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retail&food 12 2017

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TRAVEL RETAIL SHOPPING MALL

retail&food Anno 12 • Numero 12 • DICEMBRE 2017 • € 5,00

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

Un Oscar per l’Italia

Nasce FICO Cover story Franchising Parola di Alessandro Ravecca

Aeroporti

Parola ai big

Case history Bata

Food hall

DEKALB - NY


Hai un brand da numeri uno? DIMOSTRALO! Milano 23 maggio 2018 Stay tuned

Ristorando

Eventi


TRAVEL RETAIL SHOPPING MALL

Anno 12 · numero 12 dicembre 2017

retail&food Anno 12 • Numero 12 • DICEMBRE 2017 • € 5,00

Direttore responsabile Andrea Aiello Coordinamento editoriale Andrea Penazzi - andrea.penazzi@retailfood.it

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

Un Oscar per l’Italia

Nasce FICO Cover story Franchising Parola di Alessandro Ravecca

Contatti info@retailfood.it - www.retailfood.it Aeroporti

Case history

Parola ai big

Bata

Food hall

DEKALB - NY

Hanno collaborato Massimo Luigi Andreis, Alessandro Barzaghi, Fabio Bernardini, Giulia Comparini, Luca Esposito, Simone Filippetti, David Montorsi, Roberta Motta, Marco Passoni, James Ross Impaginazione Mariella Salvi Foto Archivio Edifis, Flickr, Fotolia, iStockphoto Pubblicità dircom@edifis.it Traffico pubblicitario Roberta Motta - roberta.motta@edifis.it Stampa Aziende Grafiche Printing S.r.l. - Via Milano 3/5 - 20068 Peschiera Borromeo (MI)

INFORMARSI È UN BENE, NON FARLO MALE: LEGGI RETAIL&FOOD retail&food è l’unica rivista italiana specializzata nel travel retail, un settore in forte crescita e con buone prospettive di sviluppo anche per i prossimi anni. Inoltre r&f è uno dei mezzi più apprezzati e consultati da retailers e operatori attivi in outlet e centri commerciali. Con oltre 10.000 lettori a numero, una presenza qualificata presso tutte le fiere di settore. 10 numeri all’anno, più di 9.000 iscritti alla newsletter, 1 pagina facebook, 181.000 pagine viste grazie allo sfoglio on line della rivista, retail&food è oggi uno dei mezzi più letti, consultati e apprezzati dalle business communites di riferimento.

Prezzo di una copia € 5,00 - Arretrati € 10,00 Abbonamento Italia: € 50,00 Europa: € 90,00 Resto del mondo: € 110,00 abbonamenti@edifis.it Amministrazione amministrazione@edifis.it

Registrazione Tribunale di Milano N° 550 del 06/09/2006 Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n° 06090

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retail&food una rivista edita da: Edifis spa Viale Coni Zugna, 71 20144 - Milano - Italy Tel. +39 02 3451230 - Fax +39 02 3451231 www.edifis.it


SOMMARIO

n° 12 dicembre 2017

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37 R&F NEWS R&F NEWS OPENING

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SCIENZE & RETAIL

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FRANCHISING: oltre i numeri Si è tenuta a ottobre la 32° edizione del Salone Franchising Milano. Come da tradizione, la fiera organizzata da RDS Expo, società formata da RDS & Company e Fandango Club, è stata l’occasione per fare il punto sui trend del comparto: un fatturato annuo cresciuto a 24 miliardi di euro e lo sviluppo in primis di food e fashion PAROLA DI... ALESSANDRO RAVECCA

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SPECIALE FORNITORI

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La tecnologia diventa partner del retail

Da ipermercato storico stand-alone ad àncora alimentare moderna nelle dimensioni e nel format integrata a una galleria di negozi classica e a un parco commerciale ricco di soluzioni retail, F&B e leisure. Il nuovo progetto di Carmila e Carrefour Property Italy da 65 milioni di investimento è stato inaugurato il 24 ottobre a Nichelino (TO)

NEWS TECH & ARREDO INTERNATIONAL VETRINA LA FOTO LA PULCE NELL’ORECCHIO

62 64 68 71 72

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Le tre torri dello shopping

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Destinazione Carrera Jeans NEW CONCEPT

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I Viali: shopping & entertainment di vicinato

LE MAPPE DEL RETAIL

Bata Italia: “Franchising da quasi 40 anni”

STAR TREK RETAIL

WORLD TRAVEL RETAIL

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FEDERFRANCHISING: «L’affiliazione può rilanciare il ruolo dell’impresa nei territori» CASE HISTORY

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Le reazioni emotive nei luoghi di consumo alimentare DOSSIER SHOPPING MALL TAGLIO NASTRO

COVER STORY

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Un Oscar per l’Italia Farinetti scommette ancora sul Bel Paese. E lo fa celebrando le meraviglie dell’agroalimentare italiano, nei 10 ettari della sua Fabbrica Italiana COntadina. Per gli amici, Fico

L’EVENTO

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Da Mapic a Mapic Italy sino a Mapic Food & Beverage REPORTAGE

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DEKALB Market Hall: il nuovo food hub di Brooklyn INCHIESTA AEROPORTI

Parola ai big del non aviation

RUBRICHE 48

STOCK OPTION NEW MARKETS OUTLOOK

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LA RUBRICA LEGALE

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DUTY FREE WORLD

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r&f News

AURA  VALLE AURELIA, LA GESTIONE A SAVILLS LARRY SMITH

I

n apertura nei primi mesi del 2018 e sviluppato da CDS Holding, il progetto Aura – Valle Aurelia ha visto l’affidamento della gestione a Savills Larry Smith da parte di Valle Aurelia Mall Srl. Il centro commerciale, che annovera Forum Real Estate Management in qualità di asset manager, si articolerà su quattro livelli per una Gla di circa 21mila mq, con una galleria di collegamento verticale semi-aperta che permetterà di accedere ai diversi piani in modo efficiente. Situato nella parte ovest di Roma a soli 800 metri in linea d’aria dalla città del Vaticano, il centro vanterà un’ottima accessibilità pedonale grazie alla presenza della fermata Valle Aurelia della metropolitana linea A. L’elemento distintivo sarà una terrazza-food court, dalla quale sarà possibile godere di una vista panoramica, mentre oltre 600 posti auto e una palestra Virgin Active renderanno ancora più attrattiva la struttura. «Il lancio e la gestione di uno shopping centre in costruzione sono sempre una sfida – commenta Christian Recalcati, managing director di Savills Larry Smith - É necessario, infatti, che i clienti percepiscano sin dall’apertura il valore intrinseco del centro, del brand mix, dei servizi che questo offre e del suo modo coerente di comunicare. È anche per questo che abbiamo già definito una squadra ad hoc che sta lavorando attivamente sia con la proprietà che con l’asset manager al progetto».

A LFPI UN PORTAFOGLIO DI 41 SUPERMERCATI SOFT DISCOUNT A fine ottobre il Fondo FLE Italia Fund 1, appartenente al gruppo LFPI patrocinato da Lazard e gestito da FLE SA in passporting, ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio immobiliare composto da 41 supermercati “soft discount” locati a Penny Market, posizionati prevalentemente nel nord Italia. Il valore dell’operazione è di circa 70 milioni di euro mentre il venditore degli immobili è il Fondo Virgilio gestito da Finanziaria Internazionale Investments SGR S.p.A. «Con questa operazione – riferisce Stefano Keller, partner di LFPI in Italia – il Gruppo raggiunge la soglia dei 300 milioni di asset under management sul territorio italiano, investendo da inizio anno circa 90 milioni di euro prevalentemente nel settore retail e raggiungendo così l’obiettivo di segmento prefissato per l’anno in corso. Il Gruppo – specifica Keller – continuerà a portare avanti, su tutto il territorio italiano, la strategia di investimento prevalentemente in uffici e logistica multi-tenant oltre che in business hotels». FLE si è avvalsa della collaborazione dello studio legale Gitti and Partners, di BNP Paribas Real Estate e dello Studio di Commercialisti MNP – Maria Nella Palandri per le due diligence lato acquirente.

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Stock option

BUY

Abercrombie & Fitch Il terzo trimestre oltre le stime e l’outlook positivo per l’ultimo quarter spingono il titolo di Abercrombie & Fitch che ha toccato un rialzo fino al 26%, chiudendo poi a quota +23,90 per cento. I ricavi si sono attestati a quota 859,1 milioni di dollari (+5%), contro le stime di 819 milioni, mentre l’utile netto per azione adjusted è stato di 30 centesimi, contro i 22 previsti. Harrods “Il Black Friday. Non è nel nostro dna”. Sono queste le parole di Michael Ward, managing director di Harrods, che ha spiegato come il più famoso department store del Regno Unito non ha applicato la politica di sconti prevista per la giornata inaugurale dello shopping natalizio a favore di proposte full price, più in linea con l’offerta up market. Walmart Vendite trimestrali in crescita per Walmart, il più grande rivenditore al dettaglio del mondo, spinto dalla performance del mercato americano, del canale e-commerce e, in generale, da strategie in grado di convincere il mercato. Nel terzo quarter d’esercizio, il colosso guidato da Doug McMillon ha registrato ricavi in crescita del 4,2% a 123,2 miliardi di dollari.

NEUTRAL

SELL

Benetton Dopo oltre 15 anni, il celebre fotografo Oliviero Toscani firmerà nuovamente le campagne Benetton. La collaborazione tra i due ha prodotto alcune delle immagini più famose nel mondo della pubblicità tra gli anni 80 e 90, ponendo l’attenzione su temi sociali anziché focalizzarsi strettamente sulle collezioni del brand veneto.

USA Gli Usa in questo 2017 stanno vivendo una vera ecatombe di Centri Commerciali. Chiudono. Si sono già persi 50.000 posti di lavoro e nei prossimi mesi spariranno altri 3.500 negozi. Hanno abbassato le serrande Fort Steuben, Sears e Macy’s. Payless, Sports Authority e The Limited. Nel giro di qualche anno, le visite sono scese del 50 per cento.

Cina La Cina taglia di nuovo i dazi, su una lista di prodotti piuttosto ampia che comprende 187 categorie. Dopo che già nel 2015 Pechino aveva adottato la stessa misura, adesso il ministero delle Finanze ha deciso di rendere più accessibili alcuni prodotti di qualità, tra cui tessuti in cashmere e scarpe. Lo scopo è spingere i consumatori cinesi ad acquistare merce straniera nei negozi locali, e non più all’estero.

Alitalia “Oggi abbiamo più di tre offerte sul campo: una più finanziaria, due più industriali. Le valuteremo partendo dalla priorità numero uno, quella di assicurare collegamenti, con meno soldi pubblici possibili e, terzo, la questione dei lavoratori che hanno una responsabilità”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

Luxottica Essilor e Luxottica annunciano che il progetto di combinazione tra le due società ha ricevuto il via libera dal Competition Bureau canadese. Il Canada è una delle 5 giurisdizioni la cui approvazione è condizione sospensiva per il closing dell’operazione. La transazione è stata finora approvata in altri dieci paesi.

Conte of Florence Conte of Florence Distribution è stata ammessa alla procedura di concordato con riserva dal tribunale di Lucca. Cofd, che controlla Conte of Florence Retail e Conte of Florence Outlet, ha chiuso l’ultimo esercizio fiscale registrando ricavi per 28,4 milioni e una perdita di 3 milioni. L’azienda punta anche a ricercare nuovi soci per una ricapitalizzazione.


r&f News

DI CIGIERRE AMERICA GRAFFITI COCUZZA & ASSOCIATI PRESENTA RETAIL TRENDS 2017

C

igierre, colosso della ristorazione con 240 ristoranti a gestione diretta e in franchising in Italia e all’estero, più di 20 milioni di coperti serviti e 330 milioni di fatturato, acquisirà America Graffiti Franchising, la steakhouse a tema anni 50 nata a Forlì nel 2008, che in pochi anni ha creato una rete di 63 location nel centro e nel nord Italia, la gran parte con la formula dell’affiliazione. Il contratto preliminare, siglato a Forlì da Marco Di Giusto, amministratore delegato della Compagnia Generale di Ristorazione, e Riccardo La Corte, presidente della società romagnola, ha previsto la finalizzazione entro la fine di novembre (dopo la chiusura del numero della rivista). Grazie alla dote che porterà il format che riproduce i diner e fast food a stelle e strisce, il leader friulano della ristorazione servita controllato da BC Part-

G

ners (una delle principali società internazionali di Private Equity con oltre 17 miliardi di euro di asset under management), supererà quota 300 ristoranti tra Italia, Svizzera, Francia e Belgio. Ambiziosi i programmi di sviluppo del format american style: Di Giusto ha parlato di almeno 50 opening di ristoranti America Graffiti nei prossimi 5 anni, lo stesso numero di locali che nel 2018 il manager prevede di aprire con tutte le insegne del Gruppo che guida in Italia e all’estero, con un particolare focus sulla Francia.

iunto alla quinta edizione, il report Retail Trends promosso dallo studio legale Cocuzza & Associati si rinnova grazie al contributo sensibilmente ampliato da parte dei principali operatori del comparto e di importanti retailer. L’evento di presentazione ha avuto luogo lo scorso 25 ottobre presso il Circolo del Commercio – Palazzo Bovara a Milano, durante il quale hanno partecipato nel panel dei relatori Thomas Casolo, head of retail di Cushman & Wakefield, Luca Maganuco, managing director di Multi Italy, Marco Clerici, managing director di World Capital Group, e Mark A. Dorff, partner dello studio legale Brown Rudnick LLP. Quest’ultimo, durante il proprio intervento, ha affrontato il tema delle drammatiche chiusure a catena che si stanno susseguendo negli USA, motivandone le dinamiche e ponendo l’accento allo stesso tempo sulle grandi opportunità che offre il mercato americano trainato da un’economia in crescita. I discussant, che hanno tutti contribuito al Report, sono stati introdotti e intervistati rispettivamente dagli avvocati e soci dello Studio legale, Giulia

Comparini e Alessandro Barzaghi.

NEW MARKETS OUTLOOK a cura di STRA_BRANDING

www.strabranding.com

GUANGZHOU-SHENZHEN-HONG KONG EXPRESS UN TRENO CON UN FORTE POTENZIALE COMMERCIALE C ome estensione del network nazionale cinese dell’alta velocità ferroviaria, i 142 chilometri del Guangzhou-ShenzhenHong Kong Express Rail Link (XRL) saranno operativi a partire dal terzo trimestre del 2018 (i lavori sono già pressoché ultimati). Hong Kong verrà quindi collegata con la stazione sud di

Guangzhou (attraverso la Futian Station) e con la stazione nord di Shenzhen. Grazie a questo nuovo corridoio ferroviario intercity, il tempo di percorrenza tra Guangzhou e Hong Kong verrà ridotto dagli attuali 100 minuti a poco meno di 50 (da Kowloon a Shenzhen in 14 minuti e a Guangzhou in 48 minuti). I 26 chilometri di attraversamento della città di Hong Kong sono completamente sotterranei e progettati per operare treni con velocità a 200 km/h. La posizione della stazione di West Kowloon (WKS) si trova in centro e i passeggeri, grazie anche alla connessione con il sistema metropolitano MTR, potranno facilmente spostarsi in città e raggiungere i

Fig.1: Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong Express Rail Link – XRL (investhk.gov.hk)

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retail&food - dicembre 2017

principali centri commerciali. Questo collegamento rafforzerà la connettività tra Hong Kong e le città della Cina Mailand, in particolare con la zona della Greater Bay, agevolando la cooperazione e lo sviluppo in vari settori quali la finanza, il commercio e i servizi professionali. Inoltre, esso rafforzerà il ruolo di Hong Kong come Hub per i trasporti regionali e migliorerà i suoi flussi turistici, attirando i viaggiatori cinesi come punto di partenza o di destinazione per i loro viaggi (Fig.1). Infine, il sistema XRL riveste anche un’importanza dal punto di vista culturale proponendo Hong Kong come capitale degli eventi culturali grazie alla vicinanza della sua stazione di Hong Kong al West Kowloon Cultural District (WKCD), un distretto culturale ed artistico di livello mondiale che comprende il Xiqu Centre, il M+ Museum per le arti visive e l’HK Palace Museum. In un senso più allargato, il progetto XRL, connettendosi come dicevamo all’espansione della rete nazionale ferroviaria cinese ad alta velocità (tra cui la rete Pechino-Guangzhou Passenger Line che attraversa Guangzhou, Changsha, Wuhan, Zhengzhou e Pechino, e la Hangzhou-Fuzhou-Shenzhen Passenger Line che attraversa le principali città della costa come Shantou, Xiamen, Fuzhou e Hangzhou) abbrevierà anche i tempi di viaggio tra Hong Kong e le altre maggiori città sulla terraferma. La rete ferroviaria nazionale cinese ad alta velocita si sta sviluppando rapidamente. Nel 2016, essa ha superato i 20.000 km e trasportato 1,44 miliardi di passeggeri con l’obbiettivo di aumentare la lunghezza totale della rete a 30.000 km e coprire oltre l’80 per cento delle grandi città entro il 2020.

Luca Esposito


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r&f News LA NUOVA VITA DI CENTRO UNIVERSO

È stato inaugurato il rinnovato Centro Universo a Silvi Marina, in provincia di Teramo, a fronte di un investimento da oltre 50 milioni di euro. Sono 33mila i mq di GLA a disposizione del bacino d’utenza, che può usufruire non solo di 57 punti vendita per lo shopping, ma anche di ristorazione, divertimento e servizi, caratteristiche che rendono il Centro Universo un polo d’attrazione nella zona di Pescara. L’offerta conta insegne quali Ipersimply come ancora alimentare, OVS, Brico OK, Chaussea, Upim, Takko, Yamamay, Tally Weijl, Giunti al Punto, Blue Spirit, Sarni Oro, il Multiplex Universo con 8 sale, un’area wellness e altre strutture per il tempo libero, un’area ludica per bambini, un bowling, un asilo e una palestra. Arcotecnica, che ha curato la commercializzazione, ha realizzato un merchandising mix che includesse marchi non ancora presenti nell’area di Pescara e Teramo, come Chrome, Café del Mar, Estasi Profumerie, per fornire agli utenti nuove e variegate esperienze di shopping. L’azienda milanese si occuperà anche della gestione del centro.

A MILANO IL DEBUTTO DI URBAN OUTFITTERS

P

er il primo flagship store in Italia, il brand di lifestyle Urban Outfitters ha preso in locazione l’ex building di H&M e prima ancora di Fiorucci, in corso Vittorio Emanuele a Milano. I tempi per arrivare all’apertura del negozio non sono stati resi noti. Protagonista in questa transazione è stata Cushman & Wakefield, incaricata da InvestiRE SGR, che ha completato quindi un’altra importante operazione in ambito high street, a testimonianza che il mercato Retail italiano continua ad attrarre marchi a livello globale di alto profilo. E l’obiettivo di C&W era proprio quello di portare nel nostro Paese, su Il punto vendita di Oxford Street a Londra una piazza prestigiosa come quella meneghina, un altro brand internazionale in un asset di InvestiRE SGR. «Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo incarico, abbiamo da subito valutato quali brand internazionali già presenti in altri mercati europei non erano ancora entrati in Italia e quali tra questi potevano essere ideali per le caratteristiche di questo immobile – hanno dichiarato Thomas Casolo, international partner, head of retail di Cushman & Wakefield Italia, e Matteo Alessandrino, partner del dipartimento Retail – Siamo sempre stati molto fiduciosi di poter trovare un brand prestigioso quale Urban Outfitters, che permettesse di valorizzare questo asset su corso Vittorio Emanuele».

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La Rubrica legale

A cura di Cocuzza & Associati Studio Legale, Milano

Delega al Governo per la riforma della legge fallimentare e delle procedure concorsuali Riforma – potenziale - ricca di spunti interessanti

L

a legge 155 del 19 ottobre 2017, in vigore dal 14 novembre 2017, contiene una analitica delega al Governo per adottare, entro il 13 novembre 2018, uno o più decreti legislativi per la riforma della legge che regola il fallimento e le altre procedure concorsuali. La riforma contiene molti spunti interessanti: risulta interessante discuterne i principali. In primo luogo, una radicale modifica della terminologia adottata: la delega impone al Governo di sostituire il termine “fallimento” con il termine “liquidazione giudiziale”. Eliminata l’onta di un fallimento fin troppo pesante per gli imprenditori, l’auspicio è che questi possano concentrarsi su una gestione coraggiosa dell’azienda, senza preoccuparsi eccessivamente di eventuali insuccessi. Del tutto innovative sono le procedure di allerta, finalizzate ad incentivare l’emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori. Ciò dovrebbe avvenire in particolare mediante l’istituzione presso ciascuna camera di commercio di “apposito organismo che assista il debitore nella procedura di composizione assistita della crisi” in seno a cui verrebbe nominato un collegio di tre persone che dovrebbe, su istanza del debitore “addivenire a una soluzione della crisi concordata tra il debitore e i creditori” entro massimo sei mesi. L’organismo così creato avrebbe anche il compito di ricevere le segnalazioni di creditori pubblici del“perdurare di inadempimenti di importo rilevante” da parte del soggetto in crisi e convocare “in via riservata e confidenziale” il debitore “al fine di individuare nel più breve tempo possibile (…) le misure idonee a porre rimedio allo stato di crisi”. Altra importante novità consiste nell’attribuire agli organi di controllo societari, revisori contabili e società di revisione, l’obbligo di avvisare immediatamente l’organo amministrativo della società dell’esistenza di “fondati indizi” della crisi. Tra le altre cose, verrebbe introdotta la definizione di uno “stato di crisi”, diverso dallo stato di insolvenza, ed a questo prodromico. Il concordato preventivo liquidatorio è ammissibile prevedendone l’ammissibilità esclusivamente quando è previsto l’apporto di risorse esterne che aumentino in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori e che assicurino, in ogni caso, il pagamento di almeno il 20 per cento dell’ammontare complessivo dei crediti chirografari. La delega contiene altre disposizioni per uniformazione di procedure giudiziali e impugnazioni, riduzione durata e costi dei medesimi e razionalizzazione degli uffici competenti.

Impianto legislativo non esente da critiche

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a prima notizia è proprio questa: una delega su una riforma che il Guardasigilli in carica non esita a definire “epocale”, tuttavia subordinata alla durata del Governo, che verosimilmente non andrà oltre la primavera 2018. L’intento è evidente e di fatto era stato propugnato anche da interventi riformatori precedenti. Non si vuole bollare chi ha fallito con lo stigma dell’insuccesso. Il rischio è tuttavia che la modifica rimanga solo terminologica, come successo in sin troppi casi nelle riforme nostrane e si fermi, per l’appunto, solo a livello lessicale, non toccando l’impianto dispositivo delle conseguenze per il fallito. Purtroppo l’esperienza delle nuove procedure alternative a quelle concorsuali ha dimostrato che, diversamente da sistemi anglosassoni, dove vige un certo “fair play”, gli imprenditori italiani sono spesso restii a far gestire a terzi la propria crisi aziendale. Prevale infatti il tentativo, peraltro spesso disperato, di tenere assieme i pezzi finchè lo stato di decozione sia purtroppo conclamato e senza ritorno. In particolare l’istituzione di ulteriori organismi e di commissioni ad hoc ricordano sin troppo da vicino le procedure di mediazione istituite in anni recenti, che avrebbero dovuto sfoltire il carico dei giudizi, e invece hanno finito per comportare solo oneri aggiuntivi per le parti e allungamento dei tempi processuali. Sulla carta, è opportuno e corretto incaricare gli organi societari di “blow the whistle” nel caso si abbiano fondate indicazioni che la situazione finanziaria è dissestata. D’altra parte, ciò ci pone di fronte, ancora una volta, al conflitto di interessi che si instaura tra gli amministratori, che spesso nominano i loro controllori, e questi ultimi. Potrà funzionare una norma che ancora una volta pone questi organi di fronte a un delicato conflitto di interessi? Dipenderà anche da quanto precisa sarà la definizione dei “fondati indizi” della crisi. Appare in concreto oltremodo indefinita la definizione di risorse che aumentino in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori: il rischio è l’arbitrarietà e l’abuso della norma. Le finalità della legge delega sono sacrosante, probabilmente tuttavia non dovrebbe essere necessario ricorrere ad una riforma di tale portata, peraltro attuata con delega, per perseguire tali finalità: probabilmente potrebbe bastare la semplice legiferazione ordinaria.

Avv. Alessandro Barzaghi 10

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Da oggi ancora più nocciole nelle 3 tavolette più amate: Latte, Fondente e Bianco Nocciole Intere. Con il 25% di nocciole, ogni morso è un’esperienza di gusto e croccantezza mai provata prima. La linea si arricchisce di preziose e gustose novità: Mandorle, Macadamia e Mandorle Salate e Miele. Un assortimento completo e unico di 6 specialità, eletto Prodotto dell’Anno 2017.

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r&f News DOPPIO MALTO ACCELERA NELLO SVILUPPO Il progetto Doppio Malto prende forma cavalcando il successo ottenuto nelle prime aperture. Il format di Brew Restaurant di proprietà di Food Brand Spa, azienda specializzata nello sviluppo di format food retail, prevede un piano aperture di sei nuovi punti vendita in meno di tre mesi con un investimento in risorse umane di oltre duecento persone. Da nord a sud, le pluripremiate birre Doppio Malto, nate a Erba (in provincia di Como) 13 anni fa dalla passione del mastro birraio Alessandro Campanini, e rese brand dall’intuizione dell’imprenditore Giovanni Porcu, in poco tempo si stanno facendo conoscere e apprezzare in tutta Italia. Fitto il programma di opening delle ultime e prossime settimane: a Roma il 15 novembre, a Erbusco (Brescia) il 23 novembre, a Marcon (Venezia) il 29 novembre e a dicembre sarà la volta di Bologna, Casnate (Como) e Bari. Parte integrante dell’identità di Doppio Malto sono le location, attentamente selezionate e il più delle volte con una struttura imponente.

NASCE IL RISTORANTE BELL’ITALIA CAMST PER EATALY

A

ll’interno di Fico Eataly World, Fabbrica Italiana Contadina, nasce Bell’Italia Camst per Eataly, un viaggio alla scoperta dei sapori e delle tradizioni del territorio italiano. Il ristorante firmato Camst, il più grande tra i quaranta punti di ristoro all’interno del primo parco tematico del mondo dedicato al cibo, potrà produrre fino a 1.000 pasti al giorno, si sviluppa su 900 mq di spazio con 500 posti. «Condividiamo con Fico la stessa attenzione al made in Italy che, come impresa di ristorazione, stiamo esportando anche all’estero attraverso alcune acquisizioni in Europa – dichiara Antonella Pasquariello, presidente Camst – Con il Ristorante Bell’Italia avremo l’opportunità di compiere la magia che ogni giorno porta le materie prime del mercato di Fico dal campo alla forchetta e di mettere in luce tutti i nostri punti di forza: la capacità di gestire i grandi numeri, la professionalità del nostro team e la capacità di sorridere e accogliere il pubblico da tutto il mondo». Il menu porterà in tavola, in base alla stagionalità e alla disponibilità dei prodotti del grande mercato di Fico, i piatti più rappresentativi delle regioni italiane. Si comincia con l’Emilia-Romagna, un omaggio alla terra che ospita il parco e che ha visto nascere Camst, nel 1945, sui binari della stazione ferroviaria di Bologna.

AUCHAN BORGO D’ABRUZZO: IL MERCATO QUOTIDIANO

È KIABI FA INCETTA DI PREMI Anche nel 2017 KIABI si conferma leader di settore. Nelle scorse settimane l’azienda di abbigliamento francese ha ottenuto ben quattro premi nella manifestazione “Insegna dell’anno”, edizione italiana del riconoscimento internazionale “Retailer of the year”. Oltre 200mila consumatori hanno indicato online la propria preferenza valutando circa 400 insegne del settore food e non, presenti su tutto il territorio nazionale. KIABI è risultata ancora vincitrice sia per l’abbigliamento donna sia per il settore bambino e sempre per le stesse categorie è riuscita a ottenere il premio “Negozio web” Italia 2017/2018. I prestigiosi riconoscimenti vanno a premiare gli sforzi di una realtà giovane e dinamica che si sta affermando sempre di più sia sul territorio nazionale che a livello internazionale.

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stato inaugurato il nuovo centro commerciale Auchan Borgo d’Abruzzo, che già nel nome esprime il forte legame con il territorio e le sue nuove caratteristiche. Il centro si presenta, infatti, come un grande mercato quotidiano, un emporio tipicamente abruzzese, che nello stile architettonico ricorda i piccoli borghi locali. I lavori di restyling iniziati a maggio 2017, per un investimento di 5 milioni di euro, hanno interessato l’intera galleria, che accoglie ora 14 nuovi negozi tra cui Bata, Cotton & Silk, Camomilla Italia, CycleBand, GrandVision, SarniOro, e una media superficie Conbìpel. Successivamente apriranno anche altre medie superfici, per arrivare a un totale di quattro. Anche l’Ipermercato Auchan è stato rinnovato nell’assortimento con un focus sui localismi e sul freschissimo. «Abbiamo voluto ascoltare una reale esigenza – spiega Maurizio Martella, responsabile property Gallerie Commerciali Italia per il Sud Italia – Da un sondaggio è emerso che i residenti amavano frequentare il centro commerciale per lo shopping quotidiano. Siamo dunque partiti dal concetto di vicinato, valorizzando il legame con il territorio e le sue peculiarità. La sfida sta nel proporre un concept nuovo e diverso rispetto al panorama nazionale degli shopping centre. Per questo abbiamo voluto ricreare una dimensione accogliente, che richiamasse l’emporio: un luogo non soltanto di spesa, ma anche di socialità».

Errata corrige Sul numero di novembre di retail&food, a pagina 57, i dati riportati nella tabella di Pans & Company non sono corretti. Di seguito pubblichiamo la tabella corretta. La redazione si scusa con l’azienda e con i propri lettori. PANS&COMPANY Amministratore delegato Italia Sede in Italia Categoria merceologica Numero totale di negozi worldwide (inclusa l'Italia) Numero di mercati presidiati nel mondo Numero di negozi in Italia Numero di negozi nei centri commerciali in Italia Dimensione standard del PDV (in mq) Fatturato 2016 in Italia (in €) Canali core in Italia (Shopping mall, high street, outlet, aeroporti, stazioni ferroviarie)

Fabio Benvenuti Via Pompeo Licinio 100 - Roma Ristorazione 197 3 8 6 150 4 milioni Shopping mall, high street


r&f News

L’ITALIA DEL FOOD SI APRE ALL’IRAN

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Teheran, in occasione della settimana della Cucina Italiana nel mondo, “The Extraordinary Italian Taste”, i professionisti della ristorazione, tra cui direttori della catene di ristoranti e catene alberghiere, responsabili dei franchising iraniani, Vip, influencers, investitori, imprenditori, buyers, retailers, direttori dei centri commerciali, giornalisti e blogger dell’Iran, hanno partecipato al netFOOD NETWORKING EVENT FOR PROFESSIONALS: un seminario e una cena di gala organizzati da Desita, l’azienda italiana di consulenza per il foodservices e retail, che lavora a livello internazionale dal 2004, specializzata nel design for business con focus nella creazione di food concept e sviluppo franchising. L’incontro, che gode del Patrocinio del Ministero degli Esteri, dell’Ambasciata d’Italia a Tehran e dell’Ice, si pone l’obiettivo di presentare e illustrare alcune importanti opportunità e occasioni di scambio commerciale e di business, sviluppando lo spirito di amicizia e collaborazione che alimenta i rapporti tra Iran e Italia. Tra i relatori del seminario, avvenuto lo scorso 22 novembre, anche Andrea Aiello, amministratore delegato di Edifis, casa editrice delle riviste Ristorando, Artù e retail&food. La Cena di Gala è stata firmata dallo Chef stellato Marco Colleoni del ristorante San Martino di Treviglio (BG), in collaborazione con lo Chef Umberto Cavina del ristorante Gourmet Monte del Re di Dozza (BO).

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LA RECENSIONE

Dismissioni commerciali e resilienza Nuove politiche di rigenerazione urbana Di Luca Tamini e Luca Zanderighi

Egea Editore

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cambiamenti nelle abitudini di spesa dei consumatori, la crisi economica dell’ultimo decennio, il consistente sviluppo dell’e-commerce e la costruzione di nuove strutture di vendita di grandi dimensioni stanno accompagnandosi a una crescente presenza di negozi vuoti nei centri urbani e alle prime chiusure di centri commerciali. Siamo di fronte a una nuova de-industrializzazione dell’Italia che tocca questa volta l’industria dei servizi? Il volume illustra il tema delle dismissioni commerciali offrendo uno schema interpretativo sui fattori che determinano l’obsolescenza localizzativa e la presenza di superfici commerciali vuote. Si tratta di un fenomeno nuovo nel nostro Paese che comporta oggi, e comporterà ancor di più nel prossimo futuro, significative conseguenze sociali, economiche e urbanistiche e che necessità di essere analizzato nelle cause e nelle potenziali soluzioni.


r&f News

UNA NUOVA PIAZZA NELLA CITTÀ DELLE STELLE

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o scorso novembre IGD SIIQ ha inaugurato una nuova piazza da 4.200 mq all’interno del centro commerciale Città delle Stelle, situato ad Ascoli Piceno, derivanti dalla scelta di ridurre l’ipermercato. La galleria commerciale arriva così ad avere una superficie di 21mila mq, dove trovano spazio 13 nuovi punti vendita. É stato effettuato anche un restyling interno, con l’obiettivo di rendere lo shopping centre sempre più attraente per i visitatori, a fronte di un investimento complessivo, sostenuto congiuntamente con Coop Alleanza 3.0, pari a 3,3 milioni di euro. «Questa di Città delle Stelle è la seconda esperienza, dopo Le Porte di Napoli nel 2015, di rimodulazione di spazi interni in un nostro centro commerciale, con riduzione della superficie dell’ipermercato in favore della creazione di una nuova galleria – dichiara Claudio Albertini, amministratore delegato di IGD – Abbiamo inoltre approfittato per fare un profondo restyling della galleria esistente oltre a inserire circa un anno fa un’insegna internazionale molta attrattiva, quale H&M, e tutto ciò ha dato positivi riscontri sia per l’ipermercato sia per la galleria, dove abbiamo incrementato sia l’occupancy sia i visitatori». In termini di merchandising mix, nei 4.200 mq trovano posto quattro medie superfici, altrettanti negozi di vicinato e cinque chioschi, con importanti insegne tra cui Kiabi, Dverso, Clayton, Casa e Yamamay.

Preparazione a base di frutta

ARCAPLANET COMPRA FORTESAN: BIG DEI PET STORE

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rcaplanet rafforza la propria posizione di vertice tra le catene di petstore. Il gruppo genovese, partecipato dai Fondi Permira, ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’aggregazione di Mondial Pet Distribution, società di proprietà della famiglia Pautassi e di Edmond de Rothschild Investment Partners, cui fa capo Fortesan, catena specializzata operante nello stesso settore. Arcaplanet, fondato nel 1995 da Michele Foppiani, che ricopre il ruolo di amministratore delegato, dispone così di circa 280 negozi in 15 regioni e mette nel mirino un giro d’affari complessivo superiore ai 250 milioni di euro. «Siamo soddisfatti del nostro percorso di sviluppo – dichiara Michele Foppiani – e l’accordo raggiunto con Fortesan ci permette di rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul mercato; siamo la terza forza nel settore a livello europeo». «Siamo fieri di avere contribuito ad accelerare lo sviluppo del Gruppo. Dall’ingresso dei Fondi Permira nel giugno 2016 – aggiunge Fabrizio Carretti, responsabile di Permira in Italia – Arcaplanet ha realizzato tre progetti di crescita: Zoomarketshop (Sardegna), Country Shop (Piemonte) e Fortesan». L’operazione è soggetta al vaglio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

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r&f News opening

Nuova veste per Open Bistrò a Fiumicino

Bistrot di Autogrill atterra a Francoforte e a Shanghai

hef Express, lo chef Antonello Colonna e Aeroporti di Roma hanno presentato il nuovo Antonello Colonna Open Bistrò, il ristorante dello chef stellato che ha riaperto, completamente rinnovato, nell’area di imbarco B di Fiumicino, per le destinazioni Schengen. L’apertura di Antonello Colonna Open Bistrò rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’offerta enogastronomica dell’aeroporto che ospita in totale 14 ristoranti, di cui due di chef stellati e diversi wine bar, un fast food, 4 pizzerie, 3 gelaterie e 23 snack bar. Si tratta di un’offerta diversificata per tutte le disponibilità e fasce di prezzo, che occupa una superficie di oltre 14.000 mq dedicati al food. I viaggiatori del Leonardo da Vinci possono approfittare del nuovo menu à la carte: si tratta di un formato ideale anche per i frequent flyer che spesso transitano in area di imbarco B per impegni di lavoro. Con il ristorante Open Bistrò hanno ora a disposizione una nuova location, dove organizzare anche colazioni e incontri di business, con la qualità di una cucina di alto livello. La novità principale del ristorante, infatti, riguarda proprio l’esclusiva sala da 30 posti a sedere con cucina a vista e la possibilità di ordinare alla carta, che si aggiunge allo spazio dove è possibile invece degustare una completa offerta a buffet ”Open Food”: un’idea di pranzo veloce già sviluppata con successo dallo Chef all’Antonello Colonna Open del Palazzo delle Esposizioni di Roma. Il locale complessivamente si estende su una superficie di 240 metri quadrati con 70 posti a sedere totali.

l format Bistrot realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (Unisg) di Pollenzo ha inaugurato all’aeroporto di Francoforte, uno tra i maggiori scali al mondo, e soprattutto ha fatto il suo ingresso in Cina, a Shanghai. Un concetto di gastronomia moderna, quello sviluppato da Autogrill, presente con più di 20 punti vendita tra aeroporti, stazioni, autostrade, centri città, shopping centre e factory outlet. In ordine di apertura, coerentemente con quanto fatto nei precedenti Bistrot anche a Francoforte vengono utilizzati prodotti di qualità provenienti dai fornitori dell’area intorno. Inoltre la posizione centrale nella parte di connessione dei terminal aeroportuali e la forma a isola rendono il locale visibile e fruibile da tutti i lati. Spostandoci a oriente, nella seconda metà di novembre è stata la volta di Bistrot Century Ave, presso il quartiere degli affari di Pudong a Shanghai: il locale presenta una ricca offerta di autentici piatti italiani, pizza e pasta fatte a mano, pane appena sfornato, verdure coltivate localmente e prodotti tradizionali accuratamente selezionati. Non mancano nel menù le ricette rivisitate secondo le abitudini culinarie cinesi e anche le modalità di servizio sono state riviste: ad esempio è previsto solo il servizio al tavolo.

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Ovs torna in Francia

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l brand fast fashion ha inaugurato tre negozi in franchising. Il primo store è un punto vendita di 940 mq nel centro commerciale Carrefour di Chambourcy. Seguito a novembre da una boutique di 1.200 mq nell’estensione del centro commerciale Carré Sénart, a 40 km da Parigi, e da un punto vendita di 1.100 mq ad Ajaccio, in Corsica, nella galleria commerciale Mezzavia. Nel 2011, il marchio aveva tentato di approcciare il mercato francese con uno store, poi chiuso, nel centro commerciale Le Millénaire di Aubervilliers. Parallelamente al marchio Ovs, anche Blukids, brand childrenswear di Upim (Ovs Spa), sta sviluppando una rete retail oltreconfine aprendo cinque store all’interno di negozi Chaussea, nelle città di Mondeville, vicino Caen, Annecy, Metz, Villefranche e Avignone. Questo progetto era iniziato a Franchise Expo Paris, che ha chiuso i battenti lo scorso 28 marzo, con l’obiettivo, appunto, di trovare potenziali partner per sviluppare una rete retail delle etichette di moda junior Ovs kids (che in italia ha una fetta di mercato del 14%) e Blukids.

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Estée Lauder: a Milano il primo monomarca europeo

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o store Estée Lauder, situato nella centrale Via Dante, occupa una superficie di 40 mq il cui concept è stato studiato direttamente dalla casa madre di New York. Una beauty boutique che racchiude la filosofia del marchio, uno spazio ispirato alla sensibilità della fondatrice per accogliere le sue clienti, ma in chiave moderna e innovativa, dove l’interazione è alla base della ‘beauty experience’. Non mancano infatti gli iPad con YouCam, per sperimentare, in modo virtuale, le ultime tendenze make-up e capire immediatamente se quel determinato colore di rossetto piace. Così come non mancherà il servizio ‘Click and Collect’, ovvero fare shopping online sul sito esteelauder.it e andare a ritirare i propri acquisti direttamente nella beauty boutique, evitando così i costi di spedizione o forzate attese domestiche. «Milano è una città chiave per il mondo del lusso e del design, nonché polo mondiale del turismo. La nostra ambizione è che questa boutique diventi, per milanesi e turisti, la beauty destination della città più fashion d’Italia, dove trovare consulenti professioniste, capaci di attrarre e conquistare le beauty lover di tutte le età», ha dichiarato Fulvia Aurino, direttore della divisione Estée Lauder Italia.


r&f ZUIKI: MILLE MQ A BRINDISI

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l Centro Commerciale Le Colonne di Brindisi da novembre scorso ospita uno dei piĂš ampi flagship store di ZUIKI che con una superficie di ben 1.000 mq si fa portavoce del suo mood giovane e pop, attraverso spazi confortevoli, accoglienti, luminosi e molto ampi, per consentire una maggiore libertĂ di movimento, un maggiore assortimento nell’esposizione e una migliore e piĂš funzionale selezione dei caSL ,O SXQWR YHQGLWD bLO TXDUWR LQ 3Xglia, segue il nuovo layout ZUIKI sia per il logo sia per la riprogettazione del concept, assolutamente glamour e sofisticato. Stesso discorso per il concept architettonico, nel quale domina un’ambientazione in stile moderno, con arredi essenziali e minimal che esaltano la luminositĂ . Lo store di Brindisi rientra nel forte piano di espansione del brand, che vedrĂ a breve anche il lancio del progetto “Travel Retailâ€?, con l’apertura di nuovi stores in alcune stazioni italiane. Entro il 2018 sono previsti un totale di 35 nuovi punti vendita e la riqualificazione di altri 60. Presente in negozio la collezione AI 2017-18 donna, con look “Fusionâ€? sempre freschi e attuali, che mixano colori tenui e intensi, stili e stampe, floreali e geometriche, perfetti per ogni occasione, e quella uomo, che punta a valorizzare la figura maschile nella sua essenzialitĂ , con capi pratici, dinamici e anche raffinati. Una recente e ben individuata “scommessaâ€? per ZUIKI, che ora sta conquistando anche l’universo maschile.

Bis di Nespresso nelle Coin pugliesi

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espresso ha inaugurato due nuove Boutique in Puglia. Il punto vendita di Bari, il secondo della città , e uno store nella città di Lecce. Le due nuove boutique sono posizionate in importanti luoghi dello shopping, integrandosi perfettamente con gli altri brand già presenti, nazionali e internazionali. In particolare, la boutique di Bari Casamassima è stata inaugurata all’interno della Coin del Parco commerciale Casamassima, in una posizione strategica che permetterà a tutti i visitatori del mall di concedersi un piacevole momento di relax. Il punto vendita di Lecce invece è all’interno della Coin situata in un’area centrale della città e ricca di negozi. In entrambe le boutique i Coffee Specialist di Nespresso saranno a disposizione dei clienti per seguirli nella degustazione dei numerosi caffè e accompagnarli alla scoperta dell’esclusiva varietà di profili e aromi Nespresso. L’espansione retail che Nespresso ha portato avanti per tutto il 2017 prosegue con l’apertura di questi due nuovi store in Puglia, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del brand e soddisfare sempre piÚ le esigenze dei consumatori su tutto il territorio nazionale.

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Miroglio inaugura il flagship Fielmann arriva a Brescia Caractère L iroglio Fashion lancia il nuovo flagship di Caractère, uno dei dodici marchi del gruppo, che da 10 anni mancava a Milano. L’operazione fa parte del progetto aziendale “300 in 300”, varato a inizio 2017 da Miroglio Fashion sui suoi brand, che prevede un investimento di 15 milioni di euro per l’apertura e il restyling di 300 punti vendita in 300 giorni. Quello di Caractère a Milano è un ritorno atteso da molti. Da circa 10 anni mancava a Milano “il luogo ideale” dove poter rappresentare al meglio uno dei brand più interessanti del panorama italiano del prêt-à-porter. Oggi tutto questo è nuovamente possibile nel cuore della città tra via Verdi e via Manzoni con 8 vetrine che si affacciano su Piazza della Scala: 250 metri quadrati di stile originale e contemporaneo a disposizione di tutte le donne. Quella di Caractère è sicuramente una storia importante, cominciata negli anni ‘90 e portata avanti a livello internazionale. «Questa inaugurazione - ha dichiarato Hans Hoegstedt, AD di Miroglio Fashion - rappresenta un ritorno in grande stile, fortemente voluto dall’azienda in quanto in questi anni ci sono giunte migliaia di richieste dai media e dalle nostre clienti».

a catena tedesca Fielmann, specializzata nel settore ottico e nel retail eyewear, si concentra sul mercato italiano, dove è sbarcata due anni fa, e inaugura il suo primo negozio a Brescia, il secondo in Lombardia e il nono nella Penisola. Il marchio, che conta oltre 700 punti vendita europei, ha iniziato la conquista del Belpaese dal Nord: dopo i primi opening in Alto Adige, a partire da luglio 2015, è sbarcata quest’anno anche in Veneto, in Trentino, in Lombardia e in Emilia-Romagna, vendendo più di 86mila paia di occhiali (degli 8 milioni venduti in tutta Europa) e puntando a raggiungere le 10 aperture in Italia entro la fine dell’anno, impiegando più di 110 persone. «Per il prossimo dicembre è prevista un’apertura a Bergamo e prima dell’estate inaugureremo il nostro primo flasgshipstore a Verona», ha spiegato Ivo Andreatta, direttore Fielmann Italia. Il punto vendita di Brescia ha trovato casa in Corso Zanardelli 8 dove sono in vendita oltre 4mila occhiali da vista e da sole a marchio Fielmann e di brand internazionali per uomo, donna e bambino. La forza commerciale dell’azienda è dovuta alla produzione interna di occhiali con fornitura diretta ai suoi punti vendita, percorso che consente un abbattimento dei costi saltando il passaggio dal commercio all’ingrosso: ciò permette al cliente di acquistare la collezione Fielmann dalla fabbrica stessa.

KIKOiD debutta a Milano

Chaussea entra in Italia

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l brand fondato da Percassi esattamente 20 anni fa ha firmato il suo KIKOiD, lo store di KIKO più grande al mondo, in corso Vittorio Emanuele II, 10, nel cuore di Milano. Il suffisso “iD” sta per “Identity” e il nuovo store di KIKO (200 mq), con i suoi servizi e le sue peculiarità, vuole rispondere ai desideri di ognuno nel rispetto delle diverse identità, dell’unicità dei gusti, della fisionomia e del carattere di tutti i suoi clienti. In store, infatti, i clienti avranno a disposizione l’altissima tecnologia di un robot dual-arm studiato e realizzato appositamente per KIKO, in grado di personalizzare una selezione di prodotti con le sue impeccabili incisioni laser. Attraverso una applicazione touch-screen, il robot, mimando i movimenti umani in un processo fluido e accattivante, creerà il prodotto personalizzato in un solo minuto. In store, inoltre, è presente la prima e unica Private Room KIKO d’Italia. Al suo interno, i clienti avranno a disposizione tre postazioni make-up dedicate a chi preferisce una make up application riservata ed esclusiva. Il servizio è prenotabile direttamente in negozio. KIKOiD, quindi, è anche questo: personalizzazione dell’esperienza in store, poter vivere un one- to-one con professionisti del make up a propria disposizione, che offrono consigli e soluzioni mirate. Nel nuovo KIKOiD store sarà possibile accedere a una molteplicità di iPad dotati di un’applicazione ad hoc che offrirà suggerimenti per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Lo store sarà dotato di una tecnologia smart, orientata a migliorare l’esperienza di tutti gli amanti del brand. A loro, KIKO dedica anche la sua area social all’interno del negozio.

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uindici milioni di clienti e oltre 380 negozi, più di 3.000 dipendenti, 30 milioni di paia vendute nel corso dell’anno, un tasso di crescita del 15% annuo e un fatturato di 500 milioni di euro all’anno. Con questo curriculum, Chaussea punta sull’Italia e lo fa inaugurando il suo primo store di oltre 1.200 mq in Lombardia a Busnago, avviando un ambizioso piano di espansione. Leader nel mercato delle calzature in Francia, il marchio torna alle sue radici. L’azienda familiare infatti è nata nel 1980 in Italia e da allora non ha smesso di conoscere un rapido sviluppo in Europa. Questo ritorno alle origini è l’orgoglio di Gaëtan Grieco, CEO e fondatore del Gruppo che grazie alle politiche innovative è riuscito a sviluppare una rete di oltre 380 negozi. Oltre alla vocazione e passione per le calzature, Gaëtan Grieco ha investito sulla ricerca e progettazione del prodotto, sull’innovazione tecnologica dell’azienda, facilitandone la gestione e le operazioni in negozio. Chaussea ha visto lontano e la missione di essere “aggiornata, unica, desiderabile e di fiducia”, ha portato a sviluppare un importante piano di espansione in Europa e in particolare un programma che prevede l’apertura in Italia entro il 2022 di 100 negozi. Il gruppo ha nominato Salvatore Taccini amministratore delegato della società in Italia, il territorio in cui la famiglia Grieco sente ancora le proprie origini e la forte opportunità di sviluppare ulteriormente la compagnia. Profondo conoscitore del mondo della calzature e dell’abbigliamento, Salvatore Taccini punta a dare continuità e ulteriore sviluppo alla visione strategica nella crescita del format Chaussea in Italia.


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ALCUNI DEI NOSTRI CLIENTI


r&f Cover story

FRANCHISING: OLTRE I NUMERI Si è tenuta a ottobre la 32° edizione del Salone Franchising Milano. Come da tradizione, la fiera organizzata da RDS Expo, società formata da RDS & Company e Fandango Club, è stata l’occasione per fare il punto sui trend del comparto: un fatturato annuo cresciuto a 24 miliardi di euro e lo sviluppo in primis di food e fashion

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sservando a vari livelli il settore del franchising in Italia, emergono numeri e dinamiche che si prestano a molteplici interpretazioni. I 24 miliardi di euro di fatturato annuo, con una crescita stimata dello 0,6% a tutto il 2017, certificano un settore in salute – ancorché lontano sia in percentuale sia in valori assoluti dalle performace di altri Paesi dove questa formula è più praticata – alimentato dall’apertura di oltre 500 punti vendita e centri servizi. Mentre la somma dei negozi in affiliazione si attesta a quota 51mila, per un tota-

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le di 950 catene franchisor attive. Gli occupati nel comparto hanno raggiunto le 200mila unità e tra i nuovi imprenditori si trovano persone con un passato nel commercio, nel management e nel settore impiegatizio. Le merceologie più affermate e richieste sono food, abbigliamento, benessere, articoli per la persona e per la casa. Questi i key numbers con cui il mercato italiano dell’affiliazione si è presentato alla 32° edizione del Salone Franchising Milano (Fieramilanocity, 12-14 ottobre 2017), esplorati ulteriormente durante l’evento di apertura intitolato “Franchi-

sing: analisi di un settore in via di crescita”. Al convegno inaugurale hanno preso parte tutti gli attori protagonisti: Fandango Club, Fiera Milano, Regione Lombardia, Assofranchising che ha marcato il proprio ritorno in SFM dopo la doppia esperienza – conclusa – di Franchising Retail Expo a Bologna, Confimprese (main partner), Federfranchising (vedi “Parola di” alle pagg. 26 e 27), Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e ovviamente Salone Franchising Milano con il presidente Antonio Fossati, che nel proprio

intervento ha sottolineato come il settore sia cresciuto dello 0,8% nell’ultimo semestre, grazie anche a un contesto economico più dinamico. I dati più strettamente legati alla kermesse sono i 15mila visitatori che si sono alternati durante la tre giorni e le circa 200 catene franchisor espositrici, che hanno portato a un aumento del 15% degli espositori e del 18% della superficie espositiva. Fossati ha sottolineato inoltre la polarizzazione come ulteriore caratterizza del Salone: “evento che da un lato annovera brand forti e dall’altro funge da incubatore che antici-


pa nuove tendenze”. Nel corso del medesimo appuntamento, sono stati resi noti i risultati di una survey condotta sui giovani interessati al franchising, che ha evidenziato come oltre il 59% degli intervistati abbia valutato questo modello di business per le garanzie che offre, mentre il 6% ha dichiarato che al contrario vuole un’autonomia creativa. Oltre ai numeri, la fiera milanese conferma la forte presenza (talvolta eccessiva se paragonata al numero di stand presidiati dai brand) di aziende che offrono servizi di consulenza di varia natura, tra cui quella tecnologica che spicca con

vece deciso di proporsi al pubblico con un proprio stand si annoverano TATA Italia, Blookers, Mondadori Retail, Primadonna Collection, Bata, Coincasa, Kasanova, Invidia, Conbipel Uomo, Amelie, La Perla, Triumph, In Estasy ed Equivalenza; mentre sul fronte food, Yoyogurt, La Yogurteria, Rossopomodoro, Rossosapore, Toasteria Italiana, Lowengrube, Il forno di Cibiamo, La bottega del Caffè, BEFeD, Fry Chicken e 101 Caffè, oltre ai numerosi marchi ospitati nell’ampio spazio messo a disposizione da Confimprese.

aziende del calibro di Olivetti, che ha presentato la propria versione del Future Store: registratori di cassa di alta gamma, evoluti e connessi, accompagnati da servizi e soluzioni integrati che semplificano e trasformano la gestione del punto vendita; Nettun@ Cloud, la soluzione che estende in cloud le funzionalità del registratore di cassa, consentendo di monitorare l’andamento dell’attività in tempo reale, orientare l’offerta, semplificare gli adempimenti fiscali e le attività di back end; e Satispay, la soluzione di pagamento via smartphone che offre un servizio più veloce e consente ai clienti di accedere a particolari promozioni. Tra i brand più noti che hanno in-

L’Osservatorio Franchising Confimprese Dopo una premessa rivolta al contesto internazionale, la decima ricerca dell’Osservatorio Franchising Confimprese affronta le dinamiche proprie del mercato italiano, focalizzando l’attenzione sul tema “Gestione del rischio nelle reti in Franchising: gli strumenti contrattuali e i business model di successo”.Partendo dalle dinamiche macro, emerge innanzitutto che, nonostante il forte potenziale del franchising per diventare un utile modello di business, i dati a livello europeo non possono essere considerati ancora soddisfacenti: nell’Unione Europea rappresenta solo l’1,89% del Pil contro il

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r&f Cover story 5,95% negli Usa e il 10,83% in Australia. A monte di questo utilizzo “tiepido” del franchising nel Vecchio continente si ritiene vi sia il ricorso ancora frequente all’utilizzo di clausole contrattuali abusive, che non rispettano il patto contrattuale e che penalizzano fortemente gli affiliati che

intendano cedere l’attività o cambiare formula pur continuando a operare nello stesso settore. Arrivando quindi al Belpaese, la survey mostra trend positivi per tutto il comparto retail che, dopo anni di grave difficoltà, evidenzia finalmente scenari di crescita. In

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media i retailer italiani aprono, direttamente o in franchising, 10 nuovi punti di vendita ogni anno a fronte di chiusure medie che si aggirano intorno alle 3 unità nell’arco dei dodici mesi. I settori più dinamici si confermano l’abbigliamento e il food & beverage. Quest’ultimo in particolare palesa una media di aperture del 30% superiore agli altri sub-settori e una media di chiusure prossima allo zero. La ricerca segnala inoltre l’andamento positivo del segmento arredamento e casalinghi, “che in Italia si sta affermando come realtà di assoluto rispetto grazie a una cura capillare del prodotto e a una comunicazione sempre rilevante”. Sul fronte della gestione del rischio, si evince che il contenzioso nel franchising è basso: le controversie nascono dopo i primi 3 anni dall’inizio del contratto nel 60% dei casi e il 41% dei retailer le risolve in via commerciale senza adire alla fase giudiziale. Tuttavia la stessa survey fa emergere che solo il 27% dei franchisor dichiara di aver inserito nel contratto clausole relative all’e-commerce – tema ineludibile in un contesto di vendite online in costante ascesa – e che le previsioni contrattuali sono abbastanza standard: l’obbligo di effettuare consegne a clienti del canale on line e di condividere dati dei clienti per azioni promozionali on line in cambio di una remunerazione per il franchisee. A.P.


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C’è più gusto a mangiare sano


r&f Parola di Alessandro Ravecca

Alessandro Ravecca, dal 1992 è socio fondatore e presidente di Cibiamogroup, società che si occupa della creazione e della gestione, direttamente e in franchising, di format di ristorazione veloce di qualità con i marchi cibiamo, La bottega del Caffè, Virgin Active Café, Mondadori Café e una rete che conta oggi oltre cento insegne distribuite su tutto il territorio nazionale. Da novembre 2016 riveste la carica di Presidente Nazionale di Federfranchising. Attualmente è, inoltre, Presidente Provinciale di Confesercenti e CESCOT di La Spezia. 26

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FEDERFRANCHISING: «L’affiliazione può rilanciare il ruolo dell’impresa nei territori»

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ominato presidente di Federfranchising dai soci riuniti in Assemblea Elettiva presso il Salone del Franchising di Milano nel 2016, Alessandro Ravecca (presidente di Cibiamogroup) è stato tra i protagonisti dell’edizione 2017 del Salone meneghino. Tra i temi di cui il manager ha sottolineato l’importanza durante la conferenza di apertura della fiera, la necessità di fare cultura nel mondo del franchising. Rappresentando sia i franchisee sia i franchisor, l’associazione in seno a Confesercenti punta a tutelare gli investitori che devono sapere innanzitutto quando i brand a cui si rivolgono sono delle realtà consolidate, per cui esprimono delle garanzie, oppure quando sono delle startup. Nei giorni successivi alla kermesse abbiamo quindi incontrato Alessandro Ravecca per approfondire le nuove sfide nel settore del franchising. Partiamo dagli ultimi dati emersi al Salone di Milano: il franchising in Italia vale circa 24 miliardi di euro e le vendite sono in costante seppur moderato aumento: +0,6% per l’intero 2017. Dal suo punto di vista si tratta di un settore in salute e se sì, perché? Quali invece le criticità? Il franchising va bene e piace agli italiani perché è una formula che aiuta lo sviluppo dell’imprenditorialità. Chi è tentato dall’avventura imprenditoriale lo sceglie perché offre più strumenti per raggiungere il successo anche a chi è alla prima esperienza, riducendo l’investimento iniziale e i rischi di impresa perché si basa su modelli già collaudati. Ma questo non vuol dire che si possa improvvisare: è necessario un percorso di formazione e affiancamento costante, senza il quale le possibilità di successo si riducono. Se informarsi su modalità di affiliazione e sulle caratteristiche del marchio scelto è una responsabilità che ogni aspirante franchisee deve fare sua è però vero che serve anche un impegno forte da parte dei franchisor, i quali devono porsi con serietà e con la convinzione che il rapporto di collaborazione tra franchisor e franchisee sia un valore aggiunto. Il franchisor che svolge il proprio lavoro con competenza, infatti, garantisce ai propri affiliati un supporto completo, occupandosi di formazione dei dipendenti, di comunicazione e di ricerche di mercato, permettendo al franchisee di gestire al meglio gli altri aspetti vitali della propria impresa. I margini di crescita del settore italiano dell’affiliazione, se guardiamo ai numeri dei principali mercati internazionali, sono sensibili. Dobbiamo aspettarci nei prossimi anni un incremento esponenziale oppure un ritmo in linea con l’ultimo periodo?

La formula dell’affiliazione commerciale permette al potenziale imprenditore di ridurre, come dicevo, l’investimento iniziale e i rischi ed essere accompagnato in un percorso di formazione e affiancamento costante. È un format più sicuro soprattutto in contesti economici, come gli attuali, caratterizzati dall’incertezza. Ci aspettiamo perciò una crescita, se non esponenziale, continua e sostenuta. Crede che questo gap rispecchi anche un aspetto socio-economico del nostro Paese, o di una parte di esso, fortemente ancorato alle tradizioni locali, all’artigianato e complessivamente alla piccola-media impresa? Il franchising è una formula commerciale che si basa sulla replicabilità di standard e modelli di gestione e produzione stabiliti. In questo si differenzia profondamente dal patrimonio di tradizione del tessuto micro imprenditoriale italiano e dalla sua prerogativa di unicità che ha avuto tanto successo in passato ma che oggi rappresenta un modello che sconta difficoltà e criticità maggiori per resistere sui mercati. È necessario in questo senso colmare il gap e innovare la rete distributiva commerciale italiana. Dal suo punto di vista quali dovrebbero essere gli equilibri tra il commercio al dettaglio tradizionale e quello moderno a catena, diretto e in franchising? Il franchising può aiutare a rilanciare il ruolo delle imprese sui nostri territori. I franchisor oggi hanno il desiderio di entrare nei centri storici delle nostre città. E i distretti urbani del commercio, se sostenuti anche dall’impegno delle amministrazioni locali, possono svolgere il ruolo di facilitatore d’incontro tra la domanda dei franchisor e i possibili franchisee. A suo parere la grande crisi degli ultimi anni ha contribuito a modificare tali equilibri? Certamente, ed è necessario rilanciare e modernizzare la rete del commercio di prossimità, anche attraverso la formula del franchising come dicevo. La crescita dell’e-commerce e dei servizi omnichannel come sta cambiando il rapporto tra franchisee e franchisor? Con quali prospettive? Gli accordi riguardanti la sfera dell’attività online sono diventati un aspetto centrale nella costruzione del rapporto tra franchisor e franchisee. Benefici e limiti nella partecipazione alle vendite online, ma anche la gestione dei dati o delle prenotazioni sulle piattaforme che lo prevedono, sono ormai fattori determinanti per la riuscita dell’impresa, e il franchisee deve essere

in grado di fare le opportune valutazioni considerando bene anche le potenzialità: marketing centralizzato e analytics dei dati dei clienti su tutti. Il Salone del Franchising mostra numeri in crescita, ma anche in questo caso c’è un gap importante con altre fiere internazionali di settore. Quali sono le tipologie di catene in franchising che maggiormente si addicono per dimensione, tipologia merceologica e investimenti alla kermesse meneghina? Sul versante della domanda, quali sono i tratti distintivi del potenziale franchisee che frequenta la storica fiera milanese? In Italia il fenomeno delle reti di impresa è partito più tardi ma il Salone di Milano rappresenta il più importante evento del franchising e retail a livello nazionale in cui sono rappresentati tutti i settori commerciali. Negli ultimi due anni, in particolare, c’è stata una crescita dei marchi del comparto della ristorazione italiana ma anche etnica e un aumento di quelli relativi ai servizi alle persone e alle aziende. Inoltre, il visitatore tipo del Salone si dimostra sempre più consapevole e informato sulle potenzialità e sulle opportunità offerte dal mondo del franchising. L’ultima edizione della fiera ha visto impegnate tutte le principali associazioni di categoria. Quali sono le attività di Federfranchising volte a favorire lo sviluppo di questo settore? La presenza di più realtà rappresentative dello stesso mercato può, di contro, favorirne la frammentazione? La nostra collaborazione con il Salone Franchising Milano risponde alla consapevolezza di quanto sia necessario promuovere e diffondere, in sinergia con le altre associazioni maggiormente rappresentative del settore, la cultura del franchising in Italia e la formula dell’affiliazione commerciale attraverso workshop e desk di consulenza oltre che importanti momenti di incontro tra i marchi espositori e i potenziali franchisee. Ci sono aziende iscritte a tutte e tre le associazioni che hanno partecipato al Salone e lo spirito di collaborazione è proficuo. Federfranchising, inoltre, è l’unica associazione di franchisee e franchisor in Italia. Per noi è fondamentale lo sviluppo di servizi di qualità offerti dalla nostra Associazione e per questo motivo, presso le nostre sedi territoriali, stiamo rafforzando la rete di franchising point con l’obiettivo di dare visibilità ai brand associati e stiamo potenziando le iniziative formative dei franchising day. Andrea Penazzi

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r&f Case history

BATA ITALIA: “FRANCHISING DA QUASI 40 ANNI” N

ato nel lontano 1894 nell’attuale Repubblica Ceca e con gli headquarters a Losanna in Svizzera, il noto brand Bata è rappresentato in Italia da Compar S.p.a., che ha sede a Limena (PD), e opera dal 1931. La società specializzata nel settore delle calzature è presente su tutto il territorio nazionale con una rete di oltre 440 negozi, di cui 240 a insegna Bata e 200 a insegna AW LAB. Inoltre con i reparti Franchising Italia e Franchising International supporta gli affiliati per l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento degli store. Per conoscere i numeri dell’azienda e le future strategie di sviluppo della rete di vendita nella Penisola abbiamo intervistato Marco Farnetani, direttore retail e omnichannel di Bata Group.

Innanzitutto quanti sono i negozi diretti e quanti quelli in affiliazione? Quando è nato il progetto franchising? Il progetto Bata Franchising in Italia è nato quasi quarant’anni fa, precisamente nel 1980. Oggi operiamo nel Belpaese con circa 240 negozi di cui

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80 in affiliazione e 160 diretti. Il Gruppo Bata è il più grande al mondo nella produzione e commercializzazione di calzature civili con più di 5.300 negozi nei 5 continenti e una storia iniziata oltre 120 anni fa, nel 1894. Quante sono state nel 2017 le aperture in franchising? Quali le previsioni per il 2018? Nel 2017 le aperture in franchising sono state una decina e prevediamo di raddoppiarle nel 2018. In questo momento di mercato stiamo ricevendo diverse richieste di affiliazione da parte di molti investitori delusi dalle performance delle loro attuali insegne. Questo dimostra come il nostro progetto franchising, e il marchio Bata in generale, siano sinonimo di solidità e sicurezza anche e soprattutto in una fase economica non propriamente florida come quella attuale. Il nostro “Red Concept”, con il quale abbiamo aperto gli ultimi negozi tra i quali a Terracina, sta riscuotendo molto successo come richieste di affiliazione, ma soprattutto ci sta dando grandi soddisfazioni nelle performance di fatturato. Quali sono state invece le

aperture più importanti, sia dirette sia in affiliazione, nel 2017? Tra i negozi a gestione diretta le aperture più importanti nel 2017 sono state a Brescia presso il centro commerciale Elnòs, a Foggia all’interno dello shopping centre GrandApulia e a Lonato nel centro commerciale Il Leone; ma soprattutto abbiamo iniziato un piano di rinnovo della catena esistente sulle direttive del nuovo “Red Concept”: tra questi lo store di Bologna in via Indipendenza, i punti vendita di Milano in via Orefici e Corso Buenos Aires, a Firenze all’interno del centro commerciale I Gigli e ancora a Torino presso Le Gru. Siamo già presenti nelle piazze più significative, per cui in questa fase la nostra strategia è di rinnovare la rete attuale con il nuovo Red Concept, sviluppare nuovi store in pochi selezionati top mall dove non siamo ancora presenti e aprire

in affiliazione con partner professionali in grado di portare avanti più opening nell’area. A fronte di un fatturato annuo di circa 180 milioni di euro netto Iva, quanto incide sul vostro giro d’affari la rete dei punti vendita in franchising? La market share del fatturato generato dai negozi in franchising è di circa il 15 per cento. Su quali canali distributivi si concentra la crescita retail di Bata e, in particolare, in quali tipologie di location sviluppano gli affiliati? Per quanto riguarda invece i principali centri commerciali del Paese, la gestione dei punti vendita è prettamente diretta? I nostri negozi funzionano sia nelle migliori vie commerciali delle grandi città (abbiamo 4 negozi in centro a Milano, 3 in centro a Firenze, 3 in centro a Roma, 2 in centro a Venezia e il resto nelle più importanti città italiane), sia nei grandi shopping mall. E in affilia-


Cover story

zione apriamo in entrambe le tipologie di location. Con i nostri 123 anni di storia siamo stati i primi della calzatura ad aver sviluppato, in Italia e nel mondo, sia il format “city” che i “large format” e ancora all’interno dei parchi commerciali. Oggi la nostra strategia nella Penisola è quella di proseguire con il format city e negli shopping centre con metrature non superiori ai 250 mq e un’immagine pulita che permetta di mettere in evidenza il prodotto e di ricordare al cliente il nostro heritage, fatto di decenni di storia in cui la calzatura Bata è stata indossata da personaggi come Kurt Cobain o Laetitia Casta, o utilizzata come scarpa tecnica nel NBA americano da giocatori come Magic Johnson negli anni ‘60 e ‘70. Quali caratteristiche ha il format dei negozi Bata? Ci sono differenze tra gli store diretti e quelli in affiliazione?

Il format e il concept dei nuovi negozi in affiliazione è esattamente quello dei punti vendita diretti, il “Red Concept”. Anche le dimensioni sono le stesse e vanno mediamente dai 100 ai 250 mq di vendita. Il Bata Red Concept è un progetto di store repositioning che ha l’obiettivo di rendere i nostri negozi attrattivi e distintivi, vanta un design moderno e luminoso, utilizza video e monitor che combinati alla radio in store e all’esclusiva fragranza Bata regalano ai nostri clienti una shopping experience unica. Le vetrine sono di grande impatto e possono essere arricchite con elementi innovativi come monitor e ledwall per enfatizzare le campagne advertising e comunicare messaggi promozionali. Le categorie di prodotto commercializzate sono: calzature uomo, donna, bambino, International Brands Sportswear, abbigliamento e accessori. L’area vendita occupa il 70% della metratura e il magazzino il 30 per cento. Inoltre, rispetto alla concorrenza crediamo molto nel servizio al cliente e investiamo sul personale, per questo i negozi con Red

Concept hanno stock non a vista e propongono una vendita totalmente assistita. Quali investimenti, servizi e condizioni contrattuali sono prospettati ai potenziali franchisee? L’investimento di apertura è molto contenuto, uno dei più bassi sul mercato. Il cliente con la formula a margine garantito paga la merce solo sul venduto senza avere il peso dello stock eccedente. Abbiamo un team dedicato che aiuta il cliente sulla formazione del personale e un’area manager di supporto, oltre ai nostri 40 anni di esperienza nel franchising, che fanno la differenza. Vantiamo affiliati che collaborano con noi da più di 30 anni, questo testimonia la stabilità, l’affidabilità e l’organizzazione dietro a questo progetto. A livello geografico, lo sviluppo di Bata in franchising interessa in particolare alcune zone del Paese o è equamente distribuito sull’intero territorio nazionale? È equamente distribuito in tutta Italia.

In conclusione, come conciliate le attività di e-Commerce con le esigenze dei franchisee? Tutti i canali di vendita, Retail, Franchising ed e-Commerce riportano alla Direzione Omnichannel-Retail da me presieduta. Questo perché è importante che ci sia un controllo totale sui prezzi e sulle condizioni commerciali. L’e-Commerce non ha mai listini diversi dai negozi Retail e franchising a margine garantito, che applicano le stesse percentuali di sconto del canale Retail, potendo contare sulla stessa percentuale di margine garantito, sia durante la stagione regolare sia durante i saldi. A.P.

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r&f

retail

Destinazione

Carrera Jeans

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ne alle fasi di vendita e promozione. E il marchio punta sempre piĂš al total look e a nuovi prodotti come la linea Play, street wear che abbina il jeans alla comoditĂ , o la Travel, jeans urban elegante e comodo, passando dalla collezione Original, quella piĂš casual e non dimenticandoci della Basic, collezione di base. In mezzo piĂš di cinquant’anni di successi anche grazie agli investimenti nelle campagne pubblicitarie ‘Poveri ma belli’, ‘Basic Now’ o ‘il Bello dell’Italia’ e l’attivitĂ di sponsorizzazione sportiva soprattutto nel ciclismo a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. Anni anche di difficoltĂ familiari (il rapimento della piccola Patrizia Tacchella nel 1990, vittima dell’industria dei sequestri, poi liberata dai GIS) e industriali come la ristrutturazione di fine anni ’90 con il trasferimento della produzione all’estero. Al timone sempre la famiglia dei fondatori, che è rimasta la proprietaria della societĂ . Oggi il Ceo è Gianluca, rampollo cinquantenne della famiglia fondatrice, affiancato nella stanza dei bottoni da Edoardo Danese, responsabile

amministrativo, Andrea Patuzzo alle vendite, Alfredo Aletti responsabile prodotto, Liliana Tezza all’immagine e comunicazione e Anna De Togni all’IT. Il patron Imerio ricopre sempre la carica di presidente.

I volumi dalla GDO, ma cresce il retail: 40 insegne in Italia e un centinaio di point La distribuzione e la vendita sono assicurate da una presenza capillare sul territorio: dagli store monomarca a insegna Carrera Jeans (una quarantina sul territorio italiano), alla

distribuzione tramite ingrosso, passando per il dettaglio specializzato e la grande distribuzione: per un complessivo di 1.050 negozi multimarca serviti direttamente dall’azienda veneta con un centinaio di grossisti che distribuiscono il prodotto ai piccoli negozianti. Non vanno dimenticati poi i Carrera point (un centinaio di corner ospitati da magastore) che sono cresciuti esponenzialmente dopo l’accordo dello scorso anno con PittaRosso che ha allargato con Carrera la propria offerta merceologica a un comparto diverso dalle calzature. L’Italia è il principale

Carrera Jeans in pillole Data di nascita

1965 fondata dai fratelli Tacchella (Tito, Imerio e Domenico)

SocietĂ

Carrera spa

ProprietĂ

Famiglia Tacchella

Sede

Verona

Management

Gianluca Tacchella, CEO e Imerio Tacchella, presidente

Business

Produzione e commercializzazione total look a partire dagli 'storici' denim Una quarantina di store monobrand in Italia con 8 all'estero (1/4 diretti, gli altri in parntership). Un centinaio di point in Italia (prevalentemente) ed estero 1.050 negozi multimarca e un centinaio di grossisti per piccoli negozi

Retail Wholesale

Fonte aziendale

N

on posso che provare affetto verso il marchio Carrera Jeans. Ăˆ una simpatia legata ai miei anni universitari quando i Carrera di velluto a coste sottili taglio a sigaretta insieme alle Clarcks rappresentavano la mia ‘divisa’ autunnale. D’altronde, chi non conosce lo storico marchio protagonista in Italia con una quota di mercato del 7 per cento. La societĂ a gennaio dell’anno prossimo soffia su 53 candeline: in tempi di volatilitĂ della moda, praticamente un record. La storica azienda di confezioni, fondata nel 1965 a Stallavena di Grezzana, fuori Verona nel pieno del Nord Est produttivo, dai fratelli Tacchella (Tito, Imerio e Domenico), introdusse nella collezione il jeans nel periodo ruggente del 1968, per poi farne il proprio cavallo di battaglia. Cercando un nome sportivo e scattante da abbinarsi alla nuova moda dei jeans i Tacchella si ispirarono al velocissimo modello di Porsche omonimo. Oggi Carrera significa piĂš di 5 milioni di capi prodotti l’anno (erano 15 milioni nei periodi di maggiore successo con la produzione in Italia), con le principali unitĂ produttive dislocate nei paesi produttori di materia prima, il cotone (Tagikistan con due fabbriche e circa 3.000 addetti), mentre a Verona sono rimasti gli headquarter (logistica, amministrazione e il controllo qualitĂ ) e il Centro design: in tutto circa 200 dipendenti. L’azienda scaligera oggi è una vera e propria ‘industria’ dell’abbigliamento con il controllo dell’intera filiera dal produttore al consumatore: dai campi di cotone alla lavorazione del prodotto in loco, dalla distribuzio-


Tradizione nella modernità: leader nella Grande distribuzione e nuovi jeans innovativi Gianluca Tacchella,

CEO di Carrera spa Come è andato il 2017? Ai primi di novembre, direi bene: abbiamo in previsione per il 2017 una crescita di fatturato sull’esercizio scorso, fatti salvo ovviamente improbabili terremoti commerciali negli ultimi due mesi dell’anno. Carrera è un marchio forte nella GDO, ma si sta sviluppando il progetto retail con i Carrera store e anche con i point. A che punto siamo come ritorno di immagine? Carrera Jeans è la marca leader nel settore nella GDO: lavoriamo con tutte le principali insegne

mercato del marchio dei Tacchella, anche se cresce l’attenzione verso l’estero. A testimoniarlo il network retail che, dal primo negozio aperto nel 1973 a Grezzana (VR), conta ora una quarantina di insegne nello Stivale con 10 negozi a gestione diretta e il restante in partnership. Come location c’è una predilezione per quella urbana, anche se circa il 25% degli store si trova nei centri commerciali. Il network cresce con giudizio: 6 nuovi negozi nel 2016 più una quindicina di point, contro le quattro inaugurazioni di store quest’anno, e una ventina di point.

Sul 2018 in cantiere ci sono altre sei aperture di monobrand. Più di metà degli store li troviamo nell’industrioso Nord Est tra Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli. È ovviamente il Veneto a farla da padrone con più di un quarto dei negozi italiani e la recente riapertura dopo tanti anni nel centro di Verona, seguito dalla ricca Lombardia. Ma possiamo trovare i monomarca anche a Cosenza, o in provincia di Lecce o Trapani, senza dimenticare una buona presenza nella Capitale (4 negozi). C’è poi l’estero con due monomarca in Olanda, due a Dubai, uno in Oman, due in Bielorussia e uno in Tagikistan. Sull’internazionalizzazione oltre il wholesale, va segnalato l’ottimo veicolo dei PittaRosso con i loro Carrera point soprattutto in Croazia e Slovenia.

Iper e si sta rafforzando notevolmente il progetto dei Carrera point. Per noi la GDO porta diffusione del brand, distribuzioni e volumi che sono lo zoccolo duro delle nostre vendite. Retail e GDO ovviamente corrono insieme, ma in modo diverso a un ritorno di immagine per il nostro marchio. Per noi, però, il criterio è dato dal numero di clienti che indossano il nostro prodotto. A conti fatti, visti i risultati delle vendite, sono canali che portano molta immagine. E tutto questo è misurabile. Internazionalizzazione del brand: quali sono i mercati più interessanti per il vostro sviluppo estero? Ad oggi siamo radicati soprattutto nel mercato domestico. La quota export è intorno al 10% e fuori dall’Italia siamo principalmente in Europa e Medio Oriente. Però, grazie ai nostri nuovi prodotti che rivoluzionano il pantalone sia per l’uomo sia per la donna (Aloe e Passport) siamo entrati negli Usa per la prima volta nella nostra storia.

Keep calm e solidità innanzitutto Ma i Tacchella sono ancora i leader nella GDO (clientela tradizionale, prodotti basic e alti volumi), dove il loro è il marchio di riferimento e il segmento rappresenta lo zoccolo duro (55% delle vendite l’anno scorso). Segue il canale retail con il 17% del volume d’affari nel 2016 (circa 4,6 milioni), mentre i negozi in partnership si attestavano lo scorso esercizio all’11% (3,7 milioni), con un plusvalore legato ovviamente alla promozione del marchio in termini di marketing e in quelli di novità di collezioni. Interessante sia per la marginalità sia per la diffusione del brand soprattutto dopo l’accordo con PittaRosso è il segmento Grande dettaglio specializzato con l’11% del volume di vendite. Su livelli modesti il classico segmento dei grossisti fermo al 3%, mentre aumenta l’e-commerce con il 2% delle vendite, ma con ampi margini di crescita. Complessivamente il giro d’affari del Gruppo si attesta sui 60 milioni di euro, mentre Carrera spa nel 2016 ha quasi 31 milioni di ricavi (+13% sul 2015). Sale il fatturato, sale meno il MOL (1,09 milioni) in

linea con l’anno precedente (3,4% circa sul fatturato) a causa principalmente dei cambi che incidono sull’acquisto delle materie prime. Detto questo, Carrera è un’azienda che fa utili ‘prudenti’ 35mila euro nel 2016, 100mila l’anno prima con indici di redditività non certo alti, ma costanti: con calma, senza passi falsi. Ne è lampante esempio la situazione patrimoniale della società che dimostra solidità con un quoziente primario di struttura di 1,76 in crescita sugli esercizi precedenti, o uno secondario di 2,70 (sempre col segno + sugli anni prima) e una liquidità primaria intorno all’1 (la secondaria intorno al 2). Il 2017 si è aperto con una conferma di trend di crescita (più del 15%), a testimonianza che la bussola degli affari in casa Tacchella funziona sempre benone. ‘Avanti, ma con giudizio’ e soprattutto ‘azienda ricca di famiglia povera’, gli slogan laboriosi della grande tradizione del Nord Est produttivo che hanno guidato negli anni tra successi, difficoltà e passaggi generazionali l’azienda scaligera, suonano sempre attuali negli headquarter di Verona. David Montorsi

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r&f New concept

Un Oscar per l’Italia Farinetti scommette ancora sul Bel Paese. E lo fa celebrando le meraviglie dell’agroalimentare italiano, nei 10 ettari della sua Fabbrica Italiana COntadina. Per gli amici, FICO

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ue ettari di agricoltura, allevamento e civiltà contadina, 40 fabbriche artigianali di trasformazione, 45 luoghi di ristoro, 6 mercati, 6 aule didattiche, un teatro arena, un cinema, un grande centro congressi e infine 6 giostre moderne. Ecco la formula di Fico che ha da poco aperto i battenti a Bologna. Il più grande parco agroalimentare del mondo nasce secondo le intenzioni del suo ideatore per essere un luogo per tutti: per accogliere turisti stranieri ma anche per ospitare bambini, ragazzi, adulti, famiglie, single e pensionati d’Italia. Un posto, insomma, costruito per raccontare l’agricoltura italiana (2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2.000 cultivar), per capire i principali processi legati alla trasformazione degli alimenti (40 fabbriche contadine per vedere la produzione di carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra…), per bere e mangiare bene (con una ristorazione declinata in oltre 40

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Thomas Bartoli, Tiziana Primori, Oscar Farinetti offerte diverse fra chioschi ristoranti e Bar) e per divertirsi e imparare attraverso una serie di eventi e percorsi didattici in programma tutti i giorni.

Dal 15 novembre i cancelli di Fico hanno aperto al pubblico dando inizio alla conta dei visitatori. Ne servono 6 milioni all’anno per so-

stenere l’investimento e generare quei profitti che Eataly World (la società che gestisce il parco) ha nel proprio mirino. Imponente e diversificata l’offerta ristorativa che nelle intenzioni vuole rappresentare un viaggio del gusto fra alcune delle eccellenze gastronomiche italiane che tutto il mondo ci invidia. Di seguito la nostra mappa per orientarsi fra ristoranti chioschi e bar. Alberto Anderloni


I CHIOSCHI DELLE FABBRICHE

I RISTORANTI

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27 SALUMI E FORMAGGI - OSTERIA DEL CULATELLO · Antica Ardenga 28 LA CARNE · Zivieri - La Granda 29 LA PIZZERIA · Rossopomodoro 30 LA PASTA DI FICO · Pasta Bologna (by Amerigo) 31 OSTERIA DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA · Consorzio Ecce Italia 32 BISTROT DELLA PATATA · Pizzoli 33 GIARDINO CUCINA MEDITERRANEA Giardino 34 RISTORANTE BELL’ITALIA Camst - Eataly 35 IL MARE DI GUIDO · Guido di Rimini 36 LA BOTTEGA DEL VINO · Fontanafredda 37 RISTORANTE CINQUE Enrico Bartolini - Le Soste 38 I TARTUFI · Urbani 39 L’ACETAIA - TRATTORIA GNOCCO E TIGELLE · Trattoria Cognento 40 ULIVO BISTROT · Ulivo Bistrot 41 OSTERIA DEL FRITTO · Il fritto di Gaetano e Pasquale Torrente 42 BIRRERIA · Baladin

3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

RULIANO - HEINZ BECK · Ruliano MORTADELLA BAR · Consorzio Mortadella Bologna IGP IL SUINO NERO · Madeo - Savigni PARMIGIANO REGGIANO · Consorzio Parmigiano Reggiano LA PASTA DI CAMPOFILONE /D &DPSR¿ ORQH BISTROT DELLA PANETTERIA Il Forno Calzolari LA PASTA FRESCA · SfogliAmo IL PASTIFICIO GRAGNANESE Di Martino LA LOCANDA DELL’UOVO · Eurovo LA PESCHERIA · Nave Errante LA BOTTEGA DEI DOLCI · Balocco LA GELATERIA ARTIGIANALE · Palazzolo by Carpigiani LA PASTICCERIA E LE SPECIALITÀ SICILIANE · Palazzolo LA CIOCCOLATERIA · Venchi

I CHIOSCHI DI FICO 15 IL SAN DANIELE · Consorzio San Daniele 16 LA PIADINA · I Piadinari 17 IL CHIOSCO DELLE REGIONI: LE MARCHE · Foodbrandmarche 18 LA PORCHETTA · Renzini 19 PUGLIA COME MANGI · Casillo 20 GLI ARROSTICINI · Soalca (Jubatti) 21 LA FETTA DI FRUTTA · Fetta Frutta 22 SCIROPPI & CO · Fabbri 23 IL GIRO DEI CLASSICI DA STRADA ExperienceIN.it 24 IL POLLO · Il Campese by Amadori 25 IL BARBECUE · Il mercante di spezie %,55,),&,2 $1*(/2 325(77, ā %LUUL¿ FLR Angelo PorettiI

BAR 43 44 45 46 47

BICI BAR · Cinc bar BAR CENTRO CONGRESSI · Camst LA SPIAGGIA DI FICO · Fantini club CAFFETTERIA CENTRALE · Lavazza FICO COCKTAIL BAR · FICO Cocktail

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r&f Scienze & retail

Le reazioni emotive

nei luoghi di consumo alimentare O

ltre alle tante riviste divulgative, un numero crescente di testate scientifiche pubblica un numero crescente di lavori scientifici. Analizzando questi articoli si rileva un significativo aumento di esperienze in cui le metodologie adottate prevedono l’uso di tecniche neuroscientifiche e di neuromarketing. Oggi grazie a una maggiore diffusione dei lavori neuroscientifici, vi è la consapevolezza che buona parte delle reazioni alle stimolazioni ambientali (e gustative) avviene in maniera inconsapevole (Russo, 2017). Prendendo a prestito la definizione di Kanheman (2012) sul nostro sistema decisionale, le decisioni e quindi i comportamenti di consumo sono fortemente influenzati dal Sistema 1, quello automatico e inconsapevole. Siamo “macchine emotive che pensano e non macchine pensanti che si emozionano”. Da qui l’esigenza di usare tecniche di neuromarketing in grado di misurare direttamente l’attivazione fisiologica per misurare l’emozione. Non a caso la letteratura si arricchisce ogni anno di dati relativi all’incoerenza tra i risultati delle ricerche svolte con strumenti razionalizzanti (interviste, questionari e focus group) e il selling out. P. Graves (2010) nel suo libro“Consumerology. The Market Research Myth, the Truth About Consumers, and the Psychology of Shoppin” riporta numerosi casi in cui la ricerca tradizionale ha dato esiti molto diversi dal successivo comportamento di acquisto. Ciò è attribuibile al fatto che i test tradizionali, sebbene siano capaci di rilevare le opinioni e i vissuti consapevoli, non riescono a intercettare i processi emotivi e inconsapevoli. Questi possono essere misurati solo con tecniche fisiologiche e comportamentali implicite. Non a caso stanno proliferando centri di studi e aziende di neuromarketing ed esperienze di studio molto interessanti. Tra queste si segnala il lavoro svolto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Wageningen, in Olanda, che per trovare il modo di studiare le sensazioni e le emozioni provocate dall’esperienza alimentare e i corrispondenti comportamenti di consumo integrano tecniche esplicite (questionari) e implicite (fisiologiche) trasformando un ristorante in un luogo di analisi psicofisiologica e di neuromarketing. Si tratta di un centro di ricerca, fondato nel 2007, nominato “Restaurant of the Future”, dove è possibile studiare le scelte alimentari all’interno di un contesto reale, nel quale il comportamento dei consumatori viene osservato e registrato in tutte le fasi di scelta e di consumo anche con tecniche fisiologiche e di biofeedback. Gli stimoli legati al cibo 34

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(aromi, packaging, brand name, ecc.) vengono, quindi, analizzati attraverso tecniche neuroscientifiche tra cui un Face Reader per l’analisi

Elettrodi per segnali muscolari GHO YROWR H SHU L VHJQDOL ¿ VLRORJLFL

emozionale tramite espressioni del volto, l’analisi della conduttanza cutanea e del battito cardiaco per l’analisi dell’intensità emotiva. Le reazioni fisiologiche corporee, dovute all’attivazione del sistema nervoso autonomo, sono, infatti, indicatori degli stati emotivi, e costituiscono determinanti fondamentali nel processo di scelta e, in particolare, nel comportamento d’acquisto. A tal proposito, de Wjik e colleghi (2014) si sono focalizzati sullo sviluppo di un nuovo modello di test che fosse maggiormente affidabile e tenesse conto delle risposte fisiologiche e comportamentali per comprendere l’effetto di esposizioni ripetute agli alimenti di una singola categoria alimentare (bevande per la prima colazione) e i giudizi di gradimento degli stessi. Tra i metodi di ricerca impiegati, i risultati legati alla misurazione della conduttanza cutanea hanno riportato variazioni in base al sesso, al tipo di bevanda e alla ripetizione. Ecco quindi che l’ambiente di questo “Restaurant of the Future” a primo impatto non ha nulla di strano, ha le pareti bianche, grosse vetrate, il suo pavimento è in legno chiaro. In poche parole il ristorante, situato all’interno del cam-

pus dell’Università, si presenta come un locale di vendita di cibo normale. In realtà non è cosi. Dopo aver varcato la soglia ci si trova davanti a un grosso esperimento “in progress”. Sul soffitto ci sono numerose telecamere con l’obiettivo di catturare le reazioni al cibo. Nei pavimenti sono mimetizzate bilance utili per misurare il peso di chi si avvicina alla cassa e nelle sedie sono posizionati dei sensori in grado di registrare il battito cardiaco. Inoltre, mentre la clientela si accomoda ai tavoli, nel piano sottostante vi è un gruppo di neuroscienziati e psicologi dei consumi che studiano i comportamenti di scelta del cibo e la reazione emotiva all’assaggio tramite le espressioni facciali. A corredo di questa attrezzatura vi è anche la disponibilità di un laboratorio per l’analisi gustativa e “orale” all’interno del quale un gruppo di clienti volontari può essere studiato persino mentre mastica un boccone. Il locale è un vero centro di ricerca, all’avanguardia, che nasce dalla partnership tra l’ateneo e alcune aziende (Sodexho, Noldus, Information Technology e Kampari, che fornisce apparecchiature da cucina). Il numero di ricerche realizzabili è pressoché infinito. Dal modo di presentare il piatto in un menù alla reazione che provoca il colore dei piatti in cui viene servito o la forma del cibo stesso. Per esempio, in un recente studio si è analizzata la reazione emotiva di un gruppo di 94 bambini riguardo il consumo di verdure. L’esperimento ha valutato la reazione emotiva ad alcune variabili come l’aspetto, la consistenza e il sapore. I risultati hanno dimostrato che, ad essere preferite, sono le verdure bollite e cotte al vapore, forse per la loro cottura più familiare o per la superfice più uniforme o, ancora, per la croccantezza e per il tipico sapore di ortaggio, mentre quelle più imbrunite e dalla consistenza granulare hanno provocato una profonda reazione emotiva negativa. Si tratta solo di un esempio di una metodologia di indagine che ha ormai sviluppato modelli e strategie efficaci per valutare l’efficacia della presentazione del cibo e la reazione emotiva all’assaggio. Un ulteriore strumento di indagine che permette di ridurre il rischio di errore analizzando le reazioni emotive al consumo alimentare, anche sul campo. Vincenzo Russo professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso l’Università IULM di Milano vincenzo.russo@iulm.it


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I Viali: shopping & entertainment di vicinato Da ipermercato storico stand-alone ad àncora alimentare moderna nelle dimensioni e nel format integrata a una galleria di negozi classica e a un parco commerciale ricco di soluzioni retail, F&B e leisure. Il nuovo progetto di Carmila e Carrefour Property Italy da 65 milioni di investimento è stato inaugurato il 24 ottobre a Nichelino (TO)

C

on l’opening nell’ex maneggio del format australiano Bounce – il primo in Italia e il terzo in Europa dopo Lisbona e Stoccolma – prevista tra fine gennaio e febbraio del 2018, si andrà a completare l’offerta del parco commerciale I Viali di Nichelino, promosso da Carmila e Carrefour Property Italy e inaugurato lo scorso ottobre nella sua parte di galleria e retail park. L’ipermercato, costruito dietro a quello storico successivamente demolito, ha visto il taglio del nastro nel luglio del 2016. L’intero pro-

Il progetto in pillole Data di apertura Investimento Promotore Gestore Località Localizzazione Tipologia GLA Parcheggi Livelli commerciale Totale punti vendita 0HGLH VXSHU¿ FL Àncora alimentare

Ipermercato - luglio 2016 /Centro + parco commerciale - ottobre 2017 65 milioni di euro Carmila - Carrefour Property Italy Carmila Nichelino (TO) Periferica Centro + parco commerciale 42mila mq 2.950 (di cui 470 coperti) 1 65 nel centro commerciale 3 interne + 14 esterne Carrefour (7.500 mq di vendita)

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getto, come ci ha hanno confermato in occasione della nostra visita a inizio novembre Sonia Augenti, direttore commercializzazione e operazioni straordinarie di Carmila Italia, e Giuseppe Spissu, direttore del centro, ha comportato circa due anni di cantiere e un investimento complessivo di 65 milioni di euro. Guardando in primis ai numeri dell’intervento, il nuovo polo commerciale

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annovera una GLA di 42mila mq, con 65 tra negozi, bar e ristoranti, un retail park con 14 store specializzati e l’alimentare Carrefour rinnovato da 7.500 mq di vendita. Quest’ultimo ha accolto il nuovo format, inaugurato poco tempo prima al Carosello di Carugate, e tra le varie soluzioni ottimizza la superficie dedicata allo stock delle merci e implementa i nuovi concetti legati alla lavorazione a vista delle materie prime, alla produzione in loco, al focus sul fresco e ai prodotti regionali. Il numero dei posti di lavoro è di circa 800 unità mentre la dotazione dei parcheggi ammonta a 2.950 slot per le auto di cui 470 coperti. «Il Carrefour esisteva da molto tempo, nasce originariamente con l’insegna Continente, ed è sempre stato un polo importante per i consumi della zona di Nichelino dove è perfettamente integrato - spiega Sonia Augenti - Con la consapevolezza di avere uno zoccolo duro di clientela e la convinzione che ci fossero lo spazio e l’opportunità per creare una galleria commerciale e un retail park attorno, che già vedeva la presenza di

Toys Center, Conbipel, Norauto e del distributore di carburanti, abbiamo dato il via al progetto. Nel 2015 abbiamo cominciato a lavorarci con l’idea di costruire un ipermercato totalmente nuovo, e infatti oggi non si trova nel sedime di quello precedente, che è stato aperto nel luglio del 2016. Il remodelling ha portato a un immediato incremento a doppia cifra del fatturato (mentre il footfall ha registrato un +59% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente - fonte comunicato stampa Carmila, ndr) che poi si è attestato su dati cresciuti significativamente rispetto a prima. E l’apertura della galleria ha permesso una sinergia di cui ha beneficiato la stessa àncora alimentare. Complessivamente vorremmo toccare quota 5 milioni di visitatori l’anno e penso che, con questo ritmo, raggiungeremo facilmente l’obiettivo». Nel rispetto dei tempi, come hanno specificato i due manager, dopo l’opening del Carrefour rinnovato i lavori sono proseguiti con l’abbattimento del vecchio ipermercato e la costruzione della nuova galleria coperta, efficace nella fruizione in virtù di un percorso molto semplice, e la realizzazione delle medie superfici esterne, collegate tra loro e con il mall attraverso una passeggiata aperta ma riparata dagli agenti atmosferici grazie a

un’ampia copertura. Questo percorso, che senza soluzione di continuità porta dall’interno all’esterno della galleria e quindi nel retail park, ricco di sedute, prese di corrente per la ricarica dei device e ancora di spazi per bambini sia indoor sia outdoor, ha dato forma a quel concetto di “viali” dove il cittadino di Nichelino, dei quartieri sud di Torino nonché dei paesi limitrofi possa fare la spesa alimentare, shopping, mangiare e trascorrere il tempo libero, che di fatto ha dato il nome all’intera struttura. Proprio l’integrazione con il tessuto urbano locale rappresenta il vero punto di forza del complesso commerciale in portfolio a Carmila, come dimostrano i dati del bacino di utenza primario pari a 700mila residenti nei 20 minuti di percorrenza in automobile. «Da un lato confiniamo con le prime case del comune di Nichelino, mentre dall’altro ci si imbatte nel cartello di località della città di Torino, che nella zona sud include quartieri densamente popolati – specifica Giuseppe Spissu – Alle nostre spalle vi è la tangenziale, con un’uscita prossima alla struttura, e siamo collegati ai centri urbani con due fermate dell’autobus e una della metro leggera nonché con la pista ciclabile che attraversa Torino da nord a sud, passa esattamente davanti al nostro ingresso monumenta-


ri - aggiunge Augenti - così come sono equilibrati i numeri del footfall durante la settimana da lunedì a giovedì, con ottimi riscontri anche nell’ora di pranzo, mentre salgono venerdì e diventano ancora più significativi nelle giornate di sabato e domenica. Sottolineo che questo centro, a differenza di altri che vivono soprattutto nel weekend, lavora molto bene nell’arco dell’intera settimana, proprio perché è vi-

le e prosegue sino a Nichelino. Infine l’accessibilità a I Viali è garantita da una viabilità esterna dedicata di nuova realizzazione e da ben sei accessi al mall, che collegano il parcheggio interrato sia che con delle rampe mobili sia con ascensori, il parcheggio a raso esterno, il lato della galleria su via Cacciatori e il parco commerciale». «Nonostante spicchino per flussi gli accessi sull’area ristorativa e sul Carrefour, complessivamente tutti e sei sono molto equilibrati nei nume-

sto come un luogo non solo di shopping o dove è possibile fare la spesa alimentare ma dove l’intera famiglia può trascorrere il proprio tempo libero. E non di rado si vedono professionisti lavorare con il proprio computer

sfruttando il wi-fi molto efficiente. In questa direzione si inseriscono le due aree bambini, quella interna dotata di un tavolo tecnologico touchscreen nel quale sono caricati molti programmi sia per il divertimento sia per l’apprendimento, e uno spazio ricco di sedute e di tablet a libero servizio». L’integrazione di I Viali Shopping Park nel territorio locale è data anche dal forte impegno che Carmila – Carrefour Property Italy hanno profuso per abbattere l’impatto ambientale della struttura: la collaborazione con il progettista torinese Aimaro Isola ha permesso lo sviluppo di un concept fortemente orientato alla sostenibilità ambientale ed energetica. «Sui tetti abbiamo fatto installare dei pannelli fotovoltaici ed è presente una torre tecnologica dotata di una pala eolica che contribuisce a produrre energia elettrica, la quale viene incamerata e consumata all’interno del centro commerciale stesso – sottolinea il direttore – inoltre l’impianto di condizionamento recupera l’acqua presente al suo interno e la reimmette ancora tiepida risparmiando sulla produzione di calore. Grazie a queste tecnologie il building non necessita di gas, eliminando il rischio che que-

sto comporta e abbattendo le spese di manutenzione. Ovviamente tutta l’illuminazione artificiale è a Led mentre quella naturale è favorita dalle grandi vetrate sovrastanti la galleria. L’impianto antincendio è all’avanguardia sia sulla gestione sia sull’impiantistica stessa, mentre quello sonoro a marchio Toa consente di sezionare la diffusione e di regolare i volumi all’interno della galleria in base alle esigenze. La dotazione high tech si completa con un ledwall dove vengono veicolate informazioni sul centro e promozioni commerciali, con dei totem, la directory touchscreen posizionata sotto la cuspide dell’ingresso monumentale e la predisposizione nel parcheggio per le colonnine di ricarica delle auto elettriche». Il progetto di architettura degli interni è stato firmato dallo studio milanese Mygg Architecture, guidato da Giovanni Feltrin, Yolanda Velasco e Gerardo Sannella, e ha avuto come obiettivo principale quello di disegnare uno spazio con l’ariosità di un esterno urbano giocando sulla verticalità degli

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elementi progettati, quali il grande lucernario in vetro continuo e il grillage in legno. I materiali naturali della galleria e le geometrie lineari conferiscono agli spazi interni un senso di comfort.

L’offerta: soluzioni per tutta la famiglia «Abbiamo creato una galleria classica con un bilanciamento del merchandising mix tale da garantire la soddi-

sfazione di tutti i bisogni - illustra Sonia Augenti prima di fornire svariati esempi di brand e catene che hanno fatto il loro ingresso a I Viali - all’interno vi abbiamo quindi inserito innanzitutto una serie di servizi che spaziano da quelli base come tacco e chiavi, lavasecco e parrucchiere alla clinica dentistica con DentalPro e quelli di estetica avanzata come l’epilazio-

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ne definitiva all’interno di Centros Ideal, una catena spagnola che vuole svilupparsi in Italia e che ha aperto il primo store in questo centro. È ben rappresentato il mondo della telefonia, così come quello delle calzature con Deichmann, Primadonna Collection e Ricatti, sino ad arrivare all’abbigliamento per la famiglia con la media superficie di Piazza Italia, per la donna con

Via Condotti, Nuna Lie e Two Way, per l’uomo con Camicissima, Sorbino, Cotton & Silk e Celio, per il bambino con Okaidi e Nucleo che propongono un’offerta differenziata, per lo sport con A Street Wear e per l’intimo uomo - donna con Lovable. Due negozi multimarca, Outsider e Sem Denim, commercializzano brand di livel-

lo più alto. Il settore della casa è presidiato da Tag, Kasanova e Re Sole; quello degli accessori da Colours & Beauty e Stella Z (in apertura qualche giorno dopo la nostra visita); l’ottica da Salmoiraghi & Viganò e Lama Optical; la cosmetica e profumeria da Wycon Cosmetics, Douglas e quindi Inestasy che propone soluzioni sia per la persona sia per la casa. Gioielli di Valenza, Joy Gioielli e Stroili compongono invece l’offerta di oreficeria». Un ruolo sempre più importante, come confermato dai due stessi manager, è quello della ristorazione, che distribuendosi equamente tra il mall interno e il parco esterno contribuisce a creare un forte senso di continuità visiva ed esperienziale. I protagonisti nella food court sono La Piadineria, El Pan D’na Volta, il self service Genuino Italia, I Love Pizza e Tortellino, mentre diffusi nella galleria ci sono il ristorante gestito dall’ipermercato Terre d’Italia, il format di caffetteria sviluppato da Gruppo Cibiamo La bottega del Caffè e la gelateria La Golosa, gestita da un operatore locale. Sull’esterno, l’area ristorazione prosegue idealmente con le proposte stand alone di Burger King, Typic che propone cucina italiana e Guacamole Y Tequila (aperto anch’esso dopo la nostra visita) con un’offerta etnica. I tre locali, in virtù dell’accesso indipendente, e anche le ristorazioni nella food court possono prolungare gli orari di apertura, permettendo al parco commerciale di diventare una

meta privilegiata per la cena e la sera. E ancora, la piazza antistante la food court è la location ideale per gli eventi perché consente l’istallazione di un palco. In ordine, Euronics, ConTe, OVS, Terranova, il già menzionato Bounce nel 2018, Maisons du Monde, Cucine Stosa e Giessegi, PerDormire, Norauto, Combipel, Toys, Arcaplanet, Happy Casa e Sapore di Mare, a cui si somma il distributore di carburanti, compongono con metrature anche superiori ai 2mila mq e di 3.800 nel caso di Bounce il parco commerciale. Questo si articola attorno al parcheggio, a forma di ferro di cavallo. In aggiunta, Arcaplanet, Happy Casa e Sapore di Mare usufruiscono di una viabilità e di parcheggi dedicati. Andrea Penazzi


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r&f Le mappe del retail

Le tre torri dello shopping I

l centro commerciale CityLife Shopping District ha aperto al pubblico lo scorso 30 novembre nel cuore di Milano, laddove sorgeva la vecchia fiera campionaria. Il progetto, promosso da Gruppo Generali e commercializzato da Sonae Sierra, presenta una GLA totale di circa 32mila mq suddivisa in diverse componenti sinergiche tra loro, in linea con le esigenze di un consumatore moderno, urbano e di profilo internazionale. Uno spazio aperto raggruppa i negozi dedicati alla casa, al design e all’arredamento, mentre l’area food conta circa 20 tra bar e ristoranti inseriti all’interno e all’esterno del mall vero e proprio. L’intrattenimento è alimentato dal multisala «CityLife Spaziocinema», caratterizzato da 1.200 posti a sedere in sette sale con la firma di Cinema Anteo. Infine, c’è spazio anche per un’area salute e benessere con un moderno centro fitness e un ambulatorio Centro Diagnostico Italiano. In totale sono un centinaio di operatori che danno vita a una delle più importanti riqualificazioni urbane in Europa, iniziata circa dieci anni fa. CityLife Shopping District ha una location privilegiata al centro delle tre torri iconiche sviluppate da Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind. Una volta a regime i grattacieli ospiteranno circa 9mila dipendenti di Allianz, di Gruppo Generali e di un terzo CENTRI COMMERCIALI (>= 20.000 mq GLA), HIGH STREETS E PIPELINE NEL BACINO DI UTENZA DI 15’ DI CITYLIFE, operatore il cui nome non è stato ancora PIU’ PRINCIPALI COMPETITORS ATTUALI E FUTURI NEL BACINO DEI 30’ rivelato. Si conta che circa 13mila lavorato- Mappa Insegna Comune (MI) GLA (mq) PdV (n) Visitatori annui apertura Distanza 1 Centri Commerciali PIAZZA PORTELLO Milano 26.000 59 5.000.000 2005 6'' ri (diretti e indiretti) graviteranno nell’area, 2 High Street CORSO VERCELLI Milano n.d. 101 7.700.000 9'' che è facilmente raggiungibile dalla metro3 Pipeline MERLATA MALL Milano 65.000 192 n.d. 2019/20 12'' politana con la linea MM5. Inoltre, CityLife 4 Centri Commerciali METROPOLI Novate Milanese 30.737 84 4.300.000 1999 13'' ha un bacino pedonale importante con cir5 High Street VIA DANTE Milano n.d. 69 19.700.000 14'' ca 30mila abitanti in quindici minuti a piedi. Cinisello Bal6 Pipeline AUCHAN CINISELLO BALSAMO 108.000 350 n.d. 2019/20 17'' Infine, lo Shopping District è facilmente acsamo cessibile anche in macchina grazie alla vici7 Centri Commerciali IL CENTRO Arese 92.000 225 13.000.000 2016 18'' 8 High Street VIA TORINO Milano n.d. 117 25.500.000 19'' nanza della circonvallazione che attraversa 9 Centri Commerciali MILANOFIORI Assago 47.485 100 6.200.000 1988 20'' tutto il comune di Milano e alla presenza di BRIANZA 10 Centri Commerciali Paderno Dugnano 36.184 70 6.000.000 1975 21'' mille posti auto. Il bacino d’utenza poten(extension + 15.000 mq GLA) ziale conta circa 930mila abitanti nei quindi11 Pipeline MILANOSESTO Sesto S. Giovanni 131.320 365 n.d. 2021 23'' 12 High Street CORSO VITTORIO EMANUELE II Milano n.d. 62 35.000.000 24'' ci minuti d’auto a traffico intenso. Il quadro CAROSELLO 13 Centri Commerciali (extension Carugate 52.850 116 8.500.000 1997 24'' competitivo mostra sette grandi strutture + 23.000 mq GLA) di vendita con una GLA superiore a 20mi14 Centri Commerciali FIORDALISO Rozzano 51.300 125 8.700.000 1992 25'' WESTFIELD MILAN la mq e che esercitano un potere attrattivo 15 Pipeline Segrate 185.000 350 n.d. 2020 28 MALL OF ITALY nel bacino d’utenza potenziale di CityLife Shopping District. I centri commerciali dominanti nel sibile stimarlo, ma è immaginabile ipotizzare un impatprogetti di Merlata Mall, Milano Sesto, Auchan Ciniselbacino d’utenza e in ordine di distanza crescente sono: to marginalmente negativo anche sul traffico di alcune lo e Westfield Milano. A titolo esemplificativo, UrbiStat Piazza Portello, Metropoli, Il Centro, Milanofiori, Brianza, vie dello shopping milanese e principalmente su Corso stima che il Merlata Mall (65mila mq di GLA; apertura Carosello e Fiordaliso. UrbiStat stima che a regime (ossia Vercelli distante solo pochi minuti in auto. prevista nel 2019/20) avrà un impatto negativo sul trafnel 2019 quando le tre torri saranno completamente ocNel medio periodo invece, una serie di nuovi progetti in fico di CityLife Shopping District (-6%) sito a circa dodici cupate dai dipendenti) il CityLife Shopping District vancostruzione creeranno delle grandi e innovative retail/ minuti di macchina. terà un traffico medio annuo di circa 8,5 milioni di visite leisure destination nel bacino d’utenza, che renderanLucio Orsini e avrà un impatto marginale ma negativo sul traffico di no il mercato ancor più competitivo e rafforzeranno la Data Bank Senior Analyst presso Urbistat lucio.orsini@urbistat.com Piazza Portello (-5%) e del Metropoli (-3%). Non è posnecessità di concentrarsi sui target primari. Si tratta dei

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r&f L’evento

Da Mapic a Mapic Italy sino a Mapic Food & Beverage I

n apertura alla tradizionale sessione di Mapic (Cannes, 15-17 novembre) rivolta ai principali progetti immobiliari commerciali italiani, Francesco Pupillo, deputy director Mapic Markets, real estate division di Reed MIDEM, ha rimarcato la straordinaria importanza della ristorazione per il settore retail real estate a livello internazionale e in particolare il ruolo che rivestirà in occasione del prossimo appuntamento milanese targato Reed MIDEM. Parallelamente a Mapic Italy, nelle medesime date (23-24 maggio 2018 al MiCo – Milano Congressi) e in una location collegata ma indipendente, si terrà una nuova kermesse chiamata Mapic Food & Beverage. Tale iniziativa, come specificato al Palais des Festivals in primis da Nathalie Depetro, director of Mapic markets, avrà un afflato internazionale pur beneficiando del dinamismo del food & beverage italiano. Il palinsesto meneghino si arricchirà ancora con un esclusivo gala dinner, previsto il 23 maggio: organizzato dal CNCC e da retail&food con il supporto di Reed MIDEM, l’evento abbraccerà l’intero comparto del retail sia food sia non food attivo nel Belpaese, riprendendo e svilup-

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pando ulteriormente la formula di successo del Foodservice Award Italy 2017. Arrivando ai progetti RE sviscerati dai rispettivi manager, le principali leve menzionate sono state food & beverage e leisure divenuti a pieno titolo delle nuove àncore, GLA “big size”, investimenti ricchi di zeri, location sempre più urbane, recupero di aree dimesse, architetture di forte appeal e ampliamenti di building esistenti; ma la lista potrebbe estendersi guardando ad esempio ai collegamenti con i mezzi pubblici non solo su gomma ma anche su ferro, alle nuove tipologie di servizi pensati per l’intera famiglia e alle tecnologie green dei mall. Quelli elencati sono tutti trend in voga da qualche tempo, ma la loro concentrazione in singole

operazioni fa lievitare il valore percepito delle nuove iniziative retail real estate che andremo ad apprezzare nei prossimi anni lungo la Penisola, con particolare focus sulle città di Milano e Torino. I progetti in questione sono quelli di Westfield Milano per voce di John Burton, head of development Westfield UK and Europe; l’estensione di Carosello raccontata da Roberto Fraticelli, director of Italian operations Eurocommercial Properties; i nuovi concept che interesseranno i mall di Rescaldina, Cagliari e Piacenza spiegati da Claudio Ghidotti, commercial director di Gallerie Commerciali Italia; lo sviluppo urbano di Waltherpark a Bolzano, illustrato da Heinz Peter Hager,

presidente di Waltherpark; la futura destinazione dello shopping e del food a Napoli che prende il nome di Maximall Pompei, descritta da Paolo Negri, ceo di Irgen Retail Management; il centro commerciale Vanchiglia nel cuore di Torino, nella location dell’omonimo ex scalo ferroviario, presentato da Fabio Porreca, ceo di Svicom; il futuristico Caselle Open Mall, improntato sull’offerta leisure grazie anche all’accordo con National Geographic, annunciato da Giuseppe Roveda, ceo di Aedes SIIQ; e Cascina Merlata a Milano, nei pressi dell’ex area Expo, introdotto al mercato da Simon Wilcock, european Market – FAS Real Estate. Tutte le testimonianze raccolte a Mapic da r&f attraverso una fitta agenda di interviste rivolte ai top manager del mercato italiano in ambito sviluppo e leasing, i contenuti emersi nei principali convegni specifici sul comparto nazionale e non solo, ma soprattutto i futuri progetti previsti a Milano nella due giorni di maggio saranno affrontati in un ampio articolo di resoconto e approfondimento previsto sul numero di gennaio/febbraio di r&f. A.P.


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r&f Reportage

DEKALB Market Hall: il nuovo food hub di Brooklyn

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ew York – La food hall sempre più una destinazione, in grado non solo di inserirsi in contesti urbani storici contribuendo alla riqualifica e alla va-

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lorizzazione dell’intero quartiere, ma anche di diventare protagonista in spazi moderni e di nuova realizzazione che si avvicinano per dinamiche di proprietà, leasing e

gestione al mondo dei centri commerciali. Un esempio calzante è il nuovissimo City Point di Brooklyn al cui interno si apprezza il DEKALB Market Hall, che siamo andati

a visitare nelle scorse settimane e che vi proponiamo in questa ampia sequenza di immagini (la gallery fotografica è disponibile anche sul web attraverso il Qr code in pa-


gina). Nell’arco dell’intera giornata, con punte di consumatori registrate specialmente nelle ore serali, quaranta operatori food dislocati in corner di medio/piccole dimensioni

cucinano, vendono ma soprattutto stuzzicano il pubblico con una proposta ampia, veloce, vivace: pop. I brand sono prettamente locali, per avvicinare questi spazi al sentimen-

to e ai gusti dei cittadini, ma con nomi storici divenuti anche famosi sul grande schermo: indimenticabile la scena del film “When Harry Met Sally” con protagonisti Meg

Ryan e Billy Crystal, girata all’interno di Kat’s che proprio al DEKALB Market Hall ha aperto il suo nuovo corner. A.A.

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r&f Inchiesta aeroporti

Parola ai big del non aviation N

el 2016 gli scali italiani hanno assistito al passaggio di quasi 165 milioni di passeggeri con una crescita annua del 4,7% sul 2015 (fonte Assaeroporti). Il 2017, salvo imprevisti, registrerà un incremento ancora maggiore, avendo già contato a settembre circa 136 milioni di passeggeri (+6,8% rispetto ai primi nove mesi

del 2016). L’andamento del comparto avio ha fatto chiaramente da traino a quello non avio, che tra retail e food & beverage sta registrando un anno dai risultati più che soddisfacenti. E proprio sul settore non aviation abbiamo posto alcune domande ai direttori commerciali dei principali scali italiani che riportiamo di seguito:

1) Dal punto di vista commerciale non avio come si chiude questo 2017? 2) Che impronta ha la vostra offerta retail? Come si sta evolvendo? 3) E quella food & beverage? 4) Quali sono i progetti per il 2018? 5) E a lungo termine?

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Fulvio Fassone, direttore commerciale Aeroporti di Roma 1) Molto bene. Grazie all’apertura della nuova area extra Schengen avvenuta nel dicembre 2016 siamo stati in grado di fornire ai passeggeri nell’ area d’imbarco internazionale E, in un’infrastruttura studiata e realizzata per accogliere i viaggiatori in un mall commerciale: oltre 10.000 mq, di cui circa 6.000 mq aggiuntivi, di offerta retail e F&B di grande qualità a loro disposizione.Il risultato è stato evidente non solo nell’incremento della spesa per passeggero rispetto agli anni precedenti, cresciuta di oltre il 30%, ma anche nella qualità perce-

pita dai nostri clienti che hanno premiato Roma Fiumicino, nell’ultima analisi di ACI Europe, come il primo scalo in Europa nel cluster, secondo l’opinione degli oltre 20 milioni di passeggeri intervistati, anche per la qualità dello shopping. 2) Diversificazione dell’offerta, qualità dei servizi, focus digital delle attività di travel retail sono le parole chiave nell’evoluzione dell’offerta che deve continuare a rispondere alle diverse tipologie di persone che frequentano i nostri aeroporti. Il termine passeggero sta diventando rapidamente obsoleto perché il sito aeroportuale sta via via trasformandosi in un luogo dove le persone pos-


Roma - Fiumicino

Roma - Fiumicino sono vivere un’esperienza gradevole. Questa trasformazione passa prima di tutto nella comprensione dei loro bisogni e dei loro desideri e in una risposta concreta alla domanda di abbattere le difficoltà e lo stress che normalmente il percorso verso la partenza di un viaggio crea. Questo può avvenire solo attraverso il costante miglioramento dei servizi e delle attività operative aeroportuali. Per questo AdR ormai da molti anni ha intrapreso la strada della qualità totale e del miglioramento con-

tinuo in tutti i processi aeroportuali che hanno impatto sul tempo e sulla serenità del nostro cliente . Non a caso nel 2017 Roma Fiumicino è diventato, secondo le survey di ACI Europe, il primo aeroporto in Europa per qualità dei servizi erogati. Le scelte del retail mix devono sempre di più essere coerenti quindi non solo con i bisogni di chi frequenta l’aeroporto ma anche con i loro desideri. Per questo l’area commerciale deve sempre di più rispondere a una domanda che non si esaurisce nell’impulsività dell’acquisto ma che genera curiosità, interesse, divertimento. 3) L’Italian Food street dell’Avancorpo in area di imbarco E sintetizza il giusto mix tra rappresentatività del prodotto italiano e domanda del passeggero che, per oltre il 60%, non è italiano. Anche in questo caso l’offerta di food & beverage deve uscire dal perimetro tradizionale e arricchirsi di momenti che coinvolgono il viaggiatore, che in fondo è la tendenza che si è affermata in questi anni sul mezzo televisivo. Eventi, show cooking, degustazioni, aree di degustazione, momenti e luoghi che sono in grado di coinvolgere in prima persona le persone che viaggiano, è così che stiamo pensando il nuovo progetto che riguarda il Terminal 1 e il nuovo mall commerciale, a servizio dell’area di imbarco A,

che verrà realizzata nei prossimi anni sull’aeroporto di Fiumicino 4) Stiamo lavorando sul progetto di ristrutturazione e ampliamento della nuova area commerciale a servizio dell’area di imbarco A e dell’ampliamento del Terminal 1, i cui lavori inizieranno a breve ma che già nel 2019 vedranno la realizzazione delle prime aree commerciali. Si tratta di una nuova e più ampia offerta retail e F&B per i passeggeri che viaggiano con destinazioni domestiche in area Schengen. Il 2018 sarà dedicato a mettere a punto questo progetto che da un punto di vista infrastrutturale è già nella sua prima fase esecutiva. Questo rappresenta un altro step importante, dopo le nuove aree extra Schengen, per continuare a migliorare la qualità del nostro aeroporto, dei luoghi e dei servizi che forniamo

ai nostri clienti, vettori, passeggeri e operatori. 5) Abbiamo in cantiere progetti di ampio respiro nell’ambito del Piano di sviluppo approvato da Enac. La ristrutturazione della parte Est dell’Aeroporto di Fiumicino già citata prima è il primo di questi; un progetto ambizioso sul quale intendiamo concentrarci nei prossimi 4 anni per migliorare a stretto giro l’esperienza anche dei nostri viaggiatori dell’area Schengen, per affrontare, subito dopo, il consolidamento dei progetti previsti nel Contratto di Programma .

Luigi Battuello, direttore commerciale non aviation SEA (Milano) 1) Ottime le previsioni di chiusura del 2017 del Retail negli aeroporti di Milano. L’aumento di oltre il 6,5% conferma il positivo trend di crescita degli ultimi anni a riprova di scelte che si sono dimostrate vincenti, come quella di rendere Malpensa un “open airport” rispondendo alla più generale tendenza del trasporto aereo che vede la presenza contemporanea di un passeggero high spender dei voli intercontinentali con il passeggero low cost che comunque ha voglia di spendere.

Milano - Malpensa

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r&f Inchiesta aeroporti 2) L’evoluzione è proprio verso un target mix di clienti con forti capacità di spesa e clienti più interessati al fast fashion. A tutti i passeggeri vogliamo offrire una customer experience di livello e sempre più soddisfacente. Dall’architettura e design dei suoi mall commerciali alla scelta dei brand presenti, tutto va nella direzione della massimizzazione della piacevolezza dello shopping. Esempio ne è il Terminal 1 di Milano Malpensa che si contraddistingue per offrire un’unica area commerciale comune a tutti i passeggeri, indipendentemente dalla loro destinazione. L’area è caratterizzata da un’offerta molto ampia, raggruppata per brand omogenei in 4 piazze commerciali: il grande duty free centrale (uno dei più grandi d’Europa con oltre 2.000 mq di vendita) da cui si può accedere alla Piazza del Lusso, con i top brand del lusso, o alla piazza del Pop, con i migliori brand del fast fashion (con un iconico Zara di oltre 700 mq), nonché la Piazza del Gusto con il food più gourmet e rappresentativo del made in Italy. 3) Certamente abbiamo una grande attenzione anche per il food & beverage, perché i passeggeri apprezzano un’offerta variegata e al passo con le mode. Dopo aver consolidato la miglior proposta del food italiano, dal forno a legna di Rossopomodoro alla formula del mercato di Italian Market con le eccellenze del territorio come Macelleria Motta, fino allo chef stellato Davide Oldani, l’offerta è stata re-

Venezia - Tessera

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centemente integrata dal punto vendita di Cioccolati Italiani e verrà ulteriormente arricchita di nuovi format nel corso del prossimo anno. 4) Si conferma la particolare attenzione all’arricchimento dell’offerta food con l’apertura all’inizio del prossimo anno di un ristorante Wagamama, nota catena di successo internazionale caratterizzata da una ricca cucina asiatica e dai ramen giapponesi, apprezzati allo stesso modo dai passeggeri europei e orientali. A seguire Caio con la sua caratteristica “pinsa”, la croccante pizza romana, come contraltare a un’altra pizzeria che verrà aperta nei primi mesi del 2018 a insegna “Spontini”, nota e apprezzata per i suoi classici tranci di pizza milanese. Sempre nei primi mesi del 2018 aprirà un nuovo punto vendita burger gourmet a insegna Burgery (gruppo Chef Express). Degno di nota, il progetto del restyling dell’aeroporto di Milano Linate, iniziato lo scorso mese di luglio e che vedrà il completamento della prima fase a marzo del 2018 con la realizzazione della nuova facciata in corian bianco.

Andrea Geretto, head of commercial & marketing non aviation di Save (Venezia Verona - Treviso) 1) I risultati sono estremamente positivi nei 3 aeroporti del cosiddetto polo del Nord-Est che sviluppano una articolata offer-

ta retail e food & beverage; per la fine del 2017 ci aspettiamo che la crescita dei ricavi raggiunga la doppia cifra, sfruttando il robusto trend dei passeggeri. Anche a Venezia, nonostante gli importanti lavori infrastrutturali che hanno coinvolto fino a giugno l’area landside, stiamo registrando delle performance rilevanti soprattutto nella ristorazione, in seguito all’apertura di nuovi format. 2) All’interno dei 3 aeroporti la proposta è piuttosto differenziata e coerente con il profilo dei passeggeri: a Treviso ad esempio, l’offerta commerciale è essenziale, data la vocazione low cost dell’aeroporto, mentre è più ricca a Verona, che ha visto nel 2016 l’inaugurazione del nuovo e più esteso duty free e di 7 shop; infine a Venezia, dove sono appena iniziati i lavori del nuovo walk-through che aumenterà del 50% l’area dedicata al duty free, ci aspettiamo un importante stimolo ai ricavi del travel retail e un ulteriore miglioramento della customer experience. 3) I ricavi del Food&Beverage nei nostri aeroporti hanno registrato delle crescite veramente consistenti, ben al di sopra del già significativo incremento dei passeggeri. Alla base di questi risultati c’è stata una attenta politica di sviluppo infrastrutturale, seguita in particolare a Venezia e a Treviso con il nostro partner Lagardère, dove sono stati sviluppati nuovi format, come C. o Emporio del Grano, che sono stati lanciati in anteprima proprio al Marco Polo di Venezia. Nel Catullo di Verona invece, il restyling e l’ampliamento dell’offerta nell’area arrivi hanno dato una spinta importante ai ricavi del settore, già in trend positivo dopo gli interventi in area partenze del 2016. 4) Il principale intervento che vedrà la luce nel 2018 riguarda l’ampliamento e la rivisitazione del layout del duty free del Marco Polo, al quale si aggiungerà anche un nuovo premium bar in stile veneziano; alla fine del 2018 inizieranno inoltre i lavori di ristrutturazione del terminal di Verona, con una rilevante crescita dell’area commerciale alle partenze, ottimizzando il flusso dei passeggeri e la disposizione

dell’offerta retail e food & beverage. 5) Oltre al progetto “Romeo” di cui sopra, che trasformerà l’aeroporto Catullo, sono in previsione adeguamenti infrastrutturali al Canova di Treviso e, soprattutto, al Marco Polo: nello scalo di Venezia (di fatto un cantiere in continua evoluzione) ogni anno da qui al 2027 ci saranno inaugurazioni di nuove aree che porteranno al raddoppio delle superfici commerciali e al completamento di importanti infrastrutture; la stazione ferroviaria, ulteriori parcheggi multipiano collegati all’aerostazione e nuovi sviluppi immobiliari a ridosso del terminal trasformeranno lo scalo in un polo di attrazione dell’area metropolitana.

Matteo Baù, direttore commerciale non avio di SACBO (Bergamo Orio al Serio) 1) L’anno è stato caratterizzato dalla continuità del trend positivo in termini di ricavi, accompagnata dalla ottimizzazione dell’offerta retail e food & beverage con evidenti ripercussioni sulle performance del comparto. All’interno del terminal abbiamo registrato importanti novità, a cominciare dalla collaborazione con la provincia di Cuneo per quanto concerne la vendita e somministrazione dei prodotti della provincia Granda, per continuare con il potenziamento del cabin hotel e il restyling dell’edicola landside. All’esterno dell’aerostazione c’è l’importante capitolo dei parcheggi. Siamo arrivati a contare complessivamente 8.000 posti auto dopo l’apertura della seconda area del parcheggio P3. 2) Siamo sempre impegnati a cercare una diversificazione merceologica per rispondere alla domanda dei passeggeri. C’è stato un minimo turnover che ci ha permesso di introdurre brand particolari, come Saint Barth, Cycleband e Parfois. Inoltre con l’ingresso di Unieuro abbiamo soddisfatto la richiesta di elettronica di consumo. Abbiamo ampliato anche l’offerta del lastminute duty free situato in area partenze extra Schengen.


Bergamo - Orio al Serio 3) A partire dalla scorsa primavera la piazza Italy Loves Food, al terminal partenze Schengen, si è arricchita del progetto East Lombardy, che coinvolge le migliori cucine e i relativi prodotti enogastronomici delle provincie di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, e della presenza di Langhe Roero, che identifica le eccellenze di Cuneo e Alba, con l’obiettivo di rappresentare i prodotti italiani più rinomati e migliorare la qualità dell’offerta food. La presenza della tristellata famiglia Cerea con il Vicook Bistrot e quella dello chef stellato Vittorio Fusari garantiscono cucina di alto livello sia in landside sia in airside. 4) Lavoreremo per disegnare i nuovi spazi che si renderanno disponibili con il futuro ampliamento del terminal partenze sui lati est e ovest. È un progetto a medio termine, che però ci permetterà di incrementare l’attività food inserendo un’offerta di ristorazione più connessa alle esperienze internazionali. 5)Saremo impegnati anche sul tema dell’accessibilità allo scalo, che sottintende il potenziamento delle aree adibite a parcheggio, la predisposizione dei servizi connessi al futuro collegamento ferroviario con la rete RFI, e prevediamo sviluppi anche sul fronte dell’attività real estate con messa a disposizione di spazi per operatori aeronautici.

Stefano Gardini, business non aviation director Aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi 1) Il 2017 si chiude in maniera molto positiva per tutte le componenti del non aviation; oltre all’ottima crescita del retail all’interno del quale spiccano le perfomance del food & beverage e del duty free.Molto buona appare anche la crescita dei servizi premium (business lounge servizi V.I.P.) e dei parcheggi che mantengono il trend positivo. In particolare la crescita nei primi nove mesi dell’anno per il retail si attesta intorno a un 12% con alcune componenti, quali il food & beverage che crescono del 13 per cento. Molto positiva anche la crescita dei ricavi del duty free con un progressivo gennaio-settembre a +9% e dello specialty retail pari a un +15% rispetto al dato dello scorso anno. 2) La strategia che abbiamo perseguito nel definire l’offerta retail è stata quella di valorizzare le eccellenze locali affiancandole ai principali big player internazionali del settore. Con la volontà di delineare un ambiente unico abbiamo cercato di ricreare un’offerta con una forte personalità, attraverso il richiamo degli archetipi dell’Emilia Romagna e, in primis, del-

Bologna - Guglielmo Marconi

la tradizione culinaria e dei motori. Tali elementi si ritrovano nella forte presenza di marchi legati al territorio quali Ferrari, Ducati e Lamborghini e in una spiccata volontà di ricreare l’autenticità della tradizionale esperienza enogastronomica locale. 3) Come anticipato, il food & beverage che incarna la tradizione locale rappresenta per Aeroporto di Bologna un elemento strategico di differenziazione e di posizionamento. Più in generale, comunque, già negli ultimi anni è stata portata avanti una strategia volta a promuovere la qualità e la differenziazione nell’offerta eno-gastronomica fermo comunque restando la strategia definita. In tale ambito giova ricordare l’importante operazione, conclusasi nel 2016, di cui Aeroporto di Bologna è stato regista, tra Autogrill e Lagardère e cha ha visto una ridefinizione dell’accordo con Autogrill e l’ingresso di Lagardère Food Services quale quinto operatore del food & beverage presente nello scalo bolognese. 4) Il 2018 sarà un anno fondamentale per le decisioni strategiche di breve e medio termine per l’Aeroporto di Bologna. In quest’anno si andrà a completare la fase di progettazione dell’importante ampliamento dell’air side che rappresenterà per il nostro scalo un elemento strategico fondamentale per lo sviluppo retail di me-

dio termine. Stiamo prendendo in esame tutte le best practices mondiali con l’obiettivo di aggiungervi quel tocco di unicità che ci contraddistingue. Sempre nel 2018 inizieranno le analisi e gli studi propedeutici alle fasi di progettazione dell’ampliamento landside che vedrà la completa riconfigurazione delle aree check in, arrivi e della facciata del terminal. 5) Nel 2018 inizieranno le prime attività di valutazione per i futuri progetti di master plan (ampliamento landside). Diciamo quindi che il 2018 sarà un anno strategico e fondamentale per le basi del futuro Aeroporto di Bologna.

David Crognaletti, direttore commerciale SOGAER (Cagliari) 1) Nel 2017 abbiamo raccolto i frutti del lavoro fatto nell’ultimo anno e mezzo, con il potenziamento di tutte le aree non aviation sia airside sia landside, che hanno visto come ciliegina sulla torta l’apertura del supermercato agli arrivi. La crescita del non avio è stata trainata anche dalla grande crescita del numero di passeggeri. Stiamo infatti registrando dall’inizio dell’anno un incremento del

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r&f Inchiesta aeroporti

Cagliari - Elmas 13%, ma soprattutto una crescita del segmento internazionale (fautore della grande performance del non avio) del 36% con punte che in alcuni mesi hanno raggiunto il 48 per cento. 2) L’offerta retail sta dando ottimi risultati, siamo a una crescita che supera il 30 per cento. Noi abbiamo cercato di dare un’impronta in linea con gli aspetti tipici della regione. Abbiamo scelto di lavorare con operatori che portassero quel tocco appunto di Sardegna all’interno dei loro spazi. A fianco dei grandi brand abbiamo quindi dato la possibilità a professionisti locali di avere una vetrina internazionale qui in aeroporto. Per quanto riguarda l’evoluzione, stiamo cercando di dare al retail un’impronta differenziata, che non sia più in linea con la tipologia di passeggeri che transita dal nostro scalo che è principalmente leisure. L’evoluzione consiste anche nell’andare a incrementare gli spazi ampliando l’offerta ma senza cannibalizzare le attività. 3) Nel food & beverage abbiamo inaugurato lo scorso anno un wine bar in collaborazione con Chef Express e il Cagliari Calcio che ha dato brillanti risultati, al punto da doverlo ampliare pochi mesi dopo l’apertura, il che indica la presenza di un segmento domanda che non era soddisfatto. Agli arrivi abbiamo rifatto il bar e inaugurato una pizzeria sempre con Chef Express, e abbiamo aperto nel piazzale antistante l’ae-

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roporto un Beer bar con prodotti tipici regionali e birre locali artigianali che sta dando un grande riscontro. 4) Le novità principali riguardano il food & beverage con il rifacimento del bar in area partenze, e rifaremo completamente il ristorante in area landside al primo piano. 5) Stiamo lavorando a un progetto per ampliare ulteriormente l’area airside. A fronte di un riposizionamento delle aree di screening per i passeggeri ci sarà la creazione di nuovi spazi da dedicare al retail, e al food & beverage ma soprattutto creare un ambiente più accogliente per i passeggeri. Tutto questo dovrebbe avvenire tra il 2019 e il 2020.

sione alla spesa da parte sia del traffico out-going sia di quello in-coming. 3) Anche per il food & beverage il segno che danno gli operatori locali è molto evidente, allineandosi perfettamente i grandi operatori nazionali che ci garantiscono invece un’offerta internazionale. In questo modo realizziamo una differenziazione molto forte, in grado di soddisfare i gusti più diversi; inoltre il contrasto che risulta da questa strategia rispecchia perfettamente una delle caratteristiche principali della città di Napoli, quella di unire “il sacro e il profano”. 4) Il prossimo sarà un anno di consolidamento della strategia commerciale, che ha visto alcuni interventi di sostituzione e/o spostamento di retailer. Ci aspettiamo quindi di raccogliere i frutti in un 2018, dove l’offerta commerciale sarà stabile, dopo i profondi cambiamenti avuto dal 2014 fino a quest’anno. 5) Nel 2019 avremo due interventi impattanti nel terminal: l’ampliamento dell’area arrivi, dove si posizioneranno gli uffici dei rent-a-car per offrire quindi uno standard di servizio più alto alla clientela di un business che sul nostro scalo negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale. Sempre nel 2019 ci sarà anche un’estensione della sala imbarchi con nuovi gate, arricchiti da nuovi punti vendita e un’attività food & beverage.

Sergio Gallorini, direttore commerciale consumer GESAC (Napoli) 1) Il 2017 è molto positivo con una crescita dei ricavi a due cifre: l’incremento che stimiamo a fine anno è di circa il 14% rispetto al 2016. Anche linee di ricavo storicamente deboli come i parcheggi, grazie al ritorno di alcune rotte domestiche competitive con l’alta velocità, sono tornate a crescere in maniera molto marcata. 2) La nostra offerta si sta sempre più consolidando in un equilibrato mix fra marchi eccellenti e caratteristici del territorio da un lato e marchi nazionali e internazionali dall’altro. Questo mix ci garantisce infatti la miglior propen-

Napoli - Capodichino

Francesco D’Amico, chief marketing & commercial officer aeroporto di Catania Fontanarossa 1) Il 2017è stato un anno di eccezionale crescita per il nostro aeroporto. Infatti chiuderemo l’anno superando i 9 milioni di passeggeri con un aumento del 16% circa rispetto all’anno precedente. Pertanto, anche senza particolari modifiche all’attuale offerta commerciale, il risultato non-aviation è cresciuto in linea con l’incremento dei passeggeri. In particolare, poi, sono cresciuti oltre la media il settore del duty free e duty paid, grazie alla strategia di internalizzazione messa in atto dalla Società. 2) Il nuovo terminal passeggeri di Catania lo scorso maggio ha festeggiato i sui primi dieci anni, ma il progetto è ancora più datato. Tutto questo, purtroppo, si vede nel lay-out commerciale che, rispetto agli aeroporti con i quali ci confrontiamo, è meno funzionale e non raccoglie in pieno le opportunità che il nostro mercato ci consente, con evidenti limiti di spazio disponibile. Il concept partiva da una caratte-


3) È stata arricchita per fornire una proposta che possa andare incontro ai gusti di tutti: ora è possibile scegliere tra cucina regionale, piatti della tradizione italiana e sapori internazionali. La nuova apertura della birreria con hamburgeria di Baladin va ad aggiungersi alle ricette tipiche piemontesi di Agrishop Piemonte, al ristorante giapponese Giappo e all’offerta di I’amme, alla gelateria Pepino oltre agli altri marchi storici della ristorazione presenti in aeroporto, come Autogrill e MyChef con loro vari marchi. 4) Negli ultimi 4 anni abbiamo riconfigurato il 70% degli spazi in airside, aumentato il numero degli operatori del 52% con 21 nuove aperture commerciali food e retail: ad oggi la galleria commerciale

Catania - Fontanarossa rizzazione prevalentemente legata alla cultura locale e alla funzione dell’aeroporto come luogo d’incontro. Questo mediante un forte accento sui temi “tipico” e “locale”; ambiente caldo, confortevole, rilassante e divertente al fine di massimizzare le occasioni di acquisto. Adeguato equilibrio tra ampiezza e profondità di offerta, in considerazione dei limiti di spazio e dei vincoli di layout, per garantire una passenger experience di livello. 3) Anche per il food & beverage il concept individuato è prevalentemente legato alla cultura locale. Attualmente abbiamo 3 punti presso gli arrivi, 2 alle partenze landside – uno di questi è una food court di oltre 800 mq - e 4 alle partenze airside. 4) I progetti relativi al 2018 vertono principalmente su due direttrici: ottimizzazione degli spazi e delle aree dell’attuale Terminal, e nuovi spazi retail e F&B nel Terminal C che sarà aperto la prossima primavera. In particolare per quanto riguarda il primo punto, dall’osservazione dei flussi sono emerse alcune aree disponibili per nuovi possibili spazi commerciali da integrare all’interno dell’attuale Terminal. Il C, invece, sarà un terminal partenze remoto che, con una capacità operativa di circa 1 milione di persone/anno, ci darà la possibilità di decongestionare l’attuale aerostazione e di aprire nuovi spazi commerciali, precisamente un

duty paid in airside e due punti food & beverage (uno in airside e uno in landside). 5) A lungo termine i cambiamenti più importanti sono legati, ovviamente, alla ristrutturazione della vecchia aerostazione (c.d. Morandi), prevista entro il 2020 e che vedrà un ripensamento integrato dell’intero scalo. Avremo un’unica area partenze airside che ci garantirà una gestione più fluida del traffico e un incremento delle aree commerciali. Ma soprattutto avremo una distribuzione commerciale più continuativa con la creazione di un’ampia area walkthrough. L’offerta inizierà con il posizionamento delle core categories per poi passare al food retail, al fashion e agli accessori, per poi concludere con un’importante food court.

Luca di Pasquale, direttore commerciale extra aviation SAGAT (Torino) 1) Il 2017 si chiude in positivo, con un buon riscontro sia in termini di vendite che di gradimento da parte dell’utenza: esattamente un anno fa veniva inaugurata la nuova piazza commerciale dell’Aeroporto in area partenze airside e nel corso di quest’anno è entrata pienamente a regime. L’offerta commerciale nel suo complesso ne ha beneficiato, con risultati il linea con le nostre aspettative.

Torino - Caselle 2) Abbiamo terminato il ridisegno dell’area airside e ora l’offerta retail dell’Aeroporto di Torino è più ricca e completa grazie alle nuove aperture degli ultimi 12 mesi, che includono i negozi di Jacked, Yamamay, Carpisa, Camicissima, Barbieri you B’jou e WHsmith. L’ultimissima novità si trova invece in area partenze landside, dove ha aperto il primo e-store di Marina Militare, un punto vendita innovativo dotato di una vetrina multimediale.

dell’Aeroporto di Torino occupa 5.700 metri quadri. Passiamo ora al rinnovo dell’area airside e nel 2018 è previsto che inizino i lavori. Si tratta di un progetto che cambierà completamente volto all’area partenze e arrivi landside, totalmente ridisegnate, con la balconata panoramica che sarà annessa al landside. Faranno il loro ingresso nuovi operatori per creare una galleria commerciale pensata per coloro che non sono in viaggio e che potranno invece vivere l’aeroporto come luogo di shopping, di intrattenimento e di incontro. Stefano Masin

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r&f World Travel Retail Nuovo terminal al Faro Airport PORTOGALLO - Con una spesa di 33 milioni di euro, è stato inaugurato il nuovo terminal del Faro Airport, lo scalo portoghese situato nei pressi di Montenegro, nella regione dell’Algarve. L’espansione dell’aeroporto ha fornito 93mila mq in più da utilizzare al servizio dei passeggeri sempre più numerosi per la forte crescita del settore turistico della zona. A corredo del nuovo terminal un retail mix che comprende attività food & beverage e retail oltre a un duty free walk through.

Ordini on line e ritiri in volo MALESIA - DFASS ha annunciato di aver acquistato la concessione inflight della Malaysia Airlines, Temptation. Una parte fondamentale della nuova concessione riguarda la piattaforma di vendita online per lo shopping in volo fornita da DFASS. Il servizio offre agli ospiti la comodità di ordinare i prodotti online 90 giorni prima del loro volo e quindi farseli consegnare su un volo Malaysia Airlines della durata superiore alle tre ore.

mq dedicati ai liquori più cinque nuove unità retail dedicate a occhiali, orologi e gioielli, valigeria e due di abbigliamento. La seconda fase riguarderà, appunto, i 1.350 mq di duty free più due nuovi negozi di abbigliamento.

Tender a Vilnius per il duty free LITUANIA - L’aeroporto internazionale di Vilnius (3,8 milioni di passeggeri nel 2016) ha lanciato una gara aperta per sei negozi su un totale di 1.500 metri quadri. Il contratto della durata di sei anni prevede anche un duty free walk through che coprirà circa la metà degli spazi in oggetto di gara. La deadline è stata fissata a metà dicembre. L’attuale offerta commerciale spalmata su 1.400 mq consiste in 7 boutique, un convenience store e una libreria.

IRLANDA - La Daa, gestore dell’aeroporto di Dublino, ha confermato l’imminente inizio dei lavori di rinnovamento delle aree retail del terminal 2. Nei prossimi tre anni saranno realizzati anche 1.350 mq di duty free divisi in due fasi. La prima prevede 410

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SINGAPORE - L’SCC (Singapore Cruise Centre) è stato votato per il secondo anno di fila il miglior porto turistico dell’asia dal Travel Weekly Asia. Sia il terminal crocieristico sia quello dedicato ai traghetti sono stati scelti per la loro efficienza, qualità dei servizi, ospitalità, offerta retail e food & beverage.

Romeo a Roma ITALIA - Lagardère Travel Retail ha posizionato all’inizio del duty free Aelia dell’aeroporto di Fiumicino il robot Romeo, uno shopping assistant che dopo aver accolto i viaggiatori (in italiano o in inglese a seconda della scelta del cliente) propone una foto, un gioco, informazioni sui negozi e la possibilità di vincere un voucher da 10 euro per scontrini superiori ai 130 euro.

DFS lancia WeChat Pay Il Dublin Airport rinnova al T2

Best Cruise Port a Singapore

HONG KONG - In collaborazione con Citcon, compagnia di pagamenti mobile, DFS Group ha lanciato WeChat Pay, il sistema di pagamento attraverso smartphone che si rivolge ai consumatori cinesi e alla loro moneta, lo yuan. Attualmente ci sono oltre 700 prodotti, compresi marchi del gruppo LWMH, disponibili sia all’aeroporto

Lagardère a Hong Kong HONG KONG - Lagardère Travel Retail in partnership con China Duty Free ha lanciato la vendita duty free di liquori e tabacchi all’aeroporto internazionale di Hong Kong. L’operazione fa seguito al contratto firmato ad aprile scorso. La concessione, situata nelle aree sterili dei terminal 1 e 2 conta otto punti vendita distribuiti in 3.400 mq totali.

internazionale di San Francisco, sia alla T Galleria by DFS Hawaii, nell’Aloha State e a seguire sarà la volta dell’aeroporto di Los Angeles, il JFK, e l’hawaiano Daniel K Inouye.

Aena, 9 mesi da record SPAGNA - L’operatore aeroportuale iberico Aena ha diffuso i dati riguardo i primi nove mesi del 2017. La crescita dei ricavi commerciali rispetto al medesimo periodo dell’anno precendente è stata del 12%, a 810,7 milioni di euro, mentre i ricavi consolidati totali sono stati di 3,9 miliardi di euro, a +7,2 per cento. Il settore

duty free ha fatto +9,7%; + 14,3% il food & beverage e +3,8% gli speciality shop.

Heathrow sfrutta la sterlina debole GRAN BRETAGNA - L’aeroporto londinese di Heathrow grazie a un pound indebolito rispetto all’euro ha visto crescere le vendite per le attività commerciali e i ricavi sono balzati del 9,6% nei primi nove mesi del 2017 rispetto all’anno precedente. Il gestore parla di 492 milioni di sterline (650 milioni di dollari) contro i 449 del 2016. Anche il numero di passeggeri è cresciuto (+3,1%) a 59,1 milioni di viaggiatori.


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La tecnologia diventa partner del retail Q

uando anni fa la tecnologia ha iniziato a entrare nel mondo del rertail era un elemento accessorio con cui cercare di migliorare le tecniche di marketing, di vendita, produzione e logistica. Oggi il ruolo di queste tecnologie ha assunto un tale rilievo da diventare un vero e proprio partner delle attività retail, in grado di fornire una serie infinita di informazioni al retailer e di “dialogare” con il cliente finale passando da una logica di informazione a una di conversazione e di interazione

bidirezionale attraverso i diversi canali. Di fatto è l’analisi delle informazioni che queste tecnologie offrono a fare la differenza. Profilazione, identificazione, clusterizzazione, tasso di conversione, comunicazione mirata, sono tutti elementi che permettono di studiare una strategia di vendita in maniera quasi scientifica. A spiegarci il perchè, tre tra i principali fornitori del settore retail in campo tecnologico: Shoppertrak, Microlog e Comarch.

Nicola Fagnoni, regional director Italy Shoppertrak Che tecnologie offrite ai vostri clienti? Noi usiamo tecnologie che monitorano il flusso dei clienti con dei device IP che quindi riescono a stare facilmente sulla rete. Sono molto robusti e funzionali in termini di efficienza. Possono essere applicati sia all’esterno sia all’interno del punto vendita. Ad esempio in un nego-

zio su più piani è sufficiente posizionarli a un ingresso in prossimità della scala mobile. Il vantaggio è che non solo installiamo dei sensori soffitto, ma la nostra tecnologia può essere applicata anche a parete con un’inclinazione trasversale. È un prodotto che serve a clusterizzare il numero di persone che entrano ed

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escono da un negozio, ma può essere anche un centro commerciale, una scala mobile se voglio capire quante persone vanno al piano di sopra. Se ho ad esempio un negozio di scarpe con reparti distinti e voglio sapere quali attirano maggiormente la clientela è sufficiente monitorare ciascuno di essi per capire se va di più l›uomo, la donna o il bambino. Quali vantaggi ne derivano? Bisogna considerare che i dati che si ottengono dal monitoraggio dell’ingresso di un negozio servono principalmente a calcolare il tasso di conversione che è l’indicatore che mi dice quanto sta lavorando bene quel negozio rispetto alle potenzialità. Mi permette di paragonare anche due shop diversi, ad esempio in un centro cittadino piuttosto che in una zona più periferica, e verificare quale rende di più in termini di numero di scontrini. Uno store con il tasso di conversione alto vuol dire che lavora bene, se basso, invece, può significare tante cose, da una cattiva esposizione a una scarsa preparazione dei commessi, piuttosto che un numero insufficiente di commessi o un magazzino non adeguatamente approvvigionato. Il primo KPI

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nel retail oggi è proprio il rapporto di conversione che serve a determinare prima di tutto se c’è un problema, poi a trasformare il problema in opportunità andandone a cercare la causa e superandola. Bisogna sempre pensare che nel mondo retail anche un punto percentuale vale molto denaro. Quindi l’analisi è l’elemento centrale. Sì. La nostra azienda ha sempre puntato sul dopo, nel senso che per Shoppertrak lo strumento tecnologico è meramente funzionale a tutto quello che viene dopo, ossia quella parte di analytics che ci permette di aiutare il retailer a sfruttare al massimo le potenzialità della propria attività. Noi cerchiamo con questo processo di analisi e di report, di far capire che effettuando delle operazioni specifiche, il ritorno dell’investimento c’è sempre. Un altro elemento interessante che offriamo ai nostri clienti è un sensore sulla vetrina che misura quante persone vi passano davanti. Il dato che ne risulta è certamente un dato passivo, su cui non si può intervenire; tuttavia è importante nella misura in cui può far capire che quella determinata posizione non è adatta al bu-

siness perchè il passaggio non è sufficiente a garantire il numero necessario di ingressi per arrivare a emettere abbastanza scontrini per pareggiare il conto economico. Chi si può menzionare tra i vostri clienti? Uno dei più importanti è il gruppo Calzedonia, per il quale abbiamo installato i nostri sensori in 4.500 negozi in 35 Paesi grazie alle nostre filiali worldwide. Matteo Aicardi, sales director Microlog Quali sono le tecnologie che dedicate al mondo del retail? Le tecnologie che applichiamo al retail sono diverse e riguardano l’ambito della customer experience e delle misure necessarie a valutare l’efficacia di uno store o di una strategia di marketing. La nostra offerta va a toccare tutti questi punti attraverso la fornitura di sistemi di digital signage, magic mirror, wifi e beacon per il proximity

marketing, ma è nel campo della misurazione dove Microlog può vantare l’esperienza più consolidata. Dai contapersone professionali a batteria, di facile installazione, fino ad arrivare a telecamere con visione 3D, passando per la misura del traffico fronte vetrina, dei tempi di stazionamento, della profilazione e delle frequenze di visita. Tutti questi dati vengono poi quotidianamente controllati e validati e, infine, analizzati per retrocedere ai clienti ulteriori feedback sulla lettura degli stessi. Nella vostra esperienza, cosa attrae maggiormente il cliente? A parte le cose ovvie come la qualità e il prezzo, la prima cosa che attrae il cliente è la vetrina. Da un’indagine da noi condotta per un fashion retailer è emerso che il 70% delle persone entra dopo aver guardato la vetrina e la probabilità che entri aumenta all’aumentare del tempo di osservazione. Un altro aspetto che, a livello tecnologico, attrae il cliente è la comunicazione digitale all’interno del punto vendita: video, ledwall, monitor multimediali che gli offrano contenuti e servizi personalizzati, consigli su outfit e possibilità di acquisti on line per quanto momentaneamente non disponibile in negozio. Il cliente vuole sentirsi riconosciuto, gratificato e con la convinzione di aver risparmiato tempo e denaro State lavorando a nuovi progetti? Per il settore retail abbiamo terminato da poche settimane il roll-out per un retailer su oltre 100 medie superifici, mentre in termini di soluzioni stiamo ingegnerizzano un magic mirror che consente al cliente di vedersi a 360° ed eventualmente inviare le foto ai propri contatti. Mi può raccontare una case history particolarmente interessante? Durante questi 30 anni di attività abbiamo incontrato molte esigenze diverse. Ci sono clienti che vogliono i


dati in tempo reale perché utilizzano una gestione spinta delle metriche retail, come il conversion rate, che viene utilizzato real time per fascia oraria. Ci sono altri clienti per i quali creiamo dashboard personalizzate che integrano oltre il numero di accessi e scontrini, anche il fatturato e il numero di commessi al fine di determinare tutti i principali KPI’s. In termini di installazione ci sono poi clienti che preferiscono gestire il tutto da remoto mentre altri ai quali garantiamo la presenza di personale Microlog diretto in tutto il mondo. Kamila Niekraszewicz, country manager Comarch Quali sono le tecnologie che Comarch sviluppa in campo retail rivolte al cliente finale? Comarch è una “d a t a d r i v e n company ” con la missione di rispondere a un tema cruciale per ogni retailer: come connettere la customer journey fisica e digitale, acquisendo il profilo comportamentale del consumatore a 360 gradi e combinando tutti i canali di vendita in una strategia omnichannel efficace e remunerativa. Per facilitare la gestione di segmentazione e profilazione crosschannel e offrire servizi altamente personalizzati, la nostra piattaforma di loyalty management (CLM) si in-

tegra all’infrastruttura IT del retailer, connettendo canali POS ed e-commerce, sistemi di ERP e CRM, data warehouse e piattaforma IoT. La piattaforma CLM coinvolge il consumatore tramite App, che facilita l’iscrizione alle campagne loyalty e lo coinvolge in base al suo profilo comportamentale con azioni mirate e in tempo reale: iniziative di proximity marketing dedicate, campagne di comunicazione context based e promozioni personalizzate sulle sue preferenze attuali e passate. Comarch integra Location Based Services alla piattaforma CLM per ampliare ulteriormente le possibilità di coinvolgere il consumatore mentre si trova in negozio: sfruttando tecnologia mobile, beacon e geofence. Il cliente viene immerso in percorsi in-store interattivi, integrati a suggerimenti d’acquisto (tarati sulle caratteristiche specifiche del negozio), offerte temporanee, contest e meccaniche di gamification. Quelle dedicate al retailer? La piattaforma CLM e le tecnologie a essa integrate incrementano esponenzialmente i touch point del retailer verso il consumatore, ma alla base di ogni strategia di fidelizzazione efficace ci sono questioni davvero cruciali per tutti i retailer: in che modo profilare il consumatore, come sco-

prirne le preferenze e metterne in relazione i diversi bisogni. I benefici del robusto strumento di BI al cuore della piattaforma CLM e delle tecnologie a essa integrate sono palesi: l’integrazione di dati provenienti da fonti e sistemi differenti, l’analisi dei profilo cross-channel e il monitoraggio dei feedback in tempo reale permettono a Comarch di formulare analisi stretegiche a livello di programma loyalty, di segmentazione comportamentale e di insight sul ROI delle campagne attive. Lo strumento di Social Mining completa e integra le potenzialità del modulo di BI, identificando e monitorando le conversazioni su diversi canali online. In base a criteri predefiniti, la profilazione comportamentale del consumatore viene così arricchita e diventa possibile sfruttare i media moderni come parte integrante della strategia di fidelizzazione, anzichè

come canali isolati di comunicazione. L’integrazione della piattaforma CLM con i Location Based Services offre un efficace supporto in-store alla forza vendita, che potrà accedere alla lista dei consumatori in visita, richiamarne i dettagli e contattarli attraverso lo strumento “live chat” per offrire un supporto personalizzato, ad esempio durante eventi e occasioni speciali. Mi racconta una case history particolarmente interessante? La Hudson’s Bay Company, società del Nord America fondata nel 1670, è uno dei department store in più rapida crescita che nel 2017 è sbarcata anche in Europa, servendo il mercato olandese con uno store online (hudsonsbay.nl), 10 negozi avviati e 8 ulteriori aperture nel corso del 2018. In qualità di “new entry” nei Paesi Bassi, aveva la necessità di una

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r&f Speciale fornitori Tecnologia nella ristorazione - case history

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arlando di tecnologia per il retail è doverosa una parentesi sul mondo della ristorazione commerciale, sempre all’avanguardia in tema di tecnologie. Un caso su tutti è quello di Burger King, vincitore del Foodservice Award 2017 - organizzato da retail&food e Ristorando - per la sezione, appunto, “Tecnologia per il Retail”. Ne abbiamo parlato con, Andrea Valota, general manager di Burger King Italia. Quali sono le tecnologie di ultima generazione che utilizzate nei vostri ristoranti per efficientare l’attività dei responsabili della produzione in cucina? Nelle cucine Burger King di tutto il mondo si fa un elevato ricorso alla tecnologia, con più scopi: assicurarsi il rispetto di elevati standard di qualità e rendere più semplici e fluide le operations per il personale che lavora in cucina. In tutti i principali strumenti di preparazione utilizzati in cucina, dalle friggitrici al broiler (il “cuore” delle cucine Burger King, in cui viene grigliata la carne) avanzati rilevatori assicurano che tempi e temperature previsti dalle procedure di preparazione siano attentamente rispettati. Il Kitchen Minder è un software che permette ai responsabili di produzione in cucina di preparare esattamente il numero di prodotti necessario in funzione delle richieste evitando così gli sprechi e riuscendo a mantenere un servizio rapido ed efficiente. A tutto questo si aggiunge ancora un altro apparecchio, il DDT Drive Thru’ Director, che permette di monitorare e di gestire i tempi di servizio della corsia Drive Thru’ e che ad oggi ha favorito la riduzione del 20% dei tempi di servizio dell’ordine. Quali sono i vantaggi per il cliente finale? L’utilizzo di questi sistemi ad alta tecnologia riduce, appunto, i tempi di servizio, ma soprattutto incrementa la qualità e la freschezza dei prodotti offerti e la riduzione degli sprechi.

strategia per acquisire e coinvolgere i potenziali clienti. La soluzione che abbiamo progettato e implementato si basa sulla raccolta di dati rilevanti sui clienti, sulle loro preferen-

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Avete previsto soluzioni tecnologiche innovative sotto il profilo della tutela ambientale? I consumi di energia elettrica sono molto importanti: si pensi che in un ristorante medio di Burger King, che ha un fatturato attorno ad 1,3milioni di euro, la bolletta dell’energia elettrica può arrivare ad un 4-5% sul giro d’affari. Pertanto ci dotiamo di un mix di macchinari e prodotti, come quelli per l’illuminazione, e di sofisticati software che permettono di controllare molto attentamente, e quindi ridurre, i consumi di energia elettrica, e di conseguenza l’impatto sull’ambiente.

rilevare i dati in tempo reale adattando le previsioni future secondo l’andamento della giornata stessa. Inoltre, entro la fine dell’anno, verrà implementato un nuovo tool con cui tutte le decine e decine di controlli per l’HACCP che quotidianamente vengono condotti in ogni ristorante Burger King verranno registrati e monitorati elettronicamente con un apposito palmare.

Quale potrebbe essere lo step successivo in tema di tecnologia applicata al vostro business? Due le principali novità in arrivo. La prima riguarda il sofware Sicome Chef, già in test in alcuni nostri ristoranti, che si può definire l’evoluzione del Kitchen Minder. Questo software, giorno per giorno, in automatico pesca dal data base i dati delle ultime 6 settimane, e dopo avere scartato “la testa” e “la coda”, con i dati delle 4 rimanenti calcola in automatico i dati di cui parlavamo precedentemente a proposito del Kitchen Minder. La grande novità è che in aggiunta alle precedenti funzioni Sicom Chef, essendo in costante comunicazione con cassa e cucina, è in grado di

ze in termini di marchi, prodotti, canali di comunicazione e forza vendita per personalizzare ulteriormente le campagne di fidelizzazione. I dati rappresentano il tratto fondamenta-

le di questo progetto, che incorpora un motore di loyalty rules integrato a diverse tecnologie innovative: marketing di prossimità, Location Based Services, in-store beacon e un’appli-

cazione mobile progettata per essere il principale canale di comunicazione one-to-one tra il marchio, negozi, forza vendita e clienti. S.M.


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TRAVEL RETAIL SHOPPING MALL

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r&f NewsTech

Philips illumina Mare Monti FICO Eataly World sceglie Samsung

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hilips Lighting ha studiato delle soluzioni che permettessero una maggiore fruibilità di diverse aree, indoor ed outdoor per il rinnovo del centro commerciale Mare Monti in provincia di Massa Carrara avvenuto nel 2016. Grazie alla varietà delle proprie soluzioni tecnologiche, Philips Lighting ha potuto rispondere perfettamente alle esigenze di Carrefour, mettendo a disposizione prodotti che migliorassero il decoro della struttura e offrendo allo stesso tempo la migliore soluzione possibile in termini di illuminazione in diverse tipologie di aree: dal parcheggio esterno posizionato sul tetto del shopping centre, alla galleria commerciale interna fino all’ingresso lato Monti. Interessante il lavoro sui parcheggi: per un’illuminazione dinamica delle tensostrutture ad altezza costante, sono stati usati 127 Vaya Linear RGB; per l’illuminazione dinamica delle tensostrutture ad altezze sfalsate, invece, 44 proiettori ColorBurst Compact Powercore RGB di ColorKinetics, mentre 114 armature Luma (con temperatura di colore 4000K) sono state installate su pali per un’illuminazione funzionale delle aree parcheggio scoperte.

Fujitsu elimina il gap tra IT e OT

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ujitsu ha ampliato le proprie capacità dedicate all’Industrial Internet of Things (IIoT) con il nuovo ecosistema INTELLIEDGE che comprende capacità di calcolo per i dispositivi remoti grazie all’impiego di tecnologia allo stato dell’arte. Fujitsu INTELLIEDGE Edge Computing Appliance consente l’ottimizzazione dei processi industriali degli ambienti Industry 4.0 connettendo in sicurezza dati e risorse a persone e dispositivi e colmando il gap esistente tra l’Operational Technology (OT) presente sul campo e l’Information Technology (IT) attivo on-premise e nel cloud. Fujitsu ha introdotto l’appliance INTELLIEDGE per gestire i dispositivi OT fornendo alle aziende una visione endto-end, senza precedenti, di tutti i processi di produzione per riuscire a rivoluzionare il monitoraggio e la gestione delle singole linee di produzione ottimizzate a un costo praticamente identico a quello della produzione di massa.

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amsung Electronics è partner tecnologico di FICO Eataly World, il parco agroalimentare inaugurato a Bologna il 15 novembre scorso. FICO - Fabbrica Italiana Contadina - si sviluppa su 10 ettari e racchiuderà la ricchezza della biodiversità italiana, offrendo ai visitatori esperienze sensoriali ed educative per far scoprire e tramandare la passione della tradizione agroalimentare italiana. Le soluzioni interattive e le tecnologie innovative di Samsung sono state scelte per l’importanza che il coinvolgimento e l’informazione digitale rivestono in un moderno format retail. All’interno di FICO questo significa offrire ai visitatori dei percorsi didattici e itinerari esperienziali alla scoperta della tradizione locale italiana, della cultura del cibo di alta qualità e delle competenze artigianali italiane. Sono quasi 100, tra monitor e TV, le soluzioni display di Samsung presenti nel parco: dalle zone accoglienza alle gallerie, dalle aule didattiche a quelle destinate agli eventi e alle attività multimediali.

Xerox stampa per Bennet

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erox rafforza la propria presenza nel settore del retail italiano e stringe un accordo per la gestione delle attività di stampa con Bennet S.p.A., azienda del settore ipermercati e centri commerciali. Per rispondere alle esigenze di semplificazione e omogeneizzazione del servizio su tutto il territorio, rispettando al contempo parametri di TCO (Total Cost of Ownership) elevati, Xerox ha implementato servizi MPS (Managed Print Services) di nuova generazione, permettendo l’ottimizzazione della gestione dal punto di vista sia hardware sia software. La nuova soluzione è diventata pienamente operativa con la gestione di circa 1.000 dispositivi distribuiti su più di 60 siti in tutto il Nord Italia. Dagli uffici amministrativi ai box dei singoli punti vendita, la nuova soluzione coinvolge Bennet a 360 gradi, portando benefici in termini di gestione ed efficientamento dei processi. La possibilità di gestire la stampa da smartphone e tablet, inoltre, è resa possibile grazie a Xerox Mobile Print.


Nuove stampanti termiche Zebra

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ebra Technologies Corporation il leader nel settore dei computer palmari, degli scanner e delle stampanti di codici a barre potenziati da software e servizi che abilitano soluzioni di visibilità in tempo reale delle operazioni delle aziende, presenta la nuova generazione di stampanti termiche desktop e mobile, in occasione del 35° anniversario dell’introduzione delle sue prime stampanti per codici a barre meglio conosciute come “Zebra Printer”. Le nuove stampanti sono supportate dal Print DNA, una suite di applicazioni software, accessori e strumenti per gli sviluppatori. Le stampanti termiche desktop ZD420/ZD620, la linea di stampanti mobile di gamma intermedia ZQ320 e la suite software Print DNA si integrano in una soluzione che aiuta le aziende a monitorare e analizzare in tempo reale lo status e le performance del proprio parco stampanti, offrendo un’esperienza di stampa superiore grazie alle migliori performance, a una più semplice gestione da remoto e a un livello di integrazione maggiore.

Open Service rivoluziona il marketing

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T e Marketing: due business units sinergiche che hanno acquisito un ruolo di fondamentale importanza per il retail, sono state rappresentate quest’anno all’interno del Salone del Franchising di Milano da Open Service, azienda veronese che progetta e realizza strategie di Digital & Retail Marketing su misura, on line e off line. Il consumatore di oggi vuole interagire in modo attivo con il brand: l’utilizzo corretto di strategia e giusti strumenti permette di trarre il massimo vantaggio da questo scenario. Utilizzare tecnologia di contatto (ad esempio un digital signage) significa raccogliere informazioni importanti sul target, comunicare in modo inaspettato e non convenzionale, creare multi-canalità. Questa è la chiave del successo per entrare nel mercato 4.0.

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r&f International DUFRY AL SOLE DI CANCÚN Dufry ha inaugurato 2.540 mq di nuovi spazi commerciali e il suo New Generation Store nel nuovo Terminal 4 dell’Aeroporto Internazionale di Cancún, in Messico. Con circa 1.900 mq, Dufry presenta per la prima volta in America Latina il concept New Generation Store, caratterizzato da un uso ampio e innovativo di applicazioni digitali al fine di aumentare la comunicazione dei passeggeri e incrementare le vendite. I negozi di nuova generazione sono già operativi a Melbourne in Australia e a Madrid, in Spagna. Dufry ha in programma di aprire questo concept in diversi negozi in tutto il mondo. Dopo il rinnovo decennale firmato lo scorso anno con Aeropuertos del Sureste (ASUR) e l’inaugurazione del nuovo Terminal 4, la società svizzera ha ampliato ulteriormente le sue attività nell’aeroporto messicano per un totale di 16 negozi e quasi 6.300 mq di spazi commerciali. Nel nuovo terminal sono 2.540 i metri quadri distribuiti su 7 nuovi negozi, con una gamma completa di prodotti luxury nei segmenti dutyfree e duty-pay che completano la presenza di Dufry nello scalo.

GALERIES LAFAYETTE GUARDA A ORIENTE Prosegue l’espansione internazionale GLbGaleries LafayettebFKH FRPH VL OHJJH sulla stampa francese, ha annunciato di voler aprire nuovi punti vendita nel vicino e Medio Oriente. Nel 2019, infatti, il GHSDUWPHQW VWRUHbSURJHWWD GL LQDXJXUDUH OD VXD SULPD EDVH LQb.XZDLW DOOČ LQWHUQR GHO PDOO $VVLPDbORFDWRbD .XZDLW &LW\ H XQ VHFRQGR VWRUH Db,VWDQEXO DOOČ LQWHUQR GHOb9DGLVWDQEXObVKRSSLQJ FHQWUH Ȣ4XHVWL due nuovi progetti danno ulteriore concretezza ai nostri piani di consolidarci nel Medio Oriente dove raggiungeremo XQ QHWZRUN GL VWRUHČŁ KD VSLHJDWRbNicolas Houze $'b GL *DOHULHV /DID\HWWH Haussmann. Il department store conta JL¢ FRPH ULSRUWDbReuters, un primo punto YHQGLWD Db,VWDQEXO -DNDUWD 'XEDL %HLUXW Beijing e Berlino, l’unico europeo al di fuori della Francia. Non solo, tra i progetti futuri vi sono lo sbarco a Doha nel 2018, Db0LODQRbH FRPH YRFLIHUDWR GDOOD VWDPSD LEHULFD LQb6SDJQD , QXRYL RSHQLQJ YDQQR cosĂŹ a consolidare la volontĂ di aprire una ventina di nuovi punti vendita entro il 2022.

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duty free world

by Kevin Rozario - London

Chinese and Russian traffic numbers are on the rise I numeri sul traffico cinese e russo sono in crescita After some good news for the duty free and travel retail sector in October when new data revealed that the channel had significantly increased its pace of growth in the first quarter of 2017 versus the full-year 2016, further optimism should be in the air as new figures show that Chinese and Russian travel is back on a stronger footing. These nationalities are crucial to many airports in Europe – and worldwide – thanks to their high spending levels in retail. Seat-booking data from analyst ForwardKeys show that in the next four months to the end of February 2018, Chinese arrivals to key markets (mostly in Asia) will surge. In order, the biggest gainers will be Thailand (+47%), Vietnam (+40%) and France (+31%), followed by Singapore (+28%), Japan (+27%) and Canada (+23%). The double-digit rises cover the period of Chinese New Year next February which is a crucial time for DF&TR sales. Meanwhile, a new report from travel retail analyst, Counter Intelligence Retail, reveals that all except two of the top 20 biggest destination countries for Russian travellers have seen double-digit growth in the seven months to July 2017. Among the top five markets – which account for almost a third of all international outbound Russian traffic – Germany, China, Turkey and Italy saw respective growth of +22.9%, +32.4%, +93.0% and +32.0% in this period. Garry Stasiulevicuis, the Founder and President of CiR, comments: “Overall, some 7.1m travellers departed Russia in the year to July. That is a +21.7% average increase which is very good news for the duty free channel. This is particularly so for markets like Turkey, Germany, Italy and Spain which had suffered when Russians cut their travel and spending following the rouble’s devaluation and the Russian economy’s slide into recession.� With these nationalities back on a growth trajectory, the DF&TR channel can expect to build on the +4.2% growth it saw in Q1 2017 – so long as the retail offer is enticing enough to ensure these nationalities shop with the same enthusiasm as in the recent past.

Dopo alcune buone notizie per il settore duty free e travel retail nel mese di ottobre quando nuovi dati hanno rivelato che il canale aveva aumentato significativamente il proprio ritmo di crescita nel primo trimestre del 2017 rispetto al 2016, ci dovrebbe essere nell’aria altro ottimismo viste le nuove cifre che mostrano come i viaggi dei russi e dei cinesi hanno ricominciato di buon passo. Queste nazionalitĂ sono cruciali per molti aeroporti in Europa e nel mondo grazie ai loro elevati livelli di spesa nel settore retail. I dati sulle prenotazioni secondo l’analisi di Forward Keys mostrano che nei prossimi quattro mesi fino alla fine di febbraio 2018 gli arrivi cinesi nei mercati chiave (soprattutto in Asia) aumenteranno. A trarne i maggiori vantaggi, in ordine, saranno Tailandia (+ 47%), Vietnam (+ 40%) e Francia (+ 31%), seguiti da Singapore (+ 28%), Giappone (+ 27%) e Canada (+ 23% ). La crescita a due cifre copre tutto il periodo del Capodanno cinese, il prossimo febbraio, che rappresenta un momento cruciale per le vendite DF & TR. Nel frattempo, un nuovo rapporto dell’agenzia di analisi travel retail, Counter Intelligence Retail, ha rivelato che tutti, tranne due dei primi 20 maggiori Paesi destinazione per i viaggiatori russi, hanno visto una crescita a doppia cifra nei sette mesi del 2017. Tra i primi cinque mercati - che rappresentano quasi un terzo di tutto il traffico russo internazionale in uscita - Germania, Cina, Turchia e Italia hanno registrato una crescita nel periodo indicato, rispettivamente del + 22,9%, + 32,4%, + 93% e + 32 per cento. Garry Stasiulevicuis, fondatore e presidente di CiR, ha dichiarato: “Nel complesso, circa 7,1 milioni di persone hanno lasciato la Russia entro luglio. Ciò rappresenta un aumento del 21,7%, il che è una buona notizia per il canale duty free. In particolar per i mercati come la Turchia, la Germania, l’Italia e la Spagna che hanno sofferto quando i russi hanno tagliato i loro viaggi e la loro spesa a seguito della svalutazione del rublo e la recessione dell’economia russaâ€?. Con il ritorno alla crescita di queste nazionalitĂ , il canale DF & TR può prospettare un aumento delle vendite superiore al 4,2% registrato nel primo trimestre 2017, a patto che l’offerta travel retail sia attraente per assicurare a queste nazionalitĂ lo stesso entusiasmo del recente passato.


Pret A Manger in USA Uno Style Outlets ed Europa con HMSHost tra Ginevra e Lione

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utogrill ha annunciato la firma di un accordo con Pret A Manger che vedrà il Gruppo aprire punti vendita Pret nei principali aeroporti del Nord America e nel canale aeroportuale e ferroviario in Europa, incluse Olanda e Danimarca. In base all’accordo, il Gruppo Autogrill gestirà le nuove aperture in Nord America attraverso la sua controllata HMSHost, mentre in Europa la gestione sarà affidata a HMSHost International. L’apertura dei primi due punti vendita è prevista nell’aeroporto di Copenhagen all’inizio del 2018, seguita poi da un altro punto vendita in Olanda. “Questo accordo con Pret ci permette di portare in aeroporto e nelle stazioni ferroviarie uno dei brand di maggior successo al mondo. Ciò contribuirà ad arricchire il nostro portfolio di oltre 300 marchi con un’offerta unica nel suo genere – ha commentato Ezio Balarini, Chief Marketing Officer Autogrill - Siamo felici di questa nuova e importante partnership con Pret, un marchio che condivide la nostra stessa visione del business in termini di approccio sostenibile, qualità del cibo, freschezza e innovazione”. Pret conta oggi oltre 440 negozi in sette paesi del mondo (Regno Unito, Stati Uniti, Hong Kong, Francia, Cina, Dubai e Singapore). L’azienda è nata a Londra nel 1986 con la missione di servire cibo fresco e naturale, di produzione artigianale, con un servizio di grande qualità in un ambiente accogliente.

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einver, società spagnola specializza-

ta negli investimenti immobiliari, nello sviluppo e nella gestione di immobili ha in programma un nuovo progetto di sviluppo in Francia: Alpes The Style Outlets. Con questo progetto, che costituisce il secondo centro del mercato francese, la società rafforza la propria posizione nel Paese e l’espansione internazionale in Europa. L’apertura di Alpes The Style Outlets è prevista per il 2020. Il centro sarà ubicato al confine con la Svizzera, a metà strada tra Ginevra – a soli 25 minuti di distanza – e Lione, servendo un bacino potenziale di 5,3 milioni di utenti. Avrà, inoltre, accesso diretto all’autostrada A40, che collega la Svizzera alla Francia, una via di trasporto chiave nella connessione tra i due Paesi, entrambi apprezzate mete invernali. Questa esclusiva destinazione per lo shopping sarà realizzata nello stile tipico di un villaggio alpino, offrirà 19.000 mq di superficie commerciale utile (GLA) e 90 unità di vendita, con un mix commerciale che includerà rinomati brand nazionali e internazionali. “Continuiamo ad accrescere il nostro portfolio outlet attraverso selezionate opportunità in Europa. Questo progetto unico consoliderà ulteriormente la nostra posizione in Francia – un mercato importante nelle nostre strategie di crescita – dove la nostra società ha già aperto il Roppenheim The Style Outlets nel 2012” ha dichiarato Carlos González, managing director di Neinver.

Alibaba entra nel “figitale” TH Real Estate punta gli outlet cinesi

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H Real Estate ha raccolto 550 milioni di dollari con la prima chiusura dell’ERES APAC II - China Outlet Mall Fund, con capitale di TIAA General Account, Allianz, Gaw Capital e di una società tedesca di Asset Management con sede a Francoforte. Gli investitori sono stati attratti dall’opportunità di acquisire un’esposizione di lungo termine su un portafoglio modulare di designer outlet mall di primo livello in Cina. Allianz è l’investitore di maggioranza, con il 30% della piattaforma, e Gaw Capital è co-capital sponsor. Partendo dai due seed asset esistenti, il Florentia Village di Jingjin e il Florentia Village di Shanghai, TH Real Estate intende far crescere il seed portfolio fino a circa 2 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. TH Real Estate è il Fund Manager del prodotto, ruolo per cui fa leva sulle competenze maturate attraverso la gestione focalizzata di outlet mall in tutto il mondo, per un portafoglio globale di 7 miliardi di dollari. RDM Asia (parte dell’italiano Fingen Group) è il gestore degli asset. La loro expertise nel management di outlet mall, la conoscenza del mercato locale e le solide relazioni con i luxury brand internazionali saranno importanti per assicurare la crescita degli asset esistenti e il successo del lancio di altri asset in pipeline.

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libaba Group Holding Limited, Auchan Retail S.A., e Ruentex Group hanno annun-

ciato un’alleanza strategica che permetterà di unire le rispettive expertise nel commercio fisico (offline) e nel digitale (online) per dare vita al commercio “figitale” alimentare in Cina. Nel quadro di questa alleanza strategica, Alibaba Group investirà complessivamente circa 2,88 miliardi di dollari per detenere, direttamente o indirettamente, il 36,16% del capitale di Sun Art Retail Group Limited, con l’acquisto delle azioni precedentemente detenute da Ruentex. Anche Auchan Retail rinforza la propria partecipazione al capitale di Sun Art, uno dei leader della distribuzione alimentare multi-format in Cina. Al 30 giugno 2017, vi opera con una superficie totale di circa 12 milioni di metri quadrati. Presente in 29 province, regioni autonome e comuni sul territorio cinese, Sun Art attualmente conta 446 ipermercati di una superficie massima di 17.000 mq sotto insegna « RT-Mart » e «Auchan». Sun art è attivo anche con superstore e dei negozi di ultra prossimità sotto insegna “Auchan Minute”. Questa alleanza dimostra la visione “new retail” di Alibaba: capitalizzare sul proprio approccio online e le nuove tecnologie, collaborando strettamente con i propri partner commerciali, per rispondere alle attese dei consumatori cinesi sempre più esigenti. L’alleanza è anche in totale coerenza con la Visione 2025 di Auchan Retail “Auchan cambia la vita”. Basandosi sui punti di forza dei tre partner, l’alleanza intende offrire a 1,3 miliardi di consumatori cinesi una nuova esperienza di acquisto, decisamente “figitale”.

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r&f International

Autogrill e Sammy Hagar Restyling da 200 milioni alle Hawaii di sterline per Harrods

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l Gruppo Autogrill, tramite la controllata americana HMSHost, insieme alla joint venture GRL Corporation e al celebre Sammy Hagar, ex musicista dei Van Halen, ha aperto un nuovo ristorante in grado di condividere l’amore dell’artista per il cibo, la vita sulla spiaggia e il rock ‘n’ roll con i viaggiatori dell’aeroporto più importante delle Hawaii. Situato nel Terminal Ewa Concourse vicino al Gate 28, questo è il quarto Sammy’s Beach Bar & Grill aperto da HMSHost negli aeroporti degli Stati Uniti. Il menù del Sammy’s Beach Bar & Grill a Honolulu si concentra su piatti accessibili e di qualità per andare incontro alle esigenze di tutti i viaggiatori. L’interno del ristorante è progettato per omaggiare lo stile di vita delle Hawaii, e allo stesso tempo la musica rock. L’arredamento è ispirato alla spiaggia, grazie alle pareti dai colori brillanti, alle tavole da surf utilizzate per illuminare gli ambienti, e alla musica grazie alle chitarre Hagar autografate, i testi di canzoni scritti a mano, e i vinili delle più grandi hit di Sammy Hagar e Van Halen incorniciati. HMSHost ha anche ampliato l’accesso ai prodotti freschi di prima qualità per i viaggiatori del Terminal Ewa con l’apertura di Makai Plantation, il suo mercato gourmet. Makai Plantation prende il nome dal termine hawaiano “verso il mare” in quanto si trova sul lato dell’aeroporto che si affaccia sul mare, e rende omaggio alla storia delle piantagioni hawaiane di ananas e canna da zucchero.

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l più famoso department store inglese di lusso ha varato un piano triennale di rinnovo dei suoi spazi e della sua presenza online da 200 milioni di sterline (circa 225 milioni di euro), pronto ad attirare sempre più clienti internazionali. Al centro delle strategie dell’insegna in orbita alla Qatar Investment Autority, la trasformazione degli spazi dello storico edificio di Brompton road, che oggi ha 330 diverse sezioni per una superficie commerciale di oltre 90mila metri quadri, mentre non dovrebbe subire cambiamenti la facciata esterna. A subire le modifiche maggiori sarà il reparto dedicato al food, con il lancio del progetto The Taste Revolution. Gli sforzi sul canale e-commerce guardano invece allo shopping dei turisti. “I clienti cinesi e asiatici sono molto importanti per Harrods – ha dichiarato alla stampa internazionale Michael Ward, managing director del department store - tanto da essere parte di questo progetto di restyling. Gli acquisti dei clienti stranieri, in primis di quelli provenienti dalla Cina e da Hong Kong, hanno registrato una forte crescita”. Per intensificare questa progressione, l’insegna investirà nel digitale rendendo il proprio e-commerce facilmente fruibile dagli stranieri, e potenziando le partnership con i social cinesi Weibo e WeChat. Lo scorso anno, il department store ha inoltre introdotto il sistema di pagamento digitale Alipay (piattaforma del colosso Alibaba), cui ora si affiancherà il servizio WeChat Pay di Tencent.

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r&f Vetrina

Rovagnati Naturals, sani e giusti Fior di Loto, Natale per tutti i gusti Fior di Loto, azienda di prodotti biologici, amplia la sua offerta di dolci natalizi con tante novità. I dolci tipici della tradizione come il Panettone bio glassato si affiancano a nuove ricette come il soffice Dolce Natale con pera e gocce di cioccolato bio. E per i vegani, il Dolce Natale di farro e cioccolato 100% vegetale bio e il Dolce Natale con pesca e amaretto 100% vegetale bio.

Rovagnati, leader nel mercato dei salumi in Italia, presenta una nuova e innovativa linea: Naturals, i salumi buoni, sani e giusti, perché 100% naturali e prodotti nel rispetto della tradizione italiana, dell’ambiente e del benessere animale. Tutti gli ingredienti utilizzati sono di origine assolutamente naturale e vengono lavorati il minimo indispensabile, senza alcun additivo o coadiuvante di origine chimica.

Gusto ed eleganza per Muzzi La proposta dell’azienda Muzzi per il Natale 2017 si arricchisce di stile e sapore: il Pandoro Classico assieme all’eleganza delle decorazioni natalizie firmate dalla Maison RCR e il Panettone Imbibito al Passito di Pantelleria con uvetta imbevuta nel vino della Cantina Miceli.

Restyling Wacko’s Con quattro nuovi gusti e un concept completamente rinnovato, Wacko’s è pronto a conquistare i teenager italiani. La gamma si presenta con forme, consistenze e sapori diversi, molto caratterizzanti: Chips gusto Hot Ketchup, Conetti gusto Barbecue, Chips gusto Double Cheese e Blacks gusto Ketchup, nei formati individuali da 40g, 50g e 55g, multipack e anche nel formato vending da 25g.

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Hellmann’s presenta Hellmann’s BBQ Sauce Una ricetta adatta sia alla cottura che alle applicazioni al pennello o alle marinature nel formato da 4,8 kg. Hellmann’s BBQ Sauce realizzata con pomodori da agricoltura sostenibile è caratterizzata da un gusto bilanciato dolce e affumicato e forma sulla carne una glassatura brillante.


Amaro Montenegro in veste natalizia Le 40 erbe aromatiche che da oltre 130 anni rendono Amaro Montenegro l’icona del sapore vero si presentano in veste natalizia, per accompagnare tutti gli indicabili momenti di condivisione di queste festività. Il celebre amaro si trasforma così nel regalo perfetto e fa la sua comparsa sugli scaffali in un elegante gift pack sui toni del rosso.

L’Avvento più dolce con Kinder Il Calendario dell’Avvento Kinder è l’appuntamento che scandisce i giorni che precedono la festa più attesa dai bambini. Ogni giorno si apre una nuova finestrella per scoprire quale squisito prodotto si nasconde al suo interno, fino al giorno del 24 dicembre. Il calendario è disponibile in due versioni: casetta o libro.

La California nel panettone Bonverre e le Prugne della California hanno unito le forze per presentare un nuovo prodotto artigianale. Bonverre gusto panettone nella versione Prugne della California, cioccolato e arancia ideata dallo chef Andrea Valentinetti, è caratterizzato da una cura singolare nella scelta degli ingredienti e nella preparazione: dalla farina macinata a pietra da grano italiano al burro belga ottenuto per centrifuga, fino all’arancio candito e alle Prugne della California.

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Concerto di Natale 20 dicembre 2017 ore 20.30

TEATRO DAL VERME

s e l i M o t e t u Trib

Via San Giovanni sul Muro 2, Milano

Pino Jodice direzione e arrangiamenti Verdi Jazz Orchestra

Paolo Fresu special guest

La carriera di Miles Davis raccontata attraverso indimenticabili successi per una serata speciale a sostegno dei più bisognosi. Biglietti da 10 a 60 euro esclusa prevendita Informazioni e prevendite 02 465.467.467 (lunedì/venerdì, ore 10-13 e 14-17) www.ticketone.it www.vivaticket.it

con il patrocinio di

in collaborazione con

coordinamento generale


[La foto[

MAPIC 2017 – STAND AEDES SIIQ

La presentazione a Cannes di Caselle Open Mall (COM): il progetto ospiterà il primo “Family Edutainement Centre” in Europa con il brand National Geographic

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r&f La pulce nell’orecchio

di Simone Filippetti

Compagnie aeree nella tempesta S

e per Mao grande era la “confusione sotto il cielo”; era solo perché non aveva visto quella nei cieli. Altro che confusione: nei cieli d’Europa è in corso un enorme cataclisma. Nell’anno in cui l’industria aerea segna un altro record, il 2017 si chiuderà con 28 miliardi di euro di profitti e milioni di nuovi passeggeri che volano ogni anno, tra le compagnie regna invece il caos totale. Traballano giganti, affondano business model solidi e vincenti: da Ryanair alle compagnie del Golfo Persico, il dato del 2017 è che lo strapotere di colossi ritenuti inaffondabili è molto più fragile di quello che si pensava. Michael O’Leary si scopre vittima della sua stessa invenzione, come il mostro di Frankenstein che si rivolta contro il suo creatore. Ryanair, la compagnia che ha rivoluzionato il mondo dei trasporti in tutto il mondo, facendo volare la gente a 9,99 euro in tutta Europa, ha scoperto a proprie spese che anche l’apparentemente inesauribile minerà d’oro del Low Cost a un certo punto ha un fondo. Dopo l’estate, il vettore irlandese ha dovuto cancellare 2mila voli, con un danno economico pesantissimo, per colpa delle ferie arretrate dei piloti. Il contraltare di biglietti a prezzi da taxi, per il viaggiatore Ryanair, so-

no stipendi risicati per i dipendenti di Ryanair. Le contraddizioni dell’economia a basso costo sono esplose tutte insieme ai primi di settembre: oltre ai 2mila voli, ne sono stati cancellati altri 18mila fino alla prossima primavera. Rimarranno a terra circa 400mila persone, inferocite e che daranno il via a una marea di richieste di risarcimenti e rimborsi. È l’inizio della fine del modello Low Cost e No Frills (basso costo, niente fronzoli) tra le compagnie aeree? La Storia è infarcita di profezie sulle morti premature di aziende, business e mercati. Ma di sicuro, le cose non saranno più come prima. Anche perché in Europa nel 2017 due compagnie sono fallite: la piccola Air Berlin e la storica Alitalia (che continua a volare, ma è di fatto finita in bancarotta), bandiera del nostro Paese (e che in ogni caso abbiamo perso: nel migliore dei casi rimarrà il nome, nel peggiore sarà venduta a pezzi, ma in ogni caso non sarà più italiana). Italiani e tedeschi per una volta sono andati a braccetto, e le loro disgrazie hanno un nome in comune: Etihad. Entrambe le com-

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colosso e si giocava proprio con Etihad, sempre emiratina ma con sede ad Abu Dhabi, lo scettro di regina dei cieli. Centinaia di voli e rotte per tutto il mondo aperte in pochi anni, flotta cresciuta a dismisura che sfoggia 96 velivoli A380, i giganti dei cieli. Da una parte utili d’oro; dall’altra pesante sforbiciata sul personale. Dopo aver assunto personale per anni, si è invertita la rotta. Emirates è arrivata a contare 105mila dipendenti, una città intera: ma negli ultimi tempi ha prima bloccato le assunzioni, e poi avrebbe iniziato a tagliare decine di posti di lavoro, secondo indiscrezioni di stampa. E chiunque abbia di recente preso un volo della compagnia, magari il volo Milano - New York (sempre pieno, peraltro) si è accorto della carenza di personale: il servizio a bordo è lentissimo. Torneranno alla riscossa le vecchie compagnie tradizionali?

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pagnie erano di proprietà della aviolinea degli Emirati Arabi. Le compagnie degli emiri del Golfo Persico anni fa sono partite alla conquista dei cieli, con colossali piani di espansione: in poco tempo e a suon di campagne faraoniche si sono imposte nell’industria aerea. Ma forse la corsa si sta rivelando forsennata e l’atleta ora ha il fiatone. Etihad ha probabilmente sbagliato business model: comprare compagnie esistenti, in difficoltà o comunque bisognose di rilancio, in giro per il mondo. Entrare in aziende strutturate con storia, cultura aziendale e criticità diverse, è sempre molto difficile. Ha incontrato ostacoli, però, anche il modello opposto, quello della “cugina”, ma acerrima rivale, Emirates. La compagnia sbandiera utili faraonici: la più grande compagnia del Golfo nel 2017 (primi 6 mesi) ha messo in cascina oltre 600 milioni di dollari. Il vettore di Dubai in pochi anni ha creato un

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