mondo dei pet realizzato in occasione dell’annuale fiera di settore che si tiene a Bologna. «In termini complessivi, il mercato del pet care conferma i trend positivi registrati negli ultimi anni. Un andamento che va di pari pas-

so con la sempre maggiore cura e attenzione che gli italiani riservano ai propri animali da compagnia», ha commentato Gianmarco Ferrari, presidente Assalco. «In particolare, gli acquirenti riconoscono nel pet food industriale la soluzione più pratica e conveniente per nutrire i propri pet in modo bilanciato, equilibrato e completo», ha concluso Ferrari.

Alberto Moretti, direttore marketing canali distributivi Conad Come inizia l’avventura di Conad nel settore pet? Siamo partiti a metà del 2016 e oggi abbiamo già aperto 26 punti vendita in 11 regioni italiane. Lo sviluppo procede velocemente con tutte le nostre cooperative che hanno inaugurato almeno uno store. Un dato significativo che la dice lunga sull’entusiasmo e sull’interesse che questo format sta suscitando tra i nostri soci. Come si struttura il vostro format? Attualmente la superficie media è di 270 mq ma verrà presto aumentata. Siamo convinti che superfici tra i 350 mq e i 450 mq siano il compromesso migliore tra i costi che i nostri soci devono sostenere e la shopping experience da parte dei nostri clienti. Abbiamo cercato di caratterizzare i punti vendita con un layout chiaro, moderno e ordinato, che offre all’acquirente un percorso di scelta comodo e semplice: esposizione del food cane e gatto nella parete centrale, accessori lungo il perimetro, categorie piccoli mammiferi, uccelli e pesci in fondo. L’assortimento prevede due cluster in base alla metratura del punto vendita. Si va da circa 4.000 a circa 6.000 referenze. Quali sono state le performance dell’insegna nel 2018 e i piani per il 2019? I risultati di vendita stanno rispettando quanto previsto in fase di stesura del business plan. Entro la fine del 2019 contiamo di superare i 40 punti vendita, con un focus su Nord Ovest e Centro Sud.

Oltre alla vendita del prodotto, quali sono i servizi offerti? Al cliente vengono proposti ed erogati differenti servizi che cercano di rispondere ai bisogni ancora non soddisfatti da molti petshop tradizionali. Fra questi: la consulenza relativa alla cura e al benessere degli animali, le offerte promozionali settimanali, l’angolo ristoro per cani, un ampio parcheggio, pagamenti con carta Conad, incisione medagliette, tolettatura. Come bilanciate la presenza fisica con quella online? È inconfutabile l’importanza dell’eCommerce per l’Italia e il suo progressivo trend di crescita. Su questo canale vogliamo puntare alla differenziazione piuttosto che alla convenienza del prodotto. Quali sono i trend del settore che vi hanno convinto a entrare nel mercato pet care con un’insegna dedicata? Le abitudini dei consumatori stanno cambiando velocemente e c’è ora una diffusa attenzione alla salute e al benessere dei propri animali. Sono stati proprio i clienti Conad della Gdo a chiederci con frequenza sempre maggiore di trattare prodotti e servizi da specializzato. È a quel punto che è nata l’idea di creare una vera e propria catena Pestore Conad a completare l’offerta degli ipermercati e superstore e andare incontro alle principali esigenze nei consumi.

La segmentazione del mercato

Non sorprende quindi che il trend di mercato del settore pet food abbia fato registrare un incremento del fatturato del +3,8% e una crescita in volumi del 2,4% confermando così un tasso di crescita a valore superiore a quello del largo consumo confezionato che si attesta sul +2,3% nel 2017. Ma dove si realizzano queste performance? Il rapporto

60.400.000

Gli animali domestici presenti in Italia. Di questi,

30 milioni sono pesci, 13 milioni uccelli, 7,5 milioni gatti e 7 milioni cani. Il tutto per un rapporto di 50,3 pet ogni 100 abitanti.

Assalco – Zoomark individua tre piattaforme distributive: grocery (che comprende i canali ipermercati, supermercati, discount, libero servizio piccolo e micro market), pet shop tradizionali e catene. In generale, il grocery canalizza il 55,9% del fatturato complessivo del mercato pet food (ossia 1.147,3 milioni di euro) e il 74,4% dei volumi (427.256 tonnellate). A guidare la crescita, del +2% a valore e del +1,5% a volume, sono i supermercati (8.981 punti vendita) che sviluppano il 30,1% del fatturato e il 34,2% dei volumi. In particolare, il format superstore (8% del fatturadicembre 2018 | retail food

51


Analisi di mercato Pet Care Gianluca Rigato, direttore vendite L’Isola dei Tesori

to), anche per il mercato del pet food, si conferma essere un canale virtuoso che unisce un’ampiezza di offerta maggiore rispetto ai canali di prossimità e una minor dispersione rispetto agli ipermercati. Restano in campo negativo le piccole superfici a libero servizio (100-399 mq) che sviluppano il 5,5% del fatturato e il 6,4% dei volumi. In lieve flessione le vendite sviluppate dal canale discount (19,6% dei volumi e 8,1% del fatturato). Per quanto riguarda i pet shop tradizionali (circa 5.013 punti vendita) rappresentano il princi52

retail food | dicembre 2018

pale canale del trade-non grocery in cui sono distribuiti i prodotti per animali da compagnia in Italia. Coprono solo il 17,3% dei volumi (che corrispondono a 99.572 tonnellate circa), ma generano il 31,3% dei valori (642,5 milioni di euro di fatturato). Per il terzo anno consecutivo il canale continua a mostrare una crescita del fatturato (+2,1%); in ripresa i volumi che mostrano un incremento di +0,5%. Nonostante una concorrenza forte da parte delle catene che crescono ancora a doppia cifra, l’innovazione, il servizio e la

Come si struttura la vostra rete di vendita? Il nostro network può contare su più di 200 negozi distribuiti su 15 regioni italiane. Di questi, circa 170 sono a gestione diretta, mentre una decina sono affidati a franchisee. A questi si aggiungono anche una serie di shop-in-shop. Per quanto riguarda i canali di sviluppo, puntiamo molto su: centro città, retail park e centri commerciali. Qual è il vostro format tipico? Il tipo di format scelto è sempre in funzione della location in cui si va ad aprire uno store a insegna L’Isola dei Tesori. In questo senso, un negozio in centro città parte dai 200-300 mq, per i retail park o le aperture nelle aree suburbane andiamo oltre i 600 mq, infine, abbiamo i flagship da 1.000-1.200 metri quadri. In termini di layout, cerchiamo di riflettere l’elevata specializzazione dei nostri store, ossia: spazi organizzati per reparto e tipologia pet, oltre che per caratteristica di prodotto e servizi. Quali sono i servizi offerti oltre alla vendita del prodotto? Tolettatura, parafarmacia, lavanderia, ecc. Anche se il nostro punto di forza sono i reparti di acquariologia, circa 50 all’interno di altrettanti negozi, con una variegata offerta di pesci, piante e tutto quello che necessita la gestione di un acquario: alimentazione elettrica, accessori per la pulizia e prodotti tecnico-specialistici. Quali sono state le performance del brand nell’ultimo anno e quali i piani di sviluppo 2019? Il 2018 si chiuderà con una crescita dovuta allo sviluppo della rete di vendita che, nel prossimo futuro, seguirà due direttrici: l’apertura verso nuove location con l’inaugurazione di 15 store e l’aumento del livello di specializzazione con un incremento atteso della componente servizi. Dal punto di vista dell’offerta, che marche sono in vendita sui vostri scaffali? E online? Grazie allo nostra alta specializzazione, offriamo ai nostri clienti oltre 150 fra le migliori marche del settore pet per circa 12mila referenze a scaffale. Il tutto acquistabile con uno scontrino medio che si aggira sui 20-30 euro. Online, attraverso il nostro sito eCommerce mettiamo a disposizione l’intero magazzino. Per noi si tratta di un canale strategico su cui, dal 2019, punteremo con maggiore decisione. Attualmente, infatti, il fatturato generato online è ancora marginale, ma intendiamo migliorare le performance grazie a una più forte integrazione con il canale fisico. Quali sono i trend del settore? In termini di valore, il mercato nel suo complesso è in crescita con una forte spinta del canale specializzato. Quest’ultimo fa registrare aumenti a doppia cifra. Più in particolare, all’interno delle diverse categorie merceologiche, vediamo un grande dinamismo del food naturale e degli snack. Il non-food, invece, si mantiene stabile.


Luca Bussolati, direttore progetto “Amici di casa Coop” - Coop Alleanza 3.0

Come si struttura la rete di vendita di Amici di casa Coop? Ad oggi abbiamo aperto complessivamente dieci punti vendita in Emilia Romagna e Veneto, territori con una presenza importante di negozi e di soci di Coop Alleanza 3.0. I negozi sono sia all’interno dei centri commerciali, sia nei parchi commerciali. Come si struttura il vostro format? Abbiamo due format principali, uno da 300 e uno da 500 metri quadri. Il format più piccolo è preferito nelle gallerie commerciali, quello più esteso nelle location stradali e nei parchi commerciali. All’interno del punto vendita, abbiamo voluto creare un ambiente accogliente utilizzando materiali naturali come il legno e immagini emozionali di animali nel contesto domestico. Complessivamente il numero di referenze trattate è di circa 3.500 per il format più piccolo, 5.000 per quello maggiore. Quali sono i piani di sviluppo retail per il 2019? Ci stiamo concentrando sulle location più adatte al nostro modello di business; per il 2019 contiamo di aprire almeno 5-6 punti vendita di grande importanza nei territori chiave della Cooperativa. Che particolarità possiede il vostro mix merceologico? Abbiamo in assortimento i prodotti a marchio Coop già presenti nei nostri punti vendita della Gdo, dei marchi Amici Speciali e Viviverde, per rafforzare l’identità della nostra insegna e il legame con il mondo Coop. Grande evidenza è riservata alle categorie più strettamente connesse al rapporto uomo-anima-

le, quali i giochi, gli snack, la bellezza e gli accessori come abbigliamento e guinzaglieria. Quali sono i servizi offerti oltre alla vendita del prodotto? Fin dall’inizio l’insegna Amici di casa Coop ha puntato sul personale e sui servizi per la clientela come fattori differenzianti nei confronti delle altre insegne della distribuzione specializzata. Lo staff viene scelto all’interno delle risorse della Cooperativa, selezionando veri amanti degli animali e formandoli tecnicamente con veterinari dell’Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). Tra i servizi dedicati alla clientela segnalo la toelettatura in tutti i punti vendita e gli eventi educativi rivolti ai clienti. Come bilanciate la presenza fisica con quella online? E come si compenetra l’espansione nel pet care con le logiche della Gdo? Con Amici di Casa Coop abbiamo voluto fin dall’inizio concentrarci su servizi che possono essere offerti solo in un canale fisico, quali la toelettatura e il contatto con il personale. Sull’online ci stiamo ragionando: non ci interessa al momento competere con i player specializzati in questo canale, ma piuttosto sarebbe interessante valutare un’offerta complementare a quella dei negozi. Per quanto riguarda la Gdo, le logiche sono sicuramente differenti: la proposta di Amici di Casa Coop, in termini di assortimento e servizi, non potrebbe essere proposta all’interno di una grande superficie alimentare, che per sua natura soddisfa esigenze di tipo diverso.

gastronomica o funzionale, in particolar modo nel gatto. A seguire, il segmento degli alimenti secchi che vale 878 milioni di euro e detiene il 42,8% di quota, composta per il 24,8% dal secco cane e per il 18,1% dal secco gatto. Da sottolineare, la performance degli snack funzionali e fuoripasto, ossia quegli spuntini con l’obiettivo di favorire o migliorare la salute del proprio animale da compagnia: +7% a valore, anche se in rallentamento rispetto agli anni precedenti. Le migliori performance si riscontrano nelle catene, dove gli snack gatti crescono del +12,7% e gli snack cani del 18,7 per cento.

Abitudini che cambiano

focalizzazione sul core business sembrano avere sortito degli effetti positivi. Infine, le catene: 8,2% dei volumi e 12,7% dei valori, per un totale di 47,1 tonnellate e 260,9 milioni di euro. La loro crescita continua a due cifre ha supportato dinamiche del +17,8% a valore e +17,1% a volume rispetto all’anno precedente.

A Fido piace lo snack

Da un punto di vista merceologico, il segmento degli alimenti umidi è ancora il più importante: registra 1.001 milioni di euro circa che equivalgono al 48,8% di quota sul totale mercato. Questo grazie all’importanza ormai consolidata dei prodotti a maggior valore aggiunto in piccola grammatura e caratterizzazione

Per analizzare il mercato pet (approfondimento anche a p. 76, ndr) non basta concentrarsi su canali di vendita e referenze. I bisogni dei proprietari e degli oltre 60 milioni di animali domestici presenti in Italia stanno influenzando sempre più il settore. Basti pensare, per esempio, che le strutture per la cura e il benessere degli animali sul territorio nazionale sono cresciute del 43% negli ultimi cinque anni mentre sono 7 milioni gli animali che seguono i proprietari quando viaggiano, generando una domanda aggiuntiva di servizi. D’altronde, l’Italia si piazza al terzo posto in Europa come Paese pet friendly (dietro a Germania e Francia). Una connotazione che trova riscontro anche a livello politico, con 58 disegni di legge sul tema presentati in Parlamento nella legislatura 2013-18. E pure a livello di economia domestica: secondo un’indagine Eurispes il 58% dei proprietari di animali domestici destina un budget fino a 50 euro al mese per la cura del proprio pet, mentre il 30% afferma di spendere oltre i 50 euro N.G. dicembre 2018 | retail food

53


r&

Omar Antonio Cescut Segnala la tua Neonata a: omar@desita.it www.desita.it

f Neonata

Masé guida lo sviluppo del Praga triestino VALUTAZIONE

N

el 1870 a Trieste, culla dei sapori mitteleuropei, nasce l’attività artigianale della famiglia Masè, trasferitasi dal Trentino Alto Adige e nota per aver prodotto il primo prosciutto cotto “Praga” a Trieste. Oggi, la Masè con 150 anni di storia produce più di 40 specialità di salumeria. Il retail di Masè ha subito in questi ultimi 5 anni, per merito degli attuali proprietari, i giovani fratelli Stefano e Eva Fulchir, un progetto strategico di ristrutturazione e riorganizzazione per passare dalle salumerie tradizionali di quartiere a un format ristorativo “eat&buy” con prodotti e salumi di alta qualità e un respiro più internazionale. La proposta attuale di Masè è pronta per un nuovo sviluppo con l’obiettivo dichiarato di crescere per vendere di più tutta la produzione dei suoi salumi e prodotti a marchio. Colpisce da subito la formula consolidata in cui clienti e personale sanno perfettamente come muoversi, cosa dire e ordinare. Qui l’ospite mitteleuropeo e internazionale è accolto con estremo rispetto e attenzione e coinvolto nei tavoli social in modo disinvolto, facendo incontrare tutti con semplicità. Ben strutturato, il menu con le proposte dei prodotti Masè presenta anche un’offerta giornaliera sapientemente defilata e proposta solo a richiesta, anche per esigenze vegane e/o vegetariane. Centrale la proposta dei panini gourmand che esaltano, in primis, la forza del “Praga” e assecondano il gusto del cliente con “Crealo tu” con cui il cliente può personalizzare la sua richiesta. Nel punto vendita il cliente, oltre a mangiare, può scegliere dal fornito banco gastronomia e dallo scaffale l’acquisto di prodotti selezionati, compreso il caffè, il

54

retail food | dicembre 2018

Locale

66 mq

Cucina

34 mq

Scontrino medio

12 euro

Personale Sito

4 persone www.cottomase.it

tutto a prezzi accessibili.Completa e organizzata anche tutta la comunicazione sia tradizionale che digitale e il supporto del merchandising.

SVILUPPO POTENZIALE

Riteniamo di grande interesse lo sviluppo potenziale che fonda le sue radici nella tradizione consolidata e abitudinaria e in una gamma di prodotti di valore, ma che potrebbe di fatto risultare un ancora limitante e resistente se non viene attuato un processo di aggiornamento del concept, soprattutto per quanto riguarda i temi della relazione con il cliente; diverso per abitudini da quello di Udine e Trieste. Masè nasce con una vocazione alla valorizzazione dei quartieri in città che non andrebbe perduta vista la presenza di sempre più anziani e la tendenza anche dei grandi gruppi a immergersi completamente nelle realtà cittadine a discapito dei grandi centri commerciali. Potrebbe completare l’offerta distintiva una più ampia selezione di pane e grissini e una proposta triestina del caffè, che ha 100 modi circa di ordinarlo al bar. Necessaria anche l’attualizzazione del concept del punto vendita che dovrà rispettare tradizione, design e tecnologia per valorizzare ancor di più il prodotto principe, ovvero: il Prosciutto di Praga di Masè.


...Il sandwich che vuoi tu, con qualcosa in piu! Kebab

Pastrami Tonnato Un assortimento in grado di soddisfare una clientela internazionale, abbracciando profumi e sapori da tutto il mondo. Prodotti certificati Halal.

Scegli tra oltre 400 referenze. Tel. 02.90111360 - mail: info@aduea.com

illaboratoriodelgusto.it


Speciale sicurezza

La tecnologia prende il volo All’interno del punto di vendita, nelle gallerie commerciali, negli spazi esterni e con la nuova iniziativa presso Il Centro di Arese anche dal cielo: lo soluzioni per il retail, dalla videosorveglianza all’antitaccheggio, passando per il cash handling, vedono una costante innovazione tecnologica finalizzata a contrastare in primis le differenze inventariali

C

irca 2,2 miliardi di euro l’anno era la stima, diramata a fine 2017, relativa alle perdite delle aziende italiane del retail a causa di furti e rapine. Una cifra che rappresentava in media l’1,1% del fatturato del settore e che saliva complessivamente a 3,4 miliardi di euro - quasi 60 euro ad abitante - includendo la spesa in sistemi di sicurezza. Il report, intitolato La sicurezza nel retail in Italia. Uno studio su furti, rapine e nuovi sistemi di prevenzione, è stato realizzato da Crime&Tech, spin-off company del centro Transcrime dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con il

56

retail food | dicembre 2018

Laboratorio per la Sicurezza e il supporto di Checkpoint Systems. L’analisi, condotta su oltre 8mila punti vendita in tutta la Penisola, corrispondenti a circa il 12% del fatturato dell’intero comparto, evidenziava inoltre come i settori con le maggiori perdite fossero l’abbigliamento - fast fashion, la grande distribuzione organizzata e le calzature e accessori. In un contesto di mercato caratterizzato nel 2018 da consumi in contrazione, soprattutto per quanto concerne il segmento dell’abbigliamento, le differenze inventariali rischiano di assumere un’incidenza ancora maggiore. Ci siamo quindi rivolti a player

specializzati in diversi ambiti nel panorama della sicurezza per conoscere i trend e le novità introdotte per il comparto retail.

LE INTERVISTE

Gianluca De Simeis, KA & vertical sales manager area retail Hikvision Italy


Case history

Tommaso Solfrini, business development Italdron

Quanto incidono per il settore retail le differenze inventariali? n Italia le differenze inventariali si attestano intorno all’1,2% del fatturato delle aziende retail: metà è attribuibile a problematiche esterne all’area vendita, con furti e ammanchi che si registrano prima che il prodotto venga esposto in negozio, l’altra metà si suddivide equamente tra errori e sfridi, furti interni (infedeltà aziendale, collusioni) ed esterni (rapine, taccheggio organizzato, furti della clientela). Hikvision propone soluzioni complete, che proteggono il punto vendita durante le ore di attività e negli orari di chiusura. Per i centri logistici e distributivi Hikvision offre soluzioni ad hoc come le telecamere termiche, in grado di effettuare una sorveglianza notturna di estrema precisione. Guardando alle moderne gallerie commerciali, quali sono le principali necessità di sicurezza e quali soluzioni offre Hikvision? Le gallerie sono luoghi privilegiati di aggregazione: i grandi spazi, come le food court, rivestono un ruolo centrale per il successo di un centro commerciale. Per questi ampi spazi, densamente popolati e caratterizzati da una molteplicità di fattori di rischio, Hikvision propone una gamma di telecamere panoramiche in grado di restituire immagini di altissima qualità a 360° e di fornire ulteriori dettagli con la telecamera speedome integrata. Questi concentrati di tecnologia assolvono, in un solo dispositivo, al compito di più telecamere: richiedono quindi una sola installazione e un solo cavo, con evidenti risparmi. Spostando l’attenzione sulle attività commerciali nelle stazioni e nelle aree di sosta autostradali, quali soluzioni offrite? Sul fronte della sicurezza, si tratta di aree sottoposte a un forte stress dovuto in genere all’assenza di contenimento esterno e all’apertura h24, con grandi concentrazioni di persone e una clientela occasionale e variega-

I

Quando e con quali obiettivi nasce il progetto che porta Il centro di Arese a essere il primo mall in Italia con abilitazione ENAC per l’utilizzo dei droni? Tutto è iniziato nel 2017, dalla società che gestisce Il Centro e altre realtà di eccellenza nell’ambito, sempre attenta all’innovazione e al miglioramento dei processi alla costante ricerca di tecnologie utili a rendere più efficace ed efficiente la sicurezza dei propri asset. Da qui l’idea e la volontà di intraprendere un percorso unico nel suo genere di sorveglianza con i droni e la scelta di affidare a Italdron questo compito. Occorre spiegare a chi non conosce il settore degli Aeromobili Pilotaggio Remoto, comunemente detti droni, che il settore è regolato da una normativa scritta da Enac che impone importanti limiti, i quali vanno superati con un approccio aeronautico molto attento alla safety. Di fatto volare in un’area complessa come Il Centro comporta una serie di criticità, tra cui la presenza di persone, il volo notturno e le numerose interferenze. Questo è stato ottenuto grazie a un team di professionisti della nostra azienda che attraverso il dialogo con le istituzioni, la costruzione di procedure e analisi del rischio, ha fatto ottenere al Il Centro le autorizzazioni necessarie allo svolgendo dell’attività, che rappresentano un primato nel settore. In termini di sicurezza, qual è il valore aggiunto nell’utilizzare questa tipologia di soluzione? La tecnologia del drone si integra al già presente sistema di vigilanza: la novità è rappresentata da un occhio in costante movimento capace di vedere di giorno come di notte molto lontano. Questo, grazie alle prestazioni ottiche unite alla dinamicità a 360 gradi,

ta, non sempre raccomandabile. Un sistema di videosorveglianza efficiente deve garantire immagini di alta qualità in tutte le condizioni di luce e disporre di apparati di ripresa in grado di restituire un notevole grado di dettaglio, ma anche di essere resilienti sia alle condizioni climatiche esterne sia a possibili manomissioni o danneggiamenti. Hikvision propone telecamere a resistenza antivandalo e una tecnologia proprietaria capace di restituire immagini di alta qualità anche in scarsissime condizioni di luce. Quali sono le altre funzionalità delle telecamere Hikvision per il settore retail? Mi riferisco ad esempio all’analisi del comportamento del consumatore. Quanti clienti sono entrati oggi in negozio? In quali orari e in quali giorni della settimana ricevo più visite? Quale percorso preferisce il cliente-tipo all’interno del punto vendita? Su quali articoli si sofferma mag-

garantisce una imprevedibilità e una copertura globale. In particolare che caratteristiche tecniche avranno i droni? Il drone sviluppato, costruito, sperimentato e certificato da Italdron è molto silenzioso e garantisce un volo continuativo superiore a 30/40 minuti (un’autonomia notevole se si pensa che è alimentato a batterie) e integra un paracadute automatico di emergenza oltre che un dispositivo di terminazione in caso di anomalie. La camera con stabilizzazione indipendente e movimento remoto è a doppio sensore: diurno con zoom 30x e digitale 60x in grado di riconoscere volti a 300 metri e targhe a 600, mentre la camera notturna a infrarossi identifica corpi a 500 e auto a mille metri. Tutto viene trasmesso in tempo reale alla stanza di controllo in qualità HD mentre un addetto, per ragioni di sicurezza, opportunamente formato al volo con un attestato aeronautico per droni ottenuto presso il centro di formazione Italdron Academy, gestisce e supervisiona la missione autonoma di volo a vista. La best practice di Arese sarà seguita da future operazioni in altri centri commerciali? Difficile fare previsioni, ci piace stare con i piedi per terra, ma confidiamo che la scelta pionieristica del gruppo Iper sarà nel tempo estesa ad altri mall della medesima proprietà. La tecnologia è in evoluzione, il nostro dialogo con gli enti normatori è costante pertanto siamo fiduciosi in una facilitazione dei processi indirizzata a una sempre maggiore automazione, la quale andrà a rispondere in maniera incrementale alle esigenze del mondo della sicurezza.

giormente? Entrano più uomini o più donne e che età hanno? Con che umore entrano in negozio? Queste sono alcune delle domande che il retailer si pone quando analizza le performance dei suoi punti vendita. Ebbene, le tecnologie per la videosorveglianza hanno raggiunto un grado di evoluzione tale per cui, oltre a fornire protezione e sicurezza al patrimonio aziendale, al personale e alla clientela, possono rispondere a queste e a molte altre domande, assicurando un notevole valore aggiunto all’investimento. Hikvision propone una soluzione scalabile – e gestibile anche da remoto – che dalla sicurezza si allarga alla business intelligence grazie a telecamere capaci di conteggiare le persone, individuare le aree più battute del punto vendita, analizzare i tempi di permanenza e rilevare età/sesso e addirittura umore dei clienti con tecnologie a intelligenza artificiale. dicembre 2018 | retail food

57


Speciale sicurezza Alessandro Lombardini, project engineer & solution integrator expert Riccardo Campostrini, area manager Cash Management di Gunnebo Gunnebo è un player specializzato nei processi di cash management. Dal vostro punto di vista, qual è il trend sull’utilizzo del contante nelle transazioni in ambito GDO? remetto che la media nazionale è un dato che, riportato sul territorio, non è significativo: la differenza di utilizzo di contante varia da regione, provincia e tipologia urbana (paesi rurali rispetto città). Il dato nazionale, a fine 2017, era 86% contante contro 14% elettronico, specificatamente nell’ambito della GDO. A metà 2018 l’uso della moneta elettronica è consolidato al 28%. Verosimilmente spinto da piccoli ac-

P

quisti mediante contactless e anche dai pagamenti tramite smartphone. L’uso del denaro contante in Italia, rispetto alla media europea, ha un rapporto di 2 a 1 mentre se si confrontano i paesi del nord Europa il rapporto diventa 6 a 1. Quali sono i trend circa gli ammanchi di cassa per il settore retail? L’area cassa è certamente una delle aree più importanti per il retail, specialmente per la GDO. Vi è una grandissima attenzione in tal senso e anche una grande pressione. Gli ammanchi di cassa per un punto vendita medio (6/8 casse) possono essere tra i 700/1.500 euro. Va considerato che, nonostante la grande tecnologia per efficientare il disbrigo della spesa, il fattore umano legato alla fretta, al dover essere empatici e anche a fare calcoli relativi alla giacenza di cassa portano a errori nei resti; errori che cagionano 58

retail food | dicembre 2018

sia differenze positive (a discapito del cliente) sia negative a discapito del retailer. È evidente che il delta sia ampio in quanto vi sono diverse discriminanti: la zona, la clientela e il momento di maggior afflusso. Quali sono le vostre ultime novità per la gestione in sicurezza del denaro? Il retailer ha l’esigenza di sistemi che aiutino tutta la filiera coinvolta: area cassa, back office e amministrazione. Questo è possibile mediante sistemi di cash management. Gunnebo ha sviluppato diverse soluzioni che possono integrarsi nei processi del retailer e aiutarlo a essere più efficace, abbattere numerosi costi e ottimizzare il lavoro dei diversi reparti. A seconda del processo e delle caratteristiche del retailer vi sono tre tipologie di prodotti: SafePay: sistema a ciclo chiuso che permette la gestione completa del ciclo del denaro senza che alcuna persona, fatta eccezione dal cliente, lo tocchi. Il sistema prende il denaro ed eroga il resto in maniera automatica e intelligente. Le eccedenze sono ricoverate in un cassetto di deposito, con la possibilità di avere il sistema di macchiatura, che senza possibilità di apertura si scarica in un mezzoforte nel back office. Il denaro così depositato può essere accreditato direttamente sul conto. Retail Station: è una macchina che gestisce banconote e monete e permette di erogare i fondi cassa in maniera automatizzata, in maniera analoga permette la chiusura di cassa in maniera precisa e senza rischi di conteziosi. Anche in questo caso c’è un’area di stoccaggio delle banconote che, collegata alla banca, permette l’accredito in conto. Sistemi di Deposito: queste macchine permettono di depositare il denaro in maniera semi automatizzata. I vantaggi sono legati alla sicurezza, alla rendicontazione e verifica del depositato e infine alla possibilità di poter accreditare i valori direttamente in conto corrente. Il motivo dell’esistenza di diverse soluzioni è legato al fatto che il mondo del retail è molto diverso per struttura e mentalità pertanto uno dei plus di Gunnebo è avere una gamma di prodotti che può soddisfare tutte le esigenze del mercato. Ultimo aspetto ma non certo per importanza è il software di monitoraggio e gestione dei sistemi che permette una serie di vantaggi operativi e di verifiche; può inoltre essere interfacciato sia con il gestionale di cassa che con quello dell’amministrazio-

ne così da agevolare tutte le attività legate al punto vendita ma di fatto di competenza del personale di sede. Quali sono invece le vostre soluzioni afferenti ai sistemi di videosorveglianza, allarme e controllo accessi? Le nostre ultime soluzioni in ambito videosorveglianza sono caratterizzate da sistemi multi megapixel su tecnologia IP con piattaforme software di gestione scalabili e flessibili e con l’utilizzo di prodotti sempre più verticali al mercato retail, come telecamere panoramiche multi sensor, panoramiche fisheye e binari IP di ultima generazione. Per quanto riguarda le soluzioni di allarme proponiamo prodotti sempre più affidabili e performanti, caratterizzati da sistemi di supervisione intelligenti che possano integrare altri sottosistemi di sicurezza o di building automation al fine di creare della macro funzioni. Per quanto riguarda i sistemi antintrusione proponiamo per il mondo retail sistemi nebbiogeni di ultima generazione per la protezione dei beni primari e del denaro. E per finire, per quanto riguarda il controllo accessi, abbiamo una linea dedicata per il controllo del flusso degli utenti.

Giuseppe Botti, chief sales officer di Cima Cima è un player specializzato nella realizzazione di dispositivi cash handling. Dal vostro punto di vista, qual è innanzitutto il trend sull’utilizzo del contante nelle transazioni in ambito retail? ertamente possiamo affermare che l’utilizzo del contante per le transazioni nell’ambito Retail in Italia è assolutamente in crescita. Per quanto riguarda il 2017 i nostri dati si attestano intorno al 57%. Questa percentuale trova un riscontro anche in alcuni paesi EU, soprattutto parliamo di Spagna, Germania e Inghilterra. E tra questi certamente la Germania guida la classifica. Possiamo ipotizzare una tendenza in leggero aumento per il 2018 e quindi intorno al 60-62 per cento. Quali sono e come stanno cambiando le esigenze dei retailer rispetto alla gestione e alla custodia del contante? L’esigenza del retailer italiano è principalmente di avere il totale controllo ed evidenza del ciclo del contante dei propri punti vendita, sia che si tratti di piccole aziende, di gruppi o di catene di negozi, piccoli e grandi. Quando parliamo di controllo, ci riferiamo alla gestione completa quindi dal front end al back office fino al feedback informativo del versato in C/C attraverso l’utilizzo del trasporto valori.

C


verificabile e processabile da remoto, nonché un’importante riduzione dei rischi. Il vantaggio per l’istituto bancario è la fidelizzazione del cliente; parimenti la compagnia di trasporto valori riesce a ottimizzare i ritiri e di conseguenza la sicurezza di questi ultimi.

Pierpaolo Filippi, owner di Prix Italia Quali sono e quali caratteristiche hanno le vostre ultime novità di dispositivi cash handling? Cima propone una gamma di prodotti modulari che possono gestire banconote e monete sia in deposito che in ricircolo, con alte, medie e basse capienze e performance. Tutti i dispositivi consentono il deposito in sacche autosigillanti e impilanti con alta o media capienza. La gestione del deposito nei sacchi costituisce un elemento importante della filiera del ciclo del contante in quanto riduce i costi e aumenta la sicurezza della gestione depositi. Il sacco infatti è monouso, non ha i classici problemi di rottura delle cassette e quindi è più facilmente gestibile per il trasporto valori. Grazie all’integrazione di un’ampia gamma di prodotti, gestiti dal medesimo software (le nostre piattaforme C-Link e CAOS), possiamo offrire combinazioni mirate in modo da rispondere alle più svariate esigenze della clientela, abbinando le diverse caratteristiche dei dispositivi da monete e da banconote. Ci può raccontare infine qualche recente case history realizzata con aziende retail? Le case history potrebbero essere molteplici: le nostre soluzioni sono infatti utilizzate sia presso i punti vendita della grande distribuzione sia presso catene commerciali più piccole, monomarca, ma anche in piccoli negozi. Fondamentalmente la soluzione proposta, che può avere sfaccettature diverse a seconda del cliente, è la seguente: il denaro incassato una volta versato all’interno dei nostri dispositivi, dopo essere stato validato ai fini del controllo vero/falso e contato, viene immediatamente accreditato sul conto corrente del cliente e in questo momento la proprietà e di conseguenza il rischio rapina si trasferisce alla banca. Un altro attore della soluzione è il CIT che, a segnalazione di sacca piena, provvede al ritiro del denaro. In caso si renda necessario preparare i kit di inizio giornata per il cassiere i dispositivi da ricircolo ne consentono l’erogazione in funzione dell’esigenza memorizzata del singolo operatore. Con questa gestione il cliente ottiene risparmi in tempi e costi, una gestione completa del ciclo degli incassi, la contabilità sempre aggiornata per ogni punto vendita,

Parlando di antitaccheggio, quali sono e come stanno cambiando le esigenze dei retailer? er quanto concerne la nostra Divisione EAS (Sistemi Antitaccheggio), notiamo un interesse crescente circa la protezione dei prodotti e delle merci nei punti vendita da parte di tutti gli operatori. Siamo in presenza di un mercato in fermento, sempre più attento alle problematiche dei furti e delle differenze inventariali e alla ricerca di soluzioni per proteggere i nuovi prodotti ad alto valore aggiunto, soprattutto nel settore dell’elettronica di consumo e dei prodotti high tech (quali gli smartphone e i tablet), anche con le soluzioni a libero tocco. Soluzioni che, oltre a dare un valido impulso alle vendite, danno la possibilità al cliente di sviluppare la propria customer experience permettendogli, nella massima sicurezza del prodotto esposto, di provarlo prima dell’acquisto. C’è una sempre maggiore richiesta di specializzazione e questo fa crescere il numero di operatori a livello regionale: queste nuove realtà sono quelle che ci permettono di essere presenti in maniera capillare sul territorio nazionale attraverso la nostra rete di concessionari e partner. In merito ai sistemi e alle soluzioni per la gestione del contante, distribuiamo a livello nazionale sistemi e soluzioni per la verifica delle banconote. Quali sono le vostre novità di prodotto e quali caratteristiche hanno? Per quanto riguarda le nostre soluzioni antitaccheggio, i sistemi Prix di ultima generazione entrati in commercio nel secondo semestre corrente anno vantano tecnologie sia a radio frequenza che acusto-magnetica e sono anche integrati con i sistemi metal detection, contapersone e assistenza remota. Soluzioni che abbracciano e soddisfano qualsiasi esigenza dei vari settori del retail. Se da un lato le tecnologie impiegate sono le stesse da anni, molto sono cambiate le performace e l’affidabilità delle stesse, che ad esempio in passato coprivano varchi relativamente stretti e avevano molti falsi allarmi (grosse limitazioni per gli operatori!). Inoltre si è notevolmente allargata la gamma di protezioni per soddisfare la necessità di proteggere prodotti sempre nuovi e sempre diversi.

P

Prix Italia offre un ampio portfolio di soluzioni per il retail. Quali sono le altre novità che state introducendo sul mercato? Con l’obiettivo di diversificare e sviluppare la presenza sul mercato di Prix Italia, la nostra attenzione ora è rivolta molto allo sviluppo delle etichette elettroniche (Electronic Shelf Label – ESL), la cui funzione è quella di facilitare il cambio prezzo dei prodotti a scaffale, evitando gli errori tra il prezzo esposto e quello alla cassa. In questo modo il punto vendita avrà un significativo aumento della produttività, eliminando il compito noioso e senza valore aggiunto del proprio team, oltre a una significativa riduzione dei reclami da parte dei propri clienti. Inoltre il passaggio all’etichettatura elettronica è percepito dal consumatore come una garanzia di trasparenza e affidabilità, oltre ad aiutare a fidelizzare la clientela e quindi a incrementare le vendite.

Ci può raccontare qualche case history realizzata con aziende retail? La stretta collaborazione con un noto gruppo internazionale leader in Italia nella distribuzione e vendita di elettronica di consumo ci ha permesso di creare, sviluppare e produrre assieme alcune soluzioni ad hoc per la protezione dei loro prodotti esposti a libero servizio. Guardando al futuro, quali saranno le tecnologie di prossima applicazione rispetto agli ambiti di vostra competenza? Particolare interesse sta ruotando da anni attorno alla tecnologia RFID, già applicata da diversi gruppi multinazionali presenti nelle catene del retail, che però richiede progetti e investimenti importanti che coinvolgono l’intera filiera della catena stessa e che ad oggi presenta dei costi di tutto rilievo e quindi di sicuro non affrontabili da chiunque. A.P. dicembre 2018 | retail food

59


r&f & Retail Scienze

di Vincenzo Russo professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso l’Università IULM di Milano, vincenzo.russo@iulm.it

“Less is more”? Accorciare le pubblicità in maniera efficace grazie al neuromarketing

N

el panorama attuale caratterizzato da un vero e proprio “bombardamento pubblicitario”, ottenere l’attenzione del consumatore è molto difficile. Questo è un aspetto complesso da gestire soprattutto quando la comunicazione non solo deve attirare l’attenzione ma deve adattarsi alle dinamiche veloci e cangianti della comunicazione sul web. A ciò si aggiunga la consapevolezza da parte dei consumatori che la pubblicità costituisce sempre un’interruzione di un programma venendo quindi vissuta in maniera disforica. Per queste ragioni, è necessario che lo spot coinvolga immediatamente lo spettatore e che riesca a comunicare il proprio messaggio in poco tempo, consentendo anche un risparmio in termini di costi di trasmissione. Tuttavia, rendere più breve una pubblicità non è un’operazione semplice. Per farlo, non solo bisogna individuare le scene chiave, ma anche assicurarsi che la narrazione riesca a creare lo stesso effetto della versione originale: ciò vale soprattutto considerando che in una pubblicità le singole scene sono connesse tra loro creando una storia in grado di suscitare le condizioni emozionali in cui inserire la comunicazione relativa al brand o al prodotto. Un esempio di come il neuromarketing possa aiutare questa fase di “copy test” è rappresentato da uno studio recentemente condotto dal centro di ricerca di neuromarketing Behaviour and Brain Lab dell’università Iulm. In particolare, sono state confrontate due versioni di lunghezza diversa della medesima proposta creativa per la campagna di raccolta fondi per conto di Unicef. L’obiettivo della ricerca era quello di verificare se le scene più importanti dello spot fossero presenti anche nella versione breve, e se questa suscitasse la medesima reazione emotiva negli spettatori.

60

retail food | dicembre 2018

0,25 0,20 0,15 0,10 0,05

0,05 0,10 0,15 0,20 “Un giorno qualcuno parlerà di TE”

“In uno sperduto villaggio africano o tra le ragazze orfane del Bangladesh”

“Racconterà perché hai deciso e loro capiranno. Così, quando su questa Terra tu non ci sarai più, per i bambini più poveri e indifesi della Terra ci sarai ancora, e ancora... ”

Lo studio ha impiegato numerosi strumenti, tra i quali il tracciamento oculare, la decodifica delle espressioni del volto e i segnali di attivazione psicofisiologica (conduttanza cutanea ed elettroencefalogramma), integrando i risultati con tecniche tradizionali di “recall”. La figura seguente mostra il confronto tra l’andamento emotivo della risposta dei partecipanti suscitata dalle due versioni dello spot. L’analisi della reazione fisiologica (spontanea, immediata e incontrollabile) dei partecipanti ha consentito di verificare la capacità dei frame scelti per lo spot ridotto di attirare l’attenzione dei consumatori nella medesima maniera dello spot originale e la capacità delle scene di suscitare una reazione positiva nei partecipanti medesima nelle due versioni dello spot. I frame utilizzati per il nuovo spot corrispondono esattamente ai momenti in cui viene fatto riferimento diretto allo spettatore suggerendo l’idea che egli possa rimanere nel futuro attraverso l’aiuto fornito ai bisognosi. Inoltre, il pattern di risposta emotiva misurata con l’arousal e quindi con l’analisi dell’andamento della sudorazione delle

Immagini girotondo “Se vuoi fare un lascito chiama...

“e sarà l’inizio di una storia bellissima”

mani, è simile nei due spot e caratterizzato da una reazione inizialmente negativa, che migliora nella seconda parte della pubblicità. Questo andamento è coerente con una narrazione che porta l’attenzione degli spettatori su un problema, facendo loro comprendere l’entità e la rilevanza del tema, per poi suggerire nella “call to action” una soluzione percepita come concreta semplice da effettuare. Questa possibilità di dare il proprio contributo provoca una sensazione di sollievo nello spettatore. Tale pattern di “preoccupazionesollievo” è particolarmente efficace, soprattutto nell’ambito della comunicazione sociale. Inoltre, per entrambi gli spot, l’emozione positiva permane nel momento finale in cui vengono mostrati il nome e il logo dell’azienda, favorendo un’associazione dell’organizzazione con la sensazione positiva di sollievo. Queste metodologie permettono di trovare la soluzione migliore per ridurre lo spot o scegliere i passaggi narrativi più efficaci di messaggi istituzionali o di video da trasmettere tramite i canali collaterali alla promozione del mondo del retail come il web. ¢


รก VIT NO TUTTO IL GUSTO E LA TENEREZZA DELLA CARNE DI SCOTTONA 100% ITALIANA Scottona 4I nato: allevato: macellato: lavorato:

ITALIA ITALIA ITALIA ITALIA

37036 S. Martino B.A. - Verona - Piazzale Apollinare Veronesi, 1 - ITALIA - Tel. 045.8794111 - Fax 045.8920810 - www.aiafood.com


r&

f Tech&Arredo News VERIFONE PRESENTA IL NUOVO POS: ENGAGE E285

T

ipologie di pagamento differenti e lontananza dal registro cassa non saranno più un problema grazie all’ultima soluzione presentata da Verifone: il Pos mobile Engage e285. L’hardware fa parte di un’innovativa linea di prodotti sviluppata per aumentare le interazioni con i consumatori durante la transazione all’interno del punto vendita. Dotato di schermo touchscreen a colori con funzionalità di firma e di una connettività completa, il nuovo mPos Verifone garantisce una massima sicurezza grazie alla certificazione PCI PTS 5.x. L’elevata durata della batteria, inoltre, consente una performance di 12 ore. Dal punto di vista software, Engage e285 integra il sistema operativo Linux, un’architettura aperta e un moderno frame work applicativo che consente di personalizzare il Pos con strumenti di gestione aziendale e applicazioni di customer engagement.

VISA SOTTOSCRIVE L’EMV SECURE REMOTE COMMERCE

U

n impegno concreto a favore della riduzione dei contenzioni e l’ottimizzazione della sicurezza nel settore del commercio digitale è stato sottoscritto da Visa, che ha dato il suo supporto alla bozza delle Specifiche EMV. Il documento (EMV Secure Remote Commerce) pone le basi per le transazioni digitali e fornisce a consumatori, commercianti ed enti emittenti di carte di pagamento un singolo punto vendita digitale. D’altronde, i clienti stanno migrando sempre più verso siti web, smartphone e dispositivi attivati da comandi vocali, ma le loro esperienze d’acquisto spesso risultano complicate da un’immissione manuale dei dati. Con EMV Secure Remote Commerce, le esperienze d’acquisto saranno semplificate al pari dell’acquisto in negozio. Scegliendo questo standard, inoltre, Visa contribuisce a garantire che i principi chiave di scelta, privacy e sicurezza siano rispettati in tutto l’ecosistema dei pagamenti. Come parte di questa evoluzione, Visa Checkout, con oltre 40 milioni di account consumer, 350.000 commercianti e 1.600 istituzioni finanziarie in 26 mercati globali, si evolverà nella nuova specifica EMV SRC a partire dalla metà del 2019 e supporterà i marchi delle carte partecipanti, tra cui Visa, Mastercard e American Express.

SPLIO ACQUISISCE GOWENTO E POTENZIA IL MOBILE CRM

L

a piattaforma di marketing multicanale Splio fa spese in Francia grazie all’acquisizione della startup Gowento. Specializzata nel mobile customer engagement, Gowento estende le potenzialità di Splio nell’ambito del mobile CRM. «Con questa prima acquisizione, intendiamo dare una svolta al panorama di settore e inviare un messaggio chiaro al mercato europeo», ha affermato Mireille Messine, ceo di Splio. L’obiettivo è quello di supportare i brand clienti nell’utilizzo del mobile come strategia di fidelizzazione in un’ottica di modernizzazione del rapporto fra retailer e shopper. Nello specifico, con l’acquisizione di Gowento, Splio combina marketing automation e loyalty marketing fornendo una piattaforma per gestire campagne e programmi sia online che offline. Inoltre, il know how acquisito consentirà ai clienti di digitalizzare la carta fedeltà, inviare notifiche push dal wallet e attivare notifiche geolocalizzate e personalizzate in prossimità di tutti i punti vendita. «Lo smartphone è il canale di interazione principale tra il brand e i suoi consumatori e in particolare i suoi clienti. Con oltre 2,5 milioni di app disponibili sul mercato di cui solo la media di una dozzina per utente viene utilizzata regolarmente, lo smartphone è diventato una priorità assoluta», ha concluso Rabye Marouene, ceo e co-fondatore di Gowento.

BLACK FRIDAY ALL’ITALIANA OLTRE UN MILIARDO

F

ebbre da acquisti online nel periodo di prezzi scontati caratterizzati dal Black Friday e dal Cyber Monday. Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano, nei 4 giorni di saldi, gli acquisti online degli italiani supereranno per la prima volta il miliardo di euro con una crescita del 35% circa rispetto al 2017. Mediamente in un giorno i merchant eCommerce realizzeranno più di tre volte tanto il fatturato di un giorno qualsiasi, mentre quegli operatori che saranno particolarmente aggressivi potranno arrivare fino a sette volte il transato di un giorno medio. Sempre più rilevante il ruolo dello smartphone soprattutto per gli acquisti dove conta l’istante temporale di acquisto (offerte lampo):

62

retail food | dicembre 2018

oltre il 30% delle vendite saranno infatti realizzate attraverso questo dispositivo. Dati molto positivi e incoraggianti che testimoniano come queste iniziative, di origine americana, piacciano sempre più e siano ormai entrate nelle abitudini degli italiani poiché percepite come irrinunciabili occasioni per risparmiare sui regali di Natale e per permettersi oggetti del desiderio o di uso quotidiano. Secondo l’Osservatorio del PoliMi, sono tre le ragioni del successo: una maggior integrazione tra eCommerce e negozi fisici, la maturità e innovatività ormai raggiunta da queste iniziative e la crescente cultura digitale dei consumatori italiani – testimoniata anche dall’incremento degli acquirenti online (+8%).


HIKVISION, CERTIFICAZIONE PER LA PROTEZIONE DATI

N

uovo certificato di qualità per le soluzione Hikvision che, a dard di sicurezza IT, questa certificazione si applica in particolar novembre, ha ottenuto il riconoscimento Common Criteria – modo alla sicurezza dei dati. «L’evoluzione verso un’era sempre più Il report di Tolly ha IP evidenziato funzionalità esclusive sistema CC livello EAL2 aumentato con ALC_FLR.2 per leGroup telecamere smart e inoltre connessaalcune porta con sé opportunità di sviluppodel senza prece- NETGEA serie DS-2CD3 e DS-2CD5. Questa certificazione, sviluppata per denti per l’industria della sicurezza, ma anche notevoli sfide», ha Insight Pro, tra cui: valutare la sicurezza informatica dei prodotti, testimonia l’impecommentato Wang Bin, chief officer presso il laboratorio per la gno in termini di affidabilità e sicurezza cyber assunto da Hikvisicurezza delle reti e dei dati di Hikvision e del Dipartimento per 1) Architettura software che prevede la virtualizzazione delle risorse di sistema e assicura al sion nei confronti dei suoi clienti. Utilizzata per valutare gli stanla Network Security.

organizzazioni strutturate su più sedi la possibilità di fornire supporto operativo a tutti i relativi clien in modo immediato NETGEAR BEST2)SOLUTION PERruoli LE separati PMI per Possibilità di definire a migliore soluzione di networking per le piccole e medie imprese porta la firma di Netgear. “amministratore di sistema” e “IT manager” A dirlo sono i risultati della3) ricerca condotta da Tolly Group , laboratorio di Piattaforma progettata sul modelloindipendente “top validazione di servizi informatici, che ha premiato Netgear Insight Pro come “Best deployment down” che garantisce la gestione da remoto, architecture” per le Pmi multi-sede. Diverse le funzionalità della proposta Netgear che hanno suattraverso l’infrastruttura cloud sia perato i test di Tolly Group, frasia queste: un’architettura software che prevede la virtualizzazione tramite l’App mobile, entrambe predisposte delle risorse di sistema e assicura alle organizzazioni strutturate su più sedi la possibilità di fornire supporto operativo a tutti iper clienti in modo immediato; la possibilità definire ogni ruoli separati configurare, monitorare e di gestire per “amministratore di sistema” e “IT manager”; piattaforma progettata sul modello “top down” singola sede, senza richiedere l’installazione che garantisce la gestione da remoto, sia attraverso l’infrastruttura cloud sia tramite app mobile; di alcun sistema aggiuntivo sistema di reporting chiaro, sintetico e intuitivo; sistema di notifica che prevede l’invio automatidi reporting chiaro, sintetico co di segnalazioni e la conferma4) via “Sistema email di qualunque modifica effettuata; generazioneedi report intuitivo”, elemento a dispositivi supporto sintetici per ciascuna organizzazione collegata; flessibilitàessenziale nell’aggiunta di alla rete e interfaccia coerente e intuitiva.della crescita del business delle imprese 5) Sistema di notifica che prevede l’invio automatico di segnalazioni e la conferma via email qualunque modifica effettuata sui singoli dispositivi della rete aziendale JIFFY E CARREFOUR, ACCORDO 6) La piattaforma genera report sintetici per ciascuna organizzazione collegata, con possibilità scelta tra la cadenza settimanale e quella mensile. MOBILE Ogni report contiene una sintesi del PER LA SPESA informazioni principali quali: numero diasta APinquadrare, e switchcon e utilizzo il pro- di rete. Nessuno dei competitor fornisc cellulare, il QR un sistema di reporting automatico néprio singoli report perCode location/sede dalla cassa per com- alla rete 7) Assicura la maggiore flessibilità generato nell’aggiunta di dispositivi pletare la transazione in un su8) Un’interfaccia coerente e intuitiva, sia per quanto concerne l’App mobile sia il cloud portal, ch permercato Carrefour Italia. permette agli utenti di effettuareQuesta ad nuova esempio testè ilvia possibilità ri- cavo, aprire captive portal Faceboo programmare Firmware e PoE, nelsultato mododell’accordo più veloce conpossibile. il servi-

L

B

zio Jiffy, reso disponibile da Sia e Intesa Sanpaolo, che permette Il report integrale è disponibile su Tolly.com. ai clienti dei punti vendita della catena francese a insegna iper, NETGEAR Insight™ Pro è un’offerta esclusiva, basata su abbonamento, dedicata ai VAR market ed express di pagare in L’ecosistema Insight Pro permette di generare profitti continuativi senza aumentare il carico modo facile e veloce la spesa attraverso il proprio smartphone. massima flessibilità. lavoro, anzi, diminuendo il tempo di intervento e garantendo In modalità cashless e con pochi onostante i tassi di crescita dell’eCommerce, quasi due terzi dei click, il cliente si vedrà addebitaInsight Pro include: clienti preferisce ancora fare acquisti di persona in uno store fisico. to il costo dello scontrino diret• per Gestione Cloud tamente della rete e di ogni singolo device collegato Da questo assunto parte Checkpoint realizzareremota le proprievia solusul proprio conto cor• Gestione multi-cliente a partire da un unico account Insight zioni in fatto di sicurezza. L’ultima, in ordine di arrivo, è Alpha Z-Lirente. Per confermare la tran• su Virtualizzazione gestionesazione, Multi-Utente ne Mini CableLok. Adatto all’utilizzo calzature, accessoriemoda gli utenti Jiffy possono di fascia alta e a una vasta gamma di •capi d’abbigliamento, il nuovo diutilizzare o l’impronta Gestione ruoli e privilegi per singolo utente digitale o spositivo combina sicurezza ed estetica in una soluzione conveniente il riconoscimento sfrut• Assegnazione di ruoli Utente-Finale con facciale privilegi limitati in termini di views per la protezione della merce. Riutilizzabile e interamente portatile, tando, in questo senso, l’avanza• Visibilità e controllo centralizzato su più clienti e location/sedi la soluzione offre ai clienti la libertà di curiosare in negozio, portando ta modalità di gestione e incasso con sé il prodotto scelto. Soprattutto, consente ai retailer di esporre dei pagamenti già messa in campo da Carrefour. Ulteriore punto di forza Insight Pro è disponibile in tutto il della mondo attraverso la rete didall’integrazione Distributori ufficiali NETGEAR. Attiva liberamente la merce in tutta sicurezza, garantendo ai dipendenti di partnership è rappresentato di Jiffy all’interno potersi concentrare sulle vendite, che dover perdere tempo del circuito un Bancomat Pay che, a sua volta, estenderà fruibilità deivia email d unpiuttosto abbonamento Insight Pro attraverso distributore, l’utente riceve laconferma a cercare continuamente prodotti conservati in contenente magazzino o all’intera una potenziale platea di 37 titolari di una NETGEAR, un codiceservizi di conferma d’acquisto e milioni un linkdi persone a un sito web per la verific no di vetrine chiuse. Disponibile con tecnologia AM e RF, Alpha Z-Line carta PagoBancomat e a oltre 440 banche collegate. «Abbracciare la diSuccessivamente è possibile procedere con l’attivazione di un account e la configurazione del Mini CableLok si applica avvolgendo il cavo intorno a una parte non gital transformation e le sue potenzialità è un passo necessario che abpropria rete di clienti e dispositivi. amovibile del prodotto, per poi agganciarlo alla sua “sede” e funziona biamo intrapreso da tempo al fine di rispondere in maniera semplice, Insight Pro è disponibile in pacchetti di licenze sulledeicaratteristiche dei dispositivi collegati emettendo un allarme nel momento in cui si tenta di tagliare il cavo, immediata e sicurabasati alle esigenze consumatori finali, offrendo sermentre l’antenna EAS avvisa il personale di negozio se il prodotto provizi ad Prezzi alto valore aggiunto e sempre più personalizzati», ha affermasui termini di durata dell’abbonamento. e scontistiche dipendono dal Distributore. tetto con il CableLok si trova nel campo di rilevazione. to Tiziano De Paoli, direttore servizi finanziari di Carrefour Italia.

CHECKPOINT E L’ESPOSIZIONE LIBERA IN SICUREZZA

N

Per maggiori dettagli visita: http://info.netgear.it/insightpro

dicembre 2018 | retail food

63


r&

f international News HEMA NEL PORTFOLIO DI RAMPHASTOS INVESTMENTS

L’intesa c’è, l’obiettivo pure: accelerare sulla crescita internazionale, migliorare la presenza online e la profittabilità. Per questo Ramphastos Investments del magnate Marcel Boekhoorn ha deciso di puntare su Hema, il retailer con base in Olanda, 30.000 referenze e oltre 750 store in nove paesi e due continenti. L’accordo arriva in un momento di transizione per Hema che da catena retail si sta trasformando in vero e proprio marchio di moda, grazie alla partnership con operatori internazionali come Apparel Group. Con l’entrata in gioco del nuovo investitore, Hema consolida anche la propria presenza sul mercato domestico oltre che intraprendere un processo di crescita nelle vendite eCommerce. «Hema è un brand iconico con grandi potenzialità internazionali. Questa acquisizione si inserisce nell’ambizioso piano di espansione e differenziazione del nostro portfolio», ha commentato Marcel Boekhoorn, proprietario di Ramphastos. «Questo è il mgliore scenario possibile per il rilancio del marchio», gli ha fatto eco Tjeerd Jegen, ceo di Hema.

KERING E LA SFIDA ONLINE A YOOX NET-A-PORTER

Sarà l’online il campo di battaglia dove si affronteranno Kering e Yoox Net-A-Porter. Il brand del lusso, infatti, ha deciso di chiudere la joint-venture con la piattaforma digitale per lanciare, dal 2020, il proprio sito eCommerce. Una decisione che segue un trend già percorso da altri marchi di moda. Quest’ultimi, dopo essersi appoggiati per lungo tempo alle piattaforme distrubutive specializzate, hanno deciso che è il momento di fare da soli. Una mossa che, nel caso specifico, priva Yoox di un grande nome del fashion di lusso a pochi mesi dall’acqusizione del portale da parte di Richemont. Restano, in portfolio, clienti come Armani, Moncler e molti altri.

64

retail food | dicembre 2018

duty free world |

by Kevin Rozario

|

London kevin.rozario.uk@gmail.com

Middle East wobbles, traffic from Europe to decline Il Medio Oriente traballa e il traffico europeo diminuisce

M

iddle East carriers such as Emirates and Qatar drive a useful amount of traffic out of several European airports to their respective hubs. This helps boost the duty free and travel retail channel at Europe’s outbound gateways because travellers returning home from the Middle East, and beyond, are often high spenders. But there is some uncertainty creeping into this equation. According to seat analyst ForwardKeys, international arrivals to the Middle East during the first 10 months of this year (18 January – 18 October) barely grew (at +1%) compared with the equivalent period in 2017. The analyst’s forecast for the two months from 18 November – 10 January is worse. It shows a -2.4% contraction versus the year before. Traffic from Europe in these two periods is better, but it will also slow from +2.6% to just +1% which could hamper duty free sales. The softening demand is caused by multiple factors. For the 10-month period, ForwardKeys blames a travel decline to Saudi Arabia and a continuing diplomatic and trade blockade of Qatar by Bahrain, Egypt Saudi Arabia and UAE. In the two months to 10 January, the analyst cites a slowdown in bookings from Asia Pacific. Qatar Airways has been robust in its response to the blockade. It has lowered prices and pushed its connecting capabilities from markets like Europe to Asia Pacific. This has been successful. While Qatar suffered particularly badly from a -34.8% drop in arrivals from Middle Eastern countries, it saw solid growth of +8% from the rest of the world in the 10 months to October. Dubai and Istanbul airports picked up a large share of Qatar’s lost Middle East traffic – both grew their share of the transfer market in the region. The figures show the delicate balance that exists in the Middle East region – and its knock-on commercial effects. With the opening of the impressive Istanbul New Airport there will also be a steady increase in transfer traffic from there to and from European destinations. Turkish Airlines will aggressively battle with its Middle East counterparts for market share, so the balance could easily tip again by the end of 2019.

I

vettori mediorientali come Emirates e Qatar trasferiscono un quantitativo di traffico utile da diversi aeroporti europei ai loro rispettivi hub. Ciò contribuisce a sostenere il canale duty free e travel retail ai gateway in uscita dall’Europa perché i viaggiatori dal Medio Oriente, e oltre, che tornano a casa di solito sono grandi acquirenti. Tuttavia, c’è una dose di incertezza che mina questa equazione. Secondo il rilevatore di posti a sedere ForwardKeys, gli arrivi internazionali nel Medio Oriente negli ultimi 10 mesi di quest’anno (18 gennaio – 18 ottobre) sono scarsamente cresciuti (+1%) rispetto allo stesso periodo del 2017. La previsione degli analisti per i prossimi due mesi, 18 novembre – 10 gennaio, è peggiore: una contrazione del -2,4% rispetto all’anno scorso. Il traffico dall’Europa in questi due periodi è migliore, anche se rallenta dal +2,6% ad appena l’1%, il che potrebbe intralciare le vendite duty free. L’ammorbidimento della domanda è causato da molteplici fattori. Per i 10 mesi considerati, ForwardKeys incolpa un declino dei viaggi in Arabia Saudita e il continuo blocco diplomatico e commerciale del Qatar da parte di Bahrain, Egitto, Arabia Saudita e Uae. Nei successivi due mesi, fino al 10 gennaio, gli analisti citano un rallentamnto delle prenotazione dall’Asia-Pacifico. Qatar Airways è stata dura nella sua risposta al blocco. Ha abbassato i prezzi e spinto le sue capacità di connessione da mercati come l’Europa all’Asia-Pacifico. Un’operazione di successo. Mentre il Qatar soffriva in modo particolarmente negativo un -34,8% di arrivi dai paesi del Medio Oriente, ha visto una solida crescita del +8% dal resto del mondo nei 10 mesi fino a ottobre. Gli aeroporti di Dubai e Istanbul hanno colto una larga fetta del traffico mediorientale perso dal Qatar – entrambi hanno accresciuto la propria quota di trasferimenti nella regione. I numeri mostrano il delicato equilibrio che esiste in Medio Oriente – e l’effetto domino a livello commerciale. Con l’apertura del gigantesco Istanbul New Airport ci sarà anche un deciso aumento nel traffico dei trasferimenti da e per le destinazioni europee. Turkish Airlines combatterà aggressivamente con le sue controparti mediorientali per le quote di mercato, tanto che l’equilibrio potrebbe facilmente incrinarsi verso la fine del 2019.


SCHIPHOL, IL LABORATORIO FOOD&BEVERAGE DI HMSHOST

C

on quasi 68 milioni di passeggeri all’anno, l’aeroporto di Amsterdam Schiphol è un laboratorio per le ultime tendenze food&beverage in chiave travel retail. A condurre con successo gli esperimenti è HMSHost International, società che fa parte della galassia Autogrill e che da 50 anni è attiva nel settore a livello globale in 19 paesi con vendite nette pari a 512 milioni di euro nel 2017 (+19%). A Schiphol, HMSHost gestisce oltre 70 punti vendita e l’85% dell’offerta F&B. Fra questi, sono cinque i format innovativi messi a servizio dei viaggiatori. Il primo, lato airside, è Vit che declina il trend dell’healthy food in una proposta di succhi realizzati in loco e bowl componibili realizzate con prodotti freschi e selezionati. Il secondo format è l’asian fusion Kebaya: un vero e proprio ristorante a servizio dei passeggeri della Lounge 2 con 200 posti a sedere e servizio al tavolo (oltre che bancone bar e vetrina grab&go). Il menù prevede 24 portate tipiche di 7 paesi asiatici e la possibilità di ordinare in modo digitale via tablet. Il terzo “esperimento” è Café Cocò, caffetteria di lusso in stile parigino che combina moda e gastronomia in un ambiente sofisticato. Il locale, molto apprezzato dalla clientela femminile, offre anche una varietà di cioccolatini e dessert nella migliore tradizione del Benelux. Radici a cui si ispira anche La Place, storico operatore della ristorazione olandese con oltre 250 location gestite, che a Schiphol ha trovato il suo adattamento travel retail senza modificare la propria proposta fatta di menù stagionali sempre accompagnati da un prodotto da forno. Infine, il brand inglese Leon che ha fatto del fast&healthy la propria missione rappresenta il migliore connubio fra un brand di successo e un operatore come HMSHost, già gestore di 9 punti vendita in UK e Olanda.

GIOVANNI RANA PARLA INGLESE CON IL TEMPORARY GROCER

G

iovanni Rana sbarca a Londra con un carico di italianità grazie all’apertura del temporary La Famiglia Rana Grocer: un vero e proprio “negozio di alimentari”in cui la pasta fresca e l’esperienza digitale si fondono insieme. Aperto dal 9 novembre al 16 dicembre, La Famiglia Rana Grocer si trova al civico 51 di Marylebone High Street, a poca distanza da Regent’s Park. In un’atmosfera sospesa tra la nostalgia del negozio di alimentari di una volta e un carico di “instragrammabilità” moderno, il Rana Grocer ospita – oltre alla pasta fresca – una selezione di prodotti locali italiani, delle vere e proprie eccellenze gastronomiche made in Italy scelte personalmente da Giovanni Rana. Attorno a questa offerta food, inoltre, è stata costruita una customer experience a misura di social. Il negozio, infatti, è un vero e proprio studio fotografico dove ogni cliente potrà costruire il proprio set scegliendo fra marmi, ceramiche fatte a mano e tessuti artigianali per condividere in diretta l’esperienza nel punto vendita. Il tutto mentre gli chef Rana cucineranno un’infinita gamma di ricette di pasta fresca da godersi subito dopo lo scatto.

SSP, DOPPIETTA F&B A BIRMINGHAM E FRANCOFORTE

EAST SIDE MALL, IL NUOVO CENTRO COMMERCIALE DI BERLINO

S L

’operatore food&beverage SSP Group ha annunciato la prima apertura di un M&S Food to Go all’aeroporto di Birmingham. Il format, presentato il 21 novembre e attivo dal gennaio 2019, prevede un’ampia offerta di cibo e bevande inclusi sandwich, wrap, pane cotto in loco, sushi, insalate, smoothi e alcolici. Il tutto per la felicità di 13 milioni di passeggeri che transiteranno per lo scalo inglese. «Siamo molto felici di questa nuova prima apertura di M&S che unisce la proposta food&beverage di un marchio riconosciuto e l’operatività di SSP – ha commentato Kate Swann, ceo di SSP Group – Il format è pensato per i viaggiatori dell’aeroporto che hanno bisogno di un pasto veloce, uno snack da mangiare o portare con sé in volo». Per M&S si tratta di un’ulteriore tappa nel travel retail, una presenza che si aggiunge alla consolidata rete di vendita sul territorio dove possiede oltre 900 negozi fra Europa, Egitto, India e Russia. L’apertura dello store nello scalo di Birmingham fa seguito all’inaugurazione di un Perfect Day micro shop sul lato airside all’aeroporto di Francoforte: aperto dalle 5.30 alle 10.00 del mattino, farà da supporto al flagship già presente nell’area dopo i controlli di sicurezza.

ulla sponda settentrionale del fiume Sprea, a pochi passi dall’East Side Gallery, ha aperto i battenti il nuovo centro commerciale berlinese: l’East Side Mall. Con una superficie di 37mila mq e circa 120 attività retail su tre livelli, l’East Side Mall amplia l’offerta commerciale all’interno di un’area già caratterizzata dalla Mercedes Benz Arena, un distretto dell’entertainment capace di ospitare 4mila persone (fra cinema multiplex, bowling e area eventi), hotel, ristoranti e 20mila fra nuovi appartamenti e spazi per uffici. A condurre le operazioni è Freo, sviluppatore immobiliare tedesco che si occupa anche della commercializzazione degli spazi dopo due anni di lavori. Con questa apertura, l’area di Friedrichshain e Kreuzberg ha così il suo secondo centro commerciale dopo il Ring Center. Il costo dell’investimento per la realizzazione dell’East Side Mall si aggira intorno ai 200 milioni di euro. Secondo gli investitori, il centro commerciale verrà visitato quotidianamente da 25.000 persone. Alla città sono stati promessi 20.000 nuovi posti di lavoro.

dicembre 2018 | retail food

65


r&

f international News SUL TRENO AL HARMAIN SI MANGIA CON SACC

U

FRUTTA SINGOLA

XIAOMI PRONTO ALL’ESPANSIONE EUROPEA

L

’epicentro dell’espansione europea di Xiaomi sarà Londra. Qui il produttore cinese di smartphone punta ad aprire un nuovo flagship store per ampliare il proprio canale retail già attivo in Francia, Italia e Spagna (dove, da novembre, è già diventato il terzo venditore di cellulari del Paese). Il punto vendita troverà posto all’interno del centro commerciale Westfield Stratford City. Dal punto di vista del format, l’idea alla base del progetto intende mettere al centro l’esperienzialità (sulla falsa riga di quanto già fatto vedere da concorrenti come Apple). Il tutto a partire dalla presentazione dell’ultimo modello: l’Mi 8 Pro Device. Con questa apertura, Xiaomi sarà presente in 74 paesi al mondo (esclusi gli Usa, dove approderà nel 2019) dove distribuisce circa 100 milioni di device l’anno per un fatturato di 2,1 miliardi di dollari nel primo quarto del 2018, il primo dopo l’Ipo di inizio anno che ha messo sul mercato il 30% delle azioni dell’azienda per un valore intorno ai 50 miliardi di dollari. Numeri che fanno della compagnia asiatica il quarto produttore al mondo in termini di apparecchi IoT con la Cina al centro del proprio business: il 72% del fatturato 2017 è stato registrato nel paese asiatico.

FRUTTA MISTA

FONTE DI CALCIO, FONTE DI VITAMINA D e CON FERMENTI LATTICI VIVI Il calcio e la vitamina D sono necessari per la normale crescita e per lo sviluppo osseo nei bambini

66

retail food | dicembre 2018

*per informazioni complete vedi sito www.fruttolo.it

n treno ad alta velocità che corre nel deserto e porta co sé le proposte gastronomiche di SACC-Newrest. L’azienda, specializzata nel servizio food&bevarage in viaggio, sarà responsabile per la distribuzione dei pasti a bordo dell’Al Harmain, allargando così il suo network operativo al Medio Oriente. Il treno collegherà le città della Mecca, Medina e Jeddah passando per la King Abdullah Economic City di Rabigh. Pensato per aumentare il comfort dei pellegrini impegnati nella visita alle città sacre dell’Islam, il treno Al Harmain rientra in un piano strategico dei trasporti che punta a ridisegnare le infrastrutture dell’Arabia Saudita entro il 2030. Sulla tratta di 480 km, per cui sono stati spesi circa 16 miliardi di dollari, viaggeranno annualemte 60 milioni di persone attraverso una flotta di 35 treni ad alta velocità, ognuno con 417 posti disponibili. Il tutto per un costo del biglietto che varia dai 5 ai 65 dollari.


r&

f Vetrina Natale con i panettoni Martesana Non c’è Natale senza panettone. Lo sanno bene quelli di Pasticceria Martesana Milano che lanciano sul mercato una linea tutta nuova per le festività, sempre con la firma di Enzo Santoro, dal 1966 vera e propria anima creativa del marchio. Per il 2018 le proposte vanno dal panettone Tradizionale (canditi di arancia, burro, miele e lievito gli ingredienti essenziali) a quello Rustico (con farina integrale e ripieno di marmellata ai lamponi), passando per la versione Gianduia&Mandarino, Strudel, Marron Glacés.

DB Group cala il tris per le feste Le festività natalizie si avvicinano e IDB Group cala il tris della tradizione: i panettoni a marchio Giovanni Cova & C., Borsari e Antica Pasticceria Muzzi. Il primo punta su GranCioccolato, ricoperto con losanghe di fondente e granella di nocciole è arricchito di corpose gocce di cioccolato. Il secondo presenta la linea I Con e i Senza dedicata alle sempre più particolari esigenze alimentari della clientela (farine integrali, assenza di zuccheri raffinati, ingredienti bio, ecc). Il terzo punta sul binomio panettone e vino con l’Imbibito all’Amarone della Valpolicella.

Grom va oltre il gelato “Come il gelato, oltre il gelato”, questo il claim della nuova linea di prodotti Grom. Dopo 15 anni di esperienza nel mondo del gelato, il marchio torinese allarga la gamma: confetture e marmellate, biscotti e creme spalmabili, tutti articoli realizzati a partire da materie prime selezionate. Adatti anche ai consumatori intolleranti al glutine, gli ultimi arrivati in casa Grom sono venduti in tutti i punti vendita della catena per un costo fra i 5,50 e i 7,50 euro.

Vanity, la bottiglia Recoaro per l’HoReCa Un omaggio alla tradizione che si veste di modernità caratterizza l’ultima bottiglia pensata da Recoaro per il canale HoReCa. Vanity è il frutto di un restyling completo ispirato alle forme e alle linee degli anni Venti. Un profilo semplice ed elegante, con un’etichetta minimal che lascia spazio all’acqua e ben si sposa con la raffinatezza e l’eleganza ricercata dai ristoratori. La nuova bottiglia da 0,75 litri è disponibile nelle tre varianti naturale, frizzante e leggermente frizzante, ciascuna associata a una nuance di colore differente. 68

retail food | dicembre 2018

Gli smoothie Innocent arrivano in Italia Un nuovo modo di consumare la frutta fa il suo debutto in Italia. Si tratta degli smoothie targati Innocent, azienda leader nel settore a livello europeo. Totalmente naturali, venduti in pratiche bottigliette da 250ml, gli smoothie contengono l’equivalente nutrizionale di due porzioni di frutta e vanno conservati in frigo o consumati nel giro di pochi giorni dall’apertura. Fragola, kiwi, mango e cocco le prime quattro referenze adatte anche a chi segue una dieta vegana o vegetariana.

Lay’s lancia la linea gourmet Un’elegante confezione nera con un contenuto scintillante: così Lay’s rinnova, con stile, la propria offerta di patatine confezionate. Realizzate per incontrare i gusti dei consumatori più esigenti, il nuovo prodotto gourmet è il risultato di un’accurata selezione, un taglio spesso e un lento processo di cottura che le rende particolarmente dorate. Due le referenze proposte: Classiche e Formaggio Cheddar.


DARK

SOLO LE STELLE AL BUIO BRILLANO DI PIÙ

2019

FOTOGRAFIE DI MARCO GAROFALO A CURA DI PIPPO RANCI E MATTEO LEONARDI

retail&food con Amani per garantire casa, scuola e salute ai bambini e alle bambine di strada di Nairobi, Kenya e Lusaka, Zambia. I proventi saranno destinati all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti del Kivuli Centre, casa di accoglienza per bambini di strada di Nairobi

Per acquistare questo calendario Amani Ong Onlus Via Tortona 86, 20144 Milano tel. +39 02 48951149 bottega@amaniforafrica.it www.amaniforafrica.it


r&

f La Foto

Dopo un secolo di storia e i recenti successi in Messico, Turchia e Iran, la Manifattura Penne Aurora apre la sua prima boutique monomarca a Roma, al civico 12 di via del Babuino ¢

70

retail food | dicembre 2018


IL 2019 APRE CON IL PIU’ GRANDE EVENTO DEDICATO AL MARKETING B2B

MARKETING CONFERENCE 2019

IL FUTURO E L’INNOVAZIONE DEL MARKETING B2B SAVE THE DATE 13 FEBBRAIO 2019 AUDITORIUM GIO’ PONTI, ASSOLOMBARDA - MILANO

seguici su

www.b2btheconference.com powered by


r&f

di Simone Filippetti @filippettinews

Black Friday, chi ci guadagna? Il rito stelle e strisce dello shopping off price nel Venerdì Nero (e nel weekend a seguire) ha contagiato anche gli italiani, che per l’occasione hanno speso più di un miliardo di euro online

I

Padri Pellegrini che nel 1700 colonizzarono gli Stati Uniti, sbarcando con la nave MayFlower, erano di fatto una comunità agricola. Vivevano di bestiame e raccolti; e sui ritmi dell’agricoltura hanno creato e plasmato la società americana. Il Thanksgiving, che in Italia ci arriva da tv e internet sotto forma di immensi tacchini ripieni serviti in tavole super-imbandite, è la festa dove la comunità contadina ringraziava il Signore per aver concesso un altro anno di raccolto (e dunque l’inverno sarebbe passato tranquillo). Si celebra a fine novembre al termine dell’autunno, quando tutte le messi erano stipate pronte per i lunghi mesi freddi. È il Natale degli americani; ci si ritrova in famiglia per celebrare. Il Venerdì Nero, Black Friday, il giorno dopo la festa, assomiglia al nostro Santo Stefano, ed era il giorno dove le famiglie andavano in città al mercato, giorno di festa e di compere. Nel corso del tempo il Venerdì è diventato una sorta di anticipo del Natale: il Ringraziamento cade più meno a un mese dal 25 dicembre e così il Black Friday, nelle metropoli, è diventato il fischio d’inizio delle Festività, che coincide con la Shopping Season. Ovviamente, il Black Friday degli anni Duemila non ha niente a che vedere con le tradizioni dei padri fondatori e la loro economia agreste. I saldi pre-natalizi sono un modo per far anticipare i regali di Natale, per far spendere di più, sperando che, sulla scia degli addobbi e delle vetrine che durano per un mese, e nella frenesia generale delle feste, la gente faccia anche altro shopping prima che arrivi il Natale. Ennesimo fenomeno copiato dagli Stati Uniti, come Halloween, il Black Friday è diventata una mania anche nel Belpaese. Nel giro di pochi anni, la smania dello shopping scontato ha contagiato, anzi conquistato, l’Italia. Basta aver aperto la propria email o anche soltanto buttato un’occhiata allo smartphone il 23 novembre, per averli trovati intasati di offerte, annunci, prezzi scontati, saldi e chi più ne ha, più ne metta. La colonizzazione ha avuto

72

retail food | dicembre 2018

come alfiere Amazon, quest’anno coinvolta pure in un mezzo scandalo per aver gonfiato i prezzi (a dar retta a un esposto presentato all’Antitrust dalla UNC) che ha iniziato qualche stagione fa a tenere incollati allo schermo i suoi clienti di tutto il mondo con la trovata degli sconti lanciati di continuo ogni ora. Sdoganato dal colosso mondiale dell’eCommerce, il Venerdì Nero ormai impazza: anche la municipalizzata A2A, quanto di più lontano dallo shopping e dal retail, si è lanciata in offerte da Black Friday. Ci sarà pure la crisi, lo Spread non fa dormire e mette a rischio i conti pubblici italiani, la Borsa traballa, ma tutti sono galvanizzati per accaparrarsi qualche oggetto scontato. Gli italiani hanno speso la gargantuesca somma di 1 miliardo di euro. Lo ha calcolato l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano: per la prima volta da quando esiste lo shopping on line gli acquisti hanno superato il miliardo di euro con una crescita del 35% circa rispetto al 2017. Briciole rispetto alla Cina, dove Alibaba, che ha anticipato una sorta di Black Friday a metà novembre, ha battuto un nuovo record: i consumatori cinesi hanno speso online, in sole 24 ore, oltre 30 miliardi di dollari (5 miliardi di dollari in

più dello scorso anno), ossia quanto gli italiani spendono in un intero anno di spese via internet (27,4 miliardi di euro). Impressionante il risultato all’apertura: in un minuto e mezzo le vendite di Alibaba hanno superato il miliardo di dollari. Tornando ai più modesti numeri italiani, durante il Black Friday un negozio online realizza mediamente in un giorno più di 3 volte tanto il fatturato di un giorno qualsiasi, mentre i commercianti più aggressivi si calcola che siano arrivati fino a 7 volte il transato di un giorno medio. Si compra sempre più dallo smartphone, spinto dalle offerte lampo: un acquisto su tre è stato fatto via telefonino. C’è chi esulta per l’economia che gira on line: piaccia o no, ormai lo shopping on line è lo standard. Ma in un paese in stagnazione, con segnali economici preoccupanti, dalla disoccupazione al Pil, il boom delle vendite via internet rischia di essere solo il più classico dei travasi. Quello che si guadagna on line, lo perdono i negozi tradizionali. Il rovescio della medaglia di quel miliardo di spese on line è che senza crescita economica i consumi sono una torta a somma zero. Per una Amazon che esulta, molti piccoli commercianti rischiano di chiudere la loro bottega all’angolo. ¢


Dal 1912, qualità garantita dalla famiglia Ritter La linea Special Nuts offre un assortimento unico di ben 7 specialità che abbinano il cioccolato di qualità a pregiati ingredienti rigorosamente selezionati. Con il 25% di nocciole per i classici Latte, Fondente e Bianco, ogni morso diventa un'esperienza di gusto e croccantezza mai provate prima. Golosità e tanta frutta secca anche per Mandorle, Bianco Mandorle, Macadamia e Mandorle Salate e Miele, che arricchiscono la linea e offrono agli amanti del cioccolato arricchito l'imbarazzo della scelta.

RITTER SPORT SPECIAL NUTS: SPECIALI IN OGNI MOMENTO. RITTER SPORT ricerca gli ingredienti più pregiati da tutto il mondo dal lontano 1912 mantenendo inalterata la grande passione per il cioccolato di qualità.

www.ritter-sport.it


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook