I N CA S O D I M A N CA T O RE CA PI T O IN V I AR E A L CM P D I M I LA N O R OS ER IO P ER LA RE ST I TU ZI O NE A L M I T T EN TE PR EV I O PA GA MENTO RESI
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L’ORAFO ITALIANO
ANNO L X X IX - MAGGIO 2 02 5 DIRET T ORE RESPONSABIL E AN D REA AIELLO COORDINAMENT O EDIT ORIAL E MICH ELE WEIS S COL L ABORAT ORI LAURA AS TROLOGO P ORCH É, S IMONA I NF A NT OL I NO, LAURA IN GHIRAMI, GIAN FILIP P O V E RS A RI WAT CH EDIT OR P AOLO D E VECCH I ART DIRECT OR FABRIZIO MAJERN A COVER LOREN ZA RICCI STUD IO PU BBL ICIT À dircom@edif is. it T RAFFICO PU BBL ICIT ARIO FRAN CES CA GERBIN O f rancesca. gerbino@edif is. it ST AMPA CEN TRO P OLIGRAFICO MILAN O SP A via P uccini, 64 – 2 0059 Casari l e - M I EMAIL oraf o@edif is. it WEB SIT E w w w . oraf oitaliano. it
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l’Orafo italiano, una rivista edita da:
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EDITORIALE
SI CHIUDE UNA PORTA? SI APRA UN PORTONE! “Ma non si può lavorare così!”, “Il bello è che non ci si annoia”, “Si chiude una porta,
si apre un portone”. Tre frasi fatte e d’uso comune per tre diversi stati d’animo. C’è chi si arrabbia, chi è stanco e preoccupato. Chi invece la prende serenamente
perché diversamente non si può fare. E infine gli ottimisti che da una situazione negativa sono fiduciosi di ricavare sempre qualcosa di buono. No, non è un trattato di psicologia spiccia. Questi sono gli atteggiamenti di tanti di noi rispetto all’ultima follia americana: i
dazi del presidente Trump. Che è riuscito a trasformare quello che una volta era l’American Dream in una sorta di Nightmare, un incubo.
Mentre chiudiamo questo numero dell’Orafo regna la confusione. Tanti si affannano a prevedere come andrà a finire ma in realtà nessuno lo sa. Ultimamente l’amministrazione USA ha dimostrato di avere traiettorie politiche imprevedibili per noi umani.
La speranza è che torni il dialogo, civile e costruttivo e a che a questo seguano progetti di rinnovata collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico.
Diversamente il mondo è grande, ci sono e ci saranno altri mercati e… se si chiude una porta, magari si può (e si deve) aprire un portone.
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SOMMARIO
CLOSE UP 19
A Caccia di Trend
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Moucha Mousse
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Spille da Oscar
HAUTE JOAILLERIE 32
La natura incontaminata di Boucheron
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Chaumet, la nuova Bamboo Collection
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Louis Vuitton celebra le meraviglie del XIX secolo
38
Milly Dentelle, Dior trasforma il pizzo in arte
40
Plume de Chanel, la sublime arte della leggerezza
42
Il cosmo raccontato dai maestri dell’Alta Gioielleria
INSIDE JEWELRY 28
Marco Valente, l’ingegnere delle emozioni
52
Il nuovo corso di Alfredo Correnti
78
Unoaerre - Con SS25 riformula i codici del lusso
79
Artlinea - Immersione nel fascino maschile
80
Quadrifoglio Spa - 50 anni d’eccellenza orafa
81
“Eyes on me”, il viaggio di Lisa O nel colore
82
Francesca Bianchi Design - Monili con l’anima
MARKET TREND 46
Cartier, viaggio tra storia, lusso e innovazione
50
Oro riciclato, è davvero la risposta?
66
Federpreziosi - La sicurezza va garantita per tutti
68
Federorafi/ICE, le performance della gioielleria europea
69
Club degli Orafi: le prospettive del settore
83
Iris Van der Veken: verso una gioielleria sostenibile
84
Mestieri d’Arte, successo per “Adotta una scuola”
86
Oroarezzo, trampolino per il made in Italy nel mondo
88
Grand Tour - viaggo globale alla ricerca della bellezza
I N C AS O DI MAN C AT O R E C AP I T O I NV I AR E A L C M P D I M I L AN O RO S E RI O P E R L A RE S T I T UZ IO NE A L M I T TE N T E PR E VI O P AG AM E N TO RE S I
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FOCUS OROLOGI
In copertina: Quadrifoglio SPA. Foto: Lorenza Ricci Studio
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57
Tag Heuer, il ruggente battito della velocità
58
Watch & Wonders, il Salone dei record
60
Bulgari, suggestioni meccaniche e di design
62
Watch News
TREND
QUA DRIF OGLIO
70
Leather man
72
Soft touch
74
Wish List for Him
75
Wish List for Her
96
NEWS
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F O R E V E R U N I Q U E . I T
C A R AT
I L S O G N O D E L C A R A T O D I V E N T A R A G G I U N G I B I L E
S C E G L I
L A
F O R M A
D E L
T U O
A M O R E
@ F O R E V E R U N I Q U E J E W E L S
O N E
CLOSE UP
A Caccia Di Trend / di Simona Infantolino
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L’ORAFO ITALIANO
AMEN
RUE DES MILLE
ARTLINEA
Say My Name
MARCELLO PANE
CHLOE
Alla fine degli anni ’90 fu la serie cult Sex & the City a lanciare la moda del gioiello personalizzato con il proprio nome. La protagonista, infatti, indossava nel corso degli episodi la famosa collana “Carrie”, divenuta suo simbolo identificativo. Non a caso la perdita, solo temporanea, del gioiello scatenò il panico tra i fan del personaggio. Ritornata al collo di Carrie, la collana ha dato il via a un trend che ancora oggi solca le passerelle più famose e ispira il mondo della gioielleria con nuove interpretazioni: gli anelli e i bracciali rigidi personalizzati si sono uniti alla tendenza, la placchetta con il nome si è trasformata anche in piccoli charm a forma di lettere intercambiabili, e persino il baciamano ha subito l’influenza di questo trend con una sua particolare chiave di lettura.
20
CLOSE UP
Cocktail Time
BRONZALLURE
ALBERT M.
GIOVANNI RASPINI
ROBERTO CAVALLI
Pionieri furono gli anni ‘20 in cui il proibizionismo diede slancio a un accessorio che non è mai più passato di moda. In quegli anni, le donne che frequentavano i party privati negli speakeasy amavano sorseggiare i propri drink accompagnate da un particolare gioiello: un anello vistoso con pietre colorate dalle grandi dimensioni. Proprio per la natura della sua origine, questo anello prese il nome di “cocktail ring”. Sopravvissuto agli anni del proibizionismo, il cocktail ring ha continuato ad affascinare le donne di tutto il mondo che ancora oggi possono attingere dall’alta gioielleria, con pietre preziose dalle carature sbalorditive, o dalla bigiotteria che, non da meno, incanta con cangianti sfumature di colore e particolari lavorazioni elaborate.
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L’ORAFO ITALIANO
PIANEGONDA
APM MONACO
Jangle Bangle SAINT LAURENT
Semplici ma di forte impatto visivo, i bangle rigidi visti negli ultimi anni sulle passerelle sfidano le leggi della gravità con volumi sempre più enfatizzati. Se da una parte le dimensioni dei gioielli aumentano, dall’altra i look fanno un passo indietro, con scelte meno appariscenti e più essenziali che lasciano la scena ai veri protagonisti: i bracciali. La scelta ricade sui modelli meno elaborati, nella versione argento o dorata, senza lavorazioni ma con linee sinuose in grado di ipnotizzare. Ancora meglio se indossati in maggior quantità…il loro tintinnio non passerà di certo inosservato.
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STROILI
CLOSE UP
BIJOUX BRIGITTE
Oversize Me
EMPORIO ARMANI
VÉRONIQUE LEROY
POLÈNE È la stagione del “Go big or go home” e gli orecchini non sono da meno. Che si tratti di accessori che pendono fino a superare la linea del mento o di earcuff che abbracciano l’intero padiglione auricolare, gli orecchini cavalcano l’onda della tendenza maxi sperimentando con materiali e forme in grado di bilanciare le grandi dimensioni con un peso alla portata di orecchio. L’acetato viene plasmato per ricreare la leggerezza del tessuto svolazzante, mentre il vetro e l’acciaio oscillano simulando gocce dalle misure spropositate e la resina, combinata con pietre colorate, riproduce effetti marmorizzati davvero singolari.
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Mocha
L’ORAFO ITALIANO
/ di Simona Infantolino
PIANEGONDA
UNOAERRE APM MONACO IN ALTO DA SINISTRA: Foto di Aleksey Danilov. Foto di Seashell in Love. Foto di Marlein Topciu. Foto di Anete Lusina.
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Mousse Erede del Peach Fuzz dello scorso anno, il Mocha Mousse – eletto da Pantone come colore del 2025 – evoca le sfumature del cioccolato e del caffè con una nuance morbida di marrone che riporta alla luce il desiderio di confort ed eleganza. Le tendenze nel 2025 abbracciano il Mocha Mousse come simbolo di lusso discreto con la sua tonalità calda e avvolgente che si presta bene per essere protagonista di qualsiasi stagione. Le sofisticate tonalità neutre di questo colore lo rendono la base perfetta su cui costruire il resto del look, mantenendosi su tonalità più chiare o puntando su contrasti più azzardati con colori come il bordeaux, il verde oliva o il blu navy. Nella gioielleria sono sicuramente i metalli caldi e le rispettive finiture a rendere omaggio nel migliore dei modi a questo colore. Primo tra tutti il bronzo, che con le sue sfumature tendenti al marrone riproduce la raffinatezza del Mocha Mousse quasi fedelmente. Anche le atmosfere calde dell’oro rosa abbracciano l’universo Pantone fornendo una nuova visione raffinata del marrone, mentre le resine, con la loro versatilità e facilità di lavorazione, permettono ulteriori sperimentazioni di questo colore divenuto nuovo simbolo di eleganza sussurrata.
DODO
PANTONE
SAINT LAURENT
IN BASSO DA SINISTRA: Foto di Anete Lusina. Foto di Mâide Arslan. Foto di Aida Shukuhi. Foto di Ciprian Savischi.
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L’ORAFO ITALIANO
SPILLE DA OSCAR / di Simona Infantolino
S
arà forse per merito degli abbaglianti riflettori del Dolby Theatre di Los Angeles o delle continue sperimentazioni degli stylist di Hollywood che, anche quest’anno, la Notte degli Oscar non ha deluso le aspettative lanciando nuove tendenze moda e riconfermando storici protagonisti del mondo della gioielleria. Giunta alla sua 97esima edizione, la cerimonia ha visto trionfare il film “Anora”, vincitore di ben cinque premi tra cui Miglior Film, Miglior Regia per Sean Baker e Miglior Attrice protagonista per Mikey Madison. Mentre “The Brutalist” ha ottenuto tre statuette, con Adrien Brody premiato come Miglior Attore, “Dune: Parte Due” ha vinto per i Migliori Effetti Visivi e il Miglior Sonoro. La serata è passata alla storia anche per aver raggiunto importanti traguardi storici, come
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Kieran Culkin con la spilla di Kwiat e Fred Leighton
MOVIE STARS
Adrien Brody con spilla di Elsa Jin
Paul Tazewell con spilla di Fred Leighton
Kit Connor con spilla di Boucheron
Colman Domingo con spilla di Boucheron
la vittoria di Paul Tazewell, primo uomo afroamericano a vincere l’Oscar per il Miglior Costume con il suo lavoro in “Wicked”, e di Zoe Saldaña, diventata la prima americana di origine dominicana a ricevere un Oscar, aggiudicandosi il premio come Miglior attrice non protagonista per “Emilia Pérez”. Come ogni anno, è stato il red carpet il vero palcoscenico delle tendenze, con le celebrità che hanno sfoggiato abiti e, soprattutto, gioielli mozzafiato. Anticipato già durante la cerimonia dello scorso anno, il boom delle spille ha completamente contagiato lo star system. A indossarle, però, contro ogni previsione, sono gli uomini. Sempre più amata e utilizzata, la spilla ha fatto capolino dai baveri delle giacche durante tutta la serata, in versioni più discrete - se così si può dire - in oro, diamanti o pietre preziose o in varianti
più scenografiche. Tra queste ultime, ha lasciato sicuramente il segno quella indossata da Adrien Brody, una vera e propria opera d’arte firmata Elsa Jin che monta, al centro di un paio d’ali tempestate di diamanti, uno straordinario smeraldo da oltre 70 carati. Per non parlare della spilla scelta da Paul Tazewell al posto della cravatta proveniente dall’archivio degli anni ’50 di Fred Leighton. Le spille indossate hanno quindi rappresentato non solo un ritorno alla tradizione, ma anche una dichiarazione di stile, aggiungendo un tocco di classe e originalità a un evento che, da 97 anni, celebra la bellezza in tutte le sue forme.
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L’ORAFO ITALIANO
MARCO VALENTE
L’ I N G EGN E RE D E LLE EMOZIONI
/ di Simona Infantolino
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INSIDE JEWELRY
C
resciuto nel mondo della gioielleria ammirando e cogliendo i segreti del lavoro del padre, Marco Valente ha dedicato la sua vita a perfezionare l’arte del design e della produzione di gioielli. La sua visione è chiara: rimettere il diamante al centro, creandogli attorno architetture delicate che si fondono con il corpo umano. Ogni suo gioiello è il risultato di un’accurata selezione delle pietre, tutte provenienti da un unico produttore, che garantisce non solo l’alta qualità ma anche la responsabilità sociale della filiera. La tracciabilità dei diamanti, insieme alla certificazione del Gemological Institute of America, sottolineano ulteriormente l’impegno del brand verso l’eccellenza. Proprio per questi motivi, il gioiello per Marco Valente non è
solo una questione di estetica, ma è una vera e propria ingegneria delle emozioni. Ogni creazione è concepita per esaltare la qualità dei diamanti puntando su pochi e semplici punti chiave: leggerezza, luminosità e sobrietà. Le collezioni, che si declinano nelle cinque linee High Jewelry, Stretch, Bridal, Signature e Candies, presentano infatti linee pulite ed eleganti, capaci di valorizzare la bellezza delle pietre. Ogni gioiello, creato per durare nel tempo e per celebrare le tappe più importanti della vita, nasce per essere tramandato di generazione in generazione. È un’eredità familiare che celebra la bellezza, la tradizione e l’innovazione, offrendo un particolare tipo di unicità che racconta storie di vita e amore, pronte a brillare per le generazioni a venire.
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Le nostre creazioni, le tue emozioni
L’ORAFO ITALIANO
L A N AT U R A I NCON T AM IN AT A DI B OUC H E RO N di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
F
rédéric Boucheron, appassionato collezionista di botanica, traeva ispirazione dal mondo naturale. A fine gennaio 2025, nel sancta sanctorum di Place Vendôme 26 Claire Choisne, direttrice creativa, e la CEO Hélène Poulit Duquesne, hanno presentato “Histoire de Style: Untamed Nature”. Una collezione costruita intorno a una ricerca archivistica scrupolosa, incentrata sull’erbario custodito con passione da Frédéric Boucheron. Il fondatore aveva, infatti, una vera e propria predilezione per
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gli aspetti umili e selvaggi della natura. Gli archivi hanno restituito un tesoro di immagini che raffigura mosche, calabroni, farfalle notturne accanto a piante considerate meno nobili, quali cardi, felci, allori, avena, foglie di rosa e edera, quest’ultima spesso vista come specie invasiva. Untamed Nature è composta da 28 creazioni di Alta Gioielleria caratterizzate da un design innovativo. Questi gioielli si fondono armoniosamente con il corpo, creando un connubio perfetto tra uomo e natura. La collezione è declinata in due capitoli principali: piante e insetti. Ogni
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prezioso, realizzato in oro bianco e adorno di pavé in diamanti, madreperla, cristallo di rocca, onice e lacca nera, può trasformarsi in altri gioielli. Questa ingegnosità tecnica e questa attenzione per i dettagli sono il marchio distintivo della Maison. Claire Choisne ha dichiarato: “ho voluto creare qualcosa di completamente nuovo, un’estensione del corpo – gioielli morbidi, fluidi e infinitamente innovativi. Histoire de Style: Untamed Nature è un’ode alla natura in tutte le sue forme, celebrando la bellezza intrinseca degli elementi più umili attraverso l’arte della gioielleria”. Tra i pezzi più significativi spicca il collier “Airelle” (mirtillo selvatico), con steli che si trasformano in spille e 84 foglie perforate a goccia. Il cardo, una pianta pungente ma straordinariamente resistente, simboleggia l’austerità. Spesso considerato in agricoltura un simbolo di abbandono e disordine, ha affascinato Frédéric Boucheron, che, nel 1878 immaginò una spilla a forma di cardo. Qui, la virtuosità raggiunge l’apice, esaltata dalle tecniche moderne. Il risultato è un realismo estremo, dove contorni, volumi e dettagli del cardo sono riprodotti fedelmente, offrendo comfort nonostante l’apparenza acuminata. Il Fior di carota con i suoi delicati fiori bianchi è invece un emblema di purezza e innocenza che sboccia in una
spilla-fermaglio di grande effetto. La complessità tecnica risiede nell’uso di tre diverse tecniche di incastonatura, creando un gioco straordinario di luci. Ispirata alla pianta perenne dai fiori pendenti, la Fucsia incarna l’ardore dell’amore. Gli abili orafi della Maison hanno affrontato la sfida di catturare l’ariosa leggerezza del fiore e la struttura delicata delle sue foglie. L’edera, pianta preferita di Frédéric Boucheron, simboleggia infine amore eterno e fedeltà. Il collier in pavé di diamanti avvolge dolcemente il corpo, serpeggiando intorno al braccio come un bracciale o estendendosi lungo il busto con una lunga coda da corsetto. Da quest’ultima, dei rami possono essere distaccati e trasformati in collane, ornamenti per capelli o spille.
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A S I A IN C AN T AT A: L A N U O V A C O L L E Z IO NE BAM B OO D I C H AUME T di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
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a oltre 240 anni la natura regna sovrana nel repertorio stilistico di Chaumet, riecheggiando la passione per la botanica dell’imperatrice Joséphine. Fu proprio uno degli ufficiali di Napoleone I, Marie-Étienne Nitot a distinguersi come gioielliere di corte, fondando la Maison nel 1780 e infondendole la sua caratteristica ispirazione naturalistica. Manifesti di bellezza, i preziosi della Maison incantano per le loro declinazioni virtuosistiche e le reinterpretazioni di temi legati alla flora e alla fauna. L’universo di Chaumet invita a passeggiare in una natura vibrante e feconda dove le pietre sbocciano con grazia leggera e incantatrice. “Bamboo” si inserisce in questo fil rouge, celebrando un simbolo di resilienza, umiltà e longevità. Questa pianta rappresenta una metafora della vita, poiché dopo essere stata piantata non rivela segni di crescita fino al quinto anno, quando le canne potranno raggiungere persino i 25 metri di altezza. Simbolo di tenacia e perseveranza, il bambù è raramente presente nell’erbario di Chaumet, ad eccezione di un paio di schizzi del 1840-50. Abbiamo particolarmente apprezzato il grafismo della collezione e il magnifico collier plastron composto da foglie e gambi che culminano in un’opale nera australiana di 13,19 carati, i cui riflessi generano una combinazione
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di colori originali, tra blu vivace e verde mela, accompagnati da granati tsavoriti. La tecnica di incastonatura, emblema del savoir-faire della Maison, conferisce alla collana una sorprendente flessibilità, grazie alla combinazione di incastonature a grani filo e castoni discendenti. Ricca di contrasti, questa gamma di colori è ripresa anche su tre spille grafiche. La prima può essere trasformata in un elegante ornamento per capelli, la seconda è composta da due elementi distinti da indossare in coppia, mentre la terza è decorata con fasce di diamanti di grande flessibilità. Non poteva mancare la tiara, autentica firma della Maison, un diadema che oscilla tra astrazione e oreficeria, realizzato in oro bianco e oro giallo, impreziosito da 4 diamanti taglio brillante di circa 0,42 carati ciascuno, oltre a diamanti taglio brillante.
H AU T E J OA I L L E R I E
“ A WAK E NE D HANDS, AWAKENED MI N D S”
LOU IS VUI T T O N CE L E B RA L E M E R AV IG LIE D E L X IX S E C O L O di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
L
ouis Vuitton ha svelato il secondo capitolo di “Awakened Hands, Awakened Minds”, un omaggio alle grandi innovazioni scientifiche del XIX secolo. Concepita dalla direttrice creativa Francesca Amfitheatrof, la collezione si articola in 7 temi e 50 creazioni, ciascuna un omaggio alla rivoluzione industriale che diede un nuovo volto all’Europa. Tra le novità spicca una capsula maschile che include una bussola, un orologio da tasca e due spille, emblemi dell’eleganza sofisticata dell’epoca. La sontuosa parure “Splendeur” celebra la ricchezza decorativa e l’eleganza dei palazzi reali francesi, reinterpretando l’iconico Fleur de Monogram in uno stile imperiale. Il maestoso medaglione in oro giallo e platino è finemente traforato, tempestato da un pavé di diamanti e impreziosito da rubini del Mozambico. “Phénoménal” omaggia invece l’arte della porcellana francese con un collier completamente articolato che richiama le trame e i motivi traforati delle ceramiche d’epoca. Un eccezionale smeraldo colombiano da 7,44 carati e un diamante LV Monogram Star creano un gioco di texture e ge-
ometrie di straordinario impatto. La delicata tiara “Élegance”, in oro bianco e diamanti LV Monogram Star, aggiunge un tocco di bellezza eterea alla collezione. E ancora, la parure “Gravité”, invece, si ispira al Pendolo di Foucault. In particolare, il collier in oro bianco, diamanti e zaffiri del Cachemire esalta la bellezza della geometria e delle costellazioni, culminando in uno zaffiro di 6,48 carati che fa eco ad altri due zaffiri di 4,38 e 2,13 carati. Il tema “Vision” ci trasporta in un’era di trasformazioni segnate dalla meccanizzazione delle ferrovie, rappresentata da un audace collier in platino, oro giallo, diamanti e zaffiri gialli. Questo splendido collare culmina con un rarissimo zaffiro giallo ottagonale da 50,01 carati, circondato da un diamante taglio LV Monogram Star da 3,07 carati. Il tema “Victoire” rappresenta infine l’apogeo della collezione, celebrando la Tour Eiffel con un magnifico collier che richiama l’architettura del celebre monumento parigino. Convergendo in una firma a V, al centro brillano due straordinari diamanti LV Monogram Star da 10,43 e 3,08 carati, illuminati da 25 diamanti gialli.
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MI L LY D E N T E L L E : DIO R TRA S F O R M A IL P IZ Z O IN A R TE S E N Z A T E M P O di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
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urante la settimana della Haute Couture di Parigi, Victoire de Castellane, direttrice creativa della gioielleria Dior, ha svelato Milly Dentelle, un inno alla delicatezza e alla maestria della Maison. Con questa nuova collezione, il lessico gioielliero di Dior si arricchisce ulteriormente reinterpretando il pizzo, un savoir-faire iconico della couture. La sfida creativa di fondo ha avuto l’ambizione di trasporre la leggerezza impalpabile del tessuto nella solidità dei metalli preziosi, mantenendo intatta la sensazione di movimento e grazia. “La collezione è un omaggio alle due passioni di Monsieur Dior, l’eleganza raffinata dell’alta moda e la lussureggiante bellezza floreale dei paesaggi di Milly-la-Forêt”, spiega de Castellane, “dove sbocciano moltissimi fiori e le foglie si dispiegano in curve irregolari accanto a boschetti verdeggianti di alberi”. Non a caso, la tenuta di Christian Dior a Milly-la-Forêt è sempre stata un punto di riferimento e ispirazione: situata nei pressi di Parigi, rappresentava per lo stilista un buen retiro dove rilassarsi tra una collezione e l’altra. Nella visione poetica di De Castellane, i fiori delicati, il fogliame dalle curve asimmetriche e i boschetti dai colori cangianti prendono vita, trasformandosi in creazioni di straordinaria raffinatezza. Quest’omaggio a Monsieur Dior si traduce in settantasei gioielli unici, capaci di esprimere una femminilità poliedrica e sofisticata. Nel cuore del racconto, collane,
anelli, bracciali e orecchini si sublimano in oro bianco, giallo e rosa – lavorato come un impalpabile merletto – offrendo un gioco ipnotico di luci e trasparenze. Impreziositi da diamanti, rubini, tormaline, zaffiri e perle, rivelano una palette di tonalità luminose e scintillanti. Tra le opere più emblematiche della collezione spicca il collier Dior Milly Dentelle in oro rosa, una sontuosa sinfonia di fiori di diamanti, rubini rosa, smeraldi, zaffiri rosa e gialli e granati tsavoriti. L’ispirazione proviene dagli archivi della Maison, dove Christian Dior conservava un’eccezionale collezione di antichi pizzi. Oggi questi motivi del passato rinascono in una forma essenziale e stilizzata, testimoniando l’abilità dei maestri gioiellieri Dior nel reinterpretare la tradizione con spirito innovativo. Il design della collezione si fonda su un principio chiave: giocare col vuoto e la materia, creando una struttura che esalti la luce senza appesantire la figura. Le montature leggere e sottili conferiscono ai gioielli un’incredibile sensazione di impalpabilità, permettendo alle pietre di brillare in tutta la loro magnificenza. In sintesi, Milly Dentelle incarna una visione moderna della femminilità, traducendo mirabilmente il linguaggio dell’Haute Couture nella gioielleria. Grazie a un’innovazione tecnica che unisce tradizione e heritage, Dior trasforma il pizzo in un’opera d’arte senza tempo, dove l’eleganza incontra la luce con una delicatezza assoluta.
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P LU ME DE C H A NE L LA S U B L IM E AR T E D E LLA LEGGEREZZA di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
L
a forma leggiadra e sinuosa della piuma è la fonte d’ispirazione della nuova collezione di Chanel. Ideata da Patrice Leguéreau, direttore creativo della Maison scomparso lo scorso novembre a soli 53 anni, “Plume de Chanel” è un inno alla leggerezza e alle forme armoniose, ed è anche l’ultimo omaggio a Gabrielle Chanel da parte di un grande talento contemporaneo. Il motivo della piuma, infatti, risale agli albori del brand: nel 1910 Gabrielle Chanel lo utilizzò nella sua prima creazione, un cappello
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ornato da una spettacolare aigrette bianca, e ne fece un elemento centrale della sua prima e unica collezione di Alta Gioielleria “Bijoux de Diamants”, apparsa nel 1932. Tra i preziosi, spiccava proprio “Plume de Chanel”, una spilla tempestata di diamanti che si sviluppava in una linea morbida e ondulata, riproducendo il disegno di una piuma. Gioiello adattabile e pensato per esaltare la femminilità in tutte le sue sfaccettature, poteva essere indossato secondo varie modalità: all’altezza della spalla, per sottolineare il décolleté, intorno al polso e persino
come diadema tra i capelli. Proprio questa spilla – emblema della creatività e dell’audace genialità di Gabrielle Chanel – ha ispirato questa collezione. In essa ritroviamo lo stesso spirito di leggerezza e modernità, che viene tuttavia riproposto in una visione più audace. La scelta accurata delle gemme, incastonate secondo una particolare tecnica, contribuisce a rendere la forma della piuma ancora più delicata e sinuosa, al punto da sembrare evanescente. La struttura centrale scompare progressivamente, assottigliandosi in filamenti irregolari che le conferiscono un’impressione di movimento. La forma slanciata consente, anche in questo caso, una grande adattabilità: può essere il motivo ornamentale di un orecchino, un fermaglio per capelli e può dare vita a innumerevoli altri usi, grazie alle piume rimovibili. La base della piuma resta fissa mentre le sue estremità sono articolate in sottili ciglia (filamenti), che, grazie a una tecnica di smaltatura sferica realizzata pezzo per pezzo, dà l’impressione di un movimento ancora più morbido e naturale. Anche la selezione delle pietre è stata realizzata con grande attenzione per esaltare la delicatezza del movimento, un’idea fortemente voluta dallo Studio di creazione della Maison. La ricerca cromatica è raffinata e ricca. I diamanti sono pensati per
accentuare la luminosità delle piume, mentre gli zaffiri e le tormaline rosa ne sottolineano il rilievo. All’interno della collezione, composta da quindici elementi, spicca la collana trasformabile “Plume Couture de Chanel”, realizzata in oro bianco, oro rosa, platino, diamanti e zaffiri rosa. È composta da due fili di diamanti che racchiudono una lunga piuma e una trina di zaffiri rosati, su cui sembra fluttuare uno zaffiro di colore rosa acceso. Degno di nota è anche l’anello toi et moi “Plume Mademoiselle de Chanel”, in cui la piuma, impreziosita da diamanti fancy, armonizza perfettamente con un diamante poire rosa. Tra leggerezza ed eleganza, la nuova Collezione di Chanel recupera la tradizione innovandola.
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B A GL IO R I C E L E S T I: IL C OSM O R AC C O N T A TO D A I M AE S T R I D E L L A G IO IE L L E R IA di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
Collier Étoilée, Buccellati
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a bellezza e il mistero della volta celeste hanno da sempre incantato e ispirato l’umanità, tanto che artisti, poeti, filosofi e gioiellieri hanno trovato nelle costellazioni una fonte inesauribile di creatività. Sin dagli albori della civiltà, gli astri hanno rappresentato un simbolo di connessione tra il terreno e il divino. Le stelle, con la loro luce lontana e immutabile, hanno alimentato miti e leggende che hanno attraversato secoli e culture. Esse non sono solo punti luminosi nel cielo notturno ma simboli di speranza, di ideali inesplorati e di un destino che trascende il quotidiano. Il canto “Vaghe stelle dell’Orsa” di Giacomo Leopardi, con la sua bellezza malinconica incarna perfettamente questo sentimento di fascino e di ricerca di significato nell’infinità del cielo. Per i gioiellieri, trasformare questo senso di cosmica meraviglia in opere d’arte è una sfida che richiede non solo maestria tecnica, ma anche una profonda comprensione dell’estetica e del simbolismo delle stelle. I gioielli ispirati al cosmo non sono semplici ornamenti, ma veri e propri testimoni di un desiderio umano di catturare la bellezza eterea e di portare con sé un frammento di
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cielo stellato. Chanel, con la sua collezione 1932 ispirata a Gabrielle Chanel, celebra un viaggio oltre la terra e il tempo, riflettendo sull’amore di Gabrielle per le stelle. Come lei stessa dichiarò: “Le mie stelle! Ma come si può trovare qualcosa di più gratificante ed eternamente moderno?”. Nel 2024, Tiffany ha lanciato la nuova collezione Blue Book, Tiffany Céleste, ispirata alla visione artistica di Jean Schlumberger e ai suoi motivi celesti. Questa raccolta si presenta come un viaggio cosmico in cui interagiscono sole, luna, stelle, galassie remote e mondi ancestrali. Durante il recente TEFAF di Maastricht, invece, Anna Hu ha svelato una spilla che evoca la formazione dell’universo: una tormalina Paraiba da 42,62 carati rappresenta la Terra al centro, mentre il sole e la luna fungono da custodi della galassia. Intorno, stelle di quattro colori sono disposte sulle nebulose, creando un’atmosfera celeste suggestiva. Andando oltre, Mellerio, storica maison parigina con antiche radici italiane, ha presentato un meraviglioso medaglione, “Étoile mystérieuse”, così come un pendente adornato da una moltitudine di astri dal suggestivo titolo: “Notte Stellata”. Tasaki, dal canto suo, nell’estate del 2024 ha pre-
Orecchini 1932, Chanel
Étoile mysterieuse, Mellerio
H AU T E J OA I L L E R I E
Allure Céleste, 1932, Chanel
Stelle cadenti, Tiffany & Co
Avalon, Teresa Escudero
sentato le sue collezioni di Alta Gioielleria a Parigi, che comprendono un affascinante collier di perle akoya intervallate da elementi spaziali. Due classici di sempre? Étoilée di Buccellati e Sous les étoiles di Van Cleef & Arpels, intramontabili. Non può mancare in questo excursus Anthony Lent, famoso per le sue creazioni non convenzionali spesso ispirate al sole, alle stelle e agli astri. Anche i designer di gioielli sono affascinati da questo tema, il quale stimola la loro sensibilità e creatività. Francesca Corradini, insignita nel settembre 2024 a Venezia del titolo di “MAM-Maestro d’Arte e Mestiere” nella categoria bijoux, ha realizzato un impressionante bracciale raffigurante un sole in ottone. Per finire, Teresa Escudero, rinomata designer di preziosi, ha ideato una collezione dal titolo “Cosmic” che presenta pezzi unici con pietre preziose e frammenti extraterrestri provenienti dalla fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. In particolare, l’anello “Avalon” include un campione di meteorite Sikhote Alin di 2,5 grammi, due tormaline paraiba e un diamante.
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CARTIER VI A G G IO T R A S T O R I A , L U S S O E IN N O V AZ IO N E / di Gianfilippo Versari
La Maison lancia il Capitolo III di “Nature Sauvage” mentre una rassegna scintilante la celebra al Victoria & Albert Museum di Londra.
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cona intramontabile dell’alta gioielleria, la maison parigina continua a sorprendere con la sua capacità di fondere tradizione e modernità. Fondata nel lontano 1847, ha costruito un’eredità fatta di innovazione, artigianato di eccellenza e un design singolare e audace fin dall’apertura della prima boutique da parte di Louis Cartier nel 1899 al 13 di rue de la Paix a Parigi. Oggi, Cartier, con oltre duemila boutique in cinque continenti, è indiscutibile sinonimo di lusso senza tempo, capace di reinventarsi pur rimanendo fedele alla sua essenza. Ed ecco che il prestigioso Victoria & Albert Museum di Londra, uno dei più importanti musei al mondo per le arti applicate e il design, ospita un’esposizione dedicata alla storia e all’arte di Cartier, la prima grande mostra nel Regno Unito dedicata alla maison negli ultimi trent’anni. L’esposizione esplora l’evoluzione del brand attraverso oltre 350 pezzi tra gioielli, orologi e creazioni iconiche, uno sguardo approfondito sulla storia del marchio e sulla sua influenza nel mondo dell’eccellenza. Tra gli highlight, spiccano pezzi storici come: la spilla Williamson Diamond commissionata da Elisabetta II nel 1953, il diadema Scroll indossato alla sua incoronazione, e
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Orologio Crash, con movimento meccanico a carica manuale, in oro giallo e cinturino in pelle. Credit: Vincent Wulveryck, Collection Cartier. ©️Cartier
il celebre anello di fidanzamento di Grace Kelly. Non mancano le mitiche creazioni Panthère e il rivoluzionario orologio Crash, ispirato al surrealismo Daliniano. Suddivisa in tre sezioni principali, la rassegna illustra l’evoluzione stilistica, l’artigianalità tecnica e l’impatto estetico e si concentra sul rapporto negli anni con la nobiltà e le celebrità, evidenziando come il marchio sia diventato il “gioielliere dei re e il re dei gioiellieri”. Un tributo al passato di una maison che continua a stupire, reduce anche dal lancio lo scorso gennaio del terzo capitolo, ampliamento della sua sofisticata collezione di alta gioielleria, di Nature Sauvage, una pregiata selezione di pezzi che fondono naturalismo e astrazione. Un Capitolo III ricco dei classici codici del marchio, tra cui le combinazioni Tutti Frutti di smeraldi scolpiti, zaffiri e corallo rosso, insieme a grandi felini ritratti mentre cacciano e a riposo. Svelata a Vienna presso lo storico Kursalon, questa straordinaria collezione celebra la natura e il suo simbolismo attraverso creazioni sorprendenti, in cui l’abilità artigianale e la visione artistica della maison si fondono in pezzi di straordinaria bellezza. La missione? Rimane la stessa: mettere in risalto la fauna scelta da Cartier in modi nuovi, inaspettati e preferibilmente iperrealistici, con forme animali immediatamente riconoscibili mentre nei pezzi con un tema più astratto, come nella collana Echina, l’intento è chiaramente quello di celebrare un momento stilistico della storia del brand, come l’esplosiva creatività degli anni Venti. La pantera, da sempre emblema di Cartier, torna a essere protagonista con interpretazioni moderne e audaci, accanto a figure mitologiche e animali esotici. È difficile immaginare un’altra casa gioielliera
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Anello di fidanzamento di Grace Kelly. Cartier Parigi, 1956. In platino con diamante taglio smeraldo di circa 10,48 carati e due diamanti taglio baguette. Credit: Vincent Wulveryck, Collections de S.A.S. le Prince de Monaco. ©️Cartier
Collana Fauna e Flora in oro giallo, onice, smeraldi e diamanti e con diamanti gialli, arancioni, marroni . ©️Cartier
Spilla Stomacher, Cartier Paris, su ordine speciale, del 1913. Cristallo intagliato, diamanti e platino. Marian Gérard, Collezione Cartier. ©️Cartier
capace di interpretare questo grande felino con lo stesso aggraziato vigore. Tra i pezzi più emblematici spicca la collana Panthères Versatiles, in oro bianco con uno smeraldo cabochon dello Zambia da 10,10 carati, onice e diamanti. Qui, il grande felino assume poteri metamorfici in un design trasformabile che può essere indossato come bracciale, choker o persino come un insolito gioiello da spalla con una decorazione allungata sulla schiena. Sempre in tema di pantere, ecco la Panthère Canopée col felino addormentato sopra foglie di palma incastonate di diamanti. Un’altra novità è l’anello Ispida, che cattura la silhouette di un martin pescatore sospeso sopra una “pozza” di tormalina verde-azzurra, e la collana Tiger Fine Jewellery, un collier straordinario realizzato con diamanti gialli, arancioni, marroni e bianchi, inserti in onice e smeraldi per dare vita a una tigre in movimento. La Direttrice creativa di Alta Gioielleria, Jacqueline Karachi, afferma che l’obiettivo del capitolo è “sorprendere, stupire e portare modernità attraverso incontri inaspettati. La collezione contiene gioielli espressivi che mettono in evidenza le attitudini e la personalità di un animale, la sua vitalità. Come un attore, gioca con grafismi, volumi e illusioni ottiche, fondendosi in un paesaggio immaginario. Questo è lo spirito di Nature Sauvage.” Nonostante il settore del lusso stia vivendo una fase d’incertezza economica, il segmento della gioielleria di alta gamma continua a registrare ottimi risultati. Il gruppo Richemont, proprietario di Cartier, Buccellati e Van Cleef & Arpels, ha chiuso il terzo trimestre fiscale con un aumento delle vendite del 10%, raggiungendo i 6,2 miliardi di euro. Le performance della gioielleria, traina-
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Spilla a fermaglio a forma di rosa, Cartier Londra, 1938. Diamanti e platino. Credit: Vincent Wulveryck, Collezione Cartier. ©️Cartier
te dall’alta gamma e dai diamanti proprio della Maison, hanno contribuito in modo significativo a questi risultati con un incremento del 19% delle vendite in Europa e del 14% sull’anno passato, grazie a lanci di successo di prodotti di oreficeria e di orologeria. Le previsioni per il 2025 restano ottimistiche, con un mercato della gioielleria di lusso in continua espansione con i diamanti e i gioielli Cartier in testa che si confermano un investimento sicuro, con un crescente interesse da parte di collezionisti e appassionati. Cartier continua a inscenare un equilibrio perfetto tra passato e futuro, con un linguaggio estetico che attraversa le epoche e una capacità di innovazione che mantiene intatto il suo fascino. La maison è riuscita a mantenere la sua rilevanza grazie alla capacità di interpretare il gusto contemporaneo senza mai rinunciare alla sua identità. Con la mostra al Victoria & Albert Museum e la collezione Nature Sauvage, Cartier riafferma il suo ruolo di grande protagonista nel mondo dell’alta gioielleria, dimostrando che lusso, creatività e tradizione possono convivere in una narrazione senza tempo. Con la sua capacità di reinventarsi e di anticipare le tendenze, Cartier si prepara ad affrontare il futuro con la stessa eleganza e maestria che l’hanno resa una leggenda nel mondo della gioielleria e dell’orologeria.
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Collana di Alta Gioielleria Collezione Nature Sauvage in oro bianco con smeraldi, zaffiri, corallo e diamanti. ©️Cartier
Spilla, Cartier Londra, 1933. Ametista, zaffiri, diamanti e platino. Vincent Wulveryck, Collezione Cartier. ©️Cartier
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L’ O R O R I C I C L AT O È D A V V E R O L A R IS PO STA ? / di Gianfilippo Versari
Dai diamanti lab-grown ai metalli preziosi recuperati, il settore della gioielleria è alle prese con una sfida cruciale: garantire trasparenza alla filiera e mettere in pratica una distinzione netta tra le diverse tipologie di riciclo.
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l settore della gioielleria sta vivendo una trasformazione epocale. Aziende di fama mondiale, come Prada e Pandora, hanno dichiarato con orgoglio di utilizzare il 100% di oro riciclato nelle loro collezioni, evidenziando l’impegno verso pratiche sostenibili ed etiche. In particolare, Pandora ha registrato nel 2024 una crescita organica del 13% e un fatturato che ha raggiunto circa i 4,42 miliardi di dollari, un dato che testimonia come il riciclo dell’oro non sia soltanto un’operazione di marketing, ma possa anche tradursi in successo commerciale. L’adozione dell’oro riciclato risponde alla necessità di ridurre l’impatto ambientale dell’estrazione mineraria, un processo noto per le sue elevate emissioni di CO2 e per i danni ecologici correlati. La scelta di impiegare metodi di produzione che prevedono l’uso di materiali recuperati – come nel caso della collezione Swarovski Created Diamonds, realizzata interamente con energia 100% rinnovabile e metalli preziosi riciclati –, mira a contenere il degrado ambientale e a dare nuova vita a risorse che altrimenti verrebbero disperse. Tuttavia, non manca-
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PRADA Per Prada solo oro riciclato e diamanti tracciabili. Un debutto nella gioielleria col piede nella sostenibilità, lanciando la collezione, Eternal gold, che è stata anche la prima, nel campo del lusso, a utilizzare solo oro riciclato e certificato al 100%.
no le critiche e i dubbi sulla reale sostenibilità di questo approccio. Numerosi esperti e gruppi ambientalisti mettono in luce come il termine “riciclato” venga spesso utilizzato in maniera impropria, dando l’impressione che ogni grammo d’oro sottoposto a fusione o riprocessamento garantisca automaticamente benefici ambientali e sociali. Il dibattito si è intensificato con l’intervento del Precious Metals Impact Forum (PMIF) e dell’Alleanza per L’Estrazione Responsabile, che hanno sollecitato una ridefinizione più stringente del concetto, suggerendo di distinguere chiaramente tra “oro pre-consumer”, considerato non riciclo ma meramente un’inefficienza nella produzione, “post-consumer” e quello ottenuto da veri e propri rifiuti, come l’e-waste. Secondo alcuni critici, il vero oro “riciclato” dovrebbe essere
inteso esclusivamente come quello recuperato da prodotti destinati a diventare rifiuti, quali l’elettronica, dove soltanto il 20% viene effettivamente processato, mentre il metallo derivante dalla vecchia gioielleria o dagli scarti di produzione rappresenta più un’inefficienza produttiva che un autentico atto di riciclo. In questo senso, il rischio è duplice: da un lato, si potrebbe sovrastimare il beneficio ambientale dell’oro riciclato, dall’altro si corre il rischio di favorire la diffusione di materiale proveniente da fonti poco trasparenti e illegali, un magnete per il riciclaggio. Un ulteriore nodo critico? La tracciabilità del metallo. La complessità della filiera, spesso caratterizzata da passaggi multipli e da pratiche operative non sempre chiare, rende difficile risalire all’origine. Questa opacità può facilitare il riciclaggio di oro estratto illegalmente, mescolato poi a materiale “autentico”, compromettendo non solo la trasparenza della catena di approvvigionamento, ma anche la tutela delle comunità dei minatori e dei lavoratori coinvolti nelle operazioni di estrazione artigianale. Alcuni brand, come il marchio svizzero Chopard, hanno deciso di stabilire una soglia minima del 60% di oro proveniente da miniere artigianali accreditate nella speranza di garantire una maggiore eticità. Parallelamente, la London Bullion Market Association (LBMA) ha evidenziato come oltre la metà dell’oro presente nel mercato globale derivi da fonti riciclate, confermando l’importanza strategica di questo approccio. Tuttavia, men-
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PDPAOLA La collezione di PDPAOLA Fine Jewelry SS25 è realizzata con oro riciclato proveniente da fonti verificate e include due capsule distinte, Dafne e Venus, che vantano un’innovativa incastonatura su misura che crea l’illusione di diamanti sospesi.
PANDORA Acquistando metalli riciclati, Pandora evita emissioni di circa 58.000 tonnellate di CO2 all’anno. Si tratta di una cifra simile al consumo annuale di elettricità di undicimila case o alla guida di seimila automobili in tutto il mondo. “I metalli preziosi possono essere riciclati all’infinito senza perdere di qualità”, ha dichiarato il CEO Alexander Lacik.
SWAROVSKI Le collezioni di alta gioielleria Swarovski Created Diamonds, Eternity e Galaxy, sono realizzate con diamanti lab grown che arrivano fino a tre carati di peso, incastonati in oro bianco e giallo 14k o 18k o in argento sterling, tutti riciclati e realizzati con energia rinnovabile al 100%.
tre il riciclo contribuisce a ridurre l’impatto ambientale dell’estrazione, da solo non è in grado di soddisfare la crescente domanda globale. Senza un adeguato controllo delle pratiche estrattive e delle operazioni di raffinazione, è improbabile che l’oro “riciclato” possa rispettare pienamente gli standard ESG (Ambientale, Sociale e di Governance) lasciando aperta la questione della sua effettiva sostenibilità. Il Responsible Jewellery Council (RJC) ha dettato nuove linee guida, definendo in maniera più rigorosa il concetto di “oro riciclato”, ma rimane generico e fonte di critiche visto che gli scarti di produzione e la vecchia gioielleria, nella stessa categoria, maschera la reale impronta ambientale del materiale. Alcuni ricercatori sottolineano l’importanza di considerare il riciclo in sinergia con una gestione responsabile dell’intera filiera, che includa l’adozione di pratiche etiche anche nell’estrazione del nuovo metallo. Al contempo, il trend del riciclo sta alimentando un’intera rivoluzione nel settore dei metalli preziosi, portando alla nascita di nuove realtà orientate esclusivamente al recupero da fonti non tradizionali. Ad esempio, la Royal Mint britannica punta a recuperare fino a quattromila tonnellate d’oro da scarti elettronici ogni anno, mentre altre aziende stanno sperimentando soluzioni innovative per integrare il riciclo con la rigida tracciabilità e certificazione della
filiera: passo obbligato verso una maggiore trasparenza. Infine, il dibattito non riguarda solo aspetti ambientali, ma anche questioni sociali ed economiche. L’estrazione artigianale rappresenta una fonte vitale di reddito per circa quindici milioni di persone, sebbene causi dei danni ambientali, come l’uso intensivo di mercurio – annualmente sono duemila le tonnellate disperse nell’ambiente –, il 40% del totale globale. Pertanto, la sfida consiste nel trovare un equilibrio tra il recupero di metalli preziosi, la protezione dell’ambiente e il sostegno alle comunità locali, promuovendo al contempo standard elevati in tutta la catena del valore. In sintesi, l’oro riciclato sta indubbiamente segnando una svolta importante nel settore della gioielleria, offrendo spunti innovativi per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la trasparenza della filiera. Tuttavia, la battaglia per una filiera realmente sostenibile è tutt’altro che vinta: occorrono definizioni più chiare, controlli stringenti e un approccio integrato che consideri tanto il riciclo quanto l’estrazione etica. Solo così si potrà garantire che, in un mercato in continua evoluzione, ogni grammo di oro – riciclato o nuovo – contribuisca a un futuro davvero sostenibile.
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T RA M A GN A G R E C IA E DE S I G N D E M O C R AT IC O: IL NU OV O C O R S O DI A LF R ED O C O RR E N T I / di Michele Weiss
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ondata nel 1967 a Messina, Alfredo Correnti è un punto di riferimento nell’arte orafa siciliana, dove all’artigianalità d’eccellenza si unisce un’allure sofisticata e contemporanea. Nata come Alvaro & Correnti, la Maison porta avanti un’idea di gioiello esclusivo, radicato nella tradizione ma aperto alla sperimentazione. A raccontare il nuovo corso c’è Carlo Correnti, direttore creativo e designer, al timone con papà Alfredo e mamma Cristina: “facciamo tutto con cura, l’artigianato è un mondo affascinante e ricco di sorprese. Andiamo a lavorare consapevoli di avere per le mani qualcosa di molto prezioso: il nostro mestiere”.
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Dott. Carlo Correnti, ci racconta l’evoluzione e il posizionamento del brand Alfredo Correnti negli ultimi anni? Negli ultimi cinque anni il mercato è cambiato radicalmente e così il nostro posizionamento. Abbiamo sempre lavorato prevalentemente con pezzi taylor-made, una produzione su misura disegnata direttamente con chi andrà a indossare il prodotto. Negli ultimi anni abbiamo ampliato la produzione di fascia alta provando a renderla ancor più esclusiva e, contemporaneamente abbiamo sviluppato una linea rivolta a un pubblico più ampio, nel segno di un design democratico: preservando la nostra concezione del gioiello e le nostre tecniche di realizzazione rendendole però più accessibili. Nei prossimi anni coltiveremo sempre più questo orientamento: mantenere viva la tradizione del gioiello su misura e di alta gioielleria, ma non solo.
prodotto quanto accomunate dalla stessa concezione produttiva. L’apertura di nuovi canali di vendita tramite retailer e corner è una delle nostre prossime sfide.
Nuove linee di prodotto e nuove leve di marketing, quindi? La produzione è disegnata esclusivamente da noi, da me e mio papà. L’intento è creare nuove linee con fasce di prezzo più ampie: a breve uscirà la nostra collezione più accessibile e contemporaneamente una selezione di pezzi unici, più preziosi. Spingeremo su queste due vocazioni, tanto diverse nel
Quali sono le sfide in una congiuntura delicata? Lavorare nel settore della gioielleria nel 2025 è sempre più complesso. L’aumento del prezzo delle materie prime, la contrazione dei mercati e l’innalzamento del costo della vita impongono una gestione più attenta di risorse e strategie. L’artigianato si scontra con un contesto economico che favorisce
Come vi collocate nel settore a livello nazionale e internazionale? Portiamo avanti uno stile diverso dal mainstream, mantenendo però una concezione del gioiello qualitativamente elevata. Questo ci ha permesso una riconoscibilità a livello italiano e, ancora di più, internazionale. Abbiamo più di mezzo secolo di attività alle spalle e negli anni ‘70 e ‘80 abbiamo lavorato molto tra Roma e Milano, con un buon riscontro a livello nazionale. Sul mercato estero abbiamo avuto successo soprattutto negli Usa. Gioca forse l’amore per l’estetica scultorea italiana e il design di ispirazione archeologica: la Sicilia greca è una grande fonte di ispirazione.
INTERVISTE
la produzione seriale e la delocalizzazione, mettendo alla prova la sostenibilità di modelli basati su qualità e manifattura locale. Adattarsi a un mercato in trasformazione significa trovare nuovi equilibri senza tradire la propria identità. Occorre innovare, essere flessibili ai cambiamenti e ampliare l’accessibilità dei prodotti, senza sacrificare il valore della lavorazione artigianale. Esiste ancora il made in Italy come lo si intendeva una volta? E, nel vostro caso, il made in Sicily? Fortunatamente sì. L’Italia è la patria del gusto, della moda, del fatto bene. La culla del made in Italy sono le piccole aziende a conduzione familiare come la nostra. Bisogna ricordare che, se c’è questa forte tradizione è perché è stata creata con fatica e amore da piccoli artigiani che hanno fatto dell’Italia una riserva di eccellenze. Molte, purtroppo, a rischio. E questo ci deve allarmare: il made in Italy non è scontato, va curato da parte delle istituzioni, dei media. Va reso cool lavorare in aziende che fanno le cose a mano, eredi di una tradizione da preservare. E bisogna far attenzione che le grandi aziende non “mangino” le piccole, che i mercati
internazionali non acquisiscano le realtà locali. Esisteva anche un made in Sicily: purtroppo, però, le grandi scuole di tradizione orafa locali sono perdute. Quando si parla di oreficeria in Italia si parla di Arezzo, Valenza, Vicenza e poco altro. Scuole come quella della mia città, Messina, ricca di tradizione e botteghe, sono state trascurate e si sono disperse: colpa nostra che non abbiamo riconosciuto la ricchezza di sapere che le componeva. Boutique e online: qual è il canale migliore per il futuro? Credo fermamente nel mondo fisico: nei negozi e nei centri città di cui l’Italia abbonda. I gioielli vanno vissuti, sono un’esperienza tattile, corporea. Ma non nego la centralità del digitale e delle vendite online. Sono un ottimo strumento per acquisire nuovi clienti e arrivare in luoghi lontani. I canali digitali sono ormai parte integrante del customer journey nel mondo di oggi. Tutti facciamo shopping sul divano, ma per quanto ci si possa avvicinare a un prodotto da remoto è comunque fondamentale, soprattutto per le fasce più alte di gioielli, passare in boutique. La nostra sfida è mantenere quel contatto col cliente anche nell’esperienza virtuale.
il prodotto con costi del lavoro così elevati. Occorre ampliare le misure di assistenza alle aziende in molti campi, ma soprattutto quello delle maestranze. Formare un artigiano richiede anni, non mesi, e i costi sono proibitivi. Inoltre, trovare nuove leve è difficile, c’è un forte mismatch tra domanda e offerta. Penso però sia colpa anche delle stesse aziende: non abbiamo saputo raccontare la bellezza del nostro mestiere, del fatto a mano, che è stato visto prevalentemente come cosa “bassa” e, contemporaneamente, abbiamo peccato di unità e corporazione per dar voce alle nostre richieste.
Le istituzioni dovrebbero fare di più per il comparto e contribuire alla formazione di nuove maestranze? Assolutamente sì. È complesso essere un’azienda di piccole dimensioni che cura molto
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L’ORAFO ITALIANO
FO CUS
OR O LO G I / di Paolo De Vecchi
Un’intera settimana, dall’1 al 7 aprile, riservata agli addetti ai lavori, con le giornate del week end aperte anche al pubblico e il momento culminante “In The City” del 3 aprile con un gran numero di attività commerciali aperte. Stiamo parlando di Ginevra e della manifestazione Watches & Wonders, luoghi di presentazione delle novità mondiali d’orologeria. Con l’ovvia preponderanza dello Swiss Made, ma con importanti presenze anche del Made in Germany e in Japan e con qualche mancanza dettata da differenti scelte strategiche rispetto all’adesione ai saloni di settore. Se a questo si aggiunge un ricco programma di mostre ed eventi culturali, sembra ormai scattato anche per l’orologeria il definitivo passaggio dal tradizionale concetto di “fiera” alla “spettacolarizzazione” dell’industria del tempo.
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FOCUS OROLOGI
IL RU GGE N T E BAT T I TO D ELL A VE LO C I TÀ / di Paolo De Vecchi
Tag Heuer rinverdisce lo storico legame col motorsport rientrando sulle piste della F1 come cronometrista ufficiale. E con un nuovo cronografo celebrativo in quattro versioni.
Tag Heuer Formula 1 Chronograph.
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annuncio dato a inizio 2025 – esattamente il 6 gennaio – era già nell’aria sul finire dello scorso anno ed è diventato realtà con le prime gare del Campionato del Mondo di Formula 1: il ritorno di Tag Heuer nello sport più veloce del mondo in qualità di Official Timekeeper e Sponsor. Insieme a Moët & Chandon, lo champagne ufficiale dei festeggiamenti e sotto il cappello di Louis Vuitton, capofila del Gruppo Lvmh di cui i marchi appena citati fanno parte e fornitore della coppa – e della sua magnifica, ça va sans dire, custodia in pelle – con cui viene premiato il vincitore di ogni gran premio. L’accordo è stimato in un centinaio di milioni di euro all’anno. Notizia di assoluto rilievo, dato
che dal 2013 il ruolo era ricoperto da Rolex, mentre precedentemente era stato ancora di Tag Heuer, cui si aggiunge anche la celebrazione del 75° anniversario della Formula 1 stessa, così come oggi la intendiamo. La presenza di Tag Heuer in particolare, sui circuiti e in televisione è evidente dai display che elaborano tutti gli innumerevoli dati riguardanti le gare, e ha il suo ovvio riscontro commerciale in una collezione battezzata appunto Formula 1. È formata da 4 cronografi meccanici a carica automatica, con cassa in titanio e lunetta tachimetrica in alluminio, elementi trattati in DLC. Cinturini in caucciù e varianti cromatiche giocate nei toni del nero, rosso, blu e verde.
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L’ORAFO ITALIANO
WATC H ES & WO N DE RS IL SA LO N E D E I R EC O R D / di Paolo De Vecchi
Montblanc 1858 Geosphere 0 Oxygen
Numeri in netta crescita all’ultimo evento internazionale dell’orologeria di Ginevra che, ai grandi classici affianca creazioni preziosamente originali.
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na cinquantina le marche presenti, tra storiche ed emergenti, innovative e d’alta gamma, all’annuale edizione di Watches & Wonders, l’evento dedicato alle prime novità 2025 dell’orologeria, che si è svolto a Ginevra (1-7 aprile) e che è già stato battezzato il “salone dei record”. I dati sono di tutto rispetto e sembra proprio che la formula della più importante rassegna di settore – almeno in Europa – guadagni costantemente in visibilità e successo. Sono stati infatti registrati oltre 55.000 visitatori, un bel +12%, rispetto allo scorso anno, 6.000 rivenditori (+5%) e 1.600 giornalisti (+7%), ma anche 43.000 pernottamenti (+17%) e oltre
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Hermès Arceau
12.000 incontri con i concessionari di tutto il mondo (+21%), mentre i social media, con l’hastag #watchesandwonders2025, hanno raggiunto qualcosa come 700 milioni di visualizzazioni. Ma è sempre il prodotto ad essere protagonista e anche quest’anno non sono mancate presentazioni che hanno di volta in volta raccontato tecnica, fantasia, estro e creatività. È il caso di Hermès, ad esempio, che con il suo Arceau ha realizzato un segnatempo femminile inedito e di poetico esercizio stilistico: la cassa 38 millimetri in acciaio ha un quadrante in lacca blu con le fasi lunari contornate da 15 diamanti. Il movimento è automatico e il cinturino – ça va sans dire, trattandosi di Hermés – è
in alligatore di prima qualità e lavorato artigianalmente. Da parte sua Montblanc rende omaggio al mondo dell’avventura con il Geosphere 0 Oxygen, novità della collezione 1858, con cassa in titanio e movimento automatico con ora universale ripartita tra emisfero settentrionale e meridionale. E se Baume & Mercier ricopre d’oro rosa il proprio Riviera automatico 39 millimetri con carica di 5 giorni, Chopard propone una deliziosa versione femminile dell’Alpine Eagle, con cassa 33 millimetri “oro giallo etico”, acciaio “lucent steel” e diamanti. Ancora un orologio femminile, questa volta di Iwc e tutto in oro rosa, variante sui 35 millimetri dell’originario sportivo e molto maschile In-
FOCUS OROLOGI
Chopard Alpine Eagle
Baume & Mercier Riviera
Iwc Ingenieur
Zenith Chronomaster Sport Rainbow
Parmigiani Fleurier Tonda Verzasca
genieur, mentre Zenith con il Chronomaster Sport Rainbow unisce l’impeccabile meccanica El Primero alla preziosità di una lunetta in diamanti e zaffiri colorati. Torniamo infine a un grande classico maschile, il Tonda di Parmigiani Fleurier, oggi automatico con cronografo sdoppiante e doppio fuso orario, cassa e bracciale in acciaio, lunetta in platino e un suggestivo quadrante ispirato al colore dominante dell’idilliaca e molto svizzera Valle Verzasca.
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L’ORAFO ITALIANO
S UG G EST I O N I MEC CA N I C H E E D I D ES I GN / di Paolo De Vecchi
Elementi metallici e in vetro evocano la testa di un avveniristico rettile, nuova forma della storica collezione Serpenti nata dall’unione tra Bulgari e MB&F.
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a sempre presente in prima linea nel carosello delle anticipazioni d’orologeria dell’anno, storicamente a Basilea e più recentemente a Ginevra in location varie, in questo 2025 la maison Bulgari è entrata per la prima volta nel programma di Watches & Wonders, evento che si è svolto ai primi di aprile al Palexpo della città affacciata sul Lago Lemano. Dove il marchio italiano, oggi parte di Lvmh, tra le novità ha presentato un altro Octo con un ribadito record di finezza e una rivisitazione modernista dell’orologio-gioiello Serpenti. Ma già a febbraio Bulgari aveva annunciato una straordinaria collaborazione,
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FOCUS OROLOGI
La nuova collezione Bulgari x MB&F Serpenti, nata dalla collaborazione tra Fabrizio Buonamassa Stigliani, direttore creativo dell’orologeria del marchio d’origini italiane (a destra) e Max Busser (a sinistra), fondatore del gruppo di creativi e tecnici MB&F.
quella tra Fabrizio Buonamassa Stigliani, il proprio direttore creativo dell’orologeria e MB&F, sigla cui corrisponde un gruppo di ingegneri, creativi, designer e orologiai capitanati da Max Busser (& Friends, appunto). La sfida era quella di reinterpretare una delle creazioni più celebri di Bulgari, la collezione Serpenti, icona neobarocca della maison fin dagli anni Cinquanta, mettendola a contatto con l’universo altamente meccanico di MB&F. Emblema di eterna rinascita e spettacolare metamorfosi, rivitalizzare Serpenti come macchina orologiera ha chiesto di progettare completamente ex-novo il segnatempo, non solo in termini di concezione del movimento, ma anche dal punto di vista del design e della fabbricazione della cassa. Giocando sul comune denominatore della passione per il mondo delle automobili ugualmente condiviso da entrambi i protagonisti di questa audace operazione, è nata la nuova serie Bulgari x MB&F Serpenti, che rappresenta una creazione unica, dove meccanica ed estetica sembrano esaltarsi a vicenda. Originale e inedita caratteristica è la combinazione di elementi metallici e cupole in vetro zaffiro, che richiamano la testa di un serpente e sono al tempo stesso la cassa dell’orologio, trattata in difficile modalità curvilinea e che lascia a vista il complesso meccanismo a carica manuale, con bilan-
ciere volante e visualizzazione di ore, minuti e riserva di carica (45 ore) su dischi. La collezione è formata da 3 edizioni limitate ciascuna a 33 esemplari: cassa in titanio e dettagli in blu, cassa in oro rosa e dettagli in verde, cassa in acciaio trattato in nero e con dettagli rossi. “Un orologio – ha raccontato Fabrizio Buonamassa Stigliani – tanto piacevole da progettare, quanto tecnicamente impegnativo da realizzare, ma credo che con MB&F siamo riusciti nell’intento di offrire ai Serpenti di Bulgari nuovi orizzonti espressivi”.
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L’ORAFO ITALIANO
WATCH NEW S / di Michele Weiss
BLANCPAIN Fi ft y F a t h o m s T e c h B O C I V
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Limitato a soli 100 pezzi, il nuovo Fifty Fathoms Tech BOC IV sposa il design del Fifty Fathoms 70th Anniversary Act 2 Tech Gombessa. Un modello perfetto sia per le immersioni subacquee che per l’uso quotidiano, manifesto dell’innovazione e dell’eccellenza orologiera di Blancpain, e alfiere del suo impegno per gli oceani. Per ogni orologio venduto, infatti, mille euro saranno destinati al Blancpain x Sulubaaï Marine Research Center, per un totale di centomila euro. Il Fifty Fathoms Tech BOC IV è un impegno per un futuro migliore per i nostri mari: chi lo possiede riceve un invito esclusivo a diventare membro del Blancpain Ocean Commitment Circle, un gruppo di appassionati dedicati alla conservazione degli oceani. Cassa in titanio 45mm sub a 300 metri, calibro automatico 1315A, cinturino in caucciù.
EBERHARD & CO. Contodat
Ispirato a un orologio Eberhard & Co. dei Settanta, che ha sfidato l’ascesa del quarzo, il nuovo Contodat – in versione Chronographe e Automatic – combina caratteristiche sportive con un’aura di classicismo e un tocco di colore. Dotato di un bracciale integrato con chiusura 2CLICK® e di una cassa dalle dimensioni compatte, Contodat incarna perfettamente lo spirito innovativo della Maison senza rinunciare alla tradizione. Contodat Automatic e Contodat Chronographe sono caratterizzati da una cassa di 39 mm, dove l’acciaio vede l’alternarsi di finiture lucide e satinate, proposte anche per il bracciale integrato in acciaio che garantisce una perfetta continuità estetica e funzionale. I quadranti alternano finiture “soleil” e “azuré” che ne esaltano la luminosità e interpretano l’anima di eleganza sportiva del marchio.
GRAND SEIKO SBGD 223 Bl ac k L i on
Il Micro Artist Studio svela il suo sesto esclusivo orologio gioiello con otto giorni di riserva di carica, il Grand Seiko SBGD223, equipaggiato con il calibro 9R01 Spring Drive 8 Days. Lanciato in soli 8 esemplari, presenta 649 diamanti e 26 spinelli neri sapientemente incastonati per evocare la bellezza di un leone, simbolo Grand Seiko, mentre emerge dal buio. La cassa, realizzata in Platino 950 con lavorazione a freddo, è rifinita con tecnica Zaratsu per una superficie impeccabile e una lucidatura a specchio. Il calibro 9R01 è concepito come una mappa della sua regione natale, con la raffinata finitura a mano del ponte monoblocco che richiama il Monte Fuji, dietro il quale l’alba è evocata dalla ruota di scorrimento. Cassa di 44,5 mm e fibbia in Platino 950. Cinturino in coccodrillo con fibbia déployante e pulsante di rilascio.
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WATCH NEWS
HAMILTON V e n t u ra Q u a rt z S
Novità particolarmente gradita alle schiere di amanti di questo orologio dal fascino vintage ma dal cuore tecnologico e innovativo, il Ventura S Quartz è oggi disponibile anche con un nuovo bracciale flessibile, alternativa di design e confortevole al polso al tradizionale cinturino in pelle. Per chi non lo sapesse, il Ventura era il modello amato e sfoggiato dal flessibilissimo Elvis Presley, e la novità rende omaggio a quell’epoca, i favolosi Anni Cinquanta, e insieme al leggendario Re del Rock. A causa delle dimensioni ridotte, il bracciale flessibile è un’opera di ingegneria complessa che lascia a bocca aperta. Cassa in acciaio di 36,5 mm, quadrante nero, movimento al quarzo con 3 gioielli, bracciale flessibile in acciaio inossidabile con sistema easy click.
LOCMAN D eci mo Canto 3 5 m m
Locman, eccellenza elbana dell’alta orologeria, lancia una versione aggiornata a 35mm del suo Decimo Canto. Le anse a goccia, che nella versione Diamond si arricchiscono di un pavé di diamanti, abbracciano la cassa fino al cinturino in pelle di coccodrillo con fibbia di design, decorata con diamanti, o al bracciale in titano lucido. Come nella versione da 38mm, i quadranti di questi gioielli di manifattura – che coniugano innovazione, tecnologia e artigianalità – sono realizzati in madreperla naturale o con pietre dure come il lapislazzulo, la malachite, il diaspro, il turchese e l’occhio di tigre, e sono illuminati da otto diamanti incastonati sugli indici. Nella versione più esclusiva, in edizione limitata, il quadrante è ricoperto da un pavé di diamanti lavorato in collaborazione con Crivelli.
LONGINES Mi ni D ol ceV i ta
La collezione Mini DolceVita è un’estensione della famiglia Longines DolceVita, a sua volta ispirata a un esemplare leggendario realizzato dal marchio nel 1927, quasi cent’anni fa. Questi segnatempo portano avanti l’illustre tradizione della pregiata manifattura svizzera nella creazione di orologi-gioiello, un’arte che Longines padroneggia fin dal XIX secolo. Oggi arrivano quattro nuovi esemplari, ognuno dotato di elegante cassa rettangolare in acciaio completata da una corona in oro giallo, oppure in oro rosa 18 carati. Una versione vede la cassa impreziosita da 38 diamanti Top Wesselton. Quadrante rettangolare argentato flinqué e 12 numeri romani dipinti di blu. Bracciale in acciaio con coiffe in oro giallo 18 ct 2N oppure in oro rosa 18 ct 5N. Movimento al quarzo L178.
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L’ORAFO ITALIANO
F E D E R PR E Z I O S I “ L A S I C U R E Z Z A D E L LE GIOI E L L E R IE V A G AR ANTITA PE R T U T T I” Crescono furti e rapine nelle boutique italiane: il presidente Stefano Andreis chiede agevolazioni per incentivare investimenti in sicurezza e strategie condivise per proteggere imprenditori e clienti.
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a sicurezza nel settore orafo-gioielliero continua a essere un tema di primaria importanza, non solo per gli imprenditori del comparto ma per l’intero tessuto commerciale delle città italiane. L’aumento di furti e rapine ai danni delle gioiellerie, sempre più frequente e aggressivo, sta creando un clima di forte preoccupazione. Le cronache riportano episodi quasi quotidiani, da Bologna a Ragusa, da Verona a Perugia, da Trento a Roma, dimostrando come la criminalità agisca con un’audacia crescente, spesso in pieno giorno e davanti ai clienti. Di fronte a questa emergenza, molti orafi hanno adottato misure di sicurezza sempre più sofisticate. In svariate attività sono stati installati sistemi di videosorveglianza e dispositivi di allarme collegati direttamente con le forze dell’ordine o con istituti di vigilanza privata. In molti casi sono stati potenziati anche i sistemi di protezione passiva, con l’introduzione di metal detector, porte blindate, vetri antisfondamento e collegamenti diretti con la vigilanza privata. Tuttavia, un dato emerso da un recente sondaggio condotto da Federpreziosi tra i dettaglianti orafi rivela che, sebbene il 97,2% abbia installato un sistema di allarme e il 91,75% utilizzi un impianto di vi-
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deosorveglianza, solo il 54,2% ha sottoscritto una polizza assicurativa. Una percentuale sorprendentemente bassa, dovuta anche all’elevato costo dei premi e all’onere fiscale che incide pesantemente su queste spese. Il presidente di Federpreziosi Confcommercio, Stefano Andreis, esprime forte preoccupazione per la situazione. “La criminalità non teme più nulla. Assistiamo a episodi di violenza sempre più gravi, come il recente assalto in provincia di Foggia, dove una gioielleria è stata derubata con l’ausilio di una pala meccanica, o il caso di Roma, dove una coppia di malviventi ha sfondato le vetrine con una mazza da carpentiere, portando via preziosi per migliaia di euro. Sono episodi che non possono essere ignorati. Servono risposte immediate e concrete per garantire la sicurezza degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti”. Andreis sottolinea anche un altro aspetto critico, quello della sostenibilità economica delle misure di sicurezza. Per molte attività il peso fiscale sui premi assicurativi rappresenta un freno importante. “Per questo motivo Federpreziosi”, continua il presidente, “chiede con forza che vengano introdotte misure di sostegno per le imprese che investono in sicurezza. Tra le proposte, la riduzione e la maggiore detraibilità dell’imposta del 21,75% che oggi grava sui premi assicurativi, un incentivo che potrebbe favorire una maggiore adesione alle coperture assicurative. È inoltre fondamentale che le istituzioni si attivino per promuovere un coordinamento più efficace tra Forze dell’Ordine e Associazioni di categoria, affinché gli interventi siano sempre più mirati e tempestivi”. Il problema della sicurezza nel settore orafo non riguarda solo i furti e le rapine, ma anche la lotta alla ricettazione
MARKET TREND e al riciclaggio dei preziosi rubati. L’operazione condotta di recente dai Carabinieri di Padova contro un operatore e la sua rete di intermediari, accusati di riciclare gioielli provenienti da furti in appartamenti e gioiellerie, è un segnale importante nella direzione di una maggiore tutela del comparto. L’indagine, durata mesi e condotta dal Nucleo Investigativo, ha portato alla denuncia di un orefice in pensione e di un artigiano orafo incaricato della fusione dei preziosi rubati, smantellando così un canale di ricettazione che si estendeva in tutto il Nordest. Questo intervento dimostra quanto sia cruciale un’azione sinergica tra Forze dell’Ordine e operatori del settore per contrastare il fenomeno della ricettazione, che non solo alimenta la criminalità, ma danneggia l’intero comparto, mettendo a rischio la credibilità e l’integrità delle imprese oneste. Nel febbraio del 2024 è stato rinnovato il Protocollo Quadro in materia di videosorveglianza, sottoscritto tra il Ministero dell’Interno, Confcommercio Imprese per l’Italia e Confesercenti, e a breve è previsto il rinnovo con le principali associazioni di categoria, tra cui Federpreziosi. L’attuale protocollo in essere col Viminale, declinato su una molteplicità di provincie lungo lo stivale e giunto alla sua scadenza triennale, ha come obiettivo il miglioramento delle strategie di prevenzione attraverso uno scambio più stretto di informazioni tra istituzioni e imprenditori. Viene incentivata l’adozione di strumenti tecnologici avanzati, come i sistemi di videosorveglianza collegabili direttamente alle centrali operative della Polizia di Stato e dei Carabinieri, per garantire una risposta immediata in caso di tentativi di rapina. Un altro strumento importante è la regolamentazione dell’utilizzo di applicazioni di messaggistica, come WhatsApp, per la creazione di gruppi di operatori che possano segnalare in tempo reale movimenti sospetti, tentativi di truffa o attività criminali. Per Federpreziosi, però, il Protocollo rappresenta solo un punto di partenza. La sicurezza non può essere lasciata esclusivamente alla responsabilità dei singoli imprenditori, ma deve diventare una priorità collettiva. Le attività orafe sono un patrimonio del nostro Paese, espressione di una tradizione artigianale che va tutelata non solo dal punto di vista economico, ma anche in termini di protezione dalle minacce criminali. “Non possiamo permettere che la sicurezza diventi un lusso per pochi”, conclude Andreis. “La prevenzione è la chiave: servono incentivi, collaborazione tra le parti e tecnologie avanzate per proteggere chi ogni giorno contribuisce alla crescita del settore orafo-gioielliero.”
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FEDERORAFI/ICE
L’ORAFO ITALIANO
I N DAGINE DI MERCATO
ORE F I CE R IA E G IO IE L L ERIA I N E URO PA L’approfondimento delle vendite conseguite dal canale gioiellerie/oreficerie nel 2023 mostra che: - L’oreficeria in oro pesa per un quarto delle vendite in tutti i mercati eccetto l’Italia, dove arriva ad una quota del 37% - L’argento vale circa un quinto delle vendite, un po’ meno in Italia e UK - La gioielleria con diamanti naturali è più venduta in Germania e UK, la gioielleria con pietre preziose e semi-preziose in Spagna e Francia - Le vendite di bigiotteria, non in metalli preziosi, è molto limitata in tutti i paesi.
Riservato Soci Confindustria Federorafi
Le vendite di prodotti di marca e unbranded/private label sono abbastanza equivalenti; con l’unica eccezione del Regno Unito, dove prevalgono nettamente i prodotti unbranded (70%), negli altri mercati gli unbranded sono superiori di poco alle vendite di brand; solo in Germania i brand mostrano una quota superiore (55%).
Le vendite di prodotti di marca e unbranded/private label sono abbastanza equivalenti; con l’unica eccezione de
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Regno Unito, dove prevalgono nettamente i prodotti unbranded (70%), negli altri mercati gli unbranded sono superiori di poco alle vendite di brand; solo in Germania i brand mostrano una quota superiore (55%).
Agenzia ICE, in collaborazione somministrati a distributori e consumatori, si con Confindustria Federorafi, è focalizzata sui “Big Five dell’Europa”, ovveL’approfondimento delle vendite conseguite dal canale gioiellerie/oreficerie nelRegno 2023 mostra che: Germania, Francia, Spagna, ha commissionato un’indagiro Unito, neunsui mercati dell’oreficeria e eccetto Italia e dove ha arriva permesso ai numerosi impren- L’oreficeria in oro pesa per quarto delle vendite in tutti i mercati l’Italia, ad una quota del 37% dellavale gioielleria in delle Europa, l’obiettivo - L’argento circa un quinto vendite,con un po’ meno in Italiadi e UK ditori presenti di acquisire informazioni e fornire un’analisi completa del settore e di spunti di particolare interesse. Ad esempio, - La gioielleria con diamanti naturali è più venduta in Germania e UK, la gioielleria con pietre preziose e semi-preziose dare indicazioni operative, utili per lo svilupin termini di consumi il mercato britannico in Spagna e Francia po del made in Italy nei mercati. Data l’imè quello più ampio, con un valore di oltre 5,2 - Le vendite di bigiotteria, non in metalli della preziosi,ricerca, è molto limitata in tutti miliardi i paesi. portanza e l’originalità dopo di euro; la Francia è cresciuta negli l’anteprima avvenuta a Vicenzaoro, sono ultimi anni, fino a diventare oggi il secondo stati previsti incontri di approfondimento mercato in Europa (4,9 miliardi). Seguono con gli operatori presso i principali distretti l’Italia (4,2 miliardi), la Germania (4 miliardi) orafi. Il primo appuntamento, rivolto al die infine la Spagna (1,6 miliardi). Come castretto valenzano, si è tenuto l’11 marzo presnale distributivo, le gioiellerie detengono la so la sede di Confindustria Alessandria con maggior quota di valore, soprattutto in Italia gli interventi di Matteo Masini, Dirigente Beni (78%). I “department store” appaiono molto di consumo di Agenzia ICE/ITA, di Alessia sviluppati in Spagna (51%) e soprattutto nel Crivelli, Presidente del Gruppo Aziende OraRegno Unito (60%). L’e-commerce vale da fe Valenzane di Confindustria Alessandria e un minimo del 14 % ad un massimo del 20 %, Vicepresidente di Confindustria Federoraa seconda del Paese. Per quanto concerne fi, e di Sandra Bruno e Alessandro Amadori le preferenze per articolo, i bracciali sono più di Yoodata Srl. Per la prima volta sono stati acquistati in Italia, gli anelli e gli orecchini in messi a confronto i diversi sistemi di distriSpagna e in Francia, le collane in Germania. buzione e il sentiment dei consumatori verIl compleanno prevale fra quanti acquista8 so il gioiello e la percezione del Made in Italy no per occasioni specifiche da festeggiare. in 5 paesi europei che assorbono la consiIn termini di valore medio dell’acquisto, in derevole cifra di 20 miliardi di euro di gioielItalia si è registrata la spesa più bassa (506 leria all’anno. La presentazione, svoltasi con euro), mentre la Germania è il Paese con la 21 colloqui approfonditi con esperti del setspesa maggiore (851 euro). Un dato intetore e più di 3.542 interviste con questionari ressante è che le promozioni sono “trainan-
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ti”: quasi un terzo degli acquisti dichiarati è infatti avvenuto in occasione di un’offerta promozionale. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai “driver” che guidano i consumatori nelle loro decisioni: per tutti i Paesi, il fattore più rilevante è la “bellezza del design”; in Italia e in Spagna è importante anche il fatto che “il design sia nuovo, di tendenza”; in Francia, conta molto il “Made in France”, in Germania il “design semplice e funzionale” e nel Regno Unito l’“affidabilità” (reputazione) del brand. In generale, nei Paesi mediterranei vi è una maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo. Per i giovani della Generazione Z, la reputazione online è determinante. Per la Generazione Y, sono più importanti l’innovazione ed il lusso. Il “made in Italy” è indubbiamente un fattore di successo anche in questo settore. Il 64% degli italiani concentra i propri acquisti proprio su gioielli nostrani. Buona la notorietà del made in Italy anche in Spagna e in Germania. In generale, a ognuno piace il “made in…” del proprio Paese, con l’eccezione del Regno Unito che apprezza il made in Italy più ancora del made in UK. I mercati più promettenti per i nostri prodotti di oreficeria e gioielleria sono in Spagna, Germania e Regno Unito. Più diffidenti si mostrano invece i consumatori francesi.
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CLUB DEGLI ORAFI / INTESA SANPAOLO
LE PROSPETTIVE DEL SETTORE ORAFO ITALIANO TRA TENUTA DEI RISULTATI, INCERTEZZE GEOPOLITICHE E SOSTENIBILITÀ DELLA FILIERA.
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Fonte: World Gold Council - Gold Demand Trends
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er il settore orafo italiano il 2024 si è confermato un anno positivo, con una crescita del fatturato del 4,7% a fronte di una contrazione sia per il manifatturiero nel suo complesso (-3,5%) sia per il sistema moda, che ha registrato un calo ancora più rilevante e pari al -8,4%. La tenuta del fatturato si accompagna a un leggero calo della produzione, nel 2024 ridotta del -3,2%. Pur in un contesto di discesa della domanda mondiale di gioielli in oro (-11% nel 2024), il settore orafo ha confermato la propria competitività nei mercati. Nel 2024, le esportazioni di gioielli in preziosi sono state pari a 14,6 miliardi di euro, con una crescita di 4,5 miliardi rispetto al 2023 pari al +44,4% in valore (gioielli in oro +48,7%; gioielli in argento +0,6%) e del +2,5% in quantità (gioielli in oro +22,8%; gioielli in argento -3,6%). Un contributo
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Fonte: elab. su dati ISTAT
rilevante alla crescita delle esportazioni è legato alle vendite verso la Turchia, che complessivamente (compresa bigiotteria e argenteria) si sono attestate a 5,4 miliardi di euro: in crescita di 4,4 miliardi rispetto al valore del 2023, che era pari a 939 milioni di euro. La Turchia diventa di gran lunga il primo sbocco delle esportazioni del settore: il forte balzo del 2024 è da ricondurre agli effetti delle tensioni geopolitiche che rafforzano il ruolo di hub di questo mercato, oltre a politiche di importazioni proprie del Paese che risente di tensioni inflattive elevate. Gli altri mercati di destinazione sono gli Stati Uniti, che rappresentano il 9% dell’export e hanno mostrato un calo del -8%, seguiti dagli Emirati Arabi Uniti che, invece, hanno aumentato gli scambi del 9%. Al netto del contributo della Turchia la crescita delle esportazioni sarebbe stata pari a +1%.
Le attese degli operatori e le prospettive per il 2025 L’ultima edizione dell’indagine congiunturale, condotta tra febbraio e marzo dal Club degli Orafi insieme al Research Department di Intesa Sanpaolo e con il coinvolgimento delle imprese leader del settore, mostra attese di sostanziale tenuta dei risultati. Più della metà dei partecipanti ipotizza una stabilità o una crescita del fatturato complessivo, e tre su quattro delle imprese esportatrici prevedono una crescita dei ricavi realizzati nei mercati esteri. L’elemento che sta condizionando le aspettative con sempre maggior forza riguarda l’evoluzione del contesto geopolitico (azioni del governo Trump, sviluppi in Medio-Oriente): il 55% dei partecipanti ha infatti segnalato come questi elementi abbiano determinato un peggioramento delle attese rispetto al quadro di gennaio, a fronte di un 40% che ha segnalato un’invarianza nelle proprie valutazioni. Al fine di approfondire il tema della sostenibilità lungo la filiera di approvvigionamento, l’indagine ha analizzato i punti di forza dei legami tra le imprese del settore e i fornitori: gli elementi che sono stati riconosciuti come prioritari in modo più diffuso riguardano la qualità delle lavorazioni, il rispetto dei tempi, il rapporto qualità/ prezzo e la storicità delle relazioni. Il quadro che emerge conferma quindi la presenza di tratti distintivi, come l’elevata qualità e affidabilità delle produzioni lungo la filiera, che richiamano le caratteristiche dell’organizzazione distrettuale tipica del comparto. L’incertezza resta il fattore che condiziona maggiormente le prospettive per il 2025, anche se il settore può contare sui buoni risultati ottenuti finora, su un buon posizionamento nel contesto internazionale e sulla presenza di una filiera di fornitura qualificata. Sarà importante sostenere la competitività del comparto con investimenti nella duplice transizione digitale e ambientale per garantire la sostenibilità nel tempo di questi traguardi.
L’indagine verrà presentata a Oroarezzo nel convegno “Tra mercati, sostenibilità e supply-chain: analisi e prospettive per il comparto nel 2025”, che si terrà il 10 maggio, alle ore 15.00, presso l’Events Area – Padiglione Petrarca.
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LEATHER MAN / d i Si m o n a I n fa ntolino
BOSS
AMEN
Tradizionalmente associata a un’immagine ribelle, la pelle torna nel mondo maschile come elemento di stile audace e - qui sta la novità - sofisticato. Pantaloni, trench, borse e bracciali mettono da parte i riferimenti rock e si prestano ad abbinamenti ricercati e di classe.
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ZEGNA
JACQUEMUS
TREND HIM
FERRARI
FENDI
PIANEGONDA
BOTTEGA VENETA
DANIEL WELLINGTON
GIOVANNI RASPINI
TOD’S
PRADA
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SOFT TOUCH / d i Si m o n a I n fa ntolino
SPORTMAX
MORELLATO
Il mondo floreale dà l’ispirazione concettuale per questa estate con colori tenui e consistenze quasi impercettibili. Abiti e accessori sembrano fluttuare con tessuti delicati che risultano impalpabili e gioielli dai colori pastello che sembrano bouquet di lillà e ortensie.
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CHANEL
GUCCI
ERMANNO SCERVINO
GENNY
TREND HER
STELLA McCARTNEY
SODINI
PDPAOLA
LINDA FARROW
MAGDA BUTRYM
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W I SList H di Simona Infa ntolino
Weekender di Marc O’Polo in morbida pelle di vacchetta scamosciata.
Orologio analogico a tre sfere con cassa sottile da 7,8 mm. Serie Edifice Slim di Casio.
Mocassino Michael di Scarosso in pelle scamosciata color sabbia.
Portachiavi di Mabina Gioielli in argento rodiato con quadrifoglio e targa.
Freschezza e vivacità rianimano l’armadio maschile con una ventata di positività dettata dall’arrivo delle belle giornate e dalla voglia di trascorrere il tempo all’aria aperta. Iniziano i weekend fuoriporta e, mentre il borsone è pronto per giornate di relax, l’azzurro del cielo e il verde dei prati si fondono in accessori color menta che attraggono vibrazioni positive e creano ricordi indimenticabili.
Anello Radiant Fiber di Breil in acciaio con inserto in fibra di carbonio color nero messo in risalto da una cornice color oro.
Bracciale Carousel doppio filo in tessuto di Rue des Mille con elemento in argento.
Fragranza Erawan di Dusita dalle note legnose ed erbacee.
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Polo a manica corta di Daniele Fiesoli.
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W I SList H di Simona Infa ntolino
Blush Is Life di Kosas, nella colorazione Dreamland. In esclusiva da Sephora.
Collana Twinkle di S’Agapõ in acciaio con cristallo pendente e ciondolo a forma di luna con cristalli.
Scarpe Mary Jane in rete di Rita Ora x Primark.
Orecchini Bloom di Chiara Quatrale in argento con perle.
Bastano un paio di ballerine, un abito rosa e un tocco di blush sulle guance per tornare un po’ bambine. La spensieratezza di quegli anni richiama un’immagine di innocenza e semplicità in cui un mero gioiello con il simbolo di un cuore si faceva portavoce di tutti i sentimenti più puri e un accessorio a forma di luna portava la fantasia a spasso tra le stelle.
Anello Pink Chakra Heart di Pandora in argento con smalto e cristallo rosa.
Bracciale Princess di Bluespirit in argento con corindone sintetico a forma di cuore.
Profumo Rosa e Lampone di Essenza che unisce le note dei frutti rossi alla delicatezza della rosa.
Abito lungo di & Other Stories con spalline sottili, scollatura quadrata e strati trasparenti con applicazioni floreali.
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CON LA L IN E A S S 2 5 UN OAE RR E R IF O R M ULA I CO D IC I D E L L U S S O
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noaerre, azienda orafa aretina ed eccellenza del made in Italy, lancia la nuova collezione P/E 2025, connubio perfetto tra tradizione manifatturiera e design. La collezione SS25 è un viaggio attraverso materiali preziosi e linee iconiche, dove l’eredità storica si fonde armoniosamente con le tendenze attuali. Le nuove proposte includono gioielli unici e raffinati, capaci di trasformarsi in dichiarazioni di stile. Tra le novità, spiccano le collezioni Fashion Jewellery, con le linee Mine e Tubogas e le sofisticate proposte in argento delle linee Aria, Premium e Chicco. Mine trae ispirazione dall’archivio storico del brand, reinterpretando in chiave moderna un gioiello che affonda le sue radici negli anni ‘50 con, in più, un tocco vibrante e contemporaneo. La linea Mine, ispirata agli anni ’50 e agli archivi storici del brand, reinterpreta in chiave moderna i suoi classici con un tocco vibrante e innovativo. Con Tubogas, Unoaerre ridefinisce il concetto di lusso: una linea di gioielli che celebra
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l’eccellenza orafa italiana con un linguaggio moderno, sofisticato e inconfondibile. In perfetto equilibrio tra storia e innovazione, questa collezione rivisita l’iconica maglia tubogas trasformandola in simbolo di eleganza. Le proposte in argento di Unoaerre si articolano invece nelle linee Aria, Premium e Chicco, ognuna con una forte identità. Aria si distingue per la sua leggerezza eterea, dove ogni pezzo sembra danzare con la luce. Perfetta per chi ama l’eleganza essenziale, si distingue per la sua leggerezza e sofisticata semplicità. Premium, dal design sofisticato comprende gioielli dai dettagli finemente lavorati che riflettono la maestria orafa dell’azienda. Infine, una tra le collezioni più rappresentative del mondo Unoaerre è Chicco, in argento 925, che si caratterizza per la lavorazione in maglia chicco di riso. Una linea intramontabile che accosta alla lavorazione chicco di riso elementi a contrasto come pietre naturali, zirconi e perle, per gioielli dal fascino unico e minimal chic.
INSIDE JEWELRY
A R T L I N E A , IM M E R S IO NE NEL F A S C IN O M AS C H ILE Ecco i nuovi preziosi delle collezioni Hyperion e Dusk.
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yperion è la prima esclusiva collezione di gioielli uomo in oro e titanio firmata Artlinea. Nata nel 2024, questa proposta dalla decisa forza estetica, trova un ulteriore sviluppo creativo nei nuovi modelli presentati lo scorso gennaio in occasione di VicenzaOro 2025. I nuovissimi gioielli della collezione Hyperion esprimono tutta la forza estetica dell’oro 18 carati e del titanio, con in aggiunta l’uso delle pietre dure. Gli anelli, le collane e i bracciali s’impreziosiscono grazie ai gatteggiamenti dell’occhio di tigre, all’intensità dell’onice nera e al blu profondo dei lapislazzuli presenti nei tagli cabochon. Anche la collezione uomo Dusk, in Argento 925 e dalla preziosa finitura in palladio e oro nero, prende in prestito i colori di queste pietre dure per
impreziosire i nuovi design ispirati al mondo della natura: texture di pelli e legni giocano con i chiaroscuri dell’argento dall’effetto brunito e con le preziosità di occhi di tigre, lapislazzuli e onici nere. Quella di Artlinea è una scelta stilistica in grado di andare incontro agli amanti di un’estetica forte e decisa, e capace di valorizzare dettagli che riflettono la cura e la passione per l’arte della gioielleria. Ed è proprio l’attenzione al dettaglio uno dei valori che l’azienda porta avanti da sempre, catturando nei suoi gioielli l’essenza dell’eleganza contemporanea. Artlinea nasce nel 1983 in Toscana, nel distretto orafo aretino, dalla volontà di valorizzare l’inestimabile patrimonio di maestria artigianale attraverso metodologie e strumenti innovativi. Forte di una decennale esperienza, Doriano Martinelli ha intrapreso un percorso che ha trasformato il brand in una delle maggiori realtà produttive del Paese.
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L’ORAFO ITALIANO
QUAD R I F O G L I O S PA CI NQU AN T ’ AN N I D I E CCE L L E N Z A O R AF A
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a mezzo secolo, Quadrifoglio Spa è un’eccellenza nel settore orafo riconosciuta per l’eccellenza dei prodotti e per la professionalità. La missione? Continuare a innovare mantenendo sempre al centro la qualità. Con un occhio attento alle tendenze, un forte impegno verso la sostenibilità e alle risorse umane, l’azienda oggi è un partner affidabile e riconosciuto nel panorama della gioielleria nazionale e internazionale. Fondata nel 1975 come piccolo laboratorio da Dario Micheli e Marcello Parri, la nuova realtà, sorta nel 2001 dalla fusione di quattro aziende, eredita il know-how delle precedenti esperienze diventando una realtà produttiva unica nel suo genere: la nuova compagnia, infatti, è in grado di produrre o modificare in autonomia i macchinari che servono a ottenere risultati di grande valore, e a soddisfare le richieste dei clienti personalizzando le componenti di oreficeria e gioielleria realizzate. In un mercato sempre più standardizzato, dare vita alla propria tecnologia in-house si è rivelata la strategia vincente per rispondere alla crescente esigenza di prodotti on demand. Ma non è tutto. Nel 2018, Quadrifoglio Spa ha sposato una visione sostenibile del business: dopo aver ampliato il parco fotovoltaico (aper-
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to nel 2011), lo stabile è stato ampliato con spazi dedicati a macchinari a controllo CNC di nuova generazione, step che evidenzia l’impegno nell’adozione di tecnologie all’avanguardia col target di ampliare la produzione. Attualmente, l’azienda si distingue per l’operatività in tre settori principali, servendo diversi mercati e andando incontro alle esigenze di numerosi operatori del settore. Il primo è quello della collaborazione con brand e firme d’alta moda. In questo ambito, Quadrifoglio Spa accoglie richieste per la realizzazione di parti e componenti in metalli preziosi, che andranno a costituire gioielli di alto valore. L’attenzione al dettaglio e la vocazione all’eccellenza permettono all’azienda di offrire soluzioni su misura perfettamente integrate nel design dei clienti. Il secondo ramo operativo è quello dei componenti semilavorati in metalli preziosi standard ma di fattura pregiata, con la produzione di una vasta gamma di articoli, tra cui: chiusure, anelli a molla, componenti per orecchini, diversi tipi di catene e componenti vari. Grazie alle certificazioni RJC CoP e CoC (Chain of Custody), i prodotti sono portati a termine garantendo l’affidabilità e la provenienza dei materiali. Infine, il terzo settore dell’attività verte sulla produzione e commercializzazione di articoli finiti di oreficeria e gioielleria: una selezione di collane, bracciali e orecchini, sia per la grande che per la piccola distribuzione. In conclusione, Quadrifoglio Spa rappresenta una realtà dinamica e versatile, capace di unire l’arte orafa tradizionale alle più moderne tecnologie produttive.
INSIDE JEWELRY
“ EY E S ON M E ”: IL V IAG GIO N E L CO L O R E D I L I SA O E ARRIVANO I NUOVI DIAMANTI “ONE CARAT” BY FOREVER UNIQUE.
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isa O. Jewels continua il suo viaggio nel colore con l’obiettivo di interpretare la vita quotidiana… a colori. Il brand presenta EYES ON ME, la sua nuova collezione di gioielli dal fascino mistico: una linea esclusiva di mono orecchini e ciondoli in oro 18 carati giallo, bianco e rosa e arricchiti da smalti dai colori vibranti, e da un piccolo diamante che la rende ancora più preziosa. Il suo design si ispira all’antico simbolo dell’occhio, un amuleto di protezione e buon auspicio reinterpretato in chiave moderna per esaltare lo stile e la personalità di chi lo indossa. La novità EYES ON ME è lo sbocco naturale della personalità del brand Lisa O, dove l’occhio da sempre ne è il simbolo ed è presente nel logo come portafortuna. EYES ON ME unisce l’eccellenza artigianale alla forza simbolica dell’occhio, creando accessori unici e versatili, perfetti per essere indossati singolarmente o abbinati tra loro per un look ancora più distintivo. Ogni pezzo è realizzato con
cura e attenzione ai dettagli, garantendo l’eccellenza qualitativa e un’estetica sofisticata. La collezione è disponibile in diverse varianti di colore, per adattarsi a ogni stile e occasione. Per scoprire l’amuleto che più rappresenta la persona regalando un tocco di protezione e bellezza. Continua invece la campagna di comunicazione della fortunata collezione ONE CARAT by Forever Unique. In un mondo dove l’eleganza e la bellezza si intrecciano, il diamante da un carato è da sempre il desiderio di ogni donna, simbolo di amore, forza e unicità. Ogni donna sogna di possedere un diamante che non solo brilli per la sua luminosità, ma che racconti anche una storia personale, riflettendo la sua individualità e il suo stile. Le diverse forme dei diamanti, dal classico taglio brillante al romantico taglio a cuore di One Carat nascono per soddisfare i gusti e le preferenze di ogni cliente.
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INSIDE JEWELRY
L’ORAFO ITALIANO
MO NI L I C O N L ’ AN IMA : IL MO NDO D I F R A N C E S C A B I AN C H I DE S I G N
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Quando osservavo un tessuto o una decorazione per progettare gli interni di uno yacht io ci vedevo il disegno di un orecchino o di un bracciale. L’insieme di tutte queste mie esperienze lavorative e di istruzione ha fatto nascere nel tempo il brand Francesca Bianchi Design”, rivela la fondatrice e designer Francesca Bianchi. Dopo gli inizi come yacht designer, si è concentrata a tempo pieno sui gioielli, riscoprendo la tradizione orafa di famiglia, avviata nel 1978 con l’azienda del nonno Loris Franco Bianchi. Francesca riscopre le basi dell’artigianato creativo e nel 2013 dà vita al marchio Francesca Bianchi Design. Con la missione di creare preziosi innovativi e all’avanguardia, studiati insieme a esperti artigiani nei minimi dettagli, con pezzi nati dall’armonioso equilibrio tra il retaggio artigianale familiare e l’allure della moderna imprenditrice. Il risultato? Gioielli in bronzo, ottone placcato oro 24 carati protetto con vernice trasparente e smaltati a mano da artigiani toscani aretini. Dietro al successo di Francesca Bianchi Design ci sono passione e duro lavoro. “Siamo una grande famiglia artigianale che punta a creare sempre un’emozione. Ogni gioiello e ogni componente è interamente realizzato ad Arezzo in azienda.
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Questo assegna un valore superiore a ogni nostra creazione e le piccole imperfezioni presenti su ogni pezzo rientrano nel solco del più autentico made in Italy”. La sua donna ideale? Grintosa, audace e determinata. Che lotta per avere ciò che desidera e che le spetta. I gioielli Francesca Bianchi Design vogliono accompagnare l’ex sesso debole nella sua sfida quotidiana. “Spesso sono le piccole cose che ci aiutano a farci sentire più cool e favolose. Ogni donna ha le sue caratteristiche: a volte abbiamo bisogno di quel tocco in più, come di un gioiello differente che ci aiuta a manifestarle e a farci stare bene”.
INTERVISTE
IRIS VAN D E R VE KE N IL FUTURO DELLA GIOIELLERIA È E TI CO E S O S T E N IBIL E di Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux
mia crescita, e ora sento la responsabilità di sostenere le nuove generazioni.
settore tecnologico, nell’ambito delle risorse umane. È stata un’esperienza fondamentale che mi ha insegnato come il cuore di ogni azienda siano le persone e il loro benessere.
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ris Maria Alexis Van der Veken, Executive Director della Watch & Jewellery Initiative 2030 (WJI 2030) e membro del Consiglio di Leadership Inclusivo delle 100 Women @ Davos, è una figura chiave nell’industria dei gioielli, per il suo impegno nella sostenibilità, parità di genere e inclusività. In esclusiva, ha raccontato all’Orafo Italiano la sua prestigiosa esperienza nel campo e la sua visione del futuro. “Oggi più che mai servono leader con una visione chiara. Nel nostro settore, fondato su bellezza e artigianato, l’integrità del domani dipende dalle scelte di oggi”. Iris Van der Veken come ha iniziato la sua carriera nella sostenibilità? Il connubio tra valori personali e sensibilità morale ha guidato ogni mia scelta. Il fascino esercitato dalla bellezza e dalla creatività mi ha spinto verso il settore della gioielleria, mentre il desiderio di lasciare il mondo in condizioni migliori di come l’abbia trovato mi ha portato a focalizzarmi sulla sostenibilità. L’integrità è il fulcro della promessa fatta al consumatore. Il mio percorso ha avuto inizio nel
Quali altre esperienze hanno segnato il suo percorso fino alla guida di WJI 2030? Successivamente, entrando in Rosy Blue, ho ricoperto un ruolo chiave nella sostenibilità in un momento delicato, segnato dalla regolamentazione sui diamanti ‘di conflitto’ e dalla nascita del “World Diamond Council”. Nel 2005 ho fatto parte del gruppo iniziale che ha sviluppato e testato lo standard del “Responsible Jewellery Council” (RJC), e in seguito sono diventata Presidente del “Global Compact Network Belgium”. Dal 2022 sono Segretario Generale e Direttore Esecutivo della WJI 2030, co-fondata da Kering e Cartier, delegato da Richemont, il cui obiettivo è promuovere il progresso del settore intorno a tre pilastri fondamentali: resilienza climatica, tutela delle risorse e inclusività. Potrebbe raccontare la sua esperienza di donna in ruoli di leadership? Viaggiando in 14 Paesi del mondo, tra cui India, Thailandia, Africa e Cina, ho lavorato sul campo per implementare standard sui diritti umani, il lavoro e l’ambiente. Visitare fabbriche e incontrare lavoratori e lavoratrici mi ha mostrato il legame diretto tra standard etici e condizioni di vita migliori. Ho avuto il privilegio di guidare iniziative per l’empowerment femminile e di lavorare con mentori, donne e uomini, impegnati nell’uguaglianza di genere. Il mentorship ha avuto un ruolo cruciale nella
Come si contrasta il Gender Gap? Il Global Gender Gap Report 2024 indica che, al ritmo attuale, il divario di genere si colmerà in 134 anni, sottolineando l’urgenza di accelerare il progresso, specie in settori come gioielli e orologi, dove le donne sono ancora sottorappresentate. Nel 2023, WJI 2030 e UN Women hanno avviato una partnership formale per rafforzare l’impegno a rimuovere tali barriere. Lo scorso anno ho avuto il privilegio di collaborare con la Dottoressa Anino Emuwa, fondatrice di 100 Women @ Davos. Quali saranno le sfide e gli obiettivi di WJI 2030 nei prossimi anni? Gestire la propria posizione in un panorama geopolitico complesso, tra normative stringenti e un nuovo tipo di consumatore. I brand devono restare fedeli alla sostenibilità a lungo termine, seguendo i propri valori anziché le tendenze di mercato. Collaboriamo con il settore per proteggere l’integrità della catena del valore e mantenere la promessa ai consumatori. Trasparenza e tracciabilità sono fondamentali: ogni azienda deve rafforzare la due diligence e sviluppare sistemi di gestione adeguati. Conoscere l’origine dei materiali e il loro impatto è cruciale con i passaporti digitali che diventeranno uno standard comune. Quali altre iniziative avete in essere? Stiamo collaborando con diversi marchi su un progetto di economia circolare per sviluppare strategie di decarbonizzazione e monetizzazione con casi d’uso concreti. Supportiamo aziende di ogni dimensione nel loro percorso verso la sostenibilità. Il nostro Impact Action Framework, sviluppato con ESG Book, fornisce aggiornamenti in tempo reale e una base comune per la rendicontazione nella filiera dell’orologeria e gioielleria, sostenendo PMI e multinazionali. Oggi più che mai servono leader con una visione chiara. Nel nostro settore, fondato su bellezza e artigianato, l’integrità del domani dipende dalle scelte di oggi.
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MES TI E RI D E L L U S S O : S UCCE S S O PE R “A D OTTA UNA S C UO LA ”
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on la nuova edizione, “Adotta una Scuola” continua a valorizzare e promuovere la formazione dei mestieri manifatturieri del made in Italy d’eccellenza. Il progetto ha coinvolto nei primi quattro anni: 59 imprese, 65 scuole in 12 regioni italiane, più di 250 classi e oltre 3500 studenti. A questa quarta edizione hanno aderito ben 26 nuove aziende italiane e un brand internazionale. L’iniziativa di Altagamma – in collaborazione con Ministero dell’Istruzione e del Merito e col patrocinio della Commissione Europea – crea un ponte virtuoso tra scuole tecnico-professionali, ITS Academy e aziende del lusso, rispondendo alla crescente domanda di professionisti in grado di fondere abilità artigianali e digitali. Una sfida che guarda al futuro, per sviluppare l’intelligenza artigianale delle nuove generazioni e sostenere la competitività della manifattura e del saper fare italiani. Stefania Lazzaroni, Direttrice Generale di Altagamma, ha dichiarato: “tutela-
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re e promuovere le competenze artigianali è cruciale per le nostre imprese che fanno della manifattura un ingrediente strategico del loro successo. Siamo convinti che il progetto possa contribuire a cambiare il percepito di mestieri oggi riscoperti dalle nuove generazioni. Le imprese italiane ricercheranno 276 mila profili tecnico professionali, di cui la metà non sarà reperibile: in parte per la decrescita demografica, ma anche e soprattsutto per pregiudizi persistenti e da sfatare. Noi continueremo a lavorare in questa direzione con la quinta edizione di ‘Adotta una Scuola’, rafforzando il legame fra i nostri soci e le scuole dei territori e dei distretti produttivi che, insieme, costruiscono il futuro del nostro Made in Italy”. Sono 25 i nuovi brand Altagamma che entrano per la prima volta nel programma ‘Adotta una Scuola’: Allegrini, Automobili Lamborghini, Bellavista, Boffi, Brunello Cucinelli, Buccellati, Ca’ del Bosco, Calvisius, Canali, Dainese, Ducati, Fantini, Fedeli, Ferrari, Frette, Ginori 1735,
MARKET TREND
Hotel Eden – Dorchester Collection, L’Albereta, Manifatture Sigaro Toscano, Max Mara (attraverso la Fondazione Giulia Maramotti), Missoni, OTB, Tod’s, Versace e Villa d’Este. A questi si aggiungono, Christian Dior Couture e Robans, che, grazie alla collaborazione dell’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH con Altagamma, hanno avuto l’opportunità di prendere parte a questo progetto, a testimonianza della validità dell’iniziativa anche per aziende internazionali che producono in Italia. I nuovi ingressi si aggiungono alle imprese già aderenti alle precedenti edizioni, che hanno confermato l’impegno per il 2024/2025: Aurora, Benetti, Bottega Veneta, Brioni, Bvlgari, Davines, Fendi, Ferragamo, Ferrari Trento, Feudi di San Gregorio, Gessi, Gruppo Florence, Gucci, Herno, Hotel Principe di Savoia – Dorchester Collection, Isaia, Lefay Resort & SPA Lago di Garda, Lineapelle, Loro Piana, Masseria San Domenico, Moncler, Poltrona Frau, Pomellato, Porro, Prada, Santoni, Stellantis, Stone Island, Technogym, The Gritti Palace – A Luxury Collection Hotel Venice, Valentino e Zegna. Da sottolineare che Brioni, Fendi, Gucci, Loro Piana e Zegna hanno intrapreso la partnership con ben tre scuole, mentre Benetti, Buccellati, Bvlgari, Canali, Herno, Lineapelle e Stellantis hanno garantito il loro supporto a due istituti. L’incremento delle partecipazioni rispetto alla passata edizione è stato del 79% per i brand (da 33 a 59) mentre quello degli istituti è stato del 71% (da 38 a 65). In totale, nei 4 anni, il progetto ha attivato più di 250 classi e ha visto la partecipazione di oltre 3.500 studenti in dodici regioni italiane.
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FAR S U R A: “O R OA RE Z ZO T RA M P OL IN O D E L M ADE IN I TA L Y N E L M O N D O ” Dal 10 al 13 maggio 2025 va in scena la 44ma edizione della fiera internazionale dell’eccellenza orafa, argentiera e gioielliera, con molte novità.
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roarezzo torna ad accogliere i protagonisti del made in Italy e internazionali dell’oreficeria e della gioielleria, con la 44ma edizione del salone organizzato da Italian Exhibition Group, in scena dal 10 al 13 maggio ad Arezzo Fiere e Congressi. La manifestazione riapre con nuove ambizioni dopo un’edizione 2024 chiusasi con un +6,5% di visitatori sul 2023 e con un aumento della quota estero – da 109 Paesi – del 9%. Sempre con riferimento al 2024, tra i 360 espositori la componente da fuori confine è cresciuta del 12%. Per quanto riguarda le esportazioni del distretto “di casa”, vedono come destinazioni principali la Turchia, verso cui è diretto il 60% dell’export di pertinenza nei primi 9 mesi dell’anno per un controvalore di oltre 3 miliardi di euro; gli Emirati Arabi per il 10%, Usa con il 6,8%, Francia col 3,4% e Hong Kong col 2,9% (Fonte: Federorafi/Mediobanca). Spiega Matteo Farsura, direttore divisione Jewellery & Fashion IEG: “C’è soddisfazione per come procede la progettualità sull’offerta di Oroarezzo e per i riscontri sull’inco-
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ming. I buyer esteri toccheranno con mano la vastità del catalogo della manifattura made in Italy in oro, argento, sino al gioiello con preziosi e a un intero padiglione di tecnologie di qualità eccellente. Arezzo darà la possibilità di dialogare con le aziende, pianificare e ideare nuovi prodotti o collezioni per la seconda parte dell’anno, e IEG lavora con energia a questo appuntamento fondamentale”. In fiera esporranno aziende italiane leader di mercato nella manifattura orafo-argentiera e nella customizzazione del prodotto. Le aretine Unoaerre, Giordini, Richline Italy, Coar, Silvex. La fiorentina Graziella Braccialini. Le vicentine Alessi Domenico e Superoro e la milanese Milor. Tra le estere, le spagnole Pie de Rey Designs e Alias Concept, le turche Zen Diamond e Arpas. E ancora le new entry 2025: da Vicenza Linea Italia Gioielli; Quadri srl; LAC S.p.A; Gabriela Rigamonti Jewels. E da Arezzo, Fratelli Chini. Con l’obiettivo di rafforzare il carattere strategico della manifestazione per l’Industry globale dei preziosi, nel 2025 IEG ha rinnovato l’offerta merceologica e il layout espo-
sitivo di un evento che si conferma piattaforma d’elezione per “dar forma all’idea di gioiello”: selezionando i top buyer esteri per l’export tricolore, ospitati grazie al sostegno di Agenzia ICE, e rafforzando anche la parte espositiva delle tecnologie così come quella dei convegni per gli operatori internazionali. Per finire, dalla manifattura additiva alle lavorazioni meccaniche, dagli utensili agli impianti di affinazione, forni e centrifughe, fino ai trattamenti galvanici ai laser per marcature, incisioni e saldature e alle stampanti 3D per i prototipi: a Oroarezzo l’intera filiera sarà rappresentata da soluzioni all’avanguardia, ideali per le sfide produttive di oggi. Tra le aziende: Sisma, Italimpianti, Orotig, Ombi, Zone creative, Lm Industry, Taumac, DWS e la new entry Fanuc Italia. Infine, nel foyer di Arezzo Fiere e Congressi ci sarà posto anche per i pezzi unici di Première, il noto concorso di Oroarezzo che valorizza la creatività nel design del prezioso, il cui nuovo concept è ‘Specchio del Tempo’.
A RT TOUCH
www.fior.it info@fior.it
L’ORAFO ITALIANO
GR A N D TOU R D I L A URA INGHIRAMI
Da questo numero parte la nuova rubrica de L’Orafo Italiano in cerca di ispirazioni dal mondo. Un viaggio globale alla ricerca della bellezza, dell’eccellenza, dei trend emergenti e anche dei nuovi talenti, con uno sguardo attento all’evoluzione del settore dei preziosi.
ROSALIA ALPINA
DOVER STREET MARKET, NY
Nel concept store di New York, una libreria a muro espone gioielli e oggetti vintage selezionati. Senza vetrine, gli oggetti si possono toccare, provare e fotografare, trasformando lo shopping in un’esperienza sensoriale tra design e ricerca, apprezzata soprattutto dalle nuove generazioni.
La Rosalia Alpina, raro coleottero delle Foreste Casentinesi, incanta con la sua livrea azzurrocenere e nera. Simbolo di resilienza e tributo alla natura e alla sua bellezza, Mariae Nivis 1567 ne ha creato un gioiello in argento e smalto con un messaggio: “Sono la Rosalia Alpina, proteggimi e ti porterò fortuna”.
Tim
SMART RING TAPSTER
L’anello che consente pagamenti contactless è impermeabile, resistente ai graffi, non richiede batteria né internet. Certificato da Visa e da Mastercard, potrebbe diventare, a fianco dello smart watch, un dispositivo sempre più diffuso.
Mariae Nivis 1567
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Dover Street Market, New York
GRAND TOUR
PRESENTAZIONI
Il Palais Garnier di Parigi celebra 150 anni di storia, simbolo di arte e cultura nel mondo. Per l’occasione, Les Néréides ha organizzato una visita alla scoperta dei segreti dell’Opéra National de Paris, dal lago artificiale che l’architetto Garnier fece costruire per incanalare l’acqua e mantenere salde le fondamenta dell’edificio, fino al racconto sul fantasma dell’opera, tratto dall’omonimo romanzo di Gaston Leroux. L’azienda ha omaggiato l’anniversario con una collezione di bijoux ispirata a Giselle, balletto che incarna amore e mistero, disponibile nella boutique de l’Opéra National de Paris.
Da sinistra: Isea Karsli, Giacomo Giovagnoli, Moreno Cicoria, Lorenzo Franchini, Susanna Testa, Guia Bonvini. Palais Garnier
GIOVANI ARTISTI
Valorizzare i giovani nel mondo del gioiello è essenziale. Vi presentiamo sei giovani designer emergenti, che stanno contribuendo a portare freschezza e novità nel settore:
BOTTEGHE STORICHE
MORENO CICORIA @moragecc ISEA KARSLI @jiso.labo GIACOMO GIOVAGNOLI & LORENZO FRANCHINI @collaninecolorate GUIA BONVINI @bon.vi.gioielli SUSANNA TESTA @pannalu
Le botteghe storiche che custodiscono tradizione e artigianato sono veri tesori dell’Italia. La gioielleria Lorenzi di Sansepolcro, nata nel 1924, ha da poco celebrato 100 anni di attività. Oggi è un negozio di oggetti di ricerca da tutto il mondo, con la passione che ne ha contraddistinto tre generazioni. Indirizzo: via XX settembre 100A Sansepolcro -AR. Selezione gioielli Lorenzi @lorenzi1924
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L E NE W S / a cura di Michele Weiss
ARTECORA
Argento brunito nel l a c ol l ezi one Ananda9 25
Artecora è un’azienda orafa italiana che combina la tradizione artigianale con le moderne tecnologie per creare gioielli distintivi. Le loro collezioni, tra cui “Ananda925” (nella foto, bracciale in argento brunito, a maglia intrecciata, uno dei pezzi della collezione) e “Gisel”, utilizzano materiali come argento 925, ottone, bronzo e pietre dure, offrendo una varietà di design che spaziano dal classico al contemporaneo. Artecora si distingue per la capacità di fondere l’arte orafa tradizionale con l’innovazione tecnologica, rivoluzionando il concetto di gioiello e mantenendo viva l’eccellenza del made in Italy. “Mescoliamo vecchi e nuovi saperi, esperienze e visioni sulle tendenze della moda, attenzione ai materiali e ai processi di lavorazione. L’argento, l’ottone e il bronzo, insieme alle pietre dure, sono il cuore della nostra produzione, la materia che il sapere artigiano sa rendere gioiello”.
GRAZIELLA AIR Time less Twist
Realizzata con tecnologia Graziella Air, la collezione Timeless Twist sfoggia un design accattivante in cui leggerezza ed estetica s’intrecciano in gioielli confortevoli e dal fascino duraturo. Graziella Air è un’esclusiva tecnologia per ridurre il peso del 50% lanciata recentemente dall’azienda aretina, spiega Giacomo Gori, AD Graziella Braccialini: “Le potenzialità di questa tecnologia sono testimoniate dal classico orecchino a cerchio da donna, che mantiene i tradizionali volumi con un peso superleggero tra i 2 e i 4 grammi. Abbiamo scelto di investire in nuove soluzioni capaci di affrontare situazioni avverse come il rialzo del prezzo dell’oro, l’inflazione o le incertezze geopolitiche, attraverso un nuovo paradigma di design e di produzione che ci permette di espandere i nostri orizzonti commerciali, anche in un periodo di generale difficoltà del settore”.
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MODELLART B ra c c i a l i S n a ke
Bracciali SNAKE morbidi, in oro bianco con diamanti, zaffiri e pietre semipreziose. MODELLART nasce in Italia, nel distretto orafo di Valenza, città famosa nel mondo per la maestria dei suoi artigiani orafi. Il marchio fa tesoro dell’esperienza trentennale nell’alta gioielleria del fondatore, Michele Elettro, supportato da un gruppo brillante e con riconosciuta professionalità, sempre al passo con le nuove tecnologie e impegnato nella cura del dettaglio e nella ricerca dell’eccellenza: qualità che consentono all’azienda valenzana di collaborare con i più importanti brand della gioielleria per i quali vengono seguite tutte le fasi lavorative. MODELLART rilancia l’ambizione di andare sempre oltre, sperimentando o attualizzando lavorazioni del passato, col risultato di arrivare a creazioni contemporanee e uniche.
NEWS
ORCHIDEA PREZIOSI
A l servizio del settor e or af o e gi oi el l i e ro
Fondata nel maggio del 1988 da Enzo Scartoni, Orchidea Preziosi spa è un’azienda che ha saputo coniugare la tradizione della lavorazione dei metalli preziosi con l’innovazione tecnologica, diventando un punto di riferimento per il settore orafo e della gioielleria. “Nel corso degli anni abbiamo ampliato l’offerta, diventando partner strategico sia per tutti gli operatori del settore oreficeria che per chi opera nel mondo luxury-fashion. La nostra divisione ‘Moda’ è nata nei primi anni Duemila, quando abbiamo deciso di applicare il nostro know-how anche a questo ambito, ottenendo risultati che ci hanno permesso di crescere e innovare ulteriormente. Con la nostra concezione di azienda al servizio di altre aziende, collaboriamo su progetti ad alto contenuto tecnologico, pronti a formare partnership strategiche in grado di portare valore aggiunto ai nostri clienti. Per noi ogni sfida è un’opportunità per crescere e migliorarci anche nell’ottica della sostenibilità ambientale”.
GARATTI
B l a c k T i e s u l l ’ O rient E xp r ess Per la prima volta in assoluto, una Maison gioielliera italiana sceglie di presentare la nuova collezione durante un viaggio da Venezia a Parigi, a bordo dell’Orient Express, affidandone il racconto al regista Ferzan Özpetek. Garatti, tra i leader mondiali per le collezioni di Alta Gioielleria con diamanti fancy rossi, verdi e blu, ha scelto di invitare very important clients, jet set internazionale, attori del cinema italiano e muse del marchio a condividere questo viaggio emozionale, che ha dato vita a un cortometraggio sospeso nel tempo e che verrà lanciato a maggio. Protagonisti: Kasia Smutniak, Isabella Ferrari, Greta Ferro, Saul Nanni, Giancarlo Commare, Denise Tantucci e Andrea Di Luigi. A bordo dello storico treno è stata presentata in esclusiva anche la nuova collezione ‘Black Tie’ dedicata alle occasioni speciali, anche per lui. Papillon, gemelli e spille, con pavé di diamanti e pietre preziose, nascono come accessori maschili ma si trasformano in elementi unisex, sfidando le convenzioni.
BREIL Hexagonia
Breil presenta la nuova collezione di gioielli Hexagonia, una linea dalla struttura geometrica che esprime lo stile opulento degli anni ‘80. La purezza delle linee dà vita a un design di affascinante complessità. Collezione scultorea costruita attorno alla forma dell’esagono, Hexagonia prende vita attraverso un rigoroso “mosaico” che definisce orecchini e bracciali declinati nella versione acciaio e acciaio IP gold. Una serie di poligoni, di conformazione e dimensione differente, si accostano tra loro per dare vita a strutture bold brillantemente protagoniste. Il celebre marchio italiano di orologeria e gioielleria nasce nel 1935 a Milano e, in oltre ottantanni di storia, ha sempre manifestato un approccio all’avanguardia. Breil firma collezioni di orologeria iconiche e distintive, mentre nella gioielleria crea pezzi dal fascino straordinario attraverso la sapiente lavorazione dell’acciaio.
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GEMGENÈVE A maggio la fier a gi nev r i na d e lle ge mme ra r e
“Senza confini” è il claim della nona edizione di GemGenève, manifestazione ginevrina dedicata alle gemme più belle del mondo e non solo. Dall’8 all’11 maggio il Palaexpo di Ginevra sarà il teatro per scoprire pietre rare, acquistare gioielli antichi, incontrare giovani designer, ammirare artisti e artigiani in pieno processo creativo, partecipare a una conferenza sui diamanti di Golconda e visitare un’esposizione dedicata ai più bei gioielli del XX secolo. Proviamo a dare i numeri: nei quattro giorni di incontri e scambi saranno presenti 250 espositori, tra cui oltre 200 commercianti internazionali di 75 nazionalità diverse, pronti a occupare i 15.500 mq di superficie espositiva, mentre negli spazi della kermesse è previsto un afflusso di circa quattromila visitatori. Tra le mostre, un tributo all’Art Deco nel centesimo anniversario dell’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi.
WATCHES OF JESOLO
L a mostra-me r cato del l ’ or ol oger i a indipendente Watches of Jesolo, spin-off di Watches of Italy, è la prima mostra-mercato nazionale dedicata alla produzione orologiera italiana e alla sua filiera. A differenza di Watches of Italy, evento andato in scena lo scorso ottobre e riservato ai brand italiani, Watches of Jesolo è aperta anche ai marchi stranieri offrendo così un panorama ancora più vasto del fascinoso e vitale mondo dell’orologeria. Come per WOI, anche a Watches of Jesolo i visitatori avranno la possibilità di acquistare direttamente gli orologi durante i due giorni dell’evento, che è in calendario il 10 e 11 maggio presso il Palazzo del Turismo di Jesolo, nota località balneare veneta. Alla kermesse parteciperanno una serie di marchi da ammirare, tra questi: Venezianico, Officine Tecniche, Ichnos Watches, Memphis Belle e molti altri ancora.
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BUCCELLATI
F u rry A n i m a l s p ro t a g o n i s t a alla Design Week
Durante la Milano Design Week 2025, Buccellati ha immerso i visitatori in un viaggio sensoriale tra natura e artigianalità. Balich Wonder Studio, gruppo integrato di intrattenimento noto per le esperienze live visionarie e le installazioni immersive, è stato incaricato del concept e della produzione esecutiva della mostra ‘Naturalia’, che ha presentato installazioni site-specific e paesaggi sonori conducendo il pubblico attraverso “Buccellati Silver Nature” in tre distinti regni naturali: le vette imponenti delle montagne, l’allure mistica delle foreste e le placide profondità del mare. Studio Mary Lennox, realtà creativa con sede a Berlino specializzata in botanical design, ha potenziato l’esperienza con scenografie vegetali mixate alle installazioni digitali, dando vita a un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Protagonista di Naturalia è una delle collezioni più emblematiche di Buccellati, Furry Animals, in cui sottili filamenti d’argento lavorati con straordinaria maestria, restituiscono con sorprendente realismo le trame morbide di pellicce e i piumaggi degli abitanti della natura.
NEWS
POMELLATO
A G i n e v ra i l p ri m o m o n o m a rc a in S vizzer a
VACHERON CONSTANTIN
Pomellato, storica maison di gioielleria milanese, inaugura la sua prima boutique a gestione diretta in Svizzera, situata nella prestigiosa Rue du Rhône di Ginevra. Questo nuovo spazio si distingue non solo per il design raffinato, ma anche per l’impegno verso la sostenibilità: sarà infatti il primo negozio Pomellato certificato LEED Platinum. L’apertura rappresenta un passo significativo per la Maison, sottolinea Sabina Belli, CEO Pomellato: “lo spirito cosmopolita di Ginevra e la sua profonda comprensione dell’artigianalità la rendono la location ideale per noi. Questa boutique non solo testimonia il nostro impegno verso un lusso sostenibile ma porta anche la creatività audace e l’eleganza anticonvenzionale di Milano nel cuore della Svizzera”. Fondata nel 1967, Pomellato ha rivoluzionato la gioielleria col suo stile e l’innovativa filosofia delle gemme. Le sue collezioni iconiche – dal celebre Nudo, con le sue gemme dal taglio esclusivo, alla raffinata Catene, ispirata alla tradizione orafa milanese, fino alla collezione Iconica, espressione di un design contemporaneo – incarnano il perfetto equilibrio tra maestria artigianale e creatività senza tempo.
N uov a bouti que ne l l a C i t t à E t e rn a
Vacheron Constantin ha inaugurato una nuova boutique a Roma, in Via Condotti, 29, nel cuore dello shopping di prestigio della Capitale. Con questa apertura, salgono a tre i monomarca sul territorio italiano. Il debutto del punto vendita coincide con un momento significativo per la Maison, che celebra il 270° anniversario della fondazione, traguardo che rende omaggio all’eccellenza orologiera. Fondata nel 1755 da Jean-Marc Vacheron a Ginevra, Vacheron Constantin ha da sempre perseguito l’eccellenza, tramandata di generazione in generazione unendo maestria tecnica e sensibilità artistica. La nuova boutique, la più grande in Italia, si sviluppa su una superficie di 200 mq disposti su due livelli. Il concept decorativo riflette l’identità storica e contemporanea della Maison con i suoi simboli iconici. La boutique si ispira anche alla bellezza di Roma attraverso dettagli e complementi d’arredo che richiamano la grandezza della Città Eterna.
DAMIANI
M i l a n o a n c o ra p iù a l centr o
Damiani consolida la propria presenza a Milano con una nuova boutique tra Via Montenapoleone e Corso Matteotti. L’area, ad altissimo traffico, è oggetto di un crescente interesse da parte dei grandi marchi internazionali e si sta trasformando in un nuovo baricentro del lusso, come dimostrano le tante recenti ed esclusive aperture. Il punto vendita, sviluppato su due piani, presenta ampi spazi dominati da un mix armonioso di tonalità: oro, beige e marrone – il colore iconico del brand. Arredi dalle linee arrotondate e tessuti pregiati caratterizzano i raffinati ambienti. Il 2025 sarà un anno fondamentale per Gruppo Damiani, sempre più protagonista in città. Oltre a questa boutique, saranno infatti inaugurati nell’esclusiva cornice di Galleria Vittorio Emanuele, dove il Gruppo già gestisce il flagship Rolex, anche altri due negozi – uno in collaborazione con il brand di orologi d’alta gamma Panerai, e il nuovo showroom Damiani. Espansione in vista anche per la storica Fornace Venini, che presidierà con un flagship l’area San Babila/Durini.
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NEWS
LVMH WATCHES J e a n - C h ri s t o p h e Ba b in è i l n u o v o C EO
Jean-Christophe Babin assume un nuovo incarico ai vertici di LVMH. Dal 1° aprile, oltre al suo attuale ruolo di CEO di Bulgari, guiderà anche la divisione LVMH Watches, succedendo a Frédéric Arnault. Quest’ultimo, quarto figlio di Bernard Arnault, passerà alla guida di Loro Piana, in seguito a un recente riassetto interno del gruppo francese del lusso. Nel suo nuovo ruolo, Babin riporterà a Stéphane Bianchi, CEO della divisione orologiera e gioielliera di LVMH, e avrà il compito di sviluppare le strategie di crescita e implementazione dei brand Hublot, TAG Heuer e Zenith. A lui risponderanno direttamente Julien Tornare (CEO di Hublot), Antoine Pin (CEO di TAG Heuer) e Benoit de Clerck (CEO di Zenith). Questa nomina consolida ulteriormente la leadership di Babin all’interno del colosso francese del lusso.
BVLGARI
Cor i nne L e Fol l a c a p o del l ’ Al ta Gi oi el l e ri a
BVLGARI ha nominato Corinne Le Foll nuovo Amministratore Delegato della divisione gioielleria e Alta Gioielleria. Le Foll è stata in precedenza CEO della Maison di preziosi Dinh Van, ruolo che ha ricoperto dal gennaio 2022 al giugno 2024. Prima di entrare in Dinh Van, Le Foll è stata amministratore delegato di Cartier France dal 2018 al 2022. La sua carriera include anche due decenni presso Cartier, Maison di gioielli di proprietà di Richemont, dove ha ricoperto diverse posizioni nel management. Nel 2010 è stata nominata direttore marketing e comunicazione in Medio Oriente, prima di trasferirsi a Parigi come direttore marketing globale della divisione gioielli del marchio. La nuova nomina arriva un anno dopo che la Maison romana ha scelto Laura Burdese come Vice Direttore Generale.
ORIS
N u o v a s e d e i t a l i ana Fondata a Hölstein nel 1904, Oris è sinonimo di innovazione e sostenibilità nel mondo dell’orologeria: valori che il brand intende condividere con il pubblico italiano con l’apertura della sua prima sede in Italia. “La nostra scelta di aprire una società in Italia nasce dal profondo rispetto per la cultura italiana dove l’orologeria non è solo un accessorio, ma un’espressione di stile e personalità – ha commentato Marco Gemperli, CEO di Oris Italia –. Vogliamo entrare in sintonia con questa passione, offrendo agli affezionati italiani un contatto diretto col mondo Oris attraverso i nostri prodotti e un servizio dedicato”. La nuova sede, situata nel cuore di Milano, non sarà solo un centro operativo, ma anche un punto di riferimento per eventi e collaborazioni con partner locali e globali.
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CUBIC ZIRCONIA FOR FINE JEWELRY
ENGLISH TEXT
P. 28/29 MARCO VALENTE The Engineer of Emotions by Simona Infantolino
Growing up in the world of jewellery, admiring and grasping the secrets of his father’s work, Marco Valente dedicated his life to perfecting the art of jewellery design and production. His vision is clear: to put the diamond back in the centre, creating delicate architectures around it that blend with the human body. Each of its jewels is the result of a careful selection of stones, all from a single producer, which guarantees not only the high quality but also the social responsibility of the supply chain. Diamond traceability, along with certification from the Gemological Institute of America, further emphasise the brand’s commitment to excellence. Precisely for these reasons, jewellery for Marco Valente is not only a matter of aesthetics, but a real engineering of emotions. Each creation is designed to enhance the quality of diamonds by focusing on a few simple key points: lightness, brightness and sobriety. The collections, which can be found in the five lines High Jewelry, Stretch, Bridal, Signature and Candies, in fact have clean and elegant lines, able to enhance the beauty of the stones. Each jewel, created to last over time and to celebrate the most important stages of life, is born to be passed down from generation to generation. It is a family legacy that celebrates beauty, tradition and innovation, offering a particular kind of uniqueness that tells stories of life and love, ready to shine for generations to come.
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on which a bright pink sapphire seems to float. Also noteworthy is the toi et moi ring “Plume Mademoiselle de Chanel”, in which the feather, embellished with fancy diamonds, harmonizes perfectly with a pink poire diamond. Between lightness and elegance, the new Chanel Collection recovers tradition by innovating it.
P. 42/43 CELESTIAL GLAMS: THE COSMOS AS TOLD BY THE MASTERS OF JEWELLERY
P. 40/41 HAUTE JOAILLERIE PLUME DE CHANEL THE SUBLIME ART OF LIGHTNESS
by Laura Astrologo Porché @journaldesbijoux The graceful and sinuous shape of the feather is the source of inspiration for Chanel’s new collection. Conceived by Patrice Leguéreau, creative director of the Maison who passed away last November at just 53 years old, “Plume de Chanel” is a hymn to lightness and harmonious shapes, and is also the last tribute to Gabrielle Chanel by a great contemporary talent. The motif of the feather, in fact, dates back to the dawn of the brand: in 1910 Gabrielle Chanel used it in her first creation, a hat adorned with a spectacular white aigrette, and made it a central element of her first and only collection of High Jewellery “Bijoux de Diamants”, which appeared in 1932. Among the precious ones, “Plume de Chanel” stood out, a diamond-studded brooch that developed in a soft and wavy line, reproducing the design of a feather. Adaptable jewel designed to enhance femininity in all its facets, it could be worn in various ways: at the shoulder, to emphasize the neckline, around the wrist and even as a diadem in the hair. This very brooch – an emblem of Gabrielle Chanel’s creativity and bold genius – inspired this collection. In it we find the same spirit of lightness and modernity, which is however re-proposed in a bolder vision. The careful choice of gems, set according to a particular technique, helps to make the shape of the feather even more delicate and sinuous, to the point of seeming evanescent. The central structure gradually disappears, thinning into irregular filaments that give it an impression of movement. The slender shape allows, also in this case, great adaptability: it can be the ornamental motif of an earring, a hair clip and can give rise to countless other uses, thanks to removable feathers. The base of the feather remains fixed while its ends are articulated in thin lashes (filaments), which, thanks to a spherical enamelling technique made piece by piece, gives the impression of an even softer and more natural movement. The selection of stones has also been made with great care to enhance the delicacy of the movement, an idea strongly desired by the Maison’s creation studio. The chromatic research is refined and rich. Diamonds are designed to accentuate the brightness of feathers, while sapphires and pink tourmalines underline their relief. Within the collection, composed of fifteen elements, the transformable necklace “Plume Couture de Chanel” stands out, made of white gold, rose gold, platinum, diamonds and pink sapphires. It is composed of two strands of diamonds that enclose a long feather and a trine of pink sapphires,
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The beauty and mystery of the celestial vault have always enchanted and inspired humanity, so much so that artists, poets, philosophers and jewellers have found in the constellations an inexhaustible source of creativity. Since the dawn of civilizations, the stars have represented a symbol of connection between the earth and the divine. The stars, with their distant and unaltered light, have fueled myths and legends that have spanned centuries and cultures. They are not just points of light in the night sky, but symbols of hope, unexplored ideals and a destiny that goes beyond the ordinary. Leopardi’s poem “Vaghe stelle dell’Orsa”, with his melancholic beauty, perfectly embodies this feeling of charm and search for meaning in the infinity of the sky. For jewellers, transforming this sense of cosmic wonder into works of art is a challenge that requires not only technical mastery, but also a deep understanding of the aesthetics and symbolism of the stars. The jewels inspired by the cosmos are not simple ornaments, but authentic testaments of a human desire to capture ethereal beauty and carry a piece of the starry sky with them. Chanel, with its 1932 collection inspired
ENGLISH TEXT by Gabrielle Chanel, celebrates a journey beyond earth and time, reflecting on Gabrielle’s love for the stars. As she herself declared, “My stars! But how can you find something more rewarding and eternally modern?”. In 2024, Tiffany launched the new Blue Book collection, Tiffany Céleste, inspired by Jean Schlumberger’s artistic vision and his celestial motifs. This collection presents itself as a cosmic journey in which the sun, moon, stars, remote galaxies and ancestral worlds interact. During the recent TEFAF in Maastricht, however, Anna Hu unveiled a brooch that evokes the formation of the universe: a 42.62 carat Paraiba tourmaline represents the Earth in the centre, while the sun and moon act as guardians of the galaxy. Around them, four-coloured stars are arranged on the nebulae, creating an evocative celestial atmosphere. Going further, Mellerio, a historic Parisian maison with very ancient Italian roots, presented a wonderful medallion, “Étoile mystérieuse”, as well as a pendant adorned with a multitude of stars with the evocative title “Starry Night”. Tasaki, for its part, in the summer of 2024 presented its High Jewellery collections in Paris, which include a fascinating necklace of akoya pearls interspersed with spatial elements. Two old classics? Étoilée by Buccellati and Sous les étoiles by Van Cleef & Arpels, timeless. You can’t miss Anthony Lent on this journey, famous for his unconventional creations often inspired by the sun, stars and celestial bodies. Even jewelry designers are fascinated by this theme, which stimulates their sensitivity and creativity. Francesca Corradini, awarded in September 2024 in Venice with the title of MAM-MASTER OF ART AND CRAFT in the bijoux category, has created an impressive bracelet depicting a brass sun. Finally, Teresa Escudero, renowned designer of precious objects, has created a collection entitled Cosmic that features unique pieces with precious stones and extraterrestrial fragments from the Asteroid Belt, between Mars and Jupiter. Specifically, the “Avalon” ring includes a 2.5 gram Sikhote Alin meteorite sample, two Paraiba tourmalines, and a diamond.
P. 46/48 CARTIER: A JOURNEY THROUGH HISTORY, LUXURY AND INNOVATION
The house of Cartier launches Chapter III of “Nature Sauvage” while a sparkling exhibition celebrates it at the Victoria & Albert Museum in London A timeless icon of fine jewellery, the Parisian maison continues to surprise with its ability to blend tradition and modernity. Founded in 1847, it has built a legacy of innovation, excellent craftsmanship, and singular, bold design since the opening of Louis Cartier’s first boutique in 1899 at 13 rue de la Paix in Paris. Today, Cartier, with over two thousand boutiques on five continents, is unquestionably synonymous with timeless luxury, capable of reinventing itself while remaining true to its essence. And here is the prestigious Victoria & Albert Museum in London, one of the most important cultural places in the world for applied arts and design, hosting an exhibition dedicated to the history and art of Cartier, the first major exhibition in the United Kingdom dedicated to the house in the last thirty years. The exhibition explores the evolution of the brand through over 350 pieces including jewellery, watches and iconic creations, an in-depth look at the history of the brand and its influence in the world of excellence. Highlights include historical pieces such as the Williamson Diamond brooch commissioned by Elizabeth II in 1953, the Scroll tiara worn at her coronation, and Grace Kelly’s famous
engagement ring. There is no shortage of legendary Panthère creations and the revolutionary Crash watch, inspired by Dalinian surrealism. Divided into three main sections, the exhibition illustrates the stylistic evolution, technical craftsmanship and aesthetic impact and focuses on the relationship over the years with nobility and celebrities, highlighting how the brand has become the “jeweler of kings and the king of jewellers”. A tribute to the past of a house that continues to amaze, also fresh from the launch last January of the third chapter, expansion of its sophisticated collection of fine jewellery, of Nature Sauvage, a fine selection of pieces that blend naturalism and abstraction. A 3rd Chapter rich in the classic codes of the brand, including the Tutti Frutti combinations of sculpted emeralds, sapphires and red coral, along with large cats portrayed while hunting and at rest. Unveiled in Vienna at the historic Kursalon, this extraordinary collection celebrates nature and its symbolism through surprising creations, in which the craftsmanship and artistic vision of the maison merge into pieces of extraordinary beauty. What’s the mission? It remains the same: to highlight the fauna chosen by Cartier in new, unexpected and preferably hyper-realistic ways, with immediately recognisable animal forms, while in the pieces with a more abstract theme, as in the Echina necklace, the intention is clearly to celebrate a stylistic moment in the brand’s history, such as the explosive creativity of the 1920s. The panther, always an emblem of Cartier, returns to be the protagonist with modern and bold interpretations, alongside mythological figures and exotic animals. It is difficult to imagine another jewellery house capable of interpreting this great feline with the same graceful vigour. Among the most emblematic pieces is the Panthères Versatiles necklace, in white gold with a 10.10 carat Zambian cabochon emerald, onyx and diamonds. Here, the big cat takes on metamorphic powers in a transformable design that can be worn as a bracelet, choker, or even as an unusual shoulder jewel with an elongated decoration on its back. Still on the subject of panthers, here is the Panthère Canopée with the feline asleep on palm leaves set with diamonds. Another novelty is the Ispida ring, which captures the silhouette of a
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kingfisher suspended above a “puddle” of blue-green tourmaline, and the Tiger Fine Jewellery necklace, an extraordinary piece made with yellow, orange, brown and white diamonds, onyx inserts and emeralds to give life to a moving tiger. The Creative Director of Fine Jewellery, Jacqueline Karachi, says that the goal of the chapter is to “surprise, amaze and bring modernity through unexpected encounters. The collection contains expressive jewellery that highlights an animal’s aptitudes and personality, its vitality. Like an actor, he plays with graphics, volumes and optical illusions, blending into an imaginary landscape. That’s the spirit of Nature Sauvage.” Despite the fact that the luxury sector is experiencing a period of economic uncertainty, the high-end jewellery segment continues to record excellent results. The Richemont group, owner of Cartier, Buccellati and Van Cleef & Arpels, closed the third fiscal quarter with a sales increase of 10%, reaching 6.2 billion euros. Jewellery performance, driven by the Maison’s own high-end and diamonds, contributed significantly to these results with a 19% increase in sales in Europe and a 14% increase over last year, thanks to successful launches of jewellery and watchmaking products. Forecasts for 2025 remain optimistic, with an ever-expanding luxury jewellery market with Cartier diamonds and jewellery in the lead confirming a safe investment, with growing interest from collectors and enthusiasts. Cartier continues to create a perfect balance between past and future, with an aesthetic language that crosses the ages and a capacity for innovation that keeps its charm intact. The house has managed to maintain its relevance thanks to its ability to interpret contemporary taste without ever giving up its identity. With the exhibition at the Victoria & Albert Museum and the Nature Sauvage collection, Cartier reaffirms its role as a major protagonist in the world of fine jewellery, demonstrating that luxury, creativity and tradition can coexist in a timeless narrative. With its ability to reinvent itself and anticipate trends, Cartier is preparing to face the future with the same elegance and craftsmanship that have made it a legend in the world of jewellery and watchmaking.
P. 50/51 IS RECYCLED GOLD REALLY THE ANSWER?
From lab-grown diamonds to recovered precious metals, the jewellery sector faces a crucial challenge: ensuring transparency in the supply chain and a clear distinction between the types of recycling. By Gianfilippo Versari The jewellery sector is undergoing an epochal transformation. World-renowned companies, such as Prada and Pandora, have proudly declared that they use 100% recycled gold in their collections, highlighting their commitment to sustainable and ethical practices.
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In particular, Pandora recorded an organic growth of 13% in 2024 and a turnover that reached about 4.42 billion dollars, a figure that testifies to how gold recycling is not only a marketing operation, but can also translate into commercial success. The adoption of recycled gold responds to the need to reduce the environmental impact of mining, a process known for its high CO2 emissions and related ecological damage. The choice to use production methods that involve the use of recovered materials – as in the case of the Swarovski Created Diamonds collection, made entirely with 100% renewable energy and recycled precious metals – aims to contain environmental degradation and give new life to resources that would otherwise be dispersed. However, there is no lack of criticism and doubts about the real sustainability of this approach. Numerous experts and environmental groups highlight how the term “recycled” is often misused, giving the impression that every gram of gold subjected to smelting or reprocessing automatically guarantees environmental and social benefits. The debate intensified with the intervention of the Precious Metals Impact Forum (PMIF) and the Alliance for Responsible Extraction, which urged a more stringent redefinition of the concept, suggesting to clearly distinguish between “pre-consumer gold” considered not recycling but merely an inefficiency in production, “post-consumer” and that obtained from real waste, such as e-waste. According to some critics, real “recycled” gold should be understood exclusively as that recovered from products destined to become waste, such as electronics, where only 20% is actually processed, while the metal deriving from old jewellery or production waste represents more a productive inefficiency than an authentic act of recycling. In this sense, the risk is twofold: on the one hand, the environmental benefit of recycled gold could be overestimated, on the other hand there is the danger of favouring the spread of material from non-transparent and illegal sources, a magnet for recycling. Another critical point? The traceability of the metal. The complexity of the supply chain, often characterised by multiple steps and operational practices that are not always clear, makes it difficult to trace back to the origin. This opacity can facilitate the recycling of illegally mined gold, which is then mixed with “authentic” material, compromising not only the transparency of the supply chain, but also the protection of the communities of miners and workers involved in artisanal mining operations. Some brands, such as the Swiss brand Chopard, have decided to set a minimum threshold of 60% of gold from accredited artisanal mines in the hope of ensuring greater ethics. At the same time, the London Bullion Market Association (LBMA) highlighted that more than half of the gold in the global market comes from recycled sources, confirming the strategic importance of this approach. However, while recycling contributes to reducing the environmental impact of mining, it alone is unable to meet the growing global
ENGLISH TEXT demand. Without adequate control of mining practices and refining operations, it is unlikely that “recycled” gold can fully comply with ESG (Environmental, Social and Governance) standards, leaving open the question of its actual sustainability. The Responsible Jewellery Council (RJC) has dictated new guidelines, defining the concept of “recycled gold” more rigorously, but it remains generic and a source of criticism given that production waste and old jewellery in the same category mask the real environmental footprint of the material. Some researchers stress the importance of considering recycling in synergy with responsible management of the entire supply chain, which includes the adoption of ethical practices also in the extraction of the new metal. At the same time, the recycling trend is fueling an entire revolution in the precious metals sector, leading to the birth of new companies oriented exclusively to recovery from non-traditional sources. For example, the British Royal Mint aims to recover up to four thousand tons of gold from e-waste every year, while other companies are experimenting with innovative solutions to integrate recycling with rigid traceability and certification of the supply chain: an obligatory step towards greater transparency. Finally, the debate is not only about environmental aspects, but also about social and economic issues. Artisanal extraction represents a vital source of income for about fifteen million people, although it causes environmental damage, such as the intensive use of mercury – two thousand tons are dispersed in the environment annually – 40% of the global total. Therefore, the challenge is to find a balance between recovering precious metals, protecting the environment and supporting local communities, while promoting high standards throughout the value chain. In summary, recycled gold is undoubtedly marking an important turning point in the jewellery sector, offering innovative ideas to reduce environmental impact and improve the transparency of the supply chain. However, the battle for a truly sustainable supply chain is far from won: clearer definitions, stringent controls and an integrated approach that considers both recycling and ethical extraction are needed. Only in this way will it be possible to ensure that, in a constantly evolving market, every gram of gold – recycled or new – contributes to a truly sustainable future. SWAROVSKI - The Swarovski Created Diamonds, Eternity and Galaxy high jewelry collections are made with lab-grown diamonds that weigh up to three carats, set in 14k or 18k white and yellow gold or sterling silver, all recycled and made with 100% renewable energy. PRADA - For Prada only recycled gold and traceable diamonds. A debut in jewelry with a foot in sustainability, launching the collection,
Eternal gold, which was also the first, in the field of luxury, to use only recycled and 100% certified gold. PANDORA - By purchasing recycled metals, Pandora avoids emissions of around 58,000 tonnes of CO2 per year. This is similar to the annual electricity consumption of eleven thousand homes or the driving of six thousand cars worldwide. “Precious metals can be recycled endlessly without losing quality,” said CEO Alexander Lacik. PDPAOLA - The PDPAOLA Fine Jewelry SS25 collection is made with recycled gold from verified sources and includes two distinct capsules, Dafne and Venus, which boast an innovative bespoke bezel set, which creates the illusion of suspended diamonds.
P. 52/53 BETWEEN ANCIENT GREECE AND DEMOCRATIC DESIGN: THE NEW PATH OF ALFREDO CORRENTI by Michele Weiss
Founded in 1967 in Messina, Alfredo Correnti is a reference point in Sicilian goldsmith art, where excellent craftsmanship is combined with a sophisticated and contemporary allure. Founded as Alvaro & Correnti, the house carries on an idea of exclusive jewelry, rooted in tradition but open to experimentation. The new path is told by Carlo Correnti, creative director and designer, at the helm with father Alfredo and mother Cristina: “we do everything with care, craftsmanship is a fascinating world full of surprises. Let’s go to work aware that we have something very precious on our hands: our job”. Dr. Carlo Correnti, can you tell us about the evolution of the Alfredo Correnti brand in recent years? In the last five years the market has changed radically and so has our positioning. We have always worked mainly with taylor-made pieces, a bespoke production designed directly with those who will wear the product. In recent years we have expanded high-end production, trying to make it even more exclusive and, at the same time, we have developed a line aimed at a wider audience, in the sign of a democratic design: preserving our concept of jewellery and our production techniques, but making them more accessible. In the coming years we will increasingly cultivate this orientation: keeping alive the tradition of bespoke jewellery and fine jewellery, but not only. New product lines and new brand marketing actions? The production is designed exclusively by us, me and my dad. The intention is to create new lines with wider price ranges: our most
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accessible collection will soon be released, as well as a selection of unique, more precious pieces. We will push on these two vocations, as different in the product as they are united by the same production concept. Opening new sales channels through retailers and corners is one of our next challenges. How do you position yourself in the sector nationally and internationally? We carry out a different style from the mainstream, while maintaining a qualitatively high concept of jewellery. This has allowed us to gain recognition at an Italian and, even more so, international level. We have more than half a century of activity behind us and in the 70s and 80s we worked a lot between Rome and Milan, with good feedback at the national level. On the foreign market we have been successful, especially in the US. Perhaps a love for Italian sculptural aesthetics and archaeologically inspired design plays a role: Greek Sicily is a great source of inspiration for us. What are the challenges in a complex situation? Working in the jewellery industry in 2025 is increasingly complex. The increase in the price of raw materials, the contraction of markets and the rise in the cost of living require more careful management of resources and strategies. Craftsmanship clashes with an economic context that favours serial production and relocation, testing the sustainability of models based on quality and local manufacturing. Adapting to a changing market means finding new balances without betraying your identity. We must innovate, be flexible to changes and expand the accessibility of products, without sacrificing the value of craftsmanship. Does Made in Italy still exist as it was once understood? And, in your case, made in Sicily? Fortunately, yes. Italy is the cradle of taste, fashion, and of things done well. The cradle of Made in Italy is small family businesses like ours. It should be remembered that if there is this strong tradition, it is because it was created with effort and love by small artisans who have made Italy the birthplace of excellence. Many, unfortunately, are at risk. And this should alarm us: Made in Italy is not obvious, it must be taken care of by the institutions, by the media. It should be made cool to work in companies that do things by hand, heirs of a tradition to be preserved. And we must be careful that large companies do not “overpower” smaller ones, that international markets do not acquire local businesses. There is also a made in Sicily: unfortunately, however, great schools of goldsmith tradition are lost. When we talk about goldsmithing in Italy, we talk about Arezzo, Valenza, Vicenza and little else. Schools like the one in my city, Messina, rich in tradition and shops, have been neglected and scattered: it is our fault that we have not recognised the wealth of knowledge that made them up. Boutiques and internet-based shopping: what is the best channel for the future? I firmly believe in the physical world, in the shops, in the city centres of which Italy abounds. Jewelry must be lived, it is a tactile, bodily experience. But I do not deny the centrality of digital and online sales. They are a great tool to acquire new customers and get to faraway places. Online channels are now an integral part of the customer journey in today’s world. We all shop on the sofa, but as much as you can approach a product remotely, it is still essential, especially for the highest ranges of jewellery, to visit a boutique. Our challenge is to maintain that contact with the customer also in the digital experience. Should institutions do more for the sector and contribute to the training of new workers? Yes, of course. It is complex to be a small company that takes great care of the product with such high labour costs. It is necessary to expand the measures of assistance to companies in many fields, but above all that of the workers. Training a craftsman takes years, not months, and costs are prohibitive. In addition, finding new levers is difficult, there is a strong mismatch between supply and demand. But I think it is also the fault of the companies themselves: we have not been able to tell the beauty of our profession, of the handmade, conceived mainly as something “low” and, at the same time, we have sinned of unity and corporation to give voice to our requests.
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P. 66/67 FEDERPREZIOSI: “THE SECURITY OF JEWELLERS MUST BE GUARANTEED FOR ALL”
Theft and robbery emergency in Italian boutiques: President Stefano Andreis calls for incentives to encourage investments in security and shared strategies to protect entrepreneurs and customers. Security in the gold and jewellery sector continues to be an issue of primary importance, not only for entrepreneurs in the sector, but for the entire commercial fabric of Italian cities. The increase in thefts and robberies against jewellers, increasingly frequent and aggressive, is creating a climate of great concern. The chronicles report almost daily episodes, from Bologna to Ragusa, from Verona to Perugia, from Trento to Rome, demonstrating how crime acts with increasing audacity, often in broad daylight and in front of customers. Faced with this emergency, many goldsmiths have adopted increasingly sophisticated security measures. Video surveillance systems and alarm devices connected directly to law enforcement or private surveillance institutions have been installed in many activities. In many cases, passive protection systems have also been enhanced, with the introduction of metal detectors, armoured doors, shatterproof glass and direct connections with private surveillance. However, a data emerged from a recent survey conducted by Federpreziosi among goldsmith retailers reveals that, although 97.2% have installed an alarm system and 91.75% use a video surveillance system, only 54.2% have taken out an insurance policy. A surprisingly low percentage, also due to the high cost of premiums and the tax burden that heavily affects these expenses. The president of Federpreziosi Confcommercio, Stefano Andreis, expresses strong concern about the situation. “Crime no longer fears anything. We are witnessing increasingly serious episodes of violence, such as the recent assault in the province of Foggia, where a jewellery store was robbed with the help of a mechanical shovel, or the case of Rome, where a couple of criminals broke through the windows with a carpenter’s bat, taking precious items away for thousands of euros. These are episodes that cannot be ignored. Immediate and concrete responses are needed to guarantee the safety of entrepreneurs, their collaborators and customers”. Andreis also highlights another critical aspect, that of the economic sustainability of security measures. For many businesses, the tax burden on insurance premiums is a major hindrance. “For this reason,” continues President Andreis, “Federpreziosi strongly requests that support measures be introduced for companies that invest in security. Among the proposals, the reduction and greater deductibility of the 21.75% tax that today is levied on insurance premiums, an incentive that could favour a greater adherence to insurance coverage. It is also essential that institutions take action to promote more effective coordination between Law Enforcement and Trade Associations, so that interventions are increasingly targeted and timely”. The problem of security in the goldsmith sector concerns
ENGLISH TEXT not only thefts and robberies, but also the fight against the receipt and recycling of stolen precious materials. The operation recently conducted by the Carabinieri of Padua against an operator and his network of intermediaries, accused of recycling jewellery from thefts in apartments and jewellery shops, is an important signal in the direction of greater protection of the sector. The investigation, which lasted months and was professionally conducted by the Investigative Unit, led to the charging of a retired goldsmith and a goldsmith craftsman in charge of melting down the stolen precious items, thus dismantling a network handling stolen goods that extended throughout the Northeast. This intervention demonstrates how crucial a synergistic action between Law Enforcement and operators in the sector is to counter the phenomenon of handling stolen goods, which not only fuels crime, but damages the entire sector, putting at risk the credibility and integrity of honest companies. In February 2024, the Framework Protocol on video surveillance was renewed, signed between the Ministry of the Interior, Confcommercio Imprese per l ‘Italia, Confesercenti and soon it will be renewed with the main trade associations, including Federpreziosi. The current protocol in place with the Viminale, applied to a multiplicity of provinces along the Italian peninsula, which has reached its three-year deadline, aims to improve prevention strategies through a closer exchange of information between institutions and entrepreneurs. The adoption of advanced technological tools, such as video surveillance systems that can be connected directly to the operational centres of the State Police and the Carabinieri, is encouraged to ensure an immediate response in the event of attempted robberies. Another important tool is the regulation of the use of messaging applications, such as WhatsApp, for the creation of groups of operators that can report suspicious movements, fraud attempts or criminal activity in real time. For Federpreziosi, however, the Protocol is only a starting point. Safety cannot be left solely to the responsibility of individual entrepreneurs, but must become a collective priority. Goldsmith activities are a heritage of our country, an expression of a craft tradition that must be protected not only from an economic point of view, but also in terms of protection from criminal threats. “We cannot allow security to become a luxury for the few,” Andreis concludes. “Prevention is the key: we need incentives, collaboration between the parties and advanced technologies to protect those who contribute to the growth of the gold and jewellery sector every day.”
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L’ORAFO ITALIANO
LE PROPOSTE PIÙ ESCLUSIVE DELL’HOTELLERIE RADISSON BLU HOTEL – BERGAMO Radisson Hotel Group inaugura il Radisson Blu Hotel, Bergamo ChorusLife, gioiello di eleganza moderna nel cuore di un distretto innovativo. Con 107 camere esclusive, un ristorante panoramico e spazi dedicati a eventi, la struttura ridefinisce l’ospitalità della città orobica. Lusso, comfort e sostenibilità si fondono in un’esperienza unica per viaggiatori d’affari e turisti. Gli spazi sono pensati per garantire il massimo del relax, combinando materiali pregiati, illuminazione sofisticata e tecnologie all’avanguardia. L’esperienza culinaria è di alto livello con il Rooftop Restaurant, con un menu raffinato ispirato alla cucina italiana contemporanea. Il Lounge Bar, con la sua fantastica terrazza esterna, invita gli ospiti a sorseggiare cocktail d’autore e gustare piatti leggeri in un’atmosfera sofisticata e contemporanea. Infine, con 373 mq di spazi dedicati a meeting ed eventi suddivisi in sette sale modulari, l’hotel si propone come punto di riferimento per conferenze, happening e incontri di lavoro.
VILLA LATTANZI – TORRE DI PALME Villa Lattanzi è un’antica dimora del XVIII secolo circondata da un raro gioiello di macchia mediterranea a ridosso del mare, il Bosco del Cugnolo, in località Torre di Palme, nel cuore delle Marche, tra i Borghi più belli d’Italia e fantastico balcone panoramico in posizione dominante sulla costa adriatica. Le 18 stanze, divise tra comfort, superior e deluxe, offrono un ambiente di aristocratica bellezza, sospeso tra la terra e il mare. Un altro motivo di lustro per Villa Lattanzi è il piacere della cucina del ristorante, guidata dall’Executive Chef Rodion Dodu, fautore di una filosofia in cui la ricerca dell’armonia dei sapori è alla base di ogni piatto. La struttura è la cornice perfetta per matrimoni ed eventi, ed è dotata di ogni genere di comfort: una palestra, per prendersi cura del proprio corpo; una SPA per abbandonarsi a momenti di assoluto benessere; un parco naturale, per perdersi nel verde della vegetazione costiera, e, infine, la piscina di 100 mq con vista panoramica sul Mare Adriatico. TIVOLI KOPKE PORTO GAIA HOTEL – VILA NOVA DE GAIA A Vila Nova de Gaia ha aperto il Tivoli Kopke Porto Gaia Hotel, elegante fusione tra l’ospitalità di Tivoli Hotels & Resorts e la tradizione di Kopke, la più antica cantina di Porto al mondo. Sorto dalla ristrutturazione delle storiche cantine Kopke, l’hotel si estende su 20.000 mq di terrazze che evocano i vigneti del Douro, con una vista straordinaria su Porto, il fiume e il Ponte Luis I. Organizzato in tre aree – Vintage, Tawny e White –, si sviluppa intorno alla cantina, che, con 2 milioni di litri di Porto verrà aperta per esperienze esclusive di degustazione. Le 149 camere e suite combinano stile contemporaneo col tocco distintivo di Tivoli. Toni caldi della terra e del bordeaux, tessuti pregiati e fotografie d’epoca omaggiano la valle del Douro. Alla ristorazione c’è lo chef stellato Nacho Manzano, con due esperienze culinarie d’autore: 1638 Restaurant & Wine Bar, con un menù degustazione di 11 portate e raffinati abbinamenti di Porto Kopke e DOC Douro. E Boa Vista Terrace, per pranzi e cene con piatti ispirati all’Atlantico.
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08/06/20
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